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  • De Pierro, Italia dei Diritti a Marcetelli per vincere

    Il presidente del movimento, che schiera Giuliana Rainaldi come candidata a sindaco, ritorna sulla polemica delle “liste civetta” e spiega perché i cittadini del borgo reatino non possono perdere questa “straordinaria opportunità” per far rinascere il paese

    Antonello De Pierro

    Roma – Dopo la polemica sollevata nei giorni scorsi circa la definizione di “lista civetta” da parte di alcuni quotidiani, in riferimento alla presentazione della candidatura di Giuliana Rainaldi a sindaco di Marcetelli, sostenuta da dieci aspiranti consiglieri, il presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro è ritornato sull’argomento, rivendicando con decisione la scelta di concorrere per amministrare il comune più piccolo del Lazio, in provincia di Rieti.

    Giuliana Rainaldi

    “Come ho già avuto modo di chiarire — esordisce De Pierro — la nostra candidatura a Marcetelli non nasce per caso. Da presidente dell’Italia dei Diritti seguo personalmente, molto spesso, o delego a tale scopo i segretari provinciali, persone di estrema fiducia, il vaglio delle candidature nei territori, prediligendo sempre l’inserimento nelle liste di persone residenti in loco, e solo quando ciò non risulta possibile ci orientiamo verso uomini e donne non dimoranti in ambito comunale, ma sempre con un legame molto forte con la zona e un marcato impulso motivazionale a impegnarsi nelle istituzioni, espletando con tutti i crismi l’attribuzione mansionale affidata loro dall’espressione consensuale degli elettori, sempre nell’interesse supremo dei corpi collettivi. Così è avvenuto con Giuliana Rainaldi, per la cui designazione mi assumo ogni responsabilità, avendone appurato personalmente le qualità professionali e morali idonee per chi aspira a rivestire cariche elettive sotto l’egida del nostro movimento. E non solo. Giuliana, residente a Riofreddo, a soli 35 chilometri, da sempre frequenta il territorio di Marcetelli e dintorni, a cui è legatissima e ha deciso di scendere in campo proprio per colmare quelle lacune amministrative che chi ha occupato finora gli scranni decisionali ha permesso che si producessero, lasciando orfani i cittadini, i pochi che sono rimasti, di elementi fondamentali atti a soddisfare le esigenze più ovvie del divenire fenomenico della quotidiana esistenza”.

    Poi il leader del movimento tiene a fugare ogni dubbio circa gli obiettivi della lista “Italia dei Diritti a Marcetelli: “Se a qualcuno non è ancora chiaro voglio puntualizzare che noi siamo qui per vincere. Marcetelli è un paese che fa registrare uno spopolamento di circa l’81%, un record in Italia. A nostro avviso chi ha amministrato finora non ha saputo rispondere pienamente alle esigenze gestionali di cui la realtà locale aveva bisogno. E se una maggioranza non riesce a soddisfare le istanze territoriali è giusto che lasci il posto a chi ha una competenza maggiore per assicurare il corretto espletamento delle attribuzioni mansionali che l’ordinamento giuridico pretende da chi riceve la fiducia mandataria da parte degli elettori .D’altronde se una maggioranza che ha gestito per cinque anni la macchina istituzionale di Marcetelli si sfalda a fine mandato con il risultato di dividersi e ripresentarsi all’elettorato con ben tre liste e pertanto tre nuove proposte politiche il fallimento è lapalissiano. Dal sindaco uscente, come dalle altre due liste che fanno riferimento a candidati del posto e, come già detto, a esponenti dell’ormai defunta maggioranza, francamente non vedo margini di miglioramento rispetto alla situazione attuale .Ciò mi preoccupa maggiormente perché significa che l’offerta politica nel paese è molto limitata .In pratica i cittadini si sono dovuti accontentare di ciò che si sono trovati a valutare senza poter optare per una valida alternativa

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    Noi, con la candidatura a sindaco di Giuliana Rainaldi, proponiamo quell’alternativa che a Marcetelli è finora mancata e un modo nuovo di fare politica, pressoché sconosciuto da quelle parti. Un’amministrazione comunale che si ritrova a fare i conti con uno spopolamento di queste dimensioni ha fallito sotto il profilo socioculturale e degli impulsi occupazionali. Per di più ci troviamo a dover prendere atto di una rete viaria stritolata dal degrado e pertanto pressoché impraticabile, che produce una sorta di semiisolamento di uno dei borghi più belli della provincia di Rieti. Mi riferisco alla strada provinciale Sp 29, che da tempo immemore non conosce attività manutentiva e impone a chi vuole recarsi a Marcetelli o a chi vuole raggiungere da Marcetelli l’autostrada A24 di cercare percorsi alternativi, con conseguente dilatazione dei tempi di percorrenza. E’ chiaro che sono tutti elementi ostativi che scoraggiano gli automobilisti. Ciò vale sia per i turisti che vogliono visitare il borgo, ma anche per tanti residenti che, desolati, optano per andare a stabilire altrove la propria dimora abituale. A me personalmente è stato sconsigliato da più parti di percorrere la Sp 29 a meno che non l’avessi fatto con un suv. E’ incredibile. Non siamo in Africa. I cittadini di Marcetelli, che pagano regolarmente le imposte, hanno tutto il diritto di raggiungere agevolmente e in sicurezza il loro paese. Qualcuno obietterà che la competenza amministrativa della provinciale 29 non è comunale. Certamente. Ma un’amministrazione comunale che, dopo tanti anni, non riesce a ottenere la messa in sicurezza di una strada nodale per la vita della comunità che è chiamata a governare, vuol dire che non è in grado di dialogare esaustivamente con gli altri enti per garantire i bisogni basilari della cittadinanza. Quest’anno i cittadini di Marcetelli hanno una straordinaria opportunità. In passato non era mai avvenuto. Possono scegliere la nuova linfa vitale rappresentata dall’Italia dei Diritti, con Giuliana Rainaldi sindaco, e pertanto un radicale cambiamento che possa donare al paese opportunità insperate finora, esprimendo il loro consenso con l’apertura di profonde e lunghe parentesi riflessive e affidandolo alla razionalità e non alla logica del voto familiare. Altrimenti potranno scegliere di accontentarsi, come hanno fatto in passato, e condannare il paese in cui vivono all’immobilismo a cui l’amministrazione uscente li ha abituati. Per quanto il sindaco abbia criminalizzato l’ingresso in consiglio di ‘forestieri’, posso solo affermare che nei molti paesi in cui sediamo in consiglio comunale stiamo facendo soffiare il vento del cambiamento e demolendo sistemi dall’antico sapore feudale fornendo il nostro contributo ad adiuvandum per rendere più efficace la macchina amministrativa, con un enorme vantaggio per la cittadinanza”.

  • Investigazioni aziendali per scoprire dipendenti infedeli

    Oggi non è raro che le aziende tendano a diffidare dei propri dipendenti, soprattutto quando si verificano danneggiamenti o sottrazioni di quello che fa parte del patrimonio aziendale e una perdita economica per l’azienda. Certo, è possibile che si tratti di incursioni dall’esterno che nulla hanno a che vedere con i dipendenti e riguardano soggetti che in alcun modo sono legati all’azienda stessa, ma per sciogliere ogni dubbio è necessario indagare e verificare che le cose stiano effettivamente così.

    Investigazioni aziendali per scoprire dipendenti infedeli

    A tal proposito, sempre più aziende decidono di ricorrere ai servizi di una agenzia investigativa al fine di riuscire a scoprire con esattezza quale sia la mano che ha compiuto diversi furti o danneggiamenti negli ultimi tempi e che sta arrecando un danno patrimoniale non indifferente. La casistica rivela che non è raro si tratti di dipendenti infedeli, per qualsiasi motivo hanno da recriminare nei confronti dell’azienda e decidono per questo di vendicarsi sottraendo o danneggiando parte dei beni aziendali.

    Un investigatore dunque, è in grado di agire in maniera assolutamente discreta ed in grado di portare a casa il risultato desiderato, ovvero il riuscire ad individuare con precisione la persona autrice di tali furti o danneggiamenti e produrre delle prove inequivocabili che ne attestino la colpevolezza. Tali prove, solitamente fotografiche, vengono spesso utilizzate in sede civile quando si decide di risolvere il contratto di lavoro e vengono dunque portate a testimonianza quelle che sono le inconfutabili responsabilità del soggetto individuato.

    Questa è una soluzione alla quale ricorrono sempre più aziende quando si presentano dei continui casi di furti o danneggiamenti in azienda, i quali lasciano pensare che possa esserci una mano dall’interno e dunque la precisa responsabilità o complicità di uno dei propri dipendenti. Al tempo stesso è bene individuare e punire i colpevoli così da responsabilizzare anche tutti gli altri dipendenti.

  • In libreria “La Cura, La Pietra filosofale” dell’autore trapanese Giovanni Battista Savona.

    È fresco di stampa il libro di poesie dal titolo “LA CURA La Pietra filosofale” dell’autore siciliano Giovanni Battista Savona, editato dai tipi della Aletti Editore. Il volume si fregia della prefazione del Professore Accademico Emerito Hafez Haidar, Candidato al Premio Nobel per la Pace, tra i principali traduttori di Gibran. La potenza dello spirituale e del naturale, che contraddistingue i libri del grande scrittore libanese Gibran, è un elemento fondamentale anche nelle poesie di Savona. I testi sono incentrati sull’importanza di entrare in contatto con sé stessi e con la natura circostante.

    «Io mi sono autoguarito», ha confidato Savona. «Tutto ebbe inizio quando concepii i veri poteri della mente che mi hanno portato alla conoscenza umana. Essa è connessa con la natura circostante e oltre. Quando scoprii che le vibrazioni derivavano da universi, si incanalavano nella mia vera essenza a cui inconsciamente si connettevano, portandomi pian piano alla guarigione, attraverso quel pensiero radicato in tutto il mio essere».

    È proprio da questo principio che nasce la prima parte del titolo dell’opera: “La cura”. È un’esistenza singolare, quella di Savona, che ha conosciuto troppo presto il dolore con la D maiuscola (è nato clinicamente morto per una frazione di secondo: «È da lì che è avvenuto qualcosa di inspiegabile ma percettibile» ha confessato). Attraverso il rapporto autentico con se stesso e il creato, è riuscito a liberarsi da tutti gli impulsi negativi della sofferenza, percepiti già in grembo materno e trasmessi «attraverso quel cordone ombelicale che mi ha portato ad avere altre gravi patologie alla mia nascita, come balbuzie, soffio al cuore, attacchi epilettici».

    Per quanto riguarda l’altra parte del titolo, essa è nata dalla consapevolezza che ad ognuno di noi, dall’origine della vita, viene trasferita la parola “karma”. Spiega Savona: «In questo concetto karmico, le stesse vibrazioni di varie vite passate e vissute dovrebbero cambiare i nostri comportamenti, tramite le anime. Fino a raggiungere l’ultima anima millenaria, che si acquisisce attraverso i nostri miglioramenti. L’unica guarigione possibile nasce attraverso i centri energetici chiamati chakra, che corrispondono ad ogni organo, ognuno rappresentato da una pietra di colore diverso. Questo è per far comprendere i vari blocchi che potremmo avere su ogni organo, come dovremmo curarli e aprirli. È in questo modo che dovremmo introdurre all’interno un’energia vitale che dà il risveglio alle cellule dormienti. Nonostante quello che noi pensiamo del nostro involucro umano, che è quello che ci rappresenta, la vera fonte è quella nascosta all’interno, chiamata aurea, che tutti noi dovremmo custodire nel migliore dei modi con positività».

    La ricerca dell’autenticità è l’urgenza avvertita dall’autore che, per questo motivo, si avvale di un linguaggio chiaro e immediato, accessibile a tutti. D’altronde, la sua vita è carica di eventi, grandi cambiamenti, è materia viva che già da sola è sufficiente a garantire la particolarità dei suoi scritti. Savona è approdato alla scrittura da autodidatta, «grazie a tutti i miei spostamenti da nomade, senza mai aver avuto la conoscenza letteraria, che però è stata assorbita dalla mia fame di evoluzione, come se io fossi una spugna».

