Autore: Redaclem

  • IL CAMBIAMENTO SOCIALE DEL NUOVO DECENNIO ATTRAVERSO LE VOCI GENERAZIONALI DEL NOSTRO PAESE

    Il dialogo generazionale è uno degli elementi fondanti della società contemporanea. Il confronto tra le “vecchie” generazioni e quelle più giovani è alla base della crescita e dell’innovazione sociale. Nel contesto socio-economico in atto, il cui andamento è stato fortemente condizionato dalla diffusione della pandemia su scala globale e che già si preannuncia difficile e – auspicabilmente – di grandi trasformazioni, inizia a configurarsi il seme di una nuova generazione, che si affianca a quelle già conviventi nel paese: alla Silent Generation, ai Baby Boomers, alla Generazione X, ai Post Millenials e alla Generazione Alpha si affianca infatti una nuova generazione – la Generazione Coronavirus – che sarà protagonista, suo malgrado, del decennio appena iniziato. Ma cosa stiamo costruendo tra DAD, mascherine e futuro ridotto?

    Federico Capeci, uno dei più apprezzati ricercatori di trend sociali, analizza il contesto contemporaneo con il nuovo libro Generazioni, pubblicato da FrancoAngeli Editore, in cui racconta attraverso quali precisi eventi storici e culturali ogni generazione ha definito la sua specificità ‒ valori, atteggiamenti, aspettative, visione del mondo, modi di comunicare.

    Ogni analisi sulla popolazione deve tenere conto sia dei soggetti coinvolti, sia del momento storico in atto. Nel corso del 2020, la società ha assistito a un cambiamento epocale, che ha messo a dura prova l’intero paese: ogni individuo è stato costretto a ripensare al proprio ruolo, alle possibilità di miglioramento in tempi così duri e al lascito ricevuto dalle generazioni precedenti. Comprendere le caratteristiche di ogni categoria generazionale vuol dire imparare a trovare metodi più efficaci di comunicare, vuol dire favorire un dialogo utile non soltanto agli aspetti più personali e privati della vita ma anche a quelli legati ai vari contesti lavorativi.

    Un aspetto da non trascurare è legato proprio al ruolo dei giovani al giorno d’oggi. Sono loro i veri protagonisti del cambiamento sociale, soprattutto in periodo di emergenza com’è quello che stiamo vivendo. Laddove molti settori sono stati fortemente colpiti dalla crisi economica e tutte le realtà, piccole o grandi, hanno spesso dovuto adattarsi in fretta e furia ai nuovi ritmi e alle inedite modalità d’azione, i giovani possono essere la chiave per superare la crisi. 

    Si consideri ad esempio la loro conoscenza del mezzo digitale, diventato ormai imprescindibile. Il lockdown, che ha piegato l’intero territorio da nord a sud, ha obbligato imprenditori e sistemi scolastici all’adeguamento all’online, rivelando alcune falle piuttosto evidenti: inadeguatezze e poca padronanza da parte della “vecchia scuola”, il noto digital divide che da tempo attanaglia la società. In una realtà in cui tutte le generazioni dialogano tra loro, ogni peculiarità può essere sfruttata per il vantaggio collettivo e può diventare forza motrice per il futuro.

    È nel rapporto con le generazioni precedenti che il miglioramento trova il suo terreno fertile. Ogni genitore, infatti, costruisce la generazione successiva con il chiaro intento di superare gli schemi del momento: ognuno, nei confronti dei propri figli, crea le basi per il futuro e, allo stesso tempo, le condizioni per la sua distruzione. Per questo le logiche del passaggio generazionale vanno viste in un’ottica dialettica e non oppositiva; ed è per questo, infine, che parlare della tematica giovanile non ha nessun senso se non la si inserisce in una dinamica ben più ampia, cross generazionale appunto.

    Con Generazioni, Federico Capeci prosegue e arricchisce il lavoro già iniziato con i precedenti volumi (Generazione 2.0 e Post Millennial Marketing) aggiungendo un importante tassello al panorama delle analisi sulla società contemporanea.

    Federico Capeci è CEO della divisione Insights per Italia, Grecia e Israele di Kantar, network di ricerche di mercato leader nel mondo, ed è tra i più noti e apprezzati ricercatori in Italia sui nuovi trend sociali e sulle tematiche digitali. Research Manager in Coca-Cola Italia prima, poi AD di OTO Research (Gruppo Fullsix), ha fondato nel 2008 Duepuntozero Research (Gruppo DOXA), la prima social media research agency italiana. Frequent speaker in importanti convegni nazionali e internazionali sui temi legati alla comunicazione, al marketing digitale, ai nuovi trend, alla social media analysis e alla cocreation, insegna Ricerche di mercato all’Università Cattolica di Milano. Per FrancoAngeli Editore è autore di Generazione 2.0 (2014) e Post Millennial Marketing (2017). 

    Federico Capeci

    GENERAZIONI

    Chi siamo, che cosa vogliamo, come possiamo dialogare

    pp. 186, € 24,00. 

    In libreria da novembre 2020 

    Anteprima del volume (Indice. Prefazione. Introduzione)

  • L’acquisizione Grifal s.p.a. – Cornelli s.r.l. seguita dallo studio BNC

    Grifal S.p.A., azienda bergamasca attiva nel mercato del packaging industriale, ha firmato un accordo vincolante per l’acquisto del 100% del capitale sociale di una società a responsabilità limitata di nuova costituzione che verrà denominata Cornelli Brand Packaging Experience S.r.l. e in cui Cornelli S.r.l., società con sede a Rivolta d’Adda (CR) fondata nel 1877, effettuerà il conferimento di parte del complesso aziendale concernente la produzione e il commercio di scatole in cartone ondulato, nonché la progettazione e la realizzazione di nuove tecniche di branding applicate al packaging.

    Grazie all’acquisizione di Cornelli S.r.l., Grifal S.p.A. intende ulteriormente accelerare la propria crescita ed incrementare il volume d’affari nei confronti delle aziende che, in Italia e all’Estero, sono particolarmente attente ai temi legati alla sostenibilità, all’innovazione e alla comunicazione applicate al packaging.  L’operazione prevede che Grifal acquisterà il 100% del capitale della Cornelli Brand Packaging Experience S.r.l. per un controvalore complessivo di €1.257.229,00.

    Studio BNC, con il dott. Guido Tisi, la dott.ssa Francesca Ghezzi e la Dott.ssa Marilena Rota hanno preso parte all’operazione in qualità di advisor, per la parte fiscale e giuslavoristica. AmbroMobiliare ha agito come advisor finanziario, mentre lo Studio Legale NCTM di Milano come advisor legale.

     

     

     

  • Inaugurata la nuova sala donazioni di AVISPARK

    La nuova sala donazioni di AVISPARK è pronta e sabato pomeriggio è stata inaugurata con la benedizione del Vescovo di Mantova, Monsignor Marco Busca. Da lunedì 15 febbraio p.v., nella Sede di Avis Provinciale Mantova a Cerese di Borgo Virgilio, inizierà la Raccolta Associativa di Plasma. Nei mesi scorsi, la sede Provinciale è stata ristrutturata ed ampliata ed è stata creata la nuova grande sala donazioni con 6 postazioni per il sangue intero e 6 nuove postazioni per la raccolta di plasma.

    La Presidente di Avis Provinciale Mantova, Elisa Turrini, afferma “Ora Avispark è diventata ancora di più Casa dei Donatori, con spazi più ampi ed accoglienti. Un anno e mezzo fa, ignorando tutto quello che poi sarebbe accaduto, per rispondere alle necessità sanitarie del Centro Nazionale Sangue, ASST Mantova ha dato disponibilità per supportare AVIS nella realizzazione della raccolta associativa del plasma. Un sogno inseguito da anni che oggi siamo riusciti a concretizzare.

    Il Direttore Generale di ASST Mantova, Raffaello Stradoni, fin dall’inizio ha sostenuto questo progetto “Sono molto orgoglioso di questa iniziativa, che ci consentirà di aumentare la disponibilità di plasma necessaria a rispondere al fabbisogno del territorio. La collaborazione con Avis è davvero preziosa, ringrazio ciascun volontario che con la sua generosità contribuisce a questa importante causa, un gesto di solidarietà e di responsabilità civile senza paragoni.”

    In Avispark si potrà donare plasma 7 giorni su 7, anche la domenica quindi, con inizio dell’attività di accettazione alle ore 6.30. La raccolta di plasma in Avispark si affiancherà a quella svolta presso il Trasfusionale dell’Ospedale di Mantova per raggiungere l’obiettivo comune di una raccolta annua di 6.000/7.000 sacche.

    “Oggi è una giornata storica non solo per AVIS e ASST di Mantova ma anche per tutti i cittadini mantovani – interviene il Dottor Massimo Franchini del SIMT di Mantova – grazie all’ampliamento di Avispark e all’inizio della donazione di plasma, Mantova è in grado di raddoppiare il numero di unità di plasma raccolte all’anno. In questo modo, i donatori AVIS possono contribuire in maniera determinante al raggiungimento dell’autosufficienza regionale nel settore dei plasma-derivati, farmaci salva-vita il cui utilizzo è in costante aumento. AVIS Provinciale e ASST di Mantova hanno lavorato insieme con grande sinergia per raggiungere questo importantissimo obiettivo.”

    AVIS rinnova l’invito a tutti i donatori e le donatrici mantovane, di cercare di inserire almeno una donazione di plasma l’anno fra le donazioni di sangue intero.

    Come ha sottolineato il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, «Iniziare la raccolta associativa di plasma nella sede dell’Avis Provinciale di Mantova non rappresenta un traguardo solo per questo territorio e per la nostra Associazione, ma per l’intero sistema trasfusionale italiano. Facilitare l’accesso ai donatori con libertà di giorni e di orari è il passo che è necessario compiere a livello nazionale per garantire costante apporto di sangue ed emocomponenti alle nostre strutture sanitarie. Il Covid ha messo a dura prova il nostro Paese e la provincia di Mantova lo sa bene come gran parte di questa regione. I dati sulla raccolta nel 2020 di globuli rossi e plasma pubblicati dal Centro Nazionale Sangue lo confermano. Avviare questo progetto proprio qui è il modo migliore per guardare al futuro con fiducia, rafforzando l’impegno comune verso il più rapido raggiungimento dell’autosufficienza da farmaci plasmaderivati».

    Nel solo 2020 gli abilitati a questo tipo di donazione qui a Mantova sono raddoppiati e tantissime sono state le nuove iscrizioni tutto grazie al grande lavoro di promozione e di sensibilizzazione dei volontari AVIS con la campagna #gialloplasma ma anche per quello che è stato ed è significato per tutti noi il plasma iperimmune.

    “Un modello quello di Mantova che ci piacerebbe fosse d’esempio per tutte le altre città della nostra regione. L’inaugurazione di questa nuova sala per il potenziamento della raccolta di plasma rappresenta un esempio di come, se si lavora insieme e con gli stessi obiettivi, in sinergia, si possano raggiungere risultati concreti e significativi – commenta Oscar Bianchi, presidente di Avis Regionale Lombardia – Infatti, la collaborazione con le istituzioni locali, attraverso Avis Provinciale Mantova e con Asst Mantova nello specifico, e con il sistema sanitario regionale ha permesso di costruire un percorso comune, che ci ha condotto a un altro grande obiettivo raggiunto nonostante il grande momento di difficoltà che la Lombardia, come l’intero Paese, ha dovuto affrontare a causa dell’emergenza sanitaria” dichiara Oscar Bianchi, Presidente di Avis Regionale Lombardia.

    “Ringraziamo tutte le persone, le Associazioni e le Istituzioni che ci sono state vicine in questi mesi – conclude La Presidente Turrini – tutto questo, senza il loro prezioso aiuto non sarebbe stato possibile. Un ringraziamento particolare va a Cristian Landini ed al suo Studio che da volontario AVIS si è occupato della progettazione e della direzione lavori in forma totalmente gratuita, ai Volontari delle nostre AVIS, i collaboratori ed i dipendenti dei nostri uffici, che insieme a medici, infermieri ed il nostro Dott. Enrico Capuzzo, in questi mesi hanno fatto un vero lavoro di squadra perché fosse tutto pronto per iniziare la raccolta di plasma prima possibile. Un grazie speciale va anche a chi ci ha sostenuto in questo ambizioso progetto, Fondazione Comunità Mantovana che ci ha donato 20.000€, Fondazione BAM con altri 20.000 €, l’RSA i Girasoli – nostri vicini di casa- con 10.000 € oltre a privati, aziende e diverse AVIS Comunali. Di pochi giorni fa è anche la notizia che Banca d’Italia ha scelto di devolvere al nostro progetto un contributo di ben 99.000 €. L’inizio della raccolta associativa di plasma in AVISPARK è oggi realtà ed è il dono d’amore più bello che AVIS ed i donatori stanno facendo ai malati, alle loro famiglie ed all’intera comunità, un dono concreto denso di emozioni”.

  • Musica e tecnologia per uscire dalla pandemia

    Lo ha detto ieri Carlo Massarini, giornalista, conduttore televisivo e conduttore radiofonico italiano, ospite in diretta streaming de “I venerdì dello Studio BNC”, un appuntamento settimanale con personalità provenienti da tutti i settori per riflettere su come la capacità di innovare, di condividere pensieri e idee possa contribuire a un mondo migliore.

    Dopo aver attraversato i classici mezzi di comunicazione (radio, fotografia, editoria, televisione, Internet) fin dagli Ottanta, facendo un percorso che è partito dalla musica per poi arrivare alle tecnologie, Massarini ha raccontato quanto le tecnologie, anche se ancora costose e complesse per un concerto, possano essere di grande aiuto per la musica, creando un modello di business ma anche un modo di vivere la musica nuovo, con un quid in più, come può essere il contatto con l’artista o l’ingresso nel camerino o nel backstage, dalla comodità della propria casa. “Se non si tornerà presto ai modelli dal vivo – ha concluso Massarini questa potrebbe essere la strada. Le tecnologie sono maturate, possono aiutare molto”. Più in generale, lo sviluppo delle tecnologie in questo decennio sarà incredibile. Ci sono settori che saranno completamente rivoluzionati: dalla tele-medicina e l’ingegneria genetica al 5G e l’Intelligenza Artificiale, dal Fintech alle energie rinnovabili, dalle auto elettriche a guida autonoma ai veicoli volanti, nulla sarà più lo stesso.

    Prossimo ospite de I venerdì dello studio BNC 26 Febbraio Mons. Giulio Dellavite, Segretario generale della Curia di Bergamo, con il suo ultimo libro “Ribellarsi: La sfida di un’ecologia umana”.

    Per rivedere le interviste

    https://www.studiobnc.net/sito/

     

     

     

     

  • Cosa c’è di nuovo in etichetta? I claim emergenti rilevati dall’Osservatorio Immagino

    Come cambiano i prodotti che compriamo al supermercato? Per rispondere a questa domanda l’Osservatorio Immagino GS1 Italy ha “scannerizzato” le etichette di oltre 115 mila prodotti venduti in Italia e ha rilevato non solo le indicazioni più diffuse e consolidate, ma anche i claim emergenti che si stanno affermando sempre più.

    A crescere maggiormente, nei 12 mesi analizzati, sono stati soprattutto i claim relativi a due “panieri” e stili alimentari: il free from e il rich-in. Nel mondo del free from, aumentano i prodotti che si presentano come privi di polifosfati, oppure di latte o di uova. Invece nell’area del rich-in a emergere sono soprattutto i prodotti che segnalano di apportare iodio, zinco oppure magnesio.

    In particolare, le vendite dei prodotti “senza polifosfati” sono cresciute di +8,9% su base annua, soprattutto in affettati, würstel, salumi a cubetti e formaggi fusi in fette. Incremento consistente del sell-out anche per i prodotti che segnalano in etichetta di essere privi di latte (+11,9%), in particolare insaccati, gelati vegetali multipack e panini per hamburger o hot dog. Quanto al “senza uova” (+2,0%) coinvolge soprattutto pasta senza glutine, biscotti salutistici e maionese.

