Categoria: Arte e Cultura

  • Movie’s Art- l’arte di comunicare con le immagini

    Il progetto MOVIE’S ART intende anzitutto rendere i ragazzi protagonisti di un percorso dinamico, in cui loro stessi possano esprimere idee che poi, grazie al linguaggio cinematografico, vengono rappresentate nel film; il video, in questo modo, diviene una sintesi efficace e coinvolgente del loro pensiero critico. Così facendo i ragazzi, in una prima fase del lavoro, si confrontano e dialogano (con l’obiettivo di scrivere una trama in cui potersi rispecchiare, con la tecnica del “cooperative learning”); poi, da autori, divengono attori, registi, truccatori, operatori di ripresa :
    imparano a conoscere le tecniche cinematografiche e a metterle in pratica per la costruzione del film di cui essi saranno gli assoluti protagonisti, davanti e dietro la macchina da presa. Il fine è la realizzazione di un filmato che verrà poi divulgato attraverso le piattaforme di videosharing in internet (Youtube, Vimeo, Indiechannel, etc…).
    La conoscenza della grammatica del linguaggio audiovisivo è l’elemento necessario per la codifica critica da parte degli utenti. Attraverso il sostegno di esperti del settore oltre alla consapevolezza del messaggio audiovisivo si arriverà anche alla conoscenza dell’utilizzo delle nuove tecnologie audiovisive per la realizzazione di un filmato come, ad esempio, con l’utilizzo di un semplice smartphone e con l’ausilio di software open source di editing e post produzione video.
    www.movieart.info

  • L’essenza corporea e incorporea di un antico blocco marmoreo mediceo

    Osservando con attenzione il blocco di marmo di genesi medicea denominato “Il Marmo dai 1000 volti” appartenente a Massimo Caramia, si viene immediatamente conquistati e rapiti dalla sua peculiare conformazione genetica. La dottoressa Elena Gollini che supporta Caramia nel portare avanti questo importante progetto di ricerca, ha espresso delle interessanti valutazioni sui preziosi risultati che si stanno progressivamente manifestando e contribuiscono a dare risalto e risonanza al percorso sperimentale. In particolare ha così commentato: “A tutti è capitato almeno una volta di restare dietro una finestra in una giornata nebbiosa, cercando di scorgere e carpire i profili delle cose, di ricordare sembianze, forme, immagini più o meno già viste e conosciute. In quelle occasioni il nostro sguardo attento chiede aiuto alla memoria, perché lo guidi e lo sorregga a spingersi e addentrarsi al di là dell’apparenza, a indagare e analizzare attraverso una fitta coltre virtuale di nebbia che lo avvolge e lo contorna permeante e contestualmente occorre anche essere pronti ad attingere ai ricordi più intimi e reconditi per riscoprire i luoghi dell’anima, quelli che ci appaiono famigliari anche senza averli mai visti prima e conosciuti dal vivo. Il blocco marmoreo riesce a spiazzare l’osservatore, lo rapisce e lo conquista nel profondo e senza riserve, lo sprona e lo incita ad avvinarsi e al tempo stesso ad allontanarsi per ampliare e allargare la prospettiva di veduta panoramica, ad aprire e al contempo a socchiudere gli occhi per mettere a fuoco e focalizzare le immagini impresse all’interno e accertarsi di aver ben compreso e recepito il loro senso ultimo e il loro valore intrinseco. Massimo non è un individualista e aspira a condividere questo altisonante progetto e a metterlo a disposizione, dimostrando un meritevole intento sociale e collettivo nel suo operato. Il blocco lascia emergere e affiorare una sua speciale aura intimistica, componendo delle particolari musicalità e sonorità visive e tattili e suscitando dimensioni e atmosfere velate da una visionarietà soffusa, aulica, suadente che invita a una riflessione non superficiale e non marginale, molto approfondita e ponderata. Il blocco ci offre una visione posta in perfetto equilibrio armonioso tra memoria e realtà, dove coesistono insieme reale e irreale, immersa in una atmosfera protetta e rarefatta, scalfita da un fremito di vita e alimentata da vibrazioni palpabili di energia vitale. Il blocco si colloca sul lungo e articolato percorso di crocevia della memoria che rappresenta la metafora allusiva di un momento unico e irripetibile, che mette in luce ricordi e impressioni appartenenti al nostro passato. Massimo consegna al nostro sguardo un patrimonio di grande potenza e forza comunicativa, che conserva, accoglie e custodisce ricordi e sentimenti pregnanti, con la speranza che vengano concepiti nel modo giusto, con la stessa fierezza e lo stesso orgoglio con il quale un genitore presenta al mondo il proprio figlio. Il blocco di marmo racchiude in sé il tempo e lo ferma, lo blocca, lo cristallizza, interrompendone lo scorrere incessante con la sua alchimia compositiva inconfondibile e inimitabile, che nella sua intensa suggestione espressiva ci fa accostare all’essenza segreta e celata delle cose, quella più genuina e purificata“.

  • A VENEZIA GLI ENFANT PRODIGE DEL FLAUTO, CONCORSO NAZIONALE DELL’ACCADEMIA VERDI

    Il 7 e l’8 marzo “A tutto flauto”, il concorso nazionale unico nel suo genere ideato dall’Accademia musicale veneziana coi migliori flautisti d’Italia. In giuria i più importanti maestri: Giovanni Mugnolo, Giorgio Blasco, Charina Quintana e la direttrice dell’Accademia Francesca Seri. In palio spartiti musicali e una borsa di studio. “L’obiettivo è valorizzare la scuola flautistica italiana, ricca di giovani talenti”

     

    Il 7 e l’8 marzo l’Accademia musicale Giuseppe Verdi di Venezia organizza, per il quarto anno consecutivo, il concorso nazionale “A Tutto Flauto”, in collaborazione con la nota casa editrice Shott e Universal Edition, e “le città in Festa” del Comune di Venezia, con l’obbiettivo di valorizzare la scuola flautistica Italiana.

    Il concorso è unico nel suo genere e raduna i migliori flautisti della nazione. “In Italia sono più rari i concorsi dedicati ad un solo strumento e sono molto apprezzati dagli specialisti del settore – afferma la direttrice dell’Accademia Verdi, nonché pronipote del famoso compositore Giuseppe Verdi, Francesca Seri – la nostra scuola è ricca di giovani talenti”.

    “A tutto flauto” è aperto anche ai giovanissimi, il concorso propone infatti un’escalation di performance che vanno dalle piccole note della categoria A, attraverso gli studenti più promettenti per arrivare alle esibizioni dei giovani professionisti. Il concorso è aperto anche alle orchestre e ai gruppi di musica da camera. “L’anno passato – continua Seri – abbiamo assistito a più di 100 performance nelle diverse categorie”.

    Le sedi del concorso sono tutte nel centro storico veneziano e il concerto finale, dove si esibiranno i vincitori delle diverse categorie, si terrà domenica 8 marzo presso la prestigiosa aula magna dell’Ateneo Veneto, in Campo San Fantin. La giuria vanta nomi importanti del panorama flautistico italiano ed europeo: il direttore artistico è il maestro Giovanni Mugnolo, docente del Conservatorio di Castelfranco Veneto e il presidente di giuria è il maestro Giorgio Blasco, che per molti anni ha insegnato presso il conservatorio di Trieste, oggi Presidente della “Trieste Flute Association”, da lui fondata nel 2008. Oltre alla presidentessa dell’Accademia organizzatrice del concorso, Francesca Seri, in giuria c’è anche Charina Quintana, docente del Conservatorio Superior de Música de Las Palmas de Gran Canaria.

    Ai vincitori del primo premio assoluto delle categorie dei solisti verranno regalati alcuni spartiti offerti da “Schott Music” e “Universal Edition” e la possibilità di esibirsi al concerto finale del concorso. Tra tutti gli iscritti verrà estratta, inoltre, una borsa di studio (se verranno superate le 50 iscrizioni le borse di studio diventano 2), da 150€ per la Masterclass estiva di flauto traverso che si terrà dal 15 al 19 luglio nella prestigiosa location del Centro Studi Isola di San Servolo a Venezia.

    L’Accademia G. Verdi vanta una lunga tradizione didattica per lo studio del flauto traverso, la fondatrice veneziana Francesca Seri, nota concertista e didatta, ha formato nei 25 anni di attività centinaia di allievi, molti dei quali sono oggi concertisti o a loro volta docenti. La docente Seri supervisiona attualmente una classe di circa 70 allievi e dirige un ensemble di flauti che si esibisce in prestigiosi concerti nel triveneto. Oltre al concorso e alla masterclass estiva, l’Accademia propone ai propri allievi il completamento degli studi sullo strumento con certificazioni Trinity college London che attestano il livello di preparazione degli studenti con parametri europei.

     

    ACCADEMIA G. VERDI L’ Accademia G. Verdi di Venezia è diventata in questi anni punto di riferimento per le attività musicali divulgative dirette ad appassionati di ogni età,  conta 600 associati  che frequentano i corsi e circa 40 docenti collaboratori, con un numero elevatissimo di attività in diversi ambiti e formativi tra cui oltre al teatro musicale, la formazione orchestrale con Orchestra d’archi, Orchestra Pop, Jazz Band, Orchestra di Flauti, Orchestra di Chitarre; la Corale Femminile composta da 40 elementi circa ed un vastissimo settore di formazione individuale sui principali strumenti musicali, percorso certificato da Trinity College di cui l’Accademia è centro d’esame. Il fenomeno Giuseppe Verdi non è da attribuirsi alla fama o notorietà di chi opera all’interno dell’Associazione, ma alla passione, entusiasmo, serietà e professionalità che contraddistingue ogni proposta. I festeggiamenti per i 25 anni di attività proseguiranno per tutto il 2020 con un doppio concerto di Natale, con attività concertistiche e teatrali in diverse location cittadine da gennaio.

  • “L’amore per le parole”

    Domenica 16 febbraio alle ore 19.00 presso Palazzo Siotto, i partecipanti al laboratorio avanzato di lettura espressiva si trasformeranno in traghettatori di emozioni e presteranno la loro voce ad alcuni racconti che hanno come protagonisti i libri e l’amore.
    Vi aspettiamo.

    Diretto da Francesca Saba
    Con Serena Boi, Elisa Casula, Anna Murgia, Barbara Murgia, Pierluigi Petrucci

    DOVE
    Palazzo Siotto, via dei Genovesi 114, Cagliari

    QUANDO
    Domenica 16 Febbraio ore 19.00

    BIGLIETTI
    Intero 5€
    Ridotto soci 3€

    INFORMAZIONI
    [email protected]
    3938256330

    Laboratorio di lettura espressiva

  • COSMOBSERVER e MISSION DARK SKY pubblicano il Bilancio sociale e di missione 2019

    COSMOBSERVER, Il sito di divulgazione scientifica dedicato allo spazio pubblica il suo quinto bilancio sociale e di missione, includendo quello della sua campagna di sensibilizzazione sull’inquinamento luminoso MISSION DARK SKY

     

    È stato pubblicato oggi su COSMOBSERVER il Bilancio di missione e sociale congiunto COSMOBSERVER / MISSION DARK SKY 2019.

