Autore: articolinews

  • La nuova politica monetaria della Fed: il focus di Pompeo Pontone

    Specializzato in Investment Management e Capital Markets, Pompeo Pontone è un consulente e investitore privato con una carriera consolidata nel settore della finanza.

    Pompeo Pontone: l’evoluzione della politica monetaria della Fed

    Prima della Grande Recessione, la Fed attuava la politica monetaria in un contesto di riserve limitate nel sistema bancario, facendo affidamento su operazioni di mercato aperto come strumento primario. Negli ultimi anni, per far fronte alla crisi economica, la Banca Centrale degli Stati Uniti ha cambiato approccio. In uno dei suoi ultimi contributi online Pompeo Pontone, esperto del settore finanziario, ha illustrato la nuova politica economica messa in campo: "Oggi la Fed attua la politica monetaria con ampie riserve e fa affidamento su uno dei suoi tassi amministrati, l’interesse sulle riserve (IOR), come strumento principale". Per superare la crisi del 2008, la Fed ha condotto una serie di acquisti di attività su larga scala per abbassare i tassi di interesse a lungo termine, sostenendo l’attività economica e la creazione di posti di lavoro. Tali operazioni hanno avuto come conseguenza l’aumento del livello totale delle riserve del sistema bancario che sono passate dai 15 miliardi nel 2007 ai 2,7 trilioni di dollari nel 2014. Ed è il motivo per cui, spiega Pompeo Pontone, la Fed è passata gradualmente all’attuazione dello IOR come nuovo e significativo strumento di politica monetaria.

    Pompeo Pontone: la politica della Fed ai tempi del Covid-19

    Il livello elevato ha tuttavia portato la Banca Centrale a non poter più influenzare, tramite piccole modifiche alle riserve, il FFR (Federal funds rate), il tasso d’interesse a brevissimo termine utilizzato nei prestiti tra le banche statunitensi. Di conseguenza, l’Istituto ha iniziato a ridurre l’ammontare delle riserve, arrivando a circa $ 1,7 trilioni. Con l’avvento del Covid-19, la Fed sembra ritrovarsi allo stesso punto del 2014: "La risposta alla pandemia – scrive Pompeo Pontoneè stata simile alla risposta alla crisi finanziaria: la Fed ha abbassato il target range FFR da 0 a 25 punti base; abbassato i tassi IOR e ON RRP (Overnight Reverse Repurchase) quasi a zero; e intrapreso altre azioni, spesso non convenzionali, per aiutare il funzionamento dei mercati, sostenere i flussi di credito a famiglie e imprese e abbassare i tassi di interesse a lungo termine". Tali operazioni hanno comportato un nuovo aumento nelle riserve: "L’attuazione della politica monetaria è rimasta fluida poiché la Fed ha continuato a operare nel suo quadro di attuazione esistente. Un framework di riserve limitate non sarebbe più funzionale. Quando le riserve diventano super abbondanti – conclude Pompeo Pontonela Fed deve passare a operare utilizzando lo IOR come strumento chiave".

  • Confindustria Servizi HCFS: l’intervista radiofonica del Presidente Lorenzo Mattioli

    Lorenzo Mattioli: “Per garantire sicurezza e salubrità c’è bisogno di imprese qualificate e serie”.

    Lorenzo Mattioli

    Il futuro dei servizi integrati ai tempi del Covid-19: il commento di Lorenzo Mattioli

    “Purtroppo ci voleva un’emergenza così grave per farci rendere conto di quanto è importante il mondo che ho l’onore di rappresentare, il mondo dei servizi e in particolare delle imprese di pulizie”: inizia così l’intervista di Lorenzo Mattioli, Presidente di ANIP Confindustria (Associazione Nazionale Imprese di Pulizia e Servizi Integrati) e di Confindustria Servizi HCFS (Hygiene, Cleaning and Facility Services), intervenuto a “Radio Anmil Network” (RAN) per parlare del tema della sanificazione in Italia. “Le nostre realtà stanno facendo uno sforzo straordinario con grande coraggio. Mi riferisco in particolare a quelle imprese che operano nel mondo della sanità: sono loro i nuovi eroi della società attuale”. Una società che a causa del Covid-19 è destinata a cambiare e che dovrà mettere al primo posto i servizi dedicati alla sicurezza: “Non si potrà più fare a meno delle nostre aziende – ha spiegato Lorenzo Mattiolila sanificazione non sarà più un servizio accessorio. A nessuno verrà più in mente di fare una spending review partendo da sanità e servizi di pulizia”.

    Lorenzo Mattioli: l’importanza delle imprese qualificate

    Il futuro prospettato da Lorenzo Mattioli vede dunque un protagonismo accentuato dei servizi a tutela della sicurezza: il manager porta l’esempio di luoghi come stazioni e aeroporti, dove dovranno essere previste figure specializzate proprio nel settore safety. Un comparto che oggi fa gola a molti: “Stiamo vedendo sorgere come funghi imprese improvvisate: tutti vogliono essere sanificatori senza sapere neanche di cosa stanno parlando. È una questione grave: ancora una volta rischiamo la salute dei nostri figli”. In un periodo storico di emergenza sanitaria, il Presidente di Confindustria Servizi HCFS sostiene con forza l’importanza del lavoro svolto dalle imprese qualificate, soprattutto considerando la conoscenza ancora incompleta sul comportamento del virus. Ma per Lorenzo Mattioli c’è bisogno di uno sforzo ulteriore: “Riteniamo che per poter far ripartire il Paese serva sanificare tutti i luoghi pubblici e affollati attraverso una procedura standardizzata dal Ministero, senza lasciare spazio all’improvvisazione: il rischio è ritrovarsi in un Far West dove ognuno fa un po’ quello che gli pare, senza avere la più pallida idea dei protocolli da seguire”.

  • Alcol e adolescenti: le attività di ricerca dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool

    È una visione a 360° quella dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool, che offre alla collettività numerose riflessioni scientifiche sulle problematiche associate all’alcol.

    La storia dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool

    L’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool è un’associazione italiana con sede a Roma: fondata nel 1991 dal sociologo Giuseppe De Rita, Enrico Tempesta e Daniele Rossi, riunisce numerosi esperti sulle tematiche relative al consumo dell’alcol. Si tratta di una vera e propria comunità aperta, che si fa promotrice di studi e ricerche in diversi ambiti, dalla comunicazione alla psicologia. L’approccio adottato prende le sue fondamenta dall’alcologia bio-psico-sociale, fondendo criterio scientifico e umanistico. Lo scopo è ottenere una visione globale del fenomeno del bere, con una particolare attenzione sui giovani, integrando gli sforzi di diverse discipline. Per questo vengono analizzati in relazione alla tematica dell’alcol anche gli aspetti psico-sociali, antropologico-culturali, economici e quelli politico-legislativi. Per raggiungere i suoi obiettivi, l’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool mette a disposizione degli esperti un laboratorio scientifico interdisciplinare, che guida progetti, ricerche e comunicazione.

    Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool: struttura e mission

    L’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool possiede anche un laboratorio istituzionale, un organo che si occupa dei rapporti con istituzioni a tutti i livelli e i cui membri vengono convocati quando c’è bisogno di affrontare questioni particolarmente significative. Infine, il Consiglio Direttivo gestisce l’attività ordinaria dell’Associazione, coordinata dall’attuale Segretario Generale, Michele Contel. Grazie alla sua struttura, la realtà è in grado di impegnarsi su più fronti: non solo comunicazione diretta con i consumatori attraverso social e campagne, ma scambi di informazione continui con mass, media, policy makers e rappresentanti dell’industria delle bevande alcoliche. La politica messa in atto dall’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool è coerente con l’approccio scientifico: affrontare la tematica da più punti di vista in modo tale da promuovere al meglio la cultura del bere responsabile.

  • Storia della TV: il contributo di Federico Motta Editore

    Nel saggio pubblicato da Federico Motta Editore la trasformazione del piccolo schermo dalla fine degli anni ’30 a oggi.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: le origini della televisione

    È poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale che vede la luce la prima trasmissione televisiva della storia. A New York, nella cornice dell’Esposizione Internazionale del 1939, la NBC, allora azienda radiofonica, manda in onda una raccolta video dei discorsi del Presidente in carica, Franklin Delano Roosevelt. Nel saggio La Televisione, pubblicato da Federico Motta Editore, il noto esperto Aldo Grasso rievoca la storia di uno dei più importanti mezzi di comunicazione di massa. In Europa e in Italia il piccolo schermo inizia a diffondersi solo dopo la fine del conflitto. Diretto da Giuseppe Matteucci, il primo canale televisivo ricevibile sul territorio è Programma Nazionale, che diventerà Rete 1 e infine Rai 1. La prima trasmissione italiana in assoluto è “Arrivi e Partenze”, con un giovanissimo Mike Buongiorno a condurre interviste a personaggi famosi, italiani e non, in luoghi come stazioni, porti e aeroporti. Contenuto nei volumi dell’opera L’Età Moderna di Federico Motta Editore, il lavoro di Grasso affronta poi il periodo di transizione che porterà alla nascita del duopolio Rai – Mediaset a cavallo tra i due secoli.

    Federico Motta Editore: l’evoluzione dei palinsesti

    Grazie al boom economico italiano nel Dopoguerra, gli apparecchi televisivi iniziano pian piano a diventare un elettrodomestico alla portata di tutti. Proprio nel 1961 la Rai, azienda pubblica, inaugura il Secondo Programma. Sono gli anni di trasmissioni come “Carosello” e “Lascia e Raddoppia”, diventate veri e propri cult per gli appassionati. Ma, come si legge nel contributo di Federico Motta Editore, sono anche gli anni in cui si assiste alla nascita delle prime televisioni private. Telebiella e Telemontecarlo sono gli esempi più noti. Si dovranno attendere tuttavia gli anni ’80 per iniziare a parlare delle emittenti private come di una vera alternativa alla TV di Stato. Ed è proprio nel 1980 che nascono le basi dell’attuale Mediaset. Silvio Berlusconi, proprietario di Telemilano (sostituita poi dall’attuale Canale 5), acquisirà tramite la Fininvest anche le neonate Italia 1 e Rete 4. Il nuovo polo televisivo copre diverse fasce di età, dai più piccoli ai meno giovani. Già in quegli anni, si scopre nel lavoro a cura di Federico Motta Editore, la futura Mediaset lancia diverse trasmissioni in onda ancora oggi, come “Striscia La Notizia” e il “Maurizio Costanzo Show”.

  • Moby Spa e Tirrenia: garanzia per il viaggio in nave

    Relax, comfort ma soprattutto sicurezza: in seguito alle rinnovate necessità dei passeggeri, Moby Spa e Tirrenia si sono mosse celermente per garantire un viaggio all’insegna della qualità. Dal 23 ottobre è già possibile prenotare la prossima vacanza estiva.

