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  • MedicAir Food e la shelf-life degli alimenti: di cosa si tratta?

    MedicAir Food, azienda di consulenza alimentare, rappresenta un importante punto di riferimento per la ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni per prolungare la shelf-life degli alimenti.

    Milano, settembre 2021 – L’espressione shelf-life degli alimenti è diventata sempre più di uso comune nel corso degli ultimi anni, ma per comprenderne appieno il significato è bene rivolgersi a esperti del settore, in grado di fornire una spiegazione completa ed esaustiva. Il team di MedicAir Food – azienda di consulenza alimentare nata come spin-off di MedicAir Group, leader nell’ambito dell’Home Care – affronta tutti i giorni le sfide legate proprio al prolungamento della shelf-life degli alimenti, al fine di evitare gli sprechi e migliorare la qualità dei prodotti destinati al consumo.

    La shelf-life, infatti, espressione che tradotta letteralmente dall’inglese suona come “vita di scaffale”, designa la vita commerciale di un alimento, ossia il tempo che intercorre tra la sua produzione e il suo consumo, senza che si incorra nel rischio di problemi di salute.

    In particolare, si parla solitamente di shelf-life primaria e shelf-life secondaria, indicando con la prima l’intervallo di tempo compreso tra la produzione e il confezionamento, mentre con la seconda la capacità, da parte del prodotto, di conservare le sue qualità nutrizionali, organolettiche e igieniche anche dopo l’apertura della confezione. In sintesi, la shelf-life di un alimento risulta accettabile nel momento in cui non si ravvisa la presenza di microrganismi nocivi per la salute umana, né modifiche di odore, sapore, colore e nemmeno, infine, una diminuzione delle sue proprietà nutritive dovute, per esempio, all’ossidazione delle materie prime.

    Per il consumatore finale, comprendere qual è la shelf-life di un alimento è abbastanza facile: occorre semplicemente saper leggere nel modo corretto l’indicazione della data di scadenza del prodotto. Infatti, gli alimenti sulla cui confezione è riportata la dicitura “da consumarsi entro…” non possono essere consumati oltre il periodo di tempo indicato, mentre quelli con riportata la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro…” possono essere consumati anche qualche giorno dopo la data di scadenza.

  • La rivalutazione dei beni d’impresa spiegata nel dettaglio da Massimo Rizza

    Tra le misure introdotte dal Governo a supporto di lavoratori e imprese, la rivalutazione dei beni d’impresa è l’argomento principale dell’elaborato realizzato da Massimo Rizza. I dettagli e i requisiti del Decreto Legge 104.

    Massimo Rizza

    Massimo Rizza: la rivalutazione di beni materiali e immateriali

    La rivalutazione dei beni d’impresa, misura introdotta dal Governo a supporto di imprese e lavoratori per contrastare le conseguenze economiche della pandemia da Covid-19, è il tema principale dell’elaborato realizzato da Massimo Rizza con il contributo di Riccardo Oscar Cavazzana. La norma delinea i beni oggetto di rivalutazione quali: i beni materiali come immobili, macchinari, attrezzature industriali e commerciali, impianti e beni mobili iscritti in registri pubblici; i beni immateriali quali i diritti giuridicamente tutelati tra cui i diritti di brevetto industriale, le licenze e le concessioni; le partecipazioni in società controllate che risultino iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie, incluse quelle relative alle joint venture. Come sottolinea Massimo Rizza, la misura messa in atto dal Governo non include però gli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa; i beni in leasing, salvo il caso in cui non sia stato esercitato il diritto di riscatto e le immobilizzazioni immateriali costituite da meri costi pluriennali, quali l’avviamento e le spese di impianto, ampliamento e sviluppo.

    Massimo Rizza: il Decreto Legge 104

    La rivalutazione dei beni d’impresa, spiega Massimo Rizza, offre la possibilità di incrementare il valore dei componenti attivi del patrimonio societario al fine di supplire parzialmente alle perdite causate dalla pandemia. Il Decreto Legge n. 104 del 14 agosto 2020 è il risultato di una modifica apportata dalla Legge di conversione n. 126 del 13 ottobre 2020 e riconosce la rivalutazione dei beni “ai soggetti titolari di reddito di impresa che adottano i Principi contabili nazionali per la redazione del bilancio d’esercizio”. Come ricorda Massimo Rizza, la misura era già stata stabilita dalla Legge n. 342 del 21 novembre 2000 che è stata successivamente arricchita da una serie di novità relative all’opportunità di poter rivalutare singoli beni, alla decorrenza del riconoscimento dei maggiori valori fiscali, alla possibilità di effettuare una rivalutazione ai soli fini civilistici, all’inserimento di un’aliquota unica di imposta sostitutiva pari al 3% e all’estensione all’avviamento ed altre attività immateriali dell’ambito oggettivo del riallineamento.

  • Nascita ed evoluzione della musica elettronica nel saggio edito da Federico Motta Editore

    La musica elettronica è il genere musicale con cui icone come Jimi Hendrix hanno fatto la storia: Franco Fabbri scrive per Federico Motta Editore un saggio intitolato La musica elettrificata e i nuovi strumenti musicali, in cui si ripercorre l’evoluzione della musica elettronica dagli albori a oggi.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: la nascita della musica elettronica

    Nel saggio edito da Federico Motta Editore si racconta che il primo passo che ha dato avvio alla sperimentazione degli strumenti elettronici, portando alla nascita della musica elettrificata, può essere identificato nell’invenzione del thermonium, uno strumento creato nel 1902 da Thaddeus Cahill che sfruttava i suoni prodotti dall’elettricità e che fece da ispirazione per i successivi strumenti musicali elettrici. Il 1920 fu la volta del theremin, con il quale il fisico sovietico Leon Termen riusciva a produrre, senza alcun contatto fisico con lo strumento, dei suoni a metà strada tra il futuristico e l’inquietante. Questi suoni vennero addirittura in seguito inseriti all’interno di diverse pellicole di genere horror, fantascientifico e thriller come La fabbrica di cioccolato, La moglie di Frankenstein o Io ti salverò.

    Federico Motta Editore: la musica elettronica dagli anni ’30 ad oggi

    Il punto di svolta nella storia della musica elettronica è rappresentato senza alcun’ombra di dubbio dall’avvento della chitarra elettrica, ancora oggi simbolo di questo genere musicale. Come si ricorda nel saggio di Federico Motta Editore, lo strumento sembra aver preso vita a partire dalle intuizioni di Adoplh Rickenbacker, inventore svizzero che nel 1931 realizzò il primo dispositivo capace di trasformare le vibrazioni delle corde in impulsi elettrici, il cosiddetto pick-up elettromagnetico. In questo modo creò il primo modello di chitarra elettrica, perfezionata poi nel tempo da altri inventori, permettendole di fare il suo ingresso nella musica jazz e nel rock. Negli anni ’60, grazie al talento di chitarristi del calibro di Jimi Hendrix ed Eric Clapton, raggiunse il suo massimo livello di maturazione. Oggi, la musica elettronica viene riprodotta, oltre che con la chitarra, con una serie di strumenti via via più sofisticati come i sintetizzatori e persino i PC.

  • Paola Bruni nella lista civica Enrico Michetti Sindaco di Roma

    I quattro principali candidati a Sindaco per Roma sono: Virginia Raggi per il M5s, Roberto Gualtieri per il centrosinistra, Enrico Michetti per il centrodestra e Carlo Calenda di Azione. Paola Bruni, dirigente ente riconosciuto Coni Opes Benessere, da sempre attiva nell’ambito delle pare opportunità e nel sociale, fondatrice dello Sportello Donna, farà parte della lista civica Enrico Michetti Sindaco. Lo Sportello Donna è nato ad Anzio nel 2012 nell’ambito nelle iniziative per le Pari Opportunità con l’Associazione Culturale Fiore di Loto, l’idea venne proposta per offrire un servizio gratuito  a tutte le donne che vivono quotidianamente il malessere familiare e sociale. Tra i servizi che venivano messi a disposizione, oltre al sostegno psicologico, era presente il sostegno legale con avvocati e consulenza mirata alla realizzazione dell’imprenditoria femminile e quindi l’emancipazione e la ricerca di un sostegno economico.

    Enrico Michetti: “Anche Paola Bruni farà parte della nostra lista civica. Fondatrice dello Sportello Donna, Paola è un simbolo delle pari opportunità e della tutela di tutte le donne e le mamme che vivono in situazioni difficili. Il suo contributo ci arricchirà enormemente e, da parte nostra, avrà tutto il sostegno possibile. Grazie Paola!”

    paola bruni

  • Rightware presenta Kanzi One, il primo strumento HMI all-in-one per l’automotive

    Rightware presenta Kanzi One che offre la più completa integrazione con Android, il più potente motore grafico dedicato al settore automobilistico e un’architettura logica per la massima efficienza.

    Rightware ha presentato all’IAA Mobility 2021 di Monaco di Baviera Kanzi One, la prima e unica toolchain HMI automobilistica completamente compatibile con Android™. Kanzi One, grazie a una grafica 3D di riferimento per il settore, consente alle Case automobilistiche di creare l’interfaccia utente (UI) più all’avanguardia per l’abitacolo automobilistico intelligente avanzato.

    “Kanzi One rappresenta un cambiamento radicale per l’industria automobilistica”, ha affermato Freddie Geier, CEO di Rightware. “Permette alle Case automobilistiche di progettare e sviluppare la propria interfaccia utente esclusiva con una velocità e una facilità senza precedenti, garantendo che ogni marchio si distingua”.

    Rivelato all’IAA Mobility 2021

    Kanzi One consente ai produttori di creare, nell’ambito di HMI avanzati, esperienze utente avveniristiche in meno della metà del tempo, con team più snelli e con una quantità di codice scritto significativamente inferiore (-80%) rispetto ai software tradizionali.

    Kanzi One il motore grafico più performante pensato per il settore automobilistico e una vera e propria toolchain HMI.

    Toolchain all-in-one

    Kanzi One include tutto il necessario per lo sviluppo HMI moderno: il framework Kanzi principale – Kanzi Studio e Kanzi Engine – e pacchetti specifici, tra cui Kanzi Connect, Kanzi Maps, Kanzi Particles e Kanzi Autostereoscopy. Un nuovo pacchetto di funzionalità introdotto con questa versione è Kanzi VR, che consente la progettazione olistica dell’esperienza utente automobilistica (UX).

    Kanzi One offre il motore grafico pensato per il settore automobilistico più performante per il miglior rendering 3D della categoria; introduce un’integrazione unica e profonda con Android per l’ambiente di guida che incorpora il popolare sistema operativo di infotainment e include una struttura dell’interfaccia utente avanzata per un’estrema efficienza del flusso di lavoro.

    Rendering a base fisica

    Rightware ha completamente rinnovato la pipeline 3D per introdurre il rendering HDR (high-dynamic-range) fondato sulla fisica. Inoltre, con il supporto esteso per i formati 3D, centinaia di migliaia di modelli di terze parti sono ora a disposizione del designer.

    Con molte nuove funzionalità grafiche e nuovi effetti cinematografici, la nuova architettura consente ai progettisti HMI automobilistici di produrre immagini ricche e dettagliate che creano una vera, innovativa percezione della qualità nell’abitacolo.

    Kanzi per Android

    Rightware ha anche rinnovato l’architettura Kanzi per garantire la piena conformità con Android. Kanzi One introduce il supporto nativo per Java e una perfetta integrazione tra Kanzi Studio e Android Studio. Gli sviluppatori possono ora utilizzare il loro strumento o linguaggio di programmazione preferito per una determinata attività, eliminando il codice non necessario.

    “Kanzi One è in una classe a parte quando si tratta di integrazione con Android, un aspetto fondamentale dal momento che i costruttori automobilistici si rivolgono sempre più a questa piattaforma di infotainment per il proprio sistema operativo ed ecosistema”, ha affermato il CTO di Rightware, Jussi Lehtinen. “Offre ampia libertà per creare grafica personalizzata, visualizzazioni avanzate e un’interfaccia utente all’avanguardia su Android”.

    La profonda integrazione con Android consente la completa personalizzazione della User Interaction in tutto l’abitacolo.

    Struttura dell’interfaccia utente

    Il software automobilistico sta diventando sempre più complesso, per questo motivo Kanzi One introduce la nuova funzione attività con una migliore gestione dello stato dell’interfaccia utente e delle risorse, per semplificare lo sviluppo. I progetti HMI di grandi dimensioni possono essere suddivisi in molte parti, più piccole e facilmente gestibili, dell’interfaccia consentendo ai gruppi di lavoro numerosi di collaborare in modo efficace.

    “Con la funzione Attività, le parti dell’interfaccia utente sono facilmente virtualizzate, riducendo l’utilizzo della memoria, il carico della CPU e i tempi di caricamento complessivi nel sistema” ha affermato Lehtinen. “E tutto questo è automatizzato per impostazione predefinita: ne derivano tempi di sviluppo ridotti e un contestuale aumento delle prestazioni”.

    Kanzi VR

    Il nuovo pacchetto di funzionalità Kanzi VR semplifica il test e la convalida dei progetti in una fase iniziale, anche senza l’accesso a display fisici o a un modello di cruscotto. Le interfacce utente live create con Kanzi possono essere collocate all’interno di un’auto virtuale, nel visualizzatore Kanzi VR o in qualsiasi ambiente VR di terze parti.

    Con Kanzi One, l’intero processo di sviluppo dell’HMI, dall’ideazione alla prototipazione, fino alla validazione dell’esperienza utente complessiva di bordo, è facilmente completato all’interno della stessa toolchain.

    I progetti HMI complessi sono più gestibili con le funzionalità ampliate dell’UI framework incluse nella toolchain Kanzi One di Rightware.

