Tag: Italia dei Valori

  • Ferraioli aggredito e ferito a un incontro dell’Italia dei Valori, De Pierro esprime solidarietà


    Il presidente dell’Italia dei Diritti interviene dopo l’aggressione ai danni del responsabile ligure del movimento: “Rivolgendomi a Giovanni Paladini, coordinatore ligure dell’Italia dei Valori, auspico, l’immediata espulsione dal partito dell’aggressore, che non ha nulla in comune con il confronto politico, ma appartiene a un rigurgito di squadrismo che la nostra Costituzione ha seppellito da molti decenni”


    Roma – “Esprimo, a nome del movimento Italia dei Diritti che rappresento, la più totale solidarietà a Maurizio Ferraioli, nostro responsabile ligure, per la vile aggressione subita”. Inizia così l’attestato di solidarietà di Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei diritti, nei confronti di Maurizio Ferraioli, responsabile del movimento per la Liguria, colpito durante un alterco scoppiato nel corso di una riunione politico.
    “Maurizio – ricorda De Pierro – stava partecipando a un incontro dell’Italia dei Valori, partito per il quale è stato in passato responsabile cittadino della Spezia, che si stava tenendo proprio alla Spezia, quando per una divergenza di opinioni è stato aggredito e malmenato con una prognosi di 7 giorni salvo complicazioni, ricevendo un pugno in pieno volto. Non conosco e nemmeno voglio conoscere un simile elemento, ma conosco bene Maurizio.
    So che è una persona che crede fermamente nei principi di lealtà, moralità, correttezza, legalità e giustizia, una persona perbene che non affida mai alla retorica le idee che esprime, ma sempre le ancora alle rive del sentimento sincero e pulito che bagnano la sua coscienza. Lo conosco bene e so che non ha reagito, ma ha subito in silenzio. Lo conosco bene e so che non ci sono scuse per un simile comportamento a danno di una persona come lui. Lo conosco bene e so purtroppo che tale evento, al di là del dolore fisico provato, gli lascia una ferita morale che non riuscirà a cicatrizzarsi, in quanto è molto lontano da tali comportamenti deprecabili e fedele paladino della dialettica politica che affronta con passione non comune, sempre rispettoso delle idee altrui, per la cui libera espressione si è da sempre battuto, affidando le divergenze di pensiero al tavolo del confronto costruttivo. E’ per tutto questo che lo considero uno dei pilastri dell’Italia dei Diritti e gli sono vicino e l’abbraccio fraternamente, invitandolo a proseguire nel suo impegno civico e a non mollare mai, perché la forza delle sue idee sconfiggerà tale gesto sconsiderato”.
    “Ed è ancora per tutto ciò – conclude De Pierro – che, rivolgendomi a Giovanni Paladini, coordinatore ligure dell’Italia dei Valori, auspico, l’immediata espulsione dal partito di un siffatto elemento, che non ha nulla in comune con il confronto politico, ma appartiene a un rigurgito di squadrismo che la nostra Costituzione ha fortunatamente seppellito da molti decenni”.

  • Antonello De Pierro su aggressione Barbato a Montecitorio

    Roma – Rovente il clima politico dopo la rissa scoppiata nell’Aula della Camera dei Deputati, a Montecitorio, nel corso dell’esame del disegno di legge Meloni sulle comunità giovanili.

    A farne le spese il deputato dell’Italia dei Valori Francesco Barbato che durante la seduta, a seguito di una lite con insulti e spintoni con alcuni onorevoli del Pdl, si è dovuto recare, accompagnato dal collega e capogruppo Donadi, all’infermeria di Montecitorio e successivamente all’ospedale Gemelli, con una prognosi riscontrata di 15 giorni e un referto chiaro che parla di «trauma contusivo della regione zigomatica e all’occhio destro» e di «cefalea post-traumatica».

    Deciso e a distanza di tempo necessaria per l’accertamento dei fatti è il commento di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti : “Ciò che è successo all’Onorevole Barbato in parlamento è un’ennesima pagina vergognosa della storia della Seconda Repubblica. La cosa non mi meraviglia molto e evidenzia un’incapacità da parte di alcune persone della maggioranza di rispondere con argomenti credibili a dichiarazioni scomode”.

