Categoria: Politica

  • Alfio Marchini Sindaco: E’ la mia squadra di fuoriclasse

    Presentata da Alfio Marchini la squadra di esperti e personalità per il governo di Roma

    Il ruolo che assumeranno nel caso Alfio Marchini vinca le elezioni non è ancora definito. “E’ la mia squadra di fuoriclasse“, si è limitato a commentare il candidato sindaco, che ha presentato i nomi di chi lo affiancherà  in caso di vittoria. Non è detto, però, che svolgeranno le funzioni di assessore: potrebbero entrare a far parte del Senato civico che l’imprenditore romano vorrebbe tanto creare oppure collaborare a vario titolo nell’amministrazione di Roma. In totale sono dodici le personalità di cui Marchini ha intenzione di avvalersi: professionisti, professori universitari, alti funzionari di Stato che hanno deciso di sostenere la corsa per il Campidoglio. La squadra sarà coordinata daGuido Bertolaso: “Sarà il nostro punto di riferimento per le emergenze h 24“, ha sottolineato Marchini.

    Si chiama Ugo Marchetti e – stando alle parole del candidato sindaco – è destinato ad avere un ruolo fondamentale laddove la lista con il cuore avesse la meglio. “Sarà il mio braccio destro e sinistro“, ha commentato Marchini. Generale della Guardia di Finanza di cui è stato vicecomandante nel 2010, Marchetti è attualmente magistrato della Corte dei Conti.

    Nella squadra di Marchini trova posto anche l’architetto Francesco Karrer, professore ordinario di Urbanistica all’Università La Sapienza di Roma. Considerato uno dei maggiori esperti in Italia del settore. Basta solo dire che il suo curriculum vitae presente sul sito della Sogin – dove ha svolto un incarico professionale a tempo – raggiunge le 35 pagine di lunghezza. Karrer è stato, tra le altre cose, presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e commissario straordinario del Porto di Napoli. E’ responsabile presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti della valutazione di impatto ambientale delle opere di interesse nazionale.

    Tra i nomi da segnalare, c’è anche quello del consigliere di Stato Antonio Malaschini, la cui carriera si è snodata quasi completamente tra i palazzi delle istituzioni, con ruoli tecnici ma anche politici. Malaschini è stato per nove anni dal 2002 al 2011 Segretario generale del Senato con i presidentiMarcello Pera, Franco Marini e Renato Schifani. Ha poi fatto parte del governo guidato da Mario Monti, con il ruolo di sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento nel ministero guidato da Piero Giarda.

    Oltre a Bertolaso, i volti più famosi sono però altri due. Si tratta, innanzitutto, dell’economistaGianfranco Polillo, sottosegretario all’Economia nel governo presieduto da Monti e firma di Formiche.net, dove ha curato numerosi approfondimenti sul tema del debito di Roma. C’è inoltre la campionessa italiana di sci di fondo Manuela Di Centa, che – dopo aver abbandonato lo sport – è stata per due legislature, dal 2006 al 2013, deputata di Forza Italia. Nella sua carriera ci sono anche ruoli di peso all’interno del mondo sportivo italiano internazionale: Di Centa è stata vicepresidente vicario del Coni e attualmente è membro onorario del Comitato Olimpico Internazionale.

    La squadra dell’imprenditore romano è completata poi da altre sei persone. C’è Pierluigi Bartoletti, preside della scuola di formazione dell’Opus Dei Elis, creata dal fondatore dell’Opera in personaJosemaria Escrivà. Interesse particolare lo desta anche il nome dell’esperta di appalti Manuela Manenti, che si è  occupata degli interventi di ricostruzione dopo il terremoto del 2012 in Emilia Romagna e che ha anche ricoperto il ruolo di direttore generale della Struttura di missione della Protezione civilte italiana. E ancora, l’avvocato presso la Consob Alessandra Atripaldi, il professore di Malattie vascolari all’Università la Sapienza di Roma e membro del consiglio scientifico dell’Eurispes Cesare Greco, il medico ed esperto di processi migratori nel Mediterraneo Agostino Miozzo e l’ordinaria di Geografia economico-politica all’Università di Roma Tor Vergata Mary Prezioso.


    Fonte
    : formiche.net

  • Marchini Politiche Giovani, piano per la scuola: “Bonus per teatri e concerti”

    Il programma del candidato per gli Alunni di Roma

    Istruzione, educazione, cultura e politiche per i giovani. Quattro temi, strettamente collegati tra loro, che sono tra i punti fondamentali di Alfio Marchini.

    L’Ingegnere racconta alcune sue esperienze giovanili: “Ho fatto colloqui di lavoro nella mia vita e ho fatto il cameriere quando ero giovane -dice Marchini-. Al colloquio mi hanno chiesto se conoscevo le lingue visto che – ha aggiunto – era un lavoro negli Stati Uniti e dovevo servire ai tavoli”.

    Ai giovani il candidato civico rivolge interi capitoli del suo programma: “Bisogna rendere obbligatorio un giorno a settimana a rotazione, che gli alunni vadano ad uno spettacolo teatrale, a vedere un film, ad un Mostra o ad un concerto dell’Accademia di Santa Cecilia.

    E bisogna fare in modo che possano raccontare a scuola questa esperienza.

    Insomma, un modello di istruzione che si apra con regolarità settimanale ad esperienze culturali esterne alla scuola.

    Marchini vuole rivolgere un’attenzione particolare anche agli insegnanti, in questi anni coinvolti in una lunga vertenza con il Campidoglio sul salario accessorio, e che lamentano liste di precariato ancora troppo lunghe negli Asili Nido e negli istituti scolastici comunali, regolarizzare le Maestre che hanno lavorato il concorso con le stesse modalità delle loro colleghe statali.

    “Quindi vogliamo valorizzare il ruolo delle maestre, oggi frustrate nella loro attività: le insegnanti sono vitali nel nostro futuro”.

    Il programma di Marchini tocca anche altri temi che riguardano direttamente i giovani: “Pensiamo di lasciare aperta almeno una biblioteca per ogni quartiere fino alle due di notte- argomenta l’ingegnere-. Gli esami si preparano la notte e a Roma dopo le 18.00 sono tutte chiuse”.

    Quindi, il problema della ricettività per i ragazzi che vengono nella Capitale per studiare: “Vogliamo adibire per ogni quartiere un ostello per i giovani -dice-. Oggi pagano in nero 500 euro per una camera”.

    Il Candidato civico si sofferma anche sulle politiche tariffarie, con alcuni punti del programma rivolti, per esempio, a “riattivare bonus trasporti per studenti e per le mamme che devono portare i figli a scuola”.

    Infine Marchini propone una “politica per gli studenti per tutte le manifestazioni culturali a Roma”, che consenta ai giovani di avvicinarsi con concrete agevolazioni alle iniziative organizzate in città sul fronte della cultura.

    Fonte: Il Messaggero

  • Pizzata di autofinanziamento 5 stelle, il sindaco che ti serve

    Il MoVimento 5 Stelle ha rinunciato al finanziamento pubblico e negli ultimi due anni ha restituito con i suoi portavoce in Parlamento più di 14 milioni di euro alla collettività.

    Il MoVimento 5 Stelle si autofinanzia da sempre e così farà anche per le prossime elezioni a Benevento.

    Vi aspettiamo il 27 Maggio 2016 alle ore 20:00 per una Pizzata alla Pizzeria Napul’è, in via Avellino a Benevento. Al prezzo di 10;00 Euro.

    La Pizza sarà servita dal nostro candidato Sindaco Marianna Farese insieme ai candidati consiglieri al Comune di Benevento.

    MENU’ PIZZATA
    Pizza margherita o marinara
    bibita
    porzione di patatine
    tutto euro 10,00 comprensivo del contributo al m5s di benevento.

    ***IMPORTANTE***
    visto il numero di partecipanti ci divideremo in tre gruppi:
    ore 20:30
    ore 21:30
    ore 22:30

    …manda un messaggio per confermare la tua fascia oraria preferita.

  • Datamedia Comunali Milano: il sondaggio rivela un testa a testa tra Sala e Parisi

    Il sondaggio realizzato da Datamedia Ricerche relativo alle elezioni amministrative per il Comune di Milano

    Datamedia Ricerche Sondaggio Elezioni Amministrative Comune Milano

    Il sondaggio realizzato da Datamedia Ricerche relativo alle elezioni amministrative per il Comune di Milano, al voto il 5 giugno, vede un testa a testa tra Giuseppe Sala, candidato appoggiato dal Partito democratico e Stefano Parisi, sostenuto da Forza Italia. Lo scarto tra i due si attesta intorno all’1,4% con Sala al 38,8% e Parisi al 37,4%.

    Gianluca Corrado (candidato M5s) non supera il 15%, mentre il candidato su cui punta la sinistra Basilio Rizzo si attesta al 5,4%.

    Piuttosto alto il valore degli indecisi e delle schede bianche che arrivano a toccare quota 37,7%, mentre il 3,6% degli intervistati sosterrebbe altri candidati a primo cittadino”.

    Fonte: Il Giornale

  • Tutto pronto per la “Festa della Partecipazione” del 21 maggio a Benevento

    Una “Festa della Partecipazione” per dimostrare che la politica può ancora volare “alto”, essere terreno di discussione, incontro e attivismo civico. Il MoVimento 5 Stelle occupa simbolicamente per un’intera giornata Piazza Castello sabato 21 maggio.

    In mattinata, a partire dalle ore 11,00 interverranno i deputati del M5S Alessandro Di Battista e Roberto Fico, accanto alla candidato Sindaco/Portavoce, Marianna Farese. Saranno presenti anche i candidati al Consiglio Comunale di Benevento. Seguirà un aperitivo a base di vini e prodotti locali del Sannio.

    Alle 17,00 si riprenderà con una recital di poesie di Salvatore Di Giacomo e Eduardo De Filippo, a cura di Dante Siciliano. Si alterneranno, dunque, i candidati consiglieri, coordinati da Attilio Matarazzo, che illustreranno sinteticamente i punti-chiave delle 5 “stelle” che costituiscono il Programma per la città (1. Ambiente e Territorio, 2. Beni comuni, Cultura e Arti, Sport, 3. Connettività e Trasporti, 4. Sviluppo e Innovazione, 5. Partecipazione, Legalità e Trasparenza), la musica degli Airesis e letture.

    Alle 19,00 interverranno il deputato Carlo Sibilia e il senatore Nicola Morra, che accompagneranno Marianna Farese sul palco. Seguirà un concerto “a cinque stelle” che vedrà protagonisti una band composta da Antonello Rapuano, Giovanni Francesca ed Enzo Luciano, che eseguiranno cover di Battiato, Gaber e Bob Marley, e i Trementisti. Per l’intero arco della giornata saranno presenti gazebo informativi sull’attività del Movimento dove sarà possibile prendere materiale informativo sulla prossima tornata elettorale, sulle attività del M5S nazionale e discutere con i candidati e gli attivisti beneventani.

    Saranno presenti anche i candidati Sindaco (Francesca Maio e Bartolomeo Laudando) e consiglieri dei comuni di San Giorgio del Sannio e Airola del M5S. Per l’occasione saranno raccolte le firme per i due referendum sull’Italicum (abolizione capilista bloccati e premio di maggioranza) e per il referendum confermativo della riforma costituzionale di ottobre.

  • Comunicato Sinistra per Corbetta

    La campagna elettorale è appena entrata nel vivo e, come prassi vuole, stiamo assistendo ad una corsa al “taglio col passato” al “nuovo che avanza” e al rattoppo di tutte le buche presenti nelle strade di Corbetta.

    E’ un gioco molto semplice in cui si fa grande esercizio di promesse, dimenticando il passato o facendo finta che non è esistito. Il mandato delle tre Giunte Balzarotti, appena concluso, lascia un desolante ricordo di precarietà dovuta alle sconcertanti sedute in cui il Sindaco uscente ha conquistato l’approvazione del Bilancio per un solo voto.

