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  • Scuola: in Lombardia 375.000 alunni cambieranno mezzo di trasporto

    Paura del Covid, orari di ingresso scaglionati, mezzi pubblici con capacità ridotta: la campanella è già suonata in Lombardia, ma la mobilità degli studenti rimane uno dei nodi più critici e molte famiglie lombarde dovranno ripensare il modo in cui portare i figli a scuola. Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp research e Norstat, realizzata su un campione rappresentativo* di famiglie italiane con figli dai 2 ai 18 anni, quest’anno in Lombardia più di 1 alunno su 4, pari a circa 375.000 bambini e ragazzi (26,8%) cambierà, del tutto o in parte, mezzo di trasporto per il tragitto casa-scuola.

    Come si sposteranno gli alunni lombardi

    Guardando ai dati relativi alla Lombardia emerge che, se fra chi cambierà mezzo di trasporto il 40% ha dichiarato di farlo per paura del Covid, a livello generale, forse anche per praticità o mancanza di alternative, più di 4 alunni su 10 (44,4%), pari ad oltre 625.000 bambini e ragazzi, raggiungeranno la scuola in auto, moto o scooter. Un valore in aumento rispetto allo scorso anno, quando questi mezzi erano usati dal 40,1% degli scolari.

    Se, da un lato, aumentano coloro che opteranno per un mezzo privato, con inevitabili conseguenze sul traffico cittadino e sull’inquinamento dell’aria, dall’altro diminuisce lievemente l’uso del trasporto pubblico. Gli alunni che hanno intenzione di utilizzare autobus o tram alla ripartenza delle lezioni sono il 19,7%, erano il 21,1% lo scorso anno. La percentuale, nonostante il calo, rimane comunque significativamente superiore a quella nazionale (15%), probabilmente perché nella regione il trasporto pubblico è più efficiente rispetto ad altre aree del Paese e, anche, perché i cittadini, evidentemente, ripongono maggiore fiducia in questo servizio.

    Il 5% si sposterà in metropolitana o in treno; gli alunni che si affideranno a servizi quali lo scuolabus saranno il 7%, valore in lieve calo rispetto allo scorso anno, quando la percentuale era pari a 7,7%.

    Importante anche la percentuale di ragazzi che hanno scelto di recarsi a scuola a piedi; lo faranno il 31% degli studenti, pari a circa 430.000 individui.

     

    Perché si cambia: paura del Covid

    Se si guarda alle famiglie lombarde che cambieranno modalità di trasporto, la ragione principale risulta essere la paura del Covid; il 40% dei nuclei intervistati ha dichiarato che sceglierà un altro mezzo di trasporto proprio per evitare di esporre i figli ad un possibile rischio contagio.

    La paura del contagio batte solo di poco un’altra problematica molto sentita dalle famiglie lombarde: il 37% ha ammesso che cambierà mezzo a causa dell’orario di ingresso scaglionato adottato dalla scuola.

    Il 24%, infine, ha scelto di rivedere le modalità di trasporto per motivi organizzativi interni alla famiglia.

    Il tragitto casa-scuola preoccupa però anche i lombardi che non cambieranno mezzo di trasporto; più di 6 famiglie su 10 (61%), hanno comunque dichiarato di essere in apprensione per il percorso.



     

    * Metodologia: n. 1.010 interviste CAWI con un campione rappresentativo di individui aventi figli in età scolare (da 2 a 18 anni) sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 3 ed il 4 settembre 2020.

  • Casette da giardino: soluzioni per tutte le esigenze

    Casette da giardino: soluzioni per tutte le esigenze

    La casetta da giardino è un elemento indispensabile per chi dispone di uno spazio verde e desidera avere un luogo dove riporre comodamente tutti gli attrezzi per il giardinaggio, le sedie o i mobili da esterno. La casetta rappresenta una soluzione pratica ed economica, che diventa anche complemento d’arredo grazie all’estetica moderna e ai materiali di qualità con cui è realizzata. Da Eurobrico è disponibile un ampio catalogo di casette da giardino, che variano in base al materiale, alla forma e alle dimensioni, per soddisfare ogni esigenza d’uso.

    Casette da giardino per riporre gli attrezzi

    Il primo e principale vantaggio delle casette da giardino è sicuramente quello di essere un pratico contenitore per gli attrezzi necessari a mantenere in buona salute il cortile o il verde di casa: tosaerba, cesoie, scope, rastrelli e molto altro. La casetta da giardino, se di dimensioni spaziose, potrà anche contenere i set di mobili per l’esterno, sedie e tavoli. Solitamente per questo tipo di impiego le persone scelgono casette da giardino in legno massello, perché sono resistenti e hanno un impatto minimo sull’ambiente. Le casette in legno, inoltre, sono esteticamente gradevoli, risultando un elemento armonioso all’interno del giardino.

    Da Eurobrico è possibile trovare casette in legno di abete in varie dimensioni. Bisogna ricordare che queste casette da giardino hanno bisogno di manutenzione regolare con trattamenti a base di impregnante per legno.

    Eurobrico mette a disposizione anche casette da giardino realizzate in altre materiali oltre al legno, in particolare è possibile acquistare, anche direttamente online, casette da giardino in resina, casette in acciaio e casette da giardino in lamiera, che rappresentano l’alternativa più economica.

    casetta da giardino in legno

    Le casette da giardino in resina rappresentano un’alternativa molto versatile a quelle in legno, sono perfette per lo stoccaggio di materiali e mobili da giardino, sono semplici da posare e non richiedono manutenzione. Scegliere una casetta in resina è anche vantaggioso in termini di costi, poiché hanno diverse fasce di prezzo, da quella più alta a quella più economica.

    Da Eurobrico è possibile acquistare anche casette da giardino in acciaio a marchio Biohort, marchio di eccellenza nel settore, con prodotti garantiti 20 anni. Le casette in acciaio, come quelle in resina, non richiedono manutenzione. Possono essere acquistate con i relativi accessori, come ripiani, tavolini, porta biciclette, tubi pluviali per lo scarico dell’acqua, pannelli per il montaggio elettrico, scaffali, ganci per attrezzi e portautensili.

    Casette in legno da giardino per i bambini

    Oltre a rappresentare un’ottima soluzione per riporre mobili da giardino e attrezzi, le casette in legno possono essere una fonte di divertimento per i più piccoli. Da Eurobrico disponiamo di casette da giardino per bambini, da quelle semplici ed economiche fino alle più grandi, come la casetta in legno “Hubert” con scale e scivolo.

     

     

  • Scuola: in Sicilia 230.000 alunni cambieranno mezzo di trasporto

    Paura del Covid, orari di ingresso scaglionati, mezzi pubblici con capacità ridotta: la campanella è già suonata in molte scuole, ma la mobilità degli studenti rimane uno dei nodi più critici e molte famiglie siciliane dovranno ripensare il modo in cui portare i figli a scuola. Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp research e Norstat, realizzata su un campione rappresentativo* di famiglie italiane con figli dai 2 ai 18 anni, quest’anno in Sicilia quasi 1 alunno su 3, pari a circa 230.000  bambini e ragazzi (30,6%) cambierà, del tutto o in parte, mezzo di trasporto per il tragitto casa-scuola.

    Come si sposteranno gli alunni siciliani

    Guardando ai dati relativi alla Sicilia emerge che, se fra chi cambierà mezzo di trasporto il 58% ha dichiarato di farlo per paura del Covid, a livello generale, forse anche per praticità o mancanza di alternative, più di 7 alunni su 10 (70,2%), pari a circa 530.000 bambini e ragazzi, raggiungeranno la scuola in auto, moto o scooter. Il dato è ancor più significativo se si considera che lo scorso anno, ad usare questi mezzi, era il 62,9% degli scolari.

    Se, da un lato, aumentano coloro che opteranno per un mezzo privato, dall’altro, a farne le spese, oltre al traffico cittadino e all’inquinamento dell’aria, sarà il trasporto pubblico. Diminuisce il numero di alunni siciliani che hanno intenzione di utilizzare autobus o tram; alla ripartenza delle lezioni lo farà l’8,9%, erano il 12,9% lo scorso anno. La percentuale di chi si affiderà al trasporto pubblico risulta nettamente inferiore a quella nazionale (15%); ad incidere sul dato, probabilmente, un servizio pubblico non sempre efficiente e, più in generale, una minore fiducia da parte delle famiglie.

    E se il 2% si sposterà in treno o metro, gli alunni che si affideranno a servizi quali lo scuolabus saranno il 2,4%, percentuale in netto calo rispetto a quella dello scorso anno (7,3%).

    Buona notizia, invece, l’aumento, seppur lieve, di coloro che hanno scelto di spostarsi a piedi; lo faranno il 27,4% degli studenti, pari a circa 207.000 alunni; erano il 26,6%, lo scorso anno.

    Perché si cambia: paura del Covid

    Se si guarda alle famiglie siciliane che cambieranno modalità di trasporto, la ragione principale risulta essere la paura del Covid; il 58% dei nuclei intervistati ha dichiarato che sceglierà un altro mezzo di trasporto proprio per evitare di esporre i figli ad un possibile rischio contagio.

    La paura del contagio batte un’altra problematica sentita dalle famiglie siciliane: il 29% ha ammesso che cambierà mezzo a causa dell’orario di ingresso scaglionato adottato dalla scuola.

    Il 24%, infine, ha scelto di rivedere le modalità di trasporto per motivi organizzativi interni alla famiglia.

    Il tragitto casa-scuola preoccupa però anche i siciliani che non cambieranno mezzo di trasporto; quasi 7 famiglie su 10 (68%), hanno comunque dichiarato di essere in apprensione per il percorso.

     

     

     

     

    * Metodologia: n. 1.010 interviste CAWI con un campione rappresentativo di individui aventi figli in età scolare (da 2 a 18 anni) sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 3 ed il 4 settembre 2020.

  • Dalla Cina arrivano i pregiati tappeti antichi

    Quando si parla di tappeti orientali vengono spesso e volentieri menzionati i più famosi tappeti indiani e persiani e si tralasciano i tappeti cinesi, che sono invece di ottima qualità e non hanno nulla da invidiare ai più famosi tappeti elencati poco sopra. In Cina esiste, infatti, una lunga tradizione di artigianato per ciò che riguarda i tappeti, che vede le sue origini nella grande abilità di queste popolazioni locali nella produzione di tessuti e broccati. Alcune delle produzioni più pregiate e ricercate dagli amanti di questo genere di tappeti troviamo i Pechino e i Ninxia.

