Autore: articolinews

  • Affrontare le sfide attuali mantenendo la leadership: gli obiettivi di Gruppo Riva

    Mantenere la leadership e affrontare le sfide attuali del caro energia e della diminuzione della domanda: questi gli obiettivi principali di Gruppo Riva, che ha chiuso un 2021 in positivo.

    Gruppo Riva

    Gruppo Riva, affrontare le sfide e mantenere la leadership  

    Chiudendo un 2021 in decisa crescita e mantenendo tutti i principali indicatori di bilancio in positivo, Gruppo Riva ha potuto consolidare ulteriormente la propria posizione di leadership. Lo scorso anno la produzione ha raggiunto 6,6 milioni di tonnellate di acciaio (oltre il 18% in più rispetto al 2020), con ricavi totali pari a 4,37 miliardi di euro. L’operatore siderurgico è adesso pronto a imboccare la strada della ripresa e a far fronte alle problematiche attuali che interessano principalmente il caro energia, la contrazione della domanda e la conseguente caduta dei prezzi. Storicamente specializzato nella realizzazione di prodotti lunghi per l’edilizia, l’automotive, la meccanica e la cantieristica, oggi il Gruppo conta un totale di cinque stabilimenti produttivi sul territorio italiano e 16 all’estero, distribuiti tra Francia, Canada, Spagna, Belgio e Germania. Il principale obiettivo di Gruppo Riva è riuscire a “mantenere nel medio e lungo termine la propria leadership nel segmento di riferimento a livello europeo”.

    Gruppo Riva archivia il 2021 in positivo

    Dopo lo scoppio della pandemia e del conseguente arresto dell’economia globale, anche il comparto siderurgico ha potuto registrare i primi risultati positivi della ripartenza economica. Gruppo Riva, che rientra tra i principali operatori del settore in Europa, ha di fatto chiuso un 2021 in positivo. I risultati sono arrivati già nel corso dei primi tre mesi dello scorso anno: grazie all’incremento della domanda che ha consentito il rilancio dei prezzi sul mercato, il Gruppo ha registrato un aumento della produzione che ha raggiunto 1,666 milioni tonnellate, +18% rispetto al primo trimestre del 2020. Anche il fatturato è aumentato del 21%: il totale ha toccato 881 milioni di euro (che nel primo trimestre del 2020 si attestava a 728). Grazie a un piano di investimenti che ha raggiunto un totale di 88 milioni di euro, Gruppo Riva ha quindi confermato il suo costante impegno nel settore.

  • Marco Nicola Domizio: un’intuizione vincente denominata Ares Ambiente, la storia

    Il curriculum del fondatore di Ares Ambiente Marco Domizio, attivo da oltre 20 anni nel settore dell’intermediazione dei rifiuti e specializzato nella gestione di impianti autorizzati.

    Marco Domizio

    Marco Domizio, fondatore di Ares Ambiente: la storia dell’azienda

    Nel 2008 Marco Domizio dà vita ad Ares Ambiente, attiva su tutto il territorio italiano: l’iscrizione presso l’Albo Nazionale Gestori Ambientali – Sezione Regionale della Lombardia Cat. 8 classe A e Cat 4/5 classe F la legittima ad occuparsi di smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti urbani, speciali non pericolosi e speciali pericolosi. In 14 anni di attività, l’azienda ha ottenuto diversi riconoscimenti nonché la massima valutazione (3 stelle) nel Rating di Legalità concesso dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) in accordo con i Ministeri degli Interni e della Giustizia per il suo impegno contro i rischi di infiltrazione mafiosa. Il valore delle metodologie operative di Ares Ambiente è comprovato dalle diverse certificazioni che le sono state attribuite: Qualità (UNI EN ISO 9001:2015), Ambiente (UNI EN ISO 14001:2015 e Regolamento Europeo EMAS), Sicurezza (UNI ISO 45001:2018) e Responsabilità Sociale (SA 8000:2014), alle quali si aggiungono il “Certificato di eccellenza” e la “Convalida dichiarazione ambientale”, ed è autorizzata alla realizzazione ed alla gestione di un impianto di compostaggio sito nella Regione Lazio. Non a caso lo scorso novembre l’azienda fondata da Marco Nicola Domizio è stata riconosciuta “Best Performer” della provincia di Bergamo secondo il “Lombardia Post”.

    Marco Nicola Domizio: intermediazione rifiuti e gestione impianti, l’affermazione professionale nel settore

    L’esperienza di Marco Domizio nel settore dell’intermediazione dei rifiuti prosegue da oltre 20 anni: l’imprenditore ha iniziato a lavorare per conto di un’azienda del settore attiva in Lombardia occupandosi anche di gare d’appalto. Diversi gli incarichi di responsabilità che annovera in curriculum: ha avuto modo di lavorare come Responsabile Commerciale per conto di una società specializzata in attività di spurghi e pulizie industriali e successivamente all’interno di un’azienda primaria dell’hinterland milanese. Marco Nicola Domizio ha inoltre gestito progetti di rilievo locale e nazionale: la realizzazione di un impianto di compostaggio in provincia di Bergamo, attivo ancora oggi, e l’installazione di sette impianti di trito-vagliatura in Campania, la gestione di una cava di estrazione di minerali naturali. Si è occupato inoltre di trasporto transfrontaliero di rifiuti, sia a mezzo gomma/intermodale che a mezzo nave. Prima di fondare Ares Ambiente ha collaborato con due realtà attive in ambito ambientale (una di trasporti conto terzi e una di intermediazione).

  • Innovazione e sostenibilità le chiavi dello sviluppo: Serenissima Ristorazione agli Innovation Days 2022

    L’economia punta su innovazione, digitalizzazione e sostenibilità: i tre punti chiave per lo sviluppo economico sono stati approfonditi nel corso degli Innovation Days 2022. All’evento ha preso parte anche Serenissima Ristorazione.

    Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione ospite agli Innovation Days 2022

    Digitalizzazione e sostenibilità al centro degli Innovation Days 2022, la terza edizione dell’evento organizzato da “Il Sole 24 Ore” in collaborazione con Confindustria. Sono otto le tappe totali che da nord a sud coinvolgeranno le imprese italiane per cogliere le opportunità di ripresa e guardare al futuro all’insegna dell’innovazione. Il quarto appuntamento si è tenuto il 23 settembre presso la sede veneziana di Confindustria: tra gli ospiti anche Serenissima Ristorazione, presente con la Chief Purchasing Manager Giulia Putin. Lo scorso anno l’azienda, leader in Italia nel settore della ristorazione collettiva e commerciale, ha raggiunto un fatturato di 400 milioni di euro. Oggi conta 14 società collegate presenti sul territorio italiano ed europeo con una produzione di circa 250mila pasti al giorno. La sostenibilità e la crescita sostenibile passano necessariamente per la digitalizzazione che oggi riveste un ruolo di primo piano nel processo di sviluppo economico aziendale. Consapevole di ciò, Serenissima Ristorazione punta sull’innovazione digitale coinvolgendo tutti gli ambiti della sua attività.

    Serenissima Ristorazione, la trasformazione digitale

    Il principale obiettivo attuale è dare avvio a una generale ed efficace ripartenza post-pandemica nel nostro Paese. Come ricordato da Serenissima Ristorazione, l’emergenza sanitaria ha aumentato la nostra consapevolezza sull’importanza dell’innovazione digitale, vista come un elemento determinante per lo sviluppo economico. Non solo, ha inoltre aggravato il gap territoriale e generazionale. L’azienda è impegnata per far sì che il digitale possa dare un nuovo impulso e limitare di conseguenza tali divari. La trasformazione digitale ha coinvolto tutti i processi aziendali del Gruppo, dalla ristorazione alla formazione: il lancio della piattaforma di e-learning e l’acquisto di attrezzature di ultima generazione sono solo alcuni dei cambiamenti apportati per abbracciare le potenzialità dell’innovazione. L’azienda è ora concentrata sugli obiettivi futuri: gli investimenti dei processi industriali in un’ottica di innovazione e digitalizzazione avranno la priorità. La strategia aziendale di Serenissima Ristorazione punta, per i prossimi tre anni, su processi e strumenti digitali capaci di incentivare la transizione verso un’economia sostenibile.

  • Ares Ambiente: il profilo del fondatore Marco Domizio

    Marco Nicola Domizio, Founder di Ares Ambiente, è un esperto nel settore dell’intermediazione rifiuti. Nel corso della sua carriera ha acquisito solide competenze sia nell’ambito del trattamento, del deposito e della conoscenza chimico-fisica dei rifiuti, che in quello gestionale e autorizzativo.

    Marco Domizio

    Il percorso professionale di Marco Domizio nel settore dell’intermediazione dei rifiuti

    La prima esperienza professionale di Marco Domizio lo vede all’interno di un’azienda di intermediazione rifiuti nella Regione Lombardia, per la quale si occupa anche di gare d’appalto. Trascorsi sei anni, viene assunto da una società specializzata in attività di spurghi e pulizie industriali. In qualità di Responsabile Commerciale collabora attivamente all’espansione del portfolio clienti e alla realizzazione di un impianto di compostaggio in provincia di Bergamo, attivo tutt’oggi. Pur rimanendo nella stessa mansione, passa a un’importante realtà della provincia di Milano e qui dona un importante contributo al progetto di installazione di sette impianti di trito-vagliature nella Regione Campania. Nello stesso periodo si avvicina al mondo del trasporto transfrontaliero di rifiuti, sia a mezzo gomma/intermodale che a mezzo nave. Dopo un breve periodo come Responsabile Commerciale di un impianto di compostaggio bergamasco, si dedica alla gestione di una cava di estrazione di minerali naturali in qualità di Responsabile. In seguito, collabora con altre due realtà attive nel settore ambientale, di cui una specializzata nel trasporto per conto terzi e l’altra che si occupa di intermediazione.

