Categoria: Politica

  • Italia dei Diritti correrà da sola alle regionali del Lazio

    La scelta per le prossime consultazioni elettorali è maturata in seno al direttivo laziale del movimento fondato e presieduto da Antonello De Pierro. A breve sarà comunicato il nome del candidato presidente

    Italia dei Diritti

    Roma – L’Italia dei Diritti è pronta a scendere in campo da sola per le prossime consultazioni regionali del Lazio. Così ha deciso all’unanimità il direttivo regionale del Lazio del movimento fondato e presieduto dal giornalista Antonello de Pierro. E’ stato proprio il presidente in persona a condurre il dibattito che si è sviluppato all’interno del consesso sulla possibilità di vedere il simbolo del movimento impresso sulle schede elettorali della prossima consultazione regionale, e la volontà espressa da tutti i membri, dal più anziano in carica Carmine Celardo al più fresco di nomina Carlo Spinelli, è stata che l’Italia dei Diritti dovrà essere presente alle prossime elezioni regionali con una lista autonoma e fuori da ogni coalizione. E’ già iniziata l’opera di individuazione, da parte dei componenti del direttivo, del nome da proporre in qualità di candidato presidente alla regione Lazio, una persona che il gruppo si è impegnato a indicare e comunicare il prima possibile per iniziare al più presto il percorso che porterà il movimento a chiedere il consenso ai residenti laziali per governare la regione Lazio. Una nuova sfida che il presidente De Pierro ed il movimento tutto sono pronti a lanciare alla politica, ai politici, ma soprattutto ai politicanti del territorio laziale.

  • Una ragazza per il cinema, Antonello De Pierro fascia la miss regionale del Lazio

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti è stato giurato a Veroli per la finale del noto concorso di bellezza e talento
    Antonello De Pierro e Claudia Testoni
    Roma – Si è svolta l’altra sera, presso il Centro Polivalente di Veroli, in provincia di Frosinone, la finale regionale del Lazio e Molise del ‘prestigioso concorso nazionale di bellezza e talento “Una ragazza per il cinema”, giunto alla 29^ edizione, per decretare le finaliste che voleranno prossimamente a Taormina per sfidarsi con le vincitrici delle altre finali regionali, alla fine di eleggere la vincitrice nazionale del concorso stesso.
    La bella serata si è svolta sotto l’attenta regia di Massimo Meschino, patron per l’area territoriale in questione e titolare della Mtm Events, che ha curato nei minimi particolari la kermesse, coadiuvato dal suo storico staff composto dal regista Michele Conidi e dal fotografo ufficiale Mario Buonanno, nonché dal vice presidente della sua agenzia, Thierry Mandarello, che ha anche magistralmente condotto la serata.
    Antonello De Pierro e Maria Rita Parroccini
    Sono state venti le ragazze che si sono date battaglia sfilando in passerella ed esibendosi in varie performance artistiche, tutte bellissime e dotate di grande talento, davanti a un’attenta e qualificata giuria composta tra gli altri anche dal giornalista presidente dell’Italia dei Diritti e direttore di Italymedia.it Antonello De Pierro, giunto in Ciociaria in compagnia della sua nota collega e scrittrice Maria Rita Parroccini, anche lei giurata del concorso. L’ex direttore e voce storica di Radio Roma, da sempre impegnato nella tutela del cinema, in particolar modo di quello made in Italy, ha accolto immediatamente l’invito dell’organizzazione per partecipare a una manifestazione che punta, da una prospettiva che coniuga il volto cinematografico e il talento artistico, a lanciare nuove giovani eccellenze nel mondo della celluloide.
    Sono felice di essere qui — ha dichiarato De Pierro — perché concorsi come questi vanno incoraggiati e propugnati. Una peculiarità nodale e imprescindibile è il fatto di non mettere a fuoco solo l’esteriorità delle bellezze che vanno a sfilare in passerella, ma danno risalto all’espressione artistica di ognuna di queste, e, a giudicare da ciò che ho visto stasera, la selezione è stata molto accurata anche dal punto di vista della qualità professionale messa in campo, ancorché le concorrenti siano tutte giovanissime. E poi, diciamocelo, l’Italia non è stata mai avara di talenti. Pertanto ogni iniziativa mirata a valorizzare e a far emergere gli artisti peninsulari è sempre altamente commendevole“.
    Antonello De Pierro e Maria Rita Parroccini
    La giuria era composta inoltre dall’attore Enio Drovandi, presidente, da Elisa Pepè Sciarria, ragazza per il cinema 2015, che è stata anche la madrina dell’evento, dall’attore Nicolò Centioni, dal regista Giovanni Pannozzo, da Giovanni Brusatori, dal presenzialista tv Niki Giusino, dallo showman, attore e conduttore televisivo Paciullo, dalla Miss Lione Rita Pascale Fiorini, dal fotografo del mensile C-magazine Ivan D’Angelo, dal regista e produttore Alfonso Stagno, dall’organizzatrice di eventi e Presidente dell’Associazione Occhio dell’Arte Lisa Bernardini, dall’Assessore comunale di Veroli Patrizia Viglianti, dal Presidente della Pro Loco di Veroli Gianluca Scaccia, dalla ballerina Katia Lisi e dall’imprenditrice Serena Proietti.
    Gli oltre mille spettatori presenti sugli spalti sono stati allietati anche da varie performance da parte di numerosi ospiti, tra cui il cantante Marco Capuano, la cantante Debora Xhako, la campionessa mondiale di salsa, merengue e bachata Alisea Quattrociocchi, il gruppo musicale Wrong, i ballerini della Longevity Gym Center di Alan Oddi e il duo comico composto da Fabio Bosco e Gianfranco Zedde, che hanno fatto rivivere nella notte verolana i grandi Tomas Milian e Bombolo. Proiettato anche un filmato con piccole perle della storia cinematografica di Enio Drovandi.
    Alla fine, ad aggiudicarsi i dieci posti disponibili per la finale nazionale di Taormina sono state le concorrenti Cristina Alexandra, Angelica Mazzarini, Federica Rizza, Silvia Tempestini, Federica Salzano, Valentina Capuano, Ilaria Semenzato, Elisabetta Puzzo, Claudia Testoni e Desirè De Luca. Elette anche come riserve, in caso di indisponibilità sopraggiunta di una titolare, Aurora D’Ambrosio ed Erika Sibio.

  • “Tutelare i negozi“ al via la Campagna nazionale del Popolo Partite Iva

    È partita da pochi giorni la campagna nazionale del movimento politico Popolo Partite Iva guidato da Lino Ricchiuti in difesa dei negozi  e locandine come quella riportata in foto stanno spuntando sulle vetrine di molte attività commerciali in diverse località della penisola , di seguito riportiamo il suo comunicato stampa :

    “Oggi  voglio affrontare – dichiara Ricchiuti  – un tema che mi sta molto a cuore , e cioè quello della sopravvivenza dei piccoli negozi e dei centri storici di piccoli comuni o aree decentrate dalle grandi città.                                                               .
    Il nostro movimento non si limita come il nome può ingannare a chi possiede una partita iva o ai suoi collaboratori , anzi , vuole svolgere una attività sociale partendo da chi certe situazioni le vive dall’interno , diciamo da questa parte del “bancone” .

    Per rivitalizzare i piccoli centri storici è sì una questione di ripristino urbanistico (eliminare ad esempio le brutture edilizie di questi ultimi decenni; togliere il “grigio” che caratterizza piazze, strade, periferie), ma è anche “ritornare ai piccoli negozi, alle botteghe”. Ogni serranda che chiude definitivamente è un pezzo di vita comunitaria di un luogo che finisce. Dobbiamo però essere chiari. Pensare che i piccoli negozi possano “resistere” alla concorrenza , dei centri commerciali, dei cosiddetti “outlet”, è cosa assai ardua, forse vana.

    Il tema che voglio affrontare è il seguente : è possibile pensare e prevedere il mantenimento nei piccoli centri, nella piazze e strade di paese, di attività cosiddette residuali? La piccola bottega di generi alimentari, il negozio del calzolaio, la merceria , l’ortolano, il bar dove con un caffè o un bicchiere di vino uno può star lì seduto a un tavolo e parlare, o giocare a carte o leggere il giornale per una o due ore o mezza giornata , attività, è da chiarire, che consideriamo “residuali” per i redditi (inferiori alla media), “antieconomiche” per il gestore o il piccolo imprenditore che le esercita .

    E’ possibile immaginare persone, “operatori” del commercio o del piccolo artigianato che “decidono” di guadagnare meno, di accontentarsi di meno, ma di poter svolgere un’attività che non ha l’angoscia costante, quotidiana, della competitività e, quel che è più importante, che debbono avere (queste attività “residuali”) costi di gestione bassi, molto bassi, che così permettono sì di guadagnare magari poco, ma avere poche spese fisse, così da poter lo stesso avere un reddito? Costi bassi significa affitti abbordabili (la vera piaga di chi vuol intraprendere un’attività commerciale adesso) e niente tasse, un’esenzione totale a chi decide di voler guadagnare poco e, di fatto, permette di mantenere vitale un luogo con la sua presenza, con la sua attività.

    Su questo le istituzioni pubbliche, dai Comuni alle Regioni, al Governo potrebbero fare molto, e tutto il sistema ne avrebbe un vantaggio: le nostre proposte sono la detassazione degli affitti introducendo una ritenuta alla fonte (per esempio il 10%) e così il proprietario non ha nessun altro obbligo fiscale, l’esonero totale dalle tasse per redditi lavorativi (commerciali o artigianali) sotto un certo “palese, evidente” livello,  l’attuale politica fiscale degli “studi di settore”, ora ridenominati “indici di affidabilità” dove si misura il reddito con i metri quadri di utilizzo di un’attività, con le persone impiegate, l’energia elettrica consumata eccetera, è risultata del tutto “incongrua e incoerente”; dannosa e fallimentare proprio perché ha colpito in primis le attività marginali e non solo (stiamo lavorando per la sua abolizione), i versamenti INPS su base volontaria , in fondo passando dal sistema retributivo a quello contributivo si è adottato il metodo “tanto verso , tanto trovo”, è assurdo spingere queste attività alla loro chiusura o mancate aperture solo perché non si riesce ad affrontare l’impegno obbligatorio degli oltre 3.600€ annui che per piccole attività è un vero e proprio salasso.

    Il Paese non deve perdere la propria umanità , che è fatta anche di relazioni , luoghi dove a fronte di poche entrate permette ai residenti , a volte spesso anziani di sopperire alle mancanze di luoghi idonei che le istituzioni avrebbero dovuto creare.
    Questo è il Popolo delle Partite Iva , argomenti e proposte di cui nessuno parla , perché marginali , ma noi ci rifiutiamo di concorrere a una società fatta di automi che abbia l’unico scopo della competitività , impostaci dalla economia globale e dai parametri inumani della commissione europea , che vede le attività commerciali solo dal punto di vista della competitività . La nostra costituzione , quella che i nostri “nuovi” padri costituenti volevano cambiare , non parla mai di “competitività” , ma in quasi tutti gli articoli e menzionata in sottointeso la parola “solidarietà” .

    È necessario – conclude Ricchiuti – sensibilizzare istituzioni ma anche i cittadini , ricordando a tutti che i negozi sono anche dei presidi di sicurezza , con la luce delle insegne , telecamere di sorveglianza e vanno tutelati come beni primari , altro che vessarli tra tasse ed Equitalia .Non sarà certo la soluzione per la crisi economica che perdura da troppi anni  , ma piccole cose che possono portare subito un beneficio nell’immediato a tutta la collettività e a generare nuovi posti di lavoro a pochi metri dalla propria abitazione.”

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  • Roma, Antonello De Pierro scende in campo per la vita a Mondo Fitness

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti è intervenuto alla kermesse “Alla vita per la vita” organizzata da Gilberto Casciani
    Antonello De Pierro e Sara Cardilli
    Roma – Uno straordinario e intenso messaggio a favore della vita in tutte le sue forme. E’ stato questo il tema portante di un indimenticabile evento ideato dall’onorevole Gilberto Casciani, che ha avuto luogo l’altra sera a Roma, nella suggestiva cornice della manifestazione estiva Mondo Fitness.
    Il significato profondo dell’esistenza è stato esplicitato esaustivamente dall’attore Enio Drovandi (chi non lo ricorda in Sapore di Sale e in I Ragazzi della III C?), il quale ha aperto dal palco la kermesse, che ha visto esibirsi numerosi altri artisti, magistralmente presentati da Angelo Martini e Vasilica Gavrilas Burlacu. L’intera serata si è svolta sotto la supervisione di Alessandro Casciani, figlio di Gilberto, che l’ha curata nei minimi dettagli per garantirne la perfetta riuscita, che è stata ineccepibile. Un momento che ha fatto impennare significativamente il termometro delle emozioni è stato rappresentato dalla sfilata di costumi a bordo piscina, quando è stata svelata, quale eccezionale inno alla vita la presenza di una modella incinta della nascitura Sara. Scroscianti applausi e qualche lacrima furtiva scivolata sulle gote di qualcuno tra i presenti, hanno accompagnato questa esternazione.
    Antonello De Pierro e Sara Cardilli
    Amico di Casciani da tempo immemore, ha aderito con entusiasmo alla commendevole iniziativa anche il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti e direttore di Italymedia.it Antonello De Pierro, da sempre impegnato contro tutto ciò che rappresenta socialmente una minaccia all’incolumità dei cittadini e quindi alla vita, in primis stalking e sicurezza stradale. L’ex direttore e voce storica di Radio Roma è giunto in compagnia della stupenda ex modella e affermata cantante di pianobar Sara Cardilli, ex moglie del noto imprenditore di Fiumicino Diego Consiglio, reduce dal grande successo ottenuto proprio nei giorni scorsi con l’inaugurazione del suo nuovo locale Cielo nella cittadina aeroportuale. Tanti scatti per i due da parte dei fotografi, come per gli altri ospiti tra cui Antonietta Di Vizia, Conny Caracciolo, Pierfrancesco Campanella, Aline Pilato, Mariano Cherubini, Erika Kamese, Anna Iannucci, Letterio Magazzù, Michele Simolo, Giò Di Giorgio, Rita Rondinella, Anna Nori, Ester Campese, Paola Pisani, Sabina Tamara Fattibene, Patrizia Venturi, Adriano Di Benedetto, Natalia Simonova, Riccardo Bramante, Elisabetta Viaggi, Valentina Martella, Arianna De Angelis, Stefania Beninato, Mara Keplero, Cinzia Loffredo e Nicola Vizzini. Per Gilberto Casciani, che si è commosso quando ha presentato la neolaureata figlia Eleonora, è stata anche un’occasione per brindare ai suoi 30 anni da personaggio pubblico.