    Disponibilità

    La versione beta pubblica di Kanzi One sarà rilasciata il 15 settembre. Le Case automobilistiche interessate a partecipare al programma possono contattare Rightware. Kanzi One sarà disponibile al CES a gennaio 2022.

    Android è un marchio di Google LLC.

    – Fine –

    Informazioni su Rightware

    Rightware è l’azienda che realizza la famiglia di strumenti e servizi Kanzi per la progettazione e lo sviluppo di interfacce utente digitali avanzate. La nostra missione è aiutare le Case automobilistiche ad aumentare il valore del marchio con interfacce utente distintive, altamente personalizzate. In qualità di azienda ThunderSoft, le nostre competenze e risorse combinate ci consentono di fornire soluzioni HMI completamente integrate, supporto tecnico e servizi di progettazione. Rightware ha sede in Finlandia ed è presente in Cina, Germania, Italia, Giappone, Corea del Sud, Regno Unito e Stati Uniti. Kanzi è lo strumento di interfaccia utente automobilistico leader di mercato a cui si affidano oltre 50 marchi automobilistici in tutto il mondo. www.rightware.com

  • Smartphone e giovani: ecco come lo usano

    La fine delle vacanze e il rientro a scuola potrebbero essere per molti bambini e ragazzi il momento per avere il primo cellulare, ma quanto e come usano lo smartphone i giovanissimi? E, anche, a che età, lo si riceve?

    Come evidenziato dall’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat, il 37% degli italiani oggi adulti ha avuto il cellulare in età scolare e, tra questi, 563.000 lo hanno avuto addirittura prima dei 10 anni.  Facile pensare come, oggi, l’età media del primo telefono sia molto ridotta.

    Dove lo usano

    Se si guarda al luogo dove chi ha ricevuto il cellulare in età scolare lo usa con più frequenza emerge che, al primo posto, c’è il letto; vanno a dormire con il cellulare più di 6 rispondenti su 10. Un dato che racconta non solo di una cattiva abitudine, che incide sulla qualità del sonno, ma anche del pericolo di isolamento dalla famiglia e dalla realtà circostante.

    Al secondo posto si trova la sala, mentre al terzo c’è il bagno, area della casa dove più di un rispondente su 3 dichiara di usare regolarmente il cellulare.

    Come lo usano

    Cosa fanno più frequentemente i giovani con lo smartphone? Telefonare, ma soprattutto videochiamare e mandare messaggi, rimangono ancora le funzionalità più sfruttate (74,5%), mentre ha ormai quasi pari importanza l’uso dei social network; il 62% dei rispondenti ha dichiarato di usare per svago e in modo ricorrente app come Facebook, Twitter, Instagram, Tik Tok ecc.

    Naturalmente imprescindibili per i social sono le foto e i video, tanto che il 47% dei rispondenti ha dichiarato che la fotocamera è una delle funzioni più usate dello smartphone. Poco meno, il 43%, ha invece detto di usare frequentemente il cellullare per ascoltare musica.

    Curioso notare che alla domanda “qual è la tua paura più grande legata allo smartphone, le preoccupazioni più grandi sono quella di perderlo (47%), di romperlo (42%) o di perdere i dati (35%); ma a spaventare i giovani, più che il danno materiale, sembra essere l’idea di rimanere senza il dispositivo, “sconnessi” dal mondo.

     

    Nota metodologica: l’indagine è stata svolta tra il 29 aprile ed il 3 maggio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • Auto: gli italiani ne cambiano 5 in una vita

    Ogni quanto tempo cambiamo l’auto e quanti veicoli acquistiamo nel corso della nostra vita? Per rispondere alla domanda Facile.it e MiaCar hanno commissionato un’indagine agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat scoprendo che, in media, gli italiani sostituiscono l’auto ogni 7 anni e mezzo e, sempre in media, gli automobilisti acquistano 5 vetture nell’arco della propria vita.

    Ogni quanto cambiamo l’auto

    Se a livello nazionale l’indagine ha messo in luce che il 15% degli automobilisti cambia l’auto ogni 5-6 anni e il 12,5% ogni 7-8 anni, va evidenziato che il 5,3% dei rispondenti ha dichiarato di sostituire la propria vettura con maggior frequenza (al massimo ogni 2 anni), mentre il 19% lo fa non prima che siano trascorsi almeno 10 anni.

    Interessante notare come i dati varino sensibilmente a seconda del genere e dell’area geografica. Gli uomini, ad esempio, cambiano l’auto ogni 6 anni e mezzo, più frequentemente rispetto alle donne che invece tendono a sostituire il proprio veicolo solo dopo 8 anni e mezzo.

    A livello territoriale, invece, emerge che gli automobilisti residenti nel Nord Italia cambiano l’auto più spesso, in media, prima del settimo compleanno, mentre al Sud e nelle Isole ogni 7 anni e mezzo e nel Centro Italia addirittura ogni 8 anni e 3 mesi.

    Perché cambiamo l’auto

    Per quali motivazioni cambiamo l’auto? Sebbene ogni veicolo abbia una sua storia, in generale, la prima ragione che spinge gli italiani a metter mano al portafogli per acquistare un nuovo modello è l’età del mezzo; vuoi per affetto, vuoi per una questione economica, il 55% dei rispondenti ha dichiarato di cambiare la propria auto solo quando questa diventa vecchia.

    Il 36% degli intervistati, invece, ha spiegato di aver sostituito l’auto perché la precedente aveva fatto troppi chilometri, mentre il 25,6% dei rispondenti lo ha fatto perché non era più adatta alle esigenze familiari.

    E se il 17,6% ha dovuto comprare un nuovo veicolo perché il precedente si era danneggiato a causa di un sinistro, non mancano coloro che cambiano l’auto abitualmente dopo pochi anni perché vogliono guidare un mezzo sempre nuovo (10,8%).

    La prima auto

    L’indagine, realizzata per Facile.it su un campione rappresentativo della popolazione nazionale, ha realizzato un focus sulla prima auto; se è vero che la patente di guida si prende normalmente intorno ai 20 anni e che all’inizio molti utilizzano un veicolo di famiglia, per l’acquisto della prima auto gli italiani attendono, in media, fino a 26 anni e mezzo.

    Sebbene non vi siano differenze significative tra uomini e donne (che comprano la prima auto, rispettivamente, a 26 e 27 anni), l’età varia in modo più marcato a livello territoriale; nel Nord del Paese la prima vettura si acquista a 25 anni, nel Centro Italia dopo i 26 anni e al Sud e nelle Isole addirittura solo dopo il 27 anni.

    Sarà forse perché è la prima vettura acquistata, e quindi si cerca di fare più attenzione, ma in media questo veicolo lo si cambia dopo 8 anni e mezzo. Interessante notare come la durata sia differente tra uomini e donne; i primi, forse in virtù di un potere d’acquisto maggiore, o forse perché meno attenti, cambiano la prima auto, in media, dopo 7 anni e 4 mesi, mentre le donne aspettano più a lungo e sostituiscono il primo modello solo dopo quasi 10 anni.

    A livello geografico, invece, la prima auto dura più nel Centro Italia (9 anni e 8 mesi) e al Sud e nelle Isole (poco più di 8 anni e 7 mesi), mentre nel Nord del Paese viene sostituita, in media, prima degli 8 anni di età.

     

     

    *Nota metodologica: l’indagine di mUp Research e Norstat è stata svolta tra l’1 e il 4 luglio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.016 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • GS1 Industry & Standards Event: dal 13/9 online l’evento globale gratuito di GS1

    Al via da lunedì 13 fino a giovedì 16 settembre il “GS1 Industry & Standards Event”: quattro giorni di convegni, tavole rotonde e oltre 65 sessioni interattive con leader ed esperti da tutto il mondo per risolvere insieme le sfide che il mondo delle imprese sta affrontando attraverso lo sviluppo e l’adozione di standard globali, l’innovazione e la collaborazione nella business community.

    L’evento, completamente virtuale, live e gratuito, propone anche quattro sessioni plenarie con ospiti internazionali:

    • 13/09 ore 12:00 – Opening Plenary: “Building a resilient future together”, con Miguel Lopera, presidente e CEO di GS1 (nonché membro del nuovo Industry Advisory Board a supporto della Digital Standards Initiative dell’International Chamber of Commerce); Maria Palazzolo, GS1 Australia; Jean-Marc Klopfenstein, Nestlé; Cyndi Poetker, Abbott; Bernhard Schindlholzer, Google Shopping.
    • 14/09 ore 12:00 – Retail Plenary: “How the world’s most successful consumer organisations are winning in the era of data”, con Lindsey Mazza e Kees Jacobs di Capgemini.
    • 15/09 ore 12:00 – Healthcare Plenary: “GS1 standards – making a difference for patients worldwide”, con Scott Mooney, McKesson; Pascal Aulagnet, Pfizer; Maryanne Molenaar, Eastern Health; Sinead Moran, CHI at Temple Street.
    • 16/09 ore 16:00 – GS1 Ken Traub Awards Ceremony and Closing Remarks Plenary: la cerimonia di chiusura diventa occasione per celebrare le persone straordinarie dietro il processo di sviluppo degli standard globali che con la loro passione e competenza guidano la trasformazione nel mondo delle imprese.
    Il programma completo di “GS1 Industry & Standards Event” e il form di registrazione sono disponibili al link: https://standards-event.gs1.org/.

    Le chiediamo gentilmente di segnalare l’evento, gratuito previa iscrizione online, all’interno della sua testata e delle agende appuntamenti.

  • Back to the gym con l’abbigliamento CMP

    Dopo il relax estivo è arrivato il momento di riprendere l’allenamento. In palestra o a casa, indossare il giusto abbigliamento è fondamentale per svolgere l’attività in completo benessere. La nuova collezione athleisurewear di CMP è pensata per accompagnare lo sportivo sia durante l’allenamento che fuori dalla palestra.

     

    Outfit pre e post palestra

     

    Morbide felpe con tagli comodi o fit aderente, senza o con zip frontale, in caldo teddy fur o in tessuto elastico, tinta unita o con stampe multicolor: la scelta di cosa indossare sopra la t-shirt o il top tecnico è davvero ampia. A seconda del proprio stile è possibile trovare la giusta proposta CMP, realizzando completi coordinati oppure optando per uno spezzato. A fine allenamento si può scegliere di sostituire il leggings aderente con un pantalone più comodo in tessuto stretch. E per completare il look, un classico di CMP: il piumino! Disponibile anche la versione gilet imbottito, per proteggersi dal freddo senza rinunciare alla libertà di movimento.

     

    Outfit workout

     

    La buona riuscita dell’allenamento in palestra dipende anche dai vestiti che scegliamo, devono infatti adattarsi al corpo come una seconda pelle, lasciandola però libera di respirare. CMP ha quindi sviluppato i capi della nuova collezione fitness FW21-22 basandosi su 3 aspetti fondamentali: comfort, traspirabilità e salute.  Per favorire i movimenti di braccia, spalle e gambe, i capi sono realizzati con tessuti elasticizzati, che accompagnano e supportano il corpo. Grazie alla presenza di tecnologie anti odore e che aumentano il grado di traspirabilità del tessuto, l’abbigliamento CMP garantisce benessere e igiene durante tutta l’attività sportiva. E per quanto riguarda lo stile, cosa aspettarsi dall’azienda sportiva del colore? Tinte fluo per le proposte uomo e fantasie astratte sui toni del nero, rosa e grigio per la donna. L’intera collezione segue uno stile cromatico definito e permette di realizzare con pochi capi diversi outfit da palestra.

  • CarpInScienza e le sue “TrasformAzioni”

    Dal 20 al 30 settembre torna CarpInScienza, il festival dedicato alla scoperta dell’innovazione tecnologica.

    Grazie allo sforzo congiunto delle scuole secondarie superiori Fanti, Vallauri, Da Vinci e Meucci e nonostante le difficoltà organizzative del momento, dal 20 al 30 settembre torna a Carpi (MO) il festival “CarpInScienza”, evento dedicato alla divulgazione scientifica, sostenuto anche da DUNA-Corradini.

    CarpInScienza piace, e piace sempre di più: nelle edizioni precedenti sono state oltre 100 le conferenze organizzate e 44.500 le presenze, con una tendenza in continua crescita grazie ad ospiti di notevole calibro, capaci di coinvolgere e risvegliare curiosità ed interesse in un numero sempre maggiore di persone, inclusi giovanissimi e non addetti ai lavori: Cecilia Laschi, Luca Perri, Carlo Cottarelli, solo per citarne alcuni…

    Il festival rientra a pieno titolo tra le iniziative che DUNA decide ogni anno di sponsorizzare dedicate a divulgazione scientifica, tecnologica e cultura trasversale alle materie STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). “TrasformAzioni” è il tema scelto per la VI edizione del festival, perfettamente in linea con i continui cambiamenti che caratterizzano il mondo odierno: venite a “trasformarvi” anche voi!

    Per essere sempre aggiornato, clicca qui: https://www.carpinscienza.it/

    DUNA-Corradini si trova a Soliera (Modena) e progetta e produce schiume poliuretaniche e poliisocianurati, sistemi, adesivi poliuretanici e resine epossidiche, con le quali serve una varietà di mercati tra cui isolamento, oil&gas, nautica, arredamento tecnico, industria automobilistica, edilizia e molti altri.

    Capofila di siti produttivi situati in USA ed Emirati Arabi, (DUNA-USA e DUNA-Emirates), Soliera è anche la sede della Ricerca & Sviluppo di tutto il gruppo, specializzato nel servire l’industria e le applicazioni industriali per il continuo miglioramento di materiali, processi, macchine ed impianti.

    Visita http://www.dunagroup.com per ulteriori informazioni.

