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  • Roma, De Pierro annuncia l’opposizione ombra nella Città Metropolitana

    Il presidente dell’Italia dei Diritti-De Pierro, sulla scia di quanto già avviene nei comuni, nomina i consiglieri esterni per accendere i riflettori sulla gestione delle attività di competenza provinciale

    Antonello De Pierro
    Roma – Il 19 dicembre 2021 si sono tenute le elezioni per il rinnovo del consiglio della Città Metropolitana di Roma Capitale. Per l’importante appuntamento elettorale, che ha luogo, secondo le prescrizioni normative vigenti, dopo lo svolgimento dell’elezione diretta del sindaco capitolino, al quale spetta di diritto l’attribuzione del munus di sindaco metropolitano, e degli altri membri del consesso consiliare del Campidoglio, sono stati chiamati alle urne tutti gli amministratori dei comuni facenti parte dell’area metropolitana, l’ex territorio provinciale.
    Palazzo Valentini
    Tra questi ovviamente anche i 20 amministratori eletti sotto il simbolo del movimento politico Italia dei Diritti-De Pierro, presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro, i quali siedono sugli scranni di 9 comuni e fanno dell’IdD la compagine partitica col più alto numero di amministratori nel territorio provinciale romano se si considerano i comuni sotto i 15.000 abitanti. Una realtà politica di tutto rispetto che vede lo stesso presidente De Pierro capeggiare il gruppo Italia dei Diritti-De Pierro a Roccagiovine, dove lo affiancano Paolo Nanni e Graziella Pais e il segretario provinciale Carlo Spinelli a capo del gruppo a Capranica Prenestina. A Percile siedono in consiglio il responsabile per Vicovaro Giovanni Ziantoni, capogruppo, Roberto Porcacchia e Marco Del Monaco, a Vallepietra guida l’opposizione targata Italia dei Diritti-De Pierro Sandro Taraborrelli, coadiuvato dai consiglieri Massimo Pacico e Teresa Trerotola, a Vallinfreda a capeggiare la squadra, formata inoltre da Gregorio Gentile e Antonio Angelo Razzauti, è la docente Angela Malaspina, responsabile per Velletri e provinciale per la Scuola e l’Istruzione, mentre a Cineto Romano l’ispettore di polizia in quiescenza Francesco Palmisano coordina gli altri consiglieri Angelo Lori e Sabrina Ragucci. A occupare gli scranni ottenuti dal movimento a Rocca Canterano sono 2 dirigenti storici, il vice responsabile per la Tutela dei Consumatori Dario Domenici, affermato commercialista, il quale è capogruppo, e Paola Torbidoni, da sempre responsabile per il X Municipio di Roma, sin da quando era ancora XIII. A Castel San Pietro Romano e Pisoniano rappresentano l’IdD rispettivamente il noto imprenditore nel campo dei trapianti tricologici Tony Gallo e Angelo Barnaba.

    Per contendersi i 24 posti disponibili in consiglio sono state presentate 3 liste, “Le città della Metropoli”, “Territorio e parteciapazione” e “Movimento 5 Stelle”, che hanno conquistato rispettivamente 14, 8 e 2 seggi. Nella fase preparatoria, partita subito dopo le consultazioni amministrative di ottobre scorso, il movimento che fa capo a De Pierro, che ha visto incrementare notevolmente il numero di eletti nelle assemblee consiliari dei comuni, si è inserito da protagonista per puntare a eleggere dei suoi rappresentanti a Palazzo Valentini. Dopo che da più parti erano giunte sollecitazioni da parte dei cittadini affinché fosse presentata una lista autonoma con il simbolo dell’Italia dei Diritti-DePierro, il leader, dopo essersi consultato con il segretario provinciale Spinelli e con i vice Dantina Salzano e Antonio Steggi, nonché con gli altri esponenti del direttivo provinciale, si è riservato la decisione. Una riserva sciolta dopo qualche giorno, che ha sancito la decisione di non correre da soli e di confluire eventualmente con un candidato in un’altra lista, in quota Italia dei Diritti-De Pierro e mantenendo pertanto la propria identità. Da parte di tutti i dirigenti l’indicazione del candidato era stata espressa all’unanimità e rispondeva al nome di Antonello De Pierro, il numero uno nazionale del movimento, ma con un’intensa attività istituzionale sul territorio provinciale, specie nell’area della Valle dell’Aniene, dove ricopre i ruoli di capogruppo dell’Italia dei Diritti in seno al consiglio comunale di Roccagiovine, consigliere dell’Unione dei Comuni Valle Ustica e capogruppo sempre dell’Italia dei Diritti nel consesso consiliare della X Comunità Montana dell’Aniene, attualmente commissariata. Dopo varie trattative non è stato trovato un accordo con alcuna lista e alla fine l’Italia dei Diritti non ha espresso alcuna candidatura. E ancorché siano stati molti i tentativi di convincimento da parte di alcuni candidati per accaparrarsi gli 80 voti di preferenza dei 20 consiglieri dell’IdD (un voto ne vale 4) ha prevalso la linea astensionistica dettata da De Pierro: i consiglieri del movimento non si sono recati alle urne. E’ lo stesso leader a spiegare le ragioni di questa scelta, che, al contrario di quanto si possa pensare, non taglia assolutamente fuori dall’impegno per il territorio metropolitano l’Italia dei Diritti-De Pierro, i cui esponenti si stanno già organizzando, in linea con le peculiarità basilari del movimento, per denunciare prontamente qualora ci fossero carenze operative nell’azione della nuova squadra targata Roberto Gualtieri.

