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  • I fastidi collaterali da pandemia contrastati anche da plantari ortopedici specifici

    Sedentarietà, smart working e persistenza in casa a causa delle restrizioni imposte dal contrasto alla diffusione del Covid-19 hanno accresciuto i dolori articolari e muscolari. Ad alleviare il fastidio e supportare un corretto equilibrio posturale concorrono realizzazioni di plantari anche personalizzati, come conferma la storica azienda Corazza di Molinella (BO)

     

    Le limitazioni imposte dal contrasto alla diffusione del Covid-19 e una sempre maggiore sedentarietà stanno lasciando il segno nella popolazione italiana. La mancanza di una vita attiva, il sempre minore movimento comportato da una limitata circolazione, smart working e la persistenza in casa portano a un sempre crescente sviluppo di dolori muscolari e articolari. Non sempre viene mantenuta la corretta postura, specialmente per chi, operando in smart working, ha organizzato postazioni di lavoro che talvolta non rispettano i giusti parametri. Il risultato è un aumento di problematiche e fastidi derivanti dal restare in casa, magari davanti a uno schermo, in maniera scomposta o con vizi di seduta. Dalle gambe incrociate ai piedi agganciati alle gambe delle sedie, i piegamenti errati o qualche strappo muscolare, magari giocando con i figli costretti a casa per la chiusura delle scuole. Questi alcuni dei fattori che col passare dei mesi, unitamente allo scarso movimento e la carenza di passeggiate che favoriscano un movimento armonico e coordinato, stanno facendo emergere fastidiose problematiche di carattere muscolare e articolare.

    Se già nella normalità circa 7 persone su 10 possono soffrire di disturbi articolari, quarantena, lockdown, ma anche sedentarietà e smartworking hanno acuito queste problematiche. Lo conferma la ricerca realizzata da Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione che evidenza come a soffrire di dolori posturali, già prima della situazione attuale, sarebbe addirittura il 73% degli italiani. Tra i principali sintomi il mal di schiena (49%), dolori al collo (37%) e dolori alle articolazioni degli arti inferiori (29%). Uno scenario destinato a peggiorare nel tempo con i mesi di chiusura forzata, come dichiarato da quasi un 1 italiano su 2 che ha lamentato di averne sofferto più spesso durante gli ultimi mesi. Una problematica che coinvolge tutti i generi e le età, sia tra la popolazione più abitualmente sedentaria che tra chi ha tentato di effettuare un po’ di ginnastica improvvisata, provocandosi dolori muscolo-articolari più o meno forti. Gli sportivi che hanno dovuto sospendere gli allenamenti hanno denunciato una perdita del tono muscolare e una riduzione della coordinazione neuromuscolare, con conseguente sovraccarico articolare. Non meglio è andata a chi, solitamente non attivo e invogliato proprio dalla pandemia a cimentarsi nella pratica sportiva, ha spesso dovuto fare i conti con problemi muscolari o articolari derivanti da movimenti scorretti. Il 44% del campione addita come causa dei dolori lo sport in casa “fai-da-te”, ma anche l’eccessiva sedentarietà, seguita da posture sbagliate sul divano (34%) e dallo smart working (21%), specie tra i più giovani.

    A confermarlo è anche Violetta Corazza, titolare di Corazza, da oltre 50 anni un punto di riferimento per il settore ortopedico, leader del mercato italiano e player tra i più importanti di quello estero. “La gente si muove poco – spiega Violetta Corazza – per via della pandemia e dell’impossibilità di compiere quegli spostamenti quotidiani che ne caratterizzavano la quotidianità. La pratica sportiva è fortemente ridotta, ma anche la passeggiata giornaliera è ridotta ai minimi termini, spesso solo per la spesa alimentare. Se a ciò si aggiungono i bambini a casa e lo smart working, si vede che la popolazione inizia ad avvertire i fastidi caratteristici di una sedentarietà forzata”.

    La leadership conquistata negli anni, l’azienda con sede a Molinella(BO), ha consentito a Corazza Srl di diventare un fornitore privilegiato per ortopedie e sanitarie, tanto in Italia quanto all’estero e la rende oggi un interlocutore autorevole. “Dagli ordini che riceviamo – prosegue Violetta – ci rendiamo conto che a distanza di tanti mesi i problemi posturali sono aumentati, così come l’affaticamento di muscoli e giunture. Dolori e fastidi tipici della sedentarietà”. L’esperienza maturata in 50 anni di attività, unita all’utilizzo di tecnologie avanzate e alla costante ricerca di materiali certificati rende l’azienda un osservatore competente, grazie alla capillarità della presenza nei negozio specializzati di tutta Italia. L’azienda, infatti, fornisce svariate decine di modelli, modificabile dal tecnico ortopedico secondo le specifiche esigenze. La linea prodotti si caratterizza per una customizzazione estrema e si declina nella realizzazione di plantari dedicati a tutte le patologie che interessano la pianta del piede. Un approccio che richiede tanta ricerca e che ha permesso a Corazza di distinguersi come realtà in grado di fornire soluzioni realmente personalizzate, sia in relazione alle problematiche più diffuse – piede piatto, cavo e diabetico – che a quelle meno frequenti.

    Oggi, in uno scenario radicalmente mutato sulla base del cambiamento delle abitudini di vita, Corazza, registra questa nuova necessità del pubblico italiano ed estero. Sono oltre 500 i tipi di plantari proposti al mercato, ciascuno con la sua specificità e vocazione particolare. Gioca un ruolo fondamentale in questo senso anche la scelta del materiale, tra cui in particolare lattice e materiali termoformabili, per garantire grande elasticità e massimo comfort. Il valore aggiunto dei plantari Corazza si completa con la lavorazione artigianale, frutto di una manodopera specializzata e tipica del Made in Italy, tradizione che l’azienda continua a valorizzare anche all’interno di un processo industriale che ragiona su grandi volumi.

    Stiamo rispondendo alle richieste che ci giungono da tutta Italia e anche dall’estero – conclude la titolare di Corazza – grazie al nostro know-how ricco e articolato, supportato non solo da mezzo secolo di esperienza, ma anche dalle più moderne tecnologie, senza discostarci dalla nostra artigianalità che si avvale dei benefici derivanti dalla trasformazione dell’azienda in ottica Industry 4.0 attraverso l’informatizzazione e l’automazione dei processi. Un potenziamento di infrastruttura che ci ha consentito di ottimizzare ancora di più la capacità logistica e di servire in tempi veloci il mercato”.

    Con il perdurare della pandemia, il futuro di Corazza si preannuncia ancora più ricco di sfide e nuovi percorsi. L’azienda, che negli ultimi anni ha registrato una crescita costante, in linea con la propria vocazione alla customizzazione, sta puntando alla realizzazione di plantari finiti e destinati direttamente al paziente, pur mantenendo come destinazione esclusivamente negozi specializzati come ortopedie e sanitarie.

     

    Corazza S.r.l. nasce a Bologna nel 1968. L’azienda guidata da Violetta Corazza, rappresenta un punto di riferimento di valore per tutte le ortopedie italiane ed estere. Esperienza, competenza tecnica, utilizzo di tecnologie avanzate orientano l’attività di Corazza consentendogli ogni giorno di interpretare e soddisfare le richieste dei tecnici ortopedici attraverso la realizzazione di plantari ortopedici personalizzati, innovative e di altissima qualità.

  • Materie prime, la fine della crisi può spalancare un nuovo super ciclo

    Quando si parla di ripresa economica, ci sono diversi segnali che possono farla cogliere. Se generalmente si guarda alla curva dei tassi come mezzo perché si manifesti la ripresa, c’è un altro elemento che è altrettanto indicativo. Stiamo parlando dell’andamento dei prezzi delle materie prime.

    Il valore indicativo delle materie prime

    materie primeLe materie prime sono elementi essenziali per la produzione. Sono in sostanza la vera benzina della ripresa. E quando vanno in rally, non è difficile immaginare che le cose stiano migliorando.
    Secondo molti analisti, siamo ormai prossimi a vivere il quinto super ciclo degli ultimi 100 anni.

    In primis si può pensare al petrolio. Il prezzo (quello della versione europea Brent) ha superato i 60 dollari al barile, toccando un livello che non si vedeva da gennaio 2020, ossia da prima che si entrasse nella fase acuta della pandemia. Da allora c’è stata una figura di inversione del trend, che ha rovesciato la situazione.

    Il Rame come barometro della ripresa

    Ma c’è un altra materia prima che viene presa, anche più del petrolio, come indicatore della stato di salute dell’economia. E’ il rame. Il prezzo del metallo rosso ha toccato i massimi da 8 anni (futures a 3,84 dollari per libbra, come non accadeva da settembre 2012). Il rame è il metallo industriale per eccellenza, e il suo prezzo viene spinto dalle prospettive di una maggiore domanda industriale sulla scia degli stimoli e della ripresa economica alimentata dai vaccini. E’ considerato un barometro economico.

    Super ciclo oppure no?

    In generale da novembre scorso, sia l’indice dei prezzi delle materie prime che quello dei metalli di uso industriale si sono apprezzati del 17%. Le previsioni sullo zinco ad esempio sono molto ottimistiche.
    Va precisato che siamo molto distanti dalle vette raggiunte dall’ultimo super ciclo, quello che caratterizzò il periodo antecedente la grande crisi del 2008 (che era cominciato nel 1996). Però lo sprint è importante e incoraggiante. Soprattutto dal punto di vista dei mercati emergenti, visto che la produzione di commodity e materie prime è concentrata in questi paesi.

  • Inclusi ed Esclusi: le nuove povertà in provincia di Bergamo

    Nel giorno del 50°anniversario dell’IPAB Istituti Educativi, FIEB presenta il rapporto finale dell’indagine realizzata dal Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell’Università Bicocca

     

    La Fondazione Istituti Educativi di Bergamo ha presentato oggi, martedì 16 febbraio, nel giorno del 50° anniversario dell’IPAB Istituti Educativi (divenuto FIEB nel 2003), il rapporto commissionato al Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, “Nuove forme di povertà e marginalità sociale in provincia di Bergamo”.

     

    Uno sguardo attento e approfondito sulle nuove forme di povertà e marginalità sociale nella bergamasca, in un’indagine realizzata nel corso del 2020 che analizza i dati della provincia e dei diversi ambiti territoriali, sino al dettaglio del singolo comune. Il rapporto finale – presentato oggi nella sua interezza – si articola in una sezione teorica e in due sezioni di analisi: la prima di tipo quantitativo (condotta attraverso lo studio di dati e indicatori), la seconda qualitativa, realizzata mediante l’analisi di documenti programmatici e interviste ad un campione di operatori di sevizi. Obiettivo, raccogliere dati e testimonianze riguardanti le nuove forme assunte dalla povertà e dalla vulnerabilità sociale e materiale in provincia di Bergamo e le dimensioni latenti delle stesse, così da costruire basi solide – anche grazie all’esperienza maturata da FIEB nel mondo del sociale – per creare collaborazioni salde e stabili tra le associazioni del terzo settore, come già accaduto in numerose iniziative promosse dalla Fondazione stessa.

     

    “Si tratta di temi molto sentiti e purtroppo attuali, che la pandemia da Covid-19 ha inasprito. Siamo di fronte ad una gravissima emergenza sanitaria, economica e sociale: uno scenario senza precedenti che deve spingerci a cercare soluzioni concrete e mirate. Questo rapporto mostra dati preoccupanti – soprattutto per quanto riguarda i giovani e il fenomeno dei NEET, le famiglie mono genitoriali o l’occupazione femminile – e l’importanza della collaborazione tra i diversi attori. Come Fondazione ci siamo occupati più volte di queste tematiche, con bandi e iniziative volte a favorire l’occupazione e la formazione dei giovani, la lotta alle nuove povertà o l’inclusione sociale. Questa indagine ci permette di identificare ulteriori obiettivi sociali da sostenere in futuro, coinvolgendo una rete di attori – pubblici e privati – con cui collaborare” spiega Luigi Sorzi, Presidente della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo.

     

    IL RAPPORTO – NUOVE POVERTÀ

    L’indagine parte dall’analisi dei tre tradizionali canali di inclusione sociale: i circuiti di socialità (in primo luogo la famiglia), quelli economici (il lavoro) e quelli politici (il welfare). La povertà emerge quando un individuo o una famiglia non sono in grado di rispettare i requisiti richiesti da questi circuiti per un pieno radicamento sociale. Una situazione che ha avuto un sensibile incremento a partire dalla crisi finanziaria del 2008 e in seguito all’emergere di una nuova domanda di protezione sociale che questi tre canali hanno sempre più difficolta a soddisfare.

    “Nell’attuale società frammentata” precisa David Benassi professore del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca, “I principali canali di inclusione sociale hanno subito radicali cambiamenti a causa delle trasformazioni che hanno coinvolto: le strutture familiari, con la crescente instabilità e l’indebolimento dei legami familiari; il mercato del lavoro, con il conseguente aumento dell’instabilità occupazionale; il welfare-state, che ha subito un progressivo ridimensionamento della propria capacità di intervento e di adattamento alle nuove domande di protezione espresse dalla popolazione”.

     

    Rispetto al passato, quindi, quando la povertà colpiva solo alcune categorie sociali precise, il rischio di povertà è diventato più frammentato e colpisce in modo trasversale tutte le categorie, incluso il ceto medio che in passato poteva considerarsi immune dal rischio di intraprendere una traiettoria di impoverimento. Il panorama della povertà è oggi molto diversificato e accanto ai soggetti fragili tradizionali – gli anziani, le persone senza dimora, gli immigrati, le persone con dipendenze da sostanze, le minoranze discriminate, malati e disabili – sono subentrati nuovi profili: genitori single, divorziati, giovani in uscita dalla famiglia d’origine o famiglie che hanno perso l’unica fonte di reddito. L’emergenza legata alla pandemia da Covid-19, con ogni probabilità aggraverà queste tendenze, peggiorando soprattutto la situazione del ceto medio.

