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  • L’impianto di climatizzazione non funziona? Corri ai ripari!

    L’impianto di condizionamento è essenziale quando si vive in un clima molto caldo o umido. Come prendersene cura ed evitare guasti improvvisi e costosi?

    Per quelli che vivono in un clima caldo, l’aria condizionata è essenziale per una vita confortevole. Se non si ha nessun altro modo per rinfrescare l’interno di casa, vivere con l’aria condizionata rotta può essere scomodo e persino pericoloso per la salute. Se l’impianto di climatizzazione si rompe costantemente, è necessario capire la causa per evitare ulteriori danni. In questo articolo esamineremo alcuni dei comuni malfunzionamenti che potrebbero causare il blocco dell’impianto di condizionamento!

     

    Filtro dell’aria sporco

    L’unità di climatizzazione aspira l’aria dall’esterno della casa per portarla al suo interno, ma così facendo attira anche una serie di agenti che potrebbero essere pericolosi se inalati. La polvere, lo sporco o i batteri presenti nell’aria vengono rimossi quando incontrano il filtro dell’aria nell’unità di trattamento, garantendo così l’erogazione di aria fresca e pulita.

    Se il filtro dell’aria è sporco o intasato, si può verificare la rottura dell’unità di climatizzazione. Quando il filtro dell’aria si ostruisce, l’unità di trattamento dell’aria deve lavorare di più per aspirare aria. L’aumento della richiesta sull’unità può causarne il surriscaldamento e la rottura, portando immediatamente alla necessità di una correzione. Inoltre, è possibile che alcune parti dell’unità si consumino più rapidamente del solito, con conseguenti guasti. Per evitare problemi con il filtro dell’aria, si dovrebbe mirare a sostituire il filtro dell’aria una volta al mese durante i mesi estivi.

     

    Malfunzionamento del sensore

    L’unità di trattamento dell’aria controlla costantemente la temperatura che entra in casa utilizzando un sensore. Questo sensore si trova di solito vicino alle bobine di evaporazione all’interno dell’unità. Quando l’unità aspira l’aria, il sensore misura la sua temperatura e la confronta con la lettura sul termostato. Se l’aria non è abbastanza fredda, il sensore segnala all’unità in modo che possa raffreddare l’aria fino alla giusta temperatura.

    Un malfunzionamento del sensore nell’unità di trattamento dell’aria può causare una serie di problemi. Può causare il malfunzionamento dell’unità, che potrebbe raffreddare eccessivamente l’aria che entra in casa. Se avviene questo, può causarsi l’accensione dell’unità di trattamento dell’aria più frequentemente o meno frequentemente di quanto dovrebbe e questo può causare temperature poco desiderabili in casa.

    Questo significa che il condizionatore potrebbe funzionare più del necessario, il che può ridurne la durata e portare a una sostituzione prematura dell’unità. Se il sensore si rompe completamente, ciò può causare il blocco completo dell’unità di trattamento dell’aria.

     

    Bobine di evaporazione sporche

    Le bobine di evaporazione vengono utilizzate per raffreddare l’aria che passa attraverso l’unità. Mentre l’aria passa sopra le serpentine di evaporazione, rimuove il calore dall’aria e la raffredda. Poiché le bobine di evaporazione si trovano nell’unità di trattamento dell’aria esterna, sono costantemente esposte a sporco e polvere. Quando lo sporco e la polvere si accumulano sulle serpentine di evaporazione, il sistema è meno efficiente. Lo sporco e la polvere fungono da barriera tra le bobine e l’aria, il che ne rende più difficile il raffreddamento, quindi la tua casa impiegherà più tempo a raffreddarsi o potrebbe non raffreddarsi affatto!

    Le bobine sporche possono surriscaldarsi e accumulare umidità, che può condensarsi e trasformarsi in ghiaccio. Quando si forma il ghiaccio, il flusso d’aria è limitato e il sistema può rompersi.

     

    Vivi un comfort eccezionale

    Se vivi con un impianto di climatizzazione che continua a guastarsi o non funziona correttamente, non puoi vivere comodamente durante i mesi estivi. È necessaria un’assistenza sugli impianti di condizionamento che può aiutarti a risolvere il problema e a farti vivere comodamente!

  • Le scommesse di Campobet

    Campobet è un sito di scommesse da poco arrivato sul mercato, ed è già stato in grado di conquistare i favori degli amanti delle scommesse online. Questa piattaforma ha sede a Cipro ed offre ai propri utenti la possibilità di poter scommettere sulle sugli eventi sportivi online preferiti, nonché effettuare scommesse dal vivo ed infine giocare ai giochi più famosi del casinò e dunque provare l’emozione del tavolo verde.

    Gli eventi sui quali è possibile scommettere sono circa 12 mila ogni settimana, facenti parte sia del mondo del calcio che degli altri sport più popolari che quelli forse un po’ meno ricercati come il tennis da tavolo, il lotto ed il cricket. Inoltre la comoda applicazione di Campobet disponibile per Android e iOS consente di accedere in maniera davvero semplice alle scommesse e tutte le altre tipologie di giocata.

    La navigazione sul sito ad ogni modo è particolarmente semplice ed intuitiva, e consente anche ai meno esperti di poter piazzare una giocata in pochi minuti. Non solo scommesse sportive dunque, ma con Campobet è possibile anche provare l’emozione di essere davvero ad un tavolo verde e cimentarsi in tutti i più bei ed interessanti giochi del tavolo verde. Inoltre grazie alla possibilità di poter scommettere in modalità live, l’adrenalina sale ancora di più in quanto gli utenti amano questa modalità di gioco per la quale bisogna affidarsi all’istinto dal momento per riuscire a sovvertire il risultato della vigilia e accaparrarsi una vincita ancora più consistente sfruttando quella che è la propria percezione dell’andamento del match che sino a quel momento è in corso di svolgimento.

  • Spoleto Arte: intervista all’artista Angelo Scuderi

    Un’acquerellista “poeta dentro”, questo è Angelo Scuderi. L’artista romano della scuderia Spoleto Arte è stato recentemente oggetto di un servizio del Tgcom24 per il format Arte in quarantena. Di piglio deciso, spiega con schietta disinvoltura il suo pensiero artistico e lo stile personale. Una caratteristica che non abbiamo potuto fare a meno di notare anche in occasione della sua intervista.

    • Recentemente il Tgcom24 le ha dedicato uno spazio sulla nuova piattaforma Arte in Quarantena. Cosa pensa di quest’iniziativa?

    Un’iniziativa importantissima a fare comprendere l’importanza e il ruolo fondamentale dell’arte durante le avversità, come quella del Covid-19. L’arte è la panacea di ogni male, capace di creare emozioni positive che sicuramente stimolano le difese immunitarie dell’essere umano.

    • Affermando che “l’arte non ha pazienza”, non aspetta, lancia un forte messaggio ai suoi colleghi. Che cosa dovrebbe fare un artista in questo momento secondo lei?

    L’artista in questo momento deve assolutamente creare forti emozioni da diffondere come la medicina più forte e importante. In questo momento l’arte non ha la pazienza di tollerare questo virus, l’arte è in grado di distruggere qualsiasi virus. A chi pensa che gli artisti siano inutili dico sempre di provare a passare la quarantena senza musica, libri, film, teatro, poesia, fotografia o pittura.

    Angelo Scuderi

    • Restando sempre sul tema, ma prendendo un altro punto di vista, si potrebbe dire che l’arte è prima di tutto impulsiva?

    L’arte è assolutamente impulsività. Quando creo le mie opere mi ritrovo da solo davanti a un foglio bianco e, senza alcuna progettualità, solo d’impulso nascono questi personaggi, queste mie ombre. Solo dopo mi rendo conto di avere creato qualcosa di unico. In questo l’atto della creazione di un’opera d’arte è molto simile all’atto con cui viene concepito un figlio.

    • Come ha incontrato la sua passione per gli acquerelli? Lei poi ha sviluppato una tecnica e uno stile molto personali…

    Ho incontrato per caso questa forma d’arte meravigliosa. L’acquerello è la forma d’arte pittorica più difficile, ma anche quella più bella. A mio avviso ciò è dovuto all’acqua, elemento imprevedibile. L’acqua, questo elemento della vita, si unisce in modo incontrollabile e sempre diverso con i pigmenti naturali o minerali dei colori diventando un tutt’uno con la carta per dare voce ai sentimenti, agli stati d’animo dell’artista.

    • Ci sono dei soggetti a cui è particolarmente legato?

    Sì, le ombre. Le ombre, i riflessi, i mei personaggi indefiniti quasi totalmente privi di dettagli, di particolari. Queste mie ombre, proprio perché non definite, diventano universali nella continua ricerca di misteriosi segreti della figura umana che la ragione nasconde.

    • Collegandoci alle domande precedenti… L’arte fino a che punto è personale e quando diventa “patrimonio” condiviso?

    L’arte è di tutti, dell’artista che la crea e che in lei esprime i suoi messaggi. Ma anche dello spettatore, nel quale l’arte suscita emozioni, sentimenti capaci di farci provare dei profondi brividi, delle scariche potentissime di adrenalina. Queste sono le cose che ci mantengono in vita. Che vita sarebbe una vita priva di emozioni, priva di sentimenti? A cosa servirebbe vivere anche mille anni senza alcuna emozione o senza provare profondi sentimenti? Spesso quando creo arte, ma anche quando vivo l’arte altrui, sono pervaso da quelli che io definisco brividi. Sì, brividi, perché sono molto simili a dei prolungati orgasmi che ti attraversano tutto il corpo.

    • Come ha conosciuto Spoleto Arte e il suo presidente?

    Spoleto Arte e il suo presidente sono la realtà più bella del mondo dell’arte italiana in questo momento. Capaci di dare voce e visibilità a migliaia di artisti. È proprio grazie alla mente illuminata di Salvo Nugnes che sono entrato in contatto con questa prestigiosa realtà dell’arte italiana. È stato infatti proprio lui che mi ha selezionato per le prime mostre e che mi sta accompagnando in un crescendo di successi di pubblico e critica.

  • Il portale di Betwinner

    Betwinner è il famoso bookmaker di origini sovietiche aggiunto da anni in Italia, e che nel tempo ha conquistato i favori di quanti amano il mondo delle scommesse. Si tratta di un portale che è on-line già dal 2011 e che è noto per la sua affidabilità e puntualità nei pagamenti. Inoltre, cosa molto importante, bisogna dire che Betwinner è presente in tutto il mondo sia sotto forma di piattaforma online, che di negozio fisico. Quindi parliamo di un marchio veramente forte e ampiamente riconosciuto praticamente ovunque nel mondo.

    Con Betwinner è possibile scommettere su ogni tipo di disciplina sportiva, sia per quel che riguarda gli sport più importanti e famosi che per quelli detti secondari, nonché avere l’opportunità di poter effettuare tornei di poker, giocare alla slot machine e ai più importanti giochi di casinò.

    Gli utenti inoltre hanno la possibilità di seguire dal vivo le competizioni e i match sui quali hanno scommesso, grazie alla comoda sezione Betwinner live che consente di monitorare in tempo reale ogni evento sportivo. Inoltre, nell’ottica di aiutare ogni giocatore a scommettere in maniera più accurata, vi è una interessante sezione del sito dedicata alle statistiche che consente ad ogni giocatore di poter avere accesso ad informazioni interessanti risalenti alla storia sportiva di una squadra o di un atleta, così da poter scommettere in maniera molto più ponderata. Per qualsiasi tipo di necessità bisogna inoltre dire che l’assistenza di Betwinner è attiva tutti i giorni dell’anno e 24 ore su 24, così che qualsiasi piccolo problema o anomalia possa verificarsi ci sarà sempre qualcuno pronto ad aiutare l’utente risolvere.

