Autore: Redaclem

  • Fiocco azzurro al Parco “Le Cornelle” che dà il benvenuto ad un piccolo sitatunga

    Gli ospiti del Parco Faunistico “Le Cornelle” non smettono mai di regalare emozioni: l’ultimo arrivato, un esemplare di antilope sitatunga, è nato in una situazione insolita, presso l’Ospedale Veterinario Universitario di Lodi dove la madre è stata operata 40 giorni prima del parto a causa di una frattura scomposta dell’arto anteriore. Un intervento delicato non solo per l’entità della frattura, ma che poteva compromettere anche la gravidanza. Una collaborazione, quella tra il Parco Le Cornelle e l’ospedale Veterinario Universitario di Lodi ormai consolidata da tempo e che ha permesso di curare diversi animali ospitati al Parco.

     

    Tutto è iniziato con una radiografia, effettuata dal personale veterinario del Parco dopo aver notato che la femmina di sitatunga aveva difficoltà ad appoggiare una zampa. L’accertamento ha evidenziato una grave frattura del radio, probabilmente provocata da una caduta accidentale e ha portato a conoscenza del personale veterinario anche la gravidanza dell’animale. A seguito della diagnosi è stato programmato un intervento d’urgenza per salvare madre e piccolo presso l’Ospedale Universitario.

     

    L’operazione di osteosintesi – portata a termine con successo in 4 ore dal dott. Maurizio Oltolina, direttore sanitario del Parco, dalla dott.ssa Liliana Carnevale e dal prof. Giuliano Ravasio, entrambi medici dell’Ospedale Veterinario Universitario di Lodi – ha portato l’equipe veterinaria ad optare per l’applicazione di un fissatore Ilizarov: una “gabbia”esterna fissata all’osso attraverso fili di acciaio che permette alla frattura di saldarsi e guarire. Il ricorso a questa soluzione, meno praticata rispetto ad altre tecniche chirurgiche, si è reso necessario a causa del tipo di frattura e delle dimensioni dell’animale.

     

    Quaranta giorni dopo l’intervento, durante la convalescenza della madre, è nato il piccolo, che è stato immediatamente riconosciuto e allattato. Nonostante la mamma fosse alla sua prima gravidanza ha dimostrato un grande spirito materno andando ad accudire e difendere il piccolo. Le due antilopi sitatunga hanno concluso il primo periodo di convalescenza, di circa due mesi, presso l’Ospedale Veterinario Universitario di Lodi, in attesa che si formasse il callo osseo attorno alla frattura e potessero essere rimossi i mezzi di fissazione esterni. Una volta rientrati al Parco, il cucciolo e la mamma hanno poi passato un altro mese in un box a loro dedicato, per permettere all’osso della zampa di saldarsi completamente.

     

    «Assicurare il massimo benessere agli animali ospitati è una nostra prerogativa, ciò è possibile grazie alla capacità e alla passione di tutte le persone che lavorano al Parco, una passione che ci aiuta durante il difficile periodo storico che stiamo attraversando. – dichiara il dott. Maurizio Oltolina, direttore sanitario del ParcoIl caso di questa femmina di sitatunga e del suo piccolo rappresenta un simbolo di speranza per tutti noi, oltre a evidenziare come, a disposizione dei nostri ospiti, non ci siano solo le migliori cure, ma anche attenzioni e premure. A tal proposito, vorrei ringraziare il prof. Ravasio per la collaborazione con l’Università di Lodi, e la dott.ssa Carnevale per la sensibilità dimostrata, andata ben oltre la semplice assistenza sanitaria alle due antilopi.»

     

    La specie di antilope sitatunga è diffusa in natura in Senegal, Kenya, Namibia e Botswana. Molto legata all’acqua, vive in foreste paludose, foreste a galleria lungo i corsi d’acqua e su isole nei laghi. Possiede un dorso arcuato, corna avvolte a spirale e zampe lunghe; il corpo è coperto da un folto pelo idrorepellente con caratteristiche macchie e strisce. Non esiste una stagione riproduttiva definita e al termine della gestazione, che dura 7-8 mesi, nasce un piccolo, raramente due. Si tratta di una specie vulnerabile con popolazioni in calo per la perdita dell’habitat – conseguente alle attività umane – e per la caccia a scopo alimentare. Con l’ultimo nato, gli esemplari di antilope sitatunga ospitati al Parco “Le Cornelle” sono in totale 6 adulti – 3 maschi e 3 femmine – e 3 cuccioli nati nel corso degli ultimi mesi.

     

    Il contest su Facebook

    Il contest del Parco Le Cornelle per assegnare un nome al cucciolo di sitatunga avrà la durata di 3 giorni (dal 26 al 28 marzo 2021) sulla pagina Facebook del Parco. Chiunque vorrà, infatti, potrà partecipare alla scelta del nome del piccolo commentando il post che lo ritrae con la proposta di nome e il vincitore del concorso riceverà un biglietto d’ingresso omaggio fruibile durante la stagione di apertura del Parco. Verranno considerati solamente i nomi inseriti come commento al post. Per il post è possibile indicare solo un nome. Lo staff del parco sceglierà tre nomi tra quelli proposti e saranno i fan a votare quello più bello.

  • Fai la differenza – Metti i rifiuti al proprio posto!

    È stato presentato oggi il nuovo progetto pilota “Fai la differenza – Metti i rifiuti al proprio posto!” promosso dal Comune di Cinisello Balsamo, Nord Milano Ambiente Spa – la società in-house che si occupa dei servizi di igiene urbana nel territorio comunale – e UniAbita, la più grande cooperativa edificatrice d’Italia.

     

    Un progetto innovativo nato come base per lo studio di fattibilità della tariffa puntuale nel Comune di Cinisello Balsamo. Protagonista, il caseggiato di via Bramante, 15 – identificato da UniAbita come luogo simbolo per attivare la sperimentazione – in cui attualmente vivono circa 325 famiglie per più di 850 abitanti. Obiettivo, valutare all’interno di un grande spazio e/o quartiere l’incidenza della raccolta differenziata, l’efficacia di azioni concrete e informative nella diminuzione dell’indifferenziato e la resa delle nuove modalità di raccolta dei rifiuti.

     

    Lapplicazione della tariffa puntuale è certamente una sfida avvenieristica per Cinisello Balsamo. Non siamo un piccolo comune e sappiamo bene le difficoltà che abbiamo avuto e che stiamo ancora avendo nel percorso del corretto conferimento differenziato. Questo progetto è molto importante per la nostra città perché è la base dello studio di fattibilità della possibile raccolta puntuale, e della conseguente possibile tariffa puntuale. Perciò ringrazio gli attori in campo in questo studio, che ci darà una fotografia importante di ciò che si potrà fare, nella consapevolezza della specificità e delle difficoltà di una città come la nostra. Così il Sindaco di Cinisello Balsamo Giacomo Ghilardi

     

    La corretta raccolta differenziata dei rifiuti è un dovere e una responsabilità civica. Seguire le regole che consentono il recupero dei materiali di scarto vuol dire rispettare gli altri e lambiente in cui viviamo. Questo progetto è un esempio di quello che le Istituzioni possono fare per aiutare i cittadini e facilitarli nel compito non sempre facile di separare correttamente i rifiuti e raggiungere migliori obiettivi nel recupero. Uninformazione corretta e più capillare, possono essere un valido aiuto per arrivare ad avere ambienti più puliti, sani e vivibili. La mia speranza è che questo progetto consenta alla Città di Cinisello Balsamo di migliorare le proprie performance di raccolta differenziata, che si traducono anche in risparmio economico per lutente finale. Negli ultimi anni abbiamo fatto molto, ma possiamo fare di più. La comunicazione è fondamentale e questo progetto va in questa direzione. Così il Vicesindaco e Assessore all’Ambiente Giuseppe Berlino

     

     

     

     

    IL PROGETTO

    Dal 16 febbraio al 16 marzo – ogni martedì e venerdì, in concomitanza con il consueto ritiro rifiuti – Nord Milano Ambiente ha analizzato la condizione abituale della raccolta rifiuti nel caseggiato, che ha portato ad una fotografia attuale della raccolta differenziata dei rifiuti che vede la raccolta differenziata pari al 62% dei rifiuti, un buon risultato, leggermente superiore rispetto alla media cittadina, ma in alcune circostanze non conforme alla raccolta del rifiuto. Per questo a partire dal 25 marzo, il progetto Fai la differenza – Metti i rifiuti al proprio posto! ha l’obiettivo di il coinvolgere gli abitanti con un’azione di comunicazione di sensibilizzazione mirata che verrà svolta attraverso volantini informativi distribuiti a tutti i residenti del caseggiato, l’attivazione del pulsante dedicato ‘invia e-mail’ sulla pagina Facebook di Nord Milano ambiente per la richiesta d’informazioni,  l’installazione di nuovi raccoglitori e tre nuove raccolte: farmaci, pile e oli alimentari all’interno delle quattro isole ecologiche dislocate nel caseggiato di Via Bramate.

     

    I DATI

    Dal 16 Febbraio al 16 Marzo Nord Milano Ambiente ha effettuato la pesatura di ogni ritiro dei rifiuti del caseggiato e la verifica della corretta separazione della differenziata. I Risultati ottenuti sono buoni e i residenti si dimostrano essere virtuosi verso la raccolta differenziata dei rifiuti. Nella fascia temporale definitiva, il caseggiato ha prodotto 5.950 Kg di rifiuti indifferenziati (pari al 37,85% di raccolta differenziata).

    Per quanto riguarda la raccolta differenziata, nel mese di competenza sono stati raccolti 2.070 Kg di carta (pari al 13,17% di raccolta differenziata), 1.520 kg di plastica (pari al 9,67% di raccolta differenziata) 2.330 kg di vetro (pari al 14,82% di raccolta differenziata), 3.850 di umido (pari al 24,49% di raccolta differenziata) raggiungendo il 62,15% di raccolta differenziata sul totale raccolto.

     

    La nostra azienda sta operando per perseguire una serie di obiettivi ambiziosi, che passano attraverso la riorganizzazione e lottimizzazione delle risorse. Il percorso verso la raccolta puntuale è certamente lungo per la difficoltà operativa vista la densità abitativa di Cinisello Balsamo. Il nostro impegno in questo studio è nel valutare quali azioni sono necessarie e la loro fattibilità in un processo di raccolta puntuale, le parole dell’amministratore unico di Nord Milano Ambiente, Sandro Sisler.

     

    La prima fase del progetto terminerà il 25 aprile. Due mesi focalizzati alla sensibilizzazione e incentivazione alla raccolta differenziata dei rifiuti affiancati ad una serie di azioni per tutti coloro che s’impegneranno a svolgere una corretta raccolta differenziata e che vedrà il riconoscimento di un premio se il caseggiato riuscirà a raggiungere la percentuale del 64% di raccolta differenziata. Al termine del periodo di prova, Nord Milano Ambiente provvederà ad analizzare nuovamente la quantità dell’indifferenziato e la qualità della raccolta rifiuti, così da valutare l’efficacia del progetto.

     

    Il buon dato di partenza emerso dalla prima pesatura dei rifiuti sul nostro caseggiato più grande, Via Bramante 15, è per noi motivo di orgoglio. UniAbita ogni giorno attraverso le bacheche elettroniche, la collaborazione coi Comitati e nuove assegnazioni consapevoli, invita i propri abitanti a prestare la massima attenzione alla differenziazione dei rifiuti ricordando che fare la raccolta differenziata è un importante segno di civiltà. Fai la differenza ben si inserisce nella nostra campagna quotidiana di lavoro sinergico con gli abitanti che punta al rispetto dellambiente e del territorio in cui viviamo. UniAbita è una importante realtà cittadina e da sempre il lavoro di squadra e lattenzione ai territori sono valori cooperativi per noi importanti. Poniamo sempre molta attenzione a ricordare che il comportamento scorretto di alcuni ricade su tutti i Soci abitanti e sulla qualità della Città in cui viviamo. È una sfida difficile in cui crediamo molto e per questo abbiamo messo in palio un premio per il caseggiato di 5.000, qualora gli abitanti riuscissero a far crescere ancora di più la percentuale della raccolta differenziata e migliorarne la qualità, incrementando anche il servizio attraverso i nuovi bidoni destinati ai rifiuti speciali conclude il Presidente di UniAbita Pierpaolo Forello.

  • Paolo Comana nuovo presidente di Avis Comunale Bergamo

    È Paolo Comana, classe 1951 ex-donatore e socio di Avis Comunale Bergamo, il nuovo presidente alla guida di Avis Comunale Bergamo per il prossimo quadriennio. L’elezione è avvenuta nel corso della prima riunione del Direttivo recentemente eletto, tenutasi nella serata di mercoledì 24 marzo.

    «È per me un onore poter guidare l’Avis Comunale Bergamo e sono convinto che sia una grande opportunità per diffondere a voce ancor più forte il grande messaggio della “donazione”. Partendo dai messaggi di sensibilizzazione e dalle iniziative sul nostro territorio, sono certo che, in un clima di grande collaborazione, contribuiremo al raggiungimento dei grandi obiettivi dell’Avis come l’autosufficienza di emocomponenti e la tutela dei donatori di sangue».

    Queste le parole del neo-eletto presidente Paolo Comana, che succede a Roberto Guerini, ex-presidente in carica per un doppio mandato, che dichiara: «Esprimo grande soddisfazione personale per la scelta del Direttivo che ha indicato all’unanimità Paolo Comana, che in questi anni nei vari ruoli che ha ricoperto ha dimostrato grande dedizione all’Associazione. I miei più cari auguri con l’augurio di essere sempre al servizio di chi ne ha bisogno, un augurio ancora più forte alla luce della pandemia che ha fatto emergere ancor di più l’importanza del ruolo dei volontari a tutti i livelli e di tutte le associazioni»

    Nella serata è stato nominato il nuovo consiglio esecutivo: Comana Paolo Presidente, Guerini Roberto Vicepresidente Vicario, Canzi Ferdinanda Vicepresidente, Colombo Daniela Segretario, Nespoli Pesenti Davide Tesoriere.

  • Il Rotary e il Governo degli Stati Uniti sostengono la lotta dell’Italia contro il COVID-19

    Di fronte all’aumento ripetuto delle infezioni in Italia, il Rotary e il Governo degli Stati Uniti, attraverso l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID), si sono impegnati a sostenere la risposta del Paese al COVID-19 ed alle iniziative di recupero collegate.

     

    Nell’ambito della partnership, prevista in 18 mesi, USAID elargirà 5 milioni di dollari alla Fondazione Rotary – ente filantropico del Rotary International – per sostenere la risposta alla pandemia, preparare le comunità per il possibile reiterarsi della crisi e affrontare il conseguente impatto sociale ed economico a medio e lungo termine.

    Questa partnership è tra gli impegni degli Stati Uniti verso l’Italia per aiutare a salvare vite e costruire resilienza per il futuro. Ad oggi, gli Stati Uniti hanno elargito 60 milioni in assistenza all’Italia, attraverso USAID.

     

    Attraverso la partnership USAID-Rotary in Italia: Comunità contro COVID-19, i 13 distretti italiani del Rotary hanno accesso ciascuno ad almeno tre sovvenzioni da 100.000 dollari, per sostenere progetti nel campo della salute, l’istruzione e lo sviluppo comunitario. Le attività idonee includono la fornitura di attrezzature per le strutture mediche; materiale didattico e attrezzature per le scuole, gli studenti e le famiglie; e risorse per aiutare le aziende a rimanere aperte in sicurezza durante i momenti di crisi sanitaria. Una parte importante di questo sforzo è il sostegno agli studenti nel processo di apprendimento a distanza.

     

    “Parte attiva delle comunità in cui opera, il Rotary si è dedicato alla selezione di scuole italiane in cui distribuire tablet per aiutare gli studenti che oggi seguono le lezioni online a seguito della didattica a distanza causata dall’emergenza sanitaria, per garantire a tutte le fasce della popolazione un facile accesso all’istruzione, altrimenti compromesso”, dichiara Giulio Koch, responsabile italiano del progetto Rotary. “La nostra collaborazione con USAID ci fornisce risorse e competenze preziose per contribuire a rendere le nostre iniziative nell’emergenza più impattanti e sostenibili”.

     

    “In questa prima tranche di finanziamento americano si è privilegiato l’ambito istruzione: la scuola è il luogo dove le disuguaglianze sociali emergono in modo più evidente. Per questo, come rotariani, abbiamo il dovere di offrire pari opportunità per l’inclusione nel sistema scolastico, a maggior ragione in questo periodo in cui la didattica torna a svolgersi prevalentemente con modalità telematiche. Questo è il principio imprescindibile su cui abbiamo lavorato in queste settimane difficili: attraverso gli Uffici Scolastici Regionali abbiamo effettuato un capillare monitoraggio per capire quali fossero le situazioni più difficoltose per l’accesso alla didattica a distanza e, grazie agli Stati Uniti e TRF, siamo adesso in grado di consegnare agli istituti scolastici più di 5.000 tablet, che permetteranno agli studenti di seguire al meglio le lezioni online”.

     

    La pandemia ci ha imposto un nuovo modo di apprendere, un approccio virtuale, per il quale sono necessari dispositivi affidabili.  Grazie a questa iniziativa, diverse centinaia di studenti riceveranno un tablet per facilitare l’apprendimento a distanza.  Siamo fieri di questa partnership con Rotary, attraverso la quale aiutare gli studenti a raggiungere i loro obiettivi, e continueremo ad essere al fianco dell’Italia nella lotta contro il Covid-19, ha dichiarato l’Incaricato d’Affari ad interim dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia Thomas D. Smitham.  

  • LA PASQUA CON TORREVILLA E IL MEGLIO DELLA TRADIZIONE DELL’OLTREPÒ PAVESE

    VINO E PRELIBATEZZE GASTRONOMICHE DAI PRODUTTORI LOCALI: LA PROPOSTA DI TORREVILLA PER LA PASQUA 2021 È UN VIAGGIO NEI SAPORI PIÙ AUTENTICI DELL’OLTREPÒ PAVESE, CHE, CON IL SERVIZIO DI CONSEGNA A DOMICILIO, ARRIVA SULLE TAVOLE DI TUTTA ITALIA.

