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  • U-Power in tv con lo spot di Natale

    Dal 20 dicembre l’azienda di Paruzzaro protagonista in televisione con una simpatica campagna natalizia.

    È in onda da ieri sulle principali emittenti televisive nazionali lo spot di Natale U-Power, firmato dall’agenzia Visionworks srl, che proseguirà fino al 30 dicembre.  L’azienda, leader nel settore calzature e abbigliamento da lavoro, ha scelto di rivolgere al grande pubblico i suoi migliori auguri di buone feste attraverso una breve storia dai toni delicati e ricca di calore, divertente e rassicurante, in piena atmosfera natalizia.

    Focus dello spot è RedLion, la fortunata linea di scarpe antinfortunistiche che, grazie all’esclusiva tecnologia Infinergy®, restituiscono fino a oltre il 55% di energia ad ogni passo, scelta da una bambina generosa come dono per il lavoratore per eccellenza in questo periodo dell’anno. Il modello alto Hummer, in classe di protezione S3 CI SRC ESD, si rivela, infatti, il regalo perfetto per Babbo Natale: la giusta calzatura che lo aiuterà a lavorare in tutta sicurezza, per affrontare le discese dai camini più impervie con comodità e stile.

    U-Power, ancora una volta, mette in luce i valori del brand, attraverso un pensiero speciale che invita a vivere il Natale con il “55% di energia in più” e, soprattutto, con “100% di auguri in più!”.

     

    Guarda lo spot: https://youtu.be/OcCgbj33qsE

     

     

    www.u-power.it

  • ODCEC Bergamo: vicini a colleghi e professionisti colpiti dalla crisi

    Il 2020 ha messo la città di Bergamo di fronte a una realtà fatta di privazioni, sacrifici e distanze, testando duramente il suo tessuto sociale ed economico. L’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo, seppur nella lontananza fisica imposta dalle restrizioni, coglie l’occasione del Natale per esprimere la propria vicinanza a chi soffre e per un messaggio che la Presidente dell’Ordine Simona Bonomelli rivolge ai colleghi al fianco di tanti imprenditori e liberi professionisti colpiti dalla crisi pandemica.

    «La nostra categoria sempre evidenzia, grazie al supporto di ciascuno di noi, di avere ampie risorse da offrire per lo sviluppo del Paese, dimostrandosi competente nelle diverse situazioni che siamo chiamati ad affrontare e rivelandosi punto di riferimento per il tessuto sociale – sottolinea la Presidente Simona Bonomelli – Infatti, in ogni momento siamo consapevoli che ciascuno di noi è chiamato a farsi diligentemente e costantemente portatore dei valori di etica e legalità, che da sempre perseguiamo, dandone evidenza anche all’esterno, nell’ottica positiva di una categoria sempre al servizio del cittadino e delle Istituzioni, al fine del raggiungimento di migliori condizioni per l’intero Paese».

    Anche quest’anno, nonostante le difficoltà causate dalla pandemia, l’Ordine ha scelto di aiutare due realtà radicate sul territorio bergamasco: l’Opera Diocesana Patronato San Vincenzo e l’Associazione di Promozione Sociale a supporto della ricerca sui tumori cerebrali “Cancersucks”, che conta tra i promotori diversi iscritti all’Ordine.

    Avvicinandosi al termine del 2020, l’Ordine chiude un bilancio degli iscritti positivo con l’ingresso di 42 nuovi professionisti. In totale, gli iscritti sono 1735, di cui 1145 uomini e 590 donne. Tra questi, Silvio Cavalleri, Gianfranco Ceruti, Giovanni Legrenzi, Vincenzo Monorchio e Ignazio Roppolo hanno tagliato l’importante traguardo dei 50 anni di carriera.

  • Francesco Maria Mancarella “Fate”

    È uscito il 27 novembre il nuovo singolo del pianista leccese estratto dall’album omonimo uscito il 4 dicembre per INRI Classic.

    Fate è la speranza, l’ottimismo, la forza della determinazione e della perseveranza. 

     

    «È il brano che ha permesso la realizzazione di tutto il disco nonostante sia stato l’ultimo ad essere prodotto – dichiara Mancarella – questo perché le aspettative da parte mia erano così alte da aver paura di affrontarlo. È una melodia semplice ma non banale, ha un suono caldo e sinuoso ma al contempo forte e ricco. La composizione di Fate è nata in un periodo di scelte artistiche. Mi ha aiutato a scegliere la strada giusta così come mi ha aiutato a “chiudere” il progetto discografico in questione. È l’inizio e la fine».

     
    Nonostante sia stato composto un anno fa, l’attualità del tema della speranza, del destino da intendersi come capacità di ognuno di noi di scegliere per il domani, risulta attualissimo.

    Al beatbox ritroviamo Filippo Scrimieri, uno dei beatboxer più rinomati d’Italia, e al clarinetto  Lorenzo Mancarella.

     

    Il brano è il secondo estratto dall’album omonimo “Fate” (come destino, in inglese) in uscita per INRI Classic il prossimo 4 dicembre 2020. 

    La realizzazione del disco è legata alla campagna di crowdfunding completata con successo nel 2019 sulla piattaforma Eppela per PostepayCrowd.

     

    Radiodate: 27 novembre

    Etichetta: INRI Classic

    Distribuzione: Artist First

     

    BIO

    Francesco Maria Mancarella, è un compositore e pianista italiano. È diplomato presso il conservatorio Tito Schipa di Lecce in pianoforte Jazz e in tecnologie dell’industria audiovisiva con master universitario in composizione per musica da film. Ha all’attivo diverse pubblicazioni discografiche come autore, compositore, direttore musicale e produttore artistico.

    È conosciuto ai più per aver inventato e brevettato Il Pianoforte Che Dipinge, con cui è stato recensito su riviste, radio e televisioni nazionali ed internazionali come: Classic FM, Millionaire, Corriere Innovazione, Corriere della sera, RadioRai2 (Caterpillar), Tv2000, TeleNorba, Rai 1, Rai3, Fox ecc..

    Si esibisce per Piano City in piazza Duomo a Milano e sui prestigiosi palchi del Calatafimi Festival, Premio Barocco, Arena di Verona, Noah Festival, Maker Faire, Festivalshow e tanti altri.

    Collabora con grandi Orchestre del panorama nazionale ed internazionale come “Bulgarian National Symphony Orchestra” (Sofia), “Orchestra ritmosinfonica italiana”, “Souther Est Europe Orchestra”.

    Nel 2019 riceve il bollino qualità “Likes it” dalla prestigiosa rivista JazzIt per il disco “Condivisioni”. Si esibisce in teatro in tutta Italia dal 2017 al fianco dell’attore Enrico Lo Verso e con Ettore Bassi, Michele Mirabella, Enzo De Caro.

    Nel dicembre 2019, si esibisce al teatro delle Vittorie su Rai 1 in prima serata nel programma televisivo “I Soliti ignoti” condotto da Amadeus.

    Nel 2019 firma un contratto discografico con l’etichetta INRI con cui produrrà il suo secondo disco da solista.

    Insieme al pianista e compositore italo turco Francesco Taskayali, collabora con il premio Pulitzer e giornalista del NewYork Times, Ian Urbinia alla realizzazione delle colonne sonore per il progetto The OutLaw Ocean.

    Mancarella ha già pubblicato il singolo di piano orchestra “Endless” e un featuring con l’amico pianista già citato Francesco Taskayali, “Elsastrasse”. Mentre il brano “The Oceans” di Mancarella è nella compilation di INRI CLASSIC The shape of piano to come – Vol. I” uscito su Spotify il 28 ottobre 2020. 

     

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    Spotify: https://spoti.fi/38nvcEl 

     

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  • Braska presenta Fez

    Pop,rap,e soul quanto basta e la ricetta del nuovo singolo della giovane cantautrice

    “Ho scritto la canzone Fez  per una persona che ho amato tanto”. Dice Braska.
    Il titolo del brano è un omaggio alla nazionalità di questa persona e si riferisce a quanto lontano lo avrebbe  portato con la sua  musica, attraverso la metafora della chitarra. In questo brano si intrecciano continuamente i due mondi da cui l’artista proviene, ossia il mondo rap e quello del cantautorato che omaggia nominando De André nel pre-ritornello. Non è casuale che sempre nel pre-ritornello nomina queste due sue passioni con due versi dedicati, dicendo “Mi sentivo sola, ascoltavo sempre De André” che sta a significare la vicinanza che ha provato come piccola cantautrice/scrittrice verso un pilastro della canzone italiana; ma dicendo anche “Non vivo senza rap ma neanche senza di te” perché questo genere è diventato parte di se per tanti motivi, primo fra tutti la sincerità con cui vengono espressi pezzi di vita ed un concreto aiuto  in un momento difficile della sua vita. Infatti specifica che non riesce più a farne a meno, tanto quanto la persona a cui è dedicato il brano. Fez è pop, Fez è rap, Fez è un po’ soul, Fez raccoglie tante influenze sonore e liriche che nel 2020 si inseriscono bene anche nel contesto musicale italiano.

    Nonostante abbia già scritto parecchie canzoni prima di questa gli piace definire “Fez” come un punto di partenza, perché è solo l’inizio di una serie di brani che vogliono racchiudere queste due parti di se attraverso un sound unico e riconoscibile.

    Giulia Cerasoli (in arte Braska), nata e cresciuta a La Spezia, inizia a studiare canto e chitarra nell’anno 2011 presso la scuola Sonic Art Music Academy di Carrara. Ha partecipato a diversi concorsi canori in Versilia, a serate di musica live in piccoli locali e al concorso Clap&Win all’Alcatraz di Milano per ben due anni consecutivi, nel 2012 e nel 2013. Nello stesso anno prende parte a una formazione musical rock/blues con cui porta avanti un progetto di live e inediti fino al 2016. Sempre nel 2013 inizia un progetto discografico con etichetta milanese conclusosi nel 2016. Nel 2014 inizia a scrivere brani musicali (testo e musica) per poi partecipare nel 2017 al prestigioso Premio Lunezia, conquistando un posto in semifinale a Roma. Ha anche preso parte ad un coro gospel dal 2015 al 2018 ottenendo spesso ruoli da solista. In più dal 2016 diventa speaker ufficiale di diversi eventi di sport da combattimento (kick boxing, muay thai) con presentazione all’americana, cantando anche sigle d’apertura dei vari match. Sempre dal 2016 inizia a scrivere testi rap creando un progetto musicale attualmente in corso, il suo ultimo singolo uscito sul suo canale YouTube si chiama “GTT”.

    https://www.facebook.com/braskaofficial
    https://open.spotify.com/artist/7kXB60l8k5m3gj0373IDrb

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  • Julian Ross “Come ti va” è il singolo d’esordio del progetto musicale composto da Dario Andrea Chiricozzi, Danilo Luciani e Federico Forlani

    La band di origini romane propone un brano pop-rock elettronico a cavallo fra analogico e digitale, anticipando l’ep “Julian Ross” di prossima uscita.

     

     

     

    «Un uomo in giro per le vie del centro, sotto un giogo opprimente di luci ed ombre, di silenzi improvvisi seguiti da rumori assordanti, di aria fredda e madida di asfalto, senza meta, dritto incontro al muro di persone e di parole. E poi una notte d’agosto, le vie affollate della città, musiche che si confondono nelle luci abbaglianti dei locali di riviera, giovani che ballano come falene impazzite intorno a una lanterna, un uomo e una donna che si ritrovano come acrobati bendati a camminare su una fune tesa tra malinconica rassegnazione e consapevole espiazione di un amore perduto. Niente regole, nessuna geometria d’intenti, solo il desiderio di sfiorarsi nell’istantanea di un’estate che si arrende all’autunno dei ricordi».

    Il progetto Julian Ross rispecchia l’insieme delle esperienze e dei percorsi di una generazione che ha vissuto un’infanzia analogica, legata quindi alla sonorità dei grandi interpreti, e un’età adulta digitale, con una particolare attenzione alla continua evoluzione del panorama musicale contemporaneo. Con le sue influenze musicali elettroniche riferite a testi che indagano sull’animo umano, il gruppo esprime questa commistione di elementi. “Come ti va” ne è la diretta risultante. Atmosfere pop-rock cantautorali che possono esprimere ora rabbia e ribellione, ora sogno e speranza, in un’epoca piena di incertezze. Il singolo anticipa l’ep d’esordio “Julian Ross”, in uscita nel 2021.

    Autoproduzione

    Radio date: 18 dicembre 2020

     

    BIO

    Band formatasi nel 2019, il progetto Julian Ross trova la sua energia nella fusione tra musiche rock elettroniche e testi in stile cantautorale. Scorrendo sulla sottile linea che separa la melodia dalla rabbia liberatoria, in atmosfere a volte rarefatte e a volte drammatiche, spazia dalle sonorità della scena romana e bolognese degli anni ‘80, alla gelida musicalità elettronica. Nel loro primo lavoro in studio i tre ragazzi compiono un viaggio di esplorazione alla scoperta di suoni, notturni romani, emozioni, riff e visioni. A dicembre 2020 viene pubblicato il singolo d’apertura “Come ti va”.

