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  • 2021, pianifica il successo della tua azienda con i database geografico statistici di Cartografica Visceglia

    L’attesa del nuovo anno rappresenta in ogni azienda un momento molto delicato: è tempo di bilanci, ma anche di progetti e di obiettivi.

    E’, in altre parole, l’ambiente in cui si sviluppano i nuovi piani commerciali.

    In tutti i settori merceologici, una buona pianificazione è la prima chiave del successo: questo particolare elaborato, infatti, definisce le linee guida strategiche e operative che saranno funzionali al raggiungimento degli obiettivi e alla crescita dell’azienda.

    E dal momento che ogni realtà opera in un contesto geografico, ne consegue che la pianificazione dovrà partire da un’accurata, aggiornata e attendibile conoscenza del territorio.

    Sono, infatti, gli aspetti geografici e demografici ad influire in misura maggiore sulle modalità di diffusione dei beni/servizi: un piccolo paese di provincia isolato ed economicamente poco vitale risponderà ad una stessa proposta commerciale in modo del tutto differente rispetto al grosso centro urbano.

    I database geografico statistici di Cartografica Visceglia sono nati proprio per fornire in tal senso il supporto più adeguato.

    Suddivisi in base all’estensione territoriale (Atlante delle Regioni, Atlante delle Città, Elenco dei Comuni, Elenco delle Strade di Roma, Atlanti delle Province Nord, Centro e Sud) sono disponibili in varie versioni per focalizzare l’attenzione su tutti i principali riferimenti geografici, demografici e statistici della nostra penisola: coordinate geografiche, distanze, densità di popolazione per Kmq, altezza sul livello del mare, toponimi, distretti sanitari, codici di avviamento postale, ecc.

    Grazie al supporto digitale, tutti questi dati possono essere gestiti in modo semplice e flessibile.

    Le zone, solo per fare un esempio, possono essere evidenziate con colori diversi e stampate separatamente: questa funzione consente di suddividere, assegnare e gestire le zone commerciali in modo equilibrato, e risulta quindi preziosa nello sviluppo delle reti di vendita, nella definizione dei budget e nell’elaborazione dei report.

    Le strategie commerciali e le attività di marketing, invece, trarranno profitto soprattutto dai riferimenti demografici e da altri dati molto specifici come i CAP, i distretti sanitari e i numeri civici.

    Con il supporto dei database Visceglia, la pianificazione può essere strutturata a 360° in modo attendibile e concreto, aprendo la strada ad un 2021 di sicuro successo.

    Per saperne di più consulta la nostra banca dati >>

  • GRIFO: la prima “macchina” progettata da una “macchina”

    Il supercomputer per l’Intelligenza Artificiale progettato dall’Intelligenza Artificiale.

    Grazie alla lungimiranza delle proprie intuizioni, A3Cube è la prima realtà al mondo ad utilizzare una macchina per progettare un’altra macchina: è l’Intelligenza Artificiale il nuovo “collega” intelligente che studia, elabora e progetta le nuove proposte di A3Cube.

    E’ nato così GRIFO, il supercomputer dalla potenza ineguagliabile di 56 PetaFlops AI, una macchina per Intelligenza Artificiale disegnata dall’Intelligenza Artificiale o, se preferiamo, è una macchina progettata da un’altra macchina.

    GRIFO™ non è stato progettato da uomini, ma da un rete di computers disegnati da A3Cube e istruiti per realizzare un progetto unico con caratteristiche ben definite: un sistema estremamente potente, efficiente, ma allo stesso tempo semplice.

    L’Ing. Billi, co-fondatore e Chief Technology Officer di A3Cube, racconta così la genesi di GRIFO™:

    “Ho iniziato ad occuparmi di come sfruttare le incredibili possibilità dell’intelligenza artificiale più di 10 anni fa, quando il temine era più conosciuto nei romanzi di fantascienza che nella industria reale.

    L’idea è sempre stata quella di creare modelli dei problemi da affrontare nel mondo reale, usando l’apprendimento delle macchine per risolvere sfide ingegneristiche. Sfide complesse che coinvolgono migliaia di variabili di fatto e che non possono essere risolte con le tecniche tradizionali, ma la cui soluzione è di incredibile vantaggio per la vita umana ed il benessere di tutti, pianeta incluso.

    Sono sempre stato affascinato dalla perfezione, la perfezione che vedo nella natura delle cose. In natura non vi è nulla di sprecato. Basti pensare ad esempio alla potenza del nostro cervello ed al suo consumo. Oggi per avere una macchina della potenza stimata del cervello umano servirebbe un sistema dal consumo energetico di alcuni milioni di Watts, contro circa 10-15 W del nostro cervello. Ora tutto questo ha un fascino incredibile, ma come può essere usato per progettare sistemi efficienti come quelli creati in natura?

    Un uomo può ragionare tenendo conto di 5, 10 variabili alla volta per costruire un modello di un sistema, mentre noi stiamo parlando di poter utilizzare milioni di variabili per creare il nostro modello.

    Imitando la natura nel suo intimo, comprendendone i processi costruttivi ed architetturali, i benefici sono incommensurabili ed oggi è possibile farlo.

    Un computer può manipolare facilmente milioni di variabili, cosa che per un individuo è impossibile. Quindi ecco che l’Intelligenza Artificiale diventa la risposta al problema.

    Con l’intelligenza artificiale possiamo creare un super collega che è in grado di vedere attraverso milioni di variabili, apprendere le relazioni che intercorrono tra queste e creare il modello ottimale che noi stiamo cercando.”

    Fantascienza? No, assolutamente, tutto reale e dimostrato.

     “Fin da subito ci siamo resi conto che quello che serviva non erano i modelli matematici in sé per realizzare tutto questo, quelli ci sono, ma bensì la potenza di calcolo sufficiente per poter utilizzare questi modelli matematici. Con una analogia con il cervello umano, quello di cui mi sono reso conto è che sarebbe servita una potenza di calcolo simile a quella di un cervello per poter svolgere compiti intelligenti da cervello.

    Più potenza di calcolo ho a disposizione, più intelligenza ho a disposizione, e più cose (e in maniera più precisa) posso insegnare alla macchina e più la macchina troverà soluzioni eleganti, belle ed avanzate, un concetto che sfugge ma che è la chiave di tutto.”

    Storicamente A3Cube ha iniziato dall’ottimizzare le reti di comunicazione soprattutto quelle tra il processore di calcolo e i dati all’interno di cluster di computers, direttamente il BUS PCIe opportunamente esteso. Questo primo passaggio si è da subito dimostrato vincente, permettendo di realizzare il sistema di analisi dati più veloce in commercio, acquistato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America.

    “La velocita è tutto! La velocità è l’ingrediente segreto, soprattutto perché qui stiamo parlando di sfide dove il microsecondo conta quanto un giorno. Dopo aver messo a punto questo aspetto, ci siamo focalizzati su come costruire delle macchine anche 100 volte più veloci di quelle in commercio, per estrarre dai dati le informazioni che servono per istruire l’intelligenza di cui abbiamo bisogno per risolvere i nostri problemi. Con la precisa idea di usare l’intelligenza artificiale per progettare i nuovi prodotti e risolvere problemi che altri non riescono a dipanare.

    Così è nato GRIFO™, la prima macchina progettata da un’altra macchina.

    https://www.a3cube-inc.com/en/model-vector-a10090

    Disegnata in maniera elegante dall’intelligenza artificiale, tenendo conto di specifici obiettivi che sono stati spiegati al “progettista artificiale” che ha provveduto a realizzare l’architettura finale del sistema.

    L’obiettivo era chiaro e non proprio semplice ed intuitivo. Volevamo progettare, per poi realizzare, una macchina che fosse la più potente possibile, la più semplice da costruire possibile, a parità di potenza, la più semplice dal punto di vista delle scelte tecnologiche, che usasse hardware esistente in modo che potesse essere pronta in tempi brevissimi e che sfruttasse al massimo la potenza di calcolo pur constando il meno possibile.

    Il risultato è arrivato dopo avere collettato centinaia di dati da esperimenti di calcolo avanzato, monitorando e registrando i valori relativi all’utilizzo dei processori di calcolo, analizzando dati relativi al consumo di corrente, memoria, banda, disco, e combinandoli con altri parametri diretti ed indiretti, andando a creare un modello intelligente del sistema che ha fatto il resto confrontando differenti architetture incluse le più avanzate e costose.

    Con GRIFO™ non solo abbiamo un prodotto da dare ai nostri clienti che permette anche a loro di aumentare la produttività’, ma abbiamo a disposizione la potenza di calcolo necessaria per andare oltre, lavorando a progetti strategici, che nessuna altra azienda è in grado di affrontare, come ad esempio la progettazione di un nuovo tipo di pacco batterie per veicoli elettrici, più performance, con autonomia aumentata, più sicuro e duraturo di ogni altro prodotto in commercio oppure un rivoluzionario sistema di riproduzione del suono in grado di riprodurre qualsiasi segnale audio in maniera multidimensionale usando un sistema di fogli sottili di materiali speciali  in grado di realizzare esperienze acustiche incredibilmente realistiche, fino a realizzare sistemi portatili per la diagnostica medica avanzata”:

    Tutto questo grazie al modello di progettazione A3Cube basato sull’utilizzo dell’Intuitive Artificial Intelligence.

    Ecco che cose è la “intuitive AI”, e come l’ha sviluppata ed implementata A3Cube, ovvero una intelligenza che si comporta come un progettista, uno scienziato, un medico di infinita esperienza in grado di aiutare l’uomo a realizzare progetti spettacolari.

    A3Cube si avvale di collaboratori “artificiali” in tutte le fasi di progettazione, collettando dati, istruendo le sue macchine, realizzando modelli ed applicando questi modelli nella progettazione dei suoi prodotti.

  • Più strumenti al trade e prodotto Italia: Volonline svela la strategia 2021

    “Non abbiamo mai smesso di lottare e oggi affrontiamo il futuro con pragmatico realismo, forti di un modello di business che ha saputo garantire in tutte le fasi della crisi il miglior servizio possibile ai Partner della distribuzione”. Luigi Deli, CEO e Founder Volonline, traccia il profilo di un’annata destinata a passare alla storia e getta le basi di un 2021 che si aspetta foriero, se non di una vera e propria ripresa, almeno di un’inversione di tendenza. “A poco più di 9 mesi dalle prime cancellazioni – prosegue – abbiamo già riprenotato il 50% dei voucher emessi come tour operator”.

    Un risultato reso possibile dall’approccio flessibile e dinamico, dalla passione e dalla elevata professionalità di una grande squadra che, in pochi mesi, ha sviluppato una programmazione di qualità, offrendo prodotto alle agenzie per sfruttare la finestra estiva e consentire ai clienti di utilizzare i voucher. Cruciale e premiante è stata la scelta di investire anche in pieno lockdown su Grecia, Spagna e tanta Italia, unica certezza nell’incertezza dell’estate 2020. Ed è proprio il Belpaese al centro della strategia di prodotto sviluppata per il 2021: una strategia che punta a fornire soluzioni in grado di assecondare nel migliore dei modi un andamento del mercato purtroppo ancora incerto.

    Le parole di Luigi Deli, CEO e Founder Volonline

    “Per noi l’Italia non è una novità – continua Deli – abbiamo programmatori con una lunga esperienza ed eravamo già operativi sulla destinazione con la piattaforma di dynamic packaging: prima della crisi, 1/3 delle pratiche erano riferite a mete italiane. Il know-how e il posizionamento erano forti e a questi si è aggiunta la leva fondamentale: la fiducia e l’attenzione che le agenzie, anche in questa occasione, ci hanno dimostrato”.

    Nel corso dei mesi estivi, accanto alle prenotazioni classiche in località di mare, montagna e laghi è cresciuta inaspettatamente la domanda di soggiorni à la carte, portando così il TO a replicare anche sull’Italia il classico modello Volonline.

    Tra fine agosto e settembre i responsabili di prodotto hanno pianificato una frenetica attività di sight inspections in Sardegna, Puglia e Sicilia, mentre l’ufficio IT si è occupato dell’implementazione dei nuovi fornitori, che sono stati, ove possibile, connessi direttamente alla piattaforma Pro.Volonclick, oppure semplicemente contrattualizzati, rendendoli così accessibili attraverso il booking tradizionale.

    Il commento di Luca Adami

    “Siamo consapevoli di muoverci in un segmento di mercato nel quale operano da anni grandi professionisti – dichiara Luca Adami, CMO e CTO Volonline – per questo ci siamo strutturati con sistemi di metasearch e comparazione di prezzi in grado di verificare simultaneamente diversi parametri per ogni proposta, garantendo sempre la massima competitività delle condizioni offerte”.

  • Debito pubblico UE alle stelle dopo il Covid. Ma cancellarlo affonderebbe l’Euro

    Per stimolare l’economia colpita duramente dal Covid, i governi dei paesi UE hanno dovuto aumentare la spesa e quindi il debito pubblico. Da solo però questo non è bastato a contrastare l’urto della pandemia, e si è quindi reso necessario l’intervento della BCE. Questo significa altro debito, ed anche se è spalmato su tutti i Paesi, sempre di debito si tratta.

    L’idea di cancellare il debito pubblico

    debito pubblicoMolti si sono chiesti allora se non avrebbe avuto senso, visto che siamo tutti sulla stessa barca, chiedere alla UE di procedere alla cancellazione del debito pubblico da parte delle banche centrali. Ma a ben guardare, ci sono fondati motivi per i quali nessun governo si è avventurato ad avanzare una richiesta del genere.

    Ipotesi sconveniente

    In primo luogo, perché non è interesse delle banche centrali stesse. Infatti all’atto pratico la cancellazione del debito… non cancella proprio nulla. Semmai trasforma una attività (ovvero il credito vantato verso lo Stato) in una passività (ossia in un credito ormai non più esistente).
    I titoli di Stato sarebbero sostituiti da perdite nel bilancio, e non c’è stop loss order che tenga. Teniamo conto che parliamo di montagne di denaro, visto che a ottobre 2020 la Bce e le singole banche centrali dell’area dell’euro, avevano in pancia circa 3.454 miliardi di euro, contro 109 miliardi di capitali e riserve.

    Le conseguenze

    La cancellazione del debito renderebbe necessario quindi il risanamento delle banche centrali dell’Eurosistema.
    Ciò potrebbe avvenire in due modi. Aumentando le risorse in entrata (e quindi le tasse), oppure spalancando la porta a un finanziamento illimitato della spesa pubblica realizzato stampando moneta. Ma chi stampa moneta inevitabilmente la deprezza. L’euro cioè crollerebbe, dando un colpo irreparabile (sfiducia totale) all’Eurozona. Ipotizzando uno scenario simile, domani indebitarci ci costerebbe 10 volte di più, perché chi verrebbe a mettere i capitali da noi? Solo uno al quale viene offerto un rendimento stratosferico (che per noi sarebbe un costo da interessi).

    L’esempio greco

    La storia recente peraltro ci fornisce un piccolo esempio. Il governo greco dichiarò l’insolvenza sul debito pubblico. In un sol colpo lo tagliò del 70%. Fu una liberazione? No, tutt’altro, fu l’inizio di un periodo nerissimo, con una recessione drammatica lunga quasi sette anni. Inoltre chi conosce il significato di volatilità, cos’è e i suoi effetti, sa benissimo quanti rischi comporta una mossa simile.
    Meglio allora tenerci il debito pubblico così com’è, e fare qualcosa di concreto (riforme?) per affrontarlo.

  • Artis Rubinetterie presenta il nuovo Catalogo Generale 2021

    L’azienda di Collebeato (BS), per presentare le sue accattivanti collezioni, ha sviluppato un progetto editoriale completo e graficamente curato.

    Il nuovo Catalogo 2021 di Artis Rubinetterie, ricco di novità e portavoce del programma di affinamento stilistico e tecnologico attuato dall’azienda, non è solo un’elegante pubblicazione con un apparato fotografico evocativo, ma soprattutto un utile strumento di lavoro completo di descrizioni accurate dei prodotti, listino prezzi e dettagliate schede tecniche.

    Il catalogo è suddiviso in due macro-aree, le Collezioni e i Programmi, a loro volta articolate in micro-aree, ciascuna dedicata ad una diversa gamma di proposte per l’ambiente bagno e per la cucina. Tra le Collezioni spicca il “Progetto Design”, che racchiude le serie di punta di Artis, come il nuovo Oggetto Design, il miscelatore nato dalla mano di Simone Micheli e rivisitato in chiave ancora più contemporanea.

       

    Chiude il catalogo un’interessante scheda dedicata alla produzione, in particolare alla tecnologia Energy Saving ed alla cartuccia Thermo Balance brevettata da Artis. Grazie all’utilizzo di tale cartuccia, infatti, alcuni miscelatori possono garantire un adeguato risparmio energetico. Con il sistema Thermo Balance, infatti, alla cartuccia viene abbinato un bilanciatore che regola i flussi della pressione proveniente dalla rete idrica, eliminando così i picchi nelle variazioni di temperatura.

    Artis consolida così la sua esperienza esplorando le nuove tendenze del settore idrosanitario, attraverso processi produttivi attenti alla scelta dei materiali, alla loro durevolezza ed ergonomia, e portando avanti una ricerca estetica sempre più accurata e, grazie alle molteplici finiture disponibili, aperta alla personalizzazione.

     

    artisitaly.com

  • Chi può avere il dono della chiaroveggenza?

     

    Alcune persone hanno la convinzione che il dono della chiaroveggenza faccia parte dell’individuo in questione sin dalla nascita, e che questo provenga dall’universo. Altri credono che sia un dono di famiglia che viene tramandato di generazione in generazione.