    Pasqua: da sempre un’occasione speciale per imbandire la propria tavola di sapori e profumi tipici del nostro paese. E in occasione di questa imminente festività, Torrevilla, l’Associazione di viticoltori che riunisce oltre 200 vignaioli nel cuore dell’Oltrepò Pavese, è pronta a deliziare i palati di tutti gli italiani con il meglio delle produzioni enogastronomiche del territorio.

    Si inizia dai brindisi con il Pinot Nero Riserva 110 Nature: D.O.C.G. Metodo Classico, è uno spumante dal colore giallo paglierino con riflessi dorati, al gusto intenso, fresco e molto morbido, con finale persistente. Si continua con un Pinot Nero Riserva 110: rosso rubino con riflessi violacei, è perfetto per accompagnare primi e secondi di carne, grazie al suo profumo intenso con eleganti note di piccoli frutti rossi che si sposano a piacevoli sentori di spezie, e al suo gusto intenso e piacevolmente fresco.

    Buono invece con formaggi morbidi e stagionati il Sangue di Giuda della Linea Il Montù, nata lo scorso anno dall’acquisizione della Cantina Storica fondata nel 1902 a Montù Beccaria (PV): vino rosso frizzante dal profumo intenso, fragrante di mosto e frutti di bosco, e dal gusto dolce, ma mai stucchevole, con una piacevole freschezza sul finale, è da provare anche con i biscotti o – per un accostamento più goloso e particolare – con del cioccolato al latte ai profumi di frutti rossi.

    E, parlando di dolci, tra i protagonisti del dessert non può mancare il Moscato, che Torrevilla propone nella Linea Classica, con l’Oltreoro Moscato Frizzante, dal gusto dolce, pieno e con piacevole retrogusto leggermente “citrino”, e nella Linea La Genisia con il Moscato Spumante, dal profumo tipicamente aromatico, con sentori di rosa canina e foglia di salvia, e con il Moscato Passito, che conquista per il suo intenso profumo di frutta gialla candita con piacevoli note finali di foglia di salvia e cannella.

    Perfetto con il Moscato è un dolce simbolo dell’Oltrepò Pavese, tanto da aver ottenuto la De.Co. nel 2006: la torta di mandorle, o – nel dialetto locale – “Ra turta d’armandor”. Le sue origini risalgono al X secolo quando i Saraceni invasero queste terre e piantarono numerosi mandorli, e storia vuole che la torta di mandorle fosse protagonista dei banchetti dei Malaspina, i Signori di Varzi che annoverarono, tra i loro ospiti, nomi illustri come Dante Alighieri e l’Imperatore Federico Barbarossa. Dalle corti dei nobili alle cucine dei giorni nostri, ricetta e tradizione sono rimaste invariate: preparata con farina, zucchero, uova, burro e qualche goccia di limone, la torta di mandorle non si deve tagliare con il coltello, ma…và rotta con un energico pugno!

    La torta di mandorle si può trovare nelle Botteghe del Vino di Torrevilla, insieme ad un’accurata selezione di prelibatezze gastronomiche e specialità tipiche del territorio, risultato della collaborazione che l’Associazione di Viticoltori porta avanti da anni con i piccoli produttori locali: dal miele biologico alla Mostarda di Voghera, passando dal salame crudo di Varzi D.O.P., fino ai dolci tipici, come, oltre alla torta di mandorle, i Baci di Godiasco, i Brasadè e le Ciambelle dell’Oltrepò Pavese.

    Tutti i vini Torrevilla e le produzioni gastronomiche dell’Oltrepò sono disponibili nelle Botteghe del Vino a Codevilla e Torrazza Coste e si possono ricevere direttamente a casa grazie al servizio di consegna a domicilio, attivo in tutta Italia. Per info: https://www.torrevilla.it/

     

    TORREVILLA è l’associazione di viticoltori punto di riferimento per la viticoltura oltrepadana da 114 anni. Riunisce 200 vignaioli che ogni giorno, con fatica e dedizione, si dedicano alla coltivazione della vite su oltre 600 ettari di terreno sparsi su nove comuni lombardi. Tra le più dinamiche realtà dell’Oltrepò Pavese vitivinicolo (circa 50.000 quintali di uve lavorate ogni anno e una produzione annua attorno ai 2.500.000 di bottiglie), Torrevilla rivendica con orgoglio il suo profondo legame con il territorio, la secolare esperienza tramandata di padre in figlio, e la voglia di guardare al futuro investendo in tecnologie e collaborazioni che rendano la viticoltura sempre più efficiente e sostenibile.

  • AL VIA LA STAGIONE DEL GELATO ARTIGIANALE 2021 IL 24 MARZO SI CELEBRA IL GELATO DAY

    22 marzo 2021Il 24 marzo si festeggia il Gelato Day! Unica giornata cui il Parlamento Europeo abbia mai dedicato a un alimento, la Giornata Europea del Gelato Artigianale, nata per promuovere l’arte gelatiera e giunta quest’anno alla sua nona edizione, saluta la Primavera inaugurando ufficialmente la stagione 2021 del gelato artigianale. E se in Italia, come in molti altri Paesi d’Europa, non sarà possibile recarsi fisicamente in gelateria, ci si potrà comunque concedere direttamente da casa il piacere di un cono o di una coppetta e celebrare questa golosa ricorrenza che vuole valorizzare e sostenere una delle eccellenze gastronomiche più amate nel mondo, nonché la maestria e il sapere degli artigiani del gelato.

    Come spiega infatti il Presidente di Artglace Marco Miquel Sirvent: «Dal 2013 ogni 24 marzo si celebra il Gelato Artigianale nell’unica Giornata Europea dedicata a un prodotto di origine alimentare. Questo riconoscimento è stato ottenuto grazie all’impegno e alla passione dei gelatieri di Artglace, e, mossi da questa stessa passione, nonostante le difficoltà di molte gelaterie ad aprire per il 24 marzo, abbiamo aguzzato la nostra creatività per trovare il modo di festeggiare insieme. Numerose sono state le singole iniziative intraprese in questi otto anni per valorizzare il Gelato Artigianale, spesso con grandi risvolti benefici. Nel 2021, in occasione della sua nona celebrazione, il Gelato Day si fa virtuale per consentire a tutti, gelatieri e amanti del gelato, di festeggiare insieme: distanti ma uniti».

    DELIVERY. Dopo uno 2020 di lockdown che ha purtroppo colto impreparati molti gelatieri (e non solo), l’intera filiera si è reinventata e ha trovato nuove strade per arrivare a casa degli italiani. Proprio il delivery sarà il protagonista del nuovo appuntamento con il Gelato Day grazie a Deliveroo, la piattaforma leader dell’online food delivery. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a una vera e propria impennata del delivery nel nostro Paese, dettata dalle misure straordinarie prese dal Governo per contenere l’emergenza sanitaria. Dall’ultimo report dell’Osservatorio “Gelato-Delivery”, nato dalla collaborazione tra Deliveroo e Sistema Gelato – leader nella consulenza strategica alla filiera del gelato –, nel 2020 c’è stata una crescita del 113% rispetto al 2019, non soltanto nei mesi più caldi, ma anche fuori stagione: il boom di ordini si è riscontrato infatti tra settembre e novembre 2020. Un dato che non sorprende, se si considera che moltissime gelaterie si sono affidate al servizio di delivery, con una crescita del +60% rispetto allo scorso anno.

    «Il gelato è stata la rivelazione dell’ultimo anno per Deliveroo – ha raccontato Matteo Sarzana, General Manager Deliveroo Italia. È stato il cibo i cui ordini sono aumentati di più nel corso del primo lockdown. A dimostrazione di come il nostro servizio sia stato non solo essenziale per ristoranti e clienti, ma anche capace di regalare momenti di normalità e dolcezza in una fase difficile. Vogliamo continuare a sostenere la filiera del gelato artigianale, attraverso un servizio che rappresenta un canale di fatturato parallelo e incrementale e che, in occasione della pandemia, è stato una vera e propria ancora di salvezza».

    MANTECADO. Ma cosa ordinare grazie alla consegna a domicilio? Tutti potranno finalmente assaggiare la novità di quest’anno, il “Mantecado” il Gusto dell’Anno scelto dalla Spagna: una crema antica alla vaniglia, variegata con salsa d’arance e decorata con scaglie di cioccolato fondente – proposto nella sua ricetta originale o nelle creative varianti dei mastri gelatieri in tutta Italia che aderiscono al Gelato Day.

    Qualche esempio? Dalla provincia di Salerno, nel comune di Ascea, Silvia Chirico della Tenuta Chirico preparerà il Mantecado utilizzando il latte di bufala, ottenuto proprio dalle bufale di razza mediterranea dei propri allevamenti. Non soltanto coni e coppette per Domenico Belmonte della Gelateria Artigianale L’Ancora di Santa Maria di Castellabate, che proporrà anche la torta semifreddo al Mantecado e delle praline di gelato Mantecado coperte di cioccolato fondente. Un’altra variante è quella ideata da Candida Pelizzoli dell’associazione Maestri della Gelateria Italianache, al gelato Mantecado nella sua ricetta originale, affiancherà anche una versione calda.

    A Milano, da Gusto17, tra le gelaterie partner di Deliveroo e che più ha lavorato grazie al delivery, le interpretazioni sono nelle mani degli stessi clienti, che periodicamente hanno la possibilità di creare il proprio gusto – il “gusto 17”. In occasione del Gelato Day, il “gusto 17” sarà proprio il “Mantecado”, ma – siamo certi – non tarderanno ad arrivare le proposte di rivisitazione dei clienti più creativi. Sempre da Milano arriva un’altra originale proposta che coniuga i sapori spagnoli a una tradizione tutta italiana: dalla Premiata Cremeria Rossi, partner di Deliveroo, sarà infatti possibile ordinare il “Mantecado” in abbinamento alla classica brioche siciliana.

    IL GELATO DAY VOLA SUI SOCIAL. Per chi fosse curioso di scoprire come si prepara il gelato artigianale, tra le novità del 2021 c’è il nuovo canale YouTube del Gelato Day, che va ad affiancarsi alle pagine ufficiali della Giornata su Facebook e Instagram. Numerosi i video realizzati dai mastri gelatieri da tutta Europa, che stanno partecipando al video contest indetto da Artglace per guadagnarsi un posto per partecipare alle celebrazioni della decima Giornata Europea del Gelato Artigianale al Parlamento Europeo nel 2022. Un’occasione unica per entrare nei laboratori degli artigiani del gelato del Vecchio Continente e scoprire tutta l’esperienza e la creatività che si nascondono dietro un buon gelato artigianale.

    E per celebrare la Giornata, distanti ma uniti, non resta che gustare coni e coppette condividendo questo momento di dolcezza sui social con l’hashtag #GelatoDay.

     

     

    Tutte le informazioni sulla nona edizione del Gelato Day sono disponibili sul sito www.gelato-day.com e sulle pagine ufficiali del Gelato Day su Facebook(@24MarzoEuropeanGelatoDay) e Instagram (@Gelato_Day).

    La Giornata Europea del Gelato Artigianale nasce da un’idea di Longarone Fiere e Artglace e l’edizione 2021 vede come partner ACOMAG – Associazione Nazionale Costruttori Macchine Arredamenti Attrezzature per Gelato, Associazione Italiana Gelatieri, CNA, Comitato Gelatieri Campani, Confartigianato, Conpait Gelato – Confederazione Pasticceri Italiani, Federazione Italiana Gelatieri, G.A. – Comitato Nazionale per la Difesa e la Diffusione del Gelato Artigianale e di produzione propria, G.A.T. – Gelatieri Artigianali del Triveneto, Maestri della Gelateria Italiana, Ilgelatoartigianale.info, SIGEP – Salone Internazionale di Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè di Italian Exhibition Group.

    Ideatori e partner invitano tutte le gelaterie d’Italia e d’Europa ad aderire all’edizione 2021 del Gelato Day registrandosi sul sito www.gelato-day.com e segnalando tutte le iniziative in programma per la giornata più golosa dell’anno.

     

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    La Giornata Europea del Gelato Artigianale è l’unica giornata che il Parlamento Europeo abbia finora dedicato ad un alimento. Celebrata il 24 marzo di ogni anno in tutti i Paesi europei, con eventi, incontri ed iniziative volti a diffondere la cultura del gelato artigianale, quella del “Gelato Day” è un’occasione unica per contribuire alla valorizzazione di questo prodotto, alla promozione del sapere artigiano e allo sviluppo della tradizione gastronomica del settore. Peculiarità del “Gelato Day” è il “Gusto dell’Anno”, scelto ogni anno da uno dei Paesi aderenti: per la nona edizione del Gelato Day del 24 marzo 2021 sarà il “Mantecado”, crema antica alla vaniglia con salsa d’arance, variegato con scaglie di cioccolato fondente, scelto dalla Spagna.

  • Exploit di avocado, mandorle e semi, e stop dello zenzero: la classifica degli ingredienti benefici nel carrello dell’Osservatorio Immagino

    È ancora la mandorla la regina dei prodotti benefici più venduti in Italia, ma è boom per l’avocadoe crescono in maniera generalizzata i semi. Sono questi i dati più significativi che emergono dalla classifica dei prodotti/ingredienti benefici stilata nell’ottava edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy.

    Nei 12 mesi le vendite di mandorle e dei prodotti che le contengono, evidenziandolo in etichetta, sono aumentate di +4,7%. Questo prezioso superfrutto si conferma il prodotto benefico più utilizzato e continua ad essere inserito dall’Industria come ingrediente in un numero sempre maggiore di prodotti, in particolare nei gelati, nelle fette biscottate e nelle bevande, ma è anche aumentato l’assortimento nella frutta secca sgusciata.

    Sarà la voglia di esotico o il successo del guacamole, fatto sta che si registra un vero e proprio exploit dell’avocado il cui sell-out è aumentato di +115,2% grazie sia alle vendite del frutto sia al suo crescente uso in salse e sughi.

    La “famiglia” di ingredienti benefici più performante è quella dei semi, capitanata dai semi di zucca(+42,6%), trainati da fette biscottate, pesce panato surgelato e yogurt bicompartimentale. A seguire: semi di sesamo (+33,8%), sempre più usati in panini e cracker, semi di chia (+22,2%) presenti nelle basi per la pasta sfoglia, nei biscotti e nei cracker, e semi di lino (+13,5%), utilizzati in fette biscottate e cracker. Mentre a latte fermentato/kefir e panetti croccanti si deve il +4,0% nel sell-out dei semi di canapa.

    Battuta d’arresto invece per la zenzero-mania. Dopo anni di crescita a due cifre, ora il paniere dei prodotti contenenti zenzero vede scendere le vendite di -2,7%, a causa della frenata di zuppe, succhi freschi e yogurt funzionali. In sofferenza anche un altro superfood, la curcuma (-4,4%), sempre a causa della frenata dei piatti pronti e degli yogurt funzionali.

    La classifica completa degli ingredienti benefici dell’ottava edizione dell’Osservatorio Immagino è scaricabile gratuitamente dal sito osservatorioimmagino.it.

  • Ripartire da un progetto comune: la Campagna Associativa del Seminario Veronelli

    È nei momenti più difficili che la vicinanza, la condivisione e l’agire comune dimostrano tutta la loro forza, consentendo ai singoli di confrontarsi, di unire le idee e i punti di vista per trovare soluzioni, per individuare nuove possibilità, per compiere, insieme, dei passi in avanti. Ogni percorso collettivo, grande o piccolo che sia, rappresenta in questo senso un’opportunità preziosa, un terreno fertile e un importante spazio di progettualità.

    Nel pieno della pandemia e della crisi che ha colpito in modo particolarmente grave tanto il settore agroalimentare quanto la ristorazione e il mondo della cultura, è su questo valore dell’essere associazione, cioè patrimonio comune e laboratorio di relazioni, che il Seminario Permanente Luigi Veronelli ha deciso di concentrare le energie nel 2021, a trentacinque anni esatti dalla costituzione ad opera di Luigi Veronelli, il massimo degustatore del Novecento e padre della critica gastronomica italiana.

    La campagna associativa 2021, che si svolge proprio in questi mesi cruciali, è, perciò, un invito alla partecipazione rivolto a tutti coloro che vedono nel cibo e nel vino elementi culturali imprescindibili per la costruzione del mondo di domani.

    Nel Seminario Veronelli l’obiettivo di condividere il sapere in ambito agricolo e alimentare si concretizza in quattro ambiti di attività – sintetizzati dalle parole chiave degustareformareapprofondire e condividere – che vedono l’Associazione impegnata su più fronti, con progetti che invitano ad “accendere” sensibilità e pensiero critico. Diventare Socio del Seminario Veronelli significa sostenere il pensiero veronelliano, dare futuro a una prospettiva originale di pensare e di vivere la cultura gastronomica, significa essere costantemente aggiornato sui progetti, sulle pubblicazioni e sulle attività dell’Associazione, oltre a godere di alcuni servizi e vantaggi.

    Sospesi gli eventi culturali e le attività formative in presenza, il Seminario Veronelli nell’ultimo anno ha concentrato le proprie energie sul fronte editoriale: la Guida Oro I Vini di Veronelli 2021, innanzitutto, puntualmente pubblicata in ottobre, che ha rinnovato con contenuti inediti un percorso di oltre mezzo secolo al fianco di appassionati e operatori. A questo si affianca una costante opera di informazione e approfondimento attraverso i canali web, con contributi di autorevoli autori e molteplici aree disciplinari.

    In effetti, la promozione delle eccellenze enologiche italiane passa, oggi più che mai, anche attraverso gli strumenti digitali: ecco, dunque, la nuova applicazione in lingua inglese Veronelli’s Gold Guide to Italian Wines, versione essenziale della Guida Veronelli riservata ai mercati esteri e totalmente gratuita, a sostegno dei vini italiani nel mondo.

    I Soci SV costituiscono una vera e propria comunità aperta del cibo e del vino “secondo Veronelli” che raccoglie attorno a sé appassionati, cultori della gastronomia ma anche aziende e professionisti dei settori vitivinicolo, agroalimentare e della ristorazione.