    Redatto dal fondatore di COSMOBSERVER ed esperto di marketing e comunicazione Emmanuele Macaluso, il bilancio sociale è un documento formale, attraverso il quale si rendono pubblici dati, analisi e risultati ottenuti da un’azienda nell’anno precedente.

    Inserito nell’ambito dell’attività di CSR (Corporate Social Responsability), conosciuta in Italia come Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI), il bilancio non prende in considerazione solo i fattori finanziari, ma anche quelli tecnici e sociali. Elementi particolarmente importanti ed evidenti quando si opera nella divulgazione scientifica.

    Il Bilancio di Missione 2019 di COSMOBSERVER è stato redatto sotto la supervisione del Comitato Etico e Scientifico del Manifesto del Marketing Etico.

     

    Il bilancio di missione è stato pubblicato a pochi giorni dalla fine dell’anno di riferimento, e contiene alcune anteprime relative alle prossime attività del progetto di divulgazione scientifica dedicato all’astronomia, astrofisica.

     

    “Siamo molto soddisfatti della stesura e dei risultati contenuti nel bilancio – ha dichiarato Emmanuele Macaluso durante la conferenza stampa di presentazione, che continua – I risultati ottenuti nel 2019, e ancor prima dalla sua fondazione, da COSMOBSERVER sono veramente importanti. Soprattutto nell’ambito della divulgazione e del coinvolgimento del pubblico, tenendo conto che al contrario di altre realtà del settore, abbiamo deciso di non falsare artificialmente i nostri volumi accedendo a servizi a pagamento sui social. Tutti i dati presenti nel bilancio sono quindi reali e riscontrabili. Le scelte editoriali e di trasparenza che abbiamo sempre adottato ci hanno portato a divenire in pochi anni una realtà credibile nell’ambito della divulgazione scientifica italiana. La stessa pubblicazione del bilancio è da considerarsi un fatto non comune in questo ambiente. Siamo fieri di essere i primi in Italia a perseguire questa strada, e del rapporto che stiamo creando quotidianamente con la platea alla quale comunichiamo e con i nostri partner. La strada è corretta, continueremo a percorrerla con la dovuta determinazione e professionalità.

    Quest’anno, siamo particolarmente fieri di poter inserire nel bilancio di missione di COSMOBSERVER, il bilancio sociale della nostra campagna di sensibilizzazione sull’inquinamento luminoso MISSION DARK SKY. La campagna ha raggiunto risultati notevoli nei pochi mesi dal lancio, e siamo sicuri che nei prossimi anni sarà necessario creare un bilancio sociale ad hoc”.

     

    È possibile leggere il Bilancio di Missione 2019 di COSMOBSERVER all’indirizzo http://www.cosmobserver.com/download.htm

     

    Di seguito i contatti di COSMOBSERVER

    Web www.cosmobserver.com

    Blog  http://thecosmobserver.blogspot.it

    E-mail [email protected]

    Instagram www.instagram.com/cosmobserver

    Facebook  www.facebook.com/cosmobserver/

  • Gastone Bai a Roma per la rassegna d’arte contemporanea in memoria di Dario Fo

    Un nome, una garanzia. Gastone Bai, pittore e scultore di Sarteano (SI), è stato selezionato per prendere parte alla mostra Dario Fo e l’arte contemporanea. A cura di Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes, la mostra antologica si terrà nello spazio espositivo Micro di Roma a partire dal 6 febbraio.

    Con l’inaugurazione alle 18, vicino alla sede della radiotelevisione italiana, in viale Giuseppe Mazzini 1, la kermesse vanta i contributi della giornalista RAI Antonietta Di Vizia e dell’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì.

    Opera di Gastone Bai

    Presenti anche gli scatti del noto fotografo Roberto Villa, amico del Nobel per la Letteratura e di Pier Paolo Pasolini, che ripercorrono alcuni dei momenti salienti della sua carriera artistica. A supporto, una sezione interamente dedicata all’arte contemporanea, tra cui figurano le creazioni di Gastone Bai. Cinque le opere selezionate della sua più recente produzione.

    Gastone Bai

    Nato nel ’42 a Sarteano, in provincia di Siena, dagli anni Ottanta Bai è pienamente attivo in campo artistico collezionando riconoscimenti di pubblico e critica e cimentandosi nella realizzazione di sculture, ceramiche e gres, e in quella di dipinti.

    La sua arte

    Segno e sperimentazione sono i tratti distinguibili dei suoi lavori, le parole chiave iscritte nel suo DNA, nel suo modo di essere artista e di fare arte. Bai passa con disinvoltura dalla figurazione a un astratto dolce, non provocatorio. Alla continua ricerca della bellezza, che a sua volta è in evoluzione, le nuove strade da lui tracciate per giungere a tale ideale implicano un cambiamento pregno di vitalità. L’artista, nello spiegare la metamorfosi del concetto di bellezza, parte da lontano:

    «Si pensi a quali cambiamenti ha fatto l’arte dalla Grecia Antica alla contemporaneità… Ora l’arte contemporanea è compresa da pochi, gli ignoranti sono destinati all’infelicità perché non hanno gli strumenti per capirla».

    E, alla domanda se sarà la stessa tra cinquant’anni, risponde con uno schietto no: l’arte, la bellezza, vanno oltre le persone… pur essendone parte costituente, perché “la bellezza – asserisce – porta alla nostra evoluzione”. Spiega infatti:

    «Fino al Novecento esisteva una bellezza classica, sostituita successivamente da quella contemporanea. Ai più ignoranti e poveri una volta era sufficiente andare in chiesa, ascoltare la musica… tutti avevano quotidianamente accesso alla bellezza. Cosa succede oggi che in chiesa, ad esempio, ci si va poco? Che l’accesso alla bellezza è per pochi privilegiati e che essa ha quindi cambiato linguaggio».

    Gastone BaiInfo e contatti

    Per non rimanere “indietro” rispetto ai tempi, Gastone Bai è consapevole della necessità di evolvere, di comunicare una bellezza per cui spesso, ai più umili, mancano le parole per esprimerla. L’importante è veicolarla, e Gastone Bai ci riesce splendidamente. Il suo studio è interamente improntato su questo fronte. E, anche chi non teme di rimanere senza parole, potrà constatarlo nei suoi dipinti dai tratti oscuri e incredibilmente vividi che resteranno al Micro di Roma fino al 23 febbraio 2020.

  • Multicultural / Educarnival 2020, riqualificazione urbana a cura dell’artista Tommaso Chiappa al Centro commerciale La Torre

    Palermo – Dipinti murali che “raccontano” una società variopinta e multietnica e donano un tocco di colore e di vivacità al parcheggio sopraelevato del Centro commerciale La Torre, in occasione del prossimo carnevale. Si intitola “Multicultural / Educarnival 2020”, il nuovo progetto di riqualificazione urbana site specific a cura dell’artista palermitano Tommaso Chiappa, che sarà inaugurato sabato 8 febbraio alle ore 11 all’interno del Centro commerciale di via Assoro 25.

    L’evento è inserito nel cartellone di Educarnival, la manifestazione carnascialesca giunta alla sesta edizione che coinvolgerà gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado di Palermo e provincia e che avrà i suoi momenti clou proprio all’interno del Centro commerciale.

    Da alcuni anni a questa parte, Tommaso Chiappa – un artista tra i più conosciuti a Palermo, noto per i suoi innovativi progetti dai contenuti sociali – ha dipinto centinaia di metri quadri di superfici murali nell’ambito di diversi progetti di riqualificazione urbana tra Palermo e Termini Imerese, rifacendo il look a spazi sia pubblici che privati, come scuole, sale d’attesa, fabbriche, aree portuali e industriali.

    Anche per il progetto “Multicultural / Educarnival 2020”, l’artista ha realizzato decine di sagome di giovani uomini e donne, che richiamano alla mente la colorata diversità di una società liquida dove si fondono lingue, culture ed etnie diverse. Al progetto hanno collaborato gli studenti del liceo artistico Ugdulena di Termini Imerese, Chiara Ferreri, Maria Carmela Chirchirillo e Vito Guagliardo, che l’artista ha selezionato quali assistenti.

    Un messaggio sociale, quello di Chiappa, che punta all’integrazione e alla multiculturalità, mentre abbellisce e vivacizza un’area riservata a parcheggio, in lineacon la filosofia del Centro commerciale La Torre che da sempre coniuga lo shopping con il tempo libero, l’architettura, il paesaggio urbano e l’ambiente.

    Info e contatti

    email: [email protected]
    sito web: www.tommasochiappa.eu

  • Unibg: al via la terza edizione di “Letture dei classici”

    Al via la terza edizione del ciclo “Letture dei classici”, undici appuntamenti gratuiti a cura dei docenti del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere dell’Università degli studi di Bergamo, in collaborazione con l’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti, la Libreria Incrocio Quarenghi, l’Anteas e l’Ufficio Scolastico Territoriale, che vuole presentare alla città, ai docenti e agli studenti delle scuole superiori le grandi opere delle letterature insegnate nel Dipartimento.

    Primo appuntamento giovedì 6 febbraio alle ore 17 presso l’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di via Torquato Tasso 4 a Bergamo con la lettura del romanzo di Henry James Ritratto di signora a cura di Anna De Biasio, docente di Letteratura angloamericana, che illustrerà questo capolavoro della letteratura statunitense di fine Ottocento leggendolo come testo che schiude le porte della modernità, tanto sul piano della forma quanto nella vicenda della sua originale protagonista.

    Gli incontri successivi, ospitati in diversi luoghi della città (Libreria Incrocio Quarenghi, auditorium dell’ITS G. Quarenghi, Centro Culturale San Bartolomeo) saranno invece dedicati a L’accalappiatopi di Marina Cvetaeva, La casa grande di Álvaro Cepeda Samudio, La Peste di Albert Camus, Viaggio in Italia di Johann Wolfgang Goethe, Storia della colonna infame di Alessandro Manzoni, poesie satiriche di Luis de Góngora e Francisco de Quevedo, Racconti di pioggia e di luna di Ueda Akinari, Donne nel deserto di Hanan al-Shaykh, nonché a poesie del romanticismo inglese e alla raccolta taoista cinese I Sette Savi del Bosco di Bambù.

