Blog

  • Tgcom24: Maria Petrucci, pittrice e scultrice di Spoleto Arte

    Tgcom24: Maria Petrucci, pittrice e scultrice di Spoleto Arte

    Un fulmine a ciel sereno. È stato così per Maria Petrucci quando l’arte ha fatto irruzione nella sua vita. Di lei o, meglio, delle sue opere parlerà il nuovo appuntamento di  Arte in quarantena del Tgcom24. Pittrice e scultrice di Spoleto Arte, Maria Petrucci è testimone di come l’arte non possa rimanere un talento inespresso. Di come sia inevitabile essere se stessi per vivere con se stessi.

    Maria Petrucci

    Il suo percorso artistico comincia a Mantova nel ’72, all’età di 33 anni. All’epoca Maria Petrucci frequentava i corsi dell’Enal (Ente nazionale assistenza lavoratori) e nel frattempo scriveva poesie, dipingeva. In questo periodo conosce il segretario Roberto Tranchina, che la inizia e incoraggia al mondo dell’arte presentandole un bando per un concorso artistico. Da allora la nostra artista raccoglie un successo dopo l’altro.

    Maria Petrucci

    Dalla pittura alla scultura

    Più o meno è la stessa storia con la scultura: conosce il legno nella falegnameria dell’allora marito. Ne rimane affascinata, prova inquietudine. Comincia così a scolpire sulle ginocchia ed espone sei mesi dopo la sua prima scultura in una mostra di pittura. Ma quella rassegna viene vista dal critico mantovano Renzo Margonari che non si lascia sfuggire il nuovo talento. Con stupore la nostra artista ne legge il biglietto a lei indirizzato. Margonari le consigliava caldamente di smettere di dipingere per dedicarsi esclusivamente alla scultura. Si ricolgeva proprio a lei che aveva creato solamente un’unica opera scultorea, quella esposta… Si trattava nientemeno che di esordire come scultrice mentre, come, pittrice, era già affermata. Eppure segue il consiglio.

    L’incidente

    Quasi vent’anni dopo fonda il Museo Maria Petrucci nel suo paese natale, Toffia. Qui si dedica ai ragazzi e alla gente del suo paese. Tuttavia, come le piace ricordare, “la vita dà e toglie”: nel 2000 viene investita da un’automobile. L’incidente compromette per sempre l’uso del braccio destro. Dopo vari tentativi e atroci dolori, l’artista purtroppo è costretta a desistere dalla sua attività artistica.

    Il messaggio

    Una speranza si riaccende nel 2008, quando Editoriale Giorgio Mondadori la contatta per il Catalogo degli Scultori Italiani. Da allora accende l’interesse delle più grandi associazioni artistico-culturali. Scrive nel suo sito: «Ogni lavoro nasce dalle mie emozioni, da una forte spinta interiore, dall’anima. Ho sempre desiderato essere in qualche modo a servizio degli altri e questo museo mi ha permesso di riuscirci».

    Una storia travagliata e uno stile altamente suggestivo, quello di Maria Petrucci.

  • Covid: ecco la polizza per ricoveri e quarantena

    In piena emergenza Covid-19 anche le compagnie assicurative stanno cercando di adattarsi alla situazione sviluppando nuove coperture in grado di aiutare imprese e privati a far fronte a questa inedita situazione. L’ultima novità in materia di polizze salute è l’Assicurazione per Indennità da Sindromi Influenzali da Pandemia che, come annunciato da Facile.it, è disponibile in esclusiva in Italia all’indirizzo: https://www.facile.it/assicurazioni-coronavirus.html

    Il prodotto, di RBM Assicurazione Salute e disponibile grazie alla collaborazione con Facile.it, è nato proprio per offrire un aiuto finanziario ai soggetti colpiti dal Covid-19, e, al contempo, dare un contributo economico alla Protezione Civile: per ogni polizza acquistata tramite Facile.it, il comparatore donerà 5 euro a supporto dell’organizzazione impegnata in prima linea nella gestione dell’emergenza sanitaria.

    La polizza offre un’indennità economica se, a seguito del contagio, l’assicurato viene ricoverato presso una struttura ospedaliera; in questo caso è garantita una diaria che varia dai 35 ai 70 euro al giorno a cui si somma, se il ricovero è in terapia intensiva, anche un rimborso una tantum, riconosciuto al termine della convalescenza, di importo variabile tra i 1.500 e i 3.500 euro.

    La polizza opera anche se l’assicurato positivo al Covid-19 viene sottoposto dall’Autorità Sanitaria competente alla quarantena obbligatoria domiciliare; in questo caso viene riconosciuta un’indennità una tantum che varia dai 250 ai 500 euro.

    Proprio perché pensato appositamente per far fronte all’attuale emergenza, l’Assicurazione per Indennità da Sindromi Influenzali da Pandemia supera alcune delle tradizionali esclusioni che, in un contesto come quello attuale, rendono di fatto inefficaci le normali polizze salute; a differenze di altre coperture, ad esempio, questa polizza è valida anche nel caso in cui il soggetto assicurato avesse altre malattie (anche croniche e recidive), malformazioni e stati patologici antecedenti alla sottoscrizione dell’assicurazione*. Elemento fondamentale visto che i soggetti colpiti più duramente dal Covid-19 sono spesso coloro che hanno altre patologie pregresse.

    Inoltre, la data di decorrenza della polizza coincide con la data di sottoscrizione; questo significa che l’indennità da ricovero, in caso di esigenza, viene riconosciuta dal giorno successivo alla firma del contratto, a differenza di molte altre coperture presenti sul mercato, che prevedono un periodo di attesa, tecnicamente definito periodo di carenza, che in alcuni casi arriva fino a 45 giorni.

    Altro tratto distintivo della copertura è che può essere sottoscritta online e intestata a soggetti terzi; caratteristiche particolarmente utili per proteggere familiari che si trovano lontani da casa e magari hanno poca dimestichezza con gli strumenti digitali. La copertura è valida anche nel caso in cui l’assicurato si trovi all’estero e, a causa del contagio, venga ricoverato in ospedale o messo in quarantena obbligatoria. È possibile assicurare persone con età compresa tra 18 e 70 anni.

    Attenzione alle esclusioni

    Pur avendo eliminato gran parte delle esclusioni presenti nelle tradizionali polizze salute, l’Assicurazione per Indennità da Sindromi Influenzali da Pandemia prevede alcune limitazioni pertanto, come sempre, il consiglio è di guardare con attenzione i fogli informativi prima di sottoscrivere la copertura.

    La polizza non è valida, ad esempio, se, prima di acquistare la copertura, l’assicurato è risultato positivo al Covid-19 o è stato sottoposto a tampone di cui ancora non sono noti i risultati, se si ha più di 70 anni o, anche, se si fa parte di alcune categorie professionali come, sempre in via esplicativa, i medici, gli infermieri, gli operatori sociosanitari.

    Di seguito una tabella riassuntiva con le principali caratteristiche della polizza:

     

    Opzione Base Opzione Media Opzione Top
    Costo (assicurati età 18-65 anni) 119 € 199 € 299 €
      Costo (assicurati età 66-70 anni) 167 € 279 € 419 €
      Indennità Base Indennità Media Indennità Top
    Ricovero Ricovero per accertamenti e cure 35 € 50 € 70 €
    al giorno al giorno al giorno
    (max 30 gg) (max 30 gg) (max 30 gg)
    Indennità da convalescenza post Terapia Intensiva 1.500 € 2.500 € 3.500 €
    una tantum una tantum una tantum
    Quarantena Indennità da quarantena obbligatoria 250 € 350 € 500 €
    una tantum una tantum una tantum

     

    *Restano esclusi i soggetti non assicurabili e le persone affette da alcolismo, tossicodipendenza e sieropositività HIV.

  • Knauf: L’emergenza si batte con una strategia di sistema

    Nel contesto attuale che rivoluziona ogni paradigma chi vuole contribuire attivamente per superare l’emergenza ha due sole possibilità: intervenire con singole iniziative o agire con una visione globale e un progetto integrato. Knauf ha scelto la seconda.

    Castellina Marittima (PI), 9 aprile 2020Knauf, leader nel mondo dell’edilizia leggera e dei sistemi a secco ha scelto di intervenire in prima persona impegnandosi direttamente nel contesto dell’emergenza COVID-19 con una strategia di ampio respiro. Consapevole dell’importanza di un approccio di sistema e della necessità di preservare i propri partner, Knauf intende dare il proprio contributo per un’uscita dal tunnel che sia collettiva e condivisa. Per questo ha scelto di mantenere l’operatività della propria struttura e di adottare un piano di misure a supporto della filiera, una politica di comunicazione per rendere i propri partner consapevoli della necessità di restare uniti e dello sforzo che Knauf compie in loro favore e un’attività solidale in favore di istituzioni e autorità sanitarie per contribuire in modo globale alla realizzazione delle nuove strutture necessarie all’assistenza a malati e convalescenti.

    #InsiemeCeLafaremo – Non è un semplice hashtag ma la visione con cui Knauf afferma con forza la continuità della propria presenza attiva sul mercato e che si concretizza in una serie di iniziative mirate a portare valore al canale e ai principali partner.
    La campagna #InsiemeCeLafaremo di Knauf si declina infatti in azioni pensate per modificare in senso positivo lo stato delle cose. In particolare, con il servizio #CantiereSmart Knauf assicura un potenziato supporto progettuale, tecnico, operativo e logistico che va dall’assistenza on demand alla fornitura di materiali per chi, come progettista, impresa o applicatore, in questi giorni è impegnato nella corsa alla realizzazione di ambienti destinati alla gestione dell’emergenza sanitaria. #ProgettoaKasa invece è il servizio messo a punto per supportare progettisti e architetti che, seppur lontani dai cantieri, stanno dedicando questo periodo all’attività progettuale. A loro disposizione Knauf mette nuovi contenuti tecnici, webinar, assistenza, tutoring, affiancamento e supporto per scaricarli dalle incombenze più tecniche e operative e lasciare loro più tempo da dedicare a creatività e qualità del proprio lavoro.
    Più trasversale invece è il servizio #lmparoaKasa, un articolato servizio di formazione e informazione online con webinar, in podcast e on demand, e approfondimenti a tema su argomenti verticali utili ai vari segmenti dei suoi target. Parimenti trasversale e creato per stimolare crescita professionale e atteggiamento positivo è #LeggoaKasa, il servizio di creazione e pubblicazione di contenuti frutto del patrimonio di knowhow Knauf che mantiene alta l’offerta di magazine, focus e approfondimenti per continuare a informare anche a casa su soluzioni e prodotti Knauf.

    Così, in questo periodo di clausura forzata, con la creazione di nuovi servizi, Knauf supporta i professionisti del settore (progettisti, architetti, applicatori) che possono continuare a svolgere attività di creazione e progettazione (i primi) sfruttando gli strumenti potenziati e i nuovi supporti informativi che Knauf mette a loro disposizione o approfittare del periodo di libertà dal cantiere per crescere professionalmente con i nuovi corsi online e con il nuovo materiale che Knauf sta mettendo a loro disposizione.
    Knauf infatti, consapevole che l’uscita dal tunnel della crisi economica conseguente a quella sanitaria sarà possibile solo assieme, sta adattando strategie, tattiche e attività per dare sempre maggior supporto ai propri partner e una politica di comunicazione capace di ribadire la necessità di restare uniti.
    “L’emergenza globale richiede un approccio di sistema. Per questo Knauf ha scelto la strada della resilienza olistica condivisa a supporto dell’intera filiera e in collaborazione con tutti i suoi membri” sintetizza Damiano Spagnuolo, Marketing & Product manager Knauf.

    Knauf, una prova di forza per dare risposte integrate all’edilizia sanitaria/ospedaliera L’emergenza ha fatto emergere l’urgenza di creare al più presto strutture ospedaliere e sanitarie capaci di accogliere e assistere l’enorme numero di pazienti, ristrutturando locali esistenti o creandone di nuovi. Le autorità sanitarie di fronte a questa sfida devono risolvere due importanti criticità: la velocità di esecuzione dei lavori e le esigenze progettuali, con performance e parametri di qualità molto elevati. Di fronte a tale contesto, dato che i sistemi a secco sono capaci di offrire la miglior risposta alle citate esigenze di velocità e prestazioni, Knauf ha scelto di mantenere attiva la sua struttura tecnico/produttiva e di adottare un modello organizzativo capace di assicurare ogni tipo di assistenza al settore edile dedicato alla sanità, sviluppando un sistema integrato per collaborare trasversalmente con tutta la filiera, dai progettisti ai tecnici, dagli applicatori ai direttori di cantiere, assicurando a ciascuno il massimo supporto progettuale, organizzativo, logistico e tecnico.

    La strategia di Knauf di fronte all’emergenza sanitaria, dopo aver immediatamente preso tutte le necessarie misure per mettere in totale sicurezza dipendenti e collaboratori, è stata quindi quella di assicurare la continuità del servizio a tutte le filiere strategiche impegnate nella lotta contro il virus, con particolare riferimento a quelle del settore sanitario, adottando una speciale organizzazione interna per la produzione, la gestione e la consegna dei materiali oltre che per l’assistenza progettuale e tecnica.
    “L’emergenza richiede la velocità e la qualità che i nostri sistemi assicurano. È nostro dovere mettere progettisti, imprese e applicatori nelle migliori condizioni per coglierli!” spiega Spagnuolo.

