Categoria: Arte e Cultura

  • A “Spoleto Arte 2017” numerose conferenze ed eventi culturali

    Grande successo e ottima riuscita per la premiazione dei vincitori di “Spoleto Arte” e per gli eventi che sono stati organizzati tra il 7 e il 9 luglio scorso. Si è registrata un’ampia affluenza di persone e di personaggi dello spettacolo per assistere alle conferenze che si sono tenute presso Palazzo Leti Sansi.

    Nel tardo pomeriggio di venerdì 7 c’è stato un convegno dal titolo: “Sulla FORZA delle donne la TV dice la verità?”, dove hanno dialogato l’ex ministra Giorgia Meloni e la giornalista Maria Pia Ammirati con Filomena Greco e Camilla Laureti, assessore alla cultura di Spoleto. Paola Severini Melograni ha moderato la conferenza.
    Alle ore 18 è avvenuta l’importante premiazione dei vincitori della mostra “Spoleto Arte”, alla presenza del presidente e organizzatore Salvo Nugnes, il presidente del “Festival dei Due Mondi” Fabrizio Cardarelli, il noto conduttore televisivo Pippo Franco, la funzionaria del Museo Casa Natale Michelangelo Buonarroti Veronica Ferretti e il funzionario del Museo Modigliani Alberto d’Atanasio, oltre a numerosi giornalisti e a un folto pubblico.
    In quest’occasione sono stati rivelati i nomi di coloro che sono stati premiati: l’artista vincitore del primo premio è stato Gaetano B.; la seconda classificata è stata Damisela Pastors Lugo e il terzo classificato Massimo Mariano. Sono stati assegnati inoltre anche dei premi speciali, tra cui: premio “Spoleto Arte” a Corbellini Emanuela, il premio “Margherita Hack” a Marin Federica, il premio “Videoesposizione” ad Albani Emiliano, il premio “Monte Carlo” a Celoria Donatella, il premio “Sgarbi” a Ventavoli Gabriella, il premio “Meluzzi” a Tomasi Lucia, il premio “Arte contemporanea” a Cignatta Claudio, il premio “Creatività” ad Alvisini Nicoletta, il premio “Spoleto Festival” a Rolando Rovati, infine il premio alla carriera a Severi Maria Pia.

    Sabato 8 luglio si sono svolte altri due importanti eventi. Alle ore 17 la conferenza “La lotta e la tenerezza” in cui, dopo un’introduzione di Clelia Piperno, hanno dialogato Susanna Camusso, attuale segretaria della CGIL, e Isabella Giannini. Alle ore 18 c’è stato un evento musicale con Dorina Frati, la grande e virtuosa musicista del panorama mandolistico internazionale che attualmente svolge la sua attività concertistica con la Filarmonica del Teatro alla Scala di Milano.

    Infine, domenica 9 luglio, si è svolta un’altra conferenza dal titolo: “La politica non è spettacolo, lo spettacolo non è politico”, con protagonisti l’attrice e conduttrice Ambra Angiolini, l’attuale ministro dell’istruzione Valeria Fedeli assieme a Emma Bonino e Hevi Dilara.
    In tutti questi eventi dello scorso fine settimana c’è stata una grande partecipazione da parte del pubblico e un ampio consenso dei media, confermando ancora una volta come la bellissima città di Spoleto, riprendendo le parole del manager Salvo Nugnes, “sia un emblematico punto d’incontro nel mondo dell’arte e luogo d’eccellenza per iniziative e manifestazioni nazionali e internazionali”.

    Per info: 0424525190, [email protected]

  • L’arte pubblica di Joshua Cesa ai confini dell’Italia: l’installazione ‘Prisoners’

    Orari: L’installazione sarà fruibile presso la Fortezza di Chiusaforte, dal 29 al 30 luglio dalle 14.00 alle 18.00.

    Infoline: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org

     

    IoDeposito Ong, in collaborazione con la regione Friuli Venezia Giulia e il Comune di Chiusaforte, inaugura presso la Fortezza di Chiusaforte Prisoners, opera concettuale di arte pubblica dell’artista Joshua Cesa. Da sabato 29 a domenica 30 luglio l‘installazione patrocinata dall’UNESCO sarà fruibile gratuitamente nell’area della Fortezza dalle 14.00 alle 18.00, con visite guidate gratuite sempre disponibili direttamente nel sito. Dopo un intenso tour in diverse città italiane ed estere come Udine, Pirano, Genova e Roma, l’opera giunge ora in una delle location friulane più suggestive e storicamente importanti della regione. L’appuntamento con IoDeposito Ong rientra nell’ambito della terza edizione della rassegna artistica e culturale B#SIDE WAR, ideata e promossa attraverso numerosi eventi nazionali ed internazionali quali mostre d’arte e installazioni artistiche, performing, conferenze, progetti di ricerca e pubblicazioni.

    In un’Europa che cento anni fa si configurava come una grande prigione a cielo aperto, quasi quindici milioni di persone vivevano intrappolate in carceri di guerra inumane. A fianco a loro, altrettanti civili soccombevano tra campi di rifugiati, campi d’evacuazione o tra le propria mura domestiche, prigionieri di una realtà di distruzione e di privazione. Attraverso la sua installazione, l’artista Joshua Cesa coinvolge lo spettatore a esplorare le tematiche legate alla prigionia, permettendo di interfacciarsi con una visione poli-focale della storia tra passato e presente. Prisoners nasce infatti dall’esigenza di indagare l’esperienza della prigionia in senso percettivo e, partendo dal vissuto storico della Grande Guerra, innesca una riflessione ‘sensoriale’ e contemporanea sull’idea della reclusione, invariabile implicazione di tutti i conflitti. L’installazione si realizza attraverso una serie di strutture cubiche poste a terra le quali, squadrate e monolitiche, si aprono al dinamismo mostrando l’immagine di numerosi prigionieri che dal loro interno, disperati, cercano l’uscita. Un contenitore che si fa quindi metafora di tutte le reclusioni -non solo quelle dovute alle guerre conclamate ma, anche, a quelle sommesse- in un tempo in cui l’uomo è prigioniero soprattutto di se stesso: inevitabile chiedersi quali siano, allora, i reali confini di una cella. «Prisoners riesce a farsi vera e propria esperienza artistica» spiega l’artista Joshua Cesa «portando in sé due linguaggi apparentemente molto diversi: la fissità e la perfezione della figura geometrica dialoga e si relaziona col movimento disperato e primordiale di chi, nello schermo, sa di non potersi liberare».

    Inserita nella terra di confine dell’estremo nord-est, l’opera dialoga in modo vibrante con le selvagge Alpi Giulie, dove i lineamenti di Italia, Slovenia e Austria si confondono condividendo un passato storico fatto di migrazioni forzate e di presidio bellico. Quel severo monte su cui si erige la Fortezza ospitava infatti, un tempo, militi e civili costretti a un freddo esilio montano che li derubava non solo delle risorse alimentari ma anche, soprattutto, della loro libertà. I cubi di Prisoners diventano allora contenitore e contenuto e ciascun prigioniero, proprio come ciascun visitatore, è portatore di una propria storia: ogni prigione è diversa, ogni storia è diversa. Gli stessi guardiani -deputati all’epoca al controllo a vista- si ritrovarono prigionieri di quello stesso forte che dovevano difendere, in una sensazione di ambivalenza e poli-vocalità della storia resa oggi intensamente dai prisoners dell’opera di Cesa. Vagando per la Fortezza, il visitatore s’imbatte quasi per caso in questi cubi ed è questa la prigione, senza prospettive, che l’artista racconta rivisitando uno scenario di uomini carcerati-carcerieri, che ha segnato la storia -e la memoria collettiva- di questo maestoso territorio di confine.

     

    Contatti

    Link dell’evento: Prisoners a Chiusaforte

    Web: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org

    Direzione: [email protected]

    Ufficio stampa: [email protected]

  • TORINO CITTÀ MAGICA (ma solo per finta)

    Torino Magica

    Torino città magica: il luogo meno misterioso d’Italia

    Torino cittò magica,  sostengono i suoi “diffamatori”, starebbe al vertice di due triangoli, magia bianca, (con Lione e Praga), magia nera, (con San Francisco e Londra). Le forze della luce e delle tenebre, qui combatterebbero da secoli, creando storie intrise d’occulto, in realtà ingigantite, spesso a bella posta, per suggestionare e fagocitare le menti deboli. La verità, a parer nostro, è assai più semplice: Torino è una delle città meno misteriose d’Italia, quanto prosaico mistero può esserci in un capoluogo in crisi, che non conta più nulla in Italia, spogliato d’ogni impresa e attività di respiro internazionale? 

    “La Bella Torino” sembra ridotta ad un paese, sempre stracolmo di fiere, eventi, baracconi e imbonitori, pubblici e privati: “Venghino, venghino, signore e signori, più citrulli affluiscono più arcani si svelano!”Altro che magia! Questa città vanta una storia di tutto rispetto, concreta e realista, dove operavano persone che amavano il lavoro, guardavano al futuro con ottimismo, ed hanno saputo costruire nei secoli le fortune e le sfortune d’Italia. Il capoluogo subalpino, è stato risorgimento, dialettica politica, caserme e militari di vaglio, terra d’inventori, santi sociali, capitani d’industria, pensatori, letterati. Fu commercio, finanza, artigianato, gastronomia, arte, editoria, musica, cultura. Poi la crisi economica e quella etica della sua classe dirigente, la privò della sua vera identità di metropoli robusta, forte, prussiana, con un’immagine granitica, cristallina, di solida razionalità, per farla precipitare nelle isole pedonali infiocchettate, nei mille ristoranti e bettole, d’unto e di birre trasudanti, nel buco nero del turismo bugiardo, e nell’unica industria rimasta, il calcio, che mai potrà sostituire la grandezza d’un tempo, che la posizionava al vertice dell’eccellenza in Italia, assieme a Milano.

    Questa crisi di valori ha reso Torino debole e soggetta all’attacco di gente priva di scrupoli, pronta a succhiare i cervelli dei turisti come fanno col sangue i vampiri (che non esistono). E’ calata l’orda dei barbari: una spuria congerie di fasulli “operatori turistici dell’occulto”, attenti a costruire e a mantenere viva l’immagine di una città magica, infida e stracolma di misteri. Come sia stato possibile tutto questo è veramente una delle cose più misteriose al mondo.  Ben vengano, dunque, iniziative come il recente convegno del Caus, “Torino Spiegata”, che finalmente scoperchia la pentola del diavolo, dove insieme a cotechini, lenticchie e gianduiotti, bolle cotanto operato, non certo con l’arrogante intento di portare immediata chiarezza e giustizia, ma quanto meno di iniziare a porci seri interrogativi sul futuro di questa metropoli agonizzante.

    TORINO CITTA’ MAGICA
    (ma solo per finta)

    TOUR GRATUITO del CAUS
    il primo, il più copiato da tutti, il più divertente, l’inimitabile!

    Per informazioni sul tour visita il sito www.caus.it

    Per inviare adesioni e comunicazioni scrivere a [email protected]

     

     

  • Alla nuova B#S Gallery, la mostra ‘After Hiroshima’

    Vernissage: domenica 6 agosto ore 19.00, presso la B#SIDE GALLERY (Via Isola di mezzo 3/5, Treviso).

    Orari: La mostra sarà fruibile dal 9 agosto al 31 ottobre da lunedì a venerdì, dalle 09.00 alle 18.00.

    Infoline: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org

     

    Dopo gli eventi presentati a giugno e a luglio, IoDeposito rimane nel capoluogo trevigiano con il debutto della B#SIDE Gallery, la nuova galleria della Ong. Domenica 6 agosto IoDeposito inaugura After Hiroshima, mostra internazionale dedicata, a più di settant’anni dal bombardamento di Hiroshima e Nagasaki, agli immaginari ancora inesplorati dell’atomico. Il vernissage, previsto per le 19.00 alla B#SIDE GALLERY (Via Isola di mezzo 3/5, Treviso), ospiterà uno speciale talk di approfondimento con gli artisti Luca Federici e Elin o’Hara Slavik, che racconteranno la propria esperienza artistica sviluppata in stretta connessione con le testimonianze materiche del bombardamento. Patrocinata dall’UNESCO e realizzata anche grazie al finanziamento della Maypole Foundation e ai prestiti speciali dell’Hiroshima Peace Memorial Museum, la mostra sarà fruibile gratuitamente fino al 31 ottobre, da lunedì a venerdì dalle 09.00 alle 18.00. L’appuntamento trevigiano rientra nell’ambito della terza edizione del B#SIDE WAR FESTIVAL, rassegna artistica e culturale ideata e promossa da IoDeposito Ong attraverso numerosi eventi nazionali ed internazionali quali mostre d’arte e installazioni artistiche, performing, conferenze, progetti di ricerca e pubblicazioni.

     

    Nell’anniversario dell’evento che ha sconvolto Hiroshima e Nagasaki rispettivamente il 6 e il 9 Agosto del 1945, After Hiroshima riunisce artisti internazionali in una riflessione inedita e sfaccettata sulle immagini-archetipo legate allo scoppio delle bombe atomiche che dilaniarono le due città giapponesi. Da quel drammatico momento ad oggi, tre sono infatti le immagini cristallizzate nella memoria collettiva della società -non solo giapponese-: l’accecante lampo di luce radioattiva, l’iconica immagine della nube atomica o mushroom cloud, le ombre di corpi e oggetti proiettate su strade ed edifici. Proponendone una rielaborazione contemporanea nell’arte e nella cinematografia, la mostra presenta le opere di artisti che, attraverso l’utilizzo di diversi media (cianotipi, dipinti, collage, manipolazioni fotografiche e video installazioni), sviluppano tali immagini in modo personale e significativo. Veri e propri archetipi della paura, questi scenari si sono radicati nell’immaginario giapponese e internazionale tanto da stimolare artisti e registi a esorcizzarne, metabolizzandoli, la natura mortale e distruttiva.