    Coordina Luca Bani, docente di letteratura italiana dell’Università degli studi di Bergamo. Per informazioni e programma www.unibg.it / [email protected]

  • IconoSophia | Alessandro Bulgarini

    IconoSophia | Alessandro Bulgarini

    “E’ un luogo comune, oggi, parlare di “civiltà dell’immagine” (pensando ai nostri giornali, cinema e televisioni).
    Ma ci si chiede se, come tutti i luoghi comuni, anche questo non nasconda un radicale equivoco, un errore completo. Poiché invece di elevare l’immagine al livello di un mondo che le sarebbe proprio, invece che investirla di una funzione simbolica, rivolta al senso interiore, abbiamo soprattutto la riduzione dell’immagine al livello della percezione sensoria pura e semplice, e quindi la definitiva degradazione dell’immagine. Non dovremmo dire, dunque, che maggiore successo ottiene questa riduzione, più si perde il senso dell’immaginale, e più ci si condanna a produrre soltanto dell’immaginario?
    […] Se non siamo più capaci di parlare dell’immaginario eccetto che come “fantasia”, se non possiamo utilizzarlo o tollerarlo che così, abbiamo probabilmente dimenticato le regole e le norme e l’ordine assiale che sono responsabili della funzione cognitiva o immaginativa.”
    [Henry Corbin]

    Sabato 29 febbraio 2020 alle ore 18:00 presso la Galleria di SpazioAref in Piazza Loggia n.11f a Brescia, inaugura la nuova mostra personale di Alessandro Bulgarini: IconoSophia

    Il pittore torna all’Aref dopo quattro anni con una selezione di dipinti a olio ed opere su carta inediti, accompagnati da un testo critico del filosofo Luca Siniscalco che illustrerà la sua scelta estetica, le implicazioni filosofiche e la collocazione storica della sua particolare ricerca artistica.

    IconoSophia richiama alla mente il concetto di iconografie di sapienza, raffigurazioni filosofali e può essere inteso in senso ampio come la definizione di una ricerca pittorica peculiare focalizzata sull’approfondimento e la rielaborazione dei simbolismi e le iconografie delle varie Tradizioni, nonché di alcuni paradigmi legati alle domande fondamentali dell’uomo.
    Ogni opera equivale alla riorganizzazione compositiva di un particolare insegnamento o concetto ed è concepita come uno stratagemma capace di risvegliare nell’osservatore una domanda, generalmente sopita, sulla realtà.

    L’esposizione sarà aperta e visitabile gratuitamente fino al 29 marzo, dal giovedì alla domenica dalle 16.00 alle 19.30

    La mostra intende inoltre stimolare un dibattito culturale insolito sui temi legati all’immaginazione, al mondo immaginale e degli archetipi, proponendo al suo interno: “Ierognosi e pensiero del cuore: due conferenze sul Mundus Imaginalis” nelle quali, alcuni relatori invitati dall’autore, illustreranno alcuni aspetti di queste tematiche connesse al risveglio di un nuovo Umanesimo, con un approccio sincretico e un taglio filosofico di facile approccio per tutti i curiosi.

    Sabato 7 marzo 2020 ore 17:00
    Luca Siniscalco: La pittura filosofale di Alessandro Bulgarini
    Marco Maculotti: L’Immaginazione ed il sacro nel mondo moderno
    Andrea Scarabelli: Il Nomos del Fuoco. La chiusura dei cicli

    Venerdì 13 marzo 2020 ore 20:00
    Claudio Marucchi: Archetipi e visione immaginale

     

     

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    IconoSophia

    di Luca Siniscalco

    Il progetto IconoSophia presenta una nuova analisi critica (dopo le mostre Ierofania del 2015, Codice Sincretico del 2016 e Alta Fantasia del 2017) della proposta visiva del pittore Alessandro Bulgarini, da tempo focalizzata su tematiche filosofiche e approfondimenti iconografici legati ai temi del sacro e del simbolismo.

    IconoSophia richiama alla mente il concetto di iconografie di sapienza, raffigurazioni filosofali e può essere inteso in senso ampio come la definizione di una ricerca pittorica peculiare focalizzata sull’approfondimento e la rielaborazione dei simbolismi e le iconografie delle varie Tradizioni, nonché di alcuni paradigmi legati alle domande fondamentali dell’uomo.

    In un periodo storico segnato da profonda instabilità sociale nonché da mutamenti epocali legati allo sviluppo delle nuove tecnologie da un lato, ed all’emergenza ambientale dall’altro, la riscoperta delle radici della propria cultura e di quella degli altri popoli (sulla scorta del profondo lascito intellettuale di autori del calibro di C.G.Jung, J.Hillman, M.Eliade, H.Corbin) diviene una necessità imprescindibile per poter affrontare le sfide dei tempi. La pittura, nel farsi nuovamente canale di diffusione di bellezza ma soprattutto di conoscenza e significati profondi, diviene occasione di meditazione e introspezione, nonché di dibattito culturale.

    La pittura di Bulgarini si propone come un tentativo inattuale, in senso nietzscheano – e pertanto attualissimo – di riportare l’immagine, nella sua dimensione figurativa più autentica, al centro della prassi artistica. Oltre certe iperboli concettuali e minimalistiche, colpevoli di privare l’arte della sua dimensione estetica – ossia sensibile, corporea e simbolica – ma nel contempo lontanissima da ogni malinconica rievocazione di un’arte mimetica e semplicemente decorativa, la poetica di Bulgarini s’impone mediante il riconoscimento della centralità dell’immagine.

    La potenza espressiva dell’Icona, tradizionale strumento di collegamento fra visibile e invisibile, materia e spirito, immanenza e trascendenza, si manifesta in modo rinnovato nelle tele del pittore. Le quali sono tutte dirette a raffigurare – lo diciamo con le parole di Pavel Florenskij – «quelle immagini che separano il sogno dalla realtà, che separano il mondo visibile dal mondo invisibile ed in tal modo congiungono i due mondi».

    Strumenti modernissimi, dunque – sin dallo stile, che richiama il surrealismo, arricchito di sarcastici riferimenti alla cultura contemporanea – impiegati per esprimere pittoricamente principi tradizionali, oseremmo dire arcaici e perenni.
    La saggezza (sophia) dell’icona si rivela infatti nella sua essenza creativa, capace di condurre l’astante nel regno della meraviglia, nel territorio insondato e insondabile dell’originarietà. Di quella chimera chiaroscurale che non si mostra nello sperimentalismo a tutti i costi, come talora si è portati a credere, quanto piuttosto lungo i crinali del terreno dell’Origine, dell’appartenenza alla propria identità di essere umano, che, come ebbe a notare lo storico delle religioni Mircea Eliade, si realizza integralmente proprio laddove, come insegna un’etimologia filologicamente forzata ma densa di suggestioni, l’uomo si fa humus, ossia terra.

    IconoSophia | Alessandro BulgarinEccolo allora sondare le potenze profonde del nostro immaginario, il regno degli archetipi dell’inconscio collettivo che lo psicanalista svizzero Carl Jung ha sapientemente saputo problematizzare.
    La Terra, intesa come Madre, luogo generatore delle istanze elementari che pervadono il mondo simbolico dell’uomo, torna al centro dell’interesse artistico, apre squarci verso un mondo di immagini che toccano l’esperienza più intima degli spettatori. L’immagine, allora, perde ogni superficiale funzione ornamentale, dismette i panni del divertissment per divenire specchio di una problematizzazione radicale – filosofica pertanto – del reale.

    Paradossalmente, affinché l’arte possa confrontarsi con la realtà, anche nella sua dimensione socio-politica, è preliminarmente necessario che faccia epoché rispetto al mondo dei fenomeni, ossia, come insegna la fenomenologia, metta in discussione il mondo dell’apparenza per tornare su di esso con sguardo accresciuto e rinnovato.

    Così IconoSophia significa aprire la mente – ed il cuore – alla sapienza delle immagini, alla capacità, attraverso l’immaginazione, di riconnettere l’esperienza individuale a quella collettiva, la psiche personale all’anima mundi. Significa, in ultima istanza, abdicare al mondo dei simulacri proposto dalla società contemporanea, la cui apparente passione per la dimensione visiva cela in realtà, come ben spiegato dal filosofo Baudrillard, un’intima avversione iconoclasta nei confronti della natura autentica delle immagini. La cui abissalità sovrarazionale fu ben compresa da Jung, che spiegò con genio: «Colui che parla con immagini primordiali, è come se parlasse con mille voci; egli afferra e domina, e al tempo stesso eleva, ciò che ha disegnato, dallo stato di precarietà e di caducità alla sfera delle cose eterne; egli innalza il destino personale a destino dell’umanità e al tempo stesso libera in noi tutte quelle forze soccorritrici, che sempre hanno reso possibile all’umanità di sfuggire ad ogni pericolo e di sopravvivere persino alle notti più lunghe… Questo è il segreto dell’azione che può compiere l’arte».

    Del pari Ernst Jünger ebbe a scrivere: «L’opera d’arte è transeunte, ma attesta qualcosa d’immortale. Tutte le immagini visibili sono olocausti, sono servizio liturgico nell’ambulacro che conduce a un’immagine invisibile».

    Di questa prospettiva estetica alta e impegnata si è voluto far carico, fra gli altri, Alessandro Bulgarini. La sua proposta pittorica non è d’altra parte un grido solitario e inascoltato, bensì un richiamo alla funzione fondativa dell’arte che rientra all’interno di un vivace dibattito culturale. È difatti una spinta nodale nei momenti di discussione del paradigma culturale vigente in questa nostra attualità, quella modernità – o postmodernità, se si preferisce – che Roberto Calasso, il celeberrimo Editore di Adelphi, ha stigmatizzato nel suo ultimo saggio sotto la paradossale nozione di “innominabilità”.

    L’opera di Bulgarini intende piuttosto gettare i tasselli di quella pedagogia dell’immaginazione tanto auspicata da Italo Calvino: strumento indispensabile con cui educare i giovani a un rinnovato amore per la bellezza e l’autenticità estetica. Un Pulchrum che sia, pertanto, vero fulcro trascendentale inscritto nella stessa realtà sensibile – e non al di là di essa –, approccio conoscitivo tramite cui lasciar risplendere in modo rinnovato il cosmo e i suoi mirabili frammenti.

    «La bellezza – ci spiega James Hillman – è una necessità epistemologica; l’aisthesis è il modo in cui noi conosciamo il mondo». Non resta che riappropriarci di questa primordiale facoltà gnoseologica rivolta alla comprensione di noi stessi e dell’universo che ci circonda.
    La pittura di Bulgarini è un segnavia lungo questo difficile ma affascinante percorso. Di contro a quella equivoca “civiltà dell’immagine” in cui, come ben intese Henry Corbin, «invece che elevare l’immagine al livello di un mondo che le sarebbe proprio, invece che investirla di una funzione simbolica, rivolta al senso interiore, abbiamo soprattutto la riduzione dell’immagine al livello della percezione sensoria pura e semplice, e quindi la definitiva degradazione dell’immagine». 

