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  • Rc Auto: nel Lazio premio in aumento del +3,5% ad aprile

    Se è vero che i prezzi sono ancora lontani dal periodo pre-Covid, secondo l’Osservatorio di Facile.it* da gennaio ad aprile 2022 il premio medio RC auto nel Lazio è aumentato del 3,5% arrivando a 437,39 euro.

    L’incremento registrato nella regione risulta leggermente più basso rispetto a quanto rilevato a livello nazionale (+3,7%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1.700.000 preventivi e relative quotazioni effettuati nel Lazio e raccolti da Facile.it.

    «Nello scorso trimestre», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «i premi Rc hanno ricominciato a salire anche se, va evidenziato, nell’ultimo mese il dato è rimasto sostanzialmente stabile. È presto, però, per dire se la tendenza si sia effettivamente bloccata».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di aprile 2022 con quello di gennaio emerge come l’incremento sia stato registrato, seppur in misura differente, in tutto il Lazio.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Rieti, area dove i valori medi sono saliti del 6,6% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 444,66 euro, seguita da Frosinone (+5,3%, 394,32 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria laziale si trovano Roma, che lo scorso mese ha registrato un aumento del premio medio del 3,5%, salito a 438,69 euro, e Viterbo (+2,9%, 365,99 euro).

    Chiude la classifica Latina, area che ha segnato un incremento del 2,4% (477,76 euro).

    In valori assoluti, ad aprile 2022, Latina si è confermata la provincia più costosa della regione, Viterbo la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie scelte dagli automobilisti laziali emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale (39,4%).

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dai guidatori del Lazio la garanzia infortuni conducente (22%) e la tutela legale (15,8%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 1.705.948 preventivi effettuati nel Lazio su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2021 e il 30 aprile 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • RCH dà appuntamento ad EuroCIS 2022 con nuovi prodotti ad alta tecnologia, a servizio del retail

    Dal 31 maggio al 2 giugno l’azienda trevigiana parteciperà alla principale fiera europea per la tecnologia del settore retail a Düsseldorf, con l’energia del ritorno agli eventi in presenza e nuove soluzioni a supporto degli esercizi commerciali

     

    Treviso, 27  maggio 2022 – RCH S.p.A., azienda produttrice di soluzioni avanzate per il punto vendita, ritorna a EuroCIS 2022, con nuove soluzioni tecnologiche nell’ambito dei registratori di cassa e la gestione delle attività commerciali.

    L’appuntamento per conoscere l’intera gamma di soluzioni smart RCH e i nuovi prodotti come stampanti, cassetti automatici, software e app integrative è alla Fiera di Düsseldorf, dal 31 maggio al 2 giugno, presso lo stand C52 nel Padiglione 9.

    Protagoniste dell’evento saranno le soluzioni smart con sistema Android targate RCH: dai registratori telematici all in one Walle8T ed A-Box 3, alla linea POS AT15 Iron, nelle versioni self standing e wall.

     

    Tra le novità di gamma, messe a punto negli ultimi mesi e dunque pronte al debutto nell’importante vetrina internazionale offerta da EuroCIS 2022, RCH propone la stampante PRINT! WiFi con connettività integrata per la facile emissione di comande per il mercato della ristorazione e dell’ospitalità; il nuovo Sistema di cassa telematico Android PRINT! RT Smart, con la stampante telematica che poggia su una docking station con Sistema Operativo Android 10: una soluzione compatta e salvaspazio, con display incluso, che assicura elevate prestazioni con una minima occupazione di spazio; AT 15 Iron Print: il sistema POS con stampante integrata, pensato per gli ambienti retail che prediligono un’estetica contemporanea con tutta l’usabilità, la versatilità e la funzionalità dei sistemi RCH.

     

    Le novità però non finiscono qui: presso lo stand RCH sarà possibile richiedere la demo di Physit Store Solutions, la piattaforma che integra hardware e software pensata per rispondere alle attività del Retail e della DO con esigenze gestionali evolute; inoltre sarà esposto il Cassetto Automatico RCH D-Mat11, la soluzione per le casse automatiche di front-end integrato con il software di cassa RCH A-Touch System, per automatizzare i pagamenti in contanti in piena sicurezza. Ultima ma non meno importante, sarà presentata l’integrazione a tutti i registratori di cassa RCH con Sumup, per agevolare i pagamenti cashless con tutti i tipi di carte attraverso l’app RCH Paybox.

     

    Immancabile, il tocco di design made in Italy offerto da Cortina59, il registratore di cassa nato dal restyling di un fortunato prodotto degli anni’60, con le sue linee elegantemente retrò e i suoi colori POP: un modello – di colore giallo – farà parte del design espositivo dello stand, a conferma dello stretto legame esistente tra la storicità e l’innovazione tecnologica tipica dei sistemi smart proposti da RCH. Cortina ‘59 sarà uno degli elementi di attrazione e photo opportunity per i visitatori di EuroCIS 2022.

  • Liste civetta, De Pierro risponde a Rieti Life e a Fabio Melilli

    Dopo l’articolo apparso sulla testata reatina e le dichiarazioni del deputato del Partito Democratico il presidente del movimento Italia dei Diritti si pronuncia deciso sull’argomento

    Antonello De Pierro

    Roma – In occasione delle elezioni amministrative previste per il prossimo 12 giugno anche quest’anno, in sede di presentazione delle liste, c’è stato chi è tornato a parlare di liste civetta. E puntualmente, in maniera esplicita o più velatamente, qualcuno ha eletto a bersaglio il movimento Italia dei Diritti, la compagine politica che fa capo al giornalista romano Antonello De Pierro, noto alle cronache anche per essere stato vittima in passato di un’aggressione da parte del boss di Ostia Armando Spada.
    Fabio Melilli
    Tra i tanti figura la testata reatina Rieti Life, che, in un articolo dal titolo “Casaprota, 5 liste per 700 abitanti. Ecco tutti i candidati a sindaco e a consigliere”, facendo apoditticamente riferimento alla lista IdD, pur non citandola, e sottolineando la circostanza che vede “una lista” contenere “molti nomi che si sono candidati in un altro comune ma con un altro candidato sindaco”, afferma che “sì può fare, ma ovviamente torna alla mente l’appello del deputato Melilli sulle liste civetta, consuetudine deprecabile in danno dei nostri piccoli comuni ormai da diversi anni”. Ma in cosa consiste il richiamato appello del deputato Melilli? E’ stato proprio Rieti Life a pubblicarlo, qualche ora prima del prefato articolo su Casaprota. Fabio Melilli, ex presidente della provincia di Rieti dal 2004 al 2012 e segretario regionale del Partito Democratico nel Lazio dal 2014 al 2018 aveva dichiarato: “Come accade ormai da qualche anno anche in questa tornata di elezioni amministrative i nostri piccoli comuni, sono invasi da liste di soggetti sconosciuti alle comunità e composte per lo più da militari in servizio. Il periodo di congedo, previsto per legge per chi si candida, spinge alla presentazione di liste e di candidati a Sindaco solo per avere la possibilità di non recarsi al lavoro per più di un mese. Tutto ciò, oltre a determinare un aggravio di lavoro per gli uffici comunali, mortifica ed offende le comunità che vengono utilizzate per esclusivi fini privati. Credo sia arrivato il tempo di porre fine a tali comportamenti a salvaguardia della dignità delle istituzioni e dei nostri comuni”.

    Non si è fatta attendere la risposta dell’Italia dei Diritti, che è intervenuto sulla questione per bocca del suo presidente De Pierro, capogruppo a Roccagiovine, consigliere in seno all’Unione deì Comuni Valle Ustica e già capogruppo IdD nel consiglio della X Comunità Montana dell’Aniene, attualmente comnissariata. Il leader del movimento non le manda a dire e rispedisce al mittente ogni accusa di lista civetta: “E’ arrivata l’ora di finirla di etichettare il nostro movimento come lista civetta. E’ già successo in passato, pur avendo ampiamente dimostrato il contrario sul campo, e in questo caso mi rivolgo soprattutto alla testata Rieti Life. E’ stato scritto che in 2 liste compaiono molti nomi simili. Infatti è accaduto nelle nostre liste a Casaprota e a Nespolo. In merito c’è una previsione normativa specifica che prevede la candidatura della stessa persona in non più di 2 comuni e noi ci siamo attenuti al dettato della norma. A quanto pare sembra sia bastata questa congiuntura per far tornare alla mente al redattore della testata reatina il concetto di ‘liste civetta, consuetudine deprecabile in danno dei nostri piccoli comuni ormai da diversi anni’. L’aver concesso ad alcuni candidati ritenuti più validi la doppia possibilità di elezione è bastato a rispolverare l’assunto concettuale che è espresso dal binomio liste civetta. Forse si ignora che ciò avviene a volte anche nelle file di grossi partiti a Roma, dove, per esempio, ci sono candidati al Comune, i quali figurano anche nelle liste municipali e spesso in ben 2 municipi. Per ciò che afferisce al richiamo alle parole del deputato Fabio Melilli, parlando di noi credo sia alquanto improprio e inopportuno. e voglio sperare che quest’ultimo non facesse riferimento al nostro movimento. In ogni caso se qualcuno ci etichetta come lista civetta non sa davvero di cosa parla. La realtà fattuale che ci vede protagonisti nei territori dice esattamente il contrario. Nei comuni del perimetro territoriale della Città Metropolitana di Roma Capitale abbiamo eletto ben 23 consiglieri e tutti si sono distinti fin dall’inizio per l’impegno profuso nell’onorare l’attribuzione mandataria ricevuta tramite l’espressione di voto da parte degli elettori. Se altre liste si comportano diversamente non è una cosa che ci riguarda, l’importante è che il comportamento che pretendiamo dai nostri candidati, specie se poi vanno a sedere sugli scranni delle assise consiliari, si traduce in una manifestazione esemplare di rispetto per le istituzioni e di conseguenza per i corpi collettivi che queste rappresentano. Abbiamo invece assistito a esternazioni comportamentali da lista civetta proprio da parte di compagini elettorali formate da candidati locali, con sindaci eletti che si sono dimessi dopo qualche giorno condannando i comuni al commissariamento. E nemmeno mi pare che i nostri eletti si siano candidati, come afferma Melilli riferendosi alle ‘liste di soggetti sconosciuti alle comunità’ e composte per lo più da militari in servizio’, offendendo e mortificando ‘le comunità che vengono usate per esclusivi fini privati’. Voglio pensare che Melilli non si riferisse a noi, perché in caso contrario siamo noi a essere mortificati e offesi di fronte a una lapalissiana mistificazione della realtà fenomenica e pretendiamo delle scuse. In centinaia di nostre liste sono stati finora candidati solo 2 militari, un sottufficiale della Marina Militare, che risponde al nome di Marco Zoppini ed è uno dei punti di forza sotto il profilo politico informatico del nostro movimento e negli anni scorsi un carabiniere. E’ stato candidato qualche poliziotto, di cui 3 sono stati eletti, onorando con tutti i crismi il mandato e facendo registrare la loro presenza a ogni convocazione , ma Melilli dovrebbe sapere che i poliziotti non sono militari, ancorché sia prevista l’applicazione d’ufficio dell’istituto dell’aspettativa e non del congedo, come lui erroneamente lo chiama, che è tutta un’altra cosa. Ma tra i nostri eletti figurano soprattutto 2 commercialisti, Dario Domenici e Maria Condrò, 2 infermieri, Massimo Pacico e Teresa Trerotola, un assicuratore, Sandro Taraborrelli, un’ex hostess dell’Alitalia, Paola Torbidoni, un medico, Marco Del Monaco, 2 imprenditori, Angelo Lori e Tony Gallo, una docente, Angela Malaspina, una lavoratrice precaria, Sabrina Ragucci, un ex ispettore capo della Polizia di Stato, Francesco Palmisano, un’eccellenza nel diritto amministrativo e candidato senza usufruire di alcuna aspettativa, un pensionato delle Poste Italiane, Aurelio Tartaglia, un pensionato del Cotral, Angelo Barnaba, il nostro responsabile provinciale romano Carlo Spinelli, impiegato nel campo della tutela ambientale , un impiegato del Ministero dei Beni Culturali, Roberto Porcacchia, un impiegato di un’azienda privata, Giovanni Ziantoni. Tutti i nostri eletti sono impegnati quotidianamente sul territorio e quasi mai sono stati assenti a una seduta consiliare. Molti di loro peraltro non sono estranei ai territori che rappresentano, ma vivono in loco o nei dintorni. Pertanto ogni tentativo di screditarci con la definizione di ‘lista civetta’ è smentito dai fatti e può essere tranquillamente rispedito al mittente. La verità è che non siamo graditi proprio perché troppo presenti e soprattutto competenti. Per fortuna non a tutti. Molti amministratori locali intelligenti hanno colto al volo la straordinaria opportunità da noi rappresentata e hanno recepito il nostro proporci ad adiuvandum. E sono nate delle importanti e proficue collaborazioni, che hanno arricchito le comunità di un valore aggiunto e non hanno certo leso ‘la dignità delle istituzioni’ e dei ‘comuni’, per riprendere ancora il concetto espresso da Melilli. Non ci faremo intimidire da nulla e da nessuno. Il nostro esercito in continua crescita di esponenti e attivisti continuerà a salvaguardare i principi fondanti del movimento, basati sulla legalità, sulla giustizia e sull’etica. Continueremo ad apprezzare e a fare un plauso a tutte le maggioranze virtuose e terremo accesi i riflettori su chi non è in grado di porre in essere un’efficace azione gestionale. Sono gli amministratori incapaci, che siano del luogo o meno, a offendere e mortificare le comunità che rappresentano, spesso costrette a subire per mancanza di una valida alternativa una gestione insufficiente o inerte della cosa pubblica, spesso dettata da una sola persona e avallata dal voto di maggioranze di figuranti, i quali si limitano per 5 anni ad alzare la mano per votare, obbedendo come scimmie ammaestrate agli ordini di scuderia. Che piaccia o no con l’Italia dei Diritti queste aberrazioni istituzionali non passeranno più inosservate. Le amministrazioni non virtuose dovranno rassegnarsi a subire la nostra critica mirata a svegliare le coscienze anestetizzate del tessuto collettivo. Infatti da quando abbiamo lanciato l’iniziativa denominata ‘opposizione ombra’ sarà pressoché ininfluente la nostra presenza o meno nei consessi consiliari, ma i nostri consiglieri ombra denunceranno con tutti i mezzi mediatici disponibili le lacune amministrative. La pacchia è finita”.

  • Arte: la mano di Rubens sull’acquaforte l’ultima cena

    Giovanni Battista De Andreis, artista sperimentatore e studioso di tecniche calcografiche, analizza storia e tecnica dell’incisione
    derivata dal Cenacolo di Leonardo per una circostanziata e attendibile
    attribuzione al celebre maestro di Anversa.

