Autore: articolinews

  • Qualità, innovazione e sicurezza: da oltre 60 anni alla base della politica del Gruppo Riva

    Grazie a un’esperienza maturata in oltre 60 anni di attività, Gruppo Riva è specializzato nella produzione di prodotti lunghi e acciai di qualità. La leadership a livello internazionale.

    Gruppo Riva

    Gruppo Riva: oggi il primo operatore siderurgico italiano

    Attivo con 21 stabilimenti e oltre 5.300 dipendenti in Italia, Germania, Francia, Belgio, Spagna e Canada, Gruppo Riva è oggi uno dei principali operatori siderurgici a livello europeo. Nato nel 1954 dalla lungimiranza del suo fondatore Emilio Riva, il Gruppo è presieduto da giugno 2014 da Claudio Riva. I cinque stabilimenti presenti sul territorio italiano (Caronno Pertusella in provincia di Varese, Lesegno in provincia di Cuneo, e Sellero, Malegno e Cerveno in Valle Camonica, in provincia di Brescia) incarnano appieno la politica aziendale: qualità, innovazione, sicurezza e sostenibilità ambientale guidano da sempre la filosofia del Gruppo. Grazie a una precisa strategia di crescita, unita a costanti investimenti, l’attività di Gruppo Riva può focalizzarsi sul miglioramento del profilo qualitativo dei prodotti, dei servizi, dei processi, delle condizioni di sicurezza dei lavoratori negli stabilimenti e della produzione, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale. Il Gruppo siderurgico ha introdotto, per la prima volta in Italia, la colata continua curva a tre linee che il 2 giugno 1964 è entrata in funzione nello stabilimento di Caronno.

    A Lesegno il cuore tecnologico di Gruppo Riva

    Il polo produttivo presente a Lesegno, in provincia di Cuneo, è oggi un importante Centro di Ricerca all’avanguardia, nonché cuore tecnologico di Gruppo Riva. Il laboratorio dello stabilimento è dotato di apparecchiature sofisticate come il “Gleeble 3800”: il simulatore termomeccanico consente di ricreare, su provini appositamente realizzati, l’intero ciclo di lavorazione dell’acciaio. L’acciaieria è inoltre dotata di un forno elettrico ad arco da 95 tonnellate in dog-house, un forno-siviera, un impianto di degasaggio sotto vuoto e una macchina di colata continua a 6 linee per billette. Grazie allo stabilimento di Lesegno, Gruppo Riva può vantare una lunga e consolidata esperienza nella collaborazione con centri universitari di eccellenza come il Politecnico di Milano e quello di Torino, le università di Genova, Pisa e Brescia e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. I costanti investimenti, uniti al continuo sviluppo delle nuove tecnologie, consentono al Gruppo di realizzare e offrire ai clienti prodotti e servizi innovativi e di alta qualità.

  • Pnrr, Davide D’Arcangelo (Impatta): riuscita dipende dalle PA, ecco il Public innovation manager

    Uno “stratega” in grado di avviare la digital transformation delle PA italiane. Ne parla l’esperto di innovazione Davide D’Arcangelo in un editoriale pubblicato su “Formiche”.

    Davide D'Arcangelo

    Davide D’Arcangelo: “Ripresa e rinascita del Paese dipenderanno dalle Pa locali”

    Non ha dubbi Davide D’Arcangelo. Per il Founder di Next4 e Vice Presidente di Impatta, l’avvento della pandemia e l’accelerazione seguita su innovazione e sviluppo tecnologico mettono la Pubblica Amministrazione italiana di fronte ad un bivio. Rimanere al passo rischiando di sciupare le risorse del Pnrr oppure assumere pienamente il ruolo di acceleratore della crescita economica e sociale del Paese. La trasformazione digitale delle PA, in particolar modo di quelle locali, è tuttavia un processo estremamente complesso, che sconta anni di ritardo. Ed è qui che entra in gioco il Public innovation manager. Per digitalizzare gli enti pubblici locali, sarà infatti necessario traslare le competenze dell’innovation management all’interno degli stessi. In un editoriale a sua firma pubblicato su “Formiche”, Davide D’Arcangelo definisce la nuova figura: “Un professionista ‘abilitatore di cambiamento’ che sarà in grado di governare e guidare la trasformazione dell’ente pubblico, spronandolo a pensare ed agire in modo nuovo, facilitando l’individuazione continua di nuove opportunità che si concretizzano nel benessere economico e sociale per i cittadini e le imprese”.

    Davide D’Arcangelo: Public innovation manager, ruoli e responsabilità

    Il Public innovation manager, promosso dal network di imprese Impatta, nasce dunque per rispondere ai cambiamenti sempre più repentini del tessuto economico-sociale, in linea con gli indirizzi Ue in termini di innovazione, transizione ecologica e adozione di economie sempre più digitali e sostenibili. Per Davide D’Arcangelo le risorse messe in campo dal Pnrr rappresentano un’occasione unica se utilizzate in maniera efficiente. Grazie a skills trasversali e visione strategica, il Public innovation manager potrà indirizzare al meglio gli enti e le PA locali svolgendo diversi ruoli, tra cui ricercatore di idee e innovazione, sviluppatore di progetti innovativi, responsabile del Programma CIP. Affidare la trasformazione ad un professionista è solo il primo passo, avverte Davide D’Arcangelo: “La ricerca continua di efficienza e d’innovazione, la semplicità e la speditezza dei servizi e delle relazioni dovranno però essere il fondamento della nuova politica italiana del futuro”.

  • Intermediazione dei rifiuti e gestione impianti autorizzati: i servizi di Ares Ambiente

    Con sede a Treviolo, in provincia di Bergamo, Ares Ambiente è un’azienda attiva su tutto il territorio nazionale dal 2008: opera nel settore dell’intermediazione dei rifiuti, occupandosi inoltre della gestione di impianti autorizzati.

    Ares Ambiente

    Ares Ambiente: i servizi offerti

    I servizi offerti da Ares Ambiente su tutto il territorio nazionale includono lo smaltimento, il recupero e il trasporto di rifiuti classificati come speciali, provenienti quindi da diverse attività, tra cui quelle industriali, artigianali, agricole e commerciali. Includono inoltre anche i rifiuti pericolosi (ovvero contenenti elevate concentrazioni di sostanze inquinanti o così classificati per origine) e non pericolosi. L’azienda offre quindi servizi relativi alla gestione dei rifiuti che hanno come produttore o detentore del rifiuto un’ampia tipologia di attività produttive, attività di vendita all’ingrosso e distribuzione di prodotti provenienti da diverse categorie merceologiche. Attraverso il pieno rispetto della classificazione adottata nell’Elenco Europeo dei Rifiuti (EER 2014/955/UE), l’azienda bergamasca è in grado di garantire efficienza nel trattamento di rifiuti caratterizzati in oltre 830 codici CER (Codice Europeo dei Rifiuti). Oggi punto di riferimento nel panorama italiano della gestione dei rifiuti, Ares Ambiente fa della responsabilità ambientale uno dei suoi valori portanti, basando la propria attività sui criteri ormai consolidati di efficienza, economicità e trasparenza.

    Ares Ambiente: politica aziendale, certificazioni e Codice Etico

    La filosofia aziendale basata sui criteri di efficienza, trasparenza ed economicità è perseguita da Ares Ambiente sia a livello interno sia nelle scelte di business. Questo si rispecchia nella volontà di commissionare la verifica delle attività, definita attraverso un elaborato sistema di protocolli, conformi al Modello 231 (D.Lgs 231/2001), a un Organismo di Vigilanza indipendente. Non solo, l’azienda si affida esclusivamente a tecnici abilitati, a trasportatori iscritti all’albo Gestori Ambientali e a laboratori certificati che rispondono quindi a determinati standard normativi e qualitativi. Da qui la promozione dei principi di correttezza, lealtà, integrità e trasparenza attraverso l’adozione di uno specifico Codice Etico. Consapevole dell’importanza della gestione dei rifiuti non solo per la tutela dell’ambiente, ma anche delle persone, Ares Ambiente gestisce attività in costante aggiornamento su normative e autorizzazioni necessarie. Iscritta presso l’Albo Nazionale Gestori Ambientali – Sezione Regionale della Lombardia, possiede diverse certificazioni in tema di Qualità (UNI EN ISO 9001:2015), Ambiente (UNI EN ISO 14001:2015, Regolamento Europeo EMAS), Sicurezza (UNI ISO 45001:2018) e Responsabilità Sociale (SA 8000:2014). Alle quali si aggiungono le attestazioni “Certificato di eccellenza” e “Convalida dichiarazione ambientale”.

  • Serenissima Ristorazione tra le 300 aziende premiate per la sostenibilità

    Serenissima Ristorazione è stata selezionata e inserita in un gruppo di 300 aziende ‘Green Stars’ italiane della sostenibilità, alla voce Servizi di Ristorazione. Fondamentale il contributo fornito dalla presenza sul web.

    Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione azienda leader della sostenibilità

    Serenissima Ristorazione, che da 35 anni è tra i principali protagonisti della ristorazione collettiva in tutta Italia, recentemente è comparsa tra le 300 ‘Green Stars’ italiane della sostenibilità, all’interno della categoria Servizi di Ristorazione. Il prestigioso riconoscimento è stato conferito su iniziativa dell’Istituto Tedesco Qualità e Finanza (Itqf), come conseguenza di uno studio sulle citazioni online inerenti al suo impatto sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale. La ricerca effettuata dall’Itqf ha infatti collezionato, ascoltato ed esaminato più di un milione tra pagine web, comunicati stampa, notizie, interventi sui blog e sui canali social in merito agli effetti sulla sostenibilità di 2.000 aziende italiane, gruppo da cui poi si è giunti alla cernita delle 300 premiate: tra queste anche Serenissima Ristorazione. Tra le 30 componenti indagate vi sono la sostenibilità ambientale, economica e sociale, l’innovazione e la tecnologia. Nello specifico la ricerca si è distinta in due momenti diversi: nel primo, quello in cui si sono raccolti i dati, è stata impiegata la metodologia del crawling, grazie alla quale determinati algoritmi hanno individuato tutti i contenuti presenti sul web delle 2.000 imprese con rimandi alla sostenibilità. Nella seconda fase dello studio, invece, l’intelligenza artificiale ha verificato ogni citazione per decidere se il tono del contenuto fosse valutabile come positivo, neutro o negativo.