  • Compravendita immobili, migliaia le transazioni sospese: il grido di allarme di Anama

    Oltre 20 mila atti di compravendita immobiliare annullati da quando è iniziata l’emergenza epidemiologica nel nostro Paese: è questa la fotografia scattata per Adnkronos da ANAMA – l’Associazione Nazionale Agenti d’Affari – che descrive perfettamente l’impatto subito dagli intermediari del “mattone”. Come può testimoniare l’agenzia immobiliare a Taranto Cambio Casa, è l’intero settore a denunciare uno stato di grande sofferenza.

    Il problema non riguarda solo le nuove transazioni, pressoché impossibili per via delle misure di distanziamento sociale imposte dalle autorità sanitarie e dal lockdown, ma anche quelle già partite e non ancora perfezionate. Secondo le stime, infatti, nelle sole prime tre settimane di isolamento sono stati sospesi oltre 20 mila atti di compravendita di immobili, molte dei quali addirittura annullati. Ma l’aspetto più preoccupante per gli operatori di settore è la difficoltà a continuare il proprio lavoro in modalità smart working, con pesanti ripercussioni sulla ripresa del mercato quando l’emergenza sarà finita.

    Per questi motivi, il presidente Anama – Renato Maffey – ha avanzato al ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli alcuni interventi urgenti atti a fronteggiare la crisi di migliaia di agenti immobiliari in Italia. Anzitutto, la possibilità di registrare online i contratti di compravendita e le proposte di acquisto accettate, così come avviene già per i contratti di locazione. Ad essere registrati online, inoltre, dovrebbero essere anche i contratti preliminari di vendita, le integrazioni di contratti preliminari di vendita e, infine, le riduzioni di canone di contratti di locazione. Insomma, quello che semplicemente si chiede è portare a termine quelle attività relative alle pratiche già in essere, esattamente come già avviene per banche, mediatori creditizi e notai.

    La tempesta causata dal Covid-19 non ferma tuttavia l’attività di Immobiliare Cambio Casa, che attraverso il proprio sito continua ad offrirti proposte di case in vendita a Taranto e provincia, insieme a tante altre tipologie di immobili.

  • Coronavirus: un video ci racconta come si vive la quarantena in giro per il mondo

    La giornalista veronese Selene Vicenzi, ha creato in questi giorni di smart working dovuto all’emergenza coronavirus, una rubrica che racconta la quarantena in giro per il mondo !

    Un Video che raccoglie le testimonianze provenienti da cittadini di tutto il mondo, che raccontano come si vive la quarantena da Dubai a Panama, da Londra a Beirut, dall’Albania agli Usa! Storie di vita quotidiana, che parlano di tutti noi!

    La rubrica, “Interviste da salotto” vuole portare positività e speranza nelle case delle persone, come racconta Selene in un suo articolo di Verona Sera.

    « Ho deciso di fare un pò di telefonate, di chiamare amici che sapevo in giro per il mondo, per sentire come stavano. A ognuno di loro – dichiara la giornalista di Verona Sera – ho chiesto un video-testimonianza, per farmi raccontare le loro sensazioni, le misure dei loro Paesi, le loro emozioni, sperando con questo video, non solo di fare informazione, come richiede il mio lavoro, ma di trasmettere anche un messaggio positivo e di speranza! Oggi più che mai, tutto il mondo è unito sotto lo stesso cielo, un cielo si tempestoso, ma ricordiamo, che dopo ogni tempesta, torna il sole! E mi auguro che anche con il sole, questo spirito di solidarietà, acquisito in questo tragico periodo, resti nelle nostre case! »

    il Video completo: Testimonianze coronavirus

  • Covid-19: in Lombardia gli operatori sanitari sintomatici sono lasciati senza sorveglianza. È grave e pericoloso per tutti

    Lo denunciano gran parte delle sigle della dirigenza del SSN:

    ANAAO ASSOMED – CIMO – AAROI-EMAC – FP CGIL MEDICI E DIRIGENTI SSN – FVM Federazione Veterinari e Medici – FASSID (AIPAC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR) – CISL MEDICI – FESMED – UIL FPL COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE AREE CONTRATTUALI MEDICA, VETERINARIA SANITARIA– FEDIRETS sez. FEDIR

    E’ imprescindibile l’esecuzione del tampone a tutti gli operatori sintomatici, al lavoro o al domicilio, per la salute di tutti. E’ urgente la rettifica delle generiche disposizioni contenute nelle note sulla sorveglianza sanitaria del 29 marzo e del 4 aprile come sostenuto dall’OMS e dall’ECDC e come promesso dal presidente Fontana.

    7 aprile 2020 – Il personale sanitario deve essere sottoposto a indagini (tampone rino-faringeo) mirate a valutare l’eventuale positività per SARS-CoV-2 a tutela della salute propria e dei soggetti che vengono a contatto, anche in caso di sintomi lievi come da indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, del Centro Europeo per la prevenzione e controllo delle Malattie, del Ministero della Salute e come dichiarato dalla Regione. Ma i tamponi non vengono fatti e gli operatori sintomatici sono lasciati senza sorveglianza.

    La denuncia, sottoscritta dalla gran parte delle sigle della dirigenza del Servizio Sanitario Regionale e da Anaao Lombardia è indirizzata ai massimi vertici della Sanità lombarda (Assessore al Welfare, Giulio Gallera, Direttore Generale Welfare, Luigi Cajazzo, Responsabile dell’unità di crisi, Marco Salmoiraghi) e a tutti i direttori generali, sanitari, amministrativi di ATS E ASST ed enti della Regione.

    Stefano Magnone, Segretario Anaao Lombardia, spiega: “E’ gravissimo che le misure stabilite non vengano rispettate, stiamo parlando della salute del nostro personale sanitario che deve essere messo nelle condizioni di portare avanti il proprio lavoro in sicurezza e non diventare esso stesso causa della propagazione del contagio. E’ vitale che il personale sanitario venga sottoposto al tampone rino-faringeo, non solo per una propria salvaguardia ma anche per quella di tutti coloro che gravitano intorno a queste persone, collaboratori, pazienti, familiari. I nostri ospedali sono i primi luoghi dove il contagio si è propagato e spesso sono stati dei veri e propri focolai. Per evitare che accada di nuovo e favorire in modo mirato l’isolamento, devono essere severamente rispettate le linee guida OMS e ECDC che danno come priorità la verifica dello stato di salute del personale sanitario ad alto rischio, cioè sintomatico in presenza o meno, di contatto con paziente o altro operatore CODIV-19 positivo. I sintomi indicativi di una possibile infezione secondo le stesse linee guida ricordiamo sono: tosse secca, ageusia o anosmia, anche in assenza di febbre. Secondo quanto dichiarato dal Presidente Fontana ci aspettiamo che il tampone sia fatto ai Sanitari in presenza anche di un solo sintomo”.

    I sindacati chiedono che per ogni operatore positivo sia obbligatoriamente aperta una pratica per infortunio sul lavoro, secondo quanto previsto dalle note INAIL nel tempo intervenute riferendosi in particolare alla nota del 3 Aprile in cui si specifica ancora una volta che è preliminarmente necessaria, ai fini dell’apertura della pratica di infortunio, la certificazione dell’avvenuto contagio. Ogni operatore potrà rientrare nel luogo di lavoro solo dopo due tamponi negativi.

    In veste della carica che ricopro – conclude Magnone – insieme ad altre realtà territoriali esigiamo che queste misure vengano rispettate scupolosamente ed è per questo che abbiamo deciso di scrivere una lettera alle autorità di competenza. Una risposta è dovuta e urgente”.

  • Tavolo Buffalo di Moia – Your Home Outdoor. Uno stile unico per pranzi e cene in giardino.

    L’outdoor si trasforma in uno spazio moderno ed elegante grazie al Tavolo Buffalo, protagonista del dining set proposto nel catalogo 2020.

     

     

     

     

     

     

    Studiata per assicurare il comfort e dare stile all’ambiente, la composizione di Moia – Your Home Outdoor, ideale per pranzi, cene e spuntini all’aria aperta, si distingue sotto il profilo funzionale, grazie all’utilizzo di materiali che garantiscono la durata nel tempo: l’alluminio grigio antracite con cui è realizzata la sua struttura, infatti, oltre a garantirne la solidità, è altamente resistente agli agenti atmosferici.

    Il piano in vetroceramica effetto legno grigio dona un tocco raffinato ed esclusivo alla zona giardino. Il catalogo offre, inoltre, molteplici proposte di sedie in alluminio grigio antracite da coordinare al Tavolo Buffalo, per soddisfare le esigenze di arredo più diverse: ad esempio, la Sedia Nashville con schienale in textilene nero, oppure la Sedia Santa Fe con textilene imbottito grigio scuro.

    Con l’ampio assortimento di dining set proposti, Moia – Your Home Outdoor si conferma la scelta migliore per un arredamento da esterni affidabile dal punto di vista costruttivo e accattivante sotto il profilo estetico, con un occhio di riguardo per le ultime tendenze di design.

    www.moiaspa.com

  • #IORESTOACASA con Professional TV-Radio

    #IORESTOACASA con Professional TV-Radio una speciale programmazione per tutta la famiglia ricca di divertimento, per i più piccini, musica ed informazione.

    Sarà possibile seguirla sulla pagina ufficiale facebook: Professional TV-Radio (https://www.facebook.com/Professional-Tv-Radio-104771191027900/)  dal 19 Aprile al 24 Maggio con il seguente programma:

    Domenica 19 Aprile

    Ore 16.00 Conferenza Stampa “Salvo De Vita”

    Ore 17.30 “Asterix e il segreto della Pozione Magica” (Film-Family)

    Ore 19.00 “In Esclusiva” Dico la Mia!!! Osp. Ass. Art. Lett. “Engel Von Bergeiche”

    Domenica 26 Aprile

    Ore 16.30 “Balto” Film-Family

    Ore 18.30 Rassegna Stampa + Videoclip “The Dreamers”

    Ore 20.00 Seconda Puntata Dico la Mia!!! Osp. “Simona La Cantora”

    Domenica 10 Maggio

    Ore 16.30 “Piovono Polpette” (Film-Family)

    Ore 18.30 “Zeta la Formica” (Film-Animazione)

    Domenica 24 Maggio

    Ore 17.00 “Rex- Un cucciolo al palazzo”

    Ore 19.00 Pubblicazione Videoclip Artisti Vari della Mp Impresa dello Spettacolo.

    Buon divertimento!

    Ufficio stampa: MP Impresa Dello Spettacolo

  • Mutui: nel 2019 quasi 1 richiedente su 3 non è riuscito a surrogare né rinegoziare

    Nonostante le temporanee difficoltà di contrarre un mutuo, sono molti gli italiani che stanno approfittando del periodo di quarantena per valutare la possibilità di surrogare il proprio finanziamento; tanto che, come evidenziato da Facile.it, a marzo 2020 le richieste di surroga hanno guadagnato 10 punti percentuali rispetto al mese precedente arrivando a rappresentare il 40% del totale delle domande di finanziamento raccolte online.

    Tuttavia, nonostante gli italiani dimostrino un continuo interesse per la possibilità di migliorare le condizioni del proprio finanziamento, non sempre riescono nell’intento. A conferma arriva uno studio commissionato da Facile.it a mUp Research e Norstat dal quale emerge che se, nel 2019, 4 rispondenti su 10 (40,7%) hanno cercato di surrogare o rinegoziare il proprio mutuo, tra loro, quasi 1 su 3 (28,9%), pari a 425.000 nuclei familiari, si è visto respingere la domanda. Nello specifico, emerge che il 15,9% ha provato a surrogare senza successo, mentre il 13% ha ricevuto un rifiuto a fronte della richiesta di rinegoziazione.

