Tag: federico marchioro

  • Federico Marchioro: conversazioni pittoriche intime e informali

    “È davvero importante delineare con profondità quanto è racchiuso e custodito nelle sfaccettate pagine di narrazioni pittoriche realizzate dalla mano e dal gesto creativo di Federico Marchioro artista vicentino contemporaneo di grande versatilità espressiva e comunicativa. Io darei una definizione, che ritengo molto calzante e pertinente facendo confluire la sua corposa produzione all’interno di simboliche conversazioni pittoriche intime e informali, fornendo una prospettiva volutamente non convenzionale, che rispecchia l’intento primario di Federico di uscire dai binari canonici già determinati e decisi a monte e a priori”. La Dott.ssa Elena Gollini dimostra particolare compiacimento verso il percorso di sperimentazione che sta compiendo Marchioro e si sofferma su alcune specifiche caratteristiche salienti distintive e qualificanti per offrire una completezza e una compiutezza di riflessione esaustiva. E ancora ha rimarcato: “Federico trova nella pittura la metafora di un diario di vita, un diario autobiografico con virtuali pagine bianche pronte per essere riempite e messe a disposizione del fruitore. Le sue rappresentazioni esulano da moduli obsoleti e acquistano una struttura in continuo e in costante moto di trasformazione, proprio come la sua vulcanica personalità camaleontica. Su questo diario Federico imprime se stesso, tutto il suo mondo emerso e sommerso intavolando delle stimolanti conversazioni intime e informali, composte tramite una dialettica semantica fluida e scorrevole, che si rende da subito impattante per il fruitore. Dipingere per Federico equivale a redigere e a impaginare stralci e frammenti, che appartengono al suo sentire, al suo pensiero, alle sue concezioni talvolta ancora inespresse. Fare arte così come e altrettanto fare musica diventa così esternazione e manifestazione di un insieme corposo e variegato di conversazioni, che iniziano da dentro, nell’ego più intimo e profondo e sfociano e si palesano al di fuori diventando ben visibili e ben tangibili. Le opere acquistano dunque essenza metaforica paradigmatica e servono per dare voce e sentimento, per descrivere e raccontare pensieri, emozioni, che affiorano in superficie e si palesano all’esterno. Federico artista di metodo e di pensiero imposta queste conversazioni in modo libero e spontaneo, edifica un proprio particolare registro linguistico con una propria genesi stilistica e riesce perfettamente a conciliare e coniugare le esigenze compositive della forma con il bisogno di matrice animista, che è radicato dentro di lui e lo guida e lo accompagna sempre con virtuosa ispirazione”.

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  • Federico Marchioro: dimensione pittorica in progressione