     

    Afferma Matteo Colleoni, professore del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca: “A livello generale e nel confronto con gli altri Paesi europei, l’Italia risulta caratterizzata da un’elevata diffusione della povertà, comunque la si voglia definire: povertà relativa, grave deprivazione materiale o bassa intensità occupazionale. Una condizione che nel nostro Paese assume la specificità della crescente frattura tra centro/nord e sud, dell’elevato rischio tra le famiglie con minori, del cosiddetto working poor e del forte rischio tra gli stranieri. L’analisi dei dati e degli indicatori di vulnerabilità sociale e materiale ha messo in evidenza che, come atteso, la provincia di Bergamo gode di una condizione mediamente migliore rispetto ad altri contesti del territorio nazionale e regionale, sebbene contraddistinta dalla presenza di un’elevata eterogeneità territoriale e di forme specifiche e localizzate di vulnerabilità”.

     

    Nel Rapporto si evidenzia innanzitutto il ruolo chiave della famiglia nella protezione sociale dei suoi componenti: negli ultimi anni, infatti, a causa di una serie di mutamenti demografici e socioeconomici, il suo ruolo protettivo si è indebolito, esponendo i suoi membri a un rischio maggiore di vulnerabilità.

    Le famiglie con minori sono uno dei profili maggiormente esposti al rischio di povertà a causa di un sistema caratterizzato da politiche nazionali deboli (rispetto alla media europea): nei comuni della provincia di Bergamo le famiglie con componenti tra 0-14 anni rappresentano il 22,5%, rispetto al dato regionale (21,5%) e nazionale (19,7%). Se una famiglia si trova già in una condizione di elevata vulnerabilità sociale e materiale, la presenza di uno o più minori tra 0-14 anni può impattare negativamente sulla sua capacità di garantire il sostegno dei singoli componenti.

     

    Un ulteriore fattore causa della vulnerabilità sociale e materiale è l’instabilità lavorativa. Nel rapporto si evidenzia come, in media, l’incidenza percentuale degli occupati non stabili sia inferiore nei comuni della provincia di Bergamo (11,2%), che nei comuni lombardi (11,8%) e italiani (16,4%). Tuttavia, resta diffuso il fenomeno dei giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano, i cosiddetti NEET Not in Education, Employment or Training. La provincia di Bergamo, infatti, presenta una percentuale superiore di giovani NEET (21,8%) rispetto alla Lombardia (18,6%), uno scarto di 3 punti percentuali che, in valore assoluto, connota negativamente la nostra provincia (sebbene il fenomeno sia inferiore al dato medio nazionale molto elevato e pari al 25,7%).

     

    Il territorio della provincia di Bergamo si caratterizza anche per la compresenza di aree caratterizzate da diversi livelli di centralità/perifericità per l’alternarsi di zone di montagna, che hanno un peso relativo molto forte, e di pianura nelle quali l’accessibilità alle opportunità territoriali è differente. Come evidenziato dalla classificazione delle Aree Interne dell’Agenzia per la Coesione Sociale (SNAI – Strategia Nazionale Aree Interne), a livello regionale, Bergamo registra una quota significativamente elevata di comuni in posizione di perifericità rispetto all’accessibilità a servizi fondamentali per la qualità della vita della popolazione (circa il 15% rispetto al 10% regionale). Tra questi l’accesso alla banda ultralarga: secondo i dati raccolti, la media degli edifici raggiunti dalla connessione in provincia (1,95%) è significativamente inferiore a quella regionale (4%) e nazionale (13,31%). La presenza di vaste aree del territorio ancora escluse dal servizio si traduce nella minore capacità di inclusione nel mondo delle opportunità offerte dal digitale, non per ultime quelle legate alla didattica e alla formazione che, durante la pandemia, hanno permesso di dare continuità ai servizi e di contenere l’isolamento e la solitudine imposti dal lockdown.

     

    Conclude Colleoni Oggi la grande differenza è fra ‘inclusi’ ed ‘esclusi’, i secondi sono coloro che, non inseriti nei circuiti di reciprocità, del mondo del lavoro e delle istituzioni del welfare, rimangono invisibili. Una condizione di invisibilità che è stata spesso citata nelle interviste fatte agli operatori del territorio. Il nostro sistema di welfare si appoggia sul presupposto del buon funzionamento delle reti familiari e dei circuiti lavorativi: laddove si verifica un peggioramento delle prime si hanno conseguenze negative sui secondi, e viceversa. Questo è un fenomeno che si sta diffondendo sempre di più e che richiede analisi attente e interventi mirati ed efficaci”.

     

    LE SOLUZIONI

    Le interviste rivolte agli operatori dei servizi hanno messo in evidenza temi quali la frammentazione degli interventi e – al contempo – la presenza di una tradizione di buona collaborazione tra gli attori che compongono la fitta rete di istituzioni pubbliche e private del territorio. Sono numerosi gli interventi di contrasto alla povertà e di contenimento della vulnerabilità sociale e materiale, di così come la quantità di risorse disponibili, ma la frammentazione dei canali di sostegno spesso ne vanifica l’efficacia. La difficoltà di fare sistema nelle politiche sociali tra Stato, Regioni, Ambiti e Comuni è un tema chiave.

    Risulta dunque indispensabile il contributo del Terzo Settore e delle molteplicità di realtà affinché agiscano sul territorio e riescano “a fare sistema”. “Emerge dunque – conclude il Presidente Luigi Sorzi – la necessità di un disegno generale di programmazione tra pubblico e privato sociale che abbia un respiro più ampio e un orizzonte temporale maggiore. Di primaria importanza la valorizzazione della prossimità dei servizi, che permetta un’azione mirata sul territorio; un welfare di comunità in cui le reti sociali prevengano il disagio e le situazioni di vulnerabilità e fragilità”.

     

    Per informazioni: www.istitutieducativi.it

     

     

  • RC familiare: a un anno dalla sua introduzione, ecco quanto si risparmia

    Il 16 febbraio l’RC familiare compie un anno; a distanza di 12 mesi dall’introduzione della norma che consente di assicurare i veicoli presenti nel nucleo familiare utilizzando la classe di merito più favorevole fra quelle dei componenti della famiglia, Facile.it ha voluto fare un punto e, analizzando un campione* di oltre 1.200.000 preventivi, ha scoperto che, in media, il risparmio massimo ottenuto negli ultimi dodici mesi da chi ha usato l’RC familiare su un’auto è stato del 55%, mentre per le moto è arrivato al 50%.

    Analizzando i dati in valori assoluti significa che chi ha usufruito dell’RC familiare per passare da una quattordicesima ad una prima classe di merito su un’auto ha risparmiato, in media, 428 euro, mentre per una moto il vantaggio economico è stato, sempre in media, pari a 356 euro.

    Quanto si risparmia

    Per calcolare il risparmio massimo conseguito grazie all’RC familiare, Facile.it ha preso in esame i prezzi offerti nell’ultimo anno agli utenti che hanno chiesto di usufruire della norma (passando dalla classe 14 alla classe 1) e confrontato tali valori con le tariffe offerte ad utenti di pari profilo che non potevano beneficiare dell’assicurazione familiare.

    Nello specifico, guardando all’RC auto, la tariffa media offerta ad un automobilista in quattordicesima classe era pari a 784 euro; chi ha potuto usufruire dei benefici della norma ha visto calare il prezzo a 356 euro, con un risparmio pari a 428 euro.

    Per l’RC moto, invece, il prezzo medio offerto per assicurare una due ruote in classe 14 era pari a 713 euro, valore che scende a 357 euro per coloro che grazie all’RC familiare sono passati in prima classe, con un risparmio di 356 euro.

    Facile.it ha poi realizzato un focus su tre città italiane (Milano, Roma e Palermo), evidenziando come il risparmio massimo rimanga elevato in tutte e tre. In media, guardando all’RC auto, si tratta del 56% a Milano, del 53% a Roma e del 51% a Palermo. Per l’RC moto, invece, è del 44% a Palermo, del 43% a Milano e del 42% a Roma.

    I temuti aumenti alla fine ci sono stati?

    Quando nel febbraio 2020 l’RC familiare è entrata in vigore, molti hanno evidenziato come ci fosse il rischio che le compagnie assicurative, per far fronte al calo dei premi raccolti, potessero aumentare le tariffe degli automobilisti più virtuosi. È andata così? No, a dirlo sono i dati emersi dall’analisi di Facile.it che evidenziano come non solo non vi sia stato alcun aumento, ma anzi le tariffe siano mediamente diminuite per tutti gli automobilisti.

    «Come noto i lockdown che si sono avvicendati nel corso del 2020 hanno ridotto significativamente il numero di veicoli in circolazione e, con essi, il numero di sinistri stradali», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it. «Questo ha messo le compagnie nella condizione di non interrompere il trend di diminuzione dei premi già in atto da tempo, offrendo tariffe più basse a tutti gli assicurati».

    Chi l’ha richiesta

    Chi ha chiesto in misura maggiore di utilizzare l’RC familiare? L’analisi* di Facile.it evidenzia come, in percentuale, siano stati soprattutto i motociclisti ad approfittare della norma; a richiedere di usarla sono stati il 23,2% di coloro che hanno ottenuto un preventivo per assicurare un motoveicolo, mentre tra gli automobilisti la percentuale scende all’1,67%. Il dato sulle auto non deve sorprendere; va letto considerando che molti assicurati avevano beneficiato negli scorsi anni della legge Bersani.

    La percentuale così alta fra le moto, invece, si spiega anche perché una delle novità introdotte dall’RC familiare era la possibilità di ereditare la classe di merito maturata su una tipologia di veicolo differente e, a conti fatti, continuando nell’analisi dei dati emersi dal campione di Facile.it, nell’85% dei casi chi intendeva usare la norma per assicurare un motoveicolo poteva farlo proprio ereditando la classe di merito da un’auto.

    Guardando all’andamento su base regionale, per l’RC auto emerge che le regioni dove, in percentuale sul totale dei richiedenti, si è cercato di fare maggiormente ricorso all’RC familiare sono il Molise, la Calabria e la Liguria. Per quanto riguarda l’Rc moto, invece, sono la Calabria, la Puglia e la Campania.

    Attenzione ai sinistri

    In ultimo una nota; se è vero che l’RC familiare sì è dimostrata essere un’opportunità di risparmio per molti assicurati, non bisogna dimenticare che, secondo la norma, in caso di incidente con responsabilità esclusiva o principale che abbia comportato il pagamento di un indennizzo complessivamente superiore a 5.000 euro, l’assicurato che ha beneficiato dell’RC familiare potrebbe retrocedere sino ad un massimo di 5 classi di merito, anziché 2, con conseguente rincaro dei premi.

     

     

    *L’analisi sull’RC familiare è stata realizzata su un campione di 1.275.105 preventivi effettuati dagli utenti di Facile.it tra il 16 febbraio 2020 e il 07 febbraio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate. Le tariffe si riferiscono ad utenti richiedenti l’RC familiare con le seguenti caratteristiche: patente conseguita fra i 18 ed i 24 anni, km annuali percorsi inferiori a 15.000 (6.000 per i motoveicoli), cilindrata veicolo tra 1200 e 1600 cc, valore veicolo a nuovo tra 11.000 euro e 20.000 euro (5.000-15.000 per i motoveicoli), data immatricolazione successiva al 2009.

    I dati relativi al peso percentuale dell’RC familiare sul totale preventivi richiesti sono stati calcolati su un campione di 11.626.964 preventivi effettuati dagli utenti di Facile.it tra il 16 febbraio 2020 e il 07 febbraio 2021

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  • ACOVI avvia il primo censimento nazionale dei consulenti di viaggio

    Inquadrare un settore che sta assumendo un peso crescente nel panorama della distribuzione turistica italiana e raccogliere dati utili per il confronto con le istituzioni e la collaborazione con gli altri attori della filiera: ACOVI – Associazione Consulenti di Viaggio Italiani – annuncia l’avvio del primo censimento ufficiale dei consulenti di viaggio che operano nel mercato turistico italiano.

    Come partecipare al censimento

    L’operazione è rivolta sia ai professionisti autonomi che organizzano e vendono viaggi collaborando con agenzie, tour operator e network specializzati, sia ai consulenti o “travel designer” che si occupano esclusivamente di consigliare il cliente ed eventualmente indirizzarlo verso i canali più idonei per finalizzare le prenotazioni.

    Per partecipare al censimento e contribuire a creare la banca dati nazionale, i consulenti di viaggio possono compilare un link disponibile sui canali social e web ufficiali di ACOVI, inserendo i propri dati anagrafici e di contatto, oltre all’eventuale codice ATECO.

    Le parole di Monica Vittani, Presidente ACOVI

    “A differenza di quanto accade per le agenzie di viaggio – dichiara Monica Vittani, Presidente ACOVI – per i consulenti non esistono ancora elenchi regionali o nazionali e non è previsto un codice ATECO univoco di riferimento. Questo censimento intende dare per la prima volta una dimensione concreta al settore nel mercato italiano, anche alla luce della crescita registrata negli ultimi mesi”.

    Fondata dal Presidente Monica Vittani, consulente di viaggio con una lunga esperienza alle spalle, e dai Consiglieri Giorgio Bestetti, Project Manager KKM Group, ed Emanuela Marconato, consulente di viaggio, ACOVI supporta i professionisti del settore e, grazie alla collaborazione con AIAV e altri partner specializzati, fornisce formazione, consulenza e tutela in ambito legale e sindacale, inclusi CAF, patronato e assistenza in materia di contratti di collaborazione.

    “Negli Stati Uniti – conclude Vittani – i consulenti di viaggio rappresentano il 30% della distribuzione: agenti di viaggio e tour operator devono comprendere che i consulenti sono un’opportunità concreta per intercettare nuovi segmenti di clientela e combattere l’abusivismo. Una risorsa strategica con la quale instaurare collaborazioni basate su obiettivi comuni”.

  • Neoperl® FSG. La valvola on/off pratica e intuitiva

    L’innovativo dispositivo per gestire il flusso dell’acqua con un semplice gesto.

    La valvola a diaframma Neoperl® FSG on/off valve è in grado di assicurare elevate prestazioni: in primo luogo l’immediatezza della risposta e la massima efficienza, oltre ad un’eccezionale durata nel tempo, garantita dai severi test (fino a 500.000 cicli di apertura e chiusura) e dagli scrupolosi controlli di qualità che, da sempre, costituiscono uno dei punti di forza dei prodotti Neoperl®.