    «Se è vero che l’istituto presso cui abbiamo il mutuo non può opporsi alla nostra volontà di migrare altrove – spiega Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it – è bene sapere che la banca cui ci rivolgiamo per la surroga non è obbligata ad accettare la nostra richiesta. Se, ad esempio, il potenziale cliente non ha un profilo reddituale solido o, ancora, se gli anni mancanti all’estinzione del finanziamento originale fossero pochi, l’istituto presso il quale è stata presentata domanda di surroga potrebbe respingere la richiesta».

    Chi ce l’ha fatta…

    Se alcuni non sono riusciti a surrogare o rinegoziare, sono comunque molti gli italiani che, nel 2019, sono riusciti a migliorare le condizioni del proprio mutuo; secondo l’indagine commissionata da Facile.it ce l’ha fatta il 59% dei richiedenti, pari a 870.000 nuclei, suddivisi tra coloro che hanno rinegoziato il finanziamento con la propria banca (34%) e chi ha invece surrogato in favore di un altro istituto di credito (25%).

    Tanti anche gli italiani che sembrano aver preso una tale confidenza con lo strumento della surroga da essere diventati dei surrogatori seriali che approfittano spesso di condizioni migliorative offerte da altri istituti. Sempre secondo l’analisi, tra coloro che nel 2019 sono riusciti ad approfittare del calo dei tassi, vi sono molti che avevano alle spalle già una o più surroghe; questa casistica fa capo a circa 21.200 famiglie.

    …. e chi non ci ha nemmeno provato

    A completamento della fotografia scattata per Facile.it va detto che sono molti – il 31% del campione interrogato – i rispondenti che hanno dichiarato di essere contenti della rata mensile del loro mutuo e, pertanto, non hanno sentito l’esigenza di surrogare o rinegoziare; mentre il 14,5% ha dichiarato che, pur avendo cercato sul mercato nuove opportunità, non è riuscito a trovare offerte sufficientemente vantaggiose. Vi è poi una fetta significativa di rispondenti, il 13,6%, che ha dichiarato di non aver nemmeno valutato l’opportunità di abbassare la rata perché riteneva troppo impegnativo cercare una nuova banca.

    Ma come si spiega l’impennata nelle richieste di surroghe online registrato a marzo? A chiarire la faccenda è ancora una volta Cresto: «Il calo dell’indice Eurirs e dei mutui a tasso fisso, uniti al maggior tempo a disposizione causa quarantena, hanno spinto molti italiani a cercare online opportunità per ridurre le rate del mutuo. Al boom rilevato nella prima metà di marzo è seguito però un periodo temporaneo di stop legato al rimbalzo dell’Eurirs e alle difficoltà logistiche nel portare avanti l’iter degli atti.».

     

    * Metodologia: n. 1.068 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta a gennaio 2020.

  • Hotel Miramonti Lavarone

    L’Hotel Miramonti Lavarone è la struttura ricettiva perfetta per quanti desiderano trascorrere un periodo di relax in Trentino, in un luogo circondato dalla natura nel quale in Inverno è possibile cimentarsi in bellissime sessioni di sci, sia che si abbia già dell’esperienza o meno. Stiamo parlando in particolar modo di un hotel adatto alle famiglie nel quale il divertimento dei più piccoli è tenuto in grande considerazione, al punto tale che vi è un’apposita play area nella quale i bimbi possono giocare in tutta sicurezza, più altri spazi dedicati ai più piccoli che si trovano all’interno della struttura. Inoltre all’interno della baita del gelato è possibile gustare dell’ottimo gelato di produzione artigianale.

    È la direzione della struttura ricettiva stessa a mettere a disposizione degli insegnanti di sci, i quali possono insegnare i rudimenti di questa bellissima pratica sportiva o aiutare coloro i quali hanno già una certa familiarità nel migliorare la propria tecnica. Inoltre vi è una interessante convenzione con una struttura Wellness che si trova a breve distanza dall’hotel, all’interno della quale i signori clienti possono regalarsi dei piacevoli momenti di relax all’interno di un centro benessere moderno e dotato di ogni comfort. Parliamo dunque di una struttura in grado di soddisfare i desideri di grandi e piccoli, consentendo a tutti di poter vivere una bellissima esperienza in struttura.

    A tavola inoltre, è possibile gustare i piatti tipici del Trentino ed arricchire così la propria esperienza, grazie ai sapori che certamente concorrono nel regalare ad ogni turista un bellissimo ricordo della vacanza e del Trentino in generale. All’interno del sito è possibile visionare interessanti promozioni che consentono di risparmiare, mentre per informazioni o prenotazioni è possibile contattare il recapito telefonico 0464783129.

  • Turismo al collasso: a rischio il 13% del PIL e il 20% della forza lavoro

    L’appello alle Istituzioni di Mario Malerba, Imprenditore del Turismo: “C’è bisogno di sostegno immediato alle Persone, asset strategico e cuore pulsante del nostro settore, un popolo di 7.880.000 elettori!”

    La lettera di Mario Malerba, Imprenditore del Turismo

    Apprezzo gli interventi e le lettere aperte dei più importanti imprenditori e delle associazioni di categoria del turismo: le nostre aziende stanno affrontando l’inimmaginabile. Rispetto ad altri settori merceologici, le imprese turistiche sono poco capitalizzate, a causa della bassa marginalità, dell’alto livello di concorrenza e della struttura verticale del mercato di intermediazione: non hanno patrimonializzato e non sono strutturalmente predisposte a superare una crisi pandemica come quella che stiamo vivendo.

    Il mercato italiano del turismo, salvo poche e conosciute Società, è costituito da microimprese che spesso non hanno voce: nel solo comparto delle agenzie di viaggi si contano 40.000 addetti polverizzati in circa 9.000 realtà tra agenzie di viaggi con singole partite IVA, network con sedi centrali e filiali e, ultima tendenza, Personal Travel Agents, ovvero professionisti che prestano i loro servizi di consulenza in smart working. Anche tra i tour operator c’è molta dispersione, con circa 120 aziende per un totale di 8.500 lavoratori. Alberghi e ristoranti sono per la maggior parte a gestione famigliare: i ristoranti, ad esempio, sono 40.000 per un totale di 400.000 addetti. La situazione non cambia sul fronte delle imprese specializzate in eventi, incentive e business travel, che nel 2018 hanno realizzato un totale di 421.503 eventi e spesso sono società di persone con pochi dipendenti. Persino nel settore dell’incoming, che fino all’anno scorso ha convogliato in Italia milioni di stranieri, si osservano centinaia di piccole aziende.

    L’intento di questa lettera aperta è sottolineare che tutte le persone, gli imprenditori e i lavoratori che operano nel settore turistico, in base alle statistiche, rappresentano una variabile compresa tra il 15% e il 20% della forza lavoro italiana e producono un giro d’affari che rappresenta il 13% del PIL. Queste persone hanno bisogno di un sostegno immediato: giorni e mesi di inattività porteranno a chiusure, licenziamenti, fallimenti. Il Governo non può limitarsi a cure palliative: la cassa integrazione e gli altri interventi adottati nei DL emanati sino ad oggi rappresentano dei piccoli passi, ma adesso si deve immettere immediatamente liquidità a lungo termine a tasso zero, prorogando il pagamento di tasse, contributi, mutui e altre spese almeno di un anno, come suggeriscono le proiezioni elaborate dagli analisti economici. La politica tutta deve muoversi per sostenere il turismo: serve un tavolo tecnico con i ministeri interessati, i rappresentanti di tutte le categorie e le banche.

    Se si lasciano alla deriva tutte queste persone, non si rischia solo il collasso di un comparto economico, si rischia il collasso del Paese: il turismo, infatti, ha forti ripercussioni sull’immagine e sulla tenuta stessa del Sistema Italia. Gli operatori che si occupano di incoming, portando gli stranieri in Italia agevolano e promuovono il Made in Italy nel mondo, così come gli addetti del business travel sono la chiave strategica delle nostre esportazioni. Anche chi opera nell’outgoing gioca un ruolo di primo piano, perché permette ai cittadini del mondo di incontrare gli Italiani e di scoprire la loro innata empatia che, mi sento di dire, è il motore di tutto il nostro sistema import/export!

    Aggiungo che i professionisti del turismo sono prima di tutto persone che una domenica di un certo giorno, mese, anno si recheranno alle urne … un popolo stimato di 7.880.000 elettori, considerando anche l’indotto, su 50 milioni di aventi diritto al voto!

    La mia lunga esperienza nel turismo mi ha insegnato a combattere soprattutto per le giuste cause. Non chiedo niente per me, ma porto avanti con forza e attraverso ogni canale possibile il mio messaggio, che è comune a quello di tanti imprenditori del settore: se non si salva subito la filiera produttiva del turismo, che è una delle più importanti in Italia come numeri e come immagine, il Paese intero non ce la farà”.

    Mario Malerba da trentotto anni è alla guida di catene alberghiere, reti di agenzie di viaggi e altri marchi di successo del turismo che hanno accompagnato più volte le vacanze e le trasferte di lavoro degli Italiani. Oggi coordina Team Valore, un gruppo di 200 agenzie di viaggi distribuite sul territorio nazionale, ma, soprattutto, è una voce autorevole e priva di ogni vincolo o legame istituzionale, pronta a lanciare un grido di dolore per il comparto, che da qualche settimana si trova a fronteggiare una crisi senza precedenti.

  • Intervista a Giuseppe Oliva, rinomato artista di Spoleto Arte

    Giuseppe Oliva, rinomato pittore di origini ragusane, vive e lavora a Varese. Non sono passati molti giorni da quando la sua arte è stata protagonista di un servizio di Tgcom24 per il format Arte in quarantena e così ne abbiamo approfittato per saperne di più. Artista di punta di Spoleto Arte, Oliva è particolarmente apprezzato per i suoi dipinti ispirati ai colori della natura mediterranea…

    Di recente è uscito su Tgcom24, per la rubrica ideata da Paolo Liguori, un servizio a lei dedicato. Cosa ne pensa dell’iniziativa di portare direttamente l’arte nelle case degli italiani?

    Sicuramente è una iniziativa molto interessante e meritoria, perché consente a tutti, nonostante il periodo che stiamo vivendo, di continuare ad avere un rapporto con l’arte, fondamentale, non soltanto da un punto di vista culturale, ma anche e soprattutto da un punto di vista strettamente personale, perché l’arte con i colori, la materia e la sua narrazione è sicuramente in grado di esaltare le emozioni più profonde di ciascuno di noi.

    Nei suoi dipinti si ritrovano i colori di determinati luoghi a cui è legato. Cosa significa trasfigurare la realtà per esaltarla?

    Sì, è vero, nelle mie opere prevalgono i colori della mia Sicilia: il blu, gli azzurri, il celeste, ma non con lo scopo di esaltare la natura, ma semplicemente come una scusa per descrivere un mondo interiore fatto di ricordi e di emozioni. Sono colori della mia infanzia, della mia adolescenza, della mia gioventù e della mia età adulta, sfumature, particolari che mi riportano indietro nel tempo e mi fanno rivivere sprazzi della mia vita.

    Giuseppe Oliva

    Nel corso della sua carriera artistica ha scelto di dedicarsi a una pittura scultorea. Che cosa cerca nella matericità del colore?

    Si è stata una scelta che ho fatto ormai tanti anni fa e su cui continuo ancora a sperimentare e cioè a cercare di esprimere, non solo attraverso il colore, ma anche attraverso la materia, le mie emozioni più recondite. I miei quadri sono diventati ancora più materici, ad esempio nel momento in cui ho cercato di dare una forma al concetto dell’oltre, a tutto ciò che riteniamo sia qualcosa di reale, ma che in effetti non esiste. Concetto che in qualche modo ho materializzato attraverso la raffigurazione dei riflessi, di per sé bellissimi da vedere, ma sicuramente la sintesi di una realtà virtuale, in quanto basta veramente poco ‒ un alito di vento, il passaggio di un gabbiano ‒ per farli sparire o modificarli e per rendersi conto della loro virtualità. La materia cioè come un modo per dire a me stesso che non bisogna fermarsi dinanzi alle apparenze e un modo, altresì, per carpire dal particolare il mio “infinito”, che poi diventerà l’infinito dell’osservatore quando si troverà davanti alla tela e avrà la possibilità di individuare il momento più recondito della sua vita e le sue emozioni più profonde.