     

    La mostra si configura dunque come un percorso, un’indagine poli-focale che abbraccia l’arte e le immagini in movimento attingendo ad un ventaglio di artisti con prospettive e Weltanschauung diverse fra loro. Con i suoi cianotipi, l’americana Elin o’Hara Slavick crea un ponte invisibile tra le generazioni di hibakusha, re-illuminando gli oggetti di uso quotidiano colpiti dalle radiazioni della bomba, mentre l’inglese Andrew Cole cattura il flash di luce e dipinge le nere piogge di morte che si riversarono sulla città. Proprio in questo punto si inseriscono allora le due opere cinematografiche Pioggia Nera e Children of Hiroshima, in cui i due registi giapponesi Shohei Imamura e Kaneto Shindō affrontano in modo realistico la rappresentazione del giorno dell’esplosione. Al punto di vista scientifico e minimale con cui l’olandese Deimion van der Sloot raffigura la luce atomica, si affiancano opere che pongono l’accento su come perduri la memoria materica di ciò che accadde attraverso le nuclear shadows impresse sulla città, testimonianza della distruzione e del dolore che seguirono. Tra queste, il lavoro dell’italiano Luca Federici rielabora l’immagine delle ombre attraverso la potenza astratta della macchia che, permeante, evoca paure ataviche. A completare il panorama artistico offerto al visitatore si propongono i contributi cinematografici appartenenti alla new wave dell’horror giapponese, che realizzano in Kurosawa Kiyoshi -uno dei maggiori esponenti del genere- un rinnovato interesse per l’iconografia delle ombre, incarnazione del richiamo al trauma di Hiroshima.

     

    In mostra, opere di: Kurosawa Kiyoshi, Shohei Imamura, Elin o’Hara Slavick, Gordon Belray, Daniel Wechsler, Andrew Cole, Deimion van der Sloot, Kailum Graves, Mary Kavanagh, Luca Federici, Uroš Weinberger.

     

     

    Contatti

    Link dell’evento: http://www.bsidewar.org/it/prossimi-eventi/2591/

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  • Fotografo di interni — L’IMPORTANZA DELLA FOTOGRAFIA IMMOBILIARE PROFESSIONALE

    Quando si vende casa o la si mette in affitto, (parlo anche per esperienza personale), ci si assicura di fare tutto il possibile per migliorare il suo appeal e si cerca (e si spera) di diminuire il tempo sul mercato, cosa fondamentale in questo genere di situazione.
    Troppi mesi o addirittura anche settimane sul mercato possono influire drasticamente sul valore della casa.
    Ecco perché è imperativo non tagliare alcuni costi durante il processo di vendita, questo vuol dire, spendere qualcosina per sistemare la casa la dove sia possibile e destinare un piccolo importo per un fotografo professionista che riuscirà a valorizzare al meglio ogni ambiente.
    Posso garantirti che è una delle migliori scelte da fare.

    Sono finiti i tempi in cui l’acquisto di una casa coinvolgeva l’agente immobiliare e le sue conoscenze attraverso l’uso del telefono o del classico porta a porta.
    L’era digitale ha portato l’acquirente a trovare in pochi click e in base alle sue specifiche personalizzazioni una vasta gamma di opzioni immobiliari dove, il primo attrattore è proprio la fotografia degli interni, dunque, la formula è:

    immagini fotografiche ben realizzate = +richieste di visita > opportunità di vendita
    (diverso)
    foto fai da te = -richieste di visita < opportunità di vendita

    Vuoi che casa tua sia attrattiva e si faccia notare? Fai in modo di avere delle buone fotografie immobiliari.
    Ora ti spiegherò in pochi passi perchè è utile affidarsi a un fotografo di interni e quali sono alcune delle sue caratteristiche professionali.
    Da questo momento  in alcuni momenti parlerò in prima persona per facilità di scrittura e di pensiero:

    1- Conosco il fine

    Fotografia realizzata per una Villa di lusso a Santa Margherita Ligure

    Il fotografo professionista è “un’artista”.
    Sfrutto la mia passione per la fotografia per trasformarla nel mio lavoro.
    Dunque, avere una passione e dovendola anche sfruttare per farne un buon lavoro mi spinge a conoscere ogni progetto che affronterò, in questo caso  una casa, una villa, un immobile prima di fotografarlo lo studio dal punto di vista “architettonico” alimentando la volontà di conoscere ed applicare le giuste inquadrature nelle migliori condizioni di luce, avere punti di ripresa vincenti, conoscere i particolari più interessanti per catturare efficacemente un determinato ambiente.
    In questo modo è matematico che si potranno realizzare delle fotografie in grado di generare richieste di visita ed automaticamente maggiori opportunità di vendita.

    2 – Fotografo di interni è avere a disposizione la giusta attrezzatura, soprattutto per i piccoli ambienti

    Fotografia realizzata per una appartamento in provincia di Milano

    Se hai l’hobby della fotografia e pensi di risparmiare denaro facendo da te il servizio fotografico, considera questo fattore: “la fotografia immobiliare non è semplice”, necessita di esperienza e una conoscenza tecnica specifica, inoltre, una buona attrezzatura e saperla usare aumenta notevolmente il risultato finale.
    Ad esempio, gli acquirenti non sono quasi mai attratti da spazi bui, quindi come combatterai la mancanza di luce naturale nel tuo seminterrato?
    Hai a disposizione luci, flash, un buon uso di Photoshop, lenti professionali, conoscenze tecniche della macchina fotografica come tempi di esposizione, domare le linee geometriche, ecc ecc… ?
    Se manca uno di questi piccoli fattori forse è il caso di porti qualche domanda sul fatto di responsabilizzarti a pubblicare foto che potrebbero mettere in cattiva luce la tua proprietà sul mercato immobiliare, sarebbe un vero peccato!

    3 – La missione: catturare l’occhio dell’acquirente

    Fotografia di interni – Fotografia realizzata per un appartamento a Milano

    Giustamente si può pensare di avere le competenze necessarie per rendere la tua casa affascinante, la verità è che un fotografo professionista per la sua esperienza sa esattamente quali angoli, quali impostazioni di illuminazione, e in alcuni casi, come disporre degli oggetti di scena per creare delle fotografie di impatto.
    Per esempio, se la proprietà ha un bel giardino e magari una piscina meglio iniziare il servizio fotografico nel pomeriggio così da poter realizzare le riprese esterne anche dopo il tramonto, quando il cielo è ancora luminoso!

    Troppo spesso navigo su portali immobiliari e ritrovo delle fotografie che fanno davvero pena e la cosa triste è non voler mettere sul piatto poche centinaia di euro ed avere delle buone possibilità di vendita e ritrovare che lo stesso annuncio riporta cifre di acquisto da capogiro, assurdo!

    Se poi vuoi avere un riscontro in numeri, dati statistici stimano che chi ha utilizzato fotografie immobiliari professionali ha avuto un aumento del 139% dei clic, rispetto ad annunci simili all’interno dello stessa ricerca di immobile.
    Inoltre, le case che mostrano foto ben realizzate e veritiere nei loro annunci possono permettersi di valutare un aumento del prezzo di vendita e partire così verso una trattativa sicuramente più interessante.
    È stato riportato un esempio che il prezzo finale può essere variato da 200k a 220k grazie a delle buone fotografie, detto questo, non vale la pena investire una cifra di poche centinaia di euro sull’immagine?

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    Per concludere

    La fotografia immobiliare è un potente strumento per la vendita di qualsiasi immobile.
    Anche se la cultura del fai da te è sempre molto popolare e in tante situazioni è la scelta giusta, in questo caso bisogna valutare il fine commerciale; queste immagini non saranno inviate ad un amico per condividere un momento ma saranno fotografie importanti, che trasmettono un valore in denaro, dunque bisognerà trattarle di conseguenza.

    Prendendo contatto con un fotografo immobiliare, potrai assicurarti che gli ambienti più belli della casa saranno resi speciali, mentre gli angoli meno carini saranno comunque ben presentati.

    I fotografi hanno la capacità di rendere uno scorcio ordinario in qualcosa di straordinario.
    Metti la tua fiducia nelle loro mani e raccogli il guadagno del tuo investimento.

    Se stai vendendo casa e stai cercando un professionista contattami, anche solo per uno scambio di opinioni, e se ti fiderai di me farò in modo che l’essenza della tua casa sia catturata da immagini straordinarie.

  • L’astronauta italiano Franco Malerba su TheCOSMOBSERVER

    Si concede una lunga intervista a TheCOSMOBSERVER il primo astronauta italiano

     

    È stata pubblicata sul blog di divulgazione scientifica TheCOSMOBSERVER un’intervista dell’astronauta italiano Franco Malerba.

     

    Malerba è stato il primo astronauta italiano, e ha volato a bordo dell Space Shuttle Atlantis nel corso della missione STS-46 nel 1992.

    Quest’anno, in occasione del 25° anniversario della prima missione italiana nello spazio, Franco Malerba ha rilasciato una lunga intervista al divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso per TheCOSMOBSERVER. Tre ore e mezza di racconti, aneddoti e confidenze sulla lunga epoea di Malerba. Un’epopea che lo ha portato a salire a bordo dello shuttle Atlantis dopo un iter durato ben 15 anni.

    Oltre alla sua esperienza nello spazio, Malerba parla anche dei suoi prossimi impegni.

     

    È possibile leggere l’articolo a questo indirizzo https://thecosmobserver.blogspot.it/2017/07/personaggi-e-personalita-intervista.html

  • Le Rivoltelle, “Play E Replay” è il nuovo album

    Un disco che accoglie il viaggio delle quattro musiciste, partendo dagli albori della loro carriera fino ad oggi, celebra un sodalizio artistico ed umano lungo 10 anni sorretto sempre dall’equilibrio fra impegno e divertimento.

     

    “Play e Replay” si compone di riproposizioni di brani celebri della musica italiana riconsegnati al pubblico in chiave totalmente diversa e ricuciti addosso a sonorità tipiche della band. La cifra stilistica delle Rivoltelle riesce, anche questa volta, a superare i confini di tempo, luogo e spazio avvicinando canzoni nella realtà lontane tra loro. Nel titolo dell’album si svelano simbolicamente le ragioni del disco: suonare brani inediti e risuonare brani editi da altri. Nei pezzi scritti dalla band troviamo il rock, matrice comune delle quattro musiciste, e varie contaminazioni di generi diversi che si fondono insieme fino a formare un’unica anima musicale. I testi suggeriscono emozioni sincere e passioni forti, chiedono di essere ascoltati e vissuti. Nei significati troviamo riflessioni sulla condizione dei migranti, impegno e dedizione nella lotta alla criminalità organizzata, frammenti di un cuore spezzato.

    Play e Replay è soprattutto un tributo al produttore della band, Mimmo Cristiani che ha creato, voluto e curato questo progetto musicale, amandolo fino ad entrare in simbiosi con lo stesso, fino a quando ha avuto la forza di farlo.

     

    BIO

    Le Rivoltelle sono una band tutta al femminile dalla solida formazione musicale. Elena, Alessandra, Paola ed Angela sono abili musiciste che si raccontano in chiave rock, particolarmente apprezzate per le loro spettacolari performance live. Hanno all’attivo due album e due singoli, tra brani inediti di spessore sociale e cover riarrangiate secondo il loro originalissimo stile, su tutte “La Notte”, il successo internazionale del cantautore italo-francese Salvatore Adamo. Hanno partecipato come ospiti ad importanti rassegne nazionali ed internazionali, come il MusiCultura Festival, il Festival Anime Salve, il MEI SuperSound, il RadioNorba Battiti Live, il Fiat Music Tour, il PopKomm di Berlino e la Festa delle Nazioni in Belgio.

    Vantano importanti partecipazioni televisive (RaiUno, Rai International, Rai Gulp, La7, La7D) e radiofoniche (Rai Radio Uno e Radio Due), ospiti di Vincenzo Mollica, Maurizio Costanzo, Piero Chiambretti e Red Ronnie. Il loro impegno sociale le ha ripetutamente portate all’attenzione della stampa nazionale (Corriere della Sera, Repubblica, Il Fatto Quotidiano, La Stampa) grazie ad inediti come “Taglia 38”, che tratta il tema dell’anoressia e della bulimia fino all’ultimo “Io Non Mi Inchino”, singolo anti-mafia ispirato e dedicato alla figura del Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri.

    Proprio durante il tour promozionale di “Io Non Mi Inchino” Le Rivoltelle sono state vittime di un episodio discriminatorio che le ha impedito di esibirsi durante una festa religiosa, sulla base di un loro presunto orientamento omosessuale. La nota di denuncia pubblicata dalla band sui social (sui quali sono seguite da decine di migliaia di fan) è diventata immediatamente virale: è stata ripresa sulle home page delle più importanti testate online, da Vincenzo Mollica sul TG1 e dal programma “L’Aria che Tira” su La7, che le ha invitate in studio per raccogliere la loro testimonianza diretta.

     

     

    Contatti & social:

     

    Sito web ufficiale: www.lerivoltelle.it

    Pagina Facebook: http://bit.ly/1YD8HwD

    Canale YouTube: http://bit.ly/23H463r

    Account Twitter: http://bit.ly/22HVzYg

     

  • I Cheyenne presentano il loro primo singolo “Insieme”

    Un’esperienza forgiata da vittorie e partecipazioni ad alcuni dei più importanti contest d’Italia (Italia Wave, Olbia Rock, Sanremo Music Awards) conduce i tre ragazzi di Iglesias a presentare un brano solido e maturo che affronta la tematica della ricerca dell’impossibile.