    Tappeti cinesi: alcuni cenni storici

     

    I tappeti annodati arrivano in Cina tra il 15° e il 18° secolo grazie al commercianti, e si diffondono inizialmente solo alla corte dell’imperatore, che fa sì che il tappeto diventi un elemento di pregio e distinzione sociale. Gli artigiani cinesi imparano subito la nobile arte dell’intreccio e ben presto, attorno alla metà del 18° secolo, questi preziosi tappeti cinesi diventano bottino di guerra e vengono portati in Europa dove catturano l’interesse dei mercanti occidentali di tappeti. Da quel momento in poi i mercati europei e americani acquisiscono le manifatture e danno ordine di produrre secondo gli stili liberty e decò che al tempo erano molto in voga, snaturando in parte la vera natura dei tappeti cinesi. Inevitabilmente la dominazione occidentale, finalizzata alla vendita, ha effetti negativi sulla qualità: le manifatture realizzate prima del 1920 sono di qualità superiore e annoverano tappeti molto belli e raffinati, realizzati con un’annodatura più fine e lane pregiate, mentre quelli realizzati successivamente sono di qualità via via sempre inferiore. I tappeti realizzati in epoche più recenti, infatti, sono spesso di qualità scadente, in particolare quelli prodotti dal 1960 in poi, mentre quelli realizzati tra gli anni ’20 e ’60 sono di media qualità.

     

    Caratteristiche dei tappeti cinesi

     

    I tappeti cinesi realizzati prima del 1920, che possono quindi essere considerati tappeti antichi, sono solitamente caratterizzati da ampi spazi vuoti e decorazioni raffiguranti draghi (antico simbolo religioso cinese), serpenti, farfalle, fiori e altri simboli che derivano dalle religioni taoista e buddista, ampiamente diffuse in Cina. Si tratta di motivi che è possibile trovare in tutte le opere di artigianato cinese, come le porcellane e i tessuti in seta. Questo tipo di tappeti hanno spesso orditi realizzati con un filo molto fino, che unitamente al vello ruvido danno origine a tappeti abbastanza spessi con grandi nodi, che conservano però una grande morbidezza. I tappeti realizzati in epoca più recente, invece, sono annodati con filati di lana ottenuti a macchina e per la tintura vengono usati colori al cromo che li rendono particolarmente resistenti all’esposizione solare e ai lavaggi. Si tratta di tappeti piusstosto spessi e compatti perché viene utilizzato un doppio ordito e i fili vengono annodati secondo la tecnica di senna. Anche i motivi decorativi, così come le materie prime, hanno subito l’influenza della proprietà occidentale: non è raro, infatti, trovare nei tappeti cinesi più recenti dei motivi a fiori tipicamente persiani. I colori, invece, sono rimasti quelli tipici della tradizione cinese, che si possono ritrovare anche nelle porcellane: il blu e varie tonalità di azzurro, il giallo, l’avorio e delicate sfumature dorate. In particolare il blu cina, tonalità particolare il cui pigmento viene ricavato da sostanze vegetali, è una caratteristica inconfondibile dei tappeti cinesi antichi.

  • Esse Vacation punta sullo sport

    Esse Vacation rafforza il suo legame con il mondo dello sport: il Tour Operator, specializzato nell’organizzazione di viaggi e soggiorni nelle migliori località italiane e straniere, ha annunciato infatti la firma di due accordi di sponsorizzazione con altrettante società, la Pallacanestro Varese – che milita in Serie A1, il principale campionato professionistico italiano di basket – e la Uyba Volley Busto Arsizio – protagonista del campionato di Serie A1 e della prossima edizione della Champions League di pallavolo.

    Le parole di Danilo Gorla, Product e Marketing Manager di Esse Vacation

    “Siamo sempre più convinti – spiega Danilo Gorla, Product e Marketing Manager di Esse Vacation – che il nostro prodotto si sposi molto bene con lo sport ed è per questo che stiamo sviluppando nuove iniziative e instaurando rapporti con prestigiose realtà del territorio. Siamo certi che la strada sia quella giusta: innanzitutto perché lo sport è sinonimo di benessere e tempo libero, proprio come la vacanza, ma anche perché ci permette di intercettare senza dispersioni la fascia delle famiglie, che rappresenta il nostro core business”.

    Cosa prevedono gli accordi di sponsorizzazione

    Entrambe le sponsorizzazioni prevedono lo sviluppo di un concorso instant-win, gestito direttamente da Esse Vacation, in esclusiva per gli abbonati e il pubblico delle due squadre: i destinatari dell’operazione potranno così tentare la sorte e partecipare all’estrazione di straordinarie Travel Box valide per soggiorni vacanza della durata di una settimana nelle migliori strutture Esse Vacation.

    Parallelamente, gli accordi comprendono il posizionamento del marchio Esse Vacation all’interno dei palazzetti, attraverso banner elettronici, striscioni e tabelloni fissi che garantiscono la massima visibilità. Un aspetto da non trascurare, se si considera che le partite vengono sempre trasmesse in TV, moltiplicando, di fatto, la diffusione del marchio. Attualmente, inoltre, per evitare assembramenti, le gare di tutti gli sport si stanno disputando a porte chiuse e la trasmissione televisiva risulta l’unico modo per seguirle. Esse Vacation guarda comunque avanti, a quando gli spettatori potranno riempire nuovamente gli stadi e i palazzetti: “Non vediamo l’ora di poter tornare a normalità – conclude Gorla – e abbiamo già in serbo una promozione speciale, rivolta ai tifosi che sceglieranno di seguire la propria squadra del cuore dal vivo, insieme alla famiglia”.

    A breve verrà avviata una collaborazione con gli atleti e le atlete delle due squadre per la realizzazione di video promozionali da inserire sul sito ufficiale di Esse Vacation e si sta lavorando per poter utilizzare gli spazi dei palazzetti per la pubblicizzazione e la commercializzazione delle Travel Box al pubblico.

  • Energia, il valore delle infrastrutture per l’Italia: webinar con Stefano Donnarumma, AD di Terna

    Accorciare e rendere certe le tempistiche autorizzative per far ripartire l’economia con gli investimenti: le parole dell’AD e DG di Terna Stefano Donnarumma, intervenuto lo scorso 22 luglio nel corso del webinar “Infrastrutture energetiche per la ripresa dell’Italia e per lo sviluppo del Mediterraneo”.

    Stefano Donnarumma

    Terna, l’AD e DG Stefano Donnarumma: i nostri investimenti per una ripartenza all’insegna della sostenibilità

    Il valore delle infrastrutture energetiche per lo sviluppo del Mediterraneo e la ripresa dell’Italia: l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna Stefano Donnarumma ne ha parlato lo scorso 22 luglio intervenendo al webinar organizzato da Confindustria Energia sul tema. L’AD ha evidenziato l’importanza di contribuire ad accelerare gli investimenti infrastrutturali nell’ottica di far ripartire il Paese: “I nostri progetti di sviluppo per un sistema elettrico sicuro, efficiente e decarbonizzato rappresentano un immediato volano per l’economia italiana”. Basterebbe lasciar parlare i numeri: come rileva Stefano Donnarumma “ogni miliardo di investimenti realizzato da Terna ne genera circa 3 di Pil” oltre a creare “svariate centinaia di posti di lavoro”. Oggi però “un nostro progetto importante si conclude in circa 10 anni, di cui 7 di autorizzazioni e 3 di realizzazione”. È quindi nell’interesse di tutti “accorciare e rendere certe le tempistiche autorizzative”: questo l’auspicio che l’AD e DG di Terna ha lanciato nel corso del suo intervento. In merito durante il webinar si è parlato anche dell’eventuale piano di investimenti per il Sud su cui il gruppo è al lavoro insieme a Snam e CDP: “Un possibile intervento da cinque miliardi potrebbe generare sino a diecimila posti di lavoro, tra diretti e indotto, proprio nelle regioni dove ce n’è più bisogno”.

    Il ruolo dell’Italia quale hub energetico del Mediterraneo: l’impegno di Terna nelle parole di Stefano Donnarumma

    Terna giocherà un ruolo chiave nella transizione energetica anche grazie allo sviluppo delle interconnessioni con l’estero, che permetteranno al nostro Paese di rafforzare il proprio ruolo quale hub energetico del Mediterraneo”: lo ha sottolineato nel corso del webinar di Confindustria Energia “Infrastrutture energetiche per la ripresa dell’Italia e per lo sviluppo del Mediterraneo” l’AD e DG Stefano Donnarumma. “Dobbiamo sempre guardare alla prospettiva dello sviluppo delle fonti rinnovabili con senso etico e la volontà di creare un mondo più sostenibile” ha aggiunto l’AD facendo notare come ci siano “le possibilità ma bisogna essere molto bravi a farlo”. In questa prospettiva Terna ha predisposto nei prossimi dieci anni oltre 14 miliardi di euro di investimenti per lo sviluppo e l’ammodernamento della rete di trasmissione elettrica nazionale: l’ottica è di abilitare la transizione energetica e favorire la piena integrazione delle rinnovabili in un sistema sempre più complesso. Per raggiungere l’obiettivo è altrettanto necessario però, come indicato dall’AD Stefano Donnarumma, accelerare ulteriormente sulla digitalizzazione: parte di queste risorse si riverserà in questo ambito.

  • Flexcore® FXC di Neoperl per il collegamento dei rubinetti alla rete idrica

    Flexcore® FXC di Neoperl rappresenta la soluzione ideale per il collegamento di qualsiasi rubinetto alla rete idrica, in particolare grazie alla conformazione del tubo interno che, con un raggio di curvatura che può arrivare a 25 mm, ne consente l’utilizzazione anche in spazi molto ridotti.

    Inoltre, il tubo interno in materiale termoplastico corrugato, è certificato per il contatto con l’acqua potabile e per il comparto alimentare.

    Flexcore® FXC soddisfa tutti i requisiti stabiliti dalla Normativa Europea EN13618, avendo ottenuto le certificazioni da tutti i più importanti Enti Certificatori a livello internazionale, nonché dall’Istituto per la tutela dei Produttori Italiani.

    Nella versione maschio con anello in PTFE il dispositivo si avvita nell’attacco a muro: l’anello in PTFE infatti si autofiletta e si comprime nel filetto dell’attacco a muro, garantendo così un’assoluta sicurezza di tenuta.

    Flexcore® FXC è distribuito da Neoperl Italia srl (Cressa).

