Categoria: Arte e Cultura

  • Sgarbi, Salvo Nugnes e tanti vips inaugurano la mostra Spoleto Arte

    Ha ufficialmente aperto nella giornata di ieri la mostra internazionale Spoleto Arte, ospitata presso Palazzo Terrazza Frau, accanto al Duomo della città umbra.

    A fare da padrino dell’inaugurazione Pippo Franco, attore ed esperto d’arte, che insieme al curatore Salvo Nugnes, scrittore e reporter, hanno dato il via ufficialmente alla rassegna.

    A dare il loro contributo anche il sen. Nicola Trombetta, già assessore di Matera, Giada Eva Elisa Tarantino, storica d’arte, Ada Urbani, già senatrice e assessore, Paolo Proietti, membro della fondazione dell’Alto Medioevo, Daniele Ubaldi, giornalista e direttore del magazine Spoleto Online.

    Si attendono nelle prossime giornate il prof. Vittorio Sgarbi, Silvana Giacobini, già direttrice di Chi, Alessandro Meluzzi, psichiatra e opinionista tv e molti altri.

     

    Gli artisti esposti sono:

    Actis Caporale Anna, Abbate Gisella, Aimi Loredana, Antonelli Emanuele, Arresta Angela, Arrigoni Paola, Ascolillo Maria Fausta, Asenova Boyanova Lidia, Bardella Sonia, Bedont Germana, Berton Barbara, Bevilacqua Annunziata, Bollani Primo, Bonacini Paola, Botticelli Maria Antonia, Brussato Miriam, Camellini Sergio, Campanella Guido, Campo Annarita, Candriella Alessandra, Casadei Margherita, Casati Roberto, Ciarlo Angelo, Conserva Maria, Colucci Giuseppe, Consonni Gianfranco, Dalpasso Sabrina, Dell’Olivo Eliana, De Santis Massimo, Di Biase Paola, Di Spaldro Elia, Domin Jacqueline, Fagotto Giorgio, Fassio Alma, Forte Brigida, Fronzoni Luca, Gona Maria Rita, Grilli Sergio, Guggino Costa Rosetta, Hold Michelle, Ilari Michela, Jacquounain Nathalie, Magliaro Angela, Mainas Maria Rita, Mancarella Laura, Marangoni Claudio, Marchino Francesco, Margari Franco, Mariano Massimo, Martelli Serena, Massaria Luigina, Mastropietro Sery, Mirisola Daniela, Mucchiut Milvia, Olszewska Anna Barbara, Paglia Anna, Papaleo Katiuscia, Pesci Fabrizio, Petrucci Maria, Piemonte Cinzia, Pierandrei Patrizia, Pini Fabio, Pisignano Maria Christina, Planamente Sonia, Ponti Rosita, Populin Julia, Praed Dannie, Pratesi Barbara, Recchia Fabio, Rho Fabio Bartolomeo, Rizzato Luciano, Roncelli Mirko, Rossi Arduino, Rossi Landi Amelia Rachele, Rotondi Ruggero, Sacchi Franca, Saja Angela, Salvucci Luciana, Sambucco Gino, Sartori Orietta, Savorgnan Francesco, Spalla Pizzorno Elettra, Tancredi Lino,  Testa Riccardo, Torelli Lorella, Truocchio Domenico, Valeo Gregorio, Vallone Arabella, Vardar Emel, Verganti Claudio, Verlato Zeno, Vidotto Annamaria, Virgone Giuseppa, Zammit Lewis Mario, Zotti Chiara, Zenere Lina, Zucchella Franco.

  • Il nuovo libro di Gioacchino Alfano, “Zucchero e Sale – Le mie prime 100 massime”: il progetto editoriale innovativo, proventi in beneficenza

    Un libro che consente al lettore di diventare scrittore, traendo ispirazione da pensieri e frasi che rappresentano spunti di riflessione per una partecipazione attiva in grado di stimolare l’intuito e di toccare gli aspetti più profondi dell’animo umano. Un progetto innovativo i cui proventi, tra l’altro, saranno interamente devoluti in beneficenza.

    Il nuovo libro di Gioacchino Alfano, “Zucchero e Sale – Le mie prime 100 massime”

    È uscito il 12 luglio, nel giorno del suo sessantesimo compleanno, il libro di Gioacchino Alfano dal titolo “Zucchero e Sale – Le mie prime 100 massime”, edito da Capponi Editore. Il progetto, curato da Arianna Nastro – esperta di comunicazione e titolare di una nota agenzia – è una raccolta di massime, 100 per l’esattezza. Un volume caratterizzato da gemme di riflessione, impreziosito da acquerelli delicati, in perfetta armonia con le massime a cui sono associati.

    L’autore nella prefazione – che lui stesso definisce come una sorta di “Istruzioni di lettura e interazione” – descrive i suoi aforismi affermando che “ogni massima è mia, è tua, è adatta a me che sono un credente e a te che sei un ateo. Le massime non rappresentano una questione letteraria, religiosa o sociale e neppure culturale o legata a indefinibili capacità. Tutti hanno scritto massime: poeti, Santi, scienziati, contadini, benestanti, poveri. Scrivere massime è una partecipazione universale del dire della vita in poche righe disinibite, del raccontare di ognuno in un pensiero solo e senza riserve”.

    Il progetto editoriale innovativo, proventi in beneficenza

    Con il metodo innovativo introdotto da questo progetto editoriale, tutti hanno la possibilità di essere nello stesso tempo lettori e autori: accanto ad ogni massima, infatti, c’è una pagina bianca con alcune righe sulle quali il lettore può appuntare la sensazione derivante dalla lettura, da un attimo in particolare o da un giorno speciale. Una sorta di scrittura a quattro mani.

    Lo stesso Gioacchino Alfano, tra l’altro, all’interno della prefazione sottolinea che una massima “già mentre la scrivi smette di essere solo tua e diventa di chiunque altro che la ricama, la intreccia alle sue emozioni e rielaborandola ne inventa un’altra. Ogni singola massima è viva, pulsante, crescente. È una pratica collaborativa di scrittura a quattro, a dieci, a cento mani”.

    Post-fazione di notevole rilievo, a firma di S.E. l’Arcivescovo Rino Fisichella

    La raccolta vanta una post-fazione di notevole rilievo, a firma di S.E. l’Arcivescovo Rino Fisichella che in un frammento del suo scritto dice “Sono grato a Gioacchino per questi sprazzi di saggezza che ha voluto partecipare agli amici perché ancora una volta da questi aforismi traspare l’entusiasmo e a volte la testardaggine con cui lui affronta la vita. È un bel segno di condivisione che può aiutare a riflettere, e rimane nel silenzio della risposta da offrire”.

    Ma attenzione: questo libro presenta un format davvero innovativo. Infatti, una volta lette tutte le cento massime presenti e scritte le proprie cento, il libro diventa l’ideale regalo per un caro amico, perché – dice l’autore rivolgendosi al lettore – “io e te ora siamo coautori di un libro, leggero ma non superficiale”. Un libro, dunque, che va acquistato in due copie: una da tenere per sé e l’altra da regalare raccontando la propria esperienza da coautore ed esortando chi ne riceve una copia in dono a cimentarsi come scrittore. Una specie di catena della narrativa.

    Il libro è acquistabile in tutte le librerie e le piattaforme online

    La formula scelta per questo progetto editoriale è decisamente originale: uno dei più classici strumenti di divulgazione, come un libro, evolve così in una versione 2.0 dello storytelling, la narrazione sociale e culturale di condivisione di storie. Quello di Gioacchino Alfano è un libro da ombrellone, ma anche da zaino da viaggio o borsa da ufficio. Lo tieni con te per leggerlo, ma anche per scriverlo. Il libro è acquistabile in tutte le librerie e le piattaforme online, compreso Amazon.

    I proventi saranno interamente devoluti a Sanitansamble di Napoli. Un modello didattico gratuito che promuove la pratica collettiva musicale come mezzo di organizzazione e sviluppo della comunità in aree e contesti sociali difficili. Sanitansamble conta oltre 80 giovani musicisti che, sotto la guida di 14 maestri e del direttore, il maestro Paolo Acunzo, hanno portato avanti in questi anni un percorso di successo che li ha visti esibirsi per il Santo Padre Papa Francesco, per il Presidente Emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, e per l’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

  • Premio Margherita Hack, un riconoscimento per le eccellenze

    Il Premio Margherita Hack è un riconoscimento istituito dall’Associazione Margherita Hack alla scomparsa dell’esimia astrofisica con lo scopo di mantenerne vivo il ricordo.

    Il Comitato di conferimento, costituito da intellettuali ed esperti, è presieduto dal Prof. Francesco Alberoni, sociologo di fama mondiale, e formato da Antonino Zichichi, fisico e divulgatore scientifico, Presidente del World Federation of Scientists, il critico d’arte Prof. Vittorio Sgarbi, Silvana Giacobini, scrittrice e giornalista, Giordano Bruno Guerri, storico e presidente del Vittoriale di D’Annunzio e Salvo Nugnes, agente, amico della Professoressa e curatore d’arte.

    La Hack si è impegnata sempre per difendere le proprie posizioni, senza temere il giudizio talvolta negativo espresso dalle autorità politiche e religiose: vegetariana, atea, sostenitrice delle coppie gay e dell’eutanasia legale, punto di riferimento dei giovani radicali, la scienziata fiorentina prestò sempre il suo volto e le sue parole per battersi a favore dei diritti civili e sociali.

    Il Premio è stato assegnato a coloro i quali si sono particolarmente distinti nella vita. Nel tempo abbiamo premiato diversi personaggi, tra cui la stilista Anna Fendi, l’archistar Stefano Boeri, il fisico statunitense, vincitore del premio Nobel, Samuel Chao Chung Ting, il curatore del Padiglione Italia della Biennale di Venezia Milovan Farronato, la pluricampionessa mondiale di nuoto Federica Pellegrini, il giornalista Massimo Giletti ed altri ancora.

    Nugnes afferma: “Questo premio vuole essere un simbolico ringraziamento a Margherita per tutto ciò che la sua sincera amicizia mi ha regalato. Qualunque parola per descrivere questa donna straordinaria potrebbe sembrare riduttiva. Me la voglio immaginare sorridente e immersa nella scia della luce radiosa dell’universo cosmico e dello spazio interplanetario, che ha studiato con tanta passione e dedizione”.

  • Intervista al pittore Daniel Mannini sul variegato e sfaccettato concetto di icona artistica

    La dottoressa Elena Gollini, che da tempo sta portando avanti un percorso mirato di affiancamento come consulenza e curatela personalizzata a favore del pittore Daniel Mannini, lo ha interpellato con un’intervista di approfondimento in merito a una tematica assolutamente significativa e dalla quale senza dubbio non si può prescindere all’interno del panorama artistico odierno, ovvero il concetto articolato in molteplici sfumature di icona artistica. In particolare, la dottoressa Gollini si è soffermata su tre domande ad ampio respiro rivolte a Mannini per offrirgli l’opportunità di compiere sia un’analisi valutativa in termini generali sia di entrare più nello specifico della sua ricerca sperimentale, sempre guizzante e ricca di pathos e trasporto entusiasta.

    D: Daniel, un tuo commento riflessivo sul concetto di icona artistica tramandato e perpetrato dalla grande storia dell’arte universale.
    R: Le icone artistiche sono importanti per la conservazione della storia dell’arte stessa e testimoniano il periodo in cui sono contestualizzate. Sono come delle pietre miliari impossibili da scalfire tramite le quali qualsiasi persona può cercare un approfondimento specifico. Queste figure sono molto importanti anche per chi si approccia al fare arte: prendere spunto da un artista e poter coglierne qualche caratteristica, senza mai copiarlo o imitarlo, solo per essere stimolati ad avere un focus nella propria esecuzione, cercando di non cadere nel pericolo del paragone. Credo che questo sia fondamentale, soprattutto per mantenere costanza nel migliorarsi all’interno del proprio percorso creativo. Ciò che conta realmente non è la teoria ma la pratica attraverso la quale possiamo esprimerci, cercando di non dare alcuna spiegazione riguardo l’opera, in quanto essa parla da sola.

    D: Daniel, qual è l’icona artistica che più ti appartiene all’interno della tua prospettiva di ricerca pittorica e perché?
    R: Come ho avuto occasione di dire più volte, l’icona che sicuramente mi ha più influenzato è la figura di Jackson Pollock, sia per la rappresentazione astratta dei suoi dipinti, ma sia perché sono rimasto colpito dalla sua esecuzione artistica, in cui il gesto e l’immediatezza dell’istinto, che può essere anche ragionato ma non dominato, prende la sua forma espressiva. Un’altra figura che col tempo, direi anche in maniera inconscia, mi ha influenzato è quella di Mark Rothko: nei suoi lavori la potenza del colore domina la scena e il poter cercare questa visione di entità ai colori nei miei dipinti, sicuramente ha un suo nesso logico. L’importanza di comprendere le icone, per quanto può riguardare il mio pensiero, è quello di cogliere l’essenza della pittura stessa, al di là di concetti, stili e tecniche, e sperimentarli, anche in chiave moderna, all’interno del mio lavoro artistico.

    D: Un tuo commento di riflessione sui concetti di tradizione storica e storicizzata e innovazione attuale e contemporanea in campo artistico in generale.
    R: L’evoluzione della storia dell’arte procede nella sua naturalezza di pari passo con le innovazioni e le scoperte avvenute nel tempo, cosi come la rappresentazione artistica subisce varie tendenze con i vari movimenti, momenti e modalità di esecuzione. Sicuramente la tradizione ha una sua fondamentale importanza, però ciò non vuol significare che non possiamo creare altre forme espressive attraverso percorsi che possono essere discostanti dalla tradizione stessa. Credo che sia possibile identificare come genesi artistica anche altre tipologie di forme, però è giusto che ci siano dei canoni da rispettare per poter far parte del mondo artistico. Ad oggi è importante soprattutto stare attenti a preservare ciò che può essere riconosciuto come arte, rispetto a quella che viene fatta passare, anche in maniera profana, per essa. Mi viene sempre in mente la tipica espressione “Lo potevo fare pure io”, frase in cui il contenuto viene soppresso da una forma di superficialità. Aggiungendo un ultimo pensiero, sono convinto che le opere che sono passate alla storia, siano esse dipinti o sculture, abbiano ancora molto di cui raccontare e da insegnare.

