Categoria: Salute e Medicina

  • Infilaser – Dì addio alla rasatura e alla ceretta, dai il benvenuto ad una nuova routine di cura personale

    Dì addio alla rasatura e alla ceretta, dai il benvenuto ad una nuova routine di cura personale. Il dispositivo per la depilazione Infilaser offre un trattamento di depilazione di qualità degna di salone di bellezza, con risultati rapidi e duraturi per una pelle liscia e senza peli.

    Il microtelefono per la depilazione Infilaser eroga una terapia con luce pulsata intensa (IPL) su rughe, macchie e peli superflui in meno di tre minuti. Può anche eseguire un trattamento completo in meno di 30 minuti. Un utente può rimuovere i peli con Infilaser in maniera fluida e indolore, senza graffi, tagli, urti o irritazioni. Il dispositivo è stato progettato e testato per la sicurezza e si avvale della tecnologia standard clinica per la depilazione laser.

    Il dispositivo Infilaser è dotato di cinque livelli di intensità della luce per un’efficace depilazione, ciascuno adatto a un diverso livello di crescita dei peli. Il dispositivo può essere utilizzato su qualsiasi area della pelle, comprese le zone del viso, delle gambe e della brasiliana. I risultati visibili possono essere visti dopo pochi utilizzi, in genere circa tre settimane, con risultati completi visibili in dodici settimane. Il dispositivo funziona al meglio su tutti i toni della pelle tranne i più chiari e più scuri.

    L’Infilaser è anche leggero e portatile, in grado di essere utilizzato sempre e ovunque. Il dispositivo è un acquisto una tantum e non sono necessarie ricariche. Offre un’alternativa economica e rapida ai costosi trattamenti di epilazione laser nelle spa. Mentre i trattamenti laser focalizzano una lunghezza d’onda della luce sulla pelle, un trattamento IPL rilascia luce di molte lunghezze d’onda diverse, come un flash fotografico. La luce di un trattamento IPL è più diffusa e meno focalizzata di un laser. Numerosi studi hanno dimostrato che i trattamenti laser IPL sono sicuri ed efficaci per la depilazione. Gli utenti possono vivere l’esperienza del salone a casa, il tutto senza dover visitare una spa.

    La depilazione non è mai stata così facile ei nostri clienti sono d’accordo. Sono rimasti entusiasti del dispositivo per la depilazione Infilaser e dicono che offre “una depilazione IPL di ottima qualità” ed è “davvero facile da usare ed è molto utile”. Un cliente ha detto che il dispositivo mi ha “lasciato la pelle così liscia, che mi sta cambiando la vita dopo aver usato il rasoio per così tanti anni”. Altri hanno notato che l’Infilaser è “leggero e semplice”, con una recensione che dice addirittura che il laser ha “cambiato la mia vita in meglio, mi ha dato la mia sicurezza e mi ha fatto sentire molto più femminile”.

    Questa raccolta include un epilatore, un alimentatore universale e una guida per l’utente. Ai clienti viene offerta una garanzia di rimborso del 100% se non sono soddisfatti del set. Viene anche offerto supporto 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per il prodotto.

    Visita il loro sito Web all’indirizzo https://infilaser.it per saperne di più sul prodotto e acquista un epilatore oggi stesso. Ottieni una pelle liscia come la seta e senza peli come hai sempre sognato.

  • Covmatic: il sistema robotico per l’analisi dei tamponi

    In un mondo in cui tutto si muove velocemente e la ripresa del nostro Paese è diventata un’urgenza sempre più impellente, tecnologia e sanità non possono che supportarsi per cercare di accelerare e ottimizzare i tempi di una corsa che coinvolge tutti”, dichiara Alice Melocchi, tra gli ideatori di Covmatic, un’iniziativa di volontariato nata come sfida per il potenziamento della capacità di analisi dei tamponi per l’individuazione di SARS-Cov-2. La tematica è stata affrontata il 2 aprile durante “I venerdì dello Studio BNC”, un appuntamento online sempre più frequentato per riflettere su come la capacità di innovare, condividere pensieri e idee possa contribuire a un mondo migliore (per rivedere gli incontri https://www.studiobnc.net/sito/).

    Alice Melocchi (ricercatrice presso l’Università degli studi di Milano e CSO di Multiply Labs) e Alberto Cammarota (consulente di Porsche Consulting), hanno raccontato le fasi iniziali del progetto che ha avuto come primo punto di riferimento l’ospedale “Bolognini’’ di Seriate, insieme al quale sono state redatte un’analisi di fattibilità ed una proposta operativa di implementazione open source per incrementare, attraverso l’utilizzo di sistemi di automazione robotica, il numero dei tamponi processati. È stato così realizzato l’impianto pilota presso il presidio ospedaliero territoriale “F.M. Ospedale Passi” di Calcinate (BG), in cui un intero piano è stato rinnovato per ospitare il laboratorio che ha superato la validazione richiesta da Regione Lombardia e da ATS.

    Tanti enti, istituzioni e aziende hanno contribuito pro bono all’iniziativa, tra cui Rotary Club (in particolare il Distretto 2042) l’Università degli studi di Milano, il Politecnico di Milano, WeMake, Porsche Consulting, ABB e Multiply Labs. Il gruppo di persone coinvolte nel progetto conta più di 30 volontari, anche internazionali, che hanno dedicato il proprio tempo libero, lavorando fianco a fianco con tecnici e biologici dell’ospedale. Accanto allo sviluppo di procedure operative per la loro formazione, è stato inoltre predisposto un software in grado di tracciare le operazioni eseguite dai tecnici e il percorso dei campioni durante l’analisi. “Questo è un esempio di come sia possibile portare l’automazione all’interno dei processi di laboratorio”, continua Alberto Cammarota, “e siamo felici di aver reso il progetto open source per supportare in questo modo la lotta contro la pandemia da COVID-19. Tutti i volontari coinvolti, con le proprie competenze, hanno contribuito ad aumentare l’efficienza e a migliorare il processo: ora la documentazione è a disposizione di tutti i laboratori che vogliano utilizzare e implementare ulteriormente il sistema”.

  • Covid-19: smart working, DAD, cuffie e problemi uditivi – I suggerimenti di Starkey

    Con la diffusione della pandemia la nostra quotidianità è profondamente cambiata. Gli esperti di Starkey Hearing Technologies, leader globale per la produzione e la distribuzione di apparecchi acustici di tecnologia avanzata, spiegano come gli strumenti per lavoro e studio a distanza possono influire sulla salute uditiva.

     

    Milano, Marzo 2021 – Il Covid-19 ha portato grossi cambiamenti nella nostra vita quotidiana: oltre al distanziamento sociale, anche il modo di studiare e di lavorare si è profondamente modificato. Bambini e ragazzi si sono dovuti interfacciare con la Didattica A Distanza (DAD), mentre per gli adulti, in molti casi, lo smart working è diventato una scelta forzata. Queste nuove modalità di studio e di lavoro comportano l’utilizzo di specifici strumenti, come per esempio le cuffie, indispensabili per ascoltare interlocutori che si trovano a chilometri di distanza. Ma quali sono le ripercussioni che il massiccio impiego di questi dispositivi ha sulla salute uditiva? Gli esperti di Starkey Hearing Technologies, azienda leader a livello globale per la produzione e la distribuzione di apparecchi acustici di tecnologia avanzata, provano a spiegarlo.

    In generale, sottolineano i professionisti Starkey, la regola d’oro per fare in modo che l’utilizzo degli auricolari non infici l’udito è quella detta del “60”, ovvero le cuffie non dovrebbero essere usate per più di 60 minuti e il volume non dovrebbe superare il 60% della capacità del dispositivo (Organizzazione Mondiale della Sanità). Dall’inizio della pandemia, tuttavia, spesso la soglia dei 60 minuti viene facilmente superata durante la giornata, che si tratti di videoconferenze e video lezioni, o di videochiamate ad amici e parenti. Per limitare i rischi all’udito, raccomandano gli esperti Starkey, è buona norma fare delle pause di almeno 15 minuti ogni ora per far riposare le orecchie. È inoltre consigliabile utilizzare un paio di cuffie personali, avendo cura di pulirle quotidianamente. 

    Oltre agli auricolari, anche le mascherine possono avere ripercussioni sulla salute uditiva: coprendo interamente il volto, infatti, possono causare nelle persone l’insorgenza di una sensazione di isolamento. Le mascherine, infatti, causano una maggiore difficoltà di ascolto in quanto filtrano il suono della voce e fanno perdere i riferimenti del labiale. 

    Questo può portare, soprattutto negli anziani, allo sviluppo di disturbi dell’umore, che possono sfociare anche nella depressione.

    Fonte: www.starkey.it/

  • L’osteoartrite nel gatto: sintomi, diagnosi e cura

    L’Osteoartrite del gatto può essere primaria, anche semplicemente dovuta alla vecchiaia nel 71% dei casi, o secondaria a patologie articolari (la displasia dell’anca, ad esempio, o la lussazione rotulea). Nel gatto l’osteoartrite resta sotto-diagnosticata.  Come mai?

    Una delle principali difficoltà nel riconoscerla è che i segni esteriori della malattia possono essere piuttosto generici, in questa specie. Essi possono includere, ad esempio, cambiamenti del comportamento e disturbi del sonno, oltreché una ridotta agilità e minore inclinazione al gioco. Perciò, è bene che il proprietario impari a riconoscere questi segnali e a riferirli al veterinario, divenendone un prezioso alleato.

    La specie felina è infatti caratterizzata da una scarsa manifestazione clinica del dolore, sia acuto che cronico. Oltre a ciò, il motivo principale per cui l’Osteoartrite del gatto resta sottostimata è che, differentemente dal cane e dall’uomo, il gatto di rado mostra una zoppia evidente, soprattutto in caso di patologia monolaterale.

    I sintomi possono essere mascherati da diversi fattori: il gatto non viene portato al parco come il cane e, anche a causa della sedentarietà in casa, ci si accorge meno di eventuali andature anomale; taglia e peso ridotti, poi, procurano minori stress meccanici e una migliore ridistribuzione del peso sulle articolazioni “sane”.

    A complicare ancor più la comprensione del quadro, c’è anche la tipica indipendenza felina, che alza le probabilità che l’animale diventi distaccato, quando soffre, a differenza del cane che invece tende a richiedere più attenzioni da parte del proprietario.

    Rispetto alla sua presenza nei cani e negli esseri umani, la displasia dell’anca è rara nei felini.

    Nel gatto, i cambiamenti più frequentemente associati sono una ridotta capacità di saltare (71%) e un’altezza di salto ridotta (nel 67% dei casi).

    Perciò, se li noti, non pensare che sia semplicemente invecchiato, ma riferiscili. Potrai anche notare dei movimenti rigidi e rallentati; se poi vedi che all’improvviso Felix non vuole più saperne di salire al piano di sopra, cosa che prima amava tanto fare, considera che potrebbe trattarsi di uno degli atteggiamenti “evitanti” nei confronti del dolore.

    Tra i segni aspecifici, ovvero non direttamente correlati alla mobilità, da notare le variazioni nel sonno e nella toelettatura. Rispetto al sonno, è stato riportato che il dolore cronico può interromperlo significativamente nell’essere umano e nel cane.

  • Giornata Mondiale dell’Attività Fisica: “Ogni movimento conta!”

    In occasione della Giornata Mondiale dell’Attività Fisica, che si terrà il prossimo 6 aprile su iniziativa dell’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), ATS Pavia promuove il decalogo “Ogni movimento conta!”. Obiettivo, incentivare a svolgere una regolare attività fisica a beneficio dello stile di vita e della propria salute, nonostante l’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 e i provvedimenti restrittivi per fronteggiarla che hanno determinato una limitazione del movimento e dell’attività fisica e una sedentarietà, in alcuni casi, forzata e prolungata come nel caso dello smart working e della didattica a distanza.

    L’emergenza pandemica dovuta alla diffusione mondiale dell’infezione da coronavirus ha portato a restrizioni che non devono far abbassare l’attenzione, anche in questa situazione, al mantenimento di un sano stile di vita per evitare che, una volta usciti dall’emergenza, ci ritroviamo a fare i conti, individualmente e come popolazione, con un incremento di tutte quelle malattie (diabete, malattie cardiovascolari, tumori e malattie respiratorie croniche) che sono favorite o aggravate da comportamenti scorretti. Per vivere bene e in buona salute occorre adottare alcune semplici ma sane abitudini cercando di essere attivi il più possibile per mantenerci in salute e per migliorare le difese immunitarie spiega il direttore generale Mara Azzi.

    ATS Pavia celebra quindi la giornata mondiale dell’attività fisica dedicando alla popolazione un decalogo di buone abitudini contro la sedentarietà, da seguire anche durante l’emergenza da Covid 19. Pur restando a casa, infatti, ATS Pavia raccomanda di mantenersi attivi, svolgendo regolare attività fisica, praticando giardinaggio o bricolage, preferendo le scale all’ascensore, evitando di stare seduti più di 2 ore di seguito, anche durante lo smart working o la didattica a distanza.

    “Non è necessario allenarsi per le Olimpiadi o per la Maratona sono i piccoli movimenti quotidiani e una attività fisica regolare e costante che fanno la differenza, soprattutto se si parte da zero. La sedentarietà è uno dei principali fattori di rischio per numerose patologie, così come il sovrappeso e l’obesità. Ciascuno di noi può essere un esempio e trasmettere ai propri familiari l’importanza di mantenere uno stile di vita sano e attivo. Ricordiamoci infine, che l’attività fisica ha un grande pregio: non ha né genere, né età” conclude Azzi.

    Per informazioni: www.ats-pavia.it

    DECALOGO

     “OGNI MOVIMENTO CONTA, AD OGNI ETA’

     ATS Pavia raccomanda di svolgere una regolare attività fisica a beneficio dello stile di vita e della propria salute, nonostante il Covid-19. Questi consigli sono adatti e “fanno bene” ad ogni età!