    L’esponente del partito presieduto da Antonio di Pietro, dopo la richiesta di rinvio del testo in commissione da parte del Pdl, con l’accordo di tutti i gruppi e dello stesso ministro della Gioventù, ha sostenuto che la Meloni con questo ddl, volesse finanziare la corrente propria, di Alemanno e dell’assessore regionale Lollobrigida il quale gestirà tali sovvenzioni. Tra le proteste sempre più vive dagli scranni del Governo, Barbato ha proseguito, scatenando le ire di alcuni pidiellini. In seguito, nonostante i tentativi di separazione dei commessi, l’avvicinamento tra le parti e la rissa, dove lo stesso esponente dell’Idv ha ricevuto un colpo, tanto forte da necessitare accertamenti medici e 15 giorni di riposo. La svolgimento dei fatti è ancora poco chiaro ma quel che è certo è che sarà visibile e documentato nei filmati martedì, alla presenza del presidente Fini.

    Oggi invece a parlare è l’occhio nero del deputato, tra lo sconcerto e il disappunto di quanti hanno assistito o semplicemente appreso della vicenda e tra i protagonisti che tentano di difendersi, accusandosi reciprocamente. “Esprimo la mia solidarietà all’onorevole Barbato – prosegue De Pierro – e prendo atto del fatto che abbia reagito con grande compostezza ad un gesto che non esiterei a definire ‘squadrista’ d’altronde non c’è da stupirsi quando tra gli scranni del Parlamento siedono ex picchiatori fascisti che ancora accolgono le vittorie elettorali con il saluto romano. Sono stupito inoltre, per il fatto che nessuno dei suoi colleghi, ha cercato di difenderlo Gli auguro di riprendersi presto – chiosa il presidente dell’Italia dei Diritti – e continuare con le sue denunce pesanti ma sicuramente vitali per quegli scampoli di democrazia che questo regime ancora permette”.

  • Decreto sulle intercettazioni, per De Pierro è il massacro della libertà

    Roma – «Con il passaggio al Senato del ddl sulle intercettazioni si è avuta la certezza, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, che l’attuale maggioranza è una lobby politico – affaristica sbarcata in Parlamento grazie all’inganno mediatico di un impeccabile illusionista che si spaccia per Premier.

    E’ iniziato il massacro della libertà e il corto circuito della democrazia».

    Durissimo il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro alla notizia del via libera del Senato al ddl sulle intercettazioni, approvato con 164 voti favorevoli e 25 contrari.

    Blindato dal voto di fiducia, il provvedimento è stato approvato senza il Pd, che ha abbandonato l’aula in segno di protesta.

    «L’Italia dei Diritti si oppone a questo ennesimo colpo di mano sudamericano e piduista e chiama a raccolta per una mobilitazione civile tutti coloro che hanno la forza di far sentire la voce scandalizzata del dissenso – tuona De Pierro – occorre risvegliare le coscienze addormentate dalla mistificazione operata dai media di regime».

    Forti reazioni al provvedimento da parte di magistratura e società civile: mentre l’Associazione Nazionale Magistrati ritiene che il provvedimento «metterà in ginocchio l’attività di indagine di Pm e polizia», il popolo viola si è radunato, nella tarda serata di ieri, per un sit – in davanti a Palazzo Grazioli. Dello stesso avviso De Pierro:«Si tratta di un clamoroso regalo alla criminalità, contro il rispetto della legalità che da sempre propugniamo».

  • Elezioni regionali, De Pierro punta il dito sul Pd

    Roma – “Quello che ci hanno restituito le urne è un risultato da analizzare con grande attenzione sia per quanto concerne gli aspetti positivi che quelli negativi.

