Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Non è servito gridare alla punizione e ricorrere a un provvedimento ad hoc. E’ ora di arginare questo triste fenomeno capendone le cause”
Roma – “Si è parlato tanto di contrastare l’accattonaggio attraverso una lotta senza precedenti, mortificando ancora di più questi disgraziati che vivono nella miseria. Ma hanno mai pensato che dietro potrebbe esserci una vera e propria organizzazione a delinquere che vi specula sopra?”. E’ questa la domanda che si pone Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, circa la presenza, sempre più massiccia nella Capitale, di mendicanti, zingare e lavavetri.
Malgrado il Comune avesse reso nota una significativa riduzione del fenomeno, pari al 70%, in realtà gli “irriducibili” spopolano agli incroci delle principali vie della città, sfidando il rischio paventato delle multe e dell’espulsione. “Non è servito gridare alla punizione e usare un provvedimento ad hoc per ripristinare la situazione – continua l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro –, perché il problema bisogna risolverlo dalla radice. L’amministrazione dovrebbe intervenire insieme ad organismi competenti, come la Caritas, per aiutare questa gente ad abbandonare le strade in nome di un’integrazione che è diritto di tutti”.
L’ordinanza, che contemplava il reinserimento sociale di coloro che versavano in condizioni di sfruttamento e percorsi di assistenza per soggetti deboli, scadrà alla fine di giugno. “Il problema non è solo di decoro urbano o sicurezza – conclude Tortosa –. Bisogna fermare le organizzazioni criminali che si nascondono dietro lo sfruttamento dell’accattonaggio intervenendo con forza, perché dove c’è speculazione, c’è disperazione”.
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