    L’artista Daniel Mannini è molto attivo e dinamico sui social. In particolare, è possibile anche relazionarsi con lui attraverso il profilo Instagram sempre ben aggiornato e curato @danielmanniniart e attraverso l’accesso al suo sito web personale danielmanniniart.it che consente di visionare un’ampia e vasta panoramica di produzione e raccoglie anche dei contenuti di spessore eterogeneo, che vanno a fungere da ulteriore fattore di approfondimento di valore saliente. Senza dubbio Mannini sta procedendo con concretezza e pragmatismo in ogni sua scelta, dimostrando di possedere un estro creativo guidato da una manifesta la lungimiranza di vedute, che fondono insieme passato e presente.

  • Visibile oltre il visibile: mostra di Greco, Nobile e Rinzivillo alla galleria Quadrifoglio

    Visibile oltre il visibileSiracusa – Visibile oltre il visibile, un progetto artistico che ha il sapore della ricerca e dell’incontro. Tre artisti, tre diverse anime, un comune sentire: Paolo Greco, Francesca Nobile e Francesco Rinzivillo danno appuntamento sabato 22 luglio alle ore 18.30 alla Galleria Quadrifoglio in via dei Santi Coronati 13 a Siracusa, per l’inaugurazione di una mostra dai toni intensi curata da Giuseppe Carrubba. Si tratta di un’esposizione che inserisce le specifiche narrazioni di ogni singolo artista, frutto di tematiche personali, all’interno di uno spazio-tempo in cui dialogano pittura, scultura e installazione.

    Lo spunto dalle naturali diversità delle tre esperienze artistiche ha dato modo a Giuseppe Carrubba, critico d’arte e curatore indipendente, di seguire la traccia del segno che attraversa le varie forme oltre la superficie. In questa indagine nasce quel visibile che si apre a nuovi livelli percettivi, secondo dinamiche contemporanee dettate dai binomi assenza-presenza, occultamento-rivelazione. Carrubba di fatto specifica: «Paolo Greco, Francesca Nobile e Francesco Rinzivillo, in Visibile oltre il visibile, mettono in campo aspetti relazionali e simbolici differenti, generano livelli di percezione in continua evoluzione, per indagare quell’aspetto liminare, qualcosa che emerge dalla condizione intermedia tra la luce ed il buio, l’immagine e l’astrazione, l’impronta o la sua ombra, l’indizio e la sparizione, il vuoto e l’infinito».

    Paolo Greco, nato a Catania, ha sviluppato una personale ricerca attraverso la passione per la cultura e il cinema on the road, le neoavanguardie, il Nouveau Realisme e la Pop Art. Negli anni della maturità giunge ad affermare il valore di un’arte del riciclo di materiale desunto dalla strada quale lo pneumatico che, triturato e assemblato, diventa metafora di un’esistenza riabilitata. «L’uso della gomma riciclata – scrive Carrubba – ha un ruolo fondamentale, all’interno di un progetto artistico che affronta tematiche formali ed estetiche, in una produzione che riduce i limiti tra natura ed artificio: un simbolo dell’attività umana acquista nuova vita e diventa emblema di criticità e di sostenibilità». Greco ha partecipato a mostre collettive e personali in spazi pubblici e privati tra nord e sud Italia. Sue opere sono presenti nelle collezioni della Galleria Regionale di Palazzo Bellomo di Siracusa, del Museo del pane di Salemi, del Comune di Pozzallo, del Comune di Henstedt-Ulzburg e della Fondazione Benetton di Treviso.

    Francesca Nobile è pittrice multidisciplinare, performer e insegnante di yoga. Di origine ragusana, si è laureata all’Accademia di Belle Arti di Firenze, ha conseguito all’istituto Polimoda fiorentino un Master in “Fashion Design and Concept Brand Image”, lavorando successivamente per Enrico Coveri, Ermanno Daelli e Marella Ferrera. La sua è una poetica libera e performativa in cui si alternano aspetti duali quali malinconia e vitalità, felicità e inquietudine, metafisica e quotidiano. Di lei Carrubba dice: «L’artista lavora sull’archetipo, sull’automatismo psichico, sulla meditazione, sui simboli dicotomici di un’esperienza onirica tra gioie e paure, con il corpo che è lo strumento che le permette di trascendere la materia. Un corpo che abita lo spazio dell’opera, lo attraversa lasciando tracce e colore, crea impronte e sovrapposizioni, tessiture e trame vitali». La carriera artistica della Nobile la porta a esporre in mostre personali e collettive in Italia e all’estero e a dedicarsi alla filosofia orientale e allo yoga nell’Atelier Love Project di Siracusa.

    Francesco Rinzivillo, nato a Comiso, negli anni Duemila sviluppa un linguaggio intimista e antiretorico grazie all’uso di un’arte transdisciplinare che mette in campo pittura, fotografia, videoarte e installazioni. La sua è un’etica dell’arte fondata sulla tradizione iconica proiettata verso la contemporaneità che scava temi umani di forte valenza emotiva quali l’identità, la memoria, la sparizione.  Sulla sua attività artistica Carrubba sottolinea: «Un approccio alla rappresentazione teso a cogliere l’essenza delle cose fuori dal tempo e dalla storia, con un atteggiamento obiettivo, attraverso il quale l’artista definisce la forma della sua pittura, improntandola su una linea etica ed estetica che determina un processo di precisione secondo un’ottica maniacale, con una perfezione retinica e materica che è il risultato di una paziente applicazione della tecnica delle velature». Tra mostre e progetti di stampo nazionale, Rinzivillo nel 2022 entra a far parte dell’Archivio S.A.C.S. del Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo.

    In Visibile oltre il visibile i tre artisti viaggiano l’uno accanto all’altro tra sculture, installazioni, pittura e performance, restituendo voce alle proprie essenze interiori alla ricerca di “una forma che subisce alterazioni, deformazioni, amplificazioni in relazione al rapporto con la realtà fluida e mutevole della società contemporanea”.

    La mostra è sponsorizzata da Dr Servizi Aziendali s.r.l., Sirgen s.r.l. e “CCÀ e DDÀ Graniteria”. Sarà possibile visitarla fino a venerdì 4 agosto con i seguenti orari: dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.

     

    Info

    www.galleriaquadrifoglio.it

    [email protected]

     

  • Inaugura la mostra internazionale Spoleto Arte a Terrazza Frau insieme ad ospiti d’eccezione

    Si rinnova anche quest’anno l’atteso appuntamento con la mostra internazionale Spoleto Arte, curata dal critico d’arte Salvo Nugnes dal 21 al 25 luglio.

    La manifestazione si terrà presso Terrazza Frau, già sede della Fiction Don Matteo, a pochi passi dal cuore della città di Spoleto e vedrà il contributo di personalità d’eccezione come Vittorio Sgarbi, la nota giornalista e scrittrice Silvana Giacobini, Francesco Alberoni, sociologo internazionale, Ada Urbani, già assessore alla Cultura e Senatrice, Yari Carrisi Power, Paolo Liguori, direttore del Tgcom24, Giordano Bruno Guerri, pres. Vittoriale di d’Annunzio, il presentatore Marco Columbro, Pippo Franco, presentatore ed esperto d’arte, Alessandro Meluzzi, psichiatra ed opinionista tv e molti altri.

     

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  • Salvo Nugnes porta in esposizione a Spoleto Arte l’arte in tutte le sue forme

    Tanti i talentuosi artisti contemporanei, scelti tra italiani e stranieri, che hanno la possibilità di esporre le proprie opere ed essere così i veri protagonisti della mostra internazionale Spoleto Arte.
    Si spazia dalla pittura alla fotografia, dalla scultura alla poesia, con eterogeneità di generi e di stili, il tutto all’insegna dello spirito creativo cosmopolita e senza frontiere.

    Oltre all’esposizione, Spoleto Arte è anche un prestigioso catalogo, con testi introduttivi di grandi personalità, che sarà presentato alla storica Milano Art Gallery.

     

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  • Inaugura la mostra internazionale Spoleto Arte al Palazzo Vescovile Terrazza Frau insieme ad ospiti d’eccezione

    Si rinnova anche quest’anno l’atteso appuntamento con la mostra internazionale Spoleto Arte, curata dal critico d’arte Salvo Nugnes dal 21 al 25 luglio.

    La manifestazione si terrà presso il Palazzo Vescovile Terrazza Frau, già sede della Fiction Don Matteo, a pochi passi dal cuore della città di Spoleto e vedrà il contributo di personalità d’eccezione come Vittorio Sgarbi, la nota giornalista e scrittrice Silvana Giacobini, Francesco Alberoni, sociologo internazionale, Ada Urbani, già assessore alla Cultura e Senatrice, Yari Carrisi Power, Paolo Liguori, direttore del Tgcom24, Giordano Bruno Guerri, pres. Vittoriale di d’Annunzio, il presentatore Marco Columbro, Pippo Franco, presentatore ed esperto d’arte, Marzia Risaliti, attrice,  Alessandro Meluzzi e molti altri.

  • Il nuovo romanzo dell’autore Luigi Fiorentini

    “Il codice di Bianzano e i templari nella bergamasca” di Luigi Fiorentini è un romanzo esoterico ambientato nel territorio bergamasco; in esso, a quelli espressamente drammatici si alternano contenuti fantastici.
    L’opera inizia con un episodio risalente al 1312.
    A distanza di settecento anni, però, una bambina di nome Ester scorge un’antica pergamena nei pressi di una chiesetta; la estrae e la porta con sé, a casa.
    La perfida madre di una sua compagna di scuola, essendo un’adepta di una setta dedita a pratiche occulte pure alla ricerca di quella pergamena, comunica al suo sacerdote nero di sapere dove si trova quel prezioso oggetto.
    Qualche anno dopo, Ester si trasferisce in Francia, con i suoi genitori.

    Passati nove lunghi anni, ed essendo diventata già una giovane donna, un giorno Ester lascia incustodita la pergamena e suo padre la scopre.
    Costui, Tarcisio, essendo un ex cavaliere Templare, aiuterà la figlia a decriptare il codice contenuto nella pergamena.
    Nell’agosto del 2022, tornati nella loro terra d’origine per un periodo di vacanza, in Val Cavallina, ne approfittano per recarsi nei luoghi indicati sulla pergamena.
    Dopo lunghe e accurate ricerche, riescono finalmente a decifrare quel codice segreto scoprendo, così, il luogo esatto in cui sarebbe conservata una sacra reliquia.
    Essendo però perseguitati da quella setta, che vuole impossessarsi a ogni costo della misteriosa pergamena, Ester e Tarcisio, al fine di risolvere quanto prima quella pericolosa situazione, escogitano un piano davvero geniale.
    Nel corso dei successivi e ultimi capitoli, una serie di situazioni impreviste e colpi di scena animeranno intensamente il resto della narrazione.

    Breve estratto

    “Qualcuno, in quel preciso momento, suonò al citofono.
    Il marito, che stava seduto su una sedia e chinato verso il camino, si alzò e andò ad aprire, senza neppure chiedersi chi fosse dietro la porta. Aperto l’uscio di casa, vide davanti a sé un uomo robusto, sulla trentina; quest’ultimo, senza pensarci neppure un attimo, spinse con inaudita violenza l’anziano verso l’interno e irruppe bruscamente in casa, seguito da altri tre individui: due uomini e una donna. L’ultimo dei quattro balordi, chiuse la porta alle sue spalle e, com’era evidente da quella loro inspiegabile incursione, cominciarono a minacciare i due anziani con coltelli e bastoni. Ciò che parve più strano agli anziani coniugi, fu il fatto che nessuno di loro aveva mai visto prima di allora quegli inquietanti individui; così come anche questi ultimi non conoscevano assolutamente i padroni di casa.”

    Luigi Fiorentini, biografia

    Luigi Fiorentini, nato a San Biagio Platani in provincia di Agrigento nel 1967, è compositore, scrittore e didatta.
    Ha ottenuto riconoscimenti in vari concorsi di Composizione, collabora con un periodico di arte e ha pubblicato molti lavori musicali.
    Dal 1996 vive nella bergamasca dove insegna musica e scrittura creativa.
    Sue opere letterarie sono:
    La musica nell’anima (2013) e I doni del fantasma (2018) con Sensoinverso Edizioni – Ravenna
    Il fantasma di Osio (2016) con Arduino Sacco Editore – Roma
    L’altra faccia della musica (2018) con Herkules Books – Policoro
    Ritornano i fantasmi del presente (2017), Nel mistero, fra tenebre e luce (2020) e Incontro con un angelo (2022) con Editrice GDS.

    Il romanzo Il codice di Bianzano e i templari nella bergamasca di Luigi Fiorentini è stato pubblicato da Editrice GDS, 262 le pagine.
    E’ pubblicato anche su tutte le migliori piattaforme online, in versione cartacea e formato digitale.

    Link d’acquisto Amazon: https://amzn.to/46wHZQm

  • La mostra interazionale Spoleto Arte apre con Vittorio Sgarbi, Salvo Nugnes ed un programma ricco di artisti nazionali ed internazionali

    La mostra Spoleto Arte vede il supporto di diverse emittenti televisive ed il contributo di Vittorio Sgarbi, Salvo Nugnes, curatore d’arte e giornalista, Silvana Giacobini, già direttrice di Chi, Francesco Alberoni, sociologo internazionale, Ada Urbani, già assessore alla Cultura e Senatrice, Yari Carrisi Power, Paolo Liguori, direttore del Tgcom24, Giordano Bruno Guerri, pres. Vittoriale di d’Annunzio, il presentatore Marco Columbro, Pippo Franco, presentatore ed esperto d’arte, Alessandro Meluzzi, psichiatra ed opinionista tv e molti altri.

    Un incontro imperdibile per i tanti esperti ed appassionati d’arte contemporanea.

    Queste le parole del Prof. Vittorio Sgarbi sugli artisti partecipanti

    «All’interno della mostra confluiscono opere di un selezionato gruppo di artisti, con caratteristiche distintive proprie e stili di­versi, creando una commistione eterogenea, ma al contempo armoniosa di generi espressivi.»

