L’artista contemporanea Nunzia Romeo sta compiendo un percorso creativo di interessante e stimolante evoluzione, di intraprendente ricerca, che si snoda e si dipana attraverso un’esperienza pittorica portata avanti sull’onda e nella scia di un’autentica, fervida e viscerale vocazione e di un’ispirazione pura e incondizionata. La pittura per la Romeo diventa una vera e propria esperienza plurisensoriale e multisensoriale, che la coinvolge in toto, mente, cuore e anima. La ratio e la passione si legano saldamente e si fondono insieme ad intreccio per guidarla e accompagnarla quasi prendendola per mano, affinché possa orientarsi e dirigersi in una ricerca sempre equilibrata e bilanciata, che sfocia in soluzioni fortemente e intensamente evocative e rievocative, dove coesistono insieme perfettamente in alchemica armonia. Lo slancio emotivo ed emozionale vibrante e pulsante, che la incalza nel modus pingendi viene dunque accorpato alla riflessione analitica ponderata. La Dott.ssa Elena Gollini nell’apprezzare le virtuose qualità artistiche della Romeo ha così commentato spiegando: “La pittura di Nunzia è vivace, frizzante, dinamica, spinta e sospinta da uno stimolo intimo profondo, che viene ad emergere e si palesa in modo travolgente e al tempo stesso viene convogliato e filtrato attraverso la componente razionale e ragionata. Ecco, perché Nunzia non procede mai affidandosi alla casuale improvvisazione e tanto meno allineandosi a situazioni istintuali del momento e non controllabili. Ogni suo gesto diventa come un simbolico rituale impeccabile e si traduce in una sorta di fusione, che viene immessa nella narrazione scenica e la completa e la integra rafforzandone e avvalorandone il potere espressivo e comunicativo. Nunzia non è assolutamente asservita a dogmi rigidi e rigorosi e tanto meno a imposizioni dottrinali e accademiche troppo ferree e intransigenti. Rispetta le lezioni fondamentali e gli insegnamenti di valore impartiti e tramandati dalla tradizione e sempre validi e attuali ai giorni nostri. Ma riesce a ricavarsi una propria esclusività distintiva e una propria qualificante identità e identificabilità. Sono certa, che Nunzia ha ancora tante preziose risorse da offrirci e che saprà stare sempre al passo con i tempi ed avere un carisma artistico accattivante. Il suo elevato spirito di condivisione diventa uno strumento importante per coinvolgere lo spettatore e conquistare da subito la sua attenzione e curiosità e questo aspetto è senza dubbio un plus valore aggiunto ragguardevole della sua profonda e intensa poetica”. La Romeo è stata ufficialmente selezionata per partecipare al prestigioso Premio Vittorio Sgarbi. Questa pregevole iniziativa diventa un ulteriore step per aumentare la sua autorevolezza e le sue credenziali e la colloca di rimando all’interno di un circuito selettivo di calibro e di caratura.
