A fronte della situazione di emergenza sanitaria in corso nei nostri territori, Banco BPM e Fondazione Credito Bergamasco hanno disposto contributi complessivi di 230.000 euro in favore di istituzioni e associazioni, bergamasche e bresciane, impegnate in prima linea.
Il programma di interventi prevede significativi contributi liberali, alcuni già erogati, altri in corso di rapida erogazione:
• all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, all’Ospedale Bolognini di Seriate, agli Spedali Civili di Brescia, alla Fondazione Poliambulanza di Brescia, per acquisto di materiali e/o per forniture e/o per prestazioni in relazione alle attività di cura;
• alla Associazione Diakonia di Bergamo a sostegno della iniziativa “Abitare la cura”;
• all’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Bergamo per l’acquisto di DPI (Dispositivi di Protezione) per il personale infermieristico (Progetto OPI BG “Insieme ce la possiamo fare”);
• alla Fondazione CARISMA di Bergamo a supporto delle attività di cura e di assistenza (residenziale e domiciliare) delle persone anziane e/o di persone ammalate;
• all’ Istituto Angelo Custode di Bergamo a sostegno delle attività di cura e di assistenza residenziale di persone affette da disabilità;
• al Fondo di Mutuo Soccorso istituito dal Comune di Bergamo, per sostenere la ripresa ed il rilancio delle attività produttive e commerciali della Città di Bergamo;
• alla Fondazione Ricerca Ospedale Maggiore di Bergamo a supporto alla ricerca medica e scientifica.
Per informazioni: www.fondazionecreberg.it
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La Fondazione Creberg è online su Facebook con la pagina “Fondazione Credito Bergamasco”
Categoria: Comunicati
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Emergenza coronavirus. Banco bpm e Fondazione Creberg erogano 230.000 euro per la cura, l’assistenza, la ricerca, la ripartenza economica
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Poggi sempre più green grazie al nuovo impianto fotovoltaico
Un impianto fotovoltaico connesso in rete, con una capacità unitaria di 394, 52 kWp. Così l’azienda bolognese, specializzata in organi di trasmissione, prosegue il proprio percorso all’insegna della sostenibilità ambientale
Prosegue il percorso di Poggi Trasmissione Meccaniche S.p.a. all’insegna della sostenibilità ambientale e delle soluzioni green. L’azienda bolognese, specializzata nella progettazione e produzione di organi di trasmissione ad alto valore tecnologico, ha da poco terminato presso la propria sede, i lavori di installazione di un impianto fotovoltaico con capacità unitaria di 394, 52 kWp. Un progetto fortemente voluto dall’azienda e che, da novembre a marzo, ha visto l’intervento di SIAT, realtà di spicco del settore fotovoltaico, che ne ha curato lo sviluppo in tutte le sue fasi, dallo studio di fattibilità alla realizzazione tecnica.
L’impianto connesso in rete e installato sul tetto dell’azienda, è composto da 1409 moduli da 280 W e secondo le stime dei tecnici della SIAT avrà una capacità produttiva di 459.853 kWh/annuo. Ciò permetterà a Poggi Trasmissione Meccaniche S.p.a. di ottenere un significativo risparmio energetico e di allocare, di conseguenza, maggiori risorse per la ricerca nell’ambito degli organi di trasmissione. Un’attività quest’ultima che contraddistingue da sempre l’azienda attraverso la progettazione di soluzioni all’avanguardia, in grado di portare innovazione nel settore. Esempi attuali di questa capacità pioneristica sono P-drive®, gamma di pulegge e cinghie sincrone a bassa rumorosità e altamente performanti e il concept P-gear®, sistema di trasmissione del moto con ingranamenti senza contatto, applicato nel campo dei rinvii angolari e dei riduttori: non un semplice prodotto, ma una soluzione rivoluzionaria ed evoluta, capace di ridurre il consumo energetico, la rumorosità e le vibrazioni.
“Siamo molto orgogliosi del progetto – commenta Andrea Poggi, presidente dell’azienda – l‘investimento nel fotovoltaico riflette un impegno radicale nei confronti della sostenibilità, una responsabilità verso l’ambiente che continuerà a caratterizzare la nostra storia anche nei prossimi anni attraverso scelte e decisioni strategiche volte a valorizzare al massimo l’utilizzo di risorse ed energie rinnovabili”.
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Love Forever – Recital di Poesie
Love Forever – Recital di Poesie
Andrea Brusa torna in scena con uno spettacolo che assicura commozione e magia
Presto in Tournée in Piemonte – al termine di questo stato di emergenza dovuto al Coronavirus – Andrea Brusa tornerà in scena con il recital LOVE FOREVER… in cui reciterà versi tratti da tutte le raccolte di poesie d’amore da lui composte, ricordando anche i propri incontri con illustri artisti del mondo del teatro e non, dai primi anni ’90 ad oggi. Lo spettacolo sarà interamente dedicato all’amore della sua vita, Michela – per Lei scritto e realizzato – ed i sui versi verranno presentati agli spettatori attraverso una narrazione frammentaria, ognuna dotata di una propria autonomia poetica. -

La riflessione di Anna La Rosa sul ruolo della comunicazione nell’emergenza sanitaria
Giornalista da sempre attenta all’informazione medico-scientifica, Anna La Rosa affida al quotidiano La Discussione la propria riflessione sulla centralità della comunicazione autorevole nell’attuale crisi scatenata dalla pandemia del Coronavirus.
Anna La Rosa, l’editoriale sulla divulgazione medico-scientifica ai tempi del Coronavirus
La grande diffusione delle notizie, spesso false, il ruolo dei social network e quello della comunicazione per raccontare il lavoro dell’Italia sul fronte del Coronavirus: sono alcuni degli aspetti analizzati dall’editoriale di Anna La Rosa, in cui emerge quanto sia importante affidarsi ai professionisti soprattutto in un’emergenza come quella in corso. “Una comunicazione sbagliata può mettere a repentaglio vite umane. Ecco perché, in circostanze come quelle attuali, è fondamentale coinvolgere professionisti ed esperti, evitando di sollevare polveroni inutili e dannosi”. Giornalista di grande esperienza e attuale Managing Director di yourNEXT, Anna La Rosa fornisce la sua visione sul settore della comunicazione medico-scientifica, un ambito di cui si è occupata a lungo nella sua carriera: “Si tratta di un argomento affascinante e al tempo stesso complesso: quando ci si occupa di scienza e di medicina il rischio della disinformazione è molto elevato”. La giornalista aggiunge che, se si considera il ruolo dei social network nella diffusione delle notizie, “allora si può agevolmente comprendere quanto sia utile muoversi in questo ambito con estrema cautela”. Il coinvolgimento emotivo, scrive, è comprensibile ma allo stesso tempo è necessario che l’informazione sia fatta da chi ha competenze in materia. La giornalista conclude con una riflessione su come l’emergenza in Italia venga comunicata all’esterno: “Purtroppo – e lo dico con grande rammarico – non stiamo comunicando bene come Paese”, aggiungendo, però, che l’Italia ha i mezzi adeguati per “evidenziare quanto di positivo è stato fatto sul fronte della ricerca e della prevenzione”.
L’esperienza di Anna La Rosa tra giornalismo e comunicazioneOriginaria di Gerace (Reggio Calabria), Anna La Rosa è laureata in Filosofia e Pedagogia e, dal 1988, abilitata come giornalista professionista. Attuale Managing Director di yourNEXT, società attiva nello sviluppo di strategie di comunicazione, è Professore Associato di Comunicazione Scientifica e Biomedica presso l’Università La Sapienza, e docente di Giornalismo Televisivo presso l’Università LUISS Guido Carli. Da sempre attiva nel campo dell’informazione medico-scientifica, tra i suoi incarichi correnti è anche Responsabile Comunicazione e Rapporti Istituzionali della “Cure Focus Research Alliance” e collabora con la rivista scientifica statunitense “CELLR4”. La sua attività di giornalista inizia in Adnkronos, a cui segue l’incarico di Capo Ufficio Stampa al Ministero del Lavoro e presso un gruppo parlamentare. Agli inizi degli anni ’90 entra nella redazione politica del Tg2, di cui è caporedattrice dal 1995. Autrice e conduttrice di programmi TV innovativi, Anna La Rosa ha ideato “TeleCamere”, rotocalco d’informazione politico-economica, e “Telecamere Salute”. Vicedirettore di Rai Notte dal 1998 e Direttore di “Tribune e Servizi Parlamentari” dal 2002, è stata autrice di “Alice, il paese delle meraviglie”. Ha fondato due asili nido a Milano e, come Pedagogista, collabora con ONLUS, comunità per minori e con l’Istituto di psicopatologia di Roma.
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Coronavirus, Claudio Descalzi: Eni revisiona le attività programmate per il 2020 e 2021
“Misure per difendere la solidità del nostro bilancio e del dividendo”: a fronte degli effetti legati all’emergenza Coronavirus, Eni revisiona le attività programmate per il 2020 e 2021, come spiega l’AD Claudio Descalzi.
Eni, revisioni attività programmate per il 2020-2021: le considerazioni dell’AD Claudio Descalzi
“Mettiamo in campo questi interventi con l’obiettivo di difendere la solidità del nostro bilancio e del dividendo, preservando al contempo i più alti standard di sicurezza sul lavoro”: è l’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi a spiegare le misure decise da Eni in merito al piano di attività per il 2020-2021 presentato al mercato il 18 marzo scorso. La forte riduzione dei prezzi delle commodity e i vincoli oggi prevedibili derivati dalla pandemia di COVID-19 hanno indotto il Gruppo a una revisione. Nel 2020 Eni ridurrà i capex di circa 2 miliardi di euro, pari al 25% del totale previsto a budget e gli opex di circa 400 milioni di euro. Per il 2021 si prevede invece una riduzione dei capex di circa 2,5 – 3 miliardi di euro, pari al 30-35% di quanto previsto per lo stesso anno a piano. Come specifica il Gruppo guidato da Claudio Descalzi in una nota, a subirne gli effetti saranno soprattutto le attività upstream e in particolare quelle relative all’ottimizzazione della produzione e ai nuovi progetti di sviluppo il cui avvio era previsto a breve. Se il contesto tornasse favorevole, Eni intende riavviare tempestivamente l’attività e con essa il recupero della produzione correlata. Per effetto di questa manovra e dello scenario particolarmente depresso, la produzione nel 2020 è prevista tra 1,8 e 1,84 milioni di barili di olio equivalente al giorno, rimanendo invariata l’anno successivo.
