Autore: Redaclem

  • LA BIRRA CHE FA BENE (ANCHE AI CELIACI) LA PILS DELLA GRAZIELLA DEL BIRRIFICIO GRITZ

    La notizia che allieterà tutti gli appassionati: la birra fa bene a tutti,
    anche ai celiaci, grazie a Gritz e alle sue referenze gluten free.

    Protagonista dei più bei momenti conviviali, la birra è ormai entrata a far
    parte dell’immaginario collettivo ogniqualvolta si cerca una bevanda alcolica da gustare con
    piacere. Potrebbe sorprendere scoprire che una tra le bevande più apprezzate di sempre abbia
    anche una tradizione millenaria alle spalle e che, nell’antichità, le fossero riconosciuti una serie di
    benefici.
    Si parla di oltre cinquemila anni fa, in Asia con i Sumeri, quando non solo la birra, ma il mestiere di
    birraio compaiono addirittura all’interno di una tavoletta assira nella zona del Tigri e dell’Eufrate.
    Raccogliere la tradizione antichissima e adattarla alle esigenze di oggi è ciò che fa Claudio Gritti
    con Gritz, l’unico birrificio in Italia nonché uno dei pochissimi al mondo specializzato nella
    produzione totalmente senza glutine da processo gluten removed.
    I poteri e la “sacralità” della birra, dai mesopotamici agli assiro-babilonesi e agli egiziani, sono
    tuttora riconosciuti benché non ancora del tutto diffusi. La birra artigianale, ad esempio, può
    aiutare a ridurre l’ansia: uno studio condotto dall’Università di Montreal in Canada sostiene che
    l’assunzione di birra, a bassa gradazione, innesti una forma di appagamento psicologico in grado
    di alleviare lo stress; Ancora, un bicchiere di birra prima di andare a dormire può aiutare a
    combattere l’insonnia. Da non dimenticare l’interessante apporto di vitamine: la birra contiene
    infatti vitamina B12 e acido folico. Infine, con l’estate alle porte, è a tutti gli effetti una delle
    bevande alcoliche meno caloriche in circolazione.
    Per godere di tutti questi benefici, perché non scegliere la birra per antonomasia che rivoluzionato
    il mondo brassicolo? Proprio una Bohemian Pilsner è la protagonista del birrificio Gritz: la
    Graziella (5,3%) a bassa fermentazione, dal gusto maltato, con una morbida amaricatura. Dal
    colore oro pallido e la schiuma densa e duratura, presenta profumi floreali dati dai luppoli cechi,
    tipici di questo stile. Disponibile nel formato da 33 cl e 50 cl, si abbina a piatti leggeri, come pesce,
    carni bianche o insalate. Si adatta alla stagione calda, stimolando il gusto.

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    BIRRIFICIO GRITZ – Nato nel 2015 dalla passione di Claudio Gritti, il birrificio Gritz è l’unico in Italia e uno
    dei pochissimi birrifici artigianali al mondo specializzato nella produzione totalmente senza glutine da
    processo gluten removed. Ha sede a Erbusco (BS), nel cuore della Franciacorta. Le sue referenze sono: la
    Belga della Danda, la Pils della Graziella, la Weiss della Barbara, la IPA della Camilla, la Stout della Cri e la
    speciale Birra di Natale, tutte certificate senza glutine.

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  • Bergamo: Studio BNC e Conlabora Srl si integrano per creare un’innovativa realtà di consulenza

    Offrire servizi avanzati alle imprese nel contesto di rilancio economico del Paese e sostenere il potenziale innovativo del territorio. Con questi obiettivi nasce la partnership societaria tra BNC, studio di consulenza fiscale, societaria e del lavoro, eCONLABORA Srl, società di consulenza specializzata nel reperimento di risorse finanziarie a sostegno dell’innovazione d’impresa. Grazie all’acquisizione di una partecipazione qualificata in CONLABORA da parte di Studio BNC, le due realtà daranno vita ad un polo strategico di competenze economico-finanziarie-manageriali dedicato a tutte le imprese che intendono sfruttare appieno le opportunità offerte dall’ecosistema dell’innovazione.  

    Questi gli ambiti principali di attività: consulenza fiscale, societaria e del lavoro, finanza agevolata, advisory in tema di Startup Innovativa e Impresa Sociale. Ambiti che si intrecciano oggi in maniera organica e che sempre più richiedono competenze capaci di integrare la strategia di sviluppo d’impresa, anche nel reperimento di risorse finanziarie diversificate e complementari. Grazie alla partnership, le due realtà offriranno quindi un supporto a 360 gradi dove le professionalità di Studio BNC vanno a fondersi con le specializzazioni di Conlabora, focalizzata su open innovation, alternative finance e impact investing. Trait d’union: “L’impresa al centro e la finanza al servizio dell’innovazione”. 

    «Siamo orgogliosi di aver dato avvio a questa partnership con Conlabora che, siamo certi, consentirà di valorizzare le reciproche specificità dando così un servizio ancora migliore e più esteso ai nostri clienti. Unire le competenze, mettere il know-how a servizio delle imprese, dare valore aggiunto al territorio: questa è la nostra missione» dichiara il dott. Giorgio Berta, socio fondatore di Studio BNC.

    «Le imprese sono chiamate oggi ad affrontare grandi trasformazioni, soprattutto in ambito di digitalizzazione e sostenibilità. Una sfida unica che richiede capacità di analisi e visione strategica ma anche un supporto consulenziale specializzato. Siamo dunque entusiasti della partnership con Studio BNC, realtà storica del territorio, con cui potremo offrire la miglior consulenza a imprese, startup ed enti del terzo settore imprenditoriale» commentano Marco Pasta e Matteo Gustinetti, Managing Partner di Conlabora.

  • Odissea, un viaggio senza meta

    Fondazione Creberg continua con le esposizioni in presenza. Dopo il successo della mostra “Il SEgno. Opere di Luisella Dell’Acqua”, la programmazione itinerante prosegue con “Odissea, un viaggio senza meta” con venti opere dell’artista
    bergamasco Giuseppe Albergoni. Nel pieno rispetto delle normative sanitarie vigenti, dal 19 giugno al 1° agosto 2021 la mostra “Odissea, un viaggio senza meta” – curata da Angelo Piazzoli, Selene Carboni e Sara Carboni
    – sarà visibile al pubblico presso la Sala Tadini del Museo d’Arte e Cultura Sacra di Romano di Lombardia, nel segno della storica collaborazione tra la Fondazione e il M.A.C.S. Da oltre dieci anni Fondazione Creberg collabora con artisti per la realizzazione di mostre itineranti con le quali le opere d’arte vengono inserite in percorsi ben delineati volti a
    sensibilizzare il pubblico su significative tematiche di carattere culturale. In questo progetto si innesta la mostra “Odissea, un viaggio senza meta”. Giuseppe Albergoni – artista informale di origini bergamasche – invita il visitatore a ripercorrere, attraverso le opere in mostra, personaggi e vicende appartenenti al poema omerico quali Calipso, Nausicaa, Polifemo, le Sirene, Euriclea, il viaggio di Telemaco, la reggia di Alcinoo, il viaggio di Ulisse
    nell’Ade, l’anima del Tebano Tiresia, la Strage dei Pretendenti, il sonno soave di Penelope e Odisseo, Atena (“Dea dagli occhi lucenti”). Nel catalogo edito da Fondazione Creberg e distribuito gratuitamente, le opere sono accompagnate, a fronte, dai versi di riferimento legando ciascun dipinto ai relativi passaggi omerici in un intento di valorizzazione e di
    diffusione della conoscenza di un grande capolavoro della letteratura antica. A causa delle restrizioni legate alla pandemia, nel marzo 2021 la mostra venne presentata al pubblico in forma virtuale, con un video pubblicato sul canale YouTube della Fondazione (visibile al link https://www.youtube.com/watch?v=adA5B1-46v0 e sempre accessibile dal sito www.fondazionecreberg.it visitando la sezione “Eventi virtuali – Mostre virtuali”); il docufilm – nato da un progetto di Angelo Piazzoli e di Enzo Noris – è stato realizzato in collaborazione con la Società Dante Alighieri di Bergamo. Ora si torna “dal vivo”. «Siamo davvero felici – evidenzia Angelo Piazzoli, Presidente di Fondazione Creberg e ideatore del progetto – di presentare in presenza, grazie alla fattiva collaborazione del M.A.C.S., questa bella mostra di elevato spessore culturale e didattico, che sarà ben valorizzato nella programmazione estiva del Museo romanese».
    «Ringrazio – dichiara Mons. Tarcisio Tironi, Direttore del M.A.C.S. – la Fondazione Credito Bergamasco e l’artista per aver scelto di esporre al M.A.C.S. e per aver accolto la richiesta di prolungare la mostra fino al 1° agosto così da permettere anche lo svolgimento di attività laboratoriali con i ragazzi e le ragazze della scuola primaria e secondaria di primo grado sul tema de “il viaggio”, partendo proprio dalle opere di Albergoni». «Le suggestive opere dell’artista – prosegue Angelo Piazzoli – sorprenderanno i visitatori per la loro eleganza e capacità evocativa. L’intonazione di fondo dell’opera di Albergoni è un sostanziale ermetismo che richiede, a chi guarda i dipinti, una attività di ricerca e di introspezione che, andando al di là della prima impressione, consente di cogliere piani e soggetti di primo acchito invisibili. L’artista ci impone un itinerario mentale di approfondimento che ci invita ad andare oltre l’apparenza, a ricercare un messaggio di forte valenza etica o estetica che egli pone nel recondito del dipinto, quasi criptandolo». «Le ortogonalità su cui si fonda da sempre il lavoro di Albergoni – spiega Selene Carboni, storica dell’arte – lasciano spazio alla sperimentazione: il sapiente uso dei materiali, dal legno al gesso, dal tessuto al pastello, dalla tempera all’inchiostro, trovano spazio in un piccolo formato rettangolare che richiama alla mente la sezione aurea, la proporzione divina. Superfici sovrapposte, collage, texture inusuali, macchie di colore evocano, in modo semplice ma cristallino, un avvenimento o un luogo scelto intenzionalmente dall’artista. La semplificazione nella resa della complessità dell’opera originale è volta ad aiutare il fruitore nella metabolizzazione delle sue diverse sfaccettature. Semplificare significa scomporre ciò che è difficile e le opere di Albergoni comunicano molto di più di quello che l’immagine descrive a livello cognitivo. La lettura si fa simbolica e si compie il trasporto di significato necessario a passare da una forma d’arte ad un’altra, dalla pittura alla poesia». La mostra verrà presentata – con intermezzi musicali a cura di Interludio Duo – sabato 19 giugno alle ore 16.30 presso la Basilica di San Defendente in Romano di Lombardia, con ingresso libero e con posti contingentati in rapporto alla capienza della Chiesa. L’evento avrà una durata di circa 60 minuti. Seguirà la visita alla mostra (per informazioni: Segreteria organizzativa del M.A.C.S. – telefono 0363.902507 – E-mail: [email protected]). L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 1° agosto 2021 con le seguenti modalità: mercoledì e giovedì dalle 9.30 alle 12.00; venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00.
    «In Odissea – conclude Angelo Piazzoli – proponiamo un percorso intenso, dal contenuto stimolante per chi voglia accettare una sfida intellettuale. Il carattere informale delle opere ci mette a disposizione spazi sconfinati di evocazione, lasciando piena libertà al nostro pensiero che – nell’ascoltare i versi omerici – può librarsi nell’immaginare, senza vincoli precostituiti, ciò che ci viene poeticamente narrato, tornando a noi stessi e alle nostre origini».
    ale è volta ad aiutare il fruitore nella metabolizzazione delle sue diverse sfaccettature. Semplificare significa scomporre ciò
    che è difficile e le opere di Albergoni comunicano molto di più di quello che l’immagine descrive a livello cognitivo. La lettura si fa simbolica e si compie il trasporto di significato necessario a passare da una forma d’arte ad un’altra, dalla pittura alla poesia». La mostra verrà presentata – con intermezzi musicali a cura di Interludio Duo – sabato 19
    giugno alle ore 16.30 presso la Basilica di San Defendente in Romano di Lombardia, con ingresso libero e con posti contingentati in rapporto alla capienza della Chiesa. L’evento avrà una durata di circa 60 minuti. Seguirà la visita alla mostra (per informazioni: Segreteria organizzativa del M.A.C.S. – telefono 0363.902507 – E-mail: [email protected]). L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 1° agosto 2021 con le seguenti modalità:
    mercoledì e giovedì dalle 9.30 alle 12.00; venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00. «In Odissea – conclude Angelo Piazzoli – proponiamo un percorso intenso, dal contenuto stimolante per chi voglia accettare una sfida intellettuale. Il carattere informale delle opere ci mette a disposizione spazi sconfinati di evocazione, lasciando piena libertà al nostro pensiero che – nell’ascoltare i versi omerici – può librarsi nell’immaginare, senza vincoli precostituiti, ciò che ci viene poeticamente narrato, tornando a noi stessi e alle nostre origini».

  • Sistema sanitario nazionale post Covid-19: investire sulla ricerca e sulle persone per ripartire

    Medicina territoriale, informatizzazione, digitalizzazione, investimento sulla ricerca e sul personale qualificato. Da qui dovrà ripartire il sistema sanitario nazionale nel post pandemia. L’analisi arriva da Simone Ghislandi, professore associato di Economia Pubblica presso il Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università Bocconi e direttore del Master in Economics and Management of Government and International Organizations, protagonista oggi de “I venerdì dello Studio BNC”, appuntamento settimanale online (www.studiobnc.net/sito/) con personalità provenienti da diversi campi che si confrontano sulle nuove sfide del futuro, dalle tecnologie più avanzate alle politiche economiche.

    Che l’Italia fosse arrivata largamente impreparata alla sfida pandemica non è una novità. Secondo il rapporto Health at a Glance 2020 dell’OCSE, infatti, il nostro Paese è fanalino di coda in Europa per la spesa sanitaria (pubblica e privata) pro-capite. A parità di potere d’acquisto, la spesa si è attestata nel 2019 a 2.473 euro (a fronte di una media Ocse di 2.572 euro) con un gap notevole rispetto ad alcuni Paesi di riferimento come Francia e Germania che, rispettivamente, segnano valori di spesa sanitaria pro-capite di 3.644 euro e 4.504 euro. Ora, con il PNRR che stanzia circa 20 miliardi di euro per la sanità, si aprono nuove opportunità. E questo, nonostante la cifra sia da molti ritenuta poco in linea rispetto ai tagli subiti dal comparto negli ultimi dieci anni (stimati da Fondazione Gimbe pari a circa 35 miliardi di euro).

    «Anni di sotto-finanziamento hanno portato l’Italia a essere uno dei Paesi in Europa in cui si è investito di meno per sanità pubblica pro-capite, con conseguenze gravi. Si pensi che, dal 2010 al 2017, sono raddoppiati i cittadini che hanno rinunciato a curarsi per ragioni economiche. Non solo, il blocco del turnover ha fatto sì che la nostra classe medica sia per lo più anziana, dunque con maggiore difficoltà a relazionarsi con in nuovi sistemi digitali – ha dichiarato il prof. Simone Ghislandi. E ha aggiunto – Nonostante questo, il sistema ha retto. E ora deve prepararsi alla grande sfida della ripartenza. Utilizzare i fondi del PNRR per investire sulla ricerca, sull’informatizzazione dei dati, sulla medicina territoriale e sulla digitalizzazione è prioritario. Così come sarà altrettanto cruciale mettere al centro, davvero, la ricerca e investire sul personale sanitario».

    Non solo, Ghislandi, con il Covid Crisis Lab di Università Bocconi, il Laboratorio di ricerca nato durante la pandemia per studiare gli impatti del virus sulla Sanità, sulla società, sull’economia, la finanza e le imprese e sul sistema legale, ha analizzato la variazione dell’aspettativa di vita a seguito dell’emergenza. Soprattutto in un territorio come quello bergamasco, che ha fortemente subito gli effetti della prima ondata della pandemia, l’aspettativa di vita si è ridotta quasi di 5 anni, per gli uomini. «Dal dopoguerra a oggi non avevamo mai visto una cosa simile. Tutto questo pone quindi nuove sfide sia al sistema sanitario che al sistema previdenziale» – ha concluso Ghislandi.

  • 14 giugno- Giornata mondiale del donatore di sangue Anche le Avis provinciali e comunali della Lombardia in prima linea per celebrare l’appuntamento internazionale di Roma

    In occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, che si terrà a Roma il 14 e 15 giugno, numerose Avis provinciali e comunali lombarde si sono unite alla celebrazione di questa significativa giornata attraverso specifiche iniziative dedicate ai propri volontari, donatori e nuovi possibili donatori. Anche Avis Regionale Lombardia ha voluto essere parte attiva nei festeggiamenti della ricorrenza, creando un motivo con cui personalizzare l’immagine profilo di Facebook. Un’idea, questa, che ha già riscosso successo sui social: in soli due giorni più di 500 donatori hanno personalizzato la propria immagine. Il fine di questi progetti affianca quello più generale dell’evento mondiale: sensibilizzare i giovani sull’importanza delle donazioni e ringraziare i donatori di sangue che agiscono costantemente per il bene della comunità e che hanno continuato a intraprendere questo gesto di solidarietà anche durante il periodo di allerta pandemico.

     

    Dopo il rinvio dell’edizione del 2020 a causa della pandemia da Covid-19, l’OMS ha assegnato nuovamente all’Italia l’organizzazione dell’evento globale che quest’anno si terrà a Roma nella due giorni del 14 e 15 giugnotramite iniziativa del Ministero della Salute, del Centro Nazionale Sangue e delle associazioni di donatori di sangue, nonché AvisCroce Rossa ItalianaFIDAS e FRATRES.

     

    Avis Regionale Lombardia, in particolare, si è resa attiva e partecipe nel promuovere progetti speciali, identificandoli con lo stesso titolo dell’evento mondiale, “Give Blood and Keep the World Beating”. Per l’occasione, infatti, le Avis lombarde hanno creato un motivo con cui personalizzare l’immagine profilo sul proprio account Facebook, un modo per mostrare l’impegno di ognuno nelle donazioni e incentivare gli utenti a unirsi nell’attuazione di questo gesto solidale; un’occasione importante per festeggiare insieme la Giornata Mondiale e dare il proprio contributo per diffondere la cultura del dono. Il motivo sarà disponibile per tutto il mese di giugno e, fin dai primi momenti successivi al lancio, ha raccolto grande adesione tra i “donatori social”, che hanno personalizzato la propria immagine del profilo di Facebook mostrando da subito grande sensibilità ed entusiasmo.

     

    L’iniziativa social è affiancata anche da iniziative organizzate singolarmente dalle sedi locali: Avis Comunale Bergamo organizza il 13 giugno uno spettacolo per famiglie, bambini e ragazzi, intitolato “Rosso Sorriso: la meraviglia del donare”, mentre la proposta di Avis Comunale Buscate è il concorso fotografico “La solidarietà al tempo del coronavirus”, con cui si invitano i cittadini a raccontare le manifestazioni di solidarietà durante il periodo difficile della pandemia, attraverso delle immagini. Avis Comunale Milano ha in programma, invece, una collaborazione con Municipio 2 per avvicinare la cittadinanza alla donazione di sangue. Sempre con questo obiettivo, anche Avis Comunale Mantova fornisce all’interno degli account social una presentazione sintetica avente come tematica il plasma e i requisiti per donare, intitolata “La donazione di plasma in pillole”. Un ulteriore progetto è quello di Avis Comunale Monza che incentiva la pubblicazione e condivisione di foto sui propri account Facebook con qualcosa di giallo o rosso, rispettivamente i colori del plasma e del sangue con cui Avis s’identifica. Avis Comunale Brugherio punta sul divertimento e organizza il primo giugno una sfida a colpi di quiz online di cultura generale e avisina dal titolo “AVISapientone”, con gadget e premi per i vincitori.

     

    Sono stati due anni complessi, il virus ci ha messo a dura prova, ma come Avis Regionale Lombardia siamo sempre stati in prima linea, vedere quante persone hanno supportato la nostra attività nei mesi più complicati dando il loro contributo attraverso le donazioni in maniera anonima e gratuita è una delle grandi soddisfazioni e insegnamenti che il virus ci ha lasciato”, afferma Oscar Bianchi, presidente di Avis Regionale Lombardia, “avere in Italia la celebrazione globale di questa giornata, ha un valore simbolico davvero elevato per noi, per i nostri volontari. Speriamo che quest’iniziativa particolarmente sentita in questo momento di ripresa possa essere l’occasione di coinvolgere soprattutto i giovani, che rappresentano il presente e il futuro delle donazioni e che hanno dimostrato un’incredibile capacità di adattamento durante la pandemia da Covid-19”.

     

    La Giornata Mondiale del Donatore di Sangue è stata istituita nel 2005 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e la sua celebrazione avviene a livello globale il 14 giugno, giorno della nascita di Karl Landsteiner, scopritore dei gruppi sanguigni e co-scopritore del fattore Rh.