    Un esempio concreto: contro il virus, Knauf c’è – #InsiemeCeLaFaremo è l’hashtag al quale Knauf ha aderito e che ne rispecchia totalmente la filosofia e l’impostazione. Coerentemente, oltre a continuare a stare in prima linea fornendo materiali, sistemi e assistenza ai cantieri aperti, Knauf ha deciso anche di contribuire in prima persona alla costruzione a tempo di record di una struttura sanitaria nel nord Italia non con una semplice donazione di materiali o danaro bensì fornendo, sotto la bandiera della solidarietà che è uno dei suoi valori fondanti, tutte le necessarie soluzioni complete, dai materiali alla consulenza tecnica e progettuale, mettendo il suo magazzino prodotti, la sua organizzazione, la sua tecnologia, e soprattutto la qualità del suo capitale umano a totale disposizione dei responsabili della struttura in questione. È questo il senso, il valore del messaggio portato dall’hashtag #InsiemeCeLaFaremo, a cui Knauf ha aderito con convinzione impegnandosi ad azzerare le distanze e a rispondere con forza a un momento difficile della nostra storia, nel quale Knauf vuole essere testimone e fautore di unione e speranza, ma anche portatore di stimoli per agire concretamente e riprendere a crescere insieme.

    KNAUF, RISPOSTE COMPLETE CHE FANNO SISTEMA
    Le esigenze dell’edilizia sanitaria e ospedaliera richiedono, per la loro complessità, risposte capaci di affrontarne l’intero insieme in maniera sistematica. Essendo ambienti di comunità, strutture e finiture devono garantire elevata resistenza agli urti e al fuoco, prestazioni di assorbimento e isolamento acustico notevolmente superiori, capacità di assicurare un ambiente confortevole, igienicamente salubre e sicuro dal punto di vista antisismico. Non solo: anche gli impianti di cui i locali devono essere dotati sono estremamente numerosi, complessi e particolari e richiedono strutture adeguate ad accoglierli in totale sicurezza, facili e veloci da allestire ma anche da disallestire in caso di improvviso mutamento delle esigenze.
    I sistemi Knauf fanno esattamente questo perché vanno oltre le prestazioni del singolo componente e creano strutture in cui caratteristiche e funzionalità di ogni elemento si integrano per dar luogo a soluzioni mirate capaci di risolvere ogni specifico problema. La filosofia Knauf supera la logica del prodotto singolo che, per quanto eccellente, non può rappresentare la risposta a un problema complesso e si dimostra oggi assolutamente vincente in presenza di una emergenza sanitaria in cui il fare presto è importante quanto il fare bene.

    Nel contesto dell’emergenza la leadership di Knauf nel settore dei sistemi a secco consente di edificare le necessarie strutture alla massima velocità. La riduzione dei tempi di posa è l’enorme vantaggio offerto dai sistemi a secco che permette di realizzare strutture nel più breve tempo possibile: le fasi di montaggio si susseguono con rapidità, senza le attese tra una fase e l’altra necessarie ai sistemi tradizionali, favorite anche dalla leggerezza di tali sistemi sia per le fasi di movimentazione in cantiere sia per le fasi di installazione vera e propria. In più, anche la pulizia del cantiere e la riduzione degli sfridi che tale sistema offre contribuiscono ad accelerare la costruzione.
    Le strutture a secco garantiscono anche la totale attrezzabilità impiantistica e una facile ispezionabilità: soffitti, pareti e contropareti a secco le permettono con estrema facilità anche per le dotazioni impiantistiche più complesse, ancora una volta riducendo drasticamente sfridi e tempistiche di esecuzione. Infine, la notevole riduzione dei trasporti che si ottiene ricorrendo ai sistemi a secco abbatte sensibilmente il tempo di approvvigionamento dei materiali in cantiere.
    Concludendo – “Knauf crede nella solidarietà e nella collaborazione; così, nel momento in cui tutti sono chiamati a dare il proprio contributo alla lotta contro l’epidemia, Knauf ha ritenuto doveroso impegnarsi donando un progetto integrato invece di disperdersi in singole iniziative sparse” ha spiegato Spagnuolo che così conclude: “Nella situazione di emergenza Knauf c’è e resta in prima linea, operativa nel consegnare tutto il materiale occorrente alle strutture sanitarie e nel dare a progettisti, imprese e applicatori che sono sul campo tutta la consulenza, il supporto e l’assistenza necessaria, perché da questa emergenza usciremo solo operando tutti assieme. #InsiemeCeLaFaremo”.

  • Assenza di braccianti stranieri? Geoplant Vivai lancia una proposta al Presidente Bonaccini

    Con le gelate che hanno distrutto il 100% delle drupacee, L’Emilia-Romagna ha la manodopera disponibile per sostenere, anche solo parzialmente, il comparto agricolo di altre Regioni

    A breve Verona entrerà nella fase della raccolta delle fragole ma mancano migliaia di operai. L’Emilia-Romagna, visti i danni da gelo che hanno portato via quasi il 100% delle drupacee, avrà di certo braccianti disponibili”. A parlare è Lucilla Danesi, Responsabile Commerciale Fragole dell’azienda vivaistica Geoplant Vivai, che con un post su Facebook ha avanzato al Presidente della Regione Stefano Bonaccini una proposta concreta per ovviare alla mancanza di braccianti stranieri, fondamentali per rispettare gli impegni del calendario agricolo di questo periodo. “Riusciamo a coordinare le due Regioni in modo che gli agricoltori veronesi non debbano lasciare la frutta su pianta e dei disoccupati possano trovare una forma di reddito?”

    Una soluzione che è certamente parziale, ma sintetizza bene la posizione solidale e propositiva che Geoplant Vivai sta tenendo in questo periodo. Nelle ultime settimane l’azienda ravennate si è fatta portavoce, in diverse occasioni, delle gravi problematiche che il comparto agricolo sta affrontando a causa dell’emergenza Coronavirus: dalle difficoltà della logistica al rischio del blocco export, fino all’inquietante e attuale prospettiva di perdere il lavoro di un’intera stagione.

    Mancano davvero pochissimi giorni all’inizio della raccolta – continua Lucilla Danesi – e ora è necessario rimanere uniti e concentrarci sull’aiuto che possiamo dare concretamente all’agricoltura veneta. In Emilia-Romagna registriamo una sovrabbondanza di personale e quindi è doveroso pensare a delle strategie per mettere a disposizione di altre Regioni risorse di cui tutti in questo momento lamentano l’assenza”.

    La preoccupazione non si esaurisce qui, ma si estende anche a tutte quelle aziende agricole di piccole dimensioni che, lontane dai circuiti della grande distribuzione, rischiano di rimanere isolate e perdere il raccolto, sia della primavera che dell’estate. “Per evitare questo rischio crediamo sia importante che ogni azienda abbia uno spazio gratuito dove pubblicizzarsi, consentendo ai consumatori di sapere dove sono e cosa offrono”, conclude Lucilla Danesi invitando tutti gli operatori a usare WEFROOD, l’app che unisce produttori e rivenditori di frutta e permette anche piccole realtà di ottenere una visibilità importante, necessaria a raggiungere il consumatore in questo periodo di crisi.

    http://www.geoplantvivai.com/

  • Gabriele Maquignaz lancia il progetto Arte per la vita

    Si chiama ARTE PER LA VITA il progetto ideato dall’artista Gabriele Maquignaz di Valtournenche (supportato dall’esperto di progetti culturali Gabriele Accornero), insieme con Luciano Seghesio, Fondatore della Galleria Inarttendu smart Gallery di Aosta e Giovanni Giradini Presidente dell’Associazione civica Rinascimento Aosta, in collaborazione con Spoleto Arte.

    La finalità è quella di raccogliere fondi per contribuire, grazie alla generosità degli artisti e degli acquirenti delle loro opere, alle spese sanitarie inerenti l’emergenza COVID-19 a favore della AUSL della Valle d’Aosta.

    Il progetto Arte per la vita

    ARTE per la VITA è un progetto apartitico, apolitico e aconfessionale, che nasce per raccogliere Fondi per l’Emergenza COVID-19 a favore dell’AUSL della Regione Autonoma della Valle d’Aosta, il cui riferimento per il progetto è il Direttore Sanitario Pier Eugenio Nebiolo.

    In questo durissimo momento ARTE per la VITA rappresenta un simbolo a favore della vita attraverso le opere degli artisti e concretamente offrendo un contributo alla battaglia contro il Virus COVID-19.

    L’Arte, da sempre considerata una sorta di Cenerentola da parte del mondo economico, può al contrario essere molto utile alla collettività in assoluto e specificamente in questo frangente.

    Si tratta di un progetto molto semplice ma che deve essere tempestivo in quanto a fronte di un’emergenza sanitaria.

    Opere e artisti sulla piattaforma

    Artisti valdostani e non hanno generosamente accettato di donare una loro opera per il progetto. Tutte le opere donate sono illustrate nelle Sezioni OPERE D’ARTE e IMMAGINI INGRANDITE del sito.

    Per ogni opera è indicato da parte dell’Artista il valore di mercato: gli acquirenti potranno confermare il valore o anche aumentarlo a loro discrezione.

    Le opere acquistate saranno spedite ai donatori a emergenza COVID-19 terminata con Corriere Espresso e oneri di trasporto addebitati sul Fondo di donazione. Se preferito dagli acquirenti sarà possibile ritirare le opere presso gli artisti o alla Galleria Inarttendu di Aosta in via Laurent Martinet, 6.

    L’elenco degli acquirenti, di fatto donatori in denaro, salvo richieste di anonimato, sarà pubblicato sul sito web del progetto insieme all’elenco degli artisti donatori delle opere.

    Nel caso di obbligo di versamento dell’Iva da parte degli Artisti (per i titolari di Partita Iva), la stessa sarà versata agli stessi dietro fattura dall’Associazione Rinascimento Aosta a valere sul Fondo Donazioni raccolto.

    I valori delle opere indicati includono le spese di spedizione, che verrà effettuata a Emergenza Covid-19 rientrata. Fatta salva la possibilità, per chi ne avesse la possibilità, di ritirare le opere c/o gli artisti.

    arte per la vita

    Come donare

    Chi vorrà fare una donazione acquistando un’opera dovrà effettuare un bonifico bancario, del valore indicato alla sezione OPERE D’ARTE o superiore, al conto corrente bancario dell’Associazione intestato a:

    Associazione Rinascimento Aosta

    Banca Unicredit

    IBAN: IT 91 R 02008 01399 000105884750

    causale: donazione progetto Arte per la Vita COVID-19 – nome dell’opera e dell’ARTISTA

     

    I Donatori in denaro dovranno inoltre inviare copia dell’ordine di bonifico via mail al seguente indirizzo: [email protected].

    Man mano che i pezzi saranno oggetto di donazione verrà indicato il perfezionamento dell’operazione sul sito del progetto.

    Il ricavato delle donazioni sarà devoluto all’AUSL della Valle d’Aosta al netto del solo costo del trasporto corriere dai luoghi di prelievo ai donatori, del pagamento dell’IVA sulle cessioni a titolo gratuito nel caso di Artisti con Partita Iva e di eventuali costi di stampa e incorniciatura se richiesti dagli artisti.

    Apposito rendiconto dell’operazione verrà trasmesso a tutti i partecipanti e pubblicato sul sito web del progetto.

    La campagna di donazioni resterà aperta per 2 mesi, ossia sino al 12 giugno 2020.

    Al termine del periodo il ricavato (al netto del solo costo del trasporto corriere dai luoghi di prelievo ai donatori, del pagamento dell’IVA sulle cessioni a titolo gratuito da parte di soggetti Iva e di eventuali costi di stampa e incorniciatura se richiesti dagli artisti) sarà donato all’AUSL con versamento integrale su c/c intestato all’Azienda Sanitaria (rif. dott. Pier Eugenio Nebiolo Direttore Sanitario AUSL).

    Chi sono gli artisti di Arte per la vita

    Sono 52 gli artisti che sino ad oggi, in soli 5 giorni, hanno donato una o più opere oltre a un collezionista che ne ha donate due di proprietà, per un totale di 57 opere.

