Autore: Veterinario Aleandri

  • Iscrizione all’Anagrafe Canina e microchip, informazioni utili

    Hai un cane? Se non lo hai ancora sottoposto all’impianto del microchip e all’iscrizione all’Anagrafe Canina, provvedi subito: queste due operazioni (che di solito vengono effettuate contestualmente) sono infatti obbligatorie per legge.

    Ciò significa che il loro mancato adempimento comporta una sanzione. Occhio anche ai termini: i cuccioli vanno microchippati entro i primi due mesi di vita, mentre per i cani già adulti ci sono trenta giorni di tempo dalla data in cui se ne entra in possesso.

    Ma in cosa consiste esattamente questa procedura e chi può eseguirla? Il cane e il proprietario devono recarsi insieme da un veterinario abilitato: la presenza del legittimo proprietario è strettamente necessaria in quanto, una volta completata la procedura, servirà la sua firma sul certificato di iscrizione.

    Il proprietario (maggiorenne) dovrà fornire il suo documento di identità, il suo codice fiscale e la ricevuta di un versamento di 8 euro effettuato su conto corrente postale intestato alla propria ASL di residenza.

    Il veterinario provvederà ad inoculare il microchip al cane tramite iniezione sul lato sinistro del collo o fra le scapole. Questo intervento ha un costo, variabile da veterinario a veterinario.

    Il microchip è un minuscolo dispositivo biocompatibile e inerte: il suo inserimento è completamente indolore, e il cane può conviverci senza fastidi.

    Non emette mai alcun tipo di onda o vibrazione: si attiva solo quando viene sollecitato da un apposito lettore.

    In quel caso, restituisce il codice univoco di 15 cifre al suo interno che serve ad identificare il cane e il suo proprietario.

    Si comprende quindi quanto sia preziosa questa misura per combattere il randagismo, ritrovare il proprio amico peloso in caso di smarrimento o dimostrarne la proprietà in caso di furto.

    Il microchip, inoltre, è indispensabile per viaggiare: solo in cani che ne sono dotati, infatti, possono ottenere il Passaporto Europeo.

    Una volta inoculato il dispositivo, il veterinario iscrive il cane all’ Anagrafe Nazionale Canina creando sul relativo database una scheda identificativa del cane.

    In questa scheda sono contenuti tutti i riferimenti del peloso, compresi il numero del microchip e i dati personali del proprietario.

    Così, in caso di smarrimento, le autorità competenti potranno risalire al proprietario tramite la semplice lettura del microchip.

    Per questo è molto importante che i dati sulla scheda dell’Anagrafe siano sempre aggiornati: ogni variazione va sempre comunicata tempestivamente (di solito, allo stesso veterinario che ha registrato il cane) per l’opportuna modifica.

    Importante! Se il tuo cane è già microchippato ma non iscritto all’Anagrafe, non è necessario inserire un altro microchip: basta solo effettuare l’iscrizione.

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  • La Leucemia Virale Felina, come si manifesta e come si cura

    La Leucemia Felina (FeLV) è una patologia virale causata da un microrganismo che, aggredendo le difese immunitarie del gatto, predispone il suo organismo all’insorgenza dei tumori e di vari tipi di infezioni.

    La durata della vita di un gatto infettato, così, si riduce notevolmente, arrivando raramente a superare i cinque-sei anni dal momento della diagnosi.

    Il retrovirus responsabile della malattia ha un tasso di contagiosità altissimo: può resistere a lungo nell’ambiente e si diffonde attraverso i liquidi corporei (sangue, urina, lacrime, latte materno, muco).

    Veicoli principali sono quindi i morsi, i graffi, i rapporti sessuali, l’allattamento, la condivisione di cibo, acqua e superfici.

    Per questo, i soggetti più a rischio non sono solo i randagi, ma anche i gatti domestici che sono soliti frequentare gli spazi esterni.

    Contro il virus della FeLV, attualmente, non esistono cure: unica misura efficace è il vaccino.

    Se il tuo gatto viene spesso a contatto con altri suoi simili, dovrai quindi sottoporlo a tale profilassi.

    Anche la sterilizzazione è altamente consigliata, in quanto evita le lotte per il territorio e l’accoppiamento.

    I casi di guarigione sono estremamente rari: più spesso, quando il gatto sopravvive, è perché il virus si è temporaneamente “addormentato”, e in questo stato resta finché non si creino nuovamente le condizioni favorevoli alla sua riattivazione.

    Ma come accorgersi se il proprio gatto sia affetto da leucemia felina? I segnali rivelatori sono molto precisi: dispnea, mancanza di appetito, vomito, scolo nasale e oculare, calo eccessivo di peso, febbre, anemia, apatia, problemi neurologici, ingrossamento dei linfonodi.

    In presenza di questi sintomi, fai visitare subito il tuo gatto. In caso di diagnosi positiva, il veterinario prescriverà una cura adeguata che, pur senza essere risolutiva, favorirà una buona qualità della vita.

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  • Il Centro Veterinario Aleandri di Roma per la salute dentale del tuo cane o gatto

    Anche i nostri amici a quattro zampe sono soggetti alle patologie dentali e gengivali. Nella maggior parte dei casi è colpa del tartaro che, giorno dopo giorno, si accumula sullo smalto dei denti formando depositi calcificati da cui derivano vari tipi di disturbi: ascessi, alitosi, infiammazioni, infezioni, dolore intenso, caduta dei denti.

    Quando il problema viene trascurato, la situazione può degenerare fino ad interessare altri organi (reni, cuore, fegato). Una buona prevenzione è possibile, attraverso due procedure di base:

    – l’alimentazione con il cibo secco. Le crocchette, infatti, espletano sul dente un’azione abrasiva che si rivela molto utile contro la formazione del tartaro;

    – una regolare igiene orale, con spazzolino e dentrifricio specifici per cani e gatti.

    Tuttavia, nonostante tali misure preventive, a volte il problema insorge ugualmente. Il caso più frequente riguarda alcune razze canine geneticamente predisposte, come il pincher e lo yorkshire.

    Cosa fare, quindi? Il rimedio migliore consiste nell’effettuare regolari controlli dal veterinario, così da ottenere una diagnosi tempestiva ed intervenire con le metodiche più appropriate.

    Tra le più efficaci e risolutive c’è sicuramente la detartrasi, intervento delicato e altamente professionale che può essere eseguito solo da un professionista.

    A Roma, il Centro Veterinario Aleandri rappresenta in tal senso il punto di riferimento d’eccellenza: dotato di spazi dedicati e di apparecchiature di ultima generazione, offre al tuo cane o gatto tutte le cure di cui ha bisogno per mantenere denti e gengive in condizioni ottimali.

    Merito di un team medico altamente qualificato, serio e attento, in grado di fornire un’assistenza di altissimo livello con il più profondo rispetto per la sensibilità del tuo peloso.

    Oltre che per visite e terapie, i veterinari della struttura sono a tua disposizione per tutti i consigli più utili riguardanti il benessere orale del tuo piccolo amico.

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  • Il Centro Veterinario Aleandri di Roma per la salute del tuo amico peloso

    Forte di vent’anni di attività e di un’equipe medica altamente qualificata, l’ambulatorio veterinario Aleandri di Roma rappresenta oggi un punto di riferimento d’eccellenza per la cura di cani e gatti.

    Motivati da un grande amore per i nostri amici a quattro zampe, i professionisti della struttura ti forniscono tutta l’assistenza che cerchi per proteggere la salute del tuo amico peloso, con un ventaglio completo di prestazioni che comprende

    Medicina interna,

    Chirurgia,

    Cure dentali,

    Cardiologia,

    Analisi cliniche,

    Vaccinazioni,

    Microchip,

    Endoscopia,

    Radiologia,

    Ecografia,

    Oncologia veterinaria,

    Ostetricia,

    Ortopedia e Check up.

    I locali, ampi e ben attrezzati, sono suddivisi in modo da garantire la massima funzionalità: una sala d’aspetto , due sale visita, appositi spazi per il Day Hospital ed una sala operatoria sterile, con le più avanzate strumentazioni per l’anestesia, il monitoraggio e la rianimazione, riservata agli interventi di chirurgia addominale, ortopedica e toracica.

    Le future mamme e i loro piccoli vengono seguiti con un attento programma di visite ostetriche ed esami ecografici; l’ambulatorio, inoltre, è perfettamente organizzato per eseguire parti cesarei, sia programmati che d’urgenza.

    Un laboratorio di fiducia effettua tutti i tipi di analisi cliniche, da quelle di routine (sangue, urine, feci) a quelle più particolari come le colture e le citologie, garantendo risultati impeccabili in tempi brevi. Sono previste le visite a domicilio e i ricoveri in Day Hospital.

    Sito fra le zone di Gianicolense, Monteverde e Portuense, il Centro Veterinario Aleandri riceve dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 13 e dalle 16:00 alle 20:00; il sabato dalle 9.30 alle 13.30.

    E’ richiesta la prenotazione (tranne che nei casi di emergenza, nei quali, naturalmente, si può accedere senza appuntamento).

    Per informazioni e prenotazioni, tutti i riferimenti sono riportati sul sito ufficiale https://www.ambvetaleandri.eu/.

  • La Determinazione degli anticorpi nei confronti del virus della Rabbia, istruzioni per l’uso

    Fra tutte le analisi a cui puoi sottoporre il tuo amico a quattro zampe, la Determinazione degli anticorpi nei confronti del virus della Rabbia è sicuramente una delle più specifiche e delicate.