    Partnership e progetti contro lo spreco alimentare: la ricetta di Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione da tempo è attiva con progetti atti a sensibilizzare il pubblico verso il problema dello spreco alimentare. Tra le diverse iniziative di responsabilizzazione sulle tematiche della sostenibilità ambientale, il Gruppo guidato da Mario Putin ha di recente introdotto, negli istituti scolastici del comune di Bolzano in cui è presente con i propri servizi, la Green Week Food, un’idea di Foodinsider che ha l’obiettivo di agevolare il consumo di menu a limitato impatto ambientale, iniziando dallo scambio di proteine di origine animale con quelle di origine vegetale nell’alimentazione dei più piccoli. Inoltre si è anche guadagnata il Premio Emas Italia 2021, patrocinato dal Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit e da Ispra, nella sezione prevista per le comunicazioni ambientali più incisive. Per quanto riguarda la lotta allo spreco alimentare, tra i differenti progetti, il Gruppo ha avviato una proficua collaborazione con Biova Project finalizzata al recupero del pane non utilizzato all’interno dei suoi centri cottura e delle sue cucine, che viene poi lavorato e tramutato in birra artigianale. Inoltre, Serenissima Ristorazione da diverso tempo recupera il cibo perfettamente intatto e non distribuito consegnandolo come pasto solidale ad enti benefici quali, ad esempio, il Banco Alimentare o altre strutture del territorio, nel rispetto della normativa vigente.

  • Massimo Malvestio: oltre 30 anni tra avvocatura e finanza, il percorso professionale

    Per molti anni la finanza ha rappresentato per l’avvocato Massimo Malvestio una grande passione. Poi la nascita di Hermes Linder e l’avvio di una nuova avventura professionale: “Dati i risultati, ha dovuto quasi obbligatoriamente trovare una forma più compiuta”.

    Massimo Malvestio

    Massimo Malvestio: la finanza, storia di una passione che è diventata una professione

    Per l’avvocato Massimo Malvestio la finanza ha rappresentato per molti anni una passione: “Sono stato un grande amico di Mario Zarattini e ancora prima che si trasferisse a Lugano e fondasse la sua banca molti erano i progetti nel campo finanziario di cui abbiamo discusso insieme”. Poi la decisione di prendere un’altra direzione e di concentrarsi prevalentemente sulla carriera nell’avvocatura: “Mi ha impegnato a tempo pieno, non abbastanza però da farmi perdere una passione che nel tempo, dati i risultati, ha dovuto quasi obbligatoriamente trovare una forma più compiuta”. Lo dice anche la storia di Hermes Linder, il fondo “nato dalle pressioni della mia cerchia di amici che con notevole insistenza mi chiedevano consigli”. Nel tempo però, come ha ricordato Massimo Malvestio in un’intervista dello scorso novembre a “Focus Risparmio”, è cresciuto esponenzialmente al punto che nel 2017 si è aggiudicato il prestigioso Thomson Reuters Lipper Award nella categoria European Small Cap: basti pensare che dal lancio, avvenuto nel 2004, ha registrato una performance superiore al 600%.

    Massimo Malvestio: in Praude Asset Management Ltd metto a disposizione l’esperienza accumulata negli anni

    L’avvocato Massimo Malvestio guarda a Hermes Linder come a “un fondo super-value, small-cap long only che fa dell’arbitraggio legale e della profonda conoscenza dell’ambiente economico, finanziario e regolamentare in cui si muove il suo punto di forza”. Lo spiega nell’intervista: “Ovviamente non ha nessun benchmark e investe prevalentemente in Italia e Germania, entrambe sopra il 20%, ed ha posizioni significative anche in altri Paesi europei come Olanda, Austria, Svizzera e Irlanda”. I titoli principali sono inoltre tenuti in portafoglio per un tempo medio maggiore rispetto alla media degli UCITS: “La spiccata filosofia value investing lo rende un fondo che può legittimamente essere definito “old economy” in cui i settori energia, trasporti, costruzioni, industria e finanza sono molto rappresentati, ma questa non è una scelta ideologica”. Hermes Linder è gestito da Praude Asset Management Ltd, società di gestione patrimoniale che fornisce servizi di investimento e opera su licenza della Malta Financial Services Authority (MFSA). Massimo Malvestio l’ha fondata nel 2009 e oggi guida il Comitato Investimenti nel ruolo di Presidente: “Praude conta su tre collaboratori full time basati a Malta, società in cui metto soprattutto a disposizione l’esperienza accumulata negli anni”.

  • Davide D’Arcangelo a “Metromontagna” per lo sviluppo socioeconomico dei territori montani

    Il 22 marzo scorso si è tenuto il convegno “Metromontagna – Una nuova visione per le terre Alte”, promosso da Unindustria insieme al Network “Confindustria per la Montagna”, per approfondire il rapporto città-montagna. Nel parterre di relatori anche Davide D’Arcangelo, founder di Next4.

    Davide D'Arcangelo

    Davide D’Arcangelo relatore al convegno “Metromontagna – Una nuova visione per le terre Alte”

    Il Teatro Flavio Vespasiano di Rieti ha fatto da cornice all’evento, di livello nazionale, che ha visto la partecipazione di numerosi ospiti, tra cui il Vice Sindaco di Rieti Daniele Sinibaldi, il Presidente di Unindustria Angelo Camilli, il Presidente UNCEM Unione Comuni, Comunità ed Enti Montani Marco Bussone. Al convegno erano presenti anche professori, esperti e rappresentanti delle istituzioni come Davide D’Arcangelo, intervenuto in qualità di Componente del Comitato Tecnico Scientifico di Fondazione Italia Digitale. L’incontro ha avuto come focus centrale tre tematiche principali: la presentazione della nuova legge a sostegno dei territori montani; le relazioni socio economiche e gli studi accademici promossi sul rapporto tra città e montagna; le proposte valide per riorganizzare i territori di montagna in chiave di innovazione, con un’attenzione particolare sul nuovo piano di rilancio e recupero del Monte Terminillo. Davide D’Arcangelo è quindi intervenuto durante la seconda parte del convegno, sottolineando l’importanza dell’innovazione e le sue potenzialità in quest’ambito.

    Davide D’Arcangelo: “La montagna è il luogo dove fare innovazione”

    In occasione dell’evento, i diversi relatori hanno avuto l’opportunità di discutere sull’impatto positivo che l’innovazione può portare all’economia dei paesi di montagna. “La montagna è un luogo dove si può e si deve fare innovazione”, ha commentato Davide D’Arcangelo nel corso della seconda parte dell’appuntamento. Le caratteristiche territoriali che contraddistinguono l’Italia rendono tale argomento particolarmente importante per il benessere dell’intero sistema Paese. La discussione è stata quindi arricchita grazie al contributo e all’esperienza di esponenti del governo nazionale, dell’amministrazione locale e del mondo imprenditoriale, che si sono confrontati sullo sviluppo e sull’innovazione delle terre Alte. “Sui territori dobbiamo avere un’offerta digitale orientata e capace di essere attrattiva – ha aggiunto Davide D’Arcangeloe niente più della montagna può mettere insieme ambiente, innovazione e qualità della vita”.

  • Riva Acciaio rafforza il legame con la Valle Camonica donando 20mila euro a Cerveno

    Riva Acciaio si schiera, come sempre, a favore della valorizzazione dei territori che ospitano le sue fabbriche e dona 20mila euro alla comunità di Cerveno per restaurare le cappelle della Via Crucis.

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio a sostegno del patrimonio culturale della Valle Camonica

    Riva Acciaio rafforza da anni il legame con la Valle Camonica tramite iniziative volte a sostenere il patrimonio artistico e culturale della zona. L’area della Lombardia orientale ospita da circa 40 anni alcune fabbriche del Gruppo ed è oggi considerata un vero e proprio “distretto industriale siderurgico”. Qui sorgono, in ordine di realizzazione: l’antico stabilimento di Malegno (risalente agli anni ’30), il sito produttivo di Cerveno (1983) e la fabbrica di Sellero (1995). Come è tipico dell’operato aziendale, Riva Acciaio si attiva da sempre per dare un proprio contributo ai territori che ospitano i suoi stabilimenti. Nel caso della Valle Camonica, il Gruppo ha dimostrato a più riprese l’interesse nei confronti del patrimonio artistico della zona, donando nel corso degli anni importanti somme. Questa volta a beneficiare della generosità del leader siderurgico sarà la parrocchia di Cerveno.

    L’accordo tra Riva Acciaio e la parrocchia di Cerveno

    L’accordo siglato tra il leader siderurgico e la parrocchia di Cerveno per il restauro della Via Crucis è stato ufficializzato alla presenza del Presidente del CdA di Riva Acciaio Valerio Bisio, del Consigliere Delegato Andrea Martinelli e del parroco promotore degli interventi di restauro Don Giuseppe Franzoni. L’operatore siderurgico ha messo a disposizione della comunità di Cerveno 20mila euro da destinare al restauro del capolavoro artistico dello scultore Beniamino Simoni. La donazione permetterà quindi di riprendere le cappelle del santuario della Via Crucis che sorgono all’interno del borgo bresciano. Valerio Bisio riconosce “la magnificenza dell’opera cervenese” e “il clima di condivisione attorno a un bene così caro alla cittadinanza locale e di inestimabile valore storico, artistico e religioso”. Il parroco, allo stesso modo, ringrazia il Gruppo per il contributo dato al restauro e per il sostegno offerto ai bisogni della comunità e del territorio in generale.

  • Luciano Castiglione: come raggiungere la neutralità climatica, l’editoriale dell’esperto

    Luciano Castiglione: per raggiungere la neutralità climatica e ridurre sostanzialmente le emissioni di gas a effetto serra è di fondamentale importanza ottimizzare la mobilità elettrica.

    Luciano Castiglione

    Luciano Castiglione: il raggiungimento della neutralità climatica passa attraverso la crescita della mobilità elettrica

    È Luciano Castiglione, esperto di efficientamento energetico, a sottolineare il valore della mobilità elettrica nel raggiungimento della neutralità climatica. È un obiettivo ambizioso ma quanto mai necessario per la sopravvivenza del pianeta: nel blog in cui approfondisce le principali tematiche relative al mondo dell’energia, l’esperto si sofferma sulle correlazioni tra neutralità climatica e inquinamento atmosferico sottolineando come per far in modo che le emissioni di gas a effetto serra subiscano una drastica riduzione sia indispensabile ottimizzare la mobilità elettrica. “L’obiettivo da raggiungere globalmente entro il 2050 è quello della neutralità climatica, e non sarà possibile ambire a questo risultato senza mettere al centro il tema della mobilità elettrica”, osserva Luciano Castiglione.

