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  • In tempo di pandemia il concorso musicale per flautisti si sposta on line e fa il pieno di iscritti da tutto il mondo

    Oltre 60 partecipanti all’iniziativa dell’Accademia G. Verdi, i flautisti hanno inviato il video della loro esibizione alla giuria che li ha successivamente guardati e giudicati. Iscritti al concorso da Italia, Corea, Giappone, Turchia, Ucraina, Macedonia, Spagna, Svizzera, Francia, Bulgaria, Moldavia

     

    VENEZIA. In tempi di pandemia e distanziamento sociale anche il mondo della musica classica ha dovuto ricorrere a nuovi strumenti di lavoro e a nuove modalità di esibizione e di studio, anche a distanza. Lezioni on line, webinar, concerti in streaming. E così nell’anno dell’emergenza sanitaria anche la V edizione del concorso “A TUTTO FLAUTO” è sbarcata on line. L’evento organizzato dall’Accademia Musicale G. Verdi di Venezia non si è svolta come di consueto in presenza, bensì a distanza in modalità on line. Superando al tempo stesso la barriera dei confini nazionali e aprendo la partecipazione a flautisti da tutto il mondo, con grande successo.

    Sono stati più di 60 i partecipanti al concorso da diverse nazioni: Italia, Corea, Giappone, Turchia, Ucraina, Macedonia, Spagna, Svizzera, Francia, Bulgaria, Moldavia. Si sono esibiti riprendendosi con il proprio smartphone o tablet o con altri strumenti multimediali. Hanno poi inviato il video alla giuria del concorso. Quest’ultima ha esaminato i video delle esibizioni, visionandoli varie volte, per assegnare i punteggi e giungere infine a stabilire i vincitori. Una nuova formula accolta con entusiasmo da tutti i partecipanti. Nella difficoltà di non poter svolgere il concorso in presenza, infatti, è stata trovata una nuova opportunità: quella di spostare l’evento on line, superando i limiti della presenza ed aprendo le porte a tutto il mondo.

    Il concorso è stato ideato da due amici flautisti. Francesca Seri Presidente dell’Accademia G. Verdi di Venezia, e Giovanni Mugnuolo, concertista e docente presso il Conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto (direttore artistico del concorso). “L’idea iniziale era creare una sana competizione ed un confronto tra gli studenti delle varie istituzioni musicali nazionali – spiega Francesca Seri – la quinta edizione è diventata internazionale e on line a causa del protrarsi del covid. Nell’emergenza abbiamo trovato un modo per aprirci al mondo intero, dando opportunità agli iscritti di potersi esibire in un modo inusuale davanti alla telecamera e non presenziale come doveva essere in una normale situazione”. 

    Il concorso conclusosi da pochi giorni ha visto la partecipazione di più di 60 iscritti nelle quattro categorie (denominate A-B-C-D), sezione solisti e ensemble da camera. Altissimo il livello di preparazione dei giovani talenti che hanno inviato i loro video alla giuria, composta quest’anno dal maestro Peter Lukas Graf (presidente), svizzero e noto concertista, già docente della Musik-Akkademie di Basilea e direttore d’orchestra, dal maestro Giorgio Blasco, già direttore del Conservatorio di Trieste, dal maestro Charina Quintana, concertista e docente di flauto presso il Conservatorio di Las Palmas delle Canarie, dalla maestra Francesca Seri, presidente dell’Accademia Giuseppe Verdi di Venezia, e dal direttore artistico maestro Giovanni Mugnuolo, concertista e già docente di flauto presso il Conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto.

    La commissione ha proceduto all’ascolto dei video, più di sessanta, nelle diverse categorie. 

    Prima della categoria A (i più giovani), la flautista Yuna Guryanova di Mosca, che a soli 8 anni ha saputo conquistare la giuria con il suo suono dolce ed espressivo e la sua musicalità.

    Nella categoria dei più grandi, la categoria D, hanno vinto il primo premio assoluto nella sezione musica da camera il quartetto Nymphes composto da Clara Cavalleretti, Sofia Panzeri, Tati Greis e Camilla Wanda Piardi con una magnifica interpretazione del brano “Jour d’etè à la montagne”. Il Quartetto nato nel 2019 è composto da un gruppo di amiche e studentesse del Conservatorio di Piacenza, allieve del maestro Saletti. “Nonostante l’adrenalina e le emozioni non possano essere comparabili a quelle che si provano davanti una giuria- hanno detto le ragazze del quartetto Nymphes – senza scoraggiarci abbiamo affrontato il concorso trasmettendo al meglio le nostre emozioni”.

    Primo premio anche al sestetto “La Gazza ladra” composto da Giovanni Moretti, Veronica Palmarin, Alice Morvillo, Alice Difrancescantonio, Andrea Vecchiato e Davide Longega. 

    Nella sezione musica da camera della categoria dei piccoli hanno vinto i due fratelli Sofia e Carlo Gambino, veneziani, allievi dell’Accademia G. Verdi. 

    Nella sezione B ha conquistato il primo premio assoluto il coreano Yunhoo Lee, 13enne, un vero talento artistico, con una tecnica assolutamente superba ed una musicalità di grande spessore. Primo a pari merito anche il veneziano Francesco D’Este di 12 anni.

    Nella sezione musica da camera B ha vinto il primo premio assoluto il duo Anais Jean Baptiste (flauto) e Pablo Bodineau-Acker (pianoforte), provenienti rispettivamente dalla Svizzera e dalla Francia.

    Nella categoria C1 i primi premi sono stati ben 4, assegnati a Rukiye Ayben Sever (Turchia), Misra Coskun (Turchia). Primi anche Benedetto Camaci (Italia) e Sofia Pirozhyk (Ucraina). Nella categoria C2 il primo premio è andato ad un artista talentuoso che ha conquistato la giuria, il giovane Vsevolod Lituchyi 16 anni, ucraino, studente presso l’Accademia “Glinka” di Leopoli, già vincitore di molti concorsi internazionali a Kiev e negli Usa. Altri 3 primi premi sono stati dati a Margarita Rudenco (Moldavia), Emma Pilastro (Italia) e Cojocari Ecaterina (Moldavia).

    Nella sezione musica da camera della categoria C ha vinto il primo premio assoluto con un punteggio di 100 su 100 il quintetto “Il Barbiere di Siviglia” composto dalle italiane Emma Piaia, Bianca Rosa Salva, Emma Jurriaannse, Sofia Rigopoulos, Marianna Gallo. Hanno convinto la giuria per l’ottima capacità di essere cameristi.

    Ben 14 candidati della categoria D solisti che hanno superato la prova eliminatoria con brani obbligatori scelti dalla giuria sono passati alla fase finale. Di questi 14 finalisti solo 6 sono risultati vincitori della V edizione del concorso. Il primo premio è andato all’italiana Clara Cavalleretti di Merate (LC), 20 anni, ancora studentessa, ma già vincitrice di altri concorsi nazionali, ottima interprete del concerto di Jaques Ibert per flauto e orchestra.

    La giuria ha voluto inoltre assegnare per il primo anno anche il Premio “Guido Novello”, un omaggio al grande maestro veneziano, già primo flauto del teatro La Fenice di Venezia ed insegnante di 2 giurati, che da anni portano avanti la sua scuola flautistica nel segno del bel suono e dell’interpretazione coinvolgente ed espressiva. Quest’anno il Premio Novello, che per statuto deve andare ai migliori interpreti italiani, è stato vinto a pari merito dal quartetto “Nymphes” e dal quintetto “Barbiere di Siviglia”. 

    Per maggiori informazioni visitare il sito dell’Accademia www.scuoladimusicagiuseppeverdi.it o le pagine social dell’Accademia.

     

    SCHEDA DI APPROFONDIMENTO

    L’Accademia musicale Giuseppe Verdi nasce il 5 novembre del 1994 quando un gruppo di musicisti, dopo aver girato il mondo in tourné ha deciso di fondarla a Venezia. L’accademia ha raggiunto l’anno passato un totale di 650 soci, distribuiti nei diversi corsi e nelle diverse sedi che l’Associazione utilizza in Venezia Centro Storico. Durante l’ultimo quarto di secolo oltre duemila studenti sono stati formati da centinaia di docenti. Oggi le sedi sono cinque, in palazzi meravigliosi a Venezia, la sede principale è a San Marco. I fondatori sono rimasti al timone: Francesca Seri, la presidentessa, peraltro pronipote del Maestro Verdi, ma anche Vincenzo Caggiula, membro del consiglio direttivo. L’Accademia negli anni continua a crescere: oggi propone circa una cinquantina di corsi, che vanno dai saggi di classe di strumento individuale o canto, ai concerti degli allievi più dotati e brillanti, fino alle esibizioni dell’orchestra, dei numerosi ensemble, della corale femminile, per finire spettacoli teatrali che vedono coinvolti fino a cento coristi. Attualmente l’Accademia è convenzionata: con il Conservatorio di Musica “Benedetto Marcello” di Venezia, con TRINITY COLLEGE per le certificazioni musicali in linea con EQF europeo, con il Convitto Nazionale Foscarini per corsi di musica all’interno della scuola. L’Accademia si inserisce nel panorama della didattica musicale rivolta in special modo a tutti coloro che intendono avvicinarsi alla musica fin da giovanissimi. L’Associazione prepara i propri allievi i programmi necessari per eseguire gli esami di ammissione al livello propedeutico e all’alta formazione e di livello pre-accademico, richiesti dai conservatori italiani, nonchè esami di ammissione alle medie musicali e al liceo musicale. Inoltre è Centro autorizzato per rilasciare le certificazioni musicali del TRINITY College of London sia per quanto riguarda ma musica classica che per la musica Rock and Pop. Per tutti i soci l’Associazione arricchisce la propria offerta con numerose attività collettive a prezzi ribassati e con l’organizzazione di eventi e concerti completamente gratuiti sia per chi vi partecipa che per chi vi assiste. L’Associazione produce autonomamente operine di teatro musicale per bambini e ragazzi che nel tempo hanno ottenuto numerosi riconoscimenti. nel 2019 il musical “Cinema Future Show” (soggetto originale) anno 2018 – ha ottenuto il secondo posto al premio nazionale per musical in lingua italiana PRIMO.

  • Le donne di Collodi nel romanzo “Scandalosi amori e Pinocchio”

    Collodi fu un seduttore, un tombeur de femmes. Un giornalista dell’epoca definì l’autore di Pinocchio “un uomo in grembo alle prime donne”.

     

    (26-05-2021) Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini, è l’autore della favola “Le avventure di Pinocchio”. Secondo quanto racconta il nipote Paolo, Collodi fu un seduttore e amante di belle donne e nella direzione del giornale che aveva fondato riceveva in continuazione cantanti, ballerine, coriste, stelle di caffè-concerto e di operette. Inoltre, la sua attività di censore teatrale gli permetteva di accogliere nel proprio ufficio attrici avvenenti inviate da un capocomico o dal finanziatore di una commedia per convincerlo a dare un giudizio favorevole sull’opera da rappresentare. Restò scapolo e conservò gelosamente in un cassetto le lettere di innumerevoli amanti, missive che, dopo la sua morte, il fratello bruciò per non compromettere signore ancora viventi e salvaguardare il buon nome di uno scrittore diventato famoso scrivendo libri per bambini.

    Da quelle lettere bruciate prende l’avvio il romanzo storico “Scandalosi amori e Pinocchio” (Youcanprint, Lecce, 2021) di Vito Costantini, studioso pugliese autore di scoperte e approfondimenti legati alla storia collodiana, apprezzati a livello nazionale. Il romanzo, risultato di un’attenta analisi delle opere di Collodi e delle testimonianze finora ignorate di uomini e donne a lui contemporanei, ripercorre in forma autobiografica l’intera esistenza dello scrittore: l’infanzia trascorsa nel paese natale della madre, la vita in seminario, la partecipazione alle due guerre d’indipendenza, l’attività di giornalista, le fasi dell’ideazione della celeberrima favola per la quale immaginò probabilmente un finale differente, come farebbero pensare gli appunti manoscritti scoperti nel 1998 e rimasti inediti. Ma, soprattutto, emerge nel romanzo l’assidua frequentazione di donne i cui nomi compaiono come titoli dei capitoli a loro dedicati: donne reali, come Giulia Sanchioli, un famoso mezzosoprano che fece a tal punto innamorare Collodi da seguirla in tournée per circa un anno o Gianna Ragionieri, una giovane adolescente di 13 anni di cui lo scrittore s’invaghì quando lui di anni ne aveva 54, una storia che all’epoca dei fatti era conosciuta dagli abitanti di Castello (Firenze), dove l’autore toscano trascorreva ogni anno le vacanze estive.

    Ci si chiede se sia importante approfondire questo aspetto della personalità di Collodi a 130 anni dalla sua morte, considerato che allo scrittore sono stati dedicati centinaia di saggi e biografie. Natalino Sapegno, uno dei più grandi critici letterari del XX secolo ha scritto che “le opere di un autore possono essere comprese pienamente solo attraverso un esame della sua formazione umana e culturale, che tenga conto di tutti i dati, anche psicologici della sua personalità”. Della stessa opinione il critico francese Charles Augustin de Saint-Beuve, il quale ha detto che “finché su uno scrittore non ci saremo posti un certo numero di quesiti e non avremo dato ad essi una risposta, non potremo essere sicuri di conoscerlo veramente: ad esempio quale era il suo regime di vita, la sua esistenza di tutti i giorni, il suo vizio e il suo punto debole”.
    Il punto debole di Collodi furono “le donne”: nel romanzo si parla di loro, ma anche delle motivazioni che spinsero lo scrittore a frequentarle in modo assiduo e ininterrotto.

  • TOPOTOMA: UN PROGETTO PER RENDERE PIU’ CONSAPEVOLI I NOSTRI TOPINI

    Attraverso un simpatico ed originale roditore di montagna, TOPOTOMA, si vuole  educare i nostri bambini (ma non solo) a compiere scelte ed azioni: buone, giuste, pulite ed utili, al fine di dare concretezza ai propositi della Agenda 2030 e risalto ai prodotti ed ai valori delle Valli piemontesi.

     

    (27-05-2021) Può un piccolo topo di montagna rendere più consapevoli i nostri “piccoli topini”? Un simpatico roditore goloso di formaggio è in grado di educare noi ed i nostri bambini a fare cose buone, pulite, giuste ed utili? Secondo gli autori del libro in prossima uscita: “Le avventure di Topotoma“, edito da Echos Edizioni, tutto ciò è possibile.

    Così nasce il “progetto Topotoma” di cui, il primo libro, rappresenta la punta di diamante.
    Nell’elegante testo in carta ricicata, rivolto ai bambini dai 5 ai 10 anni, un piccolo e curioso roditore condivide tante divertenti avventure con i suoi amici, (curiosi quanto lui), e, sempre in modo positivo, educato e spassoso affronta, con la leggerezza di un topino, temi complessi quali: l’importanza dell’amicizia e della condivisione; il rispetto per gli altri, (per quanto strani possano apparire); la necessità di salvaguardare la natura; l’importanza, per noi e per l’ambiente, di una alimentazione sana.

    Topotoma è un topo che vive….semplicemente come un topo. La sua tana, a due passi dalle montagne, è posta nei pressi di un ponte di pietra millenario. Ama le passeggiate nei prati e nei boschi, non guida automobili, non usa smartphone, non compra biglietti aerei ma, da roditore curioso e consapevole, insegna, in modo simpatico, ad affrontare la vita e le sfide che essa ci pone adottando sempre un approccio: buono,pulito, giusto ed utile. Il tutto con una particolare attenzione al territorio da cui origina, (le Valli piemontesi), con le sue ricchezze, spesso poco conosciute, e con i suoi valori universali.

    Topotoma è, in realtà, molto più di una serie di libri per l’infanzia. Topotoma è un progetto ampio ed ambizioso che, attraverso : libri; audio-storie; giochi educativi; prodotti etici e biologici; siti web, (www.topotoma.it); social, (Topotomaofficial), collaborazioni con enti ed istituzioni pubbliche e private, si pone la meta di educare i nostri bambini, (e non solo), per consentire loro di affrontare le sfide epocali che stiamo vivendo.