     

    “C’è l’ermetismo in cui non si entra perché è chiuso, quello in cui si entra e che ci rinchiude, quello che ci invita ad entrare per aprire ciò che è chiuso.” [Antonin Artaud]

    “Quale sarà il futuro dell’immaginazione individuale in quella che si usa chiamare la “civiltà dell’immagine”? […] Penso ad una possibile pedagogia dell’immaginazione che abitui a controllare la propria visione interiore senza soffocarla e senza d’altra parte lasciarla cadere in un confuso, labile fantasticare, ma permettendo che le immagini si cristallizzino in una forma ben definita, memorabile, autosufficiente, icastica.” [Italo Calvino]

     

    titolo: IconoSophia
    artista: Alessandro Bulgarini
    date: 29 febbraio | 29 marzo 2020
    curatela: Luca Siniscalco
    inaugurazione: sabato 29 febbraio ore 18:00
    finissage: sabato 28 marzo ore 18:00
    sede: SpazioAref – Piazza della Loggia 11/f – 25121 – Brescia
    orari: giovedì / domenica – 16.00 / 19.30 (altri giorni su appuntamento)
    info: [email protected] – 0303752369 / [email protected] – 3383015186
    ufficio stampa: FratturaScomposta [email protected]

  • FESTA DELLA TOSCANA, EURO&PROMOS PROMUOVE MOSTRA FOTOGRAFICA E CICLO DI INCONTRI NEL COMUNE DI MONTESPERTOLI

    Una mostra fotografica e degli incontri di approfondimento in occasione della Festa della Toscana nel Comune di Montespertoli (Firenze), dove la Biblioteca comunale è gestita dagli operatori della società multiservice Euro&Promos Facility Management. “Dal Rinascimento ad oggi – I valori e le storie del Granducato di Toscana e di Montespertoli attraverso fonti e fotografie” è il titolo dato all’iniziativa, che prende il via con l’inaugurazione della mostra al Loft19, in via Sonnino 21, sabato 1 febbraio (ore 17), e prosegue con gli incontri in cui si parlerà del comune toscano focalizzando l’attenzione su varie epoche, andando dal periodo preunitario a quelli delle due guerre mondiali.

    La mostra è stata curata dall’Ufficio Cultura del Comune di Montespertoli, in collaborazione con Euro&Promos Facility Management, che, oltre a Montespertoli, in Toscana è attiva con i propri addetti per il servizio di accoglienza e prestiti anche nelle biblioteche dei comuni di Firenze e Calenzano.

    La Festa della Toscana, quest’anno dedicata dal tema “Dal Rinascimento al Graducato, al cinquantennale della costituzione della Regione Toscana”, è sostenuta dal Consiglio Regionale e promuove eventi, spettacoli, manifestazioni e convegni, tutti collegati con le specificità culturali, storiche e sociali del territorio. Le iniziative puntano a valorizzare la ricorrenza dell’abolizione della pena di morte nel 1786 da parte del Granduca Leopoldo di Toscana, ma anche a far riflettere sui diritti dell’uomo, sulla pace e sull’identità dei territori toscani.

    Gli incontri, sempre al Loft19, saranno l’1, l’8 ed il 15 febbraio (tutti alle 17,30). I primi due appuntamenti avranno come relatore Paolo Gennai, sono stati intitolati “Montespertoli e il suo archivio storico preunitario” e “Montespertoli nel primo cinquantennio unitario”. L’ultimo, invece, “Montespertoli e le due Guerre”, vedrà in veste di relatori Andrea Pestelli e Giulio Cesare Bucci. La mostra fotografica sarà visitabile l’1, l’8 ed il 15 febbraio, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20. Ingresso gratuito, per informazioni 0571.600250.

     

    EURO & PROMOS Società di multiservizi con headquarter a Udine e più di 6000 dipendenti, con sedi a Trieste, Venezia, Belluno, Milano, Pisa, Roma, Cagliari, Catania ed in Germania, a Monaco di Baviera. Si tratta del quinto player in Italia nel settore multiservizi, con attività su oltre 500 siti, oltre 250 mezzi che operano nel territorio ed oltre 1000 attrezzature attive tra carrelli elevatori, motoscope, aspirapolveri e lavasciuga. Si occupa di pulizie civili, industriali e sanitarie, offre un servizio di lavanderia industriale che permette una gestione di grandi volumi. Nel settore della logistica il servizio viene modellato rispondendo alle esigenze delle singole realtà, comprendendo tutto il ciclo di vita del prodotto, andando dall’accettazione della merca in entrata, alla spedizione del prodotto finito in uscita, passando attraverso la gestione del magazzino e lo stoccaggio di merci e la bollettazione. Euro&Promos fornisce inoltre capacità professionale nel campo delle manutenzioni meccaniche, delle costruzioni di carpenteria metallica, delle lavorazioni meccaniche e dei montaggi industriali e di impianti. Diversi i servizi offerti dalla divisione cultura: dalla gestione bibliotecaria, alla catalogazione, passando per il front-office e l’accoglienza (vigilanza non armata, vigilanza antitaccheggio, portierato fiduciario, ricevimento, centralino, la biglietteria, gestione book shop), per arrivare alla gestione autonoma di archivi cartacei.

  • SICUREZZA A VENEZIA PER IL CARNEVALE 2020, EURO&PROMOS REGOLERÀ GLI ACCESSI AL PALCO DI PIAZZA SAN MARCO

    Ci sarà anche Euro&Promos ad occuparsi della sicurezza agli accessi al palco di piazza San Marco e presso l’M9 a Mestre nell’ambito del Carnevale di Venezia 2020. Degli addetti della società di multiservizi di Udine si occuperanno di regolare gli accessi al palco dello staff, degli artisti e del personale operativo, allestito nella principale piazza di Venezia e agli spazi dei camerini degli artisti all’l’M9 di Mestre a partire dal 29 gennaio e fino al 6 marzo.

    Il servizio è frutto di un accordo tra Euro&Promos Facility Management Spa e Vela Spa.

    Euro&Promos Facility Management Spa, realtà con headquarter ad Udine, è l’attuale titolare di un contratto con A.V.M. Spa con durata di 36 mesi per la gestione ed il controllo dell’accesso in aree aperte al pubblico, in aree navali o di deposito degli autobus, nelle zone di Venezia, Mestre, Pellestrina e Dolo.

     

    EURO & PROMOS Società di multiservizi con headquarter a Udine e più di 6000 dipendenti, con sedi a Trieste, Venezia, Belluno, Milano, Pisa, Roma, Cagliari, Catania ed in Germania, a Monaco di Baviera. Si tratta del quinto player in Italia nel settore multiservizi, con attività su oltre 500 siti, oltre 250 mezzi che operano nel territorio ed oltre 1000 attrezzature attive tra carrelli elevatori, motoscope, aspirapolveri e lavasciuga. Si occupa di pulizie civili, industriali e sanitarie, offre un servizio di lavanderia industriale che permette una gestione di grandi volumi. Nel settore della logistica il servizio viene modellato rispondendo alle esigenze delle singole realtà, comprendendo tutto il ciclo di vita del prodotto, andando dall’accettazione della merca in entrata, alla spedizione del prodotto finito in uscita, passando attraverso la gestione del magazzino e lo stoccaggio di merci e la bollettazione. Euro&Promos fornisce inoltre capacità professionale nel campo delle manutenzioni meccaniche, delle costruzioni di carpenteria metallica, delle lavorazioni meccaniche e dei montaggi industriali e di impianti. Diversi i servizi offerti dalla divisione cultura: dalla gestione bibliotecaria, alla catalogazione, passando per il front-office e l’accoglienza (vigilanza non armata, vigilanza antitaccheggio, portierato fiduciario, ricevimento, centralino, la biglietteria, gestione book shop), per arrivare alla gestione autonoma di archivi cartacei.

     

  • Milano Art Gallery apre con successo la mostra del fotografo Luigi Gattinara

    Una settimana prima dell’inaugurazione della sua personale ci ha lasciato il fotografo Luigi Gattinara. Di comune accordo con la famiglia, Milano Art Gallery ha così realizzato l’ultimo progetto a cui stava lavorando. Una vita in posa, la mostra fotografica del presidente e fondatore della Triennale della Fotografia Italiana, è stata inaugurata domenica 26 gennaio, in via Ampère 102, a Milano. A commemorare l’amico e collega c’erano il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, il fotografo Roberto Villa, amico di Dario Fo e di Pier Paolo Pasolini, e Gianni Ettore Marussi, già responsabile dello Speciale Mostre del TgCom.

    Una vita in posa

    Molti gli amici, i parenti, gli artisti e i visitatori che hanno preso parte al vernissage di quella che si è evoluta in un’antologica. Una raccolta dei lavori più evocativi del Maestro. Tra gli ospiti, con nostra sorpresa abbiamo riconosciuto anche il paroliere Claudio Daiano (suoi sono, a titolo esemplificativo, i testi di Sei Bellissima di Loredana Bertè e de L’isola di Wight dei Dik Dik). Milano Art Gallery straripava di emozione e la folla si accalcava all’ingresso, venuta per porgere il suo saluto a un grande della fotografia italiana contemporanea.

    Luigi Gattinara

    Luigi Gattinara era molto amato e tuttora lo è. A Giulia Cassini l’artista aveva confidato l’origine della sua ricerca stilistica, di cui oggi possiamo ammirarne i magnifici risultati alla Milano Art Gallery: «Lasciai il mio studio di Roma nel 1977 trasferendomi a Caracas, lì aprii il mio nuovo studio e vi rimasi per parecchi anni, otto per l’esattezza. In quel Paese dove la vita era totalmente diversa da quella frenetica di Roma, presi subito consapevolezza che aleggiasse nella vita di tutti i giorni, nei movimenti, nelle conversazioni, una forma differente di tempo, quasi fosse dilatato, esteso, ed è stato proprio in questo non rincorrerlo che ho trovato lo spazio per cominciare il percorso sulle mie ‘nature morte’. Quella terra, con le sue luci e i suoi colori, violenti e morbidi al tempo stesso, possedeva una sorta di magica alchimia: i suoi incredibili spazi riuscivano a penetrare l’anima e mi permettevano di vestire le mie emozioni in un abbraccio nuovo e sicuramente insolito. Riuscivo a fotografare senza usare la macchina fotografica, perché le sensazioni erano tali e talmente intense che le migliaia di fotografie virtuali diventarono un incredibile archivio mnemonico impresso nella memoria e ancora oggi nei miei ricordi».