  • Ristopiù Lombardia a RistorExpo con i due brand di punta Spiriti Eccellenti e SoloPane

    Ristopiù Lombardia, azienda che commercializza e distribuisce prodotti Food&Beverage per l’Horeca, guidata dal Presidente Giuseppe Arditi, sarà presente a RistorExpo (26-29 settembre LarioFiere) con due stand dedicati rispettivamente a Spiriti Eccellenti e SoloPane, brand di proprietà che stanno ottenendo importanti risultati presso la clientela costituita da bar, ristoranti, locali e alberghi-hotel.

     

    Spiriti Eccellenti (pad. A stand n. 34) e SoloPane (pad. A stand n. 50) saranno spazi all’interno dei quali client e prospect, oltre a semplici visitatori, potranno conoscere le novità dei due settori; parlare direttamente con gli specialist delle categorie, Daniele Cascio e Loredana Comacchio; confrontarsi con i consulenti Ristopiù Lombardia per migliorare e ottimizzare il business all’interno del locale.

     

    “Siamo felicissimi – spiega il Presidente Arditi – di essere protagonisti della 23esima edizione di RistoRexpo. Finalmente, dopo aver atteso tanto, potremo incontrarci in presenza e dialogare con imprenditori e persone interessate a far crescere la propria attività. Noi di Ristopiù Lombardia porteremo in Fiera non solo i nostri fiori all’occhiello, rappresentati dai brand Spiriti Eccellenti e SoloPane, ma il nostro modo di lavorare, che non è più quello dei semplici fornitori-venditori, bensì quello dei veri consulenti, che possono offrire non solo prodotti, ma per esempio anche alta formazione, attraverso le Master Class di Bar Academy”.

     

    Presso gli stand, durante tutti i giorni della Fiera, sarà anche possibile attivare la carta fedeltà, la Risto Quality Card, e aderire al Circolo del Ber Perfetto e al Circolo dell’Angolo del Pane, le due  community esclusive dell’Horeca pensata per gli imprenditori che vogliono valorizzare le loro attività supportati da professionisti del settore.

     

    Gli aggiornamenti relativi agli appuntamenti e agli eventi che si terranno negli stand saranno a disposizione sul sito www.ristopiunews.it

  • COMUNICATO STAMPA – Renord al Monza Fuori GP 2021

    Milano, settembre 2021 – In occasione del Gran Premio d’Italia di Formula 1 all’Autodromo di Monza di domenica 12 settembre, torna il Monza Fuori GP con tutti gli eventi in centro città promossi dal Comune di Monza. Fra i partecipanti di questa edizione anche Renord, storica concessionaria milanese Nissan, Renault e Dacia con oltre 50 anni di storia alle spalle: Siamo molto contenti e orgogliosi della nostra partecipazione a questo importante evento internazionale.ha commentato Roberto Bolciaghi, amministratore delegato di Renord – La presenza del pubblico al Gran Premio e al Monza Fuori GP sono un forte segnale di ripresa in vista di un ritorno alla normalità. Per noi sarà un’occasione molto importante per mostrare al pubblico più da vicino le ultime novità di casa Nissan in una cornice straordinaria come quella monzese. La città sarà invasa dagli appassionati di motori di tutto il mondo e noi non potevamo certo mancare!.”

     

    L’esposizione Renord

    Da giovedì 9 a domenica 12 settembre la cittadina brianzola diventerà la capitale mondiale dei motori e, per l’occasione, la concessionaria Renord esporrà proprio nel cuore della città – in Largo IV Novembre, di fronte alla centrale Piazza Trento e Trieste – alcune novità a marchio Nissan. In particolare:

    • Nuovo Nissan Qashqai, la grande novità del 2021 che ridefinisce completamente il segmento crossover.

     

    • Nuovo Nissan Juke, il crossover coupé più richiesto della casa giapponese.

     

    • Nuova Nissan Micra, la city car hi-tech perfetta per le giornate cittadine.

     

    Lo stand sarà aperto al pubblico dalle ore 17.00 di giovedì 9 settembre fino al pomeriggio di domenica 12 settembre. Sul posto sarà presente il personale della concessionaria per mostrare le vetture e per fornire tutte le informazioni tecniche.

     

    L’evento

    Dal motorhome Ferrari organizzato dalla Scuderia Ferrari Clubs Milano, passando per lo Street Füd Festival dei Boschetti Reali, e la mostra “Monza: la Città, il Parco e l’Autodromo”, allestita all’interno della Galleria Civica: sono solo alcuni degli eventi che si susseguiranno in città nelle giornate del Gran Premio.

    Tifosi e appassionati, inoltre, potranno seguire il GP d’Italia in piazza Trento e Trieste, proprio accanto allo stand Renord, su un maxischermo di 25 mq. ad alta luminosità (previa prenotazione). 

    Il programma completo di tutti gli eventi organizzati dal Comune di Monza è consultabile al seguente link

    Per maggiori informazioni sui modelli esposti da Renord e su tutte le altre auto presenti in concessionaria è possibile visitare il sito www.renord.com. Inoltre, si ricorda che la sede di Viale Sicilia 100 a Monza, e tutte le altre sedi del gruppo, saranno aperte al pubblico anche nei giorni di domenica 19 e 26 settembre.

     

     

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    PROFILO ISTITUZIONALE:

    Renord, concessionaria Renault, Nissan e Dacia, opera nel mercato dell’automobile da oltre 50 anni: con sette sedi, tra servizio vendita e assistenza, presenti sul territorio di Milano, Sesto San Giovanni e Monza, è tra le più importanti concessionarie della Lombardia.

  • KKM Group: ripartono da Monza gli eventi F1 Experiences

    All’Autodromo di Monza fervono i preparativi per l’evento sportivo più atteso dell’anno, finalmente aperto al pubblico: si parte venerdì 10 con le prove libere e le qualifiche, seguite sabato 11 da una seconda sessione di prove libere e dalla sprint race, per arrivare alla gara vera e propria domenica 12. Formula nuova, già sperimentata nel GP di Gran Bretagna, per rendere ancora più entusiasmante l’appuntamento.

    Le parole di Andrea Cani, CEO KKM Group

    Andrea Cani, CEO KKM Group, concessionario in esclusiva per l’Italia dei pacchetti Formula 1 Experiences, dichiara: “Siamo complessivamente soddisfatti dell’andamento delle Formula 1 Experiences di questo GP e ringrazio Roberto Bianchi e la sua All Sport Management per l’ottima organizzazione e collaborazione. Compatibilmente con il contingentamento delle presenze e con tutte le misure di sicurezza previste nel Paddock Club, nei Box e nelle altre location coinvolte, abbiamo sviluppato un’offerta di grande appeal che ci ha permesso di riallacciare i rapporti con operatori MICE, aziende e molte agenzie di viaggio. In quest’ottica si inserisce il nostro impegno sui prossimi eventi del Mondiale, con particolare riferimento al GP di Abu Dhabi in programma il 12 dicembre al circuito di Yas Marina, sul quale abbiamo sviluppato una serie di proposte speciali, in collaborazione con il nostro tour operator Enjoy Destinations, rivenditore ufficiale di Expo Dubai 2020”.

    I pacchetti F1 Experiences

    I dettagli dei pacchetti turistici saranno resi noti a breve. Già disponibile, invece, l’elenco delle F1 Experiences tra cui sarà possibile scegliere per personalizzare il viaggio negli Emirati.

    La formula base, valida per 3 giorni (prove, qualifiche e gara) comprende il posto riservato in tribuna, selfie con il trofeo, visita guidata della pista e hospitality, con possibilità di incontrare il pilota dell’Alfa Romeo Antonio Giovinazzi per esclusivi dietro le quinte.

    In alternativa, la proposta “Champions Club Platinum”, valida per le giornate di qualifica e gara, prevede i posti nella Trackside Terrace con eccellente visuale sul circuito, VIP hospitality presso il Champions Club, cucina gourmet e bollicine delle Cantine Ferrari di Trento. Inclusi nel pacchetto anche la visita guidata al Paddock e gli incontri con un dirigente McLaren e altri personaggi chiave del mondo della F1.

    “Le Formula 1 Experiences – prosegue Cani – sono studiate secondo un approccio modulare per adattarsi ad un pubblico trasversale, anche per quanto concerne la disponibilità di spesa: si spazia ad esempio dai posti in tribuna all’hospitality nelle scuderie McLaren o Red Bull all’interno del Paddock Club. L’attenzione ai dettagli, il glamour e la qualità dell’esperienza, rendono Formula 1 Experiences ideale anche per gli incentive”.

    Tra le soluzioni “top di gamma” rientrano i pacchetti “Legend” che prevedono accoglienza nel Paddock Club, ingresso nelle aree riservate delle scuderie, visita dei box, tour nel backstage del circuito, interviste ai piloti e accesso alla cerimonia di premiazione.

  • Viaggio enogastronomico e culturale a Ischia

    Ischia è una delle isole Flegree, arcipelago che ricade sotto la città metropolitana di Napoli. Rappresenta una meta estremamente ambita dai turisti di tutto il mondo, grazie alla sua bellezza e alle sue eccellenti specialità enogastronomiche. Ricca di storia e cultura, Ischia è facilmente raggiungibile da Napoli grazie ai molti traghetti che quotidianamente partono verso questa direzione; i biglietti sono acquistabili direttamente online, e le offerte sono sempre e costantemente monitorabili su www.traghettinapoliischia.it.

    Le principali attrazioni

    Uno dei punti nevralgici di Ischia, ricco di interesse storico e culturale, è il Castello Aragonese, maestosa fortezza collegata all’isola tramite un ponte. Questa struttura ha una storia estremamente antica, poiché si stima che la prima pietra venne posta nel 474 a.C. Il castello è rimasto per moltissimi secoli a venire di proprietà dell’area di Ischia, finché nel 1912 non venne venduto alla famiglia Mattera, diventando, e rimanendo fino ad oggi, di proprietà privata. Il castello è visitabile e rappresenta sicuramente un’attrazione da non perdere.

    Anche il Torrione di Forio è un punto imperdibile: esso è il luogo da cui venivano effettuati tutti gli avvistamenti. Con l’occasione sarà poi necessario visitare l’intero comune di Forio: la spiaggia di Chiaia, la più grande di tutta l’isola, i giardini della Mortella, dei veri e propri giardini-museo, che raccolgono oltre 3000 varietà di piante diverse. Una volta raggiunta Forio poi bisognerà aspettare il tramonto. Infatti questo piccolo paesino è particolarmente famoso per i suoi tramonti sul mare, in cui, se si è fortunati, si può osservare il famoso raggio verde del sole.

    Sempre a Forio troviamo la Chiesa del Soccorso, piccola chiesetta bianca che sorge direttamente a picco sul mare, circondata per tre lati dall’acqua. Al suo interno si trovano numerosi dipinti e un crocifisso, famoso per la leggenda che lo riguarda. La storia tramandata, infatti, racconta che questo crocifisso venne ritrovato in mare da alcuni marinai i quali, rimasti bloccati nell’isola per via di una forte tempesta, decisero di metterlo a riparo all’interno della chiesa. Quando finalmente il brutto tempo finì ed essi poterono ripartire, presero il crocifisso per portarlo con sé: ma ogni volta che provavano ad uscire con questo sulle spalle, la porta posta dinanzi a loro scompariva. Furono quindi costretti a rinunciare, e decisero di lasciarlo lì a protezione di tutti i marinai che sarebbero passati dopo di loro.

    Specialità culinarie

    A Ischia si possono assaggiare moltissime specialità enogastronomiche, che in molti casi derivano direttamente dalla tradizione napoletana. Tra queste troviamo il coniglio all’Ischitana: questo piatto locale a base di carne si cucina con un sugo a base d’aglio e pomodorini, che può poi essere utilizzato per condire degli ottimi bucatini.

    Il dolce tipico della zona è invece la Pastiera: questa è una torta a base di ricotta, pasta sfoglia e chicchi di grano al sapore di arancio. Rimane asciutta ed è uno dei cavalli di battaglia della tradizione Ischitana e Napoletana in generale.

    Per quanto riguarda invece le bevande, la più tipica è sicuramente il limoncello, liquore a base di limone tradizionalmente fatto risalire proprio a Ischia, Capri e Sorrento. Per preparare un limoncello veramente ben fatto bisognerebbe utilizzare solo limoni locali. Ci sono poi ovviamente altri piatti tipici da assaggiare, come gli spaghetti con le vongole veraci, o pasta e fagioli con le cozze.

