Tag: Italia dei Valori

  • Dimissioni-farsa di Andrini con assegni dall’Ama, lo sdegno di Tortosa

    Il vicesegretario per il Lazio dell’IdV risponde con fermezza alla rettifica dell’azienda

    Roma – “Se una persona si autosospende dal servizio lo deve fare fino a quando la situazione non viene chiarita, ciò significa che non può continuare ad operarvi all’interno né tantomeno seguitare a percepire lo stipendio”. Queste le prime chiare e inequivocabili parole del vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, sulla vicenda relativa all’ex amministratore delegato di Ama Servizi, Stefano Andrini, che continuerebbe a percepire la paga da dirigente nonostante l’interruzione dal servizio in seguito al suo presunto coinvolgimento nel caso di riciclaggio che ha portato alle dimissioni e all’arresto del senatore del PdL Nicola Di Girolamo.

    Ancora più infuocata la reazione dell’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro in seguito al chiarimento della società Ama s.p.a. sulla questione relativa al suddetto stipendio: “L’Ama si giustifica asserendo che Andrini si è dimesso dalla carica di amministratore delegato di Ama-Servizi Ambientali per la quale non riceveva nessun compenso aggiuntivo, ma che costui continua ad essere dipendente di Ama s.p.a e quindi a percepire la remunerazione relativa al suo incarico. Cosa significa tutto ciò? Una persona si autosospende da tutto, Andrini dovrebbe attendere l’esito della Magistratura prima di riprendere la sua attività e la corrispondente retribuzione. Questa rettifica mi lascia perplesso, si tratta dell’ennesima testimonianza dell’arroganza del potere. Mi auguro – conclude Tortosa – che gli organi giurisdizionali si sbrighino a emettere la sentenza, che nel frattempo prevalga il buon senso e che il sindaco Alemanno chiarisca la situazione in Consiglio comunale”.

  • Coste del Lazio a rischio, Tortosa lancia l’allarme

    Il vicesegretario regionale dell’Italia dei Valori: “La salvaguardia ambientale deve avere priorità sugli interessi economici”

    Roma – “Assistiamo sempre più a paesaggi deturpati dalla brama edile di edificare a scapito dell’ambiente e della nostra sicurezza. Costruendo in questo modo ci avviamo ad una pratica di distruzione di cui solo noi saremo i responsabili”. Sono queste le dure parole di Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, circa la situazione dell’area litoranea della regione, le cui spiagge si sono ridotte di migliaia di metri cubi a causa del maltempo e dell’abusivismo. Uno scenario gravissimo per ambientalisti ed esercenti che vedono la stagione balneare alle porte.

    Lo stesso ecosistema dunale tra Castelporziano e Campo Ascolano, una delle caratteristiche della costa laziale, è in via di estinzione non solo per colpa delle mareggiate. “ I problemi sono cominciati anche con la nascita del porto di Ostia che ha spostato il gioco delle correnti, penalizzando tutto il litorale – continua l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro -. Bisogna concretamente riflettere su questo problema e procedere per evitare un disastro ambientale che avrebbe gravissime ripercussioni non solo per i romani”.

    Molte preoccupazioni sono state espresse anche dai sindaci e dai cittadini delle località che si affacciano sul mare . “L’amministrazione capitolina – conclude Tortosa – ha il dovere di indicare soluzioni, interventi e azioni specifiche per fermare l’erosione della costa. E’ necessario un uso più consapevole del nostro litorale per evitare danni irreparabili a tutta l’area”.

  • Tortosa sul flop dell’ordinanza contro l’accattonaggio a Roma

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Non è servito gridare alla punizione e ricorrere a un provvedimento ad hoc. E’ ora di arginare questo triste fenomeno capendone le cause”

    Roma – “Si è parlato tanto di contrastare l’accattonaggio attraverso una lotta senza precedenti, mortificando ancora di più questi disgraziati che vivono nella miseria. Ma hanno mai pensato che dietro potrebbe esserci una vera e propria organizzazione a delinquere che vi specula sopra?”. E’ questa la domanda che si pone Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, circa la presenza, sempre più massiccia nella Capitale, di mendicanti, zingare e lavavetri.