    La procedura per effettuarla non è complicata, ma consta di alcuni passaggi fondamentali che non tutti conoscono. Vediamo quindi in dettaglio come funziona.

    – Primo step: il prelievo di sangue

    Deve essere obbligatoriamente eseguito da un veterinario iscritto all’Ordine (libero professionista o veterinario ASL). Per la titolazione, il campione prelevato deve essere senza anticoagulante.

    Spesso si preferisce il siero (per evitare l’emolisi) nella quantità di almeno 1,5 ml. Fino all’invio, il campione deve essere adeguatamente conservato (temperatura massima 4 C°) e mai congelato.

    Il campione, naturalmente, deve essere ben riconoscibile: sarà quindi etichettato con i necessari dati identificativi (nome dell’animale, numero di Microchip, nome del proprietario).

    – Secondo step: i documenti

    Al prelievo deve essere allegata un’apposita documentazione composta da un modulo (compilato dal veterinario dopo l’effettuazione del prelievo) e dalla ricevuta di un versamento.

    La quota da pagare ammonta a € 53,05, e può essere corrisposta tramite bollettino postale (Conto Corrente n° 57317000), Bonifico Bancario (coordinate: Unicredit – Banca di Roma Ag. Ciampino, RM, IBAN IT44L0300239550000400001593) o direttamente, recandosi di persona presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale per le Regioni Lazio e Toscana, in Via Appia Nuova 1411 00178 Roma.

    A questo stesso indirizzo devono essere spediti il campione di sangue e la relativa documentazione.

    L’invio deve sempre essere preavvisato tramite mail agli indirizzi: [email protected][email protected][email protected][email protected].

    – Terzo step: il referto

    Solitamente, l’esito dell’analisi viene fornito dall’Istituto dopo circa 19 giorni lavorativi dall’arrivo del campione in laboratorio.

    E’ possibile riceverlo a casa (o dal veterinario) per posta o via fax (il recapito telefonico, in questo caso, va annotato sul modulo di accettazione).

    Oppure lo si può ritirare personalmente in Istituto. E’ inoltre possibile richiedere fattura, intestata al proprietario o al veterinario, comunicando i dati dell’intestatario (nome, cognome, indirizzo, codice fiscale o partita iva) direttamente al personale dell’Istituto, trasmettendoli via fax (06/79099464/303) o email ([email protected]), oppure indicandoli sul bollettino di conto corrente postale o sulla causale del bonifico.

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  • All’estero con il tuo amico peloso: il Passaporto per animali da compagnia

    Se stai per partire con il tuo amico peloso, cane o gatto che sia, non dimenticare di provvedere in tempo ai suoi documenti di viaggio.

    In Italia basta il solo libretto delle vaccinazioni aggiornato con le profilassi di base e i relativi richiami.

    All’estero, invece, il tuo amico a quattro zampe dovrà essere accompagnato dal Passaporto Europeo per animali da compagnia.

    Di cosa si tratta? Questo certificato è prima di tutto un documento identificativo: vi sono quindi riportati tutti i dati personali del proprietario e i riferimenti che servono ad identificare il cane o il gatto (nome, età, razza, numero del microchip, colore del manto, ecc.).

    Oltre a ciò, il Passaporto attesta che l’animale sia in regola con gli obblighi di legge, in particolare il microchip, l’iscrizione ai registri dell’Anagrafe Nazionale Canina o Felina e l’avvenuta somministrazione del vaccino contro la rabbia (facoltativo in Italia ma obbligatorio all’estero).

    Per ottenerlo devi rivolgerti alla tua ASL di residenza, portando con te il tuo peloso e presentando questi documenti:

    – Carta di identità e codice fiscale del proprietario (maggiorenne);

    – Certificato di vaccinazione antirabbica eseguita da almeno 21 giorni;

    – Certificato di iscrizione all’Anagrafe Canina per il cane e Certificato di applicazione del Microchip (redatto dal Veterinario) per il gatto.

    Il tuo peloso non ha il microchip?

    Recati subito presso uno dei veterinari abilitati (trovi l’elenco sui siti web dell’Anagrafe Canina e Felina) che provvederà sia all’impianto del dispositivo che alla registrazione al database dell’Anagrafe (l’intera procedura è a pagamento, con un costo che varia da veterinario a veterinario);

    – un apposito modulo compilato e la ricevuta di un versamento con bollettino di conto corrente postale (l’importo varia a seconda della ASL di riferimento).

    Il rilascio non è immediato, quindi provvedi alla richiesta con un certo anticipo sulla data di partenza.

    Il Passaporto Europeo per animali domestici ha validità 12 mesi, al termine dei quali va rinnovato presso la ASL di residenza.

    E’ obbligatorio per tutti i cani e i gatti che si recano nei paesi dell’Unione Europea, ma attenzione alle eccezioni: alcune nazioni come Malta, Irlanda e Regno Unito, infatti, seguono a riguardo normative proprie. Informati bene con il consolato di tuo interesse.

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  • Viaggiare con il gatto, consigli utili

    Tu e il tuo gatto in vacanza insieme: come organizzare al meglio la partenza? Prima di tutto, assicurati di scegliere una struttura alberghiera che accetti i gatti.

    Poi, cura con attenzione tre aspetti fondamentali: i documenti, i mezzi di trasporto e la salute.

    Qualsiasi sia la meta del vostro viaggio, anche i gatti devono esibire un’apposita documentazione, così da attestare di essere in regola con gli obblighi di legge in merito alle vaccinazioni di base e al possesso del microchip.

    In Italia basta il solo libretto delle vaccinazioni, aggiornato con la profilassi di base (la cosiddetta “vaccinazione trivalente”) e i relativi richiami.

    All’estero serviranno anche altri vaccini (come l’antirabbica) e alcuni documenti aggiuntivi, come il Passaporto Europeo per animali domestici.

    Chiedi informazioni al tuo veterinario di fiducia, alla ASL o direttamente all’ambasciata del paese di tuo interesse.

    Per quanto riguarda il mezzo, ricorda che le varie compagnie (aeree, di navigazione, ferroviarie) seguono normative proprie in merito al trasporto dei gatti: leggi con attenzione i regolamenti prima di prenotare.

    In linea generale, il gatto viaggia sempre ben chiuso nel suo trasportino. Stessa regola se vi spostate in auto: il peloso non deve mai essere libero di vagare nell’abitacolo, soprattutto quando il mezzo è in movimento.

    Per scongiurare colpi di calore e altri malesseri, posiziona sempre il trasportino in un angolo fresco e ombroso del sedile posteriore e inumidisci spesso il pelo del tuo piccolo amico.

    Importante!

    Mai lasciare il micio da solo chiuso nell’auto parcheggiata. Pochi giorni prima della partenza fissa un appuntamento dal veterinario per una visita di controllo, per provvedere ai richiami mancanti e per effettuare eventuali vaccinazioni aggiuntive.

    Qualora il micio non fosse ancora microchippato, fai eseguire anche l’impianto del microchip.

    Se il tuo peloso è un soggetto particolarmente sensibile o ansioso, chiedi al veterinario un farmaco contro il mal d’auto, di mare, d’aria o di treno.

    Insieme al tuo bagaglio, allestisci un piccolo corredo per il tuo micio con tutti i prodotti necessari: scorte di cibo, ciotole, spazzola, salviettine detergenti, tappetini igienici, cassettina e lettiera, cuccia o cuscino, antiparassitario, copertina e, naturalmente, i suoi giochini preferiti.

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  • In viaggio con il cane, consigli utili

    Se stai organizzando le vacanze estive, prenota in tranquillità anche per il tuo peloso: oggi, infatti, viaggiare con il proprio amico a quattro zampe è molto più facile rispetto ad una volta.

    Tante strutture turistiche, dall’albergo alla spiaggia, dal percorso trekking al bed & breakfast nel cuore della città, sono perfettamente attrezzate per la “vacanza a sei zampe”.

    Stesso dicasi dei mezzi di trasporto: le compagnia aeree, ferroviarie e di navigazione sono ormai abituate ai passeggeri con animale domestico al seguito.

    Attenzione, però. Per evitare spiacevoli disagi è molto importante rispettare alcune semplici regole che riguardano:

    – la documentazione.

    Esiste una “burocrazia” anche per i nostri amici pelosi: serve ad attestare che sono in regola con tutte le disposizioni di legge (vaccini di base e relativi richiami, microchip, iscrizione all’Anagrafe Canina, ecc.). Se viaggiate entro i confini del territorio italiano, il solo libretto delle vaccinazioni aggiornato è sufficiente; all’estero vi verranno richiesti vaccini aggiuntivi (come l’antirabbica) e alcuni certificati particolari, come il Passaporto Europeo per Animali da Compagnia. Chiedi informazioni al veterinario, alle ASL veterinarie e ai Consolati dei paesi di tuo interesse;

    – i mezzi di trasporto.

    Prima di prenotare la trasferta in nave, aereo o treno, prendi visione del relativo regolamento: ogni compagnia, infatti, si comporta in modo autonomo in merito al trasporto di cani e gatti. In linea di principio, ricorda che dovrai tenere sempre il tuo cane al guinzaglio. In auto, il peloso viaggia in un vano separato dall’abitacolo (bagagliaio o sedile posteriore munito di divisorio omologato). Prevedi soste frequenti per i bisogni e per farlo bere, e inumidiscigli spesso il pelo per evitare i colpi di calore. Non lasciarlo mai da solo nell’auto parcheggiata;

    – la salute.