    Ha al suo attivo tante esperienze lavorative, alcune molto singolari. Giullare, fachiro mangiafuoco, saltimbanco, funambolo, pranopratico, operatore olistico del massaggio, pizzaiolo qualificato e altro ancora, è inoltre scrittore e poeta. Una licenza media ottenuta a 47 anni, testimonia la forza di un uomo che ha voluto contrastare le negatività incontrate e subite. Savona, originario di Trapani, attualmente vive a Caserta. Ha vissuto tanti anni a Monopoli (ben dodici). Poi a Foligno, a Perfugas, a Senise. Sempre teso alla ricerca del suo posto nel mondo. Chissà in quali altri lidi lo porterà la sua sete di conoscenza ed esperienza!

  • Lo Spirito Lakota parte dalle librerie italiane. Una raccolta di opere che testimoniano lo spirito dei Lakota-Sioux, fiero popolo di Toro Seduto

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    L’artista Lakota Jim Yellowhawk pubblica il suo primo libro Spirito Lakota direttamente in Italia.

     

    E’ grazie alla casa editrice Mauna Kea, già nota per aver pubblicato il Lessico Lakota, che contiene il primo dizionario Italiano-Lakota, che esce in questi giorni nelle librerie italiane e negli shop online un libro da non perdere per tutti gli appassionati di Nativi Americani: Spirito Lakota. Lakota Spirit, una opera completamente bilingue, con testo in italiano e in inglese.                                                                                    L’artista Lakota Jim Yellowhawk racconta, con parole e stupende opere, il passato e il presente del suo fiero popolo. Attraverso 70 stupende tavole a colori, Yellowhawk ci dischiude le porte della cultura Lakota. Ci racconta le cerimonie e la storia del suo popolo: le Black Hills, Toro seduto, Cavallo Pazzo, i pow wow, le tradizioni. Narrati attraverso immagini di pura arte nativa ricca di simboli ancestrali.

    Chiediamo alla responsabile della casa editrice Mauna Kea, Raffaella Milandri, come sia stato per un autore nativo americano partire dall’Italia per la pubblicazione. “E’ una scelta coraggiosa: Jim ha  pregato prima di firmare il contratto. L’Italia ha un vasto pubblico di appassionati della cultura degli Indiani d’America. Anche se il libro sarà distribuito in simultanea negli States, è una bella scommessa. L’opera di Jim è fantastica e gli abbiamo ‘fatto la corte’ per parecchio tempo”.

    Dice Jim Yellowhawk, il cui nome Lakota è Tawoihamble Kpago, che significa “Colui che traccia i suoi sogni”:                                                          “ Voglio ringraziare la casa editrice  per questo libro, che dedico al Popolo Lakota, alla Nazione Irochese e a tutte le Nazioni del mondo. Onoro e ringrazio i miei genitori e Antenati che ci hanno aperto la strada fino a oggi”.

    Jim aggiunge sulla opera in copertina: è ovviamente una sorta di manifesto, con Toro Seduto su uno sfondo di dollari capovolti, a significare che il denaro non è importante e mette appetiti che nuocciono all’uomo”.

    Jim Yellowhawk, membro della Banda Itazipco della Cheyenne River Sioux Tribe e della tribù Onandoga della Nazione Irochese, da parte di madre, è un artista Nativo Americano conosciuto a livello internazionale, molto apprezzato per la sua tradizionale ledger art.

    Egli rappresenta nelle sue opere il patrimonio Lakota spirituale e culturale, ma anche il tempo attuale, con vari mezzi espressivi e arte socio-politica, entrambi esposti in gallerie intorno al mondo. L’opera ha la introduzione del disegnatore bonelliano Marco Ghion e la nota critica dell’artista Carlo Gentili. Per tutti gli appassionati di Nativi Americani: Spirito Lakota. Lakota Spirit è davvero una chicca.

  • Pulisci la tua poltrona relax con i consigli di Mondoflex!

    Le poltrone relax hanno diversi rivestimenti: possono essere in pelle, in ecopelle o in tessuto ma tutte hanno bisogno della medesima attenzione e cura nella manutenzione. Mondoflex è pronta a dare dei preziosi consigli su come pulire una poltrona relax e garantire una maggiore durata nel tempo. 

    I rivestimenti – che possono essere diversi, dalla pelle all’ecopelle o al tessuto – delle poltrone relax hanno bisogno di pulizia per durare più a lungo. Prendersi cura della propria poltrona relax dopo l’acquisto ne garantisce una maggiore durata nel tempo, sia dal punto di vista estetico che nella sua efficacia funzionale. Mondoflex, leader da oltre vent’anni nella vendita di poltrone, divani e materassi, è pronta a dare qualche consiglio su come prendersi e cura di una poltrona relax e come pulirla alla perfezione.

     

    Pulire la poltrona relax, a ogni tipo il suo prodotto

     

    La pulizia della poltrona relax può essere sia quotidiana che straordinaria. Durante la pulizia quotidiana, per i rivestimenti in tessuto basterà una rimozione della polvere effettuata con l’ausilio di una spazzola con setole morbide. Per il rivestimento in pelle, invece, occorrerà passare sulla poltrona un panno umido.

    Quando si tratta di pulizie straordinarie occorre però fare più attenzione e distinguere la tipologia di rivestimento della poltrona e il tipo di pulizia di cui necessita – ad esempio, rendersi conto di eventuali macchie da rimuovere.

    Per pulire una poltrona in tessuto ci sono due modi: se il rivestimento è removibile, questo può benissimo essere lavato in lavatrice con un programma a che non supera i 40°, mentre se non lo si può rimuovere basterà pulire la poltrona con l’ausilio di un’aspirapolvere.

    La manutenzione di una poltrona in ecopelle, invece, richiede l’uso di un panno in microfibra inumidito con acqua tiepida e sapone di Marsiglia, efficace anche sulle macchie più ostinate, e poi la poltrona va asciugata con un panno morbido.

    La pulizia di una poltrona in pelle, invece, necessita di questi step: prima va aspirata la polvere, poi si può passare sulla pelle un panno inumidito con sapone di Marsiglia prima di passare una crema a ph neutro (come quelle che si usano comunemente per il corpo) che mantenga morbida la pelle.

    In generale si può concludere che per la pulizia di macchie a base acquosa (come tè o caffè) basterà tamponare il liquido in eccesso con un panno, senza sfregare  per non lasciare aloni. Per le macchie difficili come quelle di grasso, invece, sarà meglio optare per l’uso di un panno imbevuto di trielina e tamponare i contorni della macchia con tocco leggero.

    Tra i consigli preziosi nella pulizia della vostra poltrona relax c’è quello di testare il detergente che utilizzerete su una piccola area della poltrona non in piena visibilità e di coprire le parti come i braccioli, la seduta e lo schienale con appositi rivestimenti copripoltrona che aiutano a preservarne la pulizia.

  • Casa sul Parco, una passive house made in Italy

    Casa sul Parco è un complesso residenziale passivo situato nel centro di Fidenza, realizzato dall’impresa edile Montanari Costruzioni. L’edificio utilizza energie rinnovabili ed è a basso impatto energetico.

     

    Casa sul Parco è un’opera edilizia ambiziosa, nata grazie all’impegno multidisciplinare di molteplici professionisti, che hanno fatto del risparmio energetico, della qualità architettonica, delle energie rinnovabili e del comfort abitativo il loro cavalli di battaglia.

    Il complesso residenziale ha ottenuto molteplici riconoscimenti, come la certificazione Passive House, l’Active House, la qualificazione Multi Comfort Saint Gobain e la menzione d’onore al concorso di idee Viessman 2013.

    Casa sul Parco è stata realizzata da Montanari Costruzioni Srl, impresa edile a Fidenza da oltre 60 anni. Il complesso si situa nel centro storico della città, in un’area sottoposta a vincoli da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici. Realizzata da un team multidisciplinare, composto dalla committenza insieme con i progettisti dello Studio DelBoca + Partners e gli architetti Giovanni e Simona Rossi di Fidenza, Casa sul Parco è un complesso di 10 unità abitative, in cui materiali tradizionali come l’intonaco delle pareti di facciata o la pietra degli spazi comuni incontra il vetro dei parapetti e l’alluminio verniciato dei frangisole.

    L’obiettivo del progetto era quello di realizzare un edificio in classe A+ (attuale A4), ma la volontà di fare di questo complesso un’eccellenza a livello nazionale ha spinto Montanari Costruzioni a svolgere verifiche ancora più approfondite dal punto di vista performativo, realizzando un’opera che rispondesse ai criteri delle certificazioni Passive House PHI e Active House Italia.

    La Casa sul Parco è infatti uno dei primi edifici in Italia ad avere la validazione Active House, la certificazione che misura sia gli aspetti energetici dell’edificio sia la qualità del costruito in termini ambientali e di comfort abitativo. L’edificio ha un involucro quasi completamente privo di ponti termici e un impianto di climatizzazione che soddisfa il fabbisogno termofrigorifero esclusivamente con energie rinnovabili, grazie a un campo fotovoltaico posizionato in un sito predisposto dal Comune di Fidenza, in modo da eliminare le fonti energetiche fossili e le emissioni dannose in atmosfera.

    Per maggiori informazioni: www.montanaricostruzioni.it.

  • Interior design made in Italy: una storia di successo

    L’artigianato italiano è sempre sinonimo di alta qualità. In tutto il mondo la capacità ideativa italiana è stata riconosciuta come inimitabile e di grande classe; per questo oggi vogliamo presentarvi una storia italiana di successo nel settore dell’arredamento. Poligoni Design, azienda artigiana di Fidenza, in provincia di Parma, ha saputo distinguersi nel mondo dell’interior design made in Italy con la creazione di oggetti di arredamento unici e originali, nati dall’estro creativo di sapienti artigiani.

    Poligoni Design nasce all’interno de L’Artigiana, che da circa 50 anni rappresenta per Parma e provincia un riferimento per tutti coloro che intendono acquistare affettatrici e macchine per la lavorazione degli alimenti. L’Artigiana si è specializzata poi negli anni anche nell’ideazione e progettazione di impianti per cucine professionali e arredamenti in serie per bar, ristoranti e altri pubblici esercizi.

    Come estensione naturale di questa attività di costruzione degli arredamenti in serie è nata Poligoni Design, che da venti anni si contraddistingue per originalità e carattere ottenuti con l’uso di materiali innovativi e inconsueti.

    Poligoni Design propone al pubblico prodotti che si adattano ad ogni arredamento preesistente, donando all’ambiente un tocco di assoluta originalità. Da annoverare tra i prodotti di spicco delle collezioni Poligoni Design, troviamo diversi complementi d’arredo e prodotti professionali per la cucina, adatti sia a luoghi pubblici che ad abitazioni private:

    • Le poltrone valigia della serie Don’t Go: straordinarie sedute nate dalla fusione artistica di vecchie valigie in pelle con gambe e piedistalli provenienti da altri oggetti. Il risultato finale è divertente e stravagante, oltre che assolutamente elegante.
    • Il salotto “liquido” White 4 Lounge: ricavato da vecchie vasche da bagno, il salotto è una creazione dalla bellezza inaspettata, tutta incentrata sul white design e sul tema della liquidità.
    • La linea Tomaga Industries: forse la linea più caratteristica di Poligoni Design, quella più aderente alle origini dell’azienda e che rispetta e valorizza le tradizioni alimentari del territorio parmense. In questa linea troviamo coltelli per il taglio del prosciutto, un tagliere in legno di faggio e una meravigliosa affettatrice meccanica a volano di alta gamma, l’Imperial I33, oggetto di culto per ristoratori e amanti esigenti del Prosciutto di Parma.

    Per conoscere tutti i prodotti di Poligoni Design, visitate il sito web: www.poligoni.eu.

  • La biografia di Andrea Mascetti, titolare dello Studio Legale omonimo

    Il profilo biografico di Andrea Mascetti: dopo l’ottenimento della Laurea in Giurisprudenza e l’abilitazione allo svolgimento della professione legale, l’avvocato ha avviato una propria attività fondando lo Studio Legale Mascetti nel 2004.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: dalle esperienze formative alla nascita dello Studio Legale Mascetti

    Titolare dello Studio Legale omonimo, Andrea Mascetti è avvocato e consulente esperto in materia civile e amministrativa, in particolare nei rami del diritto commerciale e societario e nelle materie attinenti ai diritti reali. Classe 1971 e di origini varesine, dopo la maturità classica consegue una Laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano (1996). In seguito allo svolgimento del praticantato, Andrea Mascetti sostiene l’esame di abilitazione davanti alla Corte di Appello di Milano ed entra nell’Ordine degli Avvocati di Varese. Dal 2014 è iscritto all’Ordine di Milano. La sua prima esperienza nel settore legale si è svolta presso lo Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young, dove esercita attività di avvocato fino al 2003. Il 2004 è l’anno di avvio di una propria attività: le competenze maturate in materia di diritto societario e amministrativo gli consentono, infatti, di fondare lo Studio Legale Mascetti, una realtà che nel tempo si è arricchita di numerosi professionisti specializzati in diritto civile, amministrativo e penale. A sottolineare la qualità dei servizi forniti dallo Studio Legale di Andrea Mascetti, la recente inclusione tra le migliori 500 legal firm a livello nazionale da parte della rivista Capital.

