Autore: giusy.palmiero

  • Matematica, Inglese, Italiano: quanto spendono le famiglie per le ripetizioni dei figli

    Fino a 19 euro all’ora per le materie scientifiche, 13 euro per l’inglese.
    Solo le ripetizioni di materie umanistiche costano meno di 10 euro.

    Milano la città più costosa per le lezioni private.
    Napoli e Catanzaro i capoluoghi dove si spende meno per farsi aiutare nello studio

    La scuola è finita, ma non tutti sono stati promossi e da adesso a settembre fiorisce il mercato delle ripetizioni. Ma quanto si spende per far aiutare nello studio i propri figli? Quali sono le materie più care? Secondo un’indagine condotta da ProntoPro.it, portale che mette in contatto domanda e offerta di lavoro professionale e artigianale, guardando alla tipologia di materia in cui si desidera prendere lezioni privatamente, i costi maggiori sono legati alle ripetizioni di materie scientifiche (18 euro in media). Rafforzarsi invece nella lingua inglese può costare mediamente, a livello nazionale, 13,50 euro all’ora. Una lezione di matematica per le medie e superiori raggiunge un prezzo medio di circa 12 euro. Fanalino di coda della classifica, le materie umanistiche, per cui “bastano” poco meno di 10 euro all’ora.

    Esiste un’evidente forbice tra il Nord e il Sud del nostro Paese e per quanto riguarda sia le materie scientifiche che quelle umanistiche, Milano è la città più costosa per prendere ripetizioni; nel capoluogo meneghino occorrono in media circa 23 euro per una lezione di carattere scientifico (contro una media nazionale di poco più di 18 euro), mentre per una di ambito umanistico si arriva a 12,50 euro (dove la media italiana si attesta sui 10 euro circa). Le cose non vanno meglio a Bologna, dove per una lezione di fisica o matematica si spendono in media poco più di 22 euro all’ora e per una umanistica circa 12 euro.

    Più aumenta il livello di studio più crescono i costi per le ripetizioni; sempre a Milano studiare privatamente matematica costa in media 24 euro (contro una media nazionale di 19 euro) se si è all’Università, mentre per un liceale la cifra si “ferma” appena sotto i 16 euro (vs. media nazionale di 12 euro). Giocano alla pari città come Genova, Roma e Perugia, dove i costi si mantengono in linea sia per le lezioni di matematica per universitari – 23 euro – sia per quelle per liceali (15 euro circa).

    È invece meno oneroso, almeno in termini economici, essere studenti con bisogno di aiuto al Centro-Sud: per colmare le proprie lacune nelle materie scientifiche, uno studente di Napoli arriva a spendere circa 10,50 euro all’ora; cifra che quasi si dimezza se la carenza è relativa a una materia afferente all’ambito umanistico (5,50 euro). Anche per le ripetizioni di matematica di livello universitario e scolastico le città meridionali si rivelano più “convenienti”: è sempre Napoli a guidare la lista delle province più economiche (11 euro per una lezione di tipo universitario, 7 euro per una di ambito umanistico), seguita da Catanzaro, L’Aquila e Potenza.

    Qualche curiosità? Per lo studio della lingua di Shakespeare occorre andare in Abruzzo: nessun altro capoluogo è in grado infatti di competere con L’Aquila e i suoi 9 euro circa a lezione, soprattutto Venezia, dove occorre spendere più del doppio.

  • ProntoPro.it: aumento di capitale di 3 milioni di euro

    La start-up fondata da Marco Ogliengo e Silvia Wang ottiene la fiducia degli investitori

