Tag: Arte

  • “Searching for my Sheela” le opere di Giancarlo Marcali a Genova

    https://www.facebook.com/Spazio46diPalazzoDucale/photos/gm.286408455178619/323042808104734/?type=3&theater

     

    Venerdì 3 novembre alle ore 18.30 allo Spazio46 di Palazzo Ducale a Genova inaugura la personale di Giancarlo Marcali “Searching for my Sheela” a cura di Virginia Monteverde con la presentazione critica di Sara Taglialagamba.

    In mostra 11 opere, tra installazione, fotografia, scultura, video e performance rappresentano l’interpretazione di Marcali della Sheela na Gig, un progetto espositivo che nasce quasi un anno e mezzo fa durante un suo viaggio in Irlanda.

    Ad aprire la mostra la performance ideata dall’artista insieme alla poetessa Paola Turroni. I due artisti rivivono in chiave contemporanea la dualità che la Sheela incarna, la parte malvagia e punitiva convive con la parte protettiva e fertile. La poesia e il corpo sono il terreno in cui la dualità si manifesta e crea.

    Dal testo di presentazione di Sara Taglialagamba:
    “Classe ’63 e un talento fuori dall’ordinario che intreccia il passato con il presente, il design con l’arte, il dolore con la luce e viceversa, in un rimando ciclico continuo che è di per se ‘soluzione’ e ‘salvezza’, che è già di per se ‘medicina’ e ‘antidoto’, che è già di per se ‘cura’ e ‘rimedio’.
    Bellezza delle forme, sperimentalismo di varie tecniche, semplicità espositiva che servono ad esprime la sua chiarezza ed urgenza comunicativa. Ne consegue che attraverso l’accostamento tra il meglio dell’arte contemporanea e il meglio dell’arte classica Giancarlo Marcali voglia ricreare un colloquium dal sapore filosofico: un dialogo fatto di confronti e di rimandi di significato morale che si richiamano a vicenda, travalicando i limiti rigidi imposti dal tempo e dallo spazio, aiutandosi a porre interrogativi e paradossalmente fornendo risposte, interpellando il subconscio e fornendogli molteplici chiavi di lettura e soluzioni.
    È in questa eccezione che anche la Sheela na gig, femmina sacra dotata del potere della creazione, può simboleggiare quindi l’unità e l’androgino primordiale, la totalità del tutto, l’infinito, l’eternità. Ed ancora, il tempo ciclico, l’eterno ritorno, l’immortalità e la perfezione, mantenendo inalterata la potenza della sua immagine legata in origine al culto della Grande Madre e astutamente poi adottata con il passare del tempo dai luoghi di culto religiosi.”

    La mostra “Searching for my Sheela” rimarrà aperta fino al 25 novembre e sarà visitabile dal martedì alla domenica dalle 15.30 alle 19.00
    Ingresso libero
    info:[email protected]

    Giancarlo Marcali è nato a Richterwil (Svizzera) nel 1963, sviluppa la sua ricerca artistica in un percorso di ricerca dell’attimo doloroso.
    I suoi studi partono dal Diploma di Maturità linguistica presso Istituto Paci, Seregno, poi il Laboratorio di arti visive presso la Scuola d’arte, Pavia, per infine laurearsi in Arti aborigene e culture delle isole del sud Pacifico presso New South Wales University, Sidney, Australia.
    Le sue opere sono state presentate in sedi private e pubbliche in Italia e all’estero.

    Paola Turroni – poeta e performer. Ha pubblicato: Animale (Fara Editore, Rimini), Due mani di colore (Medusa Editore, Milano), Il vincolo del volo (Raffelli Editore, Rimini) di cui una selezione è uscita tradotta in inglese per la rivista americana “How2”, Il mondo è vedovo (Carta Bianca, Bologna). Ha al suo attivo reading e performance in diverse città su tutto il territorio nazionale. Nel 2004 e nel 2008 è stata invitata al Festival Internazionale di Poesia di Malta. Un’installazione de Il Mondo è vedovo è stata invitata alla 54° esposizione di arte contemporanea di Venezia, nel Padiglione della Repubblica di San Marino.
    Insieme a Marcali partecipano a Hai paura del buio degli Afterhours nel 2013 e lavorano insieme nella performance Et nos cedamus amori nel 2014.

    inaugurazione venerdì 3 novembre ore 18.30
    dal 3 novembre al 25 novembre

    Spazio46 – Palazzo Ducale
    Piazza Giacomo Matteotti 9 (16123) – Genova

    orari:
    da martedì a domenica dalle 15.30 alle 19.00
    Ingresso libero

    info:
    [email protected]
    www.artcommissionevents.com
    +39 0108986052

    video promozionale

  • Brerart 2017 – arte contemporanea al quartiere Brera

     

    Brerart 2017 : Martedì 24 Ottobre 2017, alle ore 11.30, presso CAM Garibaldi, Corso Garibaldi 27, Milano, si terrà la Conferenza Stampa e l’ Inaugurazione di Brerart 2017.

     

    L’Associazione Cibartisti , Tao B e DA.RI Srl, in collaborazione e con il Patrocinio del Municipio 1 del Comune di Milano, organizzano la 5° Edizione di Brerart.

     

    Brerart è una mostra  d’arte contemporanea diffusa nel quartiere di Brera che, con una serie di iniziative artistiche, anima il quartiere con l’arte in location non convenzionali.

    Il tema della manifestazione di quest’anno è “IL FUOCO”.

    Gli artisti sono stati stimolati a realizzare delle opere/performances inerenti al leitmotiv.

    Brerart nasce dall’idea che Milano, oltre che Capitale del Design e della Moda, dovrebbe esserlo anche dell’ Arte, in tutte le sue forme di espressione, e questa manifestazione vuole essere il seme che porterà la città ad appropriarsi di questo titolo che gli spetta.

    Conferenza Stampa :

    Alla tavola rotonda della conferenza stampa parteciperanno come relatori :

     

    – Fabio Arrigoni ( Presidente Municipio 1 Comune di Milano )

    – Elena Maria Grandi ( Vice Presidente Municipio 1 Comune di Milano )
    – Luca Foschi ( Assessore alla Cultura Municipio 1 di Milano )
    – Oddone Sangiorgi ( Curatore Brerart e Titolare Dari Srl )
    – Roberto Luise ( Organizzatore Brerart, Presidente Cibartisti, e Titolare TaoB )
    – Paolo Gallizzioli ( co-fondatore Associazione Cibartisti )

    – Renato Lombardo (Ideatore e direttore Artistico MILANO OFF – F.I.L. Festival )

     

    Interverrà l’ attrice Giulia Melis interpretando un testo redatto da Paolo Galizzioli sul tema della manifestazione.

    Le meravigliose creazione di Pandry, di Paola Fonda, saranno esposte all’interno del CAM Garibaldi . I Cibartisti e Pandry insieme per promuovere “l’ eccellenza italiana” che trova voce immancabilmente nell’ Arte e nel Cibo.

    A seguire vi sarà una Performance Live  dello Street Artist Gattonero e si potranno degustare dei prodotti di MGM sul tema dell’evento, il Beverage sarà messo a disposizione da Fonte Plose, che delizierà i presenti con i suoi succhi e le sue acque che si sposano alla perfezione con i migliori piatti della cucina tradizionale e internazionale, esaltandone i sapori e accompagnandosi con armonia agli aromi dei grandi vini come quello dell’azienda 900 che sarà possibile degustare e  apprezzarne l’esplosione fruttata che lo rende unico. Nel Chiostro Bramantesco sarà esposta la cucina mobile dell’azienda Foster.

     

    Per accedere alla Conferenza Stampa è necessario accreditarsi a : [email protected]

    Programma :

    Il programma per la settimana dal 24 al 29 Ottobre di Brerart2017 prevede :

     

    – Dal 25 al 29 Ottobre Mostra collettiva dell’ Associazione Cibartisti sul tema del Fuoco

    presso il Cam Garibaldi.

    Gli artisti che prenderanno parte sono : Anne Alexandre Bacchetta,  Cinzia Bianucci,

    Margherita Caliendo, Claudio Carli, Lia Fantoni, Gattonero, Cesare Gozzetti, Giuliano

    Grittini, Killer, Ada Nori, Maurizio Pracella, Alberto Strano, Fabrizio Tedeschi e

    Valentinaki. Durante l’ inaugurazione vi sarà un percorso osmico, sul tema della

    manifestazione, che immergerà i presenti in un mondo onirico, realizzato grazie a

    Oikos Fragrances . La sera del  26 Ottobre, nel chiostro bramantesco del CAM Garibaldi, si

    svolgerà una performance dello Street Artist Gattonero in abbinamento allo Chef Massimo Manfredi e una Performance teatrale dell’ attrice Francesca Vitale che fa parte di MILANO OFF – F.I.L. Festival.

    – Dal  24 al 29 Ottobre presso la Location À LA FOLIE, Via Statuto, 16 Milano vi sarà la mostra

    del pittore serbo Mihailo Beli Karanovic e del maestro pasticcere Alessandro Servida.

     

    – Dal 24 al 29 Ottobre presso Il Gruppo Culturale Artisti di Via Bagutta, Corso Garibaldi 17 Milano,  si potrà vedere una mostra degli artisti facente parte della’ Associazione.

     

    – Dal 24 al 29 Ottobre presso Cape Best, Corso Garibaldi 44 Milano, si svolgerà la mostra

    personale dell’artista sudafricano Nicholas Marc Bowditch. Il 25 Ottobre dalle 18.00, ci

    sarà l’inaugurazione della mostra con degustazione di vini e marmellate/confetture

    sudafricane.

     

    – Dal 24 al 29 Ottobre presso Casa Brera, Piazza San Marco 3 angolo Vicolo Piero Manzoni

    Milano, si terrà la mostra personale dello street artist cibartista Gattonero, il tema del Fuoco

    sarà enfatizzato dalla presenza di un diffusore di Oikos Fragrances. Il 26 Ottobre dalle

    18.00,  Gattonero realizzerà una Performance Live in abbinamento allo Chef  Massimo

    Manfredi presso CAM Garibaldi.

     

    – Dal 24 al 29 Ottobre presso Foster, Via San Marco 12 Milano, vi sarà la mostra personale

    dell’artista Anne Alexandre Bacchetta, , il tema del Fuoco sarà enfatizzato dalla presenza di

    un diffusore di Oikos Fragrances. Il 24 Ottobre alle 19.30 si svolgerà la presentazione della

    mostra della bravissima artista cibartista, a seguire ci sarà la prima, delle quattro date dei

    corsi di cucina “ Cucinando con Foster”, le altre date saranno il 7 e il 21 Novembre e il 5

    Dicembre.

     

    – Dal 24 al 29 Ottobre presso Galleria Amy D, Via Lovanio, 6 Milano, ospiterà la mostra

    Personale di Mariella Ghirardani.

     

    – Dal 24 al 29 Ottobre presso Herman Miller, Corso Garibaldi 70 Milano, si svolgerà la

    mostra personale “ The artifact is the mirror of the soul ” del famoso artista Alessandro

    Giusberti, il tema del Fuoco sarà enfatizzato dalla presenza di un diffusore di Oikos

    Fragrances Il 26 ottobre ore 18.00 si terrà la presentazione della mostra con Buffet.

     

    – Dal 24 al 29 Ottobre presso Il Cirmolo, Via Fiori Chiari 3 Milano, ci sarà una mostra

    personale dell’artista Alberto Zamboni.

     

    – Dal 24 al 29 Ottobre presso Il Piccolo, Via Delio Tessa 1 Milano, si terrà la mostra personale

    dell’artista cibartista Cinzia Bianucci, il tema del Fuoco sarà enfatizzato dalla presenza di un

    diffusore di Oikos Fragrances.

     

    – Dal 24 al 29 Ottobre presso Le Rosse, Corso Garibaldi 79 Milano, si svolgerà la mostra

    personale di Giuliano Grittini. Il 26 Ottobre dalle 18.30, ci sarà una degustazione dei succhi

    e thé bio di Fonte Plose, per nutrire lo spirito, come nella migliore tradizione del thè, e il

    corpo, grazie all’utilizzo di materie prime basate sulla migliore frutta bio.

     

    – Dal 24 al 29 Ottobre presso Trattoria del Corso, Corso Garibaldi 12 Milano, sarà presente

    un’opera dell’artista Noemi Maimone.

     

    Dal 24 al 29 Ottobre 2017 nel Quartiere di Brera

  • “Arte, Vino e Poesia” in scena il 30 ottobre a Varedo in occasione dell’Open Day “Waiting for Christmas” di Ristopiù Lombardia

    Varedo, 20 Ottobre                    Cresce l’attesa per l’evento “Arte, Vino e Poesia”, che si terrà lunedì 30 ottobre presso la sede di Varedo (Via Monte Tre Croci 5) di Ristopiù Lombardia, l’azienda guidata dal Presidente Giuseppe Arditi e specializzata nella distribuzione di prodotti Food & Beverage per il canale dei bar e dei ristoranti.

    L’emozione è assicurata perché per la prima volta un evento dedicato alla contemplazione della parola nella sua declinazione poetica si incrocia perfettamente con le iniziative di business dedicate a un Open Day professionale, nel quale gli operatori scoprono e acquistano le novità di prodotto dedicate al Natale.

    Per permettere al più alto numero di persone di organizzare al meglio la visita presso Ristopiù e la contestuale presenza all’evento poetico, quest’ultimo verrà proposto in une momenti: la mattina (dalle 9,30 alle 12), oppure il pomeriggio (dalle 15 alle 17,30).

    Molto nutrito il numero di ospiti che si alterneranno sul palco e che saranno coordinati da Donatella Rampado, Direttore Risorse Umane Ristopiù Lombardia e scrittrice, prima in Italia ad aver portato la metodologia di SelfBrand.

     

    La presentazione del libro a firma Angioletta Masiero

    Ad aprire i due appuntamenti sarà la poetessa Angioletta Masiero, che proprio in questa occasione presenterà in anteprima il suo libro “Vino e Poesia”, raccolta di testi poetici la cui prefazione è curata da Brunello Gentile, noto scrittore e poeta padovano; la postfazione è invece dell’architetto, poeta, scrittore e presidente di diversi concorsi poetici Rodolfo Vettorello. La copertina – che reca il logo Ristopiù Lombardia – è stata creata dal celebre architetto e artista Francesco Lucianetti, ideatore anche delle illustrazioni presenti all’interno della raccolta.

    Dopo la presentazione del libro di Masiero, si aprirà una tavola rotonda alla quale parteciperanno il già citato Rodolfo Vettorello, Max Marra (artista multidisciplinare), Rita Iacomino (scrittrice e presidente di concorsi letterari internazionali), Adriana De Carvalho Masi (scrittrice), Lia De Martin (Presidente dell’associazione Clan Vendurin), Giuseppe Liessi (enologo e produttore di vini).

     

    Una degustazione per tutti i presenti

    Sia la sessione di lavoro del mattino che quella del pomeriggio si concluderanno con una degustazione enogastronomica, a cura di Chef Ruggero De Lazzari dell’Academy Ristopiù Lombardia: i presenti potranno assaporare, con tutti e cinque i sensi, la maestria di raffinati connubi di vino e cibo.

    La degustazione prevede l’assaggio di un Sauvignon Toscano Ateneo in abbinamento a una Mousse tiepida di patata viola e piovra & Tempura di verdure; di un Metodo classico Intrigante con una Mini quiche con broccoli e patate & Fiori di zucca ripieni al formaggio; di un Nobile di Montepulciano Icario con Crostoni di pane azimo con selezione di salumi abruzzesi.