    (Foto di Renata Marzeda e Adriano Di Benedetto)

  • Antonello De Pierro ad Anzio per il premio “Incontriamoci”

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti è stato ospite, nella cittadina neroniana, per la seconda edizione della kermesse, organizzata da Lisa Bernardini, dedicata a informazione e solidarietà
    Anthony Peth, Lisa Bernardini e Antonello De Pierro
    Roma – La II edizione del prestigioso premio “Incontriamoci”, che ha avuto luogo l’altra sera ad Anzio, sul litorale laziale, nella sontuosa cornice del ristorante “Boccuccia”, noto per ospitare numerosi eventi di cultura e sport, ha fatto registrare uno straordinario successo.
    L’estro dell’indefessa organizzatrice Lisa Bernardini, capace di estrarre dal suo cilindro creativo memorabili kermesse, ha colto ancora una volta nel segno. Informazione e solidarietà, questo il binomio vincente dell’iniziativa, che ha regalato agli ospiti, accuratamente selezionati, una serata avvincente, a cavallo tra cultura e sociale, con un nobilissimo fine benefico. Infatti, oltre ad ospitare e premiare numerosi professionisti del giornalismo e dell’editoria, la manifestazione ha dato molto spazio a una raccolta di fondi destinati alla Cooperativa Sociale “La coccinella” di Anzio, che accoglie e assiste ragazzi gravati da disagio sociale. Gli elevati ingredienti posti a fondamento motivazionale dell’evento non hanno lasciato indifferente il presidente dell’Italia dei Diritti e direttore di Italymedia.it Antonello De Pierro, da sempre impegnato sul fronte del sociale, a difesa dei diritti delle cellule più debole dei corpi collettivi, che ha risposto prontamente all’invito a presenziare. Sono tante, infatti, le battaglie vinte dall’ex direttore e voce storica di Radio Roma, da tempo ormai nella top ten dei giornalisti più seguiti sul web, attualmente esattamente all’ottavo posto, sempre in prima linea per difendere coloro i quali sono schiacciati dai cingoli dell’arroganza e del potere di pochi eletti. De Pierro è giunto ad Anzio accompagnato dall’ex modella e affermata cantante di pianobar Sara Cardilli, ex moglie del notissimo imprenditore di Fiumicino Diego Consiglio, che proprio in questi giorni ha inaugurato, nella cittadina aeroportuale, uno straordinario megalocale chiamato Cielo.
    Antonello De Pierro
    “Ringrazio la mia amica Lisa per avermi invitato a un evento ideato sulla base di motivazioni così nobili — ha esordito —. Se siamo qui stasera lo dobbiamo a una parola del dizionario italiano che porta il nome di ‘solidarietà’. Noi abbiamo imparato a declinarla nel modo giusto. Se tutti facessero lo stesso vivremmo certamente in un mondo migliore”. Il giornalista romano è stato chiamato sul palco a consegnare l’ambito premio alla celebre firma dell’alta moda Marina Bertucci, la quale, dopo essere stata insignita dell’onorificenza ha dichiarato: “Grazie del bellissimo riconoscimento alla mia lunga carriera di giornalista. Un onore essere stata premiata da Antonello De Pierro, grande giornalista ed attento conoscitore dei diritti umani”. Pronta e commovente la risposta del leader dell’Italia dei Diritti: “L’onore è stato mio per svariati motivi. In primis per l’imponente piattaforma professionale su cui hai edificato la tua carriera, che si è dispiegata tra enormi successi e meritate soddisfazioni, Al banco del tuo percorso lavorativo ogni giornalista può nutrirsi per accrescere il proprio bagaglio competenziale, e anche il solo fatto di aver avuto la soddisfazione di consegnarti un riconoscimento può appagare almeno in parte il prefato assunto concettuale. Poi all’onore si è affiancato il piacere di averti potuto tributare il riconoscimento premiale, in virtù del legame amicale che ci lega da lunghissimo tempo. Di questo voglio ringraziare la mia amica Lisa Bernardini per avermi concesso quest’opportunità”.
    Marina Bertucci, Antonello De Pierro e Benedetta Pascali
    Oltre all’ottima Bertucci, hanno sfilato sul palco per ricevere il riconoscimento premiale, ognuno per la categoria di appartenenza, magistralmente presentati dallo straordinario conduttore Anthony Peth, coadiuvato dalla stessa Bernardini, tanti altri professionisti dell’informazione, tra cui Amedeo Goria, Antonio Pascotto, Antonella Pallante, Letizia Sciscione, Katia Perrini, Michele Bruccheri, Massimo Marino, Alessandro Cerreoni, Samir Al Qaryouti, Filippo Bernardi, Jonathan Giustini, Giancarlo Sirolesi, Antonio Parisi e Paola Zanoni. Il premio è stato assegnato anche ad alcuni organi di informazione: al portale Geo Travel Network per l’informazione turistica e alle testate giornalistiche L’Eco del Litorale e Il Granchio, per l’informazione locale.
    Marina Bertucci, Antonello De Pierro e Benedetta Pascali
    Raffica di emozioni anche negli intermezzi dedicati allo spettacolo, quando artisti di grande spessore si sono esibiti lasciando godere tutti i presenti di un raro talento. Tanti scroscianti applausi per i giovani cantautori Angelo Iannelli e Deborah Xhako e apoteosi per la performance del duo formato dalla brava e affascinante cantante venezuelana Gisela Josefina Lopez Montilla e dal maestro Giovanni Caruso alla chitarra.
    Sara Cardilli e Antonello De Pierro
    Particolarmente apprezzato il momento dedicato alla bellezza, con una tappa del concorso nazionale “Una ragazza per il cinema”, edizione 2017, valevole per l’accesso alla finale regionale. Sotto l’attenta regia del responsabile per il Lazio Massimo Meschino sono state diciassette le ragazze a sfidarsi per le quattro fasce in palio per la finale, che sono andate a Sara Corradini, Daniela Romagnoli, Angelica Mazzarini e Beatrice Verdi, decretate dopo un duro lavoro valutativo da parte di un’attenta giuria formata dall’attrice Adriana Russo, presidente, dal regista e doppiatore Giovanni Brusatori, dal campione di pugilato Emiliano Marsili, da Amedeo Goria, da Jonathan Giustini e da Ruggero Alcanterini.
    Iolanda Pomposelli, Antonello De Pierro e Sara Cardilli
    Tra i tanti ospiti Antonietta Di Vizia, madrina del premio, Maria Lucia De Sica, vedova di Manuel De Sica, madrina solidale, Elisa Pepè Sciarria, Franco Micalizzi, Emilia Clementi, Rita Caccamo, Luca Filipponi, Giuseppe Catapano, Angelo Sagnelli, Gino Di Prospero, Michele Conidi, Benedetta Pascali, Luca Martella, Luisa Lubrano, Mara Spada, Fabio Sorrentino, Ugo De Angelis, Tatiana Mele, Assunta Gneo, Floriana Rignanese, Valerio Capoccia, Cristina Gorga, Daniela Prata, Patrizio Colantuono, Marcella Pretolani, Amedeo Morrone, Giuseppe Percoco, Mariacristina Romano, Sergio Bartalucci, Giuseppina Iannello, Antonio Conti, Rita Cesarani, Iolanda Pomposelli, Nadia Cantelli, Antonio Geracitano, Vittorio Bertolaccini, Francesco Caruso Litrico, Dulcineida Gomes e Susana Mamani.
    Antonello De Pierro e Iolanda Pomposelli
    (Foto di Marco Bonanni)

  • Italia dei Diritti a Montecitorio per Commissione Jo Cox contro odio

    Su invito della presidente della Camera Laura Boldrini il presidente del movimento Antonello De Pierro ha guidato una delegazione per assistere alla relazione finale del gruppo di studio e ha annunciato l’adesione al percorso intrapreso

    Antonello De Pierro
    Roma – In una Sala della Regina colma al limite della capienza è stata presentata a Montecitorio la relazione finale della “Commissione Jo Cox”. Un gruppo di studio sui fenomeni di odio, intolleranza, xenofobia e razzismo, voluto fortemente dalla presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, che è giunto a risultati sorprendenti quanto inquietanti, accendendo i riflettori su quella che è già diventata una vera e propria emergenza da affrontare senza indugi. A presiedere i lavori, per 14 mesi, è stata la stessa Boldrini, con la partecipazione di un rappresentante per ogni gruppo parlamentare, di alcuni esperti e della società civile, recependo appieno le indicazioni promananti dal Consiglio d’Europa. La Commissione, a due mesi dalla sua istituzione, ha aggiunto alla sua denominazione l’emblematico e significativo riferimento a Jo Cox, la parlamentare inglese brutalmente uccisa per odio politico. Un nodale apporto al commendevole risultato finale, come è stato sottolineato dalla stessa Boldrini, è stato fornito da Tullio De Mauro, il celebre e compianto linguista scomparso a inizio anno.
    Carlo Spinelli, Antonello De Pierro, Carmine Celardo e Aurelio Tartaglia
    L’incontro è stato moderato dal giornalista di Rai3 Giovanni Anversa e, dopo l’intervento introduttivo della presidente della Camera, ha visto susseguirsi gli autorevoli contributi dialettici della sociologa Chiara Saraceni e della deputata Milena Santerini. Toccante la testimonianza resa dal pulpito da parte della giovanissima Flavia Rizza, la straordinaria testimonial di una campagna di sensibilizzazione contro il bullismo promossa dalla Polizia di Stato, che ha suscitato grande commozione e un fiume di scroscianti applausi. A seguire, sempre moderati da Anversa, hanno preso la parola la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Maria Elena Boschi, il direttore de La Repubblica Mario Calabresi e quello di Rai News Antonio Di Bella, la consigliera di amministrazione Mediaset Gina Nieri, al presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio Paola Spadari e la prestigiosa firma del Corriere della Sera Gian Antonio Stella.
    Carmine Celardo, Emiliano Varanini e Antonello De Pierro
    Al suggestivo e appassionante evento, su invito della presidente Boldrini, ha preso parte una delegazione del movimento politico Italia dei Diritti, capeggiata dal presidente Antonello De Pierro. Ad accompagnare De Pierro a Montecitorio c’erano il responsabile provinciale di Roma Carlo Spinelli, il vice responsabile per il Lazio e vice responsabile per il Lavoro e l’Occupazione Carmine Celardo, il vice responsabile per la Tutela dei Consumatori Emiliano Varanini, il responsabile del Tesseramento Aurelio Tartaglia e la responsabile per Fiumicino Sara Cardilli.
    Giovanni Anversa, Laura Boldrini e Milena Santerini
    Il commento sull’appuntamento politico è stato affidato al leader dell’Italia dei Diritti.
    Ringrazio innanzitutto la presidente Boldrini — ha dichiarato De Pierro — per averci onorati del suo graditissimo invito ad assistere all’attività espositiva di fine lavoro di una Commissione di studio di estrema rilevanza in un momento storico come quello in cui stiamo vivendo. Alcune circostanze che emergono in uno scorcio epocale piuttosto ampio che stiamo attraversando e che fa prevedere una dilatazione temporale al momento indefinibile rispetto alla deflagrazione dell’odio in tutte le sue forme, come ci viene riportato dalle cronache quasi quotidianamente, in cui i crimini legati a questo fenomeno si susseguono senza sosta, non possono lasciarci indifferenti, ma impongono un intervento deciso, risoluto e, per quanto possibile, risolutivo. E’ una questione di giustizia sociale, a cui siamo fortemente attaccati come etica di un’intera nazione. Certi atteggiamenti, che affondano le radici in un humus subculturale atavico e che spesso sfociano in gravi integrazioni penalmente rilevanti o comunque in violazioni dei diritti umani, vanno immediatamente soffocati. In uno stato di diritto siffatti istinti animaleschi non possono avere diritto di cittadinanza e, se la politica finora ha forse minimizzato, a volte ha legittimato o giustificato, ci sentiamo di rivolgere un grande plauso alla presidente Boldrini per aver avuto il merito di lanciare un ormai improcrastinabile allarme sociale in afferenza al dilagare dell’emergenza odio, aprendo uno squarcio senza appello su una realtà che da tempo era sotto gli occhi di tutti.. Il mondo della politica fino a qualche tempo fa si era rivelato sordo, con le coscienze anestetizzate, di fronte a un qualcosa che forse veniva percepito di lieve entità. Con la coscienza assopita anche la ragione va in vacanza e il sonno della ragione genera mostri, e gli effetti ben presto si sono dispiegati in ogni dove nei corpi collettivi, fino a disegnare un quadro inquietante che ora è sotto gli occhi di tutti e ha sancito il trionfo della mediocrità. Le stesse donne in politica hanno subito a volte livorosi insulti di natura sessista e la priorità è innanzitutto disinquinare le stesse istituzioni dalle pervasive infiltrazioni insane che le hanno inondate nei loro bassifondi. Di una cosa siamo certi. L’ondata di odio va fermata. I lavori della commissione che ha reso note le risultanze del suo operato sono un ottimo inizio, ma ora urge quell’alleanza invocata dalla presidente Boldrini, facendo appello ai diritti individuali e collettivi, che riteniamo l’unica via su cui incanalare un percorso convincente ed efficace. Noi, come ho già riferito a lei, ci siamo e il nostro impegno siamo pronti a metterlo in campo nei limiti delle nostre possibilità, con i nostri dirigenti e i tanti attivisti che hanno sposato la nostra causa. La consideriamo una rivoluzione della dignità, per accendere nelle vittime un barlume di speranza ed evitare che questa naufraghi sugli scogli della rassegnazione. Arginare, tentando di debellare i fenomeni di odio e di intolleranza dovrebbe essere un dovere civico per tutti, travalicando ogni steccato ideologico, per mettere ai margini coloro i quali, e per fortuna non sono tantissimi a fronte della totalità dei cittadini, sono affetti dal virus dell’esaltazione, spesso foraggiata da politici, o meglio politicanti, che per racimolare consensi, si cimentano in esercizi demagogici e cavalcano a volte idee malsane, mistificando la realtà ed esibendosi in distorsioni statistiche inverosimili e paradossali. Aderiamo all’alleanza auspicata dalla presidente Boldrini perché il sentimento di odio non può albergare in un parenchima sociale come quello italico, perché chi esprime idee diverse va rispettato e tutelato, sempre nei limiti del confronto democratico, ma chi agisce su impulso rancoroso non può essere tollerato. Per fortuna viviamo in un paese libero e non ammettiamo sessismo, bullismo, xenofobia, razzismo e ogni forma di intolleranza. Anzi l”unica intolleranza che ammettiamo è quella contro chi odia. Non mi avventuro nel merito di ogni forma di odio, mi sono già espresso in più occasioni e ce ne saranno altre per gridare a gran voce il nostro pensiero, in particolare nell’alveo del sessismo, del bullismo e dell’intolleranza a sfondo razziale. Su quest’ultimo punto, ora di particolare attualità, il nostro paese ha già pagato il suo prezzo e ogni rigurgito di questo genere può essere riconducibile solo a un retaggio di tipo fascista e va perseguito duramente. Esiste già la nota legge 645/92, la cosiddetta legge Scelba, in merito, anche se ho sempre notato una certa titubanza nell’applicazione, e ben venga la proposta dell’onorevole Emanuele Fiano di inserire un reato specifico nel codice di rito penale, proposta che tra l’altro ha già suscitato qualche riferimento antisemita nei suoi confronti, e in proposito colgo l’occasione per esprimergli la nostra solidarietà, a dimostrazione della giustezza di tale intento di produzione legislativa. Il fascismo in Italia è stato sinonimo di dittatura, inseguimento e pratica di un modello autoritario, e, con buona pace dei nostalgici, per mantenere una democrazia compiuta bisogna soffocare in culla ogni richiamo liberticida, anche solo simbolico, al Ventennio. Ma quello che ci sta particolarmente a cuore è l’odio che si manifesta sotto forma di stalking. Abbiamo più volte dichiarato la nostra linea per ciò che attiene alla violenza di genere, sia fisica che psicologica, e, anche se la codificazione del reato specifico con l’introduzione dell’art. 612 bis nel codice penale ha certamente segnato un passo in avanti, lo riteniamo assolutamente insufficiente per arginare il problema. Personalmente sono intervenuto a molti incontri sul tema e non mi stancherò mai di propugnare la necessità di affrontare la questione sotto un profilo culturale e preventivo, magari anche con supporti di tipo psicologico, oltre che naturalmente sotto quello repressivo per esercitare la legittima pretesa punitiva dopo che si è ormai concretizzato il tempus commissi delicti. Ed è alla commissione del reato che bisogna evitare di giungere e a nostro avviso il più delle volte sarebbe possibile se le previsioni normative fossero più adeguate alla fattispecie criminosa de qua. Infatti non si è quasi mai giunti a considerare che nella maggior parte delle volte non ci troviamo di fronte a un delinquente abituale, ma a una persona che ha una biografia ineccepibile sotto un profilo comportamentale. Il più delle volte parliamo di una persona che ha vissuto in maniera eccessivamente traumatica un distacco di tipo amoroso. Spesso sviluppa un disturbo di adattamento e ogni tentativo di allontanamento coercitivo, tramite l’emissione di misure cautelari, dalla vittima non produce effetti significativi. Prima di entrare nel terreno giuridico ci troviamo in quello clinico. Prevedere perciò un supporto di tipo psicologico nella legge, a nostro avviso, sarebbe necessario. Nessuno vuole svilire il sacrosanto esercizio dell’azione penale con il dispiegarsi di effetti sanzionatori post delictum, ma così, in molti casi, si eviterebbe di giungere alla consumazione del reato stesso e si otterrebbe certamente un effetto deflattivo nella lugubre contabilità relativa ai femminicidi che le cronache ci offrono purtroppo quasi quotidianamente. Pertanto insistiamo sul fatto che la sfida dovrà essere culturale e preventiva in queste e in tutte le forme di odio. Il cammino è lungo e tortuoso, ma siamo certi che sia iniziato nel migliore dei modi“.
    Laura Boldrini e Maria Elena Boschi

    Aurelio Tartaglia, Sara Cardilli e Antonello De Pierro
    (Foto di Marco Bonanni)

  • Beatrice Feo Filangeri nominata Responsabile Dipartimento Ambiente IDV Sicilia

     

    I vertici di IDV hanno deciso di conferire la carica a Responsabile Dipartimento Regionale IDV Ambiente e tutela diritti animali della Regione Sicilia a Beatrice Feo Filangeri ,
    già Portavoce dei Verdi Sicilia,per i suoi meriti e le sue tante battaglie ambientaliste affrontate e vinte sul territorio.