     

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  • Opere d’erte e restauro: in Sicilia nasce una sinergia tra studenti e restauratori

    La conservazione nel tempo delle opere d’arte e la loro difesa dai parassiti come i tarli del legno passano anche da forme di collaborazione di tutti gli addetti ai lavori del settore. Modello di cooperazione e sviluppo in tal senso è quello nato in Sicilia tra il “Centro Regionale progettazione e Restauro” e l’Accademia delle Belle Arti di Palermo, con l’obiettivo di condividere competenze e beni strumentali al fine della manutenzione, conservazione preventiva e restauro delle opere d’arte.

    L’intesa raggiunta rappresenta una grande opportunità per gli studenti, ai quali verrà concessa la possibilità di formarsi grazie al contributo del Centro Regionale, partecipando alle attività di restauro e imparando al tempo stesso ad utilizzare strumentazioni avanzate come ad esempio quelle che si basano sulla tecnologia del trattamento antitarlo a microonde per le strutture lignee.

    Oltre a quest’ultime, interessati dal progetto sono beni culturali come dipinti su supporto ligneo e tessile, arredi e materiali sintetici assemblati.

  • Margherita Hack, a dieci anni dalla morte incontriamo Salvo Nugnes, agente e amico

    Incontriamo Salvo Nugnes, curatore d’arte, scrittore, reporter, in occasione del decennale della morte di Margherita Hack, della quale è stato agente ed amico.

    Ma partiamo dall’inizio, sig. Nugnes, lei è nato come agente di molte personalità del mondo dello spettacolo e della cultura. È stato ed è tuttora il manager di molti vip, tra cui ricordiamo Vittorio Sgarbi, Katia Ricciarelli, Amanda Lear, Romina Power, Francesco Alberoni. Ma la lista è ben più lunga ed elencarli solamente sarebbe riduttivo.

    Il rapporto che ho con loro si è formato e consolidato un po’ per volta, con gradualità, finché con la stima e la fiducia sono riuscito a guadagnare l’affetto di questi grandi personaggi.

    Ed è stato così anche con Margherita Hack?

    Margherita ha lasciato un segno ben tangibile e radicato del consistente contributo che ha dato in campo scientifico e astrofisico a livello mondiale. Negli anni che l’ho seguita abbiamo stretto un legame molto speciale, un’amicizia di cui sono tuttora onorato e che non dimenticherò mai. Di lei ho sempre ammirato il carattere pieno di vitalità, la simpatia e il carisma innati. Era disarmante, conquistava tutti. Chiunque avesse davanti, senza distinzioni di età, sesso, status sociale o culturale, ne restava rapito.

    Quale caratteristica pensa che la rendesse così amata da tutti?

    Di sicuro la sua grande intelligenza, superiore a chiunque abbia mai incontrato, e la sua semplicità. Nonostante parlasse di tematiche complicate come possono essere la scienza e l’astrofisica, riusciva ad azzittire platee di migliaia di persone che rimanevano tutte pendenti dalle sue labbra.

    Ricordo come fosse ieri un incontro che organizzai a Vittorio Veneto in un palazzetto dello sport dove, nonostante ci fosse un biglietto a pagamento (tutto il ricavato andò in beneficenza), vennero più di diecimila persone solo per ascoltare lei, neanche fosse un concerto di Laura Pausini!

    Cosa la colpiva di più di Margherita Hack?

    Era una persona diversa, come lei non c’è stato nessuno e non credo ce ne possano essere ancora. Ha sempre vissuto appieno la sua vita senza avere mai paura della morte, neanche negli ultimi istanti.

    Sono contento che ancora oggi, a 10 anni dalla sua morte, le vengano intitolate strade, piazze, e le vengano dedicate statue ed opere d’arte. È allora che capisci che Margherita, che ha interamente dedicato la sua vita alla profonda passione per la scienza e per l’astrofisica pur conservando una modestia, un’umiltà profonda e una semplicità radicata, rimane nel cuore della gente come una persona schietta e vera. Lei si è guadagnata la stima e il rispetto di tutti. Sono fortunato ad averla avuta come amica.

    In suo ricordo cura ogni anno conferenze ed eventi.

    Alla sua morte ho fondato l’Associazione Margherita Hack che ha lo scopo di conservarne il ricordo attraverso molte iniziative e manifestazioni. Con questa curo, con cadenza annuale, il Premio Margherita Hack, un riconoscimento che vuole dare merito a chi più si è distinto nel campo della scienza, giornalismo, arte, moda, ecc. A esserne insigniti sono stati personaggi del calibro di Giordano Bruno Guerri, Anna Fendi, Carlo Verdone, Federica Pellegrini, Carolyn Smith, il Premio Nobel Samuel Chao Chung Ting…

    Fa parte del Comitato del Premio anche Antonino Zichichi, fisico e divulgatore scientifico, Presidente del World Federation of Scientists.

    Solo di recente poi, siamo riusciti ad acquisire il suo storico studio a Trieste, proprio accanto a casa sua, che abbiamo trasformato in un luogo di cultura ed ospitalità ([email protected])

  • Torna a Terrazza Frau Spoleto Arte, presentata da Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes

    Sale l’attesa per la prestigiosa mostra internazionale Spoleto Arte a cura di Salvo Nugnes, scrittore e reporter, e del prof. Vittorio Sgarbi.
    Ad ospitare l’evento si riconferma il Palazzo Terrazza Frau, location storica situata nel cuore della città a pochi passi dal Duomo, che, dal 21 al 25 luglio, ospiterà le opere di numerosi artisti provenienti da tutta Italia e dall’estero.

    La mostra toccherà ogni forma d’arte, dalla pittura alla scultura, dalla poesia alla fotografia e sono tanti i talentuosi artisti che sono già stati selezionati per la manifestazione.

    La mostra Spoleto Arte vede il supporto di diverse emittenti televisive ed il contributo di Vittorio Sgarbi, Salvo Nugnes, Silvana Giacobini, già direttrice di Chi, Francesco Alberoni, sociologo internazionale, Ada Urbani, già assessore alla Cultura e Senatrice, Yari Carrisi Power, Paolo Liguori, direttore del Tgcom24, Giordano Bruno Guerri, pres. Vittoriale di d’Annunzio, il presentatore Marco Columbro, Pippo Franco, presentatore ed esperto d’arte, Marzia Risaliti, attrice, Alessandro Meluzzi, psichiatra e opinionista tv e molti altri.

    Oltre all’esposizione, Spoleto Arte è anche un prestigioso catalogo che avrà i testi introduttivi di grandi personalità e sarà disponibile nelle principali librerie e canali editoriali online.

    Gli artisti selezionati con le loro opere sono: Actis Caporale Anna, Abbate Gisella, Aimi Loredana, Arresta Angela, Arrigoni Paola, Ascolillo Maria Fausta, Antonelli Emanuele, Asenova Boyonova Lidia, Bardella Sonia, Bedont Germana, Berton Barbara, Bevilacqua Annunziata, Bollani Primo, Bonacini Paola, Botticelli Maria Antonia, Brussato Miriam, Camellini Sergio, Campanella Guido, Campo Annarita, Candriella Alessandra, Conserva Maria, Colucci Giuseppe, Casati Roberto, Ciarlo Angelo, Consonni Gianfranco, Dal Passo Sabrina, Dell’Olivo Eliana, De Santis Massimo, Di Biase Paola, Di Spaldro Elia, Domin Jacqueline, Fassio Alma, Forte Brigida, Gona Maria Rita, Grilli Sergio, Guggino Costa Rosetta, Hold Michelle, Ilari Michela, Jacquounain Nathalie, Magliaro Angela, Marchino Francesco, Margari Franco, Mariano Massimo, Martelli Serena, Massaria Luigina, Mastropietro Sery, Mucchiut Milvia, Olszewska Anna Barbara, Paglia Anna, Papaleo Katiuscia, Piemonte Cinzia, Pierandrei Patrizia, Pisignano Maria Christina, Planamente Sonia, Populin Julia, Pradelli Daniela, Pratesi Barbara, Recchia Fabio, Roncelli Mirko, Rossi Arduino, Rossi Landi Amelia Rachele, Rotondi Ruggero, Rizzato Luciano, Salvucci Luciana, Sambucco Gino, Savorgnan Francesco, Spalla Pizzorno Elettra,  Somesan Alina-Roxana, Testa Riccardo, Torelli Lorella, Truocchio Domenico, Valeo Gregorio, Vallone Arabella, Vardar Emel, Vidotto Annamaria, Virgone Giuseppa, Zammit Lewis Mario, Zenere Lina.

  • Intervista all’artista Angelo de Francisco in occasione dell’uscita del suo nuovo libro

    1. È uscito il suo nuovo libro “Ragionando per immagini”, cosa rappresenta per lei questo libro?

    La mia Monografia, una raccolta completa, o quasi, di tutta la mia produzione artistica dal 1973 ad oggi. Gli interventi critici di alcuni personaggi che mi hanno seguito sino ad ora e che hanno contribuito a mettere in luce la mia arte.

    Una mostra virtuale che spazia nel tempo, che raffronta opere di vari periodi; una Galleria senza pareti che ognuno può consultare a suo piacimento. Ci vorrebbero infinite pareti per appenderle tutte!

     

    1. Viviamo oggi in una “società dell’immagine”, quale funzione e significato attribuisce lei all’immagine? Quale rapporto ha con essa?

    Le Immagini sono una lingua universale perché sono le nostre forme e quello di tutto ciò che ci circonda. Però nonostante siano forme chiare e leggibili, non tutti le comprendiamo nello stesso modo. Ognuno dà una propria interpretazione secondo la propria cultura o il proprio stato d’animo. L’artista figurativo le usa per comunicare una propria emozione di fronte al mondo che gli appare in quel momento; io le uso per mescolarle insieme, per rielaborarle e crearne delle nuove, in una alchimia computerizzata che va oltre l’immagine stessa.

    “La fotografia è un frammento di realtà in cui ti riconosci e da cui puoi ripartire per creare le tue speranze. La fotografia è una realtà che possiamo manipolare meglio e più velocemente della realtà sociale in cui viviamo”…

    “La fotografia o l’immagine, è solo un punto di partenza, tutto il resto è computer o meglio fantasia; quindi non mi definisco fotografo e non mi interessa esserlo, o meglio potrei dire che la fotografia si evolve, perché evolve lo strumento; il resto è libertà creativa ed interpretativa”…

    “…ti parlavo del computer e della macchina fotografica, della possibilità di variare e

    trasformare l’immagine. Una serie di scatti sulla città, in questo caso Milano dove vivo, e un desiderio di provare a giocare con quelle immagini, di assemblarle e sovrapporle, di colorarle e alterarle. “Oltre l’immagine” è forse la migliore definizione che si possa dare a queste cose….”;

     

    1. Come nascono le sue opere?
      “Bisogna pensare allo stato d’animo dell’artista che, confuso ed inquieto di fronte alla sua tela bianca, sta raccogliendo tutte le energie più inconsce, con ogni sua antenna tesa a cogliere le minime vibrazioni dell’universo, concentrando in sé ogni pensiero stimolante che gli dia quella scintilla da trasmettere poi alle mani che via via tracceranno segni, rendendo intelligibili e concreti pensieri ed emozioni in altro modo astratti. È questa la fase iniziale della creazione dal nulla! Poi, una volta tracciato l’abbozzo, il germe dell’idea su cui lavorare, i giorni che si susseguono sono altri giorni di vita che accumulano emozioni ed esperienze e maturazioni attorno all’idea originale, a quel bozzetto progetto dal quale poco a poco l’opera prende forma, acquisisce nuove idee, le confronta, le inserisce o le scarta, si illumina della realtà circostante, ne diviene parte integrante o la supera. Insomma, l’opera è un insieme di meditazioni e di esperienze esistenziali distillate da un certo periodo di tempo ad un altro, da quando, cioè, nasce (dall’idea sorgiva) a quando è finita. È parte, in quei momenti, della vita dell’autore, è il suo tempo relativo.”

     

    1. Quali sono state le più grandi soddisfazioni nel suo percorso artistico?

    Quando riesco a fare una bella opera, quando riesco ad esprimere in quell’opera ciò che veramente sento, ciò che veramente volevo dire. Per un artista credo sia la migliore soddisfazione che si possa avere, forse più dell’apprezzamento che gli altri possano avere del tuo lavoro, perché in questo caso sei libero di creare qualsiasi cosa, senza farti condizionare da ciò che agli altri può piacere. Creare dal nulla porta ad una grande soddisfazione che si apprezza solo dopo, quando si guarda con stupore ciò che si è stati capace di fare.

    1. Riuscirebbe a dare una valutazione critica della sua arte?

    La mia Arte? Dipende da quale punto di vista uno la guardi, se da un punto di vista formale o di contenuto. La forma mi interessa poco, anzi la forma nasce e prende corpo da ciò che in quel momento voglio esprimere. È il contenuto, il messaggio che mi interessa, la poesia che c’è dentro quell’opera. “L’Io chi, lacerato nella Storia, cerco“, continua ad essere il mio punto di partenza, di ricerca, che in tutti questi anni mi ha guidato attraverso le varie fasi del mio evolvermi artistico, dalla pittura alla fotografia, dalla video art agli assemblaggi metacrilatici. Un continuo interscambio dentro-fuori, dall’io al mondo esterno e viceversa. Un’arte quindi legata alla vita ed ai suoi processi evolutivi; e non può essere diversamente perché tutto ciò che ci circonda, ci condiziona, e l’Arte è l’unico modo che abbiamo per poter guardare lontano e superare quelle catene che ci attanagliano.

    1. Come ci si sente ad essere un artista oggi?

    Oggi sono chiamati Artisti i cantanti, i registi cinematografici, gli attori; a loro la Società riconosce un grande ruolo, una grande fama. Per quelli tradizionali che escono dalle Accademie di Belle Arti, non c’è nessun riconoscimento ufficiale, tranne forse quando muoiono o quando vengono battuti all’Asta per cifre esorbitanti. Viviamo quindi in un mondo sommerso, in un mondo elitario, ma se ciò non ci dà fastidio, continuiamo per la nostra strada, consapevoli di essere filosofi di vita al pari dei cantanti, attori o registi. Usiamo mezzi differenti ma il contenuto è il medesimo.