    Il dispositivo consiste di una valvola a diaframma che opera in maniera meccanica ed idraulica indipendentemente dalla pressione in un range da 0,5 a 10 bar.

    Pensato per operare sia nell’ambiente bagno che nella cucina, è semplice da installare ed è disponibile in un’ampia gamma di modelli per le più diverse applicazioni.

    Un ulteriore vantaggio del dispositivo è costituito dal fatto che risulta facile ed intuitivo nell’impiego quotidiano da parte dell’utente finale.

    www.neoperl.com

  • Covid-19, l’infettivologa Susanna Esposito: vaccino rappresenta la speranza

    Oltre a prevenire la malattia, vaccinarsi è un atto dovuto verso la comunità: lo ha dichiarato Susanna Esposito, infettivologa di fama internazionale attualmente a capo di WAidid.

    Susanna Esposito direttore ospedale Parma

    Susanna Esposito: “Con il vaccino entriamo nella storia”

    Nelle ultime settimane l’argomento vaccino è diventato una priorità in ogni parte del globo. I Governi nazionali, con non poche difficoltà, spingono le case farmaceutiche a velocizzare la produzione e la distribuzione del vaccino. Tuttavia sono ancora molti i dubbi relativi ad efficacia e soprattutto sicurezza. Susanna Esposito, direttore della Clinica Pediatrica all’Ospedale Pietro Barilla di Parma e pediatra infettivologa di fama internazionale, è intervenuta sul tema con l’intento di rassicurare i più restii. In una breve intervista pubblicata sul canale Youtube dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, la Professoressa ha definito il vaccino “un’opportunità straordinaria che ci permette di far parte della storia”. Ed è proprio la storia che ci insegna come l’umanità, grazie alla scoperta dei vaccini, sia riuscita a debellare epidemie del passato. Poliomielite e vaiolo gli esempi più calzanti: “Le vaccinazioni hanno cambiato la storia delle malattie infettive – ha spiegato Susanna Espositoe sono il sistema più efficace e sicuro che abbiamo per eradicarle”.

    Susanna Esposito: i dettagli sul vaccino

    La pandemia scaturita dal Coronavirus continua a registrare numeri importanti, sia a livello di contagi che di deceduti. Le restrizioni decise dai Paesi e le precauzioni finora adottate dalla popolazione sembrano non essere abbastanza: “Il Covid-19 ha segnato la nostra vita profondamente – ha continuato Susanna Esposito –. Ha mostrato le nostre fragilità e vulnerabilità. Tutti noi abbiamo avuto amici e parenti che sono stati ricoverati, siamo stati in ansia non sapendo come sarebbe andata”. Il vaccino è quindi l’unico strumento che attualmente “ci permette finalmente di tornare a sperare, non più di disperare come abbiamo fatto fino a oggi”. Una speranza che si basa sugli sforzi messi in campo dalla comunità scientifica: “Non dobbiamo dimenticarci che questo vaccino è stato studiato su migliaia di soggetti. I dati di efficacia dimostrano che permette di ottenere una protezione del 95% dei casi, con ottimi dati di sicurezza. Il valore etico, sociale e umano di questo vaccino è enorme”. Vaccinarsi, conclude Susanna Esposito, rappresenta quindi un atto di responsabilità sia verso se stessi che verso la propria comunità.

  • Siderurgia: Gruppo Riva, dalla nascita nel 1954 alla leadership attuale

    Con i suoi circa 5.300 dipendenti e 21 siti produttivi dislocati in Italia e all’estero, Gruppo Riva basa il suo successo su una costante visione improntata verso la qualità, l’innovazione e l’espansione del proprio mercato.

    Gruppo Riva valori chiave

    Gruppo Riva: i valori e la chiave del successo

    Gruppo Riva è leader italiano tra gli operatori siderurgici. Riveste un ruolo di primo piano anche per quanto riguarda il settore europeo dell’acciaio. Con gli stabilimenti di Caronno Pertusella, Lesegno, Malegno, Cerveno e Sellero, Riva Acciaio è tra le realtà siderurgiche italiane più rilevanti. Il successo di Gruppo Riva si basa su valori chiave come la qualità dei prodotti, il rispetto dell’ambiente e l’ecologia, la sicurezza e la formazione dello staff. I dipendenti infatti sono altamente specializzati e partecipano con costanza ai corsi di aggiornamento. Oggi il Gruppo vanta circa 5.300 dipendenti e opera in 21 siti produttivi dislocati in Italia (5), Francia (7), Germania (5), Belgio (2), Spagna (1) e Canada (1). L’innovazione è da sempre un valore centrale per il Gruppo, che si dedica all’ automazione sia del processo produzione sia degli impianti di servizio alla fabbricazione di.. È grazie a questa costante attenzione che, negli anni ’60, Gruppo Riva è arrivato a produrre circa 300 mila tonnellate di acciaio all’anno.

    Gruppo Riva: pillole storiche

    Gruppo Riva nasce dall’intuizione di Emilio Riva che, sostenuto dal fratello Adriano, nel 1954 anticipa il grande potenziale di sviluppo che il settore siderurgico aveva nell’Italia del dopoguerra. Col miracolo economico così viene avviata anche l’azienda, che storicamente si specializza nella realizzazione di prodotti “lunghi” con acciaierie ad arco elettrico. Il processo di crescita è costante e arriva fino ai giorni nostri, accompagnato dall’espansione anche verso il mercato estero. Emilio Riva decide di passare alla produzione diretta dell’acciaio nel 1956, mentre da marzo 1957 avvia il primo stabilimento vicino a Milano, a Caronno Pertusella, dotato di un forno elettrico ad arco della capacità di 25 tonnellate. Gli anni ’60 risultano fondamentali per Gruppo Riva e sono caratterizzati dalla nuova tecnica produttiva della colata continua. Nel 1966 avviene inoltre l’acquisizione delle Acciaierie e Ferriere di Lesegno. Negli anni ’70 il Gruppo investe a livello europeo. Nel 1981 la produzione si diversifica grazie all’acquisizione di Officine e Fonderie Galtarossa (OFG) di Verona. In seguito, viene ultimata l’acquisizione di COGEA (1988), che passa da consorzio a S.p.A. e diventa Acciaierie di Cornigliano. Si tratta della prima privatizzazione italiana di una fabbrica siderurgica a ciclo integrale. Nel 1995 infine viene rilevato il totale del capitale di Ilva Laminati Piani dall’IRI.

  • IL CAMBIAMENTO SOCIALE DEL NUOVO DECENNIO ATTRAVERSO LE VOCI GENERAZIONALI DEL NOSTRO PAESE

    Il dialogo generazionale è uno degli elementi fondanti della società contemporanea. Il confronto tra le “vecchie” generazioni e quelle più giovani è alla base della crescita e dell’innovazione sociale. Nel contesto socio-economico in atto, il cui andamento è stato fortemente condizionato dalla diffusione della pandemia su scala globale e che già si preannuncia difficile e – auspicabilmente – di grandi trasformazioni, inizia a configurarsi il seme di una nuova generazione, che si affianca a quelle già conviventi nel paese: alla Silent Generation, ai Baby Boomers, alla Generazione X, ai Post Millenials e alla Generazione Alpha si affianca infatti una nuova generazione – la Generazione Coronavirus – che sarà protagonista, suo malgrado, del decennio appena iniziato. Ma cosa stiamo costruendo tra DAD, mascherine e futuro ridotto?

    Federico Capeci, uno dei più apprezzati ricercatori di trend sociali, analizza il contesto contemporaneo con il nuovo libro Generazioni, pubblicato da FrancoAngeli Editore, in cui racconta attraverso quali precisi eventi storici e culturali ogni generazione ha definito la sua specificità ‒ valori, atteggiamenti, aspettative, visione del mondo, modi di comunicare.

    Ogni analisi sulla popolazione deve tenere conto sia dei soggetti coinvolti, sia del momento storico in atto. Nel corso del 2020, la società ha assistito a un cambiamento epocale, che ha messo a dura prova l’intero paese: ogni individuo è stato costretto a ripensare al proprio ruolo, alle possibilità di miglioramento in tempi così duri e al lascito ricevuto dalle generazioni precedenti. Comprendere le caratteristiche di ogni categoria generazionale vuol dire imparare a trovare metodi più efficaci di comunicare, vuol dire favorire un dialogo utile non soltanto agli aspetti più personali e privati della vita ma anche a quelli legati ai vari contesti lavorativi.

    Un aspetto da non trascurare è legato proprio al ruolo dei giovani al giorno d’oggi. Sono loro i veri protagonisti del cambiamento sociale, soprattutto in periodo di emergenza com’è quello che stiamo vivendo. Laddove molti settori sono stati fortemente colpiti dalla crisi economica e tutte le realtà, piccole o grandi, hanno spesso dovuto adattarsi in fretta e furia ai nuovi ritmi e alle inedite modalità d’azione, i giovani possono essere la chiave per superare la crisi. 

    Si consideri ad esempio la loro conoscenza del mezzo digitale, diventato ormai imprescindibile. Il lockdown, che ha piegato l’intero territorio da nord a sud, ha obbligato imprenditori e sistemi scolastici all’adeguamento all’online, rivelando alcune falle piuttosto evidenti: inadeguatezze e poca padronanza da parte della “vecchia scuola”, il noto digital divide che da tempo attanaglia la società. In una realtà in cui tutte le generazioni dialogano tra loro, ogni peculiarità può essere sfruttata per il vantaggio collettivo e può diventare forza motrice per il futuro.

    È nel rapporto con le generazioni precedenti che il miglioramento trova il suo terreno fertile. Ogni genitore, infatti, costruisce la generazione successiva con il chiaro intento di superare gli schemi del momento: ognuno, nei confronti dei propri figli, crea le basi per il futuro e, allo stesso tempo, le condizioni per la sua distruzione. Per questo le logiche del passaggio generazionale vanno viste in un’ottica dialettica e non oppositiva; ed è per questo, infine, che parlare della tematica giovanile non ha nessun senso se non la si inserisce in una dinamica ben più ampia, cross generazionale appunto.

    Con Generazioni, Federico Capeci prosegue e arricchisce il lavoro già iniziato con i precedenti volumi (Generazione 2.0 e Post Millennial Marketing) aggiungendo un importante tassello al panorama delle analisi sulla società contemporanea.

    Federico Capeci è CEO della divisione Insights per Italia, Grecia e Israele di Kantar, network di ricerche di mercato leader nel mondo, ed è tra i più noti e apprezzati ricercatori in Italia sui nuovi trend sociali e sulle tematiche digitali. Research Manager in Coca-Cola Italia prima, poi AD di OTO Research (Gruppo Fullsix), ha fondato nel 2008 Duepuntozero Research (Gruppo DOXA), la prima social media research agency italiana. Frequent speaker in importanti convegni nazionali e internazionali sui temi legati alla comunicazione, al marketing digitale, ai nuovi trend, alla social media analysis e alla cocreation, insegna Ricerche di mercato all’Università Cattolica di Milano. Per FrancoAngeli Editore è autore di Generazione 2.0 (2014) e Post Millennial Marketing (2017). 

    Federico Capeci

    GENERAZIONI

    Chi siamo, che cosa vogliamo, come possiamo dialogare

    pp. 186, € 24,00. 

    In libreria da novembre 2020 

    Anteprima del volume (Indice. Prefazione. Introduzione)

  • Superbonus 110%: il servizio di assistenza promosso da Gruppo Green Power

    Gruppo Green Power ha creato un team di esperti nelle pratiche legate all’agevolazione prevista dal Decreto Rilancio 2020 e confermata dalla successiva Legge di Bilancio 2021.

    Gruppo Green Power

    Gruppo Green Power: i dettagli dell’iniziativa

    Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2021 da parte del Parlamento italiano, il Superbonus 110% è stato prorogato fino al 30 giugno 2022. La famosa detrazione fiscale, prevista per gli interventi che migliorano l’efficienza energetica degli edifici di almeno due classi, sarà valida per tutti quelli che avranno concluso almeno il 60% dei lavori entro la data prevista. In merito alle procedure previste per ottenere il bonus, Gruppo Green Power, leader nell’efficientamento energetico, ha deciso di offrire un servizio specifico per guidare i clienti in tutte le fasi del processo. In primis un supporto in tutte le operazioni preliminari: attraverso sopralluoghi, verifiche catastali e una pre APE (attestato di prestazione energetica), la società potrà verificare se il cliente ha tutte le carte in regola per accedere all’agevolazione. Per una verifica rapida dei requisiti minimi, inoltre, è disponibile anche il numero verde 800125858. Una volta conclusa la prima parte dell’iter, se l’esito risulta positivo Gruppo Green Power, mette a disposizione dei clienti un team specializzato che aiuterà il cliente sia per le rimanenti pratiche amministrative che nella selezione dei prodotti più idonei a raggiungere la nuova classe energetica.

    Gruppo Green Power: il profilo dell’azienda

    L’iniziativa di Gruppo Green Power in merito al Superbonus 110% nasce dalla consapevolezza dell’importanza della sostenibilità energetica. Oltre ai vantaggi puramente economici, la misura nata con il Decreto Rilancio 2020 è un valido strumento per ridurre i consumi e contribuire alla salvaguardia ambientale del Paese. Fin dalla sua fondazione nel 2010 come S.r.l., il Gruppo ha deciso di puntare sulle energie rinnovabili, specializzandosi sul fotovoltaico destinato a famiglie e piccole e medie imprese. Tra i servizi l’istallazione di impianti che sfruttano l’energia solare, sistemi ibridi, accumulatori di energia e pompe di calore ACS. L’azienda offre anche sistemi di illuminazione a LED e prodotti di domotica. Gruppo Green Power è da sempre impegnato nella diffusione della cultura dell’energia e nella promozione di un utilizzo razionale delle fonti.

  • COSMOBSERVER e MISSION DARK SKY pubblicano il Bilancio sociale e di missione 2020

    COSMOBSERVER, Il sito di divulgazione scientifica dedicato allo spazio, pubblica il suo sesto bilancio sociale e di missione, includendo quello della sua campagna di sensibilizzazione sull’inquinamento luminoso MISSION DARK SKY

     

    È stato pubblicato oggi su COSMOBSERVER il Bilancio Sociale e di Missione congiunto COSMOBSERVER / MISSION DARK SKY 2020.

