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  • Spoleto Arte: tra viaggi e miraggi, i dipinti di Anna Actis Caporale sul Tgcom24

    Fotografa e pittrice, Anna Actis Caporale si trasforma in reporter di sogni ed emozioni. Le esperienze che hanno caratterizzato i suoi viaggi in Cina e in Marocco sono state raccolte negli omonimi volumi fotografici. Ma non basta. Le immagini di culture remote rimangono impresse nella sua memoria al punto che spetta alla pittura dare loro una nuova veste. A darcene una rapida e intensa visione sarà il prossimo appuntamento del format di Tgcom24, nato per contrastare l’impossibilità di recarsi fisicamente nelle mostre durante la quarantena.

    Anna Actis Caporale

    L’artista ‒ selezionata da Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte e manager di grandi nomi tra cui Margherita Hack, Francesco Alberoni e Vittorio Sgarbi ‒ nata a Mazzè (TO) nel ’51, unisce nelle sue opere la passione per l’arte e l’archeologia, una passione che l’ha spinta a intraprendere delle spedizioni in diverse parti del mondo. Un talento trasmessole dal padre Aldo, noto pittore del Canavese, e dal fratello Sergio, artista con uno stile innovativo, prematuramente scomparso. Anna raccoglie quest’eredità, la fa propria e con il pennello in mano dà colore alle visioni e alle impressioni che popolano la sua memoria. La fiaba, l’esotismo, l’ispirazione momentanea sono i tratti riconoscibili nei suoi lavori, tutti accomunati da un fil rouge di cui lasciamo la rivelazione alle parole della pittrice: «Viaggiare significa conoscenza e confronto con realtà diverse. Per me dipingere è un viaggio attraverso le idee, le impressioni, i colori, i sentimenti e le esperienze vissute e a volte anche i sogni… Ecco quindi i miei Viaggi e Miraggi».

    Anna Actis Caporale
    Anna Actis Caporale

    Il commento di Sgarbi

    E di questi Viaggi e Miraggi parla anche il prof. Vittorio Sgarbi, commentandone le opere: «È l’esotismo, inteso non come attrattiva per il pittoresco turistico, ma interesse motivato per il culturalmente diverso, l’elemento che più connota l’arte di Anna Actis Caporale, fotografa oltre che pittrice, che nell’espressione figurata condensa per simboli e impressioni ciò che l’esperienza esistenziale del viaggio le ha lasciato addosso. Il colore smaltato rinuncia al volume e alla profondità dello spazio per concentrarsi sulla densità tattile e sul contrasto dei timbri, quasi a voler recuperare l’aspetto sensoriale del ricordo, in termini che qualche volta sembrano esasperare analoghe propensioni di Aldo Mondino».

  • Starkey: le tipologie di apparecchi acustici

    Gli esperti di Starkey Hearing Technologies, azienda leader a livello globale nel campo della realizzazione e della fornitura di apparecchi acustici di ultima generazione, spiegano le differenze tra i diversi dispositivi, con l’obiettivo di trovare la soluzione migliore per ogni paziente

    Milano, Marzo 2020 – Il benessere e il miglioramento della qualità di vita dei pazienti in primo piano: questa è la filosofia che guida Starkey Hearing Technologies, multinazionale punto di riferimento per la realizzazione e la fornitura di protesi acustiche di alta qualità. Coerentemente con questa mission, l’azienda è impegnata nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni sempre più all’avanguardia che permettano ai pazienti di risolvere i propri problemi uditivi e, di conseguenza, di stare meglio sia sul piano fisico che a livello psicologico.

    Come spiegano gli esperti di Starkey, gli apparecchi acustici non sono tutti uguali; al contrario, ne esistono di diversi tipi, a seconda delle esigenze del paziente. Per chi ha particolari preoccupazioni all’idea di dover indossare un apparecchio acustico, per esempio, sono state progettate soluzioni discrete, di dimensioni ridotte, adatte soprattutto per ipoacusie lievi e moderate, che  assicurano comunque grande funzionalità e comfort in ogni momento della giornata. Anche gli apparecchi acustici endoauricolari (realizzati su misura e personalizzati sulla base del condotto uditivo del paziente) completamente nel canale sono stati pensati per pazienti che hanno difficoltà ad accettare l’apparecchio acustico: essendo posizionati totalmente nel canale uditivo, questa soluzione consente di essere poco visibile portando il vantaggio di un miglior e più naturale convogliamento del suono, grazie appunto al contributo del padiglione auricolare.

    Tra le numerose proposte di Starkey figurano anche i dispositivi per il monitoraggio delle attività fisiche e cognitive e della salute uditiva: con un’eccellente qualità del suono e l’integrazione con i dispositivi mobili (che permette anche di inviare all’audioprotesista i dati raccolti, al fine di monitorare costantemente la salute uditiva del paziente) questa tipologia di apparecchi acustici si conferma una delle soluzioni più all’avanguardia per chi soffre di ipoacusia, grazie all’integrazione di sensori integrati e dell’intelligenza artificiale.

    Per i pazienti che lamentano fastidiosi ronzii nelle orecchie, gli acufeni, Starkey ha progettato un sistema per contrastarli. Si tratta di una funzione di arricchimento sonoro disponibile su tutti gli apparecchi acustici indipendentemente dal modello e dal livello tecnologico. Negli apparecchi di ultima generazione, dove è disponibile la app di controllo, l’utilizzatore può semplicemente toccando lo schermo touch dello smartphone, personalizzare al bisogno lo stimolo sonoro per trattare al meglio il suo acufene. 

    Non mancano, infine, gli apparecchi per ipoacusia monolaterale (Cros/BiCros), che consentono al paziente di recepire i suoni provenienti dall’orecchio non udente, trasferendoli al lato dove invece l’udito risulta compromesso da ipoacusia o è normoudente.

  • Le tappe della carriera di Luigino Lusuriello, manager di Eni

    Luigino Lusuriello è attualmente alla guida della trasformazione digitale di Eni. Il manager ha iniziato la sua carriera in Agip S.p.A., per poi aprirsi sul fronte internazionale con incarichi di maggior rilievo.

    Luigino Lusuriello

    Luigino Lusuriello: gli anni in Eni e l’incarico attuale

    Luigino Lusuriello è Chief Digital Officer di Eni, incarico assunto a partire dal 18 settembre 2018. Tale ruolo lo vede in prima linea sul fronte della trasformazione digitale all’interno dell’azienda: le nuove tecnologie devono essere necessariamente supportate dalle competenze umane. Solo così, lasciando le persone al centro, si può liberare il vero potenziale del digitale. Prima di ottenere questo incarico, il manager si è occupato del coordinamento e della gestione delle attività in Kazakhstan – Karachaganak in qualità di Vice President. Nel 2011 Luigino Lusuriello viene nominato Senior Vice Presidente Programma Iraq. Successivamente, dal 2013 al 2018, è Executive Vice President Operations di Eni, incarico che lo mette alla guida della funzione centrale tecnica del Gruppo, a presidio delle operazioni a livello mondiale.

    Luigino Lusuriello: la formazione e i primi incarichi professionali

    Laureatosi in Ingegneria Meccanica presso l’Università di Genova, Luigino Lusuriello ha deciso di consolidare ulteriormente la sua formazione nel 2009 partecipando al corso “The Oxford Advanced Management and Leadership Programme” presso la Said Business School University of Oxford. Dopo aver prestato per quasi 2 anni servizio come ufficiale del Genio Navale nella Marina Militare Italiana, inizia il suo percorso professionale in Agip S.p.A. con l’incarico di progettista di strutture onshore e offshore nella Direzione Ingegneria. In seguito, diventa Construction Yard Manager, Platform Manager in Congo e Manager – Production and Maintenance Technologies per la sede di Crema. In seguito, Luigino Lusuriello lavora come Project Manager, Production Manager e Capo Distretto a Ortona, quest’ultima carica ricoperta anche in Val D’Agri. Dal 2004 la sua carriera si internazionalizza con il ruolo di Managing Director presso Eni Congo e, in seguito, per Eni UK.

  • Nasce Raven Studio, Web Marketing a Schio

    Fondata nel 2020 da un gruppo di professionisti con anni di esperienza nel settore, Raven Studio è la nuova Web Agency di Schio (Vicenza).

    Specializzati in strategie SEO per i motori di ricerca e Social Media Marketing, i professionisti di Raven Studio realizzano progetti in grado di fornire visibilità a 360°, per le aziende e le attività commerciali, nel mondo online.

    Mai come oggi è importante affidarsi a delle figure qualificate per curare la propria immagine online. Per venire incontro a queste esigenze, lo staff di Raven Studio propone progetti tailor-made, mirati ed efficaci per ottenere il massimo ritorno sull’investimento dalle attività Web.

    Attività a tutto tondo che vanno dalla realizzazione/restyling di siti web e e-commerce, supportati da online Advertising e posizionamento sui motori di ricerca, affiancati da Social Media Marketing e Social Advertising.

    La Web Agency scledense si rivolge a chi desidera far conoscere il proprio prodotto/servizio/brand, farsi trovare dai clienti e promuovere la propria attività attraverso la pubblicità sul web.

  • Covid-19, l’appello di Susanna Esposito: “Negli ospedali italiani mancano controlli sistematici”

    Direttore della Clinica Pediatrica all’Ospedale Pietro Barilla di Parma e infettivologa di fama internazionale, Susanna Esposito si sofferma sulle politiche relative alla sicurezza degli ospedali italiani: la scarsa tutela degli operatori sanitari porterà, infatti, a gravi conseguenze per tutto il Paese.

    Susanna Esposito

    Pandemia, Susanna Esposito: “Imprescindibile la sicurezza degli operatori sanitari”

    Nessuna azione particolare, sperando nell’immunità di gregge: era la strategia che, fino a qualche giorno fa, aveva adottato per il Regno Unito il Primo Ministro Boris Johnson. Una politica che, secondo le parole di Susanna Esposito, è assimilabile a ciò che sta accadendo nelle strutture ospedaliere italiane durante l’emergenza Covid-19s. Intervistata in una delle ultime puntate di “Coffee Break”, programma di informazione mattutino su La7 condotto da Andrea Pancani, la Presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive ha lanciato l’allarme sulle misure adottate finora negli ospedali e sulla gravissima mancanza di dispositivi di protezione individuale, suggerendo urgenti modifiche: “Ci sono molte strategie che sono state impiegate in situazioni epidemiche, che comprendono controlli routinari sul personale sanitario per evitare che diffonda la malattia a pazienti con altre patologie e ai loro familiari “. In caso di impossibilità dovuta alla carenza di organico, bisogna sottoporre gli operatori a controlli quotidiani e sistematici per evitare la circolazione del virus negli ospedali: “È inutile criticare Boris Johnson – ha dichiarato Susanna Espositoperché in Italia, attualmente, nelle realtà ospedaliere, sta accadendo ciò che ha detto il premier inglese. Le Istituzioni, sotto questo aspetto, dovrebbero quantomeno fare un minimo di autocritica”.