    Non dimentichiamo il primo grande provvedimento della Giunta, dove l’incredibile aumento delle tasse toccò quota 87 % (il primo record che non scorderemo con facilità) e due consiglieri astenuti proprio sul provvedimento che consentì di fare cassa. Successivamente le prime dimissioni, per “motivi personali”, per “incompetenza” (ricordate il fuori onda del Sindaco sulla persona di cui aveva “stima e fiducia”) e per “scarsa sicurezza”. Il Sindaco si ritrovò così con tredici deleghe e, distrattamente, senza alcun assessore donna, alla faccia delle quote rosa.

    Il bello del gioco è che tutti gli artefici di questa quinquennale avventura si sono ripresentati ai cittadini divisi in vari schieramenti, giustificando il tutto con l’etichetta delle “differenze e del cambiamento”.

    Noi di Sinistra per Corbetta riteniamo invece sia un operazione di maquillage, un sistema di politica qualunquista dove tutto è il contrario di tutto, dove vengono giustificate le alleanze più disparate per “cambio di vedute” e “improvvisa condivisione delle idee”. Questo per noi si traduce in un semplice esercizio di scrittura, dove l’interesse per Corbetta da “comune” (con la “c” minuscola) è diventato Comune (con la “C” maiuscola).

    Ma questa modalità non è nuova, come non è nuova la politica a due facce, dove il dialogo con la cittadinanza torna utile quando vuoi elogiare quello che hai fatto (i monologhi senza contraddittorio su La Voce di Corbetta) ma si ritira nel silenzio quando devi realizzare progetti senza senso, come lo Stadio nel Bosco Urbano.

    La scelta responsabile e coerente della Sinistra corbettese è stata diversa: ci siamo aggregati attorno ad un progetto che è diventato un programma a misura d’uomo e che fa della condivisione con la cittadinanza la propria scelta di fondo, consapevoli che il rigore etico e il rispetto dei cittadini, siano più importanti di quel “consenso ad ogni costo” che, di fatto, sta portando la politica alla deriva.

    Non siamo nati partendo da un nome da candidare o scegliendo un partito di riferimento, ma abbiamo dato spazio a tutte le istanze che vogliono portare a Corbetta un nuovo modello di Città, un nuovo Progetto, (termine tra l’altro che ha riscosso simpatie anche dove non prevedevamo…) che si pone in antitesi verso quanto abbiamo visto negli ultimi cinque anni e verso le fusioni a freddo fatte da altri soggetti.

    Lo spirito che ci ha portato a stare insieme è l’essenza del concetto di lista civica, dove “nessuno è primo, nessuno è ultimo”. Per questo motivo, abbiamo deciso di non individuare una figura “capolista” nella composizione del gruppo che si candiderà alle elezioni comunali.

    L’essenza del nostro progetto è racchiusa nel simbolo che abbiamo scelto: due figure stilizzate ed impersonali che rappresenta il concetto del “chiunque aiuta chiunque”, a prescindere che sia amministratore o cittadino.

    Questo progetto, questo gruppo, questa lista, sono nati per dare a Corbetta un volto nuovo, più vicino ai cittadini e a chi opera nel paese, seguendo il percorso “persone, fatti, idee”.

    Per tutto questo, chiediamo ai Corbettesi di premiare la nostra scelta politica coerente, che avvierà un percorso amministrativo condiviso, partecipato e trasparente, dove la passione per la nostra città sarà sempre al primo posto.

    Sinistra per Corbetta

  • Marinelli cede il posto a Sallustio alla guida dell’Italia dei Diritti Lazio

    Il presidente Antonello De Pierro accoglie con favore la new entry e dichiara immutata la stima per il noto avvocato romano, che rimane segretario vicario e responsabile nazionale del Dipartimento per la Tutela dei Consumatori

    Roma – Cambio di guardia al vertice della segreteria dell’Italia dei Diritti Lazio, dopo la riunione del direttivo regionale, che ha sancito una rimodulazione dell’organigramma. E’ di stamane, infatti, la notizia riguardante il passaggio di testimone tra Vittorio Marinelli, noto avvocato romano e storico esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, e Luisa Sallustio, la commercialista ariccina che, proprio di recente, ne era entrata a far parte in qualità di componente dell’organo di dirigenza laziale. Marinelli, già responsabile nazionale del Dipartimento per la Tutela dei Consumatori, va dunque a ricoprire la carica di responsabile vicario, assieme a Carmine Celardo e Anna Nieddu.
    “Saluto con piacere l’ingresso di Luisa Sallustio ai vertici dell Idd Lazio, la cui candidatura a sindaco di Ariccia sto fortemente sostenendo. Sono certo che la sua competenza saprà rispondere alle responsabilità del suo nuovo ruolo nell’ambito del nostro organigramma regionale e che, da oggi, sarà ancor più in prima linea per la crescita del nostro movimento nel Lazio – ha dichiarato il presidente De Pierro, che ha voluto ribadire ancora una volta la linea politica dell’Italia dei Diritti -, sempre dalla parte delle cellule più deboli del parenchima sociale e a sostegno della salvaguardia dei diritti imprescindibili, che l’ arroganza del potere, spesso, calpesta e mortifica”.Antonello De Pierro e Vittorio Marinelli
    Immutata la stima per Marinelli da parte del leader del movimento, che ha voluto così suggellare il condiviso passaggio di consegne alla guida della sua organizzazione politica nel Lazio: “Ringrazio Vittorio Marinelli per il commendevole impegno profuso alla guida dell’Idd regionale, che ha saputo dirigere attraverso una prodiga azione politica a sostegno dei diritti dei cittadini e della tutela di ogni prevaricazione nella sfera dei corpi collettivi. Il caro Vittorio – ha infine aggiunto – continuerà a dare il suo validissimo contributo, assieme a Celardo e Nieddu, ora che la squadra di vertice si è arricchita di una personalità capace e determinata come Luisa Sallustio che, già da tempo, sta operando in perfetta sintonia con i parametri ideali ed i valori fondanti del nostro movimento”.

  • Avv. Marco Carra: a rischio di estinzione sono gli agricoltori lombardi

    “La vera razza lombarda in via di estinzione sono gli agricoltori e la colpa è della gestione che Regione Lombardia fa del settore”, lo dice Marco Carra, consigliere regionale del Pd e capogruppo in VIII Commissione Agricoltura, a proposito della progressiva perdita di capi di bestiami autoctoni. Sul tema è intervenuto il vicepresidente del Consiglio regionale Cecchetti, presentando un’interrogazione all’assessore all’agricoltura Fava.“Fa bene un esponente della maggioranza, e uno dei più alti in grado del nostro Consiglio, a rivolgersi al suo assessore: il tema c’è. Ma purtroppo Cecchetti non sa che non è limitato a qualche razza di pecora o capra: qui a rischio c’è un intero comparto e la colpa è tutta da addebitare alla gestione di questa amministrazione regionale”, prosegue Carra.
    E per rendere meglio comprensibile la portata del problema, Carra snocciola qualche numero: “I dati dell’analisi congiunturale relativa al quarto trimestre 2015 dipingono ancora un’agricoltura lombarda in forte crisi, segnalando tra i settori più colpiti quello del latte, il suinicolo, le carni bovine e in minor misura il cerealicolo. Sono più di 6mila le aziende agricole che in questi ultimi anni hanno purtroppo deciso di cessare l’attività: il censimento del 2010 registra la presenza di 54.330 imprese in Lombardia che nel 2014 si sono ridotte a 47.720, con una diminuzione percentuale del 12%”.
    E nel dettaglio, “la zootecnia, pur risultando essere il comparto di eccellenza dell’agricoltura lombarda (tanto da rappresentare, nel 2014, il 37% della produzione nazionale lattiera, il 40% della produzione suinicola e il 26% di quella bovina), ha registrato un calo nella produzione del 2,3% con segnali pressoché negativi in quasi tutti i comparti”.
    Quindi, per Carra e il Pd, “ben venga un’interrogazione di uno dei vertici del Consiglio che chiede lumi su un problema specifico all’assessore all’Agricoltura. Ma vorremmo che il discorso si allargasse a tutto il settore, negli ultimi anni sempre più in forte sofferenza, e che comprendesse una revisione dell’utilizzo dello strumento del Psr con una velocizzazione dei tempi per la pubblicazione dei bandi relativi alle misure”.

  • E’ nato ION, storytelling digitale che racconta le notizie live

    ION è il digital storytelling che narra in tempo reale gli eventi che stanno cambiando la storia mondiale contemporanea.

    Con il format ION la comunicazione evolve insieme al concetto di notizia nel momento stesso in cui avviene. Live su Facebook, Twitter e Instagram e in modo più approfondito sul blog ionreviews.com e con un’area dedicata ai video reporting sul canale Youtube Ion Live.

    Il concept di ION si avvale dell’ibridazione degli spazi digitali di comunicazione e segue il trend dell’ instant broadcasting esploso sui social media con l’avvento di Facebook Live, Youtube Connect, Periscope e Snapchat.

    Il trend viene confermato dai recenti dati rilevati da GlobalWebIndex. Il 53% degli utenti di età 16-34 anni preferisce video live e il 41% preferisce le news in diretta.

    Il format ION è partito con un focus su Idomeni, il villaggio greco al confine con la ex Repubblica Jugoslava di Macedonia (FYROM) dove migliaia di persone – l’ultimo censimento ha contato 11.269 tra rifugiati, migranti e richiedenti asilo – sperano nella riapertura delle frontiere.

    Il team di ION, composto Claudio Amendolagine (Digital Content & Press Agent), Andrea Spina (Filmmaker) e i due fotoreporter Alfredo Chiarappa e Francesco Pistilli, è attualmente a Idomeni per documentare il destino dei migranti.

    Sul modello di Idomeni, con l’intento di seguire l’istantaneità del flusso degli eventi sociali, ION continuerà a sviluppare reportage sociali documentando dal vivo storie di vita reali a supporto delle maggiori testate giornalistiche italiane e internazionali

    Blog – https://ionreviews.com/
    Facebook – https://www.facebook.com/ion.reviews/
    Twitter – https://twitter.com/ion_live
    Youtube – https://www.youtube.com/channel/UCJYX_wMhAjgPskwXvQvVUMg

    mail: [email protected]

  • Il tempo del raccolto di Del Re entusiasma Antonello De Pierro

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti ha partecipato presso il circolo Sparwasser alla presentazione del libro di poesie del noto inviato di “Chi l’ha visto?”, alla presenza di Federica Sciarelli

    Roma – E’ stata la suggestiva cornice del circolo Arci Sparwasser di Roma, alla presenza di un pubblico rigorosamente selezionato, a ospitare il debutto poetico di Francesco Paolo Del Re. E’ infatti nella nota location trend in zona Pigneto che l’interessante e appetibile volume “Il tempo del raccolto” è stato sviscerato pagina per pagina, catturando l’attenzione dei presenti, i quali non hanno lesinato applausi durante la lettura dei versi e la conseguente elaborazione concettuale estrinsecata dall’autore e dai suoi ospiti, un profondo Filippo Riniolo e la conduttrice di “Chi l’ha visto?” Federica Sciarelli, scappata via piuttosto presto, sul palco. Del Re, che fa parte dell’ottima redazione della trasmissione televisiva condotta dalla Sciarelli su Rai Tre, ha voluto dividere i settantuno componimenti della raccolta in quattro sezioni con i nomi delle stagioni, dall’autunno all’estate, oltre a due appendici in apertura e in chiusura, con la prefazione del vice direttore di Rai Tre Stefano Coletta. Solo un pretesto, i cicli temporali dell’anno, per esternare vari spaccati di vita, percezioni soggettive, sensazioni interiori, che il poeta Del Re inocula nelle corde emozionali dei fruitori del testo, divisi tra la Puglia, sua terra natia e pilastro di riferimento nella sua esistenza, e Roma, la Città Eterna che l’ha adottato, con la sua storia millenaria e la monumentalità imponente.
    Ad assistere alla suggestiva presentazione anche il giornalista presidente del movimento Italia dei Diritti e direttore di Italymedia.it, che si è mostrato molto soddisfatto per aver assistito a un dialogo esplicativo di grande spessore. L’ex direttore e voce storica di Radio Roma, noto per le sue campagne e battaglie a favore della cultura nelle sue molteplici forme ha dichiarato: “La profondità delle liriche con cui Francesco Paolo ha deciso di mettere a nudo i suoi sentimenti interiori, nonché la qualità letteraria palesata in ogni singolo verso, ci impongono una parentesi riflessiva, che conduce alla consapevolezza della potenzialità espressiva di tante menti italiche. Un’esternazione culturale che non lascia dubbi circa il suo talento, uno di quelli che possono davvero contribuire a risvegliare le coscienze sopite dalla pericolosa tendenza a emarginare i fermenti culturali da parte di una certa politica, a cui assistiamo purtroppo da alcuni lustri. L’impegno a favorire la penetrazione della cultura nelle aree più ostiche e refrattarie del nostro parenchima sociale non deve mai scemare e devo complimentarmi con l’Arci Sparwasser per il ruolo rivestito in questa opera imprescindibile”.

