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  • Una nuova e pericolosa droga ai limiti della legalità: il Kratom

    Le foglie della pianta Kratom, spesso essiccate e polverizzate, costituiscono una potente droga che ha guadagnato popolarità come sostituto degli oppiacei.

    “Gli studenti lo acquistano nei negozi di alimentari. Un bambino è diventato così dipendente che è dovuto andare in riabilitazione. È paragonabile all’eroina sintetica”, riferisce uno specialista.

    Il Kratom è un albero tropicale (Mitragyna speciosa) originario dell’Asia sudorientale. Le sue foglie amare, contenenti composti psicoattivi simili agli oppioidi, vengono consumate per i loro effetti che alterano l’umore, per alleviare il dolore e come afrodisiaco. Le persone lo masticano, lo fumano, ne preparano un infusione o lo aggiungono al cibo. È conosciuto con molti nomi: speedball a base di erbe, biak-biak, ketum, kahuam, ithang o thom. È venduto nei negozi di alimenti naturali, nei negozi di articoli per fumatori e online, sotto forma di polvere verde, in capsule, come estratto o come gomma.

    Gli effetti collaterali acuti comprendono nausea, prurito, sudorazione, secchezza delle fauci, stitichezza, aumento della minzione e perdita di appetito. L’uso a lungo termine può causare perdita di peso, anoressia, insonnia e scurimento della pelle. Alcuni hanno riferito di aver sperimentato “psicosi da kratom”: allucinazioni, visioni e grave confusione.

    Il Kratom crea dipendenza. Secondo uno studio, il 50% degli utenti a lungo termine (sei mesi o più) ha manifestato sintomi di astinenza gravi, quali ostilità, aggressività, cambiamenti emotivi, muscoli e ossa doloranti e movimento a scatti degli arti; l’80% che ha tentato di smettere non ci è riuscito.

    Australia, Myanmar, Malesia e Tailandia hanno bandito il kratom e molti altri paesi lo hanno pesantemente regolato. Negli Stati Uniti non è regolamentato, è illegale in sei stati.

    La Chiesa di Scientology, da sempre in prima linea nella battaglia contro la diffusione della droga, sostiene il programma internazionale “Un mondo libero dalla droga”. Tale programma ha lo scopo di diffondere la conoscenza degli effetti delle droghe e i rischi legati alla loro assunzione.

    “L’arma più efficace nella guerra contro la droga è l’educazione.” L. Ron Hubbard

  • Scientology combatte la diffusione della droga in Toscana

    Combattere lo spaccio, così come liberalizzare la vendita degli stupefacenti, sono due strategie che in nessun tempo e in nessun luogo hanno risolto il problema della droga. La strategia di Scientology percorre una terza via, quella di far sapere ai giovani la verità sulla droga tramite una capillare campagna di informazione a livello mondiale.

    È dimostrato che un giovane informato sulla droga avrà molte meno probabilità di diventare un tossicodipendente. Si arriva all’uso di droga tramite amici e spacciatori che naturalmente presentano gli stupefacenti come “innocui”, “sicuri”, di moda”, “curativi”, ecc. Per non parlare dei media dove ormai la cultura della droga è ampiamente diffusa, dai testi delle canzoni ai libri di narrativa, dalle serie tv ai film.

    Il Celebrity Centre della Città di Firenze, Chiesa di Scientology, sta da anni portando avanti la campagna informativa “Dico no alla droga”. A partire dal 2015 i volontari della campagna hanno tenuto lezioni a migliaia di ragazzi toscani delle scuole medie inferiori e superiori.

    Questa settimana i volontari della Chiesa hanno distribuito a Lucca, Livorno e Viareggio centinaia di opuscoli informativi sui pericoli delle droghe. Negli opuscoli, destinati ai giovani e non solo, sono contenute informazioni molto dettagliate sugli effetti negativi delle sostanze stupefacenti. Lo scopo è di far sì che i giovani evitino di cadere nella trappola della droga, e magari di convincere a smettere chi ha già cominciato a farne uso.

    Tutti gli opuscoli sono consultabili anche sul sito it.drugfreeworld.org

    “L’arma più efficace nella guerra contro la droga è l’educazione.” L. Ron Hubbard

  • L’allergia? Si combatte (anche) con le zanzariere

    Alcuni modelli di zanzariere offrono un’ottima protezione contro i pollini che causano i sintomi allergici di stagione.

     

     

    A chi è allergico a graminacee e pollini non c’è assolutamente bisogno di dirlo: la stagione delle allergie è arrivata. In molti suggeriscono di barricarsi in casa, con porte e finestre chiuse, ma in realtà si può godere delle brezze primaverili e non per forza soffocare tra gli starnuti. Come? Con le giuste zanzariere!

     

    Stiamo parlando dei modelli antipolline, una particolare tipologia di zanzariere dotata di una rete antipolline capace di tenere lontani non solo gli insetti, ma anche i pollini: grazie alla maglia più stretta, il telo rappresenta un filtro efficace per intrappolare le polveri rilasciate dai fiori e dalle piante (così come lo smog) e allo stesso tempo garantire il passaggio d’aria. In questo modo ci si possono evitare da starnuti, asma e congiuntivite, senza rinunciare al piacere del clima temperato stagionale.

     

    Tuttavia, per assicurarsi una perfetta protezione sono necessari alcuni accorgimenti. Vediamo quali.

     

    Una questione di posizionamento

     

    Ovviamente, la zanzariere dovrebbe rappresentare uno schermo tra l’interno e la fonte di pollini. Perciò, se una stanza si trova in prossimità di un giardino o di una zona alberata, è assolutamente necessario che tutte le finestre di quella camera siano schermate.

     

    Una misura aggiuntiva può essere quella di posizionare un’ulteriore zanzariera sulla porta che collega tale stanza con le altre: questo serve ad assicurarsi che il passaggio d’aria non porti alcun residuo di pollini nelle altre zone della casa.

     

     

  • Gli chef di Ingruppo in campo per il Premio Francesco Arrigoni 2018

    Sarà l’Abbazia di Fontanelladi Sotto il Monte Giovanni XXIII, sulle pendici del Monte Canto, a ospitare, giovedì 3 maggio alle ore 18.30, la consegna del Premio Francesco Arrigoni 2018, riconoscimento istituito in memoria del giornalista Francesco Arrigoni, allievo di Luigi Veronelli, fondatore e direttore del Seminario Veronelli, passato alle pagine del Gambero rosso e del Corriere della Sera, prematuramente scomparso nel 2011. Il Premio è dedicato a tutti coloro che si sono distinti per aver progettato o realizzato nel campo della gastronomia un’azione dal forte contenuto etico. A seguire (ore 20) una cena speciale ospitata dall’Agriturismo Cavril a cui, riconfermando la formula dello scorso anno, contribuiranno anche alcuni dei ristoratori di Ingruppo, l’iniziativa che da cinque anni rende l’alta gastronomia bergamasca «prêt-à-manger».

    Saranno, in particolare, lo chef di origine amalfitana Roberto Proto, patron del ristorante Saracenodi Ambivere, Mario Cornali, chef e titolare del ristorante Collina di Almenno San Bartolomeo, giunto alla terza generazione, Antonio Lecchipatron di Casa Virginia a Sorisole e Stefano Binda, chef del ristorante a una Stella Michelin Dac a Trà di Castello Brianza a deliziare gli ospiti della serata con le loro preparazioni gourmet.

    Materie prime pregiate nella qualità e certificate nella provenienza, intuizioni creative, gustose e sorprendenti, tecnicalità e passioni della migliore ristorazione bergamasca sono gli ingredienti che renderanno indimenticabile la serata. Dopo l’aperitivo di benvenuto a cura dell’Agriturismo Cavril, saranno serviti: Crudo di ricciola, mandorle, sfere di yuzu e the matcha preparati dallo chef Proto, Gnocchetti di asparagi dell’Albenza, borragine, bruscandoli e scarola croccante dello chef Cornali e Guancia di vitello su crema di mais e barbabietola e fondente di Formai de Mut dello chef Lecchi, per poi concludere con il Morbido allo yogurt di capra, rape e frutti rossi dello chef Binda. E in abbinamento, i preziosi vini offerti dalle cantine amiche.

    Obiettivo del Premio è, infatti, valorizzare coloro che nella ristorazione, oltre alla professionalità, mettono il cuore e la collaborazione dei ristoratori di Ingruppo per la serata dedicata ad Arrigoni ne è la dimostrazione, ricreando la cornice perfetta per la consegna del Premio al vincitore consistente in 5 mila euro e in un oggetto artistico realizzato sulla roccia, in ricordo della passione di Francesco per la montagna e le arrampicate.

    Durante la serata si terrà, inoltre, una lotteria con in palio vini e prodotti gastronomici offerti dalle cantine e dagli artigiani amici di Francesco.

    Il ricavato della cena sarà corrisposto a titolo di contributo al Comitato Francesco Arrigoni (il costo è di 60 euro a persona). All’Agriturismo Cavril dell’azienda agricola Sant’Egidio, all’Associazione Ingruppo e a tutti coloro che parteciperanno va il ringraziamento del Comitato Francesco Arrigoni per il generoso e gioioso supporto.

    Per partecipare è necessario acquistare il ticket al link www.eventbrite.it
    Per informazioni http://www.comitatofrancescoarrigoni.org

  • Valute digitali, altro affondo di Buffet: “Non sono investimenti, sono il nulla”

    Lo scorso gennaio il potentissimo investitori plurimiliardario Warren Buffett, economista 87enne noto come “Oracolo di Omaha” , nel corso di una intervista usò toni forti contro Bitcoin e le criptovalute in generale. Disse infatti che non avrebbe mai messo neppure un centesimo nel trading sulle valute virtuali. Aggiunse inoltre di essere sicuro che le altcoin in generale avrebbero fatto una brutta fine. A distanza di alcuni mesi il fondatore della conglomerata Berkshire Hathaway è tornato a tuonare contro le valute digitali.

    valute digitaliDall’alto del suo patrimonio (superiore agli 80 miliardi di dollari) ha nuovamente bocciato Bitcoin e simili in una intervista su Yahoo Finance. «Ci sono due tipi di oggetti sulle quali le persone pensano di investire, ma solo uno è davvero un investimento mentre l’altro no lo è», ha detto riferendosi alle valute virtuali. «Se si acquista qualcosa come una fattoria, una casa vacanza si fa un investimento perfettamente soddisfacente. Perché potrà offrirvi un ritorno economico. Bitcoin o le altre criptovalute invece non hanno mai prodotto nulla. Stai solo sperando che il prossimo tizio paghi di più».

    Il nulla dietro le valute digitali

    La sintesi di Buffet non fa una piega, perché in realtà chi compra Bitcoin effettivamente spera che il prezzo salga senza una ragione specifica, ma solo perché qualcun altro lo pagherà di più. Dietro alle monete virtuali infatti non esistono aziende, ne’ beni o servizi che possono aumentare di valore, ma è pura speculazione. E infatti Buffet aggiunge: «tali investimenti sono solo un gioco speculativo, nel quale nessuno sa esattamente che cosa sia il Bitcoin». A osservare gli eventi, molti danno effettivamente ragione a Buffet. Tante volte abbiamo visto precipitare la quotazione delle valute virtuali all’improvviso mandando all’aria i piani dei trader (fenomeno noto come slippage, cos’è e come evitarlo è spiegato qui).

    La situazione del mercato

    Va detto che già dal 2014, Buffet sottolineò come la mancanza di valore intrinseco delle cripto le rendevano un miraggio. Nel frattempo il prezzo del Bitcoin (BTC) è tornato a varcare la soglia dei 9mila dollari, con un accumulation distribution forex trading che evidenzia una fase di accumulo delle posizioni da parte degli investitori. Ci siamo allontanati tanto dalla quota 6670 raggiunta il 30 marzo, ma siamo ancora più lontani dai picci di 20mila dollari raggiunti a dicembre.