    1. Ha degli obiettivi che vuole raggiungere attraverso la sua arte?

    Il successo, verrebbe da dire, l’essere riconosciuto come un artista importante. Ma questo fa parte di qualsiasi lavoro uno faccia. Per un artista, per me, l’obiettivo principale è riuscire a decodificare i segreti del mondo, della vita, il senso della nostra esistenza.

    1. Quali sono i suoi progetti futuri?

    Continuare a sapere analizzare il mondo, ad interagire con esso, a gridare l’impotenza che il singolo ha rispetto alle masse, rispetto a quei Poteri che ti schiacciano; continuare a cercare quella luce che abbiamo dentro ma che le nebbie del presente offuscano; e l’Arte ha questo potere, troppe volte sottovalutato o sottomesso nel nome di false ideologie.

  • Festival Spoleto, Salvo Nugnes presenta la nuova opera di Silvana Giacobini “Segni nell’acqua”

    Nel contesto della manifestazione Spoleto Arte viene presentato il nuovo libro di Silvana Giacobini, Segni nell’acqua (2021), pubblicato da Castelvecchi.

    La presentazione avrà luogo domenica 23 Luglio 2023 alle ore 16 presso la Sala Simonelli, in Terrazza Frau, e sarà diretta da Salvo Nugnes.

    Il romanzo vede il ritorno delle amate protagoniste delle due fortunate trilogie dell’autrice, la giornalista televisiva Chiara Bonelli e l’amica Silvia Giorgini, vicequestore in pensione. Quest’ultima viene convinta dall’amica, che possiede il Dono – una speciale comunicazione extrasensoriale -, ad indagare su una serie di casi apparentemente scollegati tra loro: minorenni fuggiti di casa, la possibile esistenza di una setta con un Maestro santone, il ritrovamento del corpo decapitato di una donna e la misteriosa sparizione della scrittrice Margot Amati.

    Silvana Giacobini è già autrice di diversi romanzi, fra cui La signora della città (1994) e Un bacio nel buio (1999). Ha cominciato la propria carriera di giornalista negli anni Settanta, lavorando alle testate “Eva Express” e “Gioia”, di cui è stata direttrice per diversi anni.
    Nel 1994 ha ideato e diretto per Arnoldo Mondadori Editore il settimanale “Chi”, è stata poi a capo di “Diva e donna”, periodico nato sempre da un suo progetto e pubblicato da Cairo Editore.
    Nel corso degli anni ha intervistato numerosi personaggi, tra cui Gianni Versace, Hillary Clinton, Elizabeth Taylor, George Clooney e Lady Diana Spencer.

    La mostra Spoleto Arte vede il supporto di diverse emittenti televisive ed il contributo di Vittorio Sgarbi, Salvo Nugnes, curatore d’arte e giornalista, Francesco Alberoni, sociologo internazionale, Ada Urbani, già assessore alla Cultura e Senatrice, Yari Carrisi Power, Paolo Liguori, direttore del Tgcom24, Giordano Bruno Guerri, pres. Vittoriale di d’Annunzio, il presentatore Marco Columbro, Pippo Franco, presentatore ed esperto d’arte, Marzia Risaliti, attrice, e molti altri.

    Per info sulla selezione: 3887338297 o 3517250110

  • Il nuovo libro di Angelo de Francisco con l’introduzione del critico Salvo Nugnes

    È in uscita il nuovo volume dell’artista Angelo de Francisco dal titolo “Ragionando per immagini”, una raccolta delle sue opere attraverso un costrutto di immagini, frutto di un approccio all’arte, il suo, in continua evoluzione.  Il pittore convoglia le sue emozioni, il suo pensiero, il suo sentire in immagini dalla forte espressività ed impatto comunicativo. Attraverso una ricerca artistica oltre i tecnicismi e le categorizzazioni, conosciamo l’uomo e l’artista in un connubio interessante di fluidità, prospettive e forme di sperimentazione.

    Le immagini sono raccolte in un volume che ci guida nel processo interiore ed esteriore dell’artista; accompagnate da critiche, testi ed interviste, ci presentano lo sguardo sensibile di De Francisco, cogliendo le sfumature della sua arte e i movimenti del suo animo.

    Il libro presenta i testi introduttivi del critico d’arte e reporter Salvo Nugnes, la giornalista e scrittrice Cristina Cattaneo e Luigino Rossi, già presidente dell’Accademia di Venezia. “Ragionando per immagini” è distribuito dalla casa editrice Edizioni Art Factory, che ha all’attivo numerose pubblicazioni di cataloghi d’arte, monografie, libri di poesia e narrativa contemporanea di illustri personalità.

    Salvo Nugnes afferma: “I suoi lavori sono intrisi di poeticità e di un dramma umano che ruota attorno a quelle tematiche fondamentali della vita e della società, che aprono gli occhi su realtà troppo spesso lasciate ai margini. La sua è un’espressività che scompone la materia per rimodellarla secondo canoni nuovi.”

    Un commento di Cristina Cattaneo all’arte di De Francisco: Partendo dalla pittura e passando attraverso la fotografia, il video, la scultura, l’arte digitale, la musica, si arriva ad una produzione ricca, variegata, affascinante e davvero molto interessante, mai banale né ripetitiva.

    Scrive di lui Luigino Rossi: “Un artista in perenne movimento, un’arte in fieri, una continua indagine su se stesso e sul mondo che lo circonda, una denuncia alla società, una sperimentazione di stili e materiali: ecco quello che emerge leggendo questo libro.”

  • Come un’oliva infilzata, il romanzo di narrativa perfetto per le vacanze

    Questo è un romanzo breve che si legge tutto in una volta, non si riesce a lasciare a metà ed incuriosisce ad ogni pagina.
    L’autore ed ex giornalista Rai, Umberto Segato, immagina una lunga giornata tipo tra personaggi significativi del dietro le quinte del mondo dello spettacolo.
    In una meravigliosa location in Versilia per ricreare alcuni degli episodi e circostanze che fanno importante questo scritto.
    Il romanzo Come un’oliva infilzata di Umberto Segato è pubblicato su Ilmiolibro.it, per la categoria narrativa contemporanea, 137 le pagine.
    E’ pubblicato anche su tutte le migliori piattaforme online, con l’eBook sempre al costo di €0,99.

    Per saperne di più: https://www.iriseperiplotravel.com/umberto-segato/

    Trama

    Il protagonista del romanzo, o meglio chi ci aiuta a raccontare la storia è Guido, scrittore e sceneggiatore.
    Il suo amico Roberto trova un lavoro che sembra un affare, vendere la sceneggiatura per un film ad un riccone che vuole investire nel cinema.
    L’appuntamento è vicino a Forte dei Marmi, in un hotel a 5 stelle che si chiama Il Bottaccio, un rifugio per chi ha bisogno di privacy.
    Qui inizia la vera storia, tra chiacchiere e vicende tra giornalisti televisivi, sceneggiatori, produttori Tv e politici politicanti.
    Si parla di morale e di potere, di gente che inganna e di gente ingannata, di cinici e di idealisti, di morale e di potere.
    Si narra di uno scontro in cui il perdente è il vincitore… E tutte le vicende narrate accadono nell’arco di sole 24 ore.

    Breve estratto

    “Buscemi teneva sempre distinti la qualità dei film che uscivano dalla sua casa di produzione dai gusti personali.
    Anzi, più erano divergenti più era convinto di rifarsi dei soldi spesi.
    L’ultimo lavoro era stato un filmetto a bassissimo budget, rifacimento in versione porno soft di un film messicano da distribuire in Medio Oriente: Valchirie longilinee e mediterranei nerboruti.
    Neanche una settimana di lavorazione. Un ciak e via. Per autodifesa, aveva firmato la sceneggiatura con un altro pseudonimo ancora: Manco Esserci.”

    Umberto Segato, biografia

    Umberto Segato (Mira, 31 agosto 1932) è un giornalista, scrittore e poeta italiano.
    Vive tra Roma e Todi. Giornalista de “Il Giorno” e poi, in televisione, è stato Inviato Speciale RAI del TG2.
    Dal 1960 è iscritto all’albo dei giornalisti professionisti.
    Ha pubblicato varie raccolte di poesia: Non arriva nessuno (1962), Viaggio a vista (1992, Premio “Cesare Pavese”[15]), Specchio in uno specchio riflesso (1999, nella rosa dei Premi Alfonso Gatto, Città di Marineo, Metauro e Viareggio, Versi scabri (2011).
    Inoltre, ha pubblicato anche i romanzi I luoghi e il tempo (1988, Premio “Città di Benevento”), Candida (2015), Eredità o la colpa di Serena (2017), Racconti dal passato (2018).
    Le ultime due opere sono pubblicate sulla piattaforma Ilmiolibro: Come un’oliva infilzata (2022) e L’eredità dei Crea (2023).
    Per la biografia completa: https://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Segato

    Link d’acquisto:
    Il mio libro: https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/narrativa/613250/come-unoliva-infilzata/
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  • Affinità elettive

    Boccanera Gallery, Scuderia Trentina, Fondazione Trentina per l’Autismo e Casa Sebastiano: arte, sport e sociale insieme per sensibilizzare sul tema della diversità.

    Dal 24 giugno 2023 presso le Terme di Levico prende il via la mostra collettiva “Affinità elettive”, ultimo progetto di Boccanera GalleryTrento/Milano in collaborazione con Scuderia Trentina, Fondazione Trentina per l’Autismo e Casa Sebastiano.

    Opening: 24 giugno 2023 ore 18 presso le Terme di Levico, Viale Vittorio Emanuele 10, Levico Terme TN

    Mostra: dal 25 giugno 2023 al 2 settembre 2023

    Orari di apertura: dal lunedì al sabato, ore 7:00-14:00 / 15:30-18:00

    Appuntamenti:
    10 luglio ore 11: intervento letterario del poeta Guido Oldani, fondatore del Realismo terminale e del rispettivo movimento

    24 luglio ore 11: intervento scientifico del Direttore Socio Sanitario di Casa “Sebastiano” Annachiara Marangoni in dialogo con Gabriella Scavuzzo, neuropsicomotricista, che si occupa di bambini con disturbo dello spettro autistico nel territorio trentino

    Con Boccanera Gallery Trento/Milano l’arte avvicina la diversità. Lo fa con un’esposizione di arte contemporaneaAffinità elettive in collaborazione conFondazione Trentina per l’Autismo e Casa Sebastiano e Scuderia Trentina assiemealla neonata Trentino Motorsport.

    Con Boccanera Gallery ho voluto sostenere e partecipare attivamente a un progetto, dove vengono celebrati, espressi e vissuti sul campo valori, passioni, talenti edemozioni, dando il mio personale contributo per sottolineare l’importanzadell’educazione al superamento dell’indifferenza su temi che di fatto ci riguardano (o dovrebbero riguardare) tutti. Questo grande evento di sport, arte e sociale conferma la forza della collaborazione tra mondi solo apparentemente lontani, che hannodimostrato di essere in grado di innescare un circuito virtuoso di sorprendente vigore, grande efficacia e forte impatto. Con mondi lontani non sono intesi solo quelli dellosport e dell’arte, ma anche quello della normalità rispetto a quello comunementeetichettato come diverso.” – così motiva la fattiva collaborazione al progetto la direttrice di Boccanera Gallery, Giorgia Lucchi Boccanera.

    L’arte diventa quindi un ulteriore importante veicolo per sensibilizzare.

    La mostra

    Gli artisti presenti in mostra sono 18 giovani affetti da autismo, che frequentano Casa Sebastiano. Verranno esposte un’opera per ciascun artista nonché un tritticorealizzato collettivamente e appositamente per la mostra, in dialogo con due operedegli artisti rappresentati da Boccanera Gallery Milano/Trento, Cristian Avram e Andrea Fontanari.

    La gallerista Giorgia Lucchi Boccanera ha selezionato le stesse opere esposte allamostra, chiedendo che di ciascuna opera inedita l’autore fornisse anche unadescrizione di quanto dipinto, al fine di offrire ai fruitori un accesso facilitato al mondo rappresentato e alle relative sensazioni.

    Per l’occasione viene realizzato un catalogo riportante tutte le opere e le suddettesinossi, oltre ai dati personali dell’artista.

    Ad accompagnare le opere dei giovani di Casa Sebastianosono state scelte, qualiicone della mostra di grande forza espressiva, The embrace di Cristian Avram, utilizzata anche per i vari materiali del progetto espositivo e Self-portrait di Andrea Fontanari. L’abbraccio di Avram vuole stringere a il diverso, mentre l’autoritrattodi Fontanari pone l’attenzione al tema del “non sentiree  quindi dell’indifferenza.

    Casa Sebastiano
    Ubicata in Val di Non, a Coredo, Casa Sebastiano, nota struttura di eccellenza dellaFondazione Trentina per l’Autismo dedicata ai giovani con disturbo dello spettroautistico, è un centro socio sanitario e riabilitativo accreditato dall’APSS e dalla PAT. Oggi in Italia un bambino su 77 nasce autistico, il bisogno di risorse è dunque molto elevato. Casa Sebastianooffre interventi e progetti riabilitativi personalizzati, laboratori specializzati per favorire l’allineamento delle competenze e delledifferenze, spesso causa in questi giovani, di esclusione sociale.

    La sperimentazione laboratoriale è operativa da qualche anno e segue la direzionedell’accelerazione del processo espressivo, sapendo che, in questi soggetti, sonominate proprio le possibilità comunicative. La pittura, per natura fluida e indeterminata, si presta molto bene a favorire il dire attraverso il fare, modellando la parola sulla tela.

    Scuderia Trentina
    Scuderia Trentina è un’associazione sportiva dilettantistica di automobilismo nata nel1951 da un gruppo di amici appassionati con lo scopo di organizzare gare in Trentino, che a distanza di vent’anni dalla prima edizione ha voluto riproporre la celebrecronoscalata Levico VetrioloPanarottaTrofeo Francesco Pera” lo scorso 14 maggio, affiancando allo sport, arte e sociale e quindi coinvolgendo BoccaneraGallery e Casa Sebastiano.

