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  • Paradise Call Center: i giovani, i lavoratori, il successo. Evento a Casoria per la nuova sede

    “Siamo arrivati qui grazie a tutti i dipendenti che prestano la loro opera con amore ed abnegazione: dedico questo momento a loro. Abbiamo tanti nuovi progetti ambiziosi e sono convinta che miglioreremo sempre di più”: così Teresa Caputo, Ceo e founder di Paradise Call Center, commossa ma con la consueta determinazione, al momento dell’inaugurazione della nuova sede della società a Casoria. Un grandissimo successo in termini di partecipazione, oltre che di risultati da parte dell’azienda. Presenti mercoledì 27 luglio 2022 in via Nazario Sauro moltissimi lavoratori e team leader cui la Ceo ha dedicato l’evento, accompagnati dalle loro famiglie, oltre ad ospiti internazionali ed esperti del settore.

    Paradise Call Center: evento a Casoria per la nuova sede

    Proprio quello della famiglia è un concetto cardine su cui si fonda Paradise Call, che riesce a coinvolgere i propri dipendenti in un ambiente di lavoro sano ed ospitale e dal quale emergono tutte le migliori qualità dei lavoratori. L’azienda conta più di 70 collaboratori in Italia e gestisce oltre 500mila ordinativi all’anno con tassi di conversione positive di 75.9%. Al fianco di Caputo all’inaugurazione anche Crescenzo Vitolo, managing director, Alessandro Di Maso, Call Center Manager, ed Achraf Amin Benessadeq, responsabile della Qualità. Teresa Caputo, operativa nel settore beauty & wellness dal 2000, ha avviato Paradise Call nel 2020.

    I giovani, i lavoratori, il successo

    Paradise Call Center è una società specializzata nella vendita telefonica per la spedizione di prodotti cosmetici di bellezza femminile, casalinghi, prodotti di tendenza per la cura della persona e benessere olistico provenienti dalle migliori filiere biologiche sul territorio nazionale ed internazionale. La nuova sede di Casoria è composta da grandi spazi operativi attenti al benessere dei lavoratori e comprende anche sale meeting. Paradise Call non lascerà la precedente sede principale di Afragola, bensì anche in questo caso è previsto un ammodernamento per renderla pienamente operativa.

    La nuova importante commessa

    Nel corso della serata-evento, durante la quale è stata ripercorsa anche la storia del successo di Paradise Call e la mission aziendale, è stata ufficializzata anche la nuova importante commessa proveniente da Luxottica, leader nel design, produzione e distribuzione di occhiali di fascia alta, di lusso e sportivi. I giovani, inoltre, rappresentano con forza l’identità dell’azienda che ne va orgogliosa.

    In tempi in cui sui media le condizioni di lavoro per gli under 30 sono salite spesso alla ribalta delle cronache nazionali, Paradise Call continua a garantire stabilità e grandi possibilità di carriera con moltissimi giovani che continuano ad avvicinarsi all’azienda. All’interno del sito web progettato e realizzato da Lenus Media di Cava de’ Tirreni, l’apposita sezione “Lavora con noi” dove si offre un piano carriera definito e un programma di formazione unico per lavorare in un team affiatato e in costante crescita.

  • King Holidays torna a programmare la Giordania

    Galleggiare nelle salatissime acque del Mar Morto e visitare l’antica Petra … nel cuore di Milano: è la proposta del tour operator King Holidays che, in occasione della ripresa della programmazione di viaggi verso la Giordania, ha lanciato una campagna di comunicazione in collaborazione con il Jordan Tourism Board, l’ente del turismo della Giordania.

    La campagna

    Tra le prime iniziative in programma, un coloratissimo tram a due casse che porterà le immagini più suggestive della destinazione nel centro di Milano per tutto il mese di agosto. Non un miraggio, quindi, considerate le temperature delle ultime settimane, ma un invito concreto a scoprire le proposte King Holidays in tutte le agenzie di viaggio, con partenze in estate e in autunno.

    La campagna comprende anche una pianificazione web, azioni pubbliredazionali per il trade che uniscono formazione e promozione e diverse attività di digital-PR in collaborazione con note pagine facebook nei settori lifestyle, wellness e travel.

    Le proposte di King Holidays per la Giordania

    Tante le proposte sviluppate da King Holidays, come Tutto Giordania, tour con partenze garantite ogni domenica, disponibile in versione individuale e di gruppo. Il circuito, in 8 giorni, offre tutto il meglio del Paese: si parte da Amman, città moderna e cosmopolita, e dai suoi dintorni, come i castelli del deserto e Jerash, la “Pompei d’Oriente”. Poi si prosegue lungo la “Via dei Re” alla volta di Madaba, Monte Nebo e Kerak, sede del celebre castello crociato, fino a raggiungere la splendida Petra. Dopo una doverosa sosta nell’antica capitale nabatea, il viaggio prosegue alla volta della Piccola Petra e del deserto del Wadi Rum, con un entusiasmante pernottamento nel deserto in un campo tendato sotto un mare di stelle, proprio come Lawrence d’Arabia. Ultima rigenerante tappa sul Mar Morto, per un gran finale all’insegna del benessere.

    Un altro grande classico è il combinato Giordania e Mar Morto che dedica un’ampia parentesi al wellness, per approfittare delle proprietà e delle note doti terapeutiche delle acque e dei fanghi che si concentrano nella depressione più profonda del pianeta: un vero e proprio “toccasana” contro lo stress!

    Disponibili anche pacchetti solo Mar Morto o solo Aqaba, per scoprire il volto meno noto del Mar Rosso, mentre per chi ha poco tempo a disposizione torna Petra Express, soluzione perfetta anche fuori dai periodi di vacanza canonici, che, in poco più di un long weekend, permette di scoprire gli highlights del Paese, a costi contenuti.

    Sfruttando i collegamenti diretti tra l’Italia e la Giordania operati dalla compagnia Royal Jordanian, che si affiancano ai voli low-cost, King Holidays ha realizzato un’offerta ampia e variegata che può interessare un pubblico molto vasto.

    L’iniziativa pubblicitaria

    L’iniziativa pubblicitaria durerà fino alla fine dell’estate ed è declinata con il concept “La Giordania ad occhi chiusi, sicuramente con King Holidays” già adottato dal tour operator nelle campagne realizzate a inizio anno per il lancio della programmazione estiva.

    Lo slogan utilizzato da King Holidays mette al centro la sicurezza, prima e durante il viaggio: l’affidabilità e l’esperienza pluriennale del tour operator garantiscono, infatti, una vacanza sicura e organizzata al meglio, mentre l’ospitalità e l’accoglienza della popolazione giordana rendono il soggiorno confortevole e privo di preoccupazioni.

    L’obiettivo della campagna è di pubblicizzare la Giordania come una meta ideale sia per i classici tour guidati di gruppo, sia per i viaggi avventura individuali, e da quest’anno anche per programmi alternativi dedicati soprattutto agli sportivi e a chi vuole immergersi nella natura più nascosta.

  • Banca Generali accelera sul digital wealth management

    Banca Generali va incontro alle sfide del futuro con un approccio sempre più orientato al digital wealth management. Servizi fintech e innovazioni come la blockchain possono essere di impulso anche ai settori più conservatori, ha detto l’AD Gian Maria Mossa al Salone del Risparmio di Milano.

    Banca Generali, l’evoluzione del digital wealth management al Salone del Risparmio di Milano

    Con l’arrivo sul mercato dei nativi digitali anche un’industria tradizionale come quella del risparmio, per sopravvivere, dovrà necessariamente aprirsi all’innovazione. Ed è quello che Banca Generali sta facendo ormai dal 2015: l’Istituto è sempre più orientato verso un modello di digital wealth management in grado di cogliere le potenzialità delle nuove frontiere del mondo finanziario. Integrare servizi fintech e nuove tecnologie nel proprio ecosistema assume oggi un valore sempre più strategico. Ne è convinto l’Amministratore Delegato Gian Maria Mossa, tra i protagonisti dell’ultima edizione del Salone del Risparmio di Milano. Nel suo intervento, il manager ha ricordato il percorso avviato da Banca Generali, prima in Italia a dotarsi di un’architettura digitale e di una piattaforma di open banking. Una strategia che oggi consente all’Istituto di “rispondere con puntualità alle necessità dei clienti” e di guardare a tecnologie come la blockchain, che secondo l’AD “porterà una grande innovazione in termini di semplicità, trasparenza, accesso ed efficacia”.

    Digital wealth management: il modello di Banca Generali, eccellenza italiana

    In poco meno di dieci anni Banca Generali è riuscita, grazie all’integrazione di nuove tecnologie e servizi di partner terzi, a superare i confini del private banking adottando a tutti gli effetti uno dei modelli di digital wealth management più avanzati nel panorama nazionale. Un risultato riconosciuto anche dal “Financial Times”, che nel 2021 ha nominato l’Istituto “Best Private Bank in Italy”. Al Salone di Milano Gian Maria Mossa ha parlato anche di Nft, token e criptovalute, ricordando “BG Conio”, la recente iniziativa lanciata in collaborazione con l’azienda fondata da Vincenzo di Nicola e Christian Miccoli. Un servizio che dallo scorso febbraio consente ai clienti di comprare e vendere Bitcoin operando direttamente mediante il proprio conto corrente attraverso l’app di Mobile Banking Banca Generali Private. Finora sono circa 20mila i clienti che hanno usufruito della novità, secondo l’AD segno di un interesse sempre maggiore verso il mondo delle criptovalute. Un trend che ha ormai destato l’attenzione di tutto il settore, dalle banche centrali agli operatori privati: “Credo sia molto positivo che anche in Italia gli organismi preposti stiano guardando in chiave costruttiva a questo percorso di innovazione che può aprire a nuove opportunità”.

  • Intermediazione dei rifiuti e gestione impianti autorizzati: i servizi di Ares Ambiente

    Con sede a Treviolo, in provincia di Bergamo, Ares Ambiente è un’azienda attiva su tutto il territorio nazionale dal 2008: opera nel settore dell’intermediazione dei rifiuti, occupandosi inoltre della gestione di impianti autorizzati.

    Ares Ambiente

    Ares Ambiente: i servizi offerti

    I servizi offerti da Ares Ambiente su tutto il territorio nazionale includono lo smaltimento, il recupero e il trasporto di rifiuti classificati come speciali, provenienti quindi da diverse attività, tra cui quelle industriali, artigianali, agricole e commerciali. Includono inoltre anche i rifiuti pericolosi (ovvero contenenti elevate concentrazioni di sostanze inquinanti o così classificati per origine) e non pericolosi. L’azienda offre quindi servizi relativi alla gestione dei rifiuti che hanno come produttore o detentore del rifiuto un’ampia tipologia di attività produttive, attività di vendita all’ingrosso e distribuzione di prodotti provenienti da diverse categorie merceologiche. Attraverso il pieno rispetto della classificazione adottata nell’Elenco Europeo dei Rifiuti (EER 2014/955/UE), l’azienda bergamasca è in grado di garantire efficienza nel trattamento di rifiuti caratterizzati in oltre 830 codici CER (Codice Europeo dei Rifiuti). Oggi punto di riferimento nel panorama italiano della gestione dei rifiuti, Ares Ambiente fa della responsabilità ambientale uno dei suoi valori portanti, basando la propria attività sui criteri ormai consolidati di efficienza, economicità e trasparenza.