    ProntoPro.it (http://www.prontopro.it), portale che mette in contatto domanda e offerta di lavoro professionale e artigianale, ha annunciato oggi un aumento di capitale pari a 3 milioni di euro. Tra gli investitori figura immobiliare.it, azienda leader del web italiano.
    L’aumento di capitale arriva dopo appena un anno di attività in cui ProntoPro.it ha già inviato oltre 30 milioni di euro di lavori ai 50.000 professionisti e aziende iscritti alla piattaforma. Ad oggi è il primo portale di settore in Italia per numero di utenti, coprendo 430 categorie negli ambiti più diversi: non solo tutto quello che riguarda la casa – idraulici, imbianchini, elettricisti e molti altri tipi di artigiani- ma anche gli eventi, le lezioni private, l’informatica, il wellness, il giardinaggio, la fotografia, il web e persino la musica.
    Nella start-up ha creduto anche TIM riconoscendole la menzione speciale nel programma TIM #WCAP Accelerator 2015.
    «ProntoPro.it è uno strumento utile tanto ai professionisti quanto agli utenti. I capitali serviranno per accelerare la crescita della piattaforma che ormai ha dimostrato di funzionare con reciproca soddisfazione di professionisti e utenti – ha dichiarato Marco Ogliengo, CEO di ProntoPro.it – Professionisti e aziende sono contenti di avere un canale attivo per raggiungere potenziali clienti e far conoscere i propri servizi e la propria professionalità; dall’altro lato i clienti hanno un valido aiuto per cercare il professionista adatto alle loro necessità in modo facile e immediato. La nostra missione è quella di aumentare il valore nel mondo dei servizi e siamo certi che l’accordo siglato con Immobiliare.it ci consentirà di farlo ancora meglio».
    Ma come funziona ProntoPro.it? Per gli utenti che sono alla ricerca di un professionista, è sufficiente collegarsi al sito e compilare una scheda con i dettagli del lavoro che si vuole commissionare. In poche ore si riceveranno, gratuitamente, preventivi personalizzati e gli utenti potranno valutarli in autonomia, in base al profilo e alle recensioni dei professionisti.
    Per i professionisti l’uso di ProntoPro.it diventa un valido aiuto per aumentare la clientela, avendo a disposizione un portale su cui farsi pubblicità gratuitamente e ottenere richieste di lavoro in linea con la propria offerta. Grazie a questo sistema anche le piccole e medie imprese, che rappresentano il cuore del tessuto economico italiano, hanno la possibilità di farsi conoscere con costi decisamente contenuti.

  • Posti auto, tecnologie robotiche e mobili thailandesi: 10 consigli per sfruttare al meglio i bonus fiscali

    Non solo ristrutturazioni ed efficientamento energetico, le spese detraibili nel 730 sono molte.

    Da alcuni giorni è disponibile online il nuovo modello per presentare la dichiarazione dei redditi. Grazie al bonus ristrutturazioni, a quello sui mobili e al cosiddetto ecobonus, gli italiani potranno beneficiare di detrazioni fino al 65%, ma quali sono le spese che rientrano in questi incentivi e quanto si può risparmiare? ProntoPro.it, portale che permette l’incontro tra domanda e offerta di lavoro artigianale e professionale, ha realizzato un vademecum in 10 punti per scoprire alcune delle possibilità più interessanti e meno note, offerte dai bonus:
    1.Difendersi dai ladri conviene. Con il bonus ristrutturazioni è possibile usufruire di una detrazione del 50% per gli interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi. Via libera dunque ai rimborsi per lavori di apposizione di grate sulle finestre, vetri antisfondamento, casseforti a muro e porte blindate o rinforzate.

    2.La competenza si paga, ma si detrae. C’è una ditta o un professionista che ritieni molto capace, ma eccessivamente costoso per le tue tasche? Con il bonus ristrutturazioni potrai ottenere il 50% del rimborso anche per le prestazioni professionali, l’acquisto dei materiali e le spese per perizie e sopralluoghi. A tal proposito, l’Osservatorio di ProntoPro.it ha condotto un’indagine disponibile a questo link: http://press.prontopro.it/index.php/2016/04/28/detrazioni-fiscali-per-il-730-ecco-chi-potrebbe-avere-il-conto-piu-alto/ – prendendo in considerazione otto diversi tipi di lavori di ristrutturazione per scoprire in quali città le fatture risultano essere più elevate e, di conseguenza, maggiori le detrazioni possibili.

    3.Sei stato in Thailandia e ti sei innamorato di un pezzo unico. Se desideri acquistare nuovi mobili all’estero, corredandoli di tutta la documentazione necessaria ai fini della detrazione, pagando con carta di credito o debito e documentando la spesa con fattura e ricevuta di avvenuta transazione, non ci sono motivi ostacolanti per la fruizione del Bonus Mobili. Potrai detrarre fino al 50%.