    Moby Spa

    Moby Spa e Tirrenia: le prenotazioni per l’estate 2021 sono aperte

    Stiamo attraversando un momento difficile e l’estate sembra già un lontano ricordo, soprattutto per le regioni del Nord Italia che sono ormai entrate in un clima prettamente autunnale. Con Moby Spa e Tirrenia però, l’estate 2021 è già arrivata: dal 23 ottobre infatti è possibile pianificare il nostro prossimo viaggio, così che le vacanze estive non ci sembrino più troppo lontane. Per la prossima stagione, le spiagge più belle d’Italia sono sempre a un passo grazie ai servizi e alle navi offerte da Moby Spa e Tirrenia: le possibilità di scelta sono molteplici, tra Sardegna, Corsica e Sicilia. A breve sarà inoltre possibile scegliere come meta anche la bellissima Isola d’Elba. Quest’anno in particolare è consigliabile scegliere un viaggio di qualità, che garantisca divertimento, relax ma soprattutto sicurezza. Oltre alle tradizionali eccellenze delle loro navi infatti, che offrono comodità, velocità e tanti servizi a bordo, Moby Spa e Tirrenia sono una certezza per quanto riguarda la sicurezza del viaggio: la polizza multirischi è gratis per chi prenota entro il 31 dicembre 2020 per Sardegna, Corsica e Sicilia.

    Moby Spa e Tirrenia offrono un viaggio sicuro, senza perdite di denaro in caso di annullamento

    La polizza multirischi comprende il rimborso completo del biglietto nel caso di annullamento per qualsiasi evento imprevisto e oggettivamente documentabile, con una copertura speciale in caso di infezione da Covid-19 durante il soggiorno o per l’interruzione del soggiorno in seguito a quarantena. Moby Spa e Tirrenia continuano inoltre a distinguersi per le promozioni, a partire dalla tariffa speciale auto disponibile su tutte le partenze dal 1° giugno al 30 settembre 2021 per Sardegna, Corsica e Sicilia, garantita fino ad esaurimento posti. Moby Spa e Tirrenia puntano così ad offrire una vacanza sicura, in tutti i sensi, a partire dal viaggio che deve essere esso stesso parte integrante della vacanza. Si tratta di una politica commerciale che da sempre è fiore all’occhiello dell’offerta e che continua ad essere ampiamente apprezzata dai passeggeri delle due compagnie.

  • Serenissima Ristorazione: lanciata partnership con azienda di fintech

    Serenissima Ristorazione ha recentemente chiuso un accordo con FinDynamic per aiutare la propria filiera produttiva e scongiurare il rischio di crisi di liquidità: questo sarà possibile grazie a una piattaforma online basata sul principio del dynamic discounting.

    Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione: la partnership con FinDynamic

    Serenissima Ristorazione ha stretto una collaborazione con FinDynamic per sostenere la sua filiera attraverso uno strumento online pensato per il Dynamic Discounting, metodo innovativo per far fronte a carenze di liquidità da parte dei fornitori, problema ancora più sentito in questa fase di incertezza economica causata dall’emergenza sanitaria. Grazie a tale servizio predisposto da FinDynamic, l’impresa che si trova a capo della filiera lascia ai propri fornitori l’opportunità di incassare le fatture anticipatamente, a fronte di uno sconto variabile in base ai giorni di anticipo. Dopo aver ricevuto la domanda, l’azienda capo-filiera salda in prima persona il pagamento. In un momento complicato dal punto di vista economico, la società di Vicenza lancia dunque un messaggio di impatto, implementando una soluzione Fintech ad alto tasso di innovazione e che, in questo periodo, è anche uno dei metodi più performanti per aiutare la necessaria ripresa dell’economia. Attraverso la collaborazione con Serenissima Ristorazione, FinDynamic continua il proprio cammino di crescita che la vede processare, sulla sua piattaforma proprietaria, fatture per 2,5 miliardi di euro, con il coinvolgimento di più di 4.000 fornitori nell’ultimo anno e mezzo di vita e una mission dichiarata di semplificazione dei rapporti tra imprese capofila e fornitori possibile grazie all’innovazione tecnologica.

    Le dichiarazioni post-accordo tra Serenissima Ristorazione e FinDynamic

    Il CFO di Serenissima Ristorazione Tommaso Putin ha così commentato l’iniziativa con FinDynamic: "Siamo molto soddisfatti della nuova partnership con FinDynamic, che ci permetterà di garantire i pagamenti ai fornitori – partner essenziali per tutta la procedura di preparazione e consegna dei pasti – in modo semplice e immediato. Il Dynamic Discounting è infatti uno strumento innovativo e molto utile che si adatta alla perfezione ad un settore complesso come quello della ristorazione collettiva, dove si rileva la presenza di un gran numero di soggetti che hanno necessità di gestire i pagamenti in maniera continua e flessibile". Dal canto suo anche Paolo Pesenti, Operations Director di FinDynamic, si è dichiarato soddisfatto della collaborazione con Serenissima Ristorazione, inserendola in un quadro più ampio di espansione della realtà di fintech: "L’accordo con il Gruppo Serenissima va ad allargare il novero delle partnership che sta caratterizzando la crescita di FinDynamic e delle soluzioni fintech innovative. Offriamo un servizio sempre più capace di trasformare la relazione tra clienti e fornitori in un autentico rapporto di partnership. In particolar modo nell’ultimo periodo, legato all’emergenza sanitaria in Italia, ci poniamo l’obiettivo di incentivare uno sviluppo sostenibile nell’ambito della gestione della liquidità, da sempre un problema per le PMI italiane".

  • Confindustria Servizi HCFS: l’intervista al Presidente Lorenzo Mattioli

    Lorenzo Mattioli: "Chiediamo garanzie per la salute e la sicurezza nelle nostre scuole".

    Lorenzo Mattioli, Confindustria Servizi HCFS

    Più investimenti e professionalità nelle scuole: l’intervento di Lorenzo Mattioli

    La pandemia causata dal Covid-19 ha messo in seria difficoltà il mondo della scuola: da quando a settembre gli istituti scolastici hanno iniziato a riaprire, sono numerosi i problemi di sicurezza segnalati all’interno e all’esterno degli edifici, in particolare dopo il voto del Referendum e delle amministrative. Per questo, in un’intervista rilasciata a "Adnkronos", il Presidente di Confindustria Servizi HCFS Lorenzo Mattioli ha chiesto al Governo italiano di rivedere le misure che oggi interessano la scuola, insistendo in particolare sulle procedure di sanificazione. Attualmente, infatti, ad occuparsene è il personale ATA, che secondo Mattioli non possiede gli strumenti adeguati a rispettare le tecniche descritte dall’Inail: "Gli 11mila assunti con qualifica di Ata al posto di 16.000 ‘pulitori’ sono supervisionati dai presidi, che hanno preparazioni e competenze che mediamente non afferiscono alle pulizie ed alla sanificazione". Le scuole dunque non sono in grado di assicurare massima tutela per gli studenti e per i professionisti. Uno dei rischi sottolineati dal responsabile di Confindustria Servizi HCFS è la responsabilità dei dirigenti scolastici: "Si trovano a controllare se stessi e saranno esposti in futuro al rischio di denunce per procurata epidemia – ha dichiarato Lorenzo Mattiolicome sta succedendo per i vertici di diversi ospedali in Italia".

    Lorenzo Mattioli: l’appello al Governo

    "Chiediamo, in generale, che le opere di sanificazione vengano gestite in maniera professionale, in particolare nei luoghi oggi ad alto rischio come le scuole. Pensiamo che la sanificazione vada rafforzata con le risorse del Recovery Fund – ha aggiunto Lorenzo Mattiolivisto che il tax credit ha prodotto un misero 9% come bonus per le imprese dalle iniziali promesse del 60%. Contestualmente chiediamo garanzie per la salute e la sicurezza nelle nostre scuole, pronti a dare il nostro contribuito e le nostre proposte". Il parere del Presidente di Confindustria Servizi HCFS è chiaro: il Governo non ha saputo reagire correttamente ai disagi provocati dall’emergenza sanitaria e ha messo in campo risorse insufficienti. Né ha previsto protocolli particolari all’interno degli istituti scolastici: "Penso a frequenze superiori di pulizia per bagni ed aree comuni, come si sta facendo nelle aziende, sui treni, negli aeroporti. Oppure se ci siano controlli e a chi siano affidati in concreto". Secondo Lorenzo Mattioli, uno degli errori più gravi è stato cambiare il sistema in vigore fino agli inizi del 2019, quando la pulizia delle scuole veniva svolta da imprese specializzate dopo aver vinto le gare d’appalto: "Le aziende hanno cessato di operare all’interno delle istituzioni scolastiche e poco dopo le stesse venivano chiuse in tutta Italia per via del Covid. Essendo il personale internalizzato lo Stato ne ha sostenuto i costi integralmente, con un aggravio di costi per le casse pubbliche".

  • “Per il Libro e la Lettura”: Andrea Mascetti presenta il nuovo bando di Cariplo

    L’iniziativa di Cariplo, illustrata da Andrea Mascetti, nasce con lo scopo di coinvolgere diversi soggetti attivi nella diffusione della lettura in Italia.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: “Leggere deve tornare ad essere una pratica quotidiana”

    Fondazione Cariplo ha dato ufficialmente il via al bando “Per il Libro e la Lettura” lunedì 12 ottobre. Attraverso l’iniziativa, l’Ente metterà in campo 1,5 milioni di euro a sostegno di progetti dedicati alla promozione della lettura in Lombardia e nelle province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola. A presentarlo Andrea Mascetti, Coordinatore della Commissione Arte e cultura della Fondazione, che durante il suo intervento ha evidenziato gli ultimi dati dell’Istat: “Le indagini sulla propensione alla lettura in Italia mettono in evidenza il ritardo del nostro Paese nei confronti del resto d’Europa. Gli italiani che dichiarano di leggere almeno un libro all’anno per motivi non scolastici o professionali sono circa il 40% del totale”. Attraverso il bando verranno dunque finanziate quelle iniziative di soggetti del settore, pubblici e privati nonprofit, impegnati nella diffusione della lettura, ritenuta da Cariplo un’attività fondamentale per l’inclusione sociale ed economica dei cittadini: “In tale ottica la Fondazione intende sostenere progetti che stimolino la curiosità e il piacere di leggere per tutta la popolazione”, ha spiegato Andrea Mascetti.