    Ares Ambiente: politica aziendale, certificazioni e Codice Etico

    La filosofia aziendale basata sui criteri di efficienza, trasparenza ed economicità è perseguita da Ares Ambiente sia a livello interno sia nelle scelte di business. Questo si rispecchia nella volontà di commissionare la verifica delle attività, definita attraverso un elaborato sistema di protocolli, conformi al Modello 231 (D.Lgs 231/2001), a un Organismo di Vigilanza indipendente. Non solo, l’azienda si affida esclusivamente a tecnici abilitati, a trasportatori iscritti all’albo Gestori Ambientali e a laboratori certificati che rispondono quindi a determinati standard normativi e qualitativi. Da qui la promozione dei principi di correttezza, lealtà, integrità e trasparenza attraverso l’adozione di uno specifico Codice Etico. Consapevole dell’importanza della gestione dei rifiuti non solo per la tutela dell’ambiente, ma anche delle persone, Ares Ambiente gestisce attività in costante aggiornamento su normative e autorizzazioni necessarie. Iscritta presso l’Albo Nazionale Gestori Ambientali – Sezione Regionale della Lombardia, possiede diverse certificazioni in tema di Qualità (UNI EN ISO 9001:2015), Ambiente (UNI EN ISO 14001:2015, Regolamento Europeo EMAS), Sicurezza (UNI ISO 45001:2018) e Responsabilità Sociale (SA 8000:2014). Alle quali si aggiungono le attestazioni “Certificato di eccellenza” e “Convalida dichiarazione ambientale”.

  • Tarli e parassiti: non è solo il legno il “cibo preferito”

    In natura abbiamo imparato a conoscere parassiti e tarli del legno che si nutrono principalmente di questo pregiato materiale, eppure le scoperte scientifiche sono sempre pronte a stupirci. Una delle tematiche più serie e importanti in ambientale è lo smaltimento della plastica, un materiale non biodegradabile ed estremamente dannoso per l’ecosistema e la vita delle biodiversità.

    Dall’Università di Queensland in Australia alcuni ricercatori hanno dimostrato l’esistenza di larve in grado di cibarsi di polistirolo. Si tratta delle larve del coleottero Zophobas Morio, i cui enzimi intestinali sono effettivamente in grado di scomporre la plastica digerendola. Gli studiosi hanno diviso in tre gruppi 135 esemplari, alimentandone due rispettivamente con grano e polistirolo e lasciandone il terzo a digiuno.

    Il risultato è stato che le larve alimentate con il grano hanno raddoppiato il loro peso (nove su dieci si sono trasformati in coleotteri), quelle invece alimentate con polistirolo hanno sì aumentato il proprio peso ma solo due terzi sono diventati coleotteri. Risultato? La plastica è riuscita a garantire loro crescita e sviluppo. Il compito in futuro sarà quello di capire quali microorganismi si nascondono nell’intestino delle larve in grado di smaltire la plastica.

    In sostanza, per dei coleotteri che rendono purtroppo necessario un trattamento antitarlo ne potrebbero esistere altri con la vitale missione di ripulire il nostro pianeta dalla plastica.

  • Francesco Milleri: “Eyes on Carbon”, così raggiungeremo la Carbon Neutrality in tre anni

    Francesco Milleri: "Eyes on Carbon", il raggiungimento della Carbon Neutrality (emissioni Scope 1 & 2) nelle attività di EssilorLuxottica previsto entro il 2025.

    Francesco Milleri

    Francesco Milleri: per vedere in modo chiaro dobbiamo lavorare in modo pulito, la vision di EssilorLuxottica

    "Fare del bene sia per i nostri clienti, i consumatori e le comunità di riferimento sia per il pianeta ci dà ancora maggiore fiducia nel domani", aveva sottolineato l’AD Francesco Milleri lo scorso anno presentando la roadmap per la Sostenibilità di EssilorLuxottica "Eyes on the Planet". In quell’occasione l’AD aveva parlato inoltre del percorso che il Gruppo ha intrapreso per la progressiva decarbonizzazione delle proprie attività aziendali: non a caso EssilorLuxottica si impegna da tempo nell’individuare soluzioni e processi funzionali all’eliminazione delle emissioni Scope 1 & 2 dalle proprie attività aziendali coinvolgendo diverse aree strategiche e aggiornando regolarmente attrezzature e tecnologie. Il Gruppo punta al raggiungimento della Carbon Neutrality (emissioni Scope 1 & 2) entro il 2025 e, come annunciato dall’AD Francesco Milleri, in Europa entro il 2023.

    Francesco Milleri: verso la Carbon Neutrality entro il 2025, cominciando dall’Europa nel 2023

    L’impegno per la decarbonizzazione, supportato fortemente dall’AD Francesco Milleri, si inserisce in un quadro più ampio che vede EssilorLuxottica promuovere sempre più iniziative e progetti per contribuire al conseguimento degli SDGs, i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu. Produrre e utilizzare energia elettrica rinnovabile, ovunque sia possibile, e arrivare a un mix globale di energia elettrica che provenga al 100% da fonti rinnovabili significa ad esempio incentivare il raggiungimento dell’Obiettivo 7 (assicurare a tutti l’accesso a sistemi energetici puliti, economici, sostenibili, affidabili e moderni). E guarda in questa direzione anche la decisione di introdurre nei principali siti di produzione del Gruppo una tecnica di galvanica ecosostenibile (un sistema integrato di trattamento e riciclo dell’acqua). E ancora l’Obiettivo 13 che implica di agire per il clima: nella vision di EssilorLuxottica non significa solamente intervenire per ridurre le emissioni di carbonio ma anche investire in progetti per la protezione e il recupero degli ecosistemi naturali nonché alla promozione del benessere delle comunità locali. L’impegno del Gruppo guidato da Francesco Milleri non riguarda solo chi vi lavora ma anche fornitori e clienti, a riprova che il benessere del pianeta implica uno sforzo trasversale e condiviso. Basti pensare alle spedizioni: EssilorLuxottica dà ai clienti la possibilità di scegliere le modalità di consegna più ecologiche, adattando l’esperienza di acquisto ai loro valori. E lavora in collaborazione con i fornitori logistici alla riduzione delle proprie emissioni indirette (Scope 3) verso l’obiettivo finale di zero emissioni.

  • Pietra a secco mania: il Progetto P-ART conquista anche i villeggianti di Fraggio

    Prende sempre più piede il progetto P-ART Una pietra sopra l’altra, nato dalla collaborazione dell’ente capofila GAL Valle Brembana 2020 con il GAL Valtellina Valle dei Sapori e il GAL Quattro Parchi Lecco Brianza, cofinanziato da Regione Lombardia nell’ambito dell’Op. 19.3 del PSR 2014 – 2020.

    L’avvio dei corsi di formazione e il lancio del social-contest “P-ARTe del Cuore” – che vede il diretto coinvolgimento della community appassionata di costruzioni in pietra a secco – pensati per la tutela e il recupero del territorio e dei manufatti in pietra a secco, hanno coinvolto anche alcuni villeggianti di Fraggio (Taleggio), Bergamo, dove si stavano tenendo alcune dimostrazioni pratiche dei corsi. Il gruppo, attrezzato di strumentazione tecnica e seguendo le tecniche di recupero, insieme ai rappresentanti del GAL Valle Brembana 2020, ha eseguito con minuziosa attenzione il recupero di una porzione di un muro in pietra a secco, salvaguardandone la struttura originaria e le tradizioni da esso tramandate.

    L’entusiasmo che il progetto P-ART sta raccogliendo da parte del pubblico e, in particolare, questo intervento di recupero, testimonia come i valori di salvaguardia del territorio siano profondamente avvertiti e riconosciuti a livello locale, perché il futuro di questi territori passa dalla valorizzazione del passato. Ora non ci resta che attendere che il luogo entri a far parte dei luoghi P-ARTe del Cuore.

    Per maggiori informazioni sul progetto P-ART: www.progettop-art.it

  • Case vacanza fantasma: ecco le polizze

    Affittare una casa per l’estate, arrivare a destinazione e scoprire che… non esiste. Un pensiero che, almeno una volta, sarà passato per la testa degli oltre 4,5 milioni di italiani che quest’anno, secondo l’indagine* commissionata da Facile.it a Emg Different, hanno scelto di trascorrere le ferie in una casa vacanza. Le notizie di cronaca su truffe in questo settore non mancano e le compagnie assicurative sembrano aver colto il bisogno dei cittadini di tutelarsi tanto è vero che, come emerso dall’analisi di Facile.it, sul mercato sono arrivate le polizze che proteggono i viaggiatori da questo pericolo.

    Si tratta, per l’appunto, di speciali assicurazioni viaggio pensate per coloro che affittano una casa vacanza; oltre alle normali coperture quali Rc danni a terzi e annullamento viaggio, questi prodotti tutelano l’assicurato – rimborsando la caparra versata – qualora finisse vittima di una truffa. Nello specifico, l’assicurazione interviene non sono nel caso in cui l’abitazione affittata non esistesse affatto, ma anche qualora questa non fosse conforme alla descrizione fornita nell’annuncio. La difformità deve essere documentata e significativa come, ad esempio, difetti che rendono impossibile il soggiorno in condizioni normali o, anche, la mancanza di apparecchi indicati nell’annuncio e che erano stati determinanti nella scelta dell’immobile da parte del viaggiatore. Insomma, se prendiamo una casa per la sua cucina e scopriamo che non è presente, allora possiamo contare sull’intervento dell’assicurazione.

    Come sempre, consigliano gli esperti di Facile.it, quando si tratta di polizze assicurative è bene fare attenzione a franchigie, massimali ed esclusioni: le polizze per le case vacanze, ad esempio, sono valide solo se vi è un regolare contratto di locazione firmato, se la caparra è stata versata con una forma di pagamento tracciato e se l’affitto riguarda un immobile destinato al soggiorno turistico di durata inferiore ai 100 giorni; non sono coperti gli affitti tra persone legate da parentela e, in caso di frode, è necessario presentare la denuncia sporta alle autorità.

    Quella delle casa vacanze fantasma, però, non è l’unico rischio frode che si corre durante il periodo estivo. L’indagine commissionata da Facile.it mUp Research ha messo in luce, ad esempio, che tra le principali voci di spesa familiare prese di mira dai malviventi con più frequenza ci sono le carte di credito, di debito e le prepagate tanto è vero che nell’ultimo anno il 6,5% dei rispondenti, pari a  2,8 milioni di individui, ha dichiarato di essere caduto in trappola in questo ambito.

    «Durante il periodo estivo, in particolare se ci si reca all’estero, l’uso delle carte elettroniche aumenta e questo, naturalmente, espone i consumatori ad un numero maggiore di rischi», spiegano gli esperti di Facile.it. «Per aiutare i cittadini ad evitare di cadere in trappola, abbiamo creato un’apposita sezione del sito Facile.it – chiamata Spazio Sicurezza –  da oggi arricchita anche con i podcast, che contiene consigli utili su come riconoscere i pericoli e difendersi dai malfattori.».

     

    *Nota metodologica: indagine condotta da EMG Different su un campione (1.000 rispondenti) rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 74 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI. Periodo in cui è stato realizzato il sondaggio: maggio 2022.

  • Serenissima Ristorazione tra le 300 aziende premiate per la sostenibilità

    Serenissima Ristorazione è stata selezionata e inserita in un gruppo di 300 aziende ‘Green Stars’ italiane della sostenibilità, alla voce Servizi di Ristorazione. Fondamentale il contributo fornito dalla presenza sul web.

    Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione azienda leader della sostenibilità

    Serenissima Ristorazione, che da 35 anni è tra i principali protagonisti della ristorazione collettiva in tutta Italia, recentemente è comparsa tra le 300 ‘Green Stars’ italiane della sostenibilità, all’interno della categoria Servizi di Ristorazione. Il prestigioso riconoscimento è stato conferito su iniziativa dell’Istituto Tedesco Qualità e Finanza (Itqf), come conseguenza di uno studio sulle citazioni online inerenti al suo impatto sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale. La ricerca effettuata dall’Itqf ha infatti collezionato, ascoltato ed esaminato più di un milione tra pagine web, comunicati stampa, notizie, interventi sui blog e sui canali social in merito agli effetti sulla sostenibilità di 2.000 aziende italiane, gruppo da cui poi si è giunti alla cernita delle 300 premiate: tra queste anche Serenissima Ristorazione. Tra le 30 componenti indagate vi sono la sostenibilità ambientale, economica e sociale, l’innovazione e la tecnologia. Nello specifico la ricerca si è distinta in due momenti diversi: nel primo, quello in cui si sono raccolti i dati, è stata impiegata la metodologia del crawling, grazie alla quale determinati algoritmi hanno individuato tutti i contenuti presenti sul web delle 2.000 imprese con rimandi alla sostenibilità. Nella seconda fase dello studio, invece, l’intelligenza artificiale ha verificato ogni citazione per decidere se il tono del contenuto fosse valutabile come positivo, neutro o negativo.

    Partnership e progetti contro lo spreco alimentare: la ricetta di Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione da tempo è attiva con progetti atti a sensibilizzare il pubblico verso il problema dello spreco alimentare. Tra le diverse iniziative di responsabilizzazione sulle tematiche della sostenibilità ambientale, il Gruppo guidato da Mario Putin ha di recente introdotto, negli istituti scolastici del comune di Bolzano in cui è presente con i propri servizi, la Green Week Food, un’idea di Foodinsider che ha l’obiettivo di agevolare il consumo di menu a limitato impatto ambientale, iniziando dallo scambio di proteine di origine animale con quelle di origine vegetale nell’alimentazione dei più piccoli. Inoltre si è anche guadagnata il Premio Emas Italia 2021, patrocinato dal Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit e da Ispra, nella sezione prevista per le comunicazioni ambientali più incisive. Per quanto riguarda la lotta allo spreco alimentare, tra i differenti progetti, il Gruppo ha avviato una proficua collaborazione con Biova Project finalizzata al recupero del pane non utilizzato all’interno dei suoi centri cottura e delle sue cucine, che viene poi lavorato e tramutato in birra artigianale. Inoltre, Serenissima Ristorazione da diverso tempo recupera il cibo perfettamente intatto e non distribuito consegnandolo come pasto solidale ad enti benefici quali, ad esempio, il Banco Alimentare o altre strutture del territorio, nel rispetto della normativa vigente.

  • Massimo Malvestio: oltre 30 anni tra avvocatura e finanza, il percorso professionale

    Per molti anni la finanza ha rappresentato per l’avvocato Massimo Malvestio una grande passione. Poi la nascita di Hermes Linder e l’avvio di una nuova avventura professionale: “Dati i risultati, ha dovuto quasi obbligatoriamente trovare una forma più compiuta”.

    Massimo Malvestio

    Massimo Malvestio: la finanza, storia di una passione che è diventata una professione

    Per l’avvocato Massimo Malvestio la finanza ha rappresentato per molti anni una passione: “Sono stato un grande amico di Mario Zarattini e ancora prima che si trasferisse a Lugano e fondasse la sua banca molti erano i progetti nel campo finanziario di cui abbiamo discusso insieme”. Poi la decisione di prendere un’altra direzione e di concentrarsi prevalentemente sulla carriera nell’avvocatura: “Mi ha impegnato a tempo pieno, non abbastanza però da farmi perdere una passione che nel tempo, dati i risultati, ha dovuto quasi obbligatoriamente trovare una forma più compiuta”. Lo dice anche la storia di Hermes Linder, il fondo “nato dalle pressioni della mia cerchia di amici che con notevole insistenza mi chiedevano consigli”. Nel tempo però, come ha ricordato Massimo Malvestio in un’intervista dello scorso novembre a “Focus Risparmio”, è cresciuto esponenzialmente al punto che nel 2017 si è aggiudicato il prestigioso Thomson Reuters Lipper Award nella categoria European Small Cap: basti pensare che dal lancio, avvenuto nel 2004, ha registrato una performance superiore al 600%.

    Massimo Malvestio: in Praude Asset Management Ltd metto a disposizione l’esperienza accumulata negli anni

    L’avvocato Massimo Malvestio guarda a Hermes Linder come a “un fondo super-value, small-cap long only che fa dell’arbitraggio legale e della profonda conoscenza dell’ambiente economico, finanziario e regolamentare in cui si muove il suo punto di forza”. Lo spiega nell’intervista: “Ovviamente non ha nessun benchmark e investe prevalentemente in Italia e Germania, entrambe sopra il 20%, ed ha posizioni significative anche in altri Paesi europei come Olanda, Austria, Svizzera e Irlanda”. I titoli principali sono inoltre tenuti in portafoglio per un tempo medio maggiore rispetto alla media degli UCITS: “La spiccata filosofia value investing lo rende un fondo che può legittimamente essere definito “old economy” in cui i settori energia, trasporti, costruzioni, industria e finanza sono molto rappresentati, ma questa non è una scelta ideologica”. Hermes Linder è gestito da Praude Asset Management Ltd, società di gestione patrimoniale che fornisce servizi di investimento e opera su licenza della Malta Financial Services Authority (MFSA). Massimo Malvestio l’ha fondata nel 2009 e oggi guida il Comitato Investimenti nel ruolo di Presidente: “Praude conta su tre collaboratori full time basati a Malta, società in cui metto soprattutto a disposizione l’esperienza accumulata negli anni”.

  • Davide D’Arcangelo a “Metromontagna” per lo sviluppo socioeconomico dei territori montani

    Il 22 marzo scorso si è tenuto il convegno “Metromontagna – Una nuova visione per le terre Alte”, promosso da Unindustria insieme al Network “Confindustria per la Montagna”, per approfondire il rapporto città-montagna. Nel parterre di relatori anche Davide D’Arcangelo, founder di Next4.

    Davide D'Arcangelo

    Davide D’Arcangelo relatore al convegno “Metromontagna – Una nuova visione per le terre Alte”

    Il Teatro Flavio Vespasiano di Rieti ha fatto da cornice all’evento, di livello nazionale, che ha visto la partecipazione di numerosi ospiti, tra cui il Vice Sindaco di Rieti Daniele Sinibaldi, il Presidente di Unindustria Angelo Camilli, il Presidente UNCEM Unione Comuni, Comunità ed Enti Montani Marco Bussone. Al convegno erano presenti anche professori, esperti e rappresentanti delle istituzioni come Davide D’Arcangelo, intervenuto in qualità di Componente del Comitato Tecnico Scientifico di Fondazione Italia Digitale. L’incontro ha avuto come focus centrale tre tematiche principali: la presentazione della nuova legge a sostegno dei territori montani; le relazioni socio economiche e gli studi accademici promossi sul rapporto tra città e montagna; le proposte valide per riorganizzare i territori di montagna in chiave di innovazione, con un’attenzione particolare sul nuovo piano di rilancio e recupero del Monte Terminillo. Davide D’Arcangelo è quindi intervenuto durante la seconda parte del convegno, sottolineando l’importanza dell’innovazione e le sue potenzialità in quest’ambito.

    Davide D’Arcangelo: “La montagna è il luogo dove fare innovazione”

    In occasione dell’evento, i diversi relatori hanno avuto l’opportunità di discutere sull’impatto positivo che l’innovazione può portare all’economia dei paesi di montagna. “La montagna è un luogo dove si può e si deve fare innovazione”, ha commentato Davide D’Arcangelo nel corso della seconda parte dell’appuntamento. Le caratteristiche territoriali che contraddistinguono l’Italia rendono tale argomento particolarmente importante per il benessere dell’intero sistema Paese. La discussione è stata quindi arricchita grazie al contributo e all’esperienza di esponenti del governo nazionale, dell’amministrazione locale e del mondo imprenditoriale, che si sono confrontati sullo sviluppo e sull’innovazione delle terre Alte. “Sui territori dobbiamo avere un’offerta digitale orientata e capace di essere attrattiva – ha aggiunto Davide D’Arcangeloe niente più della montagna può mettere insieme ambiente, innovazione e qualità della vita”.

  • FLEX CORE® di Neoperl. Il flessibile igienico a prova di spazio ristretto.

    FLEX CORE® di Neoperl può raggiungere un raggio di curvatura di 25 mm, grazie alla particolare conformazione del tubo interno. Questa caratteristica lo rende il tubo ideale per il collegamento di qualsiasi rubinetto alla rete idrica, anche in spazi altamente ridotti.

    Prodotto secondo i requisiti stabiliti dalla Normativa Europea EN13618, FLEX CORE® è impiegabile con garanzia di igiene nel contatto con acqua potabile e nel comparto alimentare, avendo ottenuto certificazioni da tutti i più importanti Enti Certificatori internazionali, nonché dall’Istituto per la tutela dei Produttori Italiani.

    FLEX CORE® è proposto nella versione con maschio normale o prolungato, con o senza anello in PTFE autofilettante che garantisce un’assoluta sicurezza di tenuta. Nella versione femmina è sempre fornito di guarnizione in EPDM inserita nel raccordo.

    www.neoperl.com

     

  • Jobiri: come gestire al meglio il ritorno al lavoro dopo la maternità

    Sono diversi i motivi per cui molte donne lavoratrici faticano a tornare al lavoro dopo una gravidanza. Gli esperti di Jobiri suggeriscono alcune azioni semplici ed efficaci, che aiuteranno le neomamme a riprendere in mano la propria vita lavorativa.

    Milano, agosto 2022 – Dopo il periodo di congedo di maternità, può capitare che alcune donne facciano fatica a tornare al lavoro: stress, timore di non riuscire a conciliare lavoro e famiglia e difficoltà a staccarsi dal proprio bambino sono solo alcune delle motivazioni che possono rendere ostico un ritorno sereno al proprio posto di lavoro. Oltre a queste cause di tipo psicologico, esistono anche dei fattori “esterni” che possono complicare ulteriormente il rientro, come – ad esempio – un mercato del lavoro complesso, competitivo e poco indulgente nei confronti di pause o periodi di inattività.

    A questo proposito, gli esperti di Jobiri – l’innovativo consulente di carriera digitale che utilizza l’intelligenza artificiale per aiutarti ad inserirti o reinserirti nel mondo del lavoro – ti forniranno alcuni suggerimenti utili per affrontare il ritorno al lavoro dopo il parto e la pausa del congedo di maternità.  

    L’ostacolo più diffuso nel tornare a lavoro per le neomamme è il senso di colpa che scaturisce dalla necessità di stare vicino il più possibile al proprio bambino. Da questo sentimento derivano altri stati emotivi negativi come ansia, stress e senso d’inadeguatezza che possono complicare notevolmente un rientro sereno al proprio posto di lavoro. 

    Di seguito, tre semplici consigli per superare questi ostacoli di tipo psicologico: 

    • Impara a chiedere aiuto. Non puoi fare tutto da sola, quello di cui necessiti è il supporto di qualcuno: fa’ il primo passo chiedendo a una persona fidata di condividere con te le responsabilità di casa, così come di tenere il tuo bimbo durante la tua giornata lavorativa.  
    • Credi di più in te stessa. Abbandona il senso di colpa e inizia a riacquisire la fiducia in te stessa. In questo modo, terrai lontani i sentimenti negativi e ti sentirai pronta per riprendere – o cambiare – il tuo lavoro.
    • Entra nell’ottica che per metabolizzare i cambiamenti ci vuole tempo. La tua nuova vita ti spaventa? Le novità possono creare scompensi emotivi, ma non temere: è questione di abituarsi al cambiamento e, per farlo, hai bisogno semplicemente di tempo. 