     

    Il riferimento al personaggio più bello di Tolstoj riassume certamente come possa essere insito nella natura umana ricercare di continuo qualcosa di nuovo, di diverso… Questa continua ricerca, che spesso parte dall’insoddisfazione, può allontanarci da quello che abbiamo, per tentare di raggiungere qualcosa che, troppo spesso, è solo fatuità. In questo “mondo nuovo” il desiderio sfrenato dell’essere umano di cercare qualcosa di nuovo e di diverso ha perso ogni freno, ogni limite. I Cheyenne

     La positività del ritornello, tuttavia, racchiude un significato di profondo amore, che arriva a farsi speranza. Il rapporto con un’altra persona, se inteso nella sua totale purezza, viene disegnato infatti come salvifico.

    L’album, al quale la band sta ancora lavorando, verrà pubblicato dopo l’estate col titolo di “Luci e oscurità”.

     

    BIO

    I Cheyenne si formano nel settembre del 2006 ad Iglesias (Provincia del sud Sardegna). Nel corso degli anni tra il 2007 ed il 2012 i Cheyenne suonano in moltissimi palchi importanti in tutta la Sardegna.

    L’intensa attività live porta il gruppo a scrivere diversi pezzi che andranno a comporre il loro primo album. Il primo cd intitolato “MAESTRALE” è uscito nel Giugno 2010. L’album contiene 11 canzoni il cui tema è strettamente connesso all’attualità del territorio iglesiente.
    Per quanto riguarda l’attività live del gruppo in questi anni vanno sicuramente ricordate molteplici partecipazioni a Festival e Concorsi importanti l’ItaliaWave 2011 (2° posto), l’Artes et Sonos 2011(3° posto), l’OlbiaRock 2011 (2° posto), il Guspini Music Contest 2011 (1° posto). Nella Primavera del 2011 esce su Youtube il nuovo singolo “La mia energia”, accompagnato da un video di protesta contro il nucleare e a favore delle energie rinnovabili. Il video riscuote molte critiche positive e ottiene molte visualizzazioni.
    Nel Febbraio del 2012 i Cheyenne partecipano alle selezioni di Sanremo Music Awards e arrivano alla finale a Sanremo durante la settimana del Festival vincendo poi il concorso nella categoria Miglior Band Rock Blues. Nell’Agosto del 2012 si classificano, per la seconda volta consecutiva, al secondo posto dell’Olbia Rock, vincendo così la possibilità di suonare a Faenza il mese successivo.

    A Settembre partecipano alla finale del Premio Pavanello a Trento e al Mei Supersound a Faenza. Nel Novembre dello stesso anno girano ad Olbia il video del nuovo singolo “La Canzone del Poeta” che uscirà a Gennaio del 2013.

    Il nuovo album “Il giardino del tempo” esce il 20 Dicembre 2013.
    13 tracce di indie rock denso nelle musiche e intenso nei testi, che parlano del ciclo della vita e di come l’essere umano può oltrepassare i limiti del tempo con il proprio intelletto e la capacità di continuare a sognare.

    Nell’estate del 2014 vincono l’Olbia Rock. Nel 2017, con la canzone “Insieme”, vincono il “Radiolina special contest” e suonano sul prestigioso palco del Poetto Fest.

     

    Contatti e social

     

     

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  • Black Magic Trees, “A Violent Turbolence” è il primo singolo estratto dall’album “Secrets”

    Un veemente attacco d’ira, politicamente indirizzato, si pone nel cuore nevralgico di un brano che ondeggia fra un sound blues e un animo rock.  

     

    BMT creano un suono potente unito a profondità poetica, una ricerca volta all’essenzialità primordiale del linguaggio, con liriche provocatorie e melodie forti ed accattivanti, a tratti struggenti. BMT spingono la propria ricerca all’estremo. Le strutture intese come logica di ascolto, muoiono per dar spazio all’emozionalità della composizione ed alla passionalità, a tratti “blues”, del pathos interpretativo.

    Il primo album dei BMT, “Secrets”, racchiude tutto l’istinto di un primo entusiastico lavoro raccontando il disorientamento dell’uomo moderno attraverso i sentimenti più istintivi ed i sogni più profondi. È un desiderio inconscio di fuga dalla realtà verso un orizzonte che riporta nostalgicamente ad un mondo che non c’è più e che probabilmente non è mai esistito se non nei propri sogni di bambino.

     

    BIO

    BMT è nato dall’ incontro di Daniel Melani e Francesco Ballerini. Tutto è iniziato prendendosi poco sul serio ma con la voglia di sperimentare, dopo esperienze passate arrivate al culmine. La sintonia tra i due è scaturita subito con grande facilità di scrittura. L’ intero album è stato scritto nell’ arco di 6/7 mesi non più di otto ore la settimana. BMT è già a lavoro per il prosieguo di Secrets, dimostrando che le cose buone vengono fuori con il lavoro ma solo quando è spontaneamente voluto.

     

     

    Contatti e social

     

    Facebook www.facebook.com/blackmagictrees/?fref=ts

  • Tahiti Fashion Week: Brave Models l’unica agenzia a far parte della giuria

    Brave Models porta il suo know-how in Polinesia. La famosa Agenzia di Moda Italiana è stata chiamata infatti, come ogni anno, dall’Organizzazione polinesiana per far parte della Giuria per l’Evento Tahiti Fashion Week. Un’occasione importante per promuovere la moda e la cultura locale con sfilate, concorsi ed eventi dal sapore internazionale, e per scoprire nuovi volti.

    Brave Models vola in Polinesia confermando la sua fama a livello internazionale. A conferma del suo successo Brave Models è infatti l’unica agenzia a far parte della giuria durante la “Tahiti Fashion week”, che come ogni anno seleziona nuovi volti da lanciare a livello internazionale.

    Brave Models ha partecipato a questa speciale di tre giorni dedicata interamente al mondo della moda, un’occasione unica di incontro tra la realtà locale delle isole Polinesiane e il gusto internazionale del settore

    Brave Models presente a Tahiti ha supervisionato casting, spettacoli, prove e coaching professionale di eccellenza che caratterizzano l’evento, dove la maggior parte della squadra è volontaria, dietro la guida degli organizzatori Alberto Vivian, direttore artistico, e Laurence Joutain, direttrice operativa della manifestazione.

    Oltre alle sfilate, la Tahiti Fashion Week ospita uno speciale concorso dedicato alle modelle che prendono parte all’evento. La vincitrice del concorso di quest’anno, Victoria, è stata selezionata da Brave Models ed annunciata durante una speciale serata di gala a chiusura dell’evento.

    Victoria, nonostante i 16 anni e la poca esperienza nel settore, ha dimostrato di avere tutte le potenzialità secondo Brave Models per poter intraprendere la carriera di modella e, a tal proposito, si recherà a Milano dove, grazie alla sua agenzia BRAVE MODELS , muoverà i primi passi nel mondo della moda.

    Alberto Vivian su di lei dichiara: “E’ conforme agli standard internazionali. Questa è una grande opportunità per lei, se la prenderà seriamente, avrà tutte le possibilità.

    Una collaborazione questa, tra Brave Models e la Tahiti Fashion Week, che dura ormai da qualche anno ed è destinata a regalare ancora più soddisfazioni!

    Fonte: Hine Magazine

  • QUATTRO SERATE DI GRANDE MUSICA CON CORINALDO JAZZ FESTIVAL 2017

    Come ogni anno, puntuale e fedele alla sua identità, ecco il calendario dei concerti di di “Corinaldo Jazz”, l’amato festival organizzato dall’Associazione culturale Round Jazz e dal Comune di Corinaldo (AN,) nello scenario di uno dei borghi più belli d’Italia.
    Siamo alla diciannovesima edizione e gli appuntamenti da evidenziare in agenda sono ben quattro, tutti nel mese di agosto, con inizio alle 21.45 e, come tradizione vuole, spesso seguiti da jam session imperdibili per gli appassionati di jazz e live-music.

    MERCOLEDI 2 AGOSTO
    La piaggia ore 21:45
    NICO GORI “Sea Side” 4tet
    Nico Gori: clarinetto, saxes
    Piero Frassi: pianoforte
    Nino “Swing” Pellegrini: contrabbasso
    Vladimiro Carboni: batteria

    GIOVEDI 3 AGOSTO
    Piazza Il terreno ore 21:45
    PETER ERSKINE and the DR. UM BAND
    Peter Erskine: batteria
    John Beasley: pianoforte
    Bob Sheppard: sax
    Benjamin Shepherd: basso elettrico

    VENERDI 4 AGOSTO
    Piazza Il Terreno ore 21:45
    CALIFORNIA DREAM BAND
    Otmaro Ruiz: pianoforte
    Manuel Trabucco: saxes
    Maurizio Rolli: basso el.
    Christian Mascetta: chitarre
    Marvin “Smitty” Smith: batteria

    SABATO 5 AGOSTO
    Anfiteatro Romano Antica Città di Suasa ore 21:45
    DIANE SCHUUR QUARTET
    “An Evening with Diane Schuur”
    Diane Schuur: voce, pianoforte
    Julian Siegel: sax
    Francesco Puglisi: contrabbasso
    Adam Pache: batteria

    Al termine del concerto, con lo stesso biglietto sarà possibile partecipare ad una visita guidata dell’intero parco archeologico. E’ consigliabile la prenotazione.
    Per info e prenotazioni: 333.5351396 – 071.966524 [email protected] – www.consorziosuasa.it

    INFO & BIGLIETTI:

    2 agosto: NICO GORI Sea Side Quartet INGRESSO LIBERO
    3 agosto: PETER ERSKINE and the DR. UM band INGRESSO 15€
    4 agosto: CALIFORNIA DREAM BAND INGRESSO 10€
    5 agosto: DIANE SCHUUR Quartet INGRESSO 15€ (Inclusa la visita guidata all’Antica Città di Suasa)

    Prevendita online : https://bookingshow.it/Ricerca?keyword=corinaldo+jazz

    L’abbonamento al festival 2017 è gestito su prenotazione ai seguenti contatti : cell: 329 4295102 – mail: [email protected]

     

    In caso di maltempo i concerti si terranno presso il Teatro Goldoni di Corinaldo (I biglietti acquistati in prevendita saranno ricollocati nei migliori settori del teatro)

     

    Dir.Artistica :Andrea Venturi
    Per informazioni www.corinaldojazz.com
    Info : 071 67782 int 236 (Ufficio Turismo); 329 4295102
    Associazione Culturale Round Jazz : [email protected]
    Seguici su facebook :www.facebook.com/corinaldojazzfestival/

     

    ( Cinzia Sabbatini – Responsabile della Comunicazione Corinaldo Jazz Festival )

    L'immagine può contenere: sMS

     

  • L’esclusiva Lupin Home Collection sbarca su TippyTap.it

    Lupin

    Che Lupin sia un pò nel cuore di tutta quella generazione di 30/50enni che con il noto ladro gentiluomo e la sua allegra cricca di amici e sensuali donne é venuta grande non é un mistero…

    Così come non é un mistero che lo stile grafico del fumetto sia stato uno degli elementi di maggior contributo alla serie cartoon degli anni 70/80….

    Ma che i colori e le grafiche inventate tanti anni fa con inspirato talento dal grande Monkey Punch si potessero prestare anche al decoro di originali ed esclusivi elementi d’arredo non era così scontato, e sicuramente ci voleva la genialità e la fantasia del “solito” italiano per dar vita ad una delle più belle e particolari collezione degli ultimi anni.

     

    Lupin III

    E’ infatti merito dell’italianissimo ( e simpaticissimo !!) Marco Forsin, titolare della Trenfor, l’aver per primo pensato alla possibilità di personalizzare poltrone,divani, pouf e presto anche altri complementi, con la simpatica effige del ladro gentiluomo.

    Lupin III

    Una collezione dedicata non solo agli amanti della fortunata serie televisiva (i cui diritti sulla gestione dei contenuti e delle immagini appartengono a Mediaset) ma anche a coloro i quali del bello ne fanno una ragione di vita e di stile.

    Lupin III

    La forza dei colori e delle immagini e la ricercatezza delle forme di puro design contribuiscono a rendere unico e personale qualunque ambiente in cui gli elementi d’arredo scelti vengono posizionati.

    Giapan Band Lupin Home Collection
    Poltroncina Jaban Band by Trenfor

    Una collezione di assoluto riferimento che si pone sul mercato con prezzi assolutamente avvicinabili ed abbordabili da tutti, per non dover in alcun modo rinunciare ad avere sotto gli occhi ogni giorno un pezzettino della nostra allegra e spensierata infanzia…

    Questa esclusiva collezione d’arredo la trovi su www.tippytap.it  il sito italiano dedicato all’arredamento innovativo ed esclusivo.

     

    © Monkey Punch TMS – NTV Under license to M4C

  • Giulia Melis in “ Fuga Dalla Materia “

    Giulia Melis, artista eclettica e Cibartista, Mercoledì 05 Luglio 2017 alle ore 18.30, presso lo Spazio Porpora di Milano in Via N.A. Porpora 16, presenterà la Performance artistica da lei creata e inscenata : “ Fuga dalla Materia“.

    Mercoledì 05 Luglio 2017 alle ore 18.30 presso lo Spazio Porpora di Milano, in Via N.A. Porpora 16 verrà messa rappresentata la fantastica Performance Artistica scritta e interpretata dalla seducente Artista.

