Categoria: Altri/Vari

  • RED LEVE by U-Power. La nuova scarpa antinfortunistica ultra-leggera

    Dall’esperienza U-Power nasce una nuova linea di calzature da lavoro ancora più piacevoli da indossare grazie all’inedita leggerezza.

     Per garantire massima protezione e sicurezza ai piedi dei lavoratori occorrono calzature antinfortunistiche create per resistere, per fronteggiare i rischi più diversi a seconda dei settori. U-Power, forte della sua esperienza nell’ambito dei DPI da indossare, è consapevole che robustezza non è, e non deve essere sinonimo di pesantezza e rigidità, prediligendo tecnologie innovative che consentono di superare i test più severi assicurando comfort e praticità. L’azienda di Paruzzaro conferma ulteriormente i progressi dei suoi laboratori di ricerca e sviluppo lanciando RED LEVE, la nuova gamma di scarpe da lavoro ancora più piacevoli da indossare grazie alla loro incomparabile leggerezza, con evidenti benefici anche a livello estetico.

    RED LEVE è, infatti, la calzatura antinfortunistica ultra-leggera sotto tutti gli aspetti. Dotata di tomaia in nylon traspirante, con protezione della punta in film anti-abrasione, si appresta a porsi come la scelta più indicata per affrontare senza disagio i periodi più caldi. Traspirante è anche la fodera Wingtex a tunnel d’aria, mentre si fa più leggero, ma ugualmente sicuro, anche il sottopiede anti perforazione. Dotazioni fondamentali come il puntale di puntale AirToe® in alluminio e utili accorgimenti come il copri sottopiede WOW, anatomico in soffice poliuretano, traspirante e antibatterico, costituiscono l’anima dell’innovativa gamma che va ad esaltare la comodità U-Power attraverso un’inedita suola nella mescola PU, poliuretano di nuova generazione anti abrasione, antiolio, antiscivolo e antistatica e, soprattutto, leggerissima.

    Ultima nata, RED LEVE, con il suo look sportivo che occhieggia alle sneakers più moderne, è già pronta ad emergere all’interno del catalogo U-Power 2022. Tra i 17 modelli disponibili ogni lavoratore potrà trovare la soluzione più adatta alle sue esigenze in base agli standard di sicurezza richiesti dal suo comparto. Ottimi rappresentanti della linea sono, ad esempio, il modello Bruce e Robin (S1P – SRC – ESD), nonché Matt (S3 – SRC – CI – ESD), contraddistinte da dettagli fluo in pieno stile U-Power.

     

    www.u-power.it

  • Preloved e Vintage a portata di Click – ComeNuovoMilano

    Sei un appassionato di vintage o semplicemente ti piace avere nell’armadio capi particolari, di ottima fattura e UNICI?
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  • Lo Splendid Hotel di Caorle sceglie Artis Rubinetterie

    La collezione Domus+ è stata selezionata per arredare i bagni dell’albergo del gruppo Borin. A pochi metri dal centro storico e dall’ampia spiaggia di Caorle, lo Splendid Hotel è un grazioso albergo a tre stelle recentemente rinnovato. La struttura beneficia dell’atmosfera informale e calorosa che ben rispecchia la conduzione familiare, offrendo tutti i comfort richiesti dall’ospitalità contemporanea. Situato nelle vicinanze degli impianti sportivi, che permettono una vasta scelta di attività – dal tennis al golf, dal beach volley alla vela – è il buen retiro ideale per una vacanza estiva rilassante ma attiva.
    Splendid Hotel Caorle
    Perfette per soggiorni turistici, le spaziose camere sono caratterizzate da arredi semplici ma vivaci, dove le sfumature del blu e del verde sono protagoniste nel richiamare l’ambiente marittimo.  Per completare i bagni, nel segno della pulizia stilistica che contraddistingue le stanze, lo Splendid Hotel ha scelto Domus+, la serie di miscelatori completa e funzionale, dalle linee semplici ed essenziali.
    DOMUS+ by Artis
    Artis rafforza così la sua presenza nel settore dell’hotellerie, affermandosi come brand made in Italy affidabile e identitario. artisitaly.com
  • La One si apre anche al nuovo canale di comunicazione: il podcast

    L’ultimo flight radio che racconta il percorso di One Express verso una logistica di perfezione andrà in onda fino al 26 marzo su tutti i programmi del Catalogo One Podcast

     

    Non solo tv, non solo radio. One Express rafforza la propria comunicazione puntando sul canale di ultima generazione, il podcast. Il 20 marzo il Primo Pallet Network italiano per Qualità ha esordito con l’ultimo spot istituzionale su One Podcast, piattaforma che raccoglie tutte le produzioni audio del Gruppo Gedi e dove è possibile ascoltare le storie più coinvolgenti, le firme autorevoli del giornalismo, le voci di Radio Deejay, Capital e m2o, produzioni internazionali di grande successo, in lingua originale e in italiano. La programmazione del flight proseguirà fino al 26 marzo su tutti i contenuti del catalogo tra serie originali e web-radio verticali.

    La nostra presenza su One Podcast rappresenta un passo decisivo, – commenta Roberto Taliani, Responsabile Marketing e Comunicazione dell’aziendaevidenzia la nostra capacità di seguire le evoluzioni del mercato e la nostra volontà di raggiungere un target nuovo, quello dei giovani. Da adesso in poi sarà un canale di comunicazione su cui continueremo a insistere per diffondere anche alle nuove generazioni i nostri valori come qualità, rispetto, sostenibilità, innovazione”.

    È proprio l’innovazione al centro della nuova campagna di One Express, iniziata il 6 marzo con gli spot tv andati in onda su La7 e Sky Tg24 e poi proseguita a partire dal 13 marzo in radio sulle principali emittenti tra cui Radio Bruno, Radio24, Team Radio, Radio Deejay, Radiom2o. Il flight radio, lo stesso che sarà veicolato su OnePodcast, riprende le ambizioni e gli obiettivi raggiunti da One Express negli ultimi mesi con l’introduzione di carrelli elevatori intelligenti capaci di rivoluzionare l’operatività del Pallet Network. Una narrazione enfatica che descrive il percorso intrapreso per raggiungere una logistica di perfezione attraverso le potenzialità dei carrelli intelligenti che pesano, misurano, fotografano ogni bancale in entrata riducendo al minimo le possibilità di errore. Un’occasione anche per evidenziare gli asset principali che spingono ogni giorno l’attività del gruppo verso l’innovazione e lanciare al pubblico il nuovo claim “One Express, One Quality”.

     

     

    One Express è dal 2008 il corriere espresso punto di riferimento nazionale per il trasporto di merci su pallet. Con 3 Hub localizzati in tutto il territorio nazionale (a Bologna, Milano, Napoli) e una fitta rete di collegamento, One Express garantisce consegne in 24/48/72 ore in Italia e in Europa, in base alla destinazione, grazie alla rete sinergica composta da oltre 150 membri tra Affiliati italiani e Partner europei.

  • Ideal Standard: sanitari e altre soluzioni d’eccellenza per il bagno, la storia dell’azienda

    Ideal Standard: una lunga e importante storia di innovazioni e traguardi quella dell’azienda che si riflette nelle soluzioni e nei prodotti proposti: sanitari, rubinetteria, docce, vasche, mobili e accessori esclusivi per il bagno.

    Ideal Standard

    Innovazione, funzionalità e qualità: la vision di Ideal Standard

    I prodotti e le soluzioni per il bagno proposti da Ideal Standard, in grado di coniugare qualità, funzionalità, innovazione, design, sicurezza e rispetto dell’ambiente, sono progettati nell’ottica di migliorare la vita delle persone: rimodellare le principali dinamiche del vivere moderno impronta i progetti che l’azienda porta avanti proiettandosi costantemente nel futuro per garantire il meglio ai propri clienti e continuare a rivoluzionare il settore. Per Ideal Standard parlano oggi i traguardi raggiunti in oltre 100 anni di storia, le innovazioni tecnologiche introdotte nel settore, i riconoscimenti ricevuti anche per la capacità di conciliare funzionalità e design nelle proprie proposte. Fondamentali in questa prospettiva le numerose collaborazioni avviate con università, architetti, urbanisti e imprese di costruzione di primo piano: dall’arredo bagno ai sanitari fino agli accessori, l’azienda si propone di fornire soluzioni innovative, studiate appositamente per rispondere efficacemente alle esigenze attuali e future dei clienti.

    Ideal Standard: la storia dell’azienda leader nella produzione di soluzioni per il bagno

    Propensione all’innovazione e cura per il prodotto: Ideal Standard ha costruito la propria storia ultra-centennale sull’attenzione alla funzionalità e al design delle proprie proposte. Docce, sanitari, rubinetteria, mobili, vasche e accessori: le soluzioni per il bagno dell’azienda si contraddistinguono da sempre per il loro carattere all’avanguardia. Intuizioni che hanno contribuito a rivoluzionare il corso dell’intero settore: non a caso autorevoli personalità del mondo del design e dell’architettura hanno scelto di collaborare con Ideal Standard dando vita a collezioni che ne impreziosiscono tuttora la storia. Non ultima quella con il rinomato Studio Palomba Serafini Associati che ha curato la progettazione anche del nuovo showroom situato in via Borsi 9 all’interno dell’Headquarter milanese dell’azienda.

  • Due volumi stampati da Musumeci S.p.A. nella top 23 dei “The most Beautiful Swiss Books 2021”

    I due volumi “Retail Apocalypse” (Fredi Fischli, Niels Olsen e Adam Jasper) e “State Fiction. The Gaze of the Swiss Neutral Mission in the Korean Demilitarized Zone” (Denise Bertschi), realizzati dalla valdostana Musumeci S.p.A., sono stati premiati tra i 23The most Beautiful Swiss Books 2021”, concorso organizzato ogni anno dal 1998 dal FOC, Federal Office of Culture, che riconosce l’eccellenza nella progettazione e produzione di libri, con particolare attenzione alle opere che esprimono le tendenze contemporanee.

     

    Siamo fieri di essere entrati ancora una volta in questa classifica d’eccellenza che premia i migliori volumi stampati” – dichiara Michele Biza, amministratore unico di Musumeci S.p.A. – “Retail Apocalypse è un libro intenso che riflette sul consumismo moderno del settore retail. D’altra parte State Fiction è la descrizione della poco nota presenza svizzera tra le due Coree all’indomani della guerra nel 1953 mettendo in dubbio la presunta neutralità del Paese. Avere la possibilità di valorizzare queste storie creando prodotti di alto livello è un privilegio che onoriamo attraverso l’innovazione tecnologica nella produzione e l’utilizzo di materiali di primissima scelta”.

     

    I volumi vincitori sono stati designati dall’FOC su raccomandazione di una giuria di esperti ed esperte composta da: Vela Arbutina, designer grafica, Gina Bucher, storica dell’arte, autrice, editrice e giornalista, Joost Grootens, designer grafico e architetto, Gregor Huber, designer grafico ed editore, e presieduta per la prima volta da Sereina Rothenberger, designer grafica.

     

    I libri vincitori saranno presentati all’Helmhaus di Zurigo dal 23 al 26 giugno 2022 ed esposti all’interno di una scenografia di Damian Fopp, curatore al Museum für Gestaltung Zürich e titolare del proprio studio specializzato in scenografia ed esposizione. La mostra farà poi tappa in diverse località della Svizzera e all’estero.

  • Primavera con U-Power. I capi da lavoro irrinunciabili

    L’azienda propone capi sicuri, comodi e dalla vestibilità perfetta ideali per la stagione in arrivo.

     U-Power risponde alle esigenze dei lavoratori in ogni periodo dell’anno, progettando e realizzando indumenti da lavoro che assicurano il massimo comfort anche in caso di clima instabile grazie all’accurata selezione dei materiali.

