Autore: FC-comunicazione

  • Locauto sceglie Effeci Comunicazione per le Relazioni Pubbliche

    Roma, 24 febbraio 2016Locauto, azienda italiana leader nel settore dell’autonoleggio, decidere di ampliare le sue attività di Relazioni Pubbliche e sceglie Effeci Comunicazione, agenzia che ha una specifica esperienza nel mondo auto e del noleggio.

    Effeci Comunicazione si occuperà, di concerto con l’ufficio Comunicazione e Marketing interno a Locauto, delle attività di media relations,  digitale e tradizionale.  E si occuperà di ideare eventi strategici per la promozione, in particolare operazioni di co marketing e sponsorizzazioni nell’ambito sportivo e culturale.

    L’obiettivo di Locauto è rafforzare la brand awarness nel mercato italiano e internazionale, e far crescere  il vantaggio della propria offerta, puntando sull’innovazione anche tecnologica dei servizi.

    Locauto è un’azienda al 100% italiana, con oltre 30 anni di esperienza nell’automotive, proprietaria dei brand Locauto Long Term e Locauto Rent a Car. Ed è l’unica società italiana che offre contemporaneamente noleggio a breve e lungo termine. Dall’estate 2013, Locauto è partner per l’Italia della multinazionale Enterprise Rent a car, leader mondiale nel noleggio auto.

    Effeci Comunicazione: “Siamo contenti di poter lavorare al fianco di un’azienda cento per cento made in Italy che punta sul valore della qualità dei propri servizi. Inoltre il mondo dell’autonoleggio è tra quelli che in questo momento si sta più trasformando, e comunicare significa contribuire a questo processo di innovazione”.

  • Cesarini Sforza e le bollicine di Trento protagoniste a Roma con la FISAR

    Corposa e interessante degustazione organizzata dalla Delegazione Fisar di Roma e guidata da Luciano Rappo allo Sheraton Hotel mercoledì 9 dicembre

    Dieci etichette tra le più importanti della Cesarini Sforza, prestigiosa realtà vinicola della Valle di Cembra, che hanno affascinato le decine di appassionati intervenuti mercoledì 9 dicembre alla degustazione organizzata dalla Delegazione Fisar di Roma allo Sheraton Hotel di viale del Pattinaggio. La serata è stata introdotta dal Delegato Fisar Filippo Terenzi, che ha ringraziato la consigliera Romana Carletti per l’organizzazione e ha poi ha lasciato la parola a Luciano Rappo, storico esponente della cantina trentina e grandissimo esperto di vini spumanti.

    In degustazione Cuvèe Brut Riserva, Tridentum Brut Trento (miniverticale 2010 2009 2008), Tridentum Brut Rosè Trento, Tridentum Extra Brut Trento, Tridentum Dosaggio Zero Trento, Aquila Reale Riserva Trento (miniverticale 2007 2005 2004). Si è partiti quindi da una “cuvèe” prodotta con metodo Charmat (o Martinotti) quasi a voler testimoniare come si possano fare ottimi prodotti anche in questa fascia, per poi passare ai Metodo Classico appartenenti alla Denominazione di Origine Controllata “Trento”. Vini anche molto diversi tra loro, arricchiti dalle indicazioni tecniche e dalle specifiche territoriali messe sul piatto da Rappo con grande maestria. Da vini di facile e pronta beva a quelli legati alle nuove tendenze del gusto, come il Dosaggio Zero, fino ad arrivare ai grandi spumanti dalla lunga permanenza sui lieviti, fino ai 10 anni circa dell’Aquila Reale 2004 ormai diventato un vero e proprio “cru” dell’azienda e prodotto solo con le uve di Maso Settefontane nel comune di Giovo in Valle di Cembra. Etichette per le quali la definizione “bollicine”, per quanto comoda, risulta sicuramente riduttiva.

    Serata quindi ricca di spunti, da quelli più tecnici e di base utili ai numerosi aspiranti sommelier presenti a quelli di tipo organolettico e storico, di certo capaci di rapire l’anima anche del semplice appassionato. Tra i partecipanti anche alcuni non udenti, per i quali è stata approntata una postazione con una interprete che ha tradotto le conversazioni nella lingua dei segni (LIS). Ennesimo successo per la Delegazione Fisar di Roma che ha colto l’occasione per fare gli auguri di buone feste a tutti dando appuntamento alla prossima degustazione, prevista per il 15 gennaio e dedicata ai vini bianchi francesi. Tutti i dettagli comunque, come sempre, saranno reperibili sulla pagina Facebook Fisar Roma (https://www.facebook.com/FisarDelegazioneRoma) e sul sito ufficiale www.fisar-roma.it.

  • Pratiche auto, Unasca: Il certificato di proprietà digitale aumenta i fogli da stampare invece di diminuirli

    23 ottobre 2015 – Quella annunciata da Aci come la rivoluzione digitale nel mondo delle formalità del PRA, quindi delle pratiche auto, ha iniziato a fare i conti con la realtà.

