Categoria: Comunicati

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  • è l’ultima esperienza di acquisto di abiti da sposa

    Una sfilata di moda firmata (nota anche come trunk show) è l’ultima esperienza di acquisto di abiti da sposa! Ecco tutto ciò che devi sapere per trovare l’abito da sposa dei tuoi sogni a una sfilata firmata Essense of Australia, Martina Liana o Stella York.

    Cos’è un salotto di design?

    Una sfilata di stilisti è una vetrina degli abiti più recenti di un marchio. Le spose possono fissare un appuntamento per vedere e provare questi abiti da sposa. La maggior parte degli abiti dello spettacolo sono esclusivi di quel particolare spettacolo e non saranno più disponibili al termine dello spettacolo.

    Chi ci sarà?

    In alcune sfilate di stilisti, un designer o un dirigente del marchio in primo piano sarà a disposizione per parlare con le spose dell’ispirazione, delle tendenze e di tutti i dettagli che sono stati utilizzati per creare ogni abito specifico.

    Chi devo portare?

    Porta con te la famiglia e gli amici che sono importanti per la tua decisione di acquisto del vestito. Con la gamma di scelte e l’attenzione personale che riceverai a una sfilata di stilisti Gillne.it, è probabile che quel giorno vorrai acquistare l’abito da sposa dei tuoi sogni!

    Devo prendere un appuntamento ?

    Sì ! Questi eventi esclusivi sono pianificati in anticipo e i posti si riempiono rapidamente. Chiama per prenotare il tuo posto in anticipo, poiché il prossimo spettacolo nella tua zona potrebbe essere tra mesi.

  • Il cinema prima e dopo Hollywood: il saggio di Federico Motta Editore

    A pochi giorni dalla conclusione del Festival di Cannes 2022, con la Palma d’Oro al regista Ruben Östlund con il suo Triangle of sadness, Federico Motta Editore ripropone l’avvincente saggio di Roy Menarini pubblicato sull’Età Moderna e dedicato alla storia del cinema.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: il cinema europeo e hollywoodiano

    Nel saggio edito da Federico Motta Editore, Roy Menarini analizza lo stretto rapporto tra il cinema europeo e quello hollywoodiano. Inizialmente, spiega il professore e critico cinematografico, era l’Europa a fornire le muse ispiratrici ai tanti cineasti americani, ma poi a un certo punto la situazione si è ribaltata. Gli anni ’30 videro infatti tantissimi registi, attori e tecnici emigrare negli Stati Uniti per sfuggire alle terribili leggi razziali. Fu così che, a partire da quel momento, gli USA iniziarono a trasformarsi nel principale fulcro internazionale del cinema. Ciononostante, la cinematografia europea continuò comunque il proprio sviluppo, testimoniato da fenomeni come Cinecittà e la Nouvelle Vague. In seguito, ma in particolare dagli anni ’70 in poi, c’è stato un susseguirsi di proficui scambi tra le due sponde dell’Atlantico. Un esempio? Il grande contributo del regista e produttore cinematografico britannico Ridley Scott nella modernizzazione del cinema statunitense.

    Federico Motta Editore: la storia del Festival di Cannes

    Il Festival di Cannes ha sempre rappresentato, fin dalla sua prima edizione, un importante palcoscenico del cinema internazionale. La Casa Editrice Federico Motta Editore vuole ricordarci i registi italiani che hanno trionfato a Cannes, ricevendo l’ambita Palma d’Oro. Tra i nomi illustri della cinematografia made in Italy emergono quelli di: Federico Fellini, che vinse nel 1960 con La dolce vita; Luchino Visconti, regista di Il gattopardo (1963); i fratelli Paolo e Vittorio Taviani, autori del film ispirato al romanzo di Gavino Ledda Padre Padrone (1976); Ermanno Olmi, che trionfò nel 1977 con L’albero degli zoccoli; e Nanni Moretti, che ha riportato La Palma d’Oro in Italia dopo ben 23 anni con La stanza del figlio (2001). Impossibile però non menzionare anche i grandi registi internazionali che sono saliti sul palco di Cannes. Tra questi ricordiamo David Lynch, Emir Kusturica, Mike Leigh, Francis Ford Coppola, Quentin Tarantino e Martin Scorsese.

  • Cani: oltre 117 mila quelli restituiti dopo la pandemia

    Con l’arrivo della pandemia c’è stato un vero e proprio boom di adozioni di cani; secondo l’indagine commissionata da Facile.it a EMG Different*, sono circa 3,4 milioni gli italiani che, fra il 2020 ed il 2021, hanno fatto questa scelta (21,6% dei proprietari). Amore a prima vista, ma non per tutti se si considera che oltre 117 mila proprietari hanno cambiato idea restituendo l’animale al canile o affidandolo ad un’altra famiglia.

    Il 28,3% di chi ha preso un cane negli ultimi 2 anni ha detto di averlo fatto appositamente per alleggerire il lockdown e circa 196 mila individui hanno ammesso di averlo preso solo per aggirare i limiti alla mobilità imposti dal Governo in quel periodo (5,7%).

    La ragione principale per cui i proprietari hanno rinunciato alla compagnia del cane adottato durante la pandemia è che, una volta finito il lockdown, si sono resi conto che l’animale diventava troppo complesso da gestire e quindi non lo volevano più (63%); in altri casi, invece, la decisione è stata presa a seguito di danni materiali causati da Fido (37%).

    «È un peccato che tanti italiani rinuncino alla gioia della compagnia di un cane o di un gatto per la paura dei danni che l’animale potrebbe causare» – sostiene Irene Giani, responsabile assicurazioni animali di Facile.it – «Oggi esistono tante assicurazioni per cani e gatti che, con poche decine di euro all’anno, non solo mettono al riparo il padrone dai rischi economici legati all’esuberanza dell’animale ma, anche, possono assistere in caso di viaggio con i nostri amici a quattro zampe. In un momento in cui stanno per cominciare le vacanze estive, è importante saperlo per cercare di contrastare sempre di più il terribile fenomeno degli abbandoni.».

    Sommando cani e gatti, il numero complessivo di italiani che hanno preso un animale negli ultimi 2 anni sale a poco più di 5 milioni, vale a dire il 23,2% di coloro che hanno un compagno a 4 zampe (percentuale che arriva al 31,7% tra i rispondenti residenti al Sud). Va detto, però, che la pandemia è stata una leva soprattutto per i residenti nel Nord ovest, dove la percentuale di chi ha dichiarato di aver preso un animale domestico proprio per alleggerire il lockdown è pari al 38,4% (a fronte del 24,5% rilevato a livello nazionale).

    * Nota metodologica: indagine condotta da EMG Different su un campione (1.000 rispondenti) rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 74 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI Periodo in cui è stato realizzato il sondaggio: maggio 2022.

  • Toosh – Dimmi che stagione armocromatica sei e ti dirò che sciarpa scegliere

    Per scegliere la sciarpa o la stola perfetta per le proprie caratteristiche spesso basarsi esclusivamente sul proprio gusto non è la scelta più indicata. Essendo accessori molto vicini al viso, seguendo le regole dell’armocromia è possibile optare per modelli nei colori della propria palette armocromatica, esaltando così l’incarnato del volto e valorizzando a pieno la propria figura. Ecco i consigli di Toosh – realtà lombarda punto di riferimento per la produzione e vendita di sciarpe e stole in cashmere extra sottile, misto cashmere/seta e vigogna – per capire qual è la propria stagione armocromatica e scegliere così le sciarpe delle giuste nuance.

    Milano, giugno 2022Scegliere il giusto outfit non è mai semplice: sappiamo che partire da quelle che sono le proprie preferenze e la propria personalità è il primo passo fondamentale, ma spesso è meglio non fermarsi solo a questo! È bello anche creare un look che sappia esaltare sia la nostra figura che le nostre caratteristiche e la selezione dei colori più valorizzanti è lo step principale in questo senso! Per questo scopo ci viene in aiuto la famosa armocromia, di cui sempre più spesso sentiamo parlare: ma che cos’è nello specifico?

    Si tratta dello studio dei colori della persona (in particolare quelli del viso): pelle, occhi, ciglia e sopracciglia. Un’analisi fatta da esperti che valutando la combinazione tra intensità, sottotono, valori e contrasto riescono ad individuare esattamente la palette di colori che valorizzano il proprio incarnato (e nascondono i difetti) e su questa base a classificare gli individui in una determinata stagione armocromatica.

    Le stagioni dell’armocromia sono inverno, estate, autunno e primavera, ognuna delle quali presenta al suo interno alcune differenziazioni e sottotipi. Per ogni stagione armocromatica viene consigliato di prediligere alcune tonalità piuttosto che altre per l’abbigliamento e gli accessori, ma anche per il make-up e le tinte per i capelli. 

    L’armocromia risulta importante soprattutto per la scelta di accessori come sciarpe e stole che, essendo indossate molto vicino al viso, dovrebbero essere selezionate nelle tonalità della propria palette per esaltare a pieno i propri colori naturali, minimizzando i difetti e donando immediatamente un aspetto più fresco, giovane e rilassato. 

    Toosh – raffinato showroom di Milano che porta in alto ogni giorno il nome del Made in Italy di qualità proponendo sciarpe e stole in cashmere di pregiatissima fattura e realizzate secondo avanzate tecniche di produzione tessile – ha alcuni consigli riguardo alla scelta del modello di sciarpa più adatto alle vostre caratteristiche, individuato seguendo i principi dell’armocromia. Suggerimenti che possono essere riassunti nella frase: “dimmi che stagione sei e ti dirò che sciarpa scegliere!”

    • Inverno: capelli e occhi tendenzialmente scuri. I colori perfetti da indossare se appartenete a questa stagione sono a base bluastra, verde intenso (ad esempio il petrolio), grigio freddo e nero. In particolare, due nuance sono particolarmente consigliate per chi ha queste caratteristiche: il fucsia e il blu, che caratterizzano entrambe la stola in cashmere light Sampot (a cui abbinare la mascherina lavabile blu elettrico.
    • Estate: incarnato freddo, occhi chiari e capelli con una base cenere. La palette perfetta per chi rientra in questa tipologia è composta dalle tonalità chiare e pastello, in particolare le sfumature del verde e le tonalità azzurro violacee come il glicine o il lavanda. Gli accessori più indicati saranno: la stola in cashmere voile ultralight mare da abbinare alla mascherina lilla in tinta unita.
    • Autunno: pelle dal colorito scuro con sottotono caldo e mai pallido. I capi perfetti da indossare per chi ha queste caratteristiche sono nelle nuance a base arancio (rosso corallo e terracotta, per esempio), ma anche colori come il marrone tabacco, il senape, il color cammello e il verde bosco. Ecco perché gli accessori più indicati per gli “autunno” sono i seguenti: la stola in cashmere light Peru Arancio e la mascherina lavabile in tinta unita arancione.
    • Primavera: sottotono caldo e valore chiaro o medio scuro, occhi chiari e capelli biondo scuro/dorato, castano chiaro o rosso naturale. La palette dei colori di questa stagione armocromatica è composta da tonalità calde come il corallo e il pesca, ma anche da colori brillanti e accesi come il viola, il blu luminoso o il verde. Come accessori adatti a questa tipologia armocromatica Toosh consiglia: la stola in cashmere light Quadri Verde Acido e la mascherina lavabile in tinta unita fuxia.

    Toosh, inoltre, offre la possibilità di richiedere stole personalizzate per quanto riguarda il colore e la fantasia: è possibile comunicare allo staff dello showroom il codice Pantone della nuance che si desidera, mandare un campione del tessuto del capo da abbinare alla stola oppure avvalersi della consulenza dei professionisti Toosh per individuare le tonalità che meglio si addicono alla propria palette di colori. Non riuscite a decidervi e scegliere un unico colore per la vostra stola? Perché limitarsi: Toosh vi offre la possibilità di optare per più colori con le bellissime sciarpe dégradé!

    Fonte: www.toosh.it/it/blog/post/20_come-capire-la-propria-armocromia-e-scegliere-i-capi-in-palette.html

  • Kiepe Electric SpA: gli ugelli PlusClean® per rendere più efficace la pulizia dei serbatoi

    Milano, giugno 2022 – Assicurare la massima igiene, soprattutto in ambito industriale, è indispensabile per ridurre il rischio di contaminazione dei prodotti. Settori come l’alimentare, il farmaceutico e il comparto legato alla cura della persona necessitano di una pulizia profonda dei serbatoi che tuttavia, a causa di agitatori, elementi di controllo termico e altri componenti che creano zone d’ombra difficili da raggiungere, può risultare complessa. 

    La soluzione a questo problema arriva da KIEPE Electric SpA, punto di riferimento per la personalizzazione e commercializzazione di componenti e prodotti per l’industria, che presenta il nuovo ugello per lavaggio serbatoi PlusClean® di Alfa Laval, capace di integrarsi perfettamente nella parete o sul fondo del serbatoio. 

    Le zone d’ombra vengono colpite con un getto a ventaglio di fluido pressurizzato, caratteristica che fa di questo prodotto il primo sul mercato ad assicurare una garanzia del 100% nella pulizia a impatto. 

    PlusClean® assicura numerosi vantaggi, a cominciare dall’eliminazione dei rischi di contaminazione, soddisfacendo i più elevati requisiti igienici per la pulizia dei serbatoi. I punti di forza di PlusClean® non si fermano qui: gli ugelli PlusClean® assicurano un risparmio fino all’80% in termini di consumo d’acqua e di prodotti chimici rispetto ai metodi attualmente utilizzati, nell’ottica di una maggiore sostenibilità nella produzione industriale. Un risparmio che, unitamente ai bassi costi di manutenzione, consente anche un rapido ritorno sui costi di investimento. 

    Un’altra caratteristica distintiva di PlusClean® è la facilità di installazione e di utilizzo. Grazie a una funzione di regolazione integrata brevettata, è possibile installare gli ugelli in modo facile e sicuro; anche il funzionamento è estremamente semplice: in modalità standard, il dispositivo si attiva con una molla a seguito della pressione del fluido, che apre l’ugello automaticamente. 

    Per quanto riguarda, in particolare, il settore farmaceutico e delle biotecnologie, KIEPE Electric SpA propone l’ugello per lavaggio serbatoi Alfa Laval PlusClean® UltraPure, corredato dal pacchetto di documentazione Alfa Laval Q-doc, che consente la tracciabilità completa su tutta la filiera.

    Oltre agli ugelli PlusClean®, Kiepe Electric SpA commercializza anche altri prodotti per la pulizia dei serbatoi, dalle sfere di lavaggio statiche, retrattili e rotanti, alle turbine di lavaggio, fino ai sistemi avanzati di validazione di lavaggio e agli appositi accessori per serbatoi. 

  • Limited n.0 – Francesca Gentili

    Sala Ipogei “Galleria Marconi” riprende la sua attività espositiva. Sabato 18 giugno 2022, alle 18.30, presso il Museo della Cripta di Monsampolo del Tronto si inaugura Limited n 0, mostra personale di Francesca Gentili, che si avvale della cura e del testo di Dario Ciferri.
    La mostra, che propone le opere del nuovo progetto dell’artista, è organizzata dal Comune di Monsampolo del Tronto, da Sala Ipogei “Galleria Marconi” e da Marche Centro d’Arte.
    La mostra può essere visitata tutti i giorni tutti i giorni (10:00/13:00 – 16:00/19:00) fino al 30 settembre 2022. Info 3771500858

    Limited n 0 introduce in un luogo meraviglioso come il Museo della Cripta le opere di Francesca Gentili, creando un potente dialogo di pensieri e vite. Le vite raccontate nel museo, di cui tanto poco sappiamo, si incontrano con i volti, i corpi, le storie “narrati” dalla pittura.
    “La pittura ha una forza straordinaria, ha un legame magico con l’uomo, lo racconta, lo esalta, lo rende divino. Francesca Gentili accarezza la pittura, la fa assaporare e la maltratta. Nel suo cammino artistico l’ha percorsa in tante direzioni, alla ricerca di un ordine forse impossibile da trovare. Il suo è un rapporto entropico con la pittura, genera arte, ma rilascia disordine nell’artista, una necessità di provare altre strade per raccontarsi. Limited n 0 nasce qui, non la voglia di raccontare l’essere umano, ma dietro ogni volto, ogni corpo, ogni frammento, il bisogno di scandagliare se stessa, di scuotere la propria esperienza personale e narrarla, di generare una narrazione interiore attraverso l’osservazione della realtà. Realtà e pittura che non si incontrano direttamente, ma sono mediate dallo strumento fotografico, con i suoi limiti e le sue potenzialità. Francesca Gentili ci racconta tutto ciò, ci fa approssimare al suo personale, senza svelarsi fino in fondo, tendiamo al suo punto zero, ma continuiamo ad ammirarlo, senza arrivarci mai “

    L’iniziativa rientra nello sviluppo del progetto del Sistema Museale Piceno teso alla valorizzazione del più vasto comprensorio comunale ed in particolare del vecchio incasato, dei suoi musei e della rete dei 58 musei del territorio piceno sostenuta dal BIM Tronto.
    Sala Ipogei “Galleria Marconi” nasce come ideale prosecuzione dell’esperienza ventennale della Galleria Marconi di Cupra Marittima, e per non disperdere la qualità della ricerca artistica e culturale portata avanti in tanti anni di lavoro del suo direttore artistico Franco Marconi.