    Marco Nicola Domizio: la fondazione di Ares Ambiente

    Nel 2008 Marco Domizio fonda a Treviolo, in provincia di Bergamo, Ares Ambiente, realtà specializzata nel servizio di intermediazione rifiuti e gestione di impianti autorizzati, e attiva su tutto il territorio nazionale. L’azienda è iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali – Sezione Regionale della Lombardia Cat. 8 classe A e Cat 4/5 classe F. La sua sfera di attività riguarda lo smaltimento, il recupero e il trasporto di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi. Nel corso degli anni, la società è cresciuta molto, arrivando a far parte delle imprese “Best Performer” di Bergamo, secondo il “Lombardia Post”. L’azienda è stata inoltre premiata per il suo impegno contro i rischi di infiltrazione mafiosa con l’ottenimento delle tre stelle (corrispondenti alla valutazione massima) nel Rating di Legalità concesso dall’ACGM (l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato).

  • Il saggio di Federico Motta Editore sui social media

    I social network sono tra le innovazioni più potenti e rivoluzionarie degli ultimi decenni. Nel saggio di Federico Motta Editore si parla delle piattaforme digitali che ci hanno cambiato la vita.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: il “medium”

    La parola “media” è ormai entrata nel vocabolario di uso frequente di ogni persona. Non tutti sanno però che è il plurale del meno utilizzato “medium”, termine con il quale si indica un concetto tutt’altro che semplice. A parlarne sono Michela Nacci e Peppino Ortoleva nel saggio “I mezzi di comunicazione”, pubblicato sull’opera edita da Federico Motta Editore “L’Età Moderna”. “Il concetto di media è molto complesso e ricco di ambiguità.” – spiegano – “Il medium infatti non è un semplice intermediario sociale tra emittente e destinatario”. Qualsiasi strumento digitale, dopo essere entrato in una determinata cultura, lascia delle tracce, finendo per modificare e trasformare la società che l’ha ospitato. È così che i media digitali, in grado di azzerare le distanze e promuovere una comunicazione immediata tra le persone, hanno plasmato la cultura del XXI secolo.

    Federico Motta Editore: cos’è un social network?

    Il primo prototipo di social network risale al 1997 e porta il nome di SixDegrees. Ancora lontano dai social che conosciamo oggi, SixDegrees presentava diverse caratteristiche comuni ai moderni social network. Da allora ne è stata fatta di strada e i social network si sono articolati in un’infinità di varianti. Da Instagram a Twitter, da LinkedIn a TikTok, per non menzionare il più famoso Facebook: ognuno con le sue peculiarità ha contribuito ad invadere il web – e le nostre vite – trasformando tutto ad una velocità esorbitante. Anche la Casa Editrice Federico Motta Editore è presente su alcune di queste piattaforme. Volendo approfondire il concetto di social network, si scopre che si tratta di una rete sociale. Con questo termine, in sociologia si indica un gruppo di persone unite da diversi legami, ad esempio familiari o lavorativi. Oggi l’espressione viene però per lo più utilizzata per riferirsi ai servizi online che permettono di creare reti di relazioni con altri utenti.

  • Il leader siderurgico Riva Acciaio

    Riva Acciaio opera sul territorio italiano tramite i suoi cinque stabilimenti, situati a Caronno Pertusella (VA), Lesegno (CN), Sellero (BS), Malegno (BS) e Cerveno (BS).

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio: storia dell’azienda e attività

    Riva Acciaio è un’azienda con una lunga tradizione alle spalle. Nasce in seno al Gruppo Riva nel 1954 a partire da un’iniziativa di colui che oggi è considerato il pioniere della siderurgia italiana: Emilio Riva. Sotto la sua guida il Gruppo è cresciuto tantissimo, riuscendo sempre a garantire standard molto elevati. Riva Acciaio è stata la prima azienda italiana ad utilizzare la colata continua curva a tre linee, introdotta nel 1964 nello stabilimento di Caronno Pertusella. Con 60 anni di attività, la società oggi conta oltre 900 dipendenti ed è diventata un punto di riferimento soprattutto per quanto riguarda i prodotti lunghi e gli acciai di alta qualità. È considerata infatti il primo operatore siderurgico italiano e si situa tra i principali Gruppi europei nel settore.

    I valori e gli standard di Riva Acciaio

    Il leader siderurgico basa il proprio operato su valori come la qualità, la protezione e la tutela dell’ambiente, la trasparenza, la cura dei dipendenti. Per garantire un miglioramento costante, Riva Acciaio opera nel rispetto di norme che vengono verificate da organismi terzi e che sono testimoniate da diverse certificazioni. Con la UNI EN ISO 9001 e IATF16949, ad esempio, l’azienda adotta un Sistema di Gestione della Qualità che assicura un monitoraggio assiduo. Con la UNI ISO 45001 garantisce invece la sicurezza dei lavoratori e con la UNI EN ISO 14001 certifica il perfezionamento costante delle performance ambientali. Gli stabilimenti di Lesegno, Caronno, Cerveno e Sellero possiedono inoltre l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), mentre Malegno è in possesso dell’AUA (Autorizzazione Unica Ambientale).

  • Rifiuti, l’approccio di Ares Ambiente alle operazioni di macro raccolta

    Attiva dal 2008, Ares Ambiente nasce da un’iniziativa imprenditoriale di Marco Domizio, professionista esperto nell’intermediazione dei rifiuti. L’azienda offre i suoi servizi su tutto il territorio italiano. 

    Ares Ambiente

    Ares Ambiente: tipologie di rifiuti e destinatari della macro raccolta

    Riconosciuta dal quotidiano “LombardiaPost” come una delle eccellenze della provincia di Bergamo, Ares Ambiente è un’azienda specializzata nell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati. Fondata nel 2008 a Treviolo da Marco Domizio, professionista dalla lunga esperienza nel settore, oggi la società opera su tutto il territorio italiano grazie ad un’ampia gamma di soluzioni per il trattamento di rifiuti pericolosi e non pericolosi caratterizzati in oltre 830 codici CER (Codice Europeo dei Rifiuti). Tra i principali servizi offerti da Ares Ambiente quello relativo alla macro raccolta dei rifiuti, che prevede la gestione dell’intero processo di smaltimento e/o recupero, dal sopralluogo fino all’invio di documenti e certificazioni. Agricoltura, conserve alimentari, industria dolciaria e della panificazione, produzione di bevande, falegnamerie, impianti tessili ed estrazione di minerali sono alcune delle attività a cui si rivolge il servizio.

    Ares Ambiente: macro raccolta, le attività operative e gestionali

    In Ares Ambiente il processo di macro raccolta di rifiuti pericolosi e non pericolosi avviene in sei fasi, sviluppate con lo scopo di offrire ai clienti un servizio a 360° comprensivo della gestione documentale. La prima fase prevede il sopralluogo con controllo visivo del rifiuto e del suo processo produttivo. Si passa poi alla verifica dell’analisi chimica e della correttezza dei parametri limite in funzione del destino. Con la terza fase l’azienda identifica la destinazione finale (Recupero o Smaltimento), mentre con la quarta verifica la disponibilità degli impianti convenzionati e autorizzati e l’eventuale proposta economica. Il passaggio successivo prevede la trasmissione al produttore/detentore delle schede di caratterizzazione di base, oltre che l’organizzazione del trasporto con trasmissione di tutte le autorizzazioni ed iscrizioni per l’esecuzione del servizio. Durante la sesta ed ultima fase, Ares Ambiente provvede all’invio del Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR) e dei certificati di avvenuto smaltimento/recupero.

  • Andrea Mascetti: arte e cultura, Valore Italia disegna il futuro del Paese

    Dallo scorso febbraio nell’Advisory Board di Valore Italia, Andrea Mascetti ha preso parte all’evento organizzato a Montecitorio per presentare il programma di proposte lanciato dall’ente per il futuro del Paese.

    Andrea Mascetti: Valore Italia lancia una grande sfida per il futuro del Paese

    Andrea Mascetti è entrato nell’Advisory Board di Valore Italia lo scorso febbraio: a distanza di pochi mesi l’ente, nato per promuovere una maggior diffusione dell’arte e della cultura nel Paese, ha lanciato quella che è stata definita, a ragione, una grande sfida per il futuro dell’Italia. Lo ha fatto lo scorso 21 settembre nella Sala Stampa di Palazzo Montecitorio presentando una serie di proposte basate sull’assunto “programmare significa tutelare”. Il programma di Valore Italia si incarna concettualmente nell’ambito della cosiddetta “conservazione programmata” e si pone l’obiettivo di modellare il futuro dell’Italia su valori fondamentali quali bellezza dei paesaggi e identità territoriale attraverso una visione di lungo periodo (almeno 30 anni): un percorso da portare avanti in sinergia con altri tipi di transizione come quella green. Tra le numerose avanzate, è stata proposta una riforma fiscale che consenta, da un lato, la detraibilità delle spese culturali e, dall’altro, l’abbassamento dell’IVA sulla vendita delle opere d’arte contemporanea e in generale sui prodotti di cultura, al pari dell’IVA agevolata per la vendita dei libri. Incentivare la cultura significa poi sostenere il coinvolgimento di privati e imprese private nelle iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale: fare impresa d’altronde è anche fare cultura.

    Andrea Mascetti a Montecitorio: l’importanza dell’arte e della cultura per l’Italia nel programma di Valore Italia

    Insieme ad Andrea Mascetti sono intervenuti nel corso del convegno presso la Sala Stampa di Palazzo Montecitorio anche il Direttore Scientifico di Valore Italia Angelo Crespi, l’On. Federico Mollicone (Coordinatore dell’Intergruppo parlamentare “Cultura, Arte, Sport”) e Patrizia Asproni, Presidente della Fondazione Industria e Cultura. L’ente, nato nel 2019 sotto forma di impresa sociale per rilanciare la Scuola di Restauro di Botticino, propone inoltre l’estensione dell’Art Bonus a istituti e fondazioni private, la costituzione di un fondo cultura per l’innovazione tecnologica delle imprese e un sostegno permanente al libro e alla lettura sul modello proposto da Fondazione Cariplo al cui interno Andrea Mascetti opera da anni proprio in qualità di Coordinatore della commissione Arte e cultura. Tra le diverse soluzioni proposte da Valore Italia figurano inoltre la riattivazione della cosiddetta legge “Duepercento” (estesa per esempio alle opere infrastrutturali), l’istituzione di una rete di residenze di artista nei borghi da ripopolare oppure nei luoghi dismessi all’interno di grandi città e l’apertura di una serie di spazi espositivi (sul modello kunsthalle) per dare la possibilità ai giovani di esporre con più facilità.