     

    www.neoperl.net

  • PADOVA, ARRIVANO I PRIMI TAMPONI RAPIDI A DOMICILIO

    Paramedica propone gli innovativi tamponi “Nadal”: in soli 10 minuti l’esito direttamente a casa (o in azienda), con tanto di certificato. L’amministratore delegato, Cristian Borella: “Siamo tra i primi a proporre questa tipologia di lotta al Covid, sarà fondamentale per bloccare i focolai”

    Si chiamano “Nadal” e sono la frontiera dei tamponi ultrarapidi. Dal test all’esito passano al massimo dieci minuti e danno garanzia sulla correttezza dell’analisi nel 95% dei casi. Di fatto, possono istantaneamente bloccare un focolaio sul nascere: se in un’azienda o in un’associazione sportiva un dipendente o un atleta si ammalano, il responsabile può nel giro di pochissimo tempo testare tutti le persone che potrebbero essere state contagiate ed immediatamente isolare quelli che hanno contratto l’infezione. I tamponi “Nadal”, prodotti in Germania, sono in commercio in Italia da pochi giorni e da lunedì 14 settembre saranno a disposizione anche a domicilio grazie a Paramedica, azienda padovana specializzata nel settore dell’assistenza.
    È questa la novità con la quale ci si appresta a combattere contro i potenziali focolai di Covid che dovessero nascere questo autunno. “Sempre più aziende ed enti di vario genere ci contattano per aiutarli a gestire situazioni di emergenza”, spiega l’ad di Paramedica, Cristian Borella. “Per questo abbiamo deciso di organizzare dei servizi a domicilio di test sierologici rapidi (quelli noti per essere i “pungidito”) e di tamponi rapidi (quelli del “cotton fioc nel naso”). Fino a poco tempo fa mandavamo l’infermiere in azienda e fornivamo i risultati in 48 ore. Adesso basta attendere dieci minuti per capire se si è contratto o meno il virus e se l’infezione è in corso. Stiamo combattendo una battaglia decisiva contro la pandemia, siamo orgogliosi di essere in prima linea e per questo studiamo ogni giorno le novità del mercato per fornire tamponi e test sempre più rapidi ed efficaci”.
    Paramedica, che già durante il lockdown si era distinta per la velocità dei propri test sierologici, opera nel settore dell’assistenza da quasi un ventennio: la nascita dell’azienda a Padova risale al 2001. Per i primi anni, la specializzazione era fornire personale infermieristico alle strutture convenzionate, adesso sta sempre più aumentando l’operatività sulla cura domiciliare. Ad aprile dello scorso anno il trasferimento dell’azienda a nella nuova sede di Ponte San Nicolò, sempre nel Padovano: da qui sono coordinati una sessantina di professionisti che si muovono tra Padova, Vicenza e Venezia per portare nelle case migliaia di prestazioni sanitarie all’anno.
    In concreto, basta contattare il numero 049 761655 (operativo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17) per chiedere che un infermiere venga al proprio domicilio, faccia i prelievi necessari e quindi comunichi il risultato. Tale risultato sarà formalizzato in un documento scritto, che attesta la positività o meno del soggetto, che a quel punto potrà tornare alle proprie normali incombenze o porsi in quarantena, il tutto garantendo la privacy nelle operazioni. Il prezzo del servizio a domicilio del “pungidito” è di 39 euro, il tampone rapido costa invece 59 euro (spese entrambe detraibili), cifre che scendono se l’infermiere potrà fare più prelievi contemporaneamente, come ad esempio nelle aziende o presso gruppi e associazioni sportive.

    SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

    COSA SONO I TEST SIEROLOGICI? I test sierologici rapidi, grazie ad una sola goccia di sangue, stabiliscono se la persona ha prodotto anticorpi e quindi è entrata in contatto con il virus. Quelli quantitativi, dove serve un prelievo, dosano in maniera specifica le quantità di anticorpi prodotti. In entrambi i casi si cercano le immunoglobuline IgM e IgG. Le IgM vengono prodotte per prime in caso di infezione, dopo qualche tempo il loro livello cala per lasciare spazio alle IgG. Quando nel sangue vengono rilevate queste ultime, le IgG, significa che la persona tendenzialmente è immune al virus. Il test deve essere eseguito da personale sanitario formato e protetto da mascherina, guanti, occhiali e camice monouso.

    COSA SONO I TAMPONI RAPIDI? Il tampone serve a diagnosticare la presenza del virus nell’organismo e quindi a scoprire se c’è un’infezione in corso. Il tampone faringeo o naso-faringeo si esegue in pochi secondi tramite un bastoncino con una sorta di cotton fioc alla sua estremità. Il bastoncino viene inserito nella bocca (tampone faringeo) o nel naso (tampone naso-faringeo) del paziente. Il tampone viene poi analizzato immediatamente tramite l’utilizzo di appositi reagenti e dà risposte in pochi minuti, sancendo la “positività” o “negatività” al Covid-19 del paziente. Il tampone deve essere eseguito da personale sanitario formato e protetto da mascherina, guanti, occhiali e camice monouso.

  • “CheeseMine”, al via la stagionatura dei formaggi nelle miniere di Dossena

    È stato presentato sabato 12 settembre a Dossena, uno dei borghi più autentici della Lombardia, il progetto “CheeseMine. Percorso di sperimentazione della stagionatura dei formaggi nelle miniere di Dossena”, attraverso cui la rete dei partner – 6 aziende agricole locali, Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISPA – CNR), I Rais Società Cooperativa di Comunità e Università degli Studi di Milano (DEFENS, DISAA) – intende sperimentare una nuova soluzione per la stagionatura dei formaggi da attuare nelle miniere di Dossena, recentemente riaperte al pubblico a scopo turistico.

    L’Assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi di Regione Lombardia Fabio Rolfi, dopo aver visitato le miniere, ha dichiarato: “Le caratteristiche sensoriali della stagionatura in miniera, diverse da quelle delle stesse produzioni stagionate nelle celle aziendali, fornirebbero un’importante opportunità di differenziazione della produzione casearia, tagliando i costi aziendali e riconoscendo un valore aggiunto al prodotto, che diviene così fortemente identitario. – spiega l’assessore Rolfi – L’innovazione comporta cambiamenti che, se ben programmati come in questo caso, non possono far altro che apportare benefici all’ecosistema locale, ad aziende e cittadini”.

    Il percorso di valorizzazione delle produzioni casearie tipiche punta a tre obiettivi: l’innovazione del processo produttivo in una logica partecipativa, la valorizzazione dei prodotti tipici per la tutela di ambiente e territorio e infine il contributo alla mitigazione ai cambiamenti climatici conservando le strutture produttive di alta montagna. La speranza è che sempre più aziende aderiscano al progetto, incentivate anche dalle divulgazioni scientifiche che documenteranno i risultati raggiunti nel corso del tempo.

    “Il progetto CheeseMine nasce dalla sollecitazione di alcuni produttori che hanno individuato nella stagionatura in miniera l’opportunità di valorizzare i loro formaggi. Il percorso che abbiamo intrapreso parte quindi dalla scelta dei formaggi del territorio che meglio si prestano alla stagionatura in miniera e fornirà elementi analitici per la valorizzazione dei prodotti, tra cui lo studio del microbiota di crosta, le caratteristiche compositive e il profilo aromatico dichiara Milena Brasca, Primo Ricercatore dell’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISPA-CNR)”.

    “Nella sua prima fase, il progetto è stato indirizzato allo studio di processi di caseificazione che consentissero di ottenere formaggi idonei alla stagionatura nelle miniere di Dossena. Sono stati redatti tre Disciplinari di produzione di formaggi, due da latte vaccino e uno da latte di capra, le cui caratteristiche chimiche, nutrizionali e sensoriali saranno conferite dalle peculiarità delle condizioni ambientali delle miniere di Dossena, dichiara Stefano Cattaneo, Ricercatore del Dipartimento di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente dell’Università degli Studi di Milano”.

    “Per la realizzazione del progetto Cheesemine sono state valutate le caratteristiche aziendali e la produzione dei foraggi da prati e pascoli locali, che garantiscano il collegamento con il territorio di Dossena e la capacità di sostenere produzioni zootecniche tipiche, oltre alla necessità di aprirsi ad innovazioni sostenibili, dichiara Alberto Tamburini, Professore del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano”.

    “CheeseMine nasce con l’intento di non fermarsi ai partner di partenza, ma punta a espandersi con il tempo, coinvolgendo sempre più realtà. – commenta il sindaco di Dossena Fabio Bonzi, che ha patrocinato l’iniziativa – La particolarità del territorio di Dossena, ricco di miniere, è un forte incentivo a sfruttare al meglio le risorse naturali che abbiamo a disposizione, sempre nel rispetto dell’ambiente, per dare alle nostre eccellenze gastronomiche e aziende locali il riconoscimento che meritano”.

    “Tale iniziativa rappresenta il primo step di un percorso di valorizzazione delle produzioni casearie tipiche; persegue, pertanto, l’obiettivo ultimo di salvaguardare non solo il territorio e i suoi abitanti ma anche le pratiche agricole quali elementi di attrattività e resilienza. – dichiara Patrizio Musitelli, Direttore GAL Valle Brembana 2020 – GAL Valle Brembana 2020 ha assunto il ruolo di Innovation Broker, coordinando i lavori e le relazioni tra i soggetti del partenariato e i network nazionali e europei”.

    La realizzazione dell’iniziativa CheeseMine, della durata di 30 mesi e che vedrà i primi risultati il prossimo anno, è resa possibile grazie al finanziamento ottenuto da Regione Lombardia in risposta all’approvazione del progetto presentato dal gruppo operativo, coordinato da GAL Valle Brembana 2020.

  • Figli adolescenti e cattive compagnie

    Sapere esattamente cosa fanno i figli quando sono fuori casa e se frequentano delle cattive compagnie, è un argomento di grande interesse per qualsiasi genitore. Il periodo che va dai 15 anni in poi infatti, è particolarmente delicato e le amicizie sbagliate possono portare un ragazzo ad acquisire dei comportamenti e delle abitudini che possono modificare tutto il lavoro di educazione fatto dai genitori fino a quel momento. In alcuni casi, è proprio questo il momento in cui si è più a rischio nell’entrare a contatto con le droghe, con il fumo o l’alcol, e per questo motivo è assolutamente necessario controllare cosa facciano i propri figli per assicurarsi che questi pericoli non li riguardino al momento.

    Provare a chiedere loro in maniera diretta può non portare i frutti sperati in quanto spesso i ragazzi a questa età tendono a chiudersi e a nascondere ciò che fanno. Da questo punto di vista è molto meglio rivolgersi ad un professionista che possa effettuare delle indagini in maniera assolutamente discreta come un investigatore privato, il quale può seguire il ragazzo e fornire ai genitori un dettagliato report di quello che succede al proprio figlio in loro assenza e soprattutto quando si trova in compagnia di amici.

    L’investigatore privato va ad acquisire materiale fotografico o di altro tipo per mostrare effettivamente ai genitori quella che è la situazione, così da dare loro un quadro molto preciso e fare in modo che possa adottare tutte le soluzioni che si ritengono necessarie eventualmente per fare in modo che il proprio figlio possa abbandonare quelle cattive compagnie o eliminare del tutto determinati comportamenti che proprio non piacciono o che si ritengono inadeguati. Un professionista in grado dunque di effettuare un’indagine in maniera assolutamente discreta e senza che nessuno possa avere il minimo dubbio, chiaramente a partire dal soggetto interessato.

  • Francesco Petrone, aspettando il ritorno in TV

    Oggi parliamo di un personaggio televisivo che ha partecipato alla trasmissione televisiva Ciao Darwin con Paolo Bonolis, nella sfida “Normali” contro “Diversi”: Francesco Petrone.

