Categoria: Arte e Cultura

  • Spoleto Arte: il Maestro d’arte Katiuscia Papaleo al Tgcom24

    Spoleto Arte: il Maestro d’arte Katiuscia Papaleo al Tgcom24

    È categorica Katiuscia Papaleo. «L’arte è un dono con cui una persona ci nasce. O ce l’hai o non ce l’hai nelle corde dell’anima». Sono parole che possono sembrare dure, ma che non possono essere più vere osservando i lavori dell’artista. Katiuscia Papaleo ha avuto la fortuna di nascere con questa dote e la perseveranza di coltivarla con i giusti incontri. Alla pittrice milanese, fiore all’occhiello di Spoleto Arte, presieduta da Salvo Nugnes, il Tgcom24 dedica ora una puntata sul nuovo format dedicato all’arte durante la quarantena.

    Katiuscia Papaleo
    Opera di Katiuscia Papaleo

    Katiuscia Papaleo

    Nata a Milano nel ’71, Katiuscia trascorre la sua giovinezza sul Naviglio Grande, negli studi pittorici di grandi artisti. Spicca, su tutte le sue esperienze, quella più longeva alla “Fucina dei Colori” del Maestro Benito Trolese. Qui apprende i tre precetti che da allora la guidano nel suo percorso artistico. Il primo riguarda l’arte in generale, una forma libera d’espressione per cui bisogna avere sempre qualcosa da raccontare, nonché la volontà di farlo. La fiamma che anima l’artista si spegnerebbe infatti qualora costui non avesse nulla da dire. In secondo luogo la tecnica: i dipinti della Papaleo si contraddistinguono per un particolare studio del colore e della luce.





    L’ultimo insegnamento può essere ricollegato al primo: si dipinge perché la pittura è una grandissima forma di comunicazione, così come la scrittura e la parola, perché si ha la possibilità di esprimersi senza censure o pregiudizi. Ed ecco che la nostra pittrice raffigura allora ciò che vive, lasciandosi condurre in un viaggio attraverso le emozioni, sensazioni che riversa sulla tela sotto forma di colori e atmosfere sognanti. La sua, una dote esclusiva, diventa inclusiva una volta che viene messa in pratica. Per chi, come lei, avverte l’insaziabile esigenza di esprimersi attraverso colori e segni, dipingere diventa fonte inesauribile di libertà e indagine sulla realtà. Capire ciò che la gente dice e ciò che vorrebbe invece dire diventa una prerogativa, un’abilità che si può sviluppare attraverso il tempo e la dedizione all’arte. Una capacità che Papaleo ha acquisito con l’osservazione e che si esplica nella gioia di aver trovato la forma più pura della libertà: la pittura.

    Arte moderna e contemporanea diventano l’oggetto degli studi della pittrice che nel 2017 si vede conferito il titolo di Maestro d’Arte da Carla d’Acquino Mineo, presidente della Maison d’Art di Padova e critico d’arte.

  • Spoleto Arte: la pittrice bellunese Rosanna Cecchet al Tgcom24

    Spoleto Arte: la pittrice bellunese Rosanna Cecchet al Tgcom24

    Viene da Feltre (BL) Rosanna Cecchet, artista di Spoleto Arte, associazione culturale presieduta da Salvo Nugnes. Con i suoi dipinti sarà al centro del nuovo servizio del Tgcom24 per il format pensato proprio per questi tempi di isolamento forzato: Arte in quarantena.

    Rosanna Cecchet

    Nata a Cisterna di Latina nel 1942, Rosanna Cecchet ha alle spalle una vita singolare che le consente di dedicarsi all’arte pienamente solo dopo la pensione. A questa disciplina infatti la pittrice ha riservato sempre il suo tempo e le sue energie con una costanza ammirevole.

    Rosanna Cecchet

    Il commento di Alberoni

    «I sogni a occhi aperti hanno tanti livelli di profondità e di significati, sono spesso legati alla speranza. Nelle opere di Rosanna Cecchet c’è questo e c’è anche l’opposto» scriverà il noto sociologo Francesco Alberoni sui suoi lavori. I quali hanno sia l’aspetto di un sogno felice sia l’angoscia generata da un incubo terribile. Una dualità che viene accentuata dalla scelta di esprimere tramite la pittura a olio tanto rappresentazioni intime suggestive quanto episodi di cronaca che hanno interessato tutto il mondo (dalla Guerra del Golfo all’11 settembre, fino alla strage del Bataclan).




    Vittorio Sgarbi

    Dettagli minuti e grandiose campiture invitano l’osservatore a immergersi nella trama dei colori, di un racconto che include tutti in quanto compartecipi della sua storia e parte della Storia. Dirà il critico Vittorio Sgarbi: «Quella di Rosanna Cecchet è pittura di memoria, ma anche di simbologie sottili, di metafore di vita, di morte, di esistenza. […] Tutto questo è ripreso da Rosanna Cecchet con certosina e paziente minuzia, quasi ella fosse intenta in un lavoro di ricerca interiore che si volge attraverso il segno, l’armonia dei colori, il gioco cangiante delle luci e dei riflessi sugli oggetti e sul mondo. Il suo tratto è meticoloso, preciso, tutt’altro che convenzionale, quasi l’artista avesse accolto in sé la lezione divisionista, quella del realismo magico e di certa pittura surrealista. Non c’è enfasi né retorica nella pittura insieme solare e vagamente malinconica dell’artista, ma il desiderio supremo di cogliere, attraverso il paziente lavoro di ricamo di segno e colore, il senso profondo dell’esistenza».

  • La pittura senza confini di Davide Romanò

    Il poliedrico artista Davide Romanò è senza dubbio una figura di calibro nell’attuale panorama artistico contemporaneo e merita una giusta considerazione di interesse. In lui si riuniscono e si rispecchiano il talento innato e la voglia di sperimentare, come una sfida entusiasmante e avvincente, per andare sempre oltre e al di là del già visto e del già rappresentato. In lui alberga un forte senso di determinazione a procedere in un cammino alternativo, privo e scevro di inutili e sterili conformismi di facciata, scegliendo volutamente e consapevolmente strade alternative e non ancora battute, per ottenere esiti sui generis e inediti. Arte da vivere e da assaporare e respirare fino in fondo, arte da celebrare e portare sempre più in alto nel livello di percezione mentale e spirituale. Arte che trasmette e trasporta con sé i sentimenti più nobili e ammirevoli, che bisogna tutelare e proteggere nel tempo con amorevole cura. Sono questi i valori cardine primari, che spronano Romanò nel suo ruolo di artista moderno.

    La dottoressa Elena Gollini nel far emergere i tratti caratterizzanti della sua pittura ha affermato: “Davide è senza dubbio un esempio a modello di artista dallo spirito indomito, un vero e proprio gladiatore dell’arte, dall’indole sensibile e al contempo intrepida, dal cuore passionale e al contempo fiero e orgoglioso del proprio operato. Per lui fare arte significa proiettarsi verso un impulso che trasforma e stravolge in totus il modo di pensare e agire. Il colore e la materia pittorica diventano dei ponti di trait d’union per diffondere ed espandere con sferzante pulsione una coinvolgente forza vitale, che racchiude tutta l’essenza dell’essere e dell’esistere. Chi come Davide procede cum grano salis compie sempre scelte oculate e ponderate, senza mai osare oltre e troppo, riuscendo comunque a risultare trasversale e affrancato dalle imposizioni accademiche, accostando le sue narrazioni pittoriche a intriganti romanzi di avventura, dove lui da grande ed esperto avventuriero dell’arte ci scorta e ci accompagna tenendoci per mano, per affrontare insieme tutte le sorprendenti e straordinarie emozioni che si prospettano dinanzi e superare insieme la barriera del visibile“.

    L’essenziale è invisibile agli occhi” (Il piccolo principe – Antoine de Saint-Exupery).

  • Spoleto Arte: tra viaggi e miraggi, i dipinti di Anna Actis Caporale sul Tgcom24

    Fotografa e pittrice, Anna Actis Caporale si trasforma in reporter di sogni ed emozioni. Le esperienze che hanno caratterizzato i suoi viaggi in Cina e in Marocco sono state raccolte negli omonimi volumi fotografici. Ma non basta. Le immagini di culture remote rimangono impresse nella sua memoria al punto che spetta alla pittura dare loro una nuova veste. A darcene una rapida e intensa visione sarà il prossimo appuntamento del format di Tgcom24, nato per contrastare l’impossibilità di recarsi fisicamente nelle mostre durante la quarantena.

    Anna Actis Caporale

    L’artista ‒ selezionata da Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte e manager di grandi nomi tra cui Margherita Hack, Francesco Alberoni e Vittorio Sgarbi ‒ nata a Mazzè (TO) nel ’51, unisce nelle sue opere la passione per l’arte e l’archeologia, una passione che l’ha spinta a intraprendere delle spedizioni in diverse parti del mondo. Un talento trasmessole dal padre Aldo, noto pittore del Canavese, e dal fratello Sergio, artista con uno stile innovativo, prematuramente scomparso. Anna raccoglie quest’eredità, la fa propria e con il pennello in mano dà colore alle visioni e alle impressioni che popolano la sua memoria. La fiaba, l’esotismo, l’ispirazione momentanea sono i tratti riconoscibili nei suoi lavori, tutti accomunati da un fil rouge di cui lasciamo la rivelazione alle parole della pittrice: «Viaggiare significa conoscenza e confronto con realtà diverse. Per me dipingere è un viaggio attraverso le idee, le impressioni, i colori, i sentimenti e le esperienze vissute e a volte anche i sogni… Ecco quindi i miei Viaggi e Miraggi».

    Anna Actis Caporale
    Anna Actis Caporale

    Il commento di Sgarbi

    E di questi Viaggi e Miraggi parla anche il prof. Vittorio Sgarbi, commentandone le opere: «È l’esotismo, inteso non come attrattiva per il pittoresco turistico, ma interesse motivato per il culturalmente diverso, l’elemento che più connota l’arte di Anna Actis Caporale, fotografa oltre che pittrice, che nell’espressione figurata condensa per simboli e impressioni ciò che l’esperienza esistenziale del viaggio le ha lasciato addosso. Il colore smaltato rinuncia al volume e alla profondità dello spazio per concentrarsi sulla densità tattile e sul contrasto dei timbri, quasi a voler recuperare l’aspetto sensoriale del ricordo, in termini che qualche volta sembrano esasperare analoghe propensioni di Aldo Mondino».