    Malgrado il Comune avesse reso nota una significativa riduzione del fenomeno, pari al 70%, in realtà gli “irriducibili” spopolano agli incroci delle principali vie della città, sfidando il rischio paventato delle multe e dell’espulsione. “Non è servito gridare alla punizione e usare un provvedimento ad hoc per ripristinare la situazione – continua l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro –, perché il problema bisogna risolverlo dalla radice. L’amministrazione dovrebbe intervenire insieme ad organismi competenti, come la Caritas, per aiutare questa gente ad abbandonare le strade in nome di un’integrazione che è diritto di tutti”.

    L’ordinanza, che contemplava il reinserimento sociale di coloro che versavano in condizioni di sfruttamento e percorsi di assistenza per soggetti deboli, scadrà alla fine di giugno. “Il problema non è solo di decoro urbano o sicurezza – conclude Tortosa –. Bisogna fermare le organizzazioni criminali che si nascondono dietro lo sfruttamento dell’accattonaggio intervenendo con forza, perché dove c’è speculazione, c’è disperazione”.

  • Emergenza usura nel Lazio, Tortosa preoccupato

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Necessario un piano organico per combattere una piaga sociale così profonda”

    Roma – “Si prevede la chiusura di 3000 attività nella sola Roma ed è ovvio che non è solo la crisi economica ad aver inciso. L’usura, in questo drammatico gioco, ricopre un ruolo letale”. Sono queste le parole del vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, riguardo a un fenomeno che sembra dilagare a macchia d’olio in tutta la regione: il racket dell’usura.

    L’allarme è stato lanciato dalla Confesercenti che ha stimato l’esistenza di circa ventottomila commercianti sotto ricatto. Secondo i dati, l’agonia di tutto il settore si è acuita negli ultimi due anni, con seimila esercizi chiusi dal 2008 ad oggi, trentamila posti di lavoro persi e un giro d’affari di 3,3 miliardi di lire. “La malavita controlla moltissime attività, soprattutto da quando la camorra napoletana ha spostato il proprio asse di interesse verso la Capitale. A questo – continua l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – si aggiungono gli affitti esorbitanti che vanno a gravare su una situazione già di per sé d’emergenza. E’ necessario che l’amministrazione si faccia carico di questa drammatica situazione con un piano organico che aiuti questa gente”. I negozianti romani sono pronti alla protesta spegnendo le insegne e le luci delle vetrine per denunciare la loro situazione. “Queste sono vite strozzate dall’usura. Bisogna assumersi le proprie responsabilità e intervenire per prevenire e contrastare lo strozzinaggio ad ogni costo – conclude Totosa – . Per questo motivo bisogna coinvolgere le banche e rendere più agevolato l’accesso al credito”.

  • Santori invita a non pagare i parcheggiatori abusivi, la critica di Tortosa

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Per eliminare il racket della sosta c’è bisogno dell’intervento istituzionale”

    Roma – “E’ utile chiedere ai cittadini di combattere il racket della sosta non pagando i posteggiatori abusivi, ma non ci si rende conto quanto questi siano aggressivi nei confronti dei conducenti, soprattutto se di sesso femminile”. Così Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, critica l’invito rivolto agli automobilisti a non pagare i parcheggiatori abusivi per eliminare il pizzo sulla sosta, come previsto dalla Commissione Sicurezza del Comune di Roma, guidata da Fabrizio Santori.

    “Questo è un problema con una dimensione vasta e diffusa, che colpisce tutti i municipi della città, a qualsiasi ora e si manifesta di fronte ad ogni attività commerciale, locale notturno e ospedale – continua l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro -. Il mercato del pizzo è realizzato da persone di diverse nazionalità: egiziani, turchi, bengalesi e romeni, quindi extracomunitari, che in maniera pretenziosa chiedono una tariffa non certo irrisoria, infatti si offendono se gli lasci 50 centesimi o un euro, pretendendo appunto dai due euro in su. Purtroppo la nostra è una società frenetica, per cui la mancanza di tempo non ci permette di discutere con il parcheggiatore di turno, allora preferiamo pagare e andare via”.