     

    Se ne conosceva l’esistenza da sempre, da quando si è cominciato a
    scrivere di Rubens come incisore e più importante diffusore di questa
    particolare tecnica d’arte.
    “Gli amatori hanno cercata avidamente la stampa rappresentante il
    famoso Cenacolo di Leonardo da Vinci” così la presenta il Ferrario nel
    suo Le classiche stampe dal cominciamento della calcografia, del 1836.
    Ogni trattato ne parla, a partire dal Settecento, primo fra tutti il
    Mariette, assieme alle due uniche acqueforti concordemente attribuite
    al Maestro fiammingo: la Santa Caterina d’Alessandria e la Vecchia
    della candela.
    La notizia: L’ultima cena, una tra le più ricercate incisioni di
    Rubens, è recentemente riapparsa presso un professionista Romano, il
    dottor Gilberto di Benedetto (psicologo e psicoterapeuta).
    Certamente un omaggio importante per il celebre e sfortunato Cenacolo
    dipinto da Leonardo sul finire del Quattrocento per il refettorio di
    Santa Maria delle Grazie in Milano.
    Un bulino che per le dimensioni insolite (mm 996 x 298 al bisello) è
    stato realizzato su due matrici congiunte: procedimento non certo
    consueto all’epoca, dovuto probabilmente alla difficoltà di produrre o
    incidere matrici in rame di dimensioni così ragguardevoli.
    Tanto per l’esecuzione quanto per la storia che l’accompagna il
    recente rinvenimento merita più di una riflessione o di una expertise
    sbrigativa. La tradizione è unanime nell’attribuire l’incisione alla
    mano di Soutman, peintre-graveur allievo di Rubens e cresciuto alla
    sua bottega.
    L’autenticità della stampa è garantita dalla tiratura coeva, in primo
    stato, impressa su carte con filigrane di Leida, in ottimo stato di
    conservazione. Le matrici originali sono tuttora conservate presso lo
    Stedekijk Prentenkabinet di Anversa.
    Le scritte della legenda sottostante, chiare ma non senza enigmi,
    impongono qualche considerazione non inutile.
    A sinistra, fatto il dovuto riferimento a Leonardo (Pinxit) si legge
    P. P. Rub. Delin. (disegnò). Manca del tutto l’indicazione solita
    dell’incisore esecutore, accanto al termine excudit . Perché?
    Dopo il termine invenit, (quì sostituito da pinxit, l’autore dell’
    originale) il termine delineavit indica l’autore del disegno
    esecutivo, in questo caso Rubens.
    A rigore dobbiamo dedurre che Rubens disegnò – di questo possiamo
    stare certi, scrupoloso com’era – ma che nessuno eseguì (sculpsit o
    excudit). Com’è possibile? Le ipotesi non sono poche: l’impossibilità
    di menzionarlo, che l’artista non l’abbia ritenuto pertinente o
    necessario, che non era semplice stabilirlo o perché, semplicemente,
    gli incisori erano due.
    Da notare che l’acquaforte, a differenza del bulino che viene inciso,
    in effetti viene “disegnata”. Forse in questo il senso di quel
    delineavit, che nel presente contesto assumerebbe un significato
    particolare: l’autore del disegno potrebbe coincidere con l’autore
    dell’acquaforte?
    La Pinacoteca Repossi di Chiari (Brescia) possiede un foglio similare
    a questo, non coevo però e sprovvisto di filigrana dove curiosamente
    si legge, nella specifica della Collezione: “Il nome dell’incisore è
    stato sostituito da quello del disegnatore”. Una ammissione incauta
    che non fa che ravvivare gli interrogativi appena esposti. Curioso
    anche – sempre a proposito di questo lavoro e prassi generalizzata –
    come gli studiosi parlino indifferentemente ora di acquaforte ora di
    bulino, mai accennando ad una tecnica composta o comunque menzionando
    le due tecniche.

    Un po’ di storia, intanto.
    Disceso in Italia, come ogni buon nordico che intendesse temperarsi
    nella cultura italiana, certamente impressionato dalla Cena di
    Leonardo, Rubens non avrebbe esitato a copiarla. E’ quanto
    è sempre stato scritto. Ipotesi suffragata, nel caso, dall’unico
    disegno esistente del maestro riferibile a un particolare della Cena,
    conservato nella collezione Devonshire a Chatsworth, con ogni
    probabilità databile tra il 1600 e il 1612 (J.S.Held, L.Burchard, R.A.
    d’Ulst).
    L’interrogativo se il disegno esecutivo finale abbia invece altra
    provenienza viene dall’esistenza di una copia del Cenacolo vinciano –
    singolare per l’orizzontalità del formato e la totale assenza di
    spazio prospettico – dovuta ad allievi di Leonardo (Boltraffio o Marco
    d’Oggiono ) e conservata alla Royal Academy di Londra (ipotesi E.
    Moeller del 1952).
    Neppure da trascurare, come ulteriore possibile spunto iconografico,
    una copia della Cena di imponenti dimensioni esistente già nel 1545
    nell’abbazia di Tongerloo, a qualche decina di chilometri da Anversa
    (A. e P. Philippot nel 1967-68).
    Sempre in tema di un iter creativo che non può che avvalorare
    l’importanza data dal Fiammingo a questo lavoro, esiste un disegno, al
    Gabinetto dei Disegni del Louvre, assai curioso ed eloquente. Sono
    rappresentate in controparte le sole figure del Cristo e dell’apostolo
    Simone: un particolare di un eventuale prototipo esecutivo? Il foglio
    si impone per una peculiarità non indifferente: se da un lato vi
    appaiono particolari identici all’incisione, dall’altro la posizione
    delle mani rispetta quella di Leonardo, soprattutto quella a sinistra
    nella stampa.
    Se il disegno fosse derivato dall’incisione le mani non potrebbero che
    riprendere quelle dell’incisione e non certo tornare al modello di
    Leonardo. Ma la comparsa del tendaggio, così come il calice e il pane
    davanti a Cristo, richiamano perfettamente la stampa, per cui,
    soltanto considerandolo uno studio creativo intermedio (un occhio
    ancora a Leonardo e un altro teso a modificare) si può legittimarne
    l’origine non di riporto ma creativa: la mano di Rubens o di chi per
    lui.

    Per cui, nonostante questa Cena incisa pretenda presentarsi come
    fedele copia nella legenda sottostante – referenza non da poco per il
    suo successo – l’occhio di oggi non può che coglierne lo spirito di
    libero d’après, ricco di vistose ablazioni. Ambiente prospettiva e
    oggetti sono scomparsi, ad eccezione del pane e del calice. In
    aggiunta, l’esuberante Rubens ha innalzato alle spalle del Cristo il
    vistoso panneggio piramidale appena menzionato che, mentre evidenzia
    la maestà del Maestro, crea un trasfigurante moto ascensionale su
    tutta l’orizzontalità della scena. Libertà espressive che non lasciano
    dubbi sulla disinvoltura toccata al capolavoro vinciano.
    Creativa dissacrazione che aggiunta all’incuranza di presentarsi
    invertita (speculare) rispetto all’originale conferma la tensione del
    Fiammingo di avvalersene più per una propria rappresentazione che per
    diffonderne l’icona originaria. Una anomalia che è bene non trascurare
    perché mai attuata da Rubens per nessuna trasposizione in stampa delle
    sue numerose opere di pittura. Trasgressione legittimata forse
    dall’opportunità che, standogli sott’occhio la perfezione del suo
    prototipo, egli stesso abbia temuto di indebolirla rovesciandola, per
    non dire affidarne ad altri il rischio. Un Leonardo alla rovescia per
    cui, a tutto vantaggio dell’energia del foglio, che dice quanto
    l’Artista tenesse a questo lavoro, vivendolo come un vero e proprio
    furto creativo.
    Non poco, per l’artista trentenne che si rivelerà il maggiore
    “imprenditore” della storia dell’arte: fregiarsi d’un colpo della
    grande tradizione rinascimentale con un trait d’union degno di un vero
    protagonista.

    Da tali premesse, considerato il prestigio del lavoro, può essere
    verosimile che Rubens abbia saputo trattenersi dall’intervenire
    direttamente sulla matrice?
    Una occhiata non superficiale convince della assoluta armonia
    dell’insieme: incastri perfetti di luci e ombre, un controllo del
    segno sempre di ammirevole perfezione: assolutamente convincente nei
    panneggi e di massima espressività nei volti: sempre inventato e
    articolato nella raffinata tornitura
    delle mani dei tredici personaggi. Tutto con sintesi da maestro. Dove
    sarebbe improprio cercare il pathos distintivo del Rubens maturo, quei
    viluppi di energia che lo fanno unico. Piuttosto risulta palpabile una
    certa sospesa atmosfera di attesa che riporta, per equilibrio e
    compiutezza, a quel capolavoro giovanile di fascinante bellezza che è
    la tela “Romolo e Remo” della Pinacoteca Capitolina di Roma, dipinta
    ad Anversa nel 1616.
    L’attribuzione a Pieter Claesz Soutman – così come quella più
    difficilmente sostenibile a Vosterman, di recente avanzata da De
    Liberis – merita qualche riflessione. Intanto la curiosa, non
    trascurabile coincidenza che un foglio importante del Soutman, La
    Caccia al cinghiale, risulta inciso su due matrici, esattamente come
    il nostro soggetto. Tecnicamente E’ sempre presente in Soutman (come
    ha rilevato con acutezza L. Leeber) un puntinato fine, a volte
    circonflesso, per accompagnare il volume dei corpi e dare rilievo agli
    incarnati nei passaggi di maggiore finezza; procedimento tipicamente
    pittorico di possibile suggerimento (o suggestione) rubensiano.
    Mancano comunque prove certe, nonostante il Soutman fosse pittore e
    incisore, di una collaborazione ristretta tra lui e Rubens nell’ambito
    dell’incisione. Ciò che sposterebbe questa attribuzione ad altri
    incisori: Cornelis Galle il Vecchio (conosciuto da Rubens in Italia),
    Boetius Adamsz Bolswert, Willem Isaac Swanenburgh e qualche altro, o
    confermare l’incisore eccellente dell’atelier Rubens, Lucas Vosterman.
    Evidente, consentendo quest’ultima attribuzione, che la data verrebbe
    dilatata dal 1610 al 1620.

    Ma in quale ottica il Maestro vedeva il rapporto con i suoi
    collaboratori? Una solidale vicinanza è certa, ma lo è ancor più la
    puntigliosa accuratezza che egli pretendeva nella fase di riproduzione
    di prototipi che egli stesso era solito portare alla perfezione. E’
    certamente la causa dei ruvidi, avventurosi contrasti emersi con
    Vosterman (troppa albasìa, a detta di Rubens), unanimemente
    considerato il suo intagliatore di maggior talento, ma il cui rapporto
    con il Maestro, per quanto ci riguarda, viene costretto ai quattro
    anni che vanno dal 1618 alla tempestiva rottura del 1622; per
    riprendersi poi (miracoli dell’arte!) dopo il 1630.
    Rubens era fin troppo consapevole, a sue spese, che quando non
    personalmente controllata la qualità del lavoro poteva slittargli di
    mano. Mi piace citare l’umiltà davvero commovente dell’Artista che
    aveva ormai conquistate tutte le corti d’Europa. “Con tutto ciò posso
    dire con verità, che li dissegni sono più finiti e fatti con più
    diligenza che le stampe, li quali dissegni io posso mostrare ad ognuno
    poiche li ho in mia mano”.
    Come accaduto per la disgraziata serie delle illustrazioni per la vita
    di Ignazio di Lodola – incise a Roma dopo la sua partenza per Anversa
    – di una mediocrità disarmante, benché “L’unico disegno che ne
    conosciamo, ora al Louvre, sia di rara intelligenza e sensibilità” (D.
    Bodart 1977).
    Quanto egli stesso lamenta in una lettera enigmatica del 23 gennaio
    1619 diretta a Pieter Van Veen e riferita probabilmente al Vosterman:
    “Havrei ben voluto che l’intagliatore [bulinista] fosse riuscito più
    esperto ad imitar bene il prototypo, pur mi pare minor male di vederli
    fare in mia presenza per mano di un giovane ben intentionato che di
    gran valenthuomini secondo il loro capriccio”. Non c’è migliore
    conferma della preferenza di Rubens per intagliatori rispettosi delle
    sue direttive piuttosto che per l’estro di genialità ingovernabili.
    Federico Zeri amava ripetere (l’ha scritto anche in qualche suo libro)
    che mentre un capolavoro sopporta qualsiasi ingrandimento, sempre
    migliorando, una brutta opera non può che peggiorare mano a mano che
    viene ingrandita.
    Entrando nell’incisione, si riscontrano subito due differenti
    tecniche. Un potente ingrandimento permette di distinguere le diverse
    specie e modi di interventi e, ciò che più importa, i “tempi di
    esecuzione”. Intanto la traccia, cioè il disegno che contorna forme e
    figure, risulta incisa all’acquaforte: un segno morbido e sensibile,
    robusto e deciso. Tutte le figure e i profili dei volti appaiono
    tracciati da questa mano: una varietà e intensità d’espressioni non
    certo da copista! Il secondo stadio risulta eseguito al bulino: una
    mano assai abile ha dato corpo alle figure con un
    intaglio secco e preciso. Di rilevante interesse i punti più delicati
    degli incarnati: la mani soprattutto, trattate con interventi di
    finissimi punteggiati, vibrazioni infinitesime per imitare una resa di
    materia pittorica.
    Ecco al terzo livello riapparire l’acquaforte. Com’è possibile,
    trattandosi sempre di acquaforte, che le due fasi non siano state
    eseguite contemporaneamente?
    E’ questa la scoperta più affascinante. Scrutando l’energica
    tratteggiatura delle massime ombre (specie tra i capelli degli
    apostoli e ovunque appaiano rinforzi consistenti) si osserva che le
    linee di di tratteggio procedono a scatti, come a balzelli. La mano
    dell’incisore sa riconoscere tali scatti: il caratteristico salto
    della punta d’acciaio (puntasecca) ogniqualvolta interseca i solchi
    del bulino o dell’acquaforte sottostante. La sicurezza con cui si
    riesce qui a padroneggiare la direzione del segno, per quanto gli
    incavi possano impedirlo, rivela l’artiglio del Maestro. Per
    esperienza so quanto in un intervento del genere risulta difficoltoso,
    anche alla mano più esperta, mantenere la direzione voluta.
    Se un intervento all’acquaforte – dove si disegna, è l’acido a
    incidere – può risolversi in tempi rapidi, la lavorazione a bulino
    comporta, oltre una ammirevole pazienza, tempi notevoli: un rapporto
    da giornate a mesi.
    Questa considerazione conferma che un disegnatore prodigioso come
    Rubens era in grado di intervenire in tempi assai rapidi
    all’acquaforte, lasciando al paziente lavoro del bulinista tutto il
    rimanente, purché sempre sotto controllo. Un procedimento identico a
    quello di molti suoi disegni. Nelle stupenda Testa a sanguigna di
    bambino qui riprodotta egli traccia appunto a sanguigna le parti più
    luminose e delicate, lasciano poi agli interventi energici del
    carboncino tutte le parti rinforzate in ombra. Nell’incisione la
    sanguigna corrisponde al bulino e il nero del carbone all’acquaforte.
    La lettera sopra menzionata evidenzia che l’Artista considerasse
    l’incisione come emanazione della sua propria creatività. Il suo
    occhio straordinario non poteva che fargli ricercare nell’opera
    stampata quelle stesse caratteristiche di verità ed energia che
    ricercava nell’opera dipinta.
    Una energia che egli riusciva a suscitare, come nel caso di questa
    incisione, avocando a sé tanto la parte iniziale quanto quella finale
    del lavoro, con la stessa fluidità con cui riusciva nei dipinti a
    interscambiarsi con i suoi valorosi aiuti. Una bottega, la sua, che ha
    saputo gestire, oltre uno stuolo di incisori di considerevole statura,
    artisti della levatura di Van Dyck o Jordaens: il più importante
    esempio di gestione di creazione artistica di ogni tempo.

    Eccessivo pretendere che per questa Cena il Maestro abbia messo mano
    anche al bulino, nonostante la sua pratica accertata dello strumento e
    la definizione di “Pittore del bulino” attribuitagli da Mariette.
    Per mio conto è sufficiente, dato il valore del suo doppio intervento
    in acquaforte, la certezza che egli ha tenuto sotto controllo l’intera
    lavorazione, con un’attenzione specifica all’intaglio. Per il quale
    non credo ragionevole, in ultima analisi, spostarsi da Soutman; non
    fosse che per le sue documentate capacità e per rispetto di quella
    tradizione che concordemente lo richiama. Una attribuzione diversa
    suonerebbe meno giustificata, come anche quella a Vosterman, avanzata
    da De Liberis, mi sembra posticipi troppo una esecuzione che io sento
    collocarsi nel primo decennio del Seicento.
    Per cui, come per gran parte del suo stile di produzione pittorica, è
    possibile a pieno titolo ascrivere al nome di Rubens la piena
    paternità di questo stupendo e insolito foglio. Una qualità e una
    rarità di cui non è certo agevole ipotizzare un possibile valore di
    mercato. Nella misura in cui è difficile precisare quale valore si
    intenda e, soprattutto, a quale mercato ci si voglia riferire.
    Come artista e come appassionato studioso di questa meravigliosa arte
    su carta non posso che concludere: allo stesso modo che un
    appassionato di Rubens ricerca una sua opera autentica di pittura si
    può parimenti restare affascinati da questa originalissima “Ultima
    cena” del grande maestro di Anversa.

  • Marco Domizio: la vision del fondatore e AD di Ares Ambiente

    Nel 2008 Marco Nicola Domizio ha dato vita a Treviolo ad Ares Ambiente, di recente riconosciuta Azienda Best Performer nel territorio per la solidità economica e finanziaria dimostrata negli anni.