  • Massimo Caramia artista del marmo: tradizione e innovazione in perfetto connubio

    L’artista del marmo Massimo Caramia ha di recente ottenuto il patrocinio istituzionale dal Comune di Pietrasanta per il progetto di ricerca denominato “Il marmo dai 1000 volti” che lo vede impegnato in prima linea nel portare avanti la promozione capillare, connessa a uno straordinario blocco di origine medicea di sua proprietà. Al contempo prosegue la sua apprezzata attività di artigiano e artista del marmo con grande dedizione. La dottoressa Elena Gollini che sta coordinando il percorso di ricerca assieme a Caramia ha messo in evidenza alcuni tratti sostanziali importanti del suo pregevole talento creativo, dichiarando: “La produzione di Massimo si presenta come un’aggregazione composta e bilanciata di elementi variegati. Massimo compone la sua ricercata e raffinata formula espressiva all’insegna di un’arte senza tempo e dotata di grande carica ed energia vitale. Si è saputo muovere con garbo riflessivo nell’articolato panorama contemporaneo, traducendo con un proprio linguaggio plurisensoriale quanto della dimensione reale ha recepito con più empatia. Dotato di una creatività molto versatile e di una sensibilità intuitiva ha saputo cogliere il senso del bello e dell’armonia, senza mai dare spazio ad eccessi di sofisticato virtuosismo estetico, per rendersi fautore e portavoce di una comunicazione verace e veritiera, frutto di un autentico trasporto intimo e introspettivo. Le creazioni marmoree sono come soave e delicata poesia del cuore e dell’anima, tradotta in arte pura e incontaminata. Lo spirito di condivisione con il fruitore lo ha guidato sempre nel cercare un cammino di evoluzione che fosse sinonimo di crescita interiore positiva da spendere come esempio di stimolo“.

  • Andrea Mascetti: l’impegno di Fondazione Cariplo sul tema della lettura

    Il tema della lettura e dei nuovi media, e l’importanza che entrambi rivestono al giorno d’oggi soprattutto per le nuove generazioni: il 18 febbraio, in occasione della riunione della Commissione Arte e Cultura presieduta da Andrea Mascetti, si è svolto un incontro di approfondimento dal titolo Lettura e nuovi media

    Andrea Mascetti
    L’impegno di Andrea Mascetti (Fondazione Cariplo) nella promozione della lettura

    Educare i giovani all’importanza della lettura, strumento imprescindibile per lo sviluppo della coscienza critica, e investire sulla qualità delle informazioni disponibili online, anche grazie alle nuove possibilità offerte dall’avvento della rivoluzione tecnologico-informatica: sono questi alcuni dei temi emersi per promuovere la lettura durante l’incontro che si è tenuto martedì 18 febbraio presso la Fondazione Cariplo. Intitolato Lettura e nuovi media, all’evento hanno partecipato la Direttrice dell’Area Arte e Cultura Cristina Chiavarino, il Coordinatore della Commissione Arte e Cultura Andrea Mascetti, e Fabio Vaccarono, Managing Director di Google Italia. L’incontro si è tenuto in occasione della riunione della Commissione Arte e Cultura e ha rappresentato un evento di approfondimento per un futuro bando promosso dalla Fondazione, finalizzato alla promozione della lettura. Su quest’ultima, infatti, è incentrata l’attività filantropica dell’area Arte e Cultura per l’anno 2020.

    Il percorso professionale del Coordinatore della Commissione Arte e Cultura Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti (1971) è un professionista del settore legale: conseguita la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano, ottiene l’abilitazione all’Ordine degli Avvocati di Varese. La sua carriera professionale inizia a Milano presso lo Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young, dove svolge attività fino al 2002. Le competenze maturate nel settore gli consentono, successivamente, di aprire lo Studio Legale Mascetti. Attivo nel campo dei servizi di consulenza professionale per società ed enti locali, a giugno 2019 ha ricevuto l’incarico di Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, dove si occupa di promuovere progetti in ambito culturale. Attualmente è anche Membro e Presidente di diversi Organismi di vigilanza, e Membro di Consigli di Amministrazione di banche e società commerciali, sia in Italia che all’estero. Oltre a possedere solide competenze nel mondo legale, Andrea Mascetti è appassionato di libri, autori del ‘900 e geopolitica.

  • Spoleto Arte: intervista a Gino Maria Sambucco, protagonista del servizio al Tgcom24

    L’Anima della roccia, questo il titolo del servizio di Tgcom24 sul fotografo friulano Gino Maria Sambucco, artista dell’ass. Spoleto Arte presieduta da Salvo Nugnes, lo scorso 19 marzo. Incuriositi dai suoi scatti e dalla sua simpatia, abbiamo voluto fargli qualche domanda.

    D: Recentemente è uscito un servizio del Tgcom24 su di lei e le sue fotografie nella rubrica dedicata all’arte ai tempi del Coronavirus. Cosa ne pensa e come si sente?

    R: Penso che questa sia una delle ottime iniziative che servono a distrarre un po’ dallo stress di stare continuamente a casa per tanto tempo. Di sicuro le particolari foto delle Dolomiti e del Nordest gioveranno a questo scopo, oltre che a pubblicizzarle per quando terminerà l’emergenza sanitaria. Sfruttare per questi motivi la mia arte mi fa stare bene. Mi rendo conto che sarà un piccolissimo contributo, ma è già qualcosa, e tanti di questi contributi messi insieme faranno la differenza.

    Gino Maria Sambucco
    Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes davanti alle foto di Gino Maria Sambucco

    D: Lei ha preso in mano giovanissimo la macchina fotografica. C’è un modello a cui è particolarmente affezionato o qualcosa che ricorda con particolare piacere?

    R: Ho ereditato la macchina fotografica da mio padre quando non c’erano ancora le foto a colori. Quando finalmente sono arrivate, ho immortalato gli uccellini che ho sempre allevato e mi sono reso conto di quanto si migliora in poco tempo. Poi, durante il servizio militare, con delle piccole Polaroid ho portato a casa parecchi ricordi. In quel periodo sono arrivate anche le videocamere che registravano filmati di 5 minuti e alla fine degli anni Ottanta avevo una videocamera con nastri che duravano mezz’ora per lato e allora mi sono filmato tutto il mio comune di Codroipo. Tutte le vie, casa per casa, e tutto il territorio.

    D: In passato ha realizzato anche degli MMS con le immagini del suo Friuli. Qual è il suo rapporto con la tecnologia?

    R: Dovrei partire da prima degli MMS per spiegare questa passione. Vede, nel 1997 è comparsa nei cieli del Friuli la bellissima stella cometa Hale-Bopp. Mai vista una cosa simile a memoria d’uomo, a dir poco fantastica. Rincorrendola nelle notti terse, mi ha dato il tempo di fotografarla accanto o sopra tutte le torri, i campanili, i monumenti importanti che mi circondavano. In quel periodo esposi quelle foto a Mortegliano (UD), sotto il campanile più alto d’Italia. Riscontrai di aver fatto un buon lavoro perché vidi arrivare davanti ai miei quadri fotografi importanti.

    Nel 2003, grazie ai telefoni cellulari, oltre agli SMS era arrivata per tutti la possibilità con gli MMS di spedire per via postale delle cartoline con commenti, saluti ecc. Così io, da bravo filatelico, entro l’anno ho spedito una cartolina per ogni località riportata sull’elenco telefonico del Friuli “Terra di risorgive”.

    Gino Maria Sambucco
    Salvo Nugnes e Gino Maria Sambucco

    D: La sua ricerca è divisa in fotografie realistiche e pittografie. Cosa l’ha portata a questa diversificazione? Nel suo lavoro c’è inoltre una forte relazione tra il viaggio e lo scatto. Quanto è importante l’attimo?

    R: Nel Medio Friuli, guardando da Nordovest, l’orizzonte è ricamato dai monti della Slovenia, del Friuli, delle Dolomiti fino ai monti padovani e vicentini. Fin da ragazzo mi sono interessato ai loro nomi e alla loro fisionomia per riconoscerli e viaggiando molto per lavoro ho notato che osservandoli in orari diversi con condizioni climatiche diverse, mostrano dei particolari alle volte curiosi, specie per me che ho un carattere allegro e scherzoso.

    Mi porto appresso sempre la macchina fotografica perché credo fermamente nella capacità di sorprendere l’istante. Così ho iniziato a costruire “Mitici e Dolomitici” con migliaia di fotografie. Negli ultimi anni le fotocamere dispongono di un sacco di tecnologia, c’è la possibilità di ravvivare i colori, di dare tonalità diverse, fare immagini posterizzate… Con queste nuove funzioni si possono ottenere immagini reali con colori e sfumature irreali. Con l’esperienza le accentuo o attenuo finché vedo che mi piacciono, allora scatto e ottengo le mie pittografie che stimolano la fantasia e la condivisione.

    D: Ha dei modelli di riferimento oppure la natura è la sua insegnante?

    R: Le mie insegnanti sono la natura e la continua attenzione alla tecnologia che ci permette di sperimentare sempre di più.

    D: Lo scorso anno ha esposto in numerose città con Spoleto Arte e tenuto due personali, una a Belluno, l’altra alla Milano Art Gallery (MI). Qual è ora la sua prossima mossa?

    R: Nel  2019 ho partecipato con soddisfazione a parecchie mostre. Quest’anno intanto sono fermo per l’emergenza sanitaria del Covid19 che si spera termini al più presto… Poi vedremo dove ci porterà questo imprevedibile mondo.

    D: Rispetto alla pittura, alla scultura, ai video o alle installazioni che cosa può offrire la fotografia oggi?

    R: Tutte le arti sono importanti perché documentano, raccontano situazioni, stimolano l’interpretazione, dimostrano l’abilità umana… Anche la fotografia deve avere tutte queste peculiarità, più quella dell’immediatezza.