     

    “Non abbiamo voluto – spiega il Presidente di Ristopiù Lombardia, Giuseppe Arditi – trascurare nulla. Questi due eventi saranno un omaggio alle arti e a quel mondo meraviglioso che è l’enogastronomia, al quale dedichiamo ogni giorno il nostro impegno come operatori del settore Horeca. Poter ospitare, direttamente in azienda, queste incredibili persone è per noi un onore e motivo di vanto e orgoglio. Ritengo personalmente che un imprenditore e un’impresa debbano farsi carico e sostenere la cultura come mezzo di comunicazione elevato e strumento di pace. Confido che l’Open Day, grazie anche ai poeti e agli ospiti che hanno confermato la loro presenza, possa essere ricordato come una tavola rotonda fra amici”.  

     

    I posti sono ad esaurimento. Per prenotarsi è necessario scrivere a: [email protected] oppure chiamare il numero 0362 5839200 (chiedere di Anna Esposti).

  • Il made in Italy come non lo avete mai visto

    Il nuovo blog di Maria Laura Berlinguer

    Il sito web http://www.marialauraberlinguer.com Stile Italiano, on line dall’inizio di settembre ha già un record di visualizzazioni. Il blog fa scouting di oggetti di design, di accessori particolari, racconta storie di moda e propone case eleganti in vendita. Setaccia l’altra Italia, quello dello stile, che non “appare” ma fa parte della nostra cultura.

    Maria Laura Berlinguer è nata in Sardegna, vive a Roma e porta sempre con sé il profumo del mirto e dell’elicriso, il colore del mare di Stintino e le notti stellate. Attenta osservatrice, curiosa e accanita lettrice, all’età di cinquanta anni ha sentito che doveva voltare pagina e ha lasciato un lavoro sicuro per seguire il suo istinto e creare il blog. Un cambio radicale, non facile.

    Oggi scopre prodotti italiani di stile e di qualità e attraverso il suo blog – un salotto dei talenti – li promuove in Italia e all’estero. Questo salotto rispetta il suo modo di vivere, il desiderio continuo di circondarsi di cose belle, mescolare in modo armonioso oggetti di grande valore con elementi o capi meno blasonati, ugualmente belli e mai banali. Siamo in Italia: l’eleganza è parte della nostra cultura.

    Per fare tutto questo gira l’Italia, incontra, conosce e parla con persone di grande talento. Scopre donne e uomini che con il loro lavoro sfidano le omologazioni e la ripetitività. Persone che con abilità e passione italiane curano pezzi unici e originali. Imprenditrici e imprenditori – artigiani e stilisti – che con coraggio portano avanti idee, esigenze e sogni. Di tutte le età. In breve “Scopre il Made in Italy”.

    Da segnalare la parte case Italiane con la quale Maria Laura seleziona case di stile. Sì, le nostre case sono speciali. Per noi italiani la casa è per sempre. Almeno nel cuore. Grazie alla collaborazione con eccellenze nella selezione e ristrutturazione immobiliare, nel sito si possono scoprire e vivere le case più belle d’Italia. Dimore d’epoca dal fascino aristocratico, piccole case gioiello sui tetti delle città d’arte, splendide ville nella campagna italiana.

    Nelle sue case puoi sorseggiare un ottimo vino ammirando i cigni planare sul lago, sognare guardando le vele di una barca che si allontana dalla costa o riposare sotto un albero di limoni ascoltando il canto delle cicale. Queste sono le ambientazioni dove lo staff cerca le case di stile che potranno essere la tua casa per una vacanza o per sempre se le acquisterai.

    La terza categoria del blog parla di stile di vita, stile italiano ovviamente. L’Italian Style, l’ambito e desiderato Stile Italiano, non è solo moda e design ma anche e soprattutto un modo di vivere che va dall’alimentazione alla cura nel vestire e all’attenzione nell’arredare la casa. La maggior parte degli italiani ha un innato senso estetico. Soprattutto dopo i 45 anni quando la consapevolezza di sé e delle proprie radici si traduce in un modo di vivere… un modo di vivere all’italiana! Lo stile di vita italiano ha le radici nella storia e nella cultura del nostro paese.

    Per qualsiasi informazione [email protected]

    www.marialauraberlinguer.com stile italliano, made in Italy, case italiane 3.jpg

  • Arte in Baviera – Nuovo Studio Roberto Piaia

    Scultura e Pittura dall’Italia alla Germania

    Roberto Piaia pittore e scultore, primo al mondo a creare la forma a “spirale vuota” nell’Arte, inaugura venerdì 20 ottobre 2017 alle ore 19.00 il suo nuovo studio in via Nebelhornstr 2 a Mindelheim, città nella Bassa Algovia, Germania.

    Questo luogo, privo da ogni frenesia e ricco di magiche testimonianze storiche, offre all’artista il giusto ambiente per esprimere al meglio il suo talento.

    In Toscana a Pietrasanta, il maestro ritorna spesso per scolpire le sue sculture in prezioso Marmo di Carrara, Resina e per le fusioni di Bronzo nelle rinomate fonderie della città. Per dipingere e vivere gran parte dell’anno in questa meravigliosa cittadina medievale, la scelta è avvenuta sia per amicizie tedesche di lunga data, sia per il sostegno e l’occhio di riguardo che la grande Nazione della Germania dedica a qualsiasi espressione artistica.

    Nelle sale espositive dello studio di 100 mq., sono esposte le ultime creazioni di Piaia.

    I Quadri, tutti prettamente dipinti olio su tela con la tecnica ideata dal maestro e denominata Assurfivo.  Ass. sta per astratto, Sur. per surreale, sogno, Fivo per figurativo, iperrealismo. La fusione delle tre correnti artistiche e i vari passaggi di velature a olio sono difficili nella realizzazione, ma risultano opere preziose e uniche nell’effetto finale.

    Le Sculture, realizzate utilizzando il marmo statuario, resina e fusione di bronzo con il procedimento della cera persa, le statue, sono create con il volto, le mani e i piedi, dove spicca l’abilità esecutiva classica di Piaia.

    L’innovazione in prima mondiale consiste nella creazione del corpo: la struttura del suo volume è costituita da una doppia elica che si avvita su se stessa; l’effetto visivo è quello del pieno che attraverso una spire ne sottolinea le forme, mentre il vuoto appare all’improvviso lasciando spazio all’immaginazione

    Si tratta di un lavoro molto difficile, tentato da molti ma mai realizzato, caratterizzato da uno studio preciso dei pieni e dei vuoti, giocato in un equilibrio materico perfetto che non abbisogna di alcun supporto.

    Queste statue si avvalgono di stranezza della percezione, della prospettiva, e sembrano impossibili da realizzare nella realtà, inoltre, ci riportano alla forte componente matematica del maestro cui Piaia si è ispirato: Maurits Cornelis Escher, incisore grafico olandese 1898-1972.

    Solamente una grande esperienza compositiva e una profonda conoscenza della materia, hanno permesso a Roberto Piaia, dopo anni intensi di ricerca e studio, attraverso disegni, bozzetti e olii su tela con i corpi delineati a spirale, a realizzare le sue creazioni.

    Inaugurazione ufficiale venerdì 20 ottobre 2017 ore 19.00

    Inaugurazione aperta al pubblico sabato 21 ottobre dalle ore 15.30 alle 19.00

    Studio d’Arte Roberto Piaia

    Nebelhornstr. 2 87719 Mindelheim – Germania

    Telefon: +49 8261 7089916 Fax: +49 8261 7088957

    +49 152 04668467 M.Ita: +39 339 2064275

    e-mail:   [email protected]   www.robertopiaia.com

    L’artista è lieto di ricevere visite nel proprio studio tutti i giorni, previo appuntamento telefonico.

    Il vino durante il Vernissage è offerto da Romeo e Petra Exener “ Vom Fass Mindelheim” e dall’Azienda Vitivinicola “Il Colle”.

    La degustazione è l’ottimo Prosecco dell’Azienda Vitivinicola “Il Colle” situata nel cuore del territorio della produzione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Dogc, Italia.

  • Visioni Estatiche: in mostra a Milano l’arte che suscita l’estasi

    La Galleria Francesco Zanuso, in Corso di Porta Vigentina 26 a Milano, presenta Visioni Estatiche, la collettiva a cura di Andrea Zucchi e Franco Luppis. L’inaugurazione si terrà Mercoledì 11 ottobre 2017 alle ore 18. 


    “La grande arte è fatta per suscitare, creare l’estasi.
    Più fine la qualità di questa estasi, più fine l’arte.
    Solo l’arte minore si contenta del piacevole.” — Ezra Pound


    In mostra ci saranno le opere di: Pedro A.H. Paixão, Massimiliano Alioto, Dario Arcidiacono, Felipe Cardeña, Marco Cingolani, Alberto Di Fabio, Leonida De Filippi, Gillo Dorfles, Tamara Ferioli, Jacopo Foggini, Giovanni Frangi, Svitlana Grebenyuk, Matteo Guarnaccia, Marc Vincent Kalinka, Massimo Kaufmann, Franco Luppis, Paolo Manazza, Alessandro Mendini, Fulvia Mendini, Moebius, Matteo Montani, Anna Muzi Falconi, Marco Petrus, Francesco Polenghi, Marzio Rusconi Clerici, Fabio Volpi (Dies_), Andrea Zucchi e Cino Zucchi.


    VISIONI ESTATICHE
    L’Estasi, dal greco ex-stasis, uscir fuori di sé, è un esperienza della psiche umana, forse rara, ma di cui si trova ampia testimonianza in quasi tutte le culture del mondo, dai riti dionisiaci ai Santi padri del deserto, dagli asceti indiani ai dervisci danzanti, dai viaggi sciamanici alla psiconautica contemporanea.
    In questo stato di coscienza il senso dell’io si dissolve in qualcosa di più grande, se non di immenso; la Natura, il Cosmo o Dio. È un’esperienza di disgregazione e di espansione che non può essere comunicata con il linguaggio ordinario. Talvolta può impregnare la prosa spesso oscura e metaforica dei mistici, ma è solo nell’arte, nella poesia, nella musica o nella danza che il senso di fusione con il Tutto può in qualche modo riverberarsi in una forma di linguaggio più piena e compiuta. In un’opera d’Arte, i molteplici elementi che la compongono vengono percepiti all’interno di una struttura unitaria, che è l’opera stessa.
    Cogliere, o meglio contemplare, questa unificazione del molteplice, può suscitare nello spettatore una intensa emozione estetica.
    E l’Estetica può divenire così un portale per l’Estatico.
    A questo tema verrà dedicata una gioiosa mostra collettiva VISIONI ESTATICHE, a cura di Andrea Zucchi e Franco Luppis, che si terrà dall’11 al 26 ottobre presso la Galleria Francesco Zanuso in Corso di Porta Vigentina 26 a Milano.
    Gli artisti invitati a partecipare pur provenendo da ambiti diversi, anche generazionali, sono accumunati secondo i curatori, da una ricerca spirituale autentica ed originaria in sintonia con gli strati profondi della loro anima. E che nella maggior parte dei casi sono approdati a un linguaggio figurativo molto rarefatto o esplicitamente astratto.
    A latere della mostra, Franco Luppis, proporrà di fondare il Circolo Psichedelico Milanese, una psichedelia 2.0 che superi gli aspetti più distruttivi e tossici degli anni 60, per ricercare un approcio laico e libertario all’esperienza dell’estasi, sulla scorta del libro “La Mente Estatica” di Elvio Facchinelli.


    L’esposizione si potrà visitare fino a giovedì  26 ottobre, da lunedì a venerdì fra le 15:00 e le 19:00.  Sabato le visite potranno essere effetuate solo su prenotazione telefonando al numero 3356379291 o mandando una mail a [email protected]


    catalogo in galleria


    galleriafrancescozanuso.com

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  • Le opere di Roberto Piaia “volano” a New York

    Statue e dipinti nella grande mela

    Amsterdam Whitney Gallery, conosciuta come una “tra le più belle Gallerie del Chelsea New York City”, è lieta di presentare e far brillare i riflessi delle emozionanti opere d’arte di Roberto Piaia. In una mostra dal fascinoso titolo “Halloween Masquerade”.

    Inaugurazione sabato 14 ottobre 2017 dalle 15.00 alle 17.00.La mostra nel Museo-Galleria è aperta dal 6 ottobre al 7 novembre 2017.

    Chelsea-New York City, è l’epicentro del mondo dell’arte internazionale.La grande mela offre innumerevoli possibilità a un artista come Piaia capace di creare opere particolari, innovative, come la forma della “spirale vuota” delle sue sculture.

    Il Comitato Critico della prestigiosa Amsterdam Whitney Gallery, è rimasto fortemente impressionato visionando le opere di Piaia, e hanno proposto al maestro di entrare a far parte della loro famosa “Famiglia di Artisti”.

    L’esperienza con Amsterdam Whitney Gallery inizia con la mostra collettiva “Halloween Masquerade”.

    Sono esposte per l’occasione cinque opere di Piaia: un Bronzo, una resina e tre dipinti olio su tela. Di seguito, le opere saranno esposte nella vetrina del sito della Galleria.

    Le statue di Piaia si apprezzano per la leggerezza e l’armoniosità plastica che, contrapponendosi ai tipi di materiale utilizzati, rendono l’oggetto unico e quasi diafano, l’invisibile diventa visibile in un gioco di illusione visiva dove, dai vuoti, appaiono le forme perfette del corpo rappresentato.

    Il comitato critico Amsterdam Whitney Gallery scrive nella critica: Georges Braque ha dichiarato: “Il colore agisce contemporaneamente alla forma, ma non ha nulla a che fare con la forma”.

    Esplorando la relazione tra colore e forma nelle opere del pittore e scultore Roberto Piaia, specializzato nella silhouette umana, crea colmando il passato e il futuro combinando sapientemente le classiche convenzioni artistiche e gli stili con elementi decisamente moderni.

    Le icone e i segni delle parti nelle opere di Roberto Piaia, sono immerse in modelli audaci, colori vivaci e sagome audaci. La sua estetica unica, sovrappone personaggi pensierosi e realistici in scenari o posa drammatici.

    Profondamente emotivo, il maestro Piaia, crea figure viscerali che intrigo l’occhio, mentre le forme femminili pulsano con la vita, celebrando l’armonia della luce e del colore.

    La sapienza, la vulnerabilità e la forza aumentano la matrice nel carattere interiore di ogni figura, poiché le sue potenti sculture e dipinti offrono una sintesi totalizzante e fresca nel cuore.

    Infuso di elementi espressionisti, il maestro Piaia cattura una visione intima dell’anima umana, in quanto le sue composizioni figurative vengono provocate con una potente e emozionante dignità.

    «La poetica espressionista delle opere di Piaia enfatizzano l’Iconografia femminile risaltandone l’essenza artistica, la loro vita, ed esplorando la spontaneità e il dramma delle donne nel mondo.

    L’intensità visiva e il dramma psicologico nella superba scultura in resina “Genesi”, rivela una prospettiva romantica senza tempo e cattura appassionatamente l’eccitazione e la viscerale mistificazione della sagoma femminile.

    Le pennellate appassionanti dei dipinti, creano una visione artistica sensuale e unica in “Riflessioni del Passato”. Con lucidità irradia un punto di vista artistico poetico. Abbiamo apprezzato il viaggio visivo con la sua composizione lirica e convincente che riflette la tua sensibilità nel percepire realtà invisibili.