    In molti se lo ricordano per la sua prova durante il gioco “A spasso nel tempo” e di recente, con l’arrivo della bella stagione, i palinsesti di prima serata si sono svuotati, ed abbiamo avuto modo di rivedere le repliche del programma che lo hanno visto protagonista.

    Accanto al capitano Orietta Berti e con la conduzione di Paolo Bonolis e Luca Laurenti, Francesco Petrone ha segnato così il suo primo passo nel mondo della televisione. Direttamente dalla sua Piaggine (nel Salernitano) dove per un periodo è stato soprannominato “Il Naturale”, perché nell’introduzione del gioco, erroneamente è stato assegnato questo nome alla categoria.

    Come racconta il quotidiano La Gazzetta dello Spettacolo, oggi il simpatico e sempre elegante personaggio televisivo, si divide tra ospitate ed organizzazione di concorsi di bellezza e casting per trasmissioni televisive, nell’attesa di tornare all’opera.

    In estate è stato “colto in flagrante” con una modella, Francesca Campagna, sulle spiagge della costa cilentana dagli occhi attenti dei paparazzi dei settimanali rosa.

    Intanto si vocifera un suo ritorno in televisione in una delle trasmissioni come Avanti un altro o Uomini e Donne.

  • In caso di cremazione: tempi e costi

    La cremazione è un servizio sempre più presente nei listini prezzi pompe funebri Roma ed è una pratica sempre più diffusa anche in Italia.  Questa pratica prevede la combustione del feretro nel forno crematorio con la conseguente riduzione a cenere. Trascorsa qualche ora si separano le ceneri dalle parti metalliche e se le dispongono in un’urna, che sarà consegnata ai parenti del defunto.

    Ricordiamo che per procedere alla cremazione della salma è necessaria l’attestazione della volontà del defunto, che può essere espressa in tre modi diversi:

    • con testamento registrato dal notaio;
    • con testamento olografo, datato e firmato;
    • con l’iscrizione ad un’associazione pro cremazione riconosciuta o a una società di cremazione.

    In questo ultimo caso è necessario compilare un modulo e pagare una quota di iscrizione annuale o una tantum. Allo stesso modo si può decidere di disperdere le ceneri o affidarle a un parente, al coniuge o a un amico. Chi si iscrive a una società pro cremazione ha modo di far rispettare la sua volontà anche in caso di opposizione da parte dei parenti.

    Come funziona la cremazione

    Se il defunto è iscritto a società o associazioni pro cremazione le pompe funebri devono esserne informate, mentre una volontà non espressa per iscritto può essere riportata dal coniuge o dal parente più stretto entro il sesto grado. Se ci sono più parenti con opinioni contrastanti prevale la decisione della maggioranza assoluta dei familiari di pari grado.

    In questo caso la manifestazione del desiderio del defunto di essere cremato deve essere resa nel comune di residenza del defunto o in quello di residenza del dichiarante davanti all’ufficiale di stato civile.

    La cremazione del feretro sarà poi effettuata in uno dei poli crematori esistenti sul territorio, che si concentrano soprattutto nel Nord Italia.

    Costo della cremazione

    Per quanto riguarda il corso cremazione Roma è importante sapere che la cremazione è un servizio pubblico a cui si aggiunge il costo del funerale completo, religioso o civile. Il prezzo della cremazione a Roma varia da forno a forno, tuttavia non supera i massimali di 509,03€+IVA, cifra che si adegua annualmente sulla base del tasso di inflazione.

    Non mancano i casi di Comuni che applicano una cifra ridotta, facendosi carico di parte delle spese. Nei costi della cremazione a Roma sono comprese anche le spese per l’istruttoria della pratica di affidamento delle ceneri o della loro dispersione, oltre che ad altre spese connesse al servizio funebre.

    I vantaggi della cremazione

    Uno dei principali vantaggi della cremazione è la riduzione degli spazi necessari alla sepoltura tradizionale, che trasforma i cimiteri in edifici e luoghi dalle dimensioni importanti. Cremare il corpo del defunto, soprattutto in una grande città come Roma, significa avere la certezza della disponibilità di un loculo.

    Oltre a questo, come si può vedere dai listini prezzi pompe funebri Roma, il costo della cremazione è decisamente più basso rispetto alla tradizionale sepoltura e anche chi non ha optato subito per questa soluzione può provvedere in un momento successivo. La cremazione, inoltre, è:

    • igienica ed ecologica;
    • rispettosa del dolore dei parenti;
    • permette di essere sempre vicino ai propri cari, se si conservano le ceneri in casa.

    Non tutti oggi scelgono la sepoltura tradizionale e le migliori agenzie di pompe funebri sono aggiornate su pratiche, costi e autorizzazione per procedere alla cremazione del corpo del defunto.

    RomaWebLab  |  Web Agency Roma

     

     

     

     

  • Rodolfo Belcastro: gli studi e la carriera

    Rodolfo Belcastro è attualmente Chief Communications Officer di SACE, incarico che lo porta a coordinare il team di comunicazione che si occupa di Brand, Digital and People Communications, Ufficio Stampa ed Editorial Desk, Eventi, Sponsorship e Sostenibilità.

    Rodolfo Belcastro

    Rodolfo Belcastro: l’inizio della carriera e l’attività giornalistica

    Originario di Palermo, classe 1975, Rodolfo Belcastro è laureato con lode in Scienze della Comunicazione presso l’Università della sua città. Prosegue il suo percorso di studi con un Master con praticantato giornalistico presso la Scuola di Giornalismo biennale. Dal 2005 è giornalista professionista. Rodolfo Belcastro inizia la sua carriera nel 1991 come giornalista freelance attivo negli ambiti dedicati alla tecnologia, TLC, innovazione e cronaca. Ha collaborato con l’Agenzia Stampa Italpress, il Giornale di Sicilia e, in qualità di inviato da New York, ha partecipato al principale evento del mondo di Apple, il "MacWorld". Prosegue nel settore della comunicazione, attivandosi anche in ambito finanziario, corporate e istituzionale. Dal 2000 al 2004 è alla direzione delle relazioni esterne e rapporti istituzionali per il gruppo CIT – Compagnia Italiana Turismo S.p.A. in Sicilia. Passa in seguito alla Redazione Interni, Cronache Italiane di ANSA, ricoprendo il ruolo di giornalista dal 2004 al 2007, anno in cui approda in ANAS in qualità di Responsabile dei Rapporti con i Media Nazionali nella Direzione Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali, oltre a ricoprire altri incarichi di responsabilità.

    Rodolfo Belcastro: l’ascesa professionale e gli incarichi attuali

    Rodolfo Belcastro entra in Cassa Depositi e Prestiti nel 2015 in qualità di Responsabile del "Reputation Management". Ricoprendo tale ruolo si occupa di tutelare l’immagine aziendale della Società e del Gruppo, lavorando in ottica Ufficio Stampa, Crisis Communication, social media management, rapporti con media e relazioni con influencer e opinion leader. Al contempo è socio professionista di Ferpi e svolge consulenza manageriale tra il 2012 e il 2016 nei settori delle infrastrutture, oil & gas, Epc ed energia. Nel gennaio 2018 diventa Direttore della Comunicazione del Gruppo CIR, per cui gestisce tutte le attività legate alla comunicazione in coordinamento con quelle svolte per le controllate Sogefi, KOS e GEDI. Attualmente Rodolfo Belcastro è Direttore della Comunicazione in SACE, incarico ricevuto a marzo 2019. Al contempo è Adjunct professor e speaker di diversi programmi di alta formazione manageriale presso la LUISS Business School.

  • Scuola: in Piemonte 157.000 alunni cambieranno mezzo di trasporto

    Paura del Covid, orari di ingresso scaglionati, mezzi pubblici con capacità ridotta: a pochi giorni dall’inizio della scuola, la mobilità degli studenti rimane uno dei nodi più critici e molte famiglie piemontesi dovranno ripensare il modo in cui portare i figli a scuola. Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp research e Norstat, realizzata su un campione rappresentativo* di famiglie italiane con figli dai 2 ai 18 anni, quest’anno in Piemonte più di 1 alunno su 4, pari a circa 157.000 bambini e ragazzi (27%) cambierà, del tutto o in parte, mezzo di trasporto per il tragitto casa-scuola.

    Come si sposteranno gli alunni piemontesi

    Guardando ai dati relativi al Piemonte emerge che, se fra chi cambierà mezzo di trasporto il 61% ha dichiarato di farlo per paura del Covid, a livello generale, forse anche per praticità o mancanza di alternative, più di 1 alunno su 2 (53,3%), pari a circa 310.000 bambini e ragazzi, raggiungeranno la scuola in auto, moto o scooter. Il dato è ancor più significativo se si considera che lo scorso anno, ad usare questo tipo di mezzo era il 45,9% degli scolari.

    Se, da un lato, aumentano coloro che opteranno per un mezzo privato, dall’altro, a farne le spese, oltre al traffico cittadino e all’inquinamento dell’aria, sarà il trasporto pubblico. Diminuisce il numero di alunni piemontesi che hanno intenzione di utilizzare autobus o tram; alla ripartenza delle lezioni lo farà solo il 16,4%, erano il 19,7% lo scorso anno.

    Rimaste stabile la quota di alunni che si affideranno a servizi quali lo scuolabus (4,9%).

    Buona notizia, invece, l’aumento di coloro che hanno scelto di spostarsi a piedi; lo farà il 40,2% degli studenti, pari ad oltre 230.000 ragazzi; era il 36,9% lo scorso anno.

    Perché si cambia: paura del Covid

    Se si guarda alle famiglie piemontesi che cambieranno modalità di trasporto, la ragione principale risulta essere la paura del Covid; il 61% dei nuclei intervistati ha dichiarato che sceglierà un altro mezzo di trasporto proprio per evitare di esporre i figli ad un possibile rischio contagio.

    La paura del contagio stacca nettamente altre due ragioni che, seppur marginalmente, condizioneranno alcune famiglie piemontesi: il 18% ha ammesso che cambierà mezzo a causa dell’orario di ingresso scaglionato adottato dalla scuola e altrettanti hanno dichiarato di cambiare per motivi organizzativi interni alla famiglia.

    Il tragitto casa-scuola preoccupa però anche i piemontesi che non cambieranno mezzo di trasporto; più di 6 famiglie su 10 (62%), hanno comunque dichiarato di essere in apprensione per il percorso.

     

     

     

     

    * Metodologia: n. 1.010 interviste CAWI con un campione rappresentativo di individui aventi figli in età scolare (da 2 a 18 anni) sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 3 ed il 4 settembre 2020.