    Andrea Mascetti: piccole librerie e utilizzo del digitale

    “Particolare attenzione verrà posta agli interventi nelle aree marginali del territorio di riferimento della Fondazione o nelle periferie dei grandi centri urbani. Pensiamo anche a quelle piccole librerie di nicchia – ha continuato Andrea Mascettima anche a progetti legati alla lettura digitale, intesa non solo come e-book, ma come fruizione di contenuti letterari nella rete”. Sebbene abbia reso i contenuti sempre più accessibili, il digitale non sembra infatti aver favorito l’aumento di lettori: per questo Cariplo intende coinvolgere nella sua iniziativa progettuale, di durata pluriennale, operatori culturali specializzati nelle innovazioni multimediali. Il bando della Fondazione durerà fino al 16 dicembre: condivisione, protagonismo e continuità progettuale i pilastri su cui i progetti dovranno basarsi per partecipare alla candidatura. “Leggere deve tornare ad essere una pratica quotidiana per fasce sempre più ampie della popolazione”, ha dichiarato Andrea Mascetti.

  • Diffusione della cultura: il ruolo di FME Education

    Valorizzare il patrimonio culturale italiano è di fondamentale importanza: si tratta di uno degli obiettivi di FME Education , realtà milanese fondata nel 2013.

    FME Education

    La mission di FME Education

    Promuovere la tutela del patrimonio culturale in tutte le sue forme è uno degli strumenti più importanti per l’Italia. Famoso fin dall’antichità sia nell’ambito dell’educazione che della cultura, il nostro Paese oggi non può prescindere dalla valorizzazione degli innumerevoli tesori artistici che possiede. Nata a Milano nel 2013, FME Education è una realtà editoriale nota per il suo impegno nella diffusione di iniziative e progetti che vanno ad arricchire il panorama culturale nazionale. Per raggiungere il suo scopo, la Casa Editrice si affida a valori come creatività e innovazione tecnologica, fondamentali per la produzione del sapere e per un apprendimento più efficace. La rivoluzione informatica degli ultimi anni, oltre a incentivare la nascita di nuovi canali dedicati all’informazione e alla comunicazione, ha infatti dato un enorme contributo alla promozione della cultura. Fin dai primi anni di attività, FME Education ha saputo quindi operare sfruttando le potenzialità dei nuovi strumenti tecnologici, prendendo parte ad un importante processo di trasmissione della conoscenza.

    FME Education: il progetto di Magesty Foundation

    In un panorama culturale ricco come quello italiano, sono diverse le iniziative per le quali FME Education ha espresso apprezzamento. Una di queste, realizzata recentemente in Calabria, mira a salvaguardare il patrimonio artistico e culturale risalente all’epoca della Magna Grecia. Nato da un’idea della Magesty Foundation, il progetto vede l’Ente impegnato in attività di studio, ricerca, tutela, valorizzazione e conservazione dei numerosi tesori archeologici presenti sul territorio calabrese. Uno sforzo importante, considerata la ricchezza, spesso poco conosciuta, della regione. Per questo, la Fondazione ha deciso di operare soprattutto nell’ambito della promozione e della diffusione con campagne di sensibilizzazione e progetti scolastici. Il tutto basato sulla creazione di una forte rete con tutti gli enti calabresi che condividono gli scopi di Magesty. FME Education, conscia dell’importanza che riveste il patrimonio storico e artistico ma soprattutto della condivisione di buone pratiche in ambito culturale, apprezza da sempre iniziative e progetti di questo spessore.

  • Beatrice Trussardi: “The Sky in a Room” illustrata da Kjartansson

    "Un’opera concettuale, una celebrazione del potere dell’immaginazione": così Ragnar Kjartansson definisce "The Sky in a Room", l’opera portata a Milano grazie a Beatrice Trussardi e Massimiliano Gioni. La Fondazione Nicola Trussardi continua a offrire l’arte ai cittadini, riscoprendo luoghi di valore e riflettendo sulla contemporaneità.

    Beatrice Trussardi

    Beatrice Trussardi: Gino Paoli e Ragnar Kjartansson si uniscono in "The Sky in a Room"

    Un incontro artistico altamente simbolico tra Gino Paoli e l’artista islandese Ragnar Kjartansson: questo è il cuore dell’opera "The Sky in a Room". Il progetto, presentato nel 2018 a Cardiff e oggi fortemente voluto a Milano da Beatrice Trussardi e Massimiliano Gioni, assume nuovi significati nella Chiesa di San Carlo al Lazzaretto di Milano: un luogo strettamente legato alle epidemie, di cura e assistenza dei malati, che fu poi restituito alla città solo nel 2017, in seguito al restauro finanziato da Fondazione Rocca. L’opera, inserita nell’ambito delle iniziative promosse da Fondazione Nicola Trussardi, è un omaggio al coraggio e alle sofferenze degli italiani durante l’anno del Covid-19. Beatrice Trussardi, alla guida della Fondazione dal 1999, porta avanti l’idea di arte "nomade", immersa nella città di Milano e fruibile da tutti i cittadini. Negli anni si sono susseguiti decine di progetti diventati iconici, tra installazioni urbane e incursioni a cielo aperto pensate appositamente per portare l’arte contemporanea ai milanesi, e con cui la Fondazione ha contribuito a riscoprire e valorizzare luoghi dimenticati della città.

    Beatrice Trussardi: l’opera di Kjartansson per riflettere sui mesi del lockdown

    Jeremy Deller, Ibrahim Mahama, Ragnar Kjartansson: sono solo alcuni degli artisti che hanno collaborato con la Fondazione Nicola Trussardi per realizzare la visione di arte "nomade" portata avanti dalla Presidente Beatrice Trussardi e dal Direttore Artistico Massimiliano Gioni. "The Sky in a Room", in particolare, è stata immaginata come un poetico memoriale contemporaneo in ricordo dei dolorosi mesi trascorsi in quarantena. Cantanti professionisti si alternano nella Chiesa di San Carlo al Lazzaretto suonando l’organo e cantando Il Cielo in una Stanza, di Gino Paoli: il brano viene ripetuto ininterrottamente per sei ore al giorno, come una dolce e malinconica ninna nanna. Un’opera evocativa per tutti, dalla forte valenza simbolica. "È un’opera concettuale", ha spiegato Ragnar Kjartansson. "Ma è anche una celebrazione del potere dell’immaginazione – infiammata dall’amore – di trasformare il mondo attorno a noi. È una poesia che racconta di come l’amore e la musica possano espandere anche lo spazio più piccolo, fino ad abbracciare il cielo e gli alberi. L’amore sa leggere ciò che è scritto sulla stella più lontana, diceva Oscar Wilde". L’opera, voluta da Beatrice Trussardi e da Fondazione Nicola Trussardi, sarà visibile fino al 25 ottobre.

  • Andrea Mascetti: la carriera nel settore legale

    Lo Studio Legale guidato da Andrea Mascetti avvia le proprie attività nel 2004: da allora, la legal firm specializzata nel settore amministrativo, penale e societario ha raggiunto una posizione di rilievo nel panorama italiano.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: percorso professionale e incarichi attuali

    Fondatore e titolare dello Studio Legale omonimo, Andrea Mascetti è un professionista del settore legale. Consulente esperto in diritto commerciale e amministrativo, svolge inoltre attività all’interno di collegi arbitrali e organismi di vigilanza. Nato nel 1971 a Varese, dopo l’ottenimento del diploma di maturità classica, consegue la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano. Terminato il praticantato, si abilita allo svolgimento della professione presso la Corte di Appello di Milano ed entra nell’Ordine degli Avvocati di Varese. Dal 2014 è iscritto all’Ordine di Milano. Il suo percorso nel settore legale si avvia con un’esperienza professionale maturata nello Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young, dove esercita la professione fino al 2003. In seguito a tale esperienza, nel 2004 avvia una propria attività fondando lo Studio Legale omonimo a Varese e Milano. Parallelamente a questo, Andrea Mascetti esercita nell’ambito del diritto civile e amministrativo e nelle applicazioni del decreto legislativo 231/01. Opera inoltre come consulente e processualista, oltre a ricoprire incarichi come Presidente e Membro di Organismi di Vigilanza, Consigli di Amministrazione di banche e società commerciali sia italiane che estere. Tra i suoi incarichi attuali è Consigliere Indipendente nel Consiglio di Amministrazione di Italgas S.p.A., presso cui presiede il Comitato Nomine e Remunerazioni. Dal 2019 è Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo.

    Attività e traguardi dello Studio Legale di Andrea Mascetti

    Le competenze specialistiche sviluppate in materia di diritto societario e amministrativo hanno consentito ad Andrea Mascetti di fondare una propria attività nel 2004. Supportato da un team di professionisti specializzati in diversi rami del settore giuridico, lo Studio Legale Mascetti fornisce servizi legali in ambito civile, penale e amministrativo, includendo inoltre anche i campi relativi alla web reputation, al decreto legislativo 231/01 e al diritto dell’arte. I risultati conseguiti e la qualità dei servizi hanno consentito allo Studio Legale di ricevere diversi riconoscimenti durante gli anni: tra questi, l’inclusione nella classifica stilata dalla rivista Capital che ha premiato lo Studio Legale tra le migliori 500 legal firm d’Italia. Il riconoscimento ha tenuto in considerazione fattori come qualità dei servizi, competenza e specializzazione, insieme alla capacità di entrare in relazione con gli attori presenti sul territorio. Le competenze multidisciplinari e la lunga esperienza in ambito giuridico, infatti, consentono al team guidato da Andrea Mascetti di svolgere attività finalizzate a supportare diversi tipi di clienti, tra cui aziende, privati ed enti pubblici.

  • Serenissima Ristorazione si impegna per contrastare il Covid-19

    Serenissima Ristorazione offre un servizio di sanificazione portata avanti da un team di esperti, in ottemperanza alle
    linee impartite dal Ministero della Salute, dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

    Serenissima Ristorazione

    Gli interventi di sanificazione offerti da Serenissima Ristorazione

    All’interno delle circolari e DPCM emanati dal Governo negli ultimi sei mesi, è stata spesso evidenziata la centralità di sanificazione e disinfezione delle aree per arginare l’emergenza sanitaria da Coronavirus. In tale direzione si inserisce il Decreto "Cura Italia" del 17 marzo di quest’anno, con cui il Governo ha aperto alla possibilità di fare domanda per un credito d’imposta del 50% entro i 20.000 euro di spese operate per la sanificazione di ambienti e strumenti di lavoro. Serenissima Ristorazione, a questo proposito, contempla anche il servizio di sanificazione condotta da una squadra di professionisti e in compliance con le indicazioni scientifiche di Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità e Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre che del piano HACCP e delle certificazioni ISO 9001, 14001 e BS OHSAS 18001. La società guidata da Mario Putin ha inoltre creato un Emergency Team Direzionale, con il compito di decidere le regole da seguire a seconda delle differenti realtà operative e impegnarsi a risolvere rapidamente possibili problematiche. Inoltre, gli operatori di Serenissima Ristorazione hanno frequentato corsi appositi per garantire la buona riuscita delle operazioni riducendo al minimo le possibilità di contagio. Sono state consegnate informative, circolari e istruzioni pratiche con gli ultimi aggiornamenti in tema di igiene personale, DPI e comportamenti da tenere per la sicurezza di tutti, come il distanziamento sociale, oppure quelli da attuare in caso di sintomatologia in ufficio oppure a casa, a tutela dei lavoratori e delle loro famiglie.