    4.Hai costruito un garage? Anche questo si può detrarre. Se nel corso dell’anno avete messo mano al portafogli per realizzare un garage, un’autorimessa o anche un posto auto di pertinenza nel cortile condominiale, buone notizie, la spesa è detraibile nella misura del 50%.

    5.Tecnologie robotiche e disabilità. Muoversi all’interno della propria casa può essere un incubo per chi è costretto a spostarsi in sedia a rotelle; ecco quindi che nell’elenco delle spese detraibili col bonus ristrutturazioni, rientrano quelle fatte per dotare l’immobile delle tecnologie robotiche in grado di migliorare la comunicazione e la mobilità interna ed esterna alla casa in cui vivono persone con gravi disabilità fisiche e motorie. La detrazione a cui si ha diritto in questi casi è pari al 50% della spesa sostenuta.
    6. Scosse, terremoti e detrazioni. L’Italia è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo e proprio per questo motivo, se volete realizzare degli interventi antisismici su prime case o edifici adibiti ad attività produttive in zone ad alta pericolosità, la detrazione è pari al 65% per le spese sostenute dal 4 agosto 2013.

    7.Arte…contemporanea. Chi è così fortunato da possedere un immobile di valore storico o artistico e vuole adeguarlo alle esigenze funzionali di un uso contemporaneo, può farlo usufruendo di una detrazione del 50%. Al fine di valorizzare e conservare gli edifici è anche ammesso l’uso di materiali e tecnologie diverse da quelli originali a condizione che non contrastino con il carattere complessivo degli stessi.

    8.Detrai e…raddoppia. Se hai già effettuato dei lavori su un immobile beneficiando di un incentivo, e intraprendi nuovi lavori di riqualificazione puoi usufruire di un’altra detrazione. Le condizioni? Il limite complessivo di rimborso è pari a 96.000 euro per unità immobiliare, quindi se si tratta della prosecuzione di una precedente ristrutturazione, si dovrà tenere conto delle somme già spese, se si tratta di un intervento completamente nuovo si potrà usufruire dell’intera detrazione, ma la diversità dovrà essere dimostrata attraverso la presentazione della denuncia di inizio attività (DIA), il collaudo dell’opera e la dichiarazione di fine lavori.

    9.Un bonus non esclude l’altro. L’uso di una determinata tipologia di bonus non è esclusivo e si può usufruire di più incentivi. Attenzione però ai tempi; per ottenere il bonus mobili oltre a quello per la ristrutturazione di casa, ad esempio, è necessario che la data di inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni. Non è fondamentale, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle necessarie per l’arredo dell’immobile.

    10.Si fa presto a dire arredi! Soprattutto per i giovani che vanno a vivere da soli, uno dei bonus fiscali più interessanti è quello legato all’acquisto di mobili. Ma, ai fini fiscali, non tutti i mobili sono uguali. Si può ottenere la detrazione per i materassi, per lampade e lampadari, per mobili nuovi fatti su misura, per i letti, gli armadi, le cassettiere, le librerie, le scrivanie, i tavoli, le sedie, i comodini, i divani, le poltrone, le credenze, le cucine, i mobili per arredare il bagno e quelli per l’ esterno. Nessun rimborso, al contrario, per porte e tende, ma anche per complementi di arredo o mobili usati e antichi.

  • Tutti sognano Sanremo: per un’ora di lezione di canto gli italiani spendono 30 euro

    Nella sola Milano gli iscritti sono aumentati dell’88%

    Milano, febbraio 2016 – Tra gli italiani c’è chi canta su un palco, come avverrà tra qualche giorno a Sanremo e chi ama cantare per strada, chi allo stadio, sotto la doccia o di nascosto. Ma quanto ci costa imparare a cantare? ProntoPro.it (http://www.prontopro.it ), il portale che  fa incontrare domanda e offerta di lavoro professionale e artigianale, ha condotto un’indagine in cui ha evidenziato che la media nazionale dei costi che si trova a sostenere chi decide di prendere lezioni di canto in una scuola accreditata è di 30 euro all’ora. Costi che evidentemente non spaventano dato che, sempre secondo le stime di ProntoPro.it, negli ultimi dieci anni è quasi raddoppiato il numero di chi ha deciso di studiare canto.