  • Scuola: nel Lazio 240.000 alunni cambieranno mezzo di trasporto

    Paura del Covid, orari di ingresso scaglionati, mezzi pubblici con capacità ridotta: a pochi giorni dall’inizio della scuola, la mobilità degli studenti rimane uno dei nodi più critici e molte famiglie laziali dovranno ripensare il modo in cui portare i figli a scuola. Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp research e Norstat, realizzata su un campione rappresentativo* di famiglie italiane con figli dai 2 ai 18 anni, quest’anno nel Lazio quasi 1 alunno su 3, pari a circa 240.000 bambini e ragazzi (28,9%) cambierà, del tutto o in parte, mezzo di trasporto per il tragitto casa-scuola.

    Come si sposteranno gli alunni laziali

    Guardando ai dati relativi al Lazio emerge che, se fra chi cambierà mezzo di trasporto il 57% ha dichiarato di farlo per paura del Covid, a livello generale, forse anche per praticità o mancanza di alternative, più di 1 alunni su 2 (55,4%), pari a poco meno di 460.000 bambini e ragazzi, raggiungeranno la scuola in auto, moto o scooter. Il dato è ancor più significativo se si considera che lo scorso anno, ad usare questo tipo di mezzo era il 49,6% degli scolari.

    Molti meno gli alunni che si affideranno al trasporto pubblico; il 13,2% utilizzerà autobus o tram, mentre il 3,3% si sposterà in metropolitana o in treno. Poco meno del 6%, invece, si affiderà a servizi quali lo scuolabus.

    Importante, seppur in lieve calo, la percentuale di chi ha scelto di spostarsi a piedi; lo farà il 35,5% degli studenti del Lazio, pari a circa 295.000 ragazzi, erano il 36,4% lo scorso anno.

    Perché si cambia: paura del Covid

    Se si guarda alle famiglie laziali che cambieranno modalità di trasporto, la ragione principale risulta essere la paura del Covid; ben il 57% dei nuclei intervistati ha dichiarato che sceglierà un altro mezzo proprio per evitare di esporre i figli ad un possibile rischio contagio.

    Ma non mancano i problemi di natura logistica: il 31% ha ammesso che cambierà mezzo a causa dell’orario di ingresso scaglionato adottato dalla scuola.

    Il 29%, infine, ha scelto di rivedere le modalità di trasporto per motivi organizzativi interni alla famiglia.

    Il tragitto casa-scuola preoccupa però anche le famiglie laziali che non cambieranno mezzo di trasporto; più di 6 genitori su 10 (64%) hanno comunque dichiarato di essere in apprensione per il percorso.

     

     

     

     

    * Metodologia: n. 1.010 interviste CAWI con un campione rappresentativo di individui aventi figli in età scolare (da 2 a 18 anni) sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 3 ed il 4 settembre 2020.

  • Le soluzioni di Bioagrotech ad “AGRI KIWI EXPO 2020”

    A Latina, il 12 e 13 settembre, l’azienda sanmarinese parteciperà alla fiera nazionale dedicata al kiwi per presentare le strategie ideate per la cura e la nutrizione del frutto

    Bioagrotech srl si prepara a incontrare il grande pubblico specializzato e a presentare al mercato le strategie individuate per la difesa e la nutrizione del kiwi. Dal 12 al 13 Settembre, infatti, l’azienda sanmarinese, specializzata nella produzione di fertilizzanti e substrati organici e minerali per l’agricoltura biologica, parteciperà a “AGRI KIWI EXPO 2020” presso l’ “Ex Nalco” (Via delle province snc) di Cisterna di Latina (LT). L’appuntamento giunto alla sua settima edizione rappresenta ormai un evento consolidato e riconosciuto dal settore, in grado di riunire all’insegna del kiwi, eccellenza del territorio di Latina, i più importanti operatori del mercato ortofrutticolo. Gli aspetti nutrizionali e qualitativi, nonché le nuove problematiche e fitopatie della coltura, tra cui la diffusissima “moria”, saranno al centro del dibattito e dei convegni che si susseguiranno durante i due giorni della fiera.

    All’interno di questa cornice, che quest’anno raccoglierà oltre 100 aziende espositrici, Biaogrotech avrà modo di confrontarsi con i protagonisti del settore e soprattutto di presentare al pubblico i risultati delle strategie sperimentate con successo presso il centro di Agri2000 Net. Gli ultimi test effettuati nel Centro di Saggio, infatti, hanno riconosciuto la validità di un piano pensato per la difesa e la nutrizione del kiwi. La strategia, basata sull’impiego dei prodotti delle linee Agrofito ed Ergostart insieme alla nuova linea Zeolite Cubana Difesa, ha prodotto risultati importanti sotto diversi punti di vista: incremento dei frutti nei calibri medio alti, con maggior peso e pezzatura commerciale, una riduzione dei frutti nei calibri inferiori e dei frutti deformati, un incremento della produzione commerciale, un incremento del grado Brix, nessun sintomo di fitosiccità nelle piante.

    Sono risultati positivi che premiano gli investimenti fatti fino a oggi sul versante della ricerca e sperimentazione. – spiega Alessio Privitera, amministratore di Bioagrotech Srl. “Come azienda siamo orgogliosi di poterli presentare a un evento così importante, chiamato ad affrontare in maniera completa l’universo del kiwi. La partecipazione ad AGRI KIWI EXPO 2020, infatti, rappresenta un ulteriore occasione per mostrare le competenze e il know-how maturato in questi anni e, allo stesso tempo, un contesto privilegiato per ascoltare le problematiche e le esigenze di un settore complesso e dinamico, chiamato ogni giorno a vivere e a confrontarsi con nuove sfide“.

    http://bioagrotech.com/

  • Domitys Quarto Verde saluta l’estate: a Bergamo un settembre ricco di eventi

    La prima struttura in Italia interamente dedicata alla terza età attiva si prepara a chiudere l’estate in grande, aprendo le porte per un settembre di attività ed eventi tra gusto e arte, scoperta e informazione, sport e divertimento.

    11 settembre 2020 – Festa di fine estate

    Dal 15 settembre 2020 – Mostra “Animali Guida” del Collettivo La Touche

    18 e 19 settembre 2020 – “Porte aperte”

    Ingresso gratuito

    Domitys Quarto Verde
    Via Pinamonte da Brembate, 5 – Bergamo

    Un’estate da vivere fino all’ultimo quella di Domitys Quarto Verde, la prima struttura in Italia interamente dedicata alla valorizzazione della silver age, nel cuore di Bergamo, che si prepara a salutare la bella stagione aprendo le sue porte per un calendario denso di appuntamenti gratuiti, capaci di soddisfare tutti i gusti.

    Si inizia venerdì 11 settembre, sulle note di «L’estate sta finendo…» dei Righeira, con la Festa di fine estate: dalle 10, residenti e ospiti potranno partecipare al laboratorio creativo “Creiamo le coccinelle con i sassi”, prima di concedersi un pranzo a tutto gusto nel Ristorante di Domitys Quarto Verde. Il menù prevede: antipasto di crudo e fichi, primo a base di panzerotto di crespella ripieno di verdure al curry; a seguire, filetto di orata in croccante di patate e coulis di pomodoro e, per concludere, crema cotta all’amaretto (evento su invito).

    Spazio all’arte, invece, da martedì 15 settembre, quando si aprirà ufficialmente “Animali guida”, la mostra del Collettivo La Touche, aperta gratuitamente al pubblico fino al 15 novembre: una raccolta di immagini che parlano del rapporto tra uomo e natura, realizzate per l’occasione dalle raffinate illustratrici Sonia Diab e Lavinia Fagiuoli.

    E, per immergersi nel mondo Domitys, l’appuntamento è venerdì 18 e sabato 19 settembre con le giornate “Porte Aperte” di Domitys Quarto Verde: due giorni, dalle 10 alle 18, per scoprire di persona tutti gli spazi e gli innovativi servizi pensati per un modo più libero, sereno e sicuro di vivere la terza età attiva. Ma non solo!

    In programma dalle 10 di venerdì e di sabato le partite in bocciofila: un’occasione per divertirsi e socializzare in totale sicurezza e provare a vincere gadget firmati Domitys. Venerdì 18, alle ore 15, Domitys Quarto Verde ospiterà la conferenza “L’importanza di un’alimentazione bilanciata nella terza età” a cura del dottor Alessandro Gazzola della Farmacia S. Anna di Bergamo, che fornirà preziosi consigli per vivere a tutta salute, a cominciare dalla tavola. Sabato 18, sempre alle 15, invece, si gioca a Tombola. Entrambe le giornate di “Porte Aperte” si chiuderanno con una merenda, dalle ore 16, con bevande, piccola pasticceria e golose torte.

    Tutti gli appuntamenti delle due giornate sono a partecipazione libera e gratuita. Non è richiesta la prenotazione, ma lo staff si riserva di contingentare gli ingressi per evitare assembramenti e garantire il pieno rispetto delle disposizioni sanitarie.

    Per informazioni: www.domitys.it

    ***

    Fondata nel 1998, DOMITYS è leader in Francia nelle soluzioni abitative che integrano servizi per la terza età attiva. Il Gruppo nasce da AEGIDE, realtà da 3.000 dipendenti, il cui azionista di maggioranza è NEXITY, gruppo francese leader del mercato immobiliare. DOMITYS risponde alle nuove esigenze dettate dall’invecchiamento della popolazione, mettendo a disposizione di senior ancora autosufficienti soluzioni abitative confortevoli e indipendenti, aprendo così la strada a un nuovo modo di vivere la terza età, in piena libertà e con la garanzia di una vita sociale attiva.