    Il tuo insolito “Riposo in Assurfivo” riverbera con potenti fasci di luce che interagiscono con vibranti combinazioni tonali, in quanto, è giustapposta con una prospettiva superba, mentre seducente rivelando l’alletta della mistica femminile.

    La tua scultura imponente “Mudra” fa tesoro dell’essenza Femminile, con il suo eterno simbolismo visivo che incarna un messaggio senza tempo offrendo una narrazione potente e sensibile.

    Vi salutiamo sui tuoi intriganti Ritratti e Sculture Femminili che trasmetteranno l’invisibile all’interno della visione della Persona Femminile e sfruttano l’essenza dell’esperienza emotiva e fisica delle donne con una profonda sensibilità.

    (altro…)

  • Galleria Berga inaugura la mostra “Paolo Giaretta – Settembre”

    Venerdì 22 settembre alle ore 18.00 la Galleria Berga inaugura la mostra Settembre dell’artista Paolo Giaretta.

    Dolci e malinconiche, il pittore scledense staglia le sue figure verso un orizzonte dai mille colori. Distintamente percepibili da lontano, queste opere da vicino raccontano una storia più astratta: ciò che prima era una persona, ora è un’ombra, sfumata ed evanescente nel dipinto.

    In ogni sua tela, l’artista narra una storia, condivide un ricordo, rappresenta un pensiero: guardare un quadro di Paolo Giaretta significa immedesimarsi in un suo racconto.

    Mirabile è l’uso del colore, vero cuore della rappresentazione, dai tratti romantici e delicati. Ogni tonalità viene utilizzata dalla mano sapiente dell’artista, che con morbidezza lega l’arancio all’azzurro, il giallo al grigio.

    Dopo un inizio nel 1978 con la galleria ART2 di Città di Castello (PG), Paolo Giaretta allestisce con regolarità esposizioni sia in Italia che all’estero. Importanti sono le collaborazioni con la Piccola Galleria di Asolo e Bassano e con la Galerie-Vendôme di Parigi, con la quale lavora da più di dieci anni.

    Dal 22 Settembre al 12 Ottobre 2017
    Inaugurazione: 22 Settembre 2017, ore 18.00.
    Luogo: Galleria Berga, Contrà Porton del Luzzo, 16, Vicenza – www.galleriaberga.it[email protected]
    Orari: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì 16.30 – 19.30, sabato su appuntamento

  • “Il pozzo più profondo. Le indagini dell’ispettore Soriano” da oggi in libreria

    Un giallo avvolgente ambientato nella Sicilia più autentica

    Sul filo della storia e della cronaca, dove la penetrazione al Nord delle mafie affonda le radici nella Guerra, muore Damiano, figlio del boss Ciccio Zagallo.  Negli stessi giorni scompare Emanuele, un ragazzo tranquillo. Sono due eventi indipendenti e casuali o qualcosa li collega? L’impegno civile della vittima e la figurina di un calciatore dell’Atalanta degli anni Sessanta sono dei validi indizi?
    A dipanare l’intrigata matassa è l’ispettore Soriano. Inizia così la ricerca, tra le pieghe della Storia, di un assassino forse seriale… ma sarà la direzione giusta?
    Giuseppe Tramontana, siciliano, insegna in un Liceo di Padova. Autore di saggistica storica e filosofica collabora con alcune riviste online.
    Tra le opere pubblicate ricordiamo La storia obliqua, Messina, 2009 Sottile è  il pensiero, Arezzo, 2012 e, per Leucotea, Il giorno della maturità.
    http://www.edizionileucotea.it
  • Damast e Vifra sostengono l’arte a Palazzo delle Stelline.

    Le aziende di Invorio sono sponsor di “Alfabeto Segnico”, un evento che coinvolge Italia e Spagna con quattro artisti di generazioni differenti impegnati nella ricerca semiotica del valore che si cela al di là dei segni della realtà sensibile.

    La mostra, curata da Alberto Fiz, promossa e prodotta dalla Fondazione Stelline di Milano e dal Centro arte moderna e contemporanea di La Spezia, si prefigge, attraverso le opere di Sergi Barnils, Giuseppe Capogrossi, Achille Perilli e Joan Hernandez Pijuan, lo scopo di indagare i processi di decodifica, e quindi di comprensione, della realtà contemporanea, che si esprime mediante un codice linguistico in continua evoluzione.

    Ho accettato con entusiasmo la proposta di sostegno ad un’iniziativa artistica volta ad indagare il rapporto tra significante e significato – dichiara Concetta Mastrolia, AD di Damast – innanzitutto perché credo fermamente nel ruolo sociale dell’impresa ed anche perché, dopotutto, l’acqua, che è al centro del nostro modello di business, è, al tempo stesso, forma e sostanza e grazie alla sua fluidità riempie ogni spazio divenendo espressione del contenitore”.

    L’inaugurazione della rassegna è fissata per giovedì 14 settembre alle ore 18.30 presso la sede di Fondazione Stelline in Corso Magenta 61 a Milano e sarà visitabile a Milano dal 15 settembre al 29 ottobre e a La Spezia dal 04 novembre al 7 gennaio 2018.

     

    www.damast.it

    Damast.
    Sistemi Funzionali per la Doccia

  • Sulle Orme di Francesco

    Sulle Orme di Francesco Noi e il Creato è un ampio progetto a durata biennale, organizzato dal Comitato Jerusalem Varallo, che fonde arti, immagini, parole e riflessioni in un caleidoscopico cammino che unisce idealmente Varallo Sesia ad Orta sulle tracce dalla struggente spiritualità della parabola francescana, vivida d’attualità.

    Tanti saranno gli eventi in calendario per Sulle Orme di Francesco, dall’inaugurazione il 15 Settembre 2017 a Varallo sino alla chiusura a Giugno 2018, che eviscereranno il complicato ed affascinante rapporto Uomo/Ambiente/Spiritualità: Sarà un percorso poliedrico ed intenso accompagnato dalla Grazia fluida dell’Arte.

    Sarà l’occasione di unire l’Arte, con il progetto artistico “Graffiando Cielo e Terra” itinerante dell’artista lombardo Antonio Teruzzi, che unirà un portale a formelle, la porta verso l’infinito meditativo, a 25 libri, tutti dedicati a San Francesco di Assisi, che diventano, grazie al genio creativo dell’artista, capolavori da toccare e da leggere per approfondire le tematiche del lungo evento “Sulle Orme di Francesco, ” che tocca le delicate tematiche Uomo, Ambiente e Spiritualità.

    Nel corso di un anno ci saranno momenti di dialogo e di confronto con relatori importanti che porteranno esperienze, racconti e punti di vista che mettono al centro l’importanza del valore solidaristico e sostenibile per uno sviluppo umano ed ambientale futuro positivo e rispettoso. Ogni evento sarà ospitato in affascinanti luoghi d’arte e di spiritualità che saranno un ponte temporale fra il passato ed il presente, pensando al nostro domani, diventando essi stessi parte attiva di Graffiando Cielo e Terra, Sulle Orme di Francesco.

    Apriranno il cammino, al Teatro Civico di Varallo, Beppe Relatore, famoso giornalista ambientale di Rai 3, Simona Beretta, Economica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ed Angelo Tartaglia del Politecnico di Torino, seguirà, sabato 16 settembre, l’avvio di Graffiando il Mio Cielo, progetto artistico errante, con la presentazione del libro “Francesco d’Assisi, la storia negata” con l’autrice Chiara Mercuri nella meravigliosa chiesa di Santa Maria delle Grazie di Varallo. La domenica al Sacro Monte di Varallo dialoghi fra sacro e profano attorno alla struggente bellezza delle cappelle del Paradiso Terrestre e quella delle Tentazioni. Domenica 23 Settembre Graffiando Terra e Cielo arriverà al Sacro Monte di Orta con una giornata di dialogo dedicata a “Francesco e il sultano: prospettive di ecologia spirituale”, con la partecipazione, fra tanti importanti relatori, della medievista Chiara Frugoni.

    Altri eventi collaterali si alterneranno a quelli principali sino a Giugno 2018, inoltre ci sarà l’apertura di un concorso di disegni e fotografie su “La Natura, l’armonia fra Uomo – Natura – Dio” al quale tutti sono chiamati a partecipare con la propria creatività.

    Un ricco caleidoscopio di iniziative Sulle Orme di Francesco da non perdere: arte, spettacolo, musica, dialoghi, concorsi, momenti conviviali e molto altro.

     

    Sulle Orme di Francesco, Noi e il Creato

    “Graffiando Cielo e Terra”

    Alla Ricerca della Luce

    Varallo Sesia (Vc) – Orta (No)

    2017-2018

    Cartella Stampa

     

    Graffiando Cielo e Terra – Alla ricerca della Luce

    Libro

    Antonio Teruzzi

    Ed. Massimo&Fiameni Design

    Settembre 2917

    Opere 25 legature d’arte, Portale con formelle ad opera dell’artista Antonio Teruzzi

     

    Sulle Orme di Francesco

    Per Informazioni

    Centro Libri tel. 0163/52666 Via Giacobini 1, 13019 Varallo (VC) E-mail [email protected]

    WEB http://www.centrolibripuntoincontrovarallo.com/

    Presidente dell’evento Rosangela Canuto

    Responsabile amministrativo Gianfranco Rosa

    Consulenza scientifica e artistica Barbara Saccagno Elena De Filippis Piera Mazzone

    Responsabile Tecnico Giuseppe Manzone

    Segreteria Comitato Claudia Manzoni Elena Macchiorlatti Salvatore Casule.

    Con il contributo di Fondazione CRT, Fondazione CRV

     

    Programma

    VENERDÌ 15 settembre 2017 Teatro Civico – Varallo, Inaugurazione Ore 17,00

    SABATO 16 settembre 2017 Chiesa Madonna delle Grazie Varallo Ore 15,30 “Un pomeriggio con Francesco”

    DOMENICA 17 settembre 2017 Sacro Monte – Varallo

    SABATO 23 settembre 2017 Sacro Monte – Orta (NO) Ore 10,30: “Francesco e il sultano: prospettive di ecologia spirituale.

    VENERDI’ 1 giugno, SABATO 2 giugno DOMENICA 3 giugno 2018 Collegiata San Gaudenzio – Varallo

    Eventi collaterali e Concorso Info https://www.facebook.com/CentroLibriVarallo/

    BIBLIOGRAFIA ED APPROFONDIMENTI

    http://www.antonioteruzzi.it/

    http://www.centrolibripuntoincontrovarallo.com/

    http://www.jerusalemvarallo.altervista.org/

  • Mostra Personale Di Sandro Borroni “ Blindatura Del Colore ”

    Dal 9 al 24 Settembre 2017 si terrà la Mostra Personale di Pittura di Sandro Borroni :

    Blindatura del Colore “, con il Patrocinio del Comune di Corbetta, presso la Sala delle Colonne in Via Carlo Cattaneo25 a Corbetta, Milano.

    L’ inaugurazione avrà luogo il 9 Settembre 2017 alle ore 17.30 presso la Sala delle Colonne in Via Carlo Cattaneo25 a Corbetta, Milano.

    L’Artista :

    Sandro Borroni ha iniziato il suo percorso artistico da autodidatta e questo gli ha permesso di non subire la fascinazione degli stili pittorici dei grandi nomi della pittura mondiale, ma di seguire la sua grandiosa genialità e capacità che l’hanno condotto ad ideare una nuova tecnica pittorica : “ LA BLINDATURA DEL COLORE “.

    L’ architettura ha influenzato la creazione di questa innovativa tecnica pittorica, che consiste nell’ inserimento dei colori ad olio all’interno di cordoncini, realizzati anch’ essi con colori ad olio, che ne delimitano lo spazio, creando armonie cromatiche in una sintesi di ensemble di luci e colori.

    Nella sua pittura i temi ricorrenti sono le vedute urbane, i siti industriali o i cantieri navali, identità passate e future delle nostre città. La scelta del soggetto è frutto di studi approfonditi e dietro ogni analisi operata dal grande Artista, c’è sempre una motivazione perché le sue innovative opere raccontano una storia.

    …Le sue tele sono realizzate con minuzia dei particolari e i colori blindati nelle linee in rilievo del cordoncino bianco creano suggestioni bidimensionali. Armonie cromatiche in una geometria descrittiva, che rappresentano vedute prospettiche urbane, simboli architettonici, monumenti e cattedrali del lavoro. Composizioni realistiche, artisticamente sviluppate dalla capacità di indagine di spazi che ci trasmettono una visione multiforme di volumetrici cromatismi della realtà urbana contemporanea, degli orizzonti spaziali in cui ci muoviamo…” (Cinzia Bianucci)

    La Personale di Sandro Borroni offrirà ai visitatori una panoramica di vedute cittadine costruite con la tecnica della BLINDATURA DEL COLORE che contraddistingue in maniera unica lo stile pittorico dell’Artista. I presenti potranno viver un’ esperienza sensoriale in cui potranno vedere soggetti che li circondano quotidianamente in una chiave e una minuziosità che riuscirà ad emozionare e dare un nuovo significato agli spazi che li circondano quotidianamente.

    INAUGURAZIONE : 9 Settembre 2017 ore 17.30

    Informazioni :

    Dal 9 al 24 Settembre 2017

    Sala delle Colonne

    Via Carlo Cattaneo 25, Corbetta (Milano)

     

    Orario mostra :

    Dal Martedì al Venerdì : 15.00/ 19.00

    Sabato e Domenica : 10.00/19.00

    Ingresso gratuito

  • Arte: da Roma a Lanzhou. Alla Galleria Nazionale di Arte Contemporanea della città cinese la mostra“Segni” di Corrado Veneziano

    Roma, 26 agosto 2017Sabato 2 settembre (con anteprima per le autorità venerdì 1 settembre) prende il via in Cina, presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Lanzhou, antichissimo snodo della affascinante Via della Seta e ora polo moderno e industrializzato, “Segni”, la mostra di Corrado Veneziano.

    Fortemente voluta e curata da Wu Weidong, direttore di questo spazio espositivo, oltre che artista, critico e curatore conosciuto per aver seguito diverse personali in prestigiose gallerie internazionali, l’esposizione, in programma fino al 10 ottobre prossimo (ingresso libero, orario: 9.00 – 18.00), è una delle poche personali allestite presso il museo: infatti, la più accreditata galleria nazionale cinese nel settore dell’arte contemporanea – nota per accogliere i lavori dei maggiori artisti cinesi e per ospitare le opere di artisti viventi, con particolare attenzione nei confronti di quelli internazionali – raramente destina le proprie sale a singoli artisti.

    “Oggi abbiamo l’enorme piacere di avere a Lanzhou l’artista italiano Corrado Veneziano, impegnato in una ricchissima mostra personale nella Galleria Nazionale. Grazie alle sue 40 opere, molte delle quali di grande dimensione, i professionisti, i collezionisti e gli appassionati d’arte di Lanzhou, del Gansu e della Cina avranno l’occasione di godere della complessità dell’arte contemporanea italiana. Siamo certi che la Mostra avrà un successo forse mai registrato in precedenza per la provocazione, novità, bellezza delle opere pittoriche presentate”, ha dichiarato il direttore dello spazio espositivo, Wu Weidong.