  • Contarino neo componente della Segreteria Provinciale MSFT

    Il Segretario Provinciale del “Movimento Sociale Fiamma Tricolore” Pino Manoli, ha chiamato a far parte della segreteria provinciale della Fiamma Salvatore Contarino.

    Contarino si occuperà, in seno alla Federazione catanese, della comunicazione. Già Segretario della Sezione di Aci S. Antonio, Contarino è tra i dirigenti più attivi e la sua azione ha prodotto ottimi risultati sul territorio. A Salvo vanno i complimenti per l’incarico gravoso, certi che saprà svolgere al meglio i compiti che gli sono stati assegnati.

    Di seguito il messaggio che il Segretario Provinciale Manoli ha voluto far giungere al neo componente:

    Caro Salvatore Contarino,

    sono lieto di comunicarti di averti  nominato, con effetto immediato,

    “Componente della Segreteria Provinciale con Delega  alla Comunicazione”.

    La tua costante ed instancabile azione sul territorio, unita ad una brillante e fruttuosa azione di presenza sui mezzi di comunicazione, hanno portato e sono certo porteranno,  frutti sempre più copiosi per il nostro Movimento.

    Sicuro di poter contare sulla tua collaborazione, ti formulo i più sentiti Auguri di buon lavoro.

    Ad Maiora!

    __________________

    Ufficio Stampa

    “Movimento Sociale – Fiamma Tricolore”

     

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  • REFERENDUM TRIVELLE: IL NUOVO CDU VOTA «SÌ»

    L’On. Marinacci: «I nostri valori, che sposano l’enciclica papale, non sono negoziabili»

    Milano, 6 aprile 2016 – In merito al referendum che avrà luogo domenica prossima sulla durata delle concessioni di sfruttamento dei giacimenti di gas e di petrolio al largo delle coste italiane, il Nuovo CDU invita gli elettori e le elettrici a recarsi alle urne per esprimere il proprio parere e suggerisce loro di votare “sì”.  Questo consiglio – si tiene a precisare – non è solamente una scelta locale, ma è frutto di una valutazione condivisa dall’intero partito.

    «Per noi cattolici cristiani impegnati in una politica attiva, dalla base fino ai vertici – afferma l’Onorevole Nicandro Marinacci, vice segretario nazionale del Nuovo CDU -, i valori, che sposano peraltro l’enciclica ambientale “Laudato sì” dettata da Papa Francesco, non sono negoziabili. In questa ultima battaglia referendaria – continua – sarà quindi nostro obiettivo lottare fino allo stremo delle forze affinché le persone vadano a votare il 17 aprile, barrando il “sì”, onde evitare di dover pagare in futuro un prezzo altissimo in termini ambientali». (altro…)

  • Elezioni Ariccia, De Pierro annuncia appoggio a Luisa Sallustio

    Il presidente dell’Italia dei Diritti ha individuato nella professionista ariccina, che considera l’unico candidato a rappresentare gli elettori di centrosinistra, la proposta politica più coerente al suo messaggio etico e legalitario

    Roma – Dopo che, nei giorni scorsi, il movimento Italia dei Diritti aveva annunciato la sua partecipazione alle prossime elezioni amministrative di Ariccia, cittadina alle porte di Roma, ora ha ufficializzato le modalità con cui sarà presente nell’imminente competizione elettorale, entrata già nel vivo.
    A renderle note è stato il presidente Antonello De Pierro, rivelando il suo sostegno alla candidatura a sindaco di Luisa Sallustio, l’ex presidente del Consiglio comunale, che si è dimessa dopo essere entrata in conflitto con il gruppo del Partito Democratico, del quale faceva parte, contestando il mancato svolgimento delle primarie e provocando un autentico terremoto politico, che ha visto il suo epilogo nella sfiducia al sindaco Emilio Cianfanelli con conseguente commissariamento del Comune castellano.
    Luisa Sallustio e Antonello De Pierro
    De Pierro, il quale aveva già anticipato una scelta di campo che avrebbe collocato la sua compagine all’interno del perimetro politico di centrosinistra, spiega le ragioni della convergenza sulla Sallustio: “A seguito di un’attenta disamina del panorama politico locale, effettuata personalmente con l’indispensabile ausilio del nostro responsabile ariccino Carlo Spinelli, il quale si è distinto sul territorio per un’eccellente opera di individuazione e denuncia delle varie distorsioni presenti, con una rappresentanza esemplare nella difesa dei diritti, ho ritenuto che il candidato sindaco più vicino alle nostre peculiarità movimentistiche fosse Luisa Sallustio”.
    Luisa Sallustio e Antonello De Pierro
    Il presidente del movimento ha inoltre contestualizzato il suo orientamento preferenziale verso la candidatura della Sallustio, commentando lo scenario pre-elettorale ariccino che ha così descritto: “La nostra collocazione naturale è nell’alveo ideologico del centrosinistra ma, ad Ariccia, pur non volendomi addentrare nel divenire fenomenico dei fatti accaduti internamente al Pd locale che sembra abbia preferito non celebrare le primarie, ho avuto la spiacevole percezione che sia stato mortificato così il principio sacrosanto della democrazia, in posizione paradossale rispetto alle premesse di un partito che si pregia di aver inserito il termine ‘democratico’nel suo simbolo”.
    Il leader dell’Italia dei Diritti ha poi continuato: “Alla luce delle prefate considerazioni, abbiamo individuato nell’offerta politica di questa valida professionista, la risposta che stavamo cercando e che incarna in toto la nostra linea ideale. Per quanto ci riguarda, è lei la vera candidata del centrosinistra ariccino, in quanto portatrice di un progressismo politico che non abbiamo riscontrato in altre proposte locali. E’ probabile che alle eventuali primarie avremmo sostenuto lei e siamo certi che avrebbe stravinto. Venute meno tali consultazioni ci sembra frutto di una logica deduttiva che la reale candidata dell’area liberaldemocratica sia proprio lei. A nostro avviso non può essere riconosciuto un altro candidato e chi si identifica nei valori genuini della sinistra, salvo lasciarsi ingabbiare in percorsi clientelari, che non ci appartengono, non può che sceglierla. Il resto è solo vacuo esercizio retorico intriso di demagogia che cerca di inoculare frasi trite e ritrite per anestetizzare e condizionare le coscienze degli ariccini. Luisa — ha poi concluso De Pierro — ha sposato immediatamente i principi cardine del nostro movimento, ovvero la legalità e la giustizia, che insieme vanno a comporre il nostro concetto di etica, ancora più imprescindibile nella nostra azione politica. E’ su questa piattaforma ideale che costruiremo insieme il futuro di Ariccia, aprendo inoltre anche a quella società civile tanto cara al Movimento Cinque Stelle, la quale viene però quotidianamente ingannata dalle allucinazioni ideologiche generate dal più sfrontato qualunquismo di Grillo e Casaleggio, nonché dei vari Di Maio e Di Battista. Anzi, anticipo che, con ogni probabilità, presto proporrò a Luisa un incarico di rilievo all’interno del nostro movimento”.

  • ABRUZZO : Nasce a Colli di Monte Bove (AQ), il primo Osservatorio Nazionale e di ricerca per l’Antiterrorismo, fondato dall’Organizzazione (D.E.S.I.) Dipartimento Europeo Sicurezza Informazioni

    In un Piccolo Paese della provincia dell’Aquila esattamente  a Colli di Monte Bove , vivono  circa 300 Anime. Il paese è ricco di leggende che lo vogliono scenario dell’attesa del passaggio dei Saraceni da parte di Orlando Paladino e di  Bovo d’Antona; la posizione del paese porta a ritenere che sia di origine romana.

    Verso la metà del secolo X vi furono pesanti danni da parte delle invasioni dei popoli Ungari, sino alla loro sconfitta, nei pressi di S. Maria in Cellis.

    Il Dipartimento Europeo Sicurezza Informazioni (D.E.S.I.) O.n.l.u.s. ha per questo voluto fondare con esperti del settore un Osservatorio Nazionale e di ricerca  per l’Antiterrorismo.

    Il D.E.S.I. nasce nel 2013 per volontà dell’attuale Presidente Luciano Consorti  , Abruzzese doc della provincia di Teramo. Ricopre l’incarico di Segretario Generale l’Ambasciatore Dr. Haissam bou Said che dirige il D.E.S.I. in Libano, attualmente l’organizzazione ha molti direttori in varie nazioni come Iraq,Libano,Syria,Egitto, rappresentati da  Militari e funzionari di Governo.  L’intento è quello di voler creare un centro per la .Sicurezza Europea e di cooperare con l’intelligence  in Medio Oriente per debellare  un fanatismo Islamico che sta rovesciando un’ Europa sempre piu’ debole sullo scenario internazionale, l’Europa sta sbagliando strada e l’Italia non ha speranze, se non quella di cooperare con paesi come la Syria.

    L’organizzazione detiene la leggendaria spada di Orlando la “Durlindana” dell’ VIII secolo  D.C. che darebbe misteriosi poteri a colui che la possiede.  A Colli di Monte Bove pare che ci sia un Portale che darebbe strane energie positive e guarigioni, si pensa che in quel luogo ci siano basi  aliene, di certo possiamo dire che il posto sia davvero  Misterioso.