    “Noi guardiamo all’efficienza della Città Metropolitana di Roma Capitale con grande attenzione — spiega De Pierro—, in quanto l’alveo competenziale, ancorché limitato, tocca punti importantissimi per la qualità della vita dei corpi collettivi, il cui benessere è alla base di qualsiasi cosa noi dell’Italia dei Diritti poniamo in essere . Gli ultimi 5 anni hanno fatto registrare un’inerzia quasi imbarazzante. La fotografia più emblematica e scandalosa di questo immobilismo amministrativo è rappresentata dalle strade provinciali, la cui manutenzione è ascritta normativamente all’ente di Palazzo Valentini. Bastava percorrerne alcune a caso, anche tra quelle ad alta densità di circolazione, per rendersi conto ictu oculi che gli interventi strutturali e manutentivi non sono certo stati un punto ricorrente nell’agenda della scorsa amministrazione. Abbiamo atteso vari mesi prima di eseguire verifiche a campione sulla rete viaria,al fine di concedere alla nuova amministrazione un lasso temporale idoneo a invertire la rotta rispetto al passato. Solo negli ultimi mesi abbiamo riscontrato alcuni interventi manutentivi su alcuni percorsi stradali che ormai erano diventati più vicini agli standard di paesi del Terzo Mondo che di una nazione evoluta quale dovrebbe essere l’Italia, ma a nostro giudizio siamo ancora molto lontani dai livelli di funzionalità che dovrebbe far registrare un territorio così prestigioso come quello che si estende intorno alla Capitale . A questo punto la macchina burocratica guidata dal sindaco metropolitano Roberto Gualtieri dovrebbe essere partita a pieno regime e pertanto possiamo pretendere che risponda puntualmente alle esigenze del territorio, in afferenza alle aree tematiche di competenza. Pertanto possiamo da oggi annunciare un’iniziativa che è stata cantierizzata ed è rimasta in fase embrionale fin dal giorno in cui dalle urne sono usciti i nomi che sono andati a comporre il consesso consiliare metropolitano. Sto parlando dell’opposizione ombra, che dopo aver superato brillantemente il collaudo col controllo incessante sull’operato delle amministrazioni comunali,debutta con l’accensione dei riflettori anche sull’attività della Città Metropolitana. Infatti da oggi alcuni dei consiglieri ombra impegnati a denunciare le criticità gestionali che promanano dai comuni vigileranno, insieme al sottoscritto e al responsabile per la Politica Interna Carlo Spinelli, gli unici esponenti del nostro movimento legittimati a operare su tutto il territorio nazionale, sull’operato dell’ente provinciale di Palazzo Valentini. Pertanto tutte le strade, nonché altro, riconducibili alla sfera gestionale dell’ente in esame, saranno percorse dai nostri delegati, i quali puntualmente documenteranno ogni inefficienza strutturale e la sottoporranno al giudizio della pubblica opinione. In passato ci siamo sentiti dire più volte che la manutenzione delle strade era subordinata al traffico veicolare che insisteva su quelle carreggiate. Ebbene, noi rispediamo al mittente un assunto concettuale così discriminatorio, in quanto riteniamo che ogni cittadino abbia il diritto viaggiare in sicurezza, a prescindere se si trovi su un’arteria ad alta densità di circolazione come l’Ardeatina, che eleggo a esempio proprio perché è stata da poco oggetto di interventi manutentivi, dopo che il livello di degrado era giunto a picchi vergognosi più consoni al Burundi che all’Italia, oppure sulla provinciale 102 a, che conduce a Saracinesco, piccolo borgo con meno di 200 anime residenti, e pertanto con un passaggio di veicoli di poche unità al giorno. Come non abbiamo mai fatto sconti a nessuno nel monitorare i comuni e denunciare comportamenti non virtuosi non ne faremo neanche ora, qualora ce ne fosse bisogno. I corpi collettivi vanno tutelati. Questa è un nostro imprescindibile credo e visto che spesso ciò non avviene da parte di chi è investito dell’attribuzione mansionale idonea a farlo il nostro dnatico senso di giustizia ci spinge in questa direzione. La comunità ha diritto a fruire di servizi almeno in linea con gli standard minimi di civiltà e noi ci batteremo sempre affinché ciò avvenga. Da presidente del movimento rivolgo a tutti i consiglieri ombra, che da oggi saranno impegnati a denunciare eventuali carenze gestionali dell’ente provinciale, i migliori auguri di buon lavoro”.

  • Elezioni 2023, da Roccagiovine De Pierro guida l’esercito della legalità dell’Italia dei Diritti

    Il presidente del movimento è candidato a sindaco nel borgo della Valle Ustica. Nel Lazio l’IdD è presente in altri 6 comuni.
    Antonello De Pierro

    Roma – La campagna elettorale per le elezioni amministrative 2023 volge al termine e sono tanti i partiti e i movimenti che si stanno sfidando per intercettare il consenso necessario per permettere ai loro candidati di approdare agli scranni disponibili nei consessi consiliari dei comuni interessati dalla competizione.

    Tra questi c’è il movimento Italia dei Diritti – De Pierro, che anche quest’anno ha schierato un esercito di candidati i quali, sulle ali dell’entusiasmo, hanno sposato il progetto etico e legalitario da sempre propugnato dal fondatore e presidente Antonello De Pierro. L’esercito della legalità organizzato nel tempo dal noto giornalista romano ha raggiunto ha assunto ormai dimensioni ragguardevoli e, a prescindere dal numero di eletti (23 consiglieri solo nei comuni della Città Metropolitana di Roma Capitale), sono numerosissimi i dirigenti e gli attivisti impegnati constantemente sul territorio a monitorare il rispetto delle norme, pronti a denunciare ogni distorsione rispetto ai canoni comportamentali dettati dalla legge.

    Il sistema dei consiglieri ombra, lanciato ormai da tempo da De Pierro e magistralmente coordinato da Carlo Spinelli, responsabile nazionale per la Politica Interna e segretario provinciale romano, è un faro acceso sull’operato della Pubblica Amministrazione e in particolare sulla gestione politica di quegli enti locali, in cui l’Italia dei Diritti – De Pierro, non ha eletti nei consigli. E se le maggioranze sono protagoniste di una gestione virtuosa della cosa pubblica, nell’interesse supremo dei corpi collettivi avranno sempre il favore della compagine che fa capo a De Pierro, nel caso contrario dovranno subire la critica dura da parte dei suoi esponenti, i quali si muovono nel solco tracciato dalla linea politica del loro leader, fedele sempre all’alveo concettuale della tolleranza zero, senza sconti per nessuno. Un sistema operativo ormai consolidato, che permette un’azione efficace a prescindere dal fatto che i consiglieri siano eletti o meno, dando in pasto all’opinione pubblica quegli amministratori non ritenuti adeguati a soddisfare le istanze dei cittadini. Una forza sempre crescente grazie alle numerose adesioni che quotidianamente si registrano, da parte di persone che vedono nell’IdD non una speranza di cambiamento, ma una certezza, come si nota ogni giorno nei fatti e non in una sterile retorica da propaganda, come accade per altre forze politiche, a cui i cittadini non credono più.