    Capospalla chiave per le mezze stagioni è la giacca Spock: estremamente versatile, è ideale per chi svolge lavori dinamici, offrendo protezione e ampia libertà di movimento. Sono molte le specifiche tecniche che garantiscono l’elevata qualità di Spock, confermando l’attenzione alle tecnologie tessili e ai dettagli funzionali ed estetici tipica del brand. La fodera interna in nylon e micropile, con stampa serigrafica, e l’inserto in piumino trapuntato seamless la rendono calda e confortevole, mentre l’ottima vestibilità è garantita dai polsini elasticizzati, dal fondo sagomato e del cappuccio fisso ma regolabile. Ogni elemento è studiato per rendere il capo resistente e pratico, come le due ampie tasche frontali chiuse con zip fluo e una tasca sul petto chiusa con zip impermeabile. Il piping fluo sulla schiena e il logo U-Power tono su tono donano visibilità e un tocco di stile grinta. Il capo è disponibile nelle varianti black carbon, deep blue e asphalt grey.

     

     

     

     

     

     

     

     

    Per creare un look casual e versatile in primavera, inoltre, la combinazione più indicata è composta dalla felpa Uranus e dai jeans Romeo. Con collo alto, full-zip, con cerniera centrale impermeabile arricchita da serigrafia “U-Power”, Uranus è dotata di polsini e fondo a costine elasticizzate per un comfort e una vestibilità ottimali. Il tessuto in misto cotone è adatto a tutte le stagioni, mentre gli inserti in piping fluo elasticizzato regalano un look sportivo sfruttabile anche nel tempo libero. I jeans da lavoro in tessuto elasticizzato Romeo, oltre che per la comodità, si distinguono per la composizione con 20% di cotone riciclato proveniente dal riutilizzo di prodotti tessili usati e da scarti di lavorazione. Sostenibili e a ridotto impatto ambientale rientrano nel progetto U-Green inaugurato recentemente dall’azienda.

    Ai piedi, naturalmente, RED360 Duke, la calzatura antiinfortunistica funzionale e comoda come non mai grazie alla combo sistema Infinergy® nella suola e sottopiede interno WOW. Il tutto è reso ancora più performante dall’esclusiva tecnologia Shield sul tallone. Il modello DUKE è una scarpa S3 affidabile anche sui terreni umidi e scivolosi, che con i suoi dettagli orange fluo illumina l’outfit da lavoro trasmettendo energia.

    www.u-power.it

  • Con i video Bioagrotech si racconta

    Per mostrare i risultati e l’efficacia dei suoi prodotti green, l’azienda sanmarinese lancia una serie di filmati con reali testimonial

     

    In un sistema di comunicazione in cui sempre più compaiono i concetti di tracciabilità di filiera, origini delle materie prime, trasparenza delle produzioni, economia circolare e riduzione dell’impatto ambientale, l’azienda sanmarinese Bioagrotech sceglie di lanciare un messaggio forte attraverso una serie di video.

    I consumatori e gli addetti ai lavori sono sensibili alle istanze green e alla ricerca di garanzie. Per questo noi di Bioagrotech abbiamo deciso di metterci la faccia e con noi anche alcuni dei nostri clienti” – così spiega il lancio dei filmati realizzati dall’azienda Alessio Privitera, titolare di Bioagrotech.

    Ben poche sono le aziende che possono vantare una simile supply chain, una catena del valore da condividere che ha spinto la realtà della Repubblica di San Marino specializzata nello studio, nella produzione e nella commercializzazione di fertilizzanti e mezzi tecnici ideali per le esigenze dell’agricoltura biologica e integrata a realizzare una serie di video per far conoscere ai tecnici e al grande pubblico l’efficacia dei propri prodotti. Protagonista dei primi video la Zeolite Cubana, l’alleato ideale per salvaguardare la salute e la produttività di vite e olivo, ma anche di ortaggi e frutta. Grazie alle sue proprietà uniche, questo corroborante naturale di origine vulcanica è in grado di contrastare in modo efficace e sostenibile l’azione di agenti patogeni e parassiti, integrandosi perfettamente nelle strategie di difesa.

    In questi anni abbiamo dimostrato con numerose analisi e sperimentazioni gli straordinari risultati offerti da questo prodotto assolutamente naturale, grazie alla collaborazione con centri di saggio e università di tutta Italia. Pur basandoci su studi scientifici, abbiamo voluto far parlare i nostri esperti e alcuni dei nostri clienti impegnati nell’agricoltura biologica. Persone che hanno testato direttamente il valore delle nostre proposte e che hanno scelto di partecipare per diffondere il concetto di un’agricoltura più green ed ecofriendly” – spiega Mattia Fricano, dottore agronomo della Bioagrotech.

    Del resto non potrebbe essere altrimenti. Nel mondo del vino e dell’uva da tavola, per esempio, per il contrasto della Botrite trattamenti realizzati in sequenza, dalla prechiusura del grappolo fino alla raccolta, hanno dimostrato come un leggero velo omogeneo del prodotto sull’acino e dentro il grappolo arresti lo sviluppo del fungo e ne contrasti l’insorgenza. Inoltre, essendo un prodotto completamente naturale che agisce per contatto, non incorre in problematiche di resistenza da parte dei patogeni e parassiti target. Altrettanto positivi si sono rivelati gli esiti dei trattamenti su agenti patogeni estremamente diffusi e deleteri come l’Oidio, dove la Zeolite Cubana Bioagrotech si è dimostrata efficace se impiegata in sinergia con lo Zolfo attraverso trattamenti che vanno dalla fine fioritura alla maturazione.

    In virtù della particolare composizione chimica e della forma dei suoi cristalli, la Zeolite Cubana Bioagrotech ha anche dimostrato una forte capacità di contrasto nei confronti di quella che è considerata una delle principali avversità entomologiche della vite: la tignoletta che arreca gravi danni nutrendosi degli acini dell’uva. Oltre all’azione disidratante, ha una forte capacità nell’assorbimento delle soluzioni e, di conseguenza, funge da coadiuvante se utilizzata in miscela con altri prodotti per la lotta biologica e integrata. Inoltre esplica una funzione cicatrizzante e infatti viene molto utilizzata dopo potature e grandinate o spaccature degli acini.

    Un prodotto prezioso anche nel mondo oleario, con non comuni riscontri, grazie al suo effetto repellente, nella lotta alla mosca dell’olivo, infestante che genera ingenti danni, quantitativi e qualitativi. Quantitativi poiché le larve, nutrendosi della polpa, ne causano la cascola. Qualitativi in quanto le olive attaccate dalla mosca sono terreno fertile per muffe e marciumi che causano alterazioni nell’olio, come l’aumento dell’acidità libera e difetti a livello sensoriale.

    Sono stati gli stessi coltivatori a portare la propria testimonianza diretta, raccontando la loro esperienza e l’aiuto ricevuto da un prodotto naturale che anche in caso di sovradosaggi non risulta essere fitotossico né nocivo per l’uomo, l’ambiente e gli animali.

    “Desideriamo tutelare i nostri clienti per garantire l’intera filiera. La natura e la tecnologia lo consentono: vogliamo puntare su questa formula quanto mai necessaria. Crediamo che sia un modo efficace per offrire un contributo concreto nella realizzazione di un’agricoltura innovativa, a vantaggio di tutta la collettività” – ha concluso Alessio Privitera.

    I video, sono disponibili sul sito www.bioagrotech.info e su YouTube.

     

    Bioagrotech srl è un’azienda della Repubblica di San Marino specializzata nello studio, nella lavorazione e nella commercializzazione di fertilizzanti e substrati organici e minerali ideali per le esigenze dell’agricoltura biologica, biodinamica e a lotta integrata. Dal 2011 propone trattamenti innovativi per un’agricoltura all’insegna del rispetto dell’ambiente e della biodiversità. I prodotti Bioagrotech potenziano le difese naturali delle piante e arricchiscono il suolo: in tal modo permettono di ridurre notevolmente l’uso di fitofarmaci, riducendo anche la loro presenza residuale sui raccolti.

  • Olga De Maio: artista lirica partenopea dalla formazione e carriera internazionali

    Olga De Maio, artista lirica dalla formazione e carriera internazionale

    Olga De Maio, soprano è  artista lirica partenopea, dalla formazione e dalla carriera internazionale : in particolare inizia alla tenera età di 10 anni come “voce bianca” e solista dei Pueri Cantores di Santa Chiara e presso il teatro San Carlo, diplomata a pieni voti presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, docente per un periodo nella stessa Istituzione musicale, ha collaborato con illustri nomi del mondo della musica e dello spettacolo, quali Roberto De Simone, Katia Ricciarelli, Isabella Rossellini e Gerard Depardieu, Lina Wertmuller.
    La De Maio è stata protagonista in prestigiose stagioni concertistiche con musicisti del calibro di Uto Ughi, Salvatore Accardo, Michele Campanella e Cecilia Gasdia.
    È presente come artista lirica sulla  Enciclopedia della Canzone Napoletana, curata dal giornalista e musicologo Pietro Gargano.
    Dal 1987 e’ solista al Festival Internazionale di Musica Classica, poi protagonista nel ’92 al Casteldell’Ovo del “Laudario di Cortona”, partec a trasmissioni televisive Rai e Mediaset( Il Mercato del Sabato, Uno Mattina, Moda Mare Positano),poi presso la Fondazione Circolo Artistico Politecnico, Teatrino di Corte a Napoli  nel Laudate Dominum di Mozart.
    Vince Concorsi quali il Pergolesi,  esibendosi al Teatro Bellini di Napoli,Concorso Internazionale “Pavarotti”, risultando tra I migliori cantanti lirici del  mondo, il Mascagni” “Caruso”, “S.Cecilia”, “Mario Lanza”etc
    E’Artista stabile del Teatro S.Carlo, la sua  lunga carriera internazionale si svolge presso la “Royal Academy of London”,Cambridge ed Oxford Univerity, ad Atene solista con Depardieu e la Rossellini, con Katia Ricciarelli e per il M.tro Roberto De Simone e al Teatro San Carlo con il M.J.Tate.

    Alterna attività solistica e concertistica che negli ultimi anni l’ha portata all’incisione dei Carmina Burana di Orff, ed è anche solista del Teatro S.Carlo

    Olga De Maio  ha realizzato eventi con i patrocini delle massime Istituzioni pubbliche, tra le quali il Forum Internazionale delle Culture, le Celebrazioni Internazionali delle Relazioni tra Italia Giappone, eventi celebrativi per l’indimenticata Enrico Caruso, il tradizionale Concerto di Capodanno a Napoli.

    Insignita di prestigiosi premi del mondo della cultura e dello spettacolo tra i quali “Ritratti di Territorio”, “Remigio Paone”, “Premio Masaniello” ed “Enrico Caruso”. De Maio  ha un repertorio che spazia dalla romanza da salotto, opera, operetta e canzoni classiche napoletane di cui hanno inciso anche vari cd per la “Ricordi” ed un inedito lirico pop “Anche quando non vuoi”, composto per loro dagli autori di Bocelli, Mina e Celentano.

    È ideatrice e conduttrice del format televisivo “Noi per Napoli show” in onda su emittenti televisive campane, in cui la lirica incontra arte, cultura, spettacolo, società ed attualità.

    Numerosi i format da lei  ideati  in seno alla storica Associazione Culturale Noi per Napoli,fondata dalla Dott.ssa Emilia Gallo, di cui è direttrice artistica e rappresentante legale, per promuovere costantemente l’arte e il bel canto tra cui “Luoghi Storici e Musica” e “Atmosfere da Sogno” realizzati nei più importanti siti storici e monumentali della Campania

    Recentemente protagonista sulle pagine dei settimanali “Dipiù Tv” e “Visto”, ha lanciato l’iniziativa del “Festival delle Arti” che ha riscosso successo internazionale, sia sul web che in importanti teatri di Napoli.