    Prima di partire, fissa un appuntamento col veterinario per una visita di controllo e per effettuare i richiami vaccinali mancanti o le eventuali profilassi aggiuntive. Nel caso lo ritenga necessario, il veterinario prescriverà al tuo peloso un farmaco contro i malesseri da viaggio;

    – il bagaglio.

    Insieme alla tua valigia, prepara un piccolo trolley anche per il tuo tesoro, inserendo tutti i prodotti e gli accessori di uso quotidiano: copertina, ciotole, antiparassitario, salviettine, shampoo, traversine igieniche, giocattoli, collare e guinzaglio di riserva, spazzola o pettine, ecc.

    Non dimenticare le scorte del solito cibo: la marca di tuo interesse potrebbe non essere reperibile nella zona di destinazione.

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  • Ecografie veterinarie, i servizi dell’ambulatorio Aleandri di Roma

    L’ecografia veterinaria è la metodica diagnostica più sicura ed efficace per proteggere il benessere dei nostri amici a quattro zampe.

    Senza alcun rischio per la salute del peloso, infatti, questa pratica consente di diagnosticare con precisione tantissime patologie e di mettere in atto le terapie più appropriate.

    Grazie allo strumento ecografico, ad esempio, è possibile individuare tempestivamente corpi estranei e neoplasie; in caso di gravidanza, la futura mamma e i suoi piccoli possono essere monitorati in modo affidabile e sicuro fin dalle primissime fasi della gestazione.

    Rapida e assolutamente non invasiva, l’ecografia non richiede sedazione (tranne in rarissimi casi).

    Le sue prestazioni forniscono informazioni indispensabili non solo per la diagnosi di malattie e tumori, ma anche per effettuare alcuni delicati interventi terapeutici.

    L’ecografia ha quindi un vasto campo di applicazione, dalle patologie addominali (come le neoplasie della milza o del fegato) alle malattie muscolo tendinee, dai disturbi oculari ai versamenti cavitari (addome, torace, pericardio), dall’ esecuzione di biopsie all’estrazione di corpi estranei.

    A Roma, il Centro Veterinario Aleandri costituisce un polo d’eccellenza per tutte le tipologie di esame ecografico.

    Forte di un team medico di altissimo livello, l’ambulatorio Aleandri possiede attrezzature di ultima generazione specifiche per la medicina veterinaria (come l’ecografo “MyLab40 Vet”) in grado di eseguire ogni ecografia con rapidità, sicurezza e precisione.

    Attivo nelle zone di Marconi, Gianicolense, Portuense e Monteverde, il Centro riceve su appuntamento dal Lunedì al Venerdì dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00; il Sabato dalle 9.30 alle 13.30.

    E’ possibile effettuare una prenotazione contattando il numero 06 55 62 587.

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  • Igiene orale e cure dentali del cane e del gatto

    Spesso trascurata anche dai proprietari più scrupolosi, l’igiene orale dei nostri amici a quattro zampe ha un’importanza determinante nel loro benessere e nella qualità della loro vita.

    Il tartaro, in particolare, è responsabile di molte problematiche, sia a breve che a lungo termine: alitosi, infezioni, infiammazioni, dolore, retrazione delle gengive, perdita dei denti.

    E non è tutto: da un cavo orale in cattive condizioni, infatti, scaturiscono alcune gravi patologie che interessano il cuore, i reni e il fegato.

    Ma cos’è esattamente il tartaro, e perché i nostri pelosi ne soffrono? Il tartaro è il risultato della calcificazione dei depositi di placca sullo smalto dei denti: quando questi accumuli sono molto abbondanti producono una zona di colore scuro (dall’arancio al marrone) sulla superficie del dente.

    A favorirne la formazione possono concorrere vari fattori: i più frequenti sono la predisposizione genetica (alcune razze canine, come quelle “nane”, sono infatti più esposte) e un’alimentazione che privilegia un eccessivo consumo di cibi umidi a discapito delle crocchette.

    I croccantini, infatti, provocano durante la masticazione un’azione abrasiva che contrasta la formazione del tartaro.

    Somministrare quotidianamente al proprio peloso un’adeguata quantità di crocchette può essere quindi di grande aiuto nel mantenimento di un’igiene orale ottimale.

    Altro rimedio ideale è l’utilizzo dello spazzolino, con o senza dentifricio. Attenzione, però: assolutamente no ai prodotti ad uso umano, del tutto insicuri per il cane e per il gatto. E’ tassativo utilizzare solo spazzolini e dentifrici appositamente dedicati.

    Perché? Semplice: gli spazzolini per cane e gatto hanno una forma ergonomica che rispetta la loro anatomia; in più, hanno una speciale impugnatura che consente di spazzolare i loro denti con la dovuta delicatezza.

    Si usano strofinando dolcemente i denti con movimento verticale, dalla gengiva all’apice. Per i dentifrici, il discorso è analogo: no alle formule per gli umani, che possono risultare tossiche.

    I dentifrici per cani e gatti hanno un sapore gradevole al loro palato e, cosa importantissima, non necessitano di risciacquo.

    L’abitudine all’igiene orale deve essere graduale: l’animale non deve viverla in maniera traumatica.

    Si può cominciare facendogli assaggiare una piccola quantità di dentifricio e applicandola sui denti con le nostre dita, prima di passare allo spazzolino vero e proprio.

    Qualora il tartaro sia già formato e non sia possibile rimuoverlo con spazzolino e dentifricio, l’unico rimedio efficace è la detartrasi, intervento professionale che può essere eseguito solo dal veterinario.

    Semplice e rapida, questa operazione richiede però l’anestesia generale per motivi di sicurezza (l’animale si muoverebbe durante l’intervento, con conseguenze molto rischiose per la sua salute e la sua incolumità).

    Dopo aver eliminato il tartaro con un’apposita strumentazione, il veterinario lucida i denti affinché i depositi non si riformino immediatamente; procede poi a somministrare un antibiotico e/o un antisettico.

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  • Cane, vaccini obbligatori e facoltativi

    Vaccinare il cane: un obbligo da assolvere per legge, certo, ma soprattutto un importante gesto d’amore verso un amico affettuoso e fidato.

    Il vaccino, infatti, rappresenta l’unico modo per proteggerlo da malattie infettive gravissime, contagiose e mortali.

    Contro queste patologie al momento non è stata trovata alcuna cura: per il loro elevato grado di trasmissibilità, qualsiasi cane può esserne colpito.

    Quindi, anche se il tuo cane non esce mai di casa e non viene mai a contatto con altri cani, non rischiare: portalo subito dal veterinario per le procedure del caso.

    I vaccini per i cani sono di due tipi: obbligatori e non obbligatori.

    Appartengono al primo gruppo le profilassi di base che devono essere eseguite obbligatoriamente per legge su tutti i cani, ovvero cimurro, epatite infettiva, parvovirosi e leptospirosi; sono, invece, facoltativi i vaccini che, come la tosse dei canili e la leishmania, interessano solo i soggetti che vivono in particolari contesti.

    Chiedi consiglio al tuo veterinario. Per la vaccinazione antirabbica, il discorso è più complesso: sul territorio italiano è attualmente facoltativa (ma la situazione è continuamente soggetta a cambiamenti, dato che potrebbero aumentare i focolai) e questa vaccinazione è consigliata solo in alcune zone della penisola considerate “a rischio”.

    In caso di viaggi all’estero, invece, l’antirabbica viene richiesta obbligatoriamente, ed è fondamentale ai fini del rilascio del Passaporto Europeo per animali domestici.

    A questo punto sorge spontaneo chiedersi: qual è il momento giusto per vaccinare il cane?

    La risposta è: prima possibile! I cuccioli possono essere vaccinati già dal cinquantesimo giorno di vita (anche prima, per alcuni particolari vaccini).

    Il veterinario eseguirà ogni vaccino con le procedure, i prodotti e le tempistiche più corrette.

    Una volta somministrato, ogni vaccino ha una durata limitata nel tempo: a seconda del caso specifico, la copertura è assicurata per 6,12, 24 o 36 mesi.

    Il veterinario annoterà sul libretto delle vaccinazioni la relativa scadenza, raggiunta la quale dovrai sottoporre il tuo peloso ad una nuova somministrazione.

    Rispetta sempre le scadenze dei richiami: è indispensabile per garantire al tuo migliore amico una protezione efficace.

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  • I servizi del Centro Veterinario Aleandri di Roma per la salute dei nostri amici animali

    Diretto fin dalla sua fondazione dal dott. Fabio Maria Aleandri, medico veterinario specializzato in Cardiologia, il Centro Veterinario Aleandri di Roma costituisce oggi un punto di riferimento d’eccellenza certificato per la salute e il benessere di cani e gatti.

    Dotato di una struttura ampia e ben organizzata, il Centro offre un ventaglio completo di prestazioni inerenti la medicina, la chirurgia e la diagnostica, grazie a dotazioni tecnologicamente avanzate e ad uno staff serio, altamente specializzato e motivato da un grande amore per gli animali.