    In occasione delle elezioni amministrative di quest’anno i tanti candidati che hanno trovato posto nelle liste dell’Italia dei Diritti – De Pierro sono impegnati sui territori per le battute finali di una tornata elettorale avvincente, specie nel Lazio, dove le liste presentate sono 7, divise tra i territori provinciali di Roma, Latina, Frosinone e Rieti. A Cervara di Roma il movimento schiera Fabrizio Romano, medico di grande fama, originario di Affile, con un forte legame col territorio cervarolo. Nel Reatino sono 3 i comuni in cui l’Italia dei Diritti – De Pierro è presente, Rocca Sinibalda, Belmonte in Sabina e Varco Sabino. Tutte donne le candidate a sindaco, che sono rispettivamente Paola Torbidoni, responsabile provinciale per la Tutela degli Animali e già consigliera a Rocca Canterano, Teresa Trerotola, storica esponente del movimento e già consigliera a Vallepietra, e Irene Pastore, elemento di spicco dell’IdD, nel cui organigramma ricopre il ruolo di responsabile provinciale per la Scuola e l’Istruzione, dove mette in campo tutta l’esperienza maturata come docente. A Filettino, in provincia di Frosinone, ad aspirare alla poltrona di sindaco per l’Italia dei Diritti è un’altra donna, Monica Persiani, nota per essere la cantante del gruppo Milk and Coffee, come a Campodimele, il paese dei centenari in provincia di Latina, dove è schierata la celebre hair stylist Andrea Paola Iannotti, la cui candidatura ha fatto molto parlare nel capoluogo pontino.

    Ma i riflettori sono puntati maggiormente su Roccagiovine, dove a scendere in campo è il numero uno dell’IdD Antonello De Pierro, che, dopo aver trascorso 5 anni molto produttivi da capogruppo, insieme a Paolo Nanni, Dantina Salzano e Aurelio Tartaglia, tra gli scranni consiliari, in cui un’opposizione a volte dura, ma costruttiva, ha sollecitato la maggioranza a realizzare molte delle proposte promananti dall’IdD, si ripresenta agli elettori candidandosi a guidare il grazioso borgo della Valle Ustica. Una candidatura a primo cittadino in afferenza alla quale è stata scelta la strada più difficile, sfidando le logiche del voto familiare, che sono dure a morire e sono un vero cancro, specie nei piccoli comuni, dove la competenza viene sacrificata sull’altare dei legami parentali. Infatti De Pierro è da sempre un acerrimo nemico di queste logiche, che puntano a una scelta delle candidature basata sull’ampiezza del parentado, con la conseguenza disastrosa di produrre delle maggioranze consiliari. i cui membri, spesso inadatti al munus, assumono il ruolo di meri figuranti, i quali si esibiscono in automatiche alzate di mano, senza che nel corso di una consiliatura abbiano mai proferito parola. E per coerenza, pur avendo ottenuto la disponibilità da parte di vari residenti a candidarsi nella lista dell’Italia dei Diritti, ha preferito proporre figure esterne, scelti per lo più tra gli esponenti provinciali del movimento. A iniziare dai vice segretari provinciali Marco Zoppini e Antonio Steggi, i quali figurano in lista rispettivamente al secondo e al terzo posto, dietro al capolista, il consigliere uscente Paolo Nanni, mentre nei posti successivi figura l’altro uscente Aurelio Tartaglia. A completare la squadra, Massimiliano Proietti, che è l’unico candidato originario di Roccagiovine, Enrico Pernié, originario di Vicovaro e vice responsabile del movimento per Tivoli e Guidonia Montecelio, Massimo d’Offizi, responsabile per Palestrina, la nota sindacalista Graziella Pais, attivista del movimento, e per chiudere Fabrizio Casciano e Giancarlo Pelorosso, molto vicini alla formazione politica capeggiata dal giornalista romano.

    Il leader dell’Italia dei Diritti – De Pierro, ancorché fortemente penalizzato dalle conseguenze fisiche della vile e grave aggressione subita lo scorso marzo a Roma mentre si recava in Campidoglio, a seguito della quale era stato trasportato in ospedale in codice giallo per trauma cranico occipitale, sta girando in lungo e in largo per sostenere i vari candidati seppure molto impegnato a Roccagiovine, dove si sta giocando una partita molto importante per l’intera Valle dell’Aniene, essendo il giornalista romano un punto di riferimento per molti amministratori locali.

    E proprio da Roccagiovine guida le liste composte da tanti esponenti di quello che chiama l’esercito della legalità, tra cui spiccano, oltre ai candidati a sindaco, Maria Condrò, già consigliera e responsabile per il I Municipio di Roma, Marina Tavano, responsabile epr il III Municipio di Roma, Emanuela Ranaldi, vice responsabile per il IX Municipio di Roma, Giancarlo Villani, vice responsabile per il V Municipio di Roma, Ylenia Massimini, responsabile per l’area del Lago di Bracciano, Alexsia Crialesi, vice responsabile per Tivoli e Guidonia Montecelio, Simona Zanella, vice responsabile per il VII Municipio di Roma, e i giovanissimi attivisti del movimento Federico Montalbotti e Christian Egidi, quest’ultimo ex calciatore del Frosinone, tutti naturalmente investiti del ruolo di consiglieri ombra e delegati a denunciare ogni distorsione riscontrata nell’espletamento delle attribuzioni mansionali da parte di chi gestisce la cosa pubblica .