    Si parla tanto di Agenda 2030 e di una educazione impostata verso una cultura più inclusiva, senza disparità di genere, con una assoluta attenzione alle tematiche ambientali ma, spesso, manca “il modo” per diffondere questi messaggi e per concretizzare questi meravigliosi progetti. Si discute molto su come valorizzare le Valli piemontesi ma, spesso, manca “un tramite” attraverso cui farlo. Topotoma, in modo leggero ma mai banale ha questo scopo: sensibilizzare e, nel contempo, consentire di porre azioni concrete al fine di ottenere un “contagio di responsabilità” verso una trasformazione sostenibile, con un occhio di riguardo ai prodotti ed ai valori delle Valli del Piemonte.

    Ad accompagnarlo nelle sue “piccole grandi” avventure di questo primo libro, ricchissimo di illustrazioni artistiche capaci di fare sognare, ci sono: 
    Tometta, una topolina elegante, decisa ed indipendente;
    Tupun, un topo un pò impacciato, molto colto, che vive in una bibliotecha;
    Diavoletto, un esserino rosso rosso che combina birbonate agli uomini cattivi facendosi aiutare, spesso, dalle sue amiche Masche;
    Ortotopo, che, aiutato dalla Fatina dei denti, cura i topi e rende contenti i bambini;
    Il Dahu, un animale dalle fattezze “strane” che sta per estinguersi  ma non si abbatte e aiuta gli altri nelle difficoltà.

    L’origine di questo progetto riconosce tre papà: il compianto poeta e giornaista Ermanno Eandi che, da subito, ha l’intuizione di creare un personaggio etico, capace, senza pedanterie, di veicolare messaggi positivi ed educativi; Silverio Edel, arredatore ed illustratore di fama, capace di creare vere opere d’arte con personaggi originali e divertenti; Giuseppe Casetta, fantasioso dentista di provincia, amante della letteratura per bambini e delle favole di Esopo.
    Ma se a loro si deve l’idea originale, nulla si sarebbe potuto fare se non ci fossero stati gli “aiutanti del topo“. Un manipolo di entusiastici e tenaci collaboratori che, grazie alle loro abilità e alla loro fantasia stanno permettendo lo sviluppo del progetto.

  • Fuori “Beside Me”

    il primo singolo inedito di Simona Sansovini

    Occhi verdi che proiettano uno sguardo magnetico. Un volto, ma anche un aspetto fisico, che non passano inosservati. Parliamo di Simona Sansovini, musicista, cantautrice ed influencer pronta al lancio del suo primo singolo inedito dal titolo “Beside Me” pubblicato  il 28 Maggio sui principali digital store. Il singolo è interpretato in inglese, lingua in cui Simona si trova perfettamente a suo agio per esprimere in pieno il suo lato creativo.

    Synth e chitarra, strumento che fin da giovanissima studia con grande passione, sono la base ritmica dove si insinua la sua voce cristallina e potente che nel finale sale in crescendo con un accento più marcato. Come in un sogno il brano trascina gli ascoltatori trasmettendo un profondo senso di emozioni vissute fino in fondo, un messaggio “da anima ad anima” e viceversa. Un singolo a tratti ipnotico, dolce e sensuale che farà da colonna sonora alla prossima campagna di advertising del noto brand di moda Sisley.

    La sua giovane età ed il percorso già avviato nel mondo dello spettacolo, della moda e della musica rendono Simona un’artista poliedrica, doti che unisce ad una personalità attraente per i Social Media facendone una perfetta artista dei tempi moderni. Simona incarna dunque una bellezza ed una personalità “glam”, data non solo dal suo aspetto da modella ma da un insieme di componenti quali passione e creatività innata che le hanno permesso di tirare fuori un talento artistico musicale dallo stile molto personale. La musica resta per lei il terreno più adatto e forse magico dove poter esprimere completamente se stessa.

    Gli esordi la vedono protagonista insieme alla sua fedele chitarra come turnista per band italiane e straniere e partecipa al video “Certe donne brillano” al fianco di Ligabue, mentre in tv fa la sua comparsa in trasmissioni quali Colorado e X-Factor. L’unione tra il lavoro nel settore moda e quello musicale le ha permesso di trovare numerose collaborazioni professionali con noti brand di entrambi i settori tra i quali Sisley, Revlon, Shein, Laney, Eko guitars, Shure, Walrus Audio, D’Addario, Blackstar. Simona Sansovini è un’artista da tenere d’occhio in tutti i sensi, perché la musica è espressione d’arte e l’arte è bellezza. Ed in questo lei rappresenta la musa perfetta.

    Contatti social

    https://www.instagram.com/simonasansovini/
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  • Intervista alla scrittrice di Templaris Compendium Melinda Miceli

    copertinaCom’è nata l’idea della pubblicazione del saggio storico simbolico Templaris Compendium di cui si parla come il miglior testo sui Templari del XXI secolo?

    L’idea della pubblicazione di “Templaris Compendium” fu concordata con il Gran Maestro Corrado Armeri per restituire al grande pubblico la vera progressione storica e mistica che ha connotato l’Ordine ascetico e misterico dalla sua origine alla sua fine. Per tutto questo, oltre la documentazione storica non si può scrivere dei Templari solo citando le date dei concili, delle bolle, delle crociate, delle vittorie, in quanto l’ordine impone una lettura simbolica in tutto il suo divenire storico e artistico; non dimentichiamo che i Templari furono grandi costruttori di castelli e di Cattedrali. Il Gran Maestro Templare è maestro costruttore, per cui i monaci guerrieri influenzarono con il loro simbolismo tutta l’arte medievale, gotica, per finire con quella rinascimentale. Altresì gli stessi dipinti risentono dell’influenza della spiritualità templare che parla la lingua ieratica del simbolo persino nelle cromie. È noto che i Templari facessero uso, in alcuni dei loro documenti più delicati di un alfabeto segreto di 25 lettere (cioè l’alfabeto classico con I = J), ottenute dalla scomposizione degli elementi della croce delle 8 beatitudini, con l’aggiunta di alcuni punti interni. Dal punto di vista crittografico questo sistema compone un vero e proprio cifrario segreto in cui a simbolo uguale corrisponde lettera uguale. La “Croce delle otto Beatitudini”, insieme all’alfabeto dei Cavalieri del Tempio, costituisce un corpo di dottrina segreta di origine sumera, derivato dalla interpretazione del simbolo raffigurante il pianeta Nibiru. Pertanto il saggio è ricco di citazioni e a volte presenta un linguaggio Sapienziale con rimandi filosofici e alla gnosi. Ogni vero scrittore non può essere uguale o copiare un modello, la mancanza di originalità fa intravvedere l’assenza di estro artistico. Io ho sempre evitato di seguire modelli e di sottopormi a dettami particolari perché la creatività non può essere ingabbiata. Tutto ciò pur essendo anche una donna molto razionale ma la mia educazione al perfezionismo mi consente di essere tante cose.

     Ci parli del suo infinito amore per l’arte, e la creazione di Templaris Compendium

    Sono una donna nata nel secolo sbagliato; sono cresciuta con Dante, Leopardi, D’Annunzio, Shakespeare. Preferisco un romanzo storico a un’uscita in discoteca. Ho sempre amato indagare il bello e lo straordinario e solo le sconfinate menti dei grandi scrittori possono elevare lo spirito umano e dilettarlo. Sono una filologa e medievalista per studi umanistici e per la pubblicazione di saggi storici su Siracusa e la Sicilia Orientale e Templaris Compendium. Nel 2006 grazie ai miei studi e ricerche sul Medioevo l’Università di Cantherbury mi ha conferito una laurea honoris causa. Portare a termine l’opera Templaris Compendium dopo diversi studi e studi precedenti inseriti anche nei miei libri didattici creati per la Cee, L’Onu, l’Unesco, è stato un percorso di conversione di tutto lo scibile storico-culturale che avevo indagato a partire dai 27 anni a oggi. La mia infinita curiosità e passione per la ricerca storica e i misteri mi ha condotto a scrivere ben 23 libri premiati e rinomati tra cui 3 testi didattici di arte e storia per le scuole medie e superiori di Siracusa. Templaris compendium saggio storico simbolico nasce per fare luce su una storia contraddittoria che condanna i Poveri Cavalieri di Cristo, uno dei più grandi intrighi internazionali del Medioevo. Esplora quelle venature nascoste in una storia complessa e caotica per riallineare la verità e restituire al grande pubblico la vera progressione storica e mistica che ha connotato l’Ordine ascetico e misterico dalla sua origine alla sua fine così come chiestomi dal Gran Maestro Corrado Armeri.  Nel settembre del 2001 è stata riportata alla luce presso l’Archivio Segreto Vaticano una pergamena originale che si credeva credeva perduta da secoli. L’atto di assoluzione da parte di papa Clemente V all’ultimo Gran Maestro del Tempio e agli altri capi dell’ordine rinchiusi dal re di Francia nel castello di Chinon. I risultati confermano quanto contenuto in un altro importante documento conservato nella cancelleria di Clemente V, una carta privata sul quale il papa lavorò con i suoi collaboratori giungendo alla conclusione che i Templari non erano eretici. L’argomento, ovvero lo scontro tra Occidente e Oriente, si sta riacuendo e questo storico conflitto di religione che non mostra a tutti il suo vero volto, mai finirà. L’instaurarsi in Palestina dello stato d’Israele si riallaccia anche alle stragi perpetrate dal nazismo sugli ebrei. Ci sono studiosi revisionisti che lo negano ma documenti indubitabili lo rendono indiscutibile. Anche se l’Occidente vorrebbe dimenticare i tanti bagni di sangue per questa terra contesa dall’età del bronzo tra Assiri e Babilonesi e poi dai faraoni d’Egitto e poi dall’impero romano, la storia ripropone sempre i suoi nodi. Ricordiamo che anche gli arabi sono figli di Abramo e da Ismaele di cui sono discendenti anche gli Ebrei. La storia è un mistero non nel senso romantico che tanti improvvisati divulgatori cercano di veicolare per affascinare non per dare dati seri e documentari su cui fondare un discorso, non nel senso dell’enigma che incuriosisce e causa la proliferazione di fantasiosi volumi di fanta-storia. La storia ha una componente umana che ne fonda l’identità ma ha un’infinita forza caotica che è la risultante di infinite forze a volte irrisolvibili che vanno rimesse in linea logica. La Topografia del mondo antico che si occupa della ricostruzione dell’assetto del territorio e quindi dell’evoluzione del rapporto uomo/ambiente nel passato, disciplina determinante ed insostituibile alla ricostruzione storica, parla di pellegrinaggi verso la Terra Santa affrontati nonostante pericoli enormi. 

     

    Ci può sintetizzare qualche passo del suo Libro che sta avendo un successo enorme tra gli esperti del campo, ridimensionando altri autori che si sono dimostrati arretrati ?

    Templaris Compendium è un grande manuale di conoscenza storica, simbolica e iniziatica che riporta risvolti storici inediti e conoscenze scientifiche, raccogliendo documenti straordinari come gli exempla preziosa e tradizioni vicine all’ermetismo cristiano. È un libro ricco di trascrizioni e citazioni latine di studiosi eminenti del Medioevo come Jaques de Vitry, Bernald di Clairvaux, Guillaume de Tyre con un punto di vista critico, logico e sistematico che restituisce la verità sulle gesta, il credo, la lingua ieratica e la simbologia templare nell’arte e nell’architettura. Beh, tutti pensano che i Templari consideravano Giovanni Battista come loro patrono, ma non lo visto nella luce in cui è presentato nei Vangeli, erano attratti dall’alchimia, dall’astrologia, i talismani cabalistici, e accoglievano gli insegnamenti segreti dei loro capi dell’Oriente. S. Giovanni Evangelista il 27 dicembre, al solstizio d’Inverno e S. Giovanni Battista il 24 giugno, al solstizio d’Estate. Con il subentro del Cristianesimo all’antica religione pagana dei latini, il culto di Giano Bifronte, fu sdoppiato nel culto di due San Giovanni. Giano s’identificava con la luce del sole, con la divinità che illuminando fa vivere le cose e per tale immagine poteva ricordare l’inizio del vangelo di Giovanni Evangelista. I due San Giovanni risultano perciò due punti di riferimento: il Battista annuncia la Rivoluzione cristiana, l’Evangelista chiude il libro del Mondo con l’Apocalisse. L’uno è all’inizio e l’altro alla fine. L’uno è l’alfa e l’altro l’omega. Giovanni Battista poiché dice di essere “la voce di colui che grida nel deserto” ha suggerito un’interpretazione simbolica con il gallo che canta all’alba, nel deserto della notte, per annunciare la venuta della Luce. Il credo templare templare è il cristianesimo gnostico, diffuso da Maria Maddalena e dai suoi discepoli nel Sud della Francia, praticato all’oscuro del clero. Il culto iniziatico del principio femminile isideo della divina saggezza, fu camuffato da idolatria di Maria e venerazione della Madonna nera. Secondo questo credo, simile a quello dei catari, ogni uomo e ogni donna è figlio e figlia di Dio, capace di raggiungere la propria illuminazione spirituale e l’ascesa verso cieli più sublimi senza intermediari. Tale teoria trasferisce potere e responsabilità all’uomo, cui è possibile trascendere la natura dualistica per realizzare la propria natura divina nel suo infinito potenziale. Non ci sono prove che queste credenze derivassero dalle tradizioni gnostiche molto precedenti di Gesù e Maria Maddalena, ma le tradizioni catare hanno trovato la loro strada in molti degli scritti popolari del 20° secolo che rivendicano l’esistenza di una linea di sangue di Gesù. Michael Baigent, Richard Leigh e Henry Lincoln hanno affermato che il sangreal della tradizione medievale non rappresentava il Santo Graal, la coppa bevuta durante l’Ultima Cena, ma il vaso del grembo di Maria Maddalena, dunque il Sang Real, sangue reale di Gesù e il suo lignaggio discendeva da loro. Nella loro ricostruzione, Maria Maddalena si reca in Francia dopo la crocifissione, portando un bambino da parte di Gesù che darebbe origine a una stirpe che secoli dopo si sarebbe unita ai sovrani merovingi del primo regno dei Franchi, dai quali tracciano la discendenza nelle dinastie medievali che furono quasi sterminate dalla crociata albigese contro i catari, lasciando un piccolo residuo protetto da una società segreta, il Priorato di Sion. È stato anche supposto che alcuni dei testi gnostici siano stati scritti dalla stessa Maria Maddalena e che ella fosse a capo di comunità cristiane, addirittura che “l’amato discepolo” Giovanni fosse in realtà Maria di Magdala, alla quale, dunque andrebbe attribuita anche la redazione dell’omonimo Vangelo. A tale circostanza è connesso il racconto della sua straordinaria maternità, come inizio di una linea di sangue divina trasmessa lungo la linea di successione dei sovrani merovingi e giunta misteriosamente sino a noi. Il simbolo del Labirinto nelle sue versioni medievali è riconducibile alla cerimonia di fondazione delle città etrusco romane – strettamente collegata ai punti cardinali e ai solstizi – acquisita e cristianizzata nel medioevo dai monaci cistercensi, infaticabili fondatori e costruttori di abbazie, castelli, chiese e cattedrali. Oggi la maschilizzazione di tutte le sfere alte della società che da sempre vede nell’uomo intelligenza e perspicacia fa si che la produzione culturale sia ancora dominata dal maschile. Dopo le lotte femministe nel xx secolo, la donna nell’Europa occidentale ha acquisito  emancipazione ed indipendenza  riuscendo ad affermarsi in ogni ambito professionale conquistando quella dignità che per natura si merita.  L’immagine troppo spessa sminuita nel campo giornalistico e televisivo, potrebbe far pensare a nuovi accenni di predominio maschile, ma la forza delle donne che hanno lottato e che lottano tuttora per affermarsi soprattutto come intelletto dovrà ancora smentire completamente le arcaiche rivendicazioni di predominio cercando di andare oltre l’immagine di quella “donna oggetto” che ancora i mass media continuano a declinare in maniera scorretta”.

     

    Quali sono i suoi Autori e ricercatori di riferimento ?