     

    Redatto dal fondatore di COSMOBSERVER ed esperto di marketing e CSR Emmanuele Macaluso, il bilancio sociale è un documento formale, attraverso il quale si rendono pubblici dati, analisi e risultati ottenuti da un’azienda nell’anno precedente.

    Inserito nell’ambito dell’attività di CSR (Corporate Social Responsability), conosciuta in Italia come Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI), il bilancio non prende in considerazione solo i fattori finanziari, ma anche quelli tecnici e sociali. Elementi particolarmente importanti ed evidenti quando si opera nella divulgazione scientifica.

    Il Bilancio Sociale e di Missione 2020 di COSMOBSERVER è stato redatto – come i precedenti – sotto la supervisione del Comitato Etico e Scientifico del Manifesto del Marketing Etico.

     

    Il bilancio di missione è stato pubblicato a pochi giorni dalla fine dell’anno di riferimento, e contiene alcune anteprime relative alle prossime attività del progetto di divulgazione scientifica dedicato all’astronomia, astrofisica.

     

    “Siamo molto soddisfatti della stesura e dei risultati contenuti nel bilancio – ha dichiarato Emmanuele Macaluso durante la conferenza stampa di presentazione, che continua – I risultati ottenuti nel 2020 nonostante le oggettive limitazioni per il Covid-19, e ancor prima dalla sua fondazione, da COSMOBSERVER sono veramente importanti. Soprattutto nell’ambito del coinvolgimento del pubblico, tenendo conto che al contrario di altre realtà del settore, abbiamo deciso di non falsare artificialmente i nostri volumi accedendo a servizi a pagamento sui social. Tutti i dati presenti nel bilancio sono quindi reali e riscontrabili. Le scelte editoriali e di trasparenza che abbiamo sempre adottato ci hanno portato a divenire in pochi anni una realtà credibile nell’ambito della divulgazione scientifica italiana. La stessa pubblicazione del bilancio è da considerarsi un fatto non comune in questo ambiente. Siamo fieri di essere i primi in Italia a perseguire questa strada, e del rapporto che stiamo creando quotidianamente con la platea alla quale comunichiamo e con i nostri partner. La strada è corretta, continueremo a percorrerla con la dovuta determinazione e professionalità.

    Quest’anno, siamo particolarmente fieri di poter inserire nel bilancio di missione di COSMOBSERVER, il secondo bilancio sociale della nostra campagna di sensibilizzazione sull’inquinamento luminoso MISSION DARK SKY. Con la fine dell’emergenza sanitaria potremo finalmente iniziare a organizzare le nostre attività sul territorio e a poter incontrare i protagonisti del cosmo per intervistarli di persona, come da nostra abitudine”.

     

    La pubblicazione del bilancio sociale e di missione avviene a pochi giorni di distanza dalla pubblicazione del calendario degli eventi astronomici del 2021.

     

    È possibile leggere il Bilancio di Missione 2019 di COSMOBSERVER all’indirizzo http://www.cosmobserver.com/download.htm

     

     

    Di seguito i contatti di COSMOBSERVER

    Web www.cosmobserver.com

    Blog  http://thecosmobserver.blogspot.it

    E-mail [email protected]

    Instagram www.instagram.com/cosmobserver

    Facebook  www.facebook.com/cosmobserver/

  • L’acquisizione Grifal s.p.a. – Cornelli s.r.l. seguita dallo studio BNC

    Grifal S.p.A., azienda bergamasca attiva nel mercato del packaging industriale, ha firmato un accordo vincolante per l’acquisto del 100% del capitale sociale di una società a responsabilità limitata di nuova costituzione che verrà denominata Cornelli Brand Packaging Experience S.r.l. e in cui Cornelli S.r.l., società con sede a Rivolta d’Adda (CR) fondata nel 1877, effettuerà il conferimento di parte del complesso aziendale concernente la produzione e il commercio di scatole in cartone ondulato, nonché la progettazione e la realizzazione di nuove tecniche di branding applicate al packaging.

    Grazie all’acquisizione di Cornelli S.r.l., Grifal S.p.A. intende ulteriormente accelerare la propria crescita ed incrementare il volume d’affari nei confronti delle aziende che, in Italia e all’Estero, sono particolarmente attente ai temi legati alla sostenibilità, all’innovazione e alla comunicazione applicate al packaging.  L’operazione prevede che Grifal acquisterà il 100% del capitale della Cornelli Brand Packaging Experience S.r.l. per un controvalore complessivo di €1.257.229,00.

    Studio BNC, con il dott. Guido Tisi, la dott.ssa Francesca Ghezzi e la Dott.ssa Marilena Rota hanno preso parte all’operazione in qualità di advisor, per la parte fiscale e giuslavoristica. AmbroMobiliare ha agito come advisor finanziario, mentre lo Studio Legale NCTM di Milano come advisor legale.

     

     

     

  • SACE, al via progetti green per 600 milioni: il focus dell’AD Pierfrancesco Latini

    La riconversione del nostro tessuto produttivo attraverso il sostegno agli investimenti green costituisce un’occasione unica per la competitività dell’Italia nel mondo: l’AD Pierfrancesco Latini parla della nuova operatività di SACE legata al Green New Deal.

    Pierfrancesco Latini

    Pierfrancesco Latini: SACE approva le prime sette operazioni targate Green New Deal

    "L’attenzione a sostenibilità e resilienza per tutti in chiave circolare è oggi imprescindibile": che SACE sia sempre più intenzionata ad aumentare il proprio impegno nell’agevolare la transizione verso un’economia a minor impatto ambientale non emerge solamente dalle parole dell’Amministratore Delegato Pierfrancesco Latini. La società nei giorni scorsi ha infatti approvato le prime sette operazioni targate Green New Deal per oltre 600 milioni di euro: l’iniziativa nel complesso nasce per finanziare progetti che puntano a promuovere la sostenibilità ambientale ed economica, a integrare i cicli produttivi con tecnologie a basse emissioni per la produzione di beni e servizi sostenibili e a realizzare interventi con l’obiettivo di sviluppare una nuova mobilità a minori emissioni inquinanti. Le operazioni saranno finanziate con garanzie SACE assistite dalla garanzia dello Stato italiano, in base alle nuove disposizioni normative. In particolare le prime sette guardano alla riconversione di processi industriali per ridurre sprechi ed emissioni inquinanti, sostenere l’economia circolare e la mobilità smart oltre che la produzione di energia da fonti rinnovabili, quali solare ed eolico. Come spiega in una nota la società guidata da Pierfrancesco Latini, possono farne richiesta tutte le aziende italiane, di qualsiasi dimensione.

    Pierfrancesco Latini: la sostenibilità rappresenta una grande opportunità di investimento, crescita e occupazione

    Parlando dell’iniziativa e dell’attenzione che SACE riserva a sostenibilità e resilienza, l’AD Pierfrancesco Latini ha sottolineato come, oltre ad essere maturata la convinzione "che ci troviamo ad operare in una nuova normalità", si stia sempre più diffondendo "la consapevolezza che la sostenibilità rappresenta una grande opportunità di investimento, crescita e occupazione per le società moderne". In questa ottica "la riconversione del tessuto produttivo italiano, attraverso il sostegno agli investimenti ‘green’, costituisce un’occasione unica per far crescere la competitività del nostro Paese nel mondo e noi siamo orgogliosi di sostenere le aziende italiane che contribuiranno a rendere ‘circolare’ l’Europa". In conclusione l’AD di SACE Pierfrancesco Latini ha invitato "tutti gli stakeholder interessati a bussare alla porta di SACE per dialogare con noi e aprirsi a nuove opportunità, contando sul nostro supporto".

  • “The Voice of Business”, Francesco Starace: lo sguardo di Enel sul mondo

    Il mondo dell’energia dopo la pandemia, gli scenari geopolitici e la grande sfida della sostenibilità: la visione dell’AD e DG di Enel Francesco Starace nell’intervista per "The Voice of Business".

    Francesco Starace

    "The Voice of Business": intervista all’AD di Enel Francesco Starace

    Il presente di Enel è nel suo futuro. E lo è da sempre, perché è guardando costantemente avanti che oggi è diventata la più grande azienda italiana per capitalizzazione di mercato e una delle più importanti al mondo. Tra le prime a intuire il valore della sostenibilità e a improntare le proprie strategie di crescita su di essa, la realtà guidata da Francesco Starace è già proiettata verso nuovi obiettivi, come ha spiegato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale nell’intervista per "The Voice of Business", il primo canale web in inglese per investitori e osservatori internazionali dedicato al mondo del business in Italia. Nel suo intervento, ripreso anche da Sky Tg24 che insieme a Newest promuove l’iniziativa, Francesco Starace ha tracciato un quadro dell’evoluzione del settore energetico, focalizzandosi in particolare sul ruolo di Enel in questo scenario. L’AD ha parlato dell’impegno del Gruppo nell’accelerare sul fronte della decarbonizzazione e della digitalizzazione, sancito nel piano 2021-2023 presentato lo scorso novembre insieme a un outlook al 2030.

    Enel: il ritratto professionale dell’AD Francesco Starace e il suo impegno per la sostenibilità

    La recente nomina a Presidente del Consiglio di Amministrazione di Sustainable Energy for All (SEforALL), l’organizzazione internazionale no-profit che in partnership con le Nazioni Unite lavora per garantire l’accesso a un’energia accessibile, affidabile, sostenibile e moderna per tutti (SDG7), è solo l’ultimo riconoscimento (in ordine di tempo) dell’impegno di Francesco Starace sul fronte della sostenibilità. Dal 2014 Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel, riconfermato quest’anno per il terzo mandato, ha lavorato in NIRA Ansaldo (1981-82), General Electric (1982-87), ABB Group (1987-98) e Alstom Power (1998-2000) ricoprendo diverse posizioni in ambito manageriale. Entra in Enel nel 2000 inizialmente come Responsabile Energy Management di Enel Produzione: due anni dopo è chiamato a ricoprire il ruolo di Responsabile dell’Area Business Power all’interno della divisione Generazione ed Energy Management. Nel 2005 arriva a dirigere la direzione della Divisione Mercato Italia: lascerà l’incarico nel 2008 quando viene nominato AD di Enel Green Power, società specializzata nello sviluppo e nella gestione di attività legate all’energia da fonti rinnovabili. La guida per sei anni portandola ad affermarsi a livello mondiale tra i principali player del settore. Nel maggio 2014 diventa AD e DG di Enel. Due anni dopo presenta all’ONU gli impegni del Gruppo per contribuire al raggiungimento degli obiettivi globali di crescita socio economica e di sviluppo sostenibile e per combattere fame e cambiamento climatico. Non a caso Elizabeth Cousens, Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione di SEforALL e Presidente e Amministratore Delegato della Fondazione delle Nazioni Unite, ha parlato di lui come di "un leader energetico visionario con una lunga esperienza nel guidare l’ambizione imprenditoriale intorno all’azione per il clima, la sostenibilità e l’accesso all’energia per centinaia di milioni di persone in tutto il mondo che ne sono prive". E ha definito la nomina a Presidente di Sustainable Energy for All (SEforALL), uno dei numerosi incarichi internazionali ricoperti da Francesco Starace parallelamente ai suoi ruoli in Enel, come "una scelta naturale per questo importante ruolo in un momento così critico".

  • Chi è e cosa fa l’amministratore di condominio

    Il ruolo di un gestore dedicato ai condomìni è essenziale per assicurare la soddisfazione dei residenti del complesso abitativo. Prima di assumere un professionista o uno studio per gestire il condominio in cui vivi, è importante che tu sia consapevole delle responsabilità che si assumono gli amministratori condominiali.

    Anzitutto, un gestore di proprietà condominiali è responsabile della gestione delle operazioni necessarie per una buona convivenza fra tutti i condòmini. In pratica, questa figura agisce per nome e per conto dell’assemblea condominiale, pur non facendone parte – riceve un mandato dall’assemblea per questo scopo.

    Questo vuol dire, fra l’altro, che il gestore condominiale è sì responsabile per il condominio che rappresenta, ma che non ha, al contempo, poteri illimitati. Senza una delibera dell’assemblea condominiale, per esempio, il gestore non può attingere al bilancio comune per l’esecuzione di un qualunque lavoro o per altre spese, pur se queste fossero ritenute necessarie.

    Inoltre, il gestore condominiale ha il dovere di risolvere gli eventuali conflitti fra condomini. Se uno o più condomini ritengono che siano state violate una o più regole condominiali, questi possono interpellare l’amministratore di condominio, che avrà la responsabilità di accertare il rispetto del regolamento e richiamare, nel caso, gli inquilini inadempienti.

    In qualità di amministratore condominiale, questa figura ha anche la responsabilità di verificare lo stato della proprietà immobiliare. Per esempio, se sono in corso dei lavori di ristrutturazione o di adeguamento di uno o più impianti o parti comuni dell’edificio, il gestore deve controllare la corretta esecuzione delle opere e riferire, nel caso, all’assemblea condominiale eventuali mancanze.

    Ultimo ma non ultimo, l’amministratore di condominio deve essere anche un esperto di bilancio. Suo è il compito di tenere in ordine i conti del condominio che rappresenta, i bilanci previsionali e consuntivi alla fine di ogni esercizio e la riscossione delle relative quote che ogni condomine è tenuto a versare nel conto comune.

    Hai bisogno di un amministratore di condominio affidabile e competente? RAM Group offre un servizio di amministrazione di condomini “chiavi in mano” nelle province di Bologna, Modena, Parma e Reggio Emilia, con un gestore professionista dedicato, pronto a rispondere a ogni domanda e valutare ogni necessità dei condòmini.