    La Performance

    I presenti, potranno apprezzare la bravura e l’ introspezione di Giulia Melis che rappresenterà una donna abitata al suo interno da una creatura/essenza : “…Talvolta ho come la sensazione che qualcuno abbia preso in affitto il mio corpo, è come una specie di…prurito. E lei, questa cosa a me piace definirla L’essenza della materia che sta cercando di dividersi da quella materia/corpo. Quando la creatura riuscirà ad uscire e a rinascere, inizierà ad esplorare, e ad abitare, altre materie. Tramite un dinamismo camaleontico si rapporterà con la luce, il fumo, il vetro/specchio e la terra, sempre guidata da una voce onnisciente proveniente dalla donna abitata precedentemente e rappresentante un rimasuglio della memoria emotiva del corpo nell’ essenza.

    Grazie alla superba interpretazione di Teatro Fisico espressa dal’ Artista, si verrà condotti in un Viaggio che porterà nell’essenza della rappresentazione di quattro elementi da Giulia Melis opportunamente scelti per la trasposizione emotiva.

    L’Artista

    Giulia Melis ha iniziato come scenografa, ma la sua vera vocazione l’ ha trascinata “dall’altra parte” del sipario nelle vesti di attrice, performer e speaker molto apprezzata a livello Nazionale.

    Ha conseguito la sua formazione come Performer di Teatro Fisico, Mimo e nozioni di regia presso la Scuola di Teatro Arsenale dove ha scoperto che è fondamentale consacrare l’immaginazione, alla creazione teatrale.

    Presso l’Accademia del doppiaggio, diretta da Roberto Pedicini e Christian Iansante, ha analizzato e scoperto il mondo del doppiaggio, diplomandosi a pieni voti.

    In questo poliedrico mosaico formativo, l’ultima tessera è si è concretizzata presso il Michael Rodgers Acting Studio dove ha scoperto la sua più intima e pura natura nella recitazione cinematografica.

    Giulia Melis ha preso parte, come attrice, in numerosi cortometraggi e lungometraggi indipendenti e ha lavorato come speaker di spot e tutorial.

    La sua immensa e originaria attrazione per le arti figurative, l’ha condotta, anche, alla stesura di Performance che unificano più linguaggi artistici

    “ Fuga dalla Materia “ è una possibilità per indagare in noi stessi e conoscere più a fondo i nostri moti e graffi interiori, grazie all’ indiscutibile talento di Giulia Melis di plasmare, concepire e interpretare una Performance unica, in grado di appassionare e coinvolgere tutti i presenti.

  • Sagra della zuppa di Aquilea  LU 4-5-6 11-12-13   Agosto 2017

    Sagra della zuppa di Aquilea  LU 4-5-6 11-12-13   Agosto 2017

    Zuppa e vino abbinamento ..Divino !!

    Nella spettacolare location delle colline lucchesi, tra le vigne e le piane del paese di Aquilea si ripete la tradizione della sagra della zuppa di Aquilea . La zuppa ( solo di verdure di aziende agricole locali del morianese !) l’olio e vino della fattorie di Aquilea, torte con i becchi di verdura crema e cioccolata. Gli gnocchi e i maccheroni fatti ancora come una volta nelle cucine della sagra dalle mani esperte delle donne del paese vi gusteranno il palato e vi porteranno a ricordare antichi sapori  a seguire anche fantastici grigliati
    Programma:
    la sagra si svolge nei seguenti giorni 4- 5-6-11-12-13 agosto 2017 apertura stand ore 19.00
    Tutte le sere si potrà gustare la famosa zuppa di Aquilea LU ,( solo verdure ed erbi spontanei della zona la rendono idonea anche per l’alimentazione vegetariana e vegana )
    Inoltre gnocchi e maccheroni fatti sempre a mano e con prodotti locali saranno presenti a rotazione, a seguire   e specialità alla griglia torte con i becchi di verdura crema e cioccolata
    Vino e olio rigorosamente delle aziende di Aquilea LU

    Tutte le sere intrattenimento musicale

    Attiva area giochi per bambini

    Puoi portare anche il tuo amico a 4 zampe
    Organizzatore:
    comitato paesano Aquilea

    Per arrivare ad Aquilea è semplice .Arrivati alla città di Lucca seguire le indicazione SS 12 del
    Brennero direzione Nord poi troverete le indicazioni locali che vi porteranno sulle colline di Aquilea

    Manifestazione all’aperto

    Organizzatore:
    comitato paesano Aquilea
    seguici  anche gli altri numerosi eventi
    Email: [email protected]
    Face booK: comitato paesano aquilea  –  fai Like sulla pagina sagradellazuppa.aquilea

     

  • “Free as a bird” è il primo singolo dei 3ANDHALF

    Un pop-rock con influenze derivanti dal baroque pop tipico della seconda metà degli anni ’60, si sposa a perfezione con la freschezza e la solarità dei quattro ragazzi dando vita ad un brano dal perfetto mood estivo.

     

    Questo brano intende celebrare le prime storie(lle) d’amore della vita; quelle che, per intenderci, viviamo in modo sereno e puro durante la nostra adolescenza. In quel periodo, infatti, la nostra mente è ancora piuttosto libera da condizionamenti, e siamo protesi a vivere più spontaneamente le nostre emozioni e i nostri sentimenti. 3ANDHALF

     

    Facendo parte di un concept album (intitolato “Revival”), anche questa canzone però non può essere decontestualizzata, non a caso contiene uno dei temi ricorrenti del disco: il desiderio di evadere dalla grande città.

     

    Guarda qui il videoclip: https://www.youtube.com/watch?v=Ppv1ovHWI5E

    Nonostante “Free as a Bird rappresenti, nella sequenza cronologica della tracklist, una delle prime fasi di crescita dell’individuo, si è comunque già abbastanza consapevoli dell’inadeguatezza della metropoli al caso di uno spirito libero. Questa, infatti, viene percepita come una gabbia di doveri e aspettative altrui da soddisfare, per non parlare del nervosismo e della pesantezza che molti adulti, stressati da uno stile di vita frenetico, trasmettono ai più piccoli… tuttavia, dal punto di vista della voce narrante, non ci sono concrete possibilità di realizzare entro breve questo desiderio, proprio perché a quell’età non si è né indipendenti  autosufficienti. Quindi il tutto rimane confinato nella fantasia del giovane protagonista, che piuttosto che rivolgersi alla sua fidanzatina, sta soltanto immaginando di dirle ciò che pensa. 3ANDHALF

    Questa è stata la prima canzone del disco ad essere provata, arrangiata e registrata dai 3andhalf, ed è stata incisa nello studio di registrazione della scuola di musica Tool Cube” di Roma.  

    BIO

    I 3andhalf si sono formati in un quartiere di Roma Sud (nei pressi dell’Eur) nell’ottobre del 2011 su iniziativa del cantante/chitarrista Andrea Moggiani e del (futuro) bassista Federico, appena ventenni e amici sin dai tempi dell’adolescenza, essendo cresciuti entrambi nella stessa zona. Nonostante le varie turbolenze nel percorso di formazione, nel corso del tempo la band si è esibita suscitando un grande entusiasmo nelle feste di quartiere, in alcuni locali e perfino in un centro commerciale, avendo vinto un concorso destinato ad artisti emergenti di Roma e provincia, che ha comportato l’inclusione di uno dei loro brani in una compilation stampata in tutta Italia “Help! Musica & Solidarietà”, più la possibilità di aprire un concerto di un cantautore italiano affermato: Giuseppe Povia. Per diversi motivi, il gruppo si sciolse nel 2014, poco tempo dopo l’inizio delle registrazioni dell’album di debutto “Revival”.

    Quasi 3 anni più tardi, Andrea è riuscito finalmente a portare a termine le registrazioni del disco (che la band aveva cominciato assieme registrando “Free as a Bird” e “Because I Love Rock’n’Roll), grazie ad una collaborazione con un’etichetta romana indipendente. Essendo già stati pubblicati due singoli a nome dei 3andhalf (entrambi fondamentali per il concept album in preparazione), Andrea ha deciso di mantenere il nome della band per pubblicare l’album.

    Contatti e social

    Facebook: www.facebook.com/The3andhalf/

    Spotify: open.spotify.com/artist/2sID7mzKObH0Y0NGRCO5i7

    YouTube: www.youtube.com/user/The3andhalf

    SoundCloud: soundcloud.com/3andhalf

  • Karbonica, “Pezzo d’Africa” è il nuovo singolo

    Il brano è un invito alla riflessione rivolto all’italiano medio e alla presa di coscienza per cui nascere in un emisfero del mondo piuttosto che in un altro determina il destino di ogni essere umano.

     

    Quanti di noi da nord a sud in un paese diviso da quelle che sono tipiche guerre “tra poveri”, si domandano: Perché dover accogliere chi viene da un altro paese?! mentre qui si fatica persino a pagare la bolletta della luce di casa o il mutuo stipulato per comprarla. Solo in pochi capiscono che i problemi di un paese del “secondo mondo” come l’Italia non sono e non saranno mai come quelli di chi vive in un paese del “terzo mondo”. Karbonica

    Guarda qui il video: https://www.youtube.com/watch?v=5n5BSNBiokg&feature=youtu.be

     

     

    “Pezzo d’Africa” è un brano scritto sulla base delle riflessioni di chi si sveglia ogni giorno e compie comuni gesti, che i potenti della terra disconoscono.

     

    DICONO DI LORO

     

    Un concentrato di sano e pregiato rock underground firmato da una realtà che su territorio siciliano, e non solo, ha saputo ricavarsi una gran bella nicchia di mercato e di pubblicoLoud Vision

     

    Dalla Sicilia suona forte il rock dei Karbonica, troppo attenti ad un cliché da dannati e pericolosi, un mood metropolitano che strizza l’occhio al rock internazionale fermando il tempo con testi rigorosamente in italiano che dalla società all’amore si lasciano ispirare quanto più possibile.” Marco Vittoria, Vento Nuovo

     

    La crescita è appena iniziata ma direi che il buongiorno si vede dal mattino…” Red, Sound 36

     

    “Dalla provincia siciliana arriva un bel pop rock che ha scorza dura e sentimenti buoni.” Gianluca Clerici, Just Kids Magazine

     

    “Tipico e davvero gustoso il suono di basso a cesellare un battere in cui si incastrano testi intelligenti e ben cantati.” Paolo Polidoro, Musicalnews

     

    “L’esordio discografico di una delle più prolifiche rock band siciliane“. Alessio Primio, 100 decibel

     

    “Quei colori” è un disco che fa esattamente quello che dice.” Paolo Tocco, Deapress

     

    “Un esordio autoprodotto che però ha carattere da vendere” Marco Vigliani, Sound Contest

     

    “Un disco che nasce dalla strada, dalla vita vissuta suonando e poi in studio di registrazione. Un rock mainstream, una sequela di inediti che effettivamente mostrano cura e gusto, una voce ed un immaginario che vestono cliché che comunemente restituiamo al rocker dannato.” Box Musica

     

    “Un lavoro curatissimo e dalle molteplici sfaccettature, che mettono in evidenza le capacità non comuni dei musicisti di passare in modo spontaneo e performante da un contesto ad un altro con fluidità e senza perdere mai la padronanza sonora e lo stile personalissimo che li distingue.” Quadri Project

     

    “Che bellissimo messaggio per la nuova scena artistica italiana…noi ci accodiamo a molti che l’hanno sottolineate nelle tante interviste e recensioni che i Karbonica hanno ottenuto in rete e non solo. Questo disco dal titolo “Quei colori” ha il suono italiano, ha la forgia del pop rock da copertina, ha la grinta e la personalità ingenua di esordio da una parte e di chiarezza espressiva dall’altra…un primo lavoro che poi tanto acerbo non è…e si sente.” Giancarlo Susa, Blog music

     

    Brani con lievi contaminazioni elettroniche, dalle influenze pop, hard rock, alternative… danno vita a un album, dove a farla da padrone sono le due chitarre elettriche, il basso e la batteria.” Giandomenico Morabito, Musica Intorno

     

    “Un disco rock con tutte le carte in regola!” Vanni Versini, Onda Musicale

     

    “Dieci pezzi istintivi, diretti, genuini con chitarre gajarde e una ritmica incessante data dal bel lavoro collaborativo di basso e batteria”. Alligatore

     

    “Suonato molto bene, con grande padronanza degli strumenti, ben calibrato e ottimamente arrangiato, “Quei colori” è un ottimo biglietto da visita per attirare la giusta attenzione che meritano.” Antonio Bacciocchi, Radio Coop

     

    “L‘energia, la melodia, le tematiche dei testi, mai stupide, che trattano di temi attualissimi e delicati. Sono tutti tasselli importanti, di un lavoro che convince perché si presenta molto vero e poco costruito, rispecchiando l’anima e la sensibilità dei Karbonica”. Sisco Montalto, Clapsband

     

    “Il debutto dei Karbonica convince e apparecchia la tavola per un roseo futuro prossimo”. Piergiuseppe Lippolis, Music Map

     

    Quei colori è un album fortemente rock, in cui le protagoniste assolute sono le chitarre elettriche. A completare lo stile melodico ci sono, come in ogni formazione rock che si rispetti, basso e batteria. Il tutto a sostenere una voce potente e di grande impatto, ma che sa anche essere melodiosa e delicata, laddove i brani lo richiedono.” Eleonora Montesanti, La musica Rock

     

    L’album dei Karbonica è essenziale, odora di rock con tutte le sue radici e la sua anima, senza troppi fronzoli e con temi che consegnano all’ascoltatore canzoni ben costruite e assolutamente fruibili, un ottimo compromesso tra melodica e contenuti. Disco assolutamente consigliato.” Daniele Mosca, Causa ed effetto

     

    Un album consigliato a tutti gli amanti del genere, agli appassionati dei concerti da sudare, a chi cerca nei testi qualcosa che vada al di là delle semplici rime, a chi ancora crede che le chitarre abbiano tanto da dire.” Mescalina

     

    “E’ un disco fatto di molte tinte diverse ma simili, luminose ma opache, disperatamente vitale. I cinque ragazzi siciliani ce l’hanno messa tutta ed il risultato è sorprendente. Un ottimo battesimo discografico!” Viva Low Cost

     

     

     

    I Karbonica sono: Riccardo Trovato (voce/chitarra acustica), Herry Found (batteria/percussioni), Giuseppe Puglisi (basso/cori), Marco Miceli (chitarra/cori), Orazio Basile (chitarra).