Emergenza Coronavirus, l’AD di Eni Claudio Descalzi acquista 29.300 azioni
“Siamo una compagnia molto solida dal punto di vista finanziario e con ottime prospettive di crescita e creazione di valore sotto il profilo industriale” ha sottolineato l’AD Claudio Descalzi commentando nei giorni scorsi l’acquisto di 29.300 azioni di Eni S.p.A. per un valore di circa 200.000 euro. “Abbiamo attraversato altri momenti di crisi e siamo riusciti a trasformarli in occasioni per diventare sempre più efficienti. Lo faremo anche questa volta” ha aggiunto l’AD riferendosi all’impegno del Gruppo nell’affrontare l’emergenza sanitaria. “Credo molto nel percorso di trasformazione che stiamo seguendo e che continueremo a intraprendere, mantenendo come assoluta priorità la tutela delle nostre persone e delle comunità in cui operiamo” ha evidenziato infine Claudio Descalzi.
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Dottor Andrea Peri: il nuovo sito sulla chirurgia dell’obesità e generale
Dopo 9 anni di dedizione alla cura dell’obesità patologica presso il Policlinico San Matteo di Pavia, con oltre 4.000 interventi eseguiti finora, il dottor Andrea Peri, specializzato in chirurgia generale e bariatrica, ha inaugurato il nuovo sito internet.
Il sito del dottor Peri si caratterizza per la grafica minimalista e i contenuti professionali, fruibili da ogni dispositivo laptop, tablet e mobile.
Oltre al ricco curriculum del dottor Peri, referente del Centro di Eccellenza Nazionale SICOB, ad eventi, corsi di aggiornamento e attestati conseguiti, segnaliamo una interessante raccolta di video informativi.
Gli argomenti spaziano dalla chirurgia dello stomaco alla chirurgia robotica fino all’approccio al trattamento dell’obesità patologica e le relative tecniche chirurgiche più diffuse.
Sono in costante crescita i contributi fotografici e le video testimonianze dei pazienti curati con successo dalla loro passata obesità.
Visita il sito del Dottor Andrea Peri -
“Grazie a Dianetics ho imparato ad avere fiducia in me stessa.” Giulia Bartolini Campionessa Italiana di pallanuoto
DIANETICS: LA FORZA DEL PENSIERO SUL CORPO
La straordinaria novità che diede inizio ad un movimento internazionale. Questo libro è infatti la pietra miliare in cui L. Ron Hubbard presenta la sua scoperta della mente reattiva che risiede al di sotto della consapevolezza dell’Uomo e lo rende schiavo. È la fonte degli incubi, delle paure irragionevoli, dei turbamenti e dell’insicurezza,il manuale completo delle procedure di Dianetics offre anche anche il modo di sbarazzarsene raggiungendo l’obiettivo a lungo cercato di Clear.Best-seller da oltre mezzo secolo, con una circolazione di decine di milioni di copie, tradotto in oltre cinquanta lingue e usato in più di 100 paesi sulla Terra, Dianetics è indubbiamente il libro sulla mente umana più letto che sia mai stato scritto. -
Emmanuele Macaluso “EM314” rinvia il suo ritorno alle gare al 2021 a causa del Covid-19
L’atleta torinese rientrerà alle competizioni nel 2021. La scelta dovuta ai ritardi nella preparazione a causa delle limitazioni per il Covid-19.
L’atleta, Emmanuele Macaluso (noto anche con il soprannome EM314), ha ufficializzato la notizia del rinvio alle competizioni nella MTB attraverso i suoi canali social ufficiali.
La decisione è stata presa nelle scorse ore, a seguito delle valutazioni tecniche legate alla limitazione degli allenamenti a causa delle restrizioni per l’emergenza Covid-19.
“Abbiamo preso questa decisione con grande serenità. Spesso lo sport è intriso di un’epica che trasforma gli atleti in gladiatori. In questo periodo la scelta di un profilo basso, rispettoso verso coloro che stanno affrontando veri drammi, ci è sembrato doveroso – Questa la dichiarazione ufficiale di Factory Performance, l’associazione che gestisce gli interessi di EM314, che continua – Emmanuele sta bene ed è sereno. Sta, per quanto possibile, continuando la sua preparazione atletica presso il suo domicilio e ha valutato insieme allo staff tecnico l’opportunità di rinviare il ritorno. Purtroppo la cancellazione delle attività di allenamento outdoor è arrivata in un momento delicato della sua preparazione; poi l’incertezza della calendarizzazione delle gare ha fatto il resto. Emmanuele, e tutte le persone coinvolte nel progetto sportivo relativo al suo ritorno, si stringono con rispettoso affetto a coloro che in questo periodo stanno affrontando situazioni davanti alle quali, il ritardo nel ritorno all’attività agonistica, rappresenta cosa di poco conto”.
Da qui la volontà di comunicare in prima persona, da parte di EM314, la decisione del rinvio attraverso i suoi canali social.
Il rinvio del rientro alle competizioni è stato anche concordato con le aziende partner del progetto.
La ripresa degli allenamenti e tutte le attività che lo porteranno a rientrare nel mondo dello sport, verosimilmente nel 2021, saranno raccontate dal protagonista sul blog https://em314official.blogspot.com/
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1,5 milioni di volte “no all’embolia polmonare” Bracca Acque Minerali porta in tavola #beactive
Un messaggio importante viaggia su 1,5 milioni di bottiglie di Acqua Minerale Bracca dedicate alla prevenzione delle malattie da Trombosi quest’anno dedicata al’embolia polmonare, tema della 9° Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi in programma mercoledì 15 aprile 2020.
Bracca Acque Minerali promuove l’hashtag #BEACTIVE, una scelta di salute e un invito a condividere un messaggio di prevenzione che si fa ancora più forte in emergenza Covid-19.
L’embolia polmonare, una patologia subdola e pericolosa, in molti casi mortale, ma che se sospettata e riconosciuta per tempo può essere curata, è la complicanza più grave di una trombosi che colpisce ogni anno in Europa almeno una persona ogni 1000 abitanti. Numeri impressionanti per una patologia difficile da riconoscere e di cui si conosce poco.
Per questo Acque Minerali Bracca ha deciso di continuare a supportare la diffusione di questo messaggio di salute e prevenzione al fianco di ALT Onlus che spiega come riconoscere un’embolia polmonare, i sintomi, le cure e i soggetti a rischio aumentando la consapevolezza della popolazione rispetto a questa patologia che, con le giuste accortezze, può essere evitata in 1 caso su 3.
«La collaborazione con ALT Onlus è consolidata e particolarmente sentita da Acque Minerali Bracca. Crediamo nell’importanza di portare direttamente sulle tavole di milioni di italiani il messaggio di prevenzione oggi più che mai importante per salvaguardare la nostra salute” – sottolinea Luca Bordogna, Amministratore Delegato del Gruppo
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Tgcom24: Maria Petrucci, pittrice e scultrice di Spoleto Arte
Un fulmine a ciel sereno. È stato così per Maria Petrucci quando l’arte ha fatto irruzione nella sua vita. Di lei o, meglio, delle sue opere parlerà il nuovo appuntamento di Arte in quarantena del Tgcom24. Pittrice e scultrice di Spoleto Arte, Maria Petrucci è testimone di come l’arte non possa rimanere un talento inespresso. Di come sia inevitabile essere se stessi per vivere con se stessi.
Maria Petrucci
Il suo percorso artistico comincia a Mantova nel ’72, all’età di 33 anni. All’epoca Maria Petrucci frequentava i corsi dell’Enal (Ente nazionale assistenza lavoratori) e nel frattempo scriveva poesie, dipingeva. In questo periodo conosce il segretario Roberto Tranchina, che la inizia e incoraggia al mondo dell’arte presentandole un bando per un concorso artistico. Da allora la nostra artista raccoglie un successo dopo l’altro.

Dalla pittura alla scultura
Più o meno è la stessa storia con la scultura: conosce il legno nella falegnameria dell’allora marito. Ne rimane affascinata, prova inquietudine. Comincia così a scolpire sulle ginocchia ed espone sei mesi dopo la sua prima scultura in una mostra di pittura. Ma quella rassegna viene vista dal critico mantovano Renzo Margonari che non si lascia sfuggire il nuovo talento. Con stupore la nostra artista ne legge il biglietto a lei indirizzato. Margonari le consigliava caldamente di smettere di dipingere per dedicarsi esclusivamente alla scultura. Si ricolgeva proprio a lei che aveva creato solamente un’unica opera scultorea, quella esposta… Si trattava nientemeno che di esordire come scultrice mentre, come, pittrice, era già affermata. Eppure segue il consiglio.
L’incidente
Quasi vent’anni dopo fonda il Museo Maria Petrucci nel suo paese natale, Toffia. Qui si dedica ai ragazzi e alla gente del suo paese. Tuttavia, come le piace ricordare, “la vita dà e toglie”: nel 2000 viene investita da un’automobile. L’incidente compromette per sempre l’uso del braccio destro. Dopo vari tentativi e atroci dolori, l’artista purtroppo è costretta a desistere dalla sua attività artistica.
Il messaggio
Una speranza si riaccende nel 2008, quando Editoriale Giorgio Mondadori la contatta per il Catalogo degli Scultori Italiani. Da allora accende l’interesse delle più grandi associazioni artistico-culturali. Scrive nel suo sito: «Ogni lavoro nasce dalle mie emozioni, da una forte spinta interiore, dall’anima. Ho sempre desiderato essere in qualche modo a servizio degli altri e questo museo mi ha permesso di riuscirci».
Una storia travagliata e uno stile altamente suggestivo, quello di Maria Petrucci.
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Come mantenersi in buona salute ai tempi del Corona Virus
Continua la campagna di prevenzione alle malattie della Chiesa di Scientology.La prevenzione è importante. Il primo passo per prevenire la trasmissione di batteri e virus è sapere come si diffondono. I batteri sono organismi unicellulari molto piccoli, visibili soltanto al microscopio. Esistono batteri sia buoni che cattivi. I batteri nocivi favoriscono le infezioni e le malattie.
I virus sono persino più piccoli dei batteri e i virus sopravvivono solo quando si trovano all’interno di una cellula vivente. Quando un virus entra nel corpo si diffonde e può farlo ammalare. Una volta infettato i fluidi del corpo contengono il virus. Quando questi fluidi rimangono sulle superfici, il virus può rimanervi e sopratutto può sopravvivere per delle loro o per dei giorni.
Un ospite è un qualsiasi organismo vivente sulla cui superfici o al cui interno vivono i batteri o i virus.
