Tag: lavoro

  • come cercare lavoro o aprire un attività commerciale

    Cercare lavoro o aprire un attività commerciale propria, in entrambi i casi per riuscire ad aumentare le tue possibilità di successo è necessario fare un’analisi reale del mercato del lavoro e capire quali sono i i settori che possano avere maggior chance di successo.
    Oggi la crisi economica ha notevolmente modificato il mondo del lavoro, a partire dalle regole di assunzione per arrivare alle nuove possibilità di aprire un attività propria.
    Il mondo del lavoro è cambiato molto in pochi anni ed è fondamentale conoscerlo per sfruttarne i vantaggi ed evitare sbagli che potrebbero risultare decisivi in modo negativo.
    Alcuni di questi cambiamenti hanno aperto la possibilità a nuovi settori altri non hanno sortito alcun effetto sullo sviluppo economico, nonostante l’introduzione di nuove regole e liberalizzazioni ciò che comunque deve essere tenuto in maggiore considerazione è la situazione del mercato reale.
    Il mondo del lavoro oggi è caratterizzato da uno sviluppo continuo, solo chi riesce ad intuire in tempo utile i trend di maggior crescita può cogliere la possibilità di ottenere un posto di lavoro stabile o riuscire ad aprire un attività commerciale di successo.
    Uno dei settori che negli ultimi anni ha fatto scuola per essere nato ed essersi sviluppato in modo capillare in pochi anni è sicuramente quello che riguarda il business dei compro oro, a causa degli effetti della grave crisi economica dell’ultimo periodo, attività commerciali come gioiellerie ed oreficerie hanno attraversato un periodo di lungo stallo delle vendite dei propri articoli.
    Alcuni operatori sono riusciti a salvare la propria attività commerciale riconvertendo il proprio business, da attività commerciali dedite alla vendita di gioielli in oro e oggetti di oreficeria in negozi compro oro, questi operatori sono riusciti a trasformare l’acquisto di oro usato in un vero e proprio business.
    In pochi anni i compro oro si sono diffusi in modo capillare su tutto il territorio, questo è un caso di successo simbolo dove un settore commerciale ha saputo interpretare e rispondere con tempismo ad una richiesta di mercato che si è creata con il mutare delle condizioni di mercato.
    Il settore compro oro non è certo l’unico caso di successo che si può menzionare, accanto a questo negli ultimi anni sono nati altri nuovi settori che andando incontro a nuove richieste di mercato hanno dato vita a nuove attività commerciali di successo.
    Tra i casi di nuovi settori che si sono affermati possiamo menzionare quello del car-sharing, con la crisi economica avere una macchina di proprietà è diventato un lusso che non tutti possano più permettersi, questa è stata una delle cause che ha permesso l’affermazione di questo nuovo settore che punta a fornire un’auto a chi non ne possiede una solo quando se ne ha veramente bisogno.
    Riuscire a cogliere l’occasione di un business in crescita è un’opportunità importante ma non sempre facile da comprendere, per fare ciò è necessario sviluppare un buon spirito di osservazione orientato al mondo del lavoro e alle esigenze che il mercato richiede in un determinato momento.
    Oltre a questo è necessario essere capaci di fare un’analisi critica che ci permetta di valutare i rischi e le difficoltà che si potrebbero incontrare nello sviluppo dell’idea commerciale che si vuole intraprendere, per poter sviluppare in modo positivo un business è necessario anche essere in possesso di una buona cultura generale di impresa.
    Per chi non è provvisto di capacità imprenditoriali sufficienti riuscire ad intuire le potenzialità di un settore in crescita è comunque un ottimo modo di cercare lavoro selezionando tra quei settori che hanno più possibilità di successo, in questo modo pur non divenendo un imprenditore potremo comunque avere maggiori possibilità di trovare un lavoro stabile con minori possibilità di essere licenziati per mancanza di lavoro.

  • Babysitter e badanti: dove cercarli e come sceglierli

    Sempre più famiglie, per esigenze di lavoro o personali, necessitano di una babysitter per i figli piccoli e badanti per i familiari anziani che devono essere assistiti nella vita quotidiana.
    A fronte di una crescente richiesta non manca l’offerta.
    Attenzione e prudenza sono le parole chiave per trovare persone competenti ed affidabili.

    Dove cercare?
    Ci sono agenzie specializzate nell’incontro tra domanda ed offerta, che arruolano il personale per i propri clienti, dietro pagamento di una commissione.
    In questo caso si ha a disposizione una persona che, una volta conosciute le esigenze del datore di lavoro, proporrà una serie di curriculum da vagliare.
    Poi ci sono giornali e siti internet in cui leggere gli annunci di chi si offre, oppure per pubblicare la ricerca di personale.
    Rivolgersi al web è comodo e veloce, ma è sempre bene verificare l’autorevolezza della testata, per trovare inserzioni serie.
    Molte studentesse aspirano a fare le babysitter a pordenone, ad esempio, per poter guadagnare qualcosa per gli sfizi o per pagarsi le spese. Ci sono anche coloro ricercano un lavoro come badanti a pordenone ed altre località.

    Tra le opzioni c’è anche il passaparola, ma non è molto utilizzato, perché potrebbe richiedere più tempo nel raggiungere lo scopo.
    Se si decide di fare riferimento ad agenzie ed annunci c’è l’imbarazzo della scelta e ci si deve districare tra decine di offerte di lavoro a pordenone, tutte, all’apparenza, interessanti.

    Come distinguere le inserzioni migliori e quindi assumere le persone idonee?
    In aiuto a chi deve affrontare questa ardua impresa, ci sono dei consigli utili, messi a punto dagli esperti.
    Si tratta di indicazioni sugli elementi da prendere in considerazione per capire se la persona sia adatta svolgere il lavoro di babysitter o badante.
    La babysitter deve essere almeno maggiorenne ed avere un po’ di esperienza, ma non deve essere troppo anziana, perché potrebbe non avere sufficienti energie per star dietro al bambino.
    Le referenze devono essere affidabili, ma se non le ha, bisogna raccogliere informazioni sulla sua vita.
    La persona ideale è affettuosa, ma autorevole; disponile ed interessata a restare per lungo tempo, per il rapporto che si crea con il bambino.
    Ci vogliono flessibilità e adattabilità alle diverse situazioni ed all’ambiente familiare.
    La scelta della badante sia che stiamo cercando badanti a pordenone oppure badanti a udine, ma il concetto vale per tutte le località, parte dalla definizione delle doti umane e professionali che si cercano per assistere il proprio caro.
    Chiaramente non esiste la persona perfetta, meglio ridimensionare le aspettative.
    Oltre alle competenze specifiche nella gestione delle mansioni, le caratteristiche primarie sono la coscienziosità e la conciliabilità, così come l’affabilità e l’autorevolezza.
    Riguardo alle referenze sono importanti le conoscenze tecniche di base, la cura dell’ambiente domestico, la capacità di somministrare le medicine, secondo la terapia dell’assistito, la conoscenza del territorio, perché possa portare l’anziano dal medico o a fare una passeggiata.
    Naturalmente non bastano curriculum ed annunci, ma ci vuole un colloquio, per conoscere meglio le persone e per verificare, con domande dirette, le competenze e la reale disponibilità per svolgere il lavoro secondo le reali esigenze di chi assume.
    Se si selezionano persone straniere, fare bene attenzione alle competenze linguistiche ed ai documenti, che siano in regola.
    Vale anche per Pordenone e Udine.

  • Cinque i finalisti del Premio Biella Letteratura Industria 2016

    Paolo Bricco, Loris Campetti, Grazia Lissi, Angelo Mastrandrea e Gianfelice Rocca sono i cinque finalisti del Premio Biella Letteratura Industria 2016. Premio Speciale della Giuria a Mario Andreose e premio Opera Straniera a Gaël Giraud (Francia)

    Il coraggio di imprenditori e operai che resistono e si reinventano in periodi di crisi, l’esempio di figure visionarie come Adriano Olivetti, la formazione dei giovani per il rilancio dell’economia. Questi alcuni temi al centro dei saggi finalisti al Premio Biella Letteratura Industria 2016, promosso da Città Studi Biella.

    Annunciati al Salone Internazionale del Libro di Torino, gli autori finalisti della quindicesima edizione sono: il giornalista e storico dell’industria Paolo Bricco con L’Olivetti dell’ingegnere. 1978-1996 (Il Mulino); il giornalista esperto di relazioni industriali Loris Campetti con Non ho l’età. Perdere il lavoro a 50 anni (Manni); la giornalista e fotografa Grazia Lissi con Il coraggio di restare. Storie di imprenditori italiani che ancora scommettono sul nostro paese (Longanesi); il giornalista e scrittore Angelo Mastrandrea con Lavoro senza padroni. Storie di operai che fanno rinascere imprese (Baldini & Castoldi); l’imprenditore e presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca con Riaccendere i motori. Innovazione, merito ordinario, rinascita italiana (Marsilio).

    Tra i cinque finalisti i giurati del Circolo dei Lettori dell’Associazione L’Uomo e l’Arte selezioneranno il vincitore del Premio Giuria dei Lettori.

    Gli autori si presenteranno al pubblico in un incontro dedicato alle loro opere nella giornata di sabato 15 ottobre a Biella, presso Città Studi. La Giuria sceglierà il vincitore che sarà premiato sabato 19 novembre nel corso della cerimonia che si terrà nell’auditorium di Città Studi. In tale occasione Mario Andreose, figura di rilievo nell’editoria italiana, riceverà il Premio Speciale della Giuria per Uomini e libri (Bompiani), mentre il Premio Opera Straniera sarà consegnato all’economista francese Gaël Giraud per Transizione ecologica. La finanza a servizio della nuova frontiera dell’economia (Emi).

    «Le opere finaliste, il Premio Opera Straniera e il Premio Speciale della giuria – commenta il presidente della Giuria Pier Francesco Gasparetto si distinguono per avere affrontato argomenti di strettissima attualità legati al mondo del lavoro con sguardo lucidamente rigoroso e nello stesso tempo con felice dote di leggibilità, in grado di sviluppare inoltre – e come nelle intenzioni del Premio – occasioni preziosamente propositive.»

  • Silenziocasa.Com: online gli specialisti dell’insonorizzazione garantiti dal passaparola

    Esiste un problema che affligge le nostre case di cui si sente a volte parlare, ma che quando ci tocca può creare dei casi veramente gravi.

    Sto parlando dei rumori. Dei rumori che una persona con il suo comportamento, a volte disattento, spesso maleducato, crea alla casa del vicino impedendogli di godere di quel minimo di pace e serenità che ognuno a casa sua vorrebbe trovare.

    Che fare in questi casi? Quando il vicino dopo essere stato più volte richiamato, non da tregua e continua imperterrito? Ci sono fondamentalmente tre soluzioni. La prima, è quella di passare alle mani e ovviamente è quella più istintiva ma è quella che non risolve mai il problema e quasi sempre ne crea di nuovi e di più gravi. Quindi è totalmente sconsigliata.

    La seconda è quella più radicale e più costosa: cambiare casa. Ma di questi tempi rappresenta una soluzione assai costosa e difficilmente praticabile visto il momento in cui vive il settore immobiliare. E poi, per inciso, non è detto che una volta cambiata casa , il problema non si ripresenti.

    La terza è quella di insonorizzare la casa. Ed è proprio di questo che volevamo parlare oggi. Chi si occupa di insonorizzare la nostra casa quando viviamo questi problemi di rumori? Noi vogliamo parlare di chi ha fatto della risoluzione di questo problema la sua professione: SilenzioCasa un’azienda con sede a Milano e Roma (ma che è opera in tutta Italia) e che, proprio come dice il nome, riporta il Silenzio nella casa disturbata dai rumori.

    A differenza del muratore o dell’impresa di ristrutturazione che fanno un po’ di tutto, SilenzioCasa è realmente specializzata tanto da aver sviluppato propri materiali insonorizzati come il SonorTop totalmente atossici.
    Il loro credo è quello di vendere un risultato e, proprio per questo, danno la Garanzia Soddisfatto o Rimborsato 100%. O risolvi o non paghi nulla. Un vero concetto rivoluzionario in edilizia (unico in Italia), dove nessuno garantisce nulla e dove la restituzione dei soldi, suona spesso come una battuta. SilenzioCasa, invece, lo fa davvero.

    Riteniamo – dice il suo fondatore, Paolo Marchetto – che chi si affida a noi debba farlo nella massima fiducia, consapevole che se non avrà risolto il proprio problema, almeno non avrà speso nulla.
    Il nostro punto di arrivo- ci spiega sempre il dott. Marchetto – è la recensione del cliente, che avviene su il più importante portale indipendente al mondo che si chiama TrusPilot dove potete trovare anche la nostra azienda. Crediamo fortemente in questo mezzo che non è altro che il vecchio “passa parola” solo molto più potente, nel bene e nel male. Noi vogliamo che lo sia nel bene. Ma per far questo devi essere assolutamente chiaro e trasparente con il cliente. Solo così puoi sperare di avere recensioni che diano fiducia a chi ti contatta la prima volta. E noi ne abbiamo centinaia. Altrimenti il cliente ti punisce e ti recensisce negativamente.

    Ovviamente non tutti i lavori, soprattutto nel passato, sono venuti bene. I clienti oggi sono smaliziati e sanno benissimo che chi lavora, può sbagliare. Ma, e qui sta la differenza, in questi casi abbiamo sempre restituito immediatamente tutti i soldi. E molto spesso i clienti, anche in questi casi, ci hanno dato una super valutazione, in questo caso per la serietà.