  • Burrata pugliese e mozzarella: ecco le differenze

    Chi adora i latticini ed i prodotti caseari in genere, sarà un sicuro appassionato di due dei prodotti emblematici della cultura gastronomica italiana: la burrata pugliese e la mozzarella. Bianche, morbide, succose e irresistibili, sono due alimenti di grande richiamo gustativo e si distinguono per le diverse preparazioni e proprietà, ma con un comune denominatore: la qualità e la lavorazione tradizionale. (parliamo ovviamente di prodotti certificati e riconosciuti a livello territoriale, con la premessa di un utilizzo di materie prime di qualità e di controlli rigidi e costanti). Non sono due prodotti antagonisti, anzi, solitamente chi ne apprezza uno non può fare a meno dell’altro.

    Differenze tra burrata pugliese e mozzarella

    La prima importante differenza consiste nell’origine geografica: la mozzarella viene prodotta in Campania a partire dal XII secolo, mentre la burrata nasce in Puglia nei primi anni del ‘900. La mozzarella vanta quindi una storia più antica, mentre la burrata pugliese ha un inventore certo, un casaro di Andria di nome Lorenzo Bianchino. La sua idea di conservare nella pasta filata la mozzarella sfilacciata immersa nella panna, ha avuto come risultato la scoperta di un prodotto dal sapore e dalla consistenza straordinari.

    La mozzarella si presenta compatta e morbida, con un sapore delicato e versatile; la burrata si distingue invece per il contrasto deciso tra la pasta filata (come una mozzarella) e la stracciatella cremosa e burrosa. Il suo sapore è dolce e intenso.

    Mentre la mozzarella è prodotta con caglio animale (anche se ci sono ormai numerose alternative adatta ai vegetariani), la burrata pugliese è riconosciuta ufficialmente dall’Associazione Vegetariana Italiana come un prodotto adatto a consumatori vegetariani.

  • Da Palermo al mondo, i vini di Cusumano incantano Sicilia en Primeur

    Angimbè, Ramusa, Jalè, Cubia. Sono solo alcuni dei vini che Cusumano, azienda vitivinicola fondata da Alberto e Diego Cusumano nel 2001 a Partinico, conosciuta in tutto il mondo per le sue straordinarie produzioni, presenterà a Sicilia en Primeur, l’annuale kermesse enologica del vino siciliano ideata dall’Associazione Viticoltori Sicilia – Assovini che accoglie ogni anno in Sicilia una selezionata rappresentanza della stampa internazionale, presentando le etichette distribuite sul mercato e le anteprime dei vini che stanno ancora maturando in cantina, e che quest’anno, per la prima volta, sarà aperta anche al pubblico.

    Una manifestazione attesissima che per la sua 15esima edizione farà tappa nella splendida città di Palermo dal 3 al 7 maggio prossimi, ospite del Museo Regionale d’Arte Contemporanea, celebrando, attraverso le eccellenze enoiche in degustazione, il capoluogo siciliano Capitale della Cultura italiana 2018. Durante la tre giorni, i partecipanti avranno la possibilità di scoprire i sapori e i luoghi e la cultura che fanno della Sicilia un continente vitivinicolo a tutto tondo e lunedì 7 maggio alle ore 17.00 la kermesse aprirà le sue porte al pubblico offrendo a tutti la possibilità di degustare le stesse etichette presentate in anteprima alla stampa.

    Ed è proprio dalle colline nei dintorni di Palermo che arrivano alcune delle migliori produzioni di Cusumano esportate in 64 Paesi al mondo. Merito dei 180 ettari di vigneti adagiati sulla Piana degli Albanesi, a circa 24 km dal capoluogo, custoditi dalla Tenuta Ficuzza, una delle sei diverse tenute dell’azienda (tutte rigorosamente siciliane). Qui, grazie alla caratteristica tipologia del territorio – un altopiano incontaminato a 700 – 800 metri sul livello del mare, esposto sul versante orientale dell’imponente monte Pizzuta da cui si specchia sul lago omonimo, con notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte – nascono Angimbè, Ramusa, Jalè, Cubia e il Metodo Classico 700SLM 2013, uve dal profilo fine ed elegante per vini dalle identità uniche. Ogni vino è espressione del suo territorio, nato dalla conoscenza profonda di Alberto e Diego Cusumano della terra ricca e generosa di Sicilia, capace di donare, da oriente ad occidente, dalla collina al mare, produzioni diverse e sempre di elevatissimo livello.

    «Quest’anno Sicilia en Primeur assume un significato speciale per noi perché si svolge a Palermo, la nostra città, nell’anno in cui è Capitale italiana della Cultura. Un riconoscimento che ci rende orgogliosi e che sottolinea una cifra che ci portiamo dentro e che, anche attraverso il vino, confermiamo ogni giorno nei 64 paesi dove siamo presenti nel mondo. Lavoriamo per valorizzare i vitigni autoctoni, per tutelare la materia prima, le uve, e la terra in cui siamo nati, così da poterne esprimere al meglio l’identità. Una mission che Sicilia En Primeur rappresenta alla perfezione riunendo tutti coloro che, come noi, amano la natura, credono nelle produzioni di qualità e nel controllo totale della filiera e che, al profondo amore per la terra l’origine, uniscono una forte visione internazionale. Per far conoscere i nostri prodotti e le nostre identità al mondo intero» – dichiara Diego Cusumano, proprietario e responsabile della promozione internazionale della cantina.

    «Accoglieremo i giornalisti di Sicilia en Primeur a Ficuzza, una tenuta unica nello scenario territoriale siciliano, per posizione (750 s.l.m.) e per uniformità, con i suoi 180 ettari compresi in un unico appezzamento coltivato a mosaico. Qui abbiamo progettato un vigneto alternato alla macchia mediterranea esistente per rispettare l’integrità dell’ambiente. Una scelta che ha sacrificato la rendita a un guadagno enorme dal punto di vista naturale e paesaggistico ottenendo il massimo sul piano della qualità. Oggi questa scelta appaga lo sguardo che gode della vista sul lago dello Scalzano, dell’onda verde intenso dei vigneti che si alternano ai toni cangianti della macchia mediterranea e regala vini unici: i bianchi ottenuti dal potente e solare Insolia, dal finissimo Chardonnay, figlio del vigneto originario e dal Pinot Nero, che a questa altitudine trova le condizioni ideali per esprimersi» – racconta Alberto Cusumano, proprietario e responsabile della parte produttiva della cantina.

    In particolare, i giornalisti e i wine lovers che parteciperanno a Sicilia en Primeur (l’apertura al pubblico è la grande novità dell’edizione 2018), potranno assaggiare Angimbè 2017, così chiamato per ricordare il nome del bosco che sorge vicino ai vigneti, un blend tra un vitigno autoctono e uno internazionale: uve Insolia (70%) e Chardonnay (30%). Un matrimonio tra Sicilia e Borgogna che crea un vino dalla personalità calda, minerale, seducente, con sentori di frutta esotica e un piacevole profilo fragrante e aromatico.

    E ancora: Ramusa 2017, il cui nome deriva dalla Fonte Ramusa, sorgente situata nel Bosco di Ficuzza, nato da un’attenta selezione delle migliori uve di Pinot nero al 100%, varietà che in questa particolare zona della Sicilia ha trovato un habitat perfetto per arrivare a completa maturazione.  Vinificato in bianco e lasciato maturare in sole vasche di acciaio con affinamento sulle fecce nobili per 6 mesi, è rosato nel bicchiere, agrumato al naso, fresco e persistente all’assaggio.

    Nato al 100% da uve Chardonnay, Jalè 2015 è un’altra eccellenza della Tenuta Ficuzza di Cusumano: ha una piccola produzione che identifica un cru della Tenuta e deve il suo nome alle caratteristiche contrade dall’aspetto biancastro che costeggiano i vigneti. Le uve fermentano in carati di rovere da 225 litri dove restano per circa 6 mesi prima di essere affinate in bottiglia. A caratterizzare questo vino è, infatti, il grande equilibrio gustativo regalato dal legno che si fonde alla perfezione con il frutto. Dal colore giallo paglierino con riflessi dorati, emana profumi di rara complessità (burro fuso e vaniglia, frutta tropicale matura, cannelle e spezie dolci) e consente assaggi lunghi, vibranti e morbidi.

    Dalla voglia di creare un grande bianco siciliano in botte come la tradizione vuole e da un’attenta selezione delle migliori uve di Insolia, una delle più importanti varietà di tutta la Sicilia, nasce Cubia 2014, dal nome delle sorgenti naturali di cui è ricco il territorio circostante. Nel bicchiere, si presenta bianco, spicca per freschezza mediterranea, per finezza e per eleganza, esprimendo note di fieno, agrumi e pesca e rivelandosi fresco al palato, con una certa acidità e profondità.

    Infine, il Brut 700 s.l.m., una cuveè di uve Pinot Nero e Chardonnay il cui nome evoca l’altitudine e il terroir siciliano inaspettato. La vinificazione avviene con pressatura delle uve intere e utilizzo solo del primo mosto fiore per evitare i tannini e conservare l’acidità, decantazione statica e fermentazione a bassa temperatura. Dopo circa 5 mesi sulle fecce fini, filtrazione e tiraggio, rifermentazione in bottiglia a 13°C, le bottiglie riposano in cantina per 36 mesi al termine dei quali avviene la sboccatura. Il Metodo Classico Cusumano regala un perlage finissimo e persistente, mostrando al palato un’armonia eccezionale, con note di frutti rossi tipiche del Pinot Nero e sentori floreali propri dello Chardonnay.

    E per chi volesse assaggiare anche le altre produzioni di Cusumano, l’azienda presenterà in assaggio durante la kermesse di Assovini, oltre alle degustazioni «palermitane», il grillo in purezza Shamaris 2017 prodotto sulle colline di Monreale nelle Tenute Monte Pietroso e Marchesa, i grandi rossi Benuara 2016 (70% Nero d’Avola e 30% Syrah) e Noà 2015 (un blend di Nero d’Avola, Merlot e Cabernet Sauvignon) prodotti nella Tenuta di Presti e Pegni, 70 ettari sulle colline di Monreale, il Nero d’Avola in purezza Sàgana 2014, nato dalla Tenuta di San Giacomo a Butera, 140 ettari in provincia di Caltanissetta con un vigneto di 21 anni esposto a sud a 350 mt sul livello del mare, il Moscato dello Zucco 2011, il “vino perduto” emblema della passione e del profondo rispetto per la tradizione dei fratelli Cusumano che, con un progetto di ricerca durato sette anni, hanno riportato alla luce lo storico vino nei 3 ettari della Tenuta Milioto, a Partinico. E per concludere, i vini di Alta Mora, la Tenuta sull’Etna di Cusumano: l’Alta Mora Etna Bianco 2017, l’Alta Mora Etna Rosso 2016, l’Alta Mora Guardiola 2014 e l’Alta Mora Feudo di Mezzo 2014.

     

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    Cusumano. Fondata da Alberto e Diego Cusumano nel 2001 a Partinico dove ha sede, la cantina Cusumano produce vini eleganti e identitari in sei tenute: Ficuzza a Piana degli Albanesi in provincia di Palermo, San Giacomo a Butera (Caltanissetta), Presti e Pegni sulle colline di Monreale, Monte Pietroso a Monreale, Castelluzzo a Calatafimi e Alta Mora sull’Etna.

    www.cusumano.it

  • Grande successo del primo appuntamento Luoghi Storici e musica

    Il Borgo di Chiaia il 25 aprile scorso è diventato lo scenario del primo appuntamento di “Luoghi Storici e Musica” 2018, ad opera dell’associazione Culturale Noi per Napoli con una “Passeggiata guidata tra i Palazzi liberty del Borgo di Chiaia ed il Concerto aperitivo del soprano Olga De Maio e del tenore Luca Lupoli al Teatro Sancarluccio,sito nel primo Palazzo liberty di Napoli,Acquaviva Coppola.