  • La mostra fotografica “Mood photo” di Alessandro Bassani a cura di Elena Gollini è online

    La nuova piattaforma delle mostre online a cura della dottoressa Elena Gollini ospita la pregevole mostra di fotografia artistica d’autore di Alessandro Bassani, dal titolo volutamente d’impronta cosmopolita “Mood photo”. Sono inserite nella gallery un gruppo di 20 esclusive immagini fotografiche coperte da apposita copyright, che Bassani ha realizzato seguendo il suo particolare ed eclettico modus operandi, con una resa ad effetto davvero sorprendente.

    La dottoressa Gollini ha evidenziato gli aspetti salienti della sua originale ricerca di ispirazione anticonformista e non convenzionale e ha sottolineato: “Nel vasto e multiforme coacervo del campo applicativo della moderna arte fotografica d’autore, Alessandro con il suo operato trasversale rispetto ai canonici cliché della tradizione si pone con intraprendente spirito innovatore e con appassionato intento sperimentale, rifuggendo gli standard e trovando una propria fonte espressiva molto stimolante e coinvolgente. Chi pensa che la fotografia artistica debba per forza essere vincolata e dominata da imposizioni di stampo classico si trova ad un importante bivio dinanzi alla corposa e variegata produzione di Alessandro e viene incitato e spronato ad aprire e allargare gli orizzonti e i parametri di visione e di veduta, accogliendo una prospettiva molto più articolata e sfaccettata nella sua essenza costitutiva e nella sua valenza sostanziale. Alessandro si affranca e si distacca, si rende pienamente libero e costruisce un suo modello peculiare di stile e di linguaggio comunicativo. Non ha bisogno di copiare ed emulare, ma piuttosto inventa di continuo nuove soluzioni e si cimenta in un percorso ardito e ammirevole, scegliendo consapevolmente la cosiddetta strada meno frequentata. Accanto alla formula più strettamente tradizionale di arte fotografica propone una sua proiezione e un suo meccanismo ideativo ed esecutivo. Dotato di talento innato e di ingegno e acume spiccato, Alessandro compone il suo magistrale mosaico artistico ed esorta il fruitore ad accostarsi con il giusto approccio, a guardare con la meraviglia e lo stupore fanciullesco del fanciullino pascoliano che si nasconde in ognuno di noi, a non farsi condizionare dalle barriere psicologiche e mentali. Alessandro trova se stesso tramite le sue fotografie e al contempo ristabilisce un rapporto equilibrato e armonioso con il mondo e la realtà circostante. L’arte fotografica è il punto di contatto con la dimensione sociale e collettiva. Il sentirsi artista a tutto tondo indipendente gli infonde ancora più enfasi ed entusiasmo e lo aiuta ad uscire allo scoperto, a raccontare e a raccontarsi nel profondo con autentica trasparenza e purezza. Ed è proprio in questo che risiede la grande e magica bellezza delle sue fotografie“.

    La bellezza salverà il mondo” (Fëdor Michajlovič Dostoevskij).

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/mood-photo-alessandro-bassani/

  • L’etichetta digitale White Dolphin Records é online!

    È online una nuova etichetta alternativa : “White Dolphin Records”!

    White Dolphin Records è una nuova etichetta discografica indipendente con sede in Italia e attiva in tutto il mondo. Lavoriamo come produttore e distributore di musica attraverso diversi negozi digitali specializzati.

    IMG_3152

    “La musica ha un grande potere: ti riporta nel momento in cui ti porta avanti, in modo da provare nostalgia e speranza allo stesso tempo”.

    White Dolphin Records è una nuova etichetta discografica indipendente con sede in Italia. Siamo attivi ora in tutto il mondo come casa discografica e distributore. Abbiamo lavorato e stretto accordi con aziende rilevanti in tutto il mondo.

    Rilasciamo e distribuiamo la nostra musica attraverso i migliori siti di download digitali e servizi di streaming. Siamo specializzati nell’editoria di suono lo-fi, synth pop e alternative.

    White Dolphin Records è specializzata in contenuti: articoli, post e contenuti multimediali. Siamo in grado di offrire ai nostri clienti articoli di alto livello per il sito Web dell’azienda o contenuti di alta qualità e performanti per i blog. White Dolphin è in grado di offrire articoli e contenuti relativi di settore.

    Quello che facciamo per i nostri artisti:

    -Pubblicazione in audio digitale di digital 45 , E.P. , Album e Compilation in tutto il mondo
    -Distribuzione attraverso i principali servizi di streaming

     

    IMG_3165
    -Web promozione
    -Promozione Social

    -Playlist Compilation
    -Promozione Radio

    White Dolphin Records è un’etichetta digitale indipendente italiana, specializzata in suoni alternativi. Dark Wave , Shoe Gaze ,  Synth Pop, Industrial e Alternative.
    POLITICA DEMO 
    Ora accettiamo solo demo in forma digitale. Si prega di mandare le demo all’ email [email protected] con collegamenti a file MP3 (ma NO allegati e-mail MP3 per favore!), Pagine SoundCloud o siti Web. Ricordate di includere solo le migliori tracce e i dettagli.

    White Dolphin Records 
    Via 2 Giugno 13 / D, 55016 Lucca
    © Digitroniks Corporation 2020

    Link: 
    https://white-dolphin-records.webnode.it/ 

    Riferimento all’articolo originale: 
    https://white-dolphin-records.webnode.it/ 

    Licenza di distribuzione scelta: 
    Nessuna licenza – © Copyright – Tutti i diritti riservati

  • Federico Motta Editore: le pubblicazioni, la storia, i riconoscimenti

    La storia di Federico Motta Editore è strettamente legata all’innovazione e alle collaborazioni di prestigio. Il suo simbolo, il Torcoliere, rimanda all’addetto alla stampa dei fogli per mezzo del torchio, un marchio che rappresenta antichità, tradizione e autorevolezza.

    Federico Motta Editore

    L’identità di Federico Motta Editore, Casa Editrice sinonimo di autorevolezza

    Federico Motta Editore nasce nel 1929 con il nome di "Cliché Motta". Le sue opere, in 90 anni di attività, sono sempre state realizzate con costante attenzione all’innovazione e alla qualità per creare nuovo valore e contribuire a rendere il marchio un simbolo di pregio. Il logo scelto dalla Casa Editrice è il Torcoliere, l’addetto alla stampa dei fogli per mezzo del torchio. Questi rappresenta a pieno l’identità di Federico Motta Editore, che si lega al mondo della tipografia e della realizzazione con l’attenzione e la cura di un artigiano dei volumi delle sue opere editoriali. I settori d’interesse della Casa Editrice però non si limitano alle enciclopedie, ma spaziano dall’editoria per ragazzi (con il marchio MottaJunior) alle collane di architettura, alle riviste di moda, fino ai cataloghi delle mostre di arte e fotografia. L’innovazione è da sempre un elemento fondamentale per la Casa Editrice, che ha deciso di accompagnare i suoi volumi con strumenti innovativi quali le Tavole Transvision, il Sonobox, i CD-Rom e, in seguito all’arrivo di Internet, fonti e materiali online. Grazie a collaborazioni di prestigio e all’elevata qualità delle pubblicazioni, Federico Motta Editore ha ricevuto diversi riconoscimenti negli anni: ad esempio il premio Pirelli InterNETional Awards nel 2007 o l’Ambrogino d’Oro nel 1980.

    Federico Motta Editore nel mondo dell’arte

    Federico Motta Editore ha creato collane di nicchia, occupandosi di libri di arte, fotografia e architettura, ma ha anche realizzato cataloghi di mostre e eventi, nonché di prodotti collaterali per le edicole. Nel settore legato all’arte, ha pubblicato grandi monografie e antologie ricche di documentazioni iconografiche, a corredo di opere di accurata ricerca sui modi e sui mondi della pittura. Federico Motta Editore ha partecipato all’organizzazione di diverse mostre e eventi in ambito artistico. Tra queste vanno ricordate "Una Donna vestita di Sole" (Città del Vaticano), "Il Cerano" (Milano, Palazzo Reale), "Leonardo, l’Acqua e il Rinascimento" (Milano, Castello Sforzesco), "Estate Fotografia 2005 Robert Doisneau, L’amore è…" (Milano, Palazzo Reale), "Una Notte con Marilyn" (Milano, Palazzo Reale). Va ricordata la particolare dedizione riservata alla mostra "Acqua, fonte di vita", del fotografo londinese Mike Goldwater, che ha interessato importanti città quali Roma, Milano, Napoli, Genova, Potenza, Reggio Calabria e Palermo.

  • Tgcom24 presenta il Maestro Giuseppe Oliva, rinomato artista di Spoleto Arte

    L’arte si riprende il proprio spazio nel fine settimana. E lo fa sabato 21 marzo con il Maestro Giuseppe Oliva della scuderia di Spoleto Arte. Il pittore di origini ragusane è infatti protagonista dell’ultimo servizio rilasciato dalla rubrica del Tgcom24 dedicata all’arte contemporanea e creata dal direttore Paolo Liguori.

    Giuseppe Oliva

    Riconosciuto per i suoi blu marini, Giuseppe Oliva porta sempre con sé e nella sua pittura la straordinaria ricchezza cromatica della sua terra. Questo leitmotiv diviene il punto cardine e la potenza espressiva della sua produzione artistica. Oltre al blu profondo del Mar Mediterraneo e al verde delle colline varesine su cui vive da circa quarantacinque anni, è il gesto a non passare inosservato e a prendere la parola. Le spatolate corpose e nervose fanno vibrare la tela dei riflessi della superficie marina o smuovono, come il vento, i teneri fili d’erba. La sua è una pittura che prende corpo, diviene scultorea e allo stesso tempo mantiene la quiete solenne che si ritrova nella corrente impressionista da cui Oliva si muove per la propria personale ricerca.

    Giuseppe Oliva

    La sua ricerca

    Forte e incisiva, la sua produzione mira a focalizzare l’attenzione sul particolare, su una parte del tutto. Il risultato non è l’estraniamento, ma l’avvicinamento alla realtà, una forma di indagine che permette di addentrarsi nel cuore delle cose. La spatola, lo strumento d’azione, si trasforma simbolicamente nel “sismografo delle proprie emozioni”, capace di tradurre e trasferire le sensazioni dell’artista sulla tela. Tenendo presenti queste premesse, si arriva dunque a una conclusione sorprendente: ciò che Giuseppe Oliva dipinge è “una trasfigurazione del reale che esalta la realtà”.

