Dire che il fumo fa male è senza dubbio una verità che dispone di molte, troppe prove a suo favore e continuano comunque a risultare poco efficaci i tanti avvisi, spesso giudicati fin troppo palesi, per limitarne il consumo. E’ invece sbagliato affermare che, in assoluto, il tabacco fa male. Sono abbastanza recenti i risultati che hanno individuato un gene dell’HIV in questa pianta. E’ proprio in seguito a questa scoperta che risulta oggi possibile avviare studi e sperimentazioni che prevedono l’interessante panorama di poter trasformare le piantagioni di tabacco in vere e proprie biofabbriche in grado di produrre speciali molecole che interesseranno indubbiamente l’intero settore dei prodotti farmaceutici così come quello degli integratori, in particolar modo degli integratori alimentari. Le ricerche condotte sembrano presentare l’opportunità non troppo distante di produrre molecole e di conseguenza prodotti di vario genere, in grado in contrastare il virus HIV. Vi è inoltre un ulteriore aspetto di pregevole importanza riguardante la sostenibilità del progetto, ovvero che la pianta del tabacco non è commestibile e di conseguenza un suo utilizzo del tipo appena riportato non toglie un prodotto alimentare a esseri umani ne animali, al massimo porterebbe ad una riduzione nella produzione di sigari e sigarette. Altro aspetto interessante è che la pianta del tabacco si riesce a coltivare senza particolari problemi e allo stesso modo è possibili compiere su di essa dei processi di trasformazione grazie alle più moderne tecniche di ingegneria genetica.
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