    Gli artisti ,in abito bella epoque,hanno sfilato in “carrozza” per le vie di Chiaia, incontrando più volte in corrispondenza di più palazzi il nutrito gruppo di visitatori spettatori, intervenuti per la passeggiata guidata, curata dalla esperta e competente guida Alessandro Ricciardi,esibendosi anche nell’inciso delle arie che sono state parte del programma del recital tenutosi poi al Teatro Sancarluccio, accompagnati al pianoforte dalla pianista Natalyia Apolenskaja e raccontati storicamente dal giornalista Giuseppe Giorgio : tutti i protagonisti del Concerto erano in abito “liberty” ed hanno dato vita quindi ad un duplice spettacolo dentro e fuori al Teatro.

    Hanno spaziato in un repertorio dalla romanza da Salotto di Leoncavallo con la celebre Mattinata, dal nostalgico ” Non ti scordar di me “, Musica Proibita, poi l’operetta con brani da La Vedova Allegra, Il Pipistrello, Il Paese del sorriso, brani napoletani da Salotto quali À vucchella e Marchiare, con un’escursione fino a Verdi nel Libiam Nel lieti calici…

    Gli spettatori,prima visitatori, hanno apprezzato con lunghi applausi ed ovazioni le eccellenti esecuzioni degli artisti che nella cornice ideale del grazioso Teatro liberty Sancarluccio hanno fatto rivivere le emozioni e il clima dell’epoca .

    L’evento è stato realizzato in partnership con Inscena Nuovo Teatro Sancarluccio Napoli e con l’associazione Amici di Skinny e con il contributo anche di ” Acierno autoservizi”.

    Sul sito www.noipernapoli.it e sulla pagina fb Associazione Culturale Noi per Napoli è possibile tenersi aggiornati sui prossimi eventi .

  • Aumenta le vendite grazie al digital marketing

     

    L’importanza di fare marketing è sempre più chiara a tutti: un’impresa o un libero professionista se vuole crescere deve fare marketing e attuare le migliori strategie. Fondamentale è inoltre pensare e ideare strategie di web marketing, perché oggigiorno tutte le persone visitano i siti web, scoprono i prodotti che il mercato offre, decidono in base a quello che vedono online se comprare i prodotti o cambiare shop. Basti pensare che ormai molte persone fanno anche la spesa del supermercato tramite internet. Per fare questo ci sono delle agenzie di web marketing, le quali sono a disposizione e a supporto di tutte le imprese o i liberi professionisti.

    Scopri di cosa si tratta

     

    Le agenzie di digital marketing nascono per supportare e aiutare le imprese o i professionisti che sentono la necessità di migliorare il proprio posizionamento sul mondo dell’online e per aumentare le vendite. In realtà dietro a questi due obiettivi ci sono innumerevoli meccanismi e strategie che vengono pensare e attuate per arrivare allo scopo finale del cliente.

    Le attività principali che vengono svolte da queste imprese sono le attività di Seo, web marketing, adwords, analisi e advertising sui social network e web design. In particolare l’attività di Seo, acronimo di search engine optimization, sta ad indicare tutti quei meccanismi che eseguono strategie di ottimizzazione per i motori di ricerca.  Più in generale invece una agenzia di digital marketing ha lo scopo di portare l’azienda o il cliente stesso ad avere un maggior rilievo sul web e questo implica una maggior visibilità sia i motori di ricerca, come Google, Yahoo e Bing, sia i social network, quali instagram e facebook. Esistono numerose pratiche che vengono svolte a tali fine e queste richiedono molto tempo e cura di tutto quel mondo che riguarda l’online. Inoltre le agenzie analizzano e monitorizzano i dati e la campagne pubblicitarie e di marketing; progettano e gestiscono i contenuti di post e video dei social media; gestiscono i diversi canali di acquisto di tutti gli utenti del web; definiscono le tecniche per attuare le performance e per aumentare i Roi delle imprese e liberi professionisti; ottimizzano e sviluppano ogni canale che permette di arrivare agli utenti e fanno un’analisi dei competitor cercando inoltre di aumentare e fortificare il vantaggio competitivo con il quale l’azienda o professionista si distingue.

     

    Perché rivolgersi ad un agenzia di web marketing?

     

    I vantaggi che si possono ottenere sono molteplici e tutti finalizzati alla crescita e al miglioramento dell’impresa o del professionista. L’aumento delle vendite, il miglioramento del posizionamento del proprio sito sui motori di ricerca, l’incremento della visibilità nel mondo online, la possibilità di fidelizzare i clienti e attrarne di nuovi e molto altro.

    Fare digital marketing ormai non è più una scelta ma è un imperativo delle aziende, se si vuole sopravvivere al mercato, è d’obbligo puntare e investire nel marketing online. Tutto si basa sul web e sull’acquisto online, se un’impresa non ha un proprio sito e non attua alcune strategia di web marketing allora tale azienda quasi non esiste. Bisogna difatti puntare sull’e-commerce e sul marketing online.

     

  • Viaggi in barca a vela? Scopri Le Seychelles

    L’arcipelago delle Seychelles vanta ben 155 isole coralline e granitiche, un autentico paradiso naturale di cui circa il 50% è parco nazionale, circondato da una sfolgorante vegetazione e da splendide spiagge battute dalle onde oceaniche. E’ sicuramente la scelta ideale per chi volesse fare una vacanza fuori dal comune e stesse pensando a un alternativa come il noleggio barca a vela. Ecco alcune delle isole più conosciute:

    Mahè

    L’isola di Mahé è la più estesa dell’arcipelago ed è la sede degli uffici manninistrativi e governativi. Nonostante questo offre dei bellissimi panorami, delle foreste lussureggianti e oltre una sessantina di spiagge. Tra le spiagge più conosciute ci sono Grande Anse, per gli amanti del surf e Anse Takamaka, per chi pratica lo snorkeling. Anche la capitale Victoria merita una visita e una passeggiata nel suo vivace mercato.

    Praslin

    Praslin è una verdissima isola coperta quasi interamente da una fantastica foresta tropicale. Flora e fauna crescono insieme anche nel cuore dell’isola, la famosa Vallee de Mai (patrimonio dell’Unesco) in un’armonia di piante di ogni genere, tra cui il gigantesco “coco de Mer” (il seme più grande al mondo, fino a 60kg) che cresce solo in quest’isola, oltre naturalmente ad alcune tra le più rare specie di uccelli e pappagalli rari.

    Il soggiorno a Praslin si vive per la maggior parte del tempo rilassandosi nelle sue calde spiagge di sabbia fine. Tra le spiagge più belle vale la pena di visitare Anse Lazio, vero e proprio paradiso con un mare da sogno, raggiungibile in auto o anche con i bus locali.

    La Digue

    La Digue è una fantastica isola caratterizzata da immensi massi di granito rosa che sovrastano incantevoli spiagge di pura sabbia bianchissima, con pochissimi hotel e numerose piccole guest house nascoste tra gli alberi: un piccolo paradiso per quanti vogliono davvero fuggire dallo stress di ogni giorno!

    E’ la più utilizzata dai servizi fotografici di moda e di pubblicità grazie alla persenza di incredibili massi granitici che la rendono unica.

    Silhouette

    Silhouette, a differenza delle sue vicine, è di origine vulcanica, ed è la terza isola più grande delle Seychelles, anche se ospita una popolazione di poco più di 100 abitanti. Il suo isolamento è in parte dovuto alla barriera corallina che ha impedito per anni l’attracco di imbarcazioni, oggi risolto grazie ad lungo pontile. E’ per questo che è stata per decenni rifugio di famosi corsari, i cui tesori sembra siano ancora sepolti sull’isola.

    Frégate

    La sua posizione isolata tra le isole granitiche ha dato adito a molte leggende di tesori qui nascosti dai pirati. Ospita oggigiorno uno dei resort più esclusivi delle Seychelles ed è il contesto ideale per i viaggi di nozze.

    Densi Island

    L’isola più a Nord dell’arcipelago è un paradiso per coloro che amano praticare pesca d’altura o osservare gli uccelli.

    Sea Star è specialista nel noleggio barche a vela, charter e luxury yacht. La banca dati che supporta il suo sito, frutto di oltre venti anni di esperienza nel settore, è una delle più complete e precise oggi esistenti. Consultala e ti sarà facile trovare la tariffa di noleggio più conveniente e la barca che hai sempre desiderato.

  • Sensitivo Antonio Abramelin

    Per magia rossa si intende un insieme di pratiche esoteriche adoperate per intervenire su situazioni amorose. Questo tipo di magia viene impiegata ad esempio per far riaccendere un rapporto ormai affievolito dal tempo, sia esso sentimentale o di amicizia, sviluppando i desideri di ciascuno di noi. È un tipo di magia che non può essere considerata né buona e né malvagia, in quanto questo dipende dallo scopo per la quale si utilizza e dunque il tutto è nelle mani di chi conosce questo antico rituale e ne fa utilizzo. Il sensitivo Antonio Abramelin fa utilizzo anche di questo tipo di magia, oltre quella nera e quella bianca, e può impiegarla per far in modo da risanare un rapporto o far avvicinare una persona che invece non ricambia un sentimento.

    Si tratta di una magia che è neutra, dunque non malvagia, che fa utilizzo di energie positive al fine di modificare il corso degli eventi stando sempre attenti alle modalità con le quali si praticano tali rituali, e per questo è importante affidarsi ad un sensitivo che abbia grande esperienza nel settore. Visita il sito di Antonio Abramelin per scoprire in che modo egli può adoperare a tuo vantaggio questo antichissimo rituale, aiutandoti a riconquistare la persona che al momento sembra volersi allontanare da te o per riaccendere la fiamma che alimenta il tuo rapporto di coppia. Se desideri invece saperne di più sui talismani magici per l’amore, clicca qui per scoprire quali talismani sono più efficaci e richiedi il consulto di Antonio per individuare con esattezza quello maggiormente utile alla tua causa. Grazie alla magia rossa, e all’eventuale utilizzo di particolari talismani magici realizzati a mano e per questo molto più potenti, Antonio Abramelin potrà aiutarti a risolvere quei problemi inerenti la sfera sentimentale che al momento riguardano la tua vita.

  • 35 ANNI A LA PLAYA

    12 Maggio 2018 THE BIG – Torri di Quartesolo (VI) – “Vamos a la Playa” compie 35 anni, al THE BIG di Torri di Quartesolo la prima tappa del Tour Mondiale di Johnson Righeira

    Sono passati esattamente 35 anni da quando “VAMOS A LA PLAYA”, brano musicale della coppia torinese dei Righeira e prodotto dai La Bionda, invadeva le radio e le spiagge. La parola “tormentone” è nata proprio con questo brano diventato una Hit a livello mondiale e entrando per sempre nella storia della musica e del pop.
    Oggi Johnson Righeira autore e voce, tornato solista dopo la fine del sodalizio con Michael, riparte con il traguardo dei 35 anni con un tour mondiale intitolato “35 ANNI A LA PLAYA” che lo porterà a varcare i confini nazionali con spettacoli in Europa, Canada e altri paesi.
    Ma è propio dall’Italia che il prossimo 12 maggio Johnson inizierà la tappa zero del tour. Più precisamente al “THE BIG” di Torri di Quartesolo (Vicenza) http://www.thebigvicenza.it il locale diventato ormai il punto di riferimento della musica dal vivo del vicentino.
    Proprio come si faceva negli anni 80, Johnson ha scelto un posto caldo e accogliente per presentare il concerto e sarà accompagnato dagli EVOLUTION BAND, formata dal manager Michele Siviero di URANIA Corporation e composta da musicisti professionisti.
    Oltre a Johnson, la band accompagnerà in Italia e all’estero anche altri artisti della scuderia Urania.
    L’evento sarà completamente gratuito.
    E’ consigliata la prenotazione.