    In mostra quaranta tele, metà delle quali di grandi dimensioni, realizzate con colori a olio, acrilico o con tecnica mista. Soggetto del suo lavoro un universo visivo noto a tutti noi e rappresentato, di volta in volta, da simboli, segni quotidiani, marchi di catene e network commerciali, loghi legati al mondo dell’economia e dell’industria, codici a barre che campeggiano in ogni luogo aziendale e, non ultime, le grandi tele del ‘500 italiano, così tanto conosciute, guardate, ammirate da risultare anch’esse una sorta di marchio, riproducibile e ripetuto.

    Partendo da tutti questi, Veneziano sceglie di ribaltare e ricombinare ogni soggetto, sfidando il consueto e il ripetuto per trasformare anche le immagini più note in altro rispetto a quello che sono. Così tutto rimane, allo stesso tempo, uguale e differente; per certi versi identico e per altri totalmente irriconoscibile, attraente, disorientante, sorprendente.

    I codici a barra identificativi dei libri diventano cancelli, steli di fiori, rami di ulivo su cui l’artista imprime scritture occidentali e orientali, alfabeti antichi e moderni, grafie misteriose; il QR diventa un mosaico, le bottigliette della “Coca cola” donne solitarie e pensose i cui lineamenti sono nascosti dal burqa. Non sfuggono al suo pennello neanche gli spartiti musicali le cui note danzano con le linee del pentagramma, dialogano con pesci, mare, foglie e richiamano alla mente, quando nella pittura si fonde l’eleganza della musica, autori occidentali quali Rossini e Debussy. Anche i capolavori di Michelangelo, Masaccio, Leonardo da Vinci, Botticelli, autori tra i più affascinanti della storia dell’arte occidentale, subiscono una trasformazione per mano dell’artista che trasforma la “Ultima Cena” in un fast food sacro e pubblicitario, sostituisce la “mela” dell’Antico Testamento con una più tecnologica “Apple”.

    A dimostrazione che, dice Veneziano, «ogni cosa, anche se è già vista, va ri-ista, ri-guardata. Tutto è qui, di fronte a noi, eppure questo “essere di fronte” va approfondito con semplicità e meraviglia, con dolcezza, poesia, energia nuova: consapevoli che ogni spostamento del nostro sguardo, ogni battito delle nostre ciglia, ogni “messa a fuoco” dei nostri occhi può raccontare qualcosa di divertente e nuovo: di urgente, necessario, bellissimo».

    Recensito entusiasticamente più volte in passato da  Marc Augé, Achille Bonito Oliva e Derrick de Kerckhove, Veneziano dimostra, anche in quest’occasione, che le sue opere, per usare le parole del noto critico italiano, “massaggiano il muscolo atrofizzato della memoria collettiva”.

    L’appuntamento per il vernissage è fissato per le ore 18.

    Note biografiche:

    Corrado Veneziano (Tursi, 1958) ha alternato le sue attività di ricerca e di docenza accademica con il suo permanente lavoro di artista. Regista teatrale per Festival e rassegne internazionali (spesso con la Biennale di Venezia) e regista televisivo per la Divisione ragazzi di Rai 3 e per Rainews 24, ha pubblicato molteplici volumi (sulla comunicazione e la espressività) con importanti case editrici italiane. Ha tenuto laboratori e seminari in università e accademie, in Europa, negli Stati Uniti, in Africa. Nel 2013 ha presentato per la prima volta i suoi lavori pittorici a Roma, raccogliendo l’attenzione lusinghiera del critico Achille Bonito Oliva e dell’antropologo Marc Augè.

    Sulla sua produzione pittorica vale la pena sottolineare la mostra ospitata con il sostegno del Ministero degli Esteri e ospitata a Bruxelles nel primo semestre europeo di presidenza italiana (2014) e due eventi, del 2015. Il primo è legato alla personale ISBN 9788820302092 tenutasi a Parigi nell’Espace en Cours diretto da Julie Heintz; il secondo è invece relativo al quadro che la Rai gli ha commissionato per il 67° Prix Italia – Concorso internazionale della Tv, del web e della radio. La mostra parigina si è inscritta nelle manifestazioni francesi sul 750 anniversario della nascita di Dante Alighieri; l’opera per il Prix Italia (tenutosi a Torino tra il 19 e il 24 settembre) è diventata l’immagine-simbolo della rassegna 2015 del Prix, intitolata “Il potere delle Storie. Il laboratorio della Creatività”. Anche il 2016 ha registrato varie iniziative pittoriche e artistiche, tra cui vale la pena di citare la personale alla antica Galleria Nevskij 8 di San Pietroburgo dal titolo “I codici dell’anima” in cui Veneziano ha presentato, per larga parte, i lavori dedicati ai codici ISBN. Recentemente (San Pietroburgo, gennaio-febbraio 2017) l’artista è stato impegnato in esposizione in quel medesimo spazio con la personale “Segni, loghi e corruzioni”, a cura di Raffaella Salato.

    Alcune note critiche:

    Derrick De Kerckhove Non luoghi > No loghi

    “(…) È questa ricerca dello “sguardo di chi guarda” che mi intriga in Veneziano. L’educazione allo sguardo e dello sguardo è propria dell’arte visiva. Ma pochi artisti contemporanei lo fanno deliberatamente, pittori o fotografi, scultori o registi.

    Veneziano chiede allo spettatore di creare il quadro con lui: per distinguere forme sfocate, e per perseguire una proposta visiva ulteriore. Oppure, come nel caso del quadro del codice QR, per legare e correlare una moltitudine di ombre fluide, appena riconoscibili tra singole tessere. Un quadro luminoso e ricco di speranza: come molte altre opere di questo artista”.

    Achille Bonito Oliva ”L’anima dei non luoghi”

    “(…) Eppure egli è un artista tipicamente europeo che partecipa anche alla postmodernità attraverso l’assunzione del metodo dell’assemblaggio, della conversione, del riciclaggio, della contaminazione; insomma di una serie di passaggi stilistici differenziati”. “(…) Inserirsi nel mercato dell’arte contemporanea è un fatto statistico, di circostanza, di contesto. Quello che è importante è riconoscere quando un lavoro è capace di viaggiare su diverse lunghezze d’onda: viaggiare tra l’alto e il basso del sogno dell’arte. Questo è in grado di fare Veneziano in quanto ha il coraggio di non assumere un’iconografia eclatante ma, anzi, segnala l’orgoglio di chi utilizza l’arte per sviluppare una scoperta. L’arte come svelamento e l’arte come sollecitazione e ampliamento della sensibilità: per chi la fa e per chi la riceve. In questo senso, quella di Corrado Veneziano, può definirsi – anche – un’arte sociale”.

    Marc Augé, “L’anima dei non luoghi”

    “(…) Devo ammettere di aver attraversato larga parte del mio lavoro intellettuale a spiegare cosa sia un non-luogo. E ora, un po’ inaspettatamente, vedo rappresentato questo concetto nell’arte figurativa: per l’esattezza nelle opere pittoriche di Corrado Veneziano. Ho sempre sperato (e aspettato) che un artista potesse appropriarsi di uno spazio che è considerato normalmente un non-luogo, e ho avuto la conferma immaginata: che cimentandosi con uno spazio non definito (non puntualmente localizzabile) il pittore stabilisca e rafforzi – comunque – una relazione con il medesimo spazio. E Veneziano rimarca proprio l’esistenza dell’arricchente opposizione tra luogo e non luogo;  la trasposizione pittorica diventa protagonista del non-luogo laddove ne propone una inedita, intensa rappresentazione.”

     

    SEGNI

    Galleria Nazionale di Lanzhou – Via Wuquanxilu, 35 – Lanzhou , Gansu

    Mostra personale dell’artista: Corrado Veneziano

    Apertura al pubblico: da sabato 2 settembre 2017 (con anteprima per le autorità venerdì 1 settembre) a domenica 10 ottobre 2017

    Orario: 9.00 – 18.00    Ingresso libero

  • Vincitori e premi della Biennale della Sibaritide

    Grande successo di pubblico e applausi a scena aperta per la serata finale della prima edizione della Biennale della Sibaritide che si è svolta il 13 agosto 2017,  con la proclamazione dei vincitori e l’assegnazione dei premi alla presenza del maestro Azzinari, dell’on.le Giuseppe Graziano, del Sindaco Stefano Mascaro e degli assessori di Rossano Dora Mauro e Angela Stella e degli assessori di Corigliano Chiurco e Capalbo.

    I numeri della biennale sono stati impressionanti.http://www.biennaledellasibaritide.it

    30 artisti finalisti di fama nazionale ed internazionale per un totale di circa 200 opere, 2 grandi maestri contemporanei che hanno esposto 31 opere, di cui due di grandissime dimensioni; altri 3 maestri che -fuori concorso- hanno portato in esposizione altre 20 opere  e poi installazioni, pop art, work in progress e una intera sala con 27 opere dedicata al “Codex che non c’è” oggetto di una serata di studio, nel cuore della Biennale, a cura del Prof. Franco Filareto con video proiezioni.

    Si è trattato di un evento di arte, cultura e tendenza davvero unico che, sotto la guida dell’instancabile direttore artistico Milena Crupi,http://www.milenacrupi.it ha proceduto dapprima alla selezione dei finalisti e poi, tramite la Commissione critica appositamente costituita, alla proclamazione dei primi tre classificati e anche all’assegnazione di numerosi premi fuori concorso vista l’elevatissima qualità dei partecipanti.

    L’organizzazione dell’evento è stata curata nei minimi dettagli dall’associazione Centro Studi Artistici Segantini- Ce.S.A.S. http://www.cesas.it che dal 2009 opera a Rossano.

    Il vincitore assoluto della Biennale è stato Jonathan Di Furia, I° classificato, che vive ed opera a Latina, con i suoi dipinti in cui i personaggi sono proiettati all’interno di una struttura dimensionale in precario equilibrio tra reale, immaginario e paradossale. Il secondo posto è andato al pittore Nello Formisano di Gallarate la cui forza impressa nelle opere astratte è  travolgente. Terzo posto a Maria Romeo di Corigliano per la grande capacità innovativa della sua arte.

    I tre maestri della Biennale, a loro esclusivo e insindacabile giudizio,  hanno premiato gli artisti che li hanno particolarmente colpiti e, in particolare, il maestro Franco Azzinari ha premiato Maria Grazia Sangregorio, Pier Domenico Magri ha conferito il suo premio a Rosetta Luzzi e Gianni Strino ha attribuito il proprio riconoscimento a Stefano Pucciarelli.

    Sono state, inoltre, assegnate Menzioni speciali della commissione critica a De Marco Anna Lisa, Ferlito Paolo Natale, Mamone Capria Ornella, Pranteda Bina e menzioni speciali della Direzione artistica per le opere di Costa Francesca, Loriga Vittore, Noto Eliana, Perrotta Mariella.

    Tutta la cerimonia è stata inframmezzata dalle stupende interpretazioni musicali del Soprano Bina Viscovo accompagnata al pianoforte dal Maestro Rosaria Aiello mentre gli abiti indossati dal Direttore artistico sono stati creati appositamente dalla stilista Patrizia Crupi – di fama internazionale – con una tecnica esclusiva di pittura su stoffa interamente realizzata a mano.

    A Franco Azzinari è stata consegnata la targa del Maestro orafo Domenico Tordo, tra i più importanti e riconosciuti modellatori riproduttori  orafi della sibaritide, facente parte di una raccolta di tavole in argento sbalzate e dipinte a mano, realizzate dal giovane modellista traentino proprio per l’occasione della prestigiosa kermesse artistica e raffigurante un particolare semantico e significativo delle sue opere

    Sia le autorità presenti che il selezionatissimo pubblico hanno confermato che ci siamo trovati di fronte ad una rara iniziativa che in una settimana ha catalizzato l’interesse di numerosi artisti provenienti da tutta Italia con un evento capace di unire arte, cultura e turismo riuscendo addirittura ad esportare il nome del territorio in ambiti internazionali creando tendenza anche nel campo della moda.

    Per ulteriori informazioni:

    Milena Crupi   320.2637007

    https://www.biennaledellasibaritide.it/

    https://www.facebook.com/BiennaleSibaritide/

  • ScoprendoRoma: il portale web delle visite guidate e degli eventi culturali di Roma

    ScoprendoRoma è il portale web che mostra tutti gli eventi culturali in programma a Roma, aggiunti dalle organizzazioni (associazioni, musei, ecc.) che sono diventate nostri partner o raccolti e pubblicati dalla nostra redazione: il sito raccoglie visite guidate, escursioni, mostre, manifestazioni, conferenze organizzate nella città di Roma e nei suoi dintorni, entro i confini della Città Metropolitana (ex Provincia di Roma).

    ScoprendoRoma è un sito web dedicato agli eventi culturali di Roma: il portale ospita tutte le proposte di visite guidate, manifestazioni, escursioni, conferenze e altri eventi a carattere culturale in programma nella Capitale. Gli eventi sono pubblicati dalla nostra redazione o inseriti direttamente dagli enti (sia pubblici che privati) diventati nostri partner. La registrazione sul portale, libera e gratuita, è rivolta a tutte le organizzazioni che vogliono diventare partner di ScoprendoRoma ma anche a tutte quelle guide turistiche che svolgono attività di tipo culturale: gli eventi inviati con la maschera di inserimento presente sul sito verranno sottoposti al vaglio della redazione e saranno online sul sito solo dopo l’approvazione da parte del nostro staff. ScoprendoRoma è stato creato per offrire agli abitanti di Roma e dei suoi dintorni un portale web unificato per mostrare le proposte di eventi culturali (mostre, visite guidate, escursioni, conferenze, manifestazioni, aperture straordinarie di siti non accessibili al pubblico) organizzati entro i confini della Città Metropolitana di Roma Capitale (ex Provincia di Roma). Tutti gli eventi culturali di Roma pubblicati sul sito hanno per oggetto la storia, l’archeologia, l’arte e gli aspetti naturalistici e paesaggistici della Capitale e dello straordinario territorio circostante. Non sono invece presenti eventi che fanno riferimento al teatro, alla musica, al cinema e allo sport perché desideriamo offrire un servizio mirato all’approfondimento delle materie sopra citate e destinato a tutti quelli che, nel loro tempo libero, amano farsi accompagnare alla scoperta del luogo in cui vivono o dove si trovano a soggiornare.

    scoprendoroma.info

  • GIOTTO COLORE UFFICIALE DELLA MOSTRA KLIMT EXPERIENCE AL MUDEC.

    L’oro delle matite GIOTTO Supermina protagonista del “Colouring Wall” dedicato alla creatività del pubblico

    Milano, 26 luglio 2017 – GIOTTO, brand icona di casa F.I.L.A. Fabbrica Italiana Lapis ed Affini, fa il suo ingresso al Mudec, Museo delle Culture di Milano, in qualità di Colore Ufficiale della Mostra “Klimt Experience” (26.07.17/07.01.18). Dopo un percorso che vede il pubblico immerso in una rappresentazione multimediale dedicata al Maestro viennese, le matite GIOTTO Supermina riportano lo spettatore al gesto manuale, all’atto creativo, invitandolo a lasciare sul “Colouring Wall” (6X3 metri), un segno, l’emozione raccolta durante la visita, con il color oro, cromia che meglio rappresenta l’arte di Klimt.

    Alla base della partnership, un denominatore comune, la promozione e il sostegno alla cultura dell’arte e della creatività. Da sempre, infatti, F.I.L.A. non si limita a sviluppare prodotti certificati e di qualità per ogni target (bambini-adulti, hobbisti-professionisti) e settore (coloring, modelling, fine arts, art&craft…) ma offre un supporto concreto verso lo sviluppo artistico e creativo di bambini e adulti. Da qui la collaborazione dell’Azienda con Istituzioni che condividono l’obiettivo di valorizzare la creatività e la capacità espressiva degli individui e di rendere la cultura un’opportunità accessibile a tutti. Un impegno in continuo fermento: la collaborazione con Mudec si affianca così a partnership consolidate, come quella con Biennale di Venezia, MUBA, Museo degli Innocenti, MUS.E, Teatro alla Scala e Triennale di Milano con laboratori creativi e progetti dedicati.