    Susanna Esposito, la carriera nell’ambito della ricerca

    Selezionata come Top Italian Women Scientists della Fondazione Onda per le Scienze Cliniche, Susanna Esposito è una ricercatrice di fama internazionale che attualmente ricopre diversi incarichi di responsabilità: è infatti Professore Ordinario di Pediatria all’Università di Parma, Direttore della Clinica Pediatrica all’Ospedale Pietro Barilla dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria e infine Presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid). Milanese, classe 1971, specializzata sia in Pediatria che in Malattie Infettive, durante la sua attività di ricerca ha collaborato con diversi istituti stranieri, come il Southwestern Medical Center in Texas e il St George’s Medical Center di Londra: tra i suoi successi l’identificazione di due nuovi Enterovirus. La sua copiosa attività scientifica ha portato a oltre 650 pubblicazioni in extenso, con un Impact Factor medio maggiore di 4 per quelle internazionali e un h index di 69. Per il suo contributo, Susanna Esposito ha ricevuto numerosi riconoscimenti, come il Premio “Carlo Imperato” per il miglior lavoro sperimentale in ambito di “Malattie respiratorie del bambino” e lo Young Investigator Award durante il World Congress of Pediatric Infectious Diseases del 2002.

  • Renord a sostegno del San Raffaele per l’emergenza Coronavirus

    La Concessionaria organizza una raccolta fondi per l’attivazione del terzo reparto di terapia intensiva dell’ospedale milanese. In questo momento di emergenza sanitaria e sociale che sta mettendo alla prova tutto il Paese, anche Renord, concessionaria dei brand Renault, Dacia e Nissan, ha deciso di fare la sua parte per supportare concretamente il lavoro di medici e personale ospedaliero.

    Milano, marzo  2020 – In questo momento di emergenza sanitaria e sociale che sta mettendo alla prova tutto il Paese, anche Renord, concessionaria dei brand Renault, Dacia e Nissan, ha deciso di fare la sua parte per supportare concretamente il lavoro di medici e personale ospedaliero.

    Con questo obiettivo ha quindi scelto di contribuire alla creazione del terzo reparto di terapia intensiva dell’Ospedale San Raffaele di Milano effettuando una donazione e organizzando una campagna di raccolta fondi. Quanto raccolto sarà direttamente devoluto all’ospedale per il rafforzamento della terapia intensiva e l’acquisto delle attrezzature necessarie come ventilatori, dispositivi di ventilazione non invasiva, monitoraggio emodinamico, monitor.

    Da sempre Renord vive in uno stretto rapporto con il territorio, le istituzioni e le realtà locali, sostenendo e finanziando attività di carattere sociale e impegno civile. In un momento delicato come questo, ha quindi da subito adottato tutte le norme necessarie per garantire la sicurezza e la salute di clienti e dipendenti, sentendo inoltre l’esigenza di agire in modo concreto, in linea con i suoi valori, per aiutare e supportare chi è in prima linea nella lotta a questa emergenza.

    “Una realtà come la nostra con più di 150 dipendenti e 50 anni di storia sul territorio non può non sentire un forte senso di appartenenza alla sua comunità, fare per gli altri in questo momento è fare per tutti, perché solo uniti e insieme potremo riuscire a superare questo momento di crisi. Speriamo che la campagna abbia successo e ispiri altri a effettuare donazioni e ad organizzare iniziative di solidarietà, certi che tutto andrà bene se ciascuno di noi darà una mano. ”  Così ha commentato l’iniziativa Renato Bolciaghi Presidente di Renord Spa.

    Per contribuire alla campagna è possibile effettuare un bonifico direttamente sul
    conto dell’Ospedale San Raffaele.

    IBAN: IT55V0200805364000101974276, causale: emergenza Coronavirus.

     

    Renord S.p.A.

    Sede Legale: Via Veglia, 2 – 20159 Milano – Capitale Sociale € 3.000.000,00 i.v. – REA Milano 810796 – Reg. Imprese, Cod. Fisc. e P.IVA: 00858180151  –   Tel. 02.24.880.1 –   www.renord.com

  • Spoleto Arte: intervista a Gino Maria Sambucco, protagonista del servizio al Tgcom24

    L’Anima della roccia, questo il titolo del servizio di Tgcom24 sul fotografo friulano Gino Maria Sambucco, artista dell’ass. Spoleto Arte presieduta da Salvo Nugnes, lo scorso 19 marzo. Incuriositi dai suoi scatti e dalla sua simpatia, abbiamo voluto fargli qualche domanda.

    D: Recentemente è uscito un servizio del Tgcom24 su di lei e le sue fotografie nella rubrica dedicata all’arte ai tempi del Coronavirus. Cosa ne pensa e come si sente?

    R: Penso che questa sia una delle ottime iniziative che servono a distrarre un po’ dallo stress di stare continuamente a casa per tanto tempo. Di sicuro le particolari foto delle Dolomiti e del Nordest gioveranno a questo scopo, oltre che a pubblicizzarle per quando terminerà l’emergenza sanitaria. Sfruttare per questi motivi la mia arte mi fa stare bene. Mi rendo conto che sarà un piccolissimo contributo, ma è già qualcosa, e tanti di questi contributi messi insieme faranno la differenza.

    Gino Maria Sambucco
    Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes davanti alle foto di Gino Maria Sambucco

    D: Lei ha preso in mano giovanissimo la macchina fotografica. C’è un modello a cui è particolarmente affezionato o qualcosa che ricorda con particolare piacere?

    R: Ho ereditato la macchina fotografica da mio padre quando non c’erano ancora le foto a colori. Quando finalmente sono arrivate, ho immortalato gli uccellini che ho sempre allevato e mi sono reso conto di quanto si migliora in poco tempo. Poi, durante il servizio militare, con delle piccole Polaroid ho portato a casa parecchi ricordi. In quel periodo sono arrivate anche le videocamere che registravano filmati di 5 minuti e alla fine degli anni Ottanta avevo una videocamera con nastri che duravano mezz’ora per lato e allora mi sono filmato tutto il mio comune di Codroipo. Tutte le vie, casa per casa, e tutto il territorio.

    D: In passato ha realizzato anche degli MMS con le immagini del suo Friuli. Qual è il suo rapporto con la tecnologia?

    R: Dovrei partire da prima degli MMS per spiegare questa passione. Vede, nel 1997 è comparsa nei cieli del Friuli la bellissima stella cometa Hale-Bopp. Mai vista una cosa simile a memoria d’uomo, a dir poco fantastica. Rincorrendola nelle notti terse, mi ha dato il tempo di fotografarla accanto o sopra tutte le torri, i campanili, i monumenti importanti che mi circondavano. In quel periodo esposi quelle foto a Mortegliano (UD), sotto il campanile più alto d’Italia. Riscontrai di aver fatto un buon lavoro perché vidi arrivare davanti ai miei quadri fotografi importanti.

    Nel 2003, grazie ai telefoni cellulari, oltre agli SMS era arrivata per tutti la possibilità con gli MMS di spedire per via postale delle cartoline con commenti, saluti ecc. Così io, da bravo filatelico, entro l’anno ho spedito una cartolina per ogni località riportata sull’elenco telefonico del Friuli “Terra di risorgive”.

    Gino Maria Sambucco
    Salvo Nugnes e Gino Maria Sambucco

    D: La sua ricerca è divisa in fotografie realistiche e pittografie. Cosa l’ha portata a questa diversificazione? Nel suo lavoro c’è inoltre una forte relazione tra il viaggio e lo scatto. Quanto è importante l’attimo?

    R: Nel Medio Friuli, guardando da Nordovest, l’orizzonte è ricamato dai monti della Slovenia, del Friuli, delle Dolomiti fino ai monti padovani e vicentini. Fin da ragazzo mi sono interessato ai loro nomi e alla loro fisionomia per riconoscerli e viaggiando molto per lavoro ho notato che osservandoli in orari diversi con condizioni climatiche diverse, mostrano dei particolari alle volte curiosi, specie per me che ho un carattere allegro e scherzoso.

    Mi porto appresso sempre la macchina fotografica perché credo fermamente nella capacità di sorprendere l’istante. Così ho iniziato a costruire “Mitici e Dolomitici” con migliaia di fotografie. Negli ultimi anni le fotocamere dispongono di un sacco di tecnologia, c’è la possibilità di ravvivare i colori, di dare tonalità diverse, fare immagini posterizzate… Con queste nuove funzioni si possono ottenere immagini reali con colori e sfumature irreali. Con l’esperienza le accentuo o attenuo finché vedo che mi piacciono, allora scatto e ottengo le mie pittografie che stimolano la fantasia e la condivisione.

    D: Ha dei modelli di riferimento oppure la natura è la sua insegnante?

    R: Le mie insegnanti sono la natura e la continua attenzione alla tecnologia che ci permette di sperimentare sempre di più.

    D: Lo scorso anno ha esposto in numerose città con Spoleto Arte e tenuto due personali, una a Belluno, l’altra alla Milano Art Gallery (MI). Qual è ora la sua prossima mossa?

    R: Nel  2019 ho partecipato con soddisfazione a parecchie mostre. Quest’anno intanto sono fermo per l’emergenza sanitaria del Covid19 che si spera termini al più presto… Poi vedremo dove ci porterà questo imprevedibile mondo.

    D: Rispetto alla pittura, alla scultura, ai video o alle installazioni che cosa può offrire la fotografia oggi?

    R: Tutte le arti sono importanti perché documentano, raccontano situazioni, stimolano l’interpretazione, dimostrano l’abilità umana… Anche la fotografia deve avere tutte queste peculiarità, più quella dell’immediatezza.

  • In trent’anni la rivoluzione green dell’Eni: l’AD Claudio Descalzi parla a “Repubblica”

    Entro la metà del XXI secolo Eni diventerà “un fornitore di energia che non estrae petrolio”: “Repubblica” intervista l’AD Claudio Descalzi all’indomani della presentazione del piano 2020-2023 e della Road Map al 2050.

    Claudio Descalzi

    L’AD Claudio Descalzi a “Repubblica”: il futuro di Eni all’insegna della sostenibilità

    Intervistato da “Repubblica”, Claudio Descalzi disegna la nuova Eni. “La nostra strategia coraggiosa ci renderà ancora più competitivi proiettandoci nel futuro” afferma l’AD. “Il cambiamento climatico avrà forti ricadute sui nostri mestieri e costruire un’azienda sostenibile nel lungo termine è imperativo sia per le comunità dove operiamo sia per gli investitori”: lasciandosi guidare da questa consapevolezza, cinque anni fa “abbiamo iniziato a pensare a queste strategie e dall’anno scorso mettiamo a punto una metodologia severa che include le emissioni in tutte le tre fasi: la nostra produzione di idrocarburi, l’elettricità che Eni consuma per usi interni e i clienti finali che usano prodotti nostri o di altri che noi vendiamo e che pesano l’80% del totale”. Tagli alle emissioni sono stati annunciati di recente da diverse major del settore ma, come precisa Claudio Descalzi, senza includere tutte le filiere produttive: “Noi abbiamo messo a punto un metodo che contempla i tre tipi di emissioni e ci porterà a produrre carburanti e affini senza più carbonio, perché arrivano da materie naturali o perché cattureremo la Co2 rilasciata nel processo”. Eni prevede quindi al 2050 di tagliare dell’80% le emissioni totali: “Delle sue lavorazioni e degli oltre 20 milioni di clienti che stimiamo di avere allora. Obiettivi che superano le raccomandazioni lea sull’accordo di Parigi”. Trent’anni, definire strategie considerando un orizzonte temporale così ampio è particolarmente complesso, come spiega l’AD a “Repubblica”: “Un modello prova a prevedere ciò che accadrà, contiene il concetto di speranza. E questa progettualità è un fantastico collante di persone, come visto in azienda negli ultimi anni. Anche dieci anni fa nessuno credeva alla dual exploration, che poi abbiamo realizzato e ci ha messo in una posizione finanziaria eccezionale rispetto ai rivali”.

