Categoria: Arte e Cultura

  • “La straordinaria quotidianità del legno”

    Al via “IL LEGNO dalla Natura alle Cose _ La straordinaria quotidianità del legno”, un nuovo progetto il cui concept è ideato da Alberto Basaglia e Natalia Rota Nodari. Una mostra che trae ispirazione proprio dall’approccio alla progettazione, seriale e di amore verso le aziende di Achille Castiglioni e dai prodotti in legno delle 41 aziende che fanno parte di IL LEGNO dalla Natura alle Cose, manifestazione voluta e ideata dalla Fondazione Museo del Falegname Tino Sana, che riunisce le principali aziende del territorio con l’intento di diffondere la cultura della materia nell’ambito di una manifestazione a livello nazionale e internazionale in continuo dialogo con il paesaggio.

    In occasione quindi di I Maestri del Paesaggio, IL LEGNO dalla Natura alle Cose porta a Bergamo la mostra 100×100 Achille, un progetto ideato dalla Fondazione Achille Castiglioni per festeggiare la ricorrenza del compleanno di Achille, il 16 febbraio scorso. Una mostra nata da un invito rivolto ad oltre 100 tra i più importanti designer del mondo a fare un regalo ad Achille: un oggetto anonimo.

    L’intera collezione 100×100 Achille (esposta fino a fine luglio in Fondazione Achille Castiglioni, Milano) più alcuni prodotti disegnati da Castiglioni, abbinati all’oggetto da cui si è colta l’ispirazione, diventa il processo ideativo di “IL LEGNO dalla natura alle cose_La straordinaria quotidianità del legno” ma si arricchisce ulteriormente. Tutte le 41 aziende de IL LEGNO dalla Natura alle Cose, esporranno ciascuno il proprio progetto, oggetto o meccanismo – ovviamente in legno – che fa parte della propria “quotidianità” produttiva, ma allo stesso tempo geniale per soluzione, per processo realizzativo o per uso. Il piacere della scoperta in oggetti che tocchiamo e viviamo tutti i giorni.

    Anche le 41 aziende, tutte specializzate nella lavorazione del legno portano quindi il proprio oggetto anonimo, come quelli che Castiglioni ha cercato e collezionato per tutta la vita, scegliendoli più per come funzionano, che per la firma del loro autore.

    Oltre alla mostra, una sezione scientifica, di approfondimento didattico, per capirne le numerose peculiarità, realizzata in collaborazione con ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura ed alle Foreste).

    L’intero progetto è di IL LEGNO dalla Natura alle Cose, la manifestazione voluta e pensata dal Museo del Falegname Tino Sana che accoglie una quarantina di aziende tutte abili nella lavorazione di questo materiale straordinario producendo semilavorati o prodotti finiti. Promuovere la cultura e l’uso del legno come materia rinnovabile ed ecosostenibile, valorizzando il territorio e le sue eccellenze produttive, un principio ripreso nelle semplici scelte quotidiane, nelle modalità produttive e nelle riflessioni progettuali.

    Per ulteriori informazioni:

    IL LEGNO dalla Natura alle Cose

    www.illegno.org

    Fondazione Achille Castiglioni

    Piazza Castello 27 – 20121 Milano – tel +39 02 8053606

    [email protected]

    www.achillecastiglioni.it

  • “Un Mondo Libero dalla Droga” combatte la diffusione degli stupefacenti in Brasile

    Un esercito di volontari brasiliani affiliati all’Associazione “Un mondo libero dalla droga” sta affrontando con successo l’emergenza nazionale rappresentata dalla cocaina; questo rappresenta un esempio di ciò che si può ottenere quando si dispone degli strumenti corretti.

    La Fondazione “Un Mondo Libero dalla Droga” e il suo programma “La Verità sulla Droga” sono sostenuti e finanziati dalla Chiesa di Scientology, fondata da L. Ron Hubbard.

    Tutto è iniziato nel periodo precedente alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, quando i titoli dei giornali internazionali prevedevano che sarebbe avvenuto un disastro. Il Brasile era paralizzato da un’epidemia nazionale di crack e i consumatori di cocaina erano 2,8 milioni (il 18% della cocaina mondiale). Ciò rese il Brasile il secondo più grande consumatore dopo gli Stati Uniti, contribuendo certamente a rendere il paese una delle nazioni più violente del mondo.

    Dietro le quinte, Un Mondo Libero dalla Droga, cominciò a prepararsi per affrontare il problema della droga in Brasile. Tuttavia raggiungere la quinta nazione più popolosa del pianeta richiede una squadra molto numerosa, quindi Un Mondo Libero dalla Droga ha avviato collaborazioni con chiunque fosse interessato a risolvere il problema: associazioni senza scopo di lucro, religiosi e i loro parrocchiani, atleti olimpici, agenti delle forze dell’ordine e persino ballerini di samba. Quando si sono ritrovati tutti insieme, hanno formato un formidabile esercito di oltre 5.500 volontari.

    La spinta iniziale del movimento era quella di distribuire un milione di opuscoli della serie “La Verità sulla Droga” durante i Giochi Olimpici. Ciò è stato realizzato, distribuendoli ai residenti, agli atleti e ai visitatori, nella spiaggia di Copacabana, lungo il Boulevard Olimpico e attraverso tutti i principali campi di gioco.

    Il sindaco di Rio de Janeiro si è unito ai volontari, approvando l’operazione e consentendo a Un Mondo Libero dalla Droga di trasmettere dei brevi video informativi sulla droga sugli schermi giganti nelle piazze, dove gli appassionati si riunivano a migliaia per seguire i giochi in diretta. I video sono andati in onda 204 volte e sono stati visti da 1.680.000 persone. E per tutto il periodo dei giochi, i video della campagna “La Verità sulla Droga” sono stati trasmessi anche dalla TV, dalla radio e promossi dalla stampa.

    Successivamente i volontari sono passati a distribuire gli opuscoli nelle famigerate favelas, le baraccopoli brasiliane. Un altro milione di opuscoli sono stati stampati, questa volta con i loghi degli sponsor, tra cui La Polizia dello Stato di Rio e il Dipartimento dell’Istruzione di San Paolo. Alla fine non sono stati distribuiti uno, ma due milioni di opuscoli!

    Grazie a milioni di persone che apprendono la verità, Rio de Janeiro ha visto un calo senza precedenti dei sequestri di droga: 42% in meno di marijuana, 40% in meno di cocaina e 51% in meno di crack.

  • La Chiesa di Scientology combatte la cultura della droga in Toscana

    Non è una novità che nelle scuole Toscane, come in quelle di tutto il mondo, la droga circola tra i minorenni. È notizia di ieri, 5 giugno 2018, che le telecamere di una scuola fiorentina hanno filmato alcuni minorenni che, nei corridoi, si passano dosi di droghe allucinogene come Marijuana e Hashish.

    La Chiesa di Scientology è da sempre impegnata per contrastare il fenomeno della droga nell’unico modo che si è rivelato efficace: la prevenzione. La verità, sostenuta da dati statistici comprovati, è che un giovane correttamente informato sugli effetti fisici e mentali delle droghe, avrà molte meno probabilità di farne uso e diventarne dipendente.

    Ecco che i volontari del Celebrity Centre della Citta di Firenze, Chiesa di Scientology, ogni settimana si danno da fare nel loro tempo libero per informare i giovani e tutti i cittadini della Toscana così che siano consapevoli dei reali effetti delle droghe, legali e illegali. Molti per scontato che non ci siano dubbi sul fatto che le droghe siano dannose, ma da un po’ di tempo non è più così. L’idea che alcune droghe siano “leggere” e quindi non solo accettabili ma addirittura benefiche è curative, sta prendendo velocemente piede e viene attivamente promossa da chi ha interesse a diffondere la cultura della droga.

    Questa settimana i volontari della Chiesa di Scientology, fondata dal filosofo statunitense L. Ron Hubbard negli anni ’50, hanno distribuito migliaia di opuscoli informativi sulle droghe a Viareggio e Lucca.

    “L’arma più efficace nella guerra contro la droga è l’educazione.” L. Ron Hubbard

  • L’urlo del ’68. Tra storia, arte e musica.

    Dal 9 giugno al 6 luglio, presso il Palazzo Storico Credito Bergamasco (Banco BPM- Bergamo), la Fondazione Creberg organizza il percorso espositivo L’urlo del ‘68 a cura di Riccardo Bertoncelli – noto giornalista, critico musicale e conduttore radiofonico italiano – e Angelo Piazzoli, Segretario generale della Fondazione stessa.

    Per vivere i temi, i suoni, i colori del Sessantotto, abbiamo pensato ad un articolato percorso disegnato da uno dei massimi esperti sul tema, Riccardo Bertoncelli, critico musicale di rilievo internazionale; tale itinerario consente un avvincente excursus letterario sul mondo della musica – intrecciato ad una breve sintesi cronologica delle vicende storiche e coniugato con esposizione di alcuni dipinti d’annata di Paolo Baratella – costituendo una opportunità di rievocazione di temi che diedero il via alla contestazione negli anni Sessanta con le sue peculiarità e contraddizioni” spiega Angelo Piazzoli.

    Sono davvero tantissimi – evidenzia Riccardo Bertoncelli  –  gli interventi sul 1968 che stanno diluviando su esperti e curiosi in questo scorcio di anno. Interventi originali, intelligenti ma anche molti luoghi comuni: e l’abituale confusione tra il 1968 cronologico e il Sessantotto cosiddetto, quel movimento, quella idea di nuovo iniziata ben prima del 1968 reale e proseguita ben dopo, nei molto diversi anni ’70. Noi abbiamo voluto concentrarci sul 1968 reale e, appunto, cronologico; dove accadono straordinarie vicende che innovano profondamente la società ma si palesano anche dubbi, incertezze, frenate, con reazioni a volte all’opposto.”

    Il percorso espositivo che si snoda su venticinque pannelli – con testi redatti da Riccardo Bertoncelli – in cui, oltre a una breve excursus cronologico sui principali accadimenti dell’anno, viene presentato un avvincente percorso attraverso la storia della musica del periodo.

    Dal nostro punto di vista musicale – conclude Riccardo Bertoncelli  –  ci siamo proposti di documentare un anno ricco ma pieno di contraddizioni, un potente chiaroscuro; e a dirla tutta, forse l’anno più fragile tra quelli che hanno modellato il rock, la canzone d’autore, il blues, il jazz nella seconda metà degli anni ’60. Mettendo i tasselli al posto giusto, alla luce della storia, forse qualche visitatore si stupirà”.

    A corredo dell’evento saranno esposte opere pittoriche di Paolo Baratella.

    La selezione è stata operata attingendo ad una collezione privata” – illustra Angelo Piazzoli – “una raccolta di grande interesse storico, costruita sulla passione di Cesare Marraccini, che in prevalenza acquistò, con grande intuito, direttamente da artisti del tempo. L’esposizione di opere di Baratella rappresenta una ulteriore possibilità di approfondimento di tematiche che diedero il via alla contestazione negli anni Sessanta e si svilupparono poi attorno al movimento del Sessantotto – con le peculiarità e le contraddizioni che le caratterizzarono – viste attraverso gli occhi di un artista di talento.”

    A disposizione gratuita dei visitatori, un catalogo a colori, curato, per la sezione storico-musicale, da Riccardo Bertoncelli (a corredo della mostra è fruibile una playlist di pezzi d’epoca, scaricabile gratuitamente da Spotify) e per la parte artistica da Angelo Piazzoli con testo critico di Paola Silvia Ubiali.

    Ricordare il Sessantotto, cinquant’anni dopo, non assume – nei nostri intendimenti – un intento celebrativo, rievocativo, storico o storiografico. Non è un nostro compito” – precisa Angelo Piazzoli“Il nostro ricordo si focalizza su uno specifico ambito culturale (la musica del periodo, con una incursione nell’arte figurativa) e viene realizzato con modalità divulgativa – già sperimentata con successo per un precedente approfondimento dedicato a Bob Dylan – e con una finalità legata alla nostra attualità, quale asettico complemento alla comprensione del nostro tempo: la fase storica che stiamo vivendo trae, in parte, le sue origini dai sommovimenti che si registrarono in quel periodo, modificando costumi, linguaggio, stili di vita, rapporto tra i generi.”

    L’esposizione – presso il Palazzo Storico Credito Bergamasco/Banco BPM Bergamo (Largo Porta Nuova, 2)  è visitabile tutti i giorni secondo i seguenti orari: da lunedì a venerdì, dalle ore 8.20 alle 13.20 e dalle 14.50 alle 15.50, con apertura straordinaria domenica 10 giugno, dalle ore 9.30 alle 19.

    Venerdì 8 giugno, giorno di inaugurazione della mostra, alle ore 18 con ingresso libero, si terrà un’ampia prolusione di Riccardo Bertoncelli. Gli interventi dei curatori saranno accompagnati da intermezzi musicali a cura di Antiche Contrade. Al termine sarà presentata la selezione di opere dell’artista Paolo Baratella.

    L’ingresso alla mostra e è libero.

  • Divulgazione scientifica: Emmanuele Macaluso lavora ad un nuovo modello di comunicazione della scienza

    Il divulgatore scientifico ed esperto di marketing sta lavorando ad un nuovo modello di marketing applicato alla divulgazione e comunicazione della scienza, con l’obiettivo di aumentare la trasparenza e la capacità di penetrazione della scienza nella società.

     

    Dopo la creazione del Manifesto del Marketing Etico, documento presentato nel 2011, che contiene linee guida sull’utilizzo di parametri etici nell’ambito del marketing e della comunicazione, Emmanuele Macaluso, esperto di marketing e divulgatore scientifico torinese, sta lavorando ad un nuovo “modello di marketing integrato applicato alla divulgazione e comunicazione scientifica”.

    Il nuovo modello, si pone come obiettivo quello di portare benefici in termini di penetrazione del messaggio scientifico nella platea, e contemporaneamente di accrescere la credibilità e la trasparenza dei soggetti coinvolti nel processo comunicativo.

    Il compito della comunicazione e divulgazione scientifica – dichiara Emmanuele Macaluso – è quella di condividere saperi con la platea, semplificando il messaggio scientifico senza snaturarlo. In un mondo dove i paradigmi della comunicazione sono cambiati, si sono ampliati e riguardano più discipline, con il modello che sto codificando sto organizzando il processo in modo che possa essere esponenzialmente più efficace e trasparente. Una trasparenza dovuta alla platea, che ha il diritto di entrare in contatto con messaggi scientifici certificati e di essere messo al corrente degli sviluppi della ricerca (spesso finanziata con fondi pubblici). Il modello porterà benefici a tutti i soggetti coinvolti, a partire da chi lo utilizzerà, fino agli enti finanziatori e i partner dell’iniziativa scientifica”.

