Tag: compravendita

  • Cosa scrivere in un blog sulle macchine utensili?

    Hai un blog settoriale e non sai cosa scrivere? O meglio, hai deciso di aprire un blog che parla di macchine utensili, ma pensi che gli argomenti siano limitati e stai perdendo le speranze perché non hai idea di quali siano gli argomenti migliori da trattare?

    Si potrebbero elencare numerosissime risposte a queste domande, con consigli di diverso genere e svariate idee di soluzione. Ma la risposta più corretta è una sola: scrivi qualcosa sulle macchine utensili.  Banale, dirai. Ma è la scelta migliore se non addirittura l’unica.

    Se un utente della rete ha deciso di leggere un articolo del tuo blog, sicuramente non l’ha fatto perché preso dalla noia e ha deciso di passare il tempo navigando la rete.

    Se qualcuno entra nelle pagine del tuo blog, soprattutto se hai un blog sulle macchine utensili, è perché ha ricercato online qualcosa di preciso, di specifico a riguardo delle macchine utensili. E se riuscirai a farlo poi restare tra le pagine del tuo blog, sarai stato bravo a intrattenerlo con argomenti utili ai suoi interessi.

    Ecco dunque di seguito alcuni argomenti che possono essere trattati su un blog tema Macchine utensili.

    Abbiamo preso spunto da un blog online Makinews, compravendita-macchine-usate, il blog di un’azienda, Makinate, specializzata nella compravendita di macchinari industriali usati.

    Di seguito alcune tipologie di articoli trattati nel blog.

    • Articoli dedicati alla scoperta del mondo delle macchine utensili. È utile cimentarsi nella descrizione di macchine utensili, come ad esempio torni, frese, centri di lavoro. Durante la descrizione di uno di questi macchinari, si possono inserire i dettagli tecnici e le funzioni della macchina in questione, foto che aiutino il lettore a vedere con i suoi occhi come è fatto il macchinario.
    • Articoli tecnici nei quali illustrare come funzionano dei macchinari industriali e delle loro singole componenti. Molto apprezzati sono gli articoli che analizzano nel dettaglio le parti di un macchinario o le lavorazioni. Ad esempio interessanti sono articoli su come funziona un mandrino, oppure sulla meccanica delle sue componenti; Si possono trattare approfondimenti sulle lavorazioni effettuate dalle macchine utensili quindi ad esempio portare in luce le varie tipologia di lavorazioni di un tornio.
    • Aggiornamenti sul mondo delle macchine utensili, quindi fiere in programma nei mesi a venire, innovazioni, industria 4.0, nuove leggi e regolamentazioni in materia industriale.

    Bastano 3 categorie cogliere l’attenzione dei lettori esperti e meno esperti nel campo delle macchine utensili per ottenere un blog di tutto rispetto che dia valore al tuo lavoro.

    Se siete interessati a scoprire il blog di Makinate, vi consigliamo di visitare il sito www.makinate.it e cliccare nella sezione scura in basso alla home page la parola “Blog industriale”

  • Pratiche auto, Unasca: Il certificato di proprietà digitale aumenta i fogli da stampare invece di diminuirli

    23 ottobre 2015 – Quella annunciata da Aci come la rivoluzione digitale nel mondo delle formalità del PRA, quindi delle pratiche auto, ha iniziato a fare i conti con la realtà.

    Sono infatti passate due settimane dall’avvio del nuovo sistema del certificato di proprietà digitale (CDPD) che sostituisce quello cartaceo con la promessa dei vantaggi della dematerializzazione (in termini di risparmio di carta, tempo e denaro), e gli operatori del settore rappresentati da UNASCA fanno un primo bilancio degli effetti di questa riforma. Bilancio che mette in evidenza alcune sorprese e paradossi. La prima occasione per parlarne è stato il convegno di FEDERMOTORIZZAZIONE oggi 23 Ottobre, a Milano, presso Confcommercio, di cui Unasca fa parte da quest’anno, e in cui ha preso parte con un intervento Ottorino Pignoloni, segretario nazionale Unasca Studi.

    “Aci racconta Pignoloni –  ha annunciato l’introduzione del CDPD dichiarando che questo porterà il risparmio, oltre che di tonnellate di inchiostro, di circa 30 milioni di fogli, specificando anche il peso della carta in 115 gr/mq. Tuttavia la realtà è che da 14 giorni a questa parte fare un passaggio di proprietà è diventato molto più complesso di prima”.  Innanzitutto è stato  introdotto un pezzo di carta in più, la delega, che il proprietario del veicolo deve firmare per la stampa dello stesso CDP  (2 pezzi di carta) su cui redigere l’atto di vendita che poi sarà autenticato dalle Agenzie abilitate o dal Pra o dalla Motorizzazione. Inoltre i fogli complessivi da stampare per portare a termine il passaggiosono passati da uno (che era il certificato che non viene più consegnato) ad almeno cinque: uno per la delega, due per il CDP (stampato come atto di compravendita), poi l’allegato A che contiene le informazioni aggiuntive all’atto di compravendita ed infine la fotocopia del documento del delegante.

    Questo mette in evidenza Pignoloni –  comporta maggiori tempi di lavoro per gli operatori e di attesa per gli Utenti per portare a buon fine la pratica. E se a tutto aggiungiamo che gli automobilisti continuano a pagare 27 euro per un documento che prima gli veniva consegnato e ora non piu’, senza risparmiare nulla, viene da domandarsi: dove sta questa rivoluzione digitale e soprattutto chi sta risparmiando con il CDP digitale? Solo ACI i cui bilanci non sono certo statali ma la cui unica funzione pubblica è proprio la gestione del PRA. Questa è la risposta e il primo bilancio.

    Sono inoltre maggiori poi le complicazioni sia tecniche che pratiche quando la compravendita dell’auto è a favore di un concessionario che a sua volta la rivende. Blocchi informatici, impossibilità nell’effettuare il doppio passaggio in tempo reale a differenza di come avveniva prima. Questa è una palese limitazione della libera contrattazione e dei rapporti commerciali che lascia stupefatti, così come il nuovo archivio messo in piedi da ACI  che traccia gli atti di vendita non ancora autenticati e ben lungi dall’essere tali.

    “Noi  – conclude Pignoloni – auspichiamo che l’automobilista italiano possa finalmente avere gli stessi diritti dei cittadini comunitari nel pagare un solo documento di circolazione come prevede la riforma Madia affinché si riducano i costi connessi alla gestione pubblica dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli e della realizzazione di significativi risparmi per l’utenza. Si sta parlando di oltre 300 milioni di euro di risparmio per gli automobilisti e di circa 150 milioni di risparmio strutturale per la spesa pubblica. L’accorpamento dei due sistemi e l’efficientamento della macchina pubblica, 1,5 miliardi in 10 anni”.