Ci sono tre modi principali in cui batteri o virus si diffondono:
- CONTATTO DIRETTO: Se un ospite tossisce o starnutisce, gocce di fluido corporeo si depositano sulle sue mani e i germi possono essere trasmessi in modo diretto ad un’altra persona;
- CONTATTO INDIRETTO: Quando si diffondono germi su un oggetto ed un’altra persona tocca quell’oggetto i germi possono essere trasmessi in modo indiretto all’altra persona, entrando nel corpo attraverso naso, bocca, occhi o orecchie.
- VIE AEREE: Le minuscole gocce disperse nell’aria a causa di un colpo di tosse o di uno starnuto possono viaggiare e diffondere germi quando raggiungono una superficie o un altro individuo.
In sintesi i germi possono far ammalare un ospite, poi i germini escono dall’ospite e vengono trasmessi per contatto diretto, indiretto o attraverso l’aria, infettando un nuovo ospite.

Scopri di più riguardo a batteri e virus e a come prevenire la diffusione di malattie visitando il sito www.scientology.it/StaiBene/ scaricando l’opuscolo Come Prevenire la Diffusione di Malattie con l’Isolamento.
“Un’oncia di prevenzione vale una tonnellata di cura.” – L. Ron Hubbard
Ufficio Stampa
Chiesa di Scientology
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Assenza di braccianti stranieri? Geoplant Vivai lancia una proposta al Presidente Bonaccini
Con le gelate che hanno distrutto il 100% delle drupacee, L’Emilia-Romagna ha la manodopera disponibile per sostenere, anche solo parzialmente, il comparto agricolo di altre Regioni
“A breve Verona entrerà nella fase della raccolta delle fragole ma mancano migliaia di operai. L’Emilia-Romagna, visti i danni da gelo che hanno portato via quasi il 100% delle drupacee, avrà di certo braccianti disponibili”. A parlare è Lucilla Danesi, Responsabile Commerciale Fragole dell’azienda vivaistica Geoplant Vivai, che con un post su Facebook ha avanzato al Presidente della Regione Stefano Bonaccini una proposta concreta per ovviare alla mancanza di braccianti stranieri, fondamentali per rispettare gli impegni del calendario agricolo di questo periodo. “Riusciamo a coordinare le due Regioni in modo che gli agricoltori veronesi non debbano lasciare la frutta su pianta e dei disoccupati possano trovare una forma di reddito?”
Una soluzione che è certamente parziale, ma sintetizza bene la posizione solidale e propositiva che Geoplant Vivai sta tenendo in questo periodo. Nelle ultime settimane l’azienda ravennate si è fatta portavoce, in diverse occasioni, delle gravi problematiche che il comparto agricolo sta affrontando a causa dell’emergenza Coronavirus: dalle difficoltà della logistica al rischio del blocco export, fino all’inquietante e attuale prospettiva di perdere il lavoro di un’intera stagione.
“Mancano davvero pochissimi giorni all’inizio della raccolta – continua Lucilla Danesi – e ora è necessario rimanere uniti e concentrarci sull’aiuto che possiamo dare concretamente all’agricoltura veneta. In Emilia-Romagna registriamo una sovrabbondanza di personale e quindi è doveroso pensare a delle strategie per mettere a disposizione di altre Regioni risorse di cui tutti in questo momento lamentano l’assenza”.
La preoccupazione non si esaurisce qui, ma si estende anche a tutte quelle aziende agricole di piccole dimensioni che, lontane dai circuiti della grande distribuzione, rischiano di rimanere isolate e perdere il raccolto, sia della primavera che dell’estate. “Per evitare questo rischio crediamo sia importante che ogni azienda abbia uno spazio gratuito dove pubblicizzarsi, consentendo ai consumatori di sapere dove sono e cosa offrono”, conclude Lucilla Danesi invitando tutti gli operatori a usare WEFROOD, l’app che unisce produttori e rivenditori di frutta e permette anche piccole realtà di ottenere una visibilità importante, necessaria a raggiungere il consumatore in questo periodo di crisi.
http://www.geoplantvivai.com/
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Knauf: L’emergenza si batte con una strategia di sistema
Nel contesto attuale che rivoluziona ogni paradigma chi vuole contribuire attivamente per superare l’emergenza ha due sole possibilità: intervenire con singole iniziative o agire con una visione globale e un progetto integrato. Knauf ha scelto la seconda.
Castellina Marittima (PI), 9 aprile 2020. Knauf, leader nel mondo dell’edilizia leggera e dei sistemi a secco ha scelto di intervenire in prima persona impegnandosi direttamente nel contesto dell’emergenza COVID-19 con una strategia di ampio respiro. Consapevole dell’importanza di un approccio di sistema e della necessità di preservare i propri partner, Knauf intende dare il proprio contributo per un’uscita dal tunnel che sia collettiva e condivisa. Per questo ha scelto di mantenere l’operatività della propria struttura e di adottare un piano di misure a supporto della filiera, una politica di comunicazione per rendere i propri partner consapevoli della necessità di restare uniti e dello sforzo che Knauf compie in loro favore e un’attività solidale in favore di istituzioni e autorità sanitarie per contribuire in modo globale alla realizzazione delle nuove strutture necessarie all’assistenza a malati e convalescenti.
#InsiemeCeLafaremo – Non è un semplice hashtag ma la visione con cui Knauf afferma con forza la continuità della propria presenza attiva sul mercato e che si concretizza in una serie di iniziative mirate a portare valore al canale e ai principali partner.
La campagna #InsiemeCeLafaremo di Knauf si declina infatti in azioni pensate per modificare in senso positivo lo stato delle cose. In particolare, con il servizio #CantiereSmart Knauf assicura un potenziato supporto progettuale, tecnico, operativo e logistico che va dall’assistenza on demand alla fornitura di materiali per chi, come progettista, impresa o applicatore, in questi giorni è impegnato nella corsa alla realizzazione di ambienti destinati alla gestione dell’emergenza sanitaria. #ProgettoaKasa invece è il servizio messo a punto per supportare progettisti e architetti che, seppur lontani dai cantieri, stanno dedicando questo periodo all’attività progettuale. A loro disposizione Knauf mette nuovi contenuti tecnici, webinar, assistenza, tutoring, affiancamento e supporto per scaricarli dalle incombenze più tecniche e operative e lasciare loro più tempo da dedicare a creatività e qualità del proprio lavoro.
Più trasversale invece è il servizio #lmparoaKasa, un articolato servizio di formazione e informazione online con webinar, in podcast e on demand, e approfondimenti a tema su argomenti verticali utili ai vari segmenti dei suoi target. Parimenti trasversale e creato per stimolare crescita professionale e atteggiamento positivo è #LeggoaKasa, il servizio di creazione e pubblicazione di contenuti frutto del patrimonio di knowhow Knauf che mantiene alta l’offerta di magazine, focus e approfondimenti per continuare a informare anche a casa su soluzioni e prodotti Knauf.Così, in questo periodo di clausura forzata, con la creazione di nuovi servizi, Knauf supporta i professionisti del settore (progettisti, architetti, applicatori) che possono continuare a svolgere attività di creazione e progettazione (i primi) sfruttando gli strumenti potenziati e i nuovi supporti informativi che Knauf mette a loro disposizione o approfittare del periodo di libertà dal cantiere per crescere professionalmente con i nuovi corsi online e con il nuovo materiale che Knauf sta mettendo a loro disposizione.
Knauf infatti, consapevole che l’uscita dal tunnel della crisi economica conseguente a quella sanitaria sarà possibile solo assieme, sta adattando strategie, tattiche e attività per dare sempre maggior supporto ai propri partner e una politica di comunicazione capace di ribadire la necessità di restare uniti.
“L’emergenza globale richiede un approccio di sistema. Per questo Knauf ha scelto la strada della resilienza olistica condivisa a supporto dell’intera filiera e in collaborazione con tutti i suoi membri” sintetizza Damiano Spagnuolo, Marketing & Product manager Knauf.Knauf, una prova di forza per dare risposte integrate all’edilizia sanitaria/ospedaliera L’emergenza ha fatto emergere l’urgenza di creare al più presto strutture ospedaliere e sanitarie capaci di accogliere e assistere l’enorme numero di pazienti, ristrutturando locali esistenti o creandone di nuovi. Le autorità sanitarie di fronte a questa sfida devono risolvere due importanti criticità: la velocità di esecuzione dei lavori e le esigenze progettuali, con performance e parametri di qualità molto elevati. Di fronte a tale contesto, dato che i sistemi a secco sono capaci di offrire la miglior risposta alle citate esigenze di velocità e prestazioni, Knauf ha scelto di mantenere attiva la sua struttura tecnico/produttiva e di adottare un modello organizzativo capace di assicurare ogni tipo di assistenza al settore edile dedicato alla sanità, sviluppando un sistema integrato per collaborare trasversalmente con tutta la filiera, dai progettisti ai tecnici, dagli applicatori ai direttori di cantiere, assicurando a ciascuno il massimo supporto progettuale, organizzativo, logistico e tecnico.
La strategia di Knauf di fronte all’emergenza sanitaria, dopo aver immediatamente preso tutte le necessarie misure per mettere in totale sicurezza dipendenti e collaboratori, è stata quindi quella di assicurare la continuità del servizio a tutte le filiere strategiche impegnate nella lotta contro il virus, con particolare riferimento a quelle del settore sanitario, adottando una speciale organizzazione interna per la produzione, la gestione e la consegna dei materiali oltre che per l’assistenza progettuale e tecnica.
“L’emergenza richiede la velocità e la qualità che i nostri sistemi assicurano. È nostro dovere mettere progettisti, imprese e applicatori nelle migliori condizioni per coglierli!” spiega Spagnuolo.Un esempio concreto: contro il virus, Knauf c’è – #InsiemeCeLaFaremo è l’hashtag al quale Knauf ha aderito e che ne rispecchia totalmente la filosofia e l’impostazione. Coerentemente, oltre a continuare a stare in prima linea fornendo materiali, sistemi e assistenza ai cantieri aperti, Knauf ha deciso anche di contribuire in prima persona alla costruzione a tempo di record di una struttura sanitaria nel nord Italia non con una semplice donazione di materiali o danaro bensì fornendo, sotto la bandiera della solidarietà che è uno dei suoi valori fondanti, tutte le necessarie soluzioni complete, dai materiali alla consulenza tecnica e progettuale, mettendo il suo magazzino prodotti, la sua organizzazione, la sua tecnologia, e soprattutto la qualità del suo capitale umano a totale disposizione dei responsabili della struttura in questione. È questo il senso, il valore del messaggio portato dall’hashtag #InsiemeCeLaFaremo, a cui Knauf ha aderito con convinzione impegnandosi ad azzerare le distanze e a rispondere con forza a un momento difficile della nostra storia, nel quale Knauf vuole essere testimone e fautore di unione e speranza, ma anche portatore di stimoli per agire concretamente e riprendere a crescere insieme.
