Tag: Arte

  • Amalart presents: Lee Feng – The Worship of nature

    Amalart e Big Eyes Vision International, in collaborazione con Banca Generali Financial Planner sede di Milano Via San Paolo 7, ha il piacere di presentare la mostra dell’artista taiwanese

    Lee Feng (in origine Lee Wee- Ping)

    Art & Poetry – The Worship of nature

    Direzione artistica: Edward Xu & Zhao Xiang Wu

    17 maggio – 30 giugno 2017

    Banca Generali Financial Planner – Via San Paolo 7 (Sesto Piano) Milano

    Lee Feng torna in Italia con una panoramica riassuntiva delle sue recenti collezioni, esattamente a due anni di distanza dalla sua prima mostra a Milano durante l’Expo organizzata a maggio del 2015 nell’elegante cornice dell’Hotel Boscolo, e dopo il viaggio in Svizzera in occasione dell’Art Basel 2016 per una Mostra collettiva con 3 maestri cinesi del calibro di Ho Kan, Liu Yiyuan e Hsiao Cin.

    Colori, pennellate, luci ed ombre entrano in relazione generando un movimento armonico e bilanciato, creando immagini permeate da uno scambio dialogico tra background iconico orientale e assenza di vuoti tipica-mente occidentale. Arte strumento e parafrasi del non detto, del silente, dell’Io sovraordinato e trascendente in quiete con Energia ed Universo. Questo il pensiero dominante capace di oltrepassare le barriere linguistiche, culturali, personali che Lee Feng attraverso le sue opere, vuole comunicare.

    La mostra si svolgerà presso Banca Generali in Via San Paolo 7 (6° piano), già sede negli ultimi anni di esibizioni di artisti nazionali ed internazionali.

    Amalart (www.amalart.it) nasce nel 2013 con l’idea di valorizzare l’arte contemporanea italiana ed internazionale, con un approccio innovativo alla comunicazione. La sua strategia lungimirante ha proiettato la società verso mercati quali come Cina, India, Russia e Corea, dove ha siglato partnership e collaborazioni con importanti  gallerie d’arte, musei, case d’aste, boutique di lusso, studi di architettura ed interior designer.

    L’inaugurazione della mostra si terrà martedì 16 maggio alle ore 18.30. Evento ad invito riservato.

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    LEE FENG: Art & Poetry – The Worship of nature
    Via San Paolo, 7 (sesto piano) a Milano – Sede di Banca Generali Financial Planning
    Mostra visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 17,30 (venerdì fino alle ore 16,30)
    Per info e prenotazioni: [email protected]
    Approfondimenti sull’artista: www.amalart.it/feng – Informazioni: [email protected]

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  • La nuova fotografia d’arte su LEphotort.com

    Le foto di Maurizio Paolo Grassi realizzate con un sorprendente procedimento di stampa manuale.

    E’ on-line il nuovo sito LEphotoart.com, Limited Edition photography art, dedicato alla diffusione presso le gallerie e i collezionisti d’arte delle foto artistiche realizzate da Maurizio Paolo Grassi con un nuovo ed esclusivo procedimento di stampa manuale. Tale procedimento, dall’artista sviluppato sul principio di un’antica tecnica fotografica, conferisce alle immagini una profondità di toni e una permanenza nel tempo il cui limite è solo quello della durata della carta di puro cotone utilizzata quale supporto per le opere.

    Come evidenzia lo stesso Maurizio Paolo Grassi il nuovo sistema di stampa permette un controllo completo da parte dell’artista:

    « Sin dalle prime esperienze di stampa fotografica effettuate in passato ho rilevato come la carta ai sali d’argento non permetteva un intervento manuale tale da ottenere delle stampe d’arte.

    Basandomi su una tecnica inventata negli anni venti, dopo una sperimentazione durata, quasi un anno ho messo a punto un nuovo ed esclusivo procedimento di stampa denominato resino-pigmentype che permette un totale controllo artistico.

    Questo metodo consiste in una stampa fotografica in cui l’immagine latente diventa visibile per mezzo del trattamento della superficie con un pigmento naturale distribuito con un pennello. In questo modo è possibile schiarire le ombre e rinforzare i bianchi, fino ad ottenere l’effetto voluto.

    Il risultato è sorprendente in quanto la fotografia acquisisce trimensionalità in virtù del deposito di pigmento che aderisce alla gelatina.»

    Il sito www.lephotoart.com contiene anche una biografia dell’artista che è attivo dalla fine degli anni ’70 del ‘900, della tecnica utilizzata e dei temi preferiti, tra i quali si segnala l’archeologia industriale e l’architettura.

    Data la particolare “matericità” delle stampe l’effetto visivo completo è apprezzabile solo nella visione diretta degli originali. Le gallerie d’arte interessate a una rappresentanza possono contattare direttamente l’artista.

    M.R.M.  Carrara 19.04.2017

    Contatti:

    web: www.lephotoart.com

    mail: [email protected]

    phone: +39 0585 027081

  • Arte: alla Case Romane del Celio la “Pìetas” di Corrado Veneziano

    Roma, 15 aprile 2017 – D’intesa con il Ministero dell’Interno, con il Ministero dei Beni Culturali, e con la Società coop. Spazio Libero, prende il via giovedì 20 aprile alle 18.00, a Roma, nello straordinario complesso archeologico delle Case Romane del Celio (Clivo di Scauro), “Pìetas”, la mostra di Corrado Veneziano a cura di Raffaella Salato.

    L’esposizione, in programma fino al 2 maggio prossimo (orario: tutti i giorni, dal giovedì al lunedì, dalle 10.00-13.00 e dalle 15.00-18.00, ingresso al pubblico: intero 8 euro, ridotto 6 euro) in uno dei poli museali più affascinanti dell’intero patrimonio laziale, presenta dieci tele di lino installate su strutture autoportanti che “mimano” e riprendono la struttura visiva della Sacra Sindone, una delle forme estetiche più illuminanti della condizione mortuaria al di là di ogni risvolto di natura religiosa. I dieci sudari, che rappresentano altrettante figure umane immaginate in posizione funebre, sembrerebbero ritrarre uomini apparentemente comuni. In realtà, le somiglianze richiamano alla mente dello spettatore alcuni personaggi tristemente noti, annoverabili fra i despoti e i dittatori più sanguinari del XX e XXI secolo: Hitler, Mussolini, Pol Pot, Videla, Batista, Bin Laden, Gheddafi, Mobutu e Pinochet.

    Ritratti a misura reale, con le palpebre chiuse e le mani congiunte sotto il ventre in una postura che ricorda la Sacra Sindone, i soggetti di questi lavori, su cui evidente è il lavorìo intenso condotto dalla mano dell’artista, presentano i tratti del viso e del corpo trasfigurati e colti in una dimensione eterea, astratta, allo stesso tempo distaccata e appartata che solo la percezione della morte può produrre.

    Nell’attimo solenne della dipartita, dunque, come dimostrano le opere di Veneziano, anche il volto di un individuo, assolutamente esecrabile in vita e privo di alcun genere di pentimento, può essere rappresentato in un’espressione più umana e dignitosa, risultato di quell’elevato sentimento della pìetas latina che insiste tra l’altro sul rispetto e sull’amore dovuto comunque a ogni essere umano a prescindere dalle nefandezze che gli sono appartenute. Come se la scomparsa terrena sia capace di allontanare lo sdegno e il ripudio per portare al suo posto una qualche forma di rasserenamento.

    Partendo dalle considerazioni di Ricoeur e Lèvinas, che avevano posto l’attenzione sull’assunto della religione cristiana secondo cui qualsiasi volto “potrebbe essere quello di Cristo”, Veneziano recupera l’immagine della Sindone e con un gioco di sostituzioni-trasformazioni riesce, dunque, a “trasferire” sul lenzuolo di lino le sembianze di uomini la cui ferocia ha segnato la storia dell’umanità.

    Il volto di Cristo – ha detto Veneziano – è, allo stesso tempo, l’immagine più riprodotta e la raffigurazione più astratta e priva di documentazione che ci sia. In questo senso l’operazione di ragionevole verosimiglianza delle immagini di Pìetas , progetto che ha preso forma dentro di me durante il Giubileo della Misericordia, potrebbe rappresentare un tributo all’arricchimento semantico dell’immagine del Salvatore, ma anche diventare un onesto lavoro di allargamento delle opzioni figurative in cui questi si è materializzato”.

    Molteplici le domande che l’esposizione pone, infinite le questioni estetiche e artistiche, le problematiche politiche, religiose, psicologiche e sociologiche. In questo senso la mostra diventa l’occasione per riflettere sulla distanza tra mondi incomparabili o distanti, come quello della vita e della morte, della immanenza e della trascendenza, della guerra e della pace. Mentre, per l’ennesima volta, come ha scritto in passato Achille Bonito Oliva le opere di Veneziano ”massaggiano il muscolo atrofizzato della memoria collettiva”.

    L’appuntamento per il Vernissage è fissato per giovedì 20 aprile alle ore 18.

     

    Note biografiche:

    Corrado Veneziano (Tursi, 1958) ha alternato le sue attività di ricerca e di docenza accademica con il suo permanente lavoro di artista. Regista teatrale per Festival e rassegne internazionali (spesso con la Biennale di Venezia) e regista televisivo per la Divisione ragazzi di Rai 3 e per Rainews 24, ha pubblicato molteplici volumi (sulla comunicazione e la espressività) con importanti case editrici italiane. Ha tenuto laboratori e seminari in università e accademie, in Europa, negli Stati Uniti, in Africa. Nel 2013 ha presentato per la prima volta i suoi lavori pittorici a Roma, raccogliendo l’attenzione lusinghiera del critico Achille Bonito Oliva e dell’antropologo Marc Augè.

    Sulla sua produzione pittorica vale la pena sottolineare la mostra ospitata con il sostegno del Ministero degli Esteri e ospitata a Bruxelles nel primo semestre europeo di presidenza italiana (2014) e due eventi, del 2015. Il primo è legato alla personale ISBN 9788820302092 tenutasi a Parigi nell’Espace en Cours diretto da Julie Heintz; il secondo è invece relativo al quadro che la Rai gli ha commissionato per il 67° Prix Italia – Concorso internazionale della Tv, del web e della radio. La mostra parigina si è inscritta nelle manifestazioni francesi sul 750 anniversario della nascita di Dante Alighieri; l’opera per il Prix Italia (tenutosi a Torino tra il 19 e il 24 settembre) è diventata l’immagine-simbolo della rassegna 2015 del Prix, intitolata “Il potere delle Storie. Il laboratorio della Creatività”. Anche il 2016 ha registrato varie iniziative pittoriche e artistiche, tra cui vale la pena di citare la personale alla antica Galleria Nevskij 8 di San Pietroburgo dal titolo “I codici dell’anima” in cui Veneziano ha presentato, per larga parte, i lavori dedicati ai codici ISBN. Recentemente (San Pietroburgo, gennaio-febbraio 2017) l’artista è stato impegnato in esposizione in quel medesimo spazio con la personale “Segni, loghi e corruzioni”, a cura di Raffaella Salato. In occasione dell’anniversario dei 60 anni del Trattato di Roma, l’artista ha “ripensato” il logo dell’UE presentando 3 installazioni di dimensioni considerevoli.

     

    Alcune note critiche:

    Achille Bonito Oliva ”L’anima dei non luoghi”

    “(…) Eppure egli è un artista tipicamente europeo che partecipa anche alla postmodernità attraverso l’assunzione del metodo dell’assemblaggio, della conversione, del riciclaggio, della contaminazione; insomma di una serie di passaggi stilistici differenziati”. “(…) Inserirsi nel mercato dell’arte contemporanea è un fatto statistico, di circostanza, di contesto. Quello che è importante è riconoscere quando un lavoro è capace di viaggiare su diverse lunghezze d’onda: viaggiare tra l’alto e il basso del sogno dell’arte. Questo è in grado di fare Veneziano in quanto ha il coraggio di non assumere un’iconografia eclatante ma, anzi, segnala l’orgoglio di chi utilizza l’arte per sviluppare una scoperta. L’arte come svelamento e l’arte come sollecitazione e ampliamento della sensibilità: per chi la fa e per chi la riceve. In questo senso, quella di Corrado Veneziano, può definirsi – anche – un’arte sociale”.

     

    Marc Augé, “L’anima dei non luoghi”

    “(…) Devo ammettere di aver attraversato larga parte del mio lavoro intellettuale a spiegare cosa sia un non-luogo. E ora, un po’ inaspettatamente, vedo rappresentato questo concetto nell’arte figurativa: per l’esattezza nelle opere pittoriche di Corrado Veneziano. Ho sempre sperato (e aspettato) che un artista potesse appropriarsi di uno spazio che è considerato normalmente un non-luogo, e ho avuto la conferma immaginata: che cimentandosi con uno spazio non definito (non puntualmente localizzabile) il pittore stabilisca e rafforzi – comunque – una relazione con il medesimo spazio. E Veneziano rimarca proprio l’esistenza dell’arricchente opposizione tra luogo e non luogo;  la trasposizione pittorica diventa protagonista del non-luogo laddove ne propone una inedita, intensa rappresentazione.”

     

    Derrick De Kerckhove Non luoghi > No loghi

    “(…) È questa ricerca dello “sguardo di chi guarda” che mi intriga in Veneziano. L’educazione allo sguardo e dello sguardo è propria dell’arte visiva. Ma pochi artisti contemporanei lo fanno deliberatamente, pittori o fotografi, scultori o registi.

    Veneziano chiede allo spettatore di creare il quadro con lui: per distinguere forme sfocate, e per perseguire una proposta visiva ulteriore. Oppure, come nel caso del quadro del codice QR, per legare e correlare una moltitudine di ombre fluide, appena riconoscibili tra singole tessere. Un quadro luminoso e ricco di speranza: come molte altre opere di questo artista”.

     

    PÌETAS

    Case Romane al Celio – Clivo di Scauro – Roma

    Mostra personale dell’artista: Corrado Veneziano

    Apertura al pubblico: da giovedì 20 aprile 2017 a martedì 2 maggio

    Orario: 10.00-13.00 e 15.00-18.00 dal giovedì al lunedì

    Ingresso: intero 8 euro, ridotto 6 euro

  • Nel centro storico di Udine una riflessione sul tema della prigionia: “Prisoners” e “Panoptico”

    NEL CENTRO STORICO DI UDINE, DUE INSTALLAZIONI DI ARTE PUBBLICA DEL B#SIDE WAR FESTIVAL: “PRISONERS” E “PANOPTICO”

    Inaugurazione: venerdì 7 aprile ore 18.00, presso Loggia del Lionello, Udine.