     

    I componenti del gruppo sono: Dario Andrea Chiricozzi alla voce solista, cori, piano, synth, chitarra acustica; Danilo Luciani alla chitarra elettrica, basso, synth, programmazione, produzione; Federico Forlani alla batteria e pad elettronici.

     

    Contatti e social

     

    Facebook https://www.facebook.com/ladebaclesound

    Intstagram https://www.instagram.com/julianross_music/

    Youtube https://www.youtube.com/channel/UCTwSc8xYKQgNyY6w7-VdY2Q

     

  • Licenziamento per inidoneità fisica del lavoratore: possibilità di ridurre al minimo la sanzione risarcitoria

    La Cassazione rileva la sindacabilità del giudizio del medico competente o della ASL, ma fa leva sulla buona fede del datore di lavoro

    In tema di sicurezza sul lavoro, la Cassazione, con sentenze nn. 27201/2018 e 822/2020, ha ribadito la sindacabilità del giudizio del medico competente o della Commissione medica della ASL in ordine alla inidoneità psicofisica del lavoratore.

    Se, però, a fronte dei predetti giudizi, il datore di lavoro abbia adottato il licenziamento, rileva la buona fede del datore medesimo da cui discende l’applicazione della sola sanzione risarcitoria nella misura minima di 5 mensilità.

  • De Pierro su condanna Armando Spada, a Federica Angeli è andata meglio che a me

    Il presidente dell’Italia dei Diritti, poliziotto e giornalista, interviene sulla sentenza che punisce con un anno di reclusione il boss di Ostia e racconta l’aggressione ai suoi danni e la clamorosa censura disciplinare della Polizia di Stato, lamentando l’indifferenza della giornalista di Repubblica e neo delegata alle periferie di Roma Capitale nei suoi confronti

    Federica Angeli
    Roma – A più di sette anni dall’evento che, secondo l’accusa, avrebbe visto il noto boss di Ostia Armando Spada minacciare di morte la giornalista di Repubblica Federica Angeli, è arrivata, in primo grado la condanna a un anno di reclusione. La Angeli si recò nello stabilimento gestito da Spada per realizzare un’intervista e le minacce in esame sarebbero state rivolte al suo indirizzo per indurla a cancellare un video realizzato nella circostanza.

    Antonello De Pierro

    Sulla pronuncia sentenziale, che riconosce valida l’ipotesi di reato formulata dalla procura capitolina come tentata violenza privata, è intervenuto il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, il quale, anch’egli vittima di un’aggressione con minacce di morte da parte dello stesso esponente del clan Spada, ha tributato alla collega Angeli, da anni sotto scorta, numerose espressioni di solidarietà, fino a dedicarle un premio ricevuto qualche anno fa ad Aprilia, un riconoscimento valoriale che, nell’occasione, aveva rivolto anche al giudice Paolo Borsellino e alla sua scorta.

    Quando viene resa una sentenza che sanziona una condotta criminale — ha dichiarato De Pierro —, sempre che l’attività istruttoria e dibattimentale sia stata espletata correttamente per accertare la colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio, è sempre una buona notizia. In questo caso purtroppo non riesco a gioire molto, in quanto la giustizia ha in parte perso. Infatti la rubricazione della fattispecie comportamentale riconducibile al reato in esame vedrà abbattersi sulla vicenda processuale la mannaia inesorabile della prescrizione fra non molto tempo. Federica Angeli vive da anni sotto scorta e porta sulla sua pelle le cicatrici inguaribili di un periodo molto duro del suo cammino esistenziale. In ogni caso questa vicenda, che la vede vittima, ha avuto un esito quantomeno accettabile e comunque frutto di un percorso logico e regolare sotto il profilo giuridico, partito dall’acquisizione della notizia di reato, passato dalla disamina valutativa della sua fondatezza durante la fase delle indagini preliminari, approdato al rinvio a giudizio e, dopo la formazione, in sede dibattimentale, di una piattaforma probatoria tale da dare compiutezza al libero convincimento del giudice circa la colpevolezza dell’imputato, giunto alla statuizione sentenziale di condanna “.

    Nel 2007 Armando Spada si recò a casa di De Pierro, accompagnato in macchina da Alfonso De Prosperis, noto imprenditore della lavorazione del ferro a Ostia, e da sua moglie Angela Falqui, minacciando di morte e aggredendo lui e la sua famiglia, per farli desistere dal denunciare dei presunti abusi edilizi, risultati poi reali, con conseguente demolizione di un immobile abusivo, a seguito dell’esercizio di una vocatio in ius di parte in sede civile, nonostante 2 vigilesse di Ostia, Patrizia Sgueglia ed Emanuela Spito, non li avessero notati arrivando a dichiarare che era tutto regolare.

    Io e mio fratello abbiamo sentito colpire il cancello — ricorda il leader dell’Idd ed ex direttore di Radio Roma — e abbiamo visto un uomo che non conoscevamo, accompagnato da Alfonso De Prosperis e Angela Falqui, quest’ultima proprietaria di un immobile dove erano in corso dei lavori imponenti per i quali avevamo presentato più esposti sempre caduti nel vuoto, che ha iniziato a minacciarci di morte e quando siamo scesi in strada ci ha colpiti, mio fratello anche con un bastone. Abbiamo saputo in seguito che si trattava del famigerato boss Armando Spada, lo stesso che ora è stato condannato per le minacce a Federica. Quando giunse sul posto una volante del commissariato di Ostia successe qualcosa quantomeno di strano. I componenti della pattuglia si rifiutarono di sequestrare il bastone con cui il criminale aveva colpito mio fratello, nonché di perquisirlo dopo che avevo loro riferito che a un certo punto lo stesso aveva portato la mano alla tasca come per estrarre un coltello. L’ipotesi era verosimilmente fondata alla luce del fatto che l’esponente mafioso qualche tempo dopo era stato arrestato in quanto aveva tagliato la gola a una persona con un’arma da taglio“.

    A quanto pare il criminale avrebbe desistito dopo che il massimo esponente del movimento Italia dei Diritti, che era anche un poliziotto e storico sindacalista, prima del Siulp e poi della Uil Polizia, si sarebbe qualificato come appartenente alla Polizia di Stato.

    E’ incredibile e paradossale — continua De Pierro — che il procedimento penale avviato con la nostra denuncia, con un’informativa di P.G. redatta presso il commissariato di Ostia, sia stato affidato alla competenza decisionale del Giudice di Pace e sia finito vittima della mannaia della prescrizione prima che venisse esperita alcuna istruttoria dibattimentale. E’ questo il punto che non ho mai compreso e ancora mi perdo in una buia vallata di ipotesi. Federica Angeli, anni dopo l’episodio che mi ha visto vittima di Armando Spada, viene minacciata di morte dallo stesso personaggio. Una cosa gravissima che suscita giustamente l’indignazione di tutti e l’intervento deciso delle istituzioni. A Federica viene assegnata la tutela per motivi di sicurezza e ancora oggi mi risulta che goda di una sacrosanta protezione. Si giunge a un processo e ora possiamo registrare la sentenza di condanna, anche se di fatto inutile sotto il profilo pratico della pena da scontare da parte del condannato. Io e mio fratello, non solo siamo stati minacciati di morte, ma anche malmenati in concorso, con tanto di attestazione e previsione prognostica di un referto clinico, ma come legittimato a conoscere della vicenda viene individuato il Giudice di Pace e il procedimento addirittura viene inghiottito dalla palude della prescrizione prima ancora di far registrare alcuna istruttoria dibattimentale. Ma rispetto alla vicenda che coinvolge Federica nel mio caso c’è di più. Lei può solo, come chiunque creda nello stato di diritto, esprimere una cocente delusione per un procedimento che, causa la decorrenza dei termini prescrizionali, si ferma a una condanna in primo grado. Una disillusione con cui ho dovuto fare i conti anch’io e ciò sarebbe stato davvero poca cosa rispetto al detrimento che è stato arrecato alla mia persona e alle conseguente devastanti che mi hanno travolto. I signori De Prosperis e Falqui, i quali avevano accompagnato sotto casa mia, con la loro autovettura, il boss Spada per porre in essere l’atto intimidatorio in parola, presentarono una denuncia – querela contro di noi, probabilmente per attenuare la presenza ingombrante dello Spada, in cui si lasciarono andare ad affermazioni che sfidavano apoditticamente e senza alcun pudore le punte più alte del ridicolo, almeno per chi abbia il dono del buon senso e dell’obiettività valutativa. Dichiararono grottescamente che ‘il sig. Spada’ fu fatto nascondere nell’autovettura per evitare un suo coinvolgimento nell’aggressione che io e mio fratello avevano posto in essere contro di loro. In pratica chi aveva accompagnato in macchina il boss mafioso per minacciarci e aggredirci lamentava che noi avevamo usato violenza contro di loro e avevano fatto nascondere quest’ultimo, immagino molto spaventato, per non coinvolgerlo e proteggerlo dalla nostra aggressione.

    Per ciò che riguarda il bastone servito per colpire mio fratello, il suo utilizzo nella bizzarra e fantasiosa ricostruzione dei denuncianti era cambiato. In base alla loro versione dei fatti era servito all’esponente mafioso Spada per difendersi da un ‘pericoloso animale’ che io gli avrei aizzato contro, con riferimento a un cane di sei mesi di vita, peraltro di mio fratello, che era uscito dall’abitazione saltellando inoffensivamente come qualsiasi cucciolo di quell’età è abituato a fare.

    La relativa informativa di P.G., redatta presso la caserma dei Carabinieri di Casal Palocco e firmata dal maresciallo Giuseppe Liguori, allora comandante di stazione, indicò Armando Spada, autore dell’intimidazione mafiosa, come teste, ma non vennero riportati i suoi dati anagrafici (luogo e data di nascita), né fu scritto nulla sulla sua nota caratura criminale. Il conseguente procedimento penale che vedeva indagati me e mio fratello, con l’unica ‘colpa’ di aver subito un’aggressione da parte di un noto membro di vertice nella gerarchia di un clan malavitoso, non fece registrare alcuna istruttoria dibattimentale e fu inghiottito dalle sabbie mobili della prescrizione.

    E per quanto fosse già abbondantemente paradossale quanto accaduto fino a quel momento, al pieno trionfo dell’assurdo non avevamo ancora assistito e mai avrei creduto che potesse accadere quanto si verificò successivamente, un’altra surreale vicenda che si incardinò nel vergognoso divenire fenomenico che si era dispiegato fino a qual momento, raggiungendo livelli di illogicità e irrazionalità ardui solo da ipotizzare per chi, come me, ha fatto della giustizia,della legalità e dell’etica un modus vivendi imprescindibile e immarcescibile nel suo percorso esistenziale. E invece no. Non mi era bastato quanto già occorsomi, una circostanza che da anni mi fa vivere col cuore stretto nel terrore, quello che Federica ha in parte mitigato con la tutela assegnatale. Nel mio caso chi avrebbe dovuto difendermi, o quantomeno preoccuparsi, anche solo umanamente di ciò che stavo vivendo, ha segnato per sempre il mio cammino biologico e professionale nella Polizia di Stato“.

    Infatti De Pierro, poliziotto presso la Polizia di Frontiera di Fiumicino, per quei fatti ha subito un processo disciplinare con richiesta di destituzione. Senza ombra di dubbio può risultare strano e surreale, una trama filmica dello sceneggiatore più fantasioso, ma purtroppo e la triste realtà in cui si è trovato catapultato il reporter romano, noto anche per il suo impegno politico nelle istituzioni (è capogruppo dell’Italia dei Diritti, presso il Comune di Roccagiovine e nella Comunità Montana dell’Aniene, attualmente in liquidazione commissariale per favorire la trasformazione in Unione dei Comuni Montani, e consigliere in seno al consiglio dell’Unione dei Comuni Valle Ustica, nel territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale, dove il movimento da lui presieduto conta ben 25 amministratori eletti).

    Il dott. Tiziano Vetro, allora direttore della V Zona della Polizia di Frontiera di Fiumicino (parliamo del dicembre 2016), ha evidentemente ritenuto attendibili le strambe dichiarazioni di chi ha accompagnato il boss Spada in auto per aggredire l’agente – giornalista e l’ha deferito al Consiglio Provinciale di Disciplina. La funzionaria istruttrice Eva Claudia Cosentino, nominata dall’allora questore di Roma Nicolò D’Angelo, pur essendo stata resa compiutamente edotta sulla circostanza dell’aggressione di stampo mafioso, insistette per la rubricazione dell’estrema censura disciplinare individuata nella destituzione dai ruoli. Il Consiglio Provinciale di Disciplina, presieduto dal vice questore vicario Giovanni Battista Scali, lo ritenne comunque meritevole di sanzione, derubricata però in deplorazione, una proposta avallata e resa definitiva dal capo della Polizia Franco Gabrielli. Risultato: carriera bloccata. Infatti l’approdo decisionale compresse ogni opportunità di avanzamento carrieristico e di miglioramento economico per il numero uno dell’Idd e ne ha determinato l’esclusione dal concorso per l’accesso alla nomina di vice ispettore.