    Beatrice é nota per aver già collaborato con Associazioni ed Enti Ambientaliste , per essere stata sempre in prima linea per la difesa del territorio.

    L’incarico conferito dal coordinatore regionale Salvatore Messana é stato ufficializzato ieri 21 luglio.Entusiasti del nuovo “laboratorio”, che avrà poteri politici e giuridici ,il presidente Nazionale Ignazio Messina,il Consigliere Comunale Paolo Caracausi , e il responsabile di partito Antonio Bianco che affiancherà Beatrice Feo Filangeri e farà parte integrante dell’organico. Il laboratorio Ambiente si avvarrà di figure altamente specializzate nei settori, con collaborazioni esterne di prestigio, di Ambientalisti, attivisti,e animalisti. Attesa e soddisfazione da tutte le parti d’Italia per questa nuova nomina a Beatrice Feo Filangeri:
    ” Sarà un lavoro duro rigoroso e forse anche spinoso, ma non perderemo mai di vista il bene comune e specialmente la tutela dei più deboli”
    Dichiara la Filangeri.
    A breve saranno resi noti i componenti dell’organico

     

    Chi é Beatrice Feo Filangeri:

    Laurea in Accademia di Belle arti 110 e lode
    Specializzata in semiotica e storia dell’arte ,specializzata in Accademie all’estero in estetica e storia dell’arte ( Salisburgo) e artista di fama internazionale.

    Inizia la sua carriera in politica nel 2007 candidandosi al Consiglio Comunale di Palermo, ma lascia dopo poche settimane la campagna elettorale per questioni personali.
    Dopo aver intrapreso alcune battaglie ambientaliste su Palermo ,e averle vinte, Beatrice viene convocata dal Coordinamento dei Verdi, le viene così conferita la carica di Portavoce Regionale Verdi Sicilia.
    Da qui inizierà un percorso di battaglie ambientali sul territorio con
    I massimi esponenti ambientalisti siciliani e nazionali , si unisce quindi al comitato No Triv , con cui collabora attivamente ( per impedire le trivellazioni nel mare mediterraneo) per scongiurare le piattaforme petrolifere in mare , e per il diritto al referendum popolare.
    Sempre in prima linea per difendere i diritti degli animali e la natura.
    Beatrice collabora con l’amministrazione comunale affinché molti alberi a Palermo vengano salvati dall’abbattimento, per rimboschire le aree meno verdi, per liberare i cercini cementati in città, fino ad arrivare a GO Green , la manifestazione simbolica che nasce dall’esigenza di donare alberi nuovi a Monte Pellegrino , dopo l’incendio del 2016, che ne devastò gran parte, in collaborazione con organi regionali ( Rangers della Riserva e comunali) Beatrice riesce a far donare circa 100 alberi dalla cittadinanza, per rimboschire una parte di Piano Pizzo Croce.

    Le sue battaglie restano sempre rivolte alla protezione e alla tutela ambientale e degli animali,all’educazione ambientale e al bene comune.

     

     

  • Il successo non è un caso, Antonello De Pierro a Roma per il libro di Bernard Hiller

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti è intervenuto presso il bookstore Mondadori di via Tuscolana per la presentazione dell’edizione italiana del manuale del celebre acting coach americano
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    Roma – Si è rivelato un bagno di folla l’incontro che ha avuto luogo l’altro pomeriggio presso la libreria Mondadori di via Tuscolana a Roma, per la presentazione della versione italiana del libro rivoluzionario “Il successo non è un caso” di Bernard Hiller, consulente professionale dei maggiori divi di Hollywood e di personaggi di tutto il mondo.
    Già molte ore prima un esercito di persone, accorse per l’eccezionale evento capitolino, si è assiepato all’ingresso del bookstore, e quando questo è iniziato sono stati molti quelli che hanno dovuto rinunciare a entrare. Insieme alla nota opera del grande acting coach statunitense è stato presentato anche il manuale “Come diventare un attore di successo” del giornalista cinematografico Sergio Fabi. Deciso artefice della pubblicazione dei due tomi è stato l’indefesso Donato Ciociola, responsabile della collana Intelibook, della Inteli Edizioni, di cui fanno parte le prefate opere letterarie. La mediazione dell’incontro è stata affidata alle gemelle Laura e Silvia Squizzato, note giornaliste di Rai 2. L’ingresso di Hiller nel punto vendita tuscolano, con circa un’ora di ritardo rispetto alla previsione oraria fissata, è stato da vera star hollywoodiana, tra una ressa inverosimile di fan e curiosi a caccia di foto e autografi e un esercito di fotografi in trepida attesa pronti a immortalarlo, a cui si è concesso senza alcuna ritrosia, con un sorriso praticamente perenne, l’occhio vivace e un raro carico di simpatia. Con inesauribile energia, affiancato da un attento interprete, ha risposto sicuro e al contempo ironico a ogni domanda delle conduttrici e dei giornalisti presenti.
    Laura Squizzato, Bernard Hiller, Antonello De Pierro, Sergio Fabi, Silvia Squizzato e Donato Ciociola
    Tra questi il direttore di Italymedia.it e presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, noto per la sua vena sempre pungente e provocatoria, che ha puntualmente estrinsecato nella congiuntura, cosa che non ha per niente imbarazzato l’effervescente star americana. L’appuntamento ha permesso all’ex direttore e voce storica di Radio Roma di esplicitare il proprio sostegno contemporaneamente a due delle categorie che è da sempre impegnato a promuovere, cosa che nei dieci anni trascorsi al timone della prima emittente radiofonica capitolina si è concretizzata quasi quotidianamente regalando all’etere del Centro Italia memorabili presentazioni di libri o di pellicole con la partecipazione di volta in volta dei relativi protagonisti coinvolti.
    Antonello De Pierro e Roberta Sanzò
    “Mi hanno colpito l’entusiasmo e la professionalità con cui Bernard ha affrontato l’incontro — ha dichiarato al termine De Pierro —, la sua determinazione ha trasmesso inevitabilmente un messaggio positivo e di assoluta validità del suo metodo rivoluzionario. Il suo approccio ci fa comprendere che gli americani hanno spesso una marcia in più, anche in circostanze come queste. E’ riuscito a trasformare una presentazione letteraria in uno show coinvolgente. E’ straordinario. Condivido pienamente quanto da lui espresso, ne abbiamo parlato anche dopo l’evento, riproponendoci di approfondire la questione al suo ritorno in Italia. Purtroppo ho dei dubbi che tante delle cose da lui affermate possano avere un’applicazione compiuta nel nostro paese. E’ un fatto culturale. Anche se le nostre eccellenze nel campo del cinema, come in altri ambiti professionali, sono tante e l’Italia non ha mai dato segni di essere avara di talenti, il nostro orientamento mentale non esterna la positività che io ho colto in Bernard. Di certo la lettura di questo libro può rappresentare un passo in avanti e iniziare a far risvegliare alcune coscienze dal semitorpore in cui sono sprofondate”.

    Al termine, infatti, il giornalista si è intrattenuto per lungo tempo a parlare e a scambiare opinioni con Hiller, a dimostrazione del fatto che i due hanno individuato vari punti di incontro a cui dedicare una più attenta analisi in futuro.
    Tra gli intervenuti al rendez-vous non è passato inosservato un volto noto del teatro e del cinema italiano, la grande attrice Roberta Sanzò, a cui i fotografi presenti hanno dedicato non poco la loro attenzione. Presente anche il produttore cinematografico Claudio Bucci.
    (Foto di Giancarlo Fiori)

  • Il lungolago di Como torna libero!

    Como, 5 luglio 2017 – Il lago di Como torna ad essere visibile dalla passeggiata a comaschi e turisti.

    Grazie alla campagna #rivogliamoilnostrolago lanciata dal quotidiano La Provincia con una doppia mobilitazione (la consegna a Palazzo Chigi di 60.208 cartoline nel 2016 e l’affissione di migliaia di lucchetti, la scorsa primavera, lungo tutta l’area del cantiere), venerdì 29 giugno le recinzioni sono state eliminate.

    La Regione Lombardia, infatti, a seguito delle richieste arrivate dalla cittadinanza, si è attivata per rimuovere le orribili barriere e sistemare la pavimentazione, in attesa della ripresa dei lavori per le opere anti-esondazione il cui cantiere non partirà prima del prossimo anno e durerà al massimo per due anni.

    LE CAMPAGNE – Determinante, per l’eliminazione delle grate, è stato l’intervento dei cittadini che, grazie alla campagna lanciata dal quotidiano La Provincia, ha chiesto a gran voce lo sbocco della situazione.

    La prima mobilitazione è del maggio 2016 con oltre 60mila cartoline realizzate dall’artista comasco Pierpaolo Perretta (Mr Savethewall) raffiguranti il lago «ingabbiato» o le panchine con vista palizzate in legno firmate da comaschi e turisti e consegnate da una delegazione de La Provincia alla Presidenza del Consiglio.

    Iniziativa di straordinario successo – che ha rimesso le istituzioni attorno al tavolo – a cui è seguita quella che nel marzo scorso ha visto l’affissione di 60mila lucchetti colorati sulle recinzioni, per chiedere di restituire il lago alla città.

    Entrambe le mobilitazioni hanno avuto il sostengo in massa di comaschi, turisti e personaggi famosi (tra gli altri: Javier Zanetti, Gianluca Zambrotta, Andrea Vitali, Davide Van De Sfroos, Carlo Recalcati, Loris Capirossi, Daniel Libeskind, Stefano Boeri, Oscar Farinetti, Federico Moccia) esasperati dalla vicenda e desiderosi di far tornare il lago all’antico splendore.

    IL LUNGOLAGO RITROVATO – La passeggiata ora è fruibile quasi completamente (due porzioni resteranno inaccessibili a causa della struttura del cantiere).

    LA STORIA – La vicenda delle paratie inizia nel 1995 quando la giunta comunale di Como approva il primo progetto per la costruzione delle paratie anti-esondazione sul lungolago. Per ridurre i costi, al posto delle paratie mobili compaiono alcune barriere fisse. Undici anni più tardi, l’aggiudicazione dell’appalto va all’impresa veneziana Sacalm. I lavori partono l’8 gennaio del 2008. Durata prevista: 1.085 giorni. Costo ipotizzato: 12 milioni di euro. Già nel 2009 c’è il primo scandalo: si scopre la costruzione del muro e la notizia fa il giro del mondo. Nel 2010, dopo numerose proteste, inizia la demolizione del muro sul lungolago.
    I lavori continuano fino al 2012 quando vengono fermati dall’Amministrazione comunale, convinta che sia necessario rivedere il progetto.

    Nel gennaio del 2016, l’Anticorruzione boccia la variante al progetto perché non rispetta le norme e la spesa è arrivata a 33 milioni di euro. La Procura ordina perquisizioni, indagando amministratori e arrestando alcuni tecnici comunali. Oggi sono tutti a processo (compresi i due ex sindaci Stefano Bruni e Mario Lucini). A dicembre 2016, Regione Lombardia revoca al Comune l’incarico di stazione appaltante e risolve il contratto con l’azienda che aveva vinto la gara undici anni prima. L’ultimo capitolo è della scorsa primavera, quando Regione Lombardia apre un bando per lavori di manutenzione e sistemazione provvisoria della passeggiata. Per completare l’opera serviranno un nuovo progetto e un nuovo appalto. Il cantiere dovrebbe ripartire nel 2018, ma il presidente della Regione garantisce che il lago non sarà più oscurato.

  • CAOS INFORMAZIONE, LE LISTE CIVICHE IN SILENZIO STAMPA DI SOLIDARIETÀ

    Da Latini e le altre liste civiche inattesa vicinanza ad OSIMO OGGI

     

    CAOS INFORMAZIONE,
    LE LISTE CIVICHE
    IN SILENZIO STAMPA
    DI SOLIDARIETÀ

     

    “No al bavaglio alla libera stampa. In silenzio fino all’8 settembre”

     

    Dalle Liste civiche di Dino Latini e riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato

    “Le Liste Civiche esprimono tutta la loro solidarietà alla stampa libera come OSIMO OGGI e osimooggi.it che rischia il bavaglio solo perché non ha padroni a cui rendere conto.

    Come gesto simbolico ci poniamo da oggi in silenzio stampa, fino a che non sarà nuovamente libera ogni forma di comunicazione, espressione di idee e piattaforma senza barriere di informazione e notizie”.

    Liste civiche


    Non ci aspettavamo tanta pubblica solidarietà, addirittura da chi fa politica tutti i giorni da anni, nel sostenere moralmente questa Testata, circondata e attaccata da tanti, troppi colleghi attenti alla forma ma assai meno alla sostanza delle cose che nel nostro lavoro si chiamano notizie.

    Certi di dimostrare, l’8 settembre prossimo, in sede di udienza già convocata, l’infondatezza delle molte accuse fatte rilevare al Consiglio di Disciplina numero 2 dell’Ordine dei Giornalisti Marche dai colleghi Quattrini, Santini, Baiocco, Cancellieri, Marinelli e Garofalo (ci scusiamo se ne dimentichiamo qualcun altro), prendiamo atto del moto di solidarietà espresso congiuntamente dalle Cinque liste Civiche.

  • Marco Revelli ospite alla Fondazione Premio Napoli con il suo saggio “Populismo 2.0”

    Ultimo incontro estivo per La Fondazione Premio Napoli, che giovedì 29 giugno alle ore 18, nella sede della Fondazione a Palazzo Reale (Piazza Plebiscito,1  Napoli) ospiterà la prima presentazione campana del saggio “Populismo 2.0” (Einaudi), di Marco Revelli, grande storico, sociologo e politologo italiano.