  • NASCE LA “FEDERAZIONE POPOLARE”, SOGGETTO POLITICO GIÀ PRONTO PER LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE

    Il patto di alleanza coinvolge il Nuovo CDU, Popolari per l’Italia, Alleanza Democratica e il comitato popolare “per il NO al Referendum Costituzionale”
    Milano, 24 MARZO 2016 – Convergenza generale per quelle realtà politiche che si ispirano ai principi della religione cattolica e cristiana e ai valori riformisti e liberali: nasce Federazione Popolare, il cui atto costitutivo è stato firmato nella sede di un notaio romano dai rappresentanti del Nuovo CDU, nella persona dell’onorevole Mario Tassone, dei Popolari per l’Italia dell’ex ministro Mario Mauro, di Alleanza Democratica e del comitato popolare “per il NO al Referendum Costituzionale”, che racchiude in sé molteplici associazioni e movimenti.
    In questa solida aggregazione di radici democristiane, già adulta e pronta ad inserirsi nel panorama politico nazionale, si avverte l’intenzione di presenziare nei comuni, di piccole e grandi dimensioni, nei quali si andrà al voto. La Federazione Popolare sarà infatti presente, dove possibile, nelle competizioni elettorali amministrative con proprie liste, facendo scelte coerenti con la sua ispirazione ideale e politica. Inoltre, si farà carico di costituire su tutto il suolo italiano comitati territoriali per il “NO al Referendum costituzionale”, a partire dal capoluogo meneghino, con la ferrea volontà di abrogare la riforma elettorale di recente approvazione, relativa all’introduzione del bicameralismo differenziato. (altro…)

  • Roma, omaggio di Antonello De Pierro a Raf Vallone

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti ha partecipato, presso la Casa del Cinema, all’evento organizzato dalle figlie Eleonora e Arabella in occasione del centenario della nascita dell’indimenticabile attore

    Roma – Il tenace, incessante e ormai noto impegno, consolidatosi nel tempo, del giornalista e presidente del movimento politico Italia dei Diritti Antonello De Pierro per la salvaguardia dell’immenso patrimonio culturale rappresentato dal cinema italico, l’altra sera si è concentrato sulla Casa del Cinema di Roma, dove era in programma una serata evento per celebrare il centenario della nascita di uno dei più grandi talenti che l’Italia abbia mai esportato nel mondo, il celeberrimo Raf Vallone. L’appuntamento commemorativo, voluto fortemente dalle figlie Eleonora e Annabella, assente l’altro figlio Saverio per motivi personali, è stato condotto magistralmente da Laura Delli Colli, la quale ha introdotto con dovizia di particolari ogni frangente programmatico dell’avvenimento, che ha fatto registrare un successo andato abbondantemente oltre ogni più rosea previsione. L’enorme affluenza di pubblico, che ha reso necessario aprire anche le altre sale interne alla struttura di largo Mastroianni e chiudere l’ingresso principale con l’affissione di una scritta annunciante il sold out, con un fiume di gente rimasta all’esterno, ha confermato il grande attaccamento, ancora vivissimo, che l’Italia esprime al compianto attore. Un personaggio, Vallone, che ha fatto sempre trapelare, in ogni sua sortita pubblica, il grande spessore culturale su cui aveva edificato la sua straordinaria figura, una piattaforma granitica nutrita al banco di due lauree, lettere e giurisprudenza, e di una fulminea ascesa carrieristica nel giornalismo, che l’aveva condotto alle pagine culturali del quotidiano L’Unità come redattore capo e a La Stampa come critico cinematografico, dopo aver abbandonato una promettente carriera da calciatore in serie A, nelle file del Torino.
    Gli interventi delle figlie Eleonora e Annabella, visibilmente commosse, hanno strappato tanti applausi da parte della gremita platea dove, oltre a già citato De Pierro, erano seduti, tra gli altri, il regista Pupi Avati, l’attore e regista Lino Capolicchio, Francesco Rutelli con la moglie Barbara Palombelli, il principe Guglielmo Marconi Giovannelli, il noto giornalista e attivista per i diritti dei padri separati Giorgio Ceccarelli, Elisabetta Viaggi e l’attore Mario Donatone. Poi la Delli Colli ha sapientemente traghettato l’attenzione dei presenti sul fulcro previsionale dell’evento, la proiezione del film di Sidney Lumet, del 1962, “Uno sguardo dal ponte”, preceduto dalla visione di una recente intervista inedita al regista Peter Brook, che aveva diretto, nel 1958, Vallone nella versione teatrale di “Uno sguardo dal ponte”. E prima di tutto questo le corde emozionali del pubblico sono state sollecitate da una carrellata di spezzoni cinematografici, che hanno ripercorso la florida carriera in celluloide del versatile artista calabrese.
    De Pierro, che si è sempre alacremente prodigato per dare voce al mondo del cinema, specie se made in Italy, anche in passato come direttore e voce storica di Radio Roma e ancora oggi da direttore di Italymedia.it, ha espresso grande soddisfazione per il grande successo della serata.
    “E’ il dovuto e naturale tributo — ha dichiarato — che il pubblico cinematografico ha rivolto a Raf Vallone, artista di grande spessore che ha scritto pagine memorabili negli annali del cinema mondiale, elevando al massimo fulgore l’immagine del nostro paese. La gente ha risposto prontamente al tam tam lanciato dalle figlie Eleonora e Arabella, consacrando la sua grandezza, e questo ci fa comprendere appieno la sensibilità che domina nel nostro tessuto sociale nei confronti della cultura. Questa ricorrenza però ha aperto in me una profonda e dolorosa parentesi riflessiva, che ci fa comprendere quanto in Italia si sia imboccata una deriva orientata sempre più verso un appiattimento della politica e delle istituzioni nei confronti delle espressioni intellettuali. A spalancare le porte alla memoria storica rappresentata dalla figura di Vallone è stata la famiglia. Il mondo politico e istituzionale, fatta eccezione per quello di Tropea, sua città natale, è rimasto silente e questo mi preoccupa alquanto. La nostra classe politica presta sempre meno attenzione ai fermenti culturali e favorisce l’assopimento delle coscienze verso essi. E’ semplicemente vergognoso che non ci siano state celebrazioni istituzionali per ricordare un illustre connazionale come Raf Vallone. A muovere ciò avrebbe dovuto essere un sentimento piacevole e spontaneo, ma visto che ormai l’arido deserto di valori formatosi sul proscenio politico, che trasforma quotidianamente le nostre certezze in disillusioni, ci fa desistere dal pretendere tanto, mi appello al fatto che ciò avrebbe dovuto rappresentare un dovere, atteso che è la Costituzione che ce lo chiede a mezzo dell’articolo 9, che elegge la cultura a valore fondamentale e impone alla Repubblica di promuoverne lo sviluppo e soprattutto di tutelarne il patrimonio, in virtù di una ratio di tipo conservativo. Le tradizioni culturali sono quelle che distinguono un popolo dall’altro. L’Italia non è mai stata avara nel generare eccellenze intellettuali, ma purtroppo nemmeno campioni di ignoranza e incapacità, che spesso vanno inutilmente a popolare le folte schiere della politica e soprattutto del sottobosco che vi ruota intorno, e tutto, purtroppo, a spese dei corpi collettivi. Ringrazio in particolar modo Eleonora, a cui mi lega da sempre un sincero vincolo affettivo, per avermi invitato e avermi dato l’opportunità di corroborare l’apprezzamento, già molto vivo in me, nei confronti del suo immenso padre”.

  • Pimpinella (Esercito di Silvio): rappresentanza del Servizio Civile è grande opportunità per i giovani.

    “Ogni anno si tengono le elezioni per il rinnovo della rappresentanza del Servizio Civile Nazionale e, proprio in questi giorni si è aperta la campagna elettorale per il rinnovo delle delegazioni regionali che vedono candidati, per il Lazio, ben 26 giovani dai 18 ai 28 anni.

    Il Servizio Civile è un’esperienza di volontariato e di cittadinanza attiva che ogni anno coinvolge decine di migliaia di giovani e voglio rivolgere, a nome di tutti i nostri militanti, i migliori auguri di buon lavoro ai futuri delegati che saranno chiamati a rappresentare i giovani nelle opportune sedi istituzionali” – così in una nota Kevin Pimpinella, responsabile regionale dei giovani dell’Esercito di Silvio del Lazio.

     

  • Elezioni comunali di Milano: chiediamo l’iscrizione automatica e immediata dei cittadini comunitari nelle liste elettorali aggiunte

    L’iscrizione nelle liste elettorali aggiunte sia automatica e venga eliminato l’attuale iter burocratico per fare in modo che il voto dei comunitari avvenga in maniera più fluida evitando anche di intasare gli uffici elettorali comunali.

     

    I rumeni i francesi, polacchi e gli altri cittadini dell’Ue residenti a Milano, più di 20.000 persone, che vogliono partecipare alle elezioni comunali di questa primavera hanno tempo fino a quaranta giorni prima delle elezioni per presentare al Sindaco di Milano la domanda di iscrizione alle liste elettorali aggiunte.

    L’iscrizione nelle liste aggiunte è un passaggio indispensabile per i comunitari, come previsto dal decreto legislativo 197 del 1996 ( http://www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/partecipa/votare/cittadini_unione_europea_residenti_italia_come_votare )

    Noi chiediamo che l’iscrizione nelle liste elettorali aggiunte sia automatica e che venga eliminato l’attuale iter burocratico e che il voto dei comunitari avvenga in maniera più fluida evitando anche di intasare gli uffici elettorali comunali.

    Attualmente, i cittadini dell’Unione Europea residenti in Italia possono esercitare il diritto di voto alle elezioni comunali e circoscrizionali, oltre che alle elezioni per Parlamento europeo, presentando domanda di iscrizione in una lista elettorale aggiunta, previa apposita istruttoria.

    La proposta di legge di “Europei per l’Italia” è stata immediatamente sostenuta con forza dal Sindaco di Verona Flavio Tosi già dal lontano 2012 ( http://www.veronasera.it/speciale/interviste/iscrizione-automatica-dei-cittadini-comunitari-nelle-liste.html ) e presentata alla Camera dei Deputati sempre nel 2012 da FLI per mando degli On. Carmelo Briguglio e Giulia Buongiorno ( http://www.stranieriinitalia.it/attualita/attualita/attualita-sp-754/cittadini-ue-basta-domande-in-comune-diritto-di-voto-sia-automatico.html )

    In seguito la stessa iniziativa è stata promossa anche da esponenti PD ( http://www.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/16PDL0059560.pdf ).

     

    Chiediamo al prossimo prossimo Sindaco di Milano di sostenere la nostra proposta di legge per l’iscrizione automatica dei cittadini comunitari nelle liste elettorali aggiunte.

     

    Marian Mocanu

    Europei per l’Italia

    www.europeiperlitalia.it

    Cell: 347 41 66 068

  • Ricchiuti (P.P.I.) “Autonomi massacrati dai contributi previdenziali”

    Il 64% delle aziende ispezionate nel 2015 – dichiara Lino Ricchiuti presidente nazionale del movimento Popolo Partite Iva – risultano irregolari, i contributi maggiormente evasi sono sempre INPS ed INAIL. La somma non versata supera l’ 1,5 miliardi di euro, in aumento rispetto allo scorso anno . La domanda è semplice : ”o siamo diventati tutti evasori, o stiamo attuando involontariamente lo sciopero fiscale o, questi governi, hanno imposto una tassazione impossibile” . È così grave, sbagliato, immorale ammettere che i contribuenti, siano essi dipendenti o liberi professionisti, si son stancati di pagare, pagare, pagare ? C’è anche da dire che sia i contributi INPS, sia quelli INAIL vanno intesi come contributi del cittadino a fondo perduto. Quando paghi per una pensione che non avrai e per una assicurazione sul lavoro che ti rimborserà solo in caso di morte o di grave disabilità, viene meno il principio di dare per avere e si rafforza l’idea di svenarsi in favore del nulla. Se a questo aggiungiamo che, per mille diversi motivi, questo miliardo e mezzo di euro verrà recuperato solo in minima parte perchè ormai specie i nuovi contribuenti , al contrario dei “fessi” come il sottoscritto , hanno imparato, prendendo esempio dai big, a non avere nulla di intestato, ci si domanda, è da furbi insistere con questa politica fiscale? Il fisco è diventata una psicosi, non si acquista, non si assume, non si crea occupazione. Proroghiamo gli sfratti, allunghiamo la rateizzazione con Equitalia, senza andare a risolvere sul serio il problema. Indebitiamo i cittadini più di quanto lo siano già senza dargli alcuna possibilità di riscatto se non in 20, 30 anni. Come quando agli schiavi veniva data la possibilità di riscattare la propria libertà. I Romani dell’Impero in questo erano meno egoisti dei ”romani” attuali. L’equilibrio e le casse vanno ristabilite partendo dall’alto. Quando ogni manager pubblico e politico verrà pagato in linea con gli stipendi degli altri Paesi, quando la grande casa pubblica smetterà di costarci 3 finanziarie all’anno, quando ogni altro ente privato, religioso e ogni altra grande multinazionale o azienda con cda di tutto rispetto onoreranno ogni centesimo – conclude Ricchiuti – in tasse allora e solo allora lo Stato politico potrà puntare il dito sui piccoli contribuenti.