    Da un punto di vista scientifico non c’è nessuna documentazione o studio che possa negare l’esistenza delle capacità divinatorie di cui sono investiti gli indovini o cartomanti, tuttavia è importante ricordare che sono stati effettuati studi nel campo della parapsicologia che dimostrano l’esistenza di abilità di percezioni extrasensoriali in alcuni soggetti.

    Ciò chiaramente implica che la chiaroveggenza e le sue diverse manifestazioni rientrino tranquillamente tra queste abilità.

    Addirittura alcuni medium affermano che tutti possono sviluppare il dono della divinazione se ci mettono impegno e aprono la mente, supponendo chiaramente che la persona in questione abbia un’affinità per percepire e usare le energie “nascoste”.

     

    La scoperta di avere “il dono”

    Per le persone in possesso del dono, il momento decisivo della loro vita è quando scoprono i loro poteri e decidono di accettarli e svilupparli. Tale dono può essere sono completamente diverso da persona a persona, rendendo ciascuno unico e speciale.

    Gli indovini sono dunque individui “pieni di luce” dediti alla loro chiamata, altamente sensibili, analitici ed empatici, disposti ad aiutare con impegno chi ha bisogno di loro.

    Come in ogni area della vita chiaramente, c’è un professionista più abile in un’area specifica che in un’altra, uno più abile o con più conoscenza, controllo o esperienza, ma ciò non significa che gli altri siano meno bravi degli altri.

     

    Una esperienza indimenticabile

    Consultarsi con uno di loro è un’esperienza indimenticabile, nella quale sarai guidato sulla strada giusta per risolvere i tuoi problemi, otterrai risposte e pace nella tua vita. Sul sito cartomanziadivina.it puoi ottenere i consulti di cartomanzia a basso costo di cui hai bisogno ogni volta che vuoi, con la possibilità di poter usufruire della comodità di Paypal per il pagamento.

  • Margherita Zanin “Astri” è il nuovo singolo della cantautrice ligure

    Dopo il successo dell’album “Distanza in Stanza”, vincitore del premio MEI come miglior disco indipendente 2019, l’artista torna in scena con un nuovo brano autobiografico scritto e prodotto con Giovanni Garibaldi e Lele Battista.

    «Di solito scrivo testi semplici che racchiudono le mie emozioni, i miei dubbi, quello che sto sognando. Un testo come quello di “Astri” si sofferma sulle incombenze generali dell’amore, che sono frutto di esperienze e riflessioni. Una frase della canzone dice che molte volte scivola via il sapore, ovvero, scivola la nostra voglia di stare insieme». Margherita Zanin

     

    “Astri” è una canzone che prende spunto dalle sonorità della french pop e si muove attraverso linee soul e pop. Il testo si lega in modo molto semplice ad una storia vera che disegna le emozioni come scrigni che racchiudono sogni e timori accompagnando il nostro vivere, in una società automatizzata e molto spesso superficiale e fruibile. Il brano conduce chi lo ascolta in un’atmosfera intima e parla di urgenze emozionali, di una vita spesso da rincorrere – e talvolta da rifuggire – ma anche di esperienze che spesso vengono identificate erroneamente come dei tabù.

    Il pezzo è stato scritto e prodotto da Margherita Zanin, Giovanni Garibaldi e Lele Battista presso “Le Ombre Studio” di Milano.

     

    MARGHERITA ZANIN vanta la partecipazione al Concerto del Primo Maggio di Roma in qualità di vincitrice del contest 1M Next 2019. Il suo disco “Distanza in Stanza” è stato 1° in classifica nella Top Indie Alternative Italia e 25° nella classifica generale assoluta italiana e nella top alternative mondiale.

    Ha vinto il premio IML del MEI come miglior disco giovane indipendente 2019, ha vinto il premio “Testo-Canzone” a InediTo del Salone internazionale del libro di Torino, è stata ospite del prestigioso Premio Lunezia, è stata finalista assoluta al Premio Lauzi e al premio Panseri. Ha partecipato con successo al “Tenco Ascolta”. La data zero del suo MEGABISSO tour è stata trasmessa su Radio Rai Live.

    Si è esibita all’Allianz Stadium di Torino prima della XXVIII Partita del Cuore, e il suo tour estivo ha fatto tappa in prestigiosi festival estivi su tutta la Penisola, con open-act a Morgan, Rancore, Coma Cose, Pedrini. 

    Etichetta: Volume!/Platform Music

    Radio date: 1° dicembre 2020

     

    BIO

    Margherita Zanin è una cantautrice ligure. Da giovanissima matura esperienze attraverso live e festival in Italia e all’estero. Nel 2015 incontra Roberto Costa, bassista storico di Lucio Dalla, già produttore dello stesso Dalla, Carboni, Ron, Gli Stadio, e produce il suo primo disco “ZANIN” che esce nel 2016. Otto brani, due in italiano e sei in inglese. L’album ha ottenuto riscontri molto positivi dai media, e uno dei singoli, ”Travel Crazy”, è diventato parte della colonna sonora di Donnavventura in onda su Rete4, ed entrato a far parte della Compilation ”Libera Veramente Vol.7” per Rolling Stone Italia. Nel 2018 nasce la collaborazione con Lele Battista, e il produttore milanese la conduce nelle sperimentazioni del suo nuovo immaginario musicale. A marzo 2018 esce il brano ”Amaro” (anche questo scelto per la compilation di Rolling Stone), a luglio il singolo “Rosa” in cui prendono forma le sonorità elettroniche e trip-hop. A novembre esce per l’etichetta Volume! l’ep “RadioMarghe” contenente gli ultimi 4 singoli della cantautrice, un ponte ideale tra il primo disco e il nuovo lavoro. A giugno 2019 esce il pluripremiato disco “Distanza in stanza”: un album che tratta di tematiche importanti legate all’essere umano. Un concept in cui ogni canzone racconta una stanza in cui vivere emozioni sonore. Nell’ambiente la filodiffusione di un mondo carico di sperimentazione.  Ogni stanza ha una chiave per accedervi, che viene rappresentata da una frase, un incipit di accesso, una intro letta da grandi artisti che hanno voluto spalancare la porta: Appino (The Zen Circus), Pierpaolo Capovilla, Mauro Ermanno Giovanardi, Cristiano Godano (Marlene Kuntz), Lodo Guenzi (Lo Stato Sociale), Morgan, Motta, Omar Pedrini, Riccardo Sinigallia, Davide Toffolo (Tre Allegri Ragazzi Morti), oltreché da Lele Battista produttore artistico del disco, che ha dato a “Distanza in Stanza” forti identità sonore che Giovanni Versari ha sapientemente amalgamato. Il primo dicembre 2020 viene lanciato il nuovo singolo “Astri”. 

     

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  • Nuove idee per i tuoi regali di Natale: mappe, tovagliette e quaderni con carte geografiche

    Natale si avvicina, e come ogni anno ci chiediamo: cosa regalare? Come trovare idee belle, originali e soprattutto gradite?

    Quest’anno, vai sul sicuro: punta sul tema del viaggio!

    Questo tema, infatti, piace praticamente a tutti: chiunque di noi custodisce nel proprio cuore un luogo caro, che sia il paese di nascita o il viaggio che si ricorda con più piacere. Scegli quindi la carta geografica che meglio rispecchia il tuo destinatario.

    In tal senso, le possibilità sono inesauribili: con la sua straordinaria ricchezza e completezza, infatti, l’Archivio Cartografico Visceglia ti offre tutti i soggetti che ti servono per creare i tuoi regali natalizi a tema viaggio.

    La personalizzazione con nomi, loghi, simboli o frasi aggiunge un ulteriore tocco di esclusività ad ogni tuo dono, rendendolo assolutamente unico e speciale.

    Con le cartine puoi emozionare, trasmettere messaggi, comunicare il tuo affetto e la tua stima oppure, semplicemente, assecondare lo stile e i gusti personali del ricevente.

    Qualche esempio?

    Se il tuo destinatario ama gli oggetti antichi e preziosi, adorerà sicuramente un antico planisfero del Settecento o una mappa antichizzata; se invece il dono è per una coppia in procinto di sposarsi, puoi optare per la carta geografica che riproduce la destinazione della loro luna di miele o il posto in cui si sono conosciuti.

    Se stai realizzando tanti piccoli pensieri per i colleghi dell’ufficio, pensa alla località geografica in cui lavorate quotidianamente o, al contrario, alla meta esotica dove sognate sempre di evadere, e scegli la cartina corrispondente.

    Una volta scelte le stampe geografiche, potrai usarle per personalizzare i tuoi doni. Tra gli oggetti più adatti ad un pensiero natalizio ci sono i quaderni, le tovagliette all’americana e le mappe.

    Questi articoli, infatti, sono utili a tutti e offrono tantissimi spunti creativi. Cominciamo dai quaderni: in quanti modi possono essere utilizzati? Praticamente infiniti.

    La mamma li userà per i conti di casa; la teenager come diario personale; l’amico avventuroso per gli appunti di viaggio; la collega d’ufficio come blocco note, ecc. E che dire delle tovagliette?

    Gradite a grandi e piccini, sono bellissime da regalare in famiglia o agli amici più cari. Le mappe sono estremamente versatili: ottime per un regalo di lusso, rappresentano la soluzione ideale quando si desidera un cadeau utile e poco costoso.

    Basta scegliere il formato giusto: una mappa di grandi dimensioni, corredata da una cornice preziosa, è perfetta per un dono importante, mentre tante piccole mappe stradali si adattano splendidamente come gadget o regalo aziendale per collaboratori, clienti, dipendenti, fornitori e corrieri.

    Bellissime come idea per i più giovani le mappe dell’Italia, dell’Europa o del mondo in formato mini: possono essere il pensiero affettuoso dell’insegnante per i suoi studenti, o il premio natalizio per i partecipanti ad un’iniziativa culturale.

    Guarda tutte le nostre originali proposte >>

  • Cane, vaccini obbligatori e facoltativi

    Vaccinare il cane: un obbligo da assolvere per legge, certo, ma soprattutto un importante gesto d’amore verso un amico affettuoso e fidato.

    Il vaccino, infatti, rappresenta l’unico modo per proteggerlo da malattie infettive gravissime, contagiose e mortali.

    Contro queste patologie al momento non è stata trovata alcuna cura: per il loro elevato grado di trasmissibilità, qualsiasi cane può esserne colpito.

    Quindi, anche se il tuo cane non esce mai di casa e non viene mai a contatto con altri cani, non rischiare: portalo subito dal veterinario per le procedure del caso.

    I vaccini per i cani sono di due tipi: obbligatori e non obbligatori.

    Appartengono al primo gruppo le profilassi di base che devono essere eseguite obbligatoriamente per legge su tutti i cani, ovvero cimurro, epatite infettiva, parvovirosi e leptospirosi; sono, invece, facoltativi i vaccini che, come la tosse dei canili e la leishmania, interessano solo i soggetti che vivono in particolari contesti.

    Chiedi consiglio al tuo veterinario. Per la vaccinazione antirabbica, il discorso è più complesso: sul territorio italiano è attualmente facoltativa (ma la situazione è continuamente soggetta a cambiamenti, dato che potrebbero aumentare i focolai) e questa vaccinazione è consigliata solo in alcune zone della penisola considerate “a rischio”.

    In caso di viaggi all’estero, invece, l’antirabbica viene richiesta obbligatoriamente, ed è fondamentale ai fini del rilascio del Passaporto Europeo per animali domestici.

    A questo punto sorge spontaneo chiedersi: qual è il momento giusto per vaccinare il cane?

    La risposta è: prima possibile! I cuccioli possono essere vaccinati già dal cinquantesimo giorno di vita (anche prima, per alcuni particolari vaccini).

    Il veterinario eseguirà ogni vaccino con le procedure, i prodotti e le tempistiche più corrette.

    Una volta somministrato, ogni vaccino ha una durata limitata nel tempo: a seconda del caso specifico, la copertura è assicurata per 6,12, 24 o 36 mesi.

    Il veterinario annoterà sul libretto delle vaccinazioni la relativa scadenza, raggiunta la quale dovrai sottoporre il tuo peloso ad una nuova somministrazione.

    Rispetta sempre le scadenze dei richiami: è indispensabile per garantire al tuo migliore amico una protezione efficace.

    Per saperne di più su dove vaccinare il cane a Roma >>

  • Ritrovare una persona scomparsa: le domande da porsi

    Purtroppo nella vita succede spesso di ritrovarci di fronte alla scomparsa di una persona; per un motivo o per un altro, non si riesce più a trovare il proprio caro.
    Le persone scompaiono per diversi motivi: la persona scomparsa potrebbe avere dei problemi psichici, potrebbe aver avuto un incidente, qualcuno potrebbe avergli fatto del male oppure la persona in questione potrebbe aver deciso semplicemente di tagliare i rapporti con tutte le persone conosciute fino a quel momento.
    Molto spesso le persone scomparse non hanno fatto altro che tagliare tutti i rapporti volontariamente, proprio per questo motivo è importante porsi delle domande prima di iniziale la ricerca di una persona scomparsa.

    Ritrovare una persona scomparsa: le domande da porsi

    Le domande da porsi prima di iniziare a ricercare una persona scomparsa sono valide esclusivamente dal momento in cui la persona in questione goda di un’ottima salute mentale e che non abbia problemi di alcun tipo.

    La prima domanda da porsi quando scompare una persona è la seguente: “Chi era questa persona per me e chi ero io per lui/lei?
    Per esempio, se hai conosciuto questa persona da poco, è possibile che abbia deciso di tagliare i rapporti con te per svariati motivi, che stia benissimo e che non abbia bisogno di aiuto.
    Se invece la persona in questione è un tuo parente, tuo marito o tua moglie oppure un tuo amico/amica di lunga data, è il momento di iniziare la ricerca della persona scomparsa. La prima cosa da fare è rivolgersi alle forze dell’ordine ed in caso ad un Investigatore Privato Roma.

    Prima di rivolgersi alle forze dell’ordine o ad un’Agenzia Investigativa Roma è importante farsi e rispondere alle domande che sicuramente ci verranno fatte, nella maggior parte dei casi sono le seguenti:

    • La persona scomparsa soffre di problemi psichici?
    • La persona in questione ha problemi di droga o con la legge in generale?
    • Frequenta delle cattive compagnie?
    • Chi è la persona che l’ha visto l’ultima volta?
    • Dove è stato visto l’ultima volta?
    • Quando è stato visto l’ultima volta?
    • Come era vestito l’ultima volta che è stato visto?
    • Quali sono i luoghi più frequentati dalla persona scomparsa?
    • Quali sono le persone che frequenta di più?

    Una volta che abbiamo le risposte a queste domande, è il momento di passare all’azione.

    Rivolgersi alle forze dell’ordine per ritrovare una persona scomparsa

    La precedente legge in materia di scomparse di persone ci imponeva di sporgere la denuncia non prima delle 48 ore dal momento della scomparsa della persona; fortunatamente questa legge è stata modificata, permettendoci di sporgere la denuncia in qualsiasi momento nel caso in cui la persona scomparsa possa trovarsi in pericolo.
    A questo punto l’unica cosa da fare è recarsi in una delle sedi della Polizia di Stato oppure carabinieri e sporgere la denuncia, rispondendo il più precisamente possibile alle domande che ci verranno fatte, per permettere ai tutori dell’ordine di svolgere al meglio le proprie indagini e recuperare la persona scomparsa il prima possibile.
    Un’altra delle possibili vie da seguire è quella di rivolgersi ad un Investigatore Privato Roma: in questo modo avremo a disposizione un professionista del settore che si dedicherà esclusivamente al nostro caso, permettendoci di risparmiare tempo prezioso e tutelare la salute di questa persona.

    L’unica cosa che si può fare per “aiutare” le indagini è quello di affiggere in giro manifesti con la faccia, il nome e il modo in cui era vestita la persona scomparsa, creare dei post sui maggiori social network e sperare che qualcuno ci possa aiutare.

    Questi erano solo alcuni dei consigli utili per cercare e ritrovare un persona scomparsa: sicuramente le forze dell’ordine o un investigatore privato a Roma sapranno aiutarti in maniera corretta.

     

    Verdile Investigazioni | Agenzia Investigativa a Roma

  • Al premio letterario Universolibero2020 arriva ‘Ci sono cose che non posso dire’

    In questo dicembre segnato dai temporali, questa settimana – a cercare di liberarci dal grigio – è ospite del Premio Letterario Universolibero2020, un nuovo libro. Si tratta di un’opera uscita nel 2018, l’autore è un chitarrista popolare: Ricky Portera.

    Il titolo è abbastanza intrigante, “Ci sono cose che non posso dire. Storia di vita di Ricky Portera.” L’opera è stata scritta dalla giornalista del Resto del Carlino Paola Pieragostini ed edita dall’Armando Curcio Editore. Nata come biografia dell’artista e riconosciuta con il pregio letterario di “romanzo biografico di impronta neoumanista” l’opera narra la storia di vita di Ricky Portera, storico chitarrista di Lucio Dalla (che proprio a Portera ha dedicato la canzone “Grande figlio di puttana”).

    Fondatore degli Stadio, collaboratore dei più grandi artisti del panorama italiano tra cui Finardi, Berté, Ron, autore della più bella musica degli anni ’80 e ’90 oltre che autore in musica e parole di tre cd, di cui l’ultimo datato 2014. Il romanzo biografico si presenta al lettore come un viaggio del pensiero e dei sentimenti dell’uomo.

    Al momento i romanzi in gara più seguiti sono i seguenti: Sandro VeronesiIl colibrì, edito da La nave di Teseo. Guido Maria Brera, La fine del tempo, edito da La nave di Teseo. Mimmo Parisi, Nemmeno il tempo di un abbraccio, edito da PlanetEdizioni). Valérie PerrinCambiare l’acqua ai fiori, edito da E/O.