    “L’arte è un farmaco potente, nel senso letterario del termine è una cura e un veleno. È capace di esaltarti o di scuoterti nel profondo. In questi 27 anni di attività ho sempre vissuto in profondità il mio rapporto con l’arte, ho dato tutto per lei e l’ho anche odiata. Il mio è un amore immenso che a ogni ripartenza mi prende alla bocca dello stomaco. In questi anni di cultura a singhiozzo, di limiti, di distanze, ho aumentato il desiderio di stare vicino agli altri, di condividere esperienze, di crescere. Non smettiamo mai di imparare, di accumulare suggestioni, di cercare la bellezza. Ancora oggi ho un rapporto epidermico con le opere degli artisti, e il primo impatto è sempre determinante, e ogni mostra è un’emozione fortissima da vivere con le persone che ho intorno. Voglio ringraziare sinceramente il sostegno e la fiducia del Comune di Monsampolo del Tronto, del Sindaco Massimo Narcisi e di Mario Plebani, di Marche Centro d’Arte e di Lino Rosetti, infaticabile e insostituibile nella sua attività e un amico sincero. (Franco Marconi)

    Limited n 0 –

    Info e contatti
    Artista: Francesca Gentili
    Cura e testo Dario Ciferri

    fotografia: Catia Panciera
    allestimenti: Pasquale Fanelli – Sabatino Polce

    Museo della Cripta – Monsampolo del Tronto
    via Giuseppe Mazzini, 50
    info3771500858

    Inaugurazione 18 giugno 2022 ore 18.30
    Orario di apertura: tutti i giorni
    Mattino 10:00/13:00
    Pomeri. 16:00/19:00
    Chiusura 30 settembre 2022

    Spazi Ipogei Galleria Marconi
    Via Fratelli Kennedy
    63077 Monsampolo del Tronto
    web http://galleriamarconi.it/ – http://marchecentrodarte.it
    e-mail [email protected]
    Facebook http://www.facebook.com/galleriamarconi

  • Muraless Art Hotel di Verona celebra Banksy

    Quattro opere dedicate al leggendario artista di Bristol. Saranno esposte a partire da sabato 4 giugno presso gli spazi della stazione veronese di Porta Nuova, dove è già in corso la mostra The World of Banksy – The Immersive Experience

     

    Nel segno di Banksy. Di una libertà pura, che lotta, si esprime scavalcando le convenzioni, nello stile del più grande street artist vivente, di una creatività pungente, sovversiva, che vuole tenere accesa una riflessione sul mondo e i suoi paradossi. Un’icona di un mistero vivente che ha trasmesso a tanti altri la volontà di mettere in evidenza le incongruenze e i paradossi della società contemporanea. Da sabato 4 giugno la crew di artisti del Muraless Art Hotel di Verona porterà il proprio contributo a The World of Banksy – The Immersive Experience, la mostra dedicata all’artista di Bristol e che fino al 31 luglio animerà gli spazi della stazione di Porta Nuova. Un allestimento che con più 100 opere restituisce al pubblico il personaggio di Banksy nella sua totalità offrendo un’esperienza immersiva che attraversa il mondo dell’artista nella sua interpretazione della quotidianità fatta di denunce sociali, economiche e politiche.

     

    Un percorso ricco di suggestioni e in cui troveranno spazio con altrettante opere gli artisti di Eyelab Design, quattro degli componenti della Crew Muraless del Muraless Art Hotel di Verona, il primo hotel in Italia dedicato alla street art, unico al mondo per la sua estensione artistica che ha visto artisti di fama nazionale e internazionale interpretare il tema della storia, del costume e della cultura italiana grazie al supporto, sia come autore che come coordinatore, del veneziano Andrea Zamengo (Chill Surrealist) e della curatrice Chiara Canali. Un progetto in divenire, non ancora concluso, una galleria d’arte vivente e cangiante in continuo divenire, in evoluzione e trasformazione progressiva, trasgressiva nella sua unicità, per un soggiorno esclusivo e inusuale, decisamente non banale.

    Una struttura ricettiva che si lega con orgoglio alla potente figura di Banksy; se infatti gli interni sono già stati portati a compimento, la facciata esterna non è ancora stata realizzata. A dare il tocco ultimo e definitivo sarà un’altra celebrità del mondo della street art, Thierry Guetta, meglio conosciuto come Mr. Brainwash o semplicemente MBW. Dopo il successo planetario del film “Exit through the gif shop”, con il quale Banksy ha raccontato la vita di Thierry Guetta dopo averlo incoraggiato a intraprendere la strada dell’arte, le due figure sono inestricabilmente legate tanto che nel mondo si impone con insistenza una domanda: “Mr Brainwash é Banksy?” Per molti la risposta è sì.

     

    Mr Brainwash, oggi tra gli artisti più quotati al mondo, si serve della tecnica della vernice nebulizzata e stencil ispirandosi alla Pop Art. I suoi sono quadri d’amore e di speranza. Tra i soggetti più amati e ricercati lo scimpanzè, che con una bomboletta spray scrive “Follow your dreams”. Un’altra fonte d’ispirazione è il geniale Albert Einstein che inneggia all’amore con il cartello “Love is the Answer”. E ancora il comico Charlie Chaplin e la coppia di Mickey Mouse e Minnie stretti in un abbraccio d’amore. Un’energia che con tutta la sua forza si imprimerà in maniera indelebile anche sulla facciata di Muraless Art Hotel.

     

     

    LE OPERE ESPOSTE A VERONA PORTA NUOVA

     

    SPY GAME di CHILL SURREALISM

    L’opera è una celebrazione dell’arte di Banksy, rivisitata dall’artista. Forti contrasti per messaggi altrettanto forti. Uno dei soggetti è in ascolto con un apparato da intercettazione ambientale. Di qui la necessità di ascolto a tutto tondo senza focalizzare tutta l’attenzione su di un solo particolare.

     

    PIG di Z-STONE PANDONE

    L’archetipo della casa come rifugio e luogo “proprio” ricorre sovente e nei primi approcci creativi dell’individuo. La rappresentazione della suddetta nell’opera di Pandone denota un profondo collegamento con l’atto creativo istintivo che caratterizza l’incipit puro di tutte le arti.

     

    VORTICI di DEBOYO

    L’opera è un vortice di colori cangianti che vengono attirati verso un centro di gravità. Si modellano seguendo le linee di forza del vortice ma mantengono la propria integrità cromatica pur accostandosi nell’inestricabile struttura che ricorda Fibonacci. Una metafora astratta che suggerisce quasi di non perdere identità affrontando le correnti esterne.

     

    CARPA DIEM di DEM125

    Una carpa giapponese che lotta contro i flutti. La carpa da sempre simbolo di tenacia e perseveranza è simbolicamente molto importante in tutte le culture orientali. L’immagine è ispirata alla leggenda della carpa e del dragone della tradizione cinese. L’animale fu premiato per aver risalito il Fiume Giallo dalle divinità che lo trasformarono in un drago.

     

     

    Muraless Art Hotel è il primo Hotel e unico al mondo interamente dedicato alla Street Art. Una struttura ricettiva ma non solo. Con le sue oltre novanta stanze, gli spazi comuni, la facciata esterna interamente dipinti, punta ad essere un vero e proprio tempio a 360° della Street Art, un Museo dedicato all’Arte Urbana e ai suoi protagonisti, una vera e propria Galleria vivente. Il progetto è realizzato in collaborazione con la galleria Milanese Deodato Art, con la curatela di Chiara Canali, curatrice indipendente esperta nei linguaggi della Street Art e la collaborazione di Andrea Zamengo (Chill Surrealist). La facciata esterna di Muraless Art Hotel porta la firma di Mr Brainwash, uno degli street artist più quotati al mondo.

  • Nasce la partnership tra Auriga e Unistellar

    Nasce la partnership tra Auriga e Unistellar, un nuovo modo di fare divulgazione e osservazione astronomica

    Con l’arrivo dei prodotti e delle tecnologie Unistellar, il distributore Auriga punta a rivoluzionare e ampliare l’esperienza di osservazione e divulgazione del cosmo, mettendo le bellezze del cielo notturno a disposizione di tutti. 

     

    È un incontro di eccellenze quello che vede la nascita della collaborazione tra AURIGA e UNISTELLAR.

     

    Da una parte l’azienda italiana Auriga, il più importante distributore italiano di strumentazione per osservazione astronomica, terrestre e naturalistica. Tra i marchi trattati: Celestron, Sky-Watcher, Kowa, Luna Optics ed accessori a marchio AURIGA. Negli ultimi 10 anni Auriga ha allargato la distribuzione dei suoi prodotti ad altri paesi dell’area Mediterranea: Spagna, Portogallo, Croazia, Grecia, Malta e Cipro.

     

    Dall’altra Unistellar, azienda Franco-Americana con in dote una nuova categoria di telescopi, gli eVscope.

    Gli eVscope sono i telescopi intelligenti più potenti e semplici da utilizzare al mondo e consentono di dare vita alle meraviglie dell’Universo in pochi secondi – anche in ambienti urbani soggetti ad elevato inquinamento luminoso. Grazie alla partnership con rinomate organizzazioni scientifiche come il SETI Institute questi rivoluzionari telescopi permettono agli utenti di diventare persino “cittadini scienziati” consentendo loro di contribuire alla ricerca all’avanguardia su esopianeti, asteroidi, comete e molto altro.

     

    Le motivazioni della partnership:

    La partnership nasce per volontà di Auriga e presenta motivazioni profonde e obiettivi ambiziosi. Il primo è quello di portare la bellezza del cielo in contesti non consueti, grazie alla semplicità di utilizzo dei prodotti Unistellar, anche in situazioni non ottimali. I telescopi a tecnologia digitale Unistellar “eQuinox” ed “eVscope2” infatti, hanno la caratteristica di inviare direttamente (e a colori) ad un device (PC, tablet o smartphone) le immagini dei corpi celesti in osservazione, mettendo a disposizione dell’osservatore un’esperienza osservativa rivoluzionaria che sarebbe impensabile con i normali strumenti ottici.

    Un’esperienza che – lo risottolineamo – al  contrario dei tradizionali telescopi, permette di osservare il cosmo anche dalle città e in condizioni di inquinamento luminoso.

     

    L’unione di questi fattori (semplicità di trasporto e utilizzo + visione del cosmo a colori su device + possibilità di osservare il cielo anche in condizioni non ottimali a causa dell’inquinamento luminoso) inaugura un nuovo modo di fare divulgazione e porta il cosmo sulla Terra, davanti agli occhi del pubblico più ampio mai raggiunto.

    Risulta facile comprendere e immaginare i vantaggi e le potenzialità pratiche di queste caratteristiche, soprattutto se inserite in contesti inediti come scuole, osservatori, campeggi e aziende turistiche e luoghi di aggregazione anche non scientifici.

     

    Auriga rafforza quindi la sua posizione nel settore, completando il suo catalogo con nuove tecnologie e fornendo la gamma di strumenti di osservazione più completa attualmente a disposizione degli osservatori del cosmo. Un perfetto equilibrio tra potenzialità commerciali e divulgazione. Una scelta che dimostra che per portare il cosmo sulla Terra bisogna aprire nuove strade, con visioni innovative, tecnologie evolute e nuove partnership strategiche.

  • GUARDA, per fare business con i dati

    Da Security Forge una piattaforma SaaS che aiuta a creare valore e a sviluppare nuovi business con la condivisione sicura dei dati

    Pisa, 1 giugno 2022Security Forge, startup innovativa che abilita imprese e organizzazioni a condividere i dati in modo sicuro e più profittevole, annuncia il lancio di GUARDA, una soluzione SaaS per sviluppare nuovi modelli di business o rendere più efficienti i processi attraverso la condivisione sicura dei dati e la tutela della sovranità sui dati stessi.GUARDAImplementando completamente il concetto di azienda estesa, GUARDA crea intorno ai dati un’unica organizzazione federata che comprende il soggetto titolare dei dati e gli stakeholders che fanno parte della stessa catena del valore: utenti, fornitori, collaboratori, provider, istituzioni pubbliche e finanziarie. La piattaforma recepisce gli accordi specifici stipulati da ciascuno dei soggetti sulle modalità di trattamento dei propri dati e li trasforma in pratiche operative applicate alle transazioni, garantendo flessibilità e granularità verificate e monitorate durante e dopo ogni operazione. I soggetti autorizzati possono così operare in totale sicurezza e caricare, condividere e aggiornare i propri dati oltre a leggere quelli prodotti dagli altri a cui abbiano avuto accesso, mentre la piattaforma verifica che tutti stiano rispettando gli accordi e impedisce che le operazioni possano essere disconosciute.

    GUARDA homepage

    “Con GUARDA abbiamo voluto mettere a disposizione del mercato una soluzione che semplifica e rende più sicura la condivisione intraaziendale ed extraaziendale dei dati; – dichiara Michele Cipolli, COO – Project & Business Development di Security Forge – adottare questa piattaforma accresce efficienza e produttività in ecosistemi smart e iperconnessi, oltre a permettere di creare nuovi servizi a valore aggiunto e aumentare la competitività” – conclude Cipolli.GUARDA permette di automatizzare e rendere più sicuri i processi di condivisione dati in particolare per la manifattura 4.0. La connessione dei dispositivi ai sistemi informativi e a Internet con l’integrazione di tecnologie IT e OT ha infatti un’enorme potenzialità in termini di sfruttamento dei dati per la creazione di servizi a valore aggiunto.

    GUARDA usage

    “Ricerche di Gartner e McKinsey dimostrano le enormi potenzialità e i vantaggi, economici, organizzativi e commerciali che si conseguono se le attività di filiera vengono svolte in presenza di una condivisione sicura dei dati a livello di sistema. – aggiunge Antonio La Marra Co-Founder & CEO di Security Forge – Ogni prodotto e servizio competitivo è frutto del lavoro di una filiera di imprese, tanto più efficienti e competitive quanto più sono capaci di condividere informazioni e operare in un ecosistema strutturato in modalità augmented data driven (ADD)” – conclude La Marra.Le tecnologie alla base di GUARDAFrutto dell’attività di R&D di Security Forge, GUARDA utilizza tecnologie innovative alla base del Web3 che costituiscono l’evoluzione del mondo digitale verso il modello decentralizzato di Internet del valore (IoV). La prima di tali tecnologie è il data usage control, che garantisce la sovranità dei dati attraverso un controllo continuo sui dati e che le condizioni di condivisione vengano sempre rispettate attraverso policy predefinite dagli utilizzatori.Un’altra tecnologia è relativa ai data spaces, che realizzano in digitale il concetto e l’architettura di rete federata costituita da nodi, ognuno con sovranità sui propri dati, che si mettono in relazione completando le rispettive informazioni e aumentandone reciprocamente il valore e la significatività, per raggiungere l’obiettivo comune di servire al meglio gli utenti che hanno diritto ad accedere a tali contenuti.GUARDA infatti abilita alla conformità all’infrastruttura federata di GAIA-X che promuove e garantisce la sovranità sui dati generati e gestiti dai business che operano sul territorio europeo. Infine, l’utilizzo del cloud e la modalità di erogazione come SaaS semplifica l’integrazione di GUARDA nei processi, tiene bassi e monitorabili i costi e garantisce a ogni organizzazione la flessibilità e il TCO (Total Cost of Ownership) desiderati.

