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  • Niente tavoli in piazza a Vicovaro, la polemica di De Pierro

    Il presidente dell’Italia dei Diritti e consigliere dell’Unione dei Comuni della Valle Ustica contro l’ordinanza del sindaco emessa in occasione del concerto dei Collage

    Roma – Visita a sorpresa, l’altra sera, a Vicovaro da parte del presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro per incontrare un gruppo di sostenitori locali del movimento.

    Era di ritorno dalla Basilicata, dove da anni l’Idd si batte contro l’inquinamento, che ha fatto crescere le morti per patologie oncologiche del 300%, e che è pressoché ignorato dalla gran parte degli amministratori locali, e dove si era recato per valutare l’opportunità, insieme ad alcuni esponenti del luogo, specie nella zona della Val d’Agri e in località Tempa Rossa, di presentare liste proprie in una terra in cui i consensi per la sua compagine politica stanno crescendo di giorno in giorno.

    L’occasione è stata rappresentata dai festeggiamenti, nel comune della Valle dell’Aniene, in onore di Maria Santissima Avvocata Nostra, con il concerto dello storico gruppo musicale Collage. Ad accogliere De Pierro è stato il responsabile cittadino Giovanni Ziantoni, consigliere comunale nella vicina Sambuci. Insieme a loro anche Tony Gallo, responsabile per Pomezia e capogruppo nell’assise consiliare di Castel San Pietro Romano, e il referente per Marino Massimo De Angelis.
    Antonello De Pierro

    Il leader dell’Italia dei Diritti è particolarmente legato al territorio vicovarese anche perché lì ha sede l’Unione dei Comuni della Valle Ustica, del cui consiglio fa parte in rappresentanza del Comune di Roccagiovine, dove riveste il ruolo di capogruppo dell’Idd, e anche per questo prende da sempre particolarmente a cuore le istanze che provengono dai cittadini della zona. E anche l’altra sera ha raccolto le doglianze di molti residenti e di alcuni esercenti su un provvedimento promanante dal sindaco Fiorenzo De Simone, da poco riconfermato alla guida della comunità di Vicovaro. Infatti il 22 agosto scorso è stata emessa un’ordinanza sindacale che vietava l’occupazione del suolo pubblico, in piazza San Pietro, con tavoli o sedie per la serata del 24 (in realtà l’atto documentale indicava in epigrafe il giorno 20) ritenendo “opportuno” tale provvedimento in considerazione di “motivi di sicurezza e ordine pubblico” e ritenendo di adottarlo “per limitare i disagi ed i pericoli per i partecipanti alla manifestazione e alla circolazione”. Per gli stessi motivi si consigliava “la vendita e la somministrazione in contenitori di carta/plastica” e si ordinava “l’obbligo di apertura dei tappi per i contenitori in plastica”.

    Il numero uno dell’Italia dei Diritti si è schierato subito dalla parte di chi aveva lamentato l’inutilità della statuizione, dissentendone categoricamente: “A mio avviso l’espressione decisionale del sindaco, estrinsecatasi mediante l’ordinanza in esame è quasi totalmente sbagliata. Innanzitutto nella parte in cui vieta l’occupazione di suolo pubblico ai pubblici esercizi, paventando, in caso contrario, disagi e pericoli per i partecipanti all’evento e per la circolazione. Probabilmente l’ordinanza è stata partorita frettolosamente e ciò si evince anche quando ci si imbatte nel clamoroso errore nella data epigrafata in oggetto. In ogni caso non possiamo che dichiararci contrari a un provvedimento assolutamente inopportuno, che penalizza pesantemente gli esercenti, i quali hanno perso un’occasione utile per incassare qualche euro in più. Infatti, anche se il numero di presenze in loco era discreto, non c’è stato certo un bagno di folla da rave party, che forse avrebbe in parte fornito una giustificazione a un siffatto intervento provvedimentale. Da consigliere dell’Unione dei Comuni della Valle Ustica posso fare un esempio in riferimento alla recentissima serata Carpe Noctem svoltasi a Licenza, in quanto rappresento le comunità di entrambi i paesi. Lì la ressa era debordante e si faticava a camminare, ma mai il sindaco Luciano Romanzi si sarebbe sognato di negare ai locali della piazza l’utilizzo del suolo pubblico per i tavoli. Mi ha colpito molto vedere tanta gente, tengo a sottolineare molto composta, in larga parte di età matura e quindi lungi dal rappresentare pericoli per l’ordine pubblico, restare in piedi davanti al palco ad ascoltare il gruppo musicale Collage, senza avere la possibilità di potersi sedere e magari godersi lo spettacolo sorseggiando qualche bibita in comodità al tavolo di un bar. Fa sorridere quando si parla di disagi e pericoli per la circolazione, in quanto mi sembra che già la piazza fosse interdetta al transito veicolare. Per ciò che afferisce alla somministrazione in contenitori di carta o plastica sull’ordinanza si legge che è un consiglio. E qui forse un obbligo non sarebbe stato inopportuno. L’unica cosa che condividiamo è l’obbligo di apertura dei tappi per i contenitori in plastica. Chiedendoci cosa abbia fatto o farà in merito l’opposizione consiliare di Vicovaro auspichiamo in futuro provvedimenti più ponderati da parte dell’amministrazione locale e non possiamo che esprimere la nostra solidarietà a tutti i gestori di pubblici esercizi, tanto penalizzati nella congiuntura, e ai cittadini intervenuti, che avrebbero potuto vivere il momento festivo con maggior comfort”.