    Andrea Mascetti: attività professionali e incarichi correnti

    Oltre agli ambiti del diritto civile e amministrativo, l’esperienza consolidata di Andrea Mascetti include le applicazioni del decreto legislativo 231/01, insieme al diritto commerciale e societario e le materie attinenti ai diritti reali. Sia come consulente che in qualità di processualista, l’avvocato svolge inoltre attività nelle aree della responsabilità civile e del diritto del lavoro. Presidente e componente di Organismi di Vigilanza di importanti società italiane, Andrea Mascetti svolge attività difensiva davanti ai TAR e al Consiglio di Stato e fornisce consulenza stragiudiziale per enti pubblici, società commerciali e privati in materia di appalti e contratti pubblici, concessioni, partenariato pubblico-privato, urbanistica ed edilizia. Tra i suoi incarichi correnti è consigliere indipendente nel Consiglio di Amministrazione di Italgas Spa, presso cui presiede il Comitato Nomine e Remunerazioni. Bibliofilo e appassionato di storia, da giugno 2019 Andrea Mascetti è Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, dove è impegnato nella promozione di progetti di utilità sociale. Animatore di numerose iniziative in ambito culturale, da diversi anni si occupa altresì di diritto dell’arte e web reputation.

  • “Corea in camera”, il nuovo video concorso coreano che mette in palio 20mila euro

    L’Ambasciata della Repubblica di Corea e l’Istituto Culturale Coreano lanciano, per la prima volta, il concorso Corea in Camera, il video concorso, aperto a tutti, che premia i migliori e originali progetti per presentare i diversi aspetti della Corea, come cucina, turismo, cultura, cosmesi e sport, e la loro relazione con l’Italia. Termine per presentare la domanda è il 12 ottobre, mentre entro il 26 ottobre saranno selezionate le idee e i progetti che verranno finanziati per essere realizzati con 20mila euro totali: il primo premio è di 7.500 euro, il secondo di 6.000 euro, il terzo di 4.000 euro, il quarto di 2.500 euro.  I video dovranno poi essere realizzati e consegnati entro il 20 novembre. Il regolamento è disponibile al link http://italia.korean-culture.org/it/760/board/525/read/104242.

     

    “Istituto Culturale Coreano – commenta Choong Suk Oh Direttore dell’Istituto Culturale Coreano – è un osservatorio privilegiato per constatare l’interesse degli Italiani nei confronti della Corea. In quattro anni nelle nostre iniziative abbiamo coinvolto migliaia di persone e i nostri corsi di lingua risultano sold out in poche ore. Proprio per promuovere ancor di più la conoscenza del nostro paese, sia nei suoi aspetti più conosciuti come il cibo e la cosmesi, sia in quelli ancora da scoprire come il vestito tradizionale Hanji o la casa Hanok, abbiamo promosso con la nostra Ambasciata “Corea in Camera”, un video concorso aperto a tutti che premierà i progetti più originali e creativi”.

     

    L’iniziativa si avvarrà di un partner d’eccezione la Scuola Nazionale di Cinema del Centro Sperimentale di Cinematografia, tra le più antiche e prestigiose scuole di cinema al mondo dove si sono formati tra gli altri Michelangelo Antonioni, Garcia Marquez, Claudia Cardinale, Carlo Verdone e in tempi più recenti Claudio Giovannesi, Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher e dove insegnano Giancarlo Giannini, Daniele Luchetti, Giuseppe Lanci e tanti altri artisti del cinema.

     

    La Scuola Nazionale di Cinema non solo farà parte della giuria, ma collaborerà anche per un progetto rivolto ai propri studenti: il Korea Lab, un laboratorio didattico esperienziale che porterà gli allievi registi a seguire uno specifico percorso didattico che si conclude con la produzione di un ciclo di cortometraggi. I corti verranno proposti a festival di cinema in Italia e in Corea.

  • Risparmiare sui tappeti si può: outlet online

    I tappeti si sa, sono ideali per dare un tocco elegante e raffinato alle stanze della propria abitazione e per riparare i pavimenti da eventuali urti che potrebbero rovinarli, ma spesso sono molto costosi e necessitano di manutenzione che fa desistere dall’acquisto. Ecco perché un outlet di tappeti online può essere la scelta migliore per ultimare finalmente l’acquisto senza gravare troppo sul portafogli. Quando si compra un tappeto di solito si preferisce vederlo e toccarlo con mano, trattandosi di un prodotto che ha uno scopo principalmente ornamentale, ma i prezzi dei negozi fisici non sono sempre i più vantaggiosi e si finisce per pagare un sovraprezzo che acquistando da un outlet di tappeti online si può facilmente evitare.

     

    Cosa guardare quando si compra un tappeto online

     

    Prima di tutto dovete controllare i sistemi di pagamento accettati dal sito di tappeti e verificare che la carta con cui eventualmente andrete a pagare sia attiva anche per i pagamenti online. Ormai tutti gli outlet sono attrezzati per ricevere pagamenti dalle carte di tutti i circuiti, oltre ai più tradizionali metodi di pagamento in contrassegno e tramite paypal. Quest’ultimo in particolare è uno dei metodi più sicuri quando si fanno acquisti online perché garantisce il rimborso dell’acquirente in caso non sia soddisfatto della transazione o la merce non sia conforme a quella ordinata. Dovete poi accertarvi che la zona in cui abitate sia tra quelle il cui l’outlet di tappeti spedisce e che i costi di spedizione siano ragionevoli.

    Una volta appurato queste due cose potete dedicarvi alla parte più consistente della vostra scelta d’acquisto: quale tappeto acquistare? Non dimenticatevi di controllare sempre le misure del tappeto che state osservando, così vi eviterete spiacevoli sorprese alla consegna: ricordate di misurare per bene anche la stanza in cui volete collocare il tappeto. Ricordate di leggere bene le descrizioni degli articoli che trovate in offerta: spesso questi outlet offrono delle spiegazioni dettagliate sulla provenienza del tappeto, sui materiali con cui è stato realizzato e sul disegno. Prima di procedere con l’acquisto guardate bene le foto di tutti i dettagli delle decorazioni e non esitate a contattare il rivenditore in caso abbiate qualche domanda, solitamente all’interno del sito c’è sempre una sezione dedicata al contatto con il cliente. Piccolo suggerimento: ogni schermo mostra i colori in maniera diversa, se vi è possibile consultate il sito da più device diversi e chiedete anche al servizio clienti quali sono i colori presenti all’interno del disegno del tappeto.

     

    Pulizia, manutenzione e garanzia: cosa c’è da sapere

     

    Anche se si tratta di rivenditori online, solitamente questi outlet sono collegati a un negozio fisico, che vi può fornire assistenza per la pulizia e la manutenzione dei vostri tappeti, ma ricordatevi che molto spesso tutte le informazioni di cui avete bisogno possono essere facilmente reperite all’interno del sito internet. Al momento dell’acquisto l’outlet da cui avete acquistato il vostro tappeto, oltre a emettere la fattura e spedirvi la merce, vi rilascerà anche un certificato di garanzia, che riporta la provenienza, l’epoca e la qualità del tappeto da voi scelto: si tratta di un documento molto importante perché garantisce l’originalità del vostro tappeto ed è indice di serietà del negozio online che l’ha venduto.

     

  • Mauro Sentinelli: la carriera e i riconoscimenti

    Mauro Sentinelli ha lasciato al mondo delle telecomunicazioni una grande eredità industriale e ai suoi ex colleghi e collaboratori un importante esempio umano. In segno di riconoscimento, la sala riunioni del CdA di TIM è a lui intitolata.

    Mauro Sentinelli

    Mauro Sentinelli: le principali tappe della carriera

    Figura professionale di massimo rilievo in TIM e nel settore della telecomunicazione mobile a livello europeo, Mauro Sentinelli è stato un manager innovativo, appassionato e visionario. Ha promosso il modello di abbonamento ricaricabile nel nostro Paese, facendone un business di larga scala e consentendo così la diffusione del cellulare tra tutta la popolazione. Entrato in SIP (attuale Telecom Italia) nel 1974 come ingegnere di ricerca e sviluppo, ha fondato nel 1983 il Global System for Mobile Communications (GSM), uno standard diffuso tutt’oggi. Nominato Responsabile di sviluppo nella business unit Servizi Radiomobili, Mauro Sentinelli ha ideato il primo servizio cellulare in Italia a tecnologia analogica TACS. Nel 1996 ha contribuito alla nascita e alla diffusione del servizio prepagato “Tim Card”. È stato Direttore Generale del Gruppo TIM dal 1999 al 2004 e ha fatto parte del CdA di Barthi Airtel, primo gestore mobile indiano. Durante gli ultimi anni della sua carriera, è stato Consigliere di Amministrazione di compagnie di telecomunicazioni, aziende per le energie rinnovabili e fondazioni filantropiche.

    Mauro Sentinelli: i riconoscimenti e l’interesse accademico

    Grazie al suo impegno e alla sua intuizione vincente in merito alla diffusione del servizio prepagato “Tim Card”, Mauro Sentinelli si è aggiudicato l’Outstanding Markering Award della GSM MoU Association. Durante il suo mandato come Direttore Generale del Gruppo TIM, ha ricevuto inoltre altri importanti riconoscimenti: il titolo di “uomo marketing” nel 2000, il premio “Roll of Honour for lifetime Achievement Award” della GSM nel 2002, il titolo di Cavaliere della Repubblica nel 2000 e di Commendatore nel 2002. Nel 2006 è diventato Grand’Ufficiale. Mauro Sentinelli è sempre rimasto strettamente legato agli ambienti accademici, tanto da frequentare professori e studenti e trovare nuove contaminazioni, ispirazioni ed idee. Si è così tenuto sempre aggiornato sulle nuove tecnologie e sull’evoluzione del mercato. Tale attività l’ha portato a diventare Affiliate Member della University of California (UCLA, USA) nel 2008, centro nevralgico in cui nacquero i protocolli di rete alla base di Internet. In segno di riconoscimento, gli è stata di recente intitolata la sala riunioni del CdA di Tim.

  • AAA Fornitori cercasi: nasce Dsnow

    Dsnow è il nuovissimo motore di ricerca web progettato per favorire nel settore metalmeccanico l’incontro tra domanda e offerta, e agevolare le imprese nella fase di ricerca e individuazione dei propri fornitori

     

    Una piattaforma web, facile e intuitiva, che consente alle aziende del settore metalmeccanico di cercare e individuare, in modo rapido, il fornitore adeguato alle proprie necessità. Stiamo parlando di Dsnow, il nuovissimo motore di ricerca progettato per favorire l’incontro tra domanda e offerta, e supportare così le imprese nella scelta del giusto partner; un’operazione delicata che incide direttamente sulla capacità di soddisfare le esigenze dei clienti attuali e futuri e di conseguenza sullo sviluppo positivo del business. Contemporaneamente Dsnow rappresenta anche uno spazio privilegiato, una vetrina per tutte quelle aziende che desiderano emergere dall’anonimato, mostrando e mettendo in luce peculiarità, specialità ed eccellenze.

    Il motore di ricerca, attualmente presentato su https://dsnow.it/ nasce dall’intuizione e dall’esperienza di due giovani startupper che, dopo anni di lavoro e stretto contatto con il mondo della meccanica, hanno sperimentato le difficoltà delle imprese nell’individuare i propri fornitori e, allo stesso tempo, intravisto negli strumenti digitali la possibilità di agevolare questo processo accorciando i tempi e massimizzando i risultati. DS Now, acronimo di Discover your supplier now, infatti, sfrutta il metodo dei fast filters che attraverso ricerche semplici consente di individuare, sulla base, di specifiche esigenze e richieste, il partner più adatto.