  • Opificio Fred alla settimana del design

    Eleganza e bellezza da vedere e gustare, a Milano il 6 giugno, in occasione dell’evento del celebre brand Moroso, noto marchio di arredo e design. Tre cocktail affidati a Opificio Fred per accogliere un pubblico internazionale con eleganza e raffinatezza al Teatro dei Filodrammatici

     

    Milano capitale del design e della bellezza, il prossimo 6 giugno, ma anche del gusto, per il brand Moroso, famoso in tutto il mondo per le splendide e rinomate creazioni di arredo e design.

    L’esclusività dell’evento organizzato presso il Teatro dei Filodrammatici di Milano, sarà resa ancora più gustosa grazie all’inventiva di Federico Cremasco, titolare di Opificio Fred che con la sua linea di spirit artigianali composta da Gin, Vermut, Bitter Fernet e Amaro continua a riscontrare un crescente successo sia sul mercato italiano che internazionale. Merito di una filosofia produttiva che esalta il patrimonio botanico del territorio raccontando al mondo l’autenticità del Friuli Venezia Giulia e dell’Italia.

    A lui sarà affidata proprio il 6 giugno, durante il Salone del Mobile di Milano, l’accoglienza dei selezionatissimi ospiti, giornalisti del mondo dell’arredo, dell’arte e del design, ma anche VIP provenienti da tutto il mondo.

    Opificio Fred sarà inserito nella prestigiosa cornice ispirata alla natura, firmata da Patricia Urquiola, Front Design e Wieki Somers e Jonathan Olivares, con installazione in Kvadrat Really dello Studio Urquiola. Tre le creazioni preparate da Luca Angeli, bar manager del prestigioso Four Seson Hotel Milano con i nomi ispirati ad altrettante linee prodotto made in Moroso: Americano “Redondo Beach”, Gin tonic “Take a Line” e Negroni sbagliato “Big Easy”.

    Un’occasione ideale per far assaporare la nuova linea di liquori Fred Alkemil, un nome che riporta indietro nel tempo riferendosi all’Alchemilla, pianta amata dagli alchimisti che utilizzavano la rugiada che si depositava sulla superficie delle foglie per ricercare la Pietra Filosofale e per preparare l’Elisir di lunga vita. Oggi la linea di liquori Fred Alkemil si rivolge eclusivamente al mondo della miscelazione, alla costante ricerca di nuove basi e prodotti per creazioni di esperienze sensoriali uniche.

    Questi gli elementi che hanno creato il filo conduttore con un evento così importante e strettamente legato alla natura. Un binomio perfetto per una linea di elisir realizzata artigianalmente con botaniche friulane e in quantità limitata seguendo un’antica ricetta del XIX secolo, composta da Curaçao Imperiale, Rosolio di Bergamotto, Crème de Cassis, Ratafia alla ciliegia, Maraschino, Creme Violette, Liqueur Peach e Alchermes.

     

     

    Opificio Fred è un produttore artigianale di spirit con sede a Polcenigo (PN), in Friuli Venezia Giulia. L’azienda, fondata da Federico Cremasco, ha esordito nel 2014 con la linea Fred Jerbis e in particolare con il lancio di Gin 43, Vermut 25 e Bitter 34, trittico liquoroso che racchiude gli ingredienti del famoso cocktail negroni. Valorizzazione del territorio, studio della tradizione e desiderio di sperimentare sono i tre perni che orientano l’attività di Opificio Fred, capace di conquistare in pochi anni l’attenzione del mondo della mixology, sia in Italia che all’estero. Con il lancio della nuova linea di liquori Fred Alkemil l’azienda ha rafforzato ancora di più il proprio legame con bartender ed esperti di mixology alla ricerca di nuove basi e ingredienti per i propri cocktail.

  • BYD – Leader nell’innovazione globale della mobilità elettrica

    BYD, leader nell’innovazione globale della mobilità elettrica e principale produttore mondiale di accumulatori e di veicoli a energia alternativa (NEV, New Energy Vehicles), da oltre 27 anni è all’avanguardia nelle tecnologie per la produzione di batterie. Le importanti innovazioni tecnologiche, sviluppate all’interno del Gruppo BYD fin dalla sua costituzione, hanno indirizzato la transizione elettrica in tutti i settori dei trasporti, divenendo un riferimento globale nell’eMobility.

    Il successo delle automobili NEV ha consentito a BYD vendite da record e la diffusione dei suoi autobus nell’ambito dei trasporti pubblici, anch’essi full electric così come la sua gamma di autocarri e furgoni, hanno permesso l’affermazione di BYD come leader mondiale nella produzione di NEV.

    BYD - veicoli elettrici

    BYD Tang, il SUV ‘pure electric’ a trazione integrale, in Norvegia

    I veicoli elettrici prodotti da BYD contribuiscono in modo significativo alla riduzione delle emissioni di carbonio, favorendo la protezione dell’ambiente attraverso soluzioni a emissioni zero. Gli eBus BYD stanno trasformando il trasporto pubblico offrendo agli utenti la possibilità di viaggiare su veicoli non inquinanti e con emissioni acustiche pressoché nulle. Gli autocarri elettrici (eTrucks) e le auto NEV di BYD, così come la gamma di carrelli elevatori per impiego industriale – anch’essi a propulsione elettrica – stanno conquistando rapidamente quote di mercato nei rispettivi settori.

    BYD - veicoli elettrici

    L’autocarro elettrico BYD ETM6 in servizio ad Amsterdam (Paesi Bassi)

    L’affermazione sul mercato di BYD è frutto dell’esperienza, maturata in oltre due decenni, nella produzione di batterie tecnologicamente innovative e rappresenta un riferimento fondamentale nell’eMobility. L’intera gamma di veicoli commerciali e industriali è stata pensata e prodotta, fin dall’inizio, come ‘pure electric’. Nell’aprile del 2022 BYD ha compiuto un ulteriore passo avanti, annunciando la fine della produzione di veicoli con il solo motore a combustione interna per concentrarsi sui veicoli elettrici a batteria (BEV) e ibridi plug-in (PHEV). BYD è il primo costruttore automobilistico al mondo ad assumersi un simile impegno, confermando la propria visione per un futuro sostenibile, guidato dall’elettrificazione nella mobilità, per una migliore qualità di vita.

    BYD - veicoli elettrici

    Il rapporto BYD sulla decarbonizzazione globale

    La tecnologia delle batterie al litio ferro-fosfato: l’innovazione pionieristica BYD

    Negli ultimi 27 anni BYD ha compiuto enormi passi avanti nella tecnologia delle batterie. Questa esperienza senza precedenti ha permesso a BYD di sviluppare veicoli elettrici all’avanguardia. L’affermazione di questi mezzi nei mercati ha dimostrato l’affidabilità dei vantaggi dell’elettrificazione ed è una concreta testimonianza di come l’innovazione tecnologica possa influenzare un cambiamento così fondamentale come la mobilità elettrica.

    La comprovata tecnologia della batteria al litio ferro-fosfato (LFP) sviluppata da BYD pone in primo piano la sicurezza e l’affidabilità della gamma di veicoli NEV. BYD, infatti, è il principale produttore di questa tipologia di accumulatore, oggetto di continuo aggiornamento tecnologico e la cui domanda è in costante crescita. Si stima che, entro il 2024, le batterie LFP rappresenteranno oltre il 60% del mercato globale di batterie. La ragione della crescita delle batterie LFP è dovuta all’assenza di cobalto e all’impiego di materiali dotati di eccellente stabilità termica rispetto alle soluzioni alternative. In quanto tale, la tecnologia BYD LFP ha superato severi test di sicurezza, inclusi quelli di compressione, di calore e di sovraccarico, ottenendo risultati perfino superiori agli standard minimi richiesti. BYD, inoltre, è stata una delle prime aziende ad adottare un sistema di gestione termica della batteria per il mantenimento della temperatura della stessa a livelli ottimali, così da garantire affidabilità ed efficienza di funzionamento anche in condizioni atmosferiche estreme. L’efficienza energetica è così elevata da consentire a BYD di sviluppare una completa gamma di prodotti NEV in ogni categoria di veicoli.

    La rivoluzione della “Blade Battery” BYD

    L’innovativa “Blade Battery” ad altissimo livello di sicurezza sviluppata da BYD è utilizzata in tutte le autovetture della Casa e costituisce una rivoluzione del settore in termini di affidabilità e capacità della batteria rappresentando la massima espressione in termini di prestazioni nei veicoli elettrici.

    Tali prestazioni derivano dall’esclusiva struttura ‘array’ delle celle, frutto di un design ingegnoso che offre anche oltre il 50% di spazio in più rispetto alle tradizionali batterie a blocchi.

    La “Blade Battery” di BYD ha superato, con successo, tutti i severi test cui è stata sottoposta, compresi quelli di penetrazione da corpi estranei e di stress termico, nei quali sono state raggiunte temperature estreme (-60°) senza emettere fumo o fiamme, confermando ulteriormente le proprie eccellenti doti di elevata sicurezza.

    BYD - veicoli elettrici

    Le “Blade Battery” di BYD. Innovative e ultra sicure

    BYD: innovazione tecnologica ed eccellenza ingegneristica

    Con lo sviluppo di prodotti innovativi e di comprovata affidabilità, BYD è divenuta sinonimo di innovazione tecnologica ed eccellenza ingegneristica. All’interno di BYD, per proseguire in questo percorso di crescita, operano oltre 40.000 tecnici e ingegneri, impegnati a individuare soluzioni sempre più efficienti, per rendere il futuro più sostenibile. Il vantaggio esclusivo di BYD è quello di poter controllare interamente la filiera produttiva: a partire dalle materie prime e le fasi di ricerca, per seguire con sviluppo e progettazione, fino alle fasi di produzione, di impiego sul veicolo e di riciclo finale. Grazie a queste risorse e competenze, BYD è il primo e unico costruttore automobilistico in grado di produrre al proprio interno l’apparato di propulsione (powertrain), gli accumulatori, il motore e il relativo sistema di gestione.

    I veicoli elettrici di BYD riducono la CO2 in tutto il mondo

    Con il rapido accelerare della transizione verso la mobilità elettrica nei trasporti pubblici, così come in quelli commerciali e privati, i veicoli NEV di BYD si stanno diffondendo in tutto il mondo. Nel 2010 BYD ha prodotto la prima flotta commerciale di autobus ‘pure electric’ (eBus) mai entrata in servizio. Gli eBus BYD circolano oggi nelle città di tutti i continenti: accolti positivamente dai principali gestori delle reti TPL (Trasporto Pubblico Locale) per le loro doti di affidabilità, contribuiscono all’eletttrificazione del trasporto pubblico e alla tutela dell’ambiente motivando così ulteriormente gli utenti a usufruire del servizio.

    Nella diffusione degli eBus BYD presso gli operatori di tutto il mondo, per i quali è fondamentale disporre quotidianamente di veicoli affidabili, hanno avuto un ruolo sostanziale le credenziali di alta qualità delle batterie. I numeri parlano da soli: BYD ha finora prodotto oltre 1,9 milioni di autoveicoli NEV e 70.000 autobus elettrici, attualmente in servizio in 70 stati e in oltre 400 città in tutto il mondo evitando così l’immissione nell’ambiente di oltre 11 milioni di tonnellate di CO2, che sarebbero state generate da veicoli dotati di motori convenzionali a benzina o diesel. Un dato che equivale, in pratica, all’aver piantato 896 milioni di alberi.

    In Europa, oggi, vi sono oltre 2600 eBus – operativi o in fase di consegna – circolanti in 20 paesi e in oltre 100 città. Solo nel Regno Unito sono stati consegnati oltre 1000 eBus che hanno svolto un ruolo di primo piano in occasione della Conferenza ONU COP26 sui cambiamenti climatici. Altri 400 eBus sono stati consegnati nelle nazioni scandinave dove, nonostante le condizioni meteorologiche estremamente sfavorevoli, operano con prestazioni positive.

    BYD - veicoli elettrici

    Gli eBus elettrici BYD circolano in oltre 100 principali città europee in 20 Paesi

    Le stesse prestazioni che ha dimostrato, in Norvegia, la flotta di BYD Tang, il SUV “pure electric” prodotto dalla Casa e oggetto del più grande test invernale mai condotto in quel Paese per le specifiche WLPT (Worldwide Harmonized Light Duty Vehicles Test Procedure). Tang si è distinto su tutti i veicoli concorrenti partecipanti al test mantenendo il maggior livello di autonomia.

    L’impegno BYD per un futuro sostenibile e una migliore qualità di vita

    BYD crede fermamente che la chiave per un futuro più sostenibile risieda nella cooperazione, come testimoniano le molte partnership di successo che rafforzano il percorso del Gruppo. Il costante impegno di BYD nell’innovazione tecnologica per ridurre la CO2 e l’inquinamento atmosferico contribuisce alla diffusione dell’eMobility per una migliore qualità di vita nel futuro.

    BYD in breve

    BYD (acronimo di Build Your Dreams) è un Gruppo multinazionale high-tech dedicato a trarre il meglio dall’impiego delle innovazioni tecnologiche per offrire una migliore qualità di vita. Il Gruppo BYD si articola in quattro settori: Automotive, Elettronica, Nuova Energia e Infrastrutture di Trasporto. Sin dalla fondazione, nel 1995, si è costantemente impegnato nello sviluppo sostenibile e ha maturato rapidamente una solida esperienza nelle batterie ricaricabili espandendo con successo le proprie soluzioni di energia rinnovabile a livello globale e creando attività in oltre 70 Paesi e regioni. Lo sviluppo di soluzioni energetiche a emissioni zero, inclusa la generazione di energia solare a prezzi accessibili, apparati di accumulo di energia affidabili e sistemi di trasporto elettrificato all’avanguardia, hanno reso BYD leader nei settori dell’energia e dei trasporti. BYD è una società partecipata dall’investitore statunitense Warren Buffet, ed è quotata sia alla borsa di Hong Kong sia a quella di Shenzhen.
    Per maggiori informazioni sul Gruppo è possibile visitare il sito www.byd.com

  • Per vincere a Casape De Pierro schiera funzionario della Mobile come candidato a sindaco

    Il presidente dell’Italia dei Diritti ha chiesto e ottenuto dal direttivo provinciale romano la candidatura a Primo Cittadino di Carlo Collarino, commissario della Polizia di Stato e storico sindacalista.
    Carlo Collarino

    Roma – A Casape, meraviglioso borgo che sorge sul versante occidentale dei Monti Prenestini, nella Città Metropolitana di Roma, il prossimo12 giugno, oltre che per il referendum, si voterà anche per le elezioni amministrative. A qualcuno più attento non sfuggirà di certo che i cittadini casapesi si erano già recati alle urne di recente, precisamente il 3 e 4 ottobre scorsi, per esercitare il diritto di suffragio mirato all’elezione diretta del sindaco e del consiglio comunale.

