Autore: FSC Italia

  • FSC® porta foreste, sostenibilità e design al Fuorisalone 2020

    FSC® porta foreste, sostenibilità e design

    Promuovere la gestione forestale responsabile e filiere di materia prima legnosa sostenibili nel settore dell’arredo: il Forest Stewardship Council® (FSC) Italia ha avviato un percorso legato al furniture denominato “FSC è Foreste per tutti, per sempre” all’interno della kermesse milanese che si terrà dal 28 Settembre al 10 Ottobre.

     

    Padova, 29/09/2020 – Quanta attenzione c’è nel legno-arredo verso la sostenibilità? E qual è il contributo positivo che questo settore, tra i più rappresentativi del Made in Italy, può portare per fermare la deforestazione e promuovere comportamenti di consumo green? Sono queste le domande fondamentali che hanno portato il Forest Stewardship Council (FSC) Italia, ONG internazionale nata per promuovere la gestione responsabile di foreste e piantagioni e delle filiere collegate, a partecipare al Fuorisalone 2020 con un percorso che unisce le esperienze di brand riconosciuti e apprezzati come Arper, Calligaris, Kartell, Manerba, Moroso, Paolo Castelli e Roda in un dibattito sul futuro (nostro, dell’ambiente e dell’arredamento Made in Italy).

    Quello della sostenibilità è un tema che ha subito una forte accelerazione negli ultimi tempi, e che vede sempre più aziende e persone impegnati nel trovare una risposta ai grandi temi di questo nuovo secolo, tra cui gli impatti dei cambiamenti climatici, l’avanzamento della deforestazione e, da ultimo, l’insorgenza di pandemie. Questo impegno è dimostrato dal fatto che in Italia oltre 500 aziende del settore furniture hanno già deciso di entrare a far parte del sistema FSC per garantire la provenienza sostenibile della materia prima legnosa: una scelta che permette non solo di assicurare una produzione forest-friendly, ma anche di poter comunicare gli sforzi di queste aziende per assicurare un mondo più verde, per noi e per le generazioni future.

    Sul sito Fuorisalone.it è stato dunque reso disponibile il percorso FSC è Foreste per tutti, per sempre, un contenitore di riflessioni, eventi ed esperienze: un cammino attraverso la sostenibilità del legno; un viaggio virtuale dalla foresta al prodotto finito, per capire l’importanza di scegliere materiali di origine sostenibile. Tra le varie iniziative inserite nel format, una puntata speciale della serie FSC Sustainability Talks, con una diretta streaming in onda il 7 Ottobre alle 11 con ospiti realtà come ADI – Associazione per il Disegno Industriale, Arper, Paolo Castelli e Roda. In questo ambito verrà anche presentata la nuova edizione del FSC Italia Furniture Award, concorso giunto alla seconda edizione che riconosce l’impegno delle aziende nel realizzare produzioni con uso di legno FSC nell’arredo per interni, esterni e giardino, e che ha visto tra i vincitori della passata edizione aziende come Arper, Calligaris, Composad, Dorsal, Foppapedretti, Mattiazzi, Media Profili e Snaidero.

    Inoltre, dal 28 Settembre al 10 Ottobre, negli showroom di Arper, Calligaris, Kartell, Manerba, Moroso, Paolo Castelli e Roda (c.a Salvioni Showroom, via Durini) verranno distribuiti materiali e brochure per richiamare l’attenzione sull’origine del legno nei prodotti che acquistiamo, dando preferenza a prodotti certificati FSC e a realtà virtuose del legno-arredo impegnate in questo percorso.

  • Foreste italiane: dieci miti da sfatare

    Giornata nazionale degli Alberi
    Per la Giornata nazionale degli Alberi, che si celebra in tutta Italia giovedì 21 novembre,
    FSC Italia ha messo alla prova dei fatti le credenze più diffuse in tema di alberi e boschi. Con qualche sorpresa.


    I boschi italiani stanno sparendo”, “Dalle foreste si ricava solo carta e legno”, “I boschi di tutti”. Quante volte sui media o sui social network leggiamo affermazioni di questo tipo? In realtà, quanto sono vere e quanto ne sappiamo davvero, come cittadini, sulla situazione delle foreste italiane e quanto anche noi a volte siamo vittime di informazioni superficiali e imprecise che mistificano poi gli interventi necessari? FSC Italia, rappresentate per il nostro Paese della ONG internazionale che da 25 anni si occupa di promuovere la gestione forestale responsabile, ha messo alla prova le credenze più diffuse, sfatando dieci miti consolidati.   

