Oro e argento sono metalli preziosi che fin dall’antichità sono stati utilizzati non solo per realizzare gioielli ed oggetti decorativi preziosi ma anche come mezzo per accumulare ricchezza.
Basti pensare che oro e argento erano usati nelle prime forme di commercio come moneta di scambio essendo il loro valore riconosciuto in ogni luogo.
Ancora oggi oro e argento sono metalli preziosi che godono di una credibilità tale che hanno anche un fiorente mercato di scambio per quanto riguarda i gioielli e gli oggetti usati realizzati con questi metalli preziosi.
Basta recarsi presso un compro oro Firenze, Pisa o altrove per monetizzare il valore di qualsiasi tipologia di oggetto realizzato in oro e argento.
In questo modo otterremo una valutazione che si baserà sia sul peso di questi metalli preziosi a prescindere dal loro stato di conservazione.
In particolar modo l’oro negli ultimi anni è stato il protagonista principale del giro di affari dei compro oro.
In alcuni anni la quantità di oro usato venduta in italia dai privati è stata tale da far divenire il paese un esportatore del prezioso metallo giallo, nonostante non esistano in attività miniere aurifere sul territorio italiano.
La facilità con oro e argento possano essere monetizzati giustifica il fatto che questi siano considerati in periodo di crisi degli eccellenti beni rifugio.
Questi metalli tendono ad aumentare il loro valore in particolar modo quando la situazione economica e finanziaria mondiale attraversa periodi di crisi.
In questi periodo la domanda di oro e argento per investimento tende ad aumentare in modo anche molto importante, in questi casi per chi vende oro anche usato si prospetta la possibilità di ottenere ottimi guadagni anche vendendo vecchi oggetti preziosi.
L’oro vecchio viene acquistato anche in piccole quantità dai compro oro che una volta raggiunta una certa quantità lo rivendono in blocco ad un banco metalli autorizzato per la fusione e per le lavorazioni necessaria a riportarlo ad essere oro puro in lingotti.
Categoria: Economia e Finanza
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Rc auto: in Umbria scattano gli aumenti per 15.200 automobilisti
Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per circa 15.200 automobilisti umbri; secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2020, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo dell’RC auto.
Il dato, frutto dell’analisi di oltre 5.800 preventivi di rinnovo RC auto raccolti a dicembre 2020 in Umbria tramite Facile.it, evidenzia come il valore sia notevolmente diminuito (-34,1%) rispetto a quello rilevato nel 2019. Il Covid e le limitazioni alla mobilità imposte durante i lockdown hanno significativamente inciso sul numero di veicoli in circolazione determinando, di conseguenza, un calo dei sinistri stradali avvenuti nel corso dell’anno.
Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a gennaio 2021, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo in Umbria occorrevano, in media, 435,22 euro, vale a dire il 13,03% in meno rispetto allo stesso mese del 2020. Il dato è stato calcolato sulla base di 70.973 preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.
Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito
Dati interessanti emergono analizzando il profilo degli automobilisti umbri che vedranno scattare gli aumenti. Il primo è legato al sesso: fra gli uomini la percentuale di chi ha dichiarato un sinistro con colpa è pari al 2,56%, nettamente più bassa rispetto a quella rilevata tra le donne, dove il valore sale al 3,27%.
L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato evidenzia come gli impiegati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,91%) che farà scattare un aumento dell’RC auto.
Di contro, sono i pensionati coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2020 meno sinistri con colpa (1,86%), seguiti dagli operai (1,97%).
L’andamento provinciale
Se a livello regionale la percentuale di chi vedrà peggiorare la propria classe di merito è pari al 2,82%, analizzando il campione su base provinciale emerge che Perugia è la provincia umbra che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (3,21%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto.
Chiude la classifica Terni, area umbra dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,94%).
*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 70.973 preventivi effettuati in Umbria dai suoi utenti tra il 1 gennaio 2020 e il 31 gennaio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate
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Rc auto: in Piemonte scattano gli aumenti per 60.000 automobilisti
Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per circa 60.000 automobilisti piemontesi; secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2020, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo dell’RC auto.
Il dato, frutto dell’analisi di quasi 38.000 preventivi di rinnovo RC auto raccolti a dicembre 2020 in Piemonte tramite Facile.it, evidenzia come il valore sia notevolmente diminuito (-38,4%) rispetto a quello rilevato nel 2019. Il Covid e le limitazioni alla mobilità imposte durante i lockdown hanno significativamente inciso sul numero di veicoli in circolazione determinando, di conseguenza, un calo dei sinistri stradali avvenuti nel corso dell’anno.
Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a gennaio 2021, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo in Piemonte occorrevano, in media, 434,31 euro, vale a dire il 12,33% in meno rispetto allo stesso mese del 2020. Il dato è stato calcolato sulla base di 471.352 preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.
Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito
Dati interessanti emergono analizzando il profilo degli automobilisti piemontesi che vedranno scattare gli aumenti. Il primo è legato al sesso: fra gli uomini la percentuale di chi ha dichiarato un sinistro con colpa è pari al 2,36%, più bassa rispetto a quella rilevata tra le donne, dove il valore sale al 2,72%.
L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato evidenzia come i disoccupati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,74%) che farà scattare un aumento dell’RC auto. Seguono i liberi professionisti (3,58%), gli insegnanti (2,93%) e i pensionati (2,77%).
Di contro, sono gli appartenenti alle forze armate colore che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2020 meno sinistri con colpa (1,59%); segue il personale medico (1,65%).
L’andamento provinciale
Se a livello regionale la percentuale di chi vedrà peggiorare la propria classe di merito è pari al 2,49%, analizzando il campione su base provinciale emerge che Asti è la provincia piemontese che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (3,23%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto.
Seguono nella graduatoria le province di Novara (2,97%), Alessandria (2,66%) e Biella, dove la percentuale di chi ha dichiarato un incidente con colpa è pari al 2,63%.
Valori inferiori alla media regionale, invece, per le province di Torino (2,48%) e Vercelli (2,11%). Chiudono la classifica Verbano-Cusio-Ossola (1,86%) e Cuneo, area piemontese dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,81%).
*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 471.352 preventivi effettuati in Piemonte dai suoi utenti tra il 1 gennaio 2020 e il 31 gennaio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate
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Mercati finanziari, Pompeo Pontone: “Nel 2020 un nuovo paradigma”
Secondo Pompeo Pontone, Investor e Investment Specialist, siamo di fonte ad un nuovo paradigma del modello di mercato.
Pompeo Pontone: la disconnessione tra mercati e realtà
Sebbene il mondo stia attraversando un momento storico di crisi a causa della pandemia da Covid-19, con le economie mondiali colpite dagli effetti delle restrizioni, negli ultimi mesi del 2020 i mercati finanziari hanno toccato nuovi record. Un vero e proprio scollamento tra finanza ed economia reale, spiega Pompeo Pontone, attivo nel settore da oltre 25 anni ed esperto di Capital Markets. “Le azioni globali continuano a crescere nonostante le valutazioni elevate quasi da record – ha evidenziato – lo stesso vale per il bitcoin, poiché alcuni investitori sono preoccupati per il valore delle valute tradizionali”. Citando un recente contributo di Bloomberg, l’esperto annovera tra le cause l’esplosione al rialzo dell’offerta di moneta da parte delle banche centrali avvenuto nel 2020: “La Fed, la BCE, la BOJ e la BOE possiedono attività finanziarie che ora equivalgono a oltre il 50% del PIL complessivo dei loro paesi”. Le azioni intraprese da banche e governi per fronteggiare la crisi e che ha portato il valore aggregato dell’offerta di moneta a quasi 100 trilioni di dollari, ha convogliato gran parte del denaro negli asset finanziari e in particolare nel mercato azionario. Ma le risposte alla pandemia da parte di banche e governi possono mettere a rischio il valore delle valute nazionali, determinando l’aumento delle valutazioni di oro e criptovalute: “Il 2020 ha sicuramente posto le basi di un nuovo paradigma del modello di mercato”, ha commentato Pompeo Pontone.
Pompeo Pontone: l’esperienza e le competenze professionali
La carriera di Pompeo Pontone inizia a Londra, nel 1995. Subito dopo il conseguimento della laurea in Economia presso l’Università Bocconi di Milano e di un Master in Finanza Quantitativa presso il Birkbeck College, lavora come Research Analyst per Stone & McCarthy. Il suo iter professionale prosegue a Milano, presso Unicredit, in qualità di Fixed Income Analyst. Passa poi a Pioneer Investments come Vice President Fund Manager e successivamente a Intesa come Director Co-Head of Credit Portfolio & Asset Management. Nel 2001 è in Fineco con il ruolo di Managing Director, mentre dall’anno successivo occuperà per 8 anni lo stesso incarico presso BMPS Londra. Sempre a Londra riveste nuovamente la carica di Managing Director – Head of Alternative Investments and Asset Management per Amstel Securities LLP fino al 2012 e poi quella di Senior Financial Advisor per la Method Investments & Advisory Ltd. Oggi Pompeo Pontone ha deciso di sfruttare le numerose competenze acquisite offrendosi come consulente esperto in Investment Management e Finanza Quantitativa. Grazie alla passione per l’informatica, attualmente è impegnato anche in progetti di FinTech e Data Science.
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Covid-19 “contagia” le etichette dei prodotti: volano i claim relativi al rinforzo del sistema immunitario nel food e quelli sull’efficacia contro germi e batteri nel non food. Lo rivela la…
Che impatto ha avuto l’emergenza sanitaria sulle caratteristiche dei prodotti segnalate sulle loro confezioni? E come questo ha influito sulle loro vendite? Le risposte nella nuova edizione dell’Osservatorio Immagino, che ha misurato l’andamento di 10 fenomeni di consumo, dal “free from” all’italianità. Con un approfondimento dedicato all’emergenza Coronavirus e un dossier sulla sostenibilità nel carrello della spesa degli italiani.
Le etichette dei prodotti sugli scaffali come “termometro” dei trend di consumo, dei fenomeni emergenti e delle caratteristiche determinanti per il successo di un prodotto, alimentare e non, nel carrello della spesa. È questo lo spirito con cui, nel 2016, è nato l’Osservatorio Immagino: un approccio innovativo che anche durante l’emergenza sanitaria si è confermato efficace nel documentare i cambiamenti dell’offerta presente nei punti vendita e degli acquisti effettuati dagli italiani.
La nuova edizione dell’Osservatorio Immagino GS1 Italy, l’ottava, racconta gli effetti della pandemia sul mondo del largo consumo italiano, misurati con una doppia ottica: da un lato monitorando l’evoluzione dei claim e delle informazioni volontarie presenti sulle confezioni e dall’altro collegando i prodotti alle vendite canalizzate da supermercati e ipermercati.