    La storia di Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione nasce a Vicenza a metà degli anni ’80 ed è attualmente una realtà di primo piano nel comparto della ristorazione collettiva, capace di garantire ogni giorno 200.000 pasti. Fondata dall’attuale Presidente Mario Putin, è capofila nei servizi di ristorazione sociosanitari e sostiene importanti progetti di project financing. L’azienda è attiva con ottimi risultati nel settore della ristorazione aziendale e offre un ampio ventaglio di servizi e prodotti italiani di qualità, senza dimenticare una proposta economica di interesse. Tra i casi di successo in questo ambito vale la pena menzionare l’EFSA, agenzia UE per il controllo della sicurezza alimentare, ITC-ILO di Torino, Centro Internazionale di Formazione dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro e l’Università Bocconi di Milano. Serenissima Ristorazione è inoltre operativa nella gestione di progetti sulle tematiche del risparmio e del riutilizzo delle eccedenze alimentari, in sinergia con associazioni ed enti a livello nazionale. Grazie agli accordi siglati con l’Associazione Ozanam Onlus Di Vicenza, Consorzio di Cooperative L’Arcolaio e Associazione Diakonia Onlus, ha donato derrate alimentari perfettamente integre e piatti cucinati ma non consumati a persone bisognose. La realtà ha anche supportato una iniziativa di sensibilizzazione e informazione sui medesimi argomenti con la personalizzazione delle tovagliette di carta dispensate nelle aree self-service e nei ristoranti italiani.

  • Gruppo Riva nel 2019: fatturato da 3,2 miliardi di euro e +9,5% negli investimenti

    Con 21 siti produttivi dislocati tra Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada, Gruppo Riva è il primo operatore siderurgico in Italia e tra i principali su scala internazionale. Nel 2019 ha incrementato gli investimenti (+9,5%) e si è confermato leader nei "prodotti lunghi" (10% del mercato continentale).

    Gruppo Riva

    Gruppo Riva: i traguardi raggiunti nel 2019

    Realtà leader in Italia nel settore siderurgico, Gruppo Riva rafforza il proprio ruolo di primo piano anche in campo internazionale. Con una produzione che nel 2019 ha raggiunto i 6,3 milioni di tonnellate, il Gruppo attualmente guidato da Claudio Riva ha chiuso il 2019 con ricavi pari a 3,2 miliardi di euro, confermandosi leader nei "prodotti lunghi" grazie a una quota di mercato del 10% in Europa. Il 2019 ha inoltre segnato un aumento degli investimenti per il colosso siderurgico: +9,5% rispetto all’anno precedente, con un volume totale che ha raggiunto i 150 milioni di euro. Risultati ancora più significativi se si considera che lo scorso anno è stato caratterizzato da una decisa contrazione del mercato dell’acciaio, sia a livello nazionale che continentale. A questo si è aggiunto uno stop generalizzato delle attività provocato dalla pandemia da Covid-19, a cui Gruppo Riva ha potuto far fronte grazie all’attenzione costante verso sicurezza, qualità e innovazione, che da sempre ne caratterizzano le attività. Fondamentale, inoltre, si è rivelato il supporto fornito dal laboratorio di Lesegno (CN) negli ambiti della Ricerca e dello Sviluppo: vero e proprio centro nevralgico per l’innovazione, nel corso degli anni il Centro ha consentito all’azienda di mantenersi all’avanguardia e di rispettare avanzati standard di qualità, sicurezza e sostenibilità ambientale.

    La storia di Gruppo Riva: fondazione, sviluppo e apertura ai mercati europei

    Gruppo Riva nasce nel 1954 grazie all’intuizione di Emilio Riva che, supportato dal fratello Adriano, intuisce l’elevato potenziale del settore siderurgico nel dopoguerra in Italia. A due anni dalla nascita viene introdotta la produzione diretta dell’acciaio e, l’anno seguente, il Gruppo avvia il primo impianto a Caronno Pertusella, in Lombardia. Da allora, un susseguirsi di attività e di innovazioni. Nel 1957 l’avvio di un forno elettrico ad arco della capacità di 25 tonnellate, rivoluzionario per lo scenario siderurgico del tempo. Nel 1964 la prima introduzione della tecnica della colata continua in Italia, che costituisce un importante successo per l’azienda. Nel 1966 la rilevazione delle Acciaierie e Ferriere di Lesegno (CN), affiancata, negli stessi anni, dall’espansione verso i mercati internazionali. Pioniere nella produzione siderurgica in Europa, il Gruppo raggiunge un ulteriore primato nel 1978 con l’avvio di un fitto rapporto commerciale con la Cina. Con 21 siti produttivi tra Francia, Germania, Italia, Belgio, Spagna e Canada, oggi Gruppo Riva conta circa 5.400 dipendenti e basa il proprio successo su fattori quali innovazione, sostenibilità, sicurezza e formazione del personale.

  • ITER Capital Partners: il nuovo fondo di Vito Gamberale per la silver economy

    Il Presidente di ITER Capital Partners Vito Gamberale parla della nascita di Pramerica ITER, il fondo istituito in collaborazione con Pramerica SGR: “Lavoreremo insieme per assicurare buoni ritorni ai nostri investitori”.

    Vito Gamberale

    Infrastrutture e nuovi bisogni sociali: la nuova avventura professionale di Vito Gamberale

    “Investiremo a livello territoriale nel campo della distribuzione gas, dell’ambiente, dell’acqua, delle energie rinnovabili, ma anche nel campo della sanità, dei servizi a rete per silver class”: è il Presidente Vito Gamberale ad annunciare gli ambiti di intervento del nuovo fondo creato da ITER Capital Partners in collaborazione con Pramerica SGR. Pramerica ITER opererà su Italia e Sud Europa: destinato a investitori istituzionali, si focalizzerà sulle infrastrutture. Non solo le tradizionali (energetiche, di trasporto, ambientali e dell’IT) ma si occuperà anche di quelle mirate a soddisfare le nuove esigenze sociali. In particolare il settore della “silver economy” ricoprirà un ruolo centrale: un mercato enorme e soprattutto in crescita che comprende servizi per la salute, residenze, long term caring e che attualmente si è già esteso a nuovi bisogni come il turismo, i servizi bancari e quelli assicurativi come ha spiegato Vito Gamberale.

    Vito Gamberale: il profilo formativo e professionale del Presidente di ITER Capital Partners

    Oltre al ruolo in ITER Capital Partners, Vito Gamberale attualmente è Presidente di Iterchimica, specializzata nel settore degli additivi per pavimentazioni stradali. Originario di Castelguidone, in provincia di Chieti, si laurea in Ingegneria Meccanica alla Sapienza di Roma: dopo un breve periodo come assistente alla cattedra di Impianti Meccanici entra in Istituto Mobiliare Italiano. Nei dieci anni di attività per conto dell’azienda arriva a ricoprire il ruolo di Responsabile per le acquisizioni e le privatizzazioni per Gepi (Società per le Gestioni e Partecipazioni Industriali). Dopo una importante esperienza professionale in Eni, passa in SIP dove viene nominato Amministratore Delegato: negli anni ’90 il manager abruzzese guida lo sviluppo di Telecom Italia Mobile, grazie anche all’ideazione della carta Sim prepagata. In seguito opera in Autostrade S.p.A. gestendone la crescita. Nel 2007 Vito Gamberale crea F2i, primo fondo specializzato in investimenti nel settore delle infrastrutture, oggi il più grande del Paese. Lo guida fino al 2014 quando diventa Presidente del Gruppo PSC, specializzata in impiantistica tecnologica di edifici, metropolitane, ferrovie ed autostrade. Ha inoltre ricoperto il ruolo di Presidente del CdA in Grandi Lavori Fincosit da luglio 2015 alla fine del 2016.

  • Moby Spa, Tirrenia e Toremar: la storia del Gruppo Onorato Armatori

    La storia del Gruppo Onorato Armatori, che attualmente possiede Moby Spa, Tirrenia e Toremar, risale alla fine del 1800 con le prime rotte tra Olbia e il continente.

    Moby Spa

    Gruppo Onorato Armatori: le origini di Moby Spa e l’entrata di Tirrenia e Toremar

    Era il 1880 quando Vincenzo Onorato, fondatore del Gruppo Onorato Armatori, iniziò a trasportare merci via mare stabilendo la sua base nel porto di Terranova Pausania, quella che oggi è la città di Olbia. La famiglia Onorato si era infatti stabilita in Sardegna: fino alla prima metà del ‘900, la compagnia di navigazione si è occupata prevalentemente degli scambi commerciali tra l’isola e il continente europeo. Nel 1959 la svolta: viene fondata Nav.Ar.Ma, compagnia attiva anche nel trasporto passeggeri, che 13 anni dopo diventerà quella che è l’attuale Moby Spa. La nuova società, oltre a incrementare esponenzialmente la flotta, inizia ad offrire servizi di cruise-ferry. Sempre in quel periodo Moby predispone anche diverse rotte per la Corsica: l’isola francese è la prima meta estera. Negli ultimi vent’anni la Compagnia è stata protagonista di un forte processo di espansione. Tra il 2006 e il 2015 vengono infatti acquisite Lloyd Sardegna, Toremar e infine l’ex compagnia statale Tirrenia. Grazie alle flotte delle nuove realtà, in aggiunta a quella posseduta già da Moby Spa, oggi il Gruppo Onorato Armatori offre la più ampia copertura per numero di rotte italiane. Inoltre, nel 2016 entra a far parte del gruppo anche la russa St. Peter Line, che cambia il nome in Moby-SPL: la compagnia offre servizi nel Mar Baltico, nello specifico fra San Pietroburgo, Helsinki, Stoccolma e Tallin.

    Moby Spa e Tirrenia: l’impatto economico del Gruppo Onorato Armatori

    Sebbene negli ultimi anni il Gruppo Onorato Armatori abbia investito nell’internazionalizzazione, la Sardegna continua a rappresentare il cuore delle attività e delle strategie della società. Basti pensare che il valore economico della flotta impiegata nelle tratte da e per l’isola costituisce circa il 69% del valore complessivo degli asset del Gruppo. Attraverso Moby Spa e Tirrenia, la società segue in totale 14 rotte, di cui 8 attive tutto l’anno, coprendo i collegamenti tra i 5 principali porti sardi, 5 Regioni italiane e infine la Corsica. Da cinque generazioni il Gruppo Onorato Armatori si impegna in particolare nella creazione di valore e sviluppo dei territori sardi. Le attività delle compagnie di navigazione hanno infatti apportato un forte contributo all’economia e all’occupazione dell’isola, in particolare nei settori del turismo e della gastronomia. Un contributo che in alcuni casi è anche diretto: nel 2018 ad esempio Moby Spa e Tirrenia hanno acquistato in Sardegna beni e servizi per oltre 31 milioni di euro.