    Orari: L’installazione Prisoners sarà fruibile nel centro storico di Udine, nell’area circoscritta tra Piazza Venerio, Piazza Matteotti e Via Manin, dal 6 al 9 aprile dalle 17.00 alle 21.00.

    L’installazione Panoptico sarà fruibile nel Rifugio antiaereo di Piazza I Maggio a Udine, dal 6 al 9 aprile dalle 17.00 alle 21.00.

    Infoline: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org

    IoDeposito Ong, in collaborazione con il Comune di Udine, inaugura venerdì 7 aprile alle ore 18.00 presso la Loggia del Lionello (Udine) le due installazioni Prisoners, opera concettuale di arte pubblica di Joshua Cesa e Panoptico (PAN-ὀπτικός), opera di sound art di Greta Lusoli. Entrambe le opere, organizzate con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e il patrocinio dell’UNESCO, sono fruibili gratuitamente e disponibili dal 6 al 9 aprile, dalle 17.00 alle 21.00: Prisoners arricchirà il centro storico di Udine, dislocandosi nella zona attorno a Piazza Libertà, Piazza Giacomo Matteotti e Piazza XX Settembre, mentre Panoptico sarà ospitata nella storica sede del Rifugio antiaereo di Piazza I Maggio (Ud). I due appuntamenti rientrano nell’ambito della terza edizione della rassegna artistica e culturale B#SIDE WAR, ideata da IoDeposito Ong e promossa attraverso numerosi eventi nazionali ed internazionali quali mostre d’arte e installazioni artistiche, performing, conferenze, progetti di ricerca e pubblicazioni.

    In un’Europa che cento anni fa si configurava come una grande prigione a cielo aperto, quasi quindici milioni di persone vivevano intrappolate in carceri di guerra inumane. A fianco a loro, altrettanti civili soccombevano tra campi di rifugiati, campi d’evacuazione o tra le propria mura domestiche, prigionieri di una realtà di distruzione e di privazione. Attraverso le loro opere, i due artisti Joshua Cesa e Greta Lusoli coinvolgono lo spettatore a esplorare le tematiche legate alla prigionia, permettendo di interfacciarsi con una visione poli-focale della storia tra passato e presente. L’opera Prisoners di Joshua Cesa nasce dall’esigenza di indagare l’esperienza della prigionia in senso percettivo. L’installazione si realizza attraverso una serie di strutture cubiche poste a terra le quali, squadrate e monolitiche, si aprono al dinamismo mostrando l’immagine di numerosi prigionieri che dal loro interno, disperati, cercano l’uscita. Un contenitore che si fa quindi metafora di tutte le reclusioni -non solo quelle dovute alle guerre conclamate ma, anche, a quelle sommesse- in un tempo in cui l’uomo è prigioniero soprattutto di se stesso: inevitabile chiedersi quali siano, allora, i reali confini di una cella. Inseriti nello spazio urbano del centro storico di Udine (elegante e ordinato centro città in cui il ricordo delle tragiche vicende legate alle Guerre Mondiali è attutito e quasi ovattato), l’imbattersi casuale negli schermi di Prisoners induce a riflettere sul paradosso dell’incontro-scontro tra la libertà del passante e la condizione esasperata del prigioniero, fuori da ogni tempo e da ogni luogo, risvegliando così una preziosa -seppur scomoda- memoria storica.

     

    Allo stesso modo, Panoptico (PAN-ὀπτικός) si relaziona con il terribile scenario di guerra tentando di evocare sonoramente (ricostruendola nella mente dell’uditore) l’angosciosa architettura di prigione ideata dal filosofo e giurista J. Bentham alla fine del XVIII secolo. Tale struttura permette a un singolo sorvegliante di controllare contemporaneamente tutti i detenuti pur rimanendo fermo al centro dell’edificio, grazie alla dislocazione che sviluppa le celle ad anello attorno allo spazio centrale. Un annullamento totale della privacy, dell’intimità e dell’identità dei prigionieri dunque, che contribuisce a quel pericoloso processo di oggettualizzazione e de-umanizzazione del prigioniero. La Lusoli sintonizza questa architettura del XVIII secolo sul dramma dei conflitti contemporanei, anche attraverso la particolarità della location: al centro dell’esperienza sensoriale del fruitore vi è infatti la proiezione di un suono primordiale, che rimbomberà nell’ex rifugio antiaereo ogni 5 minuti e 53 secondi rievocando il ricordo del pericolo. Quest’implacabile puntualità è il risultato di una proporzione matematica e concettuale che divide i minuti contenuti in 365 giorni per il numero di prigionieri che ogni anno muoiono vittime delle guerre, sottolineando così la disarmante quantità di morti di prigionia che, ancora oggi, perdono la propria libertà nei conflitti armati.

     

    Contatti

    Link dell’evento: http://www.bsidewar.org/it/prossimi-eventi/prisoners-by-joshua-cesa-1/

    http://www.bsidewar.org/it/prossimi-eventi/panoptico-by-greta-lusoli-2/

    Web: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org

    Direzione: [email protected]

    Ufficio stampa: [email protected]

  • 150 coristi al 3° festival internazionale di cori amatoriali – serata di beneficenza a Spazio Reale

    Sabato 8 aprile, al centro congressi di Spazio Reale a Campi Bisenzio, dalle ore 20:00, si alterneranno sul palco quattro cori di musica Gospel provenienti sia dalla Piana Fiorentina che dall’Europa grazie all’organizzazione della BTA (Bisentius Tourist Association) che unisce numerosi imprenditori turistici della Piana e di Prato. Il Coro L’Essenelle, da Esneux in Belgio, il Coro Les Voix du Garlaban, da Aubagne in Francia, il Coro Cantantutticantanchio di Campi Bisenzio e il Coro Caos Armonico dell’Associazione NAHAN di Signa. La serata nasce dalla volontà di offrire alla popolazione un momento di incontro e condivisione oltre all’opportunità di raccogliere fondi da destinare ad un’Associazione di non vedenti per l’acquisto di un cane guida. Fondamentale è stato il supporto da parte dell’Ufficio dei Consulenti Finanziari di Prato della Banca Mediolanum che ha creduto e sostenuto il progetto.

    La terza edizione del festival internazionale di cori amatoriali si terrà nella Main Hall di Spazio Reale, via Di San Donnino 4/6 a Campi Bisenzio, sabato 8 aprile dalle ore 20:00. La serata nasce dalla sinergia di numerose realtà del territorio della Piana Fiorentina: dalla BTA (Bisentius Tourist Association) al Lions Club delle Signe passando per l’azienda Chi.Ma, la fondazione culturale francese Aicler Provence e l’Ufficio dei Consulenti Finanziari di Prato della Banca Mediolanum. Tutti insieme per organizzare una serata in cui sarà possibile effettuare una donazione di 7,00€ che andrà in beneficenza ad un’Associazione di non vedenti per l’acquisto di un cane guida.

    Per l’occasione verranno a Firenze, dal Belgio e dalla Francia, più di 100 coristi che uniranno e alterneranno le loro voci a quelle dei membri del Coro Cantantutticantanchio di Campi Bisenzio e del Coro Caos Armonico dell’Associazione NAHAN di Signa. Insieme accompagneranno il pubblico sulle note delle più famose canzoni Gospel nazionali ed internazionali per rendere la serata divertente e ricca di emozioni.

    È naturale pensare, credere e dimostrare con fatti e poche parole, che nonostante il protrarsi della crisi” –  afferma Bruno Migneco, presidente della Bisentius Tourist Association  “l’unione, la passione, l’abnegazione e l’inventiva dell’essere umano portano sempre con immutato successo al raggiungimento di uno scopo e di un bene comune. La speranza di tutti noi consiste nel far diventare questo festival una rassegna annuale che, con l’apporto di vari soggetti pubblici e privati, si migliorerà nel tempo e darà visibilità a tutto il territorio metropolitano a Nord-Ovest di Firenze e alla Provincia di Prato. Un sentito grazie, a nome di tutti gli organizzatori, va a coloro che ci hanno aiutato ed a chi vorrà premiare la nostra fatica con la gradita presenza e partecipazione a questo evento.

    Per informazioni e prenotazioni scrivere a [email protected].

    Per rimanere aggiornato su tutti gli eventi e le attività della Fondazione Spazio Reale, seguici su Facebook, TwitterInstagram YouTube

     

    Dr. Michele Pasotti, Segreteria Comunicazione Fondazione Spazio Reale Impresa Sociale, 055 8991336 – e-mail: [email protected]

  • Fabrizio Zampetti. All’insegna del bello

    Fabrizio Zampetti. All’insegna del bello

    In uscita il nuovo libro di Alessandro Feroldi dedicato a un professionista del lusso in una città di storie ed eccellenze

    Milano – Marzo 2017

    La carriera e la vita di un professionista del lusso protagonista delle pagine di un libro. Alessandro Feroldi, scrittore e giornalista, racconta Fabrizio Zampetti, la sua esperienza e la sua Milano in un volume in uscita ad aprile.

    Con le esclusive fotografie di Sheila Rock, il libro è un racconto di vita, la storia di un uomo che ha fatto della sua carriera un vanto e che ogni giorno fa della ricerca del bello una missione. È lei lo sguardo dietro i ritratti magnetici di Fabrizio Zampetti che da vent’anni è protagonista indiscusso del mondo degli immobili di lusso e rappresenta, oggi, una nuova figura nel settore, l’House Hunter, garante di certezza, discrezione e professionalità. Negli scatti, in un rigoroso bianco e nero, la raffinata atmosfera che riporta alla mente la Hollywood degli anni Trenta e Quaranta, prerogativa di Zampetti, incontra l’intensità dell’arte fotografica, in un percorso per immagini alla ricerca di ciò che va oltre l’apparenza: la pura Bellezza. L’innata capacità che Sheila Rock possiede di entrare in empatia con il soggetto e svelarne l’identità più recondita è la caratteristica che ha convinto Gianluca Piroli (AD di Acmesign) che fosse la scelta giusta

    Protagonista del volume insieme a Zampetti, romano di nascita, è Milano, quella città che lo ha adottato e da sempre ispira il suo lavoro, con la sua anima stacanovista ma profondamente intellettuale e ricercata, quell’energia vitale che rende la capitale morale italiana un punto di riferimento in Europa e nel mondo.

    Per Fabrizio Zampetti “All’insegna del bello” è un motto, e uno stile di vita: da vent’anni – metà della sua vita – si occupa di case, facendo incontrare desideri, psicologie, attitudini, propensioni, gusti di coloro che una casa la cercano o la vendono.

    Il libro Fabrizio Zampetti. All’insegna del bello è in vendita nelle migliori librerie e su Amazon.

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  • Roma Triennale di Arti Visive | Roberto Piaia espone “Iris” statua di marmo di Carrara

    Aeterna è il titolo della terza Esposizione Triennale di Arti Visive a Roma, ospitata presso il Complesso del Vittoriano, Ala Brasini, dal 26 marzo al 23 aprile 2017. La mostra a cura di Gianni Dunil, è inaugurata da Daniele Radini Tedeschi e Achille Bonito Oliva, l’introduzione al catalogo da Vittorio Sgarbi. Tra le opere esposte si annovera la presenza del pittore, scultore Roberto Piaia che espone Iris, opera di marmo statuario di Carrara, plasmata con l’inconfondibile tecnica a forma di spirale.

    Come per le precedenti edizioni, anche questa volta la Triennale ha voluto un coinvolgimento dell’intera città grazie a Padiglioni esterni: il Palazzo Velli Expo e la Fondazione Venanzo Crocetti. Sotto l’egida dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, promossa dalla società Start, con la gestione e l’organizzazione del Gruppo Arthemisia, la mostra è curata quest’anno da Gianni Dunil, è allestita su circa 1000 mq. con 235 artisti e 253 opere esposte.

    La Triennale di Roma 2017 sarà inaugurata dal conte Daniele Radini Tedeschi e dal prof. Achille Bonito Oliva, saggio introduttivo del catalogo a cura del prof. Vittorio Sgarbi.

    Il tema su cui poggia l’intera manifestazione, consiste nella riflessione del concetto di effimero contrapposto a quello di eterno; sulle possibilità delle arti visive di rispondere ai valori sociali contrastanti, tendenti sempre più verso un nichilismo tecnologico, un tilt estetico, un azzeramento formale e una linguistica dell’incomunicabilità. Gran parte dei lavori selezionati, riguardano i confini dell’astrattismo inteso come confine del regno del Nulla, demarcati filosoficamente, entro una dialettica fatta di contaminazioni informali e immateriali. Tra gli autori più affermati è possibile annoverare la presenza in mostra di artisti partecipanti a diverse edizioni, passate e future, della Biennale di Venezia. Il catalogo della mostra, disponibile presso il bookshop del Vittoriano, raccoglie le immagini di tutte le opere esposte e reca un saggio introduttivo del prof. Vittorio Sgarbi.