    È testimonial di importanti aziende produttrici di cosmetici e trucchi teatrali.

    Ha sempre un occhio di riguardo verso l’aspetto sociale per azioni benefiche ed ha inciso nuovo brano lirico-pop del cantautore italiano Paolo Audino, con la  prestigiosa etichetta discografica della Kicco Music di Giovanna Nocetti, dal titolo ” Niente è  niente “, disponibile su tutte le maggiori piattaforme streaming internazionali con grande successo !

    Olga De Maio sito Web

    Olga De Maio facebook

    Olga De Maio Instagram

    Noi per Napoli sito Web

    Olga De Maio youtube

    Niente è niente Spotify

  • La cura dei cristalli per auto d’epoca

    cristalli auto d'epoca

    Occuparti della tua automobile non vuol dire semplicemente portarla dal meccanico quando non parte più o ha un evidente problema al motore. Non vuol dire soprattutto farle fare la revisione quando ormai sta per scadere quella precedente.

    Insomma, una macchina è un investimento davvero molto importante, oltre che un mezzo indispensabile per la nostra vita. Non è solo uno strumento che lasciamo in garage che prendiamo per spostarci ma per molti di noi rappresenta molto Di più

    E questo vale soprattutto se possediamo un veicolo molto vecchio. Per questa ragione è importante cercare un fornitore affidabile e competente per la cura dei cristalli per auto d’epoca.

    Possedere una macchina con una certa età ha sia dei pro che dei contro. Sicuramente il vantaggio principale è quello del costo dell’assicurazione che, a prescindere dal modello dell’auto, con il passare del tempo cala sempre di più.

    Lo svantaggio principale è invece la difficoltà nel reperire parti di ricambio adeguate o trovare qualche officina esperta in riparazione dei cristalli che sappia come trattare le caratteristiche peculiari del nostro mezzo.

    Insomma, ci sono tante cose che dobbiamo tenere in considerazione quando decidiamo di prendere un veicolo molto vecchio, seppure lo troviamo in ottime condizioni e risulta un modello altamente vintage, che oggi va tanto alla moda.

    Ora vediamo velocemente con quali materiali devono essere prodotti i cristalli dell’auto e per quale ragione è importante fare attenzione ai vetri di una macchina d’altri tempi.

    Non sono informazioni banali specialmente perché si parla di un settore sul quale ancora c’è un po’ di confusione.

    Cristalli per auto: con quale materiale sono prodotti

    Naturalmente quando sentiamo parlare di cristalli di auto ci verrà spontaneo associare al parabrezza, che come forse tutti sappiamo, è una lastra trasparente molto grande, che è montata nella parte anteriore della nostra macchina.

    Essa serve sia per garantire al pilota una visione chiara e nitida di quello che c’è all’esterno della sua macchina e sia per garantirgli protezione insieme agli altri passeggeri.

    I cristalli per auto all’inizio furono realizzati con semplice vetro e cioè come quello che abbiamo in casa: però poi ci si è resi conto che era inutile perché era molto pericoloso negli urti accidentali, vista la sua fragilità.

    Ecco perché in questo momento i cristalli per auto vengono prodotti usando materiali esistenti di ultima generazione, che si caratterizzano per essere molto difficili da scheggiare e anche per resistere molto bene al calore.

    Tra i materiali principali da segnalare in tal senso ci sono il vetro laminato e il policarbonato. Anche se ormai nei laboratori si cerca continuamente un materiale che sia ancora più performante è sicuro.

    I cristalli per auto serviranno quindi per proteggere chi viaggia: inoltre hanno anche dei sensori che vengono installati nel lunotto posteriore e anteriore i quali, quando vengono a contatto con l’ambiente, danno informazioni al pilota sulla sua guida.

    Risulta quindi importante, soprattutto per chi ha un’auto d’epoca, andare a farli controllare oppure trovare un’azienda di alto livello dove comprarli e che dovranno adatti perfettamente alla propria vettura.

  • Digital Workout, così gli imprenditori riprendono il controllo delle proprie aziende

    Un piano di allenamento che “scolpisce” i muscoli della propria azienda e migliora il rendimento in termini di performance, produzione, relazioni, marketing. È questo e molto altro Digital Workout, l’ultima fatica, è proprio il caso di dirlo, di Emanuele Pisapia edito da Lenus Media Publishing. Il volume è stato pensato e realizzato per gli imprenditori che vogliono riprendere il controllo della propria azienda attraverso un piano di digital marketing di dodici mesi. Si tratta di un programma di allenamento ideato da un imprenditore per gli imprenditori che vorranno applicare da subito in azienda ottenendo immediati benefici in termini di visibilità online, attrattività agli occhi di clienti e fornitori e, soprattutto, nuove opportunità di business.

    Emanuele Pisapia è imprenditore e consulente di comunicazione efficace e Digital Workout è il frutto della sua esperienza ultradecennale nel settore. Dopo oltre due anni di pandemia le aziende italiane e gli imprenditori coraggiosi stanno provando adesso a risalire la china. Con grandi sforzi in termini di risorse umane e finanziarie, per riportare la propria realtà nel giusto ciclo economico e finanziario. Il volume è dedicato proprio alle imprese che vogliono farcela, cogliendo le nuove opportunità dal mondo che ci circonda e dai modelli digitali di cui Pisapia è grande conoscitore.

    Il libro si compone di tre parti, suddivise a loro volta in capitoli. Tra le 240 pagine di Digital Workout è possibile trovare esercizi pratici, casi di studio di aziende reali in Italia e all’estero, strategie e strumenti per realizzare un progetto ben strutturato. Entrando ancor più nello specifico, sarà possibile creare un business scalabile e liquido, con una buona marginalità sui servizi venduti o con volumi di vendita elevati; ottimizzare il rendimento dei collaboratori e dei dipendenti; riprendere il controllo dei numeri concernenti le performance, i tempi di produzione, la customer care, il marketing, la redditività.

    “Sono nato a Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno, nel 1986. Nel 2022 – ha spiegato Emanuele Pisapia – ho deciso di raccogliere tutto quello che ho imparato, sperimentato e proceduralizzato, per creare il Digital Workout, il piano di allenamento per gli imprenditori che vogliono riprendere il controllo della propria azienda attraverso il digitale. Subito dopo la fine della quarta ondata della pandemia ho deciso di rimboccarmi le maniche: il ricorso al digitale ha cambiato la vita di molti imprenditori prima dell’emergenza e sono certo che sarà lo scatto decisivo che consentirà alle aziende di tornare a vivere, a respirare, a produrre e a lasciarsi indietro definitivamente la crisi che ci ha travolti. In questo senso Digital Workout è un allenamento, una strada da percorrere. Insieme al mio team, che mi ha aiutato e supportato nella realizzazione del volume, non mi sono mai arreso anche in mezzo a mille difficoltà. Allo stesso modo voglio aiutare, e sono certo che il digitale è la strada giusta, gli imprenditori che sono punto di riferimento di molte realtà. Tutti possono essere parte del progetto di rinascita”.

  • Vini naturali già dalla fine degli anni Quaranta

    Siebeldingen, piccolo paesino della Germania a sud della regione del Palatinato: è qui che con largo anticipo Eduard Rebholz comincia a scrivere la storia di quello che un giorno sarà la viticoltura biodinamica. Oggi l’azienda che porta il suo nome è ai vertici della produzione tedesca per qualità e apprezzamento

     

    Il vino è un prodotto naturale e il carattere naturale nelle uve appena raccolte non dev’essere compromesso”. Sembrano le parole di un enologo contemporaneo in linea con i principi dell’agricoltura biodinamica, ma non è così. La dichiarazione è del tedesco Eduard Rebholz che alla fine degli anni ‘40, nel paesino di Siebeldingen a sud della regione del Palatinato, bruciò tutti sui tempi cominciando a produrre vini naturali. Una decisione pionieristica che rappresentò le basi per una lunga storia di eccellenza capace di lasciare un’impronta significativa nella storia del vino in Germania e nel mondo.

    Dopo la gestione del figlio Hans, a guidare l’azienda dal 1978 è il nipote Hansjörg che ha raccolto il testimone rinnovando e accrescendo la fama dell’azienda consegnando al mercato internazionale vini secchi come li faceva il nonno, da tempo stimati al vertice della produzione vinicola tedesca.

    I Riesling, Weissburgunder e Chardonnay, sono tra i vini più eleganti prodotti in Germania e trovano felice apprezzamento sul mercato europeo e in particolare nella gastronomia italiana. Hansjörg è alla guida della cantina da 42 anni, ma la prossima generazione è pronta a prendere le redini. “Attualmente controlliamo la cantina come un triumvirato“, afferma. I suoi due figli, i gemelli Hans e Valentin, hanno maturato una vasta esperienza e sono pronti a lanciare l’azienda verso nuove sfide, tenendo sempre a mente l’eredità del bisnonno Eduard, promotore di una visione innovativa che vede il vino come un prodotto il più naturale possibile.

    I vini Rebholz oggi sono presenti anche sul mercato italiano grazie all’attività di Vino & Design, azienda con sede a Reggio Emilia, impegnata nella selezione e distribuzione di vini pregiati, provenienti da produzioni di eccellenze nazionali e internazionali. Passarne in rassegna il catalogo significa intraprendere un percorso entusiasmante che di Paese in Paese conduce alla scoperta delle realtà più prestigiose, siano esse aziende strutturate o piccole cantine a gestione familiare, ma dove la produzione di vino è ancora una questione di passione, un’attività votata esclusivamente alla qualità.

    Con oltre 130 aziende in catalogocommenta Dick ten Voorde, fondatore dell’azienda – siamo soddisfatti del percorso e del lavoro svolto fino a oggi. Da sempre ciò che orienta la nostra mission è la ricerca e la selezione di aziende che prediligono la qualità e con una forte tradizione alle spalle. Rebholz è l’esempio più eclatante e anche noi siamo stati dei precursori, introducendo in Italia i Riesling, oggi apprezzatissimi”.

     

    Vino & Design è un’azienda con sede a Reggio Emilia tra i principali leader del settore della distribuzione vitivinicola. Fondata nel 1999 dall’imprenditore e sommelier olandese Dick ten Voorde rappresenta un punto di riferimento per il settore Ho.Re.Ca e per le enoteche più rinomate d’Italia grazie a un catalogo eccellente che comprende un vasto e variegato assortimento di vini pregiati provenienti da tutto il mondo. Nel 2016 l’azienda si è sviluppata creando la divisione Spirits & Colori che si dedica con molto successo alla mixology rifornendo cocktailbar e trendy loungebar.

  • MONOSCOPIO by SIRECOM. Disegni sinuosi per il tappeto contemporaneo

    Oltre 150.000 nodi al mq intrecciano la seta di bamboo, incorniciati dalla calda lana neozelandese, per dare vita a una collezione di tappeti unici e completamente personalizzabili in linea con la mission dell’azienda di Concorezzo.

    Da manto atto a proteggere dal freddo a confine fisico per delimitare la dimora, da simbolo spirituale a tela d’arte: il tappeto affonda le sue radici in epoche e terre lontane, tra mito e storia. SIRECOM raccoglie un’eredità millenaria rispettando la vocazione di uno strumento dalla natura fortemente spaziale per adattarlo alle esigenze dell’abitare contemporaneo. Grazie alla meticolosa regia dell’azienda, l’evoluzione del tappeto come oggetto funzionale, volto a porsi come accogliente sottofondo al servizio dell’arredo della casa, si concretizza nella creazione di manufatti personalizzati e su misura a partire dalla lavorazione artigianale di pregiati tessuti naturali.