    Ci sono delle opere a cui è maggiormente legato?

    Sono diversi i quadri a cui sono particolarmente affezionato, tutti legati a particolari momenti della mia vita, ad esempio Nostalgia del 2017, Oltre i riflessi del 2016 , ma uno in particolar modo Scia di speranza del 2019: l’ho realizzato verso la fine dell’anno, una scia bianca della luna proiettata su un mare scuro e oltremodo materico, come a voler significare di uscire sempre dal proprio pessimismo più cupo e lasciarsi guidare dalla speranza di andare avanti e trovare le energie per superare sempre ogni avversità.

    Cosa significa essere artisti durante la quarantena?

    Essere artista in quarantena, per me, significa sicuramente avere avuto più tempo per pensare e riflettere, per soffermarsi ancora di più sull’aspetto concettuale della mia pittura e cercare di trarre e, nel contempo, cercare di trasferire, la consapevolezza dell’oltre. In altre parole: non attenersi alle apparenze, ma tentare di superarle e tentare di vivere una vita migliore. In questo periodo più di ogni altro la pittura, l’arte in genere, può dare la forza e la giusta energia di andare avanti e cercare di superare ogni tipo di avversità.

    Qualche progetto in serbo per il futuro?

    Quale progetto? Al di là delle mostre, delle esposizioni che, passata questa emergenza sicuramente farò in diverse città italiane, il progetto più grande è quello di dare sempre più corpo alle mie riflessioni e di rendere sempre più netto il connubio tra concetto, filosofia e arte, in modo che la tela possa sempre di più diventare come una sorta di libro, tale da trasformare l’osservatore in un vero e proprio lettore, capace di percepire in modo sempre più netto le sue emozioni.

  • A San Martino Buon Albergo al via il piano di distribuzione di fondi e un conto corrente per le donazioni

    L’Amministrazione comunale di San Martino Buon Albergo – congiuntamente con i servizi sociali comunali – ha delineato i criteri per l’individuazione dei nuclei familiari economicamente più colpiti dall’emergenza Covid-19 a cui destinare i fondi per soddisfare le necessità essenziali ed urgenti.

    Al Comune, sono stati assegnati dallo Stato 82.884,65 euro per la solidarietà alimentare, che utilizzerà per acquisire generi alimentari o prodotti di prima necessità da consegnare direttamente a casa degli aventi diritto o tramite la realizzazione di “Buoni Spesa” utilizzabili per l’acquisto di alimenti.

    “In queste settimane abbiamo fatto fronte all’emergenza mettendo a disposizione tutte le risorse e l’organizzazione che avevamo a disposizione, sebbene la situazione finanziaria dei Comuni sia soggetta a vincoli normativi stringenti” spiega Franco De Santi, Sindaco di San Martino Buon Albergo. “Abbiamo predisposto accordi con i supermercati del territorio per l’acquisto delle Gift Card da consegnare ai cittadini in difficoltà e per l’organizzazione della consegna a domicilio di generi alimentari per le persone che non possono uscire di casa”.

    Per accedere al fondo di solidarietà alimentare, sarà necessario compilare l’apposita dichiarazione sostitutiva e inviarla ad uno dei seguenti indirizzi mail: [email protected][email protected][email protected].

    Il modulo è disponibile sul sito del comune di San Martino Buon Albergo. Per informazioni e per ricevere assistenza nella compilazione è possibile chiamare il numero: 8874225.

    Il servizio di consegna a domicilio sarà invece effettuato in accordo con l’Associazione “Ci siamo noi” che già in queste settimane si è adoperata nel servizio di consegna della spesa.

    L’Amministrazione comunale ha inoltre approvato una delibera per l’istituzione di un fondo denominato “Emergenza Covid 19, solidarietà per San Martino B.A.”  tramite un conto corrente dedicato per raccogliere le donazioni di aziende e cittadini, che verranno destinate con le stesse modalità e criteri dei fondi per la solidarietà alimentare.

    Purtroppo – conclude il Sindaco De Santi – questa emergenza avrà ripercussioni inestimabili per l’economia del nostro territorio, per le aziende e per le famiglie. Siamo quindi al lavoro per valutare ulteriori iniziative e agevolazioni da destinare ai nostri concittadini superata questa prima fase di emergenza. Siamo convinti che i cittadini di San Martino dimostreranno ancora una volta la loro solidarietà e il loro gran cuore donando numerosi. Siamo una comunità unita, solidale, da sempre attenta ai più bisognosi. Anche questa volta ognuno di noi sarà in prima linea per affrontare questa emergenza nel miglior modo possibile”.

    È possibile effettuare una donazione sul conto “Emergenza Covid 19” al seguente IBAN: IT86 Z030 6912 1171 0000 0301 067 (Banca Intesa San Paolo).

  • Tutte le particolarità del legname a piacenza

    Cerchi un’azienda specializzata nella produzione di legnami a piacenza ?

    Girometta è la soluzione, un’azienda piacentina fondata nel 1962 quando Remo Girometta rilevò un piccolo magazzino di vendita legnami. 

     

    Cos’è il legname !?

    Il legname è un prodotto che si ricava industrialmente dalla coltivazione degli alberi legnosi. Il termine è anche usato per indicare il legno nella sua condizione temporanea tra il taglio ed il suo successivo utilizzo, come legno strutturale. L’attività di coltivazione delle foreste è quasi sempre, destinata alla produzione di legname, questa si chiama arboricoltura da legno. L’utilizzo del legno per costruire case, tetti e porte è aumentato, sottolineando però gravi rischi ecologici dati dall’ esasperato sfruttamento di questo prodotto ovvero: deforestazione. 

     

    Ma nonostante questo Girometta Mario srl, cerca sempre di rispettare i prodotti con cui lavora e gli alberi sopra ogni cosa, coccole, è la parola che loro danno alle loro lavorazioni, perchè amano coccolare i loro clienti in tutto e per tutto, offrono la possibilità di usufruire delle loro conoscenze e della loro professionalità per eseguire alcune realizzazioni molto particolari, che richiedono grande manualità. Ecco, perché un team, preparato e ottimale è una necessità, lavorare con passione e il personale qualificato hanno reso Girometta un’azienda che sa differenziarsi dalle altre, al fine di soddisfare il cliente in ogni suo desiderio. 

     

    Utilizzare i legnami a Piacenza, significa costruire sulla qualità, sull’affidabilità, e sulla sostenibilità, senza dover parlare della resistenza del legno. 

    Il legno è composto da nodi e fessure, le quali non costituiscono un indice di deterioramento della materia prima, anzi, durante il processo di essiccazione, la perdita dei liquidi interni causa queste fessurazioni da ritiro. Queste testimoniano la qualità del legno e non ne intaccano minimamente né la durata né la resistenza. 

     

    Girometta vanta un’esperienza nel settore di oltre 55 anni d’attività, ecco perchè scegliere loro. Cosa aspetti?

     

    Corri sul sito di Girometta Mario srl, per sapere tutti i dettagli delle lavorazioni di legnami a piacenza. 

     

  • L’hobby del metal detector: perchè ne vanno tutti pazzi

    Nel suo piccolo, oggi, chiunque può diventare un cacciatore di tesori, semplicemente munendosi di un metal detector o cerca metalli, se si preferisce. Questo strumento, che permette di ritrovare metalli di ogni tipo, fu inventato da Alexander Graham Bell intorno al 1880. Questi lo utilizzò per la prima volta nel 1881, per trovare uno dei due proiettili che avevano colpito l’allora Presidente americano James Garfield, vittima di un attentato. Dopo tanti utilizzi in campo militare, soprattutto per individuare ordigni inesplosi o mine, oggi è diventato uno degli strumenti più usati da chi vuole cercare tesori in giro per la propria città.

    Come scegliere il proprio metal detector

    Chiunque si avvicini a questo affascinante mondo, deve capire, prima di tutto, l’utilizzo che vuole farne e il budget a disposizione. Esistono tanti modelli di metal detector in commercio, sia nuovi che usati, quindi è importante capire di cosa si ha bisogno. La prima discriminante per ottimizzare l’utilizzo del metal detector, è il metallo o i metalli che si intende cercare. Esistono, infatti, modelli che riconoscono il tipo di metallo trovato, emettendo un segnale acustico quando si trova quello desiderato e segnalando soltanto sul display tutti gli altri. Per chi si avvicina al mondo dei metal detector senza troppe pretese, sono disponibili vari modelli economici che si trovano in offerta anche sotto i 100 euro (uno di questi è il Duramaxx), ma completi sia di display che di segnale acustico. Se, invece, si vuole intraprendere questo hobby con serietà e decisione, la scelta migliore è optare per un modello di fascia medio-alta, capace di evitare i falsi segnali trasmessi, per esempio, dai terreni ricchi di minerali. In questo caso, il prezzo lievita e può raggiungere i 500 euro, ma si può pensare anche a quelli professionali, spendendo qualche migliaio di euro (il Minelab GPZ 7000 costa 8800 euro, ma è in grado di cercare l’oro nativo e va a fondo del 40% in più rispetto agli altri modelli). Quando si va a caccia di tesori, non bisogna portarsi dietro soltanto il metal detector, ma un’intera attrezzatura, completa almeno di zaino, guanti e una piccola vanga per scavare. A questo equipaggiamento, è consigliabile aggiungere anche una mappa o un libro sulla storia della propria città. Particolare attenzione, infine, ai propri smartphone che, durante l’utilizzo del metal detector, potrebbero disturbare il segnale.

    Legislazione sui metal detector

    Prima di partire a caccia di tesori, ogni appassionato dovrà naturalmente informarsi sulla legislazione esistente in tema. In Italia, l’utilizzo dei metal detector è libero, ma vincolato a ciò che si trova e al luogo in cui si effettuano le ricerche. Nel nostro Paese, non è autorizzata la ricerca archeologica senza permesso e non è possibile effettuare ricerche nelle aree protette e di interesse storico come siti archeologici, parchi, aree protette. Pertanto, i luoghi migliori dove andare a caccia sono le spiagge, i parchi pubblici, i boschi e le proprietà private. In quest’ultimo caso, è necessario il permesso del possessore del terreno o un accordo, il più comune dei quali prevede che il cercatore conserva ciò che trova, a meno che il proprietario non chieda di tenere qualcosa per sé. Se la nostra ricerca è fortunata e ci imbattiamo in un reperto archeologico di qualsiasi valore, questo va denunciato alle autorità competenti. Infine, è consigliabile iscriversi a qualche associazione del settore che potrà fornirci tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno e assisterci nelle nostre ricerche.

    Perché l’hobby del metal detector è tanto amato

    A molti l’idea del metal detector fa venire in mente qualche vecchio pazzo che cammina per una spiaggia alla ricerca degli oggetti persi dai bagnanti, ma quest’hobby ha acquisito molti più significati. Oggi, oltre l’aspetto economico (spesso, peraltro, davvero misero), utilizzare un metal detector significa fare un vero viaggio nel nostro passato. Gli appassionati di storia potrebbero coronare il loro hobby trovando qualche reperto, mentre i collezionisti di monete antiche potrebbero imbattersi nel pezzo mancante della loro collezione. Divertirsi con un metal detector, significa anche stare all’aria aperta, camminare, rimanere soli con se stessi, visitare e scoprire luoghi sconosciuti. Un’esperienza che può arricchirci nel corpo e nell’animo.