    Il commento di Roberto Villa

    Umile, generoso, umorista, Gattinara viene ricordato nel campo della comunicazione per immagini e per la sua grande umanità. Commenta così Roberto Villa in merito ai suoi scatti: «I suoi lavori hanno una cultura pittorica unica. La qualità dei suoi lavori era compositivamente perfetta. La luce non era usata per illuminare un oggetto, ma per dar corpo all’oggetto che diventava il soggetto dei suoi lavori».

    La mostra resterà aperta fino al 13 febbraio, dal lunedì al sabato dalle 14.30 alle 19. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

  • La lavorazione artistica del marmo di Massimo Caramia: antichissima e sempre attuale

    La produzione artistica marmorea realizzata con grande maestria artigianale da Massimo Caramia, è comprovante di una tradizione antichissima che anche ai giorni nostri si dimostra sempre attuale e innovativa nelle sue trasformazioni ed evoluzioni. Il fruitore resta fin da subito colpito per la qualità eccelsa dei lavori, che rispecchiano il buon gusto e il senso estetico di Caramia e rappresentano delle vere e proprie creazioni artistiche d’autore. La dottoressa Elena Gollini ha colto dei tratti distintivi di particolare rilievo e ha affermato: “Massimo è un vero maestro del marmo, che persegue un livello di ricerca di grande spessore e portata. È il continuatore di una tradizione pregevolissima e preziosissima. La sua cifra stilistica produce un mondo di presenze, un linguaggio espressivo vivace e dinamico che genera una rappresentazione non ripetibile, esclusiva, distintiva e caratterizzante. I suoi lavori conducono su un terreno fertile di significati e messaggi, un universo intriso di sentimento collettivo che lascia aperte le porte del dialogo e della relazione sociale. È artista per vocazione incondizionata, amante e cultore del bello e della bellezza che tende a una valenza e una visibilità sussurrata, come un poesia sussurrata e recitata sottovoce, senza inutili orpelli e inutile clamore. Massimo rinnovando il culto ideale dell’antica arte del marmo, si colloca a buon diritto nel panorama contemporaneo con una posizione e un ruolo ben radicati e consolidati. Massimo è anche un maestro sapiente dell’immaginifico e riesce a dosare al meglio la componente fantastica e l’elemento onirico, interpretando una dimensione sui generis molto qualificante e avvalorante con una resa compositiva superlativa. Le creazioni affluiscono e sgorgano con estrema naturalezza e spontaneità dalla sua interiorità e spiritualità. Si cimenta in una formula creativa con assoluta propensione ispiratrice, senza mai usare una pedissequa e banale emulazione copiativa e senza essere mai venale e speculatore. Si affida a un intuito creativo innato, mettendo anima e corpo e usando un fiuto sopraffino nella scelta progettuale ed esecutiva. Artista di antico stampo, dal cuore e dall’animo antico non segue mai schemi mentali fissi e di rigore formale ferreo e studiato a tavolino, perché ogni opera diventa una nuova sfida, una nuova possibilità e occasione di mettersi alla prova, di dare un senso concreto al suo operato e lasciare una testimonianza veritiera. Anela allo stupore del fruitore, all’effetto di sorpresa inattesa e inaspettata che produce un istante magico indimenticabile. Negli anni Venti del Novecento a livello di composizione artistica, la ricerca risolveva solo in parte la problematica connessa all’essenza riconoscibile delle figure e dei soggetti. Il modo di affrontare l’intuizione del visibile veniva interpretato a livello concettuale. La poetica creativa di Massimo accoglie in sé un afflato filosofico esistenziale che tende ad una elevazione colta. Massimo è poeta e filosofo oltre che artista e affronta il suo lavoro con civile garbo e virtuosa pacatezza e riservatezza, senza smanie e manie esibizionistiche e mantenendo una sua umiltà e modestia davvero apprezzabili. Perfezionista per natura ha nel suo DNA artistico il fertile e fecondo seme della versatilità e della capacità di sapersi sempre reinventare. L’apparenza formale compensa e viene compensata da una realtà sostanziale solida, che celebra la lavorazione del marmo con assoluta devozione e dedizione. La sua fervida vena creativa si fonda sull’intuizione del gesto creativo, che si mette al servizio della bellezza eterea e ideale del gesto artigianale. Ogni opera costituisce un’esperienza sempre rinnovata, un momento cruciale che racchiude un pensiero altrimenti inafferrabile e gli conferisce forma e misura, immettendola in una dimensione spaziale ben precisa e definita, studiata a monte con certosina preparazione. Massimo lavora con amore e coscienza, da sognatore e da pragmatico, alternando ragione e passione con abile sapienza e dosando il moto dell’anima. I suoi lavori appartengono a una spiritualità che rimanda a un mondo non più immanente, ma neppure del tutto trascendente, a una sorta di ovattato limbo intermedio che appare rassicurante. La sua è una spiritualità laica, dove l’unica certezza incrollabile è inconfutabile è la forza rivelatrice e salvifica dell’arte“.

  • Davide Romanò: arte al potere

    La forte componente di suggestione evocativa amplifica la portata sostanziale dell’arte di Davide Romanò che si rende convinto sostenitore e promulgatore di un concetto di arte sublime e purificata, da quanto di ambiguo e poco edificante può inquinarne e comprometterne la qualità eccelsa. La dottoressa Elena Gollini ha rimarcato: “Abitare lo spazio e al contempo smaterializzare l’arte, liberarsi dall’ingombro dell’oggetto fine a se stesso e dalla vanità dell’ideologia imposta, lavorare sulla trasparenza, sul neutro proprio per togliere neutralità allo spazio in modo mirato. La pittura di Davide segue questi parametri di orientamento per alleggerire l’idea plastica dal peso della materia e dalla concentrazione delle forze che rallentano il flusso energetico. Davide pensa all’arte senza ignorare il disegno optando per una formula stilistica informale di tendenza astratta, che conserva tracce e segni di forme e figurazioni stilizzate. La luce e lo spazio presentano funzioni specifiche nell’orchestrazione scenica complessiva, sono strettamente progettuali alla realizzazione esecutiva, sono alla base del processo creativo che conduce alla genesi di un’idea e diventa il mezzo veicolante e il tramite di trasmissione di importanti concetti e messaggi codificati, componendo un linguaggio semantico esclusivo e distintivo. La pittura è un variegato campo di indagine, scandaglio e sperimentazione che Davide percorre e attraversa in modo trasversale proponendo soluzioni alternative e sui generis, che si di staccano volutamente dai cliché banali e ripetitivi. I quadri sono concepiti con grande apertura e autonomia di vedute e prospettive e sprigionano un senso di libertà e anticonformismo, di indipendenza creativa a tutto tondo. Per Davide fare arte è un termine che spazia e si dilata dalla parola all’immagine, al pensiero. È l’iconografia e il percorso che traccia sempre nel suo operare, come a voler suggellare un simbolico legame indissolubile. Ogni opera contiene un proprio peculiare universo dialettico e possiede vita propria, si anima e si accende di una potente energia dinamica e di intensa vitalità. Questo accentua la visione bidimensionale e garantisce una resa di impatto sempre ottimale. Per Davide ogni opera è un importante traguardo raggiunto, che lo stimola a procedere e dare sempre al massimo con inesauribile e appassionato slancio. È un vero gladiatore che lotta e si batte con tutto se stesso per perorare la giusta causa della diffusione dell’arte e della cultura artistica “.

  • ODCEC Bergamo e TTB: le opportunità di Art Bonus

    Lunedì 3 febbraio dalle 14 alle 18 l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo e il TTB Teatro tascabile di Bergamo invitano a partecipare a un corso di formazione gratuito e aperto a tutti durante il quale sarà presentato lo strumento dell’Art Bonus, con particolare riferimento alle possibilità offerte dai Partenariati speciali pubblico-privati (PSPP), resi possibili grazie al nuovo Codice degli Appalti.

    Intrecciando in maniera inedita le competenze e gli interessi degli enti pubblici con quelle dei soggetti culturali e privati, i Partenariati speciali sono una possibilità concreta di attivare un processo di salvaguardia del patrimonio pubblico nazionale che oggi giace per il 60% in stato di abbandono e degrado, restituendo valore d’uso ai beni attraverso progetti culturali specifici, con procedure semplificate e riduzione dei tempi di realizzazione.

    Il Partenariato Speciale determina infatti un nuovo principio di collaborazione in cui le parti, pubblica e privata, perseguono l’identica finalità, utilizzando uno strumento che consente la valutazione e definizione in itinere del progetto, compatibilmente con la sostenibilità dello stesso, svincolandolo dalle pesantezze della burocrazia e aprendo al coinvolgimento di eventuali soggetti terzi.

    Oltre ad approfondire i risvolti fiscali dell’Art bonus, si darà rilievo alle modalità attraverso cui favorirne la massima espressione economica nel rapporto tra pubblico, privato no profit e profit e nell’ambito di ampie strategie di fundraising applicate al patrimonio culturale.

    Ad intervenire, coordinati dalla dott.ssa Simona Bonomelli, presidente dell’Ordine, e dal dott. Roberto Mazzoleni, consigliere delegato dell’Ordine (commissione “Enti non commerciali e non profit Terzo Settore”),alcuni esperti nazionali, tra cui il dott. Maurizio Postal, consigliere nazionale dell’Ordine delegato Aree no profit-fiscalità, la dott.ssa Carolina Botti, direttore divisione rapporti pubblico-privato di Ales spa e referente Art Bonus per il MIBACT e il dott. Massimo Coen Cagli, direttore della Scuola di Fundraising di Roma. In rappresentanza del mondo delle imprese interverrà il dott. Roberto Vavassori, Chief Public Affairs & Institutional Relations Officer di Brembo S.p.A., introdotto dal dott. Stefano Lania, Responsabile Fisco e diritto d’impresa di Confindustria Bergamo.

    Durante il corso verrà inoltre presentato il caso unico di Bergamo e di “Teatro: un futuro possibile”, primo partenariato speciale realizzato in Italia da TTB e Amministrazione comunale al fine di restituire alla città il monastero del Carmine (XV sec.), bene unico nella storia cittadina. A presentare il progetto l’Assessora alla Cultura del Comune di Bergamo, dott.ssa Nadia Ghisalberti, e la dott.ssa Emanuela Presciani, responsabile organizzativa del Tascabile.

    Il seminario, gratuito e rivolto a chiunque abbia interesse per le tematiche trattate, si svolgerà nella sede dell’Ordine (Rotonda dei Mille, 1 di Bergamo).