  • Copma: 50 anni di storia, innovazione e qualità nel mercato nazionale dei servizi

    Considerata tra le eccellenze italiane nel settore delle pulizie e delle sanificazioni, Copma oggi si occupa con successo anche di verde-giardinaggio, trattamento e smaltimento di rifiuti speciali.

    Copma

    Copma: filosofia e valori aziendali

    Garantire servizi di qualità per contribuire concretamente al benessere della collettività. È l’obiettivo che da oltre 50 anni guida le attività di Copma, storica cooperativa fondata a Ferrara nel 1971 e considerata oggi tra le eccellenze italiane nel settore dell’igiene ambientale e della sanificazione. La società emiliana è inoltre leader nel verde-giardinaggio e nella pulizia di condotti aeraulici, attività alle quali si aggiunge anche un forte impegno nel terziario. L’elevato standard qualitativo perseguito da Copma, testimoniato da numerose certificazioni (UNI EN ISO9001, SA8000, UNI EN ISO 14001 e UNI ISO 45001) oltre alla ISO 14067 (Carbon footprint), ha consentito alla cooperativa di imporsi come punto di riferimento nel mercato nazionale dei servizi. Un modello di successo basato sul continuo miglioramento, la ricerca e la specializzazione, contribuendo a rafforzare il ruolo della cooperativa non solo come fornitore qualificato ma anche come partner per le comunità ospedaliere e la grande industria.

    Copma: focus sulle attività della cooperativa

    Ampia è la gamma dei servizi offerti da Copma. Nell’ambito della pulizia e della sanificazione di ambienti e impianti di trattamento aria, la cooperativa di Ferrara lavora principalmente per conto della Pubblica Amministrazione, delle aziende sanitarie ed ospedaliere, delle industrie e delle comunità scolastiche. In collaborazione con l’Università di Ferrara, ha inoltre sviluppato l’innovativo sistema di sanificazione Pchs® (Probiotic Cleaning Hygiene System), che grazie all’utilizzo di particolari detergenti microbici consente una riduzione del 52% delle infezioni nosocomiali e una protezione di 24 ore nei confronti del Covid-19. Anche la progettazione, realizzazione e manutenzione di aree a verde (pubbliche e private) rientra tra le principali attività di Copma. Grazie all’ingresso nel capitale di diverse società, la cooperativa è inoltre impegnata attivamente nella cura e nella diagnostica, nel trattamento e smaltimento dei rifiuti pericolosi, nel settore immobiliare ed in quello dei trasporti.

  • Investimenti sostenibili ESG: Banca Generali in Guatemala con BG4SDGs – Time to Change

    Investimenti sostenibili ESG: BG4SDGs – Time to Change è il progetto realizzato da Banca Generali insieme al fotografo Stefano Guindani. Esplorare il mondo della sostenibilità attraverso i 17 SDGs dell’Agenda ONU 2030.

    Investimenti sostenibili ESG: BG4SDGs – Time to Change di Banca Generali

    Banca Generali insieme a Stefano Guindani, fotografo di fama internazionale, per fare il punto sull’avanzamento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Un’iniziativa confluita in BG4SDGs – Time to Change, progetto che pone le basi per una duplice analisi della questione: da un lato evidenziare l’azione negativa dell’uomo sull’ambiente, dall’altro mostrare importanti soluzioni di recupero attraverso l’innovazione e la sostenibilità. Come illustrato da Banca Generali, la rotta è quella dei Sustainable Development Goals, fondamenta per le strategie connesse agli investimenti sostenibili ESG. I luoghi visitati sono numerosi e rappresentativi di diverse zone nel mondo: Kenya, Brasile, Norvegia, Australia, Stati Uniti, Sudafrica, Israele, Guatemala, solo per citarne alcuni. Proprio in Guatemala il progetto ha approfondito il Sustainable Development Goal numero 1, dedicato a contrastare la povertà in tutte le sue forme: un principio che anche negli investimenti sostenibili ESG può trovare un contributo significativo.

    Banca Generali e investimenti sostenibili ESG: focus sull’SDG n. 1

    Anche nel capitolo dedicato al Guatemala, l’iniziativa di Banca Generali si è rivolta direttamente “sul campo” per esplorare con chiarezza un punto specifico degli SDGs. In particolare, la lente di Stefano Guindani ha riportato alcune situazioni di estrema povertà riscontrate a Ciudad de Guatemala, capitale dello Stato omonimo, oltre che maggiore zona urbana in America centrale. Qui è presente il fenomeno dei “basureros”, grandi comunità di persone che cercano di sopravvivere in condizioni di povertà estrema. Ciudad de Guatemala ospita infatti un’enorme area con alloggi di fortuna, localmente definita come “discarica della zona 3”. Il fenomeno è purtroppo in crescita anche in altre aree dell’America centrale, come Haiti, Nicaragua e Honduras: luoghi in cui l’SDG n. 1 punta a dare un impulso notevole per sviluppare progetti di contrasto alla povertà in tutte le sue forme. In che modo gli investimenti sostenibili ESG possono spingere verso questa direzione? Come evidenziato da Banca Generali in più occasioni, anche gli investitori privati hanno la possibilità di contribuire alla realizzazione dell’Agenda 2030 ONU: è possibile farlo scegliendo le soluzioni che maggiormente si legano agli investimenti sostenibili ESG, una scelta intenzionale verso attività attente a questi temi.

  • Elezioni 2022, Giampiero Catone: priorità del futuro Governo sarà risolvere la crisi del lavoro

    Nell’editoriale pubblicato su “La Discussione”, Giampiero Catone rimarca l’urgenza di far tornare il lavoro e le pensioni al centro del dibattito politico.

    Giampiero Catone

    Giampiero Catone sulla crisi del lavoro in Italia

    Gli errori del passato hanno portato, secondo Giampiero Catone, “ad una crisi profonda nel sistema di domanda e offerta” che minaccia severamente l’economia del Paese. Stando al Bollettino di Anpal, le aziende stanno riscontrando difficoltà in 277mila assunzioni, ostacolate dalla mancanza di candidati o di una “preparazione adeguata”. La colpa sarebbe da imputare, da un lato, alla crisi del valore del lavoro, e quindi di sacrificio da parte dei giovani, dall’altro ai salari troppo bassi che li scoraggiano ad impegnarsi. Un altro caso emblematico del mondo del lavoro riguarda la sanità, che vede sempre più medici abbandonare le corsie ospedaliere e preferire “il gettone a chiamata per le visite a domicilio”. Attualmente sono circa 15mila i camici bianchi a chiamata, per un totale di 18 milioni di prestazioni. Questa situazione, oltre che a ribaltare la realtà lavorativa nella sanità, costituisce anche un problema per la sicurezza dei pazienti, dal momento in cui “in larga parte si tratta di giovani non specializzati”.

    Giampiero Catone analizza le proposte di Meloni, Letta e Calenda

    Per Giampiero Catone non ci sono dubbi: qualunque sia il Governo che emergerà dalle prossime elezioni politiche dovrà dare soluzioni concrete sul fronte lavoro. Giorgia Meloni con FDI ha annunciato di voler dare “spazio all’occupazione e ai giovani”, in primis riducendo le tasse sul lavoro mediante il taglio strutturale del cuneo fiscale e contributivo. Nel piano della leader di FDI le aziende che assumeranno di più saranno premiate con meno tasse. E poi si amplierebbe l’utilizzo dei voucher e si rilancerebbero i contratti di apprendistato e i tirocini. Enrico Letta (PD) punta invece a “incentivare i contratti a tempo indeterminato e sviluppare forme di contratto di primo impiego con l’obiettivo di far sì che il primo lavoro non sia più uno stage gratuito”. Per i leader di “Azione” e “Italia Viva”, invece, la precarietà si combatte promuovendo la “flessibilità regolare” e supportando “le imprese che investono in riqualificazione della forza lavoro non solo dipendente”.

  • Dalla laurea a Tecnicaer Engineering: la carriera di Fabio Inzani

    Esperto in edilizia civile, Fabio Inzani è ai vertici di Tecnicaer Engineering dal 2001: la formazione e gli incarichi ricoperti.

    Edilizia civile, l’impegno di Fabio Inzani

    Dal 2001 alla guida di Tecnicaer Engineering – società di ingegneria integrata specializzata nella progettazione di strutture sanitarie, universitarie e scolastiche, penitenziarie e militari, impiantistica avanzata e tecnologie legate al risparmio energetico, al teleriscaldamento e alle energie rinnovabili – Fabio Inzani possiede competenze specifiche nel settore dell’edilizia civile. Nel corso della sua carriera professionale si è occupato della progettazione e realizzazione di interventi nel settore pubblico e privato, non solo a livello nazionale ma anche internazionale. Il Nuovo Ospedale di Vimercate, il Nuovo Ospedale pediatrico Buzzi di Milano, il Nuovo Ospedale Galliera di Genova, la nuova sede della facoltà di Veterinaria a Lodi dell’Università degli studi di Milano e il Nuovo Carcere di Nola sono solo alcune delle principali soluzioni progettuali elaborate dal Gruppo che guida. Nel 2008 fonda Mythos Consorzio Stabile ricoprendo il ruolo di Amministratore Delegato e Direttore Tecnico. Oltre a essere autore di articoli e pubblicazioni focalizzati su tematiche di tipo sanitario ed energetico, è relatore di corsi e convegni dedicati all’edilizia ospedaliera. Fabio Inzani è inoltre impegnato in ambito universitario: docente presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, tiene uno slot nell’ambito del Master di II livello in Pianificazione, Programmazione e Progettazione dei Sistemi Ospedalieri e Socio-sanitari.