    • Uno stile di vita sano e attivo protegge da numerose patologie e contribuisce al benessere fisico e mentale. Se sei un adulto, pratica almeno 30 minuti di attività fisica, se sei un bambino o un adolescente, 60 minuti!
    • Camminare è il modo più semplice per mantenerti in forma e per migliorare la tua salute.
    • Per vivere più a lungo, muoviti! Anche in smart working non stare più di due ore di seguito seduta/o, allunga le gambe, cambia posizione e svolgi attività in piedi (ad esempio quando parli al telefono). Anche le attività quotidiane come il giardinaggio o il bricolage sono azioni semplici che fanno bene alla salute, soprattutto in età avanzata.
    • Utilizza frequentemente le scale, se puoi evita l’uso dell’ascensore e delle scale mobili.
    • Gioca attivamente con i tuoi figli: si pratica attività fisica anche giocando.
    • Divertiti! Scegli attività che ti mettano di buon umore, e che non siano “un peso”. Passeggia con il cane, balla, pratica yoga o attività simili che producono benefici sia fisici che mentali.
    • Se parti da zero, poniti obiettivi concreti e realizzabili. Non devi allenarti per le Olimpiadi! Inizia ad utilizzare le scale o a spostarti a piedi e in bicicletta quando è possibile.
    • Sii un esempio: se sei attiva/o trasmetterai ai familiari l’importanza di uno stile di vita sano e attivo.
    • L’attività fisica non ha né genere, né età: pratica lo sport o l’attività che ami, senza il timore di pregiudizi.
    • OGNI MOVIMENTO CONTA! Sostituisci il tempo trascorso seduta/o con delle attività fisiche, anche di bassa intensità: interrompi ogni 30 minuti i periodi nei quali stai in posizione seduta facendo 2-3 minuti di attività, come brevi camminate o piegamenti sulle gambe. Aumenta i passi quotidiani e svolgi almeno 150 minuti di attività fisica alla settimana. Evita la sedentarietà: è un nemico da combattere!
  • NOVA PEDIATRICA UNA CLINICA DENTALE PER LE FAMIGLIE DI TORINO

    Nova Pediatrica è una bella struttura odontoiatrica di Torino, sita in Via Cellini 22, a pochi passi dall’Ospedale Molinette e dalla fermata METRO Carducci-Molinette. Puo’ senza dubbio essere considerata una struttura d’eccellenza nell’ambito dell’odontoiatria privata a livello italiano. Ideata e diretta dal Dr. Enrico Antonucci Ferrara si configura come una “Family Dental Clinic”, cioè come una struttura vocata ad operare sulle esigenze odontoiatriche della famiglia, dai 10 mesi d’età ai 100 anni! Abbiamo chiesto al Dr. Antonucci Ferrara, qual’è la mission di Novapediatrica Family Dental Clinic? “Puntiamo molto sulla prevenzione e riteniamo che ogni bambino come ogni adulto, con il nostro aiuto, possa raggiungere una buona salute orale e mantenerla per tutta la vita.


    Ci impegnamo ogni giorno affinchè tutti i pazienti di Nova Pediatrica, possano riportare una positiva esperienza di cura. Siamo in grado di diminuire la percezione dell’ansia che impedisce al paziente di sentirsi sereno e “in buone mani”, senza necessariamente ricorrere nè alla sedazione nè ad altri sistemi diversi dall’instaurare un rapporto solido e credibile col paziente. All’occorrenza siamo in grado di fornire anche quel tipo di aiuto, ma nessuno, bambino o adulto che sia, ha la stessa personalità o lo stesso stile di apprendimento. Riuscire a capire i pazienti è una nostra prerogativa per raggiungere un risultato di cura soddisfacente e nel rispetto dei requisiti di una buona odontoiatria. Ci preme arrivare al risultato attraverso la reciproca consapevolezza del percorso da affrontare, che deve essere chiaro al paziente come a noi operatori.Solo attraverso la condivisione il paziente diventa parte attiva dell’esperienza di cura. E’ questo che fa la differenza. Noi facciamo il tifo per i pazienti e e i pazienti per noi. Si vince o si perde insieme. Per esperienza vissuta, ogni volta che si crea quella magia di sentirsi parte di un gruppo, che condivide intenti ed emozioni, vinciamo sempre, per loro e per noi.” Vi dedicate anche ai pazienti disabili? “Si certo e ne facciamo un vanto. Siamo orgogliosi di poter prestare la nostra opera a pazienti con bisogni speciali.”

    In che senso, mi spieghi meglio.

    “Attraverso la dedizione nella cura dei bambini e delle persone con bisogni speciali, abbiamo appreso come rendere migliore l’esperienza di cura anche ad adulti e ad anziani. Siamo abituati non solo ad ascoltare verbalmente il paziente, ma anche a leggere e comprendere cio’ che gli sguardi, il linguaggio del corpo, le pause, i toni e i gesti esprimono.Per questo da 30 anni rappresentiamo un punto di riferimento per tante famiglie.”

    Diceva che la prevenzione è un punto di forza di Nova Pediatrica: cosa intendeva?
    “In accordo con le linee guida dell’AAPD (American Academy of Pediatric Dentistry), che prevedono un’adeguata informazione sui comportamenti che i genitori devono adottare sin dal compimento del primo anno di età, siamo organizzati per accogliere i piccolissimi pazienti con tutti i comfort a misura di bambino, (fasciatoio per la visita e per il cambio dei pannolini, lettino, scalda-biberon, giochi adatti all’età, smaltitore ecologico anti-odorante di pannolini usati, etc.), che consentono di ospitare in serena sicurezza anche i piccolissimi pazienti. La prevenzione precoce è compito di un genitori ben istruito.”

    Ma a Nova Pediatrica vi occupate anche di implantologia, vero?

    “Certamente, mi occupo personalmente dell’implantologia che eseguiva esclusivamente con la tecnica comput-guidata, che consente di inserire gli impianti senza aprire un lembo chirurgico, garantendo assenza di dolore prima e dopo l’intervento e una pronta guarigione in assenza di ferite con una riduzione drastica del rischio di mancata integrazione ossea dell’impianto.”

    Ringraziamo allora il Dr. Enrico Antonucci Ferrara per aver ideato un centro odontoiatrico che si occupa della famiglia a tutto tondo. A Torino mancava un posto così completo. Nova Pediatrica merita davvero almeno una visita virtuale: provate a guardare questi link (https://www.novapediatrica.net/virtual-tour e https://www.novapediatrica.net/come-raggiungerci) e……avrete voglia di andare anche voi!

  • Tutto quello che cerchi per allenarti a casa oggi è su mannisport.it

    In questo momento particolare che viviamo, costretti a passare gran parte del nostro tempo chiusi in casa è importante trovare la forza e lo stimolo per continuare a fare attività fisica. Molto positiva è quindi la notizia della nascita di mannisport.it, uno spazio digitale creato per diventare un punto di riferimento per l’home fitness dell’universo femminile. mannisport non è solo uno store dove poter acquistare i migliori prodotti per allenarsi a casa ma anche un luogo dove gli appassionati di sport possono trovare consigli, workout e condividere esperienze per vivere meglio.

    Su mannisport trovi, infatti, tutto quello di cui hai bisogno per allenarti a casa compresa una vasta gamma di attrezzi per home training. Dallo Yoga al Cross training mannisport ha selezionato per te il migliore abbigliamento per allenarti e ti offre uno spazio digitale in cui puoi trovare i consigli dei maggiori esperti del fitness mondiale e i migliori workout che puoi ripetere a casa quando hai del tempo da dedicare a te.

    Abbiamo navigato con interesse sul sito mannisport.it e abbiamo trovato interessanti proposte che vorremmo segnalarvi. In particolare, con meno di 30 euro è possibile acquistare un tappetino fitness. Dotato di una superficie antiscivolo che permette di allenarsi con il massimo comfort e in totale sicurezza, il materassino è realizzato in gomma di ottima qualità ed è perfetto per tutti gli esercizi a terra.  Protegge da un lato la schiena e ginocchia da fastidiosissimi dolori che potrebbero emergere durante l’esercizio e dall’altro non da mai la sensazione di sprofondare.

    Altro attrezzo molto utile è il Pilates ring ideale per allenare il petto, le braccia, l’addome e le gambe. Manici stabili e di forma anatomica garantiscono la corretta posizione, in modo da utilizzare il cerchio anche tra le gambe. Il Pilates ring costa solo 19 euro ed è disponibile in diverse colorazioni. Il Pilates Ring di mannisport è perfetto per diversi esercizi di Pilates, Yoga e Ginnastica generale così come per esercizi mirati in palestra.

    Ultimo ma non meno utile prodotto per allenarsi a casa è infine il kit di elastici fitness che mannisport ha realizzato per voi. Il kit è composto da 5 elastici per gli allenamenti di tutti i distretti muscolari. Il colore dell’elastico indica la diversa resistenza che l’elastico oppone. I gialli ed i verdi sono per un livello base mentre quelli blu, rossi e nero indicano livelli di difficoltà maggiore. Vengono consegnati in un pratico porta elastici nero per essere trasportati con facilità. Ogni elastico è realizzato in lattice ed è adatto per le persone di ogni età.

    Non resta quindi che visitare il sito www.mannisport.it e trovare il prodotto ideale per allenarsi a casa. Non ci sono più scuse!

  • Arriva IMPERA, la lampada che inattiva batteri, virus e SARS-CoV-2

    Frutto del lavoro di ricerca e sviluppo di Ugolini Electronic Engineering, è un innovativo sistema di illuminazione che inattiva il SARS-CoV-2 abbatte la carica microbica di oltre il 99%

    Tavarnelle Val di Pesa (FI), 24 marzo 2021. Ugolini Electronic Engineering, che da oltre vent’anni studia e produce soluzioni innovative per l’illuminazione, il benessere e la sicurezza delle persone e dell’ambiente, ha messo a punto una nuova tecnologia di LED nearUVA, cioè a luce visibile blu prossima all’ultravioletto (lunghezza d’onda 405 nm) la cui capacità di ridurre la carica microbica di oltre il 99% e di inattivare il virus SARS-CoV-2 del 99,9% è stata attestata dall’Università di Siena con studi, prove di laboratorio e prove sul campo.

    Il primo frutto di questa tecnologia è il nuovo sistema Impera, un’innovativa gamma di lampade LED brevettate, che oltre a offrire un’illuminazione gradevole e adatta a ogni tipo di ambiente, è capace di inattivare anche virus e batteri presenti nell’aria oltre che sulle superfici ed è quindi ideale anche per locali con difficoltà di areazione, rendendo ogni ambiente più disinfettato e sicuro. La sorgente luminosa nearUVA è totalmente innocua per persone e animali e programmabile nell’intensità per assicurare un comfort visivo ottimale.
    Il sistema ha un algoritmo che durante la notte permette la programmazione con la sola componente nearUVA, alla massima potenza, per avere al mattino ambienti più sicuri.

    Due componenti tecnologicamente avanzate
    L’innovativo sistema Impera utilizza due componenti che lavorano sinergicamente per offrire un prodotto completo e versatile. La componente white si occupa dell’illuminazione convenzionale degli spazi, è disponibile in temperatura colore neutra o calda a seconda degli ambienti e dei progetti illuminotecnici e garantisce la massima efficienza luminosa grazie all’impiego di LED di ultimissima generazione.
    La componente nearUVA Surface si occupa dell’azione disinfettante microbiologica delle superfici irraggiate. Questa gamma di luce contrasta la vita microbica e virale (come il SARS-CoV-2) alterandone la membrana e instaurando processi ossidativi che inattivano progressivamente i microorganismi e ne rallentano la proliferazione. Questa emissione luminosa non produce componenti ossidative secondarie come per esempio l’ozono. Le prove di laboratorio hanno verificato la capacità delle lampade Impera di abbattere di oltre il 99% la componente microbica presente negli ambienti di vita quotidiana, fin oltre 2,5 metri dalla sorgente, con una esposizione delle superfici maggiore di 8 ore.

    “Grazie alla collaborazione con l’Università di Siena e a mesi intensi di studi e test in laboratorio, il nostro team di ricerca e sviluppo è stato in grado di mettere a punto una soluzione innovativa capace di proporre un nuovo approccio alla lotta contro il SARS CoV-2, contro virus e i batteri presenti negli ambienti – dichiara Biancamaria Ugolini, CEO di Ugolini Electronic Engineering – Stiamo già riscontrando risultati eccellenti anche sul campo; l’installazione del sistema Impera in un complesso didattico dell’infanzia ha evidenziato infatti che l’uso notturno riduce drasticamente la carica microbica ambientale, dimostrando che l’utilizzo regolare e continuato di tale strumento disinfetta le superfici e rende più salubre l’aria” conclude Ugolini.

    Il sistema Impera, ideale per ogni tipologia di ambiente pubblico, privato o di comunità come reception, aree comuni, uffici, sale riunioni, complessi scolastici, strutture sanitarie, palestre, sale attesa, ascensori, aule, centri commerciali, può essere adattato con corpi illuminanti e aspetti biologici calibrati su specifiche esigenze e supportati da evidenze di laboratorio.

  • L’infettivologa Susanna Esposito sulle varianti Covid-19: “La battaglia non è ancora finita”

    Continuare a rispettare le misure di prevenzione e confidare nella campagna vaccinale: l’opinione di Susanna Esposito, Direttore della Clinica Pediatrica all’Università di Parma e Presidente di WAidid.