    Luciano Castiglione: incentivare la mobilità elettrica, come raggiungere il traguardo e spegnere le perplessità

    Secondo Luciano Castiglione soltanto attraverso una partecipazione integrata tra i soggetti principali dell’intera catena, dai produttori ai legislatori fino ad arrivare ai consumatori, si può raggiungere l’obiettivo della mobilità elettrica, ad oggi la principale soluzione al trasporto cittadino. Questo aiuterebbe anche a spegnere le perplessità che alcuni acquirenti manifestano tuttora nei confronti delle auto elettriche dovute principalmente a due motivi: l’autonomia elettrica del mezzo e un impianto di rifornimento esteso e ben organizzato. Nell’auspicare quindi una partecipazione integrata tra i diversi soggetti dell’intera catena, Luciano Castiglione rileva dunque come una conversione massiva della produzione, interventi costanti da parte dei Governi nazionali, una crescente coscienza sostenibile da parte dei consumatori e un programma volto alla trasformazione delle unità pubbliche e aziendali possano contribuire a raggiungere il traguardo della mobilità elettrica: “L’attuale tecnologia non è un punto d’arrivo ma è altrettanto certo che rappresenta una tappa di un percorso che porterà nuovi stimoli alla ricerca di soluzioni ancora più avanzate per sostenere il trasporto del futuro che non potrà che essere climaticamente neutro”.

  • Attilio Mazzilli (Orrick) nel round Futura da 1,8 milioni di euro

    Chiuso round da record per il settore education in Italia: raccolti 1,8 milioni di euro dalla start-up Futura. Attilio Mazzilli (Orrick) tra i Business Angel

    Attilio Mazzilli

    Attilio Mazzilli tra i Business Angel nel round per la start-up Futura

    Il recente boom del mercato EdTech ha catturato l’interesse di molti investitori che hanno visto in questo settore una grande opportunità di business. Tra le start-up italiane più promettenti, Futura ha da poco chiuso un round da 1,8 milioni di euro. La raccolta di capitale è stata guidata da una cordata di fondi di investimento significativi a livello nazionale e internazionale, tra cui il lead investor United Ventures, Exor Seeds, Ithaca Ventures, LVenture Group. L’operazione è inoltre stata affiancata da diversi Business Angel tra cui Attilio Mazzilli (Partner e Responsabile di Orrick, Herrington & Sutcliffe), Luca Ascani (Accel Starter) e Matteo De Brabant (founder di Jakala). Il capitale raccolto consentirà alla start-up italiana di perseguire un ambizioso progetto di crescita diventando un punto di riferimento nel mercato europeo della test preparation e del tutoring. Pronta a entrare nel mercato internazionale e rafforzare la propria posizione sul territorio italiano, Futura intende inoltre quadruplicare il proprio fatturato nel 2022.

    Attilio Mazzilli: i risultati raggiunti da Futura e gli obiettivi futuri

    La start-up italiana nasce nel 2020 dall’idea di tre giovani under 25, Andrea Chirolli (founder e CEO), Francesco Salvatore
    (founder e CPO) e Lorenzo Pinto (founder e CTO) che, attraverso gli asset tecnologici della piattaforma, intendono trasformare l’esperienza degli studenti rendendo accessibile l’istruzione di qualità e abbattendo le barriere socio economiche. Futura sviluppa infatti modelli di intelligenza artificiale per rivoluzionare l’intero processo di studio, creando percorsi ad hoc che si adattano alla velocità di apprendimento di ogni studente. In meno di due anni la giovane realtà è passata da un team di tre membri a 15 e ha riunito oltre 1.500 studenti, con una crescita media del 20% mese su mese. I risultati raggiunti hanno attirato l’attenzione di alcuni investitori e Business Angel tra cui Attilio Mazzilli, portando quindi alla chiusura di un round da record per il settore education in Italia. L’obiettivo adesso è l’internazionalizzazione: assumere nuovi talenti e investire sullo sviluppo di tecnologie per democratizzare l’apprendimento saranno i prossimi step.

  • L’azienda Ideal Standard: Hotellerie, focus su soluzioni e progetti

    Ideal Standard ha trovato uno spazio di prestigio all’interno del progetto curato dallo Studio Marco Piva per riqualificare e restaurare Palazzo Bertarelli a Milano.

    Ideal Standard

    Radisson Collection Hotel, Palazzo Touring Club Milan: il coinvolgimento di Ideal Standard nel progetto

    Che si tratti di un’azienda leader nel settore della progettazione di soluzioni per il bagno, lo dicono anche i numerosi progetti in cui Ideal Standard è coinvolta per la qualità, in termini di funzionalità e design, che contraddistingue le sue proposte. Come nel progetto curato dallo Studio Marco Piva per riqualificare e restaurare Palazzo Bertarelli a Milano, trasformato in quella che oggi è la sede del Radisson Collection Hotel Palazzo Touring Club Milan. Ideal Standard ha trovato uno spazio di prestigio all’interno del progetto: il nuovo hotel a cinque stelle è nato grazie a un intervento architettonico e di interior design che ha preservato l’heritage storico e culturale del palazzo che lo ospita, una delle più belle espressioni del tardo Liberty milanese e sede storica del Touring Club Italiano, coniugando storicità e contemporaneità.

    Ideal Standard: soluzioni e idee per l’Hotellerie

    La sfida era di creare degli spazi funzionali e integrati al contesto storico dell’edificio da un lato e alle esigenze di una società in continua evoluzione dall’altro: Ideal Standard è stata scelta proprio per esaltare lo stile contemporaneo degli ambienti bagno nelle 89 camere dell’hotel. I lavabi da appoggio Strada II e i sanitari Tesi, due collezioni lanciate dall’azienda che si distinguono per le linee morbide, i profili discreti e il delicato minimalismo, impreziosiscono dunque tutti i bagni delle camere dell’hotel, ognuno diverso dall’altro al fine di promuovere un gioco di contrasti attraverso finiture di rivestimento di grande carattere, contraddistinti da cromie dal bianco al grigio. Come tutti i prodotti all’interno dell’ampia offerta di Ideal Standard, anche Strada II e Tesi permettono al progettista di unire design di prima qualità e performance eccezionali, garanzie sempre più ricercate per i progetti in ambito contract dove è centrale l’utilizzo di soluzioni che combinino design, prestazioni e durabilità.

  • Il profilo aziendale di SG S.p.A., protagonista nel settore dei Technical Consumer Goods

    SG S.p.A. è una realtà specializzata nella distribuzione dei Technical Consumer Goods e oggi è leader nel settore.

    SG S.p.A.: azienda protagonista nella distribuzione dei prodotti di elettronica

    SG S.p.A. viene fondata nel 2007 sotto il nome di SG Trading come partner di Telecom Italia, per la quale commercializzava i suoi prodotti. Dopo oltre dieci anni di attività, il Gruppo si è ormai affermato come il maggiore distributore dei grandi brand di elettronica. Huawei, Xiaomi, Amazfit, Panasonic, Tim, Roidmi e Sharp sono tra questi. Attiva sui mercati italiani ed esteri di Europa, America, Africa e Asia, oggi è tra i principali player nel settore dei Technical Consumer Goods e mira a diventare il partner di riferimento nella distribuzione dei prodotti di elettronica. SG S.p.A. lavora soprattutto con le grandi catene di GDO e GDS, delle quali è divenuta il partner ideale, ma collabora anche con piccoli e grandi dealer, con i system integrator, con i reseller e con gli shop indipendenti. Il suo portfolio clienti comprende: Esselunga, Coop, Mediaworld, Amazon, Carrefour, Euronics ed Expert.

    Quali sono i punti di forza di SG S.p.A.?

    L’azienda basa il proprio operato su qualità quali affidabilità, ricerca, innovazione, rapidità e ampio assortimento. I prodotti che vengono distribuiti da SG S.p.A. sono tutti selezionati mediante un’attenta analisi del mercato internazionale, che il più delle volte riesce persino ad anticipare le tendenze nazionali. La rete di vendita si contraddistingue per processi distributivi e logistici altamente efficienti e per l’eccezionale lavoro svolto da un team di professionisti con spiccate competenze in materia di riassortimento continuo della merce, immediata disponibilità dei prodotti e rapidità di consegna. I gestionali logistici di ultima generazione presenti nei magazzini contribuiscono inoltre a garantire la costante disponibilità degli articoli. Per quanto riguarda invece le consegne, queste avvengono sia tramite piattaforme logistiche che sui singoli punti vendita. Dopo aver sigillato una partnership con Amazon, i prodotti adesso arrivano anche nel giro di 24 ore.

  • Andrea Mascetti: Fondazione Comunitaria del Varesotto rafforza il proprio impegno

    Il CdA di Fondazione Comunitaria del Varesotto, del quale Andrea Mascetti è Consigliere, si è riunito lo scorso 1° luglio per nominare il Presidente che guiderà l’Istituzione nei prossimi cinque anni.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: riunito il CdA di Fondazione Comunitaria del Varesotto per la nomina del nuovo Presidente

    Il 1° luglio scorso si è riunito il Consiglio di Amministrazione di Fondazione Comunitaria del Varesotto: Maurizio Ampollini, rieletto all’unanimità, guiderà l’Istituzione per i prossimi cinque anni, mentre Emilio Cremona sarà al suo fianco in qualità di Vicepresidente. Andrea Mascetti, insieme a Roberto Adamol, Elena Brusa Pasqué, Elisa Fagnani, Luca Galli, Giorgio Gaspari, Giuseppe Gibilisco, Daniele Pietro Giudici, Carlo Massironi, Giorgio Papa, Giuseppe Redaelli, Elena Sartorio e Marino Vago, continua a far parte dell’attuale CdA. L’attività dell’Istituzione filantropica ha preso avvio nel 2002 a Varese e provincia con l’intento di migliorare la qualità della vita dell’intera comunità diffondendo una cultura della donazione e promuovendo la concretizzazione di iniziative il cui denominatore comune resta il bene collettivo che si basa sulla solidarietà e sullo sviluppo umano, sociale, economico, civile e culturale del territorio. Da qui l’importanza data alle collaborazioni non solo con le istituzioni, ma anche con gli enti del terzo settore e i cittadini.