    Per quanto riguarda gli ostacoli “esterni”, ovvero quelli legati al mercato del lavoro, Jobiri può fornirti un aiuto concreto per affrontare il rientro, partendo innanzitutto da questi consigli:

    • Rifletti sulla tua situazione. Sfrutta il periodo del congedo di maternità come un’opportunità positiva per capire meglio ciò che vuoi per il tuo futuro professionale. Ad esempio, se senti la necessità di cambiare lavoro, questo è il momento ideale per analizzare la tua situazione, i tuoi punti di forza e gli aspetti che potresti migliorare.
    • Potenzia il tuo network. Fare networking ti permette di stare al passo con le tendenze del tuo settore lavorativo e anche di supportarti con il passaparola nella ricerca di una nuova professione. Infatti, crearti una rete di contatti è fondamentale per ricevere feedback o suggerimenti su aspetti o questioni su cui necessiti chiarimenti.
    • Mettiti alla prova imparando e sviluppando nuove skills. Se sei alla ricerca di un nuovo lavoro, è importantissimo che mostri ai recruiters la tua voglia di migliorarti costantemente e di imparare sempre qualcosa di nuovo anche in periodi di stop. Così, dimostrerai di avere tutte le qualità necessarie per rimetterti in gioco: proattività, motivazione e curiosità

    Non sai da dove iniziare per riprendere in mano il tuo lavoro e la tua carriera dopo la maternità? Niente paura: i Career Coach di Jobiri ti aiuteranno in questo percorso e ti seguiranno passo dopo passo nella creazione e nell’ottimizzazione del tuo CV, oltre che nella stesura di un’ottima lettera di presentazione, consentendoti così di accedere a numerose offerte di lavoro, pensate e studiate su misura per te!

  • Integratori alimentari e biomeccanica applicata al corpo umano: al via la partnership tra Floky e 4+ Nutrition

    Le 2 aziende avviano un percorso comune di supporto ad atleti professionisti. La Tecnologia Floky, primi dispositivi biomeccanici al mondo realizzati con applicazioni siliconiche esterne innovative, unita ad un corretto utilizzo degli integratori professionali 4+ Nutrition. Diego Rossetto: “Con questa collaborazione puntiamo a far fare agli atleti un salto di qualità, li aiutiamo a cambiare passo”.

     

    Da un lato i primi dispositivi biomeccanici al mondo realizzati con applicazioni siliconiche innovative con effetto taping, studiate e progettate secondo i principi della biomeccanica. Dall’altro integratori professionali ad altissima qualità, già utilizzati da molti team di serie A ed atleti professionisti. Nasce così una partnership d’eccezione tra la bresciana Floky, produttrice di dispositivi biomeccanici, e la padovana 4+ Nutrition leader nazionale per gli integratori alimentari per sportivi. Obiettivo: un progetto comune per portare gli atleti professionisti a cambiare passo, arrivando a nuovi primati personali.

    Alle base di questa partnership, una condivisione di valori ed obiettivi comuni. E un approccio scientifico alla disciplina, che accomuna la produzione di integratori 4+Nutrition e la biomeccanica della Tecnologia Floky. Prodotti testati scientificamente da esperti e medici con risultati che indicano chiaramente benefici reali e tangibili per gli atleti. 

    “Change your step” è lo slogan condiviso. Cambiare passo, ovvero riuscire a portare l’atleta a fare quel salto di qualità per raggiungere i massimi livelli possibili. E questo non solo per l’atleta in piena attività, che punta a superare la soglia del proprio primato personale ma anche per chi fa sport per il proprio benessere psicofisico. Per poter superare i propri limiti e ambire alla prestazione diventa fondamentale il recupero post allenamento e post gara. Rigenerare il corpo e i muscoli è di fondamentale importanza. 

    “Questa partnership è finalizzata a progettare metodi di allenamento per atleti professionisti – spiega Diego Rossetto, titolare di 4+ Nutrition – per questo motivo è importante seguire un atleta sotto più aspetti. L’utilizzo dei prodotti innovativi Floky abbinato ad un utilizzo di integratori 4+ può essere la chiave per poter fare un salto di qualità sotto l’aspetto delle prestazioni individuali. Crediamo fermamente in questo progetto che ci vedrà fianco a fianco anche in attività promozionali e di comunicazione sportiva”.

    “Questa partnership è la conferma di quanto sia importante per gli atleti curare ogni aspetto a 360 gradi per poter ottenere il massimo dalla prestazione – conferma Roberto Nembrini, General Manager e Socio di Floky – l’allenamento e il recupero sono ugualmente importanti per poter dare il massimo e superare i propri limiti. È qui che noi e 4+ Nutrition interveniamo. E’ qui che sosteniamo e aiutiamo gli atleti a cambiare passo, ad arrivare alla gara nel pieno delle loro forze per raggiungere e superare i loro obiettivi sportivi”.

     

    SCHEDA DI APPROFONDIMENTO

    4+ NUTRITION – A Padova da più di quindici anni esiste “4+ Nutrition”, azienda specializzata nell’ideazione di integratori alimentari per atleti. A catalogo l’azienda ha circa 300 referenze di altrettanti prodotti che vengono studiati lungo tutta la filiera: dalla materia prima da cui vengono estratti i nutrienti, fino al packaging finale col quale vengono presentati. L’azienda è guidata da Diego Rossetto, imprenditore con un passato nell’importazione di integratori alimentari dagli Stati Uniti, che poi ha deciso di mettersi in proprio per meglio controllare la filiera produttiva. Oggi ci sono 12 dipendenti (erano 8 solo due anni fa) e una quindicina di collaboratori che operano su una struttura di 1.800 metri quadri tra uffici e magazzini. Nello staff un ruolo importante è rivestito dal reparto interno di ricerca e sviluppo. Per realizzare la mission aziendale, “4+ Nutrition” si avvale di partnership con gli staff medici delle società sportive con le quali coordina piani di integrazione alimentare pensati specificamente per ogni atleta. Il coordinatore scientifico dei progetti è un luminare nel settore della nutrizione sportiva: Matteo Pincella, nutrizionista della nazionale di calcio dal 2016, con lunga esperienza nella Juve (dal 2012 al 2019) prima di passare all’Inter due anni fa. 4+ Nutrition collabora con molti altri nutrizionisti: Giulia Martera (Spezia Calcio), Laura Mancin (Genoa calcio), Giulia Baroncini (Milan women), Maria Luisa Cravana (nutrizionista FIGC), Giacomo Astrua (Hellas Verona, Cristian Petri (Fiorentina), Tindaro Bongiovanni (Parma calcio), Fabrizio Spataro (Olimpia basket), Natale Gentile (Nazionale italiana women e giovanili Inter). Secondo una recente ricerca del mensile “Il Salvagente”, dei 32 milioni di italiani che fanno uso di integratori alimentari, circa 18 milioni li usano tutti i giorni, mentre più di 4 milioni qualche volta al mese. Per maggiori informazioni www.4plusnutrition.com

    FLOKY – L’intuizione di Floky nasce da 30 anni di esperienza nello sviluppo tecnologico di prodotti tecnici e di tendenza nel settore della calzetteria che vede i soci tra gli inventori della prima calza antiscivolo nel 1988. Dietro la realizzazione di ogni prodotto Floky c’è lo studio della macchina motoria umana unito all’utilizzo di materiali ecosostenibili lavorati con una tecnologia all’avanguardia unica a livello mondiale. I prodotti Floky sono unici al mondo. Realizzati con solo filato green, riciclato da bottiglie di plastica. La start up innovativa ha già oltre 10 brevetti depositati. Sono i primi dispositivi biomeccanici al mondo che grazie alle applicazioni siliconiche esterne, non presentano filamenti interni. L’utilizzo di questi prodotti è stato testato scientificamente. La Tecnologia Floky riesce a trasferire al corpo umano i principi della biomeccanica grazie alla progettazione, allo studio e allo sviluppo di applicazione serigrafiche siliconiche esterne ad alto contenuto tecnologico. Questi calzari hanno l’obiettivo di proteggere il corpo dall’usura e dalle sollecitazioni del corpo, preservare da infortuni, velocizza il recupero e di conseguenza aumentare le performance. Floky è un nuovo modo di progettare, sviluppare e produrre articoli sportivi altamente funzionali. Per informazioni www.flokysocks.com

  • Investire in Oro Quando e Perché Conviene

    Investire in oro è diventata per molti investitori e risparmiatori la nuova frontiera dove trovare un po’ di stabilità in un mondo economico e finanziario in piena fase di trasformazione.
    Molti ritengono che investire in oro sia la strategia più giusta per preservare il valore del proprio denaro, per quello che possiamo sapere questo è stato vero fino ad oggi ed è probabile che lo sia anche per il futuro.
    Un ragionamento corretto visto che perfino gli stati conservano gelosamente riserve auree al apri di chiunque in quanto semplici da monetizzare anche presso attività come questo compro oro Firenze.
    Preservare il valore del denaro posseduto è però un concetto diverso da quello di chi con il denaro vuole ottenere nuovo denaro.
    Per questo motivo dagli addetti del settore finanziario l’oro è considerato un bene rifugio, sicuramente ad oggi quello più affidabile sul lungo periodo.
    Questo metallo prezioso aumenta di valore in prossimità soprattutto di fenomeni economici e finanziari negativi quando gli altri beni o investimenti tendono a subire perdite importanti.
    In un contesto come quello dell’ultimo ventennio investire in oro è risultato particolarmente conveniente tanto da avere ottenuto dei risultati pari o superiori a molti altri asset che invece hanno perso di valore a causa delle ripetute e profonde crisi economiche che si sono abbattute soprattutto sul mondo occidentale.
    Il valore dell’oro è aumentato di oltre cinque volte dall’inizio del nuovo millennio un risultato eccezionale se si considera che la media degli asset classici ad oggi ha invece subito perdite ben oltre la doppia cifra.
    Logicamente acquistare oro per investimento deve essere fatto con le stesse regole finanziarie di altri investimenti.
    Come per ogni tipologia di investimento l’ideale è cercare di acquistare nei momenti in cui il suo prezzo possa essere considerato conveniente e non in fasi di rialzo del prezzo.
    A prescindere da tutto ciò si deve considerare investire in oro come una sorta di assicurazione e non come un metodo di guadagno in quanto il prezioso metallo giallo permette di realizzare un guadagno solo al momento della vendita e non frutta interessi.

  • Vendita Rolex usati Roma, vantaggi e svantaggi

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    I Rolex non sono soltanto semplici orologi, ma oggetti dotati di prestigio internazionale, che anche nell’usato garantiscono qualità e precisione. La vendita di Rolex usati a Roma è molto praticata, in quanto si tratta di orologi di primo livello a prezzi un po’ più bassi rispetto a quelli a cui ci abitua questo brand, ma proprio per questo, quando si decide di acquistare un prodotto del genere, è importante recarsi dal giusto rivenditore, in modo da essere certi che l’orologio usato sia originale e abbia tutte le caratteristiche richieste. Acquistare un Rolex usato presso i rivenditori romani significa entrare in possesso di un oggetto in ottime condizioni, molto vicine a quelle originarie, perché questo viene revisionato e lucidato e quindi portato in uno stato simile al nuovo; inoltre, puoi anche vendere un orologio Rolex che hai usato, con annessa valutazione attenta e precisa.

    Perché l’usato Rolex è conveniente

    Molte persone decidono di acquistare un Rolex usato per una serie di vantaggi che ora spiegheremo. Quello che ci sentiamo di raccomandare però, è di scegliere con cura dove comprare l’usato, in modo da evitare spiacevoli inconvenienti sulla qualità e usura del prodotto, nonché sull’originalità.