  • COSÌ SI CERTIFICANO I DISPOSITIVI MEDICI (E SI SCRIVE DI SCIENZA). IL CASO CLARISCIENCE

    Affari regolatori, scrittura medica e sistemi di gestione per la qualità. Dietro alle scoperte scientifiche e ai dispositivi medici che utilizziamo ogni giorno ci sono i professionisti di Clariscience, azienda con sede tra Padova e Milano, che registra un +22% sul fatturato nell’anno della pandemia. Il CEO, Stefano Pagnutti: “Investiamo nel personale, vogliamo avere i migliori cervelli al servizio dei nostri clienti”

     

    Il mondo farmaceutico, biotecnologico e medicale in Italia rappresenta una filiera che vale il 10% del Pil, per un valore di produzione attorno ai 55 miliardi di euro. Il settore dei dispositivi medici, da solo, genera un mercato che vale 16,5 miliardi di euro tra export e mercato interno e conta 3.957 aziende, che occupano 76.400 dipendenti. Le riviste medico-scientifiche pubblicate da una dozzina di editori sono oltre 170. L’Italia è al settimo posto per numero di pubblicazioni scientifiche e i ricercatori italiani si classificano all’ottavo posto per numero di articoli nel top 1% di citazioni. Ma spesso poi i loro cervelli finiscono all’estero: l’Italia è al 27° posto tra i paesi dell’Ocse per quanto riguarda l’investimento nella ricerca scientifica, che vale solo lo 0,31% del Pil.

    In questo ecosistema economico, sempre più al centro dell’interesse pubblico nell’era della pandemia, esiste un’eccellenza italiana, Clariscience, che ha sede operativa a Padova e legale a Milano. L’azienda è stata fondata nel 2013, i dipendenti sono dieci e nell’anno del Covid il fatturato è passato da 900 mila euro a 1,1 milioni (+22%). Sono i professionisti che garantiscono la supply chain del benessere e della salute, e con le loro conoscenze permettono al settore medicale di comunicare nel modo più corretto e a chi produce o distribuisce dispositivi medici di immettere i propri prodotti sul mercato nel rispetto delle normative.

    Nello specifico, Clariscience si occupa di consulenza in ambito medicale. Accompagna i soggetti coinvolti nell’intricato mondo life science in generale e dei dispositivi medici in particolare. L’azienda è organizzata intorno a due business unit: quella degli “Affari regolatori e sistemi per la gestione per la qualità”, dedicata al settore dei dispositivi medici, e quella relativa alla “Comunicazione scientifica” che si rivolge invece all’intero settore life science, anche attraverso specifici servizi di medical writing. In questo caso gli interlocutori diventano molteplici e il raggio d’azione dell’azienda raggiunge anche il mondo della ricerca e dell’editoria scientifica.

    Un modello, questo, che rende Clariscience unica in Italia per completezza dell’offerta erogata in un mondo in cui precisione e competenza sono indispensabili: “Riusciamo a garantire standard elevatissimi grazie a investimenti costanti nella formazione dei nostri dipendenti”, dice il Ceo, Stefano Pagnutti. “Inoltre, offriamo retribuzioni superiori alla media di settore. Vogliamo avere le migliori menti a disposizione dei nostri clienti”.

    Qualche esempio concreto? Il ricercatore che ha impiegato mesi per raccogliere dei dati potrebbe non avere il tempo per formalizzarli in un documento o in un articolo scientifico senza trascurare pazienti e laboratorio. Oppure il fabbricante di un dispositivo medico all’avanguardia che ha bisogno di qualcuno che lo aiuti a ottenere il marchio CE per renderlo disponibile sul mercato e che, dopo avere investito in ricerca clinica, vuole comunicarne i risultati nel modo più efficace possibile.

    “Clariscience affianca i propri clienti nel raggiungimento e nel mantenimento della conformità normativa e li aiuta ad affermarsi sul mercato attraverso una comunicazione scientifica stimolante”, conclude Pagnutti. “Lavorando a fianco dei nostri clienti, pur rimanendo consulenti, sappiamo esattamente cosa fare. Il mondo dei dispositivi medici è complesso. Prima che un prodotto possa raggiungere il paziente sono necessari controlli e documenti molto precisi. Ma è necessario anche comunicarne efficacemente il valore, facendo lavorare insieme opinion leader, clinici, aziende e centri di ricerca. Per tutte queste esigenze otto anni fa è nata Clariscience. Da allora le nostre parole chiave sono sempre le stesse: competenza, consapevolezza ed empatia”.

  • Linea Skin U-Power. L’intimo termico per i climi più rigidi

    L’abbigliamento invernale U-Power si completa con capi tecnici che proteggono come una seconda pelle.

    Differenti settori di lavoro richiedono capi di abbigliamento con caratteristiche specifiche, studiate ad hoc per garantire comfort e sicurezza a chi li indossa, così come diversi climi necessitano di tessuti appositi per consentire ai lavoratori di sentirsi a proprio agio indipendente dal tempo atmosferico. Consapevole che in inverno occorre qualche accortezza in più, U-Power propone la Linea Skin, l’intimo termico che protegge come una seconda pelle.

    Ispirata alle tecnologie tessili mutuate dal mondo dello sport, questa gamma è accomunata dall’utilizzo di fibre innovative e ultraleggere, a effetto defatigante, in grado di offrire un ottimo isolamento termico e di assecondare i movimenti senza ingombrare. All’interno della linea Skin ci sono maglie intime, a manica lunga e corta, calzamaglie e calze: capi che possono fare la differenza nelle condizioni di lavoro meteorologicamente più estreme. Il mantenimento del calore corporeo, infatti, è fondamentale per lavorare bene, in condizione di benessere e con la giusta concentrazione.

    Per questo fondamentale “strato” a diretto contatto con la pelle, U-Power ha scelto una composizione di derivazione sportiva basata sulla massiccia presenza di polipropilene che rende gli articoli leggeri e traspiranti pur garantendo la migliore protezione dalle temperature più rigide. Questo polimero termoplastico, inoltre, è antibatterico per natura e, in sinergia con il poliammide, dà vita a un tessuto resistente e indeformabile. L’elevata elasticità, inoltre, assicura la massima aderenza per una vestibilità e una libertà di azione a prova degli sforzi più intensi. Protagonisti della linea Skin sono la maglia intima termica Curma e la calzamaglia termica Chamonix, gli alleati ideali per migliorare la vita dei lavoratori negli ambienti più umidi e freddi.

    www.u-power.it

  • Terna nel Nasdaq Sustainable Bond Network, Stefano Donnarumma: pionieri in mercato green bond

    Terna aderisce al Nasdaq Sustainable Bond Network, l’AD e DG Stefano Donnarumma: “La sostenibilità è naturalmente al centro della nostra missione”.

    Terna in Nasdaq Tower

    Stefano Donnarumma: Terna prima electric utility italiana nel Nasdaq Sustainable Bond Network

    Non c’è futuro senza sostenibilità: Terna, il Gruppo guidato da Stefano Donnarumma che gestisce la rete elettrica ad alta e altissima tensione, negli ultimi anni ha improntato su questa consapevolezza la propria crescita. Un percorso intrapreso a livello internazionale che si è arricchito nei giorni scorsi di una nuova tappa: è infatti la prima electric utility italiana ad aver aderito al Nasdaq Sustainable Bond Network, piattaforma gestita dal Nasdaq dedicata alla finanza sostenibile che riunisce investitori, emittenti, banche d’investimento e organizzazioni specialistiche. Un avvenimento celebrato anche a New York, dove la Nasdaq Tower a Times Square è stata illuminata con il logo “Terna Driving Energy”: per il Gruppo che Stefano Donnarumma guida dallo scorso maggio in qualità di Amministratore Delegato e Direttore Generale è un ulteriore riconoscimento al “forte impegno del più grande operatore indipendente europeo di trasmissione dell’energia elettrica quale abilitatore della transizione energetica, per una rete sempre più affidabile, efficiente, tecnologica e, soprattutto, green”.

    Stefano Donnarumma: il logo “Terna Driving Energy" illumina la Nasdaq Tower a Times Square

    Siamo stati pionieri nel mercato dei green bond e oggi siamo felici di aderire al Nasdaq network”, ha commentato in merito l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Stefano Donnarumma ricordando l’impegno di Terna per la transizione energetica e la sostenibilità. Non a caso uno dei pilastri del Piano Industriale 2021-2025 è infatti negli investimenti sostenibili, finalizzati all’integrazione delle fonti rinnovabili per aumentare l’efficienza e la resilienza della rete, a riprova di quanto evidenziato dall’AD e DG Stefano Donnarumma: “Terna è il regista del sistema energetico italiano: la sostenibilità è naturalmente al centro della nostra missione”. Sul fronte della finanza sostenibile, la leadership del Gruppo è ampiamente riconosciuta dal mercato che, nel 2018, ha accolto positivamente le emissioni obbligazionarie green del gestore della rete elettrica nazionale. Nel luglio 2020 inoltre l’emissione di un altro green bond ha fatto registrare il più basso tasso mai ottenuto tra le corporate italiane sia per green bond sia, in generale, per emissioni sopra i dieci anni.

  • Sicilia: la pandemia abbatte il valore degli immobili oggetto di mutuo (-9,3%)

    Qual è stato l’impatto del Covid-19 sul mercato degli immobili residenziali in Sicilia? Secondo l’analisi realizzata da Facile.it e Mutui.it la pandemia sembra aver ridotto il valore medio degli immobili oggetto di mutuo o, quantomeno, la capacità di spesa degli aspiranti mutuatari che hanno cercato di comprare casa nella regione; analizzando un campione* di oltre 14.000 pratiche di richiesta di finanziamento i due comparatori hanno scoperto come nel corso del quarto trimestre 2020 il valore medio degli immobili oggetto di mutuo sia diminuito del 9,3% rispetto all’anno prima, stabilizzandosi a 145.619 euro.

    Dato preoccupante se si considera che il 2020 era iniziato positivamente e il crollo si è registrato nella parte finale dell’anno, con valori passati dal picco del +6,5% annuo rilevato nel secondo trimestre 2020 al –9,3% del quarto trimestre 2020, quello caratterizzato dal secondo lockdown e relative restrizioni. Elemento poco rassicurante, soprattutto alla luce del fatto che il 2021, almeno per buona parte, sarà ancora caratterizzato da una situazione complessa dal punto di vista sanitario ed economico.

    «Il calo del valore degli immobili oggetto di compravendita è legato a diversi fattori, ma due in particolare hanno avuto un ruolo importante», spiega Ivano Cresto, responsabile BU mutui di Facile.it «Da un lato, la decisione di molti proprietari  – specialmente nelle grandi città  – di mettere in vendita immobili di piccolo taglio che, prima del Covid, erano destinati all’affitto di studenti, turisti o viaggiatori d’affari;  dall’altro il rallentamento delle transazioni causato in parte dalle limitazioni imposte con il lockdown e in parte dalla situazione di incertezza economica.».

    Per una corretta lettura del fenomeno, però, va considerato che i valori medi sono progressivamente calati anche perché in tanti, dopo l’esperienza del primo lockdown, hanno cercato case più ampie e con spazi all’aperto, in zone periferiche o nelle province, dove il costo al mq degli immobili è mediamente più contenuto.

    Questo spostamento è confermato anche dagli ultimi numeri sul mercato immobiliare diffusi dell’Agenzia delle Entrate dai quali emerge chiaramente come, nel corso del terzo trimestre 2020, alcune delle principali città della Sicilia abbiano visto un aumento significativo del peso percentuale degli immobili acquistati in provincia.

    A Trapani, ad esempio, nel terzo trimestre 2020 l’85% degli acquisti residenziali è stato fatto fuori dal capoluogo (era l’80% nel terzo trimestre 2019), a Siracusa il 66% (era il 60% nel 2019), a Palermo il 47% (era il 42% nel 2019), e a Catania il 68% (era il 64%). Uniche eccezioni sono Enna, area dove il peso percentuale degli acquisti di immobili fuori dal capoluogo è sceso all’87% (era l’88% nel 2019) e Ragusa, dove la percentuale è passata al 74% (era il 75% nel 2019).

    Ma quali sono i valori medi dei mutui richiesti nelle diverse province della Sicilia?

    La buona notizia, come confermato anche dall’osservatorio di Facile.it e Mutui.it, è che la voglia dei siciliani di comprare casa non sembra essere passata. Nonostante la pandemia e le limitazioni imposte con i lockdown, secondo i dati del comparatore nel 2020 la domanda di mutui è rimasta sostenuta e chi ha chiesto un finanziamento ad un istituto di credito ha cercato di ottenere, in media, 112.742 euro, valore addirittura in aumento rispetto al 2019 (+2,2%).

    Guardando ai dati su base provinciale emerge che gli importi medi più alti sono stati chiesti dagli aspiranti mutuatari di Palermo, che in media hanno cercato di ottenere dalla banca 119.490 euro, seguiti dai richiedenti di Catania, che hanno chiesto, sempre in media, 118.169 euro.

    Valori sotto la media regionale per gli aspiranti mutuatari di Trapani (112.622 euro), Siracusa (111.573 euro), Messina (105.024 euro) e Ragusa (103.763 euro).

    Chiudono la graduatoria della Sicilia i richiedenti mutuo della provincia di Caltanissetta, che hanno presentato domanda di finanziamento per importi medi pari a 98.035 euro, Agrigento (93.343 euro) ed Enna (84.945 euro).

    «Il calo del valore medio degli immobili in vendita», spiega ancora Cresto «non deve essere visto necessariamente come una condizione negativa; questo elemento, unito all’andamento dei tassi di interesse dei mutui, che dovrebbero rimanere ai minimi ancora a lungo, potrebbe in realtà rappresentare una opportunità incredibile per i futuri proprietari ed uno stimolo per il mercato in generale».

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione complessivo di oltre 14.000 pratiche di richieste di mutuo raccolte da Facile.it e Mutui.it da utenti siciliani tra gennaio 2019 e dicembre 2020.

  • Le finiture estetiche e superficiali nel settore della moda e del lusso

    In un settore come quello della moda e del lusso, aggiornarsi ed investire in tecnologie innovative è fondamentale per rimanere al passo con i tempi e per garantire creazioni, accessori e capi sempre più all’avanguardia.

    Quando si parla di finiture estetiche e superficiali nel settore della moda e del lusso facciamo riferimento a diverse tipologie di lavorazioni, che impiegano tecnologie innovative e all’avanguardia.

    • RIVESTIMENTI IN PVD:

      Il rivestimento in PVD (Physical Vapour Deposition) consiste nell’applicazione di un sottile rivestimento di un film metallico (alluminio, cromo, argento, titanio) e può essere applicato su diverse tipologie di materiali come la plastica, il vetro o su metalli e leghe.