    Sono infatti passate due settimane dall’avvio del nuovo sistema del certificato di proprietà digitale (CDPD) che sostituisce quello cartaceo con la promessa dei vantaggi della dematerializzazione (in termini di risparmio di carta, tempo e denaro), e gli operatori del settore rappresentati da UNASCA fanno un primo bilancio degli effetti di questa riforma. Bilancio che mette in evidenza alcune sorprese e paradossi. La prima occasione per parlarne è stato il convegno di FEDERMOTORIZZAZIONE oggi 23 Ottobre, a Milano, presso Confcommercio, di cui Unasca fa parte da quest’anno, e in cui ha preso parte con un intervento Ottorino Pignoloni, segretario nazionale Unasca Studi.

    “Aci racconta Pignoloni –  ha annunciato l’introduzione del CDPD dichiarando che questo porterà il risparmio, oltre che di tonnellate di inchiostro, di circa 30 milioni di fogli, specificando anche il peso della carta in 115 gr/mq. Tuttavia la realtà è che da 14 giorni a questa parte fare un passaggio di proprietà è diventato molto più complesso di prima”.  Innanzitutto è stato  introdotto un pezzo di carta in più, la delega, che il proprietario del veicolo deve firmare per la stampa dello stesso CDP  (2 pezzi di carta) su cui redigere l’atto di vendita che poi sarà autenticato dalle Agenzie abilitate o dal Pra o dalla Motorizzazione. Inoltre i fogli complessivi da stampare per portare a termine il passaggiosono passati da uno (che era il certificato che non viene più consegnato) ad almeno cinque: uno per la delega, due per il CDP (stampato come atto di compravendita), poi l’allegato A che contiene le informazioni aggiuntive all’atto di compravendita ed infine la fotocopia del documento del delegante.

    Questo mette in evidenza Pignoloni –  comporta maggiori tempi di lavoro per gli operatori e di attesa per gli Utenti per portare a buon fine la pratica. E se a tutto aggiungiamo che gli automobilisti continuano a pagare 27 euro per un documento che prima gli veniva consegnato e ora non piu’, senza risparmiare nulla, viene da domandarsi: dove sta questa rivoluzione digitale e soprattutto chi sta risparmiando con il CDP digitale? Solo ACI i cui bilanci non sono certo statali ma la cui unica funzione pubblica è proprio la gestione del PRA. Questa è la risposta e il primo bilancio.

    Sono inoltre maggiori poi le complicazioni sia tecniche che pratiche quando la compravendita dell’auto è a favore di un concessionario che a sua volta la rivende. Blocchi informatici, impossibilità nell’effettuare il doppio passaggio in tempo reale a differenza di come avveniva prima. Questa è una palese limitazione della libera contrattazione e dei rapporti commerciali che lascia stupefatti, così come il nuovo archivio messo in piedi da ACI  che traccia gli atti di vendita non ancora autenticati e ben lungi dall’essere tali.

    “Noi  – conclude Pignoloni – auspichiamo che l’automobilista italiano possa finalmente avere gli stessi diritti dei cittadini comunitari nel pagare un solo documento di circolazione come prevede la riforma Madia affinché si riducano i costi connessi alla gestione pubblica dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli e della realizzazione di significativi risparmi per l’utenza. Si sta parlando di oltre 300 milioni di euro di risparmio per gli automobilisti e di circa 150 milioni di risparmio strutturale per la spesa pubblica. L’accorpamento dei due sistemi e l’efficientamento della macchina pubblica, 1,5 miliardi in 10 anni”.

  • Il Cervaro della Sala e Renzo Cotarella protagonisti alla Fisar Roma

    Un viaggio di 90 minuti, come una partita di calcio ma senza intervallo ed espulsioni. Non sono mancati i gol, ben cinque le annate in degustazione, e i tocchi di classe, come il racconto di un viaggio in macchina da Bordeaux a Firenze passando per Nizza. Tante emozioni quindi nella degustazione verticale organizzata dalla Delegazione di Roma e Castelli Romani della Fisar mercoledì 23 settembre dedicata al Cervaro della Sala, sicuramente uno dei vini bianchi più importanti, blasonati e longevi d’Italia. A presentare e raccontare come è nato e si è evoluto questo prodotto di casa Antinori c’era il Direttore Generale dell’azienda nonché “padre” del Cervaro, Renzo Cotarella. Con lui il responsabile dell’azienda situata a qualche chilometro di Orvieto, Massimiliano Pasquini. Dopo la presentazione del Delegato Filippo Terenzi, padrone di casa allo Sheraton Rome Hotel, i circa 80 partecipanti hanno potuto viaggiare alla scoperta di questo splendido vino, frutto di un assemblaggio di Grechetto e Chardonnay. La panoramica – confortata dalla degustazione delle annate 2004, 2006, 2009, 2011 e 2013 – è partita proprio dall’incontro di Cotarella con i vini bianchi di Borgogna in un ristorante di Nizza, una folgorazione giovanile che ha ispirato l’attività dell’agronomo, diventato anche enologo per forza di cose, nell’azienda orvietana degli Antinori, gruppo che ha raggiunto ormai i 2000 ettari vitati sparsi per le varie tenute di proprietà in Italia. Cotarella ha definito il Cervaro un “vino icona ma accessibile” per via del prezzo tutto sommato contenuto, ma anche un modello operativo che è stato poi importato e diffuso all’interno del gruppo fiorentino.