    Di seguito in ordine di adesione al progetto:

    1. GABRIELE MAQUIGNAZ coideatore del progetto 3 opere opere in corso di produzione
    2. ARIANNA DI ROMANO special guest
    3. GIANCARLO ZUPPINI special guest 2 opere dono del proprietario
    4. STEVE MC CURRY special guest
    5. OLIVIERO TOSCANI special guest
    6. PAOLO PELEGRIN special guest opera in corso di produzione
    7. GIOVANNI IUDICE special guest opera in corso di produzione
    8. BOBO PERNETTAZ
    9. KETTY SPEZIARI
    10. ALESSANDRA PELOSO
    11. FRANCO BALAN (JOEL) opera in corso di produzione
    12. ENRICO ROBUSTI special guest
    13. AIME’ MAQUIGNAZ
    14. MATTEO BASILE’ special guest opera in corso di produzione
    15. MARINA TORCHIO
    16. ROBERTO VILLA opera in corso di produzione
    17. MARIE ANGE MAQUIGNAZ
    18. DONATO SAVIN
    19. FABIO SGROI special guest
    20. ANDREA LEONARDI opera in corso di produzione
    21. LUCIANO REGAZZONI
    22. ALBERTO FACCINI opera in corso di produzione
    23. ANDREA SERIO
    24. SOPHIE-ANNE HERIN
    25. DORINO OUVRIER
    26. BRUNO DIEMOZ
    27. ENZO MASSA MICON 2 opere
    28. FABIO DIBELLO
    29. GENTO 10
    30. MARCO TAREA opera in corso di produzione
    31. PAOLA PERSELLO
    32. PIETRO CELESIA
    33. STEFANO SIMONTACCHI special guest opera in corso di produzione
    34. SALVATORE CAZZATO
    35. STEFANO VENTURINI
    36. GAETANO TUFANO opera in corso di produzione
    37. TULLIO MACIOCE
    38. GIULIO CRIVELLARI
    39. MONICA LILIANA ZAFRA P.
    40. ANTONIO VIZZI
    41. LEA BERARD
    42. MICHELE TURCO
    43. EZIO DELLOSTA 2 opere
    44. FABRIZIO BRAZZALE
    45. LIVIO MOGNOL
    46. PASQUALINO FRACASSO
    47. FABRIZIO LEONARDUZZI
    48. OMAR RONDA special guest opera in corso di produzione
    49. VANDA SARTEUR
    50. ERIK FISANOTTI
    51. MARCO JOLY
    52. MARINO CATALANO opera in corso di produzione

     

    ALTRI ARTISTI COMING SOON (il numero di adesioni è in costante crescita e il sito verrà aggiornato online). Chi volesse aderire al progetto è pregato di contattare: Luciano Seghesio 335 1213132 [email protected]

     

    PER INFORMAZIONI

    www.arteperlavita.com

     

    Gabriele Maquignaz 339 1371001

    [email protected]

     

    Luciano Seghesio 335 1213132

    [email protected]

     

    Gabriele Accornero 327 2964085

    [email protected]

     

    Giovanni Girardini 0033 6 232923262

    [email protected]

    [email protected]

     

    Facebook

    Inarttendu

    rianscimentoaosta

  • Unibg non si ferma: dal 16 al 24 aprile, una visita virtuale alla scoperta dell’Ateneo per orientarsi. Il vademecum per partecipare agli Open Day digitali

    Bergamo, 10 aprile 2020 – “Cari studenti, cari ragazze e ragazzi, benvenuti! Facciamo le cose per bene (anche se alla giusta distanza): presentiamoci. Io sono Remo Morzenti Pellegrini, il Rettore dell’Università degli studi di Bergamo e questo messaggio video è per accogliervi all’interno della nostra università, all’interno della nostra comunità di studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo”.

    Con queste parole si apre il video di benvenuto del rettore agli studenti che da giovedì 16 a venerdì 24 aprile si collegheranno in streaming per conoscere da “vicino” l’Università degli studi di Bergamo durante uno dei numerosi eventi di open day digitale, dal titolo “Unibg non si ferma”, organizzati dall’ateneo.

    L’ateneo bergamasco, in questo momento di emergenza, ha deciso di non fermare le giornate di presentazione dell’offerta formativa e dei suoi servizi, soprattutto alla luce del successo del primo weekend di porte aperte che lo scorso 15 febbraio ha visto la partecipazione di oltre 600 studenti delle superiori.

    E così i futuri studenti, dopo aver individuato il corso di laurea triennale o a ciclo unico di interesse, potranno collegarsi, insieme ad altre migliaia di colleghi, all’evento di presentazione del corso.

    Sul sito di Unibg (a questo link www.unibg.it/openday2020) è attiva una sezione dedicata per scoprire l’offerta, i servizi dell’ateneo e il calendario degli Open Day virtuali.

    Alla voce “Cerca il tuo corso” lo studente può navigare all’interno dell’offerta formativa e salvare il link della presentazione del corso che si terrà in streaming nel giorno e nell’ora indicati nel programma.

    Nella sezione “Servizi unibg” a disposizione lo sportello orientamento, utile strumento per le matricole e le famiglie dei futuri studenti il quale propone tra i tanti, anche counseling personalizzati. Ma non solo, Unibg predispone di servizi agli studenti con disabilità e Disturbi Specifici dell’Apprendimento, tariffe agevolate e convenzioni per la mobilità sostenibile o le numerose opportunità di studio all’estero.

    Proseguono anche le attività dello sportello orientamento in modalità telematica in piccolo gruppo: per chiedere informazioni o prenotare un appuntamento è sufficiente collegarsi alla pagina https://www.unibg.it/studia-noi/ti-aiutiamo/orientarsi

     

    COME ACCEDERE E PARTECIPARE AGLI OPEN DAY DIGITALI 2020

    1. Collegarsi al sito unibg.it e accedere alla sezione Open Day digitali
    2. Una volta individuati i corsi di laurea di interesse, i servizi e le opportunità che Unibg offre, individuare giorno e ora dell’open day come da calendario.
    3. Salvare il link della diretta
    4. Accedere il giorno e l’ora della diretta. Gli eventi saranno trasmessi sulla piattaforma Microsoft Teams, gratuitamente accessibile da parte di tutti gli utenti. Sempre nella pagina del sito internet dedicata agli open day sono disponibili le istruzioni pe l’utilizzo di Microsoft Teams.
    5. Per consentire inoltre uno svolgimento dello streaming ordinato e utile a tutti, e dare le risposte alle principali domande degli studenti, l’Università ha predisposto dei form da compilare prima dello streaming.
  • Barcella Elettroforniture risponde all’appello del nuovo presidio ospedaliero della Fiera di Bergamo con l’acquisto di importanti macchinari per la terapia intensiva

    Barcella Elettrofornitureleader in Italia nel campo della distribuzione di materiale elettrico nei settori industriale, residenziale e terziario, per l’illuminazione e per l’automazione industriale, dona cinquanta mila euro al nuovo presidio Ospedaliero della Fiera di Bergamo realizzato dall’Associazione Nazionale Alpini per l’acquisto di apparecchiature per la terapia intensiva.

    Barcella Elettroforniture ha permesso l’acquisto di sette BeneHeart D6, defibrillatori portatili studiati sia per l’utilizzo pediatrico sia su adulti, che grazie alla connessione Wi-Fi permettono di seguire lo stato di paziente durante i trasferimenti. Un’importante iniziativa che nasce dalla volontà di supportare il sistema sanitario durante questa emergenza, ma soprattutto un segnale del forte legame dell’azienda con il proprio territorio.

    «L’emergenza sanitaria ha in poco tempo stravolto la nostra realtà – afferma Guido BarcellaAmministratore Unico di Barcella Elettroforniture SpA – Nella mente di un imprenditore cambiano le certezze, molte le preoccupazioni, molte le responsabilità verso i propri collaboratori e le loro famiglie, e quando è la nostra comunità, la nostra gente, la nostra Bergamo a chiamarci, il cuore risponde: noi ci siamo. Grande è la gratitudine per chi combatte in prima linea, per chi in tempo record ha realizzato un presidio ospedaliero, grande è il nostro orgoglio e vogliamo fare ciò che serve fare e statene certi: vinciamo noi, #BerghemMolaMia».

    Una donazione che risponde alla richiesta del settore sanitario per la carenza di apparecchiature di primo soccorso funzionali alla cura delle complicazioni cliniche che possono insorgere nei pazienti affetti da Coronavirus.

    «Le apparecchiature che ci donerà Barcella Elettroforniture saranno usate anche dopo l’emergenza Covid-19 per monitorare i pazienti più critici che arrivano al Pronto Soccorso del Papa Giovanni XXIII e che vengono localizzati nella shock room prima di essere trasferiti in rianimazione o nelle sale operatorie» sottolinea l’ing. Maddalena Branchi, Direttore UOC Ingegneria Clinica dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII. «Si tratta di un’evoluzione del sistema esistente che, grazie alla connessione Wi-Fi dell’ospedale e a una centrale che verrà messa nella shock room ci permetterà di seguire lo stato del paziente anche durante il trasferimento, segnalando eventuali problemi che dovessero insorgere nel tragitto. I sistemi donati uniscono in un unico dispositivo un monitor di alte prestazioni che consente di monitorare tutti i parametri vitali e un defibrillatore».

  • GSI Security Group dona 300 colombe agli ospedali bergamaschi

    300 colombe pasquali da destinare all’Ospedale da Campo di Bergamo, all’Ospedale Papa Giovanni XXIII e all’Ospedale di Treviglio: questa è l’ultima iniziativa promossa da GSI Security Group, l’istituto di vigilanza con sede a Treviglio, in via Bergamo 62.

    Un segno di riconoscenza per gli operatori sanitari, da settimane in prima linea nella battaglia contro il Covid -19. Le colombe infatti, saranno consegnate quest’oggi, venerdì 10 aprile, ai medici e agli infermieri dei reparti Covid, Pronto Soccorso e Terapia intensiva delle tre strutture ospedaliere. Ad accompagnarle, un biglietto di ringraziamento per il grandissimo lavoro svolto e un augurio che questa battaglia venga vinta al più presto. Biglietto che ha accompagnato anche le 50 torte che nei giorni scorsi, GSI Security Group ha donato all’Ospedale di Treviglio.

    Si tratta solo dell’ultima iniziativa dell’istituto di vigilanza, che nelle scorse settimane ha destinato oltre 10 mila mascherine all’Ospedale di Treviglio e alle case di riposo del territorio.

    “Questi nostri piccoli gesti, vogliono essere solo la dimostrazione di vicinanza e estrema gratitudine a tutti i medici e infermieri che ogni giorno e si stanno prendendo cura di tutto noi, con dedizione e umanità. La colomba pasquale vuole essere solo un augurio di buon auspicio che questa tragedia che ha colpito il territorio bergamasco, possa passare presto”, afferma la Famiglia Rivoltella di Treviglio, proprietaria del Gruppo GSI.

    Ma non è finita qui: nelle prossime settimane, GSI consegnerà ulteriori presidi di protezione (mascherine) alle strutture sanitarie più bisognose, e proseguirà la distribuzione finché l’emergenza non sarà terminata.

  • Geoplant Vivai chiama gli Italiani alla raccolta

    Per sopperire alla mancanza di braccianti stranieri l’azienda ravennate chiede alle Istituzioni di intervenire con politiche adeguate e capaci di mettere il comparto nelle condizioni di assorbire, anche per il futuro, manodopera italiana.

    Mancano poche settimane all’inizio della raccolta della fragola e gli agricoltori di tutta Italia non sono ancora in grado di rispondere a un interrogativo che giorno dopo giorno si fa più pressante: chi coglierà la prima frutta di stagione? A domandarselo è anche Lucilla Danesi, Responsabile Commerciale fragola dell’azienda vivaistica Geoplant Vivai, azienda ravennate specializzata nella coltivazione di piante da frutto e da fragola.

    L’emergenza è alle porte perché nel Centro-Nord Italia tra poche settimane si entrerà in raccolta con la fragola – commenta Danesi – Con quali braccia le coglieremo? Non possiamo permettere che i nostri agricoltori perdano il raccolto di un’intera stagione. La nostra azienda produce piante, non frutta ed è ben coperta in termini di personale, ma molti frutticoltori rischiano di dover lasciare le fragole sulle piante. Occorre un intervento immediato”. L’emergenza sanitaria che ha colpito il Paese, infatti, ha sottratto al comparto la manodopera straniera normalmente impegnata in questo periodo nelle campagne: si parla di 370.000 braccianti provenienti soprattutto da Est Europa e Nord Africa e che attualmente sono rimasti nei loro paesi a causa del Covid19. Un’assenza che non potrà essere risolta con la circolare con cui recentemente il Ministero dell’interno ha prorogato fino al 15 giugno i permessi di soggiorno in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020.

    Secondo la responsabile di Geoplant Vivai, una soluzione per risolvere lo stallo e garantire continuità alla filiera agricola c’è e proviene direttamente da casa nostra. Sono tantissimi gli Italiani che sono disoccupati o momentaneamente inoccupati a causa della crisi. Questa categoria di persone rappresenta una risorsa potenziale che andrebbe valorizzata e messa nelle condizioni di dare il proprio contributo al settore in un periodo di difficoltà senza precedenti”. Una situazione di emergenza a cui rischia di aggiungersi anche un evidente paradosso. “Mi auguro che lo Stato colga questa occasione per stimolare la reddittività delle persone e contestualmente incontrare il bisogno delle aziende, attraverso la messa in atto di strumenti efficaci e in grado di facilitare le assunzioni. Credo si tratti di un’alternativa da preferirsi all’impiego di taluni ammortizzatori sociali che genererebbero meccanismi puramente assistenzialistici. Ci mancherebbe che per garantire un indennizzo improduttivo non si riuscisse poi a reperire manodopera e la frutta dovesse marcire su pianta: sarebbe l’assurdo. Fermo restando che le gelate degli ultimi giorni, purtroppo, si sono portate via quasi tutte le drupacee in Regione. Insomma, piove sul bagnato”.

    Un problema che ha anche ulteriori risvolti da non sottovalutare. Prosegue Danesi: “Per rimettere in moto la macchina produttiva, serve efficienza e occorre che buona parte degli incentivi venga concessa alle aziende in termini di riduzione della pressione fiscale e contributiva. Andando così a stimolare meccanismi virtuosi di rioccupazione e perché no, di riavvicinamento al settore primario che ha vissuto forti emorragie di personale negli ultimi decenni”.