    La seta di bamboo annodata a mano – 100 nodi – in Nepal e la lana neozelandese, vengono sapientemente accordate per comporre motivi coerenti con ambientazioni contemporanee e dare vita a collezioni di design come MONOSCOPIO, nata dalla collaborazione con Dainelli Studio. I disegni sinuosi attraverso i filati di bamboo intrecciati a mano con nodo tibetano si ispirano all’archetipo del segnale digitale: oltre 150.000 nodi al mq racchiudono forme e palette cromatiche scomposte e ricomposte in texture mobili e fluttuanti. La lana neozelandese lavorata con la tecnica del loop (ritorta) traccia bordi regolari o sagomati, con piani di differente spessore, e abbraccia l’ambiente con importanti proprietà funzionali. Ottimo isolante termico e acustico, questo caldo materiale garantisce una buona protezione dall’umidità e un elevato potere ignifugo naturale, rendendo MONOSCOPIO un aggraziato e utile leitmotiv indicato per legare l’atmosfera di residenze private e spazi executive.

    La collezione MONOSCOPIO, in linea con la filosofia aziendale, consente la personalizzazione dal punto di vista di tecnica, colori, materiali, dimensioni e forma. SIRECOM, infatti, punta al dialogo con clienti e designer, condividendo le sue competenze e mettendole a disposizione dei suoi interlocutori all’interno della nuova area riservata del sito aziendale, con l’intento di agevolare la progettazione di tappeti dallo stile unico e identitario.

     

    www.sirecomtappetiitalia.com

  • Smart Sanitary di Aequor. La forza della sinergia

    L’innovativa azienda di Manerbio (BS) ha messo a punto un avveniristico sanitario.

    Aequor srl è rinomata per Fullerbath®, un materiale composito, a base di Shungite e molecole di Fullerene C60, con proprietà antibatterica attiva (per contatto) in particolare contro Escherichia Coli e Staphylococcus aureus, riciclabile al 100 %, ecosostenibile, stampabile a freddo senza dispendio di energia termica come avviene invece per la ceramica, ripristinabile e con un esteso campo d’utilizzo. Con questo inedito materiale, Aequor propone al momento un’ampia gamma esteticamente appagante di vasche, lavabo e piatti doccia. Particolarmente interessante è la collezione Dreams, disegnata dal celebre architetto e designer Simone Micheli, costituita da vaso, bidet di forma quadrata con angoli arrotondati e che, a breve, sarà completata da un elegante lavabo. La collezione sarà presentata, insieme ad altre interessanti proposte, in occasione del Salone del Mobile di Milano il giugno prossimo.

    Infine, la sinergia tra ricerca e solidità progettuale che caratterizza la giovane azienda bresciana, ha permesso di mettere a punto un avveniristico sanitario: Smart Sanitary, un WC in grado di misurare nelle urine, con una precisione del 98 %, alcuni importanti valori, quali glicemia, chetoni, proteine, albumina, colesterolo e diversi marcatori infettivi. Sul fondo dello scivolo del vaso, due fori di un millimetro di diametro ospitano due sonde che raccolgono alcune gocce di materiale biologico. Il dispositivo inscatolato nel sanitario le analizza prima che raggiungano il sifone e attraverso la spettrofotometria individua i parametri di cui sopra con un software che contiene in memoria migliaia di colorazioni, assegnandole al parametro effettivo contenuto. In pochi minuti i dati vengono trasmessi  ad un’app, precedentemente installata sul proprio apparecchio portatile.

    Fondamentale e? l’utilizzo di determinati enzimi, contenuti in appositi serbatoi, per facilitare e accentuare la precisione e l’individuazione del valore. Tra una misurazione e l’altra, il dispositivo effettua un contro lavaggio delle sonde per garantirne la sterilita? in vista delle successive misurazioni. Le batterie in dotazione e la capacità dei serbatoi permettono di effettuare oltre 100 misurazioni. Le batterie da 12 V sono ricaricabili con trasformatore esterno. Il ricambio degli enzimi e del liquido per i contro lavaggi è facilitato da diverse colorazioni dei serbatoi in relazione alla tipologia di fluido. Il sistema e? in basso voltaggio e tutta l’elettronica è inserita in un box dedicato IP55, garantendo così la sicurezza e l’utilizzo in ambienti umidi.

    Grazie ad Aequor, è oggi disponibile un efficace strumento di prevenzione e monitoraggio medico per ogni utente sia esso privato o pubblico come ospedali e RSA.

    www.aequor.eu

  • Seventy di OMBG. Miscelatori termostatici componibili e personalizzabili

    Le soluzioni termostatiche proposte da OMBG moltiplicano le possibilità di scelta da parte del cliente.

    Ombg favorisce la personalizzazione dei miscelatori termostatici con la serie Seventy, modulare e componibile. Grazie all’intelligente cartuccia termostatica prodotta dall’azienda, che integra filtri e valvole di non ritorno, è possibile ridurre le dimensioni della piastra decorativa a 70mm, proprio come preannuncia il nome.

    La peculiarità di Seventy consiste nella combinazione in una unica soluzione termostatica di elementi singoli che possono essere disposti in fase di installazione secondo le esigenze o le preferenze del cliente. I particolari che la costituiscono – miscelatore termostatico, rubinetto di chiusura, collettore e deviatore – sono tutti forniti di scatola di fissaggio in plastica per assicurare semplicità di installazione e garanzia di tenuta e isolamento.

    Grazie alla modularità è offerto ampio spazio alla personalizzazione, consentendo di gestire e creare formule adatte ad ogni contesto. In ogni caso Ombg mette a disposizione la serie Seventy anche nella versione già pre-assemblata, in modo da facilitare ulteriormente l’installazione. Per favorire la massima flessibilità estetica, inoltre, le parti decorative possono essere scelte in un secondo momento: placche e maniglie tonde, quadrate o quadrate raggiate, tutte intercambiabili, aggiungono ulteriore varietà ad una serie già ricca di opzioni.

    L’innovativa gamma di miscelatori termostatici, inoltre, può diventare ancora più confortevole grazie al meccanismo On-Off che consente di gestire il flusso dell’acqua in maniera intuitiva attraverso un pulsante.

     

    www.ombg.net

  • Frequentare un istituto bilingue a Roma

    Frequentare un istituto bilingue è la soluzione ideale per quei genitori che desiderano dare ai propri figli una formazione più completa, che può essere di grande aiuto per farli entrare, una volta adulti, nel mondo del lavoro.

    La scuola bilingue permette di studiare un’altra lingua, che nella maggior parte dei casi è l’inglese, affiancandola alla lingua italiana, seguendo un programma didattico stabilito dal Ministero dell’Istruzione italiano.

    Le ore di lingua straniera durante la settimana sono tante e le lezioni vengono svolte in genere da docenti madrelingua, che oltre ad insegnare l’inglese, insegnano anche altre materie incluse nell’offerta formativa, variabili in base ai programmi e all’organizzazione dell’istituto. Scopriamo cosa bisogna considerare nella scelta di un istituto bilingue e perché sceglierlo.

    Aspetti da considerare nella scelta di un istituto bilingue

    Ad oggi sono tantissimi i genitori che scelgono di iscrivere i loro figli in un istituto bilingue a Roma. La scelta di far studiare una seconda lingua oltre l’italiano è in costante crescita, e sono diverse le scuole che offrono la formazione bilingue. Nella scelta bisogna valutare soprattutto i seguenti aspetti:

    • Il numero di ore di lezione che si svolgono in inglese
    • Se sono presenti insegnanti madrelingua
    • Quali materie si svolgono in lingua inglese
    • Eventuale doppia docenza in lingua italiana e in lingua inglese
    • Presenza di materiale didattico in doppia lingua
    • Presenza di attività extracurriculari o attività motorie in doppia lingua

    E’ importante tenere in considerazione che un istituto bilingue professionale deve offrire un certo numero di ore di lingua straniera a settimana, che in genere equivale a metà delle ore complessive destinate alle lezioni. Inoltre, è fondamentale che docente e bambino interagiscono in lingua.

    Vantaggi di un istituto bilingue

    I vantaggi di un istituto bilingue sono tanti per un bambino che sin dalla più tenera età si approccia alla lingua straniera. Il bambino apprende il modo naturale la seconda lingua, senza trascurare l’italiano e il contesto in cui vive.

    Fino agli 8 anni circa ha la massima elasticità cerebrale per apprendere le lingue come parlante nativo e allo stesso tempo sviluppa un apprendimento consapevole della seconda lingua.

    Un altro vantaggio di studiare in una scuola bilingue è quello di rafforzare lo sviluppo cerebrale del bambino. Inoltre, non bisogna dimenticare che studiare due lingue differenti gli consente di entrare a contatto con culture nuove e interessanti, che vanno ad arricchire il suo bagaglio culturale.

    Non solo, studiare due lingue diverse migliora i rapporti interpersonali e permette al bambino di gestire meglio le varie attività da svolgere. Un altro vantaggio del bilinguismo è quello di rendere il bambino ancora più creativo.

    Sin da piccolo, infatti, intuisce che utilizzando parole diverse si riferisce alla stessa cosa. La sua creatività viene stimolata al massimo, aspetto decisamente positivo, che sviluppa nel bambino la tendenza a ricercare soluzioni sempre nuove per migliorarsi anche quando sono in atto dei cambiamenti.

    I vantaggi di frequentare un istituto bilingue, come abbiamo visto, sono davvero tantissimi, e oggi più che mai la formazione data da queste scuole è fondamentale per aprirsi a nuovi orizzonti.

  • Presentati i 14 progetti vincitori selezionati dalla Fondazione Istituti Educativi e FACES

    Sono stati resi pubblici i progetti vincitori del Bando Educazione Diffusa 2022, ideato e finanziato da Fondazione Istituti Educativi e FACES (Fondazione Azzanelli Cedrelli Celati e per la Salute dei Fanciulli) con 65.000 euro per contrastare la povertà educativa e promuovere progetti innovativi di educazione diffusa.

     

    Tra i numerosi progetti presentati, ben 14 sono stati ritenuti validi e meritevoli, spiccando nella progettualità e rispondendo pienamente alle aspettative della Fondazione. Il comune denominatore di tutti i progetti vincitori: la capacità di dare risposte fattive ai bisogni educativi dei giovani studenti tra i 6 e i 14 anni attraverso programmi di educazione diffusa nel territorio, coinvolgendo stakeholders della comunità educante (scuole, enti locali, soggetti del Terzo Settore, organizzazioni e associazioni) e rafforzando i legami tra i membri della stessa.

     

    “Lo stanziamento iniziale per i progetti era di 50.000 euro, ma vista la qualità dell’offerta si è scelto di integrare con altri 15.000 euro le risorse previste. Nella scelta dei progetti vincitori abbiamo privilegiato la capacità di fare rete per dare risposte fattive ai bisogni educativi dei giovani tra i 6 e i 14 anni. Riteniamo che l’assunzione di responsabilità da parte delle agenzie educative del ruolo di sostegno alle famiglie alle istituzioni scolastiche sia fondamentale. Nel leggere i progetti pervenuti la soddisfazione è stata quella di vedere condivise le premesse che hanno portato alla costruzione di questo bando, I fondi avranno una ricaduta importante sul protagonismo associativo, rafforzando i legami di solidarietà a partire dalla valorizzazione dei più giovani” spiega il Presidente della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo, Luigi Sorzi.