    Ma allora perché si tornerà al voto? Il 4 ottobre scorso era stato eletto sindaco Marco Mariani, candidatosi a alla carica di Primo Cittadino col sostegno della lista civica “Amore per Casape”, un nome a cui spetterebbe di diritto la palma dell’originalità. Ma 15 giorni dopo la proclamazione, precisamente il 19 ottobre, il neo sindaco ha rassegnato le dimissioni, congiuntura che ha creato tutti i presupposti per lo scioglimento del consiglio comunale, avvenuto con Decreto del Presidente della Repubblica il 23 novembre successivo, trascorso il lasso temporale che ha reso irrevocabile la decisione di mollare il munus affidatogli dall’elettorato. Un evento abdicatorio che ha lasciato perplesso il mondo della politica locale della provincia romana e sono stati in tanti ad aprire parentesi riflessive e interrogative circa le ragioni che hanno condotto a tale scelta. In questi casi il primo pensiero va a quelle che spesso vengono chiamate polemicamente “liste civetta”, formate altrove e composte da persone definite estranee al territorio. Nulla di tutto ciò. Nella fattispecie in esame la lista era composta da candidati del luogo. Pertanto una lista civetta locale? Non è dato sapere. L’unica cosa certa è che il comune è stato condannato inesorabilmente al commissariamento per 8 mesi (per fortuna a causa del Covid 19 si era votato a ottobre). Il movimento Italia dei Diritti ha condannato fermamente, qualche tempo fa per bocca di Carlo Spinelli, segretario provinciale romano, quanto accaduto a Casape. Peraltro è successo qualche volta che la compagine politica presieduta dal giornalista romano Antonello De Pierro sia stata etichettata come “lista civetta”, definizione sempre rispedita duramente al mittente dal suo leader e dallo stesso Spinelli. D’altronde è quantomeno inopportuno, se non mistificatorio della realtà fenomenica, tacciare come “civetta” una realtà politica con 23 eletti in vari comuni della Città Metropolitana di Roma Capitale, sempre presenti negli appuntamenti istituzionali, e un numero enorme di dirigenti e attivisti, i quali, pur non rivestendo cariche istituzionali quotidianamente si impegnano sul territorio per denunciare ogni distorsione procedurale che possa arrecare nocumento ai cittadini.

    Antonello De Pierro

    Per evitare che Casape possa rivivere un’esperienza del genere, ma soprattutto per affrancare la comunità casapese dall’inerzia e dall’immobilismo che l’hanno caratterizzata da qualche lustro, l’Italia dei Diritti ha schierato una squadra competitiva, formata da elementi di indubbia competenza, pronti ad amministrare il paese con tutti i crismi che merita. E per ricostruire un tessuto sociale cittadino che è ben lontano dagli standard minimi di benessere per la cittadinanza e un apparato istituzionale che non ha saputo soddisfare le istanze della popolazione, il presidente De Pierro, naturalmente dopo essersi consultato con il segretario provinciale Spinelli e aver passato il vaglio del direttivo, ha voluto candidare a sindaco una figura di indubbio spessore amministrativo, a garanzia della realizzazione della progettualità politica tratteggiata per la rinascita di Casape. Un impegno senza possibilità di appello per un comune bisognoso di immediata linfa vitale che ha fatto ricadere la scelta sul dott. Carlo Collarino, valente funzionario della Squadra Mobile e storico esponente del sindacalismo della Polizia di Stato, prima col Siulp e con la Uil Polizia e attualmente con l’Usip.

    A presentarlo è lo stesso presidente De Pierro :”Sono stato io personalmente a individuare nel dott. Collarino la persona giusta per fronteggiare la particolare condizione in cui versa attualmente Casape e a proporlo pertanto per la candidatura a sindaco. La sua esperienza istituzionale e la perfetta conoscenza della macchina amministrativa, maturata in tanti anni di attività investigativa ad alti livelli, lo rende la figura con il profilo più idoneo a garantire a Casape quella rinascita di cui ha urgente bisogno e che la maggior parte dei suoi abitanti chiede da tempo. E’ necessario che questo splendido comune, con delle potenzialità straordinarie, ma finora sprecate, si risvegli dal torpore amministrativo a cui è stato purtroppo finora costretto. Un immobilismo e un’inerzia istituzionale a cui la nostra coscienza politica ci ha imposto di rispondere. In questi giorni mi sono recato più volte a Casape insieme al segretario provinciale, al candidato sindaco e agli aspiranti consiglieri dell’Italia dei Diritti e ho riscontrato nella gente una gran voglia di cambiamento. Nel comizio tenuto recentemente abbiamo spiegato perfettamente ai tanti cittadini presenti le reali possibilità di donare al paese un’amministrazione efficiente e capace di realizzare con relativa semplicità quanto altri non sono stati capaci di fare. Non basta vincere le elezioni e prendere posto sullo scranno di Primo Cittadino, anche se recentemente non è accaduto nemmeno quello, viste le immediate dimissioni rassegnate dal sindaco eletto, ma bisogna onorare la fascia tricolore rispondendo puntualmente alle istanze promananti dalla collettività. Auspico che gli elettori casapesi rinuncino per una volta a seguire le logiche familiari, come spesso accade nei piccoli comuni, o peggio percorsi clientelari, nell’esprimere il loro voto, ma si affidino al buon senso e a una riflessione sulla competenza e sull’affidabilità della nostra offerta politica. Questa è un’occasione unica che, sono certo, l’intelligenza di buona parte dell’elettorato di Casape non sprecherà. In ogni caso abbiamo già pronte, come in tutti i comuni, le nomine dei consiglieri ombra, i quali accenderanno i riflettori sull’operato della futura amministrazione e saranno pronti a denunciare eventuali distorsioni nel percorso gestionale“.

    A sostenere la candidatura dell’autorevole esponente della Polizia di Stato è una lista scelta con grande cura. A capeggiarla è un elemento che si sta rivelando nodale nella struttura organizzativa del movimento che fa capo a De Pierro, Marco Zoppini, sottufficiale della Marina Militare e uno dei migliori esperti di informatica che l’apparato istituzionale possa vantare. A Casape ha già denunciato l’assenza inaccettabile di uno sportello bancomat e del wi-fi metropolitano, una carenza che lascia molto indietro nella fenomenicità evolutiva la comunità casapese e a cui bisogna ovviare al più presto. Nella squadra spiccano inoltre Antonio Steggi, storico sindacalista dell’Atac, insieme al suo collega Massimo D’Offizi, la valida commercialista Maria Condrò, grande esperta di bilanci comunali, che è stata già consigliera per l’Italia dei Diritti presso il Comune di Sambuci e che, come ha spiegato il leader del movimento in occasione dell’incontro con i cittadini, non è stata candidata per caso, ma per dotare l’assemblea consiliare di una figura indispensabile. La candidata Monica Persiani non ha bisogno di presentazioni. E’ la cantante dello storico gruppo musicale Milk and Coffee e ha una lunga militanza politica. Da poco è stata nominata dal segretario provinciale Spinelli vice responsabile per la zona dei Monti Prenestini, ad affiancare il responsabile Sestilio Petronzi, già consigliere comunale a Palestrina. Altra figura di spicco è Enrico Pernie’, che rappresenta l’IdD a Tivoli e Guidonia. Ma come ha spiegato De Pierro, c’è una candidatura da lui voluta fortemente per lanciare un messaggio di speranza ai giovani casapesi circa il loro futuro, la speranza di un cambio di passo in chiave rinnovativa. E’ quella di Christian Egidi, che con i suoi 18 anni appena compiuti è il candidato più giovane d’Italia. Un impeccabile studente liceale e un atleta di tutto rispetto. E’ un calciatore del Frosinone, attualmente in prestito al Tivoli.

  • Massimo Malvestio: Democrazia Cristiana, il contributo in Veneto e le cause del declino

    “Due anime, un partito, una società. Che non c’è più”: è il titolo dell’articolo scritto nel 2005 da Massimo Malvestio. Nel testo l’avvocato ricorda le origini delle due principali correnti della DC, soffermandosi in particolare sulla loro influenza nello sviluppo del Nordest.

    Massimo Malvestio

    Massimo Malvestio: DC, un potere basato sul labile equilibrio tra due linee di pensiero

    Precedentemente alla trasformazione in “paralisi prima e diaspora poi”, il dialogo costante tra i due volti della Democrazia Cristiana ha consentito al partito di regnare incontrastato, in Italia e in particolar modo in Veneto, dagli anni del Secondo Dopoguerra fino allo scioglimento avvenuto nel 1994. Una sintesi tra due visioni opposte che Massimo Malvestio ha descritto come “dinamica e originale”. In un editoriale del 2005 pubblicato su “Nordesteuropa” e ripreso di recente da “Veneziepost”, l’avvocato ricorda la coesistenza nella DC tra “chi studiava e con la cultura politica mirava a trasformare la società” e “chi organizzava il territorio in una prassi di governo”. Un compromesso continuo, sottolinea nel testo Massimo Malvestio, tra “due anime che si sono reciprocamente condizionate e che hanno dovuto apprendere ciascuna qualcosa dall’altra ma che sono, nel loro complesso, riuscite a produrre una classe dirigente che era tale”. L’avvocato porta l’esempio della lettera pastorale pubblicata nel 1995 dal titolo “Scribo vobis juvenes” e scritta da quello che allora era il Vescovo di Treviso, Antonio Mantiero. Un appello generico ma rivolto in particolar modo ai giovani del partito, in quel periodo protagonisti di un acceso dibattito che per il Vescovo risultava troppo incentrato sulla “propaganda a sfondo materialista” e su “dottrine pericolose” diffuse sia dalla stampa che da organizzazioni oltre confine. Una lettera sollecitata, secondo alcune voci, dall’allora Vice Segretario della DC Mariano Rumor e segno dell’attenzione che il partito riservava alle voci nate al suo interno.

    Massimo Malvestio: gli inizi del declino della DC e la crisi della coesistenza

    Ed ecco che da quegli “juvenes”, ricorda Massimo Malvestio, verranno fuori nomi sia di dirigenti storici della DC che di personaggi, come Lucio Magri e Toni Negri, che decideranno poi di aderire alla sinistra estrema. La coesistenza tra i due volti continua senza particolari intoppi fino agli anni ’80, per poi passare ad essere una delle cause del declino del partito in Veneto. Con la radicale trasformazione dell’economia della regione, che si aggiunge alla perdita di potere della Chiesa, gli interessi iniziano a propendere non più verso i mezzi per lo sviluppo ma nel mantenimento dei benefici e dello status quo. Una cornice in cui diventa sempre più difficile mettere d’accordo la parte moderata della DC, sempre più anti marxista, con la corrente della sinistra. Dagli anni ’90 inizia quindi la “diaspora”, che tuttavia in Veneto non conduce a nessuna nuova esperienza politica rilevante, nonostante alcuni esempi di continuità nell’azione di governo a livello regionale. È evidente, scrive Massimo Malvestio, che negli anni “non è venuta meno una sensazione di precarietà dovuta alla mutabilità del contesto con una variabilità continua a tutti livelli territoriali inferiori con l’effetto che qualsiasi azione di coordinamento, quelle poche volte in cui è stata tentata, è parsa velleitaria”.

  • ANAAO-ASSOMED Lombardia riconferma Stefano Magnone Segretario Regionale

    Tra i principali temi e urgenze da affrontare: la riforma sanitaria e la resistenza dei medici e dei dirigenti sanitari

     

    Il 9°Congresso Regionale di ANAAO-ASSOMED Lombardia ha riconfermato il Dott. Stefano Magnone a capo della Segreteria regionale per un secondo mandato quadriennale.

    I temi caldi che da sempre sono oggetto di rivendicazione del Sindacato sono stati intavolati, delineando con maggior chiarezza quella che sarà la linea già precedentemente indirizzata dall’operato di ANAAO Lombardia.

     

    Tra gli argomenti prioritari ci sono l’applicazione e la necessità di una riforma che sempre più dipende dalla resistenza dei medici e dei dirigenti sanitari ed è sempre meno prevista dall’operatività futura di Regione Lombardia, oltre che l’urgenza di bloccare la grande fuga del personale verso luoghi professionali più remunerativi o più attenti al benessere organizzativo, tema ampiamente trascurato dal management delle nostre aziende. Anche le esigenze singole del personale non sono ignorate dalla nuova definizione operativa del Sindacato, che punta il dito sulla difesa dei colleghi da ambienti di lavoro ostili, fatti da carichi di lavoro insostenibili, mobbing, demansionamento e stress lavoro-correlato, fattori decisivi nel determinare le continue dimissioni nonché strettamente correlati a fenomeni di vero e proprio burnout e malessere psicofisico del personale,

     

    Ad essere oggetto di focus dell’operato di ANAAO Lombardia sono anche le dinamiche social-organizzative delle strutture sanitarie, pensando a una ridefinizione delle relazioni sindacali che riscontrano nelle aziende un terreno sempre più ostile, trovandosi strette nella morsa rigida di una Regione eccessivamente protesa verso i grandi gruppi privati – a scapito delle strutture pubbliche – e un management troppo spesso non all’altezza del compito e sordo nei confronti delle richieste provenienti dal personale che amministra. Inoltre, la rete ospedaliera e la logistica organizzativa della stessa risultano insostenibili e contribuiscono – come fattore aggiuntivo – a determinare la fuga dei medici, sia da ospedali insicuri che da luoghi abbandonati a dinamiche di nonnismo e prepotenza per mancata tutela degli stessi professionisti della salute.

     

    La nuova Segreteria Regionale e il nuovo Consiglio Regionale di ANAAO-ASSOMED Lombardia si impegneranno a rendere il Sindacato ancora più rappresentativo e autorevole, sicuri del sostegno dei propri iscritti.

     

    “L’impegno del Sindacato è quello di dar voce a coloro che rimangono inascoltati, schiacciati da una governance sbilanciata e desensibilizzata nei confronti del personale in prima linea, di medici e di dirigenti – afferma Stefano Magnone, Segretario di ANAAO-ASSOMED Lombardiail supporto dei propri iscritti e le motivazioni che ci raggruppano sotto quest’unica grande causa sono il motore principale di questa nostra battaglia che non deve assolutamente estinguersi né deprimersi davanti alla sordità di Regione e della governance.”

  • Una limited edition dal profondo significato per Silvia Fuselli

    L’ex campionessa lancia due etichette del Vermentino Bolgheri Doc Giochessa in omaggio alle amiche calciatrici Sara Gama e Cristiana Girelli simbolo del calcio femminile e dei grandi cambiamenti che stanno favorendo lo sviluppo di questa disciplina.

     

     

    Un sogno nato sui campi da calcio e ripartito poi nella terra di origine, in quella Toscana che le ha dato i natali e che l’ha vista tornare come campionessa di calcio femminile.

    Questa la storia di Silvia Fuselli, titolare dell’azienda vitivinicola Le vigne di Silvia che dopo una carriera nel calcio – ha vestito 53 volte la maglia della nazionale e vinto ben 5 scudetti – ha realizzato uno dei suoi sogni di bambina: quello di fare la contadina.

    Una realtà affermata e diffusa da Vino & Design, azienda di Reggio Emilia riconosciuta in Italia come uno dei principali distributori di best wines. Il percorso di eccellenza scelto per le proprie produzioni da Silvia si arricchisce di una limited edition del Vermentino Borgheri Doc dedicata a due campionesse di calcio femminile, Sara Gama e Cristiana Girelli con le quali ha condiviso sogni e successi. Nei 15 ettari di terreno, di cui 5 vitati e coltivati con metodo bio, tra Artemio, un doc Bolgheri rosso da uvaggio Cabernet Sauvignon, solare, mediterraneo, con un carattere unico e Itinerante, un elegante Toscana Cabernet Franc che nella campagna di Bolgheri ha trovato il suo terroir di elezione, è Giochessa, il Vermentino dalla forte personalità e dall’identità spiccata a essere protagonista dell’iniziativa che porta con sé un profondo messaggio.

    Giochessa è dedicato alla carriera di Silvia, richiamata nel nome e nella grafica. Il nome è infatti un termine che in Toscana viene associato anche al mondo calcistico per sottolineare un gesto tecnico di fantasia, una “finta” o una giocata estrosa che permette di eludere gli avversari.

    Un legame, dunque, molto particolare con Silvia che proprio da Giochessa, che in etichetta riporta in maniera grafica una sua immagine di atleta in azione, ha preso spunto per una limited edition di grande significato.

    Durante la mia carriera ho conosciuto molte ragazze ricche di talento e sogni con le quali ho condiviso tanti momenti di sport, di vita e di impegno per ottenere i diritti che non solo questo sport ma tutte le atlete in Italia meritano – spiega Silvia Fuselli.

    Tra queste, Sara Gama e Cristiana Girelli, grandissime calciatrici e simboli di un calcio femminile che negli ultimi anni sta avendo il riconoscimento che da tempo veniva chiesto. Sara e Cristiana rappresentano il cambiamento fra quello che è stato il calcio femminile e quello che sarà in questo continuo percorso di crescita.