    Dai dati ottenuti dall’indagine realizzata analizzando i prezzi richiesti nei venti capoluoghi di regione, Milano è la città in cui i corsi di canto sono più costosi; nel capoluogo meneghino si spendono mediamente 37 euro all’ora per una lezione.

    “In linea generale – rivelano gli insegnanti intervistati da ProntoPro.it – l’aumento del numero di studenti registrato negli ultimi 10 anni è senza dubbio legato al successo dei talent show televisivi. Numeri alla mano, oggi i corsi di canto sono i più richiesti in assoluto dietro, solo, a quelli di chitarra.”.

    Non è un caso che proprio a Milano – che per i giovani della penisola rappresenta da sempre la capitale della musica – dal 2005 ad oggi si sia registrato un picco dell’88% nelle iscrizioni da parte di persone desiderose di intraprendere la professione, o semplicemente, imparare ad usare al meglio la propria voce.

    Dallo studio condotto emerge che sono tutte città del Sud quelle in cui si paga meno. A pari merito sul podio della convenienza si trovano Bari, Campobasso, Catanzaro e Potenza: qui per una lezione di canto si spendono in media 25 euro. I capoluoghi di regione meridionali in cui si sostengono costi relativamente più sostenuti sono due: Napoli e Palermo, dove in media si spendono circa 30 euro per un’ora di lezione.

    Imparare a cantare, pare che giovi anche alla salute; gli insegnanti intervistati da ProntoPro.it sottolineano che, tutti coloro che imparano a cantare, notano importanti miglioramenti nella respirazione e nella postura: il corpo si ossigena meglio e si ha l’impressione di avere più energia.

    Segue tabella con i costi medi delle offerte per le lezioni di canto nelle 20 città capoluogo di regione:

    Regione Città Costo medio €
    Abruzzo L’Aquila 33
    Basilicata Potenza 25
    Calabria Catanzaro 25
    Campania Napoli 30
    Emilia Romagna Bologna 35
    Friuli Venezia Giulia Trieste 35
    Lazio Roma 35
    Liguria Genova 35
    Lombardia Milano 37
    Marche Ancona 26
    Molise Campobasso 25
    Piemonte Torino 35
    Puglia Bari 25
    Sardegna Cagliari 28
    Sicilia Palermo 30
    Toscana Firenze 32
    Trentino Alto-Adige Trento 34
    Umbria Perugia 28
    Valle d’Aosta Aosta 33
    Veneto Venezia 35
  • Artigiani 2.0: idraulici e falegnami i più richiesti sul web

    Milano, marzo 2016 – Il mondo del lavoro si evolve, le città sono ogni giorno più grandi e confuse ed in un’epoca in cui il tempo è per tutti risorsa scarsa, sempre più italiani si rivolgono al web anche per trovare gli artigiani per i lavori di casa, ma quali sono i professionisti più richiesti? Secondo l’Osservatorio di  ProntoPro.it (www.prontopro.it), il portale che fa incontrare domanda e offerta di lavoro professionale e artigianale, al primo posto spiccano gli idraulici che raccolgono da soli il 17% delle richieste rivolte al mondo dei lavori in casa, focalizzate principalmente su riparazioni e manutenzioni.

    A vincere la medaglia d’argento un altro mestiere quasi in via di estinzione: quello dei falegnami  cercati, principalmente per mobili su misura o ristrutturazioni, dal 9,66% di chi ha richiesto online un preventivo per i lavori di casa fra dicembre 2015 e febbraio 2016.

    «La difficoltà di conoscere personalmente un artigiano o di imbattersi per caso nel suo laboratorio mentre si passeggia in città è uno dei motivi del successo della ricerca di questi professionisti sul web»  – ha dichiarato Marco Ogliengo, amministratore delegato di ProntoPro.it«Dall’altro lato, per l’artigiano, usare il web è un modo efficace per raggiungere molti clienti con costi bassi, vantaggio che si può tradurre sia in sconti sia in più tempo per seguire e curare la relazione col cliente» .

    Terzi, nella curiosa classifica redatta dal portale, i professionisti di uno dei mestieri più importanti nel settore della costruzione: i muratori, con il 7,33% di richieste. Quando si decide di ristrutturare casa, indipendentemente dal tipo di lavoro da eseguire, la cosa più comune da fare è rivolgersi ad un muratore, ma soprattutto nelle grandi città diventa difficile individuare quello più adatto al lavoro di cui si ha bisogno.