    Le attività di Andrea Mascetti in ambito professionale, culturale e filantropico

    Originario di Varese, Andrea Mascetti nasce nel 1971 e dopo la maturità classica consegue la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano. Entra quindi nell’Ordine degli Avvocati di Varese e nel 2014 si iscrive all’Ordine di Milano. Comincia la sua carriera presso lo Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young, di cui sarà collaboratore fino al 2003. L’anno successivo fonda invece l’omonimo Studio Legale attivo in diversi rami del diritto civile, amministrativo e penale. Nel suo percorso professionale ha maturato una profonda esperienza in materia civile, principalmente in diritto commerciale e societario e nelle materie attinenti ai diritti reali. Ha inoltre esperienza in alcune aree della responsabilità civile e del diritto del lavoro come consulente e processualista. Sono diverse le cariche ricoperte oggi da Andrea Mascetti. Oltre a essere Consigliere indipendente nel CdA di Italgas, è membro della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo. Dal 2022 fa parte dell’Advisory Board di Valore Italia, Centro Internazionale di Formazione e Ricerca per il Restauro e la Valorizzazione del Patrimonio Culturale.

  • L’azienda Ideal Standard: la storia ultra-centennale e la progettazione di Atelier Collections

    Ideal Standard, i punti di forza della linea Atelier Collections: ogni collezione di questo laboratorio di idee riunisce innovazione e bellezza per favorire la realizzazione di progetti senza tempo.

    Ideal Standard

    Ideal Standard: la linea Atelier Collections al Salone del Mobile di Milano

    Ha destato molta curiosità la linea Atelier Collections di Ideal Standard, presentata recentemente anche nel corso del Salone del Mobile di Milano, importante manifestazione internazionale a cui l’azienda dalla storia ultra-centennale ha preso parte quest’anno per la prima volta. "Il nostro contributo più recente alla cultura del design" la definisce Ideal Standard: la linea Atelier Collections è stata infatti progettata anche nell’ottica di promuovere l’importanza del processo di creazione. Da Solos a Calla e Joy Neo: ogni collezione della linea riunisce innovazione e bellezza per favorire la realizzazione di progetti senza tempo. L’azienda leader nella progettazione di soluzioni per il bagno guarda ad Atelier Collections come a un laboratorio di idee: le diverse collezioni sono parti di un universo che crea un progetto unico.

    Ideal Standard: in Atelier Collections il valore intramontabile del design

    La cultura del design è profondamente radicata nella storia ultra-centennale di Ideal Standard. In quest’ottica è stata progettata anche Atelier Collections: la nuova linea inaugura "una nuova era del design che affonda le radici nel nostro heritage portando avanti il nostro contributo al valore eterno del design". D’altronde, come sottolineato anche dal Chief Design Officer Roberto Palomba, un progetto ben concepito trascende completamente la sua funzione e diventa
    senza tempo: "Alcuni progetti Ideal Standard, creati da icone italiane come Ponti e Castiglioni, incarnano alla perfezione questo principio. Sono onorato di seguire le orme di questi maestri italiani e supportare il progresso costante dell’azienda verso l’ideazione e lo sviluppo di innovazioni che, ancora una volta, ridefiniranno non solo il bagno, ma il design in generale". Atelier Collections si colloca alla perfezione in questo percorso.

  • Cerveno: le cappelle del santuario finalmente restaurate grazie al contributo di Gruppo Riva

    Con la sua donazione, Gruppo Riva conferma ulteriormente il profondo legame che lo unisce alla Valle Camonica, luogo che ospita tre dei suoi stabilimenti.

    Gruppo Riva

    La donazione di Gruppo Riva alla parrocchia di Cerveno

    Il leader siderurgico italiano ha donato 20mila euro alla parrocchia di Cerveno per il restauro della Via Crucis. Il contributo servirà a restaurare il capolavoro artistico di Beniamino Simoni comprendente le cappelle del santuario della Via Crucis situate nel borgo bresciano. A siglare l’accordo sono stati il Presidente del CdA del Gruppo Valerio Bisio, il Consigliere Delegato Andrea Martinelli e il parroco promotore degli interventi di restauro don Giuseppe Franzoni. Bisio ha riconosciuto “la magnificenza dell’opera cervenese” e “il clima di condivisione attorno a un bene così caro alla cittadinanza locale e di inestimabile valore storico, artistico e religioso”. Il parroco ha infine ringraziato i vertici del Gruppo per il contributo dato al restauro e per il sostegno offerto ai bisogni della comunità e del territorio in generale. Questa, in effetti, non è la prima dimostrazione dell’interesse che Gruppo Riva riserva nei confronti del patrimonio artistico della Valle Camonica. Già tre anni fa l’operatore siderurgico aveva destinato un importo simile.

    Gruppo Riva e Valle Camonica: un legame che dura da 40 anni

    Sono circa 40 anni che Gruppo Riva continua a tessere questo profondo legame che lo unisce ai luoghi della Valle Camonica. Caratteristica dell’operato aziendale è proprio l’attenzione che l’azienda pone nei confronti dei territori che ospitano i suoi stabilimenti, sia in Italia che all’estero. Tra tutti, la Valle Camonica occupa però una posizione speciale. Area dalla forte tradizione, è arrivata ad essere considerata un vero e proprio “distretto industriale siderurgico”. Ben tre stabilimenti del Gruppo sorgono in questa zona. Il più antico è quello di Malegno, realizzato negli anni ’30. Oggi conta all’incirca 70 dipendenti e garantisce, oltre ad un’alta qualità del prodotto, anche un’attenta integrazione ambientale e la tutela alla sicurezza e salute dei lavoratori. Il secondo sito produttivo eretto in terra bresciana è la fabbrica di Cerveno, costruita nel 1983 e conosciuta soprattutto per il suo laminatoio. Lo stabilimento di Sellero è costituito da un laminatoio per la produzione di profili di grandi dimensioni e dispone anche di un’avanzata torneria di cilindri. Attraverso i suoi contributi, Gruppo Riva si impegna a rafforzare costantemente il suo legame con la Valle Camonica.

  • Alessandro Bernini: Maire Tecnimont chiude il primo trimestre in positivo, i dettagli

    Il Gruppo guidato da Alessandro Bernini ha reso noti i risultati economici e finanziari fatti registrare durante i primi tre mesi del 2022. Confermato l’impegno a supporto della transizione energetica.

    Alessandro Bernini

    Alessandro Bernini: Maire Tecnimont, il 2022 inizia nel segno della ripresa

    Nonostante le incertezze dei mercati e il contesto geopolitico sfavorevole, Maire Tecnimont apre il 2022 con numeri più che soddisfacenti. Il Gruppo leader nella trasformazione delle risorse naturali, guidato da Alessandro Bernini, ha comunicato i risultati economici e finanziari relativi al 1° trimestre 2022. Da segnalare una crescita importante dei ricavi, che passano dai 625,71 milioni del 2021 ai 728,43 di oggi (+16,4%). In forte aumento anche il Margine di Business (64,9 milioni, +7,6%) e il Margine Operativo Lordo (EBITDA), che sale a 43,7 milioni di euro (+15,5%) con una marginalità del 6,0%. In lieve risalita anche l’utile netto, a quota 18,4 milioni (+1,5%). Migliorata anche la Posizione Finanziaria, che al 31 marzo mostra disponibilità nette per €22 milioni. Confermato l’impegno in tema di transizione energetica. Oltre ad aver firmato un contratto da USD 230 milioni con un importante produttore internazionale di prodotti chimici per la realizzazione di un impianto di ammoniaca blu negli Stati Uniti, nel primo trimestre Maire Tecnimont ha portato a termine diverse acquisizioni nella energy transition, che insieme alla gas monetization oggi compongono quasi l’80% del Portafoglio Ordini (€9.281,8 milioni).

    Alessandro Bernini: per Maire Tecnimont nuovi traguardi anche in materia ESG

    Pochi giorni dopo la comunicazione dei numeri del primo trimestre, il Gruppo guidato da Alessandro Bernini si è reso protagonista di un nuovo traguardo. La società quotata su Euronext ha infatti annunciato di aver ottenuto il rating "AA" da Morgan Stanley Capital International (MSCI) Research e il rating "Gold" da Ecovadis. Si tratta di due delle agenzie di rating ESG più importanti al mondo, impegnate nel valutare le performance ambientali, sociali e di governance delle aziende a livello internazionale. Soddisfatto l’Amministratore Delegato: "Abbiamo pienamente integrato i criteri Esg nella nostra strategia industriale – ha dichiarato Alessandro BerniniVogliamo condividere con i nostri fornitori il nostro impegno ad essere abilitatori della transizione energetica globale". Il progetto della MeT Zero Task Force, destinata alla riduzione delle emissioni di CO2, nasce proprio con questo intento: "Un esempio di innovazione guidata dalle nostre persone, il pilastro principale del nostro modello di business", ha commentato il manager.

  • Giampiero Catone: lo Stato italiano continua a sperperare risorse per chi non ne ha bisogno

    In un suo recente editoriale pubblicato su “La Discussione”, Giampiero Catone denuncia il fenomeno degli “aiuti a pioggia” che vanno a rimpinguare le tasche di chi le ha già piene.

    Giampiero Catone

    Giampiero Catone e la controversia degli “aiuti a pioggia”

    A partire da settembre 2021, lo Stato italiano ha elargito 35 milioni di euro per quelli che Giampiero Catone chiama “aiuti a pioggia”. Invece di andare dove c’è davvero necessità, come tra l’altro ha raccomandato più volte l’Unione Europea, i sostegni sono piovuti anche nelle mani di chi in realtà non ne aveva bisogno, sprecando di fatto risorse preziosissime. Stando a un’analisi riportata sul quotidiano “La Stampa” dall’economista Carlo Cottarelli, “solo il 45% dei 35 miliardi è andato realmente alle fasce più deboli”. “I rincari dell’energia colpiscono tutti, ma i sostegni non hanno premiato chi aveva più bisogno – afferma – Sarebbero stati preferibili interventi di Stato mirati alle fasce più deboli di imprese e famiglie”. Il fatto che a denunciare la situazione sia una figura altamente competente come Carlo Cottarelli dovrebbe, secondo Giampiero Catone, portare a riflettere sullo sperpero derivato dagli aiuti a pioggia e spingere gli Enti preposti a migliorare la loro capacità di selezione.