    “Equilibrio e bilanciamento compositivo sono pilastri cardine portanti di fondamento dell’arte pittorica di Federico Marchioro e gli permettono di lavorare con uno sviluppo graduale e progressivo e in modalità di avanzamento continuo e costante”. La Dott.ssa Elena Gollini approfondisce i parametri distintivi dell’espressione pittorica di Marchioro spiegando ancora nello specifico: “Ecco, perché mi sento di poter definire Federico come un pittore work in progress, che sta facendo un cammino consapevole e coerente per arrivare ad un traguardo virtuale, che si modula e si modifica strada facendo, perché corrisponde agli incipit che recepisce man mano e che poi vengono metabolizzati in forma di stimoli artistici proficui e fecondi. La tessitura pittorica costituisce per Federico un’articolata palingenesi precipua, una mimesis di fertile proliferazione dialettica e semantica, che produce e alimenta un registro narrativo tutto sempre ancora da comporre e da orchestrare con nuovi spunti sorprendenti e originali. Per Federico porsi dinanzi alla superficie e al supporto pittorico equivale a fondersi con esso, a diventare un tutt’uno, un unicum, a plasmarsi dentro l’immagine con avvolgente compenetrazione. Per Federico si crea una vera e propria atmosfera di catarsi, un momento unico e irripetibile, che ogni volta si rigenera, si rinnova, si trasforma e rinasce. Per Federico fare arte equivale al raggiungimento di una condizione mai finita e mai chiusa, mai circoscritta in modo definitivo e permanente. È uno stato ideale ed etereo di proiezione avvincente verso traguardi imprevisti e inattesi, che si palesano sempre nella loro unicità esclusiva. Certamente a Federico non appartiene il concetto di arte fissa e statica e tanto meno di artista pedissequo e questo aspetto connotativo si individua anche nella sua concezione esistenziale e nel suo pensiero musicale. Ecco, perché il concetto di progressione e di avanzamento rispecchia il suo stile di vita avulso da stereotipi di massa e da conformismi massificanti e assorbe tutto il suo indomito spirito liberale e anti cliché imposti. Il suo essere avanti nel pensiero e nella visione esistenziale influisce positivamente anche nelle scelte pittoriche e nell’orientamento espressivo. Per Federico essere artista diventa una responsabilità sociale, è sinonimo di presa di coscienza matura e di motivazioni plausibili. Il suo essere sempre work in progress assurge dunque a scandaglio attento e analitico verso la collettività, verso la società che lui vive in prima persona nel suo quotidiano con la capacità acuta di scegliere e distinguere e di procedere sempre cum grano salis”.

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  • Federico Marchioro: dipingere il proprio pensiero sensibile

    Sul filone multiforme della pittura informale si innesta, si muove e si dipana il virtuoso pensiero sensibile creativo di Federico Marchioro, dimostrando uno spessore qualitativo formale e sostanziale di interessante valutazione e considerazione. La Dott.ssa Elena Gollini ha espresso in merito alcune analisi di approfondimento, che fanno emergere la proiezioni emotiva ed emozionale vibrante, che governa e guida l’incedere artistico di Marchioro conferendo valenza ulteriore alle capacità vivaci e dinamiche di ricerca e di sperimentazione. In particolare ha affermato: “Ho da subito riscontrato nella pittura di Federico una formula contenutistica arricchita e integrata dalla preziosa componente del suo pensiero sensibile derivante dal fervore del pathos e del trasporto appassionato con i quali si cimenta nell’atto e nel gesto pittorico. La sua spiccata sensibilità di pensiero è innata e si individua appieno grazie alla versatilità di vedute e all’intraprendenza di visione e si riflette di rimando anche associata al discorso musicale, generando una compenetrante sintonia sinergica tra pittura e musica, che funge da ulteriore tassello importante di elevazione qualitativa di rafforzamento. La compenetrazione tra estro creativo e pensiero sensibile è correlata all’indole di Federico, che affronta ogni situazione con il massimo coinvolgimento interiore ed introspettivo. Da qui scaturisce dunque una portata sostanziosa consistente e considerevole dei contenuti racchiusi e custoditi tra le sue vivide e corposo declinazioni sceniche, che rappresentano simbolicamente la dimensione traslata e trasfigurata di quell’ego intimo più celato e segreto, di quella sfera intima nascosta dentro un’anima bella e pulita e al contempo pulsante di sentimento e di voglia di condividere e di comunicare tutto se stesso aprendosi allo spettatore senza remore e senza riserve. Federico nell’arte così come nella musica perfeziona e affina la propria prorompente ispirazione attraverso l’ingerenza del suo potente e profondo pensiero sensibile e ottiene soluzioni, che diffondono e sprigionano grande intensità rievocativa, concentrandosi sia sulla sintesi dell’immagine nella sua piacevolezza estetica sia sulla parafrasi dialettica subliminale, che il fruitore può carpire recuperando in toto il pensiero sensibile, che è stato inglobato e accorpato dentro l’alchimia della fusione materica. Questa prospettiva allargata diventa funzionale per capire e per comprendere fino in fondo il complesso dei significati, che nella sua produzione assume vita propria e diventa entità superiore protesa ad infinitum”.