  • DEMOCRAZIA CRISTIANA : COMUNICATO STAMPA

    Sì terrà alle ore 17.00 di Venerdi 29.01.2016 il consolidamento dell’intesa raggiunta per le prossime amministrative 2016 tra il candidato Sindaco di Napoli Gianni Lettieri e la Democrazia Cristiana. All’incontro parteciperà una delegazione della D.C. partenopea capitanata dal Segretario Politico Nazionale Angelo Sandri. A seguire, con inizio alle ore 18.30, presso la Sala Convegni dell’HOTEL MAGRIS (Via G. Ferraris), avrà luogo una riunione congiunta del DIRETTIVO PROVINCIALE e del DIRETTIVO COMUNALE della DEMOCRAZIA CRISTIANA di NAPOLI. Sono invitati tutti i dirigenti della Democrazia Cristiana campana interessati a confrontarsi con le proposte della dirigenza nazionale e territoriale in vista dell’importante appuntamento elettorale del giugno 2016.

     

    Napoli, lì 28.01.2016

  • Antonello De Pierro a sostegno dei “Pensieri Piccanti” di Claudio Gnomus

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti continua il tour di sostegno al teatro e fa tappa al L’Aura di Roma per lo spettacolo del noto attore e regista, in scena con Debora Zingarello e Roberta Milia

    Roma – L’Aura è un delizioso teatro bomboniera che si trova dalle parti di viale Marconi a Roma. Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro l’ha inserito come tappa del tour che ormai da diverso tempo ha avviato per tributare il suo sostegno, e quello del movimento che rappresenta, alla cultura teatrale. Un impegno assunto che lo conduce ormai da tanto a presenziare a vari spettacoli, scelti di volta in volta tra i vari inviti ricevuti, che hanno luogo nelle sale per lo più capitoline, ma anche del resto d’Italia. L’enorme attenzione riservata alle pièce teatrali, specie quelle portate in scena in spazi off con artisti minori, è un’impronta distintiva che accompagna De Pierro da sempre, anche nell’attività giornalistica, da direttore di Italymedia.it e di altre testate che ha diretto negli anni, ma soprattutto nel decennio trascorso a capo della redazione di Radio Roma, dove il mondo del teatro era una costante imprescindibile che imperava nell’offerta informativa e nel palinsesto dell’emittente.
    L’altra sera era presente alla prima a inviti dell’effervescente rappresentazione “Pensieri piccanti”, scritta, diretta e interpretata da uno straordinario Claudio Gnomus, affiancato dalle brillanti Debora Zingarello e Roberta Milia. L’ambientazione è quella dell’alba degli anni ’70, subito dopo la contestazione studentesca e il ritorno alla normalità accademica. Ma nulla è più come prima, l’evento sessantottino ha determinato un cambiamento epocale, il parenchima sociale si rivela oggettivamente alterato e stravolto. Si respira forte un fresco profumo di libertà e di nuovi fermenti sociopolitici, nuove espressioni ideali si fanno strada nella quotidianità, associate alla demolizione delle barriere pregiudiziali verso le donne, che conquistano ampi margini di autonomia. Chi non si adatta alla rivoluzione dei valori resta escluso dalle dinamiche evolutive e fenomeniche dei corpi collettivi. In questo contesto in continuo fermento si incardina la vicenda scenica che Gnomus rende magistralmente esilarante, apponendo il marchio di fabbrica che va a sviscerare, come di consueto nella sua produzione artistica, le relazioni umane e gli automatismi che determinano, spesso inesorabilmente, estrinsecazioni conflittuali e divergenze nei nuclei familiari. Il gradevole filo narrativo si srotola lungo uno spaccato esistenziale di due giovani studentesse, pienamente inglobate nei canoni della neonata dimensione morale, affrontata spesso da un angolo prospettico dal sapore onirico e dell’innocenza giovanile. L’epocale ridefinizione dei confini del comune senso del pudore e l’avanzante e irrefrenabile abbattimento di molti tabù sessuali, le trascinano in relazioni sentimentali che deviano dai canonici rapporti imposti finora dai costumi, finalmente scivolati alle spalle, finendo per coinvolgere anche il padre di una delle due ragazze.
    “Ho fatto di tutto per esserci — ha dichiarato De Pierro — , sono arrivato sul filo dei secondi in quanto ero impegnato in un’altra manifestazione dall’altra parte della città e ne è valsa la pena. Ho assistito a uno spettacolo ottimamente confezionato dal mio amico Claudio Gnomus, che rappresenta una garanzia in termini creativi, direttivi e interpretativi per gli spettatori che si recano ad assistere a una sua messa in scena. Stasera era nel triplice ruolo di autore, regista e attore e pertanto la guarentigia, per usare estensivamente un termine con un’accezione più solenne, era praticamente indiscutibile e scontata. Peraltro era la prima volta che mi recavo al L’Aura, teatro di cui avevo sentito molto parlare, e sono felice di esserci stato proprio per assistere a una rappresentazione così qualitativa. Da molto tempo ho sposato questa causa e continuerò a dare il mio contributo finché non sarà attribuita al teatro l’attenzione che merita. E non mi riferisco certo al pubblico, che, ancorché abbandonato nelle sue scelte culturali, riesce fin troppo a rispondere con sensibilità alle sollecitazioni artistiche. Alludo alle istituzioni, che nicchiano imperdonabilmente quando si tratta di valorizzare i fermenti culturali che si agitano ovunque nel nostro paese. I risultati sono quasi sempre affidati alla passione e all’immane sforzo di pochi, che con grandi sacrifici riescono a sopravvivere all’indifferenza e a concretizzare un’offerta di spessore, con attori di valore, che con dedizione continuano a esibirsi, preferendo ai bagliori della popolarità la concretezza del mestiere. Basta fare un giro anche nei teatri più piccoli, spesso anche in quelli amatoriali o parrocchiali, per comprendere che l’Italia non è mai stata avara di talenti. E spesso sotto i riflettori finiscono piccoli fenomeni televisivi, edificati artatamente per soddisfare appetiti commerciali o di altro genere, che spesso si fanno largo prepotentemente e sacrificano sull’altare degli interessi economici o privati la qualità artistica, ma per la legge del contrappasso hanno fortunatamente la data di scadenza già inclusa alla nascita. Auspico azioni concrete da parte della politica e che non si consegnino i buoni intenti sempre e solo ai proclami, intrisi di monotona retorica, che di ogni linguaggio è il parassita più temibile, che gli fa perdere la forza della credibilità”.
    In una sala al limite della capienza, tra gli spettatori divertiti, c’erano anche Salvatore Marino, Nino Taranto, Luciana Frazzetto con Massimo Milazzo, Geppi Di Stasio, Roberta Sanzò, Mariano Perrella, Pietro Romano, Prospero Richelmy e Salvatore Scirè.

  • Al premio “Le ragioni della nuova politica” ospite Antonello De Pierro

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti ha presenziato alla cerimonia di consegna del prestigioso riconoscimento che ha visto insigniti Lamberto Dini, Vincenzo Scotti, il magistrato Antonio Marini e il generale Tullio Del Sette

    Roma – Com’è ormai consolidata tradizione annuale, ha avuto luogo l’altro pomeriggio, nell’elegante sala Vanvitelli dell’Avvocatura Generale dello Stato, la consegna del prestigioso premio “Le ragioni della nuova politica”, giunto alla tredicesima edizione.
    L’autorevole kermesse organizzata da Sara Iannone, presidente dell’associazione culturale “L’alba del Terzo Millennio”, ha fatto registrare ancora una volta una straordinaria affermazione, palesando senza ombra di dubbio quel divenire evolutivo, espresso qualitativamente, che è stato una costante nei suoi anni di vita, caratterizzati, in ogni edizione, dalla manifestazione di un crescente e tangibile perfezionamento. La conduzione è stata affidata alla professionalità indiscussa della giornalista Rai Camilla Nata, che ha magistralmente e compiutamente interpretato il senso della cerimonia, reggendone saldamente le redini. Della Colomba della Civiltà, scultura che rappresenta l’ambito riconoscimento, sono stati insigniti anche quest’anno, come in quelli scorsi, personaggi di grande spessore del panorama politico-istituzionale, della cultura e del giornalismo, ma quest’anno, a conferma dello sviluppo valoriale acquisito, la Iannone ha potuto legittimamente inorgoglirsi di fronte alla lapalissiana connotazione di maggiore maturità e di perfezione organizzativa raggiunta dal più eminente appuntamento capitolino a carattere premiale con le istituzioni della Repubblica. Un commendevole progetto che l’esperta organizzatrice ha saputo coltivare e nutrire negli anni nel fertile giardino della passione e dell’abnegazione e che si avvia a proseguire sul cammino intrapreso verso nuove tappe già visibili, con contorni ben definiti, all’orizzonte.
    Vincenzo Scotti e Antonello De Pierro
    I primi a sfilare, per ricevere il trofeo dalle mani dei premianti sono stati il direttore del Messaggero Virman Cusenza e l’Avvocato Generale della Corte d’Appello di Roma Antonio Marini, magistrato di lungo corso, il quale si è detto orgoglioso di ricevere un riconoscimento dedicato principalmente ai servitori dello stato quale lui è stato e vuole continuare ad essere oltre l’obbligato e non condiviso pensionamento, esternazione che ha fatto scattare un profluvio di scroscianti applausi. Poi è stata la volta del prefetto di Roma Franco Gabrielli, applauditissimo anche lui, come anche l’ex presidente del Consiglio dei Ministri Lamberto Dini, che è stato insignito a seguire.
    Il generale Tullio Del Sette e Antonello De Pierro
    Il termometro dell’entusiasmo in platea si è impennato decisamente verso il rosso quando a ritirare la celebre scultura, realizzata quest’anno dal maestro di fama mondiale Benedetto Robazza, è stato il generale di Corpo d’Armata Tullio De Sette, comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, figura di grande spessore e prestigio dell’apparato statale, la cui consegna è stata affidata al padrone di casa, l’avvocato di Stato Giuseppe Albenzio, il quale aveva aperto la cerimonia tributando ai presenti il saluto ufficiale della struttura ospitante.
    Altra premiazione salutata con decisa approvazione è stata quella dell’ex ministro dell’Interno Vincenzo Scotti, attualmente presidente della Link Campus University, intellettuale coerente e politico di lungo corso, recordman di suffragi elettorali, essendo riuscito a ottenere fino a 230mila preferenze in una sola consultazione.
    Antonello De Pierro e il giudice Antonio Marini
    Sono stati premiati inoltre Maria Amata Garito, Rettore Università telematica “Uninettuno”, Daniele Mancini, ambasciatore italiano presso la Santa Sede, l’imprenditrice Lucetta Piperno, la consigliera di Stato Francesca Quadri, il presidente di Assolavoro Stefano Scabbio e Carlo Musto D’Amore, direttore generale dell’Università “La Sapienza” di Roma.
    Un riconoscimento speciale è andato al prof. Stefano Di Girolamo, motivato dall’impegno profuso nell’attività di ricerca nel campo dell’otorinolaringoiatria e della chirurgia cervico-facciale, e al maresciallo dei Carabinieri Fabio Iadeluca, autore dell’Enciclopedia delle Mafie, per il contributo fornito alla lotta contro la criminalità organizzata, sia nell’ambito dei servizi d’istituto come appartenente al (Ra.C.I.S.) Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche, sia come studioso, analista e docente di Criminologia e Sociologia della Devianza.
    Una targa d’argento è stata consegnata anche a Luciano De Crescenzo, del cui ultimo libro “Ti voglio bene assai” è stata consegnata una copia a tutti i premiati.
    Tante le divise della Benemerita tra i numerosi ospiti nel parterre, fra cui molti dei premiati delle scorse edizioni, come Alfonso Rossi Brigante, Vincenzo Sanasi D’Arpe, Gianni Ietto, mons. Luigi Casolini e Giuseppe Chiaravalloti. Non sono passati inosservati altri autorevoli ed emblematici personaggi dell’apparato istituzionale quali il noto giurista Corrado Calabrò, il primo presidente di Cassazione Giorgio Santacroce, la celebre politica e fondatrice di Amnesty International in Italia Margherita Boniver, gli ex avvocati generali dello Stato Oscar Fiumara e Ignazio Caramazza, il presidente della Corte dei Conti Raffaele Squitieri e Giuseppe Faberi, presidente della Sezione Consultiva Atti Normativi del Consiglio di Stato. Presente anche il giornalista presidente del movimento politico Italia dei Diritti Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it e già direttore e voce storica di Radio Roma, che segue sempre con molto interesse la rinomata manifestazione di Sara Iannone condividendone pienamente le peculiarità e i principi nodali.
    “Nutro molta stima per Sara Iannone — ha affermato De Pierro — e quando posso rispondo con grande piacere al suo invito a quello che considero un appuntamento davvero unico nel suo genere. Corro il rischio di ripetermi rispetto a quanto ho già dichiarato in passato, ma repetita iuvant e in virtù del fatto che ho un’assoluta convinzione della validità della prefata locuzione, non mi stancherò mai di tessere le lodi di una manifestazione che lascia trasparire apoditticamente il suo ineguagliabile spessore, che può essere il frutto esclusivamente di un infinito impegno profuso, di un’assiomatica competenza professionale e di una compiuta maturità esperienziale. Organizzare tredici edizioni a questi livelli si può solo in presenza di una granitica piattaforma operativa su cui si posano saldamente questi tre ingredienti. Tra i meriti che vanno attribuiti all’Alba del Terzo Millennio c’è quello di sottolineare, in un particolare momento storico come l’attuale, dove i cittadini vedono naufragare ideali e speranze, infranti sugli scogli delle inchieste giudiziarie, che disorientano disegnando un orizzonte assolutamente incerto, la presenza maggioritaria di apparati sani dello Stato, dove tanti integerrimi servitori espletano le loro attribuzioni funzionali con serietà e abnegazione. La grande cura con cui vengono selezionate le nomination produce l’effetto di valorizzare e mettere a fuoco quelle figure più rappresentative, che nel loro patrimonio dnatico custodiscono un’idea immarcescibile di attaccamento alla giustizia e alla legalità come patrimonio etico di un Paese. L’atmosfera di solenne conformità alle prescrizioni della produzione normativa, che si respira nella sala Vanvitelli durante la cerimonia, grazie ai concetti espressi dai premiati e dai premianti, farebbe riaccendere una prospettiva di fiducia anche nel cittadino più disilluso verso la possibilità di decontaminare il tessuto istituzionale dalle infiltrazioni imponenti e pervasive che l’hanno messo sotto scacco, lasciandogli intravvedere concreti spiragli palingenetici per la nostra nazione”.
    Il leader dell’Italia dei Diritti si è detto molto contento per aver rincontrato tanti amici, come per esempio il magistrato Antonio Marini, a cui ha rivolto le congratulazioni per il riconoscimento ottenuto, giudicandolo “meritatissimo e va a coronare una brillante e commendevole carriera vissuta sempre nel segno dell’abnegazione e dell’attaccamento incondizionato alle istituzioni, peculiarità che solo i veri servitori dello Stato possono vantare”.
    Poi De Pierro ha espresso entusiasmo e soddisfazione per il premio ricevuto dal generale Del Sette e per la presenza di tanti autorevoli rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, corpo a cui è legato da profonda stima e affetto, con note amarcord anche purtroppo dolorose. Infatti suo cugino, Antonino Fava, era un carabiniere e fu ucciso nel ’94, insieme a un collega, in un agguato mafioso sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria, mentre si trovava in servizio nei pressi del casello di Scilla.
    “Fu un grave lutto per la mia famiglia — ricorda —. Mio cugino Nino, a 37 anni, lasciò la moglie e due figli piccoli. Suo padre, subì un duro colpo e non si riprese mai, tanto che morì poco tempo dopo. Sono stato sempre orgoglioso di lui, e non passa tempo che il mio pensiero va a cercare il suo ricordo. Era un emblema di grande attaccamento alla divisa e al suo lavoro. E’ per questo che quando le cronache ci parlano di carabinieri infedeli o rei di comportamenti discutibili, fortunatamente pochi, la rabbia che monta in me è doppia, da cittadino e da custode di un esemplare adempimento del dovere da parte di un appartenente alla gloriosa Benemerita”.
    Tra gli altri numerosi ospiti presenti è d’uopo citare Daniela e Stefano Traldi, Angelo Gargani, Giuliana Passero, Giorgio Cancellieri, Cosimo Ferri, Mario Basili, Loretta Cardoni, Eugenio Mele, gli stilisti Luigi Bruno ed Eleonora Altamore, Pino Pisicchio Publio Fiori, mons. Vincenzo Paglia e il professor Luca Filipponi.