KNAUF, RISPOSTE COMPLETE CHE FANNO SISTEMA
Le esigenze dell’edilizia sanitaria e ospedaliera richiedono, per la loro complessità, risposte capaci di affrontarne l’intero insieme in maniera sistematica. Essendo ambienti di comunità, strutture e finiture devono garantire elevata resistenza agli urti e al fuoco, prestazioni di assorbimento e isolamento acustico notevolmente superiori, capacità di assicurare un ambiente confortevole, igienicamente salubre e sicuro dal punto di vista antisismico. Non solo: anche gli impianti di cui i locali devono essere dotati sono estremamente numerosi, complessi e particolari e richiedono strutture adeguate ad accoglierli in totale sicurezza, facili e veloci da allestire ma anche da disallestire in caso di improvviso mutamento delle esigenze.
I sistemi Knauf fanno esattamente questo perché vanno oltre le prestazioni del singolo componente e creano strutture in cui caratteristiche e funzionalità di ogni elemento si integrano per dar luogo a soluzioni mirate capaci di risolvere ogni specifico problema. La filosofia Knauf supera la logica del prodotto singolo che, per quanto eccellente, non può rappresentare la risposta a un problema complesso e si dimostra oggi assolutamente vincente in presenza di una emergenza sanitaria in cui il fare presto è importante quanto il fare bene.Nel contesto dell’emergenza la leadership di Knauf nel settore dei sistemi a secco consente di edificare le necessarie strutture alla massima velocità. La riduzione dei tempi di posa è l’enorme vantaggio offerto dai sistemi a secco che permette di realizzare strutture nel più breve tempo possibile: le fasi di montaggio si susseguono con rapidità, senza le attese tra una fase e l’altra necessarie ai sistemi tradizionali, favorite anche dalla leggerezza di tali sistemi sia per le fasi di movimentazione in cantiere sia per le fasi di installazione vera e propria. In più, anche la pulizia del cantiere e la riduzione degli sfridi che tale sistema offre contribuiscono ad accelerare la costruzione.
Le strutture a secco garantiscono anche la totale attrezzabilità impiantistica e una facile ispezionabilità: soffitti, pareti e contropareti a secco le permettono con estrema facilità anche per le dotazioni impiantistiche più complesse, ancora una volta riducendo drasticamente sfridi e tempistiche di esecuzione. Infine, la notevole riduzione dei trasporti che si ottiene ricorrendo ai sistemi a secco abbatte sensibilmente il tempo di approvvigionamento dei materiali in cantiere.
Concludendo – “Knauf crede nella solidarietà e nella collaborazione; così, nel momento in cui tutti sono chiamati a dare il proprio contributo alla lotta contro l’epidemia, Knauf ha ritenuto doveroso impegnarsi donando un progetto integrato invece di disperdersi in singole iniziative sparse” ha spiegato Spagnuolo che così conclude: “Nella situazione di emergenza Knauf c’è e resta in prima linea, operativa nel consegnare tutto il materiale occorrente alle strutture sanitarie e nel dare a progettisti, imprese e applicatori che sono sul campo tutta la consulenza, il supporto e l’assistenza necessaria, perché da questa emergenza usciremo solo operando tutti assieme. #InsiemeCeLaFaremo”. -
Gabriele Maquignaz lancia il progetto Arte per la vita
Si chiama ARTE PER LA VITA il progetto ideato dall’artista Gabriele Maquignaz di Valtournenche (supportato dall’esperto di progetti culturali Gabriele Accornero), insieme con Luciano Seghesio, Fondatore della Galleria Inarttendu smart Gallery di Aosta e Giovanni Giradini Presidente dell’Associazione civica Rinascimento Aosta, in collaborazione con Spoleto Arte.
La finalità è quella di raccogliere fondi per contribuire, grazie alla generosità degli artisti e degli acquirenti delle loro opere, alle spese sanitarie inerenti l’emergenza COVID-19 a favore della AUSL della Valle d’Aosta.
Il progetto Arte per la vita
ARTE per la VITA è un progetto apartitico, apolitico e aconfessionale, che nasce per raccogliere Fondi per l’Emergenza COVID-19 a favore dell’AUSL della Regione Autonoma della Valle d’Aosta, il cui riferimento per il progetto è il Direttore Sanitario Pier Eugenio Nebiolo.
In questo durissimo momento ARTE per la VITA rappresenta un simbolo a favore della vita attraverso le opere degli artisti e concretamente offrendo un contributo alla battaglia contro il Virus COVID-19.
L’Arte, da sempre considerata una sorta di Cenerentola da parte del mondo economico, può al contrario essere molto utile alla collettività in assoluto e specificamente in questo frangente.
Si tratta di un progetto molto semplice ma che deve essere tempestivo in quanto a fronte di un’emergenza sanitaria.
Opere e artisti sulla piattaforma
Artisti valdostani e non hanno generosamente accettato di donare una loro opera per il progetto. Tutte le opere donate sono illustrate nelle Sezioni OPERE D’ARTE e IMMAGINI INGRANDITE del sito.
Per ogni opera è indicato da parte dell’Artista il valore di mercato: gli acquirenti potranno confermare il valore o anche aumentarlo a loro discrezione.
Le opere acquistate saranno spedite ai donatori a emergenza COVID-19 terminata con Corriere Espresso e oneri di trasporto addebitati sul Fondo di donazione. Se preferito dagli acquirenti sarà possibile ritirare le opere presso gli artisti o alla Galleria Inarttendu di Aosta in via Laurent Martinet, 6.
L’elenco degli acquirenti, di fatto donatori in denaro, salvo richieste di anonimato, sarà pubblicato sul sito web del progetto insieme all’elenco degli artisti donatori delle opere.
Nel caso di obbligo di versamento dell’Iva da parte degli Artisti (per i titolari di Partita Iva), la stessa sarà versata agli stessi dietro fattura dall’Associazione Rinascimento Aosta a valere sul Fondo Donazioni raccolto.
I valori delle opere indicati includono le spese di spedizione, che verrà effettuata a Emergenza Covid-19 rientrata. Fatta salva la possibilità, per chi ne avesse la possibilità, di ritirare le opere c/o gli artisti.
Come donare
Chi vorrà fare una donazione acquistando un’opera dovrà effettuare un bonifico bancario, del valore indicato alla sezione OPERE D’ARTE o superiore, al conto corrente bancario dell’Associazione intestato a:
Associazione Rinascimento Aosta
Banca Unicredit
IBAN: IT 91 R 02008 01399 000105884750
causale: donazione progetto Arte per la Vita COVID-19 – nome dell’opera e dell’ARTISTA
I Donatori in denaro dovranno inoltre inviare copia dell’ordine di bonifico via mail al seguente indirizzo: [email protected].
Man mano che i pezzi saranno oggetto di donazione verrà indicato il perfezionamento dell’operazione sul sito del progetto.
Il ricavato delle donazioni sarà devoluto all’AUSL della Valle d’Aosta al netto del solo costo del trasporto corriere dai luoghi di prelievo ai donatori, del pagamento dell’IVA sulle cessioni a titolo gratuito nel caso di Artisti con Partita Iva e di eventuali costi di stampa e incorniciatura se richiesti dagli artisti.
Apposito rendiconto dell’operazione verrà trasmesso a tutti i partecipanti e pubblicato sul sito web del progetto.
La campagna di donazioni resterà aperta per 2 mesi, ossia sino al 12 giugno 2020.
Al termine del periodo il ricavato (al netto del solo costo del trasporto corriere dai luoghi di prelievo ai donatori, del pagamento dell’IVA sulle cessioni a titolo gratuito da parte di soggetti Iva e di eventuali costi di stampa e incorniciatura se richiesti dagli artisti) sarà donato all’AUSL con versamento integrale su c/c intestato all’Azienda Sanitaria (rif. dott. Pier Eugenio Nebiolo Direttore Sanitario AUSL).
Chi sono gli artisti di Arte per la vita
Sono 52 gli artisti che sino ad oggi, in soli 5 giorni, hanno donato una o più opere oltre a un collezionista che ne ha donate due di proprietà, per un totale di 57 opere.
Di seguito in ordine di adesione al progetto:
- GABRIELE MAQUIGNAZ coideatore del progetto 3 opere opere in corso di produzione
- ARIANNA DI ROMANO special guest
- GIANCARLO ZUPPINI special guest 2 opere dono del proprietario
- STEVE MC CURRY special guest
- OLIVIERO TOSCANI special guest
- PAOLO PELEGRIN special guest opera in corso di produzione
- GIOVANNI IUDICE special guest opera in corso di produzione
- BOBO PERNETTAZ
- KETTY SPEZIARI
- ALESSANDRA PELOSO
- FRANCO BALAN (JOEL) opera in corso di produzione
- ENRICO ROBUSTI special guest
- AIME’ MAQUIGNAZ
- MATTEO BASILE’ special guest opera in corso di produzione
- MARINA TORCHIO
- ROBERTO VILLA opera in corso di produzione
- MARIE ANGE MAQUIGNAZ
- DONATO SAVIN
- FABIO SGROI special guest
- ANDREA LEONARDI opera in corso di produzione
- LUCIANO REGAZZONI
- ALBERTO FACCINI opera in corso di produzione
- ANDREA SERIO
- SOPHIE-ANNE HERIN
- DORINO OUVRIER
- BRUNO DIEMOZ
- ENZO MASSA MICON 2 opere
- FABIO DIBELLO
- GENTO 10
- MARCO TAREA opera in corso di produzione
- PAOLA PERSELLO
- PIETRO CELESIA
- STEFANO SIMONTACCHI special guest opera in corso di produzione
- SALVATORE CAZZATO
- STEFANO VENTURINI
- GAETANO TUFANO opera in corso di produzione
- TULLIO MACIOCE
- GIULIO CRIVELLARI
- MONICA LILIANA ZAFRA P.