«L’Osservatorio Immagino di GS1 Italy si rivela essere uno strumento importante di diffusione della conoscenza anche in un periodo di incertezza come quello che stiamo attraversando» afferma Francesco Pugliese, presidente di GS1 Italy. «Con la sua capacità di fotografare e interpretare i fenomeni di consumo, fornisce un contributo di qualità per sostenere le decisioni che le aziende devono prendere per servire al meglio il consumatore. E, insieme al servizio Immagino, è diventato uno standard di fatto per lo scambio delle informazioni e delle immagini di prodotto per l’intero sistema del largo consumo».
I numeri
La nuova edizione dell’Osservatorio Immagino elabora i dati di vendita e le informazioni presenti sulle etichette di oltre 115 mila prodotti di largo consumo, alimentari e non alimentari, venduti in supermercati e ipermercati italiani. Questa enorme basket di prodotti – che è raddoppiato rispetto alla prima edizione dello studio– a giugno 2020 ha sviluppato circa 37,6 miliardi di euro di vendite, pari all’82,1% del sell-out totale realizzato da ipermercati e supermercati.
I contenuti
Come fa dal 2016, basandosi sulle indicazioni e sui claim presenti sulle confezioni, l’Osservatorio Immagino ha organizzato questo mega carrello della spesa in 10 panieri che rappresentano altrettanti fenomeni e tendenze di consumo:
Nel food:
- Italianità: le declinazioni del “made in Italy”, le Dop e le regioni in etichetta.
- Free from: i claim consolidati e quelli emergenti nel mondo dei prodotti “senza”.
- Rich-in: i claim consolidati e quelli emergenti nei prodotti ricchi o arricchiti.
- Intolleranze: la dinamica dei prodotti “senza glutine” o “senza lattosio”.
- Lifestyle: vegetariano, vegano, biologico, halal e kosher. Il cibo identitario.
- Loghi e certificazioni: Fairtrade, Ecolabel, Cruelty free. I nuovi valori in etichetta.
- Ingredienti benefici: dall’avocado al matcha, i gusti e i sapori più trendy.
- Texture dei prodotti: ruvido o croccante? Le consistenze evidenziate sul packaging.
Nel non food:
- Cura persona: i prodotti per la cura personale, con un focus su quelli biologici.
- Cura casa green: la sostenibilità dei prodotti per la pulizia indicata in etichetta.
Effetto Covid
Analizzando i consumi del 2020, non si può non considerare la pandemia. L’Osservatorio Immagino ha costruito due panieri, uno nel food e l’altro nel non food, in cui ha raccolto i prodotti che hanno evidenziato in etichetta almeno un claim collegabile alle nuove esigenze dettate dall’emergenza sanitaria, come:
- L’efficacia nel rimuovere germi e batteri.
- La capacità di rinforzare il sistema immunitario.
- La presenza di vitamine considerate benefiche.
Nel caso del paniere alimentare, nei 12 mesi analizzati le vendite dei 950 prodotti individuati sono aumentate di +5,3%, grazie alla crescita della domanda. Invece il sell-out dei 647 prodotti del paniere non food è cresciuto di +27,0% rispetto ai 12 mesi precedenti.
La sostenibilità in etichetta
Un corposo dossier è dedicato al tema della sostenibilità e a come viene comunicata dalle aziende sulle confezioni dei prodotti. L’Osservatorio Immagino ha, infatti, rilevato che il 20,9% dei prodotti monitorati riporta in etichetta almeno un claim o una certificazione relativi al mondo della sostenibilità e li ha organizzati in quattro cluster:
- Management sostenibile delle risorse.
- Agricoltura e allevamento sostenibili.
- Responsabilità sociale.
- Rispetto degli animali.
Il carrello della spesa “green” costruito dall’Osservatorio Immagino comprende oltre 24 mila prodotti, che hanno generato oltre 9,1 miliardi di euro di vendite e, in 12 mesi, ha messo a segno una crescita di +5,5% a valore.
Un’ulteriore analisi è dedicata alle sostenibilità nel mondo delle private label e un focus è incentrato sulla comunicazione in etichetta della riciclabilità dei packaging.
Per scaricare l’ottava edizione dell’Osservatorio Immagino: osservatorioimmagino.it
Per rimanere aggiornati e seguirlo sui social: #OsservatorioImmagino
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GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.
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Nuovi temi, aule virtuali e format più “smart”: l’Academy di GS1 Italy rinnova la sua proposta 2021. Con la didattica di qualità e “tailor made”
Dopo il boom del 2020, con 30 corsi multiclient e oltre 900 partecipanti, il department di GS1 Italy dedicato alla formazione aziendale presenta il suo calendario 2021. Molte le novità sia nella didattica sia negli argomenti dei corsi: dai tool per usare gli standard GS1 agli strumenti ECR nei processi collaborativi di filiera, passando per sostenibilità, blockchain, category management e out-of-stock. Tutti rivisti alla luce delle sfide dettate dal Coronavirus.
Il 2021 segna un nuovo step nel percorso dell’Academy di GS1 Italy, il department che dal 2004 si occupa della formazione aziendale offrendo un bagaglio di competenze e conoscenze nate da oltre 40 anni di esperienza nel settore del largo consumo e di collaborazione diretta con l’Industria e la Distribuzione.
L’impatto indotto dall’emergenza sanitaria, sia sulle modalità con cui realizzare la didattica, sia sulle esigenze delle aziende del largo consumo, hanno portato il team dell’Academy a ripensare l’offerta formativa nei temi, negli strumenti e nei format dei corsi.
«Già durante il 2020 abbiamo dovuto rinunciare ai corsi in presenza e siamo stati costretti a rimodulare il calendario formativo» spiega Silvia Scalia, ECR Italia and training director di GS1 Italy. «Un’operazione che ci ha dato grandi soddisfazioni perché abbiamo chiuso un anno da record, per numero di corsi e di partecipanti, con un elevato grado di soddisfazione. Partendo dall’esperienza del 2020 abbiamo quindi ridisegnato la nostra proposta e realizzato il calendario del 2021, che propone molte novità, adottate per rendere i corsi sempre più fruibili, multimediali e smart, e garantirne lo svolgimento in piena sicurezza per tutti».
Il calendario dei corsi 2021
Per il 2021 l’Academy di GS1 Italy propone un fitto calendario di corsi, suddivisi su diverse macro-aree che affrontano tutti i temi centrali per le aziende di produzione e distribuzione del largo consumo e del mondo dell’healthcare e dei dispositivi medici, rivisti e aggiornati alla luce dei cambiamenti e delle nuove sfide indotti dalla pandemia.
Ai contenuti già consolidati (come il codice a barre e gli altri standard GS1, la tracciabilità, le relazioni Industria – Distribuzione), quest’anno si sono aggiunti quelli legati alla blockchain, all’out-of-stock e alla sostenibilità, come la gestione green della supply chain e l’utilizzo di Circol-UP, lo strumento per misurare la circolarità in azienda. Inoltre, è stata arricchita in maniera considerevole l’area tematica del category management con percorsi dedicati all’omnicanalità e ai nuovi comportamenti di acquisto, alle vendite e al merchandising.
In particolare, i corsi dedicati ai diffusi standard GS1 hanno un taglio molto pratico perché forniscono alle aziende le basi per diventare autonome nel processo di codifica dei loro prodotti e servizi e per saper sfruttare gli strumenti GS1 in modo più ampio e performante, anche in ambiti innovativi come la blockchain. Mentre i corsi dedicati al mondo ECR affrontano i processi collaborativi nella filiera del largo consumo e il ruolo degli standard GS1 nel renderli più efficaci ed efficienti. Nel 2021 verrà ad esempio analizzato l’intero processo order-to-cash, per individuare i tool e gli strumenti che GS1 Italy propone in ogni tappa della supply chain.
Online è più facile e sicuro
I corsi sono gratuiti per tutti gli utenti GS1 Italy e sono tutti fruibili da remoto: realizzati via webinar o in aula virtuale, si avvalgono anche delle app sviluppate per Interno 1, il nuovo digital innovation center di GS1 Italy. E grazie all’Academy Learning Center, la piattaforma di formazione online di GS1 Italy, i webinar e i contenuti dei corsi restano sempre a disposizione degli iscritti, 24 ore al giorno, sette giorni su sette.
La formazione in azienda
Confermata anche quest’anno la formazione “tailor made”, con contenuti e modalità di svolgimento modulati appositamente sulla base delle esigenze, degli obiettivi e delle risorse delle singole aziende.
Tutta l’offerta formativa Academy di GS1 Italy è online all’indirizzo
gs1it.org/academy/Il calendario completo dei corsi è disponibile a questa pagina
gs1it.org/servizi/academy/calendario-corsi/Per approfondimenti e per i corsi in azienda, è possibile contattare Academy all’indirizzo [email protected].
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GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.
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Rc auto: nelle Marche scattano gli aumenti per 23.000 automobilisti
Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per circa 23.000 automobilisti marchigiani; secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2020, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo dell’RC auto.
Il dato, frutto dell’analisi di oltre 17.600 preventivi di rinnovo RC auto raccolti a dicembre 2020 nelle Marche tramite Facile.it, evidenzia come il valore sia notevolmente diminuito (-43,2%) rispetto a quello rilevato nel 2019. Il Covid e le limitazioni alla mobilità imposte durante i lockdown hanno significativamente inciso sul numero di veicoli in circolazione determinando, di conseguenza, un calo dei sinistri stradali avvenuti nel corso dell’anno.
Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2020, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo nelle Marche occorrevano, in media, 435,55 euro, vale a dire il 14,75% in meno rispetto allo stesso mese del 2019. Il dato è stato calcolato sulla base di 195.614 preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.
Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito
Dati interessanti emergono analizzando il profilo degli automobilisti marchigiani che vedranno scattare gli aumenti. Il primo è legato al sesso: fra gli uomini la percentuale di chi ha dichiarato un sinistro con colpa è pari al 2,34%, più bassa rispetto a quella rilevata tra le donne, dove il valore sale al 2,85%.
L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato evidenzia come i pensionati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,06%) che farà scattare un aumento dell’RC auto; a seguire gli operai (2,75%).
Di contro, sono gli appartenenti alle forze armate coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2020 meno sinistri con colpa (1,65%), seguiti dagli impiegati (2,08%).
L’andamento provinciale
A livello regionale il 2,53% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che non solo risulta essere più alta rispetto a quella nazionale (2,21%), ma fa anche guadagnare alla regione il quarto posto nella classifica italiana.
Analizzando il campione su base provinciale, invece, emerge che Fermo è la provincia marchigiana che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (3,28%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto; a seguire la provincia di Macerata (2,73%).
Valori inferiori alla media regionale, invece, per le province di Ancona (2,42%) e Pesaro e Urbino (2,29%). Chiude la classifica Ascoli Piceno, area marchigiana dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,94%).