  • De Pierro, da Percile una lezione di cultura col “Massimo Bagnato Show”

    Il presidente dell’Italia dei Diritti plaude al trionfo ottenuto dal suo amico attore nel borgo della Valle dell’Aniene, nato da un’intuizione del sindaco Claudio Giustini, in un’ottica collaborativa tra maggioranza e opposizione
    Massimo Bagnato

    Roma – Percile, lo splendido borgo immerso nel Parco dei Monti Lucretili, a mezz’ora di strada dalla Capitale, della cui Città Metropolitana fa parte, ha ospitato, l’altra sera uno degli spettacoli più entusiasmanti che i file mnemonici dei residenti del paese e di tutta la Valle dell’Aniene abbiano mai registrato.
    Protagonista dell’esilarante e coinvolgente serata è stato lo straordinario comico Massimo Bagnato, il quale, con il suo “Massimo Bagnato Show”, ha regalato un capolavoro di arte e cultura a un pubblico in visibilio, giunto da ogni parte della Valle, dai paesi del vicino Reatino e perfino dall’Abruzzo. che ha risposto costantemente con un profluvio di scroscianti applausi, testimonianza diretta di un termometro dell’entusiasmo impennato sempre verso il rosso durante le oltre 2 ore su cui si è srotolata la sublime esibizione. A partorire questo trionfo della cultura, che quest’anno assume contorni ancora più rilevanti, attestando la straordinaria voglia di ripartire del popolo percilese, dopo il picco più doloroso della tragedia pandemica legata al Covid 19, è stata una perfetta intesa tra la maggioranza del comune della Valle Ustica, capitanata dall’eclettico sindaco Claudio Giustini, e l’opposizione dell’Italia dei Diritti, che vede come capogruppo in consiglio Giovanni Ziantoni. A spiegare meglio sul palco gli effetti benefici di una collaborazione, che si auspica segni solo l’inizio di una grande e compiuta valorizzazione di Percile, è stato il presidente del movimento Antonello De Pierro, capogruppo dell’Italia dei Diritti nella vicina Roccagiovine, consigliere nell’Unione dei Comuni Valle Ustica,e capogruppo dell’Idd in seno alla X Comunità Montana dell’Aniene, attualmente commissariata per procedere alla trasformazione in Unione dei Comuni Montani. A presentarlo è stato il Primo Cittadino Giustini, il quale ha sottolineato il percorso che ha condotto all’assetto collaborativo in atto, partendo da una campagna elettorale molto accesa, e ha voluto fortemente che fosse De Pierro ad annunciare l’entrata in scena di Bagnato, a cui lo lega un’amicizia ultratrentennale.

    Antonello De Pierro e Claudio Giustini

    Eravamo ai margini di un impegno istituzionale ­— ha esordito il giornalista romano — e Claudio (Giustini n.d.r.), mi ha reso partecipe del suo desiderio di organizzare qualche evento di rilievo da offrire ai cittadini di Percile, esprimendomi che la sua formazione di volontà era indirizzata verso un attore comico. Essendo da sempre in prima linea nel promuovere la valorizzazione dei paesi dell’entroterra non ho esitato un attimo e ho immediatamente aperto la mia rubrica, formatasi nei tanti anni di attività giornalistica, specie alla direzione di Radio Roma. Caso ha voluto che scorrendo i vari nomi registrati in rubrica il mio sguardo si sia posato sul nome del personaggio che si esibirà stasera e quando l’ho pronunciato ho visto accendersi una luce di approvazione ed entusiasmo sul volto di Claudio. Ho effettuato subito la telefonata e li ho messi in contatto. Da lì è nato lo spettacolo di cui state per godere. Perciò sono orgoglioso di presentare un caro amico da circa 30 anni, un grandissimo artista che ha saputo edificare giorno per giorno il suo successo su una piattaforma fatta di immenso talento, tanta caparbietà, ma soprattutto umiltà, peculiarità che caratterizza sempre i migliori. Sono questi gli ingredienti che l’hanno catapultato nell’Olimpo dello spettacolo italiano e gli hanno permesso di scrivere pagine indelebili“.

    A questo punto il leader dell’Italia dei Diritti ha pronunciato finalmente a gran voce il nome di Massimo Bagnato e il caloroso applauso e l’ovazione di un pubblico delle grandi occasioni ha scandito l’inizio di un’esibizione destinata a entrare a pieno titolo negli annali della Valle dell’Aniene , per il suo impianto valoriale e per la sua originalità, che rappresentano un unicum nel panorama delle serate di piazza nel territorio della valle e altrove. Un assunto concettuale ribadito da De Pierro quando a metà spettacolo, con gli spettatori assolutamente estasiati e rapiti dalla magia di una performance d’eccezione, Bagnato l’ha richiamato sul palco per uno scambio dialogico.

    Sono davvero felice di aver potuto contribuire, anche se casualmente, alla messa in scena di uno spettacolo che non ha precedenti in questo territorio” — è quanto ha detto facendo i complimenti all’amico Bagnato — e non vuole essere un’affermazione di parte come qualcuno potrebbe pensare, ma è dettata dal comando imperioso della spontaneità di fronte a una realtà artistica inconfutabile. Questa meravigliosa location, che regala un colpo d’occhio eccezionale, ha poi aiutato a rendere ancora più valido il tutto“.

    Il riferimento di De Pierro era alla scelta del sindaco Giustini, il quale, fidandosi del suo fiuto, ha voluto stravolgere la tradizione degli spettacoli di piazza del paese, sfruttando un incantevole anfiteatro, in pieno centro storico, di cui Percile è dotata, rimasto per troppo tempo inutilizzato. Una sfida sostenuta fortemente anche dall’Italia dei Diritti, nella persona del suo presidente e dei consiglieri eletti a Percile, il già citato Ziantoni, Roberto Porcacchia e Marco Del Monaco, che alla luce del grande successo riscontrato risulta ampiamente vinta.

    Ad assistere alla rappresentazione di Bagnato, condita dalle gag di 3 nodali collaboratori, che rispondono ai nomi di Ottavio Monti. Maurizio Rosi e Riccardo Moreno, anche la sua compagna Rossella, giunta a Percile con la straordinaria attrice Romina Mondello e Manolo Bernardo, componente dell’indimenticabile gruppo “I Ragazzi Italiani”.

    A margine dello spettacolo De Pierro ha voluto fare un commento anche sotto il profilo prettamente politico dicendo che “il successo ottenuto dall’iniziativa di Percile è figlio di una commendevole intuizione da parte del sindaco Claudio Giustini, il quale ha colto nella collaborazione con il nostro movimento un’opportunità di crescita per il paese. Sono tanti finora gli amministratori che hanno compreso l’essenza della nostra offerta politica, sempre improntata a un’azione amministrativa ad adiuvandum, nell’interesse dei cittadini, e a Percile si è tradotta in una straordinaria iniziativa culturale. Tra i tanti mi piace ricordare il compianto Luciano Romanzi, sindaco di Licenza e storico presidente della X Comunità Montana, scomparso troppo presto, che è stato il primo a salutare come un valore aggiunto la nostra presenza nel tessuto, incoraggiandoci sempre ad andare avanti col nostro progetto etico e legalitario. Infatti in merito siamo stati sempre molto chiari. Chi pensa di amministrare nel rispetto delle norme e nell’interesse dei corpi collettivi troverà in noi sempre un alleato e la massima disponibilità a collaborare. In merito vorrei menzionare 2 esperienze amministrative emblematiche, quella di Vallepietra e quella di Rocca Canterano, dove i rispettivi sindaci Flavio De Santis e Fulvio Proietti si sono rivelati degli ottimi amministratori e hanno trovato il nostro sostegno e il nostro ausilio quando richiesto. Chi invece crede di voler esibirsi in un’attività gestionale poco trasparente, con sprezzo delle norme e spesso anche del ridicolo, o avventurarsi in percorsi clientelari con impronte feudali, o semplicemente mostra incapacità nell’amministrazione della polis e pertanto a detrimento del cittadino, sappia che dovrà subire la nostra dura opposizione, dentro e fuori dai consessi consiliari. Infatti, dove il nostro movimento non è rappresentato in consiglio la nostra azione di contrasto e di denuncia si svolgerà con mezzi alternativi, come quello mediatico. E anche le opposizioni nei vari comuni sappiano che potranno avvalersi della nostra esperienza maturata negli anni nell’alveo della comunicazione virale, in caso di istanze legittime a beneficio della cittadinanza, godere del nostro supporto e aderire ai nostri parametri progettuali. Questo perché la sovranità appartiene al popolo e chi è investito dell’attribuzione mandataria ad amministrare è solo un occupatore pro tempore di quello scranno e di quel munus e deve esercitare il suo mandato solo ed esclusivamente a beneficio dei cittadini. Alla gente servono politici, non politicanti, e per questi ultimi, dove noi sceglieremo di intervenire, la pacchia è finita. A Percile, dove peraltro il consigliere di maggioranza Michele Fabri ha aderito al nostro movimento ed è stato nominato dal segretario provinciale Carlo Spinelli vice responsabile per la Valle dell’Aniene, la congiuntura anelata in fase progettuale sembra aver assunto una forma compiuta. E proprio da Percile, dove sembrano rigermogliare fermenti culturali da qualche tempo sopiti da gestioni amministrative inadeguate, l’altra sera con lo spettacolo ‘Massimo Bagnato Show’ si è propagata una magistrale lezione di cultura“.

  • Clamorosa protesta dell’Italia dei Diritti a Licenza e Rocca Santo Stefano

    Il presidente del movimento Antonello De Pierro ha deciso di non presentare le sottoscrizioni previste per l’ammissione delle liste nei 2 comuni della Valle dell’Aniene in dissenso con le prescrizioni normative vigenti
    Antonello De Pierro

    Roma – Il movimento Italia dei Diritti, presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro, continua la sua inarrestabile crescita, mietendo consensi sempre più cospicui tra i corpi collettivi grazie al suo progetto etico e legalitario, propugnato con inimitabili tenacia e determinazione.
    L’espansione sul territorio, grazie alla sempre più crescente consapevolezza dei cittadini, finora spesso abituati alla logica del voto familiare, che una realtà politica come quella dell’Idd è un toccasana in quei comuni dove da sempre prevalgono percorsi clientelari e gestioni feudali del potere, con l’accensione immediata dei riflettori su qualunque cosa possa sfavorire gli interessi della cittadinanza. Ma l’azione benefica dispiega i suoi effetti anche nei contesti amministrativi virtuosi, dove la presenza degli esponenti che fanno capo a De Pierro, grazie alla posizione sempre collaborativa dettata dalla linea politica fissata dal suo leader, offre un valore aggiunto per la crescita del parenchima sociale dei territori. Quest’anno, in occasione delle elezioni amministrative, l’impegno della compagine politica, scesa in campo con un esercito di centinaia di candidati, passa anche per il rinnovo dei consigli comunali di Licenza e di Rocca Santo Stefano, incantevoli borghi immersi nella suggestiva cornice della Valle dell’Aniene. E in questi comuni, che attualmente registrano una popolazione rispettivamente di 885 e 951 abitanti, l’Italia dei Diritti ha dato vita a una clamorosa protesta che continuerà a oltranza e diventerà una delle numerose battaglie del movimento.

    A spiegarla è il presidente De Pierro: “Noi contestiamo aspramente le prescrizioni dell’articolo 37 comma 4 del d.lgs 267/2000, laddove prevedono che la determinazione del numero di abitanti dei comuni, ai fini elettorali, è affidata all’ultimo censimento ufficiale, che quest’anno risale al lontano 2011, ben 10 anni fa. Ciò conduce a fare riferimento a un dato che è ben lungi da una congiuntura reale e attuale. In 10 anni la popolazione può subire significative variazioni. Pensiamo per esempio ai comuni che si trovano a cavallo dei 15.000 abitanti, nei quali le regole per le competizioni elettorali sono totalmente diverse se si trovano sotto o sopra questa soglia numerica. Con l’odierna produzione normativa in materia si rischia di obbligare queste cittadine all’applicazione di un sistema elettorale che poco ha a che vedere con il loro reale assetto demografico, specie in centri urbani che registrano un aumento esponenziale di abitanti, spesso nell’ordine anche di diverse migliaia in un decennio. Appare pertanto inopportuno, nonché in conflitto con la logica deduttiva , un dettato normativo orientato in questa direzione, soprattutto se, come quest’anno, il censimento risale a un lasso temporale così dilatato. Rileva peraltro sottolineare che dal 2018 il censimento è diventato permanente e quindi annuale, e pertanto sembra che anche il legislatore abbia iniziato a comprendere la paradossale distorsione applicativa di una cadenza decennale. Per sottolineare la nostra assoluta contrarietà al metodo di rivelazione degli abitanti adottato in occasione di quest’appuntamento elettorale, riferito appunto al censimento del 2011, abbiamo ritenuto opportuno esibirci in una manifestazione di protesta che si è concretata nella mancata produzione delle previste 9 firme dei sottoscrittori della lista in occasione della presentazione delle liste a Licenza e a Rocca Santo Stefano, comuni che il censimento del 2011 indica avere a Licenza un numero di residenti pari a 1012, a fronte degli 885 attualmente effettivi e a Rocca Santo Stefano 1028, contro gli attuali 951. Ancora una volta, a causa di una previsione normativa poco attenta da parte del legislatore a essere penalizzati sono i cittadini, in particolar modo quelli dei comuni che attualmente fanno registrare una popolazione a ridosso dei 15.000 abitanti dove trovarsi sopra o sotto l’asticella della cifra in esame può condizionare notevolmente il destino politico del territorio. Qui è più che mai necessario attenersi al dato il più possibile attuale e non a una fotografia demografica che immortala un’effettività che spesso appartiene ormai al passato. Nell’attesa che qualche parlamentare con più capacità riflessive e obiettive avanzi una lapalissiana proposta di modifica o perlomeno si arrivi a una compiuta attuazione della previsione del censimento annuale, partita nel 2018, noi non resteremo inerti e continueremo a far sentire la nostra voce come in questo caso. Ci dispiace essere stati costretti a giungere a questo approdo decisionale, specie a Licenza, dove la nostra lista era considerata molto competitiva per l’esito finale, ma la coerenza, che ci contraddistingue sotto il profilo etico, ha prevalso. Tengo comunque a precisare che i cittadini di Licenza, dove avevamo già peraltro raccolto le sottoscrizioni necessarie, e di Rocca Santo Stefano non resteranno comunque senza quella tutela che solo l’Italia dei Diritti sa offrire sui territori se eventualmente emergeranno carenze o distorsioni nella gestione amministrativa di questi comuni. Infatti non mi stancherò mai di ripetere che la nostra innovativa offerta politica si esplica indifferentemente dentro le assise consiliari o all”esterno e le amministrazioni virtuose e capaci riceveranno sempre il nostro plauso e il nostro sostegno, ma quelle che si abbandoneranno all’inerzia o a una gestione amministrativa sbagliata a detrimento della collettività , dovranno rassegnarsi a subire le nostre critiche senza sconti di sorta, espresse sempre nell’interesse della popolazione, che dopo essere soggetta ai prelievi di natura fiscale hanno il sacrosanto diritto di essere ben amministrati. A Licenza in particolare non potremo fare a meno di essere più tolleranti e indulgenti sotto la luce dei riflettori, in quanto dopo l’improvvisa dipartita del mio caro amico Luciano Romanzi, impeccabile amministratore, sarà arduo per chiunque raccogliere un’eredità così pesante e poter governare con gli stessi crismi il popolo licentino. Ora che ci siamo tirati fuori dalla competizione possiamo anche dichiarare ufficialmente il nostro sostegno che sarà indirizzato sulla lista capeggiata dalla candidata a sindaco Marzia D’Acuti, l’unica persona in grado di potere , a nostro avviso, proseguire al meglio il grande lavoro iniziato dal compianto Primo Cittadino Romanzi“.