    F.I.L.A. compie un passo in più: da diversi anni infatti entra nelle scuole – dalla materna fino alla secondaria di secondo grado – con l’ideazione d’importanti concorsi volti a incentivare lo sviluppo dell’espressione artistica e mettendo in palio premi importanti. Il tutto a caratterizzare un percorso aziendale in continua crescita che viaggia parallelamente alle esigenze e alle necessità dei creativi di ogni età.

  • La sharing economy incontra l’arte: Sharart, opere d’autore personalizzate

    Nell’era della sharing economy, anche l’arte diventa ubiqua e le opere possono essere fruite senza il bisogno di acquistarle, valorizzando qualsiasi tipologia di spazio senza limiti di tempo. L’economia della condivisione e questo nuovo modo di fruire l’arte sono alla base di Sharart-sharing art, il nuovo prodotto di CalliopeArte, azienda italiana fondata da Lucio Calegari nel 2013 e specializzata nella rappresentanza di artisti, nell’organizzazione di mostre d’arte e nella promozione e divulgazione culturale e artistica, lanciato per diffondere l’arte, in particolare l’arte italiana, rendendola più innovativa, democratica e al passo coi tempi.

    Sharart-sharing art consente di vivere in mezzo all’arte senza necessariamente possederla: abitazioni, uffici, negozi, hotel e tutti quei luoghi dove ci sia presenza di clienti e di pubblico, possono essere arredati esponendo, con la formula dell’acquisto o del noleggio a lungo termine, opere d’arte e opere fotografiche d’autore che miglioreranno e nobiliteranno gli spazi abitativi e lavorativi. Per la fotografia, i margini di personalizzazione sono pressoché illimitati: le opere possono infatti essere stampate su vari materiali e nella misura idonea per adattarsi alle caratteristiche di qualsiasi tipologia di spazio, garantendo così un risultato visivo ottimale. Non solo, CalliopeArte mette a disposizione dei suoi committenti l’esperienza dell’azienda nel settore dell’arte, con una consulenza a 360 gradi, che va dalla selezione dell’opera alla scelta dei materiali su cui stamparla e alla sua installazione nei luoghi prescelti.

    Fra le varie realizzazioni, una fotografia è stata ingrandita e stampata su plexiglass e si trova ora all’interno di un megayacht. Oltre alla selezione del soggetto, CalliopeArte si è occupata dell’installazione dell’opera nell’imbarcazione scegliendo il migliore materiale compatibile con l’umidità del mare e la salsedine.

    In occasione della presentazione di una nuova vettura, la BMW di Torino ha scelto molte fotografie per valorizzare i suoi spazi durante la serata di presentazione.

    Le opere d’arte, opportunamente trattate e adattate allo spazio di destinazione, possono anche valorizzare un ambiente di lavoro. Per questa ragione, Dante Oscar Benini, uno degli architetti italiani più noti a livello internazionale, ha scelto alcune opere messe a disposizione da CalliopeArte, realizzate dal fotografo Enzo Pellegrini, per completare l’arredamento del suo studio nel quartiere Portello a Milano.

    “Il mondo intero ammira l’Italia e lo stile di vita italiano – spiega Calegari -. Il nostro obiettivo è diffondere l’arte e la cultura italiana, mettendo a disposizione degli appassionati pezzi unici e certificati di pittura e fotografia e adattandoli a qualsiasi esigenza. Non esiste spazio, lavorativo o privato, che un’opera adeguata non riesca a valorizzare a pieno. Con Sharart-sharing art, offriamo ai nostri clienti la nostra competenza per la scelta e l’installazione, in modo da rispecchiare il loro gusto e la loro personalità”.

  • SUGGESTIONI ARCHEOLOGICHE: Palmira e Aquileia #duemondiaconfronto. Incontro del 27 luglio.

    Continuano gli appuntamenti della dodicesima edizione delle “Suggestioni archeologiche”: ciclo di conferenze e di incontri a tema con il grande pubblico che ormai caratterizzano da anni l’estate di Aquileia.

    Le “Suggestioni archeologiche” sono quest’anno legate alla presenza, al Museo archeologico nazionale di Aquileia, della mostra “Volti di Palmira ad Aquileia” realizzata dalla Fondazione Aquileia e dal Polo museale del Friuli Venezia Giulia. Si tratta della prima esposizione dedicata alla città in Europa dopo le devastazioni recentemente commesse e vuole puntare l’attenzione sul comune substrato culturale che, pur nella distanza geografica e stilistico-formale, accomunava nell’antichità Palmira ed Aquileia. Durante le conferenze, archeologi e storici, si alterneranno infatti sul tema “Palmira e Aquileia. #duemondiaconfronto“.

    Il prossimo appuntamento è fissato per il 27 luglio alle ore 17.15, presso le Gallerie lapidarie del Museo archeologico nazionale di Aquileia, dove Marina Rubinich (Università di Udine) terrà un incontro dal titolo “Dall’Oriente ad Aquileia: persone, merci e idee in viaggio attraverso il Mediterraneo”. Prendendo spunto dai ritratti di volti palmireni in mostra al Museo Archeologico, si estende lo sguardo all’Oriente antico e agli scambi di merci attraverso il Mediterraneo, accompagnati, in passato come oggi, da movimenti di uomini e donne e dal diffondersi di idee, culti, costumi e credenze. Da Palmira, punto di arrivo e di partenza di carovane cariche di merci esotiche, lo sguardo si rivolge e si concentra su Aquileia, città commerciale e manifatturiera, che attirava prodotti, modelli figurativi, usanze e comunità di origine diversa, fondendole in una società vivace e cosmopolita.

    Gli interventi proseguiranno per tutta l’estate e si terranno il giovedì alle ore 17.15, sempre ad ingresso gratuito:
    – 3 agosto, Museo archeologico nazionale di Aquileia, Gallerie lapidarie: Monica Chiabà (Associazione Nazionale), “Zenobia regina di Palmira. Una donna contro l’impero di Roma”;
    – 17 agosto, Museo archeologico nazionale di Aquileia, Gallerie lapidari: Stefano Magnani, Paola Mior (Università di Udine), “Palmira città delle acque”;
    – 24 agosto, Museo archeologico nazionale di Aquileia, Gallerie lapidarie: Maria Teresa Grassi (Università di Milano), “Palmira. Storie straordinarie dell’antica metropoli d’Oriente”;
    – 31 agosto, in Casa Bertoli, sede dell’Associazione Nazionale per Aquileia, via Patriarca Popone 6: Paolo Da Col (Conservatorio di musica di Trieste “G. Tartini”), “Aureliano in Palmira. Dal mito all’opera di Gioacchino Rossini”.

    A seguire, degustazioni di vini e di altre eccellenze produttive della zona: quest’anno accompagneranno gli incontri i prodotti di “Ca’ Tullio”, “Puntin”, “Tarlao” (Aquileia), “Fattoria Clementin” (Terzo di Aquileia), “Denis Montanar” (Villa Vicentina), “Ca’ Bolani” (Cervignano del Friuli), “Azienda agricola Frate” (Isola Morosini).

    Organizzate dal Polo museale del Friuli Venezia Giulia – Museo archeologico nazionale di Aquileia, dall’Associazione Nazionale per Aquileia e dal Consorzio Tutela Vini DOC Friuli Aquileia, quest’anno le conferenze vedono anche la collaborazione della Fondazione Aquileia e dell’”Hotel Patriarchi” di Aquileia.

    Si segnala anche l’apertura straordinaria del Museo Archeologico Nazionale di venerdì 28 luglio 19.30-22.30 (chiusura biglietteria alle 22.00), con visita guidata alla mostra “Volti di Palmira ad Aquileia” alle 19.30 con prenotazione obbligatoria contattando l’indirizzo [email protected] o il numero 0431 91035, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00.

    Inoltre, nelle giornate di giovedì, venerdì, sabato e domenica saranno presenti nelle sale della mostra alcuni dei ragazzi che hanno partecipato al progetto di Alternanza scuola-lavoro del liceo classico Dante Alighieri di Gorizia pronti ad accogliere il pubblico e a rispondere ad ogni dubbio e curiosità.

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    Per informazioni:
    – Museo archeologico nazionale di Aquileia
    Via Roma, 1, 33051 Aquileia (UD); tel. 0431-91035
    www.museoarcheologicoaquileia.beniculturali.it, [email protected]
    – Associazione Nazionale per Aquileia
    www.facebook.com/aquileianostra, [email protected]

  • Arte: dal 27 luglio al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini la mostra EPOS. CHAO GE. La lirica della luce racconta il ricco percorso realizzato dal Maestro cinese Chao Ge

    Roma, 20 luglio 2017 – Dal 27 luglio il Complesso del Vittoriano – Ala Brasini ospita la mostra EPOS. CHAO GE. La lirica della luce, esaustiva antologica dedicata all’artista cinese Chao Ge.

    Sotto l’egida dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, promossa e organizzata da Segni d’Arte in collaborazione con Uniarts, l’esposizione ha ottenuto il patrocinio di Roma Capitale, della Regione Lazio e dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese.

    Nata da un desiderio del Maestro Chao Ge, Professore all’Accademia Centrale di Belle Arti  di Pechino, condiviso dall’artista Ma Lin, da Nicolina Bianchi, critico d’arte, editore e direttore responsabile di Segni d’Arte, e da Giancarlo Arientoli, antropologo e art director di Segni d’Arte, la mostra è curata da Claudio Strinati, noto storico dell’arte, e dalla stessa Nicolina Bianchi.

    La rassegna propone un percorso espositivo che testimonia la rilevanza nel panorama artistico contemporaneo di questo pittore, che racchiude in sé due anime: quella della tradizionale nativa Mongolia Interna, a cui è tuttora legato molto profondamente, e quella della moderna Pechino, la grande città in cui ha studiato, raggiunto i primi successi e dove tuttora continua a dipingere e ad insegnare.

    In programma fino al 26 settembre EPOS. CHAO GE. La lirica della luce racconta attraverso circa 80 lavori, suddivisi in due sezioni (dipinti e disegni), realizzati dal 1987 a oggi, la straordinaria storia creativa dell’artista che evidenzia la maestria con la quale domina le tecniche pittoriche (olio, tempera, disegno su tela) attraverso le quali come ricorda Strinati, egli “si spinge molto avanti nella ricerca del colore, anzi più esattamente nella ricerca del bianco quale sintesi di tutti i colori”.

    Cultore appassionato del Rinascimento italiano, ritrattista meticoloso e notevole paesaggista, Chao Ge è l’espressione più piena della propria terra d’origine, quella “terra del cielo blu” così definita per la spettacolare luce che tutto vivifica.

    Capace di andare a indagare l’invisibile oltre le apparenze, in particolar modo quando si sofferma sugli intensi ritratti umani dove accorpa alla fisicità delle persone quella delle cose, l’artista riversa continuamente sulla tela, con una nitidezza impressionante, le proprie emozioni e lo fa ogni volta che, novello Marco Polo, diventa osservatore e testimone attento dei complessi scenari asiatici.

    “Qui sta il cuore del continente più vasto e fiero del nostro pianeta: è l’Asia Centrale, secondo la definizione che ne diede un attento studioso proveniente dall’arcipelago nipponico” – racconta il Maestro cinese. “Questa porzione di continente, la cui matrice consiste in vaste lande selvagge, è divenuta un trasmettitore di vita per le civilizzazioni circostanti sulle quali ha infuso sempre nuovi dinamismi. Qui sono nate e cresciute le più antiche espressioni religiose dell’umanità e, a tutt’oggi, questa regione rappresenta l’antenato e la culla di tutte le religioni o, si potrebbe dire, il preannuncio delle civiltà limitrofe. Nel 1999, seguendo la mia immaginazione, ho inteso narrare e descrivere questa parte di continente …”.

    È tuttavia evidente che, nel momento in cui ritrae paesaggi e temi che riportano alle origini, la sua arte assume quasi la forma del poema epico, “quando poi – come scrive Claudio Strinati nella sua presentazione a catalogo – dietro a certi formidabili ritratti trapelano le stelle o le montagne, si sente chiaro quel sentimento di unione universale che rende i ritratti stessi una sorta di elegia dell’umano in sé”. E questo senso di profonda umanità, per dirla ancora con le parole del curatore, “è forse il valore massimo conseguito da Chao Ge, un pittore che sa parlare sia al cuore sia alla mente, sommo tecnico e autentico poeta”.

    A proposito del titolo della rassegna Nicolina Bianchi scrive: “Epos, il titolo della mostra, che secondo il termine greco, è narrare la storia di un popolo, le sue gesta, il suo importante patrimonio spirituale, tramandandone così la memoria e la sua essenziale identità, è per Chao Ge un modo di impaginare ed evocare nel dipinto la storia delle sue origini, della sua Inner Mongolia, narrandola secondo una musicale poetica di luce.”

    Il catalogo della mostra è edito da Segni d’Arte.

    Gestione e organizzazione Complesso del Vittoriano – Ala Brasini: Arthemisia.

     

    Titolo: EPOS. CHAO GE. La lirica della luce.

    Mostra personale dell’artista Chao Ge

    Sede: Complesso del Vittoriano – Ala Brasini

    Roma, Via di San Pietro in Carcere s.n.c.

    Date: 27 luglio – 26 settembre 2017

    Orari di apertura: Dal lunedì al giovedì 9.30 – 19.30; Venerdì e sabato 9.30 – 22.00; Domenica 9.30 – 20.30 (L’ingresso è consentito fino un’ora prima)

    Ingresso libero

     

    Note biografiche:

    Chao Ge nasce nel gennaio del 1957 a Hohhot in Inner Mongolia, terra dai paesaggi sterminati, che da secoli affascina viaggiatori, avventurieri e conquistatori e che occupa un posto di primo piano nella vita e nella produzione dell’artista. Nel 1978 Chao Ge supera l’esame per frequentare l’Accademia Centrale di Pechino, sezione Pittura a olio, e quattro anni dopo il primo livello universitario nello stesso ateneo. Dal 1987 il Maestro insegna Pittura a Olio all’Accademia Centrale di Pechino. Dal 1989 a oggi è stato impegnato in diverse esposizioni tra cui quella itinerante negli Stati Uniti dal titolo Pittura Contemporanea Cinese e quelle di Mosca e San Pietroburgo dedicate ai pittori dell’Accademia Centrale di Pechino (1993). Nel 1997 prende parte alla mostra 100 anni di ritrattistica a olio in Cina svoltasi a Pechino e viene invitato alla Biennale di Venezia. Nello stesso anno viene selezionato come membro della giuria in A Centennial Exhibition dedicata alla pittura a olio della Cina come membro della giuria. Nel 1999 è presente alla Biennale Internazionale di Parigi. Negli anni 2000 e 2001 riceve una borsa per studiare presso l’ex Accademia Reale di Belle Arti di Madrid: è una nuova occasione per visitare l’Europa e per conoscere altri artisti. Da allora la sua attività espositiva rimane costante: Cina, Russia, Canada, America. Nel 2006, su invito del Governo italiano, è in mostra, presso la Sala Giubileo del Complesso del Vittoriano, con la personale La rinascita dei classici. Nel 2008 l’Accademia di Belle Arti Repin di Russia gli conferisce il titolo di Professore Onorario. Nel 2015 espone a Vienna, presso gli spazi espositivi della Kunstforum, nella mostra dal titolo Chao Ge. Moment und Ewigkeit, due anni dopo, nel gennaio 2017, è presente con l’esposizione La mia via sulle orme di Marco Polo all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, a cura di Adriano Bimbi, Rodolfo Ceccotti e Gao Jun. Direttore degli Accademici dell’Accademia Centrale di Pechino dal 2008, il Maestro ha ricevuto diversi premi e prestigiosi riconoscimenti. Dal 1997 a oggi ha preso parte a molti documentari televisivi nazionali, oltre a essere stato oggetto di numerosi speciali condotti dalle reti cinesi.