     

    Questi i progetti selezionati: “Ma… siamo fuori?” con ente capofila la Parrocchia S. Maria Assunta di Brignano Gera d’Adda; “Ritrovarsi con arte” dell’Associazione Amici del museo di Luzzana; “Scintille di educazione diffusa” della Cooperativa sociale San Martino; “Insieme costruiamo il nostro futuro” capeggiato dalla Cooperativa sociale Locatello; “EsplorAzioni, Esperienze immersive alla scoperta del territorio insieme alla comunità educante” della Cooperativa sociale Liberi Sogni; “Sport in comune!” dell’Unione sportiva di Onore; “Settimane verdi” con ente capofila Shape APS; “Merlino – Mago che guida Artù nel suo percorso di crescita nel diventare Re(sponsabile) del Comitato genitori Verdellino APS; “Esco, Esploro, Scopro, Conosco. Saperi e sapori del nostro territorio” di AGESCI – Associazione Guide e Scout; “Ragazzi in scena” capeggiato da Il Carrozzone degli artisti APS; “FIEB Fare Insieme, Educare Bene” della Fondazione Monsignor Ambrogio Portaluppi; “INSIEME. Nuovi sguardi nell’intrecciare convivenze” di Turbomamme APS; “Val Cavallina AmbientTiAmo – Percorso di integrazione, educazione ambientale e cittadinanza attiva per gli studenti delle scuole primarie” della Cooperativa sociale L’Innesto ONLUS; “Passi al Pime? Tempo di incontro, gioco, creatività e studio” della Fondazione Pime ONLUS.

     

    “La nostra fondazione – conclude il Presidente della Fondazione Azzanelli Cedrelli Celati e per la Salute dei Fanciulli, Dario Zoppettiè scesa in campo insieme a FIEB con un impegno concreto, per trovare soluzioni pragmatiche e dirette al problema della povertà educativa. L’investimento messo a disposizione tramite il bando Educazione Diffusa 2022 è un segnale concreto della nostra intenzione di arginare il più possibile questo fenomeno, dando la possibilità a scuole, enti locali, soggetti del Terzo Settore, organizzazioni e associazioni di agire con azioni mirate a favore dei bisogni educativi dei ragazzi. Sono stati premiati progetti innovativi, tenendo conto anche del contesto geografico territoriale e della solidità delle partnership. Un bando ben riuscito”.

  • Parassiti del legno: la chiesa di Sant’Ambrogio a Firenze a rischio cedimento

    Una corsa contro il tempo per evitare ingenti danni strutturali, che solo un trattamento antitarlo adeguato e mirato può scongiurare. Stiamo parlando della chiesa Sant’Ambrogio di Firenze, chiusa per qualche mese a fedeli e visitatori, dove l’attacco di parassiti ed infestanti del legno ha provocato la rottura di una delle travi portanti che sorreggono il tetto.

    Scoperto quasi per caso il danneggiamento in corso, i tecnici hanno affermato che a scatenare il tutto è stato già qualche anno fa un parassita, causandone l’assottigliamento degli elementi lignei. Ma la trave coinvolta potrebbe non essere l’unica: si ipotizza, infatti, l’interessamento di altre componenti del tetto.

    Prima di sbilanciarsi sui tempi di recupero, sarà indispensabile uno studio di fattibilità relativo al tipo di intervento per il risanamento e un’analisi dei costi. Un intervento che necessiterà senz’altro di una strumentazione che sfrutta la tecnologia a microonde.

    Quella della chiesa di Sant’Ambrogio di Firenze è la più ampia dimostrazione di come il processo di disinfestazione travi in legno sia di vitale importanza per evitare un cedimento strutturale del tetto di un edificio e conseguenze tragiche per la vita delle persone.

  • Finiture per infissi in legno: la revisione della norma UNI 11717-1:2018

    Con lo scopo di rendere più chiari alcuni aspetti della norma UNI11717-1:2018 “Finiture in legno – Finiture per il legno per serramenti – Parte 1: Requisiti minimi di resistenza di degrado dei supporti legnosi e dei cicli di verniciatura per serramenti esterni di legno e/o derivati del legno”, è a buon punto il suo processo di revisione intitolato UNI 1610570.

    Pubblicata nel 2018, la norma specifica le caratteristiche di materie prime e prodotti finiti che incidono sul processo di degrado dei supporti legnosi e dei cicli di verniciatura per serramenti e/o derivati del legno esterni, dunque non solo finestre e porte-finestre ma anche porte pedonali esterne e chiusure oscuranti.

    Pertanto, con la revisione della norma, si intende fare luce su alcuni suoi aspetti cruciali. Un esempio è stabilire con esattezza l’altezza che alcune tipologie di scuri debbono osservare rispetto alla soglia, oppure la dimensione massima accettabile delle stuccature. Tutti accorgimenti che hanno una mission ben definita: migliorare la durabilità degli infissi in legno da esterno.

  • “LE CENE DI CLAUDINE” LA FORZA AL FEMMINILE DEL PRÊT-À-MANGER TARGATO MADE IN BERGAMO

    Il laboratorio gastronomico da poco aperto nel cuore della città orobica festeggia l’8 marzo ai fornelli, la sua forza: il rapporto tutto al femminile di Claudine con la sorella Susanna e l’attenzione di Sebastiano a fare da cornice.

    Lavorare i migliori prodotti di stagione, aggiungere un mix di sapori, poi una spolverata di intesa ai fornelli tra donne: è questa la ricetta perfetta che ha portato al successo “Le Cene di Claudine”, un laboratorio gastronomico dove vengono realizzati piatti pronti per l’asporto o da consumare in loco. L’idea ha preso forma durante il lockdown per poi esplodere a inizio anno con il laboratorio di cucina nel centro di Bergamo, città che ha accolto Claudine, protagonista di un’avventura culinaria iniziata 26 anni fa con le cene a domicilio: una pioniera di questo settore, oggi chiamato “Personal Chef”.

    Claudine e Susanna e le altre due sorelle, figlie di mamma docente universitaria e papà primario anestesista, si sono appassionate alla cucina fin da piccoline. I genitori impegnati professionalmente, lasciavano alle quattro sorelle la piena possibilità di sperimentare in cucina tra nuvole di zucchero e profumo di torte. Oggi, la cucina di Claudine trasmette esattamente questo: un ricordo caldo d’infanzia del profumo di casa e di famiglia. Ma anche di affetto, di legami familiari profondi e soprattutto di curiosità nei confronti di fornelli, mestoli, impasti e prodotti di stagione.

    Il laboratorio gastronomico porta il fiocco rosa: lo staff è prevalentemente femminile, l’unica componente maschile è data dal marito, Sebastiano, che si occupa delle questioni prevalentemente tecniche e organizzative, ma certo non manca anche il suo contributo al bancone o ai fornelli, una presenza fissa nella vita di Claudine!

     

    Il segreto alla base di “Le Cene di Claudine” è un format dalla straordinaria semplicità, che è iniziato 4 anni fa con una chat WhatsApp chiamata “prêt-à-manger” per poi aprirsi ad un numero sempre maggiore di richieste durante il lockdown, quando l’apertura dei locali non era consentita e apprezzato anche dopo l’allentamento delle restrizioni: prodotti di qualità e abbinamenti originali da ordinare e portare a casa. E che da qualche mese è possibile anche degustare nel locale che Claudine, con la sorella Susanna e con il marito Sebastiano, ha aperto in via San Lazzaro 26, nel cuore di Bergamo. Il menù cambia ogni settimana con proposte gustose che variano dai piatti della tradizione, alle ricette a base di legumi e cereali, fino a ricercati dessert. Non mancano proposte di sughi pronti da portare a casa e usare all’occorrenza per condire i primi piatti, utilissimi quando ci sono ospiti a cena o magari quando il tempo di cucinare è risicato.

    Dal prêt-à-manger alle cene a domicilio. I piatti proposti settimanalmente possono essere di ispirazione anche per il servizio di cene a domicilio che Claudine continua ad offrire ai propri clienti. I commensali, che si avvalgono della competenza di una personal chef come Claudine direttamente a casa loro, possono godersi la serata in compagnia di amici o parenti senza dover pensare al menù.

    A muovermi è stata una grande passione per la cucina”, ha rivelato Claudine mentre ricomponeva i fili della sua storia, “Ho cominciato con le cene a domicilio quando ancora non erano conosciute, poi ho sperimentato con successo le richieste dei piatti pronti che sono aumentate durante la “pandemia”.

    La passione per la cucina ha riunito la famiglia. Con un master in cucina evolution e un corso per personal chef, Claudine ha sfruttato la sua vasta esperienza nel settore per costruire un progetto insieme alla sorella: “Anche se nella vita abbiamo preso strade diverse, la passione per la cucina  trasmessaci dalla nostra famiglia che amava il buon cibo, ci ha riunite”. Papà per metà francese, mamma belga e un marito veneziano, Claudine ha sempre inserito nei suoi piatti un mix di ingredienti che amalgamano culture e sapori diversi. “Cucina per me è condivisione, aggregazione, ma anche voglia di sperimentare abbinamenti originali da proporre ai nostri clienti. La nostra è una cucina casalinga, ma ricercata: devo avere una vicinanza tanto con il cliente, quanto con la materia prima che deve essere di qualità”. Ma un ingrediente che non può mai mancare nel laboratorio gastronomico è la passione: “Senza quella la cucina non funziona”, è sicura Claudine. 

  • Come Effettuare Ottime Foto In Casa Senza Flash

    La fotografia è spesso vista come un hobby all’aperto. Pensa ai fotografi di paesaggi che girano per montagne e boschi per scattare una foto all’alba. Ma in realtà, la fotografia può essere fatta ovunque. E al chiuso, a casa è uno dei posti migliori. Ecco come puoi iniziare.

    Prima di addentrarci in questi pochi ma utili consigli è opportuno precisare che mi sono stati forniti da una breve intervista con Ecrù Fotografie, fotografo gravidanza Firenze.

    Comprendi la Luce

    La fotografia è tutta una questione di lavorare con la luce. Migliore è la luce, più facile sarà scattare foto straordinarie. Anche se non esiste una luce “cattiva”, alcune scene sono decisamente più facili da riprendere rispetto ad altre.

    Ad esempio, prendi l’illuminazione artificiale per interni (come la luce della tua cucina). È davvero difficile fare un buon ritratto quando la fonte di luce principale è appesa direttamente sopra la testa dei tuoi soggetti. Il suo naso, le arcate delle sopracciglia e le labbra proietteranno ombre profonde sui visi. Provalo su te stesso con un selfie.

    Questo tipo di luce è poco gestibile anche per altri tipi di foto. Le foto di tipo food sembrano avere un’atmsofera strana e drammatica, con colori contrastati. In genere non è adatta neanche per i primi piani. Questo non vuol dire che non puoi mai scattare buone foto con l’illuminazione diretta dall’alto, devi solo lavorare molto di più per renderla accettabile. Devi anche sapere esattamente cosa vuoi. Gestire le ombre dure è impegnativo.

    Se pensi che scattare foto in interni significhi utilizzare questo tipo di luce, ti sbagli. C’è una fonte di luce migliore e più facile prontamente disponibile in quasi tutte le case: la luce naturale delle finestre. La luce naturale della finestra è, senza dubbio, una delle luci più facili e piacevoli con cui lavorare. Meglio ancora è ottimo lavorarci con la luce solare all’aperto.

    Le finestre sono fantastiche perché sono una grande fonte di luce indiretta che è più o meno allo stesso livello dei tuoi soggetti. Eventuali ombre sono diffuse e vengono proiettate dietro il soggetto, il che lo fa sembrare tridimensionale. È tutto molto delicato e facile da lavorare. Per esempio nello Studio di Ecrù Fotoografie ne fanno un ampio uso, non ci credi? Dai un’occhiata a questo link: www.ecrufotografie.com/fotografo-newborn-empoli-federico/

    Allora, qual è la finestra ideale per la fotografia domestica? Prova a trovarne uno a casa tua con tutte le seguenti caratteristiche:

    • Grande: più grande è, meglio è. Una finestra più grande lascia entrare più luce con cui lavorare.
    • Non alla luce diretta del sole: scegli una finestra lontana dalla luce solare diretta. Meglio una luce diffusa e riflessa.
    • Spazio sufficiente per lavorare: non ha senso avere una grande fonte di luce se non puoi metterci davanti alcun soggetto. Cerca una finestra che abbia abbastanza spazio intorno.