    Una formula inoltre per fronteggiare situazioni di irregolarità che in alcuni contesti portano a condizioni lavorative spesso non conformi e oltre misura precarie. “Ci sono stati troppi casi di sfruttamento indecoroso nel recente passato: fenomeni da combattere a livello governativo con convinzione e forza. Il lavoro sommerso deve esser contrastato, gli operai di campagna retribuiti secondo i Contratti Collettivi di Lavoro; e allo stesso tempo, gli imprenditori agricoli devono essere messi nella condizione di fare reddito, proprio per potere garantire compensi e condizioni di lavoro accettabili ai loro dipendenti. Tradotto, la redditività va meglio distribuita, così che tutti i soggetti della filiera ne traggano beneficio e marginalità”.

    Creare una situazione economica sostenibile consentirebbe anche di assicurare una ulteriore qualità sulle tavole del pubblico, grazie all’adozione di pratiche di controllo garantite.

    Ridiscutere i modelli – conclude Lucilla Danesi – sarebbe un’opportunità da cogliere per uscire da questa situazione di crisi e per gettare le basi di un rilancio da tempo necessario. Le produzioni nazionali sono tra le più apprezzate nel mondo e tutelarle nel modo giusto significa valorizzare un patrimonio che non possiamo permetterci di disperdere. In tempi di sacrifici e di analisi, il bilancio può diventare positivo se tutti i protagonisti della filiera sapranno trovare modalità e approccio che vadano verso una più congrua retribuzione di lavoratori e operatori, a vantaggio di tutti”.

    http://www.geoplantvivai.com/

  • Il Cicloturismo in Umbria, dopo la ripartenza

    Ora siamo tutti fermi ma speriamo di ripartire presto, la voglia è tanta. Nel ripartire dovremmo fare i bravi come in effetti lo abbiamo fatto in questi mesi e rispettare tutte le linee guida che ci verranno suggerite. Posso pensare che tra questi suggerimenti ci sarà la mascherina, i guanti, gli spazi tra l’uno e l’altro e l’aerazione degli ambienti. Pensando alle nostre future vacanze dovremmo adeguarci a queste regole. Proprio per questo motivo mi viene in mente di suggerire che per ripartire con le vacanze non sarebbe male ripartire dall’Italia e da tutti quei posti e luoghi grandi e piccoli che abbiamo da visitare nella nostra penisola. Ad oggi potrei suggerirvi, vista la situazione, di poter ripartire dal cicloturismo in Umbria. Ampi spazi verdi ed incontaminati da girare, sentieri ben segnalati e non affollati che attraversano, borghi, vigneti, uliveti, cantine e osterie. Un viaggio all’aperto e da fare in poche persone, distanti l’una dall’altra. Una vacanza attiva, anche un po’ faticosa ma che può fare al nostro caso dopo tanti giorni di immobilità ed inattività casalinga. La fatica potrebbe anche essere diluita, scegliendo di pedalare con una bicicletta assistita elettricamente. Chi vi accompagnerà in giro per l’Umbria in Bicicletta saprà indirizzarvi anche su un buon noleggio dove trovare il mezzo giusto a prezzi giusti. Potrebbe essere la vacanza ideale del 2020 dopo la pandemia. Per il mangiare e il dormire scegliete un bel Agriturismo in Umbria. Prenotare un Agriturismo in Umbria significa privilegiare il mangiar bene, genuino e a filiera corta, dal produttore al consumatore. In Umbria si trova anche questo e non sono poche le aziende agricole che sanno offrivi i loro prodotti genuini. Anche questo renderà la vostra vacanza in Umbria una esperienza da ricordare. L’idea di oggi è “Il Cicloturismo in Umbria dopo la ripartenza”.

  • Mercato del lusso verso la crisi, neppure la SARS colpì tanto duramente

    Gli effetti della pandemia da Covid-19 si abbatteranno in modo forte su uno dei settori di eccellenza dell’economia italiana, quello il mercato del lusso. Quando il virus ha cominciato a diffondersi in Cina, i timori erano forti ma non si poteva immaginare quel che sarebbe successo in seguito. Ricordiamo che l’Oriente è il mercato di sbocco più florido per il lusso italiano, e il suo stop è pesantissimo.

    Dalla Cina all’Europa: porte chiuse al lusso

    mercato del lussoQuando è scattato il lockdown in Cina, la conta dei danni era già notevole. Quando poi il contagio si è diffuso in tutto il mondo, diventando pandemia, neppure l’ancora di salvezza rappresentata dal mercato europeo ha potuto dare sollievo al settore del lusso. In sostanza non si è ripetuto lo scenario che si verificò all’epoca della Sars del 2003, quando almeno il Vecchio Continente si mantenne immune. Stavolta invece il mercato del lusso non soffrirà solo dell’epidemia in Cina, ma anche della crisi economica della zona euro.

    Un semestre da incubo

    Le misure di isolamento delle popolazioni e la graduale chiusura delle occupazioni e dei consumi quotidiani in tutto il mondo, hanno provocato un pesantissimo contraccolpo per l’economia globale, a tutti i livelli. E siccome i beni di lusso non sono certo beni di prima necessità, hanno cominciata ad accumularsi lotti, minilotti e microlotti di ori e argenti nei magazzini di stoccaggio. Intanto le commesse si sono fermate. Tutto bloccato. La ripresa che sta già cominciando in Cina, non compenserà il calo delle vendite che nel frattempo c’è stato anche altrove, in particolare in Europa e negli Stati Uniti. Per questo fino ad almeno il terzo trimestre di quest’anno, si prevede un crollo ancora maggiore delle vendite di beni di lusso.

    Concentrazione settoriale

    Se i marchi più forti generano i margini più alti e la maggior liquidità (ma nonostante questo sui siti di trading online si vedono le loro quotazioni azionarie andare a precipizio), quelle che erano già fragili quando è scoppiata la crisi saranno ancora più fragili quando la crisi sarà alle spalle. Molte potrebbero anche non riuscire a sopravvivere senza un aiuto esterno. Per questo motivo, è probabile che la concentrazione del settore – già in atto da qualche tempo – continuerà anche quando la crisi si affievolirà.

  • Disruption digitale, come cambia il business model secondo Vittorio Massone

    Con il proliferare di innovazioni tecnologiche, il mondo imprenditoriale deve venire a patti con un cambiamento radicale del concetto di business model: Vittorio Massone analizza il concetto di disruption digitale partendo dai fenomeni alla base del nuovo paradigma.

    Vittorio Massone

    Vittorio Massone: “Ecco perché si parla di disruption digitale”

    Il termine “disruption” è ormai uno dei più utilizzati nel settore business: significa “rottura”, ma non nel senso comune che esprime un qualcosa di negativo. Anzi, la parola indica quel cambiamento radicale che porta a una visione del tutto diversa di quei paradigmi che fino a quel momento risultavano in qualche modo fissi. Vittorio Massone, Vice Presidente del CdA di Alkemy, affronta in un articolo pubblicato su “Lettera43” la cosiddetta “disruption digitale”. Secondo il consulente, esperto in materia, sono 4 i fenomeni che hanno portato a rivedere completamente i business model di oggi: iperconnettività, machine learning, aumento esponenziale dei dati e l’incremento della potenza di calcolo delle piattaforme informatiche. Con il proliferare delle nuove conoscenze digitali, le imprese sono di fronte ad una vera e propria rivoluzione: “Le aziende tradizionali per continuare ad essere competitive – spiega Vittorio Massonedovranno imparare molto rapidamente a gestire questo connubio tra tecnologia e innovazione”.

    Vittorio Massone e la “rottura” dei business model

    Ma quali sono gli elementi di business che più di altri subiscono un impatto decisivo da questo cambio di paradigma? Nel suo articolo Vittorio Massone parla in primis della personalizzazione dei clienti e il social marketing ne è un esempio evidente: grazie ai target, ormai è possibile un approccio mirato esclusivamente a quelli che vengono riconosciuti come potenziali acquirenti, riducendo enormemente i costi pubblicitari. Nello stesso ambito la potenzialità delle communities digitali: con un investimento minimo e una gestione accurata dei contenuti diffusi, anche il brand meno noto può ottenere diversi vantaggi, sia nella fidelizzazione del cliente ma soprattutto grazie alla condivisione con la sua cerchia di conoscenze. Infine, secondo Vittorio Massone, un altro ambito profondamente influenzato è quello delle decisioni aziendali: sfruttando data e machine learning, le aziende hanno l’opportunità di cambiare in maniera rapida le strategie messe in campo, soprattutto se la struttura organizzativa è snella e fluida.

  • Spoleto Arte: il pittore Valcarlo Drensi al Tgcom24

    Scrutare, domandarsi, riflettere. Valcarlo Drensi chiede all’osservatore partecipazione attiva. Guardare non è sufficiente quando serve darsi delle risposte, sebbene ponderate. Solo allora si contemplerà effettivamente la bellezza dell’insieme. L’artista ne è certo e lo dimostra attraverso le sue opere, oggetto di uno dei prossimi servizi del Tgcom24. Al format “Arte in quarantena” dunque un altro grande pittore contemporaneo dalle fila di Spoleto Arte.

    Valcarlo Drensi

    Nato a Roma nel ’53, Drensi si forma sotto la guida del maestro salentino Raffaele Giurgola, da cui eredita e rielabora i caratteri figurativo-impressionisti. È il ’92, quando espone alla galleria Munch di Amsterdam e alla Ensen Gallery di Dresda. Torna poi in Italia per il Festival dei Due Mondi di Spoleto (’94 e ’96) continuando a raccogliere menzioni speciali e riconoscimenti in casa e all’estero. La svolta tuttavia arriva nel 2006 con il Movimento Artistico e Culturale dell’Affabulazione Italiana. Per Drensi l’artista affabulante è colui che non riproduce la realtà, ma ne propone una alternativa e verosimile. È chi “attraverso la memoria elabora il verso con l’immaginazione”.

    Valcarlo Drensi
    Italiani in gita di Valcarlo Drensi

    Valcarlo Drensi e il Movimento Metaformale

    Segue il Movimento Metaformale nel 2009. Il pittore ne è, ancora una volta, il fondatore. In particolare, parla di “sintetismo espressivo” per cui è possibile offrire un’interpretazione ulteriore della realtà rendendola rappresentazione di quella concettualità “immaginabile, leggibile e sintetica”. Niente fronzoli e orpelli, semmai un figurativo che renda più fruibile l’esperienza concettuale informale.

    Valcarlo Drensi
    Inno alla gioia (particolare) di Valcarlo Drensi – Gli ideali volano alto indifferenti, le istituzioni pesano aggrappate alle spalle dei popoli che, come al solito, pedalano

    L’individuo, la folla, i simboli

    Interessante poi scoprire come dietro le creazioni di Valcarlo Drensi si nasconda anche una profonda analisi sociologica. Si prenda ad esempio la folla, un elemento spesso presente nei suoi lavori. Una folla dove il singolo individuo genera un movimento conflittuale o meno nei confronti degli altri e viceversa. Ciascuno dei personaggi è raffigurato in azione, in un moto di libertà ed espressione. Ciascuno si staglia su uno sfondo rarefatto che desidera passare inosservato per far emergere massimamente i suoi abitanti. Proprio a questi ultimi viene data particolare attenzione così come alla loro integrazione nel gruppo. Ecco allora che il pittore si aiuta, nella caratterizzazione sintetica dei personaggi, con l’utilizzo di simboli che connotino il soggetto e allo stesso tempo stimolino l’immaginazione del fruitore. Una bicicletta diviene metafora della gioia di muoversi e allo stesso tempo della fatica impiegata nel raggiungere un obiettivo; una barca simboleggia il viaggio e la speranza, così come una borsa il bagaglio di esperienze e conoscenze…

    Il messaggio di Valcarlo Drensi

    L’opera in questo modo si riveste di un significato palese e, al contempo, segreto. Ne nasce una suggestione tale da rielaborare il senso della realtà in un messaggio tanto concreto quanto comprensibile. O, come direbbe Vittorio Sgarbi:

    «gli uomini vengono esibiti quasi sempre nella loro pluralità, in disposizione orizzontale o verticale che sia, con la strutturalità decomposta della pittura a fare da perfetta metafora del loro essere un insieme comunque inseparabile, anche in una condizione permanente di annebbiamento che non è solo visuale, ma, probabilmente, anche esistenziale. È questo, forse, il messaggio più forte dell’arte di Valcarlo Drensi».

  • Grande solidarietà dalle Università partner di Unibg. Il Rettore: “collaborazione che va oltre il semplice insegnamento”

    Presso il campus di ricerca ARENA2036 dell’Università di Stoccarda è avviata l’iniziativa “stay safe” per la produzione di visiere protettive, in collaborazione con le strutture sanitarie locali e con i partner industriali e di ricerca. Prosegue la raccolta fondi, promossa da Don Thomas Schwartz, parroco di Mering e docente di Etica ed economia all’Università di Augsburg.

    L’Università degli Studi di Bergamo, in queste settimane di emergenza da Covid -19, sta ricevendo numerosi attestati di solidarietà da Università italiane e da Atenei partner stranieri. Solidarietà che si è manifestata con l’avvio di raccolte fondi e donazioni di materiali da destinare al territorio bergamasco fortemente colpito.

    L’Università di Stoccarda ha donato 300 visiere protettive, che saranno consegnate in questi giorni presso la sede di via dei Caniana e che l’Università di Bergamo ha messo a disposizione di Ats da destinare agli ospedali bergamaschi più bisognosi.