    Giampiero Catone: l’esempio eclatante del Reddito di Cittadinanza

    Il sostegno che sembra rappresentare meglio l’inadeguatezza degli “aiuti a pioggia” è il Reddito di Cittadinanza. Giampiero Catone ritiene infatti che il RdC venga percepito “come una sorta di beneficio a vita, un comodo anticipo di pensione”, per il quale lo Stato spende somme miliardarie. Da quando è entrato in vigore nella prima metà del 2019, è costato un investimento di 19,6 miliardi. Se fosse servito davvero al suo scopo, ovvero alla creazione di posti di lavoro, sarebbe andato anche bene ma il problema è che così non è stato. La CGIA di Mestre riporta che l’Inps ha sostenuto una spesa di 7,9 miliardi di euro per 152mila nuovi occupati, “pari a poco più di 52 mila euro se rapportata a ogni singolo neoassunto”. Questo significa che per ogni posto creato sono stai spesi 52 mila euro, un costo davvero eccessivo, soprattutto se si pensa che equivale a “oltre il doppio di quanto spende annualmente un imprenditore privato per un operaio a tempo indeterminato full time”.

  • Antonio Liseno: con Proxima la pizza d’autore arriva in Basilicata

    Con l’inaugurazione della pizzeria Proxima al San Barbato Resort, Antonio Liseno ripropone l’esperienza di Pepe in Grani ai clienti di Lavello.

    Antonio Liseno

    Al San Barbato arriva la pizza di Franco Pepe: il progetto di Antonio Liseno

    Con il nuovo progetto dell’imprenditore Antonio Liseno la pizza d’autore arriva in Basilicata: dal 1° dicembre 2021 il San Barbato Resort Spa&Golf di Lavello ospita al suo interno Proxima, la pizzeria gourmet nata dalla collaborazione con il vincitore dei Best Chef Awards 2021, il maestro della pizza Franco Pepe. L’offerta culinaria di alto livello, il concept e il design di Pepe in Grani approdano quindi nel cuore della Basilicata, dove oggi è possibile vivere l’esperienza unica della nota pizzeria di Caiazzo. Pizza, ricerca e accoglienza continuano a essere, anche in terra lucana, il cuore pulsante della filosofia che da sempre guida l’attività del pizzaiolo casertano. Specchio di un’identità culinaria che innova, rispettando appieno la cultura e la storia della dieta mediterranea, la pizzeria Proxima arricchisce le proposte del Resort ideato da Antonio Liseno. Il progetto è stato affidato a Beniamino di Fusco, l’architetto che ha curato anche gli arredi della sede madre, che ha sapientemente trasferito al San Barbato le scelte di design, le soluzioni sostenibili e gli arredi esclusivi che contraddistinguono la struttura di Caiazzo.

    Antonio Liseno porta il concept di Pepe in Grani a Lavello

    La struttura, nata dalla volontà di Antonio Liseno, presenta un design interessante con due sale, ampie terrazze e due forni a vista nell’area laboratorio. “Per Proxima come per Pepe in Grani nulla è lasciato al caso – ha commentato l’architetto – dando merito alla sensibilità del progetto di Franco Pepe, e non stravolgendo l’idea iniziale, piuttosto lasciando il senso della tradizione, la cura e l’amore nella scelta dei materiali, riproducendo la stessa atmosfera, tra tradizione e innovazione, dove il design è soprattutto rigore e ricercatezza della filosofia del progetto”. Nella nuova pizzeria gourmet si respira la stessa atmosfera di Caiazzo: l’intero progetto è infatti stato curato nei minimi dettagli per creare una struttura innovativa, ma allo stesso tempo armoniosa, elegante e semplice. L’accurata scelta dei materiali, dal legno al ferro, fino ai componenti più moderni e tecnologici (come il tessuto ETFE o il bambù caldo e sostenibile), permette di mantenere una continuità con l’idea madre del concept. “Non ho progettato una pizzeria ma un laboratorio per l’artigiano Franco Pepe – ha spiegato l’architetto – o almeno come io l’ho vissuto, che con la sua ricerca ha caricato man mano ciò che faceva di ulteriori valori, da Pepe in Grani, diventato santuario della pizza, da cui è nato Autentica ed ora Proxima, sempre con gli stessi ingredienti”.

  • Storia e vision di Ideal Standard, l’azienda propone i.life

    Ideal Standard: grazie alla sua modularità, la collezione i.life consente un’ampia varietà di soluzioni, con un’attenzione particolare all’igiene e alla sostenibilità in termini di risparmio idrico.

    Ideal Standard

    Ideal Standard: la mission e i valori dell’azienda leader nella progettazione di soluzioni per l’ambiente bagno

    Portare innovazione, qualità e design nel mondo. Da oltre 100 anni Ideal Standard, azienda leader nella progettazione di soluzioni per il bagno, lavora per plasmare il futuro del Modern Living provando a dare risposta alle necessità, attuali e future, della propria clientela. Il carattere avanguardistico delle numerose proposte, dai sanitari alla rubinetteria, ma anche cabine e piatti doccia, vasche, mobili, ceramiche e accessori per il bagno, racconta di un’azienda abituata ad anticipare e non a inseguire: non a caso Ideal Standard ha rivoluzionato il settore introducendo una serie di innovazioni che hanno contribuito a rendere l’ambiente bagno sempre più sicuro, sostenibile e confortevole. L’ottica di conciliare funzionalità e design nelle soluzioni proposte e garantire risposte rapide ed efficaci alle necessità attuali e future dei clienti è anche alla base di i.life, uno dei progetti più recenti concepiti appositamente per portare la semplicità del design in tutte le case.

    Ideal Standard: i.life, la collezione che migliora il tuo benessere offrendo praticità e bellezza

    Dai lavabi ai sanitari fino ai mobili: attraverso i.life l’azienda Ideal Standard è in grado di offrire una vasta gamma di proposte versatili, destinata ad ampliarsi nel tempo, dando la possibilità ai clienti di progettare un ambiente bagno moderno, essenziale e votato ad un comfort duraturo. È "un progetto che nasce per un mercato ampio e trasversale, con un design semplice ed accattivante perfetto per la vita di tutti i giorni", ha sottolineato Roberto Palomba, Chief Design Officer di Ideal Standard. Nella progettazione di i.life si riflette l’attenzione particolare che l’azienda riserva all’igiene e alla sostenibilità in termini di risparmio idrico. Basti pensare alle proposte di i.life, prima linea del programma ad essere lanciata da Ideal Standard: una selezione di lavabi, vasi e bidet provvisti della migliore ingegneria e delle soluzioni tecnologiche leader del settore. Tutti i vasi i.life, ad eccezione dei modelli staccati da parete, dispongono infatti della nuova tecnologia di igiene RimLS+, con uno scarico potente e senza brida che assicura una profonda pulizia a ogni utilizzo: una tecnologia innovativa che unisce pulizia, igiene e risparmio d’acqua.

  • FME Education: valorizzare e promuovere il territorio, la Capitale Italiana della Cultura 2024

    Il titolo di Capitale Italiana della Cultura rappresenta un programma utile alla valorizzazione e promozione del territorio, fondamentale per lo sviluppo e il futuro del nostro Paese. Un impegno condiviso da FME Education.

    FME Education

    FME Education: Pesaro è la Capitale Italiana della Cultura 2024

    Procida è l’attuale Capitale Italiana della Cultura, mentre Bergamo e Brescia lo saranno nel 2023, a queste si è aggiunta la città di Pesaro per l’anno 2024. La candidatura della città di Pesaro è basata su un progetto culturale che “valorizzando un territorio già straordinariamente ricco di testimonianze storiche e preziosità paesaggistico-ambientali, propone azioni concrete attraverso le quali favorire anche l’integrazione, l’innovazione, lo sviluppo socio-economico”, ha commentato il Ministero della Cultura. Attraverso la presentazione del dossier “La natura della cultura”, la vincitrice “conferisce il giusto equilibrio a natura, cultura e tecnologia, tre elementi che si fondono in un contesto di azione condivisa tra pubblico e privato. L’enfasi data al valore della cittadinanza come riconoscimento e come pratica attraverso concreti esercizi, oggi più che mai, afferma una direzione che può generare contributi per altre esperienze future”. L’assegnazione del titolo contribuisce alla promozione territoriale e culturale che rappresenta per FME Education la chiave per lo sviluppo e il futuro del nostro Paese: da sempre la Casa Editrice milanese sostiene la valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale connesso alla cultura, all’arte e alla storia.

    FME Education: l’importanza della valorizzazione e promozione del territorio

    Nel 2014 l’allora Ministero dei Beni Culturali e del Turismo ha istituito il titolo di Capitale Italiana della Cultura con lo scopo di sostenere e incoraggiare, nonché valorizzare la capacità progettuale e attuativa delle città italiane: l’obiettivo principale è la diffusione del valore della cultura per la coesione sociale e lo sviluppo economico. Tutti i candidati, ovvero i Comuni, le Città Metropolitane e le Unioni di Comuni che partecipano al bando, sono tenuti a presentare un programma basato sul potenziamento dell’offerta culturale e sulla promozione di importanti fattori tra cui l’inclusione sociale, l’accessibilità, le nuove tecnologie e la sostenibilità. Il finanziamento ottenuto consente di favorire le attività culturali, di valorizzare i beni culturali e paesaggistici e di migliorare i servizi rivolti al turismo. Ogni vincitore ha quindi la possibilità di far conoscere, attraverso una serie di progetti, iniziative ed eventi di promozione, il lato culturale del proprio territorio. Valorizzare il territorio nazionale e il patrimonio storico-culturale che lo costituisce è di fatto l’obiettivo principale del programma. Anche FME Education ritiene che la valorizzazione del patrimonio culturale italiano sia uno dei principi fondamentali alla base della sua attività editoriale, anche attraverso la realizzazione di progetti digitali e percorsi didattici.

  • Il tecnologo alimentare raccontato da un’esperta di Serenissima Ristorazione

    L’approfondimento della dott.ssa Mongiello, Responsabile Operativo dell’Ospedale San Carlo per Serenissima Ristorazione, mette in luce l’importanza del tecnologo alimentare nel contesto ristorativo.