  • É senza confini “cover me”, il primo contest italiano dedicato a Bruce Springsteen

    60 artisti, di cui 10 internazionali, e una giuria di qualità, che avrà il compito di selezionare le 30 cover più originali. Il successo di Cover Me replica anche nella sua seconda edizione e diventa live con un tour estivo di tre tappe a ingresso gratuito a Lecco, Milano e Bergamo. Dal 10 al 30 luglio sarà il pubblico ad esprimere la propria preferenza e decretare i 15 finalisti del contest che si esibiranno live nella finale di domenica 29 agosto a Bergamo.

    Si apre una nuova fase di “Cover Me”, il primo contest in Italia dedicato a Bruce Springsteen. Dal 10 al 20 giugno la giuria di qualità dovrà selezionare le 30 proposte più originali che per la prima volta dopo la pandemia, hanno la possibilità di salire sul palco in un tour live con tre tappe aperte al pubblico: sabato 17 luglio a Malgrate (LC), mercoledì 21 Luglio a Milano e venerdì 23 luglio a Bergamo. Un’occasione imperdibile per i fan di ascoltare le migliori interpretazioni dei brani del rocker dal vivo, ma anche per gli artisti di calcare un palcoscenico che sa di ripartenza per il mondo della musica post Covid-19. Ma non solo, dal 10 luglio al 30 luglio sul sito web www.noiespringsteen.com per il pubblico sarà possibile votare l’interpretazione preferita tra le 30 cover che avranno superato il verdetto della giuria di qualità e decretare i 15 finalisti del contest ideato dal gruppo Noi & Springsteen.

    I PARTECIPANTI. La seconda edizione del contest conferma il successo di partecipazione con 60 artisti iscritti, 50 dall’Italia e 10 dal Mondo. Da Catania, Como, Napoli, Roma, Cagliari, Torino, Milano e altre città italiane, ma anche Germania, Spagna, Stati Uniti e Regno Unito, la forza di The Boss non conosce confini. Cover Me è un contest italiano che apre le porte a tutto il mondo per onorare la grande leggenda del rock in una sfida di altissimo livello che porterà alla selezione della migliore interpretazione originale di un suo brano senza snaturarne l’essenza e la melodia. 12 gli album dai quali sono stati tratti i brani presentati, 60% dei quali reinterpretati una sola volta, mentre il restante 40% circa le cover presentate più volte sulle strofe più rappresentative come Factory, e Dancing in the Dark. Pilastri della discografia della rockstar che renderanno gli appuntamenti live unici per gli appassionati.

    IL VOTO DEL PUBBLICO. Dal 10 luglio il pubblico sarà chiamato ad esprimersi e potrà votare sul sito www.noiespringsteen.com il miglior arrangiamento, ma non è tutto, quest’edizione porterà sul palco le 30 cover, primo appuntamento di Cover Me Live, sabato 17 luglio a Rio Torto Malgrate/Valmadrera (LC). Tappa infrasettimanale, invece, per Milano che raccoglierà i fan di Springsteen presso il The Legend mercoledì 21 luglio 2021. Senza dimenticare l’appuntamento in casa di Noi & Springsteen a Bergamo in programma venerdì 23 luglio 2021. Seguiranno maggiori informazioni sui canali social di NOI & SPRINGSTEEN e sul sito www.noiespringsteen.com (in tutte le tre date gli ingressi saranno liberi).

    Un assaggio della finale, che si preannuncia infuocata, in programma per domenica 29 agosto al Seminarino di Bergamo Alta nella giornata conclusiva dell’evento live “Bergamo racconta Springsteen V Edizione” che si terrà dal 27 al 29 Agosto 2021.

  • La Cooperativa Sociale Arimo lancia l’Osservatorio annuale dedicato agli adolescenti in difficoltà in Italia

    Intervenire prima. Prima che una difficoltà diventi una devianza. E intervenire dopo. Per riscrivere un destino che è tutt’altro che inevitabile. Nasce con questo obiettivo il primo Osservatorio Annuale di Arimo, la Cooperativa Sociale che dal 2003 aiuta ragazze e ragazzi in difficoltà, accompagnandoli verso l’autonomia sociale, economica e lavorativa. L’Osservatorio, annunciato oggi nel corso dell’evento “Impossibili o invisibili?”, sarà presieduto da un Comitato Scientifico che si occuperà di studiare, capire e interpretare in maniera più efficace il mondo degli adolescenti in difficoltà, facendosi portavoce di bisogni e disegnando possibili interventi. 

    Arimo affianca minori a rischio di devianza, abbandonati dal nucleo famigliare, minori non accompagnati e/o sottoposti a misure penali: adolescenti che devono essere (ri)educati al futuro, i cui percorsi sono spesso poco conosciuti o mal valutati, come emerso dall’indagine realizzata da Kantar per la Cooperativa Sociale Arimo presentata durante l’evento. Un appuntamento di confronto e approfondimento in cui Lamberto Bertolè – Presidente Arimo, Maria Carla Gatto – Presidente del Tribunale dei Minori di Milano, Laura Laera – già Presidente del Tribunale dei Minori di Firenze e Commissario e già Vicepresidente Commissione Adozioni Internazionali, Joseph Moyersoen – giurista, formatore, Giudice Onorario presso il Tribunale dei Minori di Genova, e già Presidente dell’Associazione Internazionale Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia, Roberto di Bella – Presidente del Tribunale dei Minori di Catania, promotore del progetto “Liberi di scegliere”, e Francesca Perrini – Dirigente del Centro per la Giustizia minorile della Lombardia, hanno condiviso modelli, prospettive e bisogni delle nuove generazioni in difficoltà. 

    Un percorso che è partito dal confronto tra percezione e realtà. Secondo l’indagine di Kantar, in particolare, la maggior parte degli italiani pensa che i giovani che delinquono siano circa 750.000:  in verità, nel 2020 sono stati circa 30.000, in calo rispetto al 2019. Solo 1 italiano su 10 tra gli intervistati si è avvicinato alla stima corretta, mentre 2 italiani su 3 sono convinti che i reati minorili commessi nell’anno della pandemia siano addirittura aumentati. Un altro pregiudizio riguarda la nazionalità di chi commette reati: solo il 23% è straniero, ma 1 italiano su 2 crede siano molti di più e 1 su 10 addirittura pensa che più del 70% dei reati minorili sia commesso da stranieri. Non solo, gli italiani tendono a sovrastimare anche il reato connesso alla detenzione e allo spaccio di stupefacenti: il 63% degli intervistati pensa sia il reato più commesso, mentre in realtà è solo al secondo posto. Il reato più commesso dai minorenni, infatti, è il furto. In terza battuta, le lesioni alle persone. 

    Tutto ciò dimostra quanto poco si sappia del mondo degli adolescenti e delle sue problematiche, con il rischio di perdere opportunità di riscatto e di risorse preziose. Destini che potrebbe essere reindirizzati e riscoperti, affinché, anziché ingrossare le fila della criminalità – anche organizzata –, vada ad apportare nuovo valore alla società civile. Non a caso, ad affiancare il Presidente di Arimo, Lamberto Bertolè, nel Comitato Scientifico che presiederà l’Osservatorio Annuale, hanno già confermato il loro impegno Joseph Moyersoen, Giudice Onorario presso il Tribunale dei Minori di Genova, e già Presidente dell’Associazione Internazionale Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia, Federico Capeci, CEO Kantar, e Ferruccio De Bortoli, già direttore di Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore: professionisti che hanno sempre fatto dell’informazione un elemento centrale del loro operato. Mai come in questo caso, infatti, è fondamentale conoscere il fenomeno per poi poter intervenire con percorsi e formazioni mirate. 

    «Nonostante i reati commessi dai minorenni siano diminuiti – ha spiegato Federico Capeci, CEO di Kantaril 71% degli italiani è preoccupato per lo stato della delinquenza minorile. Solo il 16% però ritiene che la detenzione sia lo strumento più indicato: 1 intervistato su 3 sostiene invece che possano essere molto più efficaci le comunità educative, seguite dalle attività socialmente utili. Il 17%, inoltre, chiede nuovi strumenti non ancora conosciuti che non siano quelli ad oggi disponibili per questi ragazzi. Opportunità che fanno leva su una dimensione corale di aiuto e che presuppongono una maggiore partecipazione da parte della società civile. Il 60% degli italiani, infatti, si dice disponibile ad aiutare chi si occupa di minori in difficoltà. Una percentuale che per il 64% è rappresentata da appartenenti alla cosiddetta Generazione Z, ovvero ai nati fra il 1997 e il 2010. E anche questo ci dice molto sulle nuove generazioni. In sostanza, la delinquenza minorile pare più invisibile che impossibile». 

    Come certificato dal Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, gli ingressi di minorenni e giovani adulti negli Istituti penali per i minorenni in Italia nel 2020 sono stati 713, sui circa 30.000 denunciati. Gli altri sono in attesa di giudizio o sono sottoposti a misure alternative alla detenzione. Il tasso di recidiva per chi sconta la pena interamente in carcere è superiore al 60%. Nel caso delle misure alternative, invece, non supera il 20%. Percentuali che attestano l’inefficacia della detenzione, a cui va aggiunto anche il maggior costo economico a carico dello Stato. Un fallimento che si concretizza in ragazzi che entrano in carcere da giovanissimi per uscirne da adulti o non uscirne mai più. Perseguire strade alternative non significa scegliere soluzioni più leggere, piuttosto scommettere su pene più efficaci. 

    Come i percorsi di comunità, dove vengono richiesti impegno e responsabilità ai minori, che, anziché semplicemente attendere lo scadere della pena, vengono messi alla prova, chiamati a lavorare su se stessi per riscrivere, insieme, un nuovo futuro. È questo l’obiettivo a cui punta Arimo. Spazio di pensiero e laboratorio di progettazione di risposte e strategie di intervento per contrastare il disagio minorile, Arimo gestisce infatti servizi, comunità, alloggi, spazi educativi, attività formative e laboratori, collaborando con gli Enti Locali, con gli organi della Giustizia Minorile e con educatori preparati, capaci di relazionarsi con gli adolescenti con passione educativa oltre che con professionalità ed esperienza, per aiutarli a riappropriarsi del loro futuro.

    «L’unico modo per cambiare un destino che sembra essere già segnato da contesti sociali emarginanti o da pregresse esperienze fallimentari è mettersi al fianco di questi ragazzi, con responsabilità e fiducia. Arimo si pone da sempre questo obiettivo perché siamo convinti che un adolescente che commette un reato stia chiedendo spesso, inconsciamente, aiuto al mondo adulto. Le risposte che possiamo dare, che possono essere anche sanzionatorie, devono soprattutto essere risposte responsabilizzanti e non passivizzanti, come quelle della detenzione – ha confermato Lamberto Bertolè, Presidente di Arimo. Costruire risposte attive significa lavorare insieme per costruire nuove basi per il proprio futuro. Le realtà come Arimo che svolgono attività di questo tipo non sono abbastanza e c’è sempre più bisogno di personale competente, per poter aiutare non solo i minori che commettono reato, ma tutti gli adolescenti che si trovano in difficoltà. L’Osservatorio Annuale e il Comitato Scientifico aiuteranno a compiere il primo, imprescindibile passo per comprendere in profondità il loro mondo, ma chiediamo a tutti di unirsi a noi per attivare nuove sinergie e intervenire prima e meglio in favore di questi giovani».

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    Dal 2003 la Cooperativa Sociale Arimo aiuta a riscrivere i destini di ragazzi e ragazze, italiani e stranieri, in difficoltà, accogliendo e accompagnando verso l’autonomia sociale, economica e lavorativa minori a rischio di devianza, minori allontanati dal nucleo famigliare, minori stranieri non accompagnati, minori sottoposti a misure penali. Spazio di pensiero e laboratorio di progettazione di risposte e strategie di intervento per contrastare il disagio minorile, Arimo gestisce servizi, comunità e spazi educativi, collaborando con gli Enti Locali e con gli organi della Giustizia Minorile.

    www.arimo.eu

    Materiali stampa e immagini sono disponibili al link Google Drive:
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  • “We Are Humans”: l’ordinario e lo straordinario della condizione umana all’undicesima edizione del festival internazionale Cortona On The Move

    Cortona apre le porte all’undicesima edizione del festival internazionale di visual narrative Cortona On The Move portando, dal 15 luglio al 3 ottobre 2021, nel centro storico della città toscana e alla Fortezza del Girifalco, un percorso artistico che mette al centro l’uomo e le sue relazioni.

    We Are Humans è il tema centrale di Cortona On The Move 2021. “Siamo tutti protagonisti di questa edizione, l’essere umano torna al centro nella sua quotidianità, con le sue relazioni, gli affetti e la condivisione di esperienze, un omaggio all’ordinario e allo straordinario della nostra condizione umana” spiega Arianna Rinaldo, direttrice artistica del festival.

    Cortona On The Move si caratterizza da sempre per la centralità della fotografia contemporanea, con un’attenzione continua all’evoluzione del linguaggio fotografico che anche quest’anno metterà in mostra opere che sapranno emozionare e far riflettere.

    PAOLO PELLEGRIN E INTESA SANPAOLO

    Tra i protagonisti dell’undicesima edizione, Paolo Pellegrin, fotografo italiano di fama mondiale dell’agenzia Magnum Photos e Canon Ambassador, ha accolto la proposta di Cortona On The Move e Intesa Sanpaolo, Main Partner del festival, di realizzare un progetto fotografico sugli effetti della pandemia da COVID-19 nei rapporti tra le persone. L’Altro, titolo della mostra di Pellegrin, è un progetto fotografico che cattura la quotidianità in un periodo storico atipico segnato dal distanziamento sociale. Le fronti corrugate, le bocche nascoste dalla mascherina e i volti in bianco e nero che emergono dal buio raccontano l’indebolimento dei rapporti interpersonali e il timore dell’uomo verso il prossimo. La mostra di Pellegrin spiega visivamente come i volti diventano lo strumento con il quale il singolo si mostra all’altro e a sé stesso.

    Insieme alla mostra di Paolo Pellegrin sarà proposta Come saremo – L’Italia che ricostruisce, una selezione di fotografie dell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo a cura di Arianna Rinaldo, direttrice artistica del festival, con la supervisione scientifica di Barbara Costa, responsabile dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo. Un dialogo per immagini che racconta la rinascita dell’Italia nel secondo dopoguerra suggerendo un parallelismo con la situazione post pandemica che viviamo oggi. Un racconto di ottimismo e speranza.

    Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, ha commentato: “Il legame sempre più solido di Intesa Sanpaolo con il Festival di Cortona dimostra la costante presenza della Banca al fianco delle più creative e dinamiche realtà culturali del Paese e rientra in una logica di crescente attenzione del nostro Progetto Cultura per il mondo della fotografia. Lo straordinario lavoro realizzato da uno dei maggiori protagonisti della fotografia contemporanea, Paolo Pellegrin, e la mostra con preziose immagini dall’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo rilevano gli elementi chiave attorno cui stiamo costruendo il grande progetto delle nuove Gallerie d’Italia a Torino. Committenze, promozione della fotografia come racconto del presente e archivio della memoria, collezioni di proprietà saranno infatti punti di forza del quarto museo della nostra Banca in Piazza San Carlo”.

    LE MOSTRE FOTOGRAFICHE

    L’edizione 2021 ospiterà, tra le altre, la mostra I Know How Furiously Your Heart is Beating realizzata da Alec Soth. L’artista statunitense, dopo una pausa dalla fotografia, torna a guardare il mondo dal suo obiettivo. Un’esplorazione poetica che va oltre lo scatto e rappresenta un nuovo approccio del fotografo ai soggetti ritratti, un tentativo di guardare al di là delle persone intravedendo la loro vita interiore.  I Know How Furiously Your Heart is Beating è l’ultimo lavoro di Soth realizzato in tutto il mondo ed esposto in Italia, al festival di Cortona, per la prima volta. Molti gli artisti di richiamo internazionale selezionati dalla direzione artistica. Tra loro Alessandra Sanguinetti che con il lavoro An Everlasting Summer – The Adventures of Guille and Belinda tratta i temi dell’amicizia, delle relazioni e dello scorrere del tempo. Andrea Mastrovito che, con NYsferatu – Symphony of a Century, ricrea in rotoscopio (tecnica di animazione) Nosferatu, film storico di Friedrich W. Murnau, come metafora dei nostri giorni. Sarà in mostra il progetto vincitore del premio internazionale Happiness ONTHEMOVE 2019, Circus Love – The Magical Life of Europe’s Family Circuses di Stephanie Gengotti: un reportage sull’arte circense e sul senso di condivisione, di famiglia e il bisogno di riscoprire il rapporto con la natura. Una visione differente, quella del ruolo universale della ninna nanna, viene raccontata da Hannah Reyes Morales nel suo delicato Living Lullabies. L’invecchiamento e il dolore insito nel dirsi addio sono i protagonisti di Leaving and Waving di Deanna Dikeman. Sono invece le gioie e il pathos della vita ad essere osservati in Conversations with Myself di Jo Ann Chaus. Il dialogo con se stessi, così come l’autonomia, l’inclusione e l’amore responsabile sono i concetti principali attorno ai quali ruota anche Gabo Caruso con Cora’s Courage. Le interazioni tra l’uomo e il mondo animale sono invece il centro delle mostre di Aleksi Poutanen con Fellow Creatures e di A Sensitive Education di Francesca Todde. Spazio al reportage di attualità con Jon Henry, che in risposta agli insensati omicidi di uomini di colore avvenuti negli Stati Uniti per mezzo della polizia, porta a Cortona una serie intitolata Stranger Fruit e con Jonathan Torgovnik che attraverso Disclosure – Rwandan Children Born of Rape torna a rappresentare la realtà ruandese per dar voce alle donne violentate come strumento di guerra.  È invece la Corea del Nord che fa da sfondo al progetto di Tim Franco Unperson – Portraits of North Korean Defectors con i suoi racconti di fuga e libertà. Padanistan di Tomaso Clavarino racconta di un territorio idealizzato ma che geograficamente, culturalmente e giuridicamente rimane indefinito: la Padania. Aurore Dal Mas porta a Cortona un progetto video, I Am Not Seen, che affronta la questione della disumanizzazione e della dematerializzazione del mondo. Marco Garofalo con Energy Portraits, progetto fotografico promosso da Fondazione AEM – Gruppo A2A e WAME (World Access to Modern Energy), affronta invece un tema contemporaneo molto delicato: la sfida globale dell’accesso all’energia.

    LE OPEN CALL DI CORTONA ON THE MOVE

    New Visions: realizzata in collaborazione con LensCulture, piattaforma globale di fotografi e professionisti del settore, affermatasi come una delle più grandi comunità online al mondo per la scoperta della fotografia contemporanea. La open call si è chiusa 15 marzo e ha visto la partecipazione di 775 fotografi da tutto il mondo che hanno partecipato presentando opere originali di tipo documentaristico. Catherine Panebianco con il progetto No Memory is Ever AloneFederico Estol con Shine Heroes esporranno la loro mostra individuali a Cortona On The Move 2021. Alexey Pavlov con Time to be Together e Cristiano Volk con Laissez-faire vedranno i loro lavori pubblicati sul sito web di LensCulture nel corso del 2021.

    Il premio internazionale Happiness ONTHEMOVE è organizzato in collaborazione con il Consorzio Vini Cortona. L’interpretazione del tema è lasciata libera alla visione, creatività e sensibilità degli autori che sono chiamati a riflettere sulla felicità, discostandosi dal suo significato puramente letterale e a svilupparlo nelle sue molteplici sfaccettature. La call si chiude il 14 giugno. Il 22 giugno verranno comunicati i finalisti selezionati da una giuria di photo editor ed editori internazionali, il vincitore sarà annunciato il 30 giugno e il lavoro verrà proiettato il 17 luglio durante il weekend inaugurale di Cortona On The Move 2021.

     

    Medici senza Frontiere, charity partner del Festival

    Medici Senza Frontiere (MSF), Charity Partner del festival, partecipa con una speciale Open call di fotografia “Storie di umanità” che premierà, sabato 17 luglio a Cortona, tre giovani fotografi con la possibilità di realizzare un reportage sui progetti sul campo e con la mostra “GUARDARE OLTRE – MSF & MAGNUM: 50 anni sul campo, tra azione e testimonianza” realizzata in collaborazione con Magnum per i 50 anni dell’organizzazione medico umanitaria.

    72 scatti tra foto storiche d’archivio Magnum sulle principali crisi umanitarie dal 1971 ad oggi e quattro nuove produzioni di Enri Canaj, Thomas Dworzak, Yael Martinez e Newsha Tavakolian, per ripercorrere 5 decenni di collaborazioni in cui MSF e Magnum sono stati testimoni diretti e amplificatori sull’opinione pubblica internazionale di crisi lontane dai riflettori mediatici.