    Susanna Esposito

    Susanna Esposito: varianti Covid-19, come nascono

    Inglese, sudafricana e brasiliana: sono i nomi delle mutazioni più note del Covid-19. Le cosiddette varianti, che prendono il nome dal Paese in cui sono state identificate, sembrano essere la causa principale della nuova ondata che ha colpito l’Europa. Ma in cosa consistono le varianti? Lo ha spiegato la professoressa Susanna Esposito in una recente intervista andata in onda su Buongiorno Regione: “Non sono altro che copie replicate del virus originario con qualche differenza nella strutturazione dei nucleotidi costitutivi, cioè dei “mattoncini” che costituiscono gli acidi nucleici del virus. Queste varianti presentano delle mutazioni sulla cosiddetta proteina ‘Spike’, che è quella con cui il virus ‘si attacca’ alla cellula”. La più diffusa, secondo gli ultimi dati, risulta essere quella britannica. La mutazione si differenzia sia per la maggiore trasmissibilità che per la rilevanza di sintomi quali tosse e difficoltà respiratoria. Caratteristiche che hanno portato ad un aumento di casi anche tra la popolazione originariamente meno coinvolta. Dal lato della prevenzione i comportamenti virtuosi rimangono pressoché identici, ha spiegato Susanna Esposito: distanziamento, igiene e mascherine, possibilmente anche tra i più piccoli.

    Susanna Esposito: l’importanza della campagna vaccinale

    Contro le varianti una delle armi principali restano i vaccini. Quelli finora presenti sul mercato sembrano infatti essere efficaci contro le mutazioni del virus: “La battaglia contro il Coronavirus la vinceremo grazie alla vaccinazione di massa – ha dichiarato Susanna Espositol’elemento cruciale, adesso, è la disponibilità delle dosi”. Al momento la campagna vaccinale in Italia procede, seppur lentamente, ma è indispensabile accelerare: “Per uscire dalla crisi l’unica risposta è la vaccinazione: quando il 70% della popolazione sarà stata vaccinata e avrà sviluppato una risposta immunitaria sufficiente, potremo dire che il Covid-19 non circolerà più o circolerà in maniera contenuta”. Per l’infettivologa una delle priorità della campagna rimane la scuola: “La protezione di un gruppo come quello degli insegnanti è fondamentale perché svolge un’attività essenziale. Abbiamo visto in questi mesi quanto la scuola sia importante nell’ottica della socialità e della formazione dei ragazzi. Sappiamo quanto la chiusura abbia inciso sulle problematiche neuropsichiatriche che oggi stanno affliggendo gli adolescenti”. Secondo le ultime analisi, spiega Susanna Esposito, la scuola non rientra tra i fattori di rischio elevati: “Ovviamente è fondamentale che insegnanti e alunni applichino tutte le misure di prevenzione e anche effettuare un pronto contact tracing laddove ci siano casi sospetti”.

  • Paolo Comana nuovo presidente di Avis Comunale Bergamo

    È Paolo Comana, classe 1951 ex-donatore e socio di Avis Comunale Bergamo, il nuovo presidente alla guida di Avis Comunale Bergamo per il prossimo quadriennio. L’elezione è avvenuta nel corso della prima riunione del Direttivo recentemente eletto, tenutasi nella serata di mercoledì 24 marzo.

    «È per me un onore poter guidare l’Avis Comunale Bergamo e sono convinto che sia una grande opportunità per diffondere a voce ancor più forte il grande messaggio della “donazione”. Partendo dai messaggi di sensibilizzazione e dalle iniziative sul nostro territorio, sono certo che, in un clima di grande collaborazione, contribuiremo al raggiungimento dei grandi obiettivi dell’Avis come l’autosufficienza di emocomponenti e la tutela dei donatori di sangue».

    Queste le parole del neo-eletto presidente Paolo Comana, che succede a Roberto Guerini, ex-presidente in carica per un doppio mandato, che dichiara: «Esprimo grande soddisfazione personale per la scelta del Direttivo che ha indicato all’unanimità Paolo Comana, che in questi anni nei vari ruoli che ha ricoperto ha dimostrato grande dedizione all’Associazione. I miei più cari auguri con l’augurio di essere sempre al servizio di chi ne ha bisogno, un augurio ancora più forte alla luce della pandemia che ha fatto emergere ancor di più l’importanza del ruolo dei volontari a tutti i livelli e di tutte le associazioni»

    Nella serata è stato nominato il nuovo consiglio esecutivo: Comana Paolo Presidente, Guerini Roberto Vicepresidente Vicario, Canzi Ferdinanda Vicepresidente, Colombo Daniela Segretario, Nespoli Pesenti Davide Tesoriere.

  • Medicina estetica: le risposte alle domande più frequenti

    Oggi abbiamo intervistato il medico del Centro Estetico MEA per capire cosa è la medicina estetica e risolvere alcuni dubbi rispondendo alle domande comuni sul tema. Vediamo di capire di più sull’argomento.

    Con medicina estetica si intende una nuova branca medica nata di recente e che ha l’obiettivo di migliorare il benessere psicofisico della persona con interventi non invasivi per risolvere un inestetismo estetico  tra cui la Rimozione Tatuaggi a Roma.

    L’OMS ha recentemente ampliato il concetto di salute riconoscendo alla medicina estetica un ruolo fondamentale per la piena accettazione del proprio aspetto fisico.

    Cosa si intende con lifting del viso?

    Il lifting del viso è uno dei trattamenti più richiesti per ringiovanire il volto, rassodando e tonificando la pelle. Si tratta di un vero e proprio intervento chirurgico da far precedere a visite ed esami di controllo e si fa in sedazione con anestesia locale o generale. La durata dell’intervento è compresa tra i 30 e i 90 minuti a seconda della zona interessata e le tecniche sono molte. In particolare, i centri estetici all’avanguardia praticano lifting sottomuscolo-fasciale, lifting sottocutaneo, lifting sottoperiosteo, lifting frontale, lifting endoscopico, lifting ultrasonico ed altri. Se la procedura è limitata ad una zona particolare del viso si parla di minilifting.

    Quali sono i vantaggi della medicina estetica?

    Chi ricorre ad un centro estetico ha modo di contrastare gli effetti dell’invecchiamento per correggere e ridurre gli inestetismi di viso e corpo e stare meglio con se stesso. Tanti sono i vantaggi della medicina estetica e tra questi segnaliamo:

    • bassa invasività dei trattamenti;
    • risultati visibili contro l’invecchiamento;
    • riduzione degli inestetismi di viso e corpo;
    • contrasto efficace alle rughe;
    • pelle da subito più elastica, tonica e idratata.

    Quali sono i vantaggi della criolipolisi?

    Chi si affida al centro estetico per un intervento di Criolipolisi Roma può contare su un’alternativa non chirurgica alla liposuzione. Grazie all’assenza del bisturi la pelle non viene danneggiata e i tempi di recupero sono brevi. Inoltre, effettuare una seduta di criolipolisi non richiede ricoveri o analisi preliminari e dopo il trattamento si possono immediatamente riprendere le attività lavorative e sociali.

    In base alla profondità del tessuto adiposo e dei risultati desiderati si può arrivare alla riduzione del grasso con uno o due trattamenti a intervalli di 2-4 mesi, anche se sarà il medico estetico a indicare tempi e modi del trattamento.

    Come si rimuovono i tatuaggi?

    Una delle attività del centro estetico è anche la Rimozione Tatuaggi Roma, che MEA effettua usando il laser Q-Switched. In questo modo si producono onde elettromagnetiche che rilasciano energia e l’eliminazione del colore del tatuaggio avviene con l’attivazione dei macrofagi, cellule spazzine che ripuliscono la cute. Anche in questo caso il numero di sedute dipende da diversi fattori, a partire dalla localizzazione e dalla tipologia del tatuaggio (monocromatico o policromatico) e dalla sua realizzazione con linee o punti.

    A questo punto abbiamo dato risposta alle domande più frequenti sui principali servizi offerti dal Centro Estetico MEA a Roma e ti aspettiamo nel nostro studio per illustrarti nel dettaglio tutti i benefici della medicina estetica e i servizi che abbiamo pensato per te.

     

    Mea Medicina Estetica e Rimozione Tatuaggi

  • 830.000 genitori hanno dovuto rinunciare a curare i figli per ragioni economiche

    economiche

    A causa del Covid milioni di italiani hanno dovuto rinunciare a visite e cure mediche. Una vera e propria “emergenza nell’emergenza” che non ha risparmiato nemmeno i più giovani; secondo l’indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat su un campione rappresentativo della popolazione nazionale*, tra marzo e dicembre 2020 circa 2,1 milioni di bambini e ragazzi si sono visti rimandare o annullare visite o esami medici.

    E se questo non bastasse, nello stesso periodo sono poco meno di 830.000 i genitori che hanno dovuto rinunciare a curare i propri figli a causa di problemi economici.

    Visite rimandate o annullate dalla struttura

    Guardando più da vicino i dati emerge che, durante i primi 10 mesi dall’esplosione della pandemia, tra i genitori che avevano in programma una visita medica per il proprio figlio, quasi 6 su 10 se la sono vista rimandare dalla struttura sanitaria, mentre il 16% ha dovuto addirittura fare i conti con la cancellazione totale dell’appuntamento.

    Sebbene il rinvio medio sia stato pari a 51 giorni, nel 49% dei casi la visita è stata rimandata sine die. I disservizi più frequenti sono stati registrati per esami e visite di ortopedia, odontoiatria e dermatologia, ma non sono stati esenti da problematiche anche patologie più gravi come ad esempio la cardiologia, dove il rinvio medio è stato pari a 37 giorni.

    La situazione di emergenza ha quindi spinto molte famiglie a rivolgersi ad una struttura privata per curare i propri figli (40% di coloro che hanno subito rinvii o cancellazioni), andando in alcuni casi ad accentuare il divario sociale in termini di accesso alle cure da parte dei minori. Il costo medio sostenuto dai rispondenti che si sono rivolti ad una struttura privata per far curare i propri figli è stato pari a 339 euro per singola visita o esame.

    Non sorprende vedere come il 7% di chi si è rivolto ad una struttura privata per visite od esami di un minore abbia dovuto fare ricorso ad un prestito per far fronte alla spesa.

    Secondo l’osservatorio di Facile.it e Prestiti.it, realizzato su un campione di oltre 125mila domande di finanziamento*, nel 2020, l’importo medio dei prestiti personali richiesti ad una società di credito per far fronte a spese mediche è stato pari a 6.145 euro, da restituire in 53 rate (circa 4 anni e mezzo).

    Nel 39% dei casi a presentare domanda di prestito per cure mediche è stata una donna; il valore risulta nettamente più alto rispetto al totale prestiti, dove il campione femminile rappresenta solo il 25%. Una differenza così elevata può trovare spiegazione alla luce del fatto che, per la salute dei figli, sono spesso le mamme a richiedere un aiuto finanziario.

    I genitori che hanno scelto o dovuto rinunciare

    Come detto, sono tanti anche i genitori che, per scelta o necessità, hanno deciso di propria iniziativa di rinunciare ad una o più visite dei propri figli; si tratta di quasi 1 rispondente su 5, pari a circa 2,7 milioni di individui.

    Per comprendere meglio il fenomeno, Facile.it ha approfondito le ragioni dietro questa scelta; sebbene la maggioranza (60%) abbia dichiarato di averlo fatto per paura che il proprio figlio potesse contrarre il Covid in una struttura sanitaria, fa riflettere vedere come per il 31%, pari a poco meno di 830.000 individui, sia stato costretto a farlo perché in difficoltà economica; di questi la metà ha dichiarato di essere in difficoltà economica a causa della pandemia.

    Le rinunce più frequenti sono state registrate per visite ed esami di odontoiatria, oculistica, esami ematici e pediatria.

     

    *Nota metodologica indagine mUp Research: n.1.005 interviste CAWI realizzate a gennaio 2021 su un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

     

    L’analisi di Facile.it e Prestiti.it è stata realizzata su un campione di oltre 125.000 domande di prestito personale raccolte tramite i due portali da gennaio 2020 a dicembre 2020.

  • Avis Regionale Lombardia: presentata la campagna “PLASMA, Prezioso più dell’oro”

    PLASMA, Prezioso più dell’oro è il messaggio della nuova campagna di sensibilizzazione alla donazione di plasma, promossa da Avis Regionale Lombardia in collaborazione con Anci Lombardia e Anci Lombardia Salute.

    Una campagna che coinvolge le sedi territoriali di Avis, i Comuni lombardi, le Agenzie di Tutela della Salute (ATS) e le Aziende Socio-Sanitarie Territoriali (ASST) della Lombardia. Obiettivo: creare una maggiore consapevolezza sull’importanza di donazioni sicure e controllate di plasma.

    “Essere donatore ha un valore che va oltre l’emergenza: significa rispondere a un bisogno quotidiano con donazioni sicure e controllate. Qui emerge il ruolo fondamentale di Avis nella raccolta del plasma, un’arma che si è rivelata fondamentale nella lotta al Covid-19, ma che ricopre un ruolo di fondamentale importanza fin da prima dell’emergenza pandemica. I nostri donatori salvano vite ogni giorno proprio grazie alla donazione di plasma: i plasmaderivati infatti sono veri farmaci salvavita usati comunemente sia in terapia intensiva che per la cura di numerose malattie, anche infettive, così come le immunoglobuline rappresentano la nuova frontiera di cura contro virus emergenti. Ci rivolgiamo dunque a tutti coloro che vorrebbero donare il plasma: vi aspettiamo nelle nostre sedi.” spiega Oscar Bianchi, Presidente di Avis Regionale Lombardia.

    Fondamentale il ruolo delle sedi territoriali di Avis che quotidianamente si occupano di verificare i requisiti che attestino le buone condizioni fisiche dei donatori, a tutela del donatore stesso e del paziente trasfuso. Da qui l’idea di realizzare una partnership con Anci Lombardia, l’associazione che riunisce oltre 1.400 comuni lombardi, che si occuperà di coinvolgerli in campagne congiunte con le Avis del territorio.