    Per maggiori informazioni e per aderire seminarioveronelli.com/mi-associo

  • Make-A-Wish Italia realizza il desiderio della piccola Margherita

    La storia di Make-A-Wish® Italia, la Onlus con sede a Genova che dal 2004 realizza i desideri di bambini e ragazzi affetti da gravi patologie, è fatta di incontri speciali. È curioso, e denso di significato, che il percorso dei volontari dell’Associazione abbia incrociato ‒ per la seconda volta ‒ quello della famiglia di Elena e Andrea. Nel 2016 la protagonista era stata Matilde, la primogenita, che desiderava una nuova cameretta: i genitori, entusiasti dell’esperienza indimenticabile, hanno scelto di rivolgersi di nuovo alla Onlus per la piccola Margherita.

    Margherita ha quattro anni e, come sua sorella maggiore, soffre della sindrome PIG-N, malattia estremamente rara che rende difficili le attività più semplici e quotidiane, come respirare, parlare, muoversi e mangiare. Anche se ancora piccolissima, Margherita ha già affrontato numerosi interventi e percorsi di cura, ma non ha mai perso il suo sorriso. Nonostante le difficoltà imposte dalla malattia, ha trovato e trova sempre il modo di esprimere i suoi bisogni, le sue necessità, la sua personalità e, naturalmente, i suoi desideri.

    Durante un soggiorno in montagna, in un parco giochi un’altalena attira subito la sua attenzione e i suoi occhi vispi. Con l’aiuto della mamma e della tata, riesce a salirci e… scatta la magia! Un grande sorriso le dipinge il volto: sono momenti emozionanti. Per questo motivo, i genitori di Margherita decidono di rivolgersi a Make-A-Wish® per realizzare il suo desiderio: avere un’altalena tutta sua, adatta alle sue esigenze, nel giardino di casa, dove poter dondolare e sognare liberamente.

    Così la macchina dell’Associazione si è subito attivata e, grazie al fondamentale supporto di Tenderly ‒ che ha deciso di sostenere il desiderio di Margherita e quello di tanti altri bambini e ragazzi ‒ in una sola giornata il giardino di casa è stato allestito con una moltitudine di palloncini colorati e, in un clima di festa e commozione generale, Margherita ha potuto vedere il suo sogno trasformarsi in realtà.

    L’atmosfera che si è creata quel giorno ha riempito il cuore di tutti, da quello di Elena e Andrea, che da sempre hanno riempito la loro casa di gioia, colori e rumore, a quello dei volontari, come Ileana, che ha seguito il Wish Child con i colleghi Paolo, Christian e Chiara, e che ha raccontato: «Essere presente a quella giornata è stato, oltre che un onore, una conferma della forza che guida questa famiglia e lo splendore di queste due bambine. Sono molto felice di essere stata una piccola parte di questo grande progetto».

    «Il nostro percorso con Make-A-Wish è stata magia pura – conferma mamma Elena con le sue parole toccanti – Il momento più emozionante della giornata penso che sia la giornata, tutta, dall’inizio alla fine, l’attesa, le prime telefonate, da quando abbiamo iniziato a scrivere a Make-A-Wish… Poter uscire ogni giorno o affacciarci alla finestra e vedere che il desiderio di nostra figlia è stato realizzato è un impatto emotivo importante e lo porteremo sempre nel cuore».

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    Make-A-Wish® Italia è un’organizzazione no profit nata nel 2004 che realizza desideri di bambini e ragazzi tra i 3 e i 17 anni d’età affetti da gravi patologie. Il valore di un desiderio è enorme: un sogno esaudito fa capire che nulla è impossibile, e ha il potere di migliorare la qualità della loro vita. Infatti, specifiche ricerche hanno dimostrato che le emozioni positive che ne derivano, generano concreti benefici per i bambini malati e le loro famiglie: l’89% dei bambini diventa emotivamente più forte, l’81% dei genitori afferma che i bambini affrontano meglio le terapie e il 98% delle famiglie torna a sentirsi di nuovo una “famiglia normale” (Fonte: Wish Impact Study Result, March 2011 – MAW America). A conferma della sua serietà e affidabilità, destina una percentuale altissima delle proprie spese alla Missione (79% nel 2019). Make-A-Wish® Italia è affiliata a Make-A-Wish®International – una delle organizzazioni benefiche più note al mondo presente in 50 Paesi, con 40 affiliate, 45.000 volontari e 500.000 desideri realizzati.

    http://www.makeawish.it

  • AL VIA IL COUNTDOWN PER LA NONA EDIZIONE DEL GELATO DAY

    IN ATTESA DEL 24 MARZO, APPUNTAMENTO A SIGEP EXP, UN NUOVO CANALE YOUTUBE E UN CONCORSO CHE FARÀ ENTRARE NEI LABORATORI DEI MAESTRI GELATIERI DI TUTTA EUROPA.

    La stagione del gelato artigianale è ormai alle porte: il 24 marzo si festeggia la Giornata Europea del Gelato Artigianale, giunta ad una nona edizione che si preannuncia ricchissima di novità. Nell’ultimo anno l’intera filiera ha infatti mostrato la volontà di ripartire e non arrendersi davanti alle difficoltà del periodo e con grande creatività e spirito di iniziativa ha cercato e trovato strade alternative, ma altrettanto efficaci, per continuare a promuovere l’arte gelatiera nel mondo.

    E così ecco che, in attesa di celebrare il Gelato Day con un cono o una coppetta di “Mantecado” – il Gusto dell’Anno scelto dalla Spagna –, i golosi di tutto il mondo potranno scoprire di più su questa eccellenza gastronomica, a cui l’Unione Europea ha dedicato una Giornata, e persino entrare nei laboratori dei migliori gelatieri d’Europa. Tra le novità dell’edizione numero 9 del Gelato Day c’è infatti l’appuntamento, tutto digitale, a Sigep Exp, l’inaugurazione di nuovo canale YouTube e un concorso che metterà alla prova maestria e creatività degli artigiani del gelato del Vecchio Continente.

    SIGEP EXP. Dopo la decisione di rimandare al prossimo anno (22-26 gennaio 2022) l’edizione fisica di SIGEP – il Salone Internazionale di Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè di Italian Exhibition Group –, nasce “Sigep EXP – The Digital Experience”, una versione completamente virtuale e rinnovata del più importante appuntamento professionale dedicato al mondo del fuori casa dolce. In programma dal 15 al 17 marzo, coinvolgerà la community di professionisti e imprese della gelateria, pasticceria, panificazione artigianali e caffè in un fitto palinsesto di incontri, talk, eventi e laboratori. In questa versione digitale della manifestazione non poteva certo mancare il Gelato Day, che avrà una sua pagina dedicata in cui i visitatori potranno accedere a numerose news sul gelato artigianale e sulla Giornata del 24 marzo. Ma non solo: in programma anche un laboratorio che guiderà professionisti e appassionati nella preparazione del gelato al gusto Mantecado, nell’ambito del Sigep Lab, un vero e proprio centro di produzione di idee e tecniche, dove la formazione professionale è protagonista con corsi, show cooking e dimostrazioni. L’appuntamento è per martedì 16 marzo alle 15.00 con il docente di CAST Alimenti Ciro Fraddanno, accompagnato dal Presidente di Artglace Marco Miquel Sirvent, il Vicepresidente di Artglace Domenico Belmonte, l’artigiana Silvia Chirico di Tenuta Chirico, noto caseificio di Ascea ora anche agrigelateria, e la biologa nutrizionista Marianna Rizzo, esperta di educazione alimentare e dieta mediterranea, che approfondirà gli aspetti nutrizionali del gusto Mantecado e spiegherà come il gelato possa anche avere una funzione salutistica.

    VIDEO CONTEST PER GELATIERI D’EUROPA. Tutto digitale anche il video contest indetto da Artglace che darà ai gelatieri europei la possibilità di guadagnarsi un posto per partecipare alle celebrazioni della decima Giornata Europea del Gelato Artigianale al Parlamento Europeo nel 2022. Ogni gelatiere dovrà realizzare un breve video di 90 secondi in cui mostra la preparazione del Mantecado, seguendo la ricetta ufficiale. I video potranno essere inviati fino al 30 giugno e saranno giudicati da una giuria di esperti che valuterà originalità della presentazione, qualità del video, illustrazione del processo produttivo del gusto, estetica e decorazione della vaschetta (regolamento completo sul sito www.gelato-day.com). Non solo: i video in gara saranno anche pubblicati sui social e gli altri canali online del Gelato Day, dando la possibilità a tutti i golosi del mondo di entrare nei laboratori e scoprire tutto il lavoro, la maestria e la creatività che stanno dietro ad una vaschetta di gelato artigianale.

    CANALE YOUTUBE. Sono proprio i video partecipanti al concorso i primi a popolare il nuovo canale YouTube del Gelato Day, che va ad affiancarsi alle pagine ufficiali della Giornata su Facebook e Instagram. Se una delle domande più frequenti, quando si parla di gelato, è sempre stata «Come realizzare il gelato artigianale perfetto?», il canale YouTube svelerà tutti i segreti, non solo ai professionisti del settore, ma anche e soprattutto agli appassionati, che potranno scoprire come si prepara un gelato, quanto lavoro richiede, quali capacità sono richieste per produrre uno dei prodotti gastronomici più amati, quante dosi di fantasia ed estro e quanta di tradizione accompagnano da decenni la sapiente arte gelatiera nel nostro Paese e in tutto il mondo.

    Il calendario di appuntamenti e incontri digitali rappresenta solo una parte delle celebrazioni del Gelato Day. Se il periodo resta incerto, condividere lo spirito di questa golosa Giornata è sempre possibile, per tutti, gustando un buon gelato in gelateria o direttamente da casa, grazie al servizio di delivery.

     

    Tutte le informazioni sulla nona edizione del Gelato Day sono disponibili sul sito www.gelato-day.com e sulle pagine ufficiali del Gelato Day su Facebook (@24MarzoEuropeanGelatoDay) e Instagram (@Gelato_Day).

    La Giornata Europea del Gelato Artigianale nasce da un’idea di Longarone Fiere e Artglace e l’edizione 2021 vede come partner ACOMAG – Associazione Nazionale Costruttori Macchine Arredamenti Attrezzature per Gelato, Associazione Italiana Gelatieri, CNA, Comitato Gelatieri Campani, Confartigianato, Conpait Gelato – Confederazione Pasticceri Italiani, Federazione Italiana Gelatieri, G.A. – Comitato Nazionale per la Difesa e la Diffusione del Gelato Artigianale e di produzione propria, G.A.T. – Gelatieri Artigianali del Triveneto, Maestri della Gelateria Italiana, Ilgelatoartigianale.info, SIGEP – Salone Internazionale di Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè di Italian Exhibition Group.

    Ideatori e partner invitano tutte le gelaterie d’Italia e d’Europa ad aderire all’edizione 2021 del Gelato Day registrandosi sul sito www.gelato-day.com e segnalando tutte le iniziative in programma per la giornata più golosa dell’anno.

     

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    La Giornata Europea del Gelato Artigianale è l’unica giornata che il Parlamento Europeo abbia finora dedicato ad un alimento. Celebrata il 24 marzo di ogni anno in tutti i Paesi europei, con eventi, incontri ed iniziative volti a diffondere la cultura del gelato artigianale, quella del “Gelato Day” è un’occasione unica per contribuire alla valorizzazione di questo prodotto, alla promozione del sapere artigiano e allo sviluppo della tradizione gastronomica del settore. Peculiarità del “Gelato Day” è il “Gusto dell’Anno”, scelto ogni anno da uno dei Paesi aderenti: per la nona edizione del Gelato Day del 24 marzo 2021 sarà il “Mantecado”, crema antica alla vaniglia con salsa d’arance, variegato con scaglie di cioccolato fondente, scelto dalla Spagna.

    www.gelato-day.com

     

    Materiali stampa e immagini sono disponibili al link Google Drive:
    https://drive.google.com/drive/folders/1vRIW8Mp6Agu_TbTHTBcgROSKpqsR8-EM

  • ORTICOLARIO CELEBRA LA PRIMAVERA REGALANDO ESPERIENZE E SOSTENENDO LA CULTURA E IL SOCIALE

    L’evento culturale con finalità benefiche promuove la Lotteria di Primavera e mette in palio 20 premi esperienziali. L’intero ricavato sarà devoluto al Fondo Amici di Orticolario che consente di realizzare progetti culturali e sociali. I biglietti sono in vendita fino al 30 aprile, l’estrazione si svolge il 10 maggio.

    Orticolario omaggia l’arrivo della stagione primaverile in modo concreto, tangibile. Come? Promuovendo la Lotteria di Primavera, il cui intero ricavato sarà devoluto al Fondo Amici di Orticolario che permette di realizzare progetti culturali e sociali. I 20 premi in palio sono tutti esperienziali e sono suddivisi in tre categorie “Giardinieri”, “Avventurieri”, “Buongustai”: da soggiorni in strutture esclusive a tour privati nei giardini delle ville sul Lago, fino a esperienze “dietro le quinte”.

    PER LA CULTURA E IL SOCIALE. I contributi raccolti hanno un duplice valore e consentono da una parte di supportare Orticolario e la versione digitale Orticolario “The Origin”, per la promozione della cultura del paesaggio e la valorizzazione del territorio; dall’altra, di sostenere i progetti con scopo sociale di cinque associazioni che operano sul territorio lariano e collaborano attivamente alla realizzazione dell’evento, quali Abio Como onlus, Associazione Volontari di P.S. Croce Azzurra ODV, Gruppi di Volontariato Vincenziano, Cooperativa Sociale Sim-patia e Società Cooperativa Sociale “Il Sorriso” onlus.

    Dalla sua creazione il Fondo Amici di Orticolario, istituito presso la Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, raccoglie tutte le donazioni destinate allo sviluppo di piccoli e grandi progetti. Ecco qualche numero: durante l’edizione 2019, grazie alle varie iniziative charity, sono stati raccolti complessivamente 23.600 euro, destinati alle cinque associazioni comasche menzionate.

    “Mi piace molto l’approccio del Fondo Amici di Orticolario, trovo interessante infatti che alle associazioni vengano richieste la partecipazione durante l’evento e la proposta di un progetto concreto da realizzare sul territorio con i fondi ricevuti – commenta Nicoletta Perlasca Viganò, volontaria e membro del consiglio di amministrazione di due associazioni, Abio Como onlus e Cooperativa Sociale Simpatia.

    Non è una semplice elargizione di denaro, ma è espressione di condivisione e coinvolgimento, un modo di valorizzare i volontari e di farli sentire parte attiva della manifestazione. E per le associazioni del territorio si tratta di un importante valore aggiunto”.

    COME PARTECIPARE. I biglietti della Lotteria di Primavera, realizzata con il contributo del Comune di Cernobbio, nonostante le ultime restrizioni causate dall’emergenza sanitaria, possono essere acquistati fino al 30 aprile presso le attività commerciali convenzionate con Orticolario, presenti sul territorio provinciale comasco e attive in modalità differenti (servizio asporto, delivery, etc…). Sono emessi 5.000 biglietti, il costo è di 10 euro cadauno. L’estrazione avverrà il 10 maggio alle ore 18.30 presso Villa Bernasconi alla presenza del sindaco di Cernobbio e sarà trasmessa in diretta sui canali social di Orticolario.

    Regolamento, elenco dettagliato dei premi e punti vendita: https://orticolario.it/lotteria-di-primavera/.

    I 20 PREMI ESPERIENZIALI IN PALIO

    Ecco l’elenco dettagliato dei premi in palio:

    1° “METTI, UNA SERA IN UNA CASA CHE PARLA”

    Categoria: Avventurieri
    Dopocena esclusivo per due persone a Villa Bernasconi, la Casa che Parla, sede di un innovativo Museo e tra i rari esempi di architettura liberty sul Lago di Como, a Cernobbio (CO). Drink di benvenuto del bistrot “Spazio Anagramma” + tour a porte chiuse del museo tra installazioni interattive + concerto privato per pianoforte a cura della Fondazione “La Società dei Concerti” di Milano.
    Premio offerto da Comune di Cernobbio in collaborazione con Spazio Anagramma e Fondazione La Società dei Concerti.

    2° ”LA CUCCAGNA”

    Categoria: Avventurieri
    Due giorni per due persone nel B&B “Casa Cuccagna” a Fratte Rosa (Pu) nelle Marche, ai margini di un piccolo bosco tra le colline + possibilità di visitare la manifattura artigianale “Terrecotte Giombi”. Premio offerto da Alida Carcano.

    3° ”IL BARONE RAMPANTE”

    Categoria: Avventurieri
    Una notte + Prima colazione + Aperitivo di benvenuto per due persone nella casa sull’albero “Il sogno di Paolina”, dotata di tutti i comfort, in un giardino a Como. Premio offerto da Anna Paola Manfredi.

    4° ”CAMERA CON VISTA”

    Categoria: Avventurieri
    Una notte + prima colazione per due persone in una camera o suite di “Le Stanze del Lago Suites” a Como.
    Premio offerto da Barbara Tettamanti.

    5° ”RITORNO AL BOSCO DEI 100 ACRI”

    Categoria: Avventurieri
    Rituale sensoriale di due ore nel bosco bioenergetico di “Tenuta de l’Annunziata” a Uggiate Trevano (CO): esperienza di Forest Therapy, unica in Europa, con massaggio di 50 minuti.
    Premio offerto da famiglia Guffanti-Pezzoli proprietaria di “Tenuta de l’Annunziata”.

    6° “IL DISCORSO DEL RE”

    Categoria: Avventurieri
    Una serata di “teatro a domicilio” con l’attore Marco Ballerini e il suo spettacolo “Che palle la poesia!”: 70 minuti di divertimento assicurati con poesie “ghignose fino alle lacrime”. Premio offerto da Marco Ballerini.

    7° “UN GIORNO SPECIALE”

    Categoria: Avventurieri
    Due Biglietti per Orticolario 2021 a Villa Erba, Cernobbio (CO) + pranzo per due persone nel Ristorante Villa Antica + visita guidata della villa e del parco + Mystery Box “Orticolario”.
    Premio offerto da Orticolario.