  • Riva Acciaio, oltre 60 anni di eccellenza nel settore siderurgico

    Innovazione, attenzione verso i dipendenti, tecnologie avanzate per una produzione di qualità: sono le caratteristiche che hanno portato Riva Acciaio a guadagnarsi la leadership in Italia nel settore siderurgico, spingendo l’azienda fino alla conquista dell’Europa.

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio: più di 60 anni di innovazione e produzioni di qualità

    Con oltre 60 anni di esperienza, Riva Acciaio è leader italiano nel settore della produzione siderurgica. Fondata nel 1954 all’interno di Gruppo Riva, nasce dall’iniziativa dei fratelli Emilio e Adriano Riva. Gestita dalla capogruppo Riva Forni Elettrici, oggi Riva Acciaio dà lavoro a circa mille dipendenti e possiede 5 stabilimenti: quello di Caronno Pertusella (VA), quello di Lesegno (CN), quello di Sellero, quello di Malegno e quello di Cerveno in Valle Camonica (BS). La produzione è destinata sia al mercato italiano che a quello europeo. L’azienda è specializzata nella realizzazione di prodotti lunghi e negli acciai di alta qualità. Tra i primi in Italia ad utilizzare nei suoi impianti la colata continua curva, ha da sempre investito in particolare nella ricerca e nello sviluppo. Possiede, infatti, un laboratorio all’avanguardia che ha permesso lo sviluppo di collaborazioni importanti con l’Università di Pisa, il Politecnico di Torino e il Politecnico di Milano.

    Riva Acciaio: le certificazioni

    Tutte le attività di Riva Acciaio sono certificate secondo le norme UNI EN ISO 9001. Lo stabilimento di Malegno in particolare, con il reparto di lavorazioni a freddo annesso allo stabilimento di Cerveno, ha ottenuto certificazione IATF16949, che abilita il rifornimento del mercato automobilistico. Per Riva Acciaio è fondamentale mantenere un contatto diretto con gli stakeholder, che rimangono sempre al centro delle politiche aziendali grazie ai sistemi di gestione, ad un accurato monitoraggio e allo sviluppo dei processi. Gli stabilimenti aziendali sono certificati secondo UNI EN ISO 9001, UNI EN ISO 14001 e BS OHSAS 18001 (futura UNI ISO 45001) per ottenere un costante miglioramento delle performance. Sono inoltre periodicamente sottoposti a verifiche da parte di enti terzi ed indipendenti, che si accertano della conformità della gestione degli impianti industriali. Gli stabilimenti di Lesegno, Caronno e Cerveno applicano le BAT (Best Available Techniques) e operano secondo l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Lo stabilimento di Malegno segue invece l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA).

  • Esc “La principessa sul triciclo”

    In perfetto equilibrio tra scrittura di stampo cantautorale e un sound contemporaneo, il cantante romano presenta il suo singolo come una delicata favola metropolitana. Il brano anticipa il suo disco “Argonauta”.

    In radio dal 12 marzo. 

    Nella ruota destra farfalle e musica

    Nella sinistra una stanza gelida

     

    La Principessa sul Triciclo è un inno alla delicatezza, al rispetto del tempo, del vissuto e della ricerca personale degli altri. Ricerca che può portare ad allontanarsi per scovare se stessi o addirittura proteggersi. Il testo invita a rispettare questa ricerca anche (e ancora di più) quando si è innamorati.

    La produzione artistica del musicista e arrangiatore Alberto Paderni rende il brano una realtà onirica, in cui beat, archi, pad e synth trovano la loro comfort zone, incanalando la narrazione della canzone in un ambiente caldo e dai contorni sfumati, quasi subacqueo. 

    La produzione di questo singolo vede anche la collaborazione di Antonio Pagano e Simone Visani.

    La copertina del singolo è una foto scattata dallo stesso ESC, sulla quale è stato aggiunto il titolo in un font illustrato che cita quello della copertina di “Storia di un impiegato” di Fabrizio De André.  

    Il singolo è tratto dall’album d’esordio di ESC intitolato “Argonauta”.

    «Argonauta è il mio disco 0, rappresenta tutto ciò che non ho fatto fino ad oggi in campo musicale ed è il punto di partenza di un percorso artistico che voglio coltivare al meglio. Sono sempre stato interessato ai contrasti e alle analogie tra le parti opposte e tanto Esc quanto Argonauta ne sono pervasi. Esc come nome nasce da una mattina di hangover: dopo una festa, avevamo scritto i nomi sui bicchieri ma sul mio era rimasto solo “ESC”. Allo stesso tempo il nome ha un forte legame con la scelta del percorso che ho scelto di intraprendere che mi ha portato a lasciare la mia vita da ingegnere per scrivere e cantare canzoni, qui il contrasto. Argonauta, oltre a essere il nome del mio storico gruppo di amici “argonauti”, non solo rappresenta il viaggio ma è un nome che sicuramente rimanda al classico. Al contrario, a livello di “suono” rimanda a qualcosa di più “scientifico” o “spaziale”». Esc.

     

    Radio date: 12 marzo 2020

    Pubblicazione album: maggio 2020

     

    BIO

    Nato a Roma da padre emiliano e madre romana, Francesco Botti, in arte ESC, inizia a suonare entrando a far parte dei For a Saleswoman’s Sake, gruppo post rock romano, e con loro apre nel 2009 un concerto dei Bologna Violenta, progetto solista di Nicola Manzan, chitarrista del Teatro degli Orrori

    In seguito ESC vince una borsa di studio al Centro Europeo di Tuscolano (CET), accademia di musica di Mogol, dove segue lezioni di composizione, scrittura testi ed interpretazione della canzone italiana. Nello stesso frangente, fa la conoscenza di diversi artisti provenienti da tutto il territorio nazionale.

    Dopo la laurea in ingegneria, si trasferisce a Modena ed è proprio lì che compie i passi più importanti. Attraversa una nuova fase di scrittura, che si conclude con la produzione di nuovi inediti. I pezzi vengono arrangiati in elettrico con una formazione efficace e solida, e riscuotono da subito un ottimo riscontro, procurando a ESC l’opening del concerto dei SickTamburo + Ros all’Ardeforte Festival 2018, e permettendogli di salire anche sul palco del “Che Effetto Fa Tour” in apertura ai Kutso. 

    Durante l’estate 2019, ESC lancia il “Pazzesco Cover Contest”, 8 brani provenienti dalla scena nazionale e non, riarrangiati e presentati sul suo profilo Instagram; una gara che coinvolge i suoi followers tanto da trasformarsi in un mini tour estivo, il “Pazzesco Summer Tour”.

    Il singolo “La principessa sul triciclo” anticipa “Argonauta“, album di esordio del cantautore romano – ad  oggi alle fasi finali di mix con la produzione di Alberto Paderni (BlueBeet Studio di Reggio Emilia) – la cui uscita è prevista per maggio 2020.

     

     

    Contatti e social

    Fb www.facebook.com/escsonoio/

    Ig www.instagram.com/escsonoio/?hl=it

  • Rockers in pigiama contest

    musica per aiutare gli ospedali
    La musica non si ferma, figuriamoci il rock!!!
    Partecipa al contest “Rockers in pigiama”. Dal  7 Aprile 2020 le prime esibizioni.

    Come fare? È molto semplice basta suonare da casa 4 pezzi dal vivo, che saranno votati da una giuria di professionisti della musica, non occorre essere per forza in pigiama (anche se il suonare in pigiama  darà un bonus di 5 punti sul totale). Si suona un live su Facebook, 4 pezzi di fila. Questi video saranno poi riproposti sulle pagine social dei locali aderenti  e su quelle di Anthill. Non ci sono limiti artistici che i pezzi siano cover o inediti, vogliamo solo che ci sia l’ anima, la vostra storia ed un vero spirito Rock senza compromessi. I voti che saranno contagiati come bonus saranno quelli delle condivisioni e dei commenti visualizzati  sulla nostra pagina Anthill. Più azione virale si produce più aumenteranno  i punti. Tutti questi bonus saranno sommati ai voti della giuria (con un  peso dei  2/3 del totale). Nei prossimi giorni sarà reso pubblico l’elenco dei componenti la giuria (responsabili dei locali, giornalisti e addetti ai lavori)

    Costo? Partecipare non costa assolutamente nulla , chiediamo solo di fare una donazione attinente alla crisi Covid 19 ad  un ospedale di vostra preferenza. Non ci sono minimi e non sarà divulgata la cifra devoluta. Basta inviare la ricevuta della donazione e  ci  si accorda per il live.

    Chi organizza? “Rockes in pigiama” è nato dalla collaborazione di Davide Motta direttore Booking di Red & Blue e di AntHill (Booking e Management) con alcuni amici di prestigiosi club italiani dove si suona musica dal vivo. A giudicare le esibizioni  il voto di una giuria di addetti ai lavori sommato ad i like sulle pagine social.
    Tutte le esibizioni saranno trasmesse anche su Radio Atlanta Milano e condivisi sui canali social di Eventi Milanesi.

    Cosa si vince? Di sicuro ci saranno in palio aperture di concerti per artisti di qualità. La possibilità di essere conosciuti dai club, ma stiamo anche pensando a come premiarvi ulteriormente. Di certo tanta visibilità, che in questo momento aiuta a restare connessi. Non male visto che non costa nulla.

    Spacchiamo la chitarra in testa al virus e riprendiamoci i palchi!

    Partner tecnici
    Vision Tv
    Radio Atlanta Milano
    Eventi Milanesi

    Per contatti scrivere a [email protected]
    https://www.facebook.com/ANTHILLItalia

  • Spoleto Arte: la pittrice Katiuscia Papaleo e l’arte in quarantena

    È tempo di restare a casa, di lavorare tra le mura domestiche e di dedicarsi a ciò che più ci piace, di coltivare le nostre potenzialità. Ma non sempre è così facile. Katiuscia Papaleo, artista di Spoleto Arte e Maestro d’arte di Milano, dimostra qui tutta la sua determinazione. Inoltre sarà protagonista di uno dei prossimi servizi del Tgcom24 dove si racconterà. In tempi di isolamento l’arte si schiera in prima linea contro il male e non ha paura di mostrarsi. L’arte infatti può essere determinante in queste giornate. Per questo motivo abbiamo voluto farle qualche domanda.

    A breve uscirà un servizio a lei dedicato sulla piattaforma del Tgcom24. Come si sente e cosa ne pensa di quest’iniziativa?

    È un’iniziativa molto bella perché in un momento di difficoltà come quello che stiamo attraversando, dove le giuste restrizioni attuali impediscono ogni movimento, si ha la possibilità di comunicare in qualche modo arte e cultura, che è sempre un’ottima medicina per la mente e per l’anima.

    Anticipando un po’ il contenuto… C’è un momento, all’inizio, in cui afferma che l’arte è un dono con cui si nasce. È sempre valido il detto “impara l’arte e mettila da parte” o ci vuole costanza, soprattutto in questo campo?

    In questo campo avere un dono è un conto, ma non curarlo sarebbe un “dono sprecato”. Ci vuole molta costanza e studio, per fare in modo che questo dono si sviluppi poi in arte.

    Il suo rapporto con il colore è molto particolare e lo si vede dalle atmosfere atemporali che ricrea nei suoi lavori. Come nasce una sua opera dal punto di vista cromatico?

    Di solito parto sempre da una base neutra poi attraverso i contrasti di luci e colori l’opera prende forma. Possono variare i soggetti, ma non l’atteggiamento pittorico con cui affronto un lavoro.

    E invece, parlando di soggetti, ce ne sono alcuni a cui è particolarmente legata?

    In realtà no, perché alla forma io antepongo sempre il colore. Utilizzando la pittura come forma di comunicazione in genere il soggetto è legato a ciò che voglio comunicare in quel preciso istante.