    Fabio Inzani: formazione e incarichi ricoperti

    Nato a Rimini nel 1967, Fabio Inzani consegue nel 1994 la laurea in Ingegneria Aeronautica presso il Politecnico di Torino. Nello stesso anno ottiene l’abilitazione alla professione. La sua formazione prosegue presso l’Università degli Studi di Bologna, dove si specializza in “Progettazione e Gestione di Edifici Ospedalieri”, con iscrizione al Ministero della Sanità in qualità di tecnico abilitato. Successivamente, viene nominato Responsabile della Sicurezza Strutturale di Protezione e Prevenzione per l’Azienda USL della Valle d’Aosta. Dal 1999 al 2002 torna a Torino per ricoprire i ruoli di Ingegnere Capo, Responsabile Ufficio Tecnico, Coordinatore del Ciclo e Responsabile del Procedimento per l’Azienda Ospedaliera CTO-CRF Maria Adelaide. Fabio Inzani che da oltre 25 anni svolge, a livello nazionale e internazionale, l’attività di Ingegnere General Manager, ha ricevuto il premio per il miglior progetto di finanza strutturata nell’iniziativa “Buoni Esempi” per il Project Financing in Concessione della Nuova Unità Spinale Unipolare di Torino. Non solo opera in veste di Energy Manager presso il Ministero dell’Industria, ma è anche Tecnico abilitato antincendio presso il Ministero degli Interni, membro dell’I.F.H.E. (International Federation of Hospital Engineer) e membro del Consiglio Nazionale del CNETO (Centro Nazionale per l’Edilizia e la Tecnica Ospedaliera).

  • Investimenti ESG, Davide D’Arcangelo (Impatta4Equity) ospite a “Il Mondo alla Radio Weekend”

    Impatta4Equity è un veicolo di investimento che prende spunto dai valori ambientali e sociali dell’enciclica Laudato Si’. Davide D’Arcangelo ne parla in un’intervista andata in onda su Radio Vaticana.

    Davide D'Arcangelo

    Davide D’Arcangelo: per affrontare la transizione necessario fronte comune

    Gli effetti del climate change e il graduale deterioramento del pianeta impongono all’Italia una decisa accelerazione verso la transizione ecologica. Un cambio di paradigma “non indolore, ma che sicuramente avrà i suoi benefici nel completo ciclo della vita nel lungo periodo”. Non ha dubbi Davide D’Arcangelo, che tuttavia avverte: “È il sistema-paese che deve marciare verso un cambio di paradigma”. Lo scorso 30 luglio il Founder di Next4 è stato intervistato durante il programma “Il Mondo alla Radio Weekend”, in onda su Radio Vaticana, in merito al lancio di Impatta4Equity. Presentata a giugno, l’investment company nasce per promuovere i valori ambientali e sociali espressi nell’enciclica di Papa Francesco Laudato Si’. Il nuovo veicolo di investimento, promosso dal network di imprese Impatta e coordinato da Next4, finanzierà imprese e startup italiane attive nel settore della green economy e dell’innovability. Realtà che verranno selezionate tramite il sistema Value Metrics, che coniuga i criteri ESG con la dottrina della Chiesa in materia di tutela ambientale e società. Pierluigi Sassi, CEO e ospite del programma insieme a Davide D’Arcangelo, ha dichiarato: “Vogliamo soprattutto creare dei buoni esempi, un buon modello che produca valore sui tre assi, economico ma anche sociale ed ambientale”.

    Davide D’Arcangelo: istituzioni e stakeholder guardano sempre più ai temi ambientali e sociali

    Attualmente, prosegue Davide D’Arcangelo, è sotto gli occhi di tutti il ruolo sempre più preponderante delle aspirazioni ecologiche e sociali. Per l’esperto di innovazione si tratta di una vera e propria “operazione culturale” che sta permeando in primis le istituzioni, alle quali si sono aggiunti “gli stakeholder che cooperano al movimento civile e alla costruzione della società moderna”. Fondamentale per la transizione l’appoggio delle politiche pubbliche e industriali, nonché del sistema finanziario. Perno del cambiamento di paradigma l’innovazione: “Azioni come Impatta4Equity sono azioni di sistema-paese – conclude Davide D’ArcangeloMi viene da dire che non sono solo percorsi di natura finanziaria ma a mio modo di vedere sono percorsi che cambiano proprio il paradigma tra impresa, università, cittadino, Stato, finanza”.

  • Ares Ambiente: macro raccolta, come funziona e a chi è rivolto il servizio

    Fondata da Marco Nicola Domizio, Ares Ambiente è un’azienda specializzata e accreditata con oltre dieci anni di esperienza nel settore dell’intermediazione dei rifiuti.

    Ares Ambiente

    Macro raccolta, le fasi principali del modello Ares Ambiente

    Operativa su tutto il territorio italiano, Ares Ambiente è un’azienda con sede a Treviolo (Bergamo) che opera dal 2005 nello smaltimento, recupero e trasporto dei rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi. Nata su iniziativa di Marco Domizio, negli anni Ares Ambiente ha ampliato le sue attività arrivando a fornire soluzioni efficienti per il trattamento di rifiuti caratterizzati in oltre 830 codici CER/EER (Codice Europeo dei Rifiuti) oggi noto come Elenco Europeo dei Rifiuti. Consapevole dell’importanza dei servizi offerti, l’azienda soddisfa nelle sue attività criteri di efficienza, economicità e trasparenza, aggiornandosi costantemente in materia di autorizzazioni, normative e tecnologie. Tra le attività spicca quella della macro raccolta di rifiuti pericolosi e non pericolosi: Ares Ambiente offre infatti una gestione del processo a 360°, garantendo il massimo rispetto delle normative vigenti. Sono sei le fasi in cui si articola il processo, che parte dal sopralluogo con controllo visivo e l’analisi chimica del rifiuto, fino al trasporto e l’invio della documentazione di avvenuto smaltimento/recupero.

    Ares Ambiente, a chi è rivolto il servizio di macro raccolta

    I rifiuti interessati dalla macro raccolta possono essere pericolosi, non pericolosi e speciali. Numerose le attività produttive e commerciali che possono rivolgersi ad Ares Ambiente. Aziende chimiche e metallurgiche, acciaierie, imprese edili, officine, falegnamerie, attività del settore ittico e agro-alimentare (acquacoltura, industria dolciaria, produzione di bevande) ne sono un esempio. Oltre a smaltire i rifiuti con accesso diretto a impianti in tutta Europa, grazie al servizio di macro raccolta di Ares Ambiente è possibile anche il recupero di materiali come terre, refrattari, polveri, ceneri, materiali da demolizioni, FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Organico). L’azienda è impegnata nella realizzazione di un nuovo impianto di compostaggio destinato proprio al trattamento della FORSU e che sorgerà nella provincia di Frosinone.

  • Siderurgia, produzione colpita dalla guerra in Ucraina: le misure adottate da Riva Acciaio

    Come contrastare l’impatto della guerra in Ucraina sulla produzione? Le misure adottate da Riva Acciaio per far fronte alle problematiche attuali.

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio, le misure per contrastare gli effetti della guerra in Ucraina sulla produzione

    In un contesto in cui i temi sull’aumento dei costi delle materie prime e sull’impatto della guerra in Ucraina sono all’ordine del giorno, numerose realtà sono impegnate ad attuare tutte le possibili contromisure per far fronte alle attuali problematiche. Lo scorso marzo, il settimanale “Provincia Granda” ha raccolto il parere di alcune aziende del Cebano e della Val Tanaro, tra cui Riva Acciaio. L’operatore siderurgico è tra i principali produttori di acciai di qualità destinati a tutti i settori dell’industria meccanica. Tuttavia, gli elementi di lega (come nichel e cromo) sono presenti principalmente nelle miniere russe e ucraine. Alle problematiche di approvvigionamento causate dal conflitto tra i due Paesi, si sommano il caro energia e la situazione di stallo in cui da tempo si trova il mercato del rottame di acciaio destinato al riciclo per la produzione di nuovo acciaio. Per far fronte all’attuale situazione, il Gruppo è impegnato nella continua ricerca di risparmio sui consumi di energia elettrica e gas. Nel corso degli anni Riva Acciaio ha investito molte risorse al fine di contrastare i consumi energetici ed inoltre, soprattutto in questo periodo, concentra la produzione durante le fasce orarie in cui il costo dell’energia è minore.

    Riva Acciaio: innovazione e qualità

    Con una produzione che lo scorso anno ha raggiunto 6,6 milioni di tonnellate di acciaio, Riva Forni Elettrici si situa tra i principali produttori di acciaio in Europa. Riva Acciaio, controllata da Riva Forni Elettrici, è leader in Italia nella realizzazione di prodotti lunghi e di acciai di alta qualità. Riva Acciaio, è stata fondata nel 1954 e oggi conta 1.000 dipendenti e cinque stabilimenti sul territorio nazionale: la triade della Valle Camonica (Sellero, Malegno e Cerveno), Caronno Pertusella (in provincia di Varese) e Lesegno (in provincia di Cuneo). Quest’ultimo rappresenta il fiore all’occhiello dell’operatore siderurgico: laboratorio all’avanguardia e cuore tecnologico dell’intero Gruppo, lo stabilimento di Lesegno collabora con varie Università e centri di ricerca come il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa ed è dotato di apparecchiature innovative, tra cui il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”. Acquistato da Riva Acciaio nel 2003, il simulatore è uno strumento unico in Italia, in grado di riprodurre tutte le fasi di fabbricazione dell’acciaio e di ogni tipo di lega.

  • Dalla laurea all’esordio in ambito energetico: la carriera di Luciano Castiglione

    Energia, efficientamento e sostenibilità: dopo la laurea in Farmacia, Luciano Castiglione ha proseguito con importanti esperienze professionali in ambito energetico.

