Il punto di vista di un tenente inglese a Caporetto nel libro Con gli inglesi sul fronte italiano

Il racconto del contemporaneo Hugh Dalton mancava in Italia in traduzione integrale
Itinera Progetti pubblica il volume uscito in originale nel 1919,
Hemingway potrebbe essersi ispirato ad alcuni dettagli per Addio alle armi

C’è ancora qualcosa che non è stato detto su Caporetto, o meglio c’era ancora un punto di vista poco conosciuto in Italia su uno dei disastri della sua storia. Con gli inglesi sul fronte italiano, edito da Itinera Progetti, colma questa lacuna: è infatti il racconto fatto da Hugh Dalton, tenente di artiglieria sul fronte italiano dal luglio 1917. Il volume, a cura di Elvio Rotondo, è la traduzione di With British Guns in Italy, pubblicato nel 1919 da Dalton, che sarebbe poi diventato un personaggio di spicco della politica britannica, fino a ottenere il posto di Cancelliere dello scacchiere.

Questo libro, secondo l’esperto di storia della Prima Guerra Mondiale Paolo Pozzato, «aggiunge una prospettiva carente, se non del tutto assente. Offre inoltre, nella sua traduzione integrale, l’opportunità di comprendere come il contributo inglese alla guerra sul fronte italiano non sia limitato alla necessità di aiuti dopo la sconfitta di Caporetto». La prospettiva inglese, aggiunge Pozzato, «vede comunque il conflitto nella forma di una partecipazione “sportiva” ad un’avventura, dove la componente dell’adesione spontanea e volontaria connota di fondo il punto di vista dell’autore». Gli inglesi, inoltre, «non erano teneri nei confronti della nostra partecipazione al conflitto che ritenevano del tutto secondaria».

Dalton ha avuto anche un ruolo importante in letteratura: avrebbe infatti incontrato Hemingway nel 1918 e da questi scambi sarebbero nati particolari di Addio alle armi, oltre che diversi articoli di quello che a quel tempo era un inviato di guerra. C’è di più: Rinaldo Rinaldi, che sarà il nome di un tenente medico nel capolavoro dello scrittore americano, nel diario del tenente inglese è un meccanico. Hemingway lo nomina già in un racconto del 1919, in un momento in cui il diario di Dalton era ancora in bozze. Anche questo porta a dire che i due si sono incontrati sull’Altopiano di Asiago. Questi particolari sono riportati dallo studioso Giovanni Cecchin nel suo libro Inglesi sull’altopiano.

Circa trent’anni dopo Caporetto, Dalton sarà protagonista di un’altra disfatta quando la sua carriera politica sarà messa a dura prova da una notizia apparsa nei media prima del tempo. Fino a quel momento, però, Dalton aveva occupato un ruolo di rilievo nella politica del suo Paese.

Con gli inglesi sul fronte italiano uscirà a metà marzo in libreria oltre a essere disponibile sul sito itineraprogetti.com

In allegato trovate la scheda del libro. Sono disponibili copie stampa
Per informazioni: Ufficio stampa Itinera Progetti, 349.422.0851

Hugh Dalton, un «leakage» prima dell’era Snowden
Hugh Dalton in Italia viene ricordato per la sua partecipazione alla battaglia di Caporetto. Allora 30enne, Dalton ricevette la Medaglia di bronzo al Valor militare. Quello che le sue memorie Con gli inglesi sul fronte italiano, non raccontano, però, è la sua partecipazione alla politica britannica negli anni successivi, nelle file dei laburisti. La fine della sua carriera politica ad alto livello arrivò però a causa di un leakage avvenuto ben prima di Internet e dell’era Snowden.
Era il 1947 e Dalton ricopriva l’incarico di Cancelliere dello scacchiere, un ministero con responsabilità finanziarie. Anche il caso di Dalton riguardava la stampa: poco prima della presentazione del budget alle Camere, infatti, il politico parlò con un giornalista del quotidiano The Star. La notizia uscì ancora prima che Dalton avesse finito il suo discorso in Parlamento, nell’edizione della sera. Internet non sarebbe stato inventato prima di vent’anni, ma i meccanismi all’opera erano già gli stessi.
La politica britannica non perdonava e Dalton fu spinto a dare le dimissioni già il giorno dopo lo scandalo. Questo portò anche Whitehall a stabilire che le rivelazioni su questioni di budget erano più gravi di qualsiasi altro leakage sulla politica interna. Nel 2013 accadde lo stesso al politico George Osborne, segno che i tempi si ripetono.
Che cos’erano, quindi, queste rivelazioni così importanti? Riguardavano le tasse: «Niente sul tabacco, un penny sulla birra, qualcosa su cani e piscine ma niente sui cavalli» e così via. Winston Churchill, allora all’opposizione, gli offrì la sua simpatia e il Primo ministro dell’epoca Clement Attlee accettò le sue dimissioni. Anni dopo, Attlee lo definì così in un’intervista: «Il suo problema era che parlava troppo. Gli piaceva avere un segreto per poterlo rivelare a qualcuno, così da entrare nelle sue grazie».
Tutto questo avveniva trent’anni dopo Caporetto, il disastro su cui Dalton diede il suo punto di vista in Con gli inglesi sul fronte italiano, in uscita per Itinera Progetti.