    8° ”INVITO A CENA CON GREMBIULE”

    Categoria: Buongustai
    Invito a Cena per quattro persone: prepararla e gustarla al chiaro di luna nel giardino di una corte privata dell’800, a Ponzate (Co), in compagnia di Giorgio Viganò e Moritz Mantero, vicepresidente e presidente di Orticolario + Mystery Box con sorprese dal frutteto e dall’arnia.
    Premio offerto da Giorgio Viganò e Moritz Mantero.

    9° ”VIA COL VENTO”

    Categoria: Avventurieri
    Tour di un’ora per due persone sul Lago di Como nel bacino di Tremezzina, a bordo di una Limousine Boat, con partenza da Bellagio. Con Filippo Barindelli | Barindelli Taxi Boats.
    Premio offerto da Barbara Tettamanti.

    10° ”IL PROFUMO DEL MOSTO SELVATICO”

    Categoria: Buongustai
    Tour per due persone nel “Tenimento la Prella” a Genestrerio (Svizzera), tenuta vinicola della cantina Agriloro + Aperitivo con vista sulla vigna.
    Premio offerto da Alida Carcano.

    11° ”TUTTI I FIORI DEL PRESIDENTE”

    Categoria: Giardinieri
    Tour per due persone con Moritz Mantero, presidente di Orticolario, nel suo giardino a balze affacciato sul lago, a Como, per raccogliere fiori e realizzare un mazzo + Mystery Box sulla balza più alta con sorprese dal frutteto e dall’arnia.
    Premio offerto da Moritz Mantero.

    12° ”PALCOSCENICO”

    Categoria: Avventurieri
    Tour esclusivo per due persone dietro le quinte del Teatro Sociale di Como + rappresentazione a scelta del “Festival Como Città della Musica” a luglio 2021.
    Premio offerto da Teatro Sociale di Como.

    13° “UN AFFARE DI GUSTO”

    Categoria: Buongustai
    Esperienza multisensoriale per due persone nella preparazione di piatti a base di fiori ed erbe selvatiche insieme allo Chef di “Gastronomia Botanica Bistrot PioppoTremulo” di Seregno (Mb) + pranzo o cena.
    Premio offerto da Azienda Agricola PioppoTremulo.

    14° “UN’OTTIMA ANNATA”

    Categoria: Buongustai
    Degustazione di vini per due persone con un sommelier professionista sul terrazzo- giardino di un attico privato a Cernobbio + light Lunch.
    Premio offerto da due amici di Orticolario.

    15° ”A SPASSO CON ANDREA”

    Categoria: Giardinieri
    Tour esclusivo per due persone nel parco storico di Villa Carlotta, a Tremezzina (Co), con l’agronomo Andrea Tantardini, alla scoperta di segreti botanici e storici, tra alberi di pregio e monumentali + cadeaux offerto da Villa Carlotta.
    Premio offerto da Villa Carlotta in collaborazione con il dottore agronomo Andrea Tantardini.

    16° ”APERITIVO OPERATIVO”

    Categoria: Giardinieri
    Tour esclusivo per due persone nel parco di Villa del Grumello, a Como, con il suo curatore Vittorio Peretto | Hortensia, alla scoperta di fioriture e segreti + aperitivo vista lago a cura di Federica Camperi | Incomincia per C.
    Premio offerto da Vittorio Peretto e Federica Camperi, in collaborazione con Villa del Grumello.

    17° ”A SPASSO CON RITA”

    Categoria: Giardinieri
    Tour di 90 minuti (per un massimo di 4 persone) nei giardini di Villa Melzi d’Eril a Bellagio (Co) con Rita Annunziata, guida ufficiale.
    Premio offerto da Rita Annunziata in collaborazione con Villa Melzi d’Eril.

    18° ”DENTRO LA NOTIZIA”

    Categoria: Avventurieri
    Giornata per due persone nella redazione di “Edizioni Laboratorio Verde”, casa editrice milanese specializzata in prodotti editoriali per la filiera verde, alla scoperta del lavoro giornalistico: partecipare alla riunione di redazione, conoscere come nascono le riviste, come si cercano le notizie, come s’imposta la grafica di una pagina.
    Premio offerto da Francesco Tozzi, direttore editoriale di Edizioni Laboratorio Verde.

    19° “L’ATELIER”

    Categoria: Avventurieri
    Laboratorio di due ore per due persone con la ceramic designer Agnes Duerrschnabel nel suo atelier di Como: creazione di un vaso per piante aromatiche, in terracotta o terraglia nera.
    Premio offerto da Agnes Duerrschnabel.

    20° “FIORI, AMORE E FANTASIA”

    Categoria: Giardinieri
    Laboratorio di mezza giornata per due persone con Corrado Maspes | Maspes Piante e Fiori Como: realizzazione di un allestimento o di una composizione floreale, imparando tecniche creative e di manutenzione.
    Premio offerto da Maspes Piante e Fiori.

    ***

    NOTE ORTICOLARIO

    Orticolario, giunto alla dodicesima edizione, è l’evento culturale dedicato a chi vive la natura come stile di vita. Teatro della manifestazione è il parco botanico di Villa Erba a Cernobbio (CO), dimora ottocentesca affacciata sulle sponde del Lago di Como, residenza estiva del regista Luchino Visconti. Tratto distintivo dell’evento è la proposta di giardini tematici e installazioni artistiche ispirati al tema dell’anno, tra i quali spiccano le realizzazioni dei selezionati al concorso internazionale “Spazi Creativi”. Titolo dell’edizione 2020 e 2021 è “Ipnotica”, il tema è la “Seduzione”, mentre la pianta protagonista è l’Acero. La manifestazione, che nel 2019 ha sfiorato la soglia dei 30.000 visitatori, è arricchita da un’ampia offerta di piante rare, insolite e da collezione, artigianato artistico e design con più di 290 espositori rigorosamente selezionati, da un fitto calendario di incontri e da numerosi laboratori didattico-creativi per i bambini, oltre a performance, proiezioni di film nelle segrete della Villa Antica e show floreali. Al centro della rassegna, l’arte, capace di andare oltre e di abbattere i confini tra interno ed esterno. Durante i tre giorni di evento e per tutto il resto dell’anno vengono raccolti contributi per il Fondo Amici di Orticolario, che sostiene progetti per la promozione della cultura del paesaggio e per cinque associazioni benefiche del territorio.

    NOTE ORTICOLARIO “THE ORIGIN”

    Nel 2020, causa emergenza sanitaria, l’evento è diventato Orticolario “The Origin”: una nuova forma, virtuale e continuativa, ma sempre e comunque una “fucina” di linguaggi, ingegni e talenti, un’esperienza del paesaggio e per il paesaggio. Quindi, Orticolario tutto l’anno, fruibile da ogni parte del mondo da computer e da qualsiasi dispositivo, compresi i visori VR (realtà virtuale). Si tratta della prima e unica piattaforma online culturale-commerciale gratuita, realizzata in un centro espositivo inserito in un parco storico. Sviluppata da Tievent con tecnologia Matterport 3D, grazie a una mappatura sperimentale e pioneristica, consente all’utente di fare un virtual tour 3D in qualsiasi angolo di Villa Erba e del suo parco, di passeggiare davanti al lago e tra alberi secolari, mentre s’incontrano eventi e proposte di vivaisti, artigiani, progettisti. E i numeri da cui il progetto è partito sono più che generosi: dal 2019 il sito web orticolario.it ha registrato circa 460.600 pagine visualizzate, i social (tra Facebook e Instagram) hanno superato i 24.000 follower, il canale YouTube ha ottenuto circa 123.500 visualizzazioni, mentre la newsletter conta oltre 17.700 iscritti. La piattaforma The Origin, dal 15 ottobre, giorno in cui è stata attivata, ha quasi raggiunto le 30.500 visualizzazioni.

    Website: www.orticolario.it

  • Nel carrello della spesa è boom di ialuronico e il cura casa è sempre più green

    L’ottava edizione dell’Osservatorio Immagino individua e misura i trend che stanno cambiando il mondo non alimentare al super. Nel cura casa volano i prodotti “green” (+22,2%), soprattutto “biodegradabili” o in confezioni con meno plastica o con plastica riciclata.
    Nel cura persona boom del claim “ialuronico” (+11,6%).

    Due tendenze prevalenti stanno spingendo le vendite dei prodotti non alimentari nei supermercati e ipermercati italiani: nei prodotti per la cura della persona prosegue il successo del claim “ialuronico”, mentre nel cura casa green l’attenzione si sposta sul packaging e sui materiali a basso impatto ambientale con performance positive per i claim “biodegradabile”, “meno plastica” e “plastica riciclata”. Lo rileva l’ottava edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, realizzato in collaborazione con Nielsen.

    Cura persona

    Se il claim più diffuso resta “dermatologicamente testato” (+1,9% del sell-out), nei prodotti per la cura della persona (oltre 18 mila quelli analizzati dall’Osservatorio Immagino) si mantiene alta la domanda di antiossidanti naturali e l’acido ialuronico continua ad essere l’ingrediente indicato in etichetta che fa registrare il maggior incremento delle vendite anche nell’anno mobile giugno 2019-giugno 2020 con un +11,6%, dopo il +16,6% dell’anno mobile precedente. A trainare il claim “ialuronico” l’espansione dell’offerta (+9,8%), in particolare nei prodotti per la cura e la pulizia del viso donna. In crescita anche i prodotti con il claim “biologico” (+5,1% di vendite dopo il +14,3% dell’anno precedente) per un valore di oltre 72 milioni di euro. Ad aumentare nella cosmesi bio sono soprattutto i disinfettanti, i saponi liquidi, le salviette per i bimbi, i dopo shampoo e i prodotti per la pulizia del viso donna.

    Trend negativi invece per i claim “prodotto in Italia” (-10,4%), “ipoallergenico” (-6,4%), “senza parabeni” (-8,4%), e anche per gli altri quattro claim, che rimandano a un ingrediente, analizzati dall’Osservatorio Immagino: “argan” (-0,6% dopo il +6,3% annuo a giugno 2019), “mandorla” (-0,4%),“karité” (-5,9%) e “avena” (-0,9% dopo il +11,8% dell’anno mobile precedente). A determinare queste flessioni è il calo dell’offerta a discapito di una domanda positiva (Figura 1).

    Cura casa green

    Nel cura casa si fanno spazio i prodotti che indicano in etichetta il loro contributo alla sostenibilità ambientale. L’Osservatorio Immagino rileva che, nell’ultimo anno, questo paniere (quasi 11 mila prodotti) ha registrato un +22,2% del fatturato negli ipermercati e supermercati e +15,5% di offerta a scaffale, arrivando a comprendere quasi 900 prodotti per un giro d’affari di 191 milioni di euro.

    Nella performance di vendita, in testa il claim “meno plastica” che registra un +34,5% del sell-out grazie soprattutto a detersivi per lavatrice e stoviglie e ammorbidenti, dopo il +27,2% dell’anno finito a giugno 2019. Positivo anche il push delle industrie con un incremento dell’offerta del +18,4%. Lo segue “biodegradabile” (+26,6% delle vendite) che è anche il più rappresentativo in termini di numero di prodotti a scaffale (3,9%) e di giro d’affari (oltre 93 milioni di euro), con un aumento dell’offerta di +18,0%. L’incremento del sell-out è legato all’acquisto di piatti e bicchieri usa e getta, sacchetti per la spazzatura e salviettine per la pulizia delle piccole superfici. Ancora un riferimento al packaging per il terzo claim più performante, “plastica riciclata”, il cui fatturato sale di +15,5% grazie, in particolare, a sacchetti per la spazzatura e detersivi per lavastoviglie (Figura 2).

    Per scaricare l’ottava edizione dell’Osservatorio Immagino: osservatorioimmagino.it

    Per rimanere aggiornati e seguirlo sui social: #OsservatorioImmagino

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

  • Da home working a smart working: il lavoro agile che funziona

    A un anno dall’ingresso nel vocabolario quotidiano di parole come “smartworking”, “lavoro agile”, “webinar” e “a distanza”, il mondo del lavoro si interroga sul cambiamento e mette a punto soluzioni agili e concrete. La riflessione ha richiamato imprenditori e professionisti che si sono dati appuntamento sul web venerdì 12 marzo con “I venerdì dello Studio BNC, un appuntamento sempre più frequentato per riflettere su come la capacità di innovare, condividere pensieri e idee possa contribuire a un mondo migliore (per rivedere gli incontri https://www.studiobnc.net/sito/).

    A stimolare la riflessione su come il mondo del lavoro stia cambiando non solo da un punto di vista economico ma anche a livello psicologico e di salute, tra pause, straordinari e buoni pasto è stato Marcello Razzino, Presidente provinciale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro di Bergamo e Consigliere della Camera di Commercio di Bergamo in qualità di Rappresentante delle libere professioni che ha spiegato:

    “La pandemia ha stravolto la nostro consulenza e le aziende si sono affidate a noi non più solo per questioni professionali. Sempre più in questi mesi siamo diventati coach motivazionali, aggiungendo alla sfera tecnica quella psicologica, perché la pandemia ha accelerato tutti i processi in fase di avvio. In particolar modo, l’emergenza ha dato una spinta straordinaria al lavoro in digitale, ma è necessaria una regolamentazione più chiara e trasparente per evitare che uno strumento dalle grandi potenzialità, lo smart working, si riduca al lavoro da casa. Serve un cambio di mentalità e di organizzazione aziendale perché gli effetti incidano positivamente sulla produttività. Lo smart working, ovvero la modalità di lavoro in cui il datore di lavoro e il dipendente definiscono con flessibilità orario e luogo di lavoro è diverso dall’home working, basato sull’idea che il dipendente abbia una postazione fissa in termini di orario e luogo di lavoro e che questa postazione sia casa sua”.  

    Ecco allora alcune indicazioni pratiche su come può funzionare il lavoro “a distanza” sia in termini di salute che di performance lavorativa.

    1. Rispetta il tempo di lavoro e fai le pause. Si parla di diritto alla disconnessione, ovvero diritto alla non reperibilità al di fuori dall’orario lavorativo o concordato con il datore di lavoro. A questo si pensava prima dello scoppio della pandemia e ora il Parlamento Europeo si sta attivando a riguardo;
    2. Dedica al lavoro una postazione adatta: deve essere comoda, funzionale e, preferibilmente, deve essere destinata solo al lavoro. Così come il tempo del lavoro e il tempo personale devono essere separati, anche il luogo di lavoro deve essere ben definito;
    3. Non isolarti: nelle room virtuali ci si può trovare con i colleghi per il caffè e per le pause, non solo per le riunioni. Lavorare a distanza non è una prigionia. Mantieni le abitudini, soprattutto quelle più salutari come l’orario per l’allenamento;
    4. Organizza il tuo lavoro con gli strumenti adatti: Whatsapp è per gli amici o in casi di urgenza per il lavoro, Skype è per i colleghi, le mail sono uno strumento di lavoro tracciabile e professionale, i calendari online permettono di gestire il team.
    5. Virtuale è reale: comportati come se fossi in ufficio, rispetta le stesse regole di educazione, a partire dal salutare i colleghi quando “attacchi” e quando “stacchi”.

    Sono regole generiche che, in attesa di una disciplina specifica per il lavoratore smart, ci permettono di supportare 1 milione e mezzo di aziende da noi gestite e 8 milioni di lavoratori delle aziende italiane che come Consulenti del Lavoro seguiamo. Guardando avanti è evidente quanto sia importante parlare di welfare, innovazione e employee engagement per affiancare imprenditori e dipendenti nella ripresa” – conclude il dott. Razzino.

  • Avis Regionale Lombardia: presentata la campagna “PLASMA, Prezioso più dell’oro”

    PLASMA, Prezioso più dell’oro è il messaggio della nuova campagna di sensibilizzazione alla donazione di plasma, promossa da Avis Regionale Lombardia in collaborazione con Anci Lombardia e Anci Lombardia Salute.

    Una campagna che coinvolge le sedi territoriali di Avis, i Comuni lombardi, le Agenzie di Tutela della Salute (ATS) e le Aziende Socio-Sanitarie Territoriali (ASST) della Lombardia. Obiettivo: creare una maggiore consapevolezza sull’importanza di donazioni sicure e controllate di plasma.

    “Essere donatore ha un valore che va oltre l’emergenza: significa rispondere a un bisogno quotidiano con donazioni sicure e controllate. Qui emerge il ruolo fondamentale di Avis nella raccolta del plasma, un’arma che si è rivelata fondamentale nella lotta al Covid-19, ma che ricopre un ruolo di fondamentale importanza fin da prima dell’emergenza pandemica. I nostri donatori salvano vite ogni giorno proprio grazie alla donazione di plasma: i plasmaderivati infatti sono veri farmaci salvavita usati comunemente sia in terapia intensiva che per la cura di numerose malattie, anche infettive, così come le immunoglobuline rappresentano la nuova frontiera di cura contro virus emergenti. Ci rivolgiamo dunque a tutti coloro che vorrebbero donare il plasma: vi aspettiamo nelle nostre sedi.” spiega Oscar Bianchi, Presidente di Avis Regionale Lombardia.

    Fondamentale il ruolo delle sedi territoriali di Avis che quotidianamente si occupano di verificare i requisiti che attestino le buone condizioni fisiche dei donatori, a tutela del donatore stesso e del paziente trasfuso. Da qui l’idea di realizzare una partnership con Anci Lombardia, l’associazione che riunisce oltre 1.400 comuni lombardi, che si occuperà di coinvolgerli in campagne congiunte con le Avis del territorio.

    “Oggi più che mai la raccolta di plasma riveste un ruolo essenziale per la salute di tutti noi, ecco perché Anci Lombardia si unisce con responsabilità e convinzione all’appello di Avis per sensibilizzare i cittadini a donare. Siamo pronti a trasmettere questo messaggio alle comunità attraverso i nostri Sindaci e Amministratori che sono primario punto di riferimento sui territori. Anci Lombardia si impegna a diffondere e veicolare i contenuti di questa importante iniziativa attraverso una specifica comunicazione a tutti i Comuni lombardi e attraverso tutti i suoi canali di comunicazione ufficiale. In collaborazione con le Avis territoriali siamo pronti a scendere in campo per informare sulla straordinaria opportunità di mettersi al servizio della comunità attraverso la donazione del plasma in totale sicurezza” spiega Giacomo Ghilardi, Vice Presidente Vicario di Anci Lombardia.