    Claudio Descalzi: la nostra strategia coraggiosa ci renderà ancora più competitivi

    Nell’intervista a “Repubblica”, pubblicata lo scorso 29 febbraio, l’AD Claudio Descalzi sottolinea inoltre come tra i quattro pilastri su cui poggia la nuova strategia di Eni ci sia anche “il mantenimento della disciplina finanziaria che ci ha permesso di ridurre il debito e aumentare il flusso di cassa oltre i 12 miliardi di euro; cassa che ci consente la nuova remunerazione progressiva delle cedole”. Sugli aspetti industriali del piano: “Alcune tecnologie, come le bioraffinerie o le lavorazioni per cui elimineremo l’olio di palma dal 2023, le stiamo sviluppando da anni. Proprio le mosse nella raffinazione – trasformeremo tutti i siti Eni che trattano idrocarburi in impianti di biogas, biocarburanti, metanolo, idrogeno, e i prodotti di scarto come le plastiche complesse – ci permetterà di utilizzare le infrastrutture già esistenti, nostre e dei destinatari finali, penso alle automobili. Con risparmi immensi di costo”. Nel confermare quindi che al 2050 almeno l’85% della produzione Eni sarà a gas, Claudio Descalzi specifica inoltre che quel gas sarà tutto dell’Eni e non di fornitori terzi: “Ma il calo sarà graduale e avverrà nel rispetto dei contratti in essere. Gli effetti saranno anzi positivi per l’Italia, perché questa trasformazione ridurrà notevolmente non solo il rischio “minerario”, ma anche quello geopolitico: oggi Eni opera in diversi Paesi instabili, ma a tendere, per esempio, la nostra produzione da rinnovabili verrà per il 70% da Paesi Ocse. Con notevoli benefici finanziari, se pensiamo che il nostro costo del capitale in Italia è al 6-7%, in Nigeria il doppio, in Iraq più ancora”.

  • Dipendenti-datori di lavoro: il nuovo video di Alessandro Benetton

    È online il nuovo video di Alessandro Benetton sul mondo imprenditoriale: nell’ultimo episodio di #UnCaffèConAlessandro, il fondatore di 21 Invest spiega in che modo è possibile creare una cultura aziendale e soprattutto come condividerla con i propri dipendenti.

    Alessandro Benetton

    Lavoro di squadra e molta pratica: i consigli di Alessandro Benetton per progetti aziendali di successo

    Per Alessandro Benetton è il termine “dipendente” a causare spesso confusione nel rapporto che viene a crearsi tra quest’ultimo e il datore di lavoro: secondo il Presidente di 21 Invest il sostantivo infatti giustifica la visione, errata, di una relazione a senso unico. Disponibile sia sul suo canale Youtube che sul portale del “Corriere della Sera”, l’ultimo video pubblicato dall’imprenditore riguarda l’importanza che le risorse umane assumono nella crescita di una società: “Un’azienda non cresce solo in funzione del fatturato, dei flussi di cassa e delle immobilizzazioni: un’azienda cresce soprattutto quando crescono le persone che la compongono. Se non si parte da questo presupposto, ogni altra azione sarà inutile”. Per questo risulta fondamentale il concetto di cultura aziendale, ossia tutti quei comportamenti, valori e relazioni che definiscono l’identità di un insieme di persone che lavorano per un obiettivo comune. Se questa identità non è condivisa o comunque risulta difficilmente riconoscibile, secondo Alessandro Benetton l’unico modo per ovviare al problema è investire.

    Cultura aziendale, Alessandro Benetton e il workshop con Mark Kramer

    Un esempio di come creare o rafforzare la propria cultura aziendale è fornito dallo stesso Alessandro Benetton con il racconto di un workshop organizzato da 21 Invest dedicato ai dipendenti e incentrato sul concetto di “Shared Value”. “L’anno scorso ho voluto che tutti i dipendenti tra Italia, Francia e Polonia partecipassero ad un workshop con Mark Kramer, un professore di Harvard, su un tema per me fondamentale che volevo condividere con tutti i miei collaboratori per inserirlo nella nostra cultura aziendale”: in poche parole lo shared value è quando un’azienda tiene conto, nelle sue attività di business, dell’impatto ambientale e sociale di cui è responsabile, cercando le modalità più efficienti per produrre benefici e dunque valore per tutti gli stakeholders. La due giorni voluta da 21 Invest è stata l’occasione dunque per capire come condividere al meglio questo concetto con i propri dipendenti. Secondo l’esperienza di Alessandro Benetton, per creare una cultura aziendale c’è stato bisogno da un lato del classico team working, mentre dall’altro è stato fondamentale mettere in pratica quei valori che, se relegati nell’ambito teorico, non daranno mai un effettivo contributo alle politiche aziendali. Dunque, per essere “già a metà dell’opera”, Benetton ricorda l’insegnamento di Andrew Carnegie: “Uno degli imprenditori e filantropi più importanti della storia americana diceva: portatemi via la mia gente, lasciatemi le aziende vuote e presto crescerà l’erba sui pavimenti dei reparti; portatemi via le mie aziende, lasciatemi le persone con cui lavoro e presto avrò delle aziende migliori di quelle di prima”.

  • MedicAir: l’azienda in prima linea contro il Coronavirus

    In questi giorni di grave emergenza sanitaria MedicAir, azienda leader nel settore dell’home care, si sta prodigando per supportare il Sistema Sanitario Nazionale fornendo ventilatori polmonari e ossigeno medicinale, e garantendo assistenza ai professionisti sanitari tramite il suo personale altamente specializzato.

    Milano, marzo 2020. L’emergenza Coronavirus sta mettendo a dura prova il sistema italiano, causando una crisi sanitaria che il Paese non vedeva dal dopoguerra.

    MedicAir è un’azienda leader nel settore dell’home care che gestisce con grande impegno e professionalità circa 80.000 pazienti su tutto il territorio nazionale per mezzo di 23 unità operative. MedicAir – che da oltre trent’anni fornisce supporto sanitario e domiciliare e si impegna nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie in grado di migliorare la vita di pazienti al proprio domicilio –  sta supportando con tutte le sue forze e la sua competenza il sistema sanitario italiano nella battaglia contro Covid-19, in un contesto come quello attuale in cui gli ospedali italiani si trovano al limite del collasso ed è richiesto di conseguenza a tutte le persone di dare il proprio contributo (anche il semplice non uscire di casa).

    Come sottolinea il dott. Filippo Moscatelli – presidente di MedicAir Group – l’azienda, conscia della gravità dell’emergenza, si sta impegnando a fondo per cercare di far fronte alla straordinaria richiesta di ventilatori polmonari e ossigeno domiciliare e ospedaliero: si è intensificata con ogni mezzo la produzione, la logistica e il collaudo di questi dispositivi per la respirazione assistita, fondamentali per il trattamento e la sopravvivenza dei malati di Coronavirus.

    MedicAir ha prontamente avviato procedure di decontaminazione e sanificazione dei dispositivi per la ventilazione assistita, delle bombole di ossigeno medicinale e di tutte quelle apparecchiature attualmente indispensabili nelle strutture ospedaliere e nelle abitazioni dei contagiati.

    MedicAir, consapevole dell’assoluta necessità di decongestionare gli ospedali, ha inoltre sviluppato un protocollo che, per mezzo di un’app e dei saturimetri, consente di monitorare a distanza i parametri vitali dei pazienti che possono essere curati in quarantena presso la propria abitazione. 

    MedicAir Italia S.r.l.

    Via Torquato Tasso, 29
    20010 – Pogliano Milanese (MI)
    Tel +39 0293282391

  • Covid-19: Start Hub promuove una coalizione solidale per la produzione di dispositivi di protezione individuale

    Un invito rivolto a tutte le PMI italiane che insieme ai professionisti di Start Hub vogliono dare un netto contributo all’emergenza di questi giorni.

    Bologna, 23 marzo 2020. Start Hub sviluppa prodotti dal basso, è la rete multidisciplinare di professionisti che permette alle imprese di esternalizzare competenze di distribuzione ed economia digitale. Oggi più che mai Start Hub non si ferma e lancia un progetto solidale per la produzione di dispositivi di protezione individuale rivolto a tutte le imprese che sono disposte a unirsi per il bene comune.

    Il progetto – Start Hub, da sempre in prima linea per affiancare le aziende nella sfida dell’innovazione ha deciso di mettere a disposizione il suo know-how per un progetto di solidarietà volto a connettere tutte le aziende che vogliono contribuire a vincere la sfida contro il Covid-19 attraverso una Coalizione Solidale. Per questo Start Hub lancia un appello alle realtà industriali disposte a fornire materiale per la produzione di dispositivi di protezione individuale (DPI). In particolare, l’obiettivo della Coalizione Solidale è quella di produrre, certificare e distribuire gratuitamente dispositivi di protezione individuali, tra i più urgenti le mascherine, ma non solo. Un’iniziativa che unisce il tessuto imprenditoriale italiano e offre un netto sostegno all’emergenza nel nostro Paese.

     

    I team di Start Hub sono in cerca di aziende produttrici di tessuti quali: tnt multistrato spessore indicativo 50 grammi per m2, tnt idrorepellente, cotone puro, lycra, cotone idrorepellente. Aziende produttrici di elastici per confezione (elastico in spandex), aziende che trattano accessori per la confezione (fettucce in tessuto) e attività di minuterie che vendono accessori per la confezione (ponti nasali in alluminio malleabile). In ascolto anche le realtà che si occupano di rifinitura di materiali (cotone in poliestere) o che possono lavorare i materiali (laboratori di confezione abbigliamento, aziende dotate di macchine automatizzate). Infine, Start Hub estende il messaggio anche alle aziende che trattano la sanificazione dei suddetti materiali, che si occupano di logistica e invio merci, a studenti e professori di materiali chimici e altre discipline scientifiche inerenti.

     

    Chi è Start Hub – Prima di tutti Start Hub ha creato una metodologia che connette e crea relazioni con i consumatori potenziali durante le fasi di analisi e sviluppo, così da assicurarsi i primi clienti ancora prima del lancio dei prodotti sul mercato. Ogni team fornito alle imprese da Start Hub è capace di connettersi con i consumatori tramite nuove tecnologie, ascoltandone necessità e ispirazioni per creare qualcosa di nuovo, di desiderato e di utile attraverso una forma di comunicazione diretta e del tutto innovativa.

    Oggi più che mai questa metodologia può servire alle imprese per pianificare attività future e realizzare nuovi modelli di business. Un’opportunità per tutti gli imprenditori di diventare più consapevoli rispetto ai bisogni del consumatore e di affrontare le future e imminenti variazioni di mercato.

     

    “In una situazione come questa abbiamo deciso di unire tutte le nostre competenze nell’ambito dell’innovazione per dare un aiuto concreto all’emergenza in atto e abbiamo pensato di coinvolgere le imprese italiane che hanno la volontà e le risorse per trovare nuove soluzioni e sinergie.” commenta uno degli ideatori di Start Hub – “Interdisciplinarità ed etiche comuni sono infatti le filosofie che guidano Start Hub, una realtà di professionisti che ascolta il mercato ed entra in risonanza con esso per studiare e realizzare una concreta soluzione ai problemi e alle richieste dei consumatori”.