*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 195.614 preventivi effettuati nelle Marche dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2019 e il 31 dicembre 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate
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Da settembre Igor Tunesi è il Direttore Commerciale di Facile.it Partner
A settembre 2020 Facile.it, portale leader in Italia nel confronto di prodotti assicurativi, di finanza personale e utenze domestiche, ha annunciato la nomina di Igor Tunesi a Direttore Commerciale della rete di intermediari fisici Facile.it Partner.
Tunesi si è unito all’azienda dopo oltre 20 anni di esperienza nel settore assicurativo, con posizioni manageriali nelle direzioni commerciali, vendite e sviluppo di diverse realtà del settore, tra cui Allianz Italia, ConTe.it del gruppo Admiral e Cardif – Assurances Risques Divers Sa.
La creazione di questo nuovo ruolo in azienda, affidato a Tunesi, ha rappresentato solo una delle ultime novità che hanno coinvolto Facile.it Partner; nel 2020 la rete di intermediari è stata oggetto di un’importante operazione di rebranding ed è stata ampliata la gamma di prodotti a disposizione dei partner, che oggi hanno la possibilità di intermediare non solo prodotti RC auto e moto, ma anche polizze infortuni.
Tunesi, insieme alla sua squadra, sta lavorando per contribuire ulteriormente alla crescita della rete Facile.it Partner, che conta, secondo gli ultimi dati ufficiali (settembre 2020), numeri davvero importanti; oltre 2.800 collaboratori su tutto il territorio italiano e una raccolta complessiva di premi che ha superato i 90 milioni di euro, su un portafoglio di oltre 220.000 polizze attive.
Facile.it Partner si conferma quindi elemento centrale della strategia di crescita del comparatore e della sua offerta multichannel, al fianco degli altri canali fisici della web company – come i Facile.it Store e la rete Facile.it Mutui e Prestiti – e del portale Facile.it, che resta il cuore e motore propulsore dell’azienda.
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La pandemia abbatte il valore degli immobili richiesti: -5,4%
La casa è da sempre un bene rifugio per gli italiani, ma la pandemia sembra averne intaccato il valore o, quantomeno, la capacità di spesa degli aspiranti mutuatari; secondo l’analisi realizzata da Facile.it e Mutui.it su un campione di oltre 80mila pratiche di richiesta di mutuo*, nel corso del quarto trimestre 2020 il valore medio degli immobili che gli italiani hanno cercato di acquistare è diminuito del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2019, stabilizzandosi a 192.985 euro.
Dato preoccupante se si considera che il 2020 era iniziato positivamente e il crollo si è registrato soprattutto a partire dalla seconda metà dell’anno. Nello specifico, il primo e secondo trimestre 2020 si sono chiusi con aumenti nel valore medio degli immobili oggetti di mutuo, rispettivamente, dello 0,4% e dell’1,8% annui, mentre il brusco calo si è verificato nel terzo trimestre (-2,9%) e, soprattutto, nel quarto – quello caratterizzato dal secondo lockdown e relative restrizioni – quando si è registrato un pesantissimo -5,4%.
«Il calo del valore degli immobili oggetto di compravendita è legato a diversi fattori, ma due in particolare hanno avuto un ruolo importante», spiega Ivano Cresto, responsabile BU mutui di Facile.it «Da un lato, la decisione di molti proprietari di mettere in vendita immobili prima destinati all’affitto di studenti, turisti e viaggiatori d’affari, dall’altro il rallentamento delle transazioni, causato in parte dalle limitazioni imposte con il lockdown, in parte dalla situazione di incertezza economica. Condizioni che hanno portato ad un aumento dello stock di case di piccolo taglio disponibili sul mercato e, con esso, ad un calo generalizzato del valore medio».
Un bilancio 2020 in chiaroscuro
Eppure, come detto, il 2020 era iniziato con un aumento del valore medio degli immobili che gli italiani hanno cercato di acquistare tramite finanziamento; la brusca discesa degli ultimi mesi, però, ha portato a chiudere l’anno, rispetto al precedente, con un -1,4% nel valore medio degli immobili oggetto di richiesta di mutuo, elemento poco rassicurante da tenere in considerazione soprattutto alla luce del fatto che il 2021, almeno per buona parte, sarà ancora caratterizzato da una situazione complessa dal punto di vista sanitario ed economico.
Per una corretta lettura del fenomeno, però, va considerato che i valori medi sono progressivamente diminuiti anche perché in parte l’offerta si è spostata su immobili di metratura inferiore e in parte perché anche la domanda stessa è cambiata; in tanti, dopo l’esperienza del primo lockdown, hanno cercato case più ampie e con spazi all’aperto, in zone periferiche o nelle province, dove il costo al mq degli immobili è mediamente più contenuto.
Milano e Roma reggono, almeno in parte, alla crisi
L’andamento rilevato a livello nazionale si riscontra, seppur con alcune specificità, anche guardando le due maggiori città: Milano e Roma.
Partendo dal capoluogo meneghino e relativa provincia, è netta la differenza fra pre e post Covid nel valore medio degli immobili oggetto di mutuo; si è passati dal +8,4% rilevato nel primo trimestre 2020 al -2,9% del quarto. Il forte incremento di inizio ha fatto chiudere il saldo del 2020 con un +3% rispetto al 2019 e un costo medio dell’immobile oggetto di mutuo pari a 247.669 euro.
Anche i dati su Roma e provincia mostrano una dinamica simile a quella milanese; guardando a tutto il 2020, il valore medio degli immobili che i romani hanno cercato di acquistare è stato pari a 239.501 euro, in aumento dell’1,2% rispetto al 2019, ma anche in questo caso si è passati da un +5,7% rilevato nel primo trimestre 2020 ad un -2,7% nel quarto.
Gli italiani e la voglia di comprare casa
La buona notizia, come confermato anche dall’osservatorio di Facile.it e Mutui.it, è che la voglia degli italiani di comprare casa non sembra essere passata. Nonostante la pandemia e le limitazioni imposte con i lockdown, secondo i dati del comparatore nel 2020 la domanda di mutui è rimasta sostenuta e chi ha chiesto un finanziamento ad un istituto di credito ha cercato di ottenere, in media, 135.537 euro, valore addirittura in aumento, seppur lieve, rispetto al 2019 (+0,4%).
«Il calo del valore medio degli immobili in vendita», spiega ancora Cresto «non deve essere visto necessariamente come una condizione negativa; questo elemento, unito all’andamento dei tassi di interesse dei mutui, che dovrebbero rimanere ai minimi ancora a lungo, potrebbe in realtà rappresentare una opportunità incredibile per i futuri proprietari ed uno stimolo per il mercato in generale».
* L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 80.000 pratiche di richieste di mutuo raccolte da Facile.it e Mutui.it tra gennaio 2019 e dicembre 2020.
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COVID-19 e largo consumo in Italia: GS1 Italy presenta il Vademecum per la business continuity
Presentato oggi il “manuale operativo” che aiuta le aziende ad affrontare le nuove sfide dettate dall’emergenza sanitaria: raccoglie, descrive e sistematizza le 360 iniziative anti-COVID messe in campo nel 2020 da produttori e retailer, frutto dello studio coordinato da ECR Italia con il supporto dei team di ricercatori di LIUC Università Cattaneo e Politecnico di Milano.
Prioritarizzazione dell’assortimento, razionalizzazione dei formati, rallentamento nel lancio di nuovi prodotti e riduzione della complessità. E ancora, attivazione di fornitori alternativi di materie prime, packaging e prodotti finiti, ma anche creazione di scorte strategiche e ricerca di soluzioni alternative per il trasporto e il magazzino. E poi snellimento degli iter decisionali e switch dinamico tra stabilimenti produttivi, magazzini e punti di consegna delle merci. Fino alla ridefinizione dei calendari e dei planning di lavoro e maggior ricorso al trasporto intermodale, senza dimenticare la volata della digitalizzazione, con l’aumento dell’EDI, della raccolta di ordini da remoto e dell’e-commerce. Ma, soprattutto, una maggiore collaborazione tra attori della filiera grazie al rafforzamento delle relazioni e alla condivisione delle informazioni per far fronte insieme alle conseguenze della pandemia sulla supply chain.
Sono solo alcune delle soluzioni adottate in Italia dalle aziende del largo consumo nel corso del 2020 per rispondere alle inedite sfide portate dalla pandemia, che hanno trovato strade alternative per risolvere i problemi imposti dall’emergenza sanitaria e individuato iniziative per prepararsi a una migliore gestione del rischio nel futuro.
Il nuovo studio, presentato oggi da GS1 Italy nel corso dell’evento online “COVID-19 nel largo consumo: vademecum per il new (ab)normal”, mette in evidenza gli effetti della pandemia sui diversi processi delle aziende del largo consumo in Italia e “fotografa” le azioni messe in campo per garantire la catena di fornitura nonostante il momento di difficoltà.
«Abbiamo voluto approfondire le reazioni delle imprese di produzione e distribuzione dal punto di vista dei processi di filiera» afferma Silvia Scalia, ECR and training director GS1 Italy «e studiare le iniziative e le buone pratiche introdotte per ridurre gli impatti derivanti dalla pandemia e per assicurare la disponibilità dei prodotti lungo la filiera. L’obiettivo pertanto è stato quello di raccogliere e capitalizzare le esperienze direttamente dalle aziende e metterle a fattor comune per creare una base di conoscenza diffusa riguardo alle soluzioni e agli approcci adottati e adottabili in queste situazioni».
L’indagine, coordinata da ECR Italia con il supporto di un team di ricerca congiunto della LIUC Università Cattaneo e del Politecnico di Milano, si inserisce in un filone di lavoro avviato da anni, volto a ricercare nuovi spazi di efficienza nella relazione tra Industria e Distribuzione, ed ha l’obiettivo di fornire indicazioni utili alle imprese del largo consumo chiamate ad affrontare l’emergenza Coronavirus.
«Abbiamo raccolto direttamente dalle aziende le iniziative e le soluzioni collaborative che hanno adottato a causa della pandemia per garantire la business continuity e abbiamo razionalizzato questo patrimonio di informazioni secondo categorie ragionate per facilitarne la consultazione, la diffusione e la condivisione» spiega Giuseppe Luscia, ECR project manager di GS1 Italy. «Dalla raccolta, dall’organizzazione e dalla sistematizzazione di queste informazioni è nato il Vademecum presentato oggi, che mettiamo a disposizione di tutto il sistema come patrimonio di conoscenze condivise e come “manuale” operativo a garanzia della continuità del business e della gestione del rischio».
Il panel delle aziende coinvolte in questa ricerca comprende 21 operatori:
- Distribuzione: Bennet, Conad Adriatico, Conad Centrale, Conad Nord-Ovest, Coop Nord-Ovest, Esselunga.