    È chiaro che il Pd, che ancora riesce a intercettare consensi considerevoli, debba far capire da che parte sta. È proprio questa la fetta di rappresentanza partitica che, con la sua opposizione vacanziera, ci ha regalato la deleteria piaga del berlusconismo, non intesa come legata alla figura del premier in se ma a concetti secondo cui alcuni comportamenti deprecabili sono leciti, e dipingendo come demonio chi invece li persegue e li reprime.” Queste le prime parole a caldo che il presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro esprime in merito all’esito delle ultime elezioni regionali. “Sono tante le responsabilità del partito di Bersani in questi risultati che purtroppo aprono scenari apocalittici al nostro orizzonte – continua De Pierro –. Fortunatamente il successo di alcuni validi e coraggiosi politici come Nichi Vendola ha limitato le dimensioni della disfatta, ma è chiaro a tutte le persone di buon senso che bisogna cambiare rotta prima che sia troppo tardi per non giungere al punto di non ritorno, costruito sull’illecito e che possa addirittura confondersi con condotte moralmente impeccabili. È suonata l’ora del risveglio da un torpore durato troppo a lungo – tuona ancora il leader del movimento a tutela dei diritti dei cittadini –, bisogna contrastare l’invasione mediatica e l’agitazione sconsiderata e irresponsabile dello scettro del potere da parte di chi attualmente ci governa. Il Pd dovrebbe fare un po’ di pulizia al suo interno per cercare di mettere in campo forze limpide e scevre da qualsiasi ombra o macchia per fare crescere nuovamente fiducia in una fetta di popolazione disillusa e che ormai non si sente più rappresentata. L’astenzionismo registratosi presso i seggi ne è la prova più evidente e concreta. Quest’opera di rinnovo mi sembra l’unico modo – continua De Pierro – per scongiurare il pericolo, da sempre sottovalutato ma che è un dato di fatto maledettamente reale, rappresentato dal periglioso avanzamento della Lega Nord, con la sua cultura xenofoba, omofoba nonché secessionista anche se convenientemente ammorbidita in federalista. Non dobbiamo poi sottovalutare in merito alla crisi del Pd – conclude De Pierro –, il grande successo fatto registrare dalle liste del comico Beppe Grillo che poteva indubbiamente essere coinvolto in una schieramento compatto e vincente piuttosto che essere snobbato e che ha dimostrato di essere determinante specialmente in Piemonte. Non rinuncerò mai ad insistere sul grande errore che ha contraddetto in maniera eclatante l’aggettivo che identifica il Partito Democratico, quando solo per paura, fu rifiutata l’iscrizione e la candidatura del comico genovese con una decisione che con la democrazia aveva ben poco a che vedere”.

  • Autisti Atac positivi a test antidroga, le riflessioni di Tortosa

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Sono favorevole all’estensione del monitoraggio anche agli operatori di trasporto privati”

    Roma – “Quando ho letto le dichiarazioni entusiaste dell’assessore capitolino alla Mobilità, Sergio Marchi, e del direttore industriale dell’Atac, Marco Coletti, sono saltato sulla sedia, perché parlare di percentuali irrisorie e di numeri sotto controllo è da irresponsabili”. Questo il commento di Oscar Tortosa, vicesegretario laziale dell’Italia dei Valori, in relazione alla pubblicazione dei risultati del programma europeo “Isste” dedicato alla guida sicura per gli autisti del trasporto pubblico. A seguito dei controlli effettuati nel 2009 sui dipendenti dell’azienda romana Atac, 14 conduttori sono stati trovati positivi a test alcolici e antidroga. Sospesi dalle loro mansioni, sono attualmente impegnati in percorsi riabilitativi.

    “Fosse stato anche uno soltanto – ha aggiunto l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – sarebbe stato di una gravità inaudita. Personale preposto a funzioni così delicate, dalla cui prontezza di riflessi dipende l’incolumità di passeggeri e cittadini, deve essere attentamente monitorato sotto il profilo tossicologico. Mi riferisco non solo a chi opera in realtà a partecipazione pubblica, ma anche a chi lavora alle dipendenze di privati. Penso per esempio ai servizi di accompagnamento a scuola di bambini, ai pullman turistici, alle ferrovie e a tutti gli operatori con responsabilità diretta di conduzione veicolare, ma anche alle unità tecniche e amministrative. Essere al riparo da alterazioni indotte da sostanze allucinogene è il prerequisito essenziale per svolgere il proprio compito in modo sereno ed efficiente, qualunque esso sia. Anche chi riveste cariche elettive o istituzionali, per quanto mi riguarda, dovrebbe essere obbligato a sottoporsi a tali accertamenti e non invocare pretestuose e assai furbesche violazioni della privacy”.