     

    Canon italia a cortona on the move

    L’edizione 2021 dei workshop di Cortona On The Move si svolge in collaborazione con Canon Academy. La Summer School è una delle iniziative realizzate insieme a Canon che affianca per il quinto anno il festival in qualità di Digital Imaging Partner.  Nelle giornate inaugurali del festival saranno organizzati workshop tenuti da Jérôme Sessini e Evgenia Arbugaeva.

    Tutte stampe del festival verranno prodotte all’Officina di stampa utilizzando tecnologie di stampa e carta Canon, il tutto realizzato grazie al grande knowhow di Center Chrome.

    “Siamo convinti che le immagini siano uno dei più potenti strumenti di racconto dell’era moderna.” Afferma Massimo Macarti, Amministratore Delegato di Canon Italia “A distanza di cinque anni dall’inizio della nostra collaborazione, abbiamo visto crescere e trasformarsi questo importante Festival Internazionale, che ha sa-puto portare nel nostro Paese alcuni fra i più significativi nomi della Fotografia attuale. Ci sentiamo molto vicini al tema di quest’anno, che celebra l’individuo in un periodo storico in cui, per necessità, il digitale ci ha allontanati dagli aspetti più personali e sentiti dell’essere umano. Un contributo costante il nostro, che ci rende fieri di continuare a fornire la nostra tecnologia e le diverse esperienze dei nostri Canon Ambassador a un progetto di grande valore storico e culturale.”

     

    Fondazione CR Firenze sostiene cortona on the move

    “Questa è la terza edizione del festival che Fondazione CR Firenze sostiene – afferma Gabriele Gori, Direttore Generale di Fondazione CR Firenze – e le attività svolte ogni anno rafforzano la convinzione del nostro impegno. Cortona On The Move ha saputo posizionarsi nel panorama nazionale e internazionale offrendo non soltanto l’occasione di apprezzare la fotografia contemporanea e la ricerca continua di nuove visioni e forme originali di comunicazione visiva, ma un’esperienza importante di riflessione globale. Dopo l’edizione dedicata lo scorso anno al Covid-19, quest’anno torna al centro il concetto di umanità. Un tema che è vicino all’attività che ogni giorno svolge la Fondazione, poiché proprio l’attenzione verso l’altro guida i nostri progetti e le nostre iniziative. La pandemia ha rivelato le profonde debolezze dell’essere umano, certamente l’arte in tutte le sue svariate forme è uno strumento importante per un nuovo inizio”.

    FONDAZIONE AEM SOSTIENE CORTONA ON THE MOVE

    Fondazione AEM dal 2007 si propone di perseguire la tutela e la valorizzazione del patrimonio e della cultura aziendale di AEM, storica società energetica del Comune di Milano, oggi Gruppo A2A. Sostiene la ricerca scientifica, la formazione specialistica e la promozione di iniziative di educazione ambientale.

    Nelle giornate inaugurali del festival (15-18 luglio) si daranno appuntamento a Cortona i più importanti professionisti della fotografia della scena mondiale, impegnati in eventi, presentazioni, talk, workshop e letture portfolio. Cortona On The Move offre ai fotografi professionisti ed emergenti la possibilità di far valutare il proprio lavoro ai photo editor delle più importanti testate e a esperti del settore a livello nazionale e internazionale nei giorni di inaugurazione del festival. L’iscrizione è aperta a tutti, fino a esaurimento posti. Tra i lettori presenti quest’anno: Manila Camarini  (Picture Editor, D La Repubblica, DLUI);   Andrea Comollo (Head Of Communication, ‎WeWorld Onlus); Lucy Conticello (Director of Photography, M Magazine, Le Monde ); Renata Ferri (Photo Editor IO donna); Gabrielle Fonseca Johnson (Senior Editor, Special Projects and Wider Image, Reuters); Orsoloya Groenewold (Photo Editor, Stern); Sara Guerrini (Parallelozero, Yourpictureditor); Beppe La Rosa (Digital Content Editor, Medici Senza Frontiere); Lars Lindemann (Director of Photography and Deputy Visual Director, GEO and PM); Emanuela Mirabelli (Photo Editor Marie Claire); Maysa Moroni (Photo Editor Internazionale); Andrei Polikanov (Visual Director, Takie Dela);  Paola Romano (Perimetro).

    Le sedi espositive sono dislocate nel centro storico di Cortona e nella Fortezza del Girifalco adiacente alla città. Da Cortona On The Move riparte il Festival della Crescita che fa parte del cartellone degli eventi 2021. Tra gli interventi quello del suo ideatore e presidente di Future Concept Lab Francesco Morace, dell’architetto Michele De Lucchi e dell’artista Felice Limosani.

    Una serie di appuntamenti che segnano la ripartenza e un ritorno alla quasi normalità, dando speranza a tutti dopo l’edizione 2020 segnata dai cambiamenti imposti dall’emergenza Covid-19. Un momento di ripartenza segnato anche dall’avvicinamento di Cortona alle grandi città del nord Italia, grazie al nuovo servizio Frecciarossa di Trenitalia che collega Torino e Milano alla stazione di Terontola in poche ore.

    Cortona On The Move 2021 riprende la sua forma tradizionale espositiva e di eventi. Gli appassionati, i fotografi e le professionalità della fotografia contemporanea torneranno di persona e renderanno ancora una volta Cortona un centro di incontro e di confronto.

    Un segno di fiducia condiviso dalle istituzioni e dai partner che supportano il festival nella sua undicesima edizione, tra cui Regione Toscana, Comune di Cortona, il Main Partner Intesa Sanpaolo, Fondazione CR Firenze, il Charity Partner Medici Senza Frontiere, il Digital Imaging Partner Canon Italia, la Fondazione AEM e il Consorzio Vini Cortona.

    L’associazione culturale ONTHEMOVE nasce nel 2011 con la missione di promuovere le arti visive e in particolare la fotografia. Dall’anno della fondazione, l’associazione organizza il festival internazionale di fotografia Cortona On The Move. Dal 2015 all’associazione è stata affidata la gestione della Fortezza del Girifalco di Cortona e l’attività di ricerca di fondi per l’avanzamento del progetto in corso di restauro del bene, con l’obiettivo di farne un centro internazionale dedicato alla cultura, alle arti visive, alla fotografia. Il presidente dell’associazione è Nicola Tiezzi.

     

  • ORTICOLARIO diventa “diffuso” e concorre al premio Compasso D’Oro 2022

    Alcune decisioni sono particolarmente difficili da prendere. Ma decidere significa esprimere rispetto nei confronti dei propri interlocutori e dare valore a ciò che si fa. È il caso della prossima edizione di Orticolario, rinviata a ottobre 2022. Ciò nonostante, Orticolario c’è, eccome. La manifestazione, infatti, è stata selezionata dall’Osservatorio Permanente delDesign ADI – Associazione per il Disegno Industriale nell’ADI Design Index, preselezione annuale del prestigioso Premio Compasso d’Oro. Fino a fine anno, inoltre, si trasforma in un calendario di eventi sul territorio, “in presenza”, allascoperta della natura e dei saperi delle terre lariane.

    EDIZIONE 2021 RINVIATA AL 2022. I perché del rinvio sono vari. In primis, per ovvi motivi legati all’evolversi della situazione pandemica, non poter garantire agli espositori il consueto numero di visitatori (ricordiamo che nel 2019 si sono sfiorati i 30.000 ingressi). Non è da meno il rischio di non potere soddisfare le aspettative dei visitatori: Orticolario coinvolge più di 230 espositori, oltre a progettisti, artisti, studiosi, ricercatori, e prevede un denso calendario di appuntamenti culturali. Se non ci fosse la possibilità di offrire una proposta poliedrica – e al momento le incognite sono ancora tante – verrebbero meno molte delle componenti che caratterizzano e rendono unica nel suo genere la manifestazione. Si aggiunge una motivazione altrettanto importante: la convinta volontà di rispettare le scelte consolidate degli altri eventi (di settore e non), in merito alla stagione in cui si svolgono, e degli stessi espositori, per molti dei quali la partecipazione a una manifestazione rappresenta una scelta aziendale. Orticolario non invade il giardino altrui, è un evento autunnale e tale vuole rimanere.

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    Sede Legale: L.go Visconti 4, 22012 Cernobbio . P. IVA/C.F. 03200630139 . N° REA: CO-301286 . Capitale Sociale 236.000,00 i.v. Segreteria organizzativa c/o Villa Erba . Cernobbio . Tel. +39 031 3347503 . [email protected] . www.orticolario.it

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    “La decisione di rinviare al 2022, presa a malincuore, è una forma di rispetto verso tutti i nostri interlocutori: espositori, visitatori, artisti, progettisti, partner – spiega Moritz Mantero, presidente di Orticolario. Per noi è davvero fondamentale essere nelle condizioni di poter organizzare un evento che sia al livello dell’edizione 2019 ‘Fantasmagoria’, per cui siamo stati selezionati dal prestigioso Osservatorio Permanente del Design ADI. Orticolario vuole continuare a essere un evento che sorprende ed emoziona, non una sua versione snaturata”.

    Prosegue Anna Rapisarda, visual designer e curatrice dell’evento: “Questo riconoscimento rafforza in noi la convinzione di aver intrapreso la giusta strada, quella di fare cultura in modo innovativo, attraverso la ricerca e la bellezza della forma. Una filosofia progettuale che è componente fondamentale dell’essenza di Orticolario. Per una designer essere selezionata e pubblicata su ADI Design Index è motivo di orgoglio e soddisfazione. E non lo è solo per me, ma per tutta lasquadra, in cui convivono professionalità e passione”.

    LA SELEZIONE NELL’ADI DESIGN INDEX. Qualità intesa come intelligenza, competenza, rigore, aspirazione al bene comune e alla bellezza. Con l’obiettivo, sempre, dello sviluppo sostenibile e responsabile. Sulla base di questi criteril’Osservatorio Permanente del Design ADI ha selezionato i migliori prodotti, ricerche, servizi, manifestazioni e iniziative sociali che possono ambire al celebre Premio Compasso d’Oro, e li ha raccolti nella nuova edizione dell’ADI DesignIndex, recentemente presentata. Tra questi, nella categoria “Exhibition design”, Orticolario con l’edizione 2019 “Fantasmagoria”, dedicata alle bacche e ai piccoli frutti e al tema del “viaggio”, e con l’innovativo progetto virtuale di Orticolario “The Origin”.

    Da non dimenticare, inoltre, che Orticolario 2022 ha ottenuto il riconoscimento di manifestazione internazionale da Regione Lombardia.

    ORTICOLARIO DIFFUSO. Di fronte alla decisione di non organizzare l’edizione a Villa Erba, Orticolario non rimane inerte. Così come l’anno scorso si è inventato una nuova forma e ha lanciato la versione virtuale e immersiva The Origin (a cui si accede dal sito orticolario.it), quest’anno sceglie di effondersi senza limiti di tempo e di spazio sul territorio, proponendo eventi e iniziative che accompagnano verso l’autunno, e proseguono fino alla fine dell’anno.

    A inaugurare questo nuovo modo di proporsi, l’evento “Mal d’Intelvi” sabato 19 giugno, una passeggiata in Val d’Intelvi nell’incantevole Foresta del Maggiociondolo in fiore, unica in Europa, in compagnia del paesaggista Vittorio Peretto.

    Più info: https://orticolario.it/19-giugno-2021-lincontro-mal-dintelvi-si-avvera/

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    Segue, il 27 giugno, “Lanterne”, laboratorio di ceramica per bambini e ragazzi per realizzare un’esclusiva lanterna di terracotta, organizzato con Como Raku, atelier d’arte ed espositore di Orticolario.
    Più info: https://orticolario.it/laboratorio-di-ceramica-per-bambini-e-ragazzi-27- giugno-2021/

    E ancora, il 3 luglio è la volta di “Sulle tue tracce”, laboratorio di scrittura in cammino, alla scoperta di sé nella natura. Scrivere, camminare, sostare tra gli alberi del Bosco Bioenergetico di “Tenuta de l’Annunziata”, dove l’ecodesigner e bioricercatore Marco Nieri (già relatore a Orticolario) ha individuato differenti aree bioenergetiche favorevoli all’organismo. L’incontro è condotto da Daniela Stasi, giornalista esperta in metodologie biografiche e autobiografiche.

    Più info: a breve sul sito, nel mentre contattare la segreteria al numero 031.3347503 o alla mail: [email protected].

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    NOTE ORTICOLARIO

    Orticolario, giunto alla dodicesima edizione, è l’evento culturale dedicato a chi vive la natura come stile di vita. Teatro della manifestazione è il parco botanico di Villa Erba a Cernobbio (CO), dimora ottocentesca affacciata sulle sponde del Lago di Como,residenza estiva del regista Luchino Visconti. Tratto distintivo dell’evento è la proposta di giardini tematici e installazioni artistiche ispirati al tema dell’anno, tra i quali spiccano le realizzazioni dei selezionati al concorso internazionale “Spazi Creativi”. Titolo dell’edizione 2020 e 2021 è “Ipnotica”, il tema è la “Seduzione”, mentre la pianta protagonista è l’Acero. La manifestazione, che nel 2019 ha sfiorato la soglia dei 30.000 visitatori, è arricchita da un’ampia offerta di piante rare, insolite e da collezione, artigianato artistico e design con più di 290 espositori rigorosamente selezionati, da un fitto calendario di incontri e da numerosi laboratori didattico-creativi per i bambini, oltre a performance, proiezioni di film nelle segrete della Villa Antica e show floreali. Al centro della rassegna, l’arte, capace di andare oltre e di abbattere i confini tra interno ed esterno. Durante i tre giorni di evento e per tutto il resto dell’anno vengono raccolti contributi per il Fondo Amici di Orticolario, che sostiene progetti per la promozione della cultura del paesaggio e per cinque associazioni benefiche del territorio.

    NOTE ORTICOLARIO “THE ORIGIN”

    Nel 2020, causa emergenza sanitaria, l’evento è diventato Orticolario “The Origin”: una nuova forma, virtuale e continuativa, ma sempre e comunque una “fucina” di linguaggi, ingegni e talenti, un’esperienza del paesaggio e per il paesaggio. Quindi, Orticolario tutto l’anno, fruibile da ogni parte del mondo da computer e da qualsiasi dispositivo, compresi i visori VR (realtà virtuale). Si tratta della prima e unica piattaforma online culturale-commerciale gratuita, realizzata in un centro espositivo inserito in un parco storico. Sviluppata da Tievent con tecnologia Matterport 3D, grazie a una mappatura

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    sperimentale e pioneristica, consente all’utente di fare un virtual tour 3D in qualsiasi angolo di Villa Erba e del suo parco, di passeggiare davanti al lago e tra alberi secolari, mentre s’incontrano eventi e proposte di vivaisti, artigiani, progettisti. E i numeri da cui il progetto è partito sono più che generosi: dal 2019 il sito web orticolario.it ha registrato circa 460.600 pagine visualizzate, i social (tra Facebook e Instagram) hanno superato i 24.000 follower, il canale YouTube ha ottenuto circa 126.900 visualizzazioni, mentre la newsletter conta oltre 17.700 iscritti. La piattaforma The Origin, dal 15 ottobre, giorno in cui è stata attivata, ha raggiunto le 45.148 visualizzazioni.

    COLPO D’OCCHIO ORTICOLARIO

    Orticolario “The Origin”, versione online di Orticolario
    Orticolario 2022: 30 settembre-2 ottobre Villa Erba, Cernobbio (CO), sul Lago di Como Info visitatori: tel. +39 031 3347503, mail: [email protected]
    Website: www.orticolario.it
    Facebook: http://www.facebook.com/Orticolario
    Instagram: https://instagram.com/orticolariocomo/
    Twitter: http://twitter.com/Orticolario
    Pinterest: http://www.pinterest.com/orticolario13
    YouTube: Orticolario
    LinkedIn: https://www.linkedin.com/company/orticolario?trk=top_nav_home

  • Dossena: iniziati i lavori al ponte tibetano più lungo del mondo

    Presso il Comune di Dossena, in provincia di Bergamo, al via i lavori a quello che sarà il ponte tibetano più lungo al mondo a pedata discontinua e senza tiranti laterali. Lungo 505 metri e con un’altezza massima di 120 metri, collegherà il centro del paese con il roccolo della “corna bianca”, sorvolando la cava di gesso. Una vista mozzafiato che consentirà di ammirare i paesaggi suggestivi delle Prealpi Orobiche, con vista sulle vette dei monti La Grigna, Gioco, Alben e Arera, fino al fondovalle di San Pellegrino.

    Diventerà il ponte sospeso più lungo al mondo. L’opera, la cui struttura è stata ideata dall’ingegnere Francesco Belmondo della BBE Srl che ne ha seguito i lavori di progettazione – pronta per la fine dell’estate 2021 –, sarà realizzata con sette funi d’acciaio (due per il sostegno delle pedate intervallate dal vuoto, due per il corrimano e tre come funi di sicurezza). Grande attenzione per la sicurezza, grazie alla collaborazione con la Montefuni, ditta torinese specializzata. Il percorso sarà infatti praticabile solo indossando un’imbracatura ed è previsto l’inserimento di una linea vita continua che, attraverso l’utilizzo di un moschettone, permetterà di percorrere i 505 metri in totale sicurezza.

    Elemento cardine del progetto, è il recupero – seppur verso una via aerea – di una parte del tracciato dell’antica Via Mercatorum, andata perduta negli anni in seguito alla realizzazione della strada provinciale che collega Dossena a Serina. Diversi gli aspetti innovativi, tra cui la valorizzazione del territorio inclusa la parte di cava.

    Questa è solo una delle opere di un progetto molto più ampio di rilancio turistico del Comune di Dossena e di tutta la Valle. Il turismo è infatti una risorsa fondamentale per le nostre montagne: realizzare nuove attrazioni e opere, valorizzare aree e luoghi sconosciuti ma di grande bellezza, fornendo servizi di qualità, può essere una grande opportunità per i nostri giovani che continuano a vivere le nostre montagne ma anche per i turisti, di riscoprire luoghi a lungo dimenticati” spiega il Sindaco di Dossena, Fabio Bonzi.

    A sostenere l’iniziativa Regione Lombardia “L’estate 2020 – a causa della pandemia da Covid 19 – è stata caratterizzata da una riscoperta del turismo di prossimità che ha riguardato principalmente le aree di montagna e i laghi. Una opportunità per i lombardi di riscoprire territori splendidi e ricchi di attrattività, in passato troppo spesso sottovalutati. Siamo convinti che questo trend positivo continuerà anche nella stagione estiva in arrivo e come Regione Lombardia siamo in prima linea per promuovere il turismo nei territori montani lombardi che purtroppo hanno subito un lungo fermo nella stagione invernale. Rilanciare il turismo montano attraverso la realizzazione di infrastrutture, attrattività, opere è una priorità e un’importante opportunità per creare lavoro e per favorire il ripopolamento delle aree montane” afferma l’Assessore agli Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni, Massimo Sertori che sarà in visita al cantiere mercoledì 16 giugno.

    Un’opera questa, realizzata anche grazie al contributo di Cassa Depositi e Prestiti che ha stipulato con il Comune un finanziamento per la realizzazione del ponte tibetano.

    La realizzazione del ponte tibetano rientra in un percorso strutturato di rilancio del turismo a Dossena, attraverso un piano a lungo termine di sviluppo territoriale-locale (PSTL) ideato da quattro giovani del paese che hanno voluto sognare in grande, realizzando un progetto da 10 milioni di euro che ha trovato riscontro positivo in Regione Lombardia, tramite l’assessore Sertori, riuscendo a conquistare anche il suo sostegno economico. Il piano prevede la riqualificazione di strutture ricettive esistenti e la realizzazione di nuove strutture e servizi, la valorizzazione del paesaggio attraverso la promozione del territorio e dell’ambiente e – infine – il rilancio dell’attrattività attraverso il recupero e la valorizzazione del patrimonio esistente. In questo ultimo ambito rientrano, ad esempio, l’area mineraria Paglio Pignolino nella quale sono terminati i lavori di ristrutturazione delle casette esterne, che diventeranno sede di un museo e di laboratori. Proseguono i lavori per la riqualificazione delle aree interne delle miniere, per la sistemazione e messa a norma della galleria mineraria con l’intenzione già per la fine dell’estate di avviare le visite guidate. In corso anche i lavori per la messa a punto del parco avventura in miniera, primo in Italia e secondo in Europa a poter vantare questa ambientazione caratteristica, con l’installazione di ponti sospesipareti in aderenza e voli in carrucola, per il quale si auspica l’apertura già nei prossimi mesi.

  • Impossibili o Invisibili?

    Gentilissime, Gentilissimi,

    con piacere rinnoviamo l’invito all’evento virtuale “Impossibili o Invisibili?”, di giovedì 10 giugno, alle ore 12.00, organizzato dalla Cooperativa Sociale Arimo per rendere più visibile il fenomeno degli adolescenti in difficoltà e a rischio di devianza e fare un punto sulle possibili soluzioni per affrontarlo.