    La struttura dispone di una sala d’aspetto, di due sale visite, di locali per il day hospital, il ricovero e la degenza, nonchè di una sala operatoria riservata e sterile dotata di tavolo con superficie riscaldata e di macchinari di ultima generazione per il monitoraggio, l’anestesia e la rianimazione; possiede inoltre un laboratorio di analisi cliniche dove vengono eseguiti tutti i tipi di accertamenti (sangue, feci, urine, liquidi cavitari, esami istologici e citologici, colture micotiche e fungine), anche in collaborazione con laboratori esterni di fiducia.

    Il Centro dispone di tutte le apparecchiature per la diagnostica per immagini (radiologia, ecografia, elettrocardiografia ed endoscopia).

    Esegue l’impianto del microchip ed ogni tipo di vaccinazione, sia obbligatoria che facoltativa, ed offre prestazioni di cardiologia, check up, ortopedia, cure dentali, medicina interna, oncologia e ostetricia. In caso di necessità è prevista la visita a domicilio.

    Presso la sala operatoria dell’ambulatorio vengono effettuate diverse operazioni di chirurgia ortopedica, toracica e addominale.

    Attivo nelle zone di Gianicolense, Monteverde e Portuense, il Centro riceve su appuntamento dal lunedi al venerdi dalle 9:30 alle 13 e dalle 16:00 alle 20:00; il sabato dalle 9.30 alle 13.30.

    Le emergenze, naturalmente, non necessitano di prenotazione ed entrano direttamente: in questa eventualità, la struttura richiede solo una telefonata di avviso, così da poter valutare l’effettiva urgenza del caso.

    Per prenotazioni e altre esigenze, lo staff può essere contattato via mail, per telefono oppure on line: tutti i riferimenti sono reperibili sul sito ufficiale https://www.ambvetaleandri.eu/

  • Il Centro Veterinario Aleandri di Roma, professionalità e amore per i nostri amici pelosi

    I nostri amici a quattro zampe sono molto più che compagni di vita: veri e propri membri della famiglia, occupano nel nostro cuore un posto speciale, spesso il più importante. E’ quindi naturale preoccuparsi di scegliere il meglio per la loro salute.

    A Roma, in tal senso, la scelta è immediata: stiamo parlando del Centro Veterinario Aleandri.

    Questa struttura certificata opera nelle zone di Monteverde, Gianicolense, Marconi e Portuense e si distingue per completezza, professionalità e metodiche d’avanguardia.

    Qui, uno staff medico qualificato e altamente specializzato è supportato da un ambulatorio ben organizzato, con locali attrezzati in ogni dettaglio.

    Tecnologie avanzatissime consentono di effettuare prestazioni di diagnostica per immagini (radiologia, ecografia, endoscopia) con il più alto margine di attendibilità e senza stress per l’animale.

    L’annesso laboratorio analisi effettua in loco esami delle feci, e delle urine e sierologici; per la citologia, il Centro si affida ai colleghi di Oncovet.

    Tutte le altre analisi vengono eseguite da un laboratorio esterno serio e affidabile.

    Alle procedure diagnostiche si affianca un complesso di servizi quanto mai completo: ostetricia e ginecologia, ortopedia, cure dentali, cardiologia, check up, medicina interna, chirurgia, vaccinazioni, microchip. In caso di necessità, è possibile la visita a domicilio.

    Appositi spazi per la degenza sono riservati ai gatti; per il cane è previsto il ricovero in regime di day hospital.

    Una sala operatoria completa di tavolo chirurgico, lampada scialitica, blocco anestetico, superficie operatoria riscaldata e monitor per il controllo dei parametri vitali supporta ogni tipo di intervento.

    E, cosa molto importante, in tutte le prestazioni viene dedicata un’attenzione particolare alla sensibilità dell’animale.

    Motivato da un grande amore per i nostri amici pelosi, lo staff dell’ambulatorio considera ogni suo piccolo paziente un membro della famiglia a tutti gli effetti, operando sempre nel pieno rispetto del suo benessere psicofisico e creando le migliori condizioni per farlo sentire a suo agio.

    Il Centro Veterinario Aleandri è aperto tutti i giorni dal lunedi al venerdi dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00; il sabato solo di mattina, dalle 9.30 alle 13.30.

    Al di fuori di questi orari e per le emergenze, lo staff è reperibile telefonicamente e via mail.

    Tutti i riferimenti sono riportati sul sito ufficiale

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  • Il microchip per il tuo gatto, cosa fare

    A differenza di quanto accade per i cani, i gatti non hanno obbligo di microchip, tranne in caso di richiesta del Passaporto Europeo.

    Se quindi non porti il tuo gatto all’estero e decidi di non sottoporre il tuo micio all’impianto di questo dispositivo, non incorrerai in alcuna sanzione.

    Anche se in Italia non è obbligatorio, il microchip è comunque altamente raccomandato nelle circostanze che favoriscono i rischi di furto o smarrimento: quando, ad esempio, porti il micio in viaggio con te o quando gli permetti di gironzolare fuori casa, anche solo occasionalmente.

    In questi casi, il microchip costituisce una misura di sicurezza molto efficace, perché ti permette di ritrovare il tuo gatto ovunque sia.

    L’applicazione del microchip viene sempre associata all’Iscrizione all’Anagrafe Nazionale Felina, la banca dati informatizzata privata promossa dall’A.N.M.V.I. (“Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani”): entrambe le procedure sono prestazioni a pagamento e vengono eseguite esclusivamente dai veterinari appartenenti all’Associazione (per trovare quello più vicino a te, consulta l’elenco sul sito ufficiale http://www.anagrafenazionalefelina.it/).

    Il microchip si presenta come una capsula trasparente biocompatibile di minuscole dimensioni: il suo impianto non comporta dolore o fastidio, tanto da poter essere effettuato senza anestesia.

    Viene inserito al micio tramite iniezione e posizionato ad un lato del collo o fra le scapole.

    In condizioni normali non emette segnali o vibrazioni, quindi il gatto non ne avverte minimamente la presenza.

    L’unico modo per attivarlo è la lettura del codice univoco interno tramite un apposito lettore.

    Il codice in questione, composto da 15 cifre, contiene tutte le informazioni utili all’identificazione del gatto e del suo proprietario, le stesse che verranno riportate nella scheda dell’Anagrafe in fase di iscrizione.

    E’ molto importante comunicare qualsiasi successiva variazione di questi dati, così da mantenere la scheda sempre aggiornata.

    Così, nell’eventualità che tu smarrisca il tuo micio, ti basterà recarti da uno qualsiasi dei veterinari A.N.M.V.I. per segnalare lo smarrimento in banca dati.

    Chi ritrova, invece, dovrà innanzitutto appurare che il micio sia microchippato (possono rilevare la presenza del microchip i servizi veterinari dell’ASL e tutti i veterinari iscritti all’Ordine); in caso affermativo, si recherà da un veterinario A.N.M.V.I., che identificherà il gatto tramite lettura del codice e provvederà a contattare il proprietario.

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  • Cani e microchip, le procedure da seguire

    L’impianto del microchip oggi è obbligatorio per qualsiasi cane, e deve essere associato all’iscrizione all’Anagrafe Canina. Per eseguire entrambe le procedure, ti basta recarti con il tuo cane da un veterinario abilitato al quale dovrai consegnare:

    – la ricevuta del versamento di otto euro, effettuato sul conto corrente della tua ASL di residenza;

    – il tuo documento di identità e il tuo codice fiscale.

    In qualità di proprietario dovrai firmare il certificato di iscrizione del tuo cane (se il proprietario è un altro, dovrà essere presente per la firma).

    Il veterinario procederà a creare la scheda personale del tuo cane con tutti i dati identificativi utili che lo riguardano e con i tuoi riferimenti (o con quelli del legittimo proprietario: nome, cognome, indirizzo, telefono, ecc.).

    Successivamente, in caso di variazione dei dati (cambio di residenza o di numero telefonico, trasferimento di proprietà del cane, decesso del cane) dovrai darne comunicazione all’ASL entro 15 giorni; l’iscrizione all’Anagrafe e l’impianto del microchip, invece, vanno effettuati entro i due mesi di vita dell’animale o ad un mese dalla data in cui se ne entra in possesso.

    L’applicazione del microchip avviene simultaneamente all’iscrizione; entrambe le procedure sono prestazioni a pagamento, dal costo variabile.

    Il veterinario inserisce il dispositivo al cane iniettandolo sottocute ad un lato del collo o fra le scapole. Si tratta di una minuscola capsula in vetro biocompatibile, la cui presenza non è fastidiosa né dolorosa per l’animale: in condizioni normali, infatti, è completamente inerte e non emette alcun segnale o vibrazione.

    Al suo interno, il microchip contiene un codice cifrato con tutti i dati identificativi che riguardano te e il tuo cane: per leggerlo, si utilizza un apposito lettore in possesso dei servizi veterinari ASL e dei veterinari abilitati.

    Quando un cane viene ritrovato, quindi, è sufficiente la lettura di questo codice per rintracciare il proprietario.

    Chi smarrisce, invece, deve fare denuncia alla Polizia locale entro 24 ore e segnalare l’accaduto alla sua ASL di competenza, fornendo la necessaria documentazione (carta di identità, codice fiscale, certificato di iscrizione del cane, copia della denuncia).

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  • Estate 2020, guida alla vacanza perfetta con cani e gatti

    Parti con il tuo amico a quattro zampe? Ottima scelta! I nostri migliori compagni di vita sono anche i compagni di viaggio ideali.