     

    Per tutte le informazioni contatta Start Hub sui social o scrivendo a [email protected]www.rebelchange.it

  • Set Lipsia di Greenwood. Uno stile naturale per l’outdoor moderno

    Tra le novità della collezione 2020 di Greenwood i set in legno impreziositi dalla presenza di elementi distintivi come la corda, per un design che si lascia ispirare dalla natura.

    Pulizia delle linee e tratti geometrici della struttura, ammorbiditi dalla generosità dei volumi, riassumono nel set targato Greenwood un concetto di outdoor sobrio e essenziale.

    Il Set Lipsia è composto da un accogliente divano a tre posti e da due comode poltroncine, sfruttando le caratteristiche di solidità del legno per disegnare un angolo relax pratico e moderno. Per questa composizione Greenwood sceglie di declinare il color beige, una tonalità intramontabile per l’arredo giardino, grazie al suo effetto garbato e naturale, sempre molto apprezzato durante la stagione estiva.

    L’utilizzo dell’acacia per la struttura e il dettaglio della corda sintetica, in linea con lo stile naturale della composizione, consentono l’inserimento del set nei contesti più diversi. I morbidi cuscini color sabbia garantiscono un comfort totale e donano alle sedute un tocco armonico e elegante.

    Completa il soggiorno per esterni un ampio tavolino in legno di acacia con finitura effetto teak.

     

    Greenwood

    Numero verde 800.985006

    www.moiaspa.com/greenwood

  • Renord spiega come difendersi dalla truffa del chilometraggio delle auto usate

    Renord, punto di riferimento nel settore dell’automotive, spiega come orientarsi nel mercato delle auto usate anche grazie a un’accurata verifica del chilometraggio ed evitare così eventuali raggiri.

    Milano, Marzo 2020 – Renord rappresenta da cinquant’anni un importante punto di riferimento nel milanese per il settore dell’automotive. Concessionaria ufficiale di automobili delle migliori marche – Renault, Dacia e Nissan – è anche rivenditore di vetture usate e a chilometro zero.

    Per quanto riguarda il mercato dell’usato, in particolare, Renord si distingue per essere un partner sicuro e affidabile, al contrario di molte altre realtà che speculano sulla buona fede degli automobilisti inducendoli ad acquistare vetture con un chilometraggio molto maggiore rispetto a quello segnato sul contachilometri.

    Si tratta di una truffa molto comune, che a livello europeo registra un volume d’affari di 9,6 miliardi di euro, il che significa che il 40% delle auto usate immesse nel mercato comunitario subisce un ritocco del chilometraggio. Per arginare il problema sono al vaglio diverse misure, tra cui l’istituzione di un database condiviso da tutti gli Stati dell’UE che permetta di rintracciare i chilometri percorsi realmente da ogni auto. Attualmente, in Italia, uno strumento che può essere utile per evitare raggiri è il Portale dell’Automobilista, un sito web gratuito e gestito direttamente dal Ministero dei Trasporti che raccoglie i dati di tutte le automobili registrate presso la Motorizzazione Civile. Se dunque si intende acquistare un’auto usata, per verificarne il chilometraggio risalente all’ultima revisione in modo facile e veloce non resta che andare sulla piattaforma e inserire il modello e il numero di targa della vettura.

    Come sottolineano gli esperti di Renord, oltre al Portale dell’Automobilista esistono altri modi per indagare circa l’effettivo chilometraggio di un’auto usata. Uno di questi consiste nel consultare il PRA (Pubblico Registro Automobilistico), dove sono riportati alcuni dati importanti relativi alla vettura che si vuole acquistare, tra cui l’anno di immatricolazione: se il rapporto tra l’ “età” dell’auto e i chilometri percorsi è inverosimile (per esempio, un’auto immatricolata nel 2007 che registra solo 300 km), è probabile che ci sia sotto una truffa. Anche un’accurata verifica del libretto di circolazione può essere molto utile in questi casi: basta infatti fare un check tra le revisioni cui è stato sottoposto il mezzo per controllare che il venditore abbia detto la verità circa l’anno di immatricolazione dell’auto e il suo chilometraggio. Infine, è sempre buona norma eseguire un controllo accurato dell’auto, per capire se le sue attuali condizioni – sia dal punto di vista della carrozzeria e degli interni che a livello meccanico ed elettronico – siano effettivamente coerenti con la cifra riportata sul contachilometri. 

  • Aziende in Smart Working: il caso Heply

    In questo clima di emergenza lo smart working sembra configurarsi come strumento fondamentale sia per abbassare la possibilità dei contagi, sia per mantenere stabile il livello di produttività. Molte le aziende che si sono già organizzate in tal senso, a partire dalle grandi multinazionali, fino alle realtà imprenditoriali più piccole.

    Far lavorare da casa i propri collaboratori era impensabile per moltissime aziende: oggi è realtà. Per forza di cose. Ed è reale anche la paura di non riuscire a garantire la stessa produttività, perché lavoro da remoto e rendimento sono due aspetti non facili da coniugare.
    Il lavoro da remoto non va inteso come un timbrare un cartellino virtuale anziché uno fisico. Si tratta invece di un percorso di trasformazione, dove a cambiare è anche il sistema di valutazione del lavoro: è necessario guardare le performance finali.

    Anche Heply, pur essendo una software agency abituata a confrontarsi e ad adattarsi alle continue evoluzioni della tecnologia, si è trovata a dover fare i conti con domande e preoccupazioni: il lavoro da remoto è una vera e propria rivoluzione che vede coinvolte persone, spazi, cultura manageriale e strumenti da utilizzare.

    Heply ha deciso di puntare sulla GOAL BOARD.
    Uno strumento sviluppato da Heply e già utilizzato quotidianamente dal team, ma che in questa situazione di emergenza si è rivelato fondamentale per gestire obiettivi e performance del gruppo che lavora da remoto.
    Ma che cos’è Goal Bord? Goal Board è una lavagna virtuale, visibile a tutto il team, nella quale vengono evidenziati gli obiettivi giornalieri raggiunti, l’andamento delle performance e l’avanzamento quotidiano delle attività per ciascuno dei collaboratori.

    Tutto questo affinché lo spirito del gruppo non vada scemando a causa della distanza fisica, grazie anche all’utilizzo della gamification. Ogni gioco ha le sue regole e quindi le modalità di azione della Goal Board sono chiare: ogni componente del team deve seguire regole specifiche per garantire il corretto funzionamento del “gioco”. Obiettivo è il rispetto reciproco: non è necessario chiedere continuamente a un collega che cosa stia facendo, ma è sufficiente attendere l’orario stabilito per avere tutte le risposte.
    E come fare per motivare tutti? La sfida!

    Se alla fine della giornata lavorativa la soglia di produttività del gruppo è inferiore al 60% di quanto stabilito, il giorno successivo viene organizzata una riunione durante la quale capire che cosa non ha funzionato nell’operatività ed eventualmente modificare i comportamenti a livello di comunicazione o organizzazione. Inoltre, tutti i componenti del gruppo devono subire una penitenza simile a quella imposta normalmente in ufficio: invece di passare sotto all’amato calcetto, l’obbligo è quello di passare sotto al primo tavolo scomodo  presente in casa (e deve essere fatto contemporaneamente da tutti i membri dello staff in video call). 

    Se invece la produttività lavorativa del gruppo raggiunge il 90%, il giorno successivo si viene premiati. “Se normalmente viene offerta una pizza – dichiara Andrea Virgilio, Manager della Felicità di Heplyin questo particolare momento abbiamo deciso di fare del bene, perché ce n’è davvero bisogno: doneremo i soldi che avremmo speso per la pizza all’Ospedale di Udine, per incrementare i posti letto di terapia intensiva, sperando di cuore che non si debbano mai usare”.

    “L’obiettivo non è quello di creare competizione tra i membri del gruppo – continua Virgilio – perché la sfida non valuta le prestazioni del singolo, ma solo quelle del team nella sua interezza. Se gli obiettivi fissati per un singolo membro sono troppo facili o troppo difficile da portare avanti, questo può andare ad aiutare uno o più colleghi con lo scopo di raggiungere l’obiettivo comune. L’attuale situazione di instabilità ha posto Heply davanti ad una sfida, ma se la affrontiamo nel verso giusto, con gli strumenti

  • Con i video tutorial Norblast non si ferma

    Per garantire la continuità operativa dei propri clienti, l’azienda bolognese si è organizzata per spiegare da remoto il funzionamento delle proprie macchine per la sabbiatura e la pallinatura

    Desideriamo tutelare i nostri lavoratori e i nostri clienti per garantire l’intera filiera. La tecnologia ce lo consente: oggi più che mai vogliamo puntare su questa formula innovativa e quanto mai necessaria. Crediamo che sia un modo efficace per offrire una “normalità” in un momento così critico per tutto il tessuto produttivo e la società”.

    Con queste parole Stefano Norelli, Direttore Commerciale del Gruppo Norblast, azienda bolognese specializzata nella progettazione e costruzione di macchine sabbiatrici e pallinatrici per trattamenti superficiali ad alto valore tecnologico tramite shot peening, sintetizza la formula adottata per portare avanti progetti e forniture.

    Video chiari ed esemplificativi per supportare il cliente a distanza sono la reazione del Gruppo Norblast all’emergenza sanitaria che sta interessando sempre più Stati, mettendo in seria difficoltà il comparto produttivo del Paese.

    Nello specifico, l’azienda ha realizzato dei video tutorial al fine di guidare i clienti nell’utilizzo delle proprie macchine per la sabbiatura e pallinatura. Una forma di teleformazione che non copre solo l’installazione e il funzionamento delle macchine standard, ma anche delle più complesse macchine speciali, realizzate su misura, fornendo soluzioni pienamente rispondenti alle singole problematiche ed esigenze individuate. Un’azione necessaria, dunque, per non pregiudicare la propria capacità produttiva e delle filiere che si affidano a Norblast. Tra queste anche quella legata al settore biomedicale, al momento impegnato in prima linea.

    Ostacoli e difficoltà possono essere anche occasioni di crescita e sviluppo di nuove idee. Una filosofia che è alla base dell’azienda fondata e guidata dal Cav. Remo Norelli, da oltre 40 anni impegnata ad ascoltare e interpretare le esigenze progettuali di ogni numerosi comparti – automotive, energia, stampi, additive manufacturing, aeronautica e biomedicale. I trattamenti superficiali personalizzati e innovativi rendono il Gruppo Norblast un partner tecnologico di eccellenza e un punto di riferimento, in grado di accelerare il business e la competitività delle imprese che operano in molteplici ambiti.

    https://norblast.it/

  • Pubblicità per il vino su Italian Food Joy

    Quando appassionati gourmet scelgono i migliori cibi, spesso desiderano completare profumi e sapori con vini raffinati. I vini prodotti e lavorati in Italia abbinano innovazione e tradizione per soddisfare i palati più esigenti. Su queste basi Italian Food Joy apre alle cantine produttrici le proprie vetrine. Vera propria pubblicità per il vino: pagine dedicate ai produttori di qualità desiderosi di farsi conoscere on line e avere un contatto diretto con visitatori privati, intermediari, caterers, wine shop, distributori.