    A differenza dei donatori occasionali, i donatori periodici di Avis sono controllati e sottoposti ad accurate visite mediche. Per questi non è necessaria la procedura di “inattivazione virale”, indispensabile per il plasma raccolto in deroga, cosa che accade ad esempio in altre strutture, limitando poi l’utilizzo del plasma così trattato che non può più essere inviato alla produzione industriale di plasmaderivati.

    “L’emergenza di oggi deve far riflettere sulla necessità dell’autosufficienza della raccolta di plasma indipendentemente dall’emergenza sanitaria Covid-19. Quindi, la sensibilizzazione e l’invio di un potenziale donatore ad un’associazione di donatori di sangue, come Avis, anche sulla scorta emotiva dell’emergenza sanitaria, è e deve essere sempre più lo scopo per il bene comune di ogni singolo cittadino che necessiti di cure, oggi e sempre. Perciò è importante che anche gli aspiranti donatori di plasma iperimmune si rivolgano ad Avis, che collabora con le Strutture trasfusionali di riferimento, per garantire, con la massima efficacia, la qualità e sicurezza del plasma raccolto, e affinchè il loro sentiment del dono si trasformi da una risposta ad un bisogno immediato ad una scelta di diventare donatore” dichiara Massimo Giupponi, Presidente di Anci Lombardia Salute, l’Associazione che assicura un collegamento tra le Aziende operanti nel sistema sociosanitario lombardo ed il sistema delle Autonomie Locali per la più alta integrazione dei servizi sanitari con quelli socio-assistenziali.

    “Gran parte del plasma destinato al mercato globale dei plasmaderivati viene oggi raccolto – a pagamento – negli Stati Uniti, che da soli alimentano il 70% del mercato mondiale. Una produzione tuttavia in diminuzione, soprattutto a causa della pandemia: ci si aspetta quindi che a breve sul mercato ci sarà carenza di farmaci plasmaderivati, con un conseguente aumento dei prezzi.

    Anche in Italia, nel 2020, abbiamo assistito ad un calo delle donazioni dopo anni di crescita in linea con gli obiettivi del Piano nazionale. Dobbiamo quindi impegnarci ancora di più nel perseguire l’obiettivo dell’autosufficienza interna, minimizzando il ricorso al mercato, che oggi fornisce fino al 30% dei plasmaderivati necessari al nostro Paese, e sostenendo il significato etico, sanitario ed economico pubblico, non commerciabile, del plasma raccolto tramite donazione volontaria, periodica, responsabile, anonima e gratuita” conclude Dott. Giuseppe Cambiè, Direttore Sanitario Avis Regionale Lombardia.

  • Standard, codici e sistemi condivisi:
alla Milano Digital Week 2021 GS1 Italy svela
il backstage di un mondo più digital e sostenibile

    Città equa e sostenibile: è questo il tema su cui ruota l’edizione 2021 della Milano Digital Week che, dal 17 al 21 marzo, chiama a raccolta istituzioni, aziende, associazioni e cittadini in un grande think tank per ripensare e progettare l’evoluzione del capoluogo lombardo nel prossimo futuro, anche alla luce delle nuove sfide imposte dalla pandemia.

    GS1 Italy ha aderito organizzando il talk “Digital e green: fare bene la spesa è una questione di etichetta”, in programma giovedì 18 marzo dalle 14:30 alle 15:30.

    L’evento, gratuito, targato GS1 Italy ripercorre il contributo che quest’organizzazione non profit fornisce all’evoluzione del paese e alla costruzione di un patto di fiducia tra aziende e consumatori. Con i suoi standard, i più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese, mette a disposizione dei consumatori le informazioni necessarie per fare scelte d’acquisto consapevoli e supporta le aziende nell’adottare la rivoluzione digitale, in modo più semplice e veloce, diventando più efficienti e sostenibili.

    I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR e i servizi di GS1 Italy semplificano e accelerano la trasformazione digitale delle aziende perché:

    • Permettono di creare un’identità unica per i prodotti.
    • Digitalizzano tutte le informazioni di prodotto creandone il gemello digitale.
    • Connettono i dati lungo la filiera.
    • Abilitano un’esperienza fluida tra fisico e digitale.
    • Facilitano scelte di consumo più sostenibili.

    Il talk del 18 marzo sarà l’occasione per GS1 Italy di approfondire questi temi, “immergendoli” nella realtà quotidiana dei cittadini. Come? Raccontando il backstage di tante esperienze quotidiane che ormai sono diventate usuali e indispensabili per i consumatori, come fare la spesa online, confrontare sul web le caratteristiche dei prodotti o verificare su internet la presenza di un allergene tra gli ingredienti di un alimento.

    Accompagnati dal food mentor Marco Bianchi, da Alessandro Perego, full professor of logistics and supply chain management al Politecnico di Milano, e da Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy, moderati da Andrea Farinet, presidente Fondazione Pubblicità Progresso e Socialing Institute, si partirà dal carrello della spesa e dal modo in cui i consumatori decidono cosa comprare, a cominciare dalla lettura delle informazioni presenti sulle etichette.

    E poi si proseguirà nel viaggio a ritroso fino all’identificazione e alla tracciabilità di ogni prodotto, come elementi fondamentali per garantirne la sicurezza, per calcolarne l’impatto ambientale e per assicurare la “circolarità” del prodotto finito o delle sue componenti.

    Ogni tappa di questo percorso per #farebenelaspesa sarà scandita da uno strumento targato GS1 Italy:

    • Osservatorio Immagino: come i consumatori fanno scelte consapevoli sulla base delle informazioni relative sostenibilità presenti sulle etichette dei prodotti. #osservatorioimmagino
    • Barcode for environment: come le aziende raccolgono tutte le informazioni sulla sostenibilità di un prodotto e le mettono a disposizione dei consumatori in modo che siano comprensibili e confrontabili.
      #GS1green
    • GS1 Digital Link: come le imprese trasferiscono ai consumatori, ai social media e ai siti di e-commerce una grande varietà di informazioni sul prodotto (come date di scadenza, valori nutrizionali, ingredienti, ricette).
      #GS1digitallink
    • Ecologistico2: come le aziende riducono le emissioni di CO₂ e ottimizzano il percorso fisico dei prodotti fino al punto vendita.
      #ecologistico

    L’evento “Digital e green: fare bene la spesa è una questione di etichetta” è gratuito e aperto a tutti previa registrazione: maggiori informazioni e il form di iscrizione sono disponibili sul sito di GS1 Italy.

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    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org 

  • “Diario di un sogno” sulle note di Bruce Springsteen

    “Diario di un sogno. E quell’incontro allo Stone Pony ad Asbury Park” parla di un incontro che ha cambiato la vita dei protagonisti, ma anche di un viaggio alla scoperta degli Stati Uniti e di se stessi, nell’estate del 1987. Alberto e Luca, sono due giovanissimi ragazzi della provincia di Lecco, che intraprendono un viaggio negli Stati Uniti d’America, alla scoperta di New York, Washington, Pittsburgh, Los Angeles, San Francisco, Boston fino ad Asbury Park luogo reso celebre dalle canzoni di Bruce Springsteen. A raccontare le tappe del viaggio, Alberto Lanfranchi fondatore del gruppo “NOI & Springsteen” anima del festival dedicato a The Boss, quest’anno alla sua quinta edizione con il titolo “Bergamo racconta Springsteen”.

    “Il 22 agosto 1987 è per noi una data indimenticabile: alle 13.00 dopo aver vagato per Asbury Park alla scoperta dei luoghi resi celebri dalle canzoni di The Boss, ci siamo ritrovati davanti allo Stone Pony, lo storico locale dove Springsteen e altri giovani talenti avevano iniziato la loro carriera. Con un po’ di astuzia e fortuna siamo riusciti ad entrare e al bancone del bar abbiamo incontrato lui, Bruce Springsteen”. Nel libro Alberto racconta l’emozione di parlare con il proprio idolo musicale: “quando ci chiese perché eravamo lì e rispondemmo che era per lui, sorrise esclamando <che scemi>. Lo ricordo come se fosse accaduto ieri. Ci ha invitati ad assistere al suo concerto la sera stessa, sebbene non avessimo ancora 21 anni” racconta l’autore.

    Uno scatto di quella serata è diventato la copertina di un articolo del Rolling Stone e del New York Times che – nel raccontare gli anni di successo dello Stone Pony – ha narrato anche la storia di Alberto e Luca. “Diario di un sogno” non si limita tuttavia a raccontare questo straordinario incontro, ma anche a ripercorrere le tappe di un viaggio interiore e di crescita dei protagonisti, Alberto e il cugino Luca. Un viaggio nel futuro in un’America profondamente diversa dalla piccola provincia di Lecco, ma anche un viaggio oltre il confine dell’adolescenza, delle proprie radici e sicurezze. Un viaggio nell’amicizia che ha vinto il trascorrere degli anni e che prosegue ancora oggi con l’avventura del gruppo “NOI & Springsteen” che ogni anno propone eventi culturali nazionali e internazionali in campo artistico e musicale a lui dedicati.

    Il libro – realizzato in piena autonomia con il sistema di self publishing e curato da Patrizia de Rossi, giornalista e scrittrice –è promosso sul sito www.noiespringsteen.com. I proventi delle vendite sono utilizzati per promuovere le iniziative culturali e musicali dell’associazione tra cui contest COVER ME, il contest dedicato alle canzoni di Bruce, unico al mondo e giunto alla seconda edizione dopo il grandissimo successo dello scorso anno. Si tratta di una competizione gratuita aperta a tutti gli artisti nazionali e internazionali, solisti o band, che arrangiando in modo originale un brano musicale daranno nuove interpretazioni del ricco repertorio di Bruce Springsteen per decretare la miglior band o il miglior artista interprete, al via il 31 marzo.

    Attesissimo il 18 aprile 2021 al Teatro Sociale di Bergamo lo spettacolo teatrale “COME UN KILLER SOTTO IL SOLE” con l’attrice italiana Mariangela D’Abbraccio.

  • Un rimbalzo per un sogno la serie A1 di basket femminile scende in campo per MAKE-A-WISH® Italia con le colombe pasquali di Luca Gottardello

    8 marzo 2021 – In occasione della Giornata Internazionale della Donna, una squadra (quasi) tutta al femminile è pronta a scendere in campo per Make-A-Wish® Italia, la Onlus con sede a Genova che dal 2004 realizza i desideri di bambini e ragazzi affetti da gravi patologie.

    Si tratta delle campionesse della Serie A1 di basket femminile, pronte per una nuova iniziativa a sostegno dell’Associazione. Il percorso è iniziato alcuni mesi fa, quando hanno deciso di mettere all’asta, su eBay, le loro magliette: i risultati sono stati straordinari e sono stati raccolti 4.939 euro, che hanno permesso l’adozione dei desideri di Martina e Andrea.

    Dopo il successo della prima iniziativa, le campionesse si uniscono per “Un rimbalzo per un sogno”, la raccolta fondi dal sapore dolce in occasione della Pasqua 2021: arriva la colomba pasquale realizzata dalle sapienti mani del pasticciere Luca Gottardello di Pan&Dolci, conosciuto come il “Panettiere pazzo” non solo per i suoi prodotti artigianali ma anche per le iniziative benefiche.

    Dopo essersi aggiudicato il primo posto all’appuntamento gastronomico torinese #UNAMOLEDICOLOMBE2021 per la categoria “Colombe artigianali tradizionali”, quest’anno Luca supporta e sostiene l’iniziativa “Un rimbalzo per un sogno” con la creazione e la vendita di una speciale colomba sapientemente preparata con prodotti selezionati e di alta qualità. «Sono partito da zero ‒ ha raccontato ‒ dedicando sacrifici e dedizione alla realizzazione del mio sogno: aprire un panificio in provincia di Padova, dedito alla produzione di pane, prodotti da forno salati e dolci artigianali.»

    E affinché anche questi bambini e ragazzi possano realizzare il loro desiderio, lo spirito di condivisione di “Un rimbalzo per un sogno” si propone di coinvolgere tutti e di fare squadra.

    «Il nostro desiderio è sempre stato quello di giocare a pallacanestro e ogni volta che scendiamo in campo lo realizziamo. Ma siamo consapevoli che ci sono tanti altri bambini e bambine che hanno difficoltà a realizzare i loro sogni perché sono costretti a convivere con gravi malattie. Per questo, abbiamo deciso di fare qualcosa di concreto, supportando Make-A-Wish® Italia. Lo sport ci ha insegnato proprio questo: bisogna essere unite per raggiungere un obiettivo comune. E siamo convinte che, con l’aiuto di tutti, riusciremo a farlo anche questa volta» dichiara la cestista Marcella Filippi, campionessa del mondo di basket 3×3 con la Nazionale Italiana nel 2018, tra le ideatricidell’iniziativa.

    Far parte di questo progetto vuol dire aggiungere il proprio tassello alla mission della Onlus: con la colomba, ripiena di gocce di cioccolato, la Pasqua sarà più dolce e più speciale, non solo per

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    trascorrere una giornata di festa con i propri cari ma anche per condividere la bellezza del sorriso di un bambino quando vede il proprio sogno diventare realtà.

    È possibile ordinare la colomba fino al 21 marzo scrivendo una mail all’indirizzo [email protected] indicando i riferimenti e le quantità desiderate, o sul sito web https://www.makeawish.it/unrimbalzoperunsogno/.

    ***

    page2image15253888 page2image15254080

    Make-A-Wish® Italia è un’organizzazione no profit nata nel 2004 che realizza desideri di bambini e ragazzi tra i 3 e i 17 anni d’età affetti da gravi patologie. Il valore di un desiderio è enorme: un sogno esaudito fa capire che nulla è impossibile, e ha il potere di migliorare la qualità della loro vita. Infatti, specifiche ricerche hanno dimostrato che le emozioni positive che ne derivano, generano concreti benefici per i bambini malati e le loro famiglie: l’89% dei bambini diventa emotivamente più forte, l’81% dei genitori afferma che i bambini affrontano meglio le terapie e il 98% delle famiglie torna a sentirsi di nuovo una “famiglia normale” (Fonte: Wish Impact Study Result, March 2011 – MAW America). A conferma della sua serietà e affidabilità, destina una percentuale altissima delle proprie spese alla Missione (79% nel 2019). Make-A-Wish® Italia è affiliata a Make-A-Wish®International – una delle organizzazioni benefiche più note al mondo presente in 50 Paesi, con 40 affiliate, 45.000 volontari e 500.000 desideri realizzati. http://www.makeawish.it

  • Servizio sanitario lombardo: necessario un cambio di passo

    Territorio, prevenzione, rete ospedaliera e rapporto pubblico-privato sono stati i temi al centro del convegno organizzato da ANAAO-ASSOMED Lombardia, il più rappresentativo dei sindacati della dirigenza sanitaria pubblica. L’incontro – tenutosi in videoconferenza giovedì 4 marzo – è tornato dunque sul tema della riforma del Servizio sanitario regionale lombardo, tema molto sentito anche alla luce dell’attuale emergenza sanitaria.

    “Riformare il Servizio sanitario lombardo non è solo un’opportunità ma anche una necessità e questo anno di lotta alla pandemia lo dimostra chiaramente. Serve un cambio di passo e una totale revisione dell’attuale sistema evidentemente troppo frammentato. L’emergenza da Covid-19 ha dimostrato l’importanza della medicina territoriale da cui è necessario ripartire, ma anche la difficoltà nel garantire prestazioni adeguate sul territorio e nel coordinamento tra i diversi organismi preposti alla gestione della crisi. Ancora una volta ribadiamo che è proprio la separazione tra ATS e ASST, e quindi delle funzioni di governo da quelle di erogazione, a creare gran parte dei problemi di coordinamento e organizzazione: di fronte ad un impegno gravoso degli ospedali, infatti, l’attività territoriale dell’ATS non è stata adeguata alla situazione” spiega Stefano Magnone, Segretario Regionale di ANAAO Lombardia.

    Attraverso il confronto con i modelli sanitari di Emilia-Romagna e Veneto, esperti e politici hanno analizzato problematiche e debolezze, proponendo soluzioni e opzioni per rendere efficiente un sistema che al suo interno accoglie anche diverse eccellenze a livello nazionale ed internazionale.

    Tra i relatori del convegno, moderato da Stefano Magnone e Vito Carnelli della Segreteria Regionale ANAAO-ASSOMED Lombardia, anche Domenico Mantoan, già Direttore Generale dell’Area Sanità e Sociale della regione Veneto e ora Direttore AGENAS e Licia Petropoulacos, Direttore Cura della Persona, Salute e Welfare della Regione Emilia-Romagna. Sono intervenuti anche Antonio Tomassini, già Presidente della Commissione Sanità del Senato, Rosy Bindi, già Ministro della Sanità, Carlo Borghetti, Vicepresidente del Consiglio Regionale, Emanuele Monti, Presidente della Commissione III in Consiglio regionale e Marco Fumagalli, Consigliere Regionale.

    A tracciare la linea, un documento di sintesi che ANAAO-ASSOMED Lombardia ha predisposto contenente analisi e considerazioni per modificare l’attuale situazione nata con la L.R. 23/2015. Documento che analizza il ruolo della medicina territoriale e della prevenzione, anche in relazione alla divisone di competenze tra ATS e ASST, in cui emerge con chiarezza la forte debolezza gestionale e organizzativa causata da questa dicotomia. In questo quadro, ANAAO-ASSOMED Lombardia propone quindi l’unificazione del territorio e della prevenzione in ASST con l’inserimento dei Dipartimenti di prevenzione nella rete territoriale e la confluenza dei dipartimenti territoriali nel Collegio di Direzione, così come del Dipartimento delle Cure Primarie, in modo da rendere possibile un effettivo coordinamento attraverso un unico dipartimento anch’esso facente parte del Collegio di Direzione dell’ASST. Si richiede inoltre l’affidamento dei controlli ad una ATS unico o ad una efficiente Agenzia dei Controlli, con strutture periferiche direttamente governate con una programmazione in capo alla Regione – con conseguente potenziamento della Direzione Generale Welfare – o a una ATS unica.