    Le Terme di Levico
    Le Terme di Levico sono da più di 160 anni un riferimento in Valsugana per salute e benessere, grazie in primis alle comprovate proprietà terapeutiche e l’effettoimmunomodulante delle acque termali. Le Terme sono consapevoli che il benesseresia una condizione personale, dinamica e multidimensionale, che comprende aspettifisici, mentali, sociali, emozionali e ambientali (e non semplicemente assenza dimalattie o infermità) e che può essere raggiunto con diverse modalità, a secondaanche del punto di partenza.

     

  • “Tour dei Rovelli” in Val Brembana, alla riscoperta dell’antica arte di intarsio e intaglio

    Farsi catturare dalla bellezza delle opere degli intarsiatori Rovelli nella loro terra d’origine e scoprire la storia di questa famiglia di maestri del legno, che per generazioni ha impreziosito le chiese della Valle Brembana con opere di intarsio e intaglio, realizzate con perizia e ingegno in semplici botteghe. Questo l’obiettivo dell’iniziativa “Tour dei Rovelli”, in programma nella giornata di sabato 1° luglio, dalle 10 alle 17, nei comuni di Mezzoldo, Averara, Santa Brigida e Cusio.

    L’appuntamento, organizzato nell’ambito del progetto “Lungo le vie della cultura” da Altobrembo, rappresenta un’occasione unica per riscoprire un’arte antica, che per generazioni ha contraddistinto la vita e la produzione artistica di una famiglia intera, quella dei Rovelli, appunto. Il punto di ritrovo presso l’info-point “Antica Segheria Pianetti” di Olmo al Brembo (via Roma, 21), alle ore 10 di sabato, raccoglierà i partecipanti per partire alla scoperta delle opere custodite nella Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista a Mezzoldo, nella Chiesa parrocchiale di San Giacomo apostolo ad Averara, nella Chiesa parrocchiale di Santa Brigida Vergine a Santa Brigida e nella Chiesa parrocchiale di Santa Margherita a Cusio. Tra una visita e l’altra, prevista una sosta per un pranzo tipico presso il Ristorante Pizzeria Edelweiss di Santa Brigida.

    Gli spostamenti lungo le valli dell’Olmo e Averara saranno con mezzi propri. Per partecipare all’evento è necessaria la prenotazione, entro le ore 12 di venerdì 30 giugno, chiamando al +39 348 1842781 o mandando una mail a [email protected]. Per maggiori informazioni su costi e modalità di partecipazione si consiglia di consultare il sito https://www.altobrembo.it/evento/tour-dei-rovelli/.

  • En-Exclave a San Pellegrino in Alpe

    En-Exclave
    Croce lignea
    di Giuliano Ravazzini
    San Pellegrino in Alpe (MO-LU)
    Santuario dei Santi Pellegrino e Bianco
    01 Luglio – 31 Ottobre 2023
    EN – EXCLAVE è una tappa importante del progetto di croci itineranti iniziato nel 2007 a
    Sabbioneta (MN) e ora approdato al Santuario dei santi Pellegrino e Bianco, a San
    Pellegrino in Alpe. In questo valico appenninico di transito, tra la valle del Serchio e quella
    del Secchia, luogo di devozione popolare e di ospitalità per viandanti fin dal Medioevo,
    trova ideale collocazione l’opera scultorea che l’artista Giuliano Ravazzini espone (site
    specific) nella exclave modenese della chiesa.
    L’artista Giuliano Ravazzini realizza sculture e raffigurazioni del simbolo cruciforme con
    diversi materiali e con la peculiarità dell’assenza del corpo di Cristo.
    Croci che non portano un corpo appeso, ma che narrano il peso del tempo nel loro aspetto
    ligneo, avvalorando il simbolo nella sua valenza storica e culturale.
    L’opera d’arte sarà esposta all’interno del Santuario fino al 31 ottobre 2023.

  • Città amiche dei fiori e delle api

    Milano, 16 giugno 2023La nostra vita dipende dalle piante. E le piante hanno bisogno degli impollinatori per riprodursi e sopravvivere. Una regola che vale anche in contesto urbano: ecco perché è importante fermarsi a osservare questo affascinante processo. Un’occasione irripetibile arriva per tutti, grandi e piccini, grazie alla XX edizione della Festa del Solstizio d’estate negli Orti botanici della Lombardia, quest’anno dedicata interamente agli amici impollinatori, come spiega il titolo “Per città amiche dei fiori e delle api”.

    Dal 18 al 25 giugno l’Orto botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”, il Giardino botanico alpino “Rezia” di Bormio, l’Orto botanico di Brera e l’Orto botanico “Città Studi” a Milano e l’Orto botanico di Pavia propongono un ricco calendario di appuntamenti, tra visite guidate e laboratori per tutte le età, alla scoperta dei segreti dei fiori e degli insetti, protagonisti del processo di riproduzione e di sopravvivenza delle specie vegetali, animale e umana.

    L’Orto botanico di Bergamo “Lorenzo Rota” concentra le sue proposte – tutte gratuite, con prenotazione online ai link indicati sul sito www.reteortibotanicilombardia.it – nel fine settimana di sabato 24 e domenica 25 giugno. Il sabato alle 16,30 la sezione di Città Alta invita al laboratorio per ragazzi e adulti “Fiori e impollinatori: forme, colori e biodiversità”, con l’educatrice dell’Orto botanico Michela Leidi, per comprendere le strategie riproduttive delle piante e scoprire le principali forme dei fiori in relazione alla tipologia di impollinatori che devono attrarre. La domenica alle 10 la sezione di Città Alta propone “Il segreto del mondo”, laboratorio per bambini dai 6 anni in su. Il tema è affascinante: ogni ape porta in sé il meccanismo dell’universo, ognuna riassume il segreto del mondo. Qual è? Non resta che partecipare per scoprirlo insieme a Caterina Francolini, educatrice dell’Orto botanico. Sempre alle 10, ma nella Valle della biodiversità ad Astino, laboratorio itinerante con la naturalista Annamaria Gibellini sul tema “Bombi, api solitarie e compagnia: conoscere, riconoscere e supportare gli impollinatori selvatici”, pensato per bambini dai 6 anni in su. Alle 16,30 la sezione di Città Alta propone un laboratorio itinerante a cura di Veronica Guastamacchia, con un approccio artistico e creativo: attorno al tema “Fiori, sculture per impollinatori”, in questo laboratorio si potranno realizzare sculture con materiali naturali come semi, foglie, rametti e argilla, giocando con l’anatomia dei fiori. In contemporanea alla Valle della biodiversità di Astino Ilaria Fagiani propone un laboratorio per ragazzi e adulti di stretta attualità: “A studiare l’erba alta”, ovvero: ecco perché è utile ridurre il numero di sfalci dei prati, anche in città. Ma si parlerà anche di come funzionano gli ecosistemi presenti nei corridoi ecologici urbani e di come il lavoro del naturalista può aiutare i cittadini a fare scelte oculate nella gestione e frequentazione delle aree verdi.

    Il Giardino botanico alpino “Rezia” di Bormio propone nel giorno del Solstizio d’estate, mercoledì 21 giugno, un appuntamento organizzato su tutto l’arco della giornata, sul tema “Il mondo vegetale dal microscopio al macroscopio”: dalle 10,30 alle 11,30 visita guidata e interattiva al giardino; dalle 15,30 alle 16,30 laboratorio per i più piccoli, a cura della botanica Marta Tognetti, a ingresso libero.

    L’Orto botanico di Brera a Milano invita domenica 25 giugno a una giornata di apertura straordinaria  dalle 10 alle 18, nel corso della quale saranno due le proposte a tema, gratuite e su prenotazione (tramite il sito https://ortibotanici.unimi.it/orto-botanico-di-brera/). La prima: “Il polline: un mondo di microscopiche forme. Osserviamolo al microscopio come veri scienziati”, attività pensata per i ragazzi dai 7 ai 13 anni, su due turni, il primo alle 10,30 e il secondo alle 15, per una durata di due ore ciascuno. La seconda proposta è “Impollinazione, impollinatori e persone”: visite guidate della durata di un’ora alle 11,30, 15,30 e 17, alla scoperta del ruolo delle api per l’ecologia della Terra.

    L’Orto botanico “Città Studi” a Milano nella giornata di mercoledì 21 giugno prolunga il suo orario di apertura fino alle 21. Dalle 17,30 propone visite guidate alle collezioni, all’installazione sulla Botanica Forense e allo stand sulla biodiversità, a cura del professor Marco Caccianiga, nonché alla mostra sulla “domesticazione” delle piante coltivate, a cura di Valerio Parravicini, Diego De Nisi, Cristina Barbero, Mario Beretta e del prof. Piero Morandini. Alle 17,30 la dottoressa Larisa Monteggia guiderà i partecipanti alla scoperta degli amici impollinatori con un incontro dal tema “I fiori e i loro amici: alla scoperta di un’amicizia lunga milioni di anni”. Dalle 17 alle 18 sarà la volta di “Piante e matematica”, incontro a cura di Giovanna Angelucci pensato per partecipanti dagli 8 anni in su: partendo dalla scoperta delle spirali in matematica, si resterà sorpresi nel conoscere come queste curve siano presenti anche in natura. Eventi gratuiti, prenotazione fortemente consigliata. 

    All’Orto botanico di Pavia, nella giornata di mercoledì 21 giugno, “Piante e impollinatori”: visite guidate con il curatore Nicola M. G. Ardenghi e con il direttore Francesco Bracco, incontro gratuito su prenotazione.

    Infine, proprio in occasione del Solstizio d’estate, si rinnova la collaborazione tra la Rete degli orti botanici della Lombardia e il Giardino botanico alpino di Pietra Corva, a Romagnese in provincia di Pavia, tra i primi Orti a fondare l’associazione: domenica 18 giugno sono previste visite guidate e attività per famiglie e bambini.

    Per conoscere nei dettagli il programma e le modalità di prenotazione, visitare il sito www.reteortibotanicilombardia.it e i siti dei singoli Orti botanici.

    La Rete degli orti botanici della Lombardia è una Associazione non profit, che opera per favorire e promuovere le azioni degli orti botanici aderenti. Ne fanno parte: l’Orto botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”; il Giardino botanico alpino “Rezia” di Bormio; gli Orti botanici di Brera e Città Studi a Milano; l’Orto botanico di Pavia; l’Orto botanico “G.E Ghirardi” di Toscolano Maderno (BS).

    La Rete, nata nel 2002 per valorizzare e mettere in comune le reciproche esperienze, e costituitasi in Associazione nel 2009, si occupa inoltre della tutela, della conoscenza, della promozione e della valorizzazione del patrimonio culturale vegetale degli orti botanici, con particolare attenzione alla conservazione delle piante, alla divulgazione scientifica e alle attività educative. www.reteortibotanicilombardia.it