    Luciano Castiglione

    Settore energetico: l’impegno di Luciano Castiglione

    La carriera di Luciano Castiglione nel settore energetico prende avvio oltre 20 anni fa quando nel 2000 fa il suo ingresso in Edison S.p.A. Nel corso della sua esperienza professionale si occupa, in veste di Account Manager, dell’amministrazione di 24 Consorzi e 230 aziende della zona adriatica. La sua carriera prosegue successivamente presso la società Roma Gas&Power S.p.A. nel ruolo di Direttore Commerciale Marketing. Ulteriori esperienze significative presso realtà attive in ambito energetico, con conseguenti incarichi di responsabilità, consentono a Luciano Castiglione di coltivare l’interesse per questo settore. Ancora oggi, infatti, è impegnato in progetti e iniziative connesse all’efficientamento energetico. Nel suo blog, inoltre, approfondisce diversi argomenti di stretta attualità, legati al mondo dell’energia, dell’efficientamento e della sostenibilità. Dal 2021 collabora con la Direzione Commerciale Area Adriatico Sud di Unoenergy S.p.A.

    Luciano Castiglione, le tappe principali della carriera professionale

    Dopo aver conseguito nel 1987 il diploma al liceo classico R. Settimo, Luciano Castiglione (originario di Caltanissetta) si iscrive all’Università di Palermo laureandosi alla Facoltà di Farmacia con il massimo dei voti, è il 1991. Tre anni più tardi esordisce presso il Gruppo Angelini: inizialmente nominato Direttore Tecnico del Centro di Distribuzione di L’Aquila per A.DI.VAR S.p.A., ricopre successivamente incarichi di crescente responsabilità fino alla nomina come Responsabile Logistico-Commerciale per il centro Italia. Nel corso degli anni decide di ampliare le proprie conoscenze in altri ambiti: tra il 1997 e il 1998, Luciano Castiglione frequenta diversi corsi di specializzazione tra cui “Il marketing e l’analisi delle potenzialità”, “Facing e category management” e “La cultura del cliente”, tenuti a Milano da Pharma Group; “Management aziendale e GeoMarketing” a cura della IMS Health e “La gestione della forza di vendita” organizzato da SDA Bocconi.

  • Fabio Inzani: in Tecnicaer la priorità è l’armonia tra edilizia e sostenibilità

    La società di Ingegneria Integrata guidata da Fabio Inzani, Tecnicaer Engineering, si avvale di una metodologia innovativa a favore di un’edilizia sostenibile. I vantaggi del digital twin.

    Fabio Inzani

    Fabio Inzani: quando l’edilizia incontra la sostenibilità

    Il concetto di sostenibilità è diventato oggi una priorità assoluta in molteplici contesti: il settore edilizio è senza dubbio uno di questi. Non a caso sono sempre più numerose le realtà fortemente impegnate nella realizzazione di modelli di edilizia sostenibile: Tecnicaer Engineering, società di cui Fabio Inzani è Presidente, si basa sul giusto equilibrio tra il comportamento passivo degli edifici e l’ottimizzazione dell’efficienza energetica. Dal 2015 la società di Ingegneria Integrata si avvale di sofisticati strumenti di modellazione digitale parametrica che le consentono di adottare un approccio integrato a 360° di tutte le componenti del sistema edilizio. Seguendo tale metodo, il team di Tecnicaer Engineering, guidato da Fabio Inzani, ha portato a termine diversi importanti progetti: tra i più recenti rientrano la riqualificazione dell’Ospedale del Mugello e la riqualificazione del Centro di addestramento della Polizia di Nettuno, a cui si aggiunge anche la realizzazione del nuovo Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa.

    Focus sulla metodologia utilizzata dal Gruppo guidato da Fabio Inzani

    L’utilizzo di tale approccio consente al Gruppo guidato da Fabio Inzani di avvalersi di un’ulteriore metodologia innovativa, il digital twin. Creando un gemello digitale del complesso edilizio è possibile realizzare diverse riproduzioni capaci di simulare il reale comportamento del sistema edificio – impianto ottimizzando al contempo il funzionamento dello stesso. Quali sono quindi i vantaggi derivati dall’utilizzo di tale approccio? Attraverso le ricerche sul comportamento attivo dell’involucro edilizio è possibile valutare il beneficio sui fabbisogni energetici e sul regime dei sistemi impiantistici, non solo, le analisi energetiche dinamiche forniscono gli andamenti sovrapponibili ai reali fabbisogni energetici giornalieri e la previsione dell’eventuale spesa annua. L’autoapprendimento dei sistemi di generazione consente di attivare una serie di algoritmi capaci di adattare il regime al punto di massimo rendimento di generazione e di emissione dei terminali. Infine, le simulazioni fluidodinamiche eseguite dal team di Fabio Inzani hanno lo scopo di perfezionare la climatizzazione degli ambienti.

  • Ristorazione collettiva, le attività di Serenissima Ristorazione nel Mezzogiorno

    Leader per pasti prodotti e aziende servite, Serenissima Ristorazione ha confermato nel Sud Italia la propria capacità di portare innovazione e qualità nel settore della ristorazione collettiva.

    Serenissima Ristorazione al Sud: dall’arrivo nel 2016 a oggi

    Serenissima Ristorazione è un punto di riferimento in Italia per l’alimentazione sicura e completa. Nata in Veneto, dopo l’affermazione nel Nord ha esteso le proprie attività commerciali anche nel Mezzogiorno, dove è arrivata nel 2016. Sin da allora è riuscita a introdurre elevati standard qualitativi e innovazione nel settore della ristorazione collettiva, con risultati significativi sia in ambito socio-sanitario che scolastico. Attualmente è presente in Basilicata, Campania, Puglia e Sicilia, regioni in cui garantisce 8 milioni di pasti all’anno. Tradotto nel quotidiano, è capace di fornire 22.000 pietanze al giorno suddivise tra colazione, pranzo e cena. Il punto di partenza per Serenissima Ristorazione fu l’inaugurazione della filiale Sud ad Avellino e, nello stesso periodo, l’aggiudicazione di importanti gare nella ristorazione socio-sanitaria in Campania e in quella sanitaria in Sicilia. Un’espansione frutto del Piano Industriale stilato nel 2014 con il supporto di Maurizio Palumbo, Direttore di Filiale Area Sud Italia, e finalizzato a rispondere con efficacia alle esigenze espresse dal territorio.

    Serenissima Ristorazione, i principi alla base della crescita

    Serenissima Ristorazione è in prima linea in Basilicata e Campania anche nella ristorazione scolastica, a cui si aggiungono le attività nella ristorazione aziendale e commerciale in Puglia e Sicilia. Non solo: presso l’Azienda Ospedaliera Antonio Cardarelli di Napoli, il più grande ospedale del Sud Italia, ha avviato un centro di produzione pasti con alti standard tecnologici e di sicurezza alimentare e ambientale. Al Cardarelli è stato introdotto l’innovativo metodo Cook&Chill che assicura elevata qualità nutrizionale e organolettica, salubrità del prodotto, oltre che riduzione del rischio di contaminazione da microbi e minimizzazione degli sprechi. Tra i valori alla base della crescita vi sono quelli della sostenibilità e della valorizzazione territoriale: ne consegue una scelta di fornitori italiani a chilometro zero e bio, la selezione di materie prime di altissima qualità e iniziative di riduzione dell’impatto ambientale, come l’utilizzo di materiale compostabile al posto della plastica tradizionale. Azioni che sono valse l’inserimento di Serenissima Ristorazione tra le 300 “Green Stars” della sostenibilità nella categoria “Servizi di Ristorazione” in Italia. Supportato già da 1.500 dipendenti al Sud, il Gruppo è intenzionato a proseguire nella crescita con ulteriori investimenti specifici, che faranno seguito ai 15 milioni di euro già investiti nel Mezzogiorno.

  • Massimo Malvestio: la carriera e l’attività in ambito editoriale, il focus

    Dall’acquedotto di Valdobbiadene al rischio inflazione: la lungimiranza e la profondità di pensiero dell’avvocato Massimo Malvestio sono ancora oggi motivo di notizia.

    Massimo Malvestio

    Le competenze trasversali di Massimo Malvestio

    Massimo Malvestio guida oggi Praude Asset Management Ltd in qualità di Presidente del Comitato per gli Investimenti: da lui fondata nel 2009, la società di gestione patrimoniale fornisce servizi di investimento operando su licenza della Malta Financial Services Authority (MFSA). La passione per la finanza si è intrecciata di continuo alla lunga attività professionale nell’avvocatura per poi “trovare una forma più compiuta” in Praude Asset Management Ltd: “Sono stato un grande amico di Mario Zarattini e ancora prima che si trasferisse a Lugano e fondasse la sua banca molti erano i progetti nel campo finanziario di cui abbiamo discusso insieme”, ha ricordato in un’intervista rilasciata a inizio anno. Non solo: Massimo Malvestio ha collaborato per anni con diverse testate tra cui “Nordesteuropa” e “Corriere del Veneto” analizzando in una serie di editoriali alcune storiche operazioni finanziarie e denunciando problematiche anche di natura politica ancora oggi presenti nel territorio. Il suo punto di vista accorto e lungimirante fa sì che ancora oggi i suoi editoriali siano riproposti da testate come “Italy Post”.

    Massimo Malvestio: la voce dell’avvocato negli editoriali pubblicati da autorevoli testate

    La lungimiranza dell’avvocato Massimo Malvestio riesce ancora oggi a fare notizia. Basti pensare a quanto riportato lo scorso agosto da “Vicenza Più” in merito all’acquedotto di Valdobbiadene, per il quale nelle scorse settimane si sono resi urgenti una serie di interventi sollecitati già nel 2007, in un editoriale firmato dall’avvocato: nel bel mezzo della siccità che sta colpendo pesantemente anche il Veneto, a Valdobbiadene, Segusino e Quero-Vas, a causa della crisi idrica, è stata ridotta la portata delle reti. Niente di nuovo: “Vicenza Più” ha ripreso infatti alcuni stralci dell’editoriale pubblicato nel 2007 dal “Corriere del Veneto” in cui l’avvocato sottolineava alcune problematiche di funzionamento dell’acquedotto sollecitando interventi urgenti. Non solo: qualche settimana fa anche “Venezie Post” ha intervistato Massimo Malvestio dopo che lo scorso anno, in una precedente intervista, aveva paventato la possibilità di un rialzo dell’inflazione al 5%. In molti allora espressero scetticismo: oggi la realtà ha invece dato ragione all’avvocato e la parola “inflazione” è riemersa prepotentemente nei notiziari e sui giornali con effetti che sono sotto gli occhi di tutti.