    Il commento di Vittorio Sgarbi

    Di lui ha scritto il critico d’arte Vittorio Sgarbi: «Elabora lungo gli incerti steccati fra la natura e la sua astrazione la ricerca pittorica di Giuseppe Oliva, incentrata sull’espressività lirica del colore, esplorando con particolare dedizione, da novello Yves Klein, l’universo del blu più marino, con soluzioni che possono ricordare le costruzioni informali della Vieira da Silva, sfilacciate e tendenti a rientrare entro il dominio della tonalità del fondo».

  • “A porte chiuse”, antologia della casa editrice campana 2000diciassette al tempo del coronavirus

    La Casa Editrice campana 2000diciassette ha organizzato un Concorso letterario per racconti
    brevi, che attraversino il solco di questo singolare periodo che stiamo vivendo.
    Il concorso ha lo scopo di fermare con parole forti e taglienti le sensazioni, i drammi, le piccole e grandi gioie, che pur sopravvivono in questa fase della storia dell’umanità, cementandole in racconti brevi.

    La casa editrice, diretta dalla scrittrice Maria Pia Selvaggio , da tre anni opera su tutto il
    territorio nazionale nella promozione della lettura e della letteratura, proponendo una
    diffusa campagna di sensibilizzazione verso le
    “fragilità”, con l’intento di far emergere e dare spazio al silenzioso sommerso culturale nazionale.
    Il particolare momento storico invita alla sospensione dei rapporti sociali ed umani ravvicinati, ma la sosta forzata che la natura ci ha imposto deve essere di stimolo agli autori per emanare aliti di fantasia più che in altri momenti. La tensione letteraria può far sì che
    si producano racconti evocativi, nel loro pathos o nella loro ironica leggerezza, di un momento
    che stentiamo a credere di stare vivendo.
    I racconti verranno esaminati da una Giuria che sarà comunicata nei prossimi giorni, e i selezionati saranno pubblicati in un’antologia
    che la Casa Editrice 2000diciassette editerà
    entro l’estate.
    Il bando è presente sul sito e sulla pagina facebook, instagram, twitter della Casa Editrice www.edizioni2000diciassette.com. Il bando scade il 30 maggio e l’indirizzo mail al quale
    inviare i racconti è [email protected]. La partecipazione è gratuita.

  • La nuova piattaforma delle mostre online a cura di Elena Gollini accoglie l’arte di Maurilio Iembo

    È online la mostra dal titolo emblematico “Creature vive” a cura della dottoressa Elena Gollini dedicata all’arte informale e non convenzionale dell’artista designer Maurilio Iembo, con una photogallery di 20 opere appartenenti a due nuovi particolari circuiti pittorici denominati “Geometrie spaziali” e “Segreto nero”. La dottoressa Gollini nel commentare questa nuova ricerca sperimentale intrapresa da Iembo ha spiegato: “L’eclettismo versatile che ispira fortemente la vena creativa di Maurilio è sempre in costante evoluzione e si dimostra particolarmente vitale anche in questi due circuiti di recente realizzazione. In particolare, quelle del gruppo -Segreto nero- sono caratterizzate dalla plastica matericità e dall’uso della pelle e della tela di iuta. La pastosità densa e corposa della terra cruda sfida la trama grossa della iuta e della pelle, per una scelta mirata che infonde sostanza alle emozioni, che formano un substrato inconscio e salgono fino ad affiorare in superficie, cercando una nuova dimensione comunicativa, come una spinta propulsiva che dall’atto creativo traduce in realtà tangibile e visibile l’umano sentire. L’appiglio robusto della iuta e della pelle sono dunque un medium che lo spazio reale sfiora, abita, permettendo all’emozione di uscire dallo spazio della superficie pittorica e di trovare la strada della realtà ideale come in un percorso rivelatore, sorprendente e al contempo misteriosamente affascinante. I graffiti e le figurazioni stilizzate creano una prospettiva scenica di movimento continuo, per attirare l’attenzione e lo sguardo indagatore del fruitore e per dare un senso di percezione ottica e visionaria ancora più estesa e dilatata ad infinitum“. E proseguendo ancora nella riflessione: “Quelle del gruppo -Geometrie spaziali- sono contraddistinte dai colori naturali e variegati delle terre crude con sfumature tonali speciali e l’uso anche della foglia oro 24 carati che ravviva e valorizza la composizione scenica, proiettando la visione su una prospettiva multilivello stratificata, che consente di giocare con la luce, gli effetti luminosi e chiaroscurali e con l’interpolazione e la compenetrazione della materia e degli elementi narrativi accorpati insieme in perfetta commistione. Si creano giochi di grande e potente suggestione inseriti dentro un’atmosfera senza limiti spaziali e atemporale. La luce con la sua radiosa brillantezza ha un ruolo fondamentale nella resa d’insieme e si dimostra una componente fondamentale per svelare e rivelare ciò che ancora appare inespresso nella sfera intima più recondita e nascosta. A parlare è il linguaggio dettato dal moto dell’anima più profondo, che deve essere recepito, letto e interpretato secondo una chiave di accesso intensamente sensibile e un approccio fortemente intimistico, per carpire appieno il messaggio sotteso in codice“.

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/creature-vive-maurilio-iembo/

  • Tiziana Viscardi la “Panterona partenopea”

    Tiziana Viscardi leader delle “Panterone partenopee” sta vivendo un momento di grande popolarità contesa dai migliori salotti del palinsesto televisivo ove si destreggia con sicurezza e una spiccata personalità.

    Numerose le riviste gossip che parlano di lei e del suo gruppo e ancor più numerosi sono i follower che la seguono sui social dove si può definire una vera e propria influencer. Il suo intento è diventare un punto di riferimento per tutte le mamme e dimostrare loro che si può essere madri attente e premurose senza rinunciare alla cura di se stesse e alla propria femminilità. Chi è Tiziana Viscardi? Origini Napoletane, imprenditrice con una passione per il mondo dello spettacolo rimasta in sordina per dedicarsi alla famiglia. Ora che i figli hanno raggiunto un livello di indipendenza tale da poterle permettere maggiori spostamenti può dedicarsi a ciò che più desidera. Instancabile, una vera forza della natura impegnata nel sociale in quanto Presidente dell’Associazione “Musica nel cuore” a sostegno dell’infanzia, ha preso parte a cortometraggi, film, e concorsi di bellezza a livello regionale, tra cui Concorso Miss Over che la vede vincitrice indiscussa.

    Il 2019 è l’anno del suo debutto sul palinsesto televisivo grazie alla partecipazione a “Ciao Darwin” dove Paolo Bonolis colpito dal suo aspetto e dal suo abbigliamento, pantaloni in latex e blusa maculata le attribuisce il soprannome di “Panterona”, da quel momento la popolarità della Viscardi è in continuo aumento, fonda il gruppo “Le Panterone Partenopee” formato da signore over 40 , il brano del loro debutto dal titolo “Dateci un microfono”, le ospitate a “Pomeriggio 5” , “Uno Mattina”, insomma una vera e propria scalata al successo per Tiziana,che vede realizzarsi i sogni di una vita. In futuro la vedremo nel ruolo di padrona di casa in un programma Televisivo intitolato “Il salotto di Tiziana” su TLC.

    Siamo sicuri che la sua popolarità crescerà giorno dopo giorno e riuscirà a realizzare anche il suo più grande sogno, la partecipazione ad un reality.

    Ufficio Stampa: MP Impresa dello Spettacolo

  • Spoleto Arte: intervista a Margherita Casadei, la pittrice delle donne alla finestra

    È arrivato il momento per Margherita Casadei, pittrice di un animo femminile sensibile alla musica del mondo, di raccontare un po’ di sé e della sua carriera. A pochi giorni dal servizio sulla sua produzione artistica per il Tgcom24 abbiamo voluto approfondire alcuni aspetti caratteristici del suo percorso.

    D: Sabato è uscito il servizio su TGcom24 in merito al suo percorso artistico. Come si sente?

    R: Sono felicissima, trepidante. In un momento così difficile per l’Italia e per il mondo, impegnati a contrastare il Coronavirus, mi auguro che parlare di arte possa infondere in chi ascolta un po’ di serenità e possa offrire un attimo di fuga dalle preoccupazioni. Credo che possa portare una ventata di colore in questo periodo oscuro e duro per tutti noi, che ha spento l’entusiasmo e l’attività di molte persone.

    donne alla finestra

    D: Un’evasione nell’intimità. Le sue opere traducono la bellezza dell’universo femminile, quello più poetico, sognante, privato… Com’è nata l’idea di mostrare le sue protagoniste di spalle, in città romantiche immerse nella notte o nella luce del tramonto?

    R: Nella cura dell’interiorità e della vita, l’arte è uno strumento fondamentale, è un potente veicolo di messaggi privati che possono diventare messaggi per tutti e unirci fortemente, dando luogo a una comunicazione e a una “comunità artistica”.

    L’idea di mostrare le mie figure di spalle nasce quasi per magia da una linea tracciata sulla tela… Quel giorno intuisco un nuovo approccio all’insieme del quadro: traccio mano a mano una donna alla finestra. L’affacciarvisi ribadisce il punto di vista sul mondo. Mi rendo conto immediatamente che la donna, essendo voltata di spalle, facilita il fruitore nell’immedesimazione. Invita a guardare verso un oltre, verso un mondo migliore. Di sicuro in lei c’è un’esortazione a guardare di più il cielo e a immergersi nell’infinito che ci circonda oltre alla solita materialità. Filtra la musica del mondo, della vita e la trasmette. Il segno pittorico diventa così il mezzo per risalire alle radici della comunicazione, per dire con i colori quello che le parole non risolvono.

    D: Perché alcune delle sue donne hanno un incarnato tendente all’azzurro?

    R: Inconsciamente voglio invitare ad alzare di più lo sguardo verso il cielo e verso l’infinito.

    D: Lei vive e lavora vicino a Cervia. C’è un po’ di questa città nei suoi dipinti?

    R: Di sicuro ci sono dei luoghi vissuti e altri sognati: sia cittadini che di paese, con particolare attenzione anche agli alberi. Con i loro rami richiamano una tensione verso l’alto, quasi una muta preghiera. Mi rendo conto che l’arte è un meraviglioso processo in grado di raccogliere pezzi di mondo e di vita unendoli in un insieme armonico e ricco di significato.