  • Valle Aniene, è Antonello De Pierro l’amministatore locale italiano più seguito sui social

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti-De Pierro, capogruppo a Roccagiovine e consigliere dell’Unione dei Comuni Valle Ustica, con 181.000 follower, è 74esimo nella classifica dei politici nazionali più seguiti sulle pagine Facebook e oggi primo per trend di crescita, sopra Meloni e Berlusconi


    Roma – E’ ormai nota l’importanza dei social network nella comunicazione politica, in cui partiti e big, ma non solo, investono molto al fine di mantenere un contatto costante con i loro follower, che interagiscono sempre di più con i politici che seguono, spesso anche in maniera critica.

    In particolare, il social network su cui puntano maggiormente gli esponenti della politica italica è Facebook, seguito a ruota da Twitter. Il numero di seguaci che un politico riesce a ottenere sulla sua pagina Facebook è ormai diventato un indice di riferimento per valutare la sua presenza sui social, circostanza che è ormai considerata fondamentale anche in occasione delle campagne elettorali, dove ci si affida sempre più alla logica dell’algoritmo per raggiungere gli elettori e racimolare consenso. Esiste un sito dal nome Politica su Facebook , che riporta la speciale classifica, aggiornata quotidianamente, delle pagine dei politici italiani per numero di follower. A oggi, scorrendo lo sguardo sull’elenco si notano sul podio il segretario della Lega Matteo Salvini al primo posto con 5.036.068, il capo politico del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte al secondo con 4.510,627 e la leader di Fratelli d’Italia e presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni al terzo, l’unica che fa registrare un trend in crescita (+1002), mentre i primi 2 sono in emorragia di follower (rispettivamente – 352 e – 798). Ma continuando a leggere nella top ten, da cui, dopo le elezioni politiche è sparito Luigi Di Maio, ci si imbatte in nomi interessanti e a volte sorprendenti. Al quarto posto figura Vittorio Sgarbi con 2.389.676, poi Beppe Grillo con 1.741.902, Gianluigi Paragone con 1.624.802, Alessandro Di Battista con 1.606.283, il presidente della Campania Vincenzo De Luca con 1.519.752, il leader di Italia Viva Matteo Renzi con 1.134.945, mentre al decimo posto chiude Silvio Berlusconi con 1.131.814.

    Tra i vari esponenti della politica nazionale, che si avvicendano nella classifica, al 74esimo posto campeggia Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti-De Pierro con 180.995 folloower, che oggi ha un sorprendente trend in crescita pari a 1.710 follower, riferito all’ultima settimana, che lo colloca al primo posto, sopra le europarlamentari leghiste Silvia Sardone e Simona Baldassarre, rispettivamente con 1.468 e 1.220. Sotto al podio si scorgono il deputato e sottosegretario leghista Massimo Bitonci con 1.138, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, solo 5^ con 1002, Silvio Berlusconi (6°con 907) e il deputato di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli (7° con 818). E ancora, tra gli altri, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein con 696, il governatore del Veneto Luca Zaia con 486, Gianluigi Paragone con 353, Nicola Fratoianni con 320, Alessandro Di Battista con 318, Imma Battaglia con 292, Marco Rizzo con 286 e Carlo Calenda con 274.

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    Evidentemente l’incessante attività politica del giornalista romano, che da sempre si batte a favore dei diritti delle cellule più deboli del nostro tessuto sociale, l’ha fatto apprezzare tanto che oggi il suo seguito sulla pagina Facebook è di circa lo 0,3 % della popolazione italiana e supponendo che tutti i follower fossero elettori, in base al numero dei votanti registrati alle scorse elezioni politiche la percentuale salirebbe a circa lo 0,6 %. Un risultato che premia un intenso lavoro da giornalista, che l’ha visto alla direzione di Radio Roma per 10 anni, di Italymedia.it e di altre testate locali, prima di dedicarsi quasi esclusivamente alla politica e fondare il movimento Italia dei Diritti-De Pierro, lanciando un progetto etico e legalitario, che ha permesso di eleggere decine di consiglieri in seno a molti consigli comunali. Un impegno iniziato tra le file dell’Italia dei Valori, dove ha anche ricoperto il ruolo di capo ufficio stampa a Roma. Fu allora che decise di creare un nuovo soggetto politico, che ben presto raccolse adesioni in tutta Italia. Nel 2013, decise di seguire Massimo Donadi e Nello Formisano, i quali erano confluiti nel progetto denominato Centro Democratico, promosso da Bruno Tabacci, con cui si candidò al Senato nella circoscrizione Molise, in quota Italia dei Diritti. La legge elettorale dell’epoca assegnava al Molise l’elezione di 3 deputati e 2 senatori. Insieme a De Pierro per quei 2 posti concorrevano anche Silvio Berlusconi nella lista del Popolo della Libertà e Roberto Ruta in quella del Partito Democratico, risultati entrambi eletti. Ma il leader dell’Italia dei Diritti ha sempre rivendicato una straordinaria circostanza: in alcuni comuni della provincia di Campobasso, in cui il movimento aveva più seguito, Centro Democratico ottenne più voti al Senato, dove gli elettori erano in numero minore, essendo previsto il diritto di voto a 25 anni, che alla Camera, la cui lista vedeva capolista Bruno Tabacci, capo politico di Centro Democratico. La grande abnegazione con cui De Pierro affronta a testa alta ogni distorsione sociale, sempre alla ricerca della legalità e denunciando ogni accenno di illiceità l’ha portato a essere molto esposto e pertanto soggetto a ritorsioni. Come a gennaio del 2007, quando, a seguito di alcuni esposti presentati per degli abusi edilizi, i destinatari, che, come ha poi ampiamente dimostrato De Pierro, avevano goduto di omissioni istituzionali,accompagnarono con la loro automobile, sotto casa sua, il noto boss mafioso di Ostia Armando Spada. Nell’ormai nota vicenda De Pierro fu minacciato di morte e aggredito dallo Spada insieme a suo fratello e finì in ospedale. Poi per l’Italia dei Diritti-De Pierro sono iniziate le esperienze amministrative, una fra tutte quella del 2016 ad Ariccia, dove De Pierro volle candidare a sindaco Luisa Sallustio, la dimissionaria presidente Pd del consiglio comunale. La lista Idd, che vedeva come capolista l’attuale segretario provinciale romano Carlo Spinelli,, ottenne un dignitoso 3,4 %, risultato che spinse poi il direttivo a proseguire sulla strada delle elezioni amministrative , ottenendo molti eletti nei comuni, tra cui lo stesso De Pierro, candidato a sindaco a Roccagiovine, è entrato in opposizione a guidare il gruppo IdD, fino ad arrivare alle scorse elezioni politiche, dove lo stesso giornalista, a seguito di vari accordi politici, aveva ottenuto la candidatura in un collegio uninominale semiblindato alla Camera, con elezione quasi certa, sfumata poi per divergenze interne con il partito che l’avrebbe ospitato in quota Italia dei Diritti-DePierro.