    Espositori invitati:

    Complesso del Vittoriano, Ala Brasini Agnese Cabano, Aldo Basili, Aline Coquelle, Andrea Prandi, Anna Pellegrino, Annamaria Volpe, Antonella Giapponesi Tarenghi, Antonio Anastasìa, Antonio Cellinese, Antonio Perilli, Barbara Pazzaglia, Bernarda Visentini, Camilla Ancilotto, Carlo Marraffa, Carla Moiso, Carla Rigato, Carla Samorí, Carmelo Compare, Carmine Mastronicola, Cinzia Orabona, Clara De Santis, Claudio Bandini, Cor Fafiani, Elena Guerrisi, Elsie Wunderlich, Emanuela Fera, Emanuela Franchin, Eufemia Rampi, Fabio Capitanio, Fiamma Morelli, Fiorella Manzini, Fiorenzo Sasia, Flora Torrisi, Francesca Barnabei, Francesca Guetta, Francesco Bitonti, Gabriele Ercoli, Gabriele Maquignaz, Giacinta Ruspoli, Giacomo Fierro, Gian Luigi Castelli, Giancarlo Flati, Gianluca Plotino, Gianpiero Castiglioni, Gino Bernardini, Giorgio Gost, Giovanna Bertolozzi, Giovanna Da Por Giovanni Boldrini, Gianni Parisi, Giovanni Scagnoli, Giuliana Maddalena Fusari, Giulio Cavanna, Gruppo artistico Trieb, Jucci Ugolotti, Laura Bruno, Laura Longhitano Ruffilli, Laura Zilocchi, Leonardo Beccegato, Leonardo Ciccarelli, Lidia Bobbone, Liliana Scocco Cilla, Loredana Pasta, Lucas Van Eeghen, Lucrezia Cutrufo, Luigi Aricò, Marisa Laurito, Mazzocca & Pony, Luisella Traversi Guerra, Marco Borgianni, Marco Ghirardi, Marco Salvatore Mallamaci, Margherita Picone, Maria Adelaide Stortiglione,Maria Franca Grisolia, Maria Mancuso, Mario Dionisi, Mario Testa, Marisa Fogliarini, Marta Mànduca, Martino Brivio, Maurizio Sacchini, Maya Nival-Borgia, Michele Panfoli, Mimma Alessandra, Mirella Barberio, Mirko Mauro, Nicola Mastroserio, Osvalda Pucci, Osvaldo Mariscotti, Päivyt Niemeläinen, Paola Caporilli, Patrizia Comand, Pavel Bucur, Pier Domenico Magri, Piero Bresciani, Pippo Borrello, Rita Bertrecchi, Rita Vitaloni, Roberta Papponetti, Roberto Miniati, Roberto Piaia, Rodolfo Fincato, Rossella Pezzino de Geronimo, Sabrina Bertolelli, Salvatore Ruggeri, Sery Mastropietro, Silvia Brunone, Silvia Caimi, Silvia Galgani, Simonetta Sabatini, Sirkka Laakkonen, Susi Zucchi, Teresa Condito, Tiziana ‘Tirtha’ Giammetta, Tiziano Bonanni, Valentina Misirocchi, Valeria Contino, Véronique Massenet, Vincenzo De Moro, Vincenzo Ridolfini, Vittoria Malagò, Zhihong Wei, Zhou Kang

    Palazzo Velli Expo Aldo Basili, Adriana Montalto, Alessandro Docci, Alessandro Trani, Andrea Calabrò, Andrea Prandi, Angelo Brugnera, Annamaria Gagliardi, Antea Pirondini, Antonella Bucci, Antonella Scaglione, Antonella Spinelli, Antonio Corbo, ArtspaceIrene, Bepi De Casteo, Bruno Larini, Carlo Busetti, Carlo Maltese, Carlo Pazzaglia, Carolina Ferrara, Celestina Avanzini, Clara Casoni, Cleto Di Giustino, Daniela Doni, Danilo Tomassetti e Nazzareno Tomassetti, Diana Pintaldi, Domenica Regazzoni, Elio Terreni, Emanuela de Franceschi, Federica Marin, Feny Parasole, Francesca Genghini, Francesco Spatara, Franco Valenti, Franco Giannelli, Gabriella Mingardi, Gesualdo Prestipino, Gianni Chiminazzo, Giuseppe Correale, Giuseppina Caserta, Jaqueline Stazi, Ivana Barscigliè, Lisa Etterich, Lucia Balzano, Lucia Tomasi, Luciano Bocchioli, Lucienne Vescovo, Luigi D’Alimonte, Luisa Fontalba, Maria Beatrice Coppi, Maria Grazia Chiappinelli (dadia), Maria Josè Lavin, Mariagrazia Omodeo, Mariano Pieroni, Marina Serri, Marisa Laurito, Massimiliano Bellinzoni, Matteo Agarla, Maurizio Gabbana, Mauro Martin, Nadia Buroni, Natalia Repina, Nicoletta Barbieri, Ninni Pagano, Nino Bernocco, Paolo Cassarà, Paolo Collini, Paolo Residori, Patrizio Vellucci, Pier Domenico Magri, Pino Spagnuolo, Raffaella Domestici, Renata Maturi, Ricarda Guantario, Roberta Ragazzi, Roberto Miniati, Roberto Grillo, Roberto Lalli, Sabrina Bertolelli, Salvatore Alessi, Salvatore Panvini, Salvatore Procida, Sandra Levaggi, Simone Prudente, Stefano Sevegnani, Valeria Franzoni, Virna Brunetto

    Fondazione Venanzo Crocetti Alessio Serpetti, Angela Civera, Antonella Bertoni, ArielChavarro Avila, Costanza Rosalia, Daniela Panebianco, Davide Prudenza, Deborah Burdin, Elena Di Felice, Elisa Spagnoli, Filippo Vieri, Fu Wenjun, Giulia Gorlova, Ivano Gonzo, Leo Panta, Lucio Tarzariol da Castello Roganzuolo, Marco Aurelio Fratiello, Maria Teresa Guala, Mia Suriani, Nunzia Ciccarelli, Paola Moglia, Paolo Cervino, Patrizia Canola, Patrizia Pansi, Piero Ricci, Silvia Rinaldi, Stefania Cappelletti, Tommaso Maurizio Vitale, Vincenzo Balena.

    Complesso del Vittoriano – Ala Brasini, Via San Pietro in Carcere,

    Inaugurazione 1 aprile dale 15.00 alle 19.00

     Orari:

    Lunedì | Giovedì 9.30 | 19.30

    Venerdì | Sabato 9.30 | 22.00

    Domenica 9.30 | 20.30 Ingresso libero

    L’ingresso è consentito fino a 45 minuti prima dell’orario di chiusura

    Palazzo Velli Expo, Piazza Sant’Egidio 10, Roma

     Orari:

    Lunedì | Venerdì 11.00 | 19.00 Sabato e Domenica chiuso Ingresso libero

    Fondazione Venanzo Crocetti, via Cassia 492, Roma

    Orari:

    Lunedì | Venerdì 11.30 | 13.00 | 15.00 |19.00

    Sabato 11.00 | 19.00 – Domenica chiuso Ingresso libero

    Catalogo Start, € 25 Introduzione di Vittorio Sgarbi

    www.esposizionetriennale.it | @esposizionetriennalediroma | #triennalediroma2017 | #T17

    Ufficio Stampa centrale Email: [email protected]  (altro…)

  • Come creare dei Quadri di Paesaggio in pochi passi.

    Ammirando i grandi quadri di paesaggi degli artisti più famosi sicuramente a qualcuno di voi sarà venuta la voglia di cimentarsi con l’arte di riprodurre su tela un bel paesaggio. Ecco allora qualche consiglio su come fare dei quadri di paesaggio che abbiano successo e possano degnamente essere sposti senza tema di fare brutta figura nel mondo delle gallerie d’arte.

    Per prima cosa, è necessario scegliere il paesaggio, e a questo proposito possiamo distinguere tra: paesaggi campestri (o bucolici), paesaggi marini e paesaggi urbani. Ovviamente, a meno che non si tratti di un quadro su commissione dove il cliente ci ha espressamente chiesto cosa dipingere, per chi si trova alle prime armi con i pennelli consiglio vivamente di iniziare con i quadri di paesaggi marini. Infatti, basta poco per fare un quadro di questo tipo.

    Prendete col pennello un po’ di blu scuro e spennellate tutta la parte inferiore della tela. Avrete avuto l’accortezza di disporre la tela in orizzontale, poiché i paesaggi sono più realistici in orizzontale. Fatto il blu scuro che sarebbe il mare, il resto della tela lo potete dipingere di azzurro, in modo che anche il cielo sia ben rappresentato. Passato il colore azzurro, con il bianco fate qualche piccola pennellata per fare le onde e qualche nuvoletta per fare il cielo. Il quadro è pronto, se proprio volete essere un po’ più artistici mettete una pallina di colore giallo nel cielo, in modo che nel paesaggio ci sia anche la luna o il sole a seconda di cosa avete voluto rappresentare (una pallina giallo chiaro è per la luna e una pallina un po’ più grande con dei tratti di pennello lungo la circonferenza va bene per il sole e i suoi raggi gialli). Ricordatevi però di firmarlo, in modo che sia chiaro chi è il pittore che lo ha dipinto.

    Per i quadri di paesaggi bucolici dobbiamo purtroppo perdere più tempo, perché in genere ci sono rappresentati anche gli alberi. Comunque vediamo come procedere. Col pennello largo prendiamo il verde e riempiamo la tela nella parte bassa, diciamo fino a un quarto della sua altezza. E il prato è fatto. Poi col marrone scuro facciamo delle pennellate verticali che rappresentino i tronchi degli alberi e altre pennellate più corte per fare i rami. Ora, ecco il trucco per dipingere le foglie, prendete un verde chiaro e un verde scuro e con due pennelli intinti nei due colori delle differenti tonalità fate tutti pallini tra i rami fino ad aver dipinto una bella chioma di foglie verdi.

    Per completare il quadro prendete l’azzurro e fate tutto quello che rimane a tinta unita, in modo che anche il cielo sia fatto. Come per i paesaggi di prima, se volete con lo stesso metodo pittorico fate il sole (o la luna) e qualche nuvoletta che in un’opera d’arte ci sta sempre bene. E anche su questi quadri è importante mettere la firma.

    Per concludere questa lezione sui paesaggi, passiamo ai paesaggi urbani, quei quadri che rappresentano panorami di città. Possono essere città famose come Roma, New York o Parigi, o semplici scorci di cittadine di provincia. L’importante è che la pennellata sia sempre sicura e densa di colore. Allora, col grigio fate la parte di sotto, che rappresenta l’asfalto. Poi prendete il grigio chiaro, il marroncino e il rosa antico e ci disegnate dei rettangoli di diverse altezze uno vicino all’altro, in modo che venga fuori rappresentata una bella fila di case. Mi raccomando di fare i tetti rossi. Con un blu scuro fate tutte le finestrelle (è la cosa più noiosa quando si fa un quadro di paesaggio urbano) e col marrone scuro fate le porte delle case.

    Un tocco di classe, se volete essere più artisti moderni, è fare il cielo blu scuro, in modo da fare un paesaggio notturno veramente artistico. E ci mettete anche dei puntini gialli per fare le stelle. Alcuni artisti contemporanei inseriscono, (anche per mostrare la loro abilità nel disegno) un piccolo aeroplano disegnato nel cielo, in modo che il quadro sia più realistico. Firmate anche questi quadri e poi cercate delle belle cornici. Le cornici classiche sono adatte per i paesaggi, mentre le cornici moderne si adattano meglio, per fare più design, le cornici moderne. Per i paesaggi marini una cornice vale l’altra. Trovate invece qui dei quadri di paesaggio digitale già pronti se non volete perdere tempo a farli.

  • Dorelan alla mostra “Art Deco, gli anni ruggenti in Italia”: dall’11 febbraio al 18 giugno 2017 ai musei San Domenico di Forli’

    I ruggenti anni venti tornano a Forlì: si intitola “Art Deco. Gli anni ruggenti in Italia” la mostra che dall’11 febbraio al 18 giugno racconterà al pubblico un’epoca in cui il nostro Paese, sull’onda di quanto avveniva nel resto d’Europa, ha elaborato i codici estetici e visivi che contribuiranno alla nascita del Made in Italy.

    Golden Sponsor dell’esposizione ai Musei San Domenico, l’azienda Dorelan, che ha le sue radici proprio a Forlì, territorio votato al settore manifatturiero. Una partnership significativa: da oltre 50 anni punto di riferimento del “Bed in Italy”, Dorelan punta da sempre su innovazione, ricerca e design, tre principi che hanno fortemente ispirato questo stile. Anche oggi, come negli anni ’20, il mondo degli oggetti di design “fa” cultura e promuove l’arte.

    Art Deco – Gli anni ruggenti esplora l’affermazione di un linguaggio artistico italiano e internazionale, illuminando le tappe di una stagione affascinante e dalle forti contraddizioni, stretta tra la voglia di rinascita e leggerezza mondana – dopo la prima guerra mondiale – e i totalitarismi che si affermarono in quegli anni. L’Art Deco è stata il canto del cigno di una società in fermento, ma ha saputo influenzare fortemente tutti i decenni successivi, e sta vivendo attualmente una fase di riscoperta.

    Obiettivo dell’esposizione è evidenziare il livello qualitativo e l’originalità delle arti decorative moderne, e l’importanza crescente che hanno assunto in relazione alle arti figurative, “sorelle maggiori” con cui si è sviluppato un rapporto sempre più serrato.

    L’Art Deco come “arte di vivere” non poteva non influenzare lo stile in ogni ambito dell’ingegno umano: dagli arredi alla moda, dalle automobili ai manifesti pubblicitari, dal cinema alla musica. L’esposizione racconta attraverso documenti e testimonianze l’atmosfera frizzante degli anni del jazz e dei divi come Rodolfo Valentino, Greta Garbo e Marlene Dietrich, icone di un’epoca al tempo stesso tragicamente fatua e spensieratamente consapevole, come ne Il Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald.

     

    Musei San Domenico
    Piazza Guido da Montefeltro, 12
    47121 Forlì FC
    Tel.  +39 0543 712 659
    Orari: da martedì a venerdì: 9.30-19.00
    sabato, domenica, giorni festivi: 9.30-20.00.
    La biglietteria chiude un’ora prima
    Lunedì chiuso, tranne 17 e 24 aprile e 1 maggio

    www.mostrefondazioneforli.it

    www.dorelan.it

  • Apre la sede romana della Galleria d’arte TRIPHE’ con la mostra personale dell’artista cinese Ma Lin

    La mostra dell’artista Ma Lin, patrocinata dall’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della R.P. Cinese in Italia, sintetizza un percorso artistico autonomo e peculiare; una sintesi di due linguaggi, figurativo e concettuale, resi con una tecnica frutto della duplice formazione dell’artista presso l’Accademia d’arte di Hubei in Cina e l’Accademia di Bologna.
    L’artista esalta il corpo, i volti e le espressioni per sottolineare la centralità, tutta rinascimentale dell’uomo, unita ad uno status di leggerezza e immediatezza zen, tipico della cultura orientale.
    In mostra saranno presenti 18 opere, realizzate in gran parte con tecnica mista e installate all’interno di vere e proprie tavole in legno di provenienza cinese.