    La bibliografia di uno scrittore saggista multidisciplinare e critico d’arte come me è infinitamente vasta. Oltre i miei libri di consultazione storica Amico, Agnello, Idrisi, Santi Correnti Franco Cuomo, Storia ed epopea della cavalleria, L’Uomo Medievale, a cura di Jacques Le Goff, cap. “Il guerriero e il cavaliere” di Franco Cardini, Henry Charles Lea, Il processo ai Templari e altri roghi, Robert Ambelain, Il segreto dei Templari, Louis Charpentier, I Misteri dei Templari,

    Ego Promitto Domino, Formula del giuramento di ammissione di un cavaliere all’Ordine del Tempio, A. Demurger: “Vita e morte dell’ordine dei Templari”, J. V. Molle, ”I Templari. La regola e gli statuti dell’Ordine”ECIG, Arena “I guerrieri dello spirito: templari, cavalieri teutonici, assassini, samurai, kamikaze” Mondadori, M. Barber: “La storia dei Templari”, F.M. De Robertis: “Federico II di Svevia nel mito e nella realtà”, e fonti bibliotecarie Vaticane etc.. Amo mantenere anche i segreti dello scrittore per cui mi fermo qui.

     

  • Aneurisma Feat. Rotten Apple, Come Undone

    collaborazione internazionale per il nuovo singolo della rock band

    Gli Aneurisma hanno unito le proprie forze con I Rotten Apple per creare questa traccia “Come Undone “ che prende forma  da un giro di accordi potenti e da un groove ritmico semplice e diretto che vede fondersi ed amalgarsi due universi musicali differenti ma non distanti. La collaborazione nasce in maniera del tutto naturale scambiandosi semplici messaggi via Social.

    Il testo del brano, scritto a quattro mani da Antonio e Gabriel, tratta della delusione di un ragazzo con troppe aspettative verso un’opportunità che poi non è andata come avrebbe voluto. Ma lui non smette di sognare o perdere la speranza in quello che sta facendo, mantenendo la voglia di agire e andare avanti.

    I Rotten Apple sono ,come amano definirsi, una underground band Californiana della Central valley che vogliono riportare indietro il sound degli anni ’90 mescolando la musica di oggi con quella di ieri. La band inizia la propria attività nel 2019 pubblicando il loro primo Album “Quiet” e sono a lavoro per pubblicare il loro secondo album previsto per fine 2021.

    Gli Aneurisma sono una band Grunge/Alternative-Rock pescarese formatasi nel 2011 dall’incontro tra Antonio Orlando (voce e chitarra) e Luca Degl’innocenti (basso e cori).
    La band raggiunge la sua formazione completa con l’arrivo del batterista Ettore Saluci, consolidando un sound duro, aggressivo e psichedelico che contraddistingue le loro composizioni.
    In seguito alla pubblicazione del loro primo omonimo Ep, calcano i palchi di numerosi festival e club italiani, ricevendo recensioni e accoglienze positive.
    Nel 2016 sono ospiti di una edizione del “Bussi Rock Festival”, dove condividono il palco con gli IWolf, reduci dal successo del talent show The Voice of Italy.
    Nell’Aprile del 2017 partecipano al premio nazione “Brano Inedito” suonando nello storico locale romano la “Locanda Blues”, evento seguito on line da oltre 20.000 spettatori.
    Nel 2018 la band entra a far parte nell’associazione musicale nazionale #nonsiamosoli e vengono inseriti nel primo volume della compilation nonsiamosoli vol.1, in uscita nazionale discografica, rappresentativa dei gruppi emergenti della realtà musicale italiana.
    Nello stesso anno il gruppo si esibisce nell’anfiteatro del porto turistico di Pescara, in una tappa dell’Indipendente Festival”, condividendo il palco con alcuni dei maggiori gruppi della scena musicale nazionale, riscuotendo un notevole consenso da parte di pubblico e critica.
    Nel 2019 gli Aneurisma decidono di dedicarsi esclusivamente alla stesura del nuovo album, lasciando per il momento da parte i concerti.
    Il 2020 è un anno importante per la band. A Maggio esce nelle radio il loro primo singolo “Never Say” in anteprima nazionale sul magazine SpazioRock.
    Ad Ottobre esce il secondo singolo “Insanity”accompagnato da un videoclip in anteprima nazionale sul famoso magazine Rockon Italia che anticipa l’uscita del disco previsto per il 2021.

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  • XPP SEVEN COMPLETA L’ACQUIZIONE DEL 100% DI SP PLAST

    Continua la crescita di XPP Seven SpA, la prima piattaforma di aziende italiane del settore moda specializzate in finiture e materiali per manufatti di lusso, che in data odierna ha finalizzato l’acquisizione della marchigiana SP PLAST CREATING SRL, azienda leader nella trasformazione di materie in plastica e gomma termoplastica.
    A seguito della transazione, i venditori e manager Samuele Benedetti e Paolo Paponi insieme al manager Tiziano De Marco rimarranno direttamente coinvolti nella gestione di SP PLAST, essendo tra l’altro entrati nel capitale di XPP Seven, iniziativa del fondo di private equity Xenon VII SCA SICAV – RAIF, gestita dai soci Franco Prestigiacomo e Gianfranco Piras.
    Nell’operazione XPP Seven è stata assistita, per tutti gli aspetti legali relativi all’acquisizione e al finanziamento bancario, da Gelmetti Studio Legale Associato, con un team coordinato dal socio
    Pierfrancesco Gelmetti e composto dai senior associate Giovanni Valentini e Giovanna Vercesi nonché dall’associate Gabriele Moioli.
    La due diligence finanziaria è stata eseguita da Deloitte, quella fiscale da Camagni e Associati, quella sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e ambientale da Greenwich e quella sugli aspetti giulavoristici da Labor b.
    I venditori sono stati assistiti dallo Studio Buccioni, con il socio Bernardo Daniele Buccioni, con il supporto dello Studio Russo De Rosa Associati, che ha operato con un team trasversale composto
    da Leo De Rosa e Niccolò Cappellini, per i profili fiscali e di struttura dell’operazione, e da Andrea De Panfilis, Martina Ferrin e Lucio Caruso, per i temi legali e di negoziazione dei testi
    contrattuali.
    Parte delle risorse finanziarie per l’acquisizione sono state apportate dal pool di banche che ha già finanziato le precedenti acquisizioni di XPP Seven, composto da Banco BPM, Crédit Agricole
    Italia e illimity Bank con Intesa Sanpaolo come banca agente. Le banche finanziatrici sono state assistite da Linklaters con un team composto dal partner Andrea Arosio, da managing associate Diego Esposito, dall’associate Maria Chiara De Biasio e dal trainee Veronica Valerio.
    Fineurop Soditic ha agito quale advisor finanziario di XPP Seven con un team composto dalla partner Ilenia Furlanis e dall’associate Maria Pia Biguzzi.
    BDO ha agito quale advisor finanziario dei venditori, con un team composto da Stefano Variano, Giorgio Garetti ed Edoardo Paglino.

    About XPP Seven
    Il progetto nato per accogliere aziende leader del made in Italy, coinvolge ad oggi cinque aziende specializzate in lavorazioni di altissima qualità che rappresentano l’avanguardia del settore lusso: QUAKE Srl, KOVERLUX Srl, ZUMA PELLI PREGIATE (che possiede un allevamento di alligatori negli USA tramite la controllata Just Gators Inc.), SP PLAST PLAST CREATING Srl
    La partnership tra i principali player delle lavorazioni moda dell’alta gamma a livello nazionale nasce dal principio secondo cui c’è più valore nel collaborare che nel competere e che unire le
    forze con la formula di un gruppo è il modo migliore di usare le energie creative e la visione del futuro delle singole aziende coinvolte.
    Lo scopo è di servire al meglio i brand – afferma Gianfranco Piras, partner di Xenon AIFM e Presidente di XPP Seven S.p.A. – permettendo loro di interagire con un fornitore globale, con un
    know-how senza pari e con un’esperienza ineguagliabile su una gamma sempre più ampia di lavorazioni e finiture.

    www.xppseven.com

    About SP PLAST
    La SP PLAST CREATING SRL opera nel settore trasformazione materie plastiche e nella progettazione e costruzione stampi dal 1995, conta circa 90 dipendenti, è azienda certificata ISO9001 e
    collabora con diversi poli universitari nell’engineering e nella ricerca di materiali innovativi. Con l’acquisizione di SP PLAST il gruppo XPP Seven consolida il progetto che punta a creare un polo
    aggregativo unico nel settore per prodotti e servizi La produzione attuale di SP PLAST interessa un giro d’affari di ca. 14 milioni annui prevalentemente
    provenienti dal settore delle soluzioni moda.

    LinkedIn: XPP Seven SpA
    YouTube: https://www.youtube.com/channel/UC-seJu8wvRkJ-s_0r8oQs8w

  • Riello UPS adotta Clea per la sua nuova generazione di Digital Services

    Riello Connect: Nuove soluzioni UPS connesse grazie alla Suite integrata di servizi di Intelligenza Artificiale di SECO Mind.

    Arezzo/Legnago, 17 Maggio 2021 – Riello UPS, la Business Unit di Riello Elettronica leader mondiale nel mercato della conversione e protezione dell’energia, e SECO SpA, centro di eccellenza nel settore dell’innovazione tecnologica per le soluzioni IoT, hanno siglato un accordo di collaborazione per lo sviluppo di una nuova generazione di soluzioni UPS basate su Clea, la suite integrata di servizi di Intelligenza Artificiale di SECO Mind che raccoglie i dati sul campo, li trasferisce sul Cloud e li analizza in real time, restituendo informazioni utili ai processi di business.

    La piattaforma IoT + AI di SECO Mind, Clea, verrà implementata sui sistemi UPS di Riello UPS, che collegati al Cloud consentiranno l’attivazione di una nuova generazione di sevizi digitali finalizzati a facilitare il monitoraggio, ottimizzare l’efficienza e ridurre i tempi di inattività delle apparecchiature.

    Quella con Riello UPS è solo una delle più recenti partnership che vedono protagonista SECO Mind, il ramo d’azienda che integra le competenze nei campi di Intelligenza Artificiale, IoT e data orchestration. Con le conoscenze e le tecnologie di SECO Mind, l’Intelligenza Artificiale diventa accessibile alle organizzazioni di ogni dimensione, rivelandosi un asset strategico nella loro trasformazione digitale e aiutandole a trarre il massimo valore dai propri dati, ottimizzare l’operatività e migliorare i propri prodotti e servizi.

    “SECO Mind, grazie a Clea, supporterà Riello UPS nel fornire una nuova generazione di servizi digitali fortemente innovativi per i loro UPS, accessibili a utenti business e privati. Siamo entusiasti di lavorare insieme a un leader di mercato e affiancarlo nel consolidamento della sua posizione in uno scenario in cui IoT ed Intelligenza Artificiale stanno diventando un must per ogni azienda”, ha dichiarato Dario Freddi, Co-CEO di SECO Mind.

    “Riello UPS, grazie a Clea di SECO Mind, fornirà una nuova generazione di servizi digitali fortemente innovativi per i propri UPS tramite Riello Connect, accessibile sia a utenti business che privati. Siamo entusiasti di lavorare insieme a un partner tecnologico come SECO leader nel settore IoT ed Intelligenza Artificiale, tecnologie che stanno diventando un valore aggiunto tangibile per ogni azienda che voglia riconoscersi per l’innovazione tecnologica”, ha dichiarato Massimo Zampieri, Product Manager di Riello UPS.

  • Versatile e competitiva: al via l’Isola d’Elba firmata Napoleon

    Con il ritorno di tutta l’Italia in zona gialla e in vista dell’attesissimo passaggio delle prime regioni in zona bianca, torna pienamente operativa la programmazione di Napoleon Tour Operator sull’Isola d’Elba.

    Il catalogo

    Il Tour Operator, che ha il suo quartier generale a Portoferraio, programma l’Isola d’Elba dal lontano 1983 e per l’estate 2021 ha predisposto un’offerta senza eguali per quantità, qualità e varietà delle proposte: 160 strutture tra hotel, villaggi, residence, appartamenti, camping village e glamping, offerte speciali differenziate per target, condizioni agevolate per i passaggi marittimi e un’assicurazione viaggio comprensiva di eventi pandemici abbinata a tutti i pacchetti.

    Il prodotto è contenuto all’interno della brochure monografica Isola d’Elba 2021 già disponibile in tutte le agenzie e sfogliabile online, l’unica sul mercato con una sezione dedicata a Capraia e all’Isola del Giglio con hotel, residence e dimore d’epoca abbinati a collegamenti da Porto Santo Stefano e da Livorno. Al catalogo si affianca come sempre il sito www.napoleonviaggi.it con prezzi dinamici aggiornati in tempo reale.

    Le parole di Marco Rosselli, Responsabile Commerciale Napoleon

    Marco Rosselli, Responsabile Commerciale Napoleon Tour Operator, dichiara: “Le buone notizie relative alla campagna vaccinale e alla semplificazione degli spostamenti, unite alla campagna di comunicazione a favore del turismo interno, stanno influenzando positivamente le prenotazioni che, da qualche settimana, risultano in netta crescita. Rispetto al passato, notiamo un incremento della durata media dei soggiorni, spesso più lunghi della classica settimana”.

    Il catalogo, così come la presentazione dei resort online – prosegue Rosselliè concepito come un manuale di vendita e utilizza un sistema di icone che consentono anche agli agenti meno esperti sulla destinazione di districarsi agevolmente tra l’elevata quantità di soluzioni disponibili”.

    La programmazione

    La programmazione comprende tutte le zone più suggestive dell’Isola d’Elba, da quelle a vocazione prettamente turistica, come Marina di Campo, Porto Azzurro e Capoliveri, ai borghi meno frequentati, come Rio Marina, Rio nell’Elba e Cavo. Immancabile anche un’ampia sezione dedicata a Portoferraio che, oltre ad essere il centro più importante, si trova in prossimità di celebri spiagge, come La Biodola e Capo Bianco, e offre le più importanti testimonianze storiche legate al passaggio di Napoleone Bonaparte.

    Il catalogo dedica un’attenzione particolare alle soluzioni di soggiorno immerse nella natura e agli appartamenti. Da segnalare, ad esempio, Le Maree, un insieme di complessi residenziali situati in diverse località dell’Isola, perfette per le famiglie con i bambini o per i gruppi di amici. Non mancano in ogni caso i resort e gli evergreen di sempre, compresi hotel di fascia alta e numerosi villaggi con animazione.

    Per ogni proposta sono riportate le distanze dal porto, dal centro abitato più vicino, dal mare e dalla spiaggia. Accanto alla tabella prezzi, inoltre, è possibile identificare le offerte speciali proposte in abbinamento alla struttura: traghetti gratis o scontati, offerte speciali per single o per single con bambini, bambini gratis e advance booking.

  • Riello UPS sostiene EMERGENCY e il Centro di Chirurgia Pediatrica di Entebbe (Uganda).

    Gli UPS efficienti e affidabili di Riello UPS a protezione dei servizi critici dell’ospedale di EMERGENCY progettato da Renzo Piano.

    Legnago (VR), 12 Maggio 2021. Riello UPS, brand del gruppo Riello Elettronica, player mondiale nella produzione di gruppi statici di continuità, inverter fotovoltaici e sistemi di Energy Storage, ha donato i propri UPS per garantire continuità e qualità dell’alimentazione elettrica ai servizi ospedalieri critici, come sale operatorie, laboratori di analisi e diagnostica del Centro di eccellenza per la chirurgia pediatrica di EMERGENCY ad Entebbe, Uganda.

    Si tratta della seconda struttura realizzata in Africa dall’ANME, African Network of Medical Excellence, rete sanitaria favorita da Emergency e creata nel 2009 per sviluppare infrastrutture sanitarie gratuite di alto livello: nello specifico questo secondo progetto, sviluppato da Renzo Piano, ha visto la partecipazione di Riello UPS al fianco dello Studio TAMassociati e dell’Ufficio tecnico di EMERGENCY per la gestione della qualità dell’energia elettrica.

    Ospedale di Emergency in Uganda

    Un modello virtuoso per un intero continente
    Il Centro di Chirurgia Pediatrica di Entebbe sulle rive del Lago Victoria, in cui si opera secondo il modello di sanità di EMERGENCY basato sui principi di Eguaglianza, Qualità e Responsabilità Sociale (EQS), garantisce cure gratuite di elevato livello in chirurgia pediatrica, con l’obiettivo di fungere da punto di riferimento per i pazienti ugandesi e per i bambini provenienti da tutta l’Africa con necessità di interventi chirurgici.
    L’ospedale è un modello di eccellenza in campo medico, ma anche nel campo della sostenibilità ambientale, dell’indipendenza energetica e dell’armoniosa distribuzione dello spazio. Nel suo progetto, Renzo Piano ha infatti previsto un eccezionale e razionale utilizzo delle risorse naturali quali terra, acqua ed energia solare.