    La battaglia a favore dei vaccini, che lo vede impegnato da oltre 2 anni, l’ha esposto a reiterati insulti e minacce, che non si sono mai placati, ma gli ha fatto indubbiamente acquisire consenso. Come un attacco ricevuto da Matteo Salvini, che l’aveva definito “povero ominicchio” da tutti i suoi profili social, lo ha reso bersaglio di vari insulti e critiche da parte di tanti sostenitori leghisti, compresi alcuni parlamentari, ma l’ha reso meritevole di solidarietà da parte di quanti fossero contrari alla politica del leader leghista, o quantomeno avessero ritenuto il suo attacco inopportuno. Come una critica mossa nei confronti del calciatore della As Roma Nicola Zalewski ha suscitato l’indignazione da parte di tanti tifosi giallorossi, con insulti e minacce anche gravi, che l’hanno costretto a recarsi a Poli scortato in occasione di una manifestazione calcistica. Tutti episodi che hanno esposto il numero uno dell’Italia dei Diritti – De Pierro ad atti di violenza, ultimo quello subito lo scorso 17 marzo a Roma, mentre si recava in Campidoglio, quando, per motivi ancora da accertare, è stata distrutta l’autovettura che lo trasportava, ha subito un trauma cranico alla regione occipitale e, prontamente soccorso, è stato trasportato in ospedale in codice giallo.

    Ma prima di tutto il merito va al lavoro svolto da tutti gli esponenti dell’Italia dei Diritti – De Pierro sul territorio, eletti e non, i quali, magistralmente coordinati dal responsabile nazionale per la Politica Interna e segretario provinciale di Roma Carlo Spinelli, svolgono un’attività costante nell’interesse dei corpi collettivi. Da quando De Pierro ha lanciato l’iniziativa dei consiglieri ombra tutte le amministrazioni hanno i riflettori accesi sul loro operato e pertanto se non sono virtuose, a giudizio degli esponenti Idd, sono costrette a subire la critica dei rappresentanti del movimento, sia che siedano sugli scranni istituzionali, sia che non siano presenti nelle aule dibattimentali.

    Grazie al numero di circa 181.000 follower raggiunto su Facebook (su Twitter ne conta circa 77.000) il giornalista presidente dell’IdD, che attualmente oltre a essere capogruppo in consiglio a Roccagiovine è anche consigliere presso l’Unione dei Comuni Valle Ustica e capogruppo dell’Italia dei Diritti-De Pierro presso la X Comunità Montana dell’Aniene, ancorché al momento commissariata , si laurea come l’amministratore locale più seguito sui social in Italia.

    La sua 74esima posizione in classifica, con 180.995 follower registra il suo maggior seguito sui social rispetto a vari big, tra cui il neo eletto governatore del Friuli – Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, 76esimo, che conta 164.426 follower, Marco Cappato, 82esimo, con 154.204, Nicola Fratoianni, 83esimo, con 153.788, Riccardo Fraccaro, 85esimo, con 151.208, Enrico Letta, 86esimo, con 150.902, Federico Pizzarotti, 89esimo, con 147.318, Marco Rizzo, 90esimo, con 146.880, il presidente della Repubblica Sergio Mattarela, 96esimo,con 139.042, Teresa Bellanova, 98esima , con 137,263 e Massimiliano Smeriglio, 110esimo, con 122.716. E scorrendo ancora la classifica si scorgono il ministro Raffaele Fitto, in 112esima posizione con 121.606 follower, il presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana in 113esima con 119.621, Elisabetta Gardini in 114esima con 118.080, mentre solo 118esima, con 114663, per Monica Cirinnà, 119esima, con 113.717, per l’europarlamentare leghista Antonio Maria Rinaldi e 120esima, con 112.621, per il ministro Francesco Lollobrigida. Ancora più distaccati altri big come Davide Faraone (122esimo), Vincenzo Spadafora (124esimo), Emma Bonino (125esima), Federica Mogherini (129esima), Maurizio Gasparri (130esimo), Simone Pillon (134esimo), Pierpaolo Sileri (135esimo), Paolo Gentiloni (136esimo), Andrea Orlando (139esimo) e il presidente del Senato Ignazio La Russa addirittura 144esimo con 96.191. Tra gli amministratori locali solo un 149esimo posto, con 92.893 follower per il sindaco di Firenze Dario Nardella, 159esimo, con 86.684 per il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e 160esimo, con 85813, per quello di Palermo Leoluca Orlando, comunque in posizione migliore rispetto a big del calibro di Antonio Tajani (163esimo), Roberto Giachetti (164esimo) e Dario Franceschini (172esimo).