    Servendosi di tale strumento chi è coinvolto nella ricerca non sarà più costretto a perdersi tra telefonate e miriadi di siti web per capire se un’azienda vende un particolare prodotto o è in grado di realizzare o meno uno specifica lavorazione. Al contrario, gli saranno sufficienti pochi e semplici click per verificare se una data realtà sia o meno in grado di soddisfare realmente le sue specifiche esigenze. Dunque, un servizio fast e smart che con metodo e scrupolo permette di scandagliare ed esplorare, 24 h su 24, il mondo della meccanica in tutte le sue complesse lavorazioni. Ma come abbiamo accennato prima, Dsnow non è solo un motore di ricerca ma anche una vetrina per tutte quelle aziende che desiderano far conoscere al mercato le proprie potenzialità. Il sito mette a loro disposizione una pagina per presentare novità in termini di prodotti e servizi e così attrarre nuovi clienti. Anche in questo caso risulta fondamentale l’applicazione dei fast filters che consente all’azienda di farsi trovare esattamente per quello che fa ed offre.

    Dsnow, ancora in fase di implementazione, si pone come uno strumento strategico pensato per accompagnare la crescita e lo sviluppo delle aziende nella costruzione di partnership di valore, nonché di una web reputation che ispiri autorevolezza e affidabilità. Per realizzare tale obiettivo e adeguare il portale alle molteplici esigenze di tutti gli attori del settore meccanico, tra cui imprenditori, professionisti, responsabili acquisti, il sito sta invitando tutte le aziende, potenzialmente interessate, a compilare un sondaggio così da raccogliere dati e informazioni utili per ultimare il progetto e portarlo alla sua versione definitiva.

     

    Dsnow è un’innovativa e giovane startup di Bologna nata per offrire un servizio strategico al comparto meccanico. DSNow, acronimo di Discover your Supplier now è un motore di ricerca web progettato per svolgere una duplice funzione: consentire alle aziende di individuare in pochi click i fornitori adeguati alle proprie necessità e contemporaneamente offrire visibilità alle imprese del comparto, mettendo a loro disposizione una vetrina dove presentare le proprie eccellenze. Favorire l’incontro tra domanda e offerta, questo l’obiettivo della startup fondata da due giovani bolognesi dopo un’importante esperienza nel settore della meccanica.

  • Come scegliere la collana da uomo adatta ad ogni occasione

    Sempre più uomini stanno sfatando il taboo, tipico della società moderna, secondo il quale i gioielli rappresenterebbero un accessorio esclusivo del cosiddetto gentil sesso.

    In realtà, guardando al passato, possiamo notare che la storia dei gioielli da uomo  è molto più antica di quanto si potrebbe pensare. Dai ciondoli di denti e conchiglie dell’uomo di Neanderthal ai monili in oro, argento e ambra degli antichi Egizi, dai gioielli in metallo indossati nella Grecia antica ai preziosi accessori dei sovrani europei in età moderna, i gioielli hanno sempre rappresentato un accessorio prevalentemente maschile. Essi rappresentavano infatti un vero e proprio status symbol, in quanto indicavano la ricchezza e l’importanza nella scala sociale di coloro che li indossavano.

    Oggi l’evoluzione della moda ha donato ai gioielli maschili un nuovo significato. Orecchini, bracciali, anelli e collane da uomo non sono più quindi dei semplici indizi di benessere economico. Questi accessori, infatti, se correttamente abbinati, possono diventare un vero e proprio compendio di stile. Ed è per questo che sempre più star del cinema, della musica e dello sport hanno iniziato ad arricchire il loro look con questi preziosi.

    I gioielli maschili, un nuovo business

    Il campo della gioielleria rivolta a un pubblico maschile sta rappresentando negli ultimi tempi un vero e proprio business in espansione. Un tempo gli uomini d’affari si limitavano ad indossare al polso splendidi e costosi orologi di ogni marca e modello, visti come l’emblema del tipico business man. Oggi però al polso di uomini di varie classi sociali possiamo ritrovare un numero sempre maggiore di bracciali e braccialetti, spesso in serie, di cuoio o di metalli più o meno preziosi.

    Lo stesso discorso può essere fatto per le mani: un tempo gli uomini tendevano ad indossare, se sposati, la sola fede matrimoniale, ma adesso le loro dita, sempre più curate, possono essere impreziosite da vari altri anelli, soprattutto in acciaio.

    La collana, un accessorio intramontabile

    Le collane da uomo stanno indubbiamente diventando uno tra gli accessori maschili maggiormente apprezzati e diffusi. Al collo di sempre più ragazzi possiamo trovare degli splendidi girocollo che spaziano tra modelli assai differenti. Tra gli accessori più venduti ci sono i semplici ciondoli in cuoio o in acciaio, decorati da pendenti di vario genere e dimensione: croci, cuori, ancore o placche di diverse forme geometriche con incisi disegni di ogni tipo. Ma al collo di numerosi uomini si ammirano anche dei veri e propri capolavori dell’arte dell’oreficeria, delle collane in oro bianco, giallo o brunito – o un’alternanza dei tre tipi – che possono anche essere impreziosite da diamanti bianchi o neri.

    Un uomo che sappia indossare nel modo corretto questi gioielli diventerà senza alcun dubbio una vera e propria opera d’arte che ogni donna non potrà fare a meno di ammirare. Ogni collana è adatta a una diversa occasione. Di sicuro un semplice ciondolo in cuoio, di quelli che spesso vediamo al collo dei surfisti, non dovrebbe essere abbinato a un completo elegante con giacca e cravatta. In questo caso, infatti, sarebbe meglio preferire una collana in acciaio, o in oro.

    La regola principale resta però sempre quella di non esagerare e di evitare gioielli che rischiano di essere troppo vistosi e di risultare quindi pacchiani.

  • Venezia, spray antiaggressione salva commessa da violenza sessuale

    Un corteggiamento insistente finito per diventare un tentativo di stupro. È quanto accaduto a una giovane commessa di un negozio a Venezia alcuni giorni fa. A metterla in salvo, uno spray peperoncino.

    A raccontare la triste vicenda è la stessa ragazza al Gazzettino.it. Il malintenzionato, un uomo tedesco sulla sessantina, inizialmente apparso come un normale cliente, da diversi giorni bazzicava il piccolo esercizio per fare piccoli acquisti con lo scopo di passare più tempo possibile con la vittima prescelta. Dopo aver raccontato per intere giornate la storia della sua vita, l’uomo è passato direttamente a farle la corte: prima le rose, poi la richiesta assurda di diventare la propria donna.

    Un comportamento che non è piaciuto ovviamente alla ragazza, brava a comprendere sin da subito la pericolosità della situazione creatasi, tant’è che è subito corsa a comprare uno spray urticante. Una scelta azzeccata, perché è proprio grazie ad esso che il tentativo di stupro messo in atto dall’uomo nei suoi confronti non è riuscito ad andare a buon fine.

    Un gesto di estrema difesa da parte della vittima, che tuttavia non è bastato ad allontanare definitivamente l’aggressore, tornato alla carica più che mai agguerrito e munito di coltello a serramanico. L’intervento di un amico della ragazza, dipendente di un vicino ristorante e allertato dall’episodio precedente, ha permesso di fermare e consegnare lo strano cliente alle forze di polizia.

  • Il mio pollaio in campagna

    Nella sua canzone “un albero di trenta piani” Adriano Celentano cantava “per la tua mania di vivere in una città guarda bene come c’ha conciati la metropoli”. Molti di noi sarebbero certamente d’accordo con le parole del noto cantautore milanese. Stress, inquinamento, vita frenetica e rumore sono spesso problemi all’ordine del giorno per chi vive in un agglomerato urbano di discreta grandezza. Spesso, vivere in città è così totalizzante da farci perdere di vista ciò che c’è di semplice e bello, portandoci a vivere la monotona routine quotidiana focalizzandoci sempre sul lavoro. In questo contesto, è facile perdere di vista ciò che si vuole veramente e dimenticarsi dei propri bisogni più importanti, quelli dell’anima. Proprio a causa dell’insostenibilità della vita cittadina, negli ultimi anni molte persone hanno deciso di lasciare il proprio lavoro in città per emigrare in campagna e dedicarsi alla cura dell’orto e all’allevamento di galline.

    Una cura per l’anima

    Molti sostengono di essere rinati dedicandosi al lavoro manuale, ed, in particolare, all’allevamento di polli e galline. Allevare questi volatili può certamente portare grande soddisfazione, ma non è certo una passeggiata. Anche le galline infatti hanno bisogno di attenzioni e di cure che spesso i neofiti possono dimenticare. Per riuscire a dirsi allevatori provetti ci vogliono spesso anni di sacrifici e di errori. Inoltre, è decisamente necessario possedere la giusta attrezzatura che possa consentire alle galline di vivere bene. Si sa, l’ambiente in cui le galline vivono influisce in maniera drastica sulle loro condizioni di salute. Una gabbia troppo piccola potrebbe addirittura portare la gallina alla morte. Per far sì che ciò non accada, l’aspirante allevatore di galline deve assicurarsi che la casetta delle galline consenta loro di muoversi liberamente e di avere uno spazio vitale adeguato. Ci sono delle importanti disposizioni di legge europee a cui fare riferimento quando si scelgono le “abitazioni” dei pennuti e che l’aspirante allevatore non può di certo ignorare, in quanto violarle potrebbe anche comportare delle conseguenze a livello legale.

    Come dovrebbe essere la casetta per galline?

    Una delle caratteristiche più importanti della casetta, come è già stato accennato in precedenza, è lo spazio. Di fondamentale importanza è anche l’isolamento termico, che previene la morte e l’infreddolimento delle galline durante l’inverno e la morte per colpa del caldo in estate. Altro luogo che non può mancare nella casetta delle galline è il nido, dove gli stessi animali depongono le uova. Il nido deve risultare confortevole per l’animale. Per questo motivo è buona norma imbottire la zona con trucioli di legno, segatura o paglia. Infine, è di essenziale importanza la manutenzione e il mantenimento di  condizioni igieniche accettabili nel pollaio. La pulizia dell’ambiente è necessaria per mantenere le galline in salute e per garantire la produzione di uova pulite. Infatti capita spesso che, quando la pulizia del pollaio non viene curata, le uova vengano a contatto con feci ed altri materiali di scarto che potrebbero costituire una minaccia anche per l’uomo. Riassumendo, per allevare galline si debbono rispettare due principi fondamentali: l’attenzione e la pulizia.

  • Montascale Bologna: è online un nuovo portale dedicato

    Oggi con questo breve comunicato stampa online desideriamo annunciare la nuova presenza online di un portale interamente dedicato ai montascale: montascale per anziani e montascale per disabili. Si tratta di una risorsa utile messa a disposizione da una delle più importanti realtà a livello nazionale nel settore per offrire ai visitatori e persone interessate all’acquisto di un montascale di farsi un’opinione e ottenere informazioni , nonché visionare i numerosi esempi che vengono costantemente caricati nell’interessante area “esempi di installazione”, con una carrellata di esempi di installazioni reali di montascale, puntualmente descritti e corredati di fotografie vere scattate dai tecnici sui luoghi di installazione in tutta Italia.

    Il sito web può essere visitato a questo link: MONTASCALE BOLOGNA

    La struttura del sito è improntata alla semplicità di navigazione poiché è proprio pensato per tutte quelle persone che desiderano chiarire i propri dubbi sulle varie tipologie di montascale, i prezzi. le caratteristiche, ecc. andando “subito al punto” come si suol dire, in modo facile e intuitivo. L’home page presenta subito due “blocchi” distinti che portano alle due principali tipologie di montascale, le due “macroaree” per così dire: i montascale a poltroncina per anziani, e i montascale a pedana portacarrozzina. Nelle sezioni dedicate il visitatore può trovare numerose informazioni utili e farsi una prima idea sommaria. Completa il sito un semplice modulo di contatto grazie al quale è possibile fare domande, chiedere informazioni o anche preventivi gratuiti.

  • Villa ricevimenti a Roma: le novità 2020 dei matrimoni “a tema” a Villa Marta by TessitoreRicevimenti.it

    Grandi novità 2020 per le coppie che vogliono convolare a nozze, frutto dell’esperienza e della creatività di Tessitore Ricevimenti, azienda leader a Roma dell’organizzazione di matrimoni guidata dal titolare Giuseppe Tessitore.