    Gli interventi di insonorizzazione di SilenzioCasa durano in media 2 giorni e i prezzi sono sicuramente più elevati del muratore o del cartongessista che quasi mai rinunciano ad un lavoro in più, senza però essere in grado di dare la minima garanzia di risultato.
    Che senso ha risparmiare qualche centinaio di euro e non avere la certezza di aver risolto il problema? Inoltre oggi, tutti questi interventi godono del recupero fiscale del 50%. Quindi se spendi 1000 euro, ne recuperi 500 in 10 anni. Alla fine, quindi il lavoro ti è costato la metà.

    Invece, il risultato finale di una camera insonorizzata con SilenzioCasa è, sostanzialmente, invisibile. La stanza, infatti, una volta ritinteggiata non presenta segni evidenti del trattamento di isolamento acustico avvenuto con buona pace del vicino che potrà continuare a fare rumore, questa volta senza conseguenze.

    Per ulteriori informazioni:
    SilenzioCasa
    silenziocasa.com
    Digital PR a cura di Blu Wom Milano
    www.bluwom-milano.com
    [email protected]

    #silenziocasa, #insonorizzazione, #cartongesso, #lavoro, #silenzio, #passaparoe, #azienda, #professionalità

     

  • Trovare lavoro: consigli ed errori da evitare

    Il lavoro non è solo un diritto riconosciuto dalla Costituzione, ma anche una necessità. In un momento di crisi, trovare un lavoro, è sempre più difficile, ma con un po’ di impegno si può riuscire, soprattutto perché a fronte di una domanda molto forte, ci sono anche diverse offerte, anche se non sempre quelle dei propri sogni.
    In provincia di Udine il tasso di disoccupazione è del 7,7%, nella provincia di Pordenone il tasso di disoccupazione è del 7,8%. Questi dati indicano che si è al di sotto della media nazionale.
    Per trovare lavoro, bisogna cercare. Lo si può anche fare dal proprio computer, ci sono centinaia di siti internet con offerte di lavoro pordenone, udine e tante alre zone a cui si aggiungono gli annunci sui giornali, volantini ataccati sulle bacheche e sui semafori della città.
    Il primo problema che si incontra, soprattutto online, sono annunci di lavoro a pordenone non proprio…”seri”. Spesso le offerte nascondono brutte sorprese e bisogna difendersi, imparando a selezionare la proposta giusta.
    La lettura attenta dell’annuncio è la prima regola, ma non solo per capire se si tratta di un’opportunità reale, ma anche perché le indicazioni contenute sono indicative dei requisiti.
    Andando con ordine, per cercare lavoro ad esempio come badanti a pordenone oppure babysitter a pordenone, è necessario evitare di commettere alcuni errori, che sono solitamente molto comuni e che impediscono di raggiungere lo scopo.

    La prima regola è quella di inviare il curriculum vitae senza errori grammaticali, perché è uno dei principali motivi per cui il datore di lavoro scarta la candidatura.

    Il secondo principio a cui affidarsi è la redazione della lettera di presentazione, che non deve essere generica, ma deve contenere elementi specifici che abbiano a che fare con il lavoro offerto, sottolineando i requisiti personali che coincidono con i criteri precisati dal datore di lavoro, nonché motivando in maniera precisa perché si è adatti a ricoprire il ruolo per cui ci si candida.

    Un aspetto fondamentale, inoltre, riguarda le indicazioni fornite dal datore del lavoro nell’annuncio, che possono riguardare non solo le caratteristiche del candidato ideale o dettagli sulle mansioni, ma anche le modalità di candidatura. Spesso ad una lettura frettolosa ci si sofferma sul tipo di lavoro, sulla retribuzione o su aspetti che si reputano importanti per il proprio punto di vista, tralasciando le informazioni che sono invece la base di partenza per chi seleziona le candidature. Ogni annuncio va letto con estrema attenzione, pesando ogni parola, in modo da comprendere il significato. La “quarta” regola, anche se non cè un ordine e neppure un limite alle regole, è quella che riguarda i canali di ricerca. La capacità di ricerca è importante e così prediligere un solo canale, magari neppure molto affidabile, non è mai la soluzione migliore. Bisogna confrontare i vari mezzi e poi anche scegliere il canale d’informazione, perché oltre ad inviare un curriculum a mezzo e-mail, ma anche consegnarlo di persona, perché ciò può essere un modo per attirare maggiormente l’attenzione sulla candidatura.
    Dove cercare? Ovunque, sui siti di annunci di lavoro usando la parola chiave cerco lavoro pordenone e sulla free press, perché le aziende hanno bene in mente chi vogliono raggiungere e come, quindi scelgono con cura dove pubblicare l’annuncio per la ricerca di personale, arrivando direttamente ai candidati giusti per loro. Quindi vale la regola zero: rimboccarsi le maniche, senza risparmiarsi.

  • Mettiamo in chiaro le responsabilità degli RSPP

    Nel mondo del lavoro e in particolare nelle aziende italiane è sempre più importante garantire la sicurezza dei lavoratori. A questo scopo il D.Lgs. 81/2008 ha definito la figura dell’RSPP (Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione) all’interno della azienda , figura preposta alla gestione e all’organizzazione del sistema appartenente alla prevenzione e alla protezione dai rischi. (altro…)

  • System integrator: le regole per fare business

    Molti system integrator e installatori telefonici sono stati costretti a chiudere la loro attività, perché incapaci di rinnovare le proprie offerte e di seguire le richieste che provengono dalle aziende in cui sono sempre più presenti dirigenti “digital native”.

    A evidenziarlo è Gartner in uno studio a cura dell’analista Steve Blood (qui lo studio).

     

    Come risolvere quindi questa discrepanza tra system integrator che non hanno rinnovato il proprio portfolio di prodotti e servizi e manager cresciuti nell’era digitale che pretendono strumenti in linea con le innovazioni tecnologiche odierne?

     

    Sicuramente scegliendo il partner strategico giusto; un partner che sia capace, non solo di garantire la qualità del prodotto/servizio offerto, ma che sia in grado recepire con puntualità gli stimoli provenienti dal mercato di riferimento, di anticiparli e di trasformarli in un’offerta che possa soddisfare a pieno le esigenze dei clienti da una parte e di incremento del business da parte dei system integrator dall’altra.

     

    Oltre a ciò, gli installatori devono sempre più valutare con attenzione la specializzazione dei partner selezionati, che devono essere in grado di comunicare al mercato il proprio valore specifico e spingere verso le tendenze più innovative come cloud, big data, analytics, IoT e mobility.

    Inoltre, per rendere i partner ancora più forti nei confronti dei competitor, è importante che la strategia partner dei vendor preveda incentivi, agevolazioni e un’attenzione costante alla formazione e all’aggiornamento.

     

    In linea con questi fattori chiave, capaci di decretare il successo o la disfatta di un system integrator, Wildix, attiva nello sviluppo di soluzioni VoIP e di applicazioni di Unified Communications, ha creato un vero e proprio Ecosistema per i propri partner, dove ciascun ambito aziendale è impegnato a facilitare e massimizzare il business del proprio canale.

     

    “L’ufficio vendite con assistenza e affiancamento, il supporto tecnico, il percorso Academy che porta i tecnici a lavorare una settimana a contatto con gli sviluppatori dell’ufficio R&D di Wildix a Odessa, l’ufficio marketing, con un piano di condivisione di attività di branding e di lead generation. Tutto questo può realmente fare la differenza e costituire una scelta vincente per i system integrator di oggi.”, dichiara Emiliano Tomasoni, direttore marketing Wildix Italia.

     

    Cristiano Bellumat, direttore commerciale Wildix Italia, sottolinea: “Perché oggi non possiamo accettare che il prezzo dell’hardware sia l’unico criterio per vincere una trattativa contro i competitor? Perché la battaglia di Wildix e del suo Ecosistema va combattuta sul piano del valore che un prodotto porta con sé.

    Il valore di una soluzione Wildix è il software che lo fa funzionare, ma non solo. Sono il lavoro e la professionalità dei partner a rendere il prodotto Wildix top class. È per questo che, ad esempio, abbiamo esteso la garanzia di tutto l’hardware Wildix a 5 anni e introdotto l’esclusiva garanzia ‘soddisfatti o rimborsati’ per i clienti finali.”

     

    “Quello che mi piace di Wildix è la flessibilità del sistema. È successo più volte che dovessimo personalizzare delle soluzioni presso i nostri clienti e queste customizzazioni con altri vendor non si riuscivano a fare. Inoltre spesso sono impiegate terze parti, mentre Wildix offre l’intera gamma di prodotti senza necessità di rivolgersi altrove”, a parlare è Roberto Zammarano, Amministratore Delegato di Emironet, system integrator con sede a Parma e partner Wildix.

     

    ***

     

    Informazioni su Wildix

    Fondata nel 2005 a Trento, Wildix è attiva nello sviluppo di soluzioni VoIP e di applicazioni di Unified Communications, ovvero la possibilità di comunicare in diversi modi, come voce, dati e testo, attraverso un unico strumento con un’interfaccia unificata. Wildix fa della Ricerca e Sviluppo uno dei capisaldi delle proprie attività, consentendo di poter proporre al mercato soluzioni e prodotti evoluti e costantemente aggiornati tecnologicamente, configurandosi come soluzioni ideali per gestire la comunicazione nelle realtà di diverse dimensioni, dallo studio professionale alla grande azienda. A oggi, Wildix ha una rete indiretta composta da circa 150 partner certificati e qualificati e 7.000 impianti installati in tutta Italia.

    Per maggiori informazioni: Web, Twitter, Facebook

  • Progetto Professionalità 2015/2016: 25 giovani lombardi in viaggio per realizzare un sogno lavorativo

    Il cammino verso il successo professionale parte, oggi più che mai, dal perfezionamento del proprio bagaglio di conoscenze e competenze. Ferrea motivazione e lodevole volontà di specializzarsi sono, infatti, i tratti comuni ai numerosi candidati che hanno partecipato alla XVII edizione del bando “Progetto Professionalità Ivano Becchi”, promosso, ogni anno, dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia fin dal 1999. Sono stati selezionati i 25 concorrenti che sono riusciti a sintetizzare nel modo più efficace i loro sogni lavorativi attraverso proposte di percorsi di professionalizzazione innovative, convincenti ed attuabili, aggiudicandosi il finanziamento, totale e gratuito, per svolgere i progetti di crescita professionale, da loro stessi elaborati, in Italia o all’estero.

    La Fondazione Banca del Monte di Lombardia, offrendo questa straordinaria opportunità, supporta il talento dei giovani del territorio con un investimento concreto sulle loro carriere e, di conseguenza, sulla crescita economica locale. I vincitori, che hanno tra i 18 i 36 anni, risiedono, lavorano o si dedicano alla ricerca in Lombardia, potranno, così, sviluppare progetti personalizzati presso imprese, associazioni, istituti universitari o di ricerca, scuole e pubbliche amministrazioni, centri di eccellenza in ogni parte del mondo.

    Accompagnati da una solida preparazione di base e da una forte determinazione, gli assegnatari si recheranno oltre i confini, con l’obiettivo di acquisire abilità altamente qualificanti, e con la prospettiva di un progresso nella loro carriera una volta rientrati in Italia.

    Logo FBML

    I settori di specializzazione dei vincitori sono eterogenei, così come i Paesi che li ospiteranno: la ricerca si conferma al primo posto, nei campi più diversi (dalla chimica alle neuroscienze), seguita dall’ambito medico-sanitario e da architettura e design, mentre gli USA predominano tra le aree di destinazione dei progetti, insieme al Regno Unito e all’Australia. Non mancano, inoltre, percorsi nel variegato terreno delle belle arti, nonché itinerari focalizzati sull’attenzione all’ambiente in cui viviamo, sotto differenti punti di vista.

    Progetto Professionalità permetterà a questi giovani di fare la differenza, nella propria carriera e nel proprio Paese.

     Per consultare l’elenco dei 25 vincitori è possibile visitare l’apposita sezione del sito www.fbml.it

     Seguici su Facebook, Twitter e Linkedin: www.facebook.com/ProgettoProfessionalita – @ProgProfession – gruppo Linkedin “Progetto Professionalità – Fondazione Banca del Monte di Lombardia”.

  • DAY: cambio al vertice per puntare a innovazione e welfare aziendale

    Una delle realtà più importanti del tessuto economico emiliano, Day Ristoservice Spa, tra le principali fornitrici di servizi alle imprese quali il buono pasto, il buono regalo Cadhoc e Welfare si rinnova per le ambiziose sfide del 2016.

    Nell’anno da poco concluso è stato raggiunto il risultato previsto, con un fatturato consolidato di 500 milioni che pone l’azienda emettitrice al vertice del mercato di settore. La conferma di due lotti Consip di fornitura ad enti pubblici ha confermato la solidità e la qualità dell’offerta di un servizio maturo quale il buono pasto, ma tra le caratteristiche di Day Ristoservice c’è il costante sviluppo di progetti per offrire servizi innovativi ai clienti.
    Nell’ottica della diversificazione delle proposte è stato sviluppato Day Welfare, il portale dedicato ai servizi alla persona che va incontro alle esigenze delle aziende clienti, le quali possono beneficiare di una normativa di settore finalmente favorevole allo sviluppo del welfare di secondo livello.