    Quando si viaggia con il proprio animale domestico, però, esistono alcune semplici ma fondamentali regole da osservare: conoscerle e rispettarle è essenziale per poter trascorrere una vacanza serena e senza spiacevoli contrattempi.

    Come gli esseri umani, anche i cani e i gatti che viaggiano devono essere accompagnati da alcuni documenti obbligatori, ed esattamente:

    – il libretto delle vaccinazioni.

    Rilasciato dal veterinario nel corso della prima vaccinazione, deve essere costantemente aggiornato con i richiami delle profilassi di base; al suo interno, vengono annotati anche i vaccini facoltativi, gli interventi e i trattamenti particolari. E’ quindi un attestato sanitario di primaria importanza, e come tale è obbligatorio esibirlo ovunque, sia in Italia che all’estero;

    – il Passaporto Europeo per gli animali da compagnia.

    Questo certificato deve essere aggiunto al libretto delle vaccinazioni in caso di viaggi all’estero. Viene rilasciato dal distretto ASL di competenza previa presentazione di alcuni documenti.

    Ricorda che ogni nazione si regola in modo diverso in merito all’ingresso degli animali nel suo territorio: prima di partire, quindi, informati bene con gli organi competenti (Ministero della salute, ambasciata, sito web ufficiale) sulle normative vigenti nel paese di tuo interesse.

    Altro aspetto da curare con attenzione riguarda il soggiorno: scegli alberghi, spiagge e altre strutture che accettino animali domestici e accertati che possiedano le attrezzature necessarie. In merito al trasporto (nave, aereo, treno) ricorda che esistono regole (e costi) differenti non solo da mezzo a mezzo, ma anche da compagnia a compagnia.

    Prima di decidere, quindi, prendi visione dei regolamenti in materia di trasporto di cani e gatti; prenota con buon anticipo, così da evitare imprevisti. Per il gatto, la procedura è praticamente la stessa ovunque: il peloso deve viaggiare chiuso nel suo trasportino. Per il cane, invece, sono possibili diverse opzioni:

    – Nave e traghetto.

    A bordo, il cane dispone di spazi riservati. Al di fuori di queste aree, l’animale va tenuto costantemente sotto controllo dal proprietario ed essere munito di guinzaglio e museruola.

    – Treno.

    Qui, il cane viaggia con guinzaglio e museruola con modalità diverse a seconda della tratta.

    – Aereo.

    Alcune compagnie permettono il trasporto in cabina, altre solo in stiva; l’animale deve viaggiare chiuso in un apposito contenitore (ad eccezione dei cani guida per non vedenti, a cui è consentito viaggiare con guinzaglio e museruola accanto al proprietario).

    In auto, il trasportino del gatto va collocato sempre sul sedile posteriore. Il cane può viaggiare dentro un trasportino o una gabbia; in alternativa, può trovare posto nel bagagliaio o sul sedile posteriore separato con l’apposita rete dal resto dell’abitacolo.

    Per la sicurezza di tutti, mai permettere a cani e gatti di circolare liberamente nell’abitacolo quando l’auto è in movimento; fai sempre attenzione che il tuo peloso non sia esposto al sole e non lasciarlo mai da solo chiuso nell’auto in sosta.

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  • Cane, gestazione e parto: l’ambulatorio veterinario Aleandri per tutte le visite e gli esami

    La gestazione del cane può durare, a seconda della razza e del caso particolare, dai 55 ai 75 giorni: in questo arco di tempo, la tua piccola amica dovrà essere trattata con speciale amorevolezza, a motivo della sua nuova, peculiare condizione psicofisica.

    Una dieta mirata, più intensa e nutriente, le fornirà tutti i principi nutritivi di cui lei e i suoi cuccioli avranno bisogno; un adeguato iter di visite ed esami servirà ad accertare che si mantenga in salute e che i feti si sviluppino correttamente.

    In tal senso, il veterinario assume un ruolo fondamentale fin dai primi giorni di gestazione. Se hai il sospetto che la tua cagna sia incinta, portala immediatamente in ambulatorio per verificare che stia bene e per confermare la diagnosi di gravidanza.

    Il veterinario procederà ad una palpazione per individuare le bozze fetali e ad altri esami specifici.

    Le successive visite ostetriche si baseranno sull’utilizzo di uno strumento diagnostico attendibile e del tutto sicuro per la salute della cagna e dei piccoli: l’ecografia.

    Con questa procedura è possibile seguire la crescita dei feti durante tutto l’arco della gestazione e intervenire tempestivamente in caso di anomalie.

    Quando la tua cagna è incinta, quindi, devi poter contare su un’assistenza veterinaria completa in grado di fornire tutte le prestazioni ostetriche del caso, dai controlli di routine alla risoluzione di eventuali problematiche, fino al delicato momento del parto.

    Il Centro Veterinario Aleandri di Roma rappresenta in tal senso un punto di riferimento d’eccellenza.

    Dotato di un’equipe veterinaria qualificata, competente e altamente professionale, il Centro si avvale di un reparto di ostetricia perfettamente attrezzato con una dotazione d’avanguardia per la diagnostica e il parto cesareo, sia programmato che d’urgenza.

    Presso l’ambulatorio Aleandri è possibile ottenere anche esami molto particolari come la “diagnosi precoce ecografica” che permette di risalire in qualsiasi momento all’età dei feti e di prevedere la data del parto: ciò si rivela prezioso soprattutto quando è necessario programmare il parto cesareo.

    L’assistenza ostetrica del Centro Veterinario Aleandri non si esaurisce con la gravidanza e il parto, ma si prende cura del tuo cane con strisci vaginali, dosaggi ormonali e altre metodiche di controllo volte a valutare l’andamento dell’ovulazione e a proteggere la salute dell’apparato riproduttore.

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  • Gatta in dolce attesa, l’ambulatorio veterinario Aleandri per tutte le visite e gli esami

    A Roma, il Centro Veterinario Aleandri rappresenta il punto di riferimento d’eccellenza per tutte le esigenze legate alla salute del gatto.

    Dotato di apparecchiature all’avanguardia e di un’equipe altamente qualificata e professionale, l’ambulatorio effettua prestazioni accurate in ogni ambito, anche in quelli più delicati e particolari come la gravidanza e il parto.

    La gestazione del gatto e la nascita dei cuccioli sono eventi che richiedono attenzione, precisione e amorevolezza, sia in merito alla diagnostica, sia per ciò che concerne il delicatissimo momento del parto.

    La gestazione del gatto ha una durata che può variare, a seconda della razza e del caso specifico, dai 60 ai 70 giorni.

    La prima visita, da effettuarsi non appena si sospetta lo stato di gravidanza, mira ad accertare che la futura mamma stia bene; i successivi controlli verteranno anche sullo stato di salute dei cuccioli e sull’andamento della crescita. A tale scopo viene utilizzato prevalentemente lo strumento ecografico.

    Questa procedura diagnostica, infatti, consente di monitorare lo sviluppo fetale in modo attendibile, dettagliato e senza rischi per la salute.

    Di solito i piccoli sono visibili già dopo il 15°giorno; nell’ambulatorio Aleandri è possibile ottenere anche una “diagnosi precoce ecografica”, con stima dell’età dei feti e della data del parto.

    E’ molto importante portare la micia con regolarità in ambulatorio per i controlli di routine: oltre ad accertare costantemente le condizioni della futura mamma e dei piccoli, infatti, le ecografie, gli esami e le visite consentiranno di decidere, qualora il caso lo richieda, per il parto cesareo programmato, evitando possibili complicazioni.

    Il Centro, a tal proposito, è attrezzato anche per le procedure d’urgenza: un’ulteriore sicurezza per permettere a te e alla tua piccola amica di vivere questa esperienza in piena tranquillità.

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  • Parassiti intestinali dei cani, cosa sono e come trattarli

    I parassiti intestinali sono vermi di piccole dimensioni che si insediano nell’intestino del cane, dove si nutrono del sangue e del cibo ingerito.

    In alcuni casi le loro larve possono migrare, infestando i polmoni e altri organi.

    Una volta introdotti, questi piccoli organismi si riproducono; le uova e le larve vengono espulse con le feci, riversandosi nell’ambiente esterno e infettando altri ospiti.

    I cani cuccioli sono i soggetti più vulnerabili: i parassiti posso infestarli addirittura prima della nascita, raggiungendoli attraverso la placenta.

    Tuttavia, a causa dell’alto tasso di contagiosità e dei numerosi veicoli di trasmissione, il cane può essere colpito anche in età adulta.

    Tre sono, in particolare, le tipologie di parassiti intestinali che interessano il cane: i nematodi (ascaridi, anchilostomi, tricuridi), i cestodi (tenie) e i protozoi (coccidi, giardia, toxoplasma gondii).

    Alcuni di questi organismi possono essere individuati ad occhio nudo: è il caso degli ascaridi, vermi lunghi circa 8-10 cm simili a spaghetti cotti, la cui presenza è ben visibile nelle feci del cane.

    Altri, invece, come i tricuridi e i protozoi, possono essere rilevati solo attraverso esami accurati. Comune a tutte le parassitosi è la sintomatologia: il cane infestato dimagrisce e soffre di vari disturbi gastrici (diarrea, vomito, inappetenza, spasmi e gonfiore addominale).