    Tra i professionisti più cercati online, a sorpresa, si trovano anche i certificatori energetici con il 7% di richieste. Questi tecnici abilitati, fino a poco tempo fa sconosciuti a molti, oggi sono diventati indispensabili se si considera che la prestazione energetica dell’abitazione è ormai determinante per l’acquisto, la vendita o locazione di un immobile.

    Continuando a scorrere le professioni della classifica si trovano gli installatori di infissi e serramenti (6%) e quelli di impianti di condizionamento (5,80%). I primi sono sempre più richiesti perché serramenti e infissi oggi non hanno più semplice funzione di isolamento e sicurezza casalinga, ma vanno a rappresentare veri oggetti di design per i quali gli Italiani non intendono risparmiare; i secondi sono diventati indispensabili da anni poiché gli impianti di condizionamento, complici le estati sempre più calde, sono un benefit casalingo irrinunciabile.

    Anche un mestiere apparentemente in via d’estinzione come quello dei fabbri, ha in realtà una percentuale di richieste alta e sono settimi con il 5,23%. Questi artigiani, con la loro capacità di forgiare il ferro, sono alla stregua di veri e propri artisti, ricercatissimi da tanti per lavori di costruzione e riparazione di qualsiasi tipo di oggetti in metallo, ma anche di vere e proprie sculture decorative.

    Nella top ten stagionale si trovano anche elettricisti (3,33%), imbianchini (2,50%) e giardinieri (2,10%) che con l’arrivo delle belle giornate iniziano a ricevere un numero sempre maggiore di richieste di lavoro.

    Di seguito la classifica delle 10 professioni artigianali più richieste online fra gennaio e marzo 2016:

      Professionisti % di richieste online
    1 Idraulici 17%
    2 Falegnami 9,66%
    3 Muratori 7,33%
    4 Certificatori Energetici 7%
    5 Installatori di infissi e serramenti 6%
    6 Installatori di impianti di condizionamento 5,80%
    7 Fabbri 5,23%
    8 Elettricisti 3,33%
    9 Imbianchini e tinteggiatori 2,50%
    10 Giardinieri 2,10%

     

  • È il momento giusto per mettere a nuovo la propria casa: imbiancare in Italia costa 778€ Roma, Milano e Trento le città più care

    Milano, marzo 2016 – Con l’arrivo della bella stagione, anche la casa ha bisogno di una ventata di primavera. Ma quanto spendiamo per tinteggiare le nostre mura domestiche senza incorrere nei frequenti rischi del fai da te? Secondo l’Osservatorio di ProntoPro.it (www.prontopro.it) la spesa media nazionale per un lavoro di imbiancatura di un appartamento di 70 mq con pareti interne in buone condizioni di partenza è di 778€.

    I costi però, emerge dall’indagine, variano molto; non solo a seconda del tipo di tinteggiatura richiesta dal cliente, ma anche della città in cui si vive. Analizzando le cifre medie necessarie a pagare il lavoro nei venti capoluoghi di regione, si scopre che è Roma la città più cara; qui per tinteggiare una casa come quella presa a campione si spendono 940€.

    Al secondo posto nella classifica dei costi si piazza un’altra città sempre presente nel podio di quelle più care: Milano. Nel capoluogo meneghino il lavoro dell’imbianchino costa al cliente 906€.

    Al terzo posto una sorpresa: Trento, dove gli abitanti spendono il 9% in più rispetto alla media nazionale e, per dare una rinfrescata al loro appartamento di 70 metri quadrati devono mettere a budget circa 850 euro.

    Come sottolineato dai professionisti del settore, si deve tenere in considerazione che a questi costi vanno poi aggiunti quelli dei prodotti utilizzati che variano a seconda delle diverse esigenze dei clienti.

    “A marzo la percentuale di chi, per evitare disastri con il fai da te, ha deciso di affidarsi ad un professionista è cresciuta del 74% rispetto al mese precedente. – dichiara Marco Ogliengo amministratore delegato di ProntoPro.itLa possibilità offerta dal web di ricevere e confrontare in tempi brevi i preventivi di diversi artigiani facilita la ricerca e la scelta e, ovviamente, aiuta a risparmiare.