    Scatta fantastici ritratti e selfie

    I grandi interni sono uno dei posti migliori per scattare un ritratto perché la luce naturale della finestra è perfetta. Fa davvero un buon lavoro.

    Dopo che hai trovato la fonte di luce giusta, si applicano tutti i classici consigli per scattare ritratti, inclusi i seguenti:

    • Se hai un obiettivo per ritratti, usalo: anche se qualsiasi obiettivo o fotocamera andrà bene.
    • Usa la modalità Priorità diaframma e imposta l’apertura più ampia possibile: da qualche parte intorno a f/1.8 a f/2.8 è la cosa migliore. Se il tuo obiettivo va solo a f/5.6, va bene lo stesso. Imposta l’ISO della fotocamera su Auto e sei pronto per scattare. (Ignora questo passaggio se stai utilizzando uno smartphone).
    • Usa un treppiede per gli autoritratti: consente di utilizzare un pulsante di scatto remoto o un timer per l’otturatore.

    Questo è tutto! Muoviti e osserva come i diversi angoli di luce influiscono sui tuoi scatti. Fai stare il soggetto più vicino alla finestra, quindi prova ad allontanarlo. Sfrutta e controlla totalmente lo spazio intorno a te e divertiti.

    Consigli che possono aiutarti nelle foto che scatti quotidianamente

    Prendi alcuni oggetti diversi da casa tua e inizia a fotografarli! Per dei buoni risultati, cerca oggetti con trame interessanti.

    Anche se non hai l’attrezzatura per scattare foto macro, puoi comunque giocare con le stesse idee. Mettiti alla prova con la natura morta o con la fotografia astratte. Alcune trame sembrano fantastiche con qualsiasi ingrandimento.

    Ritratti, macrofotografia e selfie sono solo una parte delle cose che puoi divertirti a fotografare a casa. Ad esempio, potresti dedicarti alla fotografia di cibo, trasformare i tuoi animali domestici in star di Instagram o giocare con attrezzi, oggetti di uso comune, fiori, colori e acqua. La fantasia è il tuo unico limite!

    Ricorda solo che la fotografia non deve avvenire all’aperto. Esiste sempre un’ottima fonte di luce con cui puoi lavorare, anche a casa.

  • Bonaldi – Gruppo Eurocar Italia invita a scoprire il Nuovo T-Roc

    Vocazione metropolitana e carattere unico contraddistinguono il crossover compatto della casa automobilistica tedesca, pronto a replicare, a distanza di quattro anni dal lancio, l’incredibile successo ottenuto dalle precedenti versioni.

     

    Sabato 26 e domenica 27 marzo 2022, alle ore 09.00-12.30 e 14.00-19.00 nella concessionaria di via Quinto Alpini, 8, Bergamo (https://www.bonaldi.it/sede/bergamo-concessionaria-volkswagen-bergamo), Bonaldi – Gruppo Eurocar Italia invita a scoprire il nuovo modello del crossover Volkswagen che, dopo il traguardo di un milione di esemplari venduti in appena quattro anni, di cui 110.000 in Italia, si rinnova per aggiungere un ulteriore tassello al percorso di successi nel panorama delle compatte.

     

    “Born Confident” è la sintesi del carattere deciso e spiccatamente urbano del Nuovo T-Roc: interni e particolari di design, connettività e sistemi di assistenza di ultima generazione fanno di questa vettura un crossover che non ha nulla da invidiare ai veicoli di categoria superiore.

     

    “Sono i dettagli, sportivi e di design al tempo stesso, che rendono l’esperienza di guida del Nuovo T-Roc unica e incredibilmente performante. Il nuovo modello di crossover di Volkswagen è caratterizzato da dotazioni tecnologiche innovative, perfette per chi conduce una vita frenetica, contrassegnata dal traffico cittadino, ma anche per chi vuole semplicemente guidare un’auto sicura di sé e delle sue incredibili potenzialità” spiega Andrea Rossi, Brand Manager Volkswagen di Bonaldi – Gruppo Eurocar Italia.

     

    Il mezzo perfetto per chi si nutre della scattante energia della vita cittadina, attento alle ultime tendenze, alla costante ricerca di novità e stimoli: raffinato, accogliente e digitale, l’abitacolo del Nuovo T-Roc si rinnova per accontentare le esigenze degli uomini e delle donne di oggi, pur rimanendo fedele a qualità e cura dei dettagli. Equipaggiato con tutti i più recenti sistemi di sicurezza e assistenza alla guida, rispetto alla precedente versione il Nuovo T-Roc vede ampliate le funzioni del Park Assist e aggiunti l’IQ.Drive Travel Assist e il sistema della velocità ACC predittivo, per una sicura e pienamente soddisfacente esperienza di guida in città.

     

    L’appuntamento è per sabato 26 e domenica 27 marzo 2022 nelle concessionarie di Bonaldi – Gruppo Eurocar Italia di Bergamo, Treviglio e Sondrio. Per maggiori informazioni: https://www.bonaldi.it/landing/volkswagen-nuovo-t-roc-bonaldi-gruppo-eurocar-italia

  • Centri estivi 2022: le diverse alternative

    Camp estivi per ragazzi e bambini: la nuova frontiera dei centri estivi per l’estate 2022

    Avvicinandoci ormai alla primavera, si ricomincia a parlare di centri estivi e camp estivi per ragazzi.

    Ogni anno, infatti, le famiglie italiane hanno di fronte a loro la grande scelta di come far trascorrere l’estate ai propri figli.

    Nell’attesa delle tanto desiderate vacanze di agosto, bisogna ingegnarsi per trovare un modo di impiegare il tempo dei propri bambini e ragazzi nei mesi di giugno e luglio.

    La motivazione più grande è evitare che i nostri figli, mentre noi siamo ancora impegnati con il lavoro, trascorrano tutte le vacanze in casa, in balia di telefoni e tablet.

    Il distanziamento degli ultimi anni ha provocato diverse difficoltà ai ragazzi delle scuole superiori e ai bambini delle medie e delle elementari.

    Il problema principale è stato causato infatti dalla didattica a distanza.

    Bambini e ragazzi, in questo modo, hanno iniziato ad avere difficoltà nel socializzare e nel fare nuove amicizie.

     

    Il problema delle vacanze estive

    Proprio per il motivo citato poco fa, c’è il forte rischio che durante l’estate prossima i nostri figli, colti dall’abitudine nata ultimamente, restino in casa, sospendendo così la loro crescita e lo sviluppo della socialità che caratterizza l’infanzia e la gioventù.

    Chiaramente noi genitori non possiamo dedicarci completamente a loro, in quanto saremo impegnati ancora nel nostro lavoro. Potremo, come ogni anno, passare del tempo con i nostri figli nelle tanto attese vacanze di agosto.

    Dobbiamo però trovare delle soluzioni valide per i primi due mesi dell’estate, in cui la scuola va in vacanza.

     

    Il rischio più grande

    Come detto prima, dobbiamo trovare una soluzione.

    Il rischio più grande è che bambini e ragazzi trascorrano l’estate senza sfruttarla al massimo.

    L’abitudine di seguire tutto (scuola compresa) tramite tablet e telefono potrebbe sempre più allontanarli dalla socialità che dovrebbe contraddistinguere la loro giovane età.

    Le vacanze estive per bambini e ragazzi dovrebbero anche essere un’occasione per trascorrere del tempo all’aria aperta e praticare sport.

     

    Le alternative che abbiamo a disposizione come genitori

    Per evitare di incorrere in un periodo di vacanze estive poco proficuo per i nostri figli, abbiamo alcune alternative a disposizione.

    Chiaramente c’è la possibilità più semplice di non affrontare il problema e sperare che i nostri bambini e ragazzi in autonomia decidano di vedere nuovi amici, praticare sport e socializzare (magari anche fare i compiti…).

    Oppure possiamo metterci subito all’opera per iniziare a valutare le opportunità che abbiamo a disposizione.

    La prima è quella di iscrivere i nostri figli ai centri estivi comunali. Ogni città italiana organizza il suo e possiamo fare in modo che i nostri bambini e ragazzi passino la giornata con nuovi amici, praticando sport e attività di vario tipo insieme agli animatori, per rientrare a casa nel tardo pomeriggio.

    La seconda, simile a quella appena citata, è iscriverli ai centri estivi (o GREST) di stampo religioso. Sono più economici e hanno degli orari più flessibili. La differenza sostanziale è che in questo caso i nostri figli saranno seguiti durante le attività sportive e ricreative da parte di animatori volontari.

    Nasce così la prima grande differenza: animatori professionisti con costi più alti e animatori volontari, con costi di iscrizione più accessibili.

    Abbiamo a disposizione anche un’alternativa che negli ultimi anni si è sviluppata in Italia.

     

    Campus sportivi per bambini e ragazzi: delle vere e proprie vacanze – studio

    La grande alternativa è l’iscrizione dei nostri figli ai centri estivi organizzati dalle società professionali di questo settore.

    Si tratta infatti di veri e propri tour operator che organizzano camp estivi per ragazzi a tema sportivo, con lezioni di barca a vela, escursioni nella natura e corsi di lingua inglese.

    I campus sono sempre destinati alla fascia di età che va dagli 8 ai 17 anni.

    Particolarmente adatti per ragazzi e ragazze che hanno un’età compresa tra i 13 anni e i 16 anni.

    A tal proposito, la società Flor To S.r.l., con sede a Firenze, specializzata nella creazione di camp estivi per ragazzi, ha messo a disposizione numerosi progetti per l’estate 2022.

    Organizzano infatti dei veri e propri campus, a partire dal 12 giugno fino all’11 settembre, a tema sportivo e culturale.

    Dai campus immersi nella natura, con sport e percorsi avventura, passando per i centri estivi con crociere e corsi in barca a vela e arrivando ai campus estivi con insegnanti madrelingua inglese.

    È un ottimo modo per far trascorrere un’estate differente ai nostri figli, garantendo loro l’assistenza di istruttori sportivi e docenti professionisti.

    Potranno così fare nuove amicizie, con bambini provenienti da diverse regioni d’Italia, praticare sport e attività difficilmente praticabili in città.

    Ogni campus ha la durata di una settimana: una vera e propria full immersion di sport e cultura, con pernottamento in struttura sotto l’assistenza e la vigilanza dei tutor professionisti.

  • “NEXT GENERATION UPP”: UniBg e UniBs al lavoro insieme

    Le Università degli studi di Bergamo e di Brescia si sono aggiudicate un importante contributo dal Ministero della Giustizia (finanziamenti PON Governance 2014-2020): il progetto “Nuovi schemi collaborativi tra Università e Uffici Giudiziari Per il miglioramento dell’efficienza e delle Prestazioni della giustizia nell’Italia NordOvest – NEXT GENERATION UPP”, a copertura della aree corrispondenti ai Distretti di Corte d’Appello di Brescia, Milano, Torino e Genova (Macroarea 1), presentato da un gruppo di Atenei pubblici del Nord-Ovest e coordinato dall’Università di Torino, si è classificato al primo posto della graduatoria di merito.

     

    I dettagli del progetto – che vede coinvolte oltre all’Università di Bergamo e di Brescia, che lavoreranno in stretta collaborazione, anche l’Università del Piemonte orientale, Milano Statale, Bicocca, Insubria, Pavia, nonché l’Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia e i Politecnici di Torino e Milano – verranno presentati nella giornata di lunedì 7 marzo 2022 alle ore 16.00 nelle sedi dei rispettivi Atenei (a Brescia presso l’Aula 3 del Dipartimento di Giurisprudenza; a Bergamo presso l’Aula 4 del Dipartimento di Giurisprudenza in via Moroni con prenotazione all’indirizzo e-mail [email protected]) in un incontro che sarà possibile seguire, senza registrazione, anche on line sulla piattaforma Teams.