    Detto questo, vediamo perché è conveniente scegliere l’usato Rolex: innanzitutto, si possono trovare modelli che sono stati messi fuori produzione, quindi più antichi o stile vintage, che possono dare un tocco originale al tuo look; c’è poi una vasta scelta di prodotti, per cui non soltanto gli ultimi prototipi ma tanti altri che hanno pari valore, in quanto i Rolex sono orologi pensati per durare a lungo nel tempo. Non dimenticare che acquistare un orologio usato, soprattutto se si tratta di un brand di primo livello, ti fornisce anche una garanzia per il futuro, perché questi oggetti aumentano il loro valore con il tempo, e ti ritroverai quindi un oggetto che vedrà la sua preziosità incrementata, e potrà definirsi a tutti gli effetti come un bene rifugio; un orologio nuovo impiega molto più tempo per acquisire valore, poiché viene prodotto in maniera costante, invece un modello vecchio può essere immediatamente raro e introvabile.

    Un altro vantaggio è sicuramente quello del prezzo ridotto, per cui puoi assicurarti un gioiello prestigioso senza fare spese eccessive che invece richiederebbero gli ultimi modelli. Il mercato dell’usato ti permette di rendere le tue ricerche più approfondite, in modo da rintracciare il modello che rispecchia il tuo stile specifico, così facendo potrai anche saperne di più sulla storia del brand e conoscere dettagli sull’origine dei prodotti. Molto spesso tra i modelli usati se ne trovano tanti con lo stile vintage, ed acquistarne uno può essere anche conveniente perché, come sta accadendo nell’ultimo periodo storico, il vintage torna di moda, e quindi il tuo oggetto risulterà avere un grande valore, ma lo avrai acquistato a un prezzo ragionevole.

    Un’altra cosa che non devi scordare è richiedere il certificato di garanzia che attesta l’autenticità del Rolex usato, e lo scriviamo perché in alcuni casi, se l’orologio in questione è parecchio datato o appartenente a un privato, può capitare che non abbia la garanzia. Il certificato è invece molto importante, dal momento che su di esso è riportato il codice seriale, ossia un numero identificativo che è presente anche sullo stesso segnatempo acquistato, e verificando che i due numeri coincidono potrai essere sicuro che il tuo Rolex sia originale al 100% (il codice seriale permette anche di identificare un orologio rubato).

  • Progettazione manifatturiera e civile: joint venture per l’Italia E3DCAD e Cadac Group

     

    ENABLING DIGITAL – Nuovo Business Model In Italia nella vendita di tecnologie per la progettazione CAx, PLM & BIM grazie alla Joint Venture tra la olandese Cadac Group, Platinum Partner Autodesk e la neo-costituita E3DCAD, innovativo System Integrator dedicato alla vendita ed al supporto consulenziale delle soluzioni Autodesk per il settore Manifatturiero e Civile.

    Un’esperienza digitale da oggi disponibile per la fornitura di soluzioni per le aziende manifatturiere, per le imprese e per i professionisti del settore architettonico, realizzata da CADAC Group, azienda olandese da 35 anni leader nella consulenza e fornitura di software, con migliaia di utenti attivi, e il system integrator italiano E3DCAD nato con l’ambizione di rivoluzionare il tradizionale modello di business rivolto alla vendita delle soluzioni e dei servizi CAD.

    E’ stata annunciata ufficialmente la partnership tra l’azienda olandese Cadac Group (https://www.cadac.com/en/ – Platinum Partner Autodesk) e la neo nata italiana E3DCAD (https://www.e3dcad.com/ dedicata ai progetti di digitalizzazione per le organizzazioni in ambito manifatturiero e architettonico.  La collaborazione rende disponibile, anche per il mercato italiano, un nuovo approccio digitale alla gestione degli investimenti ed alla ricerca di soluzioni nel settore della progettazione. L’innovativa Piattaforma Digitale di Cadac Group e le competenze specifiche per il settore manifatturiero e architettonico del team di E3DCAD, guidato dal CEO  Marco Luzzini che porta in azienda una lunga esperienza di successo in questo settore, costituiscono gli elementi chiave del progetto.

     

    I vantaggi del nuovo business model per la scelta di tecnologie e servizi a supporto della progettazione.

    Le aziende italiane avranno a disposizione una piattaforma online, attraverso cui valutare gli investimenti in tecnologia, ma soprattutto trovare il puntuale supporto in termini di consulenza e servizi correlati alla progettazione stessa. Un approccio che in Europa è già di grande successo in molte nazioni e che da oggi porterà i vantaggi anche alle aziende italiane.

    E3DCAD, grazie alla partnership con Cadac Group che, oltre ad investire nel pacchetto societario di E3DCAD, aprirà un proprio ufficio a Milano, fornirà direttamente tutti i software CAD e le soluzioni PLM e BIM basate su tecnologia Autodesk, per l’industria e il settore civile, potendo contare sulle certificazioni in ogni settore della progettazione.

     

    Marco Luzzini, CEO di E3DCAD ha affermato in occasione della presentazione della joint venture ”Grazie alla Partnership con i nostri soci di Cadac, siamo orgogliosi di avere la possibilità di proporci come il partner Autodesk che mancava, in grado di innovare un settore tradizionale come quello della vendita di software e tecnologie per le aziende.

    Efficienza, Qualità e Convenienza: i nostri clienti potranno finalmente vivere una esperienza digitale che gli permetterà di valutare al meglio i propri investimenti, risparmiando tempo e denaro: ogni dato legato al software ed ogni possibile servizio consulenziale, sarà disponibile e facilmente accessibile, dando la possibilità ai nostri clienti di focalizzarsi su quello che è il loro reale obiettivo, cioè far crescere il loro business, ottimizzando i processi di progettazione e di produzione. ”

    Jan Baggen, CEO di CADAC Group ha aggiunto: “Siamo davvero felici di poter essere

    finalmente presenti anche in Italia, un’eccellenza indiscussa nel settore dell’ingegneria mondiale.   E siamo certi che i nostri investimenti in Italia verranno premiati dalle imprese italiane avendo al nostro fianco una realtà come E3DCAD, guidata da Marco Luzzini, che conosce in dettaglio le esigenze delle aziende e dei progettisti italiani, in grado di assicurare loro Competenza ed Efficienza. Questa collaborazione è un importante punto nella nostra strategia di crescita basata sul networking con partner di valore che credono nel digitale come noi”

    Per ulteriori informazioni https://www.e3dcad.com/

     

  • Energia, Stefano Donnarumma (Terna): digitalizzazione fattore abilitante della transizione

    Terna lavora per accompagnare il Paese verso il net zero. L’AD e DG Stefano Donnarumma lo ha ribadito agli azionisti durante l’ultima Assemblea.

    Stefano Donnarumma

    Stefano Donnarumma: sole e vento la chiave per l’indipendenza energetica italiana

    La crisi energetica degli ultimi mesi e l’acuirsi del conflitto ucraino sono chiari indizi della necessità, per il Paese, di accelerare il percorso di transizione in atto. Come gestore delle reti per la trasmissione dell’energia elettrica, Terna ricoprirà un ruolo strategico nel processo. A ricordarlo è Stefano Donnarumma, Amministratore Delegato e Direttore Generale, che durante l’ultima Assemblea degli azionisti ha dichiarato che il Gruppo continuerà a "investire e a favorire l’indispensabile integrazione delle rinnovabili nella rete nazionale". Sole e vento rappresentano per l’Italia una risorsa strategica su cui puntare non solo in vista degli obiettivi di neutralità climatica, ma anche per rafforzare l’indipendenza energetica del Paese considerati i mutamenti sempre più repentini dello scenario geopolitico. Con alle spalle un 2021 estremamente positivo sia sotto il profilo dei risultati che sulla realizzazione delle opere, il Gruppo guidato da Stefano Donnarumma è pronto a rafforzare il suo impegno per guidare il Paese. Va in questa direzione l’accelerazione degli investimenti prevista dall’aggiornamento del Piano industriale, che mette in campo 10 miliardi per la transizione e lo sviluppo del Paese.

    Stefano Donnarumma: transizione ecologica, un obiettivo raggiungibile solo con il digitale

    La vera sfida per Terna è rappresentata dalla digitalizzazione. Non a caso la società ha deciso di dedicare circa 1,2 miliardi di investimenti all’innovazione tecnologica e culturale: "La digitalizzazione – ha dichiarato Stefano Donnarumma rivolgendosi agli azionisti – avrà un ruolo centrale per abilitare transizione energetica a beneficio dell’intero sistema elettrico". Sono quattro i cluster tecnologici individuati dal Gruppo – Digital, Energy Tech, Advanced Materials, Robotics – e ben 70 i progetti di innovazione attivati nel 2021 che prevedono tra le altre cose l’installazione di sensori, sistemi di monitoraggio, diagnostica predittiva e automazione dei processi. Per rafforzare il proprio ruolo come hub energetico del Mediterraneo, il Gruppo intende accelerare anche sulla realizzazione delle infrastrutture dopo il record storico raggiunto lo scorso anno con ben 37 opere autorizzate dal MITE. Nell’arco del Piano, Terna realizzerà infatti nuovi collegamenti con Francia, Austria, Tunisia e Grecia che, ha ricordato Stefano Donnarumma, andranno ad aggiungersi alle 26 linee transfrontaliere già attive.

  • Riva Acciaio rafforza il legame con la Valle Camonica donando 20mila euro a Cerveno

    Riva Acciaio si schiera, come sempre, a favore della valorizzazione dei territori che ospitano le sue fabbriche e dona 20mila euro alla comunità di Cerveno per restaurare le cappelle della Via Crucis.

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio a sostegno del patrimonio culturale della Valle Camonica

    Riva Acciaio rafforza da anni il legame con la Valle Camonica tramite iniziative volte a sostenere il patrimonio artistico e culturale della zona. L’area della Lombardia orientale ospita da circa 40 anni alcune fabbriche del Gruppo ed è oggi considerata un vero e proprio “distretto industriale siderurgico”. Qui sorgono, in ordine di realizzazione: l’antico stabilimento di Malegno (risalente agli anni ’30), il sito produttivo di Cerveno (1983) e la fabbrica di Sellero (1995). Come è tipico dell’operato aziendale, Riva Acciaio si attiva da sempre per dare un proprio contributo ai territori che ospitano i suoi stabilimenti. Nel caso della Valle Camonica, il Gruppo ha dimostrato a più riprese l’interesse nei confronti del patrimonio artistico della zona, donando nel corso degli anni importanti somme. Questa volta a beneficiare della generosità del leader siderurgico sarà la parrocchia di Cerveno.

    L’accordo tra Riva Acciaio e la parrocchia di Cerveno

    L’accordo siglato tra il leader siderurgico e la parrocchia di Cerveno per il restauro della Via Crucis è stato ufficializzato alla presenza del Presidente del CdA di Riva Acciaio Valerio Bisio, del Consigliere Delegato Andrea Martinelli e del parroco promotore degli interventi di restauro Don Giuseppe Franzoni. L’operatore siderurgico ha messo a disposizione della comunità di Cerveno 20mila euro da destinare al restauro del capolavoro artistico dello scultore Beniamino Simoni. La donazione permetterà quindi di riprendere le cappelle del santuario della Via Crucis che sorgono all’interno del borgo bresciano. Valerio Bisio riconosce “la magnificenza dell’opera cervenese” e “il clima di condivisione attorno a un bene così caro alla cittadinanza locale e di inestimabile valore storico, artistico e religioso”. Il parroco, allo stesso modo, ringrazia il Gruppo per il contributo dato al restauro e per il sostegno offerto ai bisogni della comunità e del territorio in generale.