    www.ortobotanicodibergamo.it

    https://ortibotanici.unimi.it/ 

    https://ortobotanico.unipv.eu

    www.stelviopark.it

  • ssosinderesi Awards, Premio Letterario alla seconda edizione. I vincitori

    Bovisio Masciago (MB) – Gran pienone sabato scorso, 3 giugno, al Teatro La Campanella di Bovisio Masciago in provincia di Monza e Brianza, con il pubblico che ha ricolmato l’ampia platea della struttura che ha ospitato Assosinderesi Awards, Premio Letterario alla seconda edizione. Una conferma della qualità e dell’originalità del Premio che coniuga letteratura e cultura etica d’impresa, distinguendosi per l’attenzione alla solidarietà, ai valori umani, alla qualità delle relazioni interpersonali sul lavoro e nella società, all’inclusione sociale delle persone con fragilità. Una singolarità di armonia e gentilezza che ha subito mostrato la sua cifra nel sorriso accogliente e nella voce suadente di Donatella Rampado, presidente di Assosinderesi, manager d’impresa ma anche fine operatrice culturale che con l’associazione ha avviato una piccola rivoluzione, sin dal logo che stilizza una civetta, antico simbolo di conoscenza, saggezza e desiderio di condivisione, di capacità di guardare oltre sapendo discriminare tra il bene e il male. Con un imprinting che evoca Bellezza, Cultura, Innovazione, Etica, Responsabilità e Sicurezza economica e sociale. Tutti campi nei quali Assosinderesi è impegnata, con le sue attività culturali, sociali e solidaristiche. Valori, questi, che Donatella Rampado ha voluto subito richiamare in apertura dell’evento, affidando appena dopo alla grazia e al talento di Ilaria Serena Cerati l’esecuzione all’arpa di melodie classiche e contemporanee che hanno fatto da punteggiatura alle varie fasi della cerimonia di premiazione.
    E’ stata subito sottolineata l’eccellenza delle personalità che hanno presieduto le tre Giurie del Premio, ciascuna per le tre Sezioni Narrativa – Poesia – Saggistica, rispettivamente guidate dal prof. Orazio Antonio Bologna, docente universitario e insigne latinista, dall’Arch. Rodolfo Vettorello, poeta finissimo e figura di spicco nel mondo letterario italiano, e dal prof. Hafez Haidar, docente universitario e scrittore fecondo, insigne poeta e traduttore, candidato al Premio Nobel per la Pace e per la Letteratura. Grande lavoro per le Giurie del Premio, nella valutazione delle numerose opere in concorso, edite ed inedite. Ne ha dato atto la presidente Donatella Rampado ringraziando i Presidenti e i componenti delle tre giurie, richiamando nel contempo i partenariati di Rete TIKITAKA, volontariato sociale nelle comunità di Monza e Brianza, di Edizioni Helicon, Ristopiù, Banca Valsabbina, Baobab, e i patrocini culturali che accompagnano il Premio, quali WikiPoesia, Camerata dei Poeti di Firenze, Cenacolo Internazionale Le Nove Muse, La Luna e il Drago, UILDM onlus di Rovigo, Associazione La Brunella, Gruppo Autori Polesani, APS Il Giglio Blu di Firenze.
    La cerimonia di premiazione per la NARRATIVA, assente per motivi familiari il presidente prof. Bologna, è stata condotta da Donatella Rampado con la collaborazione di alcuni componenti della Giuria, composta da: Giovanna Bonaiuti, Marisa Cossu, Paola Marras, Adriana Masi, Angioletta Masiero, Anna Montella, Laura Parigi, Claudia Piccinno, Marina Pratici, Mina Rusconi, Francesca Sassano, Sonia Vatteroni, Rossana Veneziano. Di seguito i vincitori e i menzionati per la Narrativa.
    Sezione NARRATIVA EDITA
    1° – ELENA NUGNES (Caserta) – Alle pendici del Vesuvio. Una saga familiare – Ed. Carthago
    2° – CINZIA M. ADRIANA PROIETTI (Terni) – Il sapore delle sorbe. Vissuti di guerra 1917-1945 – Ed. Gambini
    3° – LINDA LERCARI (Lucca) – Kaijin. L’ombra di cenere – Ed. L’Idrovolante
    Menzioni Speciali: FRANCESCO AMADELLI (Torino) – Una cinepresa indiscreta; GENNY SOLLAZZI (Pisa) – Oltre i limiti dell’universo; ALESSANDRA ZENAROLA (Udine) – L’ora più dolce; BRUNO MARIA DOMÌNICI (Viterbo) – Il soffitto a cassettoni; LUCIA LO BIANCO (Palermo) – Dove gli angeli camminano di notte.
    Sezione NATTATIVA INEDITA
    1° – ELISA RANCAN (Verona) – Vagabonda
    2° – ANDREA CERADINI (Verona) – La strega e Voltaire
    3° -FABIO CAVANNA (Milano) – Codice Mimas
    Menzioni Speciali: CLAUDIANO SIRONI (Milano) – Mai nato, mai morto. Archeologia di un danzatore; MAURIZIO ROSI (Torino) – Quello scudo dal mare; PIER LUIGI NANNI (Bologna) – … E’ solo musica; ILARIO GIANNINI (Lucca) – Sono qui per te. L’uomo delle scatole.
    Sono stati quindi conferiti, come di seguito, i Premi per la Promozione di Cultura etica “Assosinderesi Awards”:
     PAOLO RONCHI, presidente della A.S.D. Virtus Bovisio Masciago: Società sportiva che da sempre promuove, insieme ad altre realtà del territorio, lo sport come risorsa per generare inclusione sociale;
     DAVIDE MONTRASIO, titolare di Alma Birrificio, inaugurato a Monza nel 2013: con il socio Alberto Moreo ha accolto nello staff Dario Borgonovo della cooperativa Lambro. Producono birre artigianali comprese quelle della linea TikiTaka, le cui vendite finanziano i numerosi progetti di inclusione sociale della Rete;
     ADELE BRUGORA, della Scuola di Italiano per Stranieri “Il Centro”: la fonte d’ispirazione è sempre stato ed è il messaggio “… ero forestiero e mi avete accolto” unitamente al diritto fondamentale che tutti devono poter comunicare! L’ Associazione opera a Desio dal 1996 per iniziativa di alcune persone che avevano intercettato il bisogno degli immigrati stranieri di integrarsi nel tessuto sociale e culturale del territorio. Ha come scopo prioritario l’insegnamento della lingua e della cultura italiana. Si è costituita legalmente nel 2004. È una Associazione di Promozione Sociale composta da volontari di tutte le età e di varia formazione;
     FONDAZIONE GARIWO di Milano, la foresta dei Giusti “Onoriamo i Giusti per raccontare il bene possibile ed educare alla responsabilità personale”: La fondazione crea i «Giardini dei Giusti» in tutto il mondo diffondendo il messaggio della responsabilità individuale. Nel 2003 è stato creato a Milano insieme al Comune il primo Giardino dei Giusti di tutto il mondo al Monte Stella, che dal 2009 è gestito dall’Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano, composta da Gariwo, Comune di Milano e Unione delle Comunità Ebraiche Italiane;
     ANDREA CERRI riceve il riconoscimento per “Gli Scarti”. Gli Scarti nasce come impresa culturale nel 2007 da un gruppo di giovani artisti, operatori e tecnici del territorio spezzino. Nel 2022 diviene il primo Centro di Produzione teatrale d’Innovazione della Liguria con la direzione artistica di Andrea Cerri, entrando tra gli enti della Stabilità teatrale italiana. Scarti si contraddistingue per l’intenso e costante lavoro sul territorio, per l’attenzione e l’inclusione di fasce marginalizzate: adolescenti, anziani, disabili e detenuti. Gli “Scarti” sono elementi rifiutati, rimasti alla fine, dopo tutto il resto; ma lo “scarto” è anche il gesto improvviso e inaspettato che fa talvolta il calciatore per dribblare l’ostacolo e superare l’avversario, cambiando radicalmente direzione, inventandosi una strada proprio mentre la percorre.
    La cerimonia di premiazione per la POESIA, è stata condotta dal presidente Rodolfo Vettorello con la collaborazione di alcuni componenti della Giuria, composta da: Enzo Bacca, Antonio Colandrea, Carmelo Consoli, Franca Donà, Maurizio Donte, Roberto Mestrone, Annalisa Rodeghiero, Sara Rodolao, Evaristo Seghetta, Patrizia Stefanelli. Di seguito i vincitori e i menzionati per la Poesia.
    Sezione POESIA EDITA
    1° – ALBERTO CIARAFONI (Roma) – Quer 16 de ottobbre – Ed. Il Torchio
    2° – GABRIELLA CINTI (Ancona) – Prima – Ed. Puntoacapo
    3° – EMANUELA DALLA LIBERA (Livorno) – Infinito andare – Ed. Il Convivio
    Menzioni Speciali: MASSIMO PAROLINI (Trento) – Soglie vietate; GIULIO MAZZALI (Latina) – La forma nascosta della luce; VITTORIO DI RUOCCO (Salerno) – L’inverno che divampa; ALESSANDRO RUSSO (Napoli) – Finché il sangue non ci separi.
    Sezione POESIA INEDITA
    1° – ROSA CHIRICOSTA (Firenze) – Versi sparsi
    2° – ALESSANDRO IZZI (Latina) – Canto della terra
    3° – ANGIE PATTI PÌCCIOLO (Messina) – I canti
    Menzioni Speciali: LUISA DI FRANCESCO (Taranto) – In un giorno qualunque; GIANNI SIMEONE (Cagliari) – Riflessioni salate; NELIDA UKMAR (Trieste) – L’alfabeto di neve; ELISABETTA LIBERATORE (L’Aquila) – Il congedo.
    da sx Hafez Haidar
    La cerimonia di premiazione per la SAGGISTICA è stata condotta dal presidente Hafez Haidar con la collaborazione di alcuni componenti della Giuria composta da: Rosella Murano, Giuseppe Terranova, Riccardo Busetto, Caterina Guttadauro La Brasca, Sonia Giovannetti, Giuseppe Milella, Goffredo Palmerini. Di seguito i vincitori e i menzionati per la Saggistica.
    Sezione SAGGISTICA EDITA
    1° -ALESSANDRO IZZI (Latina) – Le strategie dell’oblio – Ed. Blow Up
    2°- ANTONIO LUNA (Terni) – L’Italia (ri)nasce dai borghi – Ed. Diadema
    3° – ADA ANTONELLI (Forlì) – Ancora in tempo, la forza e la fragilità delle parole – Ed. Albatros
    Menzioni Speciali: PAOLO SOSSAI – ELISIO TREVISAN (Macerata) – Pancia in fiamme. Manuale di sopravvivenza in un mondo irritato; MIRCO ORIATI – ROSSANA RIZZUTO (Genova) – Un’idea di mare. Scorci di storia mediterranea dei Liguri in Sicilia; LUIGI RUSCELLO (Benevento) – Luoghi comuni, miti e stereotipi dell’emigrazione italiana. E’ vero che espatriano i meridionali?
    Sezione SAGGISTICA INEDITA
    1° – SIMONETTA GRASSI (Milano) – Lilith la prima donna. Analisi storico religiosa di una categoria ancora controversa
    2° – DANIEL TINTO (Vicenza) – Da Quinto a…
    3° – CLAUDIANO SIRONI (Milano) – Il tè del professore, filosofia superflua tra Oriente e Occidente
    Menzioni Speciali: TOMMASO ARICÒ (Messina) – L’Olimpo dell’uomo; STEFANO DOMENICO CEREDA (Lecco) – Le tragicomiche (dis)avventure di un ragioniere
    Infine, chiudendo in bellezza, all’insigne poeta e psicologo SERGIO CAMELLINI è stato tributato il Premio per la Promozione di Cultura etica “Assosinderesi Awards”. Nato a Sassuolo, Sergio Camellini è psicologo clinico, autore letterario e studioso di arte povera della civiltà contadina e dei mestieri; ha fondato una casa museo sull’Appennino emiliano. Amante della poesia, scrive versi, articoli per riviste culturali e prefazioni in libri di poesia e d’arte, con particolare attenzione a quella naif. Ha pubblicato un’opera sul linguaggio del corpo, un’opera omnia e 18 libri a sfondo poetico. Ha vinto in India il Golden Ace International Awards 2021, tra 132 nomination da tutto il mondo. Lo Splash Museum (Museo d’arte per bambini), gli ha dedicato “La panchina del poeta”. Il suo profilo è stato evidenziato nei seguenti dizionari: Dizionario Critico della Nuova Letteratura Italiana; Orientamenti della Letteratura Italiana del Terzo Millennio (Edizioni Helicon); Enciclopedia dei Poeti Contemporanei (Aletti Editore); Dizionario di Autori Scelti (Cronache Italiane, Ansa, Edizioni Ediemme); Dizionario Autori Contemporanei e Storia della Letteratura Italiana, dal secondo Novecento ai giorni nostri (Guido Miano Editore). Alcune sue opere sono state scelte ed esposte alla Pro Biennale di Venezia, al Festival di Spoleto, alla Biennale di Milano International Art Meeting e all’Università Luiss di Milano. La Città di Sassuolo, a nome del Sindaco, l’ha premiato per il suo impegno culturale nella valorizzazione della Città natale.
    sx Simona Pinton
    Altro riconoscimento per la Promozione di Cultura etica viene attribuito a SIMONA PINTON, impegnata in missioni umanitarie in numerosi Paesi. Simona Pinton ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Ferrara, il Master of Laws (LL.M.) presso la School of Law dell’Università di Berkeley (California) e il dottorato di ricerca in Diritto, Storia e Teoria delle relazioni internazionali presso l’Università degli Studi di Padova. Con la tesi di dottorato ha iniziato ad interessarsi al diritto internazionale umanitario, alla tutela dei diritti e delle libertà fondamentali, al diritto internazionale penale. Durante gli studi dottorali ha lavorato come assistente del Procuratore (ufficio Dr.ssa Arbia) presso il Tribunale penale ad hoc delle Nazioni Unite contro il genocidio in Ruanda, ad Arusha (Tanzania). Attualmente è’ professore aggiunto di diritto internazionale ed europeo del patrimonio culturale preso il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova e Segretario generale della Fondazione Venezia per la Ricerca sulla pace. Dal 2012 lavora anche come consulente giuridico nei programmi umanitari e di democratizzazione di diverse organizzazioni internazionali governative (UE, Consiglio d’Europa) e non-governative (Help for Life Foundation, Uplift International), partecipando a numerose missioni sul campo, in particolare in Medio Oriente (Israele e Palestina) e Africa (Etiopia, Kenya e Tanzania). Dal 2019 insegna un modulo di diritto internazionale penale presso la University of Seattle, School of Law. Le sue principali aree di interesse e studio includono la tutela delle vittime di crimini internazionali e violazioni di massa; la responsabilità penale di individui e la responsabilità di Stati e attori non-statali a fronte di crimini di diritto internazionale; la tutela contro la distruzione intenzionale del patrimonio culturale durante i conflitti armati internazionali e non internazionali. Ha partecipato a diverse conferenze internazionali in qualità di relatrice nelle materie di sue interesse e competenza, ed è membro di comitati editoriali. Ha pubblicato saggi e monografie.

    L’arpista Ilaria Serena Cerati ha chiuso l’incontro con un brano di musica barocca, il famoso Canone di Johann Pachelbel, composizione per tre violini e basso, trascritto ed adattato per arpa. Viva soddisfazione, al Vin d’honneur finale, è stata espressa dal pubblico e dall’organizzazione, con lusinghieri apprezzamenti per la Presidente di Assosinderesi Donatella Rampado, ormai già presa per la preparazione della terza edizione del Premio. Compiacimento da parte dei premiati soprattutto per le argomentate e puntuali “motivazioni” alla base del conferimento del Premio, a riprova della certosina opera di disamina e valutazione delle opere presentate a concorso. L’associazione Assosinderesi, nata nel 2019 come Community, è in progressiva crescita. Ne sono soci Artisti, Imprenditori, liberi Professionisti, Manager, impegnati nel condividere esperienze e creare sinergie positive, promuovendo attraverso le attività statutarie una cultura fondata sul Business etico, sulla Responsabilità sociale d’impresa, sul Welfare aziendale e sul Networking. Visti i risultati raggiunti in quattro anni dalla fondazione, Assosinderesi scruta all’orizzonte un futuro assai promettente.

  • Federico Motta Editore: un modello editoriale di qualità e tradizione

    Dalla sua fondazione nel 1929, Federico Motta Editore ha attraversato un’importante evoluzione dalla stampa tradizionale all’era digitale. L’avvento di Internet ha rappresentato una rivoluzione, ma l’Editore ha saputo sfruttare le opportunità offerte dalla nuova frontiera per ampliare la propria portata e raggiungere un pubblico sempre più vasto.