- Produzione: Barilla, Bauli, Bolton, Cameo, Coca Cola HBC, Fater, Ferrero, FHP di R.Freudenberg, Heineken, Kellog’s, Lavazza, Mondelez, Nestlé, Ponti e Unilever.
Complessivamente, dall’analisi dei 21 casi di studio è emerso che, per rispondere alle sfide imposte dalla pandemia, le imprese del largo consumo hanno adottato 360 iniziative diverse, pari a una media di 18 iniziative per impresa. Nel 41% dei casi sono state pensate nella fase pre-COVID, nel 47% sono state sviluppate durante le settimane cruciali del primo lockdown nazionale e nel 12% dei casi sono state intese per essere attivate dopo la prima ondata.
L’adeguamento alle nuove esigenze imposte dall’emergenza sanitaria ha comportato in media per le aziende, nel bimestre marzo-aprile 2020, un aumento del 2-5% dei costi logistici rispetto allo stesso periodo del 2019.
«Le soluzioni sviluppate dalle aziende hanno riguardato soprattutto la semplificazione dei processi logistici e la velocizzazione dei processi decisionali» spiegano Fabrizio Dallari e Alessandro Creazza, del Centro sulla logistica e supply chain management della LIUC Università Cattaneo. «I nuovi rischi emergenti hanno richiesto di introdurre ridondanze nei sistemi, aumentandone la flessibilità e la fungibilità e abilitando una pianificazione dinamica al variare delle condizioni al contorno. In questo contesto la collaborazione di filiera si è confermata elemento cardine per garantire gli approvvigionamenti ed aumentare la resilienza nei processi order-to-delivery e demand-to-supply».
Il team dei ricercatori ha sistematizzato queste 360 attività disegnando l’albero delle soluzioni per la business continuity (Figura 1) – descritto puntualmente nel Vademecum – in cui:
- I tronchi rappresentano le 8 macro-categorie individuate.
- I rami le 24 categorie di soluzioni.
- Le foglie le 60 soluzioni operative adottate.
«L’80% delle aziende ha fatto leva su almeno 7 delle 8 macro-categorie individuate nello studio, mentre tra le 60 soluzioni ben 38 sono state adottate da tutte le imprese del campione, 19 sono state appannaggio delle aziende di produzione e 3 di quelle dei retailer» spiega Marco Melacini, professore di logistics management e direttore dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” del Politecnico di Milano. «Se nell’immediato le dotazioni di health & safety hanno consentito di rispondere ai rischi sanitari, per il futuro sono sempre più necessarie nuove capability che consentano di fronteggiare le nuove sfide per la filiera del largo consumo».
Le 8 macro-categorie individuate dal Vademecum GS1 Italy sono:
- Decomplexity: ridurre la complessità della supply chain, focalizzandosi sull’essenziale per utilizzare al meglio le risorse a disposizione (“Less is more”), ad esempio rivedendo l’assortimento per eliminare temporaneamente le referenze basso-vendenti oppure riducendo gli ordini relativi ad espositori, palbox o display pallet in favore di unità di carico standard non rilavorate.
- Ridondanza: disporre di risorse aggiuntive/alternative da attivare in caso di necessità per assicurare la continuità delle operations (“Just in case”), ad esempio aumentando lo stock di prodotti alto-vendenti nel caso di emergenza o attivando dei fornitori alternativi di materie prime e packaging.
- Streamlining: rivedere i processi di supply chain, specialmente in termini di decision making, per renderli più snelli e agili, operando “at the speed of relevance”, ad esempio riducendo la “burocrazia” o estendendo l’orario di ricevimento delle merci nei Ce.Di..
- Dynamic Planning: modificare in real time le scelte logistiche relative all’utilizzo e all’allocazione delle risorse, per incrementare adattabilità e flessibilità (“It is not the strongest that survives”), ad esempio allocando gli stock in modo dinamico nei diversi nodi logistici del network o ridefinendo i quantitativi da distribuire ad ogni cliente per garantire la disponibilità di prodotto a tutti.
- Fungibilità: aumentare la sostituibilità di articoli e sistemi produttivi, riducendo gli switching cost, per attivare rapidamente piani alternativi (“Design for resilience”), ad esempio standardizzando formati e confezioni dei prodotti destinati a mercati o canali differenti oppure allocando le produzioni su più siti alternativi in caso di necessità.
- Collaborazione di filiera: adottare comportamenti virtuosi nelle relazioni di filiera a beneficio di tutti gli attori coinvolti, ad esempio avviando logiche di collaborative planning, condivisione delle previsioni di domanda e aumento della visibilità lungo la filiera oppure riducendo i tempi di pagamento dei fornitori.
- Health & Safety: tutelare la salute e la sicurezza di dipendenti, fornitori e clienti per ridurre il rischio di contagio e garantire la capacità operativa (“Work hard, stay safe and make history”), ad esempio adottando tutti i sistemi di distanziamento oppure remotizzando e digitalizzando la raccolta degli ordini da parte della forza vendita.
- New Capabilities: sviluppare competenze innovative per migliorare la capacità di affrontare le nuove sfide (“Bridging the future”), ad esempio introducendo sistemi automatici di gestione del magazzino, potenziando l’e-commerce oppure adottando sistemi di supporto alle decisioni alimentati con dati storici per simulare gli scenari distributivi e fare analisi “what-if”.
La sintesi della ricerca delle soluzioni è stata pubblicata nel Bluebook “Un vademecum per il next normal. Lesson learned post Covid-19 nella filiera del largo consumo” disponibile gratuitamente sul sito di GS1 Italy.
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GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.
web: gs1it.org
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SACE, Pierfrancesco Latini: “Impegno maggiore grazie al Patto per l’Export”
L’Amministratore Delegato di SACE Pierfrancesco Latini tra i relatori di Roadshow Patto per l’Export, una serie di appuntamenti dedicati alla presentazione dell’accordo promosso dal Governo.
Pierfrancesco Latini: "Export come fattore di resilienza"
Dal 31 agosto al 18 settembre, nelle regioni italiane, si è tenuto il RoadShow Patto per l’Export 2020, una serie di appuntamenti promossi dal Ministero degli Affari Esteri, dall’Agenzia ICE e da SACE e SIMEST. Durante l’appuntamento del 9 settembre, dedicato a Toscana e Lazio, è intervenuto Pierfrancesco Latini, Amministratore Delegato di SACE. La società, attiva nell’export credit, è tra i protagonisti dell’accordo siglato dalla Farnesina con enti locali, regioni e amministrazioni per il rilancio del Made in Italy nel mondo, duramente colpito dall’emergenza sanitaria in atto. "Stiamo vivendo un contesto di avversità, in cui alle incertezze ereditate dal 2019 si sono aggiunte le conseguenze della pandemia Covid-19 con impatti inevitabili per l’export a livello nazionale ma anche a livello regionale. Nonostante la severità dello shock, in realtà vediamo i presupposti per una ripartenza – ha dichiarato Pierfrancesco Latini – una ripartenza che inevitabilmente dovrà essere trainata da quel grande fattore di resilienza per la nostra economia che è l’export. Ovviamente SACE, nell’ambito del Patto per l’Export, è pronta a fare la sua parte in questa direzione".
Pierfrancesco Latini: l’impegno di SACE contro il Coronavirus
Gli effetti dell’emergenza Covid-19 si registrano anche nei risultati di SACE ottenuti nel primo semestre 2020: "Pur in un contesto avverso – ha spiegato Pierfrancesco Latini – le nostre attività hanno consentito nella prima parte dell’anno di mobilitare risorse a supporto di export e internazionalizzazione per oltre 11 miliardi di euro: il l 37% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente a conferma di un ruolo naturalmente anticiclico della ECA". Al 30 giugno, la società ha servito oltre 7.500 imprese, con una particolare preponderanza di Mid cap e PMI. "Un impegno – ha continuato il manager – rafforzato dagli strumenti governativi messi a disposizione negli ultimi mesi: uno di questi è Garanzia Italia, previsto dal Decreto Liquidità, che ci ha visto impegnati proprio per dare risposta alle esigenze di liquidità delle imprese colpite dallo shock Covid-19". Attraverso la garanzia di SACE, il sistema bancario ha erogato oltre 13 miliardi di finanziamenti: "Tutto questo ci ha portato a raggiungere nei soli primi sei mesi dell’anno un volume di oltre 20 miliardi di euro mobilitati a supporto delle imprese", ha concluso Pierfrancesco Latini.
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3 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi per difficoltà economiche causate da Covid e lockdown
Sono ben 3 milioni gli italiani che, tra marzo e dicembre 2020, a causa di difficoltà economiche sopraggiunte per pandemia e lockdown hanno dovuto rinunciare a cure mediche; questo è uno dei numeri emersi dall’indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat su un campione nazionale rappresentativo della popolazione adulta*, ma non è l’unico che racconta l’influenza del Covid sulla cura della salute dei nostri connazionali.
Continuando a scorrere l’analisi si scopre che 32,8 milioni di italiani si sono visti rimandare, se non addirittura annullare, visite, esami o operazioni in programma nel 2020; nello specifico, circa 27,9 milioni di italiani, vale a dire il 73,6% di coloro che avevano in programma un appuntamento presso una struttura sanitaria, hanno subito uno o più rinvii, mentre 13 milioni di cittadini, pari a più di un paziente su tre (34,3%), hanno dovuto fare i conti con l’annullamento.
L’impatto del coronavirus sul sistema sanitario
Come detto, gran parte della popolazione adulta a causa dell’emergenza sanitaria ha dovuto fare i conti con disservizi che, dati alla mano, hanno riguardato praticamente tutte le specialità; ma se il triste primato spetta, in percentuale, a gastroenterologia e urologia (rispettivamente con l’81,2% e il 75% di pazienti che hanno subito ritardi o annullamenti su visite, esami od operazioni già programmate), anche patologie molto gravi non sono state esenti da questo fenomeno e, ad esempio, hanno subito ritardi o annullamenti il 61,1% dei pazienti cardiologici ed il 47,2% di quelli oncologici.
Mediamente il rinvio è stato di quasi due mesi (53 giorni), ma il dato ancor più preoccupante è che nel 68% dei casi l’appuntamento è stato rimandato sine die. Per alcune specialità, però, i giorni di rinvio sono stati ben più lunghi; nel caso dell’oncologia, ad esempio, lo slittamento medio è stato di 63 giorni, per la cardiologia di 72 giorni e addirittura 81 giorni per la ginecologia.
Aumenta il ricorso alla sanità privata
La pandemia ha messo sotto stress tutte le strutture sanitarie, ma in particolar modo quelle pubbliche; fra coloro cui è stato rinviato o annullato un appuntamento già programmato, nel 54,7% dei casi questo si sarebbe dovuto svolgere in struttura pubblica, nel 45,3% in una privata.