  • Italia dei Diritti in Valle Aniene, responsabile sarà Marco Orsola

    Il presidente Antonello De Pierro ha designato il sindaco di Saracinesco, dopo la sua adesione al movimento, per il coordinamento territoriale dell’area

    Marco Orsola

    Roma – A distanza di qualche settimana dall’adesione di Marco Orsola. sindaco di Saracinesco e presidente dell’Unione dei Comuni Valle del Giovenzano, al movimento Italia dei Diritti, il presidente Antonello De Pierro, sentito il parere del responsabile provinciale di Roma Carlo Spinelli e del direttivo territoriale, ha proceduto alla nomina diretta della new entry a responsabile per la Valle dell’Aniene.

    Certamente è un passo strategico di estrema importanza per l’espansione dell’Idd in quello che è considerato uno dei più bei paesaggi d’Italia. Uno sviluppo dell’insediamento politico del movimento, iniziato poco più di un anno fa e che ha portato all’elezione di ben 11 consiglieri, divisi tra i comuni di Roccagiovine, dove capogruppo è lo stesso presidente De Pierro, Sambuci, Vallepietra e Rocca Canterano. L’Italia dei Diritti è senz’altro la lista con più eletti in tutta la valle attraversata dal fiume Aniene e l’incarico affidato a Marco Orsola, un emblema inimitabile di buona amministrazione, mira a un radicamento territoriale molto più diffuso, per affermare solidamente i principi fondanti del movimento, basati soprattutto su legalità e giustizia.

    La soddisfazione del numero uno del movimento è lapalissiana: “La scelta di affidare a Marco il ruolo di coordinatore dell’Italia dei Diritti per il perimetro territoriale della Valle dell’Aniene è frutto di una scelta ben ponderata. Innanzitutto pochi come lui conoscono quel territorio e le sue dinamiche sotto un profilo socio-politico, ma anche storico-culturale. Questo naturalmente è un grosso vantaggio nel recepire le istanze della popolazione e cercare di soddisfarle nel migliore dei modi. Un altro nodo fondamentale è che è un amministratore molto capace e ho deciso di costruire la gestione amministrativa tipo per il nostro movimento sulla scorta della sua esperienza gestionale presso gli enti locali. Questi sono gli assunti precipui da trasmettere a chi vuole accingersi a entrare nella macchina amministrativa sotto l’egida dell’Italia dei Diritti, informati all’efficienza, al buon andamento e all’imparzialità, come da dettato costituzionale dell’art. 97, con tutti i criteri di legalità e trasparenza che ne conseguono. Chi sposa queste linee basilari è il benvenuto e, anche se non aderisce al movimento, troverà in noi un solido alleato in ottica collaborativa. Chi è lontano da quelle che consideriamo indicazioni comportamentali imprescindibili troverà la nostra ferma e intransigente opposizione. Per noi esistono prima di tutto la legalità e la giustizia, e queste si traducono, ancora prima che in espressioni delle norme di diritto positivo, anche e sopratutto in condotte di matrice etica, basate su norme morali.