     

  • Federico Marchioro: comunicare con la pittura

    L’arte in generale e più specificamente la pittura è da sempre strumento comunicativo per antonomasia e riesce a diffondere e a divulgare a largo raggio una molteplicità di messaggi, talvolta espressi in modo esplicito, diretto e palesemente manifesto e talvolta invece avvolti e conservati dentro le pieghe della narrazione in modo celato e nascosto, secondo chiavi concettuali allusive, simboliche e metaforiche, volutamente cifrate e codificate. Sull’onda di queste riflessioni, la Dott.ssa Elena Gollini ha spiegato alcuni passaggi focali della pittura di Federico Marchioro. In particolare ha precisato: “Federico si tiene intenzionalmente lontano da cliché di banale e scontato modus pingendi e ricerca una propria applicazione creativa scegliendo un orientamento semantico, che partendo dalla radice del reale come fondamento cardine si evolve e si snoda attraverso canali recettivi e percettivi inediti e sui generis, che non sono inquadrabili e classificabili a livello rigido e rigoroso. L’ingegno creativo è nutrito dalla fremente passione e dal trasporto psichico e psicologico, che sfugge ad una comunicazione predefinita e preconfigurata a monte e a priori e si protende invece verso un libero accesso di fruizione, sentimentale ed emozionale scandito da un approccio sensibile. Federico è in primis dedito e devoto alle cosiddette ragioni del cuore e la sua pittura è in primis governata e guidata dalla sfera intima e interiore. Comunicare in pittura per Federico equivale a una comunione sensoriale, è sinonimo di compartecipazione complice e sincera da parte del fruitore. Il suo totale disinteresse a livello speculativo lo colloca su un piano di grande onestà intellettuale e questo emerge in toto nelle opere, si respira e si vede da subito, è palpabile nell’immediato. Comunicare per Federico è proprio anche far affiorare in superficie la sua purezza incontaminata di intenti e di intenzioni, perché un artista vero dev’essere sempre se stesso con limpida trasparenza di pensiero e azione. Federico con la sua pittura anticonformista e informale arriva diretto e schietto e questo è senza dubbio un grande plus valore aggiunto. Il suo orientamento di comunicazione pittorica è associato a questo ideale di visione concettuale allargata e dilatata tramite l’intervento dello spettatore, che contribuisce ad integrare e a completare, instaurando una dialettica di compensazione compenetrante, che entra in sinergia con il flusso vitale delle opere e si mescola formando una sorta di unicum sempre mutabile e variabile a seconda del momento fruitivo particolare. Così Federico lascia una comunicazione sempre aperta, versatile, modulabile, volitiva come la sua indole e camaleontica come la sua personalità artistica di comunicatore-sperimentatore ad hoc”.

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  • Le armoniose sinfonie pittoriche di Federico Marchioro