    A loro compagne e avversarie di tante partite nel club e nella nazionale ho dedicato una tiratura limitata di Giochessa Doc Bolgheri Vermentino con una grafica personalizzata, studiata per loro da Deborah Salvatori Rinaldi, anche lei calciatrice che ha realizzato l’intero progetto grafico delle Vigne di Silvia” – illustra la campionessa – “La grafica proprio per esprimere questo concetto di sviluppo e di crescita iniziato prima di loro e che mi auguro proseguirà in maniera importante definisce i loro volti utilizzando una linea continua che non si interrompe mai e che non ha né un inizio né una fine bene definita”.

    La bottiglia a loro dedicata è destinata a un pubblico di privati con una produzione di 200 esemplari. Non semplici bottiglie, ma un simbolo volto a rappresentare un cambiamento, un percorso di crescita di gruppo e personale che si ottiene solamente con la perseveranza e la passione.

    Del resto, la vita ci presenta una strada fatta di linee dritte e curve, ma il non rinunciare mai ci permette di raggiungere grandi traguardi o realizzare i propri sogni. Questo è accaduto a me nello sport e nel lavoro e credo sia anche quello che stanno vivendo entrambe le calciatrici che ho deciso di rappresentare. Inoltre siamo in un anno particolare, quello dell’Europeo femminile in Inghilterra, ma soprattutto dall’1 luglio le calciatrici diventeranno professioniste” chiosa Silvia Fuselli.

     

     

     

    Vino & Design è un’azienda con sede a Reggio Emilia tra i principali leader del settore della distribuzione vitivinicola. Fondata nel 1999 dall’imprenditore e sommelier olandese Dick ten Voorde rappresenta un punto di riferimento per il settore Ho.Re.Ca e per le enoteche più rinomate d’Italia grazie a un catalogo eccellente che comprende un vasto e variegato assortimento di vini pregiati provenienti da tutto il mondo. Nel 2016 l’azienda si è sviluppata creando la divisione Spirits & Colori che si dedica con molto successo alla mixology rifornendo cocktailbar e trendy loungebar.

  • A Firenze la tappa ityaliana dell’International Recycling Tour in concomitanza della Giornata Mondiale dell’AmMbiente

    Dal 3 al 5 giugno, 24 città di ben 15 Paesi europei fra cui l’Italia – a cui si aggiungono come tappe sudamericane anche Brasile e Colombia -*aderiscono al circuito dell’International Recycling Tour 2022, iniziativa che si inserisce nel progetto di sensibilizzazione ambientale ‘Every Can Counts’ (in Italia noto come ‘Ogni Lattina Vale’) pensato per stimolare la raccolta e l’avvio a riciclo delle lattine per bevande in alluminio consumate ‘fuori casa‘.

    Una iniziativa – dai contorni decisamente green – organizzata in concomitanza della Giornata Mondiale dell’Ambiente (5 giugno) con l’obiettivo di ricordare a ognuno di noi che talvolta basta anche solo un piccolo impegno, come ad esempio rispettare le semplici regole di un corretto smaltimento dei rifiuti, per contribuire in maniera fattiva alla grande causa della tutela e del rispetto dell’ambiente.

    Paladini della tre-giorni saranno anche quest’anno gli oltre 100 animatori complessivi che, dotati di zaini raccogli-lattine, si muoveranno nelle zone nevralgiche dei centri abitati spronati da una missione ben precisa: incoraggiare la cittadinanza a mantenere puliti gli spazi pubblici all’aperto e riciclare le loro lattine di bevande ovunque si trovino.

    È Firenze, la città italiana coinvolta quest’anno nel Tour grazie all’impegno congiunto di CIAL – Consorzio Nazionale Imballaggi in Alluminio, del Comune di Firenze e di Alia, la società che a livello territoriale si occupa della gestione dei rifiuti urbani.
    Il punto nevralgico dell’iniziativa è il Parco San Donato dove una grande installazione di lattine, raffigurante l’Arcobaleno della Pace, fa da sfondo simbolico alle attività di raccolta dell’iniziativa.

    “La Giornata dell’Ambiente da un lato ci offre la straordinaria occasione quella di organizzare, per il secondo anno consecutivo, la nostra campagna sul riciclo delle lattine per bevande “on the go” in più di 20 località contemporaneamente. Dall’altro ci fa da palcoscenico per comunicare i risultati del nostro studio sulle abitudini del riciclo in Europa” afferma David Van Heuverswyn, Direttore di Every Can Counts Europa.

    “CIAL è nato con l’obiettivo di avviare al recupero, e al consequenziale riciclo, gli imballaggi di alluminio giunti al termine del loro ciclo vitale. Proprio in quest’ottica, muovendosi in autonomia o agendo in collaborazione con la Pubblica Amministrazione, promuove azioni e iniziative su tutto il territorio nazionale tese a sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza del riciclo dell’alluminio, preziosa materia prima, la cui la rivalorizzazione garantisce indiscussi vantaggi economici, sociali e ambientali. Un’attività a 360° che ha permesso di raggiungere e superare gli obiettivi quantitativi di raccolta previsti dalla normativa europea, rendendo l’Italia un esempio per tutta l’Europa. Questo International Recycling Tour è un progetto che sposiamo al 100%, perfettamente in linea con la nostra mission.” sottolinea Carmine Bruno Rea, Presidente CIAL.

    Every Can Counts (ECC) – Nato nel 2009 nel Regno Unito, Every Can Counts è considerato il principale programma per promuovere il riciclo delle lattine in alluminio in tutta Europa. Ha lo scopo di ispirare tutti a fare la differenza riciclando ogni singola lattina consumata ovunque ci si trovi, non solo a casa: in ufficio, per strada, in spiaggia o nei parchi, durante eventi come festival oppure eventi sportivi, a scuole e all’università. Oggi l’iniziativa è presente numerosi Paesi. L’Italia ha aderito nel 2019, attivando già alcune “raccolte straordinarie di lattine” come nel corso dei Gran Premi di Moto GP di Misano e Mugello, durante il Carnevale di Viareggio o al Festival del Cinema di Giffoni.

  • Marco Domizio: Ares Ambiente nella vision del fondatore dell’azienda

    Il profilo di Marco Nicola Domizio: l’esperienza ultra-ventennale nel settore dell’intermediazione dei rifiuti e i principi su cui ha improntato la crescita di Ares Ambiente.

    Marco Domizio

    Marco Domizio: l’impronta del fondatore di Ares Ambiente nel modus operandi dell’azienda

    Efficienza, economicità e trasparenza: a definire i principi su cui si devono sviluppare le attività di Ares Ambiente è stato il fondatore Marco Domizio. La sua vision in questi anni si è riflessa nelle numerose iniziative, riconoscimenti e certificazioni, che attestano la qualità dell’operato dell’azienda. L’adozione di un Codice Etico, ad esempio, in cui sono sanciti valori quali correttezza, lealtà, integrità e trasparenza a cui Ares Ambiente si attiene nel suo modus operandi: principi fondamentali per un’efficace politica di prevenzione del rischio-reato e finalizzati al buon funzionamento, l’affidabilità e la reputazione della società. Lavorare nel settore della gestione dei rifiuti implica inoltre un’attenzione costante su tematiche legate all’ambiente e alla sostenibilità: in ottica di responsabilità sociale, Ares Ambiente fin da quando è nata opera al fine di migliorare ulteriormente la consapevolezza e il coinvolgimento di tutti gli operatori interni ed esterni (dipendenti, fornitori, clienti ma anche le comunità locali, enti di controllo, associazioni di categoria) nei confronti dell’ambiente e dell’eco-sostenibilità, con particolare riguardo al rispetto della normativa cogente in materia e al costante monitoraggio delle prestazioni e degli impatti ambientali.

    Marco Domizio: esperienze nel settore dell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati

    È attivo da oltre 20 anni nel settore dell’intermediazione dei rifiuti. Marco Domizio inizia subito dopo essersi diplomato come Geometra a lavorare per un’azienda del settore attiva in Lombardia, dove ha modo di occuparsi anche di gare d’appalto. Prima di dare vita ad Ares Ambiente nel 2008, ha lavorato anche come Responsabile Commerciale per conto di una società specializzata in attività di spurghi e pulizie industriali e successivamente all’interno di un’azienda primaria dell’hinterland milanese. Nel settore si è fatto conoscere anche per aver operato nell’ambito di importanti progetti. Tra questi la realizzazione di un impianto di compostaggio in provincia di Bergamo, attivo ancora oggi, e l’installazione di sette impianti di trito-vagliatura in Campania, la gestione di una cava di estrazione di minerali naturali. Inoltre Marco Domizio si è occupato di trasporto transfrontaliero di rifiuti, sia a mezzo gomma/intermodale che a mezzo nave. Ares Ambiente nasce nel 2008: l’intuizione imprenditoriale arriva dopo una serie di esperienze di rilievo e la collaborazione con due realtà attive in campo ambientale (una di trasporti conto terzi e una di intermediazione).

  • La logistica prosegue il trend positivo mentre il retail è trainato dalle high street

    Roma, 3 Giugno 2022Nel corso dell’analisi dello scenario del mercato immobiliare svolta da Domenico Amicuzi attraverso l’intervista rilasciata a QuotidianoOggi.it emerge che nonostante le difficoltà derivanti prima dalle restrizioni messe in atto per arginare la pandemia di Covid-19 ed attualmente dalle tensioni geo-politiche causate dal conflitto in Ucraina, la domanda di investimenti immobiliari in Italia è tornata a crescere.

    Nello specifico durante la fine del 2021 ed i primi tre mesi del 2022 si evidenziano le performance degli immobili logistici, grazie agli effetti positivi derivanti dal fenomeno e-commerce. Si delinea invece una ripresa dell’asset class retail soprattutto per merito del forte ritorno di interesse per le cosiddette “high street”, con i centri commerciali che vivono ancora una fase di leggera flessione.

    In evidenza anche la netta ripresa del comparto alberghiero che gode della riapertura degli spostamenti dei turisti e l’allentamento dei lockdown a livello globale, ambito in cui spicca Roma come attrattore principale degli investimenti focalizzati sugli immobili ricettivi.

    Gli immobili direzionali rientrano tra le asset class che hanno subito e stanno ancora subendo una fase di radicale trasformazione rispetto ai precedenti standard tradizionali, con le unità con destinazione ufficio posizionate in zone meno centrali a soffrire maggiormente il calo di domanda.

    Domenico Amicuzi ligure di nascita e Casertano d’adozione, 38 anni professionista immobiliare con una consolidata esperienza maturata in diverse asset class ed una specifica conoscenza del mercato real estate in Italia, si è specializzato nel 2022 in real estate management presso la SDA Bocconi, nello stesso anno ha conseguito la qualifica di Associate Member RICS (AssocRICS) ed è socio “Lions Club”.

  • TORNA L’HOLI PIÙ GRANDE D’ITALIA: “COME PRIMA, PIÙ DI PRIMA”

    Il famoso festival dei colori torna finalmente a inondare di gioia, amore e musica i litorali di Veneto e Friuli Venezia Giulia per un tour straordinario. Sold out la prima tappa in spiaggia a Sottomarina al Cayo Blanco, si replica il prossimo 10 giugno. Gli organizzatori: “Siamo felici di ripartire con la settima edizione dell’Holi on Tour per far divertire grandi e piccini come prima, anzi più di prima! Tante le novità”. La solidarietà per l’India.

     

    L’Holi il festival dei colori, simbolo di gioia, amore e divertimento genuino che in sei anni di vita ha conquistato mezzo milione di holi lovers in tutta Italia collezionando sold out ad ogni tappa tra spiagge, parchi e città, l’unico e il solo Holi ad esser entrato nelle sale cinematografiche come protagonista nel film “Forever Young” del regista Fausto Brizzi, finalmente è pronto a ripartire. 

    Dopo la pausa forzata della pandemia di ben due anni, gli organizzatori, il trevigiano Fabio Lazzari e il vicentino Marco Bari, hanno confezionato una settima edizione che assicurano sarà spettacolare: “Siamo felici ed entusiasti di riportare la magia e la spensieratezza dell’Holi, dopo un periodo così buio, ce n’è davvero bisogno. Sin dall’esordio il nostro format si è sempre distinto dagli altri, perché non si riduce ad un semplice evento per divertirsi, ma simboleggia la voglia di vivere e soprattutto di condividere, è l’emozione di stare assieme, la gioia di tornare a riabbracciarci e amarci senza barriere tra arcobaleni multicolorati come prima e più di prima!”. 

    Ed ecco la prima data ufficiale che apre l’Holi tour 2022: il primo giugno a Sottomarina, nel Veneziano, presso lo stabilimento balneare “Cayo Blanco”, in collaborazione con Lobby Agency. Una data che è stato un successo annunciato, tanto da andare sold out. Per questo è stato deciso di replicare il 10 giugno. Le prevendite per il 10 sono acquistabili su ticketsms.it e sul sito holitour.it. 

    Oltre una decina le date fissate nei più noti litorali tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, ma anche, da tradizione, in alcuni capoluoghi di provincia: a breve l’annuncio di tutto il programma. Ad ogni evento, i social saranno presi d’assalto con i suggestivi selfie dei partecipanti, che si baciano e abbracciano tra mille colori.

    Come funziona il festival è ormai noto a tutti, tanta musica dalla consolle dei dj, il vocalist che annuncia il countdown e alla fine tutti che lanciano in aria le polverine colorate e via si balla e si canta tutti insieme, ma pochi sanno da dove derivi questo format che ha ispirato i due event manager. 

    Durante la festa indiana denominata “Holi” interi popoli dei villaggi dell’India, Bangladesh, Nepal e Pakistan si lanciano sacchi di polverine colorate e gavettoni per celebrare la rinascita e l’amore e la definitiva sconfitta del male in favore del bene. La ricorrenza cade in primavera ed è portatrice di messaggi positivi universali, di amicizia, fratellanza e amore. 

    Lazzari e Bari: “Il festival che abbiamo ideato è un veicolo per trasmettere i valori genuini di questa antica ricorrenza e soprattutto per manifestare l’anima solidale che sta alla base di tutto e per la quale abbiamo ideato il festival”. Infatti, ciò che distingue l’Holi il Festival dei colori dagli altri format che lo imitano sull’onda della viralità del fenomeno, è lo scopo solidale. Fin dall’esordio del festival, Lazzari e Bari raccolgono fondi per la Fondazione Fratelli Dimenticati che aiuta i bambini audiolesi di un villaggio in India. La Fondazione Fratelli Dimenticati è una onlus di Cittadella, nel Padovano, che finanzia un progetto a Nandanagar, un villaggio nel Nord-Est dell’India dove nel 2006 è stata istituita la Ferrando School, un istituto che accoglie bambini audiolesi con l’obiettivo di intervenire precocemente nella diagnosi e nella cura della sordità attraverso percorsi terapeutici.

     

    COS’E’ L’HOLI – Holi è tra le più antiche celebrazioni indù della stagione primaverile e coinvolge migliaia di persone dall’India, Bangladesh, Nepal e Pakistan. Conosciuta come la festa dei colori, della gioia, dell’amore e del divertimento, durante i festeggiamenti  che durano due giorni, interi villaggi cantano e ballano, lanciandosi polvere colorata e acqua. La festa simboleggia la vittoria del bene sul male, l’arrivo della primavera e l’addio all’inverno. Ma è anche un momento di incontro e di puro divertimento. E’ la giornata in cui si dimenticano i dolori e si perdona. In questa occasione vengono meno anche le rigide strutture sociali: ricchi e poveri, vecchi e giovani, uomini e donne festeggiano e scherzano insieme.

    CHE COSA SI FA – Il format consiste nel lanciare in aria polverine colorate e profumate alla fine dei countdown che i vocalist o i dj ritmano dal palco, di solito sono cadenzati uno ogni ora. E si balla e ci si “colora” tutti insieme. Si consiglia di indossare capi di cotone bianchi, le polverine sono naturali e atossiche, sono composte da talco e amido di mais, non contengono nessun metallo pesante, sono 100% eco friendly e si acquistano all’interno dell’area del festival, negli stand ufficiali “Holi”, garanzia della genuinità del prodotto.