    A portare un saluto anche Giovanni Pavesi, attuale Direttore generale al Welfare di Regione Lombardia, che ha evidenziato la necessità di creare le condizioni affinché i medici e il personale sanitario possano lavorare al meglio, in totale sicurezza. La mancanza di specialisti e di dotazioni è tra le impellenze maggiori del sistema sanitario regionale, soprattutto in questo delicato momento storico e la chiave di volta può arrivare solo dal potenziamento del territorio.

    La modifica della legge 23/2015 è un percorso lungo e tortuoso, che non deve però trasformarsi in un alibi per non mettere in atto gli interventi necessari alla riforma del sistema sanitario regionale.

  • GS1 Italy partner del Green Retail LAB,
il percorso di Retail Institute Italy dedicato alla sostenibilità nel mondo del commercio.
Primo appuntamento il 17 marzo.

    Milano – Parola d’ordine del futuro? Sostenibilità, senza dubbio! Ma cosa significa davvero percorrere la via della sostenibilità e della circolarità? Come possono le aziende diventare più “green”, quali soluzioni devono adottare e come possono misurarne i risultati? Sono questi i temi al centro di “Green Retail LAB”, il laboratorio permanente avviato da Retail Institute a cui GS1 Italy parteciperà in qualità di partner strategico, in virtù del suo riconosciuto know-how e dei suoi progetti nell’area della sostenibilità applicata al mondo del largo consumo.

    Tra seminari e approfondimenti periodici, il Green Retail LAB offrirà per tutto il 2021 numerose occasioni di aggiornamento, informazione e confronto, per aiutare le aziende nel percorso verso un’economia sostenibile e circolare.

    Si inizia mercoledì 17 marzo, dalle 9:30 alle 13:00, con “Green Retail LAB. La sfida della sostenibilità”, il seminario gratuito che, attraverso gli interventi di esperti da associazioni e aziende note in tutto il mondo, punterà i riflettori sulle sfide che l’economia circolare comporta per le aziende del mass market.

    «Il tema della sostenibilità ambientale, in una chiave di miglioramento continuo e di misurazione dei risultati ottenuti, sta diventando sempre più importante per le imprese ed è in continua evoluzione» spiega Silvia Scalia, ECR and training director di GS1 Italy. «Se in un primo momento ci si è focalizzati sulla ricerca di efficienza, che immediatamente porta con sé benefici ambientali, per esempio in termini di riduzione delle emissioni, poi la sostenibilità è diventata un valore in sé per le aziende e si è estesa a nuovi ambiti, come l’economia circolare e l’impronta ambientale di prodotto. Ora l’esigenza è quella di avere a disposizione strumenti per identificare le azioni e gli interventi da realizzare e per misurarne le performance».

    Un’esigenza a cui GS1 Italy ha risposto fornendo alle imprese strumenti innovativi che le supportano nella scelta, nell’implementazione e nella rendicontazione di nuove soluzioni improntate al miglioramento della sostenibilità, come:

    • Ecologistico2: è il tool sviluppato da ECR Italia per iniziare a misurare l’impatto climatico delle operazioni logistiche e comprendere, attraverso i percorsi di simulazione proposti, in quale direzione agire per migliorare l’impatto climatico. La gestione più efficiente del processo di riordino e delle attività di trasporto ha contribuito a ridurre di 97 mila tonnellate la CO2 emessa in un anno e di 450 mila i viaggi effettuati per un risparmio complessivo di 160 milioni di euro.
    • Circol-Up: è uno strumento operativo sviluppato da GS1 Italy in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Supporta le aziende nel misurare il proprio livello di circolarità in ogni fase del ciclo di vita dei prodotti, individuando gli indicatori più importanti per l’azienda in chiave di circolarità complessiva e per ogni singola fase del ciclo di vita del prodotto.
    • Barcode for environment: è un progetto che sta sperimentando modalità innovative per comunicare ai consumatori le informazioni sulle prestazioni ambientali dei prodotti, attraverso soluzioni condivise, basate sugli standard GS1.

    Il programma dell’evento “Green Retail LAB. La sfida della sostenibilità” e il form di iscrizione sono disponibili sul sito di Retail Institute.

    Prossimi appuntamenti 2021:

    • 12 maggio “Green Retail LAB: Prodotto e Packaging”.
    • 14 luglio “Green Retail LAB: Filiera Alimentare”.
    • 20 ottobre “Green Retail LAB: Il negozio sostenibile”

    ***

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

  • Meno costi, meno errori e più velocità 
con l’EDI (Electronic Data Interchange). 
GS1 Italy ne riepiloga benefici e vantaggi, 
anche per il portafoglio.

    L’Italia è salita sul treno della digitalizzazione, che si conferma uno dei temi-chiave del 2021. E l’EDI (Electronic Data Interchange) è uno dei principali vettori del processo di digitalizzazione del paese. Sono 19 mila le aziende che finora hanno adottato l’EDI, condividendo in modo digitale 240 milioni di documenti in un anno. Ma sono ancora poche e sono concentrate in soli cinque settori (il 98% delle aziende appartiene a largo consumo, automobilistico, farmaceutico, elettrodomestici ed elettronica di consumo). Quindi, la maturità digitale nei processi business-to-business sembra ancora lontana.

    Eppure, per le imprese l’EDI comporta molti vantaggi e un importante taglio dei costi: un produttore può risparmiare dai 3 ai 5 euro per ogni fattura, dai 10 ai 14 euro per ogni ordine ricevuto e fino a 42 euro a ciclo se completa la dematerializzazione di tutti i documenti del ciclo dell’ordine; mentre un retailer può risparmiare tra 4 e 6 euro per fattura, dai 5 ai 7 euro per singolo ordine emesso e fino a 23 euro a ciclo. Inoltre, l’EDI può essere implementato in modo semplice se si adottano sistemi user friendly e a misura di PMI, come Euritmo, la soluzione web-EDI studiata da GS1 Italy, già usata da 7.500 aziende italiane per lo scambio dei documenti commerciali.

    A riepilogare i benefici, diretti e indiretti, dello scambio elettronico dei documenti è il “Monitoraggio dell’uso dell’EDI nel largo consumo in Italia”, che GS1 Italy realizza in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano.

    Adottando lo scambio elettronico dei documenti (EDI) le imprese possono:

    • Ridurre costi ed errori.
    • Velocizzare i pagamenti.
    • Accelerare i tempi di consegna.
    • Eliminare le attività a scarso valore aggiunto (come il data entry).
    • Azzerare controlli e verifiche manuali per tutte le transazioni commerciali.
    • Diminuire le rotture di stock e le scorte.
    • Ridurre i contenziosi.
    • Migliorare la tracciabilità dei prodotti.
    • Esportare i prodotti.

    Adottando Euritmo, ai benefici dell’EDI “tradizionale” si aggiungono:

    • Semplicità di adozione e di utilizzo.
    • Facilità di accesso per qualsiasi dimensione aziendale.
    • Interoperabilità con i vari sistemi e con gli standard GS1.
    • Ampia rete di trasmissione, con provider certificati e interoperabili tra loro.

    Sul sito di GS1 Italy è possibile scaricare il “Monitoraggio dell’uso dell’EDI nel largo consumo in Italia” e trovare approfondimenti su GS1 EDI ed Euritmo.

    ***

    Per informazioni:

    Ufficio Stampa GS1 Italy: Nuage Comunicazione – Emanuela Capitanio

    Tel. 3474319334 – email: [email protected]

    Pressroom e approfondimenti: https://gs1it.org/chi-siamo/pressroom/

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

  • Avis Regionale Lombardia capofila del progetto “Talenti oggi, leader domani”

    Entra nel vivo con i primi appuntamenti online il progetto formativo “TALENTI OGGI, LEADER DOMANI”, promosso da Avis Regionale Lombardia insieme a diverse associazioni di volontariato (Avis Provinciali di Bergamo, Brescia, Mantova, Monza Brianza, Sondrio, Pavia, AIDO Lombardia, ADMO Lombardia, Caminante, CAOS Varese e CRI Comitato Area Nord Milanese) e in collaborazione con Regione Lombardia, lanciato lo scorso 23 gennaio per promuovere la digitalizzazione del terzo settore e l’empowerment femminile: due tematiche che Avis Regionale Lombardia considera prioritarie per lo sviluppo delle associazioni di volontariato, con l’obiettivo di valorizzare il coinvolgimento femminile e valorizzarne il coinvolgimento nelle sfere dirigenziali e non solo.

    “Questo percorso – spiega Oscar Bianchi, presidente di Avis Regionale Lombardia – si rivolge non unicamente alle donne per fornire loro gli strumenti per capire se condizionamenti interni o esterni hanno impedito loro di raggiungere ruoli di leadership all’interno della propria associazione, ma soprattutto vuole essere uno strumento di riflessione per la sfera maschile e permettere a tutti i partecipanti – indipendentemente dal genere – di capire quanto sia fondamentale l’apporto femminile nelle posizioni dirigenziali. Il progetto, infatti, mira a creare momenti di riflessione e di ascolto che possano coinvolgere tutti coloro che quotidianamente vivono il mondo del volontariato con grande passione e trasporto. Affinché venga compresa l’importanza della rappresentazione femminile nei vertici del terzo settore, sono necessari sia un profondo cambiamento che un aperto confronto, alla luce di queste riflessioni e dei dati che ci verranno sottoposti dall’Università di Bergamo”.

    Tra i partner dell’iniziativa infatti, c’è anche il Dipartimento di Psicologia del lavoro dell’Università degli studi di Bergamo, che sta conducendo un’indagine sulle rappresentazioni del Gender Gap tra uomini e donne all’interno delle associazioni, la cultura del lavoro nei contesti associativi, le criticità percepite e le opportunità di sviluppo, di crescita e gestione manageriale.

    “Durante i mesi di lockdown – prosegue Oscar Bianchi – abbiamo assistito a una crescente partecipazione delle donne alle attività di volontariato, grazie a un maggiore utilizzo degli strumenti digitali. Se da un lato i dati raccontano una forte dedizione da parte delle donne al mondo del volontariato, nonostante gli impegni legati alla famiglia e alla vita lavorativa, dall’altro rilevano una loro scarsa rappresentazione nei vertici decisionali. Proprio per questo motivo, il percorso formativo mira a valorizzare la presenza delle donne, attraverso il coinvolgimento del mondo maschile e di coloro che oggi si trovano in posizioni dirigenziali all’interno delle associazioni e rendere le donne più partecipi, anche grazie a una maggiore digitalizzazione del terzo settore.”  

    I  webinar, visibili anche sui canali social di Avis Regionale Lombardia, si svilupperanno nel corso del 2021 con cadenza bimestrale, in parallelo al percorso di mentorship laboratoriale che ha preso il via ieri. Quattro gli indirizzi tematici: parità di genere, discriminazione e nuovi modelli di leadership, linguaggio di genere ma anche uno sguardo attento al mondo del digitale come mezzo per favorire inclusione, rafforzare la leadership e le strategie per una comunicazione efficace del terzo settore, partendo dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile sottoscritta nel 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Obiettivo finale: diminuire il Gender Gap promuovendo la leadership femminile.

  • Sempre più sostenibilità nel carrello della spesa degli italiani: crescono i prodotti che dichiarano il rispetto per l’ambiente e per il benessere animale

    Un prodotto di largo consumo su cinque ha sulla confezione almeno un claim legato alla sostenibilità ambientale: dalla gestione green delle risorse alla CSR, dalla filiera al biologico al “senza antibiotici”.
    Un paniere da 9,2 miliardi di euro di sell-out, in crescita annua di +5,5%. Lo rivela l’Osservatorio Immagino.

    In Italia sono molte le aziende che si stanno impegnando sul fronte della sostenibilità. E sono sempre più numerose quelle che lo comunicano direttamente ai consumatori anche sulle etichette dei loro prodotti. Sugli scaffali di supermercati e ipermercati ci sono già più di 24 mila prodotti di largo consumo che presentano in etichetta un’indicazione volontaria relativa alla sostenibilità ambientale. A rilevarlo è l’ottava edizione dell’Osservatorio Immagino, che dedica a questo tema un intero dossier, da cui emerge che la comunicazione in etichetta della sostenibilità coinvolge ormai il 20,9% dei 115 mila prodotti monitorati, tra food e non food, che incidono per il 24,4% sul valore complessivo delle vendite rilevate.

    Nei 12 mesi analizzati dall’Osservatorio Immagino quest’ampio paniere “green” ha generato quasi 9,2 miliardi di euro di vendite ed è cresciuto di +5,5%, migliorando decisamente il +2,6% dell’anno mobile precedente. A sostenere questa tendenza è soprattutto la domanda (+4,5%), a conferma dell’attenzione dei consumatori ai prodotti che dichiarano in etichetta la sostenibilità del prodotto o del suo packaging e, più in generale, l’impegno dell’azienda a ridurre l’impatto ambientale lungo la filiera.

    L’Osservatorio Immagino ha suddiviso i prodotti che evidenziano in etichetta valori legati alla sostenibilità in quattro cluster in base al tipo di claim presente sulle confezioni (Figura 1):

    • Management sostenibile delle risorse.
    • Allevamento e agricoltura sostenibili.
    • Responsabilità sociale.
    • Rispetto degli animali.

    Management sostenibile delle risorse

    Il paniere più rilevante in termini di vendite è quello che rimanda al management sostenibile delle risorse con 4,7 miliardi di euro di fatturato (12,6% del totale monitorato) e 9.562 prodotti. Nei 12 mesi considerati il valore delle vendite è aumentato di +5,2% e l’offerta è cresciuta di +3,4%. I due claim più comunicati sono “sostenibilità”, rilevato su 2.303 prodotti, le cui vendite sono avanzate di +8,5%, e la certificazione Sustainable cleaning (2.620 prodotti) che però ha perso il -0,3% nelle vendite, in particolare per l’incidenza negativa del sell-out dei detersivi da bucato e degli ammorbidenti.

    Si è assistito a una forte espansione dell’offerta per i prodotti con claim che rimandano alla sostenibilità del packaging. L’aggregato con l’indicazione “riciclabile” ha visto incrementare l’offerta di +14,5% e le vendite di +7,0% grazie al contributo di acque e detersivi per i piatti. La dichiarazione dell’uso di packaging realizzato “con materiale riciclato” ha registrato +29,9% dell’offerta e +6,9% del giro d’affari spinto da shampoo, detersivo lavastoviglie, detersivo lavatrice e sacchetti per l’immondizia. Anche il claim “biodegradabile” è uscito da un anno molto positivo con un’offerta più ampia di +16,1% e un giro d’affari in aumento di +20,3% grazie ad accessori usa e getta per la tavola, sacchetti per la spazzatura e detergenti per piccole superfici.

    Agricoltura e allevamenti sostenibili

    Le referenze da allevamento e agricoltura sostenibili superano il cluster precedente in volume con 12.066 prodotti, ma generano la metà del fatturato (2,7 miliardi di euro, il 7,1% a valore del totale largo consumo). I prodotti con logo EU organic o con il claim “biologico” in etichetta e quelli che fanno riferimento a “filiera” e “tracciabilità” hanno registrato le maggiori vendite e il maggior incremento delle stesse, rispettivamente 1,168 miliardi di euro (+3,1%) e oltre 755 milioni di euro (+15,2%). Il claim top performer dell’anno nell’area della sostenibilità è stato “senza antibiotici” presente su 124 prodotti e con un incremento del giro d’affari di +51,7%.

    Responsabilità sociale

    Le referenze che richiamano in etichetta la responsabilità sociale sono 5.099 e realizzano un sell-out di 2,6 miliardi di euro (il 6,8% del largo consumo). Le vendite dei prodotti accompagnati da certificazioni etiche a giugno 2020 sono in aumento di +7,1% contro il +3,5% dei 12 mesi precedenti. Un risultato che si deve alle performance dei claim FSC (+7,1%) e a quelle delle certificazioni UTZ (+9,2%) e Fairtrade (+11,7%).

    Rispetto degli animali

    Infine, il paniere dei prodotti realizzati nel rispetto degli animali. È costituito da 981 referenze che generano 433 milioni di giro d’affari (1,2% del totale largo consumo). Le vendite sono cresciute di +3,8% su base annua. Determinante per questo risultato il +4,8% dei prodotti con la certificazione Friend of the sea a cui si è contrapposto il calo del claim “cruelty free”, penalizzato dalla contrazione dell’offerta.

     

     

    Per scaricare l’ottava edizione dell’Osservatorio Immagino: osservatorioimmagino.it

    Per rimanere aggiornati e seguirlo sui social: #OsservatorioImmagino

     

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    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

  • GLI ANNI PASSANO, MA SENZA INVECCHIARE DOMITYS QUARTO VERDE SVELA I SEGRETI
DELLA TERZA ETÀ ATTIVA

    I dati Istat parlano chiaro. Dal 2002 allo scorso anno abbiamo assistito a un progressivo invecchiamento della popolazione italiana: l’età media è passata dai 41,9 a 45,7 anni, e la percentuale di over 65 dal 18,7% del 2002 al 23,2% registrato a gennaio 2020. Quasi un quarto degli italiani è quindi un “over”…ma attenzione a definirli “vecchi”!

    Sempre secondo l’Istat, infatti, negli ultimi dieci anni si è anche registrato un graduale ma costante miglioramento delle condizioni di salute degli over 65. E non è solo merito dei progressi della medicina, ma anche – e soprattutto – del mantenimento di uno stile di vita attivo, trascorrendo il tempo tra lavoro, passioni, hobby, famiglia e amici. Si sta assistendo ad una vera e propria evoluzione del concetto stesso di anzianità: oggi come oggi i senior italiani sono persone attive che dimostrano una interessante partecipazione alle attività di natura sociale, civica e culturale, dalla cura della famiglia – dei nipoti, in particolare –, passando per le pratiche sportive, fino alla politica o al volontariato. È dunque più corretto parlare di invecchiamento attivo, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce come quel processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, partecipazione e sicurezza per migliorare la qualità della vita delle persone che invecchiano. In virtù dei dati incoraggianti, è quindi necessario prendere le doverose precauzioni e condurre uno stile di vita sano, che rispetti le esigenze dell’età incentivando allo stesso tempo attività, buone abitudini e socialità.