  • La Polverini vince nel Lazio, Tortosa analizza i risultati

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Vittoria che va riconosciuta al centrodestra, tuttavia occorre fare un’attenta valutazione sull’esito ottenuto”

    Roma – “Emma Bonino a Roma ha vinto in 18 circoscrizioni su 20. Sorprende che proprio nella città amministrata da Alemanno, nonostante gli enormi sforzi profusi dal Pdl per questa campagna elettorale, il centrodestra abbia ottenuto 100 mila voti in meno rispetto al centrosinistra. Probabilmente i cittadini romani cominciano ad avvertire un senso di generale sfiducia intorno all’operato del sindaco. Peccato che questo clima non sia stato avvertito anche nelle province laziali, e proprio da questo punto dobbiamo ripartire cercando di capire il perché di tale disfatta”.

    Così il vicesegretario regionale dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, valuta il successo di Renata Polverini alla presidenza della Regione Lazio.

    “Analizzando questi risultati prepariamoci alle prossime sfide che l’IdV si appresta ad affrontare – continua l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro –. Siamo chiamati a rispondere ai problemi sociali che attanagliano i cittadini, come la precarietà del lavoro, la disoccupazione, il caro affitti e le pensioni. Oltre a questo affermo che faremo nostri i referendum contro il nucleare e la privatizzazione dell’acqua. La sfida per le prossime elezioni comunali inizia oggi – conclude Tortosa – e noi siamo pronti a proporre un concreto progetto alternativo all’attuale amministrazione romana”.

  • Polemica nei seggi del Lazio, l’intervento di Tortosa

    Il vicesegretario regionale dell’IdV: “L’interpretazione delle leggi è l’ennesimo esempio di arroganza da parte del centrodestra”

    “Le leggi sulla nullità del voto ci sono e sono chiare, ora spetta alla Prefettura il compito di vigilare sull’applicabilità delle stesse per evitare che vi siano degli atti di arroganza da parte delle forze politiche”. Interviene così Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, in merito alla polemica sollevata nella regione Lazio sulle regole del procedimento elettorale che potrebbero complicare lo scrutinio. La problematica nasce in merito a quei voti che contengano l’espressione di preferenza per un soggetto che non risponde a nessuno dei candidati in lista.

    “L’errata indicazione di una persona non candidata – continua Tortosa – è un palese segno di riconoscimento del voto e pertanto deve essere considerato nullo. Vi è, inoltre, un manuale stilato della Lega Nord che spiega come questo potrebbe essere un chiaro tentativo di palesare la propria preferenza elettorale. La libera interpretazione delle norme è l’ennesimo esempio di arroganza da parte del centrodestra, un ulteriore tentativo di giungere alla presa del potere assoluto. Il Prefetto di Roma – conclude l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – deve vigilare sulla regolarità dello scrutinio e sull’onesta degli esponenti di lista presenti nei seggi affinché venga rispettata la libertà democratica della collettività”.

  • Campidoglio punta su raccolta differenziata, Tortosa teme spot elettorale

    Il vicesegretario regionale dell’IdV:“Il sindaco deve smetterla di fare proclami ogni giorno e dirci chiaramente qual è la situazione finanziaria di molti enti e cosa ha in mente per questa città”

    Roma – “Noto sempre molta confusione intorno alla delicata questione dei rifiuti. A fronte di tanti proclami il problema rimane, anche perché c’è un altro nodo da sciogliere: quello relativo all’esposizione debitoria di tante aziende romane, di cui sarebbe utile conoscere il bilancio reale, al di là degli spot puramente elettorali”. A sostenerlo è Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, affrontando il tema della raccolta differenziata dei rifiuti che, come annunciato dai vertici dirigenziali dell’Ama, la società capitolina per l’igiene urbana, arriverà al 35% entro il 2013. Ama S.p.A. ha chiuso il bilancio 2009 con utile pari a 1.088.427 di euro. La crescita di percentuale della raccolta differenziata ha offerto anche al sindaco Gianni Alemanno lo spunto per esternare la sua contrarietà a una nuova discarica, puntando invece su un nuovo termovalorizzatore.