  • Quanto sono riciclabili le confezioni dei prodotti del supermercato? Aumentati di quasi 3 punti % i prodotti che lo indicano in etichetta. E nell’83% dei casi sono confezioni riciclabili o…

    In attesa che l’indicazione su come conferire i packaging diventi obbligatoria, il 30,1% dei prodotti di largo consumo venduti in GDO presenta già in etichetta l’informazione sul livello di riciclabilità. E nell’83,4% dei casi si tratta di imballaggi totalmente o largamente riciclabili. Ma ci sono materiali virtuosi e “green”, come il vetro, su cui spesso ancora non compare.

    “È una confezione riciclabile?”: quale consumatore non si è posto questa domanda nel momento in cui si è trovato a mettere nella raccolta differenziata la confezione di un prodotto alimentare o di un detersivo? La risposta arriva dagli oltre 36 mila prodotti di largo consumo che presentano in etichetta le indicazioni sul livello di riciclabilità del packaging. Il dato emerge nell’ultima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, che ha rilevato le informazioni presenti sulle etichette di oltre 120 mila prodotti, che concorrono all’82,6% del fatturato di supermercati e ipermercati in Italia.

    «Rispetto a giugno 2020, la quota dei prodotti di largo consumo che danno indicazioni sulla riciclabilità del packaging è aumentata di quasi 3 punti %, arrivando a coinvolgere il 30,1% delle referenze rilevate dall’Osservatorio Immagino» afferma Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy. «Un chiaro segnale di quanto le aziende siano attente alle esigenze di informazione del consumatore e di come la sostenibilità sia sempre più anche un tema da comunicare ai clienti finali. Ma resta ancora molto da fare. Un esempio significativo è quello delle confezioni in vetro, materiale riciclabile al 100%, ma su cui spesso questo aspetto viene dato per scontato e non viene, quindi, esplicitato in etichetta».

    Surgelati e gelati sono le categorie merceologiche dove l’etichetta sul grado di smaltimento delle confezioni è più diffusa (si trova sul 50,3% delle referenze), seguiti da ortofrutta (46,4%), mentre bevande (17,7%), petcare (16,4%) e prodotti per la cura personale (15,3%) sono quelli a minor tasso di diffusione.

    L’83,4% degli oltre 36 mila prodotti rilevati dall’Osservatorio Immagino che forniscono esplicite indicazioni sul livello di riciclabilità delle loro confezioni è venduto in packaging totalmente o largamente riciclabili. Con punte sopra al 90% nei reparti ortofrutta, cura casa e bevande. Rispetto all’anno finito a giugno 2020, questa quota è aumentata di +0,8%, mentre è diminuita di -0,4% l’incidenza delle referenze vendute in confezioni non riciclabili, scese al 5,3% della numerica totale (Figura 1).

    Ma quanto pesano effettivamente sul volume della spesa i packaging che indicano la sostenibilità dell’imballaggio? Partendo dalla composizione del carrello medio (fatto per circa il 50% dai prodotti delle 20 marche top e dalle private label), l’Osservatorio Immagino ha calcolato il dato ponderato sulle vendite per numero di confezioni (Figura 2). Risultato: il 74,7% delle confezioni di prodotti a marca del distributore vendute in supermercati e ipermercati spiega quanto sia riciclabile il packaging. Il dato è migliorato di +2,1 punti % rispetto all’anno finito a giugno 2020. Per le 20 imprese top, l’incidenza sulla numerica delle confezioni è inferiore (53,3%), ma il trend di crescita è decisamente più brillante (+9,2% annuo). Le aziende follower si fermano al 40,4% del numero delle confezioni vendute (-1,7%) e i fornitori minori al 22,3% (+2,6%).

    Nella classifica dei comparti merceologici in base al numero di confezioni vendute, la pasta si conferma al primo posto davanti a pane e sostitutivi, prodotti da forno e cereali. A chiudere la classifica sono stati ancora una volta le bevande alcoliche (come vino, birra e champagne/spumanti) e il cura persona (come profumeria e cosmetica).

    L’Osservatorio Immagino ha voluto approfondire anche come sono composti i packaging utilizzati nel mondo dei prodotti di largo consumo. Nel 47,0% dei casi si tratta di confezioni monomateriale (-1,5% rispetto alla rilevazione precedente) che per quasi il 90% sono totalmente o largamente riciclabili. Il 51,5% delle referenze è venduto in packaging composti da diversi materiali (+1,5%) e via via che aumenta il numero dei materiali utilizzati diminuisce la quota di quelli riciclabili. Ortofrutta e petcare sono le aree merceologiche in cui il packaging monomateriale è più diffuso (rispettivamente 74,9% e 71,0% delle referenze), mentre la drogheria alimentare è quella con il maggior utilizzo di confezioni plurimateriali (52,6%).

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    gs1it.org

  • IL MERCATO IMMOBILIARE NON VA IN VACANZA: I TREND DELL’ESTATE 2021 DELLE GRANDI CITTÀ EUROPEE FOTOGRAFATI DA CASAFARI NEL SUMMER MARKET REPORT 2021

    Milano, Roma, ma anche Parigi, Madrid, Barcellona, Lisbona e Porto: CASAFARI, la più grande rete immobiliare indipendente d’Europa, racconta le principali tendenze che hanno caratterizzato il real estate europeo tra giugno e agosto nell’edizione 2021 del suo Summer Market Report.

    Come sta evolvendo il mercato immobiliare e quali sono i trend più caldi dell’estate 2021? Risponde CASAFARI, la start-up, da poco sbarcata anche in Italia, che, grazie al database più grande d’Europa (100 milioni di annunci, 13 milioni di proprietà e 15 mila fonti), ha individuato e raccolto le tendenze più interessanti del mercato residenziale delle principali città europee tra giugno e agosto nel suo Summer Market Report 2021.

    In Italia le grandi città hanno registrato un aumento dei prezzi medi degli appartamenti piuttosto generalizzato: a Milano, in particolare, i quartieri Ponte Lambro e Santa Giulia hanno visto un aumento dei prezzi medi di +8,43%, con un prezzo medio al metro quadrato in crescita del +4,98%. Significativi aumenti anche nei prezzi degli affitti a Bisceglie, Baggio, Olmi: +7,10% del prezzo medio e +3,05% del prezzo medio al mq. Di segno opposto invece i trend registrati nelle zone Fiera, Sempione, City Life e Portello, con prezzo medio e prezzo medio per metro quadrato degli appartamenti in vendita in calo rispettivamente di -1,94% e -1,35%. Più economici anche gli affitti a Forlanini: -4,51% del prezzo medio, anche se il prezzo medio per metro quadro è aumentato del 2,14%.

    A Roma, i trend rilevati e analizzati da CASAFARI sono ben più marcati che a Milano. Infatti, se gli appartamenti di Borghesiana e Finocchio vedono lievitare i prezzi medi di +9,11% (+8,93% prezzo medio mq), a Cassia, San Godenzo e Grottarossa i prezzi crollano di -9,69%, nonostante il leggero aumento dei prezzi medi al mq (+1,61%). Guardando agli affitti, i trend sono a doppia cifra: dal +13% del prezzo d’affitto degli appartamenti a Appio Claudio e Capannelle, al -12% del prezzo medio al metro quadro degli appartamenti a Castel di Leva e Vallerano (con prezzi medi in calo del -8.41%).

    E nel resto d’Europa? Madrid vede i maggiori aumenti dei prezzi medi degli appartamenti in vendita (+11,31% a Retiro), seguita da Lisbona (+10,54% a Olivais) e Parigi (+9,26% nel 7° arrondissement). Per la capitale francese segno positivo anche per gli affitti, che toccano una punta di +11,86% nell’8° arrondissement. Trend a doppia cifra anche a Lisbona (+10,97% a Santa Clara) e Porto (+10,11% ad Aldoar, Foz do Douro e Nevogilde). E se a Barcellona i prezzi di vendite e affitti restano stabili o in crescita (non si segnalano cali), a Parigi diventa più economico comprare casa nel 2° arrondissement (-8,59%) o affittarla nel 9° (-2,31%), mentre a Lisbona calano i prezzi medi a Beato (-4,88%) e agli affitti a Misericórdia (-3,83%).

    CASAFARI, la prima rete immobiliare transfrontaliera indipendente d’Europa, connette più di 15.000 professionisti del settore immobiliare attraverso funzioni MLS e un database immobiliare pulito e completo che copre tutti gli asset class in Spagna, Italia, Francia e Portogallo, e sviluppa applicazioni personalizzate come metaricerca, analisi di mercato comparativa, analisi di mercato e feed di dati giornalieri. L’azienda dispone di una tecnologia proprietaria di Machine Learning e di estese operazioni sui dati per indicizzare, pulire, classificare e abbinare automaticamente i duplicati di milioni di annunci immobiliari da migliaia di siti Web in diverse lingue. Dal lancio nel 2018, CASAFARI ha conquistato importanti clienti come Sotheby’s International Realty, Coldwell Banker, RE/MAX, Savills, Fine & Country, Engel & Voelkers, Keller Williams, e importanti investitori istituzionali e immobiliaristi come Stoneweg, Kronos, Vanguard and Vic Properties.

  • Tree-Kånken: ispirato al passato, proiettato nel futuro

    Tree-Kånken è un omaggio al primo modello Kånken del 1978. Nel corso degli anni Kånken ha subito solo qualche ritocco, ma la sua semplicità e la sua funzionalità sono rimaste le stesse. È per questo che è diventato un sinonimo del nostro marchio in tutto il mondo.

     

    Tree-Kånken non è identico agli attuali zaini Kånken. Il suo design è fedele al primissimo modello, che presentava spallacci e maniglie cucite su tutta la lunghezza anteriore, oltre a una tasca frontale nascosta. Tree-Kånken è inoltre realizzato con un tessuto patinato che rappresenta una potenziale alternativa ai materiali di origine fossile: il Pine Weave.

     

    Pine Weave: un tessuto realizzato a partire da materie prime non fossili

     

    Tree-Kånken è il risultato della ricerca continua da parte di Fjällräven per elaborare modi più sostenibili per produrre capi e attrezzatura resistenti e funzionali, destinati a durare nel tempo. Il tessuto principale e la fodera di TreeKånken sono realizzati con il nuovo Pine Weave di Fjällräven. Si tratta di un tessuto a base di cellulosa sviluppato in forma esclusiva da Fjällräven e costituito da filamenti di fibre, ottimizzato per essere estremamente resistente e funzionale. Secondo Johanna Mollberg, Product Developer, impegnarsi a trovare materiali che non utilizzino risorse limitate di origine fossile è di vitale importanza: “Lo sviluppo del Pine Weave è un modo per essere all’avanguardia, per poter esplorare nuovi e più sostenibili modi di produzione e approvvigionamento dei materiali. Il nostro è un percorso che mira a ridurre il più possibile il nostro impatto ambientale. Il Pine Weave è una tappa di questo viaggio che ci ha insegnato, tra le altre cose, l’importanza di restare umili nei confronti delle sfide che ci aspettano. Cerchiamo sempre di migliorare, ma dobbiamo evitare la situazione paradossale in cui i nostri progressi in un settore possano creare problemi in un altro settore, come nel caso dei materiali di origine organica nei confronti della biodiversità”.

     

    Dalla polpa alla fibra, dal filato al tessuto

     

    Fjällräven ha migliorato e modificato notevolmente il suo processo produttivo per fare in modo che il Pine Weave fosse stabile, robusto e idrorepellente. Mollberg ci spiega brevemente: “In poche parole, i trucioli di legno vengono fatti bollire fino a trasformarsi in una massa di cellulosa. La massa viene poi sottoposta al processo di produzione del lyocell, una tecnica che serve a dissolvere la cellulosa. La polpa di cellulosa così disciolta viene poi introdotta nei macchinari di filatura. Al termine di tutto questo, viene lavata, asciugata e trasformata in filato.

    Il filato viene in seguito tessuto a tela e rivestito con una miscela di pu e cera per prolungarne la durata e renderlo più resistente dei tessuti lyocell attualmente disponibili sul mercato”.

     

    La materia prima del Pine Weave

     

    La materia prima legnosa utilizzata da Fjällräven proviene da boschi coltivati e certificati nei dintorni della sede principale di Fjällräven, Örnsköldsvik, nel nord della Svezia, e mai da foreste vergini.Il processo industriale attualmente disponibile per trasformare il legno in cellulosa non è in grado di separare il legname certificato e tracciabile da quello proveniente da altre fonti. Per questo la polpa utilizzata nel Pine Weave si unisce a tutto il legname sottoposto al processo di lavorazione che porta alla polpa. Questo approccio viene chiamato Mass Balance (bilancio di massa). Nonostante la tracciabilità dallo zaino all’albero in un sistema chiuso non sia possibile, contribuiamo comunque ad aumentare la domanda di legname tracciabile e certificato in questi processi industriali.