    All’interno della produzione pittorica realizzata con sapiente abilità strumentale da Federico Marchioro si possono individuare delle tessiture compositive articolate con originale impronta di sintesi strutturale, che si declinano in armoniose sinfonie cromatiche e segniche, con una cadenza sequenziale sempre perfettamente studiata e ponderata con meticolosa precisione. La Dott.ssa Elena Gollini che supporta Marchioro nella gestione della comunicazione promozionale mediatica, ha espresso delle significative dichiarazioni in merito affermando: “Colore e segno sono componenti archetipi primari nell’arte pittorica di Federico e generano una sinuosa linea di intercomunicazione e intersezione, che funge da simbolico collante di bilanciamento per l’intero palinsesto scenico. Armonia e sinfonia sono elementi chiave indispensabili, che Federico trasporta e trasferisce dentro ogni rievocazione, filtrandoli in modo soggettivo e personalizzandoli a seconda dell’impostazione formale contenutistica. Armonia e sinfonia diventano la metafora di una formula comunicativa rivisitata da Federico e fatta sua dentro un paradigma linguistico, che attinge spunti e richiami allusivi ovviamente anche dal comparto musicale, che per lui costituisce l’essenza pura e precipua di riferimento assoluto. Federico trasla in pittura la sua autentica e spontanea sinfonia del cuore e dell’anima e la pone in sintonia con quanto affiora dagli stimoli esterni e dall’ispirazione creativa fantastica. Ogni singola opera è sempre accostabile alle altre e segue un virtuale legame di coesione simbiotica per offrire allo spettatore una visione omogenea e uniforme nel suo complesso sistema di progressione empatica. E al tempo stesso ogni opera racchiude e custodisce un proprio prezioso humus sostanziale, un frammento di essenza genetica portante dalla quale si produce e si alimenta la pregevole energia armoniosa, quell’energia delicata e vigorosa contemporaneamente, quell’energia potente e garbata al contempo, che si trasforma in sinfonia accattivante. Ecco, perché osservare la produzione di Federico è di continuo stimolo mentale ed emotivo. Toccando proprio da vicino la sfera delle sollecitazioni più sottili e acute, si arriva ad uno stato di completo abbandono, disinibito, genuino, proprio analogo a quello che avvolge Federico durante il momento catartico della creazione, quando tutto il resto intorno scompare e si annulla alla sua vista e lascia spazio al tumulto dell’enfasi, che si fonde alla dimensione del reale e lo modula, lo modella, lo plasma nell’armonia dell’intreccio sinfonico. E così tutto il resto viene accorpato dentro questa speciale magia profondamente ammaliante”.

     

  • La pittura evanescente e trascendente di Federico Marchioro

    “Si tratta di una pittura, che individua e definisce nel flusso cromatico sfumato e nei giochi chiaroscurali intensamente miscelati un’evanescenza speciale e sui generis, che funge da cornice di contorno per enfatizzare la struttura costitutiva e la palingenesi sostanziale dell’impianto narrativo”. La Dott.ssa Elena Gollini spiega e approfondisce la sintesi pittorica informale di Federico Marchioro facendo emergere alcuni particolari tratti distintivi pregevoli. Proseguendo ha commentato ancora: “L’evanescenza di fondo diventa di rimando una formula di trascendenza simbolica e concettuale, che si immette dentro la sequenza narrativa e la compenetra nel profondo, la integra e la completa di un essenzialismo sotteso e subliminale tutto da scoprire e sempre sorprendente. Rapportarsi con Federico uomo-artista, pittore di promettente proiezione espressiva e musicista di consolidata e acclarata formazione diventa molto stimolante, poiché si riesce a cogliere e a carpire quel suo eclettismo poliedrico e versatile, che ne esalta l’aspetto umano ed esistenziale e ne potenzia la dimensione comunicativa, arricchendola di elementi e componenti avvaloranti. Pittura evanescente e trascendente diventa una definizione, che racchiude un pullulare di possibilità interpretative e offre sempre prospettive inattese e inaspettate. Evanescenza non è mai sinonimo ovviamente di incoscienza, ma anzi al contrario è volutamente insito in qualcosa che sfugge a una classificazione e a un inquadramento limitante e restrittivo e si indirizza invece verso una libertà recettiva pienamente appagante, ma sempre consapevole e responsabile. La trascendenza attiene a messaggi allusivi, che portano lo spettatore a riflettere e a valutare sempre secondo coscienza e cum grano salis, garantendo un apparato contenutistico di indiscusso valore genetico. Federico cerca nella pittura la sfera di trascendente misticismo spirituale che svela e rivela la grande essenza dell’essere e dell’esistere traslata dentro la forza vigorosa del suo modus pingendi e la carismatica spinta di trasporto creativo improntata ad un’incessante appassionata voglia di sperimentare e di andare oltre in continua ricerca. Federico ci offre una produzione ricca di colore densamente modulato e modellato, che corrisponde al respiro di chi vuole vivere sempre al massimo dell’intensità, senza precludersi mai niente. La sua volontà ferma e ferrea denota la sua lucida ratio, che lo induce ad un saggio pragmatismo, allineando in perfetto bilanciamento pensiero emotivo e azione ragionata e garantendo soluzioni sempre convincenti”.