    “Oggi più che mai la raccolta di plasma riveste un ruolo essenziale per la salute di tutti noi, ecco perché Anci Lombardia si unisce con responsabilità e convinzione all’appello di Avis per sensibilizzare i cittadini a donare. Siamo pronti a trasmettere questo messaggio alle comunità attraverso i nostri Sindaci e Amministratori che sono primario punto di riferimento sui territori. Anci Lombardia si impegna a diffondere e veicolare i contenuti di questa importante iniziativa attraverso una specifica comunicazione a tutti i Comuni lombardi e attraverso tutti i suoi canali di comunicazione ufficiale. In collaborazione con le Avis territoriali siamo pronti a scendere in campo per informare sulla straordinaria opportunità di mettersi al servizio della comunità attraverso la donazione del plasma in totale sicurezza” spiega Giacomo Ghilardi, Vice Presidente Vicario di Anci Lombardia.

    A differenza dei donatori occasionali, i donatori periodici di Avis sono controllati e sottoposti ad accurate visite mediche. Per questi non è necessaria la procedura di “inattivazione virale”, indispensabile per il plasma raccolto in deroga, cosa che accade ad esempio in altre strutture, limitando poi l’utilizzo del plasma così trattato che non può più essere inviato alla produzione industriale di plasmaderivati.

    “L’emergenza di oggi deve far riflettere sulla necessità dell’autosufficienza della raccolta di plasma indipendentemente dall’emergenza sanitaria Covid-19. Quindi, la sensibilizzazione e l’invio di un potenziale donatore ad un’associazione di donatori di sangue, come Avis, anche sulla scorta emotiva dell’emergenza sanitaria, è e deve essere sempre più lo scopo per il bene comune di ogni singolo cittadino che necessiti di cure, oggi e sempre. Perciò è importante che anche gli aspiranti donatori di plasma iperimmune si rivolgano ad Avis, che collabora con le Strutture trasfusionali di riferimento, per garantire, con la massima efficacia, la qualità e sicurezza del plasma raccolto, e affinchè il loro sentiment del dono si trasformi da una risposta ad un bisogno immediato ad una scelta di diventare donatore” dichiara Massimo Giupponi, Presidente di Anci Lombardia Salute, l’Associazione che assicura un collegamento tra le Aziende operanti nel sistema sociosanitario lombardo ed il sistema delle Autonomie Locali per la più alta integrazione dei servizi sanitari con quelli socio-assistenziali.

    “Gran parte del plasma destinato al mercato globale dei plasmaderivati viene oggi raccolto – a pagamento – negli Stati Uniti, che da soli alimentano il 70% del mercato mondiale. Una produzione tuttavia in diminuzione, soprattutto a causa della pandemia: ci si aspetta quindi che a breve sul mercato ci sarà carenza di farmaci plasmaderivati, con un conseguente aumento dei prezzi.

    Anche in Italia, nel 2020, abbiamo assistito ad un calo delle donazioni dopo anni di crescita in linea con gli obiettivi del Piano nazionale. Dobbiamo quindi impegnarci ancora di più nel perseguire l’obiettivo dell’autosufficienza interna, minimizzando il ricorso al mercato, che oggi fornisce fino al 30% dei plasmaderivati necessari al nostro Paese, e sostenendo il significato etico, sanitario ed economico pubblico, non commerciabile, del plasma raccolto tramite donazione volontaria, periodica, responsabile, anonima e gratuita” conclude Dott. Giuseppe Cambiè, Direttore Sanitario Avis Regionale Lombardia.

  • Filo interdentale: quando e perché usarlo

    L’utilizzo del filo interdentale è molto importante ai  fini dell’igiene e della nostra salute orale, tanto quanto l’utilizzo dello spazzolino. Il filo interdentale infatti, è in grado di raggiungere zone della nostra bocca in cui un semplice spazzolino non può arrivare. Proprio qui la placca ed il tartaro si accumulano più facilmente e possono dare il via a problemi vari sia ai denti che alle gengive.

    Per questo motivo è bene adoperare il filo interdentale per completare le operazioni di igiene quotidiana dei denti così da rimuovere la placca ed il tartaro che con il solo spazzolino non è possibile rimuovere. Eliminare queste impurità, così come i vari residui alimentari, riveste grande importanza soprattutto se si porta un impianto, oppure apparecchio ortodontico di ogni tipo.

    Si tratta di uno strumento davvero importante per mantenere sempre una perfetta igiene orale ed un sorriso sano e seducente. Grazie ad esso possiamo dunque prenderci cura dell’intero cavo orale, incluse le gengive. Esistono in commercio diverse tipologie di filo interdentale, alcune delle quali anche con dei gusti freschi e gradevoli.

     

    Quando va usato il filo interdentale?

    Alcuni ritengono che il filo interdentale vada utilizzato prima di pulire denti con lo spazzolino, così da andare a rimuovere eventuali residui di cibo o placca rendendo più facile lo spazzolamento. Altri pensano invece che sia meglio utilizzare il filo interdentale dopo aver lavato i denti con lo spazzolino, così da andare a rimuovere eventuali piccoli residui che lo spazzolino non è riuscito ad eliminare.

    Entrambe le soluzioni possono essere vantaggiose, a patto che questa pratica venga adoperata tutti i giorni, così come raccomandato anche dal dott Brandolini, tra i più importanti dentisti Legnano il quale ha confermato tutti i vantaggi dell’azione combinata del filo interdentale e dello spazzolino per una igiene orale quotidiana veramente profonda efficace.

  • Mieloma Multiplo: nuovo studio clinico per oltre 200 pazienti

    • Mieloma Multiplo: la Fondazione EMN Italy Onlus sponsor di un nuovo studio clinico
    • Lo studio è coordinato da Alessandra Larocca, professoressa associata ed ematologa presso l’Università degli Studi di Torino e verrà pubblicato dalla prestigiosa rivista internazionale di ematologia Blood
    • Minore tossicità e maggiore tolleranza sul lungo periodo grazie a un dosaggio mirato della terapia basato su un nuovo algoritmo che tiene conto delle fragilità del paziente
    • Coinvolti oltre 200 pazienti in 30 diversi centri ematologici in 12 regioni italiane

    La lotta al mieloma multiplo fa passi avanti nella terapia grazie al nuovo studio clinico di fase 3 RV-MM-PI-0752, che vede il coinvolgimento di oltre 200 pazienti over 65 e under 80 con nuova diagnosi di mieloma multiplo,  definiti “unfit” per età o presenza di comorbidità (ossia di altre patologie) arruolati in 30 centri ematologici di 12 regioni italiane.

    Sponsor dello studio è la Fondazione European Myeloma Network Italy Onlus di Torino, attiva dal 2004 con l’obiettivo di migliorare la cura delle malattie del sangue e del mieloma multiplo, in accordo con il Presidio Ospedaliero Molinette e con l’Università degli Studi di Torino.

    Lo sperimentatore principale dello studio è Alessandra Larocca, professoressa associata presso il Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute dell’Università degli Studi di Torino ed ematologa presso l’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.

    Durante lo studio i pazienti sono stati suddivisi in due gruppi: il primo assegnato al trattamento standard con la combinazione di farmaci lenalidomide e desametasone, somministrati  in modo continuativo; mentre nel secondo gruppo il trattamento lenalidomide-desametasone è stato somministrato seguendo un nuovo algoritmo che prevede, dopo i primi 9 cicli iniziali (fase di induzione), la diminuzione della dose di lenalidomide e la sospensione del desametasone che, in quanto farmaco corticosteroide, può essere poco tollerato a lungo termine.

    I primi dati dello studio sono incoraggianti: nei due gruppi di pazienti sono stati infatti osservati risultati analoghi in termini di efficacia con il vantaggio, per il gruppo sottoposto al nuovo algoritmo, di una minore tossicità e una migliore tolleranza grazie alla diminuzione dell’intensità del trattamento e dell’uso di steroidi.

    Questi risultati, inoltre, questi risultati potrebbero aprire alla valutazione del nuovo algoritmo in altre combinazioni e trattamenti, ad esempio nelle nuove terapie che includono anche gli anticorpi monoclonali.

    Trattamenti standard recentemente approvati dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) come daratumumab combinato con lenalidomide e desametasone potrebbero pertanto essere ulteriormente ottimizzati, mediante riduzioni di intensità di dosi e nell’uso degli steroidi.

    Lo studio ha suscitato interesse e attenzione da parte della comunità scientifica internazionale e la prestigiosa rivista ematologica americana Blood lo pubblicherà a breve insieme a un’intervista alla professoressa Larocca.

    “L’aspettativa di vita dei pazienti affetti mieloma multiplo è notevolmente migliorata negli ultimi decenni”, ha dichiarato nell’intervista la professoressa Larocca. “Ci aspettiamo che i risultati di questo studio possano aiutarci a migliorare e a ottimizzare ulteriormente il trattamento dei pazienti anziani che richiedono una terapia su misura e personalizzata in funzione della loro età e delle loro fragili condizioni. Ritengo che circa un terzo dei pazienti affetti da mieloma non eleggibili al trapianto autologo di cellule staminali potranno trarre benefici da questo studio perché i dati mostrano che la riduzione dell’intensità della dose del trattamento è un’opzione fattibile che produce risultati simili rispetto ai trattamenti a dose standard”.

    Le regioni coinvolte nello studio RV-MM-PI-0752 sono state: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Puglia e Sardegna.

     

  • GENIO? FENOMENO? SEX SYMBOL? NO, HO SOLO DORMITO MEGLIO! CON UNA BUONA DORMITA, ANCHE L’IMPOSSIBILE DIVENTA POSSIBILE: PAROLA (E PERFORMANCE) DI FABIO ROVAZZI.

    Fabio Rovazzi è l’inaspettato protagonista della nuova campagna digital di ZzzQuil NATURA, l’integratore alimentare che aiuta ad addormentarsi in modo naturale e rapido e che si presenta ora con la veste esclusiva di una Limited Edition, la prima in assoluto mai realizzata nel canale Farmacia. Con tutta l’ironia che lo contraddistingue, Rovazzi dimostra alla sua fidanzata Karen Kokeshi – per la prima volta con lui sul set – come il segreto di un’inaspettata performance spesso sia “solo” una buona dormita. Provare per credere!

    Non serve essere Tiger Woods, Beth Harmon o Micheal Jordan per avere uno swing perfetto, fare scacco matto in una partita tra professionisti o mettere a segno un incredibile canestro da tre punti. «Con un buon sonno – e la giusta dose di ironia – si può arrivare dappertutto. Guardate me!». Fabio Rovazzi, YouTuber tra i più famosi d’Italia, cantante, attore, presentatore, e perfino personaggio di uno dei videogame più noti al mondo, non ha dubbi: spesso, il segreto di una performance da veri geni, fenomeni o sex symbol, è “solo” una buona dormita. Per questo, con la fidanzata Karen Kokeshi, per la prima volta sul set con lui, è protagonista della campagna della nuovissima Limited Edition di ZzzQuil NATURA, l’integratore in pastiglie gommose al gusto di frutti di bosco che aiuta ad addormentarsi in modo naturale e rapido e che ha rivoluzionato la categoria divenendone leader già dopo 3 mesi dal lancio.

    Rinnovato nello stile – con tre nuove confezioni “Limited Edition” dedicate a chi la mattina vuole svegliarsi Genio, Fenomeno o Sex Symbol – ma invariato nell’apprezzatissima formula a base di ingredienti naturali, ZzzQuil diventa un aiuto perfetto nelle imprese del poliedrico Rovazzi che mette alla prova le sue – inaspettate – doti in tre situazioni da veri “geni” o “fenomeni”, dimostrando come con una bella dormita anche l’impossibile diventi possibile! L’ironia della campagna ZzzQuil #hosolodormitomeglio si fa insomma in tre mettendo in scena situazioni di vita normale affrontate da Fabio in maniera “fenomenale” grazie al potere di una buona dormita.

    Ecco così Rovazzi su un verdissimo campo da golf dove, al primo tocco, fa volare la pallina, mettendola perfettamente in buca mentre Karen lo guarda incredula. Un vero colpo da maestro. Qualcosa di molto simile accade alla finalissima di un torneo di scacchi internazionale, dove mentre il campione russo difende il proprio titolo da un accanito sfidante, Fabio, in un elegantissimo abito da gran gala, si alza dalla prima fila dove era seduto con Karen, muove un pedone e… scacco matto! Una sola mossa per sconfiggere il campione in carica e lasciare tutti senza parole. Infine, Rovazzi si fa largo in un campo da basket di quartiere, dove è in corso una partita tra amici, tutti alti e muscolosi. Prende la palla e, con inaspettata naturalezza, mette a segno un incredibile tiro da tre punti, facendo esultare di gioia gli spettatori a bordo campo e lasciando nuovamente Karen a bocca aperta. Un’azione da fenomeno? «No, ha solo dormito meglio!» – avverte la voce fuori campo.

    È lo stesso Rovazzi a riconoscere i benefici di una bella dormita: «Far parte della comunicazione della nuova Limited Edition di ZzzQuil è un progetto che mi ha convinto subito perché abbiamo raccontato un’esperienza molto reale e abbiamo comunicato un messaggio positivo, ossia quanto una bella dormita possa davvero svoltare la giornata! Il risultato è in linea con la chiave ironica della comunicazione di ZzzQuil che tutti conosciamo, una cifra che è assolutamente nelle mie corde: trasformarmi in un campione di diverse discipline e godermi la faccia basita di Karen è stato assolutamente divertente. Può capitare a tutti di avere problemi di sonno, anche solo un po’ di fatica ad addormentarsi, magari solo per un periodo… Con questi video raccontiamo con un sorriso quanto una bella dormita possa fare la differenza».

     

    Le confezioni di ZzzQuil NATURA Limited Edition sono disponibili in farmacia e parafarmacia.

     

     

     

  • Servizio sanitario lombardo: necessario un cambio di passo

    Territorio, prevenzione, rete ospedaliera e rapporto pubblico-privato sono stati i temi al centro del convegno organizzato da ANAAO-ASSOMED Lombardia, il più rappresentativo dei sindacati della dirigenza sanitaria pubblica. L’incontro – tenutosi in videoconferenza giovedì 4 marzo – è tornato dunque sul tema della riforma del Servizio sanitario regionale lombardo, tema molto sentito anche alla luce dell’attuale emergenza sanitaria.