    E’ innegabile che le ragioni della logica più elementare, contro le quali ha cozzato inesorabilmente nella congiuntura, si ribellano categoricamente di fronte a un provvedimento in cui la vittima di un’aggressione mafiosa, poliziotto, invece di essere tutelata, viene perseguita e punita come se fosse colpevole dalla Polizia di Stato, che la sanziona disciplinarmente.

    E’ lapalissiano — riprende De Pierro — che ogni criterio di diritto e di giustizia in questa circostanza sia spirato inesorabilmente e abbia dato vita al trionfo dell’iniquità più illogica e inspiegabile. Tanto più che dopo la notifica dell’inizio del procedimento sono stato inviato presso il Dipartimento Militare di Medicina Legale di Roma – Cecchignola al fine di verificare la mia idoneità, sotto il profilo clinico, al servizio, con il quesito diagnostico riferibile ad ansia reattiva situazionale, direi fisiologica nell’immediatezza della palese ingiustizia che mi ha visto vittima. Dopo un lungo periodo di convalescenza, a spese dei corpi collettivi, sono stato giudicato idoneo al servizio. A seguito delle notifiche dei provvedimenti che hanno suonato il de profundis per il mio avanzamento professionale e per ogni miglioramento economico, compresa l’esclusione dal concorso per accedere alla qualifica di vice ispettore, è stato deciso un nuovo invio presso la Cmo. Altro lungo periodo in malattia, sempre a carico della collettività, che avrebbe certamente evitato di pagare un dipendente in malattia se un bel giorno il dott. Tiziano Vetro non avesse attribuito affidabilità alle dichiarazioni di persone in rapporti con un famigerato clan malavitoso, peraltro senza alcun supporto istruttorio-dibattimentale, e avesse deciso di censurare disciplinarmente la vittima di un agguato mafioso, e poi è giunta la statuizione di non idoneità al servizio. Tradotto in termini pratici significa pensione baby a poco più di 50 anni sulle spalle di chi è costretto, dalle norme in vigenza sulla quiescenza, ad andare in pensione a 67 anni. Non potevo assolutamente accettare, sotto il profilo etico e morale, una cosa simile a danno dei cittadini, anche perché non solo io, ma chiunque mi conosce sa perfettamente che l’asserita ansia persistente da eventi stressanti, peraltro nel caso cagionata da una vicenda disciplinare che non avrebbe mai dovuto esistere in una dimensione valutativa di corretta applicazione della logica,prima che del diritto, tale da pregiudicare la mia efficienza operativa in servizio, è ben lontana dal mio reale stato clinico. Per di più, con mio sommo stupore, ho scorto tra le righe del verbale di riforma che io avrei, a loro dire, scarsi rapporti sociali, una circostanza che, con tutto il rispetto, mi fa ritenere inattendibile l’intera statuizione della Commissione Medica Ospedaliera della Cecchignola. Su questo mi piacerebbe che chi ha formulato tale assurdità circa i miei tratti di personalità, agevolmente confutabili da una semplice ricerca su qualsiasi motore di ricerca, a conferma della mia intensa e perpetua attività pubblica, si assuma le sue responsabilità e spieghi pubblicamente come sia giunto a tale conclusione tragicomica, che sta suscitando sonore risate da parte di chiunque ne venga a conoscenza.

    Ora la pronuncia decisionale afferente alla mia idoneità al servizio, affinché non venga confermata l’attuale posizione che mi vede un baby pensionato a spese di chi dovrà, ahimè, suo malgrado, lavorare fino a età avanzata per pagare il mio trattamento di quiescenza, passa alla Commissione Interforze di II Istanza, che ha sede presso l’Ospedale Militare Celio di Roma ed è attualmente presieduta dal Brigadier Generale Mauro De Fulvio, l’organo di gravame deputato a conoscere dei ricorsi avverso le decisioni assunte dalle varie Cmo dislocate sul territorio nazionale, che ho adito nella speranza di veder riformare, melius re perpensa, la deliberazione promanante dai medici della Cecchignola e sancire il mio rientro in servizio, purtroppo con un pregiudizio incommensurabile in termini di progressione carrieristica ed economica, effetto dispiegato dal provvedimento assunto nei miei confronti, reo semplicemente di essere stato vittima di un’intimidazione mafiosa da parte del boss Armando Spada.

    E’ questa la grande differenza che intercorre tra me e Federica Angeli. Lei ha potuto assistere al processo contro chi l’avrebbe minacciata. A me, non solo non è stato concesso ciò che dovrebbe essere logico in uno stato di diritto, ma ho addirittura dovuto subire conseguenze paradossali per aver denunciato. Colgo l’occasione di esprimere nei confronti di Federica il mio rammarico per non aver ricevuto mai una parola di conforto e solidarietà da parte sua in merito alla vicenda di cui sono stato e sono ancora vittima, cosa che io ho fatto, com’è noto, in più occasioni al suo indirizzo. E se prima ciò era un auspicio e un legittimo desiderio, purtroppo mai soddisfatti, ora, in virtù della sua recente nomina istituzionale in qualità di delegata alle periferie, è una pretesa, da cittadino romano legato alla sua città e paladino della legalità e della giustizia. In virtù della sua figura di personaggio antimafia esprima pubblicamente il suo parere sulla vicenda che vede me e la mia famiglia vittima di persone in rapporti con il clan Spada, dello stesso boss Armando Spada e di vari personaggi istituzionali che spesso hanno favorito, con le loro omissioni ai nostri danni, il clan stesso. E naturalmente sarebbe auspicabile anche che spendesse qualche parola sulle grottesche e gravissime conseguenze di tutto ciò sulla mia attività di poliziotto.

    Questa è una richiesta che rivolgo anche alla sindaca Virginia Raggi, peraltro originaria di Roccagiovine, il comune dove siedo in consiglio comunale, la quale ha dichiarato, in occasione della condanna nei confronti di Armando Spada, di essere ‘sempre al fianco dei cittadini che denunciano e combattono con noi contro la criminalità’. Ebbene non mi risulta di averla mai vista al nostro fianco in questa battaglia per la legalità, né che abbia mai speso una sola parola in merito, pur essendo stata resa edotta più volte in merito alla kafkiana vicenda. Come non ho mai scorto la sua presenza in via Peio, all’Infernetto, per verificare al civico 34 le clamorose omissioni di 2 vigilesse capitoline, le quali, come ho già ampiamente dimostrato, sono riuscite a non vedere lapalissiani abusi perpetrati da persone in rapporti col clan Spada, asserendone peraltro addirittura la regolarità. Il tempo dei proclami è terminato. Alle parole auspicheremmo che seguissero azioni concrete, perché ogni denuncia rimasta inascoltata da parte di vittime di mafia, non solo è una sconfitta per le istituzioni democratiche e per tutto il parenchima sociale sano, ma è un regalo indiretto che si porge su un piatto d’argento allo stesso sistema mafioso, che si autoalimenta, purtroppo, grazie alle complicità reciproche con cellule deviate presenti, come spesso inchieste giudiziarie o giornalistiche mettono in luce, nell’apparato amministrativo. Decontaminare le istituzioni dalle infiltrazioni imponenti e pervasive che le hanno messe sotto scacco è una priorità imprescindibile e improcrastinabile, se vogliamo sperare nella palingenesi capitolina. In tal senso la sfida vincente del futuro risiede in un percorso di edificazione collettiva nel terreno della legalità“.

  • Nuova lastra Knauf Fine Thermal Board da 2 metri: ancora più facile da applicare

    Il nuovo formato della lastra che ha messo fine al problema dell’umidità aumenta le possibilità di applicazione mantenendo inalterate caratteristiche tecniche e prestazionali.

    Knauf, multinazionale leader in soluzioni e sistemi per l’edilizia moderna presente in Italia e in oltre 60 nazioni nel mondo, annuncia l’introduzione del nuovo formato da 2 metri di Fine Thermal Board, la lastra innovativa che contiene tutta la tecnologia necessaria a mettere la parola “fine” al problema di umidità, muffa e isolamento termico dei locali.

    Pensata per abbinare facilità di applicazione e il massimo delle prestazioni a spessori estremamente ridotti, Knauf Fine Thermal Board è realizzata accoppiando una sottilissima ma resistente Knauf Flexilastra a un isolante in polistirolo espanso estruso sinterizzato, che oltre al ridotto spessore coniuga una maggiore flessibilità, mantenendo elevata la resistenza alla compressione. Queste caratteristiche rendono la Knauf Fine Thermal Board ideale anche su murature irregolari.

    Grande flessibilità di applicazione. Il nuovo formato da 2 metri ne incrementa ulteriormente le possibilità di applicazione e risulta particolarmente adatto, per esempio, in ambienti o situazioni dove la luce disponibile è minore di 3 metri (situazione tutt’altro che rara) senza che sia necessario tagliare o modificare la lastra Knauf Fine Thermal Board grazie al suo ridotto spessore, da 9,5 a 15,5 mm a seconda della versione, permette di completare facilmente l’opera di isolamento termico tamponando anche le zone più difficili come sotto davanzali, finestre e sotto finestre, nicchie di radiatori, cassoni di tapparelle, bordi attorno agli interruttori, e ogni altro contesto in cui le tradizionali lastre non si possono applicare.

    Stop a umidità e muffe. Con Fine Thermal Board bastano pochi millimetri per raggiungere un alto coefficiente di permeabilità al vapore, che la rende particolarmente adatta in ambienti umidi o in presenza di muffe, dove risolve questi problemi con estrema facilità; parimenti, abbatte facilmente i ponti termici dovuti alla presenza di travi, pilastri o spallette di porte e finestre. Grazie all’isolante e all’azione di isolamento termico è particolarmente efficace per eliminare le condense che per differenza di temperatura si creano sui muri particolarmente freddi e che, assorbite dalla parete, producono muffe e ammaloramenti.

    Per uno splendido isolamento. Knauf Fine Thermal Board è la soluzione ideale anche per l’isolamento termico di ogni casa in cui c’è poco spazio e non è possibile realizzare un cappotto esterno, oppure dove si è alla ricerca di una posa facile e veloce per ridurre al minimo i tempi di realizzazione dell’isolamento. La semplice installazione delle lastre Knauf Fine Thermal Board permette infatti un notevole miglioramento dell’isolamento, con un risparmio energetico del 36% (i singoli casi sono riportati sulla brochure creata per questo prodotto e si può scaricare sul sito www.knauf.it).

    Semplicità d’uso e versioni per tutte le necessità. Anche la nuova versione da 2 metri di Knauf Fine Thermal Board garantisce grande versatilità e semplicità di finitura; la lastra è disponibile in 3 versioni:

    –           Lastra Fine Thermal Board spessore 9,5 mm
    –           Lastra Fine Thermal Board spessore 12,5 mm
    –           Lastra Fine Thermal Board spessore 15,5 mm

  • La vasca da bagno per persone con difficoltà motorie: la soluzione per un bagno sereno

    Il bagno è un momento dedicato all’igiene intima che va vissuto piacevolmente e con rilassatezza, ma per le persone disabili o per gli anziani con capacità motorie ridotte non è così se, non si dispone di una doccia o una vasca adeguata.

    Le cause delle effettive difficoltà oggettive sono dovute all’entrata e all’uscita dalla vasca, oltre che all’impossibilità di sedersi autonomamente, il che rende molto difficile riuscire a lavarsi in autonomia e in tranquillità.

    Il problema del bagno per chi ha difficoltà motorie

    Il problema del bagno per i disabili e le persone anziane con difficoltà motorie è spesso dovuto alla progettazione del bagno stesso, in cui per lo più si installano docce invece che vasche.

    Le vasche per disabili e anziani sono più compatte e sicure, si adattano agli spazi a disposizione e permettono un accesso facilitato proprio a chi si muove sulla sedia a rotelle.

    È importante rendere la casa e, in particolare il bagno, agevole per la persona che presenta difficoltà di movimento,  evitando che provi un senso di inadeguatezza.

    Per fare ciò bisogna rimuovere tutte le eventuali barriere architettoniche all’interno della propria abitazione e nel bagno, in modo da rendere gli ambienti accessibili e fruibili per tutti.

    Le soluzioni sul mercato

    In commercio sono disponibili diverse tipologie di vasche pensate per i disabili e le persone con ridotte capacità motorie, prima di sceglierne una bisogna valutare la situazione del singolo individuo, in modo da capire quali sono le reali capacità di movimento.

    Tra gli ostacoli che incontrano le persone con difficoltà motorie, in particolare ci sono l’entrata e l’uscita dalla vasca da bagno e la seduta stabile e sicura.