     

    Il marketplace allestisce una sezione dedicata al vino

    Dopo un sondaggio tra i visitatori, è stata confermata la predisposizione dei visitatori a considerare il vino italiano come interesse complementare al cibo del nostro Paese anche nelle scelte d’acquisto. La ricchezza del patrimonio vinicolo italiano annovera vini di alta gamma come Barolo, Amarone, Chianti, Brunello. Questi sono affiancati da vini meno conosciuti ma altrettanto ricchi di storia e interessati dal punto di vista organolettico ed enogastronomico. Ottimi abbinamenti peri cibi di eccellenza che già animano le pagine dei siti in lingua inglese e tedesca. Una bella occasione per inserire nuovi spazi per la pubblicità dedicati al vino su Italian Food Joy.

    Le nuove vetrine del vino su Stebin Marketplace Italian Food Joy™, nuova opportunità per le aziende produttrici di vino italiano

    Pubblicità per i migliori vini italiani

    Italian Food Joy ha iniziato ad esporre e vende nei paesi UE cibi italiani di elevata qualità dalla fine del 2016. Le nuove pagine sul vino al momento, per questione di accise, non consentono la vendita diretta come avviene per il cibo. Così sono nate le pagine per offrire pubblicità per il vino.

    Italian Food Joy , nuove vetrine del vino

    Infatti hanno principalmente la scopo di permettere ai visitatori del marketplace di entrare in contatto con cantine italiane. Italian Food Joy è frequentato da un pubblico di nicchia ad alto spending che privilegia la qualità rispetto al prezzo. Si differenzia molto  da altri marketplace di grande dimensione, dove si è messi in concorrenza con molti altri produttori. Le possibilità offerte al momento prevedono l’esposizione dei vini in una pagina dedicata alla Cantina possibilità di effettuare richieste dirette al produttore.

     

    Esporre il vino su Stebin Marketplace Italian food Joy™ promozione Vetrine del Vino Italian Food Joy

    I costi sono realmente molto contenuti e il principale vantaggio è dato dall’ottima pubblicità. I siti italianfoodjoy.com (in lingua inglese) e italianfoodjoy.de (dedicato al pubblico tedesco) ricevono circa 20.000 visite l’anno da un pubblico di nicchia grazie a ricerche su motori e traffico derivante da pubblicità e social network. Inoltre si può essere visti sia da clienti finali che da ristoranti, imprese di catering, wine e deli shop, grazie al menù dei siti, che garantisce un facile accesso al visitatore. La compresenza di produttori di cibo, la provenienza di visitatori dal blog Good habits & Quality foods letto anche in US, Can, Aus e altri paesi, richiamano visitatori con interessi enogastronomici ben abbinabili al vino. Tutti fattori che migliorano la presenza on line, consentendo di essere in evidenza con una minima spesa.

    La presenza su Stebin Marketplace Italian Food Joy™ garantisce la possibilità di accedere condizioni di favore per vari servizi opzionali, come la pubblicazione di articoli tematici sul blog, banner e altro ancora. Le vetrine sono disponibili dal mese di febbraio 2020 e rappresentano un’ottima occasione per essere visibili non solo in Europa ma anche nel resto del mondo come Canada, USA, Russia e altri paesi di tutto il mondo, fino al Giappone e all’Australia.

    Pagina costruita a titolo di esempio:

    https://www.italianfoodjoy.com/wine-test-page/

     

    Per contatti: [email protected]

    Italbees P.R. office

  • ESAME AVVOCATO 2020 – IL WEBINAR

    Il 27 marzo il Webinar gratuito per i Praticanti Avvocati.
    L’emergenza Covid-19 non fermerà l’iniziativa “ESAME AVVOCATO 2020”
    Partita lo scorso 31 gennaio, l’iniziativa in favore dei Praticanti Avvocati impegnati con l’esame di abilitazione alla professione forense si sposta sul web.

    Questa crisi non ci fermerà, non fermerà il nostro entusiasmo e la nostra voglia di fornire supporto ai praticanti avvocati che si candidato a superare la prova selettiva” dichiara la Dott.ssa Laura Chiarolanza, Direttrice del Centro Studi L. Giordano che aggiunge, “nelle ultime settimane abbiamo fatto uno sforzo considerevole nel trasformare la nostra didattica tradizionale in didattica a distanza. Vogliamo mettere a disposizione questo know how acquisito sul campo anche per i nostri seminari che diventeranno Webinar“.

    I partecipanti avranno l’opportunità di confrontarsi con esperti del settore e di sperimentare la nuova metodologia del corso attraverso un caso pratico di Parere Legale. Sarà inoltre presentato nei dettagli Il Corso di Esame d’Avvocato del Centro Studi L. Giordano, progettato insieme ai migliori professionisti (Avvocati, Ex Giudici, Ex componenti di Commissione Giudicatrice d’Esame, ex Consiglieri della Corte di Cassazione e Professori Universitari) ed unico a Napoli perché prevede il Numero Chiuso, la Simulazione dei Processi, a Misurazione delle Performance del Candidato, la Correzione Individuale ed Immediata delle Esercitazioni e un Question Time Individuale con il Docente.

    Il Webinar si terrà venerdì 27 marzo alle ore 18:00.
    La partecipazione è gratuita e aperta a tutti gli interessati, previa registrazione.

    Link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-esame-avvocato-2020-webinar-89628399957?aff=ebdssbeac

  • PharmaNutra affida la sua nuova campagna all’agenzia Spada Media Group

    La campagna è stata affidata all’agenzia Spada Media Group e comprende passaggi tv, attività digital e pubblicità su stampa nazionale.

    Pisa, 5 marzo 2020 – PharmaNutra S.p.A. (Aim Italia-Ticker PHN), azienda farmaceutica leader nel settore dei complementi nutrizionali a base di ferro, lancia la nuova campagna pubblicitaria dedicata ad ApportAL®, l’innovativo complemento nutrizionale contenente ben 19 elementi per rinforzare le difese immunitarie. 

    Creata e pianificata da Spada Media Group, affermata agenzia di marketing che da anni collabora con importanti aziende italiane e internazionali, la campagna di brand awareness online e offline di ApportAL® sarà attiva sul territorio nazionale per tutto il mese di marzo. La campagna sulle reti televisive Mediaset e La7, in onda da lunedì 9 marzo, sarà sostenuta da una pianificazione specifica su magazine e quotidiani nazionali, oltre che da attività digitali, il cui fulcro sarà il nuovo sito www.apportal.it.

    Grazie allo sviluppo della Tecnologia Sucrosomiale® – l’innovativo brevetto PharmaNutra alla base del successo dei prodotti della linea SiderAL® – nel 2018 nasce ApportAL®, il primo complemento nutrizionale che riunisce le proprietà di ben 5 minerali (ferro, selenio, zinco, iodio, magnesio), oltre a vitamine, aminoacidi ed estratti vegetali. Tutti i minerali contenuti in ApportAL® sono stati potenziati grazie alla Tecnologia Sucrosomiale®, creando quindi un prodotto completo, adatto a tutte le età, caratterizzato da proprietà immunodifensive e immunomodulanti uniche, oltre che da azioni toniche, energizzanti e muscolari. 

    Gianluca Gracci, responsabile Marketing e Comunicazione di PharmaNutra S.p.A., afferma: «Crediamo moltissimo nell’efficacia di ApportAL® e abbiamo deciso di puntare sul claim “Fatti trovare pronto” per esplicitare le caratteristiche uniche del prodotto. La campagna semplice e diretta, declinata sui diversi canali, si focalizza sull’importanza di proteggere, sostenere e rinforzare il proprio sistema immunitario, soprattutto durante i cambi di stagione e in periodi di stress. L’indebolimento delle difese immunitarie in questi contesti è comune a persone di ogni età, dai più giovani agli anziani. Sono fiducioso questo progetto ci consentirà di comunicare al meglio l’efficacia di un prodotto innovativo come ApportAL®».

    «Da sempre la ricerca rappresenta il punto di forza del Gruppo PharmaNutra, che si differenzia dalle altre aziende del mercato OTC grazie alla qualità della ricerca che ha portato risultati scientifici concreti a supporto dei nostri prodotti e tecnologie. ApportAL® è un complemento nutrizionale completo, che in una sola bustina concentra il meglio della nostra tecnologia e ricerca», commenta Roberto Lacorte, Vicepresidente del Gruppo PharmaNutra.

     

    PharmaNutra S.p.A.

    Fondata e guidata dal Presidente Andrea Lacorte e dal Vicepresidente Roberto Lacorte, PharmaNutra è un’azienda nata nel 2003 che sviluppa complementi nutrizionali unici e dispositivi nutrizionali innovativi, curando l’intero processo produttivo, dalle materie prime proprietarie al prodotto finito. L’efficacia dei prodotti è dimostrata mediante numerose evidenze scientifiche, di cui 92 pubblicazioni con oltre 7.000 soggetti coinvolti. Il Gruppo distribuisce e vende in Italia e all’estero. In Italia, l’attività di vendita è svolta attraverso una rete di oltre 140 Informatori Scientifico Commerciali a servizio della classe medica, dedicati anche alla commercializzazione in esclusiva dei prodotti Pharmanutra alle farmacie di tutto il territorio nazionale. La vendita all’ estero è garantita in oltre 50 Paesi attraverso 34 partner selezionati tra le migliori aziende farmaceutiche. Pharmanutra è leader nella produzione di complementi nutrizionali a base ferro con il marchio SiderAL®, dove vanta importanti brevetti sulla Tecnologia Sucrosomiale®. Il Gruppo ha sviluppato nel corso degli anni una precisa strategia nella gestione e produzione della proprietà intellettuale, fondata sulla gestione integrata di tutte le componenti: materie prime proprietarie, brevetti, marchi ed evidenze cliniche.

    www.PharmaNutra.it

    Per Informazioni:

    Spada Media Group

     Viale E. Marelli, 132

    20099 Sesto San Giovanni – Milano 

    Tel. +39 02 2430 8560

     

  • Venerdì 27 marzo è fuori in tutti i digital Stores “Incontro Banale” nuovo singolo di Listanera

    “Incontro Banale” è il nuovo singolo del cantautore romano Listanera, che con il suo precedente LP “1984” si è fatto notare per l’originale commistione di generi, una miscela di retro synthwave, canzone d’autore e indie pop.

    Questo nuovo brano prosegue sul solco sonoro già tracciato con gli altri precedenti singoli, ma in qualche modo si stacca dalle atmosfere dark wave anni ottanta assumendo atmosfere più pop, ma il grado malinconico è sempre molto alto.

    Listanera riesce sempre a farti immergere nel suo mondo un po’ fumoso e pieno di luci al neon, grazie, sopratutto, alla sua voce graffiata che tocca sempre sapientemente quelle note blu che solo la malinconia dell’anima sa far suonare.

  • Tgcom24 presenta il Maestro Giuseppe Oliva, rinomato artista di Spoleto Arte

    L’arte si riprende il proprio spazio nel fine settimana. E lo fa sabato 21 marzo con il Maestro Giuseppe Oliva della scuderia di Spoleto Arte. Il pittore di origini ragusane è infatti protagonista dell’ultimo servizio rilasciato dalla rubrica del Tgcom24 dedicata all’arte contemporanea e creata dal direttore Paolo Liguori.