    Il ruolo assegnato a Marco Orsola non lo considero assolutamente definitivo, ma spero sia solo l’inizio di un processo evolutivo della sua totale integrazione nelle file dell’Italia dei Diritti. Presto ci sarà un congresso regionale in Sicilia e subito dopo conto di annunciarlo nel Lazio. Auspicherei in quell’occasione la presentazione di una sua mozione per candidarsi a guidare la nostra squadra a livello regionale“.

  • De Pierro, in visita a Fiuggi, auspica dimissioni sindaco e maggioranza

    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Un’amministrazione comunale che non è sensibile alla corretta valorizzazione delle enormi potenzialità del territorio è orfana degli strumenti basilari e dei più elementari supporti concettuali e valoriali per poter espletare l’attribuzione mandataria affidatale dal corpo elettorale

    Antonello De Pierro
    Roma – Chi era presente parla di un uomo alquanto perplesso di fronte alla situazione riscontrata e determinato a impegnarsi per il cambiamento.

    Lui è il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro e il riferimento è alla sua visita a Fiuggi in occasione del XIII Festival Internazionale della Chitarra in svolgimento in questi giorni nella nota cittadina ciociara. Il leader del movimento, accompagnato dal capogruppo Idd nel consiglio comunale di Castel San Pietro Romano Tony Gallo e da alcuni sostenitori anticolani, ha fatto un giro per le strade avviando un confronto dialogico con molti cittadini, che lamentavano inefficienze gestionali dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Alioska Baccarini. facendo trapelare un diffuso malcontento.

    La reazione del numero uno dell’Italia dei Diritti è stata immediata:”Non riesco a credere di dover raccogliere queste doglianze a Fiuggi. Verificherò personalmente in maniera più approfondita la circostanza recandomi qui più spesso e delegando i competenti nostri esponenti per individuare un valido gruppo dirigente locale. Un’amministrazione comunale che non è sensibile alla corretta valorizzazione delle enormi potenzialità del territorio, che si esplicano specie nello sviluppo turistico, l’ambito settoriale su cui si fonda gran parte della sua economia, è orfana degli strumenti basilari e dei più elementari supporti concettuali e valoriali per poter espletare l’attribuzione mandataria affidatale dal corpo elettorale. Avevamo già in mente di presentare una nostra lista a Fiuggi, sulla scia di quanto stiamo facendo in molti altri comuni, in cui i nostri eletti stanno garantendo il rispetto delle regole e il controllo sull’operato di chi gestisce la potestà amministrativa, in virtù di un lapalissiano stato di inerzia in cui versa la città. Avendo a mente gli antichi fasti a cui ero abituato venendo a Fiuggi mi piange il cuore a riscontrare ictu oculi, al di là delle doglianze dei residenti, il processo involutivo a cui è stata sottoposta. Ancora più doloroso è prendere atto dell’inadeguatezza dell’opposizione a interpretare il ruolo che le compete. Fiuggi merita indubbiamente di più. In ogni caso la nostra presenza al prossimo appuntamento elettorale è pressoché certa per rimuovere dal proscenio politico chi finora dagli scranni del potere amministrativo, ma anche dai banchi dell’opposizione, ha relegato il tessuto sociale di Fiuggi ai margini dei parametri idonei allo sviluppo e dotare i corpi collettivi locali di un’amministrazione che risponda finalmente alle istanze provenienti dal basso. E’ un preciso impegno che assumo di fronte a questo apodittico immobilismo per poter restituire al territorio le specificità peculiari che l’hanno sempre contraddistinto. Nell’interesse dei cittadini, con un atto di coraggio di fronte a un palese fallimento politico, auspicherei le dimissioni del sindaco e dell’intera maggioranza e li inviterei a perseguire questa strada, per poter ridare la parola al corpo elettorale nel segreto dell’urna elettorale. In caso contrario chiediamo ai cittadini di armarsi di pazienza e attendere il momento in cui, grazie all’utilizzo di tutti gli strumenti offertici dalle regole della democrazia partecipativa, potranno accordarci, tramite suffragio, quella fiducia necessaria per lavorare alla rinascita di Fiuggi“.