    Un progetto che bilancia perfettamente tradizione e modernità
    Il nuovo Centro è stato costruito su un terreno di 120.000 mq messo a disposizione dal governo ugandese e ha visto l’inizio dei lavori nel febbraio 2017. La costruzione è stata realizzata in terra pisé, una tecnica di costruzione tradizionale, semplice e molto economica, che utilizza la terra cruda e che garantisce un’inerzia termica mantenendo costanti temperatura e umidità nell’edificio. In questo modo si è voluto ridare dignità alla terra utilizzando in modo innovativo gli stessi principi usati per le case tradizionali del luogo.
    L’ospedale può contare su 72 letti, 3 sale operatorie e offre tutti i servizi diagnostici e ausiliari necessari per garantire le migliori cure ai suoi pazienti. Comprende anche un laboratorio di analisi, una banca del sangue, una farmacia, una mensa e una lavanderia. Il personale locale, sanitario e amministrativo, ha inoltre a disposizione aree dedicate alla formazione, mentre per garantire la migliore esperienza di cura ai pazienti provenienti dai molteplici paesi africani, è stata realizzata una guest house con 42 letti, dedicata a loro e ai loro familiari.
    L’intero progetto riserva un’attenzione particolare agli aspetti ambientali: il Centro vanta un impianto di circa 2.600 pannelli solari fotovoltaici in copertura che soddisfano parte del fabbisogno energetico della struttura e di un giardino con 350 alberi. Infatti, come testimoniano recenti studi medici, Il verde e il contatto con la natura sono elementi importanti per il recupero e la guarigione dei pazienti.

    Riello UPS a garanzia della qualità e della continuità delle cure
    In una simile struttura è di vitale importanza che gli impianti, i macchinari di diagnostica e soprattutto le sale operatorie non subiscano interruzioni dell’operatività o peggio ancora danneggiamenti dovuti alla scarsa qualità o all’interruzione dell’energia elettrica.
    Per questo motivo Riello UPS ha deciso di partecipare con grande entusiasmo al progetto del Centro donando i gruppi di continuità a protezione delle aree più strategiche dell’edificio. In particolare, le sale operatorie sono state dotate di 2 Multi Sentry MST 60 kVA in parallelo con autonomia di 60 minuti; i laboratori di analisi e i relativi sistemi informatici connessi tra loro sono stati protetti con un Multi Sentry MST 125 kVA; la diagnostica (TAC) può contare su di un Multi Sentry MST 80 kVA, gli impianti di distribuzione dei gas medicali sono protetti da un Master MPS (MPT) 80 kVA e il CED opera in tutta sicurezza grazie ad un Multi Sentry MST 20 kVA.

    Le specifiche degli UPS
    I Riello UPS Multi Sentry MST utilizzati per sale operatorie, diagnostica, laboratori di analisi e CED sono caratterizzati da ingresso e uscita trifase, con tecnologia ON LINE a doppia conversione secondo la classificazione VFI-SS-111, come definito dalla norma IEC EN 62040-3. Progettati e realizzati da Riello UPS con tecnologie e componenti allo stato dell’arte, raggiungono un rendimento fino al 96% che permette di risparmiare il 35% dell’energia dissipata in un anno e una potenza di uscita a fattore di potenza 0.9pF che fornisce fino al 15% in più di potenza attiva rispetto ai normali UPS disponibili sul mercato. In questo modo Riello UPS garantisce massima protezione alle apparecchiature alimentate, nessun impatto sulla linea di alimentazione e risparmio energetico. Elementi perfettamente in sintonia con la filosofia del progetto del Centro.

    Per i sistemi di distribuzione dei gas medicali, i tecnici di Riello UPS hanno optato per il Master MPS MPT 80 kVA, un gruppo di continuità trifase in ingresso e uscita, ON LINE a doppia conversione della classe VFI-SS-111 secondo IEC EN 62040-3, con trasformatore inverter, che garantisce massima protezione e qualità dell’alimentazione per qualsiasi tipo di carico, in particolare per applicazioni mission critical, sistemi di sicurezza ed elettromedicali, processi industriali e telecomunicazioni. Questo UPS rende più efficiente e semplice l’alimentazione da gruppi elettrogeni e trasformatori MT/BT, riducendo le perdite nell’impianto e negli avvolgimenti, correggendo il fattore di potenza ed eliminando le armoniche di corrente prodotte anche dai carichi alimentati dall’UPS stesso. In aggiunta, la partenza progressiva del raddrizzatore (power walk-in) e la possibilità di ridurre la corrente di ricarica delle batterie, permettono di contenere la corrente assorbita in ingresso e quindi di non sovradimensionare la sorgente, in particolare qualora tale sorgente sia un gruppo elettrogeno.

    Altra caratteristica che rende Riello UPS Master MPS MPT ideale per applicazioni medicali è lo spazio necessario all’installazione, estremamente contenuto; oltre all’ingombro in pianta, l’accesso frontale permette di effettuare la manutenzione a tutti i più importanti componenti dell’UPS, rendendo superflua la predisposizione all’accesso tramite fianchi laterali. Inoltre, la ventilazione verso l’alto consente di installare l’UPS a muro, riducendo lo spazio necessario nel caso in cui il flusso dell’aria calda di ventilazione fuoriesca dal retro.

  • Presentazione in diretta streaming dalla Mondadori di Genova del libro “Ballerine nere numero 33” di Elisa Crosta

    Lunedì 31 maggio alle ore 18.00 in diretta streaming dalla Mondadori Bookstore di Genova, Via XX Settembre, l’autrice genovese Elisa Crosta presenterà “Ballerine nere numero 33”, il suo primo romanzo pubblicato per la casa editrice romana Dialoghi.

    L’autrice ha scelto di devolvere il suo compenso alla cooperativa sociale BeFree, centro antiviolenza di Roma. 

    “Ballerine nere numero 33” è la storia di una bambina di nove anni, Lucia Mollica, che con un diario di nove giorni racconta cosa si prova ad affrontare un trauma: la morte della mamma. Non è un racconto al passato, non ci sono le riflessioni di un adulto che guarda alla propria storia dal porto sicuro degli anni, ma solo i pensieri e la quotidianità di una bambina. Eppure il suo non è un racconto drammatico: è una storia delicata, a tratti leggera, spontanea. Lucia ci fa entrare a casa sua, dove corrono frenetici una sorella adolescente, improvvisamente adulta, un padre che si trova solo e che non sa più come parlare, due nonne che cercano di coprire il vuoto con la loro presenza troppo ingombrante, fatta di cibo, attenzioni e parole, una zia che diventa l’unico punto fermo in un vortice impazzito, l’unica che provi a dare le risposte difficili di cui Lucia ha bisogno e di cui tutti hanno paura.

    Il racconto dei nove giorni si amalgama con episodi del passato di Lucia, in cui tutto era ancora normale, possibile, fatto di momenti in famiglia, di conquiste, di pagine divertenti e di episodi in cui il mondo degli adulti a volte sembra non avere senso.

    L’Autrice

    Elisa Crosta nasce a Genova nel 1983. Si trasferisce a Torino dove si laurea in Comunicazione di Massa e poi a Roma, dove vive attualmente. Scrive per passione, da sempre. Partecipa e ottiene riconoscimenti in diversi concorsi letterari. “Ballerine nere numero 33” è il suo primo romanzo.

  • Come perdere peso con i prodotti bruciagrassi

    Il sovrappeso rappresenta un fattore di rischio importante per la salute. Il grasso in eccesso causa patologie che influenzano il sistema cardiovascolare, favoriscono l’insorgenza di diabete, apnee durante il riposo, disturbi osteoarticolari o danni epatici di diversa entità. Il sovrappeso si può però combattere con specifici accorgimenti, tra cui l’assunzione di integratori che favoriscano la diminuzione del peso corporeo e aiutino nel raggiungere e mantenere la propria costituzione entro i giusti parametri. Per perdere peso occorre ristabilire le normali funzionalità del metabolismo, contrastando il senso di fame nervosa e conducendo una vita con abitudini sane e meno sedentaria. Vi sono parecchi prodotti sul mercato; tra i migliori bisogna senz’altro nominare Keto Actives, di cui puoi verificare l’efficacia sul sito dell’integratore ketoactives.info. Si tratta di un integratore alimentare realizzato con ingredienti naturali al 100%. Un valido bruciagrassi che offre supporto nei regimi alimentari controllati, è il miglior prodotto per uomini e donne che necessitino di un aiuto per raggiungere il peso forma.

    Sfruttare la chetosi per dimagrire

    Tutti produciamo corpi chetonici: si formano nell’organismo, in particolare nel fegato. Per tale motivo, nel caso di diete dimagranti povere di carboidrati e zuccheri, il metabolismo di ognuno deve essere in grado di stimolare la produzione dei corpi chetonici da substrati lipidici. L’assunzione di chetoni esogeni accelera l’attività metabolica e induce al dimagrimento. Nella maggior parte dei casi, i chetoni esogeni sono trigliceridi presenti in diversi fonti alimentari come l’olio di cocco, un integratore chetonico esogeno naturale. I chetoni esogeni sono fra i più apprezzati poiché riescono a indurre uno stato ottimale per sostenere un regime dietetico ipocalorico, senza la totale eliminazione di carboidrati o periodi di digiuno forzato. La chetosi quindi, può essere appunto stimolata dall’assunzione di chetoni, che, associati ad altri super alimenti naturali, attacca i grassi in eccesso e velocizza il metabolismo, portando in tempi brevi a riequilibrare il proprio indice di massa corporea.

    Dimagrire con gli integratori bruciagrassi

    È dimostrato che gli effetti degli integratori bruciagrassi si amplifichino per merito dell’attività fisica. Il modo migliore per sveltire il dispendio metabolico basale è quindi attraverso lo sport. Non occorrerà diventare dei campioni, sarà sufficiente evitare di condurre uno stile di vita eccessivamente sedentario. L’aumento del movimento contribuirà ad aumentare le possibilità di successo degli integratori bruciagrassi, evitando anche il tanto temuto recupero del peso perso quando si cessa l’uso del prodotto.  Una dieta a basso contenuto di carboidrati semplici dovrà fornire proteine a sufficienza, grassi dagli effetti positivi, varie vitamine e minerali, per sostenere il lavoro svolto dall’integratore.

    Ulteriori consigli

    Anche il riposo ha la sua importanza! È stato scientificamente dimostrato che le persone che dormono meno hanno maggiori probabilità di soffrire di obesità, diabete e ipertensione. Se si vuole ottenere il massimo da un bruciagrassi magari valido come Keto Actives, occorre supportare il metabolismo con le giuste ore di riposo. Ricordiamo inoltre che i bruciagrassi più stimolanti, causano un aumento della temperatura corporea con la conseguente perdita di liquidi nell’aumentata sudorazione: sarà molto importante una costante idratazione. Questo problema potrà mitigarsi bevendo un buon quantitativo di acqua, o inserendo nell’alimentazione tisane, infusi, zuppe e altri prodotti liquidi, come quelli estratti dalla frutta.

    Concludendo

    Le persone che riescono ad avvicinarsi al loro peso ideale potranno apprezzare un’enorme differenza nella loro vita e nella loro salute: un obiettivo che alcuni continuano a cercare di raggiungere per tutta la vita. Sarà indispensabile apprendere le modalità opportune per perdere peso, come mantenerlo e quali integratori siano i più adeguati: propositi sempre validi prima di iniziare ogni percorso di dimagrimento.

  • Un desiderio che si realizza è una cura straordinaria con Make-A-Wish Italia

    I sogni dei bambini sono tra le cose più preziose al mondo. C’è chi sogna di diventare astronauta, chi di curare le tigri, chi di giocare con i propri idoli in serie A, chi di salire in sella al suo cavallo. Poco importa quanto grandi siano i loro sogni: essi vivono per sempre, perché restano ancorati alla memoria come un’esperienza indimenticabile.

    Fortificare quei sogni e renderli realtà è la mission di Make-A-Wish® Italia, Onlus con sede a Genova che dal 2004 opera su tutto il territorio nazionale per realizzare i desideri di bambini e ragazzi affetti da gravi patologie.

    Il numero di richieste che ogni giorno giunge all’Associazione è sempre più alto e per continuare con un lavoro che da diciassette anni ha visto realizzati quasi 2500 desideri e necessita di risorse e sostegno per continuare a fare la differenza nella vita di tanti bambini, è importante veicolare l’importanza di un desiderio realizzato. Con la potenza dell’immaginazione, il desiderio diventa sempre più grande e sposta l’attenzione dalla malattia alla felicità, rivelandosi una cura straordinaria, come mostra la nuova campagna di comunicazione di Make-A-Wish® Italia “Il Super Desiderio”.

    Quando un bambino malato vede un suo desiderio diventare realtà non prova solo gioia e spensieratezza, ma spesso viene pervaso da un’incredibile forza che diventa capacità di reagire con più determinazione alla malattia: viene così a crearsi un circolo virtuoso che, parallelamente al percorso di cure mediche, può fare la differenza. Questa positività abbraccia anche i familiari del bambino e chi gli sta vicino, restituendo quella sensazione di normalità che si credeva fosse persa per sempre.

    «La motivazione e la passione che da anni guidano Make-A-Wish e tutte le persone coinvolte è ciò che continua a guidarci. Quando una malattia entra nella vita di un bambino o di un adolescente, si porta via la sua serenità, la sua spensieratezza, crea ansie e preoccupazioni che coinvolgono l’intera famiglia. Ciò che mette in moto la realizzazione di un desiderio, dal Wish Journey al Wish Day, è eccezionale ed è per sempre.
    Forse sarà più semplice, dopo quest’ultimo anno così difficile, comprendere una minima parte della vita di questi bambini, ormai abituati a indossare mascherine, a trascorrere lunghi periodi in ospedale e a vivere isolati. Per questo è fondamentale non lasciarli soli e aiutarli, con tutti i mezzi, a vivere la vita che si meritano.» ‒ dichiara Sune Frontani, Presidente e Co-Fondatrice di Make-A-Wish® Italia – Onlus.

    È possibile aiutare Make-A-Wish® Italia in diversi modi:

    – donando il 5×1000 della propria dichiarazione dei redditi, senza sostenere alcuna spesa (cod. fiscale Make-A-Wish® Italia Onlus 95090980103)

    – con una donazione regolare, bastano 9 euro al mese

    – adottando un desiderio

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    Make-A-Wish® Italia è un’organizzazione no profit nata nel 2004 che realizza desideri di bambini e ragazzi tra i 3 e i 17 anni d’età affetti da gravi patologie. Il valore di un desiderio è enorme: un sogno esaudito fa capire che nulla è impossibile, e ha il potere di migliorare la qualità della loro vita. Infatti, specifiche ricerche hanno dimostrato che le emozioni positive che ne derivano, generano concreti benefici per i bambini malati e le loro famiglie: l’89% dei bambini diventa emotivamente più forte, l’81% dei genitori afferma che i bambini affrontano meglio le terapie e il 98% delle famiglie torna a sentirsi di nuovo una “famiglia normale” (Fonte: Wish Impact Study Result, March 2011 – MAW America). A conferma della sua serietà e affidabilità, destina una percentuale altissima delle proprie spese alla Missione (73% nel 2020). Make-A-Wish® Italia è affiliata a Make-A-Wish®International – una delle organizzazioni benefiche più note al mondo presente in 50 Paesi, con 40 affiliate, 45.000 volontari e 500.000 desideri realizzati.

    http://www.makeawish.it

  • La Sunset Crew di Firenze tra i finalisti della gara K-Pop Party

     

     

    Una settimana di occasioni per immergersi nella cultura della Corea. E a chiudere in bellezza la tradizionale settimana di appuntamenti organizzata dall’Istituto Culturale Coreano, il K-Pop Party, una “gara spettacolo” che vedrà la partecipazione di artisti da tutta Italia, cantanti e ballerini entusiasti della Korean way.