    Sul versante del rich-in, le referenze che sottolineano in etichetta la presenza di iodio hanno registrato un balzo annuo delle vendite di +9,5% grazie soprattutto a carni bianche elaborate (come cotolette e cordon bleu), passate di pomodoro e fette biscottate. Buone performance anche per i prodotti che segnalano il contenuto di zinco (+5,1%), in particolare per integratori, caramelle, biscotti, acque aromatizzate e frutta secca. Andamento a due velocità per i prodotti che segnalano la presenza di magnesio: il calo del fatturato annuo (-1,7%) si deve alla flessione degli integratori solo in parte compensata dalla interessante crescita degli alimenti con il claim “fonte di magnesio”, come biscotti integrali o multicereali, e semi.

    Per saperne di più, l’ottava edizione dell’Osservatorio Immagino è scaricabile gratuitamente dal sito osservatorioimmagino.it.

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.
    gs1it.org

  • ORTICOLARIO C’È E PROMUOVE CULTURA PER TUTTE LE ETÀ

    Orticolario esiste, resiste e insiste. Proprio così. L’evento culturale dedicato a chi vive la natura come stile di vita continua a promuovere bellezza e ispirazioni per tutte le età. Come? In diversi modi. Da segnalare innanzitutto la serie di attività online per i bambini, rivolte alle scuole e alle famiglie, per diffondere tra i più giovani l’importanza della natura per la nostra vita: come per Natale sono stati realizzati contenuti ad hoc, non manca una proposta speciale per Carnevale, come sempre intrecciata all’anima sociale di Orticolario. Ecco poi l’aggiornamento della piattaforma The Origin, versione digitale, immersiva e continuativa dell’evento, sviluppata in collaborazione con TiEvent: nuovi video esperienziali per conoscere, attraverso inconsueti punti di vista, i vivaisti, gli artigiani, i progettisti e gli artisti di Orticolario, un’umanità in continua ricerca, capace di emozionare; oltre a nuovi titoli nel Cinesalotto, la selezione di cortometraggi visionari che portano in giro per il mondo e in altri mondi. Qui tutti i dettagli.

    PER LE NUOVE GENERAZIONI.L’attenzione per i bambini e i ragazzi è nell’essenza di Orticolario: durante la manifestazione vengono organizzati infatti numerosi laboratori per le scolaresche e i bimbi in visita con le loro famiglie, e vengono coinvolti attivamente gli studenti di alcune scuole secondarie del territorio. Per dimostrare vicinanza ai più piccoli in un periodo così complicato, in collaborazione con Paola e Dario Tognocchi del Teatro dei Burattini di Como (teatroburattinicomo.it) è stato promosso il progetto “L’Albero Maestro” che, prendendo il titolo da un poetico cortometraggio sempre visibile su The Origin, è rivolto alle scuole e alle famiglie e comprende attività online che variano a seconda del periodo: a febbraio, in occasione del Carnevale, sono proposti uno spassoso spettacolo di burattini su Arlecchino e Pantalone, un video tutorial per la realizzazione di una maschera a becco di uccellino, un altro clip guida per creare una corona e delle schede didattiche. Per tutte le classi coinvolte, che faranno pervenire i lavori realizzati dagli alunni allo staff di Orticolario, sono previsti premi per abbellire il giardino della scuola. Per partecipare al progetto è richiesto un piccolo contributo a supporto del Fondo Amici di Orticolario, presso la Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, che raccoglie le donazioni destinate allo sviluppo di progetti culturali e delle associazioni benefiche del territorio.

    Per info: [email protected].

    Orticolario continua a esserci per i bambini e propone attività e laboratori che proseguiranno per tutto l’anno – spiega Elena Mantero, responsabile del programma bambini di Orticolario. Abbiamo sempre dedicato molta attenzione ai più piccoli, visto che ci occupiamo di natura non potremmo fare altrimenti: cerchiamo di stimolarli in modo creativo ed educativo affinché, crescendo, possano amare e rispettare l’ambiente. Le nuove generazioni sono la speranza per un futuro migliore!”.

    VIDEO ISPIRATORI. The Origin è una piattaforma pensata come un vero palinsesto in continuo aggiornamento. Numerosi i video inediti, ispirati alla natura, in grado di trasportare lo spettatore in vivai, giardini privati, botteghe artigiane, persino dentro il processo creativo di un progetto o di un’opera d’arte. Quattro le novità di febbraio. Partiamo dal mini-documentario “Il micromegamondo delle farfalle” girato nella Casa delle Farfalle e nel Bosco delle Fate di Butterfly Arc di Montegrotto Terme (Pd) (micromegamondo.com): il fondatore Enzo Moretto, naturalista entomologo, racconta la sua grande passione per queste creature, dalla proverbiale bellezza e dall’esistenza effimera. Dalle ali nel vento a “OrologiSenzaTempo” di Giuseppe Giudici (orologisenzatempo.com), che regala un’altra visione del tempo con meridiane affrescate, sfere armillari e orologi solari da giardino. S’intitola invece “Il cielo in una stanza” il progetto di Carla Testori (ctstudioverde.it), paesaggista e componente del Gruppo Creativo di Orticolario: un omaggio al paesaggio e al suo genius loci. Infine eccoci allo Spazio Creativo 5, progetto di Sgaravatti Group (sgaravattigroup.it), presente sulla piattaforma nella doppia veste di progettista e vivaista: un video che invita a recuperare il concetto di sacralità dell’albero e della terra.

    IL CINESALOTTO. La selezione di cortometraggi per un’esperienza di visione, fantasia e metamorfosi, proprio come avviene nelle Segrete di Villa Erba durante Orticolario. Tra i nuovi titoli in visione: “Illustration (The Finest Occupation)” di Temujin Doran – Studiocanoe (UK, 2012, 2′), artistico e divertente; “Until there – A Mongolian tale” di Lea Amiel and Nicolas Libersalle (Mongolia e Francia, 2016, 7′), poetico e di scoperta; “Way of Giants – Caminho dos Gigantes” di Alois di Leo (Brasile, 2016, 12′) emozionante e narrativo.

    L’APPELLO ALLE ISTITUZIONI.Orticolario esiste, resiste e insiste. Non è rimasto paralizzato dalla situazione generale, con The Origin ha tenuto alta l’attenzione sulla manifestazione dando voce ai suoi protagonisti. Ma come tutti gli altri eventi avverte il bisogno di essere rappresentato e sostenuto dalle istituzioni: la mancanza di supporto può causare un danno irreparabile a un settore portante per l’economia. Chi organizza eventi lavora e investe sul futuro, dà forma a qualcosa che verrà. Per fare questo, sono necessarie sia linee guida che consentano di pianificare e programmare – due attività imprescindibili per chi si occupa di manifestazioni – sia supporti concreti che ne garantiscano la continuità.

     

    Si ricorda che Orticolario “The Origin” è realizzato con il sostegno di Mantero Seta e con il contributo di Elmec Solar e di Ethimo. Ha ottenuto anche il contributo e il patrocinio della Camera di Commercio di Como-Lecco, e il patrocinio del Comune di Como, del Comune di Cernobbio e della Provincia di Como. Regione Lombardia, inoltre, ha patrocinato e riconosciuto Orticolario come manifestazione di carattere internazionale. Da citare, infine, la collaborazione con il FAI – Fondo Ambiente Italiano, presente sulla piattaforma con un video di presentazione di alcuni luoghi incantevoli.

     

     

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    NOTE ORTICOLARIO

    Orticolario, giunto alla dodicesima edizione, è l’evento culturale dedicato a chi vive la natura come stile di vita. Teatro della manifestazione è il parco botanico di Villa Erba a Cernobbio (CO), dimora ottocentesca affacciata sulle sponde del Lago di Como, residenza estiva del regista Luchino Visconti. Tratto distintivo dell’evento è la proposta di giardini tematici e installazioni artistiche ispirati al tema dell’anno, tra i quali spiccano le realizzazioni dei selezionati al concorso internazionale “Spazi Creativi”. Titolo dell’edizione 2020 e 2021 è “Ipnotica”, il tema è la “Seduzione”, mentre la pianta protagonista è l’Acero. La manifestazione, che nel 2019 ha sfiorato la soglia dei 30.000 visitatori, è arricchita da un’ampia offerta di piante rare, insolite e da collezione, artigianato artistico e design con più di 290 espositori rigorosamente selezionati, da un fitto calendario di incontri e da numerosi laboratori didattico-creativi per i bambini, oltre a performance, proiezioni di film nelle segrete della Villa Antica e show floreali. Al centro della rassegna, l’arte, capace di andare oltre e di abbattere i confini tra interno ed esterno. Durante i tre giorni di evento e per tutto il resto dell’anno vengono raccolti contributi per il Fondo Amici di Orticolario, che sostiene progetti per la promozione della cultura del paesaggio e per cinque associazioni benefiche del territorio.

    NOTE ORTICOLARIO “THE ORIGIN”

    Nel 2020, causa emergenza sanitaria, l’evento è diventato Orticolario “The Origin”: una nuova forma, virtuale e continuativa, ma sempre e comunque una “fucina” di linguaggi, ingegni e talenti, un’esperienza del paesaggio e per il paesaggio. Quindi, Orticolario tutto l’anno, fruibile da ogni parte del mondo da computer e da qualsiasi dispositivo, compresi i visori VR (realtà virtuale). Si tratta della prima e unica piattaforma online culturale-commerciale gratuita, realizzata in un centro espositivo inserito in un parco storico. Sviluppata da Tievent con tecnologia Matterport 3D, grazie a una mappatura sperimentale e pioneristica, consente all’utente di fare un virtual tour 3D in qualsiasi angolo di Villa Erba e del suo parco, di passeggiare davanti al lago e tra alberi secolari, mentre s’incontrano eventi e proposte di vivaisti, artigiani, progettisti. E i numeri da cui il progetto è partito sono più che generosi: dal 2019 il sito web orticolario.it ha registrato circa 460.600 pagine visualizzate, i social (tra Facebook e Instagram) hanno superato i 24.000 follower, il canale YouTube ha ottenuto circa 123.500 visualizzazioni, mentre la newsletter conta oltre 17.700 iscritti. La piattaforma The Origin, dal 15 ottobre, giorno in cui è stata attivata, ha quasi raggiunto le 30.500 visualizzazioni.

     

     

    COLPO D’OCCHIO ORTICOLARIO

    Orticolario “The Origin”, versione online di Orticolario

    Orticolario 2021: 1-3 ottobre Villa Erba, Cernobbio (CO), sul Lago di Como

    tel. +39 031 3347503

    [email protected]

    www.orticolario.it

  • LE FOTOGRAFIE DI PAOLO BIAVA COLORANO DOMITYS QUARTO VERDE

    15 scatti inediti ripercorrono il diario di viaggio del fotografo bergamasco, che, tra fisico e virtuale, invita a vivere un’avventura
    tra Madagascar, Colombia, Brasile, New York, Italia e Costarica
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    L’arte è una cifra distintiva di Domitys Quarto Verde, la prima struttura in Italia interamente pensata per la terza età attiva, nel cuore di Bergamo, e non passa giorno in cui i suoi residenti non la possano ammirare sulle pareti dell’accogliente Hall. Dopo le opere pittoriche di Alfredo Rossi e le illustrazioni del Collettivo La Touche, ad inaugurare un nuovo anno ricco di arte è “Sfumature di uno scatto condiviso”: una raccolta di scatti inediti, realizzati dal fotografo Paolo Biava e selezionati appositamente per Domitys Quarto Verde, che fino al 31 marzo 2021 accompagnerà residenti e visitatori in un giro del mondo visto attraverso gli occhi del giovane fotografo.

    Bergamasco classe ’87, Paolo Biava ha collezionato esperienze nel mondo degli eventi, della pubblicità e dell’editoria. Specializzato in Street Photography, con reportage di viaggio realizzati in mezzo mondo, e in Food Photography, immortalando piatti e volti dell’alta ristorazione e viticultura italiana, Paolo Biava collabora con la Guida Michelin, è fotografo ufficiale di BMW Motorrad Italia, e lavora come fotografo per Adoratorio – agenzia creativa digitale italiana recentemente vincitrice del premio Studio of the Year alla conferenza internazionale Awwwards di Amsterdam.

    “Sfumature di uno scatto condiviso” racconta in 15 scatti il diario di viaggio in divenire di Paolo Biava: un’avventura che ha toccato Madagascar, Colombia, Brasile, New York, Italia e Costarica, a stretto contatto con la vita e le popolazioni locali.

    Dal caos delle strade brasiliane, con il suo sciame di persone e rumori, alla vita quotidiana dei malgasci, con le loro sfaccettature umane; dalla inaspettata tranquillità colombiana ai sospiri e alle luci del Costarica: ogni fotografia ritrae un’emozione ed è in grado di svelare la bellezza naturale insita in ogni individuo. È proprio nel momento dello scatto, quando l’obiettivo ritrae un momento rubato, che la fotografia diventa “condivisa”: un caleidoscopio di emozioni e colori che si riflette negli occhi dei protagonisti e nella loro interazione con il fotografo, che non è più ‒ non soltanto ‒ mestierante tecnico di luce e angolazione, ma parte integrante di quel momento.

    A ogni scatto è associato un Pantone, per richiamare anche nei colori quella continuità di sfumature presenti nel lavoro del fotografo, e un QR Code, perché i visitatori possano immergersi totalmente in quell’esperienza visiva ed emotiva sfogliando il viaggio completo direttamente dal proprio smartphone. Il viaggio fotografico si divide così tra fisico e virtuale e invita all’esplorazione anche chi, a causa delle restrizioni, non potrà ammirare le opere di persona.

    «La fotografia è senza dubbio l’arte più immediata, perché ogni attimo di bellezza viene immortalato nel preciso istante in cui accade. In un continuo compromesso tra il desiderio di catturare il momento e tutelare il soggetto dell’obiettivo, l’esperienza della street photography è ciò che di più autentico e originale è possibile trovare in uno scatto racconta Paolo Biava. E in un periodo in cui viaggiare è ancora molto difficile, sono felice di poter regalare, attraverso la fotografia, la possibilità di esplorare Paesi lontani, visitando giungle, spiagge e savane, ma, soprattutto, di incontrare persone di ogni età e cultura. Il paesaggio che ho sempre preferito, del resto, sono gli occhi delle persone».

     

    Il viaggio fotografico di Paolo Biava è disponibile nel catalogo virtuale di “Sfumature di uno scatto condiviso” inquadrando il QR code:

     

    I visitatori possono accedere a Domitys Quarto Verde (via Pinamonte da Brembate, 5 – Bergamo) tutti i giorni (escluso festivi), dalle 08.00 alle 20.00. L’accesso alla struttura è libero e gratuito e non è richiesta la prenotazione, ma lo staff si riserva di contingentare gli ingressi per evitare assembramenti e garantire il pieno rispetto delle disposizioni sanitarie.

    Per maggiori informazioni:
    www.domitys.it
    www.paolobiava.com

     

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    Fondata nel 1998, DOMITYS è leader in Francia nelle soluzioni abitative che integrano servizi per la terza età attiva. Il Gruppo nasce da AEGIDE, realtà da 3.000 dipendenti, il cui azionista di maggioranza è NEXITY, gruppo francese leader del mercato immobiliare. DOMITYS risponde alle nuove esigenze dettate dall’invecchiamento della popolazione, mettendo a disposizione di senior ancora autosufficienti soluzioni abitative confortevoli e indipendenti, aprendo così la strada a un nuovo modo di vivere la terza età, in piena libertà e con la garanzia di una vita sociale attiva.

    Materiali stampa e immagini sono disponibili al link Google Drive:
    https://drive.google.com/drive/folders/113jwsGovkydNEHseK4Z02XY-spzlTIvu?usp=sharing

     

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  • Il Category management nel “new abnormal”: leit-motiv di ECR e GS1 Italy per tutto il 2021

    Webinar, eventi e corsi di formazione: al via un piano di informazione e formazione su uno dei temi chiave del largo consumo, per aiutare produttori e retailer a soddisfare le nuove esigenze del mercato “stressato” dal COVID-19.

