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  • Poggi continua a investire sul fotovoltaico

    Nella visione di un futuro sempre più sostenibile l’azienda bolognese ha ampliato la copertura fotovoltaica presso la sede di Castenaso (BO). Da inizio maggio la potenza nominale dell’impianto sfiora i 500 kWp per un totale complessivo di 1743 moduli

     

    La svolta green di Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A. non si arresta. L’azienda di bologna leader nella progettazione e produzione di organi di trasmissione, ha deciso di ampliare l’impianto fotovoltaico installato lo scorso inverno presso l’headquarter di Castenaso (BO), confermando una visione del business virtuosa in grado di conciliare il rispetto dell’ambiente con il conseguimento degli obiettivi di ricerca e sviluppo. A inizio maggio infatti, si sono conclusi i lavori della Siat Energy realtà di spicco del settore che ha curato lo sviluppo del progetto in tutte le sue fasi, dallo studio di fattibilità alla realizzazione tecnica. Nello specifico sono stati aggiunti 360 moduli da 285 wp, un upgrade che porta l’attuale impianto a una potenza nominale che sfiora i 500 kWp per una totale complessivo di 1743 moduli.

    Dopo i risultati del primo anno – commenta il presidente Andrea Poggi abbiamo capito come il fotovoltaico rappresenti un asset importante e strategico, in grado d’incidere positivamente sia sulla sostenibilità che sull’intera produttività aziendale. Per questo motivo abbiamo deciso con convinzione di procedere a un ulteriore ampliamento”. In effetti le performance registrate lo scorso anno, dal 13/03/2020 (entrata in esercizio)fino al 31/12/2020, sono state sono state di livello e hanno rispettato i valori attesi di progetto. L’energia prodotta è stata pari a 402.383 kWh con la riduzione di emissioni in atmosfera di 233,4 tonnellate di CO2, una cifra importante e che in maniera più efficace si può tradurre con l’immaginaria presenza di una piccola foresta di 30.470 alberi. Una foresta destinata sicuramente a crescere e a divenire sempre più fitta grazie a questo nuovo intervento.

     

    Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A. nasce nel 1958 grazie all’impegno e alla dedizione di Pierluigi Poggi, oggi portato avanti dai tre figli. Specializzata nella produzione di pulegge, rinvii angolari e altre soluzioni nel ramo degli organi di trasmissione come cinghie dentate e trapezoidali, produce elementi di fissaggio, giunti, pignoni e slitte per motori elettrici. Da oltre 60 anni viene apprezzata in oltre 40 paesi del mondo per il suo approccio innovativo e customizzato. Il ventaglio di servizi all’avanguardia proposto da Poggi è frutto di continue ricerche e sperimentazioni, di un accurato percorso di progettazione e produzione che assicura un prodotto innovativo, certificato e orgogliosamente made in Italy.

  • Vaccini in azienda, Poggi in prima linea

    L’azienda meccanica bolognese ha abbracciato con entusiasmo l’iniziativa promossa dal Governo in concerto con le parti sociali.

     

    Vaccinare i propri dipendenti è una scelta responsabile e concreta per contribuire alla ripresa del sistema economico nazionale e guardare al futuro con maggiore serenità. A una sola settimana dalla definizione dell’accordo tra Governo e parti sociali, la bolognese Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.a ha aderito con entusiasmo e forte motivazione alla campagna vaccinale promossa all’interno delle aziende. Nella sede di Villanova di Castenaso, dove da oltre 60 anni si progettano e producono organi di trasmissione di ultima generazione, la dirigenza si è già attivata per sfruttare una possibilità preziosa volta a tutelare non solo i propri dipendenti, oltre 50, ma anche a presidiare lo stato di salute e sicurezza dell’intera collettività. “Siamo orgogliosi e felici di essere in prima linea in questo progetto, – commenta Andrea Poggi, presidente dell’azienda – questa iniziativa rappresenta un tassello fondamentale per accelerare la campagna vaccinale nazionale e contribuire al contrasto di un’epidemia che ha innescato una crisi economica e sociale senza precedenti. Accogliere possibilità di questo tipo è un obbligo morale per ogni imprenditore e uomo che ha cuore il benessere delle generazioni presenti e future”.