    La soluzione a questi due problemi si trova nella scelta di vasche da bagno per disabili con sportello e di vasche da bagno motorizzate.

    Vasche da bagno con sportello

    Le vasche con sportello sono la soluzione perfetta per disabili e anziani, in quanto permettono un accesso sicuro alla vasca grazie anche al fondo antiscivolo di cui sono dotate.

    L’apertura è esterna per evitare che si crei ingombro e per lasciare libero il passaggio anche per entrare eventualmente con la carrozzella. La persona può aiutarsi con le maniglie posizionate ai bordi e all’interno della vasca, per sollevarsi e sedersi su una sedia progettata con un’inclinatura che impedisce lo scivolamento del corpo in avanti.

    Questo tipo di vasche per disabili può essere personalizzata per dimensioni, design e optional, con il risultato di avere a disposizione una vasca sicura e adeguata alle proprie esigenze.

    Vasche con seduta motorizzata

    Le vasche da bagno motorizzate (vedi per esempio https://www.vaschedocce.it/vasche-da-bagno-motorizzate/)sono dotate di sedile motorizzato che si alza e si abbassa all’interno della vasca stessa, per permettere di spostarsi in fondo o alzarsi senza alcuna fatica.

    Questo tipo di vasca per disabili e anziani è particolarmente indicata quando la persona necessità di un aiuto importante per passare da una posizione all’altra.

    Anche in questo caso, la seduta motorizzata è comoda, sicura e ha un fondo antiscivolo. La vasca può essere personalizzata per adattarsi alle dimensioni del bagno e alle specifiche richieste.

  • Il gatto Ragdoll e gli anziani, intesa perfetta

    Il Ragdoll è un gatto dall’indole eccezionalmente buona, amorevole e tranquilla. Questo carattere “pacioso” lo rende il compagno perfetto di tutte le persone sole, emotivamente fragili e bisognose di affetto.

    Non a caso, la pet therapy si avvale sempre più spesso di questa razza felina per curare vari tipi di disagio psicologico, soprattutto quello dovuto a traumi e carenze affettive.

    Tra le persone che possono trarre beneficio dalla sua compagnia, gli anziani occupano sicuramente un posto di rilievo.

    Negli ultimi anni, infatti, il problema della “solitudine dell’anziano” ha acquisito una risonanza sempre maggiore a motivo delle sue tante (e spesso gravi) implicazioni.

    Nella terza età, la persona può ritrovarsi infatti improvvisamente sola e senza scopi: il lavoro, che prima assorbiva gran parte della sua giornata, ora viene a mancare lasciando un profondo senso di vuoto e di inutilità.

    Anche quando gli interessi non mancano, può mancare qualcuno con cui condividerli: i figli, gli amici, i parenti, lo stesso coniuge possono per svariati motivi essere assenti o distanti.

    Un piccolo amico peloso può colmare queste carenze, illuminando la vita e dandole nuovo valore.

    Molto più del cane, il gatto Ragdoll è particolarmente adatto agli anziani, perché unisce all’amorevolezza e alla dedizione tipica del “migliore amico dell’uomo” la proverbiale autosufficienza dei felini.

    Silenzioso, mansueto e assolutamente non aggressivo, il Ragdoll si fida totalmente del suo umano e trascorre la sua esistenza in completa simbiosi con lui.

    E’ un gatto che ama gli ambienti tranquilli, ma che detesta la solitudine e la soffre in modo patologico.

    La sua giornata ideale è quella passata accanto al padrone, condividendo ogni attimo fra coccole, parole dolci e sguardi innamorati.

    Molto intelligente, impara e ubbidisce con prontezza, tanto è il suo desiderio di compiacere la sua “dolce metà” umana.

    Scegli quindi un Ragdoll per te o per una persona anziana che ti è cara: con un amico così accanto, chiunque può ritrovare la gioia di vivere e la forza interiore che solo un amore puro e incondizionato è in grado di dare.

    Per saperne di più >>

  • Ræstavinvè “Samurai” il nuovo singolo del duo pugliese che unisce la voce e la scrittura di Stefano Resta e Vincenzo Vescera

    Una lotta che si trasforma in danza, elegante e potente a un tempo, interpreta con le immagini il singolo cantato dal duo artistico che si prepara all’uscita dell’album d’esordio “Biancalancia”, supportato da Puglia Sounds Record.

     

    Il rumore di un piano che riparte sul manto nevoso di una notte colorata dai suoni orientali. Con questa immagine RaestaVinvè pubblica una nuova canzone d’amore dal gusto agrodolce, attingendo ancora dai brani che faranno parte dell’album “Biancalancia”. Ancora una volta il duo pugliese prova a costruire un indie senza tempo: una batteria britannica, un riff di piano sognante e qualche nota di telecaster harristoniana accompagnano la voce dei due cantautori, che si alternano per delineare i contorni indistinguibili di un amore naufragante. 

    “Samurai” affonda le sue radici in un brano anglofono di Raesta, ma si smalta di note pungenti grazie alla voce di Vinvè. 

    «Il risultato che volevamo raggiungere e che è stato assicurato da Maurizio Loffredo degli Artigiani Studio, era quello di offrire una poetica battaglia in un anno dai sapori compressi» RaestaVinvè

     

    Il videoclip, ancora una volta, è affidato al regista francese Giovanni Di Legami (già all’opera con “Non sono nato ieri” e “Tequila”). Girato a Metz in Francia, è interpretato da Ania Kurek e Reda Brissel e si compone di frammenti che catturano le evoluzioni di un giovane e della sua compagna in una lotta senza esclusioni di colpi da cui i due usciranno arricchiti l’uno dall’altra.

     

    L’album “Biancalancia”, di prossima uscita, vede la co-produzione di Maurizio Loffredo ed evidenzia la forte ricerca di nuove sonorità dal sapore internazionale. Intense sezioni ritmiche, tocchi rapidi di pianoforte, suoni sintetizzati e campionati alternati a strati di chitarre ipnotiche, sono il marchio di fabbrica dell’intero progetto. I RæstaVinvE non rinunciano alla poetica leggera ed autoironica della corrente indie italiana, senza però mai avvicinarsi al comune ed attuale mondo dell’home recording, volutamente low-fi.

    Il progetto del duo è supportato e co-finanziato da Puglia Sounds Record 2020/2021, la nuova linea di intervento per sostenere e rilanciare il comparto musicale messa in campo da Puglia Sounds, il programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale regionale attuato dal Teatro Pubblico Pugliese. Un risultato importante per un’azione, unica in Italia, pensata per accompagnare il rilancio dell’attività di artisti, operatori, etichette discografiche, produttori.

    Etichetta: VinveMultimedia

    Radio date: 18 dicembre 2020

     

    BIO

    RæstaVinvE è un duo di origini pugliesi composto da Vincenzo Vescera (Vinvè), produttore e cantautore, e Stefano Resta (Ræsta), medico e cantautore polistrumentista. I due debuttano come unica ma biunivoca entità artistica con il progetto discografico di mutuo soccorso “Biancalancia”, che verrà pubblicato prossimamente. Il loro sound affonda le radici nell’alternative rock (è possibile riconoscere le influenze di alcuni artisti anglosassoni come Radiohead, Elliott Smith, Grizzly Bear), dando uno sguardo alle atmosfere indie più contemporanee e collegandosi anche ad un pop cantautorale italiano più tradizionale. Il 15 maggio 2020 esce il primo singolo estratto dall’album Biancalancia, “Non sono nato ieri”. Il 19 giugno arriva in radio il secondo singolo “Senza cuore”, il 9 ottobre è il turno di “Tequila”, per arrivare al singolo “Samurai” in uscita il 18 dicembre 2020.

     

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  • Fondo di garanzia: serve un ponte tra banche e imprese per fronteggiare la crisi

    Quasi un milione e mezzo di domande e più di 115 miliardi di euro di finanziamenti erogati dal 17 marzo al 9 dicembre 2020. Sono i numeri del Fondo di Garanzia che – potenziato dal DL “Cura Italia” e dal DL “Liquidità” – sta supportando le piccole e medie imprese italiane nel fronteggiare i mesi più bui della pandemia. Uno strumento che solo in provincia di Bergamo – tra le più colpite dall’emergenza sanitaria – è stato oggetto di oltre 28 mila operazioni con più 3 miliardi e 200 mila euro finanziati. Bergamo è stata, infatti, dopo Brescia e Milano, la provincia che in Lombardia ha fatto maggior uso del Fondo di Garanzia. E anche a livello nazionale, si è posizionata subito dopo i centri più grandi come Roma, Torino e Napoli. A dimostrazione di quanto il tessuto imprenditoriale locale sia stato scosso dalla crisi da Coronavirus.

    Secondo i dati diffusi dall’ISTAT, infatti, l’impatto della crisi sulle imprese italiane è stato di intensità e rapidità straordinarie: solo nella fase 1 dell’emergenza sanitaria (tra il 9 marzo e il 4 maggio), il 45,0% delle imprese con 3 e più addetti (458 mila, che assorbono il 27,5% degli addetti e realizzano il 18,0% del fatturato) ha sospeso l’attività e oltre la metà delle imprese (37,8% di occupati) ha previsto una mancanza di liquidità per far fronte alle spese che si presenteranno fino alla fine del 2020. Il 38,0% (con il 27,1% di occupati) ha segnalato rischi operativi e di sostenibilità della propria attività e il 42,8% ha richiesto il sostegno per liquidità e credito (DL 18/2020 e DL 23/2020).

    Un impatto fortissimo, condizionato – secondo quanto evidenziato da Commissione EU, Bankitalia e ISTAT -, da diversi fattori: uno shock dell’offerta dovuto alla perturbazione delle catene di approvvigionamento, uno shock determinato da una minore domanda da parte dei consumatori, l’effetto negativo dell’incertezza sui piani di investimento e l’impatto sulla liquidità per le imprese, sia quelle solvibili che meno solvibili. Da qui, il ruolo fondamentale delle banche e degli altri intermediari finanziari nel far fronte agli effetti a di Covid-19 per mantenere il flusso di credito all’economia.

    «Il Fondo di Garanzia è stato uno strumento da sempre molto richiesto, ma con la pandemia gli accessi sono cresciuti esponenzialmente, anche grazie alle nuove modalità di erogazione e alle modifiche apportate nelle tempistiche, diventate più snelle. Il DL Liquidità inoltre ha previsto l’ammissibilità di micro, small e mid cap, ovvero imprese con un numero di dipendenti fino a 499, e, limitatamente ai finanziamenti fino a 30 mila euro, anche di persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, broker, agenti e subagenti di assicurazione, ed enti del Terzo settore, che prima erano esclusi. Delle novità importanti specie per un territorio come quello di Bergamo, da sempre contraddistinto per uno spiccato tasso di imprenditorialità» – commenta Giorgio Berta, socio fondatore di BNC, Studio associato Berta, Nembrini, Colombini specializzato in consulenza societaria, fiscale e del lavoro che al tema ha dedicato un webinar richiedendo l’intervento degli esperti di Soluzioni Bancarie, consulenti che supportano le imprese nel rapporto con gli istituti di credito.

    L’accesso al Fondo di Garanzia, infatti, non può avvenire in modo diretto da parte di imprese e professionisti, ma quest’ultimi devono rivolgersi a una banca per richiedere il finanziamento e, contestualmente, richiedere che sul finanziamento sia acquisita la garanzia da parte del Fondo. Sarà la banca stessa a occuparsi della conduzione della pratica di finanziamento e di ottenimento della garanzia. In alternativa, ci si può rivolgere a un Confidi che garantisce l’operazione in prima istanza e richiede la controgaranzia al Fondo. In questo contesto diventa quindi fondamentale poter contare su esperti del settore chiamati a valutare, insieme a Banche e Imprese, la miglior struttura della pratica per essere compliance con la normativa vigente e per assicurarne la sostenibilità nel medio e lungo termine, valutazione basata sulla stima dei flussi di cassa e sugli investimenti programmati.

    «I decreti che si sono susseguiti negli ultimi mesi hanno più volte cambiato le regole del gioco, le modalità di applicazione dello strumento e le finalità ammesse. Per le aziende non è semplice districarsi in questo contesto. Per questo, negli ultimi mesi abbiamo capito ancora più chiaramente quanto ci sia bisogno di un ponte tra banca e imprese, non in ottica di “mediazione creditizia” ma di affiancamento costante nelle scelte di natura finanziaria, a tutela di Banche e Imprese. Il Fondo di Garanzia, così come è oggi, è uno strumento utile e interessante, ma permane la questione della complessità che rischia di bloccare quelle realtà che non hanno una competenza finanziaria specifica. Una condizione molto diffusa tra le imprese italiane, sulla quale dovremo riflettere seriamente in futuro» – commentano Andrea Foini e Cristian Fusili, amministratori di Soluzioni Bancarie.