  • Trasloco casa: 9,5 milioni lo hanno fatto in autonomia, ma oltre 700mila se ne sono pentiti

    Degli oltre 15 milioni di italiani che negli ultimi 5 anni hanno affrontato un trasloco, il 61% lo ha fatto senza ricorrere all’aiuto di una ditta e, fra loro, il 68% ha preso questa decisione per ragioni economiche, ma fra i traslocatori “fai da te” oltre 700mila (8%) hanno dichiarato di essersi pentiti. I dati emergono dall’indagine realizzata per Facile.it in occasione del lancio della sezione Trasloco che segna l’ingresso del comparatore in un nuovo settore.

    Per quali motivi si è scelto di farlo in autonomia? E perché ci si è pentiti? Ecco i risultati emersi dallo studio.

    Trasloco fai da te

    Secondo l’indagine, condotta per Facile.it dall’istituto EMG Different* su un campione rappresentativo della popolazione nazionale, il tempo impiegato mediamente per traslocare è di 7 giorni, mentre i mesi preferiti per mettere mano a pluriball e scatoloni sono maggio, (14%), aprile e giugno (12%), e settembre (11%).

    Guardando all’ultimo trasloco fatto, per il 28% dei rispondenti lo ha fatto per spostarsi da una casa in affitto a una di proprietà.

    Tra chi ha deciso di non rivolgersi ad una ditta specializzata, l’attività più problematica è stata fare gli scatoloni (36%) e trasportarli dalla vecchia alla nuova abitazione (32%). Ma tanti, 2,9 milioni (31%), anche coloro che hanno trovato difficoltà nell’attivare o cambiare le utenze domestiche.

    Circa 1 rispondente su 3 (33%) ha avuto almeno un inconveniente, percentuale che raggiunge il 44% fra coloro che hanno svolto un trasloco completo, con anche, quindi, lo spostamento dei mobili. Tra i contrattempi più diffusi c’è la perdita di alcuni oggetti durante il trasporto (15%) e l’aver danneggiato quanto spostato (12%); l’8%, invece, ha ammesso di aver addirittura…litigato con i nuovi vicini prima ancora di essere entrato in casa!

    «Quando si cambia casa,» spiega Stefano Arossa, responsabile della sezione Trasloco di Facile.it «le cose a cui pensare sono tantissime, lo stress arriva alle stelle e per risparmiare qualche euro si rischia di fare scelte delle quali, poi, ci si pente. Proprio per questo abbiamo creato un servizio gratuito che guidi gli utenti, non solo nella gestione e nell’organizzazione del trasloco, ma anche nell’attivazione delle utenze di luce, gas ed internet, aiutandoli a risparmiare, senza dover però rinunciare all’aiuto di professionisti».

     

    *Nota metodologica: Fonte: indagine realizzata per Facile.it da EMG Different. L’indagine è stata realizzata, dal 4 all’8 luglio 2022, tramite 1.000 interviste online con il supporto del sistema CAWI (Computer Aided Web Interview) ad un campione rappresentativo di chi ha fatto un trasloco negli ultimi 5 anni.

  • Gruppo FS: al via il piano da 190 miliardi, previste 40mila nuove assunzioni

    Gruppo FS punta su innovazione, digitalizzazione e connettività: il Gruppo presenta il nuovo percorso strategico e industriale da 190 miliardi di euro di investimenti per i prossimi dieci anni. Previste 40mila nuove assunzioni.

    Il nuovo piano industriale di Gruppo FS

    Prosegue la visione strategica e industriale di lungo periodo portata avanti da Gruppo FS: il Piano Industriale 2022-2031, presentato a Roma lo scorso maggio dalla Presidente Nicoletta Giadrossi e dall’Amministratore Delegato Luigi Ferraris, prevede un programma di investimenti da oltre 190 miliardi di euro. Nell’arco del Piano è inoltre prevista, oltre a una profonda riorganizzazione della governance e a una nuova struttura organizzativa, la creazione di 40mila nuovi posti di lavoro. Non solo, il progetto mira anche all’aumento del 20% dell’offerta di viaggio: un incremento, ha precisato Luigi Ferraris, che non interesserà “solo l’alta velocità ma anche i treni regionali”. “Speriamo – ha aggiunto – con un approccio più integrato di poter allargare l’offerta di servizi. Pensiamo che la vera sfida sia quella del trasporto collettivo”. Gli investimenti e gli interventi pianificati da Gruppo FS consentiranno inoltre di ridurre i tempi di percorrenza sulle principali tratte ferroviarie (come Torino-Genova, Milano-Genova, Milano-Trieste, Napoli-Bari, Palermo-Catania, Sassari-Cagliari). Stando alle previsioni, al termine dei dieci anni i ricavi raggiungeranno quota 22,5 miliardi di euro, mentre l’EBITDA 3,9 miliardi, con una crescita media annua (CAGR) rispettivamente pari al 6,9% e all’8,2%. Il Gruppo punta inoltre a raddoppiare la quota di merci trasportate su ferro: “Dell’11% di merci che viaggiano ora su rotaia le Fs detengono una quota del 50%. Pensiamo di raddoppiare la quota merci al 2031”, ha fatto sapere l’AD.

    Gruppo FS: le parole dell’AD Luigi Ferraris

    Il Piano Industriale 2022-2031 presentato da Gruppo FS “intende – ha commentato l’AD – imprimere un’accelerazione agli investimenti e, con una visione di lungo periodo, dare maggiore certezza all’esecuzione delle opere nei tempi previsti. Lavoriamo per rendere le nostre infrastrutture sempre più moderne, interconnesse e resilienti e i servizi di mobilità calibrati sulle diverse esigenze dei nostri clienti”. Sono diversi gli obiettivi stabiliti dal Gruppo. “Intendiamo promuovere un trasporto collettivo multimodale, e più sostenibile anche in ambito urbano”, oltre a “raddoppiare la quota di trasporto merci su ferrovia, contribuire alla transizione ecologica non solo rendendo più attrattivo l’uso del treno, il mezzo più ecologico per eccellenza, ma anche autoproducendo da fonti rinnovabili almeno il 40% del nostro consistente fabbisogno energetico”, ha aggiunto. Gruppo FS punta inoltre sulla creazione di nuovi posti di lavoro. Il Gruppo prevede infatti “l’assunzione nel suo arco temporale di 40mila persone e vede proprio nelle persone il suo principale fattore abilitante, insieme all’innovazione, alla trasformazione digitale e alla connettività – ha concluso l’AD – inizia per noi tutti un Tempo Nuovo e sono certo che proprio le nostre persone, oggi come ieri, sapranno trasformare questo piano in realtà, mostrandosi all’altezza delle sfide che ci attendono”.

  • Cristina Scocchia alla guida di Illycaffè: il punto sugli obiettivi del GruppoCristina Scocchia

    In seguito alla nomina ad Amministratore Delegato di Illycaffè, Cristina Scocchia ha fatto il punto su alcuni dei maggiori obiettivi che attendono lo storico Gruppo di Trieste.

    Cristina Scocchia

    Cristina Scocchia e Illycaffè, prospettive di sviluppo

    Manager dalla solida esperienza internazionale, Cristina Scocchia è approdata in Illycaffè a gennaio 2022, quando il Gruppo l’ha nominata al ruolo di Amministratore Delegato. Una sfida professionale che, dopo le esperienze di successo in L’Oréal Italia e KIKO Milano, la vede impegnata nel definire e implementare la prossima fase di crescita per Illycaffè. La stessa manager aveva anticipato, in un’intervista al "Corriere della Sera", il sopraggiungere di una nuova avventura in un importante Gruppo italiano. L’annuncio giunse poi a novembre 2021 quando Cristina Scocchia confermò si trattasse di Illycaffè, con nomina resa effettiva dal 1° gennaio 2022. La manager approda così in un settore del tutto diverso rispetto alle precedenti esperienze lavorative: il ruolo, come confermato da Cristina Scocchia in diverse interviste, prevede obiettivi di grande portata come quello della quotazione in Borsa.

    Cristina Scocchia: gli indirizzi previsti nel futuro Piano Industriale

    Con Cristina Scocchia Illycaffè si pone l’obiettivo di rafforzare la propria posizione competitiva in Italia, mercato chiave in cui punta a crescere sia nel settore Horeca sia negli altri canali. L’azienda di Trieste, specializzata nella produzione di caffè di alta qualità sostenibile, ha infatti in programma anche di espandersi nel canale della grande distribuzione. Sul fronte estero, il Gruppo intende crescere a livello internazionale partendo dall’Europa, zona che presenta ampi margini in Paesi quali Spagna, Francia e Germania. Lo sviluppo del business guidato da Cristina Scocchia ha poi in programma di raggiungere i mercati statunitense e cinese, ritenuti strategici dal Gruppo. Non da ultimo, tra gli obiettivi indicati dall’AD anche importanti strategie di crescita per realizzare un efficace processo di quotazione in Borsa.

  • Consulenza gratuita per separazione a Roma, le preoccupazioni principali

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    La fine di un matrimonio non è facile, sia sul piano affettivo che per il percorso legale previsto dalla separazione. Quando due coniugi decidono di annullare gli effetti civili del loro matrimonio, entrano in gioco avvocati e processi burocratici funzionali alla buona riuscita dell’accordo. Situazione, questa, che si intensifica in presenza di prole o di situazioni particolari, nel quale vige ostilità nel rapporto fra le controparti.

    Insomma, separarsi non è né una decisione disimpegnata né una dinamica semplice da affrontare. Perfino a livello economico bisognerebbe essere prepararti a vivere dei momenti di crisi come questa, per via del dispendio tipico delle procedure legali, che richiedono contributi massicci ed inaccessibili, soprattutto in una città enorme come la Capitale.

    In queste situazioni sarebbe, infatti, consigliabile sondare un po’ il terreno e preventivarsi, richiedendo una consulenza gratuita per separazione a Roma. Ciò potrebbe essere utile per acquisire una panoramica delle procedure e delle tappe giudiziarie da affrontare, oltre che prezzi e un approccio psicologicamente adeguato dell’avvocato a cui si intende affidare l’incarico.

    Tempi e procedure di separazione in Italia

    La separazione dei coniugi è regolamentata dalle norme del codice civile, dal codice di procedura civile e da una serie di norme speciali. Tuttavia essa non comporta la cessazione definitiva dei vincoli matrimoniale, ma rappresenta uno stadio transitorio, che prevede anche la potenziale riconciliazione dei separanti.

    Dunque, non ponendo fine al matrimonio, la separazione produce degli effetti parziali sullo stesso, come lo scioglimento della comunione di beni e degli obblighi di fedeltà e convivenza. Altri aspetti, invece, vengono disciplinati in modo specifico, come il mantenimento e l’educazione della prole.

    Come richiederla

    Ma che procedure coinvolge la richiesta di separazione? Per la buona riuscita della domanda di separazione, è opportuno presentare la seguente documentazione:

    • Certificato di residenza e stato di famiglia;
    • Atto di matrimonio;
    • Dichiarazioni dei redditi degli ultimi 2 o 3 anni, o le buste paga degli ultimi 4 o 6 mesi.

    Attualmente, in Italia, è possibile avvalersi della scelta di due modalità di separazione: di fatto e legale.

    Separazione di fatto

    La separazione di fatto avviene quando i coniugi decido di interrompere il legame matrimoniale senza, tuttavia, ricorrere al tribunale.

    Pur non facendo ricorso a un giudice quindi, i due coniugi possono decidere di continuare a convivere nella medesima locazione, o trasferirsi in dimore diverse, disinteressandosi l’uno dell’altro, senza ricevere alcun tipo di sanzionamento giuridico. Tuttavia, in caso si ricorresse alla separazione giudiziale, l’allontanamento dall’abitazione o l’instaurazione di legami extra-coniugali, potrebbero causare l’addebito all’attore responsabile.