  • FÒREMA, DOPO IL COVID LE AZIENDE ASSUMONO I SOCIOLOGI

    Digital “un-conference” organizzata da Fòrema con il dipartimento di scienze sociologiche dell’Università di Padova. Il prossimo 11 dicembre più di cento studenti incontreranno virtualmente i responsabili hr di alcune tra le aziende più importanti del veneto: Würth Italia, Baxi e Dainese

     

     

    Una “un-Conference” è una “non-conferenza”: i temi da trattare li decide chi ascolta, non il relatore. Una volta deciso un topic d’interesse, sono i partecipanti, attraverso domande e sondaggi interni a definire cosa affrontare durante il workshop. È questo il format scelto da Fòrema, ente di Assindustria Venetocentro dedicato alla formazione diretto da Matteo Sinigaglia, per mettere in relazione un parterre di responsabili di risorse umane di primo piano con più di un centinaio di studenti del dipartimento di scienze sociologiche dell’Università di Padova.

    L’obiettivo dell’incontro è quello di aiutare gli studenti a spendere le proprie capacità nel mondo dell’industria e del business reale, un evento che permetta a laureandi o neo-laureati di confrontarsi con esperti del mondo del lavoro, dove possono trovare spunti, stimoli e soprattutto informazioni che li facilitino nel trovare una nuova occupazione. La digital “un-conference” si terrà il prossimo 11 dicembre (orario: dalle 14 alle 17) in modalità online attraverso la piattaforma digitale Trello.

    Tra i relatori, vanno citati i responsabili delle risorse umane di alcune delle aziende più importanti del Nordest: Manuela Ronghi, employer branding specialist di Würth Italia, Chiara Carlesso, recruiting & training manager di Baxi e Sonia Mason, hr generalist di Dainese.

    “Dopo un momento di lancio in plenaria saranno attivate diverse stanze virtuali in parallelo, gli studenti potranno collegarsi e seguire il contenuto che fa più per loro”, spiega Giada Marafon, responsabile di IlCuborosso (la divisione di Fòrema che si occupa di sviluppo organizzativo) ed alumna di Sociologia. “I workshop riguarderanno simulazione di speed date con hr, “ask me anything”, ossia il poter chiedere quello che vuoi ad un hr, la creazione di un curriculum vitae “onepage” con Canva, Linkedin per la ricerca di lavoro, le soft e digital skills più richieste e il futuro dei luoghi di lavoro”.

    Il ruolo del sociologo, nella società scossa dalla pandemia, sarà sempre più decisivo nel mondo del lavoro. Per tale ragione incontri come questo sono strategici nella scelta della carriera di uno studente. Ne è convinto Claudio Riva, presidente del corso di Scienze sociologiche a Padova. “La nostra è una laurea che punta a trasformare le competenze analitiche e osservative della sociologia in strumenti di progettazione di azioni utili ad affrontare le sfide della complessità contemporanea”, spiega. “Le tecniche di ricerca sociale e la capacità di raccogliere ed elaborare dati sono indispensabili per la gestione dell’innovazione nei mercati, le dinamiche organizzative e la comunicazione, nei settori dell’impresa, del non profit e della cooperazione sociale. Con questa iniziativa vogliamo, da un lato, permettere ai nostri studenti e studentesse di conseguire competenze trasversali utili al confronto con le imprese; dall’altro, dare un riscontro ai mercati del lavoro sulle nostre specificità e competenze”.

     

     

    FÒREMA Nata a Padova nel 1983 in seno all’Associazione degli Industriali con l’obiettivo di formare i propri associati, dal 2012 ha iniziato a concentrarsi nella formazione esperienziale applicata allo sviluppo delle persone e alla lean production. Dopo la separazione da Niuko (la Srl costituita nel 2014 da Confindustria Padova e Confindustria Vicenza), completata nel 2019, e il conferimento della società ad Assindustria Venetocentro, oggi Fòrema si basa sul lavoro di sessanta professionisti, chiamati a proporre e gestire corsi e attività di consulenza con focus su salute, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, ambiente (HSE), sviluppo organizzativo e  metodologia lean nelle smart factory, soft skills e formazione esperienziale, servizi per il lavoro. Fòrema lavora in partenariato con molteplici enti pubblici, in particolare segue progetti per la scuola, gli ITS e l’Università di Padova. Questi sono i numeri che la rendono una delle maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia: tra il 2017 e il 2019 ha mobilitato oltre 16 milioni di euro per la formazione delle imprese tra Fondimpresa, Fondirigenti, FSE e altri fondi. Solo nel 2019 ha formato 23.000 persone, tra occupati (dagli apprendisti ai manager), soggetti in cerca di lavoro o di ricollocamento (neet, giovani under 30, disoccupati e over 50), personale della pubblica amministrazione e delle scuole. Nel mentre, ha erogato 58.400 ore di formazione a 1.548 aziende, oltre a 50.000 ore di e-learning.

     

  • Tornare in forma : Consigli

    Anche chi sta attento alla dieta e fa sport rischia di trovarsi a convivere con qualche chilo di troppo nelle zone critiche, ovvero braccia, pancia e interno coscia, da cui il grasso è più facile da mandare via. Forse non lo sai, ma oggi si può congelare il grasso in eccesso grazie alle tecniche di Criopolisi a Roma, che puoi sperimentare anche nel Centro Estetico MEA.

    La Criopolisi Roma è una tecnica non chirurgica e non invasiva, perfetta per uomini e donne che lottano con i chili in eccesso. Il suo funzionamento si basa sul congelamento delle zone in cui si localizzano grasso e adiposità più ostinate e resistenti ad altri metodi di dimagrimento localizzato. Il congelamento portato dalla criolipolisi avanzata colpisce il grasso sottocutaneo e permette all’organismo di eliminare naturalmente le cellule adipose con il processo dell’apoptosi, senza danneggiare la cute o i tessuti circostanti.

    Criolipolisi Roma: come funziona?

    La Criolipolisi Roma proposta dal Centro Estetico MEA è un trattamento affidabile e clinicamente testato, che permette di ottenere risultati visibili nel lungo periodo, non ha controindicazioni e prevede tempi di ripresa minimi. Molte volte già con una sola seduta si ottengono risultati apprezzabili e le zone su cui la tecnica è più efficace sono addome, fianchi, culotte de cheval, interno coscia, interno ginocchio, braccia e area del sotto mento.

    Una seduta di criolipolisi avanzata è indolore e dura un’ora in cui la persona avverte una sensazione di freddo intenso e un leggero pizzicore nella zona trattata, ma nulla di doloroso e fastidioso. Le cellule senza calore vengono eliminate dall’organismo, che perde in 3-4 settimane il 25% del tessuto grasso con un effetto che dura dai 6 ai 9 anni dopo il trattamento. I risultati?

    Chi si sottopone alla Criolipolisi Roma proposta da Centro Estetico MEA ha benefici innegabili, dato che questa tecnica elimina le cellule adipose e migliora la silhouette e la forma del corpo. Ad oggi, la criolipolisi è un trattamento applicato a 5 milioni di pazienti in tutto il mondo con un tasso di soddisfazione pari al 95%. Per questo, attualmente, la criolipolisi è il trattamento mini-invasivo leader nella categoria del body contouring, data l’elevata sicurezza.

    Rivolgersi al Centro Estetico MEA per un trattamento di criolipolisi è sicuramente la soluzione di body countouring più adatta per ritrovare la migliore silhouette e tornare in forma.

    Perché la Criolipolisi Roma è una tecnica sicura?

    La criolipolisi non solo è una tecnica efficace, ma anche sicura dato che non danneggia i tessuti e si pratica su persone in buono stato di salute. Non è adatta, invece, alle donne in gravidanza, in allattamento e nei soggetti che portano pacemaker o altri congegni.

    Nel giro di qualche settimana i risultati ottenuti con la criolipolisi sono straordinari in termini di riduzione del grasso superfluo, basta dare il tempo al metabolismo di eliminare gli adipociti con il sistema linfatico e renale. Per le adiposità lievi basta una seduta, nei casi più gravi si può ripetere il trattamento a distanza di 45 giorni.

    Infine, il consiglio del nostro centro estetico Roma specializzato in criolipolisi è di seguire un’alimentazione sana e bilanciata per mantenere i risultati nel tempo. Anche se gli adipociti distrutti non si formeranno più, l’aumento di peso causa un aumento di volume delle cellule adipose rimaste.

    Perdere i chili di troppo e ritornare in forma è oggi un sogno alla portata di tutti grazie alla criolipolisi e al Centro Estetico MEA a Roma il cui centro si occupa anche di :

    • Rimozione Tatuaggi Roma
    • Rimozione Macchie Roma
    • Epilazione Laser Roma
    • Trattamenti Ringiovanimento Viso
    • Trattamenti Ringiovanimento Pelle
    • Trattamenti Ringiovanimento Laser

     

     

     

  • “FUOCHI D’ARTIFICIO” è il nuovo singolo del cantautore CIOFFI

    Fuori in radio e nei digital store FUOCHI D’ARTIFICIO il nuovo singolo di CIOFFI. 
    Il cantautore salentino torna con un nuovo brano dopo aver ricevuto, con il singolo di debutto “Anima Fragile” un racconto musicale profondo e intimo, un’ottima accoglienza della critica, 

    Fuochi d’artificio è una dedica d’amore, un messaggio di forza e speranza a tutte quelle persone che parlando con loro stessi combattono con l’incertezza, i dubbi del domani, non si sentono abbastanza e sono perennemente alla ricerca della felicità. 

    Ognuno di noi è speciale a modo proprio, è la chiave per vincere è nascosta dentro di noi – racconta Cioffi. Ognuno vale, ognuno ha dei fuochi d’artificio dentro che non deve avere paura di mostrare. Nel brano associo la forza, la bellezza di una persona con delle immagini nel ritornello, come i fuochi d’artificio a Capodanno e la campanella l’ultimo giorno di scuola. È la bellezza delle piccole cose il segreto della felicità”.

    Andrea Cioffi, in arte CIOFFI, nasce a Galatina (Lecce) il 3 Luglio 1996. Cantautore salentino di 24 anni, si affaccia allo studio della chitarra fin da adolescente. La passione per la musica lo spinge, altresì, a prendere lezioni di canto e ad approcciarsi, da autodidatta, allo studio di uno secondo strumento musicale, il pianoforte. Portatore di uno stile, una combinazione tra pop e cantautorato classico italiano, senza disdegnare qualche sfumatura rap, Cioffi è autore e compositore delle sue canzoni. Notato e apprezzato da alcuni Artisti, Cioffi ha la possibilità di salire sul palco, in qualità di opening act di nomi quali Fabrizio Moro (Parole rumori e anni Tour, Figli di Nessuno Tour); Le Vibrazioni (Cosi Sbagliato Tour); Antonio Maggio e Pierdavide Carone (Diamoci del Tour). A maggio 2020, esce il primo singolo “Anima Fragile”. Attualmente Cioffi sta lavorando alla produzione del suo primo album.

  • Eris, Sentirsi vivo

    Mai arrendersi! In promozione il secondo singolo dell’artista cubano 

    Un brano motivazionale che spinge l’ascoltatore ad inseguire sempre i propri sogni e ad abbandonare ciò che non ci rende felici. Una canzone inspirata da scelte di vita quotidiana che abbiamo timore di affrontare. Il messaggio quindi è forte e chiaro: lasciarsi andare e vivere con gioia quello che la vita stessa ha da offrirci senza mai arrendersi!

    E in questa canzone dal titolo “Sentirsi Vivo”, l’artista italo-cubano ci riesce alla grande. Il messaggio arriva davvero forte e chiaro grazie a una canzone ben costruita, arrangiata, che scorre dall’inizio alla fine senza intoppi e con un testo semplice, ma di grande impatto visivo. Sonorità moderne che racchiudono uno stile con cui Eris si sta davvero facendo notare al grande pubblico.

    È il secondo singolo che l’artista lancia sul mercato discografico e questa volta cantato tutto in italiano. Ci aveva abituato a sonorità latine con il primo singolo “Sigueme” nell’estate scorsa trasmesso dal circuito nazionale delle radio, mentre qui si spoglia delle sue origini, affrontando uno stile diverso, ma riuscendo benissimo nel suo intento. Nel ritornello troviamo un grido di gioia, una melodia festosa che tutti vorrebbero cantare in maniera spensierata. Proprio come Eris, con il suo sorriso contagioso e questa voglia sincera e profonda di ballare e fare musica, senza però mai dimenticarsi dell’importanza della moda del momento, ma senza esserne succube. La sua musica è sinonimo di libertà!

    Il brano “Sentirsi Vivo” è stato prodotto dai musicisti e arrangiatori Manuel Guaglianone e Simone Cerratti della Incisi Records e da Cristian Sorrenti (compositore e chitarrista degli Ummo).

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    www.incisirecords.it/artisti/eris/

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  • Lettera aperta di Antonello De Pierro,il poliziotto giornalista aggredito dal boss Spada e punito paradossalmente dalla Polizia

    Antonello De Pierro

    AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

    ALLA PRESIDENTE DEL SENATO

    AL PRESIDENTE DELLA

    CAMERA DEI DEPUTATI

    AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

    AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

    AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE

    PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUL FENOMENO

    DELLE MAFIE E SULLE ALTRE ASSOCIAZIONI

    CRIMINALI, ANCHE STRANIERE

    AL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA

    AL PROCURATORE DISTRETTUALE ANTIMAFIA ROMA

    AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI ROMA

    AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA

    DI CIVITAVECCHIA

    AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA

    DI VELLETRI

    AL PROCURATORE GENERALE

    DELLA CORTE DEI CONTI

    AL PROCURATORE DELLA CORTE DEI CONTI

    PER IL LAZIO

    AL MINISTRO DELL’INTERNO

    AL CAPO DELLA POLIZIA-

    DIRETTORE GENERALE DELLA

    PUBBLICA SICUREZZA

    AL DIRIGENTE V ZONA POLIZIA DI FRONTIERA –

    LAZIO-SARDEGNA-UMBRIA

    AL DIRIGENTE DELL’UFFICIO

    DI POLIZIA DI FRONTIERA AEREA

    DI FIUMICINO

    AL QUESTORE DI ROMA

    AL DIRETTORE DEL SERVIZIO

    PERSONALE TECNICO-SCIENTIFICO

    E PROFESSIONALE DEL DIPARTIMENTO

    DELLA PUBBLICA SICUREZZA

    AL DIRETTORE DELL’UFFICIO

    ATTIVITA’ CONCORSUALI

    DEL DIPARTIMENTO

    DELLA PUBBLICA SICUREZZA

    AL DIRIGENTE DELL’UFFICIO

    SANITARIO PROVINCIALE DI ROMA

    DELLA POLIZIA DI STATO

    AL DIRIGENTE DEL COMMISSARIATO DI P.S.

    LIDO DI ROMA

    AL PREFETTO DI ROMA

    AL MINISTRO DELLA DIFESA

    AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA DIFESA

    AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL’ESERCITO

    AL CAPO DEL COMANDO LOGISTICO

    DELL’ESERCITO

    AL CAPO DEL COMANDO DI SANITA’

    E VETERINARIA DELL’ESERCITO

    AL RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO

    MILITARE DI MEDICINA LEGALE DI ROMA

    AL PRESIDENTE DELLA C.M.O. POLIZIA DI STATO ROMA

    AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE

    MEDICA INTERFORZE DI 2^ ISTANZA

    AL COMANDANTE GENERALE

    DELL’ARMA DEI CARABINIERI

    AL COMANDANTE INTERREGIONALE

    CARABINIERI “PODGORA”

    AL COMANDANTE LEGIONE CARABINIERI LAZIO

    AL COMANDANTE PROVINCIALE

    CARABINIERI ROMA

    AL COMANDANTE DELLA

    COMPAGNIA CARABINIERI DI VELLETRI

    AL SINDACO DI ROMA CAPITALE

    AL COMANDANTE GENERALE

    DELLA POLIZIA LOCALE

    DI ROMA CAPITALE

    AL SEGRETARIO GENERALE SIULP

    AL SEGRETARIO GENERALE PROVINCIALE

    ROMA SIULP

    AL SEGRETARIO GENERALE SAP

    AL SEGRETARIO GENERALE PROVINCIALE

    ROMA SAP

    AL SEGRETARIO GENERALE

    FEDERAZIONE COISP – MOSAP

    AL SEGRETARIO GENERALE PROVINCIALE

    ROMA FEDERAZIONE COISP-MOSAP

    AL SEGRETARIO GENERALE SIAP

    AL SEGRETARIO GENERALE PROVINCIALE

    ROMA SIAP

    AL SEGRETARIO GENERALE

    FSP POLIZIA DI STATO

    AL SEGRETATIO GENERALE PROVINCIALE

    ROMA FSP POLIZIA DI STATO

    AL SEGRETARIO GENERALE SILP CGIL

    AL SEGRETARIO GENERALE

    PROVINCIALE ROMA SILP CGIL

    AL SEGRETARIO NAZIONALE ANFP

    A TUTTI GLI ORGANI DI STAMPA

    Al fine di garantire la massima diffusione si inoltrerà altresì, prossimamente, per conoscenza:

    A TUTTI GLI UFFICI GIUDIZIARI

    A TUTTI GLI UFFICI DEL MINISTERO DELL’INTERNO E DELLA POLIZIA DI STATO

    A TUTTI GLI UFFICI DELL’ARMA DEI CARABINIERI

    A TUTTI GLI UFFICI DI ROMA CAPITALE

    Con espressa riserva di aggiungere al suddetto elenco, qualora lo ritenessi opportuno, ogni altro riferimento, istituzionale e non.