    Marco Domizio

    Marco Nicola Domizio: Ares Ambiente premiata per solidità economica e finanziaria

    È il 2008 quando a Treviolo, in provincia di Bergamo, Marco Nicola Domizio dà vita ad Ares Ambiente. Specializzata nel servizio di intermediazione rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati, l’azienda è cresciuta rapidamente arrivando ad affermarsi nel settore. Non a caso proprio lo scorso novembre è stata premiata come Azienda Best Performer di Bergamo, secondo quanto emerso da uno studio realizzato da Italy Post per il quotidiano “Lombardia Post” sui bilanci delle imprese del territorio con rating equilibrato o ottimo su valori di fatturato ed EBITDA. “È un traguardo che ci rende orgogliosi e ci spinge a mantenerci ai massimi livelli di efficienza nella gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi”, ha commentato in merito Marco Domizio.

    Marco Nicola Domizio: insieme, clienti e partner, per un futuro più sostenibile

    Nel commentare il riconoscimento di Best Azienda Performer ad Ares Ambiente, Marco Nicola Domizio ha sottolineato come nonostante l’incertezza economica degli ultimi due anni non sia mai venuto meno “il nostro impegno a conferire i rifiuti delle attività produttive”. L’AD ha ricordato inoltre come l’azienda operi “nel modo più efficiente possibile e secondo criteri di tracciabilità e pratiche amministrative che rispettano la normativa vigente”: merito di quanti “ogni giorno contribuiscono a consolidare la nostra posizione nel mercato, lavorando con la massima professionalità e con competenze che continuano a crescere e rinnovarsi”. Infine ha ringraziato “coloro che ci hanno scelto, clienti e partner”: solo insieme si possono “affrontare le sfide del presente” aprendo a “un futuro più sostenibile per le persone e per l’ambiente” in cui Ares Ambiente potrà continuare a perseguire gli obiettivi di trasparenza ed efficienza a cui guarda fin da quando 14 anni fa Marco Domizio le ha dato vita.

  • La rivoluzione industriale parte da Dsnow

    E’ on line il nuovissimo motore di ricerca web ideato per coniugare in pochi click domanda e offerta nel settore metalmeccanico, riducendo le tempistiche e ottimizzando la relazione tra imprese e fornitori con un approccio moderno e competitivo

     

    L’Italia ha la possibilità, di rivoluzionare il mondo meccanico a carattere globale, grazie ad un nuovo strumento che dimostra l’eccellenza delle aziende nazionali e il potenziale esprimibile, grazie alla visione avveniristica di un’imprenditoria ancora capace di interpretare le necessità di un mondo in rapida evoluzione.

    Nell’ottica di una meccanica sempre più evoluta, l’informatizzazione si dimostra uno strumento prezioso per le aziende che operano in un contesto internazionale. Nasce così Dsnow, una piattaforma web, facile e intuitiva, che consente alle aziende del settore metalmeccanico di cercare e individuare, in modo rapido, il fornitore adeguato alle proprie necessità.

    Il nuovissimo motore di ricerca progettato per favorire l’incontro tra domanda e offerta, supportando così le imprese nella scelta del giusto partner è la risposta ideale per i tecnici e gli addetti ai lavori, sempre più sensibili verso il facile reperimento delle informazioni legate al prodotto e ai servizi. Un’operazione delicata che incide direttamente sulla capacità di soddisfare le esigenze dei clienti attuali e futuri e di conseguenza sullo sviluppo positivo del business.

    Contestualmente Dsnow rappresenta anche uno spazio privilegiato, una vetrina per tutte quelle aziende che desiderano emergere dall’anonimato, mostrando e mettendo in luce peculiarità, specialità ed eccellenze.

    Il motore di ricerca https://dsnow.it/ è frutto dell’intuizione e dell’esperienza del giovane startupper Riccardo Villa Pollini, trentenne con alle spalle diversi anni di lavoro a stretto contatto con il mondo della meccanica. Proprio durante la sua attività lavorativa ha potuto sperimentare le difficoltà delle imprese nell’individuare i propri fornitori e, allo stesso tempo, intravisto negli strumenti digitali la possibilità di agevolare questo processo accorciando i tempi e massimizzando i risultati.

    Dsnow, acronimo di Discover your supplier now, sfrutta dei filtri molto specifici su materie prime, lavorazioni, prodotti o servizi che attraverso ricerche semplici consentono di individuare, sulla base, di specifiche esigenze e richieste, il partner più adatto, senza essere più costretti a perdersi tra telefonate e miriadi di siti web per capire se un’azienda vende un particolare prodotto o è in grado di realizzare o meno una specifica lavorazione. Al contrario, saranno sufficienti pochi e semplici click per verificare se una data realtà sia o meno in grado di soddisfare realmente le sue specifiche esigenze.

    Minor tempo nella ricerca, maggiore precisone nell’identificare la formula più consona in un tessuto produttivo ad alto tasso di personalizzazione e che trae la sua forza nello scenario internazionale dalla customizzazione. Dunque, un servizio fast e smart che con metodo e scrupolo permette di scandagliare ed esplorare, 24 h su 24, il mondo della meccanica in tutte le sue complesse lavorazioni.

    Dsnow non è solo un motore di ricerca ma anche una vetrina per tutte quelle aziende che desiderano far conoscere al mercato le proprie potenzialità. Il sito mette a loro disposizione una pagina per presentare novità in termini di prodotti e servizi e così attrarre nuovi clienti. Anche in questo caso risulta fondamentale l’applicazione dei fast filters che consente all’azienda di farsi trovare esattamente per quello che fa ed offre.

    Dsnow si pone come uno strumento strategico pensato per accompagnare la crescita e lo sviluppo delle aziende nella costruzione di partnership di valore, nonché di una web reputation che ispiri autorevolezza e affidabilità.

     

     

    Dsnow è un’innovativa e giovane startup di Bologna nata per offrire un servizio strategico al comparto meccanico. Dsnow, acronimo di Discover your Supplier now è un motore di ricerca web progettato per svolgere una duplice funzione: consentire alle aziende di individuare in pochi click i fornitori adeguati alle proprie necessità e contemporaneamente offrire visibilità alle imprese del comparto, mettendo a loro disposizione una vetrina dove presentare le proprie eccellenze. Favorire l’incontro tra domanda e offerta, questo l’obiettivo della startup fondata da un giovane bolognese dopo un’importante esperienza nel settore della meccanica.

  • Digital Innovation per non Digital Manager: la novità targata Academy di GS1 Italy e SDA Bocconi

    Al via il primo percorso formativo sull’innovazione digitale nel largo consumo: creato da GS1 Italy insieme a SDA Bocconi School of Management, è rivolto ad aziende di Produzione e di Distribuzione della community GS1 Italy.

    GS1 Italy apre le iscrizioni a “Digital Innovation per non Digital Manager”, il primo percorso formativo dedicato all’innovazione digitale nel largo consumo e nella GDO, sviluppato con SDA Bocconi School of Management, al 1° posto in Italia e al vertice delle principali classifiche internazionali per la formazione manageriale. Un’opportunità promossa dal Consiglio Direttivo di GS1 Italy per acquisire nuove competenze – strategiche e operative – per portare il business a un livello più evoluto. L’obiettivo? Fornire una visione strategica del ruolo delle nuove tecnologie e del loro impatto sulle attività e contribuire alla crescita e omogeneizzazione della cultura e delle competenze digitali dei responsabili di funzione delle aziende associate.

    «La formazione è alla base della crescita di ogni impresa. Per questo, come GS1 Italy vogliamo accompagnare le aziende della community di GS1 Italy con una proposta formativa di alto livello che possa aiutarle a velocizzare il processo di cambiamento» spiega Francesco Pugliese, presidente di GS1 Italy. «La digitalizzazione è inevitabile e coinvolge sia le hard che le soft skill: consapevoli della sua complessità, ci siamo rivolti a un partner affidabile e competente con cui abbiamo costruito un percorso completo ed efficace».

    La digitalizzazione è, infatti, un obiettivo non più rimandabile. Secondo il report “Imprese e ICT” dell’Istat, circa il 60% delle PMI italiane ha già raggiunto un livello digitale di base, ma l’obiettivo posto dall’Unione europea è molto più ambizioso: portare entro il 2030 il 90% delle piccole e medie imprese italiane a un buon livello di digitalizzazione. Per questo l’Academy di GS1 Italy – il department dedicato alla formazione aziendale che dal 2004 affianca le aziende dell’Industria e della Distribuzione – ha già ampliato la sua offerta formativa con numerosi corsi ad hoc ed ora si arricchisce del nuovo percorso formativo “Digital Innovation per non Digital Manager” con cui supportare i manager delle imprese nel comprendere e contribuire al meglio al cambiamento digitale delle proprie aziende.

    «Oggi più che mai le imprese hanno bisogno di nuove competenze. Con questo progetto speriamo di poter dare un contributo importante all’evoluzione delle aziende italiane, favorendo la diffusione di una nuova cultura digitale nelle aziende associate a GS1 Italy» commenta Silvia Scalia, ECR e training director GS1 Italy.

    Il percorso formativo è disponibile in due modalità:

    • In presenza, con lezioni ospitate presso il Campus SDA Bocconi (via Sarfatti, 10 – Milano) e una giornata esperienziale nell’innovation center di GS1 Italy, Interno 1 (via Paleocapa, 7 – Milano).
    • Online, con un percorso intensivo di 16 ore circa, fruibile da remoto in qualsiasi momento.

    E si articola in diversi moduli tematici, dedicati a Digital Innovation e Transformation e all’analisi di “ambiti e casi” di innovazione digitale di valore nel largo consumo e nella GDO, tra scenari, trend, sostenibilità e tecnologie digitali. Si prosegue approfondendo processi di integrazione, digital supply chain management e digital operations, e marketing analytics, social branding e omnichannel marketing, per poi passare allo studio di eCommerce e multicanalità, agile transformation e management per gestire i progetti e sostenere l’innovazione nei processi, concludendo con l’analisi delle condizioni di contesto che facilitano l’innovazione digitale, lo sviluppo della capacità di problem solving, il processo creativo secondo il design thinking e la tematica dei digital workers e dei workplace digitali ibridi.

    Ma non solo teoria: partecipare in presenza a “Digital Innovation per non Digital Manager” sarà infatti anche un’ottima occasione di networking e di confronto. Il corso si rivolge ai senior e middle manager delle aziende del largo consumo, in particolare a chi si occupa di: Marketing & sales, Business & product development, Supply chain/operation e IT/digital. E le classi saranno volutamente costruite in maniera eterogenea sia per tipologia aziendale che per funzioni e, allo stesso modo, anche i docenti SDA Bocconi porteranno competenze ed esperienze complementari. In questo modo, verrà offerta l’opportunità di riflettere su nuovi spazi di collaborazione e lavoro comune abilitati dalla trasformazione digitale, oltre che sulla valorizzazione del capitale umano disponibile nelle aziende italiane del settore, aiutando i partecipanti a comprendere come contribuire al meglio al cambiamento digitale delle proprie organizzazioni e come indirizzare e valorizzare il contributo portato dai giovani attivi nei vari department.

    Maggiori informazioni sul corso “Digital Innovation per non Digital Manager” e sulle iscrizioni sono disponibili sul sito di GS1 Italy.

  • L’Hotel Vernet di Parigi sceglie Roma di Rubinetterie Stella

    L’iconica collezione di Stella adorna le sale da bagno dell’incantevole hotel parigino.

    L’Hotel Vernet, situato in un prestigioso immobile tra gli Champs-Elysées e l’Arc de Triomphe, caratterizzato dalla tipica facciata in pietra bianca, balconi in ferro battuto e da un’imponente cupola di vetro, progettata da Gustave Eiffel, che ricopre il ristorante interno, rientra a buon diritto nel ristretto novero dei grandi classici dell’hotellerie parigina.

    In occasione della sua ultima ristrutturazione, l’interior designer François Champsaur, per allestire le ampie e confortevoli stanze da bagno, ha scelto la collezione Roma con finitura in ottone PVD: una soluzione dettata dall’intramontabile forma classica di una serie in grado di adattarsi all’evoluzione delle idee d’arredo e dalla proverbiale affidabilità di un prodotto d’eccellenza progettato nel 1926, che da quasi un secolo correda le sale da bagno delle residenze di charme e dei più prestigiosi hotel del mondo.

    www.rubinetteriestella.it

  • Rc Auto: in Emilia-Romagna premio in aumento del +4,4% ad aprile

    Se è vero che i prezzi sono ancora lontani dal periodo pre-Covid, secondo l’Osservatorio di Facile.it* da gennaio ad aprile 2022 il premio medio Rc auto in Emilia-Romagna è aumentato del 4,4%, arrivando a 393,22 euro.

    L’incremento registrato nella regione risulta più alto rispetto a quanto rilevato a livello nazionale (+3,7%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 680.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Emilia-Romagna e raccolti da Facile.it.

    «Nello scorso trimestre», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «i premi Rc hanno ricominciato a salire anche se, va evidenziato, nell’ultimo mese il dato è rimasto sostanzialmente stabile. È presto, però, per dire se la tendenza si sia effettivamente bloccata».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di aprile 2022 con quello di gennaio emerge come l’incremento sia stato registrato, seppur in misura differente, in tutta l’Emilia-Romagna.

    A guidare la classifica degli incrementi è la provincia di Forlì-Cesena, area dove il premio medio è salito dell’8,3% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 389,95 euro, seguita, a brevissima distanza, da Parma (+8,2%, 390,84 euro) e Ferrara (+7,2%, 382,75 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria emiliano romagnola si trovano Modena, che lo scorso mese ha visto salire il premio medio a 384,74 euro (+6,7%), Reggio Emilia (+4,2%, 404,58 euro) e Ravenna, area dove, ad aprile 2022, la tariffa media è cresciuta del 2,6%, arrivando a 395,82 euro.

    Chiudono la classifica Bologna (+1,3%, 392,29 euro) e Rimini (+0,9%, 417,49 euro)

    In valori assoluti, ad aprile 2022, Rimini si è confermata la provincia più costosa della regione, Ferrara la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie scelte dagli automobilisti dell’Emilia-Romagna emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale (34%).

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dai guidatori emiliano romagnoli la garanzia infortuni conducente (22,4%) e la tutela legale (19,5%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 682.769 preventivi effettuati in Emilia-Romagna su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2021 e il 30 aprile 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Miscelatore termostatico per vasca OMBG. Affidabilità e design all’avanguardia

    Nell’ampia selezione di rubinetteria termostatica OMBG annovera proposte dall’appeal contemporaneo.

    Efficienza funzionale e stile contemporaneo: è questo il binomio alla base dell’offerta dei miscelatori termostatici prodotti da OMBG. Se i punti fermi dell’azienda sono sicuramente la precisione meccanica e la qualità tecnologica, il catalogo dimostra al tempo stesso l’accuratezza nella ricerca estetica.

    Per soddisfare le tendenze dell’interior design contemporaneo, sono proposte soluzioni ideali per completare le colonne vasca a pavimento. Il miscelatore termostatico, dotato di deviatore a due vie con sistema di chiusura integrato, è dotato di cartuccia deviatrice e cartuccia termostatica prodotte da OMBG, garanzia di qualità certificata e made in Italy.

     

     

     

     

     

     

     

    Sobria e moderna, la colonna termostatica floor-standing è intelligente ed eclettica: fissata a terra e non a muro, può essere posizionata su qualsiasi tipo di pavimento e in qualsiasi punto della stanza da bagno, assicurando una resa stilistica pulita e versatile.

    www.ombg.net

  • Ricerca e impresa. UniBg e UniBs insieme per 60 borse di dottorato

    In continuità con la proposta di progetto THEMA, presentata in occasione del bando PNRR “Ecosistemi dell’innovazione”, il sistema dell’innovazione Bergamo-Brescia mette a disposizione delle aziende del territorio oltre 2 milioni di euro in cofinanziamento per l’attivazione di 60 borse di dottorato di ricerca applicata.

     

    Le risorse economiche messe in gioco vanno ad integrare quelle previste dal D.M. 352 del 09-04-2022, attraverso il quale il MUR ha previsto il riparto di 5.000 borse di dottorati innovativi che rispondono ai fabbisogni di innovazione delle imprese e promuovono l’assunzione dei ricercatori dalle imprese.