    In un’ottica di continuo rinnovamento è stato nominato il nuovo Presidente Marc Buisson, già Amministratore Delegato e il Direttore Generale Mariacristina Bertolini, con vasta esperienza nel settore, i quali guideranno l’azienda verso la diversificazione dell’offerta e l’innovazione tecnologica, beneficiando del know how sviluppato negli anni dal Presidente uscente Bernardo Bernardi.

    Day Ristoservice è parte del gruppo Up, cooperativa sociale francese con 50 anni di esperienza e 6 miliardi di fatturato in 17 Paesi del mondo. Il gruppo Up, forte della sua esperienza internazionale sostiene l’azienda italiana nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni innovative.

    “Guardiamo con attenzione alle innovazioni tecnologiche abbinate alla vita di tutti i giorni – afferma Marc Buisson, nuovo Presidente di Day Ristoservice – uno sguardo al futuro che si è già concretizzato con la App DayTronic, naturale complemento del servizio di buoni pasto elettronico. Ma sono tanti i progetti che stiamo sviluppando, sempre in un’ottica di servizio alle aziende clienti, ai lavoratori che utilizzano quotidianamente i buoni pasto e agli esercizi pubblici nostri partner”.

    “Grazie a quanto costruito fino adesso sotto la guida del Presidente Bernardi, abbiamo un’azienda moderna, profondamente radicata nel territorio emiliano e con un mercato consolidato a livello nazionale – spiega il nuovo Direttore Generale Mariacristina Bertolini – il valore aggiunto di collaboratori giovani e motivati fa di Day Ristoservice un’eccellenza tra le aziende italiane”.

  • Possibilità di lavoro per 20 persone nel settore elettromeccanico

    LAVORO 

    ADHR Group: giornata di reclutamento a Brescia

    Possibilità di lavoro per 20 persone

    nel settore elettromeccanico e delle telecomunicazioni

    Appuntamento venerdì 5 febbraio

    all’agenzia di via Aldo Moro n.15, dalle 9 alle 13

    Diverse le figure ricercate. Presentarsi con il curriculum aggiornato

    3 febbraio 2015 – Venerdì 5 febbraio ADHR Group dà appuntamento agli aspiranti lavoratori all’agenzia di via Aldo Moro n.15 a Brescia, per una giornata di reclutamento dedicata a figure specializzate in ambito elettromeccanico e telecomunicazioni. L’agenzia per il lavoro con sede a Bologna e filiali in tutta Italia, annuncia la ricerca di 20 profili tecnici specializzati con possibilità di assunzione in azienda.

    Venerdì mattina dalle 9 alle 13, i professionisti della filiale di Brescia aspettano in particolare:

    MONTATORI ELETTROMECCANICI con esperienza nel comparto montaggi e collaudi di prodotti elettromeccanici in catena, con buona propensione al lavoro di squadra e disponibilità immediata.

    Zona di lavoro: Castenedolo (BS)

    PROGRAMMATORI PLC con diploma di Perito Elettronico, tre anni di esperienza nel settore manutenzione/automazione industriale e sul campo in materia di programmazione PLC e cablaggio elettrico.

    Zona di lavoro: Brescia

    CABLATORI PER CENTRALE TELEFONICA FISSA con diploma di Perito Elettrotecnico, Termotecnico e/o Informatico che conosca i principali componenti di una centrale telefonica fissa; che abbia capacità nella lettura di schemi e dati per la realizzazione di permute; esperienza pluriennale nelle attività in centrale; buona conoscenza nell’uso del PC; disponibilità a lavorare il sabato e con orari estesi.

    Zona di lavoro: Lombardia.

    I candidati dovranno presentarsi con il proprio Curriculum Vitae aggiornato.

    ———————————–

    ADHRgroup: agenzia per il lavoro che opera in tutto il territorio nazionale ma ha il suo quartier generale nel bolognese, a Castel Maggiore (Bo), ha chiuso il 2014 con un fatturato che sfiora i 43mln di euro. Conta 35 filiali in Italia e all’estero e ha un centinaio di dipendenti. Nata come agenzia per il lavoro, nel corso degli anni ha espanso le sue competenze ed è diventata un partner globale e affidabile per tutte le esigenze legate al personale e alla sua gestione fino all’offerta di attività di call center e soluzioni legate al marketing e alla comunicazione. www.adhr.it

     

    UFFICIO STAMPA

    Veronica de Capoa – 349 8110044 – [email protected]

    Rossella Pressi – 338 3391431 – [email protected]

  • Situazione lavorativa e opportunità di lavoro per il 2016

    Nel 2015 abbiamo visto l’economia italiana in lieve ma continua ripresa. Questo ha decisamente giovato anche al mercato del lavoro, che già aveva mostrato notevoli miglioramenti grazie alla riforma e alle normative entrate in vigore con il Job Act. Il risultato è stato che, negli ultimi tempi, il numero dei disoccupati italiani è notevolmente diminuito, mentre sono stati registrati migliaia di contratti a tempo indeterminato. Fortunatamente, si prevede che il numero di italiani occupati a Pordenone e in tutta Italia continuerà ad aumentare anche nel 2016. A questo proposito, ecco le previsioni sulla futura situazione lavorativa, le offerte di lavoro a Pordenone e dintorni, e anche alcuni consigli utili.

    Le previsioni del Centro Studi di Confindustria parlano chiaro e si concretizzano in interessanti percentuali. Infatti, i dati confermano che nel 2016 verrà registrato un ulteriore incremento di occupati che, sommato al risultato del 2015, arriverà ad un totale di 494mila assunti in più rispetto al biennio 2013-2014. Conseguentemente, i tassi di disoccupazione caleranno in maniera notevole: probabilmente dell’11,8%. Perciò, si tratta di ottime previsioni, dovute anche alla stima delle nuove opportunità lavorative che si identificano in ben 500mila posti di lavoro disponibili. Tutto questo è merito soprattutto degli incentivi proposti dallo Stato alle aziende e dalla lieve ma costante ripresa dell’economia italiana, ma anche dalla maggiore flessibilità delle banche e dai tassi d’interesse ridotti che consentono a molte aziende di rilanciarsi grazie a finanziamenti più convenienti e concessi con più semplicità. Questa situazione sta portando l’Italia a reagire nel modo giusto e più decisivo, aiutando così il mercato del lavoro a rinascere e a permettere ai disoccupati di trovare finalmente un buon lavoro.

    Perciò, questo 2016 si rivelerà l’anno ideale per molti italiani in cerca di un impiego, ma sarà importante mettersi in gioco utilizzando ogni mezzo. Infatti, come ben sappiamo, le modalità di ricerca sono molte e la soluzione migliore è metterle in atto contemporaneamente. Perciò, la prima cosa da fare è revisionare il curriculum e sistemarlo in base al formato europeo. In seguito, oltre al file virtuale, sarà ovviamente opportuno stampare un po’ di copie e portarle nelle aziende che potrebbero rivelarsi ideali in base alle proprie abilità ed esperienze, nonché alle agenzie e negli uffici che si occupano proprio di aiutare i cittadini a trovare lavoro.

    Nel frattempo, il suggerimento è quello di collegarsi costantemente sui siti di annunci di lavoro a pordenone ed altre località e di avvalersi dei giornali free press. Questi ultimi sono gratuiti proprio come i portali di annunci e sono reperibili anche nella città di Pordenone. Infatti, potranno essere trovati proprio all’interno o all’esterno di alcuni punti vendita, alle fermate degli autobus, nei luoghi pubblici, etc. Sia i siti che i giornali consentono di leggere le inserzioni e di rispondere all’offerta di lavoro scelta, oppure di inserire il proprio annuncio indicando le proprie abilità ed esperienze. In questo modo, è possibile rimanere costantemente aggiornati sulla situazione del lavoro Pordenone e dintorni, avendo così molte più possibilità di trovare un impiego al più presto.

  • Come Diventare Personal Trainer

    L’Accademia Italiana Personal Trainer (AIPT), organizza dei corsi di formazione a Roma e Milano per diventare personal trainer.
    L’AIPT è riconosciuta ASI, ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI e dal Ministero dell’Interno, dalla scuola dello sport del CONI  e segue gli standard qualitativi SNAQ (sistema di qualifica dei tecnici sportivi) e dall’Europe Active.
    corsi personal trainer di AIPT sono  riconosciuti a livello nazione ed internazionale.
    La formazione si sviluppa su 60 ore di lezioni frontali, alle quali si accompagna lo studio autonomo che avviene nel periodo che intercorre tra le lezioni didattiche, attraverso i supporti didattici digitali e multimediali forniti da AIPT.
    La parte didattica è seguita da uno staff docente altamente selezionato, composto da: medici, fisioterapisti, nutrizionisti, laureati in scienze motorie e tecnici certificati.
    Il percorso formativo include oltre alle lezioni teoriche in aula, un discreto numero di ore di esercitazioni pratiche in palestra.
    I corsi per diventare personal trainer di AIPT, sono seguiti da master monotematici di specializzazione che hanno lo scopo di approfondire le conoscenze e le competenze dei neo diplomati.
    Ogni anno AIPT porta alla certificazione di 200 nuovi personal trainer, che possono inserirsi subito nel mondo lavorativo.

    Sito Internet: www.aipersonaltrainer.com

  • ADHR Talent, candidature fino al 31 gennaio

    Ci sono ancora diversi giorni per partecipare ad ADHR Talent inviando il curriculum e un video motivazionale all’agenzia per il lavoro di Castel Maggiore (BO) che lo scorso novembre ha lanciato la seconda edizione dell’iniziativa. Il termine per le candidature è stato prorogato al 31 gennaio per dare più tempo agli under 29 di tutta Italia di partecipare. Ad oggi sono già pervenute oltre 200 presentazioni.

    ADHR Talent è il format ideato da ADHR Group per selezionare ed assumere giovani laureati tra i 24 e i 29 anni. Dopo un percorso di alta formazione in Gestione delle Risorse Umane e uno stage di sei mesi i selezionati potrebbero essere inquadrati all’interno dell’Agenzia.

    Per partecipare al talent è necessario inviare, attraverso il link www.adhr.it/adhrtalent, il curriculum e un video motivazionale di 120 secondi che presenti il candidato e spieghi, possibilmente in maniera originale, le ragioni che dovrebbero portare l’azienda a sceglierlo.

    Al termine di questa prima fase, ossia a partire dal primo febbraio, una commissione interna selezionerà 20 profili più interessanti e li convocherà per un assessment e un successivo colloquio individuale nella sede centrale di ADHR Group a Castel Maggiore (Bo). I migliori 8 avranno la possibilità di partecipare ad un percorso di alta formazione in Gestione delle Risorse Umane di 96 ore full time completamente gratuito che si terrà a Bologna dal 15 febbraio al 1 marzo (i corsisti saranno ospiti di ADHR Group anche per le spese di permanenza in città). Al termine del percorso formativo e dei 6 mesi del successivo tirocinio, gli allievi più meritevoli saranno inseriti all’interno delle filiali ADHR Group di Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana, dove ricopriranno il ruolo di Account Manager.

    Lo stesso ruolo che potrebbero ricoprire a breve i partecipanti alla prima edizione di ADHR Talent. Gli 8 selezionati del 2015 (di cui 6 ragazze e 2 ragazzi) hanno, infatti, iniziato il tirocinio tra Emilia Romagna (Bologna, Fiorano – Mo, Modena, Reggio Emilia), Lombardia (Milano, Seregno – MB), Piemonte (Torino) e Toscana (Pontedera – Pi).

    Per informazioni generali sul progetto: [email protected]

    Maggiori informazioni sulla prima edizione di ADHR Talent: http://www.adhr.it/category/adhr-talent/

    Ufficio stampa – KOALASTUDIO GIORNALISTI ASSOCIATI

    Veronica de Capoa – 349 8110044 – [email protected]

    Rossella Pressi – 338 3391431 – [email protected]

  • Legalizziamo La Marijuana, 2016 L’anno Giusto

    Il 2016 è l’anno giusto, 218 sono i parlamentari che hanno sottoscritto e presentato la proposta in merito, il processo ormai è inevitabile e il momento per portarlo a termine è “adesso”.

    PERCHÉ DIRE DI NO A QUESTO DONO DI DIO ? PIÙ LAVORO, MENO CRIMINALITÀ’ , PRODOTTI COMPLETAMENTE NATURALI E SANI, Risparmi sui costi della giustizia
    UNA VERA RISORSA PER L’UMANITÀ.

    Ci Serve L’aiuto di tutti voi, firma anche tu.