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La pittura di realtà visionaria di Nunzia Romeo
“Perché quello che vediamo è un guizzo di fiamma. È tutto ciò che resta per dileguarsi all’ombra, per consegnarsi al vero” (Apocrifo platonico). Quando si parla di realtà e di irrealtà nell’ambito artistico bisogna sempre fare delle premesse di specificazione a monte. Nel linguaggio comune la realtà viene spesso confusa e identificata con l’insieme dei fatti, delle circostanze, delle vicende, delle situazioni. Secondo la fisica subatomica gli alberi, le rocce, l’acqua e tutti gli oggetti in generale che interagiscono con la nostra dimensione quotidiana, così come le stesse persone, possiedono un flusso di vibrazioni energetiche intense. La fenomenologia esorta invece a cogliere nel nostro giudizio l’essenza di ciò che vediamo, liberandoci dai freni e dai blocchi concettuali, convenzionali e conformistici. La realtà ha una propria storia, un linguaggio precipuo, che è anche la nostra storia del nostro vedere, del nostro sentire e della nostra capacità di osservazione. Alla luce di queste articolate e autorevoli riflessioni la Dott.ssa Elena Gollini ha evidenziato alcuni punti salienti, che appartengono alla visione artistica di Nunzia Romeo. In particolare, ha dichiarato: «La registrazione espressiva di Nunzia, che coglie e accoglie il concetto di realtà dell’arte diventa una sorta di sfida a rileggere e rivedere la storia della visione e della visionarietà. Nunzia ci mostra come nella sua pittura la sfaccettata componente del realismo figurale viene collegata e coniugata ad una peculiare componente soggettiva. Per Nunzia la realtà nella sua sfera di complessità e di totalità è e resta qualcosa di inafferrabile e deve essere modellata e modulata secondo criteri che in ogni epoca, in ogni stile e in ogni artista diventano aspetti e tratti soggettivanti e perciò stesso anche variabili e mutabili a seconda della particolare condizione spirituale e introspettiva e della particolare sensibilità individuale emotiva ed emozionale del momento. Nunzia vuole dare risalto in toto al cosiddetto “teatro dell’anima” inteso come il moto dell’anima che aspira, brama e anela a un senso di verità inconfutabile. La pittura di Nunzia si traduce in una visione dove l’occhio sa cogliere la realtà delle cose sia esteriore sia interiore, sia formale sia sostanziale. Scriveva il geniale Leonardo Da Vinci: “Fai le figure in tale atto il quale sia sufficiente a dimostrare quello che la figura ha nell’animo. Altrimenti la tua arte non sarà laudabile”. Ecco, dunque l’equilibrio raggiunto perfettamente da Nunzia: verità esteriore e verità interiore coesistenti e coese. Nunzia mantiene la prospettiva e l’atmosfera tipica della visione figurale senza mai perdersi in una pedissequa emulazione copiativa e fotografica e senza mai perdersi in una descrizione statica e cristallizzata. Il suo orientamento genera immagini compiute e autonome, che acquistano e assumono vita propria. La sua è una pittura meditata e riflessiva, che si concentra nell’affinare e nel perfezionare la resa spaziale strutturale per ottenere un effetto immediatamente impattante e piacevolmente gradevole. Riesce molto bene a gestire la fusione armoniosa di luce e colore, alternando il tripudio cromatico alle sfumature chiaroscurali e producendo un’effusione e un afflato permeante e avvolgente, che attira e attrae fin dal primo sguardo. Nunzia parte dall’oggetto/soggetto per arrivare ad un’immagine estrapolata e rivisitata in modo sempre convincente, approdando a composizioni di indiscussa raffinatezza e garbata eleganza. La superba riflessione creativa di Nunzia trova sostegno e supporto anche nella psicologia e nella filosofia esistenziale e ne assorbe elementi importanti, che vengono traslati dentro lo scenario con un registro simbolico e metaforico molto stimolante. La variante tradizionale della costruzione della bellezza artistica si riassume nella sua sintesi pittorica, che diventa il perfetto connubio di passato e presente guardando già però avanti al futuro e al futuribile». La Romeo è stata selezionata all’interno del circuito di artisti contemporanei che parteciperanno all’importante Premio Vittorio Sgarbi. Questo evento è certamente un ulteriore fiore all’occhiello nel suo meritevole percorso di evoluzione artistica.
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Livio Sgarbi presenta : VIVI CON PASSIONE
È un invito a compiere un viaggio in cui affrontare l’avventura del “vivere appassionatamente”, con gioia e dando tutto se stessi. Infatti, “pur non potendo cambiare la direzione del vento, possiamo imparare a regolare le vele in modo da raggiungere sempre la nostra destinazione”. Lo sviluppo delle nostre qualità e il raggiungimento dei nostri obiettivi, non rientrano nella sfera della semplice fortuna. Si tratta, piuttosto, di un lungo cammino; o meglio di un viaggio fatto di preparazione e allenamento, sconfitte e vittorie. Non sempre si ha il coraggio o la motivazione per affrontarlo, perché questo percorso richiede costanza, ma soprattutto, una guida che “spiani la strada”. Ecco quindi, una valida cassetta degli attrezzi, messa a disposizione da Livio Sgarbi. Utilizzando gli strumenti contenuti in questo volume e seguendo gli esercizi proposti è possibile cambiare la vecchia visione di se stessi. Il lettore, potrà quindi sentirsi libero di esprimersi al meglio e creare una vita personale e professionale appassionante, il tutto, prendendo consapevolezza dell’immenso potenziale di cui è già in possesso e potrà così scardinare quei limiti dettati da false convinzioni. Inoltre, l’autore, ci invita a non correre il rischio di lasciarci sopraffare dal tempo, perché la nostra esistenza merita di essere vissuta momento per momento, godendo ogni attimo del percorso. Infatti, a volte, costruire obiettivi ambiziosi, ci distrae da ciò che conta veramente: il presente. Tutto è già in noi: le nostre menti e i nostri cuori sono i porti da cui salpare, ora. Sul sito internet liviosgarbi.com/viviconpassione, si possono scaricare gratuitamente i file audio mp3 degli esercizi contenuti in questo libro e farsi guidare dalla voce dell’autore.