    La Casa Editrice Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: l’eccellenza editoriale milanese che unisce tradizione e innovazione

    Il panorama editoriale milanese brilla di un marchio intramontabile, simbolo di qualità: Federico Motta Editore. Il cammino di questa realtà inizia nel 1929 quando Federico Motta, guidato dalla grande passione per l’arte della riproduzione a stampa, fonda la “Cliché Motta”. Specializzatosi nella tecnica della riproduzione fotomeccanica, Motta desiderava impiegare le competenze acquisite come zincografo e fotoincisore presso la F.lli Treves. Il simbolo scelto dal fondatore per rappresentare la Casa Editrice è il Torcoliere, figura che evoca il responsabile dell’antico processo di stampa dei fogli tramite il torchio. Quest’icona incarna appieno l’identità dell’azienda, richiamando direttamente il mondo della tipografia e la riproduzione di libri di alta qualità. La missione aziendale è sempre stata quella di rendere la cultura un tesoro accessibile a tutti, raggiungendo le librerie delle famiglie italiane. Pertanto, le opere pubblicate si caratterizzano per la chiarezza, l’esauriente completezza e l’innovazione. Ogni opera è il frutto di una scrupolosa cura editoriale, sostenuta da un costante impegno per superare gli standard preesistenti. La Casa Editrice si propone di promuovere autori di talento e di affiancare i lettori in un viaggio affascinante alla scoperta delle diverse sfaccettature della cultura. Federico Motta Editore, nel corso degli anni, ha abbracciato le sfide del mondo digitale, sperimentando nuove modalità di distribuzione e di fruizione dei contenuti redazionali. Si è fatta promotore di iniziative innovative e ha sviluppato progetti multimediali, andando incontro alle esigenze dei lettori contemporanei, senza mai tradire la propria vocazione per la tradizione editoriale di qualità.

    Federico Motta Editore: un viaggio tra cultura, innovazione e collaborazioni illustri

    Federico Motta Editore è da sempre sinonimo di eccellenza nel panorama editoriale italiano. Oltre alle enciclopedie, il suo catalogo è arrivato a comprendere una vasta gamma di pubblicazioni destinate anche ai giovani, come la rinomata collana MottaJunior, riviste di moda e volumi dedicati all’architettura, all’arte e alla fotografia. Ma non è tutto: l’Editore si è anche impegnato nella progettazione e realizzazione dei cataloghi delle mostre in collaborazione con importanti gallerie italiane e internazionali. Ciò che contraddistingueva le sue grandi opere era la continua ricerca di strumenti innovativi per restare al passo con i tempi. Tra le soluzioni adottate, ricordiamo le Tavole Transvision, il Sonobox, le VHS e i compact disc, che hanno lasciato il segno nella storia editoriale. Tuttavia, l’avvento di Internet ha rappresentato una vera e propria rivoluzione e la Casa Editrice milanese ha saputo cogliere appieno le opportunità offerte da questa nuova frontiera. Attraverso Internet TV e il progetto Internet Motta Club, ha saputo sfruttare in modo costruttivo e creativo questo strumento, ampliando il proprio raggio d’azione e raggiungendo un pubblico sempre più vasto. La storia di Federico Motta Editore è costellata di collaborazioni illustri, che hanno contribuito a consolidarne la reputazione di qualità e autorevolezza. Tra queste, spicca la lunga collaborazione con il professor Umberto Eco per la pubblicazione dei volumi di “Historia”. In ambito scientifico, invece, il contributo di Margherita Hack alla ricerca editoriale è stato fondamentale. L’Editore ha instaurato sinergie con importanti istituzioni e organizzazioni, tra cui Telecom, Telefono Azzurro, Zecchino d’Oro, Rai, il Ministero dell’Istruzione, “Il Sole 24 Ore” e il “Corriere della Sera”. Il lavoro svolto da Federico Motta Editore non è passato inosservato, ricevendo numerosi premi e riconoscimenti nel corso degli anni. Tra i più importanti, possiamo citare il Pirelli InterNETional Awards nel 2007 e l’Ambrogino d’Oro nel 1980.

  • L’artista Nora Lux aprirà l’evento dedicato all’ambiente Progetto Climate Change “Anthropos e Kainos” II, il 9 giugno alle ore 20.00

    L’artista Nora Lux aprirà l’evento dedicato all’ambiente Progetto Climate Change “Anthropos e Kainos” II, il 9 giugno alle ore 20.00 presso l’Ex Cartiera Latina del Parco Regionale Appia Antica di Roma, con la performance Templum III – Movimento sulla pietra nera.

    Terzo capitolo del progetto Templum, inaugurato con grande successo nel 2021, la performance prosegue il ventennale lavoro della Lux sul tema della Dea Madre Terra. L’artista propone la visione del tempio inteso come contemplazione che ripete simbolicamente il modello di cosmo: la fruizione della performance procede infatti attraversando il perpetuarsi di tale atto nella dimensione del tempo oltre lo spazio. I luoghi che l’artista sceglie diventano “Aree Sacre” e la performance rispetta una divisione spaziale e temporale secondo concetti di assialità e orientamento in continuo rapporto con la natura, osservando la rotazione dei corpi celesti. Con la performance Templum III, che aprirà l’evento curato da Maria Rita Bassano Ferretti e Carlo Marchetti e dedicato alla sensibilizzazione sulle tematiche ambientali attraverso l’arte, la Lux continua a porsi come interprete di un mondo arcaico con il quale, nell’era digitale, possiamo ancora confrontarci recuperando il valore del mito e il rispetto per la natura. Qui, infatti, la Terra diviene simbolo che attraversa il mito passando per il principio spirituale del fuoco. La Lux ripercorre attraverso il fiume Almone la storia antica della città, precisamente il culto della “Lavatio Matris Deum”, in cui la pietra nera simbolo di Cibele veniva immersa nelle sue acque. L’artista, stabilendo una correlazione con la roccia lavica dei Colli Albani, scompone e riunisce il mito.

    Sento che il mio compito di artista – dichiara Nora Lux – sia di cercare una risposta laddove l’apparenza rimanda a un invisibile, inteso come mistero e come aspetto della vita soggettiva e sociale che non rientra nella ferrea logica di un capitalismo aggressivo e supertecnologico. Un sistema che, oltretutto, non si preoccupa del suo stesso pianeta, che con la crisi climatica sta portando cambiamenti devastanti. Il progetto TEMPLUM potrebbe, dunque, protrarsi all’infinito, traducendosi in un approccio totale. Sarebbe la conseguenza delle mie scelte artistiche, ma anche umane, filosofiche, intellettuali ed estetiche”.

  • Mostra Collettiva Internazionale “I Colori dell’Estate”

    Presentazione, organizzazione e cura del Critico d’Arte e Curatrice Maria Palladino

    Inaugurazione Giovedì 15 Giugno ore 18:30

    La mostra “I Colori dell’Estate” presso lo spazio espositivo Sandro Pertini delle Antiche Terme Comunali di Ischia (NA), nasce da un’esigenza di comunicazione, scopo precipuo dell’arte, di mettere a confronto saperi e sensibilità diverse, fra Nord e Sud Italia, con la partecipazione anche di artisti stranieri e il desiderio di un “ritorno alle origini”, un ritorno a casa che rappresenta anche la volontà di tenere unito un filo, culturale e umano, fra passato e presente.

    A spiegare in maniera chiara tutto ciò, interviene un testo teorico fondamentale della storia dell’arte, che tratta principalmente, ma non esclusivamente, la teoria del colore: si tratta de “Lo Spirituale nell’Arte”, saggio del 1910 del pittore russo, naturalizzato francese, Vassilij Kandinskij, la cui origine è da ricercarsi soprattutto nella tesi di una natura profondamente “spirituale” della pratica artistica, volta a sopravvivere al di là della materialità del reale e dell’oggetto, per abbracciare dimensioni metafisiche, psicologiche, emozionali dell’essere umano. L’artista va a fondo in questa tesi, arrivando a rendere quasi “palpabile” la sostanza immateriale che è data dalla personale sensibilità di ogni artefice, di cogliere quelle sfumature sottili del sentire che accomunano ogni uomo e la collettività, in unioni archetipiche di colore e forma.

    Soltanto in questo modo l’opera d’arte, che pure Kandinskij definisce “figlia del suo tempo”, potrà essere in grado di andare oltre la temporalità delle circostanze particolari che l’hanno generata, e superare quella deprivazione di contenuti che comporta il trascorrere delle epoche, e rivelare un suo “senso interno”.

    Kandinskij nel suo scritto parla inoltre delle differenze fra i vari periodi storici, e di come questi si configurino ciclicamente come più o meno spirituali, periodi di transizione verso una maggiore o minore consapevolezza, che aspira alla conoscenza.

    E’ per questo che ogni “nome”, in questo caso l’opera, rimanda all’”oggetto”, ovvero all’ente reale, e nella ripetizione di questo nome possiamo scoprire significati intrinseci, di natura superiore e chiarificante, altrimenti sconosciuti.

    Di conseguenza, quando le nostre consuetudini e appigli religiosi, scientifici e morali vengono meno, a causa di eventi più o meno traumatici, la reazione spontanea e l’esigenza naturale umana è quella di rivolgersi verso l’interiorità, e verso discipline quali le arti visive, la letteratura, e soprattutto la musica, che rispecchia in maniera particolarmente efficace questa risonanza delle cose esteriori in altre sfere dell’essere.

    Una riflessione conseguente potrebbe essere pertanto quella relativa alla funzione e all’importanza della figura dell’artista attraverso la storia: vate venerato e temuto nella preistoria, fino all’odierna individualità dispersiva e caotica, nel momento in cui divisione e caos potrebbero essere funzionali ad altri fini, appunto, di natura materialistica.

    Mettere a confronto esperienze, linguaggi, tradizioni e stili diversi significa ricercare le possibilità di un dialogo comune e della matrice collettiva che raccoglie e racchiude in sé le radici di uno stato di coscienza superiore e della condivisione.

    Realizzare questa mostra nella sala delle Antiche Terme Comunali di Ischia significa sottolineare tale continuità temporale, promuovere il contatto fra ambiti distanti e al contempo affini, indagare le matrici che possano rendere fattibile la traduzione, la comprensione e l’assimilazione del messaggio, in un momento sociale, politico e culturale in cui una simile operazione può essere vantaggiosa e funzionale alla trasmissione di valori solo dall’arte veicolabili in una modalità che arrivi così efficacemente a fondo nell’anima degli individui.

    04.06.2023 Maria Palladino

      • In mostra opere degli artisti: Achille D’Onofrio, Adelante Gianni Mattera, Alda Delledonne, Alessandra Bonomini, Andrea Pisano, Carmen Frisina, Davide Kapanadze, Egle Piaser, Flavio Milani, Francesco Corso, Gabriella Zedda, Guido Portaleone, Jacopo Rumignani, Luciana Gravina, Luigia Sdango, Marco Troia, Maria Di Maio, Mirko Roncelli, Paola Volpe, Patricia Bidi, Piergiorgio Dessì, Silvia Grazioli, Simonetta Pantalloni, Ylenia Pilato.

    Sala Sandro Pertini, presso le Antiche Terme Comunali di Ischia, Via Jasolino 1, 80077 Ischia (NA)

    La mostra resterà visitabile fino al 30 Giugno.

    Orari di apertura: Lunedì – Sabato 9:00 – 13:00. Martedì e Giovedì 16:00 – 20:00. Ingresso libero.

    Per informazioni: Maria Palladino 3341695479 [email protected]

  • Daniel Mannini racconta la sua pittura attraverso la componente cromatica

    Il pittore Daniel Mannini descrive l’importanza basilare della componente cromatica all’interno della sua poetica stilistica e definisce la peculiarità esclusiva e distintiva delle sue scelte cromatiche, assolutamente non casuali e non improvvisate, che delineano la compiutezza della sua visionarietà creativa e del suo articolato e sfaccettato palinsesto compositivo espressivo. Durante un’intervista condotta dalla dottoressa Elena Gollini dedicata a tale approfondimento tematico, Mannini ha così spiegato, rispondendo a tre domande mirate e concertate ad hoc.

    D: Daniel, come commenti questa frase simbolica “Il colore è vibrazione dell’anima” e come la colleghi al tuo percorso di ricerca sperimentale?
    R: Questa frase si integra completamente all’interno del mio percorso sperimentale, dove il fulcro della ricerca è l’espressione del colore che rappresenta un determinato istinto o sentimento all’interno del quadro, in quel preciso momento. Ogni colore ha una propria caratteristica e connotazione emotiva, e unirli all’interno di un determinato contesto creano una possibilità apertura di una nuova visione e di ricerca per poter assaporare la propria vibrazione dell’anima nel momento sia nella realizzazione che durante l’osservazione del dipinto stesso. Questa energia è una vera e propria compensazione dell’intelletto.

    D: Quali sono i 3 colori di cui non potresti mai fare a meno come elementi chiave portanti della tua formula pittorica e perché?
    R: Premetto che la scelta dei colori da usare per la realizzazione del dipinto non comincia da una base di colori preferenziali, anzi è anche interessante poter lavorare su colori che di norma non rientrano nella mia “tavolozza cromatica”. Detto ciò, la scelta ricade sicuramente sul rosso, colore preferito in assoluto per la sua bellezza di essere un colore caldo, forte ma anche sensibile. I successivi sono il blu, colore profondo di emozioni, che conduce in una diversa dimensione emotiva molto profonda e riflessiva, e il nero per la sua semplice purezza e unicità della pienezza cromatica. Un tipologia di colori che vorrei approfondire sono sicuramente i colori fluo, dove la loro appariscenza crea una elettricità nel dipinto che non ha eguali.

    D: A tuo parere il concetto di astrazione pittorica è strettamente e fortemente congiunto all’universo cromatica e tonale e perché?
    R: Per quanto mi riguarda, oltre all’universo cromatico, l’astrazione pittorica si congiunge anche con una ricerca della materia, che può essere integrata all’interno di un dipinto. Nella mia esperienza personale è molto importante il fatto che il dipinto assuma anche una sua corposità attraverso l’uso, oltre di più colore, anche di materiali come sale, caffè oppure gesso. Questo connubio di colore e materia porta ad avere una visione del dipinto in una prospettiva dove, oltre all’attenzione del dettaglio, si crea un contatto con la superficie, dove la materia stessa coglie l’attenzione dell’occhio. Queste forme e superfici diverse tra loro, utilizzando spatole o spugne, assumono un ruolo cruciale per quanto riguarda il modo di usare il colore, perché creano una maggior identità al pigmento stesso. La bellezza dell’astratto è che esso è libero da qualsiasi forma e l’uso di quello che puoi fare è infinito, però la vera importanza rimane quella di avere il rispetto per l’arte e non condizionarla in una commercializzazione plastica, senza nessuna sensazione da condividere.