    Elisabetta Copetti
    Press Office
    [email protected]
    www.uraniacorporation.com

    INFO CONTACT
    Michele Siviero
    General Manager
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  • RICHARD LOSKOT, COSMOLOGY MODEL + CRISTIAN AVRAM, THE PLACE WE CALL HOME

    Boccanera Gallery, Trento, ha il piacere di presentare la seconda mostra personale di Richard Loskot (Most, CZ in 1984), Cosmology Model, in contemporanea con The Place we call Home, il progetto di Cristian Avram (Cluj-Napoca, RO in1994), nello spazio Boccanera Project Room.

    Recentemente Boccanera Gallery ha ampliato la sede di Trento e nei suoi 300 metri quadri ospiterà i progetti di due giovani artisti dell’Est Europa confluenti in un comune denominatore: lo spazio.

    Le opere dei due artisti indagano in maniera opposta sulle molteplici influenze nel rapporto tra uomo e spazio: Cristian Avram, nelle sue opere a olio su tela, esplora il microcosmo delle pareti domestiche della sua casa-studio nelle campagne nei dintorni della città rumena di Cluj-Napoca, e Richard Loskot, attraverso la creazione di apparati tecnologici rudimentali, macchinari assemblati con parti di oggetti di uso comune e pezzi di mobilio, guarda alla grandezza e ai misteri del Cosmo.

    Lo spazio non è solo la proiezione di un soggetto, un involucro, un disegno ma è anche il deposito di tutte le nevrosi e le fobie della società che lo circonda. In questo senso lo spazio non è vuoto ma pieno di oggetti disturbanti. L’arte ha la capacità di rappresentare lo spazio nella sua distorsione, modificando la maniera tradizionale in cui è stato storicamente concepito.

    Il progetto di Richard Loskot, Cosmology Model, verte sulla contraddizione tra l’avanzamento tecnologico e suoi stessi limiti.
    Partendo dal concetto di reprocità, Richard riflette sul rapporto tra Uomo e Universo e su come l’ignoto scateni nella mente umana una serie di quesiti esistenziali ai quali, nonostante l’apporto delle più avanzate intelligenze artificiali, non è possibile rispondere.
    Loskot s’interroga su concetti apparentemente semplici: cos’è un colore, cos’è il vuoto, come si comporta il caso.
    Cosmology Model è un viaggio che parte dallo scheletro scarno della macchina e si muove verso alla percezione enigmatica interiore del concetto d’infinito.
    I lavori di Loskot sono modelli che restituiscono immagini con l’ausilio di apparati posti strategicamente tra lo spettatore e l’oggetto, trasformando i luoghi riprodotti dalla macchina in spazi sensibili. L’opera quindi ha sempre due tempi di lettura, quella d’insieme e quella innescata dalla presenza del fruitore.
    Costruire questi oggetti tramite l’assemblaggio di meccanismi recuperati da oggetti comuni, ha come fine ultimo quello di riflettere sul microcosmo che circonda l’essere umano nella quotidianità.
    Il mondo è ricoperto di una costellazione di oggetti capaci di svelarci l’essenza della vita, se solo si cerca con attenzione.

    In The Place we call Home, attraverso le sue pitture a olio su tela, Cristian Avram esplora la collisione tra mondo interno e mondo esterno, e come quest’ossimoro può dare origine a stati di coscienza superiore.
    Cristian come Richard parte da concetti semplici: come la ricerca della bellezza della quotidianità permetta agli esseri umani di chiamare un luogo casa.
    Cristian Avram recentemente si è trasferito dalla città a un remoto complesso di casa-studio d’artista nelle campagne di Cluj Napoca.
    Nella solitudine di quel luogo, durante il suo primo inverno passato vivendo in isolamento, ha osservato come lo spazio da impervio stabile post-soviet si sia trasformato nella sua casa ed ha ritratto la trasformazione attraverso i residui della presenza umana nello spazio.
    Il lavoro di Avram, sempre concentrato sul suo vissuto personale, sviluppa il senso del tempo puro, non databile.
    Con un’analisi sull’estetica dello spazio, tenta di sondare le possibili alterazioni dell’ambiente, dal tangibile all’immateriale, alla dimensione privata a quella sociale.
    Il giovane pittore rumeno quindi cerca di ricomporre nella composizione delle sue opere una gerarchia estetica, ritraendo il disordine organizzato degli spazi usati dall’uomo in sua assenza.
    L’esistenza dell’essere umano è tangibile ma l’astrazione del mezzo della pittura restituisce la dimensione animifica propria degli ambienti ritratti, creando un luogo dell’ammina.
    Lo spazio espande nelle sue dimensioni fisiche verso l’infinito dello spirito.

    Entrambe le mostre convergono quindi sulla riflessione della reciprocità tra microcosmo e macrocosmo e come la dimensione sensibile della percezione dello spazio renda le sue coordinate illeggibili.

    Richard Loskot nasce a Most (CZ) nel 1984. Vive e lavora ad Usti nad Labem (CZ). Studia presso la facoltà di architettura dell’università di Liberec e all’Istituto di Belle Arti di Monaco. Ha esposto in Germania, UK, Romania, Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca. Nel 2012, nel 2014 e nel 2017 è stato tra i cinque finalisti del premio piu` prestigioso della Repubblica Ceca Jindřich Chalupecký con menzione speciale nel 2012. Nei mesi di gennaio e febbraio 2014 ha svolto la residenza all’International Studio & Curatorial Program di New York. Nel settembre 2014 ha partecipato alla mostra collettiva Europa, Europa curata da Hans Ulrich Obrist, Thomas Boutoux, Gunnar B. Kvaran presso l’Astrup Fearnley Museet di Oslo.

    Cristian Avram nasce ad Alba-Iulia, RO nel 1994. E’ studente al del primo anno del master in pittura all’Università di Arte e Design di Cluj-Napoca(RO).
    Ha esposto tra gli altri a Plan B Cluj-Napoca nella mostra collettiva Talking ‘to my generation,  Ponti, mostra collettiva, Galleria Boccanera, Milano (2018); Starpoint Prize 2017, mostra collettiva, Victoria Art Center, Bucarest (2017); Cutting Edge III, mostra collettiva, Museum of Art Cluj-Napoca, (2016).

    RICHARD LOSKOT, “COSMOLOGY MODEL”
    BOCCANERA GALLERY, VIA ALTO ADIGE 176, TRENTO
    Inaugurazione: venerdì 25 maggio dalle ore 18.00 alle ore 20.30
    Opening: Friday May 25, 6.00- 8.30pm
    25 maggio – 28 luglio 2018 | May 25 – July 28, 2018

    CRISTIAN AVRAM, “THE PLACE WE CALL HOME”
    BOCCANERA PROJECT ROOM, VIA ALTO ADIGE 176, TRENTO
    Inaugurazione: venerdì 25 maggio dalle ore 18.00 alle ore 20.30
    Opening: Friday May 25, 6.00- 8.30pm
    25 maggio – 28 luglio 2018 | May 25 – July 28, 2018

    [email protected]
    www.arteboccanera.com

  • Damast il 3 maggio sarà al Palazzo delle Stelline di Milano

    Giovedì 3 maggio dalle ore 8:30 alle 17:30, presso il Palazzo delle Stelline in Corso Magenta 61 a Milano, nuovo appuntamento per Damast con la formazione professionale rivolta agli architetti.

    Il workshop “Design del bagno. Progettazione, tecnologie, nuovi materiali” organizzato da Infoprogetto e con il rilascio di crediti formativi, vedrà la partecipazione dell’azienda, eccellenza del distretto della rubinetteria sanitaria piemontese, con un proprio spazio espositivo dove presentare al pubblico di professionisti le novità di prodotto ed il nuovo Catalogo Generale 2018-2019.

    Un’opportunità di confronto rivolta ad architetti, interior designer ed addetti al settore, durante la quale sarà possibile approfondire temi come la progettazione dell’ambiente bagno – sia con le soluzioni Damast per le nuove installazioni che quelle dedicate alle ristrutturazioni –, oltre alle tecnologie che sottendono i prodotti dell’azienda, una su tutte quella water saving.

    Damast promuove la cultura della doccia. Il suo approccio all’efficienza funzionale ed alla compatibilità ambientale è promossa anche grazie all’uso consapevole dei materiali e all’applicazione di sistemi volti al risparmio idrico, pur senza precludere il comfort ed il benessere che le docce desiderano garantire.

    Il workshop darà diritto a 6 crediti formativi professionali agli architetti, ai geometri ed ai periti industriali partecipanti; 3 crediti formativi saranno invece riconosciuti ai soci ADI che prenderanno parte all’incontro.

  • THEO TEARDO & BLIXA BARGELD Fall Tour 2018

    Parte da Bergamo il tour italiano del duo più oscuro della musica contemporanea che presenta l’ultimo EP “Fall” al Druso di Ranica.

    Venerdì 4 maggio 2018

    Druso – Ranica (BG)

     

    link all’evento con orari e dettaglio

    La cover di “Hey Hey My My” di Neil Young, in un’inedita versione firmata da Teho Teardo e Blixa Bargeld, apre il nuovo EP dei due artisti, disponibile dal 31 marzo scorso. In questa versione di “Hey Hey My My” emergono le distorsioni, Blixa si impadronisce del rullante, vestendo la canzone di un abito misterioso e, in un crescendo di archi, clarino basso e chitarra baritona, si celebra la scomposizione di uno dei brani più significativi del passato, per rinvenire quella scrittura nell’Europa dei giorni nostri. Perché “una cover si esegue per liberarsi di una canzone che ci perseguita da anni, lo si fa dopo aver trovato se stessi nelle profondità di qualcosa scritto da altri” spiega Teardo. Oltre al classico di Neil Young l’EP contiene altri tre brani inediti: “Ziegenfisch”, “Testosteron Sklaven” e “Bianchissimo”.

    Fall” è una vera wunderkammern sonora in cui (ri)scoprire l’attualità di quelle forme primarie, di quei tratti fondanti della cultura europea cari a Teho e Blixa, compresi gli accenni dada del testo di “Bianchissimo”, un brano ipnotico e teatrale il cui titolo è un evidente divertissement che richiama, per contrasto, “Nerissimo” il titolo dell’ultimo LP. “Bianchissimo” è una canzone creata impiegando tutte le tracce registrate per la canzone “Nerissimo” e che non sono state utilizzate nel mix finale.

    Oltre a Teardo e Bargeld, nel disco si affiancano David Coulter alla sega musicale, Gabriele Coen al clarino basso e tutta la sezione di archi con Vanessa Cremaschi ed Elena De Stabile al violino, Ambra Michelangeli e Stefano Azzolina alla viola, Laura Bisceglia e Giovanna Famulari al violoncello.

    Nella line up del tour ci saranno Laura Bisceglia al violoncello, Gabriele Coen al clarino basso ed un quartetto d’archi.

  • Commercialisti di Bergamo in Assemblea

    «A fronte degli sforzi condotti nel corso degli anni per superare una difficile situazione di crisi, l’Italia registra oggi un generale miglioramento dello stato di salute delle imprese, ma è imprescindibile l’impegno per il raggiungimento di un sistema fiscale e burocratico più snello, con la riduzione della pressione fiscale e la riforma del sistema previdenziale, in aggiunta al necessario decremento del debito pubblico».Simona Bonomelli, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha aperto così, oggi, venerdì 27 aprile 2018, l’Assemblea Generale della categoria convocata per l’approvazione del bilancio consuntivo 2017.