Fra chi ha subito un rinvio o un annullamento, il 30,2% degli intervistati ha poi scelto di svolgere il controllo in struttura privata, il 31% in struttura pubblica, ma soprattutto, per il 38,8% l’esame è stato annullato senza alcuna riprogrammazione.
Questa situazione ha spinto molti italiani ad abbandonare la sanità pubblica in favore di quella privata: secondo l’indagine circa 7 milioni di cittadini, a seguito del rinvio o annullamento, hanno scelto di spostare da una struttura pubblica ad una privata una o più visite.
Quando si chiede la ragione del ricorso al privato si scopre che il 18,9% dei pazienti lo hanno fatto per paura che la loro patologia peggiorasse, il 12,6% perché avevano un’assicurazione che ne copriva i costi.
Chi si è rivolto ad una struttura privata ha dichiarato di aver speso, in media, 292 euro per singola visita, esame o operazione.
Per far fronte ai costi legati alla sanità privata, il 73,2% ha pagato usando i propri risparmi, mentre il 16,6% ha fatto ricorso ad un’assicurazione sanitaria; interessante notare, invece, come circa 2,2 milioni di pazienti (pari al 9,1% di chi è ricorso alla sanità privata) abbiano dovuto chiedere un prestito ad amici, familiari o finanziarie. La soluzione del prestito è più frequente tra i rispondenti residenti al Sud e nelle Isole, dove la percentuale arriva all’11,9%.
Prestiti per le cure mediche
Il ricorso ad una società di credito per far fronte alle spese mediche è stato analizzato anche dall’osservatorio di Facile.it e Prestiti.it; dall’esame di oltre 125mila domande di finanziamento* è emerso che, nel 2020, l’importo medio dei prestiti personali richiesti per questa motivazione è stato pari a 6.145 euro, da restituire in 53 rate (circa 4 anni e mezzo).
Il profilo tipo di chi ha presentato domanda è quello, in media, di una persona di 46 anni, valore elevato se confrontato con il totale prestiti, per i quali l’età media del richiedente è pari a 42 anni. Interessante notare, inoltre, come nel 39% dei casi a presentare domanda di prestito per spese mediche sia stata una donna; anche in questo caso la percentuale è più alta rispetto al totale prestiti, dove il campione femminile rappresenta solo il 25%.
Rinunce “spontanee”
Oltre ai disservizi, vi è una fetta importante della popolazione italiana che nel 2020 ha scelto di propria iniziativa di rinunciare a prenotare o effettuare una o più visite, esami specialistici od operazioni; secondo l’indagine sono 68,6% degli italiani, pari a circa 30 milioni di individui.
Perché milioni di italiani hanno rinunciato ad una o più cure? Nel 71,3% dei casi lo hanno fatto per paura di contrarre il Covid recandosi in una struttura medica, nel 19,7% perché scoraggiati dai lunghissimi tempi di attesa.
Come detto prima, però, sono tantissimi coloro che hanno rinunciato per ragioni economiche e cioè il 20,9% del campione intervistato e, tra questi, per circa 3 milioni di individui le difficoltà sono sopraggiunte a causa di pandemia e lockdown.
*Nota metodologica indagine mUp Research: n.1.005 interviste CAWI realizzate a gennaio 2021 su un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.
L’analisi di Facile.it e Prestiti.it è stata realizzata su un campione di oltre 125.000 domande di prestito personale raccolte tramite i due portali da gennaio 2020 a dicembre 2020.
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Riforme economiche strutturali: ecco il vero vaccino per l’economia globale
Per affrontare la crisi economica innescata dalla pandemia, tutte le economie mondiali hanno fatto ricorso a massicci piani di stimolo fiscale e monetario. Nessuno ha puntato sulle riforme economiche profonde.
Tuttavia i piani straordinari di interventi, sebbene abbiano tenuto a galla la situazione economica, non hanno fornito miglioramenti omogenei. Alcuni settori hanno reagito, altri invece sono rimasti ancora fermi. Inoltre nel complesso, le disuguaglianze sociali sono aumentate.La via maestra delle riforme economiche
Tutti quanti fanno il “tifo” per i vaccini, che potrebbero (relativamente) presto farci gettare alle spalle le paure di altri contagi. Ma è chiaro che bisognerà ricostruire lo scenario economico globale, affrontando temi che forse avrebbero dovuto essere affrontati già in passato con maggiore decisione. Parliamo cioè di riforme economiche strutturali. questa necessità si avverte non maggiore impellenza soprattutto nei mercati emergenti.Lo dimostrano i dati della Banca Mondiale, che ha analizzato la capacità di reazione alle crisi di questi mercati (quelli che più di altri necessitano di riforme economiche). Dopo il passaggio di grandi epidemie come Sars, Mers, Ebola e Zika, le ripercussioni sui mercati emergenti si sono viste anche ad anni di distanza. Gli indicatori trend following non mentono: 5 anni dopo queste crisi infatti, produttività del lavoro e investimenti segnavano ancora un saldo molto negativo. Colpa dell’avversione al rischio, che frena l’attività. Il Covid non avrà effetti diversi, semmai più forti.
Quali riforme economiche sono necessarie
Per questo motivo servono riforme economiche strutturali per i mercati emergenti, così da migliorare le prospettive di crescita a lungo termine.
In tal senso, ogni Paese ha le sue spine. Le vulnerabilità maggiori della Turchia sono ad esempio la bassa copertura delle importazioni, l’alta inflazione e l’elevata incidenza di debito estero. A quanto pare, non sanno cos’è un trailing step al debito estero neppure in Sud Africa e Cile, che condividono lo stesso problema turco. L’inflazione invece affligge anche l’India, che come Sud Africa e Indonesia ha un elevato disavanzo delle partite correnti.Mettere mano a questi problemi è fondamentale, perché i driver strutturali sono sempre più efficaci rispetto alla ricerca di uno slancio ciclico. Inoltre creano appeal sui mercati, e stimolano la crescita a lungo termine.
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Rc auto: in Emilia-Romagna scattano gli aumenti per 54.000 automobilisti
Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per circa 54.000 automobilisti dell’Emilia-Romagna; secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2020, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo dell’RC auto.
Il dato, frutto dell’analisi di oltre 51.300 preventivi di rinnovo RC auto raccolti a dicembre 2020 in Emilia-Romagna tramite Facile.it, evidenzia come il valore sia notevolmente diminuito (-37,6%) rispetto a quello rilevato nel 2019. Il Covid e le limitazioni alla mobilità imposte durante i lockdown hanno significativamente inciso sul numero di veicoli in circolazione determinando, di conseguenza, un calo dei sinistri stradali avvenuti nel corso dell’anno.
Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2020, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo in Emilia-Romagna occorrevano, in media, 422,60 euro, vale a dire il 14,04% in meno rispetto allo stesso mese del 2019. Il dato è stato calcolato sulla base di 615.840 preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.
Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito
Dati interessanti emergono analizzando il profilo degli automobilisti della regione che vedranno scattare gli aumenti. Il primo è legato al sesso: fra gli uomini la percentuale di chi ha dichiarato un sinistro con colpa è pari al 2,05%, più bassa rispetto a quella rilevata tra le donne, dove il valore sale al 2,35%.
L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato evidenzia come i disoccupati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,42%) che farà scattare un aumento dell’RC auto. Seguono gli artigiani (3,25%) e i pensionati (2,93%).
Di contro, sono i liberi professionisti coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2020 meno sinistri con colpa (1,37%); seguono gli appartenenti alle forze armate (1,70%) e gli impiegati (1,92%).
L’andamento provinciale
Se a livello regionale la percentuale di chi vedrà peggiorare la propria classe di merito è pari al 2,16%, analizzando il campione su base provinciale emerge che Ravenna è la provincia dell’Emilia-Romagna che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,65%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto.
Seguono nella graduatoria le province di Rimini (2,64%), Piacenza (2,31%), Modena (2,24%) e Forlì-Cesena, dove la percentuale di chi ha dichiarato un incidente con colpa è pari al 2,20%.
Valori inferiori alla media regionale, invece, per le province di Bologna (2,06%) e Reggio Emilia (2,03%). Chiudono la classifica Parma (1,83%) e Ferrara, area dell’Emilia-Romagna dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,72%).
*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 615.840 preventivi effettuati in Emilia-Romagna dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2019 e il 31 dicembre 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate
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Geoplant: tutti “pazzi”per le californiane
San Andreas, Albion, Portala e Cabrillo: sono le quattro varietà di fragole, a carattere rifiorente, protagoniste di una vendita senza precedenti che segna anche una grande trasformazione in corso
Per il settore ortofrutticolo il messaggio è chiaro: le californiane piacciono e anche molto. Non si è ancora concluso il primo mese del 2021 che il comparto fragola di Geoplant Vivai – azienda specializzata nella vendita di piante da fragola e da frutto – ha già registrato un tutto esaurito per le varietà Cabrillo, Albion, Portala e un sold out annunciato anche nella commercializzazione di San Andreas. Le quattro varietà a carattere rifiorente hanno spopolato sia sul mercato italiano che su quello estero. “Non è ancora iniziata la stagione, ma tutte le piante sono state vendute, eccetto San Andreas, di cui avevamo una maggiore disponibilità e che si avvia anch’essa a un rapido esaurimento scorte”. Commenta Lucilla Danesi, Responsabile Commerciale fragola dell’azienda ravennate.
A settembre e a ottobre i primi ordini e adesso il tutto esaurito che si fa sempre più vicino. In questa vendita precoce non c’è alcuna casualità, piuttosto ragioni chiare e precise. Prima di tutto una volontà di programmazione, abitudine europea che sta contagiando in maniera positiva anche l’Italia, con un conseguente anticipo di ordini. In secondo luogo una stagione fragola 2020 particolarmente florida e che tutti gli operatori del settore sono intenzionati a replicare con gli stessi risultati. Infine la natura e la qualità di un prodotto in grado di soddisfare le richieste del mercato e le esigenze strutturali e gestionali delle aziende agricole. Rispetto alla varietà unifere, le rifiorenti garantiscono, anche in un clima continentale, un periodo di raccolta più lungo, che tanto in Italia quanto in Europa si traduce in una serie di vantaggi: diminuzione dei rischi di raccolta e miglior reperimento e gestione della manodopera grazie a una continuità lavorativa che solo una finestra di raccolta più ampia può garantire.
Tra le quattro californiane prese “d’assalto” l’unica ancora disponibile (chissà per quanto) in casa Geoplant è la San Andreas, considerata la regina in forza di caratteristiche peculiari. Non solo buona capacità rifiorente ma anche un’importante tolleranza alle malattie dell’apparato radicale, caratteristica sempre più richiesta dal mercato. Perché le malattie sono in costante aumento e una buona resistenza consente di diminuire l’applicazione di trattamenti invasivi in linea con un’agricoltura sempre più attenta all’impatto ambientale, al bio e anche ai costi di coltivazione. San Andreas inoltre presenta un frutto di grossa pezzatura, regolare e dal colore rosso brillante. La consistenza è buona, così come la shelf-life, la conservabilità su scaffale che la rende appetibile in tutti i canali.