     

    BIO

    I Karbonica sono una rock band siciliana, il loro 1° EP è “Live in studio” (2012), con cui la band partecipa a diversi contest musicali regionali raggiungendo la finale del Lennon Festival e vincendo il 14° Lavica Rock. I Karbonica tra il 2012 e il 2014 si esibiscono in moltissimi club e pub siciliani (oltre 200 live) in controtendenza rispetto alla forte domanda di cover/tribute band e riuscendo a ritagliarsi un proprio pubblico. Nel 2014 la band partecipa e vince la finale regionale di Rock Targato Italia, accendendo alla finale nazionale e vincendo il Premio Nazionale del Web. Nell’autunno 2014 viene pubblicato il singolo, “Quel bisogno che” che raggiunge il 48° posto della Indie Music Like del MEI e che viene recensito dalla rivista nazionale MarieClaire. Il 20 marzo 2015 la band pubblica il singolo “La tua rivoluzione” con il quale è ospite degli studi RAI di Palermo andando in onda dal vivo su Radio1, per la trasmissione Musica Med Live. I Karbonica nel 2016 vengono scelti dai Litfiba tra le 16 band chiamate a registrare la compilation celebrativa del trentennale di 17 RE prodotta dagli stessi Litfiba e distribuita sul loro sito ufficiale. Il primo full lenght della band è “Quei colori” pubblicato il 7 novembre 2016 e contenente 10 tracce originali. In seguito alla pubblicazione del secondo lavoro, diverse webzine e riviste cartacee di settore parlano della band siciliana, su tutte spiccano Classic Rock Italia e La Repubblica Spettacolo; “L’Inganno”, singolo di chiara matrice classic rock, raggiunge a distanza di tra mesi dalla sua uscita, il 31° posto della Indie Music Like del MEI.

    Contatti e social 

    Sito web http://www.karbonica.it/

    Facebook https://www.facebook.com/karbonica/

    YouTube https://www.youtube.com/user/karbonicaband

    Twitter https://twitter.com/karbonica

    Google+ https://plus.google.com/106075143643325736245

    Spotify https://open.spotify.com/artist/4I1eh7RojPVubEgrzdgueG

  • 60° Festival dei Due Mondi: inaugura la mostra internazionale “Spoleto Arte” di Vittorio Sgarbi

    Grande successo, sabato 1° luglio, per il vernissage della rinomata mostra internazionale d’arte contemporanea “Spoleto Arte”, tenutosi presso Palazzo Leti Sansi.
    La giornata di apertura è avvenuta nel contesto della 60° edizione del “Festival dei Due Mondi”, manifestazione culturale che coinvolge la città umbra in numerosi spettacoli artistici.

    L’organizzatore e manager della cultura Salvo Nugnes, assieme a Vittorio Sgarbi, ha dato avvio all’inaugurazione della mostra alle ore 18, con la partecipazione di personalità di spicco nel mondo della cultura e dello spettacolo: da Livia Pomodoro presidente dell’accademia di Belle Arti di Brera alla scrittrice Sveva Casati Modigliani, dall’attuale sottosegretaria di Stato Maria Elena Boschi al presidente del “Festival dei Due Mondi” Fabrizio Cardarelli, dall’on. Lella Golfo ad Alessandro Meluzzi volto noto di Canale 5, da Paola Severini della Rai alla statistica Linda Laura Sabbadini, da Sonia Laura Tatò produttrice e scrittrice a Patrick Pugliese di Striscia la Notizia e molti altri ancora.
    Sgarbi, curatore dell’esposizione, ha dichiarato che anche quest’anno: ≪Spoleto Arte vuole essere un osservatorio dell’arte contemporanea, nel quale fanno parte un selezionato gruppo di artisti, con caratteristiche distintive e stili diversi, riuniti insieme in esposizione in un armonioso allestimento di generi espressivi diversi. Ho accettato di guidare la mostra di Spoleto Arte, nel contesto del “Festival dei Due Mondi”, con l’obiettivo di mettere in evidenza la libera creatività, talvolta soffocata, di artisti emergenti≫.

    Contemporaneamente alla mostra c’è stata anche l’esposizione “D’Io”, rassegna del discusso artista del XX secolo Gino de Dominicis.
    “Spoleto Arte” rimarrà aperta fino al 27 luglio, garantendo un’ottima visibilità alle opere che verranno esposte e ai numerosi artisti italiani e internazionali che hanno deciso di partecipare.

    Per info: 0424525190, [email protected]

  • “Sei fantastico” è il nuovo singolo di Mauro Pina con la collaborazione di Rosalinda Celentano

    La canzone autobiografica dal ritmo trascinante e solare del musicista pop-rock, annuncia il ritorno della Celentano dopo 27 anni di lontananza dal panorama musicale. 

     

    La canzone nasce da un’esperienza personale a metà degli anni novanta. La situazione è tra le più classiche…lui lei e …l’altro. È espressamente dedicata ad un personaggio che in quel periodo si fingeva “amico vero” e che poi invece da persona viscida cercava con mezzucci stupidi di soffiarmi la ragazza. La canzone è venuta così di impulso, piena di doppi sensi che fanno capire però in maniera chiara di che tipo di personaggio parlo e come lo definisco…ironicamente…SEI FANTASTICO! Mauro Pina

    Guarda qui il videoclip: https://www.youtube.com/watch?v=r3zfTlTeGgI&feature=youtu.be

    Il singolo è estratto dall’ album “L’ho scritto io” di prossima uscita. Il video è stato girato al Castello di Vigoleno (Pc) e vede la partecipazione straordinaria sempre della Celentano come guest e la partecipazione per la prima volta in un video clip di Matteo Catelli, figlio di Gabriella Carlucci. Gli autori e compositori del brano sono invece Mauro Pina e Patricia Stancich.

    Radio date: 26 maggio 2017

     

    BIO 

    Mauro Pina (nato a Erba – Co – l’11 giugno 1966) è un cantautore, polistrumentista e paroliere italiano. Il suo genere musicale spazia tra pop, rock & roll e soft rock.

    Compone interamente le sue canzoni suonando personalmente tutti gli strumenti (percussioni, basso, chitarra, pianoforte, armonica, voce). Mauro scrive personalmente gli arrangiamenti di tutte le sue canzoni, registra tutte le voci e le interpreta con uno stile particolare.

    A tre anni inizia a cantare sui brani dei dischi di papà, con il giradischi preparato dalla nonna al ritorno dall’asilo. Negli anni suona, come se lo avesse sempre avuto, ogni strumento musicale che per caso entra in casa, tra regali a lui o ai fratelli. Le sue melodie preferite sono quelle degli anni ’60. Diventa beatlesiano e lennoniano. A 13 anni è già frontman della sua prima band ed esegue le prime cover rock. I suoi mentori saranno sempre i Beatles.

    Inizia presto anche a comporre, e anche durante il servizio militare la sera in camerata i commilitoni gli chiedono di suonare i suoi pezzi. La musica affianca per molti anni l’altra sua grande passione, il calcio, al quale rinuncia a seguito di un infortunio sul campo.

    Sottopone le sue composizioni a diverse case discografiche ed addetti ai lavori, ma difficilmente si esibisce in pubblico, proponendole.

    Nel 1995 vince premi partecipando ad esibizioni in TV locali ed inizia collaborazioni musicali.

    Dal 1998, per circa un anno e mezzo, frequenta musicalmente Dario Baldan Bembo che arrangia un suo pezzo che farà parte di una compilation.

    Nel 2002 conosce Lucio Dalla che si interessa ai suoi pezzi e gli propone la registrazione di un ep, (quattro suoi inediti), ma non può sostenere l’investimento economico richiesto.

    Nel 2005 il suo tributo ai Beatles lo porta a Londra a registrare un disco nei mitici Studi di Abbey Road con altre 24 Beatles band italiane. In Italia, viene considerato il migliore, ad interpretare i Fab4 dalla rivista nazionale “Chitarre”.

    Nel 2006 apre la sua agenzia musicale, la Dreamcastle, con la quale inizia collaborazioni per organizzazioni di concerti ed eventi musicali con comuni, enti pubblici ed artisti di fama.

    Frontman di diverse band musicali propone musica rock e brani di cantautori italiani e stranieri durante le sue serate.

    Il suo tributo a Lucio Battisti riempie sempre piazze e teatri e successivamente alla scomparsa dell’artista sarà la sua band a cantare e suonare durante la kermesse musicale a lui dedicata a Molteno. Sono concerti con migliaia di persone.

    Nel 2014 collabora come speaker per una radio locale siciliana (Radio Carini).

    I suoi pezzi “nel cassetto” aumentano e la sua vena musicale si arricchisce di esperienze e di vita. Cantautore e musicista a tempo pieno.

    Nel 2015 l’incontro con un’amica d’infanzia. Lei lo sostiene nel primo progetto musicale: la registrazione di un album di inediti, e come autrice con Mauro, scrivendo buona parte dei testi delle sue canzoni.

    In fine, grazie alla conoscenza di Efrem Sagrada (ex Celentano’s-Club) il sogno del progetto musicale si concretizza con la pubblicazione di un album con special guest Rosalinda Celentano, nel pezzo di punta del disco: proprio la ciliegina sulla torta.

     

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  • Eleonora Mila, “Canzone sul nulla” è il suo singolo d’esordio

    Atmosfere blues e funky degli anni ’60 e ’70 aleggiano intorno ad un testo surreale dando vita ad un pezzo al contempo provocatorio e frizzante.

     

    “Canzone sul Nulla” è il singolo di debutto della diciannovenne Eleonora Mila.

    Il brano, prodotto da Eugenio Ciuccetti dell’etichetta Bazee è caratterizzato da sonorità in cui trovano ampio spazio chitarre e fiati di sapore volutamente “vintage”. Si punta infatti senza mezzi termini ad introdurre il mondo musicale di riferimento della sua giovane interprete, cresciuta ascoltando Etta James e Aretha Franklin ma anche Zucchero ed Amy Winehouse. “Canzone sul nulla” è un brano fresco e dinamico, dal testo lievemente surreale, che senza presunzione sceglie la strada dell’autoironia per lanciare una piccola provocazione nei confronti di molte canzoni di oggi, spesso ricche di frasi fatte e artificiose suggestioni, ma vuote di reali significati.

    Guarda qui il videoclip: https://www.youtube.com/watch?v=dpU8qNRh7II&feature=youtu.be

     

    Il testo è stato scritto dallo stesso Eugenio Ciuccetti, già autore e produttore, tra gli altri, della jazz band IL BOOM. La musica e l’arrangiamento sono stati curati da Maurizio Anesa, professionista affermato, in passato già compositore per Mina e autore di sigle tv come quella della soap opera “Sentieri” e del programma “Buongiorno Italia”. Nella sua lunga carriera Anesa vanta inoltre collaborazioni pluriennali con le orchestre della Rai e di Canale 5 oltre che con artisti del calibro di Adriano Celentano e Franco Battiato.

     

     

    Radio date: 23 maggio 2017

    Produzione/etichetta: Bazee produzioni musicali

      

    BIO

    Eleonora Mila ha il blues nel sangue, i primi passi della sua carriera artistica lasciano intravedere un talento raro nel panorama della musica italiana di oggi.

    Mentre prosegue il suo percorso formativo sotto la guida dell’insegnante di canto Emanuele Grazioli, Eleonora entra a far parte nel 2016 della squadra di Bazee Produzioni Musicali. Grazie a questa collaborazione è arrivata a maggio 2017 la pubblicazione del suo primo singolo da professionista dal titolo Canzone Sul Nulla: brano firmato da Eugenio Ciuccetti (autore del testo e produttore di Bazee) e da Maurizio Anesa (compositore della musica e arrangiatore). La pubblicazione del brano è accompagnata da quella del relativo videoclip girato dalla regista Lara Peviani presso lo storico locale Sound of 70s di Milano.

    Ma il percorso musicale di Eleonora non si limita all’attività in studio di registrazione. Nonostante la giovane età, si esibisce ormai da anni dal vivo in diverse città italiane riscuotendo un crescente consenso sia da parte del pubblico che degli addetti ai lavori. Tra le esibizioni più significative ricordiamo quelle di Milano (Bobino, Le Scimmie, Birreria Aux Vieux Strasbourg, Palo Alto Cafè, JJ’s Corner Pub, La Corte del Moro), Bergamo (Dieci10 Live Bar&Restaurant), Porlezza (l’Osteria), Asiago (Linta Park Hotel), Siracusa (Doctor Sun, Cu C’è C’è) ecc.

    Ad inizio 2017, inoltre, Eleonora è stata protagonista di alcune puntate del programma televisivo Take Me Out in onda su Real Time (canale 31 del digitale terreste e 131 di Sky). In passato ha invece avuto modo di partecipare al cortometraggio “La vita in Fiore” della regista Valeria Lumaca e ad altri spettacoli canori, ad esempio presso il Teatro Frigia di Milano e Radio Popolare.

     

     

    CONTATTI E SOCIAL

    SITO UFFICIALE: www.eleonoramila.it

    PAGINA FACEBOOK: www.facebook.com/Mila.Cantante/

    PAGINA YOUTUBE: www.youtube.com/channel/UChgIULDEA1V_lTkdBHCQBBA/featured

    PAGINA INSTAGRAM: www.instagram.com/mila_eleonora/

    PRODUZIONE/ETICHETTA: WWW.BAZEE.ITwww.facebook.com/bazee.produzionimusicali

  • “La serva padrona” di Paisiello: un cd che pare un teatro.