    Il Temporary Framework è stato infatti esteso e integrato più volte negli ultimi mesi dalla Commissione Europea, con l’obiettivo di consentire alle singole economie nazionali di sostenere il tessuto imprenditoriale anche in deroga alla disciplina ordinaria sugli aiuti di Stato. La vera scommessa, ora, è capire quali scenari si prospettano in futuro e come le imprese potranno riposizionarsi, alla luce di una situazione sempre più deteriorata. Il Fondo Monetario Internazionale ha infatti stimato una riduzione del PIL, a livello globale per il 2020, del – 4,4%, con una ripresa, nel 2021, del +5,2%. E per quanto attiene al nostro Paese, le stime FMI indicano un calo del prodotto interno lordo del –10,6% nel 2020, con una parziale ripresa nel 2021 (+5,2%). La recessione più severa, assieme a quella della Spagna, prospettata dal Fondo di Garanzia per i principali Stati membri dell’UE.

  • Davide Romanò: una pittura dalla personalità forte e sensibile

    In una fase epocale come quella che stiamo attraversando in questo tribolato 2020, ritengo che artisti come Davide Romanò siano ancora più meritevoli di considerazione, stante il prezioso contributo apportato per tenere alta l’attenzione sul mondo dell’arte contemporanea in generale e per dare anche una spinta propulsiva di positività e di fiducia verso il futuro, nonostante il momento così incerto e sospeso in un divenire sconosciuto”. Così la Dott.ssa Elena Gollini rimarca la sua posizione favorevole nei confronti dell’artista Romanò e del suo operato pittorico. E ancora prosegue asserendo: “Purtroppo ho visto tanti artisti in questo anno farsi travolgere e farsi trascinare dagli eventi burrascosi che ci stanno scuotendo e sferzando a livello sociale e collettivo e purtroppo ci sono ancora tanti che si faranno fermare e arresteranno il loro fervore creativo. Davide, invece sta davvero primeggiando e sta compiendo una sua evoluzione progressiva a prescindere, senza lasciarsi influenzare e bloccare. Questo atteggiamento dimostra senza dubbio la sua indole impavida da gladiatore, che si trasmette in toto dentro gli scenari compositivi e denota la forte personalità della sua pittura. Al contempo, questa vis interna e connaturata dentro le rappresentazioni viene intrecciata e associata ad una sensibilità speciale, ad un’empatia distintiva, ad una spontanea e autentica intuizione e rende le rievocazioni ancora più suggestive, avvalorando anche quella componente umana che è alla basa della sua fervida ispirazione creativa. Davide sta dunque riuscendo a portare avanti al meglio e a consolidare in modo radicato la sua meritevole posizione di primo piano nello sfaccettato comparto del panorama attuale e avanza e procede con fierezza. Essendo quasi giunti ormai al termine di questo 2020 sono certa che anche nel 2021 sarà pronto per dare e darsi al massimo e per superare qualunque ostacolo, difficoltà e impedimento, poiché la paura e l’incertezza vengono completamente compensate dalla consapevolezza del benessere totalizzante e totalitario del fare arte e del metterla a disposizione a cuore aperto e senza riserve. Auguro di cuore al caro Davide di concludere alla grande questo 2020 e di iniziare altrettanto alla grande il 2021, all’insegna di quell’ispirazione pulita, pura, incontaminata, incondizionata, che lo contraddistingue da sempre e di quel desiderio non speculativo di mettersi al servizio del prossimo, di ciascuno che voglia entrare in contatto con la sua arte e di allacciare un simbolico cordone di collante. Perché, per Davide l’arte è prima di tutto sinonimo di vita consapevolmente e responsabilmente condivisa”.

  • Il blu di purezza spirituale protagonista nella pittura di Roberto Re

    Chi osserva le opere pittoriche densamente materiche e corpose realizzate da Roberto Re viene subito catturato e conquistato dal particolare colore blu protagonista della sua ricerca sperimentale, che diventa simbolo di purezza spirituale e di sublimazione elevata. La Dott.ssa Elena Gollini che segue con grande stima e ammirazione il percorso artistico di Re è rimasta molto colpita dall’evoluzione e dalla crescita dimostrata nell’approdare a questa formula espressiva, che celebra il blu e ne enfatizza lo speciale potere ammaliante e la dirompente capacità evocativa sottesa e insita nella connotazione genetica stessa. A riguardo ha affermato: “Chi osserva le opere di Roberto dedicate allo studio del blu viene automaticamente catapultato dentro un meccanismo riflessivo molto particolare, dove i pensieri si accendono e si concretizzano dentro lo scenario immaginifico prospettato tra le pieghe e gli anfratti della narrazione di sintesi astratta. Blu sinonimo dunque di purezza e di spiritualità, di intensità e di profondità di vedute, blu come la notte, come il cielo, come il mare, come la poesia dell’anima che appassionata si lancia a volteggiare flessuosamente e sinuosamente e si libra in un volo onirico fantastico. La produzione di Roberto ispirata al colore blu ha un contenuto marcatamente spirituale, declinato anche verso una mistica trascendenza e verso una componente animista e simbolista. È come se ogni quadro fosse di per sé protagonista di uno slancio sentimentale qualificante e avesse a monte una propria ideazione progettuale esclusiva e distintiva, una specifica motivazione di fondo, una radice di fondamento solida e consistente, come una sorta di peculiare ideogramma innalzato a simbolo chiave dell’esistenza, del senso dell’essere, dell’essenza più intima e intimista. Ecco, perché accanto alla valutazione formale senza dubbio meritevole di positiva considerazione, non si può assolutamente prescindere da un parametro valutativo connesso al prezioso contributo subliminale che le opere forniscono e offrono alla fruizione attenta e sensibile. Guardare un’opera d’arte infatti per Roberto è un’esperienza di penetrazione e di compenetrazione completa, totale e totalizzante, che deve scuotere da dentro e deve provocare un’azione-reazione viscerale autentica e sincera, un momento di analisi e di autoanalisi pienamente cosciente e consapevole”.

    Consultate il sito di Singulart per visionare il circuito di opere in vendita:

    https://www.singulart.com/it/artista/roberto-re-19205

    E il sito della galleria Wikiarte:

    https://www.wikiarte.com/roberto-re

  • La Conferenza delle Regioni incalza il Ministro Franceschini sulla crisi dei parchi permanenti

    La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome guidata dal Presidente Stefano Bonaccini accoglie la richiesta dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani e incalza il Governo, con particolare riferimento al Ministro Dario Franceschini, affinché i parchi divertimento siano inseriti nel novero delle imprese turistiche.

    Dal punto di vista formale, il processo prevede un’integrazione del “Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo” (D.Lgs. 23 maggio 2011, n. 79) abbinata ad una modifica dei Codici Ateco: il settore dei parchi, infatti, attualmente è considerato tra le attività di spettacolo.

    Le parole di Giuseppe Ira, Presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani

    “L’istanza delle Regioni – dichiara Giuseppe Ira, Presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani e di Leolandia (BG) – arriva dopo un lungo processo di sensibilizzazione che abbiamo condotto nei confronti delle Istituzioni, in anni in cui il comparto registrava una crescita costante. Nel giugno del 2019 eravamo finalmente arrivati ad un passo dall’obiettivo e avevamo organizzato una conferenza stampa con il precedente Ministro, poi il cambio di Governo e l’epidemia hanno determinato una battuta d’arresto. Oggi facciamo fatica ad interloquire con il Ministro Dario Franceschini: pur comprendendo i suoi impegni, non possiamo esimerci dal constatare che non ha ancora dato seguito alle nostre richieste d’incontro”.

    L’intervento delle Regioni, finalizzato a garantire la continuità delle imprese e dell’occupazione, arriva al termine di un anno difficile per il comparto. Fino ad oggi i parchi sono stati esclusi da tutti gli interventi già stanziati dal Governo e registrano perdite del 75%, collocandosi a pieno titolo tra le aziende più colpite dalla crisi. A ciò va aggiunto che nel 2020 il 20% dei parchi ha rinunciato completamente all’apertura e che 4 importanti realtà imprenditoriali del nord Italia sono già passate di mano a fondi di investimento stranieri.

    L’integrazione dei parchi divertimento nelle imprese turistiche rientra a pieno titolo nel processo evolutivo del comparto, che nel corso degli anni ha acquisito un peso sempre più importante nell’offerta turistica del Belpaese: nel 2019 sono stati 20 milioni i visitatori provenienti dall’Italia, a cui si aggiungono 1,5 milioni di stranieri, per un totale di 1,1 milioni di pernottamenti in hotel. Sempre nel 2019, il settore, che conta circa 230 parchi in tutta Italia tra tematici, acquatici e faunistici, ha generato un giro d’affari di 450 milioni di euro e 25.000 posti di lavoro. Cifre che salgono rispettivamente a 2 miliardi di euro e 60.000 occupati considerando l’indotto composto da hotel, ristorazione, merchandising, manutenzione e altri servizi complementari.

  • All Toys for Good, gli sportivi donano (via social) giocattoli ai bimbi malati

    Iniziativa natalizia di All Stars for Good, la start up che ha messo in vendita la maglia di Ronaldo. Giovinco, Iori, Alfonso e Ballan avvieranno su Facebook e Instagram una raccolta di fondi per Vicenza for Children: il ricavato finirà nell’acquisto dei giocattoli chiesti a Babbo Natale dai piccoli pazienti di oncologia
    All Stars For Good, la start up benefica che ha recentemente messo in vendita le maglie di Buffon e Chiellini, lancia una iniziativa natalizia. Il progetto è stato battezzato “All Toys for Good” e unisce i campioni dello sport ai bambini ricoverati nei reparti oncologici. L’idea è quella di lanciare una raccolta fondi tramite i social network degli sportivi che aderiscono. I soldi raccolti saranno poi destinati a Vicenza for Children con l’obiettivo di far tornare il sorriso ai bambini ammalati. Tutti hanno scritto una letterina a Babbo Natale, i volontari di Vicenza For Children porteranno loro i regali chiesti direttamente a casa.
    I primi a scendere in campo sono stati l’ex portiere del Brescia e attuale portiere della Cremonese, Enrico Alfonso, ma anche Manuel Iori, capitano del Cittadella, e Giuseppe Giovinco, fratello di Sebastian che oggi gioca col Renate. Si mobilita anche il mondo del ciclismo con Alessandro Ballan, trevigiano iridato. La campagna sulle loro fan page di Facebook e Instagram inizia in questi giorni, è possibile aderire all’iniziativa con donazioni minime di pochi euro, tutte le informazioni su www.allstarsforgood.com.
    Si chiude così un anno dedicato alla solidarietà per All Stars For Good, start up benefica fondata in Veneto che ospita calciatori, pallavolisti e campioni sportivi di ogni disciplina mettendoli in relazione coi loro fan grazie alla solidarietà. Il meccanismo è semplice: il campione mette a disposizione un’esperienza o una maglia. Il ricavato viene devoluto in beneficenza ad un’associazione scelta o dal campione stesso oppure dall’utente che si aggiudica la maglia. Tra le altre realtà a cui sono destinate i fondi, gli ospedali di Cittadella, nel Padovano, di Vicenza, di Cosenza e di Brescia, ma anche fondazioni, come quella per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica. Il progetto ha raggiunto in questi mesi una dimensione internazionale: dalla maglia numero 10 di Federico Dionisi del Frosinone, consegnata in Irlanda, alla maglia di Alessandro Ballan, indossata nel podio delle Fiandre per l’incoronazione a campione del mondo, recapitata in Lussemburgo. Da segnalare, nel corso del 2020, anche la cena solidale “Dinner for Love” nella quale sono state messe in vendita, tra le altre, le maglie delle leggende della Juve Buffon, Ronaldo e Chiellini, ma anche le scarpe di Balotelli e, molto ambita in zona, la maglia di Tonali che ha appena lasciato il Brescia per andare al Milan.
    A sostenere la promozione della start up c’è Velvet Sport, spin off della holding veneta della comunicazione Velvet Media. Velvet Sport, guidata dal professionista nelle pubbliche relazioni Fabio Volpato, è realtà leader nel Triveneto nel marketing sportivo. Partner delle più blasonate squadre di Serie A, tra cui il Brescia Calcio, Bologna e Udinese, lo spin off si basa su un database di oltre 300 atleti, offrendo la possibilità di entrare in contatto con i grandi campioni del presente e del passato, rendendoli portavoce dei propri valori aziendali.
  • Sviluppo tramite cooperazione. Risultati della ricerca congiunta realizzata da CEA e think tank italiani

    L’università Luiss, la Scuola Superiore Sant’Anna e l’università Nankai hanno pubblicato il report “Il ruolo della cooperazione tra Cina e Italia nell’aviazione civile nello sviluppo del turismo culturale dei due paesi nell’ambito della Nuova Via della Seta – Lo sviluppo di China Eastern in Italia come modello”, organizzando una videoconferenza il 14 dicembre. Il tema centrale è stato il ruolo dell’aviazione civile negli scambi internazionali in un nuovo stadio di sviluppo. Gli ospiti, tra cui rappresentanti dell’ambasciata cinese e italiana, esperti cinesi e italiani, rappresentanti di CEA e del Global Times hanno portato avanti dibattito ricco e approfondito.