    Il populismo si è manifestato in forme molto diverse nel corso della storia, tra la fine dell’Ottocento e il Novecento. E anche oggi, la nuova disseminazione populista in Europa e negli Stati Uniti presenta differenze interne notevolissime, quelle che passano ad esempio tra la vittoria di Donald Trump e l’ascesa di Marine Le Pen. Ma un denominatore comune c’è: il populismo è sempre indicatore di un deficit di democrazia, cioè di «rappresentanza». Un deficit «infantile», per così dire, per i populismi delle origini, sintomo di una democrazia non ancora compiuta; e un deficit «senile», quando cresce il numero di cittadini che non se ne sentono più «coperti». Il populismo attuale – questa la tesi centrale del libro – è del secondo tipo: rappresenta una sorta di «malattia senile della democrazia». Il sintomo di una crisi di rappresentanza che si estende alla forma democratica stessa. È il segno più preoccupante del rapido impoverimento delle classi medie occidentali sotto il peso della crisi economica; ma anche della sconfitta storica del lavoro e delle sinistre che lo rappresentarono nel cambio di paradigma socio-produttivo che ha accompagnato il passaggio di secolo.

    Insieme all’autore, ne discuteranno: Domenico Ciruzzi (Presidente della Fondazione Premio Napoli), Massimo Adinolfi (editorialista de Il Mattino), Pasquale Beneduce, (Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale), Costanza Boccardi (Teatri Uniti), Luigi De Magistris (Sindaco di Napoli), Alfredo Guardiano (Consigliere della Corte di Cassazione), Raffaele Marino (Magistrato).

     
  • Antonello De Pierro alla prima di Girotondo a sostegno del cinema made in Italy

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti è intervenuto presso il cinema Adriano di Roma per il film con Massimiliano Buzzanca ed Erika Marconi
    Antonello De Pierro ed Erika Marconi
    Roma – E’ stata una straordinaria interpretazione di Massimiliano Buzzanca a caratterizzare e a lasciare il segno nodale nel film Girotondo, per la regia di Tonino Abballe, proiettato in anteprima nazionale presso il cinema Adriano di Roma, con un impeccabile evento targato Antonio Flamini.
    Il figlio d’arte del Lando nazionale, ha espresso un’arte recitativa di indubbio e notevole indice valoriale, ergendosi a pilastro narrativo di una trama che si è dispiegata sul grande schermo, avvitandosi e sviluppandosi proprio intorno al suo personaggio. Un intreccio di attualissime e comuni storie dell’universo di coppia, tra tradimenti e separazioni, con annesso patimento di sofferenze, tra violenze fisiche e psicologiche, dove i riflettori vengono puntati sulle donne, mentre l’uomo viene mostrato senza voce e senza volto, per sottolineare il riferimento astratto e generico al genere maschile. E nonostante tutto i protagonisti continuano a credere ancora nell’amore e a cercare di rimettersi in gioco. Ottima anche la prova della protagonista Erika Marconi, mentre non sono certo state una sorpresa, in tema di spessore qualitativo, le partecipazioni di Armando De Razza e di Antonella Ponziani. Ad applaudire cotanto cast, sempre più impegnato nel sostegno al cinema made in Italy, spesso soffocato in culla dall’avanzare di quello d’Oltreoceano e dai suoi budget imponenti, è intervenuto all’Adriano il presidente dell’Italia dei Diritti e direttore di Italymedia.it Antonello De Pierro, che in passato, da direttore e voce storica di Radio Roma, aveva dedicato intere puntate alla promozione delle produzioni peninsulari. Ad accompagnarlo l’ex modella e nota cantante di pianobar Sara Cardilli, che da lungo tempo imperversa nei migliori locali di mezza Italia, con la sua incantevole voce spaccabicchieri.
    Antonello De Pierro e Adriana Russo
    E’ sempre più impresa ardua girare film in Italia — ha dichiarato il giornalista — e quando qualche audace e determinato cineasta riesce a portare a termine un progetto si rischia che quel prodotto non vedrà mai la luce nelle sale. A una certa politica va ascritta la responsabilità di tutto questo. Non basta elargire soldi pubblici, spesso, peraltro, assegnati in maniera iniqua. Ci vogliono interventi decisi per limitare l’invasione del cinema d’Oltreoceano, che, forte di budget considerevoli, condanna a morte quelle poche opere di casa nostra, che riescono a raggiungere il traguardo della proiezione in sala. Mi batto da sempre per questo, consapevole del fatto che la fucina di talenti, di cui l’Italia non è mai stata avara, è molto fertile, e sforna giovani registi o attori che nulla hanno da invidiare a molti dei divi hollywoodiani. Il problema di fondo risiede nel fatto che la cultura nel nostro paese spesso viene relegata ai margini, e tanti politicanti che si esibiscono in vacui esercizi retorici favoriscono tutto ciò, legati al retaggio di matrice borbonica di mantenere il popolo lontano dalle sollecitazioni culturali. L’espressione intellettuale è la piattaforma su cui poggia le fondamenta per la propria crescita qualsiasi comunità sociale. E’ lapalissiano che comprimendone i contorni di espansione risulta più agevole assoggettare e addomesticare i corpi collettivi. Ciò può essere utile per favorire la conquista degli scranni da parte di questi politicanti, ma ci fa sprofondare negli abissi della mediocrità. I film come quello a cui abbiamo assistito stasera vanno sostenuti con impegno da parte di tutti, perché ogni buona idea cinematografica italiana che non riesce a ottenere la sua realizzazione compiuta in celluloide, decreta una sconfitta per l’arte e la cultura del nostro paese. E gli indici statistici sono inclementi in tal senso, con la gran parte delle espressioni culturali, anche di eccelsa consistenza valoriale e qualitativa, destinate a non vedere mai la concretizzazione che meriterebbero“.
    Antonello De Pierro e Sara Cardilli
    Insieme alla fotografatissima coppia è giunta alla proiezione anche l’attrice Adriana Russo, legatissima a De Pierro da un consolidatissimo vincolo amicale. Tra gli altri in sala si sono visti Amedeo Goria, Nadia Bengala, Saverio Vallone, Roberta Beta, Jolanda Gurreri e Cinzia Loffredo.
    Antonello De Pierro, Sara Cardilli e Amedeo GoriaAdriana Russo, Sara Cardilli e Antonello De Pierro

    (Foto di Marco Bonanni)

  • CONFEDERCONTRIBUENTI: BALLOTTAGGI, LO SPECCHIO DELLA DERIVA POLITICA ITALIANA.

     I risultati delle amministrative hanno dimostrato una sconfitta politica delineando ancora di più la crisi non solo economica.

    Era prevedibile purtroppo visto ancora, nonostante gli slogan,  la mancanza di collaborazione ed ascolto reale dal basso.

    Il PD  perde perché  le politiche renziane non hanno aiutato realmente la gente a uscire dal baratro . C’è  bisogno di una classa politica che non sia complice delle politiche filo bancarie e fiscali.  Le banche sono indispensabili per lo sviluppo economico ma  bisogna cambiare  il sistema” – interviene Carmelo Finocchiaro presidente nazionale di Confedercontribuenti,  l’associazione nazionale di imprese e famiglie che ha inoltrato una serie proposte tra cui l’ultima,  lo scorso 6 giugno,  una missiva corposa e interessante a cui solo oggi, si ha avuto notifica di lettura da parte di terzi.

    Ieri, domenica d’urgenza il Governo Gentiloni  ha varato l’ennesima  norma “pro banca” per favorire banca Intesa San Paolo, regalandole la parte buona delle banche venete e condannando i contribuenti italiani a pagare oltre 10 miliardi, perché la parte cattiva resta allo Stato. Sempre che sia realmente “cattiva” vista la presenza fra i cosiddetti NPL di crediti non sempre a favore delle banche.

    “Sarebbe stato opportuno a questo punto nazionalizzare i due istituti. Ma le scelte politiche di questi anni hanno prodotto queste scelte scellerate. Credo che noi italiani dobbiamo reagire per creare una nuova classe dirigente che non ripeta questi errori. Certamente bisogna dire basta ai protagonisti di queste scelte scellerate. Il nostro Paese ha urgenza di  una seria politica della sicurezza e meno garantismo verso i delinquenti, la separazione delle carriere fra magistratura inquirente e giudicante insomma è necessario che venga stipulato un Patto con gli Italiani  per una

    Politica che  non  sia subalterna  sia ai poteri forti che nei confronti di Bruxelles se vogliamo salvare l’Europa e quindi salvare le imprese e famiglie.” – conclude Finocchiaro.

    A quando una norma “pro-contribuenti”?

    Confedercontribuenti non si arrende e continuerà il suo percorso a sostegno degli associati  su tutti i fronti aprendo a tutti coloro che hanno realmente a cuore il Paese.

     

     

     

  • Banche venete: prosegue la macelleria sociale

    Banche venete: prosegue la macelleria sociale

     

    Che cos’è l’effrazione di una banca di fronte alla fondazione di una banca?

    (B. Brecht)

     

    Il governo Gentiloni-Renzi ha approvato il decreto legge con cui si stanziano fino a 17 miliardi di euro per prendere in gestione i crediti a rischio delle banche Popolare di Vicenza e Veneto Banca, cedere a prezzi stracciati i crediti di buona qualità al monopolio Intesa Sanpaolo e lasciare carta straccia in mano ai piccoli risparmiatori.

    In totale (MPS, Etruria, etc.) sono più di 30 i miliardi di euro spesi dal novembre 2015 per evitare il collasso di un sistema bancario definito per anni «solido» nelle dichiarazioni di Padoan e Visco, ma che ha una montagna di crediti deteriorati, divenuti ingestibili dopo anni di crisi e stagnazione economica.

    Da dove viene questo fiume di denaro messo a disposizione delle banche?

    Fondamentalmente dalle tasche dei contribuenti, cioè dalla classe operaia e dagli altri lavoratori.

    Il governo, lo Stato borghese e l’UE che da il via libera a queste operazioni, funzionano come un’idrovora che drena ricchezza dai salari, dalle pensioni, dai servizi sociali, per trasferirla nei portafogli dei grandi azionisti e obbligazionisti, spesso situati nei paradisi fiscali. Sono istituzioni al servizio esclusivo del capitale monopolistico finanziario.

    I soldi per i disoccupati che fanno la fame, per la scuola e la sanità pubblica, per le pensioni minime, per i contratti dei lavoratori pubblici, per i terremotati, per riparare gli acquedotti e la messa in sicurezza del territorio, non ci sono perché i governi borghesi devono salvare le rendite dei vandali dell’alta finanza e i profitti dei padroni, devono aumentare le spese militari per le guerre di rapina della NATO e dell’UE.

    Intanto che continua la politica di socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti, i politicanti borghesi ci ingannano con le ipocrite commissioni parlamentari d’inchiesta che non produrranno nulla, tranne rivalse fra lupi di borsa e lupi di voti.

    Una domanda s’impone: mentre i “furbetti del quartierino” speculavano sui derivati, rubavano e dilapidavano miliardi, mentre i buchi neri si allargavano e i governi baravano su Jobs Act e controriforme costituzionali, chi doveva controllare (Bankitalia e Consob) cosa ha fatto? Nulla!

    Forse ora pagherà qualche manager che ha piazzato montagne di titoli spazzatura, qualche boiardo di Stato che si è girato dall’altra parte? No, pagheranno come sempre gli operai e i lavoratori, la povera gente, sulle cui spalle viene riversato il risanamento delle banche fallite. Il conto ci verrà girato a settembre con la manovra finanziaria, ennesimo capitolo del massacro sociale.

    Sviluppiamo la resistenza e la lotta contro le manovre economiche con le quali il governo e la UE ci vogliono far pagare il salvataggio delle marce istituzioni finanziarie del capitalismo!.

    Devono pagare i capitalisti, i ricchi e i parassiti che hanno causato la crisi e beneficiato degli aiuti statali e governativi!

    I fondi pubblici vanno usati per le necessità dei lavoratori, dei disoccupati, dei giovani e delle donne del popolo, non per i lerci interessi dell’oligarchia finanziaria, non per le guerre imperialiste!

    Via il governo Gentiloni-Renzi! Basta con la politica di austerità e il neoliberismo, basta con il sistema capitalistico!

    L’alternativa? Rivoluzionare i rapporti di produzione, socializzare le banche e tutti i principali rami dell’economia, dopo la presa del potere politico da parte della classe operaia.

    Per avanzare sulla via della trasformazione sociale è necessario formare un partito indipendente e rivoluzionario del proletariato, guida della lotta di tutti gli sfruttati e gli oppressi per abbattere il capitalismo e costruire il socialismo.

    Comunisti, operai d’avanguardia, organizziamoci!

    25 giugno 2017

     

    Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia

     

    www.piattaformacomunista.com

    [email protected]

  • Fearless: vincere l’ISIS senza paura

    Riccardo Guida lancia il nuovo  singolo “Fearless”, una vera e propria “arma musicale” per vincere l’ISIS senza paura 

     

    Reggio Emilia – “ Dopo Antinomy Riccardo Guida lancia il singolo “Fearless” , note virtuose contro il terrore degli ultimi attentati rivendicati dall’ISIS perché con il coraggio l’ISIS si può vincere, senza paura. Il brano strumentale “Fearless”  è disponibile in vendita digitale e l’emozionante video sta già diventando virale sui social    (https://youtu.be/c8yGtLcjGKw) Il singolo che Riccardo Guida ha lanciato, è un entusiasmante e virtuosissimo brano strumentale composto per lanciare un messaggio contro i terroristi dell’ISIS; infatti Il titolo “Fearless” ossia impavido è stato scelto proprio per dar forza a tutte le persone che quotidianamente vivono col terrore degli attentati o che piangono le vittime degli stessi. Riccardo si è servito del linguaggio universale della musica, ritenuta blasfema dall ’ISIS, per dimostrare che non si deve aver timore dei messaggi dei fanatici terroristi e non bisogna chiudersi in casa come vorrebbe l’ISIS: occorre dimostrare coraggio perchè non dobbiamo e non possiamo sottostare al clima di terrore che si sta creando nel mondo. Riccardo Guida già noto per essere l’unico in Italia ad aver composto e prodotto l’album strumentale Antinomy che fonde i generi Instrumental rock e Fusion moderno, sceglie come collaboratore uno dei chitarristi più virtuosi in Italia ossia Michele Vioni .ak.a.  Dr. Viossy. Grazie alla collaborazione tra Riccardo e Dr. Viossy è nato “Fearless”, un brano ricco di virtuosismi di genere intrumental  rock – fusion moderno. “Fearless”, singolo che anticipa la prossima uscita dell’album, è tecnicamente sconvolgente e strepitoso. La lotta all’Isis viene combattuta a suon di assoli sbalorditivi di chitarra e magnifici passaggi di batteria. La melodia è decisamente commovente grazie alle ritmiche coinvolgenti di Riccardo ed alle chitarre mozzafiato di Dr. Viossy; il video è davvero suggestivo e le immagini amalgamate a quelle dei due musicisti, rafforzano il messaggio lanciato dagli artisti. Un occhio di riguardo è rivolto alla copertina del singolo “Fearless”: l’autore è Bruce Rolff , un talentuoso artista del New Jersey (USA) amico di Riccardo,  che ha creato per l’occasione un’ incantevole cover art. La cover art rappresenta un monumento in memoria delle vittime degli attentati,  in un contesto surreale. Il valido ed insostituibile collaboratore di Riccardo Guida, Andrea Fontanesi del VOX Recording Studio di Reggio Emilia, ha curato l’impeccabile incisione di “Fearless”.

     

  • PRESENTATO IN SENATO, L’APPELLO ‘PER CONOSCERE’

     

    Roma, 17 giugno 2017 – E’ stato presentato, presso la Sala Nassirya del Senato della Repubblica, l’appello promosso e sottoscritto da accademici, ricercatori, scienziati, cittadini e politici, a favore della scienza e del metodo sperimentale quale strumento critico per migliorare la conoscenza e stimolare lo sviluppo sociale ed economico. A firmarlo, ad oggi, numerosi scienziati e accademici di fama internazionale, oltre ad alcuni politici tra cui: Maria Chiara Carrozza, Mariastella Gelmini, Luigi Compagna, Pietro Paganini, Raffaello Morelli, Antonio Pileggi, Stefano De Luca, Maurizio Vernassa..