    Serenissima Ristorazione

    Tecnologo alimentare: l’articolo della dott.ssa Mongiello, Responsabile per Serenissima Ristorazione

    Sul periodico “Produzione & Igiene Alimenti” (Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Tecnologi Alimentari) è recentemente apparso un articolo scritto dalla dott.ssa Laura Mongiello, Responsabile Operativo dell’Ospedale San Carlo per Serenissima Ristorazione e Presidente dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari di Basilicata e Calabria. Il testo è incentrato sulla figura professionale del tecnologo alimentare, un lavoro di primaria importanza all’interno del comparto della ristorazione collettiva in quanto carico di skills tecniche e specialistiche atte a favorire la protezione della salute pubblica e gestire efficacemente il servizio di ristorazione. Nell’articolo si sottolinea che “la ristorazione collettiva rappresenta circa il 50% dell’intero comparto alimentare” e che riveste “un ruolo fondamentale nel contesto sociale”. La dott.ssa Mongiello argomenta poi come ciò risulta “in stretta relazione con la salute degli utenti del servizio e assume un significato differente a seconda dell’ambito di intervento: scolastico, sanitario, aziendale, carcerario e delle comunità in generale”. La grande occasione, continua la Responsabile Operativo dell’Ospedale San Carlo per Serenissima Ristorazione, è che la ristorazione collettiva si attesti “un ruolo educativo importante per incidere sulle scelte alimentari individuali e collettive, con effetti positivi nei confronti degli orientamenti, delle pratiche e della sostenibilità dei sistemi eco-agroalimentari”.

    L’importanza del tecnologo alimentare per Serenissima Ristorazione

    In questo quadro sono incluse le mansioni del tecnologo alimentare, tra i cui scopi rientrano: la profilassi alimentare; il valore dell’apporto nutrizionale; la qualità sensoriale. Il ruolo del tecnologo alimentare si inserisce poi anche per mezzo di obiettivi educativi collegati al pasto. Come ricordato dalla dott.ssa Laura Mongiello di Serenissima Ristorazione, nel comparto scolastico è essenziale che “il servizio di ristorazione sia indirizzato non solo a fornire energia e nutrienti nelle giuste quantità e nelle giuste proporzioni, ma anche a una corretta educazione alimentare indirizzata alla socialità, all’uguaglianza, all’integrazione e al consumo consapevole e sostenibile”. Guardando al contesto generale, il tecnologo alimentare è quindi il professionista di riferimento per le Amministrazioni al fine di “garantire la qualità del servizio di ristorazione, sia esso gestito direttamente o affidato a terzi”: la sua posizione “ha infatti le competenze per definire gli aspetti organizzativi del servizio avendo come finalità principale proprio la qualità”. L’augurio oggi, afferma la Responsabile Operativo dell’Ospedale San Carlo per Serenissima Ristorazione, è che “i Ministeri competenti vogliano approfittare di questa opportunità ad assoluto vantaggio dei cittadini e della loro sicurezza, istituzionalizzando la figura del Tecnologo Alimentare all’interno delle Amministrazioni Pubbliche che erogano servizi di ristorazione”.

  • Come progettare un bagno: le infinite possibilità di Singular™, il nuovo approccio di Ideal Standard

    Funzionalità ed estrema personalizzazione sono i punti di forza di Singular™, il servizio di progettazione su misura concepito da Ideal Standard per le stanze da bagno. Palomba: "Semplifica il processo senza rinunciare alla creatività"

    Ideal Standard

    Semplificare la progettazione del bagno: la mission di Ideal Standard

    Oltre 100 anni di esperienza nel settore, numerose collaborazioni con i maestri del design e continua ricerca di tecnologie sempre più innovative. C’è questo ed altro dietro il nuovo approccio alla progettazione per il bagno lanciato da Ideal Standard. Con Singular™, questo il nome scelto dall’azienda, progettisti, rivenditori e utenti finali avranno la possibilità di creare soluzioni totalmente personalizzate per l’intero ambiente bagno o per un’area specifica. Un processo che si caratterizza per la sua scalabilità, flessibilità e soprattutto semplicità, senza tuttavia rinunciare alla propria creatività. Diverse infatti le alternative offerte dall’azienda, che vanno dalla rubinetteria alle ceramiche, fino a vasche, docce e altri accessori. "Per me Singular rappresenta una sorta di kit – ha spiegato Roberto Palomba, CDO di Ideal Standard, in occasione della presentazione tenutasi lo scorso aprile – che ogni persona può utilizzare per trovare soluzioni per un bagno personalizzato e ineccepibile dal punto di vista funzionale. Consente di abbinare prodotti scelti tra diverse collezioni, modelli, finiture e dimensioni, per ottenere infinite soluzioni, ognuna con una propria identità unica".

    Ideal Standard: Singular™, un approccio cross-category che si rivolge a più settori

    Grazie alle numerose soluzioni cross-category di Singular™, Ideal Standard è in grado di dare vita ad un ambiente confortevole dove design, funzionalità, igiene e consumo d’acqua raggiungono un equilibrio perfetto. La personalizzazione consente di rispondere alle esigenze di ogni settore, dal residenziale all’hotellerie fino a scuole e strutture sanitarie: "Che si tratti di un piccolo progetto o di 100 bagni, la nostra consulenza, il servizio di progettazione su misura e la grande esperienza del team garantiscono il supporto tecnico ed estetico necessario alla pianificazione di ogni ambiente – ha dichiarato il Co-Amministratore Delegato di Ideal Standard Jan-Peter Tewes – Ai nostri clienti viene offerta l’opportunità di esplorare molte soluzioni all’interno del nostro ampio portfolio di prodotti, attraverso un semplice processo di selezione integrato, efficiente e sostenibile, arrivando al risultato desiderato nel rispetto delle tempistiche e del budget".

  • PNRR e aziende, Davide D’Arcangelo: “Servono nuovi modelli organizzativi e di business”

    Le risorse europee rappresentano la giusta leva per la transizione digitale del Paese. Aziende e istituzioni dovranno evolversi di conseguenza. È il tema affrontato da Davide D’Arcangelo al convegno promosso da Anip Confindustria, tenutosi a Roma.

    Davide D'Arcangelo

    Davide D’Arcangelo: servono nuovi modelli organizzativi e di business, spingere su partenariato pubblico-privato

    “Un Paese che non programma con le risorse del PNRR non programma mai più”. Un messaggio chiaro, quello lanciato da Davide D’Arcangelo durante il convegno “PNRR e servizi industriali, imprese e opportunità” organizzato lo scorso 18 maggio a Roma da Anip Confindustria. Co-Fondatore del club deal investor Next4, Vice Presidente di Impatta ed esperto di innovazione, ha preso parte alla tavola rotonda nelle vesti di Responsabile Sviluppo di Fondazione Italia Digitale. Con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’Italia si trova di fronte ad un’opportunità storica. Un’occasione, sottolinea l’esperto, da cogliere necessariamente così da dare nuova linfa alla crescita del Paese. Fondamentale il ruolo delle aziende dei servizi, che per stare al passo dovranno prevedere “nuovi modelli organizzativi, nuovi modelli di business e procurement”. Le risorse europee, se ben utilizzate, contribuiranno a rafforzare la competitività di tutto il sistema Paese. Lo sviluppo dimensionale delle aziende, aggiunge Davide D’Arcangelo, offre anche un’occasione per formare una nuova classe dirigente.

    Davide D’Arcangelo: digitale, perché oggi assume un ruolo strategico

    Oggi la parola chiave è innovazione e la spinta maggiore dovrà quindi avvenire sul fronte digitale. Oltre alle aziende, che dovranno essere pronte a sposare il cambiamento, anche la Pubblica Amministrazione dovrà evolversi per consentire una programmazione degli interventi efficace. Per Davide D’Arcangelo il PNRR è la prima vera chance che il Paese ha per sviluppare l’economia dei servizi, dove il digital “trova la sua declinazione più veloce e performante”, e fare i primi passi verso la sharing economy: “Essere un Paese digitale significa essere un Paese competitivo sia per quello che è il soft power, sia per l’hard power e quindi infrastrutture digitali, competenze e capacità di produrre standard”. È con questo obiettivo, ricorda Davide D’Arcangelo, che nasce Fondazione Italia Digitale, la prima nel Paese a portare avanti il tema dello sviluppo delle policy digitali a livello pubblico e privato. La Fondazione si rivolge a “tutti quelli che nel digitale oggi in Italia hanno dei contenuti e delle proposte da fare e che vogliono accompagnare il Paese alla transizione digitale sia lato stakeholder, e quindi dando indicazioni di policy, sia dal punto di vista dei territori e delle imprese”.

  • Ideal Standard: nella storia dell’azienda la prima partecipazione al Salone del Mobile

    Ideal Standard per la prima volta alla 60esima edizione del Salone del Mobile di Milano: "Un buonissimo risultato raggiunto anche grazie all’unione di un Team, un’unica squadra che puntava ad un unico obiettivo".

    Ideal Standard

    Ideal Standard: grande soddisfazione per la partecipazione al Salone del Mobile 2022

    Passione, entusiasmo, collaborazione, impegno e orgoglio: questi, come si legge sul profilo Linkedin di Ideal Standard, sono stati "i punti di forza che hanno fatto la differenza durante questi ultimi giorni". Il riferimento è alla partecipazione al Salone del Mobile, prestigiosa manifestazione di rilievo internazionale che si è tenuta quest’anno dal 7 al 12 giugno 2022 come di consueto negli spazi di FieraMilano a Rho. Un’edizione, la 60esima, segnata da numeri importanti, a cui per la prima volta nella sua storia ultra-centennale ha preso parte anche Ideal Standard. L’azienda leader nella progettazione di soluzioni per il bagno porta a casa dunque "un buonissimo risultato raggiunto anche grazie all’unione di un Team: un’unica squadra che puntava ad un unico obiettivo, la nostra prima presenza al Salone del Mobile di Milano 2022, una delle più grandi e più importanti fiere mondiali legate al mondo dell’Interior Design".