“Siamo molto soddisfatti della vendita delle rifiorenti. Ci permette di raggiungere sempre più clienti e aumentare la nostra platea. Il mercato delle rifiorenti – precisa infine Lucilla Danesi – non ci interessa solo sul versante della commercializzazione ma anche del miglioramento genetico. Abbiamo iniziato un percorso, una programmazione che ci condurrà presto ad avere la nostra prima varietà rifiorente”.
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L’acquisizione EUSIDER- BIDUE seguita da Studio BNC
Eusider S.p.A, società lecchese attiva nella distribuzione e nei servizi del settore siderurgico, ha completato l’acquisizione delle quote rappresentative dell’intero capitale sociale di Bidue S.r.l., realtà veneta leader nella progettazione, produzione e commercializzazione di tubi a sezione circolare in acciaio al carbonio.
Eusider S.p.A fa parte, insieme ad altre sette società controllate, del Gruppo Eusider, il secondo gruppo siderurgico privato e il quarto centro di servizi siderurgici in Italia con sede nella provincia di Lecco. Con 500 dipendenti e 14 sedi, nel 2019 il gruppo ha fatturato 696,9 milioni di euro (il 31% all’estero). Grazie all’acquisizione di Bidue S.r.l., Eusider entra nel settore del tubo saldato di qualità, con certificazioni che gli consentono di rafforzarsi nella filiera del movimento terra e dei veicoli industriali.
Gli aspetti di diritto tributario sono stati seguiti per Eusider S.p.A. dallo Studio BNC, che ha agito con un team coordinato dal partner dott. Giorgio Berta e composto dal dott. Riccardo Rapelli, dalla dott.ssa Francesca Ghezzi, dalla dott.ssa Simona Vavassori e dal dott. Edoardo Scaini.
Gli aspetti legali sono stati seguiti per Eusider S.p.A. dallo Studio Bonelli Erede, che ha agito con un team coordinato dai partner Giuseppe Lombardi e Federico Vermicelli e composto dal managing associate Marco Garavelli e dall’associate Leone Momigliano. Claudio Tesauro e Tommaso Olivieri hanno curato i profili antitrust dell’operazione, mentre il partner Vittorio Pomarici, la senior associate Chiara Pederzoli e Francesca D’Alessandro hanno seguito gli aspetti di diritto del lavoro.
L’operazione si inserisce nel processo di crescita e internazionalizzazione del Gruppo Eusider per l’anno 2021.
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Lotta contro il COVID-19: gli Stati Uniti sostengono l’Italia con 5 milioni di dollari
Di fronte all’aumento dei contagi il Governo degli Stati Uniti, attraverso l’Agenzia degli Stati Uniti d’America per lo sviluppo internazionale (USAID) e il Rotary si sono impegnati per sostenere la lotta al COVID-19 in Italia
Nell’ambito della partnership, prevista in 18 mesi, l’USAID elargirà 5 milioni di dollari alla Fondazione Rotary, l’ente filantropico del Rotary.
Questa partnership è tra gli impegni degli Stati Uniti verso l’Italia per aiutare a salvare vite e costruire resilienza per il futuro. Va ad aggiungersi a quanto già stanziato dal 2009 ad oggi dagli Stati Uniti: 60 milioni di dollari elargiti all’Italia attraverso l’USAID e l’Esercito USA. I progetti attivati con questi fondi hanno avuto come obiettivo la fornitura, in situazioni di emergenza, di acqua, servizi igienici e programmi per l’igiene di maggiore impatto e sostenibilità. L’impegno di USAID è una parte della risposta complessiva del Governo degli Stati Uniti alla pandemia in Italia.
“Con la conoscenza del Rotary dei bisogni locali, ora siamo in grado di indirizzare il nostro sostegno per aiutare le persone più colpite dalla pandemia, costruendo allo stesso tempo comunità più forti e resilienti,” ha dichiarato Brock Bierman, Assistente Amministratore di USAID. “Sono orgoglioso di sostenere il Rotary grazie al costante impegno dell’organizzazione per lo sviluppo guidato dalla comunità”.
Attraverso la partnership “USAID-Rotary in Italia: Comunità contro COVID-19”, i 13 distretti del Rotary in Italia possono richiedere ciascuno un minimo di tre sovvenzioni da 100.000 USD, per sostenere progetti nel campo della salute, l’istruzione e lo sviluppo comunitario. Le attività idonee includono la fornitura di attrezzature per le strutture mediche; materiale didattico e attrezzature per le scuole, gli studenti e le famiglie; e risorse per aiutare le aziende a rimanere aperte in sicurezza durante i momenti di crisi sanitaria.
“Poiché facciamo parte delle Comunità in cui operiamo, il Rotary è in prima linea per aiutare l’Italia e il mondo a riprendersi da questa pandemia”, ha dichiarato Giulio Koch responsabile del progetto Rotary, “La nostra collaborazione con l’USAID ci fornirà risorse e competenze preziose per contribuire a rendere le nostre iniziative più impattanti e sostenibili”.
USAID
L’USAID è la principale agenzia di sviluppo del Governo degli Stati Uniti. L’USAID opera in oltre 100 Paesi per promuovere la salute globale, sostenere la stabilità globale, fornire assistenza umanitaria, agire da catalizzatore per innovazioni e partnership, e per potenziare le capacità delle donne e ragazze.
Rotary
Il Rotary unisce una rete globale di leader volontari impegnati ad affrontare le sfide umanitarie più pressanti del mondo e a creare cambiamenti duraturi. Il Rotary connette 1,2 milioni di persone provenienti da oltre 36.000 Rotary Club in quasi tutti i Paesi del mondo. Il loro servizio migliora la vita delle persone sia a livello locale che internazionale, dall’aiutare i bisognosi nelle loro comunità all’impegno per liberare il mondo dalla polio. Per maggiori informazioni, visitare Rotary.org/it.
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Rc auto: in Sardegna scattano gli aumenti per 20.000 automobilisti
Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per circa 20.000 automobilisti sardi; secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2020, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo dell’RC auto.
Il dato, frutto dell’analisi di quasi 18.800 preventivi di rinnovo RC auto raccolti a dicembre 2020 in Sardegna tramite Facile.it, evidenzia come il valore sia notevolmente diminuito (-43,4%) rispetto a quello rilevato nel 2019. Il Covid e le limitazioni alla mobilità imposte durante i lockdown hanno significativamente inciso sul numero di veicoli in circolazione determinando, di conseguenza, un calo dei sinistri stradali avvenuti nel corso dell’anno.
Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2020, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo in Sardegna occorrevano, in media, 415,61 euro, vale a dire l’8,06% in meno rispetto allo stesso mese del 2019. Il dato è stato calcolato sulla base di 192.762 preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.
Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito
Dati interessanti emergono analizzando il profilo degli automobilisti sardi che vedranno scattare gli aumenti. Il primo è legato al sesso: fra gli uomini la percentuale di chi ha dichiarato un sinistro con colpa è pari al 2,25%, più bassa rispetto a quella rilevata tra le donne, dove il valore sale al 2,54%.
L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato evidenzia come gli impiegati e i liberi professionisti siano risultati essere le categorie che, in percentuale, hanno dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,74%) che farà scattare un aumento dell’RC auto. Seguono gli operai e i pensionati (2,57%).
Di contro, sono i disoccupati coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2020 meno sinistri con colpa (1,89%); seguono le casalinghe (2,22%).
L’andamento provinciale
Se a livello regionale la percentuale di chi vedrà peggiorare la propria classe di merito è pari al 2,36%, analizzando il campione su base provinciale emerge che Cagliari è la provincia della Sardegna che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,86%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto.
Segue nella graduatoria la provincia di Nuoro, dove la percentuale di chi ha dichiarato un incidente con colpa è pari al 2,59%.
Valori inferiori alla media regionale, invece, per le province di Oristano (1,96%) e Sud Sardegna (1,90%).
Chiude la classifica Sassari, area sarda dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,72%).
*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 192.762 preventivi effettuati in Sardegna dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2019 e il 31 dicembre 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate
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Immobili iImmobili in Puglia: prezzi in rialzo in tutte le provincie, tranne a Taranton Puglia: prezzi in rialzo in tutte le provincie, tranne a Taranto
Valori immobiliari in rialzo in tutta la Puglia tranne che per Taranto e provincia: si possono riassumere così i dati dell’ufficio studi di Idealista sull’andamento dei prezzi degli immobili nella regione dove Taranto, città in cui l’agenzia immobiliare Cambio Casa svolge da sempre il proprio servizio con passione e professionalità, si contraddistingue in tutto il territorio.
Rispetto al 2019, i prezzi delle case già esistenti sono aumentati del 1,8% nel “Tacco dello Stivale”, con una media di 1183 euro/mq, a cui si aggiunge una variazione positiva del 1,5% relativa all’ultimo trimestre del 2020. E in un contesto nazionale che ha visto crescere in generale del 2,3% i prezzi delle case nonostante la pandemia, Taranto e la sua intera provincia segnano un andamento nettamente in controtendenza.
La “Città dei due Mari”, penultima nella graduatoria delle provincie pugliesi, ha segnato una contrazione dl 2,3% nel 2020 e un costo al mq di 921 euro/mq, molto più economico rispetto ad esempio al capoluogo di regione Bari (1729 euro/mq) e la sorprendente Trani (1529 euro/mq).
Discorso analogo, seppure con alcune lievi differenze, per le aree provinciali: quella tarantina è l’unica provincia a chiudere l’anno in negativo (-2,6%) rispetto alle altre della regione. È, infatti, la BAT a registrare un aumento costante (+2,5%), seguita da Lecce (+2,3%) e Bari (+1,3%). Anche sotto l’aspetto dei prezzi a mq, la provincia di Taranto si conferma quella più economica (976 euro/mq).
Economicità, ma allo stesso tempo qualità sono gli elementi che da sempre caratterizzano le proposte di case in vendita a Taranto e non solo di immobiliare Cambio Casa, l’agenzia in grado di fornire risposte concrete a qualsiasi esigenza della clientela.
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Rc auto: in FVG scattano gli aumenti per 13.000 automobilisti
Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per circa 13.000 automobilisti del Friuli-Venezia Giulia; secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2020, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo dell’RC auto.