- ANTONIO VIZZI
- LEA BERARD
- MICHELE TURCO
- EZIO DELLOSTA 2 opere
- FABRIZIO BRAZZALE
- LIVIO MOGNOL
- PASQUALINO FRACASSO
- FABRIZIO LEONARDUZZI
- OMAR RONDA special guest opera in corso di produzione
- VANDA SARTEUR
- ERIK FISANOTTI
- MARCO JOLY
- MARINO CATALANO opera in corso di produzione
ALTRI ARTISTI COMING SOON (il numero di adesioni è in costante crescita e il sito verrà aggiornato online). Chi volesse aderire al progetto è pregato di contattare: Luciano Seghesio 335 1213132 [email protected]
PER INFORMAZIONI
Gabriele Maquignaz 339 1371001
Luciano Seghesio 335 1213132
Gabriele Accornero 327 2964085
Giovanni Girardini 0033 6 232923262
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rianscimentoaosta
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Geoplant Vivai chiama gli Italiani alla raccolta
Per sopperire alla mancanza di braccianti stranieri l’azienda ravennate chiede alle Istituzioni di intervenire con politiche adeguate e capaci di mettere il comparto nelle condizioni di assorbire, anche per il futuro, manodopera italiana.
Mancano poche settimane all’inizio della raccolta della fragola e gli agricoltori di tutta Italia non sono ancora in grado di rispondere a un interrogativo che giorno dopo giorno si fa più pressante: chi coglierà la prima frutta di stagione? A domandarselo è anche Lucilla Danesi, Responsabile Commerciale fragola dell’azienda vivaistica Geoplant Vivai, azienda ravennate specializzata nella coltivazione di piante da frutto e da fragola.
“L’emergenza è alle porte perché nel Centro-Nord Italia tra poche settimane si entrerà in raccolta con la fragola – commenta Danesi – Con quali braccia le coglieremo? Non possiamo permettere che i nostri agricoltori perdano il raccolto di un’intera stagione. La nostra azienda produce piante, non frutta ed è ben coperta in termini di personale, ma molti frutticoltori rischiano di dover lasciare le fragole sulle piante. Occorre un intervento immediato”. L’emergenza sanitaria che ha colpito il Paese, infatti, ha sottratto al comparto la manodopera straniera normalmente impegnata in questo periodo nelle campagne: si parla di 370.000 braccianti provenienti soprattutto da Est Europa e Nord Africa e che attualmente sono rimasti nei loro paesi a causa del Covid19. Un’assenza che non potrà essere risolta con la circolare con cui recentemente il Ministero dell’interno ha prorogato fino al 15 giugno i permessi di soggiorno in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020.
Secondo la responsabile di Geoplant Vivai, una soluzione per risolvere lo stallo e garantire continuità alla filiera agricola c’è e proviene direttamente da casa nostra. “Sono tantissimi gli Italiani che sono disoccupati o momentaneamente inoccupati a causa della crisi. Questa categoria di persone rappresenta una risorsa potenziale che andrebbe valorizzata e messa nelle condizioni di dare il proprio contributo al settore in un periodo di difficoltà senza precedenti”. Una situazione di emergenza a cui rischia di aggiungersi anche un evidente paradosso. “Mi auguro che lo Stato colga questa occasione per stimolare la reddittività delle persone e contestualmente incontrare il bisogno delle aziende, attraverso la messa in atto di strumenti efficaci e in grado di facilitare le assunzioni. Credo si tratti di un’alternativa da preferirsi all’impiego di taluni ammortizzatori sociali che genererebbero meccanismi puramente assistenzialistici. Ci mancherebbe che per garantire un indennizzo improduttivo non si riuscisse poi a reperire manodopera e la frutta dovesse marcire su pianta: sarebbe l’assurdo. Fermo restando che le gelate degli ultimi giorni, purtroppo, si sono portate via quasi tutte le drupacee in Regione. Insomma, piove sul bagnato”.
Un problema che ha anche ulteriori risvolti da non sottovalutare. Prosegue Danesi: “Per rimettere in moto la macchina produttiva, serve efficienza e occorre che buona parte degli incentivi venga concessa alle aziende in termini di riduzione della pressione fiscale e contributiva. Andando così a stimolare meccanismi virtuosi di rioccupazione e perché no, di riavvicinamento al settore primario che ha vissuto forti emorragie di personale negli ultimi decenni”.
Una formula inoltre per fronteggiare situazioni di irregolarità che in alcuni contesti portano a condizioni lavorative spesso non conformi e oltre misura precarie. “Ci sono stati troppi casi di sfruttamento indecoroso nel recente passato: fenomeni da combattere a livello governativo con convinzione e forza. Il lavoro sommerso deve esser contrastato, gli operai di campagna retribuiti secondo i Contratti Collettivi di Lavoro; e allo stesso tempo, gli imprenditori agricoli devono essere messi nella condizione di fare reddito, proprio per potere garantire compensi e condizioni di lavoro accettabili ai loro dipendenti. Tradotto, la redditività va meglio distribuita, così che tutti i soggetti della filiera ne traggano beneficio e marginalità”.
Creare una situazione economica sostenibile consentirebbe anche di assicurare una ulteriore qualità sulle tavole del pubblico, grazie all’adozione di pratiche di controllo garantite.
“Ridiscutere i modelli – conclude Lucilla Danesi – sarebbe un’opportunità da cogliere per uscire da questa situazione di crisi e per gettare le basi di un rilancio da tempo necessario. Le produzioni nazionali sono tra le più apprezzate nel mondo e tutelarle nel modo giusto significa valorizzare un patrimonio che non possiamo permetterci di disperdere. In tempi di sacrifici e di analisi, il bilancio può diventare positivo se tutti i protagonisti della filiera sapranno trovare modalità e approccio che vadano verso una più congrua retribuzione di lavoratori e operatori, a vantaggio di tutti”.
http://www.geoplantvivai.com/
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Disruption digitale, come cambia il business model secondo Vittorio Massone
Con il proliferare di innovazioni tecnologiche, il mondo imprenditoriale deve venire a patti con un cambiamento radicale del concetto di business model: Vittorio Massone analizza il concetto di disruption digitale partendo dai fenomeni alla base del nuovo paradigma.
Vittorio Massone: “Ecco perché si parla di disruption digitale”
Il termine “disruption” è ormai uno dei più utilizzati nel settore business: significa “rottura”, ma non nel senso comune che esprime un qualcosa di negativo. Anzi, la parola indica quel cambiamento radicale che porta a una visione del tutto diversa di quei paradigmi che fino a quel momento risultavano in qualche modo fissi. Vittorio Massone, Vice Presidente del CdA di Alkemy, affronta in un articolo pubblicato su “Lettera43” la cosiddetta “disruption digitale”. Secondo il consulente, esperto in materia, sono 4 i fenomeni che hanno portato a rivedere completamente i business model di oggi: iperconnettività, machine learning, aumento esponenziale dei dati e l’incremento della potenza di calcolo delle piattaforme informatiche. Con il proliferare delle nuove conoscenze digitali, le imprese sono di fronte ad una vera e propria rivoluzione: “Le aziende tradizionali per continuare ad essere competitive – spiega Vittorio Massone – dovranno imparare molto rapidamente a gestire questo connubio tra tecnologia e innovazione”.
Vittorio Massone e la “rottura” dei business model
Ma quali sono gli elementi di business che più di altri subiscono un impatto decisivo da questo cambio di paradigma? Nel suo articolo Vittorio Massone parla in primis della personalizzazione dei clienti e il social marketing ne è un esempio evidente: grazie ai target, ormai è possibile un approccio mirato esclusivamente a quelli che vengono riconosciuti come potenziali acquirenti, riducendo enormemente i costi pubblicitari. Nello stesso ambito la potenzialità delle communities digitali: con un investimento minimo e una gestione accurata dei contenuti diffusi, anche il brand meno noto può ottenere diversi vantaggi, sia nella fidelizzazione del cliente ma soprattutto grazie alla condivisione con la sua cerchia di conoscenze. Infine, secondo Vittorio Massone, un altro ambito profondamente influenzato è quello delle decisioni aziendali: sfruttando data e machine learning, le aziende hanno l’opportunità di cambiare in maniera rapida le strategie messe in campo, soprattutto se la struttura organizzativa è snella e fluida.
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Grande solidarietà dalle Università partner di Unibg. Il Rettore: “collaborazione che va oltre il semplice insegnamento”
Presso il campus di ricerca ARENA2036 dell’Università di Stoccarda è avviata l’iniziativa “stay safe” per la produzione di visiere protettive, in collaborazione con le strutture sanitarie locali e con i partner industriali e di ricerca. Prosegue la raccolta fondi, promossa da Don Thomas Schwartz, parroco di Mering e docente di Etica ed economia all’Università di Augsburg.
L’Università degli Studi di Bergamo, in queste settimane di emergenza da Covid -19, sta ricevendo numerosi attestati di solidarietà da Università italiane e da Atenei partner stranieri. Solidarietà che si è manifestata con l’avvio di raccolte fondi e donazioni di materiali da destinare al territorio bergamasco fortemente colpito.
L’Università di Stoccarda ha donato 300 visiere protettive, che saranno consegnate in questi giorni presso la sede di via dei Caniana e che l’Università di Bergamo ha messo a disposizione di Ats da destinare agli ospedali bergamaschi più bisognosi.
“L’Universität Stuttgart è da tempo uno dei partner strategici del nostro ateneo. Negli ultimi anni la collaborazione si è sviluppata ed estesa attraverso diverse sinergie, contemplando non solo importanti iniziative di ricerca ma anche scambi di docenza e ideazione di programmi comuni in ambito didattico nonché l’organizzazione di eventi e momenti di incontro tra la cultura umanistica e quella scientifica” spiega il Rettore, Remo Morzenti Pellegrini. “Queste visiere sono state realizzate nel Campus di ricerca Arena2036, inaugurato insieme, dove oggi si svolge lo studio DROPIT che stiamo realizzando in forte sinergia. La donazione di oggi testimonia una collaborazione che va oltre l’insegnamento”.
Presso il campus di ricerca ARENA2036 dell’Università di Stoccarda è stata dunque avviata l’iniziativa “stay safe” per la produzione di visiere protettive, in collaborazione con le strutture sanitarie locali e con i partner industriali e di ricerca.
“Ringrazio l’Università di Bergamo e l’Universität Stuttgart per questo prezioso aiuto ai nostri medici e al personale infermieristico, in prima linea in questa difficile battaglia. Gli episodi di solidarietà nei confronti dei nostri presidi ospedalieri confermano il grande cuore dei bergamaschi, ma anche l’attenzione e l’interesse di tanti partner nazionali ed internazionali, che in queste settimane ci hanno supportati con l’invio di materiali e raccolte fondi. Importantissimo dunque l’aiuto dell’Università di Stoccarda, che ha realizzato queste visiere nei propri laboratori e che dimostra l’importanza della ricerca e della collaborazione tra Università” sottolinea Massimo Giupponi, Direttore Generale di ATS Bergamo.