    Iscrizione gratuita registrandosi al link https://www.fpcu.it/Eventi/SchedaEvento.aspx?idop=24&idevento=513012

    L’evento è realizzato in collaborazione con Ales – Arte Lavoro e Servizi e Scuola di Roma di Fundraising.

  • Milano Art Gallery: emoziona la mostra-evento in memoria di Alda Merini

    «Come mamma era un po’ distratta» così la definisce Emanuela Carniti, figlia della celebre poetessa, ospite lo scorso venerdì 24 gennaio alla Milano Art Gallery. Con la presentazione del suo libro Alda Merini, mia madre (Manni Editori) si è aperta la mostra-evento in ricordo della scrittrice. “Arte, poesia, teatro e musica” è infatti un esempio di come tante forme d’arte possano ispirare e suscitare forti emozioni sotto la protezione di una delle massime icone della poesia contemporanea italiana. A cura di Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery, e di Flavia Sagnelli, presidente di WE Women Empowerment, la rassegna ha avuto il contributo del fotografo Roberto Villa, amico di Dario Fo e Pier Paolo Pasolini, e di Roberto Brivio, storico componente de I Gufi.

    Alda Merini
    Roberto Villa, Roberto Brivio e Salvo Nugnes

    Emanuela Carniti: Alda Merini, mia madre

    L’omaggio ad Alda Merini ha risvegliato un’ondata di ricordi, sollevando l’attenzione sulla figura di madre e poetessa, due ruoli che non sempre hanno convissuto in armonia. Ecco allora che la scrittrice diventa “un uomo in gonnella”, passionale nelle sue debolezze, ma anche estremamente consapevole di ciò che era. Emanuela Carniti spiega infatti: «Credeva molto in se stessa. Quando discutevamo e dicevo qualcosa che non le andava bene, ribatteva: “Ricordati che stai parlando al primo poeta d’Italia”». Sì, era decisamente consapevole di chi fosse.

    Le performance

    Alla memoria è seguito uno sguardo al presente, con Marina Modesti (che ha portato all’attenzione del pubblico tre sue poesie inedite: Il picco del nibbio, Impronte e Un torsolo di cuore), Chiara Gambino (che ha letto un estratto del suo libro Mai più indifesa, scritto a quattro mani con Giampaolo Salvatore), Flavia Coffari (il cui cortometraggio inedito è proiettato sullo schermo della galleria) ed Elle (con il suo libro inedito L’amore ai tempi di Tinder). La performance di Martina Di Giulio ha concluso con leggerezza e brio, tra le bolle di sapone, la parte commemorativa.

    Le opere

    Resteranno in esposizione, invece, fino a giovedì 13 febbraio le opere di Sandy Aime, Rossella Cola, Francesca Colaciello, Cristiana D’Anna, Lucilla Daviddi, Karen Di Paola, Virginia Farneti, Nevèl, Laura Giampà, Marco Locci, Daniela Maccheroni, Pasquale Ricci, Gianluca Giuseppe Seregni e Cinzia Viola. Tra queste, potrete trovare anche il libro Anima Pallida di Alessia Rosati.

    La mostra è visitabile gratuitamente tutti i giorni dalle 14.30 alle 19, eccetto la domenica. Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

  • “Frida e le altre. Storie di donne, storia di guerra: Fossoli 1944”

    Si è inaugurata lunedì 27 gennaio in occasione della Giornata della Memoria la mostra “Frida e le altre – Storie di donne, storia di guerra: Fossoli 1944” alla presenza di Remo Morzenti Pellegrini, Rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Paolo Buonanno, Prorettore alla comunicazione istituzionale dell’Università degli studi di Bergamo, Elisabetta Margiacchi, Prefetto di Bergamo e Elisabetta Ruffini direttrice dell’Isrec di Bergamo e curatrice della mostra, prodotta dalla Fondazione Fossoli.

    L’esposizione, resterà allestita fino al 17 febbraio presso il chiostro di Sant’Agostino dell’Ateneo, racconta la storia di donne eccezionali che con i loro gesti quotidiani hanno affrontato la guerra, la scomparsa dei propri cari e la resistenza. Una prospettiva tutta al femminile, umana, toccante ma al contempo dimostrazione di grande forza e coraggio. Due i profili femminili legati alla storia della provincia di Bergamo, quello di Rachela Lea Stern Manas, arrestata a Treviglio e scomparsa tra gli orrori di Auschwitz e quello di Lidia Minardi, figlia di Luigi, antifascista e tra i primi a organizzare la Resistenza a Bergamo.

    Nel corso della giornata si è tenuta inoltre la cerimonia di consegna delle Medaglie d’Onore ai sopravvissuti agli orrori del Nazismo da parte del Prefetto della provincia di Bergamo, Elisabetta Margiacchi.

    «Non dimenticare ma soprattutto ricordare, giorno dopo giorno lo scempio a cui ha assistito l’umanità in quegli anni e a cui assiste tutt’oggi in alcune parti del mondo senza fare nulla. Questo è ciò che ci chiede la Giornata della Memoria: non smettere mai di indignarci e riflettere costantemente sul valore delle differenze. Le Università luoghi di conoscenza, di scambio di opinioni e di esperienze. Qui, in questo laboratorio che forma menti critiche, dobbiamo promuovere coraggio, idee pacifiche e biasimare l’odio e l’indifferenza, come ci ha insegnato la Senatrice Liliana Segre durante il suo intervento in occasione del conferimento da parte dell’Ateneo del Dottorato honoris causa» ha dichiarato Remo Morzenti Pellegrini, Rettore dell’Università degli studi di Bergamo.

    Una giornata di riflessione dunque ma anche l’opportunità di ricordare tutti coloro che, deportati e internati nei lager nazisti, non fecero più ritorno a casa.

     

     

  • Corso di Dizione italiana a Cagliari

    Il Corso di Dizione italiana è rivolto a tutti coloro che desiderano migliorare la propria voce, rendendola piacevole e capace di BUONA COMUNICAZIONE. In molteplici contesti lavorativi, non solo nel campo della recitazione, ci viene richiesta una buona presenza e una buona presentazione, che passa sicuramente attraverso l’uso consapevole della lingua italiana.

    Obiettivo del corso è fornire agli allievi le regole della corretta pronuncia italiana che una volta imparate devono essere fruibili dall’utilizzatore con la stessa facilità della parlata o accento locale.

    DOVE
    Spazio Kairòs, Via Martini 23 a Cagliari

    QUANDO
    Dal 21 Febbraio al 17 Aprile 2020 (si salta il 13 Marzo), il venerdì dalle 18:00 alle 19:30

    DOCENTI
    Filippo Salaris
    Piero Murenu

    INFORMAZIONI
    [email protected]
    3938256330
    http://www.artistifuoriposto.com/corsi/laboratorio-di-lettura-espressiva-e-dizione-cagliari/

  • “POMERIGGI MUSICALI” IN PIAZZA SAN MARCO, AL VIA I CONCERTI DELL’ACCADEMIA VERDI

    L’Accademia musicale Giuseppe Verdi per la sesta edizione de “Le città in festa” organizza tre concerti a Venezia ad ingresso libero: 30 gennaio, 19 marzo e 16 aprile.  La direttrice Francesca Seri: “Animeremo la città con i capolavori dei più grandi musicisti”

     

    Giovedì 30 gennaio alle ore 17.30 al via il primo evento di “Pomeriggi musicali”, la rassegna dell’Accademia musicale Giuseppe Verdi che fino ad aprile organizza al Circolo Artistico al Palazzo delle Prigioni di Venezia tre concerti ad ingresso gratuito dedicati alla grande musica. “Pomeriggi musicali” si inserisce tra le iniziative della sesta edizione de “Le città in festa”, il ricco calendario di eventi promosso dall’Amministrazione comunale e le varie associazioni del territorio per rendere viva la città lagunare.

    “La data di gennaio – spiega la direttrice Francesca Seri, pronipote del celebre maestro Giuseppe Verdi – è dedicata ad un repertorio misto, con brani di compositori classici quali Chopin, Shytte, Mozart, Alexander, Bach Kramer e Debussy. Attraverso questa iniziativa animeremo Venezia con i capolavori dei più grandi musicisti”.

    Il secondo concerto, il 19 marzo è dedicato invece al repertorio dei Lieder tedeschi, composizioni per voci soliste a cui è abbinato un workshop di approfondimento sulla musica da camera che si terrà presso le sedi dell’Accademia Verdi. Il concerto avrà come interpreti la Soprano Susan Anne Proctor e il Tenore Enrico Zagni, accompagnati al pianoforte dal maestro Davide Sibilla. Gli stessi terranno poi i laboratori musicali del 18 e 19 aprile. L’ultimo concerto, il 16 di aprile, è organizzato per onorare i 250 anni dalla nascita del compositore Beethoven, un repertorio vario ed articolato per ripercorrere storicamente i momenti salienti della sua vita artistica.

    Il Circolo Artistico al Palazzo delle Prigioni, adiacente a Palazzo Ducale, è una location di prestigio che ospita iniziative culturali benefiche e sociali sin dai primi anni del Novecento, in collaborazione con i principali enti cittadini tra cui la Biennale di Venezia e il conservatorio B. Marcello con cui l’Accademia Verdi è convenzionata. “Di rilievo è uno storico pianoforte gran coda Bechstein – racconta Seri – molto apprezzato da Arturo Benedetti Michelangeli che vi si esibì in concerto e dopo di lui molti altri artisti famosi. Anche i musicisti coinvolti nei pomeriggi avranno l’onore di esibirsi su questo pianoforte”.

     

    Ufficio Stampa Velvet Media

     

    ACCADEMIA G. VERDI L’Accademia G. Verdi di Venezia è diventata in questi anni punto di riferimento per le attività musicali divulgative dirette ad appassionati di ogni età,  conta 600 associati  che frequentano i corsi e circa 40 docenti collaboratori, con un numero elevatissimo di attività in diversi ambiti e formativi tra cui oltre al teatro musicale, la formazione orchestrale con Orchestra d’archi, Orchestra Pop, Jazz Band, Orchestra di Flauti, Orchestra di Chitarre; la Corale Femminile composta da 40 elementi circa ed un vastissimo settore di formazione individuale sui principali strumenti musicali, percorso certificato da Trinity College di cui l’Accademia è centro d’esame. Il fenomeno Giuseppe Verdi non è da attribuirsi alla fama o notorietà di chi opera all’interno dell’Associazione, ma alla passione, entusiasmo, serietà e professionalità che contraddistingue ogni proposta. I festeggiamenti per i 25 anni di attività proseguiranno per tutto il 2020 con un doppio concerto di Natale, con attività concertistiche e teatrali in diverse location cittadine da gennaio 2020.