  • Liste civetta, De Pierro risponde a Rieti Life e a Fabio Melilli

    Dopo l’articolo apparso sulla testata reatina e le dichiarazioni del deputato del Partito Democratico il presidente del movimento Italia dei Diritti si pronuncia deciso sull’argomento

    Antonello De Pierro

    Roma – In occasione delle elezioni amministrative previste per il prossimo 12 giugno anche quest’anno, in sede di presentazione delle liste, c’è stato chi è tornato a parlare di liste civetta. E puntualmente, in maniera esplicita o più velatamente, qualcuno ha eletto a bersaglio il movimento Italia dei Diritti, la compagine politica che fa capo al giornalista romano Antonello De Pierro, noto alle cronache anche per essere stato vittima in passato di un’aggressione da parte del boss di Ostia Armando Spada.
    Fabio Melilli
    Tra i tanti figura la testata reatina Rieti Life, che, in un articolo dal titolo “Casaprota, 5 liste per 700 abitanti. Ecco tutti i candidati a sindaco e a consigliere”, facendo apoditticamente riferimento alla lista IdD, pur non citandola, e sottolineando la circostanza che vede “una lista” contenere “molti nomi che si sono candidati in un altro comune ma con un altro candidato sindaco”, afferma che “sì può fare, ma ovviamente torna alla mente l’appello del deputato Melilli sulle liste civetta, consuetudine deprecabile in danno dei nostri piccoli comuni ormai da diversi anni”. Ma in cosa consiste il richiamato appello del deputato Melilli? E’ stato proprio Rieti Life a pubblicarlo, qualche ora prima del prefato articolo su Casaprota. Fabio Melilli, ex presidente della provincia di Rieti dal 2004 al 2012 e segretario regionale del Partito Democratico nel Lazio dal 2014 al 2018 aveva dichiarato: “Come accade ormai da qualche anno anche in questa tornata di elezioni amministrative i nostri piccoli comuni, sono invasi da liste di soggetti sconosciuti alle comunità e composte per lo più da militari in servizio. Il periodo di congedo, previsto per legge per chi si candida, spinge alla presentazione di liste e di candidati a Sindaco solo per avere la possibilità di non recarsi al lavoro per più di un mese. Tutto ciò, oltre a determinare un aggravio di lavoro per gli uffici comunali, mortifica ed offende le comunità che vengono utilizzate per esclusivi fini privati. Credo sia arrivato il tempo di porre fine a tali comportamenti a salvaguardia della dignità delle istituzioni e dei nostri comuni”.

    Non si è fatta attendere la risposta dell’Italia dei Diritti, che è intervenuto sulla questione per bocca del suo presidente De Pierro, capogruppo a Roccagiovine, consigliere in seno all’Unione deì Comuni Valle Ustica e già capogruppo IdD nel consiglio della X Comunità Montana dell’Aniene, attualmente comnissariata. Il leader del movimento non le manda a dire e rispedisce al mittente ogni accusa di lista civetta: “E’ arrivata l’ora di finirla di etichettare il nostro movimento come lista civetta. E’ già successo in passato, pur avendo ampiamente dimostrato il contrario sul campo, e in questo caso mi rivolgo soprattutto alla testata Rieti Life. E’ stato scritto che in 2 liste compaiono molti nomi simili. Infatti è accaduto nelle nostre liste a Casaprota e a Nespolo. In merito c’è una previsione normativa specifica che prevede la candidatura della stessa persona in non più di 2 comuni e noi ci siamo attenuti al dettato della norma. A quanto pare sembra sia bastata questa congiuntura per far tornare alla mente al redattore della testata reatina il concetto di ‘liste civetta, consuetudine deprecabile in danno dei nostri piccoli comuni ormai da diversi anni’. L’aver concesso ad alcuni candidati ritenuti più validi la doppia possibilità di elezione è bastato a rispolverare l’assunto concettuale che è espresso dal binomio liste civetta. Forse si ignora che ciò avviene a volte anche nelle file di grossi partiti a Roma, dove, per esempio, ci sono candidati al Comune, i quali figurano anche nelle liste municipali e spesso in ben 2 municipi. Per ciò che afferisce al richiamo alle parole del deputato Fabio Melilli, parlando di noi credo sia alquanto improprio e inopportuno. e voglio sperare che quest’ultimo non facesse riferimento al nostro movimento. In ogni caso se qualcuno ci etichetta come lista civetta non sa davvero di cosa parla. La realtà fattuale che ci vede protagonisti nei territori dice esattamente il contrario. Nei comuni del perimetro territoriale della Città Metropolitana di Roma Capitale abbiamo eletto ben 23 consiglieri e tutti si sono distinti fin dall’inizio per l’impegno profuso nell’onorare l’attribuzione mandataria ricevuta tramite l’espressione di voto da parte degli elettori. Se altre liste si comportano diversamente non è una cosa che ci riguarda, l’importante è che il comportamento che pretendiamo dai nostri candidati, specie se poi vanno a sedere sugli scranni delle assise consiliari, si traduce in una manifestazione esemplare di rispetto per le istituzioni e di conseguenza per i corpi collettivi che queste rappresentano. Abbiamo invece assistito a esternazioni comportamentali da lista civetta proprio da parte di compagini elettorali formate da candidati locali, con sindaci eletti che si sono dimessi dopo qualche giorno condannando i comuni al commissariamento. E nemmeno mi pare che i nostri eletti si siano candidati, come afferma Melilli riferendosi alle ‘liste di soggetti sconosciuti alle comunità’ e composte per lo più da militari in servizio’, offendendo e mortificando ‘le comunità che vengono usate per esclusivi fini privati’. Voglio pensare che Melilli non si riferisse a noi, perché in caso contrario siamo noi a essere mortificati e offesi di fronte a una lapalissiana mistificazione della realtà fenomenica e pretendiamo delle scuse. In centinaia di nostre liste sono stati finora candidati solo 2 militari, un sottufficiale della Marina Militare, che risponde al nome di Marco Zoppini ed è uno dei punti di forza sotto il profilo politico informatico del nostro movimento e negli anni scorsi un carabiniere. E’ stato candidato qualche poliziotto, di cui 3 sono stati eletti, onorando con tutti i crismi il mandato e facendo registrare la loro presenza a ogni convocazione , ma Melilli dovrebbe sapere che i poliziotti non sono militari, ancorché sia prevista l’applicazione d’ufficio dell’istituto dell’aspettativa e non del congedo, come lui erroneamente lo chiama, che è tutta un’altra cosa. Ma tra i nostri eletti figurano soprattutto 2 commercialisti, Dario Domenici e Maria Condrò, 2 infermieri, Massimo Pacico e Teresa Trerotola, un assicuratore, Sandro Taraborrelli, un’ex hostess dell’Alitalia, Paola Torbidoni, un medico, Marco Del Monaco, 2 imprenditori, Angelo Lori e Tony Gallo, una docente, Angela Malaspina, una lavoratrice precaria, Sabrina Ragucci, un ex ispettore capo della Polizia di Stato, Francesco Palmisano, un’eccellenza nel diritto amministrativo e candidato senza usufruire di alcuna aspettativa, un pensionato delle Poste Italiane, Aurelio Tartaglia, un pensionato del Cotral, Angelo Barnaba, il nostro responsabile provinciale romano Carlo Spinelli, impiegato nel campo della tutela ambientale , un impiegato del Ministero dei Beni Culturali, Roberto Porcacchia, un impiegato di un’azienda privata, Giovanni Ziantoni. Tutti i nostri eletti sono impegnati quotidianamente sul territorio e quasi mai sono stati assenti a una seduta consiliare. Molti di loro peraltro non sono estranei ai territori che rappresentano, ma vivono in loco o nei dintorni. Pertanto ogni tentativo di screditarci con la definizione di ‘lista civetta’ è smentito dai fatti e può essere tranquillamente rispedito al mittente. La verità è che non siamo graditi proprio perché troppo presenti e soprattutto competenti. Per fortuna non a tutti. Molti amministratori locali intelligenti hanno colto al volo la straordinaria opportunità da noi rappresentata e hanno recepito il nostro proporci ad adiuvandum. E sono nate delle importanti e proficue collaborazioni, che hanno arricchito le comunità di un valore aggiunto e non hanno certo leso ‘la dignità delle istituzioni’ e dei ‘comuni’, per riprendere ancora il concetto espresso da Melilli. Non ci faremo intimidire da nulla e da nessuno. Il nostro esercito in continua crescita di esponenti e attivisti continuerà a salvaguardare i principi fondanti del movimento, basati sulla legalità, sulla giustizia e sull’etica. Continueremo ad apprezzare e a fare un plauso a tutte le maggioranze virtuose e terremo accesi i riflettori su chi non è in grado di porre in essere un’efficace azione gestionale. Sono gli amministratori incapaci, che siano del luogo o meno, a offendere e mortificare le comunità che rappresentano, spesso costrette a subire per mancanza di una valida alternativa una gestione insufficiente o inerte della cosa pubblica, spesso dettata da una sola persona e avallata dal voto di maggioranze di figuranti, i quali si limitano per 5 anni ad alzare la mano per votare, obbedendo come scimmie ammaestrate agli ordini di scuderia. Che piaccia o no con l’Italia dei Diritti queste aberrazioni istituzionali non passeranno più inosservate. Le amministrazioni non virtuose dovranno rassegnarsi a subire la nostra critica mirata a svegliare le coscienze anestetizzate del tessuto collettivo. Infatti da quando abbiamo lanciato l’iniziativa denominata ‘opposizione ombra’ sarà pressoché ininfluente la nostra presenza o meno nei consessi consiliari, ma i nostri consiglieri ombra denunceranno con tutti i mezzi mediatici disponibili le lacune amministrative. La pacchia è finita”.