     

    “L’obiettivo – spiega il Rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Prof. Sergio Cavalieri è quello di potenziare le competenze di alto profilo, in modo particolare nelle aree delle tecnologie abilitanti, attraverso l’istituzione di programmi di dottorato dedicati, con il contributo e il coinvolgimento delle imprese nella definizione del percorso formativo, anche nell’ambito di collaborazioni più ampie con l’Università. Con questa finalità, la ricerca applicata, passando dal prodotto, dal sistema produttivo e dalla gestione e organizzazione della supply chain, potrà arrivare a promuovere la manifattura presente sul territorio dal punto di vista ambientale e sociale.”

     

    “L’attivazione di borse di dottorato di ricerca per il potenziamento delle competenze di alto profilo nell’ambito industriale, con particolare riguardo alle aree delle tecnologie abilitanti – dichiara il Rettore dell’Università degli Studi di Brescia, Prof. Maurizio Tira si pone come obiettivo la concezione e la conduzione di progetti di ricerca applicata che, a partire dalle reali esigenze presenti e future delle aziende del territorio, sviluppino e implementino tecnologie, metodi ed approcci. Il sistema dell’innovazione Brescia-Bergamo esprime una nuova alleanza tra mondo della ricerca, imprese e governance istituzionale, coerentemente con la missione 4.2 del PNRR nazionale”.

     

    Attraverso la condivisione dei percorsi di ricerca, finalizzati alla formazione di giovani ricercatori in grado di supportare l’innovazione e la competitività delle aziende, questi dottorati potranno rafforzare l’interazione tra gli Atenei e le imprese del territorio. Ciascuna borsa di dottorato dovrà, infatti, essere progettata con l’obiettivo di sviluppare un progetto di ricerca condiviso tra l’Università e l’impresa che cofinanzierà il progetto e, nel corso del triennio, prevederà che il beneficiario della borsa trascorra in azienda un periodo variabile tra 6 e 18 mesi e un periodo presso un’università o centro di ricerca estero.

     

    Le aree strategiche che forniscono una guida a tutte le attività e alle ricerche che saranno condotte dagli attori coinvolti sono le seguenti:

    1. Sviluppo e applicazione di sistemi robotici, macchine e componenti intelligenti
    2. Sviluppo di materiali avanzati per applicazione in sistemi di economia circolare
    3. Progettazione di prodotti e soluzioni green, intelligenti e altamente personalizzati
    4. Progettazione e sviluppo di sistemi di produzione flessibili, resilienti e centrati sull’uomo
    5. Sviluppo di metodi per la valutazione lungo tutto il ciclo di vita dell’impatto economico e ambientale di prodotti, servizi e processi
    6. Sviluppo di metodi per l’ottimizzazione del consumo energetico in ambienti industriali e di servizi
    7. Sviluppo di modelli di business circolari e customer-centric

    Sviluppo di nuovi modelli organizzativi e di governance

  • Elezioni 2022, la battaglia per la legalità di De Pierro a Casape, Camerata Nuova, Nespolo e Casaprota

    Il movimento Italia dei Diritti, presieduto dal giornalista romano, anche quest’anno lancia la sfida per le amministrative, con la novità dei consiglieri ombra
    Antonello De Pierro

    Roma – Dopo 2 anni in cui le elezioni amministrative sono state rinviate a causa dell’emergenza pandemica indotta dalla diffusione del contagio da virus Sars-Cov2, responsabile della patologia Covid 19, alla cui presenza abbiamo dovuto, nostro malgrado, abituarci, il ritorno alle urne in occasione dell’appuntamento elettorale del prossimo 12 giugno, che vedrà il rinnovo di molti consigli comunali, ritorna ad aver luogo nella canonica fascia temporale che va dal 15 aprile al 15 giugno.

    Anche quest’anno il movimento Italia dei Diritti, già in passato protagonista di ottimi risultati, specie nei comuni del territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale e in particolar modo della Valle dell’Aniene, tanto da vantare il primato di lista con più eletti a livello provinciale romano nei paesi sotto i 15.000 abitanti, ha schierato la sua squadra e si prepara a un’avvincente campagna elettorale . Qualche giorno fa, presieduto da Carlo Spinelli, segretario provinciale di Roma e capogruppo a Capranica Prenestina, con la partecipazione del presidente del movimento Antonello De Pierro, si è svolto il direttivo provinciale, che ha approvato all’unanimità le liste poi successivamente presentate. La compagine che fa capo al giornalista romano, noto per le tante battaglie combattute a beneficio delle cellule più deboli del nostro tessuto sociale, specie nel decennio trascorso da direttore di Radio Roma, e per essere stato vittima di un’aggressione mafiosa da parte del famigerato boss Armando Spada, anche quest’anno ambisce a ritagliarsi un ruolo da protagonista nella competizione amministrativa in atto, specie dopo che il leader ha lanciato ovunque l’iniziativa denominata “opposizione ombra”, mirata a lodare le amministrazioni virtuose e a criticare duramente quelle che non riescono a soddisfare le esigenze dei corpi collettivi. Ed è così che il simbolo dell’Italia dei Diritti campeggia nei manifesti elettorali di Casape e di Camerata Nuova nel territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale e di Casaprota e Nespolo nel Reatino. Una crescita territoriale ormai inarrestabile per la squadra di De Pierro, che ogni giorno registra nuove adesioni da parte di cittadini entusiasti del progetto politico dell’IdD, i quali hanno voglia di mettersi in gioco e impegnarsi per garantire il rispetto delle norme giuridiche, ma anche morali, spesso disattese da chi amministra la cosa pubblica, producendo attività gestionali insufficienti a garantire pienamente la tutela degli interessi dei cittadini.

    L’impegno futuro dell’IdD è rappresentato da candidati sindaci accuratamente selezionati, persone competenti che da Primi Cittadini saranno capaci di fare la differenza e attuare quel cambiamento annunciato da tempo dal presidente De Pierro, che nei territori già si sta appalesando, ancorché gli eletti siano all’opposizione. A Casape a scendere in campo è Carlo Collarino, commissario della Squadra Mobile della Questura di Roma e personaggio emblematico del mondo sindacale della Polizia di Stato, prima col Siulp, poi con la Uil Polizia e ora con l’Usip. A sostenerlo una squadra di tutto rispetto in cui spiccano, tra gli altri ,il capolista Marco Zoppini, esperto informatico della Marina Militare, Antonio Steggi, vice segretario provinciale di Roma dell’Italia dei Diritti e noto esponente sindacale dell’Atac, la commercialista Maria Condrò, già consigliera del movimento a Sambuci, il vice responsabile per Tivoli e Guidonia Montecelio Enrico Pernié e Monica Persiani, cantante dello storico gruppo musicale Milk and Coffee. E proprio a Casape non passa inosservata una candidatura voluta fortemente da De Pierro, quella del candidato più giovane d’Italia, 18 anni appena compiuti. Si tratta di Christian Egidi, studente liceale e giovane promessa del calcio, militante nel Tivoli, il quale sogna di seguire le orme del già celebre calciatore della As Roma Nicola Zalewski, nato a Tivoli e cresciuto a Poli, comune che confina proprio con Casape. Egidi è il figlio di Monica Persiani ed è candidato con l’IdD anche a Camerata Nuova, dove sua madre guida al primo posto una lista che sostiene la candidatura a sindaca della nota pittrice e giornalista Ester Campese, responsabile provinciale di Roma per la Cultura e responsabile territoriale per il IX Municpio. E a Camerata Nuova è presente in lista anche qualcun altro dei candidati di Casape. Da Marco Zoppini ad Antonio Steggi, da Maria Condrò, a Enrico Pernié, da Massimo D’Offizi a Emanuele Di Gianfelice.

    A Casaprota, in provincia di Rieti, la candidata sindaca dell’Italia dei Diritti è Irene Pastore, di professione docente e titolare, nell’organigramma del movimento, dell’attribuzione mansionale di vice responsabile provinciale romana per la Scuola e l’Istruzione e responsabile territoriale per il XV Municipio. Capolista è l’attivissimo Giancarlo Villani, responsabile per il V Municipio di Roma, mentre scorrendo la lista ci si imbatte nell’infermiera in pensione Letteria Anastasi, nel giovane Emmanuele Di Leo, già candidato alle scorse elezioni comunali di Roma con un’ottima cifra elettorale,sebbene non risultato eletto, e in Manolo Bencivenghi, laureato in giurisprudenza e poliziotto presso l’Ufficio di Polizia di Frontiera di Fiumicino. A Nespolo il movimento punta su un candidato sindaco che è ormai una garanzia sotto il profilo della gestione amministrativa. Risponde al nome di Paolo Nanni e di professione fa il poliziotto presso la Polizia Stradale di Carsoli. E’ stato eletto con la lista Italia dei Diritti nel 2018 a Roccagiovine, dove è attualmente consigliere, insieme al presidente De Pierro, il quale nella circostanza era candidato a sindaco. Prima di approdare al movimento capeggiato dall’ex direttore di Radio Roma Nanni era già stato consigliere comunale.

    Piena soddisfazione è stata espressa da De Pierro, il quale ha sottolineato l’esponenziale incremento consensuale e di adesioni, che stanno facendo dell’Italia dei Diritti una realtà politica sempre più presente sul territorio.

    “Sono molto soddisfatto — ha esordito — dei risultati che il nostro movimento sta facendo registrare. Quotidianamente ci contattano cittadini, i quali, lamentando inefficienze amministrative, ci incoraggiano a continuare nella nostra azione politica. E finché una sola persona avrà bisogno del nostro ausilio, o quantomeno della nostra vicinanza, noi ci saremo. Qualcuno tra gli amministratori locali non gradisce la nostra presenza, ma con la maggior parte abbiamo un ottimo rapporto di collaborazione. C’è chi, qualche volta, ha cercato di ostacolarci con mezzi che francamente non esito a definire ridicoli e dilettantistici, da politicanti paesani, con una visione politica pressoché inesistente, in occasione delle elezioni amministrative. Sorrido di fronte a tutto ciò perché credo che abbiamo ampiamente dimostrato che il fatto di sedere, o meno, sugli scranni consiliari, è assolutamente ininfluente rispetto al dispiegamento di efficacia della nostra incessante macchina operativa. Lo era prima, ma lo è ancora di più ora che , da qualche tempo, abbiamo ufficializzato quella che abbiamo definito “opposizione ombra”. Siamo felici di avere ottenuto nei comuni del territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale 23 eletti, di cui 20 nella sola Valle dell’Aniene, e lo siamo ancora di più quando ci accorgiamo che molti sindaci e consiglieri apprezzano la nostra presenza ritenendoci un valore aggiunto. Ma il nostro fiore all’occhiello è rappresentato da un esercito, in continua espansione, di centinaia di consiglieri ombra, i quali tengono puntati i loro riflettori critici sull’operato delle amministrazioni, pronti a denunciare ogni inefficienza istituzionale, ma altresì a valutare positivamente le gestioni virtuose. In conclusione chi amministra bene non avrà nulla da temere, ma riceverà il nostro plauso. Se qualcuno non è in grado di mettere in atto un’azione gestionale soddisfacente dovrebbe avere il coraggio di rinunciare. D’altronde nessuno obbliga qualcuno a candidarsi. Se non lo farà dovrà rassegnarsi a subire la nostra disapprovazione, che giungerà puntuale e pungente. Siamo stufi di vedere i corpi collettivi in balia di incapaci, con gruppi di maggioranza composti da consiglieri che per l’intero mandato si limitano ad alzare la mano, a volte perfino inconsapevoli di cosa stiano votando, seguendo come scimmie ammaestrate gli ordini di scuderia. Sono quelle che io chiamo maggioranze di ‘figuranti’, che a volte, ancora peggio, seguono le indicazioni di chi, a sua volta non è idoneo ad amministrare adeguatamente gli enti a beneficio della collettività. E il nostro progetto, certamente ambizioso, ma non irrealizzabile, mira proprio a un ricambio in termini qualitativi di chi siede nelle assise consiliari”.

  • ITS Monza Group: cos’è il Facility Management e perché la tua azienda ne ha bisogno

    L’azienda lombarda rappresenta un importante punto di riferimento nel settore, offrendo servizi integrati taylor made per le imprese, che spaziano dalla logistica alla sicurezza e vigilanza.

    Milano, maggio 2022 – Rivolgersi a specialisti del facility management rappresenta una scelta determinante per molte aziende, che in questo modo possono ottimizzare la gestione delle loro diverse strutture, migliorandone così l’organizzazione e, come conseguenza diretta, la produttività.

    Lo sanno bene gli esperti di ITS Monza Group, azienda lombarda specializzata proprio in facility management e security, che offre alle imprese una serie di servizi integrati che, pur non facendo parte del loro core business, lo supportano, rendendo le attività più fluide, migliorando l’efficacia dell’attività economica e favorendo la capacità di adattarsi ai cambiamenti. ITS Monza Group vanta un network distribuito in modo capillare su tutto il territorio nazionale e offre un servizio h24 e per 365 giorni all’anno. 

    Gli specialisti del facility management, del resto, rivestono un ruolo fondamentale per le aziende, supervisionandone e ottimizzandone tutte le facilities, ossia le strutture operative. In particolare, il lavoro del facility manager si applica in due macro-categorie:

    • gli hard services: riguardano i servizi relativi alle infrastrutture fisiche dell’azienda, come per esempio gli impianti di riscaldamento e raffreddamento o gli ascensori; 
    • i soft services: i servizi legati alle attività del personale, dagli addetti alla security alle attività di portierato. Rientra nell’ambito dei soft services anche la gestione del personale che si occupa di contabilità e amministrazione. 

    La poliedricità delle attività inerenti al facility management è commisurata anche alla qualità dei servizi erogati, che, come nel caso di ITS Monza Group, spaziano dalla logistica al portierato, fino alla possibilità di fornire hostess e stewards in occasione di eventi particolari. Un capitolo a sé merita poi l’ambito della sicurezza e della vigilanza: grazie al facility management, infatti, l’organizzazione delle attività di videosorveglianza e vigilanza risulta molto più efficace e, molto spesso, determinante per un’azienda che, attraverso l’ausilio di personale specializzato, può diminuire considerevolmente il rischio di essere vittima di intrusioni indesiderate. 

  • Caribe Bay: assunzioni in corso per 200 stagionali

    Ancora molte posizioni aperte a Caribe Bay: il parco acquatico interamente tematizzato in chiave caraibica, punto di riferimento dell’offerta turistica jesolana, sta selezionando il personale in vista della stagione 2022, al via sabato 28 maggio.

    Le figure ricercate

    Con una media di oltre 200.000 visitatori l’anno, Caribe Bay impiega a pieno regime 220 persone tra dipendenti fissi e stagionali, ai quali si affianca il cast artistico che si occupa della realizzazione degli spettacoli e dei momenti di animazione dedicati al pubblico.

    I colloqui sono già cominciati e tra le figure professionali più richieste al momento rientrano gli addetti alla ristorazione, a copertura degli 11 punti food interni. Posizioni ancora aperte anche per i bagnini con brevetto e gli operatori legati alle diverse aree di attività del parco: attrazioni, strutture sportive, Bungee Jumping, Caribbean Golf (minigolf che aprirà i battenti il 28 maggio, contestualmente al parco), biglietterie, parcheggio, pulizie e manutenzione. È richiesta la conoscenza dell’inglese per le mansioni a contatto con il pubblico e apprezzata anche quella del tedesco per gli addetti alla biglietteria.

    Le parole di Luciano Pareschi, CEO e Founder Caribe Bay

    Luciano Pareschi, CEO e Founder Caribe Bay dichiara: “Ci dobbiamo purtroppo allineare agli allarmi lanciati da più parti circa la mancanza di personale per la stagione turistica. Abbiamo riconfermato buona parte di addetti assunti nelle precedenti stagioni, ma abbiamo grosse difficoltà nella ricerca di personale per la ristorazione e, più in generale, di persone disponibili a lavorare per l’intera stagione, da fine maggio a metà settembre”.

    Cosa offre Caribe Bay

    Il parco offre un periodo di formazione a chi è alle prime armi e si distingue da sempre per l’attenzione prestata alla sicurezza di ospiti e lavoratori: Caribe Bay oggi è l’unico parco in Italia in possesso della certificazione TUV 45001 e ha adottato un Modello Organizzativo e un Codice Etico Interno orientato a garantire il rispetto dei valori di onestà, trasparenza e correttezza nei confronti di lavoratori, ospiti e fornitori.