    “Processo che consente di gestire le categorie di prodotto come unità fondamentali di business (…) per soddisfare il consumatore”: è una delle definizioni più comuni del Category management, l’approccio che ha rivoluzionato il mondo del largo consumo, coinvolgendo il mondo della produzione e quello della distribuzione nella creazione di un’offerta di prodotti e servizi sempre più performanti in ogni fase del consumer journey. Dovendo rispondere alle mutevoli esigenze del mercato, il Category management è un modello in continua evoluzione e il suo successo è dettato anche dalla sua capacità di adattarsi ai cambiamenti dinamici che investono il mass market. E, quindi, come sta funzionando oggi, in uno scenario tanto instabile e discontinuo come quello plasmato dagli effetti della pandemia?

    È questa la domanda a cui vuole rispondere la community internazionale di ECR – in Italia parte di GS1 Italy – con il progetto dedicato al Category management e rivolto alla business community del largo consumo per condividere con le aziende i contenuti e le best practice internazionali.

    L’obiettivo è aumentare la conoscenza su questo tema e contribuire alla costruzione di una piattaforma europea a supporto delle aziende dell’Industria e della Distribuzione per aiutarle ad affrontare i cambiamenti che stanno investendo il mercato.

    «Partendo dagli interessanti e stimolanti risultati del rapporto dedicato all’evoluzione del Category management adottato nel largo consumo che l’ECR community ha presentato a fine 2020, abbiamo costruito un piano di attività finalizzate a divulgarne i contenuti, raccontando – e facendo raccontare direttamente alle aziende – come sta cambiando l’approccio al Category management» spiega Silvia Scalia, ECR Italia and training director di GS1 Italy. «Accanto a un ciclo di webinar internazionali, abbiamo in programma un grande evento nazionale a marzo e abbiamo intensificato l’impegno sul fronte della formazione, attivando presso l’Academy di GS1 Italy nuovi corsi e percorsi dedicati al Category management».

     

    16 febbraio: il webinar ECR Community

    Proprio ECR Italia sarà protagonista, martedì 16 febbraio, alle ore 16.30, del webinar internazionale dell’ECR Community, in cui, dopo la presentazione della case history di Barilla, affronterà il tema del Category management omnichannel, con un focus sul passaggio dalle categorie di prodotti alle categorie di esigenze e desideri degli shopper. Il webinar è gratuito, previa iscrizione online.

     

    30 marzo: l’evento GS1 Italy

    Il 30 marzo sarà la volta di un evento organizzato da GS1 Italy per illustrare le soluzioni e le best practice in ambito ECR Italia e che vedrà la partecipazione di importanti aziende di Produzione e Distribuzione che presenteranno le loro esperienze.

     

    Aprile: partono i corsi Academy

    Quindi, a partire da aprile, prenderanno il via i corsi dell’Academy di GS1 Italy, con un percorso di webinar di approfondimento e condivisione dell’evoluzione delle diverse componenti del Category management per affrontare i cambiamenti nelle aspettative e nei comportamenti degli shopper e l’evoluzione dei canali di vendita per il presidio dell’omnicanalità. Ciascuno di questi webinar abbinerà la presentazione dell’approccio teorico supportato da casi di successo a esercitazioni pratiche in cui i partecipanti testeranno concretamente l’impatto dell’utilizzo dei modelli teorici presentati. I webinar potranno essere fruiti singolarmente in contesti multiclient o personalizzati in specifici percorsi aziendali, in funzione delle specifiche esigenze.

     

     

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    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

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  • Cortona On The Move lancia New Visions, call per nuovi talenti aperta fino al 15 marzo

    Il festival internazionale di Visual Narrative Cortona On The Move (15 luglio – 26 settembre) lancia la prima open call dell’edizione 2021: New Visions. La call gratuita, organizzata in collaborazione con LensCulture, chiede ai partecipanti di presentare progetti originali e di forte impatto emotivo.

    I 10 progetti finalisti saranno proiettati durante la serata inaugurale di Cortona On The Move 2021. Tra questi, i due progetti più originali verranno prodotti ed esposti durante il festival 2021, altri due verranno pubblicati sul sito di LensCulture, una delle più grandi comunità online al mondo per la scoperta della fotografia contemporanea.

    Tutte le informazioni per partecipare su https://www.cortonaonthemove.com/

    “We Are Humans” è il tema centrale dell’edizione 2021 di Cortona On The Move, una visione ampia in cui tutti siamo protagonisti, un racconto collettivo del nostro essere umani: tra intimità e dimensione pubblica, tra ordinario e straordinario. Per questo racconto corale non basta un solo alfabeto, ma servono nuovi linguaggi, nuove grammatiche, narrazioni originali che sappiano sorprendere, provocare, informare, emozionare.

    Cerchiamo progetti che raccontino la curiosità degli esseri umani e la loro capacità, la nostra capacità, di guardare il mondo con occhi diversi, con nuove prospettive e nuove visioni. Humans Are New Visions.

  • Scuola d’Arte Fantoni una mascherina speciale per il 75° anniversario di Confartigianato Imprese Bergamo

    Scuola d’Arte Andrea Fantoni e Confartigianato Imprese Bergamo ancora insieme: questa volta per la realizzazione di una mascherina personalizzata voluta dall’Associazione presieduta da Giacinto Giambellini in occasione del 75° anniversario di fondazione.

    Il progetto ha coinvolto gli studenti della 3COGM, del Centro di Formazione Professionale indirizzo grafico multimedia, sotto la guida della professoressa Giovanna Sala e il coordinamento di Tiziana Locatelli.

    «Chi studia in una Scuola d’arte e gli Artigiani – ha spiegato il presidente Giambellini – sono vicini nella capacità del fare e nell’amore per il fare. Il mondo del lavoro ha bisogno di colore e di arte, assegnare questo lavoro ai ragazzi è stato il modo per portare loro tale messaggio»

    La proposta che più è piaciuta al Consiglio di Confartigianato è stata quella di Noemi Sofio che ha presentato una grafica moderna e nuova, da inserire nel rinnovamento più ampio dell’immagine di Confartigianato Bergamo: «Elemento principale del mio lavoro – racconta Noemi – è lo skyline di Bergamo come omaggio alla nostra città così duramente colpita dalla pandemia. Nelle fasi di lavoro ho pensato che la mascherina fosse un oggetto utile a raccontare quanto sta succedendo, ma anche occasione di ricordo per chi non ce l’ha fatta. I colori nei toni dell’azzurro sono presi dal logo di Confartigianato, ma ho deciso di sfumarli perché potessero illuminare qualsiasi viso».

    La mascherina, lavabile e realizzata in Italia, sarà distribuita in prima battuta ai Consiglieri, ai neo eletti e ai dipendenti di Confartigianato e prodotta su 1.000 esemplari, in totale ne verrano realizzate 10.000: «Tutte le proposte – prosegue Giambellini – sono state di valore, pur nella loro diversità. La scelta non è stata facile, ma l’idea di Noemi Sofio è quella che ci ha trovato d’accordo. Per valorizzare il suo lavoro abbiamo previsto un cartoncino interno sul quale viene presentata l’iniziativa, le istruzioni di utilizzo e il nome della studentessa».

    L’iniziativa si inserisce nell’ambito di una collaborazione che da tempo vede lavorare in partnership le due realtà  anche nella realizzazione di progetti di Alternanza Scuola Lavoro presso l’Artilab di via Borgo Palazzo: «Siamo uniti – spiega Mario Bossi direttore del Centro di Formazione Professionale della Scuola d’Arte Fantoni da una condivisione di obiettivi che intendono creare occasioni utili ai ragazzi per maturare competenze spendibili nel mondo del lavoro e poter diventare in futuro dei professionisti».

  • Salute, cultura e ambiente: messaggi positivi sulle bottiglie di Bracca acque minerali

     A partire dal mese di febbraio, le bottiglie di vetro Bracca sostengono ALT Onlus, l’associazione da oltre 30 anni in prima linea contro le malattie cardiovascolari.

    Salute, arte, cultura e ambiente ma anche progetti legati alla sostenibilità e ad un minore impatto ambientale: sono numerose le iniziative messe in campo dal Gruppo Acque Minerali Bracca per aumentare la consapevolezza dei consumatori sull’importanza di prendersi cura della propria salute. Tra queste, le nuove retroetichette personalizzate realizzate in collaborazione con ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus.

    Centrale, infatti, l’impegno dell’azienda che ogni anno veicola, proprio grazie alle retroetichette personalizzate, messaggi importanti a sostegno di iniziative culturali, dell’ambiente, della salute o dell’arte grazie alle bottiglie da 1lt. “Sensibilizzare le persone su temi importanti come la prevenzione e la tutela della salute è per Bracca un impegno concreto che rispecchia i valori dell’azienda, dal 1907 garanzia di salute e benessere” spiega Luca Bordogna, Amministratore Delegato del Gruppo Bracca.

    “Giorno per giorno prenditi cura di te” e “Muoviti per la salute del tuo cuore”, questi i due temi scelti per le retroetichette 2021 frutto della collaborazione tra l’azienda bergamasca leader nella produzione di acque minerali e ALT in prima linea da oltre 30 anni nella lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari. Due consigli di prevenzione e azione per incoraggiare i consumatori a prestare maggiore attenzione alla salute, allo stile di vita e all’alimentazione. La ricerca, negli ultimi vent’anni, ha fatto progressi enormi, ma sono proprio la prevenzione e la rapidità nel riconoscere eventuali sintomi, gli alleati principali per proteggere il nostro cuore, cervello, vene e arterie

  • Il 2021 di Euritmo: nuovi strumenti e processi per portare l’EDI in altri settori di attività e per aiutare le imprese a soddisfare le richieste degli e-tailer

    Dopo la recente crescita (+15% di messaggi scambiati in 12 mesi), per gli standard EDI di GS1 Italy è previsto un piano di sviluppo per offrire soluzioni mirate alle nuove esigenze delle aziende (e delle PMI in particolare), a cominciare da quelle legate allo sviluppo dell’e-commerce, e per entrare in nuovi universi.

    C’è sempre più EDI (Electronic Data Interchange) nel presente e nel futuro dell’Italia: l’EDI continua a crescere, arrivando a coinvolgere 19 mila aziende che in un anno hanno condiviso in modo digitale 240 milioni di documenti. E lo farà anche nei prossimi anni, dato che la digitalizzazione rappresenta uno dei pilastri della ripresa economica per il post-pandemia.

    In questo processo di espansione dell’EDI, un ruolo importante è giocato anche da GS1 Italy: fedele alla sua mission di supportare la filiera nel raggiungere l’efficienza nelle relazioni tra le imprese, GS1 ha sviluppato degli standard globali per lo scambio dei documenti del ciclo dell’ordine che sono stati diffusamente adottati dalle aziende.

    Brillante è in particolare il percorso di Euritmo, la soluzione web-EDI studiata da GS1 Italy per le aziende italiane del largo consumo – PMI in primis – il cui plus è l’interoperabilità con i vari sistemi e con gli standard GS1. Attualmente Euritmo è lo standard EDI più diffuso in Italia. La sua community è particolarmente attiva nel nostro paese, e da questo circuito passano 64,8 milioni di documenti, con un trend di aumento di +15% su base annua.

    Un importante stimolo verso una maggiore adozione dell’EDI è rappresentato dall’espansione dell’e-commerce, che sta ampliando la base degli utenti di Euritmo, anche alla luce del fatto che gli e-tailer stanno cominciando a richiederlo come prerequisito ai loro fornitori.

    Oltre che come diffusione, Euritmo continua a crescere anche in termini di strumenti, funzionalità e copertura settoriale, mostrando di sapersi adattare alle esigenze emergenti e di prendere spunto dalle nuove situazioni di mercato per continuare a migliorare e a evolversi, come confermano le novità previste per il 2021.

    «Anche nei prossimi mesi GS1 Italy continuerà a promuovere i benefici di Euritmo e ad ampliare la gamma degli strumenti disponibili per la filiera del largo consumo» afferma Massimo Bolchini, standard development director di GS1 Italy. «Un altro importante fronte su cui siamo attivi è il coinvolgimento di altre imprese, di nuovi operatori logistici e provider nell’ecosistema Euritmo anche per allargare l’EDI a un numero sempre più esteso di aziende e a una gamma sempre più ampia di documenti».

    Se la triade ordine-bolla-fattura si sta consolidando all’interno delle relazioni via EDI, molto ci si attende dallo sviluppo dei documenti logistici, con l’utilizzo su più ampia scala dell’avviso di ricezione. Un contributo in più potrà arrivare sia dalle decisioni del Parlamento europeo sulla dematerializzazione dei documenti di trasporto sia dall’implementazione del progetto order to cash di GS1 Italy per la dematerializzazione della bolla di consegna in mobilità da parte degli operatori logistici e dei vettori.

    Un altro obiettivo di GS1 Italy per il 2021 è l’allargamento di Euritmo ad altri settori di attività, in gran parte nuovi e inesplorati, dal manifatturiero ai servizi, al foodservice, con il coinvolgimento della ristorazione collettiva, dei grossisti e delle imprese del largo consumo. Sono ambiti che richiedono la formalizzazione di processi diversi e che possono determinare la creazione di nuovi messaggi EDI, e rappresentare una nuova tappa nel processo di digitalizzazione della supply chain nel mondo del largo consumo italiano.

     

    Per approfondimenti su GS1 EDI ed Euritmo, è possibile scaricare gratuitamente dal sito di GS1 Italy l’edizione 2020 del “Monitoraggio dell’uso dell’EDI nel largo consumo in Italia”, che GS1 Italy realizza in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano.

     

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    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    gs1it.org

  • Il parco faunistico Le Cornelle inaugura la nuova stagione nel rispetto delle nuove misure di sicurezza

    Il 2021 sarà la stagione della ripartenza, nel rispetto dei più stringenti protocolli di sicurezza, con tanta voglia di tornare a condividere momenti in compagnia degli animali e immersi nella natura

    Bergamo, 2 febbraio 2021 Il Parco Faunistico Le Cornelle apre i cancelli della stagione 2021: è tempo di ripartenza e nuovi momenti di condivisione. E non c’è nulla che incarni il desiderio di rinascita più delle specie animali che, tra nascite e innamoramenti, rendono ogni stagione unica. Così sarà anche quest’anno! Appuntamento per sabato 6 febbraio, giorno di riapertura del Parco.

    Così come previsto dalle normative, l’accesso all’area di circa 24 mila metri quadrati in via Cornelle, 16 a Valbrembo, in provincia di Bergamo avverrà solo rispettando un rigido protocollo di sicurezza che prevede la misurazione della temperatura all’ingresso, consentito solo se muniti di mascherine. All’interno del Parco sono dislocati dispenser con gel disinfettante. Verrà inoltre rispettato il distanziamento sociale e, in particolare l’accesso alle due aree coperte il rettilario e l’isola Aldabra così come per l’area “Selva tropicale”, sarà contingentato.

    Per evitare assembramenti gli ingressi al Parco sono contingentati, per questo si incentiva la vendita online dei biglietti che consente l’ingresso diretto con corsia preferenziale. Tutte accortezze fondamentali per tornare a godere dello spettacolo che regalano le tante specie ospitate dal Parco.

    Inoltre, in occasione del Carnevale sono in programma due giornate speciali da trascorrere insieme in famiglia e in compagnia degli animali del Parco: lunedì 15 e martedì 16 febbraio 2021, i bambini fino a 11 anni di età che si presenteranno in maschera entreranno gratuitamente al Parco, fino a un massimo di 1 bambino ogni adulto pagante.

    ORARI

    Il Parco è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.00

    Per acquistare il biglietto online: https://www.lecornelle.it/informazioni/biglietti-online/

    Parco Faunistico Le Cornelle

    Via Cornelle, 16, Valbrembo (BG)

    www.lecornelle.it

     

  • Acquedotto media pianura bergamasca: Uniacque subentra a ABM next. Approvvigionamento garantito dalla sorgente Nossana E innovativo sistema di disinfezione

    Bergamo, 2 febbraio 2021 – A partire dal 22 dicembre 2020, Uniacque S.p.A. è subentrata ad ABM Next S.r.l. nella gestione dell’Acquedotto media Pianura Bergamasca (APB). Importanti le novità e diversi gli interventi tecnici in programma necessari per gestire in modo ottimale la risorsa idrica del territorio.