    Giuseppe Oliva

    Riconosciuto per i suoi blu marini, Giuseppe Oliva porta sempre con sé e nella sua pittura la straordinaria ricchezza cromatica della sua terra. Questo leitmotiv diviene il punto cardine e la potenza espressiva della sua produzione artistica. Oltre al blu profondo del Mar Mediterraneo e al verde delle colline varesine su cui vive da circa quarantacinque anni, è il gesto a non passare inosservato e a prendere la parola. Le spatolate corpose e nervose fanno vibrare la tela dei riflessi della superficie marina o smuovono, come il vento, i teneri fili d’erba. La sua è una pittura che prende corpo, diviene scultorea e allo stesso tempo mantiene la quiete solenne che si ritrova nella corrente impressionista da cui Oliva si muove per la propria personale ricerca.

    Giuseppe Oliva

    La sua ricerca

    Forte e incisiva, la sua produzione mira a focalizzare l’attenzione sul particolare, su una parte del tutto. Il risultato non è l’estraniamento, ma l’avvicinamento alla realtà, una forma di indagine che permette di addentrarsi nel cuore delle cose. La spatola, lo strumento d’azione, si trasforma simbolicamente nel “sismografo delle proprie emozioni”, capace di tradurre e trasferire le sensazioni dell’artista sulla tela. Tenendo presenti queste premesse, si arriva dunque a una conclusione sorprendente: ciò che Giuseppe Oliva dipinge è “una trasfigurazione del reale che esalta la realtà”.

    Il commento di Vittorio Sgarbi

    Di lui ha scritto il critico d’arte Vittorio Sgarbi: «Elabora lungo gli incerti steccati fra la natura e la sua astrazione la ricerca pittorica di Giuseppe Oliva, incentrata sull’espressività lirica del colore, esplorando con particolare dedizione, da novello Yves Klein, l’universo del blu più marino, con soluzioni che possono ricordare le costruzioni informali della Vieira da Silva, sfilacciate e tendenti a rientrare entro il dominio della tonalità del fondo».

  • Conosci con Politerapico le differenze tra l’RX e la risonanza magnetica

    Gli esperti di Politerapico, centro polispecialistico di Monza, spiegano le differenze tra due tra i principali esami diagnostici effettuati presso le strutture sanitarie.

    Milano, Marzo 2020 – Quando il medico prescrive accertamenti più approfonditi rispetto a disturbi o patologie, potrebbe indicare due comuni esami diagnostici: le radiografie o la risonanza magnetica. Capire la differenza tra le due, per i non addetti ai lavori, potrebbe però risultare difficile: per questo gli esperti di Politerapico, struttura polispecialistica di Monza, hanno scelto di fare chiarezza, aiutando così i pazienti a discernere con maggiore consapevolezza le tipologie di esami cui devono essere sottoposti.

    L’RX, meglio conosciuta anche come radiografia, si avvale di radiazioni di tipo X, che permettono di esaminare un segmento scheletrico o un distretto del corpo, proiettandone l’immagine su un sistema fotosensibile. Si tratta, in altre parole, di una sorta di scanner, che mostra le immagini di una parte dell’organismo consentendo così ai medici di averne una visione più chiara senza dover ricorrere alla chirurgia esplorativa. Nonostante si parli di “radiazioni”, l’RX non è considerato un esame invasivo o pericoloso e non richiede pertanto una particolare preparazione. Unica eccezione, le donne in gravidanza, poiché le radiazioni, benché innocue per la madre, potrebbero invece nuocere al feto. La radiografia è considerata sia un esame diagnostico che preventivo, in particolare nei casi di traumi ossei, quali fratture o lussazioni; in questi frangenti – come puntualizzano gli esperti di Politerapico – spesso si eseguono due o tre radiografie in momenti diversi, per controllare la situazione dell’osso e verificare che la terapia prescelta sia stata effettivamente efficace.

    Per quanto riguarda, invece, la risonanza magnetica, come suggerisce il suo stesso nome è un esame che si avvale di campi magnetici per sondare ossa, organi, articolazioni, cervello e altri elementi del corpo umano. La risonanza magnetica (RM) fornisce immagini molto precise e dettagliate, consentendo di rilevare particolari che, magari, non si riesce a cogliere con l’RX. Si tratta quindi di un esame prevalentemente diagnostico, che però, a causa dei campi magnetici, non può essere svolto su pazienti che presentano peacemaker o clip vascolari. 

  • Collezione filigno di TEAM 7: per una casa che comunica

    L’azienda austriaca TEAM 7 arricchisce le possibilità di progettazione e personalizzazione della zona living e presenta due nuovi complementi della collezione filigno in sottile legno naturale: la vetrina filigno e la credenza filigno.

    La casa contemporanea esce dagli schemi tradizionali e abbatte i confini tra le diverse stanze, dando vita ad ambienti aperti e fluidi. Ecco quindi che la cucina diventa open-space, la sala da pranzo si fonde all’interno del living e l’ingresso smette di essere un lungo corridoio separato da muri.

    Per rispondere alle esigenze di arredo degli spazi più dinamici, l’azienda austrica TEAM 7, specializzata nella produzione di mobili e complementi di arredo in puro legno naturale, ha creato filigno, la collezione di arredi modulari che consente di progettare con lo stesso linguaggio stilistico diverse zone della casa e offre massima libertà di personalizzazione.

    Solo 12 mm di spessore

    Tutti gli elementi della collezione sono realizzati in puro legno naturale, proposto nella sua versione più sottile. Il top e i fianchi dei complementi filigno sono infatti costituiti da pannelli indeformabili spessi soltanto 12 mm, realizzati secondo l’avanzata tecnologia 3 strati di TEAM 7.

    Passione per i dettagli

    Le sezioni laterali in legno di testa sottolineano l’elevata artigianalità e il valore di questo tipo di costruzione. Una sottile fuga di soli 2 mm tra top e fianchi spezza elegantemente il rivestimento in legno e sottolinea il design raffinato degli elementi.

    Progettazione a schema libero

    Il successo di filigno ha avuto inizio dall’omonima cucina, lanciata da TEAM 7 nel 2017 insieme alla serie di arredi occasionali coordinati per la zona pranzo. Nel 2019 la collezione ha conquistato anche il living e l’ingresso, con soluzioni pensate per poter essere progettate individualmente e non. Quest’anno TEAM 7 presenta ulteriori novità che vanno ad ampliare le possibilità di progettazione e personalizzazione della gamma: la nuova vetrina filigno e la nuova credenza filigno.

    Vetrina filigno

    La nuova vetrina filigno offre un mix di vani a giorno e vani chiusi, perfetti per mettere in bella mostra accessori decorativi e custodire oggetti preziosi. Il frontale in vetro, disponibile in versione trasparente o fumé, è progettabile sia sul lato destro che su quello sinistro e continua dolcemente oltre lo spigolo, creando un’estetica originale e raffinata.

    Interni su misura

    I ripiani in vetro possono essere abbinati a ripiani in legno più piccoli e sfalsati, così da diversificare e rendere meno monotono l’interno.

    Giochi di luce

    I profili illuminati dei ripiani in vetro e una striscia LED centrale creano un’atmosfera ricca di fascino e possono essere orientati e regolati singolarmente.

    Credenza filigno

    Discreta e funzionale, la credenza filigno abbina il calore del legno naturale a un design contemporaneo ed è adatta a diverse zone della casa. Al suo interno offre comodo spazio per contenere numerosi oggetti, custoditi in scomparti chiusi o esposti su ripiani a giorno illuminati. Le nuove ante scorrevoli con chiusura ammortizzata rappresentano una pratica soluzione salvaspazio, che permette di accedere comodamente al contenuto della credenza, anche quando la metratura a disposizione non è molto ampia.

    Massima flessibilità

    Ogni credenza può essere progettata in base ai gusti e alle necessità personali: con cassetti o ripiani, con ante battenti, scorrevoli o girevoli, con e senza elementi di design, con o senza maniglie. Per i frontali è inoltre possibile scegliere tra legno naturale, vetro colorato e ceramica.
  • La porta su misura.

     

    Fa.se.le Srl nasce nel 1982, a Salsomaggiore Terme in provincia di Parma.  E’ un’azienda diventata leader nel settore degli infissi, nello specifico nelle porte, da loro infatti potrai trovare porte blindate e porte da interni, di diversi materiali e tipi. 

    Quest’ attività svolge il lavoro in maniera artigianale, e fin dai primi anni inizia a differenziarsi grazie alle loro tecnologie e macchinari all’avanguardia e alla cura che riporta il team nella produzione dei loro prodotti. 

     

    Le porte di Fa.se.le si presentano in maniera così attuale e moderna, capaci di soddisfare qualsiasi tipo di richiesta di mercato. Altissimi gli standard della qualità del legno, dei loro prodotti e lo testimonia la certificazione UNI EN, che hanno in possesso. Insomma, che dire di sicuro, scegliere Fa.se.le, è una garanzia. 

     

    IL fatto che siano produttori di legno rende  le loro porte davvero curate e con un prezzo davvero competitivo, perchè vendono direttamente al privato come alla grande imprese, sanno soddisfare le volontà dei piccoli come quelle dei grandi.

     

    Le abitazioni, gli uffici, o qualsiasi altro tipo di ambiente ha bisogno della sua porta specifica, in modo tale che non stoni, ma che soprattutto dia all’interno quel carattere che ognuno di noi desidera. La scelta di questo oggetto quando si restaura o si vuole cambiare è molto importante, ecco il motivo per il quale bisogna affidarsi a degli esperti, che ti possono consigliare nel modo giusto. 

    Le porte sono delle aperture che permettono il passaggio da un ambiente ad un altro, può essere costituita da un piano verticale di legno o di altri materiali, dotata di maniglia per l’apertura, di solito ha una forma di tipo rettangolare. 

     

    Quindi cosa aspetti? Corri sul sito di Fa.se.le per scoprire le porte adatte a te. Il team di esperti e professionisti saprà rispondere ad ogni tua domanda.

     

  • Presidente Regione Campania Federpol Giancarlo D’Amore

    Il nuovo presidente della Regione Campania Federpol Giancarlo D’Amore si pone con voi soci, l’obbiettivo di compattare gli investigatori privati campani facendo proselitismo.

    In particolare a riguardo la gestione e l’organizzazione della federazione, saranno individuati i nuovi delegati provinciali che saranno in carica a rotazione annuale.

    A tale proposito, si comunicano i primi nominativi prescelti: Delegato per la provincia di Napoli, la d.ssa Ida Picariello; Delegato per la provincia di Salerno il dr. Vincenzo Bianco.
    E’ stato istituito anche gruppo di lavoro nonchè di studio congiuntamente ai soci che ne hanno competenze e volontà, ovviamente siamo aperti ad altre adesioni. Attualmente il gruppo è costituito da:

    Rosario Gloriante, Andrea Spinelli, Valentina Lamanna, Rossella Quintavalle, Marin Kume, Francesca Spremolla, Gaetano Bernieri, Giuseppe Cristofaro, Brunella Guarini, Francesco Giannini, Pasquale Guarini, Pierluigi D’Agostino Marco Salvato, Giovanni Miceli, Giuseppe Massaro Giulia D’Amore.

    Siamo aperti a qualsiasi forma di collaborazione sia per le istituzioni locali che per affrontare le problematiche sociali della categoria.

    L’auspicio è quello di poter creare insieme, un percorso costruttivo che dia una nuova identità alla nostra realtà regionale.

  • Spoleto Arte: intervista a Margherita Casadei, la pittrice delle donne alla finestra

    È arrivato il momento per Margherita Casadei, pittrice di un animo femminile sensibile alla musica del mondo, di raccontare un po’ di sé e della sua carriera. A pochi giorni dal servizio sulla sua produzione artistica per il Tgcom24 abbiamo voluto approfondire alcuni aspetti caratteristici del suo percorso.