    “Siamo sempre alla ricerca di nuovi modi per utilizzare una maggiore quantità di materiali di origine organica nei nostri prodotti, ma ci impegniamo anche per migliorare il modo in cui ci riforniamo di questi materiali”.

     

    Tree-Kånken

     

    Ispirato al passato e proiettato verso il futuro, Tree-Kånken rende omaggio al design del primo zaino Kånken lanciato sul mercato ed è proposto in un nuovo tessuto a base legnosa: il Pine Weave. Il risultato è uno zaino che fonde passato e futuro di Fjällräven.

    Il tessuto principale e la fodera del Tree-Kånken sono realizzati in Pine Weave, creato dal team di sviluppo dei prodotti di Fjällräven per offrire alternative alle materie prime di origine fossile. Il Pine Weave è stato ottimizzato per offrire una notevole robustezza e funzionalità ed è rivestito di una miscela di pu e cera che prolunga la durata del tessuto. Questo trattamento lo rende più resistente e robusto di molti altri tessuti in lyocell presenti sul mercato.

    Come tutte le borse e gli accessori Kånken, Tree-Kånken è un ottimo zaino per gli impegni di ogni giorno e conserva i dettagli pratici che i fan di Kånken già conoscono e apprezzano. Offre inoltre nuove soluzioni, come gli anelli anteriori per l’aggancio della luce da bici, le cinghie sul fondo per trasportare una giacca o un tappetino da yoga, il logo riflettente.

     

  • Municipia, Stefano De Capitani: “Piattaforme digitali chiave di svolta per le PA”

    Leader nella trasformazione digitale, Municipia supporta le PA sia dal punto di vista tecnologico che attraverso partenariati pubblici-privati e project financing.

    Municipia S.p.A.

    Municipia: connettività, digitalizzazione e sostenibilità le sfide del futuro

    Digitalizzare la Pubblica Amministrazione è uno degli obiettivi più ambiziosi contenuti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che il Governo italiano intende portare a compimento entro il 2026. Un intervento che prevede investimenti per 6,74 miliardi di euro. Due gli step fondamentali: arrivare all’80% dei servizi erogati in forma digitale e servizi cloud per almeno il 75% delle PA. Un percorso condiviso da Stefano De Capitani, Presidente di Municipia, società del Gruppo Engineering attiva nella digital transformation e che attualmente offre il suo supporto ad oltre 1.000 città italiane ed estere. "Per raggiungere questi obiettivi – ha scritto in un post su Facebook – è necessario mettere al centro la parola "Cloud". Adottare una infrastruttura digitale di questo tipo nella pubblica amministrazione significa migliorare e semplificare i servizi ai cittadini e alle imprese, rendendoli più accessibili ed efficienti". Per il Presidente di Municipia "connettività, digitalizzazione e sostenibilità" fanno parte delle sfide del prossimo futuro e le PA devono essere pronte. Le piattaforme digitali e il partenariato pubblico-privato saranno "la chiave di svolta per il processo di innovazione".

    Stefano De Capitani (Municipia): con PA digitali benefici sociali di campo esteso

    Per Stefano De Capitani è arrivato il momento di "agire sull’infrastruttura digitale, perché altrimenti il rischio è di spostare il problema su un altro livello senza aver modo di risolverlo". Bisogna dunque intraprendere questo percorso che, sostiene il Presidente di Municipia, "porterà le amministrazioni pubbliche a ottenere benefici sociali di campo esteso". Non solo maggiore velocità, efficienza e qualità dei servizi, ma anche più inclusione, soddisfazione e minori difficoltà di accesso. Digitalizzare le PA significa anche abbattere dei costi, permettendo una migliore allocazione delle risorse risparmiate e migliorare ulteriormente i servizi attivi. "La trasformazione degli enti locali, fra cui i Comuni, deve partire da sinergie che vedono impegnati, appunto, il pubblico e il privato e realtà come Municipia, che diventano, in questa prospettiva, fondamentali per il supporto strategico e fattivo – in termini di ausilio di figure professionali, esperienza qualificata e team strutturati – per questa trasformazione. Lo sguardo e le energie – conclude Stefano De Capitanidevono essere rivolte verso lo sviluppo di una infrastruttura nazionale che vada a garantire servizi cloud e a offrire a cittadini e imprese tutti i vantaggi del digitale".

  • “The Voice of Business” intervista l’AD e DG di Terna Stefano Donnarumma

    Stefano Donnarumma ha parlato del percorso che ha condotto Terna a diventare il maggiore operatore indipendente di reti per la trasmissione di energia elettrica in Europa, analizzando inoltre le sfide principali in corso nel mondo dell’energia.

    Stefano Donnarumma

    Stefano Donnarumma: il ruolo di Terna per una rete elettrica più moderna ed efficiente

    Terna nel suo impegno di regista del sistema energetico nazionale e abilitatore della transizione energetica. Il messaggio di Stefano Donnarumma emerge con chiarezza nel corso di un’intervista rilasciata a "The Voice of Business", canale web guidato da Pimm Fox che ospita i protagonisti dell’industria, dell’economia e della politica in Europa e negli Stati Uniti. Maggiore operatore indipendente di reti per la trasmissione di energia elettrica in Europa, il Gruppo ha un ruolo cruciale nel sistema elettrico italiano: come ricordato dall’AD e DG nell’intervista, Terna opera infatti nelle "attività di trasmissione di energia elettrica sulla rete ad alta e altissima tensione in tutto il territorio nazionale". Un compito di indubbia rilevanza che vede il Gruppo, al contempo, fortemente impegnato nel favorire il processo di transizione sostenibile, una delle più importanti sfide affrontate oggi in Italia e nel mondo. Proprio in tal senso è orientato il Piano Industriale 2021-2025 del Gruppo: presentato a novembre 2020 da Stefano Donnarumma, prevede investimenti pari a 8,9 miliardi di euro (+22% rispetto al precedente), il 95% dei quali è di tipo sostenibile in base ai criteri della Tassonomia Europea.

    Investimenti sostenibili e network internazionale nel focus dell’AD e DG Stefano Donnarumma

    Stefano Donnarumma ha evidenziato inoltre come le fondamenta delle strategie di Terna siano orientate verso investimenti sostenibili per la rete di trasmissione nazionale: un obiettivo fortemente connesso all’integrazione delle fonti rinnovabili e all’incremento dell’efficienza e della sicurezza del sistema. L’impegno è inoltre quello di rafforzare le dorsali nazionali, indispensabili per il trasporto dell’energia dai luoghi di produzione a quelli di consumo. Nel corso dell’intervista, Stefano Donnarumma ha parlato anche degli sforzi compiuti dal Gruppo durante la crisi pandemica, periodo che ha registrato "un crollo drammatico dei consumi, che ha toccato valori pari al -40% in alcune fasce orarie". Insieme agli altri operatori europei, l’attenzione del Gruppo è stata finalizzata a limitare le conseguenze della pandemia sulle persone e sull’approvvigionamento di energia elettrica, garantendo la stabilità del sistema elettrico, la continuità del servizio e il funzionamento delle infrastrutture di rete. Come sottolineato dall’AD e DG, oggi Terna è sempre più intenzionata a rafforzare la sua centralità nel sistema energetico, sia in Italia che all’estero: una sfida, ha rimarcato in conclusione, che vede il Gruppo "operare all’interno di una comunità di tipo internazionale, in cui vengono condivise conoscenze, know-how ed esperienze".

  • Le agenzie AIAV passano al contrattacco

    Sensibilizzazione diretta degli stakeholders, una petizione online al governo e il superamento delle illogiche barriere imposte dall’elenco E: gli Associati AIAV rispondono uniti alle ultime dichiarazioni del Ministro Garavaglia in merito alla ipotetica apertura di corridoi turistici, passando direttamente all’azione. Obiettivo: riappropriarsi del business e garantire la sopravvivenza delle aziende, dopo mesi di attesa e di promesse sistematicamente disattese.

    È questa, in sintesi, la posizione emersa in seguito all’ultima tavola rotonda online organizzata da AIAV, a cui hanno partecipato agenti di viaggio, guide turistiche e piccoli tour operator. Una posizione che parte dal basso, dall’ascolto degli imprenditori stremati dalla perdurante assenza di certezze sul futuro e da una stagione estiva partita bene e minata dalla scarsa chiarezza del governo circa le modalità e le tempistiche di applicazione del green pass.

    Le parole di Fulvio Avataneo, Presidente AIAV

    Il Presidente AIAV, Fulvio Avataneo commenta: “Le dichiarazioni del Ministro Garavaglia non sono sufficienti per restituire serenità alle agenzie di viaggio e ai tour operator, colpiti da una crisi senza precedenti e vittime di una legislazione ambigua ed inefficace, a causa della ingiustificata sordità delle istituzioni. Non dimentichiamo che lo stato italiano versa ancora in una situazione di “insolvenza” nei confronti degli operatori del settore, che devono ricevere i fondi già stanziati per il periodo agosto/dicembre 2020. Aspettiamo risposte anche in merito all’adeguamento della copertura finanziaria del 2021, alla proroga della cassa integrazione straordinaria almeno fino ad aprile 2022 e allo stanziamento di finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto. Noi però siamo gli artefici del nostro destino: per questo abbiamo deciso di agire, con una serie di iniziative concrete che saranno comunicate nei prossimi giorni. I corridoi, ipotizzati ad uso e consumo dei big player verso alcune mete esotiche, non bastano: riteniamo che sia necessaria la riapertura di tutte le rotte turistiche verso Paesi con bassi tassi di contagio e con grande appeal turistico, a partire dagli Stati Uniti. Serve inoltre una data certa: il termine “a breve”, utilizzato dal Ministro, ha un carattere del tutto indefinito, soprattutto se si considera che non si riferisce alla data di riapertura dei corridoi ma alla data in cui i ministri incominceranno a parlarne”.

    Le prossime mosse

    Per questo motivo, AIAV, attraverso i propri legali, si adopererà da subito per consentire alle agenzie di assecondare le richieste dei clienti intenzionati a viaggiare verso i paesi inseriti nell’elenco E, che comprende diverse destinazioni cruciali per l’outgoing nei mesi invernali, senza alcun tipo di ripercussione per gli agenti di viaggio. Troppo incerto è il futuro del settore con queste prerogative.

  • Cecilia Martin Birsa: artista di concetto e di sentimento

    Nell’articolato e multiforme comparto della moderna arte scultorea, senza dubbio l’artista contemporanea Cecilia Martin Birsa si inserisce appieno apportando un consistente e considerevole contributo di sviluppo evolutivo positivo alla ricerca e alla sperimentazione work in progress, che caratterizza l’intera sua produzione. La Dott.ssa Elena Gollini che segue con particolare profondità di valutazione il percorso della Martin Birsa ha evidenziato al riguardo: “Osservando la proiezione e la prospettiva trasversale nella quale si inserisce e si colloca l’arte scultorea di Cecilia, è possibile individuare un perfetto equilibrio di mescolanza alchemica tra concetto e sentimento, che si intreccia al paradigma compositivo formale e arricchisce l’intero impianto semantico e dialettico sotteso. Ecco, perché a buon conto Cecilia può essere definita come artista di concetto e di sentimento, rafforzando l’aspetto estetico e strutturale esteriore proprio attraverso quella commistione di afflato sentimentale, che inficia in modo diretto tutta la parafrasi narrativa. Le rappresentazioni scultoree si propongono sempre come soluzioni di notevole gradevolezza e piacevolezza di fattezza e attirano da subito lo sguardo del fruitore, per poi conquistarne anche l’anima e il cuore tramite quel tumulto energetico, che sprigionano e propagano tutto intorno e che si espande e si profonde con prorompente vigore e potenza. Questa componente concettuale e sentimentale trova la propria linfa vitale dagli impulsi, che la sfera interiore di Cecilia capta e riceve dall’esterno, ma al contempo anche da quel fervore creativo innato, che genera e produce un moto di continua e costante ispirazione. Per Cecilia fare arte è insito nella propria genetica e diventa un proprio modo di essere e di agire, diventa parte integrante principale della sua stessa forma mentis. Dal mondo circostante parimenti Cecilia ricava e rielabora quanto sente e percepisce essere più incline e più affine alla sua concezione di visione artistica ed esistenziale, riuscendo sempre a bilanciare il tutto in modo ottimale e coniugando sapere e conoscenza con passione e trasporto. Nascono così creazioni di sublime perfezione e di ineccepibile e acclarata bellezza, che custodiscono al proprio interno un magico climax tutto da scoprire. Ritengo, che ogni opera possa essere valutata mediante più fasi di fruizione, scandagliando ogni dettaglio e ogni particolare del costrutto e seguendo ogni peculiare dinamica scenica, per poter poi fare una riflessione complessiva esaustiva e completa. Sono sculture, che possiedono un fascino sobrio e garbato e contestualmente si prestano a svariate chiavi di lettura percettiva e recettiva. Per Cecilia l’interpretazione è infatti un momento da assaporare fino in fondo, gradualmente e in progressione per amplificare al massimo lo stato di enfasi e di estasi”.

  • Italchimica, il programma Green dell’AD Alessandro Fioretto punta su sostenibilità e trasparenza

    Per l’Amministratore Delegato di Italchimica Alessandro Fioretto la sostenibilità è un impegno “permanente”. L’azienda punta a raggiungere al più presto la carbon neutrality.