    Il modello che sta sviluppando l’autore del Manifesto del Marketing Etico, sta già avendo attuazione nella realtà. Infatti, Macaluso e il suo staff lo stanno già applicando al sito di divulgazione scientifica COSMOBSERVER. I risultati stanno dando ottime indicazioni, conferme e sostanza alle dinamiche contenute nel modello stesso.

    Secondo lo stesso autore, il modello di marketing integrato applicato alla divulgazione e comunicazione scientifica che si sta codificando, sarà il suo ultimo lavoro nell’ambito della ricerca nella disciplina del marketing.

    “Dopo il Manifesto del Marketing Etico e questo modello, ritengo di aver dato il mio contributo alla ricerca e allo sviluppo della mia disciplina di riferimento: il marketing. Mi rendo conto che in Italia a 41 anni, questa notizia possa destare qualche scalpore, ma ritengo che, in una disciplina evolutiva come il marketing, il compito delle ricerca spetti ai giovani e alla loro visione del futuro. È giusto fare la propria parte nei tempi giusti. Sarò felice di aiutare qualche tecnico più giovane di me condividendo la mia esperienza presente e quella che svilupperò in futuro nell’ambito della divulgazione scientifica, della comunicazione e del marketing”.

    Il modello sarà presentato prossimamente e sarà divulgato a mezzo stampa.

     

    Contatti Emmanuele Macaluso

    Web: http://www.emacaluso.com

    Linkedin: www.linkedin.com/in/emmanuele-macaluso-a920617/

    Facebook: www.facebook.com/EmmanueleMacalusoOfficial

    Twitter: https://twitter.com/E_Macaluso

  • Anastasia Kurakina – Colore nudo

    L'immagine può contenere: una o più persone e testo

    La Galleria Francesco Zanuso di Milano ospiterà le opere di Anastasia Kurakina (Mosca 1987). La mostra dal titolo “Colore nudo” avrà inizio mercoledì 13 giugno alle 18 e si potrà visitare fino a venerdì 29 giugno.

    Racchiudere il vento nella bottiglia? Impossibile! Gli occhi hanno bisogno dell’orizzonte, l’anima ha bisogno di bramare, il cuore ha bisogno di sentire che non ci siano i limiti.

    Le opere della presente serie di Anastasia Kurakina raccontano dei vari stati d’animo, i due strati del quale, il visibile e il celato, si sovrappongono in una unica pennellata a guisa di figura femminile – l’essenza della spontaneità e fluidità del pensiero.
    Da cosa vengono accesi e spenti i colori del nostro umore? Perché oggi ci sentiamo color rosso e domani giallo? Come nascono sfumature inesistenti degli umori inspiegabili? Nelle domande senza risposte e nel conflitto dei contrari nasce la bellezza. Così nella pittura gli scontri tra i colori delle tonalità diverse divengono un’opera d’arte. La luce e l’ombra si evidenziano reciprocamente, arricchendo l’uno l’altro senza alcuna possibilità di escludersi.
    l’equilibrio dell’animo nasce nella contraddizione: “Come apparirebbe la terra se ne sparissero le ombre?” (Bulgakov, “Maestro e Margherita”).

    La natura dell’essere umano è bella nella sua complessità ed incomprensibilità come lo spazio, che ci affascina perché è infinito. L’uinverso fu creato in modo che vi ci potesse sempre abitare un mistero da svelare.
    Così anche le tele della presente serie custodiscono con cura l’indefinibile, l’impercettibile nelle vene delle sfumature, gocce impietrite di colore e pennellate volanti.

    Le opere di Anastasia Kurakina si metteranno “a nudo” agli occhi del pubblico per la prima volta. Le opere su tela (15-20 pezzi) sono state dipinte ad acrilico, olio e pigmenti naturali. Quelle su carta (10-30pezzi) ad acquerello, tempera, acrilico e china. Mentre i lavori su legno (3-4 pezzi) sono realizzati a tempera, acquerello, acrilico e pigmenti naturali.

    Nessun testo alternativo automatico disponibile.
    I “Colori a nudo” invitano lo spettatore a ritrovare il proprio colore dell’anima e a farlo brillare senza limiti.

     

    Anastasia Kurakina
    Colore nudo

    13 – 29 giugno 2018
    Vernissage mercoledì 13 giugno dalle 18 alle 21.30

    Galleria Francesco Zanuso
    Corso di Porta Vigentina 26, 20122 Milano
    H da lunedì a giovedì ore 15-19 venerdì su appuntamento
    T +39 335 637 9291
    E [email protected]
    S www.galleriafrancescozanuso.com

    link evento

  • Intervista all’artista Aurora Bonanno Conti, in arte Ike in occasione della sua personale

    Alla Milano Art Gallery si attende con impazienza l’inaugurazione della mostra personale della rinomata artista Aurora Bonanno Conti, in arte Ike. Dal 18 giugno al 9 luglio la storica galleria, conosciuta come luogo di riferimento del Maurizio Costanzo Show, ospiterà le sue opere. Per prepararci a questo incontro, abbiamo voluto conoscerla meglio.

    Signora Aurora Bonanno Conti, sappiamo che l’arte la trova coinvolta in più campi, dalla pittura alla musica, fino alla scrittura. Quando è cominciata questa passione?

    «Una vocazione può essere rimandata, elusa, a tratti perduta di vista. Oppure può possederci totalmente. Non importa, alla fine verrà fuori.»

    Per la musica posso affermare che ho sognato sempre di suonare il pianoforte che studiai da bimba e che mio marito mi condusse a scoprire la bellezza della musica classica.

    Per la scrittura invece, dopo la tesi di laurea, sempre. Un cupo inverno, sul treno per Ostiglia, la mia prima sede da preside, vennero fuori i primi versi sull’incontro con la morte: da piccola persi una cuginetta compagna di giochi.

    Anche con il teatro l’incontro è stato precoce: papà e mamma quando avevo quattro anni mi condussero a vedere Il Trovatore al Massimo di Palermo.

    Ike è il nome con cui si presenta nel mondo dell’arte. Ci spiega cosa significa e il perché di questa scelta?

    Papà dipingeva per diletto, e io bambina ne “bevevo” i movimenti, i colori. Ma… ricordo ancora che sulle mie tenere spalle mi posero un’etichetta della scuola con scritto “asina in disegno”. Per anni non osai contraddirla.

    In uno degli anni Sessanta ebbi in dono, da mia sorella Iris, due volumi sull’ikebana. Mi innamorai di quest’arte e la mia casa fu invasa da queste composizioni. Ma il “ricercare” mostra la sua dirompente potenza: su della stoffa di seta gialla dipingo con i pennelli di papà, da tempo lontano dalla terra, e con i colori a olio creo una composizione. IKE è la firma: quasi un senso di gratitudine verso quest’arte mi ha avviata a esprimere la mia interiorità con i colori.

    Qual è stato il suo percorso per diventare un’artista?

    In seguito scelsi il tema paesaggistico. Poi mi chiusi nel silenzio pittorico. Ma il desiderio del “comunicare” come mediazione del vivere si fa pressante. Bisogno che associai all’idea dell’arte nel suo aspetto originario, liberatorio e istintuale. Un’arte che mi offrisse lo spazio per riattivare le mie energie psichiche profonde e mi permettesse di esercitarle nel rapporto con me stessa e con gli altri. Ma ricercavo un linguaggio che aderisse al groviglio emozionale e una tecnica personalizzata. Approdai all’informale e all’uso delle stoffe come pennellate. Negli ultimi anni il mio io pittorico rimase imbrigliato nella musica-pittura che ho chiamato “musica visiva”. Per anni i miei dipinti rimasero nascosti nel timore che la mia interiorità si denudasse, mostrandoli. È il 1964 l’anno del primo dipinto, il 1992 della prima personale.

    Immaginava di arrivare a un tale successo?

    Successo, dal latino successus, che deriva da succedere, ossia venire dopo. Molte e significative le soddisfazioni: ma il “dopo” si scioglieva come neve al sole. Ecco perché affermo che non ho avuto successo. Le motivazioni? L’arte come una pianticella, preziosa e delicata, abbisogna di cure assidue. Famiglia e lavoro spesso mi suggerivano di abbandonarla. I miei lavori non sempre sono di facile lettura. A volte mi “impattavo” con “personaggi” che Dio lo avevano sostituito con il dio-denaro. Infine preziose offerte che varie volte si presentavano, lasciai che si dileguassero. Ogni volta si creava un inspiegabile impedimento.

    Come artista, ricorda qual è stata la sua soddisfazione più grande?

    Essere stata riconosciuta dal prof. Vittorio Sgarbi.

    E anche quando in via dei Serpenti a Roma, dove avevo formato un gruppo di pittori e fotografi denominato “habitare l’arte”, Sergio Calligaris, illustre compositore e pianista concertista, si ferma per vari minuti dinanzi al mio lavoro ispirato alla sua composizione Danze sinfoniche Op. 26 Omaggio a Bellini. Riporto ciò che ha scritto: “È una sinfonia di colori che ho di fronte a me. È straordinario come Ike abbia interpretato così fedelmente e veementemente, attraverso la sua ricchissima gamma di colori, la mia decisione nell’assegnare ad ogni gruppo strumentale una ben definita tensione timbrica.

    La travolgente ritmica del tratto e i contrasti violenti fra le zone d’ombra e di luce evocano con sconvolgente affinità i momenti più tumultuosi della mia composizione. Un lavoro rovente nella sua potenza espressiva”.

    Quale la mostra che ritiene più importante per la sua carriera?

    Artexpo New York, dove fui invitata a collaborare con la galleria “Can Contemporary Art Network – New York”. Ma ciascuna mostra contribuisce alla maturazione dell’artista.

    Sappiamo che ha donato una delle sue opere a papa Giovanni Paolo II. Ci vuole raccontare cosa l’ha spinta a questo gesto?

    La chiesa di via del Tritone, a Roma, appartiene alla venerabile Arciconfraternita dei siciliani a Roma, fondata nel 1594, di cui era stato Primicerio mons. Antonino Maria Travia, emerito elemosiniere di Sua Santità. Non osavo chiedere la sua amicizia. Ma quando fui in pensione – da anni volontaria per gli anziani e i giovani – osai. Nacque un dolce prezioso “comunicare” e, per anni, ogni sera alle 21 in punto “indelebili” lunghe telefonate. E quando stava male gli scrivevo. Lettere che dopo la sua morte – per me molto dolorosa – mi furono restituite. Una mattina telefonò per chiedere di mio marito che stava molto male: «Per tirarsi su, scriva una poesia sulla trascendenza.» Percepì il mio imbarazzo. Richiamò: «Forse un dipinto le verrà più facile.» Non volli deluderlo. All’offerta del dipinto, che egli apprezzò molto, rispose: «Alla mia morte le mie cose si disperderanno, ho un’idea migliore, lo doni al papa.». Il 7 gennaio del 2005, in ginocchio ai piedi del Padre Santo, i nostri sguardi si incontrarono: spento lontano l’uno, velato di pianto l’altro. Il dolore mi aveva serrato le labbra. E non ci fu neanche un grazie. Ora la sua presenza punteggia di serenità la mia solitudine.

    Nel suo percorso artistico ha incontrato molti critici, tra cui il prof. Vittorio Sgarbi, che ha scritto di lei. Come si è sentita in questo caso?

    Un amico comune, il dr. Turi Vasile, mi fece conoscere il prof. Vittorio Sgarbi. Ricordo l’emozione nell’aprire il plico che conteneva il suo scritto. Scritto che mi fece penare per il ritardo. Rivoltami alla sua mamma, la gentilissima signora Rina, lo ricevetti dopo pochi giorni. Nel ringraziarla per telefono, si complimentò per le parole scritte per me. Sono molto grata al prof. Vittorio Sgarbi, unico critico tra quelli da me conosciuti, ad essere andato oltre la tela, oltre i colori, oltre i segni, ad ascoltare il silenzio del libro e della mia sotterranea esistenza. Libro complesso, misterioso, povero e ricco, debole e forte, triste e gioioso. Ma prezioso. Unico.

    Leibniz si chiedeva: a cosa del mondo somiglia la musica? E io: a cosa la poesia? E la pittura?

    Musica, poesia e pittura non sono che tre segmenti della medesima retta, il cui inizio è la meraviglia – stupor – tra i limiti della realtà e della fantasia alla ricerca di sé al di là dei confini dove l’io diventa noi. Ogni musica, ogni poesia, ogni pittura è una storia. La storia di un’anima.

    Una delle ultime mostre che l’ha vista protagonista è stata quella dedicata all’Arte delle donne, organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes e allestita nella Milano Art Gallery. In qualità di donna e di artista, che messaggio ha voluto apportare?

    Da molti anni ero lontana dal mondo dell’arte, ma la “mattanza” delle donne mi ha spinta a partecipare a questa mostra con un dipinto presentato in una collettiva a Palazzo Barberini a Roma.

    La donna “accoglie” il dolore. Gestisce le avversità. Consola. Ma, oggi, il confine tra la dimensione umana e la dimensione disumana è stato smarrito. Viene dimenticato di aver avuto in consegna dal padre dei padri una parola che sa di magia primordiale: il rispetto come regola del vivere, anzi, il “fuoco” dell’esistenza. Si ignora che la salvezza dell’uomo, cioè il raggiungere l’equilibrio tra lo spirito e la materia la danno la cultura e la fede. La cultura come conoscenza nel rispetto dell’umanità dell’uomo. La fede come certezza che la vita terrena ha senso se proiettata al di là del quotidiano.

    Come è nato il connubio artistico con il direttore della Milano Art Gallery Salvo Nugnes?

    A causa della scomparsa, durante il trasporto, del mio dipinto per l’Arte delle donne, il direttore Salvo Nugnes mi ha telefonato. Piano piano il velo di distacco burocratico si è frantumato. E si è giunti al “comunicare”. Percepisco sia la sua sensibilità di artista sia la sua apertura alla cultura. Gli confido il desiderio di realizzare nella sua galleria, centro di cultura, una mia personale con i lavori ispirati alla musica, impreziosita dalla critica del prof. Vittorio Sgarbi.

    Da Kandinskij in poi, per molti pittori la musica è stata fonte di ispirazione espressa con tonalità cromatiche. Ma la musica, come ogni altra creazione artistica, è una proiezione simbolica (Susanne K. Langer) e come tale, perché la pittura la renda visibile, è necessario il simbolo che la intuisca, la espliciti. Quando un brano musicale mi “magnetizza”, irresistibile è il richiamo pittorico: il pennello impazza sulla tela a districare la ragnatela che tende i suoi filamenti tra il suono e il colore. E nella lotta per oltrepassare la materia, tempo e spazio si annullano e un nuovo spazio atemporale, quasi teofanico, afferma la sua spazialità a tessere un inquietante ordito che intreccia delusione e rabbia, dolore e gioia, sogno e speranza, preghiera, mutandosi in narrare. Narrare che, a volte, la parola poetica ne chiarisce il cammino.