  • Marco Orsola è il primo sindaco targato Italia dei Diritti

    Il primo cittadino di Saracinesco (Rm) ha aderito al movimento presieduto da Antonello De Pierro

    Marco Orsola

    Roma – L’espansione del movimento Italia dei Diritti, presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro, ormai non conosce sosta.

    Dopo aver ottenuto l’elezione di undici consiglieri in sei comuni, che aggiunti ai precedenti eletti fanno quattordici in sette comuni, solo nella Città Metropolitana di Roma Capitale, dove risulta essere la lista con più eletti nei comuni sotto i 15.000 abitanti, ora incassa l’adesione del primo sindaco targato Idd. Un colpo da novanta in quanto non si tratta di un primo cittadino qualsiasi, ma di un emblema di ottima amministrazione, ammirato e stimato da ogni parte per la sua lapalissiana competenza gestionale. Si tratta di Marco Orsola, sindaco di Saracinesco, un piccolo borgo alle porte della Capitale, che da oggi ha aderito ufficialmente all’Italia dei Diritti. E’ lo stesso De Pierro a renderlo noto.

    Ci siamo incontrati a cena — spiega il leader del movimento — insieme al neo vice presidente Oscar Tortosa, e Marco mi ha comunicato la sua volontà di entrare a far parte della nostra squadra. Sono stato felicissimo di fronte a questa esternazione intenzionale. La prima cosa che ho pensato è che se uno come lui vuole entrare a far parte del nostro gruppo significa che stiamo lavorando bene. E’ un amministratore che stimo da sempre. Basta recarsi a Saracinesco per constatare ictu oculi i risultati di un’impeccabile attitudine alla gestione della cosa pubblica. Stiamo portando il nostro contributo nelle realtà in cui ci viene accordata la fiducia da parte del corpo elettorale, improntando sempre la nostra azione amministrativa ai principi fondanti della nostra organizzazione politica, espressi dalle categorie concettuali della legalità e della trasparenza, nell’ottica costituzionale del buon andamento della attività della pubblica amministrazione, informata ai canoni di efficacia ed efficienza, in ossequio all’interesse primario dei corpi collettivi. E quando si parla di legalità non basta limitarsi a non infrangere le norme ordinamentali, ma il nostro pensiero si rivolge anche alle regole morali, all’etica, che spesso alcune fattispecie comportamentali, pur rimanendo nel perimetro imposto dalla legge, vanno a violare. Do il benvenuto a Marco Orsola e attiverò immediatamente il responsabile provinciale romano Carlo Spinelli, affinché convochi il direttivo provinciale per assegnare un ruolo nell’organigramma dell’Italia dei Diritti a una persona che incarna l’essenza del nostro concetto di primo cittadino“.

  • Le liste rosa dell’Italia dei Diritti a Sambuci e Saracinesco

    La scelta di candidare solo donne è spiegata dal presidente Antonello De Pierro: “Da sempre, a prescindere dagli obblighi imposti dall’impianto normativo in vigenza in afferenza alle quote di genere, abbiamo sempre prestato attenzione, nella formazione delle liste, alla presenza di donne. A Sambuci abbiamo tenuto conto della scarsa attenzione che da sempre viene riservata al genere femminile
    Dantina Salzano
    Roma – Sono molte le liste presentate dal movimento Italia dei Diritti per le elezioni amministrative 2019 nei vari comuni italiani.
    Se si lascia scorrere lo sguardo sugli elenchi dei candidati non è difficile notare un dato oggettivo incontrovertibile, la presenza di molte donne. Una partecipazione che diventa più evidente nel caso di Sambuci e Saracinesco, due piccoli comuni facenti parte della Città Metropolitana di Roma Capitale, dove la rappresentanza femminile è totale, tranne la candidatura di un maschio e solo perché imposto dalla normativa in vigenza.
    Antonello De Pierro
    La compagine rosa è guidata a Sambuci dalla vice responsabile del movimento per la Provincia di Roma Dantina Salzano, che corre per la carica di sindaca, mentre a Saracinesco l’aspirante prima cittadina è la giovane Dalila Italiano. In lista spiccano le presenze di Fiorella Bellagotti, nota fotografa internazionale nel campo della moda, e della sua collega Paola Lustrissimi, professionista per le riviste patinate. A Sambuci la presenza, al secondo posto, dell’affermata commercialista e revisore dei conti Maria Condrò esprime una garanzia, come la capolista Giovanna Ara, impiegata pubblica con una lunga esperienza alle spalle. L’unico uomo in lista a Sambuci è Giovanni Ziantoni, responsabile per Vicovaro della formazione politica presieduta da Antonello De Pierro, capogruppo a Roccagiovine e consigliere proprio in seno alla Comunità Montana dell’Aniene, a cui appartengono i due comuni della Valle del Giovenzano.