    Alessandro Fioretto

    Alessandro Fioretto: “Sostenibilità viaggio consapevole verso orizzonte inclusivo e resiliente”

    La sostenibilità si conferma il driver principale della strategia portata avanti da Italchimica. Grazie a Green Change Matters, programma di responsabilità aziendale promosso dal fondatore e AD Alessandro Fioretto, il leader del settore della pulizia professionale prosegue a passo spedito nel percorso sostenibile intrapreso ormai da anni. Tra i traguardi raggiunti la pubblicazione del Bilancio di Sostenibilità 2020. Uno strumento di trasparenza oggi più che mai necessario e che testimonia l’impegno della realtà padovana. “Il 2020 è stato un anno impegnativo – scrive Alessandro Fioretto nella lettera agli Stakeholder – La crisi sanitaria ha evidenziato la vulnerabilità dell’attuale sistema economico globale, evidenziando le sfide socioeconomiche per la circolarità e ha sottolineato la necessità di accelerare l’Agenda dell’ONU 2030″. Nell’anno del Covid-19, Italchimica ha dunque continuato a perseguire i propri obiettivi sostenibili: “La sostenibilità per Italchimica rappresenta un viaggio consapevole verso un orizzonte inclusivo e resiliente”.

    Alessandro Fioretto: “Nostra più grande sfida è diventare azienda net-zero emissioni”

    In tema di responsabilità ambientale l’obiettivo a lungo termine di Italchimica è raggiungere la carbon neutrality. “La nostra più grande sfida – ha dichiarato Alessandro Fiorettoè quella di diventare un’azienda net-zero emissioni, sostenendo il passaggio a una economia sempre più circolare e aumentando il nostro impatto sociale positivo sulla comunità locale”. Nonostante i grandi passi avanti fatti finora e i successi ottenuti, per l’Amministratore Delegato di Italchimica sarà necessario accelerare gli sforzi in materia di sostenibilità: “Da ciò dipendono il benessere del nostro pianeta e la redditività futura della nostra attività. Italchimica continuerà ad evolvere il suo quadro strategico. Il nostro programma Green Change Matters – conclude Alessandro Fiorettorappresenta un esempio concreto di creazione di valore sostenibile nel tempo, attraverso la comunicazione e la sensibilizzazione delle persone”.

  • Midea sponsor tecnico de La Casa Distratta: l’installazione di NeN (Gruppo A2A) all’Isola Design Festival

    Con gli elettrodomestici Master Kitchen, Midea è technical partner de La Casa Distratta, l’installazione di NeN energia, a Milano dal 5 al 10 settembre in via Pastrengo 5, nella cornice del Fuori Salone all’Isola Design Festival, durante il Salone del Mobile 2021.

    In parte Escape Room, in parte rappresentazione delle principali abitudini di consumo energetico degli italiani, la Casa Distratta metterà alla prova i suoi ospiti con un gioco interattivo. All’interno di quello che può sembrare un normale appartamento, i visitatori si troveranno in realtà immersi in un ambiente che riproduce una serie di comportamenti diffusi che incidono sui consumi e danneggiano l’ambiente, e dovranno fare uso del proprio intuito per individuarli. Non mancano i premi in palio: i partecipanti potranno ricevere speciali gadget e sconti su nuove forniture di energia.

    Midea ha individuato nello spirito green e di sensibilizzazione al consumo dell’iniziativa un importante punto di contatto con i principi di social responsibility e l’impegno alla sostenibilità del Gruppo, costantemente premiati con importanti riconoscimenti a livello mondiale.

    La Casa Distratta by NeN è aperta al pubblico da domenica 5 a venerdì 10 settembre 2021, dalle ore 11:00 alle 20:00.

     

    NeN

    NeN è la prima startup EnerTech in Italia: con la sua offerta 100% digital e 100% green, NeN punta a modificare radicalmente il mondo della fornitura domestica di energia elettrica e gas grazie alla tecnologia. In antitesi con la burocrazia, il linguaggio tecnico e le clausole nascoste che hanno portato gli utenti a diffidare di molti fornitori, NeN ha ideato una proposta semplice e trasparente, basata su una rata fissa e personalizzata a partire dalla bolletta dell’utente, e un’app che permette di monitorare i consumi in tempo reale. Il marchio NeN è di proprietà di Yada Energia S.r.l., società del Gruppo A2A.

     

    Midea

    Con una rete globale di 34 centri produttivi e oltre 150mila dipendenti tra più di 200 Paesi, Midea si attesta come primo brand al mondo nel trattamento aria e piccoli elettrodomestici da cucina (Dati Euromonitor International, 2020). La filosofia di crescita del gruppo, che punta al futuro valorizzando la ricerca e sviluppo di nuove tecnologie sempre più smart ed ecologiche, ben si riassume nel claim #HumanizingTechnology: un progetto di espansione su scala mondiale per migliorare la vita di ogni giorno con ritrovati innovativi a misura di utente.

     

  • Legacy Effects affida a Tina di Atempo la protezione dei suoi computer

    Maleva, storico VAD Atempo/Wooxo italiano, è lieta di portare a conoscenza questa importante Case History relativa a Legacy Effects legacyefx.com, una delle principali case di effetti visivi del Nord America specializzata in trucco, animatronica, abiti speciali, design concettuale, stampa 3D e prototipazione rapida per film e programmi televisivi. Legacy Effects ha portato sullo schermo personaggi del calibro di E.T.baby YodaMandalorian e molti altri.

    Nel podcast in inglese l’IT Manager David Castinez e lo Studio Manager Damon Weathers discutono della storia e dei progetti di Legacy Effects e di come Atempo Tina è stata una parte fondamentale della loro infrastruttura e gestione dei dati.

    David Castinez in merito all’importante ruolo di Atempo Tina in Legacy Effects

    “Ci affidammo ad Atempo nel 2008, anno della nostra fondazione, perché avevamo bisogno di una soluzione in grado di affrontare una varietà di scenari diversi come il disaster recovery e il ransomware. Grazie a Time Navigator (TiNa) di Atempo, disponiamo di una solida infrastruttura di backup in grado di garantire che, in caso di incidente, possiamo ripristinare la situazione immediatamente precedente. Il software è stato installato e le nostre routine di backup sono state relativamente semplici. Ci concentriamo sui backup in sede ed eseguiamo il backup su una libreria a nastro. Abbiamo quindi un backup online e uno più tradizionale su nastro in grado di garantirci la giusta tranquillità. Per noi è stata una parte molto stabile e molto, molto concreta. Un pilastro della nostra infrastruttura.”

    Damon Weathers un “tipico giorno” in Legacy Effects

    “Avevamo instaurato un ottimo rapporto con Guillermo Del Toro quando abbiamo lavorato con lui su PACIFIC RIM. È venuto da noi per discutere di un progetto diverso, SHAPE OF WATER. Ero nella stanza quando presentò così il progetto: “Ho questo piccolo film indipendente in bianco e nero. Pensalo come un film per studenti”. Se qualcuno ci avesse detto che il film sarebbe stato il principale film della sua carriera, l’avremmo data per pazzo. Un “tipico” giorno a Legacy Effects”.

    Atempo.com
    Maleva.it

  • Danni alla carrozzeria auto da grandine: come ripararli e a che costi?

    Scopriamo come riparare i danni provocati dalla grandine senza dover riverniciare la carrozzeria della propria auto grazie alle moderne tecniche oggi disponibili.

    ripristino danni carrozzeria da grandinedanni provocati dalla grandine sulle carrozzerie delle auto in occasione di temporali estivi sono sempre più frequenti. Causati da un clima sempre più tropicale con improvvisi abbassamenti delle temperature i temporali estivi generano spesso violente grandinate.

    In queste situazioni la nostra auto è messa a dura prova, la grandine infatti può causare grossi danni alla carrozzeria ed al parabrezza di una auto quando arriva a colpire con violenza.

    In certe condizioni di precipitazione atmosferica cadono dei veri e propri pezzi di ghiaccio chiamati anche “chicchi di grandine” di forma sferica di varie misure, dai più piccoli fino a quelli con diametro di qualche centimetro che fanno a volte danni ingenti.

    chicchi di grandine possono arrivare ad avere dimensioni molto grandi ed in questo caso c’è infatti il rischio di ritrovarsi una macchina totalmente danneggiata da ammaccature e decisamente sfigurata dalle bolle, si dice anche che l’auto così ridotta è “grandinata”.

    Per chi si ritrova in questa situazione, ovvero con l’auto totalmente danneggiata ci sono comunque aziende specializzate che è possibile ricercare su Google o rintracciare tramite il proprio carrozziere di fiducia.

    Queste aziende sono specializzate nella riparazione danni da grandine e con i loro professionisti intervengono sulle carrozzerie danneggiate utilizzando una tecnica particolare che attraverso l’uso di specifiche attrezzature riesce a riparare i danni senza dover riverniciare la carrozzeria oggetto di assistenza.

    rimozione danni da grandineLa metodologia applicata prende il nome di tecnica “PDR” (Paintless Dent Repair), ovvero riparazione danni da grandine senza verniciatura che ridà forma al metallo nel miglior modo possibile e cioè restituendogli la configurazione originaria senza alcun intervento invasivo e senza impatti sulla vernice, ma applicando la giusta forza in direzione opposta rispetto alla forza che ha causato il danno.

    Per l’utilizzo della tecnica “PDR” è dunque fondamentale che la vernice originale non sia stata intaccata e che sia presente solo una rientranza o un bozzo della lamiera. I danni riparabili con questa tecnica vanno dalla classica sportellata, all’ammaccatura, per finire al bollo causato dalla grandine.

    La metodologia “PDR” quando applicabile, si basa sull’utilizzo di funghetti in plastica semirigida che, fissati sulla parte danneggiata con colla speciale a caldo, vengono successivamente “tirati” con pinze definite comunemente “tirafunghetti” mediante un movimento costante e regolare sulla parte danneggiata. Tramite questa operazione si riporta la lamiera alla forma originale sfruttando il suo tipico e naturale “effetto memoria”.

    Quando l’ammaccatura è più estesa, vengono utilizzati più funghetti per coprire l’intera area danneggiata oppure si prediligono delle vere e proprie leve che il tecnico, da vero artigiano, gestisce a seconda della propria mano (più si ha la mano pesante, più le leve devono essere leggere).  Il tecnico specializzato utilizzando queste attrezzature specifiche opera attraverso “micro spinte” e “micro tiraggi” sia sul lato esposto sia in quello nascosto della lamiera. Per fare questo ‘’massaggio’’ impiega anche leve di ferro o di acciaio, aventi differenti dimensioni e disegnate appositamente per poter raggiungere tutte le parti della carrozzeria dei veicoli.

    Elemento essenziale della tecnica è la lampada a linee orizzontali che viene utilizzata, non solo per illuminare bene l’area danneggiata, ma anche e soprattutto, in base a come si deformano le linee che si proiettano sul bollo, per capire quanto esso è largo e profondo e a come, piano piano, con l’utilizzo dei funghetti e delle leve, viene riparato.

    Quando le linee proiettate sulla lamiera sono tornate completamente orizzontali significa che il bollo è rientrato e la riparazione è stata eseguita perfettamente.

    Queste tecniche consentono la rimozione dei danni da grandine senza dover riverniciare l’auto che rimarrà così intatta ed originale. Per quanto riguarda i tempi di riparazione, questi sono ridotti rispetto ad una carrozzeria tradizionale. Con una lieve grandinata serviranno da uno a tre giorni, mentre nei casi di danni maggiori si può arrivare a due settimane.

    Ma quanto costa riparare l’auto? Il costo della riparazione dipende da vari fattori ma legati alla dimensione dei chicchi di grandine: più grande è il loro diametro maggiore sarà il danno.

    Per un danno medio il costo della riparazione può oscillare tra 1.000 e 2.000 euro. In casi molto difficoltosi e gravi il prezzo può salire: anche 5.000 euro è quanto potrebbe costare la riparazione se la grandinata è avvenuta con chicchi di grandi dimensioni e l’auto è stata per molto tempo esposta al fenomeno.

    Al costo bisogna anche aggiungere eventuali pezzi di ricambio quando necessario.

  • Il Jihad dopo l’Afghanistan. L’analisi di Giancarlo Elia Valori.

    E’ online l’ultimo articolo di Giancarlo Elia Valori, top manager e grande protagonista delle relazioni internazionali, sulla crisi Afgana. Un’ analisi ricchissima di informazioni che è praticamente impossibile leggere sui quotidiani tradizionali. Dall’alto della sua esperienza nella complessa arte della diplomazia silenziosa, il Prof. Valori tocca un tema scottante, quello del Jihad che tanto inquieta i Paesi Occidentali (e non solo) ma che pochi conoscono nella sua complessità religiosa, sociale e politica.

    “Come si evolverà la minaccia globale dei giadisti dopo che l’Afghanistan e tornato sotto il comando dei talebani? Talebani, che – non dimentichiamolo! – sono l’espressione vittoriosa di un popolo che conta oltre trenta milioni di abitanti. Popolo che non e affatto rappresentato da quei pochi che cercano di scappare dal Paese e affollano l’aeroporto di Kabul, come certi occidentali in malafede tentano miseramente di propagandare”.

    Questo il tema dell’analisi di Giancarlo Elia Valori,  il vuoto lasciato dagli americani e dalla NATO potrà essere occupato, almeno in parte, dai fondamentalismi e dal loro braccio armato? Il terrorismo tornerà ad essere arma geopolitica limitata ai contesti locali o sara esportato anche in Occidente? Ma cosa si intende per Jihad?

    Quali sono i connotati religiosi, sociali e politici del giadaismo? Nell’analisi del Prof. Valori le risposte a questi ed altri quesiti fondamentali per capire la situazione attuale senza i veli imposti dalla Stampa occidentale. Il disastro Afghanistan.