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il patrimonio artistico italiano: un tesoro da tutelare
Furti, vandalismi, atti di terrorismo e traffici internazionali illeciti: l’arte è sottoposta ogni giorno a moltissime minacce nonostante essa indentifichi la nostra cultura nazionale, la memoria collettiva e l’eredità per le generazioni future. Come scongiurare questi pericoli per proteggere ciò che Giosuè Carducci definiva “emanazione morale della civiltà, la spirituale irradiazione dei popoli” è stato oggetto dell’incontro svoltosi oggi a Bergamo e organizzato da Aon Benfield Italia Spa – divisione Fine Arts, Gruppo Leader nell’intermediazione assicurativa e riassicurativa con una fortissima expertise nel settore dell’arte, in collaborazione con l’Accademia Carrara di Bergamo.
Sono 450 i furti di beni culturali denunciati nel 2015 (in calo dai 609 del 2014). La quasi totalità delle regioni è interessata da questo fenomeno, con una preponderanza per la Campania (57), la Toscana (53), l’Emilia Romagna (52) e la Lombardia (52). Purtroppo i numeri reali del fenomeno sono decisamente più elevati poiché molti reati non vengono denunciati. In ogni caso si tratta di un dato preoccupante per una nazione tra le più ricche di tesori artistici mondiali e che risulta la più colpita sul mercato nero dell’arte che, a livello globale, vale 9,3 miliardi di euro. Libri, dipinti, sculture e statue sono le opere più ambite e rappresentano circa il 65% del totale dei beni culturali illecitamente sottratti nel nostro Paese.
L’esigenza di valorizzare il patrimonio artistico del Paese e renderlo godibile da tutti, dunque, mal si concilia con la necessità di proteggerlo dai rischi connessi alla sua esposizione e movimentazione. Oggi più che mai è fondamentale che nei musei e in tutti i luoghi d’arte, siano essi pubblici o privati, siano intensificati i controlli e siano attuate azioni incisive di contrasto ai furti e alle distruzioni dei beni culturali come ha specificato nel corso della serata Lia Perucchini, Dirigente Specialty Lines di Aon Benfield Italia S.p.A: «Aon Benfield ha dedicato al settore Fine Art professionisti specializzati per mettere a disposizione dei propri clienti polizze personalizzate che si adattino alle diverse esigenze e che, in caso di danneggiamento risarciscano i costi di restauro e l’eventuale deprezzamento delle opere o, in caso di perdita, il valore economico assicurato per l’opera d’arte, qualunque sia la causa assicurabile, compresi terremoti, alluvioni, atti di terrorismo, al fine di consentire la massima serenità a chi vuole organizzare mostre, o prestare opere per la realizzazione di mostre, o anche solo ammirare nel salotto di casa le proprie collezioni d’arte. Prevenzione e sicurezza sono temi fondomentali nell’Assicurazione e obiettivi primari per chi ama l’Arte: la perdita di un’Opera artistica lascia un vuoto che nessun risarcimento assicurativo potrà colmare».