Intanto prosegue la raccolta fondi, promossa da Don Thomas Schwartz, parroco di Mering e docente di Etica ed economia all’Università di Augsburg, ateneo con un profondo legame con l’Università di Bergamo, che in soli dieci giorni ha raggiunto la quota di oltre 14.000 euro donati a Sosteniamo Bergamo, progetto che ha a cuore le persone rese fragili da quest’emergenza sanitaria.
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Linea Domus di Roberto Crolla Rubinetterie. Un tocco di design per il bagno di tendenza
Dal catalogo “ICrolla” una collezione di miscelatori dal forte impatto stilistico per una molteplicità di soluzioni d’arredo al passo coi tempi.


Volumi cilindrici in equilibrio, per un’armonia di proporzioni squisitamente contemporanea: la linea Domus di Roberto Crolla Rubinetterie vanta caratteristiche stilistiche che rispettano le ultime tendenze dell’interior design.
Le forme leggere del miscelatore sono disposte con razionalità, dando vita ad un ensemble geometrico che racchiude in un unico elemento d’arredo ordine e movimento. Affidabilità costruttiva e praticità funzionale, garantite come sempre dal brand iCrolla, sono alla base di una proposta impeccabile, sia dal punto di vista estetico che qualitativo.
La serie Domus, inoltre, contempla molteplici soluzioni di installazione: miscelatori per lavabo anche in versione alta, per bidet, nonché diverse configurazioni per doccia e per vasca. Nel segno della personalizzazione, infine, Roberto Crolla mette a disposizione numerose finiture di tendenza, oltre al classico cromo: bianco e nero opaco, silver, vintage black, brushed nickel, oro rosa, matt brushed nickel, rame lucido, graphite, oro opaco.
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Elisabetta Ripa: progetti e strategie di Open Fiber nell’intervista a RaiNews24
Il piano banda ultra larga, la fibra FTTH nelle aree Infratel e il potenziale tecnologico di Open Fiber: l’AD Elisabetta Ripa ospite di Economia24, l’approfondimento di RaiNews24.
Fibra FTTH nelle aree Infratel: l’impegno di Open Fiber nell’intervista all’AD Elisabetta Ripa
Portare la fibra nelle cosiddette “aree a fallimento di mercato” significa “superare un divario storico”. È quanto sostiene Elisabetta Ripa, che con Open Fiber porta avanti la realizzazione del Piano Banda Ultra Larga. Intervistata da RaiNews 24 nel settembre 2018, l’AD ha illustrato gli interventi relativi alla fibra FTTH nelle aree Infratel, focalizzandosi in particolare sulle soluzioni tecnologiche innovative messe in campo da Open Fiber. La società opera infatti nell’ottica di “minimizzare gli impatti e velocizzare la realizzazione della rete interamente in fibra che arriverà a casa del cliente”. Per posare la fibra è necessario scavare ma Open Fiber, come sottolinea Elisabetta Ripa, sfrutta dove possibile le infrastrutture preesistenti sul territorio. Inoltre per un numero limitato di abitazioni, le cosiddette “case sparse”, è utilizzata una tecnologia Fixed Wireless Access “che ci permetterà di rendere più veloce ed efficace la realizzazione di questa infrastruttura”.
Open Fiber: ritratto formativo e professionale dell’AD Elisabetta Ripa
Originaria di Torino, Elisabetta Ripa si laurea in Economia e Commercio presso l’Università La Sapienza. Oggi Amministratore Delegato e Direttore Generale di Open Fiber, inizia la sua carriera nel 1988 in PromoMedia Italia. È però nel Gruppo Telecom Italia, di cui entra a far parte nel 1990, che cresce professionalmente arrivando a ricoprire incarichi manageriali di crescente responsabilità. Nel 2013 viene nominata Amministratore Delegato del Gruppo Sparkle e successivamente AD di Telecom Argentina S.p.A. Tra il 2016 e il 2017 Amministratore Indipendente di Open Fiber, nel gennaio 2018 Elisabetta Ripa diventa Amministratore Delegato e Direttore Generale della società, nata per garantire la copertura delle maggiori città italiane e il collegamento delle aree industriali, con l’obiettivo di realizzare una rete a banda ultralarga pervasiva ed efficiente favorendo il recupero di competitività del “Sistema Paese” e, in particolare, l’evoluzione verso l’”Industria 4.0″”.
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Claudio Machetti, il manager alla guida della Global Trading Business Line di Enel
Banco di Roma e Ferrovie dello Stato: prima di dare inizio a quella che diventerà una carriera ventennale nel Gruppo Enel, Claudio Machetti è stato protagonista di un percorso che lo ha visto in principio come analista finanziario, per poi ricoprire ruoli di crescente responsabilità.
Claudio Machetti, la laurea in Statistica e le prime esperienze in ambito finanziario
Romano, classe 1958, Claudio Machetti frequenta la facoltà di Scienze Statistiche presso l’Università La Sapienza. Dopo la laurea, conseguita nel 1982, viene assunto dal Banco di Roma che lo vuole in una delle filiali di Milano. L’Istituto lo richiama l’anno dopo nella sede centrale, dove si occupa di analisi finanziarie, specializzandosi nella valutazione di aziende e società quotate in borsa A Roma le sue competenze crescono al punto tale da raggiungere la Direzione Finanziaria, per poi ricoprire il ruolo di Responsabile del Nucleo Analisti Finanziari. La sua esperienza nel Banco di Roma termina nel 1992: passa infatti al Gruppo Ferrovie dello Stato con l’incarico di Dirigente Responsabile dell’Unità Mercati Finanziaria. Riesce a fare carriera anche nella società leader dei trasporti: in soli quattro anni diventa Direttore della Finanza Operativa. Nello stesso periodo Claudio Machetti contribuisce in prima persona alla nascita di Fercredit, società captive del Gruppo, della quale diventa Amministratore Delegato.
Enel: Claudio Machetti raggiunge i vertici del Gruppo
Conclusosi il rapporto con FS, grazie alle ormai consolidate competenze nel settore finanziario, Claudio Machetti fa il suo ingresso in Enel come Responsabile dell’Area Finanza: è l’inizio del 2000 e la società ha da poco concluso la sua fase di privatizzazione. Oltre agli incarichi già citati, il manager partecipa attivamente alla creazione di Enelfactor, finanziaria del Gruppo, e viene nominato Amministratore Delegato della nuova società, ed Enel Insurance, di cui sarà Presidente fino al 2014. Tra il 2004 e il 2008 assume altri incarichi: viene infatti nominato sia Presidente di Fondenel che di Fopen, fondi pensioni del Gruppo dedicati rispettivamente a dirigenti e impiegati. Claudio Machetti siede nei Consigli di Amministrazione di controllate e consociate come Wind, Terna ed Endesa. Il 2014 è l’anno in cui il Gruppo lo vuole alla guida della linea di Global Trading, braccio operativo del gruppo sui diversi mercati.
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BioBob: la nuova linea dedicata agli amanti del giardinaggio e dell’orto
Bioagrotech srl lancia per il mercato hobbistica due kit contenenti tutto il necessario per la cura del giardino e dell’orto. Una soluzione all’insegna della biodiversità.
Due kit contenenti formulati biologici di alto valore per la cura del giardino e dell’orto. Si tratta di BioBob, la nuova linea per l’hobbistica realizzata e lanciata da Bioagrotech srl. L’azienda di San Marino, specializzata nello studio e nella commercializzazione di fertilizzanti e substrati organici per l’agricoltura biologica, ha deciso di soddisfare, con questa soluzione, le esigenze di tutti coloro che, negli ultimi anni, hanno scoperto e riscoperto la passione per la cura del giardino e dell’orto, attività di cui ora non possono più fare a meno.
BioBob Orto è il kit dedicato alla cura delle piante da orto e alberi da frutto e contiene 4 formulati biologici: Start per supportare la pianta nella fase di semina e trapianto, Grow per fornire i microelementi e i batteri agronomicamente utili per la crescita, Bloom per favorire l’impollinazione e stimolare la fase metabolica e, infine, Fruits per garantire l’omogeneità dei frutti. A questi si aggiungono anche alcune ecodosi di Zeolite Cubana Bioagrotech, polvere di roccia di origine vulcanica che aiuta a combattere parassiti tra cui tripide, cocciniglia, afidi, depressaria, nonché alcune muffe e patologie tra cui botrite, oidio, marciumi e monilia. Anche BioBob Flora si avvale di Start, Grow, Bloom e Zeolite Cubana Bioagrotech, ma essi sono impiegati in tempi e maniere differenti rispetto al primo kit.
Forte dell’esperienza maturata in questi anni nell’ambito dell’agricoltura biologica, Bioagrotech sarà vicino agli utilizzatori di BioBob con spiegazioni e consigli raccolti in un calendario dedicato e contenuto all’interno di entrambi i kit. Uno strumento prezioso per suggerire al cliente quando e come agire accompagnandolo lungo tutto il suo percorso.
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Le docce di Artis. Soluzioni per tutte le esigenze.
La rubinetteria bresciana propone un’ampia offerta di docce, sia contemporanee che tradizionali
Curate nel design e realizzate con un elevato standard qualitativo, le docce Artis rappresentano la soluzione ideale per tutte esigenze di installazione. Disponibili nelle versioni tonda e quadra dotate di miscelatore termostatico o monocomando, sono perfette per un bagno dal gusto contemporaneo, mentre la versione retrò, dotata di miscelatore a 2 comandi con vitoni ceramici è particolarmente indicata per un’installazione di intonazione classica.



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Alessandro Benetton: recessione inevitabile, ma gli italiani sono un popolo capace
Alessandro Benetton ha ormai da tempo abbracciato i social network per portare avanti una interessante discussione sui temi legati all’imprenditoria e all’attualità. Dopo l’esperienza del canale Youtube, ha di recente avviato anche una diretta Instagram per discutere della delicata situazione in cui ci troviamo, scambiando opinioni e pensieri coi followers.