    Link all’articolo: https://www.internationalworldgroup.it/il-jihad- dopo-lafghanistan/

    Per informazioni e richieste di pubblicazione: [email protected]

    Note sull’autore 

    Giancarlo Elia Valori e uno dei piu importanti manager italiani. Docente universitario e attento osservatore della situazione politica ed economica internazionale, nella sua lunga carriera ha ricoperto importanti incarichi in prestigiose societa italiane (Autostrade per l’Italia) ed estere. Attualmente e Presidente dell’International World Group.

    Inoltre e presidente onorario di Huawei Italia nonche detentore di importanti cattedre in prestigiosi atenei quali la Yeshiva University di New York, l’Hebrew University di Gerusalemme e la Peking University.

    Nel 1992 viene nominato Cavaliere della Legion d’onore con la motivazione: “Un uomo che sa vedere oltre le frontiere per comprendere il mondo”, dall’11 maggio 2001 e ambasciatore di buona volonta dell’Unesco per i meriti profusi generosamente nella difesa e nella promozione del patrimonio immateriale. Nel 2002 riceve il titolo di “Honorable” della Academie des Sciences de l’Institut de France.

    Tra i suoi libri ricordiamo: Liberi fino a quando? (Lindau 2019), Rapporti di forza (Rubbettino 2019), Geopolitica e strategia dello spazio (Rizzoli 2006), Antisemitismo, olocausto, negazione (Mondadori 2007), Mediterraneo tra pace e terrorismo (Rizzoli 2008), Il futuro e gia qui (Rizzoli 2009), La via della Cina (Rizzoli 2010) e Geopolitica dell’acqua (Rizzoli 2011).

    A riconoscimento del suo poliedrico impegno di studioso e pubblicista a respiro universale, ha ricevuto il premio giornalistico “Ischia Mediterraneo”, il “Gran Premio Letterario 2011” dal Consiglio Mondiale del Panafricanismo e il “Premio Internazionale della Cultura” dalla International Immigrants Foundation delle Nazioni Unite.

    [KiwiClickToTweet tweet=”Il Jihad dopo l’Afghanistan. Analisi di Giancarlo Elia Valori.” quote=”Il Jihad dopo l’Afghanistan. Analisi di Giancarlo Elia Valori.”]

  • DETENUTI E STUDENTI IN VIGNA CON TORREVILLA E L’ASSOCIAZIONE TERRE DI MEZZO PER UN VINO NUOVO CHE PROFUMA DI INCLUSIONE

    CON LA VENDEMMIA 2021 AL VIA L’INNOVATIVO PROGETTO DELL’ASSOCIAZIONE TERRE DI MEZZO CHE UNISCE GLI OLTRE 200 VIGNAIOLI DELL’ASSOCIAZIONE DI VITICOLTORI TORREVILLA, GLI STUDENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI E I DETENUTI DEL CARCERE DI VOGHERA.

    La cooperazione tra le realtà di uno stesso territorio può far nascere molte cose, anche un nuovo vino. Torrevilla, l’Associazione di viticoltori che riunisce oltre 200 vignaioli nel cuore dell’Oltrepò Pavese, ha deciso di prendere parte a un progetto di coesione sociale dal grande impatto, dando la propria disponibilità affinché un gruppo “inusuale” di lavoratori potesse vendemmiare nelle proprie vigne.

    L’iniziativa prende il via ad opera dell’Associazione Terre di Mezzo, fondata nel 2018 dal parroco don Pietro Sacchi della parrocchia di San Pietro di Voghera: dopo il progetto pilota avviato nel 2020 tra Alessandria e Tortona, arriva la decisione di replicarlo per il 2021. Arriva quindi il coinvolgimento del Carcere di Voghera e dell’Associazione di Viticoltori Torrevilla, con una novità rispetto all’anno precedente: la partecipazione degli studenti delle scuole del territorio.

    Ecco così che prende forma un gruppo inedito di vendemmiatori in cui confluisce la forza lavoro e l’impegno di 30 studenti dei licei cittadini, tre alunni dell’Istituto Maserati e quattro detenuti del carcere di Voghera. Ogni giorno, da alcune settimane, questo gruppo raggiunge in autobus le colline fuori città e, tra i filari dei viticoltori di Torrevilla, comincia la raccolta manuale delle uve. Una vendemmia a mano che da un lato premia l’attenzione al lavoro manuale, dall’altro predilige il confronto tra esperienze e storie diverse: gli studenti stanno svolgendo le ore previste dall’alternanza scuola-lavoro, gli ospiti del carcere sono invece inseriti all’interno di un percorso di inserimento borsa lavoro. Tutti sono accomunati dal desiderio di fare, di mettersi alla prova, di crescere. Un desiderio che animerà il lavoro anche terminata la raccolta delle uve, prevista verso la fine del mese di settembre: studenti e detenuti, infatti, affiancheranno i vignaioli di Torrevilla in ogni step fino alla produzione di un nuovo vino, che avrà un suo nome e marchio.

    «Siamo orgogliosi del nostro legame con il territorio, che è profondo e dura da più di 100 anni, e delle nostre tradizioni, che tramandiamo di padre in figlio da generazioni. Per questo abbiamo accolto con entusiasmo la collaborazione con l’Associazione Terre di Mezzo per realizzare questo meraviglioso progetto che mette al centro proprio le persone e il territorio, unendo inclusione, natura e tradizione, con la raccolta a mano delle uve fatta da ragazzi e detenuti affiancati dai nostri viticoltori – racconta Massimo Barbieri, presidente dell’Associazione di Viticoltori Torrevilla. Siamo da sempre sensibili alle tematiche sociali e nel tempo abbiamo sostenuto diversi progetti di solidarietà, sul territorio e non solo. Ricordo, tra gli altri, il progetto DiVento, con Donne della Vite, o i vini realizzati per l’associazione “Luca per non perdersi nel tempo”, per raccogliere fondi a favore di PaviAIL. Ma questa è un’esperienza nuova di cui non vediamo l’ora di vedere (e assaggiare) il risultato finale: un nuovo vino, che sarà simbolo di inclusione, dialogo, speranza, futuro».

    «Il fine della nostra associazione è far incontrare due mondi che difficilmente altrimenti si incontrerebbero – il mondo dei giovani e quello delle realtà ai margini all’interno di un progetto, di un ambiente protetto in cui queste realtà possano relazionarsi e giovare entrambe di questo confronto – spiega Noemi Agosti, responsabile del progetto e dell’Associazione Terre di Mezzo. Il coinvolgimento di Torrevilla ha il fine di portare sul territorio dei giovani – ragazzi del liceo – che possono riscoprire la bellezza delle vigne e anche quello di far conoscere alle aziende agricole una realtà che non conoscono, come può essere quella del carcere. Vedere quattro detenuti che si impegnano abbatte infatti uno stereotipo purtroppo consolidato sulle persone detenute; a questo si aggiunge che il lavoro all’esterno delle mura del carcere diventa così una misura importantissima per la società e per il reinserimento sociale».

     

     

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    TORREVILLA è l’associazione di viticoltori punto di riferimento per la viticoltura oltrepadana da 114 anni. Riunisce 200 vignaioli che ogni giorno, con fatica e dedizione, si dedicano alla coltivazione della vite su oltre 600 ettari di terreno sparsi su nove comuni lombardi. Tra le più dinamiche realtà dell’Oltrepò Pavese vitivinicolo (circa 50.000 quintali di uve lavorate ogni anno e una produzione annua attorno ai 2.500.000 di bottiglie), Torrevilla rivendica con orgoglio il suo profondo legame con il territorio, la secolare esperienza tramandata di padre in figlio, e la voglia di guardare al futuro investendo in tecnologie e collaborazioni che rendano la viticoltura sempre più efficiente e sostenibile.

    www.torrevilla.it

  • Le Cornelle dà il benvenuto all’autunno con l’ultimo appuntamento di Educazoo, nuovi arrivi e una compagna per la tigre bianca, simbolo del parco

    La fine di settembre al Parco Faunistico non segna solo l’inizio di una nuova stagione, ma anche l’accoglienza di nuovi esemplari di zebra di montagna, cicogna di Abdim, potamocero e tigre bianca che conferma l’impegno conservazionistico e di salvaguardia della struttura orobica.

    E il 25 settembre una giornata dedicata al rinoceronte bianco.

    L’autunno è arrivato, ma il Parco Faunistico Le Cornelle continua a proporre occasioni di educazione, svago e divertimento alla scoperta del mondo animale, da un lato, con l’ultimo appuntamento di Educazoo dedicato al rinoceronte e dall’altro con l’arrivo di nuove specie: zebra di montagna, potamocero e cicogna di Abdim. Ma non solo, la tigre bianca Kuru, simbolo del Parco di Valbrembo, sta per conoscere la sua nuova compagna.

     

    Sabato 25 settembre, in occasione della Giornata Mondiale del Rinoceronte, Le Cornelle conferma il proprio impegno nella tutela del rinoceronte bianco presentando grazie ad Educazoo le femmine Lara, Shanny e il maschio Pancho. Un’occasione di informazione ambientale per conoscere più da vicino questa specie in grave pericolo di estinzione, soprattutto a causa del bracconaggio perpetrato per il corno molto richiesto dalla medicina tradizionale orientale, corno che è costituito dalla stessa sostanza delle nostre unghie e dei nostri capelli ma che sul mercati illegale ha raggiunto un valore superiore a quello dell’oro.  Agli inizi degli anni ’70 si stimava una popolazione di 65.000 rinoceronti africani in natura, oggi se ne contano circa 18.000, di cui il 93% in Sud Africa. Se il tasso di decrescita di questa specie continuasse con i ritmi attuali, in poche decine di anni, le due specie di rinoceronte africano si estingueranno in natura. I programmi di riproduzione in cattività svolgono un ruolo fondamentale per la salvaguarda della specie e l’adesione del Parco faunistico Le Cornelle ai programmi EEP (EAZA Ex situ Programmes) rappresenta la ferma volontà di voler concretamente contribuire a scongiurare il rischio di estinzione del rinoceronte bianco.

     

    Durante questa giornata alla scoperta dei rinoceronti, i visitatori potranno anche incontrare i nuovi arrivati. Al Parco Faunistico Le Cornelle, infatti, sono arrivati, rispettivamente da Belgio e Germania, due esemplari di zebra di montagna (Equus zebra hartmannae): Ulani, femmina di 4 anni e Chris, maschio di 2 anni. Sebbene ad un primo sguardo questi animali possano sembrare delle “normali” zebre, le più comuni sono quelle di Grant, in realtà fanno parte di una sottospecie particolare che all’inizio del secolo scorso era ampiamente diffusa in Angola, Namibia e sud Sudafrica. Negli anni ‘30, a causa della caccia intensiva, si contavano in natura meno di un centinaio di esemplari. Oggi, grazie ai progetti di conservazione, la popolazione ha avuto un nuovo incremento e in natura si stimano circa 3 mila esemplari. Un successo importante nei confronti del quale si impegna anche il Parco Le Cornelle che dopo l’inserimento, portato a termine con successo, di Ulani e Chris, si prepara ad accogliere il prossimo anno, un nuovo esemplare femmina. Le zebre di montagna vanno ad aggiungersi alle numerose specie aderenti a programmi EEP, ospitate al parco.

     

    Compagni di viaggio di Chris, due maschi di cicogna di Abdim vanno a completare lo stormo già presente nella Selva Tropicale che raggiunge quota di 10 esemplari (5 femmine e 5 maschi). Questi uccelli, originari dell’africa sud sahariana, daranno il via alla fase di riproduzione di questa specie presso il Parco.

     

    I nuovi arrivi continuano con Rocky, un esemplare di 1 anno proveniente dalla Polonia, che ha conosciuto Desy, femmina di potamocero di 4 anni, arrivata al Parco lo scorso aprile. Questi suidi africani dal corpo tozzo, hanno un mantello di colore fulvo attraversato dal capo alla coda da una stretta cresta bianca. Non sono animali in grave pericolo di estinzione, ma la perdita dell’habitat e la caccia a scopi alimentari stanno compromettendo la loro sicurezza in naturale. Per questa ragione, i potamoceri fanno parte del programma di riproduzione EEP del Parco che spera presto potranno riprodursi, incrementando così il numero di soggetti della popolazione presente negli zoo europei.

     

    Arrivata in provincia di Bergamo dalla Francia, Fuyu, femmina di tigre bianca di 1 anno e mezzo, nei prossimi mesi conoscerà Kuru, simbolo del Parco dal 1981. Questi felini rappresentano una tra le specie più eleganti, maestose e a rischio del regno animale. In India, un tempo rispettati e venerati come divinità, sono a fortemente minacciate  soprattutto a causa dell’incremento demografico e la perdita di habitat.

     

    C’è un mondo da scoprire a Le Cornelle che ogni giorno lavora ed è attento alle singole esigenze di ogni specie per regalare a tutti i suoi visitatori momenti di relax alla scoperta di oltre 130 specie animali. Un impegno che nasce dalla volontà di sensibilizzare la popolazione con momenti di incontro e racconto e prosegue con la convinzione che l’informazione sia la leva principale per favorire la tutela del pianeta e dei suoi abitanti.

     

    Il contest su Facebook per la cucciola di sitatunga

    Il contest del Parco Le Cornelle per assegnare un nome alla cucciola di sitatunga avrà la durata di 3 giorni (dal 22 al 25 settembre 2021) sulla pagina Facebook del Parco. Chiunque vorrà, infatti, potrà partecipare alla scelta del nome della piccola commentando il post che la ritrae con la proposta di nome e il vincitore del concorso riceverà un biglietto d’ingresso omaggio fruibile durante la stagione di apertura del Parco. Verranno considerati solamente i nomi inseriti come commento al post. Per il post è possibile indicare solo un nome. Lo staff del parco sceglierà tre nomi tra quelli proposti e saranno i fan a votare quello più bello.