    Prima tra tutte, la possibilità di alimentare l’area che comprende i comuni della rete alta della Media pianura con l’acqua della sorgente Nossana, in alternativa a quella prelevata dai pozzi, così da garantire un minor impatto ambientale e un minor consumo di acqua. In particolare, l’utilizzo dell’acqua proveniente dalla sorgente Nossana consentirà di immettere in rete un’acqua sorgiva di eccellente qualità mantenendo tutti gli standard di sicurezza previsti dalla normativa, verificati da controlli quotidiani lungo tutta la filiera.

    I 21 comuni interessati da questo cambiamento si trovano a nord della centrale APB di Osio Sotto: Ambivere, Bonate Sopra, Bonate Sotto, Bottanuco, Brembate, Capriate, Carvico, Chignolo D’isola, Dalmine, Filago, Levate, Madone, Mapello, Medolago, Osio Sopra, Osio Sotto, Sotto il Monte, Stezzano, Terno D’isola, Suisio e Zanica.

    I comuni appartenenti alla rete bassa dell’Acquedotto della Media Pianura Bergamasca (Arcene, Brignano, Canonica d’Adda, Caravaggio, Castel Rozzone, Ciserano, Fara Gera d’Adda, Fornovo San Giovanni, Lurano, Masano, Misano di Gera d’Adda, Morengo, Mozzanica, Osio sotto, Pognano, Pontirolo, Treviglio e Verdellino) continueranno ad essere alimentati con l’acqua proveniente dai pozzi APB, cambiando il sistema di disinfezione da biossido di cloro a ipoclorito di sodio.

    “Alimentando la rete da una fonte diversa e variando le modalità di disinfezione dell’acqua, alcuni utenti potrebbero avvertire leggere variazioni al gusto o avere una percezione differente di odore, in funzione della sensibilità personale. Questi interventi sono comunque realizzati per migliorare il servizio e soddisfare il fabbisogno degli utenti con la migliore risorsa disponibile. Che l’acqua del rubinetto sia poco sicura è una convinzione erronea, frutto di un pregiudizio: è invece sicura, oltre ad essere sostenibile anche dal punto di vista della tutela ambientale. Tutela ambientale che rientra nello spirito della società Uniacque: la pluralità di fonti di approvvigionamento che garantiscono una distribuzione flessibile dell’acqua, permettono infatti di raggiungere l’obiettivo di risparmio energetico, oltre che ridurre la vulnerabilità nei periodi di carenza idrica” spiega Pierangelo Bertocchi, Amministratore Delegato di Uniacque.

    Giova ricordare che l’acqua è sottoposta, lungo tutta la filiera, dall’approvvigionamento alla distribuzione, a regolari controlli interni intesi ad assicurare la conformità rispetto al D.lgs. 31/2001 e smi.

    “I trattamenti di potabilizzazione, purificazione e disinfezione consentono di mantenere standard elevati sia dal punto di vista chimico che microbiologico. Le caratteristiche chimiche e quelle organolettiche (odore e sapore) dell’acqua possono mutare nel tempo, anche a causa di sempre più innovative modalità di disinfezione dell’acqua, ma gli standard di sicurezza sono garantiti dall’attività di Uniacque come confermano i controlli rigorosi e frequenti operati dal gestore e ATS” .

     

  • Covid-19 “contagia” le etichette dei prodotti: volano i claim relativi al rinforzo del sistema immunitario nel food e quelli sull’efficacia contro germi e batteri nel non food. Lo rivela la…

    Che impatto ha avuto l’emergenza sanitaria sulle caratteristiche dei prodotti segnalate sulle loro confezioni? E come questo ha influito sulle loro vendite? Le risposte nella nuova edizione dell’Osservatorio Immagino, che ha misurato l’andamento di 10 fenomeni di consumo, dal “free from” all’italianità. Con un approfondimento dedicato all’emergenza Coronavirus e un dossier sulla sostenibilità nel carrello della spesa degli italiani.

     

    Le etichette dei prodotti sugli scaffali come “termometro” dei trend di consumo, dei fenomeni emergenti e delle caratteristiche determinanti per il successo di un prodotto, alimentare e non, nel carrello della spesa. È questo lo spirito con cui, nel 2016, è nato l’Osservatorio Immagino: un approccio innovativo che anche durante l’emergenza sanitaria si è confermato efficace nel documentare i cambiamenti dell’offerta presente nei punti vendita e degli acquisti effettuati dagli italiani.

    La nuova edizione dell’Osservatorio Immagino GS1 Italy, l’ottava, racconta gli effetti della pandemia sul mondo del largo consumo italiano, misurati con una doppia ottica: da un lato monitorando l’evoluzione dei claim e delle informazioni volontarie presenti sulle confezioni e dall’altro collegando i prodotti alle vendite canalizzate da supermercati e ipermercati.

    «L’Osservatorio Immagino di GS1 Italy si rivela essere uno strumento importante di diffusione della conoscenza anche in un periodo di incertezza come quello che stiamo attraversando» afferma Francesco Pugliese, presidente di GS1 Italy. «Con la sua capacità di fotografare e interpretare i fenomeni di consumo, fornisce un contributo di qualità per sostenere le decisioni che le aziende devono prendere per servire al meglio il consumatore. E, insieme al servizio Immagino, è diventato uno standard di fatto per lo scambio delle informazioni e delle immagini di prodotto per l’intero sistema del largo consumo».

     

    I numeri

    La nuova edizione dell’Osservatorio Immagino elabora i dati di vendita e le informazioni presenti sulle etichette di oltre 115 mila prodotti di largo consumo, alimentari e non alimentari, venduti in supermercati e ipermercati italiani. Questa enorme basket di prodotti – che è raddoppiato rispetto alla prima edizione dello studio– a giugno 2020 ha sviluppato circa 37,6 miliardi di euro di vendite, pari all’82,1% del sell-out totale realizzato da ipermercati e supermercati.

     

    I contenuti

    Come fa dal 2016, basandosi sulle indicazioni e sui claim presenti sulle confezioni, l’Osservatorio Immagino ha organizzato questo mega carrello della spesa in 10 panieri che rappresentano altrettanti fenomeni e tendenze di consumo:

    Nel food:

    • Italianità: le declinazioni del “made in Italy”, le Dop e le regioni in etichetta.
    • Free from: i claim consolidati e quelli emergenti nel mondo dei prodotti “senza”.
    • Rich-in: i claim consolidati e quelli emergenti nei prodotti ricchi o arricchiti.
    • Intolleranze: la dinamica dei prodotti “senza glutine” o “senza lattosio”.
    • Lifestyle: vegetariano, vegano, biologico, halal e kosher. Il cibo identitario.
    • Loghi e certificazioni: Fairtrade, Ecolabel, Cruelty free. I nuovi valori in etichetta.
    • Ingredienti benefici: dall’avocado al matcha, i gusti e i sapori più trendy.
    • Texture dei prodotti: ruvido o croccante? Le consistenze evidenziate sul packaging.

    Nel non food:

    • Cura persona: i prodotti per la cura personale, con un focus su quelli biologici.
    • Cura casa green: la sostenibilità dei prodotti per la pulizia indicata in etichetta.

     

    Effetto Covid

    Analizzando i consumi del 2020, non si può non considerare la pandemia. L’Osservatorio Immagino ha costruito due panieri, uno nel food e l’altro nel non food, in cui ha raccolto i prodotti che hanno evidenziato in etichetta almeno un claim collegabile alle nuove esigenze dettate dall’emergenza sanitaria, come:

    • L’efficacia nel rimuovere germi e batteri.
    • La capacità di rinforzare il sistema immunitario.
    • La presenza di vitamine considerate benefiche.

    Nel caso del paniere alimentare, nei 12 mesi analizzati le vendite dei 950 prodotti individuati sono aumentate di +5,3%, grazie alla crescita della domanda. Invece il sell-out dei 647 prodotti del paniere non food è cresciuto di +27,0% rispetto ai 12 mesi precedenti.

     

     

    La sostenibilità in etichetta

    Un corposo dossier è dedicato al tema della sostenibilità e a come viene comunicata dalle aziende sulle confezioni dei prodotti. L’Osservatorio Immagino ha, infatti, rilevato che il 20,9% dei prodotti monitorati riporta in etichetta almeno un claim o una certificazione relativi al mondo della sostenibilità e li ha organizzati in quattro cluster:

    • Management sostenibile delle risorse.
    • Agricoltura e allevamento sostenibili.
    • Responsabilità sociale.
    • Rispetto degli animali.

    Il carrello della spesa “green” costruito dall’Osservatorio Immagino comprende oltre 24 mila prodotti, che hanno generato oltre 9,1 miliardi di euro di vendite e, in 12 mesi, ha messo a segno una crescita di +5,5% a valore.

    Un’ulteriore analisi è dedicata alle sostenibilità nel mondo delle private label e un focus è incentrato sulla comunicazione in etichetta della riciclabilità dei packaging.

     

    Per scaricare l’ottava edizione dell’Osservatorio Immagino: osservatorioimmagino.it

    Per rimanere aggiornati e seguirlo sui social: #OsservatorioImmagino

     

     

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    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    gs1it.org

     

  • Nuovi temi, aule virtuali e format più “smart”: l’Academy di GS1 Italy rinnova la sua proposta 2021. Con la didattica di qualità e “tailor made”

    Dopo il boom del 2020, con 30 corsi multiclient e oltre 900 partecipanti, il department di GS1 Italy dedicato alla formazione aziendale presenta il suo calendario 2021. Molte le novità sia nella didattica sia negli argomenti dei corsi: dai tool per usare gli standard GS1 agli strumenti ECR nei processi collaborativi di filiera, passando per sostenibilità, blockchain, category management e out-of-stock. Tutti rivisti alla luce delle sfide dettate dal Coronavirus.

    Il 2021 segna un nuovo step nel percorso dell’Academy di GS1 Italy, il department che dal 2004 si occupa della formazione aziendale offrendo un bagaglio di competenze e conoscenze nate da oltre 40 anni di esperienza nel settore del largo consumo e di collaborazione diretta con l’Industria e la Distribuzione.

    L’impatto indotto dall’emergenza sanitaria, sia sulle modalità con cui realizzare la didattica, sia sulle esigenze delle aziende del largo consumo, hanno portato il team dell’Academy a ripensare l’offerta formativa nei temi, negli strumenti e nei format dei corsi.

    «Già durante il 2020 abbiamo dovuto rinunciare ai corsi in presenza e siamo stati costretti a rimodulare il calendario formativo» spiega Silvia Scalia, ECR Italia and training director di GS1 Italy. «Un’operazione che ci ha dato grandi soddisfazioni perché abbiamo chiuso un anno da record, per numero di corsi e di partecipanti, con un elevato grado di soddisfazione. Partendo dall’esperienza del 2020 abbiamo quindi ridisegnato la nostra proposta e realizzato il calendario del 2021, che propone molte novità, adottate per rendere i corsi sempre più fruibili, multimediali e smart, e garantirne lo svolgimento in piena sicurezza per tutti».

     

    Il calendario dei corsi 2021

    Per il 2021 l’Academy di GS1 Italy propone un fitto calendario di corsi, suddivisi su diverse macro-aree che affrontano tutti i temi centrali per le aziende di produzione e distribuzione del largo consumo e del mondo dell’healthcare e dei dispositivi medici, rivisti e aggiornati alla luce dei cambiamenti e delle nuove sfide indotti dalla pandemia.

    Ai contenuti già consolidati (come il codice a barre e gli altri standard GS1, la tracciabilità, le relazioni Industria – Distribuzione), quest’anno si sono aggiunti quelli legati alla blockchain, all’out-of-stock e alla sostenibilità, come la gestione green della supply chain e l’utilizzo di Circol-UP, lo strumento per misurare la circolarità in azienda. Inoltre, è stata arricchita in maniera considerevole l’area tematica del category management con percorsi dedicati all’omnicanalità e ai nuovi comportamenti di acquisto, alle vendite e al merchandising.

    In particolare, i corsi dedicati ai diffusi standard GS1 hanno un taglio molto pratico perché forniscono alle aziende le basi per diventare autonome nel processo di codifica dei loro prodotti e servizi e per saper sfruttare gli strumenti GS1 in modo più ampio e performante, anche in ambiti innovativi come la blockchain. Mentre i corsi dedicati al mondo ECR affrontano i processi collaborativi nella filiera del largo consumo e il ruolo degli standard GS1 nel renderli più efficaci ed efficienti. Nel 2021 verrà ad esempio analizzato l’intero processo order-to-cash, per individuare i tool e gli strumenti che GS1 Italy propone in ogni tappa della supply chain.

     

    Online è più facile e sicuro

    I corsi sono gratuiti per tutti gli utenti GS1 Italy e sono tutti fruibili da remoto: realizzati via webinar o in aula virtuale, si avvalgono anche delle app sviluppate per Interno 1, il nuovo digital innovation center di GS1 Italy. E grazie all’Academy Learning Center, la piattaforma di formazione online di GS1 Italy, i webinar e i contenuti dei corsi restano sempre a disposizione degli iscritti, 24 ore al giorno, sette giorni su sette.

     

    La formazione in azienda

    Confermata anche quest’anno la formazione “tailor made”, con contenuti e modalità di svolgimento modulati appositamente sulla base delle esigenze, degli obiettivi e delle risorse delle singole aziende.

     

    Tutta l’offerta formativa Academy di GS1 Italy è online all’indirizzo
    gs1it.org/academy/

    Il calendario completo dei corsi è disponibile a questa pagina
    gs1it.org/servizi/academy/calendario-corsi/

    Per approfondimenti e per i corsi in azienda, è possibile contattare Academy all’indirizzo [email protected].

     

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    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    gs1it.org 

  • Cortona On The Move 2021 dal 15 luglio al 26 settembre

    We Are Humans” sarà il tema centrale del festival internazionale di visual narrative, alla sua undicesima edizione

    Cortona– Si svolgerà dal 15 luglio al 26 settembre 2021 lundicesima edizione del festival internazionale di visual narrative Cortona On The Move. L’esposizione delle mostre, come ogni anno, sarà realizzata nei palazzi del centro storico della città toscana e alla Fortezza del Girifal

    LAssociazione Culturale ONTHEMOVE guarda con fiducia al futuro annunciando l’undicesima edizione del festival, una risposta in positivo alla crisi socio-economica che in questi mesi ha investito l’intera società. Il festival 2021 si svolgerà nei modi e con gli appuntamenti che saranno consentiti da luglio a settembre. Il festival internazionale di visual narrative Cortona On The Move continua il suo percorso grazie al sostegno del Comune di Cortona, della Regione Toscana e Intesa Sanpaolo, Main Partner per il quarto anno.

    Dopo l’edizione 2020 dedicata a The COVID-19 Visual Project, Cortona On The Move mette al centro lumanità e le sue relazioni. We Are Humans” è il tema del 2021 scelto dalla direttrice artistica Arianna Rinaldo: “Siamo tutti protagonisti di questa edizione, lessere umano torna al centro nella sua quotidianità, con le sue relazioni, gli affetti e la condivisione di esperienze, un omaggio allordinario e allo straordinario della nostra condizione umana tra intimità e dimensione pubblica.”

    Il festival si concentra sulla visual narrative per comprendere un ampio spettro di strumenti di racconto. A partire dalla fotografia, intesa come grammatica base del linguaggio visivo, accoglie storie che comprendono video, suono, testi e altri elementi installativi e immersivi. Cortona On The Move vuole essere il centro dinamico della visual narrative contemporanea raccontando storie che stimolano la riflessione e la trasformazione.

    A partire dalle prossime settimane saranno annunciati progressivamente le open call, i premi, i nuovi progetti e la programmazione artistica del festival Cortona On The Move 2021.