  • Serenissima Ristorazione all’”Innovation Days 2022” per parlare di digitalizzazione e sostenibilità

    A Venezia la quarta tappa del roadshow targato “Il Sole 24 Ore”. Sul palco Giulia Putin, Chief Purchasing Manager di Serenissima Ristorazione.

    Serenissima Ristorazione: digitale, da chiave di sviluppo aziendale a leva per contrastare le disuguaglianze

    SI è tenuta lo scorso 23 settembre a Venezia la tappa veneta di “Innovation Days 2022”, il roadshow promosso da “Il Sole 24 Ore” in collaborazione con Confindustria con l’obiettivo di raccontare l’economia italiana attraverso le eccellenze regionali. Digitalizzazione e sostenibilità al servizio della ripartenza post-pandemica i temi al centro della quarta edizione. Al confronto ha preso parte anche Serenissima Ristorazione: Giulia Putin, Chief Purchasing Manager, è intervenuta come relatrice al panel “La transizione digitale come leva per lo sviluppo delle imprese”. Se da un lato l’emergenza Covid-19 ha confermato “quanto l’innovazione digitale sia un fattore chiave” per la crescita delle aziende, ha dichiarato la manager, è vero anche che la pandemia ha inasprito le disuguaglianze sociali, sia a livello territoriale che generazionale. Per contrastare il fenomeno, Serenissima Ristorazione ha fatto leva proprio sul digitale. La formazione uno degli ambiti maggiormente coinvolti, con una delle ultime iniziative che riguarda la creazione di una piattaforma e-learning: “Uno strumento digitale che rappresenta una modalità di apprendimento particolarmente interessante e flessibile, che offre importanti vantaggi, tra i quali la possibilità di ricorso alla formazione ‘anytime and anywhere’”, ha spiegato Giulia Putin.

    Trasformazione digitale e transizione ecologica, l’impegno di Serenissima Ristorazione

    Sotto il profilo dei processi aziendali, Serenissima Ristorazione ha avviato un imponente progetto di trasformazione digitale esteso a tutti gli ambiti di attività. Un esempio è la ristorazione aziendale, dove attrezzature di ultima generazione come i frigoriferi smart consentono di prenotare i pasti tramite app e ritirarli quando si vuole grazie ad un codice QR univoco. O ancora, il monitoraggio dei pasti durante il trasporto e l’utilizzo di software che consentono di inviare le diete personalizzate direttamente ai centri di produzione della società. La transizione digitale va tuttavia di pari passo con quella ecologica, ha ricordato Giulia Putin sul palco. L’integrazione delle nuove tecnologie digitali può offrire vantaggi anche sul fronte della sostenibilità ambientale. L’obiettivo di Serenissima Ristorazione è continuare ad investire per accelerare sulle due direttrici e offrire prodotti e servizi sempre più sostenibili, agili e personalizzabili: “Un chiaro obiettivo della nostra strategia per il prossimo triennio è quello di accelerare la transizione verso un’economia sostenibile e competitiva grazie a processi e strumenti più digitali”, ha concluso la Chief Purchasing Manager.

  • Andrea Mascetti: ESG, lo Studio Legale Mascetti nel raggiungimento dell’accordo per Rosignano

    Il contributo dello Studio Legale guidato dall’avvocato Andrea Mascetti nel raggiungimento dell’accordo tra il fondo Bluebell Capital e Solvay che mette fine alla campagna attivista One-Share Environmental, Social and Governance (ESG).

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: lo Studio Legale Mascetti a fianco del fondo Bluebell nella campagna attivista ESG su Rosignano

    Lo Studio Legale Mascetti, fondato nel 2004 dall’avvocato Andrea Mascetti, ha assistito il fondo Bluebell Capital Partners Limited nella vertenza che ha portato alla sottoscrizione di un accordo con la multinazionale belga Solvay relativo all’area industriale di Rosignano nel livornese. L’intesa prevede l’impegno di Solvay a ridurre le emissioni di CO2 e ad azzerare lo scarico di residui in mare entro il 2050: in questo modo “è stato raggiunto il necessario equilibrio tra le necessità del polo industriale toscano e quelle, altrettanto fondamentali, di tutela ambientale dell’area”, spiega in merito l’avvocato Andrea Mascetti. La firma dell’accordo pone fine alla campagna attivista One-Share Environmental, Social and Governance (ESG) che ha impegnato per anni il fondo Bluebell Capital nell’ottica di migliorare le prassi ambientali a Rosignano.

    Andrea Mascetti: profilo e specializzazioni dello Studio Legale Mascetti

    È il 2004 quando l’avvocato Andrea Mascetti, dopo una serie di importanti esperienze in rinomati studi legali, decide di intraprendere un percorso lavorativo autonomo e dà vita allo Studio Legale Mascetti. L’aggiornamento costante delle competenze dei professionisti di cui si avvale, unitamente alla rete di collaborazioni che ha saputo costruirsi negli anni a livello nazionale e internazionale, lo hanno portato a crescere significativamente acquisendo notevole rilievo per la qualità delle consulenze fornite in ambito giudiziale e stragiudiziale a privati, società e amministrazioni pubbliche che necessitano assistenza in materia di diritto civile, amministrativo e penale. Web reputation, diritto ambientale e normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti (Legge 231), al centro di casi sempre più discussi dall’opinione pubblica, sono alcune delle materie giuridiche in cui lo Studio Legale guidato dall’avvocato Andrea Mascetti è altamente specializzato.

  • Marco Domizio: lo smaltimento dei rifiuti in Ares Ambiente

    Ares Ambiente, società fondata da Marco Nicola Domizio, approfondisce il tema della classificazione dei rifiuti, regolamentata dal Codice Europeo dei Rifiuti e dal D.Lgs. 117/2020.

    Marco Nicola Domizio: il recupero dei rifiuti in Ares Ambiente

    Ares Ambiente, specializzata nello smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti speciali (pericolosi e non pericolosi), è stata fondata da Marco Domizio ed è attiva su tutto il territorio nazionale. I rifiuti gestiti dall’azienda provengono da un’ampia varietà di attività produttive, di vendita all’ingrosso e di distribuzione di prodotti appartenenti a diverse categorie merceologiche. Tra queste troviamo: attività agricole e agro-industriali; attività di costruzione e demolizione; lavorazioni industriali; lavorazioni artigianali; attività commerciali; attività di recupero e smaltimento di rifiuti e fanghi; attività sanitarie; veicoli fuori uso.

    Marco Domizio: come si classificano i rifiuti

    All’interno di una società attenta alla tutela ambientale e promotrice di un’economia di tipo circolare assume importanza primaria la classificazione dei rifiuti, uno strumento utile per identificare in modo univoco i rifiuti generati da diverse tipologie di attività. L’azienda guidata da Marco Nicola Domizio spiega in un approfondimento la normativa vigente in Italia in materia di classificazione dei rifiuti. Quest’ultima è regolamentata dal D.Lgs. 117/2020 che distingue i rifiuti sulla base della loro origine e della loro pericolosità. Una prima distinzione viene fatta tra i rifiuti identificati come urbani e quelli considerati speciali. I primi sono quelli che derivano dalle abitazioni ed il cui smaltimento viene gestito dalle Pubbliche Amministrazioni. I secondi sono quelli che provengono invece dalle attività produttive. Sia i rifiuti urbani che i rifiuti speciali vengono poi classificati in pericolosi e non pericolosi. A livello europeo, la classificazione avviene sulla base di un codice noto come Codice Europeo dei Rifiuti (CER).

  • Davide D’Arcangelo: Ulixes Capital nel network Next4

    Le due realtà si sono impegnate a collaborare per lo sviluppo di progettualità comuni. Soddisfatto il co-founder di Next4 Davide D’Arcangelo: “Insieme per diventare punti di riferimento dell’ecosistema italiano dell’innovazione”.

    Davide D'Arcangelo

    Davide D’Arcangelo: Next4 – Ulixes Capital, gli obiettivi della partnership

    “Ulixes è una realtà importante nel settore del venture capital, con una visione chiara del futuro e un approccio innovativo al business: per questo siamo molto felici di questa stretta di mano”. È con queste parole che Davide D’Arcangelo, co-founder di Next4, ha commentato l’ingresso della holding guidata da Andrea Bonabello. Le due realtà hanno siglato di recente un accordo quadro che riguarda lo sviluppo di progettualità comuni. Nei prossimi anni la collaborazione potrà estendersi ad attività in ambito commerciale, finanziario, relazionale e comunicativo. La partnership con Ulixes Partners Capital – si legge nel comunicato di Next4 – garantirà “un reciproco arricchimento sia in termini imprenditoriali che di crescita di network”. “Siamo certi – ha aggiunto Davide D’Arcangeloche questa collaborazione contribuirà a farci crescere ancora sia come investitori che come punti di riferimento per l’ecosistema dell’innovazione italiano”.

    Davide D’Arcangelo: Next4, l’evoluzione del club deal investor

    La fondazione di Next4 risale al 2018, quando Davide D’Arcangelo, Angelo Paletta e Pierluigi Sassi – esperti di innovation management e processi industriali – decidono di lanciare una start-up con l’obiettivo di favorire in Italia lo sviluppo di un nuovo ecosistema dell’innovazione. Oggi il club deal investor si comporta come un vero e proprio innovation manager in grado di ricercare e portare avanti progetti strategici fin dalla fase di early stage. Il suo network è composto non solo da aziende consolidate, investitori e start-up, ma anche da istituzioni, centri di innovazione e università. In pochi anni, grazie soprattutto agli investimenti nella sanità digitale (Generative Care, IPSA, Natea), l’iniziativa di Davide D’Arcangelo, Angelo Paletta e Pierluigi Sassi ha accresciuto il suo valore del 150%. Next4 si occupa inoltre di coordinare IMPATTA, rete di imprese e professionisti ispirata all’Earth Day Italia e che opera per favorire il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030.