    L’Universität Stuttgart è da tempo uno dei partner strategici del nostro ateneo. Negli ultimi anni la collaborazione si è sviluppata ed estesa attraverso diverse sinergie, contemplando non solo importanti iniziative di ricerca ma anche scambi di docenza e ideazione di programmi comuni in ambito didattico nonché l’organizzazione di eventi e momenti di incontro tra la cultura umanistica e quella scientifica” spiega il Rettore, Remo Morzenti Pellegrini. “Queste visiere sono state realizzate nel Campus di ricerca Arena2036, inaugurato insieme, dove oggi si svolge lo studio DROPIT che stiamo realizzando in forte sinergia. La donazione di oggi testimonia una collaborazione che va oltre l’insegnamento”.

    Presso il campus di ricerca ARENA2036 dell’Università di Stoccarda è stata dunque avviata l’iniziativa “stay safe” per la produzione di visiere protettive, in collaborazione con le strutture sanitarie locali e con i partner industriali e di ricerca.

    “Ringrazio l’Università di Bergamo e l’Universität Stuttgart per questo prezioso aiuto ai nostri medici e al personale infermieristico, in prima linea in questa difficile battaglia. Gli episodi di solidarietà nei confronti dei nostri presidi ospedalieri confermano il grande cuore dei bergamaschi, ma anche l’attenzione e l’interesse di tanti partner nazionali ed internazionali, che in queste settimane ci hanno supportati con l’invio di materiali e raccolte fondi. Importantissimo dunque l’aiuto dell’Università di Stoccarda, che ha realizzato queste visiere nei propri laboratori e che dimostra l’importanza della ricerca e della collaborazione tra Università” sottolinea Massimo Giupponi, Direttore Generale di ATS Bergamo.

    Intanto prosegue la raccolta fondi, promossa da Don Thomas Schwartz, parroco di Mering e docente di Etica ed economia all’Università di Augsburg, ateneo con un profondo legame con l’Università di Bergamo, che in soli dieci giorni ha raggiunto la quota di oltre 14.000 euro donati a Sosteniamo Bergamo, progetto che ha a cuore le persone rese fragili da quest’emergenza sanitaria.

  • Elisabetta Ripa: progetti e strategie di Open Fiber nell’intervista a RaiNews24

    Il piano banda ultra larga, la fibra FTTH nelle aree Infratel e il potenziale tecnologico di Open Fiber: l’AD Elisabetta Ripa ospite di Economia24, l’approfondimento di RaiNews24.

    Elisabetta Ripa, AD Open Fiber

    Fibra FTTH nelle aree Infratel: l’impegno di Open Fiber nell’intervista all’AD Elisabetta Ripa

    Portare la fibra nelle cosiddette “aree a fallimento di mercato” significa “superare un divario storico”. È quanto sostiene Elisabetta Ripa, che con Open Fiber porta avanti la realizzazione del Piano Banda Ultra Larga. Intervistata da RaiNews 24 nel settembre 2018, l’AD ha illustrato gli interventi relativi alla fibra FTTH nelle aree Infratel, focalizzandosi in particolare sulle soluzioni tecnologiche innovative messe in campo da Open Fiber. La società opera infatti nell’ottica di “minimizzare gli impatti e velocizzare la realizzazione della rete interamente in fibra che arriverà a casa del cliente”. Per posare la fibra è necessario scavare ma Open Fiber, come sottolinea Elisabetta Ripa, sfrutta dove possibile le infrastrutture preesistenti sul territorio. Inoltre per un numero limitato di abitazioni, le cosiddette “case sparse”, è utilizzata una tecnologia Fixed Wireless Access “che ci permetterà di rendere più veloce ed efficace la realizzazione di questa infrastruttura”.

    Open Fiber: ritratto formativo e professionale dell’AD Elisabetta Ripa

    Originaria di Torino, Elisabetta Ripa si laurea in Economia e Commercio presso l’Università La Sapienza. Oggi Amministratore Delegato e Direttore Generale di Open Fiber, inizia la sua carriera nel 1988 in PromoMedia Italia. È però nel Gruppo Telecom Italia, di cui entra a far parte nel 1990, che cresce professionalmente arrivando a ricoprire incarichi manageriali di crescente responsabilità. Nel 2013 viene nominata Amministratore Delegato del Gruppo Sparkle e successivamente AD di Telecom Argentina S.p.A. Tra il 2016 e il 2017 Amministratore Indipendente di Open Fiber, nel gennaio 2018 Elisabetta Ripa diventa Amministratore Delegato e Direttore Generale della società, nata per garantire la copertura delle maggiori città italiane e il collegamento delle aree industriali, con l’obiettivo di realizzare una rete a banda ultralarga pervasiva ed efficiente favorendo il recupero di competitività del “Sistema Paese” e, in particolare, l’evoluzione verso l’”Industria 4.0″”.

  • Linea Domus di Roberto Crolla Rubinetterie. Un tocco di design per il bagno di tendenza

    Dal catalogo “ICrolla” una collezione di miscelatori dal forte impatto stilistico per una molteplicità di soluzioni d’arredo al passo coi tempi.

    Volumi cilindrici in equilibrio, per un’armonia di proporzioni squisitamente contemporanea: la linea Domus di Roberto Crolla Rubinetterie vanta caratteristiche stilistiche che rispettano le ultime tendenze dell’interior design.

    Le forme leggere del miscelatore sono disposte con razionalità, dando vita ad un ensemble geometrico che racchiude in un unico elemento d’arredo ordine e movimento. Affidabilità costruttiva e praticità funzionale, garantite come sempre dal brand iCrolla, sono alla base di una proposta impeccabile, sia dal punto di vista estetico che qualitativo.

    La serie Domus, inoltre, contempla molteplici soluzioni di installazione: miscelatori per lavabo anche in versione alta, per bidet, nonché diverse configurazioni per doccia e per vasca. Nel segno della personalizzazione, infine, Roberto Crolla mette a disposizione numerose finiture di tendenza, oltre al classico cromo: bianco e nero opaco, silver, vintage black, brushed nickel, oro rosa, matt brushed nickel, rame lucido, graphite, oro opaco.

     

    www.crolla.it

  • Friulmedica decide di riaprire per rispondere alle numerose richieste da parte di medici di base e privati

    Da lunedì 6 aprile accesso solo su appuntamento per prelievi del sangue, prestazioni ambulatoriali e attività radiologiche con ecografie.

    Friulmedica, poliambulatorio specialistico con sede a Codroipo, riapre le porte. Lo fa lunedì 6 aprile con il consueto orario, dalle 7.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00.  “La decisione – spiega il titolare Enrico Musso –  arriva in seguito alle svariate richieste pervenute sia da medici di base che da privati, che in questo periodo di emergenza denunciano difficoltà nel far accedere e prenotare alcuni servizi ambulatoriali di base. Gli ospedali sono stati infatti costretti a spostare molte risorse nei reparti che si occupano dell’emergenza coronavirus e questo ha inevitabilmente intaccato l’erogazione di quelle prestazioni ritenute secondarie. A Codroipo poi, queste si sono definitivamente fermate dal 1° gennaio, quando l’Ospedale di Comunità è confluito all’interno dell’ASU FC (Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale) ”.  

    Friulmedica, nonostante rientrasse tra le attività legittimate dal DPCM dell’11 marzo, aveva deciso di rimanere chiusa sia per salvaguardare la sicurezza e la salute di tutti i suoi dipendenti e collaboratori, sia per prepararsi al meglio ad una gestione in situazione d‘emergenza. Non contando che alcuni medici di cui la struttura si avvale erano impossibilitati a spostarsi dal Veneto al Codroipo. “La riapertura avviene per assicurare il diritto alla salute, un diritto fondamentale per tutti i cittadini. – specifica MussoNel farlo, abbiamo adottato tutte le misure di sicurezza richieste dal protocollo, a partire dall’accesso alla struttura, che avverrà solo su prenotazione per evitare sovraffollamenti. Abbiamo predisposto una specifica area di accoglienza dove il personale infermieristico si accerterà che i pazienti non presentino sintomatologie riconducibili al Covid-19, rilevando anche la temperatura corporea. Questo per evitare che persone potenzialmente positive possano entrare in poliambulatorio.”

    Friulmedica verificherà che tutti indossino i dispositivi di sicurezza e si impegna a fornirli a chi ne fosse sprovvisto prima di accedere in struttura, essendo riuscita a recuperare 20 mila mascherine. Gli ambienti di Friulmedica sono stati totalmente sanificati e possiedono un sistema di ricircolo dell’aria per un suo continuo filtraggio. Inoltre, sono stati predisposti dei percorsi ad-hoc per l’accesso delle persone, garantendo anche in questo caso completa sicurezza.

    Per noi è fondamentale che chi ha bisogno dei nostri servizi si senta sicuro nel raggiungerci e vogliamo rassicurare tutti sull’adeguatezza della nostra struttura. Tutto il personale è stato sottoposto al test Covid-19, risultando negativo, e continuerà ad essere monitorato, così da garantire la massima sicurezza per l’ambiente, l’operatore e ovviamente il paziente”. – afferma Musso, che vuole ringraziare tutti i medici e gli specialisti che, con grande senso di responsabilità, si sono messi a disposizione per permettere a Friulmedica di poter operare e quindi rispondere alle necessità della comunità.


    Chiunque si debba recare in Friulmedica può farlo semplicemente compilando e mostrando alle PA l’autocertificazione, meglio ancora se accompagnata da ricette o impegnative del medico.

    Per prenotare gli esami è sufficiente chiamare in struttura o utilizzare l’App Friulmedica.

     

  • MYYOUR sposta la produzione: dagli arredi di design ai dispositivi ospedalieri sfruttando il brevetto Poleasy®

     

    Grazie al grande know-how nel settore plastico, il brand padovano MYYOUR non si ferma e decide di dedicare tutte le sue risorse alla produzione di attrezzature per il settore ospedaliero. Poleasy®, il suo polietilene brevettato facilissimo da igienizzare, viene oggi utilizzato non più per gli arredi ma per realizzare carrelli, comodini e lettini da destinare agli ospedali italiani e stranieri in cui si combatte contro il Coronavirus.

     

     

     

    Nella lotta al Coronavirus c’è bisogno dell’aiuto di tutti. Per questo MYYOUR, brand padovano specializzato nella produzione di arredi outdoor in Poleasy®, ha deciso di dedicare la sua produzione completamente alla realizzazione di dispositivi ospedalieri. Carrelli, comodini e lettini destinati agli ospedali dove ogni giorno si combatte in prima linea il virus, che sfruttano le caratteristiche dello speciale polietilene brevettato da Myyour nel 2012 per essere estremamente durevoli nel tempo e facili da pulire e igienizzare. Studi recenti effettuati dai ricercatori del National Institutes of Health, stimano che sulla plastica la carica infettante risulti dimezzata dopo circa 7 ore e completamente azzerata in 72. È quindi necessario, in ambienti come gli ospedali igienizzare le superfici con appositi detergenti, operazione che risulta più facile e sicura in presenza di attrezzature realizzate in Poleasy®, dove le microporosità sono praticamente assenti.

     

     

    “Myyour è una giovane fucina di idee che fonda le sue radici all’interno di Rolling Plast, azienda con una trentennale esperienza nella lavorazione di materie plastiche” – racconta il socio Cristian Ronco, che continua – “Questo approccio votato all’innovazione, unito al grande know-how dell’azienda madre, ci permette anche oggi, in una situazione di emergenza e di grande difficoltà per molte imprese che lavorano nel settore arredo, non solo di non fermarci ma soprattutto di fare qualcosa di buono per il nostro Paese.”

     

    Myyour, oltre ad aver da subito adottato la modalità smart working per i dipendenti occupati negli uffici amministrativi e commerciali, ha impiegato tutte le risorse che fino a poche settimane fa si dedicavano alla realizzazione di arredi di design alla produzione per il settore medicale.

     

    Ringraziamo tutti i nostri collaboratori che, con le dovute misure di protezione e sicurezza, in questi giorni stanno lavorando nei reparti di stampaggio con ritmi davvero sostenuti, realizzando circa 300 pezzi al giorno da spedire ad ospedali sia italiani che esteri. La loro disponibilità e dedizione ci lascia senza parole ma non stupiti, sappiamo di essere una grande famiglia! – dichiara il socio Davide Ronco – che chiude: “Il nostro è un gesto che sentiamo dovuto e che ci permette di stare uniti non solo con il popolo italiano, ma con tutto il popolo europeo.”

     

    CARATTERISTICHE DEL “POLEASY®” e VANTAGGI D’USO NEL SETTORE OSPEDALIERO

    Messo a punto attraverso un lavoro di ricerca e sviluppo durato anni, coperto da un brevetto esclusivo a livello mondiale, Poleasy® è uno speciale polietilene lineare nel quale sono quasi totalmente assenti le microporosità superficiali, responsabili della formazione di antiestetiche patine e depositarie dello sporco. Grazie a questa caratteristica il materiale garantisce performance uniche in fatto di durata, lavabilità e brillantezza dei colori.

    La sua applicazione nel settore ospedaliero, dove l’igiene e la pulizia giocano un ruolo fondamentale, risulta ottimale in quanto si pulisce con una facilità senza eguali. Inoltre, Poleasy® è per natura estremamente resistente e può essere sottoposto a sollecitazioni ed usure elevate, come capita per i letti d’ospedale. La versatilità, la resistenza e la facilità di pulizia di Poleasy® offrono in quest’ambito considerevoli vantaggi di impiego e manutenzione, ancora più evidenti nel tempo.