  • Legalizziamo La Marijuana, 2016 L’anno Giusto

    Il 2016 è l’anno giusto, 218 sono i parlamentari che hanno sottoscritto e presentato la proposta in merito, il processo ormai è inevitabile e il momento per portarlo a termine è “adesso”.

    PERCHÉ DIRE DI NO A QUESTO DONO DI DIO ? PIÙ LAVORO, MENO CRIMINALITÀ’ , PRODOTTI COMPLETAMENTE NATURALI E SANI, Risparmi sui costi della giustizia
    UNA VERA RISORSA PER L’UMANITÀ.

    Ci Serve L’aiuto di tutti voi, firma anche tu.

    FIRMA PER LEGALIZZARE LA MARIJUANA AVAAZ

  • App anti ISIS

    L’applicazione per smartphone e tablet che ti avvisa se ti trovi in pericolo in caso di attentati, incendi, inondazioni…

    In seguito agli attentati di Parigi molte persone hanno rinunciato a vivere la propria vita come di consueto o, pur continuando a seguire la routine quotidiana, hanno iniziato ad avere maggiori preoccupazioni ed apprensione sulla sicurezza collettiva.

    Da questa comune sensazione è nata l’idea di un’app che possa avvisarti in tempo reale se ti trovi in una situazione di pericolo o se lo sono i tuoi cari: Bekeapp.

    La parola ungherese  “Beke” significa “pace” ed è lo scopo di questa app. Grazie ad essa l’utente potrà sentirsi più sicuro, avere la situazione sotto controllo e di conseguenza vivere, per l’appunto, in pace.

    E per non dimenticare di vivere bene, Bekeapp fornirà inoltre notizie di prima mano riguardanti spettacoli, mostre, concerti, musei e molto altro.

    Lo staff italiano che ha ideato questo progetto ha lanciato una campagna di raccolta fondi sul sito statunitense Kickstarter per realizzare l’applicazione.

    La nostra portavoce è a vostra disposizione per interviste e per maggiori informazioni al riguardo.

    https://www.kickstarter.com/projects/462224056/bekeapp

    [email protected]

  • Avvocato Sergio Lupinacci, COP21 la responsabilità della generazione presente

    “Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare” (Andy Warhol)
    Sergio Lupinacci *

    Parliamo – soprattutto in questi giorni di COP 21 – di sviluppo sostenibile. Chiariamo subito che l’attributo della sostenibilità, imposto allo sviluppo, prescrive la difesa di un’integrità dell’ambiente, funzionale al benessere delle collettività attuali e delle discendenze future. Ed in qualche modo si afferma pertanto la responsabilità della generazione presente nel mettere in atto azioni, condotte e scelte che garantiscano la tutela del diritto al cibo,ad esempio, anche per le generazioni future. Ma andiamo con ordine seguendo il percorso di un’analisi condotta recentemente dai ricercatori del Milan Center for Food Law and Policy di Livia Pomodoro (www.milanfoodlaw.org) .

    COP21 Sergio Lupinacci

    L’Avvocato Sergio Lupinacci ritiene che è stata la Conferenza di Stoccolma del 1972 a segnare un vero e proprio cambio di passo nella questione ambientale, affrontandone per la prima volta il problema in forma integrata e globale. E Lupinacci continua affermando che dieci anni dopo, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito la World Commission on Environment and Development, composta dai rappresentanti di 21 Paesi che, con il rapporto Brundtland (1987), danno dell’aggettivo sostenibile, abbinato al termine sviluppo, una definizione divenuta canonica: ”(…) capace di soddisfare le necessità del presente senza compromettere le opportunità delle generazioni future”. Nel giugno del 1992, poi, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite tiene, a Rio de Janeiro, la Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente e lo sviluppo che si concluderà con la sottoscrizione del programma d’azione “Agenda 21”. Gli anni ’90 segnano il protagonismo dell’Europa. Nel 1992 il principio dello sviluppo sostenibile è recepito nel Trattato di Maastricht e in accoppiata con la tutela ambientale compare anche nella Costituzione Europea. Il suo Preambolo, infatti, esordisce proclamando la volontà di operare “nel rispetto dei diritti di ciascuno e nella consapevolezza delle loro responsabilità nei confronti delle generazioni future e della Terra”. Il diritto italiano ha codificato questo principio in numerose fonti primarie e secondarie, così come in leggi di ratifica di numerose convenzioni internazionali. Di più: altre Convenzioni ratificate dal nostro Paese annunciano la finalità di salvaguardia degli interessi delle generazioni future. E dunque la comparsa dell’ottica intergenerazionale, impressa alle istanze di salvaguardia ambientale, chiarisce come l’ordinamento estenda il proprio interesse all’ambiente dell’uomo in quanto specie. E il principio di sviluppo sostenibile esprime la coscienza di questa antitesi che – se si tratta di uso delle risorse naturali – oppone ora benefici su scala generazionale ad interessi localizzati, nel tempo e nello spazio. E chiama in causa un ulteriore principio: quello dell’equità intergenerazionale, secondo cui il pianeta deve essere consegnato alle generazioni future in condizioni non peggiori rispetto a quelle in cui noi lo abbiamo ereditato.

    UNA NUOVA ETICA DELL’AMBIENTE È POSSIBILE?
    Noi che abbiamo assunto il ruolo di custodi di un patrimonio per poterlo trasferire, dare in eredità alle generazioni future. Una responsabilità, un dovere che si traduce nel diritto delle generazioni future di poter usufruire dello stesso tipo di risorse e servizi ecologici di cui noi abbiamo beneficiato. E che finisce per incidere sullo sviluppo del diritto internazionale dell’ambiente: la considerazione degli interessi delle generazioni future non implica soltanto l’affermazione di nuovi criteri nella gestione delle risorse ambientali. Essa impone l’affermazione di una nuova etica, da tempo invocata sia in diversi strumenti delle Nazioni Unite, come la Millennium Declaration del 2000 o il Piano di Attuazione del vertice di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile del 2002, sia in dottrina. Assistiamo dunque ad un lento e faticoso passaggio di questo principio dalla fase del confronto scientifico a quella della produzione normativa, indice e spia di come il diritto divenga sempre più strumento di regolazione sociale.

    LA TUTELA DELLE GENERAZIONI FUTURE
    Si fanno dunque sempre più numerosi i richiami alle generazioni future. La Convenzione per la protezione del patrimonio mondiale, culturale e naturale approvata dall’UNESCO nel 1972, all’art. 4 stabilisce: “ognuno degli Stati facenti parte della presente Convenzione riconosce che l’obbligo di identificare, proteggere, reintegrare e trasmettere alle generazioni future il patrimonio culturale e naturale sito nel proprio territorio deve essere una incombenza primaria”. Si tratta di un documento giuridicamente non vincolante, ma di enorme rilevanza politica ed etica.
    Mentre nel diritto internazionale dell’ambiente i richiami alle generazioni future sono costanti e molte Costituzioni entrate in vigore negli ultimi decenni fanno espresso riferimento alle generazioni future, quasi sempre in relazione alla tutela dell’ambiente e alle eredità storica e culturale. Tra queste le Costituzioni di:Guyana, Brasile, Namibia, Cuba, Argentina, Georgia, Sudafrica, Polonia, Albania, Sudan, Mozambico. Ed anche l’art. 20a della Costituzione tedesca, introdotto nel 1994, recita: “Lo Stato, tenendo conto della sua responsabilità verso le generazioni future, protegge le basi naturali della vita umana e gli animali”. Ma è stata l’America Latina la prima ad intraprendere il percorso verso una nuova comprensione ambientale, con una novità rispetto alle tradizionali concezioni giuridiche: il riconoscimento di veri e propri diritti in capo alla Natura. Le periferie del mondo si riscoprono, dunque, avanguardia per il riconoscimento dei diritti della natura e del diritto alla sopravvivenza della vita. Questo diritto declinato per eccellenza al futuro fa irrompere l’etica della responsabilità nel mondo complesso della regolazione. A Parigi è stato infine presentato l’Italian Youth Declaration on Intergenerational Equity, un documento dei nostri ragazzi, parte dell’Intergenerational Equity working group, contenente proposte per rendere operativo il principio.