     

    Alcune note critiche:

    Claudio Strinati: “(…) È la sua Mongolia che il maestro scruta e rappresenta e sono per lo più spazi che non hanno confine e di cui non si riesce a misurare l’immensità. Ma è l’immensità che il maestro vede e ci restituisce nella stesura dei suoi quadri. Chao Ge è mongolo e della cultura mongola ha sicuramente acquisito quel senso del nomadismo, dello spostamento continuo sulla superficie di questo mondo che è così profondamente sedimentato in quella cultura che nello stesso tempo esalta i valori della famiglia, degli affetti, della vita in comune. E, realmente, quei quadri dove non si può intuire la vastità degli spazi e soprattutto non se ne vede il limite, ci parlano di una meta inquieta ma non instabile, ansiosa forse ma non angosciata. È possibile raggiungere, per un individuo per un popolo intero, un contemperamento tra lo spirito nomade e quello stanziale? È possibile certamente e la storia è piena di esempi in tal senso, ma non c’è dubbio che tanta arte di Chao Ge è scaturita proprio da un tale stato d’animo. Stato d’animo che non è turbato ma anzi spinge al rasserenamento e alla quiete.

    E quiete sono le sue opere anche se è chiaramente percepibile una sorta di nervosismo a fior di pelle che le anima e le porta verso di noi con un fascino unico e incomparabile.

    (…) Chao Ge dalla tradizione occidentale classica ha assimilato sia l’idea rinascimentale sia quella barocca. È un naturalista in abito rinascimentale. È uomo di forte passione nella immobilità e serenità di un immaginario discepolo di Piero della Francesca.

    Ma questo non genera contraddizione, al contrario genera sintesi e perfezionamento di un ideale della forma che può essere amato e compreso da un capo all’ altro del mondo, forse proprio perché questo difensore della classicità, questo virtuoso e solenne pittore è al di là della apparente immediatezza del nomade che sposta continuamente la sua attenzione su ciò su cui va a impattare, siano esse cose o persone (…)”

     

    Nicolina Bianchi: “(…) Epos, il titolo della mostra, che secondo il termine greco, è narrare la storia di un popolo, le sue gesta, il suo importante patrimonio spirituale, tramandandone così la memoria e la sua essenziale identità, è per Chao Ge un modo di impaginare ed evocare nel dipinto la storia delle sue origini, della sua Inner Mongolia, narrandola secondo una musicale poetica di luce. Musicale, perché molto spesso la sua pittura sembra seguire con i colori i meravigliosi ritmi della natura.

    Una pittura luminosa, dalla ricca tavolozza, moderna e vigorosa, come nelle rocce di Aobao, o nelle montagne di Abag Banner, a volte accompagnata da una nota di romantica malinconia come nel suo Poema d’autunno, o nelle linee verdi azzurre del fiume Kherlen o nel blu profondo e perlaceo dei cieli che segnano l’orizzonte. Una storia infinita di quell’Oriente dove si concentra forse più che in altre parti del mondo il mistero della vita, dell’uomo, della natura stessa.

    Un confine tra moderno e passato, tra momenti di grande spiritualità e cruda realtà, tra respiri profondi nelle sconfinate praterie della steppa, dove si tira il fiato a cavallo dei thaki, e dove pensose tristezze di familiari atmosfere di yurte e di lenti carri dipingono piccole ma importanti storie delle campagne mongole. Meraviglia di un mondo che accoglie e racconta la storia di secoli, dove la luce del sole riesce a cancellare anche i confini, e dipinge di rosso le rocce e i volti di persone che scrutano, nel gesto di mani a riparo della forte luce, l’infinito di paesi lontani. Una storia di intimi colloqui, narrata da Chao Ge con i “valori più alti di una pittura classica” ma con nuovi e innovativi approcci all’attualità, una creazione artistica – come lui stesso afferma – con la quale spera di contribuire a ridestare negli uomini il senso di rispetto delle cose, ma anche di marginare gli attuali smarrimenti e drammi spirituali”.

  • TORINO CITTÀ MAGICA (ma solo per finta)

    Torino Magica

    Torino città magica: il luogo meno misterioso d’Italia

    Torino cittò magica,  sostengono i suoi “diffamatori”, starebbe al vertice di due triangoli, magia bianca, (con Lione e Praga), magia nera, (con San Francisco e Londra). Le forze della luce e delle tenebre, qui combatterebbero da secoli, creando storie intrise d’occulto, in realtà ingigantite, spesso a bella posta, per suggestionare e fagocitare le menti deboli. La verità, a parer nostro, è assai più semplice: Torino è una delle città meno misteriose d’Italia, quanto prosaico mistero può esserci in un capoluogo in crisi, che non conta più nulla in Italia, spogliato d’ogni impresa e attività di respiro internazionale? 

    “La Bella Torino” sembra ridotta ad un paese, sempre stracolmo di fiere, eventi, baracconi e imbonitori, pubblici e privati: “Venghino, venghino, signore e signori, più citrulli affluiscono più arcani si svelano!”Altro che magia! Questa città vanta una storia di tutto rispetto, concreta e realista, dove operavano persone che amavano il lavoro, guardavano al futuro con ottimismo, ed hanno saputo costruire nei secoli le fortune e le sfortune d’Italia. Il capoluogo subalpino, è stato risorgimento, dialettica politica, caserme e militari di vaglio, terra d’inventori, santi sociali, capitani d’industria, pensatori, letterati. Fu commercio, finanza, artigianato, gastronomia, arte, editoria, musica, cultura. Poi la crisi economica e quella etica della sua classe dirigente, la privò della sua vera identità di metropoli robusta, forte, prussiana, con un’immagine granitica, cristallina, di solida razionalità, per farla precipitare nelle isole pedonali infiocchettate, nei mille ristoranti e bettole, d’unto e di birre trasudanti, nel buco nero del turismo bugiardo, e nell’unica industria rimasta, il calcio, che mai potrà sostituire la grandezza d’un tempo, che la posizionava al vertice dell’eccellenza in Italia, assieme a Milano.

    Questa crisi di valori ha reso Torino debole e soggetta all’attacco di gente priva di scrupoli, pronta a succhiare i cervelli dei turisti come fanno col sangue i vampiri (che non esistono). E’ calata l’orda dei barbari: una spuria congerie di fasulli “operatori turistici dell’occulto”, attenti a costruire e a mantenere viva l’immagine di una città magica, infida e stracolma di misteri. Come sia stato possibile tutto questo è veramente una delle cose più misteriose al mondo.  Ben vengano, dunque, iniziative come il recente convegno del Caus, “Torino Spiegata”, che finalmente scoperchia la pentola del diavolo, dove insieme a cotechini, lenticchie e gianduiotti, bolle cotanto operato, non certo con l’arrogante intento di portare immediata chiarezza e giustizia, ma quanto meno di iniziare a porci seri interrogativi sul futuro di questa metropoli agonizzante.

    TORINO CITTA’ MAGICA
    (ma solo per finta)

    TOUR GRATUITO del CAUS
    il primo, il più copiato da tutti, il più divertente, l’inimitabile!

    Per informazioni sul tour visita il sito www.caus.it

    Per inviare adesioni e comunicazioni scrivere a [email protected]

     

     

  • Giulia Melis in “ Fuga Dalla Materia “

    Giulia Melis, artista eclettica e Cibartista, Mercoledì 05 Luglio 2017 alle ore 18.30, presso lo Spazio Porpora di Milano in Via N.A. Porpora 16, presenterà la Performance artistica da lei creata e inscenata : “ Fuga dalla Materia“.

    Mercoledì 05 Luglio 2017 alle ore 18.30 presso lo Spazio Porpora di Milano, in Via N.A. Porpora 16 verrà messa rappresentata la fantastica Performance Artistica scritta e interpretata dalla seducente Artista.

    La Performance

    I presenti, potranno apprezzare la bravura e l’ introspezione di Giulia Melis che rappresenterà una donna abitata al suo interno da una creatura/essenza : “…Talvolta ho come la sensazione che qualcuno abbia preso in affitto il mio corpo, è come una specie di…prurito. E lei, questa cosa a me piace definirla L’essenza della materia che sta cercando di dividersi da quella materia/corpo. Quando la creatura riuscirà ad uscire e a rinascere, inizierà ad esplorare, e ad abitare, altre materie. Tramite un dinamismo camaleontico si rapporterà con la luce, il fumo, il vetro/specchio e la terra, sempre guidata da una voce onnisciente proveniente dalla donna abitata precedentemente e rappresentante un rimasuglio della memoria emotiva del corpo nell’ essenza.

    Grazie alla superba interpretazione di Teatro Fisico espressa dal’ Artista, si verrà condotti in un Viaggio che porterà nell’essenza della rappresentazione di quattro elementi da Giulia Melis opportunamente scelti per la trasposizione emotiva.

    L’Artista

    Giulia Melis ha iniziato come scenografa, ma la sua vera vocazione l’ ha trascinata “dall’altra parte” del sipario nelle vesti di attrice, performer e speaker molto apprezzata a livello Nazionale.

    Ha conseguito la sua formazione come Performer di Teatro Fisico, Mimo e nozioni di regia presso la Scuola di Teatro Arsenale dove ha scoperto che è fondamentale consacrare l’immaginazione, alla creazione teatrale.

    Presso l’Accademia del doppiaggio, diretta da Roberto Pedicini e Christian Iansante, ha analizzato e scoperto il mondo del doppiaggio, diplomandosi a pieni voti.

    In questo poliedrico mosaico formativo, l’ultima tessera è si è concretizzata presso il Michael Rodgers Acting Studio dove ha scoperto la sua più intima e pura natura nella recitazione cinematografica.

    Giulia Melis ha preso parte, come attrice, in numerosi cortometraggi e lungometraggi indipendenti e ha lavorato come speaker di spot e tutorial.

    La sua immensa e originaria attrazione per le arti figurative, l’ha condotta, anche, alla stesura di Performance che unificano più linguaggi artistici

    “ Fuga dalla Materia “ è una possibilità per indagare in noi stessi e conoscere più a fondo i nostri moti e graffi interiori, grazie all’ indiscutibile talento di Giulia Melis di plasmare, concepire e interpretare una Performance unica, in grado di appassionare e coinvolgere tutti i presenti.

  • Sapore di Mare di Stefano Donato – mostra di pittura a Fregene

    https://www.facebook.com/sugareditoriacomunicazione/photos/a.304375086678409.1073741829.304287343353850/312901399159111/?type=3&theater

    Sapore di Mare – scritto e inciso da Gino Paoli negli anni sessanta, diretto nella commedia di Carlo Vanzina negli anni ottanta, cantato e raccontato da milioni di italiani, ritorna ad affascinare attraverso la pittura di Stefano Donato
    Da venerdì 7 a domenica 9 luglio presso lo splendido e storico stabilimento balneare Glauco – Fregene – Lungomare di Ponente, 73 saranno messi in esposizione ben venti tele dell’artista del quale hanno scritto: Lucio Barbera, Tony Bonavita, Carmine Benincasa,Vittorio Sgarbi. Una cornice ad hoc per far conoscere al pubblico tutta la gioia dei colori del mare, delle sue tonalità, delle sue prelibatezze che solo Stefano Donato con maestria riesce a farci “assaporare” attraverso i suoi quadri. Inoltre in questa mostra sarà data particolare attenzione ai vulcani. Etna, Stromboli… un’esplosione delle emozioni che solo mare, fuoco, aria e terra uniti possono dare.
    Sabato 8 luglio alle ore 19.00 lo stesso artista sarà presente alla mostra per raccontare la storia di ogni sua opera esposta, e per rendere unica una serata magica, la sfilata del marchio Clybo organizzata da Massimiliano Raffio Costa
    “Sapore di Mare”, un evento aperto a tutti coloro che sanno riconoscere il dono dell’arte che porta nella nostra vita. Assolutamente da non perdere!

    Stefano Donato è nato a Messina, vive e lavora a Roma, dove ha compiuto i suoi studi artistici diplomandosi in arredamento e scenografia. Conta al suo attivo varie personali in diverse gallerie dove ha ottenuto consensi da parte del pubblico e della critica. Giornali, riviste, radio e televisioni si sono frequentemente interessate alla sua attività artistica. Sue opere si trovano in collezioni pubblicate e private. Un suo dipinto dedicato alla Vara di Messina, essendo vincitore del 1° premio del concorso di pittura presieduto da Togo “La Vara e i Giganti 2012”, è stato utilizzato come manifesto ufficiale della edizione 2013 della grande festa di Mezz’Agosto. Nel 2015 partecipa alla Biennale Milano International At Meeting a cura di Vittorio Sgarbi, mentre nel 2016 alla Triennale dell’Arte Contemporanea – Fiera di Verona e dallo stesso anno fa parte dell’Annuario D’Arte Moderna Mondadori Cairo Editore. Ad aprile ha vinto anche il premio L.ARTE TV.

    Per informazioni:
    Stefano Donato tel. 336 754219

    ufficio stampa:
    Sanja Radivojevic
    Sugar editoria e comunicazione srls
    tel. 333 5095621
    email: [email protected]

  • Giulia Pratelli, “Tutto Bene” è il nuovo disco della cantautrice toscana

    ESCE “TUTTO BENE”

    IL NUOVO DISCO

     DELLA CANTAUTRICE TOSCANA

    CON LA PRODUZIONE ARTISTICA DI ZIBBA

     

    Dieci tracce – più una bonus track per l’edizione digitale – che delineano un viaggio intimo tra le aspettative di una giovane artista, in bilico fra la il racconto del proprio sentire e la consapevolezza di una passione irrinunciabile.

     

    “Tutto bene” per me non è solo un disco, è la fotografia di un periodo, di un momento fatto di attese e cambiamenti.

    Forse non poteva essere altrimenti, forse prendersi un periodo da dedicare interamente alla scrittura può solo portarci a raccontare quello che si sta vivendo. La collaborazione con Zibba e con tutte le persone che hanno lavorato insieme a me mi ha aiutato a raccontare ancora meglio quello che ho sentito quando avevo ancora bisogno di guardarmi alle spalle un’ultima volta, prima di chiudere la porta. Quando avevo paura di buttarmi e cercavo di osservare le cose da lontano, ma sentivo la voglia di correre, di saltare… di stringere la mano a chi aveva deciso di correre al mio fianco e dirsi che alla fine sarebbe andato tutto bene. (Giulia)

    “Tutto bene”, pubblicato dall’etichetta Rusty Records vede la produzione artistica del cantautore Zibba. I testi sono di Giulia Pratelli e Marco Rettani, tranne che in “Vento d’estate” cover tratta dal brano cantato da Max Gazzè e Niccolò Fabi. Le musiche sono di Giulia Pratelli.