  • Attilio Mazzilli: il percorso in Orrick e le precedenti esperienze professionali

    Attilio Mazzilli, Partner della nota global law firm Orrick, Herrington & Sutcliffe LLP, annovera nel suo curriculum diverse operazioni di rilievo. Tra le realtà assistite anche Intesa Sanpaolo, Banca Sella, Cerba Healthcare e Scalapay.

    Attilio Mazzilli

    L’ingresso di Attilio Mazzilli in Orrick

    Oltre a essere Partner di Orrick, Studio legale in cui ha fatto il suo ingresso nel 2015, Attilio Mazzilli ricopre anche il ruolo di Responsabile del Tech Group Italiano e membro dell’International Technology Companies Group. Da Intesa Sanpaolo a Banca Sella, fino alla più recente Scalapay, sono numerose le operazioni di rilievo portate a termine in oltre 22 anni di carriera. Non solo fornisce consulenza a startup e società di venture capital, principalmente in aree quali finanziamenti, diritto societario, M&A e quotazioni, ma opera inoltre in qualità di consulente per importanti aziende tecnologiche, fornendo supporto in tutte le fasi del loro ciclo di vita. A conferma del suo impegno, nel 2020 Attilio Mazzilli è stato premiato come “Avvocato dell’anno per il Venture Capital” ai Legalcommunity Awards. Grazie al suo prezioso contributo, la legal firm ha ricevuto diversi riconoscimenti: “Studio legale dell’anno 2021 per il Venture Capital”, “Studio legale dell’anno 2020 per M&A Small Cap” (BeBeez e PBV) e “Studio legale dell’anno 2020 per il Fintech” (TopLegal Industry Awards). Nei primi mesi di pandemia, ha inoltre collaborato con il Ministero dell’Innovazione, la Commissione Finanze e VC Hub nella stesura di misure urgenti volte a fornire sostegno finanziario alle imprese tecnologiche e innovative in Italia.

    Attilio Mazzilli: dalla formazione negli Stati Uniti ai primi incarichi professionali

    Esperto in private equity e venture capital e attivo in operazioni di M&A, sia nazionali sia cross border, Attilio Mazzilli consegue la laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Milano con una tesi dal titolo “The Insurance contracts in private international law”. La sua carriera in ambito giuridico prende avvio nel 2003 quando ottiene l’abilitazione all’esercizio della professione legale. In quegli stessi anni matura esperienza presso lo studio legale di Milano Pavia e Ansaldo in qualità di Associate. È il 2007 quando, dopo aver trascorso un anno a Los Angeles, in California, conseguendo un Master of Laws in Business&Corporate Law presso la University of Southern California School, torna a Milano. Attilio Mazzilli esordisce quindi, in veste di Senior Associate, nello studio legale Chiomenti, con cui collabora fino al 2011. Diventa in seguito Partner e Head of International Development dello Studio Carnelutti. Nel 2015, terminata questa esperienza, fa il suo ingresso presso la nota law firm Orrick, Herrington & Sutcliffe LLP.

  • Andrea Mascetti nell’Advisory Board di Valore Italia: le considerazioni

    Le competenze di Andrea Mascetti al servizio di Valore Italia: “Per me è quindi un onore far parte dell’Advisory Board insieme a un gruppo di persone con competenze elevate”.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: Valore Italia, i dettagli dell’iniziativa

    Ne ha sottolineato il carattere innovativo Andrea Mascetti, entrato a far parte di Valore Italia lo scorso febbraio. Centro di ricerca e Alta formazione dedicato al restauro e alla conservazione e valorizzazione del Patrimonio culturale e artistico, nasce nel 2019 sotto forma di impresa sociale per rilanciare la Scuola di Restauro di Botticino: promosso da Fondazione Enaip e Umana Forma, punta a favorire l’immissione sul mercato del lavoro di professionisti ed operatori altamente qualificati a cui dà la possibilità di studiare le più innovative metodologie da applicare al restauro, la conservazione e la valorizzazione del Patrimonio Culturale. “Per me è quindi un onore far parte dell’Advisory Board insieme a un gruppo di persone con competenze elevate”, ha sottolineato in occasione della nomina Andrea Mascetti.

    Andrea Mascetti: onorato di far parte dell’Advisory Board insieme a un gruppo di persone con competenze elevate

    Valore Italia “diventerà un soggetto importantissimo in questo ambito”: Andrea Mascetti lo afferma nel video in cui evidenzia il valore dell’iniziativa nonché la soddisfazione nel farne parte. Quello assunto da Valore Italia infatti non è solamente un impegno ma anche una responsabilità: formare i futuri restauratori e gli esperti che si dovranno assumere il compito di questa tutela implica infatti la capacità di acquisire una vision a 360° focalizzata non solo sullo specifico ambito di attività ma anche in materia di cultura e di lavoro, come rileva Andrea Mascetti parlandone non a caso come di un luogo dinamico e interdisciplinare, innovativo e sperimentale. Dallo scorso febbraio dunque Valore Italia può contare anche sulle competenze e sulla sua esperienza, maturata anche in Fondazione Cariplo in qualità di Coordinatore dell’Area arte e cultura e membro della commissione centrale di beneficenza.

  • Editoria italiana: la storia e i successi di Federico Motta Editore

    In oltre 90 anni di attività, Federico Motta Editore ha raggiunto importanti traguardi nell’editoria italiana: le tappe principali della storia della Casa Editrice milanese.

    Federico Motta Editore

    Le principali tappe della storia di Federico Motta Editore

    È il 1929 quando Federico Motta, appassionato dell’arte della riproduzione a stampa, dà vita alla “Cliché Motta”, originariamente specializzata nella riproduzione fotomeccanica. Poco dopo, negli anni ’30, il fondatore si cimenta nella stampa di fumetti come “Zambo” e “Dick Fulmine”, icone dell’epoca, segnando quindi il passaggio alla sfera editoriale. Il Dopoguerra segna invece un passaggio importante per la Federico Motta Editore. La Casa Editrice milanese si afferma infatti nel panorama editoriale italiano diventando simbolo di qualità, autorevolezza e tradizione. Gli anni ’50 portano un ulteriore importante traguardo: viene pubblicata la prima edizione della prima Enciclopedia Motta a fascicoli. Negli anni successivi l’attività dell’Editore prosegue con successo. Federico Motta Editore amplia e aggiorna la propria offerta culturale attraverso la proposta di volumi incentrati su temi specialistici come la medicina, la psicologia, la geografia e le scienze naturali.

    Federico Motta Editore: simbolo di qualità, innovazione e autorevolezza

    Fin dalla sua nascita, Federico Motta Editore ha fatto dell’innovazione e della qualità i punti di forza alla base della propria offerta culturale. La particolare attenzione mostrata verso la ricerca di nuove tecnologie ha consentito alla Casa Editrice di lanciare il Sonobox, uno strumento multimediale per la lettura audio dei testi di Storia Contemporanea dell’Enciclopedia. Successivamente viene invece pubblicata la prima enciclopedia multimediale dotata di volumi, floppy disk, CD-Rom, videocassette e tavole Transvision. Con l’avvento di Internet, la Casa Editrice decide di adattare i propri volumi alle nuove tecnologie e nel 1998 nasce quindi l’Enciclopedia Motta con Internet TV. Nel 2007, invece, vede la luce un’opera editoriale prestigiosa, “Historia – La grande storia della civiltà europea”. Il progetto nasce grazie alla collaborazione con Umberto Eco ea curatori autorevoli come Gilberto Corbellini, Laura Barletta o Anna Ottani Cavina . Nel corso degli anni Federico Motta Editore è stata insignita di prestigiosi riconoscimenti, a conferma della propria qualità e autorevolezza. L’Ambrogino d’Oro ricevuto nel 1980 ha preceduto il Premio Cenacolo – Editoria e Innovazione del 2002 e il premio Pirelli InterNETional Awards del 2007.

  • Copma: storia, servizi e traguardi della cooperativa ferrarese

    Dal 1971 Copma si occupa con successo di pulizia e sanificazione in ambienti sanitari, civili e industriali. Ricerca e innovazione i pilastri della filosofia aziendale.

    Copma

    Igiene e ambiente, il modello Copma

    Protagonista del mercato nazionale dei servizi da oltre 50 anni, Copma è una società cooperativa specializzata in pulizia e sanificazione di ambienti in grandi comunità (aziende sanitarie e ospedaliere, PA, uffici) e di condotti aeraulici, oltre ad occuparsi di manutenzione, progettazione e realizzazione di aree verdi (pubbliche o private). Nasce nel 1971 e fin dai primi anni di attività si distingue nel panorama italiano per l’impegno profuso sia nella ricerca di strumenti e tecnologie sempre più all’avanguardia che nell’adozione di standard qualitativi sempre più elevati. A testimoniarlo le numerose certificazioni ottenute, tra cui Qualità (UNI EN ISO9001), Responsabilità Sociale (SA8000), Sistema di Gestione Ambientale (UNI EN ISO 14001) e Sicurezza del lavoro e Tutela della salute (UNI ISO 45001). E non solo: dal 2010 il Sistema Qualità di Copma risulta infatti conforme allo Standard ANMDO – IQC per le buone pratiche di pulizia e sanificazione ambientale delle grandi strutture sanitarie.

    Copma: traguardi, riconoscimenti e attività nel terziario

    Per l’eccellenza raggiunta e l’attenzione agli standard non sorprende che Copma sia stata insignita del prestigioso “Merit Award”: il riconoscimento, conferito dall’Ente di Certificazione SGS Italia, è riservato infatti alle aziende che si sono contraddistinte per un esemplare controllo della qualità e per l’attenzione all’ambiente, alla sicurezza e all’energia. Tra i traguardi raggiunti da Copma anche numerose collaborazioni avviate con università e istituti di ricerca. Si segnala in particolare la partnership avviata negli ultimi anni con l’Università di Ferrara e che ha portato all’ideazione del sistema di sanificazione Pchs®, grazie al quale è possibile ottenere non solo una riduzione stabile dei batteri sulle superfici risparmiando su costi e riducendo l’impatto ambientale, ma è in grado di assicurare anche una protezione H24 con una sensibile riduzione del rischio di infezioni ospedaliere. Oltre alla sanificazione e al verde-giardinaggio, le attività di Copma spaziano in diverse ramificazioni del settore terziario. Tramite la partecipazione in alcune società, la cooperativa di Ferrara è attiva anche nell’assistenza alle persone anziane non autosufficienti, nelle attività di cura e diagnostica, nel trattamento e smaltimento dei rifiuti e infine anche nel settore immobiliare.