    D: Animali e gioielli: sulle sue tele li troviamo molto spesso, come mai? C’è una relazione tra loro e la figura femminile?

    R: Parto dai gioielli: diverse donne alla finestra indossano gioielli ricavati da un’abile selezione di materiali. Talvolta li creo io stessa e attorno si costruisce pian piano un mondo sognante fatto di colori che a tratti sono sfumati. Il gioiello applicato diventa così un’opportunità per costruirci attorno delle impressioni. Si dice appunto che un gioiello è per un’occasione… In questo caso ribadisce la “preziosa” occasione di incontrare se stessi e comunicare agli altri tramite l’arte. Dunque non è un simbolo di ricchezza materiale, ma suggerisce una raffinatezza interiore.

    Gli animali nei miei quadri rappresentano un affetto quotidiano, come i gatti ad esempio. Fin da bambina mi hanno sempre fatto molta tenerezza, ne ho avuti tantissimi e con ognuno un rapporto speciale. Come nel silenzio del buio notturno ci sono le luci della luna, delle stelle e dei lampioni a farci compagnia e a guidarci, così il gatto rappresenta un legame con l’uomo e una peculiare attitudine, poiché è un animale che sa vedere bene anche al buio oltre a essere fin dall’antichità portatore di positività e di una sensibilità particolari.

    donne alla finestra

    In alcuni miei dipinti accanto alla figura femminile compare un uccellino: come ci ricordano le poesie di Giovanni Pascoli, gli uccelli sono i messaggeri di un mistero poiché, potendo volare, fungono da ponte tra il cielo e la terra.

    D: La delicatezza del segno accarezza le forme degli oggetti e dei profili. Quanto questa scelta contribuisce nella creazione dell’atmosfera così caratteristica dei suoi lavori?

    R: La delicatezza del segno passa attraverso molti anni di pittura e di contatto con i colori, attraverso sacrifici, sbagli, diverse ricerche e sperimentazioni per arrivare ad accorgermi, a sentire che il tratto pittorico proviene direttamente dall’anima.

    D: Cosa cerca di trasmettere nella sua più recente produzione?

    R: Di quest’ultima fanno parte alcune donne alla finestra che acquistano lentamente la posizione del viso di tre quarti. Sono donne che raccontano fragilità ed emozioni anche solo con lo sguardo oppure con la loro postura, in ascolto di una musica universale da saper cogliere e trasmettere. Invitano ognuno ad aprire la “propria finestra” sul mondo.

    D: Qual è stato il percorso di crescita interiore e artistica da quando ha preso in mano per la prima volta pennello e tavolozza?

    R: In più di vent’anni di pittura ho lavorato molto su me stessa. Vi ho unito lo studio della filosofia, la musica, il canto e la danza. Spesso ai quadri ho abbinato poesie.

    Tutto è partito dall’interesse per la persona, per l’uomo concepito come essere problematico in mezzo a un universo misterioso dal ritmo affascinante. Parto raffigurando i musicanti di strada, le ballerine. La ballerina nella chiave di violino è un simbolo di musica universale, riassume il concetto di danza e di armonia. Dipingo anche donne con un gatto accanto e dopo la nascita di mia figlia Elena inizio a dipingere le maternità, uno spunto fortissimo anche per riflettere sulla donna creatrice, soggetto in cui la maternità è pure artistica. Poi è la volta della donna alla finestra che si ferma ad ascoltare la musica del mondo e si lascia attraversare da essa per cercare in tutti i modi di comunicarla agli altri.

    A distanza di anni riesco a notare comunque che il filo conduttore del mio far arte è la musica e la cura dell’interiorità, chissà andando avanti…

    D: Tra i suoi estimatori c’è anche Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi. Come vi siete conosciuti?

    R: Ho conosciuto il presidente Nugnes a Biennale Milano dove erano state esposte alcune mie opere selezionate dal comitato di Spoleto Arte. Ringrazio lui e tutto il suo staff per l’impegno e la professionalità che dimostrano ogni volta nell’organizzare e seguire vari eventi artistici, in cui traspare una forte passione per la cura e la salvaguardia dell’arte.

  • Nevèl, l’artista della rosa di Spoleto Arte per l’appuntamento di Tgcom24

    Direttamente da Mondovì e da Spoleto Arte, Carla Filippi, in arte Nevèl, arriva a Tgcom24, protagonista del prossimo servizio dedicato all’arte ai tempi del Coronavirus. Lo pseudonimo è il risultato di un sogno premonitore che si è avverato quattro anni fa, di una felice fusione tra un verbo e un nome.

    Nevèl e l’arte

    Nata come hobby, la sua passione per l’arte si è man mano trasformata in un incontro con la propria interiorità. L’espressione dell’io, delle emozioni che lo caratterizzano diviene l’obiettivo principale delle sue creazioni. Nevèl si dedica così alla pittura e alla scultura per quel rendez-vous irrinunciabile con il proprio sé che ognuno dovrebbe attendere con trepidazione. L’appuntamento questa volta però è sulla piattaforma del Tgcom24, nella rubrica dedicata a chi non può rinunciare alla bellezza durante questo periodo di isolamento.

    E certamente sarà interessante scoprire come per Nevèl dipingere sia arte terapia e come le sue creazioni siano il frutto dell’interpretazione dei suoi sogni. Alla vivacità dei colori si somma infatti la presenza materica, quasi a dar vita e respiro a quelle intime sensazioni che fino a un attimo prima erano solamente evocazione.

    I commenti

    “Che dire di un’artista che pone la positività al centro della sua arte? Nevèl trasforma l’energia in qualcosa di tangibile, con opere che si possono vedere e toccare attraverso inserti significativi che danno spessore fisico e simbolico agli elementi della composizione” commenta Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi. “Nevèl riveste le sensazioni di magica poesia.”

    Sulla stessa linea anche la curatrice d’arte Flavia Sagnelli:

    “Forza, energia e calore. Dalle tele dell’artista Carla Filippi emerge una passione coinvolgente e una tendenza all’unione tra opposti”. Una solarità contagiosa, che sicuramente farà breccia nell’animo degli spettatori di Tgcom24 per portare loro un vento di speranza.

  • È online la mostra pittorica di Mariagrazia Zanetti “Riflessioni cromatiche”

    È stata inserita nella nuova piattaforma le mostre online a cura di Elena Gollini la mostra della pittrice Mariagrazia Zanetti simbolicamente denominata “Riflessioni cromatiche”. L’esposizione include 20 creazioni tra le più rappresentative del vivace percorso creativo della Zanetti con le relative didascalie e la sua biografia in stile curriculum artistico. Nel commentare gli aspetti connotativi caratterizzanti la sua appassionata ricerca la dottoressa Gollini ha sottolineato: “Mariagrazia concepisce il fare arte come un potente strumento di comunicazione libera e disinibita, un mezzo di condivisione attiva e compartecipe che riesce a penetrare qualunque barriera. La sua pittura proviene e scaturisce direttamente dal moto dell’anima e non ha bisogno di seguire cliché e stereotipi standardizzati, ma si lascia invece guidare dall’empatia del sentimento e del trasporto emozionale più puro. Mariagrazia è profondamente appagata nel fare arte e questo suo compiacimento si sprigiona a tutto campo, coinvolgendo il fruitore con una sferzata di carica e di energia positiva. Ogni quadro custodisce una propria essenza speciale, una propria sequenza vitale distintiva che arriva, si accende e acquista vita propria. Il cromatismo luminoso e variopinto amplifica la portata di dinamismo e di movimento plastico e alimenta la pregnanza sostanziale insita. Mariagrazia dipinge con e attraverso i colori della mente, del cuore e dell’anima e si rende portavoce di un fare pittorico che diffonde pensieri e riflessioni in piena, totale, completa e assoluta libertà di percezione e interpretazione. Il suo modus operandi rifugge da schemi rigidi e rigorosi e si lascia pervadere da grande apertura psicologica i condizionata e affrancata, che le consente di raggiungere risultati di immediato impatto e di proporre soluzioni sempre stimolanti, che lo spettatore sensibile e perspicace considera come preziosi momenti di piacevole riflessione interattiva, per tenere e mantenere sempre viva quella magia unica straordinaria che l’arte riesce a trasmettere e a propagare con intensa forza espressiva“.

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/riflessioni-cromatiche-mariagrazia-zanetti/

  • Canale Italia: il Maestro Maquignaz prosegue nella campagna contro il Coronavirus

    Torna a far parlare di sé l’artista della Valtournenche, il Maestro Gabriele Maquignaz. E lo fa questa mattina, in diretta su Canale Italia con il direttore Vito Monaco. Con l’emergenza Coronavirus anche l’arte deve fare la sua parte. Questa necessità è profondamente sentita da Maquignaz che non perde l’occasione per incoraggiare gli spettatori parlando delle sue performance e delle sue ricerche in campo artistico. Soprannominato “lo sciamano del Cervino” da Philippe Daverio, uno dei suoi padrini artistici assieme a Vittorio Sgarbi, lo scultore e pittore valdostano arriva a distruggere simbolicamente il Covid-19.

    gabriele maquignaz
    Gabriele Maquignaz e Philippe Daverio

    La performance di Gabriele Maquignaz

    Uno dei suoi ultimi e più significativi interventi infatti, andato in onda dapprima su Unomattina (Rai1) e stamane su Canale Italia, è la simbolica Distruzione del Coronavirus, un gesto altamente apotropaico. Pensato ai piedi del monte Cervino, dove Maquignaz ha uno studio e una galleria d’arte permanente, l’atto di mandare in frantumi il male di oggi raduna la speranza e la fede sotto l’egida dell’arte. L’arte può aiutare a sconfiggere tanto la paura quanto il virus. E può farlo anche concretamente.