  • Elezioni 2022, la battaglia per la legalità di De Pierro a Casape, Camerata Nuova, Nespolo e Casaprota

    Il movimento Italia dei Diritti, presieduto dal giornalista romano, anche quest’anno lancia la sfida per le amministrative, con la novità dei consiglieri ombra
    Antonello De Pierro

    Roma – Dopo 2 anni in cui le elezioni amministrative sono state rinviate a causa dell’emergenza pandemica indotta dalla diffusione del contagio da virus Sars-Cov2, responsabile della patologia Covid 19, alla cui presenza abbiamo dovuto, nostro malgrado, abituarci, il ritorno alle urne in occasione dell’appuntamento elettorale del prossimo 12 giugno, che vedrà il rinnovo di molti consigli comunali, ritorna ad aver luogo nella canonica fascia temporale che va dal 15 aprile al 15 giugno.

    Anche quest’anno il movimento Italia dei Diritti, già in passato protagonista di ottimi risultati, specie nei comuni del territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale e in particolar modo della Valle dell’Aniene, tanto da vantare il primato di lista con più eletti a livello provinciale romano nei paesi sotto i 15.000 abitanti, ha schierato la sua squadra e si prepara a un’avvincente campagna elettorale . Qualche giorno fa, presieduto da Carlo Spinelli, segretario provinciale di Roma e capogruppo a Capranica Prenestina, con la partecipazione del presidente del movimento Antonello De Pierro, si è svolto il direttivo provinciale, che ha approvato all’unanimità le liste poi successivamente presentate. La compagine che fa capo al giornalista romano, noto per le tante battaglie combattute a beneficio delle cellule più deboli del nostro tessuto sociale, specie nel decennio trascorso da direttore di Radio Roma, e per essere stato vittima di un’aggressione mafiosa da parte del famigerato boss Armando Spada, anche quest’anno ambisce a ritagliarsi un ruolo da protagonista nella competizione amministrativa in atto, specie dopo che il leader ha lanciato ovunque l’iniziativa denominata “opposizione ombra”, mirata a lodare le amministrazioni virtuose e a criticare duramente quelle che non riescono a soddisfare le esigenze dei corpi collettivi. Ed è così che il simbolo dell’Italia dei Diritti campeggia nei manifesti elettorali di Casape e di Camerata Nuova nel territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale e di Casaprota e Nespolo nel Reatino. Una crescita territoriale ormai inarrestabile per la squadra di De Pierro, che ogni giorno registra nuove adesioni da parte di cittadini entusiasti del progetto politico dell’IdD, i quali hanno voglia di mettersi in gioco e impegnarsi per garantire il rispetto delle norme giuridiche, ma anche morali, spesso disattese da chi amministra la cosa pubblica, producendo attività gestionali insufficienti a garantire pienamente la tutela degli interessi dei cittadini.