    Un giorno da ricordare merita una scelta della location ottimale, punto di forza della splendida Villa Marta, scelta da Tessitore Ricevimenti per offrire le sue originali soluzioni di matrimonio a tema, in zona Infernetto – Casal Palocco a metà strada tra Roma ed il mare di Lido di Ostia, immersa in una pineta secolare di 20.000 mq, con sala coperta in grado di ospitare circa 300 coperti ed una piscina attrezzata con giochi d’acqua e di luci con l’opzione del servizio di fuochi d’artificio, Karaoke/DJ ed intrattenimenti di vario tipo come i trampolieri e tante soluzioni originali.

    Il tutto confezionato dall’esperienza culinaria derivante da anni di servizio catering per ricevimenti di matrimonio, che fanno la differenza tra un un “ristorante per matrimonio” ed una soluzione ad hoc con pietanze firmate da Giuseppe Tessitore che possono essere abbinate al ricevimento in base al tema scelto.

    Alcuni esempi di matrimonio a tema che possono essere approfonditi e personalizzati in chiave di colloquio/preventivo presso la sede di Villa Marta:

    Il ricevimento a tema cinema: l’ideale soluzione per tutte le coppie appassionate della cinematografia. Dalla scelta dell’auto di accompagnamento come per esempio una limousine all’invito di matrimonio a tema della pellicola dei film. Dalla bomboniera a forna di Premio Oscar al design dei tavoli che possono riprendere i film preferiti.

    Il ricevimento a tema autunno: i tavoli saranno decorati con i tipici colori della stagione come il bronzo, il beige, i verde foresta o il verde salvia. Dal tavolo delle bomboniere allestito con foglie e rametti decorativi alle pietanze degli antipasti primi e secondi a tema di stagione.

    Il ricevimento a tema anni 70: uno dei più scelti di sempre dal pubblico di Villa Marta, gli alberi allestiti con i titoli penzolanti dei brani più famosi di quegli anni, il PhotoBooth allestito con le parrucche finte tipiche del ricordo vintage con le quali gli ospiti possono divertirsi ad emulare i personaggi amati. Lo spettacolo originale del taglio laser della torta e dei trampolieri che intrattengono i partecipanti completano l’evento.

    Tante le altre soluzioni per un ricevimento di matrimonio da ricordare, come il matrimonio a tema gladiatore, a tema Las Vegas, a tema Pirata dei Caraibi, a tema letterario, a tema Giulietta e Romeo, a tema maschera, a tema Italia, a tema spaziale e tanti altri.

    Villa Marta by Tessitore Ricevimenti
    Villa Ricevimenti Roma – Villa Matrimonio Roma
    Via Tommaso Traetta 141, 00124 Roma
    TEL 0650934514
    TEL Sig. Giuseppe Tessitore 3386842903
    Sito web
    http://www.tessitorericevimenti.it

  • Cantagiro 2020 la prima finale

    Vincono ex equo la categoria New Voice Guendalina Anichini e Luna

    Il 3 settembre si è svolta la prima finale dell’edizione 2020 de Il Cantagiro, che ha decretato il vincitore della categoria New Voice. Anzi le vincitrici! Sono due i nomi arrivati ex – equo sul palco delle Terme di Bonifacio VIII a Fiuggi: Guendalina Anichini e Luana Migliarino, in arte Luna. Giovanissime entrambe, rispettivamente 24 e 22 anni, hanno incantato il pubblico e la giuria con due cover interpretate in modo impeccabile.

    Guendalina ha presentato una versione “live” solo piano e voce di “Stonata” di Giorgia, mentre Luna ha interpretato il brano “Pianeti” di Ultimo. Per le due giovani vincitrici l’esperienza del Cantagiro è stata fortissima, soprattutto durante l’esibizione finale che ha lasciato un emozione evidente, anche dopo la vittoria.

    Partita dalla sua amata Cagliari Guendalina approda al Cantagiro quasi inconsapevole e nutrendo poche speranze. In tasca un sogno grandissimo: far conoscere la sua voce e creare una sua band, per portare in giro la sua musica, cominciando dalla sua amata Sardegna. E’ stata benevolmente “travolta” dall’esperienza unica che il Cantagiro offre. Ha avuto modo di conoscere altri colleghi, artisti e addetti ai lavori, tutte persone con la sua stessa passione. Il prossimo step sarà quello di presentare un inedito l’anno prossimo.

    Stesso progetto per Luna, di origini lucane, il cui sogno si è avverato con la vittoria di questa categoria: musica nel sangue, canto e chitarra da autodidatta, così come la stesura dei testi, e molto “orecchio”, insieme ad una gran voglia di studiare e migliorarsi tecnicamente. Nell’esibizione finale ha dato tutta se stessa, guadagnando questo splendido risultato. Anche lei si unisce al desiderio di presentare al più presto un suo inedito al prossimo Cantagiro. Di certo saranno due giovani promesse della musica italiana, che oggi più che mai ha bisogno di nuova linfa e nuove speranze. Proprio come quelle che ha saputo dare il Cantagiro in questo periodo piuttosto difficile;  la categoria New Voice è nata infatti per agevolare i concorrenti impossibilitati ad andare in sala di registrazione, causa le restrizioni per il Covid, per poter creare il proprio brano inedito.

    Vista questa difficoltà il Direttore generale Elvino Echeoni  ha dato la possibilità di poter presentare una “cover”, dando corpo al concetto di  una “nuova voce” di un brano già conosciuto. Ed infine al vincitore, o vincitrici come in questo caso, sarà data l’opportunità di usufruire di uno studio di registrazione per poter presentare il proprio inedito l’anno prossimo. Di sicuro ci saranno già due posti prenotati: Guendalina e Luna sapranno far emergere in pieno le lori doti di autentiche interpreti.

    Contatti e social
    www.cantagiro.com
    https://www.facebook.com/ilcantagiro/
    https://www.instagram.com/cantagiro/

     

  • FRASSI: “UNDICI” è il nuovo singolo del cantautore di Bollate

    Il frizzante brano che cita la serie “Stranger Things”, segue il successo di “Ci abbracceremo forte”, la canzone il cui video ha superato 1 milione di visualizzazioni su Facebook.  

    Dopo il successo del più introspettivo “Ci Abbracceremo forte”, Frassi svela ora il suo lato artistico leggero e scanzonato col brano estivo “Undici”. 

    Si tratta di una vera e propria dichiarazione d’amore che omaggia nel testo la serie americana “Stranger Things”, attraverso citazioni della cultura anni ‘80, riferimenti al Sottosopra, alle biciclette e, ovviamente, al nome della protagonista del telefilm, proprio nel titolo. 

    L’arrangiamento del pezzo è di Stefano Fumagalli, che ha creato un suono in perfetto equilibrio fra la modernità elettronica e i suoni “gameboy” anni ‘80. La tromba è stata suonata da Andrea Baroldi già trombettista di Sting e dei Thegiornalisti.

     

    Guarda qui il video:

     

     

    Il videoclip è stato girato dalla Freeze Frame srl e vede come protagonisti la top model Chiara Cervello e la prestigiosa scuola di ballo “Lo.Ve dance” di Veronica Loglisci. Sceneggiato e diretto dal regista Alessandro Danini, la direzione della fotografia è stata affidata a Francesco Belstetti.

    «Il videoclip è un sorriso dal primo all’ultimo secondo, in un misto di festa, ma con una storia dietro che rappresenta l’incontro tra i due mondi: il sogno e la realtà… e i sogni si realizzano!» Frassi

    Autoproduzione

     

    BIO

     

    Frassi (Gianluca Frassinelli), nasce a Vasto in provincia di Chieti nel 1972. Lombardo di adozione – vive a Bollate in provincia di Milano – nel 2001 entra a far parte della band rock metal “Dr brown”. Nell’ottobre 2003 Frassi comincia invece la sua carriera da solista dedicandosi a progetti pop-rock. Fondamentale l’incontro con Luca De Bernardi che lo aiuta nelle sonorità e negli arrangiamenti dei pezzi, fino alla realizzazione del primo demo intitolato “Frassi”, contenente 5 brani in italiano. E proprio durante la realizzazione del cd, Frassi fa la conoscenza di Daniele Murroni, eclettico chitarrista, reduce dall’esperienza pluriennale con i Gold. Altro incontro importante è quello con Fabio Falcone, voce de “La Differenza” gruppo classificatosi secondo a Sanremo giovani 2005. L’attività live diventa parte essenziale del lavoro artistico di Frassi, e le melodie pop dei brani acquisiscono una veste man mano più rock, grazie anche alla collaborazione artistica con musicisti di alto livello come Marco Baron, Luca Lombardo, Roberto Baron, Roberto Botturi. 

    Nel 2006 entra far parte della casa di produzione e distribuzione “Vivamusic”. E diventa essenziale qui l’incontro col suo produttore Pierpaolo Sticca con cui avvierà una collaborazione.

    Il 6 giugno del 2015 Frassi viene colpito da un grave problema di salute: una miocardite fulminante. Ma fortunatamente si risolve per il meglio e l’accaduto diventa un segnale che spinge l’artista a vivere con ancora più consapevolezza la passione per la musica

    Intanto parte per l’Africa, in Camerun, per un progetto sportivo legato al basket (Frassi è stato un allenatore di basket semiprofessionistico) e si laurea nel 2016 in Scienze delle relazioni internazionali. Dopo la pubblicazione di vari singoli in italiano e in inglese, torna col brano “Ci abbracceremo forte”, il cui video supera 1 milione di visualizzazioni su Facebook. Ma il singolo ha avuto anche uno obiettivo benefico: l’amministrazione comunale di Bollate ha deciso infatti di valorizzare e far diventare questa canzone la colonna sonora del dopo COVID-19: la maglietta con il logo del Comune e con quello del brano (creato da Sofia Picca), è stata messa in vendita con lo scopo di raccogliere fondi per l’emergenza cittadina causata dal corona virus. A luglio 2020 segue l’uscita del singolo “Undici”, accompagnato dal video che ha come protagonista la top model Chiara Cervello.

     

    Contatti e social

     

    Canale Youtube Frassitheartist https://www.youtube.com/user/frassitheartist

    Canale Youtube a tema musica https://www.youtube.com/channel/UC-Zy4tvx_yGgMbIJaoB4gQA

    Facebook https://www.facebook.com/frassi11/

    Instagram https://www.instagram.com/freshfrassi/?hl=it

    Spotify https://open.spotify.com/artist/4D1fEjJb8oSuKvJvAiR35Y

  • MIKY DEL CAMBIO “ALI DI CARTONE” è il nuovo singolo del cantautore potentino

    Dopo aver partecipato a prestigiosi concorsi musicali e aver aperto i concerti di Enzo Avitabile, Eugenio Bennato, Antonio Maggio, Mario Rosini e Tricarico, il giovane artista presenta un nuovo singolo fra pop e black music.

    «A volte bisogna solo lasciarsi andare in amore. È inutile cercare di chiudersi in una corazza. Nulla può difenderci dall’istinto di amare, tanto vale seguirlo e dargli ragione». Miky Del Cambio 

    “Ali di cartone” è un brano che, senza filtri e barriere, rappresenta l’amore come unico modo di distruggere le “ali di cartone” che spesso usiamo per proteggerci, a causa della paura di soffrire. Il singolo che abbraccia pop e black music è stato scritto e prodotto dallo stesso Del Cambio. 