    Vi prego di prendervi qualche minuto di tempo e di leggere attentamente il messaggio di seguito formulato, che ho già rivolto a chiunque facesse parte della mia rete socio-amicale e ora porto all’attenzione del parenchima sociale sano tra i corpi collettivi della nostra amata Italia. Mi scuso per la lunghezza, ma mi è parso necessario dovere esternare con dovizia di particolari quanto leggerete. Vi ringrazio di cuore per la pazienza.

    “Cari amici, la maggior parte di voi mi conosce in virtù della mia attività giornalistica e politica, che ho sempre cercato di esercitare al meglio, costantemente a tutela e al servizio delle cellule più deboli del nostro tessuto sociale, fedele a quei parametri valoriali che hanno scandito il mio percorso esistenziale, nutrendolo quotidianamente al banco di alcuni riferimenti concettuali che ho eletto a principi inderogabili e imprescindibili. Sto parlando della legalità e della giustizia, intimamente collegati all’etica, modelli comportamentali che ho scelto come granitica piattaforma su cui edificare l’impalcatura del mio modus vivendi. Chi di voi mi conosce meglio sa di cosa parlo ed è consapevole dell’autenticità di quanto affermo, alla luce delle tante battaglie sostenute a difesa dei diritti dei corpi collettivi, in particolar modo di quei soggetti socialmente più fragili, calpestati e mortificati spesso dal potere di pochi eletti, i quali non hanno remore a marciare, con i cingoli dell’arroganza e della prepotenza, sopra la loro dignità, schiacciandola e riducendola a puro sussurro. Quanti tra voi hanno seguito il mio percorso giornalistico sanno che non ho mai accettato passivamente simili circostanze e mi sono sempre attivato per combatterle, incassando spesso l’ incommensurabile soddisfazione, umana prima che professionale, di aver restituito il sorriso a chi, con disarmante e frustrante rassegnazione, credeva di averlo perso per sempre. E coloro i quali avevano agitato, con ributtante alterigia, lo scettro di un’abietta ostentazione autoritaria, sono stati costretti a piegarsi, eccome se l’hanno fatto, e a scusarsi pubblicamente, di fronte al doveroso riconoscimento di diritti sacrosanti, a cui non hanno potuto più sottrarsi, che fino ad allora avevano clamorosamente negato. Un intimo e profondo appagamento morale, che mi ha ogni volta ripagato dell’enorme impegno profuso per ottenere i risultati agognati e mi ha fatto amare sempre di più l’attività giornalistica, che ho cercato di espletare con la massima professionalità possibile, prima da collaboratore di varie testate e poi con responsabilità direttive e gestionali, in particolare da direttore di Radio Roma, al cui timone ho avuto la fortuna, bruciando le tappe, di approdare quasi subito (un anno dopo l’iscrizione all’ordine), da direttore del portale di informazione Italymedia.it, fondato da me e dal mio storico amico, socio e collaboratore Dario Domenici, e da capo ufficio stampa presso il partito politico Italia dei Valori. Ogni volta, anche presso le altre testate che mi hanno visto alla loro direzione, ho cercato di permeare le coscienze di coloro i quali lavoravano con me (nel tempo si sono succeduti in tanti,circa 400) con quegli standard valoriali, che custodivo ben incisi nel mio patrimonio dnatico, ancorandoli prima di tutto a una rigorosa dimensione deontologica, nel cui solco poter sviluppare ogni attività assolta sui percorsi ardui e impervi del mestiere. Oggi posso osservare con orgoglio alcuni di loro viaggiare a vele spiegate sui viali di un brillante successo carrieristico, con impeccabile serietà professionale, in cui riesco a scorgere, compiaciuto, tante venature di quell’impostazione etica da me fermamente pretesa.

    La stessa piattaforma valoriale su cui ho eretto le fondamenta della mia esistenza l’ho mantenuta intatta e trasferita anche nell’attività politica, quando, forte dell’esperienza maturata in ambito comunicativo con l’Italia dei Valori, ho deciso di fondare il movimento politico Italia dei Diritti. Un’esperienza fantastica che mi ha permesso di penetrare nel tessuto amministrativo di varie realtà territoriali, insieme a tanti di coloro i quali hanno sposato il mio progetto legalitario, e di dare compiutezza ai propositi di combattere consolidate sacche clientelari, tanto dure da debellare, e il mancato rispetto delle regole imposte e disciplinate dalle prescrizioni ordinamentali, garantendo così l’interesse supremo dei corpi collettivi. Un amministratore pubblico, destinatario di un’attribuzione mandataria da parte del corpo elettorale, per mezzo della sua espressione consensuale, è investito di un’enorme responsabilità e di un grande onore, quello di servire fedelmente le istituzioni. E io, queste peculiari tipizzazioni, funzionali al munus rivestito, le ho compiutamente acquisite sotto il profilo ontologico-soggettivo e condotte a una piena concretizzazione nell’espletamento dell’attività amministrativa, mosso dal comando imperioso da esse promanante.

    Ma prima di approdare, con passionale ed entusiastico coinvolgimento, all’esercizio dell’impegno partecipativo di natura politica, avevo già da tempo vissuto l’orgoglio di essere al servizio dell’apparato istituzionale e pertanto dei cittadini. Infatti pochi tra voi sanno che per 27 anni ho avuto l’onore di essere professionalmente integrato nei ruoli della Polizia di Stato. Una scelta dettata dalla già menzionata grande devozione al rispetto della legalità e della giustizia. Quando superai il concorso per accedere alle file dei servitori dello Stato in divisa, non esitai un attimo a lasciare gli studi di Medicina e Chirurgia, per inseguire quel sogno di potermi mettere al servizio della gente, per contribuire alla sicurezza della comunità e lottare contro il crimine, a presidio dell’osservanza delle norme dell’ordinamento giuridico. Un approdo lavorativo mosso principalmente da un’elaborazione decisionale di matrice passionale e non solo da un’esigenza occupazionale. Al solo parlarne provo ancora oggi i medesimi brividi, generati dall’entusiasmo esasperato della matricola, degli albori della meravigliosa esperienza che ha accompagnato buona parte del divenire fenomenico nel mio cammino biologico. Un impulso prodotto dall’idea inossidabile e robusta, da sempre nutrita, di considerare la garanzia della giustizia come etica di una nazione. I progetti elaborati e proiettati sulle pareti del mio futuro professionale parlavano di un accesso alla carriera di funzionario. Infatti, il primo punto fissato nel tracciamento intenzionale, prevedeva l’iscrizione al corso di studi di giurisprudenza e il conseguimento del relativo titolo accademico. Una pianificazione poi provvisoriamente accantonata e solo rimandata in quanto mi si presentò l’occasione di intraprendere, parallelamente all’attività istituzionale, la carriera giornalistica, che tante soddisfazioni mi ha regalato e continua ancora a darmi. Alcuni incarichi apicali nel campo dell’informazione, che si sono succeduti negli anni, e il relativo impegno non trascurabile, mi indussero per lungo tempo a procrastinare l’approdo alla formalizzazione universitaria degli studi giuridici, che comunque avevo intrapreso a titolo privato.

    Nel 2005 iniziò, come molti di voi sanno, una vicenda kafkiana per me e la mia famiglia. Credendo di vivere in uno stato di diritto pensavamo che, attivando gli organi preposti alla vigilanza e alla repressione di atti illeciti, ci sarebbe stata una risposta istituzionale secondo le statuizioni del tessuto normativo. Non avevamo fatto i conti con un sistema inquinato che si autoalimenta con reciproche complicità, calpestando ogni logica giuridica in nome del tornaconto personale. E quando il diritto si infrange contro le più elementari ragioni di giustizia ci sono profonde distorsioni nei meccanismi istituzionali.

    Dopo varie denunce presentate da me e da mia madre, dirigente statale in pensione, nei confronti di alcune persone in rapporti con il noto clan Spada di Ostia, per abusi edilizi e altri presunti reati, nonché contro alcuni esponenti istituzionali che avevano omesso di censurarne la condotta, i denunciati, Alfonso De Prosperis, noto imprenditore della lavorazione del ferro presso l’idroscalo di Ostia, e sua moglie (legalmente separata) Angela Falqui, accompagnarono sotto casa nostra, con la loro autovettura, il noto boss Armando Spada, esponente di spicco dell’omonima organizzazione criminale di Ostia, che minacciò di morte e aggredì con un bastone me e mio fratello, affinché desistessimo dal continuare a denunciare i reati di coloro i quali definì “miei amici”.

    Il personale sanitario dell’ospedale “Grassi” di Ostia riscontrò le lesioni provocate a me e mio fratello dall’aggressione mafiosa. I componenti della volante della Polizia di Stato intervenuta in loco si rifiutarono di sequestrare il bastone con cui lo Spada ci aveva colpito. Nonostante le mie rilevanti insistenze non vollero nemmeno procedere a perquisizione personale. Infatti mi ero insospettito in quanto il boss aveva portato la mano alla tasca come per estrarre un coltello, ma poi aveva desistito dopo che mi ero qualificato come appartenente alla Polizia di Stato. Il mio sospetto era alquanto fondato. Lo stesso Spada alcuni mesi dopo fu arrestato per aver tagliato la gola a un uomo con un coltello.

    Il procedimento attivato dalla denuncia presentata da noi, per quella che era stata apoditticamente un’aggressione mafiosa, fu ascritto alla competenza del Giudice di Pace, a seguito di un’informativa di P.G., redatta presso il Commissariato di Ostia, che ci sembrò non proprio idonea a tratteggiare fedelmente la dinamica di un episodio di minacce e aggressione da parte di un boss mafioso, ma soprattutto perché l’oggetto del reato (bastone) non fu posto sotto sequestro. Ma peggio accadde presso la caserma dei Carabinieri di Casal Palocco, a seguito di una denuncia che i signori De Prosperis/Falqui redassero contro di noi, probabilmente per attenuare la presenza ingombrante dello Spada, con una versione dei fatti che agli occhi, anche distratti, di chiunque abbia un pizzico di buonsenso e obiettività non può che risultare sprezzante del ridicolo. Quello che era diventato “il sig. Spada” fu fatto nascondere nell’autovettura per evitare un suo coinvolgimento nell’aggressione che io e mio fratello avevamo posto in essere contro coloro i quali avevano accompagnato il boss mafioso di Ostia, che si era spaventato di fronte a noi. Per ciò che riguarda il bastone servito per colpire mio fratello era cambiato il suo utilizzo nella circostanza. In base alla loro versione dei fatti era servito allo Spada per difendersi da un “pericoloso animale” che io gli avevo aizzato contro, con riferimento al nostro cane, che era uscito dall’abitazione saltellando come qualsiasi cucciolo di 6 mesi di vita (era questa la sua età anagrafica all’epoca). Sulla conseguente informativa di P.G., redatta presso la suddetta caserma di Casal Palocco, a firma del maresciallo Giuseppe Liguori, venne indicato il boss Armando Spada come teste, ma non vennero riportati i suoi dati anagrafici (luogo e data di nascita), né fu scritto nulla sulla sua nota caratura criminale. Comunque, il procedimento penale che vedeva indagati me e mio fratello, con l’unica “colpa” di aver subito un’aggressione mafiosa, non fece registrare alcuna istruttoria dibattimentale e fu inghiottito dalle sabbie mobili della prescrizione.

    Ebbene, in base a questa circostanza, il dott. Tiziano Vetro, allora direttore della V Zona della Polizia di Frontiera di Fiumicino e titolare della potestà disciplinare circa le mie condotte in afferenza al mio profilo professionale, considerò affidabili le deliranti e assurde affermazioni dei signori De Prosperis e Falqui, che avevano accompagnato il boss Spada per porre in essere l’intimidazione mafiosa, e ritenne che il mio comportamento da poliziotto, vittima della sopracitata aggressione, tengo a ripetere di matrice mafiosa, fosse meritevole di una sanzione disciplinare severa e avviò un procedimento affinché fossi sottoposto al giudizio del Consiglio Provinciale di Disciplina. L’ipotesi irrogativa fu individuata nella punizione estrema della destituzione. In pratica io, da sempre impegnatissimo per garantire e difendere il rispetto della legalità e della giustizia, da poliziotto in primis, ma anche nell’esercizio delle attività giornalistica e politica (e in ragione del corposo supporto documentale e probatorio formatosi negli anni sfido chiunque a smentire tale asserzione), non meritavo di continuare a far parte dei ruoli della Polizia di Stato. In sede di processo disciplinare l’ipotesi iniziale fu derubricata e mi fu comminata la pena della deplorazione, ugualmente inaccettabile per chi non solo non ha commesso nulla, ma è stato vittima di un’azione malavitosa da parte di un boss mafioso. La notifica del procedimento disciplinare avviato dal dott. Vetro ha cagionato ingenti danni alla mia persona, specie di natura clinica (a parte il prevedibile e fisiologico stress emotivo fui costretto solo pochi mesi dopo a un approccio farmacologico, pressoché definitivo, per la cura dell’ipertensione arteriosa sistemica, manifestatasi proprio in quel frangente e che proprio ultimamente mi ha procurato una retinopatia ipertensiva), ma anche carrieristici e patrimoniali di non poco conto. E non solo a me, ma a tutta la collettività.

    Nell’immediatezza del fatto fui colto da reattività ansiosa situazionale, direi fisiologica di fronte a un simile provvedimento, peraltro con la triste e dolorosa consapevolezza di essere stato la vittima dell’episodio contestato. Poche ore dopo fui convocato dall’allora dirigente dell’Ufficio di Polizia di Frontiera Aerea, la dottoressa Rosa Tabarro, l’unica, tra il personale apicale e subapicale, a esprimere parole di conforto e di vicinanza a un dipendente già duramente provato da tutta la vicenda, peraltro già nota presso quegli uffici, e dalle tante collusioni istituzionali annesse, che ora stava assaporando anche il sapore amaro della beffa come destinatario di una paradossale contestazione disciplinare di grado estremo. Ma a parte l’umana comprensione, la dottoressa Tabarro non considerò nemmeno l’ipotesi di una revoca in autotutela di fronte a un provvedimento tanto assurdo.

    Mi chiese di consegnare spontaneamente l’arma d’ordinanza. Poi fui inviato da parte del medico della Polizia di Stato presso la Commissione Medica Ospedaliera di Roma Cecchignola per essere sottoposto a visita collegiale, al fine di verificare la mia idoneità al servizio, con la formulazione diagnostica di “ansia reattiva situazionale e ipertensione arteriosa” (infatti i valori pressori, a seguito dell’episodio notificatorio dell’avvio procedimentale, si erano alzati di molto). In pratica io, vittima, sotto casa mia, di un atto criminoso da parte del boss Spada, recatosi appositamente lì al fine di compierlo, venivo strappato al mio lavoro, che stavo svolgendo con grande passione e abnegazione, per essere sottoposto all’umiliante iter delle visite mediche accertanti la mia idoneità al servizio, e venivo lasciato in malattia per oltre un anno, a spese dei contribuenti, solo perché il dott. Vetro aveva creduto alle affermazioni degli amici del boss in questione, che l’avevano accompagnato in auto per fargli compiere l’azione delittuosa.

    Al termine dei vari accertamenti, terminato anche l’iter disciplinare con la già accennata deplorazione (pertanto anche altri appartenenti di vertice della Polizia di Stato avevano creduto alla versione degli amici di un boss mafioso, ritenendomi colpevole, ma non tanto da essere destituito), rientrai in servizio, ma con una prospettiva di carriera bloccata. Infatti il mio rapporto informativo, già penalizzato dagli effetti di una gravissima situazione di mobbing subita in passato (in un altro reparto capitolino tra il 2001 e il 2005) ed esauritasi nella sua messa in pratica soltanto a seguito di un esposto presentato presso la Procura della Repubblica, a causa della deplorazione comminatami, subì una variazione peggiorativa e si attestò sotto il giudizio di buono, circostanza che tradotta in termini carrieristici dispiegava effetti consistenti nel naufragio di ogni possibilità di avanzamento professionale ed economico per molti anni. Tale situazione fu aggravata dall’esclusione dal concorso da vice ispettore proprio a causa della sanzione ascrittami. Dopo le notifiche di questi ultimi provvedimenti, che andavano ad aggiungersi, essendone tra l’altro la conseguenza diretta, a quanto già avvenuto a livello procedimentale, fui inviato nuovamente presso la Cmo, a causa di una nuova manifestazione ansiosa reattiva e sfido chiunque a non esserne vittima a seguito di un tale accanimento da parte della Polizia di Stato, che invece di starmi accanto in quanto vittima di mafia, aveva immotivatamente infierito su di me proprio credendo a quanto affermato da chi di quella stessa mafia era sodale. Dopo un lungo periodo trascorso in malattia, non richiesto, a carico dei contribuenti (giova ricordare, sempre riconducibile al procedimento avviato dal dott. Tiziano Vetro, che aveva dato per buone le dichiarazioni di chi era vicino alla mafia), questa volta, al termine di un ulteriore cospicuo lasso temporale passato in convalescenza, sempre a carico dei contribuenti, di un poliziotto strappato alla sua attività istituzionale da un provvedimento che, secondo i canoni della logica, non avrebbe mai dovuto esistere, sono stato giudicato non idoneo in maniera assoluta al servizio di polizia.