    Sono creazioni che hanno la capacità di comunicare pensieri profondi, personali e sociali; il linguaggio, solare e stimolante, intercetta un range generazionale ampio che lo rende ancor più interessante ed apprezzabile.
    Il concettuale, nato negli anni 60 con lo scopo di affermare, che l’idea ed il concetto dovevano prevalere sul risultato estetico e sensoriale dell’opera, rischia di scadere in una estetica del disgusto ‘banale e ovvia’; l’arte figurativa, invece, come semplice rappresentazione della realtà, rischia di essere relegata in una stantia parafrasi del visibile.
    E’ necessario, quindi, un nuovo percorso, in grado di fondere entrambe le correnti superandone contrasti generazionali e di tempo. Le tavole dell’artista, in legno, vogliono rappresentare, anche, una sorta di ponte, di apertura verso ciò che è diverso, con l’intento di educare all’accoglienza letta come opportunità di crescita, umana e culturale, pur nel rispetto di origini, tradizioni e identità.
    Per questo la scelta della titolare della galleria Maria Laura Perilli di inaugurare un nuovo spazio artistico in Roma, è ricaduta su Ma Lin, in quanto ponte artistico dei due linguaggi, figurativo e concettuale ed esempio di una vita vissuta per creare sinergia tra Oriente ed Occidente.

    MA LIN
    “L’INCONTRO”
    a cura di Maria Laura PERILLI
    inaugurazione venerdi 10 marzo 2017 ore 19,30
    ( 10 marzo – 22 aprile 2017)
    Via Delle Fosse di Castello 2 Roma
    (Castel Sant’Angelo- San Pietro)
    con il patrocinio dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della R.P. Cinese in Italia
    Vademecum:
    Titolo: L’INCONTRO
    Artista: MA LIN
    A cura di: Maria Laura PERILLI
    Sede espositiva: via delle Fosse di Castello n2- Roma (Castel Sant’Angelo-San Pietro)
    Inaugurazione: venerdì 10 marzo ore 19,30 su invito
    Durata mostra: dal’11 marzo al 22 aprile 2017
    Orari: dal martedì al venerdì (10.00-13.00 16.30-19.30) il sabato (16,30-19,30)
    Sito internet: http://www.triphe.it/
    Email: [email protected]
    Mobile: 366/1128107
    Facebook – Instagram
    Ufficio stampa: Stefano Duranti Poccetti
    Email ufficio stampa: [email protected]
    Galleria TRIPHE’
    Sedi: Cortona(Ar), via Maccari n.3 Roma,via delle Fosse di Castello n.2
  • il patrimonio artistico italiano: un tesoro da tutelare

    Furti, vandalismi, atti di terrorismo e traffici internazionali illeciti: l’arte è sottoposta ogni giorno a moltissime minacce nonostante essa indentifichi la nostra cultura nazionale, la memoria collettiva e l’eredità per le generazioni future. Come scongiurare questi pericoli per proteggere ciò che Giosuè Carducci definiva “emanazione morale della civiltà, la spirituale irradiazione dei popoli” è stato oggetto dell’incontro svoltosi oggi a Bergamo e organizzato da Aon Benfield Italia Spa – divisione Fine Arts, Gruppo Leader nell’intermediazione assicurativa e riassicurativa con una fortissima expertise nel settore dell’arte, in collaborazione con l’Accademia Carrara di Bergamo.

    Sono 450 i furti di beni culturali denunciati nel 2015 (in calo dai 609 del 2014). La quasi totalità delle regioni è interessata da questo fenomeno, con una preponderanza per la Campania (57), la Toscana (53), l’Emilia Romagna (52) e la Lombardia (52). Purtroppo i numeri reali del fenomeno sono decisamente più elevati poiché molti reati non vengono denunciati. In ogni caso si tratta di un dato preoccupante per una nazione tra le più ricche di tesori artistici mondiali e che risulta la più colpita sul mercato nero dell’arte che, a livello globale, vale 9,3 miliardi di euro. Libri, dipinti, sculture e statue sono le opere più ambite e rappresentano circa il 65% del totale dei beni culturali illecitamente sottratti nel nostro Paese.

    L’esigenza di valorizzare il patrimonio artistico del Paese e renderlo godibile da tutti, dunque, mal si concilia con la necessità di proteggerlo dai rischi connessi alla sua esposizione e movimentazione. Oggi più che mai è fondamentale che nei musei e in tutti i luoghi d’arte, siano essi pubblici o privati, siano intensificati i controlli e siano attuate azioni incisive di contrasto ai furti e alle distruzioni dei beni culturali come ha specificato nel corso della serata Lia Perucchini, Dirigente Specialty Lines di Aon Benfield Italia S.p.A: «Aon Benfield ha dedicato al settore Fine Art professionisti specializzati per mettere a disposizione dei propri clienti polizze personalizzate che si adattino alle diverse esigenze e che, in caso di danneggiamento risarciscano i costi di restauro e l’eventuale deprezzamento delle opere o, in caso di perdita, il valore economico assicurato per l’opera d’arte, qualunque sia la causa assicurabile, compresi terremoti, alluvioni, atti di terrorismo, al fine di consentire la massima serenità a chi vuole organizzare mostre, o prestare opere per la realizzazione di mostre, o anche solo ammirare nel salotto di casa le proprie collezioni d’arte. Prevenzione e sicurezza sono temi fondomentali nell’Assicurazione e obiettivi primari per chi ama l’Arte: la perdita di un’Opera artistica lascia un vuoto che nessun risarcimento assicurativo potrà colmare».

    Vittorio Sgarbi – “Parlare di scurezza significa, prima di tutto, parlare di conoscenza, cioè la consapevolezza del nostro immenso patrimonio culturale. Viviamo in un luogo meraviglioso ma che spesso ignoriamo per cui non siamo pronti a difenderlo. Recuperare la coscienza della cultura, la sensibilità per l’arte, i confini del nostro patrimonio è una necessità, un passo indispensabile che deve essere compiuto attraverso l’insegnamento, perché sono valori che non possono essere trasmessi da nessuna autorità preposta. Conoscenza significa anche mappatura puntuale e senza limite delle nostre straordinarie ricchezze, perché il problema della sicurezza riguarda spesso il patrimonio disperso in musei o chiese di periferia”.

    «È responsabilità comune difendere il nostro straordinario patrimonio artistico e fronteggiare eventuali minacce – Maria Cristina Rodeschini, Direttore Accademia Carrara – I musei, per loro stessa missione, si occupano di conservare, proteggere e mostrare al mondo le opere più belle di sempre. Spesso tali opere sono oggetto di scambi tra musei, in altri casi, invece, devono essere restaurate, sempre con grandissima cura e attenzione. La stessa cura che dovremmo utilizzare per prevenire furti o danneggiamenti volontari. Siamo certi che questo evento innescherà riflessioni utili per rendere ancora più sicuri i nostri beni culturali».

    Le innovazioni tecnologiche, gli impianti di videosorveglianza e le protezioni specifiche per gli oggetti d’arte, infatti, possono consentire di alzare il livello di sicurezza nei musei e non solo. Ma questi strumenti non sono ancora utilizzati in modo diffuso e capillare. «Il business criminale sui beni culturali in Italia ha un giro d’affari stimato di 150 milioni di euro l’anno, terzo per rilevanza e redditività dopo droga e traffico d’armi. Nel 2015 il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha recuperato 34.712 beni trafugati per un valore di oltre 83 milioni di euro. Questi dati dimostrano l’eccellente lavoro svolto dalle Forze dell’Ordine, ma anche la debolezza delle protezioni adottate. Non è semplice proteggere un patrimonio così diffuso sul territorio, che ammonta a 46.025 beni architettonici, 5.668 beni immobili archeologici vincolati, 3.847 musei, 240 aree archeologiche, 501 monumenti e complessi monumentali, nonché 12.936 biblioteche. Tuttavia oggi sono disponibili strumenti tecnologici che ne rendono possibile la tutela, quali telecamere che operano in assenza di luce, sistemi che rilevano l’abbandono o l’asportazione di un oggetto e che analizzano il comportamento delle persone all’interno dei musei. Il loro limitato utilizzo è un grave problema a cui va posto rimedio, considerando soprattutto che non si tratta di una mancanza di risorse, quanto di scarsa sensibilità verso il tema della sicurezza» – ha commentato Carlo Hruby, Vice Presidente della Fondazione Enzo Hruby.

    Per Angelo Piazzoli, Segretario Generale Fondazione Credito Bergamasco: «Il tema della sicurezza dell’arte è sempre più attuale». E ha ricordato: «La Fondazione Credito Bergamasco ha sempre riservato grande attenzione alla salvaguardia delle opere d’arte mettendo in sicurezza molti capolavori bisognosi di cure e presentandoli a un pubblico di appassionati diventato sempre più numeroso. Agli importanti restauri realizzati direttamente nella Sala consiliare della Banca si aggiungono i numerosi interventi di ripristino operati direttamente sul territorio. Non possiamo non tutelare ciò che amiamo così tanto».

    Infine, per Nicola Nugnes, COO Vedetta 2 Mondialpol: «Difendere il Patrimonio Artistico e Culturale significa coniugare l’esigenza di tenere al sicuro un bene con la possibilità di renderlo fruibile. Il “Progetto di Difesa” – ha spiegato – nasce, in collaborazione con le Forze dell’Ordine, da un’attenta analisi sui beni da difendere, sul loro valore, sulla loro ubicazione, sugli orari di esposizione al pubblico, nonché da un’analisi dei flussi di affluenza. Questa è la base per il censimento dei rischi e la creazione di una “mappa di contrasto e mitigazione” con cui pianificare le azioni da porre in atto per evitare asportazioni e danneggiamenti. È una grande opportunità per affrontare in modo proattivo una dolorosa piaga storica e culturale».

  • Mostra No words – no war. Per una riconciliazione con la dimensione umana della storia

    Opening: Venerdì 17 febbraio, ore 18.00, presso Carinarnica – bivak urbane kulture, Erjavčeva 53, 5000 Nova Gorica, Slovenia (La Carinarnica si trova sul confine tra Italia e Slovenia, a 15 minuti a piedi dalla Piazza Vittoria di Gorizia).
    Orari Mostra: dal 17 febbraio 2017 al 3 marzo 2017; da lunedì al sabato, dalle 14.00 alle 17.00. Ingresso gratuito.

    IoDeposito Ong, con il patrocino dell’UNESCO e in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia, inaugura venerdì 17 febbraio alle ore 18.00 la mostra NO WORDS – NO WAR / Optical installation di Natalia Tikhonova, presso Carinarnica -bivak urbane kulture. Fino al 3 marzo (dal lunedì al sabato, dalle 14.00 alle 17.00) sarà infatti l’evocativa location di Nova Gorica, inedito laboratorio e meeting point di culture urbane di confine, ad ospitare la serie di installazioni ottiche dell’artista russa, incentrate sul restituire la costitutiva dimensione umana e sensoriale della guerra. Per mezzo di un uso sapiente di fotografie d’epoca e filtri cromatici, la Tikhonova cerca di arrivare a ciò che, probabilmente, molti libri e saggi storici tendono a dimenticare: ricordare (soprattutto alle nuove generazioni) che la guerra è stata fatta da uomini contro uomini e che, a fianco alle date e ai resoconti delle conquiste, vi sono in primo luogo sgomento, morte, spaesamento.

    La filosofia che accomuna la genesi di tutte le opere è proprio la capacità della mente di condizionare la percezione della guerra sino a renderla qualcosa di lontano, quasi a-storico, facendo dimenticare la presenza umana nel conflitto e offrendone solo il ricordo di una scenografia naturale deserta. In questa prospettiva la Tikhonova sceglie di operare su fotografie d’epoca con un gioco di filtri che fa comparire e scomparire sanguigne figure di soldati: le eredità della guerra vengono colte dunque attraverso i cromatismi, fatti di rossi accesi (che presagiscono) e di grigi densi (che compiangono). Il linguaggio descrittivo del colore, senza bisogno di altre spiegazioni, racconta il percepito di chi ha perso la vita sul fronte Russo (che si fa simbolo di ogni guerra di ogni dove): l’artista riesce così ad indurre lo spettatore ad osservare la storia da diverse prospettive, stimolando una visione poli-focale del passato e dell’esperienza universale del conflitto. È grazie alla prossemica fisica e al medium del colore che diviene allora possibile sgretolare quei filtri interpretativi che ci sono stati tramandati (traccia magari di un pallido ricordo scolastico), e che ci invitano ad una percezione mediata e distanziata del conflitto.

    Lo spostamento fisico da parte del fruitore dei filtri apposti sulle fotografie non solo obbliga lo spettatore ad una variazione del piano ottico, ma lo rende innesco di una memoria ancora viva dentro ciascuno di noi, provocando la riemersione di un portato che è al contempo individuale e collettivo. Natalia Tikhonova porta ad interrogarsi sui lasciti del conflitto mentre, in un certo senso, se ne diventa diretti testimoni: impossibile non chiedersi, difronte a quelle foto, quale sia stato il vissuto di queste figure sanguigne, la cui fragilità e fugacità sembra accentuarsi davanti ai violenti paesaggi del dramma. Inevitabile domandarsi, cosa rimane della nostra umanità quando, con il breve gesto che muove il filtro, le perdiamo di vista.

    Ad acuire i significati dell’esperienza artistica contribuisce inoltre il contesto urbano in cui essa si realizza, immersa in uno spazio raccolto e intriso di storia come il centro Carinarnica: un ex valico di frontiera trasformato in un “bivacco della cultura urbana”. Inaugurata quest’anno dall’Associazione Društvo humanistov goriške, la struttura è situata letteralmente sul confine goriziano lungo la strada per metà italiana (via San Gabriele, Gorizia) e per metà slovena (l’Erjavčeva ulica, Nova Gorica): in una posizione di indubbio valore simbolico, l’ex casello si trova oggi sulla via di passaggio e movimento a differenza del passato in cui fu invece, per lungo tempo, confine e dunque ostacolo ad una libera e facile circolazione di persone, quanto di idee. La mostra-evento, fruibile gratuitamente, appartiene alla terza edizione dell’ampia rassegna artistica e culturale B#SIDE WAR, ideata da IoDeposito e promossa attraverso numerosi eventi nazionali ed internazionali quali mostre d’arte e installazioni artistiche,performing, conferenze, progetti di ricerca e pubblicazioni. 