    Quali sono i suoi futuri progetti?

    Ora vivo in un luogo imbevuto del verde di alberi secolari e dell’azzurro del mare che alimentano la mia passione del fotografare. Preparo una mostra dal titolo “Ascolta il silenzio”, e la teatralizzazione di un mio lavoro.

     

     

  • Aperitivo Floreale street food per incentivare il turismo a Orvieto

    Aperitivo Floreale street food per incentivare il turismo a Orvieto.

    Incentivo turismo. Questa la leva che muove il Comitato Cittadino dei Quartieri di Orvieto, l’associazione nata nel 2012 con l’obiettivo di promuovere e riscoprire le tradizioni orvietane nei diversi settori della vita sociale al fine di far rifiorire la vitalità di questa splendida cittadina e riportarla a quel fulgore che le è stato proprio fin dal medioevo.

    L’Aperitivo Floreale Street Foodsi inserisce per il terzo anno consecutivo all’interno della manifestazione Orvieto in Fiore.

    L’Aperitivo Floreale Street Food si è svolto il 18 maggio e una giuria d’eccellenza composta da specialisti del settore storico, dell’enogastronomia, degli allestimenti e della comunicazione quali Luigi Bizzarri, Cristiana Curri, Francesco Panzolini, Maria Rosa Borsetti, Iolanda Pomposelli, Roberta Cotigni, Anna Rita Tempesta e Nicola Magrini, hanno decretato vincitore “La Piazzetta” per aver meglio saputo interpretare il tema del Food Floreale-Orvieto in Fiore.

    I bar, ristoranti, pub, pizzerie e vinerie hanno allestito con cura un angolo della propria attività con fiori, piante e colori del quartiere, preparando un aperitivo floreale con cocktails a tema che rispettassero i canoni richiesti: originalità della ricetta, semplicità di realizzazione, perfetta esecuzione e impatto visivo.

    La premiazione è avvenuta il 19 maggio in Piazza Simoncelli ad Orvieto, e Luigi Bizzarri, ex dirigente di Rai Tre, in qualità di Presidente di giuria, tra gli applausi di una folla di italiani e stranieri, ha consegnato la targa al wine bar La Piazzetta.

    I fiori eduli, che sovente rappresentano solo un grazioso elemento decorativo in piatti raffinati, in occasione de L’Aperitivo Floreale Street Food, in una versione Street food e molto pop, combinati alle famose lumachelle orvietane e ai biscotti all’anice, sono stati trasformati in frittelle, torte, sciroppi, marmellate, torte salate, macedonie, bevande aromatizzate o infusi, abbinati a cocktails di fiori o decorazioni floreali, per soddisfare vista, olfatto e palato di tutti coloro che hanno voluto deliziarsi in una full immersion di esperienze uniche nella città di Orvieto in tre giorni permeati di odori, ricchi di storia e intrisi di tradizione.

    Far ripartire l’economia non è un’impresa facile. Lo sanno bene i membri del Comitato Cittadino dei Quartieri che quest’anno hanno dedicato al tema de L’Accoglienza l’evento ‘Orvieto in Fiore’ che ha visto in 2 giorni kermesse, 19 e 20 maggio, tantissimi artisti sfidarsi a suon di fiori. Tre giorni, dunque, ricchi di avvenimenti: l’Aperitivo Floreale Street Food, Orvieto in Fiore e la storica Festa della Palombella che con il “Palio della Palombella” ha dato vita all’accesa sfida tra i quartieri durante le Infiorate e il Torneo dei balestrieri.

    Una meravigliosa città vestita a festa in un lungo week end in cui vetrine e balconi si sono ammantate di piante e fiori con i colori dei quattro quartieri che dividono Orvieto ed il suo contado fin dell’epoca medioevale.

    L’Aperitivo Floreale Street Food non è stato solo uno dei tanti eventi collaterali di Orvieto in Fiore, ma si è contestualizzato perfettamente in questo fine settimana denso di tradizione e folclore come un elemento di arricchimento all’evento stesso, dando risalto all’ingegno, all’eleganza, alla fantasia e creatività delle attività commerciali orvietane. Un valore aggiunto al territorio, un’occasione per i visitatori di poter ammirare e gustare un mix di modernità impregnata di fascino e cultura. Una ulteriore attrattiva per una città che ha bisogno di ritornare in auge, avendo in seno tutte le caratteristiche necessarie per poter incrementare la domanda turistica sia degli italiani che degli stranieri.

    Sponsor dell’Aperitivo Floreale Street Food la Trattoria da Dina, la Country House Torre Collevento e il ristorante Antico Bucchero.

    Non ci resta che attendere il prossimo anno per poter ammirare nuovamente questo concentrato di bellezza, profumi, colori e storia.

    Premi Aperitivo Orvieto in Fiore

    1°classificato come miglior allestimento e miglior cocktail La Piazzetta;

    Premio per il miglior allestimento Bar Duomo;

    Premio per la migliore attinenza rapporto con il territorio Oleoteca Bartolomei;

    Premio per l’interpretazione multiculturale del cocktail Blu Bar;

    Premio per l’eccellenza dei prodotti ed il protrarsi della tradizione Bottega Roticiani;

    Premio per il cocktail più creativo Bar Il Clandestino;

    Ex aequo per il Premio sulla professionalità e la migliore esecuzione nella preparazione dei cocktails ai Bar MontanucciBar Palace Caffè (premio al bar tender).

     

    Ph. Roberta Cotigni

     

    Ufficio Comunicazione Orvieto in Fiore

    Iolanda Pomposelli by For You Communication

    E-mail: [email protected]

     

     

  • Giancarlo Marcali – Riparto da me

    Nessun testo alternativo automatico disponibile.

    La personale di Gancarlo Marcali  in tre sedi prestigiose di Mantova.

    Si inaugura sabato 9 giugno, presso la Casa di Rigoletto a Mantova, la mostra personale di Giancarlo Marcali “Riparto da me” a cura di Carlo Micheli.

    L’esposizione, realizzata dal comune di Mantova, offre un approfondimento della produzione più recente dell’artista, contraddistinta dall’uso di tecniche e materiali eterogenei dove fotografia, disegno, scrittura si intrecciano e sovrappongono, creando effetti suggestivi giocati su trasparenze e proiezioni luminose.

    Una ricerca artistica che parte dal “sè” per divenire emblematica della condizione umana. Una meditazione sull’universalità dell’amore nella sua più vasta accezione, ma anche sul tema del dolore conseguente alla perdita, al distacco.

    Il percorso culmina con “searching for my Sheela”, un progetto dedicato alla divinità nordica Sheela na gig, corredato da un testo di Sara Taglialagamba.

    L'immagine può contenere: una o più persone

    A sottolineare l’importanza dell’evento, l’opera “…Et nos cedamus amori”, omaggio agli “amanti di Valdaro”, sarà esposta accanto al ritrovamento, all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Mantova.

    L'immagine può contenere: una o più persone e spazio all'aperto

    Inoltre “la memoria del dolore”, una struttura totemica profondamente evocativa, sarà ospitata negli spazi della Galleria Mossini.

    Nessun testo alternativo automatico disponibile.

    Catalogo in mostra coi testi di Carlo Micheli, Sara Taglialagamba e del Sindaco Mattia Palazzi.

     

    Note biografiche:
    Giancarlo Marcali sviluppa la sua ricerca artistica in un percorso di ricerca del attimo doloroso.
    Quanti tipi di dolore lacerano l’essere umano? Infiniti, quanto l’abisso dell’anima. Ma tutti lasciano una traccia del loro passaggio, una cicatrice, visibile o meno.
    A dispetto delle nostre diversità, Giancarlo ci riunisce tutti in virtù della nostra comune essenza, per la materia di luce di cui siamo composti, ricordandoci che malgrado lunghi percorsi abbiamo un’origine comune e che il dolore di ognuno ha il diritto di essere espresso.

    Nato in svizzera nel 1963. Si è laureato presso la New South Wales University a Sidney in arti aborigene e le culture delle Isole del sud pacifico. Dal 1990 al 1995 collabora con Martino Vertova alla realizzazione di vetrate d’arte. Dal 1995 al 2000 apre a Milano “Spazio Low Tech” per promuovere il suo lavoro e quello di altri giovani artisti e designer.

    Dal 2003 al 2008 collabora con la galleria d’arte contemporanea Emi Fontana a Milano. Dal 2009 al 2010 lavora alle opere del progetto “Siamo tutti profeti”e la sua ricerca verso la propria identità lo porta alla realizzazione dell’installazione “La memoria del dolore”, esposta poi alla sua personale a Treviso, ed a Gaeta nella mostra collettiva “S-corpo-ro”, opera segnalata al Premio Celeste 2010 e successivamente a Torino e Sansepolcro. Dal 2011 Giancarlo ha esposto le sue installazioni in diverse gallerie d’arte private a Milano, Roma, Napoli, Venezia e Berlino. Degne di nota, a dicembre 2012, la mostra collettiva al Museo civico di Sansepolcro dove il suo lavoro colloquia con la “Resurrezione” di Piero della Francesca e la mostra personale ad Arezzo “Anime di calce” dove per la prima volta presenta la sua nuova istallazione “Ri(e)voluzione”. Nel settembre 2013 vince la biennale di arte contemporanea di Anzio e Nettuno con la sua installazione “Doppelgaenger, avanzamento” e presenta la sua mostra personale “Il corpo e il dolore attraverso i secoli”alla Marsiglione Arts Gallery a Como nella quale ogni sua opera colloquia con un opera storica del ‘400 fino al futurismo italiano. Nel 2014, oltre a numerose mostra collettive, in occasione della restrospettiva organizzata dal museo Vignoli di Seregno sviluppa 2 installazioni di grande portata : “Oobe_tanz of resurrection” e “Et nos cedamus amori” partecipando infine a Fotofever Paris. Nel 2015 seguono la mostra per l’Expo “Cibi condimentum esse famem” a cura del magazine Frattura Scomposta e l’importante collettiva “Segrete, tracce di memoria” a Palazzo Ducale a Genova curata da Virginia Monteverde e La biennale Le latitudini dell’arte sempre a Palazzo Ducale. Nel 2016 la mostra personale a Galway in Irlanda presso la 126 art Gallery e nel 2017 la mostra collettiva Art Performing Festival, Castel dell’Ovo Napoli e la versione ungherese a Budapest della Biennale Le Latitudini dell’arte. Nel 2017 oltre a varie collettive presenta a Palazzo Ducale a Genova il suo nuovo progetto “Searching for my Sheela”, nel quale sono presenti 12 installazioni di fotografia, grafia, video e scultura.
    Aprile 2018 Wunderkammer der Natur presso SR Contemporary Berlino.

    Nessun testo alternativo automatico disponibile.

    GIANCARLO MARCALI “Riparto da me”
    a cura di Carlo Micheli

    9 giugno – 8 luglio 2018
    Opening sabato 9 giugno alle 18

    Casa di Rigoletto – Piazza Sordello 23 – Mantova
    Museo Archeologico Nazionale – Piazza Sordello – Mantova
    orari: tutti i giorni 9.00/18.00 – info: 0376.288208
    Galleria Mossini – Via Cavour 104 – Mantova
    tel. +39 0376 368910 – [email protected]www.galleriamossini.it

    Progetto in collaborazione con
    Frattura Scomposta contemporary art magazine
    [email protected]www.fratturascomposta.it

    link evento

  • ISCHIA FASHION WEEK 6-10 Giugno 2018

    Ischia Fashion Week, una produzione di Eventsworld di Ivana Triolo, è un’iniziativa che promuove e valorizza brand affermati e designer emergenti. Dal 6 al 10 giugno, l’isola di Ischia ospiterà la seconda edizione che ha in programma tanti appuntamenti dedicati non solo alla moda ma anche all’artigianato, all’arte ed al turismo, rendendo così le vie dell’isola scenario di una kermesse d’interesse socio-economico e culturale. Patrocinato dal Comune di Ischia, con il supporto dell’Assessore ai grandi eventi Marianna Sasso e della giornalista del TG5 Anna Maria Chiariello, con la preziosa collaborazione di Lucia Buono e Luciano Bazzoli noti albergatori Ischitani e di Antonella Ferrari, Fashion Director e direttore del magazine del “Freetime Luxury Lifestyle”. Per tutta la fashion week il Make-up artist sarà curato da Vor Accademy International Beauty di Valeria Orlando unitamente a Cantoni, brand di riferimento per le postazioni make-up che sviluppa strumenti in grado di valorizzare il talento artistico. L’Hair stylist è affidato al brand Philip Martin’s diretto Paolo Patacchini. Schiano Bus e Medmar Navi logistic partners. Al Grand Hotel Della Torre Re Ferdinando, verrà inaugurata la mostra contemporanea degli artisti provenienti da tutta Europa organizzata da “Charm Of Art”; a seguire si terrà la conferenza stampa di presentazione.
    Gli Hotel che ospiteranno le modelle e i vip sono: “Hotel Hermitage e Park terme”, “Hotel Regina Palace”, “Hotel Mare Blu”, “Hotel Miramare e Castello”, “Restaurant La Lampara” (Chef Ciro Calise), “Hotel Annabelle”, “Dim Hotel”, “Hotel Central Park”, “Hotel Imperial”, “Hotel Paradiso”.
    A chiusura della Fashion Week, il 9 giugno, sul pontile del Castello Aragonese le collezioni di: Maison Coveri, Miss Bikini Luxe, Le Piacentini by Miss Bikini Luxe, Anton Giulio Grande Lucia P. “New Pop Collection”, Daniela Grillo Beachwear, Piero Camello con i gioielli di Patrizia Falcone, Amalia Pulcherrima, Anna Toscan con l’artista orafo Antonio Palladino. Guest: Alice Caioli, Medmar e Schiano; conduce Jo Squillo.