    Dal 2003 la Cooperativa Sociale Arimo aiuta a riscrivere i destini di ragazzi e ragazze, italiani e stranieri, in difficoltà, accogliendo e accompagnando verso l’autonomia minori a rischio di devianza, minori allontanati dal nucleo famigliare, minori stranieri non accompagnati, minori sottoposti a misure penali. Storie difficili, spesso considerate impossibili da reindirizzare, ma solo perché non sono viste nella loro interezza.

    Per questo Arimo, Cooperativa Sociale che gestisce servizi e progetti educativi ed è spazio di pensiero e laboratorio di progettazione di risposte e strategie di intervento per contrastare il disagio minorile, fotografa il fenomeno in Italia presentando dati inediti e chiama a raccolta istituzioni e personalità di spicco nel panorama nazionale per gettare le basi di un nuovo futuro per gli adolescenti in difficoltà nel nostro Paese.

    Intervengono:

    • Lamberto Bertolè, Presidente Cooperativa Sociale Arimo
    • Federico Capeci, CEO Kantar
    • Maria Carla Gatto, Presidente del Tribunale dei Minori di Milano
    • Laura Laera, Già Presidente del Tribunale dei Minori di Firenze e Commissario e già Vicepresidente Commissione Adozioni Internazionali
    • Joseph Moyersoen, Giurista, formatore, Già Presidente Associazione Internazionale Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia, Giudice Onorario presso il Tribunale dei Minori di Genova
    • Roberto di Bella, Presidente del Tribunale dei Minori di Catania, promotore del progetto “Liberi di scegliere”
    • Francesca Perrini, Dirigente del Centro per la Giustizia Minorile della Lombardia

    Modera il giornalista Ferruccio de Bortoli.

  • Domitys Quarto Verde lancia la sfida: cosa si prova ad avere più di 80 anni in…cinque minuti? una sorprendente esperienza con il simulatore d’età

    Attività sportiva, hobby e passioni, ma anche lavoro, famiglia e amici: sono questi gli ingredienti dello stile di vita “ideale”, per mantenersi attivi, nel corpo e nella mente, e arrivare agli anni d’argento in pienissima forma.

    Del resto, si sa, con l’avanzare degli anni, è inevitabile assistere all’insorgere di difficoltà fisiche: da qualche acciacco che rende faticoso muoversi, a vista e udito che non sono più infallibili come un tempo. Per capire quanto anche il più piccolo di questi “sintomi da invecchiamento” possa pesare sulla vita di tutti i giorni, arriva l’innovativa esperienza proposta da Domitys Quarto Verde, il primo “Senior Serviced Residence” d’Italia, con sede a Bergamo, dedicato esclusivamente ai senior attivi (ovvero over 65 autonomi o con lievi fragilità) e progettato appositamente per offrire la possibilità di vivere con serenità, in compagnia, sicurezza e libertà gli anni da “over”.

    Da lunedì 7 a sabato 19 giugno, sarà possibile provare gratuitamente l’esperienza del “simulatore d’età” e capire, in pochi minuti, cosa vuol dire avere ottant’anni o più. Si tratta infatti di una speciale tuta che, inibendo abilità motorie, vista e udito, permette di comprendere sulla propria pelle il significato della parola invecchiare e scoprire come molte “semplici” attività – come leggere un giornale, guardare la tv, sdraiarsi a letto -, non siano poi così “semplici” e scontate con qualche decina d’anni in più sulle spalle.

    Una breve ma intensa immersione nella vita da over 80 sarà l’occasione per scoprire come anche piccole accortezze negli spazi della propria casa possano essere di grande aiuto, ma, soprattutto, per comprendere l’importanza del cd. “invecchiamento attivo”, la filosofia, fortemente promossa da Domitys, che prevede una vita scandita da attività che mantengono corpo e mente allenati: movimento, alimentazione equilibrata, cultura e socialità possono diventare un elisir di lunga (e salutare) vita. E per chi non fosse persuaso, Domitys Quarto Verde invita tutti gli “under” alla sfida: cosa si prova ad avere più di 80 anni in 5 minuti?

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    L’esperienza con il simulatore d’età è totalmente gratuita, previa prenotazione (tel. 035-2296601 o via email: [email protected]), e disponibile tutti i giorni, escluso domenica, da lunedì 7 a sabato 19 giugno, dalle 10.00 alle 18.00. Dura 30 minuti e si svolge in un appartamento di Domitys Quarto Verde (via Pinamonte da Brembate, 5 – Bergamo), una persona alla volta. Tutte le misure di sicurezza sanitaria sono in atto per garantire la sicurezza dei visitatori e quella del personale.

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    Fondata nel 1998, Domitys è leader in Francia nelle soluzioni abitative che integrano servizi per la terza età attiva. Il Gruppo nasce da AEGIDE, realtà da 3.000 dipendenti, il cui azionista di maggioranza è NEXITY, gruppo francese leader del mercato immobiliare. Domitys risponde alle nuove esigenze dettate dall’invecchiamento della popolazione, mettendo a disposizione di senior ancora autosufficienti soluzioni abitative confortevoli e indipendenti, aprendo così la strada a un nuovo modo di vivere la terza età, in piena libertà e con la garanzia di una vita sociale attiva.

  • Avis Comunale Bergamo, domenica 13 giugno, invita allo spettacolo “Rosso sorriso: la meraviglia del donare” con Oreste Castagna e Laura da Rai YoYo

     “Rosso sorriso: la meraviglia del donare” è il titolo dello spettacolo organizzato da Avis Comunale di Bergamo in occasione della Giornata mondiale del donatore di sangue, che si celebra ogni anno il 14 giugno per aumentare la consapevolezza sull’importanza del dono.

    Un evento gratuito aperto a tutti, che si terrà domenica 13 giugno, alle ore 17:00 al Parco della Fara di Bergamo (viale delle Mura, 46), con obbligo di prenotazione sul sito www.avisbg.it a partire dal 1° giugno. All’evento saranno presenti anche le telecamere del Progetto Nazionale Rosso Sorriso – La Casa dei Regali, che effettueranno riprese video da inserire nel film omonimo “Rosso Sorriso – La Casa dei Regali”, prodotto da Avis Nazionale, Avis Regionale Lombardia, Avis Provinciale Bergamo, con il patrocinio del Miur e di Rai Ragazzi.

    Tra gli altri, protagonisti – direttamente da Rai YoYo – Oreste Castagna, conduttore televisivo, autore, regista beniamino della tv dei ragazzi e Laura Carusino, il volto televisivo più amato dai bambini; Mago Marcello Bolle Show; Mago Tornadò Magie Magiche e Mago Celestino Giochiamo. Uno spettacolo dunque su misura per famiglie, bambini e ragazzi, ma adatto a tutti coloro che vogliono passare una domenica in allegria e impegnati per una buona causa.

    “Per questa edizione, abbiamo deciso di organizzare uno spettacolo dedicato ai giovani e ai bambini, perché fin da piccoli è possibile scoprire l’importanza e la meraviglia del dono. Creare consapevolezza sulla necessità di sangue ed emoderivati è l’intento primario che accompagna questa giornata, che ogni anno celebriamo con manifestazioni e iniziative. Abbiamo organizzato un evento all’aperto, con obbligo di prenotazione per garantire il rispetto delle normative anti-Covid e al quale si potrà assistere seduti sull’erba su coperte di colore rosso, che tutte insieme formeranno una goccia, simbolo dell’unione che può davvero fare la differenza” spiega Paolo Comana, Presidente di Avis Comunale di Bergamo.

    Slogan dell’edizione 2021 è “Dai il sangue e continua a battere il mondo”, perché sono proprio i donatori di sangue a mantenere vivo il mondo, grazie alla loro generosità. Donare il sangue significa salvare vite e migliorare la salute, propria e di chi ci sta intorno. Focus speciale della campagna, il coinvolgimento di un numero sempre maggiore di giovani, che rappresentano il presente e il futuro di Avis e delle donazioni.

    Per informazioni, prenotazioni e per scoprire il programma completo: www.avisbg.it

    Facebook @avis.comunalebergamo

    Instagram @aviscomunalebergamo

  • ATS Pavia promuove “Gioca sano e vai lontano” per il contrasto alla ludopatia sul territorio

    In occasione della Giornata Mondiale del Gioco – istituita nel 1998 – e celebrata ogni 28 maggio, ATS Pavia presenta il progetto “Gioca sano e vai lontano”. Obiettivo, sottolineare l’importanza del diritto al gioco, per bambini e adulti, giovani e anziani che – attraverso il gioco – possono riappropriarsi di tempi e spazi di qualità, spesso accantonati dagli impegni della vita quotidiana.

    Spiega Mara Azzi, Direttore Generale di ATS Pavia“ATS Pavia ha scelto di aderire a questa giornata, che per la prima volta approda nel territorio Pavese, per ricordare l’importanza del gioco per la crescita dei più piccoli, ma anche nella vita di un adulto: con il gioco si allenano mente e corpo, si sviluppa la fantasia e la comunicazione. Un bisogno che ci si porta dietro anche nell’età adulta in cui i momenti di evasione, leggerezza e rilassamento sono sempre più rari ma di fondamentale importanza. Attraverso questa giornata, vogliamo coinvolgere quante più realtà possibili presenti sul territorio pavese che – a seconda delle proprie peculiarità – proporranno attività e iniziative: un’occasione, dunque, per rilanciare un territorio fortemente provato dalla pandemia da Covid-19 e per ridare slancio ad Associazioni e Enti, dando visibilità alle loro competenze e servizi”.

    La giornata celebrativa del gioco, rientra nell’ambito della realizzazione del Piano Locale GAP (Contrasto del Gioco d’Azzardo Patologico), promosso da ATS Pavia per contrastare il fenomeno della ludopatia attraverso, educazione nelle scuole, campagne di comunicazione, sensibilizzazione e marketing sociale, prevenzione nei luoghi di lavoro, collaborazione con Ambiti distrettuali ed enti locali e percorsi di cura in strutture selezionate. “Attraverso la celebrazione della Giornata Mondiale del Gioco, ATS Pavia vuole contrappore l’aspetto ludico del gioco alla dimensione edonistica che invece caratterizza il gioco d’Azzardo, con le inevitabili ricadute sul singolo, sulla famiglia e sulla società. Questa giornata oltre a valorizzare il gioco sano, si configura come momento di riflessione, informazione e sensibilizzazione su un fenomeno in crescita come il Gioco d’Azzardo Patologico e rappresenta un valore aggiunto al nostro piano locale GAP poiché contribuisce alla promozione di conoscenze e competenze atte a sostenere il processo di alfabetizzazione alla salute che coinvolge sempre più cittadini di tutte le fasce di età”. aggiunge la Dott.ssa Ilaria Marzi, Direttore Sociosanitario di ATS Pavia.

    Attraverso l’Ufficio Scolastico Territoriale, le azioni del Piano Locale GAP hanno coinvolto scuole e studenti, che si sono attivamente impegnati per divulgare le informazioni a contrasto del gioco d’azzardo attraverso la produzione di materiale promozionale: i prodotti migliori sono stati premiati in mattinata, in diretta sulla pagina Facebook di ATS Pavia.

     

    Spiega il Dott. Armando Gozzini, Direttore Sociosanitario di ASST di Pavia: “un’importante occasione per presentare le attività svolte dalla rete di servizi composta dalla ATS di Pavia e dai servizi afferenti all’Area Dipendenze del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze di ASST di Pavia nell’ambito del Piano Locale GAP (Contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico). Preme sottolineare come l’emergenza sanitaria COVID-19 e le relative disposizioni normative adottate allo scopo di contenere la diffusione del virus, abbiano notevolmente aumentato il fenomeno del gioco d’azzardo online, che ha visto un’importante impennata nei periodi di lockdown, aggiungendo tra i suoi consumatori anche i giocatori che fino a quel momento avevano sempre giocato nella dimensione “reale” e che presumibilmente, continueranno comunque a usufruire di entrambi i sistemi di scommessa, rivolgendosi, a seconda delle loro esigenze, al “virtuale” o al “reale”.  Ritengo pertanto che, attraverso gli sportelli GAP, costituiti nell’ambito della realizzazione del Piano Locale di Contrasto al Gioca d’Azzardo Patologico, oltre a essere mantenute e rinforzate le attività già in essere, debbano essere implementate le attività di contrasto del gioco d’azzardo “online”, coerentemente con il periodo storico.

    A chiudere la conferenza il Sindaco di Vigevano e Presidente dell’assemblea dei Sindaci dell’ambito lomellino Andrea Ceffa, che ha presentato l’iniziativa “Progetto GAP Provincia di Pavia” – collocata all’interno del “Piano di azioni locali di Sistema in materia di prevenzione e contrasto al gioco d’azzardo patologico”. Il progetto prevede tre aree d’intervento: regolamentazione e controllo, contrasto al gioco patologico, organizzazione delle informazioni. “Il Comune di Vigevano, in qualità di capofila dell’Ambito Distrettuale della Lomellina, con tutti gli altri Comuni, è impegnato da parecchi anni nell’azione di contrasto e di prevenzione al gioco d’azzardo patologico, partendo dalle opportunità offerte dalle iniziative regionali sulla tematica. Nel 2019 Regione Lombardia ha selezionato il nostro Ambito per la costruzione e la sperimentazione di un modello di organizzativo territoriale per la programmazione e gestione sul territorio delle azioni di prevenzione e contrasto al gioco d’azzardo patologico in rete con gli Enti del Terzo Settore, che ci ha visto divenire capofila della recente iniziativa sull’intero territorio provinciale (Progetto GAP provincia di Pavia). L’iniziativa coinvolge tutti gli Enti competenti (Ambiti, ATS, ASST e Istituzioni Scolastiche) nonché le Associazioni del privato sociale impegnate nell’attuazione delle misure di contrasto. Un modello di valorizzazione della rete provinciale che darà i suoi frutti nel prossimo futuro contro questa piaga nazionale che, come risulta, colpisce maggiormente il territorio pavese, amplificando le già critiche situazioni di disagio sociale rilevate. Ben venga, dunque, l’ottima iniziativa di promuovere il “Gioco Sano” quale ulteriore stimolo per ridurre i problemi derivanti dalla ludopatia.”

    Per informazioni: www.ats-pavia.it

  • Un desiderio che si realizza è una cura straordinaria con Make-A-Wish Italia

    I sogni dei bambini sono tra le cose più preziose al mondo. C’è chi sogna di diventare astronauta, chi di curare le tigri, chi di giocare con i propri idoli in serie A, chi di salire in sella al suo cavallo. Poco importa quanto grandi siano i loro sogni: essi vivono per sempre, perché restano ancorati alla memoria come un’esperienza indimenticabile.

    Fortificare quei sogni e renderli realtà è la mission di Make-A-Wish® Italia, Onlus con sede a Genova che dal 2004 opera su tutto il territorio nazionale per realizzare i desideri di bambini e ragazzi affetti da gravi patologie.

    Il numero di richieste che ogni giorno giunge all’Associazione è sempre più alto e per continuare con un lavoro che da diciassette anni ha visto realizzati quasi 2500 desideri e necessita di risorse e sostegno per continuare a fare la differenza nella vita di tanti bambini, è importante veicolare l’importanza di un desiderio realizzato. Con la potenza dell’immaginazione, il desiderio diventa sempre più grande e sposta l’attenzione dalla malattia alla felicità, rivelandosi una cura straordinaria, come mostra la nuova campagna di comunicazione di Make-A-Wish® Italia “Il Super Desiderio”.

    Quando un bambino malato vede un suo desiderio diventare realtà non prova solo gioia e spensieratezza, ma spesso viene pervaso da un’incredibile forza che diventa capacità di reagire con più determinazione alla malattia: viene così a crearsi un circolo virtuoso che, parallelamente al percorso di cure mediche, può fare la differenza. Questa positività abbraccia anche i familiari del bambino e chi gli sta vicino, restituendo quella sensazione di normalità che si credeva fosse persa per sempre.

    «La motivazione e la passione che da anni guidano Make-A-Wish e tutte le persone coinvolte è ciò che continua a guidarci. Quando una malattia entra nella vita di un bambino o di un adolescente, si porta via la sua serenità, la sua spensieratezza, crea ansie e preoccupazioni che coinvolgono l’intera famiglia. Ciò che mette in moto la realizzazione di un desiderio, dal Wish Journey al Wish Day, è eccezionale ed è per sempre.
    Forse sarà più semplice, dopo quest’ultimo anno così difficile, comprendere una minima parte della vita di questi bambini, ormai abituati a indossare mascherine, a trascorrere lunghi periodi in ospedale e a vivere isolati. Per questo è fondamentale non lasciarli soli e aiutarli, con tutti i mezzi, a vivere la vita che si meritano.» ‒ dichiara Sune Frontani, Presidente e Co-Fondatrice di Make-A-Wish® Italia – Onlus.

    È possibile aiutare Make-A-Wish® Italia in diversi modi:

    – donando il 5×1000 della propria dichiarazione dei redditi, senza sostenere alcuna spesa (cod. fiscale Make-A-Wish® Italia Onlus 95090980103)

    – con una donazione regolare, bastano 9 euro al mese

    – adottando un desiderio

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    Make-A-Wish® Italia è un’organizzazione no profit nata nel 2004 che realizza desideri di bambini e ragazzi tra i 3 e i 17 anni d’età affetti da gravi patologie. Il valore di un desiderio è enorme: un sogno esaudito fa capire che nulla è impossibile, e ha il potere di migliorare la qualità della loro vita. Infatti, specifiche ricerche hanno dimostrato che le emozioni positive che ne derivano, generano concreti benefici per i bambini malati e le loro famiglie: l’89% dei bambini diventa emotivamente più forte, l’81% dei genitori afferma che i bambini affrontano meglio le terapie e il 98% delle famiglie torna a sentirsi di nuovo una “famiglia normale” (Fonte: Wish Impact Study Result, March 2011 – MAW America). A conferma della sua serietà e affidabilità, destina una percentuale altissima delle proprie spese alla Missione (73% nel 2020). Make-A-Wish® Italia è affiliata a Make-A-Wish®International – una delle organizzazioni benefiche più note al mondo presente in 50 Paesi, con 40 affiliate, 45.000 volontari e 500.000 desideri realizzati.

    http://www.makeawish.it

  • CUS Bergamo: pronti a ripartire. Il 1° giugno riapre la sala fitness

    Sicurezza, attenzione e prudenza ma anche tanta voglia di ricominciare a fare sport: questo lo spirito del CUS Bergamo, il Centro Universitario Sportivo con sede a Dalmine, che il prossimo 1° giugno ripartirà con attività sportive e corsi.

     

    Martedì 1° giugno infatti, il CUS riaprirà la sala fitness, secondo i consueti orari: fino al 30 giugno, dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 22.30, sabato dalle 9 alle 17, domenica dalle 9 alle 13; mentre a luglio e agosto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 21, sabato dalle 9 alle 13.

     

    Un ritorno alla normalità seppur con alcune, momentanee, limitazioni: “Il Cus attualmente è centro vaccinale: come rappresenta per noi motivo di grande orgoglio essere in prima linea nella lotta al Covid-19, lo è anche favorire la ripresa delle normali attività, tra cui, appunto, quelle sportive. – sottolinea il Rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini, che aggiunge – Parte degli spazi rimarranno comunque riservati alle vaccinazioni: per questo motivo sono stati rimodulati e riprogrammati alcuni percorsi, per far sì che gli spazi dedicati alla somministrazione dei sieri anti-Covid e quelli riservati alla palestra restino ben separati”.

     

    “Siamo convinti che i nostri iscritti capiranno la situazione e porteranno pazienza fino alla normale ripresa delle attività – aggiunge Claudio Bertoletti, Presidente del CUS Bergamo Abbiamo predisposto un nuovo planning di corsi nella nuova struttura all’esterno, adiacente alla sala fitness, che sostituirà i corsi precedenti. Il protocollo di contingentamento degli accessi e il rispetto delle regole per l’utilizzo degli attrezzi in sala fitness garantiranno la sicurezza del personale e degli sportivi. Misurazione della temperatura, utilizzo della mascherina fino all’accesso nello spazio di allenamento e durante i momenti di “riposo”, pulizia della postazione e degli attrezzi subito dopo l’utilizzo, distanziamento: queste sono alcune delle azioni necessarie per una ripartenza – sportiva – del CUS in totale sicurezza. Così come l’accesso alla palestra, anche l’ingresso nello spogliatoio sarà contingentato, mentre per il momento non è ancora consentito usufruire delle docce”.

     

    A giugno saranno attivati due corsi alla mattina (dalle 9 alle 9.45 e dalle 10 alle 10.45) e due corsi alla sera (dalle 18:15 alle 19 e dalle 19:15 alle 20). I corsi all’aperto saranno sospesi in caso di pioggia. Sarà possibile accedere solo attraverso una prenotazione online, così da garantire il controllo degli accessi, creando un account personale sul sito: www.cusbergamo.it nella sezione SERVIZI ONLINE. Per prenotarsi è necessario essere in possesso di un certificato medico: per chi ne avesse bisogno è possibile prenotare una visita medica nella struttura del CUS.