    In casa Poggi l’attenzione per il sociale e la collettività rappresenta da sempre un impegno reale e capace di realizzarsi in progetti concreti. Si ricorda a questo proposito le diverse sessioni di tamponi offerti a tutti i dipendenti nel corso di questi mesi, ma anche i recenti investimenti in tema di sostenibilità ambientale. Nel 2020 l’azienda si è dotata di un moderno sistema fotovoltaico che ha ridotto l’emissione in atmosfera di 233, 4 tonnellate di CO2, una cifra importante che in maniera più efficace si può tradurre con l’immaginaria presenza di una piccola foresta di 30.470 alberi. Sulla stessa linea eco-friendly si inserisce la progettazione del packaging per accompagnare i prodotti durante il trasporto e lo stoccaggio. Anche in questo caso, l’impresa ha investito su materiali a basso impatto ambientale, personalizzabili e in gran parte riciclabili.

    Risorse umane e ricaduta positiva sulla collettività del proprio operato sono alcuni degli elementi che caratterizzano Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.a. come azienda socialmente responsabile, dove fin dalla sua costituzione nel 1958, persone e territorio sono sempre stati elementi in primo piano.

     

    Poggi Trasmissioni Meccaniche SpA nasce nel 1958 grazie all’impegno e alla dedizione di Pierluigi Poggi, oggi portato avanti dai tre figli. Specializzata nella produzione di pulegge, rinvii angolari e altre soluzioni nel ramo degli organi di trasmissione come cinghie dentate e trapezoidali, produce elementi di fissaggio, giunti, pignoni e slitte per motori elettrici. Da oltre 60 anni viene apprezzata in oltre 40 paesi del mondo per il suo approccio innovativo e customizzato. Il ventaglio di servizi all’avanguardia proposto da Poggi è frutto di continue ricerche e sperimentazioni, di un accurato percorso di progettazione e produzione che assicura un prodotto innovativo, certificato e orgogliosamente made in Italy.

  • Slancio e sviluppo in casa Varvel: pubblicato il Bilancio di Sostenibilità 2018

    L’ultima edizione del documento ufficiale reso disponibile dal Gruppo bolognese mostra il segno positivo della ricrescita. Tra gli ingredienti di successo della ricetta Varvel, innovative strategie di mercato, riduzione dei costi di produzione e incremento del fatturato estero.

    Valsamoggia (BO), 21 giugno 2019 – Come ogni anno, anche nel 2019 il Gruppo Varvel presenta la nuova edizione del Bilancio di Sostenibilità relativo all’andamento dell’anno precedente: il documento ufficiale – disponibile anche online sui siti istituzionali dell’azienda www.varvel.com, www.varvelusa.com e www.varvel.in – che analizza la struttura organizzativa e l’identità dell’azienda e ne evidenzia i principali driver di successo.

    Accanto alla disamina dei valori fondanti, della produzione e del mercato di riferimento, la recente edizione del Bilancio di Sostenibilità restituisce l’immagine di una società dinamica e responsabile, sottoposta alle curve di flessione del mercato ma capace di contrastarle e di ripartire con rinnovata forza e approccio innovativo.

    Prima testimonianza della rinascita dell’azienda è innanzitutto la percentuale del debito, calata dell’11% rispetto agli anni precedenti. “Un risultato estremamente incoraggiante, che dimostra una netta ripresa dello sviluppo e una scelta strategica vincente, fatta di innovazione, customizzazione, impegno sociale e valorizzazione delle risorse, umane ed energetiche” dichiara Mauro Cominoli, Managing Director dell’azienda.

    A incidere positivamente sul rendimento dell’azienda vi è però anche il margine operativo lordo EBITDA (Earnings Before Interest, Tax, Deprecation and Amortization), che ha raggiunto i 3 milioni di euro (9%) in linea con la media del settore.