    Parco pluripremiato

    Caribe Bay ha ricevuto per 13 volte su 19 edizioni il premio come Miglior Parco Italiano ai Parksmania Awards, gli oscar dei parchi divertimento, ed è inserito nella rosa dei 7 migliori parchi acquatici al mondo, area EMEA, nelle classifiche 2019 di IAAPA – organizzazione che rappresenta oltre 6.000 parchi in più di 100 Paesi.

    Per segnalare la propria candidatura o richiedere informazioni è possibile consultare il link “Lavora con Noi” del sito Caribe Bay: https://www.caribebay.it/lavora-con-noi

  • EASY PUSH DIVERTER di Neoperl. Funzionalità e intelligenza in un pulsante.

    EASY PUSH DIVERTER consente di ottimizzare la gestione del flusso dell’acqua attraverso un semplice pulsante.

    L’innovativo deviatore di flusso di Neoperl assicura un utilizzo confortevole e, dunque, un agevole re-indirizzamento del flusso indipendentemente dalla pressione di alimentazione.

    Il dispositivo, che può essere applicato alla rubinetteria per vasca e per doccia, sia esterna che a incasso, garantisce l’assenza di contatto del nickel con l’acqua grazie alla cartuccia in tecnopolimero e alla struttura interna realizzata in acciaio inossidabile, materiali durevoli e atossici.

    EASY PUSH DIVERTER è disponibile in due versioni, entrambe accomunate dalla massima praticità d’uso: Auto-Return e BiStable. La prima, una volta spento il pulsante, ripristina l’erogazione dell’acqua nella posizione iniziale, mentre la seconda permette di “switchare” da una posizione all’altra bloccando il flusso nell’ultima posizione scelta.

    EASY PUSH DIVERTER BISTABLE è particolarmente indicato in condizioni di bassa pressione (<0,5 bar), configurandosi come la soluzione migliore per evitare perdite o scatti di flusso indesiderati.

    www.neoperl.com

  • “Generare Valore con la Gestalt”: in uscita il 25 maggio il nuovo libro di Gabriele Baroni su soldi e abbondanza. Il 26 maggio il webinar di presentazione all’interno di “Maggio…

    È in uscita il 25 maggio per TalentEdizioni Generare Valore con la Gestalt, il nuovo libro di Gabriele Baroni. Dopo aver contribuito con la sua attività a portare la Gestalt nel Coaching, con il modello del Coaching ad ispirazione gestaltica, il Sociologo e formatore, direttore della Gestalt Coaching Academy e Presidente di APICA (Associazione  professionale International Coach e Arte), torna con un nuovo volume che vuole indagare la creazione di valore attraverso il metodo gestaltico.

    Il 26 maggio dalle 20.30, all’interno del Maggio di Apica, rassegna online del coaching, Gabriele Baroni presenterà il libro con un webinar insieme al comico Enzo Paci, accessibile al link: https://tinyurl.com/59mhtuyc

    Nella Gestalt, tutto inizia da un nuovo sguardo: un cambio di prospettiva tra figura, ciò che vedi perché messo in primo piano, e sfondo, il potenziale inespresso, lo spettro delle possibilità. Il famoso “Pensa e arricchisci te stesso” di Napoleon Hill in chiave gestaltica potrebbe essere riformulato in “cambia occhiali” e arricchisci te stesso. Il cambiamento per la Gestalt non è un pensiero, non è uno sforzo: è un cambio di prospettiva.

    Il testo non nasce per svelare segreti e tecniche per gestire il denaro, ma per sbloccare il rapporto con il denaro attraverso la Gestalt: il titolo ‘Generare valore’ conduce il lettore, come sempre con l’approccio gestaltico, in uno spazio proiettivo.

    Dal tedesco forma, si immagina la Gestalt come la via del compimento: generare esperienze autentiche o “cariche di senso” è, infatti, il cuore del coaching ad ispirazione gestaltica, che poi si traduce in vitalità, pienezza o valore a seconda delle traiettorie e delle scelte personali. Generare valore è dunque un invito al lettore a spostarsi nella parte che genera, a prendersi la responsabilità di dare vita a quello che solo ognuno di noi può creare.

    Ogni lettore farà un viaggio diverso, anche se la destinazione sarà comune: aprire la propria Gestalt di Valore.

    Acquista il libro:

    Link Mondadori

    BIO GABRIELE BARONI – Sito ufficialeCanale YouTube

    Ph.D Sociologo, formatore e Coach  fondatore della TalentEdzioni, dirige la Gestalt Coaching Academy ed è presidente di APICA – Associazione Professionale International Coach e Arte.

    Dal 2000 al 2010 è stato docente di Sociologia presso la SISS – Scuola per l’insegnamento secondario – Università degli Studi di Genova. Dal 1997 ha lavorato presso agenzie come Isforcoop, Università della Strada – Gruppo Abele, dove ha progettato e coordinato diversi corsi formativi, svolgendo attività di supervisione metodologica per l’équipe di lavoro. Ad oggi promuove un Master in Coaching. Ha pubblicato saggi per ed. Manifestolibri” e per Gierre Edizioni”, e ha collaborato con trasmissioni televisive e riviste come EFFE e Glamour. Ha inoltre lavorato come Counselor e Coach nellambito dellorientamento e dello sviluppo personale e professionale.

    Nella sua attività ha contribuito a portare la Gestalt nel Coaching, con il modello del  Coaching ad ispirazione gestaltica – e nella formazione mettendo a punto il modello dellAgopuntura Formativa”.

    APICA – Sito ufficiale
    Associazione Professionale Italia Coaching e Arte – APICA  associa i professionisti operanti nel settore del coaching e della formazione, che con la propria capacità ed esperienza professionale esercitano lattività volta alla prestazione di servizio al fine di aumentare le risorse del cliente e massimizzare il valore della performance, per il raggiungimento di obiettivi definiti in ambito organizzativo, artistico e professionale.

  • Macchie sui materassi: i rimedi suggeriti da Mondoflex

    Oltre che garantire il giusto supporto e un buon riposo, un materasso deve sempre assicurare una corretta igiene, in modo da evitare che acari, germi e batteri minaccino la nostra salute. Anche le macchie sono un problema piuttosto frequente nei materassi: sangue, urina e muffa sono quelle più frequenti e più difficili da rimuovere. Per questo abbiamo chiesto agli esperti di Mondoflex di fornirci qualche consiglio utile per la pulizia del materasso e la rimozione delle macchie più comuni che si formano su di esso.

    Milano, maggio 2022. Nonostante la maggior parte dei materassi solitamente abbia un rivestimento facilmente sfoderabile e lavabile che li protegge, può capitare che alcune macchie più persistenti penetrino al di sotto della protezione e per questo debbano essere rimosse il prima possibile per evitare che il materasso venga rovinato irrimediabilmente.

    Prima di utilizzare prodotti di pulizia che possono danneggiare il materasso, bisogna sapere di che modello si tratta. Tra quelli più diffusi in commercio rientrano:

    • i materassi a molle insacchettate, per i quali si può utilizzare del bicarbonato di sodio in polvere, da spargere sulla superficie. Una volta passati 10 minuti, vi basterà aspirare o spazzolare l’area per rimuovere i residui. Altro buon metodo per una disinfezione e pulizia accurata è l’utilizzo del vapore;
    • i materassi in memory foam, che si possono pulire con una semplice passata di aspirapolvere, oppure, in caso di macchie ostinate, utilizzando del bicarbonato di sodio da strofinare sulle zone macchiate con un panno umido;
    • i materassi in lattice, che possono essere puliti utilizzando un panno di cotone inumidito con acqua e qualche goccia di limone.

    Per quanto riguarda invece le macchie più diffuse sui materassi, come già anticipato, tra queste abbiamo:

    • l’urina, che prima di tutto deve essere tamponata con un panno asciutto per rimuovere i residui e poi pulita con una miscela di bicarbonato, aceto e limone per togliere gli odori;
    • il sangue, facilmente rimovibile con qualche goccia di candeggina delicata, oppure con acqua ossigenata, o ancora con una soluzione di acqua e bicarbonato di sodio. Si raccomanda di non far seccare la macchia, di non strofinare e di usare esclusivamente acqua fredda;
    • muffa, per cui è bene utilizzare una miscela di acqua tiepida, aceto e limone, oppure di acqua e bicarbonato di sodio. In questo caso si consiglia di strofinare bene con un panno in microfibra e di lasciare asciugare il materasso al sole.
  • Rc Auto: in Sicilia premio in aumento del +3,5% ad aprile

    Se è vero che i prezzi sono ancora lontani dal periodo pre-Covid, secondo l’Osservatorio di Facile.it* da gennaio ad aprile 2022 il premio medio Rc auto in Sicilia è aumentato del 3,5%, arrivando a 442,31 euro.

    La regione si posiziona quinta nella classifica delle aree italiane dove, ad aprile 2022, sottoscrivere la polizza Rc Auto costava di più, dopo Campania, Calabria, Puglia e Toscana.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 830.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Sicilia e raccolti da Facile.it.

    «Nello scorso trimestre», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «i premi Rc hanno ricominciato a salire anche se, va evidenziato, nell’ultimo mese il dato è rimasto sostanzialmente stabile. È presto, però, per dire se la tendenza si sia effettivamente bloccata».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di aprile 2022 con quello di gennaio emerge come sia stato registrato un andamento differenziato a seconda delle aree della Sicilia.

    A guidare la classifica degli incrementi è la provincia di Palermo, area dove il premio medio è salito del 5,6% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 479,50 euro, seguita da Caltanissetta (+5,1%, 437,56 euro) e, staccata di un soffio, Enna, (+5,0%, 325,94 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria siciliana si trovano Catania, che lo scorso mese ha visto salire il premio medio a 454,01 euro (+3,7%) e Ragusa (+1,7%, 411,84 euro). Premi medi stabili, in linea con quelli rilevati a gennaio, per le province di Messina (479,33 euro) e Siracusa (376,42 euro).

    Chiude la classifica Trapani, unica area che ha segnato un lieve calo da gennaio ad aprile 2022 (-1,6%, 395,80 euro).

    In valori assoluti, ad aprile 2022, Palermo si è confermata la provincia più costosa della regione, Enna la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie scelte dagli automobilisti siciliani emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale (55%).

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dai guidatori della Sicilia, sia pure a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (17,2%) e la tutela legale (16,8%).

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 835.167 preventivi effettuati in Sicilia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2021 e il 30 aprile 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Group-IB presenta il suo compendio annuale sul ransomware

    Amsterdam, 19.05.2022 – Group-IB, uno dei leader della cybersecurity su scala globale, presenta il suo secondo compendio annuale “Ransomware Uncovered Logo_Group-IB 2021/2022” sull’evoluzione della minaccia informatica numero uno. I risultati della seconda edizione del rapporto indicano che l’ascesa dell’impero del ransomware non ha conosciuto alcuna battuta di arresto e che la richiesta media di riscatto è aumentata del 45%, fino a raggiungere 247.000 dollari nel 2021. Le gang del ransomware sono anche diventate molto più avide rispetto allo scorso anno. Ad esempio, il gruppo Hive ha richiesto il riscatto record di 240 milioni di dollari a MediaMarkt (in Italia MediaWorld). Il riscatto più elevato nel 2020 è stato di “soli” 30 milioni di dollari. Hive e la new entry della “caccia grossa” (il cosiddetto Big Game Hunting) nel 2021, Grief, sono entrati rapidamente nella top 10 delle organizzazioni criminali per numero di aziende i cui dati sono stati pubblicati su apposite piattaforme online (DLS – Data Leak Sites). Una pratica che tra il primo trimestre 2021 e il primo trimestre 2022 ha interessato i dati di 986 aziende europee vittime di attacchi ransomware. Con 148 aziende i cui dati sono stati caricati sui DLS l’Italia è al terzo posto in Europa e al quinto su scala globale.

    La catena di montaggio del ransomware

    Il nuovo compendio fa il punto sulle più recenti tattiche, tecniche e procedure (TTP) adottate dagli attori delle minacce ransomware e osservate dal team Digital Forensics e Incident Response (DFIR) di Group-IB nelle sedi dell’azienda in tutto il mondo. Oltre ai 700 attacchi esaminati nel 2021 da Group-IB nel quadro delle proprie attività di risposta agli incidenti informatici e di Cyber Threat Intelligence, il rapporto tratta anche le piattaforme online su cui vengono divulgati i dati delle vittime del ransomware (DSL = Data Leak Sites).

    Gli attacchi ransomware operati da esseri umani mantengono uno stabile margine di vantaggio nel panorama delle minacce informatiche degli ultimi tre anni. L’ascesa dei broker di accesso iniziale (IAS), descritta nell´ Hi-Tech Crime Trends di Group-IB, e la proliferazione di programmi di Ransomware-as-a-Service (RaaS) sono elementi trainanti della crescita continua delle attività ransomware. Il RaaS ha permesso ai cybercriminali inesperti di unirsi al gioco, facendo lievitare il numero delle vittime.

    Sulla base dell’analisi di oltre 700 attacchi perpetrati nel 2021, gli esperti DFIR di Group-IB hanno stimato che la richiesta media di riscatto si è attestata sui 247.000 dollari nel 2021, il 45% in più rispetto al 2020. L’accresciuta sofisticatezza del ransomware risulta chiaramente visibile dai tempi di fermo delle vittime, passati dai 18 giorni del 2020 ai 22 del 2021.

    Gli ideatori dei programmi RaaS hanno iniziato a offrire ai propri clienti non solo kit di ransomware, ma anche strumenti per l’esfiltrazione dei dati, al fine di semplificare e snellire le operazioni. Di conseguenza, la tecnica della doppia estorsione si è diffusa in modo ancora più capillare: i dati sensibili delle vittime sono stati esfiltrati per forzare il pagamento del riscatto nel 63% dei casi analizzati dal team DFIR di Group-IB. Tra il primo trimestre 2021 e il primo trimestre 2022, le gang del ransomware hanno pubblicato sui DLS i dati appartenenti ad oltre 3.500 vittime. La maggior parte delle aziende i cui dati sono stati diffusi tramite DLS nel 2021 ha sede negli Stati Uniti (1.655), 986 sono invece le aziende europee colpite.  Con 148 vittime i cui dati sono stati esfiltrati e pubblicati sui DLS, l’Italia occupa il quinto posto nella classifica mondiale e il terzo in quella europea, seguita a ruota dalla Germania con 143 aziende. La maggior parte delle organizzazioni i cui dati sono stati divulgati fa capo al settore industriale (322, di cui 28 italiane), immobiliare (305) e dei servizi professionali (256). In Italia anche il settore dei trasporti (15 aziende) e il commercio (13 aziende) risultano interessati dal fenomeno.

    Lockbit, Conti e Pysa si sono rivelate le organizzazioni più aggressive per numero di aziende i cui dati sono stati caricati sui DLS, rispettivamente 670, 640 e 186, tra cui figurano anche aziende italiane, nella fattispecie rispettivamente 45, 25 e 12 vittime. Le due new entry nel Big Game Hunting del 2021, Hive e Grief (una riedizione di DoppelPaymer), sono entrati rapidamente nella top 10 delle gang del ransomware per numero di vittime i cui dati sono stati postati sui DLS.

    Bot ingannevoli

    Nel 2021 l’abuso di server RDP esposti su Internet è stato ancora una volta il metodo più comune per l’accesso iniziale alle reti target – il 47% di tutti gli attacchi analizzati dagli esperti DFIR di Group-IB è iniziato con la compromissione di un servizio remoto esterno.

    Le E-mail di spear phishing contenenti malware comune si sono riconfermate in seconda posizione (26%). L’impiego di malware standard nelle prime fasi di un attacco ha guadagnato popolarità tra gli attori del ransomware rendendo più complicata l’attribuzione degli attacchi ransomware. Nel 2021 infatti molti bot come Emotet, Qakbot e IcedID sono stati utilizzati da più attori, mentre nel 2020 alcune tipologie di malware comune erano legate a specifiche gang. Il team DFIR di Group-IB ha ad esempio osservato che IcedID è stato impiegato da vari gruppi ransomware per assicurarsi l’accesso iniziale. Tra questi Egregor, REvil, Conti, XingLocker, RansomExx.

    In generale, numerose organizzazioni ransomware si sono affidate a tecniche abituali e strumenti legittimi durante il corso di un attacco. Malware comuni sono stati spesso utilizzati per avviare altre attività a posteriori dell’esecuzione, ad esempio il caricamento di framework come Cobalt Strike (osservato nel 57% degli attacchi).