    Separazione legale

    Alla separazione di fatto si contrappone la separazione legale, che invece produce effetti legali determinanti in quanto incide sui rapporti personali e patrimoniali di una famiglia. La separazione legale può declinarsi in consensuale, qualora fosse possibile giungere a un accordo pacifico, e in giudiziale, nei casi in cui vigessero relazioni ostili tra le controparti.

    In particolare, gli effetti giudiziari del ricorso in tribunale inerenti alla separazione legale, includono:

    • questioni patrimoniali ed ereditarie,
    • diritto al mantenimento,
    • assegnazione della casa familiare,
    • affidamento dei figli.

    Separarsi ai tempi del Covid-19

    L’ultima riforma ha istituito la possibilità di separarsi tramite l’assistenza di un legale o davanti all’ufficiale dello stato civile, senza dover ricorrere necessariamente al Tribunale.

    In poche parole, la legge permette di separarsi anche attraverso la mediazione di un avvocato al quale verrà affidato l’incarico di regolamentare i termini dell’accordo e i rapporti tra i coniugi. La presenza di un legale è obbligatoria durante la negoziazione assistita, in quanto redigerà l’accordo per iscritto che sancisce la modifica dello status dei coniugi e di tutti gli effetti che tale decisione comporta.

    Tale procedura può essere conclusa anche nel raggio di uno o tre mesi dalla richiesta di separazione, e culmina con l’invio dell’accordo all’ufficiale dello stato civile del comune nel quale è stato registrato il matrimonio.

  • Scuola, Gianni Lettieri lancia la nuova edizione del progetto “Piccoli Imprenditori”

    Coinvolte nell’iniziativa numerose scuole del napoletano. Gianni Lettieri: "Dobbiamo diffondere la cultura di fare impresa".

    Gianni Lettieri

    Il commento di Gianni Lettieri: "Sviluppo del Sud, serve cultura di impresa e voglia di intraprendere"

    Divulgare la cultura di impresa e lo spirito imprenditoriale tra gli studenti della Campania è questo l’obiettivo di "Piccoli Imprenditori", progetto promosso da Gianni Lettieri durante il suo mandato come Presidente dell’Unione Industriale di Napoli. Il concorso vuole ribaltare la logica del "posto fisso" e promuovere un messaggio diverso: grazie a idee, costanza e preparazione tutti hanno la possibilità di diventare imprenditori e dare lavoro anche ad altre persone. Migliaia i giovani studenti di scuole medie e superiori finora coinvolti nel concorso, che presto partirà con una nuova edizione. Ad annunciarlo è lo stesso Presidente di Atitech. Prevista per l’anno scolastico 2022/2023, l’iniziativa coinvolgerà diverse classi del territorio napoletano: "Tutto quello che vorrei trasmettere ai bambini ed ai ragazzi, racchiuso in due sole parole, è lo ‘spirito imprenditoriale’ – ha commentato Gianni Lettieri in occasione dell’annuncio -. Dobbiamo diffondere la cultura di fare impresa, la voglia di intraprendere". Per farlo, è necessario che i giovani si cimentino in prima persona: "Al sud abbiamo meno imprese del nord, abbiamo bisogno di più aziende per creare sviluppo e posti di lavoro, e i nostri ragazzi devono crescere con questa mentalità".

    Gianni Lettieri: i dettagli del concorso

    La nuova edizione del concorso ideato da Gianni Lettieri verrà divisa in tre fasi. Durante la prima parte del progetto, gli studenti riceveranno un libricino illustrato dal titolo "Piccoli Imprenditori". Le informazioni contenute riguardano i diversi step di un progetto imprenditoriale, dal posizionamento sui mercati alle strategie di marketing. Con l’ausilio dei docenti i giovani inizieranno a realizzare la propria idea imprenditoriale. La selezione dei lavori ritenuti più interessanti darà inizio alla seconda fase: per questa edizione il focus si sposterà sulla sostenibilità a tutti i livelli. Durante la terza fase, prevista in primavera, ci sarà l’evento di premiazione che si svolgerà o presso la Città della Scienza o presso gli hangar Atitech a Capodichino. Per l’imprenditore napoletano il rilancio del progetto "sarà di aiuto per gli studenti anche in questo difficile periodo". Con la partecipazione al concorso, gli studenti potranno apprendere nozioni fondamentali in vista di un eventuale futuro imprenditoriale: "Sarà un modo per evadere dalle importanti attività didattiche quotidiane e per dedicare un po’ di tempo a ciò che, apparentemente, può sembrare un gioco ma che racchiude tanti concetti utili ed importanti, accennati ed evidenziati nel libricino, che possono essere oggetto di studio a tutti i livelli e per tutte le classi", conclude Gianni Lettieri.

  • Pierroberto Folgiero: Castellammare, focus sulla visita allo stabilimento Fincantieri

    Fincantieri: le considerazioni dell’AD Pierroberto Folgiero in occasione della visita, lo scorso 17 giugno, allo stabilimento di Castellammare di Stabia con il Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio e il Presidente Claudio Graziano.

    Pierroberto Folgiero

    Pierroberto Folgiero: il carattere polivalente del sito stabiese

    La bravura di questo cantiere è di essere polivalente. L’AD di Fincantieri Pierroberto Folgiero, insieme al Presidente Claudio Graziano, ha accompagnato lo scorso 17 giugno il Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio in visita allo stabilimento di Castellammare di Stabia. "Se sei polivalente, se sei sul ciclo, se sei sull’anticiclo, sei nel posto giusto": l’AD ha così sottolineato il valore dei progetti in sviluppo all’interno dello stabilimento. Navi sia destinate ad uso civile che militari: "Questa polivalenza nel tempo ti garantisce più stabilità del carico di lavoro". La visita del Ministro degli Affari Esteri è stata anche l’occasione per fare il punto sul futuro del sito stabiese. "Della necessità di rinforzare l’infrastruttura si sta parlando da tempo, è arrivato il momento per farlo anche perché sulle navi ad alta tecnologia e innovazione ci sarà tanto da fare. Aumentare la produttività è fondamentale", ha spiegato in merito Pierroberto Folgiero. La bravura, ha specificato l’AD, è nel fare accadere le cose: "E in questo Paese far accadere le cose è un esercizio di concertazione importante. Ma ora vedo allineamento di interessi e forza, bisogna crederci, noi ci crediamo, siamo a Castellammare anche per questo".

    Pierroberto Folgiero: il valore della sostenibilità e l’importanza della formazione per il futuro del settore

    Durante la visita nello stabilimento di Castellammare di Stabia, l’AD di Fincantieri Pierroberto Folgiero ha inoltre ricordato il progetto in sviluppo all’interno del cantiere per la costruzione di Zeus, imbarcazione sperimentale con un sistema di propulsione elettrica alimentata sia da batterie sia da fuel cell ad H2: nei prossimi anni navigherà per testare e confrontare le diverse tecnologie ‘zero emission’ di cui sarà dotata. Zeus rappresenta efficacemente il forte impegno di Fincantieri a favore della sostenibilità, su cui l’AD si è espresso anche nei giorni scorsi: "Essere leader nella transizione energetica, nei carburanti verdi, nel gas, nell’idrogeno, quando questi nuovi scenari saranno industrialmente percorribili, significa lanciare anche da questo punto di vista il messaggio della forza di un’azienda con un grande passato ma a prova di futuro". Pierroberto Folgiero a Castellammare ha parlato anche dell’importanza della formazione di nuove leve: "Proiettandoci a dieci anni la cantieristica e navalmeccanica dovrà riportare gli italiani dentro i cantieri. Anche nelle ditte esterne. Questi cantieri del Sud già lo fanno: se si vuole reindustrializzare l’Italia e l’Europa bisogna estendere questa tendenza sull’intero territorio. Questo ce lo ha insegnato il Covid: riportare in Italia alcuni cantieri di fornitura, spingendo su chi fa formazione di maestranza italiana". L’invito dell’AD dunque è a rilanciare le scuole professionali.

  • Luciano Castiglione: come raggiungere la neutralità climatica, l’editoriale dell’esperto

    Luciano Castiglione: per raggiungere la neutralità climatica e ridurre sostanzialmente le emissioni di gas a effetto serra è di fondamentale importanza ottimizzare la mobilità elettrica.

    Luciano Castiglione

    Luciano Castiglione: il raggiungimento della neutralità climatica passa attraverso la crescita della mobilità elettrica

    È Luciano Castiglione, esperto di efficientamento energetico, a sottolineare il valore della mobilità elettrica nel raggiungimento della neutralità climatica. È un obiettivo ambizioso ma quanto mai necessario per la sopravvivenza del pianeta: nel blog in cui approfondisce le principali tematiche relative al mondo dell’energia, l’esperto si sofferma sulle correlazioni tra neutralità climatica e inquinamento atmosferico sottolineando come per far in modo che le emissioni di gas a effetto serra subiscano una drastica riduzione sia indispensabile ottimizzare la mobilità elettrica. “L’obiettivo da raggiungere globalmente entro il 2050 è quello della neutralità climatica, e non sarà possibile ambire a questo risultato senza mettere al centro il tema della mobilità elettrica”, osserva Luciano Castiglione.

    Luciano Castiglione: incentivare la mobilità elettrica, come raggiungere il traguardo e spegnere le perplessità

    Secondo Luciano Castiglione soltanto attraverso una partecipazione integrata tra i soggetti principali dell’intera catena, dai produttori ai legislatori fino ad arrivare ai consumatori, si può raggiungere l’obiettivo della mobilità elettrica, ad oggi la principale soluzione al trasporto cittadino. Questo aiuterebbe anche a spegnere le perplessità che alcuni acquirenti manifestano tuttora nei confronti delle auto elettriche dovute principalmente a due motivi: l’autonomia elettrica del mezzo e un impianto di rifornimento esteso e ben organizzato. Nell’auspicare quindi una partecipazione integrata tra i diversi soggetti dell’intera catena, Luciano Castiglione rileva dunque come una conversione massiva della produzione, interventi costanti da parte dei Governi nazionali, una crescente coscienza sostenibile da parte dei consumatori e un programma volto alla trasformazione delle unità pubbliche e aziendali possano contribuire a raggiungere il traguardo della mobilità elettrica: “L’attuale tecnologia non è un punto d’arrivo ma è altrettanto certo che rappresenta una tappa di un percorso che porterà nuovi stimoli alla ricerca di soluzioni ancora più avanzate per sostenere il trasporto del futuro che non potrà che essere climaticamente neutro”.

  • Ginnastica artistica, grazia e arte

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    Sport olimpico praticato in forma individuale da uomini e donne, la ginnastica artistica è una specialità della ginnastica.

    L’atleta che la pratica viene definito “ginnasta” e, durante la propria carriera, è chiamato a cimentarsi in pratiche diverse che prevedono movimenti del corpo particolari oppure l’utilizzo di specifici attrezzi.

    La ginnastica artistica a Monteverde, una fantastica zona di Roma dove praticarla, insegna la grazia e l’arte di questa disciplina, permettendo a ogni ginnasta di lavorare in base alle proprie inclinazioni o esigenze personali.

    Gli attrezzi della ginnastica artistica maschile

    In base agli attrezzi che vengono utilizzati, la ginnastica artistica maschile è composta da 6 specialità:

    • esercizi a corpo libero;
    • esercizi alla sbarra;
    • esercizi al cavallo con le maniglie;
    • volteggio;
    • parallele;
    • anelli.

    Gli attrezzi della ginnastica artistica femminile

    Le donne si cimentano in 4 pratiche di ginnastica artistica:

    • volteggio;
    • trave;
    • esercizio a corpo libero;
    • parallele asimmetriche.

    Sia per gli uomini che per le donne gli esercizi riguardando una successione di movimenti acrobatici tecnici che, durante una gara, sono sottoposti al giudizio di una giuria di esperti mediante un sistema di punteggi preciso.