    A dimostrazione dell’impegno di Varvel nella valorizzazione e nella creazione di un rapporto di lavoro consolidato con le proprie risorse umane, si osserva che quasi tutti i dipendenti (77 persone su 84, pari all’91,7%) risultano assunti con contratto a tempo indeterminato. Le quote rosa si assestano su percentuali significative, in un settore come quello meccanico, tradizionalmente appannaggio della forza lavoro maschile: rappresentano il 45% dell’organico complessivo e corrispondono a 38 unità. Con un’età media di 44 anni, i dipendenti del Gruppo Varvel beneficiano regolarmente di sessioni di formazione e aggiornamento: nel 2018 ne sono stati svolti 25, coinvolgendo quasi la metà della compagine lavorativa.

    La responsabilità sociale dell’azienda assume anche la forma del sostegno diretto ad associazioni benefiche, grazie a un programma di supporto continuativo rivolto nello specifico a tre ONLUS. Dal 2004 infatti il Gruppo Varvel destina un contributo fisso di 2 centesimi di euro per ogni prodotto venduto ad ANT (Associazione Nazionale Tumori), MSF (Medici Senza Frontiere) e UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia), intrecciando direttamente i propri risultati economici alla tutela di persone meno fortunate. In questi quindici anni sono stati erogati complessivamente 282.000 euro.

    Tra i principali driver di crescita, emergono alcune scelte strategiche in grado di imprimere una forte spinta alla produzione, ma anche all’ottimizzazione e all’efficientamento dei flussi produttivi. Una delle soluzioni messe in campo con quest’obiettivo è Dadistel, il sistema digitale di controllo della produzione nei reparti tornitura, fresatura, filettatura e rettifica diametrale. Non solo: in piena ottica Industry 4.0. il Gruppo sta per presentare il modello di ’”accelerazione di cambiamento” Varvel Mechnology System, che trasformerà l’azienda da “fabbrica di prodotti” a “fabbrica di competenze”, ponendo l’accento sul tempo e collocandolo al centro dei piani di sviluppo.

    Infine, il Bilancio di Sostenibilità 2018 evidenzia uno spostamento del fatturato verso l’estero. Se nel 2014 il rapporto era di 40-60 tra Italia e Paesi esteri, l’anno scorso il delta si è spostato ulteriormente, attribuendo il 34% del fatturato al mercato Italia e il 66% al corrispondente estero.

    L’incremento della commercializzazione estera ha contribuito significativamente al raggiungimento dei risultati aziendali.

    Il bilancio ufficiale del 2018, in relazione ai riduttori, è di 33,416 milioni di euro.

    Grazie alle filiali MGM-Varvel – Power Transmission Pvt Ltd (India) e Varvel USA LLC (Stati Uniti), alla potenza del network di distributori attivi sul territorio – dentro e oltre confine – e agli investimenti in materia di ricerca e innovazione tecnologica, il 2019 di Varvel è destinato a continuare il trend di crescita e successo.

     

    GRUPPO VARVEL

    Dal 1955 il Gruppo Varvel progetta e realizza sistemi di trasmissione di potenza impiegati in numerose applicazioni industriali, (packaging, sistemi di alimentazione per animali, soluzioni per l’automazione e il controllo degli accessi) e nei sistemi innovativi come i generatori eolici e gli impianti fotovoltaici. Grazie alla grande esperienza maturata in oltre sessant’anni di attività, una produzione di oltre 500.000 riduttori l’anno e un fatturato complessivo di circa 50 milioni di Euro, Varvel offre alla clientela un’ampia gamma di soluzioni standard e prodotti personalizzati per esigenze specifiche. L’intera gamma di prodotti è progettata e realizzata in Italia, a Crespellano (Bologna) dove Varvel ha la propria sede centrale. La quota export ha raggiunto il 66% grazie a due filiali (una in USA e l’altra in India) e una rete globale di oltre 100 partner commerciali.

    Ulteriori approfondimenti sono disponibili al sito www.varvel.com