    MEDIA: MODAMANIA: RETE 4 , canale “ LA 5” e tgcom.it; TVMODA – SKY-180 visibile in: Francia, Germania, Lussemburgo, Olanda, Danimarca, Irlanda, Inghilterra, Scozia, Grecia, Portogallo, Spagna, Austria, Finlandia, Svezia, Cipro, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria, Bulgaria, Romania, Croazia, Macedonia, Liechtenstein, Monaco, Svizzera, Albania, Bosnia – Erzegovina, Montenegro, Russia, Serbia, Ucraina, Turchia, Tunisia, Marocco, Libano, Libia, Siria, Israele, Egitto, Giordania, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait, Irak, Bahrein, Iran, Qatar; THE BEACH CHANNEL – MIAMI il canale televisivo di Miami che trasmette su Atlantic – Channel 5; TVMODA www.tvmoda.it;
    MILANO FINANZA http://video.milanofinanza.it/tvmoda; PLAY.ME – Canale 68; MF FASHION.COM – CLASS TVMODA – http://www.mffashion.com/it/video LA TV
    DEGLI AEROPORTI – LA TV DELLA METROPOLITANA.

    PRESS – Ischia Fashion Week
    [email protected]

  • 100 Achille Castiglioni playing with design and wood

    IL LEGNO dalla Natura alle Cose e la Fondazione Achille Castiglioni, con il patrocinio del comune di Bergamo: un altro importante appuntamento nel 2018 per ricordare Achille Castiglioni nel centenario della sua nascita.

    Anche IL LEGNO dalla Natura alle Cose omaggia Achille Castiglioni focalizzando l’attenzione su uno dei tratti dominanti della progettualità del grande maestro: il gioco.  Nasce così 100 Achille Castiglioni playing with design and wood, una iniziativa che include la produzione di un puzzle e una installazione site specific per invadere pacificamente, dal 30 maggio fino al 23 settembre la Città Bassa con sagome bidimensionali fuori scala che riproducono la figura di Castiglioni e una selezione di suoi oggetti che rappresentano la storia, la tradizione e la cultura del design italiano nel mondo, ancora oggi nella produzione Alessi, FLOS, Zanotta, Karakter e Tacchini.

    Il legno è l’elemento cardine dell’intera iniziativa, riproporre in legno le sagome di prodotti iconici è un modo nuovo di scoprire la loro origine. Il concept pensato da Alberto Basaglia e Natalia Rota Nodari, riassume e racconta in modo inedito il percorso creativo del designer. Un gioco per divertirsi con gli oggetti di Achille Castiglioni.

    Dichiarano gli architetti Alberto Basaglia e Natalia Rota Nodari: “Con la cura ed il progetto di questa mostra abbiamo voluto esprimere i valori de Il LEGNO dalla Natura alle Cose attraverso la personalità di Achille Castiglioni. Queste grandi sagome fuori scala rappresentano la cultura del progetto unita alla cultura del saper lavorare un materiale come il legno. I pannelli sono come grandi fogli su cui raffigurare progetti, visioni, sogni che si possono realizzare utilizzando un materiale naturale, vivo e dalle potenzialità ancora inesplorate come il legno. Quando il mondo della progettualità e il mondo della produzione industriale o artigianale operano in sintonia si possono realizzare cose straordinarie.”

    Giocare a incastrare, a comporre e scomporre, allineare e sovrapporre le sagome del puzzle, proprio come amava fare Castiglioni anche con i figli Carlo e Giovanna Castiglioni. Un gioco della tradizione familiare. Dichiara Giovanna Castiglioni, ora insieme al fratello Carlo curatori della Fondazione Achille Castiglioni “Achille amava sempre regalarci un puzzle, che ci occupasse il tempo durante le vacanze di Natale. Spesso il soggetto scelto era difficile da realizzare e così si andava avanti per un po’ di mesi. Ci trovavamo tutti intorno ad un’asse di legno, utilizzata per sostenere tutti i pezzi divisi per forma e per colore. Un rito piacevolissimo, che riportava parenti e amici intorno ad un tavolo, prendendosi tutti il proprio tempo, sorseggiando una bibita, accendendo una sigaretta e provando insieme, in un gioco di squadra, a completare il soggetto del puzzle”.

    Il disegno del puzzle accoglie 11 immagini, tante quante le silhouette che si trovano lungo le vie di Bergamo Bassa, partendo da Largo Porta Nuova di fronte alla “zuccheriera”. L’installazione site specific promossa da IL LEGNO dalla Natura alle Cose è un invito rivolto a curiosi ed inventori di tutte le età, ma anche a progettisti ed aziende, a lasciarsi trascinare dalla fantasia, come Achille Castiglioni sapeva fare, ed immaginare progetti, oggetti, luoghi e mondi realizzabili con un materiale così vivo come il legno.

    Ricorda Carlo Castiglioni “Il gioco ha sempre accompagnato la vita dei Castiglioni. Giocare, trovare gli aspetti ludici in moltissime situazioni è stato un modo per esorcizzare le vicissitudini della vita, ma anche un modo per non prendersi troppo sul serio. Essere precisi, puntuali, maniacali nel progettare è sempre stato associato all’ironia, alla capacità di autocritica che hanno trovato spesso nel gioco una loro efficace espressione. Qui parliamo del legno, mio padre lo ha  sempre amato sia quando lo ha utilizzato per realizzare degli oggetti, sia quando lo ha usato per creare bellissimi modellini capaci di tradurre visivamente quanto pensato, progettato bidimensionalmente sulla carta”.

    Il puzzle è esposto nelle vetrine dei negozi di Bergamo e in vendita presso la Fondazione Achille Castiglioni (in Piazza Castello 27 a Milano), al Museo del Falegname Tino Sana (in via Papa Giovanni XXIII, 59 ad Almenno San Bartolomeo, Bergamo) e da settembre alla mostra “IL LEGNO dalla Natura alle Cose _ La straordinaria quotidianità del legno” presso il palazzo della Ragione in Piazza Vecchia di Città Alta, in occasione dell’evento I Maestri del Paesaggio dal 6 al 23 settembre.

    100 Achille Castiglioni playing with design and wood è il primo atto celebrativo di IL LEGNO dalla Natura alle Cose. A settembre “IL LEGNO dalla Natura alle Cose _ La straordinaria quotidianità del legno” ospiterà 100×100 Achille, la mostra dedicata agli oggetti anonimi ideata dalla Fondazione Achille Castiglioni che ha invitato per festeggiare la ricorrenza del compleanno di Achille – il 16 febbraio – alcuni tra i più importanti designer del mondo a scegliere per Achille un regalo, oggetti anonimi, come quelli che Castiglioni ha cercato e collezionato per tutta la vita, scegliendoli più per come funzionano, che per la firma del loro autore.

    È questa un’occasione speciale: 100×100 Achille verrà esposta al di fuori delle stanze della Fondazione Achille Castiglioni. Prima tappa di un lungo viaggio Bergamo perché, come sottolinea l’Assessore Nadia Ghisalberti: “Non è la prima volta che la città ricorda questa figura così importante della storia del design, come quando fu organizzata la bella mostra che GAMeC dedicò ai fratelli Castiglioni negli anni Novanta. Palazzo della Ragione si conferma così spazio espositivo di primaria importanza, dove possono esprimersi diversi linguaggi artistici: non solo l’arte contemporanea, la fotografia, la video arte ma anche il design, con la sua peculiare attenzione alla bellezza degli oggetti quotidiani”.

    L’allestimento, le sagome e il puzzle in legno sono tutti realizzati da IL LEGNO dalla Natura alle Cose, la manifestazione voluta e pensata dal Museo del Falegname Tino Sana che accoglie una quarantina di aziende tutte abili nella lavorazione di questo materiale straordinario producendo semilavorati o prodotti finiti. Promuovere la cultura e l’uso del legno come materia rinnovabile ed ecosostenibile, valorizzando il territorio e le sue eccellenze produttive, un principio ripreso nelle semplici scelte quotidiane, nelle modalità produttive e nelle riflessioni progettuali.

  • “IO” La mia Arte inaugurata dal prof. Vittorio Sgarbi: intervista a Gabriele Salvatore di Artemente

    Domenica 3 giugno alla Galleria Artemente (via dei Mille 43, Jesolo) verrà inaugurata la mostra “IOLa mia Arte con la presenza straordinaria del prof. Vittorio Sgarbi e con la collaborazione e sinergia di Spoleto Arte e del suo presidente Salvo Nugnes. Eccone un breve assaggio con l’organizzatore e artista Gabriele Salvatore.

    Il prof. Vittorio Sgarbi inaugurerà la mostra dal titolo “IO” La mia Arte alla Galleria Artemente il 3 giugno. Ha mai incontrato il prof. Vittorio Sgarbi di persona?

    No, non ho mai avuto il piacere di conoscerlo. Questa sarà un’ottima occasione per farlo!

    L’evento è organizzato in collaborazione col manager della cultura Salvo Nugnes. Com’è nata questa sinergia?

    Questa conoscenza è nata in modo particolare: ho inviato delle mail d’invito a Salvo Nugnes per alcune mie mostre personali, che feci nel 2014 e nel 2015 con la presenza di Red Canzian, il bassista dei Pooh. Salvo cortesemente mi chiamò, dicendomi che non avrebbe potuto esserci per impegni presi precedentemente, mi chiese il motivo per cui c’erano dei cantanti come testimonial delle mie mostre, e rimanemmo piacevolmente al telefono a parlare d’arte per quasi un’ora… Poi ci incontrammo a Venezia in occasione di alcune mostre da lui organizzate. Con Salvo entri subito in sintonia su vari argomenti artistici…

    Qual è stato il suo percorso? Com’è diventato artista e gallerista?

    Mi definisco un artista con uno spazio espositivo, ho iniziato a creare opere ispirato da miei testi, scritti mentre facevo un altro lavoro. Lavoravo in spiaggia e alla sera, alla chiusura degli ombrelloni, c’era questo scenario di colori nel mare molto suggestivo. Da lì l’ispirazione per i testi e poi le opere pittoriche. Ho vinto un primo e secondo premio a un concorso locale di pittura e poi ho proseguito passando da un progetto espositivo all’altro.

    Che rapporto ha con la città di Jesolo? Quali le difficoltà e quali le potenzialità in ambito lavorativo-artistico?

    Il mio rapporto con la giunta comunale di Jesolo tutta, dal sindaco agli assessori, è molto buono, di stima e simpatia. E questo anche se non ho mai ricevuto un contributo economico per i miei progetti espositivi.

    Con dispiacere vedo crescere dei mercatini senza spessore, la costosissima manifestazione di Miss Italia continua a esserci, spuntano intrattenimenti non adatti a una città con turisti internazionali; ma per delle esposizioni non esiste un salone o un museo moderno in città, l’unica galleria a Jesolo rimane Artemente. Con rammarico vorrei sottolineare i tanti progetti di valore presentati e bocciati dalla giunta comunale. Le esposizioni a Jesolo sono delegate esclusivamente ai privati, perché di pubblico per esporre purtroppo non esiste alcuna location ufficiale da promuovere anche all’estero, e avere quindi una maggiore visibilità con nomi di rilievo.

    Qual è stata la sua soddisfazione più grande come artista?

    Aver creato Cinquantarte Pooh, l’unica collezione al mondo firmata dai cinque componenti dei Pooh l’ultimo anno della loro carriera artistica, il cinquantesimo. È stato un lavoro di un anno e, come direttore artistico, ho avuto al mio fianco Red Canzian, anche lui pittore, in un progetto unico, anche questo mai elogiato dal comune di Jesolo.

    Quali sono stati gli ospiti illustri ai suoi vernissage?

    Tanti e non facili da gestire senza un sostegno esterno. Tony Hadley il cantante degli Spandau Ballet e Paul Young, due nomi internazionali che hanno firmato due mie collezioni pittoriche create per loro, sono sati di una umiltà unica, di una affabilità incredibile, nonostante la loro popolarità. Vorrei sottolineare che in Italia ci dimentichiamo molto presto di chi ha successo con valore dicendo: «Ormai non fa più niente». Non è così per gli stranieri che guardano il valore dell’autore. Questi due cantanti ancora oggi hanno dei tour pieni di date per i loro concerti in tutto il mondo, ma non in Italia. Altri artisti con cui ho collaborato sono stati Morgan, a cui ho organizzato un vero concerto dal vivo in galleria nel 2014, con più di cinquecento persone come pubblico. Ricordo di aver conosciuto uno dei grandi parolieri e scrittori di testi, Pacifico (Gino De Crescenzo), all’ultimo festival di Sanremo con Ornella Vanoni, ma autore anche per Bocelli, Nannini e moltissimi altri cantanti. L’incontro con lui è stato uno scambio su Poesia e Pittura davvero di spessore. E poi tutti gli altri personaggi con cui ho collaborato, dai Pooh a Ryan Molloy, fino, per scopi benefici, alla Nazionale Calcio Campioni dei Mondiali in Spagna del 1982, con Paolo Rossi, Dino Zoff e tutti gli altri.

    Ci spiega il progetto “Cinquantarte Pooh”?

    Cinquantarte Pooh racchiude in un’unica opera l’arte musicale e l’arte pittorica, per festeggiare cinquant’anni di carriera dei Pooh, ho creato cinquanta opere di misura 50×50 cm, che rappresentano in una interpretazione personale copertine o dettagli di esse, di loro album, con sfumature e grafiche attuali e personalizzate in modo materico, grafico, geometrico in modo diverso dall’originale.

    Come sceglie le opere che poi accoglie nella sua galleria?

    Cerco di differenziare la scelta delle opere tra loro in caso di mostre collettive e di coinvolgere artisti che potrebbero alla lunga creare collezioni particolari per poter uscire dai soliti schemi.

    Che consigli darebbe a un giovane che vuole intraprendere la carriera di artista?

    Consiglierei di avere un lavoro primario per poter vivere decorosamente e coltivare la passione dell’Arte crescendo sempre più nella qualità.

    Secondo lei un gallerista deve aprirsi al mercato dell’arte internazionale al giorno d’oggi?

    Oggi  bisogna assolutamente aprirsi al mercato internazionale. In Italia si parla sempre dei soliti nomi famosi per investire su un nome sicuro, ma che ormai non è più tanto sicuro come dieci anni fa… Il mercato dell’investimento sta cambiando, ma pochi in Italia capiscono che occorre investire sui nuovi Picasso, nuovi Mondrian, Vedova ecc. Pensano di investire tutti sui soliti nomi famosi, che ormai stanno scendendo di valore. Ma per la maggior parte dei casi sto parlando d’investitori non di grandissimo livello per l’Italia, sia come cifre che cultura: molte delle persone che investono non sanno nulla di Arte, investono semplicemente su un nome e basta.

    Quanto conta aprirsi all’estero?

    Bisogna. Quando andiamo a visitare una mostra di artisti americani o cinesi, ammiriamo le opere che ci vengono presentate. E percepiamo i lavori come se fossero il frutto di quelle nazioni, non di un singolo artista, perché loro hanno uno Stato che sostiene la promozione dell’arte al di fuori dei confini con contributi economici e pubbliche relazioni tra Stati. Inoltre paghiamo un biglietto d’ingresso alla loro mostra; qui in Italia per l’Arte moderna siamo fermi.