     

  • Seminario di sceneggiatura “Inventare la realtà”

    INVENTARE LA REALTA’
    Stage intensivo di scrittura cinematografica

    La scrittura è un aspetto fondamentale e spesso poco compreso del processo di realizzazione di un film. Al giorno d’oggi, specie nelle serie televisive, siamo spettatori di un livello di ‘scrittura dell’immagine’ talmente raffinato da farlo quasi apparire facile. Niente di più falso: è semplice, non facile. Per arrivare però alla semplicità, è necessario conoscere i meccanismi che la regolano e i trucchi per giungere a un’esposizione del racconto compiuta, comprensibile e rivelatrice allo stesso tempo.
    Lo stage, articolato in due giornate, ha lo scopo di far produrre ad ogni studente un elaborato (una breve sceneggiatura), seguendo alcuni passaggi fondamentali:

    – la costruzione del personaggio( “Da persona a carattere a personaggio; biografia; need and want”)
    – l’articolazione della trama( “Da fabula a trama; conflitto; l’uso del tempo”)
    – il dialogo (“Ho la storia, ho i personaggi. Cosa gli faccio dire? Perché?; dialogo e intenzione; il silenzio parla molto più della parole).

    DOCENTE
    Fabio Sanna
    http://www.artistifuoriposto.com/compagnia/fabio-sanna/

    DOVE
    Spazio Kairòs, Via Martini 23 a Cagliari

    GIORNI E ORARI
    22 Febbraio – dalle 9:30 alle 15:30 (con pausa pranzo)
    23 Febbraio – dalle 9:30 alle 13:30 e dalle 15:00 alle 18:00

    QUOTE DI PARTECIPAZIONE
    La quota di partecipazione è di € 100,00 (sconto del 25% per i tesserati 2020)
    Tessera annuale 2020 € 5,00

    INFORMAZIONI
    [email protected]
    3938256330
    http://www.artistifuoriposto.com/corsi/laboratorio-di-lettura-espressiva-e-dizione-cagliari/

  • In iSchool una mostra in occasione della Giornata della Memoria

    Una giornata per ricordare, ma soprattutto per riflettere affinché la storia non si ripeta: questo il senso della Giornata della Memoria delle vittime dell’Olocausto. Anche iSchool, l’Istituto scolastico di Via Ghislandi, partecipa alle iniziative promosse dal Comune di Bergamo e da ISREC, l’Istituto Bergamasco per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea, per rendere omaggio a questa giornata.

    All’interno della scuola verrà infatti allestita una mostra dal titolo “Luoghi- Auschwitz e Fossoli: la loro storia, la nostra memoria”, a cura di Elisabetta Ruffini e prodotta da ISREC Bergamo, in collaborazione con il Comune di Bergamo, l’Accademia di Brera e l’Associazione Nazionale ex deportati politici.

    Fulcro della mostra, alcuni scatti fotografici di Isabella Balena che raffigurano il campo di raccolta e transito di Fossoli e il tristemente noto campo di sterminio di Auschwitz. Accanto a questi, alcuni pannelli con scatti di questi due luoghi come sono oggi, realizzati da una fotografa su richiesta dell’Isrec. Non solo memoria e passato ma anche un viaggio nel presente e nel sentimento che questi luoghi lasciano in noi.

    La mostra, aperta a tutti, sarà visitabile per tutta la giornata di lunedì 27 gennaio dalle ore 8.00 alle ore 18.00. A fare da guida ai visitatori gli studenti delle classi quinta liceo, mentre altri studenti leggeranno alcune testimonianze della Shoah. L’inaugurazione ufficiale sarà alle ore 16.00, e sarà accompagnata da una piccola degustazione di dolci tipici della tradizione ebraica preparati dagli studenti dell’Alberghiero.

  • Milano Art Gallery e l’International Art Prize Frida Kahlo

    “Hanno pensato che fossi una surrealista, ma non lo ero. Non ho mai dipinto sogni. Ho dipinto la mia realtà” affermava Frida Kahlo. A quest’artista, emblema di un fare arte unico e intenso, di una femminilità tanto sofferta quanto vissuta liberamente, Milano Art Gallery dedica un premio. Un appuntamento di Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi. L’International Art Prize Frida Kahlo verrà assegnato a tutti quegli artisti meritevoli che avranno l’onore di esporre nella storica galleria, da cinquant’anni centro della vita culturale e artistica milanese. L’inaugurazione della mostra avrà luogo alle 18 di venerdì 14 febbraio in via Alessi 11, a Milano. Le opere resteranno esposte qui e nella sede in via Ampère 102 (sita in zona piazzale Loreto) fino al 6 marzo.

    Frida KahloLa giuria

    Presentato dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery, il riconoscimento è validato da una giuria di esperti. Oltre alla giornalista e scrittrice Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna», al fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, al già citato Salvo Nugnes, troviamo anche l’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, e Flavia Sagnelli, presidente dell’associazione WE Women Empowerment.

    Il premio Frida Kahlo e il compleanno di José Dalì

    La rassegna, inoltre, avrà l’opportunità di festeggiare per tre motivi. Il primo, ovviamente, per via dell’apertura dell’esposizione e della premiazione ufficiale, il secondo per il giorno stesso (San Valentino), e il terzo in occasione del compleanno di José Dalì. Una festa inclusiva insomma, che vuole dar voce alla creatività di diversi artisti per valorizzarli maggiormente sul piano nazionale e internazionale. Un momento di convivialità per ricordarsi che l’arte è impegno e comunicazione, un “luogo” in cui ritrovarsi con se stessi e con gli altri per godere della bellezza di cui la creatività è da sempre principale portavoce.

    Info e contatti

    La mostra resterà aperta fino al 6 marzo 2020, visitabile tutti i giorni gratuitamente dalle 14.30 alle 19, ad eccezione della domenica. Per maggiori informazioni è possibile contattare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere ad [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • iSchool celebra il Capodanno Cinese 2020

    Wushu (arti marziali), Guzheng (arpa cinese), Baozi (dolcetti fusion): la Cina non è mai stata così vicina. iSchool omaggia la festa più importante dello Stato del dragone con una giornata dedicata al Capodanno cinese 2020. Appuntamento sabato 25 gennaio in via Monte Grappa 3 a Bergamo, dalle 10.00 alle 16.00, con tante attività per grandi e piccini, mentre, venerdì 24 e sabato 25, full immersion nella cucina orientale in Taste, il ristorante didattico dell’istituto alberghiero di iSchool (via T. Tasso 49/A Bergamo)

    Il nome ufficiale del Capodanno cinese è Festa di Primavera – anche se avviene nel cuore dell’inverno – ed è da sempre contraddistinta da un animale che per il 2020 è il Topo, simbolo di saggezza, ma anche di scaltrezza e di grandi capacità comunicative. Nell’oroscopo cinese, infatti, il topo è il primo segno dello Zodiaco perché secondo la leggenda fu il primo a presentarsi davanti al Buddha prima della sua morte, riuscendo con grande furbizia a portarsi avanti agli altri, saltando sulla schiena del bue. Suggestivo, vero?

    E saranno molte altre le storie e le curiosità che saranno svelate durante il Capodanno cinese di iSchool Circle, scuola da sempre vicina al gigante d’Oriente. Si pensi, ad esempio, che l’insegnamento della lingua cinese è parte integrante del programma della scuola primaria. L’evento sarà infatti un’occasione anche per conoscere più da vicino i metodi di insegnamento e la didattica innovativa della scuola paritaria, circondati da un’atmosfera straordinaria.

    Lungo tutto il Sentierone risplenderanno le tipiche lanterne cinesi e dalle ore 10 avrà inizio la prima parte della giornata, durante la quale bambini e ragazzi saranno guidati da personale cinese e dalle maestre di iSchool Circle alla scoperta di attività, eventi, tradizioni con tanto di Danza del Dragone a cura dell’Associazione Cinese di Bergamo (ore 10.30). I partecipanti potranno imparare a scrivere i caratteri cinesi, creare decorazioni per l’anno del topo, apprendere l’arte del ritaglio, sperimentare l’uso delle bacchette, cimentarsi con la disciplina delle arti marziali e con la preparazione dei tipici ravioli, avvicinarsi alla dolce melodia dell’arpa e alla danza del ventaglio.

    A seguire, dopo un buffet tipicamente ispirato alla cucina cinese, dalle 14 alle 16, sarà tempo di “Italy meets China”: ovvero, mani in pasta per creare i famosi Baozi o Bao, tradizionali dolcetti in stile fusion, grazie alla creatività dei giovani studenti dell’indirizzo alberghiero di iSchool: i Doushabao, ripieni di crema alla nocciola e i Naihaungbao, ripieni di crema pasticcera.

    Infine, per i più grandi, la serata proseguirà in Taste. Venerdì 24 e sabato 25, infatti, il ristorante didattico di iSchool presenta un menu a tema curato dagli studenti dell’Istituto Alberghiero con: tè, verdure fermentate, risotto alla cantonese destrutturato, jiaozi ripieni di carne di maiale, mela e salsa di soia, mazzancolle in pasta kataifi, ananas e spinacino, per poi concludere con millefoglie di vaniglia, lemongrass e pepe verde. Una proposta a cavallo tra Oriente e Occidente per conoscere un Paese che non smette mai di stupire, anche a tavola.

    Per prenotazioni sito internet https://taste.ischool.bg.it

     

  •  “La cura sono io” – Maria Teresa Ferrari incontra le donne Fidapa per un’iniezione di voglia di vivere e di vincere il cancro.

    Giovedì 23 gennaio alle ore 17,30, presso la Società Letteraria di Verona, le Sezioni Verona Est e Verona Centro di Fidapa – BPW Italy organizzano un incontro con Maria Teresa Ferrari, travolgente autrice del libro “La cura sono io” e promotrice dell’associazione omonima dedicata – come dice la Ferrari – a “progettare bellezza, nonostante”. 

    Sarà un incontro importante per tutte le donne, quello di giovedì 23 gennaio a Verona.
    Un incontro con chi ha deciso di essere più forte anche di quello che ancora molti chiamano “brutto male”: Maria Teresa Ferrari, che presenta il suo libro “La cura sono io”.
    “In quei giorni travagliati – spiega la scrittrice – ho capito che la soluzione sarebbe stata diventare io stessa artefice della mia guarigione. Mi sono detta ‘La cura sono io. Sì, la cura. Dentro e fuori.’ Decisi che sarei partita dalla testa, perché è lì che nasce la volontà di volersi bene, ancora di più quando sai che vivrai la sua improvvisa nudità causata dalle chemio”.
    E nella sua testa hanno preso vita dei “copripensieri”, fantasiosi cappellini portatori di un messaggio di benessere e speranza.
    Questo e tanto altro in un libro-manifesto ricco di umanità, arricchito dalla delicate illustrazioni di Valentina D’Andrea.