    Tra le novità discografiche dedicate alla cosiddetta, impropriamente, musica colta, spicca, per rarità del titolo proposto e squisita interpretazione, quella proposta dall’etichetta discografica del gruppo Naxos RC Record Classic Label e dedicata all’intermezzo in due parti di Giovanni Paisiello, La serva padrona.
    RC Record Classic, affiliatasi a Naxos alla fine del 2016, ha come proprio target di riferimento il pubblico maggiormente appassionato alla musica – strumentale e operistica – del tardo periodo barocco e del pieno periodo classico, con particolare riferimento alla produzione di registrazioni di musiche composte da autori e titoli meno frequentati dal mercato discografico tradizionale.
    Già in attivo con releases dedicate a Cimarosa, Vanhal, Mozat (Wolfgang e Leopold), Paisiello, Beethoven e Scarlatti propone, tra le cinque novità del mese di luglio, questa nuova produzione dedicata al celebre intermezzo del compositore tarantino Giovanni Paisiello (1740-1816) che, per quest occasione, fu costretto a riutilizzare e, in parte, adattare, il vecchio libretto di Gennaro Antonio Federico musicato nel 1733 da Giovanni Battista Pergolesi.
    Gli interpreti sono Roberto Vicarelli (nel ruolo di Uberto) e Anne Chapman in quello di Serpina.
    Voci dionisiache, ben predisposte alla leggerezza tecnica richiesta da opere del repertorio buffo di Scuola Napoletana di fine Settecento.
    In particolare, la ricchezza di sfumature espressive di Vicarelli e Chapman, sono apprezzabili nella chiarezza della dizione e articolazione del testo letterario, nel possesso più che tecnico, quasi innato, della prassi esecutiva classica (non mancano, in questa edizione, garbate variazioni nelle sezioni di ripetizione durante le arie e i duetti, che mettono in risalto le eccellenti qualità vocali dei due interpreti, fraseggio limpido e naturale, sostenuto da un’ottima tecnica che permette un precisa intonazione e un puntuale sostegno del suono).
    Stesse osservazioni per garbato, quanto vivace sostegno sonoro offerto da Harmoniae Templum Chamber Orchestra, compagine londinese ormai da anni avvezza all’esecuzione su strumenti dell’epoca del repertorio barocco e classico.
    L’orchestra, anche in questa registrazione, sostiene, accompagna e, in un certo qual modo, dona una sorta di terza dimensione all’interpretazione dei cantanti, senza mai eccedere in protagonismo.
    La direzione d’orchestra di Simone Perugini, ormai alla sua terza produzione discografica con RC Record Classic Label, si conferma spigliatissima, con scelte interpretative in molti casi inaspettate ma sempre sostenute da un grandissimo senso del teatro che caratterizza tutte le interpretazioni operistiche di questo direttore fiorentino che da anni si occupa, anche in veste di ricercatore, dell’opera buffa di Scuola Napoletana. Proprio il senso del teatro, che pur frutto di anni studi è, sopratutto, qualità innata in Perugini e che sembra voler sempre sottolineare la stretta parentela esistente tra testo letterario, situazioni drammaturgiche e soluzioni musicali, fa di questa release discografica un vero gioiello. Pur se realizzata in studio, l’ascoltatore sembra direttamente trasportato nella platea di un teatro dalla quale possa fruire di tutti gli elementi che caratterizzano questo lavoro. Non è solo un semplice ascolto musicale quello che RC Record Classic Label ci offre, ma una vera e propria, come si direbbe oggi, “esperienza” teatrale vissuta in toto.

    Letizia Scudieri – All Rights Reserved

  • “Rosemary” è il secondo singolo di Charlie

    Una ballade indie-folk dal sound americano disegna il quadretto perfetto di una casalinga frustrata e del suo mondo interiore.

    In un paradossale equilibrio dato dal contrasto tra il sogno beatlesiano del sound e la prosaica quotidianità della storia, si delinea “Rosemary”, nuovo brano estrapolato dal primo disco di Charlie.

    “Ruins of Memory” nasce dalla necessità di raccogliere quindici anni di canzoni ricercando una sintesi personale tra le due anime dell’autrice, quella più tradizionalmente legata al country, bluegrass e appalachian dell’America del sud e quella più rock e alternative di matrice europea. Il disco, prodotto al GreenFogStudio da Tristan Martinelli, mixato da Mattia Cominotto e masterizzato da Justin Perkins, è il primo punto d’approdo di una giovane carriera, ma Charlie è già al lavoro sul seguito, che vedrà la luce nel 2018.

     

    DICONO DI LEI

     

    «Questo disco è una piccola cosa ottimamente scritta e arrangiata; una parata di canzoni che passano per country, folk e persino pop magniloquente senza stonare mai e, più importante forse, senza suonare mai perfettamente a casa». Blow up    

    «Charlie Risso porta a segno un disco che non ha niente da spartire con la cultura pop nostrana. Un libro di storia visto dal presente/futuro». RaroPiù

    «Folk d’oltreoceano, country e una voce che sa essere intensa e lieve». Rumore

    «Da brivido, come la fine di un viaggio: lascia soddisfazioni, amarezze, ricordi e speranze». Audiofollia

    «Un disco intenso e fuori dal tempo». LoudVision

    «Come esordio non solo è efficace ma credo che resterà solo il primo capitolo di una lunga serie di eventi». 100 Decibel

    «Sono 11 inediti di grandissimo gusto e rispetto […] dietro ogni singolo istante ci sono sfumature culturali, storiche e stilistiche che non sono lasciate al caso». FullSong

    «È incantevole come sia competente e squisito il rispetto per un certo modo di rendere il passato». Radio Tweet Italia

    «È un esordio internazionale più che italiano, meravigliosamente prodotto». Sound36

    «Il primo disco di Charlie è qualcosa che non smetto di ascoltare facilmente, con quel dono misterioso che hanno in pochi di tramutare il suono in sensazione, le melodie in visioni d’ambiente, la forma canzone in stati d’animo reali». VentoNuovo

    «Un ascolto davvero pregiato e consigliatissimo». MusicalNews

    «Quello della splendida Charlie Risso è un esordio elegante […] musica che non resta ferma al tempo che fu, ma guarda oltre con un risultato che è assai fascinoso e seducente». Sound Contest

    «Un progetto discografico ben curato nei suoni e nei colori che emergono gradualmente». Musica Intorno

    «Un disco che entra dentro le vene e non ne vuole uscire […] uno degli esordi più belli di questo 2017». DeaPress

    «Ruins Of Memory è un album che vanta un ottimo songwriting e ottime idee a livello realizzativo-produttivo». Mescalina

    «Ruins Of Memory è un disco che si svela ascolto dopo ascolto. Le sfumature si rendono visibili e fanno brillare gli occhi di chi ascolta il disco. La voce di Charlie racconta la sua musica. La sua musica diventa presto dominio degli ascoltatori». VivaLowCost 

    «Splendido lavoro, il suo primo ufficiale, che davvero suona come un disco antico e moderno allo stesso tempo ed è assolutamente pregiato nella delicatezza della voce». Box Musica

    «Charlie fa vibrare la storia ed il tempo, incanta con una voce sottile dalla timbrica “famosa”, e sguazza di felicità e di liberazione in uno stagno ricco di grande musica». Free Sound Magazine

    «Questo esordio è strepitoso […] la scrittura, la timbrica, il piglio strumentale e il disegno degli arrangiamenti sono assolutamente vincenti». Music Letter

    «Ruins of Memories è un album che trasmette tutta la propria bellezza, pescando dal passato, facendolo con cuore e passione, con la semplicità di chi trova in certi suoni la propria dimensione ideale». ClapBands.

    «È un lavoro veramente completo che mostra tutto il grandissimo talento della cantautrice genovese. Intimo, delicato ed ispirato». Onda Musicale

    «Ruins Of Memory scorre vitale, caldo, e orgogliosamente retrò». I Think Magazine

    «Un lavoro di ottima qualità. Uno di quelli che può costituire un’ottima, convincente confutazione a chi sostiene che la produzione indipendente italiana non sia in grado di produrre nulla di nuovo o convincente». MusicMag 

     

    BIO

    Carlotta Risso, in arte Charlie, nasce a Genova dove vive fino ai 18 anni. Dopo la maturità artistica è a Milano a studiare arti grafiche, poi a Londra dove perfeziona il suo inglese mentre lavora come decoratrice.

    Nel periodo londinese inizia a scrivere canzoni (una delle prime è “Innocent Sweet”, che muterà negli anni fino alla versione contenuta nel primo disco, “Ruins of Memories”), ispirandosi a storie vissute e fantasticate.

    Da sempre amante della musica americana, quella tradizionale ma anche quella contaminata da deviazioni indie, nipote di Tito Fontana, compositore e musicista milanese, inizia a suonare la chitarra da piccola e intraprende un percorso di esibizioni live e teatrali.

    Partecipa allo storico Festival “Hardly Strictly Bluegrass” di San Francisco, esibendosi con la band “Red Wine”.

    Nel 2006 presta il brano “Destiny Never Dies” al cortometraggio “ZERO” del regista Emanuele Cova.

    Nel 2007 e 2008 partecipa al “Red Wine Bluegrass Party” condividendo la scena con artisti come il chitarrista di fama internazionale Beppe Gambetta, il chitarrista e produttore Paolo Bonfanti e gli stessi Red Wine.

    Nel 2010 suona con Nicola Bottini, leader della band “The Used Cars” e negli anni successivi continua a cercare la sua strada tra il rock e il folk collaborando con diversi artisti, percorso che la condurrà alla realizzazione del primo album in studio.

    Le due anime del mondo sonoro di Charlie finalmente si compenetrano grazie all’incontro con il musicista e produttore Tristan Martinelli, che al GreenFogStudio di Genova arrangia e produce, tra 2015 e 2016, “Ruins of Memories”, disco che raccoglie brani lontani tra loro per ispirazione e data di nascita ma che raccontano ciò che oggi, in bilico tra tradizione e modernità, è il mondo artistico di Charlie.

    “Ruins of Memories”, la canzone che dà il titolo al disco, è accompagnata dal video diretto da Emanuele Cova con le scenografie di Mario Torre, girato nel suggestivo monastero abbandonato di Valle Christi.

     

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  • Franco Nocchi, “Cambierà” è il nuovo singolo

    Dopo il recente successo di “Tashi Delek, fuoco e fiamme in Tibet” il cantautore pisano presenta un nuovo brano sull’energia che ognuno di noi può sprigionare a favore del benessere altrui.

    «Distribuendo bene all’alterità io attivo direttamente positività in me stesso, perché tutto è uno ed ogni essere vivente è profondamente collegato ad ogni altro essere vivente». Franco Nocchi

    Il messaggio di “Cambierà” viene espresso a pieno dalle parole tratte dal libro “Introduzione al METODO F.E.M.A. (Fisioterapia Energetica e Medicina dell’Anima)” scritto dallo stesso Franco Nocchi:

     

    «[…] “Tutto è uno”: una frase che era solito ripetermi il maestro indicando la profonda connessione tra gli esseri viventi e il nesso indissolubile che lega il microcosmo uomo con il macrocosmo universo (del quale ogni uomo riflette le identiche micro caratteristiche), ed il cui significato viene oggi argomentato ed avallato dalla fisica e soprattutto dalla fisica quantistica».

     

    La Teoria del big bang dimostra infatti che all’inizio “tutto era uno”, e non esistevano né il tempo né lo spazio. E come gli stati di due particelle microscopiche inizialmente interagenti risultano legati tra loro anche se separate e distanti, così tutte le azioni di ogni Persona non possono non avere un effetto, nel bene e nel male, sullo stato di vita di ogni altra persona.

     

    Ecco perché «è dentro noi la ricetta che da sola può guarire il mondo e trasformarlo dal profondo; perciò non scordiamo mai di vivere e amare intensamente ma di aprire sempre il cuore alla gente, specie a quella più debole». Franco Nocchi

     

     

    BIO

     

    Franco Nocchi, classe ’62, è docente universitario di “Psico-Pedagogia dei Gruppi”, di “Psicologia del comportamento”, di “Medicina Tradizionale Cinese” e di “Teoria e Tecnica delle Arti Marziali”, praticante di arti marziali fin dall’età di 4 anni, oggi maestro di kung fu, tai chi chuan, meditazione e profondo conoscitore delle antiche tecniche di medicina tradizionale cinese: proprio per questo la musica ha da sempre contrassegnato, al pari della pratica marziale, il suo percorso di vita. Unendo le sue competenze “occidentali” in campo psicopedagogico alle conoscenze delle antiche arti taoiste per il benessere, la longevità, il controllo delle emozioni e per l’armonizzazione dell’energia, oltre che all’utilizzo mirato della musicoterapia, della cromoterapia e di un particolare “coming out empatico”, ha coniato un originale ed innovativo metodo, il Metodo F.E.M.A.© (“Fisioterapia Energetica e Medicina dell’ Anima”©) che mira a promuovere in ogni Persona la capacità di superare autonomamente i conflitti della psiche, le patologie del corpo e le malattie dell’Anima.

    Franco Nocchi è direttore di una Scuola di formazione di operatori del Metodo F.E.M.A..© : lo scorso MARZO è stato pubblicato il primo libro, “Introduzione al METODO F.E.M.A.©”, di una collana in programmazione dedicata al Metodo Fema; l’uscita del secondo volume è programmata per il prossio ottobre. Questa collana, fin dal primo testo, offrirà ad ogni lettore molti spunti interessanti (armonizzare l’energia vitale, la vita dell’anima, il rapporto anima/ego, ipnosi ed autoipnosi, ipnosi regressiva, gestione del sonno e dei sogni, ecc) ed applicabili da ogni persona nella quotidianità per promuovere il proprio “ben-Essere”.