    Contatti:
     
    Web: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org
    Direzione: [email protected]
    Ufficio stampa: [email protected]
  • il PataccaTour concorso fotografico su Torino

    Il PataccaTour è il nuovo concorso che il CAUS, su idea di Raffaele Palma,, propone a tour operator, guide turistiche, pubblicitari, artisti, architetti,  fotografi o  semplici appassionati, che vogliano cimentarsi nella creazione di un percorso fotografico, TASSATIVAMANTE INEDITO, bizzarro ma credibile, capace di rivelare un aspetto ignoto della città di Torino  o una sua particolare storia. L’iniziativa  si rivolge anche agli studenti degli istituti a indirizzo turistico, artistico e edile.

    Imperativo superare temi fin troppo noti, come magia, mistero, occultismo, demonologia, triangoli magici, linee sincroniche: patacche che hanno già fatto il loro tempo!

    Il PataccaTour, deve essere quindi concepito quale divertito mix di fantasia e realtà, tracciando un percorso assolutamente inedito e stravagante, nei contenuti e nelle immagini. Tutto questo al fine di stimolare l’interesse di cittadini e turisti, per un territorio che ancora riserva grandi meraviglie da scoprire, anche attraverso l’ironia e il racconto che abbini narrazione e immagini. Il concorso non prevede alcuna quota di iscrizione, perciò è completamente gratuito, e non offre premi in danaro o oggetti di valore ai vincitori. Il termine di partecipazione e d’invio del materiale è fissato il 30 agosto 2017. I risultati saranno comunicati nel mese di ottobre dello stesso anno.

    Entro fine anno i tre Pataccatour vincenti  saranno inseriti nel sito CAUS, sezione Torino/Piemonte Tour, o Torino Itinera, indicandone i nomi e i cognomi degli autori.

    I vincitori, successivamente alla pubblicazione, con il supporto logistico del CAUS, potranno effettuare, volendo, il loro tour, con tanto di pubblico a seguito, nella zona di riferimento.

    Per eventuali spunti su come si potrebbe svillpuare il tour, si prega di visitare la pagina del Caus: Torino/ Piemonte tour e la sezione video al link

    http://www.caus.it/torino-piemonte-tours.shtml

    In allegato  il bando di concorso e il logo

    Per informazioni: [email protected] – Telefono: 339.60.57.369

  • Mostra a Trieste, Memory As A Living Matter/ artisti internazionali per una reinterpretazione dell’oggetto bellico


    COMUNICATO STAMPA



    Mostra Memory As A Living Matter / artisti internazionali per una reinterpretazione dell’oggetto bellico

    Vernissage: Sabato 4 febbraio, ore 18.00, presso la Sala Umberto Veruda, Trieste (in Piazza Piccola 2, accesso pedonale direttamente da Piazza Unità passando sotto al porticato)

    Orari Mostra: dal 4 febbraio 2017 al 5 marzo 2017; dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 19.30. Visite guidate gratuite tutti i venerdì e sabato dalle 17.00 alle 19.00 (in questo caso è gradita la prenotazione a [email protected])

    Infoline: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org

    In collaborazione con il Comune di Trieste e con la Regione Friuli Venezia Giulia, la Ong IoDeposito presenta Memory As A Living Matter/la memoria della guerra attraverso la materia; Artisti internazionali per una reinterpretazione dell’oggetto bellico. Il vernissage, organizzato per sabato 4 febbraio alle ore 18.00 presso la sala Umberto Veruda in Piazza Unità (Ts), alzerà il sipario sulle opere in esposizione e sarà seguito da un breve talk con gli artisti presenti. La mostra-evento sarà fruibile gratuitamente nella prestigiosa location fino a domenica 5 marzo ed appartiene alla terza edizione dell’ampia rassegna artistica e culturale B#SIDE WAR, ideata da IoDeposito Ong e promossa attraverso numerosi eventi nazionali ed internazionali quali mostre d’arte e installazioni artistiche, performing, conferenze, progetti di ricerca e pubblicazioni.

    Poco si è discusso sulla rappresentazione della guerra nei musei e sui simboli da essa adottati: da una parte, resiste ancora una museografia risorgimentale che fa dell’oggetto bellico uno strumento didascalico; dall’altra parte, ne emerge una a contraltare che si avvale di proiezioni video e nella quale l’oggetto bellico diventa giocoso e, forse, ammutolito e privato della sua crudeltà. La mostra Memory As A Living Matter sembra prospettare una terza via nella rappresentazione dell’oggetto di guerra, tentando una inedita “museografia d’artista”: poche opere e povere nei materiali (dunque essenziali e quasi nude nella loro esposizione) eppure così potenti nell’espressione da sprigionare significati universali, capaci di risvegliare la memoria collettiva e di portare il visitatore a contatto con l’esperienza di chi ha vissuto il conflitto (risuonando quei retaggi latenti che si sono stratificati nel nostro DNA).

    Protagonista dell’esposizione è dunque la rivisitazione dell’oggetto bellico, la quale corre lungo due direttrici parallele appartenenti a due prospettive sensoriali e percettive opposte. Per la prima, si hanno opere composte da materiali “forti” (ferro, cemento, oggetti di uso comune, ready made e objets trouvé), orientate ad un messaggio di denun
    cia della violenta insensatezza della guerra. Per la seconda invece, opere create con materiali delicati e potentemente organici (carta, legno bruciato, cenere, grafite, gusci d’uova) che deperiscono e sfumano sotto gli occhi del visitatore, disvelando le conseguenze della guerra non solo attraverso la trasmissione del senso di vuoto (e assenza), ma anche per mezzo dell’idea di fragilità e vulnerabilità di ciò che resta dopo il conflitto. Due chiavi di lettura custodite nella produzione degli artisti contemporanei i quali, pur provenendo da diversi territori -dall’Italia alla Romania, dal Belgio al Canada, dalla Slovenia alla Cambogia-, sono tutti eredi di un doloroso passato di guerra, soprattutto in connessione ai conflitti mondiali.

    «Sono molto interessato a come le crisi sociali si situino e interagiscano con la struttura della quotidianità di tutti i giorni: attraverso la fruizione dello spettatore, l’arte appartiene a tutte le tre sequenze temporali -passato, presente e futuro» spiega Boris Beja, artista coinvolto nella mostra. Proprio in virtù di questa linea, anche l’organizzazione spaziale dell’allestimento ricopre un ruolo funzionale, concepita al fine di coadiuvare la ricettività dei visitatori nei confronti del diversificato bagaglio di significati ed emozioni. In qualsiasi punto della mostra ci si trovi, si sarà sempre circondati da un universo materico in bilico tra la fredda e pesante materialità e la fragile evanescenza: attorniati da opere fatte con i resti della guerra e da opere che, invece, ne materializzano i lasciti inespressi.

    Contatti

    Link dell’evento: http://www.bsidewar.org/it/prossimi-eventi/memory-as-living-matter-la-memoria-della-guerra-la-materia/

    Web: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org

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    Direzione: [email protected]

    Ufficio stampa: [email protected]

  • Mostre: che fine ha fatto Peter Pan? Lo si scopre all’EXMA di Cagliari

    C’era una volta…e poi. Le fiabe viste con gli occhi di un artista. Questo il titolo dell’esposizione del pittore milanese Massimo Fontanini che, dal 17 febbraio al 19 marzo sarà ospitata in uno dei più interessanti musei italiani di arte contemporanea; l’EXMA di Cagliari (http://www.exmacagliari.com/2017/cera-una-volta-e-poi-le-fiabe-pittoriche-di-massimo-fontanini/).

    Le tele di Massimo Fontanini, artista giovane ma dal lungo curriculum, costituiscono un ciclo dedicato ai protagonisti di alcune delle più famose favole per bambini visti, però, nella loro età matura e con i segni che la vita ha lasciato su loro e sulle loro storie. Il debutto di queste opere avvenne nel gennaio 2015 in Trentino nella personale dedicata all’artista, raro esempio di piccola mostra dal grande successo, ottenuto principalmente grazie al passaparola dei visitatori.

    Fra le opere della mostra di Cagliari alcune sono esposte al pubblico per la prima volta e racconteranno ai visitatori cosa sia accaduto ai protagonisti di alcune delle fiabe più famose dopo il fatidico E vissero tutti felici e contenti, non sempre rispettato dallo scorrere della vita.

    Si potrà ammirare la grande tela (160×140 cm) dedicata a Cappuccetto Rosso che, ritratta di spalle in un vestito ancora di colore vermiglio, guarda con nostalgia al bosco dove si è svolta la sua vicenda; o quella di dimensioni più piccole (50×70 cm) dedicata ad Hansel e Gretel che, finalmente grandi, si ricongiungono al padre in uno stretto abbraccio al contempo liberatorio e pacificatore. Altri protagonisti rappresentati nel ciclo ospitato nella mostra all’EXMA di Cagliari, sono Peter Pan, Alice nel Paese delle meraviglie, Cenerentola, La Sirenetta, La bella addormentata nel bosco, la piccola fiammiferaia, Biancaneve, il brutto anatroccolo.

    La mostra sarà aperta al pubblico dal martedì alla domenica dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 16 alle 20.  Prezzi d’ingresso: 3 euro interi, 2 euro ridotti.

  • La ConTAMinAzione di Vania Elettra Tam a Mantova

    Il Comune di Mantova, l’Assessorato alla Cultura e l’Ufficio Mostre, in collaborazione con Frattura Scomposta presentano:

    ConTAMinAzione – Vania Elettra Tam
    a cura di Carlo Micheli

    21 gennaio – 26 febbraio 2017
    Inaugurazione 21 gennaio ore 17.00

    Palazzo della Ragione – Piazza delle Erbe – Mantova

    Dal 21 gennaio Palazzo della Ragione ospiterà una mostra antologica di Vania Elettra Tam, offrendo una vasta panoramica sulla sua produzione, a partire da alcune opere realizzate nel 2006, fino ad arrivare alla grande tela ispirata al Mantegna che l’artista ha dipinto appositamente, per omaggiare la città di Mantova.

    La mostra, curata da Carlo Micheli, analizza, per la prima volta in Italia, quasi tutto il percorso artistico della pittrice comasca, raggruppando una novantina di opere, fra dipinti e disegni, appartenenti a ben 10 cicli pittorici differenti.

    Tale operazione è stata resa possibile anche grazie all’aiuto di collezionisti privati e gallerie d’arte, come Arte Investimenti di Milano, Orizzonti Arte di Ostuni, Nardi Arte di Roma e Woland Art di Trieste, con le quali l’artista collabora.

    Non senza un velo di ironia costantemente e sottilmente presente, Vania Elettra Tam da sempre focalizza l’attenzione sugli stati d’ansia provocati dalla frustrazione, che causa la necessità di creare sempre nuovi bisogni (spesso assolutamente superflui) e che spinge gli individui a cercare soluzioni rocambolesche per risolvere problemi non essenziali.
    L’utilizzo stesso dell’autoritratto, cifra distintiva del lavoro dell’artista, diventa sempre più pretesto per scomporre l’Io nella sua dimensione “finita” (quella della quotidianità, dell’incapsulamento in spazi chiusi nei quali si è costretti a trascorre la maggior parte della nostra esistenza) e nella sua dimensione “infinita” (quella della rottura degli schemi e della disobbedienza alle regole, quella della possibilità di lasciarsi andare all’istinto).
    Un banale e quotidiano interno domestico si può trasformare nello specchio di Alice? L’irrazionale follia che si nutre dell’humus vitale della fantasia è appannaggio solo di artisti o di geniali inventori, o forse, dentro ognuno di noi, anche nella più banale delle situazioni casalinghe, si nasconde un lampo di genio, un indefinibile desiderio di fuga che ci porta oltre la nostra dimensione fisica e razionale?
    Vania col suo segno deciso che sfiora suggestioni di gusto iperrealistico, cerca di dare una risposta a queste domande e, con un uso sapiente e raffinato della pittura, indaga il recondito desiderio di evasione che si cela in ogni individuo.
    Una carrellata di donne simbolo, che varcano la soglia della realtà e della solitudine domestica per intraprendere un viaggio verso un “oltre” indefinito e agognato.
    Immagini ironiche ma anche cariche di sofferta solitudine invaderanno gli spazi del Palazzo della Regione, per dar vita ad un affresco tagliente e disincantato di un particolare e a tratti dimenticato aspetto della realtà femminile nella società contemporanea.

    Vania Elettra Tam Nasce a Como nel 1968. Vive e lavora a Milano.
    Nelle sue opere l’ironia e la seduzione si sovrappongono ad una velata critica sociale ma dallo sguardo lieve, divertito e surreale.

    Principali mostre personali: “OKO 10” Šibenik City Museum Croazia; “Il giro del mondo in 30 m²” Roma; “Kanon – regole ferree” Trieste; “Filoillogica” e “Doppia mentiS” Ostuni; “Un giorno di ordinaria pulizia” e “Cronaca Rosa” Milano.

    Fra le collettive: “54° Biennale di Venezia” Palazzo Te Mantova; “Cibi Condimentum Esse Famem” Milano; “Aliens – Le forme alienanti del contemporaneo” Casa Ludovico Ariosto Ferrara; “Plurale Femminile” Piacenza; “Coexist – Eight different kind of fantastic art” Lecce; “Iside Contemporanea” Museo Arcos Benevento; “Un’altra storia” San Carpoforo Milano; “Aquisizioni” Museo Parisi Valle Maccagno; “Perturbaciones” National Museum of Fine Arts L’Habana Cuba; “Art Basel Mania” Miami USA; “Artists & Authors” San Diego Art Institute USA; “Meeting of young Italian artists” Giacomo Casanova Palace Praga CZE; “Book Art Project” Baglioni Hotel London UK.

    Del suo lavoro hanno scritto: Edoardo Di Mauro, Ivan Quaroni, Igor Zanti, Alessandra Redaelli, Franca Marri, Vincenzo Giulio Farachi, Ferdinando Creta, Iva Körbler…
    La sua personale a Trieste è stata presentata dal critico di fama internazionale Edward Lucie-Smith.

    Le sue opere sono state pubblicate su numerosi libri d’arte, letteratura e narrativa. Esempi recenti: “Il grande racconto di Ulisse” di Pietro Boitani e “Il grande racconto dei miti classici” di Maurizio Bettini editi da Il Mulino.