    PER CHI E’ – Per tutti. Non ci sono limiti di età per partecipare all’Holi il festival dei colori, è aperto a tutti, grandi e piccini. Unica “regola”: aver voglia di divertirsi tutti insieme pacificamente come vuole lo spirito della festa indiana. 

    LA STORIA Holi – Il Festival dei colori nasce alcuni anni fa dalle menti di due event manager veneti, Fabio Lazzari e Marco Bari, i primi a portare in Italia il format. L’Holi on tour si ispira alla tradizionale festa indiana e lo mixa con dj set dall’elettronica al rap. Degli esordi di Padova e Vicenza se n’è parlato molto sul web, con le foto del bacio diventate virali su Facebook e su Instagram.  Poi il format è diventato nazionale. Da Macerata a Bologna, passando per Firenze e Roma fino a Venezia e Trieste, ha toccato tutta Italia, dalle spiagge alle città. Il Festival è stato anche protagonista delle riprese del film “Forever Young” del regista Fausto Brizzi ed il fenomeno del selfie colorato è stato oggetto di studio sociologico. Una vera e propria moda che ha spopolato ovunque e che tappa dopo tappa ha registrato numeri da capogiro: in sei edizioni ha totalizzato mezzo milione di partecipanti di tutte le età e culture. 

  • “Quintetto d’estate” di Giuseppe Raudino: un viaggio di formazione on the road dalla Sicilia alla Lettonia

    L’autore siciliano Giuseppe Raudino scrive un romanzo di formazione intriso di musica e richiami alla classicità greca. Protagonisti cinque giovani musicisti appena diplomati al conservatorio S. Lucia di Siracusa che verranno coinvolti dal loro maestro in un viaggio che ne cambierà le vite.

    I piani del maestro erano chiari: divergenza e convergenza, carota e bastone. La divergenza consisteva nel separarli, facendoli studiare da soli, lasciando che prendessero confidenza col pezzo in modo del tutto personale prima di passare alla convergenza, al gruppo, all’unione…

    Martina, Fabrizio, Ileana, Stefano e Calliroe si sono appena diplomati al conservatorio Santa Lucia di Siracusa e, con la spensieratezza dei vent’anni, si preparano a inseguire i loro sogni. Non sanno, però, che il loro maestro sta per coinvolgerli in un’avventura che cambierà per sempre il loro modo di essere e di suonare. Sono i prescelti per accompagnarlo in camper a Riga, invitati a suonare al teatro dell’Opera alla cerimonia in cui il maestro verrà premiato per una sua composizione. Il lungo viaggio dalla Sicilia alla Lettonia darà loro il tempo necessario e la possibilità di conoscersi meglio, costretti alla condivisione di spazi angusti impareranno a declinare ogni sfumatura della prima persona plurale.

    I cinque musicisti riusciranno infine a dire “noi”, a mettere da parte ogni personalismo al servizio dello spartito: Stefano e Ileana potranno tornare ad amarsi, Fabrizio e Martina innamorarsi perdutamente, Calliroe supererà senza rancori la sua infatuazione per il maestro. Insieme diventeranno infine l’indissolubile quintetto d’estate che dà il titolo al romanzo.

    Fondamentale in questa trasformazione è il personaggio del maestro, figura socratica che seduce e conduce gli allievi sulla via che gli antichi greci insegnano: un popolo che sapeva stupirsi di fronte alla bellezza della natura e che si lasciava affascinare dai vertiginosi abissi dell’animo umano. In questo senso, il maestro e i cinque allievi somigliano a una delle tante scuole filosofiche dell’antichità classica. Anche nel nostro quintetto gli adepti venerano l’insegnante e l’insegnante rivela le conoscenze di cui è depositario, fino a far loro dono del premio più ambito: la sospirata armonia nel gruppo. L’ultimo passo sarà quello di vedere il maestro scendere dallo scranno di educatore e mischiarsi agli allievi, mettendoli al corrente di una misteriosa vicenda privata che cambierà il corso e i destini delle loro vite.

     

     

    Giuseppe Raudino è nato in Sicilia nel 1977 ma vive nei Paesi Bassi, dove insegna Giornalismo e Teoria dei Media all’Università di Scienze Applicate di Groningen. Si interessa di scrittura creativa, interculturalità e storytelling. Collabora con diverse riviste, occupandosi principalmente di critica e analisi di testi letterari. Come narratore ha esordito nel 2019 con il romanzo Mistero nel Mediterraneo, seguito nello stesso anno da Stelle di un cielo diviso (Alessandro Polidoro Editore)

  • Un biologico in forte ascesa

    Cresce la richiesta di prodotti biologici anche nel settore enologico. Ad accompagnare i produttori verso le migliori pratiche agricole è l’esperienza di Bioagrotech con prodotti e piani colturali dedicati

     

    La richiesta di prodotti agricoli biologici è in crescita e si amplia lo scenario dei settori coinvolti. Anche la produzione vitivinicola biologica non rappresenta più una realtà di nicchia, ma un mercato che, negli ultimi anni, ha registrato una crescita del 110% e vede come destinatario un consumatore sempre più attento nella scelta di un prodotto sostenibile e di qualità. È quanto emerso dall’indagine promossa da FederBio e AssoBio, in collaborazione con Nomisma-Wine Monitor e presentata in occasione dell’ultima edizione di Vinitaly. Lo studio rivela come in Europa l’interesse per questo metodo di coltivazione sia crescente e in particolar modo per l’Italia che, con 117 mila ettari di vite con metodo biologico, detiene insieme alla Francia il primato per incidenza di superficie vitata biologica.

    Il nuovo scenario vede come protagonisti i produttori di vino ma anche quelle aziende capaci di offrire al mercato soluzioni ideali per sviluppare con successo un modello di agricoltura che bandisce l’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi a tutela della fertilità del suolo e della biodiversità. Tra queste anche Bioagrotech srl, azienda di San Marino specializzata nello studio, nella lavorazione e commercializzazione di fertilizzanti e substrati organici per l’agricoltura biologica. Proprio in occasione del Vinitaly l’azienda ha avuto modo di presentare alla platea di professionisti i propri prodotti, piani colturali e le ultime sperimentazioni in ambito vitivinicolo durante una conferenza dedicata: “Apporto di un consorzio microbico, risposta fisiologica della vite e analisi metabolomica”.

    Entro il 2030 uno dei goal del Green Deal europeo è quello di ridurre l’apporto di fertilizzanti di sintesi del 20% e di fitosanitari del 50%. Sarà dunque necessario, impiegare prodotti alternativi, naturali e non dannosi per l’ecosistema che tutelino la biodiversità. Ormai la conduzione sostenibile di tutti i processi industriali e agricoli è diventata una necessità per il bene del pianeta, dell’ambiente e degli esseri viventi che lo popolano.

    Su questo focus si sono susseguiti gli interventi del Prof. Luigi Lucini dell’università Cattolica Sacro Cuore che attraverso tecniche innovative ha analizzato la risposta metabolica di piante di vite a seguito dell’apporto del fertilizzante a base microbica di produzione di Bioagrotech e del Dott. Agr. Mattia Fricano (Bioagrotech) che ha analizzato la natura del Microma come consorzio di organismi.

    L’azienda, nota per la Zeolite Cubana, polvere di roccia vulcanica che rappresenta un corroborante prezioso nella lotta agli infestanti, sta studiando un approccio nutrizionale con un prodotto, il Ergostart Nemavir Bio, che contiene una parte nutrizionale assieme a funghi e batteri. Ricerca già giunta al secondo anno di sperimentazione, i cui risultati sono stati esposti proprio nell’ultima edizione di Vinitaly. Il convegno ha fornito risposte concrete alla ricerca di soluzioni per la viticoltura biologica che sta diventando una priorità per il mercato, come confermato da Alessio Privitera, Amministratore di Bioagrotech.

    Il Prof. Luigi Lucini – Università Cattolica del Sacro Cuore ha illustrato i risultati delle ricerche sui biostimolanti, una classe di composti chimici emergenti in agricoltura. Si tratta di sostanze naturali o microrganismi, comunque molecole in linea con il biologico e regolamentati dalla Comunità Europea, ben distinti dagli agrofarmaci destinati alla difesa e dai fertilizzanti, ovvero nutrizioni in senso stretto.

    “L’attività sviluppata ha fatto emergere le molecole che servono per migliorare la risposta della pianta agli stress. In particolare, con Bioagrotech ci siamo occupati di modulare quelli che sono gli stress abiotici, cioè non legati al patogeno in senso stretto, utilizzando un consorzio microbico, una popolazione di microrganismi che sono in grado di colonizzare la radice della pianta proprio come i batteri probiotici colonizzano il nostro intestino. Con un approccio di tipo metabolomico, abbiamo caratterizzato la risposta della pianta, andando ad analizzare tutti quei composti che sono direttamente o indirettamente coinvolti nella difesa e nella risposta agli stress quali ormoni e metaboliti secondari, stimolati dall’apporto di questi prodotti. La pianta viene preparata a sopportare meglio i fattori di stress, un po’ come se noi prendessimo delle vitamine nel periodo invernale che ci aiutano ad ammalarci un po’ meno”.

    Mattia Fricano, agronomo di Bioagrotech, ha poi illustrato l’approccio aziendale nella risoluzione delle problematiche in campo riscontrate. I prodotti si caratterizzano per essere di carattere nutrizionale e apportano sostanza organica di elevatissima qualità su cui si sviluppano i batteri e funghi del Microma, il consorzio microbico prodotto dall’azienda. “L’apporto di sostanza organica nobile e di biodiversità microbica aiuta a rendere disponibili gli elementi nutritivi per le piante, stimolate anche grazie alla presenza di alghe brune presenti in ognuno dei nostri formulati, studiati specificatamente per ognuna delle fasi fenologiche delle colture e arricchiti di meso- e micro- elementi di cui la pianta ha necessità in un dato momento del suo ciclo vitale”.

    Tutti i prodotti Bioagrotech sono 100 % naturali ed ecologici, sia per la difesa che per la nutrizione, da anni testati con centri di saggio e università di tutto lo stivale con eccellenti risultati, sia sulla qualità delle produzioni, che sulla difesa da funghi ectoparassiti e insetti fitofagi. Nella fattispecie, in occasione del Vinitaly, è stato presentato uno studio pluriennale (ancora in corso d’opera) sull’apporto di Ergostart Nemavir Bio in vigneti affetti da scompensi fisiologici e mal dell’esca, in collaborazione con il centro di saggio Agri2000Net e l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ergostart Nemavir Bio ha avuto un chiaro effetto di riorganizzazione dell’assetto metabolomico e ormonale, evidenziando una chiara risposta delle viti trattate.

    La strategia nutrizionale e di difesa Bioagrotech aiuta gli agricoltori a ridurre l’impatto sull’ambiente, essendo tutti i nostri prodotti assolutamente innocui per l’ambiente – approfondisce Fricano – Tutta la linea Bioagrotech è inoltre innocua per la salute dell’uomo e della fauna dell’agroecosistema. Un altro aspetto molto importante è legato al residuo e alla riduzione nell’uso di fertilizzanti e fitosanitari di sintesi, poiché tutti i nostri prodotti non hanno tempi di carenza e possono quindi essere utilizzati anche a ridosso della raccolta”.

    Gli interventi hanno evidenziato i punti di forza dei prodotti made in Bioagrotech, tra cui la qualità dei prodotti nutrizionali, la ricca biodiversità del Microma e la purezza delle polveri di roccia. Anche la loro messa a punto è indubbiamente un altro valore aggiunto, in quanto i tecnici Bioagrotech, in collaborazione con enti certificati e università, studiano e sviluppano i prodotti, portando all’utilizzatore finale non solo prodotti certificati e testati ma anche tanta esperienza e professionalità.

     

     

    Bioagrotech srl è un’azienda della Repubblica di San Marino specializzata nello studio, nella lavorazione e nella commercializzazione di fertilizzanti e substrati organici e minerali ideali per le esigenze dell’agricoltura biologica, biodinamica e a lotta integrata. Dal 2011 propone trattamenti innovativi per un’agricoltura all’insegna del rispetto dell’ambiente e della biodiversità. I prodotti Bioagrotech potenziano le difese naturali delle piante e arricchiscono il suolo: in tal modo permettono di ridurre notevolmente l’uso di fitofarmaci, riducendo anche la loro presenza residuale sui raccolti.

  • UNITREEDU – Conferenza del 3 giugno 2022 “I mediatori espressivi e culturali dell’educazione nell’antica Roma”

    Il progetto culturale e formativo UNITREEDU propone, nell’ambito delle proprie attività accademiche, una conferenza sul tema “I mediatori espressivi e culturali dell’educazione nell’antica Roma”, in programma per venerdì 3 giugno 2022 alle ore 17:15.

    La conferenza si terrà online sulla piattaforma Google Meet e sarà guidata dal Prof. Antonino Tringali, docente dell’Università di Catania e UNITREEDU.

    Per partecipare alle iniziative culturali UNITREEDU è necessario segnalare il proprio nominativo alla mail [email protected]. Agli utenti iscritti saranno forniti i link per accedere all’incontro online.

     

    UNITREEDU si configura come una comunità del sapere di carattere universitario, libera e indipendente, che si propone di offrire a tutti gli iscritti un’ampia scelta di opportunità culturali, senza alcun limite di età o di titoli di studio. I convegni, le conferenze e i seminari organizzati da UNITREEDU rappresentano un’occasione di apprendimento e confronto su argomenti di interesse che abbracciano diversi punti di vista e approcci multidisciplinari.

    La ricca offerta di corsi che UNITREEDU propone ai soci iscritti include argomenti didattici provenienti da ogni ambito del sapere: dalla storia locale alla letteratura straniera, dalle lingue antiche ai rudimenti di fisica, passando per numerosi laboratori creativi e approfondimenti monografici. Centinaia di corsi e laboratori, tenuti da docenti universitari, esperti e professionisti di settore, sono a completa disposizione degli studenti, con un fitto programma di lezioni frequentabili online, comodamente da casa e con un semplice clic.

    L’iscrizione a UNITREEDU permette di frequentare liberamente, senza oneri aggiunti, tutte le attività culturali dell’Ateneo. Tra queste sono incluse la frequenza alle lezioni online in modalità “live”, selezionabili tra oltre 300 corsi di cui più di 60 in partenza da gennaio 2022; conferenze e seminari extraaccademici e iniziative culturali organizzate da UNITREEDU; spazi riservati per interagire con i professori UNITREEDU, docenti e professionisti qualificati appartenenti a ogni campo del sapere, e accesso esclusivo al materiale didattico riservato.

    Gli studenti che lo desidereranno avranno la possibilità di ottenere la “certificazione delle competenze” relativa alle materie frequentate, ai sensi della normativa 170/216, con riconoscimento di punteggi in diversi concorsi.

    Maggiori informazioni sulle modalità di iscrizione e sull’offerta di UNITREEDU sono disponibili accedendo al sito www.unitreedu.com, contattando l’indirizzo [email protected] o telefonando ai numeri 3336092746 (dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16) e 3248635155 (dalle 16 alle 23).

  • Legno-arredo in Italia: il 2021 anno d’oro per la nostra filiera

    Il legno si conferma ancora una volta assoluto protagonista dell’arredo in Italia. Che si tratti di cucine, pavimenti o infissi in legno, questo materiale si conferma una primissima scelta per la casa. Il 2021, infatti, è stato un anno da incorniciare per la filiera italiana del legno-arredo, un dato suffragato come sempre dai numeri forniti da FederlegnoArredo: 49,3 miliardi di fatturato, +25,5% sul 2020, confermando la doppia cifra anche sul 2019 con +14%, pari a 6 miliardi in più di fatturato e un saldo commerciale di 8,2 miliardi.

    Un grande contributo arriva dalle esportazioni, pari a 18 miliardi di euro (ben il 37% del fatturato totale), ma notevole è stato anche l’impulso del mercato italiano con i suoi 31 miliardi di euro (+28,7% sul 2020 e +18,4% sul 2019).