    “Il sindaco deve smetterla di fare proclami ogni giorno e dirci chiaramente qual è la situazione finanziaria di molti enti di proprietà del Comune e cosa egli ha in mente di fare per questa città”, nota Tortosa, che poi aggiunge: “Si era parlato di una commissione per studiare e debellare il dramma delle buche stradali che attentano alla sicurezza degli automobilisti, ma poi non se n’è fatto più nulla; oggi l’amministrazione ci dice che risolverà l’emergenza abitativa e quella dei rifiuti. Ogni giorno assistiamo a un nuovo annuncio. Non si comprende se Alemanno si ponga davvero questi problemi oppure se sia più interessato a infilare la mano nelle tasche dei contribuenti romani, inscenando quotidianamente il suo show di comiche, esattamente come fa il suo premier”, dice a margine dell’intervento l’esponente del partito che ha in Antonio Di Pietro il suo leader.

  • Alla Asl Roma E spesi 82 mila euro per un evento, Tortosa perplesso

    Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Esigo che sulla vicenda sia fatta chiarezza in tempi brevi”

    Roma – “Gli sforzi condotti per la costruzione del nuovo blocco polifunzionale dell’ospedale Oftalmico, una delle strutture ospedaliere più importanti di Roma, sono da elogiare, ma non comprendo la necessità di spendere denaro pubblico per sponsorizzarne l’evento. Non posso non alzare la voce dinnanzi a sprechi di questa entità che oltraggiano i cittadini. Spese oltremodo sostenute in un periodo di assoluta crisi della sanità regionale”. Così il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, commenta la spesa di 82.435 euro avallata dal manager della Asl di Roma E, Pietro Grasso, per finanziare la presentazione di un filmato sull’esecuzione del progetto e dei lavori di ammodernamento dell’ambulatorio chirurgico e della sala operatoria multiattrezzata dell’ospedale Oftalmico di piazzale degli Eroi. Per organizzare l’evento, durato tre ore, son state necessarie spese per l’affitto di sette gazebo e dei relativi dispositivi audio e video.

    “Voglio sperare che la cifra in questione non sia veritiera – conclude con rammarico l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – altrimenti Pietro Grasso dovrà rendere pubblico a noi contribuenti il perché di queste spese folli e inammissibili”.

  • Ama spende 500.000 euro per trattare rifiuti a Padova, Tortosa sconfortato

    Il vicesegretario regionale dell’Italia dei Valori: “Che sia fatta chiarezza una volta per tutte sul come e perché vengono spesi i soldi dei contribuenti”

    Roma – “Esigo che il presidente dell’Ama renda pubbliche le delibere relative ai costi di trasporto e trattamento dei rifiuti organici negli stabilimenti di Padova. La municipalizzata, che sta vivendo un particolare periodo di recessione, come può permettersi il lusso di scialacquare denaro pubblico così facilmente senza aver prima provveduto ad individuare delle valide soluzioni alternative?”. Questo è il dubbio sollevato dal vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, sulla decisione dell’Ama di trasferire a Padova 2800 tonnellate di umido per la riconversione in compost. Il costo dell’operazione è di 500.000 euro. L’amministratore delegato dell’azienda capitolina, Franco Panzironi, sostiene che la scelta di indirizzare i rifiuti organici negli impianti della città veneta sia dovuta all’incapacità dello stabilimento di Maccarese di far fronte alle oltre 4000 tonnellate di umido provenienti dai comuni dell’hinterland romano.

    “Dopo la cessione da parte del Comune dell’ex Centro Carni, ci ritroviamo nuovamente di fronte a una vicenda ai limiti dell’assurdo; oramai da quando il centrodestra è al potere in questa città non mi stupisco più di nulla – aggiunge desolato l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro –. Ogni giorno le tasche di noi contribuenti vengono aggredite, ma che fine faccia questo denaro e il modo in cui venga investito nessuno ne è a conoscenza. Aspettiamoci la prossima mossa”.