  • Federico Motta Editore citato tra i simboli storici di Milano

    Nata come "Cliché Motta", specializzata in riproduzione fotomeccanica, Federico Motta Editore diventa ufficialmente Casa Editrice dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore nella memoria dei milanesi

    Nel periodo del lockdown stabilito dal Governo italiano per contrastare la pandemia causata dal Coronavirus, diversi cittadini di Milano hanno pensato di dedicare una poesia alla città, pubblicate sul blog di Beppe Severgnini, Vicedirettore del "Corriere della Sera". Tra i numerosi simboli della città citati nel testo anche Federico Motta Editore, storica Casa Editrice nata nel 1929 con il nome di "Cliché Motta": "Quando penso Milano penso Piazza Fontana Corso Sempione, Van Wood che canta in Via Montenapoleone la Federico Motta in via Branda Castiglioni", si legge in un estratto. La storica realtà inizialmente si occupava di riproduzione fotografica ed era tra le prime in Italia a realizzare produzioni a colori. Dopo un periodo di fermo causato dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, il fondatore decise di ampliare la sua attività, dando vita alla fine degli anni ’40 alla Casa Editrice. Grazie al suo ruolo di rilievo nel panorama culturale non solo di Milano ma di tutto il Paese, Federico Motta Editore è diventata negli anni una vera e propria icona dell’editoria italiana.

    Diffusione della cultura e innovazione: il successo di Federico Motta Editore

    Uno dei contributi più noti di Federico Motta Editore è quello della prima Enciclopedia a fascicoli. Un’intuizione che il fondatore è riuscito a mettere in pratica già nella prima metà degli anni ’50. Fino a quel momento, nessuno aveva mai pensato di distribuire con quella modalità un’opera del genere, utilizzando tra l’altro le edicole e non le librerie. Una novità che ne ha permesso la diffusione anche tra i cittadini meno abbienti in un periodo complesso come il Dopoguerra. Negli anni la Casa Editrice ha sempre dimostrato una particolare attenzione alle innovazioni del settore della stampa. Ne è un esempio, nel Settanta, l’introduzione delle cosiddette "Tavole Transvision". Anche agli inizi della diffusione di internet, Federico Motta Editore è stata la prima realtà italiana a dar vita a "Motta online", rendendo disponibile sul web la propria enciclopedia. L’impegno della realtà milanese è stato più volte riconosciuto, come testimoniano il Premio Cenacolo, il Pirelli InterNETional Awards, l’Ambrogino d’Oro e infine il Premio Speciale per la Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

  • Andrea Mascetti: lo Studio Legale illustra le novità sulla decorrenza dei termini di impugnazione

    Con la sentenza n. 12 del 2 luglio 2020 l’Adunanza Plenaria si è espressa in merito alle diverse interpretazioni riguardanti il D. Lgs. n. 50/2016 (Codice dei contratti pubblici): lo Studio Legale di Andrea Mascetti ha illustrato le principali disposizioni in un recente approfondimento dedicato al tema.

    Andrea Mascetti

    Studio Legale di Andrea Mascetti: gare d’appalto, impugnazione e decorrenza dei termini

    Realizzato dall’Avvocato Alessandra Brignoli dello Studio Legale di Andrea Mascetti, il focus d’approfondimento esamina la questione della decorrenza dei termini di impugnazione, con particolare riferimento a quelli previsti dall’art. 120, comma 5 del Codice del processo amministrativo. La materia è stata recentemente affrontata dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che, per mezzo della sentenza n. 12 del 2 luglio 2020, ha affermato importanti principi con il fine di risolvere le contrapposizioni di orientamento giurisprudenziale che si sono susseguite nel corso degli anni. Il primo punto illustrato dallo Studio Legale di Andrea Mascetti è quello sulla questione del dies a quo, il quale, spiega l’Avvocato Alessandra Brignoli, va collegato a “una data oggettivamente riscontrabile… da individuare in considerazione degli incombenti formali cui è tenuta ex lege l’Amministrazione aggiudicatrice e del rispetto della regola della diligenza cui è tenuta l’impresa interessata”. Per quanto concerne invece l’accesso informale agli atti della procedura, lo Studio Legale spiega che tale disciplina continua oggi a essere pienamente operativa. Inoltre, si legge, l’Amministrazione aggiudicatrice è tenuta a consentire l’accesso all’impresa interessata che ne faccia “richiesta scritta”, prevedendo che il termine per l’impugnazione degli atti decorre dalla data in cui l’accesso è stato effettivamente consentito.

    Studio Legale di Andrea Mascetti: profilo del committente e principio della piena conoscenza

    Lo Studio Legale guidato da Andrea Mascetti si è poi occupato di un altro principio sancito dalla sentenza dell’Adunanza Plenaria n. 12 del 2 luglio 2020, ovvero quello riguardante la pubblicazione sul profilo del committente. Sempre in relazione all’identificazione del dies a quo per l’impugnazione, spiega l’Avvocato, “la Plenaria ha affermato che l’impresa interessata ha l’onere di consultare il profilo del committente, poiché deve assumersi la conoscenza legale degli atti dalla data in cui ha luogo la loro pubblicazione con i relativi allegati”. Da ciò deriva che anche la pubblicazione sul profilo del committente è considerata una “data oggettivamente riscontrabile”. A conclusione del focus pubblicato dallo Studio Legale di Andrea Mascetti, viene esaminato il tema del decorso del termine di impugnazione nel caso in cui l’esigenza del ricorso emerga in seguito alla conoscenza dei contenuti dell’offerta dell’aggiudicatario. In tal caso, si legge nell’approfondimento, “l’Adunanza Plenaria ha ritenuto che il ‘principio della piena conoscenza o conoscibilità’ degli atti trovi applicazione anche in questo caso”: non è necessario dunque il ricorso avverso provvedimenti che si assumono essere lesivi, il c.d. “ricorso al buio”, in quanto il termine di impugnazione decorre dalla conoscenza del contenuto degli atti.

  • Serenissima Ristorazione approva il bilancio del 2019: numeri in crescita

    Mario Putin, Presidente di Serenissima Ristorazione, ha ringraziato i dipendenti, il CdA e tutti i collaboratori per i successi registrati nel bilancio relativo al 2019: la società ha raggiunto un valore di produzione superiore ai 412 milioni di euro, in aumento del 30% rispetto al precedente esercizio.

    Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione: i numeri del 2019

    Serenissima Ristorazione, leader in Italia nel settore della ristorazione collettiva e commerciale, ha approvato il bilancio 2019 confermando i risultati in crescita rispetto a tutti i principali indicatori. La società, che vanta oltre 9.000 dipendenti, ha registrato un valore di produzione superiore ai 412 milioni di euro, in aumento del 30% rispetto al precedente esercizio. Il fatturato consolidato è di 408 milioni, in crescita di 97 milioni, mentre gli utili hanno superato gli 8,5 milioni di euro netti. L’EBITDA, in crescita del 17,26%, si è attestato sui 23 milioni di euro, per un patrimonio netto di 100 milioni di euro circa. Serenissima Ristorazione ha investito oltre 100 milioni di euro nel triennio 2019-2022, una cifra finalizzata a sostenere un solido piano di acquisizioni e rafforzare ancora di più la propria presenza sul territorio. Tale slancio punta anche a dar vita a nuovi centri di produzione innovativi, nel rispetto delle sempre più necessarie norme di sicurezza igienico-sanitarie.

    Serenissima Ristorazione: il ringraziamento di Mario Putin ai dipendenti

    "Quest’anno i dati di bilancio mostrano un vero e proprio salto in avanti, con un sensibile aumento del valore di produzione che conferma come il nostro sia un gruppo solido che non intende fermarsi": sono le parole del Presidente di Serenissima Ristorazione Mario Putin. "Anche in futuro continueremo ad investire nella costruzione di nuovi centri cottura all’avanguardia per migliorare il servizio che ogni giorno offriamo ai nostri clienti". Si tratta di un progetto ambizioso, ha sottolineato il Presidente, che si basa anche sul lavoro dei dipendenti, del CdA, dei collaboratori. Il ringraziamento di Mario Putin è andato a loro, che "anche in un periodo complesso come quello che stiamo attraversando in questi mesi, hanno dimostrato una passione e uno spirito di sacrificio encomiabili". Il successo di Serenissima Ristorazione deriva anche dall’acquisizione della società Euroristorazione, realtà attiva al centro e nord Italia e che produce oltre 20 milioni di pasti l’anno per scuole, ospedali e aziende. Il Gruppo continua inoltre ad investire sullo stabilimento di Vercelli, moderno e pensato per rispettare gli alti standard qualitativi e igienici delle industrie farmaceutiche.

  • Riva Acciaio: ricerca, qualità e innovazione, la formula vincente per la crescita internazionale

    Il profilo di Riva Acciaio: oggi tra le principali realtà siderurgiche italiane, è nata nel 1954 e nel 2019 ha prodotto circa 714.000 tonnellate di acciaio di qualità

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio, eccellenza nella ricerca e nell’innovazione: focus sullo stabilimento di Lesegno

    Nata in seno a Gruppo Riva nel 1954, Riva Acciaio ha raggiunto in oltre 60 anni di attività traguardi di rilievo internazionale, anche per merito di una costante attenzione e del forte impegno sul fronte della ricerca in materia di qualità e innovazione. Lo stabilimento di Lesegno, costruito in provincia di Cuneo all’inizio degli anni 2000, ne è la dimostrazione: vero e proprio Centro di Ricerca all’avanguardia, annovera importanti collaborazioni con realtà e Università di prestigio mondiale tra cui il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa ed è fornito di apparecchiature sofisticate come il simulatore termomeccanico "Gleeble 3800". Oggi tra le più importanti realtà siderurgiche italiane, Riva Acciaio è arrivata a ricoprire un ruolo da protagonista nel settore grazie alle numerose innovazioni apportate nel tempo, come l’introduzione della colata continua curva avvenuta nei lontani anni ’60

    Riva Acciaio: il Sistema di Gestione della Qualità dietro la leadership di prodotto

    Specializzata nella realizzazione di acciai di qualità destinati ai "prodotti lunghi", Riva Acciaio raggruppa le attività di Gruppo Riva sul territorio nazionale: oggi sono circa 1000 i dipendenti attivi nei cinque stabilimenti di Caronno Pertusella (VA), Lesegno (CN), Sellero, Malegno e Cerveno in Valle Camonica (BS). Non lavora solo in Italia: circa il 20% della produzione è destinato all’estero e viene esportato prevalentemente nei Paesi dell’area euro. L’attenzione riservata a ricerca, sviluppo e innovazione che ne ha contraddistinto il modus operandi fin dalla sua nascita, oltre 60 anni fa, le permettono infatti di realizzare prodotti e servizi costantemente all’avanguardia facendosi conoscere anche oltre i confini nazionali. Negli anni Riva Acciaio ha sviluppato un Sistema di Gestione della Qualità, basato sulle norme UNI EN ISO 9001 e IATF 16949 e implementato per soddisfare necessità e aspettative della clientela e di altre parti interessate. Questo le consente di garantire prodotti e servizi altamente innovativi, conformi alle caratteristiche richieste e ai requisiti cogenti applicabili.