    Tra questi anche la Sunset Crew di Firenze, principale gruppo K-Pop della città. È composta da 12 ragazze tra i 21 e i 25 anni, che si esibiscono nelle piazze della città imitando le K-Pop band più famose al mondo. Il capoluogo toscano negli ultimi anni ha ospitato numerosi raduni del genere musicale, assistendo a un crescente interesse per la cultura coreana.

    Una passione che ha contagiato anche l’Italia, come testimonia Andrea Franceschin, fondatore di K Tiger, la prima (e unica) web radio dedicata al K-Pop (https://www.ktigerradio.com/) che raccoglie tra web e social ogni giorno più di 20 mila contatti: “Il fenomeno K-Pop è la tendenza mondiale che negli ultimi tempi sta spopolando anche in Italia tra i giovani e i giovanissimi. Inizialmente diffuso soprattutto sui social media, in particolare TikTok, il Korean Pop si sta affermando sempre di più nel mondo della musica mainstream, trainato dall’indiscusso successo della famosissima band BTS. Ma il K-Pop non è solo “idol”, ma è anche il fenomeno delle “dance cover”, una tendenza ancora underground in Italia, ma che attira migliaia di persone nel contest più importante d’Italia organizzato da Kaido Italia a Milano e Roma.

    Il K-Pop Party si svolgerà come un vero e proprio programma televisivo, trasmesso sul canale YouTube dell’Istituto Culturale Coreano, dove 15 gruppi selezionati da tutta Italia daranno sfoggio delle loro abilità riproducendo le coreografie e le canzoni dei loro artisti e gruppi K-Pop preferiti. I vincitori verranno selezionati attraverso il voto del pubblico e della giuria interna dell’Istituto Culturale Coreano.

    Il contest avrà luogo a chiusura di una manifestazione piena di eventi e protagonisti. Il programma comprende lezioni di cucina, cinema, teatro e una mostra dedicata al design.

    Uno degli appuntamenti più interessanti sarà con la moda ecosostenibile di Danha, la designer che ha disegnato l’hanbok delle Blackpink, la girl K-Pop band più influente al mondo. Danha presenterà, per la prima volta in Italia, la propria moda ecosostenibile che ha fatto del vestito tradizionale coreano rivisto in chiave moderna il proprio simbolo.

    Commenta la designer il cui intervento è previsto il 27 maggio: “La prima volta che ho cominciato ad interessarmi all’Hanbok è stato alle scuole superiori dove era la nostra uniforme. Inoltre mio nonno è un maestro artigiano di nodi tradizionali coreani e quindi avevo familiarità con l’Hanbok e la nostra tradizione. La silhouette e la bellezza di questo vestito mi hanno sempre attratto, insomma tutti questi motivi mi hanno spinto a far diventare questa mia passione lavoro”.

    Tradizione sì, ma all’avanguardia, con tessuti ecologici come il cotone e il poliestere realizzato con un filato estratto da bottiglie di plastica e attenzione all’upcycling, dove gli abiti da sposa tradizionali vengono smontati e ricombinati in creazioni nuove. Una moda ecosostenibile a 360° che coinvolge anche i pack (gli abiti sono venduti in speciali sacchette in tessuto riutilizzabili) e alla sede in Seoul Upcycling Plaza (SUP) che riunisce tutte le aziende coreane dal “cuore verde”.

    Continua Danha: “Sin dai miei inizi, nel 2018, i miei capisaldi sono stati la tradizione e l’ambiente. Danha è stata la prima nel campo dell’industria dell’Hanbok ad utilizzare materiale eco-friendly. Ai tempi, in generale in Corea non era ancora in voga come ora l’ecosostenibilità e Danha è stata la prima ad applicarla all’Hanbok”.

    La Korea Week inizia il 24 maggio con il cinema che ha avuto crescente popolarità grazie al successo di Parasite e al recente Oscar come attrice non protagonista a Youn Yuh-Jung.

    L’Istituto Culturale Coreano propone al pubblico italiano due film in streaming: Blind di Ahn Sang-hoon, un thriller di grandissimo impatto che ha conquistato più di 2,4 milioni di spettatori solo in Corea e Castaway On The Moon, un film di Lee Hae-jun, una bizzarra favola metropolitana, raccontata con stile eccentrico e ricca di momenti comici.

    Protagonista ancora la cucina con Fabrizio Ferrari già chef de “Al Porticciolo 84”, ristorante di Lecco, 1 stella Michelin, che è diventato uno dei più famosi partecipanti di Hansik Daechup, una sorta di Masterchef coreano. Dopo la partecipazione a questo programma, Ferrari prima ha insegnato all’Università di Arti Culinarie più prestigiosa della penisola coreana, la Woosong University (che da poco aveva stretto un accordo con l’Institut Paul Bocuse di Lione), mentre ora è professore al Sejon University University a Seoul.

    Nella sua video lezione (sabato 29 maggio), lo chef Fabrizio Ferrari punterà su salse e condimenti (yangnyeom) tipici della cucina coreana che a differenza della cucina italiana servono non solo come complemento del piatto, ma ad amplificare l’effetto medicinale. I prodotti trattati saranno il Ganjang (Salsa di soia), doenjang (pasta di soia) e gochujang (pasta di peperoncino) agli oli vegetali aromatici e salutari come Chamgireum (olio di sesamo) e deullgireum (olio di perilla).

    Da venerdì 28 maggio ore 19.00 (con video disponibile fino a domenica 30 maggio) è previsto invece in streaming lo spettacolo per bambini Doodle Pop, premiato come ‘Best Show’ & “Asian Arts Award best comedy” dal Guardian di Edinburgh Fringe Festival 2018 in Gran Bretagna.

    In questo spettacolo la pittura a mano incontra l’arte dello schermo e la magia degli scarabocchi. Due ragazzi birichini disegnano degli animali su un enorme muro di lavagna schizzando goccioline d’inchiostro e queste, grazie ad un proiettore, iniziano a muoversi prendendo vita. Una linea tracciata da Woogie e Boogie, insieme ad una macchia e degli scarabocchi sembrano completare un disegno, ma rapidamente si cancellano e si riempiono di nuovo trasformandosi in nuove forme e in infiniti mondi dei sogni.

    Da mercoledì 26 maggio sarà disponibile, in un video a 360°, la mostra Cento capolavori dell’artigianato coreana. La mostra, promossa anche dall’Ambasciata della Repubblica di Corea in in collaborazione con Seoul Design Foundation, Associazione Culturale per le Opere di Artigianato Reale e Korean Royal Heritage Gallery sarà realizzata in contemporanea a Seoul in versione live.

    La mostra si ispira all’eccellenza del design italiano, 9 celebri designer italiani hanno ispirato altrettanti maestri artigiani per produrre con materiali e tecniche tradizionali 9 sedie alle quali si aggiungono altre 91 opere di pregiata arte manifatturiera. I maestri artigiani coinvolti (80 in 11 specialità diverse) sono personalità di grande spicco in Corea, alcuni annoverati anche tra i patrimoni culturali nazionali immateriali nel campo dell’intarsio in madreperla e lacca, pittura tradizionale e nodi tradizionali i quali ci racconteranno la realizzazione di queste sedie in 9 mini-video che verranno caricati da lunedì 24 a venerdì 28 maggio.

    La manifestazione si chiude domenica 30 maggio alle 21 con il K-Pop Party.

  • Coworking solo per donne: una nuova tendenza nel progresso globale

    Promuovere le imprenditrici Le donne operano da tempo nel mondo degli affari creato dagli uomini. Fino ad ora, molti di loro si sentono ancora estranei in ambiti diversi. Poiché l’imprenditorialità può essere un modo piuttosto solitario, i luoghi di coworking per le donne offrono la possibilità di entrare a far parte di una calda e accogliente comunità di specialisti in cui mettere energia creativa. Lo scopo principale di ogni ufficio di coworking per donne indipendentemente dalla sua posizione è quello di soddisfare al meglio le esigenze di questo pubblico di destinazione.

    Essendo esteticamente coerenti, le suite collaborative incentrate sulle donne offrono vantaggi come sale per l’allattamento e l’allattamento per neomamme, caffè, tè, biscotti, ecc., Spazi per conferenze, cabine private per il lavoro individuale, docce, camerini, aree di allenamento e così via. sopra. Tradizionalmente, nella fase di fondazione, ogni spazio di coworking per le donne era una comunità piuttosto che un luogo. Questa caratteristica continua a costituire lo scopo principale degli uffici condivisi basati su donne. Al fine di rafforzare le relazioni amichevoli tra i colleghi, i proprietari organizzano una serie di eventi. Lezioni di yoga, lezioni interessanti di influenti donne d’affari, programmi di formazione, workshop, masterclass e altre attività coltivano e sostengono l’attivismo durante il dopo-lavoro.

    Secondo il “Rapporto 2018 sullo stato delle imprese di proprietà femminile” presentato da Forbes, il numero di donne imprenditrici è aumentato del 3000% dal 1972. Le donne favoriscono l’imprenditorialità per due ragioni principali: per rimanere più flessibili negli orari di lavoro. La combinazione delle responsabilità professionali e domestiche favorisce la necessità di un modo alternativo di condurre le attività aziendali. Le donne che sono i capi, di solito mantengono un maggiore controllo del loro futuro e fanno avanzare la loro carriera più rapidamente. per seguire i loro interessi commerciali. Una donna è entusiasta e soddisfatta della sua carriera se il lavoro che svolge la ispira e la fa crescere professionalmente.

    Costruire un’impresa non è mai una cosa facile ed è ancora più difficile quando non hai un posto dove risolverlo. “Lavorare da casa” a volte può essere una buona opzione, ma allo stesso tempo è un posto difficile dove concentrarsi su compiti importanti. Ci sono molte ragioni per cui gli uffici condivisi possono diventare soluzioni per spazi di lavoro migliori rispetto a quelli domestici, ma il vantaggio principale di tali suite è che non si lavora in isolamento. Molte donne oggigiorno sono interessate a entrare a far parte dell’ambiente di coworking (coworking palermo) che non è dominato dagli uomini. I sondaggi affermano che le donne che svolgono compiti nell’ambiente femminile hanno più successo nel lungo periodo. Essendo circondate da altre donne creative, ambiziose e laboriose, puoi diventare più auto-disciplinato, motivato e organizzato. Gli spazi di coworking per le donne non sono una novità. Eppure attualmente stanno vivendo un momento enorme. Aiutando le donne a prendersi cura dei bambini e ad incarnare ambizioni professionali, gli uffici di coworking incentrati sulle donne in tutto il mondo consentono ai loro inquilini di conciliare carriera e vita personale senza alcun sacrificio.

  • Ditta di addetti alle pulizie a Milano

    Sempre più spesso capita che a lavorare in famiglia non sia solo l’uomo, ma anche la donna. Anche se non lavora a tempo pieno la donna di casa deve far fronte a sempre più impegni che rischiano di far trascurare le cose che sembrano meno importanti. In questa routine giornaliera non è facile occuparsi, tra le altre cose, delle pulizie giornaliere dell’ufficio e della casa, soprattutto se si vive e lavora nella capitale della moda.

    Può allora capitare che una riunione urgente o un evento nella propria abitazione porti a intere nottate in bianco per pulire e cercare di rendere presentabile l’ambiente, con il risultato di essere troppo stanchi per godersi la festa o per presenziare alla riunione in maniera attiva. Per preservare una buona reputazione nel mondo degli affari, o per tenere pulita e in ordine la casa, potrebbe essere necessario contattare gli addetti di un’impresa pulizie a Milano.

    Se si tratta di una ditta multinazionale, poi, il rispetto per i clienti internazionali è fondamentale: molte culture infatti non tollerano il disordine e il caos, col risultato che, credendo di risparmiare denaro, l’azienda ci rimetta delle cifre consistenti. Ecco perché l’impresa di pulizie con sede a Milano ma operante anche nei suoi dintorni, può essere una valida soluzione a questi problemi. La ditta recluta personale altamente qualificato per i vari servizi da erogare, specialmente se si devono detergere e disinfettare superfici inaccessibili o ampie. Il solo modo per riuscirci è quello di usare determinati macchinari, ovviamente, tutti a norma CE. Gli addetti alle pulizie a Milano hanno una organizzazione molto rigida, specialmente se i luoghi da pulire sono frequentati dal pubblico o in luoghi dove l’igiene è fondamentale (come i centri medici e gli ospedali). Ci sarà un caposquadra che supervisionerà gli addetti e gli strumenti utilizzati, in modo da evitare anche il più remoto pericolo di contaminazione accidentale, e allo stesso tempo sollevando il cliente da ogni responsabilità.

    Contattando gli addetti alle pulizie a Milano, si può richiedere un sopralluogo direttamente sul posto, in modo che possano fare una valutazione completa e redigere un preventivo. Si possono inoltre concordare le modalità di pagamento, anche a rate, e scegliere se usufruire di una collaborazione occasionale o continuativa.

  • Come tenersi stretto il cliente acquisito

    Strategie efficaci per fidelizzare i propri clienti attraverso il rapporto umano e gli strumenti tecnologici

    Il compito delle aziende è quello di fornire alle persone beni o servizi, indispensabili o meno, ed in questi tempi di crisi non sempre è facile. Una volta che il cliente è stato acquisito la ditta deve fare in modo che questo resti più fedele possibile all’azienda stessa, in modo da assicurarsi entrate certe.

    Prendiamo il caso di un impresa di pulizie a Firenze ad esempio, se vuole assicurarsi un appalto lungo con l’azienda o il privato a cui offre i propri servizi, dovrà adottare delle strategie di fidelizzazione puntando sul rapporto umano innanzitutto: gentilezza, onestà e puntualità. Inoltre è fondamentale offrire un servizio di pulizia eccellente per garantirsi nuovi appalti per lo stesso cliente o addirittura per i suoi conoscenti. 

    Ci sono molti altri modi per farlo, ma sicuramente affidarsi ai sistemi informatici è la soluzione migliore, esistono dei sistemi informatici che servono proprio a questo, fidelizzare il cliente.

    Il CRM è un sistema informatico che serve per la fidelizzazione e in pratica gestisce le relazioni con il cliente. Molte sono le aziende che forniscono questo tipo di servizio e si possono trovare attraverso una ricerca con parole chiave come “CRM software”, questo tipo di software ha molte funzioni, tra cui: calcola le statistiche dei risultati di vendita; calcola il ritorno sugli investimenti sia di marketing che di comunicazione; ricorda le scadenze delle offerte; da un riscontro sul carico di lavoro futuro. Diventa dunque uno strumento importante che una ditta che vuole stare al passo con i tempi deve considerare di avere.

    Un altro strumento che può essere importante è il software gestionale personalizzato, esso a più funzioni a seconda del campo in cui viene usato, ma in genere serve a sistemare situazioni di gestione aziendale , che senza un supporto informatico sarebbe impossibile da tenere sotto controllo. Un esempio banale può essere la gestione dei dati del cliente; trascriverli e gestirli a mano vorrebbe dire un’enorme perdita di tempo e soprattutto la possibilità elevatissima di errori di trascrizione.

  • COMUNICATO STAMPA: VERA S.R.L. PORTA IL BRAND ROM’ANTICA IN CENTRO CITTA’, LA PIZZA ROMANA APPRODA SUL LAGO DI COMO

    Milano, 27 Maggio 2021 – VERA Srl, Società del Gruppo Finiper di proprietà di Marco Brunelli attiva nel settore della ristorazione, consolida la presenza sul territorio italiano del brand Rom’antica e si prepara ad aprire il terzo punto vendita su strada dedicato alla pizza romana. Un traguardo importante che segna l’inizio di un nuovo capitolo del progetto di espansione iniziato nel 2020. 

    Dopo il debutto all’interno del centro Fiordaliso di Milano lo scorso dicembre, il brand Rom’antica è arrivato nel giro di pochi mesi a quota 23 punti vendita all’interno dei principali centri commerciali di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. “Pensiamo di superare quota 40 punti vendita entro luglio per poi oltrepassare i 90 nell’arco del prossimo triennio” dichiara Mauro Ornelli, direttore generale di Vera srl “l’obiettivo è quello di espanderci anche nei più importanti centri abitati, rafforzando ulteriormente la nostra presenza nelle aree del nord Italia”. 