  • Massimo Malvestio: strumenti di finanza alternativa, il punto di vista dell’avvocato

    Cresce l’attenzione da parte delle PMI alle soluzioni alternative ai finanziamenti bancari. Massimo Malvestio (Praude AM): quotazione processo lungo e costoso, fondamentale tenere in conto le specifiche esigenze.

    Massimo Malvestio

    “Borse e private equity”, Massimo Malvestio tra i protagonisti del forum di Assindustria Venetocentro

    Oggi sempre più aziende, con lo scopo di sostenere il proprio percorso di crescita, scelgono di affidarsi a soluzioni alternative al credito bancario. Dalla quotazione in Borsa ai mini bond, dall’ingresso di partner industriali al private equity: ogni alternativa presenta delle opportunità, ma anche dei rischi. Sull’argomento è intervenuto l’esperto Massimo Malvestio. Lo scorso dicembre l’avvocato e fondatore di Praude AM ha preso parte come relatore al convegno “Tra Borsa e Private Equity, imprese al bivio: le scelte (vincenti) per crescere”. Promosso da Assindustria Venetocentro, il forum è stata l’occasione per analizzare il fenomeno, che riguarda in particolar modo le imprese venete. A dirlo una ricerca condotta da Cerved Rating Agency ed Equita: delle circa 661 imprese mid-cap non quotate presenti sul territorio italiano, 90 hanno sede in Veneto. Ad aprire i lavori il Vice Presidente di Assindustria Veneto Centro Marco Stevanato (Stevanato Group). Sul palco, oltre a Massimo Malvestio, Federico Riggio, CIO e Founding Partner di Helikon Investments, e Paolo Possamai, Direttore di “Nordest Economia” nonché moderatore del dibattito.

    L’analisi di Massimo Malvestio

    Diverse le cause che spiegano il trend, che dal 2020 ha subito un’ulteriore accelerazione. Desertificazione bancaria, aumento dei multipli riconosciuti alle PMI, una legislatura favorevole e un’ampia adesione ai criteri di accessibilità le principali. Tuttavia, avverte Massimo Malvestio, per un’azienda che intende aprirsi al mercato dei capitali è fondamentale individuare la soluzione in grado di rispondere alle specifiche esigenze del caso. Non tutte le imprese hanno la forza e la capacità per puntare a Piazza Affari: “Si tratta di un processo lungo, costoso, che impegna molto le società: ho visto gente spendere milioni e quotazioni raggiunte con costi vicini al 20% degli importi ottenuti”, ha dichiarato Massimo Malvestio nel suo intervento. Anche il private equity non è esente da rischi, soprattutto se l’impresa non ha la capacità di discernere tra i numerosi fondi e le loro reali intenzioni nei confronti dell’azienda. “Se si possono ottenere soldi dalle banche, visti i tassi, è possibilità che va sempre considerata”, ha concluso il fondatore di Praude AM.

  • Tecnicaer Engineering di Fabio Inzani presente al workshop del JRP Healthcare Infrastructures

    Sono ancora numerosi gli interrogativi connessi alle nuove esigenze scaturite dall’attuale situazione sanitaria mondiale. I partner del JRP Healthcare Infrastructures, tra cui Tecnicaer Engineering di Fabio Inzani, si sono incontrati per discutere e dare risposte concrete.

    Fabio Inzani

    Fabio Inzani: Tecnicaer Engineering al workshop del JRP Healthcare Infrastructures

    Il Covid-19 ha evidenziato le forti criticità che da anni impattano sugli ospedali italiani in termini di obsolescenza delle infrastrutture: è ormai chiara la necessità e l’urgenza di avere strutture più efficienti. L’incontro, ospitato dalla Fondazione Politecnico di Milano, è stato aperto dall’opening speech di Natasha Azzoppardi Muscat (Organizzazione Mondiale della Sanità), Ruggero Lensi (DGUNI) e Giovanni Pavesi (DG Welfare Regione Lombardia). L’attenzione è stata rivolta ai temi principali che dovranno definire gli ospedali del futuro. Le aziende partecipanti, come Tecnicaer Engineering di cui Fabio Inzani è Presidente, hanno presentato, all’interno di tavoli di lavoro coordinati dai componenti del Comitato Guida, la loro visione personale, mettendo in evidenza le esigenze rilevate, le best practice, i casi studio e gli indicatori di misurabilità. Il workshop ha quindi consentito di confrontarsi su strategie trasversali applicabili sia agli ospedali esistenti sia alle nuove costruzioni con un focus particolare sul progetto funzionale, sull’innovazione digitale, sulla gestione del rischio e sulla centralità dell’utente.

    Fabio Inzani: “Doveroso riflettere sul progetto delle nostre strutture ospedaliere”

    Innovativa piattaforma tecnologica guidata dal Dipartimento ABC del Politecnico di Milano e dalla Fondazione Politecnico di Milano, il JRP Healthcare Infrastructures facilita il dialogo tra le istituzioni e le imprese appartenenti alla filiera delle Healthcare Infrastructures. Le tematiche riguardano lo sviluppo e la costruzione di strategie di innovazione progettuale, tecnologica, organizzativa, costruttiva e gestionale utili alla realizzazione dell’ospedale 4.0.: la transizione della sanità consentirà di passare da un modello ospedale-centrico a un modello user-center sostenibile, inserito in una rete territoriale fisica e digitale. “L’incremento di complessità, l’evoluzione sempre più rapida dei processi a servizio della sanità e i recenti eventi pandemici ci obbligano ad una riflessione profonda sul progetto delle nostre strutture per la salute”, ha sottolineato Fabio Inzani. “Far parte di una task force di esperti competenti e multidisciplinari significa per la nostra società poter mettere a fattor comune le reciproche esperienze, promuovendo quella revisione strategica nel lungo termine necessaria e non più rinviabile”. Il Next Generation Hospital o Ospedale 4.0 dovrà infatti essere un ecosistema resiliente al cambiamento e capace di tutelare la salute degli utenti al variare delle necessità sociali, economiche, ambientali ed epidemiologiche del contesto in cui è inserito.

  • La carriera di Marco Domizio prima e dopo la fondazione di Ares Ambiente

    Prima della fondazione di Ares Ambiente, Marco Domizio ha sviluppato un lungo percorso professionale con diversi incarichi come Responsabile Commerciale per primarie aziende attive nella gestione rifiuti.

    Marco Domizio

    Marco Domizio: incarichi e specializzazioni

    Classe 1974, Marco Domizio è un imprenditore con ampie competenze di tipo gestionale e autorizzativo riguardanti il settore dei rifiuti. Nel 2008 ha fondato Ares Ambiente, realtà specializzata nell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati. Il suo percorso professionale prende avvio dopo il conseguimento del Diploma nel 1995: di lì a poco, infatti, esordisce professionalmente in un’azienda di intermediazione rifiuti attiva in Lombardia. Qui si occupa anche della partecipazione alle gare di appalto. Dopo sei anni entra in una società specializzata in attività di spurghi e pulizie industriali: nello specifico, nel ruolo di Responsabile Commerciale, si dedica all’espansione della clientela e alla realizzazione di un impianto di compostaggio, tuttora attivo in provincia di Bergamo. In seguito opera nello stesso ruolo in una primaria azienda della provincia di Milano, per la quale coordina l’istallazione di sette impianti di trito-vagliatura in Campania. Successive esperienze lo vedono attivo nel settore del trasporto transfrontaliero di rifiuti (sia a mezzo gomma/intermodale che a mezzo nave) e nelle vesti di Responsabile Commerciale per un impianto di compostaggio. Gestisce, inoltre, una cava di estrazione di minerali naturali. Marco Domizio torna successivamente a occuparsi del settore ambientale operando presso un’azienda di trasporti conto terzi e in una società di intermediazione.

    Marco Domizio fonda Ares Ambiente

    Forte della precedente esperienza nel settore, Marco Domizio decide nel 2008 di avviare una propria attività. L’iniziativa conduce alla nascita di Ares Ambiente, realtà specializza nell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati. Negli anni l’azienda ha sviluppato un ampio ventaglio di servizi nel settore ambientale, spaziando dallo smaltimento e recupero fino ad occuparsi, per i clienti, del trasporto di rifiuti “speciali pericolosi” e “speciali non pericolosi” su tutto il territorio nazionale. L’azienda ha raggiunto una posizione di riferimento nel settore e funge da anello di congiunzione tra i soggetti attivi nel ciclo di gestione del rifiuto. Nello specifico, i suoi servizi sono dedicati al trattamento di rifiuti caratterizzati in numerosi codici CER – Codice Europeo dei Rifiuti, in linea con la classificazione “Elenco Europeo dei Rifiuti – EER 2014/955/UE”. È iscritta presso l’Albo Nazionale Gestori Ambientali, Categoria 8 Classe A e Categoria 4 Classe F e 5 Classe F – Sezione Regionale della Lombardia. Dalla sua nascita per opera di Marco Domizio a oggi, Ares Ambiente ha ottenuto diverse certificazioni di rilievo, tra cui quelle in ambito Qualità (UNI EN ISO 9001:2015), Ambiente (UNI EN ISO 14001:2015 e Regolamento Europeo EMAS), Sicurezza (UNI ISO 45001:2018) e Responsabilità Sociale (SA 8000:2014). Al centro del suo operato vi sono scrupolosi criteri di efficienza, economicità e trasparenza: elementi riconosciuti anche dal titolo di azienda Best Performer nella provincia di Bergamo, assegnato da “LombardiaPost” nel 2021.