  • Rodolfo Belcastro: gli studi e la carriera

    Rodolfo Belcastro è attualmente Chief Communications Officer di SACE, incarico che lo porta a coordinare il team di comunicazione che si occupa di Brand, Digital and People Communications, Ufficio Stampa ed Editorial Desk, Eventi, Sponsorship e Sostenibilità.

    Rodolfo Belcastro

    Rodolfo Belcastro: l’inizio della carriera e l’attività giornalistica

    Originario di Palermo, classe 1975, Rodolfo Belcastro è laureato con lode in Scienze della Comunicazione presso l’Università della sua città. Prosegue il suo percorso di studi con un Master con praticantato giornalistico presso la Scuola di Giornalismo biennale. Dal 2005 è giornalista professionista. Rodolfo Belcastro inizia la sua carriera nel 1991 come giornalista freelance attivo negli ambiti dedicati alla tecnologia, TLC, innovazione e cronaca. Ha collaborato con l’Agenzia Stampa Italpress, il Giornale di Sicilia e, in qualità di inviato da New York, ha partecipato al principale evento del mondo di Apple, il "MacWorld". Prosegue nel settore della comunicazione, attivandosi anche in ambito finanziario, corporate e istituzionale. Dal 2000 al 2004 è alla direzione delle relazioni esterne e rapporti istituzionali per il gruppo CIT – Compagnia Italiana Turismo S.p.A. in Sicilia. Passa in seguito alla Redazione Interni, Cronache Italiane di ANSA, ricoprendo il ruolo di giornalista dal 2004 al 2007, anno in cui approda in ANAS in qualità di Responsabile dei Rapporti con i Media Nazionali nella Direzione Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali, oltre a ricoprire altri incarichi di responsabilità.

    Rodolfo Belcastro: l’ascesa professionale e gli incarichi attuali

    Rodolfo Belcastro entra in Cassa Depositi e Prestiti nel 2015 in qualità di Responsabile del "Reputation Management". Ricoprendo tale ruolo si occupa di tutelare l’immagine aziendale della Società e del Gruppo, lavorando in ottica Ufficio Stampa, Crisis Communication, social media management, rapporti con media e relazioni con influencer e opinion leader. Al contempo è socio professionista di Ferpi e svolge consulenza manageriale tra il 2012 e il 2016 nei settori delle infrastrutture, oil & gas, Epc ed energia. Nel gennaio 2018 diventa Direttore della Comunicazione del Gruppo CIR, per cui gestisce tutte le attività legate alla comunicazione in coordinamento con quelle svolte per le controllate Sogefi, KOS e GEDI. Attualmente Rodolfo Belcastro è Direttore della Comunicazione in SACE, incarico ricevuto a marzo 2019. Al contempo è Adjunct professor e speaker di diversi programmi di alta formazione manageriale presso la LUISS Business School.

  • La biografia di Andrea Mascetti, titolare dello Studio Legale omonimo

    Il profilo biografico di Andrea Mascetti: dopo l’ottenimento della Laurea in Giurisprudenza e l’abilitazione allo svolgimento della professione legale, l’avvocato ha avviato una propria attività fondando lo Studio Legale Mascetti nel 2004.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: dalle esperienze formative alla nascita dello Studio Legale Mascetti

    Titolare dello Studio Legale omonimo, Andrea Mascetti è avvocato e consulente esperto in materia civile e amministrativa, in particolare nei rami del diritto commerciale e societario e nelle materie attinenti ai diritti reali. Classe 1971 e di origini varesine, dopo la maturità classica consegue una Laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano (1996). In seguito allo svolgimento del praticantato, Andrea Mascetti sostiene l’esame di abilitazione davanti alla Corte di Appello di Milano ed entra nell’Ordine degli Avvocati di Varese. Dal 2014 è iscritto all’Ordine di Milano. La sua prima esperienza nel settore legale si è svolta presso lo Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young, dove esercita attività di avvocato fino al 2003. Il 2004 è l’anno di avvio di una propria attività: le competenze maturate in materia di diritto societario e amministrativo gli consentono, infatti, di fondare lo Studio Legale Mascetti, una realtà che nel tempo si è arricchita di numerosi professionisti specializzati in diritto civile, amministrativo e penale. A sottolineare la qualità dei servizi forniti dallo Studio Legale di Andrea Mascetti, la recente inclusione tra le migliori 500 legal firm a livello nazionale da parte della rivista Capital.

    Andrea Mascetti: attività professionali e incarichi correnti

    Oltre agli ambiti del diritto civile e amministrativo, l’esperienza consolidata di Andrea Mascetti include le applicazioni del decreto legislativo 231/01, insieme al diritto commerciale e societario e le materie attinenti ai diritti reali. Sia come consulente che in qualità di processualista, l’avvocato svolge inoltre attività nelle aree della responsabilità civile e del diritto del lavoro. Presidente e componente di Organismi di Vigilanza di importanti società italiane, Andrea Mascetti svolge attività difensiva davanti ai TAR e al Consiglio di Stato e fornisce consulenza stragiudiziale per enti pubblici, società commerciali e privati in materia di appalti e contratti pubblici, concessioni, partenariato pubblico-privato, urbanistica ed edilizia. Tra i suoi incarichi correnti è consigliere indipendente nel Consiglio di Amministrazione di Italgas Spa, presso cui presiede il Comitato Nomine e Remunerazioni. Bibliofilo e appassionato di storia, da giugno 2019 Andrea Mascetti è Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, dove è impegnato nella promozione di progetti di utilità sociale. Animatore di numerose iniziative in ambito culturale, da diversi anni si occupa altresì di diritto dell’arte e web reputation.

  • Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool: il webinar sulle tendenze in Italia e in Europa

    Da trent’anni impegnato nella ricerca e nella divulgazione sul fenomeno del bere, l’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool ha organizzato un webinar in cui diversi esperti si sono confrontati sui dati del rapporto OMS-HBSC 2017-2018.

    Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool, Contel: “Lieve riduzione del consumo tra i più giovani”

    Lo scorso 8 luglio, sulla pagina Facebook dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool, è andato in onda un webinar dal titolo “Giovani e alcool: 4 anni di tendenze in Italia e in Europa”. L’evento, moderato dal Segretario Generale Michele Contel, ha visto la partecipazione di tre esperti: il tema affrontato sono stati i risultati dell’ultimo rapporto internazionale “Spotlight on adolescent health and well-being”, pubblicato a maggio di quest’anno dall’Ufficio regionale europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Lo studio, che ha coinvolto oltre 200mila ragazzi in età scolare di 45 Paesi, è un’indagine strutturale che offre un quadro d’insieme sulla salute e il benessere dei giovani, con un focus sulle dipendenze. “Più di un terzo dei ragazzi tra i 13 e i 15 anni ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’arco della vita, ma in Italia il dato è leggermente più alto – ha affermato Contel – Tuttavia, nel periodo dell’indagine, che va dal 2014 al 2018, si registra una lieve riduzione generale del consumo”. Secondo Carlo Buzzi, Professore Ordinario all’Università di Trento e Coordinatore Scientifico dell’Istituto di Ricerca IARD, trattandosi di un fenomeno multifattoriale è difficile trovare una causa univoca rispetto alla diminuzione del bere tra gli adolescenti: “In generale si avverte un ritardo nel contatto con l’alcool. È cambiata la rappresentazione dello sviluppo adolescenziale: si è passato da un debutto precoce ad una posticipazione delle esperienze, e la stessa cosa si registra ad esempio con il consumo di cannabis”. Una valutazione confermata dal fatto che il consumo e gli episodi di ubriachezza tendono a impennarsi dopo i 15 anni. Durante il seminario promosso dall’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool si è parlato anche di comunicazione e prevenzione: “Il limite è che gli adulti tendono a costruirne una “omogeneizzante”: le ricerche con l’Istituto IARD hanno mostrato la presenza di tratti culturali molto divergenti. Da una parte il consumo di alcol come un comportamento desiderabile a prescindere, dall’altra chi tende a giustificare il bere moderato sminuendo gli effetti negativi e infine una terza tendenza che stigmatizza il consumo di alcolici in ogni sua forma. Se la comunicazione rimane univoca – ha spiegato Buzzi – si escluderanno sempre dei gruppi e questo è un problema da valutare e risolvere”.

    Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool: storia e mission

    Nato nei primi anni ’90 a Roma, l’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool è un’associazione impegnata nello studio scientifico del fenomeno del consumo di alcol tra i ragazzi. Attraverso raccolte dati, analisi e ricerche, si propone di divulgare approfondimenti e informazioni multidisciplinari sui temi della produzione, consumo e abuso di bevande alcoliche. Il fenomeno viene valutato da una comunità aperta di ricercatori ed esperti che studiano gli aspetti socio-antropologici, psico-sociali, epidemiologici ed economici della relazione tra bevande alcoliche, individui e società. Una complessità che viene affrontata, dunque, non solo sotto il profilo della prevenzione e dei rischi legati alla salute: il nucleo centrale della metodologia applicata è costituito infatti dalle scienze umane e sociali. Per questo l’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool promuove una cultura del bere responsabile ispirata a principi sia scientifici che umanistici, sviluppando strategie che coinvolgono sia la popolazione che l’industria delle bevande alcoliche, i policy makers e i mass media.

  • Il circolo infinito dell’acciaio: il contributo di Gruppo Riva

    Gruppo Riva mette l’acciaio al centro di una strategia di sviluppo sostenibile: dai rottami riciclati al prodotto finito, un materiale alla base del concetto di economia circolare.

    Gruppo Riva

    Dal commercio agli “end of waste”, la genesi di Gruppo Riva

    Nel 1954, in pieno Dopoguerra, Emilio e Adriano Riva fondarono la “Riva & C.”, società nata per commercializzare rottami di ferro per le acciaierie del territorio bresciano. Da quell’iniziativa nasce poco dopo Gruppo Riva, con il primo stabilimento produttivo situato a Caronno Pertusella, in provincia di Varese. Inizia così la storia di quella che oggi è una multinazionale della siderurgia: dopo anni di crescita costante, grazie soprattutto all’introduzione di nuove tecniche produttive, la società si espande nei mercati esteri (Canada, Francia, Germania, Belgio, fino a raggiungere la Cina). Attualmente conta oltre 5.000 dipendenti e 21 stabilimenti ed è uno dei primi operatori siderurgici a livello europeo. La produzione dell’acciaio avviene esclusivamente attraverso forni elettrici alimentati da rottami riciclati definiti “end of waste”. Una scelta che sta alla base della strategia di sviluppo sostenibile messa in campo da Gruppo Riva, che sfrutta tutta la riciclabilità dell’acciaio.