    L’osservazione della realtà è uno degli “esercizi artistici” da cui non si può prescindere. E questi giorni critici interessano tutti, ciascuno di noi li analizza, ma non tutti riescono a trarne motivo di ispirazione… È così anche per lei? Che cosa racconterebbe nelle sue creazioni adesso?

    In questo periodo particolare l’ispirazione può arrivare da mille spunti anche se non è facile tenere alta la voglia di dipingere, perché sopraggiunge lo sconforto, la paura.

    Katiuscia Papaleo

    Io ho dipinto. Sì, ho dipinto alcune cose nel frattempo, raccontando l’arrivo del Coronavirus da paesi lontani, la ricerca nell’aiuto spirituale, l’arrivo della primavera e il risveglio della natura incurante di ciò che sta accadendo agli uomini. Di cose da dire ce ne sarebbero tante, però mi rendo conto che quando la testa è bombardata di pensieri solo negativi e preoccupazioni per te e per i tuoi cari, diventa difficile tradurre in pittura. Il tempo che potresti avere a disposizione per immergerti solo nell’arte non è sempre così artisticamente fruttifero.

    Lei ha esposto in moltissime mostre di livello nazionale e internazionale, alcune organizzate da Spoleto Arte. Come ha conosciuto il suo presidente, Salvo Nugnes?

    Ho conosciuto il dott. Nugnes semplicemente partecipando ad una delle mostre organizzate da Spoleto Arte, che ha la capacità di offrire ad un artista quella visibilità che non sempre da soli si riesce ad avere.

    Su che cosa le piacerebbe lavorare prossimamente?

    Mi piacerebbe lavorare sulla ripresa, sulla solidarietà che ha dimostrato il nostro Paese e sul saper “fare” e collaborare in momenti di crisi. È qualcosa su cui spero di poter lavorare presto.

  • Sperimentazione 5G tra Linkem e Open Fiber, Elisabetta Ripa: “Nostra fibra fondamentale”

    Nelle ultime settimane è ancora più evidente l’importanza di una rete internet veloce, stabile e soprattutto diffusa capillarmente: Open Fiber e Linkem, società guidate rispettivamente da Elisabetta Ripa e Davide Rota, lavoreranno insieme per l’espansione dello standard 5G applicato alle tecnologie Fixed Wireless Access.

    Elisabetta Ripa

    Elisabetta Ripa: “Con fibra e 5G anche le zone più isolate potranno ottenere enormi vantaggi”

    “Siamo sicuri che la collaborazione con Linkem, operatore che si è distinto da sempre per la sua capacità di innovazione, sarà di reciproca soddisfazione e aprirà la strada a nuove opportunità per il nostro mercato”: con queste parole Elisabetta Ripa, Amministratore Delegato di Open Fiber, ha commentato il recente accordo con Linkem, società di telecomunicazioni specializzata nella tecnologia Fixed Wireless Access. Le due aziende italiane collaboreranno per un progetto innovativo sulla FWA nella banda di frequenze 3,5 Ghz, riconosciuta come pioniera per lo standard 5G. Open Fiber metterà a disposizione tutti i servizi di rilegamento in fibra ottica in modo tale da rendere possibile una connessione compatibile tra antenne e core network di Linkem, assegnataria della banda dal 2008: in questo modo, l’utente finale potrà sfruttare senza problemi tutti i vantaggi del 5G, in primis la velocità, che può arrivare a 1,056 Gbit/s. L’accordo prevede inoltre la sperimentazione nelle zone che più soffrono il digital divide, ossia paesi e comuni isolati e a bassa densità di popolazione, permettendo quindi la diffusione di servizi dedicati per cittadini, imprese e PA: “La nostra rete in fibra è fondamentale per supportare lo sviluppo dei servizi Fwa e 5G – ha dichiarato Elisabetta Ripa – ed è un asset fondamentale per l’abilitazione di tutte le applicazioni innovative, come la telemedicina, il telelavoro o la guida assistita, che possano aver bisogno di integrare anche la mobilità e la pervasività oltre alla larghezza di banda e alla bassa latenza”.

    Elisabetta Ripa, manager nel settore TLC

    Torinese, classe 1965, Elisabetta Ripa, oltre ad essere Amministratore Delegato e Direttore Generale di Open Fiber, è Consigliere di Amministrazione di Autogrill S.p.A., per la quale è anche Membro del Comitato Strategie; fa parte inoltre del Consiglio di Presidenza di Asstel, l’associazione che rappresenta il comparto TLC per Confindustria. Dopo essersi laureata in Economia e Commercio alla Sapienza, completa la sua formazione in Francia, dove ottiene il Master in Gestione Operativa presso l’Institut Européen d’Administration des Affaires (INSEAD). La sua prima esperienza la vede presso l’agenzia pubblicitaria PromoMedia Italia. Nel 1990 entra in SIP come Responsabile della pianificazione strategica per i servizi mobili, mentre dal 1998 si occupa della gestione e dello sviluppo internazionale della neonata TIM: responsabile del marketing strategico nel 2005, dopo circa sei anni è alla guida della Divisione Servizi Mobili per il segmento Consumer. Dal 2013 al 2015 è Amministratore Delegato per la controllata Sparkle, mentre fino al 2016 è in Sudamerica come AD per il Gruppo Telecom Argentina. Nominata Consigliere di Amministrazione di Open Fiber, Elisabetta Ripa torna in Italia per occuparsi della realizzazione della rete in fibra ottica: nel 2018 diventa Amministratore Delegato.

  • 18Bet, miglior bookmaker dell’anno nel 2013

    18bet è il bookmaker perfetto per te se la licenza italiana a AAMS non è una tua priorità e desideri comunque affidarti ad un bookmaker di tutto rispetto per le tue scommesse. Considera infatti che parliamo di un marchio attivo nel mondo sin dal lontano 2004, registrato con sede a Malta, e che nell’anno 2013 ha vinto il premio come miglior bookmaker dell’anno, grazie anche alla sua puntualità e precisione nei pagamenti. La gamma di scommesse che è possibile effettuare con 18bet è davvero ampia, ed include non soltanto le classiche scommesse sportive, ma anche i sempre più richiesti sport virtuali e scommesse in modalità live. Tra l’altro, le quote proposte sono particolarmente interessanti e rappresentano dunque un ulteriore motivo per scegliere questa interessante piattaforma.

    Qui è inoltre possibile giocare ai più importanti giochi di casinò, anche dal vivo, e provare l’emozione di sfidare altri utenti giocando ai più famosi giochi del tavolo verde. Tra questi la roulette, il poker, il blackjack e le slot machines, per citarne alcuni. L’offerta è dunque davvero ampia ed in grado di soddisfare i desideri di ogni tipo di giocatore, da quello occasionale a quello più esigente.

    Inoltre 18bet propone un servizio di assistenza clienti decisamente al di sopra della media e che rappresenta dunque uno dei punti di forza di questo importante operatore. È infatti possibile contattare l’assistenza tramite mail, telefono o chat dal vivo 24 ore su 24 7 giorni su 7. Anche la procedura di iscrizione è davvero rapida e avviene in pochissimi click. Completata questa procedura è sufficiente effettuare la prima ricarica del conto gioco per iniziare a puntare sui eventi sportivi che si preferiscono.

  • Emergenza covid-19 e violenza contro le donne: l’università di bergamo in prima linea

    Restare a casa in questo momento è fondamentale per tutelare la salute ma non per tutti la propria abitazione rappresenta un posto sicuro, una fonte di protezione; soprattutto per le donne che subiscono atti di violenza da parte dei propri partner.

    Per questo motivo l’Università di Bergamo aderisce alla campagna “Libera puoi” promossa dal Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio a sostegno delle donne vittime di violenza durante la difficile emergenza causata dall’epidemia da Covid19 http://www.pariopportunita.gov.it/news/coronavirus-bonetti-una-nuova-campagna-libera-puoi-per-le-donne-vittime-di-violenza/ che invita ad utilizzare in caso di necessità il numero 1522, attivo 24 ore su 24. Disponibile anche l’app “1522”, operativa su IOS e Android, che consente alle donne di chattare con le operatrici e chiedere aiuto e informazioni senza correre il rischio di essere ascoltate dai loro aggressori. Un appello ancora più urgente alla luce dei dati: dall’8 al 15 marzo le chiamate giunte al 1522il numero gratuito antiviolenza e stalking, sono diminuite del 55,1%, 496 in totale rispetto alle 1104 degli stessi giorni del 2019. Nelle prime due settimane di marzo le segnalazioni di casi sono state 101, mentre lo scorso anno, nello stesso periodo, erano state 193. Una diminuzione del 47,7%.

     

    Aderiamo oggi alla campagna di promozione del numero 1522 con la sensibilità e l’impegno che da tempo coltiviamo nell’offrire nella programmazione didattica del nostro Ateneo una chiave di interpretazione in grado di dare conto adeguatamente delle dinamiche di genere, studiate e analizzate nell’università di Bergamo da molteplici prospettive di ricerca” sottolinea il Rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini.

     

    La questione di come l’isolamento da Covid -19 debba essere considerato in una prospettiva di genere, non si limita solamente alla violenza domestica e al femminicidio, spesso veicolati nell’immagine retorica della donna fragile e vittima ma “richiede anche la necessità di valutare come le modalità di lavoro agile abbiamo un impatto profondamente differente su lavoratrici e lavoratori, pure in ambito accademico, come mostrato da alcuni studi ” sottolinea Barbara Pezzini, Prorettrice con delega alle politiche di equità e diversità. “Senza dimenticare i profili dello svantaggio di genere nel mercato digitale, dell’impatto della digitalizzazione sulla salute delle donne e – in generale – delle diseguaglianze che la pandemia rischia di provocare o rafforzare, chiamando tutte e tutti noi a una riflessione adeguata”, spiega Pezzini.

     

    Su questi temi vanno anche ricordati l’impegno e l’attenzione costanti del Comitato Unico di Garanzia, nel contrastare qualsiasi forma di discriminazione e di violenza”, aggiunge la Presidente del CUG Ilia Negri, “con la consapevolezza che una significativa azione di prevenzione debba partire prioritariamente dai settori dell’educazione, della formazione e del lavoro”.

     

    L’Università di Bergamo – pur trovandosi al centro dell’emergenza sanitaria mondiale e garantendo il proseguimento della didattica tramite piattaforma online – conferma e rafforza il proprio impegno sui temi del contrasto alla violenza e alle discriminazioni. Proprio nell’Ateneo bergamasco, nell’anno accademico 2018-19 è stato attivato il primo corso curricolare in Italia sulla violenza di genere, che ha offerto una formazione universitaria specifica sul tema. Il corso “Violenza di genere: profili giuridici e psico-sociali” ha riscosso grande interesse tra gli studenti, entrando a far parte in modo stabile nell’offerta formativa dell’Ateneo. Impegno e iniziative che hanno reso l’Università di Bergamo un riferimento internazionale in questo ambito.

    Per informazioni:

    www.unibg.it

     

    Fonti:

    http://www.ingenere.it/articoli/lavorare-casa-non-e-smart

    http://www.ingenere.it/articoli/svantaggio-genere-mercato-digitale

    http://www.ingenere.it/news/salute-donne-messa-crisi-pandemia

    http://www.ingenere.it/articoli/perche-la-pandemia-non-ci-rende-tutti-uguali

  • Detrazioni Bonus infissi: aggiornato il Vademecum ENEA

    Seppur con un sistema produttivo paralizzato dalla crisi causata dal Covid-19, il tema delle agevolazioni fiscali correlate alla riqualificazione e al risparmio energetico resta di vitale importanza sia per gli operatori del comparto serramenti e infissi in legno, che per gli stessi consumatori finali.

    Con l’aggiornamento del Vademecum infissi e serramenti dello scorso 25 marzo, l’ENEA ha voluto fornire alcune precisazioni riguardo l’applicazione delle aliquote agevolate, spiegando quando è possibile detrarre gli infissi al 50% e quando al 65%.