    D: Sabato è uscito il servizio su TGcom24 in merito al suo percorso artistico. Come si sente?

    R: Sono felicissima, trepidante. In un momento così difficile per l’Italia e per il mondo, impegnati a contrastare il Coronavirus, mi auguro che parlare di arte possa infondere in chi ascolta un po’ di serenità e possa offrire un attimo di fuga dalle preoccupazioni. Credo che possa portare una ventata di colore in questo periodo oscuro e duro per tutti noi, che ha spento l’entusiasmo e l’attività di molte persone.

    donne alla finestra

    D: Un’evasione nell’intimità. Le sue opere traducono la bellezza dell’universo femminile, quello più poetico, sognante, privato… Com’è nata l’idea di mostrare le sue protagoniste di spalle, in città romantiche immerse nella notte o nella luce del tramonto?

    R: Nella cura dell’interiorità e della vita, l’arte è uno strumento fondamentale, è un potente veicolo di messaggi privati che possono diventare messaggi per tutti e unirci fortemente, dando luogo a una comunicazione e a una “comunità artistica”.

    L’idea di mostrare le mie figure di spalle nasce quasi per magia da una linea tracciata sulla tela… Quel giorno intuisco un nuovo approccio all’insieme del quadro: traccio mano a mano una donna alla finestra. L’affacciarvisi ribadisce il punto di vista sul mondo. Mi rendo conto immediatamente che la donna, essendo voltata di spalle, facilita il fruitore nell’immedesimazione. Invita a guardare verso un oltre, verso un mondo migliore. Di sicuro in lei c’è un’esortazione a guardare di più il cielo e a immergersi nell’infinito che ci circonda oltre alla solita materialità. Filtra la musica del mondo, della vita e la trasmette. Il segno pittorico diventa così il mezzo per risalire alle radici della comunicazione, per dire con i colori quello che le parole non risolvono.

    D: Perché alcune delle sue donne hanno un incarnato tendente all’azzurro?

    R: Inconsciamente voglio invitare ad alzare di più lo sguardo verso il cielo e verso l’infinito.

    D: Lei vive e lavora vicino a Cervia. C’è un po’ di questa città nei suoi dipinti?

    R: Di sicuro ci sono dei luoghi vissuti e altri sognati: sia cittadini che di paese, con particolare attenzione anche agli alberi. Con i loro rami richiamano una tensione verso l’alto, quasi una muta preghiera. Mi rendo conto che l’arte è un meraviglioso processo in grado di raccogliere pezzi di mondo e di vita unendoli in un insieme armonico e ricco di significato.

    D: Animali e gioielli: sulle sue tele li troviamo molto spesso, come mai? C’è una relazione tra loro e la figura femminile?

    R: Parto dai gioielli: diverse donne alla finestra indossano gioielli ricavati da un’abile selezione di materiali. Talvolta li creo io stessa e attorno si costruisce pian piano un mondo sognante fatto di colori che a tratti sono sfumati. Il gioiello applicato diventa così un’opportunità per costruirci attorno delle impressioni. Si dice appunto che un gioiello è per un’occasione… In questo caso ribadisce la “preziosa” occasione di incontrare se stessi e comunicare agli altri tramite l’arte. Dunque non è un simbolo di ricchezza materiale, ma suggerisce una raffinatezza interiore.

    Gli animali nei miei quadri rappresentano un affetto quotidiano, come i gatti ad esempio. Fin da bambina mi hanno sempre fatto molta tenerezza, ne ho avuti tantissimi e con ognuno un rapporto speciale. Come nel silenzio del buio notturno ci sono le luci della luna, delle stelle e dei lampioni a farci compagnia e a guidarci, così il gatto rappresenta un legame con l’uomo e una peculiare attitudine, poiché è un animale che sa vedere bene anche al buio oltre a essere fin dall’antichità portatore di positività e di una sensibilità particolari.

    donne alla finestra

    In alcuni miei dipinti accanto alla figura femminile compare un uccellino: come ci ricordano le poesie di Giovanni Pascoli, gli uccelli sono i messaggeri di un mistero poiché, potendo volare, fungono da ponte tra il cielo e la terra.

    D: La delicatezza del segno accarezza le forme degli oggetti e dei profili. Quanto questa scelta contribuisce nella creazione dell’atmosfera così caratteristica dei suoi lavori?

    R: La delicatezza del segno passa attraverso molti anni di pittura e di contatto con i colori, attraverso sacrifici, sbagli, diverse ricerche e sperimentazioni per arrivare ad accorgermi, a sentire che il tratto pittorico proviene direttamente dall’anima.

    D: Cosa cerca di trasmettere nella sua più recente produzione?

    R: Di quest’ultima fanno parte alcune donne alla finestra che acquistano lentamente la posizione del viso di tre quarti. Sono donne che raccontano fragilità ed emozioni anche solo con lo sguardo oppure con la loro postura, in ascolto di una musica universale da saper cogliere e trasmettere. Invitano ognuno ad aprire la “propria finestra” sul mondo.

    D: Qual è stato il percorso di crescita interiore e artistica da quando ha preso in mano per la prima volta pennello e tavolozza?

    R: In più di vent’anni di pittura ho lavorato molto su me stessa. Vi ho unito lo studio della filosofia, la musica, il canto e la danza. Spesso ai quadri ho abbinato poesie.

    Tutto è partito dall’interesse per la persona, per l’uomo concepito come essere problematico in mezzo a un universo misterioso dal ritmo affascinante. Parto raffigurando i musicanti di strada, le ballerine. La ballerina nella chiave di violino è un simbolo di musica universale, riassume il concetto di danza e di armonia. Dipingo anche donne con un gatto accanto e dopo la nascita di mia figlia Elena inizio a dipingere le maternità, uno spunto fortissimo anche per riflettere sulla donna creatrice, soggetto in cui la maternità è pure artistica. Poi è la volta della donna alla finestra che si ferma ad ascoltare la musica del mondo e si lascia attraversare da essa per cercare in tutti i modi di comunicarla agli altri.

    A distanza di anni riesco a notare comunque che il filo conduttore del mio far arte è la musica e la cura dell’interiorità, chissà andando avanti…

    D: Tra i suoi estimatori c’è anche Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi. Come vi siete conosciuti?

    R: Ho conosciuto il presidente Nugnes a Biennale Milano dove erano state esposte alcune mie opere selezionate dal comitato di Spoleto Arte. Ringrazio lui e tutto il suo staff per l’impegno e la professionalità che dimostrano ogni volta nell’organizzare e seguire vari eventi artistici, in cui traspare una forte passione per la cura e la salvaguardia dell’arte.

  • Nevèl, l’artista della rosa di Spoleto Arte per l’appuntamento di Tgcom24

    Direttamente da Mondovì e da Spoleto Arte, Carla Filippi, in arte Nevèl, arriva a Tgcom24, protagonista del prossimo servizio dedicato all’arte ai tempi del Coronavirus. Lo pseudonimo è il risultato di un sogno premonitore che si è avverato quattro anni fa, di una felice fusione tra un verbo e un nome.

    Nevèl e l’arte

    Nata come hobby, la sua passione per l’arte si è man mano trasformata in un incontro con la propria interiorità. L’espressione dell’io, delle emozioni che lo caratterizzano diviene l’obiettivo principale delle sue creazioni. Nevèl si dedica così alla pittura e alla scultura per quel rendez-vous irrinunciabile con il proprio sé che ognuno dovrebbe attendere con trepidazione. L’appuntamento questa volta però è sulla piattaforma del Tgcom24, nella rubrica dedicata a chi non può rinunciare alla bellezza durante questo periodo di isolamento.

    E certamente sarà interessante scoprire come per Nevèl dipingere sia arte terapia e come le sue creazioni siano il frutto dell’interpretazione dei suoi sogni. Alla vivacità dei colori si somma infatti la presenza materica, quasi a dar vita e respiro a quelle intime sensazioni che fino a un attimo prima erano solamente evocazione.

    I commenti

    “Che dire di un’artista che pone la positività al centro della sua arte? Nevèl trasforma l’energia in qualcosa di tangibile, con opere che si possono vedere e toccare attraverso inserti significativi che danno spessore fisico e simbolico agli elementi della composizione” commenta Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi. “Nevèl riveste le sensazioni di magica poesia.”

    Sulla stessa linea anche la curatrice d’arte Flavia Sagnelli:

    “Forza, energia e calore. Dalle tele dell’artista Carla Filippi emerge una passione coinvolgente e una tendenza all’unione tra opposti”. Una solarità contagiosa, che sicuramente farà breccia nell’animo degli spettatori di Tgcom24 per portare loro un vento di speranza.

  • Virus blocca export agroalimentare, ecco l’allarme di Geoplant Vivai: “Barriere sanitarie non diventino barriere protezionistiche”

    Lucilla Danesi e Gianluca Pasi, soci e responsabili commerciali dell’azienda vivaistica ravennate, commentano le ripercussioni del Covid19 su tutto il comparto agricolo invitando associazioni di categoria e amministrazioni a un’immediata presa di posizione

    Se da qui a poche settimane la situazione non si risolve e non si percepisce che si possa risolvere sarà un problema per tutta l’esportazione agroalimentare”. A parlare è Lucilla Danesi, Responsabile Commerciale fragola dell’azienda vivaistica Geoplant Vivai, alle prese con i contraccolpi del Covid19 e dell’emergenza sanitaria che sta paralizzando Italia e non solo. L’azienda ravennate, specializzata nella coltivazione di piante da frutto e di fragola, sta registrando insieme a tutte le realtà agricole del Paese, una grave situazione di stallo che vede la drammatica difficoltà di esportare i propri prodotti oltre confine.

    Negli ultimi 15 giorni, prima che le autorità decretassero tutta una serie di provvedimenti e stop agli spostamenti abbiamo fatto sforzi enormi per esportare le nostre piante consegnando tutto quello che potevamo consegnare ai nostri mercati esteri: Austria, Slovenia, Ungheria e Romania”, commenta Gianluca Pasi, Responsabile estero delle piante da frutto. I prossimi mesi però si preannunciano densi di incognite, difficoltà e ovviamente perdite economiche, soprattutto alla luce della recente notizia dell’annunciata chiusura dell’area Schengen da parte dell’Unione Europea. Al momento il mercato più in bilico è quello delle piante di fragola che ha in aprile, maggio e giugno momenti di consegna importanti. “Quando tra due settimane dovrò consegnare le piante di fragola in marcati extra-UE Kazakistan, in Russia, in Serbia, così come in paesi comunitari che stanno imponendo forti restrizioni al confine come Ungheria e Austria, cosa farò? – si domanda Lucilla Danesi– il prodotto è già nelle celle frigo stivato, pronto per essere commercializzato e non dimentichiamoci che si tratta di merce deperibile. Quello che non consegno quest’anno, non lo posso tenere per le vendite del prossimo. È dunque innegabile che da qui a giugno il problema della logistica diventerà il problema per tutto l’agroalimentare, settore vivaistico compreso”.