    Le proprietà dell’acciaio e il ruolo nell’economia di Gruppo Riva

    Una storia di oltre 50 anni lega Gruppo Riva alle caratteristiche dell’acciaio: un materiale riciclabile al 100% e che può essere riutilizzato all’infinito, dato che durante i processi di lavorazione non perde alcuna delle sue proprietà. In Italia vengono riciclati in media circa 20 milioni di tonnellate d’acciaio all’anno: un dato che secondo Federacciai mette il Paese al primo posto in Europa per il riciclo. Ma l’Italia ha anche un altro primato, ossia quello della produzione di acciaio mediante forni elettrici. Forni che utilizzano rottami per realizzare un prodotto totalmente nuovo, in un ciclo che può essere infinito, considerate le qualità del materiale. Ecco perché l’acciaio si inserisce perfettamente nella filosofia di economia circolare che Gruppo Riva sta portando avanti nel rispetto dei requisiti dello sviluppo sostenibile: prodotti che mantengano il più a lungo possibile le loro proprietà, riduzione di energia impiegata nei processi ma soprattutto riduzione delle emissioni inquinanti.

  • Moby Spa, Tirrenia e Toremar: il Gruppo Onorato Armatori a tutela del mare e dell’ambiente

    Creazione di un dipartimento Energy saving per limitare le emissioni di CO2, riduzione dell’uso della plastica, cura degli animali sia in mare che a bordo: sono alcune delle attività di Moby Spa, compagnia di navigazione appartenente al Gruppo Onorato Armatori.

    Moby Spa

    L’attenzione green a bordo delle navi Moby Spa, Tirrenia e Toremar: ridurre plastica e CO2

    “Tutte le azioni positive che stiamo portando avanti nascono dal nostro amore per il mare, declinato in tutte le sue sfumature”: è chiara l’intenzione del Gruppo Onorato Armatori che, nelle parole dell’AD Achille Onorato, spiega quanto sia importante avere cura di un bene prezioso come l’ambiente e, nello specifico, il mare. È proprio per questo motivo che sulle navi di Moby Spa, Tirrenia e Toremar, appartenenti al Gruppo, vengono portate avanti iniziative e azioni tese a rendere concreta questa attenzione. Ne sono una dimostrazione l’impegno a bordo per la riduzione della plastica, con l’obiettivo di limitare drasticamente i prodotti monouso e non riciclabili: l’iniziativa ha permesso di evitare l’utilizzo di oltre 4 milioni di articoli in plastica nell’arco di un solo anno. A ciò si aggiunge l’implementazione di un dipartimento dedicato all’ambito Energy saving che si occupa di limitare le emissioni di CO2 a bordo delle Moby Lines. Basti pensare che, se fosse trasportato in aereo l’equivalente caricato annualmente dalla flotta del Gruppo, si produrrebbero 1,9 milioni di tonnellate di emissioni aggiuntive di CO2, come calcolato da un autorevole studio di The European House – Ambrosetti sulle esternalità negative dell’anidride carbonica.

    Moby Spa, le iniziative del Gruppo Onorato Armatori a favore degli animali

    Tra le attività intraprese da Moby Spa, Tirrenia e Toremar per la tutela dell’ambiente, spicca anche una specifica attenzione al benessere degli animali, per i quali sono previsti particolari trattamenti a bordo delle Moby Lines. A ciò si unisce la possibilità di viaggiare insieme ai propri padroni e la promozione di campagne per aiutare i cani-eroi campioni di salvataggio a bordo della flotta Gruppo Onorato Armatori. Ma non solo: al benessere degli animali che viaggiano sulle navi si affianca quello degli animali che vivono in mare, soprattutto i cetacei. Sulla flotta di Moby Spa e Tirrenia sono infatti presenti biologi marini che da anni conducono campagne di avvistamento dei cetacei, in maniera tale da mappare gli esemplari avvistati e studiarne le abitudini, per promuovere azioni di tutela della loro salute. Si tratta di gesti significativi, quelli intrapresi a bordo delle navi del Gruppo Onorato Armatori, che dimostrano in modo concreto la vicinanza del Gruppo nei confronti della tutela del mare e dell’ambiente a tutto tondo.

  • Rodolfo Belcastro: excursus sulla carriera professionale

    Rodolfo Belcastro è Chief Communications Officer per SACE. Opera, inoltre, in qualità di Adjunct Professor e Speaker in diversi programmi di alta formazione manageriale per LUISS Business School e Link Campus University.

    Rodolfo Belcastro

    Rodolfo Belcastro: i primi incarichi e gli esordi nel giornalismo

    Rodolfo Belcastro è un professionista dall’esperienza ventennale nel settore delle Relazioni Pubbliche, Advisory Strategica, Comunicazione Corporate ed Istituzionale. Attualmente è Chief Communications Officer di SACE, dove coordina il team che gestisce (per la società e per le controllate) Brand, Digital and People Communications, Ufficio Stampa ed Editorial Desk, Eventi, Sponsorship e Sostenibilità. La carriera di Rodolfo Belcastro inizia nel 1991 come giornalista freelance: si occupa di tecnologia, TLC, innovazione e cronaca. Collabora con Italpress, Il Giornale di Sicilia ed è inoltre inviato da New York (dove partecipa al primo evento del mondo di Apple, il "MacWorld"). In seguito si specializza in comunicazione finanziaria, corporate ed istituzionale. Dal 2000 al 2004 è alla direzione delle relazioni esterne e rapporti internazionali per il gruppo CIT – Compagnia Italiana Turismo S.p.A., in Sicilia. Torna successivamente a occuparsi di giornalismo per la Redazione Interni, Cronache Italiane di Ansa. È giornalista dal 2004 al 2007, anno in cui approda in ANAS come Responsabile dei Rapporti con i Media Nazionali nella Direzione Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali. In Anas ricopre incarichi di crescente responsabilità.

    Rodolfo Belcastro: le altre esperienze e gli incarichi attuali

    Nel dicembre 2015 Rodolfo Belcastro viene nominato Responsabile del "Reputation Management" di Cassa Depositi e Prestiti, perseguendo l’obiettivo di valorizzare e tutelare l’immagine aziendale e delle Società del Gruppo. Contemporaneamente alle altre attività che porta avanti, è socio di Ferpi e svolge servizi di consulenza manageriale tra il 2012 e il 2016. Spazia dall’ambito delle infrastrutture a quello dell’Oil & Gas, dall’Epc ed energia alla comunicazione strategica, corporate ed istituzionale. Nel 2018 è Direttore della Comunicazione di Gruppo CIR, Holding della famiglia De Benedetti, in coordinamento con le attività di comunicazione delle controllate Sogefi, KOS e GEDI. Attualmente Rodolfo Belcastro è Chief Communications Officer di SACE. Oltre a questo incarico, è Adjunct Professor e Speaker in diversi programmi di alta formazione manageriale presso la LUISS Business School e la Link Campus University.

  • Covid-19 e riunioni condominiali: il focus dello Studio Legale di Andrea Mascetti

    Continuano gli approfondimenti dello Studio Legale di Andrea Mascetti ai tempi del Coronavirus: il nuovo tema riguarda le assemblee condominiali e le regole sanitarie da rispettare.

    Andrea Mascetti

    Il commento dello Studio Legale di Andrea Mascetti sugli aggiornamenti del Governo

    Da poco più di un mese il Governo italiano ha fornito una risposta ad uno dei numerosi interrogativi sorti a causa dell’emergenza sanitaria in atto, ossia se e come possano svolgersi le riunioni condominiali. Marta Cipriani, dello Studio Legale fondato da Andrea Mascetti, ha realizzato un approfondimento in linea con quelli che la realtà ha offerto durante tutto il periodo della pandemia. L’avvocato sottolinea che con il D.L. n. 33 del 16 maggio 2020 il legislatore aveva già autorizzato le riunioni private svolte con il rispetto della distanza di sicurezza di 1 metro, riunioni che comprendono anche quelle condominiali. Tuttavia solo il 1° giugno sono state aggiornate le ormai note FAQ governative dove viene espressamente affrontato il tema: al momento dunque sono ufficialmente autorizzate le assemblee in presenza fisica “di qualunque tipo, condominiali o societarie, ovvero di ogni altra forma di organizzazione collettiva”, a patto che vengano rispettate determinate condizioni sia a tutela della salute dei partecipanti che per il contenimento del contagio. Come descritto dalla collaboratrice dello Studio di Andrea Mascetti, si parla di “locali e spazi adeguati”, includendo quelli all’aperto, che permettano la già citata distanza interpersonale.

    Studio Legale di Andrea Mascetti: i dettagli sulle riunioni di condominio

    Dopo aver affrontato la questione in linea generale, l’Avvocato dello Studio Legale di Andrea Mascetti analizza alcuni dettagli riguardanti ulteriori norme da rispettare. Oltre a specificare che le regole previste si applicano anche nel caso di strutture condominiali destinate alla villeggiatura, il luogo scelto per la riunione deve essere provvisto di finestre e dovrà essere sanificato nel caso in cui sia stato utilizzato entro i dieci giorni precedenti: se così non fosse, è sufficiente una pulizia ordinaria. Sulla questione del distanziamento è intervenuta anche l’Associazione Nazionale degli Amministratori dei Beni Immobili Confcommercio (ABICONF), che consiglia uno spazio che preveda almeno 5 mq a persona, facilitando così le operazioni di calcolo. Il focus realizzato dallo Studio Legale di Andrea Mascetti si sposta poi sulla figura dell’amministratore. Questi, nel caso in cui il luogo indicato nel Regolamento non rispetti i requisiti di cui sopra, avrà la possibilità di indicare una sala adeguata, rispettando ovviamente il limite territoriale del Comune in cui è ubicato il condominio: se l’amministratore non si attiene alla normativa, è prevista la sanzione amministrativa di cui all’art. 4, comma 1, D.L. n. 19/2020.

  • Integratori per bambini: il punto di vista degli esperti di Serenissima Ristorazione

    Leader nel settore della ristorazione collettiva, Serenissima Ristorazione promuove una cultura dell’alimentazione sana grazie al suo team di nutrizionisti e dietisti.

    Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione: quali vitamine inserire nella dieta dei più piccoli

    L’alimentazione è uno dei fattori più importanti nella crescita dei bambini. Una dieta poco equilibrata aumenta infatti il rischio di sviluppare patologie sia in età pediatrica che in quella adulta. Fortunatamente, la cultura culinaria del nostro Paese permette di variare facilmente gli alimenti. Tuttavia, secondo il parere degli esperti di Serenissima Ristorazione, la cosiddetta "dieta mediterranea" spesso non è sufficiente a coprire il fabbisogno di vitamine durante i primi anni di età: sia perché non sempre i più piccoli apprezzano determinati tipi di cibo, ma soprattutto perché al giorno d’oggi per i genitori non è semplice seguire in maniera impeccabile tutte le raccomandazioni del caso. Ecco perché gli integratori svolgono un ruolo cruciale. La carenza di alimenti come verdura, carne, pesce o frutta può essere causa di disturbi come ad esempio l’ipertensione: la vitamina D è un ottimo rimedio e infatti la sua assunzione viene raccomandata nei primi 12 mesi. In età infantile è fondamentale inoltre l’apporto di vitamina A e C: la prima per lo sviluppo delle ossa, dei denti e per gli effetti positivi sul sistema immunitario, mentre la seconda è un potente antiossidante e aiuta ad assorbire il ferro. Quest’ultimo è un minerale consigliato contro l’anemia. Anche l’integrazione di zinco ha i suoi benefici: rafforza il sistema neuronale e quello immunitario. Gli esperti di Serenissima Ristorazione sottolineano infinte l’importanza della vitamina B6, B12 e dell’acido folico, alleati nello sviluppo della memoria, della concentrazione e delle abilità cognitive, in particolar modo negli anni della scuola elementare.

    Alimentazione e benefici: la cultura di Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione è una realtà italiana che conta più di 9.000 dipendenti e una produzione di 50 milioni di pasti all’anno. Di questi, un gran numero è destinato alle mense di circa 200 Istituti scolastici. La società è dunque responsabile di una parte importante nella dieta dei più piccoli. È soprattutto per questo motivo che si impegna nella promozione di una corretta cultura dell’alimentazione: la filosofia aziendale dietro la produzione dei pasti si basa infatti sul mangiare sano e sulla perenne ricerca di diete equilibrate e in linea con i bisogni attuali. Valori che l’azienda trasmette tramite numerosi progetti dedicati ai bambini e attivi nelle scuole con il supporto di esperti della nutrizione. Ne è un esempio "I colori della frutta e verdura", iniziativa promossa da Serenissima Ristorazione per educare verso scelte alimentari consapevoli con l’aiuto di un libretto di giochi e curiosità, un supporto visivo che invoglia i più piccoli nella scelta di cibi come frutta e verdura per diffondere le buone abitudini a tavola.

  • Ennio Morricone, il saggio pubblicato da Federico Motta Editore che ricorda il grande compositore

    Federico Motta Editore, Casa Editrice italiana che vanta collaborazioni con personaggi illustri quali Umberto Eco, Margherita Hack, Mario Tozzi e Angelo Lombardi, ricorda Ennio Morricone, scomparso il 6 luglio scorso.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore e la musica nel mondo del cinema

    Ennio Morricone è stato uno dei musicisti di spicco del XX secolo, riconosciuto in tutto il mondo grazie alle composizioni create per diversi capolavori del cinema. Sergio Miceli, in un saggio pubblicato da Federico Motta Editore dal titolo I compositori per il cinema, ha inserito il Maestro tra gli autori che hanno segnato la storia delle colonne sonore. Il lavoro di Miceli, uno dei maggiori esperti italiani di musica per film, racconta la vita e i successi di Morricone. Formatosi al conservatorio di Roma, dopo un’esperienza con il gruppo "Nuova Consonanza" il compositore inizia la sua carriera d’autore con due film del regista Luciano Salce, ossia Il federale e La voglia matta, entrambi usciti nei primi anni ’60. Pochi anni dopo, grazie al suo contributo musicale per i capolavori di Sergio Leone, maestro del genere Spaghetti Western, Ennio Morricone raggiunge una fama di livello mondiale, che rimarrà invariata per oltre 50 anni di carriera, conquistando tra gli innumerevoli premi due Oscar e tre Golden Globe. Il saggio di Miceli fa parte di Età Moderna, opera a cura di Umberto Eco e pubblicata da Federico Motta Editore che analizza tutte le aree del sapere per ricostruire la storia della civiltà europea dal XV secolo a oggi.

    Qualità e promozione della cultura: i pilastri di Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore, fondata nel ’29 a Milano, negli anni si è distinta per uno dei suoi obiettivi principali, ossia rendere la cultura accessibile ai più, a partire dalla prima Enciclopedia pubblicata nel 1952 e realizzata in fascicoli settimanali proprio per venire incontro a tutte le fasce della popolazione. La Casa Editrice è stata inoltre pioniera nell’applicazione delle nuove tecnologie, sfruttando nella divulgazione del sapere strumenti come Tavole Transvision, Sonobox e in seguito videocassette, CD-Rom e Internet. Il contributo della realtà milanese è stato riconosciuto attraverso numerosi premi e onorificenze: ne sono un esempio il Premio Cenacolo – Editoria e Innovazione, il Pirelli InterNETional Awards e l’Ambrogino d’Oro. L’autorevolezza di Federico Motta Editore è stata poi legittimata dalle più alte cariche istituzionali italiane, come ad esempio il Presidente Carlo Azeglio Ciampi che ha preso parte alla presentazione della Nuova Enciclopedia Motta nel 2004 o ancora nel 2007, quando Giorgio Napolitano ha accolto al Quirinale l’opera Historia.

  • Martin Gruschka (Springwater Capital LLC): formazione ed esperienze internazionali

    Martin Gruschka è un professionista del settore finanziario con una lunga esperienza presso realtà di successo internazionale: nel corso della carriera ha ricoperto ruoli apicali per importanti società e multinazionali europee e statunitensi.

    Martin Gruschka

    Martin Gruschka: l’iter professionale prima della fondazione di Springwater Capital LLC

    A partire dalle esperienze negli studi, Martin Gruschka ha intrapreso un percorso di respiro internazionale: la sua formazione include gli ambiti dell’Economia, del Commercio e della Filosofia, settori specialistici in cui il professionista si è laureato presso le Università di Munster, Friburgo e Stanford. Nel suo background accademico spicca inoltre una borsa di studio ricevuta dalla Fondazione Rotary International. La carriera del fondatore di Springwater Capital LLC si avvia nel 1990 a Berlino, città dove Martin Gruschka collabora con Deutsche Bank nel ruolo di Management Consultant. In questo periodo si occupa di operazioni di privatizzazione per le società di medie dimensioni del Gruppo. Dopo aver operato in qualità di Consulente Strategico per la società St. Gallen Consulting Group, entra in Arthur D. Little a Zurigo come Responsabile dell’European Media Group, realtà in cui si specializza in ambiti quali media, telecomunicazioni e tecnologia.

    Martin Gruschka: esperienze nel settore finanziario e nascita di Springwater Capital LLC

    Il percorso professionale di Martin Gruschka prosegue con ulteriori incarichi di rilievo internazionale: trasferitosi a Londra, è infatti Associate Director presso Deutsche Morgan Grenfell, storica banca di investimento per cui opera all’interno del Media Group nel ramo degli investimenti bancari. Professionista ormai affermato, la sua carriera vira nel 1999 verso il settore del Private Equity: dopo un trasferimento a New York, Martin Gruschka fa il proprio ingresso in Veronis Suhler Stevenson, società per cui è Investment Manager prima nella sede statunitense e poi in quella londinese. Con alle spalle altri incarichi come Presidente, Amministratore Delegato e Membro di oltre 40 società in Europa e negli Stati Uniti, oggi Martin Gruschka è Managing Partner di Springwater Capital LLC, società da lui fondata a Londra insieme ad altri soci nel 2002. Le pregresse esperienze negli investimenti in capitale privato e nella consulenza strategica gli hanno permesso di avviare un’attività di successo, specializzata nel settore degli investimenti multi-strategia e con sedi a Lussemburgo, Madrid e Milano. In tale contesto, Martin Gruschka è anche Membro del CdA di società appartenenti al portafoglio Springwater, tra cui Aernnova, Daorje, Nervión, e Wamos

  • La storia di Gruppo Riva, eccellenza italiana nel settore siderurgico

    Gruppo Riva è un’eccellenza del settore siderurgico italiano: fondato nel 1954, ha all’attivo quasi 70 anni di successi sia in Italia che in ambito internazionale.

    Gruppo Riva

    La storia imprenditoriale di Gruppo Riva: intuito, qualità e innovazione

    Cinque impianti sul territorio italiano e circa 5.300 dipendenti operativi in Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada: con questi numeri, Gruppo Riva è l’azienda leader in Italia nel settore della produzione siderurgica, un comparto nel quale occupa una posizione primaria anche in ambito internazionale. Gruppo Riva nasce nel 1954 per opera dei fratelli Emilio e Adriano Riva, i quali intuirono le potenzialità del settore siderurgico nel periodo storico successivo al secondo conflitto mondiale. Il 1957 fu l’anno dell’apertura dello stabilimento di Caronno Pertusella, in provincia di Varese, che successivamente venne affiancato da numerosi altri siti di produzione avviati sul territorio italiano. Nello stesso periodo Gruppo Riva introdusse l’utilizzo di un forno elettrico ad arco dalla capacità di 25 tonnellate, sbaragliando la capacità media dei forni diffusi all’epoca in Italia, che si attestava sulle 15 tonnellate. Non estraneo all’innovazione, il Gruppo fu inoltre pioniere nell’introduzione della tecnica della colata continua in Italia, avviata nel 1964: da qui, un grande processo di espansione di cui l’azienda si rese protagonista nel settore internazionale della siderurgia.

    Le acquisizioni di Gruppo Riva in Europa

    In seguito alla rilevazione delle Acciaierie e Ferriere di Lesegno (CN), avvenuta negli anni ’60, Gruppo Riva avviò nuove attività imprenditoriali nel mercato europeo: con un’attenzione costante verso le nuove tecnologie, i processi di automazione e gli impianti computerizzati, ulteriori investimenti vennero realizzati con l’acquisizione di Siderúrgica Sevillana in Spagna, che segnò l’ingresso del Gruppo in Europa, a cui seguì l’acquisizione dell’acciaieria di Iton Seine in Francia, una realtà specializzata nella produzione di tondo per cemento armato. Nel 1978 il Gruppo avviò un importante rapporto commerciale con la Cina, confermandosi ancora una volta pioniere nello scenario siderurgico: prima del 1978, infatti, il Paese asiatico si rivolgeva unicamente al Giappone per l’acquisto di acciaio. La posizione di leadership consentì di compiere altre acquisizioni fino agli anni 2000: tra queste, quella delle Officine e Fonderie Galtarossa di Verona, il Consorzio Genovese Acciaio (COGEA), il laminatoio belga di Charleroi, due impianti in Germania, gli Stabilimenti di Alpa e del Gruppo Sam. Gruppo Riva prosegue oggi le proprie attività in 21 stabilimenti dislocati a livello internazionale e continua a rappresentare un’eccellenza imprenditoriale del Made in Italy.