    * avvocato penalista
    (www.studioalc.it)

    FONTE: The Chronicle

  • Antonello De Pierro a Zagarolo per mostra dedicata a Mario Russo

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti è stato ospite al vernissage dell’esposizione delle opere del celebre pittore scomparso, padre dell’attrice Adriana, madrina dell’evento

    Antonello De Pierro e Adriana Russo
    Roma – L’eleganza e la malia di palazzo Rospigliosi, a Zagarolo, piccolo centro alle porte della Capitale, hanno ospitato, l’altro pomeriggio, l’inaugurazione di una delle più prestigiose e interessanti mostre d’arte dell’anno.
    Il vernissage ha aperto l’esposizione, in programma per molti giorni, delle opere di uno dei più grandi pittori italiani del Novecento, il celebre Mario Russo, padre della nota attrice Adriana, che all’evento ha fatto anche da madrina. Tra i primi a giungere il giornalista direttore di Italymedia.it e presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, sempre in pole position quando si tratta di rispondere agli inviti a eventi di arte e cultura. E tra l’altro questa volta l’ex direttore e voce storica di Radio Roma ha risposto alla chiamata di Adriana Russo, che è noto essere una delle sue più care amiche. L’atmosfera nelle sale dell’importante edificio è stata quella delle grandi occasioni, con l’ufficialità sancita dalla presenza delle autorità istituzionali capeggiate dal sindaco Lorenzo Piazzai, per tributare tutti i doverosi onori a un artista che ha scritto alcune delle più belle pagine della storia dell’arte peninsulare. Tra i presenti, oltre a Maura, l’altra figlia del compianto pittore, in compagnia di suo marito, anche il consigliere regionale Piero Petrassi, lo sceneggiatore Teodosio Losito, la bellissima attrice Adua Del Vesco, la stilista Eleonora Altamore, il noto medico otorino Orazio De Lellis, la straordinaria organizzatrice di eventi Lisa Bernardini, Claudia Cavalcanti, Giò Di Giorgio, Armando De Razza, Conny Caracciolo, Ugo Mainolfi, Jolanda Gurreri, Giuseppina Iannello e Francesco Caruso Litrico.

    “E’ un mio preciso impegno — ha sottolineato De Pierro — portare, quando mi è possibile, il sostegno del movimento che presiedo alle iniziative artistiche e culturali di valore a cui vengo invitato e, di contro, gli inviti che ricevo li considero un onore e un privilegio, in quanto mi donano il piacere di poter godere di non comuni squisitezze intellettuali. Per quanto riguarda Mario Russo, oltre all’inconfutabile pregio della sua produzione artistica, la mia presenza è stata dettata anche da un impulso di carattere affettivo, per via del grande vincolo amicale che mi lega a sua figlia Adriana. Il mio plauso giunga al sindaco Piazzai per aver sostenuto questo commendevole evento, cosa che connota apoditticamente l’indirizzo tracciato dalla sua amministrazione, specie in un frangente storico come quello attuale, in cui spesso vediamo la cultura relegata ai margini delle elaborazioni progettuali dell’azione politica”.
    Poi il leader dell’Italia dei Diritti non rinuncia a raccontare, con annessa polemica, un siparietto che l’ha visto coinvolto e che l’ha portato a conoscenza di una singolare procedura burocratica afferente all’esazione delle sanzioni amministrative.
    “Sono arrivato a Zagarolo — riferisce — dopo circa un’ora e mezza di viaggio da Roma e, giunto finalmente a destinazione, dopo aver chiesto più volte informazioni per trovare la sede della mostra, ho parcheggiato la mia autovettura in un’area destinata al parcheggio previo esborso di denaro. Non riuscendo a individuare nell’immediatezza dove fosse apposta la scritta con le indicazioni del limite temporale inerente al pagamento della sosta, chiedevo a un passante che mi riferiva che l’obbligo gabellare terminava alle ore 19,00. Essendo passato tale orario evitavo di procedere in tal senso, avviandomi a piedi verso palazzo Rospigliosi. Al ritorno trovavo sul parabrezza il verbale sanzionatorio, giustamente elevato in quanto l’esenzione dal pedaggio iniziava alle ore 20,00. Perciò, come ogni onesto cittadino, mi adoperavo per corrispondere al Comune di Zagarolo quanto dovuto, intendendo usufruire del beneficio dello sconto del 30% sull’importo previsto, come introdotto nel 2013 dal cosiddetto Decreto del Fare. E qui mi imbattevo in quella che considero una paradossale lacuna procedurale nell’attività di riscossione. Infatti, allegato al verbale di censura della fattispecie comportamentale da me posta in essere, non risultava esserci alcun bollettino di pagamento. Inizialmente avevo pensato a un errore, ma poi venivo a scoprire che le sanzioni a Zagarolo sembra si possano pagare solo presso un ufficio preposto e in giorni prestabiliti. Tale distorsione burocratica, al di là della non ottemperanza al secondo comma dell’art. 202 del Cds, che prevede almeno l’utilizzo di un bollettino di conto corrente postale, pone un problema di preclusione, o quantomeno di limitazione, di accesso al diritto del trasgressore di poter usufruire dell’agevolazione del pagamento in misura ridotta del 30%. Una condizione di penalizzazione che limita significativamente anche chi abita a Zagarolo, ma soprattutto di fatto impedisce a un non residente di poter pagare con questa formula, il quale, magari di passaggio in paese, dovrebbe tornarvi appositamente per soddisfare l’obbligazione contratta, e annullandone un diritto sancito ex lege, se non ha un conoscente, come nel mio caso, che possa farlo per lui. Come Italia dei Diritti, sempre in prima linea nel difendere quel cittadino a cui è riconosciuto un solo diritto in meno, non possiamo tollerare di certo questa effettività congiunturale, e siamo certi che il sindaco Piazzai, da poco insediatosi, a cui la cosa probabilmente è sfuggita e di cui conosciamo perfettamente la caratura umana, etica e professionale, saprà apportare immediatamente i correttivi necessari a sanare tale situazione. Come certamente avvierà una valutazione approfondita per quella che, a una nostra prima disamina effettuata a seguito dell’evento de quo, ictu oculi ci è sembrata una condizione in contrasto con il disposto dell’art. 7 comma 8 del Cds. Infatti, de iure condito, in caso il Comune disponga la presenza di aree destinate al parcheggio subordinato al pagamento di una tariffa oraria, ‘su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta’, come per esempio avviene nel comune di Ariccia, dove abbiamo avuto modo di constatare proprio qualche giorno fa il pieno rispetto di tale codifica legislativa. Per occuparsi della situazione e approfondirla ho già delegato il vice responsabile per il Lazio del nostro movimento, Carmine Celardo, che tra l’altro vive e lavora proprio a Zagarolo”.

    Adriana Russo, Antonello De Pierro e Adua Del Vesco
    (Foto di Marco Bonanni)

  • Antonello De Pierro a Roma contro violenza sulle donne

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti è stato ospite della manifestazione “Storie di donne”, organizzata da Lisa Bernardini presso l’hotel Villa Eur

     

    Roma – Quando l’indefessa ed estrosa Lisa Bernardini estrae dal cilindro della sua inesauribile inventiva un evento, impugnandone saldamente lo scettro dell’organizzazione, il risultato è già scritto sul copione e si impenna verso l’ennesimo successo, che si inanella alla lunga catena pregressa già consegnata agli annali. Con l’inaugurazione a Roma della kermesse “Storie di Donne”, alla sua prima edizione, si è andati oltre ogni possibile azzardo previsionale. Oltre 250 ospiti selezionatissimi hanno invaso l’altra sera l’accogliente hall dell’hotel Villa Eur per assistere al taglio del nastro di una manifestazione che si snoderà su un lasso temporale di diversi giorni, con un gran numero di interessanti iniziative socio-culturali. La Bernardini è riuscita magistralmente a coniugare varie arti e a disegnare così  la mission progettuale che consiste nel “dare impulso a una nuova coscienza sociale condivisa”, un nobile intento che ruota e si avvita intorno al doloroso, attuale e, purtroppo, inesorabilmente incessante divenire fenomenico della violenza sulle donne.

    Da sempre in prima linea contro questa ributtante piaga sociale il giornalista direttore di Italymedia.it e presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, che anche in passato, da direttore e voce storica di Radio Roma, per dieci anni ha fatto sentire costantemente la sua voce sull’etere del Centro Italia per sensibilizzare le istituzioni, ancora un po’ sorde, ad affrontare con più incisività la questione e diffondere nei corpi collettivi la cultura del rispetto verso le donne.

    De Pierro, che insieme ad altri ospiti è stato premiato con una medaglia, ha accolto con grande piacere l’invito dell’organizzatrice e dopo averne tessuto le lodi davanti agli entusiasti presenti, complimentandosi per l’eccelsa iniziativa, ha dichiarato inoltre: “Se ancora le cronache ci riportano quasi quotidianamente violenze domestiche contro donne e femminicidi vuol dire che c’è ancora molto da fare. L’introduzione del reato di stalking nel codice di rito penale con l’art. 612 bis è stato indubbiamente un fatto importante e un grosso passo avanti, ma a nostro avviso non basta. Purtroppo tante donne non denunciano per paura di esacerbare l’animo del loro aguzzino o persecutore e spesso l’esito fatale delle vicende dà loro ragione. Infatti succede molte volte che la furia omicida dilaghi proprio dopo che la vittima ha adito l’autorità giudiziaria. La sfida si gioca certamente anche in campo culturale, ma non solo sensibilizzando la donna verso la reazione denunciante, bensì rivolgendo tale attività di sostegno verso il potenziale assassino. I fattori culturali emergenti da una disamina della biografia del soggetto, dal contesto sociale in cui ha vissuto, o lo studio evoluzionistico della sua personalità, sono elementi di grande rilevanza e non possono essere tenuti ai margini della riflessione giuridica. Serve una produzione legislativa che preveda immediatamente anche la prevenzione del fenomeno, ogni volta che l’autorità giudiziaria o le forze dell’ordine vengano a conoscenza di un caso di violenza reiterata, senza attendere la proposizione della querela, che spesso neanche arriverà mai. Attualmente, in assenza dell’atto denunciante, è prevista solo un’ammonizione orale per le fattispecie comportamentali degne di censura e la valutazione di provvedimenti in materia di armi e munizioni. Troppo poco davvero. Bisogna rendere più veloci le procedure attuative di provvedimenti cautelari, in quanto la macchina repressiva si muove troppo lenta e abbandona la vittima, che ha avuto il coraggio di denunciare, per un lasso temporale troppo lungo, condannandola a vivere nell’incubo del terrore. Un periodo che appare interminabile perché è noto che quando il cuore si stringe nella paura il tempo si dilata inesorabilmente e ogni attimo sembra durare una vita. L’ordinamento di uno stato democratico non può trascurare questi particolari nodali e ha il preciso dovere di difendere i suoi cittadini e in questo caso le donne, salvando anche tra l’altro l’esistenza dei carnefici dalle maglie della giustizia, che nel nostro paese sembra muoversi a spron battute quando si consumano i tragici eventi irreversibili. Infatti il più delle volte non si tratta di delinquenti abituali, ma di vittime di un retaggio subculturale che brucia il loro cervello, spegne l’interruttore mentale e li trasforma in assassini. Spesso il tutto matura dietro la linea d’ombra della gelosia, ma prima che il tutto degeneri in delitto ci sono tanti fermi immagine sui quali si poteva bloccare il percorso verso l’inevitabile, ma questi affiorano a uno a uno solo dopo il tragico epilogo, squarci senza appello che campeggiano beffardi sul copione già scritto, rivisto tardivamente a ritroso, su una realtà già denunciata e sottovalutata più volte prima dell’estrinsecazione dell’exitus. Perciò ribadisco che è assolutamente pressante l’esigenza di garantire, in questo caso più che la sempre agognata certezza della pena, la certezza dell’impedimento, durante lo svolgersi dell’arco fenomenico di ogni vicenda di violenza domestica, del loro esito funesto”.