      Questo rivestimento permette di modificare l’estetica del materiale senza intaccarne le caratteristiche originali, donando colorazioni di grande effetto cromatico come doratura e argentatura oppure lucidatura brillante, satinatura o vari gradi di opacità.

      Il mondo dei preziosi è uno di quelli che si presta meglio a questo tipo di lavorazione, infatti è possibile conferire l’aspetto estetico dell’oro massiccio ad anelli, catenine, casse e bracciali degli orologi garantendo la massima customizzazione.

      Il trattamento PVD svolge inoltre una protezione dell’oggetto, grazie all’alta resistenza ad agenti di stress esterno come per esempio i raggi UV.

    • VERNICIATURA A LIQUIDO:

      La verniciatura a liquido permette di dare alle superfici verniciate una finitura di pregio su diversi materiali come plastiche o metalli, ottenendo effetti personalizzati come lucido, semilucido, metallizzato, “soft touch”o satinato, ideali per valorizzare al massimo i prodotti e capi per il settore dell’alta moda e del lusso, senza porre limiti alla creatività dettata dal design.

      Questo processo avviene in camera bianca con impianti robotizzati e/o manualmente, al fine di realizzare finiture estetiche dall’alto standard qualitativo.

    • STAMPA DIGITALE DECORATIVA:

      Non ci sono limiti alle applicazioni della stampa digitale, soprattutto nei settori del lusso e della moda in cui la customizzazione dei prodotti è diventato un elemento centrale e distintivo. È possibile stampare su svariate tipologie di materiali: plastici, metalli, pelli, tessuto, ceramica, vetro.

      La stampa digitale è ideale per le applicazioni personalizzate su scarpe, cinture, borse, e capi di abbigliamento in tessuto o accessori in metallo.

    • FINITURA A BASSO RILIEVO:

      Grazie alla tecnica a finitura a basso rilievo è possibile personalizzare le zone incave e delimitate geometricamente di un oggetto – ad esempio decorando i loghi presenti sotto la suola di una scarpa – con finiture monocromatiche, multicolor o mimetiche.

    L’innovazione al servizio delle grandi aziende dalla moda e del lusso:

    Fortex® Srl, azienda specializzata in finiture estetiche superficiali collabora con aziende leader nel settore della moda e del lusso, fornendo un servizio a 360°, partendo da una prima fase di consulenza tecnica riguardante la personalizzazione fino alla consegna del prodotto lavorato.

    “I punti di forza della nostra azienda sono tre: la costante ricerca di soluzioni innovative, la ricerca di prodotti di qualità e l’utilizzo d’impianti tecnologici all’avanguardia” afferma Forner, amministratore delegato dell’azienda.

    Per rispondere alla continua ricerca d’innovazione e personalizzazione nel settore dell’alta moda e quello delle calzature, Fortex® Srl ha investito in una nuova ed esclusiva tecnologia: Lamina e Transfer, grazie alla quale si potrà lavorare su ogni tipo di materiale con la possibilità di riprodurre fedelmente la texture del fondo e garantendo colori brillanti al 100%.

    Con Lamina e Transfer è possibile riprodurre ogni tipologia di disegno e immagine, realizzandoli fedelmente sia con colori tradizionali che fluo anche su sfondi neri, effetti metallici e texture materiche.

    “Grazie all’esperienza maturata negli anni siamo in grado di offrire una consulenza tecnica personalizzata e soluzioni ad hoc per rendere ogni prodotto su misura per i nostri clienti” conclude Forner.

    CHI SIAMO

    Fortex® srl è leader nel settore delle finiture superficiali e dei rivestimenti funzionali ed estetici.
    Si occupa di rivestimenti superficiali tramite tecnologia PVD (Physical Vapour Deposition), sputtering, metallizzazione, verniciatura a liquido, stampa digitale, tampografia, sublimazione, finiture a bassorilievo, schermature elettromagnetiche, lavorazioni laser, applicazione strass e accessori.

    Per maggiori informazioni: http://www.fortexsrl.it/contatti/

  • Inaugurata la nuova sala donazioni di AVISPARK

    La nuova sala donazioni di AVISPARK è pronta e sabato pomeriggio è stata inaugurata con la benedizione del Vescovo di Mantova, Monsignor Marco Busca. Da lunedì 15 febbraio p.v., nella Sede di Avis Provinciale Mantova a Cerese di Borgo Virgilio, inizierà la Raccolta Associativa di Plasma. Nei mesi scorsi, la sede Provinciale è stata ristrutturata ed ampliata ed è stata creata la nuova grande sala donazioni con 6 postazioni per il sangue intero e 6 nuove postazioni per la raccolta di plasma.

    La Presidente di Avis Provinciale Mantova, Elisa Turrini, afferma “Ora Avispark è diventata ancora di più Casa dei Donatori, con spazi più ampi ed accoglienti. Un anno e mezzo fa, ignorando tutto quello che poi sarebbe accaduto, per rispondere alle necessità sanitarie del Centro Nazionale Sangue, ASST Mantova ha dato disponibilità per supportare AVIS nella realizzazione della raccolta associativa del plasma. Un sogno inseguito da anni che oggi siamo riusciti a concretizzare.

    Il Direttore Generale di ASST Mantova, Raffaello Stradoni, fin dall’inizio ha sostenuto questo progetto “Sono molto orgoglioso di questa iniziativa, che ci consentirà di aumentare la disponibilità di plasma necessaria a rispondere al fabbisogno del territorio. La collaborazione con Avis è davvero preziosa, ringrazio ciascun volontario che con la sua generosità contribuisce a questa importante causa, un gesto di solidarietà e di responsabilità civile senza paragoni.”

    In Avispark si potrà donare plasma 7 giorni su 7, anche la domenica quindi, con inizio dell’attività di accettazione alle ore 6.30. La raccolta di plasma in Avispark si affiancherà a quella svolta presso il Trasfusionale dell’Ospedale di Mantova per raggiungere l’obiettivo comune di una raccolta annua di 6.000/7.000 sacche.

    “Oggi è una giornata storica non solo per AVIS e ASST di Mantova ma anche per tutti i cittadini mantovani – interviene il Dottor Massimo Franchini del SIMT di Mantova – grazie all’ampliamento di Avispark e all’inizio della donazione di plasma, Mantova è in grado di raddoppiare il numero di unità di plasma raccolte all’anno. In questo modo, i donatori AVIS possono contribuire in maniera determinante al raggiungimento dell’autosufficienza regionale nel settore dei plasma-derivati, farmaci salva-vita il cui utilizzo è in costante aumento. AVIS Provinciale e ASST di Mantova hanno lavorato insieme con grande sinergia per raggiungere questo importantissimo obiettivo.”

    AVIS rinnova l’invito a tutti i donatori e le donatrici mantovane, di cercare di inserire almeno una donazione di plasma l’anno fra le donazioni di sangue intero.

    Come ha sottolineato il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, «Iniziare la raccolta associativa di plasma nella sede dell’Avis Provinciale di Mantova non rappresenta un traguardo solo per questo territorio e per la nostra Associazione, ma per l’intero sistema trasfusionale italiano. Facilitare l’accesso ai donatori con libertà di giorni e di orari è il passo che è necessario compiere a livello nazionale per garantire costante apporto di sangue ed emocomponenti alle nostre strutture sanitarie. Il Covid ha messo a dura prova il nostro Paese e la provincia di Mantova lo sa bene come gran parte di questa regione. I dati sulla raccolta nel 2020 di globuli rossi e plasma pubblicati dal Centro Nazionale Sangue lo confermano. Avviare questo progetto proprio qui è il modo migliore per guardare al futuro con fiducia, rafforzando l’impegno comune verso il più rapido raggiungimento dell’autosufficienza da farmaci plasmaderivati».

    Nel solo 2020 gli abilitati a questo tipo di donazione qui a Mantova sono raddoppiati e tantissime sono state le nuove iscrizioni tutto grazie al grande lavoro di promozione e di sensibilizzazione dei volontari AVIS con la campagna #gialloplasma ma anche per quello che è stato ed è significato per tutti noi il plasma iperimmune.

    “Un modello quello di Mantova che ci piacerebbe fosse d’esempio per tutte le altre città della nostra regione. L’inaugurazione di questa nuova sala per il potenziamento della raccolta di plasma rappresenta un esempio di come, se si lavora insieme e con gli stessi obiettivi, in sinergia, si possano raggiungere risultati concreti e significativi – commenta Oscar Bianchi, presidente di Avis Regionale Lombardia – Infatti, la collaborazione con le istituzioni locali, attraverso Avis Provinciale Mantova e con Asst Mantova nello specifico, e con il sistema sanitario regionale ha permesso di costruire un percorso comune, che ci ha condotto a un altro grande obiettivo raggiunto nonostante il grande momento di difficoltà che la Lombardia, come l’intero Paese, ha dovuto affrontare a causa dell’emergenza sanitaria” dichiara Oscar Bianchi, Presidente di Avis Regionale Lombardia.

    “Ringraziamo tutte le persone, le Associazioni e le Istituzioni che ci sono state vicine in questi mesi – conclude La Presidente Turrini – tutto questo, senza il loro prezioso aiuto non sarebbe stato possibile. Un ringraziamento particolare va a Cristian Landini ed al suo Studio che da volontario AVIS si è occupato della progettazione e della direzione lavori in forma totalmente gratuita, ai Volontari delle nostre AVIS, i collaboratori ed i dipendenti dei nostri uffici, che insieme a medici, infermieri ed il nostro Dott. Enrico Capuzzo, in questi mesi hanno fatto un vero lavoro di squadra perché fosse tutto pronto per iniziare la raccolta di plasma prima possibile. Un grazie speciale va anche a chi ci ha sostenuto in questo ambizioso progetto, Fondazione Comunità Mantovana che ci ha donato 20.000€, Fondazione BAM con altri 20.000 €, l’RSA i Girasoli – nostri vicini di casa- con 10.000 € oltre a privati, aziende e diverse AVIS Comunali. Di pochi giorni fa è anche la notizia che Banca d’Italia ha scelto di devolvere al nostro progetto un contributo di ben 99.000 €. L’inizio della raccolta associativa di plasma in AVISPARK è oggi realtà ed è il dono d’amore più bello che AVIS ed i donatori stanno facendo ai malati, alle loro famiglie ed all’intera comunità, un dono concreto denso di emozioni”.

  • Cfds cosa sono: impara a conoscerli se non vuoi perdere i tuoi soldi

    Per muoversi nel mondo del Trading on-line è necessario iniziare a capire quali sono le strutture principali con cui questo mercato funziona. CFDs cosa sono? Parliamo dei contratti per differenza.

    I contratti per differenza sono gli strumenti attraverso cui si può investire nel mondo dei mercati finanziari. Ad esempio, in quello delle azioni, degli indici di borsa, delle criptovalute, dei cambi valutari e non solo. Oramai i CFDs sono utilizzati da circa vent’anni e sono un’opportunità per coloro che vogliono trasformare in guadagni le loro previsioni di mercato.

    Cfds cosa sono

    Cosa sono i CFD e come funzionano i CFD

    I CFD hanno un funzionamento molto preciso e che parte innanzitutto dalla loro definizione. In inglese si chiamano Contracts for difference: in pratica parliamo di contratti per differenza. Si tratta di contratti di tipo standard che sono pratici perché permettono di negoziare anche nei mercati valutari della borsa o in quelli economici, anche semplicemente con un clic del mouse.

    Con i CFD non c’è bisogno di firmare delle autorizzazioni, né tutta una serie di documenti quanto piuttosto si può fare l’investimento con una chiusura istantanea nel momento in cui si desidera.

    Chi si chiede come funzionano i CFD, deve sapere che si tratta di un tipo di strumento finanziario che va a replicare l’andamento di un asset semplificandolo. Cioè, va a ripercorrere quello che è l’andamento di uno specifico titolo. È un modo per investire che permette anche ai principianti di muoversi nel mercato del Trading.

    Cosa sono i CFD in borsa

    I CFD in borsa sono quelli che vanno a replicare i comportamenti degli indici di Borsa. Infatti, i CFD di questo mercato fanno riferimento ai principali indici di borsa dei mercati azionari, come ad esempio i CFD Dow Jones, la Borsa di Francoforte o il FTSE MIB di Piazza Affari.

    Attraverso il broker on-line si ha la possibilità di fare Trading su questi indici e quindi di muoversi con i CFD. Insomma, è un modo davvero importante per fare i propri investimenti.Ad esempio con i CFD in borsa si può fare un piccolo investimento. Alcuni tra quelli più diffusi sono i CFD Fineco, molto ricercati oramai da diversi anni.

    Cosa sono i CFD sul Forex

    Molti si chiedono cosa sono i CFD Forex. I contratti per differenza sul Forex sono quelli che danno la possibilità di andare ad operare nell’ambito di un mercato valutario.

    Ad esempio, si può fare un investimento attraverso questi contratti standard a rialzo oppure a ribasso su delle coppie di valute come quella Euro – Dollaro oppure altre tipologie.

    Fare Forex con CFD permette anche di poter sfruttare il meccanismo della leva finanziaria che il broker on-line riesce ad offrire in misura diversa a seconda degli accordi.

     

    Chi vuole iniziare a muovere i primi passi in questo settore avrà la certezza di poter iniziare a provarci magari semplicemente, con l’aiuto di un sistema automatico, ovvero il Trading Automatico. Tale sistema è solitamente creato da Trader Esperti proprio per i principianti o per quegli investitori che cerchino ulteriori sistemi di investimento senza richiedere esperienza o tempo da dedicare.

    I vantaggi dei CFD

    Molti si chiedono quali sono i vantaggi dei CFD. Ebbene, si possono utilizzare i contratti per differenza nell’ambito dei mercati finanziari di vario genere in quanto garantiscono una serie di semplificazioni.

    In primis, il vantaggio ideale è quello che tutti, anche chi non conosce il settore può fare senza troppa burocrazia. È un modo di fare Trading facilmente rispetto agli investimenti tradizionali. I CFDs sono comodi, economici, veloci e pratici. La burocrazia è praticamente azzerata e attraverso un semplice click si può negoziare nei mercati di tutto il Mondo.