    ConTAMinAzione – Vania Elettra Tam
    Mantova, Palazzo della Ragione – Piazza delle Erbe

    21 gennaio – 26 febbraio 2017
    Inaugurazione 21 gennaio ore 17.00

    Ingresso gratuito
    Info: T: 0376 1505892
    Infopoint T: 0376 288208
    Orari: da martedì a domenica 10-13 e 15-18
    Lunedì chiuso

    Catalogo in mostra con testi di Carlo Micheli, Franca Marri, Alessandra Redaelli, Igor Zanti, Ivan Quaroni, Flavia Lanza, Amelì Lasaponara, Loredana Barillaro, Sergio Curtacci – stampa PubliPaolini

    in collaborazione con:
    Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine
    [email protected] – www.fratturascomposta.it

  • Evento Sapori Spagnoli a Roma

    E’ stata inaugurata Domenica 4 Dicembre e proseguirà fino a fine mese, la prima edizione di Sapori Spagnoli presso l’Hotel International Palace di Roma, evento esclusivo che vede come protagonista lo Spanish Gourmet. Un aperitivo tematico, ideale per chi ama vedere, esplorare, assaporare e scoprire le diverse espressioni della cultura enogastronomica Spagnola.

    Presente all’apertura la General Manager del Hotel Filomena di Nuzzo insieme al Founder & Ceo di RISTOGOOD, Daniela Bianchi, presenti invece durante il corso degli appuntamenti, il Maitre del ristorante, Massimiliano Mininni e lo chef Pietro Pedicino. Con i quali sarà possibile confrontarsi per consigli e approfondimenti sui prodotti proposti.

    Le aree food, wine & beer offrono un’offerta in grado di soddisfare i palati più delicati, vivendo un vero e proprio percorso nel gusto unico, coinvolgente e innovativo : Jamon iberico Pata Negra, Jamon Serrano,Tapas, Pinchos, vino e birra spagnola (Vigna agradable 2013 – Rioja Marques Navarrete Crianza 2010 – Rioja , birra S. Miguel).
    – Calice di Vino + 5 tapas: euro 10.00
    – Sangria + 5 tapas: euro 10.00
    – Birra + 5 tapas: euro 10.00
    – Pata Negra + Calice di Vino + delizie di pane (minimo x 2): euro 15.00
    *Garage convenzionato (a pagamento) Europarking Via Napoli 66 – Roma

    Per info e prenotazioni
    Ufficio stampa & Comunicazione RISTOGOOD
    Claudia Magliozzi
    [email protected] tel. 0621126149 – +39 3295981775 – +39 3663116353

  • Dal 10 dicembre Elvino Echeoni festeggia allo Zodiaco i suoi 50 anni di carriera artistica

    Roma, 10 dicembre 2016Da sabato 10 dicembre, lo Zodiaco ospita, nella sua splendida cornice di Viale del Parco Mellini, 88/92, la personale tutta da vedere dal titolo “A cuore aperto” con la quale il poliedrico Elvino Echeoni, pittore e scultore, festeggia i suoi 50 anni di vita artistica, presentando la summa di mezzo secolo di lavoro e riflessioni sull’arte.

    L’esposizione, a ingresso libero e in programma per un intero mese fino al 10 gennaio prossimo (tutti i giorni dalle 18.00 alle 24.00), rappresenta un excursus puntuale nella produzione di quello che critica e pubblico considerano “uno tra i più rappresentativi artisti italiani in campo internazionale” e punta a narrare – attraverso una ventina di tele caratterizzate da stili e tecniche pittoriche tra loro differenti – momenti diversi della sua storia personale e della sua produzione.

    In mostra un’ampia raccolta di opere nate dall’estro artistico del Maestro che ha scelto di celebrare le sempre verdi emozioni che la pittura e la vita continuano a donargli, come commenta lui stesso, “con coloro i quali hanno condiviso questo mio percorso artistico” e “dedicandolo a quanti non sono più tra noi”.

    Così, accanto a tele che raccontano le “segrete analogie” tra Freud e Pirandello piuttosto che tra Fellini e Chaplin, sono esposti quadri che proiettano lo spettatore, attraverso le vibrazioni e l’armonia del colore, verso la sintesi pittorica declamata dall’ “Energia vitale”. E nell’antologica non potevano mancare – oltre alle maschere, alle composizioni floreali e alle figure femminili – la serie di astratti ispirati ai “Momenti musicali” e quelli intitolati alla “Realtà virtuale”, in cui il pittore estremizza la tridimensionalità di figure geometriche ad alto contenuto simbolico.

    “Ero fermamente intenzionato a festeggiare, con un percorso fra le mie tele più rappresentative, i miei 50 anni di vita artistica con amici e colleghi che, fin dagli esordi, mi sono stati accanto nel viaggio della vita, reso ancora più entusiasmante da quando, in seguito all’intervento a cuore aperto subito nel 2009, ho iniziato, oltre che a guardare avanti, a soffermarmi sui ricordi e sulle tante cose che ancora avevo da raccontare e alle quali oggi possono, per fortuna, aggiungersene altrettante”, ha precisato il pittore.

    Artista istrionico e completo, dotato allo stesso tempo di una spiccata perizia tecnica e di un’instancabile vena creativa, Echeoni è capace di spaziare dalla tavolozza agli spartiti musicali, passando per il restauro, la scenografia, l’incisione, la scultura, e ancora per la composizione di testi e canzoni. Un abile trasformista che a proposito di sé stesso dice “faccio cose diverse e apparentemente non collegate, anche se, a ben vedere, c’è un sottile fil rouge che unisce tutto: canzoni, pittura, tele astratte e ancora quadri di tramonti, notturni, composizioni floreali o volti e corpi femminili”.

    Ed è proprio quest’impercettibile filo rosso che fa di quest’uomo – da sempre innamorato allo stesso tempo della lucidità e del coraggio sperimentale di Leonardo Da Vinci così come della folle corposità della pennellata di Van Gogh – un funambolo del nostro mondo artistico con una naturale propensione a tentare sempre strade diverse e il coraggio di chi ama rimettersi continuamente in discussione.

    Romano, classe 1950, da ragazzo, indeciso fra liceo artistico e conservatorio, Echeoni sceglie di iscriversi a ragioneria e poi di laurearsi in economia e commercio. Intanto, però, si specializza in restauro e tecnica del colore, studia i trattati di Cennino Cennini e si cimenta, a più riprese, nella figurazione classica e nell’astrazione pura.

    Outsider generoso e talentuoso, si dimostra un personaggio fuori dagli schemi fin da giovanissimo. Negli anni ’70, insieme all’amico Remo Panacchia, la prima scelta coraggiosa: affiancare, a quello storico di Via Margutta, uno spazio espositivo nel popoloso quartiere di Centocelle, spinto dall’idea di cercare, là dove si respirava il vero decentramento culturale, un’autenticità resa ancora più unica dal difficile clima degli anni di piombo.

    Dotato di una natura curiosa e onnivora, attratto dai tentativi sperimentali di artisti diversi tra loro, in particolar modo italiani e giovani, riesce ad allestirne mostre di generi differenti, spaziando dall’arte iperrealista e astratta a quella che ripropone un surrealismo fiabesco, in cui l’uso del colore, talvolta forte, riesce ad accendere l’immaginazione dell’osservatore e lo trasporta in un mondo poetico nutrito di una magia sospesa piuttosto che in uno spazio quotidiano familiare e privato.

    Conosciuto e amato dal grande pubblico per l’utilizzo di tonalità intense, impegnato da sempre nella costante ricerca di forme rappresentative nuove e diverse e nell’impiego di stili e tecniche differenti, il Maestro Echeoni vede nella forma il racconto, la narrazione, l’armonia; mentre dà al colore le sembianze della vita e dell’energia pura. E’ proprio approfondendo l’uso delle tinte cromatiche di cui si è servito durante tutta la sua produzione, che – attraverso un intenso racconto pittorico perfettamente capace di dosare, con sapienza, tecnica e armonia del colore – è riuscito a realizzare tele in cui il colore diventa forma e la forma materia che catturano l’attenzione dello spettatore.

    In occasione del vernissage, partendo dalle tele dedicate ai “Momenti musicali” e accantonata per un attimo la tavolozza, il Maestro si metterà al pianoforte per celebrare, con i pezzi firmati dagli amici e quelli composti da lui, i trascorsi da musicista e ricordare la professione esercitata fino agli anni della Dolce Vita romana, quelli in cui iniziò con Novella Parigini un indissolubile sodalizio artistico che non si concluse neanche con la scomparsa della pittrice.

    Nel corso della serata sarà anche proiettato un video in cui si alterneranno le immagini più salienti dell’operazione chirurgica che gli ha salvato la vita e i momenti più intensi del suo percorso artistico e professionale.

    L’appuntamento per il vernissage è fissato per sabato 10 dicembre 2016 dalle 18.00 alle 24.00.

     

    Zodiaco (http://zodiaco-roma.it/) – Via Del Parco Mellini, 88/92 Roma

    Mostra personale: A CUORE APERTO.

    Vernissage cocktail sabato 10 dicembre 2016, ore 18.00 – 24.00.

    La mostra si protrarrà fino al 10 gennaio 2017: tutti i giorni dalle 18.00 alle 24.00.

     

    Di lui hanno detto: “La musica come la pittura sono da sempre entrate a far parte del mondo artistico di Elvino Echeoni, della sua innata capacità di interpretare con la più autentica forza creativa la realtà delle cose. Quasi riformulando un sempre più moderno linguaggio per comunicare la grande carica di entusiasmo che lo accompagna in ogni momento della sua ispirazione, Elvino Echeoni si rinnova così, nei colori e nelle note inserendosi in una dimensione creativa decisamente orientata alla costante conquista del nuovo. Un nuovo che si muove nello spazio della tela conciliando improvvisi, passionali suggerimenti d’avanguardia con elaborate analisi figurative, storicizzate anche a livello internazionale, nel lungo tempo della sua importante carriera artistica. E se la pittura nasce per lui come magico viaggio d’amore con i colori,  la musica vive, nei suoi umori paralleli, come una speciale “colonna sonora” della sua esperienza pittorica”. (Nicolina Bianchi, Critico d’arte, Editore Direttore Segni d’Arte)

     

    “Echeoni attraverso varie esperienze e differenti stili e tecniche affina il suo percorso intellettuale ed estetico passando dal figurativo all’astrazione pura nell’ansia di abolire ogni contenuto figurativo ed esprimere soltanto i fermenti emotivi che emergono dal profondo della sua spiritualità. Le creazioni di Echeoni sono un concatenamento di soluzioni formali con le quali l’Artista cerca sempre di “andare oltre” tramite il raffinato uso del colore senza tuttavia rinunciare alla centralità della persona umana. Sicuramente Elvino Echeoni non ha esaurito la sua ricerca culturale ed artistica; una convinzione questa suffragata dal suo impulso a suscitare emozioni comunque, indipendentemente dal campo di ricerca, dallo stile, dalla tecnica; è pertanto lecito attenderci nuovi messaggi, che in ogni caso saranno fonte di sempre più intense ed intime emozioni”. (Elisa Sarti)

     

    “Un ovaloide reale e la sua ombra: si scopre con stupore che la pittura non si degrada illustrando un aneddoto e, nell’opera di Elvino Echeoni, rivela con sapiente abilità l’evento storico della rappresentazione della “ creazione” nella successione dal mondo inorganico all’organico. Ammaestrato da Cézanne che visualizzò l’illusione della realtà contro il disegno e l’ombreggiatura che danno il volume con l’equilibrio dei colori intensi e forti, vincendo l’apparenza reale delle cose, ottenendo la profondità senza mescolare colori sulla tavolozza Echeoni interpreta le dottrine della biologia e ricorda i graffiti rupestri che indicano con la freccia e il sangue la vita e la morte, la sopravvivenza e la storia evolutiva dell’umanità…: l’onnipotenza dei “moti” nel Creato”. (Prof. Riccardo Giovanni De Col)

  • Tesori del Nord e delle altre province russe

    Tesori del Nord e delle altre province russe
    Icone del XVI – inizio XIX secolo
    dalla Collezione Orler e da altre collezioni private

    A cura di Levon Nersesyan e Migena Hajdari

    Galleria civica san Zenone
    Piazzale Maestri Campionesi – Campione d’Italia (CO)

    Inaugurazione 10 dicembre ore 16
    10 dicembre 2016 – 15 gennaio 2017

     

    Dal 10 dicembre la galleria Civica di Campione d’Italia ospiterà la mostra “Tesori del Nord e delle altre provincie russe”, che vedrà l’esposizione di 38 antiche icone russe provenienti in larga misura dal patrimonio di Collezione Orler con sede a Marcon (Venezia) e da alcune importanti collezioni private. Nel complesso le opere esposte coprono un arco cronologico che va dal XVI al XIX secolo, con tavole provenienti per lo più dai centri iconografici della Russia settentrionale (Cholmogory, Kargopol’, dalla regione del fiume Onega, Vyg, Belosersk, Ustiug la Grande dalla regione di Vologda) ma anche dalla Russia centrale, dalla regione del Volga, da quella di Yaroslavl’ fino ad arrivare a quella degli Urali con Neviansk.

    Tra l’interessante campione di opere esposte, riveste una particolare importanza scientifica anche la presenza di una icona raffigurante il tema della “Resurrezione – Discesa agli Inferi” della prima metà del XVII secolo proveniente da Sol’vycegodsk, a quel tempo possedimento della famosa famiglia di mercanti e imprenditori Stroganov.