     

    Il progetto – sul quale, a livello nazionale, sono stati investiti circa 52 milioni di Euro – per la Macroarea 1 prevede uno stanziamento di circa 8 milioni di euro. I due atenei lombardi si sono aggiudicati all’incirca 1 milione di euro.

     

    Per l’Università degli studi di Bergamo, il coordinamento del progetto è in capo al Dipartimento di Giurisprudenza, ma l’attività di ricerca si rifà a un’ampia gamma di competenze multidisciplinari, grazie al coinvolgimento di ricercatori e docenti afferenti ad altri dipartimenti dell’Ateneo orobico – i proff. Elisabetta Bani, Alessandro Pasta e Daniela D’Adamo del Dipartimento di Giurisprudenza, il prof. Roberto Leporini del Dipartimento di Scienze economiche e i proff. Matteo Kalchschmidt e Giuditta Pezzotta del Dipartimento di Ingegneria gestionale, dell’informazione e della produzione – che assicurano, oltre alle competenze giuridiche, quelle informatiche e di ingegneria gestionale.

     

    Anche l’Università degli Studi di Brescia vede coinvolti più Dipartimenti: il Dipartimento di Giurisprudenza – del quale fanno parte il responsabile dell’unità bresciana, prof. Luca Passanante, e le prof.sse Cristina Alessi e Arianna Carminati in qualità di componenti del team di progetto – curerà la parte giuridica; il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione – con referente il prof. Devis Bianchini – curerà la parte informatica e di elaborazione dei dati; il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale – con referente il prof. Lucio Zavanella – curerà la parte gestionale e organizzativa.

     

    Si tratta di una sfida importante, che consentirà al mondo universitario di confrontarsi e di proporre soluzioni con riguardo all’annoso problema della riduzione della durata dei procedimenti civili e penali e dell’azzeramento dell’arretrato, in linea con gli impegni assunti dal nostro Paese con l’approvazione del PNRR nei confronti della Commissione europea.

     

    Il rilancio dell’efficienza della giustizia è atteso in parte dalla riforma dell’ufficio per il processo (UPP); struttura organizzativa, istituita nel 2014, con funzione di supporto all’attività degli uffici giudiziari e dal reclutamento straordinario di nuovi addetti all’UPP, ma ancora più importante sarà la riflessione su come sfruttare al meglio queste nuove strutture e risorse. Le Università coinvolte nel progetto avranno modo di fare una ricognizione dello stato di attuazione degli UPP presso gli Uffici Giudiziari, di verificare le criticità che ostacolano un ottimale utilizzo delle risorse e accompagnare gli Uffici Giudiziari nel processo di riorganizzazione dei propri processi interni, sfruttando al meglio le opportunità offerte dalla digitalizzazione, dall’istituzione di banche dati, dalle tecniche di controllo di gestione applicate all’amministrazione della giustizia e – auspicabilmente – per un ripensamento profondo dell’organizzazione dell’attività giurisdizionale. L’Università degli Studi di Brescia si concentrerà sugli Uffici giudiziari di Brescia e di Mantova, mentre l’Università di Bergamo opererà con riferimento agli uffici giudiziari di Bergamo e di Cremona. I due Atenei opereranno in forte sinergia, cooperando con gli Uffici Giudiziari e proponendo soluzioni integrate per tutto il distretto della Corte d’appello di Brescia.

     

    Gli schemi collaborativi che verranno studiati e sperimentati tra Università e Uffici giudiziari  costituiranno altresì una base preziosa per ripensare la formazione universitaria dei futuri operatori nell’amministrazione della giustizia e adeguarla alle nuove sfide poste dalle innovazioni tecnologiche (e antropologiche)  degli ultimi decenni, valorizzando, con uno sguardo al futuro, il solido patrimonio di cultura giuridica di cui tradizionalmente gli Atenei sono custodi.

     

    “Questo progetto – spiega la prof.ssa Elisabetta Bani, prorettrice alla terza missione e alle relazioni con il territorio dell’Università degli studi di Bergamo e responsabile scientifica del progetto per UniBG – è un’esperienza molto importante e impegnativa per il Dipartimento di Giurisprudenza, sia per la dimensione finanziaria, sia per la complessità della gestione, che coinvolge una molteplicità di realtà (a volte non omogenee) e ha come interlocutore, anziché il Ministero della ricerca, quello della giustizia.”

     

    “Il progetto – aggiunge il Prof. Luca Passanante, Ordinario di diritto processuale civile nell’Università di Brescia, responsabile scientifico del progetto per l’Università degli Studi di Brescia – costituisce un’occasione importante per unire competenze di diverse discipline (giuridiche, informatiche e gestionali) all’esperienza degli Uffici giudiziari, nell’unanime sforzo di contribuire al miglioramento dell’amministrazione della giustizia, uno dei gangli istituzionali di maggiore importanza per l’attuazione effettiva del principio di legalità e, in ultima istanza, per il corretto funzionamento della stessa democrazia”.

     

    I docenti e il personale tecnico amministrativo dedicati a questo progetto sono attualmente al lavoro (in stretto coordinamento con l’Ateneo di Torino) per la predisposizione dei bandi di ricerca per giovani ricercatrici e ricercatori di area giuridica, informatica e gestionale, che saranno pubblicati a partire da marzo e che consentiranno l’avvio del progetto presso gli uffici giudiziari compresi nel distretto di Corte d’Appello di Brescia.

     

  • Collezione Diamante di Artis. Dettagli preziosi e ricercatezza retrò

    La raffinata serie è ideale per unire estetica d’antan ed efficienza funzionale.

    Le fogge sofisticate della rubinetteria d’epoca incontrano prestazioni tecnologiche all’avanguardia: la serie Diamante è la proposta firmata Artis dedicata a chi vuole ricreare nel proprio bagno una delicata atmosfera retrò senza rinunciare alla praticità di utilizzo.

    Protagonista dell’elegante miscelatore è la maniglia a leva in cristallo, che completa la silhouette sinuosa arricchendola con un dettaglio prezioso ma discreto.

    La collezione Diamante rappresenta la soluzione ideale per evocare il fascino del passato attraverso linee morbide e classicheggianti, conferendo un’allure lussuosa anche ai contesti d’arredo contemporanei. Indicata sia per l’ambito domestico che per l’hotellerie di prestigio, racchiude in sé tutte le caratteristiche peculiari dei prodotti a marchio Artis: qualità costruttiva, efficienza funzionale e finiture accurate, all’insegna dei valori del made in Italy.

    La raffinata gamma si compone di tutti gli articoli necessari per corredare la sala da bagno secondo una ricercata coerenza stilistica: dai miscelatori per lavabo monocomando a quelli da incasso, dal bidet alle differenti configurazioni per vasca e per doccia.

    artisitaly.com

  • “AVISINI CHE SPETTACOLO!” Arriva il contest per donatori talentuosi organizzato da Avis Regionale Lombardia con il patrocinio e contributo di Regione Lombardia

    Cantanti, ballerini e attori, ma soprattutto donatori: vietato prendere impegni per sabato 7 maggio 2022! Arriva “AVISINI che spettacolo!”, il contest organizzato da Avis Regionale Lombardia, con il patrocinio e il contributo di Regione Lombardia, nell’ambito della Civil Week 2022, la settimana meneghina dedicata alle iniziative volte a incentivare la cittadinanza attiva del territorio: i donatori lombardi, già soci Avis o aspiranti tali (coloro che hanno effettuato la visita di controllo per diventare donatori) di età compresa tra i 18 e i 35 anni, potranno partecipare a un contest che vedrà la selezione, da parte di una giuria “stellare”, di 12 talenti nel canto, ballo o recitazione. La giuria sarà infatti composta da volti noti e di rilievo nel campo dell’intrattenimento e dell’arte, nomi di richiamo nazionale che verranno svelati nelle prossime settimane.

     

    In palio per i tre partecipanti che verranno giudicati migliori nel corso dell’evento conclusivo del 7 maggio – che sarà aperto al pubblico e si terrà in Piazza Città di Lombardia, Milano e in diretta streaming sui canali ufficiali di Avis Regionale Lombardia – premi in buoni acquisto “Ticket Compliments”, accettati in 13.000 supermercati e alimentari in tutta Italia, rispettivamente del valore di: 1.000,00 euro (1° classificato), 800,00 euro (2° classificato) e 500,00 euro (3° classificato).

     

    “L’iniziativa – spiega Oscar Bianchi, presidente di Avis Regionale Lombardia – è stata pensata per tutti i cittadini della Regione, con un focus particolare su quella fascia d’età che ha maggiormente risentito dell’impatto del lockdown e dell’avvento della pandemia, facendone collidere la riattivazione agli interessi di ripresa del terzo settore. La comunità di donatori che compone la famiglia di Avis Regionale Lombardia è una comunità forte, ormai stabile e con un accentuato senso civico. Siamo ben felici di incentivare queste iniziative territoriali di ripresa. Qui quello che stiamo maneggiando – e dobbiamo farlo con tutta la cura e le attenzioni che richiede il caso – è un vero e proprio reset di ripartenza per i giovani e per Milano, i quali finalmente tornano a respirare dopo una lunga apnea pandemica”.

     

    “Regione Lombardia è orgogliosa di sostenere Avis Regionale Lombardia e le loro attività – dichiara Stefano Bolognini, Assessore Regionale allo Sviluppo Città Metropolitana, Giovani e Comunicazione, specialmente quelle in cui i giovani sono protagonisti. Si tratta di una bella iniziativa che punta a coinvolgere i nostri ragazzi e li spinge a ‘partecipare’. Già sappiamo quanto le nuove generazioni di lombardi siano impegnate in attività di volontariato e di aiuto nei confronti del prossimo ed è importante valorizzare sempre di più questa grande ricchezza, unendola a iniziative come questa che possono anche aiutarle a ‘ripartire’ dopo la pandemia. Regione Lombardia è al loro fianco e crede nei suoi giovani, nelle loro capacità, creatività, voglia di fare. Questa sarà per loro senz’altro l’occasione giusta per ‘mettersi alla prova’”.

     

    L’iscrizione al concorso è completamente gratuita: basterà infatti compilare questo google form entro e non oltre il 10 aprile 2022 alle ore 23:59. Per maggiori informazioni sulle modalità di iscrizione e di partecipazione al contest: https://avislombardia.it/.

  • Applied: cresce il fatturato 2021 (28 milioni di euro; +21% rispetto al 2020) con stime di un ulteriore rialzo del 10% per l’anno in corso

    Applied che affianca le imprese industriali nei percorsi di transizione digitale dei processi di business, ha registrato nel 2021 un incremento del 37% nel numero dei dipendenti, raggiungendo così le 272 unità. Nel 2022 sono previsti inserimenti in organico di nuove risorse. 

    Bologna, 1 marzo 2022 – Applied – che opera attraverso le divisioni Enterprise Management Systems, Industrial Solutions e Interactive – ha comunicato che nel 2021 ha registrato un fatturato di 28 milioni di euro, in crescita del 21% rispetto l’anno precedente, confermando così un incremento medio annuo di più del 20% del fatturato.

    Tra i driver che hanno sostenuto l’incremento dei risultati economici, la domanda sostenuta di digitalizzazione che le aziende, in particolare quelle operanti nel settore manifatturiero, stanno avanzando nell’ambito dei percorsi di transizione verso i modelli d’impresa fondati su Industry 4.0.