    Perché questo appello? Perché il crescente condizionamento delle decisioni dei cittadini attraverso l’emotività e i pregiudizi rischia di limitare le nostre libertà e di ridurre il nostro benessere. Nasce così l’esigenza di una comunità di persone di unirsi per rivendicare un principio sacrosanto: quello dell’importanza della conoscenza scientifica dei fatti che ha portato nei secoli alla nascita della società dell’informazione. Eppure oggi questa società fa contare sempre meno i fatti e i risultati della scienza, e fa sempre più guidare le scelte dei cittadini dai pregiudizi e dalle emozioni. È stata definita l’epoca della post-verità, proprio in riferimento al suo distacco dai fatti reali.

    Ma non è certamente la maggiore sovranità dei cittadini a preoccupare i firmatari dell’appello. Ciò che li allarma è che i cittadini decidono sempre più assumendo per vere informazioni che non lo sono: basta che corrispondano alla personale visione del mondo. Non siamo più abituati, né tantomeno ci viene insegnato a leggere i fatti secondo il metodo sperimentale della scienza ma ci aggrappiamo alle informazioni rientranti nella nostra visione del mondo, senza discuterle, quasi per rafforzare ognuno la propria identità. Viceversa l’esperienza storica ci insegna che chiudere la propria mente alle reali condizioni del mondo peggiora sempre i rapporti del convivere nella diversità e porta a regredire in termini di libertà e di benessere.

    “La scienza è lo strumento con il quale l’uomo ha sviluppato la conoscenza e ci ha permesso di accrescere le nostre condizioni di benessere e prosperità. Paradossalmente, nell’età dell’informazione e di Internet, stregoni moderni che sfruttano le emozioni piuttosto che la ragione sono riusciti ad emarginare la scienza. Promuovere il metodo sperimentale a livello pubblico, partendo dalle scuole, è fondamentale per consentire ai cittadini di compiere scelte libere” – afferma Pietro Paganini, promotore dell’appello insieme alla prof.ssa Maria Chiara Carrozza. A fargli eco la Professoressa Carrozza: “Quella che stiamo vivendo è una fase delicata nella quale sta cambiando molto il rapporto tra capitale e lavoro e dove siamo obbligati a ripensare la scuola e il suo ruolo attraverso un progetto scolastico nuovo capace di proporre una visione globale e di rendere le nuove generazioni più consapevoli e capaci di fare delle scelte”.

    “Questo Appello – ha aggiunto Raffaello Morelli, uno dei suoi primissimi promotori – non tratta un argomento settoriale bensì è la componente portante di un’azione politica per mettere al centro della vita democratica il ruolo del cittadino, che avanza le sue proposte in base ai fatti, confligge secondo le regole e sceglie con il voto indirizzi e persone di governo innescando il cambiamento e impedendo le incrostazioni conformiste e oligarchiche”.

     

    Doveroso, infine, secondo il Senatore Luigi Compagna sottoscrivere questo appello “perché richiama ai principi cardine del liberalismo”. “Non dobbiamo permettere – ha detto Compagna – che il diritto alla falsa notizia inquini il funzionamento del diritto alla cittadinanza e quindi l’esercizio della democrazia”, continua Campagna, sottolineando la necessità di rendere più autonome nelle scelte le nuove generazioni. “Credo si debba trasformare il documento in mozione per chiedere al Ministro dell’Istruzione una commissione di alto profilo che inizi a pensare e a introdurre nel dibattito pubblico il fatto di non poter più prescindere dall’adottare il metodo scientifico”.

    L’appello contiene un invito a tutti gli insegnanti affinché nell’esercizio delle proprie funzioni utilizzino il metodo critico così da stimolare gli studenti a confutare quanto viene loro trasmesso; un invito a tutte le scuole, al di là delle linee guida ministeriali, affinché sollecitino il dibattito critico sui fatti, piuttosto che la falsificazione delle ipotesi interpretative, e a promuovere percorsi adatti a diffondere il metodo sperimentale, che ad oggi è lo strumento più efficace per rispettare il ritmo del tempo; un invito a tutti i direttori delle testate e gli operatori dei social media, a favorire il controllo dei fatti e il dibattito in base al metodo sperimentale; un invito più generale rivolto a tutti gli italiani che navigano, scambiano opinioni e si confrontano, affinché riflettano prima di esternare i loro assunti, sforzandosi di verificare e confutare quello che hanno letto e sentito, nel segno critico del metodo sperimentale.

  • I misteri di Urbino in Musical 80 di Nicola Gervasini

    La musica di plastica, le attrici maggiorate nei film soft-erotici, gli splatter, i politici pronti ad arraffare tutto prima del terremoto 90 di Mani Pulite. 

    Esce per WLM Editore Musical 80, primo romanzo giallo di Nicola Gervasini, giornalista musicale e autore già noto per il romanzo storico/musicale Rolling Vietnam (Pacini Editore) del 2010. Il libro racconta in maniera ironica e decisamente anticonvenzionale le vicende di un atipico commissario in servizio ad Urbino, costretto suo malgrado a rovistare negli ambienti del cinema e della musica degli anni 80 romani.

    Al Teatro Sanzio di Urbino si sta allestendo Musical 80, opera su musica e costumi dei tempi, quando una delle attrici viene trovata morta nel suo appartamento di Fossombrone. Manfredi intraprende così un viaggio nella vita di una ex attricetta nota con il nome di Zara Blacks. Un percorso che da Urbino e i suoi vicoli arriva fino ai salotti dei politici romani e alle mura della Rocca di San Leo. Svogliato, superficiale, non sempre politically correct, e con un evidente conflitto da risolvere con il mondo femminile, Manfredi è un uomo che vive con il rimpianto di una carriera di scrittore mai veramente tentata, un matrimonio appena fallito, e un perpetuo senso di inadeguatezza al suo ruolo di eroe.

    Il libro è adatto per tutti i palati, anche non necessariamente cultori dei noir, del quale Gervasini utilizza i clichè in maniera del tutto personale. Musical 80 è ordinabile in tutte le librerie di Italia e subito acquistabile online nei principali rivenditori web (Libro.co e Amazon ). Per info www.wlmedizioni.com o seguite la pagina Facebook

  • Antonello De Pierro chiuderà la campagna elettorale a Lariano

    Il presidente dell’Italia dei Diritti sarà presente nella cittadina dei Castelli Romani per sostenere di persona la candidatura di Sabrina Verri
    Antonello De Pierro

    Roma – Si avvicina la data dell’undici giugno, giorno nel quale si svolgeranno le elezioni amministrative per il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali di molti comuni italiani. Il movimento Italia dei Diritti, ha deciso in questa occasione di rinunciare alla presentazione di liste autonome, offrendo il proprio sostegno a vari candidati a primo cittadino, scelti attentamente tra coloro i quali hanno presentato linee programmatiche in sintonia con i valori ideali promossi dall’organizzazione politica facente capo al giornalista romano Antonello De Pierro. Il leader della formazione civica nazionale, che ormai da tempo si fa portavoce delle istanze dei cittadini, a vantaggio della legalità e della giustizia, principi cardine della sua peculiarità azionistica, dopo aver viaggiato in tutta la penisola per tributare il sostegno alle candidature selezionate, ha deciso di chiudere la campagna elettorale in un comune dell’area metropolitana capitolina e precisamente dei Castelli Romani. Infatti venerdì prossimo sarà impegnato a Lariano, al fianco della candidata a sindaco Sabrina Verri, sostenuta dalla lista “Movimento per Lariano”. I comuni castellani proiettati verso il voto amministrativo sono sette, ma quelli in cui l’Italia dei Diritti ha deciso di scendere in campo, sposando il programma di uno dei candidati allo scranno più alto sono solo tre: Lariano, appunto, Monte Compatri e Nemi. Per gli altri comuni impegnati nella consultazione, il movimento non ha ritenuto opportuno esporsi estrinsecando un’opzione di voto, in quanto nessuno dei candidati in corsa è stato giudicato programmaticamente meritevole di valutazione positiva e pertanto tutti sono stati stimati inidonei a rappresentare l’ideologia propugnata. Tenuto conto del 3,4 % ottenuto lo scorso anno ad Ariccia, il supporto elettorale dell’Italia dei Diritti, può risultare, ai fini dell’esito elettorale, alquanto vantaggioso.
    De Pierro ha spiegato le ragioni dell’espressione preferenziale: “Nel territorio in questione mi sono affidato alla conoscenza e all’esperienza del validissimo responsabile provinciale romano della nostra formazione politica, Carlo Spinelli, che ha profuso notevoli energie per orientare al meglio le nostre scelte. E’ già successo ad Ariccia lo scorso anno, dove è stato molto bravo a condurre la nostra formazione al dignitoso 3,4 % decretato dalle urne. L’accorta disamina valutativa di Carlo ha seguito una logica mirata a premiare chi ha mostrato di perseguire l’interesse verso i corpi collettivi, conducendo a una soluzione lapalissiana e volitiva. A Nemi abbiamo scelto la continuità dando ancora fiducia ad Alberto Bertucci, il quale, nel quinquennio appena terminato, ha saputo lavorare molto bene, sia sul terreno del sociale, con iniziative atte a soddisfare le istanze promananti dalle fasce più deboli del parenchima collettivo, sia dal punto di vista culturale e turistico e la riconferma della bandiera arancione per il turismo dell’entroterra ne è una prova tangibile”.
    A Monte Compatri invece il movimento invita a votare per Fausto Bassani. Il presidente dell’Italia dei Diritti commenta così la convergenza sul nome del candidato di centrosinistra: “Spinelli qui ha richiamato l’alternanza democratica, spiegando le ragioni del punto di vista espresso. L’esplicazione argomentativa ha passato il vaglio del direttivo regionale e io ho approvato convinto. Dopo dieci anni di opposizione ci è parso giusto dare al centrosinistra la possibilità di portare avanti le proprie idee per guidare la cittadina alle porte di Roma, amministrata finora da una maggioranza assolutamente insoddisfacente in afferenza alle esigenze del territorio. Ci ha favorevolmente colpito lo spazio assegnato agli interventi sul sociale, contenuto all’interno del programma elettorale, una materia che ci sta particolarmente a cuore”.
    Infine il numero uno dell’Italia dei Diritti si sofferma sulla decisione di essere presente, venerdì prossimo, a Lariano, la cittadina nota per la sagra del fungo porcino, per sostenere la candidatura di Sabrina Verri: “E’ la candidata che più di tutti incarna il patrimonio dnatico del nostro movimento, della nostra stessa storia associativa, della nostra ragion d’essere. I nostri principi fondanti si rispecchiano con estrema chiarezza nella struttura ontologica del Movimento per Lariano, nonché nell’esplicitazione soggettiva della sua leader politica, la quale si è più volte distinta per le numerose battaglie socialmente importanti, che hanno fatto registrare il più delle volte esiti positivi. I suoi valori umani coincidono perfettamente con quelli che sono i nostri ideali ed in più riteniamo che le altre forze che concorrono a Lariano potrebbero risultare alquanto inefficaci, in caso di elezione, per la risoluzione delle problematiche che affliggono la comunità cittadina. Si possono notare infatti apparentamenti bizzarri e inusuali, verso cui nutriamo enormi perplessità in relazione alla coerenza dimostrata nelle scelte formative delle liste, oltre a personaggi riconducibili familiarmente a politici che già in passato sono stati attori inespressivi e inerti sul proscenio della politica locale. Ed è per questo che riteniamo un dovere morale nei confronti della cittadinanza larianese dare forza all’unica candidata credibile, l’unica ventata di novità in mezzo a una pletora di elementi che rievocano un usato non garantito, grazie a insuccessi e inadeguatezza operativa, ben impressi nei file mnemonici dell’elettorato del paese. Sarò a Lariano e inviterò a votare una donna che già in passato ha dato prova di grandi capacità, che l’hanno portata al conseguimento dei risultati che si era prefissa e che sono certo essere l’unica aspirante in corsa idonea a imprimere finalmente la spinta necessaria per quella crescita sociale, economica culturale e turistica che si attende da un lasso temporale troppo lungo”.
    De Pierro esprime infine il suo cruccio per non aver potuto individuare negli altri comuni al voto, in zona Castelli Romani e nel resto della Città Metropolitana di Roma Capitale, un candidato a sindaco che rispondesse ai requisiti minimi richiesti per ottenere un appoggio elettorale dall’Italia dei Diritti: “E’ davvero imbarazzante per noi, aver incontrato tante oggettive difficoltà nell’individuare candidati che rispondessero almeno in parte a quegli standard di qualità politica, che riteniamo indispensabili per potersi presentare agli elettori a chiedere di essere votati ed essere pertanto formalmente legittimati all’amministrazione della polis. Se non fossimo assolutamente contrari all’astensionismo, di fronte a una realtà così disarmante sarei personalmente tentato di invitare gli elettori a disertare le urne”.

  • Federazione delle Destre

    In virtù’ della nuova legge elettorale, urge la creazione di un movimento che riunisca tutti i movimenti delle Destre.

     

    Fiamma Nazionale La situazione politica attuale implica una riflessione. La nuova legge elettorale che si prefigura vedrà in gioco solo una parte dell’elettorato ideologicamente schierato, ossia il PD di Renzi, i 5 Stelle di Grillo, Berlusconi col suo partito falsamente di Centro Destra visto che si schiererà con Renzi, e forse la lega di Salvini. E la Destra pura? Nulla di nulla: la soglia del 5% estrometterà tutti i partiti di destra creatisi a seguito dello scioglimento di AN.

    Quello che si prefigura è un Governo privo di opposizione. Opposizione sana, quella che funge da controllo e supervisione sugli eventuali emendamenti deleteri per la Nazione. La destra può e deve

    rappresentare uno scudo contro i provvedimenti che andrebbero a ritorcersi contro gli italiani e a favore di una scellerata politica di Sinistra, ma i % Stelle non sono da meno, orientata verso gli immigrati e, direi, contro gli italiani.

    La soluzione è quella di creare una federazione delle Destre, coalizzate in funzione delle elezioni politiche, affinché’ unite possano oltrepassare l’ostacolo del 5% ed avere una rappresentanza in parlamento, oltremodo necessaria e vitale per la democrazia di questo Paese.

     

    Questo è un appello accorato rivolto alle dirigenze dei vari partiti di Destra, Fratelli d’Italia in primis, e ai movimenti vari di Storace, Salme’ e a tutti quei satelliti dei movimenti di Destra.

     

    Altri 5 anni di Renzi sarebbero deleteri per l’Italia, peggio ancora un governo fatto dai 5 Stelle.

     

    Uniamo le forze di Destra, dunque. Questo è un momento storico e delicato per l’Italia, la quale non può permettersi il lusso di fare a meno del supporto ideologico, e di fatto, della Destra.

     

     

     

     

     

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    Dott. Nicola Amato
    Componente della segreteria nazionale
    di RSI – Fiamma Nazionale
    Coordinatore Macro-Area isole Sicilia e Sardegna

    http://www.facebook.com/nicola.amato.fiamma.naz/

     

     

     

  • HARD O CLEAN BREXIT? LA SFIDA TRA CONSERVATORI E LABURISTI DECIDE LE SORTI DELLA PREMIER LEAGUE

    Britannici al voto a un anno dal famoso referendum. Conservatori in netto vantaggio ma una vittoria del Tories potrebbe cambiare le sorti della Premier League. Opinioni, pronostici e curiosità raccolte da Oddschecker a una settimana dal voto decisivo.

     

    Dopo la Brexit e con l’approssimarsi della sfida elettorale tra Conservatori e Laburisti dell’8 giugno, ci si interroga su quali possano essere le conseguenze nel caso in cui a prevalere sarà la linea della Hard Brexit voluta dalla leader dei Tories, Theresa May, o quella Soft promossa dal laburista Jeremy Corbyn.