    Conclude Tortosa: “L’aiuto dei cittadini a combattere questo fenomeno è utile, ma lo è ancora di più se preceduto da un intervento dei magistrati, della sicurezza del Campidoglio e dei vigili urbani che devono punire questi soggetti una volta individuati, senza mai chiudere un occhio. Solo in questo modo possiamo augurarci che una cosa simile non abbia più seguito”.

  • La Polverini inneggia alla prova di forza, Tortosa in allarme

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “La candidata del centrodestra aizza la piazza invece di preoccuparsi dei lavoratori, dei pensionati e dei cittadini”

    Roma – Dopo la notizia del rigetto del ricorso contro l’esclusione della lista del PdL da parte della Corte D’Appello, la candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio, Renata Polverini, non ce la fa proprio ad arginare la sua indignazione e chiama il suo elettorato in piazza Farnese a Roma, oggi alle ore 17. “A sentire le esternazioni della Polverini inneggianti a una dimostrazione di forza da parte del popolo di centrodestra sembrerebbe quasi che voglia evocare una nuova marcia su Roma”, commenta Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, riguardo agli ultimi sviluppi della campagna elettorale del PdL. “Invece di fare ciò – aggiunge -, la Polverini , da ex segretario dell’UGL, dovrebbe parlare dei problemi dei lavoratori, che proprio ieri sono stati ulteriormente danneggiati dall’ultima norma che aggira l’articolo 18; oppure dovrebbe difendere i pensionati o combattere contro la crisi, che sta mettendo i cittadini in condizione di lottare per il pane”.

    L’esponente del partito di Antonio Di Pietro approfondisce poi il ruolo della Corte D’Appello nella vicenda: “I giudici stanno solo accertando i fatti; la lista non è stata presentata entro mezzogiorno, secondo la legge italiana. Non so perché l’abbiano presentata in ritardo: sono andati a mangiare, a discutere, a prendere dei documenti mancanti; comunque l’hanno consegnata tardi e i giudici hanno solo preso atto di ciò. Non è possibile che la legge sia uguale per tutti tranne che per le liste del PdL”.

    Infine, Oscar Tortosa osserva preoccupato: “La dimostrazione di forza che la Polverini vuole attuare in piazza è un chiaro segnale di arroganza e mi chiedo se voglia fare una nuova marcia su Roma”.

  • Protesta inquilini Enpaia per aumenti affitto, lo sdegno di Tortosa

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Grava sui ceti più poveri il peso della deriva del Paese”

    Roma – “Dopo aver svolto un importante ruolo calmierante nel mercato immobiliare, da alcuni anni ormai gli enti assistenziali si sono trasformati in imprenditori”. Questo il commento di Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, in merito alla protesta degli inquilini dell’Enpaia, davanti alla sede romana della fondazione. I locatari delle case di proprietà dell’Ente nazionale di previdenza per gli addetti e gli impiegati dell’agricoltura, si aspettavano infatti un leggero ritocco del canone d’affitto, compreso tra i quattrocento e i cinquecento euro, salvo poi scoprire aumenti pari a più dell’ottanta per cento. Le vibranti lamentele degli affittuari sono inoltre rivolte ai sindacati, rei di aver firmato senza delega a rappresentarli, l’accordo per il rinnovo delle condizioni di locazione, che priva il conduttore del diritto di prelazione in caso di vendita e prevede un cospicuo aumento del deposito cauzionale.

    “Siamo di fronte ad una nuova emergenza abitativa – prosegue l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – che rischia di lasciare senza un tetto centinaia di famiglie. Invece di porre un freno all’escalation dei prezzi degli affitti, si mettono i cittadini di fronte all’alternativa di abbandonare la propria casa o rischiare lo sfratto. Il Paese è alla deriva e la disperazione dei più disagiati dilaga – conclude amaramente Tortosa – nella totale indifferenza delle istituzioni preposte”.