    Secondo gli analisti, decisivi sono stati soprattutto i bonus edilizi e il loro impatto trainante su tutti i comparti dell’arredo e del legno legati al residenziale. Una crescita straordinaria avvenuta in un contesto di incertezza per via del Covid e al caro energia e materie prime, e destinato a mutare nell’anno in corso a causa della guerra in Ucraina.

    Ciò che pare certo, invece, è la determinazione delle imprese italiane della filiera, come ad esempio quelle produttrici di finestre in legno, sempre votate alla ricerca di nuovi mercati e innovazione.

  • Opificio Fred Creatività e ricerca per una mixology innovativa

    Al Bar Show di Roma per incontrare i professionisti del settore e presentare la nuova linea Fred Alkemill. La ricetta di Federico Cremasco per un grande prodotto dedicato ai cocktail bar, capace di fare la differenza e conquistare il pubblico, come richiedono i trend del momento

     

    Dopo il Bar Convent di Berlino e il Vinitaly di Verona, Opificio Fred è pronto a prendersi la scena di un altro evento di portata internazionale. Con i suoi distillati che raccontano l’autenticità del Friuli Venezia Giulia, l’azienda di Polcenigo (PN) fondata da Federico Cremasco, alias Fred Jerbis, parteciperà il 30 e il 31 maggio al Roma Bar Show, appuntamento che trasformerà la capitale italiana in un punto d’incontro e di scambio tra professionisti e star della miscelazione.

    Presso lo stand A03 piano terra, Opificio Fred presenterà Fred Alkemill, nuova linea di liquori destinata al mondo della mixology, un settore alla costante ricerca di nuove basi e prodotti per la creazione di esperienze sensoriali uniche. Realizzata, artigianalmente con botaniche friulane e in quantità limitata, seguendo un’antica ricetta del XIX secolo, la nuova linea di liquori è composta dal Curaçao Imperiale, Rosolio di Bergamotto, Crème de Cassis, Ratafia alla ciliegia, Maraschino, Creme Violette, Liqueur Peach e Alchermes. A spiegarne la genesi è lo stesso Fred che non nasconde l’orgoglio per la sua nuova creazione. “I cocktail bar, visti i trend del momento, hanno bisogno di un grande prodotto per riuscire a fare la differenza e conquistare il pubblico. Per questo motivo ho realizzato ogni singola etichetta a partire da vera frutta, imprimendo al liquore un gusto e un sapore più intenso rispetto alle basi che si usano tradizionalmente per la miscelazione”. Un ricco assortimento di spirits che lunedì 30 maggio alle ore 16.00 vedrà le performance e il talk di Mirko Bedin, titolare del locale R&M Bakery e responsabile Aibes per la provincia di Pordenone. Il momento vedrà un approfondimento tecnico del prodotto insieme alla preparazione e all’assaggio di cocktail.

     

    Durante l’evento, Fred e la sua squadra delizieranno gli ospiti con nuove creazioni, come il Bitter 34 con il miele di castagno, e altri drink di cui diffonderanno le ricette a tutti gli interessati e appassionati. Eccone alcune:

    Napoleone:

    • 20 ml Gin 43 Fred Jerbis
    • 30 ml Bitter 34 Fred Jerbis
    • 2 gocce di angostura
    • 100 ml di succo di arancia rossa

     

    Maraschy- lemon

    • 1cl Maraschino
    • 1cl Bitter 43 (rosso)
    • 2 cl Gin 43
    • Top lemon
    • Spruzzata essenza timo
    • Build
    • Tumbler

     

    Rosolio Fizz

    • 7cl Gin 7
    • 2.5cl tequila
    • 1.5cl Rosolio Bergamotto
    • 0.7cl succo limone
    • 3cl succo pompelmo rosa
    • 1cl sciroppo di zucchero
    • 1cl albumina
    • Shake
    • Highball
    • peal di pompelmo rosa

     

    Opificio Fred è un produttore artigianale di spirit con sede a Polcenigo (PN), in Friuli Venezia Giulia. L’azienda, fondata da Federico Cremasco, ha esordito nel 2014 con la linea Fred Jerbis e in particolare con il lancio di Gin 43, Vermut 25 e Bitter 34, trittico liquoroso che racchiude gli ingredienti del famoso cocktail negroni. Valorizzazione del territorio, studio della tradizione e desiderio di sperimentare sono i tre perni che orientano l’attività di Opificio Fred, capace di conquistare in pochi anni l’attenzione del mondo della mixology, sia in Italia che all’estero. Con il lancio della nuova linea di liquori Fred Alkemil l’azienda ha rafforzato ancora di più il proprio legame con bartender ed esperti di mixology alla ricerca di nuove basi e ingredienti per i propri cocktail.

  • Prezzo Oro Andamento Lento Ma In Costante Rialzo prezzo or

    Il prezzo oro è generalmente stabile e tende aumentare lentamente e con il tempo andando così a mantenere il valore rispetto anche a fenomeni negativi del nostro sistema valutario come l’inflazione.
    Solitamente il prezzo oro aumenta in modo più veloce durante i periodi di particolare difficoltà economica come le crisi economiche o l’aumento della sfiducia degli investitori verso asset o strategie finanziarie diverse dall’investimento in oro.
    A partire dal nuovo millennio le criticità del sistema economico finanziario sono aumentate sia quantità che in intensità.
    Questo ha contribuito a rendere ancora più evidente certe caratteristiche dell’andamento del prezzo oro che ha reagito aumentando di valore in modo netto.
    In questo modo l’importanza dell’oro è aumentata anche nell’immaginario collettivo comune anche al di fuori degli operatori finanziari che già ben conoscono la forza economica di questo prezioso metallo.
    Questo ha così dato vita ad un commercio dell’oro sempre maggiore a prescindere dalle modalità di investimento come testimoniato dall’importante giro fi affari che si è creato anche con attività come questo compro oro Firenze.
    Negli ultimi 20 anni il prezzo aureo è aumentato quasi sei volte di valore, una performance che anche calcolando gli interessi maturati negli stesso periodo e sommandoli al capitale investito non trova facilmente paragoni con altri asset presenti sul mercato dal almeno un ventennio.
    Uno dei pochi investimenti che possono superare le performance del prezioso metallo giallo sono i Bitcoin.
    Questi pur essendo presenti da solo un decennio hanno moltiplicato in modo esponenziale il loro valore a prescindere dalle recenti perdite.
    Perdite di valore recenti che però mantengono ugualmente ampi margini di guadagno per quegli investitori che hanno acquistato Bitcoin quando il loro valore era bassissimo.
    Al contrario delle criptovalute l’oro esiste fin dalla notte dei tempi e da allora ha sempre avuto un grande importanza come metodo per accuulare e mantenere valore.
    Anche nell’economia moderna il suo ruolo rimane primario essendo l’unico bene rifugio che ha dimostrato di non temere alcun genere di crisi economica o dissesto geopolitico.

     

  • Boundless Outdoor Il design senza limiti di Corradi arriva alla Milano Design Week

    Dal 7 al 12 giugno Corradi raddoppia la sua presenza a Milano tra collaborazioni prestigiose, nuove proposte e una visione dell’outdoor senza confini.

    Riconferme e novità per la Milano Design Week firmata Corradi. Durante questa edizione, infatti, l’azienda bolognese non sarà solo tra i protagonisti del Fuorisalone, nell’ormai consolidato appuntamento in Piazza San Marco, ma sarà in mostra anche all’interno dei padiglioni del Salone Internazionale del Mobile a Fiera Milano.

    Il tema principale che guiderà la presenza di Corradi a Milano è il concetto di “Boundless Outdoor”, dove l’esperienza dello spazio esterno diventa fluida, diffusa, senza veri confini tra il “dentro” e il “fuori”, e in cui personalizzazione e benessere sono elementi imprescindibili.

    Durante l’edizione 2022 della Milano Design Week, il design senza limiti di Corradi sarà protagonista sia in zona Brera, all’interno di dOT – design Outdoor Taste, sia in Fiera Milano a Rho.

    dOT, appuntamento imprescindibile per tutti coloro che vivono il Fuorisalone, si conferma una tappa essenziale per Corradi.
    In Piazza San Marco, dove il leitmotiv quest’anno sarà l’acqua, saranno in mostra tre delle soluzioni Corradi più note: due Imago®, top di gamma tra le pergole bioclimatiche, una Pergotenda® Exyl, elegante e minimal, e 4 iconiche vele ombreggianti Defense.

    Imago®, che vanta due premi di design Red Dot Award – Product Design 2020 e dell’R+T Innovation Award 2021 nella sezione Outdoor, sarà inoltre presente anche al Padiglione 6, stand E37 del Salone Internazionale del Mobile all’interno dello spazio Rever, progettato e voluto dallo Studio Maro Piva.

    Accanto a questi appuntamenti, non mancheranno momenti più leisure e sociali: l’8 giugno infatti, presso Canottieri Olona 1894, uno dei più antichi Club sportivi di Milano, Corradi organizzerà una serata esclusiva su invito. L’evento sarà in partnership con Reaxing, brand innovativo di soluzioni per l’allenamento, presente con Corradi all’interno del Circolo con sistemi fitness in outdoor. La serata sarà l’occasione per approfondire la conoscenza delle soluzioni delle due aziende e per godersi qualche ora insieme dopo le ricche giornate milanesi.

    “La Milano Design Week è un appuntamento fonte di ispirazione e scambio per Corradi, come per tutto il mondo del design. Il nostro Boundless Outdoor si inserisce in questa visione di dialogo continuo, dove è centrale la volontà di creare spazi outdoor che rendano possibile l’espressione personale senza porsi limiti, fisici o concettuali. Gli spazi esterni sono sempre stati essenziali per il benessere, ma in questi anni sono diventati una necessità evidente, un fenomeno non più ignorabile anche dal mondo della progettazione.” Ha dichiarato Sully Briskomatis, Marketing & Communication Manager di Corradi, aggiungendo: “Fin dal momento in cui Corradi è stata fondata, per noi l’outdoor è il luogo dove la bellezza può e deve diventare benessere e, per questo motivo, non può che essere un’esperienza senza vincoli, unica ed emozionale, inclusiva e diffusa. La nostra doppia presenza – sia al Salone Internazionale del Mobile sia al Fuorisalone – ci dà l’opportunità di continuare ad alimentare un dialogo proficuo e stimolante e ci rende molto orgogliosi”.

  • Rubinetterie Stella. Celebrato il centenario di Italica alla Rocca di Angera

    Nella serata di venerdì 27 maggio si sono svolti i festeggiamenti dedicati al primo secolo di vita della storica collezione di rubinetti.

    L’incantevole Rocca di Angera, location d’eccezione all’altezza del prestigio di un’icona del made in Italy, ha ospitato l’esclusivo evento organizzato da Rubinetterie Stella per celebrare il centesimo anniversario della collezione Italica. Il selezionato pubblico, accolto nel suggestivo castello venerdì 27 maggio, ha potuto immergersi nel lungo e glorioso cammino della serie nata nel 1922. L’allestimento di una galleria museale all’aperto dedicata alla “festeggiata” ha permesso agli invitati di ripercorrere le tappe del primo secolo di successi di una collezione dal fascino inossidabile, in grado di offrire eccellenti prestazioni funzionali al passo coi tempi mantenendo una carica evocativa senza pari.

     

    Ad alzare ufficialmente il sipario sull’elegante serata è stata Federica Nobili, direttore commerciale di Rubinetterie Stella, che ha sottolineato la centralità di Italica nella storia dell’azienda e dell’evoluzione dell’ambiente bagno. “La serie italica ha accompagnato la crescita di Stella, che da piccola bottega artigianale è diventata una realtà industriale all’avanguardia, la prima rubinetteria al mondo.” ha affermato con gratitudine. “Il nostro più grande impegno è quello di scrivere il nostro futuro conservando l’unicità e l’esclusività che da 100 anni differenziano i nostri prodotti sul mercato.” In seguito il noto attore Gianmarco Tognazzi ha allietato la platea con un brillante racconto in cui ha saputo intrecciare la storia di Italica al ricordo dell’amato padre Ugo che con l’iconico rubinetto condivide l’anno di nascita e il legame con il territorio del lago d’Orta.

    Una sofisticata cena ha, infine, concluso l’anniversario, suggellato dalla torta celebrativa. Accanto a Pierluigi Nobili, titolare dell’azienda, alla figlia Federica, direttore commerciale, e all’AD Stefano Sappa, assieme ai principali rappresentanti di Rubinetterie Stella, hanno partecipato importanti autorità, rinomati architetti e designer, coronati dai numerosi clienti e da una selezionata rappresentanza di editori e giornalisti specializzati.

     

    www.rubinetteriestella.it

  • “One Express, One Quality” su Rai News

    Il primo Pallet Network italiano per Qualità rivela al grande pubblico il segreto di un successo che la accompagna fin dalla sua costituzione. Obiettivo raggiunto, puntando alla perfezione, grazie a soluzioni tecnologiche di ultima generazione.

     

    Non scontato e assolutamente decisivo per il successo è, per un player del trasporto espresso, raggiungere e mantenere nel tempo livelli di Qualità elevati. Puntare alla perfezione non è un obiettivo così semplice da conseguire. Non per One Express, il primo Pallet Network italiano per Qualità, grazie all’impiego di soluzioni tecnologiche di ultima generazione.

    Con l’entusiasmo e il dinamismo che la caratterizza, One Express torna in tv su Rai News dal 15 al 28 maggio proprio per testimoniare la vicinanza al grande pubblico che da tempo ormai la chiama “la One” e spiegare il segreto di consegne puntuali, in tutta Italia e in Europa.

     

    L’investimento tecnologico che per mesi ha visto protagonista il lavoro degli ingegneri logistici dell’ufficio di Ricerca & Sviluppo dell’azienda, ha visto l’introduzione di muletti pesi e misure che rafforzano ancora di più il sistema di informatizzazione e di Transizione 4.0 che caratterizza le attività all’interno degli Hub di Bologna, Napoli e Milano. Nello specifico, la misurazione dei bancali avviene tramite certificazione fotografica automaticamente messa a sistema nel momento in cui l’Affiliato inserisce la spedizione. La certificazione fotografica contiene la valutazione, il peso, l’altezza e la tipologia del bancale lavorato, consentendo sia all’Affiliato mittente che a quello di destinazione di controllare che la propria fattura sia corretta tanto nei confronti della distribuzione che del proprio Cliente.

    Un’ottimizzazione di servizio che, riducendo tempi e operazioni, ha una forte ricaduta positiva sull’attività degli Affiliati ma anche su altri aspetti che interessano la collettività, come costi gestionali delle strutture e la conseguente riduzione dell’impatto ambientale, oltre a un maggiore benessere per gli operatori e sempre maggiori garanzie per la Clientela.

    Gli effetti di questa informatizzazione si sono visti fin da subito e i 130 Affiliati da tempo hanno riscosso la stima del tessuto produttivo già durante i mesi della pandemia, quando l’intero Network ha proseguito nella preziosa opera di trasporto, assicurando il mantenimento delle consegne in un momento così critico.

    Una leadership tecnologica, quella ottenuta da One Express, dimostrata in veste di partner strategico anche nel superare brillantemente le problematiche derivanti dalla Brexit, riuscendo a far arrivare a destinazione le merci oltre Manica supportando anche gli aspetti doganali.

     

    Il saper rispondere alle crescenti istanze del tessuto produttivo e del grande pubblico in maniera efficace ha permesso al marchio di essere vissuto come un punto di riferimento e un partner prezioso. Un livello di servizio talmente efficace che One Express è diventata per tutti “la One”. Un riscontro non del tutto inaspettato, vista la crescita a doppia cifra del Pallet Network a conferma del sempre crescente apprezzamento della Qualità espressa e dal servizio capillare su tutto il territorio nazionale e sulle principali tratte europee, rendendolo un ambasciatore del Made in Italy in tutto il continente europeo.

     

    “Per noi è una grande soddisfazione che vogliamo condividere con il grande pubblico televisivo – conferma il Presidente Claudio Franceschelliperché è importante che le persone percepiscano non solo la Qualità del nostro servizio, ma anche lo sforzo compiuto per accontentare tutte le esigenze del mercato. I nostri 130 Affiliati ci mettono il cuore ogni giorno e siamo orgogliosi del riconoscimento dato al nostro impegno e che sia stato percepito in maniera così forte. Del resto, per One Express non si tratta solo di un lavoro, ma di una vera e propria missione”.