    Tra gli altri tantissimi invitati, accolti dalla Bernardini e dall’anfitrione Andrea Starace, direttore dell’hotel, si sono notati molti volti noti, presi d’assalto da un plotone di fotografi ben piazzati in avamposto per meglio indirizzare i loro obiettivi e scaricare i flash a raffica.

    E fra questi, ad ammirare le opere pittoriche e fotografiche in esposizione, c’erano Lando Buzzanca, Adriana Russo, Giovanni Brusatori, Anthony Peth, Luciana Frazzetto e il marito Massimo Milazzo, Giorgio Palumbi, Giò Di Giorgio, Lino Bon, Ugo Mainolfi, il professor Francesco Petrino, Federica Pansadoro, Sabina Fattibene, Sarah Panatta, Iolanda La Carrubba, Giorgio Ceccarelli, Maurizio Pizzuto, Giuseppina Iannello, Elisabetta Viaggi, la regista argentina Graciela Saez, Lucilla Colonna, Antonio Paris, Gaspare Maniscalco, Michele Conidi, Amedeo Morrone e Massimo Meschino, responsabile per il Lazio e il Molise del concorso “Una ragazza per il cinema”  che ha accompagnato la vincitrice 2015 Elisa Pepè Sciarria, presente in veste ufficiale con tanto di fascia.
    Lando Buzzanca e Antonello De PierroAntonello De Pierro e Adriana Russo
    (Foto di Flavio Di Properzio)

  • Ripartiamo con un Piano Agricolo Nazionale

    In un periodo di totale smarrimento sociale, di assenza di tutele sindacali, di predominio e sopruso delle multinazionali agroalimentari e della grande distribuzione organizzata, la nostra Associazione ha deciso di elaborare una serie di linee guida non solo per focalizzare gli attuali problemi ma anche per accendere una luce in fondo a questo interminabile tunnel.
    Questa bozza di linee guida abbiamo deciso di chiamarla Piano Agricolo Nazionale.

    Vogliamo parlare di:
    -Biodiversità;
    -Regolamento per la tutela e valorizzazione dei prodotti tipici locali e per l’istituzione della Denominazione Comunale di Origine (De.C.O.);
    -Green Economy;
    -Organismi Geneticamente Modificati (OGM);
    -Giovani;
    -Imprenditoria agricola femminile;
    -Principio della Localizzazione;
    -Mercati contadini;
    -Tutela idrogeologica del territorio;
    -Sburocratizzazione ed informatizzazione;
    -Riduzione costi aziendali;
    -Crif, Equitalia / Agenzie o Enti con attività similare e Tribunali;
    -Banche;
    -Mass Media;
    -Grande Distribuzione Organizzata (GDO);
    -Consorzi Agrari;
    -Politica Agricola Comune (PAC);
    -Pagamenti agricoli;
    -Terremoti e calamità naturali;
    -Ministero delle Politiche Agricole;
    -Comitato Agricolo presso il Ministero delle Politiche Agricole.

    Anticipando eventuali critiche, dubbi e perplessità chiediamo aiuto a tutti voi che ci seguite di aiutarci a scrivere un Piano Agricolo Nazionale ancora più ricco e completo perché tutti insieme dobbiamo unire le nostre esigue forze per accendere una grande luce in fondo al tunnel.

    Ripartiamo con un Piano Agricolo Nazionale

  • Avvocato Sergio Lupinacci, Rifugiati Politici “Oltre l’Europa della paura”

    “Non basta fare il bene, bisogna anche farlo bene” (Denis Diderot)
    Sergio Lupinacci *

    Lupinacci sostiene che la tempesta migratoria che sta colpendo l’Europa negli ultimi anni, e con sempre maggiore intensità, da quando le carestie dal sud del mondo si sono saldate con i sanguinosi esiti delle primavere arabe, porta inevitabilmente la nostra attenzione sull’archetipo giuridico costruito dalle istituzioni comunitarie a protezione dei rifugiati. E l’avvocato Lupinaccicontinua affermando che nella percezione delle opinioni pubbliche – complice la semplificazione prodotta dal confronto politico – l’immigrazione non conosce “distinguo” tra l’illegalità dell’immigrato economico e il diritto dei rifugiati alla fuga dalle dittature.

    Sergio Lupinacci Rifugiati politici

    Il rifugiato politico: definizione e fonti giuridiche. Sergio Lupinacci afferma che la definizione di rifugiato politico è contenuta nella Convenzione di Ginevra del 1951, un Trattato delle Nazioni Unite firmato da 147 Paesi. All’articolo 1 della Convenzione, la definizione della condizione di “rifugiato”: una persona che “temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui ha la cittadinanza, e non può o non vuole, a causa di tale timore, avvalersi della protezione di tale Paese”. Questo articolo 1 illustra dunque la procedura di valutazione delle domande di asilo, ossia quelle incombenze che ricadono su chi ha la responsabilità di decisione ultima sulla concessione o meno dell’asilo politico.

    Chi decide dell’asilo: il Regolamento “Dublino”. L’avvocato Lupinacci ritiene che un’attenzione particolare meritano le cosiddette procedure “Dublino” (introdotte col Regolamento UE n. 604/2013) condivise da 32 Stati europei. Queste hanno l’obiettivo di individuare lo Stato competente per la valutazione della domanda di asilo, limitando la mobilità dei richiedenti allo Stato nel quale sono approdati per primi, fino al completamento della procedura. Se la verifica sulla titolarità della domanda dovesse attribuire la competenza ad un altro Stato, il richiedente dovrà esservi trasferito. Qui una prima controversia determinata alla moltiplicazione dei numeri dei richiedenti. Che ha portato, in particolare, gli Stati che formano le frontiere esterne dell’Unione a chiedere la ricollocazione dei rifugiati, suddivisi in quote parte, tra tutti i Paesi membri. È recentemente accaduto per i 40.000 richiedenti asilo tra i paesi dell’UE con trasferimento di emergenza per quelli provenienti da Italia, Grecia e Ungheria: con una proposta della Commissione Europea estesa anche all’introduzione di un meccanismo permanente che modifichi le norme di Dublino (che determinano appunto quale Stato membro è responsabile del trattamento delle domande d’asilo).

    Quanti sono i rifugiati. Un passo indietro: per ottenere lo status di rifugiato, i richiedenti asilo devono dimostrare alle autorità europee che stanno scappando da una guerra o da una persecuzione e che non possono tornare nel loro paese d’origine. Quanti casi ci sono in Europa? Il numero delle richieste di asilo è aumentato nel 2014 salendo da 435.190 nel 2013 a 626.065 nel 2014. Nel 2014 il numero di richiedenti asilo dalla Siria è raddoppiato. I Siriani sono il 20 per cento dei richiedenti asilo. Il secondo gruppo è rappresentato dagli afghani con il 7%. Nel 2014 l’asilo è stato garantito a 163mila persone nell’Unione europea. Nel 2014 la Germania è il paese che ha concesso più volte l’asilo con 41mila richieste approvate, seguita dalla Svezia con 31mila richieste approvate. Nel 2014 l’Italia ha accolto 21mila richieste d’asilo.

    Libertà e sicurezza. Non possiamo, sinceramente, non partire da qui, se vogliamo affrontare il tema dei principi fondamentali ispiratori dell’azione dell’Unione Europea, con le garanzie procedurali introdotte e le modalità di accesso del diritto alla difesa accordato ai richiedenti asilo. Parliamo di sincerità perché ciò che appare come il prodotto di un cammino politico intenso compiuto dagli organi legislativi europei mostra – di fronte a questa “terza guerra mondiale” – tutte le contraddizioni di un approccio liberale costretto ora a fare i conti con il cambiamento radicale del contesto internazionale. La priorità: il tema della sicurezza che già aveva suonato i campanelli d’allarme di opinioni pubbliche sempre meno disposte – complice il perdurare della crisi economica – a politiche di accoglienza. Fino a pochi mesi fa il Regolamento Dublino aveva ricevuto numerose critiche (in particolare dal Consiglio europeo per i rifugiati e dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati): perché il sistema attuale non fornirebbe una protezione equa ed efficiente ai richiedenti asilo, costretti ad aspettare anni prima che le loro richieste siano esaminate; di più: non terrebbe conto del ricongiungimento familiare e comporterebbe una pressione maggiore sugli Stati membri del sud dell’Europa,Paesi d’ingresso nel continente. Critiche rapidamente evaporate di fronte alla forza dei numeri. Ma è indubbio che, dopo gli attentati di Parigi, per usare le parole del filosofo USA liberale, Michael Walzer: “I rifugiati che scappano da una guerra civile terribile non possono diventare le vittime di questa situazione, ma non si possono non affrontare le richieste di sicurezza che provengono dalla gente”. Sulla domanda d’asilo l’ordinamento europeo e la CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo) stabiliscono il principio insuperabile per cui il richiedente deve avere a disposizione una procedura di asilo efficace, corredata da mezzi di ricorso dotati della forza sospensiva dell’azione di allontanamento nel caso di rifiuto. La disciplina è stata integrata dal rilevante contributo giurisprudenziale apprestato dalla Corte EDU (Europea Diritti dell’Uomo). Il panorama legislativo e giurisprudenziale analizzato rivela, da parte delle istituzioni europee, una profonda sensibilità verso la drammatica condizione dei richiedenti asilo. Una sensibilità tradottasi nell’adozione di procedure complesse, assai attente alla condizione soggettiva dell’individuo e del suo patrimonio culturale d’origine. La domanda che sorge ora è quanto questo quadro di valori, presidio della convivenza democratica, possa tenere di fronte all’imbarbarimento in atto e soprattutto di fronte all’inversione di valori che vede ora il bisogno di sicurezza presidiare l’esercizio delle libertà civili. La disciplina che presiede alle procedure d’asilo (2013/32/UE) individua importanti, delicati momenti: dal colloquio all’esame della domanda (direttiva qualifiche; 2011/95/UE); dai tempi della decisione al diritto di difesa o accesso alla giustizia, alla possibilità, infine, per il migrante di ricorrere.

    Un’Europa politica. Si tratta però – bisogna osservare – di una descrizione lineare e bipolare della condizione di rifugiato che le guerre asimmetriche del XXI secolo sembrano complicare quando non travolgere. L’esperienza siriana, ad esempio, prima della “riduzione” delle forze in campo che probabilmente la risposta militare all’ISIS imporrà, ha fin qui mostrato una babele di gruppi. Ed a fronte della gran massa di rifugiati, in fuga dalla morte e dalla fame, vanno segnalati i falsi rifugiati che gli attacchi di Parigi hanno rivelato così come la dinamica di scambio di ruolo perseguitato-persecutore che molti individui hanno vissuto e interpretato nella guerra siriana. Non dobbiamo certo buttare il bambino dei valori della costruzione europea, in questa partita, ma trovare il modo di depurare l’acqua sporca e compiere uno sforzo importante: quello della condivisione dei dati e di tutte quelle informazioni che rendano impossibile, ad esempio in questa materia, un “colloquio insincero”. Un passaggio, quest’ultimo, rivelatore anche della volontà dell’Europa di farsi finalmente Europa politica.

    * avvocato penalista
    (www.studioalc.it)

    FONTE: The Chronicle