    A mio avviso e di quanti ne hanno avuto cognizione e mi conoscono, il provvedimento della Cmo, non corrisponde al mio reale stato clinico, ma mi giunge con un sapore alquanto epurativo. Infatti, non solo non ho mai avuto alcuna necessità di sottoporsi ad alcun tipo di approccio curativo e pertanto di fare ricorso ad uno specialista, ma la mia intensa attività politica (sono titolare di ben 3 cariche elettive), sociale e giornalistica, cresciuta enormemente da quanto sono assente dal servizio (non per mia scelta e pertanto, in perfette condizioni di salute, non ho ritenuto opportuno fermarmi), a mio avviso, e non solo, appare assolutamente in insanabile conflitto col giudizio diagnostico e prognostico formulato dalla Cmo (mi si indica addirittura come soggetto con rapporti sociali ridotti, circostanza agevolmente confutabile anche da un’infinita e pubblica piattaforma probatoria edificatasi in tanti anni di intense e ovvie relazioni sociali, che ha suscitato l’ilarità di chiunque ne sia venuto a conoscenza),che mi condannerebbe alla quiescenza a poco più di 50 anni, con una pensione pagata da chi è costretto a lavorare fino a 67 anni e oltre. Peggio ancora sarebbe se tale stato morboso fosse reale, in quanto direttamente dipendente da quell’iter procedimentale avviato dal dott. Vetro, il quale ha creduto alla versione di persone in stretti rapporti con un’organizzazione mafiosa, anche se di fatto, qualunque sia la verità clinica, in ogni caso l’esito medico-legale statuito dalla Cmo è una diretta conseguenza di quanto deciso dallo stesso dott. Vetro, che ha strappato ai servizi d’istituto un poliziotto.

    Inevitabilmente mi sono visto costretto a proporre ricorso di gravame alla Commissione Medica di II Istanza, al fine di vedere accogliere le mie doglianze circa la valutazione del mio reale stato clinico e affinché si esprima in riforma di quanto precedentemente decretato dal precedente consesso medico-legale. L’ho fatto anche perché non sarebbe eticamente giusto dover gravare sulla collettività, costretta a corrispondermi un trattamento pensionistico in assenza di una patologia che giustifichi tale approdo decisionale, deciso a dimostrare in ogni sede che la formulazione diagnostica partorita dai medici della Cecchignola non è conforme al reale quadro clinico a me riconducibile.

    E’ questo il grande detrimento arrecato ai contribuenti come conseguenza dell’avvio del noto procedimento da parte del dottor Vetro, che di fatto ha privato il tessuto sociale di un’unità lavorativa nel pieno della sua potenzialità energetica e della sua capacità produttiva.

    Lo Stato ha investito dei fondi per formare un poliziotto, che aveva scelto questo lavoro con grande passione, in servizio e fuori dal servizio, come si evince palesemente dalla grande quantità di atti prodotti anche fuori dall’orario di lavoro, con vari interventi che hanno contribuito a rendere più sicuri i cittadini, arrestando rapinatori, sventando furti, etc., non tirandosi mai indietro di fronte a quanto gli veniva imposto dal suo ruolo istituzionale. E ora, esclusivamente a causa di un procedimento avviato dal dott. Vetro, solo perché quest’ultimo ha ritenuto più attendibili le parole di gente vicina alla mafia, da circa 4 anni il suo apporto sociale in qualità di poliziotto, da sempre acerrimo propugnatore dei valori di legalità, giustizia ed etica (qualcuno ha avuto anche l’ardire di affermare che inseguire la verità in nome di questi valori non è compatibile col servizio di polizia), è venuto meno e probabilmente lo resterà per sempre. Ho chiesto a gran voce che quel provvedimento così paradossale venisse revocato in autotutela (lo ha fatto anche mia madre rivolgendosi direttamente alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e al Capo della Polizia Franco Gabrielli), ma finora alcuna risposta è pervenuta in merito.

    Se qualcuno si illude che tutto ciò possa finire come se nulla fosse accaduto e su questa vicenda possa calare il velo dell’oblìo sbaglia di grosso.

    Da oggi, per me e per il movimento politico Italia dei Diritti, che presiedo, inizia una tetragona battaglia senza precedenti, condotta a oltranza, affinché sui fatti in argomento possano accendersi perpetuamente i riflettori e vengano esposti al giudizio della pubblica opinione. E credo che sarà davvero arduo imbattersi in qualcuno, nel tessuto sociale sano della nostra nazione, che possa esprimersi a favore di un procedimento disciplinare, avviato dalla Polizia di Stato, nei confronti di un poliziotto, in riferimento a un episodio in cui è stato vittima di un’aggressione con minacce di morte da parte di un boss mafioso. L’unica cosa certa è che non mi rassegnerò e non mi fermerò di fronte a questa vergogna, che ha calpestato la mia dignità, riducendola a puro sussurro.

    Si parla tanto di suicidi nelle forze dell’ordine e mi piacerebbe indagare le vicende professionali e disciplinari delle vittime. La nostra battaglia sarà anche a favore di tutti gli uomini in divisa affinché fatti del genere non si ripetano mai più. Promuoveremo ogni iniziativa che riterremo idonea a suscitare l’indignazione anche dell’ultimo cittadino. Organizzeremo manifestazioni di protesta presso ogni sede istituzionale, partendo da quelle della Polizia di Stato e del Ministero dell’Interno, per continuare con tutte quelle che riterremo opportune, comprese le redazioni di organi di stampa e televisione. Avremo a disposizione costantemente il nostro ufficio stampa per tutti i lanci mediatici dell’accaduto, con comunicati e video su tutte le piattaforme disponibili. Io e la mia famiglia siamo stati finora coinvolti in una vicenda kafkiana e ci siamo trovati a fronteggiare personaggi legati al clan Spada di Ostia e tutte le cellule deviate e colluse delle istituzioni che li hanno favoriti, ma mai avremmo pensato che io avrei dovuto difendermi anche dalla mia tanto amata Polizia di Stato, che invece di tutelarmi (e i fatti erano già noti in atti che il mio reparto già custodiva) mi ha avviato un procedimento disciplinare e mi ha inflitto una sanzione che mi ha notevolmente indebolito nella mia battaglia contro gli amici degli Spada, che di fatto, e questa è la triste realtà, sono stati indirettamente favoriti nella circostanza e hanno condizionato il mio divenire carrieristico.

    A chi finora è rimasto indifferente verrà chiesta la propria opinione ufficialmente e pubblicamente tramite i canali mediatici. Perché di fronte a una circostanza del genere le risposte possono essere solo 2. O si è d’accordo con un procedimento per destituzione a carico di un poliziotto, in riferimento a un episodio in cui questi è stato vittima di un boss mafioso, oppure non lo si è. Delle due l’una. Il silenzio non può essere ammesso.

    E lo chiederemo in primis al dott. Tiziano Vetro, il quale prima di approdare alla meritata quiescenza e godersi la sua pensione, ha assunto una decisione incomprensibile e inaccettabile che mi ha rovinato professionalmente e mi ha condannato, almeno per ora, alla pensione a poco più di 50 anni, ma mi ha penalizzato notevolmente anche sotto il profilo esistenziale. Da lui vorremmo sapere anche come sia stato possibile tutto questo. Perché qualcuno, alla luce della assurdità della vicenda in esame, potrebbe porsi un quesito: “Ma la polizia è con la mafia o con i poliziotti?”. Io che ho fatto parte (e ancora sono legato con un sottile filo) della Polizia di Stato so per certo che la polizia è contro la mafia. E’ per questo che è ancora più importante un intervento chiarificatore in merito.

    Come faremo con la ministra dell’Interno Lamorgese e col capo della Polizia Gabrielli, che ha lavorato a stretto contatto con il dott. Vetro quando era a capo della Protezione Civile. Qualcuno dovrà pur spiegarcelo come sia potuto accadere. E al prefetto Gabrielli chiederemo anche di revocare in autotutela tutta la vicenda disciplinare, quantomeno per limitare gli ingenti danni provocati.

    Ma chiederemo un’opinione sulla vicenda (e in questo caso anche come sia stato possibile giungere a un processo disciplinare e alla comminazione di una sanzione) altresì a tutti i dirigenti e funzionari coinvolti nel procedimento, che hanno continuato tranquillamente la loro carriera mentre la mia, quella di un poliziotto vittima di mafia, è stata annientata. A iniziare dalla dottoressa Eva Claudia Cosentino, funzionario istruttore nel procedimento, la quale, pur essendo stata resa ben edotta in afferenza ai fatti ed essendo statale fornita una cospicua documentazione in merito, ha insistito per la destituzione. Lo chiederemo all’allora questore di Roma Nicolò D’Angelo, il quale aveva conferito l’incarico istruttorio alla dottoressa Cosentino, e al dott. Giovanni Battista Scali, il quale ha presieduto il consiglio di disciplina, che ha irrogato la sanzione della deplorazione, derubricando sì la punizione estrema della destituzione, ma riconoscendo ugualmente meritevole di censura me, aggredito e minacciato di morte dal boss Armando Spada, e agli altri componenti del sopracitato consesso giudicante che si sono espressi favorevolmente per la sanzione.

    Ma chiederemo il suo punto di vista, inerente all’evento procedimentale e alla censura concretizzatasi, anche all’attuale dirigente della Polaria di Fiumicino, mio reparto di appartenenza, il dott. Giovanni Casavola, estraneo alla vicenda disciplinare, ma che, messo più volte a conoscenza dei fatti non ha speso al mio indirizzo nemmeno una parola di conforto. Mi sarebbe bastata quella. Come colui il quale è stato a capo della V Zona di Fiumicino fino a pochissimo tempo fa, il dott. Bruno Megale, anch’egli inequivocabilmente a conoscenza dei fatti, ma a quanto pare ha preferito ignorare. Va detto che il dott. Megale, ha raccolto il testimone del dott. Vetro solo pochi mesi dopo (marzo 2017) che quest’ultimo aveva avviato il procedimento in parola (notificato il 7 dicembre 2016) a mio carico ed era in carica a Fiumicino anche all’esito della pronuncia decisionale del consiglio di disciplina (luglio 2017). Ora è stato nominato questore di Reggio Calabria, ironia della sorte proprio la provincia in cui mio cugino, carabiniere, perse la vita in servizio, in un attentato mafioso nel 1994, e la Scuola Allievi Carabinieri reggina è a lui intitolata.

    Fortunatamente io, che ho da sempre amato fortemente la Polizia di Frontiera di Fiumicino e ho svolto con impegno anche il ruolo di dirigente sindacale per la Uil Polizia, ho incassato, in compenso, la solidarietà di tantissimi colleghi, scandalizzati e increduli di fronte all’assurda vicenda. In particolare tengo a sottolineare l’espressione, da parte mia, di un sentimento di grande gratificazione per la vicinanza dimostratami dal mio diretto superiore, il dott. Giuseppe Manzo, con cui ho lavorato per molti anni con ampia motivazione professionale, in un rapporto di reciproca stima.

    Ma comunque ogni prefetto, come ogni questore, dirigente o funzionario della Polizia di Stato, ma anche ogni ufficiale, dirigente o funzionario degli altri corpi di polizia e delle Forze Armate verrà invitato pubblicamente a esprimersi in merito. Come anche i medici della Cmo che hanno giudicato, con disarmante freddezza e distacco rispetto a una vittima di mafia, il mio stato clinico fino a definirmi non idoneo al servizio di polizia, visto che alla mia domanda specifica de visu non si sono degnati di rispondere. E naturalmente tutti i dirigenti nazionali e provinciali dei sindacati della Polizia di Stato, finora rimasti silenti di fronte a un avvenimento di eccezionale gravità.

    Da pochi giorni a comandare la V Zona di Fiumicino è arrivato il dott. Giovanni Busacca, a cui chiederò espressamente un incontro e di attivarsi per addivenire, per le motivazioni abbondantemente esposte in narrativa, a una revoca in autotutela del provvedimento adottato nei miei confronti, che mi restituirebbe la dignità di poliziotto e se unito a un favorevole verdetto medico-legale da parte della Commissione Medica di II Istanza sanerebbe una grottesca vicenda che ormai si trascina da lungo tempo. E se quest’ultima evenienza non si concretizzasse vorrà dire che io, pensionato baby sulle spalle dei cittadini (è questo il messaggio che dovrà principalmente passare all’opinione pubblica) a seguito delle conseguenze di un procedimento travalicante i confini del paradosso, in cui la Polizia di Stato ha perseguito un dipendente con la sola colpa di essere stato vittima di un boss mafioso, inizierò a svolgere la professione giornalistica in via esclusiva, eventualmente anche senza retribuzione (mi occuperò molto anche di questioni inerenti alla Polizia di Stato), e soprattutto continuerò, da presidente del movimento Italia dei Diritti, a lottare, insieme ai tanti dirigenti, eletti e attivisti, per salvaguardare la tutela dei diritti dei cittadini, e a onorare i 3 mandati politici di natura elettiva, come già, perfettamente in ottima salute (a parte i già citati problemi ipertensivi, manifestatisi subito dopo l’avvio del procedimento in questione), sto facendo, arrivando a lavorare fino a 20 ore al giorno per la mia carriera politica (che sembrerebbe in ascesa), un impegno e una profusione di energie un po’ insoliti per chi è stato giudicato affetto da patologia di tipo ansioso così invalidante, con buona pace di chi, inverosimilmente, ha formulato, con riferimento alla mia persona, la grottesca definizione di un soggetto con rapporti sociali ridotti.

    Ma verrà chiesto di esprimersi nel merito e contestualmente tributare un messaggio di solidarietà (naturalmente in via ufficiale tramite canali mediatici) a ogni personaggio istituzionale che riterremo utile alla causa, e senz’altro al presidente della Repubblica, del Senato, della Camera dei Deputati, del Consiglio dei Ministri, a tutti i deputati e senatori, a tutti i presidenti di Regione e agli altri esponenti regionali e a tutti i sindaci e amministratori locali. Chiederemo alle assemblee consiliari di tutti i comuni italiani, dando ampia diffusione a mezzo comunicato stampa, di votare una mozione di solidarietà sull’accaduto, che vede un poliziotto punito dopo essere stato aggredito da un boss mafioso. Saranno avviate petizioni sul web. Ma soprattutto chiederemo di esprimere pubblicamente la propria solidarietà nei miei confronti a tutti i miei numerosi amici personaggi pubblici con cui ho avuto rapporti di lavoro nei tanti anni di attività giornalistica, specie nel decennio trascorso come direttore di Radio Roma. E a coloro i quali non rientrano nella mia rete amicale l’invito sarà rivolto mediaticamente. Ma il nostro ufficio stampa sarà a disposizione di chiunque, anche meno noto (attori, attrici, soubrette, cantanti, etc. – o aspiranti tali), crederà di voler lanciare un messaggio di solidarietà in difesa della mia dignità e del mio onore. La possibilità sarà aperta anche a imprenditori che vorranno farlo a nome della loro azienda. Anzi, specie dopo la crisi causata dall’emergenza Covid 19, verrà offerta un’esposizione pubblicitaria gratuita su tutti i canali mediatici da noi direttamente controllati. E comunque, chiunque vorrà registrare un video solidale potrà farlo e questo sarà pubblicato sui canali che attiveremo.

    Tutto ciò affinché su questo caso, rimasto ormai fin troppo nell’ombra, anche per mia scelta, in quanto non ho mai voluto che fosse reso noto per tutelare l’immagine di quella Polizia di Stato, che finora poco si è preoccupata dell’intima sofferenza che mi è stata cagionata, non venga mai scritta la parola fine.

    Perché su una vicenda come questa è per me un dovere civile e morale tenere alta l’attenzione preso l’opinione pubblica.

    Grazie a tutti voi per l’attenzione. Vi abbraccio”.

    Antonello De Pierro

  • CUSUMANO COLLECTION: OGNI GIORNO È UN GIORNO DA CELEBRARE 12 vini raccontano 5 territori per 365 giorni

    Cusumano, l’azienda vitivinicola siciliana dei fratelli Alberto e Diego Cusumano, ha creato un percorso on line dedicato a chi desidera essere accompagnato nell’esperienza di degustazione e di scoperta dei vini di qualità siciliani. La selezione di 12 vini provenienti da 5 diversi territori è suddivisa in Premium Collection e Private Collection.

    “Abbiamo immaginato un luogo virtuale – racconta Diego Cusumanoche ci assomiglia, che parla la nostra lingua. Mi piace definirlo ‘un nuovo territorio’, curato ed elegante, caldo e coinvolgente, che propone un’esperienza di qualità a chi entra in contatto con noi, magari per la prima volta”.

    La Premium Collection presenta i vini icona delle singole tenute, come Shamaris di Tenuta Monte Pietroso – “scia del mare”, un vino che propone all’olfatto i fiori e i frutti della terra che ne ha maturato le uve – e Angimbé di Tenuta Ficuzza – allevato a 700 metri sul livello del mare, nella tenuta all’interno di una riserva naturale di centinaia di essenze, nel territorio di Piana degli Albanesi. Questa collezione propone anche soluzioni tematiche come la selezione d’estate, che comprende Shamaris, il rosato Ramusa e Angimbé; la selezione dei rossi con Disueri – il Nero d’Avola intenso e vibrante che nasce dai terreni bianchi di Tenuta San Giacomo a Butera – e Benuara – un’espressione dello stesso vitigno coltivato tra le colline di Monreale a Presti e Pegni, dove il sole splende dall’alba al tramonto, che associato al Syrah genera questo blend dalle note speziate; o, ancora, una collezione di vitigni autoctoni – Shamaris e Disueri.

    Nella Private Collection sono raccolte le selezioni di annate esclusive in confezioni speciali, ideali per costruire una cantina di casa, per celebrare date importanti o come regalo riservato a persone altrettanto uniche.