     

     

  • Federico Marchioro: suggestione visionaria empatica

    “L’approccio approfondito e attento alla produzione pittorica di Federico Marchioro suggerisce immediatamente nel fruitore una dimensione di suggestione visionaria a livello empatico, che attira e attrae la sfera sensibile e si riflette nel coinvolgimento globale”. La Dott.ssa Elena Gollini spiega così l’importanza della componente empatica all’interno del variegato corollario espressivo dell’arte pittorica di Marchioro affermando: “Federico è capace di focalizzare e orientare il pathos intimo dello spettatore attraverso un contatto empatico immediato, che si sviluppa da subito e canalizza lo stimolo curioso e sensibile verso il nucleo sostanziale della narrazione. In tal modo lo scenario diventa vibrante e pulsante e agli occhi dello spettatore si anima e si accende di luce e di energia. La potente suggestione visionaria si profonde e si propaga con sferzante portata espansiva, estende e amplifica la dimensione ottica e tattile ed accentua l’intensità dell’effetto plastico e della bidimensionalità. La parola empatia è davvero molto calzante per classificare quel tripudio alchemico di colore e di materia, di forme e di figure, che Federico genera e plasma come entità magiche, dotate di un’allure unica e speciale. La pittura informale di Federico rispecchia il suo animo di intraprendente avventuriero e audace sperimentatore, di anticonformista e libero battitore e suggerisce al fruitore un tumulto di percezioni sensoriali. L’empatia diventa subito sinonimo di complicità condivisa e si instaura così un rapporto preferenziale quasi elitario, una coesione simbiotica, che trascende poi progressivamente in un legame virtuale stretto che diventa una relazione compartecipe, vivace e dinamica di reciproco scambio dialettico e di reciproca interazione visionaria. La vocazione artistica di Federico viene dunque alimentata attraverso l’intento di generare e di incrementare quel sentimento cardine di empatia che influisce positivamente sulla predisposizione recettiva da parte dello spettatore, incline a scandagliare l’orchestrazione rievocativa in modo analitico. Valutare la produzione di Federico a livello qualitativo non può assolutamente limitarsi a guardare in superficie e in modo marginale, ma significa penetrare gli articolati ingranaggi e in particolare i meccanismi elucubrativi della sua psiche di uomo-artista di grande spessore, che pondera e riflette su ogni sua azione e la riporta nell’atto e nel gesto pittorico con un criterio di coerente e responsabile pensiero. Ecco, perché Federico si può considerare a tutti gli effetti un artista di pensiero, un artista di mente oltre che di sentimento, capace di ottenere soluzioni frutto delle sue radicate convinzioni esistenziali e di renderle facilmente fruibili anche alla mente dello spettatore conquistandone in toto l’empatia”.

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  • Federico Marchioro: una pittura di introspezione esistenziale