    Una filosofia ben compresa e applicata da Domitys Quarto Verde, il primo “Senior Serviced Residence” d’Italia, con sede a Bergamo, dedicato esclusivamente ai senior attivi (ovvero over 65 autonomi o con lievi fragilità) e progettato appositamente per offrire la possibilità di vivere con serenità, sicurezza e libertà gli anni d’argento. Gli spazi, gli innovativi servizi, le attività proposte per creare occasioni per stare in compagnia (sempre in sicurezza) e tenere allenati mente e corpo rendono questa struttura unica in Italia per l’alto livello della qualità della vita di cui godono i suoi residenti “diversamente giovani”.

    Proprio per spiegare quanto sia importante mantenere uno stile di vita attivo per contrastare gli effetti negativi del passare degli anni sul proprio corpo, Domitys Quarto Verde ha deciso di offrire un’inedita esperienza a chi ancora non ha raggiunto la terza età (anagrafica). Dal 1° al 9 marzo, dalle 10 alle 18, sarà infatti possibile provare gratuitamente, previa prenotazione, il “simulatore d’età”: una speciale tuta che, inibendo abilità motorie, vista e udito, permette di comprendere sulla propria pelle cosa significhi, davvero, invecchiare e, quindi, quanto sia importante la prevenzione per ritardare quanto più possibile l’emergere di queste difficoltà fisiche.

    Il segreto? Domitys Quarto Verde insegna: prendersi cura di sé mantenendo corpo e mente allenati con attività sportive, ricreative e culturali, contrastando isolamento e solitudine, seguendo una dieta equilibrata che non rinunci mai al gusto…e vivere sempre con la massima serenità! Dopotutto, come scriveva la grande Alda Merini, “Ci sono adolescenze che si innescano a novanta anni”.

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    L’esperienza con il simulatore d’età è totalmente gratuita, previa prenotazione (tel. 035-2296601 o via email: [email protected]). Dura 30 minuti e si svolge in un appartamento di Domitys Quarto Verde (via Pinamonte da Brembate, 5 – Bergamo), una persona alla volta. Tutte le misure di sicurezza sanitaria sono in atto per garantire la sicurezza dei visitatori e quella del personale.

  • Medicina e Innovazione: il futuro della chirurgia è robotico

    La chirurgia robotica entra in una nuova era. A più di mezzo secolo dal primo modello messo a punto dal Pentagono – il Robotic Assisted Micro Surgery (RAMS) – e dopo due decenni di monopolio, il settore è pronto a fare un ulteriore salto in avanti. Parole d’ordine: democratizzazione e rinnovamento delle competenze. A sostenere il nuovo corso della chirurgia assistita da intelligenza artificiale e machine learning è Versius, il robot chirurgico di ultima generazione sviluppato da CMR Surgical, azienda globale di dispositivi medici con sede a Cambridge, e presentato questa mattina nel corso della conferenza stampa tenutasi presso la sede della Carlo Bianchi, azienda bergamasca specializza nella distribuzione di apparecchiature Medicali e presidi medico chirurgici che per i prossimi tre mesi metterà il robot a disposizione dei chirurghi per test di prova.

     

    Con un mercato globale che secondo gli analisti raggiungerà i 98 miliardi di dollari entro il 2024, la robotica chirurgica è la nuova frontiera della medicina ospedaliera. I vantaggi per i pazienti sono innumerevoli: minor traumatismo, minor dolore post-operatorio, rapida ripresa delle funzioni fisiologiche. E anche per gli operatori rappresenta un’evoluzione senza precedenti in termini di precisione, abilità ed efficacia delle procedure. Una rivoluzione che corre parallelamente al processo di digitalizzazione degli ospedali italiani, ormai non più procrastinabile. Una trasformazione che prevede: rinnovamento delle organizzazioni, cambiamento delle procedure operative, sviluppo di nuove skills professionali e adeguamento delle tecnologie. Aspetto, quest’ultimo, che fino a oggi ha visto un freno alla diffusione di robot altamente evoluti a causa degli alti costi connessi all’acquisto, all’uso e alla manutenzione di macchinari.

     

    La piattaforma modulare è composta da quattro bracci collegati a un’unità mobile costituita da un pannello di controllo, uno schermo 3D e due joystick attraverso i quali il chirurgo opera: può usare un unico braccio o più bracci contemporaneamente in relazione ai diversi interventi chirurgici da attuare.

    Non solo, il suo modello modulare lo rende flessibile in termini di spazio e di funzionalità. Può essere spostato da una sala operatoria all’altra, a seconda delle esigenze, rivoluzionando l’attuale concetto che vincola le strutture ad una “sala operatoria robotica dedicata” ad un concetto di robot chirurgico come ausilio a disposizione delle diverse sale operatorie utilizzabile nelle molteplici aree di intervento, incluso anche nella fase di programmazione. Attraverso un QRcode, il chirurgo può acquisire tutte le informazioni di cui ha bisogno per impostare la procedura, come se disponesse di una sorta di “carta di identità digitale” dell’operazione. Per questo motivo Versius rappresenta un’assoluta novità. Nato con la missione di mettere a disposizione la “chirurgia robotica” a tutti i pazienti che ne necessitano, l’Azienda propone diverse soluzioni.

     

    Dopo le certificazioni ottenute ad inizio del 2020 Versius è stato utilizzato nel corso dell’anno in più di 1.200 procedure negli ospedali in Europa e Asia, seguendo il chirurgo non solo per l’installazione ma per tutta la curva di apprendimento. Tema focale portato avanti da CMR Surgical è infatti quello dell’evoluzione della professionalità. Secondo il modello previsto da CMR Surgical, i chirurghi hanno accesso a un percorso di formazione online e off-line, teorico e pratico, con la supervisione di mentori ed esperti che prevede una “certificazione delle competenze acquisite con il suo utilizzo”. Durante l’utilizzo inoltre, i chirurghi possono dialogare con l’azienda produttrice, proponendo eventuali modifiche che vengono prese in carico nell’ottica di un miglioramento continuo dello strumento.

     

    «Nei prossimi anni, assisteremo a una sempre più stretta collaborazione tra uomini e macchine anche nelle sale operatorie. In questo contesto, il potenziale di Versius è straordinario. L’ampia diffusione di queste tecnologie e l’acquisizione di nuove competenze per i chirurghi sono sempre state delle sfide aperte, sfide a cui oggi si può dare una risposta efficace. Per questo, siamo entusiasti di portare Versius in Italia, dando la possibilità ai professionisti del settore di scoprirlo e di formarsi, acquisendo nuove abilità, con la concreta possibilità di utilizzare il robot nelle sale operatorie anche degli ospedali più piccoli, mettendo a disposizione dei pazienti un metodo più efficace, sicuro e performante per affrontare le procedure chirurgiche» – ha dichiarato Giulio Gargano, Amministratore Delegato della Carlo Bianchi, ricordando che i chirurghi interessati potranno già testare le potenzialità del robot con l’affiancamento di un team di esperti.

     

    «La robotica applicata alla chirurgia è potenzialmente la più consistente rivoluzione in campo chirurgico dell’ultimo decennio e continuerà nei prossimi anni. Agli Spedali Civili di Brescia l’ambizioso progetto è quello di inserire la chirurgia robotica in un percorso più ampio di digitalizzazione e ci auguriamo che la stessa cosa possa presto avvenire anche nel resto delle reti ospedaliere italiane. Condizione indispensabile è che i dati prodotti durante l’uso della macchina siano condivisi coi chirurghi e questa è proprio la principale innovazione nella politica aziendale di CMR. Evidenza sempre più corpose hanno dimostrato i benefici per il paziente della chirurgia mini-invasiva, ma la laparoscopia pura è tecnicamente complessa ed ha lunghe curve di apprendimento. L’assistenza robotica, come quella fornita dal Versius®, può agevolare questi processi, compiendo quella che oggi si definisce democratizzazione della chirurgia a bassa invasività. Una volta inserito il Versius ® in un processo di trasformazione digitale omnicomprensivo, l’ulteriore e decisivo passo verso una sanità più moderna ed evoluta sarebbe allora l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e del machine learning – ha confermato il Dr. Federico Gheza, chirurgo generale agli Spedali Civili di Brescia e ricercatore all’Università di Brescia, preceptor di Versius®.

     

     

     

     

  • Torrevilla, l’appello di Barbieri a Coldiretti e alle istituzioni: è l’ora della concretezza

    Al presidente di Coldiretti Ettore Prandini e a tutti i presidenti delle associazioni agroalimentari italiane.

    Ormai è trascorso un anno da quando la pandemia ha cominciato a minacciare non solo la salute, ma anche il lavoro e il portafoglio degli italiani. Penso in particolare alla nostra filiera, quella del vino: penso alle aziende che hanno dovuto chiudere i battenti, a quelle in ginocchio a causa della crisi economica. E ad altre ancora, come la nostra Associazione di Viticoltori: aziende solide, che però devono farsi carico delle situazioni dei loro produttori e del territorio in cui operano, e che non possono certo ignorare le difficoltà di un mercato in sofferenza da mesi.

    Finora ristori, agevolazioni e misure per contribuire a un parziale risanamento della crisi non sono mancati, ma rimangono tuttora insufficienti. Appelli, inviti e richieste si sono susseguiti, rivolti a chi ci governa: penso alla Lettera aperta indiriuata alla già Ministra Teresa Bellanova, chiamata a prendere coscienza di una situazione del mondo vino difficile da fronteggiare. Una richiesta di consapevolezza che, purtroppo. non ha sortito le misure auspicate, vale a dire misure volte a ridare se non vigore, almeno dignità ad un sistema, quello del vino, che fa del Made in Italy un faro di qualità in tutto il mondo.

    Faro che si sta affievolendo e rischia di spegnersi, a causa delle costanti Chiusure che, ricordiamolo, non colpiscono solo bar e ristoranti, ma anche tutte le filiere che ci stanno dietro, compresa quella del vino, le cui bottiglie rimangono ferme in cantina. senza poter essere vendute, senza più essere acquistate.

    Possiamo sentirci tutti uniti, noi realtà di viticoltori in Italia, in queste difficoltà e in questi bisogni. Ma chi, davvero, dovrebbe farli risuonare siete voi di Coldiretti e di tutte le associazioni dell’agroalimentare italiano, realtà motivate da un solo ed unico scopo, intrinseco nella vostra stessa natura: rappresentare e tutelare gli interessi della filiera. Mai come oggi questa rappresentanza e questa tutela sono fondamentali; mai come oggi queste stesse sono mancate.

    Giornali, radio e televisioni hanno riportato e trasmesso le necessità delle diverse categorie attraverso le voci dei propri rappresentanti; tuttavia, ci pare, voi Coldiretti, voi associazioni che rappresentate il mondo dell’agricoltura e del vino in Italia, non avete approfittato di questi canali di diffusione per dare spazio e voce ad un comparto chet ad oggi, è stato lasciato nell’ombra.

    Abbiamo guardato, abbiamo ascoltato e abbiamo aspettato. Aspettato che Coldiretti, a cui siamo iscritti da anni, bussasse alla nostra porta, dimostrando interesse per una realtà che rappresenta oltre 200 associati in Oltrepò Pavese ed è motore di un intero territorio. Abbiamo aspettato affinché ci si confrontasse così da sottoporre i nostri problemi all’attenzione di chi ha preso parte ai tavoli aperti con le istituzioni. Ma non una visita. né una telefonata.

    La speranza è pensarvi impegnati dietro le quinte, pronti a darci i risultati che un settore come il nostro merita, tramite i media e nella realtà dei fatti.

    Speranza che può essere rinvigorita da una ritrovata collaborazione. Questo è un invito chiaro affinché voi associazioni — con cui da sempre cooperiamo e da cui ogni giorno vogliamo sentirci rappresentati — ricalibriate i vostri sforzi in base alla reale situazione in cui il mondo del vino versa.

    Una situazione che non può permettersi di perdere occasioni come quella data dal Recovery Plan: risorse preziosissime che possono ridare slancio a tutta la filiera, a patto però che vengano impiegate in maniera concreta, con progetti pensati per garantire la sopravvivenza e la continuità delle realtà produttrici, anche quelle più piccole. Digitalizzazione, innovazione e sostenibilità sono parole chiave, ma restano parole vuote se i produttori non sono supportati con progetti concretamente attuabili e da risorse erogate in tempi Utili — ovvero brevi.

    Un monito che vale tanto per i massimi livelli quanto per le istituzioni a noi più vicine, come Regione Lombardia, che alla bontà delle sue proposte dovrebbe affiancare una maggiore rapidità d’esecuzione: troppe iniziative sono rimaste nel cassetto del Pirellone, perdendo la propria forza a causa di costanti rinvii, come Misura Giovani, o per la lunghezza dei tempi, come i finanziamenti del PSR, che avrebbe maggiore efficacia con uno scorrimento più veloce delle graduatorie che permetterebbe di finanziare aziende, come la nostra, che sono state ammesse ed hanno già effettuato gli investimenti, ma che sono ancora in attesa e nel dubbio di ricevere il contributo.

    È l’ora della concretezza e dell’immediatezza. La promessa di un futuro di crescita può esserci fatta solo dalle istituzioni, partendo dalle reali necessità del sistema vino italiano, di cui voi, associazioni di categoria, dovete farvi mediatori. Siamo pronti a incontrarvi e a confrontarci con voi. Perché soltanto uniti abbiamo l’occasione di cambiare le cose.

    Con stima

    Massimo Barbieri

    Presidente Associazione di Produttori Torrevilla, oltre 200 aziende in Oltrepò Pavese

     

  • Scaffali vuoti, vendite perse e clienti insoddisfatti:
 per evitarlo c’è l’Optimal shelf availability. I risultati? Concreti, come testimonia la case history del retailer Dimar

    Mai come nel 2020 gli italiani, andando a fare la spesa, si sono trovati davanti a scaffali vuoti. La conferma arriva dal report Barometro ECR-OSA: nel 2020 il tasso di Out-of-Stock in Italia è salito al 3,9% (+0,3 punti rispetto al 2019), aumentando lo scontento e il fastidio che accomuna il 50% dei consumatori quando non trovano a scaffale i prodotti che vorrebbero acquistare.

    Ma a questo problema c’è una soluzione: è l’Optimal shelf availability (OSA), un’iniziativa di ECR Italia che studia, misura e analizza il fenomeno dell’Out-of-Stock, per identificare soluzioni strategiche e collaborative, condivise da produttori e distributori, che aiutino a migliorare il livello di disponibilità dei prodotti sugli scaffali e a soddisfare, quindi, il consumatore.

    La sua efficacia emerge dalla case study di Dimar, azienda piemontese associata al gruppo Selex, che da oltre quarant’anni opera nell’ambito della distribuzione organizzata. Collaborando con il gruppo di lavoro attivo in GS1 Italy, in ambito ECR, nel 2016 Dimar ha creato un tavolo di lavoro permanente sul tema OSA e, basandosi sul modello di reportistica del Barometro ECR-OSA, ha effettuato analisi mirate per poter intervenire con efficacia all’evidenza di una situazione critica, grazie alla misurazione del livello di disservizio nei punti vendita e all’individuazione delle aree critiche da attenzionare. Partendo da queste analisi, Dimar ha poi aderito al Monitor ECR-OSA, il progetto-pilota avviato da ECR Italia con un team ristretto di aziende Barilla, Ferrero, L’Orèal e IRI – con l’obiettivo di definire un processo standardizzato e facilmente replicabile, che consenta di risalire alle cause più comuni di Out-of-Stock, per individuare le situazioni a rischio ed evitare che accadano.

    Sulla base di queste esperienze consolidate, Dimar ha potuto misurare e analizzare l’Out-of-Stock (sia in valori analitici, sia con l’indicazione delle principali cause) e focalizzare l’attenzione sulle metriche e sulle strutture di interesse. Un approccio che ha consentito la realizzazione di analisi mirate per intervenire con efficacia all’evidenza di un problema e che ha individuato tre opportunità di miglioramento:

    • Coinvolgere in modo trasversale e collaborativo le aree che rivestono un ruolo principale nell’organizzazione aziendale, grazie alla disponibilità di una fonte dati univoca e attendibile.
    • Misurare in modo continuativo gli indici di interesse ed effettuare analisi mirate.
    • Identificare velocemente le situazioni critiche (come le giacenze errate) e le relative cause, per intervenire quasi in tempo reale e ridurre in modo efficace i periodi di analisi.

    “Out-of-Stock: quali opportunità per migliorare?” è il titolo del webinar che l’Academy di GS1 Italy dedica il prossimo 23 febbraio al tema.

    Maggiori informazioni sull’Optimal shelf availability sono disponibili sul sito GS1 Italy e Logistica collaborativa.

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    Per informazioni:

    Pressroom e approfondimenti: gs1it.org/chi-siamo/pressroom/

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

  • Tracciabilità dei prodotti
 per offrire sicurezza e trasparenza ai clienti
e per gestire il business con più efficienza:
 passa anche da qui la strada per la ripresa del foodservice italiano secondo…

    Cresce l’interesse degli italiani per il “backstage” dei prodotti venduti nel canale fuori casa: ad affermarlo è lo studio sull’Ho.re.ca commissionato da GS1 Italy a TradeLab, realizzato intervistando 66 manager che lavorano in aziende di produzione o distribuzione alimentare e in catene di ristorazione commerciale o collettiva.

    La capacità di trasferire ai clienti dati sempre più dettagliati sulla provenienza, sulle caratteristiche e sulla qualità dei prodotti proposti, andando oltre gli obblighi di legge, è sempre più importante anche per chi si occupa di ristorazione, che si tratti di informazioni indispensabili per chi soffre di intolleranze alimentari o per chi segue un particolare tipo di alimentazione, o che si tratti di pura curiosità o di passione per i racconti del cibo.