    Il quadro tracciato dalla dott.ssa Bonomelli è timidamente positivo:«Il 2017 è stato un buon anno per il PIL come certificato dall’Istat che stima per l’anno passato un aumento dell’1,5%. Il rapporto debito – Pil è sceso nel 2017 al 131,5%, tornando al livello del 2015, e anche il rapporto deficit/Pil è calato all’1,9% arrivando al livello più basso da 10 anni»– ha evidenziato Bonomelli precisando però che il risultato del 2017 non include la contabilizzazione degli effetti delle «Disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca».

    «Nel complesso– ha chiarito Bonomelli –i segnali di consolidamento dell’espansione dei livelli di attività economica ci sono e sono associati a un assorbimento di lavoro da parte del sistema produttivo che sembra espandersi. Le ore complessivamente lavorate sono in crescita dell’1,4% su base annua, confermando l’aumento dell’intensità occupazionale anche se va segnalato, purtroppo, il calo degli indipendenti. I segnali positivi di ripresa dal mercato interno, dunque, vi sono, anche se ancora non si può essere del tutto ottimisti».In tale contesto, resta infatti fondamentale l’attenzione delle Istituzioni per la realizzazione delle opportune riforme, in particolare, per lariduzione della pressione fiscale e della burocrazia.Secondo una recente ricerca realizzata dalla Fondazione nazionale di categoria risulta, infatti, che i titolari degli studi professionali di commercialisti dedichino in media 122 giorni all’anno ai soli adempimenti fiscali di base, a cui si deve aggiungere l’apporto del personale per il buon fine degli stessi.

    Commercialisti ed Esperti Contabili sono chiamati a una sempre maggiore attenzione rispetto alle nuove sfide del mercato, garantendosupporto per la crescita e impegno per la ricerca della migliore collaborazione tra privati e istituzioni. Vanno in tale direzione le numerose iniziative implementate dall’Ordine: continua il lavoro dell’Organismo di Composizione della Crisi da sovraindebitamento e di liquidazione del patrimonio del debitoree l’attività della Scuola di Alta Formazione della Lombardia presieduta dalla dott.ssa Bonomelli (tra i corsi già attivati: “Finanza di impresa”, “Diritto e fiscalità e rapporti internazionali”, “La crisi d’impresa: diagnosi, gestione e turnaround” e “Diritto del Lavoro e Amministrazione del personale”).

    È proseguita nel 2017 la collaborazione con numerosi enti e istituzioni del territorio ed è stato avviato un percorso disinergia con il Magnifico Rettore Prof. Remo Morzenti Pellegrini dell’Università degli Studi Bergamo al fine di avvicinare la professione al mondo universitario. Prosegue inoltre l’attività delle Commissioni e sono state istituite tre nuove Commissioni di studio dedicate Antiriciclaggio e D. Lgs. 231, Crisi da Sovraindebitamento e Controllo di gestione, in tal modo pensando di interpretare le mutate esigenze di mercato. 

    Il 2017 è stato il primo anno di attività del Consiglio che durerà in carica fino al 31 dicembre 2020. Gli iscritti all’Ordine alla data del 31 dicembre 2017, sono complessivamente 1706 di cui 1696 all’elenco ordinario e 10 all’elenco speciale, oltre a 19 STP (società tra professionisti). Il saldo rispetto al 31 dicembre 2016 vede un incremento di n. 17 iscritti. Quanto al bilancio consuntivo, per il 2017 l’Ordine ha mantenuto la riduzione della quota per i giovani neo iscritti per i primi 5 anni e comunque non oltre il compimento del 39° anno di età pari a 80 euro.

  • Filippo Ferrante “A testa in giù” il nuovo singolo

    in radio e sui digital store il nuovo brano del cantautore pugliese

    “A testa in giù” tratta il tema del distacco doloroso che affrontano coloro che lasciano il proprio Paese ed i propri affetti nell’Odisseico viaggio tra le acque della speranza per approdare su rive fertili su cui costruire un futuro più sereno.

    Ispirata al vero viaggio di un immigrato arrivato in Italia nel non troppo lontano 1990 che, integratosi nel nostro Paese con l’umiltà e determinazione, ha dato vita ad un’impresa con la quale oggi da speranza e lavoro a tanti altri “viaggiatori” che si rimboccano le maniche, italiani e stranieri. Il testo vuole dare la voce al tema dell’immigrazione, molto twittato ma poco realmente conosciuto.
    E’ un mondo con pochi riflettori quello sui migranti, nella nostra Italia tra cui ci sono anche le assistenti familiari più comunemente chiamate badanti, che si occupano di accudire con dedizione e devozione i nostri anziani formando un esercito di eroi invisibili che migliorano le vite di tante famiglie. Dentro i loro occhi brilla l’arcobaleno delle loro esperienze: il dolore del distacco, la speranza di avere un’opportunità, la perseveranza e la determinazione con cui non mollano, la vittoria di avercela fatta.

    Filippo Ferrante è un cantautore pugliese, ex frontman della band 61 Cygni, attivo già da diversi anni nel panorama musicale italiano. Proviene da differenti esperienze artistiche legate tutte da una grande passione per la musica e dalla voglia di mettere il proprio talento al servizio degli altri, affinchè anche una canzone, un suono o un timbro di voce, possa migliorare la vita delle persone.
    Filippo si concentra da sempre fortemente sul live, puntando su un proprio spettacolo dal vivo dichiaratamente emozionante. Vanta una collaborazione importante con “Radionorba“, che lo ha portato in giro, attraverso il tour “Battiti Live”, per le piazze più importanti del Sud Italia assieme alla sua band. I ragazzi vincono l’MLK Project ed ottengono la programmazione radiofonica e televisiva del singolo “DENTRO TE“, reispettivamente su Radionorba e Telenorba, e la partecipazione a tutte le tappe del Radionorba Battiti Live, avendo, così, l’opportunità di aprire concerti ad artisti come Tiromancino, Alex Britti, Sonhora, Gianluca Grignani, Ron, Neffa, Fabri Fibra e molti altri.
    Dopo il successo del singolo “DENTRO TE” seguono una lunga serie di concerti per tuttal a Puglia, dove realizzano una serie di eventi in stretta collaborazione con Radionorba. Il singolo “DENTRO TE” nel frattempo verrà trasmesso per diversi mesi da diverse emittenti videomusicali nazionali.

    Nel 2013 Filippo realizza il primo album con produzione artistica di Diego Calvetti, dal quale viene estratto il singolo di “eco” nazionale “VOLERÒ“.
    Nel 2015 ha lanciato due nuovi singoli: “TUTTO L’AMORE CHE HO DENTRO” e “NUOVI GIOCHI“. Quest’ultimo in poco tempo ha raggiunto migliaia di visualizzazioni su Youtube e altrettante condivisioni in rete. Il singolo, tramsesso da più di 150 emittenti italiane ed anche estere (Belgio, Svizzera, Australia), raggiunge un ottimo piazzamento nella cliassifica italiana dei singoli indipendenti più trasmessi e graditi alle radio.

    A Gennaio 2016 è uscito il nuovo singolo “UN’ALTRA CORSA” ispirato alla vera storia di un tassista, con produzione artistica Rusty Records. Il singolo è stato subito apprezzato dalla stampa e dagli addetti ai lavori; ha ottenuto un buon riscontro radiofonico nel circuito emergente italiano entrando anche in alta rotazione in diverse radio e nelle classifiche indie.
    A Maggio 2016 è uscito un nuovo lavoro discografico: “COSA RESTERÀ“. Il brano è stato registrato tra Italia e Germania e finalizzato al Massive Art Studios di Milano, inserendosi nella top 100 dei singoli più ascoltati dell’estate 2016.
    A Marzo 2017 ha pubblicato un nuovo lavoro discografico: “NELLO SPECCHIO”, un nuovo inedito. Il brano è stato registrato in Germania, presso Inscription Studio, e finalizzato allo Sterling Sound di New York con produzione artistica e mix di Vito Angiuli. “Nello Specchio” ha raggiunto, in breve tempo, un ottimo posizionamento sul web entrando anche in rotazione nelle radio italiane.

    Etichetta: Crystal Records
    Autori: Filippo Ferrante e Paolo Bozzi.
    https://www.facebook.com/filiferrante
    www.filippoferrante.com

    Press, radio, Tv Agency
    DCOD Communication By GB Play
    [email protected]
    [email protected]

  • Cert-Eu, il comitato interistituzionale di risposta rapida alle minacce informatiche

    Cert-Eu, il comitato interistituzionale di risposta rapida alle minacce informatiche

    L’emergenza causata dai continui attacchi informatici che negli ultimi anni hanno creato non poche difficoltà nella Comunità europea, hanno reso necessario un deciso intervento da parte delle istituzioni che hanno stabilito alcuni interventi determinanti per “rafforzare le proprie capacità di difesa”. Proprio per spiegare l’introduzione di queste nuove misure di controllo riportiamo alcuni passaggi dell’intervista rilasciata all’ANSA da Giancarlo Vilella, il direttore generale della DG Innovazione e supporto tecnologico dell’Eurocamera, soffermandoci in particolare sulle attività di monitoraggio costante sulle minacce emergenti.

    “Il Parlamento europeo ha creato la figura del Cybersecurity Officer e recentemente è stata ufficializzata la nascita del Cert-Eu, il comitato interistituzionale di risposta rapida alle minacce informatiche”, spiega Vilella evidenziando come il nuovo organismo sia già operativo non in forma ufficiale già da alcuni mesi. “Collaboriamo per verificare quali sono i pericoli esistenti ed effettuare un monitoraggio permanente di ciò che accade nel resto del mondo per anticipare quello che potrebbe succedere in Europa” sottolinea il direttore generale, che è membro del comitato di direzione del Cert-Eu.

    Come conclude lo stesso Vilella al termine del suo intervento, la creazione di questa struttura rappresenta “un cambio di passo importante” per la sicurezza informatica della Comunità europea perché “ci rafforza molto nella lotta contro il cybercrimine e la criminalità politica nel settore delle tecnologie informatiche”.

    Sicuramente eventi come l’attacco del ransomware WannaCryptor hanno dimostrato l’importanza di un’attenta analisi preventiva delle minacce informatiche, innescando la reazione decisa delle istituzioni comunitarie che finalmente iniziano a considerare la sicurezza informatica come un asset critico per tutto il panorama europeo.

    Apprezzando da un lato un intervento su scala continentale, ESET dall’altro ricorda quanto rimanga determinante l’attenzione del singolo individuo sia in ambito privato che aziendale, considerando sempre quanto il fattore umano rappresenti tutt’oggi l’anello debole di qualsiasi sistema di protezione informatica.

    Per ulteriori informazioni su ESET visitare il sito www.eset.it

  • La soluzione di Edicola Digitale VoloEasyReader di Volocom premiata da Assintel

    didascalicaCon il progetto VoloEasyReader, Volocom vince il titolo di “Socio del mese ”, un contest indetto da Assintel che premia le aziende socie che si sono distinte nello sviluppo di idee e progetti originali e innovativi.

    Assintel è l’associazione nazionale di riferimento delle imprese ICT e Digitali di Confcommercio. Essa rappresenta le aziende associate sull’intero territorio nazionale e presso enti e istituzioni, ne tutela gli interessi e si pone in prima linea per lo sviluppo della cultura digitale in Italia.

    Volocom ha partecipato al contest con il progetto di Edicola Digitale VoloEasyReader, uno strumento sviluppato nel 2012 e che ha da subito riscosso un enorme successo raggiungendo una posizione di leadership  nel mercato. Intuendo con largo anticipo la trasformazione dell’informazione giornalistica verso il digitale, Volocom ha creato un’Edicola online che permette di leggere qualsiasi giornale o rivista di interesse da un unico punto di accesso e da qualsiasi device. Il sistema è dotato di un motore di ricerca che consente di trovare le news di interesse trasversalmente su tutte le riviste e i quotidiani digitali dei quali siano stati sottoscritti gli abbonamenti e dispone di un sistema di gestione degli abbonamenti e delle utenze.