    Nel disco hanno suonato Fabio Rondanini (batterie e percussioni), Edoardo Petretti (pianoforte acustico e tastiere), Marco Bachi (basso elettrico e contrabbasso), Giulia Pratelli e Simone Sproccati (chitarre acustiche), Simone Sproccati (chitarre elettriche), Stefano Riggi (Sax) e Adam Kenny (Bouzouki).

    Le tracce sono state registate da Simone Sproccati presso i Crono Sound Factory di Vimodrone (MI), mixato da Riccardo Parravicini presso MaM Recording Studio di Cavallermaggiore (Cuneo), masterizzato da Andrea de Bernardi presso Eleven Mastering Studio di Busto Arsizio (Varese). La grafica è curata da Davide Incorvaia. Foto di Giorgia Borneto. Edizioni Musicali Rusty Records/Museo dei Sognatori.

    Guarda qui il videoclip del singolo in radio “Va tutto bene”:

    https://www.youtube.com/watch?v=xIQMJ23o6k0&feature=player_embedded

     

     

    TRACK BY TRACK

     Va tutto bene

    “Pensavo di non riuscire più a scrivere, di non trovare le parole giuste, di deludere le aspettative di chi mi stava tendendo la mano. Le cose che erano sempre state facili sembravano essere diventate difficili, impossibili. Poi ho capito “quanto poco basta per stare bene”… le parole e la musica sono andate da sole, dove era “sempre nuovo il punto in cui arrivare e sempre lo stesso il posto in cui tornare”.

    Dall’altra parte delle cose

    C’è un momento in cui ci si accorge che abbiamo bisogno di metterci in discussione, di cambiare per poter rinascere. “In quel momento ho capito che l’unica cosa di cui avevo davvero  bisogno era un nuovo punto di vista, una finestra accesa per vedere le cose dall’altra parte”.

    Nodi

    A volte ci aggrappiamo così forte ai ricordi da farci male, stringiamo nodi che ci impediscono di andare avanti, trucchiamo i momenti passati e ci ricordiamo le cose “come non sono mai state”. Questa canzone è la consapevolezza dei troppi nodi stretti nel tempo e del bisogno di scioglierli, per continuare a camminare.

    Vento d’estate

    In questo album non poteva mancare un omaggio al mio mondo musicale di riferimento, agli artisti che ascolto ogni giorno. Ho scelto “Vento d’estate”, e, giocando con l’elettronica, abbiamo provato a vestirla in modo più scuro, più malinconico… come il ricordo dell’estate passata, come la voglia di perdersi al mare in un giorno d’inverno.”

    Un inizio migliore

    Di fronte a mille raccomandazioni, per affrontare al meglio la vita e le difficoltà che ci mette davanti ogni giorno, forse la soluzione è lasciare andare, lasciare che la bellezza che ci circonda possa trovarci e stupirci ancora. Anche quando non sappiamo spiegarci il perché, le cose intorno a noi continuano a muoversi: come un nuovo inizio dopo quella che sembrava la fine di tutto, come una luna nuova che ci accompagna sulla strada di casa.

    Se

    “Se fossi capace ti scriverei una vera canzone d’amore”… ma non sempre è così, non sempre si ha davanti qualcuno che se la merita davvero una cosa del genere, che riesce a farci precipitare nel suo mondo, rinunciando a qualsiasi rete, a qualsiasi difesa. Questa no, non è una vera canzone d’amore.

    Resto ancora un po’

    Ci sono momenti in cui abbiamo bisogno solo di fermarci, di aspettare, anche se attendiamo qualcosa o qualcuno che non potrà tornare indietro, anche quando sembra una cosa di cui vergognarsi, da fare di nascosto. In fondo, prendersi un po’ di tempo… “che male può fare”?.

    Oggi

    Quante volte abbiamo portato avanti una relazione, nonostante fossimo consapevoli del fatto che non sarebbe durata davvero? Che quella che avevamo accanto non era davvero la persona con cui volevamo programmare le vacanze, comprare un cane, condividere la cena ogni sera… E se ci fossimo fermati prima di rovinare tutto?

    Penelope

    “E’ l’unica canzone di questo album che ho scritto qualche anno fa, in un momento in cui non avrei nemmeno saputo immaginare questo lavoro.”

    E’ il rovescio della medaglia, il punto di vista femminile di una delle storie più famose di sempre. Ho voluto portare con me questo racconto perché Penelope è una storia antica ma una donna moderna, forte, che cresce un figlio da sola, tenendo testa a enormi difficoltà… aspettando che torni l’uomo che ama.

    Troppo lontani

    Come si possono raccontare tutte le cose che siamo? Le nostre sfaccettature, le nostre ricchezze, i nostri difetti, la nostra incapacità di conoscerci davvero? In una mattina d’estate, lo abbiamo raccontato così. “Troppo lontani” è stato il primo brano scritto per questo album, la prima canzone a rappresentare un nuovo punto di partenza, a legare insieme le energie, le parole di chi ha lavorato a questo album. Poter cantare questo brano insieme a Zibba è la chiusura perfetta del cerchio, la fine che diventa “un inizio migliore”

    10 settembre (bonus track versione digitale)

    Il 10 settembre dello scorso anno ho capito che quando capitano cose che ci sconvolgono, che ci cambiano per sempre, che vengono a distruggere le nostre certezze… accettare di cadere può essere l’unico modo per far sì che il battito del cuore torni ad essere regolare.

     

     

    Etichetta: Rusty Records

     

    BIO

    Giovane cantautrice toscana, Giulia Pratelli ha più volte attirato l’attenzione di grandi artisti quali Fiorello, Marco Masini, Enrico Ruggeri. Ha vinto diversi premi e riconoscimenti: Premio Castelletto 2008, secondo posto e premio F.I.O.F.A. al Golden Disc 2008 (oltre a premio Radio Stop e il premio della critica giornalistica de “Il Tirreno”), premio della critica al Discanto 2008, premio della critica al Gran Galà Discanto 2011, primo posto al Festival di Ghedi Cover 2009, terzo posto al Festival Città del Palladio Nell’estate 2009 è in tour con Gatto Panceri come supporter. Nello stesso periodo inizia una collaborazione con il musicista, arrangiatore e produttore Valter Vincenti (Loredana Bertè, Ornella Vanoni, Paola Turci, Mogol, Mario Lavezzi), a cui affida la direzione artistica del suo primo album “Via!” (maggio 2012 – Rosso di Sera/EMI). Nell’estate 2011 vince il concorso “T Rumors” e partecipa alla compilation della manifestazione con due inediti: “Una margherita viola” e “Davanti a un caffè”, per l’occasione suonati e ri-arrangiati da Ferruccio Spinetti (Musica Nuda, Avion Travel). Nel 2013 pubblica due nuovi singoli, arrangiati da Marco Adami: “Piccole Donne”, scritto da Grazia Di Michele, e “Cartoline”. Nello stesso anno partecipa al tour “La mia storia…piano e voce” di Marco Masini, che la sceglie come ospite di ogni serata in tutta Italia. Nel Gennaio 2014 pubblica un’inedita versione di “Ah che sarà”, nella quale è accompagnata solamente dal bassista Luca Pirozzi. Nello stesso periodo approda all’EdicolaFiore, dove Fiorello la accoglie con grande entusiasmo. Giulia diventa parte del cast e da tre anni partecipa ai live show di Fiorello in diretta dall’Edicola, ora trasmessi su SkyUno e Tv8. Nel Luglio 2014 pubblica il singolo “Scegli il meglio” feat. Violapolvere (band pop-rock), che porta le firme di Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone. Il 1° gennaio 2015 si esibisce nello spettacolo “Let It Beatles” a Lucca, che omaggia l’Anniversario dei 50 anni del tour dei Beatles in Italia. Il 31 gennaio la replica con un fantastico tutto esaurito. Comincia poi, sul suo canale YouTube, un appuntamento settimanale con “Musica in camera…”, dove reinterpreta grandi successi della musica italiana e internazionale, con un’ottima risposta del pubblico. Il 20 Giugno 2015 si esibisce a Firenze al concerto dedicato al World Refugee Day, insieme a Elisa, Piero Pelù, Bandabardò, Brunori Sas. A luglio 2015 partecipa all’evento “Serenata per Roma” (“Roma incontra il mondo”/Villa Ada) insieme a Dolcenera, Enzo Gragnaniello, Luca Madonia, Stag, Erica Mou. In questa occasione, Giulia duetta con Zibba e da qui ha inizio una solida collaborazione: al momento è impegnata nella produzione del suo secondo album, con la partecipazione e sotto la direzione artistica dello stesso. Nel frattempo Giulia ha completato gli studi in Giurisprudenza, presso l’Università di Pisa, con il massimo dei voti. Il 13 gennaio 2017 esce il singolo “Dall’altra parte delle cose”, primo brano che preannuncia il nuovo lavoro in studio. Il 12 maggio 2017 esce l’album “TUTTO BENE”, sotto la direzione artistica di Zibba.

     

    Contatti e Social

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  • Incontro alla Notte: Tour Crepuscolare nel Cimitero di Torino

    http://www.caus.it/images/incontro-notte.jpg

    Il CAUS Centro Arti Umoristiche e Satiriche, proporre alla cittadinanza un nuovo Circuito culturale, artistico, poetico e scientifico, all’interno del Cimitero Generale di Torino. La particolarità dell’iniziativa, risiede nel fatto che la visita guidata si effettuerà dopo la chiusura serale al pubblico, martedì 20 giugno e giovedì 6 luglio.

    Un percorso per scoprire la vita che va a dormire e quella che si risveglia, mentre le ombre della sera s’allungano sino a morire sui neri marmi delle sepolture.  Nel Cimitero Monumentale, animali diurni e notturni si muovono e s’incrociano all’ora del crepuscolo, rispettosi gli uni degli altri, in un naturale scambio della guardia, sul territorio del maggiore camposanto subalpino. Immobili, freddi e imbiancati, restano invece gli animali scolpiti, che adornano le tombe di numerosissime inumazioni.

    In questo meraviglioso zoo a cielo aperto, natura e arte, ogni sera, si sfidano in un duello senza vincitori, in perenne competizione tra simbolismo e superstizione, giorno e notte, vita e morte. Gatti neri, cornacchie, gufi, ragni, pipistrelli e falene, diventano padroni incontrastati della tenebre che si approssimano, mentre bruchi, mosche, lucertole, larve e esseri d’altra natura, rientrano nei loro rifugi, dopo una giornata d’intenso lavoro. Le quiete statue degli “altri animali”, silenziose e immobili, fanno perenne guardia all’aldilà, osservando l’alternarsi dei giorni e delle notti, in una dimensione senza tempo: scarabei, serpenti, rane, topi,  farfalle testa di morto, cani, testuggini, api, uccelli di ogni sorta, mostri, draghi e altro oscuro bestiario.

    Il tour propone, poi, la scoperta delle dimore di alcuni animali: nidi, ragnatele, buchi, tumuli nel terreno, tane nei fusti degli alberi, fessure dei muri di tombe, vasi di fiori e lumini votivi. Un accenno, infine, solo verbale, agli insetti che vivono di decomposizione umana, che divorano legno e vestiti, e tante altre curiosità a conclusione della passeggiata più noir che Torino possa offrire.

    Relatori: l’umorista Raffaele Palma con i veterinari Milo Julini e Giovanni Marietta Odone

    Due le date : martedì 20 giugno e giovedì 6 luglio

    Ritrovo davanti ingresso Principale di corso Novara alle 18.30/18.45

    Durata due ore circa.

    Ingresso gratuito

    Necessaria prenotazione mail [email protected] con i dati degli iscritti (nome, cognome, cellulare e mail)

    Informazioni: 3396057369

     

    C.A.U.S. – Centro Arti Umoristiche e Satiriche

    e-mail: [email protected]

    web: http://www.caus.it

  • Dorelan fa sognare il Triennale Teatro dell’Arte di Milano e il Teatro Donizetti di Bergamo

    Dorelan sposa due partner d’eccezione, come il Triennale Teatro dell’Arte di Milano e il Teatro Donizetti di Bergamo, in occasione di due innovativi spettacoli dedicati al mondo del sonno e dei sogni.

    Il marchio forlivese, è partner tecnico di Todo lo que esta a mi lado, performance del drammaturgo e artista visivo argentino Fernando Rubio, in programma dall’8 al 18 giugno al Triennale Teatro dell’Arte di Milano. Un lavoro, già presentato in tutto il mondo, nato da un sogno del regista: in scena saranno disposti sette letti Dorelan, ognuno dei quali accoglierà un’attrice e uno spettatore. Una riflessione intima sui limiti dell’esperienza e delle sue possibilità che si percepiscono in quel momento indimenticabile che è l’incontro tra sconosciuti.

    Il 17 giugno, dalle 24.00 alle 9.00, sarà invece la volta de La notte del Campanello – Sleep Concert, concerto per pubblico dormiente allestito nella platea senza poltrone, ma con sedici letti Dorelan a creare il giusto contesto scenico, del Teatro Donizetti. 200 ascoltatori saranno accompagnati nelle diverse fasi del sonno dalla musica di 8 artisti di diversa estrazione che spazieranno dalla lirica all’elettronica, esibendosi nel primo Sleep concert in un teatro lirico d’Europa. Organizzata nell’ambito della Donizetti Night 2017, da Invisible°Show in collaborazione con CTRL magazine, lo Sleep concert è una particolare forma di performance musicale pensata per il sonno e per il sogno: la sonorizzazione di un ciclo di sonno di spettatori-ascoltatori dormienti, il paesaggio sonoro della durata di una notte allestito nello spazio, unico, del Donizetti in ristrutturazione.

    «Ogni giorno facciamo della cultura del buon riposo la nostra missione. È un passo significativo per la nostra azienda offrire sostegno alla cultura teatrale e artistica più in generale e siamo orgogliosi di iniziare da queste due collaborazioni con realtà tanto significative come la Triennale di Milano e il Donizetti di Bergamo»: spiega Luca Papa, responsabile comunicazione Dorelan.

    www.dorelan.it

    Info

    Triennale Teatro dell’Arte

    Viale Alemagna 6, Milano

    Todo lo que esta a mi lado – Dall’8 al 18 giugno 2017
    Performance per uno spettatore alla volta. Durata: 15 minuti

    Prenotazione obbligatoria, posti limitati

    Biglietteria: T. 02 72434258 – [email protected]

    www.triennale.org/teatro/

    Teatro Gaetano Donizetti

    Piazza Cavour 15, Bergamo

    La notte del campanello – Sleep concert
    17 giugno 2017, dalle 24:00 alle 9:00

    Disponibilità: 200 posti a sdraiare, esclusivamente su
    www.invisible-show.tumblr.com

  • Dido Fontana, Amen

    A M E N.