     

    Radio date: 30 luglio 2020

    Etichetta: Tyrus Records (in licenza Rusty Records)

    BIO

     

    Miky Del Cambio, nasce a Potenza il 10 novembre 1992. All’età di 8 anni si avvicina al mondo del pianoforte da autodidatta e non lo abbandonerà più. Sin da giovanissimo frequenta accademie musicali di alto calibro che lo portano a conoscere artisti di spessore della musica italiana, primo fra tutti, il M° Ciro Caravano del gruppo “Neri per caso”, che decide di renderlo solista del coro di Pop, fondato nella città di Potenza. Da subito si dedica allo studio del Rhythm & Blues, genere che lo ha accompagnato sin da bambino, grazie ai vinili presenti in casa. Miky inizia a scrivere i suoi brani all’età di 16 anni e da allora non si è mai fermato. Con le sue canzoni ha la fortuna di partecipare ed ottenere risultati molto soddisfacenti in molti concorsi nazionali, fra cui Festival di Castrocaro, Area Sanremo, Premio Mia Martini, Tour Music Fest e tanti altri. Apre anche numerosi concerti di artisti fra cui Enzo Avitabile, Eugenio Bennato, Antonio Maggio, Mario Rosini, Tricarico. La sua prima pubblicazione sugli store digitali risale al 2016 con un album dal titolo “Indescrivibile”, contenente 9 brani. Subito dopo vengono rilasciati due singoli: “Snow” e “Ad occhi chiusi”. Nel 2017 scrive, produce e pubblica l’inno della squadra della sua città, il Potenza Calcio, che viene pubblicato esclusivamente su Youtube con il titolo “Domenica per te”. Da qui inizia a studiare e cercare nuove sonorità che possano ispirarlo e a creare le basi per uno studio di produzione discografica. Inizia il periodo di ricerca della giusta fusione tra RnB, musica nera e pop, e dopo un anno esce il singolo “Il tuo profumo addosso”, che riscuote anche un discreto successo sugli store digitali arrivando a totalizzare i 10mila stream su Spotify. Nel 2020 con distribuzione Artist First, vengono pubblicati altri due singoli: “Il viaggio” (che supera i 130.000 stream sugli store digitali) e “A volte sbaglio a volte no” che resta per ben 3 mesi (dal 10 Aprile -radio date- fino a luglio) nella Indie Music Like del Mei, fino ad arrivare alla posizione N°49 tra i singoli italiani più trasmessi in radio. Il 30 luglio 2020 pubblica il singolo “Ali di cartone”.

     

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     twitter.com/mikydelcambio

     VEVO

     https://www.youtube.com/channel/UC8kGqZO1lPSy_acsc83N_Yg

     

  • Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool: il webinar sulle tendenze in Italia e in Europa

    Da trent’anni impegnato nella ricerca e nella divulgazione sul fenomeno del bere, l’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool ha organizzato un webinar in cui diversi esperti si sono confrontati sui dati del rapporto OMS-HBSC 2017-2018.

    Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool, Contel: “Lieve riduzione del consumo tra i più giovani”

    Lo scorso 8 luglio, sulla pagina Facebook dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool, è andato in onda un webinar dal titolo “Giovani e alcool: 4 anni di tendenze in Italia e in Europa”. L’evento, moderato dal Segretario Generale Michele Contel, ha visto la partecipazione di tre esperti: il tema affrontato sono stati i risultati dell’ultimo rapporto internazionale “Spotlight on adolescent health and well-being”, pubblicato a maggio di quest’anno dall’Ufficio regionale europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Lo studio, che ha coinvolto oltre 200mila ragazzi in età scolare di 45 Paesi, è un’indagine strutturale che offre un quadro d’insieme sulla salute e il benessere dei giovani, con un focus sulle dipendenze. “Più di un terzo dei ragazzi tra i 13 e i 15 anni ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’arco della vita, ma in Italia il dato è leggermente più alto – ha affermato Contel – Tuttavia, nel periodo dell’indagine, che va dal 2014 al 2018, si registra una lieve riduzione generale del consumo”. Secondo Carlo Buzzi, Professore Ordinario all’Università di Trento e Coordinatore Scientifico dell’Istituto di Ricerca IARD, trattandosi di un fenomeno multifattoriale è difficile trovare una causa univoca rispetto alla diminuzione del bere tra gli adolescenti: “In generale si avverte un ritardo nel contatto con l’alcool. È cambiata la rappresentazione dello sviluppo adolescenziale: si è passato da un debutto precoce ad una posticipazione delle esperienze, e la stessa cosa si registra ad esempio con il consumo di cannabis”. Una valutazione confermata dal fatto che il consumo e gli episodi di ubriachezza tendono a impennarsi dopo i 15 anni. Durante il seminario promosso dall’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool si è parlato anche di comunicazione e prevenzione: “Il limite è che gli adulti tendono a costruirne una “omogeneizzante”: le ricerche con l’Istituto IARD hanno mostrato la presenza di tratti culturali molto divergenti. Da una parte il consumo di alcol come un comportamento desiderabile a prescindere, dall’altra chi tende a giustificare il bere moderato sminuendo gli effetti negativi e infine una terza tendenza che stigmatizza il consumo di alcolici in ogni sua forma. Se la comunicazione rimane univoca – ha spiegato Buzzi – si escluderanno sempre dei gruppi e questo è un problema da valutare e risolvere”.

    Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool: storia e mission

    Nato nei primi anni ’90 a Roma, l’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool è un’associazione impegnata nello studio scientifico del fenomeno del consumo di alcol tra i ragazzi. Attraverso raccolte dati, analisi e ricerche, si propone di divulgare approfondimenti e informazioni multidisciplinari sui temi della produzione, consumo e abuso di bevande alcoliche. Il fenomeno viene valutato da una comunità aperta di ricercatori ed esperti che studiano gli aspetti socio-antropologici, psico-sociali, epidemiologici ed economici della relazione tra bevande alcoliche, individui e società. Una complessità che viene affrontata, dunque, non solo sotto il profilo della prevenzione e dei rischi legati alla salute: il nucleo centrale della metodologia applicata è costituito infatti dalle scienze umane e sociali. Per questo l’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool promuove una cultura del bere responsabile ispirata a principi sia scientifici che umanistici, sviluppando strategie che coinvolgono sia la popolazione che l’industria delle bevande alcoliche, i policy makers e i mass media.

  • Presentato A VISO APERTO, il docufilm girato nelle zone più colpite dal Covid

    Una storia raccontata, e soprattutto affrontata, con coraggio: “A Viso Aperto”. Si chiama così il docu-roadmovie firmato da Ambrogio e Luigi Crespi e presentato questa mattina a Milano, in anteprima nazionale. Un viaggio in cinque città del nord Italia – Cremona, Crema, Brescia, Milano e, ovviamente, Bergamo -, per fotografare un Paese in guerra contro Covid-19.

    Con immagini in presa diretta, “A Viso Aperto” è l’unico film girato nelle zone più colpite dalla pandemia mentre il virus impazzava, in quei mesi tra febbraio e maggio 2020 che mai l’Italia e il mondo intero dimenticheranno. Mesi che hanno messo a dura prova anche chi, per natura, è portato a non arretrare mai. Proprio come i bergamaschi che durante l’emergenza sanitaria hanno mostrato tutta la loro resilienza e il loro spirito solidaristico.

    Il documentario entra, infatti, anche nell’ospedale realizzato a Bergamo grazie al lavoro congiunto di volontari, tra tifosi atalantini, alpini e oltre 300 aziende artigiane, altamente specializzate, chiamati a raccolta da Confartigianato Bergamo. Muratori, carpentieri, imbianchini, idraulici, impiantisti tecnici del gas ed elettricisti specializzati che hanno lavorato per quasi 20.000 ore, creando dal nulla e in tempi record, un vero e proprio ospedale con 142 posti letto, 72 dei quali destinati alla terapia intensiva e sub-intensiva e i restanti a chi stava uscendo dalla fase critica del Covid-19. Un gioco di squadra che ha visto insieme gli artigiani di Confartigianato e dell’Associazione Nazionale Alpini, i volontari di Emergency, i sanitari dell’esercito russo e, ovviamente, il personale dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, che ha garantito la direzione medica, infermieristica, tecnica e gestionale del presidio. Tutti determinati ad aiutare una città messa sotto assedio da un nemico invisibile eppure potentissimo.

    «“Il cantiere della vita” è così che chiamo il lavoro che abbiamo fatto in quei giorni. Da una semplice e-mail è partita una sfida che ha coinvolto centinaia di artigiani. Ognuno di noi era responsabile di una zona e con grande determinazione abbiamo portato a casa il risultato. Basti pensare che in 26 ore abbiamo dato tre mani di bianco su quasi 30 mila metri quadri di spazio. Un’esperienza che nessuno di noi dimenticherà mai» – commenta Giacinto Giambellini, Presidente di Confartigianato Imprese Bergamo.

    Così, nel documentario, immagini di lavori frenetici e di corsie piene si alternano a riprese di strade deserte e silenziose. Strade risvegliate solo da sirene improvvise di ambulanze, tutte dirette nello stesso luogo. Un luogo di cura e accoglienza in cui ha lavorato senza sosta il personale dell’Ospedale di Bergamo che, da un giorno all’altro e primo tra tutti, ha dovuto affrontare la marea inarrestabile dei contagi.

    «Rivivere questi momenti nel documentario è stato molto emozionante. Sembrava che il Covid-19 fosse qualcosa di lontano da noi, un virus che aveva attaccato solo un’area della Cina. E invece, in pochissimo tempo ci siamo ritrovati ad avere l’ospedale pieno di persone: e non codici verdi, ma malati bisognosi di ossigeno. Sono stati momenti incredibili, una valanga che il nostro Paese ha dovuto affrontare per primo, ma di fronte alla quale non ci siamo arresi» – dichiara Maria Beatrice Stasi, Direttore Generale dell’ASS Papa Giovanni XXIII.

    “A Viso Aperto” è, infatti, una storia individuale, fatta di tanti volti e tante voci – ammalati, familiari, imprenditori, medici, volontari -, ma al tempo stesso una storia collettiva tenuta insieme da valori solidi e radicati nel territorio. «Non potevamo non rispondere al grido di aiuto che veniva dalla nostra terra perché la gente come noi non molla mai – conferma Sergio Rizzini, Direttore Generale della Sanità Alpina dell’Associazione Nazionale Alpini –Sapevamo che l’ospedale avrebbe dato speranza e aiuto concreto a tante persone e per questo la soddisfazione quando l’abbiamo terminato è stata grandissima. La stessa che proviamo oggi, a distanza di mesi, nel rivedere quelle immagini».

    “Mai avremmo immaginato di dover impegnarci in una missione umanitaria in Italia. Eppure è stata la logica conseguenza dell’esperienza che abbiamo maturato in tanti anni, con i protocolli messi a punto con Ebola e la gestione degli ospedali a 360 gradi. Il documentario mi ha fatto rivivere quei primi giorni di aprile, quando siamo arrivati a Bergamo e insieme agli alpini, agli artigiani e al Papa Giovanni XXIII abbiamo contribuito a organizzare un ospedale dal nulla. Siamo contenti di aver potuto contribuire in un momento così difficile per le nostre comunità” ha dichiarato Rossella Miccio, Presidente di Emergency.

    Resilienza. Passione. Determinazione. Forza. Sono emozioni che emergono con chiarezza dal reportage dei fratelli Crespi che dopo aver inquadrato l’emergenza sanitaria, si concentra anche sulle sue conseguenze socio-economiche. Con la consapevolezza che c’è un’Italia da ricostruire, un’Italia più lenta – forse – e anche per questo più autentica. Un Paese che avrà molti problemi da affrontare e che dovrà farlo, ancora una volta, “A Viso Aperto”.

    Il documentario sarà presentato il 9 settembre a Bergamo, alle ore 18.30, presso il Centro Congressi Papa Giovanni XXIII, e il 10 settembre a Venezia, tra gli eventi del Fuori Salone della 77°edizione della Mostra Internazionale dell’Arte Cinematografica di Venezia.

  • Comefare.com per imparare a fare…tutto!

    Oggi capita a tutti di non saper fare qualcosa in particolare, per il quale si rende necessario imparare rapidamente così da poter soddisfare la propria necessità del momento. Parliamo ad esempio di operazioni bancarie di ogni tipo, riparare qualcosa in casa o comunque fare della manutenzione o terminare operazioni anche piuttosto complesse che riguardano dispositivi elettronici e comunque di largo utilizzo.

    Si tratta di semplici pratiche quotidiane che non è detto siamo tutti in grado di portare a termine correttamente, e bisogna comunque considerare che c’è sempre una prima volta per fare pratica, prima di poter effettuare determinate operazioni in autonomia.

    Per tutte queste pratiche, oggi siamo abituati ad effettuare una ricerca su internet su siti che propongono appunto guide ed istruzioni per poter fare un po’ di tutto. Oggi tra i più interessanti siti di questo tipo vi è comefare.com, sito che presenta delle categorie facili da navigare e da individuare all’interno delle quali è possibile trovare guide specifiche che spiegano come fare tutto ciò di cui si ha bisogno.