    Perché proprio i “Tesori del Nord”, perché proprio le icone provenienti da questi remoti, isolati e talvolta inospitali aree della Russia settentrionale? La risposta a queste domande la si ha leggendo la presentazione di Gabriele Orler, titolare della ditta omonima e curatore della mostra: “Sono tornato di recente da un viaggio che mi ha portato a visitare alcuni suggestivi villaggi e alcune più grandi città del vasto Nord della Russia. Luoghi carichi di spiritualità, dove il passato risplende ancora oggi, regalandoci gli scorci e le emozioni più intense. Nel mio itinerario, ho avuto modo di incontrare isolati monasteri, piccoli paesi con le tipiche case dai colori variopinti che si affacciano nei fiumi, semplici chiesette di legno, vedute mozzafiato dai campanili, arabeschi di nuvole che sembrano rubare l’azzurro del cielo… Tutto questo trattengo, come ricordo ed emozione indelebili, nel mio cuore, oltre ai tesori custoditi in musei magari poco noti eppure scrigni della “vera bellezza”, ovvero le meravigliose icone. Sono queste le immagini che porterò sempre con me e che mi hanno arricchito enormemente. Ma la cosa che maggiormente ho percepito, lungo il mio cammino, è stata la purezza… È nell’aria, la si può “avvertire” in ogni cosa; persino nei silenzi… Perché la Russia, e il suo Nord non meno che altri luoghi, serbano intatte oasi che invitano alla riflessione, alla meditazione, alla preghiera. E generano viva una sensazione di pace, di estasi divina che pervade la nostra anima, fa pulsare il nostro cuore e ci avvicina a Dio.”

    “Le più antiche opere d’arte sacra nella Russia -ricorda il responsabile scientifico della mostra Levon Neserjan- furono realizzate, com’è noto, sotto l’influsso di Bisanzio e sovente con la diretta partecipazione di maestri greci. Tuttavia, fin dalla seconda meta del XIII secolo, quando dopo l’invasione dei tataro-mongoli i legami tradizionali con Bisanzio per qualche tempo si indebolirono, la pittura russa di icone cominciò ad acquistare dei propri lineamenti caratteristici, ben riconoscibili. Proprio in questo periodo presero avvio centri artistici locali come Novgorod, Pskov e Rostov la Grande. Poco più tardi, alla fine del XIV secolo, anche Mosca e Tver’ si presentarono come centri artistici autonomi. Al XIV – XV secolo appartengono le più antiche icone provenienti dal Nord russo, una sconfinata regione comprendente la regione costiera del mar Bianco come pure i territori del bacino dei fiumi che vi si gettano, l’Onega, la Dvina Settentrionale, la Pinega, la Mezen’ e la Vycegda.

    E ancora, dalle parole dello studioso russo: “Data l’esistenza di due principali vie di colonizzazione del Nord russo, provenienti da Novgorod e dalle terre di Rostov e Jaroslavl’, le poche icone settentrionali del XIV -XV secolo conservatesi fino a oggi possono essere ascritte senza difficoltà alle due rispettive tradizioni artistiche di Novgorod e della Russia Centrale. Forse, parte di esse era stata dipinta direttamente a Novgorod e nei centri artistici della Russia Centrale, ma la semplificazione delle tecniche artistiche che si osserva in varie opere consente di ipotizzare che fin da quest’epoca nel Nord russo esistessero delle botteghe artistiche più o meno autonome. In tali botteghe, probabilmente, si dipingevano icone per le prime chiese dei monasteri e le poche chiese parrocchiali del territorio. La fioritura della pittura di icone nel Nord e il processo di formazione delle sue peculiarità iconografiche e artistiche si situano nell’epoca del tardo Medioevo, nel XVI-XVII secolo. Questo fenomeno venne favorito dallo sviluppo economico delle terre costiere e del loro entroterra, la cui importanza in questo periodo non era più determinata semplicemente dalle ricche risorse naturali, ma anche dalle grandi vie commerciali che attraversavano questi territori.”

    Insieme a botteghe locali, che almeno dalla meta del XVI secolo operarono attivamente a Vologda, Kargopol’, Cholmogory, e poi anche ad Archangel’sk, importanti centri di pittura di icone furono anche i principali monasteri del Nord, alle Solovki, le comunità di sant’Antonij di Sijsk, dell’Esaltazione della croce a Kij e altre ancora, dove in questa attività erano impegnati monaci, servi del monastero e pellegrini. Sempre dalla prefazione di Levon Neserjan al catalogo della mostra si ricava che: “Pur mancando una formazione professionale come quella esistente nella capitale, nelle botteghe di queste città e monasteri furono dipinte opere di indubbio talento, che colpiscono ancor oggi per la loro intensa e a volte ingenua espressività, e per l’originalità artistica. Gli iconografi che lavoravano in città, in particolare a Kargopol’ e Cholmogory, eseguivano anche opere destinate a chiese rurali, costruite per iniziativa delle parrocchie locali. Tuttavia, nella maggior parte dei casi le icone per queste chiese venivano dipinte dai contadini stessi, alcuni dei quali conoscevano i rudimenti del mestiere di iconografo e non di rado se li trasmettevano di padre in figlio. Questi artigiani semiprofessionali erano abbastanza numerosi, e proprio essi costituivano la massa principale degli iconografi settentrionali: questo spiega, da un lato, l’evidente semplificazione delle tecniche tradizionali, e dall’altro l’apparire di originali peculiarità iconografiche e di soluzioni artistiche insolite ma generalmente molto efficaci. Un certo isolamento e la trasmissione dei segreti del mestiere di padre in figlio contribuivano a serbare e a fissare gli elementi caratteristici, cosa che talvolta (in particolare nella pittura di icone di epoca più tarda), consente di distinguere l’arte delle singole regioni settentrionali – i territori dell’Onega, di Kargopol’, Vologda e Beloozero, del mar Bianco e cosi via. Non si può dire, tuttavia, che queste regioni conducessero un’esistenza completamente separata dagli altri centri artistici. La pittura russa di icone del XVI-XVII secolo e l’arte di un grande Stato centralizzato, in cui gli impulsi artistici provenienti dalla capitale svolgevano un ruolo fondamentale.

    orari:
    sab. 10.00-13.00 / 14.00-17.00 – dom. e festivi 10.00-13.00 / 14.00-17.00
    lun. mer. ven. 9.00-13.00 – mar. giov. 9.00-13.00 / 14.30-17.30

    info:
    [email protected]
    (+39)0414567816 / +41916419141
    [email protected]
    +41 91 649 84 19

    Comunicato stampa a cura Frattura Scomposta
    [email protected] – www.fratturascomposta.it
    www.facebook.com/fratturascompostamagazine/

     

  • Autoradio si presenta al pubblico

    Siamo Max & Arianna , conduciamo AUTORADIO e ci avvaliamo della regia di Klaus G.
    Autoradio é una rubrica satirica che cerca di presentare gli Artisti nel loro intimo e molte interviste, sono fatte sia a persone famose che ad emergenti.
    Utilizziamo la loro Arte come pretesto per presentarvi la persona reale, più umana, più vera.
    Una delle particolarità di Autoradio sono le interviste con i “Botta e Risposta” davvero unici e divertentissimi.
    AUTORADIO è la rubrica radiofonica satirica..più esuberante che ci sia..!!!!
    Seguite Autoradio su Facebook e su Spreaker:
  • Arte & Terme: il connubio diventa possibile con un soggiorno a Siena a La Villa di STR

    E’ possibile coniugare due cose all’apparenza lontane quali Arte & Terme? Questi ipotetici Zenit e Nadir trovano il loro punto d’incontro a La Villa di STR a Siena, albergo 3 stelle vicino al centro storico senese che ai suoi graditi ospiti offre un comodo servizio di trasporto andata e ritorno per le Terme San Giovanni di Rapolano Terme.

    Con un soggiorno a Siena all’Hotel La Villa di STR diventa così possibile visitare una delle città d’arte più belle della Toscana e di tutta Italia, ma anche ritagliarsi dei momenti, delle ore o delle intere giornate di svago e relax termale in uno degli stabilimenti toscani più conosciuti e apprezzati.

    Ai lettori più attenti, forse non sfuggirà neanche l’intuizione di notare che l’acronimo STR, infatti, sta proprio per San Giovanni Terme Rapolano, poichè le 2 strutture sono strettamente connesse per offrire a tutti i turisti l’opportunità di provare una vacanza in Toscana a tutto tondo, una felice esperienza che possa coniugare il piacere di ammirare splendide opere artistiche a quello di immergersi in benefiche acque termali.

    Per quanto concerne le possibilità di soggiorno, la Villa di STR a Siena offre pernottamenti solo letto oppure pernottamenti in B&B. Chi lo desidera, oltre a fruire del servizio di transfer per le Terme San Giovanni a Rapolano Terme può anche chiedere l’organizzazione di altri tipi di gite ed escursioni, o magari la prenotazione di degustazioni di vini presso ottime enoteche senesi.

    Per ulteriori informazioni sulla struttura e sui servizi alberghieri: http://www.lavilladistr.it/it/index.html

  • Orchestra Inclusiva della Toscana per allievi con disabilità intellettiva

    La scuola di Musica di Fiesole è capofila del progetto “In-Orchestra”, finanziato dalla Comunità Europea, in collaborazione con la Fondazione Spazio Reale, con il contributo metodologico della Fondazione Sequeri Esagramma e con partner italiani ed europei di grande rilievo. Il progetto ha l’obiettivo di avviare il primo Triennio di Musico Terapia Orchestrale e di Educazione Orchestrale Inclusiva nel territorio fiorentino e di formare la Prima Orchestra Sinfonica a metodo Esagramma, della Regione Toscana,  orchestra che coinvolge musicisti con disabilità e professionisti.

    I percorsi sono aperti a bambini, ragazzi dai 7 ai 28 anni. Non ci sono particolari caratteristiche personali che impediscono di avvicinarsi al percorso, eccetto un forte difficoltà motoria (ad es. spasticità acuta, seria tetraparesi o cerebrolesione) o una forte aggressività verso gli altri. Non è necessaria una conoscenza musicale pregressa.

    Possono accedere ai corsi persone con diverse disabilità quali:

    • disabilità intellettiva congenita o acquisita
    • disturbi dello spettro autistico
    • sindromi genetiche (Sindrome Down, X fragile, Williams, …)
    • disabilità sensoriali (ipovisione, cecità, ipoacusia, ….)
    • disabilità motoria

    Il percorso è aperto a un massimo di 24 partecipanti (6 persone per gruppo, omogenei per età). Le lezioni si terranno a cadenza settimanale presso la struttura Spazio Reale di Campi Bisenzio (FI) da gennaio 2017 a giugno 2017.

    I colloqui conoscitivi e presa in carico degli allievi si svolgeranno nei giorni 21-22-24-25 novembre presso Spazio Reale alla presenza dei potenziali allievi e dei loro genitori (o tutori). Ci sarà anche una sessione di coinvolgimento musicale.

    Per partecipare ai colloqui, compilare il modulo anagrafico allegato o reperibile nel sito della Scuola di Musica di Fiesole www.scuolamusicafiesole.it e spedirlo a [email protected] entro e non oltre il 15 novembre p.v.

    Sarete ricontattati per definire gli orari del colloquio conoscitivo entro il 18 novembre.

    Per ulteriori informazioni  potete  contattare Rita Urbani nei giorni Giovedì e Venerdì ore 13:30-15:00 allo 055/5978566 oppure tramite e-mail all’indirizzo [email protected]

    Per maggiori informazioni visita la pagina dedicata: www.spazioreale.it

    Per informazioni relative alla metodologia di lavoro potete consultare il sito www.esagramma.net

    VI ASPETTIAMO!

    Fondazione Scuola di Musica di Fiesole, Fondazione Sequeri Esagramma, Fondazione Spazio Reale

    Segui tutti gli aggiornamenti della Fondazione Spazio Reale su Facebook, Twitter, Instagram e YouTube

     

  • YICCA 16/17 International Contest of Contemporary Art

    L’obiettivo del concorso è quello di promuovere gli artisti iscritti, dando la possibilità agli

    stessi di entrare a far parte concretamente del mercato dell’arte contemporanea

    internazionale.

    Internazionalità e networking rendono YICCA un’immensa opportunità per gli artisti iscritti, che potranno:

    • Vincere un premio in denaro:

    – premio in danaro al primo selezionato Euro 3000,00 (tremila/00)

    – premio in danaro al secondo selezionato Euro 1000,00 (mille/00)

    • Promuovere la loro arte tramite numerosi canali:

    – presentare le opere d’arte selezionate presso lo spazio espositivo stabilito da concorso

    – arricchire il bagaglio relazionale tra artisti finalisti e critici, curatori, galleristi, istituzioni

    artistiche pubbliche e private che avranno accesso alla importante esposizione.

    – accedere alla massima visibilità possibile attraverso la campagna pubblicitaria che seguirà il concorso in tutte le sue fasi.

    – gli artisti selezionati saranno pubblicati nel catalogo “YICCA” che verrà distribuito

    gratuitamente agli stessi artisti finalisti e sarà a disposizione dei professionisti nonché

    delle istituzioni invitate alla inaugurazione dell’evento espositivo.

    DATE E SCADENZE

    01 novembre 2016: apertura delle iscrizioni

    15 marzo 2017: termine delle iscrizioni

    11 aprile 2017: comunicazione delle opere vincitrici

    maggio 2017: Mostra finale

    La selezione della giuria porterà all’individuazione di 18 artisti che parteciperanno

    all’esposizione.

    Tra i 18 artisti che parteciperanno all’esposizione verranno proclamati primo e secondo

    classificato i quali vinceranno rispettivamente 3000 (tremila/00) e 1000 (mille/000) euro

    in danaro.

    Sono ammesse tutte le tipologie di opera d’arte, compresi i video, le installazioni e le

    performance. Tutte le opere saranno presentate tramite un’ immagine o un video e un

    testo descrittivo dell’opera stessa.

    Tutte le opere devono essere disponibili per l’esposizione finale, devono inoltre

    essere di proprietà dell’artista che le propone.

    Il concorso è rivolto a tutti gli artisti o gruppi di artisti, professionisti e non provenienti da

    qualsiasi paese del mondo. Non sono previste qualifiche particolari per l’iscrizione.

    Tutte le informazioni sui termini e le modalità di iscrizione si possono trovare sul sito ufficiale www.yicca.org

    www.contest.yicca.org

  • Amanda Lear con Sgarbi in esposizione al Museo Crocetti di Roma

    Grande attesa, per la mostra “Visioni”, curata da Vittorio Sgarbi, che vedrà protagonista la carismatica Amanda Lear con le sue originali creazioni pittoriche. La mostra è ospitata nel prestigioso Museo Venanzo Crocetti a Roma, in via Cassia 492. L’evento, organizzato da Salvo Nugnes, manager della cultura e agente di noti personaggi, si terrà dal 15 al 31 ottobre 2016. Il vernissage inaugurale, si svolgerà in data sabato 15 ottobre alle ore 18.00.