  • Acido bempedoico ezetimibe: approvati NILEMDO e NUSTENDI

    Approvato in Europa NILEMDO® (acido bempedoico) e la sua associazione con ezetimibe NUSTENDI come trattamenti per adulti affetti da ipercolesterolemia primaria o displipidemia mista.

    La Commissione Europea ha approvato NILEMDO® (acido bempedoico), un innovativo trattamento orale first-in-class, e NUSTENDI® (acido bempedoico / ezetimibe) sviluppati per ridurre i livelli di colesterolo LDL (C-LDL) quando aggiunti alle terapie ipolipemizzanti attualmente disponibili. L’80% dei pazienti affetti da ipercolesterolemia, infatti, non riesce a raggiungere i target di C-LDL indicati dalle ultime linee guida ESC/EAS che raccomandano una significativa riduzione del C-LDL al fine di ridurre il rischio cardiovascolare. 1,2,3

    Monaco, 06 aprile 2020 – Daiichi Sankyo Europa ha annunciato oggi che la Commissione Europea ha approvato l’uso in Europa di NILEMDO® (acido bempedoico) e NUSTENDI® (acido bempedoico/ezetimibe) come trattamenti per adulti affetti da ipercolesterolemia primaria o displipidemia mista. L’acido bempedoico ha un meccanismo unico di azione complementare alle statine e alle altre terapie ipolipemizzanti (LLTs) che, rispetto al placebo, consente una ulteriore riduzione del C-LDL se usato in aggiunta ad esse. 4,5,6  Grazie al suo innovativo meccanismo d’azione, NILEMDO® non ha effetti sul muscolo scheletrico. Entrambe le approvazioni sono supportate dai dati del Programma di sviluppo clinico CLEAR condotto in oltre 4.000 pazienti a rischio alto e molto alto. 6,7,8,9,10

    Nonostante l’assunzione di trattamenti come le statine, fino all’80% dei pazienti non raggiunge i target di C-LDL raccomandati dalle linee guida restando ad alto rischio di infarto o ictus. “Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte in Europa, uccidono oltre quattro milioni di persone ogni anno. Un alto livello di C-LDL è una delle maggiori cause di infarto, ictus e altri eventi che possono condurre alla morte. – ha spiegato Alberico L. Catapano, direttore della Task Force per le nuove Linee Guida europee per il trattamento delle dislipidemie e Professore di Farmacologia del Dipartimento di Scienza Farmacologica e Biomolecolare dell’Università di Milano.
    Le Linee Guida ESC/EAS raccomandano una riduzione significativa del colesterolo LDL al fine di ridurre il rischio cardiovascolare. L’approvazione dell’acido bempedoico e della sua associazione fissa con ezetimibe ci fornisce nuove importanti opzioni di trattamento che possono essere aggiunte ad altre terapie ipolipemizzanti per ridurre il C-LDL nelle persone a rischio di eventi come infarto e ictus”.

    NILEMDO® è una molecola first-in-class, da somministrarsi una sola volta al giorno, che riduce i valori di C-LDL e può essere associata ad altri trattamenti orali per abbassarne ulteriormente i livelli. Rispetto al placebo, in aggiunta ad altre terapie ipolipemizzanti, riduce ulteriormente il C-LDL fino al 28%, inibendo a livello epatico l’enzima ATP Citrato Liasi (ACL), coinvolto nel processo di sintesi del colesterolo a monte del target delle statine. 4,9

    NUSTENDI® è un’associazione fissa di acido bempedoico ed ezetimibe che combina due modalità complementari di riduzione del colesterolo in una pratica monosomministrazione giornaliera che favorisce l’aderenza al trattamento da parte del paziente, riducendo anche il numero di compresse da assumere. L’acido bempedoico riduce la produzione epatica del colesterolo mentre l’ezetimibe riduce l’assorbimento del colesterolo alimentare nell’intestino. 8,11 In un trial clinico di Fase III, NUSTENDI® ha ridotto i livelli del C-LDL del 38% rispetto al placebo, in pazienti ad alto rischio che assumevano statine alla massima dose tollerata o in assenza di background statinico. 8

    Un’analisi di sicurezza combinata condotta su più di 3.600 pazienti conferma che l’acido bempedoico è ben tollerato e gli eventi avversi totali erano simili a quelli riscontrati nel placebo. 12 Grazie al suo innovativo meccanismo d’azione, NILEMDO® non è attivo nel muscolo scheletrico, e ciò diminuisce la possibilità di avere eventi avversi muscolo-correlati. 4,13

    A causa dei limiti delle terapie ipolipemizzanti attualmente in commercio persiste la necessità di ulteriori trattamenti complementari per aiutare i pazienti a raggiungere i loro target di C-LDL e ridurre così il rischio cardiovascolare. – Ha dichiarato Benoit CreveauResponsabile del Marketing Cardiovascolare presso Daiichi Sankyo Europa. – “NILEMDO® e NUSTENDI® possono essere aggiunti ai trattamenti ipolipemizzanti attualmente disponibili aiutando gli specialisti e i loro pazienti a rischio cardiovascolare alto e molto alto a mantenere sotto controllo i valori di C-LDL. L’approvazione di questi farmaci in Europa rappresenta una pietra miliare per Daiichi Sankyo Europa e riflette il nostro costante impegno nella riduzione dell’impatto delle malattie cardiovascolari”.

    ———————————
    NILEMDO® 4
    Con un meccanismo unico di azione, NILEMDO® è un innovativo trattamento first-in-class, da somministrarsi una volta al giorno, che riduce i valori di C-LDLe può essere associato ad altri trattamenti orali per abbassarne ulteriormente i livelli. L’acido bempedoico inibisce l’ATP citrato liasi (ACL), un enzima coinvolto nella sintesiepatica del colesterolo.
    NILEMDO® è stato approvato per pazienti adulti con ipercolesterolemia familiare (eterozigote familiare e non familiare) o dislipidemia mista, in aggiunta alla dieta:

    • in associazione ad una statina o ad altre terapie ipolipemizzanti, in pazienti che non riescono a raggiungere i target di colesterolo LDL con la massima dose tollerata di una statina
      oppure
    • da solo o in associazione ad altre terapie ipolipemizzanti, in pazienti intolleranti alle statine o per i quali le statine sono controindicate.

    NILEMDO® agisce sul ben noto processo di sintesi del colesterolo, a monte del target epatico delle statine, con un meccanismo d’azione unico che consente una ulteriore riduzione del livello di C-LDL quando aggiunto alla terapia con statine. Grazie al suo innovativo meccanismo d’azione, NILEMDO® non è attivo nel muscolo scheletrico.

    NUSTENDI® 5
    E’ un nuovo trattamento orale che associa due modalità complementari di riduzione del colesterolo in monosomministrazione giornaliera. Contiene un’associazione fissa di acido bempedoico (il componente farmaceutico attivo in NILEMDO®) ed ezetimibe.

    NUSTENDI® è stato approvato per pazienti adulti con ipercolesterolemia familiare (eterozigote familiare e non familiare) o dislipidemia mista, in aggiunta alla dieta:5

    • in associazione ad una statina, in pazienti che non riescono a raggiungere i target di colesterolo LDL con la massima dose tollerata di una statina in aggiunta a ezetimibe,
    • da solo, in pazienti che sono intolleranti alle statine o per i quali le statine sono controindicate, e che non riescono a raggiungere i target di colesterolo LDL con il solo ezetimibe
    • in pazienti già trattati con la associazione di acido bempedoico ed ezetimibe assunti separatamente, con o senza statina.

    Daiichi Sankyo ha ottenuto da Esperion la licenza esclusiva per la commercializzazione di questi prodotti nell’Area Economica Europea e in Svizzera. Attraverso l’eccellenza clinica e scientifica, e una profonda comprensione del metabolismo del colesterolo. Il team esperto di Lipid Management di Esperion è impegnato nello sviluppo di nuovi farmaci ipolipemizzanti che avranno un’influenza sostanziale nella riduzione globale della malattia cardiovascolare, una delle maggiori cause di morte nel mondo.

    Fonte: https://bit.ly/3e4JUAD

    Contatti
    Daiichi Sankyo
    Elisa Porchetti Valeria Carbone Basile
    Tel.+39 0685255-202 Tel: +39 339 1704748
    [email protected] [email protected]

    Daiichi Sankyo
    Daiichi Sankyo è un Gruppo attivamente impegnato nello sviluppo e diffusione di terapie farmaceutiche innovative con la mission di migliorare a livello globale gli standard di cura e colmare i diversi bisogni ancora non soddisfatti dei pazienti, facendo leva su una ricerca scientifica e una tecnologia di prima classe. Con più di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in più di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo, contano su una ricca eredità di innovazione e una robusta linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo solido portafoglio di farmaci per il trattamento delle malattie cardiovascolari, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una “Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica”, Daiichi Sankyo è impegnata nella creazione di nuove terapie per l’oncologia e in altre aree di ricerca incentrate su malattie rare e disordini immunitari. Per maggiori informazioni visita il sito http://www.daiichi-sankyo.it

    1 ESC/EAS Guidelines for the management of dyslipidaemias. Eur Heart J. 2020 Jan 1;41(1):111-188 doi:10.1093/eurheartj/ehz455.
    2 Fox KM, et al. Treatment patterns and low-density lipoprotein cholesterol (LDL-C) goal attainment among patients receiving
    high- or moderate-intensity statins. Clin Res Cardiol 2018; 107: 380–388.
    3 Kotseva K, et al. Lifestyle and impact on cardiovascular risk factor control in coronary patients across 27 countries: Results from the European Society of Cardiology ESC-EORP EUROASPIRE V registry. Eur J Prev Cardio. 2019;26(8):824–835.
    4 European Medicines Agency. Nilemdo® Summary of Product Characteristics. March 2020.
    5 European Medicines Agency. Nustendi® Summary of Product Characteristics. March 2020.
    6 Laufs U, et al. Efficacy and Safety of Bempedoic Acid in Patients with Hypercholesterolemia and Statin Intolerance. J Am Heart Assoc. 2019;8(7):e011662.
    7 Goldberg AC, et al. Effect of Bempedoic Acid vs Placebo Added to Maximally Tolerated Statins on Low-Density Lipoprotein Cholesterol in Patients at High Risk for Cardiovascular Disease. The CLEAR Wisdom Randomized Clinical Trial. JAMA. 2019;322(18):1780–1788.
    doi:10.1001/jama.2019.16585.
    8 Ballantyne, CM, et al. Bempedoic acid plus ezetimibe fixed-dose combination in patients with hypercholesterolemia and high CVD risk treated with maximally tolerated statin therapy. Eur J Prev Cardiol. 2019; doi 10.1177/2047487319864671.
    9 Ballantyne CM, et al. Efficacy and safety of bempedoic acid added to ezetimibe in statin-intolerant patients with hypercholesterolemia: A randomized, placebo-controlled study. Atherosclerosis. 2018;277:195–203.
    10 Ray KK, et al. Safety and Efficacy of Bempedoic Acid to Reduce LDL Cholesterol. N Engl J Med. 2019; 380:1022–32.
    11 Phan BAP et al. Ezetimibe therapy: mechanism of action and clinical update. Vascular Health and Risk Management 2012:8 415–427.
    12 Ballantyne, CM, et al. Safety profile of bempedoic acid: pooled analysis of 4 phase 3 clinical trials. Abstract: P5364.
    13 Pinkosky SL, et al. Liver- specific ATP-citrate lyase inhibition by bempedoic acid decreases LDL-C and attenuates atherosclerosis. Nature Communications. 2016; 7:13457. DOI:10.1038/ncomms13457.

  • BioBob: la nuova linea dedicata agli amanti del giardinaggio e dell’orto

    Bioagrotech srl lancia per il mercato hobbistica due kit contenenti tutto il necessario per la cura del giardino e dell’orto. Una soluzione all’insegna della biodiversità.

    Due kit contenenti formulati biologici di alto valore per la cura del giardino e dell’orto. Si tratta di BioBob, la nuova linea per l’hobbistica realizzata e lanciata da Bioagrotech srl. L’azienda di San Marino, specializzata nello studio e nella commercializzazione di fertilizzanti e substrati organici per l’agricoltura biologica, ha deciso di soddisfare, con questa soluzione, le esigenze di tutti coloro che, negli ultimi anni, hanno scoperto e riscoperto la passione per la cura del giardino e dell’orto, attività di cui ora non possono più fare a meno.

    BioBob Orto è il kit dedicato alla cura delle piante da orto e alberi da frutto e contiene 4 formulati biologici: Start per supportare la pianta nella fase di semina e trapianto, Grow per fornire i microelementi e i batteri agronomicamente utili per la crescita, Bloom per favorire l’impollinazione e stimolare la fase metabolica e, infine, Fruits per garantire l’omogeneità dei frutti. A questi si aggiungono anche alcune ecodosi di Zeolite Cubana Bioagrotech, polvere di roccia di origine vulcanica che aiuta a combattere parassiti tra cui tripide, cocciniglia, afidi, depressaria, nonché alcune muffe e patologie tra cui botrite, oidio, marciumi e monilia. Anche BioBob Flora si avvale di Start, Grow, Bloom e Zeolite Cubana Bioagrotech, ma essi sono impiegati in tempi e maniere differenti rispetto al primo kit.