    FIRMA PER LEGALIZZARE LA MARIJUANA AVAAZ

  • La vita in un bicchiere

    Il viaggio dei nostri simili è spesso incredibile, spesso i clienti hanno problemi di difficile soluzione. Una cliente si presenta nel nostro ufficio e ci parla del marito. Arriva tardi, si isola nello studio e dorme sul divano. La mattina una doccia, esce senza fare colazione, non parla mai, solo buongiorno e buonasera, sul lavoro non risponde mai. La gentile signora chiede ad Agenzia Italiana Investigazioni di seguire il marito e capire cosa gli è successo. Un nostro investigatore privato inizia a seguirlo, il signore esce di casa alle otto, prende la metropolitana, scende vicino al posto di lavoro. Pensiamo che stia per recarsi al lavoro, invece entra in un bar, prende un caffè e un cornetto. Paga e si siede in un parco, il viso tra le mani. Alle 9,30 entra in un supermercato, acquista un panino e una bottiglia di vino. Ritorna alla panchina, si siede, mangia il panino e beve bicchiere dopo bicchiere la bottiglia. Ogni sorso sembra un’eternità, lo sguardo nel vuoto, poi il bicchiere sulla panchina e di nuovo in viso tra le mani. Ogni sorso una sofferenza. Dopo aver finito con la bottiglia di vino, ritorna al supermercato, prende  10 piccole bottigliette di wisky, brandy, siede di nuovo sulla panchina e una dopo l’altra svuota tutte le bottigliette. E’ ubriaco e comincia a parlare da solo, a piangere. Dopo una giornata passata in quel modo ritorna a casa. Giorno dopo giorno, seduto su quella panchina continua il suo calvario. Scopriamo che ha perduto il posto di lavoro, licenziato per esubero di personale. Ha 52 anni e devastato dal dispiaciere e no sapendo cosa fare ha iniziato a bere. Aveva deciso di continuare a “vivere in un bicchiere”. Grazie alla professionalità dei nostri investigatori privati e alla sensibilità della moglie, il signore ha smesso di bere disintossicandosi e ha trovato un nuovo lavoro part time. Per fortuna la sua vita non si è “consumata in un bicchiere”.

  • ASSEMBLEA DEI SOCI

    Oriana, Presidente Nazionale ASPESI: “Si è consolidata Aspesi Milano, è esplosa Aspesi Torino. La crisi è finita…. Ci aspetta un 2016 nettamente migliore e con Federterritorio”

    Si è tenuta presso l’Hotel dei Cavalieri di Milano l’Assemblea annuale dell’Aspesi, l’Associazione Nazionale delle Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare.
    Nella sua relazione introduttiva il Presidente Nazionale, Avv. Federico Filippo Oriana, ha sottolineato i grandi risultati ottenuti nel 2015 dall’Associazione. Hanno aderito 23 nuovi Associati delle tipologie più varie nel settore immobiliare: dalla prima azienda nazionale di facility management alla maggiore Sgr italiana, da imprese di costruzione in proprio ad aziende di servizi, società di valorizzazioni di immobili di pregio storico-culturale, studi professionali specializzati.
    Sono stati realizzati 23 eventi, alcuni di particolare rilievo, tra i quali quelli di Aspesi Milano legati ad Expo e quelli di Aspesi Torino. “Si è dunque consolidata Aspesi Milano – ha commentato il Presidente – la branch lombarda dell’Associazione guidata da Antonio Anzani ed è esplosa Aspesi Torino – guidata da Antonio Romano – che, associando le maggiori società del mattone di Torino, è avviata a diventare in breve tempo la maggiore organizzazione del settore del capoluogo subalpino.”
    Sono stati attivati, poi, organi di confronto interno prima non operativi, come la Commissione Finanza Immobiliare – sotto la guida di Ivan Drogo Inglese, Amministratore Delegato di Holdingimmobiliare.com – e la Consulta dei Soci Aderenti, cioè i professionisti, sotto la guida di Francesco Caridei.
    Il Presidente Oriana ha, poi, sottolineato con particolare entusiasmo la avvenuta partenza della nuova Federazione del settore – Federterritorio- che ha tenuto la sua prima riunione presso la sede Aspesi il 2 dicembre scorso: ben dodici Associazioni partecipano al progetto, oltre ad alcune grandi aziende, e sono già stati fatti tutti i passi organizzativi preliminari come la registrazione della denominazione al Ministero dello Sviluppo Economico, l’apertura del sito Internet e attivazione degli indirizzi e-mail e soprattutto, l’accettazione della nuova Federazione da parte dell’EPF – European Property Federation, la maggiore associazione europea del settore. “E’stato particolarmente incoraggiante riscontrare –ha proseguito l’Avv. Oriana – nelle trattative con diverse realtà nazionali, anche fuori dall’immobiliare in senso stretto, un grande interesse per una promozione politica, normativa e culturale di tutti gli aspetti e profili delle attività territoriali comprendenti: comunicazioni, infrastrutture e turismo, mondi immensi e di rilievo strategico per un Paese come l’Italia.” “E’ importante –ha concluso il Presidente Oriana- che si avanzi con l’idea-guida di “territorio” e non di “immobiliare” perché questo concept è dotato di una razionalità interna molto forte”.
    Sia nella relazione del Presidente Oriana che nell’ampio dibattito che vi ha fatto seguito è emersa la convinzione che la crisi, generale e di settore, sia terminata e che ci si possa attendere un 2016 nettamente migliore. Con gli auguri che ha rivolto ai presenti e a tutti gli Associati di Aspesi e delle diverse associazioni del sistema Aspesi, il Presidente ha concluso con una frase di Yukio Mishima adatta al periodo difficile che il settore e l’economia italiana ed europea hanno attraversato: “Nessuna notte è così lunga da impedire al sole di risorgere”.

    Milano, 16.12.2015

    Elenco dei 23 nuovi Soci Aspesi:
    Ada Group, AI Studio, Baker&McKenzie, Biffi Consulting, Consorzio Case Torino, Cos.Man., Dante Salmè, Ferreri Costruzioni, HoldingImmobiliare, ICC Srl, Idea Fimit Sgr, Immocel Srl, Istituto Fiduciario Ambrosiano, Morassutti Virginia , Oliva Costruzioni, Romeo Gestioni, Sagor & Partner, Studio Berlincioni, Studio Legale Belvedere, Studio Legale Tributario Biscozzi Nobili, Studio Mogliotti, Valorizzazioni Culturali, Wip Architetti

    About ASPESI:
    L’ASPESI, Associazione Nazionale tra le Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare, nata nel 1993 a Milano per riunire gli imprenditori del settore immobiliare e rappresentarne gli interessi, associa, in prevalenza, le società che investono in iniziative di valorizzazione, sviluppo e recupero di aree edificabili e fabbricati, con un valore della produzione complessivo che supera il miliardo di euro.

    per info e contatti:

    tel. 02/76011591 fax 02/76011583
    mail [email protected]

  • Haulotte group su Makinario

    Il gruppo
    Il gruppo Haulotte, produttore di attrezzature per il sollevamento specialistico di materiali e persone, costruisce e commercializza grazie alla propria rete di vendita e di servizi, una gamma di prodotti che contano più di 60 modelli per soddisfare tutte le esigenze dei propri clienti : piattaforme aeree, sollevatori telescopici, macchine movimento terra.
    Il gruppo Haulotte, società fondata di più di un secolo fa, è quotata alla Borsa di Parigi dal 3 dicembre 1998. Protagonista della scena mondiale, Haulotte fonda il proprio modello di business su uno strumento industriale potente e flessibile per adattarsi alle fluttuazioni della domanda ed alle specificità del mercato. Inoltre, può vantare una rete di distribuzione che si basa su 20 filiali e uffici posizionati in tutti i mercati strategici, supportata da una rete di distributori a copertura di oltre 100 paesi. L’affitto delle attrezzature ed attività aggiuntive vanno a completare la strategia di Haulotte per consolidare il marchio in alcuni mercati geografici, e meglio valutare la necessità per i clienti finali. I professionisti che utilizzano i nostri prodotti, sono i partner preferiti per il nostro sviluppo: vere reti di relazione e ascolto delle esigenze dei clienti finali, contribuiscono al miglioramento continuo per soddisfare qualunque esigenza specifica.

    Settori
    7 linee di prodotti per soddisfare le esigenze dei clienti provenienti da diversi settori professionali, come le aziende che si occupano di logistica, produzione, settore aeroportuale, manutenzione o vendita al dettaglio.

    Adesioni e certificazioni
    Haulotte Group è un membro di diverse associazioni e organizzazioni nel suo settore, e possiede anche la certificazione di Qualità ISO 9001.

    Consulta le macchine Haulotte disponibili su Makinario.com

  • Le aziende soffrono di ansia da prestazione: a rivelarlo uno studio di Jabra

    Jabra, leader nella produzione di soluzioni innovative per l’audio e la comunicazione mobile, comunica i risultati dell’indagine “Produttività in ufficio: le nuove sfide”. Lo studio rivela i paradossi delle aziende che, se da una parte cercano di creare ambienti di lavoro produttivi, dall’altra sottovalutano la presenza di distrazioni all’interno dei team, riunioni poco organizzate e tecnologia limitata a disposizione. I lavoratori lottano continuamente contro diverse situazioni che invece che supportarli, li intralciano e ne inficiano il lavoro. Tra queste: riunioni improduttive o mal organizzate, strumenti tecnologici poco user friendly e ambienti rumorosi che non favoriscono la concentrazione.

     

    In particolare:

    • Il 36% degli intervistati ritiene che le riunioni di lavoro diminuiscano la produttività.
    • Il 46% pensa che i rumori siano la cosa che più distrae in assoluto in ufficio.
    • Il 28% è irritato dalle troppe mail, anche se per risolvere un problema il 78% preferisce mandarne una piuttosto che telefonare.

     

    Riunioni improduttive

    Lo studio condotto da Jabra rivela il fallimento delle aziende nell’organizzare il tempo effettivo di collaborazione dei lavoratori. Più della metà (il 51%) concorda che le riunioni senza una guida o un programma specifico servono solo a perdere tempo, il 32% lamenta una mancanza di spirito decisionale, il 31% sottolinea la mancanza di approfondimenti, il 26% una mancanza di preparazione, e il 25% i ritardi.

    In un luogo deputato alle videoconferenze, alcuni dei motivi di irritazione maggiore sono il suono, spesso qualitativamente mediocre, fastidiosi rumori di fondo e i problemi di connessione.

    Oltre a essere frustranti per i lavoratori, questi ostacoli sono anche i più frequenti. E c’è un paradosso: la maggior parte di loro vuole partecipare comunque alle riunioni, perché ritengono che possano essere utili, anche se contemporaneamente il 36% lamenta una diminuzione del rendimento personale a seguito di esse, forse proprio per l’incapacità di renderle davvero proficue.

    Anche il tempo speso alla scrivania è fondamentale: i lavoratori occupano la maggior parte del loro tempo dietro il proprio desk, con oltre il 66% delle attività settimanali (6 volte di più delle riunioni), e quindi questo si rivela il luogo in cui la maggior parte della produttività aumenta o diminuisce.

    Anche alla scrivania le distrazioni sono sempre in agguato: le più comuni sono i rumori (46%), le interruzioni dei colleghi (43%) e il numero delle mail (28%).

    Gli intervistati ritengono che dovrebbero essere maggiormente controllati i fattori ambientali, come temperatura, qualità dell’aria e mancanza di privacy. Ripensare, quindi, a un ambiente di lavoro adatto potrebbe eliminare molti problemi che influenzano negativamente la produttività.

     

    Holger Reisinger, Senior Vice President di Jabra, commenta così i risultati dell’indagine: “La produttività è fondamentale per il successo e per restare competitivi. Ogni risorsa impiegata dovrebbe sfruttare ogni sua qualità e le sue migliori capacità a vantaggio dell’azienda, con processi e strumenti adatti a far sì che ciò accada. Nonostante molte aziende abbiano progettato spazi di lavoro per migliorare la cooperazione e investito nella tecnologia per rendere riunioni o call più semplici e user friendly, questo approccio non apporta il beneficio sperato. I manager hanno quindi bisogno di rivalutare le necessità dei loro lavoratori per assicurare la produttività del business.”

     

    La chiave è la tecnologia

    Lo studio sottolinea anche che una scarsa produttività incide sulla capacità di attrarre e trattenere il personale, così come le distrazioni sul posto di lavoro incidono in maniera significativa sull’equilibrio vita-lavoro.

    Oggi una parte importante dei lavoratori specializzati è in difficoltà a completare le proprie mansioni entro la fine della giornata, ben il 36% le termina fuori dall’orario di lavoro.

     

    Per facilitare i dipendenti e velocizzare alcuni processi, spesso si ricorre a dispositivi tecnologici come lavagne digitali, speakerphone, o programmi di project management, mappe mentali o brainstorming.

     

    Eppure l’utilizzo di questi strumenti è spesso controproducente, si pensi al tempo medio necessario per organizzare una riunione o una “semplice” conference call: il 25% di queste inizia in ritardo a causa di problemi tecnici, e di conseguenza si perdono in media più di due minuti e mezzo a riunione. A seconda del numero dei partecipanti il tempo perso – e quindi il costo – può aumentare.

     

    Il 71% delle riunioni si svolge in un solo luogo, mentre il 29% prevede più sedi, e dunque l’ausilio della tecnologia è fondamentale. Ma spesso i lavoratori stessi faticano a utilizzarla, e il 50% dichiara di riscontrare a causa di ciò disagi significativi e irritanti.

     

    Conclude Reisinger: “La vera sfida è quella di saper creare un equilibrio tra collaborazione e concentrazione. Finora sono stati fatti grandi passi per favorire maggior interazione e comunicazione tra i lavoratori, ma bisogna proseguire in questa direzione affinché non si perda tempo nell’utilizzo di supporti tecnologici inefficaci. Ecco perché uno spazio di lavoro consono che si adatti all’individuo, alla sua specificità e al suo ruolo è la nuova strada che un ambiente lavorativo realmente produttivo deve percorrere.”