    VoloEasyReader è oggi AlwaysOn, consentendo agli utenti di essere informati in tempo reale grazie al monitoraggio di fonti web e social.

    Il progetto VoloEasyReader si è distinto agli occhi della Commissione Assintel per:

    • Chiarezza delle linee guida del progetto e dei suoi obiettivi;
    • Strutturazione del progetto, forte grado di innovazione delle nuove tecnologie impiegate;
    • Ottimi risultati ottenuti e forte impatto innovativo nell’uso delle tecnologie.

     

    Siamo onorati del riconoscimento  che premia ancora una volta l’innovazione Volocom.

  • Nuovo Casino Online LeoVegas.it 10FreeSpins

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  • Evviva il 1° Maggio, giornata internazionale di solidarietà e di lotta del proletariato contro il capitalismo!

    Evviva il 1° Maggio, giornata internazionale di solidarietà e di lotta del proletariato contro il capitalismo!

     

    Operai, lavoratori, giovani disoccupati,

    A duecento anni dalla nascita di Karl Marx, celebriamo il 1° Maggio mentre le contraddizioni del barbaro sistema capitalista si acutizzano, preparando il terreno a conflitti di maggiore intensità e dimensione.

    L’ineluttabilità delle guerre fra paesi imperialisti e capitalisti continua a sussistere come prodotto dello sviluppo ineguale e dei cambiamenti nei loro reciproci rapporti di forza.

    Gli Stati Uniti, una potenza imperialista declinante, non vogliono rinunciare al dominio mondiale, mentre altre potenze imperialiste e capitaliste (Cina, Germania, Russia, India, etc.) vogliono infrangere lo status quo imposto dagli USA per porsi sulla strada di uno sviluppo autonomo e realizzare maggiori profitti.

    La situazione mostra un aumento della tensione internazionale che in Siria, nel Mar del Sud della Cina, nella penisola coreana raggiunge già livelli allarmanti. C’è il rischio crescente che guerre regionali istigate dalle potenze imperialiste possano trascendere in una guerra generale per una nuova spartizione del mondo.

    I paesi imperialisti si preparano alla guerra con diversi mezzi. Trasformano in senso reazionario gli Stati per rafforzare l’oppressione di classe, tagliare le spese sociali e incrementare quelle militari; applicano metodi autoritari e prepotenti di governo, liquidano i diritti e le libertà democratiche dei lavoratori, reprimono duramente le proteste operaie e popolari.

    Allo stesso tempo soggiogano sempre più i paesi dipendenti, li subordinano alla loro politica di guerra, occupano territori per basi e azioni militari, rapinano le loro materie prime, reclutano forza di lavoro a prezzi stracciati da sfruttare al massimo.

    L’imperialismo è la fonte del nazionalismo, dello sciovinismo, della xenofobia e del fascismo, così come del terrore reazionario, utilizzato per ridisegnare le mappe di intere regioni e mantenere le masse nell’oscurantismo.

    La situazione già critica delle relazioni inter-imperialiste si aggraverà ulteriormente con la prossima crisi economica, di cui già si vedono alcuni sintomi (come il rigonfiamento di nuove bolle di capitale fittizio). Le misure protezionistiche, l’aumento stratosferico dei debiti statali, il ritorno alla “guerra fredda”, accelerano questa tendenza, favorendo le condizioni per un nuovo sconquasso finanziario e industriale.

    In Italia, il governo parla di “ripresa economica”, ma la nostra classe ha visto solo peggioramenti nelle condizioni di lavoro e di vita: i licenziamenti di massa proseguono in numerose aziende e se ne preparano altri; i ritmi e i carichi di lavoro si intensificano; la disoccupazione giovanile è in crescita e il lavoro è sempre di più precario; la crisi e le politiche di austerità hanno approfondito il fossato sociale e alimentato il fenomeno dei lavoratori poveri (un operaio su 8 è a rischio miseria); gli assassinii per il profitto si succedono ogni giorno nei luoghi di lavoro; le pensioni sono di nuovo minacciate come i servizi pubblici; le tasse antipopolari aumentano e la spesa statale viene destinata sempre più a rafforzare il militarismo; si accentua la repressione contro i lavoratori e i disoccupati.

    Dopo cinque anni di governo antioperaio a guida PD, le elezioni del 4 marzo hanno mostrato la crescita del non voto e del voto di protesta, intercettato da partiti populisti e xenofobi. Ciò ha modificato profondamente il quadro politico e approfondito la crisi politica della classe dominante.

    A distanza di due mesi dal voto, la piccola borghesia rappresentata da M5S e Lega dimostra tutta la sua impotenza e il suo conservatorismo. Altro che forze “antisistema”, sono i nuovi puntelli del sistema di sfruttamento! Da parte loro i liberal-riformisti, i socialdemocratici e i capi sindacali collaborazionisti, tutti responsabili delle sconfitte dei lavoratori e dell’avanzata delle destre, dopo la batosta elettorale balbettano ipocrite parole di “opposizione” mentre continuano a frenare i lavoratori e a collaborare con i padroni.

    In questo quadro proseguono senza freni le ingerenze dell’oligarchia finanziaria che attraverso i suoi media, i suoi organismi (FMI, BCE, UE, etc.) e le sue istituzioni, punta a costituire un governo antioperaio e antipopolare che prosegua la liquidazione delle conquiste e dei diritti dei lavoratori, le controriforme istituzionali, la politica di guerra.

    Operai, lavoratori sfruttati, giovani disoccupati!

    Il mondo capitalista–imperialista si incammina verso un periodo in cui lo sfruttamento sarà più intenso, avanzeranno le guerre di rapina e la reazione politica. Si profilano tempi duri, per i quali è necessario rafforzare le nostre organizzazioni di classe e sviluppare le lotte nei diversi settori, avanzando verso una mobilitazione generale e sostenuta, in cui si porrà di nuovo la questione dell’alternativa rivoluzionaria per farla finita con la barbarie imperialista ed edificare un modo di produzione fondato sulla proprietà comune dei mezzi di produzione e di scambio.

    Facciamo convergere tutte le mobilitazioni, gli scioperi dei lavoratori in un unico fronte  di lotta della classe operaia, costruiamo i suoi organismi (consigli e comitati di fabbrica, comitati e coordinamenti di lotta, sindacati classisti, etc.) per difendere in modo intransigente i nostri interessi economici e politici, per estendere e intensificare la lotta contro gli attacchi dei padroni e il servilismo dei loro complici opportunisti, per rafforzare la solidarietà e  la cooperazione fra i proletari di tutti i paesi.

    Diamo vita ad un’ampia coalizione popolare di opposizione alle guerre di rapina e alla corsa agli armamenti, per il ritiro delle truppe inviate all’estero, per l’uscita dalla NATO e dalla UE, contro la reazione politica e la militarizzazione della società, per difendere le libertà e i diritti della classe operaia e delle masse popolari minacciati dalle forze reazionarie e fasciste, schierandoci a fianco dei popoli e dei paesi aggrediti dall’imperialismo.

    Condizione fondamentale per avanzare in questi compiti è l’organizzazione di un autentico partito comunista che assuma il ruolo di guida nella lotta di classe, partecipando attivamente ad essa. I comunisti e i proletari più coscienti e combattivi hanno il dovere di unirsi in una sola organizzazione indipendente, per condurre una permanente propaganda e agitazione per sviluppare la coscienza della classe, fondere il socialismo scientifico col movimento operaio e formare il Partito della rivoluzione proletaria.

    A duecento anni dalla nascita di Karl Marx gridiamo:

    Evviva il 1°Maggio!

    Lotta di classe contro lo sfruttamento capitalistico, i guerrafondai e la reazione politica!

    Avanti per la rivoluzione e il socialismo!

    Proletari di tutti i paesi, uniamoci!

    Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia

     

    www.piattaformacomunista.com 

    [email protected]

  • Come curare la malattia di Peyronie

    La malattia di Peyronie interessa il 5% degli uomini circa, e si tratta di una fibrosi della guaina che riveste i corpi cavernosi del pene. Questa condizione provoca una curvatura anomala del pene, dolore durante l’erezione, disfunzione erettile e accorciamento del pene a seguito della sua perdita di elasticità.  Per coloro che si chiedono come curare la malattia di Peyronie, le notizie possono essere sia buone che non altrettanto buone. La notizia buona è che la malattia di Peyronie, nota anche come malattia del pene curvo, può essere curata. La notizia meno buona è che per un numero significativo di uomini interessati da questa patologia, non esiste una cura che possa porre definitivamente rimedio.

    Durante i primi sei mesi dalla comparsa dei sintomi della malattia di Peyronie, le erezioni sono in genere dolorose e la curvatura del pene può rimanere invariata o ridursi di caso in caso, anche se il pene potrebbe non ritornare più come in origine. Ad ogni modo, ci sono trattamenti che possono ridurre il dolore, il disagio e la curvatura del pene, migliorando la qualità della vita compresa la capacità di raggiungere prestazioni sessuali più soddisfacenti e una migliore autostima.

    Per curare la malattia di Peyronie è dunque molto importante rivolgersi ad un medico, il quale potrà valutare la situazione specifica e decidere quale tipo di trattamento adottare per bloccare innanzitutto lo sviluppo della patologia, ed ottenere i risultati sperati. Mediante una apposita serie di esami specifici sarà possibile andare ad individuare con esattezza la zona interessata per procedere successivamente con le cure, che possono riguardare particolari iniezioni e terapie con onde d’urto. In alcuni pazienti, nel caso in cui lo specialista lo ritenga necessario, sarà possibile procedere con un intervento chirurgico che viene eseguito in anestesia locale, volto alla correzione della curvatura del pene.

  • Il Festival e la sua Filarmonica per l’Università di Bergamo

    In occasione delle celebrazioni per il 50° anniversario dell’istituzione accademica, la Filarmonica del Festival si esibirà la sera del 10 maggio alle ore 21.00, in un concerto fuori abbonamento nell’Aula Magna di Sant’Agostino, a Bergamo Alta, che straordinariamente si apre alla musica dal vivo per una serata a partecipazione libera e gratuita.

    «Questo concerto, all’interno del Festival Pianistico Internazionale di Bergamo e Brescia, è uno degli appuntamenti voluti dall’Università di Bergamo per festeggiare i suoi 50 anni dalla fondazione. Invito studenti e cittadini a partecipare al ricco programma di  eventi che stiamo promuovendo sul territorio – spiega il professor Remo Morzenti Pellegrini, Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo  – e la scelta di abbracciare il festival internazionale vuole testimoniare che l’Università è una realtà viva che collabora con le altre realtà presenti a Bergamo, con uno sguardo rivolto sempre verso il futuro».

    Una sinergia culturale che ha permesso di coinvolgere anche un’altra realtà musicale orobica di prestigio, quella del coro “I Piccoli Musici”, diventata uno dei riferimenti corali giovanili a livello nazionale. Il coro diretto da Mario Mora torna così a collaborare con la Filarmonica del Festival, orchestra prevalentemente composta da under 30, nata proprio per incentivare e coltivare i giovani musicisti appena usciti dai Conservatori.

    A dirigere la Filarmonica sarà Alessandro Bonato, direttore veronese di talento, che ha esordito sul podio della Filarmonica lo scorso anno in occasione del concerto in omaggio a Gianandrea Gavazzeni nella basilica di Santa Maria Maggiore. Violinista e violista, oltre che direttore, Bonato ha da poco partecipato al concorso internazionale danese “The Nicolai Malko Competition for young conductors”. Selezionato tra 566 direttori d’orchestra da tutto il mondo, Bonato è stato l’unico italiano scelto, risultando il più giovane della competizione.