  • Musica e tecnologia per uscire dalla pandemia

    Lo ha detto ieri Carlo Massarini, giornalista, conduttore televisivo e conduttore radiofonico italiano, ospite in diretta streaming de “I venerdì dello Studio BNC”, un appuntamento settimanale con personalità provenienti da tutti i settori per riflettere su come la capacità di innovare, di condividere pensieri e idee possa contribuire a un mondo migliore.

    Dopo aver attraversato i classici mezzi di comunicazione (radio, fotografia, editoria, televisione, Internet) fin dagli Ottanta, facendo un percorso che è partito dalla musica per poi arrivare alle tecnologie, Massarini ha raccontato quanto le tecnologie, anche se ancora costose e complesse per un concerto, possano essere di grande aiuto per la musica, creando un modello di business ma anche un modo di vivere la musica nuovo, con un quid in più, come può essere il contatto con l’artista o l’ingresso nel camerino o nel backstage, dalla comodità della propria casa. “Se non si tornerà presto ai modelli dal vivo – ha concluso Massarini questa potrebbe essere la strada. Le tecnologie sono maturate, possono aiutare molto”. Più in generale, lo sviluppo delle tecnologie in questo decennio sarà incredibile. Ci sono settori che saranno completamente rivoluzionati: dalla tele-medicina e l’ingegneria genetica al 5G e l’Intelligenza Artificiale, dal Fintech alle energie rinnovabili, dalle auto elettriche a guida autonoma ai veicoli volanti, nulla sarà più lo stesso.

    Prossimo ospite de I venerdì dello studio BNC 26 Febbraio Mons. Giulio Dellavite, Segretario generale della Curia di Bergamo, con il suo ultimo libro “Ribellarsi: La sfida di un’ecologia umana”.

    Per rivedere le interviste

    https://www.studiobnc.net/sito/

     

     

     

     

  • GOGAIA “Big Star” l’ultimo singolo estratto dall’Ep di Gaia Trussardi per il suo progetto tra musica, imprenditoria e integrazione

    Prosegue, con un messaggio di gioia e speranza per un amico immigrato, l’obiettivo di Gaia di promuovere l’integrazione attraverso il linguaggio universale della musica.

    Big star” è un brano che si rivolge ad un amico immigrato di Gaia che ha dovuto lasciare la sua nazione e la famiglia a causa delle ingiustizie subite. Dopo torture e un viaggio molto duro per arrivare in Italia, ora qui, sta incontrando altre difficoltà ad integrarsi, con la consapevolezza di ciò che ha lasciato indietro e i soprusi che vengono ancora inflitti alla sua famiglia. 

    Gaia Trussardi racconta di lui come una bella persona, un’anima moralmente pulita. La sua tristezza e malinconia, che sfociano a volte nel desiderio di arrendersi, hanno ispirato questa canzone che vuole spronarlo con gioia e leggerezza.

    Gogaia è un progetto che nasce per dare voce ad artisti di altre culture e per creare così, attraverso la musica, nuove opportunità di ascolto accessibili a tutti. Gaia Trussardi, sociologa e antropologa, ha trovato nella sua passione per la musica lo strumento ideale per il messaggio di integrazione che vuole costruire, anche attraverso azioni imprenditoriali concrete.

     L’ep Gogaia, uscito il 25 settembre 2020, è la prima produzione artistica di Gaia Trussardi che racconta una storia di integrazione in forma pop. Dopo la scrittura dei 5 pezzi, Gaia ha messo insieme un trio formato da lei e due artisti africani, Ezy Williams e Haruna Kuyateh, i quali partecipano e si integrano perfettamente nei brani con il loro stile, dando vita a  ballate dal gusto pop raffinato, arricchite di classicità, tradizione e beat contemporanei. Tutti i diritti editoriali dei brani andranno ai due musicisti.

    I testi trattano temi esistenziali con un linguaggio piuttosto metaforico e astratto, sempre con un messaggio finale di speranza e positività.

    Contemporaneamente all’uscita del disco, Gaia Trussardi è partita con una nuova società che agisce come incubatore di startup per immigrati, con l’intento di aiutarli e seguirli in tutte le fasi dei loro progetti, dal fondare la propria impresa fino al loro debutto e oltre.

    La prima prova, il progetto pilota di questa società è Zenam, una capsule collection ideata da un creativo camerunense.

    Nello specifico si tratta di un innovativo concetto di Digital Native Vertical Brand, di radice africana, rivolto ad un pubblico eterogeneo. 

    Zenam vuole diffondere un’onda positiva ai propri clienti, dipendenti, stakeholders e a tutta la società, anche grazie ad un modello imprenditoriale locale finalizzato all’integrazione sociale ed economica di migranti e rifugiati.

    Zenam, che in dialetto Bamiléké significa “raggio di sole”, esprime la varietà di influenze presenti nel percorso del designer Paul Roger Tanonkou, riflettendosi nelle sue creazioni che diventano metafora di apertura e positività multiculturale, portando con sé un importante messaggio di integrazione.

     

    Radio date: 29 gennaio 2021

    Release Ep: 25 settembre 2020

     

    Gaia Trussardi si è laureata in Antropologia/Sociologia a Londra. Ha diviso la sua carriera tra moda e musica, portando avanti una viva passione per la multiculturalità che oggi la vede sempre più impegnata nel sociale.

     

    Contatti e social

    Instagram: @trussardigaia 

     Facebook: Gogaiamusic

  • PIETRO DANIELE “Guerra e pace” il nuovo singolo del cantautore napoletano

    Un sound che rimanda ai classici della dance 70/80 per un brano che invoca l’amore, in ogni sua forma, quale unico sentimento capace di dare un motivo per lottare e cercare la pace

    Cassa fissa e suoni elettronici avvicinano questo singolo al genere EDM riproponendo l’idea sonora tipica delle vecchie glorie pop dance anni 70/80, invece “Guerra e pace” è una canzone nata in questo periodo difficile, che Pietro Daniele descrive come «Un’atmosfera quasi post atomica con strade vuote e volti coperti, dove la socialità e il contatto diventano miraggi e mete irraggiungibili, mostrando quanto sia fragile e vulnerabile l’umanità». Il brano diventa una richiesta d’aiuto rivolta all’Amore, unico sentimento in grado di aiutare tutto e tutti, da condividere in maniera estesa o, più semplicemente, rivolgendolo alla persona che ami. L’amore dà speranza, una ragione, un motivo per fare la “guerra”, per difendere ciò che si ama dal male e ritornare a quella pace e a quella normalità che la pandemia ci ha tolto.

     

    Etichetta: Autoproduzione

    Radio date: 12 febbraio 2021

     

    CONTATTI SOCIAL

    Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCyJDklwd202pxrbGs6vU1ug

    Facebook: https://www.facebook.com/PietDani

    Instagram: https://www.instagram.com/pietdani/?hl=it

    Spotify: https://open.spotify.com/artist/51G6TN69JB5a4b4wqoCPoK

    BIO

    Pietro Daniele, 49 anni, cantautore, nasce e vive a Napoli, in età adulta consegue una laurea magistrale in scienze religiose. Poco più che ventenne inizia la sua esperienza musicale partecipando a concorsi canori e facendo piano-bar. Dopo un lunghissimo periodo di pausa nel 2013 scrive un testo sul suo rapporto difficile e conflittuale col padre che si trasforma nella canzone “L’assenza” e gli permette di partecipare al campo di formazione per musicisti e cantautori tenuto al C.E.T. Il 24 marzo 2017 esce su tutti i negozi digitali il suo secondo singolo “L’uomo che lavora”, canzone che attraverso la figura romantica di un uomo che si sacrifica per dare un futuro ai propri figli, sottolinea l’importanza del lavoro come fondamento della nostra società. Alla fine dello stesso anno esce il suo terzo singolo “Elettrica(mente)” insieme al videoclip, una canzone sui social che se usati male paradossalmente possono diventare una prigione dorata e non più la possibilità di allargare i nostri orizzonti. Nel 2018 esce su Youtube il videoclip “Non posso averti” primo estratto dell’album “Questo tempo”. Il disco contiene 12 brani inediti in cui l’artista tratta diversi temi: l’amore bello, l’amore perduto, l’amore violato, la voglia di vivere e farcela, il senso di abbandono degli adolescenti, la dipendenza da droghe e soprattutto dall’alcol, il tema del lavoro, la fuga dei cervelli in una società per niente meritocratica, la necessità di una collaborazione mondiale per la risoluzione dei grandi problemi che affliggono l’umanità. I videoclip del suo singolo “Verso te” supera il milione di views su Youtube. Fruttuosa la collaborazione con Alessandro Galdieri, musicista di Vallo della Lucania, con cui collabora ormai da tre anni e con cui ha scritto quasi tutte le canzoni del suo repertorio tranne L’assenza. L’ultimo singolo “Fuori” è uscito il 25 settembre su tutti gli stores.

  • SALINITRO “Accanto a te” l’Ep d’esordio del cantautore di origini siciliane

    Quattro tracce per quattro storie che raccontano emozioni e sensazioni attraverso un sound indie pop con venature elettroniche.

    “Accanto a te” è il titolo del primo Ep del cantautore Salinitro, disponibile in tutte le piattaforme streaming e negli store digitali dal 5 febbraio 2021

    Il progetto discografico nasce nel marzo 2019 dall’incontro tra il cantautore e il produttore artistico Fabrizio Grenghi nei Massive Arts Studios di Milano, grazie al quale Salinitro riesce a realizzare quattro brani musicali a partire dai suoi testi. La scelta dei testi, e quindi dei brani da inserire nell’Ep, è stata oggetto di selezione condivisa con l’intero team di produzione (di cui Salinitro tiene a citare il compositore Francesco Coletti e il promoter Ivo Grasso) e anche le successive fasi di arrangiamento e mixaggio dei brani hanno visto la loro realizzazione in un clima di collaborazione e condivisione di idee di produzione ed editoriali. 

    Il nucleo dell’Ep, come si evince dal titolo, si fonda sul rapporto tra due persone: le quattro tracce sono tutte storie più o meno autobiografiche della vita dell’artista. Per Salinitro ciò che conta è quello che si prova, al di là del caso specifico, e sono proprio quelle sensazioni e quelle reazioni a renderci umani e in qualche misura simili. “Accanto a te” esprime dunque vicinanza, condivisione e comprensione.

    TRACK BY TRACK

    Pezzi dello stesso cuore – Pubblicato il 25 ottobre 2019 e co-scritto da Francesco Coletti, il primo singolo del cantautore trae ispirazione dal suo passato sentimentale. Salinitro non ha mai perso l’ostinazione nel tener fede ai propri sogni e alla propria emotività, malgrado non sia sempre facile avere tale determinazione. Allo stesso modo, l’amore è qualcosa che secondo lui va preservato e se certi eventi, quali i tradimenti, ne costituiscono un duro colpo, esso continua in qualche misura a legare due persone fra loro, persino controvoglia. Il brano, quindi, è un invito a guardare il lato positivo della relazione e a “rischiare di precipitare”.

    Non mi rispondi – Secondo singolo del cantautore, pubblicato il 28 febbraio 2020, esprime una reazione alla non volontà o all’impossibilità nel proseguire una relazione da parte di qualcuno a cui teniamo. Che si tratti di amore, di una semplice infatuazione o di un rapporto familiare, se dall’altra parte non c’è risposta a un certo punto è giusto lasciarsi tutto alle spalle.

    Mi fido di te – Terzo singolo dell’Ep, ne è il brano più autobiografico e si lega al titolo dell’opera nell’ultimo verso. In esso il cantautore si racconta cercando di delineare i tratti principali della sua personalità in relazione ai sentimenti e alle diverse circostanze della vita. Esattamente come negli altri brani dell’Ep, anche in Mi fido di te è presente un interlocutore, una persona con cui condividere parole, emozioni e momenti anche intensi. Credere alle parole può essere rischioso ma raccontarsi con sincerità, alla fine, getta basi più solide nella costruzione di un rapporto, il quale non necessariamente contempla l’amore. Le semplici parole raccontano chi siamo e ci legano a qualcuno.

    Le solite apparenze – Quarto e ultimo brano dell’Ep, il richiamo a un rapporto sentimentale apparentemente all’epilogo è più esplicito. Il cantautore qui pone l’accento sulle somiglianze a vari livelli tra i due partner e proprio queste somiglianze possono essere la chiave per una ripresa del rapporto. Le sonorità vivaci danno un tono quasi ironico all’intero brano.

     

    Autoproduzione

    Radiodate: 5 febbraio 2021

    Pubblicazione Ep: 5 febbraio 2021

     

    CONTATTO INSTAGRAM

    https://www.instagram.com/salinitroofficial/ 

     

    BIO

    Emanuele Salinitro, in arte Salinitro, nasce a Gela, in Sicilia, il 2 ottobre 1990. 

    Grazie alla passione per la musica trasmessa dai genitori e all’ascolto della vasta collezione di dischi presenti in casa, Salinitro comprende fin dalla primissima adolescenza l’importanza della musica nella sua vita. Inizia a prendere lezioni private di pianoforte, per poi passare alle lezioni di canto quando capisce che è il canto ad attirarlo maggiormente. Cantare diventa il suo canale espressivo per eccellenza e così cominciano a susseguirsi tutte quelle esperienze che favoriscono la formazione di un cantante: karaoke nei locali, concorsi canori locali e nazionali, seminari con professionisti del settore e serate dal vivo con musicisti. Durante questo percorso, la voglia di crescere artisticamente e di comunicare in musica si fa sempre più concreta e ciò spinge Salinitro alla scrittura di testi.

    Nel marzo 2019 conosce il produttore artistico Fabrizio Grenghi nei Massive Arts Studios di Milano e ciò apre inaspettatamente un nuovo capitolo nel percorso musicale di Salinitro. Insieme a Grenghi e ad altri membri del team di produzione, tra cui il compositore Francesco Coletti il promoter Ivo Grasso, l’artista riesce a realizzare il suo primo prodotto discografico: un Ep contenente quattro brani dal titolo “Accanto a te”, di cui egli è sia interprete che autore, che vede dapprima la pubblicazione dei due singoli “Pezzi dello stesso cuore” (25 ottobre 2019) e “Non mi rispondi” (28 febbraio 2020). Il terzo singolo “Mi fido di te” viene pubblicato il 5 febbraio 2021 insieme all’intero Ep, che contiene anche il brano “Le solite apparenze”.