Il dato, frutto dell’analisi di quasi 9.500 preventivi di rinnovo RC auto raccolti a dicembre 2020 in Friuli-Venezia Giulia tramite Facile.it, evidenzia come il valore sia notevolmente diminuito (-29,7%) rispetto a quello rilevato nel 2019. Il Covid e le limitazioni alla mobilità imposte durante i lockdown hanno significativamente inciso sul numero di veicoli in circolazione determinando, di conseguenza, un calo dei sinistri stradali avvenuti nel corso dell’anno.
Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2020, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo in Friuli-Venezia Giulia occorrevano, in media, 334,84 euro, vale a dire l’11,78% in meno rispetto allo stesso mese del 2019. Il dato è stato calcolato sulla base di 117.322 di preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.
Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito
Dati interessanti emergono analizzando il profilo degli automobilisti della regione che vedranno scattare gli aumenti. Il primo è legato al sesso: fra gli uomini la percentuale di chi ha dichiarato un sinistro con colpa è pari all’1,44%, nettamente più bassa rispetto a quella rilevata tra le donne, dove il valore sale al 2,46%.
L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato evidenzia come i pensionati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,10%) che farà scattare un aumento dell’RC auto.
Di contro, sono gli appartenenti alle forze armate colore che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2020 meno sinistri con colpa (0,91%); seguono gli impiegati (1,62%).
L’andamento provinciale
Se a livello regionale la percentuale di chi vedrà peggiorare la propria classe di merito è pari all’1,80%, analizzando il campione su base provinciale emerge che Udine è la provincia del Friuli-Venezia Giulia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,06%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Segue di poco la provincia di Trieste (2,05%).
Valori inferiori alla media regionale, invece, per le province di Pordenone (1,61%) e Gorizia, area del Friuli-Venezia Giulia dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,02%).
*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 117.322 preventivi effettuati in Friuli-Venezia Giulia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2019 e il 31 dicembre 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate
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Rc auto: in Abruzzo scattano gli aumenti per 17.000 automobilisti
Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per circa 17.000 automobilisti abruzzesi; secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2020, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo dell’RC auto.
Il dato, frutto dell’analisi di oltre 11.900 preventivi di rinnovo RC auto raccolti a dicembre 2020 in Abruzzo tramite Facile.it, evidenzia come il valore sia notevolmente diminuito (-42,3%) rispetto a quello rilevato nel 2019. Il Covid e le limitazioni alla mobilità imposte durante i lockdown hanno significativamente inciso sul numero di veicoli in circolazione determinando, di conseguenza, un calo dei sinistri stradali avvenuti nel corso dell’anno.
Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2020, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo in Abruzzo occorrevano, in media, 395,19 euro, vale a dire il 13,80% in meno rispetto allo stesso mese del 2019. Il dato è stato calcolato sulla base di 141.304 preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.
Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito
Dati interessanti emergono analizzando il profilo degli automobilisti abruzzesi che vedranno scattare gli aumenti. Il primo è legato al sesso: fra gli uomini la percentuale di chi ha dichiarato un sinistro con colpa è pari al 2,04%, nettamente più bassa rispetto a quella rilevata tra le donne, dove il valore sale al 2,87%.
L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato evidenzia come i pensionati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,80%) che farà scattare un aumento dell’RC auto.
Di contro, sono gli operai colore che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2020 meno sinistri con colpa (1,82%); seguono gli impiegati (2,28%).
L’andamento provinciale
Se a livello regionale la percentuale di chi vedrà peggiorare la propria classe di merito è pari al 2,34%, analizzando il campione su base provinciale emerge che Pescara è la provincia abruzzese che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,88%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Segue nella classifica la provincia di L’Aquila (2,49%).
Valori inferiori alla media regionale, invece, per le province di Chieti (2,20%) e Teramo, area abruzzese dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,64%).
*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 141.304 preventivi effettuati in Abruzzo dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2019 e il 31 dicembre 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate
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Banche Europee, il 2021 può essere l’anno delle opportunità
Le banche europee potrebbero diventare una asset class molto interessante nel 2021, rovesciando la situazione vissuta nel corso del 2020. Ed è proprio da quanto appena accaduto che deve partire la nostra analisi.
Lo shock Covid per le banche europee
L’anno caratterizzato dalla pandemia è stato durissimo per le banche. Un vero shock, dovuto alla crisi sanitaria che – per motivi che vedremo – ha provocato un crollo dei margini di profitto. Uno stress test dal quale però le banche sono venute fuori tutto sommato bene, dimostrando stabilità e resilienza. Nel corso degli ultimi mesi gli istituti di credito hanno continuato a svolgere un ruolo di primaria importanza sociale ed economica. Hanno continuato a fornire finanziamenti a famiglie e imprese, e supportare efficacemente l’economia.Tassi bassi e prestiti a rischio
Tuttavia, con i tassi così bassi si generano due conseguenze. La prima è la compressione dei margini di profitto. La seconda è l’inevitabile e atteso aumento anche delle sofferenze.
Immaginare infatti che la platea di finanziamenti concessi non diano luogo a crediti inesigibili in futuro, è fantasia. Del resto le imprese hanno problemi di liquidità, e per farvi fronte hanno usato i prestiti.
Tuttavia le banche europee si dimostrano in discrete condizioni di forma, anche e soprattutto grazie all’opera di rafforzamento compiuta nell’ultimo decennio, dopo la crisi del 2008.Vaccini, utili e valutazioni
Ragionando in prospettiva, le banche dovrebbero ottenere un grosso beneficio dall’avanzata delle campagne di vaccinazione. Questo perché di pari passo migliorerà l’outlook economico. La prospettiva di una curva più ripida potrebbe fungere da maggiore sostegno alle aspettative per gli utili bancari. Inoltre dovrebbe farvi seguito anche un allentamento delle restrizioni sulla distribuzione del capitale.
Inoltre duri colpi incassati nel 2020, hanno reso il capitale bancario come asset class un pezzo decisamente sottovalutato, secondo l’indice morning star. E questo significa maggiori margini di crescita. A tutto questo si aggiungano le attività di M&A, che dovrebbero fornire agli investitori attivi nel capitale bancario europeo ulteriori opportunità, oltre a innescare un ulteriore miglioramento dei fondamentali di lungo termine del settore.
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Rc auto: nel Lazio scattano gli aumenti per 71.000 automobilisti
Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per circa 71.000 automobilisti laziali; secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2020, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo dell’RC auto.
Il dato, frutto dell’analisi di quasi 124.000 preventivi di rinnovo RC auto raccolti a dicembre 2020 nel Lazio tramite Facile.it, evidenzia come il valore sia notevolmente diminuito (-48,6%) rispetto a quello rilevato nel 2019. Il Covid e le limitazioni alla mobilità imposte durante i lockdown hanno significativamente inciso sul numero di veicoli in circolazione determinando, di conseguenza, un calo dei sinistri stradali avvenuti nel corso dell’anno.
Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2020, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo nel Lazio occorrevano, in media, 466,76 euro, vale a dire il 14,01% in meno rispetto allo stesso mese del 2019. Il dato è stato calcolato sulla base di 1.457.078di preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.
Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito
Dati interessanti emergono analizzando il profilo degli automobilisti laziali che vedranno scattare gli aumenti. Il primo è legato al sesso: fra gli uomini la percentuale di chi ha dichiarato un sinistro con colpa è pari al 2,29%, più bassa rispetto a quella rilevata tra le donne, dove il valore sale al 2,83%.
L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato evidenzia come i pensionati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,35%) che farà scattare un aumento dell’RC auto. Seguono i disoccupati (2,80%) e i liberi professionisti (2,59%).
Di contro, sono gli appartenenti alle forze armate colore che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2020 meno sinistri con colpa (1,45%); seguono gli insegnanti (1,81%) e, a pari merito, i dirigenti/funzionari e gli imprenditori (1,97%).
L’andamento provinciale
Se a livello regionale la percentuale di chi vedrà peggiorare la propria classe di merito è pari al 2,51%, analizzando il campione su base provinciale emerge che Roma è la provincia laziale che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,63%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto.
Valori inferiori alla media regionale, invece, per le province di Rieti (2,43%) e Viterbo (1,97%). Chiudono la classifica regionale Latina (1,94%) e Frosinone, area laziale dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,51%).
*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 1.457.078 preventivi effettuati nel Lazio dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2019 e il 31 dicembre 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate
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Mercato serramenti: quali aspettative per il 2021?
Archiviato il 2020, un anno che occuperà un posto speciale negli almanacchi di storia a causa della pandemia globale, è tempo di guardare agli scenari futuri per un comparto, quello dei serramenti e degli infissi in legno, che sembra non aver subito forti contraccolpi nonostante il Covid.
Ad azzardare una previsione per il prossimo anno è l’Osservatorio Serramenti 2020-2021 presentato all’interno del Forum Serramenti, uno studio dettagliato sul mercato dei serramenti relativo al 2020, ma proiettato all’anno appena cominciato. L’indagine, condotta tra metà ottobre e metà novembre 2020, che ha visto una cospicua partecipazione di produttori (51%) e rivenditori puri (33%), si è incentrata inevitabilmente su temi molto attuali e importanti come le agevolazioni fiscali e i benefici legati al risparmio energetico, con particolare a quali forme di finanziamento alla clientela serramentisti e rivenditori di porte e finestre sembrano puntare con decisione.
Ed è proprio da questi strumenti che sembra essere legato l’andamento nel 2021. La proroga di misure come Superbonus 110%, cessione del credito, Ecobonus e sconto in fattura, come quello che Modesti Srl propone alla sua clientela per l’acquisto di infissi e portoni blindati, risultano essere fondamentali anche quest’anno per la stabilità di questo settore, confidando in un rimbalzo dell’economia nazionale post- Covid.
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Rc auto: in Liguria scattano gli aumenti per 23.000 automobilisti
Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per circa 23.000 automobilisti liguri; secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2020, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo dell’RC auto.
Il dato, frutto dell’analisi di quasi 13.000 preventivi di rinnovo RC auto raccolti a dicembre 2020 in Liguria tramite Facile.it, evidenzia come il valore sia notevolmente diminuito (-32,7%) rispetto a quello rilevato nel 2019. Il Covid e le limitazioni alla mobilità imposte durante i lockdown hanno significativamente inciso sul numero di veicoli in circolazione determinando, di conseguenza, un calo dei sinistri stradali avvenuti nel corso dell’anno.
Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2020, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo in Liguria occorrevano, in media, 479,04 euro, vale a dire il 15,44% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Il dato è stato calcolato sulla base di 157.229 preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.
Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito
Dati interessanti emergono analizzando il profilo degli automobilisti liguri che vedranno scattare gli aumenti. Il primo è legato al sesso: fra gli uomini la percentuale di chi ha dichiarato un sinistro con colpa è pari al 3,20%, leggermente più alta rispetto a quella rilevata tra le donne, dove il valore scende al 2,72%.