    Dalla burocrazia ai lavori di casa, dalla gestione del denaro al tempo libero, dalle ricette di cucina alla salute, giusto per citare alcuni esempi. Qui dunque l’utente interessato può trovare le guide di cui ha bisogno per risolvere i quesiti che lo interessano da vicino, e quindi riuscire a risolvere ogni tipo di problematica dovesse presentarsi.

    A detta degli utenti le guide di comefare.com sono davvero pertinenti e consento effettivamente di risolvere le problematiche individuali, per cui la prossima volta che dovessi avere necessità di fare qualcosa e scoprire di non sapere esattamente da dove iniziare, su come fare.com puoi trovare ciò di cui hai bisogno per riuscire a portare a termine ogni tipo di operazione o pratica.

  • Il circolo infinito dell’acciaio: il contributo di Gruppo Riva

    Gruppo Riva mette l’acciaio al centro di una strategia di sviluppo sostenibile: dai rottami riciclati al prodotto finito, un materiale alla base del concetto di economia circolare.

    Gruppo Riva

    Dal commercio agli “end of waste”, la genesi di Gruppo Riva

    Nel 1954, in pieno Dopoguerra, Emilio e Adriano Riva fondarono la “Riva & C.”, società nata per commercializzare rottami di ferro per le acciaierie del territorio bresciano. Da quell’iniziativa nasce poco dopo Gruppo Riva, con il primo stabilimento produttivo situato a Caronno Pertusella, in provincia di Varese. Inizia così la storia di quella che oggi è una multinazionale della siderurgia: dopo anni di crescita costante, grazie soprattutto all’introduzione di nuove tecniche produttive, la società si espande nei mercati esteri (Canada, Francia, Germania, Belgio, fino a raggiungere la Cina). Attualmente conta oltre 5.000 dipendenti e 21 stabilimenti ed è uno dei primi operatori siderurgici a livello europeo. La produzione dell’acciaio avviene esclusivamente attraverso forni elettrici alimentati da rottami riciclati definiti “end of waste”. Una scelta che sta alla base della strategia di sviluppo sostenibile messa in campo da Gruppo Riva, che sfrutta tutta la riciclabilità dell’acciaio.

    Le proprietà dell’acciaio e il ruolo nell’economia di Gruppo Riva

    Una storia di oltre 50 anni lega Gruppo Riva alle caratteristiche dell’acciaio: un materiale riciclabile al 100% e che può essere riutilizzato all’infinito, dato che durante i processi di lavorazione non perde alcuna delle sue proprietà. In Italia vengono riciclati in media circa 20 milioni di tonnellate d’acciaio all’anno: un dato che secondo Federacciai mette il Paese al primo posto in Europa per il riciclo. Ma l’Italia ha anche un altro primato, ossia quello della produzione di acciaio mediante forni elettrici. Forni che utilizzano rottami per realizzare un prodotto totalmente nuovo, in un ciclo che può essere infinito, considerate le qualità del materiale. Ecco perché l’acciaio si inserisce perfettamente nella filosofia di economia circolare che Gruppo Riva sta portando avanti nel rispetto dei requisiti dello sviluppo sostenibile: prodotti che mantengano il più a lungo possibile le loro proprietà, riduzione di energia impiegata nei processi ma soprattutto riduzione delle emissioni inquinanti.

  • Fly Walk®, il supporto plantare ultrasottile per la camminata sportiva e il Nordic Walking

    Dalle conoscenze anatomiche e biomeccaniche di Corazza Srl, nasce Fly Walk®, il supporto plantare ultrasottile hi-tech per chi pratica trekking, camminate o nordic walking, pensato per coniugare prevenzione e performance e consentire a ogni sportivo di incrementare le proprie prestazioni in maggior sicurezza

     

    Rispetto ad altri sport, camminata sportiva e Nordic Walking appaiono esenti da infortuni. Tuttavia anche in queste discipline che non prevedono balzi o scatti repentini, l’appoggio del piede è sottoposto a stress che nel lungo periodo, medializzando sulle articolazioni e legamenti, potrebbero portare a fastidi, dolori o stati di affaticamento. Per questa ragione è determinante l’utilizzo di calzari adeguati così come di un supporto plantare in grado di distribuire in modo corretto carichi e forze, con il giusto sostegno e supporto nell’ammortizzare la rullata nell’appoggio del piede a terra durante i suoi lunghi tragitti.

    Fly Walk®, della Corazza Srl, è nato per rispondere a queste esigenze. L’esperienza maturata in più di 50 anni di attività nel settore ortopedico, così come l’approfondita conoscenza in ambito biomeccanico, hanno permesso all’azienda di Molinella (BO) di realizzare un supporto plantare ultrasottile di ultima generazione con l’obiettivo di supportare adeguatamente lo sportivo nel raggiungimento di elevate prestazioni, mantenendo però sempre un adeguato livello di sicurezza.

    Vola verso i tuoi obiettivi è il payoff scelto per evidenziare le potenzialità di Fly Walk® che con equilibrio coniuga i concetti di prevenzione e performance. Sono due, infatti, le componenti principali che ne caratterizzano la struttura: la parte anteriore costituita da materiale dall’elevata risposta propulsiva e antivibrante che rende la risposta molto reattiva e quella posteriore, ammortizzante, realizzata con materiale absorber. Una combinazione di fattori che consente di prevenire traumi, causati da inattività prolungata e scarso allenamento, e overuse alle strutture corporee che accrescono il rischio di infortuni a lungo termine.

    Unisex e adatto a qualsiasi età, la qualità di Fly Walk® si riflette anche in altre caratteristiche e, in particolar modo, nei materiali utilizzati che ne fanno un prodotto innovativo e hi-tech. Rivestito con microfibra ceramico termoregolatore, ha un’elevata capacita assorbente che assicura una totale vaporizzazione dell’ umidità, creando igiene e un’atmosfera sana e asciutta. È anti–odore, ipoallergenico e presenta una forte resistenza alla lacerazione e allo sfregamento, oltre che essere lavabile a 95°.

    Grazie alla capacità di sostenere la maggiore superficie di appoggio al piede nel rispetto della correttezza anatomica, Fly Walk® si pone come un prodotto sia fisiologico che funzionale, garante di sicurezza, benessere e performance, valori che sono il traguardo di un percorso non comune, il risultato di un’esperienza cinquantennale e che in particolar modo negli ultimi anni, ha visto Corazza crescere fino a diventare leader di settore.

     

    Corazza S.r.l. nasce a Bologna nel 1968. Oggi, a distanza di oltre 50 anni l’azienda guidata da Violetta Corazza, supportata da un team femminile di donne coese e motivate, rappresenta un punto di riferimento di valore per tutte le ortopedie italiane. Esperienza, competenza tecnica, utilizzo di tecnologie avanzate orientano l’attività di Corazza consentendogli ogni giorno di interpretare e soddisfare le richieste dei tecnici ortopedici attraverso la realizzazione di plantari ortopedici personalizzati, innovative e di altissima qualità.

  • L’Università di Bergamo riparte dal Lazzaretto con i test di Medicina

    Al Lazzaretto di Bergamo spazi estesi e 800 banchi appositamente distanziati ospitano da oggi, 3 settembre, i test d’ingresso di Medicina, dal 16 i test di Scienze della Formazione Primaria e dal 22 i test per gli insegnanti di sostegno. Attesa per il 30 settembre la cerimonia di consegna dei diplomi ai laureati nelle sessioni di marzo/aprile e luglio 2020, in presenza del Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi che ha detto: “Bergamo simbolo della crisi che abbiamo vissuto. Vogliamo dare il via alla ripartenza in una città simbolo della lotta al Covid”.

     

    Con 744 candidati alla Facoltà di Medicina, distanziati e in sicurezza al Lazzaretto, luogo simbolico che rappresenta una delle pagine più difficili della storia, quando nel 1630 si diffuse la terribile epidemia che causò solo nel territorio orobico più di 55 mila morti, si apre oggi, giovedì 3 settembre, la cittadella dell’Università di Bergamo con un settembre ricco di appuntamenti accademici.

    L’idea di adibire il quadrilatero storico di Piazzale Goisis a sede universitaria provvisoria è venuta al Rettore Remo Morzenti Pellegrini che spiega: “Il problema più urgente da risolvere era appunto dove collocare gli iscritti al test di Medicina del 3 settembre, garantendo il distanziamento ma anche l’accessibilità. Avendo già in calendario una serie di iniziative per la ripresa dell’anno accademico, abbiamo deciso di partire da questa esigenza per ripensare gli altri appuntamenti in programma. L’Univer­sità è chiamata oggi a ricordare l’importanza di tornare ad educare e a ricordare che la cono­scenza è lentezza, riflessione e pazienza. In questi mesi abbia­mo costruito un nuovo rapporto con gli studenti, dialogando con loro e ascoltando le loro espe­rienze. I giovani hanno bisogno di essere accompagnati e la di­dattica a distanza da sola non ba­sta, non solo per le Università”.

    I test di Medicina del 3 settembre fanno da apripista a una serie di appuntamenti e iniziative, tra cui i test d’ingresso di Scienze della Formazione Primaria (16 settembre) e i test preliminari per l’accesso ai percorsi di formazione per gli insegnanti di sostegno di 1° grado (22, 24, 29 settembre e 1° ottobre).

    Inoltre, per il 30 settembre è in programma la cerimonia di consegna pubblica dei diplomi delle lauree conseguite a distanza nel periodo tra marzo e luglio da circa 500 studenti, che avverrà con la partecipazione del Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi che nell’occasione inaugurerà l’anno accademico.

    Tra il 4 e il 16 settembre il Lazzaretto ospiterà anche uno sportello informativo per i neo-iscritti e una postazione del Cus; mentre dal 22 al 29 saranno accolte le matricole dei corsi di laurea triennali, dipartimento per dipartimento. Due proposte indirizzate a chi ha da poco terminato il percorso di studi e a chi è in procinto di iniziarlo.

    La volontà di adottare temporaneamente il Lazzaretto come spazio universitario, resa possibile grazie alla collaborazione del Comune di Bergamo, manifesta l’impegno di riprendere con sempre più attività e lezioni in presenza fisica, dove possibile, nel rispetto delle distanze imposte dalle norme anti Covid. Perché Bergamo non si arrende, anche quando si parla di istruzione.

  • Lampade 100% Made in Italy con Braga Illuminazione

    Azienda di riferimento per la produzione di lampade e lampadari Made in Italy, Braga Illuminazione ha la sua sede a Brescia, ma spedisce e commercia i propri prodotti in tutto il mondo. L’azienda, infatti, che vanta un’esperienza di oltre trent’anni nel settore dell’illuminazione, produce lampade al 100% Made in Italy con materie prime di qualità e dal design unico, che vengono apprezzate sia dal mercato italiano sia da quello estero. Negli ultimi anni, in particolare, l’azienda ha esportato i propri prodotti in Germania, Francia, Belgio, Austria, Cuba e Giappone.

     

    Materiali di qualità e produzione Made in Italy per le lampade Braga

     

    Il segreto del successo di Braga Illuminazione sta proprio nella capacità dell’azienda, complice la trentennale esperienza nel settore, di unire sinergicamente materie prime di altissima qualità con la tradizione che da sempre contraddistingue l’artigianato Made in Italy. La produzione di ogni singola lampada, infatti, è seguita dal personale dell’azienda con una grande attenzione e cura per ogni dettaglio, dalla fase iniziale di progettazione a quella finale di finitura, potendo offrire al cliente lampade con un design curato e funzionale. Per rispondere a ogni esigenza pratica o stilistica del cliente, inoltre, Braga realizza artigianalmente lampade su misura, per incontrare anche i gusti dei clienti più esigenti.

    I materiali, che vengono selezionati con cura e sottoposti a rigidi test per il controllo della qualità, spaziano dal metallo all’ottone, dal vetro di Murano ai cristalli Swarowski, per soddisfare ogni esigenza estetica e stilistica degli acquirenti. Vengono inoltre utilizzate, nella realizzazione dei lampadari, anche materiali pregiati come la ceramica e la foglia oro e argento, che viene applicata nella verniciatura finale, eseguita in azienda, che costituisce un elemento di differenziazione di Braga Illuminazione.