  • Grande giornata finale di Pro Biennale di Sgarbi con l’Incontro sull’arte di Roberto Villa

    Riscontra una conclusione decisamente positiva la mostra Pro Biennale presentata e inaugurata dal prof. Vittorio Sgarbi l’8 maggio a Venezia. Dall’8 al 29 maggio le opere di più di un centinaio di artisti sono state esposte nelle prestigiose sedi di Scuola Grande di San Teodoro (Campo San Salvador, 4810) e Spoleto Pavilion (Calle dei Cerchieri, 1270).

    Fino al giorno della chiusura, martedì 29 maggio, Pro Biennale si è arricchita di incontri culturali che hanno visto al centro l’arte in diversi ambiti. Ospiti di questi appuntamenti, moderati dall’organizzatore Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, sono stati Carlo Motta di Editoriale Giorgio Mondadori, Tony Di Corcia, scrittore delle biografie di Versace e Armani e Roberto Villa, fotografo di fama internazionale, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo.

    Proprio Roberto Villa ha animato la serata finale dell’esposizione con l’Incontro sull’arte, incentrato sul linguaggio fotografico e sull’utilizzo che si fa oggi dell’immagini, alla Scuola Grande di San Teodoro.

    Nella location a due passi dal Ponte di Rialto hanno esposto le loro creazioni Daniela Acciarri, Lisa Bertè, Andrea Bianco, Diego Boiocchi, Eugenio Bonaldo, Monica Campanaro, Giovanna Capraro, Roberto Cardone, Loredana Caretti, Franco Carletti, Margherita Casadei, Gianluigi Castelli, Rosanna Cecchet, Mauro Cesarini, Giuseppe Colucci, Mauro Cominoli, Maria Conserva, Emanuela Corbellini, Alberto Curtolo, Antonio D’amico, Giovanna Da Por Sulligi, Rina Del Bono, Daniela Delle Fratte, Mario Dionisi, Amalia Di Domenico, Jacqueline Domin, Italo Duranti, Francesca Falli, Chiara Fassari, Giuliana Maddalena Fusari, Maria Giachetti, Rosangela Giusti, Stefano Grasselli, Valeria Grinfan Toderini, Stephanie Holznecht, Cettina Incremona, Leo Panta, Vincenzo Maio, Adriana Mallano, Angiolina Marchese, Mauro Martin, Carla Moiso, Karin Monschauer, Serge Nguyen-Khac, Giuseppe Oliva, Paola Paesano, Lucio Palumbo, Antonio Pamato, Katiuscia Papaleo, Giuditta Petrini, Gabriella Pettinato, Sara Pezzoni, Alda Picone, Sigrid Plattner, Guido Portaleone, Dannie Praed, Luigi Prevedel, Gianfranco Puddu, Antonella Rollo, Claudia Salvadori, Moris, Simona Sottilaro, Elettra Spalla Pizzorno, Giacomo Susco, Stefano Tenti, Luciano Tonello, Cinzia Trabucchi, Jack Tuand e Giovanna Valli.

    Allo Spoleto Pavilion si sono invece potute osservare le opere di Marco Appicciafuoco, Gianni Balzanella, Gianfranco Bartolomeoli, Paola Bona, Alessandra Candriella, Rosanna Cecchet, Maria Pia Contento, Domenica Cosoleto, Vincenzo Cossari, Felice Cremesini, Milena Crupi, Gloria De Marco, Mimmo Emanuele, Stefania Fietta, Roberto Giacco, Maria Franca Grisolia, Nadia Latilla, Francesca Aurora Malatesta, Maura Manfrin, Federica Marin, Silvana Mascioli, Grazia Massa, Mario Mattei, Karin Monschauer, Giuliana Vallyka Morandini, Daria Picardi, Andrea Pitzalis, Anna Reber, Simona Robbiani, Rolando Rovati, Alessandro Sbrogiò, Albertino Spina, Antonio Spitaletta, Fedor Kuz’mic Suskov, Federico Tamburri, Remo Tesolin, Cesare Triaca, Emel Vardar e Flavio Zoner.

  • Università: da Stoccarda a Bergamo nel segno di una cultura dell’apertura internazionale

    Grande attesa per la “Petite messe solennelle” di Gioachino Rossini, che il coro dell’Università di Stoccarda farà risuonare in Sant’Agostino giovedì 31 maggio alle ore 18.30.

    Il concerto -ad ingresso libero fino ad esaurimento posti- si inserisce nel programma di eventi organizzati per il 50° anniversario dell’Università degli Studi di Bergamo e rappresenta solo uno dei numerosi interventi del proficuo percorso di scambio accademico promosso dall’ateneo in ambito internazionale. “La Lombardia e il Baden-Württemberg – spiega il Rettore prof. Remo Morzenti Pellegrini– sono regioni partner e, insieme al dipartimento Auvergne-Rhone-Alpes (Lione) e alla Catalogna, costituiscono la rete dei cosiddetti Quattro motori d’Europa. Tutte queste aree sono economicamente forti e sedi di eccellenti istituzioni formative e di ricerca. Vogliamo ora rafforzare queste collaborazioni e ampliarle strategicamente nel segno di una cultura dell’apertura”.

    Ecco così che l’Università di Stoccarda, fondata nel 1829 all’inizio dell’era industriale e oggi una delle leader in Germania nella ricerca tecnico-scientifica, diventa interlocutore privilegiato per progetti che si sviluppano attorno all’integrazione inter e multidisciplinare delle materie ingegneristiche, delle scienze naturali, umanistiche e sociali. Ma non solo: come precisa il Prof. Wolfram Ressel, Rettore dell’ateneo tedesco, “non bisogna dimenticare che una società sostenibile deve comprendere anche il lavoro creativo e artistico. Per questa ragione siamo molto orgogliosi dei nostrii Ensembles musicali, l’Orchestra Accademica, che sarà ospite in autunno in Corea del Sud, Taiwan e Hong Kong, e il coro, che avremo il piacere di ascoltare giovedì sera”.

    Il concerto, diretto dal M° Veronika Stoertzenbach vedrà esibirsi oltre settanta coristi, a cui si affiancheranno il soprano Rita Varga, il contralto Diana Haller, il tenore David Esteban Fruci Gomez, il basso Philipp FrankeChristian Döring al pianoforte e Peter Schleicher all’harmonium.

    Per il programma completo delle iniziative: www.50unibg.it

     

  • Salvare la gioventù del Pakistan dall’estremismo

    Un uomo in Pakistan sta educando migliaia di giovani ai Diritti Umani, prima che i gruppi estremisti possano reclutarli, creando ciò che lui chiama “i soldati di pace”.

    “Gli estremisti verranno nelle scuole, parleranno con i bambini e li recluteranno. Vogliono i bambini svegli e intelligenti”, dice Ihsan Hanjra, parlando dei gruppi militanti che, in passato, si credeva cercassero le loro prede predare soprattutto tra i ragazzi poveri e ignoranti. Ma uno studio recente su uno di questi gruppi ha rilevato che la maggior parte delle reclute erano ben istruite, che si sono uniti agli estremisti in media all’età di 17 anni e che sono morti quando ne avevano 21.

    “Gioventù per i Diritti Umani” è un programma sostenuto dalla Chiesa di Scientology, fondata da L. Ron Hubbard. È attiva a livello internazionale organizzando convegni (il più recente a New York nel Palazzo di Vetro della Nazioni Unite) e lezioni sui Diritti Umani nelle scuole elementari, medie e superiori, allo scopo di diffondere la conoscenza della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo approvata dall’ONU nel 1948.

    Il signor Hanjra, un avvocato dell’Alta Corte del Pakistan, è determinato a cambiare il loro destino. Attivo nel campo dei Diritti Umani da anni, ha scoperto la sua vocazione nel 2014 quando ha conosciuto “Gioventù per i diritti umani”. Ordinò immediatamente i materiali educativi dell’associazione e cominciò a tenere lezioni ai giovani prima che i gruppi militanti insegnassero loro qualcos’altro.

    Ma doveva essere cauto: “Non è facile condividere il messaggio che ’Ogni essere umano nasce libero’, è come giocare con il fuoco in Pakistan”. Si è avvicinato alle autorità del distretto di Gujranwala e ha ottenuto il permesso per un primo “Incontro di sensibilizzazione sui Diritti Umani”. Dopo il successo di questo primo incontro, ha iniziato a tenere lezioni a centinaia di studenti delle scuole pubbliche alla volta.

    Il signor Hanjra insegna personalmente il programma nelle scuole, ma non si ferma a questo: lui seleziona gli studenti più brillanti delle scuole dove tiene le sue lezioni e li istruisce a loro volta nel programma. Poi questi ragazzi, come lui, andranno nelle scuole vicine a parlare di Diritti Umani. In questo modo accelera esponenzialmente la sua portata e sta arrivando a tutti i giovani prima degli estremisti.

    “In realtà stiamo danneggiando i nostri figli se non insegniamo loro la pace e i Diritti Umani, perché qualcun altro insegnerà loro l’estremismo e diventeranno soldati dell’estremismo. Voglio che siano soldati di pace”.

    Riferisce di aver formato 400 insegnanti e 2000 tra i giovani più brillanti, e di aver istruito circa 20.000 studenti in diritti umani nella regione del Punjab.

    “Gioventù per i Diritti Umani” si ispira al pensiero del fondatore della Chiesa di Scientology, L. Ron Hubbard, che ha affermato: “I Diritti Umani devono essere resi una realtà, non un sogno idealistico”.

  • Pro Biennale di Sgarbi: l’Incontro sull’arte con l’illustre fotografo Roberto Villa

    La Pro Biennale presentata da Sgarbi giunge a conclusione, ma non senza portare a Venezia un ultimo atteso evento culturale. Incontro sull’arte di Roberto Villa, noto fotografo di fama internazionale, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, avrà luogo martedì 29 maggio alla Scuola Grande di San Teodoro (Campo San Salvador, 4810), alle 17.

    Modererà la conferenza l’organizzatore Salvo Nugnes, manager e presidente di Spoleto Arte. Il tema affrontato sarà in particolare quello della nostra educazione artistica, spaziando dalla cultura fotografica all’utilizzo che si fa oggi dell’immagine digitale, specie nei social.

    Nato a Genova nel 1937, Roberto Villa vive e lavora a Milano. A seguito della Laurea in Elettronica, nel 1957 costituisce la società AudioVisualCommunication, studio grafico e pubblicitario. Con Bruno Munari e Marcello Piccardo partecipa a progetti di ricerca e didattica sul linguaggio audiovisivo. Dal ’66 al ’69 dirige nella sua città natale la galleria “Carabaga”, frequentata da Ceccato, Chiesa, Fontana, Laura, Munari e molti altri.

    Gli anni Settanta lo vedono impegnato su diversi fronti: collabora con «Playboy» e realizza numerosi servizi fotografici per «Vogue», «Epoca», «National Geographics», «Gioia», «Grazia», ecc. Viene invitato da Pier Paolo Pasolini a fotografare le riprese del film Il fiore delle Mille e una notte nello Yemen e in altri paesi. Successivamente, sul set di Finché c’è guerra c’è speranza di Alberto Sordi realizza un ampio servizio fotografico, conservato nel Fondo Villa della Cineteca di Bologna. Con la RAI i documentari televisivi sullo spettacolo Pilato sempre, diretto e interpretato da Giorgio Albertazzi, sono da lui girati come assistente alla regia.

    Il fotografo, da sempre attento alla realtà che ci circonda, scrive così in merito al “linguaggio assente”, argomento che tratterà all’incontro: «Da tempo la Cultura Fotografica ha bisogno di un punto di riferimento che non si limiti ad una “location” adatta solo ad “esporre foto” ma una “Casa della Fotografia” che si occupi di promuovere Cultura e antichi elementi, quanto sconosciuti, come la Teoria dell’Informazione (1949), Semiologia, Linguaggio, e via, e non si occupi solo di “foto appese ad un muro” di vetrine di fotocamere o di foto storiche e della “Storia della Fotografia”. Chi fotografa oggi, e fotograferà domani, non può solo fare “click” senza sapere che cosa stia “scrivendo” nelle sue foto, e non capire cosa abbiano “scritto” altri.»

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • I ritratti delle maestranze dell’Amarone in mostra all’Aeroporto di Monaco di Baviera

    Sarà inaugurata mercoledì 30 maggio la mostra Amarone della fotografa Emanuela Colombo che ha ritratto le maestranze di Zenato: lavoratori della vigna e della cantina, enologi fino ad arrivare a chi imbottiglia e chi confeziona il vino.

    L’evento è realizzato nell’ambito del progetto Behind Excellence promosso da Air Dolomiti e dal festival internazionale di fotografia Cortona On The Move con la partnership di The Trip Agency.

    La mostra si compone di 25 ritratti (100x150cm) ed è curata da Arianna Rinaldo, direttrice artistica di Cortona On The Move. Sarà fruibile gratuitamente dai passeggeri dell’aeroporto fino al 29 giungo con un milione di visitatori stimati.

    Behind Excellence è un ciclo di 5 mostre che racconta, attraverso il linguaggio universale della fotografia, le eccellenze dei territori italiani su cui vola Air Dolomiti da Monaco di Baviera. Amarone è la quinta delle mostre in programma. Sono già state ospitate dall’Aeroporto La Confraternita di Mattia Zoppellaro sulla Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato di Mestre, Holy sfogline di Tommaso Bonaventura sulle lavoratrici della pasta fresca bolognese, I Gladiatori di Nettuno di Piero Martinello sui pescatori pugliesi e The Proud Winegrowers di Edoardo Delille sui vignaioli del Chianti.

    “Ho cercato di trasmettere il massimo realismo e la massima naturalezza”, spiega Emanuela Colombo. “I lavoratori non sono stati avvertiti che sarebbero stati fotografati e si sono presentati davanti all’obiettivo così com’erano in quel momento. L’idea è stata quella di rappresentare una giornata normale delle maestranze dell’Amarone. Abbiamo usato uno sfondo bianco per venti delle foto in mostra, mentre cinque ritratti sono stati realizzati nei luoghi di lavoro: la vigna, le presse, la cantina, il magazzino”.