    Guardando la classifica dei costi dal lato opposto, scopriamo che le più economiche della penisola sono tre città del Sud Italia: Catanzaro, Palermo e Potenza. Qui tinteggiare un appartamento come quello preso a campione costa, rispettivamente, l’8%, 9% e 12% in meno rispetto alla media nazionale.

     

     

     

     

    Segue tabella per i venti capoluoghi di regione con i costi medi di imbiancatura per un appartamento di 70 mq:

    Regione Città Costo medio €
    Abruzzo L’Aquila 765
    Basilicata Potenza 764,88
    Calabria Catanzaro 680,64
    Campania Napoli 723,60
    Emilia Romagna Bologna 780
    Friuli Venezia Giulia Trieste 719,30
    Lazio Roma 940,80
    Liguria Genova 802,10
    Lombardia Milano 906
    Marche Ancona 735,40
    Molise Campobasso 711,60
    Piemonte Torino 798,85
    Puglia Bari 743,30
    Sardegna Cagliari 739,20
    Sicilia Palermo 709,20
    Toscana Firenze 796,32
    Trentino Alto-Adige Trento 850,80
    Umbria Perugia 813,36
    Valle d’Aosta Aosta 770,90
    Veneto Venezia 805,95
  • Certificazione Energetica: in Italia la spesa media è 120€

    Milano, gennaio 2016 – Se è vero che sono sempre di più gli italiani che scelgono quella che sarà la propria abitazione sulla base della prestazione energetica dell’immobile, è vero anche che la redazione di un Attestato di Certificazione Energetica, ha costi diversi  a seconda della città in cui questo viene formulato. ProntoPro.it, il portale che fa incontrare domanda e offerta di lavoro professionale e artigianale, ha realizzato uno studio in cui vengono confrontati i costi della certificazione energetica secondo cui il costo medio nazionale di un certificato energetico equivale a 120 euro*, ma con importanti variazioni a seconda della città in cui si trova l’immobile da certificare

    «Il consumatore, oggi, è molto più attento alla certificazione energetica rispetto al passato, in quanto ha compreso l’influenza della prestazione energetica per il reale risparmio sulle spese della propria abitazione.  – sottolinea Marco Ogliengo, CEO di ProntoPro.itA fronte di un mercato in cui i costi per l’Attestato di Certificazione Energetica sono in crescita, il nostro portale permette di confrontare i preventivi di numerosi certificatori e scegliere in piena autonomia».

    Analizzando le cifre richieste nei venti capoluoghi di regione, dall’indagine emerge che Roma è la città in cui i certificati energetici  sono più cari con una media superiore di circa il 16% rispetto a quella nazionale. Seconda in classifica è la città di Bolzano e al terzo posto si colloca Milano; nel capoluogo meneghino un attestato di certificazione energetica costa mediamente 138 euro.

    La città di Imperia vince il primato della convenienza: qui per un certificato energetico si spendono “solo” 104 euro. A pagare meno rispetto al resto d’Italia sono anche gli abitanti delle città di Frosinone, in cui i costi dei certificati energetici si aggirano intorno ai 106 euro e quelli di Massa Carrara, dove per certificare un immobile medio si pagano 108 euro.

    Con l’introduzione dell’obbligo di Certificazione Energetica degli edifici, nei casi di locazione, compravendita e per accedere agli sgravi fiscali per le ristrutturazioni volte al conseguimento di risparmio energetico, la figura professionale del Certificatore Energetico è sempre più richiesta.

    L’importanza dell’Attestato di Certificazione Energetica (ACE) è determinata dalla necessità di attestare la prestazione e le caratteristiche energetiche di un edificio, in modo da consentire al cittadino una valutazione di confronto di tali caratteristiche rispetto ai valori di riferimento previsti dalla legge. A questo scopo, il certificatore energetico deve essere un tecnico abilitato, che una volta calcolato l’indice di prestazione globale dell’immobile mediante opportune procedure software, potrà formulare delle raccomandazioni tecniche volte a migliorare le prestazioni dell’unità immobiliare e il periodo di ritorno dell’investimento.