     

    Franco Nocchi ha prodotto una raccolta di 18 brani (5 canzoni/13 brani strumentali) tutti accordati sulla frequenza di 432 Hz, la frequenza della “musica dell’Anima”; non a caso questa raccolta è stata intitolata dal suo autore “Vibrazioni dell’Anima”.

     

    Il cantautore pisano da sempre cerca di canalizzare inoltre la sua musica verso iniziative di solidarietà e informazione solidale. In breve eventi e album:

    Nel 2012 i suoi concerti e la pubblicazione del cd “Viandante tra le note” hanno lo scopo di sostenere le popolazioni africane del Kenia. Con il cd “Viandante tra le note” Franco ha riscontrato grande successo nei circuiti radiofonici giapponesi e degli USA, permanendo in vetta alle classifiche per diversi mesi. Nel 2013 Franco Nocchi registra il cd “Abbracciare l’ Impermanenza” e prosegue la sua azione di solidarietà in una serie di concerti chiamati “Tai Chi Blues for Tibet”. Sempre nel 2013 Franco pubblica un singolo (distribuito da una primaria etichetta discografica italiana, la “Don’t Worry Records” -etichetta di Giorgia, Nek, Fabrizio Moro) dal titolo “Il Volo dell’Anima”. Nel 2014 ha composto e presentato la canzone “Amico Papa”, la prima canzone al mondo che contiene la voce di Papa Francesco (in ben 3 passaggi) e che per questo motivo ha dovuto ottenere il visto e l’autorizzazione della Libreria Editrice Vaticana, di Radio Vaticana e dell’Osservatore Romano; i proventi del singolo “Amico Papa” sono destinati a sostenere il reparto oncoematologico dell’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù”. Sulla scia di “Amico Papa” Franco Nocchi ha presentato il suo nuovo singolo “Anche se non so volare”, un brano il cui intero ricavato è finalizzato a sostenere la Fondazione-onlus “ARCO” del Polo Oncologico dell’Ospedale Santa Chiara di Pisa per sostenere la ricerca in oncologia. Nel 2015 incide il suo ultimo CD “Anche se non so volare … il mondo cambierà”, un doppio cd (composto da ben 26 brani) in cui si presenta anche nelle vesti di cantautore. Nel 2016, anno di “riflessione artistica”, compone e presenta al Bio Salus di Urbino la canzone “TASHI-DELEK, fuoco e fiamme in Tibet”.

     

     

     

    Contatti e social

     

    Sito www.franconocchi.it

    Facebook https://www.facebook.com/Franco-Nocchi-Music-145771218933871/?fref=ts

    Facebook FEMA https://www.facebook.com/ScuoladiFormazionediOperatoriFEMA/

    Youtube https://www.youtube.com/channel/UC-Wd_eNBm8athGJjyCDCx9A

     

  • «Crisalide d’argilla»: il primo laboratorio di ceramica artistica della Casa Circondariale di Bergamo

    Bergamo, 30 giugno 2017 – «Quando plasmiamo l’argilla e diamo vita alle nostre opere, riusciamo a esprimere la nostra creatività, usciamo dalla crisalide e diventiamo farfalle». Così, le detenute della Casa Circondariale di Bergamo descrivono la loro esperienza di laboratorio di ceramica presso l’istituto detentivo.

    Un percorso artistico e di profonda crescita personale che anche quest’anno ha dato origine all’esposizione ospitata fino al 30 giugno presso la sala Lombardia di Ats Bergamo, in via Galliccioli 4.

    Il laboratorio, infatti, denominato «Crisalide d’Argilla» dalle stesse detenute, si è dimostrato un importante strumento di recupero sociale e culturale per chi vive la difficile realtà della detenzione. Lo stesso appellativo coniato dalle detenute, dimostra lo spirito con cui partecipano al laboratorio gestito, dal gennaio del 2011, dalla Scuola del Carcere (C.P.I.A) con insegnante, l’artista Elena Maria Gotti.

    Da gennaio a giugno per tre ore ogni mercoledì e venerdì, in particolare, le detenute «crisalidi» si sono ritrovate per imparare i segreti di un’arte antica e affascinante e produrre opere divenute poi oggetto della mostra allestita al di fuori dall’istituto di pena. Così, l’argilla ha messo le ali e ha reso in un certo senso libere le giovani farfalle.

    «Fare ceramica vuol dire usare le mani, toccare la terra, plasmarla con l’acqua secondo l’abilità personale per farne un oggetto che rappresenta la sintesi fra intenzione e azione, la mediazione fra progetto e materia per realizzarlo. È senza dubbio metafora del percorso di recupero di valori e capacità per il reinserimento nella vita sociale esterna, nonché prospettiva tangibile di attività per il futuro, particolarmente utile per chi perde, spesso per lunghi periodi, il contatto con il mondo estero» – sottolinea nell’evento di presentazione dell’iniziativa alla presenza del direttore del carcere Antonio Porcino, la dott.ssa Mara Azzi, direttore generale di Ats Bergamo, aggiungendo: «È questo un tema di grandissimo valore, rispetto al quale tutti dovremmo prestare più attenzione. Per questo, noi che come Ats ci occupiamo quotidianamente di salute, benessere e inclusione, siamo molto felici di poter ospitare queste opere. Creazioni ricche di arte, ma soprattutto di speranze e desideri, ispirati dal bene supremo: la libertà».

    Il laboratorio Crisalide d’ Argilla, continua ad esistere grazie alle donazioni di coloro che desiderano far entrare nella propria casa un’opera delle donne detenute. Ad aprile 2016 il laboratorio, grazie alle donazioni, si è dotato di un nuovo forno che ha permesso di continuare l’attività della ceramica artistica.

    Gli orari di visita della mostra sono dal lunedì al giovedì dalle 8.00 alle 18.00 e il venerdì dalle 8.00 alle 17.00.

  • Luca Bash, “Candide Bugie” è il nuovo singolo

    Le grandi sfere tematiche e concettuali dell’amore e della verità si sfiorano e si fondono in una canzone che affronta le incoerenze e i dilemmi a cui tutti noi andiamo incontro quando viviamo una storia con un’altra persona.

     

    Un paradosso, che nasce da una logica forzata, per descrivere un fatto: se una persona ti ama veramente, la verità a tutti i costi è diretta conseguenza dell’amare realmente. Ma purtroppo, quando si ama, spesso ci si trova di fronte a bugie bianche, quelle realtà addolcite per rendere la verità commestibile. La scusa che diamo a noi stessi è proteggere chi amiamo, ma in realtà stiamo solo proteggendo noi stessi e la reale matrice dei nostri pensieri. E per assurdo vedi che l’indifferenza di un estraneo, e il suo strumentalismo prevedibile e riconoscibile, sarebbe più vero ed innocuo di una candida bugia, che brucia senza scottare. Luca Bash

     

    Guarda qui il videoclip: https://www.youtube.com/watch?v=sW2DLg8vzSw

     

    Il singolo è estratto da un CD di 15 brani, scritto e prodotto in due lingue (italiano e inglese). L’LP in inglese è intitolato “Keys of Mine”, mentre in italiano si chiama “Oltre le Quinte”. Il progetto si è sviluppato senza direzione artistica, in maniera sequenziale, chiedendo ad ogni musicista di arrangiare e registrare in remoto nella propria città senza indicazione alcuna. L’LP è quindi una composizione dove ognuno ha fatto ciò che la sua arte e gusto gli ha indicato. Di fatto il fine ultimo del progetto di Luca Bash è una dedica ai suoi amici musicisti. Il motivo è semplice:

     

    Per quanto una persona possa partecipare ad un progetto per sperare che succeda qualcosa o per tentarle tutte, loro (i musicisti) sono gli unici che con un semplice gesto quale suonare e amare le mie canzoni, hanno di fatto reso possibile il dare una forma a quello che io semplicemente sono: uno stupido artista che non ce la fa a rassegnarsi a vivere senza fare ciò che mi rende felice. Luca Bash

     

    BIO

    Luca Bash inizia a studiare musica all’ inizio degli anni ‘90, inizialmente con lo studio del violino, per poi passare nel ’94 alla chitarra. Comunque aspetterà fino al ’99 prima di scrivere la sua prima canzone, quando impatta in Dave Matthews, acquistando per caso il suo duo acustico “Live at Luter College”. La volontà di comprendere la composizione chitarristica lo spinge ad iscriversi all’ UM – Università della musica – a Roma, approfondendo la chitarra ritmica e l’armonia. Produce le sue prime 13 canzoni, tra cui “Dear John”, che lui stesso riconosce come il primo pezzo da poter presentare al pubblico.

    Nel 2006, Bash fu invitato a partecipare al Festival Internazionale di Piombino, rassegna che vinse in duo acustico, corredando il suo successo con il premio di miglior interpretazione. Formò in seguito una band, chiamata BASH, la quale in 5 anni produsse un LP, “On Air” e vinse diversi eventi nella realtà indie.

    I BASH ruppero nel 2011 dopo che I suoi membri principali cambiarono città per motivi lavorativi, ma l’avventura di Luca Bash non terminò. Continuò a scrivere ma nel 2013 ebbe un grave incidente in moto, che lo debilitò per diversi mesi e cinque giorni di coma. Durante la riabilitazione Bash acquisì una coscienza diversa rispetto la sua musica, trainato dalla fortuna di poter di nuovo suonare la chitarra. Da qui, ricontattò da Torino, la sua nuova città, il suo amico e chitarrista storico Giova (Giovanni) Pes per iniziare un nuovo capitolo della sua storia musicale. Nel 2014, un interessante storia discografica prende piede: il progetto CMYK. Il duo ha realizzato 4 EP di canzoni acustiche: Cyan, Magenta, Yellow and Key Black. Ogni EP rappresenta uno dei colori base nella stampa grafica che, a differenza dei colori video, RGB, sono fondamentali per stampare ogni tipo di immagine. L’ intento è quindi quello di fissare in maniera indelebile ciò che Luca Bash vuole esprimere dal profondo del suo io. Attraverso il progetto CMYK, la musica di Bash inizia a mettere piede nel panorama internazionale indie. Nel 2015 the duo realizzarono Single Drops, che raccoglie il singolo “Your Tomorrow” ed un brano favorito da ognuno dei 4 EP. La critica descrive questa nuova direzione al meglio: “Con una semplice base acustica, Pes aggiunge bellezza alle composizione di Bash attraverso la sua chitarra al fine di definire al meglio il proprio stile folk. Una sorta di fusione tra una chitarra latina e il country americano rendono unico il loro stile, specialmente per due italiani di provincia. Attraverso il suo viaggio musicale, Luca Bash è rimasto solido nella sua ricerca: cercare il link con il suo pubblico attraverso una vera e pura espressione della sua visione del mondo. Attraverso i suoi testi, che delineano il nocciolo di cosa significa essere ancora vivo, e grazie ai sui esperti manufatti chitarristici evidenti nei suoi brani, Bash continuerà la sua ricerca, provando nuove vie con ogni pubblicazione per collegarsi con i fan e gli amanti della vita. La ricerca è per un sorriso cosciente, un respiro profondo, un “Bravo!” e questo è più che sufficiente per guidare questo appassionato cantautore.

     

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  • “Tickling” è il primo singolo dei Seawords

    UN DUO, UN EP, UN SINGOLO – “TICKLING”- PRIMO PASSO DI UNA NARRAZIONE DAL CARATTERE DECISO E DAL TIRO INTERNAZIONALE 

    La voce graffiante è servita da una chitarra acustica che alterna sonorità tipiche del rock anglosassone, elettronica e stacchi che ammiccano al funky della black music.

     

    I Seawards nascono da un casuale incontro fra le strade della Liguria e come tutte le alchimie, mescolano universi differenti, dando vita a un equilibrio delicato e accattivante che ha già incuriosito alcuni degli addetti ai lavori. I testi sono in inglese così come d’oltremanica sono le sonorità a cui si richiamano, senza disdegnare loop ed elettronica che tracciano il carattere di questo loro Ep d’esordio.

    ”Tickling” è il primo singolo estratto da 85 BPM, un brano che descrive un modo incapace di vivere l’amore. Parla di inganni e manipolazione dei sentimenti. Di un amore intrappolato.

    Il videoclip a cura di Megan Stancanelli e Andrea Languasco vede la partecipazione della ballerina Francesca Pellegrini meglio conosciuta con il nick Stelladiplastica.

    85 BPM è un inizio – racconta Giulia – un esperimento, la sintesi di due mentalità musicali diverse ma affini. Il risultato è qualcosa di innovativo in cui abbiamo messo tutti noi stessi, scrivendo i testi e ricercando i suoni che esprimessero al meglio ciò che siamo. Grazie alla collaborazione con Zibba le nostre canzoni hanno preso vita. Crediamo che questo modo di pensare la musica possa rappresentare la linea guida della nostra produzione futura: spontanea, fresca, in evoluzione. Come noi.

    Il cantautore Zibba ha seguito la produzione artistica dell’Ep: «Ho conosciuto questi ragazzi sentendoli suonare dal vivo, e ho capito che il loro era talento vero. Lo dimostra il fatto che in studio sono stati impeccabili. Per me è un onore aiutarli a fare qualche passo, in questo momento particolare della loro vita artistica in cui tutto è ancora possibile. Mi piace dedicarmi allo scouting e alla produzione di nuove realtà musicali, e loro mi hanno colpito da subito».