    La situazione economica e l’arte

    In Valle d’Aosta l’impegno nella lotta è importante, “ci sono grandi investimenti nella sanità pubblica e la situazione è abbastanza sotto controllo” constata il Maestro. Tuttavia è importante che l’arte vada incontro alle problematiche quotidiane. Da qui nasce la proposta di una piattaforma di vendita di opere d’arte online in cui gli artisti possano inserire una delle loro opere gratuitamente. I soldi ricavati dalla vendita andranno a risanare così (parzialmente) la situazione economica italiana.

    gabriele maquignaz

    I consigli di Gabriele Maquignaz

    Un progetto altruista che viene dal cuore. Forse nemmeno se lo aspettava Maquignaz lo scorso 6 febbraio, quando ha presentato assieme al prof. Daverio il suo catalogo La Porta dell’Aldilà in galleria Vittorio Emanuele (MI). Erano tempi non sospetti in cui gli sforzi si concentravano sulla diffusione del concetto di superamento di spazio-tempo nell’arte. L’artista a Milano discorreva sulla codificazione della dimensione spirituale, dell’anima dell’uomo. Stamattina invece il suo pensiero conclusivo è andato ai bambini, con un consiglio ai genitori: “Cercate matite colorate, pennarelli, quanto occorre per disegnare e fate lavorare i vostri figli su fogli di carta. L’arte è curativa per la psiche”.

  • È online la nuova piattaforma delle mostre d’arte curata dalla Dott.ssa Elena Gollini

    A fronte del particolare e delicato periodo che stiamo attraversando, dove tutto quanto il sistema della comunicazione sociale de visu è fortemente rallentato e compromesso dalla fase di quarantena, anche il comparto artistico di rimando ne risente e viene bloccato e tenuto fermo nel meccanismo globale cristallizzato. La dottoressa Elena Gollini, ha pensato di dare vita ad una nuova apposita piattaforma online che si aggiunge a quella del blog già esistente www.elenagolliniartblogger.com con la denominazione di “Le mostre online a cura della dottoressa Elena Gollini” dove in nome del motto simbolico #lartenonsiferma verranno inserite un circuito selezionato di esposizioni di artisti meritevoli di attenzione e interesse.

    Al riguardo la dottoressa Gollini ha precisato: “Gli artisti selezionati per entrare nel nuovo circuito espositivo potranno inserire una photogallery di 20 opere d’arte scelte a loro discrezione tra quelle più significative e rappresentative del loro percorso creativo. Ogni opera verrà accompagnata dalla relativa didascalia in stile scheda tecnica descrittiva. Inoltre verrà inserita anche la biografia in stile curriculum artistico. Ogni mostra così impostata avrà la durata di mese di esposizione e avrà anche un proprio titolo esclusivo, proprio come una mostra allestita con opere fisiche. In più ogni artista avrà un comunicato stampa dedicato di lancio della mostra con annesso il link attivo di rimando alla mostra virtuale, che verrà pubblicato su siti e portali mirati, con la relativa rassegna stampa. È dunque un servizio a pacchetto all inclusive, che consente agli artisti di continuare a mantenere viva l’attenzione sulla loro arte e di indicizzare al meglio il loro nome e le opere sul web, con un efficace e funzionale ritorno di immagine e di visibilità. La risonanza mediatica anche in questo periodo non va assolutamente trascurata e anzi a a maggior ragione va incrementata e incentivata al massimo“.

    Per ricevere ulteriori informazioni è possibile scrivere alla mail [email protected].

    www.lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com

  • Al Tgcom24 Gino Maria Sambucco della scuderia di Spoleto Arte

    Gino Maria Sambucco, biofornaio per professione, fotografo per passione, sarà protagonista del prossimo appuntamento firmato Tgcom24 e dedicato all’arte ai tempi del Coronavirus. A unire pane e foto l’unicità della cornice in cui vive e lavora: la montagna. Una montagna che ha lasciato il segno alle mostre organizzate da Spoleto Arte.

    Gino Maria SambuccoGino Maria Sambucco

    Ed è proprio la natura che costituisce l’elemento imprescindibile per la produzione dolciaria e di panetteria di ordine biologico. Un campo, quello della panificazione, tramandato da generazioni in famiglia e che ha deciso di abbracciare con lo stesso cuore genuino con cui si rivolge alle vette. La scintilla per queste ultime scatta ai tempi del liceo e da allora l’artista si dedica con fervore a immortalare la storia e il paesaggio della sua terra.

    Codroipo, Udine e Belluno guadagnano il podio per numero di scatti, tuttavia Sambucco ha già pensato di estendere la sua ricerca al Friuli e al Trentino, avanzando nella conquista tutta personale delle Dolomiti. Ma, forse, così personale poi non è. Le sue fotografie infatti non hanno come unico scopo quello documentaristico, puramente descrittivo. Non vogliono essere solamente “rimirate”.

    La magia della foto

    A dominare il gesto con cui decide di fotografare le montagne è il rischio che scompaiano, che la magia di quell’istante vada perduta per sempre. Ma, più ancora del timore, è l’amore sconfinato per le alture che gli fa notare il lato positivo, giocoso con cui ci si può avvicinare tanto alla fotografia quanto alla natura. Nei tratti scoscesi, nei profili che si stagliano tra le luci e le ombre, tra le nuvole e la neve, vivono personaggi divini, contemporanei, fiabeschi. Le Dolomiti svelano storie preziose tutte da interpretare. Ed è la gioia di queste epifanie che ha portato Sambucco alla condivisione di questi attimi di pura meraviglia.

    Con l’utilizzo delle fotocamere digitali, l’aspetto più giocoso si fa sentire maggiormente perché “si possono ottenere effetti simpatici e pieni di colore che attirano l’attenzione”. Ecco allora che la sua ricerca fotografica si divide in realistica e in pittografia, con la quale scopre altri soggetti oltre alle montagne. D’altro canto la sua lungimiranza valica senza timori il regno della realtà, per lasciarsi trasportare dall’immaginazione… Sambucco spera infatti che “la nostra fantasia possa interagire con la tecnologia per darci immagini ben definite, anche in 3D, e ologrammi per raccogliere quanto la stupefacente natura ci offre in modo da fonderlo con l’inventiva”. Se il tutto avviene tramite fotocamera, tanto meglio.

  • Venerdì 20 marzo 2020 esce “Vitaccia” il nuovo singolo di allafineguglielmo


    allafineguglielmo questa estate si è fatto notare con il suo primo singolo pubblicato con AphroditeRecords Label dal titolo “Scatta Una Foto”, brano fresco e originale che miscelava malinconia ed ironia con un suono attuale, ora Venerdì 20 marzo esce sempre con AphroditeRecords Label “Vitaccia”, una canzone che prosegue il percorso intrapreso ma aumentando la dose di elettronica ed esplorando il territorio urban.

    “Vitaccia” è un nuovo capitolo di un libro che allafineguglielmo sta scrivendo per noi ma che vede lui come protagonista, un protagonista che incarna tutto il nostro malessere ma anche la nostra voglia di vivere e di fregarsene dei casini che ci stanno intorno.

  • Spoleto Arte: l’artista Margherita Casadei e le sue “donne alla finestra” al Tgcom24

    I sogni si coltivano da adolescenti e, con la perseveranza, ci accompagnano da adulti. Margherita Casadei, artista di Cervia (RA), ha inseguito le sue passioni e le ha sviluppate nel corso degli anni. Artista conclamata della scuderia di Spoleto Arte, sabato scorso, il 14 marzo, è stata poi protagonista di un servizio del Tgcom24 dedicato all’arte e agli artisti contemporanei.

    margherita casadei

    Margherita Casadei

    La sua avventura, cominciata a sedici anni da autodidatta, l’ha vista maturare nella sua necessità espressiva, man mano tramutatasi in urgenza. Suonare il pianoforte non le era più sufficiente infatti, aveva bisogno di dare colore alla musica che sentiva nascerle da dentro. Le parole si dimostravano inefficaci e insufficienti, così Margherita trova nella pittura e in particolari soggetti il mezzo per risalire alle radici della comunicazione, per raccontare qualcosa di profondo. Legata all’universo femminile, che trova più vicino al proprio modo di essere e di sentire in quanto donna, la pittrice inizialmente dipinge la musica. Ecco allora che l’armonia e la libertà si trasformano in musicisti di strada, in ballerine, in chiavi di violino. Ma ben presto le ragazze e poi le donne alla finestra diventano il simbolo più distintivo dei suoi quadri.

    Il punto di vista al femminile

    L’affacciarsi sul mondo esterno ribadisce l’importanza del proprio punto di vista sulle cose, permette di guardare verso un orizzonte migliore, di sognare e, non da ultimo, di riflettere sul senso della vita. Con questi dipinti Margherita Casadei si propone di liberare l’anima dal materialismo in cui si è immersi per giungere a una positiva ricerca di sé e della bellezza. Scoprire quelle emozioni che ci rendono migliori e appagati fa parte di quel racconto, il quadro, che ne unisce tanto il creatore quanto il fruitore.

    margherita casadei

    La maternità

    La chiave di volta arriva nel 2014, a seguito della nascita della figlia: la maternità diviene un altro tema forte trattato dall’artista. La pittrice è solita aggiungere gioielli o animali da compagnia alla composizione, ma in questi casi non accade, dal momento che “generalmente nelle maternità la donna non porta alcun gioiello poiché il bimbo è il gioiello della mamma”.

    Il messaggio

    “Invitare al senso di religioso stupore e voglia di bellezza” è ciò che si prefigge di raggiungere con i suoi dipinti. Essendo l’arte un prezioso strumento per affinare l’anima, per conoscere se stessi e il mondo, Margherita Casadei guarda all’arte come a qualcosa in grado di “mettere a contatto e in comunicazione uomini di popoli e culture diversi”.

  • BORA NERA, il thriller di Salvo Bilardello, da oggi in vendita su Amazon.

    “Un thriller che scava nell’animo dei suoi personaggi, mettendo a nudo i loro punti forti e le loro debolezze, mescolando Scirocco e Bora, Sicilia e Friuli Venezia Giulia. L’anima e la storia di Trieste, città dove regna “Madonna Bora” e della Piazza dell’Unità che sembra abbracciare chi arriva dal mare, tingono di mitteleuropeo le pagine del giallo.”

                   Cover Bora nera1.jpg

    Il libro

    Il ritrovamento del cadavere di un uomo senza testa nel parco di S. Giusto è la perfida accoglienza che la città riserva al commissario De Stefano, da poco insediatosi alla Questura di Trieste. La vittima, Giuseppe Milan, è un impiegato di un notissimo studio legale triestino. Unico indizio, un foglio bianco su cui è riportato un nome, George Morgan. Ma la scia di sangue è solo all’inizio.