    Altre gang ransomware si sono cimentate invece in approcci molto inusuali. Gli affiliati di REvil hanno sfruttato vulnerabilità zero-day per attaccare i clienti di Kaseya. BazarLoader, utilizzato nelle operazioni di Ryuk, è stato distribuito tramite vishing (phishing vocale). Le e-mail di phishing contenevano informazioni su “abbonamenti a pagamento”, che – secondo quanto affermato – potevano essere disdetti telefonicamente. Durante la telefonata, gli attaccanti attiravano la vittima su un sito web fasullo e fornivano istruzioni per scaricare e aprire un documento compromesso, che scaricava ed eseguiva BazarLoader.

    “A fronte delle molteplici ridenominazioni forzate dalle operazioni di polizia e della fusione delle TTP, dovuta alla costante migrazione degli affiliati da un programma Ransomware-as-a-Service (RaaS) all’altro, sta diventando sempre più difficile per i professionisti della sicurezza tenere traccia delle tattiche e degli strumenti in continua evoluzione impiegati dagli attori del ransomware”, afferma Oleg Skulkin, responsabile del team DFIR di Group-IB. “Per tenere al corrente i responsabili della cybersecurity aziendale e prepararli ad eventuali incidenti ransomware, abbiamo evidenziato le principali tendenze e i cambiamenti delle TTP sotto forma di indicazioni praticabili, mappate e organizzate secondo la matrice MITRE ATT&CK®”.

    La seconda edizione 2021/2022 del rapporto “Ransomware Uncovered” presenta quindi una matrice MITRE ATT&CK® che contiene informazioni sulle TTP impiegate più di frequente durante gli attacchi ransomware operati da esseri umani. Il nuovo compendio è scaricabile dal sito web di Group-IB.

  • “CONTRASTI”: VIVALDI, MOZART E BACH IN CONCERTO DA DOMITYS QUARTO VERDE CON GLI STUDENTI DEL LICEO “P. SECCO-SUARDO” DI BERGAMO

    Nel cuore della città di Bergamo, i giovani alunni del liceo musicale “P. Secco-Suardo” hanno progettato e orchestrato un concerto per i senior di Domitys Quarto Verde. L’incontro si è concluso con momento di dialogo e confronto tra le due generazioni.

    Il mondo affascinante e senza tempo della musica classica è arrivato presso Domitys Quarto Verde, la prima struttura in Italia nel cuore di Bergamo interamente dedicata agli “over” attivi. Si è appena concluso, negli spazi della bocciofila della struttura, un concerto che ha visto protagonisti i giovani studenti del Liceo bergamasco “P. Secco-Suardo” nell’ambito del Laboratorio di Musica d’Insieme coordinato dai docenti Anna Cima, Deborah Vallino, Salvatore Alcaras e Giacomo D’Amelio.

    Un vero e proprio viaggio nelle forme e nelle espressioni che la musica ha assunto nel corso dei secoli, dalla grandiosità dell’era barocca al colore cangiante della musica contemporanea, che permesso ai partecipanti di esplorare i più grandi capolavori internazionali: Il prete rosso di Antonio Vivaldi, compositore massimo del barocco veneziano, con un concerto per due trombe e arco con i solisti Enrico Mismara, Amelia Sambo; poi la volta di un salto nel Novecento con Boutrous per arrivare all’inconfondibile Mozart dei Notturni. Johann Sebastian Bach, Johannes Brahms e Marc-Antoine Charpentier hanno chiuso l’indimenticabile esibizione di questi giovanissimi talenti, in grado di far risuonare luoghi e cuori grazie alla musica.

    Al momento artistico è seguito un confronto tra i giovani liceali e i residenti senior di Domitys Quarto Verde: un’occasione di scambio intergenerazionale e di crescita collettiva, che conferma l’importanza per Domitys Quarto Verde di coinvolgere bambini e ragazzi e avvicinarli alle generazioni più adulte. Sono d’altronde numerosi gli appuntamenti e le iniziative proposte da Domitys in questi mesi, per privilegiare un dialogo e confronto continui in favore della comunità tutta.

    «Scambio generazionale e dialogo sono imprescindibili per noi: è importante che ci siano occasioni, per i residenti e per tutta la comunità, di incontrarsi all’insegna della musica, dell’arte, della cultura. La nostra priorità è offrire iniziative cui ogni cittadino, di qualsiasi età, possa sentirsi coinvolto » commenta Orietta Coppi, direttrice di Domitys Quarto Verde «ed è per questo motivo che siamo entusiasti di questa nuova avventura intrapresa con il Liceo “P. Secco-Suardo” e i loro studenti, che ci ha permesso di dare spazio alla musica e al confronto».

    Del resto, i giovani sono il futuro del nostro territorio: per questo Domitys Quarto Verde continua a proporre attività, aperte al pubblico, che li coinvolgano e li rendano protagonisti, come è successo con i ragazzi dell’Istituto Galli, che hanno supportato e supportano tuttora la struttura in occasione degli eventi con grande entusiasmo e partecipazione. O, ancora, i ragazzi dell’Istituto Bambin Gesù, che il 3 maggio 2022 si sono esibiti per i residenti con una rassegna musicale. Sempre all’insegna dell’arte e dei giovani, Domitys Quarto Verde ha di recente inaugurato la mostra “Mezza Quaresima. Il Carnevale Bergamasco tra Arte e Tradizione, ieri e oggi” a cura della Scuola d’Arte A. Fantoni visitabile fino al 31 maggio nella hall della struttura e dedicata alla tradizione e al folklore locale. Ma anche uno sguardo sempre rivolto alla salute, con l’importante messaggio di prevenzione e attenzione a tutti i cittadini lanciato dalla collaborazione con Ragazzi On The Road – l’Associazione socio-educativa dietro al progetto, unico in Italia, “On The Road” che ha trovato casa proprio da Domitys Quarto Verde – attraverso la donazione di 10 defibrillatori alle istituzione del territorio. Educare allo scambio generazionale vuol dire anche creare situazioni e attività in cui si possa sperimentare e conoscere. Da questi presupposti Domitys Quarto Verde ha stretto la collaborazione con Amici della Pediatria, l’Associazione nata nel 1990 presso l’USC di Pediatria degli Ospedali Riuniti di Bergamo con lo scopo di agire a sostegno e ad integrazione dell’Ente pubblico per migliorare l’assistenza ai bambini ricoverati e per dare supporto alle loro famiglie: lo scorso Natale, Domitys ha infatti avviato il progetto “Crescendo Giocando”, che ha visto i bambini e i loro genitori realizzare una decorazione assemblata proprio dai residenti.

    ***

    Fondata nel 1998, DOMITYS è leader in Francia nelle soluzioni abitative che integrano servizi per la terza età attiva. Il Gruppo nasce da AEGIDE, realtà già fortemente affermata in tutta Francia oltre che in Belgio, Italia e Mauritius (190 residenze aperte e in costruzione con 22.500 unità abitative). DOMITYS punta a raggiungere 240 residenze attive nel 2025 (con 28.500 unità abitative) per oltre 30.000 residenti. Fin dalla sua nascita, il Gruppo lavora per rispondere alle nuove esigenze dettate dall’invecchiamento della popolazione, mettendo a disposizione di senior ancora autosufficienti soluzioni abitative confortevoli e indipendenti, aprendo così la strada a un nuovo modo di vivere la terza età, in piena libertà e con la garanzia di una vita sociale attiva. Inoltre, DOMITYS è in prima linea sulle tematiche legate all’invecchiamento attivo, attraverso i think-tank Cercle Vulnérabilités & Société e Matières Grises e unendo le loro forze con partner riconosciuti per il loro impegno nei confronti della terza età attiva (Synerpa, Fédération Française de Cardiologie, ecc.).

    www.domitys.it

  • Nel 2021 riciclati oltre 150.000 rifiuti

    Grazie alla rinnovata adesione al progetto RiVending, One Express contribuisce attivamente alla cura dell’ambiente secondo i principi dell’economia circolare. I materiali recuperati nel 2021 contribuiranno alla produzione di righelli che verranno distribuiti alle scuole elementari per sensibilizzare i bambini alla raccolta intelligente

     

    One Express conferma la propria attenzione per l’impatto ambientale abbracciando iniziative ecofriendly capaci di ricadere positivamente sulla collettività. Nel 2022 il primo Pallet Network per Qualità ha rinnovato l’adesione a RiVending, il progetto di economia circolare promosso da Confida (Associazione Italiana Distribuzione Automatica), Corepla (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica) e Unionplast (Unione Nazionale Industrie Trasformatrici Materie Plastiche – Federazione Gomma Plastica).

    Nel 2020 la scelta di sostituire i bicchierini di plastica a favore di quelli in PS aveva coinvolto tutti i dipendenti, collaboratori e fornitori della sede bolognese, dove i distributori automatici sono molto attivi, vista la turnazione h24 che coinvolge i trasporti e i loro utenti. Un cambiamento accolto con favore e che nel 2021 ha dato importanti risultati in termini di recupero e di produzione di “zero rifiuti”. Secondo le stime fornite dai referenti del progetto infatti sono stati raccolti 60.000 bicchierini in PS, 60.000 palettine in PS e 30.000 bottiglie in PeT. Questi contribuiranno alla produzione di righelli in materiale riciclato che verranno distribuiti alle scuole elementari per sensibilizzare i bambini alla raccolta intelligente.

    A sposare l’iniziativa è Roberto Taliani, Responsabile Marketing e Comunicazione di One Express: “Un piccolo gesto per rendere il mondo meno inquinato e donarlo ai nostri figli più pulito insieme alla consapevolezza che ciascuno è chiamato responsabilmente a fare la propria parte. Noi di One Express siamo orgogliosi di aver abbracciato nuovamente questo progetto innovativo che ci permette di dare contributo all’ambiente con un’azione semplice come bere un sorso di caffè. Il mondo dei trasporti è molto più sensibile di quanto si pensi ed è ben lontano dallo stereotipo della realtà inquinante. Anzi, One Express da sempre punta sul concetto di Qualità che si declina in tutti gli aspetti della vita del Network, anche la pausa caffè”.

    Se il settore dei trasporti viene spesso additato come una realtà inquinante, infatti, One Express è la dimostrazione di come si possa operare in maniera attenta e sostenere progetti a vantaggio della società. Non è certo nuova a iniziative di valore come l’adozione di veicoli a gas in sostituzione della trazione convenzionale, nel tentativo di sviluppare un trasporto su gomma capace di ridurre le emissioni inquinanti, pur garantendo performance del tutto parificabili a quelle dei mezzi a gasolio. La responsabilità sociale resta alla base della cultura e della vision di One Express, come valore fondante che si concretizza attraverso precisi interventi, con l’obiettivo della diffusione di principi etici e di politiche aziendali sostenibili.

     

     

    One Express è dal 2008 il corriere espresso punto di riferimento nazionale per il trasporto di merci su pallet. Con 3 Hub localizzati in tutto il territorio nazionale (a Bologna, Milano, Napoli) e una fitta rete di collegamento, One Express garantisce consegne in 24/48/72 ore in Italia e in Europa, in base alla destinazione, grazie alla rete sinergica composta da oltre 150 membri tra Affiliati italiani e Partner europei.

  • FACE RELOADED by SIRECOM. I volti del tappeto custom-made

    L’azienda con sede a Concorezzo realizza elementi d’arredo su misura, in grado di assecondare le sfaccettature del living contemporaneo a partire dall’annodatura a mano di materiali naturali e pregiati.

    Gli spazi abitativi, quelli professionali e dell’ospitalità, si stanno muovendo in un’ottica di sempre maggiore apertura, divenendo sempre più fluidi. Al tempo stesso, in un contesto di progressivo abbassamento delle barriere tra una stanza e l’altra, cresce la necessità di identificare gli ambienti attraverso elementi d’arredo personalizzabili in ogni dettaglio e caratteristica. Il tappeto, grazie alle soluzioni artigianali e custom-made offerte da SIRECOM, può diventare il perfetto sottofondo per sottolineare il carattere unico di una casa, di un ufficio o di un albergo.

    Nel rispetto di un’evoluzione storica che ha visto nei suoi contorni e nella superficie da essi delimitata il filo conduttore della sua funzione, oggi il tappeto rimodula i confini del living contemporaneo lasciando ampio margine di libertà ai designer e i progettisti. I gesti silenziosi di culture lontane risuonano all’interno delle culle del design moderno, assecondando le sfaccettature dello spazio e di chi lo vive.

    Aderente a questa mission, la collezione FACE RELOADED, frutto della collaborazione progettuale con Dainelli Studio, rende omaggio sia ai pittori cubisti che al rigore del Bauhaus, componendo e scomponendo volti, attraverso geometrie astratte e profili stilizzati. La seta di bamboo, annodata a mano 100 nodi su tre livelli di spessore, dona luce e morbidezza, vivificando la frammentazione di facce e profili, nel contrasto tra colori brillanti che si stagliano sullo sfondo neutro. FACE RELOADED, come le altre proposte SIRECOM, può essere declinata in diverse forme, dimensioni e tonalità all’insegna della massima personalizzazione. L’azienda, inoltre, ha implementato le opportunità di dialogo con i suoi interlocutori primari – interior designer e architetti – mettendo disposizione un’area di download dei modelli 3d di ogni tappeto SIRECOM. Si tratta di un utile strumento b2b, a cui si accede previa registrazione oppure tramite le piu? note piattaforme verticali di design, da utilizzare per arricchire ambientazioni virtuali, configurazioni e progetti personali o mood-board. Il tappeto Sirecom prende valore come nuovo protagonista discreto, elegante e naturale dell’arredamento contemporaneo.

    www.sirecomtappetiitalia.com

  • Maia Garda DOC alla 75° Mostra del Cinema di Cannes

    Doppio appuntamento per il Brand del Garda al Festival del Cinema di Cannes. Si brinderà con lo spumante Maia Garda Doc sia nell’esclusivo Padiglione Italiano che all’American Pavillion.

     

    Una presenza doppia che vedrà per tutta la durata della chermesse brindare, con lo spumante italiano firmato Maia, personaggi e VIP presenti sia nell’istituzionale “Italian Pavilion” dell’Hotel Majestic che nell’esclusivissima e mondana Lounge dell’American Pavillion allestita nel cuore del festival.

    Un’edizione speciale, la 75ma, che vedrà presenti oltre alle immancabili star di Hollywood, VIP del mondo della moda, dello spettacolo e del digitale. Si prevede anche un grande ritorno di pubblico nella cittadina francese che ospita la rassegna.

    In entrambi gli spazi, che accoglieranno delegazioni professionali, artistiche, volti noti del jet set e operatori dell’industria del cinema internazionali si potrà quindi degustare sia Maia Brut Rosè che l’iconico Maia Heritage Brut.

    Il legame tra il nostro brand ed il mondo del cinema è più saldo che mai. Ci teniamo ad essere presenti in questo tipo di eventi che rafforzano il percepito di un marchio che in pochi anni ha saputo dar vita ad un segmento ancora inesistente nella spumantistica italiana. In pochi anni abbiamo dato vita ad un segmento ancora inesistente per il Metodo Charmat, possiamo dire oggi di essere i veri pionieri del segmento soft luxury per il metodo italiano che troppo spesso vede aziende inseguire il volume a scapito del valore.

    La presenza a Cannes, come anche al Festival del Cinema di Venezia, partnership con brand del mondo del lusso, le attivazioni nel mondo del golf e VIP endorsement sono tutte azioni che ci permettono di mantenere ben salda la posizione di leader in questa nicchia di mercato ed allo stesso tempo trasmettere il lifestyle legato al nostro brand.” Racconta Angelo Lella, Marketing Manager e fondatore di Maia Wine.

    Il giovane marchio del Garda non è nuovo al mondo del grande schermo. Calici firmati Maia sono stati protagonisti anche alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia sempre nell’Italian Pavillion come anche in occasione della Mostra del Cinema di Roma nella Hollywood Lounge.

    Ci teniamo ad essere presenti nei principali appuntamenti internazionali del nostro Paese. Come spumante italiano è fondamentale comunicare il nostro lifestyle attraverso eventi e momenti dal grande appeal verso il nostro pubblico, soprattutto se si tratta di eventi di riferimento per il grande pubblico.” Racconta Pierpaolo Cielo Presidente del Gruppo Cielo e Terra Spa co-owner del marchio del Garda.