     

    Queste le motivazioni della comunicazione di One Express attraverso gli spot televisivi in onda dal 15 al 28 maggio su Rai News. “Il messaggio – spiega il Responsabile Marketing e Comunicazione Roberto Talianiè nato dal desiderio di far comprendere a milioni di Italiani che dietro un grande brand c’è anche una grande visione che comprende investimenti tecnologici sempre più avanzati. I risultati sono stati pienamente percepiti dalla Clientela e oltre ai risultati economici abbiamo visto crescere costantemente anche la nostra brand awareness e la nostra brand reputation. Siamo sempre più capillari con oltre 130 Affiliati, affidabili con consegne in 24, 48 e 72 ore in tutta Europa, tracciabili in real time con il sistema track& trace, premurosi con il nostro customer care interno, green grazie a trasporti sempre a pieno carico. Ecco perché One Express, One Quality è la sintesi perfetta di ciò che siamo e di quanto garantiamo”.

     

     

     

    One Express è dal 2008 il corriere espresso punto di riferimento nazionale per il trasporto di merci su pallet. Con 3 Hub localizzati in tutto il territorio nazionale (a Bologna, Milano, Napoli) e una fitta rete di collegamento, One Express garantisce consegne in 24/48/72 ore in Italia e in Europa, in base alla destinazione, grazie alla rete sinergica composta da oltre 150 membri tra Affiliati italiani e Partner europei.

  • Scam alla base del 57% di tutti i crimini informatici del 2021 — Digital Risk Summit

    Gli analisti di Group-IB confermano: nel 2021 lo scam è stato il tipo più comune di frode informatica. In Europa lo specialista di cybersecurity ha rilevato un incremento dell’89% delle piattaforme scam che impersonano marchi noti create su base mensile e – nel solo arco di tempo tra ottobre e dicembre 2021 – la creazione di oltre 150 pagine fasulle al mese legate a particolari ricorrenze o situazioni contingenti.

    Logo GAmsterdam ¦ Group-IB, uno dei leader mondiali della sicurezza informatica, condivide oggi la sua analisi della minaccia informatica più diffusa al mondo: lo scam. Responsabile del 57% di tutti i crimini informatici a sfondo economico, l’industria dello scam si sta sempre più strutturando e coinvolge un numero sempre maggiore di soggetti suddivisi in gruppi gerarchizzati. Il numero di tali gruppi ha raggiunto la cifra record di 390, ovvero 3,5 volte in più rispetto all’anno precedente, quando i gruppi attivi erano circa 110. Favorito da piattaforme Scam-as-a-Service (SaaS), nel 2021 il numero di criminali informatici facenti capo ad una singola gang di scammer è aumentato di 10 volte rispetto al 2020, raggiungendo le 100 unità. Il traffico web è assurto inoltre a sistema circolatorio delle attività di scam: I ricercatori di Group-IB sottolineano che il numero di siti web utilizzati per acquistare e fornire traffico “abusivo” e illegale o che attirano vittime in attività fraudolente è aumentato di 1,5 volte. Gli scammer entrano infine nel 2022 con un nuovo livello di automazione degli attacchi scam: niente più utenti non mirati. Ora si rivolgono a gruppi specifici di vittime per aumentare i tassi di conversione, e i social network sono sempre più spesso il primo punto di contatto tra gli scammer e le loro potenziali vittime.

    Nel corso della conferenza online Digital Risk Summit 2022, suddivisa in sessioni analitiche e tecnologiche, Group-IB ha condiviso i risultati delle sue ricerche su vari schemi di scam, ottenuti con l’aiuto di reti neurali e sistemi di punteggio basati sul machine learning, integrati nella piattaforma Group-IB Digital Risk Protection, progettata per mitigare i rischi digitali esterni in cui incorrono proprietà intellettuali e identità dei marchi. Tra i partecipanti alla conferenza figurano il Centro Informatico Internazionale delle Nazioni Unite (UNICC), Scamadviser (un progetto globale indipendente), Ebank (Egitto), e molti altri.

    Scam “onnipotente”

    Alla luce del crescente numero di utenti Internet quotidianamente raggirati dai cybercriminali, i truffatori prediligono le buone vecchie tecniche di attacco, come il phishing (18%), lo scam e le frodi (57%) oltre a infezioni tramite malware e attacchi alla reputazione (25%). Nel 2021, lo scam è stato il tipo di crimine informatico più comune.

    57% cybercrimes are scam
    (c) 2022 – Group-IB

    types of cybercrimes
    (c) 2022 – Group-IB

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Anche il numero di piattforme scam che impersonano marchi noti create su base mensile è aumentato. In Europa gli analisti di Group-IB hanno registrato un incremento dell’89%.

    scam increase map
    (c) 2022 – Group-IB

    Prendendo spunto dalle attività condotte con successo dagli hacker ai danni di organizzazioni aziendali e governative in tutto il mondo, gli scammer hanno adottato le loro metodologie per perfezionare i propri schemi. Soggetti solitari e caotici hanno iniziato ad attirare intere bande criminali organizzate fornendo servizi SaaS (Scam-as-a-Service). “Una forte tendenza che abbiamo osservato nel 2021 è stato l’ingresso di scammer senza infamia e senza lode in gruppi controllati da criminali altamente qualificati dal punto di vista tecnico”, afferma Antony Dolgalev, Deputy Head of Digital Risk Protection di Group-IB.

    “La nostra piattaforma basata sull’intelligenza artificiale ha identificato tra i 75 e i 110 gruppi di scammer nel 2020, con un numero medio di 10 membri per gruppo. Il numero medio di link a siti scam per gruppo aveva raggiunto le 100 unità. Il SaaS ha contribuito non solo a far crescere l’appetito dei truffatori, ma anche il settore stesso. Nel 2021 infatti il nostro sistema DRP (Digital Risk Protection) ha monitorato 350 gruppi, arrivando a picchi di fino a 390 gruppi in taluni momenti. Il numero di cybercriminali membri di gruppi di scammer è aumentato altrettanto drasticamente, con una media tra 100 e 1.000 per gruppo. Di conseguenza anche la loro infrastruttura è cresciuta proporzionalmente: il numero medio di link a siti di scam per gruppo oscilla tra 2.000 e 3.000″.

    Scam ad hoc per occasioni speciali

    Gli scammer continuano ad abusare di ricorrenze e situazioni particolari per le loro frodi, tra queste il black friday, programmi e attività del governo, offerte per la giornata della salute e simili. Tra l’altro anche il settore delle Risorse Umane è stato uno degli ambiti più abusati a scopo di truffa: tra ottobre e dicembre 2021 in Europa sono state create oltre 150 pagine fasulle al mese legate alla ricerca di impiego.

    In numerosi casi celebrità e marchi popolari sono stati impersonati per attrarre le vittime, una tattica che continua a dare i suoi frutti. Inoltre, alla luce della situazione sanitaria globale, il numero di scam sul Covid-19 è aumentato notevolmente, e in modo particolare lo scam legato alla commercializzazione di falsi vaccini e certificati Covid. In tutto il mondo sono stati rilevati oltre 7,5 milioni di abbonati a gruppi che proponevano documenti Covid fasulli.

    Il traffico web ti interessa quanto agli scammer?

    Il numero di siti web utilizzati per acquistare e fornire traffico abusivo e illegale è aumentato di 1,5 volte. Per ovviare alla creazione e manutenzione di risorse proprie, alcuni scammer hanno preferito dirottare il traffico web su risorse di proprietà di altri scammer, naturalmente a pagamento qualora il furto di denaro fosse andato a buon fine.

    “Gli scammer ora si focalizzano sulla generazione di traffico mirato. In passato il modello adottato mirava ad attirare anche utenti inadatti su risorse fraudolente, ma dal 2021 la strategia è cambiata drasticamente. Ora gli scammer si rivolgono a gruppi specifici di vittime per incrementare i tassi di conversione. Una sola piattaforma per la rivendita di traffico illecito genera un fatturato medio di 2.758 USD la settimana per singola offerta,” aggiunge Antony Dolgalev. “La piattaforma per la commercializzazione di traffico web abusivo e illecito presa ad esempio dagli analisti del team DRP di Group-IB risulta essere distribuita primariamente in India, USA e Vietnam.”

    I cybercriminali non si sono avvalsi di strategie deboli per il targeting degli URL. Gli esperti di Group-IB hanno rilevato al contrario una forte tendenza ad utilizzare un URL targeting perfezionato: un link web valido una solta volta e condiviso esclusivamente con un particolare utente in un particolare momento, destinato quindi ad un pubblico specifico. Gli indirizzi web personalizzati di norma includevano non solo data, orario e un codice hash, ma anche informazioni geolocalizzate, la versione del sistema operativo, il tipo di browser impiegato e il nome dell’operatore internet. Anche a livello di personalizzazione dei contenuti non si sono riscontrate debolezze. I truffatori hanno impiegato sistemi di personalizzazione avanzata con moduli web auto-compilati su una pagina che presentava i dati personali dell’utente, estratti dai cookies del browser.

    Ciao [nome utente], facciamo quattro chiacchiere!

    La digitalizzazione è un trend di portata globale. Le frodi informatiche non fanno eccezione e il fatto che il numero degli utenti internet sia aumentato a circa 4,95 miliardi nel 2021 ha contribuito alla sua avanzata. Inoltre, il numero di utenti dei social network e di utenti unici di smartphone è arrivato a 4,62 miliardi di persone ( (+10% rispetto al 2020). Nel 2021 il preludio del 48,15% dei tentativi di scam consisteva in un dialogo attivo con la vittima, hanno concluso gli esperti. È stata altresì rilevata una tendenza alla semplificazione delle landing page fasulle, con il progressivo passaggio degli scammer alla proposta di offerte fraudolente attraverso piattaforme legittime come Facebook e Instagram. La ragione dell’impiego dei social network è semplice. Prima di tutto è il modo migliore per ispirare fiducia. In secondo luogo, i servizi dei social network vengono moderati in maniera insufficiente.

    incermento scam
    (c) Group-IB

    I trend identificati dagli esperti di Group-IB sono stati confermati altresì dai partner dell’azienda che hanno partecipato al Summit. Jorij Abraham, Direttore Generale dell’Alleanza Globale Anti-Scam e  Consulente Scam, ha affermato che gli scammer si stanno progressivamente professionalizzando e che il numero di Scam riportati è passato da 139 a 266 milioni (93%).

    “Il numero di cybercrimini aumenta di anno in anno. Dobbiamo anticipare gli scammer. Per farlo, gli attori del mercato della cybersecurity devono condividere il proprio know-how e propri dati. Solo in questo modo potremo spuntarla”, afferma Jorij Abraham. “A fronte della proliferazione dei dati e dello sviluppo di nuove tecnologie come i deepfake, è sempre più difficile identificare lo scam.”

    L’hype generato dai metaversi a livello globale è in costante crescita. Gli analisti del team DRP di Group-IB si aspettano quindi che il volume dello scam aumenterà anche nei metaversi. La stessa situazione si riscontra nell’ambito delle criptovalute e negli NFT, dove lo scam è già molto popolare. Anche l’utilizzo di deepfake e voicefake (imitazione della voce) aumenterà — che figurano già tra i metodi prediletti per per attacchi scam. Gli esperti prevedono infine che strumenti di deanonimizzazione saranno impiegati nell’ambito dei ricatti e della personalizzazione delle vittime.

  • Spirits & Colori racconta l’eccellenza dei propri distillati al Roma Bar Show

    Presso lo stand A03 piano terra, Spirits & Colori presenterà al pubblico alcuni tra i più rinomati produttori del proprio catalogo. In programma numerosi presentazioni e degustazioni guidate da professionisti e bartender di fama come Kevin Ragaven, Andrea Bernava e Simone Bodini

     

     

    Spirits & Colori si racconta attraverso i protagonisti del mondo del beverage e della mixology. Il 30 e 31 maggio l’azienda con sede a Reggio Emilia, sarà al Roma Bar Show (Palazzo dei Congressi) per presentare, presso lo stand A03 piano terra, alcune tra le più prestigiose etichette del proprio catalogo, distillati ed esperienze di gusto provenienti da ogni parte del mondo. Un assortimento di spirit in grado di stupire i palati più esigenti attraverso fattori come materie prime, processi produttivi artigianali e capacità di innovazione. Diversi gli appuntamenti e i talk in programma che vedranno protagonisti per ciascuna azienda, bartender di fama impegnati in un focus tecnico sul prodotto comprendente origini, caratteristiche organolettiche e possibili utilizzi. Un’introduzione teorica che si completerà con la preparazione e il conseguente assaggio di cocktail.

    Si inizia lunedì 30, alle 13.00, con Alessandro Russo dal Marmo che presenterà Gin di Puglia, prodotto che ha fatto dell’utilizzo dell’olio e delle botaniche mediterranee il proprio segno distintivo. Dalle 15.00 salirà al bancone Renzo Bussi di Distellerie Levi/Ottoz, azienda valdostana, produttrice di alcune tra le grappe più apprezzate al mondo.

    Dalle 16.00 invece sarà il turno di Mirko Bedin, titolare e barman del Bakery R&M di Pordenone. Durante la sua performance sperimenterà Fred Alkemill, la nuova linea di Opificio Fred pensata per il settore della mixology, un mondo alla costante ricerca di nuove basi liquorose per la creazione di esperienze sensoriali uniche.

    Grande attesa alle 17.00 per Franco Cavallero e Daniele Fierro del The Aubrey – Mandarin Oriental London, con i loro i drink a base Gin Agricolo.

    Infine la giornata di lunedì si chiuderà con Matteo Rizzolo, bar manager del Moebius Milano che alle 19.00 traccerà una panoramica dei prodotti della linea Mangiantosa, giovane azienda di Paternò che a partire dalla selezione delle erbe officinali e dei migliori agrumi del territorio siciliano ha dato vita a due liquori 100% artigianali: Lumià & Arànciu. (La stessa guest si ripete martedì dalle 11:30 alle 12:30).

    A partire dalle 14.00, sarà la volta di Franco Cavallero, Giorgio Montella dal The Aubrey ed Elena Urbani del Bar with Shapes for a name di Londra, considerato uno tra i migliori 50 bar del mondo.

     

    La giornata di martedì, invece, vedrà alle 15.00 la partecipazione di Kevin Ragaven, bartender di origine mauritiana con diverse esperienze a Parigi e Melbourne, che terrà una lezione su Labourdonnais, rum agricolo delle Mauritius. Dalle acque cristalline delle isole dell’Oceano Indiano il panorama è destinato a cambiare radicalmente alle ore 16.00 con Andrea Bernava, director of mixology del ristorante Pacifico di Roma. Il barman, infatti, coinvolgerà il pubblico in un’esperienza di gusto che avrà come sfondo il fascino e il mistero della foresta norvegese, nel cuore della quale nasce Gin Bareksten. Sempre i prodotti dell’azienda norvegese vedranno alle ore 17.00 la performance di Lucas Kelm, bar Manager di Palazzina Grassi a Venezia.

    A seguire, invece, il programma con gli appuntamenti che Vino & Design ha organizzato “fuori salone”.

    Lunedì 30 maggio, ore 23.00: Franco Cavallero con Elena Urbani, Giorgio Montella – Barber Shop Bar (Via Iside, 2).

    Martedì 31 maggio, 10:00 – 01:00: Simone Bodini global brand ambassador Bareksten ed Eddie Rudzinskas fondatore della community Cocktails for you – At The Court (via Labicana, 125).

     

     

    Spirits & Colori è un’azienda italiana con sede a Reggio Emilia specializzata dal 2016 nella selezione, importazione e distribuzione sul territorio nazionale di distillati destinati a cocktail bar, trendy lounge bars e ristoranti. Il suo catalogo comprende un assortimento di elevata ricercatezza, caratterizzato da piccoli produttori di acclarata qualità a livello mondiali, capaci di stupire con i propri distillati i palati più esigenti.