La diretta Instagram di Alessandro Benetton
“Ora dobbiamo salvare prima di tutto delle vite ma dobbiamo pensare anche a salvare il lavoro di domani e chiunque abbia a disposizione degli strumenti deve fare il suo come meglio può”. Lo ha dichiarato Alessandro Benetton, imprenditore alla guida di 21 Invest, durante una recente Instagram Live dedicata allo scambio di riflessioni e impressioni sulla difficile situazione che stiamo vivendo. Il suo account ha oltre 18 mila followers. La diretta Instagram diventa, insieme al canale Youtube ufficiale, un ulteriore mezzo per rimanere in contatto e scambiarsi pensieri e opinioni. “Prima viene la salute, poi il resto, e noi italiani siamo capaci di reagire a tutto” ha commentato Alessandro Benetton. “Mi aspetto, come tutti, una conclamata recessione”. L’opinione dell’imprenditore però non è solo basata su uno scenario economico nefasto, si punta anche alla resilienza degli italiani e alle potenzialità delle nostre imprese. “Attualmente vedo piccoli passi, primi spunti da parte di tanti”. Per vincere però, serve davvero la collaborazione di tutti.
Alessandro Benetton: il percorso professionale
21 Invest (in passato 21 Investimenti) è oggi tra le prime società di private equity in Italia. Annovera oltre 90 investimenti completati e 1,6 miliardi di euro di capitali raccolti presso investitori istituzionali. Tra le operazioni di successo, anche quella relativa all’acquisizione di Forno d’Asolo, società che ha duplicato il fatturato nel corso di tre anni. Alessandro Benetton è fondatore e Managing Partner di 21 Invest. Originario di Treviso, dopo gli studi presso l’Università di Boston e la Harvard Business School, avvia il suo percorso professionale in Goldman Sachs International (Londra). La svolta imprenditoriale arriva a 28 anni, con la fondazione di 21 Investimenti S.p.A. Dal 2017 è alla guida di Fondazione Cortina 2021 con l’incarico di Presidente. L’ente si occupa dell’organizzazione dei Campionati Mondiali di Sci 2021. Alessandro Benetton è Cavaliere del Lavoro. Ha ottenuto diversi riconoscimenti durante la sua carriera, tra cui il Premio EY Imprenditore dell’Anno (2011), il Premio Vittorio De Sica (2014) e il Premio America della Fondazione Italia USA (2016).
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Spoleto Arte: intervista all’artista Angelo Scuderi
Un’acquerellista “poeta dentro”, questo è Angelo Scuderi. L’artista romano della scuderia Spoleto Arte è stato recentemente oggetto di un servizio del Tgcom24 per il format Arte in quarantena. Di piglio deciso, spiega con schietta disinvoltura il suo pensiero artistico e lo stile personale. Una caratteristica che non abbiamo potuto fare a meno di notare anche in occasione della sua intervista.
- Recentemente il Tgcom24 le ha dedicato uno spazio sulla nuova piattaforma Arte in Quarantena. Cosa pensa di quest’iniziativa?
Un’iniziativa importantissima a fare comprendere l’importanza e il ruolo fondamentale dell’arte durante le avversità, come quella del Covid-19. L’arte è la panacea di ogni male, capace di creare emozioni positive che sicuramente stimolano le difese immunitarie dell’essere umano.
- Affermando che “l’arte non ha pazienza”, non aspetta, lancia un forte messaggio ai suoi colleghi. Che cosa dovrebbe fare un artista in questo momento secondo lei?
L’artista in questo momento deve assolutamente creare forti emozioni da diffondere come la medicina più forte e importante. In questo momento l’arte non ha la pazienza di tollerare questo virus, l’arte è in grado di distruggere qualsiasi virus. A chi pensa che gli artisti siano inutili dico sempre di provare a passare la quarantena senza musica, libri, film, teatro, poesia, fotografia o pittura.

- Restando sempre sul tema, ma prendendo un altro punto di vista, si potrebbe dire che l’arte è prima di tutto impulsiva?
L’arte è assolutamente impulsività. Quando creo le mie opere mi ritrovo da solo davanti a un foglio bianco e, senza alcuna progettualità, solo d’impulso nascono questi personaggi, queste mie ombre. Solo dopo mi rendo conto di avere creato qualcosa di unico. In questo l’atto della creazione di un’opera d’arte è molto simile all’atto con cui viene concepito un figlio.
- Come ha incontrato la sua passione per gli acquerelli? Lei poi ha sviluppato una tecnica e uno stile molto personali…
Ho incontrato per caso questa forma d’arte meravigliosa. L’acquerello è la forma d’arte pittorica più difficile, ma anche quella più bella. A mio avviso ciò è dovuto all’acqua, elemento imprevedibile. L’acqua, questo elemento della vita, si unisce in modo incontrollabile e sempre diverso con i pigmenti naturali o minerali dei colori diventando un tutt’uno con la carta per dare voce ai sentimenti, agli stati d’animo dell’artista.
- Ci sono dei soggetti a cui è particolarmente legato?
Sì, le ombre. Le ombre, i riflessi, i mei personaggi indefiniti quasi totalmente privi di dettagli, di particolari. Queste mie ombre, proprio perché non definite, diventano universali nella continua ricerca di misteriosi segreti della figura umana che la ragione nasconde.
- Collegandoci alle domande precedenti… L’arte fino a che punto è personale e quando diventa “patrimonio” condiviso?
L’arte è di tutti, dell’artista che la crea e che in lei esprime i suoi messaggi. Ma anche dello spettatore, nel quale l’arte suscita emozioni, sentimenti capaci di farci provare dei profondi brividi, delle scariche potentissime di adrenalina. Queste sono le cose che ci mantengono in vita. Che vita sarebbe una vita priva di emozioni, priva di sentimenti? A cosa servirebbe vivere anche mille anni senza alcuna emozione o senza provare profondi sentimenti? Spesso quando creo arte, ma anche quando vivo l’arte altrui, sono pervaso da quelli che io definisco brividi. Sì, brividi, perché sono molto simili a dei prolungati orgasmi che ti attraversano tutto il corpo.
- Come ha conosciuto Spoleto Arte e il suo presidente?
Spoleto Arte e il suo presidente sono la realtà più bella del mondo dell’arte italiana in questo momento. Capaci di dare voce e visibilità a migliaia di artisti. È proprio grazie alla mente illuminata di Salvo Nugnes che sono entrato in contatto con questa prestigiosa realtà dell’arte italiana. È stato infatti proprio lui che mi ha selezionato per le prime mostre e che mi sta accompagnando in un crescendo di successi di pubblico e critica.
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A San Martino Buon Albergo al via il piano di distribuzione di fondi e un conto corrente per le donazioni
L’Amministrazione comunale di San Martino Buon Albergo – congiuntamente con i servizi sociali comunali – ha delineato i criteri per l’individuazione dei nuclei familiari economicamente più colpiti dall’emergenza Covid-19 a cui destinare i fondi per soddisfare le necessità essenziali ed urgenti.
Al Comune, sono stati assegnati dallo Stato 82.884,65 euro per la solidarietà alimentare, che utilizzerà per acquisire generi alimentari o prodotti di prima necessità da consegnare direttamente a casa degli aventi diritto o tramite la realizzazione di “Buoni Spesa” utilizzabili per l’acquisto di alimenti.
“In queste settimane abbiamo fatto fronte all’emergenza mettendo a disposizione tutte le risorse e l’organizzazione che avevamo a disposizione, sebbene la situazione finanziaria dei Comuni sia soggetta a vincoli normativi stringenti” spiega Franco De Santi, Sindaco di San Martino Buon Albergo. “Abbiamo predisposto accordi con i supermercati del territorio per l’acquisto delle Gift Card da consegnare ai cittadini in difficoltà e per l’organizzazione della consegna a domicilio di generi alimentari per le persone che non possono uscire di casa”.
Per accedere al fondo di solidarietà alimentare, sarà necessario compilare l’apposita dichiarazione sostitutiva e inviarla ad uno dei seguenti indirizzi mail: [email protected], [email protected], [email protected].
Il modulo è disponibile sul sito del comune di San Martino Buon Albergo. Per informazioni e per ricevere assistenza nella compilazione è possibile chiamare il numero: 8874225.
Il servizio di consegna a domicilio sarà invece effettuato in accordo con l’Associazione “Ci siamo noi” che già in queste settimane si è adoperata nel servizio di consegna della spesa.
L’Amministrazione comunale ha inoltre approvato una delibera per l’istituzione di un fondo denominato “Emergenza Covid 19, solidarietà per San Martino B.A.” tramite un conto corrente dedicato per raccogliere le donazioni di aziende e cittadini, che verranno destinate con le stesse modalità e criteri dei fondi per la solidarietà alimentare.
“Purtroppo – conclude il Sindaco De Santi – questa emergenza avrà ripercussioni inestimabili per l’economia del nostro territorio, per le aziende e per le famiglie. Siamo quindi al lavoro per valutare ulteriori iniziative e agevolazioni da destinare ai nostri concittadini superata questa prima fase di emergenza. Siamo convinti che i cittadini di San Martino dimostreranno ancora una volta la loro solidarietà e il loro gran cuore donando numerosi. Siamo una comunità unita, solidale, da sempre attenta ai più bisognosi. Anche questa volta ognuno di noi sarà in prima linea per affrontare questa emergenza nel miglior modo possibile”.
È possibile effettuare una donazione sul conto “Emergenza Covid 19” al seguente IBAN: IT86 Z030 6912 1171 0000 0301 067 (Banca Intesa San Paolo).
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#IORESTOACASA con Professional TV-Radio
#IORESTOACASA con Professional TV-Radio una speciale programmazione per tutta la famiglia ricca di divertimento, per i più piccini, musica ed informazione.
Sarà possibile seguirla sulla pagina ufficiale facebook: Professional TV-Radio (https://www.facebook.com/Professional-Tv-Radio-104771191027900/) dal 19 Aprile al 24 Maggio con il seguente programma:
Domenica 19 Aprile
Ore 16.00 Conferenza Stampa “Salvo De Vita”
Ore 17.30 “Asterix e il segreto della Pozione Magica” (Film-Family)
Ore 19.00 “In Esclusiva” Dico la Mia!!! Osp. Ass. Art. Lett. “Engel Von Bergeiche”
Domenica 26 Aprile
Ore 16.30 “Balto” Film-Family
Ore 18.30 Rassegna Stampa + Videoclip “The Dreamers”
Ore 20.00 Seconda Puntata Dico la Mia!!! Osp. “Simona La Cantora”
Domenica 10 Maggio
Ore 16.30 “Piovono Polpette” (Film-Family)
Ore 18.30 “Zeta la Formica” (Film-Animazione)
Domenica 24 Maggio
Ore 17.00 “Rex- Un cucciolo al palazzo”
Ore 19.00 Pubblicazione Videoclip Artisti Vari della Mp Impresa dello Spettacolo.