  • Roberto Re, artista di ragione e di passione

    La ricerca artistica di sperimentazione procede incessante per il talentuoso ed eclettico Roberto Re, che sceglie l’arte non come auto celebrazione esibizionista, ma bensì come vocazione pura e incondizionata, con lo spirito di chi si cimenta con sentimento e pathos in un percorso che richiede grande impegno e grande dedizione e con l’intento di innescare e sviluppare una comunione e una comunanza intensa, profonda, autentica e duratura con lo spettatore. La Dott.ssa Elena Gollini nell’apprezzare le qualità salienti della coinvolgente impronta espressiva ha affermato: “Quando la vocazione chiama a gran voce dev’essere accolta e abbracciata e così ha fatto Roberto con slancio vibrante nell’intraprendere la sua strada creativa, dimostrando un virtuosismo davvero autorevole e delle credenziali ad alto livello. In particolare nella sua ricerca dedicata al colore blu, la scrupolosità meticolosa determina un equilibrio compositivo impeccabile. Il blu spiccatamente posto in primo piano e messo potentemente a risalto all’interno della parabola narrativa viene intrecciato in modo armonioso e non risulta mai fuori luogo come collocazione. Roberto è un attento conoscitore delle tecniche strumentali e accogliendo la storia pittorica europea si immette sulle orme di quei maestri di tendenza impressionista dell’arte occidentale, che considerano e concepiscono il colore come medium e strumento indispensabile e fondamentale dell’espressione stilistica e lo utilizzano proprio per dare un plus valore importante ai loro scenari visionari. Da Matisse passando per Munch e per Kandinskij si genera una simbolica sintonia elettiva alla quale anche Roberto prende parte nella sua concezione di fondo. L’esuberanza vitale e al contempo la suadente delicata profusione del blu attira da subito lo sguardo e lo convoglia dentro un turbinio magico di pensieri e di sensazioni. Le soluzioni pittoriche proposte appaiono assolutamente convincenti e conquistano da subito il placet di apprezzamento del fruitore. Eleggere il colore blu a vero e proprio codex comunicativo preferenziale significa innescare e alimentare un sistema e un registro linguistico autonomo e compiuto, dotato di una sua peculiare ed esclusiva fonetica, grammatica, sintassi, nonché di un lessico che si rende pienamente esaustivo e compenetrante. Per altro, il blu non cancella e non svilisce la composizione d’insieme e non risulta mai esageratamente predominante, ma si struttura e si distribuisce in modo ordinato, composto, garbato, relazionandosi alla perfezione con gli elementi e i componenti e innervando e sviluppando relazioni reciproche con esiti espressivi eccellenti e all’insegna di una magistrale piacevolezza d’insieme”.

    http://www.elenagolliniartblogger.com/roberto-re/

  • Le forme dell’anima nella pittura di Federico Colli

    L’immagine così composta sarà vera se in essa verranno colti i legami che da una parte la rendono simile alla vita e dell’altra apparentemente al contrario la rendono unica e irripetibile. Come è unica e irripetibile ogni osservazione” (Andrei Arsenyevich Tarkovsky– tratto da “La forma dell’anima”). Questa pregevole e illuminante osservazione riflessiva offre degli interessanti spunti di rimando nella visione analitica approfondita dell’arte pittorica di Federico Colli e suggerisce delle valutazioni stimolanti per comprendere il suo particolare modus pingendi e contestualmente intrecciarlo al suo stile di vita e di pensiero esistenziale. Questa citazione sottende in sé più accezioni di significato nel parallelismo con la pittura di Colli, che hanno lo scopo primario e principale di creare e di rimarcare la distinzione sostanziale tra vedere e osservare, tra riprodurre e ricreare, tra raffigurare e rappresentare. Questa peculiare correlazione di significati fondamentali si ravvisa anche nelle opere di Colli, che offre allo spettatore una cosiddetta “predisposizione mobile” in quanto lo pone dinanzi a immagini, che possiedono un’energia dinamica di movimento insita e ad ogni sguardo suggeriscono un certo tipo di approccio visivo, percettivo e sensoriale, riuscendo di continuo a sorprendere il fruitore e a creare un’aspettativa costante e continua e una diretta compartecipazione. L’effetto scenico della narrazione figurale è armonioso, calibrato nel dettaglio e al tempo stesso straniante e immesso dentro una dimensione ideale, un contesto utopico, che offre una simbologia metaforica ricca e pregnante a cui poter attingere. Colli si rivolge al dictat figurativo della tradizione moderna, senza però mai dimenticare i punti cardine di fondamento della storia dell’arte, raggiungendo una commistione espressiva capace di ospitare e racchiudere un dialogo scenico vivacemente eclettico e poliedrico e potentemente impattante. Nei suoi lavori il ruolo del disegno possiede una propria saliente rilevanza di base e costituisce un nucleo nevralgico autonomo a cui riserva massima cura e attenzione, pur tuttavia non volendo approdare ad una riproduzione sistematica fotografica e copiativa intesa in senso lato e in senso stretto, ma estendendo ed espandendo il proprio orizzonte recettivo per accogliere e raccogliere una formula rievocativa e raffigurativa, che consente grande libertà applicativa e interpretativa. Per Colli il corpus dell’anima diventa uno spazio prediletto e privilegiato, uno spazio straordinario, che simboleggia il pulsare vibrante del cuore e il moto incessante dell’anima che prendono forma e insieme ne scandiscono lo slancio e il trasporto creativo e ne traslano la corposa intensità. Il rispetto di una propria personale e soggettiva disciplina creativa è parte integrante e irrinunciabile e coincide con i suoi principi e valori di vita e di professione.

    http://www.elenagolliniartblogger.com/federico-colli/

  • La stimolante sensibilità immaginifica di Alessandro Giordani

    La spiccata e stimolante sensibilità immaginifica, perfettamente coniugata con la radicata e consolidata competenza tecnica e perizia strumentale, consente all’artista pittore Alessandro Giordani di cimentarsi in opere ad ampio e sfaccettato respiro fantastico, dove lui per primo e di rimando anche il fruitore può spaziare a largo raggio nelle chiavi di accesso interpretative. La Dott.ssa Elena Gollini nel porre in evidenza questa importante componente del suo pregevole fare pittorico ha dichiarato: “Il luogo dove nascono gli arcobaleni, il colore dei silenzi, il progetto della memoria, sono tutti assiomi sottesi e insiti a livello subliminale, che concorrono e partecipano alla connotazione sostanziale distintiva peculiare della poetica espressiva di Alessandro e vengono sollecitati e alimentati da quella sferzante carica di sensibilità fantasiosa e immaginifica, che gli appartiene e viene generata direttamente dal suo DNA creativo innato. Nella pittura di Alessandro ogni elemento costitutivo risulta sempre pertinente e bene congeniato all’interno della sintesi compositiva globale. Ogni opera racchiude un’elegante delicatezza, un afflato sobrio e garbato che ne avvalorano l’essenza e diventano lo specchio fedele e attendibile di un intimo e lirico legame di fusione e di coesione tra dipingere e sentire e viceversa. Alessandro si dimostra un attento, acuto e perspicace osservatore di tutto ciò che esiste e si cela oltre la soglia e il limite della percettività più immediata. Il suo lungimirante pensiero pittorico è sì partecipe della realtà visiva circostante, ma altrettanto risoluto a non farsi sopraffare dalle apparenze, focalizzandosi e incentrandosi sulle speciali sensazioni empatiche di immagini, che sulle tele diventano pura essenza di astrazione incontaminata, incondizionata, inviolabile, imperturbabile nella sua dimensione unica e sui generis. Il colore protetto e custodito nella cornice visionaria dell’illusione geometrica, viene convogliato ad assurgere a potente ed incisivo motore trainante dello scenario narrativo, infondendo un’efficace pulsione energica e vitale e imprimendo un senso di movimento dinamico e una plasticità vibrante, che accentuano la portata strutturale e creano degli ulteriori giochi di proiezione prospettica, che si dilatano e si estendono al di fuori della superficie marcando i limiti del supporto e coinvolgendo quanto di circostante hanno attorno. Il colore diventa una finestra spalancata sul mondo e le forme colorate acquistano vita propria. Alessandro è un astrattista motivato, convinto per scelta coerente e nella metafora del razionale consente alla sua pittura la massima, più rarefatta ed evanescente, gratificante e appagante libertà espressiva. I quadri diventano dunque speciali e magiche apparizioni dove tutto è possibile”.

    http://www.elenagolliniartblogger.com/alessandro-giordani/

  • La mia parte preferita era i discorsi di nozze



    “Conosciamo così tante persone affette da cancro e crediamo che sia un modo utile per rendere omaggio a coloro che oggi non potrebbero essere con noi.

    “L’intera giornata è stata perfetta. La mia parte preferita era i discorsi di nozze. Abbiamo avuto una splendida giornata di sole, e siamo stati in grado di tenere i nostri discorsi di nozze fuori nel cortile. Era super rilassato e un po ‘diverso dalla norma.

    È facile dirlo a posteriori, ma se avessi cambiato qualcosa, probabilmente sarei stato meno stressato in anticipo. Il tempo scorre così veloce che mi sarebbe piaciuto essere meno stressante e godermi un po ‘di più! ”

    “Direi che non c’è una vera regola quando si tratta del tuo grande giorno, fai quello che ti si addice meglio in coppia Gillne.it, e avrai il miglior giorno della tua vita!”

    Mille grazie a Cheryl e Gary per aver condiviso la loro bellissima giornata con noi. È stato un piacere presentare un altro bellissimo matrimonio irlandese. Grazie anche a Francis per averci permesso di presentare le sue bellissime foto. Abbiamo ancora legami di spose irlandesi nei prossimi mesi? Contattaci per raccontarci i tuoi progetti!

  • OTELLO COLLI GARDEN FESTIVAL

    quando un parco di quartiere diventa luogo di produzione creativa

    In tempi di COVID-19, la cultura non si arresta.
    Succede che a Bologna, complice un’amministrazione comunale sensibile alla diffusione culturale, un gruppo di cittadini della zona Birra si unisca per promuovere il proprio parco di quartiere e favorire incontri e socialità quotidiana di comunità. Ne nasce un sistema di reti, frutto di riflessioni nuove e sostenibili per promuovere interazioni sociali positive, connessioni di vicinato e rendere le aree prossimali più sicure.
    Dopo i piccoli teatri di quartiere, le caccie al tesoro lungo le vie, il cinema all’aperto e i cantastorie a domicilio, Bologna estate 2020 arriva anche al parco Otello Colli, area di verde pubblico del quartiere Borgo Reno, a ridosso del fiume, dove sabato 12 settembre – a partire dalle 16.30 – si alterneranno momenti di teatro per bambini, laboratori creativi e alle 20.30, proiezione di un film a sorpresa per grandi e piccini. Un palcoscenico di relazioni di vicinato e solidarietà dentro ad un parco condiviso, immaginando un luogo che possa diventare infrastruttura civica per sviluppare nuove idee progettuali e favorire il dialogo con associazioni, scuole, centri anziani o sociali del territorio.
    Un modo sostenibile per mantenere il distanziamento fisico ma non sociale!
    _Programma OTELLO COLLI GARDEN FESTIVAL
    sabato 12 settembre, presso parco Otello Colli, via Cesare Ottaviano, Bologna

    ☞ ORE 16.30: E’ arrivato il Teatrino! Spettacoli e laboratori a domicilio.
    Teatrino a due Pollici presenta: “ Pulcinella e il cane “. Uno spettacolo tradizionale che continua a far riflettere e a divertire mettendo a nudo, con ironia i limiti e le contraddizioni della natura umana. Spettacolo per grandi e piccini!
    ☞ ORE 18.00: RIPARTY!
    Laboratorio creativo con stampa su stoffe di recupero, aperto a tutte e tutti! Con la partecipazione dei ragazzi della Birra, all’interno del progetto BIRRRRbanti di Piazza Grande.
    ☞ ORE 20.30: Il “CIMENA” alla Birra!
    Film a sorpresa per grandi e piccini. Si consiglia di portare una sedia o un telo da prato.
    EVENTI NEL RISPETTO DELLE NORME ANTI – COVID
    Gli eventi sono tutti gratuiti. Annullamento data, in caso di maltempo.
    Info: cell. 3534145631 – email: [email protected]
    giardinootellocolli

    OTELLO COLLI GARDEN FESTIVAL è realizzato nell’ambito di Bologna Estate 2020
    In collaborazione con Comune di Bologna, Quartiere Borgo Reno, Teatrino a due pollici, Cimena – dove il cinema non arriva, Piazza Grande, Birrrrbanti, Otello Colli Urban Garden – cittadinanza di quartiere.