    L’esposizione che Dido Fontana presenta presso Boccanera Gallery contiene qualcosa di ardente e violento, una tensione vitale colma di passione.
    Amen. La titolazione è già promessa di un paesaggio specifico. Un’allegoria concettuale che, travestita da attraente provocazione, rappresenta i desideri, le ambizioni, l’idea di volontà di potenza che necessita per sua stessa natura, di affidamento, totale accettazione e compimento continuo.
    Il raccontare di questa installazione è intenzionalmente provocatorio e crudo. Frutto del coincidere di diversi fattori nel medesimo processo creativo, rappresenta l’occasione per guardare alla volontà di potenza nelle sue epifanie più iconiche (violenza, sesso, libertà di espressione). Sentimenti e sensazioni esplodono in forme espressive disturbanti e inaspettate, passando da un registro astratto a quello figurativo attraverso l’uso di materiali e dimensioni differenti.
    L’allestimento concentra provocazioni e suggestioni, dà forma alla pulsione e alla propulsione istintiva che traduce a compimento le intenzioni dell’uomo. Con ironia e determinata, personalissima precisione, il re cannibale si concentra su quelle tensioni ataviche calandole in un’atmosfera suggestiva densa di rimandi di nicciana memoria. Entrando nello spazio espositivo ci si cala in una atmosfera mistica, oscura e densa in cui le forze vitali si muovono e aleggiano come vessilli: l’amore, la conoscenza, l’illuminazione, l’emancipazione, la forza, il comando e la potenza.
    Quello che appare agli occhi è una sequenza sinergica di elementi. Una mostra da vivere immersi nella profondità di una suggestione non solo visiva ma anche sonora, in cui gli echi di canti sacri riverberano nello spazio. Un invito ad entrare e abbandonarsi senza preconcetti a un estatico rapimento che preme su quella parte più profonda e istintiva – talvolta allineata e alterata da senso del dovere e senso di colpa –  per coinvolgere totalmente lo spettatore e permettergli di sfiorare parti dense e oscure. Senza tabù, manierismi né imbarazzo e censura. Perché Dido Fontana ci ha abituati al suo stile crudo e provocatorio, mai fine a se stesso. E qui, spogliando l’allestimento di ogni orpello immaginifico, restituisce allo spettatore la responsabilità di interpretazione più profonda.
    Dido Fontana provoca ancora un volta il nostro sguardo, lo allena nel modo a lui più congeniale, sollecita l’alterazione delle consuete percezioni. Invita a fermarsi e cogliere la centralità del messaggio, perpetuo circolo tra desiderioimmaginazione e crescita.

    Copertine di film hard, tracce di un culto clandestino da rinnegare, raccolte e ostentate, riprendono vita e diventano icone parte di un ironico baccanale da spiare (ed espiare) come si fa con i piccoli peccati carnali. Perché è lì che lo sguardo cade. La meccanica. La violenza. La performance. La carne.
    L’artista si rivolge all’osceno sublimandolo attraverso la sovrapposizione di sigilli come personali e moderni rituali, esaltatati dall’estremo realismo che accompagnano l’individuo nel percorso di accettazione e liberazione dalla repressione culturale e dalle convezioni polverose e perbeniste. Supera inoltre il limite della ripetitività e dell’inesauribilità di un desiderio protratto all’infinito che deve andare oltre per giungere a compimento.

    Il desiderio che muove e spinge all’azione. L’arma ritratta su fondo nero, esposta e celebrata come metafora non di violenza fine a se stessa, bensì come strumento e tecnica che vincola energie, orientandole e incanalandole con precisione per il raggiungimento dello scopo. L’idea entra nel cervello e si fa liquida, penetra come una pozione sottopelle, e nelle vene. Pulsa e preme finché non trova la via, il mezzo, la forma. Bang.  Invade totalmente la parete e sorprende, turba e ipnotizza. Scarna, essenziale e priva di cattive intenzioni. Forse. L’arma ritratta nella sua forma più essenziale, pura, assoluta che ne esalta la fascinazione estetica. Esasperata volutamente nelle dimensioni per confondere e celebrare il richiamo alla bellezza della forza e della potenza.
    Come un tiranno che si rispetti, non provi alcun senso di colpa”.
    Il potere e il bambino ritratto nel dipinto, innocente per natura e privo di sovrastrutture si affaccia fiero e senza timore al mondo, sfidandolo. È un inizio, uno nuovo e incessante, come un gioco. Conquista con il suo  alla vita ed esprime l’essenza dionisiaca della libertà, giocando nel mondo e traducendolo in un presente immortale.
    È una celebrazione della vita che trova l’estrema sintesi nel trittico. Perfetto. Per dimensioni e potenza espressiva inchioda nuovamente la vista a quell’immagine. Così violenta e delicata allo stesso tempo. Epilogo e prologo. Quella figura leggera e delicata come una beata vergine che porta su di sé la perversione strumentale della volontà. Tra macerie che si fanno altare su cui l’artista rovescia e mette in scena la sintesi estrema di questo percorso simbolico attuale, più che concettuale. Così che l’ebbrezza dionisiaca viene rappresentata come stato totale (del corpo), una forza interiore, uno stato di potenziamento e pienezza. Le pulsioni e le forze che muovono esigono controllo e completo dominio, e l’artista (l’uomo, in generale) dovrebbe semplicemente sfruttarle e dominarle per trasportarle nella creazione e nel compimento della proprio natura.
    Si coglie il senso della titolazione che, attraverso il rimando esplicito a invocazioni e suppliche e gaudenti celebrazioni, mantiene la promessa ed è un affidarsi – totalmente, ancora una volta –  alla volontà (artistica) di Dido Fontana.
    Amen.

    Testo di Valentina Rinaldi

    Link per accedere al sito : http://www.arteboccanera.com/news.php?act=view&lng=it&id=258

  • ALSON GALLERY presenta Urbis et Natura di MARSHALL VERNET

    Debutterà mercoledì 7 giugno alla Alson Gallery di Milano la mostra fotografica “Urbis et Natura” del celebre fotografo Marshall Vernet, vincitore del premio RaM Sarteano alla settima edizione di MIA PHOTO FAIR, la fiera della fotografia d’arte a Milano.

    Le fotografie di “Urbis et Natura” sono caratterizzate da grande attenzione al rigore geometrico; è evidente, in esse, la ricerca di un più saldo equilibrio compositivo e l’interesse per un’immagine cinematografica. La compostezza dell’immagine permette di focalizzare l’attenzione sui particolari più toccanti, umani, in questo modo, il rigore della facciata in cemento di un edificio contemporaneo può svelare la sagoma di un uomo solitario.

    Nelle opere di Marshall Vernet le architetture e la natura dialogano e interagiscono fra loro: la luce e le ombre sembrano vestire gli edifici che, con le loro forme e i loro materiali, sembrano presentarsi come palcoscenici del mondo in divenire.

    “Le foto di Marshall Vernet sono pezzi di una realtà trasfigurata che genera spazi surreali, magici e sognanti.” commenta il curatore della mostra Rolando Bellini “ La forza espressiva di questo autore sta nel proporre uno sprofondamento in una dimensione onirica, un’avventura nel mondo della percezione. Ciò che conferisce corporeità e concretezza a queste immagini è il gioco di luci, radenti come in un dipinto del Caravaggio, che accentuano le forme e rendono le immagini teatrali. L’abilità di Marshall Vernet nell’uso della luce crea immagini come fossero un frame di una pellicola in slow-motion, dove la percezione del movimento le rende frammenti di una storia più ampia in continuo divenire. In ‘Urbis et Natura’ ritroviamo tutte le caratteristiche peculiari del suo lavoro: il colto uso dei grigi, la teatralità dei chiaroscuri e il toccante confronto tra i paesaggi architettonici e quelli naturali che incontriamo nel quotidiano. In questi lavori architettura e natura interagiscono, le luci e le ombre vestono gli edifici, il dialogo tra il naturale e artificiale svia il contrasto e cerca l’armonia degli elementi. Marshall Vernet ancora una volta crea un fermo immagine dell’armonica realtà che ci circonda, carica di sentimento e poesia.”

    Marshall Vernet è nato a New York City nel 1956. Ha frequentato il Liceo Francese di New York, poi in Svizzera, presso l’Istituto Le Rosey, dove la sua passione per la fotografia prende forma. Trasferitosi a Los Angeles, Vernet era un regista pubblicitario dopo aver affiancato il regista Tony Scott nella realizzazione di film quali “Déjà Vu”, “The Fan”, “Enemy of the State”, e “Domino”. Marshall Vernet partecipa a Mia Photo Fair tre volte. In occasione della settima edizione espone la sua più recente raccolta fotografica, intitolata “Urbis et Natura”. Attualmente vive e lavora tra Los Angeles, Milano e Parigi.

    Alson Gallery, nasce nel cuore di Milano, a due passi dal Duomo dall’unione di Alessandro Alessandroni e Sonia Zentilini, professionisti del settore che da oltre un ventennio collaborano con gallerie d’Arte dallo spessore internazionale. Uno spazio che si muove tra le epoche diverse, riportando ai nostri occhi opere ricercate di inestimabile valore storico, che trovano la loro estensione nelle imponenti stanze, racchiuse nell’Antico Palazzo Biancardi, in via san Maurilio 11.

  • Comprare quadri al Quadromat

    Può capitare che passeggiando per la strada e guardando le vetrine dei negozi o le persone indaffarate nei loro intenti, ci venga la necessità di comprare un quadro moderno. Poco male se la cosa accade in un orario in cui negozi sono aperti, possiamo sempre correre verso la galleria d’arte più vicina e comprarci uno dei quadri esposti. Ma se ci dovesse capitare di sera, o di domenica, niente paura: ora ci sono i quadromat.

    Sempre più frequenti nelle vie del centro, i quadromat ora vengono installati anche in periferia, in modo da garantire un servizio efficiente per rispondere alla domanda urgente di arte.

    In pratica si tratta di pratici distributori automatici con display a colori da cui sfogliare il catalogo dei quadri disponibili. Per ogni quadro moderno c’è una dettagliata scheda descrittiva con caratteristiche del soggetto dipinto, autore, anno di creazione dell’opera, dimensioni, peso, prezzo, costo dell’imballo. Selezionando il quadro desiderato, magari un bel ritratto o un paesaggio moderno o un quadro astratto, inseriamo la nostra tessera prepagata o la carta di credito (vengono accettati tutti i circuiti di pagamento più utilizzati) effetuiamo il pagamento e dall’apposita fessura esce già imballato il nostro quadro.

    Se si tratta di opera pittorica su supporto rigido il quadromat insieme la ricevuta di acquisto stampa anche il certificato di autenticità con la firma digitale dell’artista. Se si tratta di una stampa su carta o su tela l’opera esce già arrotolata in un tubo di cartone. Mentre fino a qualche tempo fa ogni quadromat distribuiva un unico stile di quadro, con la liberalizzazione degli stili dei quadri moderni ora è tutto più facile, in quanto allo stesso quadromat possiamo trovare sia quadri astratti che di paesaggi o anche quadri pop art.

    Per l’acquisto dei quadri di nudo è necessario inserire anche il tesserino del codice fiscale per dimostrare di essere maggiorenni, altrimenti il quadro esce con le nudità coperte da pennellate di vernice bianca.

    I primi quadromat, inventati dalla Fondazione Quadri Moderni Giorgio Zampironi, erano in realtà poco più che magazzini su strada, chiusi al pubblico ma con una finestrella dove un commesso faceva vedere il catalogo dei quadri per camera da letto al cliente, prendeva i soldi e consegnava da una fessura il quadro. Con il progresso tecnologico e la geniale intuizione dello stesso Giorgio Zampironi è intervenuta l’automazione dell’intero processo e il quadromat ormai necessita solo di essere periodicamente ricaricato dall’artista o il gallerista che lo ha in appalto.

    Niente di meglio per soddisfare un bisogno urgente di quadri moderni, sia orizzontali che verticali, senza nemmeno doverli scegliere col gallerista che ci preme alle spalle per farci comprare il quadro più costoso. Si va, si sceglie, si compra, senza chiacchiere inutili sul miglior accostamento dei colori del quadro con i colori delle tende o su come è stato dipinto il quadro.

  • Switch On Your Creativity 2017

    Switch on your Creativity nasce come produzione Asian Studies Group nel 2013 e viene presentato come contest interculturale sulla creatività giovanile nella Milano in vista di EXPO 2015. Grazie al coinvolgimento di prestigiosi sponsors tecnici quali Enel, JAL, Samsung e Philips, Switch on your Creativity premia attraverso borse di studio sulle due edizioni 2013/2014 e 2014/2015 opere creative sviluppate su temi diversificati ma con costante valorizzazione dell’incontro tra cultura occidentale e quella orientale.
    Durante la premiazione della seconda edizione, alla presenza di EXPO 2015 e di tutte le principali istituzioni, viene presentata “La Carta dei valori alle Creatività Giovanile”, un documento programmatico con cui una commissione internazionale di giovani creativi pone le basi per una serie di proposte che vengano a favorire e a valorizzare la centralità di Milano quale Capitale Europea della Creatività. Il contest diviene pertanto nella sua terza edizione 2015/2016 un acceleratore di progetti creativi con lo scopo di sostenere l’ideazione, la promozione e realizzazione di contenuti creativi da Europa e Asia, guidando i giovani protagonisti nei termini di matching con sponsors o favorendone realizzazione di progetti creativi internazionali in Milano e consolidando attraverso di essi, azioni di marketing territoriale per la Città di Milano, agevolando prospettive di gemellaggio con istituzioni, organizzazioni, festivals e accademie.
    Switch on your Creativity giunto ora alla quarta edizione prosegue pertanto nella valorizzazione di contenuti che, inseriti nel dialogo artistico con Paesi da Asia e Europa, attraverso l’esaltazione d’opere d’ingegno, rappresenta per il capoluogo lombardo quella che abbiamo definito una vera e propria #ereditàexpo, ovvero lascito di dinamismo e ammirazione per la nostra città che l’Esposizione Universale del 2015 ha saputo infondere in Paesi e Culture di tutto il mondo
    Switch on your creativity 4th edition si sviluppa lungo il tema “Creativity is Discovery”, le proposte creative selezionate e introdotte nel nostro acceleratore ai fini di promozione e realizzazione rientrano nelle seguenti categorie
    Contemporary Art
    Show & Dance
    Music
    Short Movies
    Fashion & Design
    Innovation

    Per l’edizione 2017 segnaliamo, per quanto riguarda la sezione Contemporary Art, una joint che Asian Studies Group ha consolidato con L’istituto Italiano di Cultura di Osaka che accoglie e produce presso il proprio Spazio Arte in Osaka Festival Hall, dal 27 di maggio fino al 15 di giugno, la mostra dal titolo “Da Milano a Osaka, ponte d’emozioni nella scoperta dell’Io”, a cura del direttore scientifico di Asian Studies Group, il Dottor Paolo Cacciato. Due le categorie coinvolte: 5 studenti del biennio specialistico dell’Accademia di Brera e 9 giovani professionisti che affrontano il tema della scoperta intesa come incontro di culture, narrazione della propria soggettività, scoperta della diversità nel confronto col mondo, voglia e necessità di comunicare la propria natura in un confronto curioso e sentito con il “Mondo Giappone”.
    Gli artisti partecipanti per la categoria giovani professionisti sono: Andrea Sbra Perego; Marco Randazzo, Giorgia Cavaliere; Gianluca Sità; Filippo Cristini; Elisa Vendramin, Sophie Muhlmann, Margherita Martinelli, Vittorio Asteriti;
    Per i giovani studenti dell’Accademia di Brera parteciperanno: Elias Bertoldo, Saeed Naderi, Yuki Aoki, Silvia Greco e Magda Chiarelli.
    Si ringraziano per la collaborazione e il supporto istituzionale Expo in Città e l’Assessore alla cultura Filippo Del Corno, con noi dalla prima edizione; L’Istituto Italiano di Cultura ad Osaka nella persona del Direttore Fossati, senza il cui supporto, l’evento non avrebbe avuto luogo; Infine si ringrazia il Direttore Franco Marrocco dell’Accademia di Belle Arti di Brera, per il cortese e sentito supporto all’evento.