Buon divertimento!
Ufficio stampa: MP Impresa Dello Spettacolo
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Sperimentazione 5G tra Linkem e Open Fiber, Elisabetta Ripa: “Nostra fibra fondamentale”
Nelle ultime settimane è ancora più evidente l’importanza di una rete internet veloce, stabile e soprattutto diffusa capillarmente: Open Fiber e Linkem, società guidate rispettivamente da Elisabetta Ripa e Davide Rota, lavoreranno insieme per l’espansione dello standard 5G applicato alle tecnologie Fixed Wireless Access.
Elisabetta Ripa: “Con fibra e 5G anche le zone più isolate potranno ottenere enormi vantaggi”
“Siamo sicuri che la collaborazione con Linkem, operatore che si è distinto da sempre per la sua capacità di innovazione, sarà di reciproca soddisfazione e aprirà la strada a nuove opportunità per il nostro mercato”: con queste parole Elisabetta Ripa, Amministratore Delegato di Open Fiber, ha commentato il recente accordo con Linkem, società di telecomunicazioni specializzata nella tecnologia Fixed Wireless Access. Le due aziende italiane collaboreranno per un progetto innovativo sulla FWA nella banda di frequenze 3,5 Ghz, riconosciuta come pioniera per lo standard 5G. Open Fiber metterà a disposizione tutti i servizi di rilegamento in fibra ottica in modo tale da rendere possibile una connessione compatibile tra antenne e core network di Linkem, assegnataria della banda dal 2008: in questo modo, l’utente finale potrà sfruttare senza problemi tutti i vantaggi del 5G, in primis la velocità, che può arrivare a 1,056 Gbit/s. L’accordo prevede inoltre la sperimentazione nelle zone che più soffrono il digital divide, ossia paesi e comuni isolati e a bassa densità di popolazione, permettendo quindi la diffusione di servizi dedicati per cittadini, imprese e PA: “La nostra rete in fibra è fondamentale per supportare lo sviluppo dei servizi Fwa e 5G – ha dichiarato Elisabetta Ripa – ed è un asset fondamentale per l’abilitazione di tutte le applicazioni innovative, come la telemedicina, il telelavoro o la guida assistita, che possano aver bisogno di integrare anche la mobilità e la pervasività oltre alla larghezza di banda e alla bassa latenza”.
Elisabetta Ripa, manager nel settore TLC
Torinese, classe 1965, Elisabetta Ripa, oltre ad essere Amministratore Delegato e Direttore Generale di Open Fiber, è Consigliere di Amministrazione di Autogrill S.p.A., per la quale è anche Membro del Comitato Strategie; fa parte inoltre del Consiglio di Presidenza di Asstel, l’associazione che rappresenta il comparto TLC per Confindustria. Dopo essersi laureata in Economia e Commercio alla Sapienza, completa la sua formazione in Francia, dove ottiene il Master in Gestione Operativa presso l’Institut Européen d’Administration des Affaires (INSEAD). La sua prima esperienza la vede presso l’agenzia pubblicitaria PromoMedia Italia. Nel 1990 entra in SIP come Responsabile della pianificazione strategica per i servizi mobili, mentre dal 1998 si occupa della gestione e dello sviluppo internazionale della neonata TIM: responsabile del marketing strategico nel 2005, dopo circa sei anni è alla guida della Divisione Servizi Mobili per il segmento Consumer. Dal 2013 al 2015 è Amministratore Delegato per la controllata Sparkle, mentre fino al 2016 è in Sudamerica come AD per il Gruppo Telecom Argentina. Nominata Consigliere di Amministrazione di Open Fiber, Elisabetta Ripa torna in Italia per occuparsi della realizzazione della rete in fibra ottica: nel 2018 diventa Amministratore Delegato.
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Spoleto Arte: la pittrice Katiuscia Papaleo e l’arte in quarantena
È tempo di restare a casa, di lavorare tra le mura domestiche e di dedicarsi a ciò che più ci piace, di coltivare le nostre potenzialità. Ma non sempre è così facile. Katiuscia Papaleo, artista di Spoleto Arte e Maestro d’arte di Milano, dimostra qui tutta la sua determinazione. Inoltre sarà protagonista di uno dei prossimi servizi del Tgcom24 dove si racconterà. In tempi di isolamento l’arte si schiera in prima linea contro il male e non ha paura di mostrarsi. L’arte infatti può essere determinante in queste giornate. Per questo motivo abbiamo voluto farle qualche domanda.
A breve uscirà un servizio a lei dedicato sulla piattaforma del Tgcom24. Come si sente e cosa ne pensa di quest’iniziativa?
È un’iniziativa molto bella perché in un momento di difficoltà come quello che stiamo attraversando, dove le giuste restrizioni attuali impediscono ogni movimento, si ha la possibilità di comunicare in qualche modo arte e cultura, che è sempre un’ottima medicina per la mente e per l’anima.
Anticipando un po’ il contenuto… C’è un momento, all’inizio, in cui afferma che l’arte è un dono con cui si nasce. È sempre valido il detto “impara l’arte e mettila da parte” o ci vuole costanza, soprattutto in questo campo?
In questo campo avere un dono è un conto, ma non curarlo sarebbe un “dono sprecato”. Ci vuole molta costanza e studio, per fare in modo che questo dono si sviluppi poi in arte.
Il suo rapporto con il colore è molto particolare e lo si vede dalle atmosfere atemporali che ricrea nei suoi lavori. Come nasce una sua opera dal punto di vista cromatico?
Di solito parto sempre da una base neutra poi attraverso i contrasti di luci e colori l’opera prende forma. Possono variare i soggetti, ma non l’atteggiamento pittorico con cui affronto un lavoro.
E invece, parlando di soggetti, ce ne sono alcuni a cui è particolarmente legata?
In realtà no, perché alla forma io antepongo sempre il colore. Utilizzando la pittura come forma di comunicazione in genere il soggetto è legato a ciò che voglio comunicare in quel preciso istante.
L’osservazione della realtà è uno degli “esercizi artistici” da cui non si può prescindere. E questi giorni critici interessano tutti, ciascuno di noi li analizza, ma non tutti riescono a trarne motivo di ispirazione… È così anche per lei? Che cosa racconterebbe nelle sue creazioni adesso?
In questo periodo particolare l’ispirazione può arrivare da mille spunti anche se non è facile tenere alta la voglia di dipingere, perché sopraggiunge lo sconforto, la paura.

Io ho dipinto. Sì, ho dipinto alcune cose nel frattempo, raccontando l’arrivo del Coronavirus da paesi lontani, la ricerca nell’aiuto spirituale, l’arrivo della primavera e il risveglio della natura incurante di ciò che sta accadendo agli uomini. Di cose da dire ce ne sarebbero tante, però mi rendo conto che quando la testa è bombardata di pensieri solo negativi e preoccupazioni per te e per i tuoi cari, diventa difficile tradurre in pittura. Il tempo che potresti avere a disposizione per immergerti solo nell’arte non è sempre così artisticamente fruttifero.
Lei ha esposto in moltissime mostre di livello nazionale e internazionale, alcune organizzate da Spoleto Arte. Come ha conosciuto il suo presidente, Salvo Nugnes?
Ho conosciuto il dott. Nugnes semplicemente partecipando ad una delle mostre organizzate da Spoleto Arte, che ha la capacità di offrire ad un artista quella visibilità che non sempre da soli si riesce ad avere.
Su che cosa le piacerebbe lavorare prossimamente?
Mi piacerebbe lavorare sulla ripresa, sulla solidarietà che ha dimostrato il nostro Paese e sul saper “fare” e collaborare in momenti di crisi. È qualcosa su cui spero di poter lavorare presto.
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Riva Acciaio, oltre 60 anni di eccellenza nel settore siderurgico
Innovazione, attenzione verso i dipendenti, tecnologie avanzate per una produzione di qualità: sono le caratteristiche che hanno portato Riva Acciaio a guadagnarsi la leadership in Italia nel settore siderurgico, spingendo l’azienda fino alla conquista dell’Europa.
Riva Acciaio: più di 60 anni di innovazione e produzioni di qualità
Con oltre 60 anni di esperienza, Riva Acciaio è leader italiano nel settore della produzione siderurgica. Fondata nel 1954 all’interno di Gruppo Riva, nasce dall’iniziativa dei fratelli Emilio e Adriano Riva. Gestita dalla capogruppo Riva Forni Elettrici, oggi Riva Acciaio dà lavoro a circa mille dipendenti e possiede 5 stabilimenti: quello di Caronno Pertusella (VA), quello di Lesegno (CN), quello di Sellero, quello di Malegno e quello di Cerveno in Valle Camonica (BS). La produzione è destinata sia al mercato italiano che a quello europeo. L’azienda è specializzata nella realizzazione di prodotti lunghi e negli acciai di alta qualità. Tra i primi in Italia ad utilizzare nei suoi impianti la colata continua curva, ha da sempre investito in particolare nella ricerca e nello sviluppo. Possiede, infatti, un laboratorio all’avanguardia che ha permesso lo sviluppo di collaborazioni importanti con l’Università di Pisa, il Politecnico di Torino e il Politecnico di Milano.
Riva Acciaio: le certificazioni
Tutte le attività di Riva Acciaio sono certificate secondo le norme UNI EN ISO 9001. Lo stabilimento di Malegno in particolare, con il reparto di lavorazioni a freddo annesso allo stabilimento di Cerveno, ha ottenuto certificazione IATF16949, che abilita il rifornimento del mercato automobilistico. Per Riva Acciaio è fondamentale mantenere un contatto diretto con gli stakeholder, che rimangono sempre al centro delle politiche aziendali grazie ai sistemi di gestione, ad un accurato monitoraggio e allo sviluppo dei processi. Gli stabilimenti aziendali sono certificati secondo UNI EN ISO 9001, UNI EN ISO 14001 e BS OHSAS 18001 (futura UNI ISO 45001) per ottenere un costante miglioramento delle performance. Sono inoltre periodicamente sottoposti a verifiche da parte di enti terzi ed indipendenti, che si accertano della conformità della gestione degli impianti industriali. Gli stabilimenti di Lesegno, Caronno e Cerveno applicano le BAT (Best Available Techniques) e operano secondo l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Lo stabilimento di Malegno segue invece l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA).