    Produttori, distributori, ristorazione commerciale, ristorazione collettiva, singoli punti di consumo: dallo studio di GS1 Italy emerge come il tema della tracciabilità sia un’area potenzialmente interessante nei rapporti con i consumatori per tutti gli attori della filiera del fuoricasa.

    Oltre che in un’ottica di trasparenza e tutela della salute, di visibilità e di immagine, nel foodservice la tracciabilità delle merci può anche rappresentare un’inedita leva di marketing, perché offre le informazioni per costruire uno storytelling efficace, documentato e mirato, e per realizzare innovative attività di business intelligence.

    Dunque, lo studio di GS1 Italy conferma come la tracciabilità possa sì aprire nuovi orizzonti agli operatori del foodservice, ma a una condizione: che i partner della filiera condividano informazioni standardizzate – ossia basate su un linguaggio comune e inequivocabile – e che le scambino con modalità standard e interoperabili.

    «La tracciabilità dei prodotti richiede alle aziende di avere piena visibilità dei processi di tutta la filiera e comporta la capacità di gestire e di saper scambiare con i partner commerciali una mole sempre maggiore di informazioni» afferma Paolo Cibien, foodservice engagement manager di GS1 Italy. «Nel foodservice la complessa gestione della dispensa e dei menù rischia di far perdere il legame tra ciò che arriva nelle cucine e ciò che viene offerto al cliente. Questo ha evidenti conseguenze in termini di identificazione dei prodotti e di tracciabilità dei flussi fisici».

    Ciononostante, dalle interviste raccolte nello studio realizzato da GS1 Italy è emerso che la digitalizzazione della tracciabilità delle merci è ancora lontana. Attualmente gli operatori del foodservice la gestiscono perlopiù in maniera autonoma, tramite sistemi interni anziché standard aperti, e, nel caso della ristorazione, affidandola al personale di cucina che la realizza in modo manuale su documenti cartacei. Una soluzione che risulta poco efficace, perché richiede molto tempo e diversi controlli, e perché produce dati poco omogenei e poco condivisibili.

    «La capacità di fornire informazioni puntuali e precise raccolte e gestite in maniera adeguata lungo l’intera filiera è possibile solo se si dispone di dati concreti e affidabili che possono essere utilizzati da tutti in ogni momento» aggiunge Paolo Cibien. «È il concetto della qualità del dato, che sta sempre più entrando nella cultura e nelle prassi delle aziende».

    Ed è proprio sull’utilizzo di strumenti standard, di regole condivise e di soluzioni interoperabili che si fondano le soluzioni GS1 per la tracciabilità e la visibilità delle filiere. «Adottare gli standard GS1 per l’identificazione dei prodotti e abbinarli a sistemi di scansione dei codici consente di registrare in modo automatico e senza ausili cartacei l’apertura delle nuove confezioni di prodotto da parte del personale di cucina. Inoltre, l’uso di codici a barre evoluti, come il GS1 DataBar, permette di abbinare ai prodotti anche i numeri di lotto e le date di scadenza» spiega Paolo Cibien. «Per di più l’adozione di sistemi digitali per la tracciabilità delle merci fornisce alle catene e ai locali degli utili strumenti di monitoraggio dei consumi effettivi dei prodotti (tassi di apertura delle nuove confezioni), della rotazione del magazzino e della freschezza della merce utilizzata (confronto tra data di apertura/utilizzo e data di scadenza)».

    Per maggiori informazioni sul progetto Foodservice è possibile:

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    Pressroom e approfondimenti: gs1it.org/chi-siamo/pressroom/

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

  • Uniacque: la nuova composizione del CISC

    Il neo Presidente Luca Signorelli: “Sempre disponibili per raccogliere le istanze dei soci. Ogni membro al lavoro per rappresentare il proprio territorio”

    Nel mese di dicembre 2020, Uniacque S.p.A ha visto il rinnovo del Consiglio d’Amministrazione e del CISC, il Comitato d’indirizzo strategico e di controllo che oggi è guidato dal nuovo Presidente, Luca Signorelli.

    Il CISC rappresenta i soci di Uniacque all’interno dell’azienda con compiti d’indirizzo nella gestione strategica e di controllo dell’operato del Consiglio di Amministrazione.

    Un ruolo estremamente importante, perché dal punto di vista strategico definisce le linee guida degli indirizzi, gli obiettivi, le priorità e i piani della società e verifica che esse vengano attuate dal Consiglio di Amministrazione. Il CISC rappresenta il collegamento tra l’Assemblea dei Soci e il CdA: siamo dunque sempre al lavoro – e a disposizione – per raccogliere le istanze dei Soci da sottoporre agli Organi aziendali di competenza. Ogni membro del CISC infatti, avrà il compito di fare da tramite con il territorio che rappresenta, così da raccogliere puntualmente le esigenze dei singoli Comuni. Un comitato dal ruolo attivo, concreto e dinamico per il bene dei bergamaschi” spiega il neo Presidente del CISC, Luca Signorelli.

    Il comitato esprime inoltre il proprio parere vincolante sul piano degli investimenti annuale e pluriennale, e sul progetto di bilancio programmato dal Consiglio di Amministrazione. Si occupa inoltre di verificare l’adeguatezza dell’assetto organizzativo della Società e il suo concreto funzionamento, entrando nel merito anche di specifiche questioni inerenti la programmazione e lo svolgimento del servizio. Infine, esprime la lista dei nove nomi tra cui i soci sono chiamati ad eleggere i componenti del Consiglio di Amministrazione, compreso il Presidente.

    Il nuovo comitato – composto da 11 incaricati degli azionisti nominati dall’Assemblea in rappresentanza del territorio – rimarrà in carica fino all’approvazione del bilancio di esercizio 2022. I neo eletti membri del CISC sono: Luca Signorelli (Presidente), Filippo Servalli (Vicepresidente), Manuel Rota, Valter Grossi, Nicla Oprandi, Renato Totis, Vito Bisanti, Gianfranco Masper, Stefano Foglieni, Manuel Preda e Pierangelo Manzoni.

  • Adottare i codici UDI per rendere i dispositivi medici più sicuri. GS1 Italy spiega come fare.

    Assicurare la tracciabilità e la rintracciabilità dei dispositivi medici, garantendo la sicurezza dei pazienti: è questo l’importante obiettivo che ha indotto l’Unione europea a rendere obbligatoria l’adozione dei codici UDI (acronimo di Unique Device Identification) per identificare e marcare i dispositivi medici e diagnostici in vitro lungo tutta la supply chain sanitaria.

    Come previsto dai Regolamenti europei 745/2017 e 746/2017, il percorso di “avvicinamento” a questo sistema di identificazione e tracciabilità passa attraverso la conoscenza e l’applicazione delle regole delle Issuing Entity accreditate presso la Commissione europea, come GS1, che in Italia è rappresentata da GS1 Italy, l’unico ente italiano autorizzato a rilasciare i codici per lo UDI.

    In questa veste, GS1 Italy si pone l’obiettivo di supportare le aziende che producono e commercializzano dispositivi medici nell’Unione europea a utilizzare gli standard GS1 per creare lo UDI per i loro prodotti.

    Per questo propone giovedì 25 febbraio, alle 15:00, il webinar gratuito “La normativa UDI e gli standard GS1”, tenuto da Giada Necci, new solution specialist di GS1 Italy. Un seminario virtuale di 90 minuti che permetterà a ogni azienda di diventare autonoma nel costruire e gestire lo UDI dei prodotti che produce e commercializza, grazie al corretto utilizzo degli standard GS1.

    Ma non solo: alle aziende che necessitano di una full immersion nel mondo dello UDI viene in aiuto l’Academy di GS1 Italy, che per il 2021 ha inserito anche lo UDI nella sua proposta formativa, sia con corsi online standard sia con seminari e consulenza personalizzati in base alle esigenze e alle richieste di ogni azienda che si occupa di dispositivi medici, in partnership con Confindustria Dispositivi Medici Servizi.

    Maggiori informazioni e il form di registrazione al webinar del 25 febbraio sono disponibili sul sito di GS1 Italy.

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    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

  • Inclusi ed Esclusi: le nuove povertà in provincia di Bergamo

    Nel giorno del 50°anniversario dell’IPAB Istituti Educativi, FIEB presenta il rapporto finale dell’indagine realizzata dal Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell’Università Bicocca

     

    La Fondazione Istituti Educativi di Bergamo ha presentato oggi, martedì 16 febbraio, nel giorno del 50° anniversario dell’IPAB Istituti Educativi (divenuto FIEB nel 2003), il rapporto commissionato al Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, “Nuove forme di povertà e marginalità sociale in provincia di Bergamo”.

     

    Uno sguardo attento e approfondito sulle nuove forme di povertà e marginalità sociale nella bergamasca, in un’indagine realizzata nel corso del 2020 che analizza i dati della provincia e dei diversi ambiti territoriali, sino al dettaglio del singolo comune. Il rapporto finale – presentato oggi nella sua interezza – si articola in una sezione teorica e in due sezioni di analisi: la prima di tipo quantitativo (condotta attraverso lo studio di dati e indicatori), la seconda qualitativa, realizzata mediante l’analisi di documenti programmatici e interviste ad un campione di operatori di sevizi. Obiettivo, raccogliere dati e testimonianze riguardanti le nuove forme assunte dalla povertà e dalla vulnerabilità sociale e materiale in provincia di Bergamo e le dimensioni latenti delle stesse, così da costruire basi solide – anche grazie all’esperienza maturata da FIEB nel mondo del sociale – per creare collaborazioni salde e stabili tra le associazioni del terzo settore, come già accaduto in numerose iniziative promosse dalla Fondazione stessa.

     

    “Si tratta di temi molto sentiti e purtroppo attuali, che la pandemia da Covid-19 ha inasprito. Siamo di fronte ad una gravissima emergenza sanitaria, economica e sociale: uno scenario senza precedenti che deve spingerci a cercare soluzioni concrete e mirate. Questo rapporto mostra dati preoccupanti – soprattutto per quanto riguarda i giovani e il fenomeno dei NEET, le famiglie mono genitoriali o l’occupazione femminile – e l’importanza della collaborazione tra i diversi attori. Come Fondazione ci siamo occupati più volte di queste tematiche, con bandi e iniziative volte a favorire l’occupazione e la formazione dei giovani, la lotta alle nuove povertà o l’inclusione sociale. Questa indagine ci permette di identificare ulteriori obiettivi sociali da sostenere in futuro, coinvolgendo una rete di attori – pubblici e privati – con cui collaborare” spiega Luigi Sorzi, Presidente della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo.

     

    IL RAPPORTO – NUOVE POVERTÀ

    L’indagine parte dall’analisi dei tre tradizionali canali di inclusione sociale: i circuiti di socialità (in primo luogo la famiglia), quelli economici (il lavoro) e quelli politici (il welfare). La povertà emerge quando un individuo o una famiglia non sono in grado di rispettare i requisiti richiesti da questi circuiti per un pieno radicamento sociale. Una situazione che ha avuto un sensibile incremento a partire dalla crisi finanziaria del 2008 e in seguito all’emergere di una nuova domanda di protezione sociale che questi tre canali hanno sempre più difficolta a soddisfare.

    “Nell’attuale società frammentata” precisa David Benassi professore del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca, “I principali canali di inclusione sociale hanno subito radicali cambiamenti a causa delle trasformazioni che hanno coinvolto: le strutture familiari, con la crescente instabilità e l’indebolimento dei legami familiari; il mercato del lavoro, con il conseguente aumento dell’instabilità occupazionale; il welfare-state, che ha subito un progressivo ridimensionamento della propria capacità di intervento e di adattamento alle nuove domande di protezione espresse dalla popolazione”.

     

    Rispetto al passato, quindi, quando la povertà colpiva solo alcune categorie sociali precise, il rischio di povertà è diventato più frammentato e colpisce in modo trasversale tutte le categorie, incluso il ceto medio che in passato poteva considerarsi immune dal rischio di intraprendere una traiettoria di impoverimento. Il panorama della povertà è oggi molto diversificato e accanto ai soggetti fragili tradizionali – gli anziani, le persone senza dimora, gli immigrati, le persone con dipendenze da sostanze, le minoranze discriminate, malati e disabili – sono subentrati nuovi profili: genitori single, divorziati, giovani in uscita dalla famiglia d’origine o famiglie che hanno perso l’unica fonte di reddito. L’emergenza legata alla pandemia da Covid-19, con ogni probabilità aggraverà queste tendenze, peggiorando soprattutto la situazione del ceto medio.

     

    Afferma Matteo Colleoni, professore del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca: “A livello generale e nel confronto con gli altri Paesi europei, l’Italia risulta caratterizzata da un’elevata diffusione della povertà, comunque la si voglia definire: povertà relativa, grave deprivazione materiale o bassa intensità occupazionale. Una condizione che nel nostro Paese assume la specificità della crescente frattura tra centro/nord e sud, dell’elevato rischio tra le famiglie con minori, del cosiddetto working poor e del forte rischio tra gli stranieri. L’analisi dei dati e degli indicatori di vulnerabilità sociale e materiale ha messo in evidenza che, come atteso, la provincia di Bergamo gode di una condizione mediamente migliore rispetto ad altri contesti del territorio nazionale e regionale, sebbene contraddistinta dalla presenza di un’elevata eterogeneità territoriale e di forme specifiche e localizzate di vulnerabilità”.

     

    Nel Rapporto si evidenzia innanzitutto il ruolo chiave della famiglia nella protezione sociale dei suoi componenti: negli ultimi anni, infatti, a causa di una serie di mutamenti demografici e socioeconomici, il suo ruolo protettivo si è indebolito, esponendo i suoi membri a un rischio maggiore di vulnerabilità.

    Le famiglie con minori sono uno dei profili maggiormente esposti al rischio di povertà a causa di un sistema caratterizzato da politiche nazionali deboli (rispetto alla media europea): nei comuni della provincia di Bergamo le famiglie con componenti tra 0-14 anni rappresentano il 22,5%, rispetto al dato regionale (21,5%) e nazionale (19,7%). Se una famiglia si trova già in una condizione di elevata vulnerabilità sociale e materiale, la presenza di uno o più minori tra 0-14 anni può impattare negativamente sulla sua capacità di garantire il sostegno dei singoli componenti.

     

    Un ulteriore fattore causa della vulnerabilità sociale e materiale è l’instabilità lavorativa. Nel rapporto si evidenzia come, in media, l’incidenza percentuale degli occupati non stabili sia inferiore nei comuni della provincia di Bergamo (11,2%), che nei comuni lombardi (11,8%) e italiani (16,4%). Tuttavia, resta diffuso il fenomeno dei giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano, i cosiddetti NEET Not in Education, Employment or Training. La provincia di Bergamo, infatti, presenta una percentuale superiore di giovani NEET (21,8%) rispetto alla Lombardia (18,6%), uno scarto di 3 punti percentuali che, in valore assoluto, connota negativamente la nostra provincia (sebbene il fenomeno sia inferiore al dato medio nazionale molto elevato e pari al 25,7%).

     

    Il territorio della provincia di Bergamo si caratterizza anche per la compresenza di aree caratterizzate da diversi livelli di centralità/perifericità per l’alternarsi di zone di montagna, che hanno un peso relativo molto forte, e di pianura nelle quali l’accessibilità alle opportunità territoriali è differente. Come evidenziato dalla classificazione delle Aree Interne dell’Agenzia per la Coesione Sociale (SNAI – Strategia Nazionale Aree Interne), a livello regionale, Bergamo registra una quota significativamente elevata di comuni in posizione di perifericità rispetto all’accessibilità a servizi fondamentali per la qualità della vita della popolazione (circa il 15% rispetto al 10% regionale). Tra questi l’accesso alla banda ultralarga: secondo i dati raccolti, la media degli edifici raggiunti dalla connessione in provincia (1,95%) è significativamente inferiore a quella regionale (4%) e nazionale (13,31%). La presenza di vaste aree del territorio ancora escluse dal servizio si traduce nella minore capacità di inclusione nel mondo delle opportunità offerte dal digitale, non per ultime quelle legate alla didattica e alla formazione che, durante la pandemia, hanno permesso di dare continuità ai servizi e di contenere l’isolamento e la solitudine imposti dal lockdown.

     

    Conclude Colleoni Oggi la grande differenza è fra ‘inclusi’ ed ‘esclusi’, i secondi sono coloro che, non inseriti nei circuiti di reciprocità, del mondo del lavoro e delle istituzioni del welfare, rimangono invisibili. Una condizione di invisibilità che è stata spesso citata nelle interviste fatte agli operatori del territorio. Il nostro sistema di welfare si appoggia sul presupposto del buon funzionamento delle reti familiari e dei circuiti lavorativi: laddove si verifica un peggioramento delle prime si hanno conseguenze negative sui secondi, e viceversa. Questo è un fenomeno che si sta diffondendo sempre di più e che richiede analisi attente e interventi mirati ed efficaci”.

     

    LE SOLUZIONI

    Le interviste rivolte agli operatori dei servizi hanno messo in evidenza temi quali la frammentazione degli interventi e – al contempo – la presenza di una tradizione di buona collaborazione tra gli attori che compongono la fitta rete di istituzioni pubbliche e private del territorio. Sono numerosi gli interventi di contrasto alla povertà e di contenimento della vulnerabilità sociale e materiale, di così come la quantità di risorse disponibili, ma la frammentazione dei canali di sostegno spesso ne vanifica l’efficacia. La difficoltà di fare sistema nelle politiche sociali tra Stato, Regioni, Ambiti e Comuni è un tema chiave.

    Risulta dunque indispensabile il contributo del Terzo Settore e delle molteplicità di realtà affinché agiscano sul territorio e riescano “a fare sistema”. “Emerge dunque – conclude il Presidente Luigi Sorzi – la necessità di un disegno generale di programmazione tra pubblico e privato sociale che abbia un respiro più ampio e un orizzonte temporale maggiore. Di primaria importanza la valorizzazione della prossimità dei servizi, che permetta un’azione mirata sul territorio; un welfare di comunità in cui le reti sociali prevengano il disagio e le situazioni di vulnerabilità e fragilità”.

     

    Per informazioni: www.istitutieducativi.it