    1- I boschi italiani stanno scomparendo
    Falso: i boschi italiani sono in continua espansione. Dalla fine della prima guerra mondiale ad oggi, la superficie forestale italiana è triplicata. Se negli anni venti erano censiti in Italia circa 4 milioni di ettari di boschi, oggi se ne contano più di 11 milioni. Solo nell’ultimo decennio la superficie forestale italiana è aumentata del 5,8%, pari a circa 77 mila campi da calcio (Fonte: Crea), (ri)prendendosi gli spazi abbandonati delle nostre colline e montagne.

    2- Bosco significa solo legname
    Falso: il legname è solo uno dei tanti servizi e prodotti forniti dai boschi. Alberi e piante ci offrono infatti protezione del suolo dall’erosione e dal dissesto idrogeologico, regolazione del ciclo dell’acqua, fissazione del carbonio, habitat per la biodiversità e infine spazi per attività sportive, educative, terapeutiche e ricreative. L’insieme di tutti questi prodotti e servizi prende il nome di servizi naturali o ecosistemici.

    3- I boschi italiani sono tutti naturali
    Falso: i boschi italiani sono il risultato dell’azione dell’uomo. L’88% di queste aree è al giorno d’oggi antropizzata e di origine seminaturale (Fonte: Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi di Carbonio). I paesaggi forestali italiani, infatti, sono stati modellati dall’uomo nel corso dei secoli e si ritrovano semplificati nella struttura e nella composizione di specie.

    4- I boschi non vanno toccati
    Falso: una buona gestione dei boschi permette di valorizzarne i prodotti e servizi senza comprometterne le funzionalità. Certo, i boschi non hanno bisogno dell’uomo, ma siamo invece noi ad avere bisogno dei boschi e la gestione attiva è l’unico strumento capace di mitigare gli effetti derivanti dai cambiamenti climatici, dall’instabilità idrogeologica, dagli incendi, dalla diffusione di patogeni e di specie invasive.

    5- Chi pianta è buono, chi taglia è cattivo
    Falso: tagliare un albero non è di per sé un crimine, se fatto secondo piani di gestione responsabile. Quando il taglio viene effettuato da operatori specializzati e secondo una pianificazione ben precisa, applichiamo un approccio di selvicoltura naturalistica, ossia un sistema dove gli alberi vengono tagliati in modo selettivo, mirando ad imitare le dinamiche naturali del bosco e favorendo la rinnovazione naturale delle specie.

    6- Più legno e carta vuol dire meno boschi
    Falso: il legno è il materiale di origine biologica, rinnovabile e riciclabile, più importante a disposizione dell’uomo sulla terra. Possiamo quindi usarlo in maniera sostenibile, ad esempio tagliando le piante seguendo i ritmi naturali di rigenerazione del bosco. L’impiego del legno sostituisce poi l’uso di materiali derivanti da fonti fossili inquinanti come la plastica. Se certificato FSC®, garantisce infine la gestione responsabile della foresta di origine.

    7- I boschi italiani sono di tutti
    Falso: il 63% (Fonte: Agenzia europea per l’Ambiente) dei boschi italiani risulta di proprietà privata, individuale o familiare. Il restante 34% dei boschi è invece di proprietà pubblica, molto spesso di organi territoriali come i Comuni. Solo il 3% dei boschi italiani non ha proprietario o esso risulta sconosciuto.

    8- Il fuoco è nemico dei boschi
    Parzialmente falso: il fuoco è in realtà un elemento che ha un preciso ruolo negli ecosistemi forestali, in particolare quelli mediterranei. Tuttavia, gli incendi di origine naturale (ad esempio quelli causati dai fulmini) in Italia sono molto rari. Il vero nemico dei boschi è in realtà l’abbandono dei terreni e la negligenza dell’uomo che, sommati ai cambiamenti climatici, portano ad un aumento degli incendi e della loro capacità distruttiva.

    9- Le nostre foreste non valgono nulla
    Falso: il valore economico prodotto dalle foreste italiane è di 450 euro per ettaro all’anno (Fonte: Rapporto The Economics of Ecosystems & Biodiversity), pari a 85 euro per cittadino. Dobbiamo tenere presente che il bosco protegge le nostre case dall’erosione del suolo e dalle alluvioni, ci assicura acqua pulita e produce l’ossigeno che respiriamo: tutto questo fa una bella differenza nel nostro portafoglio – e nella nostra vita.

    10- Quindi va tutto bene?
    Purtroppo no: la situazione italiana è lontana dal principio della gestione forestale sostenibile. I boschi ricoprono ormai circa il 40% del territorio italiano (Fonte: RAF Italia), ma ne utilizziamo solo una minima parte: questo abbandono è un’occasione mancata di sviluppo che ci porta ad essere tra i principali importatori di legname in Europa, oltre ad esporci a rischi sempre maggiori a causa del dissesto idrogeologico e degli incendi.