    Li Bin, ministro consigliere dell’ambasciata cinese in Italia, ha rilevato come nonostante la pandemia, grazie all’aviazione civile, il centro della cooperazione tra Cina e Italia si sia spostato dal piano del turismo culturale a quello della cooperazione nella lotta alla pandemia. CEA ha inviato in Italia tre gruppi di esperti cinesi e organizzato circa 40 voli charter, creando insieme ai partner italiani una “Via della seta aerea”.

    Il ministro consigliere e vicedirettore dell’ambasciata d’Italia in Cina, De Maigret, ha ricordato l’importanza del ruolo dell’aviazione civile la lotta mondiale alla pandemia e per gli scambi interpersonali, mostrando fiducia per la cooperazione tra Cina e Italia in futuro. Nel 2022 Pechino e Milano ospiteranno i giochi olimpici invernali, con l’aiuto di CEA e di altre compagnie e la collaborazione tra Cina e Italia nella cultura e nel turismo, mostrerà una nuova vitalità.

    Secondo il professor Raffele Marchetti dell’università Luiss, il professor Alberto Di Minin della Scuola Superiore Sant’Anna e gli altri studiosi la ricerca mostra come l’aviazione civile non solo abbia facilitato la cooperazione internazionale, ma anche promosso gli scambi culturali e interpersonali. Il professor Wang Xinsheng, vicepresidente dell’università Nankai, ha lodato la cooperazione accademica, ritenendo questa ricerca un esempio di cooperazione tra università, imprese e media, di grande importanza nel 50° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Cina e Italia.

    Il report si focalizza sulle misure intraprese da CEA nella lotta alla pandemia, presentando un’analisi su come incentivare innovazione, trasformazione e sviluppo. Alcuni punti, come il trasporto da parte di CEA di materiale sanitario o la promozione di prodotti speciali, hanno dato il via a una ricca discussione circa le opportunità della cooperazione mondiale e lo sviluppo del settore in futuro.

    Liu Xiaodong, direttore del dipartimento di corporate culture e brand management del gruppo CEA, ha affermato che CEA continuerà a promuovere gli scambi tra Cina e Italia e collaborare con i suoi partner italiani per incentivare l’economia.

    Il professore Luo Hongbo, ricercatore dell’Istituto di Studi Europei dell’Accademia cinese di scienze e presidente del dipartimento di ricerca sull’Italia dell’associazione cinese di studi europei, ritiene che la ricerca presenti delle idee innovative, che saranno di supporto per la ripresa degli scambi tra Cina e Italia nella cultura e nel turismo nel periodo post pandemico. Con il case study su CEA, il report si presenta come una guida pratica per ricerche similari. La ricerca tra università cinesi e italiane costituisce un nuovo modello per gli scambi internazionali nell’attuale situazione ed è un incentivo affinché i due paesi approfondiscano la cooperazione tra università e impresa e promuovano gli scambi interpersonali.

  • Diana, Noi Due

    in promozione il singolo dell’artista 

    A volte l’amore deve superare prove incredibili. Ma se è vero amore resiste e addirittura ogni ostacolo lo alimenta.
    Noi due è proprio questo: la storia di un amore che resiste agli inverni della vita, che ha radici profonde che nessun uragano potrà recidere.
    Il trucco è semplice: non arrendersi e affrontare insieme le notti buie, abbracciati in attesa delle luci dell’alba.

    Diana Moretti, in arte semplicemente Diana, nasce a Rimini nel 1985. Fortemente influenzata dagli ascolti della musica d’oltreoceano delle grandi cantautrici internazionali, inizia a prendere lezioni di canto lirico all’età di 16 anni . Nel 2008 si laurea in Comunicazione pubblicitaria presso la facoltà di Sociologia di Urbino, perfezionando la tesi con un periodo di studi alla Facoltà di Sociologia della Sorbona di Parigi. A 24 anni consegue un Master in comunicazione musicale per la discografia e i media all’università Cattolica del Sacro Cuore con una tesi sull’analisi del rapporto tra femminismo e musica  intitolata “Il rock che liberò le donne” .

    Dopo una prima immersione professionale nel mondo del music business , ritorna nella sua Rimini lavorando per gli eventi e i concerti dello storico locale Velvet Club .
    Per 10 anni intraprende alcuni progetti con musicisti della zona per esibizioni live, interpretando i generi dall’ hard rock al trip hop. Nel 2012 si trasferisce per un breve periodo di lavoro a Sydney in Australia , il primo di una lunga serie di viaggi all’estero, per una costante ricerca di ispirazione culturale.  Dal 2017 studia Canto Jazz sotto la guida della vocal coach sammarinese Sara Jane Ghiotti.

    Diana entra in PF Music nel 2020 portando in dote le mille sfumature della sua voce. Oggi è impegnata, assieme al suo gruppo di lavoro, nella preparazione di un CD che metterà in mostra tutte le sue anime musicali.

    Facebook
    https://www.facebook.com/diana.moretti3
    Instagram
    https://www.instagram.com/p/CIAzXtQloxb/?igshid=16w5rs0rlr3bb

  • Claudio Di Gennaro Fashion Stylist in uscita con “ZERO MOTIVI PER NON ESSERE FASHION”

    Claudio Di Gennaro da Fashion Stylist a Scrittore

    “Chi non vorrebbe uno stylist come migliore amico?” Con queste parole inizia il nuovo libro di Claudio Di Gennaro, giovane Fashion Stylist italiano.

    Nonostante il periodo sembri seguire una direzione del tutto diversa rispetto ai buoni propositi che tutti noi ci siamo augurati alla fine dell’anno passato, c’è chi sembra, nonostante tutto, far fronte a tutte le difficoltà che una inaspettata pandemia mondiale porta con se. In un momento in cui tutto sembra esserci rallentato dove anche i giovani si sentono privati del loro futuro c’è chi investe, con fatica,  per mandare un chiaro messaggio;

    “[…]Ne ho proprio sentito il bisogno, il bisogno di fare qualcosa, di reagire alla negatività ed alle costrizioni imposte da un virus ed ho cosi deciso di dare forma a quello che era un mio progetto ormai da tempo, per mandare un chiaro messaggio a chi come me è (e non solo )un ragazzo; quello di non fermarsi davanti a nulla..”

    Di fatti quello che racconta Claudio nel suo libro è proprio questo, aver creduto nelle sue scelte e non fermarsi davanti ad un imprevisto.

    I temi affrontati dal giovane autore del libro sono raccontati con maestria di particolari e tatto superbo; racconta la sua storia, di come da un paesino di provincia si trasferisce nella capitale per inseguire quella che è la sua passione, diventare uno Stylist con tutti i problemi che questo lavoro comporta. E’ un racconto autobiografico ma è anche un manuale per chi, giovane e pieno speranze non sa come muovere i passi nel mondo delle celebrity.

    Il libro ZERO MOTIVI PER NON ESSERE FASHIO sarà presto on line sulle maggiori piattaforme di e-commerce come Amazon ed IBIS dove è possibile la preordinazione.

    Vi aggiorneremo con l’uscita ufficiale.

    Potete seguire tutto anche su i Social di Claudio Di Gennaro

  • G-Fra “Ogni sera” è il secondo singolo da autore e compositore dello scrittore lussemburghese d’adozione

    Il brano registrato all’Head Studios di Torino racconta in chiave pop moderna l’amore in tutte le sue mille sfumature.

    “Ogni sera” è un brano realizzato nella scrittura e nella composizione da G-Fra, e registrato all’Head Studios di Torino, con il contributo canoro di interpreti dello studio stesso.      

    Dopo il singolo d’esordio “Andiamo avanti”, lo scrittore e compositore presenta un pezzo che parla del sentimento più naturale, ma anche più complicato che l’uomo possa provare: l’amore. Il sentimento viene musicato in chiave pop moderna e raccontato in tutte le sue variabili, da quelle più piacevoli riferite alla nascita di un’emozione, a quelle più scure legate all’abbandono.

     

    Autoproduzione

     

    BIO

    Gregoire Fratacci, in arte G-FRA, vive a Lussemburgo, ma nasce a Monaco ed ha origini familiari italiane. Eclettico ed effervescente scrittore autodidatta, è affamato di scoperte e conoscenza. L’autore intraprende studi classici e commerciali che gli valgono una brillante carriera nel settore della finanza. Ma è il mondo delle arti (in particolare la canzone e la scrittura) ad attirarlo da sempre. Epicureo convinto, lo scrittore si diverte a giocare con la musicalità delle parole; l’amore, l’eros e lo humour sono i suoi temi preferiti. G-FRA si dedica a degli esperimenti letterari che condivide con il musicista e compositore Fabrizio Peco. L’autore prende nel tempo sempre più coscienza del gusto che prova a scrivere. Fabrizio Peco lo invita allora a realizzare uno dei suoi più grandi sogni: comporre dei testi di sua propria mano, sviluppare la sua creatività diventando autore. 

    Nel 2017 Fratacci scrive Sensual’Été, una raccolta di racconti erotici in versi che trasportano il lettore nell’universo personale dello scrittore, fatto d’amore per la vita, viaggi sorprendenti e incontri inaspettati. 

    Il singolo che sancisce l’esordio musicale da autore e compositore è “Andiamo avanti”. Pubblicato a giugno 2020, il pezzo raggiunge in pochi giorni la 18esima posizione nella classifica Pop Italia e la 47esima nella Top Singoli Italia di iTunes.

    A dicembre 2020 viene pubblicato il secondo singolo da autore e compositore “Ogni sera”.

     

    Contati e social

    SITO https://www.gregoirefratacci.com

    IG  https://www.instagram.com/g_fra_1/

    FB  https://www.facebook.com/G-FRA-103309024748910

    SPOTIFY https://open.spotify.com/artist/7LdCsy7Sw3iEbQj9KxcfB5?si=-IfChQBgQReMFp-zVjKdPg

    CANALE YOUTUBE https://www.youtube.com/channel/UCrDQgk7yvgHmbeE2-z9Evhg

  • Maria “Sguardo blu” è il nuovo singolo della giovane cantautrice toscana

    L’artista già vincitrice della 61° edizione del Festival di Castrocaro, presenta un energico brano pop-rock melodico che descrive l’amore come elemento imprescindibile della vita.

    “Sguardo blu” di Maria è un inno all’amore in chiave moderna, un brano rivolto a chi, davanti ad una miriade di possibilità, si chiede quale debba essere la strada giusta da intraprendere. Ma l’artista sembra aver già trovato una risposta: «una strada “giusta” non esiste, quello che ci viene fatto passare per giusto è solo uno dei tanti stereotipi da seguire per poter essere un individuo inquadrato all’interno di una società». 

     

    La giovane cantautrice spiega allora che quello che conta non è percorrere la via corretta, ma riempire il proprio viaggio d’amore, in tutte le sue forme: «la cosa importante, quella che rimane, è che il percorso della propria vita, con tutte le delusioni, ribellioni, sofferenze, gioie, non venga vissuto invano per se stessi, ma sia sempre condiviso con chi si ama. Perché solo l’amore indica la strada, quella “giusta”». 

    Radio date: 4 dicembre 2020

    Etichetta: Senza Dubbi

     

    BIO

    Maria, nome d’arte di Valentina Egrotelli, è una cantautrice toscana, classe 1996. Si avvicina alla musica all’età di 5 anni, nel 2001 inizia gli studi di canto presso la scuola di musica Enarmonia School di Montignoso, diretta dal Maestro Bruno Del Giudice. Sempre nel 2001 partecipa allo Zecchino D’oro. Accede poi alle finali delle selezioni dell’Accademia di Sanremo, concorso presentato da Pippo Baudo. Negli anni seguenti inizia un’intensa attività live che la porterà ad acquisire un’eccellente padronanza del palco già da giovanissima. Parallelamente all’attività concertistica, partecipa a vari concorsi musicali nazionali: nel 2013 vince il festival “Mò a canto me”, nel 2017 si classifica terza al concorso musicale “Una Voce per Sanremo”, mentre nel 2019 partecipa ad Area Sanremo. Il 2018 è un anno molto importante per Maria, trionfa infatti prima al Video Festival Live con il brano “Questo suono” (pubblicato con il videoclip all’interno del DVD “DEPECHE MODE” dall’etichetta RCONEWS UPDATE), e successivamente vince la 61° edizione del Festival di Castrocaro con il brano “Posologia Vincente”. Nel 2018 firma con l’etichetta discografica “Senza Dubbi” di Massimo Bettalico, affiancata dal direttore artistico Lorenzo Confetta e dal produttore e bassista Daniele Bagni. Nell’autunno del 2020 esce il singolo dal titolo “Sguardo Blu”. La sua band è composta da: Daniele “Barny” Bagni al basso, Simone Pepe alla batteria, Cosimo “Zanna” Zannelli e Marco Del Giudice alle chitarre.