     

    Sul report della “Produttività in ufficio”

    La “produttività in ufficio” è un sondaggio effettuato a maggio 2015 su 2.449 lavoratori di età compresa tra i 18 e i 65 anni provenienti da USA, UK, Francia, Germania, Russia, Giappone, Cina, Danimarca, Svezia e Norvegia, come parte dell’iniziativa di Jabra “Nuovi modi di lavorare”.

     

    Per scaricare il report direttamente dalla pagina Jabra, visita il sito:

    http://blog.jabra.com/downloads/

     

    Per maggiori informazioni sull’iniziativa di Jabra New Ways of Work, visita il blog:

    www.blog.jabra.com

     

    Per ulteriori notizie e aggiornamenti, seguici su Facebook, Twitter @JabraItalia o su LinkedIn:

    www.linkedin.com/company/jabra

     

     

    ***

     

    Informazioni su Jabra

    Jabra è un marchio di GN Netcom, società controllata da GN Store Nord A/S (GN) – quotata al NASDAQ OMX. Jabra conta circa 925 dipendenti in tutto il mondo e nel 2012 ha raggiunto un fatturato pari a 2,612 million DKK. Jabra, produttore numero uno al mondo di innovative soluzioni audio a mani libere, con le sue divisioni business e consumer, sviluppa, produce e commercializza una vasta gamma di auricolari, speakerphone e cuffie Wireless e con filo per la telefonia mobile, gli uffici, i mobile worker e i Contact Center.

     

    Per maggiori informazioni sull’azienda, visitare: www.it.jabra.com 

    Facebook: https://www.facebook.com/JabraIT

    Twitter:   https://twitter.com/JabraItalia

    Jabra Blog:  http://blog.jabra.com

     

    © 2014 GN Netcom A/S. Tutti i diritti sono riservati. Jabra® è un marchio registrato di GN Netcom A/S. Tutti gli altri marchi qui menzionati appartengono ai rispettivi proprietari.

  • Lavori che si riscoprono: badanti e babysitter

    Sono sempre di più le persone che cercano lavoro come badante o babysitter in Italia. Sarà per via della crisi economica che ha messo un po’ in ginocchio molte famiglie, sarà per la necessità di arrotondare lo stipendio, sono tantissime oggigiorno le persone che si offrono per svolgere questi lavori.
    Per rispondere alla richiesta continua di famiglie che hanno bisogno di aiuto in casa, la Regione Friuli Venezia Giulia ha attuato un piano di potenziamento degli sportelli destinati agli “Assistenti Familiari”, al fine di conciliare la domanda di colf, badanti e babysitter con l’offerta presente nei vari comuni.
    Sul territorio di Udine e Pordenone la richiesta e l’offerta di lavoro come babysitter è ampiamente diffusa. Online ci sono diversi siti, più o meno famosi, nei quali le famiglie possono inserire i loro annunci, indicando i requisiti richiesti per la babysitter. Allo stesso tempo, anche le aspiranti babysitter possono inserire il loro curriculum e i loro dati in modo da essere contattate dai datori di lavoro. I siti specializzati in annunci per babysitter comprendono una banca dati di tutte le babysitter d’Italia. Selezionando la regione, la provincia e il comune di interesse troverete tantissimi annunci inerenti alla vostra ricerca di lavoro.
    Nei giornali locali sugli annunci di lavoro di Udine e di Pordenone vengono pubblicati quotidianamente numerosi annunci di famiglie che ricercano una babysitter pordenone e udine, motivata e referenziata oppure badanti a udine per assistere i nonni bisognosi di cure.
    Sia a Udine che a Pordenone esistono al momento numerose richieste come babysitter in tutti i siti di cerco lavoro.
    Per quanto riguarda le offerte di lavoro a pordenone come colf o badanti a udine è stata istituita un’azienda che si occupa esclusivamente di mettere in contatto gli anziani e le loro famiglie con le badanti disponibili nella provincia di Udine. Questa agenzia riunisce tutti gli annunci di ricerca di lavoro per badanti ed consente di avere tutte le informazioni sul cliente e la durata del contratto. L’intermediazione di un’agenzia di questo tipo garantisce un contratto di lavoro a tempo determinato, riconosciuto su base nazionale e allo stesso tempo mette a disposizione delle famiglie soltanto delle aspiranti badanti qualificate o referenziate.
    Sia nella provincia di Udine che di Pordenone, esiste un’altra agenzia specializzata nel reclutare babysitter, colf e badanti, che in cambio di una percentuale per il disbrigo pratiche mette in contatto le famiglie con le lavoratrici.
    Esiste anche un giornalino disponibile sia nella versione online che cartacea, dove potete consultare gli annunci di lavoro, che viene aggiornato mensilmente e a cui spesso si rivolgono le famiglie in cerca di una babysitter a pordenone o di una badante. Si tratta di una rivista mensile di annunci di vario genere in cui è possibile inserire annunci sia per la ricerca di personale sia per offrire il vostro lavoro a chi fosse interessato, un modo veloce per farvi conoscere ed essere contattati in breve tempo dalle famiglie che hanno bisogno di servizio di babysitter o di badante.

  • Uno Sguardo Dal Ponte porta al Teatro Supercinema il dramma dell’immigrazione di Arthur Miller

    Sabato 21 novembre al Teatro Supercinema di Castellammare di Stabia va in scena Uno Sguardo Dal Ponte; Enrico La Manna dirige il dramma dell’immigrazione di Arthur Miller interpretato da Sebastiano Somma, nei panni di Eddie Carbone, e da Edoardo Coen, Andrea Galatà, Cecilia Guzzardi, Matteo Mauriello, Roberto Negri, Sara Ricci, Antonio Tallura., attraverso le parole dell’adattamento di Masolino d’Amico. Una storia intensa di ricerca di un luogo da chiamare “casa” che è, contemporaneamente, anche un “ritorno a casa” per Sebastiano Somma, cui Castellammare ha dato i natali, e che ha scelto di portare in scena un dramma contemporanea e dolorosamente odierno  “«C’è un tempo – dichiara Somma – per ogni testo nella vita artistica di un attore. Ci pensavo da tempo, è venuto il momento di vivere il dramma di Eddie Carbone, sospeso sul ponte che divide i bagliori del benessere dal travaglio dell’integrazione. È una messinscena moderna, veloce, per alcuni versi ironica perché spoglia il sogno americano fino all’illusione (…)”

    Sempre in linea con il concetto di arte intesa come atto di responsabilità, come atto poetico che diventa fatto, per il catanese Galatà il ritorno in Campania con questo spettacolo chiude idealmente il cerchio apertosi a Napoli nel 2012, con il conferimento da parte del Presidente della Repubblica della Stella della Civicrazia per meriti sociali in ambito artistico, e che oggi lo vede dare corpo e voce a Marco, immigrato clandestino che cerca di trovare uno spazio in cui vivere la propria vita ma deve fare i conti con l’eterna lotta tra la legge personale e quella dello Stato, con le difficoltà di un mondo nuovo che, senza scivolare nel melodramma del sogno,  vorrebbe esser possibilità di sopravvivenza ma è anche e soprattutto difficoltà di comprendere una cultura che sembra avere una legge per tutto, ma non saper rendere giustizia a chi la invoca.

  • Lavoretti part time per studenti: babysitter, badante, colf

    Al giorno d’oggi sono tanti gli studenti che per guadagnare un pò di soldi sono alla ricerca di qualche lavoretto.
    Ovviamente nulla di troppo impegnativo, qualcosa che li faccia lavorare alcune ore senza togliere troppo tempo allo studio e alla preparazione degli esami universitari.
    I lavoretti che meglio si adattano alle esigenze degli studenti ad esempio residenti a pordenone sono diversi, come il lavoro di babysitter, badante oppure di colf.
    Tutti lavori che possono occupare al massimo mezza giornata e che permettono di guadagnare quanto basta per mantenersi gli studi.
    Tanti sono gli studenti alla ricerca di questi lavoretti, ma non sempre è facile trovarli, nonostante l’offerta non manchi affatto.
    Infatti tante sono le mamme alla ricerca di una babysitter a pordenone che possa tenere i bambini il tempo di sbrigare delle commissioni, i single che hanno bisogno di qualcuno che gli tenga in ordine la casa mentre sono a lavoro, oppure gli anziani alla ricerca di badanti che possano dar loro una mano.
    Per trovare questi lavoretti è importante sapere dove cercare, può capitare infatti di trovare un semplice annuncio anche tra le bacheche delle università ma si tratta di casi rari.
    Il modo migliore per trovare il giusto lavoretto è cercarlo o nei siti internet specializzati oppure nei giornali free press dove si trovano offerte lavoro pordenone, udine e altre città.
    I siti internet rappresentano una vera miniera di offerte di lavoro, infatti tante sono le persone che si affidano alla rete per cercare i collaboratori di cui necessitano.
    Pertanto basta semplicemente digitare il lavoro di cui si ha bisogno all’interno di un motore di ricerca e compariranno un elenco di siti all’interno dei quali sono pubblicati gli annunci.
    Entrando in uno di essi e selezionando l’annuncio specifico si potrà rispondere ad esso tramite lo stesso sito o mediante eventuali contatti come e-mail e numeri di telefono presenti in esso.
    Questo sistema può andare benissimo sia per un lavoro da babysitter che per un lavoro da colf, invece per i badanti a pordenone non sempre è possibile trovare tutte le offerte in circolazione solo in internet.
    Il lavoro di badante comporta delle persone anziane come datori di lavoro, questi ultimi raramente sono pratici con le nuove tecnologie e qualora non vi siano figli o nipoti a dar loro un aiuto ricorreranno ad altri sistemi per trovare badanti a pordenone oppure badanti a udine.
    Ecco perché le offerte di questa tipologia di lavoro si possono trovare facilmente anche sotto forma di annunci all’interno di giornali free press, reperibili in qualsiasi edicola.
    Tali giornali sono gratuiti sia per chi li compra e sia per chi decide di pubblicarvi un annuncio, pertanto sono altamente convenienti dato che al loro interno si possono trovare tante offerte, non soltanto annunci di ricerca badanti, senza dover sborsare nemmeno un euro per il loro acquisto.
    Gli studenti alla ricerca di queste tipologie di lavoretti non devono mai lasciare nulla di intentato, valutare le offerte sia nei giornali che in internet consente loro di valutare un’ampia offerta e selezionare quella più idonea alle loro caratteristiche.

  • JABRA lancia STEEL, l’auricolare industriale ultra resistente. Quando il lavoro è duro servono strumenti duri

    Jabra, leader nella produzione di soluzioni innovative per l’audio e la comunicazione mobile, annuncia il nuovo Jabra STEEL, l’auricolare Bluetooth® pensato specificatamente per le prestazioni in condizioni ambientali sfavorevoli.

    Ottimizzato per gli operai specializzati e impermeabile e resistente alla polvere e agli urti, Jabra STEEL garantisce una calzata sicura per qualsiasi attività lavorativa, senza trascurare la qualità audio massima in qualsiasi ambiente.

    Prendendo spunto da un’analisi sui bisogni quotidiani dei professionisti del settore e dei lavoratori manuali, Jabra ha progettato STEEL, un auricolare estremamente resistente che soddisfa le specifiche necessità di chi lavora in condizioni difficili: su un ponteggio esposto al vento, in un cantiere polveroso o sotto il lavandino di un bagno. Jabra STEEL è stato testato in modo rigoroso facendolo cadere dall’alto su superfici dure, immergendolo in acqua (e in altri liquidi, come la vernice) e mettendolo a contatto con polvere, vibrazioni, alte temperature e compressioni. Tutto ciò ha forgiato un auricolare veramente indistruttibile.

    Miglior suono significa miglior business

    Equipaggiato con tecnologia HD Voice con doppio microfono che elimina i rumori di fondo, Jabra STEEL percepisce l’ambiente circostante e isola la tua voce. Le chiamate perse diventeranno un ricordo, e non sarà più necessario sospendere il lavoro per fare o ricevere una chiamata. Tutte le telefonate importanti possono essere effettuate in qualsiasi momento e con un’ottima qualità audio.

    “Jabra STEEL è pensato per chi non lavora dietro a una scrivania e ha bisogno di fare o ricevere telefonate importanti: un’occasione può non ripetersi più. Sappiamo anche che la richiesta di un auricolare specifico per questo tipo di situazioni è sempre più in aumento, dato che quelli tradizionali non sopportano le condizioni ambientali difficili. Così come non bisogna preoccuparsi se si rompe il martello quando lo si sta usando, allo stesso modo, con Jabra STEEL, non c’è da preoccuparsi per l’auricolare wireless”, dichiara Darcy Clarkson, Responsabile della Divisione Mobile di Jabra.

    Design ergonomico

    Jabra STEEL offre uno strumento resistente per i lavoratori, con l’aggiunta della libertà dai cavi grazie alla tecnologia wireless. I suoi pulsanti sono grandi apposta per essere utilizzati con le mani umide o con i guanti ed i ganci auricolari presenti sono pensati per assicurare un posizionamento sicuro sull’orecchio.

     

    Jabra STEEL garantisce inoltre un facile accesso a Siri/Google Now e permette di rispondere alla chiamata e leggere i messaggi direttamente con la voce (solo per telefoni Android).