    In alcune circostanze possono sopraggiungere anche problemi respiratori.

    Non sottovalutare mai questi segnali: se trascurata, una parassitosi può degenerare in complicanze molto gravi e di difficile gestione.

    Nei cuccioli, soggetti ancora molto vulnerabili, i parassiti possono causare anche il decesso: per questo, la sverminazione viene effettuata sempre a poche settimane dalla nascita.

    Se quindi sospetti che il tuo cane sia stato infestato, rivolgiti immediatamente al veterinario.

    Per prevenire infestazioni o reinfestazioni, cura in modo scrupoloso l’igiene domestica e tieni sotto controllo il tuo cane durante le passeggiate.

    Impediscigli, in particolare, di leccare il terreno, dove potrebbero essere presenti residui fecali; di ingerire resti di cibo e di bere dalle pozzanghere.

    Attenzione agli ospiti intermedi: il tuo cane, infatti, può essere infettato anche tramite contatto con flebotomi e roditori.

    Usa regolarmente un antiparassitario esterno contro pulci e zecche e controlla che il tuo amico non venga a contatto con topi e altri animaletti.

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  • Il microchip per il tuo cane, come procedere

    Hai un cane?

    Uno dei primissimi passi da compiere consiste nell’impianto del microchip, che deve essere accompagnato dall’iscrizione all’Anagrafe Canina.

    Questa procedura è obbligatoria per legge: il suo mancato adempimento comporta una sanzione e non consente il rilascio del Passaporto Europeo.

    Ma, al di là del suo aspetto legale, l’osservanza di questa misura rappresenta un accorgimento prezioso sotto il profilo della sicurezza: grazie al microchip e alla registrazione in Anagrafe, infatti, è possibile in qualsiasi momento identificare il tuo cane.

    Ciò ti consentirà di ritrovarlo facilmente qualora tu lo smarrisca, e di rivendicarne la proprietà in caso di furto.

    In più, cosa estremamente importante, questa misura riveste un ruolo chiave nella lotta al randagismo e all’abbandono.

    Ma come devi procedere per ottemperare a questo tipo di obbligo? Semplice: prima di tutto, recati presso un veterinario abilitato per l’inserimento del microchip.

    Questo piccolo dispositivo è una capsula trasparente delle dimensioni di pochi millimetri, che viene inoculata al tuo cane sul lato sinistro del collo (o fra le scapole, se il tuo cane è molto piccolo).

    I materiali della capsula sono biocompatibili e assolutamente sicuri per la salute del tuo piccolo amico; l’intervento è rapido e non causa alcun dolore.

    Essendo una prestazione veterinaria a tutti gli effetti, l’impianto del microchip ha un costo, variabile da veterinario a veterinario.

    Una volta inserito, il tuo peloso non ne avvertirà mai la presenza e potrà conviverci senza alcun fastidio.

    Il microchip funziona come un “transponder”: in altre parole, si attiva solo se viene “interrogato” da un apposito lettore, allo scopo di restituire il codice univoco di 15 cifre che identifica il tuo cane.

    Questo codice viene poi riportato all’interno della scheda personale del tuo cane al momento della registrazione all’Anagrafe Canina.

    Per iscrivere il tuo peloso all’Anagrafe devi recarti presso un veterinario abilitato ed effettuare il versamento di 8 euro sul conto corrente della tua ASL di competenza.

    L’iscrizione del cane va eseguita entro i due mesi di vita oppure, se si adotta un soggetto già adulto, entro un mese dalla data in cui se ne è entrati in possesso.

    Al momento dell’iscrizione, l’Anagrafe creerà un scheda personale contenente tutti i riferimenti identificativi del cane, i dati del proprietario e il numero del microchip: così, in caso di ritrovamento del tuo cane, basterà leggere il suo microchip per risalire immediatamente alla sua identità e mettersi in contatto con te.

    Per questo è molto importante comunicare tempestivamente qualsiasi variazione dei dati contenuti in scheda (trasferimento di residenza o di domicilio, cambio del recapito telefonico, eventuale nuovo proprietario, decesso del cane).

    Ogni variazione di questo tipo va comunicata alla propria ASL di competenza. In caso di smarrimento, dovrai sporgere denuncia agli organi di Polizia e fare segnalazione alla ASL presentando copia della denuncia insieme al tuo documento di identità e al certificato di iscrizione all’Anagrafe del tuo cane.

    Chi ritrova, invece, deve recarsi in ASL o presso un veterinario abilitato per la lettura del microchip e il rintraccio del legittimo proprietario.

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  • Microchip e Anagrafe Felina, piccola guida per il proprietario

    Hai un micio e stai pensando di dotarlo di microchip?

    Questo piccolo dispositivo elettronico non è una misura obbligatoria per legge, ma ti aiuterà a stare più tranquillo nel caso in cui il tuo piccolo tesoro si allontani spesso dalle mura domestiche: in caso di furto o smarrimento, infatti, il microchip ti consentirà di rintracciarlo con più facilità.

    Il microchip è una capsula di pochi millimetri che viene inserita sotto la cute del gatto: l’inoculazione, quasi del tutto indolore, non richiede anestesia e viene solitamente eseguita sul lato sinistro del collo (o fra le scapole, se il gatto è molto piccolo).

    Al suo interno è contenuto il codice univoco di 15 cifre che serve ad identificare il gatto; questo codice verrà poi registrato al momento dell’iscrizione all’Anagrafe Nazionale Felina, ovvero la banca dati informatizzata istituita dall’ “Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani”.

    Al momento della registrazione all’Anagrafe viene creata una scheda contenente tutte le informazioni utili sull’animale e sul suo proprietario: per questo, tale banca dati costituisce il punto di riferimento principale in caso di furto, smarrimento o ritrovamento di un gatto microchippato.

    Così, se dovessi smarrire il tuo peloso, ti basterà recarti da un qualsiasi veterinario aderente all’iniziativa (trovi l’elenco sul sito ufficiale dell’Anagrafe), che effettuerà immediatamente la segnalazione in banca dati.

    Se invece dovesse capitarti di ritrovare un gatto, dovrai innanzitutto accertarti che possieda il microchip (possono rilevarlo sia i servizi veterinari ASL che un qualsiasi veterinario iscritto all’Ordine).

    Una volta verificata la presenza del dispositivo, dovrai portare il gatto da un veterinario aderente che attiverà la lettura del microchip tramite un apposito apparecchio, accedendo al codice identificativo e risalendo così al proprietario.

    Come il microchip, anche l’iscrizione all’Anagrafe Felina è facoltativa, e si effettua presso uno qualsiasi dei veterinari aderenti, al quale dovranno anche essere comunicate tutte le successive variazioni anagrafiche (indirizzo, telefono, nome del proprietario) o il decesso del gatto.

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  • Piccola guida alla vaccinazione del cane

    Oggi, la medicina veterinaria è in grado di curare tantissime malattie del cane: l’efficacia dei metodi terapeutici non si limita ad alleviare la sintomatologia, ma si spinge fino alla risoluzione definitiva della condizione patologica.

    Nonostante ciò, purtroppo, esistono ancora alcune malattie infettive che uniscono all’alto tasso di contagiosità una tenace resistenza alle terapie.

    Tali infezioni portano il cane alla morte fra atroci sofferenze: contro i patogeni che le causano, l’unica difesa veramente efficiente consiste nella prevenzione tramite appositi vaccini.

    A motivo del loro sistema immunitario ancora fragile, i cuccioli sono generalmente i soggetti più colpiti: per questo è fondamentale vaccinare il cane fin dalla più tenera età (generalmente, intorno ai 55 giorni di vita). Le vaccinazioni per i cani sono di due tipi: obbligatorie e non obbligatorie.

    Sono obbligatori i quattro vaccini denominati “core” o vaccini di base, ovvero:

    – Cimurro. Potenzialmente mortale, questa malattia provoca febbre, scolo nasale e oculare, problemi gastrointestinali, lesioni cutanee e disturbi neurologici;

    – Epatite infettiva. I sintomi interessano il fegato, la funzionalità polmonare e il sistema renale. Ha esito spesso letale e, nella fase più acuta, la morte sopraggiunge nel giro di poche ore;

    – Parvovirosi. Provoca vomito e diarrea con sangue e, come l’epatite infettiva, può portare alla morte in un brevissimo arco di tempo;

    – Leptospirosi. L’urina del topi (nonchè quella dei cani già infetti) è uno dei maggiori veicoli di contagio; la malattia può manifestarsi con sintomi differenti da soggetto a soggetto e avere un esito letale. Essendo una zoonosi, la leptospirosi può contagiare anche l’essere umano.

    A questi quattro vaccini, che devono essere somministrati obbligatoriamente a tutti i cani (anche a quelli che non escono mai di casa e che vivono in condizioni igieniche impeccabili) il veterinario può decidere, in determinate circostanze, di aggiungere uno o più piani vaccinali non obbligatori.

    Tra questi vaccini facoltativi spiccano:

    – l’antirabbica, obbligatoria all’estero e altamente consigliata nelle zone d’Italia ad alto rischio di contagio;

    – il vaccino contro la leishmania, malattia trasmessa dalle zanzare;

    – il vaccino contro la tosse dei canili, raccomandato ai cani che frequentano luoghi dove esiste un’elevata promiscuità (centri di addestramento, pensioni, ecc.).