  • Vaccini COVID-19: l’adozione degli standard GS1 e l’implementazione del codice a barre sono necessarie per garantire sicurezza e fiducia nella vaccinazione. Lo sostiene un rapporto Deloitte. E anche l’OMS.

    Il white paper di Deloitte sulla sicurezza della supply chain dei vaccini contro il COVID-19 evidenza le numerose ragioni per cui gli standard comuni in tutta la filiera sanitaria sono essenziali per la diffusione e la somministrazione di vaccini ben identificati e sicuri, nella più grande campagna di vaccinazione della storia. Un evento online il 28 gennaio offrirà un approfondimento con i riunirà i leader mondiali del settore healthcare.

    Mentre i governi e le imprese di tutto il mondo si trovano ad affrontare una delle sfide più significative della storia – sviluppo, distribuzione e somministrazione di massa, senza precedenti e in tempi molto rapidi, di vaccini contro il COVID-19 – un nuovo rapporto pubblicato da Deloitte indica come l’adozione universale di standard globali in tutta la filiera sanitaria mondiale abilita una distribuzione rapida, efficiente e sicura dei vaccini.

    I funzionari della sanità pubblica mondiale hanno incoraggiato tale posizione e Tom Woods, presidente del Comitato direttivo globale per la garanzia della qualità dei prodotti sanitari alla World Bank, ha chiesto l’adozione di standard comuni, tra cui la scansione dei codici a barre, descrivendolo come «l’elemento più importante per prevenire errori nella distribuzione dei vaccini e per garantire tracciabilità e sicurezza dei pazienti nella campagna di vaccinazione COVID-19».

    Lo studio “Securing Trust in the Global COVID-19 Supply Chain, condotto da Deloitte, sostiene che, oltre alla collaborazione nel settore e alla comunicazione trasparente, “l’adozione degli standard GS1 aggiunge un elemento di fiducia a tutti i livelli della filiera. Una fiducia che, in ultima analisi, si estende ai pazienti stessi”.

    Gli standard globali GS1 consentono ai produttori farmaceutici, alle aziende di distribuzione dei farmaci e agli operatori sanitari di seguire protocolli e misure di sicurezza fondamentali per garantire la sicurezza e la fiducia degli utenti, sia nei confronti del vaccino sia nella capacità di somministrarlo in modo sicuro.

    I codici a barre che riportano gli standard GS1 identificano in modo univoco e sicuro i prodotti farmaceutici, inclusi i vaccini, dai laboratori e dagli studi clinici fino al punto di somministrazione. Gli standard GS1 portano così trasparenza nel mondo sanitario e contribuiscono a migliorare il coordinamento della filiera, riducendo il rischio di disguidi nella consegna e nella scadenza dei vaccini o nella diffusione di vaccini falsi.

    Gli standard GS1 sono adottati in misura crescente nel settore sanitario, ma non sono ancora universalmente applicati. Lo studio Deloitte definisce le informazioni di identificazione del vaccino (come l’identificativo del prodotto, il numero di lotto e la data di scadenza) come “essenziali affinché gli operatori sanitari possano somministrare i vaccini con fiducia”, osservando che “l’OMS raccomanda che tutti i vaccini siano identificati con questi dati in un codice a barre standardizzato“. Anche l’Alleanza Globale per le Vaccinazioni (GAVI) e l’UNICEF hanno richiesto l’uso delle norme GS1 sulle confezioni secondarie dei vaccini.

    Miguel Lopera, Presidente e CEO di GS1 ha affermato: «Un livello di ricerca senza precedenti, collaborazione e investimenti hanno portato speranza sotto forma di vaccini COVID-19. Il mondo, tuttavia, si trova ora ad affrontare un’enorme sfida di distribuzione e somministrazione in cui gli standard di identificazione globale assumono un ruolo fondamentale. Tutti i paesi del mondo stanno mettendo in atto importanti campagne di vaccinazione in un’enorme corsa contro il tempo, mentre il virus continua a uccidere migliaia di persone ogni giorno. Gli standard globali possono contribuire a identificare correttamente e a tracciare i vaccini nel settore sanitario globale e a ridurre le possibilità di errore. GS1 è pronta a supportare tutte le parti interessate affinché questa operazione fondamentale abbia successo».

    Greg Reh, Global Life Sciences & Health Care Industry Leader presso Deloitte ha aggiunto: «Per gli sviluppatori di vaccini, gli attori del settore sanitario e la società in generale, il livello di trasparenza e fiducia del pubblico determineranno l’accettazione e la fiducia nei confronti del vaccino COVID-19. L’adozione di standard globali da parte di organizzazioni come GS1 sta contribuendo a infondere tale fiducia nei vaccini COVID-19».

    Oggi più di 70 paesi hanno normative sanitarie o requisiti per i partner commerciali per cui il settore utilizza gli standard GS1. Questi paesi fanno affidamento sui codici a barre bidimensionali (2D) GS1 DataMatrix, che possono codificare le informazioni di identificazione del vaccino per aiutare a ridurre gli errori e consentire la tracciabilità.

    Poiché alcuni paesi hanno difficoltà a tracciare gli abbinamenti tra vaccini e pazienti al momento della somministrazione, il rapporto Deloitte rileva che “è importante identificare ed etichettare i vaccini per determinare con precisione quale paziente ha ricevuto quale vaccino e quando”. L’identificazione univoca a livello globale e il codice a barre GS1 possono supportare questo obiettivo fondamentale.

    Ulteriori informazioni sono disponibili al link: https://www.gs1.org/industries/healthcare/trust.

     

    Il 28 gennaio l’approfondimento nell’evento online di GS1 Healthcare

    Per approfondire il ruolo degli standard globali nella distribuzione e nell’amministrazione efficiente dei vaccini COVID-19 a livello globale, GS1 Healthcare riunirà i leader del settore sanitario e delle principali organizzazioni healthcare nel corso dell’“Executive Dialogue” che si svolgerà online giovedì 28 gennaio alle ore 13:00. L’evento vedrà gli interventi di:

    • Lisa Hedman, Group Lead, Supply and Access to Medicines, World Health Organization.
    • Tom Woods, Chairman of the Global Steering Committee Assurance of Health Products, World Bank.
    • Tjalling van der Schors, Hospital Pharmacist at Dijklander Hospital, Board Member at the European Association of Hospital Pharmacists, Netherlands.
    • Gregory Reh, Global Life Sciences and Healthcare Leader, Deloitte.
    • Ulrike Kreysa, Senior Vice-President Healthcare, GS1.

    Discuteranno le principali sfide, le opportunità e i primi insegnamenti appresi dalla distribuzione dei vaccini COVID-19 in tutto il mondo.

    Maggiori informazioni e il form di iscrizione all’evento sono disponibili sul sito di GS1.

     

     

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    GS1 Healthcare è una comunità neutrale e aperta che riunisce tutte le parti interessate del settore sanitario per guidare lo sviluppo e l’implementazione degli standard GS1 globali, migliorando la sicurezza dei pazienti e l’efficienza operativa e della filiera. Lo sviluppo e l’implementazione degli standard GS1 sono condotti dagli esperti che li utilizzano: produttori di dispositivi medici e farmaceutici, grossisti, distributori, organizzazioni di acquisto collettivo, ospedali, farmacie, fornitori di servizi logistici, fornitori di soluzioni, enti governativi e normativi e associazioni di categoria. Le prove disponibili dalle implementazioni del settore dimostrano che gli standard GS1 di identificazione, acquisizione e condivisione dei dati nel settore sanitario offrono vantaggi tangibili per tutte le parti interessate. I membri di GS1 Healthcare includono più di 100 organizzazioni sanitarie leader in tutto il mondo.
    web:
    www.gs1.org/healthcare.

     

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    gs1it.org

  • «A scuola di attualità» con Barbara Gallavotti

    Venerdì 29 gennaio la biologa salirà in cattedra per la lezione aperta “noi e i microbi: epidemie e non solo”

    Continua il ciclo di incontri firmato iSchool aperto a tutti per confrontarsi, formarsi e conoscere il mondo da una nuova prospettiva.

    Bergamo, 25 gennaio 2021 – Dopo il successo della lezione in diretta dall’auditorium digitale di iSchool con il filosofo evoluzionista Telmo Pievani, che ha visto collegate 40 classi di scuole superiori della provincia bergamasca, la cattedra di “A scuola di attualità” toccherà alla biologa Barbara Gallavotti.

    L’intervento dal titolo “Noi e i microbi: epidemie e non solo” si terrà venerdì 29 gennaio alle ore 12 tramite piattaforma Teams e sarà aperto a tutti, in particolare a studenti delle scuole superiori.

    Biologa, scrittrice, giornalista scientifica, autrice di Superquark e Ulisse, consigliere per il coordinamento scientifico del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia di Milano – per cui cura settimanalmente la rubrica di attualità scientifica sui canali digitali -, Barbara Gallavotti è stata, negli ultimi mesi, uno dei volti femminili della pandemia, grazie ai suoi – seguitissimi – interventi a DiMartedì La 7, durante i quali ha spiegato concetti difficili con semplicità ed efficacia.

    Con la precisione e immediatezza che caratterizzano le sue pillole di scienza “prêt-àporter”, Barbara Gallavotti tratterà temi fortemente attuali: il delicato equilibrio tra uomo e microbi, come funzionano vaccini e antibiotici, cosa troviamo all’interno di un flaconcino di vaccino anti-Covid e perché ciò di cui dobbiamo avere paura sono le malattie non i progressi della medicina e della ricerca.

    Per accedere al programma, consultare il sito high.ischool.bg.it sezione esperienze/auditorium digitale (link: https://high.ischool.bg.it/auditorium-digitale/ )

  • COVID-19 e largo consumo in Italia: GS1 Italy presenta il Vademecum per la business continuity

    Presentato oggi il “manuale operativo” che aiuta le aziende ad affrontare le nuove sfide dettate dall’emergenza sanitaria: raccoglie, descrive e sistematizza le 360 iniziative anti-COVID messe in campo nel 2020 da produttori e retailer, frutto dello studio coordinato da ECR Italia con il supporto dei team di ricercatori di LIUC Università Cattaneo e Politecnico di Milano.

    Prioritarizzazione dell’assortimento, razionalizzazione dei formati, rallentamento nel lancio di nuovi prodotti e riduzione della complessità. E ancora, attivazione di fornitori alternativi di materie prime, packaging e prodotti finiti, ma anche creazione di scorte strategiche e ricerca di soluzioni alternative per il trasporto e il magazzino. E poi snellimento degli iter decisionali e switch dinamico tra stabilimenti produttivi, magazzini e punti di consegna delle merci. Fino alla ridefinizione dei calendari e dei planning di lavoro e maggior ricorso al trasporto intermodale, senza dimenticare la volata della digitalizzazione, con l’aumento dell’EDI, della raccolta di ordini da remoto e dell’e-commerce. Ma, soprattutto, una maggiore collaborazione tra attori della filiera grazie al rafforzamento delle relazioni e alla condivisione delle informazioni per far fronte insieme alle conseguenze della pandemia sulla supply chain.

    Sono solo alcune delle soluzioni adottate in Italia dalle aziende del largo consumo nel corso del 2020 per rispondere alle inedite sfide portate dalla pandemia, che hanno trovato strade alternative per risolvere i problemi imposti dall’emergenza sanitaria e individuato iniziative per prepararsi a una migliore gestione del rischio nel futuro.

    Il nuovo studio, presentato oggi da GS1 Italy nel corso dell’evento online “COVID-19 nel largo consumo: vademecum per il new (ab)normal, mette in evidenza gli effetti della pandemia sui diversi processi delle aziende del largo consumo in Italia e “fotografa” le azioni messe in campo per garantire la catena di fornitura nonostante il momento di difficoltà.

    «Abbiamo voluto approfondire le reazioni delle imprese di produzione e distribuzione dal punto di vista dei processi di filiera» afferma Silvia Scalia, ECR and training director GS1 Italy «e studiare le iniziative e le buone pratiche introdotte per ridurre gli impatti derivanti dalla pandemia e per assicurare la disponibilità dei prodotti lungo la filiera. L’obiettivo pertanto è stato quello di raccogliere e capitalizzare le esperienze direttamente dalle aziende e metterle a fattor comune per creare una base di conoscenza diffusa riguardo alle soluzioni e agli approcci adottati e adottabili in queste situazioni».

    L’indagine, coordinata da ECR Italia con il supporto di un team di ricerca congiunto della LIUC Università Cattaneo e del Politecnico di Milano, si inserisce in un filone di lavoro avviato da anni, volto a ricercare nuovi spazi di efficienza nella relazione tra Industria e Distribuzione, ed ha l’obiettivo di fornire indicazioni utili alle imprese del largo consumo chiamate ad affrontare l’emergenza Coronavirus.

    «Abbiamo raccolto direttamente dalle aziende le iniziative e le soluzioni collaborative che hanno adottato a causa della pandemia per garantire la business continuity e abbiamo razionalizzato questo patrimonio di informazioni secondo categorie ragionate per facilitarne la consultazione, la diffusione e la condivisione» spiega Giuseppe Luscia, ECR project manager di GS1 Italy. «Dalla raccolta, dall’organizzazione e dalla sistematizzazione di queste informazioni è nato il Vademecum presentato oggi, che mettiamo a disposizione di tutto il sistema come patrimonio di conoscenze condivise e come “manuale” operativo a garanzia della continuità del business e della gestione del rischio».

    Il panel delle aziende coinvolte in questa ricerca comprende 21 operatori:

    • Distribuzione: Bennet, Conad Adriatico, Conad Centrale, Conad Nord-Ovest, Coop Nord-Ovest, Esselunga.
    • Produzione: Barilla, Bauli, Bolton, Cameo, Coca Cola HBC, Fater, Ferrero, FHP di R.Freudenberg, Heineken, Kellog’s, Lavazza, Mondelez, Nestlé, Ponti e Unilever.

    Complessivamente, dall’analisi dei 21 casi di studio è emerso che, per rispondere alle sfide imposte dalla pandemia, le imprese del largo consumo hanno adottato 360 iniziative diverse, pari a una media di 18 iniziative per impresa. Nel 41% dei casi sono state pensate nella fase pre-COVID, nel 47% sono state sviluppate durante le settimane cruciali del primo lockdown nazionale e nel 12% dei casi sono state intese per essere attivate dopo la prima ondata.

    L’adeguamento alle nuove esigenze imposte dall’emergenza sanitaria ha comportato in media per le aziende, nel bimestre marzo-aprile 2020, un aumento del 2-5% dei costi logistici rispetto allo stesso periodo del 2019.

    «Le soluzioni sviluppate dalle aziende hanno riguardato soprattutto la semplificazione dei processi logistici e la velocizzazione dei processi decisionali» spiegano Fabrizio Dallari e Alessandro Creazza, del Centro sulla logistica e supply chain management della LIUC Università Cattaneo. «I nuovi rischi emergenti hanno richiesto di introdurre ridondanze nei sistemi, aumentandone la flessibilità e la fungibilità e abilitando una pianificazione dinamica al variare delle condizioni al contorno. In questo contesto la collaborazione di filiera si è confermata elemento cardine per garantire gli approvvigionamenti ed aumentare la resilienza nei processi order-to-delivery e demand-to-supply».

    Il team dei ricercatori ha sistematizzato queste 360 attività disegnando l’albero delle soluzioni per la business continuity (Figura 1) – descritto puntualmente nel Vademecum – in cui:

    • I tronchi rappresentano le 8 macro-categorie individuate.
    • I rami le 24 categorie di soluzioni.
    • Le foglie le 60 soluzioni operative adottate.

    «L’80% delle aziende ha fatto leva su almeno 7 delle 8 macro-categorie individuate nello studio, mentre tra le 60 soluzioni ben 38 sono state adottate da tutte le imprese del campione, 19 sono state appannaggio delle aziende di produzione e 3 di quelle dei retailer» spiega Marco Melacini, professore di logistics management e direttore dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” del Politecnico di Milano. «Se nell’immediato le dotazioni di health & safety hanno consentito di rispondere ai rischi sanitari, per il futuro sono sempre più necessarie nuove capability che consentano di fronteggiare le nuove sfide per la filiera del largo consumo».