    L’apertura del punto vendita di Como, in Via Pietro Boldoni 6, prevista per lunedì 31 maggio, rappresenta un importante passo per affermare la presenza del brand all’interno dei centri cittadini delle principali città capoluogo di regione e provincia. In un momento di grande difficoltà per il settore della ristorazione, il progetto continuo di espansione iniziato dalla Società rappresenta un segnale di ripresa molto forte. “Si tratta di un’importante iniziativa anche per il rilancio del commercio e dell’occupazione locale ” prosegue OrnelliParallelamente alle aperture indipendenti su strada per l’asporto e il take-away, stiamo cercando dei locali in centro città che diano la possibilità di consumare direttamente in loco, così da accontentare tutte le esigenze della nostra clientela”. 

    Il successo di Rom’antica è dovuto alla grande attenzione per la qualità e l’artigianalità del prodotto: materie selezionate solo da produttori italiani e un impasto a lunga lievitazione digeribilissimo, preparato quotidianamente da mani esperte, permettono di ottenere una pizza romana gustosa, leggera e croccante, come da antica tradizione del Centro Italia.

  • P&G Beauty annuncia il lancio di “Good Refill” in Italia, il primo sistema ricaricabile per lo shampoo Pantene, Head & Shoulders e Herbal Essences RIDURRE, RIUTILIZZARE, RICICLARE.

    Annunciato lo scorso Ottobre 2020 in occasione del Reuters Responsible Business Summit, durante l’evento “The Window is Now: Accelerating Sustainability at Home”, il nuovo lancio arriverà a breve sul mercato italiano con i marchi Pantene, Head & Shoulders e Herbal Essences.

    Questo lancio non viene da solo ma completa un programma importante di impegno per una bellezza responsabile. Procter & Gamble Beauty ha infatti anche in programma di ridurre del 50% entro la fine del 2021 l’utilizzo di plastica vergine nei flaconi tradizionali di shampoo e balsamo. Ciò significa interrompere la produzione di 300 milioni di bottiglie di plastica vergini ogni anno e avere l’obiettivo di rendere completamente riciclabili le bottiglie di shampoo e balsamo.

    Grazie a questo importante progetto, P&G Beauty cambierà quindi il modo in cui i consumatori acquistano, utilizzano e smaltiscono i loro flaconi di shampoo, consentendo a 200 milioni di famiglie in Europa di prevenire gli sprechi di plastica, limitando l’impatto sul pianeta. 

     

    «In P&G lavoriamo ogni giorno per essere una forza per il bene e una forza per la crescita. Vogliamo essere riconosciuti come un’azienda governata in modo responsabile, che opera secondo princìpi etici, sostiene buone cause, protegge l’ecosistema e offre un ambiente di lavoro in cui i dipendenti possano sviluppare il proprio potenziale. È per questo che abbiamo intensificato i nostri sforzi per aiutare le persone e le comunità ad affrontare le nuove sfide poste dalla pandemia di Covid-19, insieme a quelle gravose della disuguaglianza e del cambiamento climatico. Sono numerose azioni che abbiamo messo in campo nel 2020, in ogni pilastro della Cittadinanza d’Impresa: Impatto sulle Comunità, Uguaglianza & Inclusione e Sostenibilità Ambientale, sostenute dalle fondamenta di Etica e Responsabilità d’Impresa. Abbiamo proseguito con più forza gli impegni in tema di sostenibilità ambientale, nella consapevolezza che il decennio di fronte a noi rappresenta una finestra cruciale per contrastare il cambiamento climatico. Per questo vogliamo raggiungere zero emissioni nelle nostre attività entro il 2030: lo faremo aumentando l’efficienza energetica, acquistando elettricità proveniente da fonti rinnovabili e proponendo soluzioni climatiche naturali. Abbiamo aumentato l’impegno per promuovere una forestazione responsabile, per garantire che il 100% dei nostri imballaggi, a livello globale, sia riciclabile o riutilizzabile entro il 2030 e per ridurre la plastica vergine negli imballaggi del 50% entro il 2030. Il 2020 ha rappresentato l’ulteriore conferma di come l’impegno nella Cittadinanza d’Impresa sia per Procter & Gamble perfettamente integrato all’interno delle strategie di business e di tutte le nostre azioni quotidiane. Ciò non solo genera fiducia ed equità nel rapporto con i nostri consumatori e stakeholder, ma guida anche la crescita dell’azienda e dei mercati in cui operiamo, creando valore per tutti».

    Paolo Grue
    Presidente e Amministratore Delegato P&G Italia

    «Riciclare, ridurre e riutilizzare. Con questo progetto, in quanto leader di settore in Europa, P&G utilizza tutta la sua capacità di scala per avere un impatto positivo e concreto su un tema decisivo per il futuro del pianeta: l’inquinamento da plastica – commenta Valeria Consorte, Vice President Beauty Care di P&G Italia. I nostri marchi in Italia coinvolgono milioni di persone ed è nostra responsabilità promuovere un consumo responsabile attraverso l’innovazione sui nostri prodotti. Questa innovazione nel packaging contribuirà a favorire il riutilizzo delle bottiglie di Pantene, Head & Shoulders e Herbal Essences, consentendo al contempo una riduzione della plastica vergine, in linea con quanto previsto da P&G Ambition 2030. Non si tratta più di se o cosa possiamo fare, ma di quanto velocemente possiamo farlo e il momento per abbracciare nuovi stili di vita sostenibili è arrivato».

    Ricicla, riduci, riutilizza e #RefilltheGood!

    The Window to Act is Now:

    P&G Beauty – che comprende tutti e quattro i marchi P&G Haircare, Head & Shoulders, Pantene, Herbal Essences e Aussie – ha ospitato un evento panel dal vivo durante il Reuters Responsible Business Summit. Erano presenti: Artur Litarowicz, Senior Vice President e General Manager of Haircare per P&G Europe; Virginie Helias, Chief Sustainability Officer di P&G; Tom Szaky, CEO e fondatore di TerraCycle; Erin Simon, Head of Plastic Waste and Business presso WWF; Clover Hogan, Climate activist and trovato di Force of Nature.

    Procter & Gamble

    P&G offre i propri prodotti ad un pubblico di oltre 5 miliardi di persone in tutto il mondo. Il Gruppo vanta uno dei migliori portfolio di brand leader di settore – sinonimi di qualità ed attenzione al cliente – come Always®, Ambi Pur®, Ariel®, Bounty®, Charmin®, Crest®, Dawn®, Downy®, Fairy®, Febreze®, Gain®, Gillette®, Head & Shoulders®, Lenor®, Olay®, Oral-B®, Pampers®, Pantene®, SK-II®, Tide®, Vicks® e Whisper®. La comunità di P&G opera in oltre 70 paesi. Per ulteriori informazioni, http://www.pg.com.

  • Snom sempre più smart: la nuova centrale di controllo dell’ufficio intelligente si chiama Snom

    Tramite app XML i terminali IP di Snom contribuiscono da subito ancora di più alla “smartizzazione” di uffici e edifici aziendali.

    Da tempo ormai i telefoni IP di Snom, marchio premium su scala globale per la moderna telefonia in ambito aziendale e industriale, contribuiscono in maniera rilevante all’automazione degli uffici. Che si tratti di azionare tapparelle, barriere di accesso ai parcheggi e di aprire la porta premendo un semplice tasto, oppure di vedere e rispondere al corriere dalla propria scrivania, tutte questo e molto altro è già possibile con i terminali Snom – sia in combinazione con citofoni IP e sistemi di videosorveglianza di terzi, sia con lo Snom PA1.

    Sebbene la domotica attragga primariamente i consumatori, questo tipo di applicazioni si sta facendo sempre più strada anche negli edifici aziendali. Con il nuovo aggiornamento del firmware che Snom mette a disposizione gratuitamente, è possibile integrare app XML nei telefoni IP da tavolo Snom e telecomandare prese e termostati intelligenti, sensori di umidità e porta/finestra oltre che lampadine smart di noti produttori, esattamente come si farebbe con lo smartphone. Inoltre, da subito i telefoni Snom supportano la ricezione di stream video da webcam IP e videocamere basate su Raspberry Pi.

    La possibilità di integrare app XML nei telefoni da tavolo offre infinite opzioni di impiego dei terminali IP Snom. Oltre a quanto annoverato, questa integrazione permette – per esempio – di ricevere messaggi video, consultare previsioni meteo o notizie finanziarie e di cronaca automatiche. Allo stesso modo, qualora in ufficio si usino altoparlanti IP, è possibile disattivarne i microfoni automaticamente se si solleva la cornetta per rispondere ad una chiamata e viceversa.

    «Noi siamo dell’avviso che i nostri terminali debbano (e possano) assolvere a più funzioni che non la mera comunicazione aziendale“, spiega Florent Aubert, Head of Product Management di Snom Technology „A fronte della crescente personalizzazione e automazione dei singoli uffici come di interi edifici aziendali vogliamo offrire ai nostri utenti un reale valore aggiunto – e questo risiede ormai anche nello “Smart Workplace”».

    Ulteriori highlight del nuovo firmware:

    • Da subito i terminali IP Snom supportano tunnel VPN basati su L2TP.
    • Le icone per i tasti funzione sono personalizzabili
    • Funzionalità di paging multicast migliorata grazie al supporto dell’avviso di chiamata in ingresso

    Per ulteriori informazioni sul nuovo firmware: https://service.snom.com/display/wiki/10.1.73.16+Release

  • Smartphone: 19,5 milioni lo usano a letto, 11 milioni se lo portano in bagno

    In tasca, nella borsa o nello zaino, lo smartphone è un oggetto che ormai ci accompagna durante tutta la giornata e a cui, la maggior parte di noi, non può più rinunciare tanto che, quasi 1 italiano adulto su 2, ovvero circa 19,5 milioni di persone, ha dichiarato di utilizzare il cellulare anche a letto. Pochi meno, quasi 11 milioni (25,2%), coloro che addirittura hanno ammesso di portarselo sempre dietro anche quando sono in bagno. A certificare questi dati è l’indagine commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat e realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale*.

    Dove viene utilizzato

    Se non suscita particolare clamore il fatto che il luogo in cui usiamo maggiormente il cellulare sia il salotto, fa riflettere che siano più di 19 milioni gli italiani che utilizzano il cellulare mentre sono a letto; accendere il cellulare, insomma, è la prima cosa che molti fanno quando aprono gli occhi e spegnerlo l’ultima prima di dormire. Anche nel luogo che teoricamente dovrebbe essere quello della privacy più assoluta, il bagno, il telefono non ci abbandona: sono ben 11 milioni gli italiani che non si staccano dallo smartphone nemmeno in questo caso. Forse non si dovrebbe, ma sono tanti anche coloro che hanno ammesso di usare il dispositivo mentre sono al lavoro: a dichiararlo il 20% del campione, percentuale corrispondente a 8,7 milioni di individui.

    È un atteggiamento poco educato, ma sono molti, quasi 2 milioni (4,6%), coloro che hanno ammesso di usare lo smartphone a tavola, percentuale che quasi raddoppia nella fascia di età 35-44 anni (8,5%).

    Non stupisce, infine, come molti utilizzino il cellulare anche in macchina, sostituendo così il classico navigatore; ad usarlo per questo scopo da sono più di 8,3 milioni di persone.

    Le paure e i comportamenti più diffusi

    Sebbene la paura più diffusa legata al cellulare sia quella di perderlo e con esso i contenuti privati al suo interno, indicata da più di 19,7 milioni di rispondenti (45,2%), un dato interessante è che 2,7 milioni di italiani (6,2%) sono preoccupati che il partner o i genitori possano accedere di nascosto ai contenuti presenti sul dispositivo. I più timorosi nel lasciare che il proprio compagno/compagna guardi di nascosto il cellulare sono coloro che hanno un’età compresa tra i 45 e i 54 anni, dove la percentuale quasi raddoppia rispetto alla media nazionale (8,5% vs 4,8% Italia). I giovani appartenenti alla fascia anagrafica 18-24 anni, invece, si sono rivelati i più preoccupati nel far curiosare i genitori: rispetto ad un valore italiano del 2,3%, qui la percentuale raggiunge addirittura l’8,2%.

    Guardando poi ai comportamenti errati adottati da coloro che possiedono uno smartphone, più di 1 intervistato su 5 (9,6 milioni) ha ammesso di non effettuare mai il backup dei dati, mentre 8,5 milioni hanno dichiarato di aver impostato un PIN molto comune o di non averlo affatto.

    Addirittura più di 3 milioni di persone (7,2%) hanno memorizzato il PIN della carta di credito o della SIM direttamente nella rubrica del cellulare, comportamento che può essere molto pericoloso nel caso in cui il dispositivo venga perso o rubato. La percentuale arriva addirittura fino all’11,2% tra coloro che hanno un’età compresa fra 18 e 24 anni.

    Per cosa viene utilizzato lo smartphone?

    Ma, nel concreto, per cosa viene utilizzato con più frequenza lo smartphone? Al netto del telefonare e del mandare messaggi, che si posizionano in cima alla lista, più di 21,8 milioni di individui (50% del campione intervistato), ammettono di usarlo per i social network, mentre più di 20,7 milioni (47,6%) lo utilizzano per fare fotografie.

    Non sorprende scoprire, inoltre, come al giorno d’oggi lo smartphone venga frequentemente usato anche come fonte di informazione; che sia attraverso i social network o siti specializzati, 33,9 milioni di persone (77,9%) hanno dichiarato di informarsi proprio tramite il cellulare. Questo particolare utilizzo è aumentato moltissimo durante l’anno di pandemia, tanto è vero che più di 6 rispondenti su 10 (64,5%), pari a più di 28 milioni di persone, hanno ammesso di aver incrementato l’uso del device proprio per informarsi.

    Quasi 14 milioni (31,9%), infine, gli italiani che hanno indicato la gestione delle finanze personali come uno dei motivi per cui viene maggiormente utilizzato il cellulare, a dimostrazione di come molte delle attività che prima venivano fatte in presenza oggi possono essere effettuate anche a distanza grazie ad un dispositivo tecnologico come lo smartphone.

     

    Nota metodologica: l’indagine è stata svolta tra il 29 aprile ed il 3 maggio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

     

  • CUS Bergamo: pronti a ripartire. Il 1° giugno riapre la sala fitness

    Sicurezza, attenzione e prudenza ma anche tanta voglia di ricominciare a fare sport: questo lo spirito del CUS Bergamo, il Centro Universitario Sportivo con sede a Dalmine, che il prossimo 1° giugno ripartirà con attività sportive e corsi.

     

    Martedì 1° giugno infatti, il CUS riaprirà la sala fitness, secondo i consueti orari: fino al 30 giugno, dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 22.30, sabato dalle 9 alle 17, domenica dalle 9 alle 13; mentre a luglio e agosto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 21, sabato dalle 9 alle 13.

     

    Un ritorno alla normalità seppur con alcune, momentanee, limitazioni: “Il Cus attualmente è centro vaccinale: come rappresenta per noi motivo di grande orgoglio essere in prima linea nella lotta al Covid-19, lo è anche favorire la ripresa delle normali attività, tra cui, appunto, quelle sportive. – sottolinea il Rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini, che aggiunge – Parte degli spazi rimarranno comunque riservati alle vaccinazioni: per questo motivo sono stati rimodulati e riprogrammati alcuni percorsi, per far sì che gli spazi dedicati alla somministrazione dei sieri anti-Covid e quelli riservati alla palestra restino ben separati”.

     

    “Siamo convinti che i nostri iscritti capiranno la situazione e porteranno pazienza fino alla normale ripresa delle attività – aggiunge Claudio Bertoletti, Presidente del CUS Bergamo Abbiamo predisposto un nuovo planning di corsi nella nuova struttura all’esterno, adiacente alla sala fitness, che sostituirà i corsi precedenti. Il protocollo di contingentamento degli accessi e il rispetto delle regole per l’utilizzo degli attrezzi in sala fitness garantiranno la sicurezza del personale e degli sportivi. Misurazione della temperatura, utilizzo della mascherina fino all’accesso nello spazio di allenamento e durante i momenti di “riposo”, pulizia della postazione e degli attrezzi subito dopo l’utilizzo, distanziamento: queste sono alcune delle azioni necessarie per una ripartenza – sportiva – del CUS in totale sicurezza. Così come l’accesso alla palestra, anche l’ingresso nello spogliatoio sarà contingentato, mentre per il momento non è ancora consentito usufruire delle docce”.