    L’organizzatore Salvo Nugnes, spiega: “l’iniziativa di portata cosmopolita, che sta già riscuotendo grande risonanza, raduna un circuito selezionato di artisti contemporanei di talento, che espongono accanto alla poliedrica Amanda Lear. Si potranno visionare una grande varietà di opere pittoriche, realizzate da Amanda in un ampio arco temporale e allestite in stile antologico, che sono accomunate dalla vivace vena creativa e dal versatile spirito d’inventiva. Amanda, con la sua brillante indole camaleontica, ama sperimentare e ricercare sempre nuove soluzioni espressive. I quadri rispecchiano la sua energia inesauribile, la sua frizzante vitalità, la passione per la vita e per le emozioni intense’”.

    Nel parlare della sua ispirazione artistica, la Lear ha evidenziato: “il mio approccio al mondo dell’arte, è avvenuto fin da bambina, perché volevo sempre dipingere. Per me, la pittura è come un bisogno incalzante, una necessità. Io torno a casa, mi metto tranquilla con i miei gatti a dipingere ed è una cosa che mi fa stare veramente bene. Guardi un quadro e questo ti apre un’po’ la mente. Io penso, che l’opera d’arte deve fare qualcosa, provocare un’emozione, un sentimento. Dire semplicemente -ah è bella- non è abbastanza, non è importante. Bisogna stimolare e dare qualcosa alla gente”.

  • Le Normali Follie

    FRANCESCA AGRATI
    Le normali follie

    10/13 novembre 2016

    VERNISSAGE
    giovedì 10 novembre, ore 18.30

    FONDAZIONE MAIMERI
    Corso C. Colombo 15, MIlano

    La Fondazione Maimeri apre i suoi spazi alle eclettiche opere dell’artista Francesca Agrati con la mostra “Le normali follie” che inaugurerà giovedì 10 novembre ore 18.30.

    Per tre giorni, in anteprima nazionale, sarà possibile lasciarsi avvolgere dalle rutilanti atmosfere create da Francesca Agrati – milanese doc con una famiglia di collezionisti alle spalle – che rappresenta un felice esempio di artista autodidatta poi perfezionatasi attraverso corsi specifici di pittura e tecniche artistiche.

    Quella della Agrati è una pittura materica che trova spazio su tele dominate dalla bidimensionalità sino a sfociare in veri e propri bassorilievi, in un perfetto equilibrio di fotografia e pittura.

    Ritratti al femminile dai colori eccentrici e dall’estrema potenza espressiva che si fanno di volta in volta denuncia ironica di manie e follie contemporanee sono un elemento distintivo di questa artista fortemente concentrata sul tema dello sguardo e sempre pronta a nuove sperimentazioni.

    Per informazioni:
    335 801 0349
    [email protected]

  • Centro Culturale Teatro Camuno presenta “I CARTOON”

    Il Centro Culturale Teatro Camuno, in collaborazione con il Distretto Culturale di Valle Camonica, il Gruppo Istituzionale di Coordinamento sito Unesco n. 94 “Arte Rupestre della Valle Camonica” e il Comune di Paspardo, presenta il nuovo bando di selezione per partecipare al workshop residenziale I CARTOON curato dal regista Giorgio Bellasio e dell’autore Rai Guglielmo Fiamma.

    Il laboratorio fa parte del ricco calendario degli appuntamenti del progetto triennale PITOON – I PITOTI IN CARTOON NELLA VALLE DEI SEGNI che vanta il sostegno di Fondazione Cariplo e il patrocinio di Regione Lombardia e si svolgerà a Paspardo, in provincia di Brescia, dall’1 al 9 settembre 2016.

    È aperto gratuitamente a persone maggiorenni con predisposizione al disegno, fumettisti, cartoonist, illustratori, grafici, che sotto l’attenta guida dei due docenti sperimenteranno le fasi di scrittura, studio dei personaggi e sviluppo grafico di un micro cartoon dedicato alle antiche figure incise su roccia del patrimonio Unesco della Valle Camonica.

    I dieci selezionati saranno ospitati per l’intera settimana presso una struttura messa loro a disposizione dal Comune di Paspardo e dopo un momento iniziale di conoscenza del territorio, tra le incisioni rupestri e i castagni secolari della Riserva Naturale delle Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo, inizieranno ad approcciarsi alla sceneggiatura e al disegno del cortometraggio.

    Gli interessati dovranno far pervenire la propria candidatura esclusivamente tramite
    invio per posta elettronica del modulo di domanda all’indirizzo e-mail:
    [email protected] entro
    le ore 12:00 del 31 luglio 2016.

    Per informazioni:
    [email protected]
    www.ccteatrocamuno.it
    www.vallecamonicacultura.it


    I docenti

    GIORGIO BELLASIO – Character animator
    Di Torino, si laurea alla N.A.B.A di Milano in Advertising Art Direction nel 1995 e prosegue la sua formazione con una Masterclass in Chracter Animation alla Les Gobelins Summer School di Parigi nel 2007. È stato, nel corso della sua carriera, Animation Supervisor per Ubik Crackartoons di Milano, Animation Director per Neonetwork di Milano e Lumiq Studios di Torino; Lead Character Animator per il film Totò Sapore (Chinatown Films, Milano) e The magic roundabout (Action Syntése, Marsiglia); Senior Character Animator per il film Opopomoz (Stranemani, Firenze), Pat & Stan (2 Minutes, Angoulême), Oscar & Co (Team TO, Valence) e Acqua in Bocca 3 (Maga Animation, Monza). Ad oggi continua a lavorare come freelance, in qualità di character animator e regista, e ha all’attivo esperienze di insegnamento al Centro Sperimentale di Cinematografia di Torino, Virtual Reality & Multimedia Park, sempre di Torino, e alla N.A.B.A Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.

    GUGLIELMO FIAMMA – Sceneggiatore e autore animazioni, autore Televisione
    Nato a Massa (MS) nel 1957, si laurea al DAMS di Bologna nei primi anni ’80. Dopo alcune esperienze nel campo della Multivisione e della Scenografia, approda alla televisione nel 1988 quando viene assunto dalle allora Reti Fininvest come Segretario di Produzione. In pochi anni diventa Delegato di Produzione, ma nel 1992 lascia il posto fisso e in veste di Direttore di Produzione collabora ai videoclip di vari artisti, tra cui Renato Zero, Riccardo Cocciante, Gianna Nannini, K.C. ‹ The Sunshine Band. Nel contempo inizia a scrivere per la “TV dei Ragazzi” delle Reti Fininvest (Bim Bum Bam e Ciao Ciao) e ne diventa autore per oltre 5 anni, firmandone più di mille puntate. Da lì inizia un percorso in cui si cimenta come autore in diversi generi di scrittura televisiva finché, nel 1999, pubblica due libri per bambini che gli danno l’opportunità di entrare nel mondo dell’animazione. Da allora, in parallelo con l’attività di autore televisivo, sceneggia cartoni animati. Tra i suoi lavori le due serie Uffa! Che pazienza, ispirate a una fiaba di Andrea Pazienza, The Linkers, una coproduzione italo-francese, Sbrain, una serie Rai di cui è anche co-autore e Ogni Santo Giorno, un cartone tutto suo, il cui pilota è in concorso al Giffoni Film Festival, ed ha ricevuto una Nomination nella sezione “The Best Tv Serial” al Fetival Tofuzi 2014 in Georgia.

     

     

  • SAVE SAMMEZZANO lancia una campagna sulla piattaforma di crowdfunding Ulule per tutelare e valorizzare il Castello di Sammezzano

    Il neonato movimento popolare nasce per salvare il più importante esempio di architettura eclettica d’Italia e lancia una campagna di crowdfunding su Ulule per tutelare e valorizzare il Castello di Sammezzano.

    Save Sammezzano è il movimento popolare nato lo scorso settembre che si prefigge di mettere fine alla situazione di incuria e di degrado che, negli ultimi 30 anni, ha fortemente rovinato una delle opere d’arte che tutto il mondo ci invidia: il Castello di Sammezzano, considerate da molti il più importante esempio di architettura eclettica del nostro paese.

    Nel corso di questi anni infatti gli agenti atmosferici, il tempo e i vandali hanno danneggiato in modo assai gravoso quest’incredibile monumento dal valore artistico-architettonico inestimabile. Grazie alle iniziative di Save Sammezzano, istituzioni e  persone sono state sensibilizzate in merito alla rilevanza artistica di Sammezzano ed alla necessità di trovare qualcuno che sia disposto a tutelarlo e valorizzarlo quanto merita.

    Nonostante i già importanti risultati raggiunti, Save Sammezzano ha bisogno di costituirsi in Associazione così da divenire un soggetto giuridicamente riconosciuto e quindi capace di intraprendere ogni tipo di iniziativa con valore legale che, come semplice  movimento, attualmente non può intraprendere.

    Come Associazione avranno più peso e maggiori possibilità di azione nei confronti di tutti gli enti pubblici e privati che hanno responsabilità nei confronti di Sammezzano, al fine di riportare Sammezzano al suo antico splendore e di renderlo finalmente accessibile a chiunque lo desideri visitare.

    Ecco dunque il lancio di una campagna, finalizzata al coinvolgimento di un pubblico sempre più vasto, sulla piattaforma di crowdfunding francese Ulule, che ha da poco aperto la sua prima sede in Italia, nella capitale.

    Link alla campagna: http://it.ulule.com/salvare-sammezzano/

    Link all’associazione: http://www.savesammezzano.com

  • APRE UN NUOVO TEATRO A BORGO A BUGGIANO (PROV. DI PT)

    Apre a Borgo a Buggiano il nuovo Teatro “Buonalaprima”, di Eleonora Franchi e Stefania Maccioni.

    Il teatro, di oltre 150 posti, prevederà anche un’accademia con professionisti dello spettacolo e si propone di diventare un vero e proprio spazio culturale e di condivisione. Lo stesso foyer del teatro sarà un vero e proprio salotto culturale, luogo di eventi e spazio per tutte le espressioni artistiche, dal teatro alla musica, alla pittura, all’arte di strada…

    Per l’apertura, prevista nell’autunno del 2016, il teatro sta cercando diverse figure professionali e apre un periodo di colloqui che si svolgeranno durante tutta l’estate.

    Tra le varie figure ricerchiamo 1 responsabile per la comunicazione e l’organizzazione di eventi teatrali e culturali. Tra tutti i candidati per questa posizione ne saranno selezionati 50 che accederanno al colloquio di preselezione che porterà alla scelta di 6 candidati, i quali dovranno presentare un progetto con allegato un business-plan per la stagione 2016/2017. Il progetto migliore avrà un contratto di un anno con possibilità di rinnovo con il Teatro  Buonalaprima.

    Tra le altre figure professionali si ricercano tecnici audio-luci, costumisti, truccatori, scenografi e insegnanti di musica, mimo, clownerie, biomeccanica teatrale, discipline naturali. La direzione valuterà anche curricula di candidati che vorranno proporre nuovi progetti e collaborazioni.

    Per candidarsi ad una delle posizioni ricercate basta collegarsi al sito www.buonalaprima.org e compilare il form nella sezione “candidature” oppure inviare curriculum e foto a [email protected] indicando nell’oggetto il ruolo per il quale ci si candida.

    Teatro “Buonalaprima”

  • Red carpet di vip per il Thesign Gallery Party

    Thesign Gallery: Lo showroom del futuro a Roma

    Un successo annunciato per l’esclusivo opening

    “la dolce vita” del design

    Red carpet di vip giovedì 16 giugno per un evento unico, l’apertura del Thesign Gallery, lo showroom esclusivo della Capitale. Nato da un’accurata ricerca di stile ed impreziosito dalla presenza dei più noti brand del settore dell’arredamento. La “culla della creatività” di Salvo Nicosia, Stefano Liardo è il futuro dell’interior design.                                                                                                                                                                                              A due passi da via Veneto, in Via Piemonte 125/A, la“dolce vita” ha ripreso a pulsare per un’intera serata con ospiti prestigiosi grazie all’impeccabile organizzazione della direttrice artistica leader del settore, Monica Mabelli. La serata è stata introdotta dal presentatore sky Anthony Peth. Presenti spiccate personalità del mondo della politica, moda, spettacolo, cinema, tv e stampa.

    Tra gli ospiti illustri il Marchese Giuseppe Ferraioli, l’attrice Demetra Hampton, ilPrincipe Guglielmo Giovannelli, il Principe Aldo Agliata, l’Ambasciatore Andrea Tasciotti, l’attrice Sara Ricci, l’On. Antonio Paris, il Presidente Fustemberg Vincenzo Merli, la giornalista Tg2 Lisa Marzoli, il giornalista Tgcom24 Antonio Pascotto, la regista e giornalista Vittoria Citerni Di Siena, la showgirl Cosetta Turco, la vincitrice del concorso di bellezza “Una ragazza per il cinema” Elisa Pepè Sciarria, il regista Michele Conidi, l’agente MtM events Massimo Meschino, il press agent Emilio Sturla Furnò, Irene Bozzi , CNO Web Tv e tanti altri ospiti…

    Accolti da un’atmosfera elegante con installazioni sensoriali, ha preso vita la performance ispirata ai quattro materiali protagonisti (ferro – legno – stoffa – ceramica) grazie alla spettacolare compagnia di danzatori acrobati, Eleina D. diretta da Vito Cassano e Claudia Cavalli, vincitrice assoluta al concorso internazionale di danza aerea PPS Aerial Performance Tournament svoltosi ad Hong Kong. Corpi trasformati in elementi grazie al body painting esaltati dalle video proiezioni e suoni. La selezione musicale è stata curata da Roberto Sallusti e la music live performer da Andrea Balda. Il tutto sublimato dai costumi della linea Fada for Theatre di Fadatelier di Franco Colamorea e Natascia Zaccaria.

    Il primo di tanti altri appuntamenti capitolini. La Thesign Gallery con il suo spazio dinamico e polifunzionale diverrà un punto d’incontro tra arte, cultura e design dove si svolgeranno eventi unici diretti da Monica Mabelli.
    Ringraziamenti speciali a Natascia e Romina Malizia per la comunicazione, al coordinamento generale Sasha Altea, tecnico audio e luci Luigi Trillò.

    Ufficio Stampa
    Natascia e Romina Malizia
    [email protected]
    Direzione Artistica
    Monica Mabelli
    [email protected]