    Le 8 macro-categorie individuate dal Vademecum GS1 Italy sono:

    • Decomplexity: ridurre la complessità della supply chain, focalizzandosi sull’essenziale per utilizzare al meglio le risorse a disposizione (“Less is more”), ad esempio rivedendo l’assortimento per eliminare temporaneamente le referenze basso-vendenti oppure riducendo gli ordini relativi ad espositori, palbox o display pallet in favore di unità di carico standard non rilavorate.
    • Ridondanza: disporre di risorse aggiuntive/alternative da attivare in caso di necessità per assicurare la continuità delle operations (“Just in case”), ad esempio aumentando lo stock di prodotti alto-vendenti nel caso di emergenza o attivando dei fornitori alternativi di materie prime e packaging.
    • Streamlining: rivedere i processi di supply chain, specialmente in termini di decision making, per renderli più snelli e agili, operando “at the speed of relevance”, ad esempio riducendo la “burocrazia” o estendendo l’orario di ricevimento delle merci nei Ce.Di..
    • Dynamic Planning: modificare in real time le scelte logistiche relative all’utilizzo e all’allocazione delle risorse, per incrementare adattabilità e flessibilità (“It is not the strongest that survives”), ad esempio allocando gli stock in modo dinamico nei diversi nodi logistici del network o ridefinendo i quantitativi da distribuire ad ogni cliente per garantire la disponibilità di prodotto a tutti.
    • Fungibilità: aumentare la sostituibilità di articoli e sistemi produttivi, riducendo gli switching cost, per attivare rapidamente piani alternativi (“Design for resilience”), ad esempio standardizzando formati e confezioni dei prodotti destinati a mercati o canali differenti oppure allocando le produzioni su più siti alternativi in caso di necessità.
    • Collaborazione di filiera: adottare comportamenti virtuosi nelle relazioni di filiera a beneficio di tutti gli attori coinvolti, ad esempio avviando logiche di collaborative planning, condivisione delle previsioni di domanda e aumento della visibilità lungo la filiera oppure riducendo i tempi di pagamento dei fornitori.
    • Health & Safety: tutelare la salute e la sicurezza di dipendenti, fornitori e clienti per ridurre il rischio di contagio e garantire la capacità operativa (“Work hard, stay safe and make history”), ad esempio adottando tutti i sistemi di distanziamento oppure remotizzando e digitalizzando la raccolta degli ordini da parte della forza vendita.
    • New Capabilities: sviluppare competenze innovative per migliorare la capacità di affrontare le nuove sfide (“Bridging the future”), ad esempio introducendo sistemi automatici di gestione del magazzino, potenziando l’e-commerce oppure adottando sistemi di supporto alle decisioni alimentati con dati storici per simulare gli scenari distributivi e fare analisi “what-if”.

     

    La sintesi della ricerca delle soluzioni è stata pubblicata nel Bluebook “Un vademecum per il next normal. Lesson learned post Covid-19 nella filiera del largo consumo” disponibile gratuitamente sul sito di GS1 Italy.

     

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    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

     

  • #CostruiamoIlNostroFuturo: Un messaggio di speranza e coraggio nato dall’impegno degli artigiani

    Nato in piena pandemia come un messaggio di speranza e di ottimismo, #CostruiamoIlNostroFuturo è l’espressione di come l’Italia e gli italiani abbiano la forza di volontà di andare oltre questo momento storico tanto critico e difficile e guardare al futuro con occhi nuovi, mettendo al centro la generosità.

    #CostruiamoIlNostroFuturo è stata una chiamata a unirsi per costruire insieme un futuro migliore, nel segno dell’innovazione e della sicurezza comune, un progetto che ha trovato inevitabilmente il volto negli artigiani bergamaschi di Confartigianato Imprese Bergamo che durante la prima ondata Covid-19 si sono impegnati nella costruzione del presidio medico avanzato presso la Fiera di Bergamo senza dimenticarsi di essere parte di una comunità.

    Un’esperienza forte, di crescita professionale ma soprattutto umana, fatta di coraggio, speranza di ripartire e voglia di mettersi in gioco, raccontata in una video testimonianza raccolta da Utility il brand di sicurezza sul lavoro di Diadora. Ma la riconoscenza per questa impresa ha anche un risvolto concreto, all’interno della campagna #CostruiamoIlNostroFuturo, lanciata congiuntamente con Confartigianato a fine aprile, sono state donate 500 paia di calzature per il lavoro Made in Italy, realizzate dalla storica manovia Diadora, a Caerano di San Marco.

    Il presidente di Diadora, Enrico Moretti Polegato, ha così commentato la conclusione del progetto: “grazie a questa iniziativa con Confartigianato siamo stati messi in contatto con realtà che rappresentano la massima espressione del panorama artigiano italiano, capaci di collaborare con straordinaria efficacia in un momento di fortissima difficoltà. Queste aziende incarnano gli stessi valori in cui crede Utility: la collaborazione, la responsabilità di impresa, la passione e la coesione, ma anche la conoscenza e l’innovazione tecnica. Sono un simbolo di un paese resiliente capace di risollevarsi ed è insieme a loro che costruiremo un futuro migliore.”

    “La collaborazione con Diadora per #CostruiamoIlNostroFuturo – sottolinea il presidente di Confartigianato Marco Granelli – ci consente di esaltare il lavoro degli imprenditori artigiani, la qualità dei prodotti e dei servizi che realizzano, lo spirito di solidarietà con cui contribuiscono ad offrire sostegno alla collettività. Sono valori che gli artigiani di Confartigianato Bergamo hanno concretamente testimoniato in questa drammatica emergenza sanitaria e costituiscono una leva fondamentale per poter reagire alla crisi e costruire per l’Italia una nuova stagione di sviluppo”.

     

    “Il 23 marzo scorso ho lanciato l’appello agli artigiani di scendere in campo per la nostra gente. Ero certo di trovare professionisti disponibili, siamo gente concreta e che ha nel DNA la tenacia, ed infatti oltre 300 aziende, ed altrettanti loro collaboratori, sono scese in campo per lavorare, giorno e notte, per compiere il miracolo. Lavoro di squadra, senso del servizio e solidarietà hanno percorso e tracciato la storia di Bergamo e dei suoi artigiani nel corso di questa pandemia. La forza delle realtà bergamasche si è manifestata chiaramente nella lotta al virus con un impegno generoso e sincero. Confartigianato Imprese Bergamo è l’insieme forte e coeso delle singole realtà artigiane che la compongono. È per questo che l’iniziativa realizzata con Diadora per le nostre aziende è estremamente significativa e si configura come la celebrazione del mondo artigiano italiano, dell’operosità e della dedizione delle imprese bergamasche che ogni giorno creano valore per l’Italia.” Commenta Giacinto Giambellini, Presidente di Confartigianato Imprese Bergamo.

     

    UNA STORIA DA RACCONTARE:

    Le 250 aziende, selezionate con l’aiuto di Confartigianato, coprono un vastissimo spettro di competenze, dalla costruzione all’idraulica, passando per falegnameria, elettrica, arrendamenti, lattoneria e pulizie solo per nominarne alcuni. Per concludere questa campagna come è iniziata, ovvero con una celebrazione del mondo artigiano italiano e della sua resilienza, Utility ha prodotto una serie di video che raccontano alcune delle storie delle realtà incontrate durante il corso di questo progetto, dando vita a un vero e proprio documentario in pillole che popolerà i social di Utility durante i primi mesi del 2021.

  • Colosseum Dental Group acquisisce OdontoSalute e arriva in Italia

    Milano, 21 gennaio 2021Colosseum Dental Group, il principale gruppo odontoiatrico paneuropeo, approda in Italia con OdontoSalute, una realtà che conta 10 centri dentali a conduzione diretta e altri 17 con affiliazione, con una media di 7 poltrone per singola struttura e oltre 130 professionisti in tutto il Paese, distinguendosi per essere uno dei maggiori operatori odontoiatrici italiani per numero di cliniche e fatturato.

    Partito da Gemona del Friuli, OdontoSalute, da luglio 2020 è diventata di proprietà al 100% del gruppo Colosseum Dental Group, determinato a sviluppare anche in Italia un modo nuovo e vincente di fare odontoiatria: trattamenti di alta qualità, cliniche attrezzate con le più recenti tecnologie e operatori sempre aggiornati si affiancano a programmi strutturati di responsabilità sociale, con l’obiettivo di guidare l’odontoiatria dalla risoluzione dei problemi al mantenimento e al miglioramento della salute orale come parte del benessere totale. Proprietaria di Colosseum Dental Group è, infatti, Jacobs Holding – la cui unica beneficiaria è la Fondazione Jacobs, Fondazione senza scopo di lucro dedicata allo sviluppo e alla formazione del bambino. La Fondazione investe nel futuro dei giovani, all’apprendimento e alle sussistenze rurali affinché tutti possano avere le stesse opportunità, a prescindere dalle condizioni di nascita.

    Colosseum Dental Group conta più di 300 cliniche in 8 Paesi europei ed è market leader nella maggior parte di questi, come Finlandia, Svezia, Norvegia e Germania. Utilizza le ultime tecnologie per fornire servizi di alta qualità con un’eccellente cura del paziente. Si distingue per essere una realtà che investe con ottica di lungo periodo in strutture, risorse umane, tecnologie e formazione, per diventare leader nel settore dell’odontoiatria di qualità. Ciò che caratterizza il Gruppo è la capacità di declinare approccio, competenze e servizi offerti sulle specifiche esigenze dei Paesi in cui opera, a seconda delle singole culture. Offre, infatti, proposte di valore per i pazienti così come per i dentisti, mettendo a disposizione: cure di qualità, cliniche accoglienti e moderne, accessibilità e convenienza, nonché completezza delle prestazioni offerte (dall’assistenza odontoiatrica generale, alla specialistica ed estetica).

    Colosseum Dental Group è, inoltre, un marchio forte e di grande notorietà tra i dentisti, anche grazie alle numerose opportunità di apprendimento offerte. Entrare a far parte del Gruppo significa, infatti, avere accesso a un network internazionale competente, affidabile e solido con cui poter condividere le migliori pratiche, per crescere giorno dopo giorno. Un sistema la cui struttura consente di creare valore differenziato e personalizzato da Paese a Paese, a beneficio di tutti i membri del Gruppo. Colosseum Dental Group in Italia ha trovato in OdontoSalute il suo partner naturale. Qui, professionisti preparati garantiscono un’assistenza odontoiatrica puntuale, mettendo al centro i pazienti e le loro esigenze.

    «Sono orgoglioso di comunicare che in Italia OdontoSalute è diventata parte integrante del nostro Gruppo. Un’acquisizione che ci dà molti stimoli e che ci fa guardare al futuro con ottimismo. Implementeremo le best practice sviluppate nei Paesi nordici e continueremo a lavorare per estenderci in maniera ancora più capillare anche nel resto d’Europa» – commenta Stefan Nilsson, CEO di Colosseum Dental Group.

    «Mettere i pazienti al centro, fornire loro servizi odontoiatrici moderni e di qualità, farlo, garantendo sicurezza, trasparenza e affidabilità anche in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo. E, soprattutto, portare avanti una missione speciale: quella della solidarietà. Sono questi i tratti che caratterizzano il mondo Colosseum e OdontoSalute e che ci accompagneranno nel percorso di crescita che abbiamo davanti. Perché siamo convinti che oggi nessuna attività possa essere fine a sé stessa. È l’essere parte di una comunità ciò che farà davvero la differenza» – dichiara il direttore operativo di OdontoSalute, Andrea Ruggeri.

    OdontoSalute è, infatti, decisa a espandersi ulteriormente, anche grazie alla guida del direttore operativo, Andrea Ruggeri (che vanta una forte esperienza nella organizzazione e gestione di catene odontoiatriche in Italia) e al nuovo Team Management che include persone storiche nel gruppo OdontoSalute e nuovi manager, tutti con una lunga esperienza nella supervisione di ambulatori odontoiatrici in Italia. Supervisione che prevede anche percorsi di affiancamento e formazione tra cui la Colosseum Academy, nata a Oslo nel 2019, che offre corsi e webinar teorici e pratici per i medici, nella piena consapevolezza che il ruolo del dentista è chiamato a evolversi. (Per info più dettagliate consultare: https://www.colosseumdental.com e https://academy.colosseumdental.com)

    Un’evoluzione che sempre di più parla la lingua della digitalizzazione, al centro di molte attività avanzate sviluppate dai professionisti di OdontoSalute, come la chirurgia guidata che, grazie all’ausilio di software sempre più evoluti, consente di effettuare un intervento virtuale simulato al computer, pianificando in maniera millimetrica il posizionamento degli impianti e delle sovrastrutture protesiche, azzerando il margine d’errore. Tutti i centri dispongono infatti di tecnologie di ultima generazione, come lo scanner intra ed extra orale, la tecnologia laser, il test del DNA e il test batterico, la TAC dentale 3D. Il Gruppo investe anche in innovazioni terapeutiche a misura di paziente. Il tutto, con la massima attenzione alla sicurezza e all’igiene, i cui livelli, già ottimali, dopo l’arrivo di Covid-19 sono stati ulteriormente migliorati, garantendo ai pazienti i più alti standard per la tutela della salute, sia in sala d’attesa che durante lo svolgimento delle procedure.

    Già più di 130 professionisti hanno scelto di lavorare nei centri di alta specializzazione di OdontoSalute, punto di riferimento per la cura e la salute orale. Lavorare in OdontoSalute significa vivere costantemente opportunità di sviluppo personale e professionale, crescendo e collaborando con i migliori professionisti del settore. (Per consultare le posizioni aperte è possibile inviare la propria candidatura collegandosi sul sito www.odontosalute.it o sulla pagina Linkedin aziendale https://www.linkedin.com/company/odontosalute/)

  • Corsi di italiano per stranieri 2°semestre a.a. 2020-2021

    L’Università degli Studi di Bergamo organizza dal 22 febbraio al 28 maggio 2021 i seguenti Corsi di Lingua e Cultura Italiana per Stranieri on-line destinati sia a stranieri residenti nel territorio di Bergamo che a studenti:

    1) Corso generale non intensivo di due lezioni settimanali di due ore ciascuna, nel pomeriggio; i livelli sono 5 da A1 a C1 – da principiante ad avanzato;

    2) Corso di linguaggio economico di due ore settimanali per chi ha già una discreta conoscenza della lingua comune (dal livello B2 – post-intermedio- in poi);

    3) Corso di scrittura di due ore settimanali per chi ha già una discreta conoscenza dell’italiano, ma non ha mai/ o poco esercitato l’abilità di scrittura (dal livello B1 –intermedio – in poi);

    4) Corso di cultura di due ore settimanali per chi ha già una discreta conoscenza della lingua comune (dal livello B2 – post-intermedio- in poi) e vuole apprendere aspetti della cultura italiana moderna e contemporanea.

    5)  Corso “Parlare in pubblico” di due ore settimanali; il corso è indicato per stranieri che abbiano già una competenza avanzata in italiano e vogliano potenziare la capacità:

    • di sostenere le proprie opinioni in modo chiaro e persuasivo su temi di cultura e attualità;
    • di esporre oralmente e per iscritto in modo articolato argomenti di studio e lavoro;
    • di usare un italiano appropriato alle situazioni formali e ai diversi ambiti disciplinari

     

    Tutti i corsi includono anche l’utilizzo gratuito di un percorso on-line per il potenziamento delle abilità linguistiche suddivise per livelli di competenza.

    I corsisti verranno divisi in 8 gruppi classe in base ai risultati di un test d’ingresso che si svolgerà on-line.