    In via del tutto eccezionale, anche gli iscritti con abbonamenti “Solo corsi” potranno usufruire dell’accesso alla sala fitness, considerata l’impossibilità di occupare gli spazi destinati al centro vaccinale.

     

    Per accedere alla struttura, gli iscritti dovranno recarsi al cancello pedonale di via Kennedy 19/A.

    Attualmente il parcheggio interno del CUS non è utilizzabile, perché occupato da una tensostruttura di accoglienza al centro vaccinale, così come l’ultimo tratto di via Kennedy.

     

    Per informazioni e istruzioni sull’accesso:

    Video YouTube https://youtu.be/R_RtHX_-U4I

    Sito www.cusbergamo.it

  • Degustazioni, visite guidate, musica e la nuova Big Bench In occasione di Cantine Aperte 2021,
 Torrevilla invita a un weekend nei sapori, nelle tradizioni e nella natura dell’Oltrepò Pavese

    Torrevilla, l’Associazione di viticoltori che riunisce oltre 200 vignaioli nel cuore dell’Oltrepò Pavese, è pronta ad accogliere alla Cantina di Codevilla gli amanti del buon vino e del buon cibo, della natura e della tradizione, per Cantine Aperte 2021, l’evento organizzato dal Movimento Turismo del Vino sabato 29 e domenica 30 maggio. Per l’occasione, infatti, Torrevilla ha organizzato un fitto programma di eventi ed attività pensate per soddisfare tutti i gusti e tutte le età.

    Si inizia sabato 29 maggio, alle 10.30, presso Località Monte della Guardia (Codevilla, Fraz. Mondondone), con l’inaugurazione della Big Bench di Codevilla, la panchina gigante realizzata grazie all’importante sostegno di Torrevilla. Alla cerimonia di inaugurazione, le autorità comunali e il Direttivo di Torrevilla celebreranno con un brindisi e un aperitivo questo progetto “fuori scala” (alto 2 metri e largo 4), parte del Big Bench Community Project, iniziativa nata per sostenere le comunità locali, il turismo e le eccellenze artigiane attraverso Grandi Panchine ideate dal designer americano Chris Bangle che hanno ispirato appassionati e trasformato semplici oggetti in vere e proprie icone.

    Gli appuntamenti proseguiranno nel pomeriggio, dalle 15, alla Cantina di Codevilla, con attività all’aria aperta: camminate libere dalla cantina alla Big Bench, per godere del paesaggio con tutti i sensi in un percorso di quasi tre chilometri immersi nella natura, e visite guidate, della durata di trenta minuti circa, alla Cantina e alla Torre Vinaria. Non solo movimento, ma anche tanto divertimento con i Giochi del Sorriso: 60 giochi principalmente in legno di Un Tempo per le Famiglie che, grazie al prezioso aiuto di abili e appassionati artigiani, faranno divertire bambini e adulti in tutta sicurezza per tramandare il calore e l’importanza delle antiche tradizioni. Saranno poi presenti per tutto il pomeriggio i punti degustazione vini “Sorridi e Degusta” per gustare in compagnia i veri sapori del territorio. E non mancherà, ovviamente, il cibo, con lo street food di qualità. Infine, a partire dalle 18, l’Aperitivo del Sorriso, con il vino gaudente e allegri stuzzichini nel Cortile della Cantina, chiuderà la prima giornata di appuntamenti tra gusto, natura, tradizione e divertimento.

    Domenica 30 maggio si replica con tutte le attività a partire dalle 10 del mattino, sempre alla Cantina di Codevilla, dove arriveranno un coreografico apecar, che servirà gelati, waffle e altre dolcezze, e, dal pomeriggio, anche le danze della tradizione, la musica folk e i canti tipici di Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna con i Bandabrisca.

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    Informazioni per i visitatori

    L’ingresso alla Cantina di Torrevilla è libero e gratuito.

    Per partecipare a Cantine Aperte è necessario versare una quota di iscrizione di 15 euro che dà diritto a: “kit dell’enonauta” (con mappa, tascavino e calice di Cantine Aperte), degustazione di 3 vini (ulteriori degustazioni sono acquistabili in loco), visita alla Cantina e alla Torre Vinaria, accesso ai punti di degustazione vini “Sorridi e Degusta”, Aperitivo del Sorriso.

    La cerimonia di inaugurazione della Big Bench, le camminate dalla Cantina di Codevilla alla Big Bench e i Giochi del Sorriso sono a partecipazione libera e gratuita. 

    La prenotazione non è obbligatoria, ma consigliata: lo staff si riserverà di contingentare gli ingressi per evitare assembramenti e garantire il pieno rispetto delle disposizioni sanitarie.

    Per informazioni e prenotazioni è possibile telefonare ai numeri 0383 77520 – 0383 373001, scrivere a [email protected] o visitare il sito www.torrevilla.it.

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    TORREVILLA è l’associazione di viticoltori punto di riferimento per la viticoltura oltrepadana da 114 anni. Riunisce 200 vignaioli che ogni giorno, con fatica e dedizione, si dedicano alla coltivazione della vite su oltre 600 ettari di terreno sparsi su nove comuni lombardi. Tra le più dinamiche realtà dell’Oltrepò Pavese vitivinicolo (circa 50.000 quintali di uve lavorate ogni anno e una produzione annua attorno ai 2.500.000 di bottiglie), Torrevilla rivendica con orgoglio il suo profondo legame con il territorio, la secolare esperienza tramandata di padre in figlio, e la voglia di guardare al futuro investendo in tecnologie e collaborazioni che rendano la viticoltura sempre più efficiente e sostenibile.

    www.torrevilla.it

  • Ice Cube: «Innovazione e sostenibilità, le nostre chiavi per ripartire»

    Innovazione e sostenibilità sono le leve su cui il mondo intero scommette per la ripartenza nel post Covid-19. Le uniche che potrebbero arginare le perdite portate dalla pandemia. Perdite che per il settore HoReCa si stima possano ammontare a 31 miliardi di euro nel 2020 e ad altri 20 miliardi tra gennaio e maggio 2021. Una strada su cui sta investendo anche Ice Cube, azienda leader nella produzione, vendita e distribuzione di ghiaccio alimentare confezionato. Alle nuove tendenze di consumo innescate dalle esigenze di distanziamento e dalle restrizioni anti-contagio devono corrispondere, infatti, nuovi prodotti, nuovi packaging e nuovi approcci comunicativi.

    Così, per rispondere a un consumo “on the go” ‒ che per molti mesi è stata l’unica modalità possibile per la consumazione di bevande acquistate presso i locali ‒ Ice Cube ha ideato nuovi prodotti, come Flat pack, l’innovativa produzione di ghiaccio alimentare che permette di ridurre del 38% il volume occupato dal prodotto sottovuoto, e Ice Cup, bicchiere monouso sigillato contenente ghiaccio tipologia Tube Ice. Inoltre, per far fronte alla tendenza sempre più diffusa dell’aperitivo a casa, dando al consumatore la possibilità di avere a disposizione tutti i prodotti necessari per il proprio “happy hour” ‒ ghiaccio, drink e food – Ice Cube ha sviluppato in partnership con il retail la soluzione Mix at Home.

    Per venire incontro agli operatori e sostenere la ripresa, ha lanciato la linea LAB, che offre dei la gamma di ghiaccio premium più ampia e qualitativa del mercato ad un prezzo molto competitivo.

    Ghiaccio puro e cristallino in vari formati : Cube Deluxe, 5x5x5 cm; Old Fashioned, 5x5x7 cm ; High Ball 4x4x10 cm; Collins 4x4x1 2 cm; Sphere di diametro 5,5 cm – Minima diluizione e massimo effetto scenico .

    C’è poi l’Ox Ice, un innovativo e brevettato processo produttivo: arricchendo l’acqua con ossigeno attivo, prima del congelamento, si conferisce al ghiaccio una barriera naturale contro le contaminazioni accidentali che possono avvenire durante il processo di produzione e stoccaggio, o durante l’utilizzo professionale del prodotto.

    Si tratta di offerte che si aggiungono a una linea già molto ampia e trasversale: Ice Cube Classic è la linea completa pensata per i professionisti, con High Perfomance, cilindretti forati di acqua purissima, dall’alto potere refrigerante; Crushed, gemme di ghiaccio ; Full Cube, cubetti di ghiaccio pieno e cristallino; Balls, sfere di ghiaccio 4,5 cm .

    Ma anche in fatto di distribuzione Ice Cube ha ampliato i canali. I suoi prodotti, da sempre presenti in Italia e in Francia nella grande distribuzione e all’interno delle catene di Cash & Carry, vengono distribuiti anche grazie a una rete di grossisti su tutto il territorio nazionale e ad alcuni canali e-commerce, come Winelivery, che consegna in 30 minuti tutto il necessario per un drink.

    La stessa attenzione è stata riposta sui packaging, con la nuova linea Green, 100% vegetale e compostabile, attualmente presente nella GDO in Italia e in Francia. Si tratta del pack meno impattante al mondo per consumo di inchiostri e biodegradabilità dei materiali: per il packaging viene infatti utilizzato il granulo biologico derivante da prodotti cerealicoli. Inoltre, anche la produzione ha fatto decisi passi avanti in termini di sostenibilità grazie all’installazione in Sicilia di un impianto fotovoltaico che copre l’intera superficie di 1.600 metri quadri del tetto dello stabilimento produttivo con una potenza nominale di circa 200 kw. Sarà così possibile generare in 1 anno energia elettrica per la produzione di oltre 100 milioni di cubetti di ghiaccio confezionato.

    Infine, la comunicazione. Con l’obiettivo di sviluppare un dialogo sempre più immediato, veloce e autentico con i consumatori, Ice Cube ha lanciato un nuovo sito web (https://www.ice-cube.it) accompagnato dai profili social. User friendly, dalle grafiche eleganti e intuitive, che rispecchiano la brand identity, sul portale sarà possibile conoscere l’intera gamma e i suoi diversi utilizzi attraverso sezioni come Ice Mood, con le ricette più sfiziose, i cocktail o mocktail più sfiziosi.

    Un mix di canali per conoscere i prodotti, scoprire curiosità e informazioni in fatto di ghiaccio e cocktail e approfondire la storia dell’azienda. Ice Cube è nata infatti a Termini Imerese, in Sicilia, dove si fa erede di un’antichissima tradizione risalente al XVIII secolo. Pochi sanno che la Sicilia, un tempo, era tra i primi produttori di ghiaccio in Europa. Gli uomini delle neviere, fin dal 1756, trasformavano in ghiaccio la neve dei Nebrodi, delle Madonie e dell’Etna, lo commercializzavano per usi alimentari e medici di vario genere, e lo esportavano via mare per portare freschezza in tutto il mediterraneo.

    E ancora oggi, il ghiaccio di Ice Cube è “figlio” del gruppo delle Madonie e della fonte di Scillato. Da qui, infatti, sgorga un’acqua microbiologicamente pura, caratterizzata da un basso contenuto di minerali e da un basso livello di alcalinità. Il ghiaccio è quindi ancora più puro e povero di minerali. In questo modo, quando il ghiaccio inizia il suo processo di fusione all’interno della bevanda, le proprietà organolettiche di quest’ultima non vengono alterate, e non vi è alcun rilascio di sostanze corruttrici del sapore originale della bevanda, qualsiasi essa sia. Ice Cube possiede infatti la certificazione ISO9001:2008 e la certificazione internazionale per prodotti alimentari IFS (International Features Standards) FOOD (Higher Level). È inoltre parte di INGA – Istituto Nazionale Ghiaccio Alimentare.

    «La pandemia ha messo a dura prova moltissimi settori, tra cui il mondo HoReCa. Sono nate nuove abitudini di consumo, dal delivery, all’asporto all’e-commerce, e si sono delineate nuove prospettive. Noi abbiamo deciso di trasformare un momento difficile in una nuova opportunità, ridefinendo il nostro business model per mettere al centro i valori dell’innovazione e della sostenibilità. Abbiamo innovato a 360° per soddisfare sia le esigenze del retail che del consumatore finale. Crediamo, infatti, sia questo l’unico modo per reagire alla crisi e per prepararsi al “new normal”» – dichiara Simone De Martino, direttore commerciale di Ice Cube.

    ICE CUBE è il primo produttore in Italia di ghiaccio puro per uso alimentare. Il ghiaccio ICE CUBE è prodotto con acqua oligominerale pura, cristallina, inodore e insapore, ottenuta dalle sorgenti di Scillato, nel gruppo montuoso delle Madonie, in Sicilia. L’elevata qualità è assicurata dalla conformità del processo produttivo e del prodotto finale alle normative vigenti CE sulla produzione di alimenti. ICE CUBE copre tutto il territorio nazionale, comprese le isole, avvalendosi di operatori specializzati e piattaforme dedicate. Si rivolge al canale Ho.Re.Ca e al canale G.D.O. con una propria rete di vendita e numerosi intermediari. Il canale Ho.Re.Ca è quello di maggiore ricettività e semplicità di penetrazione, tanto che oggi ICE CUBE conta più di 140 distributori lungo tutto lo stivale con una produzione di 6mila tonnellate di ghiaccio l’anno. Il ghiaccio ICE CUBE può essere acquistato anche nei supermercati, nei centri commerciali, negli alimentari della GDO e nel canale Cash&Carry dove è presente nel 90% dei punti vendita sul territorio nazionale.

  • Con “MAL D’INTELVI” Orticolario propone esperienze nella natura

    Fare cultura del paesaggio promuovendo esperienze esclusive (ma inclusive), capaci di svelare il territorio in modo insolito. Questo l’ambizioso intento di Orticolario che, oltre ad avere ideato la piattaforma digitale immersiva The Origin, propone appuntamenti “in presenza” alla scoperta della natura e dei saperi delle terre lariane. A inaugurare le nuove proposte, sabato 19 giugno, è l’evento “Mal d’Intelvi”, una passeggiata tra le montagne del Lago di Como, in Val d’Intelvi, nella straordinaria Foresta del Maggiociondolo in fiore, unica in Europa, in compagnia di una guida speciale, Vittorio Peretto, paesaggista e agrotecnico, fondatore di Hortensia Garden Design, realtà milanese che progetta e realizza giardini in tutto il mondo.

    La Foresta del Maggiociondolo è un luogo di incredibile e rara bellezza, alle pendici del Monte Generoso, dove la natura, tra maggio e giugno, regala lo spettacolo della fioritura dei maggiociondoli (Laburnum anagyroides), i cui fiori a grappoli pendenti, in questo periodo dell’anno, ciondolano come lanterne al vento. Ci si trova così immersi in una distesa di maestosi alberi secolari, avvolti da un profumo intensissimo.

    “Mal d’Intelvi”, realizzato con il sostegno di Elmec Solar (www.elmecsolar.com) e con il contributo di Wide Group (www.widegroup.eu), da virtuale diventa reale: un assaggio dell’esperienza, infatti, è disponibile in formato video su Orticolario “The Origin”. In presenza, dal vivo, vuole celebrare il camminare come cura dei luoghi, perché addentrarsi nei boschi, di cui la Val d’Intelvi è ricca, significa attraversare il tempo e ritrovare gesti. Il percorso proposto da Peretto è da seguire con passo corto e lento, ritmato da pause intrise di storie, ispirazioni e pensieri, per respirare un’atmosfera da “acconto di paradiso”.

    Guarda il video su Orticolario “The Origin”:

    https://mpembed.com/show/?m=XBPXJex7ULX&mpu=650&=.95,1.24&ss=269

    “Questo evento nasce dal piacere di condividere saperi per aprire spiragli di conoscenza e di consapevolezza, e intrecciare un legame tra uomini e natura – racconta Vittorio Peretto. La foresta diventa così occasione per conoscere il mondo naturale attraverso le care piante, perché per me frequentare la natura è una scuola continua, dove prendere ispirazioni”.

    L’idea di Orticolario, con questo primo appuntamento, è di sviluppare ulteriormente il progetto The Origin. Seguiranno altri eventi, alcuni dei quali, proprio come questo, renderanno “reali” i progetti presentati sulla piattaforma digitale.

    Si ricorda infine che “Mal d’Intelvi”, i cui posti sono limitati, sarà svolto nel rispetto delle misure anti Covid. Per partecipare è richiesta una donazione di 20 euro al Fondo “Amici di Orticolario” per lo sviluppo di progetti culturali e sociali e delle iniziative di associazioni benefiche che collaborano con Orticolario.

    Più info: https://orticolario.it/19-giugno-2021-lincontro-mal-dintelvi-si-avvera/.

     

    INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO

    Evento a pagamento e su prenotazione. Posti limitati.

    Quando: sabato 19 giugno 2021

    Prenotazione: entro le ore 23 di giovedì 17 giugno

    In caso di maltempo: evento posticipato a sabato 26 giugno

    Dove: Foresta del Maggiociondolo, Monte Generoso (CO)

    Contributo: Euro 20

    Durata: 3 ore circa

    Ritrovo: ore 8.45 c/o Baita di Orimento, San Fedele Intelvi, Località Orimento (CO)

    Tipo di attività: passeggiata facile con dislivello non impegnativo, adatta anche a bambini abituati a camminare

    Info: Tel. +39.031.3347503 | [email protected] | orticolario.it

     

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    NOTE ORTICOLARIO

    Orticolario, giunto alla dodicesima edizione, è l’evento culturale dedicato a chi vive la natura come stile di vita. Teatro della manifestazione è il parco botanico di Villa Erba a Cernobbio (CO), dimora ottocentesca affacciata sulle sponde del Lago di Como, residenza estiva del regista Luchino Visconti. Tratto distintivo dell’evento è la proposta di giardini tematici e installazioni artistiche ispirati al tema dell’anno, tra i quali spiccano le realizzazioni dei selezionati al concorso internazionale “Spazi Creativi”. Titolo dell’edizione 2020 e 2021 è “Ipnotica”, il tema è la “Seduzione”, mentre la pianta protagonista è l’Acero. La manifestazione, che nel 2019 ha sfiorato la soglia dei 30.000 visitatori, è arricchita da un’ampia offerta di piante rare, insolite e da collezione, artigianato artistico e design con più di 290 espositori rigorosamente selezionati, da un fitto calendario di incontri e da numerosi laboratori didattico-creativi per i bambini, oltre a performance, proiezioni di film nelle segrete della Villa Antica e show floreali. Al centro della rassegna, l’arte, capace di andare oltre e di abbattere i confini tra interno ed esterno. Durante i tre giorni di evento e per tutto il resto dell’anno vengono raccolti contributi per il Fondo Amici di Orticolario, che sostiene progetti per la promozione della cultura del paesaggio e per cinque associazioni benefiche del territorio.

    NOTE ORTICOLARIO “THE ORIGIN”

    Nel 2020, causa emergenza sanitaria, l’evento è diventato Orticolario “The Origin”: una nuova forma, virtuale e continuativa, ma sempre e comunque una “fucina” di linguaggi, ingegni e talenti, un’esperienza del paesaggio e per il paesaggio. Quindi, Orticolario tutto l’anno, fruibile da ogni parte del mondo da computer e da qualsiasi dispositivo, compresi i visori VR (realtà virtuale). Si tratta della prima e unica piattaforma online culturale-commerciale gratuita, realizzata in un centro espositivo inserito in un parco storico. Sviluppata da Tievent con tecnologia Matterport 3D, grazie a una mappatura sperimentale e pioneristica, consente all’utente di fare un virtual tour 3D in qualsiasi angolo di Villa Erba e del suo parco, di passeggiare davanti al lago e tra alberi secolari, mentre s’incontrano eventi e proposte di vivaisti, artigiani, progettisti. E i numeri da cui il progetto è partito sono più che generosi: dal 2019 il sito web orticolario.it ha registrato circa 460.600 pagine visualizzate, i social (tra Facebook e Instagram) hanno superato i 24.000 follower, il canale YouTube ha ottenuto circa 126.900 visualizzazioni, mentre la newsletter conta oltre 17.700 iscritti. La piattaforma The Origin, dal 15 ottobre, giorno in cui è stata attivata, ha raggiunto le 45.148 visualizzazioni.

    COLPO D’OCCHIO ORTICOLARIO

    Orticolario “The Origin”, versione online di Orticolario

    Orticolario 2021: 1-3 ottobre Villa Erba, Cernobbio (CO), sul Lago di Como

    Info visitatori: tel. +39 031 3347503, mail: [email protected]

    Website: www.orticolario.it

    Facebook: http://www.facebook.com/Orticolario

    Instagram: https://instagram.com/orticolariocomo/

    Twitter: http://twitter.com/Orticolario

    Pinterest: http://www.pinterest.com/orticolario13

    YouTube: Orticolario

  • ARIA DI FESTA AL PARCO LE CORNELLE: SI CELEBRA LA NASCITA DI QUATTRO CUCCIOLI E L’ARRIVO DI KITALE E NAROK, UNA COPPIA DI GNU

    Una cucciola di Pinguino, un pulcino di Gru dal collo bianco e due piccoli Gufi, il Parco festeggia le nuove nascite e l’arrivo dalla Germania di una coppia di Gnu. Da oggi fino a giovedì 27 maggio, su Facebook il contest per assegnare un nome alla cucciola di Pinguino di Humboldt.