    E’ lo stesso presidente De Pierro a spiegare le ragioni della scelta al femminile: “Da sempre, a prescindere dagli obblighi imposti dall’impianto normativo in vigenza in afferenza alle quote di genere, abbiamo sempre prestato attenzione, nella formazione delle liste, alla presenza di donne. Infatti, le nostre quote rosa hanno fatto registrare spesso cifre superiori a quanto richiesto dalla legge. Quest’anno, pur confermando, dove possibile, questa linea, ho voluto fortemente, almeno in due comuni chiamati alle urne per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale, la presenza di sole donne in lista. Ciò, in ossequio alle prescrizioni legislative, è possibile solo nei comuni sotto i 3000 abitanti, purché almeno un’unità esprima la presenza dell’altro sesso. Il responsabile provinciale di Roma Carlo Spinelli, candidato alla carica di sindaco a Capranica Prenestina, è stato ben felice di questa mia volontà, e dopo averla sottoposta al direttivo provinciale come è prassi, abbiamo individuato insieme i due comuni della Città Metropolitana di Roma Capitale in cui esplicitare questo intento.
    Dantina Salzano
    La preferenza è caduta su Sambuci e Saracinesco, due comuni limitrofi ai quali siamo particolarmente legati. La valutazione non è stata casuale. Se l’opzione Saracinesco è nata tenendo conto della peculiarità che lo indica come il paese delle modelle e pertanto dall’esigenza di individuare una candidata a sindaco giovane e bella qual è Dalila Italiano, ragazza laureanda in giurisprudenza e molto preparata in materia amministrativa, quella di Sambuci affonda le radici in una ragione completamente differente. Infatti qui abbiamo tenuto conto della scarsa attenzione che da sempre viene riservata al genere femminile. Ne è prova la composizione della lista locale formata da soli uomini e con la presenza di un’unica donna. Praticamente il contrario di quanto abbiamo fatto noi. Abbiamo peraltro voluto assicurare una candidatura qualificata alla carica di sindaco, che si è tradotta nella scelta di Dantina Salzano, valida esponente del nostro movimento e con alle spalle una consolidata esperienza come amministratrice pubblica. Confido nella risaputa capacità valutativa del corpo elettorale di Sambuci riguardo alla decisione più idonea da assumere nel segreto della cabina elettorale circa l’affidamento della gestione amministrativa del Comune. Sono certo che i cittadini sambuciani sapranno attuare la scelta migliore scegliendo l’Italia dei Diritti, unica forza capace di porre in essere un’inversione di rotta rispetto all’inefficacia gestionale finora dimostrata e a cui affidare la speranza di un cambiamento, come abbiamo già dimostrato nei comuni in cui siamo presenti. Tra l’altro non mi pare che l’offerta sul proscenio politico sia rassicurante. L’unica lista locale ha già dato un cenno di lapalissiana debolezza e difficoltà, non riuscendo a presentare una lista completa, ma orfana di ben due nominativi rispetto al numero massimo previsto. Ci chiediamo quale possa essere l’affidabilità di chi fatica anche a comporre un elenco completo di candidati da presentare alla popolazione. Il nostro appello è al buon senso di chi aspira realmente alla valorizzazione delle enormi potenzialità di Sambuci, rimaste finora inespresse e coartate, e in particolar modo alle elettrici, che potranno finalmente avere una rappresentanza che accolga le istanze delle donne a cui fino a oggi non è stata fornita una risposta soddisfacente”.

    (Foto di Luigi Giordani)