    Per ulteriori informazioni rivolgersi alla Segreteria CIS (martedì e giovedì dalle ore 9.00-12.00; martedì e giovedì dalle ore 14.30-16.00): Centro Competenza Lingue – Università di Bergamo – Via Salvecchio, 19 Ufficio 31 – 24129 Bergamo. Tel. 035-2052407, e-mail: [email protected] (sito: www.unibg/cis)

    La Direttrice del Centro Competenza Lingue

    (Prof.ssa Cécile Desoutter)

  • Nuova vita per il complesso di Santo Spirito

    La Fondazione Istituti Educativi dà il via al progetto di riqualificazione del complesso di via Tasso che darà nuova vita all’ex hotel Commercio e all’ex sede dell’Archivio di Stato. I luoghi della memoria dal grande valore storico e artistico vedranno la nascita di un hotel gestito dal GRUPPO HB HOTELS ispirato dalla passione per l’accoglienza e l’ospitalità.

     Bergamo, 20 gennaio 2021 – Un luogo dal grande valore storico e artistico, ma anche un simbolo della città di Bergamo tornerà – dopo anni di abbandono – ad essere fruibile dall’intera cittadinanza. La Fondazione Istituti Educativi di Bergamo ha infatti presentato oggi, mercoledì 20 gennaio, il progetto di riqualificazione del compendio immobiliare di Santo Spirito, che comprende l’ex hotel Commercio e l’ex sede dell’Archivio di Stato. Un progetto studiato per integrarsi con il tessuto storico del quartiere, soprattutto con la contigua chiesa di Santo Spirito e che prevede un corposo recupero conservativo del patrimonio artistico e architettonico esistente, affinché torni ad essere fruibile non solo per gli ospiti della nuova struttura, ma per tutti i bergamaschi.

    La struttura finale di grande pregio, avrà come destinazione d’uso quella ricettivo alberghiera che sarà gestita del GRUPPO HB HOTELS che inizierà la propria attività. Una sfida che si inserisce all’interno di un contesto, quello che stiamo vivendo, che sta mettendo il settore turistico in forte crisi, ma che vede la Fondazione Istituti Educativi, e i futuri gestori, coesi nell’avanzamento dei lavori.

    A presentare il progetto alla stampa, Luigi Sorzi, Presidente Fondazione Istituti Educativi di Bergamo, Mauro Bonomelli, Consigliere Fondazione Istituti Educativi di Bergamo, Mara Garatti, Architetto progettista, Roberta Grazioli, restauratrice, Beatrice Bolandrini, conservatore della collezione di Opere d’arte della Fondazione e Matteo Zambanini amministratore delegato del GRUPPO HB HOTELS.

    “Questo progetto nasce con lo scopo di dare nuova vita e riqualificare degli spazi dal grande valore storico per la nostra città che purtroppo hanno vissuto anni di degrado e abbandono. Il recupero dell’ex hotel Commercio, dell’ex sede dell’Archivio di Stato e dello splendido e attualmente fatiscente Chiostro di Santo Spirito, saranno funzionali anche al quartiere, favorendone il popolamento e la crescita economica grazie alla nuova struttura ricettiva che ospiterà turisti e ospiti in visita alla città. Allo stesso tempo vogliamo restituire alla città opere artistiche che il tempo e l’incuria hanno in parte compromesso e che sono a magazzino dal 1926” spiega Luigi Sorzi, Presidente di Fieb. “Recuperare parte degli antichi intonaci decorati, così come i bellissimi cornicioni in cotto cinquecenteschi occultati da strati di tinteggiature e i diversi dipinti e affreschi, rappresenta la volontà della Fondazione di valorizzare il patrimonio storico e artistico della città ma anche di renderlo di nuovo trasmissibile attraverso la storia del luogo. Questo intervento permette infatti di restituire alla città un luogo antico, ricco di storia, di memoria e di un patrimonio artistico purtroppo quasi dimenticato. Il complesso di Santo Spirito si trova in un luogo strategico della città e fa parte di uno dei quartieri più caratteristici: un simile intervento mette al centro i temi della riqualificazione, della valorizzazione degli spazi e della rigenerazione urbana, oggi più che mai di primaria importanza” continua Mauro Bonomelli, Consigliere degli Istituti Educativi.

    La struttura ricettiva sarà gestita dal GRUPPO HB HOTELS, società che oggi gestisce svariate strutture ricettive e che è stata selezionata attraverso un avviso pubblico di manifestazione di interesse della Fondazione. “Abbiamo creduto in questo progetto fin da subito: essere nel cuore della città all’interno di un palazzo storico di così alto valore, permette di dare ai propri clienti, sia del segmento leisure che di quello business, un luogo intimo e allo stesso tempo di una grandezza e forza artistica che va a completare la visita della città e l’ospitalità nel suo complesso. In aggiunta all’albergo, il progetto prevede la realizzazione di un bar aperto anche ai clienti esterni: un’area di convivialità e ritrovo per tutti i cittadini di Bergamo, dove poter vedere e apprezzare il lavoro di recupero e riqualificazione di questa bellissima struttura. La situazione attuale che stiamo vivendo sta modificando le nostre abitudini e il settore in questo momento sta soffrendo, ma siamo certi che nei prossimi mesi, passo dopo passo, con cautela, potremo tornare a godere di queste bellezze storiche. Insieme alla Fondazione stiamo mettendo grande impegno e passione in questo progetto che, una volta completato, speriamo sarà apprezzato da tutti i cittadini di Bergamo.” dichiara l’amministratore delegato del GRUPPO HB HOTELS, Matteo Zambanini.

    Importante l’intervento che unirà i due corpi di fabbrica esistenti ampliando la funzione alberghiera anche agli spazi dell’ex archivio di Stato. “Uno degli elementi qualificanti del progetto è il rinnovamento degli spazi dell’ex convento che con la nuova funzione consente un’importante e ampia fruizione degli interni, in particolare per quanto riguarda la pregevole sala al piano terra, un tempo usata come sala convegni dell’ex Archivio di Stato, e che nel progetto acquista la destinazione d’uso di sala ristorante per gli ospiti dell’albergo, mantenendo intatti gli spazi attuali. Ai piani superiori saranno collocate le camere dell’albergo e verranno mantenuti i corridoi voltati di grande pregio architettonico. Per il piano interrato il progetto prevede anche la creazione di una piccola SPA” racconta l’Architetto progettista, Mara Garatti.

    Il progetto, rispettando le ripartizioni murarie originali, compreso i solai voltati, prevede il mantenimento dell’ingresso “storico” dell’albergo da Via Tasso per l’attività di bar, le sale bar e lounge bar, nonché la sala d’attesa.

    Strettamente correlate le operazioni architettoniche con i lavori di restauro, nel salone principale sarà infatti ricollocato il ciclo pittorico risalente al 1521, costituito da quattordici vele monocrome raffiguranti le Storie della vita di Sant’Agostino, il Cristo Risorto e – nelle sezioni laterali – Angeli con i simboli della passione.

    Un lavoro di restauro certamente complesso “progettato con criteri rispettosamente conservativi e che presenta non poche criticità dettate dalle difficoltà imposte dalle tecniche esecutive, da un degrado estremamente diffuso e variegato e dal desiderio, assunto come principio guida, di stabilire un dialogo vivo, efficace e coerente tra ciò che è sopravvissuto e il contesto senza incorrere in operazioni asettiche di pura archeologia” continua la restauratrice Roberta Grazioli. Gli interventi di restauro “riguarderanno il recupero delle preesistenze storiche lapidee e ad intonaco e il restauro dell’intero ciclo pittorico del salone. Proprio il salone rappresenta la volontà della Fondazione di trasmettere e rendere attuale la storia del luogo, restituendo alla città opere quasi completamente dimenticate e scomparse a causa di interventi pesanti e irrispettosi portati avanti negli anni” conclude la Dott.ssa Beatrice Bolandrini, conservatore della collezione di Opere d’arte della Fondazione.

  • IL GRUPPO SAN DONATO DONA 3500 DOSI DI VACCINO ANTINFLUENZALE AD AVIS REGIONALE LOMBARDIA

    Milano, 19 Gennaio 2021 – 3500 dosi di vaccino antinfluenzale sono state donate dal Gruppo San Donato ad Avis Regionale Lombardia, perché in questo scenario pandemico, non si può dimenticare il ruolo fondamentale dei donatori di sangue.

    La donazione che il Gruppo San Donato ha deciso di effettuare ad Avis ha come scopo quello di agevolare la protezione dei donatori e, contemporaneamente, consentire all’attività di donazione del sangue, servizio fondamentale per il sistema sanitario, di proseguire in totale sicurezza.

    È fondamentale continuare a vaccinare contro il virus influenzale, quante più persone possibili, soprattutto i soggetti più fragili e a rischio, così da non sovraccaricare il lavoro dei medici di famiglia e degli ospedali.

    L’inizio della campagna vaccinale contro il Coronavirus è un importante traguardo raggiunto dalla scienza che permetterà di uscire dall’emergenza sanitaria. Tuttavia, ci vorranno mesi prima che tutti i cittadini riescano ad essere vaccinati. Per questo è fondamentale continuare parallelamente a contenere il virus influenzale, così da non acuire la situazione di stress a cui il sistema sanitario regionale è già sottoposto.

    “Il vaccino antinfluenzale rimane ad oggi l’unico mezzo disponibile ed efficace per contenere il virus influenzale e limitare di conseguenza l’accesso in ospedale soprattutto dei soggetti maggiormente a rischio”. Afferma Valerio Fabio Alberti, sovrintendente sanitario del Gruppo San Donato. “Abbiamo per questo deciso di donare ad Avis Regionale Lombardia 3500 vaccini per sostenere l’importante servizio dei donatori, aiutando a proteggere la loro salute”. 

    Presenti alla consegna Gabriele Pagliarini, presidente di Avis Provinciale Brescia, Silvia Ghilardi, consigliere Avis Provinciale Bergamo e il presidente di Avis Regionale Lombardia Oscar Bianchi che dichiara: “A nome di tutti i donatori di Avis Regionale Lombardia, rivolgo il più sentito ringraziamento al Gruppo San Donato per la loro generosa donazione. Anche se in questi ultimi mesi la cronaca si è giustamente concentrata sulla lotta alla pandemia da Covid-19, non dobbiamo dimenticarci che il vaccino antinfluenzale resta un’arma fondamentale sia per i soggetti fragili sia per alleggerire la pressione negli ospedali. Il nostro intento è di raggiungere, con queste 3500 dosi, tutti i donatori delle Avis provinciali lombarde, affinché possano portare avanti la loro missione in completa salute e serenità”.

  • L’acquisizione EUSIDER- BIDUE seguita da Studio BNC

    Eusider S.p.A, società lecchese attiva nella distribuzione e nei servizi del settore siderurgico, ha completato l’acquisizione delle quote rappresentative dell’intero capitale sociale di Bidue S.r.l., realtà veneta leader nella progettazione, produzione e commercializzazione di tubi a sezione circolare in acciaio al carbonio.

    Eusider S.p.A fa parte, insieme ad altre sette società controllate, del Gruppo Eusider, il secondo gruppo siderurgico privato e il quarto centro di servizi siderurgici in Italia con sede nella provincia di Lecco. Con 500 dipendenti e 14 sedi, nel 2019 il gruppo ha fatturato 696,9 milioni di euro (il 31% all’estero). Grazie all’acquisizione di Bidue S.r.l., Eusider entra nel settore del tubo saldato di qualità, con certificazioni che gli consentono di rafforzarsi nella filiera del movimento terra e dei veicoli industriali.

    Gli aspetti di diritto tributario sono stati seguiti per Eusider S.p.A. dallo Studio BNC, che ha agito con un team coordinato dal partner dott. Giorgio Berta e composto dal dott. Riccardo Rapelli, dalla dott.ssa Francesca Ghezzi, dalla dott.ssa Simona Vavassori e dal dott. Edoardo Scaini.

    Gli aspetti legali sono stati seguiti per Eusider S.p.A. dallo Studio Bonelli Erede, che ha agito con un team coordinato dai partner Giuseppe Lombardi e Federico Vermicelli e composto dal managing associate Marco Garavelli e dall’associate Leone Momigliano. Claudio Tesauro e Tommaso Olivieri hanno curato i profili antitrust dell’operazione, mentre il partner Vittorio Pomarici, la senior associate Chiara Pederzoli e Francesca D’Alessandro hanno seguito gli aspetti di diritto del lavoro.

    L’operazione si inserisce nel processo di crescita e internazionalizzazione del Gruppo Eusider per l’anno 2021.

  • Lotta contro il COVID-19: gli Stati Uniti sostengono l’Italia con 5 milioni di dollari

    Di fronte all’aumento dei contagi il Governo degli Stati Uniti, attraverso l’Agenzia degli Stati Uniti d’America per lo sviluppo internazionale (USAID) e il Rotary si sono impegnati per sostenere la lotta al COVID-19 in Italia

    Nell’ambito della partnership, prevista in 18 mesi, l’USAID elargirà 5 milioni di dollari alla Fondazione Rotary, l’ente filantropico del Rotary.

    Questa partnership è tra gli impegni degli Stati Uniti verso l’Italia per aiutare a salvare vite e costruire resilienza per il futuro. Va ad aggiungersi a quanto già stanziato dal 2009 ad oggi dagli Stati Uniti: 60 milioni di dollari elargiti all’Italia attraverso l’USAID e l’Esercito USA. I progetti attivati con questi fondi hanno avuto come obiettivo la fornitura, in situazioni di emergenza, di acqua, servizi igienici e programmi per l’igiene di maggiore impatto e sostenibilità. L’impegno di USAID è una parte della risposta complessiva del Governo degli Stati Uniti alla pandemia in Italia.

    “Con la conoscenza del Rotary dei bisogni locali, ora siamo in grado di indirizzare il nostro sostegno per aiutare le persone più colpite dalla pandemia, costruendo allo stesso tempo comunità più forti e resilienti,” ha dichiarato Brock Bierman, Assistente Amministratore di USAID.  “Sono orgoglioso di sostenere il Rotary grazie al costante impegno dell’organizzazione per lo sviluppo guidato dalla comunità”.

    Attraverso la partnership “USAID-Rotary in Italia: Comunità contro COVID-19”, i 13 distretti del Rotary in Italia possono richiedere ciascuno un minimo di tre sovvenzioni da 100.000 USD, per sostenere progetti nel campo della salute, l’istruzione e lo sviluppo comunitario. Le attività idonee includono la fornitura di attrezzature per le strutture mediche; materiale didattico e attrezzature per le scuole, gli studenti e le famiglie; e risorse per aiutare le aziende a rimanere aperte in sicurezza durante i momenti di crisi sanitaria.

    “Poiché facciamo parte delle Comunità in cui operiamo, il Rotary è in prima linea per aiutare l’Italia e il mondo a riprendersi da questa pandemia”, ha dichiarato Giulio Koch responsabile del progetto Rotary, “La nostra collaborazione con l’USAID ci fornirà risorse e competenze preziose per contribuire a rendere le nostre iniziative più impattanti e sostenibili”.

    USAID

    L’USAID è la principale agenzia di sviluppo del Governo degli Stati Uniti.  L’USAID opera in oltre 100 Paesi per promuovere la salute globale, sostenere la stabilità globale, fornire assistenza umanitaria, agire da catalizzatore per innovazioni e partnership, e per potenziare le capacità delle donne e ragazze.

    Rotary

    Il Rotary unisce una rete globale di leader volontari impegnati ad affrontare le sfide umanitarie più pressanti del mondo e a creare cambiamenti duraturi. Il Rotary connette 1,2 milioni di persone provenienti da oltre 36.000 Rotary Club in quasi tutti i Paesi del mondo. Il loro servizio migliora la vita delle persone sia a livello locale che internazionale, dall’aiutare i bisognosi nelle loro comunità all’impegno per liberare il mondo dalla polio. Per maggiori informazioni, visitare Rotary.org/it.

  • Nel 2020 del foodservice italiano la volata digitale passa anche dal ciclo delle merci

    Da una gestione più fluida ed efficiente degli ordini, a un miglior rapporto con i clienti: l’adozione di standard per digitalizzare il ciclo delle merci è una priorità per gli operatori dell’Ho.re.ca. che vogliono creare valore, tagliando i costi. La fotografia del foodservice italiano nello studio voluto da GS1 Italy.