    “Siamo molto orgogliosi che l’Amarone Zenato sia stato scelto come simbolo di eccellenza italiana ed esempio di quell’impegno costante che mettiamo giorno dopo giorno in tutte le fasi della produzione, dalla vigna, alla cantina fino al confezionamento del prodotto finale” dichiara Nadia Zenato. “E crediamo fortemente in iniziative come queste, volte alla promozione del territorio e della storia che sta dietro a tutte quelle eccellenze di cui il nostro Paese è ricchissimo, volano fondamentale per un’economia capace sempre più di attrarre consumatori provenienti dall’estero e di trainare e coinvolgere un più ampio sistema Paese”.

    ll festival internazionale di fotografia Cortona On The Move presenta l’eccellenza della fotografia contemporanea, celebra i grandi maestri e valorizza gli archivi storici. Dal 12 luglio al 30 settembre 2018 si svolgerà l’ottava edizione del festival e sarà come sempre dislocato in diverse location del centro storico di Cortona tra cui la Fortezza Medicea del Girifalco, tra presentazioni, workshop, letture portfolio ed eventi legati al mondo della fotografia.

  • «Maria Stuarda» di Friedrich Schiller

    Si conclude il ciclo “Letture dei classici” organizzato dal Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere in occasione del 50° dell’Università degli Studi di Bergamo.

    Giovedì 31 maggio (ore 17.00) presso l’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti in via Tasso 4 (BG), la lettura di “Maria Stuarda” di Friedrich Schiller l’appuntamento per gli amanti della letteratura classica è con Elena Agazzi, docente di Letteratura tedesca del Dipartimento di Lingue, letterature e culture straniere dell’UniBg e Presidente dell’Associazione Italiana di Germanistica (AIG).

    Maria Stuarda è un’opera di Friedrich Schiller, realizzata nel 1799 e messa in scena per la prima volta a Weimar nel 1800, che racconta gli avvenimenti storici immediatamente precedenti l’esecuzione della regina Maria Stuarda, accusata in una cospirazione contro Elisabetta I, regina inglese e rappresentante del Protestantesimo anglicano. È un dramma sulla tragedia scozzese, ripensato da Schiller con uno sguardo rivolto al recente passato, cioè alla Rivoluzione francese e all’esecuzione di Luigi XVI e di Maria Antonietta.

    «Con quest’opera Schiller propone al lettore un lavoro strutturato in cinque atti che illustrano gli antefatti storici relativi al dissidio tra le due regine, non trascurando la realtà etico-morale e le questioni politico-giuridiche attinenti al detto periodo storico. Tematiche che,  se contestualizzate alla nostra epoca,  possono essere ancora fortemente attuali e spunto di riflessione sui cambiamenti storico-culturali che stiamo vivendo» – anticipa la docente di tedesco dell’Università degli Studi di Bergamo Elena Agazzi, Presidente dell’Associazione Italiana di Germanistica (AIG).

    «Il ciclo “Letture dei classici” nasce con l’intento di creare interesse e passione verso le letture che hanno caratterizzato la cultura europea, euroamericana e orientale, rivolgendosi non solo agli studenti ma anche ad appassionati e curiosi. – aggiunge Remo Morzenti Pellegrini, Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo – Considerando il successo registrato sin dai primi appuntamenti del ciclo, possiamo dire che l’Università degli Studi di Bergamo è riuscita nel suo intento di coinvolgere il grande pubblico e farlo appassionare».

    La lettura avrà una durata di circa un’ora e mezza e sarà articolata in una presentazione di circa 45 minuti a cura del relatore e in una lettura di pari lunghezza. Al termine è previsto uno spazio dedicato alle domande del pubblico e a un breve dibattito.

    Per informazioni: http://50unibg.it/
    Per coordinamento e informazioni: Luca Bani – [email protected]

  • AREE INTERNE: ARTE E NATURA PER IL RILANCIO DELL’ITALIA MARGINALE

     

    Arte, natura e aree interne: all’AGA di Bruxelles, le sperimentazioni per il rilancio del territorio promosse dal Programma AttivAree di Fondazione Cariplo. 

    Si svolgerà a Bruxelles dal 29 al 31 maggio la ventinovesima edizione dell’Annual General Assembly (AGA) di EFC – il network della filantropia istituzionale che riunisce oltre 300 organizzazioni di circa 40 paesi. Il tema principe di questa edizione – nell’anno europeo dei beni culturali – è proprio la cultura, che sarà oggetto di una serie di mostre entusiasmanti, sessioni tematiche e site-visit stimolanti. Bruxelles, città sinonimo di diversità, ospiterà un elettrizzante mondo della cultura – artistico, linguistico, architettonico e molto altro ancora – per celebrarne il valore intrinseco.

    Fondazione Cariplo e il Programma AttivAree per il rilancio delle aree interne
    Nell’ambito dell’AGA il Programma AttivAree è in prima linea presentando, all’interno della sessione dedicata al tema “Cultura e natura”, i progetti frutto delle collaborazioni con due partner internazionali – Airbnb e il Giffoni Film Festival – che attraverso forme d’arte diverse, stanno contribuendo alla valorizzazione del patrimonio naturale di alcuni luoghi dove è operativo il Programma.

    Le collaborazioni
    Con Airbnb, che ha scelto per il progetto “Italian Villages”, un borgo di AttivAree – Lavenone (BS) – arte e natura si fondono, nella poetica della giovane illustratrice Olimpia Zagnoli, che in una coloratissima installazione d’arte musiva ha racchiuso un pezzo di “storia locale”. Protagoniste dei mosaici che impreziosiranno lo spazio promosso dalla piattaforma di Airbnb a Lavenone, è la rana Bufo Bufo, il simpatico anfibio che “anima” il vicino Lago d’Idro ed è tutelato come specie a rischio.
    L’altra forma d’arte che valorizza il patrimonio naturale dei territori del Programma AttivAree è il cinema. L’ottava arte ha trovato spazio d’espressione grazie alla partnership stretta da Fondazione Cariplo con il Giffoni Film Festival, all’interno di un progetto che ha coinvolto 300 studenti residenti nelle aree di riferimento (Oltrepò Pavese e Valli Trompia e Sabbia – Brescia).
    L’esperienza, che si è tradotta in una scuola di cinema itinerante, ha rappresentato un ponte straordinario per incontrare i giovani e consentire loro di esprimersi attraverso l’arte visuale nella realizzazione di cortometraggi e spot che valorizzano i propri territori e che saranno presentati alla giuria internazionale del Giffoni Film Festival a luglio 2018.

    Il confronto internazionale con altre realtà porta slancio alle nostre progettualità ma anche consapevolezza della diffusione dei problemi dei territori marginali in gran parte del vecchio continente e delle tante esperienze in grado di rispondere in modo creativo e originale alla crisi di alcuni luoghi. Anche AttivAree sta sperimentando un modello di interazione tra cultura e natura che speriamo possa mostrare presto i propri frutti” afferma Elena Jachia direttore area ambiente di Fondazione Cariplo e responsabile Programma AttivAree.

     

    http://AttivAree: http://attivaree.fondazionecariplo.it/it/news/index.html

    ___________

    FONDAZIONE CARIPLO : soggetto filantropico che concede contributi a fondo perduto per la realizzazione di progetti di utilità sociale, sul piano internazionale figura oggi tra le prime fondazioni al mondo per patrimonio, mentre nel panorama nazionale è tra quelle che vanta origini più antiche. Nel corso degli anni, l’istituzione ha saputo rinnovarsi ma rigorosamente nel segno della continuità e conservando la lunga tradizione lombarda. Nata, da un punto di vista formale, agli inizi degli anni Novanta con l’avvento della legge Amato-Carli (che diede impulso all’iter di privatizzazione e razionalizzazione del sistema bancario italiano), può in realtà far risalire il suo debutto ad oltre un secolo e mezzo prima. L’ente, infatti, ha raccolto e portato avanti l’esperienza della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde che, costituita a Milano nel 1823, da sempre si è contraddistinta per lo stretto legame con il territorio, contribuendo al progresso dell’economia ed alla crescita sociale e culturale della comunità locale. Svariati gli ambiti in cui la Fondazione, in qualità di soggetto privato che agisce senza scopo di lucro, da tempo opera, promuovendo studi e progetti ed assegnando contributi ad iniziative che conferiscano innovazione e trasferimento tecnologico ad enti ed imprese. Il suo obiettivo è di rappresentare una risorsa per le istituzioni del Paese e in particolare per quelle lombarde, con un occhio di riguardo per il settore della cultura e la valorizzazione dei beni artistici, ma anche l’attenzione all’attività di service e all’assistenza, all’ambito della ricerca scientifica, dell’istruzione e della sanità.

    ATTIV-AREE : Programma intersettoriale dedicato alle aree interne, che mira a “riattivarle” e renderle più attrattive attraverso la valorizzazione e la “messa a sistema” delle risorse ambientali, culturali, economiche e sociali dei territori. La promozione e il sostegno a quegli elementi di unicità che contraddistinguono ciascun territorio e la creazione di reti collaborative che consentano di superare le difficoltà e le distanze dai centri urbani maggiori e dai servizi sono ingredienti fondamentali del programma, operativo su due territori, l’Oltrepò Pavese e la parte alta delle bresciane Valle Trompia e Valle Sabbia. I progetti Oltrepò(Bio)diverso e Valli Resilienti, scelti tra 11 proposte ad una Call for Ideas, sono una vera scommessa per il futuro questi due territori che, iniziando a guardarsi con occhi diversi, stanno ri-scoprendo il loro patrimonio, materiale e immateriale.

     

     

     

    Contatti:

    Lucia Masutti – Team AttivAree Comunicazione : [email protected]

    Via Manin 23 – 20121 MILANO
    www.fondazionecariplo.it

  • Emmanuele Macaluso intervista Piero Angela per COSMOBSERVER

    Emmanuele Macaluso,  fondatore del sito di divulgazione COSMOBSERVER, intervista Piero Angela

    È firmata dall’esperto di marketing e divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso, l’intervista che Piero Angela ha rilasciato al sito divulgativo dedicato allo spazio (astronomia – astrofisica – astronautica) COSMOBSERVER.

    Una lunga “chiaccherata”, durante la quale il decano dei divulgatori scientifici italiani ha raccontato alcuni aneddoti relativi alla sua vita professionale. Una vita basata sulla condivisione della scienza e del sapere.

    Vista la linea editoriale di COSMOBSERVER, dedicata allo spazio, Piero Angela ha raccontato la sua esperienza di cronista ai tempi del programma Apollo, con un’attenzione particolare per il lancio dell’Apollo 11. Al centro dell’intervista anche l’importanza dell’astronomia e della divulgazione scientifica nella valorizzazione della cultura italiana.

    È stata un’esperienza professionale e personale molto intensa – dichiara Emmanuele Macaluso, che continua – Intervistare Piero Angela, alla presenza di Piero Bianucci, altro pilastro della divulgazione scientifica, è stato emozionante. Raramente mi sono trovato ad interagire con persone così aperte all’ascolto e al confronto. È stato un momento molto formativo dal punto di vista umano e professionale e rappresenta altresì un importante traguardo per COSMOBSERVER e per tutte le persone coinvolte nel progetto”.

    Un progetto di divulgazione dello spazio in continua evoluzione quello rappresentato da COSMOBSERVER. Nato come un blog nel 2015, in pochi anni è diventato un riferimento nel panorama divulgativo italiano. Nei suoi tre anni di vita, COSMOBSERVER è diventato un vero e proprio sistema di comunicazione integrato che ha solcato la linea tra il virtuale e il mondo reale, con progetti che coinvolgono molti prestigiosi partner scientifici e istituzionali. Un autentico caso studio al centro dell’attenzione di molte realtà del mondo della comunicazione, ricerca e divulgazione.

    Vi invitiamo a leggere l’articolo all’indirizzo

    http://www.cosmobserver.com/articles/interviews/011%20piero%20angela/intervista-piero-angela.htm

     

    COSMOBSERVER

    Web: www.cosmobserver.com

    Facebook: www.facebook.com/cosmobserver

    Twitter: https://twitter.com/thecosmobserver

    Blog: http://thecosmobserver.blogspot.it/

  • I 10 migliori libri horror di sempre

    I libri horror sono letture affascinanti, intriganti e coinvolgenti, e per questo motivo eccovi la lista dei 10 Migliori Horror da leggere assolutamente.

    10 libri che vi toglieranno il sonno, e vi lasceranno senza fiato!

    1) IT di Stephen KingI 10 migliori libri horror di sempre

    A Derry , una piccola cittadina del Maine, l’autunno si è annunciato con una pioggia torrenziale che sembra non finire mai. Per un bambino come George Denbrough, ben coperto dal suo impermeabile giallo, il più grande divertimento è seguire la barchetta di carta che gli ha costruito il fratello maggiore Bill. Ma le strade sono sdrucciolevoli e George rischia di perdere il suo giocattolo, che infatti si infila in un canale di scolo lungo il marciapiede e sparisce nelle viscere della terra. Cercare di recuperarlo è l’ultimo gesto di George: una creatura spaventosa travestita da clown gli strappa un braccio uccidendolo. A combattere It, il mostro misterioso che prende la forma delle nostre peggiori paure, rimangono Bill e il gruppo di amici con i quali ha fondato il Club dei Perdenti, sette ragazzini capaci di immaginare un mondo senza mostri. Ma It è un nemico implacabile e per sconfiggerlo i ragazzi devono affrontare prove durissime e rischiare la loro stessa vita. E se l’estate successiva, che li ritrova giovani adulti, sembra quella della sconfitta di It, i Perdenti sanno di dover fare una promessa: qualunque cosa succeda, torneranno a Derry per combattere ancora.

    2) LA BAMBINAIA di Marco TianoI 10 migliori libri horror di sempre

    Quando Giorgia e Simone, giovane coppia di avvocati romani, arrivano in provincia di Siracusa insieme al figlioletto Mattia per un’opportunità di lavoro, è la fine dell’estate. Le giornate sono ancora lunghe e calde e la casa che hanno comprato – una villa in stile ottocentesco – è un gioiello isolato nelle campagne assolate del siracusano, tra i campi di grano dorati e gli agrumeti. Ma tra gli anziani dei paesi vicini girano strane voci, vecchie storie – storie di sangue di un passato sepolto – a proposito di quella casa, e Giorgia e Simone non tarderanno a scoprire sulla loro pelle che Villa Teresa non è un luogo come tutti gli altri…

     

     

    3) DRACULA di Bram StokerI 10 migliori libri horror di sempre

    In un tetro castello tra le nebbie della Transilvania il giovane avvocato inglese Jonathan Harker è ospite del misterioso conte Dracula, con cui tratta l’acquisto di alcune case a Londra. Ipnotizzato dai modi affascinanti e sottilmente minacciosi del conte, Jonathan non ne comprende la reale natura, finché un giorno si ritrova prigioniero tra quelle mura e teme di non rivedere mai più l’amata Mina, che lo attende a Londra. Nel frattempo, però, una nave senza equipaggio raggiunge le coste inglesi, trasportando una diabolica presenza… La morte, il sangue, l’amore, nel più celebre romanzo gotico di tutti i tempi. Una delle figure più inquietanti e sensuali della letteratura mondiale.