    Daniel Mannini è attivo e operativo attraverso il profilo Instagram @danielmanniniart e attraverso il sito web personale danielmanniniart.it.

  • Daniel Mannini: intervista a tema dedicata alla sua concezione creativa

    Daniel Mannini è un esponente emergente del panorama artistico attuale e possiede una cifra stilistica incline alla proiezione informale e astratta, che trova radici di fondamento su più livelli e piani di ispirazione sperimentale. La dottoressa Elena Gollini lo ha intervistato, dando spazio ad argomenti di stimolante interesse, che ne rivelano la personalità volitiva e versatile.

    D: Daniel come interpreti all’interno della tua ispirazione pittorica i concetti di slancio fantasioso e ispirazione riflessiva?
    R: L’ispirazione può nascere in qualsiasi momento, magari anche quando non sono nella fase di elaborazione artistica, però è importante coglierla nel momento in cui essa nasce, conservarla e successivamente liberarla durante l’esecuzione pittorica. Poi ci sono volte dove l’ispirazione nasce e si elabora all’istante, senza nessun tipo di idea a principio; ciò che non differenzia questi due modi di approccio e interpretazione dell’ispirazione è che la sua esecuzione rimane istintiva e pura. Quello che esporto nei miei dipinti è una fase transitoria della mia esistenza, una testimonianza dove il piacere è quello della condivisione comune e di riflessione propria, senza nessun tipo di influenza, cosa facile nel modo di oggi. Anzi, questo scambio di punti di vista è la vera essenza e arricchimento.

    D: Un tuo commento di valutazione sul concetto di dinamismo plastico applicato alla tua dimensione compositiva.
    R: Questo tipo di approccio che ho avuto con la pittura è stato molto coinvolgente e casuale, dove la curiosità ha fatto la vera differenza nel cominciare questo percorso. Oltre ad avere un espressione libera e non canonica di rappresentazione soggettiva, questo dinamismo interagisce in un completo coinvolgimento dell’anima e corpo che mi proietta all’interno del quadro, come avere un teletrasporto ed estraniarmi da ciò che mi circonda. In questi anni ho davvero potuto espandere la mia creazione e avere una ricerca continua sulla tecnica pittorica, come se ogni volta ci sia sempre da scoprire un qualcosa di nuovo che poi lo riporti al dipinto successivo. Questo stupore che provo a ogni dipinto è il traino per poter proseguire in quello che faccio.

    D: In che modo lo spirito di inventiva alimenta la capacità immaginifica nell’orchestrazione scenica e narrativa delle tue opere?
    R: L’esecuzione scenica è condotta a seconda della rappresentazione che voglio riportare, che può essere puramente senza tema oppure di un omaggio che voglio riportare nel mio immaginario di pensieri filosofici e maestri di altre espressioni artistiche. L’immaginario viene acquisito attraverso un pensiero costruttivo che può essere anche stravolto durante la parte pratica, partendo da una base che subisce una metamorfosi in corso d’opera, non c’è una vera e propria metodologia ma l’istinto che genera il suo corso. L’inventiva per un nuovo progetto può nascere anche nell’osservazione di quello che ho intorno o di quello in cui sono appassionato, ci sono talmente infinite possibilità di scelta e visione che l’inconscio raccoglie queste informazioni e in una qualsiasi forma si tramuta nel dipinto.

    Il talentuoso Daniel Mannini è presente sul web con un profilo Instagram sempre aggiornato @danielmanniniart e con un sito personale ricco di contenuti di eterogenea impostazione molto interessanti danielmanniniart.it.

  • Crociera della Musica Napoletana: pronta la 15esima edizione

    Torna a salpare la “Crociera della Musica Napoletana”, che arriva alla sua 15esima edizione e che dal 23 al 30 Settembre 2023, varcherà a bordo della MSC Grandiosa il Mar Mediterraneo.
    Organizzata dalla Scoop Travel Srl in collaborazione con MSC Crociere, per quest’anno, l’ideatore dell’evento Francesco Spinosa, ha pensato di rendere ancora più “napoletana” la crociera invitando personalità artistiche e della cultura DOC per ampliare ancor di più il progetto di espansione culturale partenopeo in giro per il mondo. (altro…)

  • Seconda attesa edizione del Premio Letterario ‘Assosinderesi Awards”.

    Si terrà a Bovisio Masciago (MB) il 3 Giugno alle ore 16,30 presso il Teatro alla Campanella la seconda attesa edizione del Premio Letterario ‘Assosinderesi Awards”.
    La cerimonia è organizzata da Assosinderesi, l’associazione che ha come mission la promozione di cultura etica nelle arti e nel business, in partnership con la Rete Tikitaka Equiliberi di Essere e con Ristopiù Lombardia Spa

    Il Premio letterario, a tema libero, dedicato ai “Libri Editi ed Inediti” è articolato in tre categorie: narrativa, poesia e saggistica. Dunque romanzi, raccolte di racconti, opere poetiche, sillogi, e temi vari come marketing, finanza, economia, storia e filosofia.
    Il Premio prevede per i vincitori di ogni categoria, oltre a una targa o un trofeo, ampia visibilità all’interno dei canali di comunicazione a disposizione dell’associazione Assosinderesi, come la partecipazione in qualità di ospiti d’onore alla consueta rubrica on line “Ti presento una penna”, che da alcuni anni promuove i libri di giovani e affermati autori.
    Per i vincitori del primo Premio delle categorie Opere Inedite è prevista altresì la pubblicazione gratuita delle loro opere presso Edizioni Helicon di Arezzo. La casa editrice fornirà infatti ai primi premi vincitori delle sezioni libri inediti regolare contratto editoriale. Le opere saranno inserite, inoltre, in specifiche collane e distribuite attraverso i canali diretti della casa editrice.
    Durante la cerimonia di premiazione del Premio Letterario Assosinderesi, l’Associazione ha previsto la consegna di alcuni riconoscimenti alla carriera, gli “Assosinderesi Award per la promozione di cultura etica”, dedicati a eccellenze che si sono distinte per l’impegno nella promozione di cultura etica che oggi, più che mai, si configura come un fattore strategico al pari dell’innovazione, dell’efficienza creativa e della responsabilità sociale d’impresa.
    La Presidente del Premio Donatella Rampado ha coinvolto una Giuria di alto livello, appartenente al mondo accademico, culturale, artistico, legale e del business, tra cui, in ordine alfabetico, Enzo Bacca, Giovanna Bonaiuti,Riccardo Busetrto, Antonio Colandrea, Carmelo Consoli, Marisa Cossu, Franca Donà, Maurizio Donte, Sonia Giovannetti, caterina Guttadauro La Brasca,Paola Marras, Adriana Masi, Angioletta Masiero, Roberto Mestrone, Giuseppe Milella, Anna Montella, Rosella Murano,Goffredo Palmerini, Laura Parigi, Claudia Picinno, marina Pratici, Annalisa Rodeghiero, Sara Rodolao, Mina Rusconi, Francesca Sassano, Evaristo Seghetta, Patrizia Stefanelli, Giuseppe Terranova, Sonia vatterona, Rossana Veneziano.
    Un parterre di assoluta eccellenza presenzierà in qualità di Presidenza per ciascuna categoria: il professor Orazio Antonio Bologna Presidente Onorario Certamen Apollinare Poeticum – per la narrativa, il dottor Rodolfo Vettorello – candidato Nobel per la letteratura – per la poesia e il Professor Hafez Haidar – candidato Nobel per la Pace – per la saggistica.
    “Cultura etica è la chiave per una cultura di pace e per il successo, molti errori potrebbero essere evitati con le appropriate conoscenze e competenze. Possiamo osservare tutti i giorni come una scorretta informazione possa far fare errori grossolani, la gentilezza si pone come una soluzione di ascolto, ricerca e comunicazione” è quanto afferma Donatella Rampado, Presidentessa di Assosinderesi.

    Il Premio Letterario Assosinderesi Awards – Seconda Edizione è realizzato da Assosinderesi in partnership con la Rete TikiTaka – Fondazione della Comunità di Monza e Brianza, il progetto avviato nel 2017 all’interno del programma di Fondazione Cariplo dedicato al Welfare di comunità. L’evoluzione della Rete TikiTaka nasce dal lavoro promosso dal nucleo strategico del progetto in connessione con la Fondazione della Comunità di Monza e Brianza. Aderiscono, per la tenuta della Rete, oltre trenta tra associazioni, cooperative e istituzioni operative negli ambiti di Monza e di Desio e di altri territori della provincia: obiettivo quello di rendere le comunità più accoglienti e inclusive nei confronti delle persone con fragilità. Sono coinvolte oltre 1000 persone con disabilità, 830 famiglie, 6.000 studenti, 12 comuni, 55 aziende, 250 associazioni e agenzie educative.
    Il Premio Letterario gode di meritevoli patrocini culturali di La Camerata dei Poeti di Firenze, WikiPoesia Enciclopedia Poetica, Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare ONLUS di Rovigo, Gruppo Autori Polesani, Associazione Culturale Giglio Blu di Firenze, Associazione La Brunella, La Luna e il Drago Caffè Letterario, Podere Alberese, Cenacolo Internazionale di Arti e di Lettere Le Nove Muse.
    I media partner dell’evento sono: Edizioni Helicon, Ristopiù Lombardia SpA, Banca Valsabbina e l’Agenzia di Comunicazione Baobab.

    Per ulteriori informazioni scrivere a [email protected]
    consultare il sito www.assosinderesi.it
    tel: 3356453016

    Link: www.assosinderesi.it

  • Vania Elettra Tam IRONIKONIRICA a Castel Baradello

    IRONIKONIRICA

    La conTAMinAzione artistica di Vania Elettra Tam – Castel Baradello (CO)
    dal 10 giugno al 03 settembre 2023

    Vernissage venerdì 09 giugno dalle ore 18:00 alle ore 22:00 con visita notturna alla terrazza della torre del Castel Baradello. – vernissage a ingresso libero.

    Baradello Art Lab, Parco Spina Verde, Slow Lake Como e Slow Moon hanno il piacere di annunciare la prossima esposizione di arte contemporanea, terzo appuntamento della stagione 2023. Dopo i successi delle prime due mostre «di aria, di acqua, di terre» di Vittoria Monico e Giuseppina Martines e «Black Wave» di Carlo Pozzoni e Francesca Gamba, è ora la volta di «IRONIKONIRICA» di Vania Elettra Tam che inaugura il mese dedicato alla bellezza.

    Nata e cresciuta a Como, dove ha tenuto tra l’altro la sua prima mostra, Vania torna ad esporvi a distanza di quasi vent’anni, vissuti prevalentemente a Milano. La mostra presenta una miscellanea di opere scelte che si rifanno a temi medioevali e rinascimentali, in linea con gli spazi e lo stile architettonico del castello.
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    Così il critico Carlo Micheli:

    ConTAMinAzione è un termine che si adatta all’intera produzione di Vania Elettra Tam, ma in particolare alle opere qui esposte, vere e proprie scorribande nel mondo dell’enigmistica, della psicanalisi, del fumetto, della satira, dell’arte antica, condotte sempre con eleganza e misurata ironia.

    Piace pensare che la parola si spezzi a formare una frase: «con Tam in azione», un’esortazione a mettere in moto le cellule grigie, per godere non solo visivamente del-le preziosità di Vania, delle sue qualità artistiche, ma anche del suo sense of humor, della sua corrosiva leggerezza, della sua soave crudeltà… La contaminazione si estende alle opere leonardesche nelle quali, trasformatasi in una sorta di “reporter atemporale” in vena di scoop, l’artista ha immaginato di trovarsi nell’atelier del maestro, mentre i personaggi dei suoi quadri si apprestano a posare per lui, circondati da un esercito di sarti, parrucchiere, manicure che ne curano maniacalmente il look.

    In Kanon-regole ferree l’artista rielabora ritratti di epoca rinascimentale sovrapponendo ai loro volti nuovi marchingegni di ferro atti a correggere eventuali loro difetti: labbra troppo sottili, nasi un po’ adunchi, occhi troppo piccoli, fronti o menti troppo sporgenti. Il canone di bellezza, di classica memoria, ancora una volta intende porre ordine in una natura che sembra rassegnata a subire qualsiasi artificio. Il tutto filtrato sempre attraverso il variegato universo femminile che nell’intera opera di Vania Elettra Tam è protagonista assoluto di un immaginario al tempo stesso reale e irreale, ironico e onirico. Da qui il titolo di questa mostra, IRONIKONIRICA, un neologismo inteso a sottolineare l’avvento di una nuova complessa iconografia, che trae spunto tanto dal sogno quanto dall’ironia, in un percorso concettualmente tortuoso che giunge, infine, ad un’insospettabile sintesi, ad una immediatezza da slogan pubblicitario, una frecciata che sa sempre cogliere il centro del bersaglio.

    Negli Origami Clitoridei (e il titolo è tutto un programma) le figure femminili hanno il capo avvolto da un soggolo bianco, copricapo utilizzato dalle nobildonne dell’alto medioevo, che nelle singole opere, assume forme inconsuete, che riportano alla mente atmosfere felliniane, taglienti e surreali.

    Vania Elettra Tam si cala nel contemporaneo armata di seduzione e sagacia e nelle sue opere nulla è scontato e prevedibile, perché essere artisti significa saper rendere visibile l’invisibile.
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    titolo: Ironikonirica
    artista: Vania Elettra Tam
    categoria: personale
    curatela: Carlo Micheli
    durata: 9 giugno – 3 settembre 2023
    inaugurazione: venerdì 9 giugno dalle ore 18:00 alle ore 22:00
    sede: Castel Baradello
    indirizzo: Via Castel Baradello 5 – 22100 Como
    organizzazione: Baradello Art Lab, Parco Spina Verde, Slow Lake Como e Slow Moon
    realizzazioni grafiche: FAB Fabrizio Bellanca

    orari di visita secondo calendario del sito archeologico e della galleria, sabato, domenica e festivi dalle ore 09:30 alle ore 18:00 (ingresso 7,00 €, riduzione 5,00 € e convenzioni)

    informazioni e prenotazioni: +39 392 027 9675
    [email protected] | slowlakecomo.com | castelbaradello.com