    L’efficacia di ogni vaccino è limitata nel tempo: affinché la copertura possa essere garantita in modo continuativo, è quindi importante rinnovarla attraverso i cosiddetti “richiami”, procedure con le quali, a cadenza regolare, il vaccino viene somministrato nuovamente.

    Ogni richiamo richiede una sua periodicità: alcuni vaccini devono essere ripetuti ogni anno (è il caso della leptospirosi), mentre per altri può bastare un richiamo triennale.

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  • Gatta incinta, i controlli e gli esami

    Se la tua gatta è incinta, il primo passo da fare è senza dubbio portarla dal veterinario.

    Il veterinario, infatti, potrà suggerirti gli accorgimenti giusti da adottare per consentire alla tua piccola amica di affrontare questo periodo nella sua forma migliore: dieta ricca e nutriente, attività fisica moderata, un ambiente tranquillo e sicuro ma, soprattutto, un opportuno piano di visite ed esami da effettuare a scadenze precise.

    La gestazione del gatto ha una durata media di 65 giorni, durante i quali, esattamente come accade nella gravidanza umana, si succedono vari “step”, dalle nausee dei primi giorni fino alla spossatezza pre-parto.

    In tutte le fasi, il veterinario monitorerà tramite lo strumento ecografico lo stato di salute dei piccoli e della futura mamma, in modo da accertare che tutto proceda bene.

    Nelle prime settimane di gestazione, l’ecografia è utile anche per effettuare una diagnosi precoce: questa procedura aiuta a calcolare l’età dei feti e ad ottenere una previsione sulla possibile data del parto.

    Nonostante, com’è noto, la gatta sia in grado di partorire da sola, l’ambulatorio veterinario è attrezzato per ogni tipologia di parto cesareo, sia programmato che d’urgenza: ciò è particolarmente importante nel caso in cui la gatta non possa, per particolari limiti fisici o per sopravvenute difficoltà nel corso del travaglio, partorire in modo naturale.

    Il veterinario resta il punto di riferimento fondamentale anche quando la micia non è in gravidanza: prevenire, infatti, è sempre meglio che curare, e regolari controlli dell’apparato riproduttore (strisci, dosaggi ormonali, ecografie, esami per la valutazione dell’attività ovulatoria) saranno preziosi per scongiurare l’insorgenza di tumori e altre malattie.

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  • La radiografia digitale nella medicina veterinaria

    Come noi, anche i nostri amici animali possono necessitare di un controllo medico approfondito che richieda l’utilizzo della radiografia digitale.

    La metodica radiografica rappresenta attualmente il più potente ed efficace mezzo diagnostico: non a caso, si ricorre ad essa quando si sospetta la presenza di una patologia grave o quando si vuole verificare con il più alto margine di attendibilità lo stato di salute degli organi interni.

    La radiografia per animali viene eseguita sia sui tessuti molli (organi del torace e dell’addome) che su quelli duri (ossa) ed è finalizzata al rilevamento di patologie che interessano prevalentemente l’apparato respiratorio, il sistema osteoarticolare, i muscoli, la funzionalità gastrointestinale, la vescica e i reni.

    In base alla zona del corpo sulla quale vengono effettuate, le radiografie digitali veterinarie vengono raggruppate in tre tipologie:

    – radiografie dell’apparato muscolo-scheletrico, che servono a stabilire l’esistenza di displasie congenite (dell’anca, del gomito) e di altre problematiche quali fratture, traumi, artrosi e artriti;

    – radiografie toraciche (dirette o con contrasto), volte all’individuazione delle patologie della trachea, dell’esofago, dei bronchi, dei polmoni e del sistema cardiovascolare;

    – radiografie addominali (dirette o con contrasto), utili a valutare il funzionamento del sistema digerente, dei reni e delle vie urinarie, nonchè ad accertare l’eventuale presenza di neoplasie e corpi estranei.

    Per effettuare tali procedure, la scienza medica veterinaria si avvale oggi di strumentazioni radiografiche d’avanguardia come il sistema “Raffaello 30 HF”.

    Questa apparecchiatura consiste in un’unità radiologica ad alta frequenza che garantisce parametri esposimetrici altamente stabili ed elevata linearità dei dati.

    Le sue avanzate dotazioni, unite ad una struttura ergonomica e maneggevole, consentono di ottenere immagini ad altissima definizione con pochi scatti e in un tempo di esposizione eccezionalmente ridotto.

    La capacità di movimento del piano d’appoggio e del tubo radiogeno agevolano un posizionamento sempre ottimale, così da ottenere risultati di alta precisione con la massima sicurezza per la salute dell’animale e dell’operatore.

    Il pannello comandi, progettato per un uso pratico e veloce, è fornito di un comodo display che riunisce tutte le funzioni informative e di controllo.

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  • Viaggiare in auto, aereo, treno o nave con il tuo amico a quattro zampe

    Portare con sé il proprio peloso in un viaggio o in un breve spostamento è sicuramente una delle esperienze più belle della vita.

    Per godersela in tutta serenità, è essenziale conoscere le regole fondamentali sull’utilizzo dei principali mezzi di trasporto.

    Se hai un gatto, in tutti i casi dovrai farlo viaggiare ben chiuso in un trasportino omologato, da posizionare in un luogo ombroso, ben aerato ma allo stesso tempo lontano dalle correnti d’aria.

    In aereo, potrai portare un solo animale in cabina, prenotando con un certo anticipo: tuttavia, non tutte le compagnie prevedono questa possibilità, per cui è importante leggere bene il regolamento prima di prenotare.

    La limitazione non riguarda i cani guida, che possono seguire ovunque il proprietario muniti di guinzaglio e museruola.

    In nave, i cani e i gatti viaggiano in apposite zone riservate; molte compagnie vietano loro l’accesso ad alcuni spazi comuni, come la sala ristorante.

    In treno, può viaggiare un solo animale per passeggero, e non può occupare i posti destinati ai viaggiatori; i cani vanno tenuti al guinzaglio (o in un trasportino, se di piccola taglia).

    Come le compagnie aeree, anche quelle ferroviarie e di navigazione adottano regole diverse, per cui è sempre bene informarsi prima di procedere alla prenotazione. In auto, cani e gatti non devono mai viaggiare liberi nell’abitacolo: il gatto va chiuso nel suo trasportino, mentre per il cane esistono diverse possibilità (nel vano posteriore con rete divisoria, cintura di sicurezza per cani, gabbia o trasportino).

    Effettua con regolarità delle soste per far bere il tuo peloso e per fargli fare i bisogni; fallo sempre viaggiare a stomaco vuoto per evitare problemi intestinali.

    Non trascurare l’aspetto “burocratico”: in Italia, cani e gatti devono essere sempre accompagnati dal libretto delle vaccinazioni aggiornato, mentre in alcuni paesi esteri è obbligatorio il Passaporto Europeo per gli animali da compagnia, da richiedere alla ASL.

    Prima di partire, porta il tuo amico a quattro zampe dal veterinario per una visita di controllo e per gli eventuali richiami vaccinali.

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  • Quando il micio non riconosce più il compagno dopo la sterilizzazione

    Chi ha adottato più di un micio lo sa: l’integrazione fra gatti che non si conoscono è tutt’altro che facile.

    Quando portiamo a casa un nuovo micio, sono necessari diversi giorni e tanta pazienza affinchè quello (o quelli) che già vivono con noi lo accettino come parte della famiglia.

    Purtroppo, talvolta questo delicato equilibrio può rompersi in seguito ad un intervento di sterilizzazione.

    Il gatto che ha appena subito un’operazione di questo tipo si trova in una condizione di disagio a causa degli effetti dell’anestesia: è normale, quindi, che si senta molto nervoso, debole e vulnerabile.

    In più, nelle ore immediatamente successive all’operazione il suo odore può cambiare sensibilmente, facendo si che il gatto (o i gatti) rimasti a casa non lo riconoscano al suo ritorno.

    Non è raro, quindi, che i contatti tra loro possano sfociare in atteggiamenti di paura e/o aggressività.

    Di solito, il problema si risolve da solo in uno o due giorni, ovvero il tempo necessario al piccolo convalescente di smaltire sia l’anestetico che gli odori estranei (soprattutto quelli dell’ambulatorio, e in particolare il disinfettante).

    Nel frattempo, tenete i mici in ambienti separati, proprio come nei primissimi giorni della loro convivenza.

    Per ristabilire più in fretta un clima di tranquillità e di equilibrio potete ricorrere ad un apposito diffusore di feromoni.

    Mantenete sempre un atteggiamento calmo e rilassato: ricordate che per i vostri amici pelosi siete un punto di riferimento, ed è molto importante che percepiscano in voi la massima tranquillità.

    Non punite le manifestazioni di litigiosità o di timore eccessivo (miagolii anomali, ringhi, soffiate): siate presenti, ma con pazienza e amorevolezza.

    Se il problema dovesse protrarsi ben oltre le 48 ore, contattate un veterinario esperto in disturbi del comportamento, in modo da definire bene la situazione e mettere in atto le opportune terapie.

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  • Natale, come viaggiare con il cane o con il gatto

    Se quest’anno trascorrerai le vacanze di Natale in compagnia del tuo cane o del tuo gatto, ti basterà organizzarti in modo corretto per rendere il viaggio confortevole e privo di imprevisti, sia per te che per il tuo piccolo amico.