    Segue tabella per i venti capoluoghi di regione con i costi medi degli Attestati di Certificazione Energetica per gli appartamenti di 79 metri quadrati:

     

    Città Costo medio €
       
    Ancona 119
    Aosta 125
    Bari 119
    Bologna 125
    Cagliari 119
    Campobasso 117
    Catanzaro 109
    Firenze 125
    Genova 127
    L’aquila 123
    Milano 138
    Napoli 113
    Palermo 114
    Perugia 130
    Potenza 113
    Roma 141
    Torino 126
    Trento 136
    Trieste 117
    Venezia 127
    Italia 120
  • Valvole termostatiche: in Italia la spesa media è 78 euro l’una. Chi non le installa rischia multe fino a 2.500 euro

    I prezzi possono variare fino quasi al 30%. Il risparmio sui consumi può arrivare anche al 23%

    Milano, febbraio 2016. Anche se la primavera è alle porte, non è ancora arrivato il momento di ignorare il sistema di riscaldamento casalingo, anzi. Al fine di contenere la spesa energetica delle nostre case, entro la fine del 2016 in Italia è previsto l’obbligo di installare le valvole termostatiche in tutti gli immobili, ma quanto si deve spendere per adempiere all’onere previsto dalla legge? Un’indagine di ProntoPro.it (www.prontopro.it), il portale che fa incontrare domanda e offerta di lavoro professionale e artigianale, rivela che il costo medio nazionale corrisponde a 78 euro per ogni valvola.

    L’indagine, condotta analizzando i prezzi richiesti dagli idraulici nelle principali città italiane, rivela che il costo per installare una singola valvola termostatica in Italia può variare anche di molto, oscillando fra i 70 e i 100 euro. Prendendo in considerazione un appartamento medio di 80 mq con 5 termosifoni il costo totale si attesta intorno ai 390 euro.

    Se a Milano i prezzi sostenuti possono salire fino a 100 euro, registrando un +28% per singola valvola, anche Roma si conferma tra le città in cui i costi per i lavori di manutenzione domestica sono molti alti con un +22% rispetto alla media nazionale e un costo totale, per l’appartamento tipo, pari a 475 euro.

    Le aree urbane in cui la media dei costi è inferiore rispetto a quella nazionale sono le città del Centro e del Sud Italia. Su tutte spiccano Massa Carrara e Grosseto in cui si registra un -12%. Gli idraulici intervistati da ProntoPro.it sottolineano che in tutta la penisola i costi si abbassano di molto – meno della metà – se il radiatore è munito di valvole predisposte a ricevere un congegno aggiuntivo che le rende termostatiche.

    A chi si domanda il perché dell’obbligo introdotto dalla direttiva europea 2012/27/Ue basti sapere che, dopo un primo investimento iniziale, l’utilizzo delle testine termostatiche consente di ridurre i costi del riscaldamento domestico fino a circa il 23% (fonte: Facile.it) grazie a una gestione intelligente della temperatura in funzione di ogni specifico ambiente. Sprechi e dispersioni vengono così evitati, con una temperatura più stabilizzata e dunque uniforme in tutta la casa.

    La mancata installazione entro i termini previsti prevede delle sanzioni comprese tra 500 e 2.500 euro, a seconda delle disposizioni previste dalle varie Regioni.

    Quali sono i suggerimenti degli idraulici di ProntoPro.it per usare al meglio le valvole termostatiche?

    Innanzitutto i professionisti consigliano di regolare ogni singola valvola a proprio piacimento attraverso una scala graduata attorno alla manopola con dei numeri che di solito vanno da 0 a 5.  Questi numeri non corrispondono esattamente ad una temperatura specifica anche se si prende in considerazione che il 3 corrisponde a circa 20 gradi nella stanza. La corrispondenza può però variare a causa della posizione del radiatore stesso e della valvola, quindi gli idraulici suggeriscono di armarsi di un normale termometro per trovare la giusta equivalenza tra il numero sulla valvola e la temperatura della stanza oppure, semplicemente, fidarsi della propria sensazione.

    Un altro suggerimento è quello di abbassare la temperatura durante le ore in cui la casa è disabitata, per poi ripristinarla al momento del rientro.

    E infine, gli idraulici intervistati da ProntoPro.it suggeriscono di non superare mai i 20°C – limite peraltro previsto dalla legge – sia per non trovare brutte sorprese in bolletta che per evitare sbalzi di temperatura eccessivi tra l’ambiente interno delle abitazioni e quello esterno.