     

    A giugno saranno attivati due corsi alla mattina (dalle 9 alle 9.45 e dalle 10 alle 10.45) e due corsi alla sera (dalle 18:15 alle 19 e dalle 19:15 alle 20). I corsi all’aperto saranno sospesi in caso di pioggia. Sarà possibile accedere solo attraverso una prenotazione online, così da garantire il controllo degli accessi, creando un account personale sul sito: www.cusbergamo.it nella sezione SERVIZI ONLINE. Per prenotarsi è necessario essere in possesso di un certificato medico: per chi ne avesse bisogno è possibile prenotare una visita medica nella struttura del CUS.

    In via del tutto eccezionale, anche gli iscritti con abbonamenti “Solo corsi” potranno usufruire dell’accesso alla sala fitness, considerata l’impossibilità di occupare gli spazi destinati al centro vaccinale.

     

    Per accedere alla struttura, gli iscritti dovranno recarsi al cancello pedonale di via Kennedy 19/A.

    Attualmente il parcheggio interno del CUS non è utilizzabile, perché occupato da una tensostruttura di accoglienza al centro vaccinale, così come l’ultimo tratto di via Kennedy.

     

    Per informazioni e istruzioni sull’accesso:

    Video YouTube https://youtu.be/R_RtHX_-U4I

    Sito www.cusbergamo.it

  • Crisi economica, l’Europa accelera la ripresa e i capitali tornano ad affluire

    Dopo la lunga crisi economica dovuta alla pandemia, finalmente ora c’è una ripresa molto robusta. Ed è proprio sul ritmo di questa ripresa che si giocano molti equilibri sull’asse Europa-USA.

    La marcia di uscita dalla crisi economica

    crisi economicaFino a qualche settimana fa, la marcia dell’economia americana era veloce e convincente. La crisi economica, che pure ha lasciato forti cicatrici nel mondo a stelle e strisce, è stata combattuta con massicce dosi di stimoli monetari e fiscali. Stimoli che hanno dato i loro frutti, vista la robusta ripresa.

    Nel frattempo fino a poche settimane fa, la ripresa dalla crisi economica in Europa era più lenta. Anche per colpa delle campagne vaccinali a singhiozzo e delle ondate di contagi che riprendevano a macchia di leopardo.

    L’Europa recupera terreno

    Da qualche tempo però, l’Europa si è messa sui binari giusti. E il divario tra la nostra ripresa e quella statunitense si è ridotto.  Non annullato, ma sensibilmente diminuito sì.
    Questo spinge verso l’alto la fiducia degli investitori, soprattutto quelli obbligazionari, perché ormai si stanno attenuando le restrizioni in Europa e questo si riflette già sui dati macroeconomici.

    E’ evidente che ci siano flussi di capitali indirizzati verso l’Eurozona, che sono alimentati da investitori esteri che cercano di convertire la liquidità in Euro per acquistare attivi europei e iniziare a posizionarsi per la ripresa della regione. Il relative volatility index dei flussi in entrata nel Vecchio Continente si è attenuato, segno che stanno arrivando con una certa costanza.

    Anche i mercati valutari hanno cominciato a scontare la convergenza tra campagna vaccinale e ripresa dalla crisi economica, come evidenzia l’apprezzamento dell’euro rispetto al dollaro.
    Ma c’è una incognita… L’inflazione, che pesa sugli scenari post crisi economica.

    L’incognita inflazione

    La crescita dei prezzi dovrebbe rallentare in Europa, secondo l’osservazione degli indicatori leading, mentre negli Stati Uniti c’è appena stata una fiammata preoccupante (i mercati subito dopo i dati reagirono in modo forte). Anche se la Fed ha ribadito la convinzione che l’inflazione sia transitoria, la normalizzazione dei tassi è più vicina di quel che si pensa.
    Per questo motivo è difficile pensare che i tassi d’interesse europei possano continuare a recuperare rispetto a quelli statunitensi allo stesso ritmo.

  • Starkey su un collegamento tra allergie e udito

    Gli esperti di Starkey Hearing Technologies, leader mondiale per la produzione e la distribuzione di protesi acustiche di alta tecnologia, spiegano come le allergie possono avere un impatto sulla salute uditiva.

    Milano, maggio 2021 – Le allergie possono essere un problema fastidioso per le persone che ne soffrono. Quello che però in tanti non sanno è che le allergie, in alcuni casi, hanno una ripercussione negativa anche sulla salute uditiva. I professionisti di Starkey Hearing Technologies, punto di riferimento a livello globale per la produzione e la vendita di protesi acustiche di alta qualità, spiegano perché.

    Sono principalmente tre le modalità tramite le quali le allergie possono avere un impatto sulla salute delle orecchie e dell’udito, sottolineano gli esperti Starkey: le reazioni allergiche cutanee, dovute a molteplici cause, dal pelo degli animali domestici a detergenti e orecchini, interessano solitamente l’orecchio esterno, provocando prurito e gonfiore. Generalmente il sistema immunitario di una persona allergica, produce anticorpi i quali scatenano il classico starnutire e tossire, al contempo il corpo secerne più muco e può accadere che un componente indispensabile dell’orecchio medio, e cioè la tuba di Eustachio, non riesca a drenare correttamente, causando una fastidiosa pressione all’orecchio e dando vita ad una ipoacusia di tipo trasmissivo. L’accumulo di fluido, inoltre, favorisce la proliferazione di germi e batteri, con il conseguente aumento delle probabilità di infezione. Ma non solo: le allergie, curate con antistaminici, possono provocare anche problemi di equilibrio e scatenare acufeni.

    Cosa si può fare? Da Starkey assicurano: non c’è motivo di allarmarsi più del dovuto. Nel caso delle allergie stagionali, per esempio, la diminuzione dell’udito può essere un problema temporaneo, che compare contestualmente ai sintomi dell’allergia. In ogni caso, se si ha un buon controllo delle proprie allergie, si possono prevenire senza problemi anche gli eventuali disturbi uditivi. Attenzione, però: se i problemi di udito persistono è necessario contattare senza indugio il proprio medico curante e l’audioprotesista, in grado di individuare la soluzione più adatta alla circostanza.

  • Il petrolio rimasto sul pianeta Terra e l’olio di scisto. Di Giancarlo Elia Valori.

    Quando eravamo molto giovani, sentivamo dire che il petrolio si sarebbe esaurito in pochi decenni al massimo, ma col trascorrere dei lustri, abbiamo scoperto che c’è ancora molto petrolio. I prezzi sono in costante calo e non c’è alcun segno di esaurimento. Perché?Secondo gli ultimi dati di ricerca effettuati negli Usa, il petrolio può essere utilizzato fino ad un lunghissimo periodo.
    Prima di capire il perché così tanto petrolio è spuntato all’improvviso sul nostro pianeta, cerchiamo prima di comprendere il processo di nascita del petrolio.

    La teoria precedente era che le carcasse di animali e molte piante sulla terra affondassero lentamente nel terreno. Dopo centinaia di milioni di anni di complesse reazioni geologiche, le carcasse formavano petrolio e le piante in lenta decomposizione davano origine al carbone.In seguito, venimmo a sapere che qualcosa non andava. Secondo la stima del valore energetico, per formare oggi una scala di stoccaggio così enorme di petrolio e carbone, ci vorrebbero almeno molti più di milioni di anni per un numero x di carcasse animali e piante, a loro volta presenti in numero esponenziale, rispetto alla cifra d’essi necessaria a produrre tanto oro nero sino ad oggi.

    In realtà, quasi tutti gli animali e le piante morti sulla terra si sono decomposte, in particolare le carcasse degli animali era impossibile perpetuassero per così tanto tempo tali funzioni “produttive”.
    Anche in caso di un grave disastro naturale (il cosidetto meteorite che portò all’estinzione i dinosauri) o un terremoto, o un maremoto – peggio ancora grandi incendi che incenerivano il “futuro combustibile” – ciò può accadere una sola volta (la predetta estinzione) e “seppellito” una sola volta, e non a intervalli regolari per milioni di anni.

    Allora da dove vengono così tanto petrolio e carbone?
    Secondo le ultime ricerche scientifiche, il carbone e il petrolio sulla terra sono tutte sostanze idrocarburiche a base di carbonio che sono sepolte nel terreno in resti vegetali. A seconda delle condizioni geologiche, diventano carbone o petrolio, e non hanno nulla a che vedere con le carcasse di animali.
    Però, ci chiediamo, da dove sono venute così tante piante sulla terra per fornire una quantità così enorme di energia, un’energia che la quantità di piante nate nelle ère geologiche non possono giustificare in proporzione all’energia prodotta sino ad oggi?
    Tanto, tanto tempo fa – in quelle ère remote in cui i dinosauri non erano ancora apparsi – nella feroce sopravvivenza ed evoluzione, una pianta altamente motivata ha evoluto in sé per la prima volta quello che oggi noi chiameremmo il concetto di “legno”, diventando così il primo albero sulla terra.

    Nei successivi 40 milioni di anni, nessun batterio o fungo sulla terra era in grado di decomporre la lignina e nessun animale era interessato a nutrirsi d’essa.
    In queste epoche, il legno non si è degradato, proprio come la plastica oggi, per cui l’intera superficie del nostro pianeta è stata “contaminata” dalla crescita degli alberi. Di conseguenza, la foresta divenne l’unico signore supremo sulla terra in quel momento. Con i processi chimico-evolutivi, il legno si è accumulato in riserve incommensurabili, trattenendo una grande quantità di anidride carbonica dall’aria, e favorendo la produzione di ossigeno sulla terra a livelli altissimi: la temperatura scese e la concentrazione di ossigeno divenne più elevata.
    L’ossigeno cambiò direttamente la struttura dell’atmosfera terrestre, causando l’estinzione del 99,99% delle specie sulla terra che non sopravvivevano a causa dell’avvelenamento da ossigeno, e allo stesso tempo lo scorrere delle ère geologiche dette vita ad un sistema di riferimento vitale differente dal passato.

    Per cui non è come si crede che la vita sia sempre dipesa dall’ossigeno; la nostra esistenza si basa sull’ossigeno, ma forme vitali precedenti la nostra e quella dei dinosauri non erano fondate sull’ossigeno, bensì sull’anidride carbonica.
    Però va detto che i sistemi che il genere umano adotta, e che stanno distruggendo l’ambiente terrestre e causeranno, se continua così nel lungo periodo, l’estinzione delle specie sono di gran lunga peggiori delle foreste di allora che annichilirono le forme viventi che si basavano sull’anidride carbonica.

    Il cambiamento si ebbe quando un fungo acquisì le capacità di degradare la lignina, in maniera che il mondo è quello che per ora vediamo oggi.
    Il degrado della lignina era lungo, ed anche oggi molti alberi morti in natura possono resistere al disfacimento per secoli e secoli, quindi il legno è stato scelto successivamente dall’uomo come materiale da costruzione, secondo solo alla pietra e simili.

    Nei tempi in cui quel tipo di fungo non era ancora apparso, il legno che affondava nel terreno a causa dei movimenti geologici che disfecero la Pangea in milioni di anni, fornivano le condizioni sufficienti per la formazione di petrolio e carbone.
    E senza quel fungo che indirettamente provocò l’estinzione della vita basata sull’anidride carbonica e ci fornì di riserve di energia per il futuro, non ci sarebbe stata alcuna possibilità per gli umani di apparire sulla terra.

    Ma torniamo al petrolio oggi.
    Visto in base al modo in cui è formato, il petrolio è una risorsa completamente non rinnovabile. I giorni in cui gli alberi dominavano la terra non torneranno mai più. Ora non ci sono solo funghi sulla terra, e le termiti si sono evolute.
    Per quanto riguarda le condizioni delle foreste di oggi, anche se adesso ci fosse uno sconvolgimento geologico che inghiottisse tutte le foreste e gli animali nel terreno d’un colpo, quella poca energia che fra milioni di anni potrebbe essere prodotta, sarebbe meramente irrisoria.

    Secondo le statistiche della Conferenza mondiale sull’energia, le riserve mondiali di carbone teoriche ammontano a 1.598 miliardi di metri cubi e si prevede che vengano ancora estratte per 200 anni. Invece le comprovate riserve di petrolio recuperabili ammontano a 121,1 miliardi di metri cubi e dovrebbero essere sfruttate per altri 30-40 anni.
    Se le riserve mondiali comprovate di petrolio sono solo 269,90 miliardi di tonnellate e l’estrazione mineraria sarà completata in 30-40 anni, una volta che non ci sarà più petrolio, vedremo infiniti cimiteri di rottami ferrosi i cui cadaveri a cielo aperto andranno dagli aerei alle automobili.

    La prima reazione a tale stato di cose è cercare di accaparrarsi le fonti di petrolio il più rapidamente possibile. Dico questo perché se noi analizziamo il consumo disponibile per Paese a partire da questo momento, abbiamo i seguenti dati: le riserve strategiche di petrolio degli Usa sono sufficienti per 240 giorni; 187 il Giappone, 116 la Francia, 107 la Svezia e 33 la Cina. Chi non può farsi prendere dal panico? Acquistare più petrolio rapidamente significa non far guerre in futuro, ma rafforzare le Marine militari per difendere le linee di trasporto marittimo del greggio.

    Dato che il petrolio sulla terra sta finendo, ci chiediamo ancora una volta perché il prezzo del petrolio greggio è sceso? Sembra, al contrario, che tutti non siano più nel panico e nessuno si affretti a comprarlo.

    Gli Usa hanno inventato una nuova tecnologia chiamata dell’olio o petrolio di scisto (shale oil): è un combustibile non convenzionale prodotto dai frammenti di rocce di scisto bituminoso mediante i processi di pirolisi, idrogenazione o dissoluzione termica. Lo scisto è una roccia metamorfica caratterizzata da una disposizione regolare, in piani più o meno paralleli, dei componenti mineralogici lamellari o fibrosi, e perciò facilmente sfaldabili.

    Si potrebbe pensare all’olio di scisto come ai prodotti semilavorati della produzione di petrolio della terra. Quindi la disponibilità teorica di combustibile per energia è aumentata grazie a queste tecnologie e ad un livello notevole.
    Le riserve mondiali di petrolio di scisto sono circa 962 miliardi di metri cubi, superando di gran lunga le riserve di petrolio (269,90 miliardi di metri cubi).Le riserve di petrolio di scisto sono di gran lunga superiori a quelle di petrolio e dovrebbero essere utilizzate dagli esseri umani per moltissimi anni ancora. Ci sono anche depositi di petrolio di scisto che vengono costantemente esplorati e monitorati.

    Ma quali sono le carenze dell’olio di scisto? C’è solo un difetto: il costo elevato. Solo una piccola quantità di petrolio di scisto a basso costo è attualmente degno di essere sfruttato.
    Sebbene lo shale oil in molte aree abbia riserve provate, il costo dello sfruttamento è molto più alto di quello del petrolio. Ma non importa quanto sia alto il costo, se è meglio di niente.La dipendenza petrolifera odierna degli Stati ha raggiunto oltre l’80%, quindi si sta sviluppando fortemente la tecnologia dei veicoli elettrici per cercare di ridurre dipendenza dal petrolio, però il petrolio resta ancora la principale fonte di energia sulla terra. Una delle ragioni è che il costo d’esso è basso.

    Molte persone non capiscono perché il costo del nucleare sia superiore a quello del petrolio: non si era sostenuto che il nucleare sia molto economico? Le materie prime dell’energia nucleare sono economiche, ma l’investimento in infrastrutture è elevato; inoltre, le centrali nucleari producono anche scorie, che sono estremamente difficili da trattare e inquinano se interrate in profondità.

    Quindi il vantaggio del petrolio è che è economico, niente di più. Una volta che il petrolio greggio della terra sarà in via di esaurimento e il prezzo del petrolio supererà i 100 dollari a barile (158,987 litri), la tecnologia dell’olio di scisto ed altre potranno essere utilizzate in grandi quantità per soddisfare i bisogni umani. Pertanto, non bisogna preoccuparsi troppo del problema del petrolio: in definitiva è una questione di denaro, non di vita o di morte

    Per informazioni e richieste di pubblicazione: [email protected]

    Note sull’autore

    Giancarlo Elia Valori è uno dei più importanti manager italiani. Docente universitario e attento osservatore della situazione politica ed economica internazionale, nella sua lunga carriera ha ricoperto importanti incarichi in prestigiose società italiane ed estere. Attualmente è Presidente dell’International World Group

    Inoltre è presidente onorario di Huawei Italia nonché detentore di importanti cattedre in prestigiosi atenei quali la Yeshiva University di New York, l’Hebrew University di Gerusalemme e la Peking University.