    Ben presto, il commissario De Stefano si ritrova con una serie di delitti e nessun movente. Unico comune denominatore, il fantomatico George Morgan. Quale è il legame che unisce i delitti? E chi è George Morgan, l’assassino senza volto?

     

    Salvo Bilardello è un chimico prestato alla scrittura. Autore di diversi articoli di divulgazione scientifica e amante di gialli e thriller. Adora Maigret, Mankell, Agatha Christie.

     

    Bora nera, è edito da Maratta Edizioni – Pomezia (Rm).

    Link: https://www.amazon.it/Bora-nera-Salvo-Bilardello-ebook/dp/B085QL4JDB/ref=sr_1_fkmr1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&keywords=borsa+nera+di+salvo+bilardello&qid=1584090605&s=books&sr=1-1-fkmr1

     

    Contatti: Mail: [email protected]

    FB: www.facebook.com/pg/Bora-nera-104786057768326

    Maratta Edizioni: www.marattaedizioni.com

  • Il mondo dell’arte si schiera contro il coronavirus: l’appello del Maestro Maquignaz

    La corsa per la raccolta fondi a favore del rilancio dell’Italia mentre il Coronavirus imperversa è appena cominciata. Dopo la mobilitazione del mondo della cultura con l’hashtag #iorestoacasa è la volta del mondo dell’arte. Visite virtuali e documentari a parte, tutti gli artisti italiani sono chiamati a rimboccarsi le maniche. L’idea, lanciata dal padre fondatore del movimento artistico Aldilà, il valdostano Gabriele Maquignaz, è quella di coinvolgere l’intero settore per dar vita a un progetto di dimensione nazionale: Arte Italia.

    Il progetto

    Insieme, per rilanciare il paese, sono chiamati all’appello, oltre agli artisti italiani, anche critici e storici dell’arte, musei e gallerie, le case d’asta, gli imprenditori, i filosofi ecc. Per contrastare quella che l’OMS (l’Organizzazione mondiale della sanità) ha dichiarato una pandemia, serve un’azione coinvolgente e unificata. Così la pensa Gabriele Maquignaz, che suggerisce caldamente di seguire la direzione della solidarietà attiva e di mettere in pratica ciò che da sempre nobilita l’essere umano: l’arte. Piccola divagazione sul tema: l’etimologia stessa della parola, che probabilmente deriva dalla radice ariana ar- (che in sanscrito significa “andare verso”) suggerisce l’immagine dell’adattamento, del fare, della produzione armonica. E cosa c’è di più armonioso di un gesto altruista fatto per mezzo di opere d’arte?

    asta d'arte online

    Gabriele Maquignaz e l’asta d’arte online

    Con l’intenzione di raccogliere più opere possibili, Gabriele Maquignaz propone l’organizzazione di un’asta online che abbracci tutta la nazione. L’arte salverà l’Italia? Certamente contribuirà a farlo. L’artista ha trovato in questa forma d’espressione, nell’arte, la sua ragione di vita. Con il Manifesto Codice Aldilà, presentato nel 2018 ad Albissola Marina (SV), ha esposto la sua ricerca in merito a temi esistenziali quali vita, morte, spazio e tempo. Il suo percorso trova un acceleratore naturale: l’incontro con Philippe Daverio, con il quale ha presentato lo scorso febbraio a Milano il suo ultimo catalogo edito da Skira Edizioni: La Porta dell’Aldilà.

    In un periodo di ansie, di emergenze e di crisi come questo, profondamente segnato dalla presenza del virus Covid-19, occorre elevare lo sguardo. L’arte può essere anche una cura materiale, il suo valore può essere anche concreto oltre che emozionale.

     

  • Il progetto “Il marmo dai 1000 volti” di Massimo Caramia ottiene il Patrocinio di Pietrasanta

    “Il marmo dai 1000 volti” è un progetto di ricerca di grande spessore capitanato dall’artista Massimo Caramia e coordinato dalla dottoressa Elena Gollini, che riguarda un maestoso blocco mediceo di secolare origine, che possiede al suo interno delle misteriose figurazioni molto particolari e di notevole impatto visivo. La dottoressa Gollini ha spiegato: “Sapienza tecnica, tenacia e rigore esecutivo definiscono l’azione di ricerca accurata e approfondita a tutto campo, condotta da Massimo sul magnifico blocco marmoreo. Si evince da subito la grande padronanza e professionalità, unitamente alla viscerale passione che lo guida e lo accompagna in questo coinvolgente progetto. Massimo osserva, studia, accarezza, soppesa, misura, per raggiungere e ottenere quella perfezione sperimentale, di cui poter essere pienamente soddisfatto e compiaciuto. La materia scultorea figurale insita nel blocco si espande nello spazio, senza invaderlo, ma bensì con aggraziata sinuosità. La speciale e peculiare morfologia costitutiva del blocco reagisce perfettamente all’atmosfera dello spazio circostante e agli stimoli luminosi e trasmette grande carica e potenza vitale. La sua lettura interpretativa ingloba un corollario di messaggi e di significati sfaccettato e un flusso intenso di mistero enigmatico, che lo rende davvero unico e sui generis e rimanda alla poetica di Henry Moore, ad uno stadio della materia che non ha ancora distinto l’uomo dalla natura, ma che registra l’inizio organico di un distacco graduale e progressivo. Il blocco appare in tutto il suo splendore, come se fosse modellato e modulato secondo i principi della dinamica dei fluidi, legittimando valore aggiuntivo alla geometria euclidea. Il processo di figurazione insito dentro si avvicina all’idealizzazione dell’opera d’arte nel suo senso assoluto di unicum, come opera omnia, per cui la figurazione toglie anche la materialità in senso lato ed accentua ed enfatizza il senso intrinseco di spiritualità e di misticismo“.

  • Ritratti Roma: da foto a ritratto

    Molti sono stati gli artisti che negli anni hanno reso il volto umano punto focale delle loro opere.

    Nell’antichità, chi poteva usufruire della pittura ritrattistica erano personaggi ricchi e potenti. Oggi le cose sono cambiate e anche i clienti di classe media possono commissionare il proprio ritratto da aziende attive nel settore.

    Ritratti Roma è uno studio artistico che da anni lavora nel settore dell’arte, che considera il ritratto non solo come un semplice disegno, ma come un insieme di emozioni che nessuna fotografia al mondo può trasmettere.

    Lo studio è capace quindi di trasformare una semplice fotografia in un dipinto unico e straordinario.

    Il procedimento

    I pittori di Ritratti Roma sono estremamente abili nel realizzare i volti rappresentati nelle foto, utilizzando tecniche quali acquarello, matita, carboncino, olio e acrilico, secondo le preferenze del cliente. Anche lo sfondo può essere eseguito secondo una qualunque scenografia già idealizzata.

    Il ritratto di una persona, per lo studio, deve racchiudere l’anima del soggetto; per questo viene consigliato all’interessato di allegare, insieme alla propria foto ad alta risoluzione, anche una descrizione che faccia capire la sua personalità, che sarà poi trasmessa sulla tela.

    La principale tecnica utilizzata è quella dell’iperrealismo, volta a riprodurre ogni minimo particolare del volto, giocando su luci, ombre e contrasti, per dare la massima definizione ai dettagli.

    Andando più nel dettaglio sulla realizzazione, tutti i ritratti vengono eseguiti in formato A3 su tela o cartoncino. I tempi di realizzazione sono proporzionati al tipo di lavoro che si andrà a fare, ma di solito i pittori dello studio si riservano all’incirca 20 giorni per la realizzazione, ovviamente per analizzare e riprodurre il più fedelmente possibile il soggetto.

    Ritratti Roma può riprodurre qualsiasi cosa, avendo cura di trasportare l’emozione sul dipinto e offrire un’opera che sappia mantenere nel tempo le particolarità e le unicità di ogni soggetto. Possono anche essere eseguiti ritratti personalizzati, nel senso che possono rappresentare un altro personaggio, piuttosto che sé stessi.

    I costi per la realizzazione del quadro sono di 80 euro a volto ritratto, più quelli di spedizione a carico del cliente, a meno che non si voglia ritirare fisicamente l’opera presso l’Eur City a Roma, previo appuntamento.

    Grazie alla collaborazione di pittori professionisti, sono stati realizzati numerosi ritratti, tutti con lo scopo di donare una vera e propria opera d’arte al cliente. I quadri vengono infatti utilizzati spesso sia come spazi decorativi, sia per arricchire luoghi pubblici e privati come abitazioni, ristoranti, ville e negozi.

    Avere un quadro realizzato da una foto può quindi essere un’idea molto originale per regalare o regalarsi un ritratto che rispecchi il proprio carattere, o quello della propria famiglia.

  • COSMOBSERVER: Da sito web a Centro di Ricerca, Divulgazione e Documentazione nel mondo reale

    Dopo il Gruppo di Ricerca e Osservazione Cosmica e Astronomica (G.R.O.C.A.) e la campagna globale sull’inquinamento luminoso MISSION DARK SKY, COSMOBSERVER lavora alla nascita di un Centro di Ricerca, Divulgazione e Documentazione a Torino.

     

    In un mondo che digitalizza sempre di più funzioni e asset, COSMOBSERVER lavora ad un ambizioso progetto di ricerca e divulgazione destinato al grande pubblico che esce dal web per trovare il suo posto nel mondo reale.

     

    Questa mattina, l’esperto di marketing e divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso, ha annunciato l’intenzione di creare il Centro di Ricerca, Divulgazione e Documentazione di COSMOBSERVER.

    Un luogo fisico, nel quale sarà possibile cordinare progetti di ricerca in ambito astronomico e astronautico.

    Contemporaneamente verranno svolte attività divulgative e di documentazione destinate al grande pubblico.

     

    Il progetto sarà suddiviso in due parti: una dedicata ad astronomi, astrofili e addetti ai lavori e l’altra al pubblico – spiega Emmanuele Macaluso, che continua – Grazie alle partnership con importanti realtà di ricerca potremo dare il nostro contributo offrendo spazi, competenze e visibilità ai ricercatori, mettendoli in contatto e offrendo una struttura in grado ottimizzare progetti di ricerca. Avremo anche uno spazio dedicato alle conferenze e un centro di documentazione riservato on e off line. Il Centro di Ricerca, Divulgazione e Documentazione di COSMOBSERVER sarà aperto anche ai non addetti ai lavori. Astronauti, astronomi e protagonisti dello spazio incontreranno il pubblico attraverso conferenze ed eventi live. Il Centro avrà anche una mediateca e biblioteca messa a disposizione degli appassionati, accessibile con una semplice iscrizione associativa alla struttura. Questo step completerà i nostri progetti attualmente attivi nel mondo reale: il G.R.O.C.A. (Gruppo di Ricerca e Osservazione Cosmica e Astronomica) e MISSION DARK SKY”.