    GLI EFFETTI DELLA BREXIT SUL CALCIO INGLESE – Una Hard Brexit e l’incertezza su come il Regno Unito dovrà rinegoziare gli accordi commerciali influirà anche sulla Premier League, visto che una svalutazione ulteriore della sterlina potrebbe favorire le cessioni all’estero dei giocatori di Premier e, viceversa, complicare la campagna acquisti dei club inglesi.

    COME CAMBIERA’ LA PREMIER LEAGUE – Oggi i calciatori “stranieri” in Premier League rappresentano circa 70% del totale. Ben 14 club del massimo campionato inglese sono di proprietà totale o sostanziale di imprenditori esteri. Il Chelsea campione in carica potrebbe essere il team più penalizzato da una Hard Brexit (il 76% dei gol realizzati quest’anno dai Blues di Conte sono di marca europea).

    Stesso discorso per gli allenatori. Tra le prime dieci classificate in questa stagione, solo il Bournemouth e il West Brom hanno in panchina un manager del Regno Unito (e negli ultimi sette campionati solo lo scozzese Sir Alex Ferguson ha spezzato lo strapotere dei manager “non britannici” vincendo la Premier nel 2011 e 2013).

    PRO E CONTROArsène Wenger, manager (francese) dell’Arsenal, si è detto “preoccupato” rispetto all’applicazione della Brexit sulla Premier League: “Oggi – ha spiegato – la Premier è vista come il campionato più attrattivo sia sul piano tecnico che sul piano degli investimenti. Purtroppo questa immagine potrebbe ben presto svanire”. Ma tra gli addetti ai lavori c’è anche chi sostiene che la Brexit gioverà ai giovani prospetti inglesi.

    IL VOTO NEL REGNO UNITO – Tutto (o quasi) però dipenderà da cosa accadrà dopo le consultazioni elettorali del prossimo 8 giugno. Gli ultimi report di Oddschecker, portale web leader nella comparazione delle quote, vedono il Partito Conservatore come il chiaro favorito per la vittoria finale (a 1/20 che, tradotto nelle “quote italiane”, diventa 1,07). Il divario tra le due formazioni è ancora ampio anche se la vittoria finale dei laburisti è quotata oggi a 10/1 (ovvero a 11,0) rispetto a 30/1 dello scorso 8 maggio.

    Quasi il 60% delle puntate (piazzate attraverso il portale inglese di Oddschecker) è stato indirizzato sinora sulla vittoria dei laburisti mentre un anonimo scommettitore di Londra ha piazzato in più riprese 350mila sterline (circa 407mila euro) sulla vittoria del partito guidato dalla May, utilizzando il portale di Oddschecker per trovare le probabilità di tutte le migliori agenzie scommesse inglesi.

     

     

     

     

     

    INFO E CONTATTI:

    Sul mercato dal 1999, Oddschecker é il sito leader di comparazione quote (Regno Unito, Italia, Spagna, Germania e Australia), oltre ad un punto di riferimento per tutti gli scommettitori del mondo. Collaboriamo soltanto con le migliori e le più affidabili aziende del settore offrendo il nostro supporto nell’aggiornamento delle quote in tempo reale, sui bonus di benvenuto, promozioni ma anche pronostci e news.

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  • Roma TRE: Analisi sulla politica degli Stati Uniti in Medio Oriente con il prof. Yossi Shain

    “THE UNITED STATES AND THE MIDDLE EAST IN HISTORICAL AND POLITICAL PERSPECTIVE”, è il nome del seminario tenuto dal Prof. Yossi Shain, presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Roma Tre dal 5 al 7 giugno.

    Yossi Shain, docente di Scienze Politiche all’Università di Tel Aviv e alla Georgetown University di Washington, partendo dal conflitto israelo-palestinese, esaminerà le tensioni e i problemi che attraversano i paesi del MO nell’ attuale difficile fase storica, con particolare riferimento al cambio radicale che la nuova amministrazione americana sembra voler imprimere alle relazioni internazionali, e in particolar modo nei sui rapporti con Israele e i paesi arabi.

  • Ilva: respingere con la lotta e l’unità i licenziamenti per i profitti!

    Ilva: respingere con la lotta e l’unità

    i licenziamenti per i profitti!

     

    Lo sciopero del 1 giugno degli operai dell’Ilva di Taranto, contro i primi 6.000 “esuberi” previsti dal piano industriale di Arcelor Mittal per rilevare l’acciaieria, ha messo in crisi il disegno antioperaio spalleggiato dal governo Gentiloni-Renzi.

    I governi a guida PD, come quelli delle destre, hanno sempre seguito una sola politica: scaricare sugli operai e sui lavoratori i costi dei piani di “rilancio”, liquidare i loro diritti, comprimere il salario, privatizzare e svendere le aziende strategiche per garantire i voraci interessi dei grandi capitalisti italiani e stranieri.

    Per i magnati dell’acciaio e i loro governi amici non basta che gli operai siano torchiati come le olive, che subiscano quotidianamente gli incidenti e la nocività del lavoro salariato, che siano bastonati ogni volta che alzano la testa. Ora devono anche essere sbattuti in mezzo a una strada, in una regione in cui la disoccupazione è al 22%, per assicurare quote di produzione e relativi profitti.

    Ma la disastrosa situazione dell’azienda non è dovuta a colpe degli operai, bensì a criminali strategie aziendali dovute alla voracità di profitto dei padroni dell’Ilva, che per anni hanno calpestato le più elementari regole di sicurezza, avvelenando operai e cittadini.

    Con lo sciopero e la mobilitazione di massa, gli operai Ilva hanno chiarito che non si rassegnano alla disoccupazione e alla fame, che respingono il ricatto.

    La lotta degli operai Ilva è la lotta di tutti i lavoratori per impedire i licenziamenti per i profitti, i “licenziamenti di borsa” decisi dalle multinazionali e appoggiati dai governi borghesi.

    Questa lotta va estesa e proseguita senza cadere nelle illusioni riformiste e senza lasciarsi ingannare dalle promesse elettoraliste!

    Riprendiamo fiducia nella nostra grande forza, difendendo in maniera intransigente i nostri interessi: nessun posto di lavoro deve essere perso, nessuna fabbrica deve essere chiusa, no ai tagli del salario, salute e l’ambiente devono essere garantiti!

    Chiamiamo tutti gli sfruttati alla costruzione del fronte unico operaio dal basso, con propri organismi (Comitati, Consigli, etc.) per difenderci dall’offensiva padronale e governativa, dalla complicità e dai cedimenti dei partiti borghesi e dei burocrati sindacali, che già frenano la lotta.

    Uniamo in solo fronte, in una sola vertenza le lotte che padroni, governo e i loro lacchè vogliono mantenere divise. Basta con la divisione fra sfruttati!

    E’ ora di costruire lo sciopero generale nazionale per il lavoro, per il pane, contro i sacrifici e le spese di guerra! E’ ora di occupare le fabbriche che chiudono e licenziano!

    Il problema non è sindacale; il problema è politico. Non riguarda solo gli operai dell’Ilva, non riguarda solo le città di Taranto e di Genova, ma l’intera società italiana: se l’economia fondata sulla proprietà privata dei mezzi di produzione per far arricchire sempre più un pugno di parassiti deve continuamente distruggere forze produttive, se pone a una comunità di lavoratori e di cittadini l’alternativa di morire di cancro o morire di disoccupazione e di miseria, vuol dire che questa economia è marcia fino alle midolla e deve essere distrutta da una rivoluzione che abbia il proletariato come  protagonista.

    Operai, lavoratori, prendiamo nelle nostre mani questa grande questione sociale, prepariamo le condizioni della vittoria della rivoluzione socialista. Si uniscano fin d’ora i proletari più consapevoli e avanzati con i coerenti comunisti in un’organizzazione politica che non abbia solo il nome, ma la sostanza, la linea politica, il programma e la combattività di una vera forza comunista basata sul movimento operaio. Costruiamola insieme!

    1 giugno 2017

     

    Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia

    http://www.piattaformacomunista.com/

    [email protected]

  • Carlo Malinconico tra i relatori del convegno “Periferie, mezzogiorno e dignità della persona”

    Il convegno "Periferie, mezzogiorno e dignità della persona", tenutosi a Cava de’ Tirreni, è stato l’occasione per presentare anche lo strumento "L’Osservatorio della Città". L’avvocato Carlo Malinconico è intervenuto in qualità di relatore.

    L'avvocato Carlo Malinconico

    L’intervento di Carlo Malinconico al convegno "Periferie, mezzogiorno e dignità della persona"

    Un incontro di prestigio quello tenutosi al Palazzo di Città di Cava de’ Tirreni, alla presenza del Sindaco Vincenzo Servalli. Professionisti ed esperti in materia si sono alternati per parlare di "Periferie, mezzogiorno e dignità della persona", un tema di stretta attualità che coinvolge su scala più ampia tutti i cittadini. Moderato dal giornalista Giuseppe Blasi, il convegno ha visto la partecipazione dei parlamentari Lucio Romano e Lorenzo Dellai e dei docenti universitari Roberto Gerundo, Carlo Malinconico e Roberto Parente, introdotti dal coordinatore Nazionale di Democrazia Solidale Paolo Ciani. La manifestazione è stata arricchita dalla presentazione di uno strumento che ha il fine di coinvolgere i cittadini nella vita politica, "L’Osservatorio sulla Città". Tale mezzo accresce le competenze sulle caratteristiche demografiche, sociali, culturali ed economiche del territorio metelliano, andando incontro di conseguenza alle richieste dei cittadini sui servizi erogati. Le analisi basate sui dati ricavati dallo strumento saranno funzionali all’allocazione e alla razionalizzazione delle risorse sulla base dei punti di criticità delineati.

    Studio Legale Malinconico: le attività della "boutique" guidata dall’avvocato Carlo Malinconico

    Diritto amministrativo, diritto dell’unione europea, diritto civile dei contratti e dei danni, diritto penale amministrativo: sono questi i principali ambiti di intervento dello Studio Legale Malinconico, fondato dall’avvocato e professore universitario Carlo Malinconico. Tra le attività generali si segnalano: consulenza e assistenza in materia di appalti e concessioni, urbanistica e dell’ambiente; energie rinnovabili; procedure espropriative, accordi di programma, conferenze di servizi, conciliazioni e arbitrati; il diritto pubblico dell’economia; il rapporto di servizio con amministrazioni pubbliche; la responsabilità contabile e la responsabilità penale delle persone giuridiche. Avviato nel 2003, lo Studio Legale Malinconico si occupa, inoltre, di assistenza nelle liti davanti alle giurisdizioni superiori italiane e comunitarie, ai tribunali civili, amministrativi e penali, alle camere arbitrali.

  • CAMPAGNE LIBERALI: GALLETTI FIRMI LA DICHIARAZIONE DI AMSTERDAM A FAVORE DELL’OLIO DI PALMA SOSTENIBILE

    Roma, 17 maggio 2017 – In vista dell’incontro del G7 dei Ministri dell’Ambiente, in programma a Bologna dal 10 al 12 giugno, Campagne Liberali scrive al Ministro Gian Luca Galletti, invitandolo a firmare la Dichiarazione di Amsterdam per fermare la deforestazione favorendo la produzione dell’olio di palma sostenibile, e a estendere l’invito ai colleghi che ancora non l’hanno fatto.

    La Dichiarazione – che è già stata sottoscritta dai governi di Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Regno Unito –invita le imprese produttrici di olio di palma a fermare la deforestazione, favorendo invece coltivazioni pienamente sostenibili.

    “Il Parlamento europeo – si legge nel testo della lettera – ha recentemente approvato una risoluzione in cui si invita la Commissione e tutti gli Stati membri che non hanno ancora agito in tal senso a dimostrare la propria volontà nel conseguire un impegno nazionale a livello dell’Unione Europea per ottenere il 100% di olio di palma sostenibile certificato entro il 2020 firmando e attuando la Dichiarazione di Amsterdam sui progressi verso l’eliminazione della deforestazione dalle catene di approvvigionamento delle materie prime agricole con i paesi europei, e ad adoperarsi verso un impegno settoriale a sostegno di una catena di approvvigionamento dell’olio di palma pienamente sostenibile sempre entro lo stesso anno”.

    “La produzione di olio di palma sostenibile favorisce la salvaguardia delle foreste e consente ai produttori locali di creare un’economia sempre più prospera, e quindi più sensibile alle questioni ambientali”, prosegue ancora la nota di Campagne Liberali, che così conclude: “Si può fare ancora molto e la firma della Dichiarazione di Amsterdam è un ulteriore e importantissimo passo in questa direzione”.

  • Dichiarazione CIPOML su vertice NATO Bruxelles

    Manifestiamo uniti contro la politica di guerra!

    Fuori dalla NATO e dalla UE guerrafondaie

    e antipopolari!

     

    Il prossimo vertice della NATO che si terrà a Bruxelles il 24-25 maggio, con la presenza dell’ultrareazionario guerrafondaio Trump, vedrà un’ampia mobilitazione internazionale del movimento popolare per la pace e la democrazia.

    Noi, membri europei della Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti (CIPOML), appoggiamo risolutamente l’azione di massa, le marce di protesta e gli incontri che si succederanno per denunciare il ruolo guerrafondaio, militarista e antipopolare della NATO e della UE ed informare i lavoratori e i popoli.

    Fondata nel 1949 contro il campo socialista e le forze di opposizione operaie, popolari e democratiche, la NATO è stata costruita come una macchina di minaccia, provocazione e guerra esterna e interna (è noto che la rete Stay Behind ha svolto un ruolo cruciale nella “strategia della tensione” e nel terrorismo fascista).

    Questa alleanza militare aggressiva e criminale da sempre è lo strumento fondamentale del dominio dell’imperialismo USA per soggiogare i popoli europei e limitare fortemente la loro sovranità nazionale.

    Dopo il crollo dell’URSS, la NATO invece di dissolversi, ha rafforzato il suo approccio offensivo a e la sua potenza militare “fuori area”, specialmente espandendosi verso est, seguendo una strategia di controllo continentale, di estensione delle sue attività e di accerchiamento della Russia imperialista, che da parte sua reagisce con un vasto programma di riarmo e operazioni militari per rompere l’unità politica dei suoi rivali. La NATO ha anche esteso le sue relazioni con Stati come Israele, Egitto, Colombia… mentre Trump vuole un maggiore impegno della NATO nella “guerra al terrorismo”.

    Nessun problema è stato risolto con gli interventi militari della NATO (Afghanistan, Libia, etc.), ma al contrario i problemi si sono approfonditi sempre più, perché questi interventi hanno provocato una gran quantità di vittime civili, atrocità, distruzioni, il diffondersi di guerre civili reazionarie e un enorme flusso migratorio.

    Il vertice di Bruxelles è connesso all’ulteriore ampliamento e agli interventi militari di questa alleanza guerrafondaia. La NATO e i suoi vassalli dispiegano battaglioni in Polonia, nei paesi Baltici, in Ungheria, mentre potenziano l’armamento nucleare e rafforzano l’apparato militare in Nord Africa e  nel Medio Oriente, con il pretesto della lotta al terrorismo jihadista, un fenomeno che si alimenta con la politica di guerra e il depredamento dei paesi dipendenti.

    Un altro aspetto del vertice di Bruxelles è quello della modernizzazione dell’arsenale atomico e l’installazione di nuove basi e scudi nucleari, cosiddetti difensivi, in accordo con la linea seguita da Obama-Clinton e proseguita da Trump con lo slogan nazionalista e guerrafondaio “make US military great again”.

    La NATO, come ha dichiarato recentemente il nuovo capo del Pentagono, Mattis “Mad Dog”, è «la base fondamentale per gli Stati Uniti». Infatti, questa organizzazione serve a mantenere la supremazia mondiale USA, oggi sfidata dall’emergere di potenze rivali.