    Ideal Standard: da Solos a Singular™, l’azienda presenta le sue innovazioni più recenti

    Rubinetteria, sanitari, docce, vasche, mobili e accessori esclusivi. In uno spazio di 400 mq Ideal Standard ha presentato al Salone del Mobile di Milano le sue proposte più recenti a partire da Solos, innovativo concept che si inserisce nel segmento premium della Atelier Collections: il prodotto "icona" è una combinazione unica di lavabo e miscelatore totalmente integrato dallo straordinario impatto visivo, reso possibile da tecnologie ad alta performance. Non a caso, nel presentarlo Roberto Palomba, Chief Design Officer di Ideal Standard e co-fondatore di Palomba Serafini Associati, ha sottolineato la "totale armonia tra design puro e minimalista ed eccellenza tecnologica". Solos incarna alla perfezione Singular™, innovativo approccio nella progettazione degli ambienti bagno sviluppato dall’azienda per permettere ai clienti di scegliere facilmente tra migliaia di prodotti che attraversano differenti stili, misure, prestazioni tecniche e funzioni specifiche e creare la soluzione giusta per ogni spazio e campo d’applicazione.

  • SG S.p.A.: switch off, quali sono le novità?

    Iniziato il 3 gennaio 2022, il passaggio dei canali HD sulle nuove frequenze del digitale terrestre ha raggiunto, lo scorso 8 marzo, una nuova fase: ad approfondire il tema è SG S.p.A., società attiva nella distribuzione dei Technical Consumer Goods e principale distributore dei grandi brand di elettronica.

    SG S.p.A.

    SG S.p.A.: il graduale switch off dei canali

    Lo switch off, ovvero la transizione dei canali di cui si è tanto parlato negli ultimi mesi, prevede un passaggio graduale nelle diverse regioni e garantirà, fino alla fine del 2022, il mantenimento delle vecchie frequenze in un “doppio binario”. Come sottolineato da SG S.p.A., il passaggio progressivo verso le nuove frequenze concede ai cittadini il tempo necessario per adeguarsi ai nuovi standard munendosi degli strumenti adatti a supportare la nuova tecnologia. L’8 marzo scorso le emittenti nazionali hanno attivato in tutta Italia la codifica Mpeg-4 sullo standard tecnologico DVBT: i televisori compatibili con tale tecnologia consentono quindi ai cittadini di ricevere i programmi in alta definizione. I nuovi standard non solo migliorano la qualità, ma aumentano la compressione del segnale, occupando di conseguenza minore banda. Un secondo switch off, ricorda SG S.p.A., previsto per il prossimo anno ma rinviato a data da definirsi, comporterà invece il passaggio dallo standard Mpeg-4 al DVB-T2 con codifica Hevc Main 10.

    Lo sviluppo del 5G e i cambiamenti tecnologici: l’approccio di SG S.p.A.

    Grazie allo switch off, la minore banda occupata dal segnale potrà essere utilizzata, come previsto dall’Unione Europea, per lo sviluppo del 5G: il trasferimento della 700 Mhz dal broadcasting televisivo, spiega SG S.p.A., consente infatti di destinare le bande più capienti al settore mobile e IOT. La forte attenzione verso i cambiamenti tecnologici ha consentito all’azienda di accantonare, fin dal 2018, gli apparecchi che non erano più in grado di supportare i nuovi standard tecnologici richiesti: le TV vendute dal 2018 in poi sono infatti compatibili sia con l’Mpeg-4 sia con l’Hevc. Dall’utilizzo dei bonus messi a disposizione dal Governo per l’acquisto di nuovi televisori, rottamando il vecchio, fino all’acquisto senza rottamazione o l’utilizzo di un decoder esterno, sono tuttavia numerose le soluzioni per rimanere aggiornati con i nuovi standard tecnologici. Anche SG S.p.A. si tiene al passo con le innovazioni: grazie alle collaborazioni con i brand storici del settore, come LG e Samsung, propone prodotti in linea con le richieste attuali. Tra questi rientrano i prodotti premium di ampia tipologia e OS proprietari di grande fama, ma anche prodotti entry level e brand che puntano sull’integrazione di Android, come Inno – Hit e Metz.

  • Massimo Malvestio: crisi e inflazione, le considerazioni dell’avvocato

    “Se l’inflazione arrivasse al 5%…”: quanto ipotizzato dall’avvocato Massimo Malvestio in un’intervista dello scorso anno è oggi realtà. Il punto del Presidente del Comitato Investimenti di Praude Asset Management LTD.

    Massimo Malvestio

    Massimo Malvestio: l’inflazione al 5%, la lungimirante intervista all’avvocato

    Economia e mercati: lo scenario delineato da Massimo Malvestio in un’intervista dello scorso anno, da molti considerato utopistico, si è oggi rivelato realtà. L’inflazione è arrivata al 5%, come ipotizzava l’avvocato e attuale Presidente del Comitato Investimenti di Praude Asset Management LTD nonostante le autorità monetarie e politiche ritenessero che l’inflazione sarebbe rientrata “in pochi mesi”. Nei giorni scorsi è tornato a parlarne, alla luce di quella lungimirante intervista. “L’inflazione era già partita prima del conflitto”, osserva oggi l’avvocato Massimo Malvestio: “Il conflitto ha aggravato il problema. A mio avviso hanno cominciato a prevalere sulle forze deflattive sostanzialmente tre ordini di fattori: il primo è dato dalla abnorme crescita delle masse monetarie effetto delle politiche espansive delle banche centrali. Ma il secondo fattore, che viene spesso sottovalutato nell’analisi di questa fase inflattiva, riguarda le dinamiche demografiche che vedono i baby boomers avviarsi alla pensione senza che i nuovi entrati nel mondo del lavoro siano in numero sufficiente a sostituirli”.

    Inflazione: concause e prospettive di sviluppo nelle parole di Massimo Malvestio

    Secondo Massimo Malvestio anche le politiche ESG hanno influito: “Imposte dai fondi, dalle banche e dai regolatori alle società quotate prima, ma adesso quasi a tutte, hanno allontanato gli investimenti in risorse energetiche e in materie prime dalle logiche di mercato”. Sulla possibile evoluzione l’avvocato Massimo Malvestio, attuale Presidente del Comitato Investimenti di Praude Asset Management LTD, osserva come “tutti si aspettano che la fase recessiva faccia rientrare l’inflazione”. Ma non è detto sia così: “Vedremo. Il punto vero è a che livello si attesterà e per quanto tempo. Se tornerà all’uno o due per cento tutto potrà essere superato, ma se dovesse attestarsi attorno al 5% – come ho detto un anno fa nell’intervista che vi ho rilasciato – il lago di benzina sulle cui sponde ci siamo attestati, si incendierà comunque e si assisterà ad una grande redistribuzione di ricchezza”.

  • Antonio Liseno: con lo chef Nobuya Niimori abbiamo portato un po’ di Giappone in Basilicata

    La missione dell’imprenditore lucano Antonio Liseno, il cui obiettivo è trasformare il luxury hotel San Barbato Resort Spa & Golf in un polo di eccellenze gastronomiche, comprende anche l’incontro tra Basilicata e Oriente nel ristorante Sansei.

    Antonio Liseno

    Antonio Liseno: valorizzare la Basilicata attraverso i sapori

    Il primo passo è stato mettere in piedi una struttura cinque stelle lusso nella cornice che comprende la valle del fiume Ofanto ed il Vulcano Monte Vulture, in un Comune situato nella zona nord orientale della Basilicata chiamato Lavello. Qui, nella terra che gli ha dato i natali, Antonio Liseno è riuscito poco alla volta a trasformare la struttura, tra l’altro unica della categoria nella regione, in un importante polo di eccellenze. Il primo nome illustre ad aver messo la firma ad uno dei ristoranti è stato Alfonso Iaccarino, chef stellato e proprietario del famosissimo ristorante Don Alfonso 1860 di Sant’Agata sui Due Golfi. Da questa collaborazione è nato il Don Alfonso 1860 San Barbato. Dopodiché è stata la volta del maestro Franco Pepe, con il quale, attraverso l’apertura di Proxima, è stato possibile inserire nell’offerta gastronomica del resort anche la pizza d’autore, realizzata con prodotti di prima qualità e lavorata dalle sapienti mani di veri e propri artigiani della pizza. Infine, è stato il turno di Nobuya Niimori, lo chef giapponese più conosciuto d’Italia, che ha aiutato l’imprenditore nella creazione di una nuova esperienza multisensoriale per i clienti del San Barbato.

    Antonio Liseno: la cucina orientale incontra la qualità italiana

    Il ristorante giapponese nato dalla partnership con lo chef Nobuya Niimori si chiama Sansei ed è un luogo dove le materie prime del Giappone incontrano la qualità del pesce italiano, dando vita ad un connubio di sapori coi fiocchi. Antonio Liseno, principale ideatore del progetto, si è detto orgoglioso “di iniziare questa nuova sfida e di portare un po’ di Giappone qui in Basilicata grazie allo chef Nobuya Niimori, eccellenza in Italia”, tenendoci a sottolineare che “non si tratterà di mangiare il solito sushi ma di vivere un’esperienza culinaria autentica con uno dei pochi maestri in grado di coniugare le materie prime di origine giapponese, fondendole alla qualità del pesce italiano”. “Il San Barbato – ha aggiunto infine – sta crescendo e non potrei essere più fiero del lavoro che stiamo svolgendo e del servizio che stiamo offrendo ai nostri tantissimi clienti. Con Sansei aumenteremo l’offerta culinaria, nostro fiore all’occhiello”. Il menù del ristorante prevede la degustazione di pietanze a base di sushi, chirashi, sashimi, osuimomo e bento box che, insieme all’atmosfera dell’elegante sala, arricchita da 18 maxi schermi trasmettenti immagini a tema, catapulteranno i clienti nel Paese del Sol Levante.

  • Gruppo Riva: uno sguardo ai siti produttivi italiani

    Il leader dell’acciaio, Gruppo Riva, è presente sul territorio italiano con cinque stabilimenti: di questi tre sono situati in Valle Camonica, uno in provincia di Varese e uno in provincia di Cuneo.

    Gruppo Riva

    Gruppo Riva: lo stabilimento storico di Caronno Pertusella e il cuore tecnologico di Lesegno

    Quello di Caronno Pertusella costituisce il primo stabilimento di Gruppo Riva, costruito in soli sette mesi tra l’agosto del 1956 e il febbraio del 1957. Venne inaugurato il 7 marzo del 1957 con la prima colata. Ancora oggi, in questo giorno viene celebrato l’anniversario della nascita del Gruppo. Sempre qui venne introdotta, nel 1964, la novità assoluta della colata continua curva a tre linee, un’innovazione che ha completamente rivoluzionato la produzione dell’acciaio. Lo stabilimento di Lesegno, oltre ad essere un importante polo produttivo, rappresenta anche il cuore tecnologico di Gruppo Riva. Al suo interno si trova infatti un avanzato laboratorio di ricerca e sviluppo, dotato di apparecchiature all’avanguardia come il sofisticato simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”. Il sito produttivo di Lesegno vanta inoltre collaborazioni con centri universitari d’eccellenza come il Politecnico di Milano, quello di Torino, le Università di Genova, Pisa e Brescia.