     

    4) ROSEMARY’S BABY di Ira LevinI 10 migliori libri horror di sempre

    Guy e Rosemary Woodhouse sono una giovane coppia di sposi. Lui è un attore, in attesa della sua grande occasione; lei sogna una normalità borghese fatta di sicurezza economica, una bella casa, tanti figli. Dopo lunghe ricerche hanno trovato un appartamento nel Bramford – un antico palazzo nel cuore di Manhattan, circondato da un alone di prestigio sociale ma anche da sinistre leggende – e di lì a poco la loro vita sembra arrivare a una svolta: Guy ottiene una parte in un’importante commedia e Rosemary resta finalmente incinta del primo figlio. Ma non tutto è destinato ad andare per il verso giusto. La gravidanza di Rosemary viene turbata da premonizioni e incubi notturni, da inspiegabili dolori addominali e strani incontri, e soprattutto dall’invadenza di due vicini, troppo premurosi per non risultare sospetti…Pubblicato per la prima volta nel 1967 e portato sul grande schermo da Roman Polanski, con un’indimenticabile Mia Farrow nel ruolo della protagonista, Rosemary’s Baby è una delle grandi storie di mistero della nostra epoca, ma anche una godibilissima commedia che, dopo aver fatto entrare il Male nelle nostre case, ci aiuta a esorcizzarlo con la grazia di un semplice sorriso.

    5) IO SONO LEGGENDA di Richard MathesonI 10 migliori libri horror di sempre

    Robert Neville torna a casa dopo una giornata di duro lavoro. Cucina, pulisce, ascolta un disco, si siede in poltrona e legge un libro. Eppure la sua non è una vita normale. Soprattutto dopo il tramonto. Perché Neville è l’ultimo uomo sulla Terra. L’ultimo umano sopravvissuto, in un mondo completamente popolato da vampiri. Nella solitudine che lo circonda, Robert esegue la sua missione, studia il fenomeno e le superstizioni che lo circondano, cerca nuove strade per lo sterminio delle creature delle tenebre. Durante la notte se ne sta rintanato nella sua roccaforte, assediato dai morti viventi avidi del suo sangue. Ma con il sorgere del sole è lui a dominare un gioco crudele e di meccanica ferocia, scandito dalle luci e dalle ombre di un tempo sempre uguale a sé stesso e che impone la ripetizione di un rituale sanguinario.In questo mondo Neville, con la sua unicità, si è già trasformato in leggenda.Postfazione di Valerio Evangelisti.

    6) L’ESORCISTA di William Peter BlattyI 10 migliori libri horror di sempre

    Che cosa succede alla piccola Regan, trasformatasi in un mostro blasfemo che urla oscenità e frasi sconnesse? Sua madre, la famosa diva del cinema Chris MacNeil, non riesce a capirlo. Né ci riescono i medici e gli psichiatri, né la polizia. Forse solo un esorcista può dare una risposta. Ma la Chiesa impone cautela, esige prove, chiede tempo. Intanto la casa risuona di colpi, i mobili si spostano da soli, un uomo muore con il collo spezzato, il fragile corpo di Regan sembra cedere alla tempesta che lo sconquassa. E lo scontro tra l’uomo di Dio e gli spiriti del Male sembra ormai inevitabile. Scritto a partire dallo studio di un caso di possessione diabolica e pubblicato nel 1971, il romanzo richiese all’autore, William Peter Blatty, una lunga e accurata ricerca sull’argomento: «Penso che il mio inconscio, una volta accumulato tutto il materiale e la fatica necessari, abbia creato la maggior parte della trama, elargendone poco alla volta delle porzioni alla mia coscienza razionale». Il libro suscitò un certo scandalo nella critica ma ebbe da subito un impressionante successo di vendite. Considerato uno dei migliori romanzi horror mai scritti, L’esorcista, da cui è stato tratto il film horror per antonomasia, ha venduto circa sei milioni di copie ed è stato tradotto in diciotto lingue. Il 31 ottobre 2008, nel celebre sondaggio di Halloween sul cinema horror, L’esorcista è stato votato miglior film dell’orrore di tutti i tempi – seguito da Shining di Stanley Kubrick e da Alien di Ridley Scott.

    7) I RACCONTI di Edgar Allan PoeI 10 migliori libri horror di sempre

    Nei suoi perfetti racconti Edgar Allan Poe ci ha rivelato il volto oscuro della modernità. Come scrisse di lui H.P. Lovecraft, altro grande maestro del terrore, Poe «ha visto con chiarezza che tutte le fasi della vita e del pensiero sono materia altrettanto fertile per l’artista, ma essendo un temperamento incline al macabro e al bizzarro, ha deciso di farsi interprete di quei formidabili sentimenti». Poe ha sentito che il motivo dominante del nostro tempo è l’angoscia, e di questa consapevolezza ha fatto il cuore dei suoi racconti del terrore: un dramma profondo che va oltre la pena della quotidianità, ma riguarda gli strati più antichi dell’anima. Le visioni più agghiaccianti, gli incubi più orrorifici si trasformano sotto la sua penna in un tripudio di immagini, in una febbre creativa, in un arabesco linguistico continuo. Un’opera, la sua, attraversata dal senso dello stupore e da un’intelligenza logica e glaciale, da una lucidità paradossale costantemente spinta all’estremo.

    8) FRANKENSTEIN di Mary ShelleyI 10 migliori libri horror di sempre

    Un giovane scienziato, moderno Prometeo, acquisisce dopo anni di esperimenti il terribile potere di infondere la vita nella materia inerte. Creatore e Creatura ingaggiano da quel momento un duello drammatico e feroce che può concludersi solo con la reciproca distruzione negli abissi della solitudine e della colpa. Il capolavoro di Mary Shelley universalmente riconosciuto come il precursore del genere fantascientifico.

     

     

     

     

    9) IL GIRO DI VITE di Hanry JamesI 10 migliori libri horror di sempre

    In un’atmosfera tesa e allucinante, misteriosa eambigua, James realizza con grande maestria una delle sue opere più riuscite. Solo in apparenza una storia di fantasmi, Il giro di vite organizza e lega al suo interno una notevole quantità di temi. Asse privilegiato del racconto è però la ripetizione: i due revenants che si accampano sulla scena del romanzo non sono altro che la figura retorica dietro la quale James nasconde, e svela, il problema di ciò che ritorna, di ciò che si ripete. Attraverso l’impiego di una tecnica narrativa sperimentale che adotta il punto di vista dei personaggi, James anticipa i procedimenti metaletterari del romanzo del Novecento.

     

     

    10) LASCIAMI ENTRARE di John Ajvide LindqvistI 10 migliori libri horror di sempre

    Il romanzo cult da cui sono stati tratti due film, la pluripremiata versione svedese di Tomas Alfredson e il remake hollywoodiano di Matt Reeves A Blackeberg, quartiere degradato alla periferia ovest di Stoccolma, il ritrovamento del cadavere completamente dissanguato di un ragazzo segna l’inizio di una lunga scia di morte. Sembrerebbe trattarsi di omicidi rituali, ma c’è anche chi pensa all’opera di un serial killer. Mentre nel quartiere si diffonde la paura, il dodicenne Oskar, affascinato dalle imprese dell’assassino, gioisce segretamente sperando che sia finalmente giunta l’ora della rivalsa nei confronti dei bulletti che ogni giorno lo tormentano a scuola. Ma non è l’unica novità nella sua vita, perché Oskar ha finalmente un’amica, una coetanea che si è appena trasferita nel quartiere. Presto i due ragazzini diventano più che semplici amici. Ma c’è qualcosa di strano in Eli, dal viso smunto, i capelli scuri e i grani occhi. Emana uno strano odore, non ha mai freddo, se salta sembra volare e, soprattutto, esce di casa soltanto la notte… Lasciami entrare è una tenera e crudele storia d’amore, vendetta e vampiri, un racconto fantastico e commovente sul dolore dell’infanzia e la forza dell’amicizia, dove sangue e orrore devono piegarsi alla potenza dell’amore e alla voglia di vivere.

  • Papa Giovanni XXIII e la diplomazia

    Il rapporto di Papa Giovanni XXIII con il mondo moderno, i rapporti internazionali, lo sviluppo della Chiesa nei vari continenti, il Concilio, il dialogo interreligioso, la pace e il nuovo dialogo con le realtà esterne e a volte anche ostili nei confronti del mondo cattolico.

    Questi i temi che saranno affrontati venerdì 1 giugno, alle ore 11, nell’Aula Magna di Sant’Agostino dell’Università degli Studi di Bergamo, grazie alla testimonianza di S. Em. il Cardinale Giovanbattista Re, prefetto emerito della Congregazione dei Vescovi e già Presidente della Commissione dell’America Latina.

    Il dialogo sarà introdotto dal Prof. Roberto Pertici, professore di storia contemporanea dell’Università degli Studi di Bergamo.

    L’iniziativa rientra programma accademico per il 50° anniversario dell’Università degli Studi di Bergamo.

    L’appuntamento costituisce un’occasione interessante per conoscere e apprezzare alcuni tratti poco noti del suo operato, e di come ancora oggi, nel mondo cattolico e non, abbia una forte rilevanza.

    L’ingresso è libero. Per informazioni www.50unibg.it

  • La fotografia d’autore di Alessio Di Franco in mostra ad “Arte in Bottega78”

    Il fotografo Alessio Di Franco sarà in mostra con le sue pregevoli fotografie d’autore presso lo spazio artistico culturale di “Arte in Bottega78” situato in Via Nazario Sauro 78 a Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia. L’esposizione verrà inaugurata in data Sabato 26 Maggio, alle ore 18.00 e rimarrà allestita in loco fino al 17 giugno 2018, in concomitanza con lo svolgimento dell’evento internazionale di Fotografia Europea organizzato dalla storica Fondazione Magnani. Il finissage è previsto in data Sabato 16 Giugno, sempre alle ore 18.00, insieme al festeggiamento del simbolico compleanno di “Arte in Bottega78”.

    La mostra, visitabile ad ingresso libero, raccoglie una parte eterogenea di produzione che contiene scatti di particolare suggestione, realizzati in modo molto diretto e naturale senza l’utilizzo di alcuna trasformazione artificiale. Per Di Franco la fotografia artistica non ha una semplice valenza estetica fine a se stessa, ma è sinonimo di strumento comunicativo prediletto, che funge da tramite per condividere e comunicare a livello sociale e collettivo importanti messaggi. Di Franco progetta con grande attenzione e sceglie soggetti e ambientazioni sempre mirati per avere il giusto impatto scenico e per riuscire ad esprimere al meglio i contenuti sostanziali di cui si rende portavoce, con intenso slancio e forte convinzione.

  • Tutti a Piazza del Campidoglio per Discover Bulgaria.

    La cultura è l’unico strumento che abbiamo per costruire un’Europa che possa essere percepita vicina ai cittadini, con queste parole – coraggiose ed idealiste – l’Ambasciatore di Bulgaria Marin Raykov ha presentato oggi al tavolo organizzativo presso il Campidoglio Discover Bulgaria, il maestoso appuntamento che inonderà Roma e Piazza del Campidoglio di musica, danza e immagini il prossimo 28 maggio 2018.

    Discover Bulgaria è uno degli eventi più spettacolari progettati a conclusione del semestre della Presidenza del Consiglio d’Europa. Nella convinzione della centralità della Cultura per il dialogo fra i Paesi: non si può dialogare senza conoscersi. In programma – alla presenza del Ministro della Cultura bulgaro Boil Banov – danza, 3D videomapping e musica tradizionale per raccontare i pilastri che hanno reso grande la Bulgaria per la storia europea: dai Traci con la loro cultura mistica e mitologica, all’invenzione dell’alfabeto cirillico che ha permesso l’introduzione del cristianesimo presso i popoli slavi. Protagonisti della serata, quindi, la danza spettacolare dei Chinary e l’innovativo videomapping in 3D degli artisti del MP Studio.A colonna sonora di questa operazione artistica alcune tracce tratte da BooCheMish, il nuovo album del celeberrimo Mistero delle Voci Bulgare: musiche di Petar Dundakov con la partecipazione straordinaria di Lisa Gerrard, la voce che ha reso famosa la colonna sonora, firmata Hans Zimmer, de Il Gladiatore.

    Parallelamente per Roma, in vista di Matera 2019 e di Plovdiv 2019, è stato naturale porsi come ideale Capitale della diplomazia culturale.

    E mentre ai Chinary, gruppo di danza contemporanea di ispirazione folkloristica, verrà affidato il racconto delle tappe più importanti della storia bulgara in una performance che a gennaio aveva già aperto a Sofia l’inaugurazione della Presidenza, agli artisti del MP Studio di Sofia è affidata la realizzazione di un innovativo 3D videomapping che, proiettato sulla facciata del Palazzo Senatorio, si focalizzerà sulla nascita dell’alfabeto cirillico, di quella grafia, cioè, che trasponendo in forma scritta l’antica lingua bulgara, ha permesso di diffondere la cultura cristiana europea presso le popolazioni slave.

    L’evento è realizzato dall’Ambasciata di Bulgaria a Roma e dall’Istituto Bulgaro di Cultura con il supporto della Fondazione Plovdiv 2019 (che insieme a Matera sarà nel 2019 Capitale europea della cultura). L’evento è, infine, reso possibile grazie anche al prezioso contributo di Unicredit Bulbank.

    INGRESSO GRATUITO fino ad esaurimento posti a sedere.

    www.ibcroma.it/discover-bulgaria

  • Il coro dell’Università di Stoccarda presenta la “Petite Messe Solennelle” di Gioachin Rossini

    Sarà l’Aula magna di Sant’Agostino la cornice di uno degli eventi più attesi del 50° anniversario dell’Università degli Studi di Bergamo: giovedì 31 maggio alle ore 18.30, il concerto del coro dell’Università di Stoccarda confermerà nella musica un legame profondo. “L’ateneo tedesco – dichiara il rettore Remo Morzenti Pellegrini- è nostro partner strategico tempo: ci uniscono in particolare un approccio interdisciplinare e il forte radicamento nel tessuto sociale ed economico del territorio. Nel tempo abbiamo sviluppato numerosi progetti di ricerca e di scambio, e questo concerto rappresenta un’occasione di condivisione nel segno della cultura e dell’arte”.