    Radio Date singolo: 16 giugno 2017

    Uscita Ep “85 BPM”: 16 giugno 2017

    CREDITS “TICKLING”

    Produzione: Zibba

    Registrato presso Bombastic Recording Imperia

    Mixato e masterizzato presso Simone Sproccati, Crono Sound Factory

    Foto: Riccardo Bandiera

    BIO

    I Seawards, all’anagrafe Giulia e Francesco, nascono come duo nel 2015, e iniziano subito a scrivere brani inediti. Il primo passo importante è il concorso FIAT Music 2016 organizzato da Red Ronnie, il quale rimane molto colpito dai due giovani artisti, tanto da invitarli a chiudere l’ultima puntata di Roxy Bar. Durante un festival in Liguria il loro live colpisce Zibba che decide di produrre il loro primo EP in uscita il 16 Giugno 2017. Il live dei Seawards è un viaggio fantastico, delicato e accattivante come le loro canzoni. Loop station, chitarra e voce. Un suono semplice ma di grande impatto emotivo.

     

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  • Sapore di Mare di Stefano Donato – mostra di pittura a Fregene

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    Sapore di Mare – scritto e inciso da Gino Paoli negli anni sessanta, diretto nella commedia di Carlo Vanzina negli anni ottanta, cantato e raccontato da milioni di italiani, ritorna ad affascinare attraverso la pittura di Stefano Donato
    Da venerdì 7 a domenica 9 luglio presso lo splendido e storico stabilimento balneare Glauco – Fregene – Lungomare di Ponente, 73 saranno messi in esposizione ben venti tele dell’artista del quale hanno scritto: Lucio Barbera, Tony Bonavita, Carmine Benincasa,Vittorio Sgarbi. Una cornice ad hoc per far conoscere al pubblico tutta la gioia dei colori del mare, delle sue tonalità, delle sue prelibatezze che solo Stefano Donato con maestria riesce a farci “assaporare” attraverso i suoi quadri. Inoltre in questa mostra sarà data particolare attenzione ai vulcani. Etna, Stromboli… un’esplosione delle emozioni che solo mare, fuoco, aria e terra uniti possono dare.
    Sabato 8 luglio alle ore 19.00 lo stesso artista sarà presente alla mostra per raccontare la storia di ogni sua opera esposta, e per rendere unica una serata magica, la sfilata del marchio Clybo organizzata da Massimiliano Raffio Costa
    “Sapore di Mare”, un evento aperto a tutti coloro che sanno riconoscere il dono dell’arte che porta nella nostra vita. Assolutamente da non perdere!

    Stefano Donato è nato a Messina, vive e lavora a Roma, dove ha compiuto i suoi studi artistici diplomandosi in arredamento e scenografia. Conta al suo attivo varie personali in diverse gallerie dove ha ottenuto consensi da parte del pubblico e della critica. Giornali, riviste, radio e televisioni si sono frequentemente interessate alla sua attività artistica. Sue opere si trovano in collezioni pubblicate e private. Un suo dipinto dedicato alla Vara di Messina, essendo vincitore del 1° premio del concorso di pittura presieduto da Togo “La Vara e i Giganti 2012”, è stato utilizzato come manifesto ufficiale della edizione 2013 della grande festa di Mezz’Agosto. Nel 2015 partecipa alla Biennale Milano International At Meeting a cura di Vittorio Sgarbi, mentre nel 2016 alla Triennale dell’Arte Contemporanea – Fiera di Verona e dallo stesso anno fa parte dell’Annuario D’Arte Moderna Mondadori Cairo Editore. Ad aprile ha vinto anche il premio L.ARTE TV.

    Per informazioni:
    Stefano Donato tel. 336 754219

    ufficio stampa:
    Sanja Radivojevic
    Sugar editoria e comunicazione srls
    tel. 333 5095621
    email: [email protected]

  • Pierfrancesco Celada vince il premio Happiness ONTHEMOVE 2017 con il lavoro Instagram Pier, Hong Kong

    Pierfrancesco Celeda è il primo italiano a vincere il premio internazionale Happiness ONTHEMOVE realizzato in collaborazione con il Consorzio Vino Chianti e con la media partnership di Pagina99 con il progetto Instagram Pier, Hong Kong selezionato tra  i 193 progetti arrivati da tutti i continenti. Il premio Happiness ONTHEMOVE, alla sua sesta edizione, chiedeva agli artisti di rappresentare la felicità attraverso il linguaggio fotografico.

    Instagram Pier è il nome popolare  di Sai Wan Pier, il molo industriale situato nella parte ovest dell’Hong Kong Island. In questo quartiere Hong Kongers e Instagrammers si ritrovano continuamente per scattare selfie e foto sceniche. “Ho deciso di tornare anch’io al Pier quotidianamente, e ho cominciato a notare una costante ripetizione di immagini, situazioni, e pose molto simili tra loro”, racconta Pierfrancesco Celada, “Per la natura del progetto, mi è sembrato naturale iniziare a curare il profilo Instagram dell’ Hong Kong Instagram Pier (@insta_pier).”

    Pierfrancesco Celada riceverà il premio il 15 luglio a Cortona da Lorenzo Tersi, Marketing manager del Consorzio Vino Chianti e il suo lavoro sarà esposto al festival Cortona On The Move nel 2018.

    Secondo le motivazioni della giuria internazionale “il progetto sull’Instagram Pier di Pierfrancesco Celada fa riferimento in maniera diretta a quel senso di vitalità, joie de vivre, quel frammento di gioia che tu stesso definisci e decidi. Allude all’aspetto più ordinario e sottile della felicità, a volte solo un istante fugace. Una semplice, forse perfino superficiale espressione di gioia, il rituale dell’Instagram Pier racconta la nostra contemporaneità e allo stesso tempo accende un sorriso”.

     Della  giuria internazionale hanno fatto parte: Elena BoilleInternazionale, Krzysztof Candrowicz – Triennal of photography Hamburg, Antonio Carloni – Cortona On The Move, Alice Gabriner – Time, Anna Iuzzolini – Pagina99, Sarah Leen – National Geographic, Elisa Medde – Foam, Ute Noll – Du magazine, Arianna Rinaldo – Cortona On The Move, Scott Thode – Visura.

    I lavori vincitori della passate edizioni del premio internazionale Happiness ONTHEMOVE

    2012 Roll Whatever – Asbjorn Sand 

    2013 Lina &Mengchun – Albert Bonsfills

    2014 Hannah & Alena – Carla Kogelman

    2015 Futuristic Archaeology – Daesung Lee

    2016 Golden Days Before They End – Klaus Pichler

  • Julie, “Fragile” è la reinterpretazione della cantante italo-australiana del singolo di Sting

    Il singolo cullato dalle magiche note del sax soprano del sassofonista Francesco Comunale, rappresenta il primo tassello di un più ampio progetto, di prossima uscita, dal titolo “Sintagmi”.

     

    Fragile è una porta aperta sul mio mondo dove io mi rifletto: un mondo fatto di passioni musicali, ma anche di impegno sociale, perché la musica non può essere scollegata dalla realtà. La musica accomuna il cuore e le menti degli uomini, ma in questo il compito di ogni artista, per trarre dalla sua anima i motivi della sua creazione musicale, sarebbe quello d’impegnarsi socialmente e cercare di dare, per quello che si può, il proprio contributo. Julie

     

    Guarda qui il videoclip: https://www.youtube.com/watch?v=u3DNPFOsdu0&feature=youtu.be

     

    “Sintagmi” è un termine preso in prestito dalla linguistica strutturale, in memoria di un grande autore come Alberto Testa. I “sintagmi”, stanno a rappresentare una vita vissuta, o meglio il racconto delle passioni musicali, della dedizione, delle opere di beneficienza dell’artista, e della considerazione che la musica è un’esperienza profonda e coinvolgente dell’anima dalla quale trarre nuovi impulsi nella vita. Nel disco si è creata quindi una combinazione di più elementi musicali organizzati come una collana musicale, che rappresenta un lungo percorso, sia musicale che di vita vissuta.

     

    Etichetta: Highlights

     

     

    BIO

    Julie Cittadini nasce a Box Hill – Melbourne (Australia) il 13 aprile 1968. Successivamente si trasferisce con la famiglia in provincia di Roma dove attualmente risiede.  Nel 1992 muove i suoi primi passi nel mondo della musica partecipando a numerosi cori polifonici, poi nel 1992, sotto la guida di Gabriella Gianfagna, inizia ad acquisire le prime lezioni di canto. Prosegue i suoi studi con il tenore Luigi Rumbo fino al 1997 e da questa data in avanti inizia ad esibirsi nei locali romani, in serate di piano bar, feste di piazza e con diverse cover Band.  Dal 1998 prosegue i suoi studi con il maestro Elvio Monti.  Prosegue poi con il maestro Irene Spotorno (violinista e compositrice). Contemporaneamente, partecipa a diverse manifestazioni musicali di beneficenza: in favore della comunità di “Capodarco”, all’interno della manifestazione “Un calcio al Razzismo” tenutasi allo stadio Olimpico di Roma (dove si esibisce in un concerto offerto dalla società S.S. Lazio con il gruppo musicale “AFRICA X” e Milton Kwami degli Akwaba Team – Tropical Ethnic Afro Music – ), in un concerto a Pietrelcina (BN) in occasione della “Beatificazione di Padre Pio” – “Tavola rotonda per la Pace – Mai più guerre” (2003), in uno spettacolo di solidarietà e sensibilizzazione in favore di AMREF – Italia onlus svoltosi ai “Mercati Generali” Roma “Costruisci con noi un pozzo d’Amore”, presentato da Stefania Giacomini.

    Julie ha sperimentato alcuni brani con sonorità lirico – pop insieme alla cantante lirica Maria Angela Spotorno.  Nel 2004 su invito di Alberto Testa, interpreta il brano “T’imparerò” di A. Testa, F. Massoli, A. Groggia. Per partecipare alle eliminatorie di Sanremo 2004. Nel 2011 inizia la sua collaborazione con Sicilian House con il brano “Find the sunlight”, e nel giugno 2013 esce il nuovo singolo “Fly in the universe”, hit estate 2013. Di questo brano Julie è autrice del testo. Attualmente impiegata in RAI in qualità di truccatrice.

     

     

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  • Nicole Stella, “Orizzonte” è il suo singolo d’esordio

    Dopo le importanti partecipazioni televisive (Io Canto) e quelle a celebri concorsi canori (Castrocaro), la giovanissima interprete si cimenta in una virtuosa ballad melodica che affronta il tema dell’abbandono.

     

    “Orizzonte” tratta di abbandono inteso come fine di una relazione, carico di recriminazioni, di ferite e di sentimenti in conflitto fra loro. L’abbandono come chiusura di una fase di vita, il lasciarsi alle spalle quel complesso di oggetti, luoghi, abitudini e dettagli che la caratterizzavano. L’abbandono alle proprie sensazioni più profonde, al dolore per ciò che si è rotto e che non potrà mai più tornare integro. Ma anche un abbandono positivo: un abbandono, o meglio, un abbandonarsi al futuro e alle nuove porte che esso aprirà di fronte a noi.

     

    Guarda qui il videoclip: https://www.youtube.com/watch?v=iYCxrFd84E0

    Etichetta: Musicantiere

     

    BIO

    Comincia ad esibirsi nel 2012 e subito qualche mese dopo riesce ad esibirsi in prima serata su Canale 5 nella trasmissione ”Io Canto”. Vince numerosi contest nazionali ed internazionali.
    Dal 2013 collabora con l’autrice Eva Novello ideatrice del progetto ”EvacontroEva” con la quale ha registrato due singoli.

    Nel 2016 esce il suo primo brano in inglese “The Blue Eyed Bride” una combinazione folk/country. È stata finalista al Festival di Castrocaro 2016 andato in onda su RA1 il 27 agosto.
    Nicole collabora dal 2016 con Musicantiere con il quale sta lavorando per la realizzazione del suo primo disco in lingua italiana, seguita dal produttore artistico Alessandro Di Dio Masa.

     

    Contatti e social

    Canale Youtube: www.youtube.com/channel/UCZbCJppc44DtkoKI0NnAduA

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  • “Voglia d’estate” è il nuovo singolo di Michele Schiano

    Un brano che racconta della voglia di sfuggire ad un inverno stressante abbandonando la vita quotidiana per poi raggiungere luoghi lontani ed estemporanei e fare esplodere finalmente l’estate.

    Il brano, arrangiato da Mauro Spenillo, si caratterizza da un sound pop con sfumature anni ‘80. “Voglia d’estate” e la canzone di tutti e per tutti, che una volta ascoltata entra nella mente e non esce più.

    Per me la musica è esplorare un attimino se stessi, lasciarsi andare a pieno e creare melodie che ti liberino l’anima e in certi casi ti guariscano e sanano le ferite. La musica è mettersi in gioco è sfuggire dalla realtà e in certi casi è anche follia. Michele Schiano

     

    BIO

    Michele Schiano è un giovane cantautore dell’isola d’Ischia. La sua musica è ispirata alla voglia di ricercare note e melodie che tocchino il cuore, che sfiorino la sensibilità e che indichino qualcosa di magico nella vita delle persone.  Molti i concorsi canori e tante le canzoni che ha scritto per sé e per altri artisti emergenti; tra queste “Apri il cuore”, un brano che mette a confronto il mondo reale e una realtà, e “Gli angeli del mondo”, ispirata allo sterminio degli ebrei, Schiano è inoltre conosciuto sul web per alcuni video simpatici con la propria nonna, scomparsa da qualche mese, ed è attualmente seguito sul proprio canale Facebook da 120 mila persone. Il rapporto con la nonna e con la cagnolina Mia è stato magico a tal punto da essere preso in considerazione da centinaia di persone che ancora lo seguono fedelmente. Da questa storia nasce una canzone dedicata alla nonna Immacolata, famosa sul web come imperatrice del Buvero, intitolata “l’Imperatrice”.

     

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    Facebook: www.facebook.com/michelisto