L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato evidenzia come i pensionati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (4,84%) che farà scattare un aumento dell’RC auto; a seguire gli operai (3,49%).
Di contro, sono le casalinghe colore che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2020 meno sinistri con colpa (2,39%), seguite dagli impiegati (2,97%).
L’andamento provinciale
A livello regionale il 3,17% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che non solo risulta essere più alta rispetto a quella nazionale (2,21%), ma fa anche guadagnare alla regione il primo posto nella classifica italiana.
Analizzando il campione su base provinciale, invece, emerge che La Spezia è la provincia ligure che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (3,99%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Segue nella graduatoria la provincia di Genova (3,18%).
Valori inferiori alla media regionale, invece, per le province di Imperia (2,69%) e Savona, area ligure dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (2,51%).
*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 157.229 preventivi effettuati in Liguria dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2019 e il 31 dicembre 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate
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Rc auto: in Sicilia scattano gli aumenti per 45.000 automobilisti
Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per circa 45.000 automobilisti siciliani; secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2020, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo dell’RC auto.
Il dato, frutto dell’analisi di oltre 59.800 preventivi di rinnovo RC auto raccolti a dicembre 2020 in Sicilia tramite Facile.it, evidenzia come il valore sia notevolmente diminuito (-33,3%) rispetto a quello rilevato nel 2019. Il Covid e le limitazioni alla mobilità imposte durante i lockdown hanno significativamente inciso sul numero di veicoli in circolazione determinando, di conseguenza, un calo dei sinistri stradali avvenuti nel corso dell’anno.
Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2020, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo in Sicilia occorrevano, in media, 496,82 euro, vale a dire il 7,78% in meno rispetto allo stesso mese del 2019. Il dato è stato calcolato sulla base di 707.314 di preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.
Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito
Dati interessanti emergono analizzando il profilo degli automobilisti siciliani che vedranno scattare gli aumenti. Il primo è legato al sesso: fra gli uomini la percentuale di chi ha dichiarato un sinistro con colpa è pari al 1,78%, nettamente più bassa rispetto a quella rilevata tra le donne, dove il valore sale al 2,13%.
L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato evidenzia come i pensionati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,40%) che farà scattare un aumento dell’RC auto. Seguono i disoccupati (2,14%) e i liberi professionisti (2,10%).
Di contro, sono gli imprenditori coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2020 meno sinistri con colpa (1,27%); seguono il personale medico (1,30%) e gli appartenenti alle forze armate (1,38%).
L’andamento provinciale
Se a livello regionale la percentuale di chi vedrà peggiorare la propria classe di merito è pari all’1,90%, analizzando il campione su base provinciale emerge che Agrigento è la provincia siciliana che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,47%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto.
Seguono nella graduatoria le province di Trapani (2,06%) e Palermo, dove la percentuale di chi ha dichiarato un incidente con colpa è pari al 2,03%.
Valori inferiori alla media regionale, invece, per le province di Catania (1,86%), Ragusa (1,85%) e Caltanissetta (1,80%).
Chiudono la classifica regionale Siracusa (1,65%), Messina (1,54%) ed Enna, area siciliana dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,34%).
*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 707.314 preventivi effettuati in Sicilia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2019 e il 31 dicembre 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate
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Rc auto: in Toscana scattano gli aumenti per 58.000 automobilisti
Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per circa 58.000 automobilisti toscani; secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2020, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo dell’RC auto.
Il dato, frutto dell’analisi di oltre 45.000 preventivi di rinnovo RC auto raccolti a dicembre 2020 in Toscana tramite Facile.it, evidenzia come il valore sia notevolmente diminuito (-43,5%) rispetto a quello rilevato nel 2019. Il Covid e le limitazioni alla mobilità imposte durante i lockdown hanno significativamente inciso sul numero di veicoli in circolazione determinando, di conseguenza, un calo dei sinistri stradali avvenuti nel corso dell’anno.
Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2020, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo in Toscana occorrevano, in media, 513,63 euro, vale a dire l’11,65% in meno rispetto allo stesso mese del 2019. Il dato è stato calcolato sulla base di 512.331 di preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.
Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito
Dati interessanti emergono analizzando il profilo degli automobilisti toscani che vedranno scattare gli aumenti. Il primo è legato al sesso: fra gli uomini la percentuale di chi ha dichiarato un sinistro con colpa è pari al 2,50%, più bassa rispetto a quella rilevata tra le donne, dove il valore sale al 2,89%.
L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato evidenzia come gli artigiani siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,76%) che farà scattare un aumento dell’RC auto. Seguono i pensionati (3,73%) e i commercianti (3,40%).
Di contro, sono gli appartenenti alle forze armate coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2020 meno sinistri con colpa (1,64%); seguono i liberi professionisti (2,24%).
L’andamento provinciale
A livello regionale il 2,66% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che non solo risulta essere più alta rispetto a quella nazionale (2,21%), ma fa anche guadagnare alla regione il terzo posto nella classifica italiana.
Analizzando il campione su base provinciale, invece, emerge che Massa-Carrara è la provincia toscana che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (3,53%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto.
Seguono nella graduatoria le province di Firenze (2,98%), Pisa (2,84%), Arezzo (2,83%) e Lucca, dove la percentuale di chi ha dichiarato un incidente con colpa è pari al 2,77%.
Valori inferiori alla media regionale, invece, per Livorno e Grosseto, province dove la percentuale di chi vedrà peggiorare la propria classe di merito è pari al 2,43%.
Chiudono la classifica regionale Siena (2,33%), Prato (1,88%) e Pistoia, area toscana dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,82%).
*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 512.331 preventivi effettuati in Toscana dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2019 e il 31 dicembre 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate
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Nel 2020 del foodservice italiano la volata digitale passa anche dal ciclo delle merci
Da una gestione più fluida ed efficiente degli ordini, a un miglior rapporto con i clienti: l’adozione di standard per digitalizzare il ciclo delle merci è una priorità per gli operatori dell’Ho.re.ca. che vogliono creare valore, tagliando i costi. La fotografia del foodservice italiano nello studio voluto da GS1 Italy.
Il 2020 nel mondo del fuoricasa sarà ricordato come l’anno dell’affermazione dell’e-commerce, del delivery e del take away: con i limiti imposti per fronteggiare la pandemia, gli operatori del foodservice hanno dovuto sviluppare e investire su queste modalità “alternative” per poter proseguire le loro attività. Ma erano pronti ad affrontare queste novità, in particolare per quanto riguarda la digitalizzazione del ciclo delle merci?
La risposta arriva dallo studio che GS1 Italy ha affidato a TradeLab, che ha intervistato 66 manager dei quattro segmenti dell’Ho.re.ca.: produzione, distribuzione, catene di ristorazione commerciale e ristorazione collettiva.
«Digitalizzare il ciclo delle merci significa mantenere allineato il flusso fisico dei prodotti e il flusso informativo ad esso correlato. Questa ricerca ha mostrato che in Italia la digitalizzazione del ciclo delle merci nel foodservice è ancora limitata, ma ha, altresì, fatto emergere l’interesse e l’attenzione da parte degli attori della filiera per le potenzialità che l’adozione di un linguaggio comune standard porta con sé» afferma Paolo Cibien, foodservice engagement manager di GS1 Italy. «La crisi sanitaria ha messo in discussione paradigmi consolidati e spinto a intraprendere nuovi percorsi e modi “di fare”: portali di e-commerce BtoB, piattaforme per la gestione degli ordini online, il boom dell’home delivery, senza dimenticare la crescente attenzione alla tracciabilità dei prodotti come driver di trasparenza e patto di fiducia con i consumatori».
L’umile barcode – come è stato definito in un articolo del World Economic Forum – e gli altri standard internazionali GS1 sono il potente strumento a supporto delle imprese, il prerequisito che abilita nuove soluzioni e nuovi servizi.
I sistemi che, grazie alla presenza del GTIN, possono informare in tempo reale sulle caratteristiche del prodotto sono considerati anche un’opportunità per essere più performanti nel customer care, ad esempio perché permettono di aggiornare in modo più rapido e preciso i prodotti e i menu pubblicati sul web, o perché consentono di condividere le immagini dei prodotti per finalità di marketing e comunicazione online.
L’adozione degli standard GS1 che consentono di digitalizzare il ciclo delle merci appare prioritaria anche in tutti quei segmenti del foodservice dove c’è ampio spazio per l’innovazione tecnologica, come emerge in modo chiaro dallo studio promosso da GS1 Italy, che ha tratteggiato una situazione molto diversificata tra i diversi operatori del mercato.
Le aziende di produzione sono quelle che presentano il livello più alto di utilizzo del sistema di codifica basato sul GTIN e sugli standard GS1, perché implementato nelle relazioni con la GDO. Le aree di miglioramento espresse dagli intervistati sono focalizzate sul livello del servizio logistico e sulle previsioni di riordini con la distribuzione, sullo sviluppo di sistemi di pianificazione delle consegne condivisi con le catene della ristorazione organizzata (commerciale e collettiva). Un altro ambito emerso è quello della dematerializzazione della bolla cartacea per accelerare le pratiche di consegna, la comunicazione di eventuali riserve e le procedure di pagamento.
Le aziende di distribuzione più strutturate ed evolute scansionano il GTIN per verificare la corrispondenza tra ordine effettuato, documento di trasporto e merce consegnata all’ingresso del Ce.Di. La lettura del codice GS1-128 sull’imballo e la cattura automatica delle informazioni relative a lotto e scadenza semplificano la tracciabilità e la rintracciabilità (nel rispetto dei vincoli normativi) anche verso le filiali e il cliente finale.
I distributori più piccoli stanno valutando il “salto” di operatività, con l’implementazione di WMS (Warehouse management system) e radiofrequenza per digitalizzare i processi e migliorare il servizio ai clienti.
Il ciclo di fornitura per la ristorazione organizzata (commerciale e collettiva) ha due direttrici: verso i propri centri di distribuzione oppure diretta al punto di consumo.
L’implementazione completa del sistema GS1 consente:
- Efficienza e digitalizzazione in molteplici processi aziendali.
- Rilevanti economie nella gestione del magazzino e nell’aggiornamento degli inventari per la consegna a magazzino.
- Automatizzazione nel controllo merci e conseguente snellimento delle attività a minor valore aggiunto da svolgere nei punti di consumo.
- Una risposta più rapida a richiami di prodotto.
- La digitalizzazione semplificata delle informazioni di prodotto, come allergeni e informazioni nutrizionali.
«La nostra sfida» conclude Cibien «è quella di aiutare la filiera del fuori casa ad essere più efficiente, favorendo la digitalizzazione e la condivisione delle informazioni di prodotto. Ogni attore della supply chain può ottenere importanti benefici dall’adozione degli standard GS1».
Per maggiori informazioni sul progetto Foodservice visiti il sito di GS1 Italy.
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GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.
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