Quando analizziamo lo stato di salute dell’economia mondiale, solitamente guardiamo in casa nostra e negli Stati Uniti. In realtà, dobbiamo dare uno sguardo molto interessato anche alla Cina, perché ormai il Paese del Dragone ha sostituito gli USA come “locomotiva dell’economia mondiale”.
Il ruolo della Cina nell’economia
Ecco perché se in Cina la crescita non riprende come prima, saranno dolori per tutti.
Gli ultimi report che arrivano dall’Oriente non sono incoraggianti. Il livelli di disoccupazione giovanile sono sopra la media: hanno raggiunto il 19,3% a giugno, un record.
Il mercato immobiliare versa in uno stato di crisi, mentre il PIL del secondo trimestre è cresciuto solo dello 0,4% rispetto al 2021. Il peggior risultato dal 1992, dopo il tracollo (-6,9%) registrata nel trimestre dello scoppio del Covid, quando il Paese era praticamente chiuso. La crescita del 4,8% vista nel primo trimestre è un lontano ricordo.
Basi poco solide
Quel che è peggio è che le basi per una ripresa sostenuta dell’economia cinese non sono stabili. Insomma, chi auspicava di vedere una sopra di replica del rimbalzo post-Covid (anche se quel supertrend è irripetibile), è destinato a rimanere deluso.
Scenario attuale
La Cina sta iniziando ad uscire lentamente da lunghi mesi di lockdown totale. La fine di molte restrizioni hanno già dato slancio ai dati economici, che hanno mostrato segni di miglioramento. Tuttavia lo scenario non induce a pensare che ci sarà una rapida ripresa dell’economia.
L’obiettivo ufficiale di crescita era di circa il 5,5% per il 2022, ma le previsioni parlano di un rallentamento del 4%. La produzione industriale è aumentata del 3,9% anno su anno, ma non ha centrato le aspettative del 4,1%. Anche lo yuan è sceso al minimo (contro il dollaro) dal settembre 2020.
Inoltre rimangono i rischi legati a nuove possibili ondate di coronavirus, e nuovi possibili misure restrittive (in Cina è in atto una rigorosa politica Zero-Covid).
Rischio contagio
Il ruolo di prima importanza che la Cina riveste nell’economia globale, ci espone al rischio di un nuovo “contagio”, che però stavolta sarebbe di tipo economico-finanziario su tutti i mercati Otc, e potrebbe avere delle ricadute geopolitiche importanti. Proprio in un periodo reso già complicato dagli effetti della guerra russo-ucraina.