    A questo quadro già allarmante, Geoplant Vivai aggiunge un’altra preoccupazione fondata: il rischio che le barriere sanitarie che tutti i paesi d’Europa stanno ergendo si trasformino, nel lungo periodo, in barriere protezionistiche. L’emergenza Covid19 è prioritaria, ma non potrà diventare nei successivi mesi un’occasione per danneggiare l’export in violazione di regole ben precise che regolano il mercato UE. “Questo rischio va vigilato e tenuto in considerazione”, sottolineano Danesi e Pasi, invitando le amministrazioni locali, statali e le associazioni di categoria a farsi portavoce del problema in sede europea.

    Ma il fermo dell’export non è l’unico elemento ad agitare il settore. Nelle prossime settimane quando riprenderà la raccolta nei campi, tutti gli agricoltori d’Italia dovranno fare i conti con un altro ostacolo: la mancanza di operai. Secondo i dati di alcune associazioni di categoria sono 370.000 i braccianti regolari che ogni anno raggiungono, in questo periodo, le campagne italiane dall’estero (Est Europa e Nord Africa) e che attualmente sono rimasti nel loro paese un po’ a causa della chiusura delle frontiere un po’ per il forte timore del virus. Senza un intervento immediato la chiusura dei confini alle persone, si ripercuoterà disastrosamente mettendo a rischio più di un quarto del made in Italy che ogni anno arriva sulle nostre tavole grazie alla raccolta per mano di rumeni, marocchini, indiani, albanesi, senegalesi, polacchi, tunisini, bulgari, macedoni e pakistani. “ Se è vero che questa situazione porterà l’agricoltura a cercare soluzioni più smart e tecnologiche rispetto al passato, è anche vero – conclude Pasi – che nel nostro mondo quei processi di meccanizzazione che in altri settori stanno garantendo la continuità del lavoro, sono al momento impossibili da attuare, considerando che l’85% delle lavorazioni viene realizzata dall’uomo”. Dunque che ne sarà nei prossimi mesi dell’agricoltura italiana? Le campagne rimarranno vuote di braccianti ma ricche di ortaggi e frutti? Un’immagine inquietante e che richiede soluzioni immediate affinché non si realizzi e rimanga soltanto una preoccupante fantasia.

    http://www.geoplantvivai.com/

  • FAMIGLIA NAI, LA DINASTIA DEL PESCE VENETO

    Quattro negozi tra il Padovano, il Vicentino e il Trevigiano, venti mercati cittadini gestiti e una famiglia che da quattro generazioni fornisce quattrocentomila clienti in Veneto. “E adesso col Coronavirus al via le consegne gratuite a domicilio”, annuncia il titolare Diego Nai

     

    Quattro negozi, venti mercati settimanali, nuovi automarket. La dinastia del pesce in Veneto porta un nome: Nai. Sono questi i numeri di una realtà nella vendita al dettaglio del pesce che cresce settimana dopo settimana grazie ad una rete di distribuzione tra le più efficienti a livello nazionale e al lavoro di uno staff affiatato di 25 persone. Dalle coste locali al banco il pesce arriva in poche ore, per quanto riguarda gli approvvigionamenti internazionali la qualità è figlia di partnership con fornitori esteri selezionati per qualità e modalità di lavoro. “Questi sono i motivi del nostro successo imprenditoriale”, spiega Diego Nai, il titolare. “Abbiamo una media di quattrocentomila clienti l’anno e siamo in crescita costante”.

    In questo momento di emergenza per il Coronavirus, il gruppo ha deciso di restare il più vicino possibile ai propri clienti. I negozi si sono attrezzati per la consegna a domicilio gratuita nei Comuni di riferimento, Cittadella, Castelfranco, Thiene, evitando spostamenti di persone e rallentando così le possibilità di contagio. “Un piccolo servizio che, in quanto attività della filiera alimentare, ci sentivamo in dovere di fornire alla comunità”, dice Diego Nai.

    La sede storica del gruppo è a Cittadella, nel Padovano, in via Petrarca. Ma c’è anche una pescheria nel Vicentino, precisamente a Thiene in via Del Costo e l’ultima filiale è sorta nel Trevigiano, a Castelfranco Veneto, in via dei Carpani: è già punto di riferimento per gli amanti del pesce della zona, anche grazie a speciali macchinari di controllo dell’olio che garantiscono un pesce fritto salutare. Peraltro, il logo è noto nei mercati del Veneto: sono venti quelli dove ogni giorno Nai vende i propri prodotti tra le tre province, Padova, Vicenza e Treviso, dove ha anche aperto i negozi fisici.

     

    “Tutto è cominciato nei primi del Novecento – raccontano i fratelli, Diego e Mirco Nai – quando il nostro bisnonno Riccardo iniziò l’attività vendendo pesce porta a porta e da lì poi la passione per il mare si è tramandata fino a noi che rappresentiamo la quarta generazione”.

    Oggi è il racconto di uno staff che lavora per portare la miglior qualità al banco e permettere così ai clienti una vasta scelta. Per quanto riguarda il pesce fresco, ogni giorno vengono organizzati approvvigionamenti direttamente al mercato ittico di Chioggia e di Venezia e più volte a settimana arrivi dai principali mercati europei (Francia, Olanda, Norvegia e Danimarca per salmoni, rombi, code di rospo, filetti di halibut e merluzzi) ed internazionali (Canada per gli astici). I trasporti vengono effettuati con camion frigorifero per il pescato d’importazione europea e via aerea per le materie prime provenienti da oltre oceano. Per quanto riguarda il pesce congelato, Nai lavora sui mercati internazionali come Nuova Zelanda (per i totani), Francia ed Inghilterra (per le seppie), Ecuador (le mazzancolle tropicali), Argentina (per merluzzi e gamberi), Perù e Cile (per vongole, cozze, cappesante e totani), India e Vietnam. Questi prodotti arrivano in Italia via nave mediante container frigorifero e da qui trasportati via terra direttamente nelle celle di stoccaggio di Cittadella.

    Di certo la passione aiuta, ma non basta per competere con le altre realtà del settore ittico, per distinguersi è necessario studiare i flussi del mercato contemporaneo, essere dinamici e captare i bisogni dei clienti per essere sempre pronti ad offrire il meglio. Non solo. Serve anche una dose di creatività. “Stiamo valutando l’introduzione di un esperto nutrizionista in pescheria, un’idea pensata per fornire un servizio più professionale ai nostri clienti”, precisa il titolare. “Potremo aiutarli nelle loro scelte e nei loro piani alimentari, il pesce ha nutrienti spesso molto differenti tra di loro e scegliere il migliore non è sempre facile”.

  • Vittorio Massone: “Nei prossimi vent’anni il digitale rivoluzionerà la società”

    Per Vittorio Massone pensare che la rivoluzione digitale abbia già raggiunto il suo picco è un grave errore: secondo l’esperto di management infatti siamo ancora lontani dal completo dispiegamento dei suoi effetti sul sistema sociale ed economico.

    Vittorio Massone

    Digitalizzazione, Vittorio Massone: “I settori più lenti fondamentali per la vera rivoluzione”

    Agricoltura, industria, logistica: sono settori che solo negli ultimi anni si stanno affacciando al digitale, una rivoluzione che ad oggi è incentrata soprattutto su quelli destinati ai consumatori e in generale su tutto il mondo dell’intrattenimento. In uno dei suoi contributi per “Lettera43”, Vittorio Massone, specializzato in digital transformation aziendale, mette in guardia sul futuro: la Digital Revolution darà i suoi veri effetti solo nel prossimo ventennio. Catena di distribuzione, attività aziendali, B2B e B2G sono gli ambiti in cui la digitalizzazione potrà esprimere il suo potenziale: “Settori più lenti nei cambiamenti – scrive l’esperto – ma che quando si muovono lo fanno con una scala che genera impatti molto profondi nel tessuto economico”. Il risultato sarà quindi una società interamente a guida ICT (dall’inglese Information and Communications Technology) e un cambiamento radicale nei modelli di business: tutti gli attori contemporanei a breve dovranno obbligatoriamente tener conto della cosiddetta “generazione Google”, che si affaccerà sui mercati ad esempio come competitors. Ci saranno dei mutamenti importanti a livello aziendale sia nell’organizzazione che nei ruoli, tra i quali Vittorio Massone evidenzia meno rigidità, maggiore inclusione degli stakeholder e rilevanza di professionisti capaci di spaziare tra nuove tecnologie e approcci al cliente.

    Innovazione: Vittorio Massone commenta il rischio di un’Italia relegata

    In un contesto economico dove le piccole e medie imprese, in netta maggioranza, sono ancora restie alle innovazioni digitali, l’Italia corre il pericolo di perdere ancora più terreno nella gara della competitività. Secondo Vittorio Massone, manager che vanta un’esperienza in operazioni di turnaround di successo per società come Poste Italiane e Seat Pagine Gialle, sono davvero poche le aziende italiane dei settori regolamentati che ad oggi possono essere individuate come “protagoniste nei prossimi 20 anni”. Un protagonismo che rischia di mancare sia per fette di mercato inedite ma anche nell’attrazione di capitali: nei prossimi anni saranno infatti fondamentali fattori strategici come brevetti, data e competenze chiave. Se alla cosiddetta “critical mass” si aggiungono gli investimenti in ricerca e sviluppo, è facile prevedere le future difficoltà di un Paese come l’Italia. Per queste ragioni Vittorio Massone nel suo articolo afferma che bisognerà puntare sempre più sull’innovazione di prodotti e servizi e trovare modalità per diminuire i costi sostenuti dalle aziende nei confronti dei clienti.

  • Isomix di Rubinetterie Stella. Origine ed evoluzione dei miscelatori termostatici

    Rubinetterie Stella vanta la paternità del primo miscelatore termostatico italiano, nonché uno dei primi al mondo.

    Introdotto sul mercato nel 1956, Isomix si è ben presto affermato sulla scena della rubinetteria più evoluta: la forza innovativa del meccanismo alla base del suo funzionamento e il design curato da Angelo Mangiarotti sono state le carte vincenti che ne hanno decretato un successo pressoché immediato.

    L’affidabilità e la precisione nella regolazione della temperatura, unite ad un profilo estetico esclusivo, sono le caratteristiche che rendono i miscelatori termostatici Isomix di Rubinetterie Stella tra i più apprezzati di sempre. Primi per nascita ed anche per qualità, sono stati oggetto di un costante aggiornamento tecnologico portato avanti per oltre mezzo secolo con risultati eccellenti.

    Il dispositivo regolatore è stato progettato per reagire rapidamente ai cambiamenti di pressione e temperatura, in maniera tale da assicurare il massimo comfort all’utilizzatore ed evitare sprechi di acqua calda. Importante plus è, inoltre, la possibilità di manutenzione e sostituzione cartuccia senza interventi sull’installazione, nonché il corpo incasso in bronzo garantito a vita, tanto che sono ancora disponibili i ricambi per la prima versione di 60 anni fa.

    Grazie alle sue elevate prestazioni e alla sua grande efficienza, il miscelatore termostatico firmato Stella risulta particolarmente indicato per l’hotellerie, anche in virtù dell’ampia possibilità di personalizzazione offerta. Esteticamente, infatti, Isomix assume di volta in volta lo stile della collezione in cui viene inserito, armonizzandosi perfettamente sia con le iconiche collezioni classiche – Italica, Roma ed Eccelsa – che con le sofisticate proposte contemporanee. Inoltre, il miscelatore Isomix può essere declinato nelle raffinate finiture previste per le  diverse  collezioni Rubinetterie Stella, e impreziosito da particolari, come le lavorazioni guilloché sulle piastre, che lo rendono unico e inimitabile.

    www.rubinetteriestella.it