  • Volonline, parziale ma progressiva ripartenza della flight consolidation e nuovi investimenti sulle piattaforme

    Proseguono gli investimenti di Volonline sul fronte tecnologico: l’Operatore ha confermato il piano di sviluppo volto a perfezionare ulteriormente le performance delle proprie piattaforme per la biglietteria aerea, a fronte di un business che, pur non essendo di fatto ancora tornato alla normalità, mostra progressivi miglioramenti ogni giorno in termini di performance.

    Le novità sul volato

    Nello specifico, le novità riguardano il volato, con l’adozione di una nuova dinamica nel processo di ricerca e selezione delle disponibilità, basata sul collegamento simultaneo e comparato non solo con i principali GDS ma anche con fornitori alternativi di volato, e conseguente normalizzazione dei risultati in tempo reale: questo consente di assicurare sempre la visualizzazione delle migliori soluzioni possibili in termini di disponibilità, classi e tariffe, allo scopo di offrire strumenti sempre più competitivi in vista della stagione 2020/2021.

    Le parole di Luigi Deli, AD Volonline

    Luigi Deli, AD Volonline, dichiara: “I self booking tool sono normalmente collegati ad uno, al massimo due GDS. Oggi siamo tra i primi sul mercato a sposare l’innovativa e rivoluzionaria logica dell’aggregazione di contenuti, dove per contenuti intendiamo disponibilità e tariffe di volato generate da sistemi diversi da quelli tradizionali. Lavoriamo con Amadeus, Travelport, Sabre, Travelfusion, Mistyfly, NDC, Kiwi: questo ci consente di offrire un servizio di eccellenza ai nostri Partner, alle prese con uno dei momenti più difficili nella storia del turismo organizzato. Inoltre, stiamo aggregando nuovi fornitori totalmente sconosciuti al mercato italiano, che invece in Volonline utilizziamo da tempo e abbiamo pertanto ampiamente avuto modo di testare. Ad oggi non esiste in Italia una piattaforma che abbia una tale completezza di rapporti di fornitura: invito gli agenti di viaggio a metterci quindi alla prova”.

    Le novità sui pagamenti

    Da segnalare anche un’altra importante e strategica novità di Volonclick Voli sul fronte dei pagamenti: la possibilità di gestire più carte di credito non solo allo stesso tempo, ma anche in maniera cumulativa. Una funzionalità particolarmente utile per rispondere alle difficoltà delle agenzie NON IATA nella gestione dei plafond delle carte.

    Da sempre in prima linea nello sviluppo di soluzioni innovative per la biglietteria aerea, Volonline offre due piattaforme differenti, entrambe interessate dalle novitàVolonclick Voli, storico tool per il consolidamento oggetto di una nuova release presentata lo scorso mese di marzo, e Volonclick PRO, che integra la biglietteria aerea nel tour operator, consentendo anche la prenotazione di alloggi e altri servizi per costruire itinerari su misura.

    “Il volato – conclude Deli – è da sempre uno degli asset strategici della nostra azienda; siamo convinti che questa difficile situazione abbia accelerato la già forte domanda di strumenti IT performanti da parte delle agenzie. Queste recenti implementazioni hanno la finalità di aumentare la competitività delle nostre agenzie partner rispetto alle OTAs e permetterci di dare anche sul fronte della biglietteria aerea la profondità di gamma che offriamo ormai da tempo sugli hotel e gli altri servizi”.

  • Velocizzare il processo produttivo con i laser industriali

    Velocizzare il processo produttivo mantenendo inalterata (o se possibile migliorarla) la qualità produttiva, è la sfida da vincere per tantissime realtà produttive facenti parte dei settori più disparati.

    Il taglio laser è una soluzione in grado di offrire le risposte necessarie a quanti hanno tale necessità. Per chi non conoscesse ancora di cosa si tratta, diciamo che consiste nel focalizzare il raggio in un preciso punto del materiale da lavorare, così che grazie alla fusione dovuta all’elevata temperatura sia possibile ottenere un taglio molto preciso e personalizzato.

    Tra le applicazioni industriali del taglio laser per lavorare materiali, sicuramente il settore automobilistico è uno di quelli che assorbe maggiormente questo tipo di lavorazione, sebbene non sia l’unico. Si tratta infatti di una soluzione parecchio adoperata anche in campo militare, medico, scientifico, estetico e industriale, ad esempio.

    Sicuramente questa è un’alternativa più economica rispetto l’utilizzo di matrici da taglio, e soprattutto un tipo di lavorazione che consente tagli veramente veloci e precisi. Inoltre le celle destinate al taglio sono flessibili e possono prevedere anche un robot che ha tutte le possibilità di programmazione desiderate, così da poter automatizzare in maniera completa questo tipo di processo.

    Il raggio laser che va effettivamente a colpire la superficie da tagliare ha una dimensione di circa 3 decimi di millimetro, il che consente di ottenere delle scanalature di taglio molto ristrette e assolutamente precise in base al tipo di lavorazione prescelta.

    Grazie ai laser industriali è possibile non solo velocizzare il processo produttivo e migliorare la qualità della produzione, ma diminuire anche i costi di lavoro ed i tempi della manodopera, il che rappresenta certamente un risparmio ed una migliore ottimizzazione delle risorse per ogni tipo di azienda, ragion per cui sono tante le realtà produttive a guardare questo tipo di soluzione come un qualcosa di imprescindibile.

  • ASPI: il ritratto professionale di Roberto Tomasi

    Da febbraio 2019 Roberto Tomasi ricopre la carica di Amministratore Delegato: sotto la sua guida ASPI ha lanciato un piano di trasformazione basato su sostenibilità, digitalizzazione e R&S.

    Roberto Tomasi

    Roberto Tomasi: formazione e prime esperienze professionali

    Ingegnere Meccanico laureato presso l’Università di Padova, Roberto Tomasi intraprende un percorso formativo manageriale: segue con successo sia l’Executive Program della Harvard Business School (Massachussetts) che l’International Executive Program presso INSEAD (Francia), conseguendo anche il Master in Finance e Project Control della SDA Bocconi. Successivamente, entra a far parte del corpo tecnico dell’esercito presso la divisione mezzi militari della IVECO, a Bolzano. In seguito opera per la divisione Heavy Duty di FIAT AVIO, grazie alla quale ottiene un importante incarico a livello internazionale, ossia la partecipazione alla realizzazione in Siria di un impianto di energia elettrica. Conclusasi l’esperienza in FIAT, Roberto Tomasi inizia una breve collaborazione con una società di produzione di macchine tessili, la Nuovo Pignone – Gruppo GE: è il 1996 quando entra a far parte di Enel in qualità di Direttore delle Unità di Business delle Centrali di produzione di energia elettrica in Liguria.

    Da Enel ad ASPI: gli incarichi di Roberto Tomasi

    Il rapporto tra Roberto Tomasi ed Enel durerà fino al 2015. Durante i vent’anni passati nel Gruppo, il manager ha ricoperto numerosi incarichi di elevata responsabilità. Cinque anni dopo il suo ingresso in azienda, ricopre il ruolo di Responsabile dell’Area Cicli Combinati del Gruppo, con la gestione di oltre 7.000 MW installati. Nel 2004 assume l’incarico di Senior Vice President come responsabile del Procurement delle Grandi Commesse, mentre nel 2006 quello di Vice President della Business Unit di Ingegneria del Gruppo. In quegli anni arricchisce le sue esperienze in Russia, Spagna e Slovacchia, coordinando oltre mille risorse in ambito internazionale. L’ultimo incarico nella multinazionale dell’energia è quello in qualità di Responsabile della Generazione a Carbone, che dura pochi mesi, Roberto Tomasi viene nominato Co-Direttore Generale di Autostrade per l’Italia (ASPI), diventando poco dopo Consigliere del CdA sia del Gruppo che di altre controllate. Tra la fine del 2018 e gli inizi del 2019 viene nominato prima Direttore Generale e infine Amministratore Delegato. Pochi mesi fa la società ha dato il via al Piano di Trasformazione, che si concluderà nel 2023, caratterizzato da un importante “change management” con l’obiettivo di dare priorità alla sicurezza sulle strade, al mondo della ricerca e dello sviluppo e infine alla mobilità sostenibile per la creazione di una “green infrastructure”.

  • Individuati i correlati anatomici della dislessia fonologica e superficiale

    Grazie a test neuropsicologici somministrati in tempo reale durante la rimozione di tumori cerebrali, un gruppo di ricerca italiano ha evidenziato i substrati neuroanatomici della lettura ad alta voce. Lo studio è stato pubblicato su Human Brain Mapping.

    La dislessia fonologica e la dislessia superficiale sono localizzate in precise aree del cervello, che un gruppo di ricerca italiano è riuscito a identificare grazie a test neuropsicologici somministrati in tempo reale durante interventi di awake surgery per la rimozione di tumori cerebrali.

    Il lavoro, pubblicato su Human Brain Mapping, una delle più rinomate riviste mondiali di neuroimaging che si occupa delle della ricerca e della localizzazione delle funzioni cerebrali, nasce dalla collaborazione tra l’IRCCS Medea, la SOC Neurochirurgia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Integrata di Udine e l’Università di Milano-Bicocca.

    I ricercatori hanno analizzato le strutture neuroanatomiche che sono alla base della qualità della lettura in un gruppo di 49 pazienti mentre venivano operati da svegli (awake surgery) per la rimozione di neoplasie cerebrali che coinvolgevano l’emisfero sinistro. Rispetto alla metodica tradizionale è stato usato un approccio molto più preciso (real-time neuropsychological testing) apposito per identificare e monitorare funzioni cognitive più complesse. L’approccio – sviluppato nel 2016 in collaborazione tra la SOC Neurochirurgia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Integrata di Udine e l’IRCCS Medea – consente di monitorare intra-operatoriamente il funzionamento cognitivo a 360 gradi, usando una testistica innovativa più elaborata sullo status funzionale del paziente espresso come percentuale di accuratezza nelle risposte.

    I pazienti sono stati sottoposti ad una sequenza di diversi compiti neuropsicologici, come per esempio comprensione, denominazione di immagini, ripetizione, test percettivi e test motori, memoria, che si alternano e si ripetono continuamente, incluso il compito di lettura di parole e di pseudo-parole, fino alla fine della resezione.