    Trump ha anche dichiarato «noi sosteniamo fortemente la Nato, ma i nostri partner devono rispettare i loro obblighi finanziari», cioè aumentare la spesa militare fino al 2% del PIL. Questo peso ricadrà sulle spalle della classe operaia e delle masse popolari, che soffrono le pesanti conseguenze della crisi economica e delle misure di austerità.

    I diktat di Trump sono stati pronatmente accettati dai leader dell’UE, che allo stesso tempo si sono lanciati in una “politica di difesa europea”, ossia la costruzione di un esercito comune europeo complementare e subordinato alla NATO, per ottenere la loro parte del bottino.

    La UE dei monopoli e i suoi membri – con l’appoggio dei partiti neoliberisti, socialdemocratici e riformiste – cooperano strettamente con la NATO nella gestione delle crisi e nelle operazioni militari (Ucraina, Balcani, Afghanistan, Mediterraneo meridionale, Sudan, Somalia, etc.). Questa relazione strategica ha raggiunto nuovi livelli poiché la UE reagisce al suo fallimento sviluppando un corso più aggressivo, partecipando a guerre e interventi militari all’estero, mentre all’interno aumenta la reazione, il razzismo e la repressione.

    Il summit di Bruxelles avviene mentre lo sviluppo ineguale del capitalismo nei differenti paesi, le crescenti difficoltà economiche e politiche, il tentativo di scaricare le loro conseguenze sui propri rivali, stanno portando a un serio aggravamento dei rapporti fra le potenze imperialiste e capitaliste.

    Oggi, mentre la stagnazione economica si prolunga e la povertà si estende, la “globalizzazione”cede il passo al protezionismo, ai dazi doganali e alle guerre commerciali; si acutizza la concorrenza per i mercati di sbocco e le rotte commerciali, per le materie prime e le risorse energetiche, per l’acqua e le terre fertili, per le aree di influenza e le zone strategiche.

    Su questa base si sviluppa la politica di guerra e la corsa agli armamenti, di cui la NATO è battistrada per difendere i grandi interessi dei suoi Stati membri, soprattutto gli interessi nordamericani. Una politica che provoca distruzioni, morti e ondate di migranti, che inasprisce i contrasti in molte regioni del mondo – Europa dell’Est, Medio Oriente, Mar del Sud della Cina, penisola Coreana, Artico, etc. – così come genera enormi problemi nello spazio e nel cyber-spazio , produce la militarizzazione della società e accelera la formazione di blocchi imperialisti che possono portare a un conflitto generalizzato.

    Tutte le potenze imperialiste si stanno preparando a una nuova spartizione del mondo da compiersi con la guerra. Il rinascente nazionalismo, lo sciovinismo, il razzismo, la xenofobia, la crescita e l’affermazione di partiti di destra populisti e fascisti sono forze che incitano alla guerra in nome della “nazione” e diffondono l’odio fra i popoli.

    La borghesia e i suoi servi opportunisti dicono che è necessario accrescere costantemente le spese militari e militarizzare sempre più la società per “proteggere la “democrazia e lo stile di vita occidentale”, un falso slogan che è ampiamente diffuso con il pretesto di combattere quel terrorismo antipopolare che è esso stesso un prodotto delle guerre imperialiste.

    Queste “soluzioni” servono solo per abolire le libertà e i diritti dei lavoratori, dei sindacati, dei giovani, per continuare la politica di austerità e proteggere i privilegi di una minoranza di sfruttatori. La paura viene sparsa fra i popoli per legittimare la militarizzazione dell’economia e promuovere guerre nell’interesse dei proprietari del capitale, dei ricchi e dei parassiti.

    Lanciamo un appello alle masse che non vogliono la guerra, la reazione e nuovi sacrifici: uniamo le nostre forze, lottiamo insieme per la pace e la libertà dei popoli, organizziamo un fronte unito e mobilitiamoci contro i guerrafondai, andiamo a protestare contro il summit NATO a Bruxelles con le seguenti parole d’ordine:

    NO alla NATO e all’esercito europeo, strumenti di guerra e di terrore! Fuori dalla NATO, dall’UE e da tutte le alleanze guerrafondaie e antipopolari! Ritiro immediato di tutte le truppe spedite all’estero!

    Basta con la corsa alle armi, drastica riduzione delle spese militari, il denaro deve essere speso per i bisogni dei lavoratori e dei popoli, per la salute, l’educazione e i servizi sociali!

    Vogliamo un mondo libero dalle armi nucleari! No agli Stati di polizia e alla militarizzazione della società! Difendiamo con la lotta le libertà democratiche e i diritti che abbiamo conquistato!

    No alla chiusura militare dei confini contro i migranti! Sostegno alle lotte antimperialiste dei popoli  e delle nazioni oppressi! Abbasso il nazionalismo, il razzismo e il fascismo!

    Viva la solidarietà internazionale dei lavoratori e dei popoli!

    Maggio 2017

     

    Partito Comunista degli Operai di Danimarca (APK)

    Partito Comunista degli Operai di Francia (PCOF)

    Organizzazione per la Costruzione del Partito Comunista degli Operai di Germania (Arbeit Zukunft)

    Movimento per la riorganizzazione del Partito Comunista di Grecia (KKE 1918-1955)

    Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia

    Organizzazione Revolusjon e Piattaforma Comunista Marxista-Leninista di Norvegia

    Partito Comunista di Spagna (marxista-leninista) – PCE (m-l)

    Partito del Lavoro (EMEP), Turchia

     

    www.piattaformacomunista.com/

    [email protected]

  • Antonello De Pierro celebra i 30 anni di carriera di Gennaro Marchese

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti è intervenuto presso il Billions di Roma al party in onore del noto visagista per dare voce “alle eccellenze di cui l’Italia non è mai stata avara
    Antonello De Pierro e Gennaro Marchese
    Roma – Un party d’eccezione, degno di essere catalogato di diritto negli annali della mondanità capitolina, ha salutato i trent’anni di carriera del celebre visagista delle dive Gennaro Marchese. La cornice scelta per festeggiare in pompa magna la ricorrenza, nonché il genetliaco dell’artista, è stata quella elegante e suggestiva del Billions dei fratelli Francolini, dove i selezionatissimi ospiti sono stati accolti con tutti i crismi dalla padrona di casa, l’impeccabile contessa Maria Antonietta Gallo.
    Antonello De Pierro, Roberta Giarrusso e Gennaro Marchese
    Nella parte loro riservata e blindatissima all’accesso dei tanti astanti del locale, accorsi in massa e desiderosi di incontrare i numerosi vip presenti, gli invitati hanno potuto deliziare i palati con le prelibatezze di un menu curato in ogni particolare, mentre dall’imponente schieramento dei tanti fotografi giunti nel locale sono partite, senza economia, raffiche di flash per immortalare i volti dell’indimenticabile serata.Gennaro Marchese, Gioia Scola e Antonello De Pierro

    Sono stati in tanti gli amici che hanno voluto celebrare il noto truccatore, che ha scritto pagine indelebili del cinema, della musica e del teatro, imprimendo la sua firma su tanti volti famosi col suo inconfondibile stile.Gennaro Marchese, Viviana Natale e Antonello De Pierro

    Tra questi il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti e direttore di Italymedia.it Antonello De Pierro, che, al di là del legame amicale che lo lega al festeggiato, ha voluto omaggiare “l’incommensurabile espressione artistica elargita da Gennaro per mezzo del suo lungo esercizio professionale, che ha prodotto tangibilmente e indelebilmente i suoi effetti nella storia dello spettacolo“, come lui stesso ha affermato. L’ex direttore e voce storica di Radio Roma, il quale è solito, con la sua attività giornalistica e politica, dare voce “alle eccellenze di cui l’Italia non è mai stata avara“, è giunto al Billions accompagnato dalla splendida Isabella Picchione, talentuosa attrice di teatro reduce dal successo ottenuto con la pièce “Le troiane”, la celeberrima tragedia di Euripide, recentemente portata in scena presso il teatro San Giuliano a Roma. “Sono qui per festeggiare un amico che, grazie alla valida esplicitazione creativa manifestata durante il suo intenso percorso carrieristico, fa parte del patrimonio culturale che il nostro paese può vantare“, ha concluso De Pierro.Antonello De Pierro e Adriana Russo

    Fotografi scatenati nel tempestare di scatti la bellissima Roberta Giarrusso, in dolce attesa, con il compagno Riccardo De Pasquale, ma non hanno lesinato la loro azione anche per gli altri, tra cui l’affascinante Gioia Scola, la grande Adriana Russo, che ha sfoggiato un decolleté da sogno, la bellissima Viviana Natale, ex moglie del bomber della Lazio Beppe Signori, i registi Pierfrancesco Campanella e Maurizio Anania, la rediviva Alessandra Di Sanzo, che ha legato indissolubilmente il suo nome al celeberrimo film “Mery per sempre” di Marco Risi, l’attrice e cantante Rosa Miranda. E ancora Brando Giorgi, Giucas Casella, Raffaello Balzo, Cristian Verre, Rosa Pianeta, Roberta Garzia, Marcelo Fuentes, Antonella Angelucci, Francesca Piggianelli, Nando Moscatello, Alessandro Messina e Silvio Laurenzio.
    Antonello De Pierro e Alessandra Di Sanzo

    (Foto di Marco Bonanni)

  • Manifesto internazionale per un 1° Maggio di unità e lotta

    PER UN 1° MAGGIO DI UNITA’ E LOTTA CONTRO IL NAZIONALISMO, IL RAZZISMO, IL FASCISMO E LA POLITICA DI GUERRA!

    ALZIAMO LA BANDIERA DELL’INTERNAZIONALISMO PROLETARIO!

    Operai, lavoratori, giovani, donne e popoli oppressi di tutti i paesi!

    Il lungo periodo di scarsa crescita economica e l’aumento dell’instabilità politica, fanno emergere in modo più acuto le contraddizioni che lacerano il mondo capitalista.

    Sebbene minato dalla sua crisi generale e da quelle cicliche, questo sistema continua a stare in piedi. Se non ci uniremo e organizzeremo per combatterlo e abbatterlo, questo caduco sistema durerà mantenendo il suo carattere sfruttatore e oppressore. Senza dubbio le fondamenta su cui si erige sono fradicie e le sue contraddizioni si esacerbano. Gli attacchi contro la classe operaia internazionale e i popoli oppressi si intensificano. Come risultato vediamo:

    *L’inasprimento della lotta per i mercati, il protezionismo, le dispute commerciali e monetarie, l’emergere del nazionalismo nella politica economica, che aggrava ed esaspera i problemi fra i paesi imperialisti e capitalisti, particolarmente fra USA, UE, Cina e Russia.

    * L’accentuarsi della politica di guerra, l’aumento delle spese militari e della corsa al riarmo. Le potenze imperialiste e i monopoli finanziari, in aspra rivalità fra loro, saccheggiano le risorse dei paesi dipendenti. La possibilità di una nuova guerra mondiale si profila in Medio Oriente. In Siria si manifestano chiaramente queste contraddizioni, mentre nelle regioni dell’Asia e del Pacifico si accumulano depositi di armi imperialiste.

    * Una feroce offensiva contro la classe operaia e gli altri lavoratori, per riversare sulle loro spalle le conseguenze delle gravi difficoltà economiche. I capitalisti e i loro governi intensificano lo sfruttamento, attaccano le organizzazioni dei lavoratori, distruggono i loro diritti democratici, criminalizzano la protesta sociale e reprimono i lottatori del proletariato.

    * Lo sviluppo della reazione politica e dell’autoritarismo, la limitazione della democrazia borghese, il dilagare della corruzione nei partiti delle classi dominanti, la deriva verso Stati polizieschi sotto il pretesto della lotta al terrorismo, e in alcuni paesi l’andata al potere dell’estrema destra e del fascismo.

    * Un’infame campagna ideologica dei settori più reazionari della borghesia per diffondere lo sciovinismo, il razzismo, l’odio contro i migranti, il fanatismo religioso, che servono ad ingannare e dividere i lavoratori e i popoli, e rafforzare così il dominio del capitale.

    * La crisi profonda della socialdemocrazia, stampella sociale del capitale, con una  grande perdita di consensi, mentre i partiti populisti si accaparrano strati impoveriti e delusi con la loro cinica demagogia “sociale” e un falso patriottismo.

    La borghesia condanna miliardi di esseri umani alla fame, alla miseria e alla disoccupazione sperando così di ritardare la fine inevitabile del suo sistema, impone regimi neoliberisti e reazionari, distrugge l’ambiente e prepara nuove guerre imperialiste.

    Ma il proletariato e i popoli non si arrendono, sono in piedi e combattono! Nel mondo sono sempre più numerosi i teatri di lotta contro lo sfruttamento capitalistico, contro l’imperialismo, i suoi lacchè, i suoi governi e i suoi partiti. Lo sviluppo del malcontento e della resistenza delle masse contro le cricche dominanti prepara il terreno a nuove ondate rivoluzionarie.

    Operai, lavoratori, giovani, donne e popoli oppressi di tutti i paesi!

    Manifestiamo uniti il 1° Maggio – giornata della solidarietà internazionale del proletariato – esigendo lavoro, salute, istruzione, servizi sociali, uguale salario a uguale lavoro, stessi diritti per tutti i lavoratori!

    Basta con la disoccupazione e la precarietà! Rivendichiamo la riduzione dell’orario di lavoro e dell’età pensionabile! No alla guerra e al fascismo, fuori i nostri paesi dalle alleanze belliciste, via dal potere i fautori della guerra, lottiamo per la pace e la libertà dei popoli!

    Diamo impulso al fronte unico della classe operaia per difendere i nostri interessi politici ed economici e portare avanti la lotta per farla finita con lo sfruttamento e l’oppressione capitalistica.

    Denunciamo e opponiamoci alla politica di collaborazione di classe promossa dai capi della socialdemocrazia e dalla burocrazia sindacale, sviluppiamo la linea dell’organizzazione e della lotta di classe per mobilitare le masse contro il capitale.

    E’ necessario costruire ampie coalizioni popolari, dirette dalla classe operaia, per sviluppare la resistenza all’offensiva capitalista, alla reazione imperialistica e alla politica di guerra: lottiamo con la prospettiva di spezzare il potere degli sfruttatori.

    E’ necessario unire la gioventù antifascista, antimperialista e democratica per conquistare un futuro radicalmente diverso da quello che ci riservano i capitalisti e i loro servi opportunisti.

    Oggi più che mai dobbiamo rafforzare e sviluppare la solidarietà internazionalista per lottare senza tregua contro i governi borghesi, avvicinare e unire il proletariato e le masse oppresse di tutti i paesi al fine di abbattere il comune nemico, l’imperialismo!

    Il Primo Maggio tutti nelle strade con le nostre bandiere rosse!

    Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti (CIPOML)

    Aprile 2017.

  • Per una celebrazione unitaria e combattiva del 100° anniversario della Rivoluzione Socialista d’Ottobre

    PER UNA CELEBRAZIONE UNITARIA E COMBATTIVA DEL 100° ANNIVERSARIO DELLA RIVOLUZIONE SOCIALISTA D’OTTOBRE

     

    Alle compagne e ai compagni comunisti, alle proletarie e ai proletari tutti, ai giovani rivoluzionari, all’intellettualità d’avanguardia, alle loro organizzazioni.

    Lo scorso 5 marzo 2017 – in occasione del 64° anniversario della scomparsa del compagno Stalin – si è costituito a Roma il Comitato promotore della celebrazione del centesimo anniversario della Rivoluzione Socialista d’Ottobre, che ha assunto la denominazione “Attualità della Rivoluzione d’Ottobre!”.