     

    Il 2020 nel mondo del fuoricasa sarà ricordato come l’anno dell’affermazione dell’e-commerce, del delivery e del take away: con i limiti imposti per fronteggiare la pandemia, gli operatori del foodservice hanno dovuto sviluppare e investire su queste modalità “alternative” per poter proseguire le loro attività. Ma erano pronti ad affrontare queste novità, in particolare per quanto riguarda la digitalizzazione del ciclo delle merci?

    La risposta arriva dallo studio che GS1 Italy ha affidato a TradeLab, che ha intervistato 66 manager dei quattro segmenti dell’Ho.re.ca.: produzione, distribuzione, catene di ristorazione commerciale e ristorazione collettiva.

    «Digitalizzare il ciclo delle merci significa mantenere allineato il flusso fisico dei prodotti e il flusso informativo ad esso correlato. Questa ricerca ha mostrato che in Italia la digitalizzazione del ciclo delle merci nel foodservice è ancora limitata, ma ha, altresì, fatto emergere l’interesse e l’attenzione da parte degli attori della filiera per le potenzialità che l’adozione di un linguaggio comune standard porta con sé» afferma Paolo Cibien, foodservice engagement manager di GS1 Italy. «La crisi sanitaria ha messo in discussione paradigmi consolidati e spinto a intraprendere nuovi percorsi e modi “di fare”: portali di e-commerce BtoB, piattaforme per la gestione degli ordini online, il boom dell’home delivery, senza dimenticare la crescente attenzione alla tracciabilità dei prodotti come driver di trasparenza e patto di fiducia con i consumatori».

    L’umile barcode – come è stato definito in un articolo del World Economic Forum – e gli altri standard internazionali GS1 sono il potente strumento a supporto delle imprese, il prerequisito che abilita nuove soluzioni e nuovi servizi.

    I sistemi che, grazie alla presenza del GTIN, possono informare in tempo reale sulle caratteristiche del prodotto sono considerati anche un’opportunità per essere più performanti nel customer care, ad esempio perché permettono di aggiornare in modo più rapido e preciso i prodotti e i menu pubblicati sul web, o perché consentono di condividere le immagini dei prodotti per finalità di marketing e comunicazione online.

    L’adozione degli standard GS1 che consentono di digitalizzare il ciclo delle merci appare prioritaria anche in tutti quei segmenti del foodservice dove c’è ampio spazio per l’innovazione tecnologica, come emerge in modo chiaro dallo studio promosso da GS1 Italy, che ha tratteggiato una situazione molto diversificata tra i diversi operatori del mercato.

    Le aziende di produzione sono quelle che presentano il livello più alto di utilizzo del sistema di codifica basato sul GTIN e sugli standard GS1, perché implementato nelle relazioni con la GDO. Le aree di miglioramento espresse dagli intervistati sono focalizzate sul livello del servizio logistico e sulle previsioni di riordini con la distribuzione, sullo sviluppo di sistemi di pianificazione delle consegne condivisi con le catene della ristorazione organizzata (commerciale e collettiva). Un altro ambito emerso è quello della dematerializzazione della bolla cartacea per accelerare le pratiche di consegna, la comunicazione di eventuali riserve e le procedure di pagamento.

    Le aziende di distribuzione più strutturate ed evolute scansionano il GTIN per verificare la corrispondenza tra ordine effettuato, documento di trasporto e merce consegnata all’ingresso del Ce.Di. La lettura del codice GS1-128 sull’imballo e la cattura automatica delle informazioni relative a lotto e scadenza semplificano la tracciabilità e la rintracciabilità (nel rispetto dei vincoli normativi) anche verso le filiali e il cliente finale.

    I distributori più piccoli stanno valutando il “salto” di operatività, con l’implementazione di WMS (Warehouse management system) e radiofrequenza per digitalizzare i processi e migliorare il servizio ai clienti.

    Il ciclo di fornitura per la ristorazione organizzata (commerciale e collettiva) ha due direttrici: verso i propri centri di distribuzione oppure diretta al punto di consumo.

    L’implementazione completa del sistema GS1 consente:

    • Efficienza e digitalizzazione in molteplici processi aziendali.
    • Rilevanti economie nella gestione del magazzino e nell’aggiornamento degli inventari per la consegna a magazzino.
    • Automatizzazione nel controllo merci e conseguente snellimento delle attività a minor valore aggiunto da svolgere nei punti di consumo.
    • Una risposta più rapida a richiami di prodotto.
    • La digitalizzazione semplificata delle informazioni di prodotto, come allergeni e informazioni nutrizionali.

    «La nostra sfida» conclude Cibien «è quella di aiutare la filiera del fuori casa ad essere più efficiente, favorendo la digitalizzazione e la condivisione delle informazioni di prodotto. Ogni attore della supply chain può ottenere importanti benefici dall’adozione degli standard GS1».

    Per maggiori informazioni sul progetto Foodservice visiti il sito di GS1 Italy.

     

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    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    gs1it.org

  • Category management: ieri, oggi e domani

    Pubblicato il nuovo report in cui ECR Community analizza il presente e delinea il futuro del Category management nel largo consumo, con numerosi case study e best practice da tutto il mondo.

    Si intitola “Category Management Yesterday, Today & Tomorrow – An ECR Community Review of current practices in Category Management 2020” la pubblicazione che ECR Community – l’associazione che raggruppa le iniziative nazionali ECR in tutto il mondo, in Italia parte di GS1 Italy – ha dedicato all’approccio al Category management adottato nel largo consumo.

    Un contributo chiave per la costruzione della piattaforma europea a supporto delle aziende dell’Industria e della Distribuzione per affrontare i cambiamenti che stanno investendo il mercato.

    Realizzato in collaborazione con dunnhumby & Hoffrogge, nelle sue 200 pagine , il rapporto presenta 14 case study internazionali, tre approfondimenti da parte delle organizzazioni ECR nazionali, tra cui l’Italia, e numerosi articoli sulla gestione delle categorie, sullo shopper marketing e sull’impatto delle nuove tecnologie.

    I case study

    Per comprendere meglio il presente del category management, questa pubblicazione lo inquadra in una visione storica e lo proietta in una prospettiva futura avvalendosi anche del racconto delle case history di un mix molto rappresentativo di aziende di tutte le dimensioni (dalle PMI alle imprese internazionali), presenti in diversi continenti (Europa, Nord e Sud America, Asia) e appartenenti sia al mondo della produzione (tra cui Nestlé, Coca-Cola, Heineken, Peroni, Barilla, Lactalis e Mars) che a quello del retail (come Rewe, Musgraves, Metro, Rainbow Department Store e Raia Drogasil).

    Questi case study evidenziano il ruolo del Category management in ogni fase del customer journey e rappresentano esempi concreti di come venga usato per guidare la crescita delle aziende del largo consumo in tutto il mondo. Tutti i case study sono presentati secondo un modello comune e offrono informazioni di background utili a contestualizzare la portata e la complessità di ogni iniziativa.

    Gli approfondimenti e i report

    Gli articoli di approfondimento sono firmati da alcuni dei principali esperti di Category management e shopper behaviour, tra cui Brian Harris, Luc Demeulenaere, Ken Hughes, David Ciancio e Claudio Czapski, mentre i contributi redatti dalle associazioni dell’ECR Community in Francia, Germania e Italia testimoniano il ruolo collaborativo che ECR svolge in ogni singolo paese.

    «Dallo studente che vuole fare carriera nel largo consumo ai manager di alto livello, questa pubblicazione stimolerà nuove idee e costruirà una maggiore comprensione delle strategie di successo in un mercato in continua evoluzione e, non da ultimo, in situazioni di crisi economica come quella recente, quando il comportamento del consumatore cambia in modo significativo» commenta Declan Carolan, Co-presidente ECR Community & General Manager ECR Irlanda.

    La pubblicazione e i webinar

    “Category Management Yesterday, Today & Tomorrow – An ECR Community Review of current practices in Category Management 2020″ è scaricabile gratuitamente dal sito www.ecr-community.org.

    ECR Community ha inoltre previsto una serie di webinar gratuiti per presentare la pubblicazione e delineare i prossimi passi:

    • 24 novembre 2020 ore 16:30
    • 12 gennaio 2021 ore 16:30
    • 16 febbraio 2021 ore 16:30
    • 16 marzo 2021 ore 16:30

    Per informazioni e iscrizioni: https://www.ecr-community.org/category-management-webinar-series-2020-21/

    L’Academy di GS1 Italy proporrà a inizio 2021 webinar gratuiti in lingua italiana per condividere con le aziende nazionali i contenuti e le best practice internazionali.

    Inoltre, a partire da aprile 2021, sarà attivato un percorso di webinar di approfondimento e condivisione dell’evoluzione delle diverse componenti del Category management per affrontare i cambiamenti nelle aspettative e nei comportamenti degli shopper e l’evoluzione dei canali di vendita per il presidio dell’omnicanalità.

    Ciascuno di questi webinar abbinerà la presentazione dell’approccio teorico supportato da casi di successo a esercitazioni pratiche in cui i partecipanti testeranno concretamente l’impatto dell’utilizzo dei modelli teorici presentati. Tali webinar potranno essere fruiti singolarmente in contesti multiclient o personalizzati successivamente per percorsi aziendali, in funzione delle specifiche esigenze.

    La parola al comitato editoriale e alle aziende

    Brian Harris e Luc Demeulenaere: «Per oltre 30 anni, il Category management ha fornito i principi e la metodologia per garantire che i retailer e i produttori concentrino le loro decisioni di marketing sul consumatore. La sua capacità di adattarsi ai cambiamenti dinamici che stanno continuamente plasmando il settore è stata una caratteristica del suo successo. Questo rapporto fornisce la tabella di marcia e le azioni specifiche che distributori e produttori devono intraprendere per garantire che le loro capacità di Category management continuino a fornire il massimo vantaggio competitivo. È un “must da leggere” per tutti i senior manager, i professionisti del Category management e gli studenti».

    Paolo Zazzi, Barilla: «Nell’era dello shopper power ispirare le persone lungo il Consumer & Shopper Journey è fondamentale per qualsiasi strategia di category management. Il nostro scopo in Barilla è “Good for You, Good for the Planet” e ha guidato i nostri progetti di Category management oltre a tutte le nostre operazioni, le iniziative, gli investimenti e i piani di comunicazione. “Far crescere la categoria” per Barilla significa prima di tutto aggiungere valore partendo da un acquisto responsabile delle materie prime fino ad aiutare le persone a fare le giuste scelte alimentari nell’omnicanale. Questo è ciò che abbiamo fatto nei nostri progetti con Carrefour».

    David Ciancio, dunnhumby: «Una chiara lezione della pandemia per i marchi e i retailer è che siamo alle porte del futuro e che non torneremo mai più come prima. Fortunatamente, abbiamo dei quadri di riferimento, in particolare il Category management, che ci aiutano a navigare e a essere pronti per il futuro e rilevanti per i consumatori. Questo rapporto condivide le attuali migliori pratiche di Category management, vitale, essenziale e a prova di futuro».

    Wilhelm Hoffrogge, Hoffrogge: «Crediamo nel potere di ECR e ci aspettiamo che le numerose best practice internazionali siano di ispirazione per mettere in pratica il processo ora e in futuro. È stato un piacere e un onore per noi contribuire a questa pubblicazione completa della comunità ECR insieme ai nostri partner».

    Antonella Altavilla, consulente Academy di GS1 Italy: «Riteniamo che, per supportare la crescita sostenibile delle aziende della filiera FMCG per il prossimo decennio, sia fondamentale condividere esperienze e casi di Category management sviluppati in tutto il mondo e che offrono insight e approcci gestionali di successo».

     

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    GS1 Italy è l’associazione che riunisce 35 mila imprese di beni di consumo. Ha l’obiettivo di facilitare il dialogo e la collaborazione tra aziende, associazioni, istituzioni per creare valore, efficienza, innovazione, per dare più slancio alle imprese e più vantaggi al consumatore. Offre soluzioni concrete come i sistemi standard GS1, per favorire la visibilità e l’efficienza della catena del valore. Il più conosciuto è il codice a barre, usato in Italia e in oltre 150 paesi al mondo, permette lo scambio di informazioni tra Industria e Distribuzione con chiarezza, semplicità e senza errori. Propone inoltre tecniche, strumenti, strategie operative: sono i processi condivisi ECR.

    gs1it.org

  • A Bergamo nasce l’Hotel Sociale, un aiuto per i soggetti fragili e in difficoltà

    Un progetto unico nel suo genere, che vede la stretta collaborazione di tre realtà del territorio: la Residenza del Borgo – soggetto promotore dell’iniziativa – la Fondazione Istituti Educativi di Bergamo e la Cooperativa Sociale Namastè. Si tratta dell’“Hotel Sociale”, una struttura che offrirà spazi residenziali a persone fragili che hanno bisogno di essere reinserite nella società e che hanno la necessità di essere aiutate e guidate nel mondo del lavoro.

    Gli spazi adibiti per il progetto saranno quelli dello stabile di Via Borgo Santa Caterina 41, di proprietà della Fondazione Istituti Educativi e oggi in gestione alla Residenza del Borgo che – dal 2018 – ne ha fatto una struttura ricettiva alberghiera per turisti, italiani e stranieri in visita alla città. Un progetto innovativo che affianca turismo e sociale, il cui motto è “il luogo della casa, la casa del lavoro” a testimonianza dell’intenzione d’integrare accoglienza e mondo del lavoro ma anche continuare a fare impresa creando un valore aggiunto per il quartiere. “La nostra idea per superare la crisi del settore è quella di creare un nuovo modello di impresa, creativo e innovativo. Come per ogni progetto, il tessuto territoriale in cui si va ad inserire è determinante per delinearne le potenzialità e le possibili reti: Borgo Santa Caterina è territorio ricco di iniziative, con un forte senso di appartenenza dei suoi abitanti, potremmo dire il quartiere della città che per collocazione e tradizione più interpreta l’idea di borgo quale terreno fertile per lo sviluppo di politiche sociali comunitarie. Mixare il tutto dando un contributo sociale alla comunità, è quel cocktail innovativo, sano e assolutamente necessario che vuole essere da esempio ad un paese sempre più in difficoltà e che necessita di nuovi modelli di business virtuosi e sostenibili” spiegano i soci titolari di Residenza del Borgo.

    Fondamentale dunque il tessuto territoriale nel quale l’Hotel Sociale andrà ad inserirsi ma anche la collaborazione con la Cooperativa Sociale Namastè, che dal 2001, si prende cura delle fragilità, delle persone con disabilità, disagio psichico, anziani, minori e adolescenti, sviluppando progetti che favoriscono il loro inserimento lavorativo. “Una parte degli spazi destinati all’ospitalità saranno infatti dedicati a soggetti fragili a cui verranno affiancate delle figure educative, che si occuperanno della formazione anche lavorativa degli ospiti. Ospiti che saranno inoltre coinvolti in attività lavorative sia all’interno della Residenza che nel quartiere o nelle zone limitrofe” racconta Antonio Bertoncello, Direttore della Cooperativa Sociale Namastè.

    Territorio, accoglienza, lavoro e formazione sono i protagonisti di un progetto che rispecchia i valori e i punti cardine perseguiti dalla Fondazione Istituti Educativi, partner dell’iniziativa.  “L’emergenza da Covid 19 ha prodotto effetti devastanti sul tessuto economico-sociale dell’intero Paese, rendendo necessario riadattare questo spazio per adeguarsi alle esigenze del territorio. In questi ultimi mesi il numero di persone fragili, bisognose, in cerca di un lavoro o di una sistemazione è drasticamente aumentato a causa degli effetti prodotti dall’emergenza da Covid-19. Tutto questo ha spinto i gestori della struttura di proprietà FIEB a trovare una soluzione innovativa per utilizzare gli spazi recentemente ristrutturati. Nel periodo più buio del lockdown i gestori avevano già dimostrato una notevole sensibilità, ospitando personale infermieristico esterno dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII a prezzi calmierati” conclude Luigi Sorzi, Presidente della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo.

     

    Per informazioni:

    [email protected]

    www.istitutieducativi.it