  • Pista ciclabile ancora sbarrata a Roma Nord, il punto di vista di Tortosa

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “I proclami non ci bastano più”

    Roma – “I cittadini romani sono stanchi di ottenere dalle amministrazioni solo comunicati che poi non vengono portati a termine”. Queste le parole del vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, in merito alla continua procrastinazione da parte dell’assessorato romano alla riapertura del tratto di pista ciclabile che collega Ponte Milvio Castel Giubileo a ponte dell’Acqua Traversa.

    “Quello in questione è un importante passaggio ciclistico molto utilizzato ed apprezzato dalle famiglie capitoline amanti delle due ruote, ma purtroppo ad oggi lo sbarramento prolungato dello stesso tiene spezzata questa parte di Roma Nord. Il problema delle promesse non mantenute – continua Tortosa – non è però circoscritto alla sola pista ciclabile. Purtroppo in un periodo di campagna elettorale si cerca di ottenere il consenso dei cittadini utilizzando atteggiamenti furbeschi e promettendo soluzioni che non verranno mai attuate. Non dobbiamo dimenticare le numerose, vane promesse da parte dell’amministrazione comunale quali il ripristino del manto stradale, il problema degli asili nido e non ultimo la situazione della nettezza urbana nella città di Roma. Vorremo sapere, non solo quanti soldi sono stati spesi dal Comune per la creazione di una pista ciclabile ad oggi non agibile, ma soprattutto – conclude l’esponente del partito presieduto da Antonio Di Pietro – quando potremo tornare ad andare in bici per la nostra città”.

  • Via libera a nuovi centri commerciali nella Capitale, l’appello di Tortosa

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Chiediamo al sindaco una maggiore sensibilità per i piccoli imprenditori”

    Roma – “Difendo con tenacia i piccoli imprenditori romani, la professionalità e il coraggio che mostrano nel difendersi dalla morsa della concorrenza dei grandi centri commerciali”. Con queste parole il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, commenta la notizia del via libera dato dal Comune di Roma alla costruzione di un nuovo shopping center di 15.000 metri quadri ad Acilia. A sostegno dell’atteso piano di recupero urbano delle periferie, promosso dal sindaco, è prevista, nel giro di 5-8 anni, la realizzazione di altre 10 mega-strutture di vendita in diverse zone di Roma. “Non posso non pensare alla famiglie dei fornai, dei calzolai, dei fruttivendoli e di tutti i piccoli negozianti che per anni con sacrificio hanno condotto le loro attività favorendo la crescita qualitativa e professionale del commercio. Faccio un appello ad Alemanno – conclude l’esponente del partito presieduto da Antonio Di Pietro – affinché rivolga una maggiore sensibilità verso questi lavoratori e non dimentichi il vitale sostegno che hanno fornito per lo sviluppo della nostra città”.

  • Urbanisti e cittadini bocciano la Metro C, l’opinione di Tortosa

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Per ottenere dei risultati è necessaria la partecipazione e la soddisfazione di tutti”

    Roma – “Non mi stupisce il malcontento che serpeggia tra cittadini e associazioni, perché in Europa siamo i primi in classifica in quanto a costi di produzione e gli ultimi per tempistica di realizzazione delle infrastrutture pubbliche”. Questo il commento di Oscar Tortosa, vicesegretario laziale dell’Italia dei Valori, in merito alle massicce critiche rivolte al progetto di realizzazione della Metro C da parte di urbanisti e comitati civici. Il loro dissenso è legato alle continue modifiche intervenute sui piani di lavoro, considerate oramai troppo onerose e inefficienti, e all’utilità del tratto centrale della metropolitana T3 che avrebbe dovuto collegare la periferia sud a quella nord di Roma, dove attualmente sono stati bloccati o rimandati tutti i cantieri previsti. Preoccupazioni sono state inoltre espresse sulla stabilità di alcuni palazzi nei dintorni del Celio.

    “Dobbiamo impegnarci seriamente nell’attuazione di obiettivi di grande interesse per la comunità – conclude l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – utilizzando al meglio una partecipazione condivisa su tutti i fronti”.