     

    Contatti e social

     

    Facebook https://www.facebook.com/mariaproject1 

    Instagram https://www.instagram.com/maria_real07/?hl=it 

    Spotify https://open.spotify.com/artist/2QizUwWl4o3R7Qqq5LEQBH?si=av9ImbgPTpyfH1nFHDiviQ

  • Matrimonio natalizio a Villa Marta by TessitoreRicevimenti.it (villa ricevimenti Roma)

    Dicembre è arrivato, non sentite anche voi il profumo dei biscotti fatti in casa e il dolce suono delle campanelle che ci portano al Din Don Dan del Natale?!

    Non so voi ma a me il Natale è sempre piaciuto e sin da bambina mi sono detta chiaramente che il mio matrimonio sarebbe stato a tema Natalizio.

    Villa Marta è senza alcun dubbio la Location perfetta grazie al grandissimo salone interno di 280 mq che può ospitare fino a 250 persone comode.

    Il giardino e il bordo piscina saranno totalmente addobbati ed illuminati con luci bianche e colorate, un grande albero esterno ed interno completeranno l’atmosfera del Natale.

    Il tovagliato potrà che essere bianco con un richiamo al rosso intorno al tavolo o con un fiocco sul tovagliolo, oppure una tovaglia interamente rossa con tanto di tovagliolo avente il medesimo colore!

    L’angolo della confettata è un elemento al quale non si può di certo rinunciare e visto il tema ci si può giocare mettendo uno sfondo personalizzato con ad esempio una vostra foto durante il periodo Natalizio e sicuramente alzatine, specchi, candele e un tocco di neve finta renderanno il tutto Unico e Magico!

    Per le bomboniere la scelta è vasta… Ci sono diversi gadget che si possono regalare come ad esempio delle palline da appendere al proprio albero o dei simpaticissimi gnomi ferma-porta.

    Per i segnaposto invece io opterei per delle campanelle o dei mini cappelli del mitico Babbo Natale… Per il resto lasciatevi trascinare dalla magia del Natale e dall’esperienza del Sig. Tessitore il quale saprà consigliarvi per rendere unico e speciale il vostro Matrimonio.

    Vi coccoleremo in tutto, dalla cucina (Interna della quale dispone la location) agli allestimenti, dalla musica per ballare ai numerosi spettacoli al taglio torta (Spettacolo Laser/Fontane luminose/Lancio dei palloncini a led…).

    Cosa state aspettando?! Affrettatevi a contattare i seguenti numeri per richiedere maggiori informazioni e approfondimenti.

    Tel. Ufficio: 06 50 93 45 14
    Tel. Sig. Tessitore: 338 68 42 903
    http://www.tessitorericevimenti.it

  • La dotazione dell’ufficio domestico può salvare il Natale!

    Alla luce delle restrizioni imposte per le Feste, Snom, il noto produttore di terminali e soluzioni per le moderne telecomunicazioni illustra come, con un po’ di inventiva e l’ausilio della tecnologia, si possa festeggiare Natale e Capodanno con amici e parenti senza violare le disposizioni o correre rischi inutilmente.

    logo snomBerlino | Per tutti noi il Natale e il Capodanno 2020 saranno diversi dal solito, a conclusione di un anno in cui la maggior parte di noi ha dovuto rivoluzionare il proprio modo di vivere e lavorare, dando luogo ad un “new normal” a cui, vuoi per le restrizioni imposte dal Governo, vuoi per responsabilità, è difficile sfuggire, anche durante le Festività.

    Ma con un po’ di flessibilità e inventiva è possibile creare qualcosa di nuovo anche in questa occasione. Fortunatamente esistono sufficienti soluzioni per godere delle Feste insieme ad amici e parenti senza violare le disposizioni! Anche tutti i colleghi di Snom hanno trascorso un’infinità di giornate in homeoffice, in taluni casi, a seconda del Paese, mesi. Forte di questa esperienza Snom propone due scenari che possono essere d’aiuto per evitare l’isolamento durante le Feste, nel rispetto delle regole e in tutta sicurezza.

    Una grande tavolata per tutta la famiglia e gli amici – virtuale naturalmente

    Immaginiamo il classico scenario, cenone o pranzo di Natale, o anche la cena di Capodanno con gli amici. Un lungo tavolo addobbato come da migliore tradizione e carico di squisitezze. Stavolta però il tavolo non è al solito posto, bensì appoggiato ad una parete bianca. A quel capo del tavolo un notebook o una buona videocamera dotata di un cavo USB sufficientemente lungo, all’altro capo il caro videoproiettore – forse un po’ impolverato, perché da tempo non viene impiegato nelle riunioni con clienti o colleghi.

    C52-SP
    Natale con lo Snom C52-SP
    (c) Snom 2020

    In mezzo al tavolo campeggia lo Snom C52-SP, il terminale IP cordless DECT “prêt-à-porter” tra le soluzioni Snom per teleconferenze. E’ connesso al laptop con l’adattatore DECT USB Snom A120. La connessione WiFi c’è, come anche la piattaforma per videoconferenze con cui abbiamo lavorato quasi quotidianamente.

    Con la giusta inquadratura, la tavola imbandita della controparte e gli ospiti stessi sono proiettati sulla parete bianca più o meno alla stessa vostra altezza: l’illusione è perfetta. È vero, non ci si potrà passare il sale o il pane e neanche assaggiare le leccornie preparate dai commensali alla parete, ma si potrà conversare senza headset come se si fosse tutti nella stessa stanza, ascoltare la stessa musica di sottofondo e persino giocare a tombola, o ad altri giochi di società che non richiedano la condivisione di alcun oggetto, come una sciarada o un gioco dei mimi, anche se i partecipanti si trovano dall’altra parte del mondo.

    Il party con gli amici

    Tra i giovani (o rimasti tali) Capodanno è sinonimo di party. E un party non è un party senza musica e movimento o ballo. Nessuno vieta di organizzare una festa virtuale tra amici, con tanto di luci stroboscopiche e musica, se gradite. Per farlo si possono utilizzare gli stessi dispositivi menzionati prima e, se si opta per la musica ad alto volume, forse a completamento un headset wireless come lo Snom A170 per conversare con gli ospiti. Con un po’ di fantasia e buona volontà si può godere di una festa insieme, anche se a distanza.

    Heike Cantzler
    Heike Cantzler, Head of Marketing & Communications, Snom Technology GmbH

     

    “Le disposizioni che non ci permetteranno di festeggiare come d’abitudine sono state emanate e c’è poco da fare. Ma con un po’ di inventiva e l’ausilio della tecnologia di cui già ci siamo dotati per il nostro ufficio domestico, possiamo per lo meno gestire questa situazione eccezionale in maniera creativa”, riassume Heike Cantzler, Head of Marketing & Communications di Snom Technology. “Nessuno ci obbliga ad utilizzare il terminale per le teleconferenze C52 o il telefono aziendale esclusivamente per discutere di affari. Certo, non sarà come incontrare qualcuno fisicamente nella stessa stanza, ma è indubbiamente meglio che trascorrere una serata da soli davanti alla TV”.

  • Biocamini e stufe a bioetanolo: un’alternativa ecologica

    Biocamini e stufe a bioetanolo: un’alternativa ecologica

    Perché scegliere un biocamino? Il biocamino, all’interno di una casa, diventa un vero e proprio complemento d’arredo grazie al suo design moderno e versatile, oltre a rappresentare un’importante fonte di calore per una buona parte dell’abitazione. In particolare i biocamini da incasso sono i più semplici da inserire all’interno delle stanze, poiché possono facilmente trovare posto negli angoli o sostituire un vecchio camino che magari non si utilizza più. Sul mercato sono presenti biocamini da incasso per ogni stile e spazio: possono essere inseriti in qualunque tipo di ambiente, senza comportare alcun tipo di lavoro sull’edificio.

    Biocamini: semplici da installare

    Come funziona il biocamino da incasso? Quando si acquista un biocamino, una stufa a legna o a pellet, è sempre importante avere la consulenza di un esperto per la sua installazione.

    Bisogna ricordare che il biocamino da incasso, a differenza di altre stufe, è un elemento che non necessita della presenza di canna fumaria e, anche per questo motivo, è molto più semplice da installare. Si consiglia comunque l’assistenza di un tecnico che, oltre a metterlo in funzione, potrà progettarlo e personalizzarlo per la vostra casa, adeguando le forme e le misure. Il biocamino viene alimentato con il bioetanolo, un combustibile ricavato da scarti della produzione agricola. L’intensità della fiamma e la temperatura sono regolabili con il telecomando. Il biocamino da incasso è inoltre semplicissimo da tenere pulito, perché è sufficiente pulire i residui di liquido del bioetanolo, evitando incrostazioni.

    biocamini e stufe a bioetanolo

    Stufe a Bioetanolo

    Biocamini e stufe a bioetanolo sono sicuramente due fonti di riscaldamento tra le più ecologiche. Questo tipo di stufa è alimentata a bioetanolo, un alcol prodotto a partire da materia organica, come canna da zucchero, barbabietola da zucchero, patate, mais, cereali e frutta.

    Come il biocamino, la stufa a bioetanolo non richiede la canna fumaria, quindi presenta una grande semplicità di installazione. Questa stufa è l’ideale per riscaldare ambienti piccoli e poco aerati, poiché garantisce anche un buon riciclo d’aria. Tra i modelli più recenti di stufe a bioetanolo vi sono quelle che dispongono di ventole per accelerare e aumentare il calore nell’ambiente.

    I vantaggi delle stufe a bioetanolo:

    • Il combustibile ha un costo piuttosto basso, a seconda della qualità del prodotto
    • Le stufe a bioetanolo, come i biocamini sono estremamente semplici da installare
    • Possono funzionare anche in assenza di energia elettrica e canna fumaria
    • Richiedono poca manutenzione e sono facili da tenere pulite.
  • Miscelatori termostatici Donegal di OMBG. Stile classico e tecnologia moderna

    OMBG srl vanta un ampio assortimento di proposte per la doccia accomunate dall’elevata qualità costruttiva.

    L’eccellenza di OMBG srl nel settore della miscelazione termostatica risiede primariamente nella precisione tecnica e nell’affidabilità funzionale dei suoi prodotti, realizzati a regola d’arte in ogni singola componente. Nel segno del made in Italy, le soluzioni tecnologiche più evolute sono racchiuse all’interno di articoli per il bagno dall’estetica impeccabile. Tra le proposte che coniugano perfettamente stile ed efficienza si distingue la gamma di miscelatori termostatici per doccia Donegal, ispirata all’eleganza classica.

    Forme morbide e tondeggianti, linee sinuose e gentili: ogni dettaglio riporta al fascino intramontabile degli arredi tradizionali, perfetto per donare all’ambiente bagno un gradevole tocco vintage. Il miscelatore termostatico doccia esterno concentrico, in particolare, presenta elementi retrò come l’iconica maniglia a croce per regolare la temperatura e la leva con ceramica bianca per gestire il flusso.

              

    La gamma comprende anche diverse versioni ad incasso e due modelli di miscelatore esterno per vasca. Il valore intrinseco dei prodotti è sicuramente attestato dalla cartuccia termostatica e dal sistema di chiusura progettati da OMBG, sinonimo di qualità certificata.

     

    www.ombg.net

     

  • Cos’è e a cosa serve il test di dissoluzione

    Il test di dissoluzione è un metodo importante per caratterizzare le prestazioni delle forme di dosaggio solide orali. Il suo principio si basa sul fatto che, affinché un farmaco sia efficace, deve prima essere rilasciato dal prodotto e dissolversi nei fluidi gastrointestinali, prima che possa avvenire l’assorbimento nel flusso sanguigno. In altre parole, la velocità e l’entità dell’assorbimento del farmaco sono determinate dalla sua dissoluzione da una forma di dosaggio.

    Per realizzare un test di dissoluzione occorre uno strumento professionale, noto come dissolutore.

    Lo scopo del test di dissoluzione

    Per un prodotto commerciale, questo test viene usato per scopi di controllo e garanzia della qualità, per garantire la coerenza tra i lotti di produzione o per giustificare le modifiche di scala e post-approvazione apportate al processo di produzione.

    Nella fase iniziale dello sviluppo del farmaco, il test di dissoluzione aiuta la progettazione della formulazione e l’ottimizzazione della somministrazione del farmaco; viene eseguito per valutare la stabilità del prodotto, monitorare i cambiamenti della formulazione nel tempo e stabilire correlazioni in vitro-in vivo.

    Nei casi in cui sono state dimostrate correlazioni in vitro-in vivo, la dissoluzione può essere utilizzata come test surrogato per prevedere le prestazioni in vivo dei prodotti farmaceutici.