    “Riformare il Servizio sanitario lombardo non è solo un’opportunità ma anche una necessità e questo anno di lotta alla pandemia lo dimostra chiaramente. Serve un cambio di passo e una totale revisione dell’attuale sistema evidentemente troppo frammentato. L’emergenza da Covid-19 ha dimostrato l’importanza della medicina territoriale da cui è necessario ripartire, ma anche la difficoltà nel garantire prestazioni adeguate sul territorio e nel coordinamento tra i diversi organismi preposti alla gestione della crisi. Ancora una volta ribadiamo che è proprio la separazione tra ATS e ASST, e quindi delle funzioni di governo da quelle di erogazione, a creare gran parte dei problemi di coordinamento e organizzazione: di fronte ad un impegno gravoso degli ospedali, infatti, l’attività territoriale dell’ATS non è stata adeguata alla situazione” spiega Stefano Magnone, Segretario Regionale di ANAAO Lombardia.

    Attraverso il confronto con i modelli sanitari di Emilia-Romagna e Veneto, esperti e politici hanno analizzato problematiche e debolezze, proponendo soluzioni e opzioni per rendere efficiente un sistema che al suo interno accoglie anche diverse eccellenze a livello nazionale ed internazionale.

    Tra i relatori del convegno, moderato da Stefano Magnone e Vito Carnelli della Segreteria Regionale ANAAO-ASSOMED Lombardia, anche Domenico Mantoan, già Direttore Generale dell’Area Sanità e Sociale della regione Veneto e ora Direttore AGENAS e Licia Petropoulacos, Direttore Cura della Persona, Salute e Welfare della Regione Emilia-Romagna. Sono intervenuti anche Antonio Tomassini, già Presidente della Commissione Sanità del Senato, Rosy Bindi, già Ministro della Sanità, Carlo Borghetti, Vicepresidente del Consiglio Regionale, Emanuele Monti, Presidente della Commissione III in Consiglio regionale e Marco Fumagalli, Consigliere Regionale.

    A tracciare la linea, un documento di sintesi che ANAAO-ASSOMED Lombardia ha predisposto contenente analisi e considerazioni per modificare l’attuale situazione nata con la L.R. 23/2015. Documento che analizza il ruolo della medicina territoriale e della prevenzione, anche in relazione alla divisone di competenze tra ATS e ASST, in cui emerge con chiarezza la forte debolezza gestionale e organizzativa causata da questa dicotomia. In questo quadro, ANAAO-ASSOMED Lombardia propone quindi l’unificazione del territorio e della prevenzione in ASST con l’inserimento dei Dipartimenti di prevenzione nella rete territoriale e la confluenza dei dipartimenti territoriali nel Collegio di Direzione, così come del Dipartimento delle Cure Primarie, in modo da rendere possibile un effettivo coordinamento attraverso un unico dipartimento anch’esso facente parte del Collegio di Direzione dell’ASST. Si richiede inoltre l’affidamento dei controlli ad una ATS unico o ad una efficiente Agenzia dei Controlli, con strutture periferiche direttamente governate con una programmazione in capo alla Regione – con conseguente potenziamento della Direzione Generale Welfare – o a una ATS unica.

    A portare un saluto anche Giovanni Pavesi, attuale Direttore generale al Welfare di Regione Lombardia, che ha evidenziato la necessità di creare le condizioni affinché i medici e il personale sanitario possano lavorare al meglio, in totale sicurezza. La mancanza di specialisti e di dotazioni è tra le impellenze maggiori del sistema sanitario regionale, soprattutto in questo delicato momento storico e la chiave di volta può arrivare solo dal potenziamento del territorio.

    La modifica della legge 23/2015 è un percorso lungo e tortuoso, che non deve però trasformarsi in un alibi per non mettere in atto gli interventi necessari alla riforma del sistema sanitario regionale.

  • Quale crema idratante per il viso scegliere?

    L’acqua è uno degli elementi essenziali responsabili del mantenimento di uno sviluppo ottimale del nostro corpo e, ovviamente, della salute della nostra pelle.

    Che tu sia una persona esperta che utilizza assiduamente creme idratanti per la cura quotidiana del tuo viso o meno, è fondamentale che tu tenga in considerazione il mantenimento di una buona idratazione del tuo viso in modo da poter sfoggiare una pelle sana e luminosa.

    L’ uso costante di una buona crema idratante ti darà la necessaria protezione sul viso di cui hai bisogno quotidianamente, per poter affrontare gli agenti esterni (sole, vento, pulviscolo) e mantenere un ottimale equilibrio di idratazione.

    Per questo, abbiamo deciso di preparare una lista di argomenti utili per aiutarti a scegliere la crema idratante per il viso che ti consenta di ottenere i risultati di cui hai bisogno.

    La crema giorno viso della linea Jalur che trovi su Vadia Cosmetics contiene alcuni principi attivi utilizzati nelle migliori creme antirughe, come l’acido ialuronico. Naturalmente aiutano a nutrire e idratare il viso, aumentandone la naturale capacità di ritenzione idrica. La sua texture è molto ricca, molto utile da utilizzare sia di giorno che di notte . Tuttavia, il suo assorbimento è molto veloce. La sua texture ricca aiuta a fornire una buona copertura del viso, che durerà sicuramente gran parte della giornata, quindi è altamente consigliato anche in caso di pelle secca o molto secca.

    Il consiglio è di applicarla su un viso pulito e asciutto. Non dimenticare di combinare il suo utilizzo con l’applicazione di un siero per il viso.

  • Medicina estetica: un ritorno alla natura

    La medicina estetica avrà un giro d’affari pari a 26 miliardi di dollari entro il 2024 e sempre più persone ricorrono oggi alla medicina estetica rivolgendosi a centri specializzati come MEA. Tuttavia, rispetto al passato, la parola chiave della medicina estetica è la naturalezza e gli interventi più richiesti sono la Criolipolisi Roma e la rimozione tatuaggi Roma, oltre al lifting e alla rimozione delle rughe.

    Chi ricorre alla medicina estetica oggi lo fa per ringiovanimenti e ritocchi e l’obiettivo è essere i più naturali possibili, grazie a nuove formulazioni, tecniche e tecnologie innovative. Si va dal medico estetico per sentirsi a proprio agio nella propria pelle e il 30% delle italiane è ben disposta a sperimentare uno o più trattamenti estetici. Emerge, quindi, un’attitudine positiva nei confronti dei segni del tempo e della forma fisica: la parola d’ordine non è più stravolgere l’aspetto di corpo e viso, ma rimodellare e rivitalizzare.

    Medicina estetica e criolipolisi

    Come detto, per rimettere in forma il corpo l’invasività lascia spazio alla dolcezza e all’efficacia. In questo senso è comparsa tra i trattamenti di medicina estetica la criolipolisi che usa il potere del freddo con un manipolo che raffredda – con temperature e modalità controllate – le cellule di grasso sottocutaneo. Grazie alla criolipolisi queste vengono cristallizzate ed eliminate per via linfatica dall’organismo.

    In questo modo la donna e l’uomo possono eliminare il grasso da addome, fianchi, interno ed esterno coscia, braccia e ginocchia con risultati visibili già dal primo trattamento nel 72% dei casi. Il successo del trattamento è dimostrato anche dai 7 milioni di interventi già effettuati in tutto il mondo contro gli accumuli adiposi.

    Medicina estetica per il viso

    Dopo aver parlato del corpo, vediamo che per il viso domina la volontà di ricevere un trattamento estetico che si basa su armonia ed efficacia. La maggior parte delle italiane concorda sul desiderio di ricorrere alla medicina estetica per avere un viso naturale e l’età media dei primi interventi è intorno ai 40 anni. Il 65% delle donne si rivolge a centri estetici come MEA a Roma per sentirsi a suo agio e il 40% si preoccupa in modo particolare delle rughe.

    Allo stesso tempo il 38% delle persone si affida solo a centri e medici specializzati, a testimonianza della crescente consapevolezza nei confronti della medicina estetica e dell’importanza del ruolo del medico specializzato in questo campo. Infine, chi si rivolge a un medico estetico lo fa anche per eliminare macchie e tatuaggi e riportare la pelle alla bellezza originaria.

    Ci occupiamo anche di :

     

     

     

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  • GLI ANNI PASSANO, MA SENZA INVECCHIARE DOMITYS QUARTO VERDE SVELA I SEGRETI
DELLA TERZA ETÀ ATTIVA

    I dati Istat parlano chiaro. Dal 2002 allo scorso anno abbiamo assistito a un progressivo invecchiamento della popolazione italiana: l’età media è passata dai 41,9 a 45,7 anni, e la percentuale di over 65 dal 18,7% del 2002 al 23,2% registrato a gennaio 2020. Quasi un quarto degli italiani è quindi un “over”…ma attenzione a definirli “vecchi”!

    Sempre secondo l’Istat, infatti, negli ultimi dieci anni si è anche registrato un graduale ma costante miglioramento delle condizioni di salute degli over 65. E non è solo merito dei progressi della medicina, ma anche – e soprattutto – del mantenimento di uno stile di vita attivo, trascorrendo il tempo tra lavoro, passioni, hobby, famiglia e amici. Si sta assistendo ad una vera e propria evoluzione del concetto stesso di anzianità: oggi come oggi i senior italiani sono persone attive che dimostrano una interessante partecipazione alle attività di natura sociale, civica e culturale, dalla cura della famiglia – dei nipoti, in particolare –, passando per le pratiche sportive, fino alla politica o al volontariato. È dunque più corretto parlare di invecchiamento attivo, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce come quel processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, partecipazione e sicurezza per migliorare la qualità della vita delle persone che invecchiano. In virtù dei dati incoraggianti, è quindi necessario prendere le doverose precauzioni e condurre uno stile di vita sano, che rispetti le esigenze dell’età incentivando allo stesso tempo attività, buone abitudini e socialità.

    Una filosofia ben compresa e applicata da Domitys Quarto Verde, il primo “Senior Serviced Residence” d’Italia, con sede a Bergamo, dedicato esclusivamente ai senior attivi (ovvero over 65 autonomi o con lievi fragilità) e progettato appositamente per offrire la possibilità di vivere con serenità, sicurezza e libertà gli anni d’argento. Gli spazi, gli innovativi servizi, le attività proposte per creare occasioni per stare in compagnia (sempre in sicurezza) e tenere allenati mente e corpo rendono questa struttura unica in Italia per l’alto livello della qualità della vita di cui godono i suoi residenti “diversamente giovani”.

    Proprio per spiegare quanto sia importante mantenere uno stile di vita attivo per contrastare gli effetti negativi del passare degli anni sul proprio corpo, Domitys Quarto Verde ha deciso di offrire un’inedita esperienza a chi ancora non ha raggiunto la terza età (anagrafica). Dal 1° al 9 marzo, dalle 10 alle 18, sarà infatti possibile provare gratuitamente, previa prenotazione, il “simulatore d’età”: una speciale tuta che, inibendo abilità motorie, vista e udito, permette di comprendere sulla propria pelle cosa significhi, davvero, invecchiare e, quindi, quanto sia importante la prevenzione per ritardare quanto più possibile l’emergere di queste difficoltà fisiche.

    Il segreto? Domitys Quarto Verde insegna: prendersi cura di sé mantenendo corpo e mente allenati con attività sportive, ricreative e culturali, contrastando isolamento e solitudine, seguendo una dieta equilibrata che non rinunci mai al gusto…e vivere sempre con la massima serenità! Dopotutto, come scriveva la grande Alda Merini, “Ci sono adolescenze che si innescano a novanta anni”.

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    L’esperienza con il simulatore d’età è totalmente gratuita, previa prenotazione (tel. 035-2296601 o via email: [email protected]). Dura 30 minuti e si svolge in un appartamento di Domitys Quarto Verde (via Pinamonte da Brembate, 5 – Bergamo), una persona alla volta. Tutte le misure di sicurezza sanitaria sono in atto per garantire la sicurezza dei visitatori e quella del personale.

  • Medicina e Innovazione: il futuro della chirurgia è robotico

    La chirurgia robotica entra in una nuova era. A più di mezzo secolo dal primo modello messo a punto dal Pentagono – il Robotic Assisted Micro Surgery (RAMS) – e dopo due decenni di monopolio, il settore è pronto a fare un ulteriore salto in avanti. Parole d’ordine: democratizzazione e rinnovamento delle competenze. A sostenere il nuovo corso della chirurgia assistita da intelligenza artificiale e machine learning è Versius, il robot chirurgico di ultima generazione sviluppato da CMR Surgical, azienda globale di dispositivi medici con sede a Cambridge, e presentato questa mattina nel corso della conferenza stampa tenutasi presso la sede della Carlo Bianchi, azienda bergamasca specializza nella distribuzione di apparecchiature Medicali e presidi medico chirurgici che per i prossimi tre mesi metterà il robot a disposizione dei chirurghi per test di prova.

     

    Con un mercato globale che secondo gli analisti raggiungerà i 98 miliardi di dollari entro il 2024, la robotica chirurgica è la nuova frontiera della medicina ospedaliera. I vantaggi per i pazienti sono innumerevoli: minor traumatismo, minor dolore post-operatorio, rapida ripresa delle funzioni fisiologiche. E anche per gli operatori rappresenta un’evoluzione senza precedenti in termini di precisione, abilità ed efficacia delle procedure. Una rivoluzione che corre parallelamente al processo di digitalizzazione degli ospedali italiani, ormai non più procrastinabile. Una trasformazione che prevede: rinnovamento delle organizzazioni, cambiamento delle procedure operative, sviluppo di nuove skills professionali e adeguamento delle tecnologie. Aspetto, quest’ultimo, che fino a oggi ha visto un freno alla diffusione di robot altamente evoluti a causa degli alti costi connessi all’acquisto, all’uso e alla manutenzione di macchinari.