    Analizzando le risonanze e i dati intra- e post-operatori, sono stati identificati i correlati anatomici alla dislessia fonologica nella via dorsale dell’emisfero sinistro, includendo l’opercolo Rolandico, il giro frontale inferiore, il giro precentrale, giro sopramarginale, insula e parti del fascicolo longitudinale superiore, mentre i correlati della dislessia superficiale coinvolgono la via ventrale, includendo il giro temporale medio e inferiore giro e parti del fascicolo fronto-occipitale inferiore e del fascicolo longitudinale inferiore sinistro.

    “Queste analisi ci hanno dato un ulteriore conferma di come le funzioni più complesse lavorino in rete, cioè coinvolgano più strutture” spiega Barbara Tomasino, responsabile scientifico del Polo friulano dell’IRCCS Medea: “Le immagini funzionali della risonanza cerebrale insieme all’uso del navigatore, che mostra sull’immagine di risonanza la posizione intraoperatoria corretta, forniscono poi un quadro anatomico ed un orientamento di supporto a quello che noi osserviamo durante l’intervento”.

    “Il punto di partenza è la necessità in determinati tumori cerebrali a lenta crescita di ottenere un’asportazione tumorale quanto più radicale possibile”, spiega il dottor Miran Skrap: “Per raggiungere questo scopo è spesso necessario operare in anestesia locale così che il paziente sveglio e collaborante possa di fatto consentire un monitoraggio ideale di ciò che sta avvenendo durante la chirurgia, riducendo di molto il rischio di danni funzionali. Se per le funzioni cerebrali semplici questo monitoraggio è relativamente semplice, esso appare ben più complesso per delle funzioni cognitive superiori. Come si può immaginare l’orizzonte di funzioni da identificare è molto esteso e di diversa complessità”.

    Il presente studio mostra come l’approccio di analisi ideato dal gruppo udinese possa essere altamente predittivo delle prestazioni di lettura post-operatoria. Inoltre, conoscendo il potenziale di recupero di questa abilità, la chirurgia può essere più incisiva a beneficio della prognosi e, non ultimo, può contribuire ad aumentare la comprensione dei meccanismi coinvolti in una certa attività cognitiva.

    Phonological and surface dyslexia in individuals with brain tumors: Performance pre-, intra-, immediately post-surgery and at follow-up
    Barbara Tomasino, Tamara Ius, Miran Skrap & Claudio Luzzatti
    Human Brain Mapping 2020 Aug 28. doi: 10.1002/hbm.25176. Online ahead of print. PMID: 32857483

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    UFFICIO STAMPA La Nostra Famiglia – IRCCS Medea
    Cristina Trombetti M. 339 2160292
    Via don Luigi Monza, 20 – Bosisio Parini (Lecco)
    Tel 031 877.384
    www.emedea.it

  • Secondo tentativo di intrusione dissuaso in live in pochi giorni

    Intrusione dissuasa in live a Volla (NA)

    E’ successo nella tarda serata del 19-08-2020 presso il punto vendita “Gruppo Mister Risparmio” a Volla, in provincia di Napoli. Mentre alcuni tentano di sfondare l’entrata del locale altri due complici spostano dei vasi posizionati nel parcheggio nel tentativo di creare una barriera idonea a rallentare eventuali interventi della vigilanza o delle forze dell’ordine. I sospetti convinti di agire indisturbati operano in maniera veloce e precisa, ma proprio quando pensano di avere la situazione in pugno, il CUSTODE VIRTUALE BOR, connesso in live da remoto in collaborazione con l’istituto di vigilanza DSS Security, rileva precocemente l’evento e attiva tempestivamente i protocolli di sicurezza costringendoli ad una fuga precipitosa. E’ il secondo tentativo di intrusione ai danni della stessa azienda dissuaso grazie al SISTEMA BOR! Guarda il video >>

  • Appalti: distinzione tra “leggeri” e “pesanti” ai fini della verifica della genuinità

    La Corte di Cassazione – con Sentenza dell’8 luglio 2020, n. 14371 – ribadendo un orientamento che si va sempre più consolidando, opera una distinzione fra appalti “leggeri” e appalti “pesanti”.

    I primi, che comportano l’uso di pochi mezzi e un prevalente apporto di manodopera, sono genuini se il potere organizzativo e direttivo sulla manodopera è esercitato dall’appaltatore. Negli appalti cd. pesanti, invece, quelli in cui l’apporto in termini di capitale e attrezzature è preponderante rispetto a quello della manodopera, non è sufficiente il mero esercizio del potere direttivo e l’appalto è genuino solo se l’appaltatore concorre in modo rilevante anche a tali apporti.

    Di tali statuizioni della Corte di Legittimità occorrerà tener massimo conto nella stesura dei contratti di appalto.

  • Design estroverso per il bagno contemporaneo. Rubinetterie Stella e la collezione unica che porta il suo nome

    La serie di miscelatori che deve il proprio nome alla forma stellata delle maniglie è ancora protagonista all’interno del catalogo dell’azienda novarese.

    Concepita nel 2007 dall’architetto Luca Scacchetti come omaggio all’azienda che amava definire la “madre dei rubinetti”, la serie, dalle linee pulite e allo stesso tempo originali, si ispira alla semplice forma della stella, rappresentando una vera e propria sintesi del genio creativo del compianto designer milanese.

    La serie Stella è caratterizzata da forme asimmetriche, ma sapientemente equilibrate ed ergonomicamente corrette, per un miscelatore dal design innovativo che lo rende elemento d’arredo unico e inimitabile.

    “Stella” è innovativa anche dal punto di vista tecnico, grazie all’utilizzo del vitone in ceramica dell’azienda novarese, soluzione pratica che permette di raggiungere la massima apertura del rubinetto con solo mezzo giro di maniglia.

     

    La collezione è oggi più che mai completa e annovera la presenza di modelli per lavabo, per gruppo vasca, per doccia e per bidet. Con “Stella” nulla è lasciato al caso: nel catalogo sono infatti presenti numerosi complementi, tra i quali le placche per cassette di scarico, disponibili in tutte le finiture.

    Per completare l’arredo bagno Rubinetterie Stella offre anche l’opportunità di selezionare alcuni accessori in linea con lo stile della serie, come ad esempio l’asta portasalviette in due modelli, il portabicchiere e il portasapone a parete e il gancio porta abiti doppio.

     

    www.rubinetteriestella.it

     

  • Milk and Coffee in campo con Italia dei Diritti a Percile e Marcetelli

    Monica Persiani e Morena Rosini, cantanti del noto gruppo musicale, sono candidate nelle liste del movimento presieduto da Antonello De Pierro nei 2 comuni del Lazio

    Monica Persiani
    Morena Rosini
    Roma – Dopo il soddisfacente risultato incassato nelle scorse elezioni amministrative con, solo nella Città Metropolitana di Roma Capitale, 22 eletti in ben 8 comuni, anche quest’anno, in occasione delle consultazioni previste per il 20 e 21 settembre prossimi, data insolita decisa a causa del rinvio imposto dall’emergenza covid 19, il movimento Italia dei Diritti, fondato e presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro, noto per aver subito un’aggressione con minacce di morte da parte del boss mafioso Armando Spada, accompagnato sotto casa sua dal noto imprenditore di Ostia Alfonso De Prosperis e da sua moglie Angela Falqui, ha presentato le sue liste.

    Antonello De Pierro

    Tra i vari comuni, in cui gli elettori troveranno da barrare, sulle schede elettorali, il simbolo del movimento che ha fatto orgogliosamente della legalità la sua imprescindibile bandiera, con l’ambizioso progetto, pianificato dal presidente De Pierro, di “scardinare”, tra le altre cose, specie in alcune realtà locali, “consolidati percorsi clientelari e gestioni simil-feudali, ma soprattutto la logica del voto familiare, che spesso va a falsare il naturale orientamento del consenso”, spiccano Percile, Roiate e Marano Equo, nella Città Metropolitana di Roma Capitale, e il delizioso borgo reatino Marcetelli, il più piccolo paese del Lazio. Non sono passati inosservati ai più, scorrendo lo sguardo sulle liste di Percile, dove il candidato sindaco è Giovanni Ziantoni e Marcetelli, che vede schierato per lo scranno di primo cittadino Giuliana Rainaldi, i nomi di Monica Persiani e Morena Rosini, le bravissime, affascinanti ed effervescenti cantanti dello storico gruppo musicale Milk and Coffee, che dagli anni ’70 ha spopolato nel panorama musicale italico. Le candidature di Persiani, capolista a Marcetelli e al quarto posto in lista a Percile, e Rosini, nota anche per essere una seguitissima conduttrice di Radio Italia Anni 60, sono state volute fortemente da De Pierro sulla base del notevole impegno profuso dalle due artiste in campo culturale per la valorizzazione di tutte le forme di spettacolo e, in riferimento in particolar modo a Persiani, alla luce del lungo attivismo politico messo in atto negli anni ’90. Il movimento Italia dei Diritti, come da sempre afferma il suo leader De Pierro, “assegna un ruolo di primo piano ai fermenti culturali, che considero alla base di qualsiasi esperienza amministrativa. Promuovere iniziative culturali il più possibile denota un’apertura mentale capace di fare la differenza nella valorizzazione dei piccoli comuni, che, al contrario,sono condannati all’immobilismo e di conseguenza all’abbandono. Purtroppo sono pochi gli amministratori capaci di recepire questi assunti concettuali, che, che se elementari e figli della logica deduttiva, vengono il più delle volte ignorati, per incapacità e poca sensibilità alla cultura oppure per mancanza di una volontà orientata nella direzione di una crescita intellettuale per i corpi collettivi. L’esempio di un sindaco dell’Italia dei Diritti può far comprendere la differenza. Sto parlando di Marco Orsola, sindaco di Saracinesco. La pianificazione e la realizzazione di una miriade di eventi culturali sollecita agevolmente la percezione di un valore aggiunto, di cui il paese ha il privilegio di godere. Basta recarsi a Saracinesco per rendersi conto di cosa significhi una buona amministrazione. Non esagero se dico che l’opera istituzionale di Orsola può essere eletta a emblema di buona amministrazione. Se i cittadini di Percile, Marcetelli, Marano Equo, Roiate e di tutti gli altri piccoli comuni al voto ripudieranno la logica del voto familiare e orienteranno il loro consenso verso l’Italia dei Diritti, secondo un criterio di raziocinio e di buon senso, finalmente assisteranno a quel cambiamento a cui ambiscono da tempo e a cui hanno diritto, esattamente come i cittadini di Saracinesco, e di cui finora non hanno visto la realizzazione solo per non aver avuto l’opportunità di poter votare Italia dei Diritti e a cui ora potranno affidare il destino della loro comunità perché il nostro movimento è presente. Pertanto, se non assisteranno a questo auspicato cambiamento, potranno imputarlo solo al fatto di aver scelto, nel segreto della cabina elettorale, un’azione politica ormai anacronistica, e non il nuovo modello proposto dal nostro movimento, capace senza ombra di dubbio di soddisfare le istanze formulate dalla cittadinanza”.