    Nel 1992 viene nominato Cavaliere della Legion d’onore con la motivazione: “Un uomo che sa vedere oltre le frontiere per comprendere il mondo”, dall’11 maggio 2001 è ambasciatore di buona volontà dell’Unesco per i meriti profusi generosamente nella difesa e nella promozione del patrimonio immateriale. Nel 2002 riceve il titolo di “Honorable” della Académie des Sciences de l’Institut de France.

    Tra i suoi libri ricordiamo: Liberi fino a quando? (Lindau 2019), Rapporti di forza (Rubbettino 2019), Geopolitica e strategia dello spazio (Rizzoli 2006), Antisemitismo, olocausto, negazione (Mondadori 2007), Mediterraneo tra pace e terrorismo (Rizzoli 2008), Il futuro è già qui (Rizzoli 2009), La via della Cina (Rizzoli 2010) e Geopolitica dell’acqua (Rizzoli 2011).

    A riconoscimento del suo poliedrico impegno di studioso e pubblicista a respiro universale, ha ricevuto il premio giornalistico “Ischia Mediterraneo”, il “Gran Premio Letterario 2011” dal Consiglio Mondiale del Panafricanismo e il “Premio Internazionale della Cultura” dalla International Immigrants Foundation delle Nazioni Unite.

    International World Group: https://www.internationalworldgroup.it

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  • Degustazioni, visite guidate, musica e la nuova Big Bench In occasione di Cantine Aperte 2021,
 Torrevilla invita a un weekend nei sapori, nelle tradizioni e nella natura dell’Oltrepò Pavese

    Torrevilla, l’Associazione di viticoltori che riunisce oltre 200 vignaioli nel cuore dell’Oltrepò Pavese, è pronta ad accogliere alla Cantina di Codevilla gli amanti del buon vino e del buon cibo, della natura e della tradizione, per Cantine Aperte 2021, l’evento organizzato dal Movimento Turismo del Vino sabato 29 e domenica 30 maggio. Per l’occasione, infatti, Torrevilla ha organizzato un fitto programma di eventi ed attività pensate per soddisfare tutti i gusti e tutte le età.

    Si inizia sabato 29 maggio, alle 10.30, presso Località Monte della Guardia (Codevilla, Fraz. Mondondone), con l’inaugurazione della Big Bench di Codevilla, la panchina gigante realizzata grazie all’importante sostegno di Torrevilla. Alla cerimonia di inaugurazione, le autorità comunali e il Direttivo di Torrevilla celebreranno con un brindisi e un aperitivo questo progetto “fuori scala” (alto 2 metri e largo 4), parte del Big Bench Community Project, iniziativa nata per sostenere le comunità locali, il turismo e le eccellenze artigiane attraverso Grandi Panchine ideate dal designer americano Chris Bangle che hanno ispirato appassionati e trasformato semplici oggetti in vere e proprie icone.

    Gli appuntamenti proseguiranno nel pomeriggio, dalle 15, alla Cantina di Codevilla, con attività all’aria aperta: camminate libere dalla cantina alla Big Bench, per godere del paesaggio con tutti i sensi in un percorso di quasi tre chilometri immersi nella natura, e visite guidate, della durata di trenta minuti circa, alla Cantina e alla Torre Vinaria. Non solo movimento, ma anche tanto divertimento con i Giochi del Sorriso: 60 giochi principalmente in legno di Un Tempo per le Famiglie che, grazie al prezioso aiuto di abili e appassionati artigiani, faranno divertire bambini e adulti in tutta sicurezza per tramandare il calore e l’importanza delle antiche tradizioni. Saranno poi presenti per tutto il pomeriggio i punti degustazione vini “Sorridi e Degusta” per gustare in compagnia i veri sapori del territorio. E non mancherà, ovviamente, il cibo, con lo street food di qualità. Infine, a partire dalle 18, l’Aperitivo del Sorriso, con il vino gaudente e allegri stuzzichini nel Cortile della Cantina, chiuderà la prima giornata di appuntamenti tra gusto, natura, tradizione e divertimento.

    Domenica 30 maggio si replica con tutte le attività a partire dalle 10 del mattino, sempre alla Cantina di Codevilla, dove arriveranno un coreografico apecar, che servirà gelati, waffle e altre dolcezze, e, dal pomeriggio, anche le danze della tradizione, la musica folk e i canti tipici di Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna con i Bandabrisca.

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    Informazioni per i visitatori

    L’ingresso alla Cantina di Torrevilla è libero e gratuito.

    Per partecipare a Cantine Aperte è necessario versare una quota di iscrizione di 15 euro che dà diritto a: “kit dell’enonauta” (con mappa, tascavino e calice di Cantine Aperte), degustazione di 3 vini (ulteriori degustazioni sono acquistabili in loco), visita alla Cantina e alla Torre Vinaria, accesso ai punti di degustazione vini “Sorridi e Degusta”, Aperitivo del Sorriso.

    La cerimonia di inaugurazione della Big Bench, le camminate dalla Cantina di Codevilla alla Big Bench e i Giochi del Sorriso sono a partecipazione libera e gratuita. 

    La prenotazione non è obbligatoria, ma consigliata: lo staff si riserverà di contingentare gli ingressi per evitare assembramenti e garantire il pieno rispetto delle disposizioni sanitarie.

    Per informazioni e prenotazioni è possibile telefonare ai numeri 0383 77520 – 0383 373001, scrivere a [email protected] o visitare il sito www.torrevilla.it.

    ***

    TORREVILLA è l’associazione di viticoltori punto di riferimento per la viticoltura oltrepadana da 114 anni. Riunisce 200 vignaioli che ogni giorno, con fatica e dedizione, si dedicano alla coltivazione della vite su oltre 600 ettari di terreno sparsi su nove comuni lombardi. Tra le più dinamiche realtà dell’Oltrepò Pavese vitivinicolo (circa 50.000 quintali di uve lavorate ogni anno e una produzione annua attorno ai 2.500.000 di bottiglie), Torrevilla rivendica con orgoglio il suo profondo legame con il territorio, la secolare esperienza tramandata di padre in figlio, e la voglia di guardare al futuro investendo in tecnologie e collaborazioni che rendano la viticoltura sempre più efficiente e sostenibile.

    www.torrevilla.it

  • Cos’è l’usura bancaria?

    L’usura bancaria è una pratica che in Italia è vietata dalla codice penale, e in particolare dalla legge 108/1996. Possiamo dire di trovarci di fronte a usura nel momento in cui gli interessi, le commissioni e le spese richieste a fronte di un prestito di denaro ammontano ad un totale particolarmente oneroso tenendo conto delle dinamiche di mercato.

    Questo tipo di reato è punito con la reclusione fino a 10 anni ed elevate sanzioni pecuniarie, e bisogna ricordare che la legge colpisce sia il soggetto che possiamo definire usuraio ma anche un ipotetico mediatore che ha fatto negoziare le parti.

    Bisogna comunque specificare che può essere punito soltanto colui il quale va ad applicare un tasso di interesse che può essere definito usurario ma lo fa in maniera consapevole e ad ogni modo con l’intento di ottenere in questa maniera un guadagno sproporzionato. Va da sé che non sempre è semplice capire se il tasso di interesse sia usurario oppure no.

    Per comprendere ad esempio se il caso specifico possa essere configurato come reato di usura bancaria è necessario rifarsi a quanto previsto dalla legge: questa dice infatti che il tasso si può considerare usurario nel momento in cui eccede di oltre il 50% quelli che sono i normali tassi mediamente praticati dagli istituti bancari, come è possibile rilevare periodicamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

    Sottolineiamo come l’usura bancaria è considerata dal nostro codice penale come qualcosa di ancora più grave rispetto l’usura classica, dato che viene praticata da un istituto bancario che al contrario dovrebbe applicare il massimo della trasparenza per gli utenti.

    Per comprendere con esattezza se si è di fronte ad un reale tentativo di cosiddetta usura bancaria o meno, è possibile poter richiedere direttamente una consulenza a debitobancario.it, che può aiutare il cliente a capire come comportarsi in queste casi ed in quale maniera è possibile ottenere un adeguato rimborso.

  • Look digitale per il JEC 2021

    La comunità dei compositi attende ogni anno il JEC WORLD di Parigi, la fiera di riferimento del settore in cui parlare di novità, tendenze e curiosità. La pandemia ha imposto la cancellazione delle edizioni in presenza 2020 e 2021 ma quest’anno l’organizzazione ha reagito proponendo un formato tutto nuovo: il JEC COMPOSITES CONNECT.

    Tantissimi i settori interessati: trasporti marittimi, ferroviari, aerospaziali, infrastrutture ed ingegneria civile, attrezzature e macchinari, energia, difesa, sicurezza e balistica, elettricità, elettronica, telecomunicazioni ed elettrodomestici, medicina, sport, tempo libero, design…JEC COMPOSITES CONNECT sarà il punto d’incontro virtuale a livello mondiale nel settore dei materiali compositi. Un evento digitale organizzato da JEC Group con conferenze cui accedere in live streaming, aree di networking e programmi di innovazione, ma soprattutto una fiera con stand virtuali dove le aziende esporranno le loro soluzioni per il settore dei compositi.

    Innovazioni e collaborazioni sono distanti solo pochi click: JEC CONNECT sarà in live streaming 24h/24h dalle 08h30 del 1° giugno alle 20h30 del 2 giugno (orario di Parigi).

    L’accesso all’evento digitale è gratuito; basterà registrarsi come visitatore a questo indirizzo: https://my.jeccomposites-connect.events/Pro

    Il programma dell’evento è consultabile qui: https://bit.ly/2QRDmhM

    Con diverse linee di prodotti, tra cui il poliuretano ed i poliisocianurati CORAFOAM®, i sistemi DUNAPOL® e la gamma CORINTHO®, DUNA-Corradini è presente in diversi mercati tra i quali aerospaziale, automotive, Oil&Gas, edilizia, isolamento, insegnistica e molti altri.

    Il Gruppo DUNA, composto da DUNA-CORRADINI, DUNA-USA e DUNA-EMIRATES, sviluppa e produce schiume poliuretaniche e poliisocianurate, sistemi, adesivi, resine epossidiche dalle elevate prestazioni e soluzioni made dal 1957. Ha sedi produttive in Italia, Stati Uniti, ed Emirati Arabi Uniti.

    Visita https://www.dunagroup.com o la nostra pagina LinkedIn per ulteriori informazioni.

     

  • Poggi continua a investire sul fotovoltaico

    Nella visione di un futuro sempre più sostenibile l’azienda bolognese ha ampliato la copertura fotovoltaica presso la sede di Castenaso (BO). Da inizio maggio la potenza nominale dell’impianto sfiora i 500 kWp per un totale complessivo di 1743 moduli

     

    La svolta green di Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A. non si arresta. L’azienda di bologna leader nella progettazione e produzione di organi di trasmissione, ha deciso di ampliare l’impianto fotovoltaico installato lo scorso inverno presso l’headquarter di Castenaso (BO), confermando una visione del business virtuosa in grado di conciliare il rispetto dell’ambiente con il conseguimento degli obiettivi di ricerca e sviluppo. A inizio maggio infatti, si sono conclusi i lavori della Siat Energy realtà di spicco del settore che ha curato lo sviluppo del progetto in tutte le sue fasi, dallo studio di fattibilità alla realizzazione tecnica. Nello specifico sono stati aggiunti 360 moduli da 285 wp, un upgrade che porta l’attuale impianto a una potenza nominale che sfiora i 500 kWp per una totale complessivo di 1743 moduli.

    Dopo i risultati del primo anno – commenta il presidente Andrea Poggi abbiamo capito come il fotovoltaico rappresenti un asset importante e strategico, in grado d’incidere positivamente sia sulla sostenibilità che sull’intera produttività aziendale. Per questo motivo abbiamo deciso con convinzione di procedere a un ulteriore ampliamento”. In effetti le performance registrate lo scorso anno, dal 13/03/2020 (entrata in esercizio)fino al 31/12/2020, sono state sono state di livello e hanno rispettato i valori attesi di progetto. L’energia prodotta è stata pari a 402.383 kWh con la riduzione di emissioni in atmosfera di 233,4 tonnellate di CO2, una cifra importante e che in maniera più efficace si può tradurre con l’immaginaria presenza di una piccola foresta di 30.470 alberi. Una foresta destinata sicuramente a crescere e a divenire sempre più fitta grazie a questo nuovo intervento.

     

    Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A. nasce nel 1958 grazie all’impegno e alla dedizione di Pierluigi Poggi, oggi portato avanti dai tre figli. Specializzata nella produzione di pulegge, rinvii angolari e altre soluzioni nel ramo degli organi di trasmissione come cinghie dentate e trapezoidali, produce elementi di fissaggio, giunti, pignoni e slitte per motori elettrici. Da oltre 60 anni viene apprezzata in oltre 40 paesi del mondo per il suo approccio innovativo e customizzato. Il ventaglio di servizi all’avanguardia proposto da Poggi è frutto di continue ricerche e sperimentazioni, di un accurato percorso di progettazione e produzione che assicura un prodotto innovativo, certificato e orgogliosamente made in Italy.

  • Letto contenitore: come pulirlo al meglio grazie ai consigli di Mondoflex

    Grande protagonista delle camere da letto contemporanee e alleato numero uno di chi non dispone di grandi spazi, il letto contenitore necessita di una manutenzione accurata e, purtroppo, non è così semplice da pulire: ecco perché Mondoflex è pronta a spiegarvi in alcuni chiari passaggi come pulire al meglio il vostro letto contenitore.

    Milano, maggio 2021. Senza testiera, in legno o in ferro battuto: i modelli di letto matrimoniale sono davvero tanti e quando ci si accinge a scegliere il più adatto alla propria camera da letto occorre prestare attenzione non solo alle proprie preferenze estetiche, ma anche ad altri fattori come ad esempio la dimensione della stanza.

    Il letto contenitore, infatti, è il modello salvaspazio per eccellenza: grazie al suo particolare formato può far sparire alla vista coperte, piumoni e quant’altro. Ma, come in molte situazioni, ci sono sempre pro e contro: uno “svantaggio” di questa tipologia di letto è che pulirlo risulta più complicato rispetto ad altri modelli.

    Una corretta manutenzione e pulizia del letto contenitore, tuttavia, è ovviamente possibile seguendo alcuni passaggi che renderanno queste operazioni molto più agevoli. Ecco i consigli di Mondoflex, azienda leader della vendita di materassi e reti, guanciali, poltrone, divani e letti da più di 20 anni.

    Come pulire il letto contenitore e prendersene cura

    Per prima cosa, quando si deve pulire il letto contenitore, bisogna assolutamente svuotarlo del tutto. Inoltre, per lavare anche il pavimento al di sotto sarà bene rimuovere i pannelli su cui vengono posizionati gli oggetti.

    L’aspirapolvere vi sarà di grande aiuto per pulire a fondo e, per rimuovere lo sporco in eccesso, anche un passaggio con il panno elettrostatico sarà opportuno. 

    Lo step successivo è quello del lavaggio in sé e per sé: potete affidarvi ad un sapone igienizzante oppure, se preferite, ad un detergente fai-da-te ottenuto con acqua e aceto.  Pannelli e struttura andranno puliti, dunque, con un panno in cotone imbevuto della soluzione detergente che avete scelto. La superficie esterna e quella interna andranno poi risciacquate con acqua tiepida e asciugate con un panno nuovo. 

    Per prevenire la formazione di muffa, infatti, è necessario assicurarsi di non lasciare il contenitore umido, ma di asciugarlo sempre con grande attenzione. Oltre ai prodotti specifici, anche l’aceto e il sapone di Marsiglia in questo caso risulteranno idonei.

    Infine, per riporre i vestiti ed evitare che si riempiano di polvere in breve tempo l’ideale è conservarli in sacchetti per il sottovuoto, mentre è opportuno igienizzare altri oggetti quali borse e valigie prima di sistemarli all’interno del letto contenitore.