    L’archetto è comodo da indossare a prescindere da quale sia attività che si sta svolgendo. Se al lavoro devi muoverti costantemente, operi in ambienti pericolosi o indossi una tuta di sicurezza, Jabra STEEL offre una soluzione duratura e che resiste tutto il giorno grazie alla batteria MicroPOWER, che assicura 6 ore di telefonate, oltre che un tempo di standby di 10 giorni.

    Lancialo, fallo cadere, affidati a lui

    Con un rivestimento resistente agli urti e una protezione contro l’ingresso dell’acqua e della polvere, Jabra STEEL è stato testato per superare tutte le sfide di ogni ambiente lavorativo. Per chi lavora con un clima ventoso, inoltre, una speciale protezione assicura una comunicazione chiara anche all’esterno.

    L’auricolare più resistente richiede i materiali più durevoli, e un controllo accurato ha garantito che ogni punto è protetto. Jabra STEEL è così resistente che è coperto da una garanzia di 5 anni.  E grazie all’app Jabra Assist, offre diversi servizi extra, tra cui una guida per il set-up e l’accesso allo stato della batteria.

     

    Jabra STEEL è disponibile negli store dedicati e su www.it.jabra.com a un prezzo consigliato di 99 euro.

     

     

    Specifiche tecniche:

    • Pulsanti grandi per un semplice controllo
    • 30 metri di raggio d’azione
    • Realizzato nel rispetto degli standard militari USA per resistere a urti, sudore e polvere (IP 54)
    • 6 ore di telefonate, 10 giorni in standby
    • Due ore circa di ricarica
    • Peso di soli 10 grammi
    • Servizi aggiuntivi sull’app Jabra Assist: trova il mio auricolare, guida set-up, batteria, e altro ancora

     

    Per maggiori informazioni su Jabra:

    Website:  www.it.jabra.com

    Facebook: https://www.facebook.com/JabraIT

    Twitter: https://twitter.com/JabraItalia

    *  *  *

    GN Netcom

    Jabra è un brand di GN Netcom, consociata di GN Store Nord A/S (GN) – quotata al NASDAQ OMX.   Con circa 850 dipendenti, Jabra ha registrato nel 2011 un fatturato di 2.106 milioni di DKK. Jabra è il produttore numero uno di innovative soluzioni audio a mani libere. Plus dell’offerta Jabra sono l’affidabilità dei materiali, la qualità dei dispositivi e l’innovazione nelle tecnologie sviluppate e integrate. Con uffici commerciali in tutto il mondo, Jabra  sviluppa, produce e commercializza una vasta gamma di auricolari e cuffie – professionali e consumer – wireless e con filo per la telefonia mobile, uffici e Contact Center.

    © 2008 GN Netcom A/S. Tutti i diritti sono riservati. Jabra® è un marchio registrato di GN Netcom A/S. Tutti gli altri marchi qui menzionati appartengono ai rispettivi proprietari.

  • Alla ricerca di lavoro? Ecco come fare la lettera di presentazione

    Quando siete alla ricerca di lavoro, non dimenticatevi insieme al Cv di allegare la lettera di presentazione.

    La lettera di presentazione è il vostro biglietto da visita, la prima immagine che un potenziale datore di lavoro, o l’agenzia per il lavoro che vi sta selezionando, riceve da voi. Dedicate, quindi, attenzione alla sua stesura, personalizzandola di volta in volta, in base al tipo di lavoro per il quale vi candidate e tenendo conto dell’obiettivo: dimostrare alle aziende che assumono che siete un candidato capace ed interessante, ma soprattutto in linea per la posizione!

    Come si scrive una Lettera di Presentazione?

    La lettera di presentazione deve comunicare al selezionatore qualcosa di voi e spiegare perché siete la persona adatta a ricoprire l’incarico di vostro interesse. Per preparare una lettera vincente, dovete innanzitutto raccogliere più dettagli possibili sul vostro interlocutore, sull’azienda e sulla posizione. Più informazioni avrete, più sarà facile scrivere una lettera di presentazione efficace e di successo. Come fare a cercarle? Utilizzate giornali, riviste ed  internet, visitando il sito della società per capire quali sono le più importanti aree di investimento dell’impresa, qual è la sua vision, quali sono i suoi valori chiave e i nuovi progetti.

    Lettere diverse per posizioni diverse

    E’ fondamentale differenziare di volta in volta la lettera di presentazione per dare valore aggiunto alla vostra candidatura. Usate pure frasi e parole simili, ma adattate la vostra presentazione mettendo in luce ogni volta l’esperienza o la competenza più in linea con l’annuncio e descrivete il tipo di contributo che potreste dare grazie al vostro background e all’esperienza che avete maturato nell’ambito del ruolo o nel corso di attività di training svolte.

    L’obiettivo è arrivare al colloquio

    Prima di passare ad un breve vademecum vi ricordiamo che l’efficacia della lettera determinerà la richiesta di un colloquio oppure no da parte dell’azienda.

    Vademecum 

    Nella parte introduttiva, indicate come avete appreso dalla ricerca in corso.

    Siate concisi e pertinenti. Indicate chiaramente perché volete questo incarico, perché dovrebbe esservi offerto e il valore aggiunto che potete offrire alla società.

    La lettera deve essere ordinata e ben strutturata nella forma e nel contenuto, e non dovrebbe essere più lunga di 10-12 righe. Rileggetela per accertarvi che non ci siano errori ortografici o di battitura e certate di eliminare qualche elemento se dovesse essere più lunga, tenendo per voi delle informazioni ‘extra’ in vista del colloquio.

    E’ importante tenere viva l’attenzione di chi legge fino in fondo. I selezionatori ricevono un gran numero di cv e hanno bisogno di farsi un’idea veloce dei candidati.

    Scrivete in modo semplice e scorrevole, evitate le frasi fatte e tenete presente che i dettagli vanno inseriti nel curriculum.

    Mettete in risalto le vostre qualità, non le qualifiche che vi mancano. Dopo tutto, questo è il vostro biglietto da visita!

    Alla fine della lettera, non dimenticate di richiedere un incontro finalizzato ad ottenere maggiori informazioni.

    Chiedete ad una persona fidata e attenta di rileggere la lettera per controllarne la struttura e segnalare eventuali errori o mancanze.

    Se avete fatto la vostra lettera di presentazione seguendo questi consigli, siete pronti per candidarvi alle varie offerte di lavoro.

     

  • Situazione del mercato lavorativo a Pordenone e provincia

    La Provincia di Pordenone è molto attiva sul mercato del lavoro e offre a coloro che sono in cerca di occupazione numerosi servizi che agevolano l’incontro tra domanda e offerta.

    Rispetto alle altre province del Friuli, Pordenone è quella che in seguito alla crisi ha registrato il minor tasso di disoccupazione, mantenento il tasso occupazionale al 64%.

    Innanzitutto, il servizio principale di informazione sulle offerte di lavoro a pordenone e sul reinserimento dei lavoratori in disoccupazione è offerto dal Centro per l’impiego di Pordenone, un tempo gestito dalla Provincia e oggi dalla Regione. Il Centro per l’impiego offre numerosi spunti per la ricerca del lavoro, tenendo conto delle richieste del territorio ed è suddiviso in diversi uffici, ognuno con competenze specifiche.

    Dal sito della Provincia di Pordenone è possibile ad esempio compiere delle ricerche su offerte lavorative di tutta la provincia, a seconda delle proprie esperienze e competenze. Basta cliccare sulla voce “Cerchi lavoro?” e scoprire tutte le offerte che Comuni della provincia di Pordenone offrono per i lavoratori. Attualmente ci sono molte figure ricercate come ad esempio la figura del consulente di sicurezza o il manutentore elettromeccanico. Questi lavori appartengono alla categoria di Lavori socialmente utili, un’iniziativa promossa dalla Provincia di Pordenone per aiutare i lavoratori in difficoltà.

    Sul sito della Provincia di Pordenone si fa riferimento anche alle numerose agenzie interinali che operano sul territorio per assicurare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro pordenone.

    L’ambito distrettuale di Pordenone ha anche organizzato un servizio”Orienta Lavoro” che rientra nell’ambito dei servizi sociali. Si tratta di un servizio di supporto ai cittadini in difficoltà, al fine di guidarli verso il reinserimento lavorativo e la ricerca di annunci di lavoro a pordenone. Ogni partecipante verrà aiutato con attività di consulenza e di empowerment per riacquistare sicurezza ed essere pronto a inserirsi nuovamente nel mercato del lavoro.

    La Regione Friuli Venezia Giulia ha istituito anche un servizio online di orientamento lavorativo, chiamato SILO. Questa piattaforma è in grado di comunicare a tutti gli iscritti alla newsletter, informazioni relative alle offerte di lavoro presenti nella regione. Silo dà sia informazioni pratiche sulle offerte di lavoro in vigore nella vostra provincia di residenza, sia informazioni dettagliate riguardo alla normativa sul lavoro o materiale statistico sull’andamento del mercato del lavoro nella regione.

    Recentemente è stato approvato dalla Regione il piano per l’occupazione e per il lavoro, PIPOL, che contiene tre linee guida principali: Garanzia Giovani, Progetto Occupabilità e Imprenderò 4.0.

    Garanzia Giovani consentirà a molti giovani neodiplomati, di età inferiore ai 30 anni di trovare temporaneamente un lavoro. E’ un progetto nazionale ed europeo per garantire l’occupazione giovanile, che ha fatto registrare molte assunzioni negli ultimi mesi.

    Il Progetto Occupabilità invece riguarda coloro che devono essere ricollocati sul mercato e che non rientrano della Garanzia Giovani.

    Imprenderò infine è un progetto che mira a sostenere l’attività imprenditoriale di disoccupati o inoccupati.

    Questi tre progetti hanno come obiettivo quello di migliorare il livello occupazionale sia nella provincia di Pordenone, che in tutto il Friuli Venezia Giulia.

  • COME VESTIRSI PER UN COLLOQUIO DI LAVORO  

    In questi tempi di crisi profonda e di carenza di lavoro diventa estremamente importante, in caso di colloquio di lavoro, fare una buona impressione: ciò dipende anche dal tipo di abbigliamento scelto. Avete inviato i vostri CV a raffica a tutte le aziende individuate e/o a tutte le agenzie per il lavoro e ora finalmente vi hanno fissato un colloquio. Questo è il momento decisivo che permette all’imprenditore o al selezionatore di comprendere meglio la vostra personalità. Spesso la prima impressione è davvero quella che conta e dal momento che, come dice un vecchio detto, “non si ha una seconda possibilità per fare una prima impressione“, tanto vale giocarsi al meglio il primo incontro. Quindi è importante capire come vestirsi per un colloquio di lavoro.

    Semplicità, serietà e un tocco di personalità: basterebbero queste tre indicazioni per capire come vestirsi nel modo corretto, quindi utile, a un colloquio di lavoro. Alla base di tutto c’è il completo giacca e pantaloni, a volte anche giacca e gonna. Passeremo poi alla camicia da trasformare in un’espressione della propria personalità. Infine, tratteremo un accessorio fondamentale per questi incontri: la busta di pelle, o pochette grande, che è poi la versione moderna del vecchio porta documenti. Per le professioni creative, è possibile aggiungere elementi moda al proprio look, ma è in genere meglio orientarsi su uno stille classico e sobrio, che trasmetta equilibrio. L’appropriatezza è il fattore più importante nella scelta dell’abbigliamento per un colloquio di lavoro.

    Una volta scelto lo stile con cui vestirsi, è bene avere in mente alcune linee guida, sempre valide e utili per orientarsi al meglio. Il segreto è quello di indossare abiti in cui ci si senta a proprio agio e che al tempo stesso corrispondano al codice di abbigliamento di quella determinata società. Assicurarsi che l’abbigliamento si adatti alla propria persona e al proprio fisico: un abito visibilmente troppo stretto si noterebbe subito e non ci farebbe sentire a nostro agio. Assicuratevi inoltre che i vestiti siano puliti e ben stirati. Evitare profumi e dopobarba troppo persistenti. Per le donne, evitare di esporre troppa pelle scoperta (decolté, braccia, gambe ecc.) e per gli uomini l’importante è avere cura di presentarsi con capelli/barba/baffi in ordine.

    Se si hanno dei dubbi sullo stile da adottare, meglio optare per un look troppo formale, piuttosto che per un look troppo casual. Se volete avere ulteriori consigli cliccate qui.