    Diversi tipi di lampada per diverse esigenze

     

    A seconda delle esigenze dell’ambiente che si desidera illuminare l’azienda propone diverse soluzioni che coniugano stile, funzionalità, qualità e design unico. Perfette per illuminare le abitazioni private, gli uffici e perfino gli hotel, Braga propone lampade e lampadari a led di ogni genere: applique da muro e da soffitto, lampade da tavolo e da soffitto, plafoniere e sospensioni. Essendo pensati per l’installazione in diversi ambienti, sono lampade dal design molto semplice e lineare, che si adattano senza problemi a qualsiasi stile, dal più classico al più moderno. L’ampio assortimento di prodotti potrà sicuramente soddisfare le diverse esigenze dei clienti, che potranno scegliere tra diversi modelli di lampade in ceramica, lampade classiche o moderne e lampade a led. Tutte le lampade a led vengono studiate in collaborazione con i più importanti fornitori italiani di led, garantendo un’elevata qualità del prodotto finale, che raggiunge standard elevati in termini di performance e innovazione. Questo tipo di lampada rappresenta una soluzione tecnologicamente avanzata, che garantisce la massima efficienza luminosa pur mantenendo un basso consumo energetico e una lunga durata della lampadina, risultando quindi una scelta vantaggiosa sotto ogni punto di vista. La gamma di prodotti led offerta da Braga Illuminazione è estremamente ampia e comprende diversi modelli di led a incasso, led a parete, led a soffitto, led a sospensione, led da tavolo e led da terra, tutti realizzati secondo la tradizione artigiana in materiali di alta qualità.

  • NANCO “MARCINELLE” è il nuovo singolo del cantautore abruzzese che ricorda il disastro nella miniera belga

    Il brano, arrangiato dal direttore d’orchestra Enrico Melozzi, racconta la storia del bisnonno dell’artista che fu protagonista del tragico evento e di tutti gli altri minatori italiani coinvolti.

    A ridosso dell’anniversario del disastro di Marcinelle, avvenuto la mattina dell’8 agosto1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle in Belgio, il cantautore Nanco presenta un brano che rende omaggio all’accaduto e ai tanti lavoratori immigrati italiani che ne furono protagonisti, proprio come il suo bisnonno:  

    «Penso sempre al mio bisnonno, al suo fiatone nel salire le scale, ai suoi occhi neri come il carbone che era andato a scavare in Belgio, tanti anni fa, quando gli immigrati eravamo noi. Questa canzone vuole ricordare la storia sua e degli altri minatori, compresi quelli che morirono nel disastro di “Marcinelle” l’8 agosto 1956». Nanco

    Nota particolare: la realizzazione del singolo annovera artisti di origine abruzzese. Oltre il teramano Nanco infatti, il brano vede coinvolto nell’arrangiamento il fondatore e direttore dell’“Orchestra Notturna Clandestina” Enrico Melozzi, anche lui di Teramo. La cover grafica è invece un’opera di Massimo Carulli, originario di Scerni (CH). 

     

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    Radio date: 31 luglio 2020 

    Autoproduzione 

     

    BIO

    Nino Di Crescenzo, in arte Nanco, nasce a Teramo il 15 marzo 1975. L’esordio è nel giugno 1994 quando partecipa come interprete alla manifestazione canora Castrocaro tenutesi a Sarnano (MC).
    Nell’ottobre 2013 Nanco si affaccia all’universo cantautorale italiano, adottando lo pseudonimo di NANCO, ironicamente mutuato dal nome di Ninco Nanco, brigante e luogotenente di Carmine Crocco durante l’opposizione all’annessione da parte dei Savoia del Regno delle due Sicilie.

    Nel corso dell’estate 2014, il cantautore partecipa all’edizione 2014 del Cantagiro con il brano “Amsterdam”, durante la quale, superate varie selezioni regionali, raggiunge la finalissima di Fiuggi. Il 15 marzo 2015 Nanco vince il Premio speciale della giuria, per l’originalità del testo e dell’inedito (con Amsterdam) al ventesimo Festival dell’Adriatico Premio “Alex Baroni”. Il 30 luglio 2015 Nanco è finalista al “Percoto canta 2015” con “Per ogni lacrima”.  Nel marzo 2016 il cantautore autoproduce l’album “Acerrimo” che vede la partecipazione di Goran Kuzminac alla chitarra acustica. Il disco arriva tra i finalisti del Premio Tenco nella categoria “miglior opera prima” di quello stesso anno. L’omonimo singolo viene inserito nel film “Timballo” che vede la partecipazione fra gli altri di Maria Grazia Cucinotta e Ivan Franeked. Il successivo brano “Carolina e la pioggia” è semifinalista al premio “Pierangelo Bertoli” 2016. Nel giugno 2017 il singolo “Ti Invito In Abruzzo” è finalista al “Premio Fabrizio De Andrè 2017”. tenutosi l’anno successivo a Roma presso l’Auditorium parco della Musica. Dall’agosto 2017 Nanco condivide il palco con Sara Ricci: entrambi saranno impegnati nella commedia “Per Bacco” portata in tutta Italia attaverso un tour itinerante. il 12 gennaio 2018 Nanco apre lo spettacolo di Vincenzo “Cinaski” Costantino, “Bukowski vs. Waits”. Successivamente l’artista apre il concerto di Francesco De Gregori a Civitella del Tronto (TE), quello di Giorgio Canali a Pescara e condivide il palco con Filippo Graziani. 

    Il 19 novembre 2019 esce “Dentro”, brano electropop in collaborazione con Giorgio Ciccarelli (ex/sioux ed ex Afterhours). Dopo un lungo periodo di silenzio, il 31 luglio 2020 arriva in radio il nuovo singolo “Marcinelle”, realizzato in collaborazione del maestro Enrico Melozzi, già fondatore dell’Orchestra Notturna Clandestina e direttore d’orchestra a Sanremo per Achille Lauro e i Pinguini Tattici Nucleari. 

     

    Contatti e social 

    Fb www.facebook.com/nancofficial/

    Canale Yt https://www.youtube.com/user/solblend

    Instagram https://www.instagram.com/ninonanco/?hl=it

    Spotify https://open.spotify.com/artist/5oPvW6rjdHgi7oNoYUHlYB

     

  • FULVIO EFFE:“ANCORA” è il nuovo singolo del cantautore alessandrino che anticipa l’album “Punto” di prossima uscita

    Dopo una lontananza dalla musica durata 9 anni (nei primi 2000 apre i tour di Irene Grandi e degli Stadio con la sua ex band Mivanez), l’artista torna ora con una ballad pop sull’amore non vissuto.

    “Ancora” parla di un amore non vissuto. Un sentimento intenso, profondo, resistente ma mai esplorato nel reale: «il non vivere le situazioni ci porta inevitabilmente a “pensarci di più”, proprio perché le domande che ci poniamo, i “se e ma”, ci fanno pensare e ripensare in maniera ancora più intensa a “quello che sarebbe stato se…”» – spiega l’artista. Il messaggio del brano invita a trovare dentro di sé la forza e il coraggio di cambiare, lasciando andare quello che non funziona più. 

    “Ancora” è una ballad dal sapore fresco ed estivo che farà parte del disco “Punto”, in uscita il prossimo autunno – «Perché punto? Perché il punto rappresenta la fine di ogni frase, ma anche l’inizio di “ogni dopo”, il punto è rappresentato da un cerchio, la forma geometrica per eccellenza. Il punto ha un significato estremamente semplice quanto intenso». Fulvio Effe

    Alle registrazioni del brano hanno collaborato Matteo Cerboncini, Matteo Foresto e Paolo Bruno. Il mixaggio è stato effettuato da Francesco Salvadeo, e tutta la produzione è stata seguita dall’etichetta discografica di cui Fulvio è titolare: EFFE MUSIC. Il video è stato realizzato da GASTON STUDIO e la regia è stata curata dallo stesso Fulvio Effe. Nel clip compaiono i musicisti della band: Gianluca Vaccarino – chitarra, Matteo Foresto – batteria e Daniele Focante – basso. 

    Radio date: 24 luglio 2020

    Pubblicazione album: settembre 2020

    Etichetta: EFFE MUSIC

     

    BIO

    Fulvio Zangirolami, in arte Fulvio Effe, nasce ad Acqui Terme (AL) il 5 aprile del 1984. Muove i suoi primi passi nel mondo della musica dall’età di 16 anni quando, affascinato da una vecchia chitarra del padre, inizia ad avvicinarsi allo strumento. Nello stesso anno fonda la band Mivanez, gruppo con il quale in pochi anni, riuscirà a raggiungere importanti traguardi come le due vittorie all’Accademia di Sanremo (2005 e 2006), la vittoria al Festival di Saint Vincent nel 2006 e le aperture dei tour di Irene Grandi e degli Stadio (rispettivamente nel 2006 e 2007). Nel 2007 pubblica coi Mivanez, il primo singolo dal titolo “Andata e ritorno” mentre nel 2011 esce il suo primo EP da solista dal titolo “Io non ho paura di amarti”. Dal 2013 al 2017 Fulvio porta in giro per tutto il nord Italia uno spettacolo anni ‘90 con la cover band EFFETTO 90. Parallelamente diventa performer di Radio Number One portando live nelle piazze un format da lui presentato. Fonda una scuola di musica, l’Alexandria Music School, sede certificata TRINITY e ABRSM, scuola che vanta collaborazioni con musicisti ed insegnanti di assoluto livello del panorama musicale italiano. Produce dischi per altri artisti, realizza spot pubblicitari per grosse aziende (ENPA, GLASSDRIVE etc), fonda Gaston Studio, una società che si occupa di produzione video e gestione immagine curando, in prima persona, produzioni video di decine di artisti. Nel 2020 pubblica, dopo 9 anni di assenza nel mercato discografico, “L’istante di un brivido”, brano dedicato al padre scomparso nel 2018. Alla registrazione del brano partecipano musicisti di spicco nazionale come Luca Colombo, storico chitarrista dell’orchestra del Festival di Sanremo. Il 24 Luglio dello stesso anno esce “Ancora”, il secondo singolo tratto dall’album “Punto”, in uscita a settembre 2020.

     

    Contatti e social

    FB: https://www.facebook.com/fulvioeffezangirolami/

    IG: https://www.instagram.com/fulvio_effe/

    SITO: www.effemusic.com

  • BRUNO CARUSO “RISPETTO A PRIMA” il nuovo singolo del cantautore pop-rock romano d’adozione

    L’intensa canzone registrata all’Eckosound di Roma, omaggia la forza di chi sa rialzarsi difronte agli imprevisti che mettono a rischio il proprio percorso di vita.

    “Rispetto a prima” è una dedica nei confronti di chi ha combattuto o sta combattendo una battaglia contro un male invisibile, ma anche per quelle persone che restano vicine a chi è in questa condizione, con l’incertezza che tutto possa ritornare o con l’amara constatazione che alcune battaglie non sono state vinte.

    Il brano autoprodotto è stato scritto dallo stesso Bruno Caruso, arrangiato insieme a Roberto Picerni e registrato presso gli studi della Eckosound in Roma. Hanno partecipato alle registrazioni: Camillo Arberini alla batteria, Simone di Leo al basso, Dario Benedetti alle chitarre, mix e master di Mauro Pala.  

     

    Autoproduzione

    Radio date: 10 luglio 2020 

     

    BIO

    Bruno Caruso nasce in Germania da genitori emigranti, ma cresce in Calabria. Si avvicina alla musica fin da bambino iniziando a studiare prima pianoforte e poi chitarra. Successivamente sente l’esigenza di comporre la propria musica e decide così di trasferirsi a Roma (dove attualmente vive), per fondare la sua prima band come frontman/vocalist, i Dukin Hash, con cui si esibisce in diversi locali della capitale. Dopodiché forma un secondo gruppo, la cover band di musica rock italiana “342-Trequattrodue”. Il suo chiodo fisso resta però comporre la propria musica, esigenza che lo porta a concentrarsi esclusivamente sulle sue produzioni, la prima delle quali, “Aria”, viene pubblicata il 20 settembre 2018. Il brano è il primo estratto dall’album di debutto in lavorazione e prossimo all’uscita. L’11 gennaio 2019 esce in radio il singolo “Con un brivido”, il successivo 5 luglio esce il terzo singolo “Qualcosa da Dire”. A distanza di un anno, il 10 luglio 2020, arriva in radio e su tutte le piattaforme digitali il nuovo singolo “Rispetto a prima”. 

     

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