    “Essere e sentirsi artisti completi e liberi significa per Federico Marchioro avere la possibilità di esprimere a tutto tondo e a tutto campo anche quanto di più recondito si cela nelle profondità remote del suo ego più intimo, facendo emergere e affiorare ogni parte del complesso e sfaccettato mondo interiore e introspettivo, che ciascuno si porta dentro e conserva e custodisce con amorevole cura”. La Dott.ssa Elena Gollini commenta la produzione pittorica di Marchioro talentuoso e promettente artista contemporaneo, nonché musicista di pregio, soffermandosi sul tratto interiore più pregnante, che include anche l’aspetto psichico e psicologico con cui Marchioro si approccia con slancio nell’edificare e nel consolidare il proprio modus pingendi. Proseguendo nell’analisi la Dott.ssa Gollini ha asserito: “Fin dal primo sguardo lo spettatore viene esortato ad un’osservazione acuta e arguta, che tiene conto dell’elemento intimo concepito come forma mentis trainante e anche come impulso e stimolo spontaneo e naturale, scaturito e alimentato dal fattore emotivo ed emozionale e dall’inclinazione spirituale. Il connubio coeso produce quel pathos motivato, che lo guida e lo sostiene e lo carica di energia vitale propulsiva, che esplode dentro gli scenari compositivi strabordanti di vita, di sentimento, di pienezza pura e incontaminata. Fare arte per Federico diventa come un simbolico rituale sacro e sacrale, inviolabile, che deve proteggere e tutelare la sua sfera intima, ma al contempo deve poterla esternare senza remore e senza freni, con una genuinità disinibita e una spinta autentica. Federico trova una propria valvola catalizzatrice e la ottimizza all’interno delle rappresentazioni. Il colore e la tavolozza cromatica accentuano e concentrano la portata scenica e fanno da strumenti di movimento e di ritmicità, imprimono una timbrica connotativa di spessore e trasmettono grande intensità evocativa all’intera parafrasi formale e sostanziale. Il contenuto avvalorante della sfera interiore si palesa e si manifesta non in modo sfacciato e tanto meno ostentato, ma bensì sempre in modo pacato, sobrio, riservato, con una delicatezza garbata che appartiene al suo DNA e alla sua indole. A Federico interessa e preme arrivare allo spettatore attraverso una fruizione ponderata e attenta, proprio come quando si cimenta in un brano musicale per riuscire a intercettare al meglio la sensibilità e l’empatia e a creare un momento di vera condivisione. Federico è un artista dentro in primis e tale si sente a tutti gli effetti. Il suo percorso pittorico così come quello musicale coincide con una sua profonda valutazione esistenziale, con una sua guizzante motivazione sociale, con un afflato speciale che lo incita a non fermarsi, perché quella è davvero la strada giusta da percorrere fino in fondo”.

  • Federico Marchioro: arte dell’anima e verso l’anima

    “La pittura di Federico Marchioro trasmette e sprigiona senza dubbio un flusso energetico proveniente dal moto della sua anima e contestualmente diretto e rivolto verso l’anima del fruitore con una corrispondenza ideale che si identifica con il desiderio di dare vita a una formula pittorica intrisa di pathos e di autentico trasporto animista”. La Dott.ssa Elena Gollini rimarca la pregevolezza sostanziale della produzione artistica di Marchioro e lascia emergere la rilevanza della componente interiore e introspettiva, che lo guida e lo orienta, lo stimola e lo spinge a generare una sintesi semantica profonda, che emana energia spirituale benefica per il cuore e per la mente. Nel proseguire con le sue considerazioni in merito ha aggiunto: “Federico è un artista a tutto tondo, un artista che con la musica ha aperto al massimo le sue intuizioni e percezioni sensoriali e le ha poi trasferite nella pittura amplificandole ulteriormente. Quando Federico suona e canta la sua anima si manifesta in modo limpido e autentico. Allo stesso modo nella pittura l’anima di Federico diventa un’entità che possiede vita propria e alimenta la narrazione rappresentativa con degli input speciali, la rende unica e sui generis, esclusiva e distintiva. Federico evoca attraverso la pittura il suo personale universo visionario, lo rende eterno ed etereo e al contempo lo trasforma e lo rinnova per dare sempre al fruitore delle nuove stupefacenti proiezioni e prospettive interpretative. Federico dipinge per dare voce alla profondità dell’anima, per trovarsi e ritrovarsi in perfetta comunione con lo spettatore, per vincere ogni inibizione, ogni paura, ogni remora, ogni titubanza, per uscire allo scoperto e rivelare tutto se stesso senza incertezze. La pittura come la musica è per Federico uno strumento indispensabile per sentirsi accolto, per sentirsi compreso, per sentirsi accettato fino in fondo e per essere parte attiva integrante a livello sociale e collettivo. Arte e musica sono due linguaggi portentosi, due linguaggi universali che l’uomo considera necessari e imprescindibili. Federico sceglie di avvalersi di entrambi per essere ancora più sferzante e incisivo, per essere sempre più funzionale alle esigenze e al bisogno collettivo di benessere totalizzante e totalitario. Adesso più che mai Federico vuole fare la differenza, non con spirito edonistico e tanto meno con velleità di protagonismo e di esibizionismo fini a se stesse, ma bensì piuttosto invece con quella sua riservata e connaturata modestia e umiltà che lo fanno essere autenticamente vero e sincero. La sua arte e la sua musica sono un inno simbolico al bene universale, che appartiene a tutti noi e che dev’essere protetto e tutelato da tutti noi, dev’essere sempre alimentato anche nei momenti più difficili e più sofferti. Così Federico offre tutto se stesso e ci offre il suo contributo ammirevole per il bene comune”.