     

    La piattaforma modulare è composta da quattro bracci collegati a un’unità mobile costituita da un pannello di controllo, uno schermo 3D e due joystick attraverso i quali il chirurgo opera: può usare un unico braccio o più bracci contemporaneamente in relazione ai diversi interventi chirurgici da attuare.

    Non solo, il suo modello modulare lo rende flessibile in termini di spazio e di funzionalità. Può essere spostato da una sala operatoria all’altra, a seconda delle esigenze, rivoluzionando l’attuale concetto che vincola le strutture ad una “sala operatoria robotica dedicata” ad un concetto di robot chirurgico come ausilio a disposizione delle diverse sale operatorie utilizzabile nelle molteplici aree di intervento, incluso anche nella fase di programmazione. Attraverso un QRcode, il chirurgo può acquisire tutte le informazioni di cui ha bisogno per impostare la procedura, come se disponesse di una sorta di “carta di identità digitale” dell’operazione. Per questo motivo Versius rappresenta un’assoluta novità. Nato con la missione di mettere a disposizione la “chirurgia robotica” a tutti i pazienti che ne necessitano, l’Azienda propone diverse soluzioni.

     

    Dopo le certificazioni ottenute ad inizio del 2020 Versius è stato utilizzato nel corso dell’anno in più di 1.200 procedure negli ospedali in Europa e Asia, seguendo il chirurgo non solo per l’installazione ma per tutta la curva di apprendimento. Tema focale portato avanti da CMR Surgical è infatti quello dell’evoluzione della professionalità. Secondo il modello previsto da CMR Surgical, i chirurghi hanno accesso a un percorso di formazione online e off-line, teorico e pratico, con la supervisione di mentori ed esperti che prevede una “certificazione delle competenze acquisite con il suo utilizzo”. Durante l’utilizzo inoltre, i chirurghi possono dialogare con l’azienda produttrice, proponendo eventuali modifiche che vengono prese in carico nell’ottica di un miglioramento continuo dello strumento.

     

    «Nei prossimi anni, assisteremo a una sempre più stretta collaborazione tra uomini e macchine anche nelle sale operatorie. In questo contesto, il potenziale di Versius è straordinario. L’ampia diffusione di queste tecnologie e l’acquisizione di nuove competenze per i chirurghi sono sempre state delle sfide aperte, sfide a cui oggi si può dare una risposta efficace. Per questo, siamo entusiasti di portare Versius in Italia, dando la possibilità ai professionisti del settore di scoprirlo e di formarsi, acquisendo nuove abilità, con la concreta possibilità di utilizzare il robot nelle sale operatorie anche degli ospedali più piccoli, mettendo a disposizione dei pazienti un metodo più efficace, sicuro e performante per affrontare le procedure chirurgiche» – ha dichiarato Giulio Gargano, Amministratore Delegato della Carlo Bianchi, ricordando che i chirurghi interessati potranno già testare le potenzialità del robot con l’affiancamento di un team di esperti.

     

    «La robotica applicata alla chirurgia è potenzialmente la più consistente rivoluzione in campo chirurgico dell’ultimo decennio e continuerà nei prossimi anni. Agli Spedali Civili di Brescia l’ambizioso progetto è quello di inserire la chirurgia robotica in un percorso più ampio di digitalizzazione e ci auguriamo che la stessa cosa possa presto avvenire anche nel resto delle reti ospedaliere italiane. Condizione indispensabile è che i dati prodotti durante l’uso della macchina siano condivisi coi chirurghi e questa è proprio la principale innovazione nella politica aziendale di CMR. Evidenza sempre più corpose hanno dimostrato i benefici per il paziente della chirurgia mini-invasiva, ma la laparoscopia pura è tecnicamente complessa ed ha lunghe curve di apprendimento. L’assistenza robotica, come quella fornita dal Versius®, può agevolare questi processi, compiendo quella che oggi si definisce democratizzazione della chirurgia a bassa invasività. Una volta inserito il Versius ® in un processo di trasformazione digitale omnicomprensivo, l’ulteriore e decisivo passo verso una sanità più moderna ed evoluta sarebbe allora l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e del machine learning – ha confermato il Dr. Federico Gheza, chirurgo generale agli Spedali Civili di Brescia e ricercatore all’Università di Brescia, preceptor di Versius®.

     

     

     

     

  • Mondoflex: il kit di ausili ortopedici che ti permettono di mantenere una corretta posizione durante il sonno

    Mal di schiena e tensioni alla zona cervicale si fanno sentire sempre più spesso al risveglio? La colpa è probabilmente di una cattiva postura assunta durante la notte. Mondoflex ha dei consigli preziosi da darvi su come mantenere una corretta posizione durante il sonno, grazie anche all’ausilio di kit posturali pensati appositamente per migliorare la qualità del sonno e alleviare i disturbi dovuti a posture errate assunte mentre si dorme.

    Milano, febbraio 2021. Sentiamo spesso ripetere che per condurre uno stile di vita sano a 360° non basta curare solo l’alimentazione e fare sport, ma serve anche dormire ogni notte dalle 7 alle 8 ore, per assicurarsi di avere un sonno di qualità e pienamente rigenerante.

    La qualità del sonno, tuttavia, non è legata solamente alla durata, bensì anche alla postura assunta durante le ore notturne trascorse a letto: ammontano a circa 65 milioni, infatti, le persone che lamentano problemi e dolori cronici alla schiena e alla zona cervicale. La cervicalgia è causa anche di emicranie e altri tipi di tensioni muscolari che sono strettamente connessi alla posizione assunta mentre si dorme.

    L’importanza di addormentarsi in una posizione tale da mantenere la curva naturale della colonna vertebrale non è questione da poco. Per far sì che la nostra colonna vertebrale sia “al sicuro” ed evitare pertanto tensioni muscolari che al risveglio possono causare blocchi motori temporanei, come il torcicollo, o addirittura cronicizzarsi in disturbi più seri, occorre far sì che testa, spalle e fianchi siano allineati e che la schiena sia sostenuta nel modo più adeguato. 

    In che modo? Occorre fare una premessa: le tre principali posizioni assunte durante la notte sono quella supina, quella sul fianco e quella prona. Tra le tre, la migliore è quella supina perché dormire sulla schiena assicura già una più omogenea distribuzione del peso e una minore pressione muscolare, mentre la peggiore posizione per dormire è quella prona, che sbilancia la colonna vertebrale e causa più frequentemente dolori muscolari.

    Se, dunque, dormire nella posizione corretta – supina, o al limite su un fianco – è già un ottimo punto di partenza, è anche vero che un aiuto può essere dato dall’uso di cuscini ortopedici e di kit posturali pensati ad hoc per distribuire uniformemente il peso del corpo e permettere di migliorare la qualità del sonno. 

    Il kit posturale in memory foam di Mondoflex, azienda leader nella vendita di reti e materassi, è un ottimo ausilio per dare il giusto sostegno a schiena, zona lombare e zona cervicale quando si dorme e si compone di tre pezzi: collarino cervicale, cuscino lombare (o poggiareni) e cuscino posturale gambe. Quest’ultimo, in memory foam, è un alleato perfetto per chi non riesce a rinunciare a dormire su un fianco, perché, posto in mezzo alle ginocchia, garantisce una migliore postura e di conseguenza un sonno di qualità.

    Si ricorda, comunque, che prima di utilizzare questi ausili ortopedici è sempre consigliato di sottoporsi a un controllo medico e sentire il parere di uno specialista.

  • LA RIVELAZIONE: GLI IONI D’ARGENTO A PROTEZIONE DAL COVID-19

    Nell’attuale emergenza sanitaria, ma ormai in ogni aspetto della nostra vita, la sanificazione di ambienti, oggetti e persone gioca un ruolo cardine. La sanificazione con ioni d’argento è, ad oggi, l’unico metodo di sanificazione riconosciuto che igienizzi l’ambiente e che lo preservi per il futuro, prevenendo lo sviluppo di virus respiratori con effetto persistente e preventivo.

    COME FUNZIONANO I VIRUS RESPIRATORI

    Il Covid-19, ma in generale i virus respiratori (come i virus che trasmettono, ad esempio, l’epatite B), devono legarsi alle cellule umane per sopravvivere e moltiplicarsi.

    COME FUNZIONANO GLI IONI D’ARGENTO E AYRA

    Il potere degli ioni d’argento supera, per efficacia, tutti gli altri elementi di igienizzazione (come ozono e cloro). Ayra nebulizza nell’ambiente una quantità di ioni d’argento tale da assicurare la salute delle persone e la salubrità del locale trattato, creando un film protettivo su superfici, oggetti e persone presenti. Durante la nebulizzazione, a differenza di altri strumenti di igienizzazione presenti nel mercato, è possibile soggiornare nel locale non superando mai gli ioni immessi la soglia consentita per legge. Gli ioni dispersi rimangono in sospensione per circa 48h, decorse le quali, dopo aver igienizzato l’aria e le superfici dure (mobili, tavoli, oggetti di vario genere) si depositano al suolo; quindi persone presenti nell’ambiente o che vi entrano, entro le 48 h dalla nebulizzazione, risultano protette e coperte dall’efficacia battericida/virucida degli ioni dispersi nell’aria. I batteri e i virus assorbono gli ioni di argento che agiscono sulla loro membrana, annientandoli, creando un sistema battericida e virucida che permette la sicurezza microbiologica dell’ambiente trattato. In altre parole se nell’ambiente entra un soggetto malato (ad esempio positivo al Covid-19 o affetto da una comune influenza), la sua carica virale viene sensibilmente ridotta al punto da rendere impossibile intaccare la salute degli altri soggetti presenti, o che entreranno nella stanza, in quanto il virus verrà neutralizzato dagli ioni presenti nell’aria e non sarà in grado di contaminare gli oggetti e gli ambienti trattati entro le 48h. Tale proprietà persistente e preventiva è riscontrabile solo negli ioni d’argento, ed in nessun altro elemento attualmente a disposizione sul mercato. Tale tecnologia consente inoltre di igienizzare le parti rigide degli ambienti ove gli ioni si appoggiano, senza ricorrere a spray, gel o altri igienizzanti spesso impiegati prima e dopo l’utilizzo di strumentazioni comuni, quali ad esempio i tavoli, le sedie, gli attrezzi delle palestre o delle case di cura, gli indumenti dei negozi di abbigliamento, i bancomat o gli altri strumenti di prelievo automatico di denaro o prodotti.

    MODALITÀ DI UTILIZZO

    Ayra è un dispositivo progettato e costruito in Italia, che utilizza XANIAIR, un liquido brevettato a livello mondiale e riconosciuto dal Ministero della Salute come dispositivo medico di classe 1, in grado di creare un luogo salubre dove vivere e lavorare. L’EPA ha certificato il liquido come efficace contro il Covid-19, a differenza ad esempio dell’ozono per il quale non esistono evidenze sull’efficacia. Ayra può essere azionato o programmato da remoto o tramite l’apposita applicazione mobile. È possibile soggiornare nel locale durante la sanificazione, caratteristica che lo distingue da tutti gli altri elementi come l’ozono, l’ipoclorito di sodio, il perossido di idrogeno. Il liquido infatti non ha nessun odore a differenza di altri prodotti sanificanti, è inodore, incolore e atossico nella concentrazione utilizzata.

    LUOGHI DI INSTALLAZIONE

    Ayra riduce sensibilmente la carica virale immessa nell’ambiente per questo è stato installato in uffici pubblici, ospedali e studi medici, chiese, palestre e piscine, negozi; luoghi dove si possono incontrare e possono stazionare, anche per lungo tempo, un gran numero di persone, spesso sconosciute, di cui non si possono conoscere abitudini o storia clinica. Ayra è già stata installato, oltre che in Italia, in svariati paesi della Comunità Europea (Francia, Croazia, Slovenia etc) ed Extra UE (Canada, Ucraina, Albania etc).

    La scelta di Plm Technology è la sanificazione tramite ioni d’argento per il potere battericida e virucida dell’argento validato e certificato da studi scientifici che lo riconoscono come efficace oltre che contro il Covid-19, anche contro virus come l’HIV, il virus del Vaiolo, i virus Herpes Simplex Tipo I e II, il virus della Sars, il virus dell’Epatite B, come anche verso i patogeni battericidi come Streptococcus pneumonia, Corynebacterium diphtheriae, Pneumococci, Bordetella pertussis, Mycobacterium.

    Plm Technology si rende disponibile a fornire, a chi ne farà richiesta, studi scientifici, statistiche e analisi circa l’efficacia del dispositivo sopracitato come strumento di debellamento di virus respiratori, come il Covid-19. (Per approfondimenti: https://www.plmtechnology.it/sanificazione-ambienti-ayra/)

  • MIELOMA MULTIPLO: LA RICERCA NON SI FERMA E SI CONFRONTA NEL 2° CONGRESSO DELLO EUROPEAN MYELOMA NETWORK

    • Il Congresso, previsto nel 2020 e rimandato causa pandemia, sarà ora digitale e coinvolgerà ematologi ed esperti nelle sperimentazioni cliniche collegati da tutta Europa dal 3 al 6 marzo prossimi
    • La prima edizione, svoltasi al Centro Congressi del Lingotto di Torino nell’aprile del 2018, ha registrato circa 700 partecipanti provenienti da 44 diverse nazioni
    • In questa seconda edizione le numerose sessioni live offriranno la possibilità di interagire con i relatori attraverso chat istantanee
    • Il Congresso digitale è promosso da EMN International e organizzato con il supporto di EMN Research Italy, braccio operativo italiano del network EMN, in collaborazione con l’agenzia ER Congressi. Tra gli organizzatori scientifici la Dottoressa Francesca Gay di Torino, e nel board scientifico il Prof. Mario Boccadoro, Vicepresidente EMN – European Myeloma Network

    2 Meeting EMN European Myeloma Network - Congresso sul mieloma multiplo 2021

    Dal 3 al 6 marzo 2021 il mondo della ricerca sul mieloma multiplo si incontrerà virtualmente sulla piattaforma emn2021 in occasione del 2° Congresso dell’EMN – European Myeloma Network, la rete di eccellenze a livello europeo fondata nel 2005 con lo scopo di promuovere la collaborazione tra i centri di ricerca e i gruppi di studio dei diversi paesi, al fine di ottenere risultati più efficaci e in tempi più rapidi nella cura delle neoplasie del sangue.