    Dopo la gioia della riapertura al pubblico del Parco faunistico Le Cornelle, ci sono nuovi arrivi ad aspettare i visitatori per una gita che si tinge di rosa e di azzurro: una cucciola di Pinguino, un pulcino di Gru dal collo bianco e due piccoli Gufi. Nascite dalle storie singolari che rendono l’atmosfera all’interno del Parco ancora più festosa. Ma non solo nuovi nati, anche nuovi arrivi, direttamente dalla Germania, con la coppia di Gnu e un nuovo contest Facebook per assegnare un nome alla cucciola di Pinguino di Humboldt.

    Il primo nuovo arrivo è proprio lei, che si aggiunge ai Pinguini di Humboldt del Parco. Un gruppo stabile, che dopo l’arrivo di nuovi esemplari femmine lo scorso anno, conta complessivamente 10 esemplari e conferma l’importanza della tutela e l’efficacia del programma EEP(European Endangered species Programme), il programma europeo di cooperazione tra le strutture faunistiche per la conservazione e riproduzione di specie ad alto rischio di estinzione. I Pinguini, animali molto protettivi, condividono la cova tra madre e padre e si alternano nel processo di incubazione delle uova. Ma la vera particolarità di questa nascita si cela nell’amicizia instaurata tra Braveheart, il pinguino “papà” Roberto, il suo keeper. Un legame stretto di fiducia e affetto che ha dato la possibilità ai Veterinari del Parco di monitorare da vicino tutte le fasi della cova fino alla nascita della cucciola. Un evento speciale che dimostra come il rapporto tra animali e umani sia un valore imprescindibile nella tutela e protezione di tutte le specie.

    Alla lista dei nuovi arrivi si aggiungono anche due pulcini di Gufo Africano, dati alla luce da due coppie distinte. I gufi sono conosciuti per essere animali molto territoriali e solitari in natura, ma non le due coppie di genitori, che hanno unito i due piccoli nello stesso nido, collaborando nel processo di allevamento. Questi esemplari, a differenza della maggior parte degli altri volatili, nidificano al suolo, solitamente sotto un albero o un arbusto. Proprio da questo nido, il più grande dei due pulcini ha iniziato a spiegare le ali e volare. I due piccoli crescono fianco a fianco, in un’unica “rara” famiglia allargata.

    È fiocco azzurro anche per la famiglia della Gru dal collo bianco, così chiamato per la caratterizzante striscia bianca che colora il suo collo e la sommità della testa. Questi esemplari rientrano in un altro programma EEP delle EAZA (European Association of Zoos and Aquaria). Questi animali, infatti, soffrono principalmente della riduzione delle zone umide, loro habitat naturale, sempre più antropizzate. Si stima che in natura esistano ad oggi solo poche migliaia di esemplari, circa 5.000, per questo la conservazione della specie è fondamentale per garantire la presenza di una popolazione stabile e la nascita di un piccolo è un segnale di speranza.

    Ma le novità del Parco non finiscono qui, alle nascite si aggiunge anche l’arrivo di due Gnu, Kitale la femmina e Narok il maschio. Questo mammifero ungulato di grossa taglia, particolarmente diffuso in Africa meridionale e orientale, è un bovide che può raggiungere l’altezza al garrese di 1,4 metri e un peso di 270 kg. Riconoscibile da grandi corna dalla forma di parentesi e dal manto che varia dal grigio- blu al grigio-marrone, lo gnu è un erbivoro nomade. Questi animali, infatti, compiono vere e proprie migrazioni alla ricerca di pascoli verdi essenziali per il loro sostentamento. La coppia ospitata al Parco proviene dallo zoo di Landau in Germania, situato a metà strada tra Francoforte e Stoccarda. Non sono animali a rischio estinzione, ma si connotano come esemplari con un forte valore educativo poiché danno l’opportunità ai visitatori di avvicinarsi e sensibilizzarsi ad una specie del continente africano e alle problematiche relative alla conservazione.

    Il parco ci regala sempre tante novità, un luogo in cui grandi e piccini hanno la possibilità di vedere, imparare e toccare con mano il mondo degli animali. Un ambiente che protegge i propri esemplari, con l’obiettivo di sensibilizzare ed educare i visitatori, ma soprattutto di salvaguardare e tutelare le specie in via di estinzione. 

    Il contest su Facebook:

    Il contest del Parco Le Cornelle per assegnare un nome alla cucciola di Pinguino avrà la durata di 3 giorni (dal 25 al 27 maggio 2021) sulla pagina Facebook del Parco. Chiunque vorrà, infatti, potrà partecipare alla scelta del nome del piccolo commentando il post che lo ritrae con la proposta di nome e il vincitore del concorso riceverà un biglietto d’ingresso omaggio fruibile durante la stagione di apertura del Parco. Verranno considerati solamente i nomi inseriti come commento al post. Per il post è possibile indicare solo un nome. Lo staff del parco sceglierà tre nomi tra quelli proposti e saranno i fan a votare quello più bello.

    ORARI: Il Parco è aperto nel rispetto delle disposizioni dei decreti governativi e delle ordinanze regionali vigenti per contrastare la Pandemia Covid-19. Fino a settembre il parco è aperto con orario estivo tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00.

    Per acquistare il biglietto online:https://www.lecornelle.it/informazioni/biglietti-online/

  • Logistica sostenibile: Lavazza e L’Oréal misurano
i risultati ottenuti e li condividono con
la community di aziende “green” di Ecologistico2

    Continua ad arricchirsi la community di Ecologistico2, il web tool sviluppato da GS1 Italy in ambito ECR Italia, che calcola l’impatto climatico della logistica (trasporto e attività di magazzino) e aiuta le aziende a individuare le azioni per poterlo migliorare.

    La condivisione dei progetti e delle soluzioni applicate dalle aziende, e dei relativi risultati, è uno dei pillar di Ecologistico2, che è stato ideato in un’ottica di collaborazione di filiera e che vuole contribuire a creare una cultura condivisa della sostenibilità, innescando quindi un processo virtuoso in tutto il mondo del largo consumo.

    Dopo Barilla, Bauli, Carlsberg, Conad, Coop Italia, Eridania, Fater, Ferrero, Mondelez Italia, Müller, Sanpellegrino e Unilever, ora sono Lavazza e L’Oréal a presentare i loro progetti di miglioramento della sostenibilità della logistica e a condividere i risultati ottenuti, identificati e misurati grazie a Ecologistico2.

    Lo switch intermodale di Lavazza

    Dai primi anni 2000 Lavazza ha deciso di far viaggiare i suoi prodotti, in Italia e all’estero, in modalità di trasporto intermodale ferro-gomma. Nel 2020 il 43% della distanza coperta in Europa dai trasporti primari aziendali è stata realizzata in modalità intermodale (ferrovia e nave), con quote molto elevate nei viaggi verso Scandinavia (100%), Gran Bretagna (97%), Germania/Danimarca (93%) e Spagna/Portogallo (90%).

    Per misurare quanto questa scelta abbia contribuito al miglioramento dell’impronta climatica aziendale, Lavazza ha deciso di confrontare le emissioni realizzate dai trasporti verso Gran Bretagna, Germania e Danimarca nell’ultimo quinquennio con quelle che avrebbe ottenuto usando solo il trasporto su gomma. Ne è emerso che, con il trasporto intermodale, tra 2016 e 2020 Lavazza ha risparmiato oltre 9 mila tonnellate di CO2 equivalente (WtW, dal pozzo alla ruota), pari al 46% delle emissioni, e ha ridotto del 67% le polveri sottili (pari a 508 kg) rispetto allo scenario “100% gomma”.

    L’esperienza Lavazza dimostra che l’utilizzo del trasporto intermodale non ha portato solo benefici in termini ambientali, ma anche di efficienza. Infatti, l’analisi del trend progressivo nei cinque anni ha rivelato che il trasporto intermodale ha permesso di mitigare in modo crescente l’impatto climatico del trasporto sebbene siano aumentati i volumi delle merci trasportate, e, a differenza del trasporto navale, quello ferroviario si è dimostrato meno sensibile alle variazioni stagionali del traffico e più resiliente rispetto a blocchi o congestioni dettati da particolari contingenze, come la pandemia di Covid-19.

    Il progetto “Consegne green” di L’Oréal

    Nel 2020 L’Oréal ha avviato il progetto “Consegne green” che prevede l’adozione di mezzi a combustibili alternativi lungo tutta la filiera dallo stabilimento di produzione ai clienti finali. In particolare, per tutti i flussi dallo stabilimento di Settimo Torinese (TO) al magazzino di distribuzione di Villanterio (PV) e da quest’ultimo verso i nodi di interscambio che avvicinano la merce al cliente finale, sono introdotti bilici alimentati a gas naturale liquefatto (GNL), mentre per l’ultimo miglio l’azienda ha usato cicli a pedalata assistita o veicoli a trazione completamente elettrica.

    Coniugando l’impiego di mezzi di trasporto “green” con l’elevata saturazione dei flussi logistici, dallo stabilimento al magazzino di distribuzione L’Oréal ha ridotto le emissioni climalteranti del 26,8%, risparmiando circa 28,6 tonnellate di CO2e (WtW). Inoltre, grazie alla tipologia di combustibile adottato, l’azienda è riuscita a tagliare di circa il 98,9% le emissioni di particolato (PM), evitando un’emissione pari a 2,9 Kg.

    Nell’attività di distribuzione “GNL-elettrico” applicata alle consegne dell’ultimo miglio, ad oggi attiva a Roma e nelle maggiori città di Piemonte, Lombardia e Veneto, L’Oréal ha poi risparmiato oltre 600 Kg di CO2e, riducendo del 56% le emissioni di gas climalteranti e azzerando le emissioni di particolato.

    Nei prossimi anni la disponibilità di adeguati volumi di gas naturale liquefatto di origine non fossile (Bio-GNL) potrebbe consentire a L’Oréal di migliorare ulteriormente queste performance: dotando l’intera flotta di GNL proveniente per il 20% da fonti rinnovabili si ridurrebbero di oltre 38 tonnellate di CO2e (WtW) le emissioni complessive annue.

    Per approfondimenti, visiti il sito GS1 Italy e Logistica collaborativa.

    Per rimanere aggiornati e seguire il tema sui social #ecologistico.

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    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

  • Mostra itinerante “Il SEgno”

    Fondazione Creberg torna finalmente alle esposizioni in presenza – nel pieno rispetto delle normative sanitarie vigenti e nell’ambito della sua storica collaborazione con il Museo d’Arte e Cultura Sacra di Romano di Lombardia – presentando al pubblico la mostra itinerante “Il SEgno. Opere di Luisella Dell’Acqua”, curata da Claudia Corti, Angelo Piazzoli e Tarcisio Tironi. Presso la Sala Abate Tadini del M.A.C.S. – dal 22 maggio al 13 giugno 2021 – sarà possibile ammirare le opere dell’artista.

    Da oltre dieci anni Fondazione Creberg ha ideato e realizzato un articolato progetto culturale che ha come obiettivo la sensibilizzazione del pubblico – attraverso esposizioni artistiche itineranti che approfondiscono tematiche profonde che riguardano la persona umana e l’ambiente circostante – collaborando con artisti contemporanei ai quali offre opportunità espositive in una logica di integrazione e valorizzazione a fini culturali.

    La mostra si compone di 62 incisioni realizzate da Luisella Dell’Acqua dal 2013 al 2020. Come spiega Angelo Piazzoli, Presidente di Fondazione Creberg, “nelle suggestive incisioni di Luisella Dell’Acqua troviamo un profondo percorso umano, artistico, spirituale che – partendo dall’analisi del sé – vede nel “segno” non un limite o un confine, ma un’apertura. Esso rappresenta infatti il punto di partenza di un itinerario, suddiviso in sezioni, che apre all’Altro (l’Uomo, con la sua Identità e con il richiamo al valore della Memoria), alla spiritualità (la Croce), al Mondo e ai Luoghi (le Mappe), alla Natura (il Leone), all’Operare (il Libro d’Artista), in una sorta di moderna declinazione dell’“Ora et labora”. Il “segno” diviene dunque “SEgno”, riflessione sul sé – che si manifesta e si apre all’alterità – immediatamente percepibile attraverso il linguaggio universale dell’arte.”

    Luisella Dell’Acqua è artista milanese, formatasi presso la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano; ha sperimentato le tecniche incisorie presso gli Ateliers della Bottega del Tintoretto di Venezia, della Fondazione Federica Galli e dello stampatore varesino Roberto Giudici, frequentando i corsi della Fondazione Il Bisonte di Firenze (Centro Internazionale per lo Studio dell’Arte Grafica) e approfondendo la tecnica Hayter con Hector Saunier.

    Mi ha molto colpito – continua Angelo Piazzoli – l’intensità culturale sottesa all’itinerario che l’artista ci propone con le sue opere; la mostra attesta il talento, la profondità di pensiero, la qualità della produzione. Luisella è persona polivalente, impegnata contemporaneamente – e con qualità, come sovente solo le donne sanno fare – in innumerevoli ambiti. Collega dal rilevante profilo manageriale, dialogante e garbata, determinata e orientata all’obiettivo; moglie e mamma impegnata; figlia premurosa; artista di buone qualità tecniche, che – con tenacia, spirito di sacrificio, umiltà nell’apprendere, dedizione al lavoro – ha molto studiato e molto operato, affinando, grazie ad un costante impegno e ad un’intensa ricerca, le doti tecniche indispensabili per far sì che le sue qualità intrinseche potessero emergere e rendersi visibili.”

    Le opere sono tutte realizzate con l’incisione, tecnica molto importante ma allo stesso tempo poco conosciuta, come spiega Claudia Corti, storica dell’arte: “Tra il momento in cui si accende la scintilla dell’ideazione e l’istante in cui la lastra emerge dai rulli del torchio, passa del tempo, a volte giorni, se non intere settimane; è un tempo lunghissimo in cui l’artista ha un rapporto fisico con la lastra, paragonabile forse solo a quello tra lo scultore e la materia plastica: la scalfisce, la graffia, la “morde” con l’acido, la carezza con l’inchiostro… È proprio questo aspetto che troppo spesso sfugge al pubblico, abituato a concepire come opera d’arte il solo prodotto finale, tela o scultura che sia, su cui l’artista ha lasciato il suo segno in maniera diretta e concreta; si fa fatica a comprendere come, nell’universo dell’incisione, il momento creativo non risieda nella stampa finale, bensì nella preparazione della matrice che viene scavata in più tempi, nessuno dei quali uguale al precedente; sì, perché ad ogni graffio sulla matrice corrisponde un graffio alla propria coscienza di artista.”

    Aspetto molto interessante di questa mostra è che è prevalentemente declinata al femminile, come evidenzia Angelo Piazzoli: “L’asse portante della iniziativa è costituito da quattro donne di valore: un’artista, Luisella Dell’Acqua, profonda e di talento; una Curatrice di altissimo livello, Claudia Corti, storica dell’arte tanto colta quanto abile nella divulgazione, capace di rendere i temi artistici suggestivi, appassionanti, a tutti comprensibili, con una stringente narrazione densa di concetti semplici e di aneddoti intriganti; una giovanissima fotografa, Elena Fontana, di doti innate e dal grande futuro (il nostro art director ne ha subito apprezzato l’occhio professionale e i “tagli” artistici”); una giovane organizzatrice, Sara Carboni, che – con la sua operosità e la sua rapidità – mi assiste da qualche anno con grande competenza rendendo realizzabili le nostre programmazioni e aiutandoci nel quotidiano a dar vita alle nostre ideazioni.”

    La mostra verrà presentata – con intermezzi musicali a cura di Interludio Duo – sabato 22 maggio alle ore 16.00 presso la Basilica di San Defendente in Romano di Lombardia, con ingresso libero e con posti contingentati in rapporto alla capienza della Chiesa. L’evento avrà una durata di circa 60 minuti. Seguirà la visita alla mostra, previa prenotazione alla Segreteria organizzativa del M.A.C.S. (telefono 0363.902507 – E-mail: [email protected]).

    L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 13 giugno 2021 con le seguenti modalità: mercoledì e giovedì dalle 9.30 alle 12.00; venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00 (nei fine settimana è obbligatoria la prenotazione preventiva).

    Conclude Tarcisio Tironi, Direttore del M.A.C.S.: “Ringraziamo l’artista che in questo percorso ci invita a lasciarci «toccare» dentro, nel profondo, là dove il suo segno parla con delicatezza dei segreti, delle emozioni, degli slanci di ognuno e riattiva la sensibilità, la sublime qualità del nostro essere persone. Siamo invogliati attraverso una modalità delicata ed elegante a fermarci, a guardare d’incisione in incisione, anche per godere della forza persuasiva della bellezza. Di certo non è l’esposizione cui dare un’occhiata superficiale e sbrigativa se vogliamo sviluppare energie migliori. Prima di parlare, è meglio stare in attesa in un rispettoso silenzio. Proviamo ad ascoltare, con animo aperto, le incisioni mentre il cammino si snoda ampio e sereno, calmo e suadente perché ogni opera d’arte rivela l’anima e comunica i sentimenti e i pensieri di chi l’ha creata. Nelle pregiate carte di Luisella Dell’Acqua, colgo con piacere l’insistente affermazione offerta a tutti del valore legato allo studiare e all’indagare, al ricercare e all’andare oltre, attingendo con i sensi alla natura che per Baudelaire è «una foresta di simboli».”

  • AXA Italia realizza 17 desideri per i bambini di Make-A-Wish® Italia affetti da gravi patologie

    Make-A-Wish® Italia, la Onlus con sede a Genova che opera capillarmente sul territorio nazionale e si occupa di realizzare i desideri di bambini affetti da gravi patologie, prosegue nel 2021 con quello spirito di condivisione e comunità che da sempre contraddistingue il suo lavoro e quello delle realtà che scelgono di sostenerne la causa.

    Nata dalla volontà di agire per regalare gioia e speranza a dei piccoli grandi eroi, prende vita Wish Fund For Children, l’iniziativa che ha coinvolto ‒ a fianco di Make-A-Wish®il Gruppo AXA Italia e i suoi collaboratori grazie all’impegno dell’associazione di volontariato aziendale AXA Cuori in Azione. 

    Nell’ambito di una partnership avviata con la Onlus nel 2019, nell’iniziativa Wish Fund For Children, i collaboratori di AXA Italia hanno scelto di donare le ore lavorative trasformate in donazione, a favore di bambini e ragazzi, raggiungendo un importo di cinquantamila euro, che permetterà la realizzazione di ben diciassette desideri.  

    I primi desideri a essere stati realizzati hanno visto protagonisti Eva e Marco. Eva, 19 anni, soffre di neoplasia e desiderava tanto poter studiare su un computer adatto per fare ricerca e da poter portare sempre con sé: la gioia di ricevere in dono ciò che più desiderava è stata impagabile . Anche il piccolo Marco, che a soli sei anni soffre di aplasia midollare, ha visto il suo sogno realizzato: desiderava moltissimo poter incontrare il suo supererore preferito, Super Mario, che ha incontrato sullo sfondo del meraviglioso porto di Genova grazie a Make-A-Wish e Axa.

    Il Wish Fund sarà distribuito nel corso dell’intero anno, durante il quale l’Associazione affiderà di volta in volta ad Axa l’adozione di un desiderio al mese con l’impegno di realizzarlo compatibilmente con l’andamento della pandemia e delle relative misure restrittive. L’impatto positivo che i desideri hanno sulla vita dei bambini, delle loro famiglie e dell’intera comunità è fortissimo: crea una vera sinergia con tutte le persone coinvolte e innesta una reazione a catena che sostiene l’Associazione permettendole di portare avanti la sua Missione e aiutando i bambini e le famiglie a ritrovare la speranza di cui hanno bisogno per affrontare i difficile percorsi di cura.

    Un desiderio che si realizza, per un bambino malato gravemente, è qualcosa che dura tutta la vita. Il lavoro che quotidianamente i volontari svolgono non può essere relegato al mero dono materiale consegnato ma ha un significato molto più profondo: è un potente pensiero positivo che dà la forza di lottare e di ritrovare la speranza, coinvolgendo  non solo i giovani protagonisti ma tutte le persone che stanno loro accanto.