    Il M° Veronika Stoertzenbach dirigerà la Petite messe solennelle di Gioachino Rossini, vero e proprio testamento spirituale del compositore per coro, soli, pianoforte e armonium. Scritta nel 1863 ed eseguita per la prima volta privatamente il 14 marzo 1864 a Parigi presso la cappella di famiglia della contessa Louise Pillet-Will, dedicataria della composizione, la Messa rappresentò per l’epoca una composizione quasi d’avanguardia e aprì la strada a nuovi indirizzi estetici in ambito musicale.
    Il concerto vedrà esibirsi oltre settanta coristi, a cui si affiancheranno il soprano Rita Varga, il contralto Diana Haller, il tenore David Esteban Fruci Gomez, il basso Philipp Franke, Christian Döring al pianoforte e Peter Schleicher all’armonium.

    L’evento, offerto gratuitamente fino ad esaurimento posti, conferma con un appuntamento di alto valore culturale la volontà dell’Ateneo di aprirsi al territorio e di essere riconosciuto non solo come luogo di sapere accademico, ma anche come uno spazio capace di offrire alla città molteplici proposte da vivere insieme.

    Per il programma completo delle iniziative: www.50unibg.it

  • I Mondiali dell’Arte di Spoleto Arte a Mosca con Sgarbi, Dalì e molti altri vip

    Si avvicina la stagione estiva e Spoleto Arte si prepara a un viaggio che la vedrà protagonista di una trasferta in Russia, in contemporanea con i Mondiali di calcio. Un po’ di Italia volerà perciò nello stato dei grandi zar e, in particolare, il 10 giugno inaugurerà i Mondiali dell’Arte a San Pietroburgo, al The Official Hermitage Hotel (Pravda 10, San Pietroburgo). Il 13 invece sarà la volta della capitale, Mosca, dove verranno esposti numerosi artisti al Hotel Novotel (Novoslobodskaya St. 23, Mosca).

    Ideato e organizzato dal manager Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, l’evento si propone come un trampolino di lancio per l’arte, italiana e non, in Russia. Terra che apprezza particolarmente la bellezza, è stata la culla di molti interessanti movimenti artistico-culturali del Novecento, come le avanguardie, e di alcuni degli artisti più influenti, come Kandinskij o Suskov, quest’ultimo riscoperto con Spoleto Arte.

    A contribuire all’esposizione, oltre al prof. Vittorio Sgarbi, compaiono anche i nomi dell’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e Dario Fo, e di Alberto d’Atanasio, direttore del museo Modigliani.

    Salvo Nugnes dichiara, paragonando in termini scherzosi: «I Mondiali dell’Arte sono un progetto ambizioso. Portare una squadra di artisti in trasferta durante una simile manifestazione calcistica mi riempie d’orgoglio e mi fa sperare. L’arte deve sempre rimanere nel cuore di tutti, diventare uno “sport” sentito e vissuto a livello nazionale e internazionale, perché niente più di un’opera riesce a emozionare e a comunicare, nonostante le culture siano già in partenza così diverse. E ciò è possibile poiché l’arte è un linguaggio universale, vincente in partenza.»

    Anche l’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, si è espresso con particolare entusiasmo a riguardo: «Quello che il mio carissimo amico Salvo Nugnes sta facendo con Spoleto Arte è qualcosa di ironico e geniale. Portare a San Pietroburgo e a Mosca, sotto le telecamere di tutto il mondo che impazza per il calcio, proprio l’arte è una scelta quasi trasgressiva. Ma è proprio la forza di queste idee e la conseguente loro realizzazione che fa fremere lo spirito di ognuno. Anche l’arte merita i suoi Mondiali e questa necessità è chiara nella mente di Salvo. Un grande in bocca al lupo a tutti gli artisti che comprenderanno la portata di questo evento e decideranno di prendervi parte!»

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure consultare il sito www.spoletoarte.it.

  • L’inchiostro di Vinil ferma il tempo: in mostra lo stile della tatuatrice italiana

    Fino al 27 luglio la 255 Raw Gallery dell’eclettica piazzetta di Palazzo Zanchi di via Tasso, nel cuore di Bergamo, ospita i disegni dell’artista e tatuatrice di grande talento Ylenia Manzoni, in arte Vinil, apprezzata e conosciuta in tutta Italia ed Europa, dallo stile preciso e assolutamente inconfondibile.

    I disegni come espressione d’arte libera, i tatuaggi come forma d’artigianato, l’inchiostro come ingrediente chiave per fermare (e firmare) l’hic et nunc, il qui e l’ora, per sempre. Che si tratti di un foglio di carta o della pelle, la mano racconta un’identità. Quella di Ylenia Manzoni, in arte Vinil, apprezzata artista e tatuatrice bergamasca, i cui disegni saranno protagonisti della mostra «Qui, ora (con il giusto tempo)» con cui la 255 Raw Gallery, il polo artistico della vivace via Torquato Tasso di Bergamo, festeggia il suo secondo compleanno con opening il 26 maggio e apertura al pubblico dal 28 maggio al 27 luglio 2018 (lunedì-venerdì dalle 10 alle 19) il sabato su prenotazione ([email protected])

    Le opere di Vinil, realizzate con pantone su carta, sono caratterizzate da linee nette e definite, figure leggere, fanciullesche e affascinanti, ed esprimono il suo “io” più profondo, l’anima da artista che da sempre la accompagna. I disegni saranno esposti in una concept gallery dallo stile domestico ma ad alto tasso di natura, con piante e fiori, in continuità con il carattere unico di Vinil, con le sue numerose esperienze e con la sua passione per la natura, ambiente di grande ispirazione. A conferma di questo, un corner della mostra sarà dedicato alla ricostruzione di un salotto green dove troveranno spazio i vasetti per piantine caratterizzati dal tratto unico di Ylenia. Una mostra diffusa, che continua da Wooden Bergamo, in via San Bernardino, dove ha trovato casa la collezione esclusiva di t-shirt disegnate dall’artista. Pelle, carta o stoffa: quando c’è talento la tela è un quid in più.

    Classe 1988, Vinil è nata a Merate (LC), dopo il diploma al liceo artistico ha studiato per un anno all’Accademia delle Belle Arti di Brera per arrivare a dedicarsi al disegno che, da “semplice” passione, è diventata una vera e propria vocazione. Quasi un’ossessione. Così, dopo aver fatto gavetta come assistente in uno studio di tatuaggi e, soprattutto, dopo aver conosciuto alla Convention di Milano Amanda Toy, tatuatrice famosa in Italia e all’estero, ha acquistato le sue prime macchinette. Da quel momento, Vinil non si è più fermata. Oggi lavora per Area Industriale Tattoo Brescia e ha all’attivo guest spot con fuoriclasse del settore come Peter Aurisch e Angelique Houtkamp. Periodicamente Vinil è guest in studi rinomati in tutta Italia e in Europa: Nevada Johnny (Berlino), Salon Serpent (Amsterdam), Chez Mémé (Parigi), Cloack and Dagger (Londra), LTW (Barcellona), Luxury Tattoo (Grosseto), Ink’n’Roll (Genova), Kiss Me Darlin (Roma), Good Fellas (Palermo), Built Strong (Milano), Ink Club (Bergamo), solo per nominarne alcuni.

    «Qui, ora (con il giusto tempo)» è la sua prima mostra personale e vede in esposizione, oltre ai disegni originali, pantone su carta, serigrafie, una parete dedicata ai suoi post social più apprezzati: Vinil è molto seguita anche online dai suoi oltre 34 mila followers su Instagram. A dimostrazione di come il disegno per tattoo sia un’arte capace di emozionare, affascinare, creare seguito. A patto, però, che i disegni siano sempre autentici e originali, espressione sincera e libera dell’artista, nonché modo eclettico, stimolante e mai banale, di raccontare, esporre e diffondere l’arte in ogni sua forma. E a questa libertà, si unisce la passione artigiana della tatuatrice, abilissima nel dare voce ai desideri di ogni cliente con lavori di grande maestria. Clienti con cui, nella maggior parte dei casi, condivide qualche passione, punto di partenza di chiacchierate intense che precedono il tattoo e che per Vinil rappresentano forte spinta e stimolo artistici, soprattutto di fronte alla richiesta di soggetti o concetti che non ha mai trattato.

  • Calici di Stelle – Città del Vino Campoli del Monte Taburno (BN) 8.9.10 AGOSTO

    Ad agosto, nei giorni 8-9-10, ritorna a Campoli del Monte Taburno in provincia di Benevento, “Calici di Stelle –Città del Vino” appuntamento enogastronomico, rientrante tra i “Grandi Eventi” promossi dalla Regione Campania.

    Il Forum dei Giovani, organizzatore dell’evento, ha promesso una cornice maggiormente accogliete rispetto agli anni precedenti, nuove scenografie e graziosi allestimenti per permettere al vino locale ed ai prodotti tipici di porsi con maggiore interesse all’attenzione dei tantissimi visitatori. L’associazione campolese da sempre si onora di organizzare la manifestazione che maggiormente promuove i prodotti agricoli e della tradizione del nostro territorio”. “Calici di Stelle” è una manifestazione a carattere nazionale, che rientra nel circuito di Città del Vino. L’edizione Sannita ha luogo a Campoli del Monte Taburno dall’8 di agosto fino al 10, giorno di San Lorenzo chiusura della manifestazione.

    L’evento è una vera e propria vetrina enogastronomica che affascina i tantissimi visitatori giunti nel piccolo paese ai piedi del monte Taburno da ogni angolo della regione e non solo. Le tre serate sono accompagnate da spettacoli musicali, ballo liscio, musica popolare e attrattive di vario genere che coinvolgono ogni singola fascia di età. Al centro dell’attenzione il Re dei nostri prodotti agricoli, il Vino. All’interno del sito internet è possibile trovare tutte le attività di pernottamento convenzionate alla festa.

    Data: 8.9.10 Agosto 2018

    Orario: dalle ore 21.00

    Luogo: Campoli del Monte Taburno (BN)

    Video Pubblicitario dell’Evento

    • https://www.youtube.com/watch?v=XQ5barSrKNQ

    DA SOTTOLINEARE: contattando gli organizzatori o visitando il sito è possibile ricevere informazioni per le offerte pernottamento.

    Per informazioni:

    sito internet:

    e-mail[email protected]

    Facebook: https://www.facebook.com/calicidistellecampolimt

    Youtube : fdgcampolimt

    Instagram:  https://www.instagram.com/calicidistelle_festadelvino

  • Lampade da soffitto: come e quali scegliere

    Amici e amanti del design di interni e dell’arredamento, oggi vogliamo parlarvi di un grande classico, un elemento che non può mancare in qualsiasi locale che si rispetti, sia per necessità che per estetica: l’illuminazione! Il mondo dell’illuminazione è, de facto, quasi un mondo a parte. Si tratta di qualcosa di veramente essenziale nell’arredo di una casa, necessario in quanto la luce naturale non potrà mai sostituire quella artificiale: anche qualora aveste la fortuna di possedere una casa con immense finestre e lucernari, nelle ore notturne si avrà sempre e comunque bisogno di una lampada che illumini corridoi e stanze quanto basta. Ma l’illuminazione non è solamente un elemento indispensabile a livello puramente funzionale, è anche un vero e proprio complemento d’arredo, che va a completare l’aspetto del locale: è e deve essere coerente con lo stile della casa, deve adattarsi al resto del mobilio ed essere in tono con gli altri elementi di design presenti nel locale. Una lampada può da sola rivoluzionare l’aspetto di un locale, dargli un carattere tutto suo e per questo è essenziale saper scegliere correttamente gli apparecchi illuminanti.

     

    Lampade da soffitto

    Oggi parleremo in particolare di una tipologia di illuminazione: quella per il soffitto. Chiunque si sia trovato per la prima volta ad arredare da zero una casa lo sa bene: l’illuminazione da soffitto è un elemento fondamentale se non si vuole riamanere – non solo metaforicamente – al buio! Se è vero che le lampade da terra e da tavolo sono un elemento d’arredo fondamentale per completare il look del soggiorno o della camera da letto e concludere con stile l’aspetto dell’area relax o lettura, ed è cosa nota che un locale non avrebbe il medesimo aspetto senza le giuste applique da parete, è anche indubbiamente corretto dire che una casa non sarebbe la stessa senza le lampade da soffitto! Ma quali sono le tipologie disponibili in commercio? Innanzitutto, come non nominare il re assoluto del genere: il lampadario. Il lampadario è indubbiamente un elemento dal carattere e dalla personalità estremamente forte, per questo scegliere il modello corretto è essenziale se non si vuole sbagliare la tipologia di arredo. Ma non solo: accanto troviamo anche e soprattutto lampade a sospensione, ma anche plafoniere e infine gli immancabili faretti, elemento essenziale per completare l’illuminazione della casa e dare rilievo alle giuste zone.

     

    Lampade moderne da soffitto

    Se avete una casa moderna o volete dare un tocco di contemporaneità ad un locale mantenendo il suo look più classico e tradizionale, un’ottima soluzione è quella di optare per delle lampade moderne da soffitto. Come posizionarle e quali scegliere? Ci sono regole ben precise quando si tratta di scegliere l’illuminazione per le varie zone della casa: considerate innazitutto che per il salotto nulla sostituisce il ruolo di un bel lampadario, in grado di stravolgere l’estetica della zona relax. Non solo antichi, i lampadari moderni sono tanti e si trovano tranquillamente, quindi non lasciatevi scoraggiare nella scelta. Qualora non voleste un lampadario, si può tranquillamente optare per una seconda variante, ossia una bella plafoniera, che abbia comunque una buona dose di carattere. Forse più semplice è invece decidere come illuminare il resto della zona giorno: per i corridoi e le zone con controsoffitto i faretti sono un vero must; per la cucina e per il soggiorno, invece, è consigliabile optare per una bella lampada a sospensione, più semplice nel primo caso e un po’ più elaborata nel secondo. Infine, per la zona notte preferite una bella plafoniera che si intoni con gli altri elementi illuminanti.

  • Graziano Ciacchini tra i protagonisti del prestigioso Tuscania Festival 2018

    Il pittore Graziano Ciacchini è tra i protagonisti dello storico Tuscania Festival, che si svolge nel weekend di Sabato 26 e Domenica 27 Maggio 2018 a Peccioli sulle colline di Pisa. L’artista sarà presente in mostra espositiva con le sue intense proiezioni pittoriche, all’interno della sezione “Art” curata dall’organizzatrice Alessandra Ioalè. In questa interessante cornice, Graziano darà il suo pregevole contributo artistico per valorizzare questo evento, che celebra e stimola il connubio tra arte e musica, concepiti come linguaggi universali di condivisione a tutto tondo.

    Ciacchini si dimostra ancora una volta artista di versatile pensiero, scegliendo di partecipare a iniziative che rivestono un’importante e incisiva funzione di aggregazione collettiva, supportando il valore sostanziale del fare arte, coniugato al lodevole intento sociale di evidenziarne la forza del prezioso potenziale comunicativo.