Vittorio Sgarbi – “Parlare di scurezza significa, prima di tutto, parlare di conoscenza, cioè la consapevolezza del nostro immenso patrimonio culturale. Viviamo in un luogo meraviglioso ma che spesso ignoriamo per cui non siamo pronti a difenderlo. Recuperare la coscienza della cultura, la sensibilità per l’arte, i confini del nostro patrimonio è una necessità, un passo indispensabile che deve essere compiuto attraverso l’insegnamento, perché sono valori che non possono essere trasmessi da nessuna autorità preposta. Conoscenza significa anche mappatura puntuale e senza limite delle nostre straordinarie ricchezze, perché il problema della sicurezza riguarda spesso il patrimonio disperso in musei o chiese di periferia”.
«È responsabilità comune difendere il nostro straordinario patrimonio artistico e fronteggiare eventuali minacce – Maria Cristina Rodeschini, Direttore Accademia Carrara – I musei, per loro stessa missione, si occupano di conservare, proteggere e mostrare al mondo le opere più belle di sempre. Spesso tali opere sono oggetto di scambi tra musei, in altri casi, invece, devono essere restaurate, sempre con grandissima cura e attenzione. La stessa cura che dovremmo utilizzare per prevenire furti o danneggiamenti volontari. Siamo certi che questo evento innescherà riflessioni utili per rendere ancora più sicuri i nostri beni culturali».
Le innovazioni tecnologiche, gli impianti di videosorveglianza e le protezioni specifiche per gli oggetti d’arte, infatti, possono consentire di alzare il livello di sicurezza nei musei e non solo. Ma questi strumenti non sono ancora utilizzati in modo diffuso e capillare. «Il business criminale sui beni culturali in Italia ha un giro d’affari stimato di 150 milioni di euro l’anno, terzo per rilevanza e redditività dopo droga e traffico d’armi. Nel 2015 il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha recuperato 34.712 beni trafugati per un valore di oltre 83 milioni di euro. Questi dati dimostrano l’eccellente lavoro svolto dalle Forze dell’Ordine, ma anche la debolezza delle protezioni adottate. Non è semplice proteggere un patrimonio così diffuso sul territorio, che ammonta a 46.025 beni architettonici, 5.668 beni immobili archeologici vincolati, 3.847 musei, 240 aree archeologiche, 501 monumenti e complessi monumentali, nonché 12.936 biblioteche. Tuttavia oggi sono disponibili strumenti tecnologici che ne rendono possibile la tutela, quali telecamere che operano in assenza di luce, sistemi che rilevano l’abbandono o l’asportazione di un oggetto e che analizzano il comportamento delle persone all’interno dei musei. Il loro limitato utilizzo è un grave problema a cui va posto rimedio, considerando soprattutto che non si tratta di una mancanza di risorse, quanto di scarsa sensibilità verso il tema della sicurezza» – ha commentato Carlo Hruby, Vice Presidente della Fondazione Enzo Hruby.
Per Angelo Piazzoli, Segretario Generale Fondazione Credito Bergamasco: «Il tema della sicurezza dell’arte è sempre più attuale». E ha ricordato: «La Fondazione Credito Bergamasco ha sempre riservato grande attenzione alla salvaguardia delle opere d’arte mettendo in sicurezza molti capolavori bisognosi di cure e presentandoli a un pubblico di appassionati diventato sempre più numeroso. Agli importanti restauri realizzati direttamente nella Sala consiliare della Banca si aggiungono i numerosi interventi di ripristino operati direttamente sul territorio. Non possiamo non tutelare ciò che amiamo così tanto».
Infine, per Nicola Nugnes, COO Vedetta 2 Mondialpol: «Difendere il Patrimonio Artistico e Culturale significa coniugare l’esigenza di tenere al sicuro un bene con la possibilità di renderlo fruibile. Il “Progetto di Difesa” – ha spiegato – nasce, in collaborazione con le Forze dell’Ordine, da un’attenta analisi sui beni da difendere, sul loro valore, sulla loro ubicazione, sugli orari di esposizione al pubblico, nonché da un’analisi dei flussi di affluenza. Questa è la base per il censimento dei rischi e la creazione di una “mappa di contrasto e mitigazione” con cui pianificare le azioni da porre in atto per evitare asportazioni e danneggiamenti. È una grande opportunità per affrontare in modo proattivo una dolorosa piaga storica e culturale».