    Le iscrizioni al Congresso, individuali o di gruppo, sono aperte fino al 25 febbraio compilando l’apposito modulo disponibile sul sito emn2021. Dove previsto, a seconda della categoria di appartenenza indicata in fase di registrazione (medici, infermieri, biologi, data manager, sponsor, ricercatori ecc.) la partecipazione all’evento darà diritto al conseguimento di crediti ECM (Educazione Continua in Medicina) e EBAH (European Board for Accreditation in Hematology). Sempre sul sito è stata predisposta, nell’area press, una corsia preferenziale per l’accreditamento dei Media interessati a partecipare all’evento.

    Il Congresso digitale è promosso da EMN International e organizzato con il supporto di EMN Research Italy, braccio operativo italiano del network EMN, in collaborazione con la segreteria gestita da ER Congressi. L’evento prevede un intenso programma di conferenze tenute da rinomati esperti afferenti ai centri di ricerca ematologica di tutta Europa e degli Stati Uniti, a cui si affiancheranno letture e simposi, sessioni di incontri con gli esperti in stanze virtuali, dibattiti e confronti con le associazioni dei pazienti. Completano il Congresso l’esposizione orale dei 16 migliori abstract di studi selezionati tra tutti quelli inviati da ricercatori e scienziati di tutta Europa e 72 poster scientifici, vere e proprie suite informative a tema suddivise in 4 diverse categorie.

    Durante gli incontri live i partecipanti potranno interagire con i moderatori delle sessioni e i relatori attraverso chat virtuali istantanee e tutti i materiali e i filmati delle presentazioni orali saranno disponibili per la consultazione da parte degli iscritti anche dopo l’evento. Come nella precedente edizione di Torino 2018, che registrò circa 700 partecipanti da 44 diverse nazioni, una particolare attenzione è stata riservata ai giovani ricercatori con la segnalazione degli 8 migliori abstract di autori con età inferiore ai 40 anni.

    Gli organizzatori scientifici incaricati di coordinare il programma dell’evento sono il Professor Pieter Sonneveld (Rotterdam) e la Professoressa Sonja Zweegman (Amsterdam) coadiuvati dalla Dottoressa Francesca Gay (Torino) e dal dottor Niels van de Donk (Amsterdam) della segreteria scientifica. Sono 5 i paesi europei che compongono il board scientifico dell’evento, a riprova dell’internazionalità dell’appuntamento. Il board è infatti composto dal Presidente di EMN Pieter Sonneveld (Olanda), dal Vicepresidente EMN Mario Boccadoro (Italia), dal Professor Hermann Einsele (Germania), dalla professoressa Maria-Victoria Mateos (Spagna) e dal Professore Philippe Moreau (Francia).

    La necessità e l’importanza del confronto e del fare rete nell’ambito della ricerca scientifica è un dato di fatto reso ancora più chiaro ed evidente dalla pandemia in corso. Le comunità dei medici e dei ricercatori nelle loro diverse professionalità si nutrono e progrediscono notevolmente in momenti come questi e il 2° Meeting European Myeloma Network è in questo senso un appuntamento fondamentale per la ricerca sul Mieloma Multiplo.

     

    EMN Research Italy in breve

    EMN è l’acronimo di European Myeloma Network. Fondata nel 2005, EMN è una rete di eccellenze a livello europeo nello studio e nello sviluppo di cure innovative per il mieloma multiplo che conta 27 istituti di ricerca e 14 gruppi di studio. Ha lo scopo di promuovere la collaborazione tra i centri di ricerca e i gruppi di studio al fine di generare una mutua utilità e, grazie a ciò, ottenere risultati più efficaci ancora più velocemente.

    EMN Research Italy, fondata a Torino nel 2016, è il braccio italiano del network EMN con sede in Olanda, ed è la prima impresa sociale in Italia nel campo della ricerca clinica sul mieloma multiplo. La sua natura giuridica le permette di essere promotore e di condurre studi clinici tradizionalmente definiti “profit”, ossia i cui dati e risultati possono essere utilizzati dalle aziende farmaceutiche, con lo scopo di sostenere il progresso nella ricerca clinica e offrire terapie sempre più efficaci e sicure ai pazienti. Lo status di “impresa sociale” determina che non ci siano ripartizioni di utili tra i soci ma che gli eventuali profitti realizzati vengano reinvestiti nelle attività core della società stessa, a supporto quindi della ricerca e degli studi clinici.

    Frutto del lavoro di varie professionalità, EMN Research Italy è forte dell’esperienza di uno staff che da diversi anni lavora nel campo dei clinical trials sul mieloma multiplo e può contare sull’apporto di un Comitato Scientifico di esperti e leader dell’ematologia italiana e sulla competenza di un team, formato da professionisti e da personale amministrativo, competente in materia fiscale, legale e di gestione del personale.

  • Adottare i codici UDI per rendere i dispositivi medici più sicuri. GS1 Italy spiega come fare.

    Assicurare la tracciabilità e la rintracciabilità dei dispositivi medici, garantendo la sicurezza dei pazienti: è questo l’importante obiettivo che ha indotto l’Unione europea a rendere obbligatoria l’adozione dei codici UDI (acronimo di Unique Device Identification) per identificare e marcare i dispositivi medici e diagnostici in vitro lungo tutta la supply chain sanitaria.

    Come previsto dai Regolamenti europei 745/2017 e 746/2017, il percorso di “avvicinamento” a questo sistema di identificazione e tracciabilità passa attraverso la conoscenza e l’applicazione delle regole delle Issuing Entity accreditate presso la Commissione europea, come GS1, che in Italia è rappresentata da GS1 Italy, l’unico ente italiano autorizzato a rilasciare i codici per lo UDI.

    In questa veste, GS1 Italy si pone l’obiettivo di supportare le aziende che producono e commercializzano dispositivi medici nell’Unione europea a utilizzare gli standard GS1 per creare lo UDI per i loro prodotti.

    Per questo propone giovedì 25 febbraio, alle 15:00, il webinar gratuito “La normativa UDI e gli standard GS1”, tenuto da Giada Necci, new solution specialist di GS1 Italy. Un seminario virtuale di 90 minuti che permetterà a ogni azienda di diventare autonoma nel costruire e gestire lo UDI dei prodotti che produce e commercializza, grazie al corretto utilizzo degli standard GS1.

    Ma non solo: alle aziende che necessitano di una full immersion nel mondo dello UDI viene in aiuto l’Academy di GS1 Italy, che per il 2021 ha inserito anche lo UDI nella sua proposta formativa, sia con corsi online standard sia con seminari e consulenza personalizzati in base alle esigenze e alle richieste di ogni azienda che si occupa di dispositivi medici, in partnership con Confindustria Dispositivi Medici Servizi.

    Maggiori informazioni e il form di registrazione al webinar del 25 febbraio sono disponibili sul sito di GS1 Italy.

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    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

  • Covid-19, l’infettivologa Susanna Esposito: vaccino rappresenta la speranza

    Oltre a prevenire la malattia, vaccinarsi è un atto dovuto verso la comunità: lo ha dichiarato Susanna Esposito, infettivologa di fama internazionale attualmente a capo di WAidid.

    Susanna Esposito direttore ospedale Parma

    Susanna Esposito: “Con il vaccino entriamo nella storia”

    Nelle ultime settimane l’argomento vaccino è diventato una priorità in ogni parte del globo. I Governi nazionali, con non poche difficoltà, spingono le case farmaceutiche a velocizzare la produzione e la distribuzione del vaccino. Tuttavia sono ancora molti i dubbi relativi ad efficacia e soprattutto sicurezza. Susanna Esposito, direttore della Clinica Pediatrica all’Ospedale Pietro Barilla di Parma e pediatra infettivologa di fama internazionale, è intervenuta sul tema con l’intento di rassicurare i più restii. In una breve intervista pubblicata sul canale Youtube dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, la Professoressa ha definito il vaccino “un’opportunità straordinaria che ci permette di far parte della storia”. Ed è proprio la storia che ci insegna come l’umanità, grazie alla scoperta dei vaccini, sia riuscita a debellare epidemie del passato. Poliomielite e vaiolo gli esempi più calzanti: “Le vaccinazioni hanno cambiato la storia delle malattie infettive – ha spiegato Susanna Espositoe sono il sistema più efficace e sicuro che abbiamo per eradicarle”.

    Susanna Esposito: i dettagli sul vaccino

    La pandemia scaturita dal Coronavirus continua a registrare numeri importanti, sia a livello di contagi che di deceduti. Le restrizioni decise dai Paesi e le precauzioni finora adottate dalla popolazione sembrano non essere abbastanza: “Il Covid-19 ha segnato la nostra vita profondamente – ha continuato Susanna Esposito –. Ha mostrato le nostre fragilità e vulnerabilità. Tutti noi abbiamo avuto amici e parenti che sono stati ricoverati, siamo stati in ansia non sapendo come sarebbe andata”. Il vaccino è quindi l’unico strumento che attualmente “ci permette finalmente di tornare a sperare, non più di disperare come abbiamo fatto fino a oggi”. Una speranza che si basa sugli sforzi messi in campo dalla comunità scientifica: “Non dobbiamo dimenticarci che questo vaccino è stato studiato su migliaia di soggetti. I dati di efficacia dimostrano che permette di ottenere una protezione del 95% dei casi, con ottimi dati di sicurezza. Il valore etico, sociale e umano di questo vaccino è enorme”. Vaccinarsi, conclude Susanna Esposito, rappresenta quindi un atto di responsabilità sia verso se stessi che verso la propria comunità.

  • COSÌ SI CERTIFICANO I DISPOSITIVI MEDICI (E SI SCRIVE DI SCIENZA). IL CASO CLARISCIENCE

    Affari regolatori, scrittura medica e sistemi di gestione per la qualità. Dietro alle scoperte scientifiche e ai dispositivi medici che utilizziamo ogni giorno ci sono i professionisti di Clariscience, azienda con sede tra Padova e Milano, che registra un +22% sul fatturato nell’anno della pandemia. Il CEO, Stefano Pagnutti: “Investiamo nel personale, vogliamo avere i migliori cervelli al servizio dei nostri clienti”

     

    Il mondo farmaceutico, biotecnologico e medicale in Italia rappresenta una filiera che vale il 10% del Pil, per un valore di produzione attorno ai 55 miliardi di euro. Il settore dei dispositivi medici, da solo, genera un mercato che vale 16,5 miliardi di euro tra export e mercato interno e conta 3.957 aziende, che occupano 76.400 dipendenti. Le riviste medico-scientifiche pubblicate da una dozzina di editori sono oltre 170. L’Italia è al settimo posto per numero di pubblicazioni scientifiche e i ricercatori italiani si classificano all’ottavo posto per numero di articoli nel top 1% di citazioni. Ma spesso poi i loro cervelli finiscono all’estero: l’Italia è al 27° posto tra i paesi dell’Ocse per quanto riguarda l’investimento nella ricerca scientifica, che vale solo lo 0,31% del Pil.

    In questo ecosistema economico, sempre più al centro dell’interesse pubblico nell’era della pandemia, esiste un’eccellenza italiana, Clariscience, che ha sede operativa a Padova e legale a Milano. L’azienda è stata fondata nel 2013, i dipendenti sono dieci e nell’anno del Covid il fatturato è passato da 900 mila euro a 1,1 milioni (+22%). Sono i professionisti che garantiscono la supply chain del benessere e della salute, e con le loro conoscenze permettono al settore medicale di comunicare nel modo più corretto e a chi produce o distribuisce dispositivi medici di immettere i propri prodotti sul mercato nel rispetto delle normative.

    Nello specifico, Clariscience si occupa di consulenza in ambito medicale. Accompagna i soggetti coinvolti nell’intricato mondo life science in generale e dei dispositivi medici in particolare. L’azienda è organizzata intorno a due business unit: quella degli “Affari regolatori e sistemi per la gestione per la qualità”, dedicata al settore dei dispositivi medici, e quella relativa alla “Comunicazione scientifica” che si rivolge invece all’intero settore life science, anche attraverso specifici servizi di medical writing. In questo caso gli interlocutori diventano molteplici e il raggio d’azione dell’azienda raggiunge anche il mondo della ricerca e dell’editoria scientifica.

    Un modello, questo, che rende Clariscience unica in Italia per completezza dell’offerta erogata in un mondo in cui precisione e competenza sono indispensabili: “Riusciamo a garantire standard elevatissimi grazie a investimenti costanti nella formazione dei nostri dipendenti”, dice il Ceo, Stefano Pagnutti. “Inoltre, offriamo retribuzioni superiori alla media di settore. Vogliamo avere le migliori menti a disposizione dei nostri clienti”.

    Qualche esempio concreto? Il ricercatore che ha impiegato mesi per raccogliere dei dati potrebbe non avere il tempo per formalizzarli in un documento o in un articolo scientifico senza trascurare pazienti e laboratorio. Oppure il fabbricante di un dispositivo medico all’avanguardia che ha bisogno di qualcuno che lo aiuti a ottenere il marchio CE per renderlo disponibile sul mercato e che, dopo avere investito in ricerca clinica, vuole comunicarne i risultati nel modo più efficace possibile.

    “Clariscience affianca i propri clienti nel raggiungimento e nel mantenimento della conformità normativa e li aiuta ad affermarsi sul mercato attraverso una comunicazione scientifica stimolante”, conclude Pagnutti. “Lavorando a fianco dei nostri clienti, pur rimanendo consulenti, sappiamo esattamente cosa fare. Il mondo dei dispositivi medici è complesso. Prima che un prodotto possa raggiungere il paziente sono necessari controlli e documenti molto precisi. Ma è necessario anche comunicarne efficacemente il valore, facendo lavorare insieme opinion leader, clinici, aziende e centri di ricerca. Per tutte queste esigenze otto anni fa è nata Clariscience. Da allora le nostre parole chiave sono sempre le stesse: competenza, consapevolezza ed empatia”.