  • Matrimonio a tema carnevale a Villa Marta Roma by Tessitore Ricevimenti

    L’idea di avere un tema per le nozze potrebbe diventare una vera e propria preoccupazione poiché è qualcosa di estremamente personale. Tuttavia la parte più difficile è lo sviluppo del tema scelto. Bisogna infatti scegliere dei professionisti del settore, solo così sarete in grado di soddisfare ogni vostro desiderio senza tralasciare Eleganza, Divertimento e Stupore da parte dei vostri cari.

    Un tema molto bello e simpatico potrebbe essere il Matrimonio stile Carnevale, un tema che porterà sicuramente tanto divertimento.

    Ma come organizzarlo?!

    La Location perfetta per il tuo tema Carnevale è Villa Marta.

    Il Sig. Tessitore e il suo staff saranno a vostra completa disposizione e la location farà da cornice al giorno più bello della vostra vita. Ampi spazi verdi, il bordo piscina ed un salone totalmente bianco farà da tela ideale per allestire e colorare il vostro matrimonio.

    Per sviluppare il tema Carnevale non si dovrà trascurare assolutamente la musica con l’ausilio di professionisti che vi delizieranno con Karaoke, balli di gruppo e servizi divertenti come il Photo Booth con tanti accessori e maschere spiritose che non possono di certo mancare!
    Colori vivaci ovunque!

    Tovagliato colore rosso, giallo, verde, rosa… il colore o i colori che preferite renderanno bellissimi i vostri tavoli.

    L’illuminazione esterna di Villa Marta coreografata con molteplici led colorati ed uno spettacolo esplosivo come quello delle fontane luminose è fondamentale per concludere nel migliore dei modi una giornata a dir poco straordinaria.

    Per qualsiasi altra informazione non esitate nel contattarci ai seguenti numeri:

    Tel Ufficio: 06 50 93 45 14
    Tel Sig. Giuseppe Tessitore: 338 68 42 903
    Villa Marta – Via Tommaso Traetta, 141 Casal Palocco Roma
    http://www.tessitorericevimenti.it

  • Cosa c’è di nuovo in etichetta? I claim emergenti rilevati dall’Osservatorio Immagino

    Come cambiano i prodotti che compriamo al supermercato? Per rispondere a questa domanda l’Osservatorio Immagino GS1 Italy ha “scannerizzato” le etichette di oltre 115 mila prodotti venduti in Italia e ha rilevato non solo le indicazioni più diffuse e consolidate, ma anche i claim emergenti che si stanno affermando sempre più.

    A crescere maggiormente, nei 12 mesi analizzati, sono stati soprattutto i claim relativi a due “panieri” e stili alimentari: il free from e il rich-in. Nel mondo del free from, aumentano i prodotti che si presentano come privi di polifosfati, oppure di latte o di uova. Invece nell’area del rich-in a emergere sono soprattutto i prodotti che segnalano di apportare iodio, zinco oppure magnesio.

    In particolare, le vendite dei prodotti “senza polifosfati” sono cresciute di +8,9% su base annua, soprattutto in affettati, würstel, salumi a cubetti e formaggi fusi in fette. Incremento consistente del sell-out anche per i prodotti che segnalano in etichetta di essere privi di latte (+11,9%), in particolare insaccati, gelati vegetali multipack e panini per hamburger o hot dog. Quanto al “senza uova” (+2,0%) coinvolge soprattutto pasta senza glutine, biscotti salutistici e maionese.

    Sul versante del rich-in, le referenze che sottolineano in etichetta la presenza di iodio hanno registrato un balzo annuo delle vendite di +9,5% grazie soprattutto a carni bianche elaborate (come cotolette e cordon bleu), passate di pomodoro e fette biscottate. Buone performance anche per i prodotti che segnalano il contenuto di zinco (+5,1%), in particolare per integratori, caramelle, biscotti, acque aromatizzate e frutta secca. Andamento a due velocità per i prodotti che segnalano la presenza di magnesio: il calo del fatturato annuo (-1,7%) si deve alla flessione degli integratori solo in parte compensata dalla interessante crescita degli alimenti con il claim “fonte di magnesio”, come biscotti integrali o multicereali, e semi.

    Per saperne di più, l’ottava edizione dell’Osservatorio Immagino è scaricabile gratuitamente dal sito osservatorioimmagino.it.

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.
    gs1it.org

  • ORTICOLARIO C’È E PROMUOVE CULTURA PER TUTTE LE ETÀ

    Orticolario esiste, resiste e insiste. Proprio così. L’evento culturale dedicato a chi vive la natura come stile di vita continua a promuovere bellezza e ispirazioni per tutte le età. Come? In diversi modi. Da segnalare innanzitutto la serie di attività online per i bambini, rivolte alle scuole e alle famiglie, per diffondere tra i più giovani l’importanza della natura per la nostra vita: come per Natale sono stati realizzati contenuti ad hoc, non manca una proposta speciale per Carnevale, come sempre intrecciata all’anima sociale di Orticolario. Ecco poi l’aggiornamento della piattaforma The Origin, versione digitale, immersiva e continuativa dell’evento, sviluppata in collaborazione con TiEvent: nuovi video esperienziali per conoscere, attraverso inconsueti punti di vista, i vivaisti, gli artigiani, i progettisti e gli artisti di Orticolario, un’umanità in continua ricerca, capace di emozionare; oltre a nuovi titoli nel Cinesalotto, la selezione di cortometraggi visionari che portano in giro per il mondo e in altri mondi. Qui tutti i dettagli.

    PER LE NUOVE GENERAZIONI.L’attenzione per i bambini e i ragazzi è nell’essenza di Orticolario: durante la manifestazione vengono organizzati infatti numerosi laboratori per le scolaresche e i bimbi in visita con le loro famiglie, e vengono coinvolti attivamente gli studenti di alcune scuole secondarie del territorio. Per dimostrare vicinanza ai più piccoli in un periodo così complicato, in collaborazione con Paola e Dario Tognocchi del Teatro dei Burattini di Como (teatroburattinicomo.it) è stato promosso il progetto “L’Albero Maestro” che, prendendo il titolo da un poetico cortometraggio sempre visibile su The Origin, è rivolto alle scuole e alle famiglie e comprende attività online che variano a seconda del periodo: a febbraio, in occasione del Carnevale, sono proposti uno spassoso spettacolo di burattini su Arlecchino e Pantalone, un video tutorial per la realizzazione di una maschera a becco di uccellino, un altro clip guida per creare una corona e delle schede didattiche. Per tutte le classi coinvolte, che faranno pervenire i lavori realizzati dagli alunni allo staff di Orticolario, sono previsti premi per abbellire il giardino della scuola. Per partecipare al progetto è richiesto un piccolo contributo a supporto del Fondo Amici di Orticolario, presso la Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, che raccoglie le donazioni destinate allo sviluppo di progetti culturali e delle associazioni benefiche del territorio.

    Per info: [email protected].

    Orticolario continua a esserci per i bambini e propone attività e laboratori che proseguiranno per tutto l’anno – spiega Elena Mantero, responsabile del programma bambini di Orticolario. Abbiamo sempre dedicato molta attenzione ai più piccoli, visto che ci occupiamo di natura non potremmo fare altrimenti: cerchiamo di stimolarli in modo creativo ed educativo affinché, crescendo, possano amare e rispettare l’ambiente. Le nuove generazioni sono la speranza per un futuro migliore!”.

    VIDEO ISPIRATORI. The Origin è una piattaforma pensata come un vero palinsesto in continuo aggiornamento. Numerosi i video inediti, ispirati alla natura, in grado di trasportare lo spettatore in vivai, giardini privati, botteghe artigiane, persino dentro il processo creativo di un progetto o di un’opera d’arte. Quattro le novità di febbraio. Partiamo dal mini-documentario “Il micromegamondo delle farfalle” girato nella Casa delle Farfalle e nel Bosco delle Fate di Butterfly Arc di Montegrotto Terme (Pd) (micromegamondo.com): il fondatore Enzo Moretto, naturalista entomologo, racconta la sua grande passione per queste creature, dalla proverbiale bellezza e dall’esistenza effimera. Dalle ali nel vento a “OrologiSenzaTempo” di Giuseppe Giudici (orologisenzatempo.com), che regala un’altra visione del tempo con meridiane affrescate, sfere armillari e orologi solari da giardino. S’intitola invece “Il cielo in una stanza” il progetto di Carla Testori (ctstudioverde.it), paesaggista e componente del Gruppo Creativo di Orticolario: un omaggio al paesaggio e al suo genius loci. Infine eccoci allo Spazio Creativo 5, progetto di Sgaravatti Group (sgaravattigroup.it), presente sulla piattaforma nella doppia veste di progettista e vivaista: un video che invita a recuperare il concetto di sacralità dell’albero e della terra.

    IL CINESALOTTO. La selezione di cortometraggi per un’esperienza di visione, fantasia e metamorfosi, proprio come avviene nelle Segrete di Villa Erba durante Orticolario. Tra i nuovi titoli in visione: “Illustration (The Finest Occupation)” di Temujin Doran – Studiocanoe (UK, 2012, 2′), artistico e divertente; “Until there – A Mongolian tale” di Lea Amiel and Nicolas Libersalle (Mongolia e Francia, 2016, 7′), poetico e di scoperta; “Way of Giants – Caminho dos Gigantes” di Alois di Leo (Brasile, 2016, 12′) emozionante e narrativo.

    L’APPELLO ALLE ISTITUZIONI.Orticolario esiste, resiste e insiste. Non è rimasto paralizzato dalla situazione generale, con The Origin ha tenuto alta l’attenzione sulla manifestazione dando voce ai suoi protagonisti. Ma come tutti gli altri eventi avverte il bisogno di essere rappresentato e sostenuto dalle istituzioni: la mancanza di supporto può causare un danno irreparabile a un settore portante per l’economia. Chi organizza eventi lavora e investe sul futuro, dà forma a qualcosa che verrà. Per fare questo, sono necessarie sia linee guida che consentano di pianificare e programmare – due attività imprescindibili per chi si occupa di manifestazioni – sia supporti concreti che ne garantiscano la continuità.

     

    Si ricorda che Orticolario “The Origin” è realizzato con il sostegno di Mantero Seta e con il contributo di Elmec Solar e di Ethimo. Ha ottenuto anche il contributo e il patrocinio della Camera di Commercio di Como-Lecco, e il patrocinio del Comune di Como, del Comune di Cernobbio e della Provincia di Como. Regione Lombardia, inoltre, ha patrocinato e riconosciuto Orticolario come manifestazione di carattere internazionale. Da citare, infine, la collaborazione con il FAI – Fondo Ambiente Italiano, presente sulla piattaforma con un video di presentazione di alcuni luoghi incantevoli.

     

     

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    NOTE ORTICOLARIO

    Orticolario, giunto alla dodicesima edizione, è l’evento culturale dedicato a chi vive la natura come stile di vita. Teatro della manifestazione è il parco botanico di Villa Erba a Cernobbio (CO), dimora ottocentesca affacciata sulle sponde del Lago di Como, residenza estiva del regista Luchino Visconti. Tratto distintivo dell’evento è la proposta di giardini tematici e installazioni artistiche ispirati al tema dell’anno, tra i quali spiccano le realizzazioni dei selezionati al concorso internazionale “Spazi Creativi”. Titolo dell’edizione 2020 e 2021 è “Ipnotica”, il tema è la “Seduzione”, mentre la pianta protagonista è l’Acero. La manifestazione, che nel 2019 ha sfiorato la soglia dei 30.000 visitatori, è arricchita da un’ampia offerta di piante rare, insolite e da collezione, artigianato artistico e design con più di 290 espositori rigorosamente selezionati, da un fitto calendario di incontri e da numerosi laboratori didattico-creativi per i bambini, oltre a performance, proiezioni di film nelle segrete della Villa Antica e show floreali. Al centro della rassegna, l’arte, capace di andare oltre e di abbattere i confini tra interno ed esterno. Durante i tre giorni di evento e per tutto il resto dell’anno vengono raccolti contributi per il Fondo Amici di Orticolario, che sostiene progetti per la promozione della cultura del paesaggio e per cinque associazioni benefiche del territorio.

    NOTE ORTICOLARIO “THE ORIGIN”

    Nel 2020, causa emergenza sanitaria, l’evento è diventato Orticolario “The Origin”: una nuova forma, virtuale e continuativa, ma sempre e comunque una “fucina” di linguaggi, ingegni e talenti, un’esperienza del paesaggio e per il paesaggio. Quindi, Orticolario tutto l’anno, fruibile da ogni parte del mondo da computer e da qualsiasi dispositivo, compresi i visori VR (realtà virtuale). Si tratta della prima e unica piattaforma online culturale-commerciale gratuita, realizzata in un centro espositivo inserito in un parco storico. Sviluppata da Tievent con tecnologia Matterport 3D, grazie a una mappatura sperimentale e pioneristica, consente all’utente di fare un virtual tour 3D in qualsiasi angolo di Villa Erba e del suo parco, di passeggiare davanti al lago e tra alberi secolari, mentre s’incontrano eventi e proposte di vivaisti, artigiani, progettisti. E i numeri da cui il progetto è partito sono più che generosi: dal 2019 il sito web orticolario.it ha registrato circa 460.600 pagine visualizzate, i social (tra Facebook e Instagram) hanno superato i 24.000 follower, il canale YouTube ha ottenuto circa 123.500 visualizzazioni, mentre la newsletter conta oltre 17.700 iscritti. La piattaforma The Origin, dal 15 ottobre, giorno in cui è stata attivata, ha quasi raggiunto le 30.500 visualizzazioni.

     

     

    COLPO D’OCCHIO ORTICOLARIO

    Orticolario “The Origin”, versione online di Orticolario

    Orticolario 2021: 1-3 ottobre Villa Erba, Cernobbio (CO), sul Lago di Como

    tel. +39 031 3347503

    [email protected]

    www.orticolario.it