    Tre sono gli aspetti sui quali dovrai concentrarti nella delicata fase dei preparativi: la documentazione, lo stato di salute del tuo peloso e il mezzo di trasporto.

    – Documentazione.

    Anche per il cane e per il gatto che viaggiano è previsto un aspetto “burocratico”. Se lo spostamento avviene entro i confini del territorio italiano, vi basterà portare con voi il libretto delle vaccinazioni, rigorosamente aggiornato con le profilassi obbligatorie e i relativi richiami: per i gatti il “trivalente” (rinotracheite, calicivirosi e gastroenterite virale), per i cani cimurro, leptospirosi, epatite e parvovirosi. Eventuali vaccini facoltativi (come quello contro la rabbia, obbligatorio all’estero e consigliato in alcune parti d’Italia) saranno suggeriti dal veterinario a seconda della meta di villeggiatura. Per i viaggi all’estero, tu e il tuo peloso dovrete munirvi anche di un apposito passaporto per animali da compagnia, rilasciato dalla ASL di competenza.

    – Visita dal veterinario.

    Da effettuare nei giorni che precedono la partenza, questo controllo servirà ad accertare che il tuo piccolo amico stia bene e sia in grado di affrontare il viaggio, ma anche a provvedere ai richiami vaccinali nel caso in cui non siano ancora stati eseguiti. Se il tuo peloso è un soggetto irrequieto o sensibile, potrai farti prescrivere farmaci o integratori contro gli stati d’ansia e contro i tipici malesseri da viaggio (mal di mare, mal d’auto, ecc.).

    – Mezzi di trasporto.

    Se hai scelto di spostarti in auto, il tuo amico a quattro zampe sarà soggetto alle modalità stabilite dalla legge. Il gatto dovrà viaggiare nel suo trasportino, mentre per il cane potrai optare per tre possibilità: la cintura di sicurezza per cani, la gabbia o il trasportino oppure la classica rete divisoria.

    In aereo, treno o nave, gli animali domestici sono soggetti a particolari normative, che possono variare a seconda della compagnia: per evitare spiacevoli imprevisti, informati con attenzione sul regolamento di tuo interesse.

    Qualsiasi sia il mezzo di trasporto che hai scelto, esistono alcuni importanti accorgimenti da seguire per la salute e la sicurezza del tuo cane o del tuo gatto:
    – non dargli mai da mangiare prima e durante il viaggio. Fallo, invece, bere ad intervalli regolari per scongiurare la disidratazione;
    – attenzione alle malattie da raffreddamento, molto frequenti nel periodo natalizio. Porta sempre con te alcune copertine per proteggere il tuo peloso da freddo e sbalzi di temperatura;
    – se viaggiate in auto, non lasciarlo mai libero nell’abitacolo durante la marcia. Prevedi frequenti soste per consentirgli di bere e di fare i suoi bisogni. Per il gatto, foderare il fondo del trasportino con una o più traversine igieniche si rivelerà molto utile in caso di emergenza.

  • Rabbia, determinazione degli anticorpi nei confronti del virus

    Il procedimento da seguire per determinare gli anticorpi nei confronti del virus della Rabbia parte dal prelievo di un campione di sangue, che deve essere obbligatoriamente eseguito da un veterinario ASL o dal veterinario di fiducia (l’importante, naturalmente, è che sia regolarmente iscritto all’Albo).

    Contestualmente al prelievo, il veterinario compilerà un apposito modulo che dovrà essere allegato al campione.

    Per la titolazione, il sangue prelevato dovrà essere privo di anticoagulante; da preferire, per evitare l’emolisi, è l’invio del siero, in una quantità di almeno 1,5 ml. In attesa dell’invio, il campione non va congelato; basta conservarlo ad una temperatura massima di 4 C°.

    Prima di spedire o consegnare il campione, è necessario effettuare un pagamento di €53,05. Per il versamento si può scegliere fra diverse modalità:
    – bollettino postale sul Conto Corrente n° 57317000;
    – Bonifico Bancario con le seguenti coordinate: Unicredit – Banca di Roma Ag. Ciampino (RM) IBAN: IT44L0300239550000400001593;
    – pagamento diretto, presso i locali dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale per le Regioni Lazio e Toscana, in Via Appia Nuova 1411 00178 Roma.

    A questo stesso indirizzo va inviato (o consegnato personalmente) il campione corredato dal modulo e dalla ricevuta del versamento.

    L’invio deve essere preavvisato tramite mail agli indirizzi di posta elettronica: [email protected][email protected][email protected][email protected]. L’Istituto fornisce la risposta entro 19 giorni lavorativi dall’arrivo del campione in laboratorio: si può decidere se ritirarla personalmente o farla recapitare presso il proprio domicilio o presso l’ambulatorio del veterinario. In alternativa, si può anche scegliere di riceverla via fax, indicando il numero telefonico di riferimento sul modulo di accettazione.

    E’ possibile richiedere la fattura del pagamento, previa indicazione dei necessari dati (nome, cognome, indirizzo, codice fiscale o partita iva) che potranno essere comunicati direttamente in Istituto, indicati sul bollettino di conto corrente o sull’ordine di bonifico oppure trasmessi tramite fax (06/79099464/303) o email ([email protected]). La fattura può essere intestata al proprietario o al veterinario.

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  • Piccola guida per le tue vacanze con il cane

    L’arrivo della stagione estiva coincide con le tanto desiderate vacanze: e cosa c’è di meglio che condividerle con il tuo cane per renderle indimenticabili?

    Il viaggio è un’esperienza unica per approfondire e rafforzare il vostro rapporto: l’atmosfera rilassata e il tanto tempo libero a disposizione vi offrono finalmente la possibilità di dedicarvi insieme agli svaghi preferiti.

    Per una vacanza con il cane davvero perfetta, però, è importante prepararsi alla partenza con i dovuti accorgimenti, in modo da evitare che insorgano problemi o imprevisti poco gestibili.

    Nei giorni che precedono il viaggio, una visita dal veterinario servirà a controllare lo stato di salute del tuo amico e a valutare la necessità di somministrargli un antiparassitario specifico o un farmaco contro il mal di mare, d’auto o di treno.

    Per poter viaggiare, il tuo cane deve essere in regola con tutte le profilassi di base (cimurro, leptospirosi, parvovirosi, epatite infettiva).

    Una volta accertata questa condizione, il veterinario potrà prescrivere eventuali vaccinazioni aggiuntive a seconda della destinazione del vostro viaggio: l’antirabbica, ad esempio, dovrà essere obbligatoriamente eseguita in caso di viaggio all’estero.

    Altro aspetto imprescindibile da tenere in considerazione sono i documenti: se tu e il tuo cane andrete in vacanza in una località italiana, potrà bastare il solo libretto delle vaccinazioni, mentre all’estero vi sarà richiesto uno speciale passaporto per cane rilasciato dall’ASL.

    Nelle ore che precedono la partenza, non far mangiare al tuo amico alcun tipo di cibo: qualsiasi sia il mezzo di trasporto scelto per la trasferta, viaggiare a stomaco vuoto gli eviterà fastidiosi disturbi gastrointestinali.

    Tieni sotto controllo il suo livello di idratazione: per tutta la durata del viaggio, fallo bere spesso e inumidiscigli il pelo per evitare i colpi di calore.

    Mentre prepari le valigie, prevedi un piccolo bagaglio con tutti i suoi “effetti personali”: cuscino, guinzagli, qualche giochino, ciotole, spazzola, prodotti di pulizia, kit di pronto soccorso, asciugamani, cuscino, copertine, impermeabile per le passeggiate.

    Fai anche una buona scorta del suo cibo abituale: potresti non riuscire a reperirlo facilmente una volta arrivati a destinazione.

  • Vaccinare il tuo gatto: come procedere?

    Vaccinazioni obbligatorie

    Le vaccinazioni per il gatto sono di due tipi: obbligatorie e non obbligatorie. Alla prima categoria appartengono i vaccini che fanno parte delle due procedure più utilizzate, ovvero la “trivalente” (calicivirosi, rinotracheite, gastroenterite virale) e la “pentavalente” (calicivirosi, rinotracheite, gastroenterite virale, clamidiosi e leucemia felina).

    Se il tuo gatto vive in casa, di solito viene somministrata solo la trivalente; quando il micio trascorre molto tempo all’aperto, la possibilità che venga a contatto con altre fonti di contagio impone che venga effettuata la vaccinazione pentavalente.

    In alternativa, a seconda dei casi, il veterinario potrà decidere di optare per la cosiddetta “tetravalente”, che include la trivalente più il vaccino contro la leucemia felina.

    Vaccinazioni facoltative

    Oltre a questi vaccini obbligatori, la medicina veterinaria mette a disposizione altri iter vaccinali “facoltativi” la cui utilità viene valutata di volta in volta dal veterinario, come la peritonite infettiva felina (FIP), e l’antirabbica (obbligatoria quando si viaggia all’estero).

    Il gatto può essere vaccinato a partire dai due mesi di età: la procedura prevede un primo vaccino con un richiamo a distanza di 15-30 giorni. Seguirà un richiamo una volta all’anno.

    Per tenere nota di tutti i vaccini effettuati e dei successivi richiami, il veterinario rilascerà un libretto delle vaccinazioni che dovrà sempre accompagnare il tuo micio durante le visite ambulatoriali, i viaggi all’estero e altri eventuali spostamenti.