    Gruppo Riva: gli stabilimenti della Valle Camonica

    I siti di di Sellero, Malegno e Cerveno costituiscono la triade di stabilimenti del Gruppo situati nella Valle Camonica, un luogo al quale l’azienda è legata da una lunga tradizione siderurgica. Nella fabbrica di Sellero, costruita verso la fine degli anni ’60, vengono realizzati prodotti laminati a caldo in acciaio in profili HEA, HEB, UPN, IPE, IPN, ma anche laminati in piatti, tondi e billette. Il sito produttivo di Cerveno è stato acquisito da Gruppo Riva nel 1983. Da allora, grazie ai tanti investimenti, la fabbrica si è specializzata nel settore dei laminati lunghi di qualità utilizzati soprattutto come materiale per stampaggio, trafilatura, pelatura e rettifica, oltre che per l’industria trattoristica e il settore automobilistico. Lo stabilimento di Malegno è il più antico dei tre. Risalente agli anni ’30, oggi produce principalmente tondo trafilato, pelato, rettificato in acciai per cementazione e bonifica, di uso generale e a lavorabilità migliorata, in aggiunta a trafilati quadri e piatti in acciai da costruzione, in barre di lunghezza commerciale e a misura fissa.

  • Il contributo di Attilio Mazzilli (Orrick) al lancio di VITA, il nuovo acceleratore targato CDP Venture Capital

    Le candidature si rivolgono a startup attive nel settore digital health. L’iniziativa è stata lanciata da CDP Venture Capital in collaborazione con Healthware, affiancata durante l’operazione da Attilio Mazzilli, partner di Orrick.

    Attilio Mazzilli

    Attilio Mazzilli: gli obiettivi dell’iniziativa CDP Venture Capital – Healthware

    Il suo nome è “VITA” e si tratta del nuovo acceleratore nato su iniziativa di CDP Venture Capital. Il programma, realizzato attraverso il Fondo Acceleratori e con la collaborazione di Healthware Group e Accelerace, è dedicato alle startup impegnate nello sviluppo di soluzioni e servizi nell’ambito della digital health. Ad affiancare CDP Venture Capital nell’operazione lo Studio Hilex, mentre ad assistere Healthware ci ha pensato lo studio Orrick con un team guidato da Attilio Mazzilli, Partner e Responsabile del Dipartimento Technology Companies Group in Italia. L’obiettivo dell’acceleratore targato CDP Venture Capital è sostenere la crescita di realtà specializzate nella trasformazione digitale della salute e del sistema sanitario. Un’attenzione particolare verrà riservata alle startup che presentano soluzioni innovative focalizzate su malattie rare, patologie respiratorie, oftalmologia, salute della donna e patologie da dolore cronico.

    Attilio Mazzilli: i dettagli del nuovo acceleratore

    VITA prevede una dotazione complessiva per gli investimenti nella fase di accelerazione e per i successivi step di crescita di 6,35 milioni di euro. Di questi, 4,55 milioni verranno stanziati dal Fondo Acceleratori di CDP Venture Capital Sgr insieme a Healthware, società del Fondo FITEC, e Accelerace, realtà danese specializzata in investimenti seed. A questi si aggiungono poi 1,8 milioni messi a disposizione dai corporate partners dell’iniziativa. Ogni anno, per tre anni, dieci startup in fase seed e pre-seed verranno selezionate e avranno accesso ad un percorso di sviluppo strutturato dai partner dell’acceleratore. Le realtà scelte verranno inoltre inserite in un network di stakeholder di rilevanza nazionale e internazionale. Il programma lanciato da CDP Venture Capital ha già visto l’adesione di circa 20 Ecosystem Partner e beneficia anche del supporto dell’holding Zcube – Zambon Research Venture e SIFI. Lato legal, l’operazione che ha portato alla costituzione dell’acceleratore è stata seguita dal team Hilex, composto dal partner Francesco Torelli e dagli avvocati Serena Nasuti e Diana Passoni; mentre per Orrick i professionisti scesi in campo sono stati, oltre al partner Attilio Mazzilli, Alessandro Vittoria (Tech Group) e l’avvocato Elena Cozzupoli.

  • Rifiuti, l’iter imprenditoriale di Marco Nicola Domizio e la fondazione di Ares Ambiente

    Anni di esperienza maturata nella gestione dei rifiuti hanno consentito a Marco Nicola Domizio di intraprendere un percorso imprenditoriale con la fondazione di Ares Ambiente, recentemente riconosciuta da “LombardiaPost” come azienda “Best Performer” della provincia di Bergamo.

    Marco Domizio

    Marco Nicola Domizio: i primi passi nel settore dell’intermediazione dei rifiuti

    Attiva su tutta la Penisola con soluzioni per oltre 830 codici CER/EER, attenta all’ambiente, alla sicurezza e alla qualità, valori testimoniati dalle numerose certificazioni e dalla solidità finanziaria: non è un caso che oggi Ares Ambiente sia considerata uno dei punti di riferimento del settore dell’intermediazione dei rifiuti. Un’eccellenza nata a Treviolo da un’intuizione di Marco Domizio, imprenditore che nel 2008 ha deciso di avviare la sua attività dopo una lunga esperienza nel settore. La sua carriera inizia infatti subito dopo il diploma, quando da giovanissimo fa il suo ingresso in un’azienda di intermediazione operativa in Lombardia, nella quale si occupa anche della partecipazione alle gare d’appalto. Dopo sei anni passa ad una società specializzata in attività di spurghi e pulizie industriali: nel ruolo di Responsabile Commerciale, collabora attivamente all’espansione della clientela e alla realizzazione di un impianto di compostaggio in provincia di Bergamo attualmente in funzione. Grazie ai risultati ottenuti, Marco Nicola Domizio viene assunto da una primaria azienda della provincia di Milano come Responsabile Commerciale.

    Marco Domizio: il percorso che ha portato alla fondazione di Ares Ambiente

    In quegli anni, Marco Domizio contribuisce attivamente all’installazione nella Regione Campania di sette impianti di trito – vagliatura e aggiunge alle sue competenze anche le attività di trasporto transfrontaliero di rifiuti sia a mezzo gomma/intermodale che a mezzo nave. Conclusa l’esperienza, sempre nelle vesti di Responsabile Commerciale passa ad un impianto di compostaggio in provincia di Bergamo. Dopo una breve parentesi come Responsabile di una cava di estrazione di minerali naturali, annovera altre due importanti collaborazioni nel campo ambientale con una società di trasporti conto terzi e una di intermediazione. È in quegli anni che Marco Nicola Domizio matura l’intenzione di fondare una propria azienda. Nasce così Ares Ambiente S.r.l., che in poco più di dieci anni si fa spazio nel panorama italiano, tanto che di recente il quotidiano “LombardiaPost” l’ha inserita tra le “Best Performer” della provincia di Bergamo per i risultati e la solidità finanziaria dell’ultimo triennio.

  • La carriera di Stefania Bariatti: da docente universitario a rappresentate dell’Italia in Europa

    Stefania Bariatti è docente universitaria, avvocato e un’esperta di diritto Ue e internazionale che ha assistito il Parlamento europeo e la Commissione europea in diverse operazioni.

    Stefania Bariatti

    Stefania Bariatti: l’attività accademica e la carriera da avvocato

    Originaria di Milano, dopo la laurea in Giurisprudenza conseguita all’Università degli Studi di Milano, Stefania Bariatti diventa ricercatrice di Diritto Internazionale nel 1983. Undici anni dopo ottiene la cattedra di professore ordinario, che la porta ad insegnare Diritto dell’Unione europea, Diritto della concorrenza e Diritto internazionale presso l’Università di Sassari e l’Università Milano-Bicocca. Nel 2002, rientrata alla “Statale” di Milano, insegna Diritto internazionale, Diritto internazionale privato e processuale e International Insolvency Law. Oltre ad insegnare, Stefania Bariatti ricopre importanti cariche accademiche. Tra queste: Consigliere di Amministrazione (Sassari e Milano-Bicocca), Direttore di dipartimento (Milano-Bicocca), Direttore di corsi Master (Milano-Bicocca, ISPI), Presidente di associazioni (European Law Faculties Association, Insol Europe Academic Forum). Dal 2002 esercita, inoltre, la professione di avvocato specializzato in diritto della concorrenza, contenzioso internazionale e arbitrato commerciale internazionale. Iscritta all’ordine degli avvocati di Milano e patrocinante in Cassazione, è stata partner e poi of counsel di un rinomato studio legale italiano.

    Stefania Bariatti: dai Consigli di Amministrazione di società quotate alle cariche di rappresentanza

    Forte dell’esperienza maturata negli organi accademici e in realtà no profit, Stefania Bariatti affianca alla sua attività professionale quella di board member negli organi di governo di società quotate. È infatti membro del Consiglio di Amministrazione di A2A S.p.A., Mediaset S.p.A. e BNL S.p.A. Inoltre è stata Presidente del Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. e di SIAS S.p.A., e membro del Consiglio di ASTM S.p.A. e di SIT Group S.p.A. Vanta anche la presenza al vertice di associazioni di categoria come l’Associazione Bancaria Italiana e Assonime. Nel corso della sua carriera Stefania Bariatti ha per di più ricoperto, e continua ancora a farlo, ruoli di rappresentanza a livello internazionale. Ha rappresentato l’Italia alla Conferenza dell’Aja di Diritto internazionale privato in diversi negoziati e anche al Comitato di diritto civile del Consiglio dell’Unione europea. Ha altresì assistito il Parlamento europeo e la Commissione europea nella redazione di strumenti legislativi dell’Unione nel settore della cooperazione giudiziaria in materia civile. Nel 2011 entra a far parte del Gruppo di esperti della Commissione europea sul diritto dell’insolvenza. Designata dallo Stato Italiano, a partire dal 2014 è membro del Governing Council di UNIDROIT, un’organizzazione internazionale intergovernativa con sede a Roma.