     

     

    Maia è un luxury brand ambizioso, moderno, attuale e dal carattere distintivo: uno spumante nato per esprimere e comunicare la ricchezza e le potenzialità di un territorio unico come quello del Garda. Per il brand, che si è guadagnato l’attenzione del settore enologico internazionale, la qualità è la base da cui partire mentre l’eccellenza l’unica destinazione possibile. Maia Heritage, Maia Benacus e Maia Rose sono le principali referenze dell’azienda e ciascuna riflette un prodotto unico, distintivo e ricco di fascino, frutto del rapporto antico ed autentico tra la terra e l’uomo. Ideale per atmosfere glamour e raffinate, un calice di Maia rappresenta uno status symbol, la prima scelta di un consumatore moderno e internazionale, deciso a forgiare un’immagine sofisticata di sé.

  • Cielo 1908 approda al Festival del Cinema di Cannes con un look tutto nuovo

    Durante il Pro Wein e il Festival di Cannes l’azienda presenterà al pubblico il restyling che ha coinvolto le etichette della linea principale dell’azienda vicentina oggi presente in 60 paesi nel mondo

     

    Frutto di una lunga tradizione fatta di passione, esperienza e amore per il vino, Cielo e Terra ha deciso di rilanciare la sua linea principale, oggi presente in 60 paesi, puntando su un nuovo packaging. Un restyling innovativo e pensato per esaltare la storia, i valori e anche gli obiettivi futuri dell’azienda, sempre più ancorata a un visione decisa a conciliare le esigenze commerciali con un modello di business sostenibile.

    La novità della realtà vicentina, nata dall’unione della famiglia Cielo e le Cantine dei Colli Berici, sarà presentata in occasione di due grandi eventi: il Pro Wein, la più importante fiera internazionale dedicata al settore vitivinicolo che si terrà a Düsseldorf dal 15 al 17 maggio 2022 e il Festival di Cannes (Padiglione Americano), che si terrà dal 17 al 18 maggio nell’omonima cittadina francese. Due palcoscenici ideali per comunicare al pubblico gli sviluppi di un percorso di successo che dal 1908 ad oggi ha visto protagoniste bene 4 generazioni e la proposta di una selezione di vini veneti dall’ottimo rapporto qualità – prezzo in diverse fasce di mercato: dal Pinot Grigio al Prosecco, dal Ripasso all’Amarone fino al Primitivo.

    La famiglia Cielo, oggi partner in Cielo e Terra con le Cantine dei Colli Berici, decide di rilanciare la sua linea principale, oggi presente in più di 60 paesi, con un restyling volto ad esaltare i propri valori.

    Una storia di 4 generazioni , che partita da un piccolo paesi, dinanzi ai Castelli di Romeo e Giulietta, oggi propone una selezione di vini veneti dall’ottimo rapporto qualità e prezzo, in diverse fasce di prezzo, dal Pinot Grigio al Prosecco, Ripasso ed Amarone. Completata dal rinomato Primitivo, perchè è nelle vene di Veneti / Veneziani di importare vini corposi del sud per affiancarli a quelli più beverini del nord ed “accomodar” i clienti più esigenti. Infine gli uvaggi creati dall’esperienza enologica dell’azienda, per salvaguardare i vitigni meno rinomati e bilanciare note di terroirs ed annate diverse.

    L’impegno dell’azienda nella sostenibilità, già certificate B corp e Viva sustainable, si accompagna all’impegno verso la solidarietà, con la partnership, evidenziata nel fronte etichetta dei vini Cielo, con Winetowater.org. “L’acqua e’ il bene piu’ prezioso per la vite e soprattutto per la vita, pertanto grazie ai sistemi di purificazione di winetowater oggi doniamo acqua sana e pulita laddove, dalle Americhe, all’Africa e da quest’anno sfortunatamente anche in Ucraina,dice Pierpaolo Cielo, Sales and Marketing manager.

     

     

    Cielo e Terra nasce nel 1908,  nelle campagne di Vicenza, vicino ai Castelli di Romeo e Giulietta, dove il bisnonno aveva acquistato un piccolo podere con vigneto, Casa Defrà. Il nonno Pietro ha proseguito la guida dell’azienda con grande passione impegno sociale. Oggi alla guida dell’azienda ci sono Luca e Pierpaolo Cielo, assieme ai soci delle Cantine dei Colli Berici unitisi all’azienda della famiglia Cielo nel 1999. Oggi l’azienda che conta 3000 ettari di vigneto tra Vincenza e Verona, è conosciuta in tutto il mondo con i marchi Cielo, Casa Defrà e Bericanto. Il gruppo che nel 2021 ha sfiorato i 60 milioni si caratterizza per un approccio socialmente responsabile, orientato alla trasparenza e alla sostenibilità. Dopo aver ottenuto la certificazione B Corp, l’azienda ha aderito anche VIVA Sustainable, con l’obiettivo di ottimizzare l’impatto ambientale della filiera vite – vino. Prima realtà vinicola italiana a introdurre in azienda il modello della Lean Organization, Cielo e Terra integra numerosi progetti con un piano di economia circolare, affermandosi come realtà in grado di fronteggiare le sfide dei mercati mondiali ed attestare la sua presenza in oltre 60 Paesi.

  • Opificio Fred in tour nella terra degli agrumi per stupire con Fred Alkemil, la nuova linea di liquori per il mondo della mixology

    Tre tappe per stupire i barman e professionisti della miscelazione alla ricerca di nuove basi, ma anche il pubblico desideroso di provare nuove esperienze sensoriali. I nuovi spirits made in Friuli stupiscono Catania, Ragusa e Siracusa in tre tappe dedicate al Rosolio al Bergamotto e Dry Curacao Imperiale, dal 16 al 18 maggio

     

    Quando si pensa alla Sicilia è difficile non restare inebriati dalla freschezza degli agrumi e i sapori del Rosolio, liquore per eccellenza appannaggio dell’isola. Un territorio da scoprire, ma anche da coinvolgere in nuove esperienze sensoriali e un tripudio di profumi e fragranze. L’occasione è il tour organizzato da Opificio Fred, realtà friulana specializzata nella realizzazione di spirits artigianali, dal 16 al 18 maggio, tra Catania, Ragusa e Siracusa.

    Una sfida, quella di portare in Trinacria un Rosolio al Bergamotto made in Friulio raccolta con entusiasmo da Federico Cremasco, fondatore di Opificio Fred e ideatore della nuova linea Fred Alkemil. La gamma di liquori pensata per i professionisti della mixology, presentata in anteprima all’ultima edizione di Vinitaly, arriva in Sicilia arricchita dalla presenza di Dry Curacao Imperiale, altra etichetta che trova negli agrumi italiani la base di un bouquet estremamente bilanciato, fresco e indicato per miscelazioni inedite.

    L’incontro di due culture, dunque, ma una sola grande passione, quella di tradurre i profumi del territorio in una linea di spirit artigianali composta da Gin, Vermut, Bitter Fernet e Amaro che continua a riscontare un crescente successo ben oltre i confini nazionali. Del resto la filosofia produttiva alla base delle creazioni firmate da Federico Cremasco esalta il patrimonio botanico di Polcenigo, area riconosciuta Patrimonio Unesco, raccontando al mondo l’autenticità del Friuli Venezia Giulia e dell’Italia.

    Il Rosolio di Bergamotto è prodotto con estratto naturale di bergamotti italiani, acquisendo nella lavorazione un gusto avvolgente e ben strutturato, dove la percezione di alcool rimane delicata, come vuole l’antica tradizione a cui vuole rifarsi. L’elisir ha un corpo caratterizzato da una morbida dolcezza e una delicata acidità, con una complessità che regala un finale rotondo e persistente. Proprio questi elementi distintivi lo rendono un’eccellente degustazione in purezza, freddo o accompagnato da ghiaccio al dessert. Stupiscono le note intense di olii essenziali estratti a freddo da buccia fresca con un’acidità delicata che richiama con eleganza un retrogusto amaro che riduce la percezione zuccherina. Il segreto di tanta bontà? Indubbiamente l’utilizzo d solo Bergamotto lavorato a mano e la totale assenza di additivi chimici, per un 18% tutto da provare.

    Gli agrumi sono protagonisti anche del Dry Curacao Imperiale, prodotto naturale da infuso di arance amare e spezie, dal gusto dolce, ma in perfetto equilibro con i sapori amari e speziati. Si distingue per spessore, calore, rotondità e giusta spalla amaricante che lo rendono un triple sec di categoria superiore, rendendolo di fatto un distillato di razza. Secondo la migliore tradizione, gli agrumati si caratterizzano per le più tenaci note floreali e le resinose delle fragranze orientali che si combinano qui alla perfezione con altre note fruttate. Il risultato è un ottimo liquore da assaggiare a freddo o con ghiaccio al dessert, ma anche come ingrediente per offrire un tocco speciale a cocktail che lasciano il segno o base per grandi classici come White Lady, Margarita o Cosmopolitan. L’elemento floreale fiuta una cascata di fiorid i arancio, diversi agrumi e spezie, per un timbro elegante e pulito, presente e mai eccessivo, ma anzi stimolante per una gamma aromatica articolata e stimolante. Arancio amaro Bigaride con i suoi fiori è il componente che determina i tratti peculiari di un 38% che nasce da una ricetta del 1882 e riproposto con un tocco di modernità che non ne snatura le origini, ma anzi le preserva con l’assoluta assenza di additivi chimici.

    Catania, Ragusa e Siracusa accolgono dunque questi e altri rappresentanti della nuova linea di liquori Fred Alkemil. Il nome riporta all’Alchemilla, pianta amata dagli alchimisti che utilizzavano la rugiada che si depositava sulla superficie delle foglie per ricercare la Pietra Filosofale e per preparare l’Elisir di lunga vita. Oggi la linea di liquori Fred Alkemil si rivolge al mondo della miscelazione e ai suoi professionisti, alla costante ricerca di nuove basi e prodotti per la creazioni di esperienze sensoriali uniche. Realizzata artigianalmente con botaniche friulane e in quantità limitata seguendo un’antica ricetta del XIX secolo, la nuova linea di liquori è composta oltre che dal Curaçao Imperiale e il Rosolio di Bergamotto, da Crème de Cassis, Ratafia alla ciliegia, Maraschino, Creme Violette, Liqueur Peach e Alchermes.

     

     

     

    Opificio Fred è un produttore artigianale di spirit con sede a Polcenigo (PN), in Friuli Venezia Giulia. L’azienda, fondata da Federico Cremasco, ha esordito nel 2014 con la linea Fred Jerbis e in particolare con il lancio di Gin 43, Vermut 25 e Bitter 34, trittico liquoroso che racchiude gli ingredienti del famoso cocktail negroni. Valorizzazione del territorio, studio della tradizione e desiderio di sperimentare sono i tre perni che orientano l’attività di Opificio Fred, capace di conquistare in pochi anni l’attenzione del mondo della mixology, sia in Italia che all’estero. Con il lancio della nuova linea di liquori Fred Alkemil l’azienda ha rafforzato ancora di più il proprio legame con bartender ed esperti di mixology alla ricerca di nuove basi e ingredienti per i propri cocktail.

  • Settimana della natura: la meraviglia incontra la botanica

    Tante le iniziative, per visitatori di tutte le età, in programma negli spazi verdi della Rete degli orti botanici della Lombardia per celebrare la “settimana della natura”. Dal 18 al 22 maggio il Fascination of Plants Day, le Giornate Mondiali dei Musei, delle Api e della Biodiversità, oltre alla Giornata Europea della Rete Natura 2000.

    È tutto pronto, nelle oasi verdi della Rete degli orti botanici della Lombardia, per vivere la “settimana della natura”. Ad adulti e piccini è dedicata una rassegna di percorsi tematici, laboratori, incontri culturali e visite guidate per riscoprire il grande patrimonio di biodiversità presente nei musei a cielo aperto della Rete: l’Orto botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”, gli Orti botanici di Brera e Città Studi a Milano, l’Orto botanico “G. E. Ghirardi” di Toscolano Maderno, l’Orto botanico di Pavia. Unica eccezione, il Giardino botanico alpino “Rezia” di Bormio che riaprirà al pubblico a giugno.

    LA SETTIMANA DELLA NATURA

    Si comincia il 18 maggio con il Fascination of Plants Day e la Giornata Internazionale dei Musei, appuntamenti finalizzati a valorizzare la bellezza delle piante e delle collezioni custodite in orti e giardini botanici, veri e propri “musei della biodiversità”; il 20 maggio è la volta della Giornata Mondiale delle Api, che promuove la salvaguardia degli insetti impollinatori; il 21 maggio la Giornata Europea della Rete Natura 2000, occasione per fare il punto sui numerosi progetti Life che consentono di proteggere e conoscere sempre meglio il patrimonio naturale del nostro Paese; fissata infine al 22 maggio la Giornata Mondiale della Biodiversità, volta ad affermare il ruolo della natura per il benessere dell’umanità, della fauna e della flora del pianeta.

    LE INIZIATIVE DEGLI ORTI BOTANICI DELLA LOMBARDIA

    Le iniziative degli Orti botanici della Rete lombarda si rivolgono a persone di ogni età e sono consultabili in forma integrale al seguente link: https://www.reteortibotanicilombardia.it/. Giorni ricchi di emozioni in tutti gli Orti, da vivere per riscoprire la natura.

    L’Orto botanico di Bergamo, fino al 28 maggio, insieme ad altri partner cittadini, dedica una serie di appuntamenti alle api, tra cui una lettura ad alta voce per adulti, l’osservazione di una colonia di api in piena attività, degustazioni di miele, una conversazione-aperitivo con l’allergologo sulla paura delle api e allergie, laboratori per costruire fiori di plastica e nidi (programma completo a questo link).

    Sabato 21 maggio, l’Orto botanico di Città Studi festeggia il Fascination of Plants Day organizzando visite guidate gratuite, mostre e percorsi tematici, tra cui un corso intensivo al riconoscimento delle piante vascolari, la mostra sulla domesticazione delle piante coltivate e un laboratorio per ragazzi dagli 8 ai 12 anni alla scoperta delle specie animali e vegetali dell’Orto (programma completo a questo link).

    Anche l’Orto botanico “G. E. Ghirardi” di Toscolano Maderno riserva diverse iniziative al FoPD2022: tra gli eventi in programma dal 21 al 23 maggio un’esplorazione sensoriale in notturna, chiacchierate didattiche, laboratori itineranti tra le piante, una caccia al tesoro tra gli olivi, creazione di profumi e sketching botanici con l’illustratrice Renata Barilli.

    L’Orto botanico di Brera organizza, domenica 22 maggio, nel bicentenario della nascita di George Mendel, una giornata dedicata alla sua figura dalla straordinaria importanza per la storia della genetica: visite guidate condotte da Martin Kater, genetista e direttore dell’Orto, oltre che presidente della Rete, si alterneranno a lezioni di acquerello botanico con la pittrice Margherita Leoni rivolte a bambini e adulti, il tutto alla scoperta delle suggestive fioriture nell’aiuola dei piselli.

    Infine, l’Orto botanico di Pavia apre i suoi cancelli, come di consueto, sabato 21 e domenica 22 maggio, per mostrare ai visitatori il Roseto in fiore, il Platano di Scopoli, l’aiuola del Tè pavese, la rinnovata collezione di piante officinali, l’Irideto in piena fioritura e il Vigneto proibito. Giovedì 19 maggio, presso la biblioteca dell’Orto botanico, si potrà visitare una mostra dedicata a testi antichi e recenti sulle rose; mentre sabato 21 maggio il curatore dell’Orto condurrà una visita guidata gratuita all’Orto e al Roseto.

    Per consultare programma, orari, costi d’ingresso e modalità di prenotazione è fortemente consigliata la navigazione del sito www.reteortibotanicilombardia.it e dei siti dei singoli orti.

     

    La Rete degli orti botanici della Lombardia è una Associazione non profit, che opera per favorire e promuovere le azioni degli orti botanici aderenti. Ne fanno parte: l’Orto botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”; il Giardino botanico alpino “Rezia” di Bormio; gli Orti botanici milanesi di Brera e Città Studi; l’Orto botanico di Pavia; l’Orto botanico “G.E Ghirardi” di Toscolano Maderno (BS).