     

  • DONNE AL LAVORO: CONCILIARE CARRIERA E FAMIGLIA  

     

    In Italia, ci dice l’ISTAT, soltanto il 57,8% delle madri con un figlio lavora.
    Il dato scende al 52,3% per le donne con due figli, e crolla al 39% per chi – come nel caso della Mayer – ha una famiglia composta da tre bambini.
    Inoltre, oltre il 22% delle donne che lavoravano prima di diventare madriabbandona – per scelta più o meno obbligata ( 52,5%)  o per licenziamento  – il proprio impiego al termine del periodo di allattamento. Carriera o famiglia? Amore o carriera? Le donne sono costrette ancora oggi a scegliere tra il lavoro, una relazione d’amore e la maternità. Conciliare le due vite diventa sempre più complicato e quindi è d’obbligo trovare un equilibrio facendosi aiutare da persone o istituzioni che badino ai figli, senza per questo però trascurarli. Sia che si tratti di un asilo nido o della scuola materna, sia che si tratti della baby-sitter o anche soltanto di altri parenti disponibili, la mamma in carriera deve comunque fare i conti con le esigenze dei bambini, che, a qualsiasi età, possono metterla davanti a scelte obbligate, a ricatti o a sensi di colpa. Lavorare senza sosta comporta un’inevitabile assenza dalle mura domestiche, con la triste conseguenza di non riuscire a godersi il mestiere di genitore come si vorrebbe. La trappola scatta intorno ai 30, 35 anni Cerca di trovare un varco, ma vorrebbe anche fare un figlio, investire su qualcosa che non sia denaro o carriera. Lo fa. Spera che tra nonni, asilo e divina provvidenza esista un modo per saltarne fuori, per diventare una brava mamma e una donna capace di indipendenza. “In realtà, di solito, il contraccolpo della maternità è sempre duro – razionalizza. Perché il lavoro in Italia è ancora apprezzato in termini tayloriani: vale la quantità, non la qualità. E soprattutto vige la presunzione per cui un figlio finisce a carico delle cure femminili. Quando nasce un figlio, in Italia la lavoratrice si fa meno affidabile, mentre papà resta quello di prima e continua la carriera senza scossoni. Se la famiglia cresce si privilegia lo stipendio più alto, cioè quello del marito. La donna spera di rimettersi in gioco quando i ragazzi crescono, ma è una missione praticamente impossibile nel mercato italiano. Senza investimenti specifici e un radicale cambio di cultura, non avremo mai pari opportunità sociali e professionali. Bisogna cambiare prima di tutto la mentalità. Anche senza sognare i paradisi della conciliazione (dalla Svezia alla Germania). Specie ora che la crisi morde, ed è un bene per tutti calcolare che, se papà perde il lavoro, ci può essere mamma a tamponare l’emergenza. O che, più ottimisticamente, sia possibile per uomini e donne decidere quanta parte di sè dedicare al lavoro e quanto alla famiglia, nel terzo millennio.

  • JOBS ACT: I PRIMI EFFETTI POSITIVI  

     Il Jobs Act, festeggia il suo primo semestre di operatività mostrando i primi risultati.
    I dati Istat resi noti negli ultimi giorni, infatti, hanno mostrato un quadro del mercato del lavoro italiano in ripresa; a luglio, infatti, il tasso di disoccupazione sarebbe calato di oltre mezzo punto in un mese scendendo al 12% dal 12,5% di giugno.
    La variazione su anno è significativa con un calo di 0,9 punti. Gli occupati a luglio crescono di 44mila unità; e sull’anno di 235mila. Note positive anche dal fronte della disoccupazione giovanile scesa al 40% contro il precedente 43%.

    Il dato più rilevante registrato in questi primi sei mesi del Jobs Act è sicuramente quello che riguarda l’incremento delle assunzioni stabili. Tra gennaio e luglio i contratti di lavoro a tempo indeterminato attivati hanno superato le 327mila unità, facendo registrare una crescita del 39% rispetto allo stesso periodo del 2014. L’Istat rende noti anche i dati relativi al secondo trimestre 2015, che ci dicono qualcosa in più. Nel secondo trimestre 2015 gli occupati crescono di 180mila unità sull’anno. Una crescita che interessa soltanto i dipendenti (+183mila unità), mentre gli indipendenti rimangono sostanzialmente invariati. Continua, a ritmo più sostenuto, l’aumento del numero di dipendenti a tempo indeterminato (+0,7%, 106mila su base annua), associato all’aumento dei dipendenti a termine (+3,3%, 77mila unità). Si riduce il numero di indipendenti con contratti di collaborazione (-11,4%, -45mila unità).

    L’aumento di 180mila occupati nel secondo trimestre 2015 merita poi due ulteriori riflessioni. La prima, è che questo incremento riguarda entrambe le componenti di genere e coinvolge soprattutto il Mezzogiorno (+2,1%, 120mila unità, essenzialmente servizi). Al calo degli occupati 15-34enni e 35-49enni (-2,2% e -1,1%, rispettivamente) si contrappone la crescita degli occupati ultra50enni (+5,8%), e qui probabilmente va aperta una riflessione. Inoltre, l’incremento di 180mila occupati sta avvenendo a Pil che cresce lentamente. Il rischio è che aumenti occupazione senza aumentare la crescita, e quindi penalizzando la produttività.

    Si tratta di un giudizio a luci e ombre, anche in attesa della piena attuazione degli ultimi decreti sospesi. I dati del Ministero hanno mostrato l’effettivo spostamento dei nuovi contratti verso il tempo indeterminato, agevolato dallo sgravio dei contributi fino a 8.060 euro e poi dalla maggiore flessibilità introdotta con le tutele crescenti: mentre nel 2014 tra gennaio e luglio si erano chiusi 137mila contratti indeterminati in più di quanti non se ne fossero aperti, il saldo dei primi sette mesi del 2015 è stato positivo per 117mila unità. A ciò si aggiunge il balzo del 40% delle trasformazioni da tempo determinato a indeterminato. Ma questi dati tracciano ‘solo’ la registrazione dei contratti, cioè la loro apertura e chiusura: non è necessariamente una persona in più o in meno sul lavoro, visto che a una stessa persona possono far capo diversi contratti nel corso del mese.

    Dalle serie storiche Istat aggiornate oggi emerge che effettivamente nel corso dell’anno c’è stata una ripresa dell’occupazione, anche se a ritmi ancora contenuti: tra gennaio e luglio 2015 si è ampliata la forza lavoro (chi lavora e chi cerca) e il numero degli occupati è salito di 119mila unità, mentre i disoccupati sono 47mila in meno.

    Si mantengono cauti i tecnici dell’Istituto: “Non possiamo dire ancora se il miglioramento sul fronte dell’occupazione sia dovuto al miglioramento del ciclo economico o alle riforme introdotte sul fronte del mercato del lavoro. Ma è evidente che un segnale di ripresa c’è”.

    E allora visto che un segnale di ripresa c’è, andate sul sito dell’ Agenzie del lavoro ADHR, e cercate tra le offerte di lavoro.

     

  • Affiancare un professionista esperto è il miglior modo per crescere e imparare in fretta

    Stanchi dei soliti corsi e stage, che propongono molta teoria e poca pratica? Per mettere il turbo alla propria carriera è nata Affiancamenti.com, l’innovativa piattaforma web che permette agli utenti di imparare i segreti e i trucchi del mestiere affiancando sul campo un professionista senior.

    Nata in seno ad un gruppo di giovani lavoratori che avvertono in prima persona il cambiamento lavorativo dei nostri giorni e la crisi occupazionale, Affiancamenti.com ha lo scopo di dotare di maggiore professionalità e autorevolezza i lavoratori che vogliono specializzarsi o reinventarsi.

    L’iscrizione al sito è gratuita e i vantaggi sono immediati. Gli apprendisti possono imparare direttamente dai migliori professionisti, lavorando su progetti concreti, e acquisire un know how specialistico in breve tempo, utile per migliorare la propria professionalità e trovare lavoro più velocemente. I professionisti senior possono invece mettere a frutto gli anni d’esperienza creando una fonte di reddito aggiuntiva, direttamente sul luogo di lavoro, e ottenere pubblicità e recensioni positive sul portale.

    In tempo di crisi occupazionale, la capacità di reinventarsi e acquisire nuove competenze senza perdere tempo è la chiave del successo. Affiancamenti.com è il luogo ideale per ottenere una formazione di alto livello, in linea con il proprio percorso di lavoro. Creativi, videomaker, grafici, avvocati, responsabili commerciali, professionisti della consulenza finanziaria e del trading, idraulici, elettricisti: professionisti di tutti i tipi possono registrarsi gratuitamente, e proporre il proprio affiancamento, scegliendo il prezzo, le condizioni e le modalità.

    Lavorare su progetti e clienti reali, imparando a gestire le scadenze e le problematiche specifiche di ogni lavoro, è oggi considerato il metodo migliore per crescere a livello professionale. Nella convinzione che la pratica sia importante almeno quanto mesi di formazione teorica, Affiancamenti.com propone un valido strumento per apprendere in breve tempo i segreti dei professionisti, quei piccoli e grandi accorgimenti maturati in anni di esperienze e di errori.


    Affiancamenti.com è un servizio di matching GRATUITO tra lavoratori senior e junior. Il costo, le modalità e i tempi degli affiancamenti proposti si basano su trattative private tra i lavoratori.

     

    Ufficio stampa Affiancamenti.com

    http://www.affiancamenti.com
    [email protected]

  • LE NOVITA’ DEL JOBS ACT: IL CONTRATTO DI APPRENDISTATO  

    Allo scopo di rafforzare le opportu­nità di ingresso nel mondo del lavo­ro da parte di tutti quei giovani che sono in cerca di occupazione, il decreto legislativo 81/2015, in vigore dal 25 giugno scorso in attuazione del Jobs Act, ha introdotto vari cambiamenti per il contratto di apprendistato. Com’è noto, il contrat­to di apprendistato è rivolto soprattutto ai gio­vani tra i 15 e i 29 anni e consente di acquisire una qualifica professio­nale attraverso un rapporto di lavoro nel quale l’azienda si impegna ad addestrare l’apprendista, mediante fasi di insegnamento pratico e tecnico-­professionale.

    Le tre tipologie di apprendistato. Il contratto di apprendistato è definito secondo le seguenti tipologie:

    1. a) apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale;
    2. b) apprendistato professionalizzante;
    3. c) apprendistato di alta formazione e ricerca.

    Oltre all’apprendistato professionalizzante, le altre due tipologie di apprendistato (l’apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale e quello di alta formazione e ricerca) integrano organicamente, in un sistema duale, formazione e lavoro per l’occupazione dei giovani con riferimento ai titoli di istruzione e formazione e alle qualificazioni professionali.

    Il Governo punta a semplificare l’apprendistato di primo livello (per il diploma e la qualifica professionale) e di terzo livello (alta formazione e ricerca) riducendone anche i costi per le imprese che vi fanno ricorso, nell’ottica di favorirne l’utilizzo in coerenza con le norme sull’alternanza scuola-lavoro.

    “Il contratto di apprendistato ha una durata minima non inferiore a sei mesi, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 43, comma 8 e 44 comma 5 (che riguarda i datori di lavoro che svolgono la propria attività in cicli stagionali, per i quali i contratti collettivi possono prevedere specifiche modalità di svolgimento del contratto di apprendistato, anche a tempo determinato)”. La legge stabilisce quindi solo che la durata minima deve essere di 6 mesi, non viene invece stabilita una durata massima dell’apprendistato.

    I principi da rispettare nei contratti di apprendistato sono:

    1. a) divieto di retribuzione a cottimo;
    2. b) possibilità di inquadrare il lavoratore fino a due livelli inferiori rispetto a quello spettante in applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro ai lavoratori addetti a mansioni o funzioni che richiedono qualificazioni corrispondenti a quelle al conseguimento è finalizzato il contratto, ovvero, in alternativa, di stabilire la retribuzione dell’apprendista in misura percentuale e proporzionata all’anzianità di servizio;
    3. c) presenza di un tutore o referente aziendale;
    4. d) possibilità di finanziare i percorsi formativi aziendali degli apprendisti per il tramite dei fondi paritetici interprofessionali
    5. e) possibilità del riconoscimento, sulla base dei risultati conseguiti all’interno del percorso di formazione, esterna e interna alla impresa, della qualificazione professionale ai fini contrattuali e delle competenze acquisite ai fini del proseguimento degli studi nonché nei percorsi di istruzione degli adulti;
    6. f) registrazione della formazione effettuata e della qualificazione professionale ai fini contrattuali eventualmente acquisita nel libretto formativo del cittadino
    7. g) possibilità di prolungare il periodo di apprendistato in caso di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria del lavoro, superiore a trenta giorni;
    8. h) possibilità di forme e modalità per la conferma in servizio, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, al termine del percorso formativo, al fine di ulteriori assunzioni in apprendistato.

    La retribuzione nel contratto di apprendistato è sempre stabilita secondo il CCNL ma applicando il compenso spettante in base al livello di inquadramento, o di sotto-inquadramento previsto. La retribuzione dell’apprendista può aumentare nel corso del processo formativo. Non esiste quindi una retribuzione minima nell’apprendistato.

    Il numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoro può assumere, direttamente o indirettamente per il tramite delle agenzie di somministrazione di lavoro non può superare il rapporto di 3 a 2 rispetto alle maestranze specializzate e qualificate in servizio presso il medesimo datore di lavoro. Tale rapporto non può superare il 100 per cento per i datori di lavoro che occupano un numero di lavoratori inferiore a dieci unità.

    Vietato l’apprendistato in somministrazione a tempo determinato. E’ in ogni caso esclusa la possibilità di assumere in somministrazione apprendisti con contratto di somministrazione a tempo determinato.

    Datori di lavoro con più di 50 dipendenti hanno l’obbligo di assumere il 20% degli apprendisti. Esclusivamente per i datori di lavoro che occupano almeno cinquanta dipendenti, l’assunzione di nuovi apprendisti con contratto di apprendistato professionalizzante è subordinata alla prosecuzione, a tempo indeterminato, del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, nei trentasei mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno il 20 per cento degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro, restando esclusi dal computo i rapporti cessati per recesso durante il periodo di prova, per dimissioni o per licenziamento per giusta causa.

    Apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale

    L’apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale è strutturato in modo da coniugare la formazione sul lavoro effettuata in azienda con l’istruzione e formazione professionale svolta dalle istituzioni formative che operano nell’ambito dei sistemi regionali di istruzione e formazione.