     

    Il Centro di Ricerca, Divulgazione e Documentazione di COSMOBSERVER sarà una realtà privata, in linea con “MfSD – Marketing for Science Dissemination”, il modello di marketing e business integrato, sviluppato da Emmanuele Macaluso, che è alla base del successo di COSMOBSERVER e di tutti i suoi progetti. Diventerà anche la sede della redazione del sito web, del G.R.O.C.A. e della campagna globale sull’inquinamento luminoso MISSION DARK SKY.

     

    Secondo le attuali volontà, la sede dovrebbe sorgere a Torino, tuttavia sono attive ulteriori opzioni e offerte da parte di altre città in concomitanza con attente attività di incoming turistico e logistico. Il progetto sarà supportato da Factory Performance sotto la supervisione del Comitato Etico Scientifico del Manifesto del Marketing Etico.

     

    Ulteriori informazioni sul progetto saranno comunicate prossimamente.

     

    Di seguito i contatti di COSMOBSERVER

    Web www.cosmobserver.com

    Blog  http://thecosmobserver.blogspot.it

    E-mail [email protected]

    Instagram www.instagram.com/cosmobserver

    Facebook  www.facebook.com/cosmobserver/

     

  • Avv. Flavia Sagnelli intervistata al TG1 su Coronavirus e attualità

    Scuola chiusa? “Destabilizzante” il commento a bruciapelo di Flavia Sagnelli, già avvocato del Foro di Roma, presidente dell’Associazione Women Empowerment, curatrice d’arte e organizzatrice di eventi. Una donna impegnata nel lavoro e nel sociale, un riferimento per le persone che si affidano a lei per motivi di lavoro e personali. Oltre a tutto questo è anche madre di un bambino di quattro anni.

    Le famiglie e il Coronavirus

    Com’è la vita famigliare ai tempi del Coronavirus lo ha rivelato in un servizio andato in onda al TG1 giovedì sera, il 5 marzo. Se è normale sentirsi allo sbando quando tutte le certezze crollano e la routine è solo un lontano ricordo, con i figli a casa, il lavoro momentaneamente fermo oppure da reinventare, e mille altre limitazioni, lo è anche la necessità di rimettersi in gioco. In tutti i sensi.

    A tutti, ma alle donne in particolare, è richiesta efficienza in ogni campo della propria vita e quotidianità. Lavoro, famiglia, rapporti sociali, organizzazione, casa: le donne sono come abili giocolieri che devono e riescono a incastrare gli impegni e le responsabilità più disparati nell’arco di una sola giornata, settimana, mese o anno. Le donne hanno però anche un’altra qualità: quella di riuscire a trovare soluzioni immediate di fronte agli imprevisti.

    Flavia Sagnelli

    Gestione dell’emergenza

    In situazioni di normalità, nella vita quotidiana di una madre lavoratrice, ci sono aiuti esterni che le permettono di avere del tempo per occuparsi dei propri impegni, che siano di natura professionale e casalinga. La più importante realtà è sicuramente la scuola, quel luogo sicuro in cui un figlio è seguito, protetto e istruito per un numero di ore sufficiente affinché i genitori possano dedicarsi a provvedere alla famiglia in altri modi.

    Ma non oggi, non in questo inverno del 2020 in cui niente più è familiare e sa di quotidiano. Scuole chiuse, attività sospese e impossibilità di far giocare i bambini insieme.

    In questo scenario le mamme sono chiamate a “ricalcolare” tutto meglio di come farebbe un navigatore che lotta contro un conducente ostinato a scegliere un percorso alternativo.

    Se la mamma è una lavoratrice, poi, tutto diventa più complicato: come gestire uno o più figli, il lavoro e i cambiamenti del lavoro in questo periodo?

    L’intervista a Flavia Sagnelli

    A questi interrogativi ha cercato di rispondere Flavia Sagnelli, una mamma lavoratrice che gestisce un’associazione finalizzata a sostenere il lavoro femminile.

    Come avete preso la notizia della chiusura della scuola?

    Inizialmente è stato destabilizzante, saperlo di sera non ha dato modo di riorganizzarsi in tempo. Ma poi ho pensato che poteva essere un’opportunità: per rallentare e per passare del tempo con mio figlio che non fosse sempre di corsa.

    Penso che l’inevitabilità di tutto questo abbia un lato positivo. Dà la possibilità di ridimensionarci e tornare a godere di ciò che davvero ci appartiene e spero che, quando sarà finito, ce lo ricorderemo tutti e avremo cambiato qualche abitudine malsana.

    Flavia Sagnelli

    Come vi organizzerete nei prossimi giorni con il lavoro e il bimbo a casa e cosa cambierà rispetto alla vita di ieri?

    Ci organizzeremo il lavoro e le giornate in base agli impegni di entrambi che saranno per forza diversi rispetto al solito. Quello che non cambierà è l’aiuto reciproco che normalmente mio marito e io ci diamo avendo fatto la scelta di crescere nostro figlio senza terze persone. Siamo alla pari come genitori e come lavoratori. Sarà più complicato senza scuola, ma anche questa la trovo un’opportunità: siamo tutti troppo abituati a considerare la scuola come un “parcheggio” dove lasciare i figli. Adesso abbiamo la possibilità di insegnare, giocare, educare, ridere, annoiarci e anche scoprire dove arriva davvero la nostra pazienza.

    Sicuramente tutto questo sta avendo conseguenze spiacevoli e porterà difficoltà, soprattutto per il lavoro. Ma sono una persona positiva e ottimista e voglio vedere solo la parte buona di quello che sta succedendo: i cambiamenti portano sempre buone possibilità e miglioramenti se si sa dove guardare per cercarli.

    Nel lavoro sto modificando le modalità di svolgimento delle attività programmate, in modo tale da evitare che le donne che si affidano a me e credono nel progetto non rimangano inattive e, allo stesso tempo, cercare di facilitare la vita alle famiglie che devono restare a casa.

    Io intanto mi godo il mio bambino. Perderò la pazienza e mi annoierò, ma posso vederlo ogni minuto della giornata e questa cosa la trovo preziosa.

    Credo che ogni momento sia regalato e che non bisogna mai dare niente per scontato. Quello che sta accadendo in questo periodo lo mostra chiaramente, ci mette davanti agli occhi una realtà spesso sottovalutata: tutto può cambiare in un istante. Noi abbiamo il diritto e il dovere di godere della nostra vita e, dopo aver vacillato di fronte a cambiamenti importanti, dobbiamo reagire e prenderne il buono, che c’è sempre.

  • Mini tour arte e cultura a Gualtieri coordinato dalla dottoressa Elena Gollini

    Sulla scia dei meritati riconoscimenti ottenuti dal film “Volevo nascondermi” dedicato al grande maestro Antonio Ligabue, con la magistrale interpretazione di Elio Germano vincitore dell’Orso d’Argento al Festival del Cinema di Berlino, prende avvio un mini tour che si snoda nel contesto di Gualtieri, per dare risalto a questo paese di antica origine e approfondire gli aspetti più salienti a livello artistico, storico e culturale e anche qualche curioso aneddoto tramandato vox populi. Questo mini tour è organizzato e coordinato dalla dottoressa Elena Gollini, critica curatrice, giornalista d’arte, nonché art blogger (www.elenagolliniartblogger.com) e personal art shopper, che farà da esperta e autorevole guida in loco, convogliando in contesti mirati e pensati ad hoc. Per ricevere ulteriori informazioni sulle visite guidate è possibile contattare direttamente la dottoressa Gollini alla mail [email protected].

  • 012factory, la start up fondata da Sebastian Caputo in un servizio del Tgcom24

    Fondatore e CEO di 012factory, Sebastian Caputo rivela nel servizio del Tgcom24 il ruolo della società all’interno di diverse iniziative culturali campane. Nel programma di Paolo Liguori dedicato all’arte ai tempi dell’isolamento da Covid-19 lo spazio riservato alle idee che animano 012factory porta un’ondata di ottimismo. E questa rinnovata energia arriva alle 13.30 di oggi, venerdì 6 marzo, ma ha radici lontane e una lotta contro il tempo per arrivare all’affermazione alle spalle.

    sebastian caputo012factory

    Sei anni fa a Caserta, quando finiva di essere conosciuta unicamente come terra di Gomorra e cominciava a figurare quale Terra dei Fuochi, sei giovani imprenditori con esperienze all’estero lanciano un progetto che vuole avere un grande impatto sul territorio. Da associazione, 012factory diventa start up e, riconosciuta dal Ministero dello Sviluppo Economico, mira a trasformarsi in un campus. I numeri poi contano e la loro ricorrenza non è casuale: “012” sta per crescita, quella delle imprese che la società sostiene. Diverse le start up casertane che lavorano in ambito artistico e che 012factory si è presa a cuore. Da GAV projects per la realtà aumentata nei musei a Genesis brain per la comunicazione, sempre nei musei, fino alla Salchain che si occupa delle transazioni nel mercato dell’arte.

    Sebastian Caputo e la mission aziendale

    Ispiratosi alla contaminazione tra diverse realtà, Sebastian Caputo spiega che “factory”, per restare in campo artistico, è in omaggio alla fabbrica che Andy Warhol trasformò in un luogo d’arte e di contaminazione di saperi. Un’ambizione non da poco, ma che nel contesto casertano si iscrive perfettamente. Questo luogo di incontro si riflette nella mission aziendale. Si propone infatti “con servizi di formazione, sostegno operativo e manageriale, strumenti e luoghi di lavoro, nonché di pratiche di supporto informali, come attività di networking che permettono il contatto tra investitori e le idee imprenditoriali promettenti”. E lo fa a pochi chilometri dalla Reggia di Caserta, coltivando start up e progetti ad alta tecnologia.