    Partiamo innanzitutto dal fondamento giuridico dell’art. 1 comma 345 L. 296/2006, il quale stabilisce che è agevolabile la sostituzione di finestre comprensive di infissi, delimitanti il volume riscaldato verso l’esterno o verso vani non riscaldati, che rispettino i requisiti di trasmittanza termica U (W/m2K) riportati in tabella 2 del D.M. 26 gennaio 2010. Nel dettaglio, ENEA ha definito quando applicare le due aliquote agevolate, ovvero:

    • detrazione del 50% delle spese totali sostenute fino al 31 dicembre 2020 in caso di singole unità immobiliari
    • detrazione del 65% delle spese totali sostenute dal 1 gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2020 nel caso di interventi che interessino le parti comuni di edifici condominiali o per tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio.

    Il beneficio della detrazione, inoltre, è vincolato a un limite massimo di 60 mila euro per unità immobiliare, nonché alla documentazione da produrre: è necessario inviare esclusivamente al sito ENEA (https://detrazionifiscali.enea.it) entro 90 giorni dalla data di fine lavori o di collaudo delle opere la “Scheda descrittiva dell’intervento”, che può essere redatta anche dal soggetto beneficiario in caso di singola unità immobiliare, ovvero da un tecnico abilitato (ingegnere, architetto, geometra o perito iscritto al proprio albo professionale) nei casi diversi dal precedente, come ad esempio gli interventi che riguardano le parti comuni di un condominio.

    Altrettanto importante è la documentazione da conservare, è cioè l’originale della scheda dell’intervento riportante il codice CPID assegnato dal sito ENEA e firmata da beneficiario e, nei casi previsti, dal tecnico abilitato, l’asseverazione redatta da un tecnico abilitato attestante il rispetto dei requisiti tecnici specifici (sostituita dalla certificazione del fornitore/assemblatore/installatore nel caso di interventi in singole unità immobiliari), schede tecniche di prodotto e marcatura CE con relative dichiarazioni di prestazione (DoP), copia dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE), eccezion fatta per la singola unità immobiliare.

    Ricordiamo, infine, che tra le spese ammissibili per ottenere le agevolazioni fiscali rientrano anche quelle per la fornitura e posa in opera di scuri, avvolgibili, portoni blindati, cassonetti (se solidali con l’infisso), nonché le prestazioni professionali come la produzione della documentazione necessaria.

  • La pittrice di Spoleto Arte Nevèl: «L’arte è conforto e medicina» per questi tempi

    Nevèl è una pittrice di Mondovì (CN), parte della rosa di artisti di Spoleto Arte, che recentemente è stata al centro di un servizio del Tgcom24 per il format Arte in quarantena. Colpiti dalla sua solarità e simpatia, abbiamo voluto conoscerla meglio.

    D: Qualche settimana fa il TGcom24 ha trasmesso un servizio a lei dedicato sulla rubrica creata da Paolo Liguori per l’arte. Come si sente e cosa ne pensa di quest’iniziativa?

    Nevèl

    R: Anche in questi giorni difficili, la possibilità di esprimermi nella pittura è per me il miglior ansiolitico. Battuta a parte, proprio in questi momenti è importante condividere i valori più importanti e positivi che esprimono la nostra umanità. L’arte è luce, sogno: possiamo spiccare in volo anche se chiusi in una stanza. È conforto e medicina dell’anima e dei sensi.

    Benvenute dunque le programmazioni che la promuovono. Per questo vorrei poter ringraziare anche il nostro carissimo dottor Salvo Nugnes.

    D: Quand’è cominciata la sua attrazione per il mondo dell’arte e come vi si è approcciata?

    R: Fin da giovane sentivo in me una passione e una forza che riuscivo e potevo esprimere solo disegnando.  Circa 25 anni fa, durante una festa a casa mia, uno degli invitati, guardando i fogli disegnati che avevo l’abitudine di appendere alle pareti, mi disse: «Signora, vedo che sa fare dei disegni bellissimi, le consiglio vivamente di iscriversi ad un corso di pittura». E da lì ho iniziato.

    D: Nelle sue opere troviamo una simbologia ricorrente… vuole illustrarcela in breve?

    R: Dopo anni di ricerca e studio ho trovato un mio “stile”, la mia essenza, la mia forza di procedere nella vita impegnandomi al massimo delle mie possibilità: prende forma nel sole la luce e la forza vitale, trasmettendo sensazioni positive. Nella parte inferiore mi ispiro ai sogni: esprimo forma e materia.

    D: Dai suoi lavori si denota una spiccata vivacità cromatica. Cosa l’ha portata a scegliere questo tipo di espressività spesso definita “solare”?

    R: Essere solare è nella mia natura anche quando intorno a me ci sono situazioni ombrose…

    D: Anche la tecnica mista diviene parte integrante se non rifinitura stessa dell’opera. Piume, grappoli d’uva, maschere, farfalle… immagino che ogni oggetto abbia un suo perché, ma viene spontaneo chiedersi: alludono tutti all’interiorità?

    R: Soprattutto all’interiorità. Ho perso mio padre quando ero piccola. Forse questa ipersensibilità che mi porto dentro nasce proprio da quella mancanza di presenza e di contatto di cui ho sofferto. Sono spinta sempre a trasformarla in sole, in luce, e a mettere in primo piano sempre un valore positivo.

    Nevèl

    D: Ci sono degli artisti e/o delle correnti artistiche che apprezza in particolar modo?

    R: Adoro De Chirico, anche perché per creare le sue opere prendeva ispirazione dai suoi sogni. In suo onore ho chiamato Giorgio il mio terzo figlio e Giorgio era anche il nome di mio padre.

    D: Sognando un po’ un futuro più sereno: che cosa si augura?

    R: Per un futuro più sereno: più arte per tutti!

    Sono convinta che, nonostante i molti ostacoli, la strada verso un futuro migliore, con più valori di armonia e di libertà, è già tracciata. Ci sono tutte le forze giuste, comprese quelle spirituali. Sono credente e prego, prego per la salute del mio compagno di viaggio in questa vita, Matteo, dei miei figli Enrico, Davide, Giorgio ed Elisa, tutti per me sostegno e anche fonte di ispirazione.

  • MAURIZIO MARTINELLI DEVOLVE GLI INCASSI DEL SINGOLO “IO RESTO A CASA” AL POLICLINICO UMBERTO I DI ROMA

    L’Italia della solidarietà non si ferma: oggi, 4 aprile, Martinelli canterà live dal suo studio la canzone della speranza… “per questa Italia ferita”.

    I CUORI DEGLI ITALIANI

    Maurizio Martinelli, cantautore e speaker radiofonico di Radio Italia Anni 60, con la canzone IO RESTO A CASA si unisce ai grandi cuori di imprenditori, calciatori e Vip che si sono mobilitati per aiutare e sostenere l’Italia afflitta e piegata dalla pandemia.

    Nei giorni scorsi, ai microfoni di Radio Italia, Martinelli ha dato voce a tutte quelle persone chiuse in casa per il lockdown, facendo raccontare loro come stavano vivendo questo momento così buio per il nostro Paese.

    “Mentre ascoltavo i racconti, tristi e dolorosi, sentivo forte la pulsione di rendermi utile!” – ci racconta Maurizio Martinelli – “Di getto ho cominciato a buttar giù le parole su un foglio. Ispirato, scrivevo senza quasi rendermene conto. Così è nata la canzone IO RESTO A CASA, grazie alle testimonianze di tutti coloro che hanno chiamato per raccontare il dolore, l’angoscia, la paura, le emozioni… e le speranze”.

    IO RESTO A CASA è un brano emotivo che ha visto coinvolte migliaia di persone sui social nei giorni seguenti. Un grande tamtam mediatico per l’invio della propria foto da parte degli ascoltatori di Radio Italia Anni 60, al fine di contribuire alla realizzazione del video. Sono i volti degli italiani con i loro sguardi sorridenti e pieni di fiducia e, poi, ci sono abbracci, quelli che tanto mancano e che torneremo a donarci.

    BENEFICENZA

    I proventi del singolo saranno integralmente devoluti all’associazione culturale “Capire per prevenire”.

    IO RESTO A CASA, sarà la tracklist del nuovo album in uscita per il prossimo autunno.

    Il Prof. Stefano Arcieri, presidente di Capire per prevenire, associazione che si occupa di prevenzione, e medico del Policlinico Umberto I – Università La Sapienza di Roma, ha dichiarato: “Questo nobile gesto da parte di Maurizio Martinelli è motivo di grande orgoglio per noi. Investiremo l’intero importo donato direttamente nell’Azienda ospedaliera Policlinico Umberto I, acquistando materiali e prodotti proprio per le infezioni virali”.

    E’ questa l’Italia che piace, quella che si aiuta, quella che tende la mano e dona speranza.

    “… passerà, figlia, anche questa tempesta, tu appoggia la testa sulla mia spalla, passerà, figlia, questa Italia ferita, sarà un brutto ricordo, torneremo a cantare…” – tratto dal testo della canzone di Maurizio Martinelli.

    IL LIVE

    Oggi, 4 aprile 2020, alle ore 17:00, il cantautore Maurizio Martinelli dal suo studio canterà live, in anteprima nazionale, il brano Io Resto a Casa, insieme ad altri pezzi del suo ultimo album I dettagli di un giorno. Tutto in diretta sulla sua pagina Facebook.

    Per coloro che vogliono unirsi a questo abbraccio solidale, il singolo, edito dalla casa discografica Videoradio, è disponibile su tutte le piattaforme digitali (Amazon, Google Play, Spotify, iTunes).

    Maurizio è un italiano come tanti che abbraccia il suo Paese e ci ricorda che…  #Andratuttobene.

    Link video:

    https://youtu.be/cN9LFnX9emM

  • CORONAVIRUS, I-TECH MEDICAL DIVISION DONA MIGLIAIA DI SATURIMETRI A REGIONI E OSPEDALI

    Il “pulsossimetro” è lo strumento che definisce la presenza di ossigeno nel sangue, sono spariti dal commercio: i medici di base li stanno chiedendo per evitare che i pazienti arrivino in ospedale in dispnea. È boom nelle vendite online, ma i prezzi sono gonfiati. La veneziana I-Tech Medical Division: “Ne abbiamo a disposizione, ma preferiamo regalarli alle istituzioni che venderli”. Le donazioni in tutta Italia

     

    Fino a pochi giorni fa era uno strumento che si vedeva solo in ospedale, quella “molletta” messa al dito dei ricoverati. Oggi è uno dei modi fondamentali per capire in tempo se il Coronavirus sta distruggendo i polmoni. È il pulsossimetro: dispositivo medico che permette di misurare il battito cardiaco e la saturazione di ossigeno nel sangue. Da perfetto sconosciuto a strumento introvabile: dopo esser diventato di moda nei talk show, ora in farmacia non si trova più e online ci sono gli sciacalli che lo vendono a prezzi gonfiati.

    Ebbene, a Martellago, nel Veneziano, ha sede la I-Tech Medical Division, azienda leader nella creazione e diffusione di dispositivi elettromedicali. Ad oggi, è tra le due o tre aziende in Italia ad avere ancora pulsossimetri in vendita. Ma è l’unica ad averli pronti oggi: sono programmate consegne per oltre centomila pezzi in queste ore. “In alcuni casi piuttosto di venderli preferiamo donarli”, dicono il presidente Massimo Marcon e l’amministratore delegato Matteo Zennaro. “Per questo abbiamo già contattato le Regioni Lombardia, Piemonte e Veneto, zone molto colpite dal Covid-19, e siamo pronti alla donazione agli ospedali di tutta Italia: abbiamo già consegnato mille saturimetri e duecento termometri digitali a infrarossi. Saranno distribuiti alle Usl o ai medici di base, che stanno implorando di averne il più possibile per permettere ai loro pazienti la misurazione autonoma dei valori di ossigeno nel sangue ed evitare che arrivino in ospedale coi sintomi della dispnea o polipnea. In alcuni casi li regaliamo anche alle associazioni di volontariato che ce ne fanno richiesta”.