    Da un punto di vista normativo, i test di dissoluzione svolgono un ruolo importante nel processo decisionale, in particolare nello sviluppo e nell’approvazione di forme di dosaggio generiche, in cui è possibile evitare studi sull’uomo, non necessari, senza compromettere la qualità dei medicinali generici.

    Fattori che influenzano lo scioglimento

    Un test di dissoluzione misura la quantità di farmaco che va in soluzione per un periodo di tempo in condizioni standardizzate. I fattori che influenzano la dissoluzione di un prodotto farmaceutico includono le proprietà intrinseche dell’API – ad esempio, solubilità, bagnabilità, dimensione delle particelle, area superficiale, morfologia, polimorfi -, la composizione della formulazione e le caratteristiche – ad esempio, eccipienti, durezza, processo di produzione – e il metodo di dissoluzione utilizzato per la sua valutazione – ad esempio, apparecchio, mezzo, condizioni di prova, campionamento e analisi del campione.

    Sviluppo del metodo

    Nei test di dissoluzione, l’obiettivo è sviluppare un metodo discriminatorio sensibile alle variabili che influenzano la velocità di dissoluzione e, di conseguenza, le prestazioni in vivo del prodotto farmaceutico.

    Il metodo deve essere in grado di distinguere tra prodotti farmaceutici fabbricati in condizioni target e formulazioni con variazioni significative per le variabili di produzione critiche più rilevanti, come, per esempio, la dimensione delle particelle della sostanza farmaceutica, la forza di compressione e la durezza della compressa. Inoltre, il metodo di dissoluzione dovrebbe essere robusto e riproducibile per le operazioni quotidiane, nonché trasferibile tra i laboratori.

  • Il sostegno alle imprese nelle Fiandre Orientali

    Le Fiandre Orientali fanno parte delle Fiandre, una delle tre regioni del Belgio, e occupano una superficie di 2.942 km². L’area è divisa in sei distretti amministrativi che contengono 65 comuni per 1,5 milioni di abitanti. Il capoluogo è Gand (Ghent in lingua locale). Il Consiglio Economico delle Fiandre Orientali, uno dei Partner del progetto europeo Start Easy (programma Interreg Europe), ha organizzato, lunedì 30 novembre, una visita studio on-line della regione per approfondire il tema delle agevolazioni per l’avvio d’impresa.

    Nel primo intervento, l’account manager di PMV Alex De Ridder, ha spiegato gli strumenti finanziari della regione per sostenere le imprese. PMV è una società controllata dal governo delle Fiandre che fornisce finanziamenti alle imprese, dall’avvio attraverso le loro varie fasi di crescita e anche a sostegno della loro internazionalizzazione. PMV crede fermamente che ogni progetto imprenditoriale promettente nelle Fiandre abbia bisogno di trovare finanziamenti, ma anche che ogni azienda debba essere redditizia per essere sostenibile.

    Il secondo intervento ha riguardato BeerSelect, una startup a rapidissima crescita specializzata nella produzione di birra e imbottigliamento conto terzi. Nata nel 2016 dalla passione di tre giovani imprenditori è stata in grado di bruciare tutte le tappe di una giovane impresa superando già il milione di fatturato. BeerSelect dopo una breve parentesi come e-commerce della birra locale ha modificato il suo modello di business chiudendo l’e-commerce e operando a sostegno delle aziende di birra locali nell’internazionalizzazione.

    Il Belgio a livello nazionale non ha una grande tradizione sulla nascita di nuove imprese. Secondo quanto riportato da Eurostat il tasso di nuove imprese sulle imprese attive (dato 2017), il Belgio può contare solo su 6,4% di nuove imprese, al penultimo posto in Europa davanti alla sola Grecia. L’Italia è a 7,2% contro un dato medio UE del 9,3% (https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/-/DDN-20200217-1).

    Nella seconda parte dell’incontro si è dato spazio alle politiche regionali e della Città di Ghent a supporto dell’economia locale soprattutto dopo le due ondate di Covid-19 affrontate dalla regione belga. La regione delle Fiandre Orientali ha puntato le sue risorse su 3 filoni di attività: i) una comunicazione istituzionale per spingere il consumo di prodotti locali, ii) il supporto finanziario alle imprese grazie a PMV per aiutare le aziende con una cospicua perdita di fatturato, iii) il sostegno alla disoccupazione finanziando il 70% dello stipendio per la cassa integrazione dei lavoratori temporaneamente senza lavoro durante i lockdown.

  • Veroli, il Sindaco Simone Cretaro ringrazia pubblicamente Gianfranco Battisti (FS Italiane)

    Al termine della visita nella provincia di Frosinone, Gianfranco Battisti ha potuto osservare la sala consiliare del palazzo Municipale.

    Gianfranco Battisti

    Gianfranco Battisti ospite al Comune di Veroli

    Nella giornata di lunedì 9 novembre l’Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato Italiane, Gianfranco Battisti, è stato protagonista di un tour nella città di Veroli, in provincia di Frosinone. Ad accompagnarlo il Sindaco Simone Cretaro, che ha guidato il manager in una visita tra le bellezze artistiche del Comune. Il giro si è concluso nel palazzo Municipale, che affaccia su Piazza Mazzoli. Un edificio storico risalente al XII secolo al cui interno sono presenti la Sala Consiliare, il Museo di Civiltà ernica e romana e un criptoportico di epoca romana. La presenza dell’AD sul territorio, oltre che per una questione di natali, riflette l’attenzione che il Gruppo FS Italiane ha dedicato alla provincia. Appena pochi mesi fa, infatti, Trenitalia aveva concluso i lavori di due nuove fermate dell’Alta Velocità nelle città di Frosinone e di Cassino. Ed è stato proprio Gianfranco Battisti a inaugurare il completamento dell’opera il 12 giugno scorso.

    Gianfranco Battisti: i ringraziamenti del Sindaco di Veroli

    La visita del numero uno di FS Italiane è stata accolta con profonda soddisfazione dal Sindaco, che ha ringraziato pubblicamente il manager attraverso un post su Facebook. “Grazie al dott. Gianfranco Battisti, tra i migliori top manager europei che non ha mai dimenticato le sue origini, per la graditissima visita alla nostra Città di Veroli”, ha scritto Simone Cretaro sul suo profilo. Il primo cittadino ha proseguito sottolineando l’impegno del manager per il territorio: “Ma il ringraziamento più grande è per lo straordinario contributo che ha dato per favorire il rilancio economico e turistico di tutta la provincia di Frosinone mediante la realizzazione della fermata dei treni dell’Alta Velocità nella nostra Ciociaria”. Un richiamo alla strategia messa in campo dal Gruppo guidato da Gianfranco Battisti, che attualmente ha tra gli obiettivi principali il rafforzamento del trasporto regionale.

  • Covid-19, Susanna Esposito: “Anche gli alunni delle superiori hanno bisogno di andare a scuola”

    Occorre trovare delle soluzioni per tutelare tutti gli studenti: su "Adnkronos" le dichiarazioni di Susanna Esposito.

    Susanna Esposito

    Covid-19, i rischi nelle scuole: il commento di Susanna Esposito

    L’ultimo Dpcm contro il Covid-19 emanato dal Governo ha previsto l’attività in presenza solo per scuole dell’infanzia, elementari e medie su tutto il territorio nazionale. Nelle zone più a rischio, la didattica a distanza è prevista anche per il secondo e il terzo anno della scuola secondaria di primo grado. I licei, dunque, restano chiusi. "Stiamo provocando un danno enorme ai ragazzi – ha dichiarato ad "Adnkronos Salute" Susanna Esposito, Professore ordinario di pediatria e Direttore della Clinica pediatrica all’Azienda ospedaliera-universitaria di Parma – tutte le evidenze disponibili ci mostrano che, se è pur vero che quando le scuole sono state aperte ci sono stati casi positivi al Sars-CoV-2 tra gli studenti, questi sono stati prontamente controllati con un adeguato tracciamento dei contatti". Per contenere i rischi all’interno degli istituti scolastici, al momento sono obbligatorie misure come mascherine, distanziamento, igiene e tracciamento. Questo vale sia per gli studenti che per gli operatori della scuola: solo i bambini al di sotto dei 6 anni possono evitare di indossare dispositivi di protezione individuale. Un sistema che al momento sembra tenere: "È, però, importante che i genitori facciano restare a casa i bambini con febbre o con sintomi respiratori o gastrointestinali", ha specificato Susanna Esposito.

    Licei, la DAD non è sufficiente: l’opinione di Susanna Esposito

    Secondo la Presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici, adesso bisogna trovare delle soluzioni anche per gli studenti liceali costretti a casa: "Se asilo, scuola primaria e scuola secondaria di primo grado vanno considerati servizi essenziali e tutelati – ha affermato Susanna Espositoanche gli alunni delle superiori hanno bisogno di andare a scuola". Una delle problematiche più rilevanti riguarda l’esclusività della didattica a distanza, che con questo utilizzo "non è formativa, oltre che essere molto stancante". Per questo l’appello della professoressa è che venga considerato almeno un giorno a settimana in presenza: "Per i licei la soluzione può essere quella di considerare la rotazione, magari con scaglionamenti per quanto riguarda gli orari d’ingresso. Comprendo il problema dei trasporti pubblici per i ragazzi del liceo. Dunque se il problema in questo caso sono i rischi extra-scolastici, con la circolazione dei ragazzi sui mezzi e il rischio di assembramenti prima e dopo la scuola – ha concluso Susanna Espositola soluzione è la didattica digitale integrata a rotazione in modo da evitare affollamenti".

  • Serenissima Ristorazione conclude il 2019 in crescita

    Serenissima Ristorazione archivia il 2019 con un bilancio caratterizzato da indicatori economici in crescita sul 2018 e con un piano ambizioso che ha a preventivo oltre 100 milioni di euro destinati a investimenti tra il 2019 e il 2022

    Serenissima Ristorazione

    Gli indicatori economici del 2019 di Serenissima Ristorazione

    Un anno da record per Serenissima Ristorazione, che ha concluso il 2019 con un fatturato consolidato giunto alla cifra di 408 milioni di euro, in risalita di oltre il 31% sull’esercizio precedente del 2018. Un bel risultato per la realtà fondata e guidata da Mario Putin, conseguito grazie a un business plan ambizioso, che ha messo a preventivo oltre 100 milioni di euro destinati per investimenti nel corso del triennio 2019-2022. Lo scopo è quello di consolidare uno schema di acquisizioni, per aumentare la prossimità dell’impresa ai territori e concorrere al lancio di nuovi centri di produzione che sono compliant con i più severi criteri di profilassi igienico-sanitaria, come è successo ad esempio negli ultimi tempi con il nuovo stabilimento di Vercelli, costruito impiegando 9 milioni di euro e che oggi serve 15 ospedali, con l’obiettivo di arrivare a 25 nell’intero Nord-ovest. Per quanto concerne gli altri indicatori presi in considerazione, il valore di produzione ha ecceduto i 412 milioni di euro, in aumento del 30% in paragone con il 2018, mentre gli utili si sono stabilizzati sul valore netto di 8,5 milioni di euro e l’EBITDA è cresciuto di oltre il 17%, arrivando ai 23 milioni di euro. Infine, il patrimonio netto ha raggiunto i 100 milioni di euro. Nel 2019 Serenissima Ristorazione ha accolto nella propria struttura organizzativa Euroristorazione, impresa che ha contribuito con 2.900 dipendenti, 17 centri cottura nel Centro e Nord Italia, 20 milioni di pasti annui garantiti in oltre 800 imprese, 40 strutture socio-sanitarie e 160 appalti pubblici.

    I numeri e i valori di Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione è attualmente uno dei gruppi italiani di primo piano nel settore della ristorazione commerciale e collettiva, con all’attivo una produzione di 50 milioni di pasti ogni anno, 14 realtà a lei afferenti, più di 9.000 dipendenti suddivisi tra Italia ed estero e un fatturato consolidato di oltre 412 milioni di euro. La realtà di Vicenza opera con una visione di global service, e con il passare del tempo ha sviluppato un’attività integrata in grado di soddisfare ogni specifico bisogno. L’idea di ristorazione portata avanti da Serenissima Ristorazione ha le proprie basi su una vision ben chiara, vale a dire la promozione di una sana cultura dell’alimentazione e di un sistema di ristorazione rispettoso dell’ambiente, responsabile e che varia in base alle esigenze degli utenti. La società si approvvigiona esclusivamente da fornitori qualificati e in possesso di certificazioni, scommettendo su competenza e competitività. La scelta e la supervisione sulle materie prime e sulle aziende fornitrici costituiscono un momento importantissimo ai fini di garantire un elevato standard qualitativo di prodotti e servizi, unitamente alla sorveglianza sulle materie prime per tutelare la salute degli utenti. In ultimo, il monitoraggio dei processi produttivi permette di ridurre al minimo e superare possibili sprechi e inefficienze organizzative.