    La serata si è quindi snocciolata, mentre i sommelier Fisar della Delegazione di Roma passavano al servizio delle cinque annate, tra un racconto di vita vissuta e un dettaglio tecnico. Da come, nel 1986, il bianco del Cervaro della Sala fece per la prima volta casualmente la fermentazione malolattica, facendo intuire possibilità fino a quel momento inespresse per questa etichetta. La nuova cantina operativa dal 2006, la scelta di fare vini “saporiti ma non pesanti”, l’attenzione costante per i dettagli alla ricerca del miglioramento continuo e la previsione di dosare in futuro ancora meglio le percentuali di Grechetto sono stati alcuni dei punti toccati da Renzo Cotarella nel suo intervento, seguito con la massima attenzione da tutti i presenti. Un evento che ha lasciato bellissime sensazioni nelle persone intervenute, non solo per la degustazione in sé ma anche per la cordialità dell’incontro e la disponibilità dimostrata da Cotarella e Pasquini, che non hanno fatto mancare l’invito a visitare l’azienda prima di congedarsi.

    Per la cronaca Cotarella ha definito la 2013 come una delle annate migliori per il Cervaro della Sala, gli appassionati possono quindi puntare a farne scorta appena possibile, considerando che il vino non soddisfa mai le richieste del mercato!

  • Calici di Stelle, decima edizione a Velletri contrassegnata dal successo della Fisar

    L’appuntamento con Calici di Stelle si è ripetuto a Velletri sabato 8 agosto, una decima edizione in città firmata dal successo della presenza della FISAR (Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori) che ha accompagnato le degustazioni dei vini delle sette aziende presenti. Si è trattato a tutti gli effetti della prima uscita di gruppo per i sommelier formatisi interamente a Velletri, con i corsi tenuti nella struttura del CRA-ENC (ex Cantina Sperimentale), ed è stata fonte di emozioni per tutti ma soprattutto con un bilancio complessivo di sicuro successo. La presenza della FISAR ha aggiunto un tocco di professionalità al servizio ma anche al racconto dei vini stessi, così come testimoniato dalle molte persone che hanno approfondito la conoscenza di quanto in degustazione. Una crescita che è piaciuta alle stesse aziende, che non hanno mancato di complimentarsi con i responsabili della FISAR di Velletri così come gli organizzatori, da Mauro Leoni della Confesercenti all’assessore alla Cultura del Comune di Velletri, Ilaria Usai, e a quello all’Agricoltura Orlando Pocci.

    La serata, partita leggermente in ritardo a causa del forte vento che nel pomeriggio non aveva permesso di completare l’allestimento in particolare della parte gastronomica (curata dall’associazione Amici di Ratatouille diretta dallo chef, e sommelier FISAR, Roberto Dominizi), è proseguita alla perfezione sotto i portici del palazzo comunale in piazza Cesare Ottaviano Augusto ben oltre la mezzanotte. Non sono mancate le attrazioni anche per chi ha preferito non degustare vino con la musica di Marité e le osservazioni astronomiche e le visite ai Musei cittadini. Aperto anche il famoso Tempietto del Sangue, che era così possibile ammirare in tutta la sua bellezza.

    In degustazione 25 vini di sette aziende, tutte del territorio, da quelle di più ampie dimensioni come Casale del Giglio o Veliterna Vini, a quelle più piccole, come Azienda Agricola Marco Serra o Azienda Agricola Di Palma Riccardo, insieme a realtà già conosciute come Colle delle Cese, Donato Giangirolami e Le quattro vasche. Con un ticket di 10 euro gli appassionati hanno così potuto godere dei vini e di un assaggio gastronomico da abbinare, grazie ai consigli dei sommelier FISAR, ai vini stessi per un’esperienza sensoriale di un certo livello.

    Di certo ci saranno ancora altre occasioni per sperimentare una collaborazione che ha funzionato, che è ovviamente migliorabile al fine di premiare ancora di più gli sforzi del comparto per imporsi a livello regionale e non solo, sperando in un cambio di passo di tutti, operatori e istituzioni compresi. La Fisar continuerà il suo compito di formazione a Velletri con i corsi per diventare sommelier (il prossimo di primo livello partirà il 30 settembre, per info e prenotazioni ci si può rivolgere ai recapiti [email protected] – 3398737045 o sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/FisarRoma.SedeVelletri) ma anche di spinta per la realizzazione di un gruppo di esperti che conoscano e apprezzino i vini del territorio per parlarne poi all’esterno, da appassionati o da operatori in ristoranti, enoteche e alberghi.