    E quando qualcosa è necessario, c’è sempre chi ne approfitta. A lanciare l’allarme la I-Tech Medical Division, leader nazionale nella distribuzione di apparati medici (i modelli Fox-200 e Fox-300 sono molto noti tra i professionisti). “Alcuni giorni dopo le nostre prime donazioni, lo strumento è diventato di moda, forse troppo, e abbiamo visto prezzi gonfiati online”, spiega ancora Marcon, alla guida di una azienda con mezzo secolo di storia e una settantina di dipendenti, agenti e informatori medici. Per evitare truffe ai danni dei cittadini, l’azienda ribadisce perciò i prezzi ufficiali dei propri strumenti: “I nostri pulsossimetri, che sono dispositivi medici certificati, hanno un prezzo al pubblico che può avere una forbice da 49 a 69 euro massimi, a seconda del modello”.

    I-Tech Medical Division in queste ore peraltro si sta concentrando anche sul fronte dell’informazione: è stata attivata una specifica campagna informativa sui social network per spiegare agli utenti come utilizzare questi dispositivi medici che di solito sono usati solo da professionisti. “Il saturimetro viene posizionato su zone anatomiche ricche di capillari, come il dito indice della mano”, spiegano dall’azienda veneta. “Monitorare i livelli di saturazione dell’ossigeno in tempo reale permette di valutare rapidamente, sia in ambito domestico che durante emergenze sanitarie, la necessità di ricorrere alla ventilazione assistita. Ma anche di valutare l’efficacia delle terapie farmacologiche e dei trattamenti fatti per riportare l’ossigeno a valori normali. È uno strumento salvavita, il nostro obiettivo è che chiunque lo possa utilizzare”.

  • L’APPELLO DELL’AZIENDA VICENTINA: ABBIAMO POLIESTERE PER TRE MILIONI DI MASCHERINE, CERCHIAMO CHI SAPPIA CUCIRLE

    La Chioccarello converte la propria produzione “Made in Veneto”: in magazzino pronti centomila metri di tessuto certificato e riciclabile. Già in consegna 20 mila mascherine alla Protezione Civile della Regione Friuli-Venezia Giulia. I titolari, Matteo e Michele Chioccarello: “Vogliamo aiutare chi opera nell’emergenza, non possiamo dipendere dalla Cina per le mascherine”

     

    A Torrebelvicino, vicino a Schio, nel Vicentino, ha sede la Chioccarello Srl, azienda tessile, nata nel 1962, che nel corso di oltre mezzo secolo di attività si è specializzata nella produzione e commercializzazione di tessuti di fibre naturali, artificiali e sintetiche per il settore dell’arredamento. Da sempre tutta la produzione è locale. “Siamo 100% made in Veneto”, rivendicano i titolari, i fratelli Matteo e Michele Chioccarello che, nel pieno dell’emergenza Coronavirus, hanno deciso di cambiare completamente le priorità della produzione, coinvolgendo i 15 dipendenti e attivando degli innovativi processi per creare materiali adatti alle mascherine nei due stabilimenti aziendali, quattromila metri quadri in tutto di superficie.

    I primi a beneficiarne sono stati i volontari della Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia: hanno consegnato nei passati giorni il loro tessuto all’azienda confezionatrice Prelinea Srl di Treppo Grande, in provincia di Udine, che dopo la lavorazione sta facendo avere in queste ore le prime 20 mila mascherine ai volontari.

    Ma si potrebbe far molto di più. A Schio oggi sono accatastati 300 mila metri quadrati di tessuto da destinare al settore per l’arredamento home-office, sedie, poltrone e pannelli per ufficio, forniture contract, sale da cinema e comunità. Negli ultimi giorni 100 mila metri di poliestere sono stati sottoposti ad un trattamento ad hoc, tramite una immersione in un apposito liquido. L’azienda già cinque anni fa aveva ottenuto le certificazioni necessarie per questo processo produttivo, aveva infatti venduto del materiale per mascherine realizzate in Svezia, dove la normativa è molto severa.

    “Il tessuto che abbiamo realizzato è riciclabile al 100% e può essere lavato fino a cinque volte a 60 gradi in lavatrice”, spiegano i Chioccarello. “Non è quindi un prodotto usa e getta. Ma il nostro problema è che non siamo produttori di mascherine, servono dei macchinari professionali per tagliare e cucire che noi non abbiamo. Ci stanno contattando molte aziende, anche dall’estero, per comperare il materiale. Ma preferiamo che rimanga in Italia. È ora di finirla con questa dipendenza dalla Cina per gli strumenti di protezione individuali”.

    Considerato che in media, da ogni metro si possono ricavare dalle 25 alle 30 mascherine, significa che nei magazzini di Schio sono ferme circa tre milioni di possibili mascherine. “In Italia servono 90 milioni di mascherine al mese”, conclude Michele Chioccarello. “E non le abbiamo. Il fatto di aver delocalizzato la produzione in Cina (non è il nostro caso) adesso è uno svantaggio. Noi stiamo giocando la nostra parte. Chi ha la possibilità di convertire questo tessuto è il benvenuto. Noi esportiamo in 27 paesi del mondo, abbiamo una quota del nostro fatturato di circa il 70% in export grazie a 500 colori di tessuti tecnici sempre disponibili a magazzino e a 300 mila metri di tessuto a stock. In questo caso però vorremmo che il tessuto per le mascherine rimanga in Italia. Aiutateci a trovare chi lo possa cucire”.

  • 20 anni di AIA, Claudio Bertini relatore al convegno sull’Autorizzazione Integrata Ambientale

    Nella cornice del SeeBay Hotel di Ancona si è tenuta la conferenza sui 20 anni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale organizzata da Ecocae: con la sua relazione Claudio Bertini, responsabile del settore IPPC della società, è stato uno dei protagonisti della giornata.

    Claudio Bertini: “AIA strumento prezioso per lo sviluppo sostenibile”

    Lo scorso dicembre Ecocae ha organizzato un convegno dal titolo “20 anni di AIA – L’innovazione normativa a tutela dell’ambiente” con l’obiettivo di stimolare un dibattito sugli effetti dell’introduzione in Italia dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. Tra i relatori principali della tavola rotonda Claudio Bertini, responsabile AIA proprio per il Centro Assistenza Ecologica. Durante la sua relazione l’esperto ha sottolineato gli effetti più positivi dall’entrata in vigore del decreto legislativo, che nel 1999 ha dato vita alla procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale, contribuendo sensibilmente alla diminuzione dell’inquinamento e alla diffusione dello sviluppo sostenibile. Nel suo intervento Claudio Bertini ha inoltre evidenziato le molte opportunità ancora da sfruttare, soprattutto nell’ambito della prevenzione dei rischi. L’Autorizzazione, che interessa la maggior parte delle categorie industriali (es. attività energetiche, produzione e trasformazione di metalli; gestione dei rifiuti), prevede infatti l’adozione delle cosiddette Migliori Tecnologie Disponibili (MTD o BAT) e la valutazione sistematica e conseguente riduzione, dei potenziali rischi ambientali associati ai diversi cicli di produzione.

    Claudio Bertini, l’esperienza del verificatore ambientale

    Nato ad Ancona, classe 1973, Claudio Bertini è un biologo e consulente ambientale attualmente Responsabile Autorizzazione Integrata Ambientale di CAE S.r.l. Dopo la maturità scientifica, si laurea in Scienze Biologiche all’Università Politecnica delle Marche, con indirizzo in Biologia Marina e Oceanografia. Nel 2000, presso lo stesso Istituto, consegue un Master per Esperti di recupero ambientale con utilizzo di biotecnologie innovative; in quegli anni collabora con l’Università come Consulente Ambientale. Abilitato alla professione di Biologo, diventa Auditor di Sistemi di Gestione Ambientale ISO 14001 ed in seguito di Gestione dell’Energia ISO 50001. Tra il 2001 e il 2004 è docente formatore per Verificatori Ambientali della scuola Emas di Ancona. Contemporaneamente è anche consulente per il Centro Assistenza Ecologica di Ancona, incarico che ricopre tuttora, occupandosi anche di Valutazione di Impatto Ambientale, End of Waste, Environmental Risk Analysis e Money Saving Ambientale. Infine, da circa 20 anni Claudio Bertini è Responsabile Ambientale per Somipress S.r.l., azienda di pressofusione di leghe di alluminio.

  • MAHOMAN, IL BARBIERE DOMENICANO CHE PORTO’ IL REGGAETON IN ITALIA

    Vive a Treviso da 15 anni, ha creato un format che impazza nelle discoteche. È la storia di Cesar Andres Gomez Lopez, la voce dello stile “urbano”. La sua ultima hit: Los Dominicanos

     

    Ci sono artisti capaci di creare un movimento musicale. Geni illuminati che con il loro esempio diventano capofila di un fenomeno. A volte accade quasi per destino. Come nel caso di Cesar Andres Gomez Lopez, musicista di Santo Domingo con il reggaeton nel sangue fin dalla nascita. Nel quartiere dove è nato, Buenos Aires Herrera, non si balla altro fin dall’alba dei tempi. E lì lui ha iniziato la sua carriera col gruppo “Censurados”. Fino al 2005, aveva trent’anni quando ha deciso di tentare la fortuna in Italia per seguire la moglie e la suocera, che poco prima si erano trasferite a Treviso.

    Inizia allora la diffusione del reggaeton in Veneto. All’inizio, era un fenomeno di nicchia, poco conosciuto. Cesar inizia in duo con un amico, Blade. Poi inizia il progetto da solista, nel 2010. A quel punto qualcosa iniziò a muoversi, il movimento “urbano” iniziava ad attecchire anche nel Nord Italia. Canzone su canzone, infine il successo è arrivato nell’ultimo anno. Prima con un format di eventi, il “Saoco Urbano” che lo ha portato sui palchi di mezza Italia, a guidare una ventina di altri artisti, tutti discepoli della sua scuola. Poi col collettivo “Generacion Latina”, che si è esibito ovunque ci fosse un party dal sapore latinoamericano. Infine, adesso, col successo che arriva dal suo canale YouTube, dove una dozzina di hit continuano a macinare ascolti. L’ultima è Los Dominicanos, un inno ai suoi connazionali che risuona da tutte le consolle.

    “Adoro la musica reggaeton e sono felice di averla importata in tutto il Nord Italia, ma in particolare in Veneto, dove, anche forse per la mia età, sono il veterano del genere”, dice Cesar che mantiene sempre la sua umiltà: sa che di sola consolle non si può vivere. Per questo, ha deciso anche di proseguire con l’altra sua passione, il lavoro del barbiere. A Treviso ha aperto uno studio, il Cesar Barber Shop in via Gasparinetti, che ormai è diventato punto di riferimento per chi ama la musica sudamericana e la tipologia di tagli di capelli e di barbe che prevedono sfumature millimetriche, disegni artistici. La musica? Sempre presente, sparata a tutto volume e proiettata nei maxischermi.

    Ora Cesar, come tutti i suoi colleghi musicisti, è fermo per via del Coronavirus. In questo periodo doveva girare un video alle Tenerife, ma il progetto è rimandato. “Il mio stile piace molto in Spagna, per questo adesso ho un agente a Madrid che sta organizzando un tour in terra iberica”, conclude Cesar. “Il format che vogliamo proporre sarà composto da un paio di ballerine, da un dj e da una seconda voce. Faremo uno show senza precedenti e per noi sarà molto emozionate portare il reggaeton in Spagna”.