    Qui sfila il 700 Brut metodo classico, un vino che, come dice il nome, nasce a 700 metri sul livello del mare: “Se il territorio di Ficuzza avesse un volto – precisa Alberto Cusumanocredo che 700 slm potrebbe rappresentarlo pienamente. L’aria di Ficuzza ci ha ispirati. Così, una mattina di settembre, è nato 700. Un vino voluto, combattuto e ora fortemente amato”. Ed anche il Moscato dello Zucco, ‘oro liquido’: un moscato nato nell’Ottocento quando Henri d’Orléans, duca d’Aumale, lo produceva in Contrada Zucco tra Partinico e Terrasini, famoso in tutta Europa e poi quasi scomparso. Cusumano gli ha ridato vita nel vigneto di Tenuta San Carlo dopo avere recuperato alcuni cloni di questo Moscato Bianco. I grappoli selezionati vengono fatti appassire in cassette forate da tre chilogrammi finché non perdono il 50% del loro peso. Dopo l’appassimento e una pressatura molto soffice, segue la fermentazione in caratelli di rovere.

    La Private Collection comprende poi la selezione delle Magnum e delle cassette in legno con le Verticali dei grandi vini Cusumano, da Jalé 2018, che nasce da uve Chardonnay in purezza coltivate a più di 700 metri sul livello del mare nella Tenuta di Ficuzza, alle magnum della “muntagna”: Alta Mora Etna Rosso Doc 2017, un vino elegante che esprime la potenza del vulcano. Nerello Mascalese in purezza, la varietà autoctona coltivata a spalliera e ad alberello nelle contrade Verzella, Feudo di Mezzo, Guardiola e Solicchiata nel territorio di Castiglione di Sicilia. Frutto delle migliori uve di Carricante coltivate nelle contrade di Pietramarina e Verzella a Castiglione di Sicilia e ad Arrigo a Linguaglossa. Alta Mora Etna Bianco 2019, un vino bianco ottenuto dal Carricante che, grazie alla freschezza dei terreni, arriva a piena maturazione esaltando i profumi e il carattere di questo vitigno autoctono vulcanico. Alta Mora Feudo di Mezzo 2015, un vino di grande eleganza e saggezza, dai profumi avvolgenti e speziati, sapido e con un lungo avvenire, risultato della diversità dei terreni di Contrada Feudo di Mezzo, che concede alle viti centenarie dalle radici profonde, di non soffrire mai né sete né umido.

    Nella Private Collection anche la magnum di Noà 2016 della Tenuta Presti e Pegni: il nome si ispira a Noè, il primo produttore di vino sulla terra e rappresenta la sfida di Cusumano ai grandi vini del mondo. Nasce infatti dall’unione di Nero d’Avola, forte espressione della nostra terra, con il Merlot e il Cabernet Sauvignon che evocano la costa atlantica francese. È disponibile nella nuova annata – la 2017 -, in diverse composizioni delle cassette in legno, o nell’annata 2015, in formato magnum, Sàgana della Tenuta San Giacomo, che esprime la potenza naturale dei vini siciliani, l’eleganza, la freschezza date dall’altitudine e dal terreno calcareo ricco di trubi bianchi. Le rese basse e la selezione di qualità rigorosa lo fanno il vino ambasciatore di Cusumano nel mondo. Infine, l’ultimo nato di Casa Cusumano: Salealto 2018 Tenuta Ficuzza. Il nome Salealto richiama le caratteristiche del vino al palato.  Insolia, Grillo e Zibibbo in parti uguali ne fanno un vino unico, montanaro e mediterraneo allo stesso tempo. L’ispirazione proviene dalla storia che ruota attorno alla Real Casina di Caccia di Ficuzza. “Come poteva essere il vino bevuto dal Re?” – racconta Diego Cusumano. – “Non ne conosciamo la composizione, ma abbiamo immaginato: uve indigene, un unico Terroir, maturazione sulle fecce fini sino alla vendemmia successiva. Così, dopo qualche anno di sperimentazione è nato Salealto 2018, un “vin du Terroir” di Ficuzza”. Un vino prezioso ed esclusivo, il primo vino bianco Cusumano prodotto utilizzando i nostri propri lieviti, anch’essi frutto di una lunga ricerca.

    Cusumano Collection . https://cusumano.it/

     

     

    Tutti i vini Cusumano si avvalgono della certificazione SOStain/VIVA “Sustainable Wine”. Comune denominatore delle diversità e delle unicità dei vini Cusumano, infatti, è l’impegno per una viticoltura sostenibile che nasce dal sentimento e dall’obbligo etico di proteggere le risorse, limitandone lo spreco. Una ricerca che si traduce in azioni conformi al protocollo di SOStain, il programma di sostenibilità per la vitivinicoltura siciliana, patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare, attraverso il progetto di sostenibilità V.I.V.A.

     

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    CUSUMANO. Fondata da Alberto e Diego Cusumano nel 2001 a Partinico dove ha sede, produce vini eleganti e identitari in cinque tenute: Ficuzza a Piana degli Albanesi in provincia di Palermo, San Giacomo a Butera (Caltanissetta), Presti e Pegni sulle colline di Monreale, Monte Pietroso a Monreale, San Carlo a Partinico (Palermo). Nel 2013 la famiglia Cusumano ha creato Alta Mora racchiudendo sotto un unico nuovo marchio le contrade di Guardiola, Pietramarina, Verzella, Feudo di Mezzo e Solicchiata sull’Etna.

    www.cusumano.it

    Materiali stampa disponibili al link Google Drive https://drive.google.com/open?id=1mZvHGefy_EXMBzLwdk568GRkOFd0uDMd

     

     

  • “L’Italia fa scuola”: 8 proposte operative per una scuola in salute

    Elaborate da SIMA con gli accademici, giuristi e intellettuali pugliesi della Rete “La scuola che vogliamo –
    scuole diffuse in Puglia” e insieme alla Cattedra UNESCO Educazione alla Salute e Sviluppo Sostenibile dell’Università Federico II.

    Roma, 04 Dicembre 2020 – Basandosi sulle più recenti evidenze scientifiche, la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), la ReteLa scuola che vogliamo – scuole diffuse in Puglia” e Cattedra UNESCO Educazione alla Salute e Sviluppo Sostenibile hanno stilato 8 proposte operative per consentire la riapertura o il proseguimento delle attività scolastiche in presenza, nell’ottica di risolvere la contingente situazione emergenziale ma anche di (ri)programmare a medio termine la scuola come contenitore di salute per studenti e personale docente.

    In quanto primaria Istituzione deputata all’educazione e istruzione, come evidenziato dal recente documento congiunto del Ministero della Salute e del MIUR, “Indirizzi di Policy Integrate per la Scuola che Promuove Salute”, la scuola è chiamata a integrare la promozione della salute degli studenti in tutte le sue ordinarie attività di insegnamento e apprendimento, nella piena consapevolezza che “cultura è salute”.

    La promozione del benessere degli alunni potrebbe ridurre la prevalenza di comportamenti a rischio e future patologie, migliorando al contempo anche i risultati scolastici. In questa prospettiva, la prevenzione primaria e la promozione della salute dovrebbero iniziare il più presto possibile, trovando nella scuola il contesto ideale”, sottolinea il professor Alessandro Miani, Presidente SIMA.

    Gli fa eco la professoressa Annamaria Colao, titolare della Cattedra UNESCO della Federico II di Napoli: “La scuola è chiamata a sostenere la diffusione dell’’approccio scolastico globale’ raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla base delle principali evidenze scientifiche, che deve perseguire obiettivi educativi, ma al contempo di salute, di sostenibilità ed equità, mediante una pianificazione che interviene contestualmente su tutti gli aspetti della vita della scuola, a partire dal miglioramento dell’ambiente fisico e organizzativo-sociale, nel contesto della collaborazione con la comunità locale e il raccordo con i Servizi Sanitari”.

    La qualità dell’aria indoor è un tema particolarmente importante nell’emergenza COVID-19 in corso. Il microclima e le emissioni all’interno dell’aula sono i fattori chiave che determinano se un ambiente scolastico è sano o malsano. Risulta fondamentale verificare se il numero di studenti ed i ricambi d’aria sono compatibili con le volumetrie delle aule. Il controllo della concentrazione di CO2 può essere infatti un primo indicatore per ridurre il rischio di contagio”, spiega il professor Gianluigi De Gennaro, Chimico dell’Ambiente UNIBA.

    La Commissione Europea ha effettuato nel 2015 un’indagine – ‘SInPHONiE- Schools Indoor Pollution and Health Observatory Network in Europe’- per valutare la qualità dell’aria in 114 scuole primarie (5.575 studenti) di 23 paesi dell’UE, scoprendo che l’85% degli studenti è esposto a concentrazioni di PM2,5 e PM10 più elevate rispetto a quelle considerate sicure dall’OMS. Uno scarso ricambio d’aria in presenza di persone infette da coronavirus nell’aula può aumentare il rischio di contagi”, aggiunge il professor Prisco Piscitelli, epidemiologo e vice-presidente SIMA.

    Lo stato di emergenza sanitaria nazionale dovuto al Covid-19 ha reso ancora più evidente la necessità di promuovere la salute in ambito scolastico e noi crediamo che con passione, competenza e fiducia sia possibile anche in questo tempo di pandemia costruire futuro e valorizzare l’intera  Comunità che non  può prescindere dal benessere delle giovani generazioni, in Puglia come nel resto del Paese” conclude la Dottoressa Terry Marinuzzi, Coordinatrice della Rete “La scuola che vogliamo – scuole diffuse in Puglia”.

    Le 8 proposte operative per una scuola in salute nascono dal lavoro di un gruppo tecnico-scientifico multidisciplinare a cui hanno partecipato medici, giuristi, filosofi, chimici, epidemiologi, ingegneri, pedagogisti, e che ha coinvolto il terzo settore, impegnato sul campo nel variegato mondo della scuola.

     

    Le 8 proposte in sintesi:

    1. Promuovere un’ottimale qualità dell’aria in aula è fondamentale per garantire il pieno benessere psico-fisico, dimostrando effetti positivi anche sul rendimento scolastico degli alunni. L’attenzione alla qualità dell’aria è tanto più cruciale nel corso dell’emergenza Covid-19 per il proseguimento o la ripresa dell’anno scolastico e va garantita con l’installazione dei sistemi di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC) con filtrazione dell’aria in entrata, scientificamente validati. La VMC è eventualmente associabile (ma non sostituibile) all’utilizzo di purificatori d’aria certificati in grado di filtrare particelle sino a 0,1 micron.
    2. Adottare protocolli e misure per il monitoraggio della qualità dell’aria in ogni scuola, prevedendo la figura di un responsabile ad hoc come già avviene negli USA. Gli insegnanti e il personale scolastico dovrebbero essere informati che una scadente qualità dell’aria ha un impatto sia sulla salute degli alunni che sul loro rendimento scolastico.
    3. Adottare norme più restrittive, rispetto a quelle attualmente vigenti, per evitare il sovraffollamento delle classi senza consentire deroghe (nemmeno in base alla metratura delle aule), a partire dal rendere stabile lo sdoppiamento delle classi attuato durante l’emergenza Covid-19, non limitandolo al solo anno scolastico in corso. Idealmente non dovrebbe essere mai superato, anche per le indubbie positive ricadute pedagogiche, il numero massimo di 20 studenti per classe, da ridurre ulteriormente in caso siano presenti uno o più alunni con gravi disabilità.
    4. Ottimizzare gli orari di ingresso/uscita e adeguare il tempo scuola. Nelle Regioni in cui le attività scolastiche in presenza proseguono col conseguente obbligo di indossare le mascherine da parte dei bambini di 6-12 anni, si prenda in considerazione la riduzione del tempo scuola a 45 minuti per il computo di ogni ora di lezione, come già previsto per la didattica a distanza (per impedire uno sforzo prolungato degli alunni davanti agli schermi), dedicando gli ultimi 15 minuti a garantire un adeguato ricambio d’aria, laddove la scuola fosse ancora sprovvista di sistemi di Ventilazione Meccanica Controllata e/o di purificazione dell’aria.
    5. Affrontare il problema del sovraffollamento dei trasporti pubblici, legato allo spostamento dei pendolari per motivi di lavoro e degli studenti. Uno studio condotto a Wuhan ha dimostrato come la presenza di viaggiatori positivi al SARS-COV2 sugli autobus possa tradursi in un incremento del rischio di ben 11 volte rispetto a un autobus senza positivi, evidenziando al contempo che la probabilità di contagio non è influenzata dalla vicinanza ai soggetti infetti ma da variabili legate ai flussi di ventilazione che si creano all’interno dell’autobus. È ragionevole pensare a soluzioni che possano coinvolgere il settore privato per affrontare il problema del sovraffollamento dei trasporti pubblici, mobilitando dalle autorimesse, in cui sono fermi, i circa 23.000 autobus da noleggio (secondo il censimento dell’ANAV) che il blocco della mobilità turistica ha quasi del tutto lasciato inutilizzati, da integrare eventualmente col parco autobus militare.
    6. Prevedere, come in ogni comparto lavorativo, l’esecuzione e la ripetizione ogni 15 giorni dei Test rapidi più affidabili a nostra disposizione, che a oggi sembrano essere i tamponi antigenici rapidi, senza escludere le potenzialità dei più maneggevoli test salivari (soprattutto nei bambini). Nel comparto scuola questa attività cadenzata di test rapidi dovrebbe riguardare tutto il personale docente e non ma anche gli studenti. Idealmente, ogni 15 giorni tutti i docenti e gli alunni dovrebbero essere ritestati, istituendo un presidio sanitario in ogni scuola, anche con l’aiuto della sanità militare e del volontariato sociale del settore o anche avvalendosi di servizi privati.
    7. La salubrità delle scuole deve diventare questione prioritaria. Gli edifici scolastici dovrebbero essere circondati da spazi verdi e alberi ove possibile, al fine di creare una “barriera verde” nei confronti delle fonti esterne di inquinanti. Inoltre, piante specificamente in grado di assorbire diversi contaminanti interni (es. formaldeide, toluene, benzo-a-pirene, ecc.) potrebbero essere posizionate nelle aule agendo come filtri naturali, al fine di migliorare la qualità dell’aria.
    8. Implementare percorsi di formazione per docenti nell’ambito della pedagogia della salute e innovazione didattica. Per essere efficaci, gli interventi di prevenzione devono aumentare la motivazione degli studenti verso un’interiorizzazione personale delle conoscenze in tema di salute e sviluppare nei giovani un pensiero critico sulle conseguenze dannose dei comportamenti a rischio più comuni. Gli educatori dovrebbero ricevere una formazione adeguata sui determinanti sociali e ambientali della salute e sulle metodologie didattiche partecipative che consentano loro di coinvolgere gli studenti a impegnarsi nell’adottare stili di vita sani (apprendimento cooperativo, giochi di ruolo e tutte le altre metodologie didattiche sono ben descritte nelle “Indicazioni Nazionali per la Scuola del primo e secondo ciclo” emanate dal MIUR).

     

    La versione integrale delle 8 proposte operative per una scuola in salute è visibile al seguente link:

    http://www.simaonlus.it/?p=3675

     

    Cristina Depaoli

    [email protected]

  • Aumentare il valore del tuo immobile? Con la riqualificazione energetica è possibile

    Puntare all’efficientamento energetico per aumentare il valore di un immobile: una scelta che comporta notevoli benefici economici. Quello del miglioramento energetico è un tema verso il quale gli italiani mostrano particolare interesse negli ultimi anni, e non solo per ragioni fiscali. Come più volte ribadito da Immobiliare Cambio Casa, l’agenzia immobiliare a Taranto leader nella città dei due Mari, la riqualificazione di un edificio da un punto di vista energetico e sismico è una forma di risparmio notevole per via di minori costi di gestione.

    A confermarlo è un documento redatto da diverse associazioni bancarie e di professionisti (tra cui Ani, Ania, CdP, Confedilizia, Consiglio Nazionale Agrotecnici, Consiglio Nazionale Architetti) e intitolato “Indicazioni metodologiche preliminari sulle modalità di valutazione dell’efficienza energetica e della qualificazione sismica degli edifici nel valore di mercato”.

    Un titolo lungo ma che racchiude un obiettivo chiaro, e cioè promuovere gli investimenti nella ristrutturazione degli immobili e allo stesso modo incrementare il loro valore di mercato. In sostanza, il documento, composto da 4 capitoli, fornisce indicazioni non vincolanti né per i committenti né per il valutatore, ma suggerisce istruzioni operative in relazione alla valutazione dell’efficienza energetica e del grado di resilienza ai fini dell’incidenza sul valore di mercato.

  • Tucano “Organi caldi” feat. Frank La Tanica è il nuovo singolo del giovane rapper romano che precede l’uscita dell’Ep “Stranormale”

    Dopo le sue collaborazioni con Ultimo, Cranio Randagio ed altri rinomati rapper della scena romana, Tucano torna con un omaggio al romanticismo “sporco” di Charles Bukowski, con la partecipazione del collega rapper Frank La Tanica e del producer Hey Max.

    Il singolo “ORGANI CALDI” è un omaggio alla letteratura di Charles Bukowski: «le sue opere si uniscono al mio rap, – racconta il rapper – descrivendo così la mia vita vissuta alla giornata, fatta di distrazioni e relazioni sporche, rapporti mediocri che rifiutano la ragione e la logica, motivo per cui risulto a tratti irriverente, a tratti lirico, tanto divertito quanto disperato».

    Lo stato d’animo irrequieto e agitato che trasuda dal testo si riflette nella strumentale realizzata dal producer Hey Max: una melodia tanto cupa quanto determinata a non cercare alcun compromesso con la realtà. L’ascoltatore è così spinto a riflettere sui dogmi, usi e costumi che Tucano contrasta attraverso un testo più vicino ad una pagina di un libro che non ad una strofa rap.