    Di fronte alla campagna anticomunista che la borghesia e gli esponenti delle varie tendenze opportuniste, revisioniste, socialdemocratiche, trotskiste, ecc., stanno conducendo, e in modo più aggressivo e calunnioso condurranno sino alla fine dell’anno del centenario, per affermare la tesi della inutilità della rivoluzione proletaria, per denigrare le grandi conquiste del socialismo realizzato nel secolo scorso e per dissuadere le masse lavoratrici e popolari di oggi dal preparare e compiere la loro rivoluzione socialista, intendiamo realizzare una celebrazione basata sul rilancio delle ragioni dell’Ottobre Rosso e sull’estrema attualità della rivoluzione proletaria.

    Lavoriamo per una ricorrenza diametralmente opposta e contraria a qualsiasi atteggiamento retorico, accademico, o caratterizzato dalla presunta “inattualità” della Rivoluzione d’Ottobre.

    Siamo impegnati per realizzare una celebrazione piena di entusiasmo e attitudine rivoluzionari, che contribuisca a valorizzare e attualizzare i genuini insegnamenti e le lezioni della Rivoluzione Socialista d’Ottobre, il suo significato fondamentale e la sua importanza a livello internazionale, per infondere nelle masse sfruttate e oppresse la consapevolezza che la rivoluzione socialista è l’unico mezzo per uscire dalla crisi generale del sistema capitalistico moribondo e criminale.

    Intendiamo lavorare per una celebrazione che sia al massimo unitaria e combattiva, che sappia mettere in evidenza ciò che sul terreno dell’attualità della Rivoluzione d’Ottobre unisce le forze partecipanti e che veda i sinceri comunisti, la classe operaia, i giovani e le donne rivoluzionari, le forze del sindacalismo di classe, le organizzazioni combattive delle masse popolari come protagonisti dell’evento.

    Il Comitato, di carattere aperto, ma fermo sulla necessità e attualità della Rivoluzione d’Ottobre, ha deciso di concretizzare la ricorrenza con una campagna comune, che si svilupperà nei prossimi mesi attraverso le seguenti attività.

    Realizzare incontri preparatori in diverse città con conferenze, incontri, mostre, cineforum, presentazioni di scritti di Lenin e di Stalin, rivolti soprattutto ai giovani proletari e agli studenti.

    Predisporre un manifesto nazionale con lo slogan “A 100 anni dalla Rivoluzione d’Ottobre prepariamoci alla Rivoluzione!”;

    Intensificare la propaganda per il centenario attraverso comunicati, volantini, etc.

    Le iniziative per il Centenario culmineranno in due eventi nazionali:

    – Un convegno-dibattito preceduto da una serata di cultura rivoluzionaria da tenersi il 28- 29 ottobre; nella stessa occasione, verrà proiettato il film “Ottobre” di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn.

    – Uno sciopero politico nazionale, con manifestazione il 7 novembre, che leghi le ragioni e l’estrema attualità della Rivoluzione Socialista d’Ottobre alle gravissime condizioni di lavoro e di vita della classe operaia e delle masse popolari, determinate da padroni e governo anche con l’abbattimento del diritto del lavoro, per un deciso e radicale cambiamento politico dalla parte dei lavoratori.

    E’ comune intendimento realizzare la celebrazione del Grande Ottobre con una forte valenza internazionalista e come un momento per sviluppare il confronto e il dibattito politico e ideologico sulle principali questioni all’ordine del giorno nel movimento comunista nazionale e internazionale, per aiutare e rilanciare il processo unitario basato sui principi del comunismo e sulla natura rivoluzionaria del marxismo-leninismo.

    Su queste basi il convegno sarà introdotto da una relazione comune del Comitato promotore, che rifletterà la natura di classe e rivoluzionaria della ricorrenza.

    Al termine della campagna sul 100° anniversario dell’Ottobre verrà svolto un bilancio politico comune dell’esperienza compiuta e verranno pubblicati gli atti.

    Invitiamo tutti i sinceri comunisti, la classe operaia e le forze autenticamente progressiste, le organizzazioni politiche, sindacali e sociali di classe del proletariato, le masse lavoratrici e popolari, i disoccupati, le donne e i giovani rivoluzionari, insomma, tutti coloro che hanno nel cuore la Rivoluzione Socialista d’Ottobre e ne invocano l’attualità ad aderire al Comitato sorto sulla base dell’appello che alleghiamo, partecipare alle prossime riunioni, dare il proprio apporto e sostenere le iniziative in programma.

    Viva la Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre!

    Roma, 18 marzo 2017

    Comitato “Attualità della Rivoluzione d’Ottobre!”

     

    Per contatti e adesioni scrivere a [email protected]  o telefonare ai numeri335.60633055 e 331.8134006  –  Fax 081.5071170

  • Antonello De Pierro rilancia l’importanza dello sport al Ferrari Awards di Anzio

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti, ospite alla prestigiosa kermesse portodanzese, ha sottolineato quanto sia oggi più che mai basilare sostenere ogni forma di attività sportiva per preservare la coesione della reale rete sociale di ogni individuo
    Antonello De Pierro premia Antonella Lizza alla presenza di Demetra Hampton
    Roma – Ad Anzio, sul litorale laziale, si è svolta l’altro giorno la terza edizione della popolare kermesse denominata “Ferrari Awards”, nata da un’idea del vulcanico imprenditore Mauro Boccuccia e organizzata dall’inimitabile Lisa Bernardini, facendo registrare un successo ancora più ampio rispetto alle già straordinarie manifestazioni precedenti. Un centinaio di bolidi del Cavallino Rampante di Maranello, quasi tutti rossi come da tradizione, hanno invaso rombanti la città di Nerone, sotto lo sguardo entusiasta dei cittadini anziati, che hanno applaudito il raduno capitanato da Fabio Barone, presidente del Club Italiano Passione Rossa, prima di parcheggiarsi nell’ampio parcheggio del noto locale Boccuccia, location dell’evento. La conduzione della lunga cerimonia di consegna dei premi è stata affidata al bravo Anthony Peth, condita dall’umorismo dei frequenti ed estemporanei interventi di Marco Baldini, scelto come padrino dell’edizione 2017.
    Antonello De Pierrp premia Antonella Lizza alla presenza di Demetra Hampton
    Particolarmente significativa è stata la presenza del giornalista presidente dell’Italia dei Diritti e direttore di Italymedia.it Antonello De Pierro. Infatti questi, negli anni in cui si è ritagliato un posto di diritto negli annali dell’emittenza radiofonica come direttore e voce storica di Radio Roma, ha legato il suo nome alla Ferrari e alla Formula 1 per aver voluto fortemente l’inserimento nel palinsesto della struttura di cui era a capo, la diretta delle gare del Campionato Mondiale di Formula 1, frutto della sua dnatica passione per l’automobilismo. Durante l’attribuzione dei trofei è stato scelto per consegnare la preziosa targa di puro cristallo alla pluridecorata Antonella Lizza, dodici volte campionessa mondiale di body building, con cui al termine del conferimento è stato protagonista di un simpatico ed esilarante siparietto. La popolare atleta, avvezza a sollevare in alto le coppe, ha fatto lo stesso con la targa, contenuta in un’elegante custodia, che è volata ed è finita in terra infrangendosi, tra le risate generali.
    Antonello De Pierro e Francesca Rettondini
    Da sempre grande assertore e sostenitore dell’importanza di ogni categoria sportiva De Pierro si è così espresso: “Ringrazio vivamente l’organizzatrice Lisa Bernardini, sempre garanzia di qualità, per avermi rivolto questo graditissimo invito, che ho accettato volentieri, e il patron Mauro Boccuccia per l’impeccabile ospitalità. Sono un grande amante della Ferrari e pertanto essere qui non può che riempirmi di gioia. Sono inoltre compiaciuto di essere stato scelto per premiare un personaggio sportivo, peraltro di cotanto valore atletico come Antonella, in quanto mi sono sempre adoperato per la promozione della pratica sportiva in ogni sua forma. Lo sport ha sempre rivestito un ruolo nodale nel parenchima sociale come sinonimo di aggregazione, ma oggi tale basilarità merita indubbiamente maggiore attenzione affinché possa godere di più considerazione. Infatti nell’ambito di una socialità reale coartata e soffocata da un contesto relazionale più virtuale grazie all’esasperata evoluzione del digitale, l’attività sportiva è un concime formidabile per favorire lo sviluppo aggregativo, amicale, ma anche salutare, nei corpi collettivi, perché lo sport è vita, è, ripeto, aggregazione sociale, è amicizia e pertanto favorisce quella coesione da cui non si può prescindere in ogni comunità di individui, rappresentandone un elemento di vitale importanza“.
    Antonello De Pierro e Demetra Hampton
    Lo spazio allestito per la prestigiosa premiazione ha visto sfilare personaggi di indubbio spessore, notoriamente e attivamente distintisi nelle categorie di appartenenza. Tra questi hanno riscosso grande apprezzamento nella categoria Spettacolo la bellissima Demetra Hampton, che è stata poi richiamata sul palco, per parlare di un importante progetto, durante la prefata premiazione di Lizza da parte di De Pierro, e l’effervescente e sempre avvenente Francesca Rettondini, presentatasi con un grazioso cagnolino nero in braccio, la cui presenza è stata molto gradita dall’ex direttore di Radio Roma, dimostratosi molto felice di rincontrarla, anche perché questa aveva in passato aderito a un’importante campagna di sensibilizzazione, da lui promossa sulle frequenze della storica emittente capitolina, finalizzata all’apertura di un Pronto Soccorso Veterinario gratuito nella Città Eterna.
    Antonello De Pierro e Roberta Marzullo
    Per l’Informazione a ricevere l’ambito trofeo sono stati i giornalisti Lucilla Quaglia, Dario Cirrincione e Dundar Kesapli, mentre per la Moda il relativa riconoscimento è andato allo stilista Carlo Alberto Terranova.
    La categoria Musica ha fatto registrare la consegna del premio al grande compositore Franco Micalizzi, autore di storiche colonne sonore cinematografiche, che lo ha ritirato dalle mani dello sceneggiatore e scrittore Marco Tullio Barboni, a cui lo lega da sempre una profonda amicizia.
    Antonello De Pierro e Francesca Rettondini
    Per lo Sport è stato premiato, oltre alla già citata Antonella Lizza, anche il campione olimpico di tiro a volo Francesco D’Aniello, e per l’Arte gli insigniti sono stati lo scultore Valerio Capoccia e il pittore Gino Di Prospero, ai quali è andato anche un riconoscimento da parte dello Spoleto Art Festival, consegnato personalmente dal presidente Luca Filipponi.
    C’è stato spazio anche per alcuni premi speciali che sono andati all’attore Costantino Comito e alla produttrice Graziella Terrei.
    Vale la pena sottolineare due momenti di spettacolo di grande valore artistico, le esibizioni di un giovanissimo talento che risponde al nome di Alessandro La Cava e di una professionista della voce come Roberta Marzullo. Entrambi hanno incantato tutti i presenti modulando magistralmente le loro emissioni vocali sulle note di splendide canzoni d’autore.
    Nel parterre tanti gli ospiti presenti, tra cui Emiliano Marsili, Giuseppina Iannello, Giovanni Brusatori, Veronica Bruni, Giuseppe Racioppi, Patrizia Ceruleo, Angelo Antonucci, Angelo Sagnelli, Sergio Bartalucci, Katia Perrini, Augusto Di Lorenzo, Michele Spanò, Eleonora Altamore, Ugo De Angelis, Assunta Gneo, Stefania Barone, Andrea Lala, Marcella Pretolani, Giancarlo Sirolesi, Daniela Prata, Antonio Geracitano, Nadia Cantelli, Simonetta Bumbi, Massimo Meschino e la grande modella Cristina Alexandra.

    (Foto di Marco Bonanni)

  • Ironia e polemica di Antonello De Pierro contro politica da Contini a Roma

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti è intervenuto all’evento in occasione della presentazione della nuova collezione dello storico marchio, esprimendosi a sostegno del commercio, stritolato da norme soffocanti dell’attuale ordinamento giuridico
    Antonello De Pierro e Antonio Giuliani
    Roma – Il copione della vigilia lasciava già presagire un enorme successo per la presentazione ufficiale della nuova collezione di articoli da regalo di Contini, lo storico esercizio commerciale capitolino, ma la realtà ha superato ogni più rosea previsione, con un’inimmaginabile ressa che ha invaso tutta via Appia, l’arteria stradale dove lo stesso è ubicato, tanto da creare problemi anche alla viabilità, particolarmente intensa in quella zona cittadina.
    Il tam-tam scatenato da Giò Di Giorgio, deus ex machina dell’evento, ha funzionato alla perfezione, richiamando un esercito smisurato di persone, nemmeno lontanamente ipotizzabile solo qualche ora prima, con numeri da rischio di turbamento dell’ordine pubblico. Di certo comunque bisogna registrare un pomeriggio di passione per chi ha scelto quel tratto di strada per il suo transito nelle ore di durata della straordinaria esposizione, con non pochi malumori tra gli automobilisti che nemmeno lontanamente si aspettavano un fiume umano da concerto rock sulla nota consolare romana.
    Luciana Frazzetto, Adriana Russo e Antonello De Pierro
    Il nome del testimonial del rendez-vous, il comico Antonio Giuliani, ha indubbiamente influito sull’affluenza, e qualcuno più fortunato è riuscito a farsi scattare una foto ricordo o a immortalarsi in un selfie con il celebre artista. Per il resto, sono stati i professionisti dei flash a raffica accreditati a monopolizzare gli scatti, mentre la stragrande maggioranza degli astanti si è dovuta accontentare di qualche click a distanza con lo smartphone.
    Un turbinio di flash dei numerosi paparazzi accorsi all’interno del locale ha investito anche gli altri ospiti, tra cui il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it, passato agli annali dell’etere capitolino come ex direttore e voce storica di Radio Roma, che non ha voluto mancare all’appuntamento, come sempre, quando gli è possibile, a sostegno di realtà imprenditoriali e commerciali.
    “Sento il dovere civico e morale — ha dichiarato polemico e ironico al contempo — di esplicare il mio supporto a chi ancora ha il coraggio di proseguire nella gestione di attività commerciali, o meglio, di continuare a investire. Mi inchino di fronte a questi arditi cittadini, che la politica degli ultimi anni, nel nome della lotta all’evasione e del risanamento della fiscalità statale, ha stritolato tra le maglie di tasse e imposte e schiacciato pertanto sotto il macigno della pressione fiscale. Ci troviamo di fronte a degli eroi, che riescono a sfidare tutti gli elementi avversi imposti dalle norme sempre più stringenti e ostili, le quali, invece di incentivare gli investimenti, scoraggiano e demoralizzano, decretando la morte del piccolo commercio. Sono tanti valorosi che hanno scelto di continuare, nonostante sappiano che il vampiro statale è lì pronto costantemente a succhiare il frutto pecuniario della fatica e delle energie profuse nel lavoro d’impresa. Nel caso di specie dello storico marchio Contini credo che ci sia una fusione di più elementi portanti che ci permettono ancora di godere dei suoi prodotti. Da un lato ci sono la voglia, la passione, che generano e nutrono l’audacia imprenditoriale, dall’altro l’affetto per la tradizione, l’attaccamento vero e inoppugnabile a una continuità d’impresa difficile da coartare. E il risultato di ciò si riscontra ictu oculi nell’ottima riuscita dell’evento odierno”.
    Tra gli altri sono intervenuti le straordinarie attrici Adriana Russo e Luciana Frazzetto, Pierfrancesco Campanella, l’on. Antonio Paris, la modella Marika Oliverio, Antonio Jorio, Riccardo Bramante, Ester Campese, i Milk & Coffee, Daniela Diaferio, Roberta Salvagnini, Roselyne Mirialachi, Oscar Garavani, Elisabetta Viaggi, Antonella Uspi, Sara Pastore, Maria Elena Fabi e Sabrina Tutone.
    (Foto di Laura Pelargonio)