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  • La camaleontica creatività di Federico Marchioro

    Apprezzato e conosciuto in ambiente musicale per il suo stile e per la sua qualità, Federico Marchioro dimostra di possedere anche una notevole propensione creativa per la pittura e si cimenta in una produzione davvero interessante, stimolato dall’incontenibile voglia di comunicare e di condividere e dal desiderio di trovare sempre nuovi sbocchi e nuovi orizzonti di appagante e gratificante esternazione espressiva. La Dott.ssa Elena Gollini, che segue con ammirazione e stima i progressi evolutivi di Marchioro nel campo pittorico, ha spiegato alcune componenti primarie del suo modus pingendi soffermandosi in primis sulle virtuose potenzialità camaleontiche, che possiede nel DNA e che riesce a ottimizzare al meglio sia in ambito musicale sia in ambito pittorico. In particolare la Dott.ssa Gollini ha messo in evidenza queste riflessioni critiche e analitiche: “Uno sguardo di scandaglio meticoloso e accurato è necessario per entrare in toto nel mondo creativo di Federico, per riuscire a superare e ad oltrepassare l’apparenza formale estetica di impatto immediato e per addentrarsi in quel comparto più intimo e meno esplicitato, quel comparto recondito dove Federico racchiude tutta la sua intensa umanità, il suo essere fragile e sensibile e al tempo stesso tenace e determinato. Federico è abituato a rinnovarsi di continuo, a mettersi sempre alla prova, a darsi dei traguardi e degli obiettivi ambiziosi e nel campo musicale si è ricavato con meritocrazia una posizione qualificante. Alla stessa stregua Federico affronta la sfida in contesto pittorico e si mette in prima linea con impegno e con dedizione, con volontà ferma, decisa, con forza indomita. Certamente, essere artista pittore emergente ai giorni nostri è una prova forte e comporta una temperanza e una perseveranza, implica una resilienza potente. Federico trova dentro di sé tutte le motivazioni che lo spingono a procedere con incessante vitalità e dinamismo. La sua produzione di opere dimostra la sua vena di ispirazione vasta e modulabile, la sua dimestichezza di proiezione dilatata ed estesa oltre la semplice apparenza, che si protende e si profonde oltre e oltrepassa il superficiale esercizio di perizia tecnica e strumentale. Considero Federico un pittore molto valido e sono certa che nel tempo saprà raccogliere i frutti rigogliosi e floridi di quanto ha positivamente seminato. La sua pittura è fatta per durare nel tempo e andare oltre le mode e le tendenze fugaci ed effimere del momento. È una pittura di essenza e di sostanza, una pittura di contenuto e di concetto, una pittura simbolo di una ricerca che attraverso e tramite le opere si spinge e si snoda, si dipana e si articola in valori, sentimenti, emozioni, che rievocano tutto il suo immenso amore per la vita che riesce sempre a stupirlo e a sorprenderlo”.

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