    Forte dell’esperienza maturata in questi anni nell’ambito dell’agricoltura biologica, Bioagrotech sarà vicino agli utilizzatori di BioBob con spiegazioni e consigli raccolti in un calendario dedicato e contenuto all’interno di entrambi i kit. Uno strumento prezioso per suggerire al cliente quando e come agire accompagnandolo lungo tutto il suo percorso.

    http://bioagrotech.com/

  • Claudio Machetti, il manager alla guida della Global Trading Business Line di Enel

    Banco di Roma e Ferrovie dello Stato: prima di dare inizio a quella che diventerà una carriera ventennale nel Gruppo Enel, Claudio Machetti è stato protagonista di un percorso che lo ha visto in principio come analista finanziario, per poi ricoprire ruoli di crescente responsabilità.

    Claudio Machetti

    Claudio Machetti, la laurea in Statistica e le prime esperienze in ambito finanziario

    Romano, classe 1958, Claudio Machetti frequenta la facoltà di Scienze Statistiche presso l’Università La Sapienza. Dopo la laurea, conseguita nel 1982, viene assunto dal Banco di Roma che lo vuole in una delle filiali di Milano. L’Istituto lo richiama l’anno dopo nella sede centrale, dove si occupa di analisi finanziarie, specializzandosi nella valutazione di aziende e società quotate in borsa A Roma le sue competenze crescono al punto tale da raggiungere la Direzione Finanziaria, per poi ricoprire il ruolo di Responsabile del Nucleo Analisti Finanziari. La sua esperienza nel Banco di Roma termina nel 1992: passa infatti al Gruppo Ferrovie dello Stato con l’incarico di Dirigente Responsabile dell’Unità Mercati Finanziaria. Riesce a fare carriera anche nella società leader dei trasporti: in soli quattro anni diventa Direttore della Finanza Operativa. Nello stesso periodo Claudio Machetti contribuisce in prima persona alla nascita di Fercredit, società captive del Gruppo, della quale diventa Amministratore Delegato.

    Enel: Claudio Machetti raggiunge i vertici del Gruppo

    Conclusosi il rapporto con FS, grazie alle ormai consolidate competenze nel settore finanziario, Claudio Machetti fa il suo ingresso in Enel come Responsabile dell’Area Finanza: è l’inizio del 2000 e la società ha da poco concluso la sua fase di privatizzazione. Oltre agli incarichi già citati, il manager partecipa attivamente alla creazione di Enelfactor, finanziaria del Gruppo, e viene nominato Amministratore Delegato della nuova società, ed Enel Insurance, di cui sarà Presidente fino al 2014. Tra il 2004 e il 2008 assume altri incarichi: viene infatti nominato sia Presidente di Fondenel che di Fopen, fondi pensioni del Gruppo dedicati rispettivamente a dirigenti e impiegati. Claudio Machetti siede nei Consigli di Amministrazione di controllate e consociate come Wind, Terna ed Endesa. Il 2014 è l’anno in cui il Gruppo lo vuole alla guida della linea di Global Trading, braccio operativo del gruppo sui diversi mercati.

  • Spoleto Arte: intervista alla pittrice Rosanna Cecchet

    Chi va fuori di questi tempi? Con tutte queste restrizioni la quotidianità muta. Il mondo dell’arte segue questa rotta e resiste, continua imperterrito a raffigurare questa realtà sfaccettata. Un po’ come fa Rosanna Cecchet, rinomata artista bellunese. Da poco protagonista di un servizio del Tgcom24, la pittrice di Spoleto Arte non perde tempo. Anzi, lo sfrutta per raccontare il presente.

    • Cosa ne pensa dell’iniziativa di Arte in Quarantena?

    Quella istituita dal direttore Paolo Liguori per Tgcom24 è una bella opportunità tanto per gli spettatori che per gli artisti contemporanei, dal momento che non possiamo uscire di casa a causa dell’epidemia.

    • Oltre a opere che riguardano il suo vissuto o la natura, ce ne sono diverse che raffigurano episodi di cronaca che hanno fatto il giro del mondo e sono entrati a far parte della Storia. Anche questo periodo diventerà il soggetto di uno dei suoi futuri quadri?

    Sì, tant’è vero che ne ho già iniziato uno. Il tempo in questo momento non mi manca… Ma per il momento è troppo presto per dare maggiori dettagli.

    Rosanna Cecchet

    • Speriamo di vederlo presto allora, anche perché la sua arte affascina per la minuzia con cui rende i particolari e per la dimensione dello spazio. Aperto e chiuso che significato assumono all’interno delle sue composizioni?

    La minuzia è una delle mie caratteristiche distintive e una tela deve quasi sempre essere grande perché io possa esprimermi al meglio. Tutti noi viviamo “dentro e fuori”: mi piace pensare che chiunque osservi le mie opere possa interpretarle a modo proprio, ciascuno in base alla sua vita vissuta.

    • Spesso si ha l’idea di osservare una visione, un sogno ricco di simboli che diventa dipinto: il surrealismo quanto può nascondere o enfatizzare la realtà?

    Nei miei dipinti non nascondo niente, dipingo quella che è una mia pura realtà. Ma, come dicevo poco fa, lascio il pensiero a chi li osserva.

    • Il colore è un altro grande protagonista dei suoi lavori. Che cosa vuole trasmettere con quest’ultimo?

    La psicologia ha numerosi trattati sul significato del colore e del suo uso per trasmettere emozioni; io non sono esente dal coinvolgimento che questo effetto fisico genera. Principalmente trasmetto la gioia e il dolore che si associano a determinate scene.

    • Il critico d’arte Vittorio Sgarbi e il noto sociologo Francesco Alberoni hanno scritto commenti molto positivi sulle sue opere. Come li ha conosciuti?

    Sono lusingata dai loro apprezzamenti. Ho avuto l’opportunità di incontrarli partecipando alle mostre collettive organizzate da Spoleto Arte di Salvo Nugnes, quali la Pro Biennale di Venezia, la Biennale Milano, l’esposizione Spoleto Arte e le numerose manifestazioni cui ho partecipato.

  • Dove alloggiare in centro a Napoli?

    Se ti stai chiedendo dove alloggiare a Napoli in vista della tua prossima vacanza nel capoluogo campano, il b&b  Le Ortensie fa al caso tuo. Se sei alla ricerca di una struttura tranquilla accogliente e pulita, soprattutto vicinissima al centro storico di Napoli e che ti consente dunque di visitare la città senza dover necessariamente utilizzare mezzi privati o pubblici, questo è il posto che fa per te.

    Infatti soggiornare in un b&b che si trova già al centro di Napoli come , il b&b  Le Ortensie è un grande vantaggio perché consente, non appena messo fuori il piede dalla struttura ricettiva, di sentirsi già direttamente immersi nella cultura, nell’arte nella storia e nella gastronomia della città.

    Dal vicolo laterale in cui il b&b si trova bastano pochi passi per raggiungere la famosa Spaccanapoli, e lì trovare i tantissimi caffè assolutamente da provare, dato che l’espresso italiano è una eccellenza di Napoli, ma anche le tantissime pizzerie con forno a legna, i chioschetti dove bere della limonata fresca, le chiese, le piazzette, gli scorci ed un po’ tutto quello che è il bello di Napoli.

    Soggiornando in questo b&b così vicino al centro dunque, è possibile vivere ancora più intensamente il rapporto con Napoli e le sue attrattive anche per quel che riguarda la Napoli sotterranea. Le più vicine fermate di metropolitana o di taxi ad ogni modo distano soltanto 850 metri dal b&b.  Per informazioni o prenotazioni è possibile contattare il numero 3803863190.

  • Christian Frosio “Distante” in radio dal 3 aprile il secondo singolo estratto dall’album d’esordio “Mille Direzioni”

    Il cantautore bergamasco torna con un brano intimo e malinconico sulle ripercussioni emotive dettate dalla fine di un rapporto. 

    “Distante” racconta della consapevolezza di una relazione finita, quando è necessario reagire con forza per staccarsi da una situazione che, pur nell’evidenza della sua conclusione, tiene ancora legate due persone. La canzone esprime una reazione di orgoglio, il recupero con forza della propria dignità, che è stata calpestata da chi non vuole (ma desidera inconsciamente) essere ancora protagonista della vita dell’altro.

    Questo è il secondo singolo estratto dall’album d’esordio “Mille Direzioni”, dove un cantautorato pop-rock modellato interamente sull’identità del musicista, porta in auge il tema dell’abbandono fra atmosfere oniriche e intimiste di grande impatto scenico.

    Il disco si compone di 8 brani (34 minuti di musica) diversi tra loro:

    «La diversità dei brani deriva dall’esigenza, da parte del nucleo primario della canzone (voce e chitarra), di richiedere un proprio abito cucito su misura. Sono canzoni nate da un elemento scatenante (il “filo da sbrogliare” per dirla alla Montale), ma che si portano dietro un’esperienza maturata su un periodo più lungo. Le canzoni sono quindi esseri maturi e ben distinti tra loro che richiedono una cura e un rispetto particolare e personale». Christian Frosio

     

    DICONO DI LUI

    “C’è qualcosa di salvifico in queste otto composizioni, brani che sembrano scritti da un amico che ne ha passate tante, e che per questo è capace di aiutarti a credere che tutto prima o poi andrà bene”. Rumore

    “Un’autoproduzione davvero corposa segno anche di grandi ascolti e di raffinato gusto che attinge a piene mani dal mondo delle grandi scuole tradizionali, quelle che permettono il magico incontro tra la canzone d’autore e il vero pop italiano”. Loudvision

    “Il suono del grande pop italiano, quello “sinfonico” di arrangiamenti solenni. Un disco di grandissime prospettive questo dal titolo Mille direzioni”. Just Kids Magazine

    “Christian Frosio dimostra apertura e maturità nel gestire con peso poetico e mai scontato la leggerezza estetica di canzoni pop italiane che non restano chiuse dentro i cliché della nostra tradizione. Apertura e maturità appunto”. Music Letter

    “Un album consigliato a tutti coloro a cui piace emozionarsi, ascoltando un album che parla di sentimenti e che trasmette un senso di malinconica gioia”. Mescalina

    Radio date: 3 aprile 2020

    Pubblicazione album: gennaio 2020

    Autoproduzione

     

    BIO

    Christian Frosio è un cantautore bergamasco. Laureato al Dams Musica di Bologna (città che lo ha “adottato” per 9 anni) con una tesi sulla ricerca vocale di Demetrio Stratos, a 6 anni comincia a suonare la chitarra e dieci anni dopo a scrivere le prime canzoni.

    Cresciuto tra i vinili e le canzoni del cantautorato italiano, fa palestra musicale in qualità di chitarrista e cantante in diverse cover band rock attive sul territorio di Bologna, Bergamo e Brescia (tra cui una tribute band dei Dire Straits), elaborando nel mentre il suo progetto cantautorale “Mille Direzioni” (titolo omonimo del primo album) che lo vede curare interamente la scrittura, l’arrangiamento e la produzione dei suoi brani. 

    A fine 2018 pubblica il primo 45 giri viruale “Apri La Finestra/”La Nostra Casa” disponibile solo nella versione doppio videoclip. “Apri la Finestra”, videoclip scritto e realizzato con Michele Bernardi, regista di animazione tra i più affermati in Italia (Luci della Centrale Elettrica, Tre Allegri Ragazzi Morti, Colapesce), è finalista all’ “Experimental, Dance & Music Film Festival” di Toronto (CAN), al “Biella Music Festival”, al Los Angeles Festival of Cinema (USA). “La Nostra Casa”, secondo video/brano musicale, interamente autoprodotto, di cui Frosio cura interamente la regia, viene nominato tra i Best Music Video al Prisma Independent Rome Film Awards (feb 2019). Una seconda versione remixata e rimasterizzata è contenuta nell’album “Mille Direzioni”. 

    “Anime leggere” e “Distante” sono i primi due singoli estratti. 

    Christian Frosio suona voce, chitarra, basso, pianoforte e tastiere.

     

    Contatti e social

    SITO www.christianfrosio.com

    Canale Youtube: www.youtube.com/channel/UCk6paGDENXHAHIduZrSwI7g

    Facebook: www.facebook.com/frosiochristian

    Instagram: www.instagram.com/christian_frosio

    Spotify: https://open.spotify.com/artist/6hckutcn4bPclka9EQqPYr

  • Le docce di Artis. Soluzioni per tutte le esigenze.

    La rubinetteria bresciana propone un’ampia offerta di docce, sia contemporanee che tradizionali

    Curate nel design e realizzate con un elevato standard qualitativo, le docce Artis rappresentano la soluzione ideale per tutte esigenze di installazione. Disponibili nelle versioni tonda e quadra dotate di miscelatore termostatico o monocomando, sono perfette per un bagno dal gusto contemporaneo, mentre la versione retrò, dotata di miscelatore a 2 comandi con vitoni ceramici è particolarmente indicata per un’installazione di intonazione classica.