    Il concerto si articola in due parti, la prima orchestrale con brani di Holst, Barber e Mozart. La Filarmonica si esibirà nell’Adagio per archi di Samuel Barber, noto per essere la colonna sonora di “Platoon” di Oliver Stone e di “The Elephant Man” di David Lynch. La seconda parte con il coro “I Piccoli Musici”, oltre a brani del repertorio classico e romantico, vede l’esecuzione di alcune pagine del compositore vivente Mauro Zuccante. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

  • Padova, Palazzo della Ragione si tinge di blu: sabato 5 maggio la Proclamazione Plenaria dei Diplomati DIEFFE

    Gli studenti adulti dell’Accademia delle Professioni saranno celebrati alla presenza delle Istituzioni e dell’Università di Padova. Con l’occasione, sarà sancito l’Albo Alumni contenente i nomi di tutti gli allievi dall’a.a. 2008/2009 a oggi. Attese oltre 600 persone.

    Sabato 5 maggio il Salone del Palazzo della Ragione di Padova farà da magnifico sfondo alla cerimonia di Proclamazione Plenaria organizzata dall’Accademia delle Professioni DIEFFE per celebrare il traguardo raggiunto dai suoi diplomati degli ultimi 10 anni.

    A partire dalle ore 14.30, i riflettori saranno puntati sulle centinaia di ex allievi provenienti da tutte le regioni d’Italia e dall’estero, divenuti professionisti dei settori Food&Beverage e Tech&Digital dopo aver concluso con successo i loro percorsi di formazione presso le 7 sedi DIEFFE di Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia.

    Gli ex studenti DIEFFE riceveranno lo speciale diploma stampato per l’occasione alla presenza di illustri rappresentanti delle Istituzioni e del mondo scientifico e culturale, tra i quali:

    • Elena Donazzan (Regione Veneto – Assessore all’istruzione, alla formazione, al lavoro e pari opportunità)
    • Giuseppe Pan (Regione Veneto – Assessore all’agricoltura, caccia e pesca)
    • Santo Romano (Regione Veneto – Direttore dell’Area Capitale Umano, Cultura e Programmazione Comunitaria )
    • Arturo Lorenzoni (Comune di Padova – Vicesindaco)
    • Andrea Colasio (Comune di Padova – Assessore)
    • Andrea Micalizzi (Comune di Padova – Assessore)
    • Antonio Bressa (Comune di Padova – Assessore)
    • Tiziano Barone (Direttore di Veneto Lavoro)
    • Giovanni Taliana (Presidente di Confindustria Padova)
    • Patrizio Bertin (Presidente di Ascom Confcommercio Padova)
    • Marco Morganti (Amministratore Delegato di Banca Prossima)
    • Rocco Pozzulo (Presidente della Federazione Italiana Cuochi)
    • Paolo Massobrio (Giornalista e critico enogastronomico)
    • Giancarlo Moretti Polegato (Presidente di Villa Sandi)
    • Prof.ssa Lucia Bailoni (Università degli Studi di Padova – Direttore del dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione)
    • Prof.ssa Chiara Biasin (Università degli Studi di Padova – Presidente del corso di Laurea in Scienze dell’educazione e della formazione)
    • Prof. Enrico Novelli (Università degli Studi di Padova – Presidente del corso di studi di Sicurezza Igienico-sanitaria degli Alimenti)

    In tale occasione verrà inoltre sancito pubblicamente l’Albo “Alumni” DIEFFE, che elencherà tutti i nomi degli allievi che sin dall’a.a. 2008/2009 hanno scelto di formarsi in età adulta (il più giovane ha 18 anni e il più grande 65) diventando affermati cuochi, pasticceri, sommelier del vino e beer sommelier, e ancora bar manager, pizzaioli, pastai, gelatieri, maître, F&B manager, birrai artigiani, ma anche web graphic designer, esperti del marketing digitale, addetti alla contabilità aziendale, programmatori PHP.

    Oltre 600 i partecipanti attesi, che assisteranno a una cerimonia in cui il colpo d’occhio sarà senza dubbio emozionante. Una “marea blu”, costituita dai diplomati DIEFFE vestiti con toghe che richiamano il colore ufficiale dell’Accademia, farà il suo ingresso nel Salone di Palazzo della Ragione partendo dalla corte del Comune di Padova.

  • Come scegliere l’abito da sposta perfetto

    Quando vai alla ricerca dell’abito da sposa perfetto, anche se non sei sicura di come sarà, c’è qualcosa di cui sei sicura: vuoi un abito dal design spettacolare e unico con il quale valorizzare il tuo aspetto fisico e la tua bellezza.

    Da Silvia Mode puoi trovare l’abito da sposa che ti farà sognare semplicemente guardandolo, grazie all’ampia varietà di opzioni a tua disposizione. Ma come effettuare la scelta in maniera infallibile? Non preoccuparti per questo! Di seguito trovi infatti i consigli più efficaci grazie a quali poter individuare l’abito da sposa perfetto per te.

    1. Scegli comfort e qualità.

    La cosa più importante da tenere in considerazione quando scegli il tuo abito da sposa, è che questo ti faccia sentire comoda al 100%. Ricorda infattiche ti attende una giornata lunga e piena di impegni, da qui l’importanza di scegliere un design che ti faccia sentire a tuo agio e che ti conferisca al tempo stesso un aspetto incantevole.

    1. Non portare troppe persone con te alle prove.

    È normale invitare tua madre, l’amica del cuore o un membro della famiglia ad accompagnarti quando dovrai scegliere l’abito, ma ricorda che se porti con te troppe persone rischi di far confusione e confonderti con i pareri che ciascuno vorrà darti. Richiedi dunque soltanto ad una ristretta cerchia di persone di accompagnarti durante le prove.

    1. Sii te stessa.

    Ricorda sempre che le persone che ti accompagnano durante la scelta del tuo abito da sposa, possono solo darti la loro opinione, che ovviamente riguarderà i loro gusti e non i tuoi. Per questo, la decisione finale dovrebbe essere esclusivamente tua: essere te stessa ti aiuterà a scegliere un vestito che ti rappresenta veramente, con i tuoi gusti, stile e modo di essere.

    1. Provalo, cammina e muoviti.

    Quando provi l’abito è importante che tu provi a camminarci mentre lo hai addosso, che provi a muoverti così da poterti rendere conto di quanta libertà di movimento ti conceda. In questo modo sarai in grado di scoprire quanto sia realmente comodo l’abito che hai adocchiato, in relazione al fatto che nell’arco del grande giorno dovrai poter camminare, ballare e muoverti agevolmente tra gli invitati.

    1. Porta le scarpe che hai scelto.

    Una volta individuato l’abito che ritieni perfetto, il team di Silvia Mode apporterà delle piccole modifiche per adattarlo perfettamente alle forme del tuo corpo. Ricorda di portare alle prove le scarpe che hai scelto, così che il personale possa regolarsi anche in base all’altezza.

    1. Goditi questo momento.

    La cosa più importante durante la fase di scelta de tuo abito, è che tu riesca a divertirti. Questo momento è infatti come una pioggia di sensazioni ed emozioni positive che ricorderai per sempre, quindi divertiti e vivi a pieno questa esperienza!

  • Dottori Commercialisti e Esperti Contabili in assemblea generale a Bergamo

    «A fronte degli sforzi condotti nel corso degli anni per superare una difficile situazione di crisi, l’Italia registra oggi un generale miglioramento dello stato di salute delle imprese, ma è imprescindibile l’impegno per il raggiungimento di un sistema fiscale e burocratico più snello, con la riduzione della pressione fiscale e la riforma del sistema previdenziale, in aggiunta al necessario decremento del debito pubblico». Simona Bonomelli, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha aperto così, oggi, venerdì 27 aprile 2018, l’Assemblea Generale della categoria convocata per l’approvazione del bilancio consuntivo 2017.

    Il quadro tracciato dalla dott.ssa Bonomelli è timidamente positivo: «Il 2017 è stato un buon anno per il PIL come certificato dall’Istat che stima per l’anno passato un aumento dell’1,5%. Il rapporto debito – Pil è sceso nel 2017 al 131,5%, tornando al livello del 2015, e anche il rapporto deficit/Pil è calato all’1,9% arrivando al livello più basso da 10 anni» – ha evidenziato Bonomelli precisando però che il risultato del 2017 non include la contabilizzazione degli effetti delle «Disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca».

    «Nel complesso – ha chiarito Bonomelli – i segnali di consolidamento dell’espansione dei livelli di attività economica ci sono e sono associati a un assorbimento di lavoro da parte del sistema produttivo che sembra espandersi. Le ore complessivamente lavorate sono in crescita dell’1,4% su base annua, confermando l’aumento dell’intensità occupazionale anche se va segnalato, purtroppo, il calo degli indipendenti. I segnali positivi di ripresa dal mercato interno, dunque, vi sono, anche se ancora non si può essere del tutto ottimisti». In tale contesto, resta infatti fondamentale l’attenzione delle Istituzioni per la realizzazione delle opportune riforme, in particolare, per la riduzione della pressione fiscale e della burocrazia. Secondo una recente ricerca realizzata dalla Fondazione nazionale di categoria risulta, infatti, che i titolari degli studi professionali di commercialisti dedichino in media 122 giorni all’anno ai soli adempimenti fiscali di base, a cui si deve aggiungere l’apporto del personale per il buon fine degli stessi.

    Commercialisti ed Esperti Contabili sono chiamati a una sempre maggiore attenzione rispetto alle nuove sfide del mercato, garantendo supporto per la crescita e impegno per la ricerca della migliore collaborazione tra privati e istituzioni. Vanno in tale direzione le numerose iniziative implementate dall’Ordine: continua il lavoro dell’Organismo di Composizione della Crisi da sovraindebitamento e di liquidazione del patrimonio del debitore e l’attività della Scuola di Alta Formazione della Lombardia presieduta dalla dott.ssa Bonomelli (tra i corsi già attivati: “Finanza di impresa”, “Diritto e fiscalità e rapporti internazionali”, “La crisi d’impresa: diagnosi, gestione e turnaround” e “Diritto del Lavoro e Amministrazione del personale”).

    È proseguita nel 2017 la collaborazione con numerosi enti e istituzioni del territorio ed è stato avviato un percorso di sinergia con il Magnifico Rettore Prof. Remo Morzenti Pellegrini dell’Università degli Studi Bergamo al fine di avvicinare la professione al mondo universitario. Prosegue inoltre l’attività delle Commissioni e sono state istituite tre nuove Commissioni di studio dedicate Antiriciclaggio e D. Lgs. 231, Crisi da Sovraindebitamento e Controllo di gestione, in tal modo pensando di interpretare le mutate esigenze di mercato. Infine, è stato introdotto un nuovo “Regolamento per la formazione professionale continua degli Iscritti negli Albi tenuti dagli Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili”.

    Il 2017 è stato il primo anno di attività del Consiglio che durerà in carica fino al 31 dicembre 2020. Gli iscritti all’Ordine alla data del 31 dicembre 2017, sono complessivamente 1706 di cui 1696 all’elenco ordinario e 10 all’elenco speciale, oltre a 19 STP (società tra professionisti). Il saldo rispetto al 31 dicembre 2016 vede un incremento di n. 17 iscritti. Quanto al bilancio consuntivo, per il 2017 l’Ordine ha mantenuto la riduzione della quota per i giovani neo iscritti per i primi 5 anni e comunque non oltre il compimento del 39° anno di età pari a 80 euro.

  • Al via oggi il 13° Festival delle Rose di Nova Gorica

    Nova Gorica, 27 aprile 2018 – Hanno compiuto 15 anni, sono belle, profumate e meravigliosamente colorate: sono le rose Bourbon di Nova Gorica, protagoniste per tutto il mese di maggio del Festival delle Rose, uno degli appuntamenti più attesi della regione Goriška, che richiama ogni anno un numero crescente di appassionati e turisti.