    «Accogliamo con grande entusiasmo questa iniziativa perché conferma il rapporto di reciproca stima con AXA Italia, che ha sposato la mission dell’Associazione dal 2019 e che quest’anno ha mostrato quanto sia importante fare squadra per la felicità di un bambino. Poter condividere con una realtà come questa il nostro impegno e i nostri valori rappresenta un traguardo di cui andiamo fieri – racconta Sune Frontani, Presidente di Make-A-Wish® Italia. «Ben diciassette bambini vedranno realizzato il loro desiderio e l’impatto di questo risultato sarà tangibile: li aiuterà ad andare avanti con più speranza e aiuterà le famiglie a sostenerli con maggiore forza 

    «Se vogliamo guardare al futuro con fiducia, non possiamo non dare la priorità ai bambini e al loro benessere psicofisico. Siamo felici di sostenere Make-A-Wish e orgogliosi della generosità delle persone di AXA, che in un anno così difficile hanno triplicato il loro impegno nel volontariato aziendale – ha dichiarato Giorgia Freddi, Direttore Communication, Corporate Responsibility & Public Affairs del Gruppo AXA Italia.

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    Make-A-Wish® Italia è un’organizzazione no profit nata nel 2004 che realizza desideri di bambini e ragazzi tra i 3 e i 17 anni d’età affetti da gravi patologie. Il valore di un desiderio è enorme: un sogno esaudito fa capire che nulla è impossibile, e ha il potere di migliorare la qualità della loro vita. Infatti, specifiche ricerche hanno dimostrato che le emozioni positive che ne derivano, generano concreti benefici per i bambini malati e le loro famiglie: l’89% dei bambini diventa emotivamente più forte, l’81% dei genitori afferma che i bambini affrontano meglio le terapie e il 98% delle famiglie torna a sentirsi di nuovo una “famiglia normale” (Fonte: Wish Impact Study Result, March 2011 – MAW America). A conferma della sua serietà e affidabilità, destina una percentuale altissima delle proprie spese alla Missione (79% nel 2019). Make-A-Wish® Italia è affiliata a Make-A-Wish®International – una delle organizzazioni benefiche più note al mondo presente in 50 Paesi, con 40 affiliate, 45.000 volontari e 500.000 desideri realizzati. http://www.makeawish.it

    Gruppo AXA Italia

    Con 153.000 collaboratori e 105 milioni di clienti in 54 Paesi, il Gruppo AXA è tra i leader mondiali nel settore della protezione. La missione di AXA è aiutare i propri clienti a vivere meglio: per questo collaboratori e distributori presenti sul territorio lavorano ogni giorno per creare prodotti e servizi innovativi e diventare veri partner delle persone e della società. In Italia oltre 4.000.000 di clienti si affidano ad AXA, forte di una rete altamente professionale di circa 650 agenzie, della compagnia digitale QUIXA Assicurazioni e primario partner bancassicurativo, a partire dal Gruppo Montepaschi.

  • La Rete degli orti botanici della Lombardia celebra le Giornate mondiali dei musei e della biodiversità

    In totale sicurezza e nel pieno rispetto delle norme anti-Covid, è tutto pronto, nelle oasi verdi della Rete degli orti botanici della Lombardia, per celebrare le Giornate mondiali dei musei e della biodiversità rispettivamente il 18 maggio e 22 maggio. Ad adulti e piccini è dedicata la rassegna “Orti botanici: il FUTURO ha radici (e piante) antiche”. Obiettivo: mostrare e raccontare il grande patrimonio di biodiversità presente negli orti e più in generale sul nostro pianeta e le azioni necessarie per la sua conservazione, per far capire l’importanza della salvaguardia ambientale, fondamentale per mantenere l’equilibrio dell’ecosistema.

    Nella settimana dal 15 al 22 maggio, visite guidate, percorsi tematici, laboratori e incontri culturali attendono i visitatori degli Orti milanesi di Città Studi e Brera (per verificare giorni e orari di apertura: www.ortibotanici.unimi.it), del Giardino botanico “G.E. Ghirardi” di Toscolano Maderno, dell’Orto botanico di Pavia (per giorni e orari di apertura: https://ortobotanico.unipv.eu) e delle due sezioni dell’Orto “Lorenzo Rota” di Bergamo (per giorni e orari di apertura: www.ortobotanicodibergamo.it). Sulla strada della riapertura invece il Giardino alpino “Rezia” di Bormio, che riprenderà l’attività a partire da giugno (www.stelviopark.it).

    Le iniziative si rivolgono a persone di ogni età e sono consultabili sul sito della Rete, al seguente link: https://www.reteortibotanicilombardia.it/2021/05/10/orti-botanici-il-futuro-ha-radici-e-piante-antiche/. Per citarne alcune, presso il Giardino botanico “G.E. Ghirardi” di Toscolano Maderno il 16 maggio, dalle 15.00 alle 18.00, “E quindi uscimmo a riveder le piante. Un pomeriggio da ricercatori – fare ricerca in Orto”, a cura di Gelsomina Fico e Claudia Giuliani; l’Orto botanico di Brera dedicherà un webinar dal titolo “Ginkgo: cosa ci può insegnare un fossile vivente” alle due piante più antiche dell’orto, il 22 maggio (l’Orto in questa data sarà chiuso. Il link per collegarsi al webinar è: https://bit.ly/3vOiaIh); mentre laboratori per bambini sono previsti sempre nella giornata del 22 maggio negli Orti botanici di Pavia, Bergamo e Città Studi.

    “Gli orti botanici sono un vero e proprio museo a cielo aperto, angoli preziosi per la conservazione e lo studio di numerose specie di arbusti, fiori e piante, molte delle quali in via di estinzione, delle vere e proprie collezioni da preservare. Ecco perché la Rete degli orti ha scelto di aderire a entrambe le Giornate mondiali, – spiega Martin Kater, presidente della Rete degli orti botanici della Lombardia – perché gli orti botanici sono musei della biodiversità e, grazie a questa settimana di iniziative, vorremmo che negli orti si entrasse da visitatori curiosi per uscire da cittadini con qualche consapevolezza in più verso un patrimonio di inestimabile valore e bellezza”.

    In tutte le sedi gli ingressi saranno contingentati per garantire la sicurezza del pubblico e del personale. Inoltre per verificare programma, orari, costi d’ingresso e modalità di prenotazione è fortemente consigliata la consultazione del sito www.reteortibotanicilombardia.it e dei siti dei singoli orti.

  • GS1 Italy “firma” la classificazione del foodservice:
ora la community del fuori casa parla la stessa lingua

    Tutti parlano dei consumi “out of home” come elemento indispensabile per far ripartire l’economia danneggiata dal periodo pandemico, eppure non esiste un vocabolario condiviso che ne identifichi le diverse tipologie e caratteristiche. Un grave limite e una grande difficoltà se si vuole affrontare in modo unitario e sinergico l’universo del fuori casa. Partendo da questo dato di fatto e cogliendo le esigenze delle aziende della filiera dell’Ho.Re.Ca. – dai produttori che forniscono prodotti alimentari e bevande sino alle catene di locali pubblici – GS1 Italy ha realizzato la prima segmentazione dei punti di consumo del foodservice in Italia, che ora mette a disposizione di tutta la business community, scaricabile gratuitamente dal sito di GS1 Italy.

    «Abbiamo affrontato questo lavoro con l’obiettivo di raggiungere una visione condivisa del foodservice su cui far convergere tutte le imprese presenti in questo ampio settore» spiega Paolo Cibien, foodservice engagement manager di GS1 Italy. «L’esigenza di partenza è stata quella di definire un “linguaggio comune” come elemento capace di promuovere una migliore efficienza e una maggior efficacia nelle attività e nelle relazioni tra le imprese e verso il consumatore finale. Il risultato è che, con la segmentazione dei punti di consumo, abbiamo rappresentato il sistema del fuori casa in modo ampio e profondo sia quantitativo che qualitativo, offrendo a tutti gli attori un dizionario condiviso che può servire anche come base per un tracking continuativo del foodservice».

    Per arrivare a questo risultato, GS1 Italy, in collaborazione con TradeLab, ha creato un apposito gruppo di lavoro composto da 14 dei principali attori della filiera: ARCA-Unicomm, Cateringross, Coca Cola HBC Italia, Coperama, Dolcitalia, Ferrero, First – Gruppo Barilla, Lactalis, Lavazza Group, Marr, Metro Italia Cash and Carry, Mondelez Italia, PARTESA – HEINEKEN Italia, San Carlo.

    Partendo dalla raccolta e analisi di 20 segmentazioni utilizzate dalle principali imprese del settore e rappresentative delle diverse route to market e categorie merceologiche, questo pool di esperti ha condiviso il proprio know-how e articolato la segmentazione su due livelli per rappresentare le molteplici realtà dei luoghi di acquisto e di consumo extra domestico:

    1. Il primo riguarda la tipologia dei locali e prevede 6 gruppi, distinti per modalità di somministrazione e/o consumo prevalente (ad esempio bar, mense o vending).
    2. Il secondo livello riguarda le caratterizzazioni prevalenti e differenzianti dei locali e comprende 39 segmenti (che spaziano dalla localizzazione alla specializzazione dell’offerta) e che sono diversi per ognuno dei 6 cluster di locali identificati nel livello 1.

    «La segmentazione della rete di punti di consumo sviluppata dal gruppo di lavoro ha contemperato rigore nella lettura del mercato e operatività e prassi nelle aziende di tutta la filiera per facilitare la sua rapida adozione» commenta Andrea Boi, senior manager di TradeLab. «Alla luce delle segmentazioni adottate nel concreto dalle aziende e da cui si è partiti si tratta di un passo avanti epocale per la filiera, che soffre di ridotti momenti di coordinamento che possano facilitare il dialogo e la collaborazione operativa e strategica tra le aziende industriali, di distribuzione e quelle di ristorazione. La progressiva convergenza di tutti gli attori verso questa segmentazione condivisa pensiamo ne farà un caso di successo come lo è stato l’Albero delle categorie ECR».

    La segmentazione dei punti di consumo rientra nell’iniziativa Foodservice, con cui GS1 Italy mette al servizio della filiera del fuori casa il suo know-how, i suoi standard globali e il suo ruolo di partner super partes per creare valore e migliorare la visibilità dei prodotti.

    La parola alle aziende

    ARCA – UNICOMM – Gianni Pavolucci, canale cash & carry: «Il risultato che abbiamo raggiunto ha superato le mie iniziali aspettative: quando si dice lavoro di gruppo, vuol dire anche che ci sono stati dei compromessi, ma è giusto che in un lavoro comune ci sia una comune condivisione. Ora viene il difficile, far cambiare modi e metodi di lavorare ad aziende o gruppi non sarà semplice, ogni cambiamento va ad intaccare il lavoro su vari livelli, con tutti gli effetti che può comportare».

    Cateringross – Fabio Molinari, responsabile commerciale: «Mi ritengo molto soddisfatto per il lavoro svolto ma soprattutto per il risultato raggiunto, in quanto riuscire a fare una sintesi delle necessità di interlocutori con visioni ed esigenze diverse non è mai facile. Invieremo una comunicazione a tutti i nostri associati con l’invito ad attivare, il prima possibile, la classificazione individuata per le anagrafiche della propria clientela».

    Coca-Cola HBC Italia – Erika Picerno, OOH trade marketing manager: «Il tavolo di lavoro coordinato da GS1 Italy ha condotto ad un primo ed importante passo verso un approccio strutturato del mercato Ho.Re.Ca., che dovrà sempre più rivolgere l’attenzione al sell-out, sapendo coglierne la grande dinamicità. Per questo non lo vorrei vivere come un lavoro “blindato”, ma come un processo che possa evolvere ed arricchirsi».

    Dolcitalia – Cristina Papini, business development & marketing advisor: «La lettura condivisa dei punti di consumo nel Foodservice è un pilastro importante per un dialogo sistemico tra Industria e Distribuzione. Sarà un tassello chiave per la gestione organizzata del canale e la valutazione delle attività di sell-out sulle singole tipologie di punti di consumo. Dolcitalia è orgogliosa di contribuire a questo percorso e adotta la neonata segmentazione per arricchire anche di questa visione comune DATA+, il suo Osservatorio OOH».

    Ferrero – Guido Pocobelli, head of channel & customer marketing OOH: «Nonostante il periodo difficile, in Ferrero stiamo riscontrando significativi miglioramenti delle performance dei punti vendita grazie ad un lavoro importante di ripensamento delle strategie di attivazione di canali che ho avviato tre anni fa, partendo da una revisione della segmentazione per store format. Sono certo, quindi, che l’estensione di questo approccio standardizzato alla segmentazione, condiviso in GS1 Italy, potrà concretamente generare valore per tutta la filiera, favorendo l’efficienza e l’efficacia nelle sinergie tra attività dell’Industria, del mondo della Distribuzione per i punti vendita, a beneficio anche del consumatore finale».

    First – Gruppo Barilla – Roberto De Gennaro, direttore vendite: «La definizione di un dizionario semantico comune per la filiera è un primo grande passo avanti per una più corretta rappresentazione del mercato. Le evoluzioni future seguiranno il rapido trend di modifica che questo mercato avrà nei prossimi anni, non appena riusciremo ad uscire dagli effetti drammatici della pandemia. Ora rimane l’ultima grande impresa: diffondere e utilizzare questa classificazione sia nelle anagrafiche aziendali degli attori della filiera che in tutte le analisi future che verranno fatte sul mercato “out of home”».

    Lavazza Group – Ivana Mairo, customer service FS team leader Italy food service: «Questo tipo di classificazione ci permette di customizzare correttamente le nostre anagrafiche ed i benefici di sistema sono molteplici: segmentare il mercato con cluster per differenziare le varie tipologie di punti vendita, analizzare correttamente i dati, modulare al meglio le dilazioni di pagamento, gestire la scontistica per tipologia di cliente/cluster, creare promozioni specifiche per canale fuori casa, incanalare correttamente i clienti nella gerarchia route-to-market ed applicare eventuali esclusioni/inclusioni dalle promozioni».

    Metro Italia Cash and Carry – Filippo Cipolla, market and customer intelligence: «Far parte del team di lavoro è stata un’esperienza entusiasmante. La professionalità delle persone coinvolte ha arricchito le conoscenze di tutti e permesso di lavorare insieme per un obiettivo comune. Esporre i propri punti di vista, ma soprattutto ascoltare e comprendere quelli degli altri, ha permesso di raggiungere un risultato oggettivo e trasversale».

    Mondelez Italia – Ilaria Pietropaolo, out of home channel manager meals: «In un canale dove ci si scontra quotidianamente con tante complessità, come l’assenza di dati di mercato o la gestione autonoma e diversificata dei clienti, anche in base alle diverse route to market delle diverse aziende, era esigenza condivisa dagli attori della filiera di definire almeno una segmentazione univoca dei punti di consumo».

    Mondelez Italia – Francesco Senatore, sales director AFH snack: «Questa segmentazione condivisa, frutto del lavoro coordinato da GS1 Italy, ha favorito non solo un dialogo tra istituti di ricerca e le principali industrie di marca e aziende di distribuzione che operano nel settore Foodservice, ma anche la messa in comune di un modus operandi in grado di garantire la lettura comune delle varie occasioni di consumo che compongono il canale».

    PARTESA – HEINEKEN Italia – Gianpaolo Velonà, group category manager: «Una mappatura dati Ho.Re.Ca. e una lettura puntuale di un mercato – frammentato e difficile da leggere – porterebbero all’intero sistema diversi benefici davvero “potenti”: una interpretazione più profonda da parte di tutti degli effettivi bisogni dei clienti, la possibilità di confronti su numeri comuni, una maggiore qualità degli investimenti da parte delle aziende e una migliore esperienza per i fruitori finali. Fondamentale trovare il modo di presentare il progetto all’interno delle organizzazioni aziendali perché possano decidere se e come contribuire al suo sviluppo».

    La pubblicazione “La segmentazione dei punti di consumo. Un dizionario comune per la community del fuori casa” è scaricabile gratuitamente dal sito di GS1 Italy.

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    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

  • iSchool: video pillole di fiducia per il decimo anno di attività

    In un viaggio tra passato e futuro, 10 ex studenti, come 10 sono gli anni di vita della scuola di via Ghislandi a Bergamo, regalano pillole di confidenza ai ragazzi colpiti dal disagio delle restrizioni e della didattica a distanza. È tra i banchi di scuola – dicono in video – che è possibile imparare a trovare la forza interiore che riesce a dare coraggio ed entusiasmo anche nelle difficoltà. Perché, come dai dati MIUR, 1 ragazzo su 4 abbandona la scuola e con essa abbandona un’idea di futuro.

    iSchool, l’istituto che comprende scuola Primaria, Secondaria di Primo Grado e Secondaria di Secondo Grado, festeggia i suoi primi 10 anni di vita con pillole di fiducia: 10 ex alunni, attraverso la loro testimonianza, fanno un bilancio del proprio percorso, tra i corridoi della scuola, nelle aule interattive e nei laboratori per condividere il proprio successo, nella vita, nel lavoro e nello studio.

    Federico, studente dell’anno 0 di iSchool, Riccardo che, dopo gli studi all’indirizzo alberghiero, oggi è sous chef del Bolle Restaurant di Lallio (BG), Ludovico forte e determinato sia in campo in Serie A sia alla facoltà telematica di Sport e Management, ma anche Michelangelo, attore, che nelle aule digitali con spazi flessibili e modulabili di via Ghislandi ha imparato ad abbattere qualsiasi limite nell’espressione di sé attraverso il linguaggio o Francesco, che nelle ore di dibattito e di laboratorio, ha capito quanto valga riflettere sui propri sogni e lavorare con determinazione per raggiungerli.

    Un video racconto di quanto l’apprendimento sia dato dalla scoperta, dal confronto e dallo stimolo degli interessi personali, in un ambiente dove le classi con banchi disposti a cerchio, lavagne grandi e spazi condivisi per lo studio sono, come dice Giorgia “il punto forte di una scuola che mette al centro lo studente e le sue necessità” e dove il tempo per la pratica, il confronto, la discussione e il pensiero è predominante perché, confida Davide “è proprio l‘organizzazione del tempo che ha fatto la differenza nel mio percorso universitario”. Una scuola connessa, come la vita, grazie alla tecnologia. Lo spiega bene Leonardo, oggi responsabile IT in un’azienda informatica, ieri studente affascinato dai dispositivi forniti dalla scuola e dai supporti multimediali usati dai suoi insegnanti.

    Ma soprattutto, per ognuno dei suoi ragazzi, iSchool è sinonimo di esperienza, non solo di un percorso scolastico innovativo e all’avanguardia, ma di una relazione umana tra alunni e docenti, che trova nel sorriso di Benedetta, giovane studentessa universitaria a Bergamo portatrice di disabilità, il vero regalo per questo decimo compleanno.

    Perché la scuola è anche questo: fantasia, determinazione e grandi passioni, ma anche il delicato rapporto con gli insegnanti, con i compagni e con il mondo degli adulti, per imparare a trovare quella forza interiore che, anche nelle difficoltà riesce sempre a vincere la paura e lasciare spazio al coraggio e all’entusiasmo. Un messaggio di fiducia che iSchool, per il suo decimo compleanno, dedica a tutti gli studenti alle prese con i disagi della pandemia ma più in generale a tutti i ragazzi perchè i dati MIUR (2018) ci informano che 1 ragazzo su 4 abbandona la scuola e con essa “abbandona un’idea di futuro”.

    Tutte le testimonianze sono disponibili sul sito web www.ischool.bg.it e sui profili Facebook e Instagram. Non resta che dire: tanti auguri iSchool!

  • Ancora 10 giorni per poter partecipare alla seconda edizione di “cover me”, il contest dedicato al boss. Sul palco artisti nazionali e internazionali

    È possibile iscriversi fino al 31 maggio al contest promosso da “NOI & Springsteen”, dove artisti – anche internazionali – hanno la possibilità di inviare il proprio arrangiamento interpretando i brani del rocker americano più famoso al mondo.  Nei mesi estivi, tre concerti dal vivo permetteranno ai 30 finalisti di esibirsi di fronte al pubblico: un segnale importante di ripartenza per il mondo degli spettacoli dal vivo che ha subito un forte stop a causa della pandemia. 

    Ancora dieci giorni di tempo per inviare il proprio arrangiamento interpretando una canzone del Boss ed essere tra i 30 artisti finalisti che avranno la possibilità di calcare il palco sulle note di Bruce Springsteen in un tour di tre tappe live. Sono questi i nuovi ingredienti della seconda edizione di “Cover me”, il primo contest dedicato al rocker americano più famoso al Mondo organizzato dal gruppo Noi & Springsteen. Un 2021 che non solo apre i confini agli artisti internazionali, ma riporta la musica sul palco in un mini tour estivo nel quale i 30 finalisti potranno esibirsi davanti ad un pubblico. Appuntamenti, in fase di definizione, a Lecco, Bergamo e  Milano. 