    Le performance estremamente positive sono state abilitate anche dall’originalità dell’approccio che il Gruppo riserva ai temi della transizione digitale delle imprese. Applied non si limita infatti ad abilitare la digitalizzazione dei processi aziendali dal punto di vista infrastrutturale, tecnologico e gestionale, ma affronta in senso esteso le esigenze delle organizzazioni, con un’offerta di soluzioni e servizi legati alla formazione delle risorse umane, al marketing e alla comunicazione. In particolare, un consistente numero di professionisti in Applied è specializzato nell’affiancare le imprese clienti nello sviluppo creativo e nella produzione di campagne advertising che prevedono, tra l’altro, la realizzazione di applicazioni di realtà aumentata e virtuale, spot televisivi e video 3D innovativi.

    Per il 2022, Applied stima un’ulteriore crescita nel fatturato del +10%, raggiungendo così i 31 milioni di euro.

    Parallelamente all’andamento dei risultati economici, nel 2021 si è determinato un significativo aumento nel numero dei dipendenti. La crescita dell’organico è stata del 37%, portando dunque Applied a contare su 272 risorse. Nell’anno in corso sono previsti ulteriori ingressi nel perimetro del Gruppo, stimati tra il 10 e il 15% del personale.

    Nel raccogliere le sfide che provengono dal mondo manifatturiero, abbiamo consolidato il nostro posizionamento, anche internazionale, come punto di riferimento per le imprese che intendono utilizzare le nuove tecnologie come leva strategica per cambiare i loro modelli di business nell’ottica di accrescere la loro capacità competitiva. Siamo confidenti che gli investimenti che stiamo realizzando in termini di risorse interne, skill e know-how, possano sostenere adeguatamente la nostra crescita anche negli anni futuri”, ha sottolineato Luca Molducci, CEO di Applied.

  • PNRR. Le Università degli Studi di Brescia e Bergamo presentano una proposta di progetto per gli ecosistemi dell’innovazione territoriali

    Le Università degli Studi di Brescia e di Bergamo hanno presentato nei giorni scorsi una proposta di progetto nell’ambito dell’Avviso pubblico pubblicato dal Ministero dell’Università e della Ricerca per la creazione e il rafforzamento di “ecosistemi dell’innovazione”, costruzione di “leader territoriali di R&S”, nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU. “The manufacturing alliance-TheMA”, questo il titolo del vasto raggruppamento di Università, centri di ricerca, Camere di commercio e Confederazioni industriali, lungo un asse che va dalla provincia di Lecco a Vicenza e Bolzano. Insieme alla proponente Università degli Studi di Brescia e all’Università degli studi di Bergamo, nucleo iniziale e promotore del progetto, il Politecnico di Milano, le Università di Verona, Trento e Bolzano, il CNR e l’Enea, le Camere di Commercio di Brescia, Bergamo, Trento, Verona e Vicenza e le confederazioni industriali di Brescia, Bergamo, Lecco, Verona, Vicenza e Trento. Parteciperanno all’hub, che gestirà e coordinerà il progetto, anche i Comuni di Bergamo, Cremona e Mantova e le Province di Brescia, Verona e Vicenza, per un indirizzo che tenga in conto le specificità di un territorio dove si trovano le eccellenze che contraddistinguono gli ecosistemi industriali del Nord Italia, una delle piattaforme produttive manifatturiere più rilevanti a livello nazionale ed europeo, che traina lo sviluppo del paese e ne sostiene l’export. Sono territori con caratteristiche uniche: una cultura industriale diffusa, la capacità di coniugare tecnologie avanzate e la creatività tipica del Made in Italy, la flessibilità e capacità di customizzazione e di servizio e un diffuso tessuto di PMI e di grandi imprese che operano in molteplici settori dell’industria.

    Il contesto attuale pone però a questi ecosistemi delle sfide epocali: la “Twin Transition” (Digital e Green); la riorganizzazione post-pandemica degli assetti produttivi e organizzativi; l’inclusione nelle catene del valore internazionali; un nuovo equilibrio tra industria, società e territorio. Per vincere tali sfide, è necessario superare alcune difficoltà strutturali del modello produttivo: la frammentazione in numerose realtà di limitata massa critica; la difficoltà di creare “filiere” composte da grandi gruppi industriali e PMI; la complessità di collaborazione tra le imprese, le Università e la Ricerca; il difficile posizionamento strategico nelle catene del valore, pur restando i “key-partner” che operano negli ambiti a maggior valore aggiunto.

    “The Manufacturing Alliance può essere lo strumento per guidare questa evoluzione verso una nuova alleanza tra sistema della ricerca, sistema delle imprese e governance istituzionale – afferma il Prof. Maurizio Tira, Rettore dell’Università degli Studi di Brescia -, in piena coerenza con la missione 4.2 del PNRR nazionale. Il progetto si pone infatti come obiettivo la concezione e la conduzione di progetti di ricerca applicata che, a partire dalle reali esigenze presenti e future delle aziende del territorio, sviluppino e implementino tecnologie, metodi ed approcci per essere valorizzate all’interno dell’area”.

    Attività di trasferimento tecnologico, valorizzazione della ricerca, supporto alla creazione di startup e scale-up delle esistenti, formazione sui bisogni delle aziende della prossima generazione e valorizzazione rigenerativa dei territori sono le attività chiave che verranno realizzate all’interno dell’ecosistema. Inoltre, l’obiettivo dell’ecosistema è avere una visione a 360 gradi del manifatturiero, analizzando e affrontando anche i temi dell’impatto ambientale, territoriale e sociale.

    “Grazie all’elevata expertise e competenza dei proponenti – sottolinea il Prof. Sergio Cavalieri, Rettore dell’Università degli studi di Bergamo -, sarà garantita la conduzione di un’eccellente attività di ricerca applicata e l’indirizzamento dei risultati della stessa tramite la provvisione di servizi a favore di tutti gli attori economici del territorio, con un’ingente mole di risorse da ridistribuire tramite bandi a cascata per le PMI, incoraggiando la collaborazione e l’innovazione”.

    Pieno appoggio al progetto è stato espresso dalle Regioni Lombardia e Veneto e dalle Province autonome di Trento e Bolzano.

  • Dove aprire il tuo nuovo salone da parrucchiere?

    L’ubicazione dei locali è un aspetto determinante per allestire un parrucchiere che funzioni e che produca redditività. Considera ad esempio che non è la stessa cosa avviare un’attività di questo tipo in una zona “nascosta”, poco frequentata da pedoni e poco accessibile, che insediarla in una posizione centrale, dove solitamente passano molte persone.

    Inoltre, il posto che hai in mente di scegliere ha un parcheggio? Se sì, qual è la sua capacità? Più è grande, meglio è, perché hai la possibilità di servire più clienti che pensano alla comodità di parcheggiare la propria auto vicino ai locali. Il problema è che questo potrebbe costare più di quanto hai preventivato. Trova un punto di equilibrio e decidi.

    Devi anche vedere se lo sviluppo di altre attività commerciali nella zona favorisce il tuo salone o meno. In generale, dovresti pensare a tutto tondo, in questo modo puoi trovare un modo per far funzionare la  tua attività e restituire redditività in breve tempo.

    Se invece hai già un piccolo salone da parrucchiere e vuoi ampliare lo spazio, pensa a chi è già tuo cliente: sarà disposto a uscire dalla propria zona di comfort e abbandonare le proprie abitudini? Questo è un aspetto fondamentale per la tua attività.

     

    Lavora sull’immagine del tuo salone

    Stai allestendo un salone da parrucchiere, un luogo dove le persone vanno per migliorare la propria immagine, sentirsi rinnovata e a proprio agio. Pertanto, dovresti lavorare fianco a fianco con un interior designer per aiutarti a creare uno spazio in cui promuovere l’immagine aziendale della tua attività.

    Le persone che cercano un posto per migliorare la propria immagine o abbellirsi, difficilmente andranno in un posto dove non si sentono a proprio agio e dove c’è un aspetto poco professionale. Quindi, su questo punto, non dovresti lesinare sulle spese. Puoi optare per forniture per parrucchieri moderne ed un design minimalista ma che abbia un certo impatto e faccia sentire a proprio agio tutti i clienti.

  • Le oasi verdi della Lombardia verso la ripartenza dopo la pausa invernale

    Con l’avvicinarsi della primavera e il graduale ritorno alla normalità dopo due anni di restrizioni legate all’emergenza sanitaria, cresce la voglia di ripartenza anche negli spazi verdi della Rete degli orti botanici della Lombardia, pronti ad aprire i cancelli al pubblico per far riscoprire a grandi e piccini il patrimonio naturale custodito al loro interno.

    L’Orto botanico “Lorenzo Rota” di Bergamo, gli Orti milanesi di Brera e Città Studi, il Giardino botanico alpino “Rezia” di Bormio, il Giardino botanico “G.E. Ghirardi” di Toscolano Maderno e l’Orto botanico di Pavia si apprestano ad aprire con tempistiche e modalità differenti.

    La sezione di Città Alta dell’Orto botanico “Lorenzo Rota” di Bergamo, aprirà dal 1° marzo tutti i giorni dalle 10 alle 17; mentre la sezione di Astino sarà visitabile dal 1° aprile, tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18. L’Orto milanese di Brera è aperto al pubblico dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 16.30 (dal 1°aprile dalle 10 alle 18), mentre la riapertura dell’Orto di Città Studi è fissata per l’8 marzo, da martedì a giovedì dalle 10 alle 17 e il venerdì dalle 10 alle 16. Il Giardino botanico alpino “Rezia” di Bormio, come da consuetudine, riaprirà a giugno e potrà essere visitato tutti i giorni, sabato e domenica compresi. Il Giardino botanico “G. E. Ghirardi” di Toscolano Maderno riprenderà le attività il 15 aprile, con apertura il giovedì dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.30, il venerdì dalle 17 alle 19.30 e il sabato dalle 10 alle 12. Infine, l’Orto botanico di Pavia ricomincerà con le visite in presenza a partire dalla fine di marzo, mentre nel frattempo è visitabile su richiesta per le scuole.

    “Dopo due anni particolarmente duri, in cui ognuno di noi ha dovuto affrontare momenti difficili, contrassegnati dallo sconforto e dalla mancanza di speranza, la natura può – e deve – fungere da linfa vitale per far rinascere la voglia di ripartenza in tutti noi. – afferma Martin Kater, presidente della Rete degli orti botanici della Lombardia – La primavera porta con sé nuovi colori, profumi e sensazioni: il risveglio di piante e fiori trasforma i nostri Orti e Giardini in veri e propri spazi incantati dove ognuno, a qualsiasi età, può entrare in contatto con l’elemento naturale e scoprire quanta bellezza sa ancora offrirci”.

    Per accedere agli Orti è necessario disporre di Super Green Pass, non richiesto ai minori di 12 anni, e in tutte le sedi gli ingressi saranno contingentati per garantire la sicurezza dei visitatori e del personale. È fortemente consigliata la verifica delle informazioni sui siti dei singoli Orti e Giardini, considerato l’aggiornamento costante di misure e provvedimenti.

     

    La Rete degli orti botanici della Lombardia è una Associazione non profit, che opera per favorire e promuovere le azioni degli orti botanici aderenti. Ne fanno parte: l’Orto botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”; il Giardino botanico alpino “Rezia” di Bormio; gli Orti botanici milanesi di Brera e Città Studi; l’Orto botanico di Pavia; il Giardino botanico “G.E Ghirardi” di Toscolano Maderno (BS).

    La Rete, nata nel 2002 per valorizzare e mettere in comune le reciproche esperienze, e costituitasi in Associazione nel 2009, si occupa inoltre della tutela, della conoscenza, della promozione e della valorizzazione del patrimonio culturale vegetale degli orti botanici, con particolare attenzione alla conservazione delle piante, alla divulgazione scientifica e alle attività educative. www.reteortibotanicilombardia.it

    www.ortobotanicodibergamo.it

    https://ortibotanici.unimi.it/

    https://ortobotanico.unipv.eu

    www.stelviopark.it