    Organizzata dall’Associazione Amanti delle Rose della Regione Goriška in collaborazione con il Gruppo Hit, la kermesse durerà fino al 29 maggio e sarà dedicata al centenario della scomparsa di Stanislav Škrabec, celebre linguista sloveno, grande amante dei fiori.

    Tra gli appuntamenti più attesi, le visite guidate al prezioso roseto Bourbon, custodito nell’orto botanico del Monastero di Kostanjevica, che aprirà le sue porte per condividere con il pubblico la straordinaria fioritura: uno spettacolo decisamente coreografico e suggestivo, grazie alla particolare forma di questa rarissima varietà di rose, caratterizzate dalla ricchezza di petali e dalle sfumature sgargianti. Le visite si svolgeranno tutti i giorni alle 11:00, quando il profumo è più intenso.

    In programma anche tanti momenti dedicati alla scoperta degli altri roseti di Nova Gorica e delle più vicine collezioni italianeNel weekend del 12 e 13 maggio si potrà visitare l’Abbazia di Rosazzo a Manzano, in provincia di Udine, che ospita uno dei roseti più significativi della regione, mentre fino al 3 giugno, nei weekend e nei festivi sarà eccezionalmente aperto al pubblico il Parco Viatori di Gorizia: uno straordinario giardino all’inglese con un roseto, azalee, ninfee e altre importanti collezioni.

    Le rose, in tutte le loro innumerevoli versioni e rappresentazioni, saranno anche protagoniste di un ricco calendario di eventi collaterali, tra cui si annoverano incontri a tema, letture, concerti, workshop e mostre fotografiche; da segnalare, ad esempio, la presentazione dell’ultimo libro di Katja Kogej, presidente dell’Associazione Amanti delle Rose della Regione Goriška, dedicato alle ricette dolci a base di rose, e la mostra di composizioni floreali “valzer delle rose” curata da Sabina Šegula.

    Il Gruppo Hit, direttamente coinvolto nell’organizzazione, si occuperà come sempre dell’offerta di divertimento, relax ed eventi speciali: da non perdere gli show di Christian De Sica ed Edoardo Bennato, attesissimi ospiti di questa edizione del Festival. De Sica sarà al Perla Casinò & Hotel venerdì 11/5 per una tappa del suo tour “Christian presenta Christian De Sica”, mentre Edoardo Bennato suonerà in concerto al Park Casinò & Hotel il 25/5.

    Per rendere ancora più completa e coinvolgente l’esperienza del Festival, nei ristoranti dei centri Hit Casinos Perla e Park e negli Hotel Lipa e Sabotin si potranno assaggiare squisite elaborazioni gastronomiche per scoprire, oltre al profumo, anche il gusto delle rose. Tra le proposte elaborate quest’anno dagli Chef Hit: gnocchi alle rose con asparagi e salmone, filetto di sogliola su concassè di pomodori e asparagi con copertura alle rose e, per terminare in dolcezza, strudel di amarene con gelato alle rose.

    Nella SPA Perla, infine, per tutto il mese di maggio si potrà approfittare di un impacco corpo alle rose di 45’ eseguito su letto ad acqua per garantire il massimo del relax. Utilizzato da secoli a fini cosmetici, l’olio essenziale di rosa ha un benefico effetto ringiovanente e idratante sulla pelle, lenisce le irritazioni, tonifica i capillari e stimola anche il buon umore!

    Informazioni e prenotazioni: www.hit.si

  • Con Monari Federzoni tanti prodotti omaggio giocando su Facebook

    MPlay Monari Federzoni
    Stanno per iniziare gli “#Mplay“, i giochi social di Monari Federzoni.
    Piccoli rompicapo che saranno postati periodicamente sulla pagina Facebook dell’azienda e che permetteranno, fornendo la soluzione corretta, di ricevere prodotti omaggio.
    Il primo post è previsto per il 30 aprile 2018.
    Un giorno speciale per il web in quanto 25 anni fa, il Cern annunciò che il World Wide Web sarebbe diventato gratis per tutti.
    E Monari Federzoni da sempre attenta ai fatti che hanno contrassegnato la nostra storia dal 1912, anno della fondazione, non poteva che scegliere una data più significativa per questa epoca “digitale”.
    I giochi saranno quindi momenti ludici e interattivi che daranno la possibilità a molti utenti di fornire le proprie risposte e aggiudicarsi i prodotti delle linee Monari Federzoni: Bottiglie di Aceto Balsamico di Modena IGP, Glasse all’Aceto Balsamico di Modena IGP, Aceti di Mele e tanti altri prodotti.
    Il consiglio è di cliccare “MI PIACE” sulla pagina del brand e restare aggiornati sui post, in modo tale da essere tra i primi a fornire le risposte ai giochi, in quanto solo i più veloci potranno aggiudicarsi i prodotti.
    Buon Mplay a tutti!
     
  • Tappeti moderni e contemporanei: quando la tradizione incontra il design

    Se siete amanti dell’arredamento e del design di interni, saprete sicuramente apprezzare un buon tappeto: pezzi unici, antichi, frutto della sapienza e della tradizione di un’arte senza tempo. Un tappeto di pregio è in grado, da solo, di fare la differenza, donando eleganza e raffinatezza a qualsiasi locale. In questo universo di nodi e tessuto i tappeti moderni sono in assoluto fra i più amati ed apprezzati, grazie alla loro estetica che li rende di una versatilità unica. Spesso revisitazioni in chiave contemporanea di motivi classici ed antichi, si rifanno alle antiche tradizioni di annodatura per combinare in un mix unico sapienza e manualità di un’arte antica e modernità di stile e disegno. I tappeti contemporanei sono manufatti unici, frutto di menti creative di designer e disegnatori e del loro incontro con le migliori tecniche della tradizione manuale.

     

    Dove collocare i tappeti moderni

     

    I tappeti contemporanei nascono dall’incontro di maestri e professionisti dell’annodatura a mano con artisti e disegnatori contemporanei, che fanno del loro gusto moderno e design innovativo il proprio punto di forza. Qualora voleste comprare un tappeto contemporaneo ma non aveste le idee chiare sulla potenziale collocazione dello stesso, ecco qualche idea e spunto per arredare gli ambienti con stile. I tappeti moderni sono particolarmente amati grazie alla loro estrema versatilità: si adattano con naturalezza ad ambienti diversi, conferendo carattere e personalità ad ogni locale. Perfetti per la zona soggiorno, si sposano in maniera armoniosa con salotti e sale da pranzo, ma non solo. I tappeti contemporanei possono tranquillamente trovar spazio nelle zone più private della casa, come camere da letto e camerette dei bambini; persino le cucine ed i bagni possono essere una valida alternativa qualora si volesse dare un tocco di originalità a questo genere di ambienti. I tappeti contemporanei si sposano perfettamente con locali ed abitazioni dal gusto moderno, dove poter assumere un ruolo di assoluto rilievo; perfetti in un ambiente minimal i modelli più audaci e dal design più ricercato.

     

    Tipologie e motivi nel tappeto contemporaneo

     

    Lo abbiamo già detto, ma è bene ribadirlo: i tappeti contemporanei sono pezzi unici, frutto del lavoro manuale di professionisti e maestri della tradizione, creati secondo le norme antiche nelle regioni che nel mondo hanno saputo affermarsi per qualità e tradizione di un arte dalla complessità e dal fascino unico. Colori moderni e linee semplici, forme geometriche e disegni contemporanei si fondono in un mix creativo; motivi naturali, zoomorfi e floreali, colori brillanti e disegni fantasiosi, reinterpretazioni di forme e temi classici si fanno spazio fra i tappeti antichi creando commistioni di assoluto livello artistico. Si distinguono, come sempre, per provenienza, motivi, tecnica. Le tipologie principali sono i tappeti persiani moderni, i tappeti afgani moderni, i tappeti indiani moderni e quelli uzbechi. In particolare, per gli amanti delle linee semplici e delle geometire lineari, i modelli afgani moderni sono sicuramente un’ottima scelta; per disegni ed esteteiche originali, il tappeto persiano modero rimane in assoluto fra i più amati e ricercati: composizioni uniche e rivisitazioni di un grande classico del tappeto, che ha saputo reinventarsi ed adattarsi con destrezza alle nuove frontiere dell’arredamento e del design di interni, confermando negli anni un valore artistico inestimabile.

  • La colonnina per la ricarica elettrica: il miraggio dell’automobilista ecologico

    Chi oggi acquista un’automobile elettrica fa sicuramente una scelta ecologica rispettosa dell’ambiente ma si trova immediatamente a dover fare i conti con un interrogativo costante e alquanto spinoso: dove troverò la prossima colonnina per la ricarica elettrica? Questa preoccupazione così pressante per i possessori di auto elettriche è anche conosciuta con il nome di “range anxiety”, ovvero la paura che la carica del veicolo non sia sufficiente a raggiungere la successiva stazione di rifornimento energetico, la colonnina appunto, e rappresenta uno dei principali fattori che disincentivano l’acquisto delle automobili elettriche a favore di quelle a benzina o a diesel.

    L’Italia ultima tra i mercati di vetture elettriche

    In Italia purtroppo il mercato delle automobili elettriche è ancora molto ristretto rispetto al resto del mondo, in cui Cina e Stati Uniti si classificano rispettivamente come il primo e il secondo Stato per diffusione di vetture elettriche, ma anche a confronto con gli altri paesi europei, tra cui emergono invece la Norvegia e la Germania. Non di rado è capitato che turisti stranieri in viaggio nel nostro paese con le proprie auto elettriche si siano ritrovati in difficoltà perché a ‘secco’ di energia data la scarsità di colonnine per la ricarica presenti sul territorio italiano. Situazione questa assolutamente deprecabile per il turismo in Italia che sappiamo essere settore trainante dell’economia nazionale.

    Se si analizza il rapporto costo di ricarica e chilometri percorribili, le vetture elettriche risultano più vantaggiose di quelle a benzina e a diesel. Inoltre, rispetto a queste ultime, esse pongono fine al problema delle polveri sottili. Ma i prezzi rimangono piuttosto elevati soprattutto per motivi legati ai costi di produzione delle batterie. Oltre a ciò, come già detto, sul suolo italiano le postazioni di rifornimento sono ancora molto esigue: si stima la presenza di circa 4000 colonnine, quindi approssimativamente una colonnina ogni 14000 abitanti. Una delle tratte servite meglio è quella Milano – Roma, lungo la quale sono distribuite circa una trentina di colonnine. Anche in alcune città, quali Torino, Milano, Mestre e Latina, iniziano a comparire le prime postazioni di ricarica, in particolare a supporto dei servizi di car – sharing.

    La necessità di una svolta

    Nonostante l’Italia sia molto indietro rispetto al resto del mondo e manchi attualmente un programma organizzato di investimento nel mercato delle auto elettriche, la Commissione Ambiente e la Commissione Lavori pubblici del Senato hanno recentemente approvato una risoluzione con cui il governo si impegna a valutare il divieto di vendere moto e autoveicoli a combustibili fossili a partire dall’anno 2040. L’esigenza di dotare il Paese di una rete di infrastrutture di ricarica pubbliche e private sta diventanto sempre più sentita da parte delle istituzioni, delle aziende che lavorano nel campo e anche dei cittadini che si apprestano a compiere una scelta diversa e innovativa, che rappresenta attualmente il futuro della moblità su quattro ruote. La diffusione delle vetture elettriche comporterà un incremento notevole dell’energia elettrica richiesta per alimentare le colonnine di ricarica, a cui si potrà far fronte solo aumentando la produzione attraverso l’impiego delle energie rinnovabili.