    “Abbiamo deciso – spiegano Alberto Lanfranchi, Alberto Cantù, Saverio Ceravolo e Luca Lanfranchi, membri del gruppo NOI & Springsteen – di programmare tre tappe live in cui i 30 finalisti avranno la possibilità di esibirsi di fronte ad un pubblico: un segnale importante di ripartenza per il mondo degli spettacoli dal vivo e della musica che ha subito un forte stop a causa della pandemia da Covid 19. Per molti artisti, infatti, sarà la prima occasione di esibirsi live dopo molto tempo: un modo per farsi conoscere e per respirare nuovamente l’emozione di cantare su un palco di fronte al pubblico”.  

    “Cover Me”, infatti, riunisce musicisti e band italiane e internazionali che vogliono mettersi alla prova riarrangiando e interpretando a modo proprio un brano del Boss, senza snaturarne l’essenza e la melodia: non cover band dunque, ma veri e propri artisti capaci di trasmettere la propria autenticità e originalità. I brani identici all’originale infatti non verranno accolti dalla giuria e non parteciperanno al contest. Un omaggio ad un’artista internazionale che – con la sua musica – ha emozionato e ispirato milioni di fan.  I candidati hanno, inoltre, la possibilità di farsi conoscere attraverso la rubrica “SCOPRIAMO GLI ARTISTI DEL CONTEST COVER ME 2021” sulla pagina facebook di Noi&Springsteen. In programma anche l’idea di realizzare di un vinile dove sarà possibile trovare tutti brani delle due finali 2020 e 2021.  Le iscrizioni si chiuderanno il 31 maggio: mancano dunque pochi giorni per poter partecipare a questa nuova edizione ricca di novità.

    “Ad oggi sono 40 i partecipanti che si sono iscritti all’edizione 2021 di <Cover me>, tra cui artisti conosciuti del calibro di  Renato Tammi, Roberta Finocchiaro, Francesca Crasnich, Francesco D’Acri, Tommaso Imperiali. Al momento sono iscritti anche sei artisti internazionali, provenienti dalla Germania, da Londra e New York: un riconoscimento importante per questa iniziativa, ma anche la dimostrazione del grande potere della musica di Bruce Springsteen capace di avvicinare e unire le persone” dichiarano gli organizzatori del gruppo NOI & Springsteen.

    IL CONTEST:

    Artisti e band interessate potranno presentare la propria candidatura e concorrere per il podio fino al 31 maggio inviando la propria proposta a [email protected]. 

    Le candidature verranno valutate da una giuria di qualità composta da esperti e critici musicali: Claudio Trotta (promotore e fondatore di Barley Arts e presidente della giuria), Gianni Poglio (giornalista di Panorama), Alberto Cantù (componente del gruppo NOI & Springsteen), David Drusin (titolare del ‘Druso’), Ruggero Rosetti (membro dell’Associazione Nebraska dedicata alla musica rock), Leonardo Colombati (Scrittore e giornalista). La giuria selezionerà 30 brani che verranno pubblicati sul sito www.noiespringsteen.com, dando la possibilità al pubblico di votare. I 15 brani più votati accederanno automaticamente alla finale che si terrà a Bergamo domenica 29 agosto, in occasione del meeting dedicato a The Boss: Bergamo Racconta Springsteen V Edizione. A completare il contest anche una giuria della critica composta da: Massimo Cotto (scrittore e voce di Virgin Radio e presidente della giuria), Giorgio Berta (Presidente Fondazione Donizetti), Patrizia De Rossi (giornalista e direttrice di Hitmania Magazine), Ugo Bacci (giornalista e critico musicale di L’Eco di Bergamo), Fabio Santini (giornalista, conduttore e voce di RTL 102.5), Ken Rosen (storico per formazione, tecnologo di professione). Questi esperti assegneranno un punteggio da 0 a 3 punti ad ogni brand e l’artista che otterrà il maggior punteggio riceverà il Premio della Critica del Contest Cover Me. Il regolamento completo è consultabile sul sito https://www.noiespringsteen.com/contest/

  • Economia circolare e capitale umano: la chiave per ripartire

     

    Ospite a “I venerdì dello Studio BNC”, appuntamento online (www.studiobnc.net/sito/) con personalità provenienti da diversi campi che si confrontano sulle nuove sfide del futuro, dalle tecnologie più avanzate alle politiche economiche, Olivo Foglieni ha spiegato: “20 anni fa siamo nati valorizzando tutto quello che altre imprese, anche estere, scartavano e oggi il Gruppo FECS tratta più del 20% dell’alluminio riciclato in Italia, attraverso un’economia circolare perfetta. La capacità d’investire sull’innovazione è fondamentale. Innovazione e sostenibilità delle imprese devono andare di pari passo”.

     

    L’incontro in streaming è stato anche l’occasione per fare il punto sulla situazione economica italiana, fortemente colpita dalla pandemia da Covid-19, e sulle azioni che le Istituzioni dovrebbero intraprendere per dare una scossa all’economia. “Molti imprenditori – ha detto Foglieni che è anche Vicepresidente di Confindustria Bergamo – sono visionari e c’è grande voglia di ripartire ma fare impresa oggi è un percorso ad ostacoli, tra normative, adempimenti e burocrazia che non permettono alle imprese di raggiungere in pieno potenzialità e obiettivi prefissati. Siamo continuamenti sorpassati dalle altre nazioni che invece hanno una burocrazia più snella. La nostra è una rincorsa continua”.

     

    Il Gruppo FECS conta su una squadra di oltre 400 dipendenti che punta sui giovani e sulle donne, senza trascurare la saggezza del radicamento nella storia. Uno tra i suoi più stretti collaboratori è un giovane di 22 anni, ma il consulente strategico ne ha 86 e tre donne ricoprono ruoli di grande responsabilità all’interno del direttivo “perché – come sostiene Foglieni – la saggezza è nella storia, ma la visione è la vera forza del Gruppo che non può prescindere dalla determinazione femminile. Coniughiamo nuove maestranze con persone di grande esperienza e competenza. Innovazione, formazione e modernità ma anche valorizzazione del capitale umano con uno sguardo alle radici del nostro territorio e della nostra storia. Il segreto? È vivere l’azienda con amore e passione, senza non è possibile fare industria” conclude Foglieni.

  • Il digitale ci sta trasformando: sì, ma come? GS1 Italy lo ha chiesto alle imprese del largo consumo e ne ha misurato gli impatti sui processi e sulle competenze aziendali

    L’84% delle aziende di Produzione e Distribuzione si sente pronta per accogliere la sfida del digitale. E per vincerla stanno investendo (e lo faranno anche nel prossimo biennio) su nuovi modelli organizzativi, formazione del personale e digital culture. I risultati della ricerca condotta da GS1 Italy con il Politecnico di Milano e l’Università degli Studi di Parma e presentata oggi.

    Rivedere i processi interni e i modelli organizzativi, sviluppare nuove competenze e costruire una cultura digitale aziendale: sono queste le priorità su cui le imprese del largo consumo italiano si stanno concentrando per affrontare la trasformazione digitale. E quelle che ritengono saranno strategiche anche nel prossimo biennio. A rivelarlo è la ricerca “La trasformazione digitale. Impatti su processi e competenze nel largo consumo”, condotta da GS1 Italy con un team di ricercatori del Politecnico di Milano e dell’Università degli Studi di Parma, e presentata oggi nel corso dell’evento digitale dal titolo “Il digitale ci trasforma?”.

    «Lo scoppio della pandemia ha accelerato una serie di processi, mettendo in luce come il digitale può aiutare le imprese a lavorare, comunicare e gestire meglio tutte le attività. Ma la digitalizzazione va ben oltre il semplice e-commerce» commenta Francesco Pugliese, Presidente di GS1 Italy. «Digitalizzare significa mettere a fattor comune tutte le informazioni che derivano dal rapporto con il consumatore. Si rendono quindi necessari diversi modelli organizzativi interni, che tengano conto delle nuove modalità di lavoro, che hanno ridisegnato la relazione stesse tra le persone, e che diano spazio a profili adeguati, con culture differenti e, soprattutto, giovani. La sfida è trovare l’equilibrio e aprire il dialogo tra i nuovi ingressi e il management senior, costruendo una solida cultura digitale aziendale».

    Lo studio ha indagato le diverse aree che rappresentano i temi della relazione informativa con il cliente e quello dei nuovi format, il contesto dell’efficienza operativa e la negoziazione. Dall’indagine emerge che le aziende si sentono “pronte” per le nuove sfide imposte dalla digitalizzazione: il 49% si dichiara pronta e il 35% più che pronta a lavorare sugli aspetti che renderanno possibile questo cambiamento. Per accompagnare la trasformazione digitale, le aziende sentono il bisogno di investire per sviluppare nuove competenze nelle persone e per migliorare l’approccio aziendale alla digitalizzazione. Minore è, invece, l’impatto sulle strategie di business, limitato alla messa a fuoco di come sfruttare al meglio le opportunità offerte dal digitale.

    Il percorso verso una sempre maggiore digitalizzazione è ormai tracciato. Ma è anche costellato di ostacoli e criticità. Le principali, individuate dalla ricerca, sono la complessità di riprogettare i processi aziendali, la resistenza da parte delle persone e la difficoltà nel diffondere una cultura del digitale.

    «La trasformazione digitale produce cambiamenti significativi nei flussi informativi nella relazione tra imprese e con il consumatore, cambiamenti che condizionano le modalità di lavoro e le competenze necessarie alle organizzazioni» ha commentato Silvia Scalia, ECR and training director di GS1 Italy. «È un aspetto che tocca da vicino GS1 Italy, che da sempre si occupa di contribuire all’efficienza del sistema nella gestione e nel trasferimento dei dati attraverso gli standard, sin da quando ha creato il codice a barre, il primo esempio di hyperlink della storia».

     

    Riorganizzare i processi interni è la priorità

    Lo studio ha chiesto alle aziende quali sono i processi che mostrano la maggiore rilevanza strategica e qual è il livello di soddisfazione attuale delle soluzioni adottate e, in base alle risposte, li ha classificati in quattro macro aree di intervento.

    • Nel quadrante delle priorità, caratterizzato da alta rilevanza strategica futura e soddisfazione rispetto alle soluzioni a supporto al di sotto della media, ci sono i processi di omnichannel category e nuovi formati (fisico e digitale) che hanno chiari legami logici e funzionali con il tema dell’e-commerce.
    • Nel quadrante del consolidamento si posizionano gestione e presidio dell’accuratezza del dato, comunicazione digitale, CRM e loyalty, data science e shopper marketing, tutti strettamente legati al tema del presidio della relazione informativa con il cliente, per i quali si conferma la strategicità per le imprese e gli alti livelli di soddisfazione attuali.
    • Nell’area della manutenzione (ossia con alta soddisfazione ma con minor rilevanza strategica) ricadono la gestione della relazione commerciale (più rilevante per il mondo dell’industria), dell’attività a punto vendita e presidio del territorio, e le soluzioni per aumentare la visibilità e l’efficienza negli ordini di consegna. Si tratta di processi già in parte ottimizzati, su cui le aziende intendono lavorare in un’ottica di mantenimento per garantire i flussi di merci/prodotti.
    • Infine, nel quadrante dell’osservazione (con bassa rilevanza strategica e soddisfazione) figurano mobile e smart payment (ritenuto però strategico dai retailer), e-procurement, B2B finance.

     

    Cambiare i modelli organizzativi, soprattutto per gestire l’omnicanalità

    La soluzione più adottata per gestire la digital transformation è la creazione di team interfunzionali, presenti nel 46% dei retailer e nel 56% dei produttori (dato che sale al 70% se consideriamo le aziende industriali di maggiori dimensioni). Il 20% delle industrie e il 35% dei distributori hanno creato una funzione digital, che risponde quasi sempre al top management, mentre il 43% delle imprese industriali e il 25% di quelle commerciali (soprattutto multinazionali) ha scelto il “digitale trasversale”, facendo in modo che ogni funzione incorporasse ruoli e competenze digitali creando di fatto una cultura digitale orizzontale e pervasiva.

    Una riflessione a parte la merita l’e-commerce che nella Distribuzione è gestito da una funzione dedicata in una azienda su tre, mentre nell’Industria vede soluzioni più eterogenee, non ultima quella di affidarlo alle “vendite” (nel 25% dei casi). Dall’altra parte, va segnalato che nella Distribuzione raramente (9% dei casi) l’e-commerce risponde ai colleghi degli acquisti.

    «Il digitale rimodella le relazioni orizzontali all’interno delle imprese (interfunzionalità e pervasività), ma anche le relazioni verticali tra Industria e Distribuzione creando nuovi spazi di dialogo» spiega Davide Pellegrini, direttore scientifico del Master GS1 in Retail and Brand Management dell’Università di Parma. «Industria e Distribuzione si aprono al confronto su temi che impattano sull’efficacia, e non solo sull’efficienza. Le nuove sfide che si prospettano alle aziende rimandano sì ai processi, ma anche alla dimensione soft dell’organizzazione, su cui abbiamo voluto concentrare la seconda parte della nostra ricerca».

     

    I nuovi profili professionali ai tempi del digitale

    La trasformazione digitale e la ridefinizione delle attività aziendali hanno comportato la necessità di nuove professionalità e competenze, da formare internamente o da ricercare all’estero. Dalla ricerca di GS1 Italy emerge che tra i ruoli maggiormente presenti ci sono l’e-commerce manager e il digital marketing manager, seguiti dal chief information security officer. Invece, tra le figure più ricercate nei prossimi 12 mesi, le aziende indicano il social media listening analyst e il lean/agile specialist/scrum master, seguiti dalla figura del data scientist.

    Grazie alla forza attrattiva dei brand sui consumatori, le aziende del largo consumo percepiscono meno la concorrenza per attrarre i profili digitali rispetto al campione multisettoriale, ma il 60% del campione lamenta la difficoltà a identificare percorsi di carriera attrattivi dedicati a queste figure. Nonostante ciò, i livelli di diffusione di profili digitali sono maggiori rispetto al campione multisettoriale, soprattutto per le funzioni Marketing e IT (e-commerce manager, digital marketing manager, chief information security officer).

     

    La formazione di competenze e specialisti nel digital

    L’avvento del digitale ha cambiato radicalmente i compiti e i processi della Direzione HR: se da una parte è chiamata a supportare persone e organizzazione nel processo evolutivo, assumendo il ruolo di promotrice del cambiamento, contemporaneamente deve essa stessa raccogliere la sfida ed evolvere verso paradigmi innovativi, più digitali.

    «Il ruolo della Direzione HR è fondamentale nell’abilitare la transizione dell’organizzazione verso il digitale: da una parte deve essere promotrice del cambiamento sviluppando iniziative e attività di formazione per creare un digital mindset a tutti i livelli aziendali e supportare i fabbisogni specifici di profili e competenze digitali, dall’altra deve lavorare su se stessa ripensando i propri processi in chiave digitale per avvicinarsi alle esigenze e alle aspettative di candidati e collaboratori» racconta Fiorella Crespi, direttore Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano.

    La necessità di dotarsi di una cultura del digitale sta impegnando i responsabili delle risorse umane aziendali nell’attivare processi e iniziative finalizzati allo sviluppo interno, all’integrazione e al reperimento dall’esterno delle competenze e delle professionalità digitali.

    «Centralità delle persone e innovazione sono i protagonisti della nostra strategia di recruiting ed employer branding: il progetto di selezione è, infatti, sempre più orientato a una digitalizzazione people centered, disegnata per offrire ai candidati una candidate experience gratificante, generando un impatto positivo anche sulla sostenibilità sociale e ambientale» spiega Daniele Del Gobbo, talent acquisition & employer branding manager in Esselunga. «Inoltre, l’era dell’esperienza condivisa, in cui le esperienze assumono significato nell’atto stesso della loro condivisione, ci ha portato a sviluppare un’employer branding strategy che dia voce alle nostre Persone in qualità di ambassador, attraverso il programma di employee advocacy: i veri protagonisti dei successi e delle sfide aziendali diventano, così, centrali nella costruzione di uno storytelling che valorizzi i nostri valori, mission, purpose e cultura».

    L’importanza dell’attenzione verso l’aspetto umano emerge anche dalle parole di Alessio Gianni, global digital & content marketing director di Barilla: «La conoscenza delle persone e la raccolta di dati di prima parte è una priorità strategica. È l’obiettivo della Listening Room di Barilla, nata per poter essere sempre in ascolto e andare incontro agli interessi di consumatori e shopper».

    Lo sviluppo di competenze digitali rappresenta un’attività in costante evoluzione e divenire. Rispetto a cinque anni fa è cresciuta di molto la quantità di contenuti formativi dedicati ai temi del digitale, con la Distribuzione che tende ad affidare a provider esterni l’erogazione della formazione sul digitale e concentra la formazione principalmente sul personale di sede, e con l’Industria che, invece, preferisce gestire internamente il processo, attraverso percorsi di learning on the job, l’utilizzo di video formativi e corsi d’aula in presenza, e che apre la formazione sul digitale anche a parte del personale di stabilimento.

    «L’accelerazione della trasformazione digitale nelle aziende passa per la creazione di nuove competenze da parte delle persone che devono muovere e guidare questa trasformazione» commenta Ermanno Bertelle, HR and training manager di GS1 Italy. «L’Academy di GS1 Italy da diversi anni si occupa di formare i futuri manager del Largo Consumo, grazie ai rapporti instaurati con le principali università italiane, in primis l’Università di Parma e il Politecnico di Milano. Inoltre, attraverso i suoi percorsi di formazione, favorisce la creazione di tutte quelle competenze necessarie proprio alla digitalizzazione dei processi, verso una sempre maggiore efficienza ed un rapporto rinnovato con il consumatore finale».

     

    La ricerca “La trasformazione digitale. Impatti su processi e competenze nel largo consumo” di GS1 Italy è disponibile alla pagina dell’evento sul sito di GS1 Italy.

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

  • Progettare il 2021, facendo tesoro del 2020: 
l’eredità della pandemia nel mass market
nella decima edizione di “Un anno di Tendenze”

    C’è stato un prima, c’è (ancora) un durante e ci sarà presto un dopo: ma questo futuro non potrà essere progettato e costruito senza aver ben presente com’è cambiato il nostro mondo (anche di consumatori) per effetto della pandemia da Covid-19. A mettere in fila e commentare gli episodi salienti dello scorso anno è l’edizione 2021 di “Un anno di Tendenze”, la decima, appena realizzata da GS1 Italy raccogliendo i contenuti comparsi in 12 mesi sul suo web magazine Tendenze online.

    “Un anno di Tendenze 2021” ripercorre e rilegge lo scorso anno suddividendolo in tre fasi temporali, molto diverse l’una dall’altra, e individuando per ognuna i fenomeni che l’hanno caratterizzata:

    1. Caos calmo. Competitività e nanismo delle imprese, politica fiscale al centro del dibattito economico, mentre il retail procede “cum judicio” verso la trasformazione digitale. I consumi stagnanti brillano per alcune categorie, ma il Non Food continua a soffrire per l’avanzata del commercio online, grazie a un consumatore per il quale l’esperienza d’acquisto è già omnicanale. Prima dello tsunami.
    2. Covid shock. L’anno orribile del Coronavirus è arrivato a sconvolgere le abitudini degli italiani: lockdown, distanziamento sociale, mascherine e gel igienizzanti nella quotidianità. Ma anche code ai supermercati e consumi azzerati per interi settori: la ristorazione, su tutti, e il Non Food. L’e-commerce ha avuto, invece, un boom inaspettato, con la riscoperta anche del valore della prossimità, ma mettendo in difficoltà la catena di fornitura. Che ha reagito bene.
    3. Next normal. Dopo i mesi del lockdown il sistema del largo consumo si accinge a ricostruire un percorso virtuoso, pur sapendo di dover convivere con una realtà segnata dal virus, cercando di trarre lezioni dalle risposte date durante l’emergenza. E affrontando con rigore il nuovo panorama competitivo dove si delineano con maggiore nitidezza le direttrici da seguire, con alcuni paletti ben piantati: collaborazione, sostenibilità, efficienza, trasformazione digitale.

    «Prima, durante, dopo: queste tre parole raccontano in estrema sintesi il periodo che stiamo vivendo. C’era un prima, che proseguiva in continuità rispetto agli anni precedenti. Rileggere adesso le considerazioni, i dibattiti, le previsioni, di un anno fa è quantomeno strano. Ovviamente nessuno avrebbe potuto prevedere quello che è successo e la sua straordinarietà. Poi siamo entrati nel durante, e non ci siamo ancora usciti. Anzi, abbiamo creduto di esserne usciti e invece di durante ce n’era un secondo. Una fortissima discontinuità che ha coinvolto tutti e tutto e ha comportato cambiamenti per tutti. Oggi siamo ancora nel durante, con la speranza di entrare quanto prima nel dopo. Credo, però, che il modo migliore per non sprecare il tempo del durante sia quello di preparare il dopo, non solo aspettarlo. Con la voglia di tornare ad una nuova normalità» commenta Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy.

    “Un anno di Tendenze 2021” è consultabile gratuitamente al link: https://issuu.com/tendenzeonline/docs/1_anno_di_tendenze-2021-issuu-2

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    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

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