    «La scelta di una collaborazione con il rapper romano Frank La Tanica è dovuta all’affinità artistica e tecnica, ma soprattutto dalle tematiche che vengono spesso affrontate da entrambi. Mi rivedo molto nella sua scrittura e nel suo approccio musicale, ho trovato molto Bukowski nelle sue canzoni, in cui vi è una spontaneità che non trovo in altri artisti». Tucano

    I concetti espressi nella canzone si respirano nel visual video diretto da Alessandro Rizzo, in cui il rapper appare solitario all’interno della sua cameretta, in bianco e nero, isolandosi da un mondo in cui qualsiasi ruolo non gli appartiene. Dopo aver collaborato nel suo disco d’esordio “Fuga dalla calma” con artisti come Ultimo, il Tre, Cranio Randagio, Weshit e Mir, a gennaio 2021 verrà pubblicato il nuovo Ep “Stranormale”.

     

    Autoproduzione

    Radio date: 27 novembre 2020

     

    BIO

    Tucano è un rapper di Roma, classe 1995. Scopre la sua passione per la musica da bambino, scegliendo la via dell’autodidattismo. La sua prima apparizione da cantante arriva con Anonymousica, un progetto indipendente nato nel 2011. Ha scelto poi un percorso solista supportato dal producer Hey Max. Tra i suoi lavori ricordiamo l’album d’esordio FUGA DALLA CALMA, rilasciato su Spotify nel marzo 2017, in cui collabora con Ultimo, il Tre, Cranio Randagio, Weshit e Mir. Dall’estate 2018 inizia a pubblicare una serie di singoli prodotti da Hey Max che gli permettono di portare il suo show elettronico in diversi locali romani tra cui Defrag, Zoobar, Traffic Club, Sessanotto Village, Alcazar, Materie, Brancaleone e altri. 

    Senza dubbio portare la sua musica dal vivo è quello che preferisce fare, quando l’intimità dei testi viaggia in contrasto con la vivacità delle strumentali elettroniche che gli permettono di adattare il suo show ad ogni contesto, con l’intento di far di far comunque riflettere l’ascoltatore. A novembre 2020, con una nuova maturità artistica, pubblica il suo nuovo singolo Organi Caldi, un omaggio alla vita e alle opere di Charles Bukowski, che anticipa l’Ep “Stranormale”, in uscita a gennaio 2021. 

     

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  • Boavista “Lì dove ci sono le stelle” è il terzo singolo della rock band bolognese

    L’evasione da una realtà omologata e apatica è al centro del brano scritto con la collaborazione degli autori Emiliano Cecere e Oscar Angiuli.

     

    “Lì dove ci sono le stelle” parla di un viaggio, della voglia di evadere dalla routine di una vita artefatta che appiattisce l’immaginazione e omologa i sentimenti. Scritta con Emiliano Cecere e Oscar Angiuli.

    Il singolo è il terzo estratto da “Lì dove ci sono le stelle”, il primo disco dei Boavista. Un album composto da otto brani che spaziano tra il pop-rock anglosassone e la canzone d’autore italiana, influenzata tanto da elementi della musica elettronica quanto dalla tradizione pop.

    Si tratta di canzoni d’atmosfera con sferzate rock (“Penelope” e “Ruggine”) arricchite da chitarre distorte e synth utilizzati al momento giusto, senza mai eccedere. 

    «Cantiamo “Lì dove ci sono le stelle” quasi a voler indicare dove dirigere lo sguardo in un momento dove la tensione sale e gli occhi hanno bisogno di spazio e immaginazione. È un disco che recupera le nostre esperienze riportandoci sotto lo stesso cielo». Boavista

     

    Etichetta: NUtone Lab

    Radio date: 6 novembre 2020

    Pubblicazione album: 30 ottobre 2020 

     

    BIO

    I Boavista sono una band pop-rock di Bologna, formata nel 2019 da un’idea di Simone Tancredi e Luigi Bellanova. Seppure di recente formazione, i Boavista vantano numerosi palchi e ore di studio provenienti dal background di ogni singolo componente del gruppo, esperienza che si traduce in sonorità con influenze che oscillano dal rock americano al pop inglese con forti richiami al cantautorato italiano. 

    I Boavista portano nelle piazze “Caduta Libera”, album di esordio di Simone, incontrando subito il favore del pubblico, grazie ad un sound maturo e curato in ogni dettaglio. La band approda alle finali regionali di Sanremo Rock catturando l’attenzione della critica e i complimenti della giuria. 

    Il risultato di questo incontro porta ad un singolo d’esordio “Ruggine”, realizzato sotto la direzione artistica di Filippo Manni (Nutone Lab). Il 19 maggio 2020 arriva il secondo singolo, “Il Mondo che Vorrei”, che li porta a giugno ad esser protagonisti dell’evento bolognese “La musica nel mezzo”. Entrambi i singoli scalano la Top 100 della classifica Indie Music Like. Il 30 ottobre 2020 la band pubblica il primo album “Lì dove ci sono le stelle”. A novembre 2020 arriva in radio e sui digital store il terzo singolo “Lì dove ci sono le stelle”. 

     

    I Boavista sono: Simone Tancredi, voce; Luigi Bellanova, chitarre; Gianluca Frascà, tastiere; Alberto Zapparoli, batteria; Alessandro Marani, basso.

     

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    ETICHETTA E MUSIC PRODUCTION: NUTONE LAB

    https://nutone.it/

  • Zuin feat. Molla “Polaroid”

    Una ballata intensa e malinconica scritta dall’artista milanese e registrata a distanza col cantautore barese Molla.

    In radio e in tutti i digital store dal 4 dicembre.

    Una polaroid ferma un istante di felicità, quella di una coppia di innamorati. Un’istantanea che col tempo sbiadisce pur rimanendo impressa per sempre. Così come l’amore, svanendo sotto i colpi dell’abitudine, lascia una traccia indelebile sul cuore.

    «Ho conosciuto Molla qualche anno fa al concerto di Zibba. Da quella volta ci siamo incrociati diverse volte, ci siamo ripromessi di fare una collaborazione. Quando ci siamo ritrovati entrambi in finale al Premio Fabrizio De André a Roma l’anno scorso, abbiamo capito che era il momento giusto. Ho scritto questa canzone e me ne sono subito innamorato: c’era emozione, ricordi, nostalgia. Ma sentivo che mancava qualcosa. Mancava MOLLA!».  Zuin

     

    Il brano esce per l’etichetta Volume! / edizioni Metatron s.r.l. e la collaborazione di INRI.

    La produzione artistica del brano è affidata ancora una volta al chitarrista e produttore Claudio Cupelli, con cui Zuin collabora fin dal disco d’esordio “Per tutti questi anni” (2018).

     

    ETICHETTA: Volume!

    EDIZIONI: Metatron Publishing s.r.l

    DISTRIBUZIONE: Believe Digital

     

    RADIO DATE: 4 DICEMBRE 2020

     

    ZUIN (Massimo Zuin, classe 1984) è un progetto nato nel 2016 con la voglia di raccontare storie, sentimenti e sensazioni. Fin da subito per il cantautore inizia un never-endig tour, chitarra e voce, che lo porta a suonare su palchi importanti e come supporter di artisti di punta della scena musicale indipendente italiana. 

    Nell’aprile 2017 partecipa alla finale di Special Stage di Officine Buone, ricevendo il Premio Social, fino ad arrivare nel 2018 al prestigioso palco del Primo Maggio a Roma come uno dei tre vincitori del contest 1MNext

    Con l’etichetta Volume! pubblica numerosi singoli che accompagnano l’uscita del disco d’esordio “Per tutti questi anni” ricevendo un’ottima accoglienza dalla critica. 

    Tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 pubblica i singoli “Cuore di polvere”, “Missili a Baghdad” e “Rondini” che si piazzano tutti nella top 20 della Indie Music Like del MEI – Meeting delle etichette indipendenti. 

    Tutti i suoi brani sono realizzati con la collaborazione artistica di Claudio Cupelli (produttore artistico e co-arrangiatore dei brani). Attualmente sta lavorando a nuove canzoni e ad un album previsto per la primavera 2021.

     

     

    MOLLA (Luca Giura, nato a Bari nel 1985) è un cantautore e produttore polistrumentista. Di nome e di fatto, Molla è uno dei migliori artisti dell’attuale scena cantautorale italiana, eccezionale come performer dal vivo, che salta sui palchi in giro per l’Italia dal 2006, seminando emozioni e raccogliendo applausi e validi premi musicali.

    Molla inizia la carriera da cantautore nel 2012, dopo l’esperienza precedente come batterista negli Ameba4, prima band di Ermal Meta. Con il sostegno di Puglia Sounds tra il 2013 e il 2016 pubblica gli album “Prendi Fiato” e “365” per l’etichetta Auand Records, che ben rappresentano le sfumature della sua musica elettro-pop-cantautorale. Nell’ottobre 2018 entra nel roster dall’etichetta indipendente INRI. Con la canzone inedita “2Accordi” arriva in finale al Premio Fabrizio De André 2020.

    Impegnato a tempo pieno come autore e produttore per sé e per altri artisti è in attesa di pubblicare il suo prossimo album “Giovani dentro”.

    In questo 2020 lavora tantissimo come produttore artistico e compositore. Firma un importante lavoro per “Huggies” componendo ben 12 composizioni per il progetto “Abbracci Musicali” in collaborazione con Metatron e Area Concerti

     

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    Zuin

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    Metatron / INRI

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  • Guadalupe “Dueña de mi” è il singolo d’esordio dell’esplosiva cantautrice dominicana, milanese d’adozione

    L’artista urban latin debutta con un brano reggaeton autobiografico, registrato ai Massive Arts Studios di Milano. 

     

    Il singolo “Dueña de mi” nasce in un giorno d’estate quando Guadalupe, in un momento di sconforto dovuto al ricordo di una relazione finita male, decide di non lasciarsi abbattere dai dispiaceri ma di reagire: «solo noi siamo i padroni di noi stessi, non è mai tardi per cambiare il proprio destino» – racconta la cantautrice dominicana.

    Il singolo dalle atmosfere reggaeton è stato registrato ai Massive Arts Studios di Milano.

    Autoproduzione

    Radio date: 20 novembre

     

    BIO

    Elupina Espinosa, in arte Guadalupe, è una cantautrice urban latin nata nella Repubblica Dominicana e trasferitasi a Milano da 19 anni. Pur avendo sempre amato la musica e scritto canzoni, ha iniziato a registrare i suoi inediti solo nel 2019, dimostrando che non è mai tardi per realizzare i propri sogni. 

    Oggi Guadalupe ha deciso di dedicarsi pienamente alla musica, ispirandosi ai ritmi che hanno segnato la sua infanzia a Santo Domingo. Il suo stile si incarna in un mix perfetto di musica latina, reggae, bachata, merengue e R’n’B. Nei suoi brani l’artista, partendo dalle esperienze vissute, narra la propria vita e la voglia di rivalsa personale. 

     

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  • Il dinamismo estatico nella pittura di Roberto Re

    Roberto Re è capace di passare dall’apparente staticità inerme e fissità immobile di un quadro a un tripudio trionfale di dinamismo estatico e di movimento plastico, imponendo alle opere uno stimolo connaturato fremente e vibrante, una pulsazione vigorosa interna e intima, che prende corpo e le anima, ne alimenta l’energia vitale incalzante. Ecco, perché le sequenze narrative dello scenario compositivo sembrano parlare, come se attraverso la materia pittorica emergessero e affiorassero dei volti immaginari, degli occhi scrutanti e scrutatori e delle bocche parlanti, che sussurrano i loro messaggi cifrati e codificati attraverso il registro linguistico della dialettica semantica astratta e informale”. Così la Dott.ssa Elena Gollini spiega la portata concettuale e lo spessore dello speciale dinamismo, che si sprigiona dalla produzione pittorica di Re e si canalizza in un magnetismo prorompente, in una capacità estesa e dilatata ad infinitum di canalizzare energia e forza centripeta. E ancora la Dott.ssa Gollini, proseguendo nell’analisi critico-riflessiva sottolinea e rimarca: “Roberto conferisce un’immensa ed enorme potenzialità comunicativa alle opere e offre al fruitore un approccio di contatto estatico, lo esorta a soffermarsi lungamente e ad affinare e perfezionare la propria sensibilità recettiva. La sua indiscussa bravura nella sperimentazione e nella ricerca non convenzionale lo porta a ottenere soluzioni impreviste e inaspettate, facendolo a sua volta scoprire con meraviglia e stupore i sorprendenti esiti e risultati finali. La capacità di Roberto di fare parlare le opere, pur senza avvalersi della figurazione tradizionale classica, è un plus valore ragguardevole. Ogni quadro parla e dialoga senza essere dotato di un corpo figurale inteso in senso classico, ma avvalendosi del campo attrattivo delle emozioni e delle sensazioni pure, che si espande gradualmente e progressivamente tutt’intorno superando e oltrepassando i limiti spazio temporali imposti e varcando la soglia di una sfera emotiva e intima recondita, conservata, custodita e protetta nel profondo ego giungendo anche alla dimensione dell’inconscio. La materia pittorica nella sua paradigmatica sintesi astratta diventa intrigante e affascinante, enigmatica e misteriosa, gli sguardi virtuali che scrutano con attenzione compartecipe si fissano sulle immagini e sulle visioni e dirigono e guidano l’osservazione con massima libertà di pensiero e al contempo indirizzano anche il pensiero di Roberto, entrando in piena e completa simbiosi con la sua anima creativa”.

    Consultate il sito di Singulart per visionare il circuito di opere in vendita:

    https://www.singulart.com/it/artista/roberto-re-19205

    E il sito della galleria Wikiarte:

    https://www.wikiarte.com/roberto-re

  • UniBg: 5 regole per un metodo di studio di successo, anche in dad

    Fornire tecniche e strategie concrete per migliorare il metodo di studio, superare eventuali problemi di apprendimento ed evitare ritardi nella carriera studentesca. Con questi obiettivi nasce lo storico corso sul “Metodo di Studio” promosso dall’Università degli studi di Bergamo. Un ciclo di lezioni aperte a tutti gli studenti, in particolare a coloro che hanno iniziato un nuovo percorso di studi o che in passato hanno incontrato difficoltà nell’apprendimento o nel superamento degli esami.

    “Il corso vuole aiutare gli studenti ad attuare strategie per superare le difficoltà incontrate ma anche per apprendere meglio, imparando a gestire il proprio tempo in modo più produttivo. Le indicazioni che vengono date sono di carattere generale e sono valide per studenti di qualsiasi ordine e grado. La situazione attuale tuttavia, condiziona pesantemente il modo di vivere degli studenti: per questo, nel corso delle lezioni, consiglio ai miei studenti di praticare attività che contribuiscono al benessere psico-fisico, come lo sport o le relazioni sociali, ovviamente nel rispetto delle regole attualmente in vigore” racconta la Prof.ssa Laura Serra.

    Ma quali sono le regole principali per attuare un buon metodo di studio?

    In particolare, sono cinque le strategie base da seguire. In primo luogo, è fondamentale gestire il proprio tempo, programmando le attività a partire dalla giornata, dalla settimana, per arrivare al mese, al semestre e così via. La gestione del tempo deve prevedere ogni giorno attività che consumano energia – come seguire le lezioni o studiare – ed attività che forniscono energia come praticare attività sportiva, dormire e mangiare con regolarità e coltivare interessi e relazioni sociali. Seguire le lezioni in modo attivo, prendendo appunti è importante per migliorare la concentrazione e per fissare i primi concetti. È importante anche studiare passo a passo, rivedendo gli appunti presi a lezione: questo procedimento costituisce un primo studio indispensabile per accorciare i tempi di preparazione di un esame. Durante lo studio, è utile ricorrere a schemi, mappe e riassunti a seconda dello stile personale di pensiero. Gli studenti possono infine applicare alcune tecniche per favorire il passaggio dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine, che consente di immagazzinare correttamente le informazioni in modo che possano essere recuperate facilmente.

    «Avere un buon metodo è certamente uno dei pilastri per una carriera formativa d’eccellenza, insieme a una didatica che si distingua, anche in termini di digitalizzazione – sottolinea il rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini – Proprio in questi giorni è stato pubblicato il rapporto Censis della trasformazione digitale dell’Italia che interessa anche il mondo della formazione e dimostra come siamo stati in grado di trasporre le nostre attività sul web a seguito dell’emergenza. Il matrimonio tra didattica e metodo funziona solo se c’è un investimento da parte di entrambi i partner, docenti e studenti»

    Nella classifica Censis sulla didattica degli Atenei statali, l’Università degli studi di Bergamo vanta alcuni posizionamenti nella top ten per indirizzo di studi: ingegneria gestionale dell’informazione e della produzione seconda nelle lauree triennali e ottava nelle specialistiche, scienze dell’educazione al nono posto nelle triennali e psicologia al settimo posto nelle specialistiche.

  • Dietro le quinte di Euphemia: la parola ai Personal Voyager

    Lab Travel Group ha incaricato l’agenzia m&cs, specializzata dal 2000 nello sviluppo di strategie di marketing e servizi di comunicazione per il settore del turismo, di svolgere un’indagine qualitativa presso un campione rappresentativo dei 120 consulenti. Obiettivo: analizzare i motivi che in questi anni hanno spinto i Personal Voyager a scegliere di entrare in Euphemia, con particolare riferimento alla possibilità di coniugare la propria anima imprenditoriale di ex-titolari di agenzia di viaggio con un modello professionale innovativo e al passo con i tempi.