    Possono essere assunti con il contratto di apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale, in tutti i settori di attività, i giovani che hanno compiuto i 15 anni di età e fino al compimento dei 25.

    La durata del contratto è determinata in considerazione della qualifica o del diploma da conseguire e non può in ogni caso essere superiore, per la sua componente formativa, a tre anni ovvero quattro nel caso di diploma quadriennale professionale. I datori di lavoro hanno la facoltà di prorogare fino ad un anno il contratto di apprendistato dei giovani qualificati e diplomati, che hanno concluso positivamente i percorsi formativi, per il consolidamento e l’acquisizione di ulteriori competenze tecnico-professionali e specialistiche, spendibili anche ai fini dell’acquisizione di certificati di specializzazione tecnica superiore. Il contratto di apprendistato può essere prorogato di un anno anche nel caso in cui, al termine del periodo di formazione, l’apprendista non abbia conseguito il titolo di qualifica, diploma o specializzazione professionale.

    Possono essere, altresì, stipulati contratti di apprendistato, di durata non superiore a tre anni, rivolti ai giovani iscritti al quarto e quinto anno degli istituti tecnici e professionali, per l’acquisizione di ulteriori competenze tecnico professionali rispetto a quelle previste dai vigenti regolamenti scolastici, utili anche ai fini del conseguimento di un certificato di specializzazione tecnica superiore.

    Il datore di lavoro che intende stipulare il contratto di apprendistato sottoscrive un protocollo con l’istituzione formativa a cui lo studente è iscritto, secondo uno schema definito con decreto del Ministro del lavoro che stabilisce il contenuto e la durata degli obblighi formativi del datore. Nel Decreto saranno definiti anche i criteri generali per la realizzazione dei percorsi di apprendistato negli istituti tecnici e professionali, e, in particolare, il monte orario massimo del percorso scolastico che può essere svolta in apprendistato ed i requisiti delle imprese nelle quali si svolge, nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e delle competenze delle regioni.

    La formazione esterna all’azienda si svolge nell’istituzione formativa cui è iscritto lo studente e non può essere superiore al 60 per cento dell’orario ordinamentale per il secondo anno e del 50 per cento per il terzo e quarto anno, nonché per l’anno successivo finalizzato al conseguimento del certificato di specializzazione tecnica.

    La retribuzione spettante durante le ore di formazione. Per le ore di formazione svolte nella istituzione formativa il datore di lavoro è esonerato da ogni obbligo retributivo. Per le ore di formazione a carico del datore di lavoro è riconosciuta al lavoratore una retribuzione pari al 10 per cento di quella che gli sarebbe dovuta. Sono comunque fatte salve le diverse previsioni dei contratti collettivi (CCNL), quindi è bene consultare il CCNL di riferimento del contratto di apprendistato.

    Per le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano che abbiano definito un sistema di alternanza scuola-lavoro, i contratti collettivi stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale possono prevedere specifiche modalità di utilizzo del contratto di apprendistato, anche a tempo determinato, per lo svolgimento di attività stagionali. In assenza di regolamentazioni regionali l’attivazione dell’apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale è rimessa al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali che ne disciplina l’esercizio con propri atti.

    Apprendistato professionalizzante. Questa tipologia di apprendistato già prevista dal Testo unico viene riscritta nel Decreto di riordino dei contratti di lavoro, ossia nel Decreto Legislativo Jobs Act n. 81 del 2015.

    Possono essere assunti in tutti i settori di attività, pubblici o privati, con contratto di apprendistato professionalizzante per il conseguimento di una qualificazione professionale ai fini contrattuali i soggetti di età compresa tra i 18 e i 29 anni.

    Per i soggetti in possesso di una qualifica professionale, conseguita ai sensi del decreto legislativo n. 226 del 2005, il contratto di apprendistato professionalizzante può essere stipulato a partire dal diciassettesimo anno di età.

    La qualificazione professionale al cui conseguimento è finalizzato il contratto è determinata dalle parti del contratto sulla base dei profili o qualificazioni professionali previsti per il settore di riferimento dai sistemi di classificazione e inquadramento del personale di cui ai contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

    Gli accordi interconfederali e i contratti collettivi stabiliscono, in ragione del tipo di qualificazione professionale ai fini contrattuali da conseguire, la durata e le modalità di erogazione della formazione per l’acquisizione delle relative competenze tecnico-professionali e specialistiche, nonché la durata anche minima del periodo di apprendistato, che non può comunque essere superiore a tre anni, ovvero cinque per i profili professionali caratterizzanti la figura dell’artigiano individuati dalla contrattazione collettiva di riferimento.

    La formazione di tipo professionalizzante, svolta sotto la responsabilità del datore di lavoro, è integrata, nei limiti delle risorse annualmente disponibili, dalla offerta formativa pubblica, interna o esterna alla azienda, finalizzata alla acquisizione di competenze di base e trasversali per un monte complessivo non superiore a centoventi ore per la durata del triennio e disciplinata dalle regioni sentite le parti sociali e tenuto conto del titolo di studio e delle competenze dell’apprendista. La regione comunica al datore di lavoro, entro quarantacinque giorni dalla comunicazione dell’instaurazione del rapporto, le modalità di svolgimento dell’offerta formativa pubblica, anche con riferimento alle sedi e al calendario delle attività previste, avvalendosi anche dei datori di lavoro e delle loro associazioni che si siano dichiarate disponibili, ai sensi delle linee guida adottate dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in data 20 febbraio 2014.

    Le regioni e le associazioni di categoria dei datori di lavoro possono definire, anche nell’ambito della bilateralità, le modalità per il riconoscimento della qualifica di maestro artigiano o di mestiere.

    Per i datori di lavoro che svolgono la propria attività in cicli stagionali i contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale possono prevedere specifiche modalità di svolgimento del contratto di apprendistato, anche a tempo determinato.

    Apprendistato di alta formazione e di ricerca. Possono essere assunti in tutti i settori di attività, pubblici o privati, con contratto di apprendistato per attività di ricerca, per il conseguimento di titoli di studio universitari e della alta formazione, compresi i dottorati di ricerca, i diplomi relativi ai percorsi degli istituti tecnici superiori di cui all’articolo 7 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 gennaio 2008, nonché per il praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche i soggetti di età compresa tra i 18 e i 29 anni in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore o di un diploma professionale conseguito nei percorsi di istruzione e formazione professionale integrato da un certificato di specializzazione tecnica superiore o del diploma di maturità professionale all’esito del corso annuale integrativo.

    Il datore di lavoro che intende stipulare un contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca sottoscrive un protocollo con l’istituzione formativa a cui lo studente è iscritto, o con l’ente di ricerca, secondo uno schema definito con decreto del Ministro del lavoro che stabilisce l’entità e le modalità, anche temporali, della formazione a carico del datore di lavoro. Il suddetto protocollo stabilisce altresì il numero dei crediti formativi riconoscibili a ciascuno studente per la formazione a carico del datore di lavoro entro il massimo di sessanta.

    La formazione esterna all’azienda è svolta nell’istituzione formativa cui è iscritto lo studente e, di norma, nei percorsi di Istruzione Tecnica Superiore non può essere superiore al 60 per cento dell’orario ordinamentale.

    Apprendistato: retribuzione spettante durante le ore di formazione. Salvo diversa previsione dei contratti collettivi, per le ore di formazione svolte nella istituzione formativa il datore di lavoro è esonerato da ogni obbligo retributivo. Per le ore di formazione a carico del datore di lavoro è riconosciuta al lavoratore una retribuzione pari al 10 per cento di quella che gli sarebbe dovuta.

    Regolamentazione rimessa alle regioni. La regolamentazione e la durata del periodo di apprendistato per attività di ricerca o per percorsi di alta formazione è rimessa alle regioni, per i soli profili che attengono alla formazione, in accordo con le associazioni territoriali dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, le università, gli istituti tecnici superiori e le altre istituzioni formative o di ricerca comprese quelle in possesso di riconoscimento istituzionale di rilevanza nazionale o regionale e aventi come oggetto la promozione delle attività imprenditoriali, del lavoro, della formazione, della innovazione e del trasferimento tecnologico.

    In assenza delle regolamentazioni regionali, l’attivazione dell’apprendistato di alta formazione o ricerca è rimessa ad apposite convenzioni stipulate dai singoli datori di lavoro o dalle loro associazioni con le università, gli istituti tecnici superiori e le altre istituzioni formative o di ricerca, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

    Formazione nell’apprendistato

    Con decreto del Ministro del lavoro saranno definiti gli standard formativi dell’apprendistato stabilendo, per la tipologia per l’apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale, il numero di ore da effettuare in azienda. Tali standard costituiscono livelli essenziali delle prestazioni ai sensi dell’articolo 16 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226.

    La registrazione nel libretto formativo del cittadino della formazione effettuata ai fini della qualifica professionale, del diploma o della specializzazione è di competenza:

    1. a) del datore di lavoro, nel contratto di apprendistato professionalizzante, per quanto riguarda la formazione effettuata per il conseguimento della qualificazione professionale ai fini contrattuali;
    2. b) dell’istituzione formativa o ente di ricerca di appartenenza dello studente, nel contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore e nel contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca.

    Allo scopo di armonizzare le diverse qualifiche e qualificazioni professionali acquisite in apprendistato e consentire una correlazione tra standard formativi e standard professionali è istituito, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali il repertorio delle professioni predisposto sulla base dei sistemi di classificazione del personale previsti nei contratti collettivi di lavoro.

    Le competenze acquisite dall’apprendista sono certificate dalla istituzione formativa di provenienza dell’allievo secondo le disposizioni di cui al decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13 e, in particolare, nel rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni ivi disciplinati.

    Mancata formazione apprendistato e sanzioni per il datore di lavoro

    In caso di inadempimento nella erogazione della formazione a carico del datore di lavoro, di cui egli sia esclusivamente responsabile, e che sia tale da impedire la realizzazione delle finalità di cui agli articoli 43, 44 e 45 del Decreto, il datore di lavoro è tenuto a versare la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100 per cento, con esclusione di qualsiasi sanzione per omessa contribuzione.

    Nel caso in cui rilevi un inadempimento nella erogazione della formazione prevista nel piano formativo individuale, il personale ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali adotta un provvedimento di disposizione, ai sensi dell’articolo 14 del decreto legislativo n. 124 del 2004, assegnando un congruo termine al datore di lavoro per adempiere.

    Per la violazione riguardanti la forma scritta dell’apprendistato, nonché per la violazione delle previsioni contrattuali collettive attuative dei principi di cui all’articolo 42, comma 5, lettere a), b) e c), il datore di lavoro è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 600 euro.

    In caso di recidiva la sanzione amministrativa pecuniaria è aumentata da 300 a 1500 euro. Alla contestazione delle sanzioni amministrative provvedono gli organi di vigilanza che effettuano accertamenti in materia di lavoro e previdenza nei modi e nelle forme di cui all’articolo 13 del decreto legislativo n. 124 del 2004. L’autorità competente a ricevere il rapporto ai sensi dell’articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689 è la Direzione territoriale del lavoro.

    Apprendistato anche per disoccupati e lavoratori in mobilità

    L’art. 47 che disciplina le disposizioni finali in materia di apprendistato introduce un importantissima novità: “Ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale è possibile assumere in apprendistato professionalizzante, senza limiti di età, i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione”.

    Non solo, “per essi trovano applicazione, in deroga alle previsioni di cui all’articolo 42, comma 4, le disposizioni in materia di licenziamenti individuali, nonché, per i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità, il regime contributivo agevolato di cui all’articolo 25, comma 9, della legge n. 223 del 1991, e l’incentivo di cui all’articolo 8, comma 4, della medesima legge”.

  • Mercoledì 16 settembre alla Camera di Commercio di Mantova presentazione del bando Progetto Professionalità 2015/2016

    Mercoledì 16 settembre, alle ore 11, la Camera di Commercio di Mantova (sala Lune e Nodi, presso la sede centrale) ospiterà la presentazione della XVII edizione del bando Progetto Professionalità “Ivano Becchi”, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia che premia i giovani meritevoli e motivati del territorio lombardo. Dal 1999, il bando permette ogni anno ai 25 vincitori di ottenere il finanziamento, totale e gratuito, di percorsi professionali personalizzati da svolgere presso enti, aziende, università, centri di eccellenza in ogni parte del mondo.

    L’opportunità consente agli assegnatari di acquisire nuove conoscenze e competenze attraverso lo svolgimento di esperienze pratico-lavorative, nei settori di specializzazione da loro scelti. L’ottima ricaduta resa possibile da questa straordinaria occasione è duplice: arricchimento del bagaglio professionale per i vincitori e vantaggio per le aziende di provenienza a cui apporteranno un valore aggiunto.

    La partecipazione è libera: l’evento è aperto a tutti gli interessati all’iniziativa.

     

    È possibile leggere e scaricare la versione integrale del bando 2015/2016 nella sezione “Progetto Professionalità” del sito www.fbml.it. Per informazione si prega di contattare gli uffici della Fondazione Banca del Monte di Lombardia. Tel: 0382.305811 – e-mail: [email protected]

     Seguici su Facebook, Twitter e Linkedin: www.facebook.com/ProgettoProfessionalita – @ProgProfession – gruppo “Progetto Professionalità – Fondazione Banca del Monte di Lombardia”