    L’impegno futuro dell’IdD è rappresentato da candidati sindaci accuratamente selezionati, persone competenti che da Primi Cittadini saranno capaci di fare la differenza e attuare quel cambiamento annunciato da tempo dal presidente De Pierro, che nei territori già si sta appalesando, ancorché gli eletti siano all’opposizione. A Casape a scendere in campo è Carlo Collarino, commissario della Squadra Mobile della Questura di Roma e personaggio emblematico del mondo sindacale della Polizia di Stato, prima col Siulp, poi con la Uil Polizia e ora con l’Usip. A sostenerlo una squadra di tutto rispetto in cui spiccano, tra gli altri ,il capolista Marco Zoppini, esperto informatico della Marina Militare, Antonio Steggi, vice segretario provinciale di Roma dell’Italia dei Diritti e noto esponente sindacale dell’Atac, la commercialista Maria Condrò, già consigliera del movimento a Sambuci, il vice responsabile per Tivoli e Guidonia Montecelio Enrico Pernié e Monica Persiani, cantante dello storico gruppo musicale Milk and Coffee. E proprio a Casape non passa inosservata una candidatura voluta fortemente da De Pierro, quella del candidato più giovane d’Italia, 18 anni appena compiuti. Si tratta di Christian Egidi, studente liceale e giovane promessa del calcio, militante nel Tivoli, il quale sogna di seguire le orme del già celebre calciatore della As Roma Nicola Zalewski, nato a Tivoli e cresciuto a Poli, comune che confina proprio con Casape. Egidi è il figlio di Monica Persiani ed è candidato con l’IdD anche a Camerata Nuova, dove sua madre guida al primo posto una lista che sostiene la candidatura a sindaca della nota pittrice e giornalista Ester Campese, responsabile provinciale di Roma per la Cultura e responsabile territoriale per il IX Municpio. E a Camerata Nuova è presente in lista anche qualcun altro dei candidati di Casape. Da Marco Zoppini ad Antonio Steggi, da Maria Condrò, a Enrico Pernié, da Massimo D’Offizi a Emanuele Di Gianfelice.

    A Casaprota, in provincia di Rieti, la candidata sindaca dell’Italia dei Diritti è Irene Pastore, di professione docente e titolare, nell’organigramma del movimento, dell’attribuzione mansionale di vice responsabile provinciale romana per la Scuola e l’Istruzione e responsabile territoriale per il XV Municipio. Capolista è l’attivissimo Giancarlo Villani, responsabile per il V Municipio di Roma, mentre scorrendo la lista ci si imbatte nell’infermiera in pensione Letteria Anastasi, nel giovane Emmanuele Di Leo, già candidato alle scorse elezioni comunali di Roma con un’ottima cifra elettorale,sebbene non risultato eletto, e in Manolo Bencivenghi, laureato in giurisprudenza e poliziotto presso l’Ufficio di Polizia di Frontiera di Fiumicino. A Nespolo il movimento punta su un candidato sindaco che è ormai una garanzia sotto il profilo della gestione amministrativa. Risponde al nome di Paolo Nanni e di professione fa il poliziotto presso la Polizia Stradale di Carsoli. E’ stato eletto con la lista Italia dei Diritti nel 2018 a Roccagiovine, dove è attualmente consigliere, insieme al presidente De Pierro, il quale nella circostanza era candidato a sindaco. Prima di approdare al movimento capeggiato dall’ex direttore di Radio Roma Nanni era già stato consigliere comunale.

    Piena soddisfazione è stata espressa da De Pierro, il quale ha sottolineato l’esponenziale incremento consensuale e di adesioni, che stanno facendo dell’Italia dei Diritti una realtà politica sempre più presente sul territorio.

    “Sono molto soddisfatto — ha esordito — dei risultati che il nostro movimento sta facendo registrare. Quotidianamente ci contattano cittadini, i quali, lamentando inefficienze amministrative, ci incoraggiano a continuare nella nostra azione politica. E finché una sola persona avrà bisogno del nostro ausilio, o quantomeno della nostra vicinanza, noi ci saremo. Qualcuno tra gli amministratori locali non gradisce la nostra presenza, ma con la maggior parte abbiamo un ottimo rapporto di collaborazione. C’è chi, qualche volta, ha cercato di ostacolarci con mezzi che francamente non esito a definire ridicoli e dilettantistici, da politicanti paesani, con una visione politica pressoché inesistente, in occasione delle elezioni amministrative. Sorrido di fronte a tutto ciò perché credo che abbiamo ampiamente dimostrato che il fatto di sedere, o meno, sugli scranni consiliari, è assolutamente ininfluente rispetto al dispiegamento di efficacia della nostra incessante macchina operativa. Lo era prima, ma lo è ancora di più ora che , da qualche tempo, abbiamo ufficializzato quella che abbiamo definito “opposizione ombra”. Siamo felici di avere ottenuto nei comuni del territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale 23 eletti, di cui 20 nella sola Valle dell’Aniene, e lo siamo ancora di più quando ci accorgiamo che molti sindaci e consiglieri apprezzano la nostra presenza ritenendoci un valore aggiunto. Ma il nostro fiore all’occhiello è rappresentato da un esercito, in continua espansione, di centinaia di consiglieri ombra, i quali tengono puntati i loro riflettori critici sull’operato delle amministrazioni, pronti a denunciare ogni inefficienza istituzionale, ma altresì a valutare positivamente le gestioni virtuose. In conclusione chi amministra bene non avrà nulla da temere, ma riceverà il nostro plauso. Se qualcuno non è in grado di mettere in atto un’azione gestionale soddisfacente dovrebbe avere il coraggio di rinunciare. D’altronde nessuno obbliga qualcuno a candidarsi. Se non lo farà dovrà rassegnarsi a subire la nostra disapprovazione, che giungerà puntuale e pungente. Siamo stufi di vedere i corpi collettivi in balia di incapaci, con gruppi di maggioranza composti da consiglieri che per l’intero mandato si limitano ad alzare la mano, a volte perfino inconsapevoli di cosa stiano votando, seguendo come scimmie ammaestrate gli ordini di scuderia. Sono quelle che io chiamo maggioranze di ‘figuranti’, che a volte, ancora peggio, seguono le indicazioni di chi, a sua volta non è idoneo ad amministrare adeguatamente gli enti a beneficio della collettività. E il nostro progetto, certamente ambizioso, ma non irrealizzabile, mira proprio a un ricambio in termini qualitativi di chi siede nelle assise consiliari”.