    La Rete, nata nel 2002 per valorizzare e mettere in comune le reciproche esperienze, e costituitasi in Associazione nel 2009, si occupa inoltre della tutela, della conoscenza, della promozione e della valorizzazione del patrimonio culturale vegetale degli orti botanici, con particolare attenzione alla conservazione delle piante, alla divulgazione scientifica e alle attività educative. www.reteortibotanicilombardia.it

    www.ortibotanici.unimi.it

    www.ortobotanicodibergamo.it

    https://ortobotanico.unipv.eu

    www.stelviopark.it

  • COMUNICATO STAMPA – Fra Diavolo apre il terzo punto vendita a Milano: dal 24 maggio arriva a CityLife

    Milano, 18 maggio 2022 – Fra Diavolo apre un nuovo punto vendita a Milano: dal prossimo martedì 24 maggio, infatti, il brand di pizzerie inaugurerà un nuovo ristorante all’interno del CityLife Shopping District.

    Un’apertura importante in uno dei punti nevralgici della città, che rappresenta la più grande area commerciale urbana d’Italia, con un bacino d’utenza di oltre 2,5 milioni di persone. Fra Diavolo si inserisce all’interno del contesto commerciale distinguendosi grazie a uno stile di arredamento che fonde il vintage e i materiali di recupero, regalando ai propri clienti un’esperienza alla moda e al contempo autentica. Fra Diavolo si pone l’obiettivo di creare un ambiente accogliente e di socializzazione, con una sua identità. 

    Oltre all’arredamento unico, Fra Diavolo si distingue anche per le esclusive tipologie di impasto proposte: classico, multicereali e al carbone. Da poco è stata introdotta un’assoluta novità: un impasto multicereale low-carbs, a basso contenuto di carboidrati, per andare incontro a un nuovo trend di cucina sana e dietetica.

    La nuova apertura prevista per martedì 24 maggio presso il CityLife Shopping District di Milano, in piazza Tre Torri rafforza la presenza di Fra Diavolo all’interno del capoluogo lombardo: “Tra Fra Diavolo e Milano c’è un legame speciale. – commenta D’Errico – Per questo sono entusiasta nell’annunciare la terza apertura in città, appena dopo un mese dalla seconda fatta ad Isola, in un altro dei luoghi simbolo della città: City Life!” 

    Il Brand Fra Diavolo, acquistato nel 2018 da Mauro D’Errico e Gianluca Lotta, in meno di 3 anni, è riuscito ad ottenere grandissimi risultati, rientrando nella prestigiosa classifica “50 Top Pizza” e posizionandosi tra le migliori 20 catene di pizzerie artigianali di tutto il mondo.

    Con questo piano di aperture vogliamo contribuire al rilancio del commercio e dell’occupazione locale, dopo i difficili mesi della pandemia. – afferma Mauro D’Errico, Presidente & Co-Founder di Fra DiavoloEntro fine anno vorremmo raggiungere la quota di 24 punti vendita, e contiamo di proseguire con nuove aperture anche nel 2023, valicando magari anche i confini nazionali. Si tratterebbe di un segnale positivo molto forte in questo periodo di graduale ripresa del settore della ristorazione”.

    I founder del brand hanno pianificato per il 2022 l’apertura di 16 nuovi punti vendita su tutto il territorio nazionale: Citylife rappresenta la quarta delle otto previste per il primo semestre del 2022. Nelle prossime settimane, seguiranno: Arese, Torino, Milano Bicocca e Parma. Il piano di sviluppo per l’anno 2022 ha già visto le aperture di Brescia Elnòs Shopping, Varese, Milano Isola, grazie agli investimenti della proprietà formata dal gruppo GESA della Famiglia Ferrieri e del fondo MIR. 

     

    Per Ulteriori Informazioni:

    Spada Media Group – Ufficio Stampa Fra Diavolo

    [email protected]

  • Marcatura CE monopattini elettrici

    La marcatura CE è una procedura necessaria per l’immissione di scooter elettrici sul mercato comunitario.

    Sono macchine e sono quindi soggette all’omonima Direttiva 2006/42/CE (link al sito ufficiale).

    Veicoli in rapida diffusione

    I monopattini elettrici stanno rapidamente guadagnando popolarità nelle nostre città. Ci si sale solo in piedi, sono dotati di una leva di freno e di due ruote piuttosto piccole che ne determinano un equilibrio minimo. Devono essere utilizzati da una persona alla volta, ma di solito due persone viaggiano illegalmente.

    L’utilizzo degli affitti temporanei è senza dubbio conveniente, ma significa che chiunque, anche un principiante, può usufruirne per strada. La loro utilità non preclude un alto grado di pericolo, soprattutto per chi li usa sconsideratamente sulla strada, o peggio ancora, sul marciapiede.

    Che leggi sulla sicurezza devono rispettare i monopattini elettrici?

    Come le biciclette a pedalata assistita, gli scooter sono macchine e quindi devono essere marcati CE secondo la Direttiva Macchine.

    La procedura di marcatura CE è un obbligo del fabbricante o importatore, che deve compilare la documentazione tecnica del prodotto, inserendo tutta la documentazione necessaria per conformarsi formalmente ai requisiti di sicurezza e salute previsti dalla legge.

    Il costruttore/importatore di una macchina, infatti, può immetterla sul mercato europeo senza alcun vincolo, solo dopo aver espletato le procedure e le pratiche di documentazione previste dalla legge.

    Il fascicolo tecnico richiesto, o documentazione tecnica, è composto da:

    Ricordiamo che la legge perseguirà, sia civilmente che penalmente, chiunque non esegua le procedure di marcatura CE per tutti i prodotti che rientrano nelle direttive di attuazione di tale obbligo, e che la documentazione tecnica deve essere adeguatamente sviluppata.

    Come deve essere realizzata l’etichetta dei monopattini elettrici?

    È molto importante che, nel caso di monopattini elettrici a noleggio, l’etichetta o la targhetta apposta sul prodotto contenga tutti i dati richiesti e previsti dalla legge.

    Innanzitutto, come qualsiasi macchina, le etichette devono essere realizzate con materiali durevoli, inalterabili e non facilmente rimovibili, e devono essere stampate o incise in modo che il testo che visualizzano sia indelebile.

    Deve riportare sempre i seguenti dati:

    • ragione sociale del fabbricante (o importatore)
    • matricola
    • anno di costruzione della macchina
    • articolo e modello identificativo
    • caratteristiche tecniche previste per legge

    Chiunque acquisti un e-scooter non riceverà la documentazione tecnica completa, che viene comunque conservata dal produttore per ovvi motivi.

    Tuttavia, può e deve verificare che il prodotto sia munito di un’etichetta, di un manuale di istruzioni nella lingua corrente e di una dichiarazione di conformità firmata dal responsabile del produttore o dell’azienda importatrice (l’ente europeo responsabile dell’immissione del prodotto sul mercato).

    Devi effettuare la marcatura CE dei monopattini elettrici?

    Ti serve aiuto per realizzare il fascicolo tecnico?

    CetN è disponibile a darti tutte le informazioni di cui hai bisogno e a guidarti nella procedura necessaria per immettere legalmente i tuoi prodotti nel mercato comunitario.

    Ti forniamo assistenza e consulenza per la marcatura CE dei monopattini elettrici e non solo!

    Si parte sempre dall’analisi dei rischi senza la quale non si può garantire la sicurezza e non si può realizzare una marcatura CE rispettosa della legge.

    Il Tuo prodotto necessita di fascicolo tecnico, chiedici informazioni a riguardo!

    Contattaci scrivendo a [email protected] o chiamaci al +39 324 534 6172.

    Informazioni e preventivi sono sempre gratuiti.

  • Artis Rubinetterie al Fuorisalone 2022

    In occasione della Milano Design Week, in programma dal 6 al 12 giugno, l’azienda bresciana porterà i suoi prodotti in quattro location differenti.

    Motivazione ed entusiasmo spingono Artis sempre più avanti nel panorama delle rubinetterie italiane più attive nel tessere collaborazioni. A conferma del fervore creativo che negli ultimi anni ha portato il marchio ad affermarsi nel mondo del design, l’azienda bresciana parteciperà alla Milano Design Week in quattro differenti contesti.

    Evento clou per il brand sarà il lancio della nuova collezione firmata da Luciano Galimberti, presidente dell’ADI, contraddistinta dalla possibilità di personalizzare il rubinetto attraverso leve di design evocative, in grado di oltrepassare la mera funzionalità oggettuale. “Emozioni da toccare”, questo il nome della serie che introduce un rapporto inedito tra un approccio emozionale e il gesto ordinario di relazione con il rubinetto, verrà presentata nella suggestiva cornice del Castello Sforzesco mercoledì 8 giugno alla presenza del designer e del direttore commerciale di Artis Fabio Brignone, all’interno dell’evento DDN Hub.


    L’assodato sodalizio con Simone Micheli verrà sancito, invece, dalla presenza della rubinetteria all’Hybridrestaurant, nell’ambito di Hotel Regeneration. Un posto d’onore sarà riservato a OGGETTO, la serie di miscelatori e accessori bagno portavoce dei valori rappresentati dalla sinergia progettuale tra il marchio e l’affermato architetto.

    I prodotti Artis, infine, saranno valorizzati anche da Dainelli Studio, che metterà in mostra la serie BOCCACCIO7 da loro disegnata all’interno dello spazio di un’azienda partner, e da MobilDuenne, che nei mobili bagno ospitati nel suo stand al Salone del Mobile inserirà alcuni miscelatori made in Brescia.

    artisitaly.com

  • AL VIA UNA NUOVA EDIZIONE DI “A TAVOLA CON… EVOLUZIONE DEL FOOD & BEVERAGE IN ITALIA” DI UNIVERSITÀ DELLA BIRRA E LIUC BUSINESS SCHOOL

    Dopo il successo dello scorso anno, Università della BirraTM, il Centro di Formazione d’eccellenza del Gruppo HEINEKEN Italia, e LIUC Business School rinnovano la collaborazione per una nuova edizione di “A tavola con… – Evoluzione del Food & Beverage in Italia”, il progetto formativo in cui discutere, condividere le best practice e interrogarsi sul futuro del settore, con docenti e professionisti.

    Finito lo stato di emergenza, venuto meno l’obbligo di green pass e mascherine per i clienti nei locali, allentate le restrizioni alla mobilità dentro e fuori i confini nazionali. Ma anche tensioni geopolitiche e pressioni dai mercati, accelerazione sulla digitalizzazione, nuovi trend di consumo e tecnologie. Tra opportunità e criticità, i professionisti del food & beverage si stanno muovendo in un panorama di costanti, rapidi e a volte inaspettati cambiamenti. Ma qual è il nuovo volto della distribuzione di cibo e bevande? Quali i profili di competenza, i ruoli e i meccanismi necessari per un’impresa a prova di futuro? E come avere successo, quindi, in questo new normal?

    Per rispondere e dare ai professionisti del settore tutte le competenze e gli strumenti per gestire business solidi, l’Università della Birra, innovativo hub di formazione professionale promosso da HEINEKEN Italia, e la LIUC Business School attiva presso la LIUC – Università Cattaneo, punto di riferimento nazionale per la formazione universitaria in Economia Aziendale e Ingegneria Gestionale, rinnovano la loro collaborazione avviando una nuova edizione di “A tavola con… – Evoluzione del Food & Beverage in Italia”.

    Dopo il successo del 2021, questo progetto formativo condiviso torna con un nuovo ciclo di incontri dall’approccio pratico, che, grazie ai contributi d’eccellenza di docenti e professionisti, offre ai partecipanti uno sguardo privilegiato sui più importanti temi per il settore, approfondendo tendenze emergenti, analizzando scenari e prospettive future sulla base degli eventi degli ultimi mesi, ma anche e soprattutto offrendo strumenti operativi di analisi e azione, di gestione e problem solving.

    «L’Università della Birra nasce con la volontà di mettere a disposizione dei professionisti del fuori casa e della distribuzione moderna uno spazio di formazione, condivisione e confronto, e soprattutto tutte le competenze culturali, commerciali, manageriali e digitali indispensabili per condurre le loro attività – afferma Massimo Furlan, Direttore dell’Università della Birra. Per questo siamo entusiasti di tornare a lavorare con la LIUC Business School per un nuovo ciclo di incontri di “A tavola con… – Evoluzione del Food & Beverage in Italia”. Partendo dall’analisi degli ultimi trend, le notizie di attualità e le principali dinamiche italiane ed estere, gli incontri saranno occasione per disegnare il futuro del settore, imparando a riconoscere opportunità e criticità, al fine di migliorare il proprio business e non lasciarsi trovare impreparati davanti agli eventi che, come la storia più recente ci insegna, possono stravolgere la nostra quotidianità senza alcun preavviso».

    «Questo prezioso ciclo di incontri sarà l’occasione per fare il punto su come il comparto stia attraversando questa fase di grande turbolenza degli scenari globali e su come stiano cambiando le regole della competizione di mercato e i meccanismi di matching tra consumo e produzione/distribuzione – racconta il Prof. Massimiliano Serati, Direttore della Divisione Ricerca Applicata e Advisory della Liuc Business Schoole creerà la possibilità di delineare ipotesi di ottimizzazione delle strategie per gli operatori del settore».

    La nuova edizione di “A tavola con… – Evoluzione del Food & Beverage in Italia” si aprirà martedì 17 maggio con l’incontro “Il turismo gastronomico dopo la pandemia. Quanto, come e dove” curato da Massimiliano Serati, Direttore della Divisione Ricerca Applicata e Advisory della LIUC Business School. Il turismo gastronomico rappresenta infatti una delle componenti più attive e dinamiche della domanda turistica: da più di 10 anni costituisce un trend in crescita per volumi d’affari ed è in continua evoluzione, per quanto riguarda le pratiche di consumo e l’approccio alla fruizione dell’esperienza turistica. La pandemia globale sta accelerando alcuni di questi trend, cancellandone altri e in generale è andata modificando i desiderata del visitatore nella direzione delle cosiddette esperienze trasformazionali. Quindi cosa aspettarsi per il futuro? Il Prof. Massimiliano Serati guiderà nell’analisi del quadro attuale e prospettico della domanda di turismo gastronomico, individuando i meccanismi ottimali di adattamento dell’offerta al fine di cogliere le nuove opportunità e rafforzare la propria presenza sul mercato.

    Il ciclo di incontri proseguirà poi il 6 luglio con “Continuità e sviluppo delle imprese famigliari”, curato da Fernando Alberti, Professore Ordinario di Economia Aziendale alla LIUC – Università Cattaneo, che aiuterà a comprendere punti di forza e di debolezza di queste realtà molto diffuse in Italia e capire come tutelarle e valorizzarle. Per il terzo appuntamento, “Nuovi modelli di consumo. Scenari e prospettive”, del 15 settembre, tornerà il professor Massimiliano Serati per capire come intercettare una domanda su cui trend di lungo periodo e nuovi scenari stanno inevitabilmente incidendo. A chiudere il ciclo di incontri, il 17 ottobre, sarà il professor Ferdinando Alberti, con “Diventare un subscription business. Perché i modelli di business in abbonamento sono il futuro della distribuzione di cibo e bevande?”.

    UNIVERSITÀ DELLA BIRRA™. L’Università della Birra™ è un progetto promosso da HEINEKEN Italia. Costituita a fine 2017, si pone l’ambizioso obiettivo di generare cultura, implementare valore e creare nuove opportunità di business per la filiera di riferimento attraverso la divulgazione di know-how e la costruzione di solide competenze professionali. La formazione, rivolta ai professionisti attivi nel canale Ho.Re.Ca. e nella distribuzione moderna e ai dipendenti dell’azienda, mette a sistema il patrimonio di conoscenze accumulato da HEINEKEN Italia nel corso della sua storia e ulteriori preziose expertise derivanti dalla sinergia con quattro parti. Cultura Birraria, Competenze Commerciali, Competenze Manageriali e Trasformazione Digitale: questi i 4 pillars su cui ruota l’offerta formativa attraverso un percorso di apprendimento teorico e pratico, proposto con codici e linguaggi innovativi e costantemente aggiornato nei contenuti, nelle tecnologie e nelle modalità di fruizione (in aula e online). Il corpo docenti comprende sia professionisti di HEINEKEN Italia sia esperti coinvolti nel progetto in qualità di visiting professor.

    Università della Birra™ è un servizio di formazione a cura di HEINEKEN Italia S.p.A. che non rilascia titoli o attestati avente valore legale.

    Per ulteriori informazioni: www.universitadellabirra.it