     

     

     

     

     

     

     

     

    www.artisitaly.com

  • Stampanti 3D anti-coronavirus, asse Italia-Usa per tamponi e protezioni

    È in corso la più grande chiamata alle armi della storia per gli “artigiani del digitale”. L’azienda 3DZ è leader in Italia nella vendita e consulenza di stampanti 3D. “Salveremo gli ospedali con la prototipazione e accelereremo le innovazioni dei processi produttivi”. Il nodo dei brevetti e delle certificazioni medicali sull’asse Italia-Usa

     

    Per la prima volta nella storia le stampanti 3D sono diventate eroine salvavita. Un ospedale ha finito le valvole per i respiratori? L’artigiano digitale riesce a riprodurne cento in poche ore violando i brevetti e consegnandoli prima della casa madre. C’è urgenza di fare tamponi? Con la stampante 3D se ne producono a centinaia a prezzi irrisori. Servono mascherine e caschi protettivi? Partono open call e progetti innovativi per velocizzare le forniture. Qualcuno vuole modificare un prodotto? Il caso della riconversione delle maschere da snorkling della Decathlon ha fatto il giro del mondo.

    Un fenomeno, questo, che nasce da una emergenza: la produzione di massa non è in grado di rispondere alle esigenze mediche collegate alla pandemia. È in corso un cambio di paradigma nella produzione e gli artigiani della stampante digitale stanno giocando un ruolo fondamentale. Mettono a disposizione il proprio know how e le proprie stampanti, producono pezzi e salvano vite ogni giorno innovandosi ogni giorno.

    A Castelfranco Veneto, nel Trevigiano, ha sede la 3DZ, azienda leader in Italia nel settore nella vendita di stampanti e scanner 3D. Una realtà che lavora in 16 filiali tra Italia ed Europa installando agli oltre 1.600 clienti migliaia di stampanti, scanner e software 3D. Il gruppo, che oggi si basa su un centinaio di dipendenti e fattura più di venti milioni di euro, ha come fiore all’occhiello 28 tecnici specializzati. “Sono loro a istruire le aziende che comprano le nostre stampanti”, spiega il country manager Italia di 3DZ, Ivan Zannol. “Grazie ai nostri consigli creano pezzi unici, irripetibili, usando materiali dei quali neppure conoscevano l’esistenza. Se possiamo salvare vite con le innovazioni tecnologiche, vogliamo essere in prima linea”.

    Ebbene, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ad esempio, uno dei fornitori di 3DZ, Formlabs, sta lavorando per fornire agli ospedali tamponi di prova in 3D per testare il Covid-19. Durante i test i tamponi sono stati stampati in lotti da 300 pezzi su una singola piastra di costruzione Form 3. Il tutto con materiali certificati: Formlabs collabora da anni con la FDA, la Food and drug administration, l’ente statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici. I vantaggi sono anche economici. 3DZ stima che con una semplice stampante, in poche ore, e ad un costo ridicolo (25 centesimi), si possano creare fino a 500 tamponi; con 20 stampanti si arriverebbe a produrre dai 10 ai 14 mila tamponi in ventiquattro ore.

    La sfida, delle prossime ore, sono le certificazioni medicali. Marco Tormena, channel manager di Markforged, multinazionale americana: “Sono in corso test negli ospedali di Boston sia per le visiere che per i tamponi”, conclude lui. “Con 3DZ siamo in contatto per dare il massimo supporto agli ospedali d’Italia. In questo momento storico l’America e l’Italia, anche tramite la stampa 3D, sono in contatto quotidiano”. Non solo. Si sta lavorando anche alla realizzazione di protezioni per il viso. “Forniamo il design ai nostri clienti e partner in modo che possano usarlo nelle loro comunità locali”, spiega Marco Tormena, sales channel manager di Markforged. “L’asticella in plastica deve essere flessibile, resistente ma allo stesso tempo non troppo rigida per non danneggiare il naso del paziente. La flessibilità dei materiali di stampa 3D, con la possibilità di rinforzare il pezzo solo in alcuni punti, rendono questa soluzione particolarmente utile. La stampa 3D può trasformare una linea di produzione dalla creazione di profumi a disinfettante per le mani o fornire una parte mancante”.

     

  • “CURA ITALIA”: FOCUS SULL’IGIENIZZAZIONE, MISSIONE DI GRANDE RESPONSABILITÀ

    Da quando è scoppiata l’emergenza gli operatori di settore operano in tutta Italia, affiancando medici ed infermieri, in campo migliaia di persone. L’amministratore delegato di Euro&Promos F.M. S.p.A. Alberto Tavano Colussi: “I nostri collaboratori sono degli eroi, che in queste drammatiche ore lottano, dando il proprio contributo, per mitigare la diffusione del Coronavirus, garantendo la prosecuzione delle attività essenziali”

    Sono al lavoro a tutte le ore negli ospedali, negli uffici pubblici e nelle aziende, dove il Coronavirus sta colpendo di più. Luoghi a rischio, in cui migliaia di operatori non si tirano indietro, si occupano, con coraggio e dedizione, di pulire ed igienizzare gli ambienti, in modo da garantire la sanificazione necessaria per limitare la diffusione del virus. Il personale di sanificazione opera affiancando medici ed infermieri, condividendone ansie e paure e dando sostegno alle persone in difficoltà.

    Il settore delle imprese di pulizie e dei servizi integrati rappresenta un mercato che, in Italia, conta oltre mezzo milione di addetti ed un fatturato di oltre 20 miliardi di euro.

    Sul punto, Alberto Tavano Colussi, amministratore delegato di Euro&Promos F.M. S.p.A., una delle maggiori aziende di facility management in Italia: “I nostri collaboratori sono degli eroi, che in queste drammatiche ore lottano, dando il proprio contributo, per mitigare la diffusione del Coronavirus, garantendo la prosecuzione delle attività essenziali. Se, da una parte, ciò fa ricadere su di noi una notevole responsabilità, dall’altra, contribuire in questa lotta, ci riempie di orgoglio”.

    Una battaglia, quella contro il Covid-19, che Euro&Promos Facility Management S.p.A., società multiservizi di Udine specializzata nel cleaning, si è trovata a combattere fin da subito, da quando cioè in Italia si è iniziato a diffondere il virus. Sono circa seimila i dipendenti che l’azienda friulana impiega da un capo all’altro della Penisola, vero e proprio fronte di guerra, dove si combatte contro un avversario che miete vittime tutti i giorni.

    Mai come oggi il settore del facility management, in generale, e del cleaning, in particolare, riveste un ruolo fondamentale che, laddove svolto con professionalità, porta a ridurre il rischio di contagio.

    Ambiente salubre con connessa stabilità nel tempo del livello basso di micro-organismi potenzialmente patogeni sono da considerarsi i punti di arrivo di questi consistenti interventi di sanificazione che caratterizzeranno i tempi avvenire.

    Perciò è probabile che via via cambierà la concezione di questo importante servizio di cleaning-igienizzazione. A partire dagli interlocutori: non sono più soltanto i committenti o i buyer, ora sono soprattutto gli utilizzatori finali, i frequentatori degli spazi, il cittadino o il collaboratore di quell’azienda, che vorranno avere garanzie nuove.

    Il Covid-19, peraltro, è destinato a cambiare anche molti paradigmi comportamentali. E i servizi come quelli di sanificazione avranno un ruolo determinante, trasversale a tutte le attività, rivalutandone così la funzione e il peso sociale. Nuove abitudini e buone prassi saranno necessarie, d’ora in avanti, per la salute della collettività. Gli interventi di sanificazione frequenti e professionali rappresentano un’azione essenziale per evitare nuove emergenze. La sanificazione sarà perciò da intendere non più come ‘cura’ ma come attività preventiva. In questa nuova concezione assume un ruolo determinante la funzione di Ricerca e Sviluppo che avrà la missione di trovare soluzioni innovative per abbattere la carica batteriologica i tutti gli ambienti e su tutte le superfici. In questa direzione da alcuni mese anche va Euro&Promos, come spiega Tavano Colussi. “Il Dipartimento Innovazione, Ricerca&Sviluppo sta testando nuove procedure di sanificazione al fine di ottimizzarle, assieme ai nostri partner fornitori e importanti Istituti di ricerca italiani, così da renderle parte integrate delle misure di prevenzione, diminuendo il rischio di infezione. Questa emergenza sarà un motivo in più per stimolare l’intero comparto in tale direzione.”
    Un’innovazione che non dovrà e non potrà comprendere soltanto i macchinari. “Vediamo con interesse l’economia circolare, sostenibile, green e tecnicamente avanzata”, dichiara l’A.d. di Euro&Promos: “La valorizzazione delle risorse umane e la qualità del servizio rispetto al costo sono assets strategici imprescindibili per aziende che guardano al futuro. Tornati alla normalità, ci auguriamo che il contesto normativo possa permettere un’adeguata valorizzazione della qualità del servizio, attribuendo dignità e conseguente rilevanza al know how, alla formazione del personale, alle attrezzature e ai prodotti utilizzati”.

    Le Istituzioni paiono condividere tale pensiero. Il Governo, infatti, con il decreto Cura Italia ha introdotto il “bonus sanificazione”, che riconosce un credito d’imposta nella misura del 50% delle spese sostenute per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, fino a 20 mila euro, per il periodo d’imposta 2020.

    Una corretta igiene degli ambiente rappresenta un tassello fondamentale per un’efficacie azione preventiva al fine di minimizzare il numero delle infezioni e di conseguenza preservare la salute degli utenti dell’intera collettività. In Italia sono più di 10 mila le persone che ogni anno muoiono per infezioni resistenti agli antibiotici, secondo quanto riportato dal Centro Europeo Malattie Infettive. L’unico modo per far fronte ad una situazione di gravità inaudita come quella che si è presentata oggi è affidarsi a professionisti certificati, che diano garanzie assolute sul risultato.

    Chiude Tavano Colussi: “Ringrazio pubblicamente i nostri eroi sul campo ogni giorno e lo faccio anche a nome di tutto il C.d.A. e dei colleghi dell’headquarter, operativi anche in smart working. Perché, in una squadra che funziona, tutti fanno la propria parte”.

  • Alessandro Benetton: recessione inevitabile, ma gli italiani sono un popolo capace

    Alessandro Benetton ha ormai da tempo abbracciato i social network per portare avanti una interessante discussione sui temi legati all’imprenditoria e all’attualità. Dopo l’esperienza del canale Youtube, ha di recente avviato anche una diretta Instagram per discutere della delicata situazione in cui ci troviamo, scambiando opinioni e pensieri coi followers.

    Alessandro Benetton

    La diretta Instagram di Alessandro Benetton

    “Ora dobbiamo salvare prima di tutto delle vite ma dobbiamo pensare anche a salvare il lavoro di domani e chiunque abbia a disposizione degli strumenti deve fare il suo come meglio può”. Lo ha dichiarato Alessandro Benetton, imprenditore alla guida di 21 Invest, durante una recente Instagram Live dedicata allo scambio di riflessioni e impressioni sulla difficile situazione che stiamo vivendo. Il suo account ha oltre 18 mila followers. La diretta Instagram diventa, insieme al canale Youtube ufficiale, un ulteriore mezzo per rimanere in contatto e scambiarsi pensieri e opinioni. “Prima viene la salute, poi il resto, e noi italiani siamo capaci di reagire a tutto” ha commentato Alessandro Benetton. “Mi aspetto, come tutti, una conclamata recessione”. L’opinione dell’imprenditore però non è solo basata su uno scenario economico nefasto, si punta anche alla resilienza degli italiani e alle potenzialità delle nostre imprese. “Attualmente vedo piccoli passi, primi spunti da parte di tanti”. Per vincere però, serve davvero la collaborazione di tutti.

    Alessandro Benetton: il percorso professionale

    21 Invest (in passato 21 Investimenti) è oggi tra le prime società di private equity in Italia. Annovera oltre 90 investimenti completati e 1,6 miliardi di euro di capitali raccolti presso investitori istituzionali. Tra le operazioni di successo, anche quella relativa all’acquisizione di Forno d’Asolo, società che ha duplicato il fatturato nel corso di tre anni. Alessandro Benetton è fondatore e Managing Partner di 21 Invest. Originario di Treviso, dopo gli studi presso l’Università di Boston e la Harvard Business School, avvia il suo percorso professionale in Goldman Sachs International (Londra). La svolta imprenditoriale arriva a 28 anni, con la fondazione di 21 Investimenti S.p.A. Dal 2017 è alla guida di Fondazione Cortina 2021 con l’incarico di Presidente. L’ente si occupa dell’organizzazione dei Campionati Mondiali di Sci 2021. Alessandro Benetton è Cavaliere del Lavoro. Ha ottenuto diversi riconoscimenti durante la sua carriera, tra cui il Premio EY Imprenditore dell’Anno (2011), il Premio Vittorio De Sica (2014) e il Premio America della Fondazione Italia USA (2016).

  • Flexcore® di Neoperl® La soluzione ideale per il collegamento dei rubinetti alla rete idrica.

    Flexcore® di Neoperl® rappresenta una delle migliori soluzioni per il collegamento di qualsiasi rubinetto alla rete idrica, ma si rivela pressoché indispensabile in tutti casi in cui gli spazi di installazione sono ridotti, grazie ad un raggio di curvatura che può arrivare a 25 mm.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Il dispositivo è dotato di un tubo interno in materiale termoplastico corrugato ed è quindi certificato per il contatto con l’acqua potabile e per il comparto alimentare.

    Flexcore® soddisfa tutti i requisiti stabiliti dalla Normativa Europea EN13618, avendo ottenuto le certificazioni da tutti i più importanti Enti Certificatori a livello internazionale.

    Flexcore® è distribuito da Neoperl Italia srl (Cressa).

     

    www.neoperl.net