  • Pioppicoltura e servizi naturali per rispondere alla crisi climatica: Panguaneta è campione di sostenibilità

    Sabbioneta, 30/10/2019 – Alberi e piantagioni come migliori alleati per combattere gli impatti negativi del climate change: arriva dall’Italia un contributo positivo per rispondere all’emergenza climatica con la certificazione dei servizi naturali di 352 ettari di pioppeto nelle province di Mantova e Parma, a poche settimane di distanza dal Climate Action Summit dell’ONU, la conferenza mondiale organizzata a New York per discutere nuovi percorsi e azioni pratiche.

    Panguaneta s.p.a diventa così la prima grande realtà del settore ad aver ottenuto con la sua Azienda Agricola Rosa Anna e Rosa Luigia s.s. la verifica degli impatti di gestione su quattro importanti fattori come conservazione della biodiversità, stoccaggio della CO2, riduzione dell’erosione del suolo e miglioramento del paesaggio. L’azienda mantovana, che nel 2020 festeggerà i 60 anni dalla fondazione, ha una lunga storia di sostenibilità alle spalle: dalla filiera a km 0 alla certificazione dei prodotti e dei processi secondo riconosciuti standard internazionali, dalla limitazione nell’uso di fitofarmaci all’uso degli scarti di lavorazione per la produzione di energia, Panguaneta ha recentemente stretto un accordo con il Parco Regionale Oglio Sud per la gestione di 20 ha di boschi nelle aree golenali distribute nella confluenza tra i fiumi Oglio e Po. L’accordo di gestione è stato sottoscritto per rispondere ai requisiti dello standard di gestione forestale sostenibile FSC, che richiede ai pioppicoltori di riservare almeno il 10% della superficie gestita ad aree naturali e programmi di conservazione della biodiversità.

    I servizi naturali verificati

    Il pioppeto certificato FSC® ha ottenuto la certificazione dei servizi ambientali secondo un metodo promosso dal Forest Stewardship Council® (FSC®), organizzazione internazionale non governativa, indipendente e senza scopo di lucro, nata nel 1993 per promuovere la gestione responsabile di foreste e piantagioni. Grazie al supporto tecnico di Etifor, spin-off dell’Università di Padova, Panguaneta ha potuto calcolare scientificamente gli impatti positivi della gestione responsabile dei propri pioppeti, con numeri da primato: 37 gli ettari dedicati alla conservazione della biodiversità, pari a quasi 61 campi da calcio; 1.866 tonnellate di CO2 stoccate, equivalenti alle emissioni annuali di 145 famiglie italiane; 123 tonnellate di suolo sottratto all’erosione, un peso equiparabile a quello di 45 elefanti africani; 352 ettari di aree valorizzate per scopi turistico-ricreativi e paesaggistici.

    Panguaneta è stata la prima grande azienda di trasformazione del pioppo a verificare i benefici della gestione responsabile delle sue attività e la seconda realtà in Italia ad ottenere questa verifica.

    “Siamo orgogliosi di questo progetto e di aver gettato le basi per le imprese per un nuovo modo di intendere l’impegno per il pianeta – afferma Miriam Tenca, AD Panguaneta: una sostenibilità di impresa, attenta al futuro, alle persone, al territorio, alle tecnologie e aperta a nuove forme di collaborazione con partner strategici come Etifor e FSC®. La sfida è di lavorare in sinergia e aprire il proprio business a scelte e investimenti di qualità e rispettosi dell’ambiente”.

    Pioppicoltura e sviluppo sostenibili

    Le piantagioni forestali – come i pioppeti in Italia – sono formazioni forestali artificiali e rappresentano solo il 7% delle foreste mondiali; tuttavia, circa un terzo dei prodotti in legno e carta utilizzati ogni giorno proviene da piantagioni: un fattore che le rende vitali per la salvaguardia delle foreste naturali, che altrimenti sarebbero sottoposte ad una pressione maggiore. Piantagioni gestite con principi di sostenibilità possono inoltre dare un contributo decisivo nello stoccaggio del carbonio e nella conservazione della biodiversità, fornendo vantaggi reali alle comunità del territorio.

    L’importante traguardo raggiunto in questi giorni da Panguaneta, il primo di questo tipo nel settore, si allinea così anche agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs), 17 punti di azione inseriti all’interno dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell’ONU: in particolare, la verifica dei servizi naturali delle aree verdi di Panguaneta risponde agli obiettivi 12 (produzione e consumo responsabili), 13 (lotta contro la crisi climatica), 15 (vita sulla Terra) e 17 (partnership per gli obiettivi).