    L’evento, coordinato da Francesca Gaspari, che da anni per Fidapa Verona Est cura gli incontri “Viaggi in poltrona” dedicati alla recensione di opere letterarie, sarà aperto dai saluti della Presidente della Società Letteraria, Daniela Brunelli, e quelli delle presidenti delle sezioni Fidapa promotrici: Antonia Pavesi per Verona Est e Silvia Mostarda per Verona Centro.

    Per trasmettere al cuore dei presenti le emozioni di cui il libro é carico, oltre naturalmente al dialogo con l’autrice, l’esperta voce di Sandra Ceriani leggerà alcuni brani significativi.

    L’ingresso è libero.

    Giovedì 23 gennaio 2020, ore 17:30 – Società Letteraria di Verona, Piazzetta Scalette Rubiani 1 (angolo Piazza Bra).

    Per informazioni: Antonia Pavesi – [email protected] – 392 981 4592

  • Luigi Gattinara alla Milano Art Gallery: la personale fotografica presentata da Salvo Nugnes

    Il fascino è di casa alla Milano Art Gallery. In via Ampère 102 (MI) dal 26 gennaio le fotografie artistiche del Maestro Luigi Gattinara potranno essere ammirate a “beneficio” del visitatore. Beneficio, sì, perché la personale Una vita in posa porta in mostra dei lavori di una sensibilità fuori dal comune, capace di contagiare lo sguardo dell’astante e di educarlo a “vedere”. L’inaugurazione, prevista per domenica 26 gennaio alle 18, avrà la presentazione del curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery.

    Luigi GattinaraLuigi Gattinara e l’arte fotografica

    L’arte fotografica di Luigi Gattinara è riconoscibile per la grande cura rivolta ai giochi di luci e ombre e per la produzione di immagini di una qualità tale da rendere impercettibile la distinzione tra fotografia e pittura. La firma del Maestro risiede infatti nella sua abilità compositiva, che rimanda alla migliore tradizione caravaggesca, ai pittori olandesi del XXVII secolo. Il massimo lo ottiene nelle nature morte, autentiche poesie in cui il richiamo dell’antico si sposa con una luce morbida, che accarezza le forme ed esalta i colori.

    Una vita in posa

    Fondatore della Triennale di Fotografia Italiana, di cui è presidente, Luigi Gattinara porta la fotografia su un altro livello. Il suo lavoro concepisce l’immagine come oggetto di lusso, come potevano esserlo i dipinti che da secoli ammiriamo per la loro encomiabile bellezza. Proprio quest’ultima diventa tema centrale, soggetto “godibile” in quanto realmente visibile e non unicamente percepibile, codificato attraverso un attento studio dei particolari e della disposizione degli elementi. Una vita in posa presenta al pubblico alcuni degli scatti più rappresentativi e affascinanti. È il punto di arrivo di anni di raffinamento, ulteriore prova del compito del fotografo d’arte, quello di insegnare e di soddisfare al contempo un’esigenza di perfezione. Non bisogna dimenticare che Luigi Gattinara ha alle spalle, oltre che l’esperienza in ambito pubblicitario, anni di esposizioni in Italia e all’estero, a Parigi, Berlino, New York, Singapore e Tokyo.

    luigi gattinaraIl processo creativo

    Per comprendere meglio il modus operandi del Maestro, è utile ricordare una sua affermazione per Wall&Street, blog de «Il Giornale»: «Un’immagine nasce prima di tutto nella mente, prende forma nell’immaginario, tutto molto prima dello scatto vero e proprio. Esattamente come fa un pittore che, anche quando ritrae la realtà, che è lì davanti ai suoi occhi, la trasforma comunque, perché è un processo che passa attraverso l’intuizione, il cuore e l’anima».

    La rassegna rimarrà aperta al pubblico fino al 13 febbraio, visitabile tutti i giorni liberamente dalle 14.30 alle 19, ad eccezione della domenica. Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 5252190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

  • La forma dell’anima nella pittura di Davide Romanò

    L’artista Davide Romanò si muove nel solco tracciato dall’arte concettuale di matrice esistenziale e animista seguendo un proprio eclettico incipit di rielaborazione e trasformazione, per ottenere delle chiavi di visione indipendente e autonoma. Le opere offrono al fruitore una posizione privilegiata di accesso interpretativo, una posizione “mobile” che può variare e essere modulata su più livelli recettivi e percettivi, stimolando una formula di approccio interattivo che si rinnova e si rigenera di continuo. Nel commentarne le qualità intrinseche la dottoressa Elena Gollini ha spiegato: “L’arte di Davide nel suo ampio corollario di significati e messaggi sottesi ha come scopo la distinzione tra vedere e osservare, tra riprodurre e ricreare, tra raffigurare e rappresentare. L’effetto scenico dell’impianto compositivo è sempre armonioso ed equilibrato e al contempo volutamente straniante, proprio perché si inserisce in un contesto ideale, in una cornice capace di ospitare e accogliere un’alchimia in commistione di elementi e componenti eterogenei, di rimandi, di riferimenti, di allusioni, che si uniscono e si intrecciano in perfetta coesione, generando grande forza ed energia comunicativa e innescando una vivace proiezione dialettica che produce un’esperienza sensoriale piena e appagante per lo spettatore e lo coinvolge nel profondo. Ecco dunque come Davide viaggia su piani moderni e sperimentali senza però mai trascendere in astrusi e incomprensibili ricerche fini a se stesse. Il suo intento è in primis quello di mettere la sua arte a disposizione e di condividerne gli aspetti espressivi e le connotazioni distintive, come a comporre una strada virtuale di incontro e di scambio con il fruitore. Davide si incarna perfettamente nel ruolo di artista-mentore che con viscerale vocazione creativa ha intrapreso un percorso di evoluzione, da portare avanti con consapevolezza del proprio ruolo e con coerenza di pensiero e intraprendenza delle proprie azioni. Artista si nasce e il talento va custodito e coltivato con grande dedizione e impegno, senza riserve e senza remore. Per Davide questo è il motto trainante. Per lui fare arte è un dono incommensurabile che racchiude un potenziale di risorse inestimabili da gestire e tutelare al meglio“.

  • Milano Art Gallery: Silvana Landolfi inaugura la personale tra il consenso del pubblico

    MILANO. Le più sublimi forme d’arte si sono incontrate sabato 11 gennaio alla Milano Art Gallery in via Ampère 102. La personale dell’artista Silvana Landolfi, intitolata Evoluzione Porcellana, ha trovato immediatamente un forte riscontro favorevole di pubblico e critica. Presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, dal fotografo Roberto Villa, amico di Dario Fo e di Pier Paolo Pasolini, dalla presidente di WE Women Empowerment Flavia Sagnelli, la mostra ha avuto inoltre un intermezzo musicale. Grazie al liutaio Michele Sangineto (che si è detto “benevolmente impressionato”), la galleria milanese si è colorata, oltre che delle raffinate opere di Silvana Landolfi, anche di suoni antichi. La musica, eseguita – è il caso di dirlo – ad arte, ha così trovato risonanza nelle creazioni in vetro e porcellana, nonché nei presenti, originando quello che è stato un momento magico, un preludio alla comprensione dei lavori dell’artista.

    Evoluzione Porcellana
    Opera in esposizione

    Evoluzione Porcellana

    Nelle creazioni di Silvana Landolfi infatti esiste, insita, la volontà di far incontrare gli opposti e di generare con loro e attorno a loro un’armonia di forme e cromie. Astratto e figurativo si ritrovano pertanto attraverso la materia, comunicando al visitatore sensazioni di leggerezza e di eleganza. E, come ha affermato lo stesso Salvo Nugnes, nelle opere predomina una grazia che scaturisce dalla stessa artista, la quale è capace di comunicare il suo pensiero dandogli una forma, plasmandolo e dimostrando così ciò che veramente è. La “bella percezione” che si avverte fin da subito mettendo piede nella sede espositiva, come notato da Sangineto, accompagna l’osservatore di quadro in quadro, di scacchiera in scacchiera, di linea in colore, sedimentandosi poi nell’animo per mettere radici di leggerezza.

    Info generali

    La mostra, a ingresso libero, è visitabile fino al 25 gennaio. Aperta da lunedì a sabato dalle 14.30 alle 19. Per maggiori informazioni è possibile contattare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] o visitare il sito www.milanoartgallery.it.

  • Milano Art Gallery: emozionante successo per l’antologica dell’artista Marco Locci

    MILANO. Inaugurazione d’incanto per Confini delle meraviglie, la mostra antologica di Marco Locci (1951, Genova – † 2015, Rapallo) alla Milano Art Gallery. Il vernissage, tenutosi lo scorso venerdì 10 gennaio in via Alessi 11, ha riscontrato un forte interesse da parte del pubblico. Presentato dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, l’evento ha visto i contributi della presidente di WE Women Empowerment Flavia Sagnelli e di Elios Inverno di Editoriale Giorgio Mondadori.

    Confini delle meraviglie di Marco Locci

    La rassegna, impreziosita dai ricordi e dalle spiegazioni di Sandra Locci, moglie dell’artista, e del figlio Marco, si è aperta all’insegna dell’immaginazione e dell’arcano. Nelle opere del maestro genovese è facilmente intuibile la passione per l’avventura, il viaggio e la fantasia, tutto intrinsecamente connesso. In molti dipinti, specie in quelli dei “Patanchi”, creature immaginarie da lui stesso inventate, si respira un’aria di felice libertà creativa. Nell’ultimo periodo di produzione, invece, che figura sotto la serie “Babel”, il mistero ammanta le creazioni di Locci, regalando all’osservatore atmosfere più tese, risonanze antiche e introspettive.

    L’arte di Marco Locci

    La grande maestria dell’artista, che ricorderà senza ombra di dubbio certi scritti di Borges, Melville, Lovecraft e Swift, consiste nello spalancare al visitatore le porte di mondi paralleli, nell’offrirgli la chiave, qualora non ne possedesse più una, per continuare a sognare. Ciononostante, il messaggio di Locci rimane strettamente ancorato alla vita, alla sua capacità di sorprendere e stupire con la bellezza. Così, quello compiuto da Marco Locci è un passo oltre il comune, che si innalza tra passato e futuro per ricercare una realtà ancora inesplorata, costruendoci sopra successivamente i propri miti e leggende.

    Confini delle meraviglie è visitabile gratuitamente fino al 23 gennaio 2020 tutti i giorni, eccetto la domenica, dalle 14.30 alle 19. Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297 o scrivere a [email protected]. Oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.