    Il comune denominatore emerso tra le motivazioni che hanno spinto i professionisti interpellati a chiudere le proprie agenzie di viaggio ed entrare in Euphemia è la necessità di alleggerire il business dagli oneri burocratici, dalla gestione contabile, dai costi fissi in genere e soprattutto dal rischio di impresa, fattori che rendono sempre meno remunerativa la formula distributiva tradizionale per tante agenzie di viaggi importanti.

    Analizzando le risposte fornite, sul fronte dei vantaggi offerti da Euphemia emergono tra tutti l’elevata qualità dei servizi e del supporto professionale garantito dal back-office di Cuneo, attualmente composto da 38 addetti, e la possibilità di gestire il tempo in modo efficiente, potendo dedicare maggiore attenzione ai clienti senza sacrificare la vita privata.

    LA CRISI DEL MODELLO DISTRIBUTIVO TRADIZIONALE VISTA DAI PERSONAL VOYAGER

    Secondo Luca Andreini, Personal Voyager di Firenze ed ex titolare della celebre Granducato Viaggi, in Euphemia da 3 anni: “Dopo le Torri Gemelle e il crollo delle borse, il nostro mondo è totalmente cambiato e le aziende piccole non riuscivano più a coniugare gestione e vendita. Non era più possibile seguire tutti: trascorrevo più tempo con commercialisti e direttori di banca che a programmare vacanze per i miei clienti. Nonostante un buon lavoro e un buon fatturato, il tempo dedicato ai clienti era scarso rispetto alle ore trascorse in azienda. Non era normale: dovevo rinunciare a troppo… per troppo poco! L’avvento di tanti network che lavoravano solo sulla scontistica ci portava inoltre a preparare in continuazione preventivi che molte volte venivano copiati e riproposti da altri”.

    Una questione di concorrenza anche per Daniela Faraon, titolare della storica Jonathan Gulliver di Venezia Mestre, aperta nel 1981 e chiusa nel 2015, specializzata in incentive aziendali: “La difficoltà principale era diventata la concorrenza, dovuta alla proliferazione di nuove agenzie poco professionali ma molto aggressive sui prezzi”.

    Come prevedibile, quindi, in un settore già fortemente in crisi il Covid-19 ha rappresentato solo il “colpo finale”, come lo definisce Barbara Bassi, dal 1989 alla guida di B&B Viaggi, nota agenzia milanese affiliata a Gattinoni, in Euphemia da qualche settimana: “Con la pandemia ho incominciato a pensare seriamente che avere la possibilità di alleggerirmi di alcune grandi responsabilità e gravosi costi fissi potesse essere la soluzione per il mio nuovo futuro. Purtroppo, la selezione è naturale: solo chi è competente e professionista può continuare, perché il cliente è questo che oggi chiede al consulente di viaggio. Il settore era già in sofferenza ben prima della pandemia, basti pensare all’azzeramento dei margini sulla biglietteria aerea, al sistematico abbassamento dei prezzi operato da alcuni nostri “competitor” e alla diminuzione della liquidità delle aziende, che hanno progressivamente ridotto viaggi premio, incentives e trasferte. Per non citare l’avvento di Internet, che ha stravolto il contesto, erodendo una grossa di fetta di mercato che negli anni addietro era una base solida del nostro lavoro”.

    IL PUNTO DI FORZA DEL MODELLO EUPHEMIA

    “Dovevo trovare il coraggio di chiudere e di ripartire – riprende Luca Andreini da Firenzeci sono riuscito nel 2017 quando ho scoperto Euphemia: adesso ho a disposizione un ufficio in co-working e lavoro solo su appuntamento. In questi anni ho ricontattato tutti i miei clienti della Granducato Viaggi e sono riuscito a fidelizzarli, anche perché ho finalmente a disposizione il tempo necessario per seguirli e realizzare nel modo migliore le loro aspettative”.

    Daniela Faraon focalizza l’attenzione anche sull’importanza e sulla qualità del supporto professionale ottenuto: “Poter contare sui servizi offerti da Euphemia mi rende più tranquilla dal punto di vista lavorativo e questo mi ha permesso di ottenere maggior fiducia da parte dei clienti, dato per nulla scontato. Da sola non avrei mai potuto raggiungere un tale livello di preparazione, soprattutto per quanto concerne gli aspetti amministrativi, assicurativi e legali”.

    Le fa eco Luca Andreini: “Anche alla luce di quanto accaduto quest’anno, è fondamentale poter contare su professionisti specializzati, ai quali demandare tutti gli aspetti collaterali rispetto alla vendita: da imprenditore, so quanto è difficile trovare consulenti affidabili, attendibili e qualificati a costi accessibili”.

    Se la qualità dei servizi e del supporto consulenziale rappresenta l’aspetto più apprezzato dai Personal Voyager, c’è spazio anche per il prodotto, come sottolinea Barbara Bassi: “In Euphemia posso utilizzare gli stessi fornitori di prima e, ovviamente, quelli proposti dal network, approfittando di accordi commerciali particolarmente vantaggiosi con DMC e tour operator. Anche l’interazione con gli altri Personal Voyager è molto stimolante: si può ad esempio proporre una propria programmazione da condividere con gli altri consulenti e veicolare ai clienti. Trovo inoltre rassicurante la gestione famigliare di Lab Travel Group, a garanzia di un approccio orientato alla massimizzazione dei risultati e alla continuità”.

    LA FLESSIBILITÀ NELLA GESTIONE DEL TEMPO

    Le motivazioni che spingono ad entrare in una azienda focalizzata sui consulenti di viaggio esperti come Euphemia riguardano anche la gestione e l’organizzazione del tempo, come nel caso di Eliana Pasini e Alice Sega, che rappresentano un punto di vista molto particolare: entrambe, infatti, hanno deciso di diventare Personal Voyager nel 2019, dopo 18 anni di esperienza in qualità di banconiste all’interno di importanti realtà del veronese.Le difficoltà maggiori che abbiamo riscontrato da dipendenti erano legate alla scarsa flessibilità dell’orario e alla gestione operativa di pratiche e clienti non conforme alle esigenze del mercato attuale. Con Euphemia possiamo organizzare al meglio il tempo, gestendo in maniera più efficace e up-to-date i clienti. Una soluzione perfetta per chi, come noi, ha bambini piccoli da accudire”.

    “Non rimpiango il tempo trascorso in agenzia – aggiunge Daniela Faraon specialmente se penso al rapporto tra il costo dell’affitto e l’effettivo utilizzo dei locali per incontrare i clienti. Lavorando principalmente con le aziende, ho sempre avuto pochi contatti nel punto vendita”.

    “Euphemia – conclude Luca Andreini mi permette di guadagnare di più, avere meno pensieri e un po’ più di tempo per me … sono uno sportivo e passare del tempo in palestra oltre a mantenermi sano e allenato mi permette di incontrare persone che spesso si trasformano in clienti fedeli. L’arma vincente di Euphemia è il grande lavoro di squadra, senza sovrapposizioni di ruoli, svolto da tutti con entusiasmo e altruismo”.

    IL SUPPORTO ALL’INIZIATIVA IMPRENDITORIALE INDIVIDUALE

    Per Eliana Pasini e Alice Sega: “Lab Travel Group è un’azienda realmente interessata al benessere dei propri Personal Voyager. Offre tutte le risorse indispensabili per fare un buon lavoro, senza chiedere troppo in cambio. Siamo libere di gestire i clienti in autonomia e di muoverci secondo il nostro personale approccio al business: Euphemia ci stimola sempre di più ad essere indipendenti e a prendere l’iniziativa, consapevoli di avere una grande azienda che ci supporta alle spalle”.

    Dello stesso parere anche Daniela Faraon: “Questo modello di business si coniuga perfettamente con la mia anima imprenditoriale. Consiglio a tutti gli agenti di viaggio che oggi si trovano in difficoltà di fare come me: la decisione di chiudere la propria attività rappresenta senz’altro un momento traumatico che sa di sconfitta, ma non è così. È la voglia di gestire il cambiamento senza subirlo, voltando pagina e facendo tesoro di tutta l’esperienza acquisita in questi anni”.

    “Euphemia si rivolge esclusivamente ad agenti di viaggio con una lunga esperienza alle spalle ed un consolidato portfolio di clienti – dichiara Ezio Barroero, Presidente Lab Travel Group – supportiamo i Personal Voyager con strumenti adeguati e consulenza professionale, ma non insegniamo loro a vendere. Abbiamo un turn-over bassissimo, dei 18 agenti sui quali è stata fondata Euphemia, 16 sono ancora con noi, segno che si trovano bene. Oggi guardiamo al futuro con fiducia e puntiamo a sviluppare la rete e renderla ancora più esclusiva, restando tuttavia nell’ambito di una crescita che deve essere ragionata e sostenibile, a tutela e garanzia della qualità dei servizi offerti. Infine, stiamo lavorando sul fronte assicurativo, per rendere più “protetto” il nostro Personal Voyager”.

  • In nome dell’eccellenza, in Vaticano

    Ricordando Papa Wojtyla
    Nel Palazzo extraterritoriale San Carlo ai Catinari venerdi 16 ottobre nel corso della settima edizione del Premio Eccellenza Italiana saranno consegnate due opere d’arte molto significative a Padre Franco Ciccimarra; una donazione di Danilo Gigante presidente di International Broker Art per incoraggiare una manifestazione e un gruppo di imprenditori e professionisti che al tempo del Covid hanno trovato l’opportunità e il modo di incontrarsi nel rispetto delle leggi di prudenza anti covid.
    Padre Ciccimarra presidente delle scuole cattoliche (Agidae) e del Fondo Enti Religiosi (Fonder) ha accolto la richiesta di celebrare la Ceremony Awards in collegamento con Washington DC, sede del Premio giuntagli dall’ideatore e segretario generale Massimo Lucidi. Il 16 ottobre è una data molto significativa nella storia di Roma e dell’umanità si ricorda la deportazione degli ebrei di Roma e l’elezione a Papa di Karol Wojtyla proprio nell’anno che celebra il centenario della nascita.
    Ecco come nasce l’idea del cavalier Gigante di donare l’immagine di Papa Giovanni Paolo II con l’opera di Elvio Marchionni carta pregiata e foglia d’oro e la Maternità, serigrafia polimaterica, sempre di Marchionni per suggellare l’adesione al Bello al Buono e al Giusto che muove il lavoro del Premio ma anche il lavoro di International Broker Art che si contraddistingue nel mondo dell’arte moderna e contemporanea come il player più originale e infaticabile sostenitore di progetti pubblici e istuzionali. La cerimonia sarà impreziosita dalla presenza di numerose autorità civili religiose e militari e soprattutto dalla stampa come RAI Vaticano e RAI Italia coinvolte nell’evento
    Nota tecnica sulla Maternità
    Formato cm 50 x 90
    Serigrafia polimaterica su carta speciale gr 1200 separata con colori acrilici e polvere di terra di Siena
  • Montecarlo: con Greggio, Gigante porta De Cuarto sul jet set

    L’annuale appuntamento del Festival della Commedie a Montecarlo ideato da Ezio Greggio si è svolto in un clima diverso a causa delle incertezze sanitarie e sociali del momento. Ma si è svolto perché un momento di spensieratezza e un sorriso possono sempre salvare il mondo. E a questo messaggio positivo e incoraggiante che Greggio ha ribadito sul palco aprendo il Montecarlo Film Festival al Grimaldi Film Forum, “ricominciamo a ridere insieme” non ha voluto mancare il partner storico della manifestazione il cavalier Gigante presidente di International Broker Art che ha portato quest’anno un autore contemporaneo che sta sempre piu entusiasmando la critica e il mercato dell’arte contemporanea. Paolo de Cuarto. “Recuperare la storia dei marchi, fatti di suggestioni, impressioni, giochi di colori, annunci, aspettative è un viaggio che siamo chiamati a fare dall’autore che ridesta emozioni utilissime per entusiasmarci con fiducia a una futura azione: sia un atto di consumo, sia una ricerca, un approfondimento, la conservazione e la condivisione dell’esperienza. Trovo De Cuarto un ottimo testimone e un partner ideale per il cinema” ha dichiarato Gigante offrendo le opere di De Cuarto ai vincitori: in particolare alla Maggje Civantos di Netflix premiata dallo stesso Gigante e Nino Frassica premiato da Ezio Greggio per il Premio “Montecarlo Arte e Cinema”.

     

  • Compro Oro il Modo Veloce di Monetizzare Gioielli e Oggetti in Oro

    Recarsi presso un compro oro Firenze o di altre zone è una operazione che sempre più italiani hanno fatto negli ultimi anni, dai primi anni 2000 anche a causa delle crisi economiche cicliche in molti per necessità o per scelta si sono rivolti ai compro oro per monetizzare il valore di oggetti e gioielli in oro di ogni tipo.
    Non per nulla il settore dei compro oro si è diffuso in modo capillare proprio con il nuovo millennio quando la crescente offerta di oro ha reso possibile l’apertura di un gran numero di queste attività commerciali che fanno dell’acquisto di metalli preziosi a peso il loro business principale.
    Negli anni del boom ad incrementare il numero di queste attività sono state anche le gioiellerie che a causa della stagnazione delle vendite si sono riconvertite acquistando oro usato.
    In realtà alcune gioiellerie praticavano già prima il ritiro di vecchi gioielli ma questo avveniva effettuato più che altro per concedere uno sconto sull’acquisto di nuovi gioielli.
    Anche da un punto di vista legislativo il settore dei compro oro non ha avuto una legge nazionale ad hoc, solo nel 2017 è stata introdotta una normativa che regola in modo rigoroso le vendite di oggetti in oro da parte dei privati.
    Negli ultimi anni sia per la diminuzione del giro di affari sia per l’introduzione di norme molto stringenti una parte di queste attività hanno cessato di operare.
    Solo quei compro oro più strutturati e che erano riusciti a fidelizzare un buon numero di clienti negli anni del boom hanno continuato ad acquistare oro usato ottemperando alle nuove norme introdotte dalla legge.
    Tra queste ve ne sono alcune molto limitanti come il limite del pagamento in contanti e la totale tracciabilità di ogni operazione effettuata sia in entrata che in uscita.
    Con la strategia dei lockdown il settore ha conosciuto una nuova fase di crescita, anche se minore rispetto alla prima crisi economica del millennio.
    Oggi vendere il proprio oro usato e divenuto una operazione completamente trasparente dove anche il cliente è tutelato da leggi precise e favorito anche per quanto riguarda il prezzo di acquisto che a causa di una concorrenza sempre più strutturata è divenuto proporzionalmente più vantaggioso per chi vende rispetto ai primi anni di boom di questo settore.

  • “IRRAZIONALE”: il nuovo singolo di Michele Briganti che racconta la contrapposizione del pensiero maschile e femminile e l’irrazionalità dell’amore.

    Dopo il singolo “Hai Ragione Tu“, che è valso il piazzamento tra i finalisti della categoria “Over” al Premio Mimì Sarà 2020, Michele Briganti torna con un nuovo brano dal sapore fresco e coinvolgente… una svolta POP con la scelta “irrazionale” di un brano quasi estivo ormai fuori stagione…

    Irrazionale” è disponibile per lo streaming ed il download digitale a partire dal 02/12/2020.

    Il brano contrappone il modo di pensare e ragionare del mondo maschile e dell’universo femminile e le dinamiche di pensiero che, nonostante evidenti incomprensioni, possono trovare risposta con “…concetti irrazionali fatti solo di emozioni…”. forse il solo amore può rappresentare la forma di comunicazione universale capace di lenire le incomprensioni… perché si… quando esiste il vero amore 2 + 2 può dare qualunque risultato…
    persino un colore… Perché infondo lo sappiamo tutti … l’Amore talvolta è proprio “IRRAZIONALE” !


    Un arrangiamento assolutamente al passo con i tempi che strizza l’occhio al cantautorato pop degli “anni ’80” quando si miscelavano le code della dance in brani di sicuro appeal radiofonico… un brano spensierato ma al contempo piuttosto complesso nel suo messaggio di fondo e nell’interpretazione del testo.

    Arrangiato e Prodotto con la collaborazione di Wladimir Pascali il brano esce per l’etichetta musicale indipendente “110 bpm Production” e rappresenta il secondo atto della “trilogia” che l’autore dedicata al rapporto “uomo/donna” e che sarà parte integrante del prossimo EP già in lavorazione.

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    Michele Briganti è un Cantautore e Musicista Toscano. Nato, Cresciuto e Vissuto sulle colline Pistoiesi, fin da piccolo inizia ad appassionarsi alla musica suonando da prima l’organo elettrico e passando poi definitivamente, in età adolescenziale alla chitarra Acustica ed allo “strimpellamento” dell’Elettrica … Inizia a suonare giovanissimo alternando vari progetti di Band ad attività da solista e facendosi parallelamente le ossa nel mondo del “Piano Bar” e dell’intrattenimento per feste e cerimonie.

    Nel 2015 decide di avventurarsi in un progetto solista dedicandosi alla composizione di musiche e testi in un progetto di natura cantautorale. Composte alcune decine di canzoni decide di sintetizzare il lavoro nel suo primo album “Un Accendino Blu” che ha visto la pubblicazione nel febbraio del 2019. Il 30/09/2019 pubblica “Quello che mi hai dato (Radio Edit)”, brano già contenuto nell’album, in una nuova versione che anticipa il suo singolo “E Non Venirmi a Dire” pubblicato il 24/11/2019.

    Il singolo “Hai Ragione Tu”, disponibile dal 30/05/2020, è un brano dedicato alla figlia Ludovica ed introduce una “trilogia” basata problemi di “incomunicabilità” del mondo maschile e dell’universo femminile. Il secondo capitolo, “irrazionale”, è previsto in uscita il 02/12/2020.



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