  • Inaugurata la nuova sala donazioni di AVISPARK

    La nuova sala donazioni di AVISPARK è pronta e sabato pomeriggio è stata inaugurata con la benedizione del Vescovo di Mantova, Monsignor Marco Busca. Da lunedì 15 febbraio p.v., nella Sede di Avis Provinciale Mantova a Cerese di Borgo Virgilio, inizierà la Raccolta Associativa di Plasma. Nei mesi scorsi, la sede Provinciale è stata ristrutturata ed ampliata ed è stata creata la nuova grande sala donazioni con 6 postazioni per il sangue intero e 6 nuove postazioni per la raccolta di plasma.

    La Presidente di Avis Provinciale Mantova, Elisa Turrini, afferma “Ora Avispark è diventata ancora di più Casa dei Donatori, con spazi più ampi ed accoglienti. Un anno e mezzo fa, ignorando tutto quello che poi sarebbe accaduto, per rispondere alle necessità sanitarie del Centro Nazionale Sangue, ASST Mantova ha dato disponibilità per supportare AVIS nella realizzazione della raccolta associativa del plasma. Un sogno inseguito da anni che oggi siamo riusciti a concretizzare.

    Il Direttore Generale di ASST Mantova, Raffaello Stradoni, fin dall’inizio ha sostenuto questo progetto “Sono molto orgoglioso di questa iniziativa, che ci consentirà di aumentare la disponibilità di plasma necessaria a rispondere al fabbisogno del territorio. La collaborazione con Avis è davvero preziosa, ringrazio ciascun volontario che con la sua generosità contribuisce a questa importante causa, un gesto di solidarietà e di responsabilità civile senza paragoni.”

    In Avispark si potrà donare plasma 7 giorni su 7, anche la domenica quindi, con inizio dell’attività di accettazione alle ore 6.30. La raccolta di plasma in Avispark si affiancherà a quella svolta presso il Trasfusionale dell’Ospedale di Mantova per raggiungere l’obiettivo comune di una raccolta annua di 6.000/7.000 sacche.

    “Oggi è una giornata storica non solo per AVIS e ASST di Mantova ma anche per tutti i cittadini mantovani – interviene il Dottor Massimo Franchini del SIMT di Mantova – grazie all’ampliamento di Avispark e all’inizio della donazione di plasma, Mantova è in grado di raddoppiare il numero di unità di plasma raccolte all’anno. In questo modo, i donatori AVIS possono contribuire in maniera determinante al raggiungimento dell’autosufficienza regionale nel settore dei plasma-derivati, farmaci salva-vita il cui utilizzo è in costante aumento. AVIS Provinciale e ASST di Mantova hanno lavorato insieme con grande sinergia per raggiungere questo importantissimo obiettivo.”

    AVIS rinnova l’invito a tutti i donatori e le donatrici mantovane, di cercare di inserire almeno una donazione di plasma l’anno fra le donazioni di sangue intero.

    Come ha sottolineato il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, «Iniziare la raccolta associativa di plasma nella sede dell’Avis Provinciale di Mantova non rappresenta un traguardo solo per questo territorio e per la nostra Associazione, ma per l’intero sistema trasfusionale italiano. Facilitare l’accesso ai donatori con libertà di giorni e di orari è il passo che è necessario compiere a livello nazionale per garantire costante apporto di sangue ed emocomponenti alle nostre strutture sanitarie. Il Covid ha messo a dura prova il nostro Paese e la provincia di Mantova lo sa bene come gran parte di questa regione. I dati sulla raccolta nel 2020 di globuli rossi e plasma pubblicati dal Centro Nazionale Sangue lo confermano. Avviare questo progetto proprio qui è il modo migliore per guardare al futuro con fiducia, rafforzando l’impegno comune verso il più rapido raggiungimento dell’autosufficienza da farmaci plasmaderivati».

    Nel solo 2020 gli abilitati a questo tipo di donazione qui a Mantova sono raddoppiati e tantissime sono state le nuove iscrizioni tutto grazie al grande lavoro di promozione e di sensibilizzazione dei volontari AVIS con la campagna #gialloplasma ma anche per quello che è stato ed è significato per tutti noi il plasma iperimmune.

    “Un modello quello di Mantova che ci piacerebbe fosse d’esempio per tutte le altre città della nostra regione. L’inaugurazione di questa nuova sala per il potenziamento della raccolta di plasma rappresenta un esempio di come, se si lavora insieme e con gli stessi obiettivi, in sinergia, si possano raggiungere risultati concreti e significativi – commenta Oscar Bianchi, presidente di Avis Regionale Lombardia – Infatti, la collaborazione con le istituzioni locali, attraverso Avis Provinciale Mantova e con Asst Mantova nello specifico, e con il sistema sanitario regionale ha permesso di costruire un percorso comune, che ci ha condotto a un altro grande obiettivo raggiunto nonostante il grande momento di difficoltà che la Lombardia, come l’intero Paese, ha dovuto affrontare a causa dell’emergenza sanitaria” dichiara Oscar Bianchi, Presidente di Avis Regionale Lombardia.

    “Ringraziamo tutte le persone, le Associazioni e le Istituzioni che ci sono state vicine in questi mesi – conclude La Presidente Turrini – tutto questo, senza il loro prezioso aiuto non sarebbe stato possibile. Un ringraziamento particolare va a Cristian Landini ed al suo Studio che da volontario AVIS si è occupato della progettazione e della direzione lavori in forma totalmente gratuita, ai Volontari delle nostre AVIS, i collaboratori ed i dipendenti dei nostri uffici, che insieme a medici, infermieri ed il nostro Dott. Enrico Capuzzo, in questi mesi hanno fatto un vero lavoro di squadra perché fosse tutto pronto per iniziare la raccolta di plasma prima possibile. Un grazie speciale va anche a chi ci ha sostenuto in questo ambizioso progetto, Fondazione Comunità Mantovana che ci ha donato 20.000€, Fondazione BAM con altri 20.000 €, l’RSA i Girasoli – nostri vicini di casa- con 10.000 € oltre a privati, aziende e diverse AVIS Comunali. Di pochi giorni fa è anche la notizia che Banca d’Italia ha scelto di devolvere al nostro progetto un contributo di ben 99.000 €. L’inizio della raccolta associativa di plasma in AVISPARK è oggi realtà ed è il dono d’amore più bello che AVIS ed i donatori stanno facendo ai malati, alle loro famiglie ed all’intera comunità, un dono concreto denso di emozioni”.

  • Come e perché respiriamo? Lo spiegano gli esperti di MedicAir

    L’azienda lombarda, leader nel settore dell’Home Care, da sempre considera il benessere dei propri pazienti una priorità, portando avanti anche un’intensa attività di informazione e sensibilizzazione. Ecco come i professionisti di MedicAir illustrano il meccanismo della respirazione.

    Milano, gennaio 2021 – Respirare è una delle azioni più naturali che esistano, sebbene il riflesso della respirazione possa essere controllato in particolari situazioni, basti pensare per esempio ai cantanti o, semplicemente, quando si va sott’acqua.

    Ma come avviene la respirazione? Gli esperti di MedicAir – azienda lombarda leader nel settore dell’Home Care – spiegano in modo semplice e chiaro cosa significa respirare e perché questo meccanismo è così importante per la nostra vita. 

    Quando inspiriamo si verifica una contrazione dei muscoli del diaframma e della gabbia toracica, riducendo la pressione dell’aria contenuta nei polmoni rispetto a quella esterna; quando espiriamo, invece, accade esattamente l’opposto: i muscoli del diaframma e della gabbia toracica si rilassano e dai polmoni affluisce verso l’esterno l’aria, che viene quindi liberata nell’atmosfera. All’interno di questo processo, il naso svolge un ruolo fondamentale, funzionando come un vero e proprio filtro che purifica l’aria dalle impurità, impedendo loro di raggiungere i polmoni. 

    Il processo respiratorio – sottolineano gli esperti di MedicAir – è fondamentale per la vita, in quanto consente l’ematosi, ossia l’ossigenazione del sangue, indispensabile affinché ciascun organo del corpo umano funzioni correttamente. 

    L’apparato respiratorio, per quanto si basi su un meccanismo perfetto, non è al riparo da disturbi e patologie. E se, per un adulto in buona salute, è normale effettuare dagli 8 ai 16 respiri al minuto (che diventano fino a 44 nei bambini), alcune persone possono soffrire, per esempio, di tachipnea o iperventilazione, un problema che si manifesta attraverso una respirazione rapida e veloce e che può essere legato a malattie cardiache, asma, disturbi polmonari o ansia. 

    Un’altra patologia comune che interessa la respirazione è rappresentata dalle apnee ostruttive del sonno (OSAS). Si tratta di un disturbo di cui soffrono circa 6 milioni di italiani, che comporta la temporanea ostruzione delle vie aeree superori durante il riposo notturno, causando un sonno frammentato. Questo, a propria volta, può dar luogo a problemi, quali sonnolenza diurna, difficoltà di attenzione e concentrazione, sbalzi d’umore e cefalea. È dunque molto importante, ribadiscono i professionisti di MedicAir, prendersi cura del proprio apparato respiratorio, rivolgendosi immediatamente a uno specialista qualora si iniziassero ad accusare disturbi legati alla respirazione. 

  • Reazioni allergiche ai vaccini Covid: nel complesso sono rare

     

    Sono state segnalate più reazioni allergiche al vaccino Covid ma nel complesso rimangono rare.

    I Centers for Disease Control and Prevention hanno riferito che almeno 21 persone hanno avuto una grave reazione allergica dopo aver ricevuto la loro prima dose del vaccino Covid-19. Tutti i pazienti, poi, si sono ripresi.

    La reazione, chiamata anafilassi, può essere pericolosa per la vita e deve essere trattata immediatamente con un’iniezione di emergenza di epinefrina, spesso somministrata tramite EpiPen.

    Il rapporto includeva i dati di 1,9 milioni di persone che hanno ricevuto l’iniezione nella prima settimana e mezza in cui era disponibile il mese scorso, dal 14 dicembre al 23 dicembre. Ciò pone il tasso di anafilassi a 11,1 casi per milione di dosi somministrate. Per fare un confronto, il tasso di anafilassi dopo il vaccino antinfluenzale è di 1,3 per milione, ha detto il CDC.

    “Questo è ancora un risultato raro”, ha spiegato durante una conferenza stampa la dottoressa Nancy Messonnier, capo del Centro nazionale per l’immunizzazione e le malattie respiratorie del CDC. “In questo momento, i benefici noti e potenziali degli attuali vaccini Covid-19 superano i rischi noti e potenziali di contrarre il Covid-19”. Tuttavia, la preoccupazione è talmente grande che il CDC consiglia a coloro che hanno avuto una reazione allergica immediata alla prima dose del vaccino di non ricevere la seconda dose.

    Il rapporto arriva nella settimana in cui molti riceveranno la loro seconda dose. Durante gli studi sul vaccino, gli effetti collaterali erano più probabili essere segnalati dopo il secondo colpo.

    Il vaccino di Pfizer-BioNTech viene somministrato in due dosi, separate da 21 giorni. Secondo i dati dell’azienda, ci vogliono quei due colpi per la massima efficacia di circa il 95 percento. Il vaccino di Moderna è altrettanto efficace e somministrato a 28 giorni di distanza.

    Da quando il rapporto è stato finalizzato il 23 dicembre, sono stati confermati altri otto casi di anafilassi correlata al vaccino, ha detto il CDC, portando il numero totale finora a 29. La maggior parte di queste reazioni sono state associate al vaccino Pfizer, principalmente perché ha lanciato un settimana prima del vaccino Moderna, quindi sono state somministrate più dosi.

    Il CDC prevede di rilasciare ulteriori informazioni sulle reazioni agli scatti di Moderna la prossima settimana.

    I vaccini Pfizer e Moderna sono finora gli unici due vaccini disponibili per l’uso negli Stati Uniti. Fino a mercoledì erano state somministrate 4,8 milioni di dosi. Tra i 21 casi per i quali sono disponibili i dettagli, la maggior parte si è verificata subito dopo l’iniezione, entro circa 15 minuti. Le donne rappresentavano il 90% dei casi di anafilassi. Molti, ma non tutti, avevano una storia di allergie e sette avevano precedentemente sofferto di reazioni anafilattiche.

    La maggior parte ha richiesto un’iniezione d’emergenza di epinefrina.
    Altri 83 destinatari del vaccino hanno avuto reazioni allergiche meno gravi, come eruzione cutanea, prurito eccessivo e gola irritata e irritata. La maggior parte di questi si è verificata entro mezz’ora dallo sparo. Analogamente ai pazienti che hanno sviluppato anafilassi, la maggior parte degli individui in questi casi aveva anche sperimentato in precedenza altre reazioni allergiche.

    Messonnier ha detto che i ricercatori stanno lavorando per trovare la causa delle reazioni allergiche a nessuno dei due vaccini, ma non hanno ancora trovato nulla di definitivo. Non ci sono somiglianze geografiche o collegamenti tra nessuno dei lotti di vaccini che potrebbero spiegare le reazioni.

    Nel complesso, il CDC ha ricevuto 4.393 segnalazioni di effetti collaterali o altre reazioni a seguito dell’iniezione attraverso il sistema di segnalazione degli eventi avversi dei vaccini del governo federale, o VAERS. La maggior parte è stata determinata per non essere correlata al vaccino o non è stata considerata una reazione allergica. I vaccini sono noti per causare dolori alle braccia per alcuni giorni, anche una leggera febbre e affaticamento. Quelle non sono generalmente considerate allergie.

    Fonte: La Zanzara