    La durata di ogni esercizio libero è di un minuto e mezzo, che è accompagnato da musica, rendendo così questo sport molto divertente da osservare.

    Ginnastica artistica: i benefici

    Essendo uno sport completo, la ginnastica artistica è in grado di tonificare nel corso del tempo i muscoli, oltre a donare grande flessibilità e forza a tutti gli atleti.

    Rispetto ad altri sport, ogni singolo gruppo muscolare viene sottoposto ad allenamento, quindi è ideale per tutti coloro che, prima di cimentarsi in un’altra disciplina, desiderano prepararsi a livello fisico, oppure trovare l’equilibrio muscolare ideale o dimagrire.

    La ginnastica artistica e i relativi esercizi, oltre a rafforzare i muscoli, aumentano la coordinazione e l’equilibrio corporeo, ma sono anche un valido aiuto per sviluppare musicalità ed elasticità.

    Le donne che praticano questo sport riescono ad aumentare la fluidità dei movimenti e il senso del ritmo, trovando in questo modo armonia corporale.

    Ginnastica artistica e mente

    Anche se è uno sport a carattere individuale, la ginnastica artistica può essere ugualmente praticata in gruppo, permettendo a tutti gli atleti coinvolti di socializzare e scambiarsi vari consigli su gare e allenamenti.

    Inoltre permette agli atleti di contare sulle proprie capacità e di confidare agli altri suggerimenti o infondere loro la giusta motivazione. Poi non mancano le soddisfazioni e le emozioni.

    Gli allenamenti iniziali sono molto duri, ma se eseguiti in maniera costante consentono all’atleta di raggiungere livelli eccelsi, con i quali potrà sperimentare la sensazione che suscita la sospensione da terra in fase di volteggio e acrobazia. Queste emozioni sono davvero uniche e, in qualche modo, portano questi atleti a sentirsi invincibili.

    Da ciò si evince che la ginnastica artistica, oltre a offrire enormi benefici al corpo, hanno un enorme peso anche sullo spirito di gruppo, sull’autostima e sul comportamento dei ginnasti.

    Grazia, arte, disciplina, impegno e coraggio, che vengono imparati in palestra, possono trasferirsi anche in altri aspetti della vita quotidiana.

    La ginnastica artistica insegna anche a non aver paura e a gestire l’ansia, ma anche ad avere pazienza e dedizione verso questo sport.

  • Corsi di inglese a Roma Nord, perché ti servono

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    Coloro che sono alla ricerca di un impiego, nel proprio Curriculum Vitae devono sempre indicare la conoscenza di una o più lingue straniere, possibilmente senza dichiarare il falso.

    Ovviamente, la capacità di parlare in modo corretto e fluido l’inglese è quella più ricercata, soprattutto in settori quali l’ospitalità e il turismo, ma anche nell’ambito del marketing, del gaming, dello sviluppo di software, negli uffici acquisti e in altri.

    Nel caso in cui non si conosca bene l’inglese, ci sono corsi di inglese a Roma Nord in cui gli insegnanti provengono proprio dalla Gran Bretagna.

    Perché sono utili i corsi di inglese a Roma Nord?

    A scuola, spesso e volentieri l’insegnamento delle lingue straniere, in particolar modo dell’inglese, è fatto in modo approssimativo e non a livello professionale.

    Di conseguenza, coloro che si affacciano per la prima volta al mercato del lavoro e hanno una conoscenza dell’inglese a livello elementare, nel CV corrisponde al livello A2 del QCER (Quadro Comune Europeo di Riferimento per la Conoscenza delle Lingue).

    Un livello che, senza dubbio, consente di “sopravvivere” durante un viaggio all’estero, ma non offre nulla a livello lavorativo. Quindi, per allacciare e mantenere relazioni di business molto solide con clienti che provengono da altre nazioni, bisogna conoscere l’inglese quasi quanto l’italiano.

    Conoscenza della lingua inglese sul posto di lavoro

    Chi vorrebbe cogliere l’opportunità di esperienze professionali o formative all’estero, ma ha una conoscenza superficiale dell’inglese, è costretto spesso a rinunciare. Quindi, memore di questo inconveniente di natura linguistica, dovrebbe immediatamente frequentare un corso di inglese.

    Il problema riguarda anche le persone che lavorano già all’interno delle aziende, le quali non conoscono affatto l’inglese oppure hanno una conoscenza scolastica. In un’economia ormai globalizzata a tutti i livelli, tutto ciò ha delle importanti ricadute sui risultati aziendali.

    In effetti molte aziende lamentano il fallimento di diversi contratti per l’esportazione all’estero perché il personale non ha un’adeguata preparazione linguistica, che impedisce di rispondere a richieste di preventivi o informazioni in modo adeguato.

    Il Business Forum sul Multilinguismo istituito dalla Commissione europea ha, infatti, raccomandato che la conoscenza delle lingue straniere per la vita di un’azienda è un elemento imprescindibile.

    Il riferimento non è soltanto all’inglese, la cui conoscenza viene considerata ormai basilare, ma anche ad altre lingue straniere come il tedesco.

    In altre parole, per sbaragliare la concorrenza internazionale, le aziende europee dovrebbero assumere personale capace di padroneggiare altre lingue oppure investire in corsi di inglese per formare i dipendenti che già ci lavorano.

    I vantaggi della conoscenza dell’inglese

    Le aziende che hanno team di lavoro molto preparati in lingua inglese hanno i seguenti vantaggi:

    • creare contenuti in lingua inglese per il sito web e il blog aziendale;
    • mandare i dipendenti all’estero per lavorare con partner stranieri;
    • redigere in modo corretto contratti e creare campagne pubblicitarie in lingua inglese per lanciare all’estero un prodotto;
    • condurre varie ricerche sui mercati esteri;
    • selezionare e gestire distributori o agenti locali;
    • fornire alla clientela pre e post-vendita assistenza adeguata.

    Da tutto questo si evince quanto sia importante che il personale aziendale frequenti corsi di inglese a Roma Nord, naturalmente pagati dall’azienda stessa.

  • Economia, se la Cina resta vulnerabile sono dolori…

    Quando analizziamo lo stato di salute dell’economia mondiale, solitamente guardiamo in casa nostra e negli Stati Uniti. In realtà, dobbiamo dare uno sguardo molto interessato anche alla Cina, perché ormai il Paese del Dragone ha sostituito gli USA come locomotiva dell’economia mondiale.

    Il ruolo della Cina nell’economia

    economia cinaEcco perché se in Cina la crescita non riprende come prima, saranno dolori per tutti.
    Gli ultimi report che arrivano dall’Oriente non sono incoraggianti. Il livelli di disoccupazione giovanile sono sopra la media: hanno raggiunto il 19,3% a giugno, un record.
    Il mercato immobiliare versa in uno stato di crisi, mentre il PIL del secondo trimestre è cresciuto solo dello 0,4% rispetto al 2021. Il peggior risultato dal 1992, dopo il tracollo (-6,9%) registrata nel trimestre dello scoppio del Covid, quando il Paese era praticamente chiuso. La crescita del 4,8% vista nel primo trimestre è un lontano ricordo.

    Basi poco solide

    Quel che è peggio è che le basi per una ripresa sostenuta dell’economia cinese non sono stabili. Insomma, chi auspicava di vedere una sopra di replica del rimbalzo post-Covid (anche se quel supertrend è irripetibile), è destinato a rimanere deluso.

    Scenario attuale

    La Cina sta iniziando ad uscire lentamente da lunghi mesi di lockdown totale. La fine di molte restrizioni hanno già dato slancio ai dati economici, che hanno mostrato segni di miglioramento. Tuttavia lo scenario non induce a pensare che ci sarà una rapida ripresa dell’economia.
    L’obiettivo ufficiale di crescita era di circa il 5,5% per il 2022, ma le previsioni parlano di un rallentamento del 4%. La produzione industriale è aumentata del 3,9% anno su anno, ma non ha centrato le aspettative del 4,1%. Anche lo yuan è sceso al minimo (contro il dollaro) dal settembre 2020.
    Inoltre rimangono i rischi legati a nuove possibili ondate di coronavirus, e nuovi possibili misure restrittive (in Cina è in atto una rigorosa politica Zero-Covid).

    Rischio contagio

    Il ruolo di prima importanza che la Cina riveste nell’economia globale, ci espone al rischio di un nuovo “contagio”, che però stavolta sarebbe di tipo economico-finanziario su tutti i mercati Otc, e potrebbe avere delle ricadute geopolitiche importanti. Proprio in un periodo reso già complicato dagli effetti della guerra russo-ucraina.

  • “COVER ME”: il primo e unico contest italiano dedicato a Bruce Springsteen Ecco la classifica delle 10 band finaliste

    Si sono chiuse lunedì 1 agosto le votazioni da casa per selezionare i 10 migliori talenti che, a ritmo di rock’n roll, avanzano dritte alla finale, prevista per domenica 4 settembre a Sant’Agostino, Bergamo in occasione dell’evento Bergamo Racconta Springsteen arrivato alla sua VI edizione dal titolo ON THE ROAD.

    Rullo di tamburi quindi per “COVER ME”, il contest organizzato dal gruppo “NOI & Springsteen”, che ha visto una partecipazione straordinaria di musicisti e di pubblico votante. I 10 talenti selezionati da oltre 5.000 persone hanno totalizzato ben 30.168 le visualizzazioni sul sito.

    Premio della Critica per Iacopo Fedi, da Ascoli, con “Spirit in the Night”, perché come dice lo stesso Gino Castaldo – critico musicale tra i più noti in Italia e che da oltre 40 anni narra, con immagini e parole, la storia dei grandi nomi della musica italiana e internazionale e che presiede una giuria di altissimo livello – “è stato in grado di trasmettere l’enorme passione che avvolge il mondo poetico e musicale di Bruce Springsteen”.

    La città meneghina ha corde tese e con un buon grip sulla classifica finale: primo posto per Tommy Mauri con “Spirit in the Night”, terzo posto per Luca Milani con “Devils and Dust” e ottavo per gli Stick o The Plan con “Rosalita”. Gli altri talenti partecipanti si sono classificati, rispettivamente: secondo posto per Franky and the Blind Zeroes con “Born in the USA” da Lecco, quarto per la partenopea Elda con “I’m on Fire” , quinta posizione per i bresciani “The Crowsroads” con “Save my Love”, sesta classificata abbiamo Veronica Howle da Lecco con “Radio Nowhere”, da Firenze abbiamo Andrea Pacini con un settimo posto che ha portato “Born to Run”, nona posizione per Freddocane da Bergamo con “Because the Night” e decimo classificato Simone Bernardini, Cagliari, “Dancing in the Dark”.

    Le voci sono calde e graffianti, pronte a contendersi il primo posto in finale, prevista per domenica 4 settembre nel suggestivo parco di Sant’Agostino a Bergamo alta.

    Come gruppo, vogliamo innanzitutto fare i complimenti ai 10 finalisti selezionati e non solo. Anche coloro che non sono riusciti a classificarsi tra i primi 10 hanno contribuito a rendere il contest avvincente ed emozionante, dimostrandosi immensamente talentuosi. Quest’anno è stata davvero dura PER LE DUE GIURIE stilare la classifica”  commenta Alberto Lanfranchi, fondatore del gruppo NOI & SpringsteenMa la soddisfazione per il numero crescente di persone che ci seguono  è enorme così come l’entusiasmo per la grande partecipazione di tutta la community che, da casa, insieme alla Giuria di Qualità presieduta da Claudio Trotta ha scelto i 10 migliori talenti. I numeri di quest’anno sono stati di gran lunga superiori rispetto a quelli dell’anno scorso, ma il più grande successo di questa edizione è legato all’aver coinvolto ed emozionato un così ampio numero di persone.